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Periodico mensile - Spedizione in abbonamento postale 45% pubblicità ART.2 Comma 20/B Legge 662/96 - Milano

In Italia € 9,00 Iva assolta dall’editore


Il nuovo linguaggio/The new idiom Cesare Maria Casati

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a diversi mesi la nostra rivista, in uno spazio centrale denominato “AGORA”, ha iniziato a censire e analizzare le proposte e le ricerche che diversi progettisti nel mondo, con sacrificio e molte volte con oblio, stanno effettuando con il fine di esaminare e proporre nuovi linguaggi in architettura più aderenti ai costumi e alla cultura dell’immagine attuale. Nonostante la situazione dei nostri giorni, che vede la maggior parte dei progettisti, anche di grande fama, assenti dalla ricerca, sia per necessità reali di sopravvivenza economica e professionale, sia perché impegnati spasmodicamente alla ricerca di committenze per continuare a gestire studi divenuti ormai delle vere e proprie aziende, ci sono per fortuna diversi personaggi nel mondo impegnati a individuare nuove proposte, morfologiche e strutturali, per una architettura probabile e possibile, che si rivelano di grande interesse concettuale. Prima di arrivare, in un lontano futuro, alla realizzazione per “autocostruzione” di contenitori di protezione e ospitalità delle attività umane (almeno cosi si potrebbe definire il termine “edificio”), come preconizza John Johansen, quando nel 2300 il progetto diventerà un bioprogetto intervenendo sul DNA di conchiglie e simili, il primo passo nel nostro secolo dovrebbe essere quello di iniziare ad antropomorfizzare le costruzioni, per forma e struttura, abbandonare la rigidità “pesante” delle attuali strutture portanti, di non umana precisione geometrica, e modificare integralmente la natura dei diaframmi e dei “muri” che attualmente progettiamo e poi realizziamo. Si tratterebbe, e vi invito a seguire anche le prossime proposte che pubblicheremo in “AGORA”, di conservare come è ovvio solo il piano rigido e orizzontale di deambulazione e di vita, necessariamente orizzontale il più possibile per opporsi alla forza di gravità, e separare i volumi e gli spazi vivibili, sia domestici che pubblici, con membrane, rigide o morbide, con strutture “informali” strutturali, autoportanti e ricoprenti scheletri rigidi solo dove necessario. Membrane o pelli che dovrebbero essere in grado di diventare autonomamente trasparenti o opache e avere superfici in colori programmabili e mutevoli o con immagini digitalizzate scelte dalla rete. Sembrerebbe che anche l’architettura finalmente potrà arrossire dalla vergogna, se di bassa qualità o se la sua natura di partecipare all’ambiente viene sottoposta a situazioni imbarazzanti. Strutture simili a corpi organici dove scheletro, pelle e cartilagini sono tutte funzionali, (e perché no, molte volte apprezzabilmente estetiche) alla protezione di organi vitali per consentire loro la migliore efficienza e il miglior confort possibile. Quello che l’Arca sta facendo, abbastanza sola in un mondo mediatico sempre distratto dalla valorizzazione edonistica di quanto si è fatto o si sta facendo, è di promuovere coscienza e interesse verso un paesaggio di proposte geniali sicuramente affascinante, dove ci si deve avventurare con entusiasmo e con necessaria prudenza, cercando sempre di riuscire a separare l’utopia sterile dalle ricerche fondate solo su serietà professionale e plausibilità scientifica. Nei progetti e nelle idee che mensilmente proponiamo in “AGORA”, se li confrontate con le altre pagine della rivista, dove vengono presentate proposte e realizzazioni vere e possibili, scoprirete che si nota solo uno spazio temporale di separazione, almeno io credo, dal nuovo linguaggio che sta nascendo e che, finalmente, non contiene più nulla dei valori “classici e razionali” che hanno omologato e informato millenni di composizione architettonica. E’ ancora un timido balbettio, ma credo stiamo udendo i primi vagiti di un vocabolario e di una sintassi progettuali che si stanno formando termine dopo termine, concetto dopo concetto. Un percorso lungo ma che, ne sono sicuro, troverà nei prossimi decenni piena applicazione per iniziare a scrivere la storia formale ed estetica della civiltà del terzo millennio. Ora è importante che i centri di formazione universitari e le industrie più impegnate nella ricerca di nuovi prodotti o sistemi costruttivi prendano coscienza di quanto sta avvenendo e generosamente partecipino assistendo istituti e ricercatori impegnati.

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or some months now a central part of our magazine entitled “AGORA” has begun reviewing and analysing the design projects and experiments that various architects around the world are carrying out, often at great expense and completely in the shadows, in order to examine and propose new idioms through works of architecture more closely geared to the modern-day culture of image. Despite the present-day situation that sees most architects, even the very famous, avoiding experimentation, due to both real issues of economic-professional survival and also because they are always on the look out for new clients so that they can keep on running their studios that have now turned into authentic firms; fortunately there are also various people round the globe working on new morphological and structural designs for potentially feasible new architecture that turn out to be of great conceptual interest. In some distant future, before protective containers hosting human activities actually construct themselves (at least that is how we might define the term “building”) and design in the year 2300 will be bio-projects acting on the DNA of shells and the like, as John Johansen envisages, it would seem that the first step to be taken this century ought to be the anthropomorphising of the forms and structure of buildings, abandoning the “heavy” rigidity of presentday bearing structures of non-human geometric precision and completely modifying the nature of the diaphragms and “walls” we currently design and construct. This means, and I invite you all to keep track of the forthcoming publications in “AGORA”, holding on solely to the rigid, horizontal plane for walking around and living on, making it as horizontal as possible to naturally oppose the force of gravity, and separating both domestic and public spaces by stiff or soft membranes, “informal” structural, self-supporting forms covering rigid skeletons only where necessary. Membranes or skins that ought to be independently transparent or opaque and have surfaces in changing, programmable colours or covered in digital images chosen by the network. It would seem that even architecture might finally go red with embarrassment at poor quality design or if its natural tendency to get actively involved in the environment is placed in embarrassing situations. Structures that look rather like organic bodies, whose skeleton, skin and cartilage serve and, why not, often even in an aesthetically pleasing way, to provide the greatest possible comfort and efficiency. What l’Arca is proposing, rather isolated on the media scene which is always so distracted by the solely hedonistic side of what has or is being done, is a raising of the awareness and interest in a wave of brilliant and undeniably intriguing designs that need to be tackled with enthusiasm and prudence, always striving to keep sterile utopia separate from experimentation founded solely on professionalism and scientific plausibility. If you compare the projects and ideas published each month in AGORA to what you find in other magazines showing real or genuinely feasible designs and constructions, you will find there is only a time lapse separating us, I’m sure, from this newly developing idiom and which, in the end, has nothing of those “classical and rational” values that have informed thousands of years of highly similar architectural design. This is all still just a nervous stutter, but we are hearing the first utterances of a design vocabulary and syntax that is gradually being put together word by word and concept by concept. There is a long way to go but I am convinced that it will eventually be applied right across the board over coming years, as we begin to write the stylistic and aesthetic history of our civilisation in the third millennium. It is now important that the training grounds of our universities and industry most deeply involved in research into new building systems or products become aware of what is happening and are generous in the help they provide for committed researchers and institutes.

Hanno sottoscritto la lettera aperta al Sindaco di Milano pubblicata come Editoriale “Milano talebana”, l’Arca 173: The following people signed the open letter to Mayor of Milan published as Editorial text “Taleban Milan”, l’Arca 173: Francesco Abbati, Andrea Amelio, Mario Antonio Arnaboldi, Maristella Babuin, Clemente Baccarini, Pio Baldi, Stefano Bella, Dante Benini, Giorgio Berardi, Paola Bianchi, Lucilla Brignola, Tommaso Campione, Kilian Candela, Elena Cardani, Maurizio Carta, Aldo Castellano, Luigi Mauro Catenacci, Vincenzo Chirico, Angela Cifrari, Guido Cimadomo, Nicola Claburri, Angelo Cortesi, Michele Costanzo, Dario Curatolo, Francesca D’Alatri, Roberta D’Amico, Donatella De Paolis, Giuseppe De Stefano, Mara Di Carlo, Arcangelo Di Cesare, Francesco Di Risceglie, Marco Felici, Alessandra Gargiulo, Mauro Gasperetti, Franco Ghezzi, Emanuela Grossi, Adolfo Guzzini, Angelo Iannacci, Kisho Kurokawa, Antonio Marco Lacaro, Monica Levatesi, Elisabetta Liguigli, Rossana Manfron, Maurizio Manganici, Vittorio Massino, Andrea Mazzoli, Giorgio Mirabelli, Michele Molè, Elena Molisano, Patrizia Montuosi, Francesca Nicotera, Alessia Novelli, Carlo Paganelli, Giulio Pascali, Daniela Pastore, Maria Elisabetta Persico, Marco Petreschi, Massimo Pica Ciamarra, Vera Pirrò, Mario Pisani, Luigi Prestinenza Puglisi, Gabriella Restaino, Pierre Restany, Lucilla Revelli, Michela Ricciotti, Antonio Romano, Stefano Rossetti, Cristina Rota, Marco Rucci, Carlo Santini, Piero Sartogo, Amedeo Schiattarella, Jean Marc Schivo, Giuseppe Scudellari, Giovanni Seri, Giovan Battista Sigurani, Gianni Terenzi, Elena Tomei, Massimiliano Valli, Claude Vasconi, Paolo Via, Maurizio Vitta, Maurizio Vogliazzo, Roberto Zompì

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pere pubbliche e Diritto

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di realizzazione delle opere pubbliche di urbanizzazione secondo il I sistemi diritto italiano e i principi dei trattati europei Il promotore di un nuovo insediamento privato può eseguire direttamen-

te le correlate opere di urbanizzazione (quali parcheggi pubblici, servizi a rete, strutture sportive, sanitarie e culturali) se le stesse abbiano un valore inferiore a 5 milioni di Euro. Le altre opere debbono invece essere affidate con gara di appalto di livello europeo. La scelta dei professionisti e delle imprese cui affidare la progettazione e, quindi, la realizzazione delle opere pubbliche costituisce un tema di particolare interesse, non solo e non tanto per il rilevo economico delle commesse pubbliche, quanto per la possibilità che tali opere hanno di incidere sul tessuto urbanistico delle nostre città. L’individuazione del partner cui la Pubblica Amministrazione si rivolge per assicurare alla collettività un teatro, un parcheggio, un ospedale o una sede comunale è generalmente affidata a gare di livello sopranazionale, finalizzate ad individuare le migliori professionalità secondo un adeguato rapporto di qualità e prezzo. Nondimeno, per la predisposizione delle infrastrutture pubbliche la cui necessità nasce dalla realizzazione di rilevanti progetti privati (si pensi alla riconversione delle grandi aree industriali dimesse), la possibilità per l’imprenditore di rivolgersi direttamente ai professionisti di propria fiducia è usualmente praticata, in particolare in favore dei soggetti che hanno sviluppato il progetto dell’insediamento privato. Con specifico riferimento a quest’ultimo ambito, è oggi ravvisabile un contrasto tra le previsioni del diritto italiano ed i principi dei trattati europei che disciplinano i sistemi di individuazione dei soggetti deputati alla realizzazione delle infrastrutture pubbliche. Tale contrasto costituisce l’oggetto del presente contributo.

Il sistema Italiano Nell’ordinamento giuridico italiano, le infrastrutture indispensabili al corretto sviluppo edificatorio e alla razionale fruizione del territorio sono definite opere di urbanizzazione. Mentre le strade residenziali, gli spazi di sosta o di parcheggio, le fognature, la rete idrica, la rete di distribuzione dell’energia elettrica e del gas, la pubblica illuminazione e gli spazi di verde attrezzato vengono definiti opere di urbanizzazione primaria (in quanto afferenti ai bisogni insediativi primari), sono definite opere di urbanizzazione secondaria: gli asili nido e le scuole materne, le scuole dell’obbligo, nonché le strutture e i complessi per l’istruzione superiore all’obbligo, i mercati di quartiere, le delegazioni comunali, le chiese e gli altri edifici religiosi, gli impianti sportivi di quartiere, le aree verdi di quartiere, i centri sociali e le attrezzature culturali e sanitarie.1 La generalizzata imposizione dell’obbligo di ottenere un esplicito e preventivo permesso di costruire (prima previsto solo per i centri edificati e rimesso alla concreta disciplina dei regolamenti comunali) è stata introdotta in Italia nel 1967, allorquando è stato altresì previsto che la realizzazione ex novo di qualsiasi tipo di insediamento (residenziale, produttivo o con destinazione terziaria) debba necessariamente accompagnarsi alla predisposizione dei servizi pubblici sopra elencati. “La concessione della licenza è comunque e in ogni caso subordinata all’esistenza delle opere di urbanizzazione primaria o alla previsione da parte dei Comuni dell’attuazione delle stesse nel successivo triennio o all’impegno dei privati di procedere all’attuazione delle medesime contemporaneamente alle costruzioni oggetto della licenza”.2 Per gli interventi edilizi di minori dimensioni è generalmente il Comune a predisporre le opere di urbanizzazione, utilizzando lo specifico contributo il cui pagamento precede il rilascio del permesso di costruire. Di contro, per la realizzazione degli insediamenti di più rilevanti dimensioni (ad esempio, nel Comune di Milano, per quelli che interessano un’area di superficie superiore a 5.000metri quadrati), gli strumenti urbanistici di dettaglio (attuativi delle generali previsioni del Piano Regolatore Comunale), alla cui formazione tali maggiori interventi sono subordinati, usualmente prevedono che le opere di urbanizzazione siano eseguite direttamente dal privato. Quest’ultimo, in tale modo, non corrisponde al Comune il correlato contributo per l’ottenimento del permesso di costruire.3 Attraverso questo procedimento, dunque, anche opere pubbliche estremamente importanti (quali teatri, impianti sportivi, case di cura, scuole), che siano richieste a sevizio di un nuovo insediamento provato, possono dunque essere progettate e realizzate direttamente dai professionisti e dalle imprese di fiducia del promotore dell’operazione immobiliare. La disciplina europea Il sistema italiano sopra riassunto - che trova piena conferma nelle disposizioni regionali4 - si pone in contrasto con la disciplina dettata dall’Unione

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di Guido Alberto Inzaghi Studio Legale Carnelutti

Europea, così come riconosciuto dalla Corte di Giustizia della Comunità Europea, con la decisone assunta il 12 Luglio 2001. Secondo la Corte, infatti: “la direttiva del Consiglio 14 Giugno 1993, 93/37/CEE, che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, osta a una normativa nazionale in materia urbanistica che, al di fuori delle procedure previste da tale direttiva, consenta al titolare di una concessione edilizia o di un piano di lottizzazione approvato la realizzazione diretta di un’opera di urbanizzazione a scomputo totale o parziale del contributo dovuto per il rilascio della concessione”. Il ragionamento della Corte può essere sintetizzato nei seguenti punti: i) le opere di urbanizzazione hanno carattere pubblico (in particolare quelle di urbanizzazione secondaria); ii) le opere non vengono eseguite gratuitamente, ma in esecuzione di un contratto (convezione urbanistica o atto unilaterale d’obbligo); iii) in conseguenza, l’esecuzione delle opere stesse va aperta alla concorrenza (attraverso l’esecuzione delle gare d’appalto di evidenza pubblica). Una possibile composizione del contrasto Nonostante la chiara censura europea alle previsioni del diritto interno che, come detto, consentono la realizzazione delle opere di urbanizzazione direttamente da parte dei promotori dell’attività edificatoria privata, e senza lo svolgimento di alcuna procedura di evidenzia pubblica che conduca all’individuazione del soggetto affidatario dei lavori per l’approntamento delle particolari opere pubbliche in esame, la più recente legislazione conferma l’anomalia italiana. Il Testo Unico sull’edilizia5, di prossima entrata in vigore, ha infatti riproposto la possibilità di esecuzione diretta delle opere di urbanizzazione a corredo degli insediamenti privati. Tuttavia, attesa la subordinazione del diritto interno alle previsioni soprannazionali e, in particolare, alle direttive europee sulle procedure di evidenza pubblica imposte per il reperimento del soggetto cui affidare la realizzazione delle opere pubbliche, è evidente che le richiamate previsioni del Testo Unico - così come quelle già censurate dalla Corte di Giustizia - troveranno una solo parziale applicazione. Per la precisione, anche a seguito dell’entrata in vigore del Testo Unico, deve sostenersi che le opere di urbanizzazione potranno essere realizzate direttamente dal promotore dell’insediamento privato solo qualora il valore di tali infrastrutture si ponga al di sotto della soglia europea. Negli altri casi - e quindi, come ha chiarito la medesima sentenza della Corte di Giustizia, per le opere di urbanizzazione aventi valore superiore a 5 milioni di Euro - la realizzazione delle opere di urbanizzazione dovrà (come deve) essere preceduta dall’espletamento di una gara di livello europeo, per l’individuazione del soggetto cui affidarne l’esecuzione. Sarà il promotore dell’insediamento privato a pagare il compenso dell’esecutore delle opere di urbanizzazione, mentre gli importi così pagati potranno sempre essere scomputati dal contributo dovuto per il rilascio dei permessi di costruzione dei fabbricati privati. Le conclusioni rassegnate - che ricompongono il contrasto apertosi tra la disciplina italiana e i principi dei trattati europei - risultano essere state recepite dal Legislatore nazionale nei progetti di legge che, sul tema, sono stati recentemente pubblicati. Tuttavia, ai sensi della recente riforma costituzionale che ha modificato la suddivisione delle competenze tra Stato e Regioni6, la materia degli appalti appare oggi rientrare nella competenza legislativa esclusiva delle Regioni. Saranno queste ultime a dover stabilire - pur sempre nel rispetto dei principi dettati a livello comunitario (gara per le opere di valore sopra soglia) secondo quali modalità organizzare la realizzazione delle opere pubbliche, ivi comprese le opere di urbanizzazione che accedono ad operazioni immobiliari private.

Note 1. Cfr. art. 16, commi 7 e 8, D.P.R. 6 Giugno 2001, n. 380. 2. Art. 31 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, come modificato dalla legge 6 agosto 1967, n. 765. 3. Cfr. Art. 28 della legge 17 agosto 1942, n. 1150, come modificato dalla legge 6 agosto 1967, n. 765. 4. Per la regione Lombardia si vedano gli artt. 8 e 12 della legge n. 60/77. 5. Approvato con D.P.R. 6 Giugno 2001, n. 380. 6. La legge costituzionale n. 3 del 2001 ha, tra l’altro, riscritto l’art. 117 della Costituzione che regolamenta il riparto delle competenze legislative tra Stato e regioni.

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ublic Works and the Law

he promoter of a new private real-estate development may execuT te directly the relevant urbanization works (such as public parking lots, network services, sports, health and cultural facilities) where

their value is lower than Euro 5 million. Otherwise, such works need to be awarded by way of a European invitation to tender. Choosing professionals and businesses that will be entrusted with the engineering and execution of public works is an issue of particular relevance, not only and not so much for the economic weight of public works but rather for the manner in which such works may affect our cities’ town planning. The partner which the Public Authorities should address in order to provide the community with a theatre, a parking lot, a hospital or a town hall is usually designated by international invitations to tender aimed at identifying the best professional skills on a suitable price & quality basis. Nonetheless, in the event of the construction of public infrastructures whose need is generated by the development of significant private projects (such as the conversion of large industrial areas, for instance), businesspersons usually opt to address trusted professionals directly, especially if they developed the project for the private development. In this specific case, a conflict has emerged between the provisions of Italian law and the principles of European treaties governing procedures to identify entities eligible to execute public infrastructures. This conflict is analysed in this contribution.

The Italian System In the Italian legal framework, infrastructures that are essential to properly develop and rationally make use of the territory are defined urbanization works. While residential streets, parking lots or vehicle standing areas, sewers, water supply systems, electric grid and gas supply networks, public lighting and equipped green areas are defined primary urbanization works (as they relate to primary settlement needs), secondary urbanization works consists in kindergartens and pre-K facilities, compulsory public school buildings, facilities for high schools or similar, neighbourhood marketplaces, municipality representations, churches and other religious buildings, neighbourhood sports facilities, neighbourhood green areas, community centres and health and cultural facilities.1 The general requirement to obtain the prior explicit permission to build (initially for built-up areas only, and concretely regulated by municipal regulations) was introduced in Italy in 1967. Since that same year, construction of completely new developments of any kind (residential, for manufacturing activities or services) has had to be associated with the accomplishment of the public services listed above. “The building permit is in any case conditional on the existence of primary urbanization works or on the development thereof by the Municipality in the three following years or on the commitment by private entities to accomplish primary urbanization works simultaneously with the buildings covered by the building permit”.2 In the event of minor construction works in terms of size, it is usually the Municipality that accomplishes urbanization works, by using the charge payable upon the granting of such building permit. Instead, in the event of larger developments (for instance, in the Municipality of Milan, works on an area of more than 5,000 squares meters), detail zoning instruments (which implement the general provisions of the Municipal Zoning Plan), on which such major developments are contingent, usually require that urbanization works be accomplished directly by the private entity. If this is the case, the private entity is not required to pay any charge to the Municipality in order to obtain the building permit.3 Accordingly, through this procedure, major public works (such as theatres, sports facilities, nursing homes, schools) required to ensure services to a new private development may also be engineered and executed directly by professionals and companies selected and trusted by the promoter of the real estate project. European Provisions The Italian system outlined above - which is fully confirmed by regional provisions4 - is in conflict with the regulations of the European Union, as acknowledged by the Court of Justice of the European Community in its decision of 12 July 2001. Indeed, the Court held that: “Council Directive 93/37/ECC of 14

by Guido Alberto Inzaghi Studio Legale Carnelutti

June 1993 concerning the coordination of procedures for the award of public works contracts precludes national urban development legislation under which, in disregard of procedures laid down in the Directive, the holder of a building permit or planning permission may execute an infrastructure work directly in return for exemption, wholly or in part, from the charge payable upon such permission being granted”. The Court’s arguments may be summarized as follows: i) urbanization works are of a public nature (in particular secondary urbanization works); ii) works are not executed gratuitously, but to perform an agreement (zoning covenant or unilateral commitment); iii) accordingly, the execution of the works needs to be open to competition (through public invitations to tender). A Possible Settlement of the Conflict Despite the European Union’s clear reprimand of Italian legislation - which, as stated above, allows for urbanization works to be executed directly by the private promoters of the building activities without the need for any invitation to tender leading to the identification of the entity to which the execution of the public works at issue should be awarded - more recent legislation confirms Italy’s peculiarity. The Consolidated Legislation on Construction (Testo Unico sull’edilizia)5, that will soon come into force, has indeed introduced once again the right to execute urbanization works relating to private developments directly. However, given the subordination of Italian law to supranational provisions and, in particular, to European Directives on public invitations to tender required to identify the entity to which public works are to be awarded, it is clear that the above-mentioned provisions of the Consolidated Legislation - as well as the provisions already reprimanded by the Court of Justice - will be applicable only in part. More specifically, after the Consolidated Legislation will have been enforced, promoters of private developments will be entitled to execute urbanization works directly only where the value of such infrastructures is below the European threshold. In other cases - and therefore, as explained by the decision of the Court of Justice, in the event of urbanization works whose value exceeds Euro 5 million - a European invitation to tender will be required to identify the entity which will be awarded the execution of the urbanization works. Promoters of private developments will be required to pay for the remuneration of the company executing the urbanization works, and such paid amounts may be deducted from the charge payable upon issue of the building permit for the private buildings. These conclusions - which settle the conflict between Italian legislation and the principles in European treaties - have apparently been accepted by the Italian legislator in the draft laws on this matter which have been recently published. However, under the recent constitutional reform that amended the division of competences between State and Regions6, the matter of public works contracts apparently falls under Regions’ exclusive legislative competence. It will be Regions that will have to establish - albeit in accordance with EU principles (invitation to tender for works whose value exceeds the threshold) - how to organize the execution of public works, including urbanization works which relate to private real estate projects.

Notes 1. See art. 16, paragraphs 7 and 8, Pres. Dec. no. 380 of 6 June 2001. 2. Art. 31 of Law no. 1150 of 17 August 1942, as amended by Law no. 765 of 6 August 1967. 3. See Art. 28 of Law no. 1150 of 17 August 1942, as amended by Law no. 765 of 6 August 1967. 4. For Lombardy, see articles 8 and 12 of Law no. 60/77. 5. Approved by Pres. Dec. no. 380 dated 6 June 2001. 6. Constitutional Law no. 3 of 2001 has, inter alia, reworded art. 117 of the Italian Constitution, which regulates the division of legislative competences between the State and the Regions.

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Credits Project: Barkow+Leibinger Architekten Team Competition: Juline Monfort, Heiko Krech, Stefan Barme, Oliver Neumann, Cirsti weich Landscape Competition Team: Büro Kiefer Berlin, Heiko Krech, Christian Helfrich,

Dietrich Bernstorf, Giuseppe Boezi, Paul Grudei, Herr Jürgens, Stephanie Kaindl, Jan Kircher, Oliver Neumann, Volkmar Nickol, Karin Ocker, Anne Marie O’Conner, Andrea Pelzeter, Florian Steinbächer Model Making: A+D Mario Waltero-Perdo, Lara Eichwede, Mari Fujita, Markus Popp, Martin Schädler, Ralf Schmitz, Mikkel

Reedtz Morris Structural Engineering: Hörnicke Hock Thieroff Mechanical Engineering: Planungsgruppe M+M Landscaping: Büro Diekmann Bidding and Quantity Surveyors: Harms & Partner Client: City of Potsdam with Cinemax

■ Viste

generali del Biosphere and Flower Pavilion realizzato a Potsdam in occasione del Federal Horticultural Show del 2001, nei pressi del Palazzo Sansouci di Federico il Grande. L’impianto generale dell’edificio è fondato sui rilievi del terreno esistenti su cui poggia formando una sorta di valle chiusa semi-naturale.

■ General

views of the Biosphere and Flower Pavilion built in Potsdam for the 2001 Federal Horticultural Show near Palazzo Sansouci built by Frederick the Great. The basic building plan is structured around the contours of the land to form a sort of semi-natural closed valley.

Margherita Spiluttini

La natura come componente Biosphere Pavilion, Potsdam

Progetto: Barkow + Leibinger

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aerea e prospettiva a volo d’uccello dell’area del Federal Horticultural show su cui è stato realizzato il Padiglione della Biosfera. La copertura piatta è costituita da skylight in vetro e pannelli di pietra colorata sostenuti da travi

effetto della globalizzazione ha stimolato, come reazione, il L’ desiderio delle città europee a entrare in una sorta di tribalizzazione cercando, attraverso l’architettura, di rimettersi sulla carta geografica e, quindi, di far parte della storia. E’ il caso di Potsdam, città della ex Repubblica Democratica Tedesca, a sud-ovest di Berlino. Affacciata sul fiume Havel, affluente di destra dell’Elba, si adagia in parte sull’isola fluviale Potsdamer Werder, un sito incantevole in mezzo a una contrada boscosa. La città rimbomba ancora delle rumorose parate dell’esercito prussiano e delle oceaniche adunate dell’esercito nazista, quasi l’eco della recente storia europea segnata col ferro e col fuoco. In occasione del Federal Horticultural Show, nell’aprile 2001, la città di Potsdam ha indetto un concorso d’architettura per la costruzione di un Flower Pavilion, da utilizzare in seguito come Biosfera. L’edificio è destinato a diventare l’elemento più importante del Garden Show, in quanto è situato nelle vicinanze della città e in prossimità del Cinemax esistente. La vicinanza dei monumenti cittadini ha esercitato una forte influenza, funzionale e formale, attraverso i loro tracciati, in particolare quelli del Castello Sansouci, del 1747, dimora prediletta di Federico II di Prussia. Infatti, il superbo castello è circondato da uno dei più significativi giardini botanici d’Europa. Il progetto del Biosphere and Flower Pavilion, che si sviluppa su un’area di circa 30.700 metri quadrati, è stato aggiudicato allo studio berlinese di Barkow+Leibinger che, con mano sapiente, ha progettato un contenitore in grado di colloquiare con la natura. L’uso di segni e di forme dall’aspetto naturale, l’attenzione a scarpate e al correre dell’acqua, l’uso di materiali come il legno fanno di questo progetto una serena interpretazione dell’immagine onirica che l’uomo ha della natura in genere. Una forma per accogliere il creato, un segno sul territorio per richiamare l’attenzione sulla città di Potsdam. Il tema, che all’apparenza può sembrare immediato, in effetti porta con sé una difficoltà all’interpretazione del fenomeno naturale in quanto genera una particolare percezione a chi, per culture e tradizione diverse, interpreta la natura. Ciò che si intuisce non è sempre un sentimento che accomuna tutti gli uomini. Il senso di questo lavoro è proprio quello di rimanere in un equilibrato formalismo razionalista per rendere immediata la percezione del luogo e generare l’appartenen-

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za. Queste sono le forze che albergano nella progettazione, questi sono i sintomi che devono essere controllati dall’immagine dell’architettura. Barkow+Leibinger hanno dimostrato una particolare padronanza e, soprattutto, una cultura progettuale in grado di generare un evento degno di attenzione. E’ ormai assodato: la geografia di questi temi d’architettura in Europa, e nel resto del mondo, è mutata considerevolmente nel corso degli ultimi decenni. Il dato di maggior rilievo riguarda senza dubbio l’ormai costante presenza di questi eventi nelle città europee. Il tema della Biosfera di Potsdam riporta nel dibattito odierno il modo di rappresentare l’elemento naturale, in particolare di quello botanico, attraverso i tipi dell’architettura espressi dalle avanguardie e dai rappresentanti della ricerca progettuale attuale. E’ un’opera che ha i suoi referenti anche nel mondo dell’arte, referenti che hanno trovato il modo di esprimere i valori della natura, la loro capienza, la forma e il colore di modelli naturali capaci di descrivere il senso del bello, dell’equilibrio, del perfetto del creato. Infatti le Ninfee di Claude Oscar Monet, i fiori di Giorgio Morandi, di Filippo De Pisis, accostate alle reinvenzioni di quelle stesse forme da parte di Carla Accardi o di Andy Warhol, piuttosto che al ricco inventario fotografico di Karl Blossfeldt. Il progetto di Barkow+Leibinger contiene però anche un gesto di libertà, libertà di cambiare e di mettersi in sintonia secondo il modello della natura e della sua tecnica costruttiva, per costruire degli spazi espositivi diversi. Oggi la fedeltà ai principi non ha più senso: deve venire sostituita con la fedeltà allo spirito scientifico. Questo soffia dove vuole, solo la natura è in grado di ricondurci a più profonde osservazioni, tali da permetterci il rovesciamento delle nostre più rispettabili teorie. Escono da queste osservazioni delle profonde convinzioni che Barkow+Leibinger ci svelano attraverso il loro intervento che, di fronte all’evolversi del progetto architettonico, nessuna autorità terrena o celeste può conservare l’illusione di dettare agli architetti la strada della verità. Quanto alla natura, essa può ancora pretendere di stabilire dei principi immutabili cui l’impresa tecnico scientifica del processo dell’architettura dovrebbe obbedire. Su questi esempi occorre riuscire a far cambiare pelle e contenuti al progetto architettonico e a mutare noi stessi mentre la natura continua a trasformare il mondo. Mario Antonio Arnaboldi

lobalisation has had the effect, as a sort of reaction, of stimuG lating the desire of European cities to create a sort of tribalisation, attempting to use architecture to get back on the map and hence back into history. This is true of Potsdam, a city that used to belong to the old German Democratic Republic situated to the south-west of Berlin. Facing the River Havel that flows from the right into the River Elba, it rests partly on the river island of Potsdamer Werder, a charming site in the middle of woodlands. The city is still resounding with the noisy parades of Prussian troops and oceanic waves of the Nazi army, almost an echo of recent European history written in fire and iron. In the event of the Federal Horticultural Show in April 2001, the city of Potsdam organised an architecture competition to build a Flower Pavilion to later be used as a Flower Pavilion. The building will be the key feature in the Garden Show, since it is located in the vicinity of the city and nearby the old Cinemax. The closeness of city monuments exercised a powerful functional and formal influence through the traces they have left, notably Sansouci Castle dating back to 1747, Frederick 2nd of Prussia’s favourite home. This wonderful castle is surrounded by one of the most magnificent botanical gardens in Europe. The Biosphere and Flower Pavilion project, covering an area of approximately 30,700 square metres, was commissioned to the Berlin-based firm of Barkow+Leibinger, whose skilful hands have designed a container capable of interacting with nature. The use of natural-looking signs and forms, attention to cliffs and running water and the use of materials like wood make this project a calm interpretation of the dreamy image man has of nature. A form for embracing creation, a mark on the landscape to attract attention to the city of Potsdam. This seemingly very immediate issue actually masks a certain difficulty in reading nature, since it generates a definite kind of perception in anyone (of whatever culture or background) interpreting nature. What we sense is not always a feeling shared by all our fellow men. The idea underpinning this work is the maintaining of a balanced rationalist formalism so that a sense of place and belonging is instantly perceived. These are the forces embodied in design, the symptoms that need to be controlled by the architecture’s image.

Barkow+Leibinger has shown real mastery and, above all, a design expertise capable of generating an event worthy of attention. It is now a well-established fact that the geographical spread of these architectural issues in Europe and the rest of the world has changed quite considerably over the decades. The key fact undoubtedly concerns the continual presence of events like this in European cities. The Potsdam Biosphere brings the question of how to represent nature back into modern-day debate, notably its botanical connotations, through the types of architecture designed by the avant-gardes and our leading experimenters into design. This work of architecture also has its roots in the world of art, roots that have sprung forth in allusions to nature, the bearing capacity of its elements, the form and colour of natural models capable of describing a sense of the beauty, balance and perfection of creation. Take, for instance, Claude Oscar Monet’s water lilies, Giorgio Morandi’s and Filippo De Pisis’s flowers alongside the re-inventions of these very same forms by Carla Accardi or Andy Warhol, not to mention Karl Blossfeldt’s vast collection of photographs. But Barkow+Leibinger’s project even embodies a gesture of freedom, freedom to change and get in tune with nature through its constructive techniques to construct different kinds of exhibition spaces. Nowadays, fidelity to principles no longer makes sense: it needs to be replaced by faithfulness to the spirit of science. Only nature can harness this free spirit and lead us to deeper observations enabling us to upturn even our most deeply cherished theories. These observations lead to deeply held beliefs that Barkow+ Leibinger reveal to us through a project which, in face of rapidly developing architectural design, now authority in either heaven or earth can keep on deluding itself into thinking it can show architects the way to truth. As for nature, it can still claim to set unchanging principles that the scientific-technical process of architectural design must still obey. Drawing inspiration from these examples, we need to alter the cover and contents of architectural design and actually change ourselves while nature keeps on transforming the world.

di cemento; questa copertura è progettata per raccogliere l’acqua piovana e convogliarla tramite canali e gronde verso il lato sud dove viene immagazzinata in una cisterna che la ridistribuisce all’interno della biosfera.

■ Aerial

view and bird’seye-view of the area where the Federal Horticultural Show is being held and where the Biosphere Pavilion is located. The flat roof is formed of a skylight made of glass and coloured stone panels held up by

concrete beams; this roof is designed to collect rain water and then convey it along channels and drains over to the south side where it is stored in a tank ready to be redistributed through the biosphere.

Foto Hannemann

■ Vista

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a fianco, piante del primo e del secondo livello e sezione longitudinale. ■ Opposite, plans of the first and second levels and longitudinal section.

■ Particolari

dei contrafforti esterni su cui poggia la facciata continua in vetro e acciaio lunga 200 m.

■ Detail

of the outside braces on which the 200metre-long glass and steel curtain facade rests.

Margherita Spiluttini

■ Pagina

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■ Il

grande giardino interno è attraversato dal percorso a zig zag per i visitatori che si sviluppa su più livelli grazie a scalinate e a passerelle aeree in legno che attraversano la

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vegetazione e i bacini d’acqua. Dalla scorsa primavera, il padiglione è stato adibito a Cinemax Biosphere unendo spettacolo e natura in funzione sia scientifica che di attrazione turistica.

■ Visitors

zig-zag through the large inside garden stretching over several levels by means of wooden overhead walkways and stairs crossing the landscaping and water basins.

Since last Spring the pavilion has been used as a Cinemax Biosphere combining entertainment and nature for both scientific and tourist purposes.

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Questioni di stile Expo Suisse 02 ■ Planimetrie

delle quattro Arteplage organizzate nella Regione dei Tre Laghi in Svizzera in occasione dell’esposizione Nazionale Svizzera 2002 in corso fino al 20 ottobre. Le Arteplage realizzate in quattro città affacciate sulle rive del lago sono territori tra terra e acqua che ospitano i vari eventi espositivi secondo quattro differenti temi: “Potere Libertà” a Bienne, “Istante ed Eternità” a Morat, “Natura e Artificio” a Neuchâtel, “Io e l’Universo” a Yverdon. Una quinta Artepalge galleggiante e mobile è quella del Giura che come un battello veleggia tra le altre quattro. In questa pagina, in alto, Bienne il cui elemento focalizzante sono le Torri progettate da Coop Himmelb(l)au, mentre il parco espositivo sulla riva è ideato dallo studio svizzero di Liechti Schmid Architectes. Sotto, Morat con il Monolito galleggiante di Jean Nouvel. Nella pagina a fianco, in alto, Neuchâtel dove galleggia una nuova isola protetta da tre “Ciottoli”, struttura progettata dall’équipe di architetti e ingegneri Multipack. Sotto, Yverdon-les-Bains con una misteriosa nuvola di vapore artificiale sospesa sopra il lago progettata da Diller+Scofidio.

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■ Site

plans of the four Arteplages set in the Three Lakes Region of Switzerland for the 2002 Swiss National Exhibition running through to 20th October. The Arteplages, located in four cities along the banks of the lake, are territories between the land and water hosting various exhibition events based on four different themes: “Power and Freedom” in Bienne, “Instant and Eternity” in Morat, “Nature and Artifice” in Neuchâtel, and “The Universe and I” in Yverdon. A fifth floating and momvng Arteplage is located in Jura, sailing between the other four like a boat. Opposite page, top, the focal element of the Bienne project are the Towers designed by Coop Himmelb(l)au, while the exhibition park along the bank is designed by the Swiss firm Liechti Schmid Architectes. Below, Morat showing Jean Nouvel’s floating monolith. This page, top, Neuchâtel, where there a new island protected by three “Pebbles”, a structured designed by the Multipack team of architects and engineers. Below, Yverdon-les-Bains with a mysterious cloud of artificial vapour suspended above the lake, designed by Diller+Scofidio.

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l di là dell’evidente e innegabile A innovazione rispetto al tradizionale concetto di esposizione, nonché dei molteplici quesiti e polemiche suscitate dall’avvenimento soprattutto per quanto riguarda le ragioni politiche ed economiche che hanno spinto a una tale e maestosa operazione, l’Esposizione nazionale Svizzera 2002 costituisce senza dubbio un evento abbastanza unico in questo inizio millennio. Unico e comunque esemplare per il coinvolgimento di energie e di pensiero, di ricerca come di sperimentazione, che hanno permesso di raggiungere un risultato eccellente. E parliamo innanzitutto di cifra progettuale e di qualità dell’architettura che si può apprezzare fino al 20 ottobre in questo relativamente esteso territorio della Regione dei Tre laghi, a nordovest della Svizzera, che dall’altopia-

no si estende fino al Giura. Un concorso internazionale bandito nel 1998 e un investimento di circa 1,56 miliardi di Franchi Svizzeri per dare vita a 475.000 metri quadrati di superficie espositiva totale distribuita in quattro città, Bienne, Morat, Neuchâtel e Yverdon-les-Bains, ospiti di ben 38 esposizioni e 1.500 spettacoli con quasi 4,5 milioni di ingressi tra il 15 maggio (data dell’inaugurazione) e il mese di agosto e una previsione di raggiungerne quasi 11 milioni entro la chiusura. Solo alcuni dati che servono comunque a dare la dimensione dell’evento. Ossatura principale dell’Expo.02 sono le cosiddette Arteplage, neologismo che definisce un territorio tra terra e acqua profondamente connesso e rapportato con le strutture urbane delle quattro città in cui sono rispettivamente istallate. Né

aree espositive periferiche slegate da qualsiasi tipo di realtà territoriale, né anonimi padiglioni commerciali, le Arteplage sono momenti di relazione, avvenimenti, agorà culturali, scientifiche e ludiche che sviluppano ciascuna un diverso tema, “Potere e libertà” a Bienne, “Istante ed Eternità” a Morat, “Natura e Artificio” a Neuchâtel, “Io e l’Universo” a Yverdon e “Senso e Movimento” per una quinta Arteplage, quella del Giura, l’unica mobile che viaggia sulle acque dei tre laghi collegando con le altre quattro. Ma le Arteplage sono anche e soprattutto, esperienze forti di architettura in cui si intersecano linguaggi poetici e tecnologici, segni pregnanti, emblemi rassicuranti, anche se effimeri (il tutto è stato concepito per poi scomparire), della migliore qualità del progetto contemporaneo.

queste pagine le tre Torri progettate da Coop Himmelb(l)au sopra una piazza galleggiante unita alla riva da un pontepasserella lungo 450 m. Le torri ospitano ognuna una funzione diversa, una

accoglie l’esposizione “La Torre de suoni”, un’altra l’ascensore e la scala che portano al ponte sospeso, una terza è invece puramente decorativa.

armato rivestiti da una membrana leggera anch’essa in PVC, è stata realizzata nel cantone di Neuchâtel, trasportata fino alla piattaforma di Bienne e assemblata in loco. Illuminate dall’artista francese Yann Kersalé, le torri, ognuna di forma diversa, rappresentano veri e propri simboli di potere, il contenuto è in effetti poco rilevante, una è solamente decorativa, una ospita i sistemi di collegamento al ponte e la terza l’esposizione “la Torre dei suoni”. Jean Nouvel è invece l’artefice dell’intervento forse più carismatico che coglie il tema dell’Arteplage, “Istante ed Eternità”, in modo particolarmente suggestivo: il linguaggio rasenta i confini dell’essenzialità trasformando il paesaggio in una scena surreale: un cubo, muto e silenzioso, sembra levitare per magia sul lago della cittadina di Morat, sfidando ■ These

pages, the three towers designed by Coop Himmelb(l)au above a floating square connected to the bank by a 450 m long bridge-walkway. The towers each serves its own special function, one

l’incombenza della materia con l’impalpabile forza dello specchio dell’acqua. Il Monolito nonostante le sue 400 tonnellate di peso, cela nella sua semplicità e purezza, un’accuratissima opera ingegneristica: una struttura metallica rivestita di pannelli in acciaio arrugginito delle dimensioni di 34 metri di lato, galleggia su una zattera di 2.800 tonnellate costituita da cento pilastri in calcestruzzo, assemblata sul canale della Broye e trasportata a 200 metri dalla riva del lago di Morat. Il Monolito, collegato alla terraferma con dei battelli, accoglie al suo interno un dipinto storico sulla battaglia di Morat, un’istallazione multimediale e consente di godere di una vista panoramica sul paesaggio della cittadina svizzera. “Natura e Artificio” è invece il tema che a Nauchâtel trova la sua principa-

le individuazione nei tre “Ciottoli” progettati dall’équipe Multipack. Si tratta di una struttura a membrane in poliestere ricoperte da PVC, la cui tecnologia è il frutto di una cooperazione di diverse competenze a livello internazionale. Ogni membrana è portata da un anello metallico e sostenuta da ventilatori e pali metallici ancorati sul fondo del lago che attraversano una piafforma galleggiante circondata da un canneto che, facendo da filtro tra l’isola e la terraferma, traduce il rapporto tra mondo naturale e artificiale. La “Nuvola” di Elisabeth Diller e Ricardo Scofidio rappresenta un’ulteriore sorpresa scenografica. A Yverdon-les-Bains fa la sua comparsa sul lago, leggera e spumeggiante, per dar voce al tema “Io e l’Universo”; quale oggetto più sensuale e aereo di una

nuvola di vapore artificiale poteva meglio rappresentare questo rapporto? Anche se forse un po’ scontata, l’idea degli architetti newyorkesi è senza dubbio ricca di fascino e di un’approfondita messa a punto tecnologia che consente la vaporizzazione dell’acqua ad alta pressione. Elemento unificatore di queste Arteplage, è la struttura mobile del Giura, frutto della collaborazione tra Didier Faustino e il gruppo di ingeneri navali svizzeri Dyne. Per “Senso e Movimento”, questa interpretazione tecnologica delle vecchie chiatte per il trasporto della ghisa naviga sui tre laghi toccando le altre città, accogliendo eventi e dibattiti e trasformando il suo aspetto in funzione delle condizioni climatiche e delle differenti esigenze di utilizzo. Elena Cardani

holds “The Tower of Sounds” exhibition, another the lift and stairs leading to the suspended bridge, and a third serving purely decorative purposes.

