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IN QUESTO NUMERO: •INTERVISTA 
 A FRANCESCA 
 CASULA DI LÌBEROS •L’EUROPA 
 CHE VORREI , 
 SPECIALE LIBRI 
 COME 2013 •BOLOGNA, 
 GLI EDITORI 
 A CACCIA DI PIXEL

•LA RUBRICA “ROBA DA READER” •LA RECENSIONE 
 DI “NW ” 
 DI ZADIE SMITH •TUTTE LE NEWS 
 DI “INTO THE NET”

magazine N.03 2013


N .03

- 2013

e.Magazine

Il primo Magazine dedicato al panorama della nuova editoria digitale. Notizie e retroscena del mondo degli eBook
 e dell'editoria digitale. Un modo diretto per aumentare il grado di “informazione” dei lettori sulle tematiche
 editoriali che li interessano e riguardano direttamente.



N .03

- 2013

e.Magazine

Il primo Magazine dedicato al panorama della nuova editoria digitale. Notizie e retroscena del mondo degli eBook
 e dell'editoria digitale. Un modo diretto per aumentare il grado di “informazione” dei lettori sulle tematiche
 editoriali che li interessano e riguardano direttamente.



N .02

- 2013

Editoriale L’ INTERVISTA : L ÌBEROS

Il sorpasso
 (e la resurrezione) D OPO 13

ANNI , 


LE VENDITE DEL MERCATO 
 DELL A MUSICA TORNANO 
 A SALIRE PROPRIO GRAZIE 


AL DEMONIZZATO INTERNET . 


G LI EDITORI HANNO 
 L ' ESEMPIO SOTTO AL 


LORO NASO MA SEMBRANO 


Moreno Scorpioni

Spesso gli ambienti culturali, nonostante si dichiarino progressisti, sono i più rigidi e timorosi dell'evoluzione. 
 È un fatto che a partire dal 1999, prima che internet avesse la diffusione capillare di cui gode oggi e la pirateria dilagasse, le vendite di cd musicali hanno subìto un calo progressivo e costante che ha fatto spesso gridare alla crisi del mercato musicale. È un fatto che dal 2004 è

NON ACCORGERSENE .

cresciuto, in maniera altrettanto costante, il mercato della musica digitale che, preso quasi sempre sottogamba, con l’andare del tempo è riuscito a imporsi e a diventare un terzo del mercato globale. Uno studio realizzato dall’Economist mostra tramite un grafico come la crisi del mercato della musica si sia ripresa grazie proprio a Internet, quello strumento tanto odiato e tanto

L’ EUROPA CHE VORREI

CLASSIFICHE E RECENSIONI SCOPRI LE TOP 5, LA RECENSIONE
 DI “Transiberiana” di Luciana Castellina, IL PERCORSO DI LETTURA E I LIBRI DEL MESE

R OBA DA R EADER

I NTERATTIVO 1.1 (ma solo in ordine di tempi) maledetto che sembrava D IGITAL M USIC R EPORT aver infossato per sempre Spotify, che propone musica 2013 CREATO DALL ’I FPI le carriere di molti cantanin abbonamento in streaming. ti. Utilizzando i dati della La parabola seguita dall’amFederazione Internaziobiente culturale della musica nale dei Discografici dovrebbe far suonare diversi (IFPI) che ogni anno pubcampanelli d’allarme agli editoblica un rapporto dettagliari che sembrano volersi coprire to sullo stato della musica, gli ocsi dimostra come nella storia recente, per la chi a tutti i costi di FOCUS ON prima volta da oltre dieci anni, le vendite non fronte al digitale, siano andate in paro con i costi di produzione ancora percepito Gli Editori a caccia di Pixel ma siano addirittura cresciute. Il merito? Inter- come fattore di crisi net. O meglio: la bravura, a scoppio ritardato, e non d’innovazione. delle major e dei discografici che hanno saputo approfittare dei nuovi canali di distribuzioEppure tutto fa supne ancora considerati “alternativi” e che hanporre che il trend del no abbracciato in toto nuovi metodi di fruiziomercato del libro ne del brano musicale come l’ultimo arrivato debba avere lo stesso 2


N .02

- 2013

Editoriale L’ INTERVISTA : L ÌBEROS

Il sorpasso
 (e la resurrezione) D OPO 13

ANNI , 


LE VENDITE DEL MERCATO 
 DELL A MUSICA TORNANO 
 A SALIRE PROPRIO GRAZIE 


AL DEMONIZZATO INTERNET . 


G LI EDITORI HANNO 
 L ' ESEMPIO SOTTO AL 


LORO NASO MA SEMBRANO 


Moreno Scorpioni

Spesso gli ambienti culturali, nonostante si dichiarino progressisti, sono i più rigidi e timorosi dell'evoluzione. 
 È un fatto che a partire dal 1999, prima che internet avesse la diffusione capillare di cui gode oggi e la pirateria dilagasse, le vendite di cd musicali hanno subìto un calo progressivo e costante che ha fatto spesso gridare alla crisi del mercato musicale. È un fatto che dal 2004 è

NON ACCORGERSENE .

cresciuto, in maniera altrettanto costante, il mercato della musica digitale che, preso quasi sempre sottogamba, con l’andare del tempo è riuscito a imporsi e a diventare un terzo del mercato globale. Uno studio realizzato dall’Economist mostra tramite un grafico come la crisi del mercato della musica si sia ripresa grazie proprio a Internet, quello strumento tanto odiato e tanto

L’ EUROPA CHE VORREI

CLASSIFICHE E RECENSIONI SCOPRI LE TOP 5, LA RECENSIONE
 DI “Transiberiana” di Luciana Castellina, IL PERCORSO DI LETTURA E I LIBRI DEL MESE

R OBA DA R EADER

I NTERATTIVO 1.1 (ma solo in ordine di tempi) maledetto che sembrava D IGITAL M USIC R EPORT aver infossato per sempre Spotify, che propone musica 2013 CREATO DALL ’I FPI le carriere di molti cantanin abbonamento in streaming. ti. Utilizzando i dati della La parabola seguita dall’amFederazione Internaziobiente culturale della musica nale dei Discografici dovrebbe far suonare diversi (IFPI) che ogni anno pubcampanelli d’allarme agli editoblica un rapporto dettagliari che sembrano volersi coprire to sullo stato della musica, gli ocsi dimostra come nella storia recente, per la chi a tutti i costi di FOCUS ON prima volta da oltre dieci anni, le vendite non fronte al digitale, siano andate in paro con i costi di produzione ancora percepito Gli Editori a caccia di Pixel ma siano addirittura cresciute. Il merito? Inter- come fattore di crisi net. O meglio: la bravura, a scoppio ritardato, e non d’innovazione. delle major e dei discografici che hanno saputo approfittare dei nuovi canali di distribuzioEppure tutto fa supne ancora considerati “alternativi” e che hanporre che il trend del no abbracciato in toto nuovi metodi di fruiziomercato del libro ne del brano musicale come l’ultimo arrivato debba avere lo stesso 2


andamento di quello musicale. Uno fra tutti è quello secondo cui, nel 2012 negli USA i canali di vendita online hanno superato quelli fisici. Lo conferma l’ultima ricerca di mercato di Bokwer: nei primi 11 mesi del 2012 in USA il 43,8% dei libri sono stati venduti on line mentre la quota dei volumi acquistati nelle librerie  e nei supermercati è pari al 31,6%. È inoltre emerso che sono state le grandi catene librarie a rimetterci di più, perdendo ben dieci punti percentuali. 
 Ben diversa è la situazione in Europa, dove le vendite online fino al 2011 non sfiorano la doppia cifra, eccezion fatta per il Regno Unito in cui i canali on line valgono il

magazine


Mensile on line di informazione libraria
 
 Registrazione presso il Tribunale Civile di Roma
 n° 269/2011 del 20-09-2011 


Copia digitale gratuita


37,7% in crescita. Gli analisti hanno spiegato questo cambiamento come una conseguenza del crack della catena Borders e del cambiamento nelle abitudini di acquisto degli americani, ormai sempre più legati a quel nuovo prodotto che si diceva non avrebbe mai preso piede: l’eBook. Ha senso continuare a vedere l’eBook in contrapposizione con il cartaceo? Forse piuttosto che chiedersi di che morte morirà la letteratura gli editori dovrebbero cominciare a guardare ogni singola declinazione del libro come un pezzo di un puzzle ben più complesso, lavorando affinché possa avvenire una sorta di sincretismo tra byte e carta. Ché è possibile, e lo dicono i dati.
 Di evoluzione non si muore, anzi, si resuscita!

Edito da Absolutely Free


via Roccaporena, 44 00191 Roma 


IN REDAZIONE
 


Daniele Azzolini 
 direttore responsabile 
 Moreno Scorpioni 
 inchieste 


Gianluca Comuniello recensioni 
 Nicoletta Azzolini 
 Oscar Mancini
 interviste e rubriche 
 Ivan Pasquariello 
 segreteria redazione Francesca Cicchitti pubblicità

visita il sito absolutelyfree.it 3


andamento di quello musicale. Uno fra tutti è quello secondo cui, nel 2012 negli USA i canali di vendita online hanno superato quelli fisici. Lo conferma l’ultima ricerca di mercato di Bokwer: nei primi 11 mesi del 2012 in USA il 43,8% dei libri sono stati venduti on line mentre la quota dei volumi acquistati nelle librerie  e nei supermercati è pari al 31,6%. È inoltre emerso che sono state le grandi catene librarie a rimetterci di più, perdendo ben dieci punti percentuali. 
 Ben diversa è la situazione in Europa, dove le vendite online fino al 2011 non sfiorano la doppia cifra, eccezion fatta per il Regno Unito in cui i canali on line valgono il

magazine


Mensile on line di informazione libraria
 
 Registrazione presso il Tribunale Civile di Roma
 n° 269/2011 del 20-09-2011 


Copia digitale gratuita


37,7% in crescita. Gli analisti hanno spiegato questo cambiamento come una conseguenza del crack della catena Borders e del cambiamento nelle abitudini di acquisto degli americani, ormai sempre più legati a quel nuovo prodotto che si diceva non avrebbe mai preso piede: l’eBook. Ha senso continuare a vedere l’eBook in contrapposizione con il cartaceo? Forse piuttosto che chiedersi di che morte morirà la letteratura gli editori dovrebbero cominciare a guardare ogni singola declinazione del libro come un pezzo di un puzzle ben più complesso, lavorando affinché possa avvenire una sorta di sincretismo tra byte e carta. Ché è possibile, e lo dicono i dati.
 Di evoluzione non si muore, anzi, si resuscita!

Edito da Absolutely Free


via Roccaporena, 44 00191 Roma 


IN REDAZIONE
 


Daniele Azzolini 
 direttore responsabile 
 Moreno Scorpioni 
 inchieste 


Gianluca Comuniello recensioni 
 Nicoletta Azzolini 
 Oscar Mancini
 interviste e rubriche 
 Ivan Pasquariello 
 segreteria redazione Francesca Cicchitti pubblicità

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S PECIALE

L’Europa che vorrei La quarta edizione della festa
 del libro romana “Libri Come”
 ha avuto come polo tematico
 l’Europa e i cambiamenti a cui
 Moreno Scorpioni

è soggetta. Scrittori e intellettuali
 di tutto il globo sono stati invitati


Si è svolta a Roma dal 14 al 17 marzo a prendere parte al dibattito
 scorso nella meravigliosa cornice deldal titolo “Come l’Europa” l’Auditorium Parco della Musica la quarta edizione della Festa del Libro e dellizzata fin dal titolo sull'Europa, sui la Lettura Libri Come dal titolo, quesuoi malumori, sulle sue prospettive. A st’anno, “Come l’Europa” per un viaguna folta pattuglia di autori internaziogio alla scoperta del nostro continente, nali (Javier Cercas, Peattraverso il filtro tros Markaris, Ferdelle parole, delF ILMATO 1.1 P RESENTAZIONE nando Savater, Cathel’analisi e delle DI L IBRI C OME rine Dunne, Angelica riflessioni degli Klüssendorf, Uwe scrittori: tra politiTimm, Frank Westerca ed economia, man, Miljenko Jergocultura e società, vić, Dragan Velikić, crisi e futuro. Matti Rönkä) è stato L’edizione di quechiesto di ragionare su st'anno si è foca-

sfide e problematiche che avvolgono il presente e il futuro del continente, in un ciclo di incontri che hanno compreso anche due maratone collettive (la prima affidata agli scrittori, la seconda a un gruppo di sociologi, economisti e accademici). Libri come quest'anno ha provato a riflettere anche sulle trasformazioni sociali che stiamo attraversando, concentrandosi sul problema del lavoro (con l'economista Tito Boeri e il segretario generale della CGIL Susanna Camusso) e su quello dei diritti

(con il giurista Stefano Rodotà e il sociologo Guy Standing). In questo contesto oltre ad approfondimenti sul mondo dell’editoria, naturali per una manifestazione che storicamente nasce con l’obiettivo di non fermarsi alla cosa (i libri) ma di esplorare anche il come (come vengo-

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S PECIALE

L’Europa che vorrei La quarta edizione della festa
 del libro romana “Libri Come”
 ha avuto come polo tematico
 l’Europa e i cambiamenti a cui
 Moreno Scorpioni

è soggetta. Scrittori e intellettuali
 di tutto il globo sono stati invitati


Si è svolta a Roma dal 14 al 17 marzo a prendere parte al dibattito
 scorso nella meravigliosa cornice deldal titolo “Come l’Europa” l’Auditorium Parco della Musica la quarta edizione della Festa del Libro e dellizzata fin dal titolo sull'Europa, sui la Lettura Libri Come dal titolo, quesuoi malumori, sulle sue prospettive. A st’anno, “Come l’Europa” per un viaguna folta pattuglia di autori internaziogio alla scoperta del nostro continente, nali (Javier Cercas, Peattraverso il filtro tros Markaris, Ferdelle parole, delF ILMATO 1.1 P RESENTAZIONE nando Savater, Cathel’analisi e delle DI L IBRI C OME rine Dunne, Angelica riflessioni degli Klüssendorf, Uwe scrittori: tra politiTimm, Frank Westerca ed economia, man, Miljenko Jergocultura e società, vić, Dragan Velikić, crisi e futuro. Matti Rönkä) è stato L’edizione di quechiesto di ragionare su st'anno si è foca-

sfide e problematiche che avvolgono il presente e il futuro del continente, in un ciclo di incontri che hanno compreso anche due maratone collettive (la prima affidata agli scrittori, la seconda a un gruppo di sociologi, economisti e accademici). Libri come quest'anno ha provato a riflettere anche sulle trasformazioni sociali che stiamo attraversando, concentrandosi sul problema del lavoro (con l'economista Tito Boeri e il segretario generale della CGIL Susanna Camusso) e su quello dei diritti

(con il giurista Stefano Rodotà e il sociologo Guy Standing). In questo contesto oltre ad approfondimenti sul mondo dell’editoria, naturali per una manifestazione che storicamente nasce con l’obiettivo di non fermarsi alla cosa (i libri) ma di esplorare anche il come (come vengo-

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no scritti, stampati, distribuiti) si inserisce il programma rivolto agli studenti di medie e superiori sull’evoluzione del linguaggio e sul giornalismo con una lectio magistralis tenuta da uno dei protagonisti dell’informazione italiana come Enrico Mentana (box a fianco). Carnet fittissimo anche per la giornata conclusiva, con ospiti d’eccezione come lo scrittore statunitense Richard Ford che conversato con Sandro Veronesi su “come ho scritto i miei libri” seguito da Alessandro Piperno e Walter Siti in dialogo sul tema “Come
 il Realismo”. Chiusura 
 in grande stile per una giornata piena di appuntamenti da “spulciare” con Salman Rushdie, che ha parlato della libertà, della censura, della letteratura, temi tratteggiati nella sua recente autobiografia “Joseph Anton”.

