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Antologia di poesia contemporanea

“Goccia a goccia 2014” © è tutelato da diritti di autore a norma di legge ogni Autore si riserva i diritti delle proprie opere presenti registrazione:

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l’opera in copertina “Taranto libera” è della bravissima artista Aurora Cubicciotti ne è vietata la vendita realizzato nel maggio 2014 da Matteo Cotugno ebookpoesia@libero.it http://poesiedimatteocotugno.blogspot.it/

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Prefazione Benvenuti alla seconda edizione di Goccia a goccia, un’antologia di poesia contemporanea a tema sociale dedicata quest’anno ai pazienti di Vado Ligure, maltrattati nella residenza che li ospitava da coloro che invece avrebbero dovuto curarli e accudirli, ed estendo la dedica a tutti coloro che sono maltrattati in luoghi di cura o di educazione, come nelle recenti eclatanti vicende di violenza ai danni di bambini negli asili. Viviamo negli ultimi anni un periodo di totale smarrimento di valori a partire da quelli su cui si fonda la nostra società civile, come la tutela nei confronti dei più deboli… i bambini, gli ammalati, gli anziani… e la poesia cosa può fare? Ecco che la poesia di ogni Autore diventa una goccia… e goccia dopo goccia scaverà la pietra dell’indifferenza che rende questi comportamenti… inosservati e impuniti una volta finito il clamore della cronaca... la poesia come testimonianza inestinguibile di una coscienza che si ribella a questo orrore. Gutta cavat lapidem… e facciamolo con la nostra POESIA! Ringrazio i 128 Autori che hanno collaborato a questa nuova esperienza e i tantissimi lettori dell'ebook gratuito sui portali ISSUU, SCRIBD e Calameo. Matteo Cotugno

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dedicato ai pazienti di Vado Ligure e a tutti coloro che vengono maltrattati nei luoghi in cui dovrebbero essere accolti e curati con professionalitĂ e amore


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Sara Acireale Ho visto un bimbo morire Questo mondo buio e senza amore è un labirinto da cui non si riesce a uscire. Neanche la più lucida - mente può capire dove andremo a finire. Ho visto un bimbo morire in Medio Oriente falciato da un cecchino traditore... l'ho visto ucciso, rannicchiato al sole con gli occhi aperti senza alcun colore. Ho visto spenti gli occhi di un bambino e una lacrima m'è scesa piano piano. Perché un bimbo musulmano muore e non sentiamo alcun rimorso al cuore? Madre! Non piangere... Il tuo piccolino è nel cielo stellato e da lassù ti chiama MAMMA e ti sorride beato...

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Teresa Addis Femminicidio La miseria dell’uomo dilaga Nell’universo femmineo Si aprono porte maledette Dove mondi celati si rivelano… Nel fango è cresciuto l’albero del male… L’uomo animale con occhi di ghiaccio Dona prigione… E l’amore non conosce ragione Quest’amore non compreso Preso a calci… offeso… nella sua dignità profonda. L’uomo bestia carnefice, feconda ogni gesto. Divorando la sacralità del cielo Dove ogni donna conserva Il vincolo della vita… oh! Donna Dal grembo di luce Madre e sorella Donna che incendia quel corpo che brucia. E l’uomo carnefice, affonda le dita Facendo pasto di corpi martoriati Dal dolore … Quell’istinto primordiale Che fa di lui un animale E le urla strazianti, si aggrappano al cielo. In questa follia, l’uomo urla… Sei mia! Come un oggetto, senza più nome La donna muore, per mano Dell’aberrante padrone.

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Marinella Albora Io ricordo "Ricordo i tuoi passi nel corridoio le caramelle che lasciavi sul comodino gli animaletti morbidi che infilavi sotto il cuscino. Ricordo che dicevi che ero la tua bambina speciale ma i tuoi occhi cupi avevano uno sguardo strano. Ricordo le tue mani sudate sulle mie spalle e il mio cuore che batteva cosĂŹ forte. Ricordo la paura, la vergogna, il dolore. Adesso sono qui e non vorrei avere memoria."

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Roberta Ancora Innocente Si trascina... il tuo corpo debole e stanco... ...mi fissano quegli occhi quegli occhi pieni di paura... ...spenti... senza luce solo l'ombra del nulla... Mi guardano ed entrano nell'anima... ed io... ...io mi copro il volto di vergogna e non so spiegarti il perchĂŠ...!

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Natalia Bakhshieva Guerra Bambina Pallida Occhi spalancati. Smarrita La vita. Polvere, Grigio, Gente confusa. Terra Guerra. Attorno Rosso, Corpi seminati. Bombe Tombe. Abbraccio. Stretti Madri e figli. Amore Dolore. Paura Dentro. Nelle pupille Un grido d‘aiuto Sperduto. Gocce Agonia. Lacrima il cielo. Distanza Speranza. Corsa Contro il tempo Per salvare Le vite Quasi smarrite.

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Eric Balossini Naufraghi Nemmeno il mare ad asciugare il pianto d’irriverenti lune mai calpeste. Inganni di sogni coperti d’anguste avare stelle e nessun ancora a salvare anime. Avevi tre fiori tra le dita e un sorriso che non conosce deriva. Cadde il primo fiore, tua madre rubata dal sale, poi il secondo, tuo fratello che non conobbe la riva. Il terzo lo chiamasti futuro, non avevi scarpe ma solo un’idea, approdare qui dove il sole è basso. Così fu il tuo destino, percorrere sentieri sul palcoscenico di altre vite.

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Stefania Balsamo Al di qua del burqa La vision del sole alle sue creature Dio può forse negare? Come posson allor, esseri imperfetti, diritto arrogarsi alla vista di negar, del ciel, l’altra metà? Dietro adespoti veli neri nascondon essi, femminei volti e corpi e negandone il colore, alla vita tolgono il sapore e con esso negan libertà, calpestan dignità ed individualità cancellano per sempre! Al di qua del burqa non v’è più niente!