Expo.02/Max Steiner

■ In

Cinque sono le équipe chiamate a rappresentare questi momenti, ognuna con una propria filosofia, con un proprio contributo alla definizione di un nuovo paesaggio, alla scrittura di un racconto sulle tendenze più convincenti della nostra epoca in cui vengono declinati, con diversi vocabolari, i temi più dibattuti della cultura e della sociètà odierne: materia, tecnologia, ambiente, sistemi costruttivi alternativi e strategie di organizzazione dello spazio e del territorio. A Bienne, le tre maestose Torri concepite da Coop Himmelb(l)au galleggiano su una piattaforma collegata alla terra ferma a un ponte di 450 metri con altezze di 38, 42,7 e 35 metri e svettano leggere e sinuose sul lago esibendo con una sciolta naturalezza un peso di quasi 120 tonnellate ciascuna. La loro struttura modulare, costituita da telai in PVC

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part from its undeniably obvious A innovation compared to any conventional sense of exhibition and all the various issues and arguments brought up by the event itself, notably due to the political-economic reasons determining an operation of such mighty proportions, the Swiss National Exhibition is certainly a rather unique event at the start of this new millennium. Unique and quite exemplary in terms of all the efforts, energy, research and experimentation involved in achieving such a wonderful result. And let’s talk first and foremost about the style and architectural quality here on display through to the 20th October in this relatively extensive area of the three lakes region to the north-west of Switzerland stretching from the highland plains through to the Jura.

An international competition launched in 1998 and an investment of about 1.56 billion Swiss Francs to create 475,000 square metres of total exhibition area spread over the four cities of Bienne, Morat, Neuchâtel and Yverdon-les-Bains hosting as many as 38 exhibitions and 1,500 shows attracting almost 4.5 million visitors between 15th May (date of the opening) and the month of August and expected to reach almost 11 million by the time it finishes. Just a few figures to give some idea of the scale of the event. The real backbone of Expo.02 are the so-called Arteplages, a neologism describing a closely-knit area of land and water related to the urban structures of the four cities, in which they are respectively installed. Neither peripheral exhibition areas detached from any type of territorial location, nor

anonymous commercial pavilions, Artplages are moments of relaxation, events, cultural/scientific/playful happenings all based on different themes: “Power and Freedom” in Bienne, “Instant and Eternity” in Morat, “Nature and Artifice” in Neuchâtel”, “The Universe and I” in Yverdon, and “Meaning and Motion” for a fifth Arteplage in the Jura, the only mobile one travelling across the water of the three lakes to connect up with the other four. But these Arteplages are also and above all telling experiences of architectural design featuring a combination of poetic and technological idioms, striking signs, reassuring emblems of a rather transient nature (everything designed to be cancelled out and cast away) at the very cutting-edge of modern-day design. ■ Le

Five teams were called in to handle these themes, each with its own philosophy of design and own contribution to depicting a new landscape and writing an account of the most convincing trends of the age in which we live drawing on various stylistic vocabularies to tackle the most talked about issues of modern-day culture and society: material, technology, environment, alternative building systems and strategies for orgnaising space and land. The three majestic towers designed by Coop Himmelb(l)au in Bienne float on a platform connected to the ground by a 450-metre bridge at heights of 38, 42.7 and 35 metres. The towers loom up gently and sinuously above the lake, each flaunting its 120 ton weight with casual naturalness. Their modular structure made of a reinforced PVC

tre Torri, maestose e slanciate, hanno un’altezza di 38, 42,7 e 35 per una sezione di 100 mq per la minore e 400 per la più grande. 120 tonnellate ciascuna realizzate con una struttura da telai in

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PVC armato rivestiti da una membrana leggera anch’essa in PVC. Ogni torre è sorretta da quattro pilastri di 50 m direttamente ancorati al fondo del lago.

frame clad with a light membrane also made of PVC was built in the canton of Neuchâtel, transported to the platform in Bienne and then assembled on site. The towers, whose illumination was designed by Yann Kersalé, are all different shapes and genuine symbols of power. What they hold is of little importance, one is actually purely decorative, another holds the connection systems for the bridge and the third an exhibition entitled “the Tower of Sounds”. Jean Nouvel has perhaps created the most evocative design hosting the “Instant and Eternity” Arteplage: his stylistic idiom touches the very boundaries of simplicity turning the landscape into a surreal scene: a silent cube appears to magically hover above the lake in the town of Morat, defying material substance with the intangible ■ The

three majestically streamlined towers are 38, 42.7 and 35 metres high; the smallest having a section of 100 square metres and the largest 400. Each weighs 120 tons and is made of a

force of the water itself. Despite weighing 400 tons, the simplicity and purity of this single block hides some of the most elaborate engineering: a metal structure clad with rusty steel panels measruing 34 metres along the sides floats on a 2,800-ton raft made of one hundred concrete columns assembled along Broye Canal and moved to a position 200 metres from the banks of Lake Morat. The basic block, connected to the mainland by boats, contains a historical painting of the Battle of Morat, a multi-media installation and affords a panoramic view across the countryside around this Swiss town. “Nature and Artifice” is the theme notably featured in the three “Pebbles” project in Neuchâtel designed by the Multipack team. This is a polyester membrane covered with PVC, whose

technology is a joint-venture on an international scale. Each membrane is held in place by a metal ring supported by fans and metal blades anchored to the bottom of the lake that cross a floating membrane surrounded by a small channel, which, acting as a filter between the island and mainland, transforms how the natural and artificial worlds interact. “Cloud” designed by Elisabeth Diller and Ricardo Scofido is another striking staging. An object no less sensuous and airy than a cloud of artificial vapour makes a very gentle and bubbling appearance over the lake in Yerdon-les-Bains to provide the ideal way of representing the theme “The Universe and I”. Although rather obvious, the idea devised by these architects from New York is certainly intriguing and technologically at the cut-

ting edge, allowing high-pressure water to actually be vaporised. The unifying thread behind these Arteplage designs is the moving structure in the Jura, a joint venture involving Didier Faustino and the Dyne team of Swiss naval engineers. For the “Meaning and Motion” project, a technological rendering of the old barges for carrying cast iron sails across the three lakes and visits the other cities, hosting events and debates and altering appearance according to the weather conditions and varying user requirements. Elena Cardani

reinforced PVC frame clad with a light-weight membrane also made of PVC. Each tower is held up by four 50 m columns directly anchored to the bottom of the lake.

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■ Di

notte le torri acquistano un fascino particolare grazie all’illuminazione di Yann Kersalé.

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■ At

night the towers are particuarly striking due to the lighting designed by Yann Kersalé.

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■ Il

monolito progettato da Jean Nouvel per l’Arteplage di Morat. Un cubo di 4000 tonnellate che galleggia sulle acque del lago a simboleggiare il tema “Istante ed Eternità”. Rivestito in lastre d’acciaio arrugginito, si sviluppa

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con un volume di 34 m di lato sostenuto da una piattaforma di 2800 tonnellate in calcestruzzo realizzata sul Canale della Broye a Sugiez e trasportata a 200 metri dalla riva del lago con due speciali imbarcazioni.

■ The

monolith designed by Jean Nouvel for the Morat Arteplage. A 4000 ton cube floating on the lake water to symbolise the theme “Instant and Eternity”. Clad with sheets of rusty steel, its sides measure 34 m and rest on a 2800 ton concrete

platform built on the Broye Canal in Sugiez and moved 200 metres away from the lake’s edge by two special vessels.

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■ Il

progetto dell’intera area espositiva di Morat è stato concepito da Nouvel in base al principio della dissimulazione e della mimetizzazione che orienta i vari allestimenti sulle rive del lago dando luogo a un paesaggio espositivo ramificato. All’interno del Monolito,

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raggiungibile in battello, sono presentati tre panorami, quello storico della battaglia di Morat del 1894, quello contemporaneo “Panorama Svizzera 2.1” e quello naturale che si può ammirare sulla cittadina di Morat.

■ The

project for the entire Morat area is designed by Nouvel based on the principle of dissimulation and camouflaging that directs the various installations along the banks of the lake to create a ramified exhibition landscape. The monolith, which can be

reached by boat, contains three views, one of the battle of Morat in 1894, the contemporary “Panorama Svizzera 2.1” and a natural view of the town of Morat.

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■I

tre Ciottoli circondati da un Canneto che delimita i confini di una nuova isola è la struttura concepita dall’équipe Multipack a Neuchâtel per il tema “Natura e Artificio”. Ogni Ciottolo si compone di teli in

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plastica, un anello metallico ovale, ventilatori e pali che sostengono le coperture a un altezza di circa 20 m. Il diametro dei tre elementi varia da 60 a 150 m e ospitano al loro interno i vari eventi espositivi.

■ The

three Pebbles surrounded by a channel marking the boundaries of a new island are a structure designed by the Multipack team in Neuchâtel for the “Nature and Artifice” theme. Each Pebble is made of plastic

canvases, an oval-shaped metal ring, fans and blades holding up the roofs at a height of approximately 20 m. The diameter of the three elements varies between 60-150 m and they all host various exhibition events.

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■ In

questa pagina, vista dell’isola che, sostenuta su 480 piloni d’acciaio ancorati sul fondo del lago, è collegata alla terraferma da due ponti, mentre una passerella in legno parallela alla riva unisce le due estremità del parco espositivo.

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■ This

page, view of the island which, supported by 480 steel piles anchored to the bottom of the lake, is connected to the mainland by two bridges, while a wooden walkway along the bank joins together the two ends of the exhibition park.

■ Il

Palais de l’Equilibre, una gigantesca sfera in legno realizzata nell’arteplage di Neuchâtel dedicata al tema dello sviluppo sostenibile. All’interno della sfera alta 27 m e progettata dallo studio Groupe H e Carpente

Concepì, si snoda un percorso espositivo suddiviso in tre tappe, che trattano tematiche diverse, legate alla definizione di sviluppo sostenibile formulata durante la conferenza di Rio del 1992.

■ The

Palais de l’Equilibre, a huge wooden sphere constructed in the Neuchâtel devoted to the issue of sustainable growth. The inside of the 27-metre-tall sphere designed by the Groupe H firm and Carpente

Concepi has a path winding through it divided into three sections dealing with different issues related to the definition of sustainable growth made during the Rio Conference of 1992.

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■ La

nuvola galleggiante e misteriosa di Yverdon-lesBains concepita da Elisabeth Diller e Ricardo Scofidio. Si tratta di una nuvola di vapore artificiale costituita da una struttura ovoidale di 60x100x20

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(altezza) m rivestita di un sottile reticolo di condotte d’acqua provviste di augelli da cui viene diffusa l’acqua vaporizzata ad alta pressione.

■ The

mysterious new floating project in Yverdon-les-Bains designed by Elisabeth Diller and Ricardo Scofidio. This is actually a cloud of artificial vapour formed out of a 60x100x20

(height) m structure clad with a thin web of water pipes for giving off the vaporised high-pressure water.

■ Una

passerella conduce nel cuore della nuvola, visibile in qualsiasi ora del giorno e della notte e con ogni condizione climatica, dove i visitatori possono passeggiare protetti da un

impermeabile immersi nel vapore. La Nuvola è collegata agli altri spazi espositivi sulla terra ferma dove continua il viaggio nel “Parco dei sensi” di Yverdon.

■A

walkway leads into the midst of the cloud, visible at all times of day and night and in all weather, where visitors can walk through the vapour sheltered by a

waterproof canvas. The Cloud is connected to other exhibition spaces on the mainland, where the journey through Yverdon’s “Park of Senses” continues.

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Credits Project: Jean-Louis Godivier Assistant: Lucille Cotesse-Glenn Engineering: Euclid Ingénierie Client: Mairie de Chateaudun

■ In

queste pagine e nelle successive, la mediateca di Chateaudun, nella regione del Centro della Francia. L’edificio, che occupa una superficie di circa 3000 mq, comprende una sezione per i bambini, una per gli adulti, una per la consultazione dei

compact disc e dei video, una dedicata ai CD Rom e postazioni internet. Un’ampia tettoia, che si proietta sullo spazio pubblico definendo un piazzale urbano, protegge la parete vetrata dell’atrio d’ingresso.

■ These

pages and following pages, the Chateaudun Mediatheque in central France. The building, which covers an area of about 3000 square metres, includes a children’s section, one for adults, one for using compact discs and video

tapes, one for CD Roms and Internet stations. A wide roof projecting over the public space to form an urban square protects the glass wall of the lobby.

Tingaud

Dinamica della materia Chateuadun Mediatheque

Progetto: Jean-Louis Godivier

al centro culturale di ChateauD roux (l’Arca 95), alla biblioteca di Roanne (l’Arca 128) fino al recentissimo intervento realizzato a Vaise per la nuova mediateca (l’Arca 164), Jean-Louis Godivier non contraddice il suo stile personalissimo fatto di connessione e sovrapposizione tra volumi e superfici sinuose, di riferimenti ludici e forme sensuali che si rincorrono in composizioni atipiche, slegate da ogni dogmatismo. Un filo conduttore unisce i progetti dell’architetto parigino, dagli interventi in campo pubblico, al terziario fino all’arredamento che lo vede autore di interni di yacht e di aerei, tutti riconoscibili nella scrittura del racconto architettonico e nello stesso tempo relazionati con i diversi contesti e situazioni territoriali e urbane. Estranee all’universalismo hightech che contraddistingue la nostra epoca, lontane dal linguaggio immateriale e dall’essenzialità delle strutture in acciaio e vetro, queste architetture privilegiano la concretezza delle superfici opache,

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dei volumi pieni, della materia dichiarata nella sua consistenza e nel suo peso e si pongono in questa loro espressività palpabile al punto di incontro con le arti plastiche. Rapporto con il conteso, qualità rigorosa dell’esecuzione del manufatto, perennità dell’edificio nel tempo, scrittura facilmente percepibile e assimilabile sono gli aspetti tra i più apprezzati dalle amministrazioni pubbliche per valorizzare i propri centri urbani a livello di immagine e di servizi ai cittadini. Vincitrice di un concorso del 1991, la mediateca di Chateuadun, nella regione del Centro, rappresenta quindi un’ulteriore conferma (cui si aggiunge anche il nuovo progetto per la futura mediateca di Mègeve) della riuscita e del riscontro che una simile architettura si è guadagnata a livello di incarichi pubblichi, che vedono fiorire in molti centri medio-piccoli della Francia questo tipo di struttura. 2.500 metri quadrati - con una sezione dedicata ai bambini, una agli adulti, una zona per la consultazione dei compact disc e dei

video, una per i CD-Rom e postazioni internet - destinati a potenziare le attività e i servizi culturali della cittadina francese, con un atout in più, connotare uno spazio urbano, definire un luogo di incontro e di informazione tale da divenire punto di riferimento, aspetto connesso e fondamentale nella vita culturale e associativa dei cittadini. L’edificio innanzi tutto disegna un ampio piazzale protetto da un’estesa pensilina che dalla facciata principale si proietta sullo spazio pubblico con un abbraccio protettivo e unificatore. L’intersecarsi di volumetrie morbide e squadrate, l’alternarsi di pareti cieche con ampie aperture, il rigore delle superfici verticali a cui fanno riscontro la leggerezza e la libertà di quelle ondulate e il dinamismo di quelle oblique, definiscono l’oggetto architettonico che nonostante il discorso formale, non contrappone al contesto nessun atteggiamento gerarchico, ma al contrario ne ridefinisce il significato, i confini proiettandolo in una dimensione rinnovata.

La distribuzione interna è regolata da un ampio spazio d’ingresso illuminato naturalmente da una parete vetrata affacciata sulla piazza e protetta dalla proiezione della tettoia esterna. Una larga galleria, che si sviluppa su una lato di questo ambiente, conduce alle scale che collegano al piano mezzanino da cui si accede ai diversi settori della mediateca, facendo funzione di luogo per esposizioni e di incontro, a prolungamento dell’atrio d’ingresso. Sala polivalente, sezione per gli adulti e per i bambini, spazio dedicato alla musica e auditorium si distribuiscono tra il piano terreno e il mezzanino rispondendo a un concetto evolutivo di impianto planimetrico, completamente libero da qualsiasi punto di appoggio intermedio. Completa l’ambiente solare e ordinato dell’edificio, una vasta terrazza orientata a sud-ovest che offre al pubblico un luogo riparato per fruire da un’altra prospettiva della vista della città. E.C.

rom the Chateauroux Cultural F Centre (l’Arca 95) to his library in Roanne (l’Arca 128) and even more recent design for a new media library in Vaise (l’Arca 164), JeanLouis Godivier never contradicts his own very personal style based on a connecting and overlapping of winding surfaces and structures, playful allusions and sensual forms that chase after each other in unusual compositions free from any sense of dogmatism. A unifying thread links together the projects designed by this Parisbased architect characterising his public projects, designs for the services industry and even his furnishing projects, including the interior designs of yachts and planes. All written in their own very distinctive architectural idiom and, at the same time, carefully related to different contexts and territorial/urban situations. Poles apart from the high-tech universalism characterising the age in which we live, a far cry from the immaterial style and simplicity of glass and steel structures,

these works of architecture focus on the concrete substance of opaque surfaces, full volumes and the very palpability and weight of matter. It is this tangible expressiveness that brings them into relation with the plastic arts. Interaction with context, the rigorous precision of actual construction, the durability of building through time and an easily perceptible and comprehensible style are some of the most popular features that public administrations like to draw on to spindoctor their own urban centres and community services. The Chateaudun Mediatheque in central France, winner of competition held in 1991, is further evidence (to which we might also add the new project for a mediatheque in Mègeve) of the success and acclaim which this kind of architecture has earned in the public sector with plenty of new tenders for this kind of facility cropping up in lots of small/medium-size centres in France. 2,500 square metres - with a sec-

tion devoted to children, another to adults, a facility for using compact discs and video tapes, one for CD Roms and an Internet station designed to boost this French town’s cultural activities and services with the added bonus of furbishing an urban space and designating a meeting/information place capable of turning into a key hub in local community life. The building is basically a large square protected by an extensive cantilever roof projecting out from the main façade to warmly embrace a public space. Soft and square-shaped intersecting structures, blank walls alternating with wide openings, the rigorous precision of vertical surfaces matched by the lightness and freedom of undulating parts and dynamism of oblique surfaces combine to form an architectural object which, despite all this style, in no way detracts or overpowers its context, but on the contrary restates its meaning and boundaries projecting it into a new dimension. The interior layout is controlled

by a wide entrance space naturally lit through a glass wall facing onto the square and sheltered beneath the outside roof. A wide gallery extending along one side of this area leads to the stairs connected to the mezzanine level and leading through to various parts of the mediatheque to act as an exhibition/meeting place as an extension of the entrance lobby. A multi-purpose hall, section for adults and children, music spaces and auditorium linking together the ground floor and mezzanine create a new kind of site plan, which is totally bereft of any intermediate supports. The building’s bright and carefully gauged layout is completed by a spacious terrace facing southwest providing people with a sheltered space affording an alternative view across the city.

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■ Nella

pagina a fianco, particolari del rivestimento interno e sotto, dal basso in alto, a sinistra piante del piano sotterraneo e del piano terreno, a destra, pianta

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del primo piano e della copertura. In questa pagina, particolari delle sale interne e dell’ampia vetrata d’ingresso.

■ Opposite

page, details of the internal cladding and, below, from bottom up, left, plans of the underground level and ground floor and, right, plan of the first floor and

roof. This page, details of the internal stairways and wide glass entrance window.

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H

OV: s-cultori della scienza Qual’è la motivazione intima di chi

ricerca? La duplice volontà di attribuire un significato oppure di esprimere un desiderio,

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un desiderio ragionevole che si contrappone al desiderio puro, quello assoluto, quello radicale. E radicale in architettura è chi agisce al di fuori dalle necessità funzionali e al contempo oltre la propria espressione personale, chi lascia l’architettura per andare verso l’Architettura al di là dei condizionamenti della conoscenza. Due i possibili modi di innovare: dall’esterno e dall’interno. Alcuni sostengono che l’architettura avanzi attingendo da campi e

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discipline al di fuori di essa per acquisire strategie e logiche, altri concepiscono la visione opposta che seleziona dall’interno i principi che portano la trasformazione; si pensi per esempio a come l’uso combinato dello scheletro in acciaio e dell’ascensore abbia rivoluzionato dall’interno tipologie, forme e spazialità rendendo possibile lo sviluppo dei grattacieli. Chi innova dall’esterno riceve impulsi da un mondo nel quale gli scienziati si dimostrano spesso più creativi e radicali degli artisti, un mondo dove matematica, geometria, fisica, chimica e biologia costituiscono alcuni degli sconfinamenti in cui ritrovare stimoli per indagare nuove possibilità. Affascinano le spiegazioni scientifiche sull’origine della vita e dell’evoluzione dell’universo, i recenti sviluppi delle teorie sul caos e l’auto-organizzazione, così come le ipotesi di multi-verso di Maturana e l’immaginario olografico di Bohm, assolutamente più coraggiose, spericolate e innovative dell’astuzia cosmetica di tanta arte e architettura contemporanea. E’ possibile interpretare il lavoro di HOV attraverso queste due angolate chiavi di lettura? All’origine di una varietà di progetti è l’approccio che combina il raggiungimento del puro desiderio e dell’innovazione dall’esterno all’innata passione per la scultura. Due temi sintetizzano gli argomenti di ricerca più significativi e impegnativi del percorso intrapreso da David Raponi: la città e la torre. Un terzo tema di grande attualità, il museo, raccoglie i diversi stimoli proposti da una serie di concorsi internazionali. Glossity è la sperimentazione di un insediamento ideale. Essa acquisisce grande valore in un momento storico in cui si affronta la necessità di fondare ex novo città per milioni di abitanti. “I sistemi viventi di Glossity mantengono se stessi grazie alla produzione dei propri sottosistemi che producono a loro volta l’organizzazione strutturale globale necessaria per mantenerli e riprodurli. Sono strutture autonome in cui il sistema si trova in una situazione di completo autoriferimento, in cui cioè pensa solo al proprio mantenimento, e tutte le azioni che sembra compiere verso l’esterno sono in realtà atte a mantenere la propria integrità rispetto alle perturbazioni ambientali. Glossity, in altre parole, è esatta. La società possiede una struttura organizzata capace di mantenere e rigenerare nel tempo la propria unità, e la propria autonomia rispetto alle continue variazioni dell’ambiente circostante tramite la creazione delle proprie parti costituenti, che, a loro volta, contribuiscono alla generazione dell’intero sistema”. Dopo le descrizioni di carattere generale David Raponi mostra cosa accade all’interno di Glossity: due progetti esemplificano alcune caratteristiche interessanti che si intrecciano con le chiavi di lettura appena suggerite: “Il centro di riproduzione intensivo è un luogo di incontro all’interno del quale, in una spazialità onirica, si vivono grandi storie d’amore con carattere di occasionalità a fini riproduttivi. Lo stesso spazio e il coinvolgimento sensoriale, diffuso dalla materia costituente, conducono auno stato di benessere e di appagamento. Nessuna componente strutturale è dura e persistente, come non è presente nessun tipo di elemento riconducibile al concetto di arredo”. Il centro non ha precisi stadi formali ma soltanto una serie di configurazioni probabili. Il primo impianto strutturale è realizzato in materiale sintetico inorganico, lo sviluppo è in seguito assicurato da elementi autogeneranti simili al corallo. Il rivestimento è costituito da una sovrapposizione di reti neurali protette da materia inerte della consistenza di una resina siliconica. “Il campo di isolamento riflessivo è un luogo di incontro all’esterno del quale ogni organismo vivente ha la possibilità di aprire il proprio io al di là delle capacità intellettive o di consapevolezza acquisite. Come per il centro di riproduzione il primo impianto strutturale è garantito dall’uomo ma qui il supporto sintetico è assente. Tutto il suo interno è pieno e vivo. La materia è organizzata da unità autogeneranti - molecole emettitrici - appositamente realizzate in laboratorio. Sollecitate dal calore dei corpi tramite loro ricettori agiscono con emanazioni chimiche che inducono lo stato estraniante. Tutto l’insieme è, allo stato ini-

ziale, un unico ammasso ordinato, successivamente l’edificio/organismo si trasforma e si ri-orienta a seconda delle densità e delle direzioni di ammassamento”. Il campo non è penetrabile, lo spazio interno non esiste. Si pone in primo piano il momento introspettivo, spirituale e ci si libera dalla funzione e dallo spazio intesi in senso convenzionale. I necessari esperimenti sui singoli insediamenti di Glossity creano aspettative per una teorizzazione compiuta. Viene spontaneo pensare alla prefigurazione di un disegno d’insieme che si ponga come rivoluzionario modello di sostenibilità, un masterplan in grado di modificare strutturalmente il pensiero sulla creazione di nuove città. Un approccio meno estremo del campo di isolamento, ma sempre svincolato da esigenze di utilizzo dello spazio interno, si ritrova nella sperimentazione di una serie di torri, talvolta forme liquefatte, altre volte lame taglienti. L’omaggio all’artista svizzero Giger è una moderna trasposizione delle tombe egizie, una torre al cui interno sono ricavati solo pochi metri quadrati dedicati all’abitare, meno dell’1% del volume costruito. Anche nella progettazione della torre del mare e di quella per New York non sono le necessità funzionali a intervenire tra le caratteristiche che influenzano le decisioni formali, sebbene l’utilizzo dello spazio abitabile sia maggiore. Segue la strada della suggestione e dell’emozione, oltre il pedissequo riutilizzo dei ruderi anche il progetto per un museo nell’antico borgo di Pentedattilo, fascinoso insediamento rupestre abbandonato in terra di Calabria. La strategia di HOV non è il recupero funzionale delle piccole case per destinarle ad attività di esposizione, accoglienza, laboratorio, ristoro e commercio così come richiedeva il bando di concorso, bensì l’occupazione di luoghi strategici per la contemplazione della natura aspra e la riflessione solitaria sulla condizione di abbandono del sito. La parete della riflessione, il centro spirituale, il laboratorio del vento e della terra sono i luoghi prescelti per lo studio, l’osservazione e la meditazione. Attentamente posizionati a margine dell’insediamento, la loro fruizione è ristretta a pochi visitatori. La cristallizzazione delle rovine senza un programma funzionale prestabilito diventa uno dei punti di forza del progetto, una sorta di approccio romantico alla rovina di ruskiniana memoria che viene integrato da una serie di appendici artificiali ad alta tecnologia in acciaio e vetro che si innestano nel paesaggio naturale. Per il concorso del museo virtuale bandito da newitalianblood.com HOV elabora un punto di arrivo della sua ricerca: il museo delle emozioni, spazio provocatoriamente reale che accoglie opere virtuali. Nonostante l’esercizio di complesse modellazioni per arrivare alla forma desiderata i protagonisti dell’esposizione rimangono gli uomini, i diversi stadi dei loro sentimenti, le loro emozioni: sorpresa, paura, dispiacere, rabbia, gioia, soddisfazione, felicità, spensieratezza, pace. Il museo li accoglie come opere e ne testimonia l’evoluzione e la trasformazione continua. L’osservatore diviene così soggetto e partecipante interattivo. “Al tempo dei primi lavori in creta e gesso del ‘94 avevo già la sensazione che la struttura stessa sulla quale si innestavano i modelli di riferimento dell’architettura fosse logora e affaticata. Questi tentativi, prossimi alla scultura, confermavano il personale convincimento circa la perdita dei confini fra le diverse discipline e s’indirizzavano verso un primo processo di integrazione. Lo studio delle sorprendenti corrispondenze nelle scienze prodotte nel secolo scorso, alle quali progressivamente mi sono avvicinato, ha allontanato da me definitivamente ogni approccio riduzionista e innescato più consapevoli investigazioni definite come progetti, per quanto a volte apparentemente bizzarri. Se si considerano, infatti, i dati offerti da tale convergenza interdisciplinare si giunge a un progressivo cambiamento della nozione di realtà ed organismo che vede sostituire all’idea di universo il concetto di multiverso. Qui il modo in cui si manifesta la realtà non è rappresentabile in un dominio oggettivo e, di fatto, possiamo soltanto prendere un aspetto della realtà ed ordinarlo nella nostra esperienza. Alla realtà, non più unica per tutti gli esseri umani, si accompagna anche il cambiamento del concetto di spazio, non più esclusivo e determinato, ma costituito da un insieme di evoluzioni che accadono a molti livelli, simultanei e compresenti, ma diversi fra loro. Uno spazio legato al divenire, nelle sue continue interazioni che dinamicamente indirizzano, mantengono o mutano la sua percezione”. David Raponi ispirato in modo puramente emozionale anche dagli studi topologici come la bottiglia di Klein, la Venere Etrusca e le superfici non orientabili, ha oramai abbandonato i materiali tradizionali per esprimersi attraverso sofisticati software di modellazione tridimensionale. Sin dalle fasi preliminari, ovvero la ricerca delle forme e dei materiali per realizzarle, rimane sempre forte in lui la volontà di sperimentare: materiali organici come i tessuti degli uccelli appena testati per realizzare chip velocissimi, polimeri semiconduttori anch’essi di natura organica e materiali compositi rigenerabili propri delle esperienze navali e aeronautiche. Laddove invece i materiali necessari non fossero ancora stati sperimentati prefigura ipotesi tecnologiche estreme. Nessuna conclusione, come ama sottolineare HOV al termine di ogni testo. Nessun tentativo di etichettamento in categorie critiche da parte di chi scrive, solo il puro desiderio di contribuire a sensibilizzare rispetto alla ricerca e un augurio: vedere presto realizzate quelle opere in grado di mantenere promettenti livelli di sperimentazione teorica. Luigi Centola

H

OV: s-culptors of science What is the deepest motivation for

researchers? The twin desire to give meaning or express a desire, a reasonable desire contrasting with pure, absolute, radical desire. In architecture, radical applies to those people working outside functional needs and, at the same time, beyond their own personal expression, all those who give up architecture to move towards Architecture free from the constraints of knowledge. There are two possible ways of innovating: from the outside and from the inside. Some believe that architecture moves forward drawing on extraneous disciplines and fields of learning to gain new strategies and ways of thinking, others adopt the opposite approach selecting principles internally to produce transformation; take, for instance, how the combined use of a steel skeleton and lift has internally revolutionised typologies, forms and spatial relations making it possible to develop skyscrapers. External innovators receive input from a world in which scientists often turn out to be more creative and radical than artists, a world in which mathematics, geometry, physics, chemistry and biology set some of the boundaries within whose realms the input is found for investigating new possibilities. There are some intriguing scientific explanations about the origin of life and evolution of the universe, recent developments into the theories of chaos and self-organisation, such as Muturana’s multiside hypotheses and Bohm’s holographic theories, all much bolded, more daring and innovative than the cosmetic astuteness of much modern-day art and architecture. Can HOV’s work be read along these two divergent lines? A variety of projects calls for an approach combining the attainment of pure desire and innovation from the outside and an innate passion for sculpture. Two themes sum up the key research issues and most intricate lines of experimentation undertaken by David Raponi: the city and the tower. A third theme of great topicality, the museum, draws on all the input from a series of international competitions. Glossity is an experiment for an ideal settlement. It takes on great importance at a moment in time when cities designed for hosting millions of inhabitants need to be rebuilt from scratch. “Glossity’s living systems maintain themselves by producing their own sub-systems, which, in turn, produce the global structural organisation required to keep them alive and let them reproduce. They are autonomous structures whose system is totally self-referential, thinking only about keeping itself going, and all the actions it seems to carry out towards the outside are in actual fact aimed at keeping itself intact in face of environmental disturbances. In other words Glossity is precise. This society possesses an organised structure capable of holding onto and regenerating its own unity and independence in relation to constant variations in the surrounding environment by creating its own constituent parts, which, in turn, help generate the entire system.” After making some general descriptions, David Raponi showed what happened inside Glossity. Two projects exemplify certain interesting features that fit in with the readings just mentioned: “The intensive reproduction centre is a meeting place inside whose oneiric spatial layout random love stories unfold for reproduction purposes. Space itself and sensorial involvement, diffused by matter itself, lead to a state of well-being and satisfaction. No structural component is hard and enduring, just as nothing can be connected to a notion of furnishing.” The centre does not have any specific stylistic stages, just a series of likely configurations. The first structural plan is a made of an inorganic synthetic material, it then develops through self-generating elements rather like coral. The cladding is made of overlapping neural networks protected by inert materials of the same consistency as silicon resin. “The reflective field of isolation is a meeting place outside which every living organism can open up its own ego beyond the intellectual abilities and general awareness it has acquired. As in the case of the reproduction centre, the first structural layout is provided by people, but here there is no synthetic support. Its entire interior is full of life. Matter is organised around self-generating units - emitter molecules - custom-made in the laboratory. Stimulated by body heat through their receptors, they use chemical emanations to induce an estranged state. To begin with, everything is one single carefully arranged mass, the building/organism then transforms and redirects itself according to the mass’s density levels and directions.”

The field cannot be penetrated, there is no interior space. Introspection and spirituality come to the fore, and we are freed from any conventional notion of function and space. Indispensable experiments on individual Glossity settlements create expectations for a full analysis. It is only natural to think of a preliminary idea of an overall design intended to be a revolutionary model of sustainability, a master plan capable of structurally altering thinking about the creation of new cities. A less extreme approach than an isolated field, but nonetheless free from constraints governing the use of interior space, can be found in experiments on a set of towers, some liquefied in form, others like cutting blades. The homage to the Swiss artist Giger is a modern rendition of Egyptian tombs, a tower inside which there are only a few square metres serving living purposes, less than 1% of the built volume. Even in the design for the sea tower and New York tower, functional requirements do not figure among the features affecting formal decisions, even though more inhabitable space is used. Even the project for a museum in the ancient town of Pentedattilo, an intriguing abandoned old rocky settlement in Calabria, works along the lines of suggestion and emotion, as well as slavish re-use of rubble. HOV’s strategy does not involve functionally recovering small houses to use them for exhibition, reception, laboratory, catering and trading purposes, as the tender specified, but rather the occupation of strategic places for contemplating the harsh natural surroundings and indulging in solitary reflection on the site’s state of abandonment. The wall of reflection, spiritual centre, and laboratory of wind and earth are pre-selected places for study, observation and meditation. Carefully positioned on the outskirts of the settlement, they are only used by a few visitors. The crystallising of the ruins with no set functional programme turns into one of the project’s strong points, a sort of romantic approach to Ruskin-style ruins integrated by a series of high-tech glass and steel artificial appendixes knitting into the natural setting. HOV has set a target for its research for the competition to design a virtual museum organised by newitalianblood.com: the museum of emotions, a provocatively real space hosting virtual works. Despite carrying out complex modelling to achieve the desired form, the key figures in the exhibition are still people, the various stages in their feelings and emotions: surprise, fear, displeasure, anger, joy, satisfaction, happiness, carefreeness and peace. This kind of museum hosts them as works and outlines how they constantly develop and transform. An art model representing everybody proposing a substantial change in relations between observer and object. The observer turns into a subject and interactive participant. “At them time of the first works made of clay and plaster in ‘94, I already had the feeling that the very structure incorporating the reference models for the architecture was outmoded and strained. These attempts, close to sculpture, confirmed by own belief about the dissolving of boundaries between different disciplines in the name of gradual integration. A study of the surprising similarities in sciences produced last century, which I have slowly been examining, has result in my abandoning any reductionist approach and triggered off more carefully aware investigations defined as projects, however bizarre they might seem at times. Indeed, examining the data emerging from these interdisciplinary convergences, we arrive at a gradual change in our notion of reality and organism as the idea of a universe is replaced by the concept of a multi-side. Here how reality shows itself cannot be represented in an objective field and, as a matter of fact, we can only take one aspect of reality and order it in our experience. Reality, which is no longer one and the same for all human beings, is also accompanied by a change in our notion of space, which is no longer exclusive and determined but composed of a series of evolutions taking place on many simultaneous, compresent but different levels. Space linked to becoming in all its continuous interactions dynamically guiding, maintaining or changing how it is perceived.” Inspired, on a purely emotional level, by topological studies such as Klein’s bottle, the Etruscan Venus and non-directable surfaces, David Raponi has now abandoned conventional materials to express himself through sophisticated software for three-dimensional modelling. Right from the very preliminary stages, viz., the search for forms and materials for making them, he is still determined to experiment: organic materials like bird tissues just tested to create super-fast chips, semi-conductor polymers (also of an organic nature) and regenerable composite materials deriving from the ship-building and aeronautical industries. In those cases in which the necessary materials have not yet been experimented on, extreme technological ideas are being considered. There is no conclusion, as HOV love to emphasise at the end of all their writings. And there is no attempt at labelling into critical categories by the writer of this article, just the simple desire to help spread greater awareness of the research under way and a hope: to soon see the creation of those works capable of keeping up promising levels of theoretical experimentation.

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Campo di Isolamento Riflessivo/Glossity ■ HOV,

da circa tre anni, si occupa di indagare gli aspetti sperimentali degli spazi di vita all’interno dei paradigmi prodotti dai più diversi ambiti disciplinari. In particolare, dalla chimica e dalla biologia, le possibilità di trasformazioni sociali vincolate a forme di intelligenza collettiva, hanno portato alla nascita di un progetto denominato Glossity dove, definito un modello di società immaginaria, si sono poi associati spazi e insediamenti. Glossity è un insediamento immaginario, un mondo estremo. Un complesso di oggetti senza tempo. I limiti della morfologia non sono più tali. Il risultato è un sistema omogeneo tale che un osservatore, posto in un qualsiasi punto, non assume mai una posizione privilegiata. Le immagini descrivono l’analisi della superficie degli organismi emettitori a un dato tempo. La materia è organizzata da unità autogeneranti emettitrici appositamente realizzate in laboratorio. Sollecitate dal calore dei corpi tramite ricettori agiscono con emanazioni chimiche che inducono lo stato estraniante. Tutto l’insieme è, allo stato iniziale, un unico ammasso ordinato, successivamente l’edificio/organismo si trasforma e si ri-orienta a seconda delle densità e delle direzioni di ammassamento. ■ For about three years HOV has been investigating the experimental side of living spaces within paradigms deriving from the widest range of disciplines. Chemistry and biology in particular have evoked possibilities of social changes conditioned by forms of collective intelligence leading to the birth of a project - called Glossity - in which a model of an imaginary society produced an association of spaces and settlements. Glossity is an imaginary settlement, an extreme world. A complex of timeless objects. Morphology has lost its usual morphology. The pictures describe an analysis of the surface of emitter organisms at a given moment. Matter is organised by self-generating units special designed in the laboratory. Triggered off by body heat through special receptors, they act through chemical emissions inducing an estranged state. To begin with, the building is just one single carefully arranged mass that gradually transforms and is re-directed according to the densities and directions of the mass.

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Centro di Riproduzione Intensivo/Glossity ■ Il

Centro è un luogo di incontro all’interno del quale, in una spazialità onirica, si vivono grandi storie d’amore con carattere di occasionalità a fini riproduttivi. In un ambito sociale estremamente organizzato e strutturato, i tempi vitali sono gestiti in modo esatto; l’esperienza stessa dell’amore è costruita parzialmente in modo virtuale. Lo stesso spazio e il coinvolgimento sensoriale, diffuso dalla materia costituente, conducono a uno stato di benessere e di appagamento. Nessuna componente strutturale è dura e persistente, come non è presente nessun tipo di elemento riconducibile al concetto di arredo. La materia costitutiva - sede di reti neuronali diffusive - è morbida e dinamica, e ingloba la struttura/scheletro. A sinistra, quattro immagini della formazione strutturale di sostegno. Non sono precisi stadi, ma soltanto tempi diversi della vita dell’edificio. La formazione è probabilistica, in altre parole, l’edificio probabilmente avrà quell’immagine, ma non è detto. Il primo impianto strutturale è schematico e realizzato dall’uomo in materiale sintetico inorganico, lo sviluppo è successivamente assicurato da elementi unitari autogeneranti con esoscheletro portante. A fianco, prospetto dell’edificio. ■ The Centre is a meeting place inside whose oneiric space great love stories randomly unfold for reproductive purposes. Vital moments are handled with great precision in an extremely well organised and structured social environment; the very experience of love is partly constructed in virtual terms. Space itself and sensorial involvement, diffused by its constitutive matter, lead to a state of wellbeing and satisfaction. None of the structural components are hard or lasting, just as none of the elements can be related to furnishing. The constitutive matter - the home of diffusive networks of neurones - is soft and dynamic and engulfs the structure/skeleton. Far left, four pictures of structural support form. They are now definite stages, just different moments in the building’s life. In other words, the formation is probabilistic and the building will probably have that given image, but not necessarily. The initial structural plan is schematic and made by man out of an inorganic synthetic material, its is then developed by unitary self-generating elements with a bearing innerskeleton. Left, elevation of the building.

