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15MILA COPIE

IL PERIODICO DALLA PARTE DEL TIFOSO • FONDATO NEL 1974 DAL LECCE CLUB CENTRO DI COORDINAMENTO • WWW.LECCECLUB.COM • 28 APRILE 2019

NOTTE DI FUOCO: C’È LA CAPOLISTA BRESCIA DA BATTERE

VOLA LECCE

DOMENICA ORE 21 • TUTTI AL VIA DEL MARE

L’ANNIVERSARIO/JURLANO

“Un Presidente moderno” A PAGINA 7

IL GIUDIZIO DELLA STAMPA

“Bravi, in B miglior calcio” ALLE PAGINE 4 E 5

L’ANALISI

Lecce regina di Puglia CORRADO A PAGINA 6

L’INTERVISTA/FENUCCI

“Doppio salto possibile”

IL POSTER DI FALCO SERIE B 35ª GIORNATA VEN 26 ORE 21

DOM 28 ORE 15

BENEVENTO-COSENZA (0-0)

CITTADELLA-ASCOLI (1-1)

SAB 27 ORE 15

DOM 28 ORE 21

LIVORNO-PALERMO (1-1)

LECCE-BRESCIA (1-2)

SAB 27 ORE 15

Riposa: PADOVA

PESCARA-VERONA (1-3) SAB 27 ORE 15

SALERNITANA-CARPI (2-3) SAB 27 ORE 15

VENEZIA-CROTONE (1-1) SAB 27 ORE 18

SPEZIA-PERUGIA (1-1) DOM 28 ORE 15

CREMONESE-FOGGIA (1-3)

CLASSIFICA: BRESCIA 63; LECCE 60; PALERMO 57, BENEVENTO 53, PESCARA 50, VERONA 48, SPEZIA 46, CITTADELLA E PERUGIA 45, CREMONESE, COSENZA E ASCOLI 42, SALERNITANA 38, CROTONE 34, VENEZIA 33, FOGGIA E LIVORNO 31, PADOVA E CARPI 26.

EDITORIALE

A PAGINA 6

UNA SQUADRA, IL SUO SALENTO di MARIO DE LORENZIS

È

un Lecce che riempie il cuore di gioia a tutti i suoi tifosi. Una squadra che continua a sbalordire, a macinare punti, a mietere avversari e battere record su record. La vittoria di Perugia entra di diritto tra le pagine di un diario che si sta riempiendo di imprese da ricordare. Si è vinto su un campo storicamente avaro di soddisfa-

zioni e il Lecce è stato più forte di squalifiche, assenze e del maltempo, conquistando tre punti che hanno ridato concrete speranze alla possibilità di promozione diretta. Il Palermo sembra accusare il peso psicologico di poter agganciare o superare in classifica i giallorossi, come dimostra il pareggio casalingo col Padova. CONTINUA A PAGINA 9

IL PERSONAGGIO

Marco Bleve salentino Doc VERRI A PAGINA 11

I CANDIDATI A SINDACO

“Uno stadio degno della A” ALLE PAGINE 12 E 13


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IL PUNTO SULLA B

PERIODICO DEL LECCE CLUB

PER IL LECCE UNA STAGIONE MEMORABILE E ORA VALE LA PENA PROVARCI

C’È PROFUMO DI SERIE A L’ORA DELLA VERITÀ

CONFERMA PER LIVERANI SINO AL GIUGNO 2022

di STEFANO MEO

C

Il tecnico convinto di potercela fare ma chiede umiltà: “Stare in guardia e giocare sempre al massimo. Sarà il campo a dare il suo responso”

omunque vada a finire sarà un successo. Il Lecce sgomita per puntellare il secondo posto, che significherebbe Serie A diretta, e lo fa vincendo e convincendo sul campo del Perugia. E intanto pensa già al futuro che, comunque vada, vedrà in panchina Fabio Liverani, confermato sino al giugno 2022, assieme al suo staff. “Nella peggiore delle ipotesi, facendo i debiti scongiuri”, ha annunciato il presidente Sticchi Damiani, “ripartiremo con un gruppo collaudato, per vincere”.

TROPPI GOL SUBITI - L’elevato

PALERMO A DELIO ROSSI Il Palermo si affida per la seconda volta nella sua storia alla guida tecnica di Delio Rossi, 59 anni, dopo l’esonero di Roberto Stellone. Guiderà i rosanero nelle ultime gare di questo campionato, più gli eventuali play-off. Per lui il contratto ha infatti scadenza il prossimo 30 giugno 2019. La precedente esperienza si registrò dal 2009 al 2011, quando Rossi ottenne il record di punti in Serie A (65 nel 2009/2010), lottando fino alla fine per la qualificazione in Champions League, mentre l’anno successivo raggiunse la finale di Coppa Italia, poi persa contro l’Inter (3-1) allo stadio “Olimpico” di Roma.

verrebbe da mordersi le mani e non solo per una classifica che oggi sarebbe potuta essere decisamente più felice e gratificante. Benevento alla prima giornata (con la squadra che vinceva 3-0) e poi a seguire Salernitana, Palermo, Foggia, Pescara, Brescia, Cittadella, ancora Palermo e, dulcis in fundo, Cremonese, sconfitta che potrebbe costare davvero cara (scongiuri obbligatori).

VINCERE SEMPRE - In termini di

classifica il Palermo, che nel frattempo ha esonerato il tecnico Stellone dopo il pari interno col Padova, rimane distanziato di tre punti e non è cosa da poco, ma questa distanza dovrebbe rimanere tale, anzi essere incrementata, fino alla penultima giornata quando i giallorossi riposeranno e questo risulta essere il vero problema. Brescia, Padova e Spezia i prossimi avversari che, ricordiamolo, obbligheranno i ragazzi di Liverani a vincere sempre per togliere velleità di promozione al Palermo.

SANA AUTOCRITICA - E allora

prima di puntare il dito verso la classe arbitrale (che pure avrà le sue colpe) con un vittimismo puntuale e reiterato, che sa tanto di calcio provinciale, un esame obiettivo dei passi falsi compiuti lungo il cammino ascrivibili unicamente a scelte sbagliate, ingenuità, leggerezze, scarsa concentrazione e quant’altro, renderebbe meglio la situazione indentificando il normale iter agonistico di una squadra costruita per salvarsi e proiettata invece con piacevole sorpresa verso il doppio salto di categoria.

QUEI PUNTI PERSI - Qualcuno ha la memoria corta ma, se si ripensa alla quantità industriale di punti lasciati per strada in maniera banale,

MAL DI TRASFERTA - Fino alla

vittoria di Perugia, nel girone di ritorno il Lecce è stato super in casa - un pareggio e sette vittorie consecutive - e passabile in trasferta con due sole vittorie - Salernitana e Perugia - altrettanti pareggi - Venezia e Crotone - e ben tre sconfitte - Cittadella (4-1), Palermo (2-1) e Cremona (2-0) - con 8 gol incassati e appena2 realizzati.

numero di gol subiti nell’arco dell’intero campionato fin qui disputato (42) costituisce l’altra nota dolente, controbilanciata però dai 62 gol realizzati. Meglio solo la capolista Brescia con 66. Sempre nel ritorno al “Via del Mare” sono stati capitalizzati 22 punti su 24 disponibili con una media punti di 2,75, trend decisamente positivo rispetto all’andata, quando i punti conquistati in casa sono stati 15 (su 24) con una media di 1,875. SAGGEZZA LIVERANI - “La classifica? Sappiamo che qualcuno potrebbe non vincerle tutte - l’osservazione di Fabio Liverani, dopo Perugia - quindi bisogna solo giocare e non fare tabelle. La B è particolare: essere pronti, stare in guardia, poi vedremo cosa dirà il campo”. TIFOSI IN FERMENTO - I tifosi fibrillano e si preparano a sostenere la squadra fino all’11 maggio prossimo quando saranno giocati gli ultimi 90’ della stagione ma squadra, società e ambiente possono festeggiare già da subito perché la salvezza, obiettivo prefissato a inizio stagione, è stata centrata alla grande e ha costituito il trampolino di lancio verso un traguardo ancora più prestigioso.

Fabio Liverani

LE CIFRE DELLA SERIE B

Programma della 35ª giornata: VEN 26 APR SAB 27 SAB 27 SAB 27 SAB 27 SAB 27 DOM 28 DOM 28 DOM 28

ORE 21 ORE 15 ORE 15 ORE 15 ORE 15 ORE 18 ORE 15 ORE 15 ORE 21

BENEVENTO-COSENZA (0-0) LIVORNO-PALERMO (1-1) PESCARA-VERONA (1-3) SALERNITANA-CARPI (2-3) VENEZIA-CROTONE (1-1) SPEZIA-PERUGIA (1-1) CREMONESE-FOGGIA (1-3) CITTADELLA-ASCOLI (1-1) LECCE-BRESCIA (1-2)

Riposa: PADOVA

Risultati 34ª giornata: ASCOLI- VENEZIA 1-0; BRESCIA-SALERNITANA 3-0; CARPI-PESCARA 0-0; CITTADELLA-CREMONESE 1-3; COSENZA-SPEZIA 1-0; FOGGIA-LIVORNO 2-2; PALERMO-PADOVA 1-1; PERUGIA-LECCE 1-2; VERONA-BENEVENTO 0-3. Ha riposato CROTONE Prossimo turno (36ª giornata): MER 1 MAG MER 1 MER 1 MER 1 MER 1 MER 1 MER 1 MER 1 MER 1

ORE 12.30 ORE 15 ORE 15 ORE 15 ORE 15 ORE 18 ORE 15 ORE 15 ORE 18

PALERMO SPEZIA (1-1) CROTONE-BENEVENTO (0-3) PERUGIA-CITTADELLA (2-2) COSENZA-VENEZIA (1-0) PADOVA-LECCE (2-3) CARPI-CREMONESE (2-1) VERONA-LIVORNO (0-0) FOGGIA-SALERNITANA (0-1) BRESCIA-ASCOLI (1-1)

Riposa: PESCARA

Classifica marcatori 25 reti: Donnarumma A. (Brescia, 7 rig.), 18: Mancuso L. (Pescara, 4 rig.), Coda M. (Benevento, 6 rig.); 16: La Mantia A. (Lecce); 12: Simy (Crotone, 3 rig.); Verre V. (Perugia, 2 rig.), Mancosu M. (Lecce, 1 rig), Nestorovski (Palermo, 1 rig.), Torregrossa

E. (Brescia, 1 rig.); 10: Pazzini G. (Verona, 3 rig.), Moncini G. (Cittadella, 1 rig.); 9 RETI: Diamanti A. (Livorno, 4 rig.), Okereke D. (Spezia, 1 rig.), Puscas G. (Palermo); 8: Palombi S. (Lecce), Tutino G. (Cosenza), Vido L. (Perugia, 3 rig.); 7 : Finotto (Cittadella), Bonazzoli F. (Padova, 2 rig.), Bocalon R. (5 Salernitana, 2 Venezia),

Tabanelli A. (Lecce), Di Mariano (Venezia, 2 rig.), Falco F. (Lecce), Kragl (Foggia), Ardemagni M (Ascoli, 1 rig.); 6: Ninkovic (Ascoli, 2 rig.), Melchiorri (Perugia), Casasola (Salernitana), Schenetti (Cittadella), Strizzolo (4 Cittadella, 2 Cremonese) Insigne R. (Benevento), Di Carmine (Verona, 2 rig.), Capello A. (Padova, 2 rig.).