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Antonino Barrasso Africa spera

La pelle nera e narici larghe, nella polvere, con recipienti di plastica, casseforti d'acqua. I pericoli non li spaventano, conta piĂš sfamare la prole, questi son viaggi di speranza! Case fragili, legno e fango sfidano venti e caldo, illusi da misere difese. I bambini giocano felici, basta poco: un cerchio, corda, avvezzi alla morte, sorridono. Nelle capanne le madri, donano l'ultima goccia, seni asciutti su bocche pelle ossa. Gli uomini frustrati, fuori al pascolo, morte per morte sui barconi, verso falsi eldorado. Stipati come bestie, sognano: lavoro, fortuna. Privi di intimitĂ , sporchi, sul mare mai visto prima. La terra! la terra! si avvicina, non accolti dalle danze, passano da uno stazzo all'altro. Sognano immensi tramonti, gli animali selvaggi, mal d'Africa! moglie i figli, attendono...

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Francesco Bergamasco C’era una volta l’Europa Culla civiltà cristiana! I pionieri della politica sognavano l’Europa Unita! La politica unì l’Europa… e poi la tradì! E nuove idolatrie neoliberiste - stantie quanto l’Uomo eressero Mura e brandelli di cuoiame umano rosso scarlatto! C’era una volta l’Europa e adesso ad un Dio imprigionato in quelle mura solo vecchi e stanchi barconi - in balìa d’un mare forza sette supplire e proteggere nel loro ventre tachicardici palpiti... assiepati in tremolanti grembi “Come Ulisse” vagare alla ricerca di un’Itaca che non c’è più! C’era una volta l’Europa Culla civiltà cristiana e adesso solo sazi europei che han dimenticato nelle loro valigie di cartone insieme al Cuore… quel che fu il Digiuno nostro!

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Patrizia Bianchin Figli dello stesso Dio Cuore che palpita e umidi occhi buoni le lacrime hanno lo stesso sapore di sale il sangue l’identico intenso colore e sgorga copioso sui pavimenti sporchi di un inferno in terra. Nessuna creatura vuole morire e il sentire la fine che si avvicina è una lenta morte. Colmi di angoscia i vostri ultimi istanti vite spezzate, vite innocenti non avete mai visto splendere il sole nell’azzurro cielo solo luci artificiali ed incomprensibili grida umane piene di rabbia e di disprezzo. Creature di Dio dal nobile animo ridotte in schiavitù dal primo giorno di vita strappate alle madri picchiate, violentate, umiliate in nome dell’ingordigia umana. Piange il mio cuore nell’udire il vostro dolore, la vostra paura mentre la mano di un uomo non mio fratello recide la vostra vita con la noncuranza di un boia. Che le praterie del cielo accolgano il vostro spirito e perdonate chi non ha ancora compreso che non siete uguali a noi … bensì migliori di noi. Goccia a goccia 2014 10


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Grazia Bianco Nel male della vita Forse un sogno pazzo due piccoli fori reali erano lÏ sul bianco collo quasi ad adornare la pelle d'avorio fresche di sangue guardavano fissi gli occhi increduli. Vellutata la pelle gelida e senza vita come il cuore senza Amore lui accarezzò quel viso un viso ormai suo preso con violenza un corpo ormai vinto conquistato con il sangue. Lo sguardo bruciante di rosso perlustrava ogni piccolo lembo di pelle lei morta e senza cuore lui vivo per l'eternità sobbalzò sotto le dita affusolate e nervose nella notte ormai prossima ...alla luce del sole... Le nuvole color grigio fumo correvano al riparo avevano visto l'orrido mentre le fronde verdi delle querce sferzavano l'aria gelida e lugubre olezzante di sangue... Un urlo silenzioso e senza forza un sei mia imposto e deciso insieme nel male della vita!

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Graziano Boccardi Fate (ma) maleducate Pensavi alla vita schiarita di stelle nel mestiere dove ti vendettero la pelle dopo giovani tramonti che spegnevi alle tue spalle nel miraggio celeste d'un amore che ti sveste fasullo come il fuoco che schiariva la notte d'un maledetto gioco di carezze vendute rimpiangendo il destino di fate (ma) maleducate.

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Celeste Borrelli Intrappolata nella rete Della rete son prigioniera. Internet mi ha catturata. Son piena e vuota al tempo stesso, privata di me stessa.

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Alfredo Bruni Emanuela era nera Parlava dell'amore come se fosse quella cosa che distrugge l'uomo, aveva una macchina del '99. Andava su e giù per questi luoghi ingombrando di pensieri la 106. Sempre le stesse facce sempre le stesse cosce sempre le stesse tette di ragazze morte. Una volta si fermò a un bivio distorto fissò il cruscotto era mezzanotte. Quando scattò il verde ripartì da solo, anche le altre macchine erano fatte solo di rumore. In quel silenzio lungo come una striscia di deserto riconobbe il giorno e le rumene, le zingare che vendevano fortuna, Emanuela che era nera. Mancava qualcuno bruciato dalla vita ma le lucciole risorgono protette dagli dei. Il resto era gente inutile che non sapeva. Invertì la rotta per tornare a casa un letto l'aspettava da 3 giorni, 3 ore e 33 minuti. Goccia a goccia 2014 14


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Danilo Cagno Quindicennio Senza saperlo d’un lampo 15 sono gli anni ormai alle spalle travolti da un’onda di vuoto senza più nemmeno sapere guardare oltre a uno schermo uno scherno un sorriso un ghigno deriso ma intriso di nero avvolge l’abulica massa circensem di potere volere balli, nudi calci al pallone una nuova vuota dimensione la costante del nulla complice di chi ostenta apparente opposizione nessuna costruzione solo fumo vuoto e distruzione del PENSARE Italiano.