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Studi di Torri ■ Nella

pagina a fianco da sinistra, schemi dell’evoluzione della struttura e rendering della Torre del Mare: una grande “scheggia” di materiale proveniente dal passato della terra; Torre di New York City, edificio con una forte carica drammatica. A sinistra, Torre per Reggio o Torre dei Suicidi: nasce dalla vista di un alto scheletro di cemento osservato dal treno, alla periferia di Reggio Calabria. L’innalzamento di reti metalliche antisuicidi in una costruzione panoramica della città. Sono gli inneschi dello studio che immagina, per la struttura abbandonata e isolata nel morbido declivio pedecollinare, una variazione bizzarra e aspra del modello sociale consueto. In assenza di dimensioni di riferimento o dati di qualsiasi natura il tutto è stato ricostruito in base esclusivamente al ricordo della scena. La fusione di scarti industriali di alluminio annette la struttura alla nuova forma e la pessima qualità del calcestruzzo utilizzato in precedenza fa il resto. ■ Opposite page, left, diagram of the structure and rendering of the Sea Tower: a huge “splinter” of material from the Earth’s distant past; New York City Tower: the building has a dramatic and disturbing force. Left, Torre per Reggio or The Suicides Tower: deriving from the view of a tall concrete skeleton seen from the train out in the suburbs of Reggio Calabria. The erecting of suicideproof metal nets in one of the city’s panoramic constructions. Studies imagining how a weird and harsh variation on the usual model of society could be incorporate in an abandoned, isolated structure on a gentle downward slope. In absence of any reference dimensions or data of any kind, everything has been reconstructed exclusively on the basis of how the scene is remembered. A fusion of aluminium industrial waste connects the structure to the new form and the extremely poor quality of the concrete previously used does the rest.

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Progetto per Pentedattilo (RC) ■ La

proposta di David Raponi_HOV, giunta quinta al concorso per Pentadattilo (vincitore è stato il gruppo guidato da Annabella Crasci di Catania). Pentedattilo è una città abbandonata in provincia di Reggio Calabria, un frammento di medioevo aggrappato a una vetta rocciosa, i cui abitanti, spostandosi in altri siti, hanno lasciato un importante patrimonio storico e culturale. Il concorso proponeva di esplorare questo territorio per rivelarne la vera identità e dinamizzarne lo sviluppo senza alterare né luoghi, né specificità. Le proposte, nella più completa libertà delle idee, possono interessare anche parte del borgo oppure estendersi oltre. Raponi ha progettato una sorta di percorso spirituale in parte sotterraneo in cui i volumi architettonici sono come un’estensione dello spazio magico intrinseco alla materia. A destra, fotomontaggio della copertura temporanea dell’area archeologica. ■ David Raponi’s HOV design that came fifth in a competition for Pentadattilo (the team headed by Annabella Crasci from Catania actually won the competition). Pentadattilo is an abandoned city in the province of Reggio Calabria, a fragment of the Middle Ages clinging to a rocky cliff, whose inhabitants, having moved onto other sites, have left behind an important historical-cultural heritage. The competition aimed to explore this land to discover its true identity and inject fresh development without altering either the places or their own specific features. The designs, leaving room for plenty of ideas, can either touch on the village or extend further afield. Raponi has designed a sort of spiritual pathway partly underground, whose architectural structures are like an extension to the intrinsic magical space of matter. Right, photo-montage of the temporary roof over the archeological site.

■ Fotomontaggio

dei due “rifugi” in vetro pensati per la “Parete della Riflessione”. Tali strutture temporanee, ricavate dai fori provocati nello sperone roccioso dalle enucleazioni di massi e ampliati dall’azione degli agenti atmosferici, sono pensate per un montaggio semplice e automatico svolto da personale molto qualificato. Successivamente, per mezzo di un’elevazione meccanica a imbracatura integrata nella struttura saranno accessibili anche ad arrampicatori non esperti. Il percorso progettuale mira a vaporizzare l’indifferenza ai luoghi anche attraverso passaggi sperimentali con oggetti emergenti, come le molecole costitutive della Pentadattilo del futuro, recuperando in questa parete di raccoglimento l’antico mistero della ricerca dell’isolamento spirituale. ■ Photo-montage of the two glass “shelters” designed for the “Wall of Reflection”. These temporary structures, constructed out of the holes made in the rocky spur by small masses and enlarged by the action of atmospheric agents, are designed to be easily and automatically assembled by highly qualified staff. Eventually, a mechanical hoist incorporated in the structure will make them accessible to non-expert climbers. The process of design aims at vaporising the indifferent nature of these places drawing partly on experimental passages drawing on emerging objects like the molecules forming the Pentadattilo of the future, rediscovering the ancient mystery of spiritual isolation in the wall.

Credits Project: David Raponi_HOV Collaborators: Enrico Baroni, Donatella Magni, Michele Gabbanelli, Eleonora Moscardi

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■ Rendering

della struttura completa e, in basso, vista aerea con fotomontaggio del museo inserito nel paesaggio e della sistemazione complessiva dell’area. La copertura è costituita da un guscio di singoli pannelli - doppi, trasparenti e in policarbonato

Tomihiro Museum of Shi-ga Azuma-mura (Japan) ■ L’amore

per la vita e per la natura ispirano l’opera shi-ga (poesia e pittura) di Tomihiro Hoshino, sfortunato ex-atleta costretto a dipingere e scrivere con la bocca a seguito di un grave incidente subito in allenamento. Ora, a distanza di anni, i suoi lavori, per la serenità e la pace che sanno trasmettere, educano il cuore e l’anima di moltissimi visitatori. In omaggio alla sua coraggiosa opera, il progetto immagina il visitatore mai separato dal fantastico scenario naturale che è ispirazione e specchio dell’artista, affinché rifletta e mediti, riconsiderando gli aspetti davvero importanti dell’esistenza. A destra, schema dell’evoluzione della costruzione dal pendio naturale con la successione degli elementi costitutivi principali. ■ Love of life and nature inspire Tomihiro Hoshino’s shi-ga (poetry and painting) project. Hoshino, a most unfortunate former athlete forced to paint and write with his mouth following a serious training accident. Now, years later, his works touch the heart and soul of lots of visitors through the sense of peace and calmness they transmit. In homage to his brave work, this project treats visitors as never detached from the marvellous natural setting that inspires and mirrors the artist, making them ponder over and reflect on the most important things in life. Right, diagram of how the building developed in line with the natural slope in the land and sequence of main building elements.

Credits Project: David Raponi_HOV Collaborator: Michele Gabbanelli

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sinistra, successione stratificata degli schemi distributivi. Sopra, studi per l’orditura trasversale, longitudinale, degli incroci e degli irrigidimenti e della circolazione. Il sistema costruttivo nasce per rispondere alle necessità estreme richieste in ambienti caratterizzati da alto grado di sismicità. La struttura principale di sostegno è formata da una serie di moduli lineari in legno sagomato, accoppiati con anime interne in materiale plastico e rese solidali per mezzo di fasce di fibra composita ad alta resistenza incrociate e congiunte. ■ Left, stratified sequence of distribution schemes. Above, studies for the transversal and longitudinal layout, and the criss-crosses, reinforcements and circulation. The building system is designed to meet the extreme needs of highly seismic environments. The main support structure is constructed out of a series of linear moulded wooden units combined with plastic cores and reinforced with crisscross, joined together strips of high-resistance composite fibre.

termoformato - molto elastici e fissati con giunti morbidi. Le solette interne sono realizzate con getti sottili di conglomerato additivato con polimeri sintetici e struttura integrata collaborante di materiale composito ad alta resistenza. Tutto il sistema è compatibile con sollecitazioni che

indurrebbero deformazioni non accettabili da altri tipi di costruzione e in ogni caso realizzabile con le conoscenza tecnologiche già applicate in speciali settori della componentistica o delle costruzioni navali.

■A

■ Renderings

of the complete structure and, bottom, aerial view showing a photomontage of the museum in its natural setting and overall redevelopment of the area. The roof is made of a shell of separate panels - twin, transparent and made of thermo-moulded polycarbonate - that are extremely elastic and fixed with soft joints. The inside floors are made of thin casts of conglomerate with added synthetic polymers and an integrated structure of high-resistance composite material. The entire system is compatible with stresses and strains that would cause deformations that other types of buildings could not cope with. All this is thanks to technological know-how already applied in special sectors of components design and ship building.

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Museo delle Emozioni ■ Rendering

dell’interno del “museo” delle emozioni, progetto di uno spazio reale per opere virtuali. Questo progetto indaga tra l’altro le possibili applicazioni in architettura dei polimeri semiconduttori, le cui caratteristiche essenziali sono la leggerezza e la flessibilità essendo essi costituiti da molecole organiche e reattive. Noi esistiamo sempre in una dinamica emozionale, in un flusso da un dominio di azioni all’altro, all’interno delle interazioni nelle quali viviamo. Le opere sono così rappresentate dagli stessi organismi viventi nelle loro differenti sensazioni e trasformazioni emozionali. E’ il “museo” a intervenire sul sistema emozionale dell’organismo vivente nel suo divenire. Il perimetro dell’oggetto induce la prima variazione allo stato emozionale: Approvazione per l’organismo che si introduce, Rifiuto per chi si allontana. Ma il fluire emozionale degli spazi senza ordine o gerarchia - Sorpresa / Paura / Dispiacere / Disgusto / Rabbia / Gioia / Soddisfazione / Felicità / Spensieratezza / Pace è definito successivamente da alcune dinamiche esterne che innescano un dominio di azioni nelle quali l’organismo si muove, e che poi evolve autonomamente. ■ Rendering of the inside of the “museum” of emotions, a project for a real space for virtual works. Among other things, the project investigates possible architectural applications of semi-conductor polymers, whose key features are lightness and flexibility since they are made from organic/reactive molecules. The emotional dynamism in which we live is a flux from one range of actions to another, within those interactions in which we live. This is why the works are represented by the different feelings and emotional transformations of the living organisms themselves. It is the “museum” that acts on the emotional system of the living organism as it evolves. The object’s perimeter causes the first variation in emotional state: Approval for the organism being introduced, Rejection for the one being driven out. But the emotional flow of spaces with no order or hierarchy Surprise/Fear/Disappoint ment/Disgust/Anger/Joy/S atisfaction/Happiness/Car efreeness/Peace is then dictated by certain external dynamics triggering off a range of actions in which the organism moves, and which then evolves independently.

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■ Nella

pagina a fianco, vista laterale e planimetria generale del nuovo ospedale della Valdichiana, situato nei pressi di Montepulciano (Siena) in un’area collinare. Il complesso ha una superficie di circa 50.000 mq con una

dotazione di circa 350 posti letto e tutti i servizi sanitari, diagnostici e riabilitativi. Nelle pagine successive, esploso assonometrico con indicazione dei rapporti funzionali e piante dei sette livelli dell’ospedale.

Enzo Ragazzini

ambiente, la natura, gli insediaL’ menti umani raggiungono in Toscana un particolare equilibrio,

La complicità dei luoghi New Hospital in Tuscany

Progetto: CSPE

forse anche perché ciò che si vede, e lo si percepisce quasi subliminalmente, è stato lavorato, pensato, utilizzato, prescelto, costruito e modellato seguendo pensieri e processi millenari di uso del suolo, scelta di coltivazioni, orientamenti, alternanze con zone boscate, delimitazioni, confini, linee di comunicazione, fortificazioni, concentramenti abitativi, tessuti urbani. Sembra che ogni cosa in questi contesti abbia una collocazione, una proporzione che mette, ed è, in equilibrio con “l’altro da sé”, un luogo con l’altro, la strada con il declivio, la piantumazione ordinata dell’olivo e della vite, e ancora il ponte, il canale, il mulino. Non a caso poi due dei più grandi architetti del Novecento, profeti e guerrieri del “razionale”, Libera e Terragni, ritrovavano il senso di continuità con la storia nel controllare le proporzioni del loro progetto, così diverso dal contesto in cui si collocava, con ciò che aveva da sempre guidato il divenire dell’architettura: il sistema di proporzionamento della sezione aurea. Un sistema che ha nella serie di Fibonacci la legge naturale di sviluppo ed evoluzione e che, pur inconsapevolmente, ritroviamo in ogni informazione e percezione di spazi, di sequenze, ritmi e continuità. Così, città come le classiche hilltowns del centro Italia (in Toscana, Lazio, Marche, Umbria, Molise) hanno una collocazione, un dimensionamento, una contestualizzazione che ci appare naturale, come se non potesse essere che così, con quelle pietre nelle pavimentazioni e nelle cornici, negli spigoli, e il mattone, la terracotta, a continuare, delimitare, dare geometria al terreno (alla terra “cruda”), modulato per ospitare il seme o l’arbusto, le canne o il bosco... Deve essere attraverso queste strade, questi percorsi mentali che istintivamente riconoscono l’ineludibilità di una tradizione, che lì, verso la Valdichiana, guardando da Montepulciano, è stato pensato, ai piedi del declivio, questo complesso ospedaliero, su una piana che ne legittima collocazione e dimensione. Un tessuto urbano che diviene e si dispiega raccontando origini e strategie, contemporaneità e comprensione della storia e del sito, organiche articolazioni e capacità di evocare memorie e continuità linguistiche, concettuali, stori-

Credits Project: CSPE-Paolo Felli Engineering, Plants and Exterior: Ludovico Rupi, Manlio Marchetta Dargoni, F. Bombardini, P. Porta, F. Zambardi General Contractor: SCI Costruzioni-Cos.MA Costrzioni

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■ Opposite

page, side view and site plan of the new hospital in Valdichiana situated near Montepulciano (Siena) up in the hills. The complex covers a total surface area of approximately 50,000 square metres and has about 350 beds, plus a

che, sociali; un tessuto che si struttura secondo regole razionali, un progetto che sa articolarsi e svolgersi secondo complesse funzioni e amplificati equilibri, che si costruisce seguendo l’idea di città, ma di quella che gli è di fronte, plasmandosi secondo i riti millenari di incontrarsi, stringersi, piangere e ammutolire ma anche gioire, emozionarsi e recuperare entusiasmi e intensità di sentimento. Da Montepulciano quindi origina il complesso organismo dell’ospedale, che con la città intesse un dialogo continuo, importante ma senza alcuna dipendenza o soggezione, tant’è che esso stesso appare come un brano di città autosufficiente, con una struttura e un linguaggio che esprimono il proprio tempo, anzi lo interpretano nell’unica maniera possibile in questi contesti. Le volumetrie conoscono la sapienza degli orientamenti, la luce e l’ombra, le sfumature e i contrasti, ritmi e verticalità intensi eppure consueti, conosciuti, educati come siamo a sorprese ed emozioni violente: lo scoprire spazi e aperture dietro una quinta in ombra. Le trasparenze, le riflessioni delle vaste superfici vetrate come le leggere pensiline, cercano e trovano aperture agli spazi esterni che invadono, riflessi, la nuova città sfruttando le tecnologiche accortezze per risolvere, trovare, scansioni e successioni di luci e ombre, volumi, superfici e prospettive. All’intera organica articolazione di questa attrezzatura che serve l’intera Valdichiana, si accede da varie direttrici, che comprendono percorsi specializzati di servizio, di rifornimento, di soccorso, tra cui la principale è proprio tra le due “città”, Montepulciano e il complesso ospedaliero. Da qui la leggerissima, trasparente pensilina conduce a una vasta piazza longitudinale che si organizza in zone di sosta interne ed esterne. Questa articolata funzione di ritrovo, di sosta, di attesa, gode di una vasta copertura vetrata che suggerisce, degli spazi aperti della città, la luminosità e l’organizzazione volumetrica, ma che per buona parte dell’anno protegge come in una serra, in un giardino d’inverno, il grande “luogo” della socializzazione. E già comunque l’intero organismo è pensato per rendersi disponibile e interpretare quanto di più aggiornato si presenti sulla scena dell’indagine e del dibattito sulle attrezzature ospedaliere. L’intenzione di rinnovare la “spa-

Maltauro Piero e Figli-AsterAlcatel-Rabbiosi GiuseppeMenconi Main Suppliers: Alpha (facades); Saint Gobain (glass); Ciet (lighting system); Framor (false ceilings); ITP (partition walls); Cocie, Ninz (doors); Aster (security and climatisation); Tecnomanto, Claudio Forzesi, Edilmontaggi

full range of health, diagnostic and rehabilitation facilities. Following pages, axonometric blow-up showing the functional relations and plans of the hospital’s seven different levels.

zialità” dell’ospedale è peraltro vera e propria strategia di organizzazione e rifunzionalizzazione di tutta una serie di itinerari e metodologie d’uso, dal day hospital al primo soccorso, dagli itinerari di visita ai pazienti a quelli ambulatoriali. Le trasparenze, la permeabilità visiva, conducono alla “costruzione” di un organismo che rimane aperto alla vista del cielo e della campagna circostante coltivata a vigneto, alla vista della città originaria, di Montepulciano, e alla comprensione di questa nuova città, un contesto costruito in modo da evitare ogni possibile senso di isolamento, o spazi bui e angusti. Tutto si distende invece in un circuito aperto che prevede ed è disponibile a modificazioni ove gli spazi di cura e di degenza si organizzano per rassicurare e proteggere, creando condizioni di serenità e rilassamento, di meditazione. E’, questa, la diretta conseguenza di alcuni dei concetti informatori della strategia progettuale dello studio CSPE-Paolo Felli che in primo luogo aspira a superare, a far dimenticare quanto di “chiuso” e “immobile” rimane di solito nella memoria di chi ha avuto occasione di frequentare un ospedale, e che anche inconsapevolmente lo identifica con il luogo della sofferenza e magari della morte, se non con quello (fortunato) di una (incerta) guarigione. E così l’intero organismo si apre al contesto naturale, alla luce, e l’articolazione delle funzioni, o meglio dei diversi settori funzionali, acquista essa stessa autonomia e racchiude spazi interni, anch’essi illuminati naturalmente, ove si mantiene comunque visione verso il verde, l’esterno, il variare del cielo. Gli spazi interni così come quelli esterni sono in collegamento e si alternano con volumetrie in sequenza e attraversamenti a imitazione, a citazione di un sistema urbano, con eventi di incontri e occasione di distrazione come i negozi, che hanno la funzione anche di distogliere e occupare l’attenzione di chi attende e di chi visita. Il superamento di questo carattere tipico degli ospedali, di luoghi chiusi, statici e labirintici, sembra qui perfettamente riuscito, ed è con la progressiva destrutturazione formale e funzionale che si raggiunge il risultato di questa “umanizzazione”. Una volta entrati nell’organismo ospedaliero attraverso questi filtri, più che ingressi, si percorrono infatti spazi ampi, luminosi, articolati e la

fruibilità degli ambienti risulta agevole e ben segnalata; le condizioni di chi vi accede per visitare un ricoverato, di chi è lì per una analisi, una visita specialistica, riflettono una qualità di servizi e un rapporto con un contesto che ben poco ha ormai dell’aspetto degli ospedali tradizionali. Espressione piuttosto dei più recenti risultati della ricerca sociologica e progettuale in quest’ambito di studi, quest’organismo di servizi ospedalieri registra quanto di meglio, puntuale ed effettivo, si possa offrire in tema di offerta di qualità, articolazione di spazi, fruibilità di accesso ai diversi settori specialistici e immersione in una atmosfera tipica, per quanto possibile, di un ambiente urbano, ove servizi, negozi, raggruppamenti e passaggio di persone, spazi di sosta e divagazione si distendono in una sequenza di rilassata serenità. A ciò fa riscontro poi una ben distinta e delimitata organizzazione sia degli spazi di servizio come di quelli più strettamente specialistici quali sale operatorie, spazi ambulatoriali, laboratori. Sono d’altra parte anche le evoluzioni contemporanee delle metodologie di cura (il day hospital, il day surgery) ad aver spinto la ricerca progettale nella direzione di promuovere l’accoglienza e l’utenza esterna verso una fruizione di spazi e di servizi il più possibile aperta, evitando di creare condizioni di stress e di eccessivo impegno emozionale. Gli spazi di cura così ottenuti interpretano il design dei servizi in maniera ottimale: essi tendono così a costruire un organismo di cura e degenza che tende a qualificare il soggiorno e i servizi a una fruizione la più “umana” possibile, che spinga a un rapporto soft, disteso e amichevole, al fine di creare le condizioni per la migliore predisposizione possibile, condizioni di serenità e fiducia verso gli operatori, personale medico specialistico e di assistenza. E’, questo, un organismo che interpreta nel modo più accurato lo stato della ricerca più avanzata riguardante i complessi ospedalieri, con la possibilità pressoché unica di essere collocato in condizioni ambientali ideali al fine di ritrovare in equilibrio necessità di organizzazione funzionale, sistemi di accoglienza, e articolazione di spazi atti a riprodurre tra ricoverati e visitatori, utenti e personale, le condizioni migliori di fiducia e collaborazione. Gianni Pettena

(roofing); Industrie Guido Malvestio, Nuova Cla, Conti (furniture) Consultants: Prof.Boccadoro, Silvano Dubini Client: Unità sanitaria locale Valdichiana: MontepulcianoSiena, Associazione Intercomunale

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DAY HOSPITAL

HOSPICE

RIABILITAZIONE REHABILITATION

DEGENZE DI MEDICINA E ORTOPEDIA GENERAL AND ORTHOPAEDY STAYING

DEGENZE DI CHIRURGIA E TERAPIA INTENSIVA INTENSIVE THERAPIES AND SURGERY STAYING

INTERPIANO TECNICO TECHNICAL MEZZANINE

STUDI MEDICI MEDICAL ROOMS

PIASTRA SERVIZI SANITARI AMMINISTRATIVI E RIABILITATIVI SANITARY, ADMINISTRATIVE, REHABILITATION SERVICES

SPOGLIATOI LOCKERS

AUTORIMESSA GARAGE

CENTRALI TECNOLOGICHE TECHNOLOGICAL PLANTS

SERVIZI GENERALI GENERAL SERVICES

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■ L’esigenza

di garantire illuminazione naturale negli spazi della piastra centrale da cui si sviluppa l’organizzazione interna dell’ospedale è stata soddisfatta con la creazione di cortili e giardini interni che si alternano in senso longitudinale con spazi collegati a uscite laterali. ■ The need to provide natural lighting in the central spaces acting as a hub for the hospital’s interior layout is catered for by creating internal gardens and courtyards alternating longitudinally with spaces connected to side exits.

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■ Particolari

dell’esterno. L’ospedale richiama gli elementi architettonici della zona riprendendo la tipologia del “castello” con funzioni e spazi di pertinenza pubblica racchiusi in un involucro a trama continua. ■ Details seen from the outside. The hospital conjures up the area’s architectural features by drawing on a “castle”style design, whose public spaces and functions are enclosed in a curtain shell.

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■ Nella

pagina a fianco, particolari delle volumetrie e dei rivestimenti del complesso in cui si alternano ampie porzioni rivestite in laterizio e pietre locali (peperino e travertino giallo) a superfici in vetro riflettente e lamiera d’acciaio coibentata e preverniciata.

■ Opposite

page, details of the complex’s structures and claddings involving an alternation of sections clad with wood and local stones (peperino and yellow travertine) with reflective glass surfaces and pre-painted and insulated sheets of steel.

here is a particularly well-gauged balance between the enviT ronment, nature and human settlements in Tuscany, perhaps because what can be seen and almost sublimely perceived has been worked, used, pre-selected, built and shaped in line with thousandyear-old thoughts and processes focused on using the land, choosing crops, layouts, alternations with wooded areas, boundaries, borders, communication lines, fortifications, inhabited centres and urban fabrics. It seems as if everything in these contexts has its own place and proportion that creates a balance and stands in equilibrium with “what is other than itself”, a road and slope, the carefully laid out plantations of olive groves and vineyards, or even a bridge, canal or mill. It is no coincidence that two of the greatest architects of the 20th century, Libera and Terragni, prophets and warriors of “rationalism”, found a way of slipping in with history by controlling the proportions of their designs, often so different from the context in which they were located or the usual guidelines for making progress in architecture: the proportioning system of the golden section. A system in which the Fibonacci system provides the natural law of growth and evolution and which, however unwittingly, we find in all information about and perception of spaces, sequences, rhythms and continuity. So that cities like the classical hill towns of central Italy (in Tuscany, Lazio, the Marches, Umbria and Molise) are situated, scaled and set in contexts that look quite natural, as if that were the only way it could be, with those floor stones and cornices, corners, brick and terra-cotta, all designed to continue, limit and give geometric form to the ground (the “raw” earth), shaped to hold seeds or shrubs, reeds and woodlands..... These are the mental paths and routes instinctively recognising an inescapable tradition, which, from up there looking down from Montepulciano towards Valdichiana, resulted in the creation of this hospital facility fabric at the foot of the hills on a plain that accounts for its size and location. A fabric that gradually comes into being and stretches out as it narrates its origins and strategies, how the site is today and how it was in the past, structural layouts and a capacity to evoke memories and linguistic, conceptual, historical and social continuities; a fabric structured along rational lines and a project that can be set out and unfolded based on complex functions and extended balances to 54 l’ARCA 174

form an idea of a city, taking shape around the age-old rituals of meeting and grouping together, making noise and keeping quiet, but also rejoicing, getting excited and reviving enthusiasm and strong feelings. This complex organism begins here in Montepulciani which sets up constant, significant interaction with the city but without any sense of awe or dependency, so much so that it actually looks like a selfsufficient fragment of cityscape whose structure and stylistic idiom express its own age, actually managing to interpret it in the only way possible in this kind of context. The structures show an awareness of direction, light and shadow, shades and contrasts, rhythmic patterns and intense or familiar vertical forms, bearing in mind how accustomed to and familiar we are with sudden surprises and powerful emotions: discovering spaces and openings behind a shaded curtain. Transparencies, reflections off huge glass surfaces like light-weight canopies seek out and find apertures for invading outside spaces, reflections, the new city drawing on technological tricks to handle sequences and patterns of light, shadow, structures, surfaces and perspectives. This whole of this carefully-structured hospital facility serving the entire Valdichiana region can be reached along various routes, including specialist service, supply and security paths, notably the main link between the two “cities” of Montepulciano and the hospital facility. The extremely light-weight canopy leads into a huge longitudinal plaza arranged in the form of inside and outside rest areas. This elaborate meeting, rest and waiting facility is furbished with a huge glass roof evoking the wide open spaces of the city, brightness and structural organisation, but for most of the year it shelters this “place” for socialising as if it were inside some sort of glass house or winter garden. The entire complex is designed to provide a service and draw on all the latest designs and developments in hospital equipment and facilities. The idea of redeveloping the hospital’s “spatial layout” is part of a special strategy to organise and revamp a whole series of different means of use and pathways, ranging from the day hospital to the emergency room, visiting facilities and clinics. The transparency and visual permeability lead to the “construction” of an organism open to the skies and surrounding countryside landscaped with vineyards, offering views of

the old city of Montepulciano and the new builtscape, so as to avoid any feeling of isolation or dark and depressing spaces. Everything stretches out in an open loop designed to cater for alterations and additions, where the hospital care and accommodation facilities project a reassuring sense of security and protection in a general atmosphere of peaceful relaxation. This is the direct consequence of certain concepts by CSPE-Paolo Felli informing the basic design, which fundamentally aims to move beyond and discard that sense of “closure” and “immobility” that usually sticks in the memory of anyone using a hospital and, at least subconsciously, identifies it with a place of suffering and perhaps even death, if not the (fortunate) case of (uncertain) healing and recovery. The entire complex opens up to nature and light as the functional layout or rather the various facilities take on their own autonomy, enclosing naturally-lit interior spaces and maintaining visual contact with the outside landscape and open skies. Both the inside and outside spaces are interconnected and alternate with the sequence of criss-crossing structures imitating and referring to an urban system of events and distracting opportunities like shops, also designed to distract and catch the eye of patients and visitors alike. This seems to be a highly successful attempt to move beyond the usual closed, static and maze-like nature of hospitals through a gradual “people-friendly” formal/functional destructuring process. Having entered the hospital facility through what are more like filters than entrances, there are brightly-lit carefully-gauged wide open spaces that are well signposted and userfriendly; the conditions for people visiting patients or undergoing tests or specialist appointments show a quality of services and interaction with nature that have little in common with conventional hospitals. Drawing on the results of the latest developments in sociological/stylistic experimentation in these realms, this complex of hospital facilities is the very best of what is on offer in terms of quality standards, means of access to different specialist departments and immersion in a typical urban atmosphere where services, shops, groups of people and passers-by, rest and entertainment facilities stretch out in a very calm and relaxing sequence of spaces. This is matched by the carefully gauged and marked layout of both

utility spaces and more specialist areas, such as operating theatres, surgeries and laboratories. The latest developments in modern-day treatment and care facilities (day hospitals and day surgeries) are also responsible for projecting design research in the direction of more warm and welcoming externallyoriented services and facilities that reduce stress and excessive emotional trauma. Treatment facilities like this provide an ideal services design: they tend to create a care and accommodation facility tending towards user-friendliness in the gentlest, most relaxing and friendly way, in order to the create ideal conditions for inducing faith and trust in the nursing staff, doctors and their medical assistants. This facility is a very careful interpretation of the cutting-edge of experimentation into hospital complexes, providing an almost unique opportunity to exploit an ideal environmental setting for guaranteeing the balance of functional organisation, reception facilities and a layout of spaces aimed at generating as much mutual trust and co-operation between medical staff and patients. Gianni Pettena

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La metafora della materia Casalpusterlengo Town Hall ossiamo valutare il nuovo municipio di Casalpusterlengo P (comune in provincia di Lodi) da

mente trasparenti. Luoghi quindi dove non si possano depositare polvere e scartoffie e dove i comportamenti dei loro occupanti -nel caso: dei funzionari pubblici - avvengano alla luce del sole. Un ideale questo che l’amministrazione ha subito fatto proprio, intendendolo come un messaggio forte dopo i tempi di tangentopoli. L’imperativo della trasparenza, intesa in modo tale da far apparire l’edificio come una perfetta glass house, ha comportato la scelta radicale di utilizzare grandi lastre vetrate giuntate senza soluzioni di continuità . I cui costi elevati, se si fosse ricorso ai sistemi oggi in commercio, avrebbero pesato oltre misura sul budget estremamente limitato della costruzione. Da qui l’invenzione di un sistema, messo a punto dallo studio, che permette di pensare a una parete trasparente strutturale alta 12 metri e composta da due vetri stratificati accoppiati, ciascuno di 10 millimetri, che funziona con un meccanismo simile a quello di una vela. E cioè che fa lavorare il vetro a compressione, lasciandolo libero di effettuare micromovimenti e trasferendo le forze di trazione a dei sottilissimi cavi a loro volta ancorati ai sei esili pilastri in acciaio inox che,

Technical Plants: Bassano Donati, Lorenzo Nicolini Collaborators: Davide Benini, Piercarlo Bonori, Francesca Borini, Francesca Malaguzzi, Christian Manusardi, Alessandro Rollino, Elena Puccio, Sergio Rocca, Sabina De Nitto Lighting Project: Piero Castiglioni Security Coordinator: Lorenzo Nicolini

Site Management: Mario Antonio Arnaboldi Main Contractors: SCA-Spinelli Costruzioni e Architetture, Seralwall, iGuzzini Illuminazione, Neon Italia, CMF di Franco e Luciano Floridi, Kone Ascensori, Liuni Client: Comune di Casalpusterlengo

■ Particolare

della facciata isostatica in vetro che costituisce il nuovo ingresso principale del Comune di Casalpusterlengo, dopo l’intervento di ampliamento.

■ Detail

of the isostatic glass facade forming the new main entrance to Casalpusterlengo Town Hall after the extension work.

all’esterno, scandiscono la facciata. Grazie a questa brillante soluzione, trasparenza e leggerezza coincidono e quest’ultima diventa anche un valore tecnologico. Il sistema per far lavorare la struttura nel modo migliore, risparmiando materia e costi. Mario Antonio Arnaboldi e la partner Laura Francesca Ammaturo citano spesso Buckminster Fuller e Peter Rice. Del primo ricordano la frase secondo la quale una costruzione è tanto più intelligente quanto meno pesa. Del secondo sottolineano l’incredibile capacità ingegneristica, sempre tesa, anche in circostanza estremamente diversificate, a coniugare innovazione e forma, struttura e architettura. La soluzione adottata sicuramente deve a entrambi qualcosa. Nello stesso tempo, però, persegue in ideale di semplicità, di senso dell’ordine e della misura che sono ascrivibili a un gusto italiano, che per quanto utilizzi la tecnica cerca sempre di non ostentarla, facendola prevalere su altri valori della composizione, in questo caso quelli contestuali. Detto per inciso e a proposito di contesto: il maestro di Mario Antonio Arnaboldi è stato Ernesto Nathan Rogers. Luigi Prestinenza Puglisi

Emilio Sfriso

due punti di vista: il primo contestuale, il secondo oggettuale. Delle due interpretazioni, francamente preferisco la prima, anche perché la seconda, che forse è più immediata, corre il rischio di essere, da sola, fuorviante. Approccio contestuale: il nuovo edificio, pur affacciandosi su una strada secondaria, assorbe, captandola, la vita della adiacente piazza principale della cittadina lombarda. Per ottenere questo effetto, lo Studio architetti associati Mario Antonio Arnaboldi & Partners mette in atto una strategia insolita ma nello stesso tempo efficace: consiste nel collegarsi strettamente al corpo del vecchio municipio, che sulla piazza prospetta, azzerandone i valori materici attraverso una radicale semplificazione anche cromatica e, così facendo, ribaltando i pesi dell’edificio a favore del nuovo intervento. Con la conseguenza che la preesistenza perde centralità, per cederla all’addizione decentrata. La quale, ospitando gli uffici aperti al pubblico, diventa il riferimento formale e funzionale dell’area, con una ridefinizione dei valori dell’intera porzione urbana.

Un intervento quindi forte. Tanto più coraggioso quanto oggi davanti a ogni preesistenza, per quanto di scarso interesse, troppi progettisti balbettano, sino al limite dell’afasia del restauro conservativo e del finto storico. Francamente mi stupisco come, in un’Italia dominata dalle Soprintendenze, un intervento così caratterizzato si sia potuto attuare all’interno di un centro urbano di una delle nostre realtà comunali. Ma intervento forte non vuol dire violento. Se la preesistenza, liberata dalle superfetazioni e resa più astratta dall’imbiancatura perde di peso, lo fa per cedere il posto a una nuova costruzione trasparente, tale da modificare ma non compromettere con il proprio irriguardoso egocentrismo i valori del luogo. E in primis i valori della stessa preesistenza che oggi si leggono meglio anche grazie all’aggiunta di questo blocco di vetro, che occupa il vuoto senza inutile proliferazione di segni ( e anche, ovviamente, grazie al potere, per così dire, rassodante della opzione monocromatica). La scelta del vetro, maturata in funzione di questa dialettica contestuale, ha anche valore metaforico. Allude all’ideale che gli uffici comunali possano essere completa-

Credits Project: Studio Architetti Associati Mario Antonio Arnaboldi & Partners Associated Architects: Mario Antonio Arnaboldi, Laura Francesca Ammaturo Structures: Mario Antonio Arnaboldi Project Coordinator: Laura Francesca Ammaturo Structural Coordinator: Claudio Chesi Structure Analysis: Paolo Rugarli

Progetto: Mario Antonio Arnaboldi & Partners

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■ Vista

generale della nuova facciata isostatica in vetro e, in basso, piante del piano terra e del primo piano e sezione trasversale.

■ General

view of the new isostatic glass facade and, bottom, plans of the ground floor and first floor and cross section.

asalpusterlengo ( a municipality in the Lodi province) C Town Hall can be examined from two different points of view: firstly, contextually and, secondly, as an object in its own right. Quite frankly I prefer the former approach, because the second angle, perhaps the most immediate, is likely to take us off track. Contextually speaking: although overlooking a secondary road, the new building manages to draw in and absorb life in the nearby main square of this Lombardy town. To capture this effect, Arnaboldi & Associati implement an unusual and, at the same time, highly effective strategy: this involves connecting up closely with the old town hall building that overlooks and cancels out the material presence of the square through its own radical simplicity (even in terms of colour), thereby projecting attention onto the new design. This shifts the focus of attention from the old building to the new decentralised addition which, holding the offices open to the public, turns into the stylistic/functional hub of the entire area, thereby redefining the layout of this entire piece of cityscape. This is a powerful design. Its

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boldness is brought out even further by the fact that nowadays architects are forever renovating even the least interesting old building in the name of historical imitation and conservation. To be perfectly honest I am astonished that in a country run by superintendents such a stylish design was actually allowed to be constructed in an old town centre. But powerful does not mean violent. Although the old is stripped bare of all that is superfluous and rendered more abstract by being painted white, it does so in order to leave room for a transparent new building, altering without jeopardising the contextual values of its context through its own self-centredness. First and foremost, it is the qualities of the old building that are now more evident thanks to the addition of this glass block that fills a space without any useless proliferation of signs (and thanks also to the so-called firming power of opting for one colour only). The decision to use glass deriving from contextual dialectics also serves a metaphorical purpose. It evokes the ideal that council offices ought to be completely transparent. Places where their is no room to let the dust settle and papers pile up,

and where the actions of its inhabitants (viz., public officials) take place in the light of day. An ideal that the city council jumped at straight away, taking it as a powerful message in the wake of all the recent corruption. The absolute need for transparency, taken as a way of making the building look like a perfect glass house, led to the radical decision to use large curtain sheets of jointed glass. The high costs of such a technique, if the systems currently available on the market had been used, would have taken up too much of the extremely low building budget. This led to the invention of a system, specially developed by the firm, involving a 12-metre-high glass structural wall working on a mechanism similar to a sail. This is what gets the compression glass working, leaving it free to make micro-movements and transferring the tractive forces to very thin cables attached, in turn, to iron columns characterising the outside of the facade. Thanks to this brilliant idea, transparency and lightness coincide and the latter is even turned into a technological asset. This is the best way of getting the structure working, saving on mate-

rials and costs. Mario Antonio Arnaboldi and his partner Laura Francesca Ammaturo often refer to Buckminster Fuller and Peter Rice. They often quote Fuller’s claim that a building is only as smart as it is light. On the other hand they emphasise Rice’s incredible engineering expertise, always aimed (whatever the circumstances) at combining innovation and form, structure and architecture. This design certainly owes something to both these men, but at the same time it also strives for simplicity, a sense of order and proportion that can be attributed to the Italian tendency to draw on technology without flaunting it, giving it priority over other design features associated with context. In a nutshell and concerning context: Mario Antonio Arnaboldi’s maestro was Ernesto Nathan Rogers.

■ La

facciata laterale dell’edificio costituisce il nuovo ingresso del Comune ed è formata da una vetrata strutturale alta 12 m, con lastre di 2,80x4,00 m circa. ■ The side facade of the building forming the new entrance to the Town Hall and constructed out of a 12-metre-high structural glass partition made of 2.80x4.00 m panels.

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■ L’edificio

del Palazzo Comunale, destinato ad accogliere gli uffici tecnici e amministrativi del Comune di Casalpusterlengo, è costitito da due corpi: uno esistente, affacciato sulla

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piazza principale del centro del lodigiano, e quello di nuova realizzazione, suddivisi in tre piani di circa 2.000 mq complessivi e da un piano di copertura che alloggia gli impianti tecnologici.

■ The

Town Hall building designed to house the technical-administration offices of the town of Casalpusterlengo is made of two parts: an old structure facing the town’s main square and a

new construction built over three levels covering a total of 2,000 square metres and a roof level housing the technological systems.

■ Particolari

del “pennone” e dei tiranti, appositamente progettati

per questa facciata. of the “pole” and tie-rods specially designed for this facade.

■ Details

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Due progetti in uno Tanzmatten, Sélestat n questa architettura c’è qualcosa di luminosamente moderno: il risultato finale, lieve e limpido, ma anche l’iter progettuale, Iinsolito e attuale.

Credits Project: Rudy Ricciotti, Georges Heintz Acoustic: Philippe Woloszyn Landscaping: Atelier du paysage Structures: Loeb Ingénierie Hydraulics plant: ETF Ingénierie Economist: C2BI Client: Ville de Sélestat

■ Viste

della galleria vetrata che collega le sala polivalente e quella degli spettacoli de Les Tanzmatten, realizzato a Sélestat, nei dintorni di Strasburgo. L’edificio, che sorge su un’isoletta

formata dalle braccia del fiume Ill, è una struttura per cultura e spettacoli che completa le nuove dotazioni della città, tra cui una mediateca e il forum regionale di arte contemporanea.