Come il giornalismo La riflessione portata avanti da Mentana nella lezione tenuta all’interno del contenitore “LIbri Come” è stata tutta improntata sul digitale e su come internet abbia cambiato il modo di fare notizia: «il vero punto non è come cambia il giornalismo o com’è cambiato in questi anni quanto piuttosto come sarà tra 10 anni. Chi può dirlo?» ha spiegato il giornalista, facendo dell’utilizzo (corretto) dei social media un punto imprescindibile del dibattito.
 «Per chi fa o vuole fare questo lavoro, il dibattito sui social media, sull’esserci o non esserci, non solo è superato, ma è proprio stupido. Twitter è una realtà, esiste, e ignorarlo potrebbe portare conseguenze negative solo per il giornalista in questione. Il punto è: oggi esiste internet e l’informazione passa da quel canale, in 140 caratteri. E domani? Quello che cambia è il rapporto tra informazione e informato» continua il direttore del TG La7, insistendo sul concetto di gratuità dell’informazione: «un contenuto che oggi viene dato gratis non riusciremo mai più a farlo pagare». La posizione tra fruitore e informazione è stata completamente stravolta: fino a trent’anni fa il tg della sera era un “appuntamento” al quale il fruitore arrivava quasi vergine, non intaccato dalle notizie se non da quelle della mattina con il giornale. Notare le differenze con oggi è molto semplice visto che ovunque, in qualsiasi momento della giornata, è possibile avere libero accesso alle notizie: basta avere uno smartphone. L’equilibrio è stato stravolto, si diceva: negli anni ’80 si raccontava la caduta l’est Europa senza che di fatto la gente sapesse cosa fosse e come si vivesse e il giornalista aveva quasi un ruolo intoccabile. Oggi, grazie anche alle compagnie low cost, non è più così. Il cambiamento e la rivoluzione però non hanno necessariamente accezioni negative e il Direttore ci tiene a precisarlo: «Negli anni ’80 il modo di fare giornalismo era molto burocratico, la filiera estremamente lunga e soprattutto non si scriveva come si parlava. Era come se per fare giornalismo si dovesse utilizzare una lingua elevata per i soli addetti ai lavori, una sorta di linguaggio iniziatico per elevarti e far capire che si fa parte di una sorta di elite.
 L’esatto contrario della comunicazione di massa di oggi» il cui esempio lampante fu nella nascita del TG5, nel ’92, che introduceva

un modo di fare comunicazione totalmente diverso, rincorrendo qualsiasi tipo di pubblico.
 Svincolato, almeno in fase iniziale, dai partiti. Del tutto opposta la situazione attuale con il Tg la7: «Era l’ultimo anno del berlusconismo e si tentava di parlarne il meno possibile. Fu così che cominciò il boom di cani e tintarelle nei tg nazionali. La strada da percorrere non poteva che essere inversa: rimettere al centro del dibattito la politica e lasciare da parte cani e padroni abbronzati». Formula rivelatasi di successo perché introduceva sul mercato un tipo di prodotto di cui si sentiva l'esigenza e che, soprattutto, mancava. Un fenomeno vintage in un mondo ultra tecnologico. E la lezione da raccogliere, chiosa il giornalista, è proprio questa: nei periodi di grandi cambiamento e di trasformazione dell’ordine prestabilito, c’è spazio anche per fenomeni vintage della comunicazione.

Grillo ne è stato un esempio lampante con il ritorno in auge dei tradizionali comizi in piazza.
 
 Un fenomeno vintage in un mondo ultra tecnologico. E la lezione da raccogliere, chiosa il giornalista, è proprio questa: nei periodi di grandi cambiamento e di trasformazione dell’ordine prestabilito, c’è spazio anche per fenomeni vintage della comunicazione. Grillo ne è stato un esempio lampante con il ritorno in auge dei tradizionali comizi in piazza.
 
 Cambiamento ed evoluzione sono la parola chiave, tanto nel mondo della comunicazione quanto in generale in quello dell’editoria con il fenomeno dei libri digitali. Basta solo cavalcare l’onda e non annegare nel mare magnum di conversazioni inutili.

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no scritti, stampati, distribuiti) si inserisce il programma rivolto agli studenti di medie e superiori sull’evoluzione del linguaggio e sul giornalismo con una lectio magistralis tenuta da uno dei protagonisti dell’informazione italiana come Enrico Mentana (box a fianco). Carnet fittissimo anche per la giornata conclusiva, con ospiti d’eccezione come lo scrittore statunitense Richard Ford che conversato con Sandro Veronesi su “come ho scritto i miei libri” seguito da Alessandro Piperno e Walter Siti in dialogo sul tema “Come
 il Realismo”. Chiusura 
 in grande stile per una giornata piena di appuntamenti da “spulciare” con Salman Rushdie, che ha parlato della libertà, della censura, della letteratura, temi tratteggiati nella sua recente autobiografia “Joseph Anton”.

Come il giornalismo La riflessione portata avanti da Mentana nella lezione tenuta all’interno del contenitore “LIbri Come” è stata tutta improntata sul digitale e su come internet abbia cambiato il modo di fare notizia: «il vero punto non è come cambia il giornalismo o com’è cambiato in questi anni quanto piuttosto come sarà tra 10 anni. Chi può dirlo?» ha spiegato il giornalista, facendo dell’utilizzo (corretto) dei social media un punto imprescindibile del dibattito.
 «Per chi fa o vuole fare questo lavoro, il dibattito sui social media, sull’esserci o non esserci, non solo è superato, ma è proprio stupido. Twitter è una realtà, esiste, e ignorarlo potrebbe portare conseguenze negative solo per il giornalista in questione. Il punto è: oggi esiste internet e l’informazione passa da quel canale, in 140 caratteri. E domani? Quello che cambia è il rapporto tra informazione e informato» continua il direttore del TG La7, insistendo sul concetto di gratuità dell’informazione: «un contenuto che oggi viene dato gratis non riusciremo mai più a farlo pagare». La posizione tra fruitore e informazione è stata completamente stravolta: fino a trent’anni fa il tg della sera era un “appuntamento” al quale il fruitore arrivava quasi vergine, non intaccato dalle notizie se non da quelle della mattina con il giornale. Notare le differenze con oggi è molto semplice visto che ovunque, in qualsiasi momento della giornata, è possibile avere libero accesso alle notizie: basta avere uno smartphone. L’equilibrio è stato stravolto, si diceva: negli anni ’80 si raccontava la caduta l’est Europa senza che di fatto la gente sapesse cosa fosse e come si vivesse e il giornalista aveva quasi un ruolo intoccabile. Oggi, grazie anche alle compagnie low cost, non è più così. Il cambiamento e la rivoluzione però non hanno necessariamente accezioni negative e il Direttore ci tiene a precisarlo: «Negli anni ’80 il modo di fare giornalismo era molto burocratico, la filiera estremamente lunga e soprattutto non si scriveva come si parlava. Era come se per fare giornalismo si dovesse utilizzare una lingua elevata per i soli addetti ai lavori, una sorta di linguaggio iniziatico per elevarti e far capire che si fa parte di una sorta di elite.
 L’esatto contrario della comunicazione di massa di oggi» il cui esempio lampante fu nella nascita del TG5, nel ’92, che introduceva

un modo di fare comunicazione totalmente diverso, rincorrendo qualsiasi tipo di pubblico.
 Svincolato, almeno in fase iniziale, dai partiti. Del tutto opposta la situazione attuale con il Tg la7: «Era l’ultimo anno del berlusconismo e si tentava di parlarne il meno possibile. Fu così che cominciò il boom di cani e tintarelle nei tg nazionali. La strada da percorrere non poteva che essere inversa: rimettere al centro del dibattito la politica e lasciare da parte cani e padroni abbronzati». Formula rivelatasi di successo perché introduceva sul mercato un tipo di prodotto di cui si sentiva l'esigenza e che, soprattutto, mancava. Un fenomeno vintage in un mondo ultra tecnologico. E la lezione da raccogliere, chiosa il giornalista, è proprio questa: nei periodi di grandi cambiamento e di trasformazione dell’ordine prestabilito, c’è spazio anche per fenomeni vintage della comunicazione.

Grillo ne è stato un esempio lampante con il ritorno in auge dei tradizionali comizi in piazza.
 
 Un fenomeno vintage in un mondo ultra tecnologico. E la lezione da raccogliere, chiosa il giornalista, è proprio questa: nei periodi di grandi cambiamento e di trasformazione dell’ordine prestabilito, c’è spazio anche per fenomeni vintage della comunicazione. Grillo ne è stato un esempio lampante con il ritorno in auge dei tradizionali comizi in piazza.
 
 Cambiamento ed evoluzione sono la parola chiave, tanto nel mondo della comunicazione quanto in generale in quello dell’editoria con il fenomeno dei libri digitali. Basta solo cavalcare l’onda e non annegare nel mare magnum di conversazioni inutili.

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L’I NTERVISTA

Un circolo di virtuosi da 100.000 euro Librerie, biblioteche, scrittori, case editrici, associazioni culturali e chiunque organizzi eventi legati al libro. Ma soprattutto lettori. Ecco come nasce Lìberos, la community sarda vincitrice del concorso “Che fare”. Moreno Scorpioni

Cultura e interattività possono confrontarsi, fondersi e vincere 100.000 euro. È la prova vinta da Lìberos, la comunità di lettori sardi ideata dalla scrittrice Michela Murgia che ha scelto un nome emblematico per questa realtà che, in sardo logudorese, significa sia libri sia liberi.

ma anche dall’esigenza, ormai sempre più sentita, di mettere insieme tutte le energie positive che in Sardegna, e non solo, gravitano attorno al mondo dell’editoria e che

I NTERATTIVO 1.2 P RESENTAZIONE DEL

Ai microfoni di e.Magazine è intervenuta Francesca Casula per raccontarci come si crea un progetto vincente. Da cosa nasce l’idea di Lìberos?
 Lìberos nasce dalla crisi, inutile negarlo,

P ROGETTO

avevano solo bisogno di un collante etico per ritrovarsi a collaborare in un progetto condiviso. Era necessario rendere economicamente vantaggiose le buone pratiche, in modo da scoraggiare quei comportamenti magari legali ma sicuramente sleali che, per favorire uno, danneggiano tutto il sistema. Si leggono nomi virtuosi tra i padri fondatori del progetto tra cui la scrittrice Michela Murgia. Avere nomi affermati nel panorama letterario italiano ha contribuito a una maggiore diffusione del progetto? Sicuramente il nome di Michela Murgia ha conferito visibilità alle iniziative di Lìberos e stimolato la curiosità dei lettori, i principali fruitori delle nostre attività e del nostro sito internet. Allo stesso tempo, col passare dei mesi, è stata la stessa forza innovatrice del progetto, il suo consolidarsi e rivelarsi sempre più aggregante ad attrarre l’interesse di altri nomi importanti dell’editoria sarda e italiana. Un circolo virtuoso, quindi, in pieno stile Lìberos.


Riuscite a interfacciarvi con l’amministrazione locale? Avete avuto qualche tipo di riscontro? È ancora presente una qualche connessione “stato/cultura” o si è ancora dell’idea che con la cultura non si mangia? Molte amministrazioni locali hanno manifestato un grande interesse per la proposta culturale di Lìberos, non è un caso, infatti, che le biblioteche facciano parte sin dalla nascita del gruppo di attività. Pur con tutti i limiti dettati dalle ristrettezze legate alle risorse economiche sempre più scarne, molti comuni ed enti intermedi hanno raccolto la sfida lanciata da Lìberos: uscire

Michela Murgia, tra i fondatori e i promotori del progetto Lìberos. 6


L’I NTERVISTA

Un circolo di virtuosi da 100.000 euro Librerie, biblioteche, scrittori, case editrici, associazioni culturali e chiunque organizzi eventi legati al libro. Ma soprattutto lettori. Ecco come nasce Lìberos, la community sarda vincitrice del concorso “Che fare”. Moreno Scorpioni

Cultura e interattività possono confrontarsi, fondersi e vincere 100.000 euro. È la prova vinta da Lìberos, la comunità di lettori sardi ideata dalla scrittrice Michela Murgia che ha scelto un nome emblematico per questa realtà che, in sardo logudorese, significa sia libri sia liberi.

ma anche dall’esigenza, ormai sempre più sentita, di mettere insieme tutte le energie positive che in Sardegna, e non solo, gravitano attorno al mondo dell’editoria e che

I NTERATTIVO 1.2 P RESENTAZIONE DEL

Ai microfoni di e.Magazine è intervenuta Francesca Casula per raccontarci come si crea un progetto vincente. Da cosa nasce l’idea di Lìberos?
 Lìberos nasce dalla crisi, inutile negarlo,

P ROGETTO

avevano solo bisogno di un collante etico per ritrovarsi a collaborare in un progetto condiviso. Era necessario rendere economicamente vantaggiose le buone pratiche, in modo da scoraggiare quei comportamenti magari legali ma sicuramente sleali che, per favorire uno, danneggiano tutto il sistema. Si leggono nomi virtuosi tra i padri fondatori del progetto tra cui la scrittrice Michela Murgia. Avere nomi affermati nel panorama letterario italiano ha contribuito a una maggiore diffusione del progetto? Sicuramente il nome di Michela Murgia ha conferito visibilità alle iniziative di Lìberos e stimolato la curiosità dei lettori, i principali fruitori delle nostre attività e del nostro sito internet. Allo stesso tempo, col passare dei mesi, è stata la stessa forza innovatrice del progetto, il suo consolidarsi e rivelarsi sempre più aggregante ad attrarre l’interesse di altri nomi importanti dell’editoria sarda e italiana. Un circolo virtuoso, quindi, in pieno stile Lìberos.