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Callegari Don Aldo Tu, il mio Signore Fermo, immobile. Anche io. Ti guardo in silenzio e nel silenzio respiro la tua voce! Non vedo il tuo volto, ma sento il battito del tuo cuore malato d'amore per me. La tua fronte, la tua fronte è intrisa di sangue e il tuo costato è squarciato e da questo squarcio è nata la vita prima distrutta dall'orgoglio e dal Male! Hai messo l'anello al dito della tua sposa, dimmi come lo hai forgiato. Ti sento! Mi parli e mi dici: "Guardami! L'anello donato alla mia sposa l'ho lavorato con grandissimo amore: sono entrato nella morte per ridarvi la Vita!" Goccia a goccia 2014 16


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Angelo Canino A fimmina è ttuttu Nu juru chi vena zzampèatu no cchiù po rritornèari chillu juru ch’è stèatu ppe ssempri rèstani i signi cumi na ccetta chi ntacca lli digni d’acqua ti caccia ll’arsuru si tu ll’abbedìani fa mmoriri puru nu juru e ppe ssempri rèstani i signi cumi chi puta lli sarmìanti e di vigni na fìmmina è ssempri alla banna pèatru ti fa ddiventèari avanti na chèasa ti manna senza nun si po stèari na fìmmina è ttuttu u lla violentèari

Una donna è tutto Un fiore che viene calpestato/non può più ritornare/quel fiore che è stato Per sempre restano i segni/come un’ascia/che intacca la legna L’acqua ti toglie le sete/se tu l’avveleni/fa morire anche un fiore E per sempre restano i segni/come chi pota/i tralci delle viti Una donna è sempre al tuo fianco/padre ti fa diventare/avanti la casa ti manda Senza non si può stare/una donna è tutto/non violentarla.

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Vincenzo Capitanucci Primavera a Parigi Acqua nei polmoni un blocco renale ogni poro del Suo corpo trasuda dolore non c'è più nessuna speranza i medici chiedono il consenso a Tutta la famiglia liberano la sua anima dalla prigionia dei macchinari e l'aiutano nel corpo con una dose fatale di morfina la sofferenza rimane solo nelle mani delle figlie che la tengono per mano Oggi è il primo marzo del 2014 non siamo a Roma ma a Parigi per Lei la primavera del cielo è scesa dal Sacro Cuore con qualche giorno d'anticipo. Goccia a goccia 2014 18


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Eloise Capizzi Mani Nel buio gelida voce rimbomba, trema il cuore, mani, afferrano stringono scorrono veloci, sconsacrando anime ignare. Timbrano la pelle lividi, sconosciuto corpo di alabastro in fiore, sferze di parole irrompono nel silenzio, rivoli di sangue inondano l’anima, silenziosamente violata.

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Antonietta Caputo Le faremo sapere Un altro giorno perso, come la mia dignitĂ di Uomo, e non sono io a volerlo. Seduto in questo bar, < Il solito per favore > dico al cameriere ma il mio bicchiere sa di rabbia, di sabbia ingoiata tutto d'un fiato. Anche oggi la delusione di un lavoro negato - il solito.... < Le faremo sapere > (....) - Un cappio invisibile attanaglia la gola se pur respiroâ&#x20AC;Ś dentro io muoio.

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Emanuela Carniti Clandestino La morte piÚ che mancanza di fiato E' RUMORE. Mentre le ultime anse di respiro giacciono rosse di corallo nel letto del mare Ti chiedi perchè oltre a te alle fugaci battaglie l'ennesimo sconosciuto debba toglierti vita. Eppure a lui hai dato potere sul tuo nome forza e desiderio: Libertà a tutti i costi che adesso si fa nemica. Allora qui un attimo ancora prima di toccare la notte sai di aver sempre saputo chi fosse l'assassino e chi la preda. Solo un caso fortuito del destino. E ancora una volta tristemente PERDONI!

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Annamaria Cartisano L’undicesimo, il “narratore” Passi pesanti, fievole voce lieve il respiro che tiepido si adagia sulla neve là, dove calpesti le orme di chi con dolore e disdegno andava alla morte... E non sapeva la sorte... e cantava senza voce inni alla Patria e.... fummo presi prigionieri nemici anime perse senza più spirito facile preda... A nulla valse il grido di Dio dieci uomini dieci vite cancellate nel grande libro del destino IO, L'UNDICESIMO il narratore... sono qui ... e nel ricordo si ferma il respiro gli occhi si bagnano il mio spirito non vuole più pensare distoglie lo sguardo dal quel luogo di dolore! ma io, l'undicesimo, il NARRATORE... devo ricordare!

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Ramon Cattaneo Le morti imposte non hanno colore. È come se la vita prendesse forma. Sotto l’assordante rumore, anche il metallo prende forma. La mente con attenzione passiva segue con altrettanta indifferenza questo susseguirsi di accadimenti. Ma la passività agli eventi non la estromette dal subirne un continuo mutamento. Assistendo, partecipi involontari, consenzienti alla rassegnata imposizione; la quale silenziosa ci insegna ad attraversare il sacrificio per la redenzione dal peccato, affrontare le fatiche per un domani che attende nel crepuscolo. In questo deserto imposto, i materiali prendono forma, la condizione umana assume una forma. Si allontana la vita nella mente attraverso la pressione delle macchine. Assume profondità l’arrendevolezza dell’affamata indifferenza. Ingoiamo scorie, s’annodano nello stomaco formando un blocco impossibile da metabolizzare. Avvelenati d’abitudine, ignari subiamo la mutazione anomala della “produzione”, divenuta valchiria.