■ Views

of the glass gallery connecting the multi-purpose hall to the entertainment hall of Les Tanzmatten in Sélestat near Strasbourg. The building, situated on a small island formed by the

branches of the River Ill, is a cultural/entertainment centre adding to the city’s new facilities, which also include a mediatheque and regional forum of contemporary art.

costruire?) per condurre il progetto con metodo e risultati anticonvenzionali. Il brief del concorso, che comprende due sale da concerto, viene così interpretato (e in parte stravolto): ci saranno usi diversi di questo centro? Verranno sia i cinquantenni a sentire musica classica che i ventenni a sentire rock? Ci saranno conferenze erudite ma anche feste di matrimonio o raduni di ex-pompieri? Bene, allora diamo agli utenti spazi diversi e facciamoli scegliere democraticamente! E per radicalizzare questa scelta progettuale Ricciotti e Heintz si dividono equamente il lavoro, con il fine di interpretare ognuno autonomamente una parte di edificio. A uno la sala degli spettacoli, all’altro la galleria e lo spazio polivalente. Due diversi usi e quindi due diversi linguaggi! Ricciotti disegna un volume rettangolare, elementare e corpulento, che contiene la sala da spettacolo, attrezzata con 200 posti su gradini fissi e 250 su gradini telescopici per arrivare fino a 800 posti totali, e una scena da 200 metri quadrati che può assumere differenti configurazioni in funzione del tipo di spettacolo. All’esterno è rivestito da una texture non banale di legno grezzo, verticale nella posa della singola lista, ma, di fatto, orizzontale nella definizione delle fughe, sulla quale si aprono alcuni tagli,

orizzontali anche loro, che rendono i prospetti scultorei. Heintz realizza invece galleria e sala polivalente con una voluta contrapposizione formale. Certo, il corpo centrale che le divide è un deciso volume di cemento, che in parte si legge sui due prospetti Nord e Sud, rispettivamente verso la città e verso il fiume. Però sia la lunga galleria circa (150 metri) che la sala, divisibile in tre comparti da un sistema di pareti mobili, parlano la lingua diafana della leggerezza e della trasparenza, con prospetti bassi e lievi, marcati da leggeri pilotis dall’apparente obliqua aritmicità contrapposti alla scansione regolare dei montanti interni in vetro, semplicemente siliconati. Il tutto è comunque leggermente rialzato rispetto al piano del terreno, che è stato volutamente lasciato irregolare, quasi l’edificio fosse semplicemente appoggiato, oppure volesse segnalare la temporaneità degli eventi che vengono ospitati all’interno. C’è contrapposizione tra il volume cieco di Ricciotti e la scatola leggera di Heintz, ma non si pensi però a un patchwork di funzioni e stili o a una competizione di architetture concorrenti. L’insieme è nitido e luminoso, frutto di un profondo pensiero comune dei progettisti. L’impianto, con la galleria che finisce in un terrazzo a sbalzo sul fiume partendo dalla riva prossima alla città, è un chiaro gesto

razionale, in quanto distributore e separatore di diverse funzioni, ma assume anche un’alta valenza simbolica, proponendosi come strada che dalla città porta alla natura. E nell’unitarietà del risultato è racchiusa tutta l’attualità di questa architettura. In questo modo di condurre il progetto si intravede qualcosa di estremamente moderno, cioè la mescolanza di esperienze incastrate in un piano generale concepito come layout, il lavoro in team pianificato a monte, e poi sviluppato autonomamente. Che non consiste nella semplice collaborazione tra menti con diversi background o provenienze geografiche, come se si accostasse la bouillabaisse del sudista Ricciotti al choucroute dello strasburghese Heintz, ma nel riuscire a realizzare un prodotto composto di elementi dal diverso stile realizzati da mani differenti, con un risultato finale unitario. Questo edificio è assimilabile alle più recenti produzioni musicali, dove in luogo di una sessione in studio tra musicisti affini si opera spesso sovrapponendo tracce di artisti dalle diverse influenze e provenienze, registrate in luoghi e momenti diversi, per arrivare spesso in questo modo a straordinari risultati che inseguono il filo di una modernità che non trascura né tecnologie, né origini e neppure regionalità. Benedetto Quaquaro

unconventional results. The competition brief, encompassing two concert halls, is interpreted (and partly turned on its head) along the following lines: might this centre be put to various different uses? Will fiftyyear-olds come to listen to classical music, as well as youngsters to heat rock music? Could it cater for erudite conferences, as well as wedding receptions or get-togethers for old firemen? Right then, let’s give users a variety of different spaces so that they are free to make their own choices! And to make this design approach even more radical, Ricciotti and Heintz shared out the work equally so that they could each interpret one part of the building on their own. One took on the entertainment hall, while the other worked on the arcade and multi-purpose space. Designed for different purposes so designed in different idioms! Ricciotti has designed a simple, sizeable, rectangular structure holding the entertainment hall with 200 seats in fixed stands and 250 in telescopic stands for an overall seating capacity of 800, as well as 200-square-metre stage whose layout adapts to the type of show being put on. The outside features an anything-but-bland rough wooden cladding, whose planks are each set vertically but result in vertical vanishing points opening up into a number of horizontal cuts

creating sculptural elevations. On the other hand, Heintz has deliberately worked on a stylistic contrast in designing the arcade and multi-purpose hall. Of course the central section separating them is a clear-cut concrete construction that can be partly read in the north and south elevations, facing the city and river. But both the long arcade (about 150 metres in length) and the hall, that can be divided into three sections by a system of moving walls, are designed with the same airy lightness and transparency with soft, low elevations marked by light-weight pilotis, whose seemingly oblique non-rhythmicality contrasts with the regular pattern of simply siliconed glass interior stanchions. It is all slightly raised above the grade level, which has deliberately been left in a rather irregular state, almost as if the building were just lying there or trying to mark the transience of the events going on inside. There is a real contrast between Ricciotti’s blank structure and Heintz’s light-weight box, but this is certainly no patchwork of functions and styles or vying between competing works of architecture. The bright and clear-cut whole derives from the deep underlying philosophy shared by the two designers. The overall layout with an arcade culminating in a terrace

projecting out over the river (starting from the bank closest to the city) is a distinctly rational design dividing out and separating different functions. It is also highly symbolic acting like a sort of street running from the city out into nature. The cutting-edge side of this work of architecture lies in its unitary overall design. There is something decidedly modern about this method of design, viz., the mixture of experiences framed in a general plan designed as a layout and team work planned in advance and then developed on an independent basis. This is not the result of a meeting of minds from different backgrounds or geographical locations, as if the fish soup of the southerner Ricciotti had suddenly come up against the sauerkraut of Heintz from Strasbourg, but the successful creation of a product made of different styled elements designed by different hands to produce a unitary overall construction. This building is comparable to the latest musical productions, where a sort of jam session between musicians is replaced by overlapping traces of artists from different backgrounds and origins, recorded in different places at different times, often producing astonishing results representing a form of modernity that pays due heed to technology, origins and even regional style.

Philippe Ruault

A monte intravediamo un’interessante scelta urbanistica. La città di Sélestat, situata nei dintorni di Strasburgo, decide di creare tre edifici pubblici rappresentativi: una mediateca, il forum regionale di arte contemporanea e questo Tanzmatten, centro polivalente per cultura e spettacoli, e li colloca al di fuori del centro abitato, seppur a poche centinaia di metri dalle case, in aperta campagna. C’è probabilmente l’idea meritoria di fare dell’architettura l’insegna della città, il segnale luminoso che dice al viandante “attenzione, qui c’è gente colta”. Di fatto il risultato permette ai progettisti di rapportarsi non già a uno spazio congestionato e denso di segni, bensì a una natura disponibile e dolce. L’edificio quindi gode di questa situazione, perché nasce privilegiato in un incantevole sito, dove il fiume si ramifica e crea un’isoletta sulla quale si adagia tranquillo, sfiorando la città senza risentirne, in condizione quindi di poter affermare una assoluta autonomia. I progettisti poi approfittano di questa insolita condizione ottimale (chi in Italia riterrebbe la periferia luogo privilegiato per

Progetto: Rudy Ricciotti/Georges Heintz

his work of architecture has something enlighteningly T modern about it: both in the light and bright final construction and the unusual, cutting-edge design process that led to it. The underlying premise is an interesting town-planning policy. The city of Sélestat near Strasbourg decided to construct three public buildings representing the local community: a mediatheque, the regional forum of contemporary art and this Tanzmatten, a multi-purpose centre for the arts and entertainment. They were to be located outside the city, but just a few hundred metres from the houses, out in the open country. Working around the praiseworthy idea of using architecture to project the city’s image, this is a luminous sign telling passers-by that “there are educated people around”. The net result is that the architects have been able to work with the warmly welcoming natural surroundings and not a congested space full of signs. The building takes advantage of this privileged site location of picturesque charm, where the river branches out to create an island where the building rests in peace, close to the city without feeling its effects, ideally situated to express its absolute autonomy. The architects draw on this strangely idyllic situation (who in Italy would consider the suburbs to be a privileged place for building?) to carry out their project methodically and achieve quite

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■ Planimetria

e generale e, in basso, l’aggetto della galleria vetrata che si proietta sull’acqua.

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■ Site

plan and, bottom, the overhang of the glass gallery projecting over the water.

■ Pianta

della struttura in cui confluiscono funzioni associative e culturali in un impianto lineare e razionale che ne consente una fruizione semplice e immediata. In basso, il volume progettato da

Rudy Ricciotti per sala degli spettacoli che si caratterizza per la presenza monolitica sottolineata dalle fughe del rivestimento in listelli di legno.

■ Plan

of the structure encompassing association/cultural functions in a linear, rational layout making it easy to use with great immediacy. Bottom, the structure designed by

Rudy Ricciotti for an entertainment hall featuring a monolith underlined by wooden strips on the cladding.

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■ Vista

della vetrata che individua il volume della sala per le feste progettata da Georges Heintz. Si tratta di un ampio spazio flessibile e modulabile in funzione delle diverse esigenze, la trasparenza delle superfici vetrate offre una

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ampia prospettiva sul paesaggio che continua nella lunga galleria affacciata sull’acqua. In basso, l’interno della sala per spettacoli, con gradinate fisse per 250 posti, telescopiche per 200 posti e un palco di 200 mq.

■ View

of the glass window marking the banquet hall designed by Georges Heintz. This is a large flexible, modular space adapting to various requirements. The transparency of the glass surfaces opens up a wide view across the

landscape continuing into the long gallery facing the water. Bottom, the inside of the entertainment hall with permanent seating for 250, telescopic seating for 200 and a 200-squaremetre stage.

■ Prospettiva

della galleria, polo di ricevimento del centro, con un bar e un punto di informazione per il pubblico, e spazio espositivo. La galleria, progettata da Georges Heintz è lunga 150 m e rappresenta il legame simbolico tra natura e città.

■ Perspective

view of the gallery, the centre’s reception centre, furbished with a bar, public information point and exhibition space. The gallery designed by Georges Heintz is 150 m long and acts as a symbolic link between nature and the city.

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l Palazzo della Borsa di Milano è un esempio eclatante di come le Itecnologie informatiche rimettano

been set up by reinforcing the telematics network. The mezzanine is designed to back-up and support activities being held on the ground floor. It is actually equipped with catering facilities and separated from the main floor area by a mechanism for closing off some of the archways by means of glass bow-windows that are partly transparent and jut out into the internal courtyard. The redevelopment project also touched on the basement, mainly the perimeter area with its meeting rooms, technical areas for TV filming and two cafeterias. The Stock Exchange, which is more important as a symbol of the Italian economy than as a work of art, is a striking representation of the twentieth-century scene in Milan, that featured such key figures as Paolo Mezzanotte, Ponti, Lancia, Magistretti and Muzio. Paolo Mezzanotte’s most notbale works include Sacro Cuore di Gesu Church in Viale Piave and the Casa del Fascio in Via Nirone. While designing the Milan Stock Exchange, Paolo Mezzanotte prepared by studying the Stock Exchange buildings of important European cities like Amsterdam, Paris, Zurich and London. The layout of the main central hall and the large circular staircase in the lobby are actually reminiscent of designs used by such great architects as, for instance, Petrus Berlage, who designed the incredible headquarters of the Amsterdam Stock Exchange. But whilst the interior of the Milan Stock Exchange reverberates with the atmosphere, simplicity and precision of Northern Europe, the façade, on the contrary, is extremely monumental in its design, “Rome-style” as people used to say. In addition to its classical flavour, the façade is also clad with travertine. This enthusiastic homage to the Empire was not that popular: Carlo Emilio Gadda’s essay, later published in a book entitled Meraviglie d’Italia, expresses no opinion about the building, referring only to all the hectic activity associated with a stock exchange, the humble and bubble of trading and the boards brightly lit up with all the latest trade figures. Deeply engraved in the collective psyche as the place where investors make or lose great fortunes, the Stock Exchange is now - as is often the case when a work of architecture is enshrouded in coat of time - a physical presence or indelible icon on the Milan cityscape.

continuamente in gioco la configurazione spaziale degli interni. La rivoluzione elettronica ha radicalmente cambiato il rapporto fra l’esterno e l’interno: la telematica è come un virus elettromagnetico: una volta entrata in un’architettura ne trasforma il DNA, creandole due identità opposte. Più l’edificio è lontano nel tempo, più aumentano le differenze fra il corpo, radicato al luogo, e la sua anima elettronica in grado invece di viaggiare negli infiniti mondi del cyberspazio. Realizzato all’inizio degli anni Trenta, su progetto di Paolo Mezzanotte, Il Palazzo della Borsa che troneggia in piazza Affari ha subito un’importante ristrutturazione negli anni Novanta e ora è stato nuovamente fatto oggetto di un altro intervento curato dallo Studio AMA Group-Alfonso Mercurio Architetti Associati. Lo storico edificio necessitava della riqualificazione di alcuni spazi interni, soprattutto la Sala delle Grida, ormai in disuso in seguito all’aggiornamento delle tecnologie informatiche. Obiettivo di progetto era la trasformazione della struttura monofunzionale esistente in un ambiente flessibile, destinato ad accogliere attività quali convegni, esposizioni temporanee, corsi di formazione, eventi e occasioni d’incontro. La presenza al piano interrato delle fondazioni di un teatro romano d’epoca imperiale e di alcune pareti rivestite con ceramiche decorate con disegni di Gio Ponti, poneva vincoli di conservazione, poi risolti attraverso la loro massima visibilità. Parte del pavimento è stata resa trasparente con lastre di vetro calpestabili, su cui è tracciato un percorso museale con informazioni sulla storia della Borsa. Le ceramiche pontiane appaiono invece meno valorizzate, poco organiche all’insieme: forse mancano di una più decisa definizione, di una particolare messinscena invece della semplice conservazione. La grande sala delle contrattazioni, alta circa ventisei metri e sormontata da una cupola in vetro, è stata divisa in due diverse altezze, ponendo a circa nove metri un diaframma in vetro strutturale e acciaio, attrezzato con un velario mobile per un più agevole controllo dell’illuminazione naturale proveniente dalla cupola vetrata della copertura. Gli arredi della sala non sono fissi e permettono di configurare gli spazi con grande flessibilità distributiva creando, di volta in volta, luoghi opportunamente dedicati alle caratteristiche degli eventi in

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atto. Grazie al potenziamento della rete telematica, sono stati inoltre predisposti alcuni totem multimediali rivestiti in legno. Il piano ammezzato è destinato a svolgere funzioni di supporto e di servizio alle attività svolte al piano terra. Sono, infatti, presenti spazi dedicati al catering, quest’area è inoltre stata resa indipendente dal grande parterre grazie alla possibilità di chiudere alcune arcate con volumi vetrati, che formano bowwindows parzialmente trasparenti e aggettanti sulla corte interna. L’intervento di riqualificazione ha interessato anche il piano interrato, organizzato nella zona perimetrale con sale riunioni, aree tecniche per riprese televisive e due caffetterie. Opera importante più come simbolo dell’economia italiana che per la sua rilevanza artistica, il Palazzo della Borsa rappresenta in modo eclatante quel Novecento milanese di cui Paolo Mezzanotte è stato autorevole esponente insieme a Ponti, Lancia, Magistretti e Muzio. Fra le realizzazioni di Paolo Mezzanotte vanno ricordate la chiesa del Sacro Cuore di Gesù, in viale Piave, e la Casa del Fascio, in via Nirone. Durante la progettazione della Borsa di Milano, Paolo Mezzanotte si documenta studiando le Borse Valori di importanti città europee come Amsterdam, Parigi, Zurigo e Londra. La configurazione dell’ampio salone centrale e il grande scalone circolare dell’atrio risente, infatti, di soluzioni già impiegate da grandi architetti come, per esempio, Petrus Berlage, autore della straordinaria sede della Borsa di Amsterdam. Ma se l’interno della Borsa di Milano riverbera atmosfere, essenzialità e rigore nordici, la facciata è invece ispirata a un’esasperata monumentalità, come si diceva un tempo, “alla romana”. La facciata, oltre alla forma classicheggiante, è anche rivestita in Travertino. L’appassionato omaggio all’Impero non entusiasmò più di tanto: Carlo Emilio Gadda, in un suo testo giornalistico, poi pubblicato nel libro Meraviglie d’Italia, evitò qualsiasi giudizio sull’edificio, soffermandosi invece sulla frenetica attività legata alle contrattazioni borsistiche, sul concitato vociare delle transazioni e sui tabelloni con i numeri luminosi delle quotazioni. Sedimentatosi nell’immaginario collettivo come luogo deputato delle fortune (o sfortune) borsistiche degli investitori, oggi il Palazzo della Borsa è diventato – come accade spesso quando un’architettura è avvolta dalla patina del tempo – una presenza, un’icona indelebile del paesaggio urbano milanese. Carlo Paganelli

he Milan Stock Exchange is a startling example of how comT puter technology constantly calls into question the spatial layout of interiors. The electronics revolution has radically changed how interiors and exteriors interact: telematics is like an electro-magnetic virus: once it enters architecture is transforms its DNA, creating two conflicting identities. The older the building, the greater the differences between its basic structure, entrenched in the ground, and its electronic soul capable on the contrary of travelling through the infinite worlds of cyberspace. Built in the early 1930s based on a design by Paolo Mezzanotte, the Stock Exchange looming over Piazza Affari in Milan underwent considerable modernisation work in the 1990s and has recently gone even more restructuring by Studio AMA Group-Alfonso Mercurio Architetti Associati. Some of the historic old building’s interiors needed renovating, notably the Sala delle Grida, now out of use due to the updating of modern computer technology. The project was designed to turn the old single-purpose structure into a flexible environment designed for catering for activities like conventions, temporary exhibitions, training courses, meetings and other events. The foundations of a Roman theatre dating back to the Imperial Age in the underground level and a number of walls covered with ceramics decorated with designs by Gio Ponti meant that certain conservation constraints had to be taken into account, eventually handled by exploiting maximum visibility. Part of the floor was made transparent by installing sheets of glass that can be walked over, marked out with a museum route providing information about the history of the Stock Exchange. Ponti’s ceramics have received rather less attention than the rest: perhaps they have not be given the kind of special setting and staging they deserved, instead of just being conserved. The approximately twenty-six metre high trading hall covered by a glass dome has been split into two different levels with a steel and structural glass diaphragm placed at a height of about nine metres, fitted with a moving curtain to make it easier to control natural lighting through the roof’s glass dome. The hall has no permanent furnishing, so that the spaces can easily be adapted to create, as need be, specially designed places geared to the events being held. Some woodclad multi-media totems have also

Matteo Piazza

Un simbolo per la città Renovation of Milan Stock Exchange

Progetto: A.M.A. Group-Alfonso Mercurio Architetti Associati

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Credits Project: A.M.A Group - A.M.Architetti S.r.l. -Roma Project Principal: Alfonso Mercurio Project Director: Rodolfo Fugger Project Manager: Andrea Carvelli Project Architects: Giuseppe Brogna, Emanuela Orlandi, Donatella Schisano Project Team: Simone Coppola, Danilo Maglio

Computer Modeling: Michele Angeletti, Roberto Mercurio, Enrico Petti Site Supervision: Matteo Palmieri HVAC, Electrical, Life & Safety, Multimedia and Audiovisual Engineering: M+W Zander Italia S.r.l. Glassworks consultant: Polar S.r.l. Acoustical consultant: Agostino Bazzo Multimedia/Audiovideo consultant: Aldo Trivini

Project Manager: Daniele Toschi General Contractor: ATI: M+W Zander Italia A.M.A. Group Metalworks: F.lli Lombino - Torino Façade Systems and Glass: Polar S.r.l. Frameworks: SICEF Wall Paint: Q-Silmont Interior Lighting Systems: Disano Illuminazione Interior Flooring and

Moquette: Liuni, Anker PVC, Wood: Liuni False Ceilings: Armstrong, Knauf Partition Walls: Q-Silmont Doors: Q-Silmont, Paolini Arredamenti Ironworks: Iannuzzi Gerardo Sistemi e carpenteria per l’edilizia Climatisation: Brema Impianti

Security: Generali Impianti Electrical Plants: IEM Multimedia and Audiovision: Euphon / GR Video Furniture systems: Poltrona Frau, Paolini Arredamenti Blindino Systems: Silent Gliss Client: Piazza Affari Gestione e Servizi S.r.l. - Milano

■A

sinistra, l’ingresso di Palazzo Mezzanotte sede della Borsa di Milano. Sopra, il grande lucernario di vetro strutturale e acciaio che chiude lo spazio a doppia altezza della sala convegni al Parterre Nella pagina a fianco, pianta e sezione dell’intervento. Nelle pagine precedenti uno dei rivestimenti in ceramica di Giò Ponti. ■ Left, entrance to Palazzo Mezzanotte, the home of the Milan Stock Exchange. Above, the large skylight made of structural glass and steel closing off the doubleheight space of the ground-floor convention hall. Opposite page, plan and section of the project, Previous pages, one of the ceramic coverings designed by Giò Ponti.

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■ In

queste pagine, viste della sala convegni con la nuova copertura vetrata dotata di velari mobili per permettere il controllo dell’illuminazione naturale e con funzione fonoassorbente di protezione acustica e visiva.

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■ These

pages, views of the convention hall showing the new glass roof fitted with moving veils to control natural lighting and with a protective acoustic/visual soundproofing mechanism.

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■ Al

piano interrato, arricchito dai rivestimenti in ceramica di Giò Ponti, è stato realizzato un pavimento vetrato per valorizzare i reperti archeologici del teatro romano e un percorso museale che mostra le fasi dell’evoluzione della storia della Borsa. ■ Underground level, a glass flooring embellished with ceramic coverings designed by Giò Ponti was designed to focus on the archeological remains of a Roman theatre and a museum pathway showing the various stages in the history of the Stock Exchange.

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■ Sopra,

una delle sale riunioni realizzate nella zona perimetrale del piano interrato chiudendo parzialmente le arcate esistenti. A destra, una delle nuove aule per i corsi di formazione. ■ Above, one of the meeting rooms built in the perimeter area of the underground level by partly closing off the existing archways. Right, one of the new halls for the training courses.

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Mario Botta e la Scala For Milan na città è una architettura, e come tale è luogo reale ma anche luogo U immaginario. A differenza di un fatto architettonico puro, è destinata a evolversi: è quindi un’architettura dinamica che cresce individuando al suo interno dei nuclei propulsori di forze di sviluppo, punti focali carichi di significati che ne caratterizzano poi il contesto. Milano è cresciuta nei secoli in questo modo: come ogni città europea medievale non di nuova fondazione, è ricca di “monumenti”, architetture di rilievo isolate, costruite in epoche diverse in aree libere, attorno alle quali si è generato un tessuto urbano cucitosi poi lentamente con altre “isole di significanza”. Il caso del Teatro alla Scala è tra questi, ma con alcune peculiarità: fu edificato nel 1778 dopo una demolizione, all’interno del tessuto medievale, di un grande convento e di una chiesa del 1300. Fu per quell’epoca un atto rarissimo, un segnale di coraggio urbanistico del tutto anomalo in nome di una forte volontà di significato che si voleva per quel luogo e in quel momento. La Scala ha mantenuto la sua funzione immutata nel tempo: non è solo la sua forma quindi a essere parte integrante della città dopo 200 anni, ma anche il suo ruolo, carico di valore immateriale che interviene sullo sviluppo organico della città. In campo urbanistico, secondo la teoria delle permanenze di Poète, legata alle persistenze dei segni fisici del passato, i monumenti ancora “in vita” per restare tali a volte devono cambiare: la vera permanenza di una città è allora garantita dal “locus”, dal piano, dalla forma della città che è sempre la forma di un tempo della città. E’ con questa ottica che si può affrontare la lettura della “nuova Scala” di Mario Botta, un importante intervento di restauro funzionale di tutta la parte dei servizi del teatro che terminerà nel 2004, e comprenderà quasi l’intero isolato, facendone il teatro lirico più grande d’Europa. Botta ha infatti cercato una relazione tra “locus” e progettazione, mutuando dalla città stessa i segni che caratterizzassero di nuovo la Scala come zolla contagiosa di fertilità architettonica. In un teatro la ricchezza di un impianto scenico è nel poter salire: la torre scenica che lo contiene, alta 37 metri e fulcro del progetto, è un imponente parallelepipedo in pietra che si staglia protettivo come un mastio all’interno del complesso del teatro, puro nelle linee come un krak crociato e rigoroso come una cripta romanica. Nelle Elegie Duinesi Rilke indica, tra le cose che segnano la presenza dell’uomo sulla terra, la torre come archetipo architettonico principe. Botta la introduce alla Scala per compensare la orizzontalità del blocco set-

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tecentesco con una dinamicità verticale, ma soprattutto per farvi un intervento di tensione architettonica. Nel Settecento l’architettura era di intenzioni piane, senza particolari nascondimenti alchemici o misteriosofici: non sprigionava metafore come nel Cinquecento o Seicento. La torre, architettura dell’enigma per eccellenza, ne aumenta la tensione storica, alzando contemporaneamente la temperatura in una intera zona della città, tutta dello stesso periodo storico. Una torre ha sempre una valenza di relazione forte col territorio: è luogo emergente, riconoscibile, visibile a distanza, nasce per essere vista, ma soprattutto nasce dove sta per accadere qualcosa. In questo caso l’accadimento è al suo interno, una sola fessura nella torre promette lo svelarsi della sorpresa solo quando si entrerà in teatro. Accanto alla torre il pieno del volume ellittico che contiene i servizi e la mensa dialoga con il vuoto curvo della sala del teatro, e ottiene in pianta naturalezza di passaggio dal monumento all’intervento contemporaneo, senza salti di tratto o incertezze nella velocità del segno. L’ellisse, forma geometrica prediletta da Borromini, conterraneo e frequente ispiratore dell’architettura di Botta, ha sempre avuto un ruolo solennizzatore dello spazio per la ricchezza dei suoi contenuti simbolici. Morfologicamente ha però un ruolo costante in architettura: è presente, dal Rinascimento in poi, in ogni momento di crisi o di passaggio, quando è necessaria una mediazione culturale, quando si cerca la cifra di un cambio di linguaggio o di ritmo. Qui le forme geometriche primarie dell’ellisse e della torre vogliono essere facilmente riconoscibili parlando alla memoria, e permettendo al tempo stesso un controllo ragionato della luce, vera matrice dell’architettura, secondo un approccio tipico della scenografia teatrale. Questo è un teatro e Botta lavora, come in teatro, con la forma stabile, i volumi, e con la forma instabile, la luce, che ne sottolinea le suggestioni. La luce è protagonista assoluta, sia nel pieno che nel vuoto: il senso del teatro e della rappresentazione scenica si fondano su queste forze opposte yin e yang, come opposti sono attore e spettatore, scena e platea. Nella nuova Scala si determina una definizione formale quasi antitetica dei due spazi: monumentale e ricco quello del Piermarini, primitivo ed essenziale quello di Botta. Ma se il teatro è l’arte dell’esistenza umana nello spazio, come sosteneva Barrault, allora il dualismo è la cifra adatta a rappresentarlo, e la contrapposizione di differenti morfologie spaziali non ne che è che la più naturale conseguenza. Isabella Goldmann

city is a work of architecture and as such it is both a real and A imaginary place. Unlike a pure architectural fact, it is destined to evolve: this makes it a dynamic work of architecture that develops in terms of its own internal driving forces, focal points charged with meaning characterising its context. Milan has developed along these lines down the years: like any Medieval European city that has been around a long time, it is full of “monuments”, isolated instances of notable architecture built during different periods in free areas around which an urban fabric has gradually been stitched together with other “islands of meaning”. La Scala Theatre is a fine example, although it has certain features all of its own: it was built in 1778 after a 14th-century church and large convent were knocked down inside its Medieval fabric. This was a rare event back in those days, a sign of quite exceptional town-planning courage in the name of a real desire to create something meaningful in that place at that time. Almost unique of its kind, La Scala still serves its original purpose: this means that it is not just its form that is still an integral part of the city 200 years later, but also its role of great symbolic value affecting how the city has developed. In the realms of town-planning, according to the Poet’s theory of the permanent traces of physical signs from the past, if monuments still “in life” are to remain such they must change: the continuing existence of a city is therefore guaranteed by the “locus”, plane or form of the city, which inevitably represents the city’s form at a given moment. This is the light in which we need to take a look at Mario Botta’s “new Scala”, an important renovation project on the entire services/utilities part of the theatre planned to be completed by 2004 and incorporating almost the entire block turning it into the biggest Opera House in Europe. Botta tried to find some relation between “locus” and design, drawing the changes characterising the new Scala’s contagious architectural fertility from the city itself. The power of a theatre’s stage design lies in its vertical potential: the 37-metre-tall stage tower holding it and at the hub of the project is an imposing stone parallelepiped standing out protectively like a keep inside the theatre, as stylistically pure as a Krak from the Crusade period and as austere as a Romanesque crypt. In his Elegie Duinesi, referring to

the things marking man’s presence on Earth, Rilke points to the tower as the main architectural archetype. It is almost an anthropological cultural constant, a distinctive feature of Italian architecture, Milan’s in particular. Botta incorporates it in La Scala to compensate for the horizontal nature of its eighteenth-century block, injecting vertical dynamism and, above all, instilling vibrant architectural force. In the 18th-century architecture was extremely clear-cut with no hidden alchemies or mysterious forces: it had none of the metaphorical power it had back in the 16th17th centuries. The tower, architecture’s greatest enigma, adds to the historical tension, simultaneously raising the temperature of an entire area of the city all built during the same period in history. A tower is always closely related to the territory: it is an emerging, identifiable place, visible from afar and designed to be seen, but most importantly of all it is built where something is about to happen. In this case it happens inside the tower, one single slit in the tower promises to reveal the surprise only upon actually entering the theatre. The ellipse, Borromini’s favourite geometric form (who came from the same place as Botta and often inspires his work), has always served to give a more solemn note to space through its wealth of symbolic force. But morphologically speaking it serves the same old role in architecture: from the Renaissance onwards, it has always been there at times of crisis or transition, when cultural mediation is required and a change of idiom or rhythm is needed. Here the basic geometric forms of the ellipse and tower are supposed to be easily identifiable through memory, This is a theatre and, as in a theatre, Botta works with stable form, structures, and unstable form, light, that heightens the overall effect. Light is the key player in the solid structures and opens space: a sense of theatre and staging blend in with these contrasting forces, yin and yang, just as the actors and audience, stage and seating are opposing features. The new Scala creates an almost antithetical formal distinction between two spaces: Piermarini’s rich and monumental space, and Botta’s simple, primitive space. But if, as Barrault claimed, theatre is the art of human existence in space, then dualism is the way to represent it and the contrast between different spatial morphologies is the inevitable consequence.

■ In

questa pagina, un’immagine della situazione esistente, sezione longitudinale e modelli del progetto per la ristrutturazione della Scala di Milano. L’intervento prevede una parte conservativa e una parte di ricostruzione con i due elementi emergenti

costituiti dalla nuova torre scenica inscritta in un parallelepipedo arretrato di due metri rispetto al fronte di facciata lungo via Verdi e dal nuovo volume a pianta ellittica lungo via Filodrammatici che ospiterà i servizi di scena.

■ This

page, a picture of the existing state of affairs, longitudinal section and models of the project to modernise the La Scala Opera House in Milan. The works involves both conservation and rebuilding, including the construction of a new stage tower inscribed

inside a parallelepiped set back two metres from the facade front along Via Verdi and a new ellipticalshaped structure along Via Filodrammatici that will house the stage props.

Marco D’Anna

Progetto: Mario Botta

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“Esplosione” generatrice In Cosenza

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Progetto: Marcello Guido

■ Vista

generale dell’intervento di copertura degli scavi archeologici condotti dalla Soprintendenza Archeologica di Reggio Calabria nel centro storico di Cosenza.

■ General

view of the work on covering the archeological digs carried out by Reggio Calabria’s Archeological Superintendancy in the old town centre of Cosenza.

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le piazze nascono fin da subito come tali, come piazze appunto, O e poi riescono a sopravvivere nel tempo mantenendo più o meno la loro identità fisica, o niente. La cosa è talmente evidente, e anche logica, che sorprende l’accanimento invece con cui molte amministrazioni si dedicano a dilapidare risorse per riconvertire stracci di spazi in piazze appunto. Non è il caso di generalizzare troppo (un poco sì, però). Per restare nel vecchio continente, a Barcellona per esempio si son fatti e si fanno in questo senso miracoli. Trattando la città come un insieme architettonico, si sono riportati all’onor del mondo luoghi perduti, spacciati. Ma il procedimento e l’intelligenza sottostante sono radicalmente diversi, hanno altra natura, limpida, deideologizzata. “A pesar de todo, la desolacion es ahora mas suportable”: la migliore e più struggente espressione compiuta di questa philosophy così attuale (Viaplana e Piñon). In realtà probabilmente è proprio il termine piazza che non dovrebbe essere più utilizzato a sproposito, carico com’è di retaggi vetusti tipomorfologici. Ancora pochi mesi fa a Cosenza, in piena città antica, c’era un buco, una assenza di costruito, lì da più di cinquant’anni, dopo i bombarda■ Pianta delle coperture. ■ Plan of the roofs.

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menti dell’ultima guerra mondiale. Battezzato, manco a farlo apposta come appunto si diceva, piazza Toscano. Affacci di case nati per non essere facciate, proiettati senza aspettarselo nel vuoto, neppure un filo, muri ciechi, corpi di fabbrica anche consistenti mozzati e tamponati nel corso del tempo. Sezioni del suolo segnate da consistenti dislivelli. Un panorama interessante, anche visibile dall’alto, data la natura di convalle del luogo, dovuta alla complessiva orografia urbana, molto mossa. Poi, in questi ultimi anni, una minuziosa campagna di scavi, condotta dalla Sovrintendenza Archeologica di Reggio Calabria, ha portato alla luce un giacimento ghiotto, stratificato a più livelli, dall’alto in basso prima quello medievale, poi quello romano, infine quello bruzio. Una trivellazione della storia. Qui da noi magari ci si è abituati, e non è raro provar fastidio per questo continuo avere a che fare con un terreno quasi ovunque minato. Ma l’insieme, visto con sufficiente distacco, è notevole, potente. Molto più di quanto basta, in genere, a bloccare ogni intervento, magari per anni, per poi tirar fuori una qualche sistemazione senza volto, interscambiabile, apparentemente minimal ma in realtà soltanto senz’anima.

Invece Guido, dotato evidentemente non soltanto di capacità progettuali fuori dal comune, ma anche di grande abilità tattica se non strategica (come penserà chi conosce il milieu), o forse della ancor più rara astuzia delle colombe, è riuscito a trasformare quest’inenarrabile coacervo di terra, case e cose in una architettura e un luogo tutti nuovi e dotati di loro forte inequivocabile identità. Guardando da sopra, dall’esterno, è come se una pioggia di lastre di cristallo mista a spuntoni di trafilati metallici, violentemente sospinta da un vento battente, si fosse abbattuta sugli edifici, incastrandovi decine di tracce indelebili. Considerando invece l’invaso dal basso, l’impressione è quella di una sorta di sommovimento tellurico, una crosta di vetro e ferro spaccata e sollevata a brani, con scorie finite, per la violenza dell’accaduto, fin sulle case attorno. Il risultato è inconsueto: sicuramente, inaspettato per chi, girato l’angolo, vi piomba dentro. L’irresolubile questione della piazza che mai potrà esistere se già piazza non è nata è abilmente evitata. Esiste, ora, un’architettura dentro ciò che vuoto non è più: frantumata, accavallata, perfino talvolta concitata, e questo è quanto dalle finestre circostanti si vede. Non è questione di rintracciare fili che mai

sono esistiti. Semmai l’insieme è descrivibile come un intreccio complesso di panorami reciproci. Passaggi, percorsi e strade, con gran ricchezza di selciati, solcano in varie direzioni la densa concrezione di volumi. Talvolta si cammina sul vetro, sorvolando pietre antiche, che in altri casi appaiono ingabbiate ma sempre ben visibili per trasparenza. I resti archeologici divengono una sorta di subscape, anche inquietante per diversità e strapiombi. Compresenza di mondi diversi su piani diversi. Riflessi, a seconda delle ore del giorno o del buio della notte, di intorni ocra bruciati dal sole e delle loro cicatrici; e rimbalzi di luce fra superfici vitree. Difficile negare che, a modo suo, questo sia un piccolo universo molto materico. Un nido di frammenti sta appollaiato lassù, in un angolo. Niente fioriere, niente aiolette, niente ricamini cincischiati. Semmai un penchant verso una accentuazione espressionista delle strutture, tutte puntute quelle metalliche, e sbalzate quelle cementizie. Spilloni e al medesimo tempo tracce rapprese dell’esplosione generatrice, secondo un procedimento caro ai futuristi, sbarre di ferro di varia sezione trafiggono qua e là la costruzione; verniciate di rosso, forse non sarebbero dispiaciute a Viganò. Maurizio Vogliazzo

own squares either appear as T such immediately (viz., clearly as what they are), and then manage to survive down the ages basically holding on to their physical identity, or they never really come into being at all. This is all so obvious and even logical that it is stunning to note how much time and money city councils devote to organising little competitions and then commissioning people to convert these spaces into squares. We are only talking about Italy, of course. There is no point in over-generalising (although we are entitled to generalise a bit). Keeping to Europe, there is no denying that Barcelona has done miracles in this respect. Treating the city as an architectural whole, certain forgotten old places have been brought back to life; now obligatory stops on modern-day cultural pilgrimages, the latest form of intellectual (not to say poetic) travel most closely related to the grand tours of the past. But the procedure and intelligence underlying all this are quite different, they are clean-cut and non-ideological. “A pesar de todo, la desolacion es ahora mas suportable”: the best and most moving expression of this very cutting-edge philosophy (Viaplana and Piñon). In actual fact it is probably the word “square” that should not be used inappropriately, loaded as it is with old typo-morphological connotations.

Until just a few months ago the old Cosenza city centre had its own hole, a lack of building that had been there for over fifty years following the air raids during the last World War. Needless to say this hole had been call a square, Piazza Toscano. House fronts that were never meant to be facades, suddenly projected into empty space, blank walls and even large factory blocks chopped up and plugged up down the years. Sections of ground marked by notable height differences. The past engraved perhaps for ever in the dry clay of the dark jeep-green clay bricks. An interesting sight, even visible from above, given the place’s valley-like nature deriving from the extremely lively overall urban orography. Then, over recent years, a meticulous campaign of digs carried out by the Reggio Calabria Archeology Superintendency brought to light some exiting finds over several historial layers. Perhaps we are rather used to it here in Italy, and it can often be rather annoying to constantly come up against all these mined lands. But, viewed objectively in its entirety, it really is an impressive sight. More than it usually takes to interrupt any building work, perhaps even for years, only to salvage some sort of bland, interchangeable, apparently minimal construction actually lacking in any real spirit. Harmful, moreover, most signifi-

cantly to the relics and remains, which can no longer be distinguished, even in the memory, from hundreds of others all over Italy treated in the same way. But Guido, who evidently does not just have extraordinary design skills, but also notable tactical not to say strategic expertise (as anyone who knows the setting will think) or the even rarer slyness of a fox, has managed to transform this nondescript combination of land, houses and other things into an entirely new work of architecture and place furbished with their own clear identity. Looking from above, from the outside, it look as if sheets of glass mixed with spiky bits of protruding metal, blown around violently by a beating wind, had rained down on the buildings to leave indelible traces. Viewed from below, it looks rather like a telluric tremor, a crust of glass and iron broken up and blown onto the neighbouring houses in bits by the sheer violence of the event. The result is strange: certainly unexpected for anyone running into it as they turn the corner. The unsolvable issue of whether a square could ever exist unless it has always been one is neatly avoided. There is now architecture inside what is no longer an empty space: broken up and piled together, and this is what can be seen from the surrounding windows. This is no matter of retracing threads that never exi-

sted. If anything the entire thing may be described as an intricate web of reciprocal views. Pathways, roads and other ways full of paving cut through the thick concretion of structures in various directions. Sometimes you walk on glass, flying over old stones, which in other cases seem to be caged off but clearly visible thanks to the transparency. The archeological relics turns into a sort of subscape, quite disturbing for its diversity and sudden dips and drops. Different worlds co-existing on different planes. Reflections that change according to the time of day or night, ochre edges burnt by the sunshine and their scars; and light bouncing between glass surfaces. It is hard to deny that, in its own way, this is a small but very material universe. A nest of fragments is perched up there in a corner. No flower pots or flower beds, no fancy embroidery. If anything there is an inclination towards a more expressionistic slant in the structures, those made of metal are all pointed while those made of cement project out and overhang. Huge pins and, at the same time, traces deriving from the explosion that generated it all, working along the kind of lines the futurists would have been so fond of, iron bars with various sections cut through the building here and there; painted red, Viganò would perhaps have been fond of them. ■ Piante

e sezione dell’intervento. ■ Plans and section of the works.

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■ Particolari

dell’intervento che include l’area archeologica nel centro vitale della città attraverso percorsi e la sistemazione “a piazza” pavimentata in cristallo realizzata con un sistema di travi di acciaio sulle quali sono posate le lastre di vetro.

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■ Details

of the work including the archeological site in the very heart of the city featuring new pathways and a redeveloping of glass “piazza”-style paving constructed using a system of steel cables covered by sheets of glass.