LA GIORNATA

28 APRILE 2019

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VOLATA FINALE /DOPO LA 35ª TRE ALTRE PARTITE, DUE PER I GIALLOROSSI

A PADOVA, RIPOSO E POI LO SPEZIA SQUADRA

PUNTI

BRESCIA LECCE PALERMO

63 60 57

35ª GIORNATA

36ª GIORNATA

37ª GIORNATA

38ª GIORNATA

Lecce BRESCIA Livorno

ASCOLI Padova SPEZIA

Cremonese Riposo Ascoli

BENEVENTO SPEZIA CITTADELLA

IN MAIUSCOLO LE GARE INTERNE

M

Andrea Tabanelli, 29 anni, centrocampista

ancano quattro giornate al termine della regular season nella Serie B 2018/19 e la lotta per la promozione diretta in Serie A si è ormai ristretta a tre concorrenti: Brescia, Lecce e Palermo che in classifica occupano rispettivamente prima, seconda e terza posizione. I giallorossi di Fabio Liverani hanno tuttavia l’handicap di dover ancora osservare il proprio turno di riposo (4 maggio) nel girone di ritorno e, pertanto, scenderanno in campo altre tre volte, di cui due in casa. Discorso diverso per lombardi e siciliani che avranno un match in più da sfruttare, rispetto ai salentini. Lo scontro diretto della 35ª giornata tra Lecce e Brescia vede spettatore interessato il Palermo, affidato a una vecchia conoscenza del Lecce, mister Delio Rossi, che spera in un passo falso dei salentini per rifarsi sotto, dopo l’inatteso pareggio interno contro il fanalino di coda Padova, prossimo avversario di Mancosu e compagni.

Lorenzo Venuti, 24 anni, difensore

LA SQUADRA RIVELAZIONE SENZA TIMORI CONTRO LA CAPOLISTA DEL CAPOCANNONIERE DONNARUMMA

LECCE-BRESCIA, LA SFIDA Simone Palombi, 23 anni

di PIERPAOLO SERGIO

L’ANDATA

E

cco la partita che tutti i tifosi sognano di vivere durante un campionato. LecceBrescia segna il crocevia di una stagione fantastica per la formazione giallorossa, vissuta da protagonista inattesa sì, ma meritatamente, con risultati sempre figli di un gioco ragionato e mai del caso. IL BIG MATCH - Prima contro seconda, a tre giornate dalla conclusione della regular season: un’intera annata che si concentra in 90 minuti e che potrebbe suggellare il gran lavoro portato avanti dalla passata stagione in Serie C. C’è il pubblico che freme, che vuol dare il suo contributo alla causa e far sentire tutto il calore di cui è capace al cospetto di un Brescia che sta dominando questa cadetteria, ma che è avanti solo di tre punti, quelli dello scontro diretto dell’andata deciso solo all’overtime.

VOLATA DA BRIVIDO - Ecco perché il popolo del Salento è pronto a giocare a modo suo questa sfida contro i lombardi, consapevole che nulla sarà deciso dopo il faccia a faccia che si giocherà in notturna. Ci saranno altre due battaglie da combattere per l’undici leccese, a fronte delle tre che avranno a disposizione gli avversari. Scherzi del calendario che impone ai giallorossi di riposare forzatamente il prossimo 4 maggio. Portarsi avanti col lavoro è l’imperativo che vige nell’ambiente e la risposta del pubblico non si è fatta aspettare. La prevendita per quella che potrebbe essere la gara dell’anno procede a ritmi vertiginosi, facendo registrare numeri migliori rispetto a un anno fa.

ANDREA LA MANTIA uno dei protagonisti del Lecce. Attaccante, ha segnato 16 gol. È nato a Marino (Roma) il 6 maggio 1991. È alto 191 centimetri per un peso forma di 81 Kg. Cresciuto nelle giovanili del Frosinone, Serie D (2008-2009) nella Flaminia e ritorno nel club ciociaro con esordio in serie B contro l’Albinoleffe il 28 novembre 2009

PUBBLICO DA RECORD - Alla

OBIETTIVO AGGANCIO - Lo

sera di martedì, i biglietti staccati dai tifosi del Lecce avevano superato quota 8.000, col record stagionale di presenze del “Via del Mare” destinato a essere battuto, anche grazie all’aumento della capienza portato nei giorni scorsi a oltre 25mila posti. Impossibile non fare un parallelo con quanto vivevamo nello stesso periodo del 2018, quando proprio negli stessi giorni era corsa al biglietto tra i supporters di fede leccese per accaparrarsi un tagliando per assistere a Lecce-Paganese, il match che valse la promozione in Serie B di Lepore e compagni. Allora i biglietti venduti nel secondo giorno di prevendita furono 7.500. Un anno dopo, tra non poco stupore per quello che la banda-Liverani sta compiendo in B, si sta registrando lo stesso per la gara di domenica sera contro le “rondinelle” di mister Corini e del capocannoniere del campionato Donnarumma (25 gol al suo attivo).

stadio si presenterà pavesato di giallo e di rosso, con il pubblico delle grandi occasioni che stavolta sarà pronto a sostenere capitan Mancosu, La Mantia, Falco e soci nella partita che, in caso di auspicata vittoria, potrebbe valere l’aggancio in vetta della squadra lombarda.

UNA VERA BEFFA AL RIGAMONTI C’è un conto in sospeso tra Lecce e Brescia. Nella gara di andata infatti i salentini furono battuti al Rigamonti per 2-1, dopo il vantaggio iniziale ottenuto con il gol di La Mantia al 25’. Una beffa maturata nei minuti di recupero. Due i gol dei padroni di casa al 49’ (Donnarumma) e al 92’ (Gastaldello). Ma non solo: ci fu anche un gol annullato a Mancosu (nella foto) dall’arbitro Fourneau per un presunto fuorigioco di Scavone. “Una sconfitta ingiusta”, come ha ricordato nei giorni scorsi anche il presidente dell’Us Lecce Saverio Sticchi Damiani. Un risultato destinato a mutare le posizioni in testa alla classifica con punti pesanti.

GIOCHI APERTI - Se così non

sarà, nessuno farà drammi: il tifo leccese, risaputamente passionale e talvolta emotivo fino all’eccesso, ha maturato gli anticorpi per superare ogni avversità sapendo che, se non si vincerà una battaglia, ci sarà sempre un guerra da portare a termine. Il traguardo è sempre più vicino e nessuno si vuol fermare proprio sul più bello.

ARBITRA PICCININI A dirigere Lecce-Brescia è stato designato l’arbitro Marco Piccinini, fischietto della sezione di Forlì (Bresmes-Colarossi; IV: Massimi)

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FOCUS/IL GIUDIZIO DELLA STAMPA

PERIODICO DEL LECCE CLUB

L’OPINIONE DI CINQUE GIORNALISTI DEI MAGGIORI QUOTIDIANI SPORTIVI E PUGLIESI

“BRAVO LECCE, IN SERIE B IL MIGLIOR CALCIO È IL TUO” Tutti elogiano mister Liverani e l’unità della squadra Il loro è un osservatorio speciale. Seguono da anni le avventure del Lecce con professionalità e competenza. E una partecipazione emotiva, se non da tifosi - per via del loro status professionale - certamente da affezionati cronisti. Un giudizio qualificato, quindi, come testimoniano le brevi analisi che con cortesia e puntualità hanno affidato, per una volta, a una testata diversa da quella di appartenenza. Sono i cinque giornalisti ai quali Il GialloRosso ha chiesto di esprimere la propria opinione sulla stagione del Lecce e sul gioco espresso. Grazie a Elio Donno (Corriere dello Sport), Marco Seclì (La Gazzetta del Mezzogiorno), Giuseppe Calvi (La Gazzetta dello Sport), Lino De Lorenzis (Nuovo Quotidiano di Puglia) e Francesco Romano (Tuttosport). LUNEDÌ 29 APRILE IL COMPLEANNO - Fabio Liverano, allenatore del Lecce. Compirà 43 anni il prossimo 29 aprile

ELIO DONNO

MARCO SECLÌ

GIUSEPPE CALVI

Ha rinverdito passione ed emozioni forti

Dalla speranza al sogno una stagione magica

Il marchio di Liverani sul gruppo e sui singoli

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H

a quanto tempo non vivevo emozioni e sensazioni così forti? Non lo so. Non le suscitò il pur importantissimo ritorno in Serie B l’anno scorso dopo sei anni di supplizio in Serie C. Le suscitò (e le analogie sono tante) il doppio salto dalla C alla A con Ventura. Ma le sensazioni forti, per uno come me, che descrive e commenta le vicende del Lecce da oltre mezzo secolo, le suscita questo modo quasi goliardico con cui gioca la squadra di Liverani; a volte, quando vedi la faccia stravolta di Mancosu e Meccariello, quella enigmatica di La Mantia dopo che ha segnato, hai la sensazione di gente che soffre per la fatica, ma lo fa in allegria; che gioca al calcio divertendosi, che va sotto di un gol, ma non si preoccupa e reagisce con rabbia contenuta; che va in vantaggio ma non disdegna di continuare ad attaccare. Che strano, questo Lecce 2018-2019. I vecchi slogan del calcio targato con i moduli vanno a farsi benedire, perché sarà pure etichettato col 4-3-1-2, ma in campo poi tutti ruotano come birilli gli attaccanti in difesa, difensori in attacco, una sorta di gioco tourbillon che Eugenio Fascetti, da toscanaccio, amava definire “casino organizzato”. È un Lecce che procede per gradi, senza proclami. Voleva la salvezza e l’ha raggiunta con molto anticipo. Cominciò a scrutare i playoff e dopo la vittoria di Perugia li ha matematicamente blindati. Ora sente profumo di Serie A e domenica col Brescia il “Via del Mare” sarà una bolgia per alimentare questo “sogno”. Comunque finisca, è un Lecce “anomalo” nella sua bellezza e imprevedibilità, che piace, diverte e vince. E mi piace sottolinearlo su “Il Giallorosso” che molti anni fa ho visto nascere, espressione di quel Lecce Club voluto dal compianto Enzo Delli Noci e da Mario De Lorenzis, tuttora in plancia di comando e che, quando ero “viandante degli stadi” al seguito dei giallorossi, mi consentiva di toccare con mano nel Settentrione, a Finale Ligure, come Reggio Emilia e altrove l’entusiasmo dei tifosi dei Club creati nel Nord che incontravi la sera prima in appassionate assemblee e poi vedevi sciamare il giorno dopo nei pressi degli stadi. Ora sono solo uno “stanziale” del Via del Mare, ma per me è un gradevole tuffo nel passato che entusiasma e mi induce ad esclamare: “Vai, Lecce” e ben ritrovato, “Giallorosso”.