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Nadia Cavalera La vera non violenza La vera non violenza è rispettare finalmente il proletariato violentato per definizione nei secoli dei secoli e sempre più vasto in quanto inglobante progressivamente il vecchio ceto medio nella delineazione futura di due unici blocchi contrapposti (: la storia deve avere un compito terapeutico) Per fare questo non c'è che un modo tenere vivo il concetto di sana distinzione di classe che non ha niente a che fare con l'avversione personale (condannabilissima) ma vale solo come lucida coscienza di non essere dei privilegiati chiara consapevolezza di appartenere alla categoria dei laboratores di medievale memoria e si potrebbe andare ben oltre indietro (la gerarchia sociale degli oppressi non cambia) a tutta la categoria di chi col proprio lavoro malretribuito frustrante più spesso usurante permette e sostiene al meglio chi ha il potere di condurre il gioco (:la virtù di Montesquieu non c’è) Il proletariato espanso non può concedersi il lusso di obnubilamenti sociali di confusioni di ruolo Deve rispettare gli altri ma senza perdere mai di vista di perseguire i propri personali interessi Senza sconti di sorta e rafforzando le mediazioni sindacali ormai contratte a rincorse di poltrone sonore (: si spaccia la cultura sapienziale come panacea del male) E soprattutto deve evitare che frange deboli illuse sempre manovrate (che lo sappiano o no) indulgano ad azioni violente che gli si ritorcono solo contro come il recente passato ha ben dimostrato come ben sapeva chi la strategia della tensione ha fomentato Se alla cosiddetta Sinistra sfugge tutto questo è proprio la fine (: la bioetica ha i suoi temi canonici e i suoi luoghi comuni)

Modena, Palazzo Bentivoglio, 20 aprile 2009 da “Spoesie”, pp.66-67

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Adriana Caviglia Il ponte Vorrei costruire un ponte solido che superasse il mare che affondasse i suoi piloni in un fondale sicuro vorrei che gli uomini non salissero piĂš su fragili legni assaliti da osceni marosi vorrei che percorressero a piedi asciutti le alte campate di pietre poderose illuminate dal sole vorrei un ponte che superasse il mare che superasse ostilitĂ e razzismo non voglio piĂš disperati divorati dagli abissi.

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Silvana Cenciarelli Guerra e pace Sono un soldato stanco... su ceneri cosparse di battaglie… percorsi di guerra storie impossibili… romanzi ho il passo rallentato… anfibi ai piedi e gli arti doloranti ..chiedono pace.. dentro questa divisa consumata ho nuvole di polvere conflitti corpo a corpo tatuati per sempre… in faccia ho la mimetica ..il nero che nasconde.. tra i denti l’arma per chi millanta cuore ed alle spalle… trama senza pudore… ancora… sono un soldato stanco… pronto a salvare… a credere nonostante le nebbie… a correre per abbracciare … VITA.

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Lorena Centofanti Oltre i vetri t’affacci! Nell'ora muta del pianto destini nella pioggia confusamente vagano col respiro che manca. Impetuosa è la terra che agitandosi sbriciola castelli di marzapane nel buio dell'istante. "Madre che dai la vita" Oltre i vetri t'affacci all'orizzonte ci aspetti curvi a spalare i resti di giostre a luci spente. Senza sole tra le vesti il vuoto del silenzio, in assolo e quelle ombre traballanti nel fango della solitudine.

“pensando a Senigallia ma anche a tutte le alluvioni che hanno colpito la nostra Italia negli ultimi anni”

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Vincenzo Cinanni Le buste della spesa Le buste della spesa, il viso da senza dimora. Un vecchio pantalone grigio, di sangue e sacrificio. Aiutami, amico... e spianami la strada, verso dove sa soltanto... Dio. Batto la testa contro il muro, e col muso duro mi rivolgo al Sole. Chiedo un po' d'amore? No non voglio stare in strada! Vita... che mi hai dato questo peso da portare, dammi ancora una speranza per riuscirlo a sopportare.

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Mihaela Colin Cernitu Facciamo il mondo più sicuro Vorrei parlare al mondo seriamente per non rimanere indifferente, quando di fame si sente il pianto di un bambino, oppure di sete muore un altro. Vorrei inventare per loro un mondo amato, pieno di fiori, di pane, senza peccato... con divieto di sosta per le pedofilie, per le parole cattive, per le tristezze e per le malattie. Facciamo finta di dare a piene mani per passare da brave persone un domani. Quando riempiamo le nostre pance di pane, in Africa un bambino senza cena rimane. Come mai si soffre così tanto nel mondo se il nostro dono è grandissimo e profondo?! Credo sia arrivato il momento di dividere le ricchezze con tutti i bambini affamati e pieni di tristezze! Loro sono il vero futuro, perché non facciamo questo mondo più sicuro?

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Anna Collini Bambole Piccoli occhi mutati grandi puerizia strappata dalle mani con l'ultima bambola, sussulti e palpiti accompagnano una dominante paura di vergognoso silenzio, laceri su quellâ&#x20AC;&#x2122;infante anima, semmai ricucita in un giardino senza incanto.

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Agostino Costa Così a caso

Hai mai provato ad abbracciare un ammalato e dargli completamente il cuore, a fare un comizio dentro una piazza con semplici parole d'amore, a consolare una vedova oppure un orfano per alleviarle il mostruoso dolore, a sederti un freddo mattino su dell'erba e goderti il sole, a scrivere una poesia solo perché qualcuno vuole giustizia per una causa impersonale, ad andare così a caso per un campo a raccogliere fiori e regalarli ad un amica che lo è da una vita che non si fa vedere, a fermarti su d'una spiaggia a contemplare i movimenti del mare e svegliare in te le più dolci sottili segrete passioni, ad immaginarti in una chiesa assieme agli angeli ed i santi pur essendo assoluto padrone delle tue facoltà umane, ad essere individualmente ed unicamente te stesso lungo il tuo percorso universale, a strimpellare un violino, pur non conoscendo una singola nota, solo perché lei te lo chiede, a centellinare un bicchiere di Sangiovese che ti fa trasportare con un treno a vapore sino ai confini nazionali dove non puoi andare in nessuna direzione: ragione è che sei un puro autentico criminale senza passaporto e senza nessuna condotta penale, in verità una perfetta creatura della mia patria natale.