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Sistemazione dell’area “Vestbanen” Progetto per la costruzione di uno dei maggiori complessi a vocazione culturale d’Europa: Il programma prevede la realizzazione di un totale 130 000 mq: biblioteca pubblica “Deichmanske” e museo “Stenersen” (20 000 mq), “Cinema Centre” dotato di 15/20 sale : 10 500 mq; Hotel con 400 stanze e Centro Conferenze con 2.000 posti (24 000 mq), negozi e ristorazione (10 000 mq), uffici (5.000 mq), alloggi (10.000 mq) Redevelopment of the “Vestbanen” area Project to build one of the most important cultural facilities in Europe: the brief refers to the construction of a total of 130,000 square metres: “Deichmanske” public library and “Stenersen” museum (20,000 square metres), “Cinema Centre” furbished with 15/20 theatres : 10,500 square metres; Hotel with 400 rooms and 2000-seat Conference Centre (24,000 square metres), shops and refreshment facilities (10,000 square metres), offices (5,000 square metres), accommodation (10,000 square metres) Committente/Client: Norsk Form www.norskform.no

Progetto vincitore/Winning project: Rem Koolhaas (Office for Metropolitan Architecture)

Foster and Partners Progetto ammesso alla seconda fase/Project selected for the second phase

Germania/Germany - Hamburg Sistemazione della “Jungfernstieg” Progetto per la sistemazione architettonica della “Jungfernstieg”, una delle principali strade commerciali del centro di Amburgo, posizionata in ottima posizione con vista sul mare. L’ente banditore ha richiesto la formazione di gruppi di lavoro composti da architetti, paesaggisti e artisti Redevelopment of the “Jungfernstieg”. Hamburg Project to architecturally redevelop the “Jungfernstieg”, one of the main shopping streets in downtown Hamburg in a fine position with a view out to sea. The commissioning body called for the creation of work teams made of architects, landscape designers and artists

1° premio/prize: André Poitiers, Hamburg WES und Partner, Hamburg 2° premio/prize: Feichtinger Architectes, Paris Henri Bava, Karlsruhe 3° premio/prize: Dissing - Weitling, Kopenhagen Jeppe Aagaard Andersen, Helsingør

Italia/Italy - Milano Nuovo Polo di Fiera Milano Progettazione esecutiva, direzione lavori e costruzione chiavi in mano del c.d. Nuovo Polo Espositivo, costituito da circa 465.000 mq di. superficie lorda di pavimento su di una superficie territoriale di circa 1.400.000 mq. Importo stimato complessivo dell’appalto forfait chiavi in mano è di Euro 450.000.000 New Milan Trade Fair Executive design, works management and turn-key construction of the New Trade Fair featuring about 465,000 gross square metres of flooring over a total land area of approximately 1,400,000 square metres. The tender is estimated to be worth a turn-key figure of 450,000,000 Euros Informazioni: Sviluppo Sistema Fiera S.p.A. - www.nuovopolofieramilano.it

Germania/Germany - Ingolstadt Polo scolastico nell’ex area militare “Auf der Schanz” Progetto per il riuso dell’ex area militare “Auf der Schanz” a Ingolstadt. l’area di progetto ha un’estensione di 45 ettari. Il programma prevede la realizzazione di un polo scolastico e campus universitario dotato di impianti sportivi School centre in the old “Auf der Schanz” military district. Project to make new use of the old “Auf der Schanz” military base in Ingolstadt. The project area covers 45 hectares. The programme involves the construction of a school centre and university campus equipped with sports facilities. Committente/Client: Staatliche Hochbauamt Ingolstadt

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Aggiudicatario/Winner: Massimiliano Fuksas, Astaldi S.p.A, Vianini Lavori S.p.A, Pizzarotti & C. S.p.A Progettisti/Team: Marzullo (Strutture/Structures), Natoli (Impianti/Plants), Lombardi e Altieri (Assistenza Specialistica/Specialistic Assistance)

1° 1° premio/prize (66.000 Euro): von Gerkan, Marg und Partner (Hamburg) 2° premio/prize (54.000 Euro): PBR Planungsburo (Rohling) 3° premio/prize ex aequo (36.000 Euro): Auer - Weber (München) 3° premio/prize ex aequo (36.000 Euro): Bar Stadelmann Stocker (Nürnberg)

COMPETITIONS

Norvegia/Norway - Oslo

+ europaconcorsi

+ europaconcorsi

COMPETITIONS

1° premio/prize: (39.500 Euro): Robert Rechenauer, München 2° premio/prize: (31.500 Euro): Boris Podrecca, Wien 3° premio/prize ex aequo: (23.600 Euro): Volker Giencke, Graz 3° premio/prize ex aequo: (23.600 Euro): Plasma Studio, London 5° premio/prize: (11.800 Euro): Stefan Hübner, Wien Peter Fink, München

Austria - Salzburg Ristrutturazione e ampliamento del Centro Nazionale di Studi Musicali “Mozarteum”, situato sulla Mirabellplatz a Salisburgo Modernising and extension to the “Mozarteum” National Music Centre in Mirabellplatz, Salzburg Committente/Client: Salzburger Bau- und Finanzierungsbetreuung GmbH

1° premio/prize: Jean Nouvel 2° premio/prize: Arata Isozaki 3° premio/prize: Mimesi 62 + Capestro e Palumbo

Italia/Italy - Firenze Recupero dell’ex Area Fiat in viale Belfiore Concorso di progettazione a inviti, con il patrocinio del Comune di Firenze, per la realizzazione di un albergo, una sala congressi, spazi per attività commerciali, ristorazione, uffici e posti auto interrati. L’albergo sarà gestito direttamente dalla UNA Hotel, società anche essa appartenente al gruppo Baldassini Tognozzi S.p.A. Salvaging of the old Fiat Area in Viale Belfiore Invitational design competition sponsored by the Florence City Council to build a hotel, conference hall, retail facilities, refreshment areas, offices and underground parking. The hotel will be directly managed by UNA Hotel, a firm also belonging to the Baldassini Tognozzi S.p.A. group

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Italia/Italy - Lignano Sabbiadoro Riqualificazione del Lungomare Trieste Progetto per la sistemazione, valorizzazione e riqualificazione architettonica e paesaggistica del Lungomare Trieste e dell’adiacente arenile che si sviluppano dalla Punta Faro alla Colonia elioterapica E.F.A., prevedendo un nuovo possibile rapporto tra il sistema lungomare-arenile-acque e le sue integrazioni con la città Redevelpment of the Trieste Water Front Project to redevelop, exploit and enhance the built/landscape of the Triest Water Front and mooring station stretching from Punta Faro to the E.F.A. Heliotherapic Colony, taking into account possible new relations between the system of water front-mooring station-waters and how they might be integrated into the city Committente/Client: Comune di Lignano Sabbiadoro

Italia/Italy - Sondrio Costruzione di un nuovo edificio scolastico per l’istruzione professionale Adeguamenti architettonici, funzionali e impiantistici dell’intera area del campus scolastico di Sondrio e per la costruzione, nella medesima area, di un nuovo edificio scolastico per l’istruzione professionale. Construction of a new school building for profressional training purposes Architectural, functional and plantengineering alterations to the entire Sondrio school campus area and construction, in the same area, of a new school building for professional training purposes Committente/Client: Provincia di Sondrio www.provincia.so.it

Ungheria/Hungary - Budapest

1° premio/prize: urbanFish.architects , Austria 2° premio/prize: db_Architecture, Turchia/Turkey 3° premio/prize: KLM Kelly-Lestard-Maldonado Architects, Argentina Progetto menzionato/Mention: Assael Architecture, UK

Centro conferenze per la Graphisoft Progetto per la realizzazione di un nuovo centro conferenze da costruirsi accanto al quartier generale della Graphisoft a Budapest Graphisoft’s Conference Centre. Project to build a new conference centre to stand alongside the main headquarters of Graphisoft in Budapest

2° Vincitore/Winner: Giorgio Pettenò (capogruppo/team leader) Venezia Progetti segnalati/Mentions: Roberto Denti (capogruppo/team leader) Reggio Emilia Ivan Sacchetti (capogruppo/team leader) Reggio Emilia Carlo Margini (capogruppo/team leader) Reggio Emilia

Usa - Minneapolis Ampliamento del Walker Art Center Il programma prevede la costruzione di 40.000 mq di superficie utile complessiva di cui un terzo destinato a nuovi spazi espositivi, un auditorium per 350 persone, una mediateca e un parcheggio sotterraneo per 670 posti auto e la sistemazione di 4 acri di parco. Costo di costruzione: 90 milioni di dollari Extension to the Walker Art Center Project to extend the Walker Art Center in Minneapolis. The programme envisages the construction of an overall available surface area of 40,000 square metres, a third of which designed for new exhibition spaces, a 350-seat auditorium, a media-library and a 670-space underground car park, plus the redeveloping of 4 acres of park land. Building cost: 90 million dollars Committente/Client: The Walker Art Center

Aggiudicatario/Winner: Herzog - de Meuron

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1° Vincitore/Winner: Laura Luconi, capogruppo/team leader Secondo classificato/Second ex aequo: Franco Luminari, capogruppo/team leader Secondo classificato/Second ex aequo: Karl Spitaler, capogruppo/team leader Quarto classificato/Fourth: Diego Toluzzo, capogruppo/team leader

Italia/Italy - Scandiano Polo fieristico di Scandiano Intenzione dell’ente era di mettere a confronto delle idee per la migliore risoluzione dei temi urbanistico-edilizi e di corretto inserimento paesaggisticoambientale connessi all’obiettivo di trasferire in aree appositamente individuate nel vigente PRG, il Polo fieristico con annessa area per spettacoli viaggianti localizzati rispettivamente in Piazza Prampolini - Parco della Resistenza e in Viale della Rocca - Via Cesari, a ridosso del Centro Storico di Scandiano Scandiano Trade Fair The body planned to compare ideas to find the best way of dealing with townplanning/building and proper landscapeenvironmental incorporation issues connected with the goal of moving the Trade Fair (and adjoining area for travelling shows) to areas specially designated in the PRG in force, respectively in Piazza Prampolini - Parco della Resistenza and Viale della Rocca Via Cesari, near the old town centre of Scandiano Committente/Client: Comune di Scandiano - www.comune.scandiano.re.it

1° premio/prize: Claudio Nardi, (capogruppo/team leader) Firenze 2° premio/prize: Luigi Mirizzi (capogruppo/team leader) 3° premio/prize: Paolo Gambarelli, (capogruppo/team leader) Fano Progetti Menzionati/Mentions: Franco Mancuso (Capogruppo/team leader) Venezia Italo Giorgio Raffin (Capogruppo/team leader) Pordenone Claudio Ronconi (Capogruppo/team leader) Perugia Giuseppina Bellapadrona (capogruppo/team leader) Roma

COMPETITIONS

1° classificato/First Luca Donner (capogruppo/team leader) Silea 2° classificato/Second Giuliano Daldello (capogruppo/team leader) Treviso 3° classificato/Third Marisa Fantin (capogruppo/team leader) Vicenza Segnalazione di merito/Mention Sandro Pittini (capogruppo/team leader) Mogliano Veneto Segnalazione di merito/Mention Alfonso Cendron (capogruppo/team leader) Mogliano Veneto

+ europaconcorsi

COMPETITIONS + europaconcorsi

Italia/Italy - Silea Sistemazione architettonica del centro storico della frazione S. Elena Redazione di un progetto di sistemazione architettonica del centro storico della frazione S. Elena e la riqualificazione ambientale delle aree limitrofe al fiume Sile, compresa l’isola Architectural redevelopment of the town centre of S.Elena Drawing up of a project to architecturally redevelop the old town centre of S.Elena and environmental redevelopment of areas bordering on the River Sile, including the island Committente/Client: Comune di Silea

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l’Arca2

l’Arca2

Rubriche e articoli sul mondo della progettazione, della produzione e della ricerca. Design, production and research.

La Francia alla Biennale di Architettura In Venice

Tonici con stile Progetto: Cyril Durant-Behar

L’ingresso, una sala e la piscina del Ken Club di Parigi, realizzato da Cyril Durant-Behar. The entrance, a lounge and the swimming pool at Ken Club in Paris, realized by Cyril Durant-Behar.

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Si è aperta l’8 settembre, in corso fino al 3 novembre, l’8 Mostra Internazionale di Architettura che quest’anno, con il titolo “Next” e la direzione di Deyan Sudjic, si concentra sul futuro dell’architettura mondiale sondando le nuove logiche espressive, come le nuove tecniche costruttive e i nuovi materiali utilizzati nel panorama dell’architettura costruita. In questa direzione, che fa perno sulla dimensione concreta e tangibile del “realizzato”, si inscrive la mostra “Contextes”, ospitata nel padiglione francese e curata da Marie-Ange Brayer e Béatrice Simonot. Sono presentati, in quest’occasione, i lavori recenti di undici architetti francesi le cui posizioni eterogenee vertono sulla definizione di un’architettura di relazione profondamente interagente con la specificità del contesto, naturale o urbano, di appartenenza. I progetti esposti mettono in luce la capacità dei singoli architetti di intervenire in un mondo in continua trasformazione proponendo un’architettura più interattiva e più partecipativa, quindi in grado di porsi essa stessa come momento di produzione di un ambiente. Manuelle Gautrand, Benjamin Avignon e Saweta Closet, Frédéric

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Borel, Decoi, Dominique Lyon e Pierre du Besset, dZO, Didier Fiuza Faustino, Jakob & MacFarlane, Lacaton & Vassal, Périphériques, RMDM offrono attraverso i loro lavori, sperimentali o realizzati e a diverse scale di intervento, un panorama ampio e articolato di differenti strategie di produzione dell’architettura. Il percorso espositivo si articola nella presentazione diversificata dei progetti, tra elementi costruttivi, istallazioni inedite, modelli, video, animazioni tridimensionali, disegni e documentazione scritta, che illustra le relazioni, i rapporti e le interazioni tra sfera del progetto, realtà costruita e contesto. Elena Cardani

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“Ho cercato di creare un’oasi di freschezza, di tonicità e di purezza, nel cuore di una Parigi aggressiva, linfatica e inquinata” con queste parole Cyril DurantBehar, progettista del nuovo centro di benessere Ken Club, sintetizza un concetto e un’esigenza che nella metropoli contemporanea rappresenta una realtà indubbiamente molto presente e sempre più diffusa: sorte di rifugi individuali e collettivi, parentesi fisiche o mentali all’interno della giornata lavorativa, le palestre e i centri sportivi sono divenuti ormai parte delle abitudini, costrette o piacevolmente vissute, di una larga fetta di popolazione urbanizzata. Particolarmente attento a integrare le esigenze psico-

in the French pavilion and run by Marie-Ange Brayer and Béatrice Simonet. The event will also present recent works by eleven French architects whose different positions hinge around the idea of relational architecture interacting closely with the specific features of the natural or urban context to which they belong. The projects on display highlight the ability of individual architects to work in a rapidly changing world, designing more interactive and involved architecture capable in itself of generating an environment. The different scale of experimental or built works by Manuelle Gautrand, Benjamin Avignon and Saweta Closet, Frédéric Borel, Decoi, Dominique Lyon and Pierre du Besset, dZO, Didier Fiuza Faustino, Jakob & MacFarlane, Lacaton & Vassal, Périphériques, and RMDM provide a clear and carefully gauged picture of different ways of designing architecture. The exhibition is organised around different ways of presenting the projects in a mixture of building features, new installations, models, video clips, threedimensional animation, drawings and written documentation illustrating the relations and interactions between design, built projects and context.

This year’s 8th International Architecture Exhibition, entitled “Next” and run by Dejan Sudjic, that opened on 8th September and will run through to 3rd November, focuses on the future of world architecture, probing new stylistic features, such as the new building techniques and new materials used in built architecture. This line of thinking, focusing on the concrete and tangible side of building, is also found in the exhibition “Contextes” on display

fisiche di una clientela selezionata, l’intervento di Cyril Durant-Behard coniuga all’offerta sportiva un ambiente e strutture di alta qualità. Elemento degno di nota, una scelta che, a scanso di rischiose e stucchevoli prove di stile, privilegia un vocabolario sobrio ed elegante che declina i diversi ambienti all’insegna di un gusto calibrato nei toni e nelle atmosfere. Sono l’idea dell’architettura e del disegno che guidano le scelte linguistiche dell’insieme, dosate nella declinazione delle tonalità cromatiche dei diversi ambienti (dal misterioso rosso Cina per gli spazi bar e ristorante, al grigio verde, neutro e rassicurante della piscina), come nella accorta selezione dei materiali di

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7. Avignon – Clouet, Appartement F, Bouguenais. 8. Manuelle Gautrand, Fondation François Pinault pour l’art contemporain, Île de Seguin, concorso/competition. 9. Lacaton & Vassal, Chais et la cave viticole, Embres & Castelmaure. 10. Didier Fiuza Faustino, Starwayto Heaven, Castello Branco. 11. Frédéric Borel, Institut du développement Local, Agen, 2001.

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sport-club degli anni Ottanta, conferma nella essenzialità delle soluzioni stilistiche una nuova idea di “luogo” di vita e di benessere, di spazio intimo e “segreto” dedicato al corpo e al relax. Elena Cardani

Premi per il marmo Prizes for marble Library in Alexandria in Egypt (1); Mario Botta's 1998 project for The Cymbalista Synagogue and Jewish Heritage Center in Tel Aviv, Israel (2), won the Interior Design Section and, last but not least, the architect Mehrdad Iravanian won the Urban Furbishing Section for the Koran Gateway Landscaping project in Shiraz, Iran, designed in 1995 (3).

3 1. Périphérique, Camping vertical, progetto/project. 2. Jakob & MacFarlane, idee per/call for ideas for the area World Trade Center 3. dZO, (Un)-Scripting, Flemington Jewish Community Center, concorso/competition. 4. dEcoi, Handlesman Penthouse, Londra, progetto/project. 5. Du Besset – Lyon, Bibliothèque de Troyes, 2002. 6. RMDM, New Opera in Oslo, concorso/competition.

rivestimento (ardesia, pietra, ciottoli per gli interni e cemento tinto, metallo verniciato, pietra lavica per gli esterni) fino alla equilibrata integrazione di luce naturale e artificiale. Il Ken Club, nato dalla trasformazione di un leggendario

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L’edizione 2002 del Marble Architectural Award, il premio internazionale per l’utilizzo particolarmente significativo di marmi e graniti in architettura, è stata dedicata a progetti realizzati in Nord Africa e Medio Oriente. Tre le sezioni premiate dalla giuria presieduta da Luigi Danesi, Presidente della Internazionale Marmi e Macchine di Carrara. Per la Sezione Rivestimenti esterni, il vincitore è stato lo Snøhetta Hamza Consortium per la nuova Biblioteca Alexandrina di Alessandria in Egitto (1); per la Sezione Progettazione di Interni, è stato premiato il progetto di Mario Botta per The Cymbalista

Synagogue and Jewish Heritage Center a Tel Aviv, Israele, realizzato nel 1998 (2); infine l’architetto Mehrdad Iravanian ha vinto la Sezione Arredo Urbano con il Koran Gateway Landscaping di Shiraz in Iran, realizzato nel 1995 (3). The 2002 edition of the Marble Architectural Award, a prize for making particularly significant use of marbles and granites in architecture, was devoted to projects designed for North Africa and the Middle East. The jury headed by Luigi Danesi, Chairman of the Carrara International Marbles and

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Machinery Committee, awarded prizes for three different categories. The Snohetta Hamza Consortium won the Outside Cladding Section for the new

Net surfing: MAA: www.immcarrara.com/maa/maa 2002/ Snohetta: www.snoarc.no/ Mario Botta: www.botta.ch Mehrdad Iravanian: www.iravanian.com

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100 Storie

La Casa della Musica-Sonar

Viste della Casa della Musica-Sonar, realizzato a Colle Val d’Elsa da Loris Cecchini.

Progetto: Loris Cecchini

Disegnare mobili può essere un esercizio molto complesso, con tutti i problemi di ingegnerizzazione, e di verifiche, che una produzione di grande numero può imporre: e i risultati sono spesso impeccabili, spettacolari. La materia è interpretata e compresa, le sollecitazioni previste e assecondate. Ma esiste, ormai da un secolo o forse più, anche una maniera, spesso praticata dalla stessa persona, di disegnare e fare mobili che percorre altri itinerari, guidata da altre intenzioni: quelle di raccontare i mondi fantastici, i desideri di chi pensa anche di esprimersi attraverso il progetto, fino alla costruzione di vere e proprie allegorie, diagrammi fisicizzati di pensiero. Alcuni architetti fanno questo, perché hanno scoperto che fare un mobile può essere anche, e non solo, proseguire nell’esercizio del progetto, del progetto d’architettura, raccontando così molte cose, il proprio tempo, il proprio esserci, il proprio amare, desiderare, volere. E poi, quando si pensa architettura, in qualsiasi scala, la si disegna o si preparano modelli in scala ridotta, le verifiche sono sempre incerte…… Nel mobile, l’esercizio del progetto si sviluppa in modo meno frustrante: si può procedere – ed è l’unico caso nel mondo del progetto – per disegni e per modelli, ma i modelli hanno la particolarità di essere in scala reale, uno a uno, non ridotta, e i materiali di essere quelli! Lavorare nel progetto e non

fermarsi a una frustrante scala uno a cento (quando va bene). Diventa una grande scoperta per esempio per quelli della mia generazione, come gli Archizoom, gli Ufo, i Superstudio, io stesso. Confrontarsi con il risultato del tuo percorso progettuale nella scala reale, con i materiali veri, in un brevissimo lasso di tempo (rispetto agli anni che un progetto d’architettura ti fa perdere, e tu dopo anni sei già altrove, sei dopo), realizzare il progetto, confrontarlo, confrontarsi, è giusto, è entusiasmante. All’artista visivo era permesso, all’attore, allo scenografo, all’architetto no. E così fare mobili diventa un momento importante del tuo raccontarti per architettura, per progetto, organizzazione di spazi. E visto che si è proprio all’inizio, ecco confluire in questi vere e proprie allegorie, la propria visione del mondo. Il mobile diventa veicolo, strumento per raccontarti e confrontarti, anche il luogo dei sogni, del fantastico, del visionario. A questo si accompagnano testi, disegni, e modelli, prototipi, paraphernalia. Ma c’è un responsabile di tutto questo. Chi è stato colui che ha iniziato a ricontaminare il processo progettuale degli ingredienti espulsi, nel mondo anni Trenta, dal tradizionale menu dell’architettura? Ettore Sottsass, nell’immediato dopoguerra, inizia un proprio percorso autonomo nel mondo del design, ove l’esperienza funzionalista sembra perdere forza, nelle sue mani, e acquistare Alcuni studi per mobili di Sergio Mannino. Sketches for furniture by Sergio Mannino.

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sicurezza invece la materia, il colore, il decoro. Spezie, queste, sospese, allontanate dal menu, quando l’architettura negli anni Venti, a rischio bulimia, decide di mettersi a dieta e di attenersi a quella, semplificata, di una pura geometria. Ettore comprende che questo, per lui, può essere a rischio d’anoressia, e piano piano riammette nel suo menu, per renderlo di nuovo equilibrato, materia, colore, decoro. Lo fa producendo mobili, vetri, ceramiche spesso a sue spese e spesso “...impossibili a farsi, impossibili a trasportarsi, impossibili a pagarsi...”. Andrea, Lapo, io, Cristiano, Adolfo, e poi Alessandro, Gaetano, Riccardo, capivamo guardando i suoi pezzi che sì, il progetto non era solo lo specchio di un mondo razionale ma poteva raccontare tante altre cose, tutti noi stessi, e anche i desideri, la voglia di amare, l’emozione, l’ironia, la trasgressione. Il progetto poteva raccontare, raccontarci. E ditemi se è poco. Fu un grande entusiasmo. Il radicale. La Global Tools, Alchymia, Memphis, una dopo l’altra esperienze in cui confluivano i primi studenti miei e di Adolfo, come Michele, e poi quelli di Buti, come Giovannoni e Venturini.

E per anni gli studenti e i giovani laureati da Firenze migrarono a Milano. Fra gli ultimi sedotti da questo clima Sergio Mannino resta colui che interpreta questo mondo nel modo più ortodosso come testimonia la mostra di suoi mobili allestita alla Galleria milanese Post Design fino al 20 ottobre. Già per il suo progetto di tesi cerca Ettore Sottsass, e con lui impara a progettare piccole abitazioni meravigliose, equidistanti tra natura e organizzazioni spaziali, semplici e intense, equilibrate e sorvegliatissime. I suoi mobili poi hanno in più un desiderio di catturare alfabeti e pensieri, al fine di descriverli e utilizzarli a organizzare racconti delicati che si costruiscono facendo, definendo spessori colori trasparenze. I più bei pezzi di Ettore per me sono quelli di quando si lascia andare e la sua materia si racconta per una percezione frontale, quasi una bidimensionalità che già direbbe tutto in un disegno ma che con l’aggiunta quasi meccanica della profondità, racconta anche la possibilità di esistere, e questa volta da sola, in una stanza. Sergio Mannino comprende la lezione, e questi suoi esercizi dicono dei suoi itinerari dentro se stesso e dentro di noi. Gianni Pettena

La Casa della Musica-Sonar a Colle val d'Elsa, realizzata da Loris Cecchini, è un'interessante intervento, a scala architettonica, di un giovane e affermato artista milanese. L'opera, come progetto speciale, fa parte del complesso di iniziative messe in atto in occasione della VI edizione di Arte all'Arte organizzata dalla Galleria Continua di San Gimignano, la cui regia è stata affidata, nel 2001, a Jerome Sans e Pierluigi Tazzi. La ricerca di Cecchini si rivolge a un inedito "orizzonte della quotidianità" che prende forma attraverso un continuo, giocoso confronto tra due ossimori, simmetricamente contrapposti: la falsità del vero e la verità del falso. In passato, l'interesse dell'artista si era rivolto, in senso del tutto ideale, alla tematica del paesaggio urbano periferico, che ricostruiva in forma fantastica ma verosimile, con assemblaggi di materiali prelevati dall'universo del gioco infantile; tramite la tecnica della fotocomposizione elettronica inseriva, successivamente, al loro interno immagini di personaggi reali, presi dalla strada in atteggiamenti quotidiani. Più recentemente il lavoro di Cecchini si è caratterizzato per un'originale e complessa operazione di “manipolazione” rivolta agli oggetti della quotidianità: televisori, computers, biciclette, pianoforti, e quant'altro. Di ognuno di essi realizza dei calchi, all'interno dei quali versa della gomma uretanica che si consolida al loro interno. Attraverso tale riproduzione-deformazione del referente oggettuale, egli ne

annulla la consistenza materica svuotandolo di senso, trasformandolo in puro involucro monocromo, deprivato della funzione; come la 'pelle' di cui il serpente si libera, essa diventa un'epidermide che “non racchiude più nulla” (Gianfranco Maraniello, Loris Cecchini, in: Sergio Risaliti, a cura di, “Espresso”. Arte oggi in Italia, Milano 2000, p. 108). “Sono opere che giocano sul piano di una ‘virtualità concreta’: ogni pezzo", scrive Cecchini, "è un calco di un oggetto vero e tuttavia risulta incongruente per la materia, il colore, la consistenza. E' un mondo paradossale, e il paradosso nasce dall'accumulo, dall'ossessione della replica, ma anche dal colore degli oggetti, il grigio ‘tecnico’ standard che hanno gli oggetti disegnati con i software per la modellazione tridimensionale prima di venire ‘texturizzati’, di ricevere la ‘pelle’ e il colore che sono loro propri” (Così commenta Cecchini la sua installazione intitolata "h()me 2001", esposta da Armani/Arte, in via Manzoni Milano. Cit in: Ada Masoero, Armani. Nello store dello stilista gli arredi "molli" e neutri di Loris Cecchini, "Il Giornale dell'Arte" n. 199, maggio 2001). Un esempio particolarmente significativo è l'installazione realizzata per l'ultima Biennale veneziana, BBBreakless, basata appunto su una “pelle” che configura il volume di una cella (in cui sarebbe rinchiuso un condannato a morte) le cui pareti sono mosse da un 'respiro' interno che corrisponde al ritmo della sua agonia. L'esempio sembra interpretare, quasi alla lettera, una

considerazione di Marshall McLuhan, ricordata da Toyo Ito in un suo scritto: a partire dagli anni Sessanta, “lo sviluppo dei media elettronici avrebbe fatto sì che la nostra cultura, (...) fortemente orientata verso la visione, sarebbe mutata e sarebbe divenuta dipendente dalle sensazioni epidermiche” (Toyo Ito, Tarzans in the Media Forest, "2G" n.2; 1997/II). Tale nuova società tattile, subentrata a quella visiva basata sul valore di misura e proporzione, sarebbe stata regolata da una diversa sensibilità proveniente dal mondo dell'elettronica: la pelle avrebbe funzionato come un sensore ad alta frequenza, captando i flussi di elettroni. Per la Casa della Musica-Sonar, il programma del Comune era quello di recuperare e riqualificare un capannone industriale degli anni Sessanta, che aveva acquistato e parzialmente ristrutturato, per realizzare un "luogo di incontro e di contaminazione" dove oltre ad eventi musicali fossero ospitate mostre d'arte, video-installazioni, rappresentazioni teatrali. Cecchini mette in pratica tale progetto arricchendolo della sua sensibilità artistica basata sul rovesciamento, in chiave surreale, del significato degli oggetti che ci circondano e che costituiscono l'universo entro cui siamo immersi. In tale operazione, ancora una volta, il medium digitale assume un ruolo fondamentale; attraverso la sua mediazione viene posto in essere un doppio transito tra realevirtuale, vero-falso e tali continue intersezioni non fanno che determinare un sistematico cortocircuito di valori e di sensazioni. L'intervento di Cecchini si articola in due direzioni: la creazione di un'immagine esterna provocante e seduttiva, a un tempo; l'invenzione di una spazialità interna coinvolgente e desituante. Per annullare visivamente i caratteri formali della ex struttura manufatturiera, l'autore la riveste con dei comuni materiali della produzione edilizia, in maniera non convenzionale: alla fronte d'ingresso vengono applicate piastrelle di gomma a bolli per pavimentazione industriale di colore arancione; mentre sulla

Views of Casa della Musica-Sonar, realized at Colle Val d’Elsa by Loris Cecchini.

lunga finestra laterale vengono ancorati dei tubi in PVC di colore, anch'esso, arancione. L'effetto che l'autore vuole raggiungere è quello di oggetto caratterizzato da una forte impronta ludica, a partire dall'insegna SONAR, sulla facciata principale, basata su un ironico gioco compositivo di enormi bolli bianchi luminosi. Nello spazio interno, di forma regolare, si trovano variamente dislocati: il palco, il bar (contenuto in un elemento scultoreo), la consolle del dj, oltre a una serie di mobili, di piccoli tavoli e sgabelli di metallo, il tutto di colore grigio. Sulla superficie delle pareti, come sugli elementi d'arredo è sovrapposta la medesima “pelle” disegnata a wire-frame e realizzata attraverso l'applicazione di un nastro di materiale fluorescente. Il suo disegno consiste nell'elaborazione-deformazione (tramite computer) di una trama a maglie quadrate. L'involucro e gli oggetti all'interno, così configurati attraverso l'azione opportuna delle luci vengono percepiti come materiali “morbidi”; la maglia virtuale elaborata al computer, dilatandosi nello spazio configura dolci colline ondulate; in questo modo, tale insieme, alla fine sembra avere il sopravvento investendo e catturando lo spazio reale. Michele Costanzo e Maria De Propris

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Quando l’ospitalità è un’arte

Innovazione, progettazione e valorizzazione del made in Italy sono alcuni temi portanti della 35a edizione di Tecnhotel Hospitality (Fiera di Genova, dal 9 al 13 novembre 2002). Sotto il profilo espositivo - oltre una serie di mostre e iniziative collaterali - sono da segnalare alcune novità: uno spazio dedicato all’illuminotecnica, realizzato in collaborazione con Intel; le nuove tendenze emerse nel settore delle forniture, che segna il ritorno delle aziende più qualificate del settore. Tra gli appuntamenti più

Max Ernst e la cerchia dei Surrealisti In Rome

Notizie sui principali avvenimenti in Italia e nel Mondo. Reports on current events in Italy and abroad.

seguiti, il Project Ring e Contract Design-International Design Award, giunti alla terza edizione. Fra i partecipanti esteri sono presenti, fra gli altri, studi di architettura di Gran Bretagna, Malta, Grecia, Svezia, Stati Uniti, Russia e Svizzera. Fra le novità di questa edizione, il rinnovato sito Internet www.tecnhotel-online.it, in cui sono presenti schede mirate e una speciale sezione dedicata alle associazioni di categoria con open forum tematici sulle problematiche di settore.

21° Congresso mondiale dell’UIA a Berlino

L’Unione Internazionale degli Architetti (UIA) e l’Associazione degli Architetti Tedeschi (BDA) hanno fatto di tutto per far naufragare il 21° Congresso mondiale degli architetti in programma a Berlino nel luglio scorso, ma fortunatamente non ci sono riusciti. Il delirio di onnipotenza dei due principali enti organizzatori dell’evento ha travolto i partecipanti con un ponderoso e fittissimo programma di conferenze, mostre, workshop, visite guidate, serate danzanti ed esclusivi simposi, adatto perlopiù a chi dispone di illimitate risorse in termini di tempo, denaro e resistenza fisica. Per sottolineare il disastro organizzativo il più autorevole dei settimanali di opinione tedesco “Die Zeit”, il giorno dell’apertura dei lavori annunciava un flop colossale, che avrebbe probabilmente portato alla rovina economica il BDA, la più prestigiosa associazione professionale tedesca, in un impeto di autolesionismo che era quasi un appello a disertare la manifestazione. Tuttavia, per fortuna, le energie che si sono riversate in questo evento sono molteplici e multiformi e allora, sforzandosi di essere selettivi per cogliere nel tam-tam degli addetti ai lavori le occasioni che

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meritavano più attenzione in relazione ai propri interessi, si potevano avere non poche e straordinarie occasioni di confronto, aggiornamento e scambio di idee. Nei due giorni che ho passato a Berlino ho veramente la sensazione di avere tastato il polso della situazione, forse non a livello mondiale, ma sicuramente a livello europeo, riguardo a quelle che sono le prospettive e le preoccupazioni della nostra categoria. Lo stato dell’arte è stato sintetizzato nel suo saluto inaugurale dal cancelliere Schroeder, il quale ha fatto appello al senso di responsabilità degli architetti per la costruzione di un ambiente più sano e sostenibile e ha ribadito il suo impegno di legislatore affinché all’architetto venga riconosciuto un ruolo paritetico a quello del committente nel processo edilizio per il raggiungimento di questo scopo. Alcuni tra i diversi approcci alle nuove questioni architettoniche sono stati presentati dai giovani architetti europei invitati al Forum organizzato dal sito amatter.de, tra i quali JeanPhilippe Vassal di LacatonVassal che ha illustrato i risultati della sua ricerca per il raggiungimento del miglior risultato architettonico (spazio e

comfort) con il minimo impiego di risorse, una nuova via alla progettazione sostenibile, ridotta ai minimi termini. Si sono proposti di riflettere sul tema anche i giovani architetti dell’Assia che hanno organizzato la mostra Substantial, chiedendosi cosa fosse essenziale nella progettazione e/o realizzazione di una architettura. Definitivamente esaurito il boom edilizio, di fronte ai milioni di metri quadri di terziario che giacciono invenduti in tutta la Repubblica federale tedesca, è compito delle ultime generazioni proporre una nuova riflessione sui contenuti del lavoro degli architetti. Vacanti purtroppo le scuole di architettura, le poche presenti si affidavano a immagini alla moda scopiazzate dallo star-system

dell’architettura in congruo ritardo, e mancavano soprattutto gli studenti, nei confronti dei quali gli organizzatori avevano eretto una insensata barriera. Erano invece ben rappresentate alcune città europee che mostravano le trasformazioni urbanistiche in atto. Tra queste spiccava Torino con i cantieri e i progetti per le Olimpiadi del 2006 e la candidatura al 23° Congresso mondiale dell’UIA, candidatura che ha prevalso sulle altre nella votazione del 29 luglio. Il prossimo congresso si terrà infatti a Istanbul nel 2005, e per il 2008 l’appuntamento è a Torino alla quale vanno i nostri migliori auguri di buon lavoro e l’invito a non ripetere gli errori dei berlinesi. Antonio Borghi

Per tutto il mese di ottobre, fino al 3 novembre è aperta a Roma al Museo del Corso-Fondazione Cassa di Risparmio di Roma la mostra “Max Ernst e i suoi amici surrealisti”. Si rinnova, con questo evento, l’interesse per il movimento surrealista che ebbe la particolarità di abbracciare non solo la sfera pittorica, ma più in generale una vera e propria filosofia di vita. Con Parigi e la mostra al Centre Pompidou, e Londra con quella alla Tate Gallery approdata ora a New York, Roma si pone l’obiettivo attraverso questa esposizione di testimoniare tale filosofia di vita, il tutto muovendo da una delle figure centrali dell’intero movimento, Max Ernst che attraverso la sua opera diede un’interpretazione assolutamente personale della poetica surrealista, sperimentando nel corso di un’attività frenetica che lo accompagnò fino alla morte tecniche sempre nuove. In mostra circa centodieci lavori di cui il nucleo centrale, costituito da oltre venti dipinti di Ernst realizzati tra il 1916 e il 1976, è completato dalle opere degli artisti tra i più rappresentativi del Surrealismo, come Jean Arp, Victor Brauner, André Breton, Londra Carrington, Salvator Dalì, Giorgio De Chirico, Paul

Delvaux, Marchel Duchamp, Alberto Giacometti, Wifredo Lam, Man Ray, Sebastian Matta, Francis Picabia e molti altri. Curatore della mostra Arturo Schwarz, tra i pochissimi superstiti ad aver militato nel Surrealismo, che offre una testimonianza diretta del movimento nell’introduzione e nelle note biografiche del catalogo edito da Mazzotta. The Museo del CorsoFondazione Cassa di Risparmio in Rome will be hosting the "Max Ernst and his Surrealist Friends" exhibition for the entire month of October through to 3rd November. This event injects fresh life into the surrealist movement, whose distinctive feature was the fact it moved beyond mere painting to encompass its own authentic philosophy of life. After the exhibitions at the Pompidou Centre in Paris and Tate Gallery in London (that has now moved on to New York), the Rome exhibition is designed to illustrate this philosophy of life through one of the key figures of the entire movement, Max Ernst, whose own work was a very personal rendering of surrealist poetics, constantly experimenting with new techniques right until his death. The exhibition will be displaying over one hundred

and ten works, notably ten paintings Ernst produced between 1916-1976, and completed by works by some of the leading Surrealist artists, such as Jean Arp, Victor Brauner, AndrÈ Breton, Londra Carrington, Salvator DalÏ, Giorgio De Chirico, Paul Delvaux, Marchel Duchamp, Alberto Giacometti, Wifredo Lam, Man Ray, Sebastian Matta, Francis Picabia and numerous others. The exhibition is being organised by Arturo Schwarz, one of the very few survivors of the Surrealist Movement who provides his own direct insights in the introduction and biological references to the catalogue published by Mazzotta. Net surfing Museo del Corso: www.museodelcorso.it Max Ernst: www.artchive.com/artchive/E/e rnst.html

In alto a sinistra/top left, Max Ernst, Interieur et paysage, olio su cartone/oil on board, 36 x 28,5 cm, 1912-13; a destra/right, Un

temps d’arrêt, olio su tela/oil on canvas, 129 x 80 cm, 1959. A sinistra/left, Petite Horde, olio su tela/oil on canvas, 19,5 x 24,5 cm, 1927.

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Renaudie a Ivry sur Seine

Le architetture e la ricerca progettuale di Jean Renaudie (1925-1981) sono presentate fino al 16 novembre a Ivry sur Seine nello spazio Gérard Philippe all’interno del Centro Jeanne Hachette. La mostra organizzata dalla città di Ivry e dal Centro Pompidou propone una retrospettiva dell’architetto francese contestualizzandola nel quadro urbano dell’insieme da lui stesso progettato a Ivry tra il 1970 e 1975 e tra 1979 e 1983. Ancor maggiore, quindi l’interesse di questa iniziativa che consente di comprendere nella sua globalità la poetica di Renaudie soprattutto per quanto riguarda il concetto di rinnovo urbano in un’ottica di confluenza di attività a funzioni miste, di percorsi pedonali, terrazze accessibili e

individuazione di un nuovo tipo di habitat sociale. Spinto dalla volontà di dimostrare la possibilità di un’alternativa architettonica, Ranaudie cerca di combattere la mediocrità dell’alloggio sociale in Francia operando in direzione di una nuova immagine di questa tipologia, come è chiaramente testimoniato dai suoi interventi a Ivry e prima ancora nel progetto presentato al concorso per la Ville nouvelle del Vaudreuil (19671968). Net surfing Galerie Fernand Léger : http://culture.creteil.iufm.fr/CRED AC/Credac_01.htm Jean Renaudie : www.chez.com/fransforarchitectu re/renaudie.htm Jean Renaudie, schizzo per la sistemazione urbanistica del centro di Ivry s/Seine, 1970/75. A destra, Peter Lorenz, modello della piscina Ilirija a Lubiana. In basso a destra/ bottom right, Studio Eau Genoux featuring Wieland & Gouwens, Very Luxurious Nocturnal-Guest-Set, 2002 (Courtesy Studio Eau Genoux). Jean Renaudie, sketch for the master plan of Ivry s/Seine, 1970/75. Right, Peter Lorenz, model of Ilirija swimming pool in Lublijana.

Ponti: una lunga storia

Presso il Museo Palladio in Palazzo Barbaran da Porto di Vicenza è aperta fino al 3 novembre la mostra "John Soane e i ponti in legno svizzeri. Architettura e cultura tecnica da Palladio ai Grubenmann". E' un viaggio che, incentrato sulle illustrazioni dei ponti in legno realizzate dall'architetto inglese durante il periodo del Grand Tour verso il 1780, ripercorre la storia di queste strutture che rivestono significati simbolici oltre che funzionali. Dalla descrizione del ponte sul Reno costruito da Giulio Cesare durante la guerra coi Galli nel 55 a.C., ai ponti progettati da Andrea Palladio per raggiungere le valli alpine in Veneto e realizzati dai carpentieri svizzeri Johannes e Hans Ulrich Grubenmann. La mostra intreccia

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architettura e ingegneria, artigianato e storia in un affascinante itinerario sia visivo che mentale. Net surfing La Mostra: www.arcobaleno.net/cultura/John Soane.htm Palazzo Barbaran: www.comune.vicenza.it/turismo/ ville/ville.htm John Soane: www.greatbuildings.com/architec ts/Sir_John_Soane.html Palladio: www.cisapalladio.org Ponti, storia: www.tecnologos.it, www.icomos.org/studies/bridges. htm Hans Ulrich Grubenmann e Ponti svizzeri: http://home.worldcom.ch/pdelacr e/grubenmann.htm

L’anaphora dell’architettura

L’Europa di Basilico

“L’architettura non è un gioco per pochi selezionati, è uno strumento per lo sviluppo spirituale e culturale dell’umanità…la percezione dell’architettura è un processo aperto a tutti. Colui che percepisce è un artista”. Sono solo alcune frasi riprese da un articolo presentato da Peter Lorenz che offrono un’idea, seppur sommaria e sintetica, della filosofia progettuale dell’architetto austriaco attualmente a capo di uno studio a Innsbruck, a Vienna e, dal 2000, anche a Trieste. Con una curriculum professionale che conta oltre 250 lavori, tra realizzati, progetti e concorsi in vari settori di intervento, dal residenziale all’interior design, Lorenz è tra i rappresentanti più significativi del panorama architettonico contemporaneo non solo in ambito austriaco ma anche internazionale. Un’ occasione di approfondimento della sua opera è senz’altro la mostra organizzata a Napoli dal 12 ottobre al 10 novembre, presso la sala Sisto V del Monastero di San Lorenzo Maggiore, che traccia un esauriente profilo dell’approccio

Fino al 20 ottobre, la Galleria Civica d’Arte Moderna di Torino dedica un’ampia rassegna all’opera fotografica di Gabriele Basilico. Sono esposte opere realizzate tra il 1978 e il 2002, presentate per progetti specifici e zone tematiche. Tra le serie in mostra Milano, ritratti di fabbriche (10781980), Bord de mer, viaggio lungo la costa nord della Francia (1984-1985), Porti di mare (1982-1988), Beirut (1991), realizzata alla fine della lunga guerra insieme ad altri fotografi come Robert Frank e Joseph Koudelka, The

metodologico dello studio evidenziando i caratteri salienti di un processo creativo basato sulle interconnessioni tra la realtà territoriale, urbana o paesaggistica e livello di percezione. Un’architettura di metodo e di sintonie tra sentimento e capacità creativa, generata dal tessuto di relazioni proprio alle specifiche situazioni contestuali: la cifra progettuale di Lorenz è testimoniata dalla varietà e molteplicità del suo operato di cui, la sede del supermercato M-Preis a Telfs in Austria (l’Arca 170) o i progetti per Trieste della Casa Bizantina, Largo Barriera e Canale Futuro ne offrono un esempio particolarmente convincente.