ognavo solo un campionato con tante sfide nuove e una salvezza senza batticuore” canta un tifoso nella divertentissima “video-ode” a bomber La Mantia, che impazza sul web. Proprio così. Dopo i sei anni di inferno, o purgatorio che dir si voglia, vissuti in Serie C, a inizio stagione nemmeno i più inguaribili ottimisti avrebbero immaginato ciò che poi è accaduto. A sole tre giornate dal termine del torneo, la matricola Lecce non solo ha archiviato da tempo la pratica salvezza, ma si è pure già guadagnata il diritto a disputare i playoff per la Serie A. Basterebbe e avanzerebbe per definirla una stagione da incorniciare. Ma il Lecce ha superato ogni aspettativa e si ritrova in corsa per un traguardo ancor più ambizioso. Non è un caso se oggi i giallorossi possono lanciare la volata finale per la promozione diretta. E non è una illazione di parte affermare che la serie A sarebbe il giusto premio per una squadra protagonista di un cammino straordinario. Lo dicono i 60 punti che la hanno is-

sata al secondo posto della classifica: solo tre in meno del Brescia capolista e tre in più del Palermo, terzo. Lo dicono, soprattutto, le prestazioni ammirate in uno dei campionati più belli disputati dal Lecce, quanto a modalità di proporre calcio che, chi scrive queste righe, ricordi. Liverani ha costruito, mettendola a punto giornata dopo giornata, una macchina sempre più vicina alla perfezione. Nessuno degli squadroni favoriti alla vigilia, i vari Benevento, Verona, Palermo, l’ha fatta sbandare. Anzi è quasi sempre accaduto il contrario. Domenica sera arriva il Brescia per uno scontro diretto che profuma di Serie A. Sarà una notte magica, in un “Via del Mare” stracolmo di tifosi e passione. E lo sarà indipendentemente dal risultato. Il miracolo sportivo, il Lecce - allenatore, giocatori e società - lo ha già realizzato. Domenica non sarà l’ultima spiaggia, ma l’occasione per riconoscere a tutti gli artefici il giusto tributo. E, si spera, per gustarsi un’altra partita-spettacolo. Poi la volata verso il sogno continuerà, in un modo o nell’altro.

a saputo cancellare in pochi mesi il Lecce che aveva conquistato la promozione in B e, dopo la rifondazione sul mercato, ha costruito un giocattolo ancora più spettacolare, capace di stupire anche nel campionato cadetto. È questo il grande merito di Fabio Liverani, che ha potuto lavorare in sintonia col D.s. Mauro Meluso, poggiando sulle solide basi garantite dalla società presieduta da Saverio Sticchi Damiani. Dopo aver virato definitivamente sul modulo 4-3-1-2, l’allenatore ha saputo attendere i momenti giusti per inserire La Mantia, Venuti e lo stesso Lucioni (fermato dalla squalifica per doping) e per far crescere Falco e Palombi, ben oltre i ruoli di attaccanti di complemento. L’invenzione più importante per il progetto tattico del Lecce si è rivelata Mancosu trequartista. Liverani ha dovuto convincere il centrocampista cagliaritano a indossare la nuova veste, però neppure lo stesso tecnico e Mancosu avrebbero immaginato, la scorsa estate, di poter raccogliere frutti tanto copiosi come bottino di gol. A parte la mossa Mancosu, Liverani ha messo altri marchi indelebili sul nuovo Lecce, anche dopo il mercato di gennaio. Gradualmente ha “completato” La Mantia, utilizzandolo pure da esterno, per esaltare Mancosu e Falco (o Palombi) tra le linee. Questa squadra ha meravigliato tutti per la sua vocazione offensiva, per la capacità nel palleggio. E non ha mai dato precisi punti di riferimento ai difensori avversari. Anche a metà campo, arrivato Tachtsidis, il Lecce ha potuto contare sulla duttilità tattica di Petriccione, bravo a calarsi nel ruolo di mezzala, dopo aver dominato da play nella prima parte del campionato. Liverani ha lavorato in modo efficace, evitando che la sua formazione si appiattisse su schemi bloccati, quindi scontati e facilmente leggibili dagli avversari. Così, talvolta anche schierando gli stessi undici giocatori, l’allenatore riesce comunque a proporre inedite soluzioni, per disorientare chi si aspetta posizioni consolidate. Non è un caso che, strada facendo, sia salito in cattedra Tabanelli, pure a suon di gol, e si sia fatto valere Petriccione quasi da esterno di centrocampo. Lì davanti, i soliti tre tenori hanno un repertorio sempre nuovo. Per sorprendere, per continuare a sognare…


28 APRILE 2019

Fabio Lucioni, 31 anni, difensore, in azione nel match contro il Carpi (4-1)

LINO DE LORENZIS

FRANCESCO ROMANO

Sinfonia di un’orchestra magistralmente diretta

Un sogno condiviso da squadra e salentini

L

L

a squadra allenata da Fabio Liverani indubbiamente esprime il gioco più bello della cadetteria. Indipendentemente dall’avversario di turno, che sia di prima, di seconda o di terza fascia, Mancosu e compagni scendono in campo sempre con il fermo proposito di portare a casa la vittoria attraverso il gioco di squadra che parte dalla linea difensiva e, palla a terra, si sviluppa fin dentro l’area avversaria con una rete di passaggi resi possibili dai movimenti sincronizzati di difensori, centrocampisti e attaccanti. Il Lecce rappresenta l’immagine di un’orchestra che risponde alle sollecitazioni del direttore Liverani, un tecnico destinato a fare strada anche in panchina dopo aver ottenuto grandi risultati da calciatore. L’allenatore romano ha dimostrato di sapersela cavare anche in situazioni di grande emergenza, riuscendo a trovare le giuste soluzioni e senza mai snaturare la squadra che sin dall’inizio della stagione ha sempre avuto una propria identità. L’arrivo a gennaio di Panagiotis Tachtsidis è stata la ciliegina sulla torta, con il greco il Lecce ha compiuto il fatidico salto di qualità. E veniamo a oggi. La vittoria di Perugia, conquistata in concomitanza con l’inatteso pareggio casalingo del Palermo contro il fanalino di coda Padova, ha fatto lievitare a dismisura le chance di promozione diretta del Lecce in serie A. Ora i giallorossi, pur avendo una gara in meno a disposizione, sono favoriti rispetto ai siciliani perché stanno decisamente meglio sia mentalmente che fisicamente. Nel frattempo il Palermo ha dato il benservito al tecnico Roberto Stellone e ha affidato la guida della squadra a Delio Rossi cui spetta un compito assai delicato. I siciliani infatti sono costretti ad aggrapparsi alla gara in più da giocare e al vantaggio maturato nello scontro diretto con il Lecce. Fermo restando però che da qui alla fine della stagione regolare i rosanero non potranno più sbagliare perché il Lecce è in agguato, pronto a raggiungere un traguardo che fino a poche settimane fa sembrava impossibile da raggiungere. E il Brescia? È la grande favorita per la promozione diretta e difficilmente gli uomini di Corini si lasceranno sfuggire la possibilità di tornare nel calcio che conta senza dover passare dalla lotteria dei play off.

iverani lo sa. Vincere è sempre importante ed è raramente frutto del caso. Puoi essere fortunato una volta, due, ma le vittorie sono sempre il frutto di un lavoro, di un gruppo formato al quale si contribuisce come allenatore. La verità, però, è che avere Liverani come allenatore in squadra è come avere una credit card sempre a portata di mano. Far vincere una squadra non è questione di quanto grande sia il giocatore, o i giocatori. Devono tutti essere disposti a sacrificarsi e a dare qualcosa di se stessi, pur di vincere ed entrare nella storia insieme al loro tecnico. Il Lecce è un gruppo di uomini prima e calciatori poi che sta entusiasmando tutti gli addetti ai lavori. La forza del Lecce in questa stagione è quella di avere la volontà e l’energia, tanta energia per poter arrivare in fondo alla competizione a cui prende parte. La forza del Lecce è il gruppo e la voglia di arrivare sempre più lontano. Il lavoro di squadra è la capacità di lavorare insieme verso una visione comune. La capacità di dirigere la realizzazione individuale verso degli obiettivi organizzati. È il carburante che permette a persone comuni di raggiungere risultati non comuni. Lecce è il Salento, i tifosi del Lecce sono sempre stati considerati i salentini veri. Il Lecce ha sempre rappresentato l’orgoglio dello sport salentino, ha più radici il Lecce in giro per la provincia che qualsiasi altra realtà salentina. I risultati parlano chiaro: i giallorossi sono secondi in classifica e si giocano la promozione diretta per la Serie A con Brescia e Palermo, due società importanti in questo campionato di B. Domenica sera il Lecce affronterà il Brescia capolista. I giallorossi non sanno come finirà, non sanno che avversario troveranno di fronte, ma hanno delle certezze. Il cammino è ancora lungo, il campo base è alle spalle. Hanno lasciato lì le loro paure. Vogliono andare avanti. Fino all’Eldorado.

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ANALISI

PERIODICO DEL LECCE CLUB

INTERVISTA A CLAUDIO FENUCCI, PER 15 ANNI AD DELL’U.S. LECCE, ORA A BOLOGNA

“DOPPIO SALTO? SI PUÒ FARE” Che ricordi conserva della sua esperienza a Lecce e nell’Unione Sportiva Lecce?

Claudio Fenucci, amministratore delegato del Bologna Calcio, manager in aziende di primo piano, ha vissuto a Lecce importanti esperienze professionali e con il Salento conserva un rapporto speciale. Con puntualità e la consueta cortesia, Fenucci ha accettato di rispondere ad alcune domande della Redazione del GialloRosso.

“BELLA STAGIONE COMPLIMENTI ALLA SQUADRA E ALLA SOCIETÀ”

A poche giornate ormai dalla fine del campionato, il Lecce è in piena corsa per la promozione diretta in Serie A. Sappiamo che segue sempre le sorti dei giallorossi sia come addetto ai lavori, che come appassionato: che impressione le fa pur da lontano questa squadra?

“IN SERIE A TUTTO DIVERSO MA LE RISORSE SONO MAGGIORI”

“Ho visto molte partite in TV; la squadra è competitiva e gioca un buon calcio considerando la categoria. Si vede il lavoro dell’allenatore. Sarà un finale di campionato difficile ma mantenendo la continuità di prestazione dell’ultimo periodo ci sono tutte le condizioni per centrare un obiettivo che all’inizio della stagione era difficile immaginare. Sarebbe bello che la società riuscisse nel doppio salto come successe a noi nel ’96”.

“SERVE SUBITO UN PROGETTO PER UNO STADIO MODERNO”

Cosa pensa dell'attuale società in prospettiva Serie A?

“Saverio è un caro amico. Lui è i suoi soci hanno fatto un ottimo lavoro costruendo una società organizzata con professionalità di livello. Mi fa piacere che molte delle persone che collaborano con lui siano arrivate con me. La Serie A è molto competitiva e il gap con la B è aumentato in questi anni; di pari passo la riforma della distribuzione sui diritti televisivi consente anche alle neopromosse di contare su risorse maggiori. In una prospettiva di crescita duratura sarebbe opportuno che si sfruttasse l’eventuale promozione per sviluppare una progettualità legata allo stadio. È un’esigenza prioritaria del calcio italiano, lo ripeto da anni, e le istituzioni locali devono fare la loro parte. In Europa negli ultimi 10 anni sono stati costruiti o ristrutturati più di 160 stadi, in gran parte con partnership tra pubblico e privato”.