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Matteo Cotugno Ilva Acre il ringhio della sirena come fumo d’acciaio richiama i passi degli adepti al quotidiano tributo varcando i cancelli rimasti aperti come braccia fino a fine turno, in dono un salario [il pane per tutti…] solo quello? Magari… un sottile veleno rossiccio di morte imbratta ogni cosa distorce ogni vita tranne la coscienza di chi sapeva ed ha taciuto …. è già nera.

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Aurora Cubicciotti Taranto libera "Torno dalla storia per ritornare a sperare. Torno dalla luce per ritornare a vincere. Non come un Dio, ma come un uomo m’inginocchio tra le rovine e ritrovo la mia forza in una preghiera, perché la speranza rinasce dal Cielo. Mi sforzo pregando la Vita che squarci le nubi funeste, abbatta le colonne di un Tempio che non è più il mio e riporti il sole, il mare, il nostro sorriso. Oh Cielo, non chiedo davvero altro Paradiso: “La mia terra”, tra le dolci acque del Galeso, con colori e profumi di eterna purezza. Oh Cielo, fa' che con queste stesse catene che ci affliggono io abbatta la morte, e restituisca al mio popolo la terra che Tu, un tempo, ci hai donato, una Taranto di vita, una Taranto LIBERA ." dedicata a Taranto nella speranza che venga chiusa l’ILVA

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Sandra De Felice Nell'inferno di cristallo È fragile l'illusione di un conforto di una mano carezzevole tra le lacrime e sospiri... attendi quella mano… quella voce… ma violento è poi il momento nell'umiliazione senza fine beffardo e crudele il volto di chi aveva giurato il bene per dare poi solo il male... Le tenebre della disperazione offuscano il dolore dei malati… nella sofferenza di valichi di sangue nelle mani di chi compie un sacrilegio nell'inferno di cristallo...

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Rosalba De Iudicibus Un dipinto dell'Anima (Una madre, suo figlio) Occhi rapiti, occhi presi! Quasi ad ancorarsi, stretta a Te, a cercare una luce nel buio di ricordi, vaghi, confusi! Occhi chiusi, occhi persi... in un abbraccio dolcissimo, quasi a coccolarsi! E' il tempo che passa, E' la vita che scorre, strana nella mente.... e ad un certo punto, corre... inesorabilmente! E' l'inversione dei ruoli! E' il "grande" che si fa " piccolo piccolo", ed il " piccolo" che si fa forza... E' pazienza, è affetto, è dolcezza, è gratitudine.. è un grazie e un ti voglio bene sussurrati con fil di voce! E' Amore! E' uno scambio osmotico tra un infinito bisogno di affetto, il tuo, e un infinito bisogno di protezione, il suo! (non abbandonate mai gli anziani)

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Assunta De Maglie Brandelli d’effimero azzurro Fragili aquiloni spiaggiati, traditi dal vento, i pazienti del reparto 3D. Solitudini arrese alla notte hanno perduto la rotta del cielo. I loro angeli custodi non hanno un “filo” di pietà, ne’ conoscono bellezza di volo. Con ferocia d’onnipotenza ne strappano la dignità: brandelli d’effimero azzurro nel più vigliacco degli inganni…

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Anna De Santis Voci nella notte Voci del dubbio, di paesi persi LA LUNA E’ LONTANA. Le mani protese, verso questo cielo le stelle contese, da mille desideri. Voci d’innocenti saliti come ombre brillano, come stelle cadenti ancora gementi, inghiottiti dall’onde bugiarde, come la speranza. Eroi uccisi in guerre senza onori voci pentite, di donne represse ingannate da finte promesse e soggiogate per la vita intera coperte da un velo e dalla paura voce silente per chi non sente di bambini senza lacrime che non hanno forza senza più dolore ne’ dignità ne’ amore. Voci dell’anima CHE NON CONVIENE SENTIRE mentre loro vanno a morire.

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Grazia Denaro Squassata terra Squassata terra al di lĂ del mare spartita a suon di bombe di razzi e tanto sangue versato inutilmente in nome dell'odio nutrito tra popoli confinanti. Piangono madri alzando le braccia al cielo con grida disperate i loro bimbi inermi che gli occhi han chiuso sulle carni straziate. Non vedranno la loro primavera e nessuna stagione a venire. Non rincorreranno farfalle e non voleranno per loro aquiloni nel vento e nel cielo immacolato. Hanno visto solo nubi nere che hanno oscurato l'aria e in men che non si dica la terra li ha cancellati. L'atavico odio per la razza la religione e l'ingordigia dell'uomo ha martoriato da decenni la regione che ha scaturito dolore lacrime e sangue tanto da ingrossare fiumi ed esondarli fino al mare.