“Latent Space” è il titolo della mostra proposta dal Netherlands Architecture Institute di Rotterdam fino al 20 ottobre. Partendo dal presupposto che nessuno spazio è neutrale, la mostra, ideata e sviluppata in collaborazione con Henry Urbach Architecture di New York, si propone di indagare le tensioni e le reazioni provocate da diversi tipi di spazi costruiti sui loro utilizzatori. Vengono proposte nuove strategie per creare ambienti in grado di mettere a nudo sensazioni e reazioni che normalmente vengono soppresse inconsciamente. L’allestimento stesso dell’esposizione, progettato da Dirk Krechting e Jasper de Haan, mira a contenere e rivelare sensazioni latenti: desiderio, potere, fantasia, eccitazione, fastidio, sensualità. Gli artisti e architetti che partecipano alla mostra sono: Ricci Albenda, Aziz+Cucher, Katharina Bosse, Diller Scofidio, Elmgreen+Dragset, Jürgen Mayer H., Ebru Ozsecen, Studio Eau Genoux, Alex Schweder. Working on the assumption that no space is neutral, the exhibition, which was devised and developed in conjunction with Henry Urbach Architecture from New York, sets out to investigate the tension and reactions caused by various types of built spaces on their users. New strategies have been worked

Net surfing GAM: www.gamtorino.it Gabriele Basilico: www.archinter.net/archinternet /lst-ppt/lst-basilico.htm Fotografi: www.akinda.com/area/mondofo to/grandifotografi.asp

19 progetti per nuove comunità

Nuove strategie spaziali Latent Space out to create spaces capable of bringing out the sensations and reactions that are usually pushed back into the subconscious. The way the exhibition is installed by Dirk Krechting and Jasper de Haan aims to contain and reveal latent sensations: desire, power, imagination, excitement, annoyance, and sensuality. The artists and architects taking part in the exhibition are: Ricci Albenda, Aziz+Cucher, Katharina Bosse, Diller Scofidio, Elmgreen+Dragset, Jürgen Mayer H., Ebru Ozsecen, Studio Eau Genoux, Alex Schweder. Net surfing NAI: www.nai.nl Aziz+Cucher: www.azizcucher.net Katharina Bosse: www.katharinabosse.com Diller+Scofidio: www.skewarch.com/architects/dil ler_scofidio/index.htm Elmgreen+Dragset: www.nicolaiwallner.com/exhibitio ns/Elmdrag%202001/Elmdragpic.html

I bisogni emergenti delle categorie più deboli (homeless, portatori di handicap, membri di etnie o confessioni minoritarie, bambini, anziani ecc.) e sui nuovi modi di vivere la città contemporanea sono il filo conduttore della mostra allestita nell’ambito della Mostra Internazionale di Architettura in corso fino al 3 novembre 2002 ai Giardini del Castello a Venezia. 19 architetti selezionati (tra cui figurano solo per citarne alcuni, i genovesi 5+1 Associati, i fiorentini Studio Archea ed Elio Di Franco, i milanesi Italo Rota e Cino Zucchi) da un comitato scientifico composto da Deyan Sudjic, Sebastiano Brandolini e Giovanni Leoni, si sono confrontati con questo tema cruciale, che nell’attuale realtà metropolitana rappresenta uno

Gabriele Basilico, Berlin 2000.

Interrupted City (1996) e Sezioni del paesaggio italiano (1996), Berlino (2000). Una testimonianza, questa mostra, dell’impegno ultraventennale di Basilico di lettura e interpretazione della complessità e della trasformazione del paesaggio urbano e non dell’Europa.

dei punti di maggiori dibattiti e controversie, rispondendo con i loro progetti ai bisogni concreti identificati in altrettanti “committenti” reali. All’interno di una scacchiera di 36x42 metri, la mostra “Lonely Living. L’architettura dello spazio primario”, organizzata dall’Aid’A (Agenzia Italiana di Architettura) in collaborazione con la Biennale di Venezia, il Gruppo Frati, www.archinfo.it (portale di architettura della Federico Motta Editore), Graniti Fiandre, Fima-Cosma Silos, Martini illuminazione e Oikos, presenta le diverse proposte, realizzate in scala 1:1 tutte nello stesso materiale costituito da pannelli in truciolare di legno ricomposto. Il volume Lonely Living della Federico Motta Editore seguirà all’evento documentando le riflessioni e le possibili concrete soluzioni della rosa di architetti che, con impegno e approfondimento critico, hanno offerto un interessante panorama di quello che in un futuro prossimo potrà concretizzare un nuovo concetto di comunità.

Ceramica e architettura

Sperimentazione, ricerca e nuovi utilizzi della ceramica sono al centro di Ceramic Network, il terzo incontro internazionale sull’innovazione nel settore della ceramica che si tiene dal 16 al 18 ottobre a Limoges. In quest’occasione viene presentata la mostra “Détails en Architecture” che riunisce i lavori e le esperienze di quattro studi europei di architettura impegnati su due diversi fronti: i nuovi rivestimenti e il trattamento delle superfici e l’oggetto quale segno di architettura per l’interno e l’esterno dell’edificio. Gli spagnoli Actar, gruppo a vocazione pluridisciplinare impegnato oltre che in architettura, anche nei settori dell’editoria, di mostre, e della grafica; Pablo Molestina, nato in Ecuador ma attualmente in Germania dove fa parte del gruppo MDK Architects di Colonia, i francesi Anne Lacaton e Jean-Philippe Vassal che hanno recentemente firmato il restauro del Palais de Tokyo di Parigi e Frédéric Borel, che da Parigi è autore di numerosi interventi nel campo dell’edilizia residenziale e del nuovo Istituto di Sviluppo e

Biblioteca di Agen, sono le équipe selezionate in quest’edizione, i cui lavori seguono quelli presentati nell’edizione del 1999 che ha visto tra i partecipanti Ross Lovegrove, Xavier Mariscal e Martin Szekely. Net surfing Ceramic Network: www.ceramicnetwork.com

Net surfing AID’A: www.aida-online.com/ Biennale di Venezia: www.labiennaledivenezia.net Viste del modello del padiglione collettivo che ospita la mostra/views of the model for the collective pavilion hosting the exhibition “Lonely Living”. A destra/right, Xavier Mariscal, Bathroom 1999 (foto: Freddy Le Saux).

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Omaggio a Zauli

Un’ampia antologica, allestita presso il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, ricorda, fino al 27 ottobre, l’opera di Carlo Zauli. Di Zauli, recentemente scomparso, vengono esposte in questa mostra intitolata “Carlo Zauli. L’alchimia delle terre” una cinquantina di opere in grès, suo materiale di elezione, e altri impasti ceramici, ma anche in bronzo, argento e marmo, che ne testimoniano la lunga attività di ricerca svolta nel

suo storico studio-bottega da cui passarono alcuni dei maestri dell’arte e della scultura contemporanea da Fontana a Leoncillo, da Arnaldo e Giò Pomodoro a Valentini, da Spagnolo a Tapis, da Ozuma a Hayashi, di cui sono esposte alcune opere. In occasione della mostra viene anche inaugurato il Museo Carlo Zauli in cui si rivive l’intera carriera artistica del maestro dagli anni Cinquanta alla fine della sua attività.

Nel trentennale della morte di Dino Buzzati le città di Belluno e Feltre hanno organizzato tra settembre e il prossimo 31 ottobre una serie di iniziative. Si è cominciato con un convegno di studio dal titolo “Poema a fumetti di Dino Buzzati nella cultura degli anni ’60 tra fumetto, fotografia e arti visive”. Si prosegue fino a fine ottobre con due mostre. A Belluno, in Palazzo Crepadona, è allestita la mostra incentrata proprio sul “Poema a fumetti” di Buzzati,

Carlo Zauli, Parallelepipedo esploso, grès, 1983. A destra, una tavola di/right, a comics board by Dino Buzzati.

pubblicato nel 1969 da Mondadori, che oltre a grande interesse suscitò all’epoca anche sorpresa e sconcerto. Questa opera, allora d’avanguardia, si avvalse di ingredienti oggi definiti come post-moderni: contaminazione di generi, irriverenza verso la tradizione, uso generoso del nudo, richiami alla pop art, riscrittura di opere e motivi di altri artisti e autocitazioni. Alla Galleria d’arte contemporanea Carlo Rizzarda di Feltre è invece allestita la mostra “Dopo Buzzati: artisti fra pittura e fumetto”, che raccoglie le opere di 25 artisti italiani e non idealmente unite dal desiderio di raccontare storie attraverso la “pittura a fumetti”; tra gli artisti esposti: Augusto Daolio, Max Hamlet Sauvage, Bruno Vidoni, Umberto Palombo, Buell, Matthew Hale e altri. Net surfing Dino Buzzati: www.geocities.com/Athens/Delp hi/8892/ Belluno: http://cultura.comune.belluno.it/ Feltre: http://feltrino.freeweb.supereva. it/

Barceló a Roma La Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma presenta fino al 2 novembre un’ampia personale dell’artista spagnolo Miquel Barceló. Dell’artista, nato a Maiorca nel 1957, viene presentato in anteprima un gruppo di sedici ceramiche realizzate a Vietri (Salerno) appositamente per questa mostra, che si articola attorno allo sviluppo nelle opere scultorie e pittoriche di tematiche presenti nelle ceramiche. Sono

Pelle e natura

L’arte e il fumetto

esposte in tutto una sessantina di opere in cui il fluire del tempo, la relazione tra iconografia e materia, la natura morta, la nascita della vita prendono forma attraverso la sperimentazione di varie tecniche e materiali. Net surfing Miquel Barceló: www.epdlp.com/barcelo.html Ceramiche Vietri: www.astrades.com/ceramica/men u.htm Miquel Barceló, Mono, 1993.

Arte narrata

Per tre giorni, dal 25 al 27 ottobre, il Teatro Mercadante di Napoli ospita “Artecinema. 7° Festival internazionale di film sull’arte contemporanea”. Il festival, curato da Laura Trisorio, presenta la realtà dell’arte contemporanea attraverso una serie di documentari sui maggiori artisti degli ultimi cinquant’anni. I filmati, che non hanno distribuzione nel grande circuito cinematografico ma sono ricercati nelle videoteche dei musei internazionali, negli archivi d’arte o presso i registi e i produttori, mostrano il mondo dei protagonisti dell’arte e il loro lavoro attraverso interviste,

biografie filmate e narrazioni montate con materiale d’archivio. Tre le sezioni principali – Arte e dintorni, Architettura, Fotografia – con otto documentari al giorno in versione originale con traduzione simultanea in cuffia. Tra i protagonisti di questa edizione: Shirin Neshat, James Turrell, Jannis Kounellis, Norman Foster, Jean Nouvel, Frank Ll.Wright, Sebastaio Salgano, Alfred Stiegliz.

“Solitudini” è il titolo della mostra che Elio Santarella ha presentato lo scorso agosto alla Pinacoteca del Duomo di Ravello (SA). Coerente con una propria visione sensuale e contemplativa che accompagna il suo modo di fare arte, e che ha espresso da sempre con infinite interpretazioni del nudo femminile, Santarella trasmette in questa nuova

Dieci anni dei Macchiaioli

collezione di dipinti l’enfasi struggente e intima del rapporto con un paesaggio del quale si impadronisce mutevolmente. Nel segno di una libertà sapiente nel ritmo dei colori e di una sintesi organica sviluppata in movimenti distesi e in una linearità fatalistica, Santarella risolve e interpreta pienamente il suo pensiero di artista. Elio Santarella, Paesaggio. A destra/right, Telemaco Signorini, Pascoli a Castiglioncello, olio su cartone/oil on board, 31x76 cm. Sotto/below, Nam June Paik, Untitled, fotografia laser su tela/laser photograph on canvas, 91,5x119,5x10 cm, 1996.

Nelle sale del Castello Pasquini di Castiglioncello (Livorno) è aperta fino al 20 ottobre la mostra “I Macchiaioli. Opere e protagonisti di una rivoluzione artistica 1861-1869”. Curata da Francesca Dini, la mostra comprende circa ottanta opere del decennio più intenso e maturo della stagione dei Macchiaioli. La pienezza poetica, l’originalità le implicazioni sociali e ideologiche del movimento toscano e l’unità di intenti artistici, al di là delle diverse inclinazioni personali segnarono la vicenda artistica di questo decennio non solo n Italia, ma nel più ampio panorama europeo. Oltre a presentare opere provenienti da collezioni private e quindi solitamente

inaccessibili, la mostra propone un’interessante ricostruzione della villa di Diego Martelli, il critico promotore dell’arte dei Macchiaioli, ricostruita in un video virtuale attraverso i rilievi, le planimetrie d’epoca, i quadri e le fotografie. Una sezione monografica è dedicata alla figura di Raffaello Sarnesi. Net surfing Macchiaioli: www.macchiaioli.it Centro per l’Arte Diego Martelli: www.comune.rosignano.livorno. it/centro_per_larte.htm

La storia dell’antico Sperimentazioni mediatiche

Nell’ambito di “Torino Contemporanea Luce e Arte”, è aperta fino al 17 novembre nelle sale di Palazzo Cavour la mostra “Il giocoliere elettronico. Nam June Paik e l’invenzione della videoarte”. Oltre cento opere fra installazioni, laser painting, fotografie, e video documentano la produzione dell’artista coreano, considerato l’iniziatore della ricerca espressiva legata al video. Grande sperimentatore mediatico, Paik è uno dei fondatori e protagonisti di Fluxus insieme a Joseph Beuys e John Cage, e da qui parte il percorso espositivo torinese con le opere realizzate tra il 1960 e il 1974 con la collaborazione di Charlotte Moorman. All’artista americana è dedicata la seconda sezione della mostra che ne raccoglie opere tridimensionali in bronzo,

marmo, neon, legno e terracotta, incentrate sul tema del violoncello. La terza sezione percorre la ricerca artistica di Paik attraverso grandi installazioni e infine l’ultima sezione presenta 76 opere fotografiche (più tre grafiche e un disegno) scattate da Paik e da Peter Moore che riprendono la Moorman in diverse performance provocatorie tra il 1964 e il 1974. Net surfing Torino: www.torinocultura.it Nam June Paik: www.artcyclopedia.com/artists/p aik_nam_june.html www.aec.at/festival/1982/paik.ht ml Charlotte Moorman: www.findarticles.com/cf_dls/m12 48/6_88/62685213/p1/article.jht ml

E’ aperta fino al 30 ottobre a Palazzo Poggi di Bologna la mostra “L’antichità del mondo. Fossili Alfabeti Rovine”. Il percorso espositivo va dai fossili alle età del mondo, dalle poche della natura alle antiche scritture, provenienti per lo più da collezioni sei e settecentesche, che attraverso dipinti, strumenti scientifici, reperti naturalistici, marmi, gessi, ceramiche, libri, incisioni, disegni, epigrafi illustrano le scoperte e gli avanzamenti che in età moderna hanno formato i vari ambiti del sapere. Il tema dell’antico, dell’origine e della trasformazione del mondo e delle civiltà seguendo il doppio registro dell’indagine naturalistica e della ricerca antiquaria è affrontato attraverso tecniche innovative nelle sale del museo. La mostra è stata progettata da un gruppo di specialisti di diverse discipline (storia dell’arte,

archeologia, astronomia, storia della scienza, fisica, storia del collezionismo) coordinati da Walter Tega ed è organizzata nell’ambito del Joint European Exhibition Project “Academic Heritage and Eurpoean Universities” formato da dodici tra i più prestigiosi atenei del mondo impegnati in un programma di studi e ricerche sulle collezioni scientifiche moderne. Net surfing Mostre a Bologna: www.comune.bologna.it/bolognat urismo/frame_mostre.htm La mostra: alma2000.unibo.it/2000/articolo.a sp?ID=2362 Alfabeti antichi: www.cronologia.it/mondo04.htm Fossili: www.digilander.libero.it/fossili Archeologia: www.archeologia.com

Net surfing Teatro Mercadante: www.caspi.it/mercadante Festival Artecinema: www.artfilm.org/artfest.htm Damien Hirst ad Artecinema Festival 2002.

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Press

Nuova creazione francese

Dall’ingegneria all’arte

Segnalazioni

La provincia di Cuneo, e precisamente negli spazi del Filatoio e del Convento dei Cappuccini di Caraglio, al Museo Mallé di Dronero, a Savigliano, nelle Serre del Castello di Racconigi e a Forte di Vinadio, rende omaggio dal 28 settembre al 17 novembre al panorama artistico francese negli ultimi vent’anni. La mostra “Voilà la France” si pone come momento di necessaria riflessione e di risamina della creazione che ha caratterizzato la Francia dalla fine degli anni Ottanta al 2000 soprattutto alla luce dei nuovi sviluppi conseguenti alla politica di decentramento rispetto alla capitale, che ha visto la nascita dei Frac con incentivi

Una figura poliedrica quella di Pierluigi Rolando (Torino 1935), del quale si può visitare la mostra allestita fino al 17 novembre alla Sala Bolaffi di Torino. Laureatosi in ingegneria tessile in Inghilterra adotta, primo al mondo, il ciclo verticale di lavorazione del cachemire per l’azienda di famiglia; intanto crea capi per Chanel e Pierre Cardin definendo i suoi lavori come “sculture di cachemire modellate sul corpo umano”; nel tempo libero si dedica alla scultura e alla pittura creando figure in polistirolo espanso e collage in cartone, legno e altri materiali;

100 anni di Luigi Vietti Di Baio Editore, Milano 2002, ill. a colori, 80 pp Omaggio alle architetture di Luigi Vietti, autore di alcune delle più prestigiose ville del jet set italiano e non solo, che evidenziano la sua elaborazione di vari stili per conformarsi ai diversi genius loci e ai modi di vivere dei suoi clienti.

economici per i giovani artisti. Un gran numero di opere, che spaziano dalla pittura (testimoniata soprattutto dagli allievi della scuola d’arte di Villa Arson a Nizza e della figura di Noel Dolla), alla scultura (che vede in Bertrand Lavier un padre delle nuove generazioni), ai video, istallazioni, fotografie e letteratura, offrono una visone a 360 gradi sulle nuove direzioni intraprese da queste discipline proponendo, parallelamente, un occasione di dibattito e di approfondimento critico sulla produzione artistica corrente. Net surfing La mostra : www.threesixty.it Cuneo : www.cuneotourism.com

Buonconsiglio e il Museo Diocesano Tridentino di Trento fino al 20 ottobre, aiuta a ricostruire una visione d’insieme della complessa fisionomia artistica di questo vasto territorio fra la metà del Trecento e la metà del Quattrocento. A partire dal Ciclo dei Mesi affrescato verso il 1400 in Torre Aquila del Castello del Buonconsiglio su commissione del principe vescovo Giorgio di Lichtenstein si scoprono i capolavori artistici e artigianali realizzati nel territorio alpino da orafi fiamminghi, scultori borgognoni, intagliatori tedeschi e dai molti altri artisti richiamati in Italia dai signori di queste regioni, tra cui per esempio i duchi di Savoia. In mostra, dipinti, oggetti sacri, armi e armature, arredi, affreschi staccati, tesori di oreficeria sono il segno di un’attività culturale di respiro europeo. Net surfing Musei: www.buonconsiglio.it www.museodiocesanotridentino.it Trento: www.apt.trento.it

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Net surfing Pierluigi Rolando: www.pierluigirolando.com, www.utopiaart.co.uk/Default1.htm

Pierluigi Rolando, Cavallo, oggetti recuperati saldati/welded found objects. A sinistra/left, Alain Balzac, Idealiser, pvc, 150x200 cm, 2001. Sotto/below, Nicolò Dorigati, Sessione conclusiva del Concilio di Trento, 1711.

I Della Robbia a Nizza

Dall’Europa alle Alpi

Il Gotico è stato talvolta definito come il Secolo delle Alpi a testimonianza dell’importanza che il territorio alpino ebbe in quell’epoca come snodo culturale tra nord e sud. Ora, la mostra “Il Gotico nelle Alpi”, allestita tra Castello del

negli anni Settanta volge i suoi interessi al design e in particolare a collezioni per lo sport attivo, contribuendo alla nascita della Fila, di cui firma tutte le linee sportive per 14 anni. La mostra torinese è dedicata principalmente alla sua attività di scultore che dal 1993 rappresenta il suo impegno principale.

Della Robbia, un nome e una famiglia legata a una particolare forma d’arte, quella delle sculture in terracotta smaltata. Da Luca della Robbia, che nel 1432 con la sua Tribuna del coro nel Duomo di Firenze fu qualificato dall’Alberti tra i grandi dell’arte del Rinascimento, fino ai suoi successori, dal nipote Andrea fino ai numerosi figli di quest’ultimo, tra cui Girolamo e Giovanni della Robbia figurano tra i più conosciuti soprattutto in Francia dove lavorarono per Francesco I, la tecnica della terra cotta smaltata conobbe un grande successo e una vasta produzione tra il XV e XVI secolo. Alla raffinatezza e alla perfezione di queste sculture rende omaggio fino al 18 novembre un’importante mostra allestita al Museo nazionale Message Biblique Marc Chagall a Nizza. Una sessantina di opere di Luca della Robbia, dei suoi discendenti e degli allievi del loro laboratorio sono state riunite dal Dipartimento delle Sculture del Museo del Louvre ed esposte in quest’occasione. Oltre alla presentazione dei numerosi pezzi,

alcuni dei quali acquistati dallo stato Francese con la Collezione Campana nel 1862 e altre provenienti da chiese e musei francesi, viene posto attraverso il catalogo il tema dell’attribuzione di queste opere. Si tratta di un’occasione unica per venire a conoscenza di una serie di preziose testimonianze da lungo tempo ancora sconosciute che vengono finalmente valorizzate nell’eleganza dolce e armoniosa e nella semplicità dei rilievi bianchi su fondo blu. Net surfing La mostra e il museo: www.rmn.fr Della Robbia: www.cronologia.it/cronorob.htm

Annuaire du batiment et des travaux publics. Bretagne Saint Lambert Editeur, Parigi 2002 Nuova edizione (la settantaduesima) dell’annuario professionale regionale del mondo dell’edilizia francese. Uno strumento utile per artigiani, imprenditori, fabbricanti, architetti, amministratori. Enrico Bordogna Guido Canella. Opere e progetti Electa, Milano 2001, ill b/n e col, 224 pp Seconda monografia dedicata a Guido Canella, con l’illustrazione dei lavori a partire dal 1975. Bordogna sottolinea, in queste ultime opere, “un ritmo narrativo più lento e stratificato, segnato… dal riferimento ineludibile alla città e alla storia, dall’intreccio inestricabile tra funzionalità e figurazione”. Il che equivale a dire che le premesse culturali del lavoro di Canella sono rimaste, tutto sommato, intatte, e che, sebbene abbiano perso la concitazione e la virulenta espressività di un tempo, per dispiegarsi secondo ritmi più pacati e riflessivi, mantengono comunque molto elevato il livello del pathos figurativo. Comprendre la rhéologie. De la circulation du sang à la prise du béton Coordinato da Philippe Coussot et Jean-Louis Grossiord EDP Sciences, Paris 2002, 224 pp Opera che affronta la reologia, la scienza che studia il comportamento dei fluidi, siano essi sangue, polimeri, vernici o cemento, affrontando il tema dal punto di vista fisico, chimico, biologico, meccanico, matematico. Vittorio Introini: Riflessioni e progetti Edizioni Civica Galleria d’Arte Moderna di Gallarate, Gallarate 2002, ill. a colori e b/n, 72 pp Catalogo dell’omonima mostra antologica che il Museo di Gallarate ha dedicato all’architetto che molte opere ha lasciato a Gallarate e all’area limitrofa. Eva Jiricna Escaliers Le Seuil, Parigi 2001, ill. a colori, 192 pp Selezione di quaranta scalinate e scale contemporanee, monumentali, minimaliste o hightech, realizzate in edifici pubblici o case particolari da architetti quali Ando, Calatrava, Piano, Starci ecc.

Mafia, fiction e spazio urbano

Patrizia Mello Metamorfosi dello spazio. Annotazioni sul divenire metropolitano Bollati Boringhieri, Torino 2002, ill. a colori, 154 pp Profonda riflessione sul divenire del spazio urbano e del ruolo dei progettisti nel compito di cogliere tali trasformazioni. L’attuale momento storico sta, infatti, mettendo in questione tutti i materiali tradizionali nei vari campi del sapere, tra cui quello progettuale è uno dei più verificabili e riconoscibili, che sta delineando un nuovo legame tra forma del costruito e narrazioni del quotidiano. Modem Design International Barbaro, Parigi 2002, ill. a colori, 170 pp Catalogo di ridotte dimensioni in cui sono raccolti gli indirizzi e in parte illustrati i prodotti, i progettisti, i produttori, le fiere, gli eventi, i servizi professionali, le gallerie e i negozi, e tutti quei luoghi (ristoranti, bar, alberghi ecc.) con forte qualità di design. Morelato: ricerca e sperimentazione A cura di Ugo La Pietra Alinea Editrice, Firenze 2002, ill. a colori, 104 pp Un excursus attraverso la produzione di “mobili classici contemporanei” che la Morelato, grazie all’attività del proprio Ufficio Tecnico e di Ricerca, porta avanti da circa vent’ anni. In particolare si parla del Progetto Pilota per la realizzazione di un Osservatorio sull’Arte Applicata nell’Area Veneta e sull’Artigianato del Mobile, teso a dar vita a una struttura permanente in grado di cogliere tutta la potenzialità e la ricchezza di questo settore all’interno del territorio. Manfredi Nicoletti: architettura come metafora della natura Introduzione di Marc Emery Diagonale, Roma 2002, ill. a colori, 72 pp Il libro illustra, attraverso le immagini di alcuni progetti dell’architetto romano, la sua visione teorica e operativa dell’architettura, continuamente tesa a generare astrazioni intellettuali di forme e a renderle poi funzionali, ecologiche, estetiche e comunicative. Stephen V.Ward Planning the Twentieth-Century City – The Advanced Capitalist World John Wiley & Sons, New York 2002, ill. in b/n, 470 pp Questo corposo volume racconta la storia della pianificazione urbanistica nel mondo occidentale (Europa, Nord America, Giappone, Australia) dall’inizio del ventesimo secolo fino agli Novanta con dettagli progettuali e immagini ordinati sia cronologicamente che geograficamente.

Anna Camaiti Hostert, Anthony Julian Tamburri (a cura di) Scene italoamericane Luca Sossella Editore, Roma 2002, 382 pp Da Capra a Scorsese e Coppola, da Ferrara a Tarantino. Cos’hanno in comune i grandi registi italoamericani? Scene italoamericane è una possibile risposta al quesito attraverso punti di vista di esperti come, fra gli altri, Alberto Abruzzese, Francesca Canadé Sautman, Ben Lawton, Karen Pinkus, Bruno Roberti. Si tratta dunque di un percorso a scacchiera, formato da diverse sensibilità in grado di filtrare con trame di diverso calibro il complesso mondo raffigurato nei film dei registi italo-americani. Compresi stereotipi e luoghi

comuni. Come, per esempio, il fenomeno mafia, identificato come espressione peculiare della delinquenza esportata negli USA dagli immigrati italiani. Tra gli esempi riportati nel libro, la serie televisiva “I Soprano” (nella foto), è quella che più si presta a una lettura sulle valenze narrative dello spazio urbano. Nei titoli di testa di ogni episodio, Toni Soprano, boss di un clan mafioso del New Jersey, percorre in auto la superstrada che separa il centro dalla periferia. Nonostante l’allegra colonna sonora di musica pop elettronica suggerisca un’atmosfera rilassata, minacciosi depositi di carburante danno vita a un paesaggio urbano drammatico, che anticipa le scene di violenza sparse a piene mani in ogni episodio della fiction. Carlo Paganelli

Periferia romana Michele Costanzo Vincenzi Giorgi. Architettura come teatro degli sguardi Diagonale, Roma, 2001, 104 pp Il libro riguarda una serie di progetti realizzati da Vincenzo Giorgi, per tre aree della periferia romana (Magliana, Corviale, Acilia), sulla base dell'applicazione dell'art.11 della legge 493 del 1993. Quello che caratterizza tale esperienza è la forte tensione espressiva che manifesta ogni singolo lavoro, come è illustrato nel testo, e l'esigenza di porsi come interprete di un reale bisogno sociale che porta l'autore a considerare il fare progettuale come una forma, non marginale, d'impegno civile; questo lo induce a non richiudere la sua architettura dentro un ambito autonomo, ma a riconoscere a essa la possibilità di una forte contaminazione con l'empirico che diventa la sua 'natura' in senso 'strutturale'. Quello che contraddistingue l'insieme di tali lavori è il rifiuto della nozione di sintesi in favore di quella di: scomposizione, dissociazione, sovrapposizione, giustapposizione, combinazione. Contemporaneamente, l'autore tiene fortemente presente

l'esigenza della salvaguardia delle valenze del luogo; tale linea d'intervento risulta particolarmente interessante, soprattutto in quanto si trova a operare in ambienti urbani particolarmente impoveriti. La sua inclinazione creativa, pure esprimendo una profonda adesione alla spinta innovativa della progettualità contemporanea, punta a stabilire profondi legami con la storia, la tradizione e con tutte quelle valenze che concorrono a determinare la stabilità e l'equilibrio del contesto. Giorgi basa la sua maniera progettuale sulla definizione delle masse, sull'articolato profilo delle piante, sull'incastro delle figure e sull'effetto di scollamento delle superfici che ne costituiscono l'involucro. I volumi contraddistinti da un loro andamento nervoso, appaiono come attraversati da un'energia che tende a espandersi nella ricerca di profondi legami relazionali. L'obiettivo è quello di riuscire a ottenere l'effetto di una 'continuità' spaziale senza gerarchie, basato sulla rotazione e dislocazione dei volumi, nonché l'introduzione di un fitta trama di direttici visive miranti a formare un fitto tessuto di percezioni. Maria De Propris

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Produzione

Produzione

Illuminare la musica

Il nuovo Auditorium di Roma, progettato dalla Renzo Piano Building workshop, ha usufruito della collaborazione fra la iGuzzini e lo studio Piano in merito alle soluzioni illuminotecniche più opportune e coerenti sia con il progetto che con la volontà di risparmio energetico. Impiegati nelle tre sale da concerto e negli ambienti comuni quali il foyer, i

corridoi e le zone bar, gli apparecchi iGuzzini hanno trovato applicazione nel parco che ospita l’Auditorium e nella scalea dedicata agli spettacoli all’aperto. In precedenza la iGuzzini, sempre con Piano, è intervenuta nell’Auditorium del Lingotto, nell’Auditorium Paganini di Parma e in quello realizzato presso la Banca di Lodi.

Nuovo presidente per assUfficio

L’attuale presidente di assUfficio, eletto lo scorso giugno a Sirmione, è Paolo Borsani, titolare della Tecno di Varedo, che, subentrato ad Alberto Stella della Estel, ha comunicato che perseguirà una presidenza all’insegna dell’evoluzione. Massimo impegno quindi sia in termine di

impegni e iniziative riguardanti l’associazione e la gestione di Eimu che, sul mercato interno per promuovere il concetto di qualità e benessere del luogo di lavoro e, su quello estero, per valorizzare la capacità imprenditoriale italiana dei piccoli, medi e grandi produttori.

Additivi acrilici

Tendenze economiche

Nuovo sistema

In occasione dell’Assemblea annuale della Federazione ANIE, svoltasi lo scorso luglio a Milano, il presidente Renzo Tani ha relazionato sull’andamento economico dell’intero comparto, evidenziandone gli aspetti, i dati e le previsioni. Ha sottolineato come il fatturato complessivo abbia mostrato una discreta dinamica positiva, concretizzata con una crescita annua del 3,3% a valori correnti, attestandosi a un livello prossimo ai 48 milioni di euro. In merito ai comparti relativi all’area elettronica, è stato positivo l’indice degli incrementi, con l’esclusione dei componenti elettronici, mentre meno brillante invece, anche se in crescita, quello dell’elettronica. Le esportazioni si sono ulteriormente sviluppate (+ 9,1% a valori correnti) nonostante il rallentamento provocato dagli eventi drammatici dell’ultimo trimestre del 2001. I dati relativi al primo semestre 2002 indicano qualche difficoltà nei mercati di riferimento, ma è attesa una ripresa nella seconda parte dell’anno. Le previsioni dell’allargamento dell’Unione Europea verso nuovi paesi ad Est

Il nuovo sistema ecoVIT di Vaillant, costituito da una notevole gamma di caldaie con basamento a gas a condensazione, si dimostra, specie nel caso di boiler ad accumulo VIH K 150, un gruppo termico molto innovativo, che unisce ai tradizionali benefici di una caldaia a basamento con boiler ad accumulo da 150 litri, i vantaggi e l’efficienza raggiunti

consentono previsioni interessanti in termini di esportazione, fermo restando l’impegno di controllarne le rispettive produzioni in termini di garanzie riguardo l’adeguatezza delle strutture destinate alla sorveglianza e al controllo del mercato, rispetto alle necessità connesse alla libera circolazione delle merci. Resta sotto osservazione anche l’aspetto relativo alla questione ambientale ai fini di controllare l’adozione di tecnologie più pulite e aderenti alle normative attuali, soprattutto nei confronti di alcuni paesi dell’Europa Centrale e dell’Est. Molto importanti e in fase di studi e sviluppi impegnati anche le tematiche che, in ambito nazionale, riguardano il sistema della produzione, trasmissione e distribuzione dell’energia elettrica, nonché dell’Information and Communication Technology che segna un rallentamento, dei Trasporti ferroviari che finalmente dispongono di nuovi investimenti e del comparto Sanità in termini di un necessario ampliamento in attrezzature tecnologiche sanitarie attualmente non sufficienti.

“Writer” a rischio Dynamon System, di Mapei, nuova generazione di additivi acrilici, è composto da superfluidificanti acrilici per l’eliminazione del trattamento a vapore nella prefabbricazione, e per il lungo mantenimento della lavorabilità del calcestruzzo preconfezionato. Il sistema, che si basa sulla tecnologia DPP (Designed Performance Polymer), la nuova chimica di

processo che consente, attraverso la completa progettazione e produzione dei monomeri, di modulare le caratteristiche dell’additivo in relazione alle prestazioni specifiche richieste per il calcestruzzo. Il sistema si divide in Dynamon SR per il preconfezionato e in Dynamon SP per la prefabbricazione.

Prima la qualità

Impegnata nello sviluppo di sigillanti siliconici di alta qualità, Dow Corning risponde pienamente degli stessi anche relativamente alle facciate strutturali incluse tra i sistemi regolati dalle norme dell’Approvazione Tecnica Europea (EOTA) e dagli standard CEN. Nell’ambito di questa nuova legislazione, la Direttiva Europea sull’Edilizia ha fissato parametri specifici per i sigillanti siliconici utilizzati nelle costruzioni di facciate strutturali e, per ottenerne la qualificazione per l’uso, è indispensabile dimostrare un livello accettabile in merito alla resistenza meccanica, sicurezza antincendio, igiene,

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ambiente, sicurezza d’uso, protezione acustica e risparmio energetico. I prodotti Dow Corning utilizzati nella realizzazione di facciate per uso commerciale (sigillanti per vetrate strutturali o per vetri isolanti), superano gli standard nazionali e, quando necessario, sono stati migliorati per rispettare i requisiti più impegnativi degli standard europei. Tutta la documentazione e le informazioni relative alle normative e agli standard richiesti dall'European Organisation for Technical Approvals possono essere consultate al sito web: www.eota.be.

Standox, multinazionale tedesca leader nel settore vernici per autoritocco, ha messo a punto il nuovo sistema anti-graffiti Multimix costituito da due componenti principali: un trasparente con indurente speciale (resistentissimo), e un detergente che rimuove con facilità i graffiti, anche dopo diversi mesi, mantenendo inalterato lo strato protettivo. Il trasparente 2K (a base di poliacrilico) determina una superficie forte e anti-graffio intaccabile dai segni dei

garaffiti, proteggendo contemporaneamente dall’impatto chimico e meccanico. Il trasparente si può applicare sia su fondi verniciati o rivestiti, sia metallici o plastici, come mezzi di trasporto pubblici, saracinesche, inferriate, distributori automatici, insegne e segnali stradali e altro. Il detergente anti-graffiti, applicabile con una bomboletta spray, consente la pulitura degli stessi con una spugna umida dopo soli 15 minuti.

Ambiente e sostenibilità

Con il marchio FSC (Forest Stewardship Council), il Gruppo Fantoni, da sempre attento alla sostenibilià del proprio sviluppo e alla compatibilità ecologica relativa all’attività, affianca ora alla produzione tradizionale Plaxil e Lesonit, quella di pannelli truciolati e Mdf, grezzi e nobilitati. Tale certificazione attesta l’ecologicità dei prodotti a base di legno, garantendo che la materia prima proviene da foreste o piantagioni gestite secondo i “Principi e Criteri di Gestione Forestale Sostenibile” decisi dal Forest Stewardship Council (FSC) e soggette a severi metodi di vigilanza e verifica.

Seminario d’aggiornamento

dalla tecnologia a condensazione. Ciò garantisce, in merito alle caldaie Vaillant, rendimenti elevatissimi (oltre il 109% per riscaldamento) con risparmi di combustione fino al 30% e basse emissioni inquinanti. Le caldaie ecoVIT sono idonee per grandi volumi e superfici abitative mono o plurifamigliari fino a 600 mq con locale termico adatto, nonché per interventi di ripristino.

Anche in Asia

Sarà organizzata a Singapore, dal 30 settembre al 2 ottobre 2003, Light+Building Asia, Fiera internazionale dell’Architettura e della Tecnica che, successiva al Construct Light+Building presente in Abu Dhabi da 19 al 22 gennaio 2003, segna la diffusione del concetto fieristico della manifestazione originale. Horst Niedlich, direttore della divisione Fiere Tecniche della Messe Frankfurt commenta in questi termini l‘iniziativa: “Nella regione si rileva una domanda crescente di progettazione integrale e di edifici intelligenti, ma sono insufficienti le imprese locali qualificate per l’esecuzione dei lavori. Light+Building è quindi per le imprese operanti a livello internazionale l’occasione più opportuna per presentare i loro

termico, la microventilazione e il benessere termoigrometrico delle coperture a falde. Dopo gli interventi di esperti e noti relatori come Giancarlo Rossi, Giuliano Cammarata, Alfonso Acocella e altri, è stato proiettato il filmato che illustra le caratteristiche tecniche e funzionali del Sistema Isotec per il termoisolamento delle coperture a falde, nonché le modalità inerenti le problematiche di cantiere e di messa in opera.

Soprattutto videosorveglianza

prodotti innovativi e le più avanzate tecnologie e per prendere contatto con le realtà dell’Asia sudorientale”. Gli organizzatori considerano che saranno circa 200 le partecipazioni degli espositori a questa prima edizione, che si svilupperà su una superficie lorda di 6.000 metri quadrati ed evidenzierà il settore dell’illuminazione, dell’elettrotecnica, della tecnica di climatizzazione e di ventilazione e dell’automazione di edifici residenziali e commerciali. Il repertorio merceologico di Light+Building verrà completato a Singapore da prodotti relativi a: tecnica di ascensori, sistemi di gestione di parcheggi per garage sotterranei e autosilo, tecnica di idrosanitari e tecnologia solare.

Organizzata da INTEL e promossa da ANCISS, sarà presente a Fiera Milano dal 20 al 23 novembre l’undicesima manifestazione di Sicurezza che occuperà una superficie di circa 22.000 metri quadrati. Sarà un’edizione di grande rilevanza poiché si ripeterà la presenza del Ministero dell’Interno con uno stand di 1000 metri quadri che ospiterà la Regione Lombardia e il Comune di Milano. La mostra dedicherà per l’occasione una particolare visibilità e risalto al tema relativo alla videosorveglianza, evidenziando varie esperienze nell’utilizzo di queste tecnologie. Grande cura e attenzione saranno inoltre riservati, oltre ai tradizionali settori della security e dell’antincendio, anche ai comparti riguardanti la domotica,

la sicurezza dei dati e i servizi di intelligence, organizzati in collaborazione con OmniEuro, che presenterà prodotti per lo spionaggio e il controspionaggio. Il tema della sicurezza domestica, promossa anche con la guida pratica “Dai sicurezza alla tua casa”, e realizzata in collaborazione con le principali associazioni del settore, riguarderà la protezione anticrimine dell’abitare. Innovativa sarà inoltre Hi.T Selection, selezione tra le novità di prodotto inseribili on line nei Product News in www.sicurezza.it, dove le aziende dispongono di vetrine virtuali e possono attivare uno o più link diretti ai propri prodotti mediante un logo appositamente realizzato da INTEL. Ampia l’attività convegnistica.