Riuscite a interfacciarvi con l’amministrazione locale? Avete avuto qualche tipo di riscontro? È ancora presente una qualche connessione “stato/cultura” o si è ancora dell’idea che con la cultura non si mangia? Molte amministrazioni locali hanno manifestato un grande interesse per la proposta culturale di Lìberos, non è un caso, infatti, che le biblioteche facciano parte sin dalla nascita del gruppo di attività. Pur con tutti i limiti dettati dalle ristrettezze legate alle risorse economiche sempre più scarne, molti comuni ed enti intermedi hanno raccolto la sfida lanciata da Lìberos: uscire

Michela Murgia, tra i fondatori e i promotori del progetto Lìberos. 6


dall’isolamento, combattere lo spopolamento e l’apparentemente inarrestabile impoverimento delle nostre realtà attraverso un investimento culturale mirato, economicamente sostenibile ed efficace. In questo caso, sempre di più, il dialogo tra gli amministratori ci ha supportato nell’ampliamento di questa rete di collaborazioni. Il logo dell’associazione è molto particolare e fonde insieme, in maniera stilizzata, un libro, un albero e un circuito all’interno della sagoma della Sardegna. Qual è la connessione tra territorio, libri cartacei e libri digitali? La connessione è tra il territorio e le persone: sono persone i lettori, e lo sono le professionalità impegnate nella produzione dei libri. Non c'è differenza, in questo, fra libri cartacei e digitali: sono le storie che vogliamo, e gli ebook non sono frutto di algoritmi, ma del lavoro di scrittura, scouting, editing, eventualmente traduzione, cioè del lavoro di persone; e sono queste persone che Lìberos mette in relazione, per andare incontro ai lettori. Il territorio è a sua volta una miniera di storie, materiale prezioso per gli scrittori. E si ricomincia.

Nel mese di febbraio il progetto Lìberos ha avuto la meglio su oltre 500 partecipanti al concorso “Che fare” promosso dalla rivista Doppio Zero in collaborazione col Sole24Ore aggiudicandosi un premio di 100mila euro. Come verranno utilizzati questi fondi? È prevista qualche applicazione per il digitale? Il premio sarà utilizzato come abbiamo dichiarato in “campagna elettorale” e come promesso al soggetto finanziatore: li useremo per pagare chi ci presta il suo lavoro, a cominciare da chi lo ha fatto gratuitamente e con passione fin dal primo momento in cui si è parlato di Lìberos, quando della possibilità di vincere un premio in denaro non c’era neanche notizia. La giuria di “Che fare” ha premiato Lìberos perché ha creato “un modello capace di bilanciare istanze commerciali e culturali", coordinando una " rete fisica e virtuale in un processo di costruzione di comunità". Lìberos si è piazzato benissimo anche nella fase di votazione popolare, dove ha ottenuto più di 5mila voti, più di 500 di scarto rispetto al secondo classificato. 

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dall’isolamento, combattere lo spopolamento e l’apparentemente inarrestabile impoverimento delle nostre realtà attraverso un investimento culturale mirato, economicamente sostenibile ed efficace. In questo caso, sempre di più, il dialogo tra gli amministratori ci ha supportato nell’ampliamento di questa rete di collaborazioni. Il logo dell’associazione è molto particolare e fonde insieme, in maniera stilizzata, un libro, un albero e un circuito all’interno della sagoma della Sardegna. Qual è la connessione tra territorio, libri cartacei e libri digitali? La connessione è tra il territorio e le persone: sono persone i lettori, e lo sono le professionalità impegnate nella produzione dei libri. Non c'è differenza, in questo, fra libri cartacei e digitali: sono le storie che vogliamo, e gli ebook non sono frutto di algoritmi, ma del lavoro di scrittura, scouting, editing, eventualmente traduzione, cioè del lavoro di persone; e sono queste persone che Lìberos mette in relazione, per andare incontro ai lettori. Il territorio è a sua volta una miniera di storie, materiale prezioso per gli scrittori. E si ricomincia.

Nel mese di febbraio il progetto Lìberos ha avuto la meglio su oltre 500 partecipanti al concorso “Che fare” promosso dalla rivista Doppio Zero in collaborazione col Sole24Ore aggiudicandosi un premio di 100mila euro. Come verranno utilizzati questi fondi? È prevista qualche applicazione per il digitale? Il premio sarà utilizzato come abbiamo dichiarato in “campagna elettorale” e come promesso al soggetto finanziatore: li useremo per pagare chi ci presta il suo lavoro, a cominciare da chi lo ha fatto gratuitamente e con passione fin dal primo momento in cui si è parlato di Lìberos, quando della possibilità di vincere un premio in denaro non c’era neanche notizia. La giuria di “Che fare” ha premiato Lìberos perché ha creato “un modello capace di bilanciare istanze commerciali e culturali", coordinando una " rete fisica e virtuale in un processo di costruzione di comunità". Lìberos si è piazzato benissimo anche nella fase di votazione popolare, dove ha ottenuto più di 5mila voti, più di 500 di scarto rispetto al secondo classificato. 

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attigua TOC (box nella pagina a fianco).

F OCUS O N

Bologna:

l'editoria a caccia di pixel Una serie di eventi hanno costellato
 la cinquantesima edizione della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, la più importante del settore. L’evento con
 la maggiore eco è stata senza alcun Nicoletta Azzolini

Quest'anno e.Magazine ha avuto la possibilità di girare fra gli stand della più importante fiera di settore dell'editoria per ragazzi, la Bologna Children's Book Fair, giunta alla sua

dubbio la convention TOC. cinquantesima edizione. Mai come in questa occasione si respirava nell'aria una "fame da digitale" e per la prima volta fra i vari operatori si è visto aggirarsi anche qualche programmatore e sviluppatore di app, complice anche la


 Tanti gli editori, infatti, che sentono ormai la pressione del mercato digitale, un mercato che ancora non promette grandi introiti ma che in ogni proiezione risulta essere dalle immense possibilità. Chi rimane indietro è perduto.

digitale e nell'ambito dell'illustrazione. Il premio fiction se l'è aggiudicato la spagnola "Four Little Corners", realizzato da Dada Company che di prodotti di alta qualità ha fatto il suo vanto. La storia è quella di un quadrato che cerca di passare per un buco rotondo per raggiungere i suoi amici cerchi. Per la non-fiction la app "War Horse" delle inglesi Touch Press, Egmont e Il-

Sintomo di questo spostamento dell'ago della bilancia da cartaceo a digitale è il "BolognaRagazzi Digital Award" giunto nel 2013 alla sua seconda edizione e mirato a premiare app dedicate a un target di utenti dai 2 ai 15 anni. Sempre due le categorie, le stesse della mostra degli illustratori e in cui si macro-categorizzano i prodotti editoriali: fiction e non-fiction. La giuria era un misto di esperti in campo editoriale e 8


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F OCUS O N

Bologna:

l'editoria a caccia di pixel Una serie di eventi hanno costellato
 la cinquantesima edizione della Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna, la più importante del settore. L’evento con
 la maggiore eco è stata senza alcun Nicoletta Azzolini

Quest'anno e.Magazine ha avuto la possibilità di girare fra gli stand della più importante fiera di settore dell'editoria per ragazzi, la Bologna Children's Book Fair, giunta alla sua

dubbio la convention TOC. cinquantesima edizione. Mai come in questa occasione si respirava nell'aria una "fame da digitale" e per la prima volta fra i vari operatori si è visto aggirarsi anche qualche programmatore e sviluppatore di app, complice anche la


 Tanti gli editori, infatti, che sentono ormai la pressione del mercato digitale, un mercato che ancora non promette grandi introiti ma che in ogni proiezione risulta essere dalle immense possibilità. Chi rimane indietro è perduto.

digitale e nell'ambito dell'illustrazione. Il premio fiction se l'è aggiudicato la spagnola "Four Little Corners", realizzato da Dada Company che di prodotti di alta qualità ha fatto il suo vanto. La storia è quella di un quadrato che cerca di passare per un buco rotondo per raggiungere i suoi amici cerchi. Per la non-fiction la app "War Horse" delle inglesi Touch Press, Egmont e Il-

Sintomo di questo spostamento dell'ago della bilancia da cartaceo a digitale è il "BolognaRagazzi Digital Award" giunto nel 2013 alla sua seconda edizione e mirato a premiare app dedicate a un target di utenti dai 2 ai 15 anni. Sempre due le categorie, le stesse della mostra degli illustratori e in cui si macro-categorizzano i prodotti editoriali: fiction e non-fiction. La giuria era un misto di esperti in campo editoriale e 8


I NTERATTIVO 1.3 A NTEPRIME DELLE APP VINCITRICI DEL

B OLOGNA R AGAZZI D IGITAL

A WARD

luminations ha ottenuto il primo posto e il plauso della giuria. Decisamente più seriosa, essa propone una visione storia della Prima Guerra Mondiale, così come raccontata dal romanziere Micheal Morpurgo. Centosettanta le app partecipanti e provenienti da tutto il mondo; tra i 10 finalisti figura anche un prodotto italiano, “IdentiKat” creato dalla società torinese Làstrego & Testa Multimedia.

Il prodotto vanta una grande cura a livello visivo e un'idea di fondo decisamente divertente e si focalizza nello spronare il bambino a usare tutta la creatività di cui dispone per creare dei ritratti di gatti fatti con ritagli, bottoni, nappe e tessuti in una specie di moderno arcimboldo.

E gli stessi prodotti interattivi li ritrovavi tra gli stand della fiera, negli sterminati padiglioni del complesso BolognaFiere. In questo senso la fiera non è stata solo vendita di diritti di libri, ma anche confronto, scambio di idee, proposte più degli anni precedenti. Fra i prodotti a fare maggiore scalpore e ad attirare editori curiosi, la nuova

G ALLERIA 1.1 L A APP DI G ERONIMO S TILTON

app di Geronimo Stilton gratuita per Apple Store e Android Market. Un prodotto all'avanguardia, fatta per ricordare a mamme e bambini la qualità del brand Stilton: attività creative come "scrivi il tuo articolo" (Geronimo è un giornalista) e "crea il tuo topoavatar", estratti dai libri e booktrailer, una community dedicata al mondo di Topazia creato da Elisabetta

Dami e aggiornamenti periodici assicurati.  Gli editori dei libri per bambini sono in fermento, pronti a trasportare il colorato mondo delle loro storie nei tablet e reader delle case di tutto il mondo.

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I NTERATTIVO 1.3 A NTEPRIME DELLE APP VINCITRICI DEL

B OLOGNA R AGAZZI D IGITAL

A WARD

luminations ha ottenuto il primo posto e il plauso della giuria. Decisamente più seriosa, essa propone una visione storia della Prima Guerra Mondiale, così come raccontata dal romanziere Micheal Morpurgo. Centosettanta le app partecipanti e provenienti da tutto il mondo; tra i 10 finalisti figura anche un prodotto italiano, “IdentiKat” creato dalla società torinese Làstrego & Testa Multimedia.

Il prodotto vanta una grande cura a livello visivo e un'idea di fondo decisamente divertente e si focalizza nello spronare il bambino a usare tutta la creatività di cui dispone per creare dei ritratti di gatti fatti con ritagli, bottoni, nappe e tessuti in una specie di moderno arcimboldo.

E gli stessi prodotti interattivi li ritrovavi tra gli stand della fiera, negli sterminati padiglioni del complesso BolognaFiere. In questo senso la fiera non è stata solo vendita di diritti di libri, ma anche confronto, scambio di idee, proposte più degli anni precedenti. Fra i prodotti a fare maggiore scalpore e ad attirare editori curiosi, la nuova

G ALLERIA 1.1 L A APP DI G ERONIMO S TILTON

app di Geronimo Stilton gratuita per Apple Store e Android Market. Un prodotto all'avanguardia, fatta per ricordare a mamme e bambini la qualità del brand Stilton: attività creative come "scrivi il tuo articolo" (Geronimo è un giornalista) e "crea il tuo topoavatar", estratti dai libri e booktrailer, una community dedicata al mondo di Topazia creato da Elisabetta

Dami e aggiornamenti periodici assicurati.  Gli editori dei libri per bambini sono in fermento, pronti a trasportare il colorato mondo delle loro storie nei tablet e reader delle case di tutto il mondo.

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studio sull'attuale situazione del mercato globale dei contenuti per l'infanzia, una forte attenzione è stata posta sul questione del "brand" e del "licensing", diventati ormai pane quotidiano per gli editori di libri per bambini che non vogliano far cadere i loro prodotti nel dimenticatoio.

Play, learn, grow Nicoletta Azzolini

TOC Bologna è decisamente di più di una conferenza sulla tecnologia relative all'editoria e in particolare all'editoria per ragazzi. Svoltasi alla vigilia della Fiera per libri per ragazzi, la "Tools of Change for Publishing" racchiude una serie di interventi di esperti, autori ed editori e più di tante altre occasioni in cui si discetta di digitale, aiuta a riprendere il senso di dove si è arrivati, ma soprattutto di dove si sta andando. Il tema della conferenza di quest'anno, sponsorizzata come sempre da O'Reilly Media, editori americani leader nel settore digitale, è stato "Play, learn, grow. Publishing for the next generation." e più di 500 operatori, misti fra quelli provenienti dall'editoria e i vari sviluppatori, programmatori e specialisti in tecnologia, hanno potuto ascoltare i vari protagonisti del ricco programma. Tra i punti focali, oltre al più che giustificato

Inoltre si è finalmente arrivati a porsi la domanda, "Il fatto che la tecnologia lo consenta è una ragione sufficiente per farlo?", ovvero non basta che sia possibile farlo perché valga la pena farlo. Bisogna rimettere al centro dei prodotti digitali le idee e le storie perché lo "stupore" per il nuovo prodotto è ormai passato e non basta più a intrattenere gli utenti.