UN TOP MANAGER TRA FINANZA E PALLONE Nato a Roma nel 1960, Claudio Fenucci si laurea con lode in Economia e Commercio presso l’Università La Sapienza di Roma. Approda a Lecce nel 1994, dopo importanti esperienze in Cominvest SpA e nella Refco. Nel gruppo di Semeraro assume l’incarico di capo dell’asset management della Banca del Salento. Da qui al calcio il passo è breve. Nel 1996 diventa amministratore delegato dell’Unione Sportiva Lecce, vivendo anni di grandi emozioni e di successi al fianco del patron Giovanni Semeraro (nella foto) e dei figli Rico e Pierandrea e di Mario Moroni. Con questo gruppo il Lecce dalla Serie C1 per un decennio si assesta tra serie A e Serie B. Dal 2011 fino all’ottobre 2014 Fenucci ricopre l’incarico di amministratore delegato dell’As Roma: dal novembre 2014 è amministratore delegato del Bologna. Ha avuto collaborazioni come docente esterno con l’Università di Roma La Sapienza e con l’Università di Lecce. Membro di diverse commissioni presso la Lega Calcio e l’ECA (Associazione Club Europei).

“È la mia seconda casa, a Lecce sono nate le mie figlie per cui il rapporto con la città e gli amici di una volta è molto forte; mi considero un ambasciatore del Salento. Sono stato a Lecce diciassette anni, ne ho passati quindici da Amministratore delegato. I miei ricordi sono inevitabilmente legati ai momenti belli, le promozioni esaltanti e le salvezze sofferte, e, quindi, alle persone che mi hanno permesso di trasformare in un lavoro la passione della mia vita, il calcio: Giovanni Semeraro, la sua famiglia e Mario Moroni”. Come vive il trasferimento della sua famiglia da Lecce a Bologna?

“Molto bene, anche perché non mi avevano seguito quando ero andato alla Roma. La città è bella, vivibile e la sua collocazione ti consente di arrivare velocemente dappertutto. È ovvio che anche loro subiscano un po’ i miei umori legati come sempre all’andamento della squadra ma ormai ci sono abituate”. Un pensiero sul ruolo che ha avuto e che ha nella storia il Lecce Club e un saluto a tutti i tifosi...

“È facile osservare come le trasformazioni che il calcio ha avuto negli ultimi anni abbiano radicalmente cambiato la funzione aggregativa che i club di tifosi avevano nel passato. I social hanno allargato e spersonalizzato il rapporto che si creava all’interno della tifoseria. Quando sono arrivato a Lecce il ruolo, in generale, dei Club come mezzo di contatto, spesso diretto, con i tifosi era ancora forte, nel tempo si è perso molto. In questo nuovo contesto però le associazioni di tifosi devono continuare a mantenere una presenza per veicolare le diverse esigenze dei tifosi e, soprattutto, preservare la cultura della storia della società. In quest’ottica, il Lecce Club ha una parte nella storia del Lecce, soprattutto nei suoi anni romantici. Ai tifosi non posso che voler bene, anche a quelli che ogni tanto contestavano. Alla fine eravamo tutti mossi da stessa passione per la squadra anche se vedevamo le cose ovviamente da prospettive diverse”.

NELLA GEOPOLITICA DEL CALCIO NELLA NOSTRA REGIONE BARI COSTRETTA A INSEGUIRE

È LECCE LA REGINA DI PUGLIA di EUGENIO CORRADO

E ora un progetto da grande club con tutta l’imprenditoria salentina

C

he il calcio abbia le sue regole lo sappiamo bene tutti e sappiamo anche che è un fenomeno sociale di grande rilevanza all'interno di una Regione. Attraverso il calcio, nei diversi momenti storici, si possono addirittura ridisegnare ruoli e posizioni geo-politiche di un territorio. PENITENZA IN SERIE D - Prendiamo per esempio gli ultimi due anni del calcio pugliese. Il Lecce sempre ai vertici della “C”, ora della “B”, il Foggia tra Lega Pro e Cadetteria, ma con continui traballamenti societari, conferme invece per la Virtus Francavilla, mentre il Taranto tra alti e bassi nelle categorie dilettantistiche, come il Brindisi e soprattutto, il Bari. Già, persino la squadra del capoluogo, travolta da fallimenti e radiazioni, ha dovuto fare un solenne bagno d’umiltà in Serie D, chiedendo peraltro di giocare in un

girone, quello siciliano, lontano da dissapori locali e non, frutto di un atteggiamento arrogante che nel corso degli anni ha sortito una schiera di nemici anche nella propria provincia. Alla luce di tutto ciò si collocano gli ultimi splendidi anni calcistici di Lecce, unica vera nota positiva costante del calcio regionale, con un crescendo di prestazioni e risultati che lo colloca indiscutibilmente all’apice del calcio in Puglia e non solo.

I MERITI DELLA SOCIETÀ -

Frutto di lavoro duro e onesto di una società fatta di persone serie e scrupolose che, senza mai clamori o dichiarazioni ridondanti, ha portato avanti un progetto tutto salentino anche dal punto di vista della forma e della sostanza. Legittimo, se non d’obbligo, riconoscere alla compagine giallorossa il ruolo di regina del calcio pugliese negli ultimi anni a dispetto di quanti, e non sono pochi, ne hanno osteggiato il

percorso in questi anni. Ma i risultati ottenuti parlano più di ogni argomentazione contraria. A Bari qualcuno dovrà continuare in un bagno di umiltà, cosciente che i “baresi che contano” hanno abbandonato la squadra della loro città e si sono dovuti affidare al “salvatore” forestiero di turno, quel De Laurentiis che, alla fine della fiera, non sapremo quanto amore potrà mai riversare su una squadra che per lui rappresenta solo un business, finché dura, e verso la quale nessun sentimento di legame e di appartenenza lo coinvolgerà mai più di tanto. CAPITANI DI VENTURA - Questo è uno dei mali del calcio moderno. Personaggi “strani” come Zamparini, Preziosi, Cellino, De Laurentiis stesso e altri che investono in

squadre di calcio solo per affari non sempre trasparenti. A Lecce si va invece avanti con le proprie forze, chiamando a raccolta la propria gente, diffidando dei capitani di ventura che vengono in soccorso chissà poi a quale prezzo. NUOVE ENERGIE - Certo, l’imprenditoria salentina deve ancora farsi sentire in modo adeguato, deve ancora offrire il meglio di sé a sostegno di una società che sta tenendo alto non solo il nome del Salento, ma della Puglia intera. Ma siamo sicuri che quanto prima anche la nostra imprenditoria saprà recitare la sua parte. È Lecce quindi, nonostante tutto, l'unica vera realtà calcistica degna di nota in questa Regione ed è al Lecce calcio che vanno indirizzati non solo i complimenti, ma anche

gli appoggi politico-economici di una Regione che, diversamente, non sarebbe rappresentata a certi livelli nello sport nazionale per eccellenza che tanta mediaticità attira e convoglia. L’unica bandiera a sventolare alta sulla Puglia pallonara è dunque quella giallorossa. Che piaccia o no, non ce ne sono altre e, di questo passo, non ve ne saranno per molto tempo ancora. Onore e rispetto quindi a chi con serietà, lavoro e nel silenzio degli umili ma forti, porta avanti un progetto pienamente in linea col carattere di questo territorio e della sua gente. Lecce Caput Apuliae, verrebbe da dire, ma a noi in fondo poco importa. La nostra vera vocazione è e rimarrà sempre “il Salento” terra ricca di cultura, d'arte e di… calcio che conta.


L’ANNIVERSARIO

PERIODICO DEL LECCE CLUB • 28 APRILE 2019

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IL RICORDO/PARLA IL FIGLIO CORRADO. PAROLE SU CUI RIFLETTERE

“FRANCO JURLANO UN PRESIDENTE MODERNO” Corrado Jurlano

“O

ggi come allora, non penso che le politiche di gestione societaria di una squadra come il Lecce siano diverse. Le difficoltà ci sono sempre state, anche se all’epoca di mio padre magari non c’era ancora l’esperienza maturata negli anni a seguire”. Intervistato dal GialloRosso, esordisce così Corrado Jurlano, figlio del “presidentissimo” Franco, a dodici anni della scomparsa del padre. LA FORZA DEL GRUPPO - “Rispetto a

quanto accade ai giorni nostri, quando mio padre era a capo della società, non c’era una figura che spiccasse economicamente rispetto agli altri soci. Era il gruppo che faceva la società, mentre il carattere forte che aveva lo portava a imporsi tra mille battaglie sia in Lega, che in Federazione, cercando sempre di ottenere il massimo per la città e la sua provincia”. QUESTIONE STADIO - “Si parla di ristrutturare quello esistente o costruire uno stadio nuovo a Lecce. Credo che sarebbe da intitolare alla memoria di Franco Jurlano, sulla falsariga di quanto avviene in

quasi tutti gli stadi d’Italia che portano i nomi di ex presidenti o calciatori che hanno fatto la storia di un determinato club. Nulla da obiettare su Ettore Giardiniero, ma a lui che fu sindaco al tempo della prima promozione del Lecce in A avrei dedicato la tribuna autorità. Papà ha fatto davvero la storia del Lecce e lo ha fatto conoscere a livello nazionale e mondiale. Lui e Giardiniero ebbero il merito di costruire lo stadio dei 100 giorni, quindi andrebbe perlomeno co-intitolato”.

LO STADIO

“Lo stadio dovrebbe portare anche il suo nome. Si può fare una co-intitolazione” LA SOCIETÀ E I GIOVANI

“Da quel Lecce tanti campioni salentini. Prendiamo esempio” LA RICORRENZA

IL 2 MAGGIO 12° ANNIVERSARIO DELLA SUA SCOMPARSA

UN CAMPIONATO FALSATO - “Se mio

padre fosse ancora vivo si godrebbe senz’altro questo Lecce-rivelazione, in cui il vero valore aggiunto è mister Liverani. Personalmente, credo però che questo campionato sia falsato per la situazione del Palermo che non rispetta i principi stabiliti a inizio stagione e va avanti nonostante la sua delicata situazione societaria”. BLEVE E IL SETTORE GIOVANILE - “Il Lecce di Franco Jurlano ebbe l’intuizione di puntare su un settore giovanile ben gestito e da cui vennero fuori tanti talenti che permisero alla società di ottenere brillanti risultati oppure garantivano la sopravvivenza in Serie A e B. Oggi si parla tanto dell’Ajax, ma anche quel Lecce poteva vantare un’organizzazione che oggi si può definire straordinariamente moderna. In questa squadra mi piace sottolineare la presenza del salentino Marco Bleve, portiere di grande qualità che contro il Carpi ha salvato il risultato con due interventi eccezionali. Spero possa essere l’inizio di una nuova stagione di scoperta di giovani calciatori leccesi doc”. (Pierpaolo Sergio)

SANGUIGNO E SEMPRE ATTIVO, PORTÒ LECCE ALLA RIBALTA NAZIONALE, FU ANCHE CONSIGLIERE DELLA LEGA E DELLA FIGC

TRASFORMÒ IL SOGNO IN REALTÀ N

el novembre del 1974 il Lecce Club, con il sostegno di vari operatori locali, si fece promotore di un radicale cambiamento della società giallorossa, a quel tempo gestita da un commissario nominato dall'allora sindaco. Si tennero diverse manifestazioni di protesta (finanche in sede di consiglio comunale) per ottenere la costituzione di una Società per Azioni in cui far confluire non solo persone facoltose, ma soprattutto la massa di tifosi, in qualità di piccoli azionisti. Sin dall’inizio, si fece avanti a sostenere l’azione del Lecce Club il geometra Franco Jurlano che, con la sua intraprendenza notturna e diurna e spinto da una grande passione sportiva per i colori giallorossi, riuscì a raggruppare un grosso numero di imprenditori locali per reperire il capitale necessario per la costituzione di una S.p.A. destinata a durare nel tempo. In tempi rapidi si giunse alla realizzazione di questa società, di cui Jurlano divenne un dinamico e vulcanico membro del Consiglio direttivo. Il passo da consigliere a presidente fu breve. Infatti diede vita insieme ai suoi più stretti collaboratori e agli amici finanziatori ad un nuovo consiglio divenendo il capo non solo amministrativo, ma anche spirituale dell’US Lecce S.p.A. subentrando nella carica di presidente al geometra Antonio Rollo, che aveva avuto il merito di portare il Lecce allenato da Mimino Renna alla conquista della serie B, dopo 30 anni di infuocati tornei di serie C. Alla guida della società giallorossa Franco Jurlano è stato per circa 16 anni, raggiungendo prestigiosi risultati calcistici, tra cui spicca la prima, storica promozione in serie A nel 1985. In quegli anni non era certo facile gestire una piccola società di provincia e per di

Nel dodicesimo anniversario della scomparsa di Franco Jurlano, è doveroso un ricordo del mitico presidente. Accanto all’interessante intervista al figlio Corrado, tifoso giallorosso e imprenditore affermato, pubblichiamo un profilo scritto anni fa da un altro grande amico del Lecce Club, l’indimenticabile Giancarlo Sergio, collaboratore storico e autorevole del GialloRosso e papà del nostro direttore Pierpaolo.