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Maria Carmela Dettori Nell’oscurità del cuore Non so dove riposa il tuo cuore in quale battito d'ali s'è fermato e non ha più ripreso il volo, non so in quale calice hai versato le ultime lacrime di dolore prima di cadere così sconfitto che nessuna pietà t'è di conforto, e non so dove hai dimenticato la tua fragilità quando sei nato nudo e le carezze hanno consolato il pianto. Ora nel rovescio del tuo camice bianco nascondi paure e frustrazioni mentre varchi la soglia del nostro limbo e lo trasformi in un inferno, per noi anime battute dal vento di tempesta del tempo e dei malanni, quale sorriso ti sia mancato non so per fare di noi i burattini del tuo perverso gioco e quale torto hai subito che ti ha tolto il coraggio d'esser uomo e di noi ti fai scherno e ridi quando la mano si leva e ci devasta, noi rose ferite senza spine ancora innamorate di un profumo antico, noi ingombranti fardelli imprigionati nelle loro fantasie. Ma io ti vedo, nel deserto d'un sole spento, implume come passero nel grembo di tua madre che ti trascini e ti nutri delle mie malinconie, ed è la mia pietà, adesso, che ad ogni sbattere di ciglia sarà la sola a farti compagnia.

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Silvana Di Girolamo (Dinka) Vite infamate Come un ragno che non rimane mai preda della sua tela, tessi trappole per gli infanti. Ti acquatti e aspetti sicuro dell'esito futuro. Non c'è coscienza nell'immondizia della tua anima che nutri di dolore innocente. Ti senti forte ma ti confronti solo con un’infanzia che dissacri per tuo godimento. Non ti chiedo neppure che uomo sei perché non sei nemmeno un uomo. Allora cosa sei? Dimmelo tu. Un essere malato? No, non ci credo a questa malattia. Chiamiamola col suo nome: è vigliaccheria! Quella che gode del dolore degli inermi. E' perversione. Meriti solo lapidazione laico o prete che tu sia non avrai mai l'assoluzione mia.

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MarilĂš Di Liberto Femminicidio Picchiata, umiliata segni lividi sul corpo steso a terra, la faccia riversa. Occhi fissi nel vuoto cristalli di lacrime, congelati negli angoli, ansia, sgomento, folle paura. Tremendo rimpianto per un amore perso nel folle gesto dell'ira. Cessa la volontĂ di esistere, ancora, in quella parte di mondo, bacato, avvolto d'infamia.

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Benedetta Di Renzo Nella notte un grido Il gelo entra violento e mi sfiora le ossa i più forti fissano fuori dalla finestra trattenendo le lacrime dai più deboli provengono cantilene disperate 152523 aspetta il suo turno, ma io non sono più io. I segni scavati dalle unghie sui muri scrostati mute richieste d’aiuto ed aperte parti di dolore. Urla disumane, angoscia, incubi che non lasciano in pace. Le preghiere producono un soave rumore ma che non possono più sopportare. Ho visto figli uccidere i padri, ho visto braccia tese in cerca di pietà, ho visto bambini spaventati e affamati, ho visto l’amore in abbracci d’addio, strazianti saluti che non mi abbandonano quando chiudo gli occhi. E inizio a correre, ma la corsa non rende il dolore sopportabile, lo respiro, lo sento, faccio quello degli altri anche mio ed è un peso che non posso più sostenere. Ho provato ad essere gabbiano forte nella tempesta… ma ho fallito. E allora uso la libertà che mi è rimasta, che mi rende umana, per continuare a correre. Splende il filo spinato nel buio della notte. C’era la neve. Dachau, 1944 Goccia a goccia 2014 42


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Salvina Distefano Anime perse Anime perse scagliate nel mondo, lasciate a se stesse indifese e stupite. Si stropicciano gli occhi per vederci pi첫 chiaro, ma il velo di Maia gli offusca la vista. Camminano insieme ma sono da sole in questo viaggio da pellegrini. Cercano invano una meta sicura, accomunate dallo stesso destino. Nella nebbia svaniscono all'improvviso... lasciando sgomento chi gli sta vicino.

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Franca Donà (Astrofelia) Io donna Piangevi addossata ai muri sotto le lenzuola sporche di violenza il sapore dolciastro del sangue e la vergogna d’esser donna piangevi le parole soffocate dal cuscino grumi rappresi nei capelli ed insulti tatuati nel cuore piangevi e non avevi lacrime solo occhi sbarrati mentre ti colpivano coi sassi piangevi ed io con te io donna ,fiera di esserlo, lancerò una pietra contro l’indifferenza.

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Mary Elle Violenza Non credevi quel giorno… D'ogni tuo pensiero privata: dentro lo squarcio, nulla fuori. Non pensavi quel giorno… Chi di te ha fatto insulto esce da universi bui: mai luce. Non sentivi quel giorno… Sofferenza troppo grande per poterla tutta contenere. Non urlavi quel giorno… Strappate anche le voci nell'insulto, inutili nel vento. Non vedevi quel giorno… Nessuna umana sembianza potevi conoscere: tutto negato. Rialzati, tu donna resti più forte.

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Patrizia Ensoli Stelle dell'Est Del mare conosceva il viaggio lo spazio del pensiero di case bianche al sole la libertà di spiagge al pianto d'oro di un grano defraudato, nell'entroterra ali stanche di uccello di tempesta. Guardava il suo bambino il suo futuro pregando il cielo di una fiducia umana. E' freddo e la notte brucia l'amore, una preghiera, su quei fiori. Sogni solitari in mezzo al mare scivola l'Airone fendendo l'aria non si corrompe il sogno il cuore tace è freddo il mare taciturno il pianto.

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Rosa Falabella I bambini non si toccano! a Nicola Campolongo (Cocò) 3 anni, ucciso dalla mafia

Un gran vociare gela il sangue Nel mare di gente incredula uno scricciolo di ossa Il male trascina il bene L'indifferenza che uccide puzza di bruciato Vigliacchi...

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Rosario Faraci Mille passi avanti Mille passi avanti oltre il nostro corpo. Una proiezione ortogonale di sentimento e ragione per attraversare la storia ed imparare a correre calpestando veloci i sentieri delle idee. Mille passi avanti nel fare e nel sentire a costo di una solitudine che non è mai isolamento la ripaga una buona compagnia trovata strada facendo per inseguire tutti insieme la speranza che poi si lascia acchiappare. Mille passi avanti ma sapersi voltare indietro perchÊ il tempo non inganna nel suo onore è galantuomo. Mille passi avanti della mente e del cuore i vettori di supremo amore che danno libertà per provare gioie nuove che sempre piÚ forti sono della tristezza e del dolore.