I NTERATTIVO 1.4 I NTERVENTO DI

J UNKO Y OKOTA

A tal proposito Paolo Canton, editore di Topipittori aggiunge "editori e tecnologia parlano lingue diverse. Serve qualcuno che faccia da tramite o una lingua comune…" ed è necessario che le possibilità del digitale e le idee editoriali convergano in un prodotto pensato per un utente "smart" come lo è il bambino di oggi. Il mercato delle app per bambini è immenso ed è facile che il proprio prodotto di perda nel mare magnum delle possibilità. Per questo ognuna di queste conferenze si concluede sempre con il monito "Content is the king", sempre e  comunque.

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studio sull'attuale situazione del mercato globale dei contenuti per l'infanzia, una forte attenzione è stata posta sul questione del "brand" e del "licensing", diventati ormai pane quotidiano per gli editori di libri per bambini che non vogliano far cadere i loro prodotti nel dimenticatoio.

Play, learn, grow Nicoletta Azzolini

TOC Bologna è decisamente di più di una conferenza sulla tecnologia relative all'editoria e in particolare all'editoria per ragazzi. Svoltasi alla vigilia della Fiera per libri per ragazzi, la "Tools of Change for Publishing" racchiude una serie di interventi di esperti, autori ed editori e più di tante altre occasioni in cui si discetta di digitale, aiuta a riprendere il senso di dove si è arrivati, ma soprattutto di dove si sta andando. Il tema della conferenza di quest'anno, sponsorizzata come sempre da O'Reilly Media, editori americani leader nel settore digitale, è stato "Play, learn, grow. Publishing for the next generation." e più di 500 operatori, misti fra quelli provenienti dall'editoria e i vari sviluppatori, programmatori e specialisti in tecnologia, hanno potuto ascoltare i vari protagonisti del ricco programma. Tra i punti focali, oltre al più che giustificato

Inoltre si è finalmente arrivati a porsi la domanda, "Il fatto che la tecnologia lo consenta è una ragione sufficiente per farlo?", ovvero non basta che sia possibile farlo perché valga la pena farlo. Bisogna rimettere al centro dei prodotti digitali le idee e le storie perché lo "stupore" per il nuovo prodotto è ormai passato e non basta più a intrattenere gli utenti.

I NTERATTIVO 1.4 I NTERVENTO DI

J UNKO Y OKOTA

A tal proposito Paolo Canton, editore di Topipittori aggiunge "editori e tecnologia parlano lingue diverse. Serve qualcuno che faccia da tramite o una lingua comune…" ed è necessario che le possibilità del digitale e le idee editoriali convergano in un prodotto pensato per un utente "smart" come lo è il bambino di oggi. Il mercato delle app per bambini è immenso ed è facile che il proprio prodotto di perda nel mare magnum delle possibilità. Per questo ognuna di queste conferenze si concluede sempre con il monito "Content is the king", sempre e  comunque.

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L A R ECENSIONE

L’inquietudine dei numeri pari

Si intitola semplicemente “NW”
 il quarto romanzo di Zadie Smith
 e porta con sé alcune certezze. Fra
 le quali una sospetta idiosincrasia
 per i numeri pari. In anteprima

Gianluca Comuniello

Voi non lo sapete, ma nel mondo perfetto che esiste solo nelle nostre menti io circa otto anni fa ero a passeggiare nei boschi di un’elegante zona della Toscana quando incontrai, intenta nella stessa attività (cioè passeggiare nei boschi) la scrittrice Zadie Smith, autrice all’epoca di “Denti bianchi” e de “L’Uomo Autografo”. In quel periodo stava scrivendo “Sulla bellezza”, ma questo io ancora non lo sapevo, neanche nel mondo perfetto. Comunque la incontro e ovviamente cado in pesante secchezza delle fauci. È l’autrice totem di “Denti bianchi” ed è anche una

bellissima donna. In quel mondo perfetto la guardo cercando di non sembrare un maniaco e lei mi sorride aperta, gioviale e dolce (siamo in un mondo perfetto o no?). Io le dico, semplicemente, con la voce che mi esce proprio in quel modo da James Bond intellettuale che sono convinto le piaccia “Dai Zadie, lascia quel poetucolo con cui ti sei messa e vieni via con me” (nel mondo perfetto c’è anche un Paolo Conte nascosto nel cespuglio che comincia a suonare il piano e cantare). 


Lei mi guarda intensamente e poi dice “va bene, ma prima vieni a leggere il mio

nuovo manoscritto e dimmi che ne pensi”. Questo è quello che è successo otto anni fa nel mondo perfetto. In quello reale io “On Beauty” l’ho dovuto comprare e amare in solitudine, formandomi la convinzione che era un romanzo finanche superiore del celebrato libro d’esordio. Per cui, quando nell’estate 2012 si è sparsa la voce che la Smith avrebbe letto al festival di Edinburgo estratti nel suo nuovo libro di prossima pubblicazione, la mia personale comunità di fan della Smith (composta da me stesso e in alcuni giorni, solo in alcuni, dalla mia compagna) è entrata in fibrillazione. Sarà un altro grande libro come il primo e il terzo? Sarà una mezza delusione come il secondo? Beh, le premesse erano buone. Intanto, non era un romanzo nel senso classico del termine. O meglio era il romanzo di una città, di una sua parte (North West di Londra) ma era costruito come quattro storie legate a quattro personaggi diversi, che si legano nel luogo e nella trama. E già questo era un punto a suo favore, per me che da un po’ di tempo a questa parte nutro la convinzione che la formula romanzo-romanzo sia un po’ sopravvalutata rispetto alla formula raccolta di racconti e tutto quello che ci sta nel mezzo e che mischia i generi. Per

Zadie Smith (Londra, 27 ottobre 1975) è una scrittrice britannica. Fino ad ora ha scritto quattro romanzi ambientati perlopiù a Londra. Negli ultimi anni è stata celebrata come una delle giovani autrici inglesi di maggior talento. [fonte Wikipedia] cui, all’inizio della lettura ero molto ben disposto. La prima parte, quella sul personaggio che si chiama Leah, aumentava il mio grado di favore nei confronti del libro, anche se la storia del personaggio sconosciuto che, dal nulla, viene in un pomeriggio qualsiasi a rompere il tuo equilibrio quotidiano e diviene una specie di ossessione era un luogo già abbastanza frequentato e affollato nella letteratura anglosassone, fin dai tempi di Carver. 
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L A R ECENSIONE

L’inquietudine dei numeri pari

Si intitola semplicemente “NW”
 il quarto romanzo di Zadie Smith
 e porta con sé alcune certezze. Fra
 le quali una sospetta idiosincrasia
 per i numeri pari. In anteprima

Gianluca Comuniello

Voi non lo sapete, ma nel mondo perfetto che esiste solo nelle nostre menti io circa otto anni fa ero a passeggiare nei boschi di un’elegante zona della Toscana quando incontrai, intenta nella stessa attività (cioè passeggiare nei boschi) la scrittrice Zadie Smith, autrice all’epoca di “Denti bianchi” e de “L’Uomo Autografo”. In quel periodo stava scrivendo “Sulla bellezza”, ma questo io ancora non lo sapevo, neanche nel mondo perfetto. Comunque la incontro e ovviamente cado in pesante secchezza delle fauci. È l’autrice totem di “Denti bianchi” ed è anche una

bellissima donna. In quel mondo perfetto la guardo cercando di non sembrare un maniaco e lei mi sorride aperta, gioviale e dolce (siamo in un mondo perfetto o no?). Io le dico, semplicemente, con la voce che mi esce proprio in quel modo da James Bond intellettuale che sono convinto le piaccia “Dai Zadie, lascia quel poetucolo con cui ti sei messa e vieni via con me” (nel mondo perfetto c’è anche un Paolo Conte nascosto nel cespuglio che comincia a suonare il piano e cantare). 


Lei mi guarda intensamente e poi dice “va bene, ma prima vieni a leggere il mio

nuovo manoscritto e dimmi che ne pensi”. Questo è quello che è successo otto anni fa nel mondo perfetto. In quello reale io “On Beauty” l’ho dovuto comprare e amare in solitudine, formandomi la convinzione che era un romanzo finanche superiore del celebrato libro d’esordio. Per cui, quando nell’estate 2012 si è sparsa la voce che la Smith avrebbe letto al festival di Edinburgo estratti nel suo nuovo libro di prossima pubblicazione, la mia personale comunità di fan della Smith (composta da me stesso e in alcuni giorni, solo in alcuni, dalla mia compagna) è entrata in fibrillazione. Sarà un altro grande libro come il primo e il terzo? Sarà una mezza delusione come il secondo? Beh, le premesse erano buone. Intanto, non era un romanzo nel senso classico del termine. O meglio era il romanzo di una città, di una sua parte (North West di Londra) ma era costruito come quattro storie legate a quattro personaggi diversi, che si legano nel luogo e nella trama. E già questo era un punto a suo favore, per me che da un po’ di tempo a questa parte nutro la convinzione che la formula romanzo-romanzo sia un po’ sopravvalutata rispetto alla formula raccolta di racconti e tutto quello che ci sta nel mezzo e che mischia i generi. Per

Zadie Smith (Londra, 27 ottobre 1975) è una scrittrice britannica. Fino ad ora ha scritto quattro romanzi ambientati perlopiù a Londra. Negli ultimi anni è stata celebrata come una delle giovani autrici inglesi di maggior talento. [fonte Wikipedia] cui, all’inizio della lettura ero molto ben disposto. La prima parte, quella sul personaggio che si chiama Leah, aumentava il mio grado di favore nei confronti del libro, anche se la storia del personaggio sconosciuto che, dal nulla, viene in un pomeriggio qualsiasi a rompere il tuo equilibrio quotidiano e diviene una specie di ossessione era un luogo già abbastanza frequentato e affollato nella letteratura anglosassone, fin dai tempi di Carver. 
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Rimanevo ben disposto, sapevo che la Smith era una specie di Michael Jordan che aspettava che la partita venisse a lei, per poi prenderne totalmente il controllo e violentarla.
 E questo mio convincimento sembrava confermarsi quando il personaggio su cui si concentrava l’attenzione della scrittrice diventava nel terzo quarto Nathalie Blake. Si sentiva che era il personaggio a cui la Smith voleva più bene e la storia prendeva il volo. Confermavo entusiasta questo fatto alla mia paziente compagna “ci siamo”. Ma poi nel finale di partita qualcosa si arenava di nuovo: Zadie Smith non chiudeva il match, mi lasciava con questa sorta di “empatia a fondo perduto” nei confronti di Nathalie Blake senza dirmi cosa ci dovevo fare. E allora mi sentivo deluso.

trentaquattro per sette minuti” Che è perfettamente il tipo di sentimento che un mio caro amico giornalista provava a spiegarmi poco tempo fa a proposito del suo primo figlio. “Il tempo cambia” diceva e Zadie Smith mi ha spiegato in quel paragrafo quello che il mio amico voleva dire.

Quindi in alcune parti NW riesce comunque a fare quello che la buona letteratura dovrebbe fare, cioè parlarti della vita (della tua e di quella degli altri). Ma non riesce a portare tale esercizio fino in fondo. Parte per essere un affresco e alla fine diventa un quadretto. 
 E in questo momento, a libro chiuso, che ho pensato che forse Zadie Smith ha bisogno di alternare grandi libri (quelli dispari) ad altri riusciti meno bene (quelli pari). Si sa che i fan trovaIntendiamoci, nella parte che funziona, no sempre un modo benevolo di spiegail libro funziona alla grande. C’è ad re le prestazioni altalenanti dei loro esempio una definizione fulminante di campioni. Quinsole due righe, che di basterà aspetspiega benissimo F ILMATO 1.2 L’ AUTRICE S MITH E tare il quinto cosa vuol dire traL A CASA EDITRICE P ENGUIN PRESENTAromanzo. Sarà sformarsi da giovani NO NW per forza granadulti in genitori: dioso. Altri“Se solo avesse pomenti la vado a tuto rallentare tutta cercare nel bola dannata cosa! sco e gliele canAveva avuto otto to, senza bisoanni per un secolo. gno di Paolo E ne aveva avuti Conte. 12


Rimanevo ben disposto, sapevo che la Smith era una specie di Michael Jordan che aspettava che la partita venisse a lei, per poi prenderne totalmente il controllo e violentarla.
 E questo mio convincimento sembrava confermarsi quando il personaggio su cui si concentrava l’attenzione della scrittrice diventava nel terzo quarto Nathalie Blake. Si sentiva che era il personaggio a cui la Smith voleva più bene e la storia prendeva il volo. Confermavo entusiasta questo fatto alla mia paziente compagna “ci siamo”. Ma poi nel finale di partita qualcosa si arenava di nuovo: Zadie Smith non chiudeva il match, mi lasciava con questa sorta di “empatia a fondo perduto” nei confronti di Nathalie Blake senza dirmi cosa ci dovevo fare. E allora mi sentivo deluso.

trentaquattro per sette minuti” Che è perfettamente il tipo di sentimento che un mio caro amico giornalista provava a spiegarmi poco tempo fa a proposito del suo primo figlio. “Il tempo cambia” diceva e Zadie Smith mi ha spiegato in quel paragrafo quello che il mio amico voleva dire.

Quindi in alcune parti NW riesce comunque a fare quello che la buona letteratura dovrebbe fare, cioè parlarti della vita (della tua e di quella degli altri). Ma non riesce a portare tale esercizio fino in fondo. Parte per essere un affresco e alla fine diventa un quadretto. 
 E in questo momento, a libro chiuso, che ho pensato che forse Zadie Smith ha bisogno di alternare grandi libri (quelli dispari) ad altri riusciti meno bene (quelli pari). Si sa che i fan trovaIntendiamoci, nella parte che funziona, no sempre un modo benevolo di spiegail libro funziona alla grande. C’è ad re le prestazioni altalenanti dei loro esempio una definizione fulminante di campioni. Quinsole due righe, che di basterà aspetspiega benissimo F ILMATO 1.2 L’ AUTRICE S MITH E tare il quinto cosa vuol dire traL A CASA EDITRICE P ENGUIN PRESENTAromanzo. Sarà sformarsi da giovani NO NW per forza granadulti in genitori: dioso. Altri“Se solo avesse pomenti la vado a tuto rallentare tutta cercare nel bola dannata cosa! sco e gliele canAveva avuto otto to, senza bisoanni per un secolo. gno di Paolo E ne aveva avuti Conte. 12


I P ERCORSI DI L ETTURA

Libri da podio Dopo la vittoria di Piperno, altri 26 autori si contendono il prestigioso Premio Strega capace di lanciarne la carriera nel firmamento delle grandi stelle della scrittura.