Giancarlo Sergio

AL FIANCO DEL LECCE CLUB

Franco Jurlano si schierò subito al fianco del Lecce Club che nel 1974 lanciò l’idea di costituire una SpA LA PRIMA VOLTA IN SERIE A

Sedici anni alla presidenza dell’Us Lecce. Con lui nel 1985 la prima volta in A e stadio nuovo in 90 giorni In alto e sopra a destra, due immagini del vulcanico presidente Franco Jurlano, scomparso nel 2007

più del Sud, sempre alle prese con incombenze e onerosi impegni economici, rappresentati dall'acquisto e dagli stipendi dei calciatori, nonché dalla gestione della stessa società, i cui movimenti finanziari dovevano all'epoca essere obbligatoriamente coperti da fideiussioni bancarie, con esposizioni dirette del C.d.A. a garanzia di ogni operazione, da consegnare alla Figc. L’US Lecce, che poteva vantare l'affidabilità e la precisione di un orologio svizzero, diventò un esempio a livello nazionale di buona amministrazione, come testimoniò anche il Sole 24 Ore in un’inchiesta sulle società calcistiche di serie A. Molti sportivi e tifosi di calcio ricorderanno che Jurlano non è stato solo il presidente del Lecce, ma che ha ricoperto anche cariche di grossa responsabilità in seno alla Lega Calcio (per due volte ne fu consigliere) e alla Figc con importanti in-

carichi, il più prestigioso fu l’aver intavolato e affrontato la trattativa, per la prima volta in assoluto nella storia del Calcio in Italia, sulla questione della vendita dei diritti televisivi alla Rai, tanto da riscuotere autorevoli riconoscimenti a livello nazionale ed internazionale. Uomo dal carattere sempre aperto, cordiale e sanguigno, Franco Jurlano è noto anche per le sue battute, alcune in verità infelici, che spesso hanno urtato la suscettibilità di molte persone, cosa di cui poi lui stesso ha comunque provato gran dispiacere in virtù dell'involontarietà di offendere chicchessia. Per la prima volta, nella stagione 1984/’85, il Lecce allenato da Eugenio Fascetti approdò in massima serie dopo nove campionati tra i Cadetti. Fu una grandissima soddisfazione per tutto il popolo sportivo e non dell'intero Salento.

Quella promozione fu ritenuta, infatti, anche una sorta di riscatto sociale per una terra vissuta fino ad allora sempre ai margini. Per la prima volta, il nome di Lecce e del Lecce balzò con grande ammirazione agli onori del panorama calcistico italiano, varcando anche i confini nazionali. Per far fronte alla grande attesa che si venne a creare tra tutti i tifosi, Franco Jurlano volle che si realizzasse un nuovo e più grande stadio e in questo fu sostenuto dal defunto sindaco Ettore Giardiniero. Abbattuto in gran parte il vecchio “Via del Mare”, la ditta del compianto Costantino Rozzi (ex presidente dell’Ascoli) realizzò il nuovo impianto sportivo in soli 90 giorni, portandone la capienza a 40.000 posti. Con Jurlano presidente il Lecce ha disputato campionati di serie A e B con organici composti in gran parte da giovani

talenti nati nel Salento e cresciuti calcisticamente tra le fila della formazione Primavera allenata da Ciccio Cartisano, sotto la guida del responsabile del settore giovanile, Carmelo Russo, oltre che da altri giocatori, anche stranieri (tra cui ci piace ricordare gli argentini Pedro Pablo Pascullli e Juan Alberto “Beto” Barbas) acquistati o presi in prestito sfruttando le buone relazioni con le società più blasonate del Calcio italiano. Fiore all’occhiello dell’US Lecce è stata sempre la valorizzazione del settore giovanile esclusivamente locale. Anni d’oro coincisi col lancio in prima squadra di gente del calibro di Progna, Mileti, Luperto, Conte, Garzya, Nobile o Moriero, che hanno percorso poi una brillante carriera in grossi club, con le cessioni pressoché obbligate dei quali era possibile rimpinguare le casse sociali e allestire formazioni comunque competitive. Si sono così alternati anni difficilissimi e anni bellissimi, in cui il Lecce è riuscito sempre a vedersela a viso aperto contro le migliori squadre, riuscendo a raccogliere ottimi o storici risultati, come il successo per 3-2 all'Olimpico contro la Roma di Erikson, che così perse lo scudetto a vantaggio della Juventus. A frenare l’impegno e la passione di Franco Jurlano non sono stati certo ostacoli tecnico-economici, ma un nemico occulto e terribile che lo ha attaccato nella salute, ma che sconfisse grazie anche alla sua caparbia volontà. Come ogni personaggio che raggiunge un alto livello di notorietà, non gli sono mancati negli anni alla guida del Lecce critiche severe e condanne senza appello da parte di una frangia di tifosi, ma gli resta tuttavia il grande merito di aver portato e fatto conoscere i nomi di Lecce e del Salento alla ribalta di tutto il mondo calcistico.


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VITA DI CLUB

PERIODICO DEL LECCE CLUB

PER IL MATCH DI PADOVA, MERCOLEDÌ 1 MAGGIO, TRASFERTA APERTA A TUTTI

ISOLIAMO I PROVOCATORI Lecce e il Salento devono onorare i valori dello sport e del tifo

C

ampionato in dirittura d’arrivo e nervi a fior di pelle tra i supporters avversari. Dopo le pesanti provocazioni dei tifosi del Pescara nella gara di andata e la conseguente ritorsione di Francavilla è di questi giorni l’ulteriore tentativo di accendere gli animi con un comunicato diffuso via web dai tifosi del Brescia i quali sul sito Brescia in Rete hanno proposto il pacchetto “80 euro comprese vaccinazioni” per seguire la loro squadra nel Salento ed entrare al “Via del Mare”. La cifra, secondo un humor datato e privo di fantasia, sarebbe comprensiva di “bonus” vaccino per non meglio precisate patologie salentine in particolare e meridionali in generale. La nota bresciana strappa un amaro sorriso ma chi ha poco humor potrebbe innescare reazioni inopportune proprio il giorno della partita e se così fosse si farebbe solo il gioco dei violenti, come hanno più volte avvertito i tifosi organizzati e in particolare lo stesso Lecce Club. Il “Via del Mare” non è più teatro di scontri da tempo immemorabile al contrario di altre realtà italiane. Qualche coro, qualche sfottò che pure è il sale del calcio, ma nulla di più. L’intento di Federazione, Lega e Aia per arginare il fenomeno della violenza, o peggio del razzismo, non va oltre i soliti stucchevoli proclami fini a se stessi; le Forze dell’Ordine non mettono più piede su un terreno di gioco da tempo, l’arbitro Gavillucci che il 13 maggio 2018 sospese per 3’ la partita Sampdoria-Napoli per cori di discriminazione territoriale intonati contro i tifosi napoletani applicando il regolamento ora arbitra nella categoria Giovanissimi e stando così le cose spetta alle singole coscienze e tifoserie alzare dei paletti e ignorare le provocazioni dei più esagitati. In questo senso Lecce è un'isola felice e dovrà continuare a esserlo. Sempre di questi giorni la notizia che per il successivo impegno di Padova allo stadio “Euganeo” - mercoledì 1 maggio ore 15.00 - ci sarà trasferta libera e dunque non vincolata da limiti e restrizioni per occupare il Settore Ospiti Curva Nord che può contenere fino a 2.000 spettatori. (Stefano Meo)

CE E-LEC S E N O CREM

RA ESCA P E C LEC

MAI PIÙ QUESTE IMMAGINI La foto sopra documenta gli incidenti di un Lecce-Brescia di tanti anni fa. Un monito per una situazione che non vogliamo che si ripeta mai più.

NELLA SUPERSFIDA LECCE-BRESCIA RECORD DI PRESENZE AL VIA DEL MARE

Corsa al biglietto. Omaggio agli Under 14 È

corsa all’acquisto del biglietto per Lecce-Brescia. Per questa gara la società ha comunicato che non saranno riconosciuti biglietti omaggio o alcuna forma di ingresso di favore. Restano invece valide le tessere omaggio e i servizi stagionali.

UNDER E RIDUZIONI - Per Under

CAPIENZA STADIO - In considerazione dell’aumento della capienza dello stadio, l’U.S. Lecce ha invitato i tifosi a rispettare la disciplina dei titoli di accesso allo stadio, premunendosi in tempo del biglietto e a raggiungendo l’impianto sportivo in anticipo per evitare lunghe code alle aree di prefiltraggio e davanti ai botteghini. OMAGGIO UNDER 14 - Sarà ancora valida l’iniziativa del biglietto omaggio agli Under 14. Si tratta di un tagliando riservato ai minori di 14 anni al momento dell’acquisto per ogni settore dello stadio e fino a esaurimento dei posti riservati all’iniziativa. I biglietti acquistati dall’accompagnatore maggiorenne, necessariamente a tariffa intera, e quello gratuito del minore di anni 14, potranno essere prenotati inviando una mail a biglietteria@uslecce.it entro il giorno precedente la gara, con oggetto “Ingressi gratuiti minori anni 14 D.L. 8/2/2007 nr. 8”.

I PREZZI DEI BIGLIETTI - Settore

Poltronissime: intero euro 55, ridotto Under 12, euro 25 (giorno gara 60, 30); Tribuna Centrale superiore: intero euro 36, ridotto Under 12, 16 (giorno gara 40, 20), ridotto soci Aci e Forze dell’Ordine/Armate 27, ridotto universitari 18); Centrale inferiore: 26, 12 (30, 16), ridotto soci Aci e Forze dell’Ordine/Armate 20, ridotto universitari 13; Est: 18, 8 (23, 12), ridotto Aci e FFAA 14, universitari 9); Curve Nord/Sud: 14, 6 (17, 9), ridotto Aci e FFAA 14, 10, universitari 7.