Legni duri americani

Sistemi innovativi Impostata sul miglioramento e perfezionamento delle risposte al mercato, La Schuco International KG ha acquisito il 100% di Schuco Italia, nata nel maggio del 1995 con l’acquisizione del 51% della Pandolfo Sistemi, licenziataria esclusiva da 30 anni dei prodotti Schuco. Nel 2001 Schuco Italia ha raggiunto i 55 milioni di euro, con un 12% in più rispetto al 2000. Caratterizzate da un elevato livello di sicurezza e da una notevole libertà di forme e flessibilità costruttiva, le soluzioni Schuco si

Brianza Plastica ha organizzato, tra il maggio e il giugno scorso, quattro seminari di aggiornamento tecnologico che, svoltisi a Foggia, Crotone, Ravenna e Savona, sono stati patrocinati dagli ordini professionali di architetti, ingegneri e geometri delle rispettive Province. Argomento dei seminari, oltre a quello relativo a interventi di recupero del patrimonio residenziale esistente, sono state le tematiche riguardanti l’isolamento

basano sul concetto di “tenologia di sistema” in termini di rispetto ambientale, di risparmio delle risorse e di contenimento dei costi. L’acquisizione consolida maggiormente la struttura organizzativa interna, rendendo più immediato lo scambio di informazioni tra la Schuco Italia e la Casa Madre. Vincenzo Pandolfo, Amministratore Delegato di Schuco International Italia considera che, con questa integrazione nel Gruppo, si rafforzerà e svilupperà la posizione nel mercato italiano.

L’American Hardwood Export Council (AHEC), associazione addetta a promuovere l’esportazione del legno di latifoglia americano, ha rieditato in una veste completamente rinnovata la “Guida illustrata alla classificazione dei legni duri americani”, dedicandola soprattutto ai mercati di esportazione. Attualmente distribuita in lingua inglese, la pubblicazione è gratuitamente disponibile online collegandosi al sito www.ahec-europe.org.

L’AHEC spiega come gli eventuali nodi e venature esprimano e determinino l’originalità e unicità di questo materiale nei confronti di altri prodotti industrialmente. Proprio di queste diversità, riscontrabili nei legni duri americani e fortemente caratterizzanti, si tratta dettagliatamente nella nuova edizione della Guida, che resta la pubblicazione di riferimento per tutti i mercati export, relativamente alla classificazione dei legni duri americani.

riguardante le pareti ventilate e i pavimenti sopraelevati che, considerato dal punto di vista tecnologico e produttivo, fa riferimento alla severa legislazione che regola questa importante applicazione della piastrella in ceramica come materiale di architettura. Il Cersaie 2002 propone inoltre una mostra che

espone le idee progettuali relative a nuove piastrelle pensate da Fernando e Humberto Campana, Achille Castiglioni, Enzo Mari, Luigi Ontani, Dieter e Michael Sieger ed Ettore Sottsass, realizzate da industrie italiane e dagli stessi singolarmente ambientate in spazi dedicati al bagno.

Per l’edilizia e l’arredobagno Cersaie 2002, presente a Bologna dall’1 al 6 ottobre, sviluppa un programma dettagliato per evidenziare lo stato dell’arte riguardante le principali tematiche tecnico–scientifiche relative all’industria ceramica. Di grande rilevanza è il qualificato e impegnato ciclo di incontri promossi da Assopiastrelle e

affidati alla segreteria scientifica del Centro Ceramico, dedicati a operatori professionali del settore. Particolarmente interessanti sono: il convegno relativo alla nuova certificazione ambientale orientata ad assegnare uno speciale riconoscimento ai prodotti realizzati con le tecnologie ceramiche più pulite, e l’incontro

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AGENDA Concorsi di architettura e design Architecture and design competitions Per i bandi completi For complete rules www.europaconcorsi.com

Germania/Germany

+ europaconcorsi

International design competition for innovative products which utilize updated technologies Scadenza/Deadline: 31/1/2003 Monte premi/Total prize money: 25.000 Euro Giuria/Jury: Peter Schneider, Rainer Silbernagel, Anne Stenros, Alexander Manu Per informazioni: Braun Prize Organization C/a Gerlinde Kress Tel. ++49 6173 302266, Fax ++49 6173 301534 Internet: www.braunprize.com E-mail: info@braunprize.com

Per informazioni: Concept Competition Committee of Northern Osaka Station Area OCAT Building, 1st Fl. 1-4-1 Minato-machi, Naniwa Ward Osaka-city 556-0017 Japan Tel. ++81 6 66353337 Fax ++81 6 66353338 Internet: www.osakacompe.jp E-mail: sec@osakacompe.jp

Grecia/Greec

Berlin

München

Maroussi

Bauwelt Prize 2003: la prima casa La rivista d’architettura Bauwelt lancia un concorso rivolto ai giovani progettisti di tutto il mondo per individuare le migliori “opere prime” realizzate dopo il 1 gennaio 1999. Il concorso è suddiviso in 6 distinte categorie di partecipazione: residenze private, giardini, interni, edifici pubblici, case d’abtazione, sistemi costruttivi/Bauwelt architectural magazine announces a competition for young designers all over the world to sort out the best “first works” realized after 1st January 1999. The competition is divided in 6 categories: private homes, internal design, gardens, public buildings, apartments, building systems Scadenza/Deadline: 31/10

Nachlux 2003: “La luce di casa” Concorso internazionale per soluzioni innovative per l’illuminazione dell’ambiente domestico International competition for innovative solutions for the home lighting Scadenza/Deadline: 15/11

Mediterranean Architectural Competition Concorso internazionale per architetture mediterranee sostenibili che utilizzino facciate in alluminio International competition for Mediterranean architecture utilizing aluminium facades Iscrizione/Registration: 14/1/2003 Consegna/Submission: 1/9/2003 Monte premi/Total prize money: 48.000 Euro Giuria/Jury: Achraf Bahri-Meddeb, Constantin Catsaros, Maximos Chrissomalidis, Thomas Herzog, Federico Mazzolani, Necdet Teymur, Alexandros Tombazis, Nebojsa Minjevic

Per informazioni: Redaktion Bauwelt Schlüterstraße 42 D-10707 Berlin Tel. ++49 030 884106-0 Fax ++49 030 8835167 Internet: www.baunetz.de/arch/bauwelt/ E-mail: bauwelt@bertelsmann.de

Frankfurt Textile Structures for New Building 2003 Premio di progettazione finalizzato alla promozione dell’impiego delle fibre tessili in architettura, possono partecipare alla competizione progetti che prevedano l’impiego di tali materiali: tenso-strutture, architetture gonfiabili, coperture ultraleggere etc. The competition covers all fields of textile building: earthworks, trafficroute construction, landscape engineering, constructions for environmental protection civil engineering and industrial constructions, building - from building with textile-reinforced concrete or textile-reinforced plastics to building with membranes for permanent and temporary, variable and mobile constructions interior fitting - including developments such as the use of polymer optical waveguides for light transmission, textile air-duct systems for draughtfree air-conditioning of rooms, mobile sound-insulation walls in production halls, product design for architecture Scadenza/Deadline: 31/1/2003 Per informazioni: Arbeitskreis textile Architektur Mr. Michael Jänecke c/o Messe Frankfurt Ludwig-Erhard-Anlage 1 D-60327 Frankfurt am Main Tel. ++49 69 75756578, ++49 69 75756710 Fax ++49 69 75756541 E-mail: textile-architecture@messefrankfurt.com

Kronberg Braun Prize 2003 Concorso internazionale di design per prodotti innovativi che utilizzino le più moderne tecnologie, intitolato “Dream Real Products”

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Per informazioni: Kirsten Wengmann Projektmanagement Thalkirchnerstr. 81 Kontorhaus 2, Büro 328 81371 München Tel. ++49 089 76773824 Fax ++49 089 76773825 E-mail: Kwengmann@t-online.de

Osnabrück Tecu Architecture Award Premio internazionale per progetti che abbiano utilizzato in modo innovativo il rame/International award for projects that utilized copper in an innovative way Scadenza/Deadline: 31/10 Giuria/Jury: Francine Houben, Jean Michel Wilmotte, Alberto Cecchetto, Dolf Schnebli, Otfried Weis Per informazioni: KM Europa Metal Tecu Architecture Award 2002 Postfach 3320 49023 Osnabrück Tel. ++49 541 3310 Fax ++49 541 3211366 Internet: www.tecu.com

Stuttgart Leitz Award. Cancelleria e prodotti per l’ufficio del futuro L’ente banditore intende raccogliere proposte innovative per prodotti per l’ufficio del futuro/The awarding authority wants to gather innovative proposals about products for the office of the future Scadenza/Deadline: 15/3/2003 Per informazioni: Esselte Leitz GmbH & Co KG Siemensstraße 64 D-70469 Stuttgart Roth & Lorenz GmbH Waldburgstraße 17/19 D-70563 Stuttgart Tel. ++49 0711 90140-0 Fax ++49 0711 9014092

Giappone/Japan Osaka Northern Osaka Station Area Concorso internazionale di idee per l’area di 24 ettari Umeda Freight Train Station nel cuore commerciale di osaka/International concept competition of the 24-hectare area of Umeda Freight Train Station located in the commercial heart of Osaka Iscrizione/Registration: 31/10 Consegna/Submission: 31/1/2003 Monte premi/Total prize money: 20.000.000 Yen Giuria/Jury: Tadao Ando, Shuzo Ishimori, Shigeru Ito, Heita Kawakatsu, Nobuaki Kumagai, Rieko Zanma, James Baxter, Yoshiaki Taguchi, Kunihiro Narumi, Masaaki Honma, Masatake Murahashi

Per informazioni: Mediterranean Architectural Competition 16 Himaras Street 15125 Maroussi Fax ++30 210 6861399 Internet: www.architerra.gr E-mail: info@architerra.gr

Italia/Italy Arezzo Premio di Architettura Giorgio Vasari Premio triennale di architettura per opere realizzate nella Provincia di Arezzo Scadenza: 15/10 Monte premi: 6.000 Euro Per informazioni: Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Arezzo Piazza Grande 35 52100 Arezzo Tel. ++39 0575 350022 Fax ++39 0575 35 3014 Internet: www.ar.archiworld.it E-mail: architettiarezzo@awn.it

Casalgrande (Reggio Emilia) Grand Prix Ceramica CasalgrandePadana: Il valore delle idee Il Grand Prix Ceramica CasalgrandePadana è una manifestazione internazionale che riconosce e premia quei professionisti che, attraverso la loro opera, abbiano utilizzato e valorizzato il gres porcellanato a marca Granitogres e/o Marmogres The Grand Prix Ceramica Casalgrande-Padana is an international event which will prize professionals who have used Granitogres and/or Marmogres Scadenza/Deadline: 31/2 Per informazioni: Ceramica Casalgrande-Padana Via Statale 467, n° 73 42013 Casalgrande (RE) Tel. ++39 0522 9901 Fax ++39 0522 996121 Internet: www.casalgrandepadana.it/grandprix_qua rta.asp E-mail: info@casalgrandepadana.it giullari@casalgrandepadana.it

Corciano (Perugia) Centro di Visita - Antiquarium e Centro Informazioni Progetto preliminare per la realizzazione del Centro di Visita Antiquarium e Centro Informazioni con funzioni di raccolta, documentazione ed esposizione dei reperti e delle testimonianze provenienti dai siti archeologici del territorio comunale, nonché di ogni altro elemento di interesse storicoculturale. Il costo massimo di realizzazione dell’intervento da progettare è fissato in complessivi Euro 1.291.142,25/Preliminary project for the realization of a visit center, antiquarium and information center in Corciano, estimated maximum cost 1,291,142.25 Euro Scadenza/Deadline: 15/11 Per informazioni: Comune di Corciano Corso Cardinale Rotelli 21 06073 Corciano Tel. ++39 075 51881, Fax ++39 075 5188237

Dorgali (Nuoro) Ampliamento e Ammodernamento del Porto di Cala Gonone Progetto per l’ampliamento e ammodernamento del Porto in località Cala Gonone, Frazione del Comune di Dorgali: intento dell’ammininistrazione è ottenere attraverso il confronto di più proposte, progetti che offrano la migliore combinazione qualità-costo per la realizzazione delle opere funzionali, con linee architettoniche dai contenuti essenziali, finalizzate a recuperare, ampliare e ammodernare un luogo rappresentativo del paese. Costo massimo di realizzazione dell’intervento: 7.746.853,49 Euro Project for the extension and updating of Cala Gonone port in Dorgali, maximum estimated cost 7,746,853.49 Euro Scadenza/Deadline: 4/11 Per informazioni: Comune di Dorgali Viale Umberto, 37 08022 Dorgali (NU) Tel. ++39 0784 927200, Fax ++39 0784 94288

Faenza (Ravenna) L’Architettura Automatica Premio internazionale di architettura per progetti che abbiano impiegato automazioni intelligenti/International architectural award for works which utilize intelligent automatic systems Scadenza/Deadline: 16/12 Monte premi/Total prize money: 13.500 Euro Giuria/Jury: Gabriele Del Mese, Eric Dubosc, Giancarlo Rosa, Marco Imperadori, Fabrizio Bianchetti, Armando Vecchi Per informazioni: Gruppo Editoriale Faenza Editrice C/a Flavia Gaeta Via Pier De Crescenzi 44 48018 Faenza (RA) Tel. ++39 0546 670411, Fax ++39 0546 660440 Internet: www.ditec.it, www.faenza.com, www.fabriziobianchetti.com E-mail: concorso@faenza.com

Fanna (Pordenone) 2° Concorso Nazionale per Giovani Fumettisti 2° Concorso Nazionale di Fumetto “Fiori nel tunnel”, per l’assegnazione di premi a giovani autori di fumetti riguardanti le problematiche del disagio giovanile viste con gli occhi dei giovani stessi. Le storie di questa edizione dovranno riguardare in particolare il tema “Amati genitori...vi odio”, proponendo un messaggio positivo. Il concorso si suddivide in tre categorie per fasce d’età: dai 14 ai 17 anni, dai 18 ai 21 anni, dai 22 ai 25 anni

AGENDA 2nd National award for cartoons “Fiori nel Tunnel (Flowers in the tunnel)”, for prizing young designers authors of cartoons regarding youngsters problems seen through the youngsters eyes. Stories of this year edition should in particular regard the theme “Dear parent......I hate you” proposing a positive message. The competition is divided in three categories : 14 to 17 years of age, 18 to 21, 22 to 25 Scadenza/Deadline: 20/11 Per informazioni: Biblioteca Civica “Vittorio Cadel” Via Montelieto 33092 Fanna (PN) Tel. ++39 0427 77036 Fax ++39 0427 778067

Longiano (Forlì) Illuminazione e arredo urbano Concorso internazionale di design promosso da Neri spa per prodotti di arredo urbano in ghisa International design competition promoted by Neri spa for new products and elements for urban furniture Scadenza/Deadline: 30/11 Monte premi/Total prize money: 17.000 Euro Giuria/Jury: Pierluigi Cervellati, Orazio Dogliotti, Pierluigi Molinari, Franco Zagari, Giuliano Gresleri, Peter G.Rowe, Domenico Neri, Antonio Neri, Paolo Targetti Per informazioni: Neri spa Via Emilia 1622 47020 Longiano (FC) Fax ++39 054 754974 E-mail: concorso.neri@neridomenico.com

Milano Laboratorio di sanita’ pubblica della Citta’ di Milano Progetto preliminare per la Trasformazione e riorganizzazione dell’ex PMIP di via Juvara n 22, Milano, in Laboratorio di sanità pubblica della Città di Milano. Importo complessivo presunto dell’intervento: Euro 5.634.097,41 Preliminary project for the transformation of the old PMIP of via Juvara n 22, Milano, in a public health laboratory for the city of Milan, total estimated cost Euro 5,634,097.41 Scadenza/Deadline: 13/11

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Rimini Bretella di collegamento fra la SP. 17 e la SP. 35 - Ponte sul fiume Conca Elaborazione di un progetto preliminare per la realizzazione di una bretella di collegamento fra la SP. 17 e la SP. 35 compreso l’attraversamento del fiume Conca, tramite un ponte, con l’obiettivo di potenziare la viabilità lungo l’asse della vallata evitando l’attraversamento del centro abitato di Morciano di Romagna/Preliminary project for a link road between SP17 and SP 35, including a bridge on the river Conca, to improve road network avoiding the crossing of Morciano di Romagna center Scadenza/Deadline: 19/11 Per informazioni: Provincia di Rimini C.so D’Augusto 231 47900 Rimini Tel. ++39 0541 716823 / 716821 / 716864 / 716824 / 716904 Fax ++39 0541 716859 Internet: www.provincia.rimini.it E-mail: contratti@provincia.rimini.it

Roma “Gli altri siamo noi” Il tema prescelto è il dialogo, la comunicazione. Realizzazione di un breve fumetto di 4 - 6 vignette. Con le parole, nelle “nuvolette”, scritte in francese, inglese, tedesco, spagnolo, italiano, sul tema “Gli altri siamo noi” The chosen theme is the dialogue, the communication;competitors should realize a brief cartoon in French, English, German and Spanish on the theme “We are the others” Scadenza/Deadline: 15/12 Per informazioni: Goethe-Institut Inter Nationes, “Immer sind wir die Anderen” Via Savoia 15 I 00198 Roma

Stradella (Pavia) Riqualificazione del centro urbano Progetto preliminare per la riqualificazione di alcune vie del centro cittadino. Importo delle opere: massimo Euro 500.000/Project for the refurbishment of Stradella’s urban center, maximum estimated building cost 500,000 Euro Scadenza/Deadline: 11/11

Per informazioni: ASL Città di Milano Unità Operativa Tecnico Patrimoniale referenti: Katia Calabretta e Silvia Calvi C.so Italia, 19 20122 Milano Tel. ++39 02 85782421/2424 Fax ++39 02 85782439/876545 Internet: www.asl.milano.it E-mail: sadestef.aslmilano@tin.it

Per informazioni: Comune di Stradella Via Marconi 35 27049 Stradella (PV) Tel. ++39 0385 40100 Internet: www.comune.stradella.pv.it E-mail: ccivas@libero.it

Modena

Sedie nel Parco Concorso per il progetto di una sedia che - realizzata in ampia serie - sarà posizionata nei parchi cittadini torinesi. Obiettivo del concorso è la realizzazione di un progetto relativo ad un modello di sedia che per forma, struttura e materiali, dovrà essere di carattere originale e sarà destinata a diventare un “oggetto immagine”, simbolo della Città di Torino, per i parchi cittadini Competition for the project of a chair, which , realized in large series, will be placed in Torino public parks. The competition aim is to obtain a project of a chair that for size, structure, materials will become an “object image”, symbol of the city for municipal parks Scadenza/Deadline: 31/10

Cittanova 2000 Preselezione per la cessione dell’area’Cittanova 2000’ e la realizzazione del relativo progetto di sviluppo. Prezzo a base di gara: Euro 25.000.000 Preselection for the sale of the area “Cittanova 2000” and the realization of the related development project, tender basic price Euro 25,000,000 Scadenza/Deadline: 31/12 Per informazioni: Comune di Modena Assessorato alle politiche economiche Via Santi 40 41100 Modena Tel. ++39 059 200600 Fax ++39 059 200604

Torino

Per informazioni: Città di Torino - Segreteria Concorso “Sedie nel Parco” Divisione Verde Pubblico e Infrastrutture Settore Verde Pubblico Via Cottolengo 26 10152 Torino Fax ++39 011 4420106 E-mail: sedienelparco@comune.torino.it

Un’immagine altamente creativa delle attività culturali della Città di Torino La Città di Torino e la Fiera Internazionale del Libro invitano i protagonisti dell’Illustrazione di ogni Paese a esprimere con le immagini la loro percezione della cultura in Torino, con l’obiettivo principale di ottenere strumenti visivi di grande impatto atti a rappresentare un’immagine altamente creativa delle attività culturali della Città Torino municipality and the International Book Fair invite the illustration professionals of any Country to express through their images their perceptions of Torino’s culture, with the intent of obtaining strong visual tools apt to represent a highly creative image of the City cultural activities Scadenza/Deadline: 10/1/2003 Per informazioni: Story and Glory Via Maria Vittoria 35 10123 Torino Tel. ++39 011 836869/8150126 Fax ++39 011 8173147

Villaggio Olimpico e Villaggio Media area ex “Mercati Generali” Concorso internazionale per la realizzazione del Villaggio Olimpico e Villaggio Media area ex “Mercati Generali”. Costo presunto complessivo realizzazione dell’opera, comprensivo del costo di riconversione postolimpica e degli oneri aggiuntivi sicurezza ex D.Lgs.494/96 smi: 116.900.000 Euro International competition for a project for the Olympic Village and Media Village in the area previously occupied by “General Markets” in Turin, estimated building cost 116,900,000 Euro Scadenza/Deadline: 24/10 Per informazioni: Agenzia per lo svolgimento dei Giochi Olimpici invernali ‘Torino 2006’ Ufficio Contratti Appalti Galleria San Federico 16 10121 Torino Tel. ++39 011 5221233 Fax ++39 011 5221214

Tortoreto (Teramo) 3a Edizione “ Il modo dell’operare Las Mobili” Il concorso è dedicato agli elementi di arredo dell’ufficio operativo minimo, tali da definire uno scenario di evoluzione del lavoro e dei suoi spazi, tanto in ambito residenziale quanto aziendale. Il tema specifico del concorso intende quindi prefigurare le trasformazioni che la New-Economy e la diffusione delle nuove tecnologie produrranno in termini di dislocazione e organizzazione spaziale e funzionale delle risorse umane, nel tempo e nel luogo del lavoro The competition is devoted to minimal office furnishing elements, so to define an evolution scenery for working spaces, both for residences and for offices. The specific theme of the competition is to point out the evolution of the new economy, the new technologies and how all of this will change the functional space and location of human resources Scadenza/Deadline: 31/1/2003

Per informazioni: Las Mobili S.r.l. Via Nazionale 138 64019 Tortoreto (TE) Tel. 800-013696 Fax ++39 0861 788222 Internet: www.las.it/premio E-mail: premio@las.it

Udine Nuova area di ingresso dell’Ospedale S. Maria della Misericordia Ai partecipanti si richiedono idee per la realizzazione dell’area di ingresso, dei collegamenti interni e della sistemazione dell’area circostante del nuovo Ospedale S. Maria della Misericordia di Udine/Participants are requested to provide ideas for the realization of entrance area, internal connections, rearrangement of the surrounding area of S. Maria della Misericordia hospital in Udine Scadenza/Deadline: 5/11 Per informazioni: Azienda Ospedaliera S. Maria della Misericordia di Udine Piazzale della Misericordia 15 33100 Udine Tel. ++39 0432 5521 Fax ++39 0432 554255

Valenza (Alessandria) Progetto Giovani Architetti 2002 San Marco Concorso per neolaureati o laureandi delle Facoltà di Architettura italiane per un progetto di architettura di interni, terrazzi o giardini per la cui realizzazione è previsto l’utilizzo di materiali della linea Abita San Marco Laterizi Scadenza: 30/10 Giuria: Paolo Portoghesi, Antonio Monestiroli, Giancarlo e Carlo Per informazioni: Progetto Giovani Architetti 2002 San Marco Davide Desiderio C/o Saint Gobain Terreal Italia Strada alla Nuova Fornace 15048 Valenza (AL) Tel. ++39 0131 959786 Fax ++39 0131 959733 E-mail: marketing@sanmarco.it

Venezia Lampade e complementi luce in vetro di Murano Concorso internazionale bandito da Andromeda Internatinal per la progettazione di lampade e complementi luce per interni in vetro di Murano lavorato a mano/International competition promoted by Andromeda International for the realization of lamps and lighting complements hand made in Murano glass Scadenza/Deadline: 14/12 Monte premi/Total prize money: 2.000 Euro Giuria/Jury: Gianluca Vecchi, Tobia Scarpa, Gianni Pasini Per informazioni: IUAV-Facoltà di Design e Arti Convento delle Terese Dorsoduro 2206 30123 Venezia Internet: www.andromedainternational.it/androme da/public/centroS.jsp, www.andromedamurano.it E-mail: info@andromedamurano.it

Web Artista dell’anno 2002 Il Portale degli Artisti indice il Concorso Nazionale Artistico denominato CO.N.ART. 2002 con l’obiettivo di eleggere tra tre categorie artistiche - pittori, scultori, e graphic designer - l’artista dell’anno

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AGENDA Il Portale degli Artisti announces a national artist award called CO.N.ART. 2002 aiming to elect among three artist categories: painters, sculptors and graphic designers, the artist of the year Scadenza/Deadline: 15/12 Per informazioni: Il Portale degli Artisti referente: Gabriele Vilardo Tel. 347 4650462 Internet: www.ilportaledegliartisti.it E-mail: conart@ilportaledegliartisti.it

Spagna/Spain Motril Museo della canna da zucchero Concorso internazionale per il progetto di riuso degli edifici dismessi dell’ex zuccherificio “Virgen del Pilar” a Motril (Granada) per la realizzazione del nuovo Museo della canna da zucchero/International competition for a project for the reuse of the old sugar plant “Virgen del Pilar” in Motril (Granada) realizing a new sugarcane museum Scadenza/Deadline: 31/10 Per informazioni: Ayuntamiento de Motril (Granada) Plaza de España, 1 18600 Motril (Granada) Tel. ++34 958 838375 Fax ++34 958 838301

Svizzera/Switzerland St. Gallen Istituto di formazione professionale Concorso internazionale per la realizzazione di un nuovo centro scolastico sull’area ferroviaria dismessa situata nei pressi della Bahnhof Nord/International competition for the realization of a new school center on the dismantled railways area near Banhof North Scadenza/Deadline: 14/10 Per informazioni: Hochbauamt des Kantons St. Gallen Lämmlisbrunnenstrasse 54 CH-9001 St. Gallen Tel. ++41 71 2293017 Fax. ++41 71 2293994 Internet:www.sg.ch/welcome.asp?n=/raum umwelt/hochbau/navi.asp&i=/raumumwelt /hochbau/start.asp E-mail: jens.fankhaenel@bd-hba.sg.

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USA Ames (Iowa) Trasformazione della centrale elettrica di Ames Concorso internazionale per il progetto per la trasformazione della centrale elettrica di Ames. L’intervento deve riguardare solo l’esterno della struttura senza compromettere la funzionalità dell’impianto/International competition for the conceptual designs for the transformation of a functioning power plant into a landmark and gateway for the city of Ames. The City wishes to create a strong, unique visual identity for Ames and desires to achieve this through the aestheticization of the existing power plant in the downtown area Scadenza/Deadline: 2/12 Per informazioni: Clare Bills Public Relations Officer 515 Clark Avenue Ames, Iowa 50010

Los Angeles Landscape and Architecture. Premio JAE La nota rivista americana JAE (Journal of Architectural Education) indende raccogliere idee innovative sull’architettura e l’arcitettura del paesaggio del futuro. E’ possibile partecipare sia con progetti sia con saggi teorici/Landscape and architectural design are deeply interrelated disciplines in the formation of settings for humans and other life forms. Architectural choices are always landscape choices in that landscapes serve as the unwitting subtext of work. Given this condition, we ask what are the ways in which architecture involves, ignores, rejects, and /or conjoins the landscape? How do architects see and act upon it; and conversely, how does the landscape act upon us? Scadenza/Deadline: 15/1/2003

Bruxelles Servizi Architettonici Invito a manifestare interesse per la prestazione di servizi architettonici, di ingegneria e di estimo per gli edifici occupati dalle delegazioni, dalle rappresentanze e dagli uffici della Commissione europea in Paesi extracomunitari, nonché per le sue delegazioni nell’ambito di organizzazioni internazionali a Ginevra, New York, Vienna, Parigi e Roma/Invitation to express interest in the offer of architecture, engineering services and surveys of the buildings occupied by all delegations, from representative offices to Europe commissions in extracomunity countries, and also in its delegations within international organizations in Geneva, New York, Wien, Paris and Rome Scadenza/Deadline: 11/7/2004 Per informazioni: Commissione europea, Direzione generale RELEX - Relazioni esterne, Unità Amministrazione, Unità K.3, CHAR 08/186 Rue de la Loi/Wetstraat 200 B-1049 Bruxelles, Belgium Tel. ++32 2 2957432 Fax ++32 2 2964280

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Affidamenti

Per i bandi completi www.europaconcorsi.com

Italia/Italy Aosta Nuovo edificio ‘D’ Progettazione definitiva ed esecutiva; direzione lavori; coordinamento sicurezza per la progettazione e l’esecuzione; misura e contabilità lavori; relazione geotecnica; relazione geologica; studio di valutazione impatto ambientale; piano di manutenzione dell’opera; pratica di accatastamento; calcolo dei fabbisogni energetici; pratica comunale per il rilascio della C.E.; esame progetto prevenzione incendi per la realizzazione dell’edificio ‘D’. Importo complessivo stimato dell’intervento, cui si riferiscono i servizi da affidare: Euro 3.499.121,61 Scadenza: 14/10 Per informazioni: Struttura Valle d’Aosta S.r.l. Corso Battaglione Aosta 24 11100 Aosta Tel. 0165 238483 Fax 0165 235723

Brescia Incarichi professionali a Brescia Affidamento di incarichi professionali attinenti all’architettura e all’ingegneria di importo inferiore a 40.000 Euro per le seguenti categorie: Progettazione architettonica ed edilizia; Progettazione strutturale; Progettazione impiantistica; Direzione Lavori e/o assistenza ai lavori nei cantieri; Coordinamento per la progettazione e/o per l’esecuzione dei lavori (D. Lgs. 494/96); Stime e pratiche catastali Scadenza: 31/12 Per informazioni: Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna”Bruno Ubertini” Via A. Bianchi, 9 25124 Brescia

Genova Formazione elenco professionisti. Autorità Portuale di Genova L’ente banditore intende creare un elenco di consulenti per i servizi di architettura ed ingegneria per il porto di Genova, da realizzarsi in economia, mediante gare informali per il periodo dal 1° gennaio 2003 al 30 giugno 2006. Importo inferiore a 40.000 Euro Scadenza: 31/10 Per informazioni: Autorità Portuale di Genova Direzione Amministrativa - Ufficio Appalti e Contratti Pubblici Ponte dei Mille (stazione Marittima) 16126 Genova-Porto Tel. 010 241.2532 Fax 010 241.2364

Grosseto Coordinatore della sicurezza per l’esecuzione Affidamento d’incarico di ‘coordinatore della sicurezza per l’esecuzione’ relativamente ai cantieri per lavori da effettuare nelle strutture e nelle aree gestite dall’Azienda stessa nel territorio di competenza Scadenza: 31/12/2002

Monterey County Housing Design Competition Concorso internazionale per il progetto di modelli residenziali innovativi/International competition for the design of innovative housing models Scadenza/Deadline: 31/10 Giuria/Jury: Michael Evans, Rodney Friedman, Donn Logan, Sharon Carter Matthews, Tito Patri

Nuovo edificio ‘E’ Progettazione definitiva ed esecutiva; direzione lavori; coordinamento sicurezza per la progettazione e l’esecuzione; misura e contabilità lavori; relazione geotecnica; relazione geologica; studio di valutazione impatto ambientale; piano di manutenzione dell’opera; pratica di accatastamento; calcolo dei fabbisogni energetici; pratica comunale per il rilascio della C.E.; esame progetto prevenzione incendi per la realizzazione dell’edificio ‘E’. Importo complessivo stimato dell’intervento, cui si riferiscono i servizi da affidare: Euro 1.471.926,10 Scadenza: 14/10

Per informazioni: AIA Monterey Bay 9699 Blue Larkspur Lane Suite 101 Monterey, CA 93940 Internet: wwwconceptscompetition.org

Per informazioni: Struttura Valle d’Aosta S.r.l. Corso Battaglione Aosta 24 11100 Aosta Tel. 0165 238483 Fax 0165 235723

New York

Bergamo

Lecco

Clinica mobile per la lotta all’Aids in Africa Progetto per la realizzazione di un prototipo di una clinica mobile per la lotta all’Aids in Africa/Create a fully equipped mobile unit to be used by medical professionals throughout the African continent. In addition to testing, prevention and treatment, this easily transportable unit will disseminate information regarding the virus and provide basic healthcare services Scadenza/Deadline: 1/11

Nuovo centro natatorio di Ghisalba Progettazione definitiva ed esecutiva nonché la costruzione e la gestione del nuovo centro natatorio di Ghisalba. L’ammontare complessivo netto dei lavori è di Euro 1.385.530,00 Scadenza/Deadline: 10/10

Complesso di sale cinematografiche. Oggiono Ricerca di un soggetto a favore del quale costituire un diritto di superficie su un’area comunale di circa 10.000 mq, per la realizzazione di un complesso di sale cinematografiche e sala polifunzionale con servizi e parcheggi. Il soggetto assegnatario dovra’ progettare e realizzare a sue spese tale complesso immobiliare Scadenza: 21/10

Per informazioni: Howard Smith, Managing Editor JAE 1400 Randall Court Los Angeles CA 90065 E-mail: hsmith@usc.edu

Monterey Unione Europea/UE

Per informazioni: Architecture For Humanity Cameron Sinclair Suite 3A, 165 West 20th St. New York, New York 10011 Tel. ++1 646 7650906 Internet: www.architectureforhumanity.org/comp/co mp.html E-mail: csinclair@architectureforhumanity.org

Per informazioni: Comune di Ghisalba (BG) Piazza G. Garibaldi 2 Ghisalba Tel. 0363 900333 Fax 0363 900343

Per informazioni: Azienda U.S.L. 9 ‘Grosseto’, Area Tecnica Referente: Dr. Ing. Paolo Scotto Responsabile Area Tecnica Via Cimabue 109 58100 Grosseto Tel. 0564 485688 Fax 0564 485664

Assistente di cantiere Affidamento d’incarico di ‘assistente di cantiere’ relativamente ai cantieri per lavori da effettuare nelle strutture e nelle aree gestite dall’Azienda stessa nel territorio di competenza Scadenza: 31/12/2002 Per informazioni: Azienda U.S.L. 9 ‘Grosseto’ Area Tecnica Via Cimabue 109 58100 Grosseto Referente: Dr. Ing. Paolo Scotto Responsabile Area Tecnica Tel. 0564 485688 Fax 0564 485664

AGENDA Per informazioni: Comune di Oggiono Ufficio lavori pubblici Tel. 0341 266422

Lucca Elenco professionisti. Comune di Massarosa Progettazione definitiva ed esecutiva, direzione lavori, assistenza alla d.l., contabilità, collaudo, coordinamento per la sicurezza, consulenze calcoli in c.a., strutture, relazioni geologiche e geotecniche, rilievi,studi di impatto ambientale, e qualsiasi altra prestazione professionale tecnicoamministrativa necessaria per la realizzazione di opere pubbliche. Importo: 40.000 euro Scadenza: 31/12/2003 Per informazioni: Comune di Massarosa Piazza Taddei 1 55054 Massarosa (LU) Tel. 0584 979315- 979317 Fax 0584/979300 Internet: www.comune.massarosa.lu.it E-mail: info@comune.massarosa.lu.it

Napoli Albo Professionale professionisti e Società di servizi per l’ARPAC L’ARPAC istituisce un Albo Professionale Aperto per professionisti e Società di servizi, singoli o riuniti, di comprovata esperienza al fine di conferire incarichi professionali per le attività di: consulenza ed assistenza specialistica tecnica e scientifica nelle attività di studio preliminare, pianificazione, programmazione, progettazione, assistenza tecnica e monitoraggio dei fattori sociali, economici, fisici, chimici e biologici che determinano lo stato dell’ambiente e la sua evoluzione Scadenza: 31/12 Per informazioni: Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Campania Via G. Porzio 4 Centro Direzionale - Isola E/5 - Palazzo “Tiempo” 80143 Napoli Tel. 081 7782111 Fax 081 7782536

Padova Elenco professionisti Servizi connessi con la progettazione degli interventi previsti dal Piano Triennale 2002-2004 e individuati nelle seguenti categorie: progettazione di opere di bonifica; progettazione architettonica; progettazione delle strutture, di impianti tecnologici... Importo inferiore a 40.000 Euro Scadenza: 31/12 Per informazioni: Consorzio di Bonifica Bacchiglione Brenta Referente: ing. Claudio Imbimbo Via del Vescovado, 11 35141 Padova Tel. 049 8751133 Fax 049 655991 Internet: www.sigmatel.it E mail: baccbrenta@neol.it

Roma Affidamento di incarichi professionali attinenti all’architettura Il Ministero dell’Economia e delle Finanze, Agenzia del Demanio intende affidare incarichi professionali attinenti all’architettura e all’ingegneria di per un importo inferiore a 40.000 Euro Scadenza: 31/12 Per informazioni: Ministero dell’Economia e delle Finanze Agenzia del Demanio Via del Quirinale 30 00187 Roma Tel. 06 47773418, Fax 06 47773417

+ europaconcorsi

Formazione di una cartografia numerica Formazione della cartografia numerica scala 1:5.000 per il territorio delle province di Roma e Latina. Importo posto a base d’asta 4.000.000,00 Euro Scadenza: 11/10 Per informazioni: Regione Lazio Direzione Regionale alle Risorse e Sistemi Area Informatica Via R.R. Garibaldi 7 00145 Roma Tel. 06 51684102 Fax 06 51685472

Per informazioni: Provincia di Vercelli Via S. Cristoforo 7 13100 Vercelli Tel. 0161 590302 Fax 0161 590332

Convegni e dibattiti Congresses and conferences

Salerno Impianto sportivo con piscina, palestra, centro benessere. Comune di Pagani Progettazione definitiva ed esecutiva, costruzione e gestione funzionale ed economica di un impianto sportivo con piscina, palestra, centro benessere e relative pertinenze in comune di Pagani. Importo complessivo presunto dei lavori al netto d’I.V.A.: (Euro 2.065.000.00); importo complessivo presunto della progettazione definitiva ed esecutiva, della direzione dei lavori e delle funzioni inerenti la sicurezza (Euro 113.291,38) Scadenza: 7/10 Per informazioni: Comune di Pagani Piazza B. D’Arezzo 33 84016 Pagani (SA) Tel. 081 3240248 Fax 081 915662

Torino Nodo di interscambio Stura, piazza coperta e strutture di servizio Redazione della progettazione definitiva ed esecutiva delle opere strutturali ed impiantistiche e di coordinamento sicurezza ai sensi del decreto legislativo 494/96 per la realizzazione del “Nodo di interscambio Stura - piazza coperta e strutture di servizio”. Importo complessivo dell’ intervento: 5.717.177,87 Euro Scadenza: 7/10 Per informazioni: Comune di Torino Servizio centrale acquisti contratti e appalti - settore appalti B Piazza Palazzo di Città 1 10122 Torino Tel. 011 4423391, Fax 011 4421910

Varese Servizi di architettura per la Commissione Europea. Ispra Servizi attinenti all’architettura e all’ingegneria, anche integrata, comprensivi di consulenza tecnica, progettazione, direzione lavori, perizie, collaudi, definizioni e stesura disegni e servizi attinenti all’urbanistica e alla paesaggistica. Importo del servizio nel suo insieme, è stimato intorno a 2.000.000 Euro/2 500.000 Euro Scadenza: 7/10 Per informazioni: Commissione Europea Direzione Generale del CCR, Centro Comune di Ricerca, Direzione delle Risorse, Unità Servizi Tecnici Via E. Fermi 1 21020 Ispra (VA) Tel. 0332 789541, Fax 0332 789894

Vercelli Tutela e valorizzazione del fiume Sesia Progettazione per attività conoscitiva finalizzata alla tutela e valorizzazione del fiume Sesia. Importo complessivo appalto: 107.595,18 Euro Scadenza: 7/10

Austria Vienna Architekturzentrum The Urban Periphery 15/10 10th Vienna Architecture Congress: Next Europe 8/11-10/11 Per informazioni: Architekturzentrum Wien Isabella Marte Museumplatz 1 A-1070 Wien Tel. ++43 1 522311513 Fax ++43 1 5223117 Internet: www.azw.at E-mail: congress@azw.at

Austria Center Going Green-Care Innovation Simposio internazionale International symposium 25/11-28/11 Per informazioni: S-Care Electronics Office Brunhildengasse 1°/5 A-1150 Vienna Tel. ++43 1 7864603, Fax ++43 1 786460399 Internet: www.care-electronics.net E-mail: info@care-electronics.net

Cile/Chile Santiago del Cile Universidad de Chile 51º Congreso Internacional de Americanistas 14/7/2003-18/7/2003 Per informazioni: 51 ICA - Universidad de Chile Diagonal Paraguay 265 of. 1405 Santiago de Chile Tel. ++56 2 6782061, Fax ++56 2 678212

Italia/Italy Bologna Palazzo Congressi Vernest: l’acciaio inossidabile colorato per l’edilizia 18/10 Per informazioni: ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni Viale B.Brin 218 05100 Terni Tel. ++39 0744 490867, Fax ++39 0744 490879 Internet: www.acciaiterni.it E-mail: info@acciaiterni.it

Firenze La Sfacciata Lighting Academy Brandscaping: The Role of Light 25/10-26/10 Corso base di Illuminazione di ambienti interni 13/11-16/11 Per informazioni: La Sfacciata Lighting Academy Elisabetta Baldanzi Tel. ++39 055 3791328, Fax ++39 055 3791266 Internet: www.lightingacademy.org E-mail: e.baldanzi@targetti.it

Fortezza da Basso L’illuminazione degli ambienti museali Workshop 8/10-10/10 Per informazioni: Angela Arnaboldi Targetti Sankey Tel. ++39 055 3791285 Fax ++39 055 3791266 E-mail: a.arnaboldi@targetti.it

Centro Interuniversitario ABITA Progetto sostenibile dell’ambiente costruito Corso post laurea/Post degree course Ottobre-Dicembre/October-December Per informazioni: Centro Interuniversitario ABITA Paola Gallo-Alain Lusardi Via San Niccolò 50125 Firenze Tel. ++39 055 2491559 Fax ++39 055 2347152 Internet: www.unifi.it/unifi/abita E-mail: abita@dpmpe.unifi.it

Milano Politecnico-Dip.Ingegneria Strutturale L’acciaio inox nella progettazione strutturale delle costruzioni civili Corso di speciaizzazione/Master course 10/12-11/12 Per informazioni: Politecnico di Milano Dipartimento di Ingegneria Strutturale Cinzia Arcadi Piazza Leonardo da Vinci 32 20133 Milano Tel. ++39 02 23994208 Fax ++39 02 23994220 E-mail: arcadi@stru.polimi.it

Centro Formazione Permanente L’acustica negli edifici, soluzioni progettuali per abitazioni e locali pubblici 11/11-26/11 Per informazioni: Centro Formazione Permanente Via D’Ovidio 3 20133 Milano Tel. ++39 02 23992509 Fax ++39 02 23992511 Internet: http://formperm.polimi.it E-mail: claudia.piacenza@ceda.polimi.it