Nicoletta Azzolini

ta e contiene ben 26 titoli di autori italiani provenienti dalle grandi, ma soprattutto dalle piccole e medie case editrici. Istituito nel 1947, lo Strega premia ogni anno un autore destinato a lasciare il segno. Molti sono passati di qui: Moravia, Levi, Natalia Ginzburg,

Quattrocento "amici della domenica" - così chiamati in ricordo del gruppo che si riuniva in casa Bellonci il pomeriggio della domenica. si riuniranno a Benevento anche quest'anno per decidere i 12 libri finalisti del Il candore delle cornacchie prestigioso Premio (Guerini) di Totò Cuffaro Strega della Fonda“...Ho visto la sua trasformazione nelle brevi zione Bellonci.  visite che gli ho fatto nel carcere di Rebibbia. All'amicizia, che non può mai venire meno Per l'intanto una priquando è sincera, si aggiunge la preoccupama lista dei titoli in lizzione per i giorni, i mesi e gli anni che sono za per la LXVII del pre- carichi di incertezza su come l'animo esce da questa drammatica esperienza..,”
 mio è stata ufficializza(dalla prefazione di Monsignor Fisichella)

Umberto Eco, Dacia Maraini. Ultimo in ordine di arrivo Alessandro Piperno. Chi sarà il prossimo lo si scoprirà solo il 4 luglio a Roma, nello storico Ninfeo di Villa Giulia. Intanto, dopo la prima candidatura, i 26 autori passeranno alla scrematura da parte del Comitato direttivo del premio, che si riunirà il prossimo 16 aprile per  ridurne il numero a 12.  Molti i nomi noti e altrettanti gli esordienti ma su tutti spicca il nome di Totò Cuffaro, in gara con il suo “Il Candore delle Cornacchie”. Forte la polemica, infatti, attorno a questa scelta: l'ex governatore della Regione Sicilia, infatti, è stato condannato a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e rivelazione di segreto istruttorio e il libro in gara racconta, appunto, della sua esperienza in carcere.

Cate, io (Fazi) di Matteo Cellini Caterina è una veterana di diciassette anni, che comincia la lotta ogni mattina, entrando nella tortura dei vestiti. Perché Caterina è obesa e l’unica normalità che conosce è tra le mura di casa. Fuori l’unico modo di sopravvivere è diventare Cate, la supereroina ferocemente autoironica il cui potere è quello di «essere il paragone che salva»: nessuna è più brutta, più grassa o più sola di lei.

Apnea (Fandango) di Lorenzo Amurri  Pochi attimi prima Lorenzo stava sciando. Poi la corsa in ospedale in elicottero, il coma farmacologico e un'operazione di nove ore. Dai capezzoli in giù la perdita completa di sensibilità e movimenti. D'ora in avanti Lorenzo e il suo corpo vivranno da separati in casa. Con coraggio e determinazione Lorenzo Amurri racconta il suo ritorno alla vita. La voglia di vedere, di toccare, di sentire.

Esercizi sulla madre (Perdisa Pop) di Luigi Romolo Carrino Una sera la madre del piccolo Giuseppe esce per fare la spesa e non fa più ritorno. Trent’anni dopo, Giuseppe è rinchiuso in un ospedale psichiatrico. Attraverso precisi
 esercizi del ricordo che lo costringono a rivivere quella notte, qualcosa di atroce riaffiora nella sua memoria inceppata.

Mandami tanta vita (Feltrinelli) di Paolo Di Paolo 1926 - Moraldo, arrivato a Torino scopre
 di avere scambiato la sua valigia con quella
 di uno sconosciuto. Mentre prepara gli esami e disegna caricature, coltiva la sua ammirazione per un coetaneo di nome Piero. A soli ventiquattro anni Piero ha già fondato
 una casa editrice. Moraldo spia Piero, vorrebbe incontrarlo, imitarlo, farselo amico,
 ma ogni tentativo fallisce.

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I P ERCORSI DI L ETTURA

Libri da podio Dopo la vittoria di Piperno, altri 26 autori si contendono il prestigioso Premio Strega capace di lanciarne la carriera nel firmamento delle grandi stelle della scrittura.

Nicoletta Azzolini

ta e contiene ben 26 titoli di autori italiani provenienti dalle grandi, ma soprattutto dalle piccole e medie case editrici. Istituito nel 1947, lo Strega premia ogni anno un autore destinato a lasciare il segno. Molti sono passati di qui: Moravia, Levi, Natalia Ginzburg,

Quattrocento "amici della domenica" - così chiamati in ricordo del gruppo che si riuniva in casa Bellonci il pomeriggio della domenica. si riuniranno a Benevento anche quest'anno per decidere i 12 libri finalisti del Il candore delle cornacchie prestigioso Premio (Guerini) di Totò Cuffaro Strega della Fonda“...Ho visto la sua trasformazione nelle brevi zione Bellonci.  visite che gli ho fatto nel carcere di Rebibbia. All'amicizia, che non può mai venire meno Per l'intanto una priquando è sincera, si aggiunge la preoccupama lista dei titoli in lizzione per i giorni, i mesi e gli anni che sono za per la LXVII del pre- carichi di incertezza su come l'animo esce da questa drammatica esperienza..,”
 mio è stata ufficializza(dalla prefazione di Monsignor Fisichella)

Umberto Eco, Dacia Maraini. Ultimo in ordine di arrivo Alessandro Piperno. Chi sarà il prossimo lo si scoprirà solo il 4 luglio a Roma, nello storico Ninfeo di Villa Giulia. Intanto, dopo la prima candidatura, i 26 autori passeranno alla scrematura da parte del Comitato direttivo del premio, che si riunirà il prossimo 16 aprile per  ridurne il numero a 12.  Molti i nomi noti e altrettanti gli esordienti ma su tutti spicca il nome di Totò Cuffaro, in gara con il suo “Il Candore delle Cornacchie”. Forte la polemica, infatti, attorno a questa scelta: l'ex governatore della Regione Sicilia, infatti, è stato condannato a sette anni di reclusione per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra e rivelazione di segreto istruttorio e il libro in gara racconta, appunto, della sua esperienza in carcere.

Cate, io (Fazi) di Matteo Cellini Caterina è una veterana di diciassette anni, che comincia la lotta ogni mattina, entrando nella tortura dei vestiti. Perché Caterina è obesa e l’unica normalità che conosce è tra le mura di casa. Fuori l’unico modo di sopravvivere è diventare Cate, la supereroina ferocemente autoironica il cui potere è quello di «essere il paragone che salva»: nessuna è più brutta, più grassa o più sola di lei.

Apnea (Fandango) di Lorenzo Amurri  Pochi attimi prima Lorenzo stava sciando. Poi la corsa in ospedale in elicottero, il coma farmacologico e un'operazione di nove ore. Dai capezzoli in giù la perdita completa di sensibilità e movimenti. D'ora in avanti Lorenzo e il suo corpo vivranno da separati in casa. Con coraggio e determinazione Lorenzo Amurri racconta il suo ritorno alla vita. La voglia di vedere, di toccare, di sentire.

Esercizi sulla madre (Perdisa Pop) di Luigi Romolo Carrino Una sera la madre del piccolo Giuseppe esce per fare la spesa e non fa più ritorno. Trent’anni dopo, Giuseppe è rinchiuso in un ospedale psichiatrico. Attraverso precisi
 esercizi del ricordo che lo costringono a rivivere quella notte, qualcosa di atroce riaffiora nella sua memoria inceppata.

Mandami tanta vita (Feltrinelli) di Paolo Di Paolo 1926 - Moraldo, arrivato a Torino scopre
 di avere scambiato la sua valigia con quella
 di uno sconosciuto. Mentre prepara gli esami e disegna caricature, coltiva la sua ammirazione per un coetaneo di nome Piero. A soli ventiquattro anni Piero ha già fondato
 una casa editrice. Moraldo spia Piero, vorrebbe incontrarlo, imitarlo, farselo amico,
 ma ogni tentativo fallisce.

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I BESTSELLER

Le promozioni


Le Classifiche

da tenere d’occhio Un momento d’oro per le promozioni, che si alternano ogni giorno proponendo percorsi di lettura, autori

dei libri digitali

da ricordare, eventi importanti.


La top 5 dei maggiori eBook Store italiani nella settimana 8/4 - 14/4 1. Zero Zero Zero di Roberto
 Saviano,
 Feltrinelli 2. Fai bei
 sogni
 di Massimo
 Gramellini,
 Longanesi 3. Pista nera
 di Antonio
 Manzini,
 Sellerio 4. Conosci
 te stesso
 del Dalai
 Lama,
 edizione
 Mondadori 5.
 Finanzcapitalismo
 di Luciano
 Gallino,
 Einaudi

1. Conosci
 te stesso
 del Dalai Lama, edizione
 Mondadori

Una delle personalità più influenti non solo nel mondo della letteratura in Italia, Saviano pubblica il suo nuovo libroinchiesta e balza in cima alle classifiche. 2.

2. La cerimonia del massaggio
 di Alan Bennett, edizione Adelphi 3. Lo Tsunami
 di AA.VV.,
 edizione
 La Stampa/40K 4 Gesù.
 La vera storia
 di Jehoshua ben Josef
 di AA.VV.,
 edizione
 Focus Storia 5. Papa Francesco di AA.VV.,
 edizione
 La Stampa/40K

1. Una favola
 a Manhattan
 di Alberto Ferreras,
 Baldini & Castoldi

1. Zero Zero Zero di Roberto
 Saviano,
 Feltrinelli

La banda degli
 insoliti ottantenni di Catharina
 IngelmanSundberg,
 Newton Compton

2. Storia
 del pregiudizio contro gli ebrei: Antigiudaismo, antisemitismo, antisionismo
 di Riccardo
 Calimani,
 Mondadori

3. I custodi della cattedrale proibita di Jon Trace,
 Newton Compton

Roberto Saviano (Napoli, 22/09/1979)
 è un giornalista, scrittore e saggista italiano. Nei suoi scritti, articoli e nel suo libro, “Gomorra”, romanzo d'esordio, usa la letteratura e il reportage per raccontare la realtà economica, di territorio e d'impresa della camorra
 e della criminalità organizzata in genere.
 Dal 13 ottobre 2006 Saviano vive sotto scorta [fonte:Wikipedia].

4. Appuntamento
 al Ritz
 di Hélène Battaglia,
 Dalai Editore 5. Zero zero zero
 di Roberto
 Saviano,
 Feltrinelli
 Editore

3. Caino
 di Paola Capriolo,
 Bompiani 4. La vedova incinta: dentro la Storia
 di Martin Amis, Einaudi

Questo mese segnaliamo la promozione dedicata ad Haruki Murakami, autore ritornato alla ribalta
 con il suo intenso 1Q84 (la seconda parte è uscita nelle librerie
 a fine 2012). Ogni mese, inoltre, i grandi store puntano i riflettori a una casa editrice di qualità. Questa è la volta di Dalai Editore, che nel 91 ridepositò il marchio Baldini &Castoldi e ora scala le classifiche con i suoi best-seller in digitale.

5. Immagina
 i corvi
 di Luigi Sorrenti, Koi Press

14


I BESTSELLER

Le promozioni


Le Classifiche

da tenere d’occhio Un momento d’oro per le promozioni, che si alternano ogni giorno proponendo percorsi di lettura, autori

dei libri digitali

da ricordare, eventi importanti.


La top 5 dei maggiori eBook Store italiani nella settimana 8/4 - 14/4 1. Zero Zero Zero di Roberto
 Saviano,
 Feltrinelli 2. Fai bei
 sogni
 di Massimo
 Gramellini,
 Longanesi 3. Pista nera
 di Antonio
 Manzini,
 Sellerio 4. Conosci
 te stesso
 del Dalai
 Lama,
 edizione
 Mondadori 5.
 Finanzcapitalismo
 di Luciano
 Gallino,
 Einaudi

1. Conosci
 te stesso
 del Dalai Lama, edizione
 Mondadori

Una delle personalità più influenti non solo nel mondo della letteratura in Italia, Saviano pubblica il suo nuovo libroinchiesta e balza in cima alle classifiche. 2.

2. La cerimonia del massaggio
 di Alan Bennett, edizione Adelphi 3. Lo Tsunami
 di AA.VV.,
 edizione
 La Stampa/40K 4 Gesù.
 La vera storia
 di Jehoshua ben Josef
 di AA.VV.,
 edizione
 Focus Storia 5. Papa Francesco di AA.VV.,
 edizione
 La Stampa/40K

1. Una favola
 a Manhattan
 di Alberto Ferreras,
 Baldini & Castoldi

1. Zero Zero Zero di Roberto
 Saviano,
 Feltrinelli

La banda degli
 insoliti ottantenni di Catharina
 IngelmanSundberg,
 Newton Compton

2. Storia
 del pregiudizio contro gli ebrei: Antigiudaismo, antisemitismo, antisionismo
 di Riccardo
 Calimani,
 Mondadori

3. I custodi della cattedrale proibita di Jon Trace,
 Newton Compton

Roberto Saviano (Napoli, 22/09/1979)
 è un giornalista, scrittore e saggista italiano. Nei suoi scritti, articoli e nel suo libro, “Gomorra”, romanzo d'esordio, usa la letteratura e il reportage per raccontare la realtà economica, di territorio e d'impresa della camorra
 e della criminalità organizzata in genere.
 Dal 13 ottobre 2006 Saviano vive sotto scorta [fonte:Wikipedia].

4. Appuntamento
 al Ritz
 di Hélène Battaglia,
 Dalai Editore 5. Zero zero zero
 di Roberto
 Saviano,
 Feltrinelli
 Editore

3. Caino
 di Paola Capriolo,
 Bompiani 4. La vedova incinta: dentro la Storia
 di Martin Amis, Einaudi

Questo mese segnaliamo la promozione dedicata ad Haruki Murakami, autore ritornato alla ribalta
 con il suo intenso 1Q84 (la seconda parte è uscita nelle librerie
 a fine 2012). Ogni mese, inoltre, i grandi store puntano i riflettori a una casa editrice di qualità. Questa è la volta di Dalai Editore, che nel 91 ridepositò il marchio Baldini &Castoldi e ora scala le classifiche con i suoi best-seller in digitale.