Il Giallorosso - 28 APRILE 2019 - Anno XLV Iscritto al n° 155 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 2.11.1974.

Direttore responsabile: Pierpaolo Sergio. Direttore editoriale: Mario De Lorenzis. Hanno collaborato: Francesco Buja, Toti Carpentieri, Gianluigi Carpentieri, Eugenio Corrado, Stefano Meo, Umberto Verri. Fotografie: Ivan Tortorella, Archivio Lecce Club. Redazione: “Il Giallorosso” - Via Carlo Massa, 3. Tel. 0832/396493 Editore: ASD Lecce Club Centro di Coordinamento • www.lecceclub.com • facebook.com/lecceclubcc/ E-mail: lecceclubccasd@libero.it Pubblicità: SEPA Srl, Via Oberdan, 37 - 73100 Lecce. Tel. 366.5262992 • E-mail: commercialesepasrl@gmail.com Stampa: Se.sta Srl - Via delle Magnolie, 21, 70026 Modugno (Bari)

VIABILITÀ E PARCHEGGI - L’Or-

Comune di Lecce ha modificato dallo scorso mese di febbraio la viabilità nei dintorni dello stadio comunale “Via del Mare” in occasione delle gare interne della formazione giallorossa. Alcune novità introdotte: • da tre ore prima dell’inizio delle partite e fino a due ore dopo la fine delle stesse, sospensione della circolazione veicolare lungo viale Giovanni Paolo II in direzione stadio (da centro città) all’altezza di via Pistoia/via Carrara; • viale Giovanni Paolo II (provenienza S.P. 364 San CataldoLecce) sarà percorribile esclusivamente la carreggiata in direzione centro città, con la possibilità di parcheggiare in piazzale Rozzi (Tribuna Est) e lungo la stessa carreggiata; • spostamento dei venditori ambulanti (paninari e bancarelle di gadget regolarmente autorizzati) in via Carlo Leo. In considerazione della notevole affluenza di pubblico nelle ultime giornate, l’U.S. Lecce invita tutti i tifosi a raggiungere lo stadio con debito anticipo. Si ricorda che sono disponibili i parcheggi nella zona del mercato bisettimanale di Via Bari e nella zona adiacente piazza Santa Madre Teresa di Calcutta.

dinanza dirigenziale n. 126 del Settore Mobilità e Trasporti del

Redazione Il GialloRosso

12 si intendono i minori di 12 anni al momento dell’acquisto. L’omaggio Under 14 è riservato ai minori di 14 anni al momento dell’acquisto, per ogni settore dello stadio e fino ad esaurimento dei posti riservati all’iniziativa. Ridotti Uni: tariffa riservata agli studenti iscritti a corsi Universitari oltre che ai soli amministrativi dell’UniSalento; Aci ai soci Aci. I biglietti possono essere acquistati esclusivamente presso i botteghini dello stadio nei giorni di apertura (acquisto on-line e rete Vivaticket non abilitato). Al momento dell’acquisto è obbligatorio esibire libretto o ricevuta di pagamento iscrizione università o tessera Aci, insieme al documento d’identità. La tariffa ridotta FFAA è riservata a tutti i militari dell’Esercito e al solo personale civile della Difesa in servizio presso il Centro Documentale di Lecce, la Scuola di Cavalleria di Lecce, il 31° Reggimento Carri di Lecce e il Comando Militare Esercito “Puglia” di Bari. Al momento dell’acquisto è obbligatorio esibire regolare tesserino militare. Per l’accesso allo stadio, bisogna presentarsi con titolo d’ingresso e documento di riconoscimento.


FUORICAMPO

28 28APRILE APRILE 2019 2019

LA NOVITÀ /VIA LIBERA DALLA FEDERCALCIO

I COLORI DEL CALCIO

VAR anche in serie B Facciamone buon uso

Un’altalena di emozioni Che campionato, ragazzi! di TOTI CARPENTIERI

P

ier Paolo Pasolini dopo aver rievocato il Bologna di Biavati e Sansone e le forti emozioni vissute, chiudeva una sua riflessione/ricordo sul calcio con l’affermazione “Che domeniche allo stadio comunale”. Oggi non si gioca più solo di domenica, e quindi da tifosi siamo sottoposti a una sorta di stress emozionale che ci coinvolge dal venerdì al lunedì, al sabato e … perfino al martedì e al mercoledì. E proprio di lunedì di Pasquetta abbiamo espugnato il Curi di Perugia e respirato, nuovamente, a pieni polmoni il profumo di “A”. Che altalena questo campionato, ragazzi! Dopo una partenza con la speranza manifesta (tra se e ma) di riconfermarci nella serie cadetta, siamo passati dalle stalle alle stelle e viceversa, e viceversa ancora e nuovamente viceversa. E come in un crescendo (attenti al cuore!), eccoci pronti alla serata calda con le Rondinelle del Brescia capolista, con la speranza/certezza di poter vivere un nuovo momento di gioia e poesia in questo mondo pieno cattive notizie.

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA

I siciliani speravano in un passo falso del Lecce al “Curi”, invece è stata la giornata in cui il distacco è tornato a tre lunghezze. Come insegnano i vecchi saggi: “Il male che non vuoi per te agli altri non fare o pensare...”. Per di più, i rosanero possono considerarsi ancora fortunati, poiché i veneti hanno sbagliato un rigore che poteva valere una clamorosa sconfitta per loro. Il pareggio è infatti costato l'esonero immediato di Roberto Stellone, vecchia conoscenza di noi tifosi leccesi, a cui

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di GIANLUIGI CARPENTIERI

“S

iamo il primo campionato al mondo di seconda divisione ad avere la tecnologia in campo, per noi è un grande motivo di orgoglio”: con queste parole Mauro Balata, presidente della Lega B, conferma la decisione della Figc con la quale si è autorizzato l’utilizzo del VAR nell’intera batteria degli spareggi promozione e salvezza e non più nelle sole semifinali e finale di playoff e playout, come inizialmente decretato. A ben guardare, e nonostante tutto (Gattuso a favore, Spalletti adirato, ecc.), questo è un grande risultato,

ottenuto grazie all’apporto e all’impegno del presidente della Figc, Gabriele Gravina, e di quello dell’Aia, Marcello Nicchi, non fosse altro perché una volta completata la scontata valutazione da parte dell’Uefa e della Fifa si prevede già la possibilità di una fase sperimentale del VAR per tutto il girone di andata della stagione calcistica 2019/2020, con la definitiva introduzione nel girone di ritorno. È fatta, quindi, e ne siamo ben contenti. Anche se occorre riflettere sull’evoluzione del VAR e sperare che gli arbitri, ma anche gli allenatori e i giocatori, possano e vogliano guardare con più certezze all’uso della tecnologia.

EDITORIALE •

UNA SQUADRA, IL SUO SALENTO è stato dato il benservito. Ora, sul cammino del Palermo c’è un Livorno, col dente avvelenato per la grande occasione fallita a Foggia (penalty fallito) e a caccia di punti fondamentali per la sua salvezza. Il Lecce, invece, attende la capolista Brescia e se i siciliani sperano in un passo falso dei ragazzi di Liverani, l’ambiente giallorosso è carico a mille, pronto a sostenere dal primo all’ul-

timo minuto i suoi beniamini, a prescindere dal risultato e dal gioco. C’è l’aumento della capienza del “Via del Mare”, che concede a tutti i tifosi leccesi di avere oltre 25mila posti a disposizione per creare una grande cornice di pubblico e battere il record stagionale di presenze allo stadio. Pertanto, il Lecce Club Centro di Coordinamento invita la tifoseria del Salento tutto a far sentire a Mancosu e compa-

gni il suo impareggiabile calore, continuando a essere il dodicesimo uomo in campo, sostenendo la squadra fino al triplice fischio dell’arbitro e puntare dritti all’ennesima impresa. Come accaduto per tutta la stagione, i tifosi leccesi dovranno sorbirsi un’altra gara in notturna, fissata per le 21 di domenica, a dimostrazione di come gli interessi degli spettatori paganti che vanno allo stadio passano puntual-

LA MOVIOLA IN CAMPO Il VAR (Video Assistant Referee), è la moviola in campo, novità della serie A 2017/2018. Il VAR è un sistema di supporto all’arbitro mediante l'impiego di strumenti tecnologici (monitor e filmati) sotto la supervisione di due assistenti. L’obiettivo è correggere decisioni sbagliate o segnalare episodi gravi sfuggiti all'occhio dell'arbitro. Non è applicabile a ogni situazione di gioco, ma solo a quattro tipologie di eventi: gol, rigori, espulsioni dirette, scambi di identità. Tre gli step: si verifica un episodio; si analizza l’accaduto tramite Var; si adotta un provvedimento. È sempre l’arbitro ad avere l'ultima parola su qualunque decisione.

mente in secondo piano rispetto a quelli delle tv e dei siti web. Ma ormai siamo vaccinati, a dispetto di ciò che pensa qualche spiritoso bresciano, anche se non accettiamo questa politica del calcio spezzatino fino alle ultime giornate di campionato. Bisognerà infine prestare la massima attenzione sugli spalti affinché non si registrino atti inconsulti di qualche facinoroso che potrebbero rovinare una serata storica. Mario De Lorenzis Presidente Lecce Club Centro di Coordinamento


SQUINZANO VIA BRINDISI 41 • SURBO VIA CAMPO SPORTIVO 1 • MELENDUGNO VIA FRATELLI LONGO 1 CALIMERA PIAZZA DEL SOLE, 40 • MARTANO VIA MARCONI 95 • LECCE VIA TRINCHESE 51 • SAN CESARIO S.S. 476 BRINDISI VIA APPIA 229, VIA MARCHE 5, VIA BASILE 10 • CAVALLINO VIA CIRCONVALLAZIONE 56

L’Unica vera, inimitabile cucina della tradizione leccese e del Salento LECCE, piazzetta Castromediano 12 • 392 5402344 - 328 7481287


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IL PERSONAGGIO

IL PORTIERE, TIFOSO DEL LECCE SIN DA BAMBINO, È CRESCIUTO NEL LOCALE SETTORE GIOVANILE

BLEVE GIALLOROSSO DOC DA BAMBINO IN CURVA NORD Marco Bleve, 23 anni, è nato a San Cesario di Lecce. Tifoso del Lecce sin da bambino, quando con il suo papà andava in Curva Nord a sostenere i giallorossi, è cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Lecce mettendosi in evidenza nei campionati di categoria. Una importante esperienza nel Martina Franca, poi la serie B con la Ternana, quindi il ritorno a Lecce

di UMBERTO VERRI

C’

è un solo leccese doc che ha sangue e cuore “giallorossi” in questo Lecce delle meraviglie. Si chiama Marco Bleve, è nato 24 anni fa a San Cesario, di professione fa il portiere. Finora ha ottenuto poca gloria, nonostante la sua riconosciuta bravura. Fa il “secondo” a Vigorito e in queste condizioni ha poche possibilità di mettersi in evidenza per dimostrare il suo effettivo valore. CINQUE PRESENZE IN B - In questo

campionato, il primo di B del Lecce dopo sei anni di “inferno” in serie C, Marco Bleve ha giocato soltanto cinque volte, o per meglio dire, due spezzoni di gara e tre partite intere, prendendo il posto di Vigorito, considerato da mister Liverani il titolare assoluto della porta leccese. La “prima” di Bleve si è avuta ad Ascoli, alla terza giornata di campionato. Non fu un debutto positivo: il Lecce fu sconfitto per 1-0 con un gol di Ardemagni, realizzato dopo un fallaccio su Meccariello. È andata meglio nel turno successivo, in casa contro il Venezia: 2-1, con reti, per il Lecce, di Palombi e Bovo. A Crotone, la terza presenza del giovane portiere giallorosso. Sul finire dell’incontro contro i calabresi, con il risultato inchiodato sul 2-2, Vigorito si fece male, urtando il ginocchio contro il palo della porta. Pur entrato a “freddo”, il nostro Bleve si comportò molto bene, consentendo al Lecce di conservare il 2-2 e di conquistare un prezioso pareggio.