Roma The Studium Urbis Giambattista Nolli, Imago Urbis, and Rome Conferenza internazionale International conference 31/5/2003-2/6/2003 Per informazioni: The Studium Urbis Via di Montoro 24 00186 Rome Tel. ++39 06 6861191 Internet: www.studiumurbis,org E-mail: info@studiumurbis.org

Complesso San Michele Convegno sul Fotovoltaico Conference on Photovoltaics 8/10 Per informazioni: E-mail: cinzia.abbate@flashnet.it

Torino Istituto Europeo di Design Exhibit Design Interior Design-spazio architettonico emotivo Corsi di specializzazione/Master courses Da dicembre/From December Per informazioni: Istituto Europeo di Design Silvia Bassignana Tel. ++39 011 8125668 Fax ++39 011 835720 Internet: www.ied.it E-mail: master@torino.ied.it

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AGENDA Venezia IUAV Incontri per l’architettura italiana: Lina Bo Bardi-Mario Fiorentino 3/10 HOV-Giovanni D’Ambrosio 4/10 Vincenzo Latina-Gianfranco Sanna 10/10 Gibellina utopia concreta? Venezia incompiuta 11/10 Per informazioni: Internet: www-archphoto.it

+ europaconcorsi

Per informazioni: Souther California Institute of Architecture 960 E Third Street Los Angeles 90013 California Tel. ++1 213 6132200, Fax ++1 213 6132260 Internet: www.sciarc.edu E-mail: Jennifer Dunlop jdunlop@sciarc.edu

Mostre di architettura e design Architecture and design exhibitions

Spagna/Spain

Per informazioni: Palacio de Abrantes - Centro Hispano Japones de Salamanca Internet: www.artfront.co.jp

Austria Graz Landesmuseum Joanneum Latent Utopias 26/10-2/3/2003

Innsbruck Svizzera/Switzerland Ginevra Auditorium Arditi-Wilsdorf What kind of museum for the 21st century? Simposio internazionale International symposium 2/11-3/11 Per informazioni: Centre pour l’image contemporaine Caroline Couteau 5 Rue du Temple 1201 Genève Tel. ++41 22 9082069 Internet: www.centreimage.ch E-mail: corile.couteau@sgg.ch

USA

Architekturforum Tirol Miniappartamenti in Giappone 12/9-18/10 Lacaton, Vassal+Jacques Hondelatte 30/10-6/12

Vienna MAK Heavens’ Gift 27/6-10/11 Zaha Hadid 17/7-6/10 Architekturzentrum 9=12 New Housing in Vienna 13/9-27/1/2003 Emerging Architecture 3 “Beyond Architainment” 21/11-10/3/2003

Houston Belgio/Belgium

The World Space Congress 1st Symposium on Space Architecture 10/10-11/10

Bruxelles

Per informazioni: Internet: www.aiaa.org/WSC2002 E-mail: Abdreas Vogler andreas-vogler@lrz.tum.de

Musée d’Architecture Il buono e il cattivo gusto. Interni belgi dall’Art Nouveau all’Art Decò 7/05-27/10

Los Angeles SCI-Arc Downtown Make It New Lecture Series: Hernan Diaz-Alonso 9/10 David Sarkissyan 16/10 Raimund Abraham 23/10 Godfrey Reggio 30/10 Preston Scott Cohen 4/11 Michael Sorkin 6/11 Neil Denari 11/11 Thom Mayne 13/11 Constance Adams 18/11 Paul and David Lewis 20/11 Michele Saee 25/11 Wolf Prix in conversation with Eric Owen Moss 4/12

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Helsinki Museum of Finnish Architecture Drawn in Sand. Visioni irrealizzate di Alvar Aalto 13/6-28/8/2003

Francia/France

CCA Hal Ingberg 2/10 - 16/02/2003 Herzog & de Meuron: Natural History 23/10 - 6/04/2003

Danimarca/Denmark Copenhagen Danish Design Centre Nuove generazioni di componenti costruttive 15/6-23/7/2003

Humlebaek Louisiana Museum Arne Jacobsen 30/8-12/1/2003

Galleria Antonia Jannone Andrea Carreño “Habitaciones” Fino al/through 12/10 Giorgio Tonelli “Dal tramonto all’alba” 16/10-16/11

The Building Centre Trust Gallery 50/50: Crowning Achievements Future Prospects 24/6-12/9/2003

Napoli

Manchester

Espace Gérard Philipe Jean Renaudie, architecte 19251981 21/916/11

Cube Fabrications: Urban Myth+Memory 11/9-2/11

Les Ateliers des Terreaux Jean Zumbrunnen architecte 4/11-21/12

Mulhouse Musée National de l’Automobile La Bohême en voiture, automobile et art au XXe siècle en Bohême et en Moravie 45-15/10

Italia/Italy Aosta Chiesa di San Lorenzo Michele De Lucchi dopo Tolomeo 7/6-13/10

Ariccia (Roma) Palazzo Chigi Castelli e castellani 18/7-20/10

San Lorenzo Maggiore L’anaphora dell’architettura di Peter Lorenz 11/10-10/11

Torino Palazzo Graneri L’architetto artista. La Sezione Architettura del Circolo degli Artisti di Torino 1887-1902 Anno internazionale Antoni Gaudì: Omaggio alla Catalogna 5/12-22/2003

Venezia 8. Mostra Biennale Internazionale di Architettura: “Next” 8/9-24/11 IUAV Archivio Progetti Carl Weidemeyer 1882-1976. Artista e architetto tra Worpswede e Ascona 27/9-31/10

Orleans

Avezzano (L’Aquila)

Frac Didier Faustino 16/9-27/12

Villa Torlonia - Magazzini del Grano Effetto Alba Fucens 22/4-30/12

Paris

Bergamo

VIA Les labels 5/9-27/10 Transparences 7/11-19/1/2003

Galleria d’arte moderna e contemporanea Gabriele Basilico - Salvo: Architetture 18/9-17/11

Vicenza

Institut français d’architecture Perret. La poetica del cemento, 1900-1954 20/9-6/1/2003

Cantù (Como)

Palazzo Barbaran da Porto John Soane e i ponti di legno svizzeri. Architettura e cultura tecnica da Palladio a Grubenmann 11/7-3/11

Centre Pompidou Du design au jardin 10/7-21/10 Musée Carnavalet Lumière du laque: Centenaire du maître laquer Pierre Bobot (19021974) 23/10-23/2/2003

Saint Etienne Biennial Design Festival 16/11-24/11

Canada Montreal

The Adventures of AluminiumFrom Jewels to Jets 18/10-18/1/2003 Unseen Vogue-The secret History of Fashion Photography 1/11-23/2/3003

Ivry s/ Seine

Lyon

Salamanca Palacio de Abrantes New Trends of Architecture 2002 10/10-10/11

Finlandia/Finland

AGENDA

Germania/Germany Stuttgart Architekturgalerie Hans Kollhoff 2/10-30/10 Leon Krier 6/11-27/11 Oswald Matthias Ungers 4/12-31/12

Gran Bretagna/Great Britain London Design Museum Giò Ponti. A world 3/05-6/10 Design Now-Graphics 21/6-27/10 When Philip Met Isabella: Philip Tracey’s Hats for Isabella Blow 5/7-27/10

Riva R1920 Centre “Pianpiano” - Il lavoro dello Studio Piano Design 6/4-6/10

Conegliano Veneto (Treviso) Sede Università di Padova Tecnologie del Legno Disegno industriale: sedute smontabili in legno multistrato 2/12-20/12

Firenze Corso Tintori Arte David Palterer in pericoloso equilibrio 15/11-10/12

Milano Triennale di Milano Le città in/visibili 15/10 - 1/02/2003 Asfalto. Una passeggiata nell’urbano contemporaneo 15/10 - 1/02/2003 Nuove città di fondazione 23/10 - 23/02/2003 La grafica tra memoria e futuro 23/10 - 19/01/2003 Domus Academy Designing in exhibition 23/9-4/10 Palazzo Reale Il design di Cartier secondo Sottsass 10/10-gennaio/January 2003

Cotonificio Veneziano di Santa Marta Giuseppe e Alberto Samoà. Lezioni di architettura 5/9-15/11

Basilica Palladiana Steven Holl 5/9-1/12

Olanda/Holland Rotterdam NAI Latent Space 13/7-20/10 Gio Ponti: Architect of Pirelli Skyscraper 13/7-20/10 Fresh Facts: Young Dutch architecture/NAI Prize nominations 2002 8/9-3/11

Spagna/Spain Barcelona Palau Güell La vita a Palazzo: Eusebi Güell e Antoni Gaudì, due uomini e un progetto 20/3-31/12 Museu del Temple de la Sagrada Familia Il laboratorio di Gaudì. Gaudì e il suo studio 14/6-1/12

La Pera Cas-museu Castell Gala Dalì de Pùbol Dalì e Gaudì 15/3-31/12

+ europaconcorsi

Svizzera/Switzerland Bienne, Morat, Neuchatel, Yverdon, Jura Expo 02 15/5-20/10

Ginevra

Washington

Caen

National Building Museum On Track: Transit and the American City Fino al/through 27/10 The Turner city collection: rappresentazione di un secolo di costruzione 4/5-3/11

Musée de Normandie Vivre en Normandie au Moyen age 28/6-18/11

Varie sedi L’Image Habitable. Multiple Versions 1/9-31/1/2003

Williamstown (Massachussetts)

Mendrisio

Clark Art Instute Tadao Ando 28/9-27/4/2003

Accademia di Architettura Carl Weidemeyer, 1882-1976. Artista e architetto tra Worpsede e Ascona 27/9-31/10

Mostre d’arte Art Exhibitions

USA

Bellevue Art Museum/510 Bellevue Way NE/Bellevue Trespassing: Houses x Artists 31/08 - 5/01/2003

Busch-Reisinger Museum Art and Design in central and northern Europe, 1880 to the present 1/1-31/12

Chicago The Art Institute Helmut Jacoby: maestro del disegno architettonico 31/8-27/10

Los Angeles MAK Center for Art and Architecture L.A. at the Schindler House Nobody’s Home. Case d’artista 9/5-15/10 SCI-Arc Downtown Xefirotarch-Hernan Diaz-Alonso: Emotional rescue 20/9-27/10

Minneapolis The Minneapolis Institute of Art The Chair: Sculptural Form in Wood 1880-1960 15/2-12/1/2003 Times Squared: Photographs by Toby Old 4/5-20/10

New York Max Protetch Gallery A New World Trade Center: Design Proposals 8/9-3/11 The Musem of the City of New York The Last Days of Penn Station: Photos by Aaron Rose 15/6-5/1/2003 New Museum of Contemporary Art Out of Site 27/6-13/10 Cooper/Hewitt, National Design Museum/2 New hotels for global nomads 29/10-2/03/2003

Centre International du Vitrail Les couleurs du ciel. Vitraux de création au XXe siècle dans les cathédrales de France 13/4-5/1/2003

Grenoble Magasin Doug Aitken “Rise” 20/10-5/1/2003 Paul Morrison “Mesophyll” 20/10-5/1/2003

Ivry s/ Seine Centre Jeanne Hachette Jeanne Gailhoustet, en miroir 219-16/11

Bellevue

Cambridge

Chartres

Austria Vienna MAK Heaven’s Gift: Presentation of New Contemporary Art Tower 27/6-10/11 Plastisch und Fantastisch 21/8-20/10 Ulrike Lienbacher 4/9-27/10 K-Haus East meets West: Contemporary Art from China 16/10-6/11 Postscript: a typographic project 11/10-1/12 Kunstforum Karel Appel 5/9-13/10

Canada Montreal Museum of Fine Arts Le siècle de Richelieu 18/9-5/1/2003

Danimarca/Denmark Humlebaek Louisiana Museum Arne Jacobsen 30/8-12/1/2003 Wolfgang Tillmans: View from Above 11/10-19/1/2003

Francia/France Annecy Musée des Beaux Arts Telo ou corps et traces 16/9-18/11

Avignon Collection Lambert Photographier 1/6-24/11

Le Crédac Ça raconte quoi ? 21/9-27/10 Claire Maugeais. Mise au point 21/9-27/10

Montbéliard Centre régional d’art contemporain Wladimir Skoda, sculpteur 11/24/11

Nancy Musée des Beaux-Arts Telo ou Corps et traces 16/9-18/11

Nice Musée d’art moderne et contemporain Niki de Saint Phalle rétrospective 16/3-27/10 Septembre de la photo 15/9-14/10 Theatre de la photographie et de l’image Les photographes de l’Ouest Américain 13/9-13/10 Galerie des Ponchettes J.P.Jovanelli : Le conflit 25/10-17/11 Galerie du Chateau La Rahla, Amicale des Sahariens 7/11-28/11 Musée National Message Biblique Marc Chagall Terre cuites des Della Robbia 29/6-4/11 Musée International d’art naif Anatole Jakowsky Démons et Merveilles 27/6-4/11

Orleans Frac Yves Duranthon 16/9-15/11

Paris Centre Pompidou Max Beckmann 18/9-6/1/2003 Sonic process 16/10-6/1/2003

l’ARCA 174 107


AGENDA Centre National de la Photographie Image et texte dans l’art actuel 11/9-18/11 Sans Commune Mesure 11/9-18/11 Pierre Faure 11/9-14/10 Simone Decker 23/10-18/11 Grand Palais Constable 10/10-13/1/2003 Matisse-Picasso 26/9-6/1/2003 Musée Picasso Kramar et Picasso 23/10-23/1/2003 Musée d’Orsay Kupka, œuvres graphiques, 18941912 24/6-6/10 Manet/Velasquez 18/9-6/1/2003 Carrousel du Louvre Paris Photo 2002 14/11-17/11 BNF Ivan Theimer, œuvres sur papier 23/9-20/10 Jeu de Paume Georges Mathieu 18/6-6/10

+ europaconcorsi

Treasures from Venetian Palaces 27/9-12/1/2003

Frankfurt am Main Schirn Kunsthalle Shopping 24/9-8/12 Henri Matisse. The Cut-Outs 20/12-3/3/2003

Schwerin Staatliches Galerie Luce, movimento & programmazione 23/8-24/11

Liverpool Tate Pin up: Art and Celebrity since the Sixties 26/3-24/11 Liverpool Biennial 2002 14/9-24/11

Londra Tate Modern Barnett Newman 19/9-5/1/2003

Halle Saint-Pierre et Musée d’Art Naif Max Fourny Art brut tchèque 2/9-61/2003

Tate Britain Gainsborough 17/10-12/1/2003 Turner Prize 2002 30/10-5/1/2003

Grandes Marches Projections Privées Fino a Dicembre-through December

National Gallery Light 18/7-6/10

Musée du Luxembourg Modigliani. L’ange au visage grave 25710-2/3/2003

British Museum Vietnam Behind the Lines. Images from the War 1965-1975 13/6-1/12

Musée Carnavalet L’art del la soie. Prelle 1752-2002 20/11-23/2/2003

Roubaix Musée d’art et d’industrie André Diligent Louis Billotey : L’ambition classique 4/10-8/12 Espace Croisé Saverio Lucariello 28/9-16/11

Toulouse Varies sièges Vaclav Stratil : la fragilité 27/9-13/10

Tourcoing Le Fresnoy Image et texte dans l’art actuel 22/9-1/12

Villeneuve d’Ascq Musée d’art moderne Lille Métropole Image et texte dans l’art actuel 21/9-19/1/2003

Germania/Germany Bonn Kunst- und Austellungshalle der Bundesrepublik The Classical Period of Ancient Greece: Idea or Reality 13/7-13/10

108 l’ARCA 174

St.Ives

Busto Arsizio (Varese)

Foligno (Perugia)

Tate Richard Long, Naum Gabo, Kosh Ito 8/7-13/10

Fondazione Bandera Gaetano Pompa, opere dal 1960 al 1996 12/10-2/2/2003

Palazzo Trinci Il tempo-spazio dell’immagine 12/10-8/11

Italia/Italy Angera (Varese) Rocca Borromeo Automi. Meraviglie meccaniche francesi e tedesche del XIX e XX secolo 8/6-3/11

Aosta Gran Bretagna/Great Britain

Somerset House Hermitage Rooms: Painting, Passion and Politics: Masterpieces from the Walpole Collection 28/9-23/12 Dulwich Gallery David Wilkie 11/9-1/12 Estorick Collection Under Mussolini: Decorative and Propaganda Arts in the 1920s and 1930s 2 /10- 22/12 Mobile Home Julie Verhoeven: News from Mobile Home Fino al/through 15/11

Museo Archeologico Regionale Glass way-Le stanze del vetro 15/6-28/10 Centro Saint Benin Carlo Carrà 21/6-3/11

Avezzano (L’Aquila) Villa Torlonia Alba Fucens, rivive la piccola Roma d’Abruzzo Fino al/through 30/12

Belluno Palazzo Crepadona Buzzati, fumetti e altre visioni 12/9-31/10

Bolzano Museion ArtWord - Archivio di Nuova Scrittura 14/9-5/1/2003 Castel Roncolo Incontri Reali 2: Museo Nazionale di Archeologia di Taranto 11/10-6/1/2003 Museo Civico Incontri Reali 2: Museo Capodimonte di Napoli 26/10-24/11 Centro Trevi Incontri Reali 2: Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma 30/10-29/11

Bologna Palazzo Re Enzo Bologna Arte Antiquaria 12/10-20/10

A&D Gallery Immaculate Conceptions, Andrew Logan and Duggie Fields 17/9-15/11

Pinacoteca Nazionale Mario Sironi 26/10-9/2/2003

The Eagle Gallery Rebecca Sitar-Ritual 8/11-7/12

Palazzo Poggi L’antichità del mondo. Fossili alfabeti rovine Fino al/through 30/10

Print Studio Nausea: Encounters With Ugliness Fino al/through 7/12 Victoria & Albert Museum Cinema India - The Art of Bollywood - posters & hoardings, capturing the dynamic visual culture of Indian film 26/6-6/10

AGENDA

Brescia

Caraglio (Cuneo) Centro Sperimentale Arte Contemporanea Voilà la France 28/9-17/11

Casale Monferrato (Alessandria) Centro città Il tempo della profezia. L’opera d’arte come specchio di ricerca interiore 6/10-27/10

Castiglioncello (Livorno) Castello Pasquini I Macchiaioli. Opere e protagonisti di una rivoluzione artistica. 18611869 20/7-20/10

Castrocaro Terme (Forlì) Rocca Rocche & Scultori Contemporanei: Luigi Mainolfi 12/5-13/10

Catanzaro Complesso Monumentale San Giovanni Andy Warhol, l’opera grafica 14/9-8/12

Conegliano (Treviso) Palazzo Sarcinelli Tullio Pericoli. I paesaggi 13/10-30/11

Faenza (Forlì) Museo Intrenazionale delle Ceramiche Carlo Zauli: L’alchimia delle terre, 1952-1991 1/6-27/10

Ferrara Palazzo dei Diamanti Sargent e l’Italia 22/9-6/1/2003 Palazzo Bonacossi Lucrezia Borgia 5/10-1512

Firenze Museo Nazionale Archeologico La battaglia di Qadesh 6/6-8/12 Galleria Uffizi Il Mito d’Europa, da fanciulla rapita a continente 10/6-6/1/2003

Fornipoli (Forlì) Rocca Gloria Argeles 26/5-29/10

Genova Palazzo Spinola-Gambaro Vaghe stelle dell’Orsa. Gli infiniti di Giacomo Leopardi 4/10-1/12

Gorizia Castello Gli echi della terra, cultura celtica nel Friuli 27/5-27/10

La Mandria (Torino)

+ europaconcorsi

Artestudio BST Agostino Ferrari 12/9-5/10 Arturo Vermi 10/10-20/12 Galleria Fontana Paolo Maggis 3/10-24/10 Barbara Galbiati 31/10-21/11 Galleria Blu Gastone Novelli. L’esercizio della libertà 24/9-23/11 Galleria Arte 92 Gabriella Benedini. Altre navigazioni 27/9-9/11 Galleria Monica De Cardenas Hannah Starkey 4/10-3/11 Fiera Antik 26/10-3/11

Villa dei Laghi Scultura internazionale 2/6-27/10

Galleria Marco Voena American Beauty. Andy Warhol e il ritratto femminile 8/10-9/11

Maccagno (Varese)

Rotonda della Besana La Prima Repubblica Italiana (1802-1805) 9/11-28/2/2003

Civico Museo Parisi Valle Figure tra le carte. Maestri del ‘900 nelle Collezioni del Museo 29/6-20/10

Mamiano di Traversetolo (Parma) Fondazione Magnani Rocca Jean Fautrier e l’Informale in Europa 14/9-1/12

Mantova Palazzo Te La “Celeste Galeria” dei Gonzaga 2/9-8/12

Galleria Giò Marconi Giuseppe Uncini. Opere 1958-2002 20/9-24/10 Galleria Christian Stein Giuseppe Uncini. Opere 1958-2002 20/9-31/10 Galleria Raffaella Cortese Rose Sinclair 2/10-30/11 Lisa Corti Home Textile Emporium Mino Gatti: L’ora italiana 29/11-14/12

Milano

Galleria ClicArt Cronache Marziane 1/10-9/11

Palazzo Reale Il mondo nuovo. Milano 1890-1915 10/11-28/2/2003

Musei di Porta Romana Absolut Covers 2/10-20/10

Pinacoteca di Brera Brera mai vista 20/6-20/12 Un milanese che parlava toscano: Lamberto Vitali e la sua collezione 1/6-27/10 Fondazione Stelline About Flowers 28/9-13/10 Ernesto Ornati “Ritratti dal vero” 16/10-9/11 Fondazione Biblioteca di Via Senato Dall’orrido al sublime, la visione delle Alpi 9/5-27/10

Palazzo Martinengo Dubuffet e l’arte dei graffiti 26/5-6/10

Galleria dell’Accademia Venere e Amore. Michelangelo e la nuova bellezza ideale 25/6-31/11

Fondazione Mazzotta Pierre-Auguste Renoir e la luce dell’Impressionismo 19/9-19/11 Alberto Savinio - Antologica Dicembre/febbraioDecember/February 2003

Ken Damy Fine Art Guglielmo Achille Cavellini. Autoritratti, smorfie e impronte 11/9-10/10

Palazzo Medici Riccardi Capolavori della maiolica rinascimentale: Montelupo 1/6-27/10

La Posteria Mario Comensoli. Retrospettiva in Italia 31/10-6/1/2003

Studio Forni Alessandro Papetti 3/10-3/11 Galleria Valeria Belvedere Nezatec Ekici. Emotion i motion 27/9-19/10 Galleria Schubert Daniele Fissore, opere recenti 8/10-25/10

Modena Palazzo Santa Margherita I cani di Gianfranco Asveri 27/9-3/11 Generazioni/2. Andrea Chiesi, Giuliano Guatta, Beatrice Pasquali 10/11-6/1/2003 Palazzina dei Giardini Tutte le donne del Mondo. The World of Nobuyoshi Araki 20/9-6/1/2003

Mogliano Veneto (Treviso) Brolo Henri de Toulouse-Lautrec. Lo sguardo e il segno 8/9-8/12

Poggio a Caiano (Firenze) Villa Medicea Così celesti, così terreni. Un secolo di pittura 1550-1650 nei dipinti del Museo Civico di Prato 18/5-8/12

San Giovanni Valdarno (Firenze) Casa Masaccio Masaccio e le origini del Rinascimento 20/9-21/12

Potenza

Saronno (Varese)

Pinacoteca Provinciale Giorgio De Chirico. Opere scelte 1919-1975 10/10-9/1/2003

Galleria Il Chiostro De Rocchi. Disegni 26/10-30/11

Prato Caffè del Teatro e Soprattuttolibri City TTL: la città attraverso le toycamera 18/9-10/10 Antiche Stanze Santa Caterina Così celesti, così terreni. Un secolo di pittura 1550-1650 nei dipinti del Museo Civico di Prato 18/5-8/12

Predappio (Forlì) Casa Natale Mussolini Sportarte. Mito e gesto nell’arte e nello sport in Italia 1900-1950 30/3-20/10

Reggio Emilia Palazzo Magnani Pompilio Mandelli 15/9-20/10 Fernand Léger 26/10-19/1/2003

Rimini Castel Sismondo Il Trecento Adriatico: Paolo Veneziano e la pittura tra Oriente e Occidente 19/8-29/12

Rivoli (Torino) Castello Nan Goldin. Parcogiochi del diavolo 23/10-12/1/2003 Thomas Demand 23/10-26/1/2003

Roma Centro Nazionale per le Arti Contemporanee Eva Marisaldi-Michael Raedecker 24/9-10/11 Galleria Nazionale d’Arte Moderna Miquel Barcelò 10/9-2/11

Seravezza (Lucca) Palazzo Mediceo Moses Levy (1885-1968), Le stagioni del colore 14/7-6/10

Suzzara (Mantova) Galleria Civica 42° Premio Suzzara: Città e campagna. Frontiere 2002 15/9-1/12

Teramo Pinacoteca Civica Exempla 2. Arte italiana nella vicenda europea 1960-2000 18/5-24/11

Torino Lingotto Fiere Artigianato metropolitano 5/12-9/12 Palazzo Bricherasio Da Rousseau a Ligabue. Naif? 20/9-12/1/2003 Masterpieces/Capolavori. L’artista artigiano tra Picasso e Sottsass 5/12-26/1/2003 Palazzo Carignano L’eccellenza italiana. Le arti filerecce 5/12-26/1/2003 Archivio di Stato Eccentricity. Torino città d’arte e d’industria 1945-1968 5/12-2/2/2003 Galleria Photo & Contemporary American Beauty. Andy Warhol e il ritratto femminile 16/11-20/12 Palazzo Cavour Il giocoliere elettronico. Nam June Paik e l’invenzione della Videoarte 13/9-17/11 Le manifatture aristocratiche 5/12-23/2/2003

Scuderie Papali Rembrandt. Pittore e incisore 5/10-6/1/2003

Galleria Civica d’arte moderna e conemporanea Gabriele Basilico 17/7-20/10

Museo del Corso Max Ernst e i suoi amici Surrealisti 24/7-3/11

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo Exit. Geografie della nuova creatività italiana 21/9-19/1/2003

Complesso del Vittoriano Gli Espressionisti 1905-1920 5/10-2/2/2003

Promotrice delle Arti Movimenti 8/11-20/12

Extra-Art Cafe Simona Ceccarelli: Ceramiche 28/11-30/11

Sala Bolaffi Pierluigi Rolando. Storie inventate 4/10-17/11

Rovereto (Trento)

Trento

Nuovo Mart Il laboratorio delle idee 15/12-marzo/March 2003

Castello del Buonconsiglio Il Gotico nelle Alpi 20/7-20/10

l’ARCA 174 109


AGENDA

+ europaconcorsi

Treviso

Lugano

Bill Viola: Going Forth By Day 20/9-12/1/2003

Casa dei Carraresi L’Impressionismo e l’età di Van Gogh 9/11-30/3/2003

Museo Cantonale d’Arte L’immagine ritrovata. Pittura e fotografia dagli anni Ottanta a oggi 5/10-12/1/2003

Whitney Musem Michal Rovner: The Space Between 11/7-13/10

Museo d’arte moderna Capolavori d’arte moderna in Ticino 22/9-8/12

Max Protetch Gallery Brian Alfred 5/10-2/11 Iñigo Manglano Ovalle 9/11-21/12

Venezia Palazzo Grassi I Faraoni 9/9-25/5/2003 Ca’ Rezzonico Luce di taglio 11/9-6/1/2003 Galleria Rossella Junck Vetrina Vetro 2002 29/9-10/11 Galleria Bevilacqua La Masa Sonia Delaunay. Atelier Simultané, 1923-1934 15/6-14/10 Museo Correr Vittorio Zecchin 9/11-26/1/2003 Magazzini del Sale Crosstown/Central Park, New York City 1938-1995: Helen Levitt/Bruce Davidson 30/8-27/10

Olanda/Holland Amsterdam Stedelijk Museum Rubbernecking: Monica Nouwens 16/9-21/10

Martigny Fondation Pierre Gianadda Leonardo da Vinci, l’inventore 20/3-20/10 Berthe Morisot, retrospettiva 20/6-19/11

Rancate Pinacoteca Cantonale Züst Intorno agli Induno 12/9-1/12

USA Boston Museum of Fine Arts Jasper Johns to Jeff Koons 28/7-20/10

Denver Art Museum Metamorphosis: Modernist Photographs by Herbert Bayer and Man Ray 4/5-6/10

Groningen

Los Angeles

Groninger Museum 400 Years VOV-Chinese Porcelaine fino al/through 10/11

Museum of Contemporary Art Bartolomé Esteban Murrillo (16171682) 14/7-6/10 William Kentridge 21/7-6/10

Rotterdam Kunsthal Duane Hanson Sculptures of Life More than Reality 14/9-24/11

Svizzera/Switzerland

Miami Beach Varie Sedi Art Basel 5/12-8/12

Ascona

Convention Center Art Miami 9/1/2003-13/1/2003

Museo Comunale d’Arte Flor Garduño 23/6-6/10

Minneapolis

Ginevra Musée d’art et d’histoire Les Liotard du Musée 23/5-27/10

Ligornetto Museo Vela A fior di pelle: Il calco dal vero nel secolo XIX 15/9-17/11

Locarno Pinacoteca Casa Rusca L’Autoritratto. Maestri del ‘900 dalla Collezione Raimondo Rezzonico 27/7-3/11

Losanna Fondation de l’Hermitage L’Impressionisme americain, 18801915 7/6-20/10

110 l’ARCA 174

Institute of Art Times Squared: Photographs by Toby Old 4/5-20/10 Up to Nile: Egypt in 19th century photographs 16/11-13/4/2003 The Chair: Sculptural Form in Wood 1880-1960 15/2-12/1/2003

New York Lubalin Study Center Massin in Continuo: A Dictionary 30/10/2001-15/12 MoMA Queens A walk through Astoria and other places in Queens: Photographs by Rudy Burckhardt 29/6-4/11 Guggenheim Connecting Museums 18/6-20/10 Moving Pictures 28/6-12/1/2003

San Diego Museum of Art Axis Mexico: Common Objects and Cosmopolitan Actions 14/9-9/3/2003 Vital Forms: American Art and Design in the Atomic Age, 1940-1960 26/10-26/1/200 MCA Downtown Language: Form and Function 11/5-17/11 MCA La Jolla Christo e Jeanne-Claude. Collezione Vogel 22/9-5/1/2003 Mingei International Museum Jack Lenor Larsen - The Company and the Cloth 18/8-12/1/2003 Silver and Silk: Textles and Jewels of Guizhou, China Fino a/through 12/1/2003

Seattle Art Museum Morris Graves 1/11/2001-20/10

Tacoma Museum of Glass Sounds of the Inner Eye: John Cage, Mark Tobey and Morris Graves 6/7-6/10 The Inner Lght: Sculpture by Stanislav Libensky and Jarolsava Brychtovà 6/7-27/10

Fiere e saloni specializzati Trade fairs and exhibitions

Canada Toronto National trade Center LonWorld Salone internazionale delle reti di controllo per gli spazi residenziali, commerciali, i trasporti e le installazioni industriali/Intarniotal trade fair of control networks for residential and commercial premises, transport and industrial installations 31/10-1/11 Per informazioni: Messe Fankfurt Ludwig-Erhard-Anlage 1 60327 Frankfurt am Main Germania Tel. ++49 69 75756144 Fax ++49 69 75756758 Internet: www.lonworld.com E-mail: susanne.brendle@messefrankfurt.com

National Convention Centre ISH North America Salone internazionale del riscaldamento e condizionamento International trade fair of heating and air-conditioning 31/10-2/11 Per informazioni: Messe Fankfurt Ludwig-Erhard-Anlage 1 60327 Frankfurt am Main Germania Tel. ++49 69 75756144 Fax ++49 69 75756758 Internet: www.messefrankfurt.com E-mail: ina.wiesbergermessefrankfurt.com

Cina/China Beijing China International Exhibition Centre Building China 2002 La fiera internazionale del settore dell’edilizia e delle costruzioni, ospitata dal China International Exhibition Centre, espone materiali per edilizia e arredamento d’interni, sanitari, termoidraulica, finiture e serramenti/The international fair for the building and construction industry hosted at the China International Exhibition Centre displays building materials and interior furnishing, sanitary appliances, thermo-hydraulics, finishes and fixtures 13/11-16/11 Per informazioni: Seint srl, Servizi espositivi internazionali Centro Direzionale Milanofiori - Palazzo F1 20090 Assago (Milano), Italia Tel. ++39 02 8253326 Fax ++39 02 8255019 Internet: www.seint.com E-mail: seint@seint.com

Hong Kong

Belgio/Belgium Kortrijk Kortrijk Expo Interieur 2002 Biennale internazionale della creatività del design per interni International Biennial for creative interior design 18/10-27/10 Per informazioni: Fondation Interieur Groeningestraat 37 B-8500 Kortrijk Tel. ++32 56 229522 Fax ++32 56 216077 Internet: www.interieur.be E-mail: interieur@interieur.be

Hong Kong Exhibition Centre HK Electronic Fair HK Lighting Fair Saloni internazionali dell’elettronica e dell’illuminazione/International trade fairs of electronics and lighting 11/10-14/10 Per informazioni: Paralleli Trade Fairs Via G.B. Buzzoni 12 20123 Milano Italia Tel. ++39 02 48195860, Fax ++39 02 48195820 Internet: www.paralleli.it E-mail: fiere@paralleli.it

Francia/France Paris Paris Expo Porte de Versailles Equip Baie Salone internazionale dell’edilizia

AGENDA International building trade fair 20/11-23/11 Per informazioni: Service Expo Tel. ++33 4 72400460, Fax ++33 4 78425007 Internet: www.service-expo.com E-mail: info@service-expo.com

42nd Salon Nautique Salone nautico internazionale International nautics trade fair 7/12-16/12 Per informazioni: Reed Expositions France 11, rue du Colonel Pierre-Avia BP 571 75726 Paris cedex 15 Tel. ++33 1 41904860, Fax ++33 1 41904719 Internet: www.salonnautiqueparis.com E-mail: nautique-presse@reedexpo.fr

Jardins des Tuileries Habiter 2002 Salone internazionale degli interni e della decorazione/International trade fair of interiors and decoration 24/10-28/10 Per informazioni: Christine Milhoud Communication 65, rue de Monceau 75008 Paris Tel. ++33 1 56590964 Fax ++33 1 45634998 Internet: www.cmc.fr E-mail: contact@cmc.fr

Germania/Germany Colonia Messe Orgatec Salone internazionale dell’arredo e della gestione dell’ufficio International trade fair dor furnishing and management of offices 22/10-26/10 Art Cologne Salone internazionale dell’arte International trade fair of art 30/10-3/11 Per informazioni: Kolnmesse Alrun Griepenkerl Tel. ++49 221 8212450, Fax ++49 221 8212460 Internet: www.koelnmesse.de E-mail: a.gripenkerl@koelnmesse.de

Düsseldorf Messe Glasstec Salone internazionale del vetro International trade fair of glass 28/10-1/11 Per informazioni: Internet: www.glasstec-online.com

Italia/Italy Bari Fiera del Levante Termoidraulica Clima La più importante fiera del centro-sud dedicata all’impiantistica termoidraulica e all’arredo bagno. Mostra professionale del riscaldamento, climatizzazione, refrigerazione, idrosanitaria, trattamento acque, isolamento energia alternativa, arredobagno The most important trade fair in the centre-south of Italy dedicated to thermo-hydraulic systems and bathroom furniture. Professional exhibition of heating, airconditioning, refrigeration, hydrosanitary, water-treatment, alternative energy insulation and bathroom furniture 14/11-16/11 Per informazioni: Fiera del Levante Lungomare Starita 70123 Bari Tel. ++39 080 5366111 Internet: www.edillevante.fieradellevante.it E-mail: edillevante@fieradellevante.it

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Bologna Fiera Cersaie Salone internazionale di ceramica, apparecchiature igienico-sanitarie, arredamenti per ambiente bagno, arredoceramica e caminetti International trade fair of ceramic products and equipment, toilet and bathroom furniture, hearth and tiles furniture 1/10-6/10 Per informazioni: EDI.CER Spa Viale Monte Santo 40 41049 Sassuolo (MO) Tel. ++39 0536 804585, Fax ++39 0536 806510 Internet: www.cersaie.com

Saie Salone internazionale dei sistemi edilizi, materiali e manufatti, macchinari e attrezzature per la produzione industriale di componenti edilizi, macchine, attrezzature, tecnologie per il cantiere, strumentazione elettronica, software e computer graphics, strumenti tecnici e attrezzature per prove, controlli e misure/International trade fair of building systems, materials, products, equipment for industrial production of architectural components, electronic devices, software and computer graphics, measurement and tests equipments 16/10-20/10 Per informazioni: Bolognafiere Viale della Fiera 20 40128 Bologna Tel. ++39 051 282111, Fax ++39 051 282332 Internet: www.bolognafiere.it/SAIE E-mail: dir.com@bolognafiere.it

Genova Fiera Tecnohotel Salone internazionale del contract albergiero/International trade fair of hotel contract 9/11-13/11 Per informazioni: Fiera di Genova Piazzale Kennedy 1 16129 Genova Tel. ++39 01053911, Fax ++39 010 5391270 Internet: www.tecnohotel-online.it E-mail: tecnohotel@fiera.ge.it

Milano Fiera SMAU Esposizione internazionale dell’Information e Communication Technology International trade fair of Information and Communication Technology 24/10-28/10 Per informazioni: Internet: www.smau.it E-mail: info@smau.it

La mia casa Salone internazionale dell’arredamento e dell’abitare oggi International trade fair of house and home living 26/10-3/11 Per informazioni: La mia casa Via Domenichino 11 20149 Milano Tel. ++39 02 4815541 Fax ++39 02 4980330 Internet: www.assoexpo.com E-mail: assoexpo@assoexpo.com

Sicurezza Salone internazionale della sicurezza e automazione degli edifici International trade fair of security and building automation 20/11-23/11

Per informazioni: Intel Davide Grassi Via Gattamelata 34 20149 Milano Tel. ++39 02 3264393, Fax ++39 02 3264284 Internet: www.intelshow.com E-mail: comunicazione@intel.anie.it

Modena Quartiere Fieristico ExpoEnergy Per il nuovo mercato delle energie: salone della produzione, distribuzione e uso razionale delle energie/For the new energy market: show about the production, distribution and rational use of energy 17/10-19/10 Per informazioni: Sede di Bologna: Via Michelino 69 40127 Bologna - Italia Tel. +39 051 503318, Fax +39 051 505282 Internet: www.senaf.it/Expoenergy/index.htm E-mail: senaf.bo@tin.it

Rimini Fiera Tecnargilla 2002 18° Salone Internazionale delle Tecnologie e delle Forniture all’Industria Ceramica e del Laterizio 18th International Show of Technology and Supplies for the Ceramics and Brick Industry 1/10-5/10 Per informazioni: Ente Autonomo Fiera di Rimini Via Emilia 155 47900 Rimini Tel. ++39 0541 744111, Fax ++39 0541 744200 Internet: www.tecnargilla.it E-mail: g.degirolamo@fierarimini.it

Ricicla 2002 Fiera internazionale del recupero di materia ed energia e delle sostenibilità ambientali/International fair for regenerating matter and energy and environmental sustainability 6/11-9/11 Per informazioni: Ente Autonomo Fiera di Rimini Via Emilia 155 47900 Rimini Tel. ++39 0541 744111, Fax ++39 0541 744200 Internet: www.fierarimini.it E-mail: fierarimini@fierarimini.it

Torino Lingotto Parchi 2000 Salone delle tecnologie e servizi per l’ambiente/Fair for technologies and services for the environment 10/10-13/10 Per informazioni: Lingotto Fiere Tel. ++39 011 6644111, Fax ++39 011 6647847 Internet: www.lingottofiere.it E-mail: info@lingottofiere.it

Restructura Salone internazionale del restauro/International trade fair of restauration 7/11-10/11 Per informazioni: Lingotto Fiere Tel. ++39 011 6644111, Fax ++39 011 6647847 Internet: www.lingottofiere.it E-mail: info@lingottofiere.it

Torreano di Martignacco (Udine) Fiera Casa Moderna Gusto, design, materiali, forme e colori danno il piacere di vivere nella casa italiana. Casa Moderna è la più importante manifestazione della Fiera di Udine e, nel suo settore, è uno dei maggiori appuntamenti espositivi del Friuli Venezia Giulia e del Nord Est d’Italia

Taste, design, materials, forms and colours make life a pleasure in an Italian home. Casa Moderna is the most important exhibition at the Udine Trade Fair and is one of the leading exhibition events in its sector in the Friuli Venezia Giulia region and whole of North East Italy 28/9-7/10 Per informazioni: Ente Fiera Udine Esposizioni 33030 Torreano di Martignacco (UD) Tel. ++39 0432 4951, Fax ++39 0432 401378 Internet: www.casamoderna.it

Vaprio d’Adda (Milano) Villa Castelbarco Albani Antiquariato 12/10-20/10 Per informazioni: Magister Team Corso Garibaldi 35 20121 Milano Tel. ++39 02 86462970 Fax ++39 02 86464140 E-mail: magister.team@tiscalinet.it

Verona Fiera Marmomacc Salone internazionale di marmi, pietre e tecnologie International trade fair of stone, marble and technology 3/10-6/10 Per informazioni: Fiera di Verona Internet: www.veronafiere.it E-mail: info@veronafiere.it

Ecocoating Mostra-convegno sulle vernici, rivestimenti e tecnologie applicative a basso impatto ambientale Expo-conference on paints, cladding, and technologies for their application at low environmental impact 17/10-19/10 Per informazioni: Fiera di Verona Internet: www.veronafiere.it E-mail: info@veronafiere.it

Portogallo/Portugal Porto Feira Concreta 2002 Salone internazionale dei materiali da costruzione/Internatinal trade fair on building materials 30/10-3/11 Per informazioni: Exponor Feira Internacional do Porto 4450-617 Leça da Palmeira Tel. ++351 22 9981400 Fax ++351 22 9957499 Internet: www.exponor.pt E-mail: info@exponor.pt

Spagna/Spain Madrid Feria Matelec Salone internazionale del materiale elettrico ed elettrotecnico International trade fair of electric and electronic equipment 8/10-12/10 Per informazioni: Matelec Parque Ferial Juan Carlos I 28042 Madrid Tel. ++34 91 7225034 Fax ++34 91 7225791 Internet: www.matelec.ifema.es E-mail: matelec@ifema.es

l’ARCA 174 111

Arca 174  
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