5. Immagina
 i corvi
 di Luigi Sorrenti, Koi Press

14


I L LIBRO IN ANTEPRIMA

Meu Amigo Duprè Nel frastuono della Formula Uno un giornalista alla ricerca
 della verità sui tragici avvenimenti che macchiarono di sangue il Brasile degli anni Settanta Cristo. Di nuovo quell’incubo. Era da tempo che non mi succedeva. Ritorno in Brasile, a casa, dopo quattordici anni iniziati con l’incubo di quei tre giorni in aeroporto in attesa di un imbarco che fecero di me un senza mondo. Ritorno in Brasile come un elemento di quella banda chiassosa e presuntuosa che è la Formula Uno. È ancora notte. Probabilmente siamo ancora sull’Atlantico, la Business Class del volo Alitalia 572 per Rio de Janeiro-Buenos Aires è al buio. Mi duole una spalla, perché

il testone di Roberto Sensibile, l’inviato del Messaggero, ci è scivolato sopra. Dorme profondamente. Non ha incubi lui. È in gamba Roberto, andiamo d’accordo sul lavoro, anche perché difficilmente esiste frequentazione al di fuori del lavoro. Basta un’occhiata, durante un Gran Premio ci dividiamo tacitamente i compiti. Lui sente la Ferrari e le squadre italiane, io faccio il resto, o viceversa. 
 E già, sono un giornalista italiano a tutti gli effetti. Italiano grazie a mio padre, Giacomo Barberi da Vicenza,

TITOLO

MEU AMIGO DUPRÈ

AUTORE

FRANCO PANARITI

FORMATO EBOOK

EPUB/MOBI

PREZZO

€ 4,99

PAGINE

320

COLLANA

SPORT.DOC

medico, emigrato bambino a Curitiba agli inizi del ‘900 per raggiungere suo padre, Gilberto Barberis. La s finale si perse nella penna di uno scrivano di Manaus. Italiano anche per quel matrimonio con Maria Sole, poi andato a monte... Giornalista, mah. Durante i primi anni in Italia “rifugiato politico” era l’esatta dicitura sul documento che mi aveva rilasciato la Questura di Roma, assieme a un assegno mensile. Sbarcavo il lunario schizzando caricature a Piazza Navona. Manifestazioni, striscioni, comitato Brasile-Italia, volantini, feste dell’Unità, dell’Avanti, Botteghe Oscure, PSI, PCI, DC. Tanta solidarietà, tanta partecipazione, e il Brasile era sempre più lontano. Maria Sole passava la sua vita tra l’università, il movimento studentesco e le manifestazioni. A volte passavamo settimane senza vederci, dipendeva dal calendario delle manifestazioni politiche, dove lei mi esibiva come “compa-

gno Vasco Cardoso Neto rifugiato politico”, chissà poi perché ometteva il mio cognome italiano. Poi mi stufai della fame, di Maria Sole, delle manifestazioni, delle pacche sulle spalle, e cominciai a mettere a frutto i miei disegni. Iniziai a riprodurre fatti di cronaca, di rapine, incidenti, i gol della domenica e un po’ di vignette satiriche per il quotidiano romano, Paese Sera. Arrivarono i primi soldi, assieme al passaporto e alla relativa cittadinanza. Mi tolsero l’assegno e lo stato di rifugiato politico, io intanto ero sfruttato da una ditta di Pomezia che mi sottopagava come apprendista meccanico. Anni prima in Brasile ero un ingegnere specializzato in componenti automobilistiche, motori e macchine. Iniziai così a collaborare con diverse testate giornalistiche, Dai disegni ai disegni corredati di testi, non fu un passo breve. 
 Tre file più avanti qualcun altro non dorme e mi imita accendendo una sigaretta. Due piccoli fuochi rossi i nostri, segno di vizio per i due, e di paure per 15


I L LIBRO IN ANTEPRIMA

Meu Amigo Duprè Nel frastuono della Formula Uno un giornalista alla ricerca
 della verità sui tragici avvenimenti che macchiarono di sangue il Brasile degli anni Settanta Cristo. Di nuovo quell’incubo. Era da tempo che non mi succedeva. Ritorno in Brasile, a casa, dopo quattordici anni iniziati con l’incubo di quei tre giorni in aeroporto in attesa di un imbarco che fecero di me un senza mondo. Ritorno in Brasile come un elemento di quella banda chiassosa e presuntuosa che è la Formula Uno. È ancora notte. Probabilmente siamo ancora sull’Atlantico, la Business Class del volo Alitalia 572 per Rio de Janeiro-Buenos Aires è al buio. Mi duole una spalla, perché

il testone di Roberto Sensibile, l’inviato del Messaggero, ci è scivolato sopra. Dorme profondamente. Non ha incubi lui. È in gamba Roberto, andiamo d’accordo sul lavoro, anche perché difficilmente esiste frequentazione al di fuori del lavoro. Basta un’occhiata, durante un Gran Premio ci dividiamo tacitamente i compiti. Lui sente la Ferrari e le squadre italiane, io faccio il resto, o viceversa. 
 E già, sono un giornalista italiano a tutti gli effetti. Italiano grazie a mio padre, Giacomo Barberi da Vicenza,

TITOLO

MEU AMIGO DUPRÈ

AUTORE

FRANCO PANARITI

FORMATO EBOOK

EPUB/MOBI

PREZZO

€ 4,99

PAGINE

320

COLLANA

SPORT.DOC

medico, emigrato bambino a Curitiba agli inizi del ‘900 per raggiungere suo padre, Gilberto Barberis. La s finale si perse nella penna di uno scrivano di Manaus. Italiano anche per quel matrimonio con Maria Sole, poi andato a monte... Giornalista, mah. Durante i primi anni in Italia “rifugiato politico” era l’esatta dicitura sul documento che mi aveva rilasciato la Questura di Roma, assieme a un assegno mensile. Sbarcavo il lunario schizzando caricature a Piazza Navona. Manifestazioni, striscioni, comitato Brasile-Italia, volantini, feste dell’Unità, dell’Avanti, Botteghe Oscure, PSI, PCI, DC. Tanta solidarietà, tanta partecipazione, e il Brasile era sempre più lontano. Maria Sole passava la sua vita tra l’università, il movimento studentesco e le manifestazioni. A volte passavamo settimane senza vederci, dipendeva dal calendario delle manifestazioni politiche, dove lei mi esibiva come “compa-

gno Vasco Cardoso Neto rifugiato politico”, chissà poi perché ometteva il mio cognome italiano. Poi mi stufai della fame, di Maria Sole, delle manifestazioni, delle pacche sulle spalle, e cominciai a mettere a frutto i miei disegni. Iniziai a riprodurre fatti di cronaca, di rapine, incidenti, i gol della domenica e un po’ di vignette satiriche per il quotidiano romano, Paese Sera. Arrivarono i primi soldi, assieme al passaporto e alla relativa cittadinanza. Mi tolsero l’assegno e lo stato di rifugiato politico, io intanto ero sfruttato da una ditta di Pomezia che mi sottopagava come apprendista meccanico. Anni prima in Brasile ero un ingegnere specializzato in componenti automobilistiche, motori e macchine. Iniziai così a collaborare con diverse testate giornalistiche, Dai disegni ai disegni corredati di testi, non fu un passo breve. 
 Tre file più avanti qualcun altro non dorme e mi imita accendendo una sigaretta. Due piccoli fuochi rossi i nostri, segno di vizio per i due, e di paure per 15


il sottoscritto. Puntello la testa di Sensibile. Mi alzo e mi avvicino a quella luce. «Anche tu non riesci a dormire Giorgio» Un sorrisetto ai lati della sigaretta si apre sulla faccia di Giorgio Battelli, il giornalista de La Repubblica. «Non certo per le tue ragioni Vasco. Io sto sempre scomodo quando volo». Un attimo di silenzio. «Hai paura Vasco? No, non del volo. Dico di tornare in Brasile». Furbo e attento Giorgio come sempre. Un vero giornalista. Una gran penna. Anche quando dorme, sono sicuro, ha le orecchie puntate. Ho simpatia per lui, ma so bene che per una esclusiva venderebbe sua madre. La domenica in sala stampa durante i Gran Premi, quando tutti lottiamo contro il tempo per finire gli articoli che i giornali attendono per andare in stampa, lui si aggira tra i tavoli e macchine da scrivere. La Repubblica il lunedì non è in edicola e allora è lì che lancia battute, commenti, notiziole, alcune sicuramente inventate. Il giorno dopo vedrà o saprà chi ha abboccato al suo giochetto. Una gran penna, ma con il vizio di mandare sempre avanti gli altri. «Perché dovrei Giorgio? Nel 1979 ci fu un’amnistia e l’anno prima era stato

abolito il decreto d’esilio per gli iscritti al fuori legge PCDB, il Partito Comunista do Brasil, al quale oltretutto non sono mai stato iscritto. Nel 1980 tutti i fatti che m’interessavano sono stati derubricati. Rivedere luoghi e, spero, gente che ha significato la mia gioventù, mi emoziona, certo. Ma non ho paura.» «Anche per i fatti di Palestina do Parà, l’assalto alla guarnigione di polizia, la morte dei due guardaspalle di Mendez?». Il buio nasconde la mia sorpresa, occulta il mio pallore. «Ma di che parli, Giorgio, leggi troppi libri gialli. Credevo che Scalfari ti avesse insegnato a verificare le notizie, ma a te questo rimane difficile anche quando scrivi di motori. Sono un cittadino italiano lo hai dimenticato? Sono un giornalista con il tesserino della Federazione Internazionale come te, perché dovrei aver paura? Dormi Giorgio, io vado a fare un giro.» Maledetto ficcanaso. La prima volta che Vasco Barberi, dopo otto anni di Formula Uno, tornava al Gran Premio del Brasile: qualcuno al suo giornale doveva pensare che fosse una buona storia. Ma non ci saranno più storie su di me.

Starò per sette giorni lì in quel mucchio di scribacchini privilegiati. Farò le loro stesse cose. Prove, articoli, doccia, piscina, ristorante. Sempre nel mucchio. Raggiungo il bagno. Cerco di far cessare il tremore delle mani. Mi lavo la faccia, mi asciugo. Mi guardo allo specchio. Trentasette anni, qualche capello bianco tra i tanti ancora biondi. Qualche chilo di troppo, e non aiutano i centosettantacinque centimetri di altezza che ho ereditato dai Cardoso, il ramo portoghese della mia famiglia, quello di mia madre Dona Maria Rosa Cardoso. Sull’occhio sinistro c’è una leggera cicatrice, il naso è schiacciato, ricordo spiacevole di un interrogatorio un po’ deciso. Ho sete. Una hostess giovanissima, mezza assonnata, siede nel galley. È in prova, mi dice, ed è al suo primo viaggio a Rio de Janeiro. «Giornalista? Allora chissà quante altre volte è stato a Rio per il Gran Premio» «È la mia prima volta.» Mi squadra bene, di sicuro non ho l’aspetto del giornalista di primo pelo. «Sa, non mi piace il clima». Sorrido e la lascio ai suoi pensieri. Almeno è stata brava a non chiedermi un pass per il

Gran Premio, una noia che mi ha già inflitto il suo collega. Cammino lentamente lungo il corridoio della classe turistica del sonnacchioso 747. Comincia ad albeggiare. Qualche tendina paraluce dei finestrini si comincia a sollevare. Il volo è strapieno e ogni sedile occupato è un festival di colori. Nella parte centrale, subito dopo la business class, ci sono i componenti della Ferrari, la squadra più numerosa, tutti in camicia gialla. Poche file più dietro, gli otto-dieci della Osella assieme al proprietario della squadra, Enzo, che non possono permettersi tariffe più costose, in tenuta ciclamino. Ancora più indietro il gruppo della Minardi, in camicia bianca, poi quelli della Coloni in giallo, quelli della Scuderia Italia in rosso. Tutti in classe turistica, solo qualche dirigente e qualche pilota dei team più ricchi sono in Business. In Prima Classe solo i due piloti della Ferrari. Tutto il volo è monopolizzato dal circo della F1. Oltre alle squadre ci sono i tecnici delle aziende fornitrici - Pirelli, Brembo, Magneti Marelli - e i piloti italiani ingaggiati da squadre straniere. Li conosco bene: Oliviero Renzetti della squadra tedesca RIAL, Claudio Benotto, il veneziano della Williams, Renzo Baldini della Benetton, Franco Buratti della Zackespeed, Simone Traver16


il sottoscritto. Puntello la testa di Sensibile. Mi alzo e mi avvicino a quella luce. «Anche tu non riesci a dormire Giorgio» Un sorrisetto ai lati della sigaretta si apre sulla faccia di Giorgio Battelli, il giornalista de La Repubblica. «Non certo per le tue ragioni Vasco. Io sto sempre scomodo quando volo». Un attimo di silenzio. «Hai paura Vasco? No, non del volo. Dico di tornare in Brasile». Furbo e attento Giorgio come sempre. Un vero giornalista. Una gran penna. Anche quando dorme, sono sicuro, ha le orecchie puntate. Ho simpatia per lui, ma so bene che per una esclusiva venderebbe sua madre. La domenica in sala stampa durante i Gran Premi, quando tutti lottiamo contro il tempo per finire gli articoli che i giornali attendono per andare in stampa, lui si aggira tra i tavoli e macchine da scrivere. La Repubblica il lunedì non è in edicola e allora è lì che lancia battute, commenti, notiziole, alcune sicuramente inventate. Il giorno dopo vedrà o saprà chi ha abboccato al suo giochetto. Una gran penna, ma con il vizio di mandare sempre avanti gli altri. «Perché dovrei Giorgio? Nel 1979 ci fu un’amnistia e l’anno prima era stato

abolito il decreto d’esilio per gli iscritti al fuori legge PCDB, il Partito Comunista do Brasil, al quale oltretutto non sono mai stato iscritto. Nel 1980 tutti i fatti che m’interessavano sono stati derubricati. Rivedere luoghi e, spero, gente che ha significato la mia gioventù, mi emoziona, certo. Ma non ho paura.» «Anche per i fatti di Palestina do Parà, l’assalto alla guarnigione di polizia, la morte dei due guardaspalle di Mendez?». Il buio nasconde la mia sorpresa, occulta il mio pallore. «Ma di che parli, Giorgio, leggi troppi libri gialli. Credevo che Scalfari ti avesse insegnato a verificare le notizie, ma a te questo rimane difficile anche quando scrivi di motori. Sono un cittadino italiano lo hai dimenticato? Sono un giornalista con il tesserino della Federazione Internazionale come te, perché dovrei aver paura? Dormi Giorgio, io vado a fare un giro.» Maledetto ficcanaso. La prima volta che Vasco Barberi, dopo otto anni di Formula Uno, tornava al Gran Premio del Brasile: qualcuno al suo giornale doveva pensare che fosse una buona storia. Ma non ci saranno più storie su di me.