Gennaro Del Vecchio

La società di Sticchi Damiani riparte da Delvecchio per rinverdire i fasti dei tempi di Conte, Moriero e Garzya

BRAVO CONTRO IL CARPI - Un altro spezzone di partita (in verità oltre un’ora) Marco Bleve l’ha disputato a Cremona, sostituendo Vigorito, espulso per un fallo da ultimo uomo. Fu una gara negativa per il giovane portiere di San Cesario: beffato da un

rimbalzo, respinse male il pallone, consentendo a Strizzolo di far gol. Gli piovvero addosso molte critiche, prontamente però cancellate da Bleve nella partita contro il Carpi, quando salì sul trono del migliore in campo, effettuando tre-quattro parare salvarisultato. DA SEMPRE GIALLOROSSO - Bleve, un calciatore dalla testa ai piedi di fede giallorossa. Uno dei pochi rimasti di quel vivaio di alcuni anni fa quando venivano sfornati giovani talenti a gettito continuo. Un periodo d’oro fu quello della gestione di Franco Jurlano. Diretto dal compianto Carmelo Russo e sostenuto da mister Mazzone e dall’indimenticabile Mimmo Cataldo, il vivaio giallorosso - negli anni ’80 - era considerato una vera e propria fucina di talenti. CONTE, MORIERO E GLI ALTRI -

Non si possono dimenticare, infatti, calciatori di assoluto valore come Antonio Conte, Francesco Moriero, Claudio Luperto, Gigi Garzya, Primo

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QUANTI CAMPIONI MADE IN SALENTO Maragliulo, e tanti e tanti altri, ancor oggi - sia pure con incarichi diversi protagonisti di tutto rispetto. Purtroppo, la bella epoca di un vivaio florido e produttivo cominciò a… spegnersi e a non produrre più campioncini. Difatti, negli anni ’90, sotto la gestione Semeraro e con l’avvento come Ds di Pantaleo Corvino, furono attuate altre strategie nella gestione del settore giovanile. Molto spazio fu dato alla ricerca e all’ingaggio di giovani calciatori stranieri (Vucinic, Bojinov ecc.), divenuti in seguito importanti elementi di scambio nel calciomercato di serie A.. Tempi belli, quindi, con tanti giovani calciatori di casa nostra in vetrina. Oggi, purtroppo, la “grandeur”di quegli anni non esiste più, anche se c’è la ferma volontà da parte dell’attuale direzione societaria di far tornare grande ll settore giovanile. E per riuscirci ha affidato la guida del settore per il rilancio a Gennaro Del Vecchio, ex gloria giallorossa nel Lecce di sette anni fa. E tutti ci aspettiamo altri Causio, Brio, Conte, e così via.

Sono stati gli anni Ottanta il periodo più prolifico per la scoperta di giovani talenti salentini. Nel Lecce del presidente Franco Jurlano e del Ds Mimmo Cataldo il settore giovanile fu la vera fucina di campioni del calibro di Checco Moriero (nella foto), Antonio Conte, Gigi Garzya, Walter Monaco, Claudio Luperto e Dario Levanto, fino ad arrivare a Fabrizio Miccoli. Prima di loro era toccato a Sergio Brio e Franco Causio spiccare il volo grazie all’occhio attento di un esperto talent scout quale fu il compianto Attilio Adamo. Per trovare altre gemme made in Salento si è poi dovuto aspettare i primi anni Duemila, quando nell’U.S. Lecce ha mosso i primi passi Graziano Pellè che ha poi trovato la sua consacrazione in carriera soprattutto all’estero, tra Olanda e Cina, dove gioca tuttora. Il calcio leccese è adesso in attesa di un sempre auspicabile nuovo corso.


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FOCUS

PERIODICO DEL LECCE CLUB

A CONFRONTO LE IDEE DEI CINQUE CANDIDATI ALLA CARICA DI SINDACO DELLA CITTÀ

RINASCE IL VIA DEL MARE PER ORA SOLO A PAROLE Sport sì ma quale sport. E dove? Lecce, città d’arte e di cultura ha una solida tradizione sportiva in molte discipline ma nel settore dell’impiantistica sportiva gli standard sono lontani da quelli europei. Soffre il calcio, con il Via del Mare che da anni attende una ristrutturazione che ne faccia un impianto moderno aperto anche a meeting ed eventi ma sono penalizzati anche gli sport cosiddetti minori, dal basket e la pallavolo all’atletica leggera. Sulla questione stadio nel corso degli ultimi decenni si è detto molto, però alle parole non sono mai seguiti i fatti. Solo annunci e proclami, nonostante le varie ipotesi di realizzazione di un impianto di comunità, luogo d’incontro tra commercio e tempo libero. Le elezioni per il rinnovo del governo cittadino hanno riaperto il dibattito. Tutti sono d’accordo: non mancano le possibilità di attuare una sinergia tra istituzioni e privati, ottimizzando le risorse provenienti da finanziamenti pubblici e investimenti di gruppi imprenditoriali. Ora al Comune spetta un ruolo di primo piano, la cabina di regia perché le idee si traducano in azioni. Vediamo allora cosa promettono i candidati a sindaco, in caso di loro elezione. Con l’auspicio che le promesse non restino solo tali.

IL SINDACO

ALLE URNE

GIARDINIERO

IL 26 MAGGIO

Ettore Giardiniero è stato sindaco di Lecce dal maggio 1983 al settembre 1985, per la Democrazia Cristiana, preceduto e seguito dall’amico di partito Salvatore Meleleo. A Giardiniero è stato intitolato lo stadio con una delibera del Consiglio Comunale di Lecce del gennaio 2002, per aver avviato durante il suo mandato la ricostruzione della struttura, dopo la prima storica promozione in serie A. La capienza, grazie ai lavori eseguiti in soli tre mesi dall’impresa dell’allora presidente dell’Ascoli Costantino Rozzi, fu portata a 55mila posti, con la realizzazione di un anello superiore per i tre quarti delle tribune e il rifacimento delle due curve, delle tribune Centrale e Laterale e la creazione dei settori Distinti e Tribuna Est. Diventò così il sesto stadio italiano per capienza, dopo Napoli, Milano, Roma, Torino e Firenze. La decisione di intitolarlo a Giardiniero fu contestata da molti, poi le polemiche col tempo si sono sopite ma per tutti lo stadio è rimasto il “Via del Mare”. Tra i nomi più graditi all’epoca c’era quello di Attilio Adamo, indimenticato talent scout e, in epoca più recente, è stata avanzata la richiesta di una cointitolazione all’ex presidente Franco Jurlano.

Lecce torna alle urne dopo soli due anni dalle amministrative del 2017, dopo le dimissioni del sindaco Salvemini. Per le Comunali sii vota domenica 26 maggio, in concomitanza con le elezioni europee, per il primo turno. L’eventuale ballottaggio, se nessuno dei candidati dovesse ottenere la maggioranza assoluta, il 9 giugno.

IN CAMPO

PASCULLI Ha suscitato sorpresa e curiosità l’annuncio della candidatura alle Comunali di Pedro Pablo Pasculli. Il bomber giallorosso degli anni Ottanta, campione del Mondo con l’Argentina, vive nel Salento dove allena, alternando esperienze anche all’estero. Riuscirà, se eletto, a essere così efficace anche in Consiglio comunale? In bocca... al lupo, campione.

A sinistra, l’ingresso di Palazzo Carafa, sede del Comune di Lecce. Sopra, una bella immagine aerea dello stadio di Via del Mare e, a destra, un servizio di Umberto Verri su un recente numero del nostro giornale in cui si denunciava lo stato di degrado dell’impianto

ADRIANA POLI BORTONE

ARTURO BAGLIVO

“MEGLIO COSTRUIRE UN NUOVO IMPIANTO”

“UN VENTAGLIO DI IDEE PER REPERIRE I FONDI”

EX SINDACO E PARLAMENTARE È stata sindaco di Lecce dal maggio del 1998 a quello del 2007, quando ha ceduto la poltrona a Paolo Perrone. Esponente di primo piano della destra, è stata anche parlamentare della Repubblica ed eurodeputato

“A

nche nelle mie precedenti consiliature ho sempre ritenuto che alla città servisse un micro Maracanà, adeguato al nostro pubblico, e fruibile tutto l’anno. Penso che sia più realistico pensare ad un impianto costruito ex novo perché l’attuale Via del Mare ha bisogno di notevoli interventi di manutenzione. Uno stadio nuovo lo si può costruire grazie al project financing per realizzare una struttura che sia moderna, a misura di famiglia, più adatta alle attuali esigenze, con ristorante, ludoteca, palestra e sala cinema. Un impianto sportivo vivibile, che ospiti non solo partite di calcio, ma anche eventi di altre discipline. Sotto il profilo economico, la corretta manutenzione va garantita attraverso

un’idea al passo con i tempi, senza gravare sulle tasse comunali e sul costo dei biglietti. Ad oggi ci sono oneri notevoli da sopportare per gestire quell’impianto, sia per le casse comunali che per quelle di chi investe in una simile realtà. Soprattutto in vista di un’auspicabile ritorno in Serie A del Lecce, sarebbe quindi opportuno sottoscrivere una nuova convenzione tra l’Amministrazione Comunale ed i privati che risulti più adeguata. Chi vuole investire deve essere più libero di farlo, garantendo la gestione in concessione dello stadio. Sarebbe un modo per incentivare anche il comparto del turismo sportivo che va stimolato perché contribuisce alla crescita dell’economia cittadina”.

UN CHIRURGO A 5 STELLE Forte della rappresentanza in Parlamento e del filo diretto con il governo centrale, il Movimento 5 Stelle ci prova al Comune di Lecce. La scelta del candidato sindaco è ricaduta sul medico chirurgo del “Vito Fazzi” Arturo Baglivo

“L

a situazione attuale è figlia del mancato controllo, dell'assenza di manutenzione straordinaria e di una visione miope dello sport e dei beni comunali. Nei primi giorni utili da sindaco della città convocherei con urgenza un tavolo tecnico tra U.S. Lecce e il Comune per analizzare, bilanci alla mano, gli eventuali reciproci mancati adempimenti e le soluzioni da porre in essere nel più breve tempo possibile. Solo in seguito a questo confronto si potrà procedere con l’immediato avvio di quanto necessario per garantire il corretto svolgimento del campionato, sia esso di Serie A o di Serie B. Le idee per riqualificare questo importante bene pubblico sono tante. Si potrebbero cercare e utilizzare appositi fondi pubblici regionali o nazionali di stanziamento, si potrebbero coinvolgere i privati nella realizzazione e gestione dei lavori necessari. Considerando però che i lavori di ristrutturazione, al fine di rendere l’impianto sicuro e confortevole, prevedono spese ingenti, sono dell’idea che una delle vie più sicure da intraprendere, sempre in accordo con l’U.S. Lecce, potrebbe essere quella della vendita dei “naming rights”, ovvero i diritti di chiamare lo stadio col nome di uno sponsor in cambio di un prezzo deciso e concordato fra le parti, per un tempo circoscritto e deciso preventivamente. Questo garantirebbe la liquidità necessaria per la valorizzazione dello stadio. Si pensi allo Stadio di Torino (Allianz Stadium) o a quello di Sassuolo (Mapei Stadium). Un’altra strada da seguire, che non confligge con la precedente, è quella di un bando con trasparente manifestazione di interesse per cedere in comodato d’uso pluriennale lo stadio ad una società sportiva che lo curi e lo utilizzi in tutto e per tutto”.