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Maristella Fasanaro Naufragio Invoco Dio nella tragedia che mi ingoia, solo tra disperati come me. La speranza nel domani mi abbandona, mentre i pensieri hanno fame di vita. Impotente si china il mio sogno alla volontĂ di un destino beffardo.

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Pietro Erasmo Fasani Fluttante messaggio Messaggio donato al mare trasportato dalle onde scorrere del tempo scrigno vitreo traghetto trionfante d'amore balia venti del destino supplica d'amore cullata dalle onde rigettata dagli abissi danzante tra i marosi portandoti lontano terre rombi di tuono cannoni distruzione invocano inutili tragedie lacerante dolore bussa alle porte membra tremolanti intabarrate di paure approdi arenandoti bianche dune banchi corallini premurose mani spargono poema d'amore belligeranti umani donando l'amore della pace. Goccia a goccia 2014 50


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Francesca Ferrari Gli astratti leggeri Questa è la nenia per gli astratti che dondolano su barconi nel mare sperando un approdo. Ascoltate le stelle che vi dicono balle vestite di luce che la riva è vicina e la fame lontana. Non ci smette la testa di andare lontano si dilatano i lobi dal caldo africano muore un feto un adulto ridotto uno straccio se spargessero al vento le molecole subito dopo quel parto tanto il mondo è perfetto e quel cerchio si chiude non abbiamo più pane né semi né ovaie né denti né mente a sanare la vita ascoltiamo la fine nel sangue dell'ultima donna in diretta alla radio che fa sintonia sinfonia nell'orecchio di un dito su un tasto che è lo stesso che batte su ottave diverse quel la. Resterà solo un uomo più solo più molle e gli astratti leggeri.

- segnalata autorevolmente alla giuria del Premio Nazionale di Poesia Ossi di seppia 2014 -

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Giancarlo Fiaschi Verità reclusa Quieta è la notte nella sua cadenza fuori la vita ancor mostra la presenza in quel rosario inconcludente, si dibatte sempre fra amore e odio la valle d'emancipazione e perde i colpi, sommersa dall'egoismo senza ragione. Speranze disattese mostrano il fianco, ti metti spavaldo il vestito buono ma alla cassa della storia non torna il conto, quanta forza d'amore gettata al vento in quella reclusa verità che non dà voce a scheletri agonizzanti gettati a terra. Tanta legna sperperata sull'altare dell'illusione alla festa dell'apparire dove sostanza e solidarietà son senza voce, figli e fratelli abbandonati nella tribolazione in questa guerra di terrore, senza clamore e lo scempio barbaro messo in sordina. Voltati indietro uomo e porgi la mano vedi lui è tuo fratello e incerto annaspa nel mare che tu incurante hai agitato, un mare che tu... hai avido depredato, oggi tiri dritto nella folle corsa e lo lasci lì... a marcire nella sua miseria. Essere immondo tira fuori la coscienza placa il senso putrido di lussuria e medita non ti farai nuovo con la rituale penitenza, alza il capo e allunga lo sguardo e vai in umiltà e servizio l'assoluzione dal peccato... tra i sorrisi dell'anima ritorna fratello.

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Valeria Filippo Amore perverso Dove alberga il tuo amore? È forse assopito dal destino crudele che ti vide afflitto? …forse la mano che percosse la tua giovane carne, lo raccolse… O forse, vittima della matrigna natura che ti fece perverso, nel celeste perdono dimora. Celato dietro false spoglie del serpente amico tu ti presenti… O sei l’altruista generatore della vittima sacrificata a cui doni l’orrore: persegui il tuo fine e vaneggi l’amore; dall’acerbo campo raccogli il tuo frutto, divori in un lampo il seme distrutto! Non vedo dimora della tua crudeltà ma una vile e fiera atrocità; non vedo dimora… Ma solo l’inferno dell’ultima ora.

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Concetta Galibardi Fratellanza Un unico immenso dono: la vita. Veniamo al mondo allo stesso modo... un preciso e unico disegno di Dio. Coltiviamo un'unica grande speranza... la speranza di tenerci per mano e viverci in pace. Ricerchiamo e coltiviamo l'altrui essenza.... rendiamola parte di noi... rendiamoci parte di essa. Possa così la fraternità non esser più un fiore nel deserto lasciato a morire. Possa essere finalmente la fraternità non più solo una parola in volo da continente a continente... possa posarsi sull'intero mondo chiudendoci in un abbraccio.

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Federico Gasparini Proibito pensare So di non sapere, ma tutti sanno qui di vivere male, so di non sapere, ma pochi cambiano questa capitale, so riflettere, ma è proibito tra le biblioteche bruciate, Amore x Sapere, Cosa vieterà il Potente?, memorie sapienti dissolte, per menti ancor più vuote, prive di rivolte, vien scritto sui muri: “proibito pensare”, Mentre i potenti portano Ignoranza, sull’umano altare, sposando ricchezza gettando fiori di povertà, so di non sapere, ma so quanto soffre colui che riflette, tra le tante moderne miserie, non lasciate i filosofi tra le macerie!

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Lorella Gatti E... E spari di fiori su queste macerie di cuori spezzati, dove la vita è stata sepolta dall'odio dell'uomo. Possa la pietà di Dio lasciare la speranza ai figli della guerra per un futuro nuovo di pace.