Starò per sette giorni lì in quel mucchio di scribacchini privilegiati. Farò le loro stesse cose. Prove, articoli, doccia, piscina, ristorante. Sempre nel mucchio. Raggiungo il bagno. Cerco di far cessare il tremore delle mani. Mi lavo la faccia, mi asciugo. Mi guardo allo specchio. Trentasette anni, qualche capello bianco tra i tanti ancora biondi. Qualche chilo di troppo, e non aiutano i centosettantacinque centimetri di altezza che ho ereditato dai Cardoso, il ramo portoghese della mia famiglia, quello di mia madre Dona Maria Rosa Cardoso. Sull’occhio sinistro c’è una leggera cicatrice, il naso è schiacciato, ricordo spiacevole di un interrogatorio un po’ deciso. Ho sete. Una hostess giovanissima, mezza assonnata, siede nel galley. È in prova, mi dice, ed è al suo primo viaggio a Rio de Janeiro. «Giornalista? Allora chissà quante altre volte è stato a Rio per il Gran Premio» «È la mia prima volta.» Mi squadra bene, di sicuro non ho l’aspetto del giornalista di primo pelo. «Sa, non mi piace il clima». Sorrido e la lascio ai suoi pensieri. Almeno è stata brava a non chiedermi un pass per il

Gran Premio, una noia che mi ha già inflitto il suo collega. Cammino lentamente lungo il corridoio della classe turistica del sonnacchioso 747. Comincia ad albeggiare. Qualche tendina paraluce dei finestrini si comincia a sollevare. Il volo è strapieno e ogni sedile occupato è un festival di colori. Nella parte centrale, subito dopo la business class, ci sono i componenti della Ferrari, la squadra più numerosa, tutti in camicia gialla. Poche file più dietro, gli otto-dieci della Osella assieme al proprietario della squadra, Enzo, che non possono permettersi tariffe più costose, in tenuta ciclamino. Ancora più indietro il gruppo della Minardi, in camicia bianca, poi quelli della Coloni in giallo, quelli della Scuderia Italia in rosso. Tutti in classe turistica, solo qualche dirigente e qualche pilota dei team più ricchi sono in Business. In Prima Classe solo i due piloti della Ferrari. Tutto il volo è monopolizzato dal circo della F1. Oltre alle squadre ci sono i tecnici delle aziende fornitrici - Pirelli, Brembo, Magneti Marelli - e i piloti italiani ingaggiati da squadre straniere. Li conosco bene: Oliviero Renzetti della squadra tedesca RIAL, Claudio Benotto, il veneziano della Williams, Renzo Baldini della Benetton, Franco Buratti della Zackespeed, Simone Traver16


si della March. Già, Simone. È da parecchio tempo che non lo vedo. Non c’era neanche alla serata dei Caschi d’Oro, quella che ogni anno organizza la rivista Autosprint. L’ho cercato qualche volta per telefono ma non sono riuscito mai a trovarlo. È in gamba, sarà presto un campione. Un ottimo pilota, con una sensibilità innata per la guida, ma purtroppo di quelli che non hanno né soldi né sponsor dietro le spalle ad aiutarli nella carriera. Sembrava non dovesse accasarsi quest’anno, nonostante un’annata trionfale nella F. 3000. Poi, dieci giorni prima dell’inizio del campionato, ecco arrivare il contratto con la March. Lo trovo in fondo all’aereo, vicino alle toilette. È solo, fuma. «Ciao Simone» bisbiglio. Trasale, mi riconosce.
 «Ciao Vasco, come va?»
 «Bene! Ce l’hai fatta eh?»
 «Proprio all’ultimo minuto!»
 «Hai avuto l’occasione di provare la tua nuova monoposto?»
 «La scorsa settimana a Donington. C’è molto da lavorare e credo che non ci siano molti soldi a disposizione. Non so proprio come andrà…»
 «Non mi sembri eccitato.»

«Ma no, è solo che non riesco a dormire…»
 «Siamo in diversi ad avere questo problema, mi sembra.»
 «Torni a casa Vasco?»
 «A casa?»
 «Sì, conosco la tua storia.»
 «Su quest’aereo siete in tanti a conoscerla»
 «Ma ci fate dormire?». Dalle ultime file di sedili si fa sentire Ercole Baldini di Stanzano, il decano dei giornalisti italiani. 
 «Ci vediamo dopo Simone»

dalla sua parte, lui continua a dormire. C’è un filo di luce fuori.

Mi afferra un braccio. «Mi devi dare una mano Vasco…»

«Non arrabbiarti. In Brasile ci sei nato e vissuto»

Non preoccuparti, gli sussurro, mentre mi avvio verso il mio posto.

«Se per questo ci ho penato e sudato. Malmenato, esiliato: amavo il Brasile, ma ho pagato caro quell’amore. Ora non devo niente al Brasile.

Poveri ragazzi, si fa per dire, visto che alcuni di loro sono miliardari, ma tant’è: firmano contratti e gli sponsor sono subito loro sul collo per vedere qualche riga, da qualsiasi parte, che parli di loro. Non ho mai rifiutato un aiuto a un pilota che inizia, non lo dimentico mai quando preparo i miei disegni, magari mettendo bene in evidenza il logo dei suoi sponsor. Mi piace che abbiano la possibilità di far vedere quanto valgono. Ritorno al mio posto. Roberto c’è scivolato dentro completamente. Lo spingo

Una mano mi scuote leggermente. Devo essermi riaddormentato. «Signore, la colazione». È la giovane hostess di prima. Sorride, fresca come una rosa. «Madonna quanto dormi! – mi dice Roberto - io sono già sveglio da un ora. Dai, mettiti in ordine che tra poco sei a casa» «Settimo piano del 286 di Lungotevere Portuense. Quella è casa mia»

«Vuoi dire che non vedrai nessuno dei tuoi amici, dei tuoi compagni di scuola, d’università?» «Che madonna succede su questo volo? È possibile che il mio ritorno in Brasile interessi più della nuova McLaren? Ho qui alcuni disegni, li vuoi vedere? Saresti il primo, non li hanno visti nemmeno al mio giornale...»
 «Okay, come vuoi. Comunque sappi che puoi contare su di me in ogni momento, per qualsiasi cosa.»

«Grazie ne approfitto subito allora. Domattina alle otto e trenta per una partita di tennis» Ormai l’aereo si è svegliato. Siamo su Bahia, manca solo poco più di un’ora. Si formano gruppi. Riesco a vedere anche i colleghi che sono saliti a Malpensa. C’è il Varzi del Giornale, Anfuso della Notte, Venanzoni del Corriere della Sera; e poi Merli di Tuttosport, Buson della Stampa, il toscanaccio Gori della Nazione, Viola del Carlino, Valeri del Corriere dello Sport, il marchese Casati del Tempo, e i fotografi. Ci siamo tutti, insomma. Si comincia, ci rivedremo per sedici gare attorno al mondo. Sembra il primo giorno di scuola. Già s’intrecciano i discorsi, mentre l’aereo sorvola Petropolis e Teresopolis e inizia la sua discesa verso Rio. «Non fumare, allacciare le cinture». Si cominciano a vedere le case, qualche palafitta di pescatori dell’Isola do Gobernador. Ecco la pista. Tocchiamo. L’aereo rulla sulla pista e si dirige verso i piazzali. Faccio finta di niente, ma sento il cuore che scoppia. La mia testa che scoppia. 17


si della March. Già, Simone. È da parecchio tempo che non lo vedo. Non c’era neanche alla serata dei Caschi d’Oro, quella che ogni anno organizza la rivista Autosprint. L’ho cercato qualche volta per telefono ma non sono riuscito mai a trovarlo. È in gamba, sarà presto un campione. Un ottimo pilota, con una sensibilità innata per la guida, ma purtroppo di quelli che non hanno né soldi né sponsor dietro le spalle ad aiutarli nella carriera. Sembrava non dovesse accasarsi quest’anno, nonostante un’annata trionfale nella F. 3000. Poi, dieci giorni prima dell’inizio del campionato, ecco arrivare il contratto con la March. Lo trovo in fondo all’aereo, vicino alle toilette. È solo, fuma. «Ciao Simone» bisbiglio. Trasale, mi riconosce.
 «Ciao Vasco, come va?»
 «Bene! Ce l’hai fatta eh?»
 «Proprio all’ultimo minuto!»
 «Hai avuto l’occasione di provare la tua nuova monoposto?»
 «La scorsa settimana a Donington. C’è molto da lavorare e credo che non ci siano molti soldi a disposizione. Non so proprio come andrà…»
 «Non mi sembri eccitato.»

«Ma no, è solo che non riesco a dormire…»
 «Siamo in diversi ad avere questo problema, mi sembra.»
 «Torni a casa Vasco?»
 «A casa?»
 «Sì, conosco la tua storia.»
 «Su quest’aereo siete in tanti a conoscerla»
 «Ma ci fate dormire?». Dalle ultime file di sedili si fa sentire Ercole Baldini di Stanzano, il decano dei giornalisti italiani. 
 «Ci vediamo dopo Simone»

dalla sua parte, lui continua a dormire. C’è un filo di luce fuori.

Mi afferra un braccio. «Mi devi dare una mano Vasco…»

«Non arrabbiarti. In Brasile ci sei nato e vissuto»

Non preoccuparti, gli sussurro, mentre mi avvio verso il mio posto.

«Se per questo ci ho penato e sudato. Malmenato, esiliato: amavo il Brasile, ma ho pagato caro quell’amore. Ora non devo niente al Brasile.

Poveri ragazzi, si fa per dire, visto che alcuni di loro sono miliardari, ma tant’è: firmano contratti e gli sponsor sono subito loro sul collo per vedere qualche riga, da qualsiasi parte, che parli di loro. Non ho mai rifiutato un aiuto a un pilota che inizia, non lo dimentico mai quando preparo i miei disegni, magari mettendo bene in evidenza il logo dei suoi sponsor. Mi piace che abbiano la possibilità di far vedere quanto valgono. Ritorno al mio posto. Roberto c’è scivolato dentro completamente. Lo spingo

Una mano mi scuote leggermente. Devo essermi riaddormentato. «Signore, la colazione». È la giovane hostess di prima. Sorride, fresca come una rosa. «Madonna quanto dormi! – mi dice Roberto - io sono già sveglio da un ora. Dai, mettiti in ordine che tra poco sei a casa» «Settimo piano del 286 di Lungotevere Portuense. Quella è casa mia»

«Vuoi dire che non vedrai nessuno dei tuoi amici, dei tuoi compagni di scuola, d’università?» «Che madonna succede su questo volo? È possibile che il mio ritorno in Brasile interessi più della nuova McLaren? Ho qui alcuni disegni, li vuoi vedere? Saresti il primo, non li hanno visti nemmeno al mio giornale...»
 «Okay, come vuoi. Comunque sappi che puoi contare su di me in ogni momento, per qualsiasi cosa.»

«Grazie ne approfitto subito allora. Domattina alle otto e trenta per una partita di tennis» Ormai l’aereo si è svegliato. Siamo su Bahia, manca solo poco più di un’ora. Si formano gruppi. Riesco a vedere anche i colleghi che sono saliti a Malpensa. C’è il Varzi del Giornale, Anfuso della Notte, Venanzoni del Corriere della Sera; e poi Merli di Tuttosport, Buson della Stampa, il toscanaccio Gori della Nazione, Viola del Carlino, Valeri del Corriere dello Sport, il marchese Casati del Tempo, e i fotografi. Ci siamo tutti, insomma. Si comincia, ci rivedremo per sedici gare attorno al mondo. Sembra il primo giorno di scuola. Già s’intrecciano i discorsi, mentre l’aereo sorvola Petropolis e Teresopolis e inizia la sua discesa verso Rio. «Non fumare, allacciare le cinture». Si cominciano a vedere le case, qualche palafitta di pescatori dell’Isola do Gobernador. Ecco la pista. Tocchiamo. L’aereo rulla sulla pista e si dirige verso i piazzali. Faccio finta di niente, ma sento il cuore che scoppia. La mia testa che scoppia. 17


Lettori in pillole

Il futuro di tablet , e-reader, device, computer, insomma tutto ciò che ha uno schermo sembra dover passare per un restyling non tanto interno (potenza, memoria, processore, funzioni...), quanto piuttosto per una vera e propria rivoluzione dell’oggetto in sè. Dell’e-reader flessibile abbiamo già lungamente parlato ma il concept in alto è ne è un altro brillante esempio. Realizzato da Dragan Trencevski, il device ricorda le antiche pergamene e ottimizza la portabilità del reader, rendendolo immune a scosse e botte. Altro interessante esempio è l’idea di display pieghevole sviluppata dagli studenti della Darmstadt University in Germania. Non flessibile, pieghevole, vedere per credere!

L ETTORI E T ABLET

Roba da reader

Nicoletta Azzolini

Tante piccole novità in ambito tecnologico questa volta per la nostra rubrica. Il momento della continua uscita di nuovi reader e tablet è passato e il mercato si sta assestando, con versioni migliorate di device già esistenti, aggiornamenti e assi nella manica da utilizzare solo nella seconda parte dell'anno.

Ma non solo: il team di Seattle ha migliorato l'esperienza dell'utente implementando l'avanzamento di lettura già inserito nel Kindle Paperwhite (stima, in base alla velocità di lettura di ciascun utilizzatore, quanto tempo ci vorrà a terminare un capitolo e in generale l’intero testo) e ha lavorato sui testi con immagini come libri per bambini e fumetti; i primi hanno una specifica funzione, il Kindle Text Pop-Up, i secondi diventano più facilmente leggibili grazie alla Vi-

sualizzazione Vignette, che permette di leggere passando con ordine da una vignetta all'altra. Continua, nel mentre, la ricerca di grandi e piccoli produttori al fine di migliorare le prestazioni dei propri device: tablet sempre più potenti e compatti, reader a colori ma sempre con inchiostri eInk e - se ne è parlato più volte l'interessante tecnologia dello schermo flessibile.  Questa volta è la Sony a brevettare un dispositivo con questa tecnologia, lavo-

Sul fronte aggiornamenti Amazon ha finalmente rilasciato un update per Kindle Touch (non, quindi, per la prima versione del Kindle) con molti miglioramenti e un menu aggiornato: icone grandi, copertine visualizzate, interfaccia rivisitata. Alcuni concept del nuovo design flessibile della Sony 18


Lettori in pillole

Il futuro di tablet , e-reader, device, computer, insomma tutto ciò che ha uno schermo sembra dover passare per un restyling non tanto interno (potenza, memoria, processore, funzioni...), quanto piuttosto per una vera e propria rivoluzione dell’oggetto in sè. Dell’e-reader flessibile abbiamo già lungamente parlato ma il concept in alto è ne è un altro brillante esempio. Realizzato da Dragan Trencevski, il device ricorda le antiche pergamene e ottimizza la portabilità del reader, rendendolo immune a scosse e botte. Altro interessante esempio è l’idea di display pieghevole sviluppata dagli studenti della Darmstadt University in Germania. Non flessibile, pieghevole, vedere per credere!