28 APRILE 2019 13

LA QUESTIONE STADIO SAVERIO CONGEDO

MARIO FIORELLA

CARLO SALVEMINI

“TRA PUBBLICO E PRIVATO UN’INTESA VINCENTE”

“C’È UN’INTERA AREA DA RIQUALIFICARE”

“PERCORSO GIÀ AVVIATO SUBITO GLI INTERVENTI”

IL GIUDICE AMBIENTALISTA È stato l’ultimo dei candidati a scendere in campo, ufficializzando la candidatura nei primi giorni di aprile. Mario Fiorella , magistrato in pensione e ambientalista di prima ora, è sostenuto da Lecce Bene Comune e altre forze di sinistra

VIA LIBERA DALLE PRIMARIE Via libera dalle primarie che lo opponevano a Gaetano Messuti e Carlo Spagnolo: “Erio” Congedo è consigliere regionale e coordinatore di Fratelli d’Italia, guida la coalizione del centrodestra (PH. ANDREA STELLA)

“S

ono abbonato ormai da anni in Tribuna Est e conosco molto bene le condizioni dell’impianto, che non è semplicemente superato ma desta anche preoccupazioni dal punto di vista della sicurezza strutturale. È necessario intervenire e l’eventuale promozione in A può rappresentarne l’occasione ideale. Lo dico, naturalmente, facendo gli scongiuri di rito. Sapete tutti bene, però, che le casse pubbliche, a Lecce come altrove, non sono più nelle condizioni di potersi permettere questo tipo di interventi. Il modello che ovunque è andato affermandosi è quello della partnership pubblico-privato. Anche per Lecce, quindi, una delle ipotesi di lavoro in campo potrebbe essere quella dell’affidamento della gestione all’U.S. Lecce. In

quel caso si tratterebbe di concedere il diritto di superficie per un lasso di tempo che normalmente si quantifica in 99 anni, affinché l’impegno richiesto al privato possa conciliarsi con lo spirito d’impresa che legittimamente lo anima. Si potrebbe immaginare, per esempio, una struttura polifunzionale, in grado di funzionare tutto l’anno anzichè una volta ogni 15 giorni. Un’operazione che potrebbe, inoltre, portare notevoli benefici anche in chiave di riqualificazione e dotazione di servizi per l’intera zona in cui lo stadio insiste. Al momento, però, invito tutti a stringersi con tutto il calore possibile intorno a mister Liverani e ai nostri ragazzi. C’è, prima di tutto, un paradiso da riconquistare dopo anni di inferno”.

“L

o stadio di Via del Mare rappresenta una questione in sé e in relazione al fatto di costituire una porzione di città marginale, niente affatto risolta. Noi di Sinistra Comune vogliamo affrontare e risolvere la questione partendo dal ridisegno di un’intera area, per proporre alla città una fruizione dell'area stessa ogni giorno dell’anno. Non solo 19 giorni, cioè quelli delle giornate casalinghe di un intero campionato. E pensiamo che questo sia l’approccio migliore anche per le fortune della squadra giallorossa.Vogliamo adeguare l’impianto sportivo dello stadio e quelli minori del cosiddetto antistadio. E vorremmo farlo sollecitando il governo centrale a rifinanziare il piano “Sport e periferie” del Coni, costruendo sinergie con l’Università del Salento, il Cusi - Centro Universitario Sportivo Italiano e ovviamente con l’US Lecce. Ma vorremmo farlo ancora meglio, lanciando la candidatura della città e del territorio all’ospitalità della prossima edizione utile dei “Giochi del Mediterraneo”, provando a beneficiare così di risorse aggiuntive decisive per la provincia, la città, la dotazione locale degli impianti sportivi e dunque dello stadio di Via del Mare. Insomma fare della questione stadio una grande occasione di rigenerazione di una porzione importante di città. Entro la quale trascorrere tempo libero qualificato, incontrarsi, passeggiare, fare sport. Un parco al servizio della città, dei suoi abitanti e della sua squadra insieme. Ancora oggi, ad esempio il mio pensiero e quello dei candidati della mia lista va a grandi occasioni mancate o interrotte per l’inadeguata gestione degli spazi pubblici in genere e sportivi in particolare. È ora insomma di invertire la tendenza e non mancare più occasioni”.

IL SINDACO USCENTE Ha governato Lecce dal giugno 2017 sino al gennaio scorso, poi ha scelto di dimettersi perché i numeri non assicuravano la stabilità. Carlo Salvemi si ricandida per la coalizione moderata e progressista del centrosinistra

“A

l di là dell’esito del campionato, che ha visto il nostro Lecce giocare fino a questo momento una stagione entusiasmante, la questione dello stadio andrà affrontata perché occorrono importanti lavori di ristrutturazione, ma non solo. Occorre valorizzare lo stadio Ettore Giardiniero e l’indotto di passioni, movimento e promozione dello sport che un club vincente assicura alla città intera. La sfida è al rialzo. Il Comune di Lecce, come tutti ormai sanno, non è nelle condizioni economiche di far fronte da solo a investimenti così ingenti. La mia idea è che si debba percorrere la strada della cessione o della concessione ai privati, che garantisca non solo la ristrutturazione dello stadio e l’adeguamento dell’area circostante ma anche la possibilità per i privati di fare investimenti diversificati. Da sindaco ho incontrato più volte il presidente Sticchi Damiani e il presidente del Credito Sportivo Italiano Andrea Bodi, per studiare insieme una strategia. Abbiamo consultato l’Avvocatura dello Stato, interloquito con Prefettura e Questura sul tema degli adeguamenti per la sicurezza. Abbiamo preso in esame i casi di città che si sono trovate nelle stesse nostre condizioni e che grazie a una collaborazione virtuosa sono riuscite, in modi diversi, a raggiungere risultati soddisfacenti: Udine, Pisa, Cagliari, Bergamo. Il percorso è avviato. La mia giunta ha chiesto all’Agenzia del Territorio una stima del valore dello stadio e dei suoli adiacenti, che non era mai stata fatta, per consentire ai privati di costruire su basi solide un business plan e una strategia di investimento. Occorrerà decidere quale strumento di evidenza pubblica garantirà meglio il raggiungimento del risultato”.


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PERIODICO DEL LECCE CLUB

OSPITI DEL GIALLOROSSO

DOPO L’OTTIMO QUARTO POSTO IN SERIE C ANCHE UN ACCORDO CON L’U.S. LECCE

SALENTO DONNE GUARDA AL FUTURO

S

i è concluso con un inatteso quarto posto in classifica il campionato di Serie C per le ragazze della Salento Women Soccer. Partite per conquistare la salvezza, possibilmente da raggiungere con qualche giornata d’anticipo, capitan D’Amico e compagne nella fase cruciale della stagione hanno addirittura accarezzato il sogno di conquistare il primo posto, a lungo conteso alla corazzata-Napoli. Alla distanza però l’hanno spuntata le partenopee che hanno vinto tutte le partite ad eccezione di quelle giocate contro la squadra allenata da Vera Indino: 4-2 per le giallorosse nel match di andata giocato a Collepasso e 0-0 nella gara di ritorno. GUARDARE AL FUTURO - “Pec-

cato, se avessimo potuto contare anche noi su una rosa più numerosa probabilmente avremmo detto la nostra fino alla fine del campionato e chissà come sarebbe finita”, dice con un velo di amarezza la Indino. “Siamo comunque contente del quarto posto e della valorizzazione di tantissime giovani del territorio, ragazze che rappresentano il futuro della Salento Women Soccer. Ora si comincia a pensare alla prossima stagione in cui proveremo a essere ancora protagoniste”. Va detto che strada facendo le giallorosse hanno perso per strada pezzi importanti del mosaico tra infortuni gravi e addii anticipati come nel caso della spagnola Munoz, co-

BOMBER D’AMICO A QUOTA 40 GOL E L’UNDER 15 VA ALLE NAZIONALI stretta a lasciare l’Italia a febbraio mentre per i difensori centrali Zaccaria e Viva il campionato è finito quasi subito. BOMBER D’AMICO - Tra le notizie positive della stagione 2018/19, oltre all’accordo di licenza con l’U.S. Lecce, c’è il titolo di capocannoniere conquistato dal bomber Serena D’Amico che, con i suoi 40 gol stagionali, vede sempre più vicino il traguardo delle 170 reti in carriera. “Sono contenta per aver vinto il titolo di capocannoniere”, ha detto la 26enne leccese. “Vorrei condividere questa mia gioia con tutte le persone che hanno reso possibile quello che per me è sempre stato un sogno. Mi riferisco alla società, allo staff tecnico, alle mie compagne di squadra e, permettetemi, anche alla mia famiglia”. UNDER 15 TRICOLORI - Non è tutto perché anche dal settore giovanile sono arrivate grandi soddisfazioni. L’Under 15, allenata da Michela Ambrosino, ha infatti ottenuto l’accesso alla fase nazionale vincendo la concorrenza di Foggia, Monopoli, Trani e Ruvese.

Francesco Buja

L’ORGANIGRAMMA PRESIDENTE: Anna Piliego RESPONSABILE SETTORE GIOVANILE: Vito Pinto RESPONSABILE SICUREZZA: Sergio D'Amico DIRIGENTI ACCOMPAGNATORI: Vincenzo Costadura e Sergio Errico. ALLENATORE SERIE C: Vera Indino (nella foto) PREPARATORE PORTIERI: Sandro Vitti PREPARATORE ATLETICO: Martina Tarantino ALLENATORE UNDER 15: Michela Ambrosino CALCIATRICI PRIMA SQUADRA: Ludovica Alfieri, Valentina Aprile, Elena Bruno, Alessandra Carrafa, Raffaella Carrafa, Sharon Cazzato, Valentina Coluccia, Roberta Costadura, Benedetta Cucurachi, Serena D'Amico, Alessia Durante, Serena Errico, Giulia Felline, Emanuela Fracasso, Chiara Guido, Rebecca Lazoi, Tiziana Mariano, Lorena Munoz, Zineb Ouacif, Monica Pinto, Silvia Sozzo, Nathalia Viva, Chiara Vitti, Vanessa Zaccaria UNDER 15 AGGREGATE ALLA PRIMA SQUADRA: Sabrina Alemanno, Melanie Borrello, Valentina Latino, Aurora Maci, Laura Gigante, Giada Rollo


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Il GialloRosso 28 aprile 2019  

Il GialloRosso 28 aprile 2019  

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