L ETTORI E T ABLET

Roba da reader

Nicoletta Azzolini

Tante piccole novità in ambito tecnologico questa volta per la nostra rubrica. Il momento della continua uscita di nuovi reader e tablet è passato e il mercato si sta assestando, con versioni migliorate di device già esistenti, aggiornamenti e assi nella manica da utilizzare solo nella seconda parte dell'anno.

Ma non solo: il team di Seattle ha migliorato l'esperienza dell'utente implementando l'avanzamento di lettura già inserito nel Kindle Paperwhite (stima, in base alla velocità di lettura di ciascun utilizzatore, quanto tempo ci vorrà a terminare un capitolo e in generale l’intero testo) e ha lavorato sui testi con immagini come libri per bambini e fumetti; i primi hanno una specifica funzione, il Kindle Text Pop-Up, i secondi diventano più facilmente leggibili grazie alla Vi-

sualizzazione Vignette, che permette di leggere passando con ordine da una vignetta all'altra. Continua, nel mentre, la ricerca di grandi e piccoli produttori al fine di migliorare le prestazioni dei propri device: tablet sempre più potenti e compatti, reader a colori ma sempre con inchiostri eInk e - se ne è parlato più volte l'interessante tecnologia dello schermo flessibile.  Questa volta è la Sony a brevettare un dispositivo con questa tecnologia, lavo-

Sul fronte aggiornamenti Amazon ha finalmente rilasciato un update per Kindle Touch (non, quindi, per la prima versione del Kindle) con molti miglioramenti e un menu aggiornato: icone grandi, copertine visualizzate, interfaccia rivisitata. Alcuni concept del nuovo design flessibile della Sony 18


rebbe ai reader, ma potrà essere applicato a molte altre tecnologie, come tablet, Pc, smartwatch, etc. Certo, ancora ci sarà da attendere prima di vedere questa novità lanciata sul mercato.

Ancora concept del brevetto Sony. Rispetto ad altri reader flessibili, il progetto della Sony punta sulla sensazione di avere in mano un libro vero e proprio. In alto le varie funzioni/mosse previste per lo sfogliare e lo scrollare delle pagine. rando sulla sensazione di avere un libro in mano, qualcosa di maneggevole e che permetta movimenti naturali per girare e scrollare le pagine.
 Un brevetto del genere non si ferme-

Ultima notizia da citare è l'esistenza di un tablet pensato specificamente per un pubblico femminile: ePad Femme è l'ultimo nato nella mediorentale Eurostar e non è chiaro se e quanto il pubblico femminile debba sentirsi oltraggiato. In Occidente sono piovute le critiche, ma è possibile che in Medio Oriente la questione sia percepita differen-

semplice di quella di un iPad. Alcune app, sullo yoga, sulla gravidanza, sullo shopping e sulla sartoria - giusto per citarne alcune - sono pre-installate, dando per buono che in quanto donna non si possa non essere interessate a determinate faccende. Di contro, già solo nel primo mese, il tablet ha venduto più di 7000 esemplari. Saranno stati comprati dai mariti per fare un regalo?

temente. Lo sfondo del device ha un ovvio colore rosa, le icone più grandi e l'interfaccia più

visita il sito absolutelyfree.it 19


rebbe ai reader, ma potrà essere applicato a molte altre tecnologie, come tablet, Pc, smartwatch, etc. Certo, ancora ci sarà da attendere prima di vedere questa novità lanciata sul mercato.

Ancora concept del brevetto Sony. Rispetto ad altri reader flessibili, il progetto della Sony punta sulla sensazione di avere in mano un libro vero e proprio. In alto le varie funzioni/mosse previste per lo sfogliare e lo scrollare delle pagine. rando sulla sensazione di avere un libro in mano, qualcosa di maneggevole e che permetta movimenti naturali per girare e scrollare le pagine.
 Un brevetto del genere non si ferme-

Ultima notizia da citare è l'esistenza di un tablet pensato specificamente per un pubblico femminile: ePad Femme è l'ultimo nato nella mediorentale Eurostar e non è chiaro se e quanto il pubblico femminile debba sentirsi oltraggiato. In Occidente sono piovute le critiche, ma è possibile che in Medio Oriente la questione sia percepita differen-

semplice di quella di un iPad. Alcune app, sullo yoga, sulla gravidanza, sullo shopping e sulla sartoria - giusto per citarne alcune - sono pre-installate, dando per buono che in quanto donna non si possa non essere interessate a determinate faccende. Di contro, già solo nel primo mese, il tablet ha venduto più di 7000 esemplari. Saranno stati comprati dai mariti per fare un regalo?

temente. Lo sfondo del device ha un ovvio colore rosa, le icone più grandi e l'interfaccia più

visita il sito absolutelyfree.it 19


N EWS

Un italiano su due non legge neanche un libro all’anno


Into the net

Dal rapporto sulla promozione della lettura in Italia risulta che l'anno scorso soltanto il 46% degli italiani ha letto almeno un libro, tra questi il 51,9% sono donne e il 39,7% uo-

i giornalisti rimangono 
 SULL A PROMOZIONE DELL A LETTURA e cercano di MA RZO 2013 sopravvivere 
 e di andare oltre portando una ventata di aria fresca e critica nel panorama dell’informazione iberica e cercando nuove straL’editoria spagnola cer- de e nuovi modelli di sosteca di reagire alla crisi nibilità.


I NTERATTIVO 1.5 I L RAPPORTO

col giornalismo indipendente e di qualità

Editech: editoria, innovazione, tecnologie

Luc Audrain, responsabile Digitalizazione per Hachette Livre, è stato ospite lo scorso 9 aprile a Milano al seminario internazionale ePub3: Lo stato dell’arte, primo appuntamento della stagione con Editech, la conferenza su

editoria e innovazione organizzata dall’Aie. «Tutti i dispositivi devono essere in grado di leggere l’ePub3. 
 
 Solo così sarà possibile consultare ovunque ogni tipo di ebook, dal più semplice a quelli dal layout complesso come le graphic novel, a quelli arricchiti con audio e video» ha dichiarato Audrain.

I giornali chiudono ma 


mini. Le brutte notizie non arrivano mai sole e, infatti, questo scarno 46% non solo ci pone nella parte bassa della classifica dei lettori ma rappresenta una crescita rispetto al 2011 (45,3%).

Come nel caso di eldiario.es: fidelizzazione del lettore e abbandono della ‘’guerra per l’audience’’. E di Infolibre e di numerose altre testate che fanno soprattutto giornalismo ‘’narrativo’’, di approfondimento e di qualità.

Tweet tweet tweet

Verso l’infinito e oltre 
 In futuro sarà possibile remixare gli ebook. Parola di Slicebooks, società editoria20


N EWS

Un italiano su due non legge neanche un libro all’anno


Into the net

Dal rapporto sulla promozione della lettura in Italia risulta che l'anno scorso soltanto il 46% degli italiani ha letto almeno un libro, tra questi il 51,9% sono donne e il 39,7% uo-

i giornalisti rimangono 
 SULL A PROMOZIONE DELL A LETTURA e cercano di MA RZO 2013 sopravvivere 
 e di andare oltre portando una ventata di aria fresca e critica nel panorama dell’informazione iberica e cercando nuove straL’editoria spagnola cer- de e nuovi modelli di sosteca di reagire alla crisi nibilità.


I NTERATTIVO 1.5 I L RAPPORTO

col giornalismo indipendente e di qualità

Editech: editoria, innovazione, tecnologie

Luc Audrain, responsabile Digitalizazione per Hachette Livre, è stato ospite lo scorso 9 aprile a Milano al seminario internazionale ePub3: Lo stato dell’arte, primo appuntamento della stagione con Editech, la conferenza su

editoria e innovazione organizzata dall’Aie. «Tutti i dispositivi devono essere in grado di leggere l’ePub3. 
 
 Solo così sarà possibile consultare ovunque ogni tipo di ebook, dal più semplice a quelli dal layout complesso come le graphic novel, a quelli arricchiti con audio e video» ha dichiarato Audrain.

I giornali chiudono ma 


mini. Le brutte notizie non arrivano mai sole e, infatti, questo scarno 46% non solo ci pone nella parte bassa della classifica dei lettori ma rappresenta una crescita rispetto al 2011 (45,3%).

Come nel caso di eldiario.es: fidelizzazione del lettore e abbandono della ‘’guerra per l’audience’’. E di Infolibre e di numerose altre testate che fanno soprattutto giornalismo ‘’narrativo’’, di approfondimento e di qualità.

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Verso l’infinito e oltre 
 In futuro sarà possibile remixare gli ebook. Parola di Slicebooks, società editoria20


nel mondo delle librerie online dopo aver abbandonato il lavoro di analista finanziario a Wall Street e averne scritto una bozza di business plan durante un viaggio in automobile. L'investimento di Bezos su Business Insider è a titolo personale.

Amazon punta tutto sull’editoria digitale


Lo staff del sito di informazione sceglie gli articoli da pubblicare a partire dalle ricerche online degli utenti. Utilizza anche ampie gallerie di immagini.

Jeff Bezos guida un investimento da 5 milioni di dollari in Business Insider: è un sito d'informazione dedicato alle tecnologie. Ha raggiunto 24 milioni di visitatori unici. È sbarcato in Australia e arriverà anche in India con il gruppo Times of India. Soprattutto negli Stati Uniti gareggia per trovare indiscrezioni e scoop con TechCrunch, All Things Digital, Cnet, The Verge e Pandon Daily. Business Insider è erede di Silicon Alley Insider che aveva radici nella scena tecnologica newyorkese e in particolare nella Silicon Alley di Manhattan dove sono riunite startup di internet fin dalla seconda metà degli anni Novanta. Ha visto la nascita e il

le americana che ha messo a punto un programma per selezionare contenuti presi da libri diversi e ricomporli in nuovi ebook personalizzati.

Emma Marrone, un ebook racconta la sua formazione con Alessandra Amoroso

L.ink Festival – L’editoria ai tempi dell’ePub

Più di recente ha varato una sezione di report a pagamento sul settore high tech. In un post dichiara di aver ricevuto finanziamenti per 18,3 milioni di dollari. Durante l'anno in corso prevede un fatturato di 15 milioni di dollari, ma non stima di avere utili.

che ruotano attorno a una redazione di oggi, i mutamenti avvenuti nel campo dell'informazione.

Si è svolto a Bari mercoledì 10 aprile "L.ink – l'editoria ai tempi dell'ePub", il festival dedicato alla realtà mediatica contemporanea, un'occasione per mostrare, attraverso l'incontro con i mestieri

A lezione dai Mad Men

“Se ci credi davvero. Come i ragazzi di ‘Amici’ hanno realizzato i loro sogni” è il titolo delCome evolve la pubblicità? Ce lo spiegano i protagonisti della fortunata serie sui pubblicitari degli anni ’60 Mad Men in un eBook in regalo sulle pagine di Ninja Marketing. l’ebook di cui è protagonista Emma Marrone e tutti i personaggi più amati della trasmissione. Il resoconto è di Luca Zanforlin, autore storico del programma, per Mondadori.

@AFeditore 21


nel mondo delle librerie online dopo aver abbandonato il lavoro di analista finanziario a Wall Street e averne scritto una bozza di business plan durante un viaggio in automobile. L'investimento di Bezos su Business Insider è a titolo personale.

Amazon punta tutto sull’editoria digitale


Lo staff del sito di informazione sceglie gli articoli da pubblicare a partire dalle ricerche online degli utenti. Utilizza anche ampie gallerie di immagini.

Jeff Bezos guida un investimento da 5 milioni di dollari in Business Insider: è un sito d'informazione dedicato alle tecnologie. Ha raggiunto 24 milioni di visitatori unici. È sbarcato in Australia e arriverà anche in India con il gruppo Times of India. Soprattutto negli Stati Uniti gareggia per trovare indiscrezioni e scoop con TechCrunch, All Things Digital, Cnet, The Verge e Pandon Daily. Business Insider è erede di Silicon Alley Insider che aveva radici nella scena tecnologica newyorkese e in particolare nella Silicon Alley di Manhattan dove sono riunite startup di internet fin dalla seconda metà degli anni Novanta. Ha visto la nascita e il

le americana che ha messo a punto un programma per selezionare contenuti presi da libri diversi e ricomporli in nuovi ebook personalizzati.

Emma Marrone, un ebook racconta la sua formazione con Alessandra Amoroso

L.ink Festival – L’editoria ai tempi dell’ePub

Più di recente ha varato una sezione di report a pagamento sul settore high tech. In un post dichiara di aver ricevuto finanziamenti per 18,3 milioni di dollari. Durante l'anno in corso prevede un fatturato di 15 milioni di dollari, ma non stima di avere utili.

che ruotano attorno a una redazione di oggi, i mutamenti avvenuti nel campo dell'informazione.

Si è svolto a Bari mercoledì 10 aprile "L.ink – l'editoria ai tempi dell'ePub", il festival dedicato alla realtà mediatica contemporanea, un'occasione per mostrare, attraverso l'incontro con i mestieri

A lezione dai Mad Men

“Se ci credi davvero. Come i ragazzi di ‘Amici’ hanno realizzato i loro sogni” è il titolo delCome evolve la pubblicità? Ce lo spiegano i protagonisti della fortunata serie sui pubblicitari degli anni ’60 Mad Men in un eBook in regalo sulle pagine di Ninja Marketing. l’ebook di cui è protagonista Emma Marrone e tutti i personaggi più amati della trasmissione. Il resoconto è di Luca Zanforlin, autore storico del programma, per Mondadori.

@AFeditore 21


e.Magazine n. 3 2013  

In questo numero: • Il sorpasso (e la resurrezione); le vendite del mercato della musica tornano a salire… e gli ebook? • L'Europa che vorre...

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