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Eloisa Gattuso Senza voce... Imbruniva il giorno Sul silenzio di voci Soffocate nel dolore D'inconsapevoli esseri Piegati... A chi rivolgevano Mani protese E sguardi pietosi Quali vie vuote Percorrevano Quei passi malati su cui Disumana grettezza Calava l'ignobile scure Dell'intolleranza! Il giorno incupiva Senza voce per gridare L'abominio sofferto O vantare giustizia Trascinando Esistenze infangate Da mani rabbiose Dure come sassi Impietosi Sul corpo E sull'anima.

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Francesca Ghiribelli Gli occhi dell’indifferenza Pensano di sapere che io non possa vedere l’infinito del cielo, che non possa sentire il profumo del mare, che non possa parlare non avendo il senso dei giorni e che non possa avere il diritto di sognare per raccontarmi la favola dell’affetto. L’ennesima offesa solca la riva della solitudine e piango nascosto dalle mani che cercano di far scudo al mio corpo ormai violato senza rispetto. Tutti credono che io non riesca a capire, ma mi basta leggere i loro occhi pieni di indifferenza per sapere che non potranno mai comprendere cosa sia essere davvero ‘diversi’. Ma sono fiero di essere tale per non far parte di questo buonismo ipocrita travestito di gratuita crudeltà. La mia ‘diversità’ ha molta più dignità della loro stupida normalità.

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Umberto Ginanni

Se non sei disposto a perdere qualcosa, lascia stare, scrivi per gioco, lotta per gioco, per passatempo, ma se vuoi liberarti, buttati nel vuoto .. completamente e l’idea che stai cadendo passerà presto. Invece prenderà il suo posto sentire quel volo … come l’unica opportunità di imparare a far sbattere, contro la resistenza delle tue paure, la parte migliore di te.

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Maria Pia Giovinazzo Clochard Con gli occhi bassi, berretto nelle mani, il viso scavato su facce senza età. Occhi assetati, affamati, una povertà che spaventa nella notte senza dimora Rannicchiati su miseri giacigli senza fuoco, senza calore nessuno tende la mano, nessuno. Qualcuno di voi sarà morto, senza rumore, cercando carità. Tra una bottiglia e l'altra nell’incomunicabile silenzio… Ci sono più angeli e santi sui marciapiedi stanchi. Ombra nuda di clochard vite vissute ai margini di questa indifferente società.

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Giusy Grasso Tanto c’è il calcio Niente lotte chi se ne fotte i-phone e scarpe rotte. Siam polli nella stiva, gente morta che si crede viva. E mentre la tv Trita monnezza, una sola è la certezza: Me ne batto o belin, finché c’è il calcio… Mangio metallo per defecare plastica Non è bastata una guerra a seppellir la svastica. Piovono pietre, grandi come case, A Iva, Imu e Maramao troppo dura dire “Ciao”. E mentre senatori vanno e “vengono” anche queste luci ormai si spengono. Ma sai cosa ti dico? Me ne batto o belin, tanto c’è il calcio!!!

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Simonetta Ioan Resistere... oltre modo e oltre il tempo dare senso alla mano che uccide... e violenta la bellezza del sorriso senza un dire ... al costretto "vivere" fatto di sguardi abbassati ma non vinti seni violati e mai donati sogni infranti dal martirio oltre modo e oltre il tempo Resistere... è il Senso al costretto "vivere"

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Luca Ispani Disabili Li senti come lame sguardi atroci ebbri d'indifferenza squarciano unâ&#x20AC;&#x2122;anima giĂ ferma decifri i labiali insofferenti di coloro mai contenti avvezzi solamente alla perfezione odi voci lontane ti chiamano ti prendono ti illudono distruggendoti solo nel tuo cuore sei aperto, libero l'ipocrisia del mondo ti rende diverso guardi a vuoto un cielo terso cercando una stella quella del riscatto nella vita che non hai mai perso.

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Ada Jacono Trama d’un destino Ha steso un manto blu intenso questo stretto canale di mare che unisce disperazione alla speranza. S’è vestito di nero profondo dolore. Crisantemi, simbolo di vite spente bagnati da lacrime asciutte, galleggiano. Corpi incrostati di sabbia lembi di pelle strappata, terrore occhi sbarrati fra mare e cielo sulla risacca, nostalgia di radici lasciate cuori colmi di progetti delusi. Eleva un vagito bimbo nato senza terra, nato sulla rena nuda percepisce nell’attimo il respiro del vivere, pesante esistenza si aggrappa per sopravvivenza. Mani fraterne depongono vesti sorsi d’acqua smorzano l’arsura volti commossi pregano. Trama d’un destino sospeso fra mare e l’infinito interrogativo. Mare blu intenso, divide l’incerto dalla certezza smarrita ingoia addii, disperazione, speranze. Onde tempestose colpevoli di nulla restituendo corpi morti, piangono. Rei, millantatori implacabili, venali vendono sogni, sogni inesistenti.

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Carmelina La Manna L'abbandono dell'altro E' strano ritrovarsi a vagare nella nebbia della sofferenza che dischiude la finita ora della mia vita; ignorata dalle coscienze. Isolato e privo di ogni riparo, perché non c'è più nessuno. Pieno di amici era il mio mondo, quando chiara era la mia vita. Adesso, che è calata nella nebbia dell'abbandono non c'è nessuno che vede l'altro. Certamente non posso essere saggio per chi come me conosce il dolore che ineluttabile e lieve da tutto lo separa. E' strano ritrovarsi nella nebbia dell'abbandono. Non c'è nessuno che vede l'altro.

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Michelangelo La Rocca Ad un bimbo mai nato Chi ti ha negato il natale forse soffre e sta male, pensa agli occhi mai visti: erano azzurri o castani? Grandi o piccole le tue mani? E i capelli? Biondi o bruni? Lisci o ricci? Avresti forse fatto i capricci? E la forma del naso? Retto o aquilino? Eâ&#x20AC;&#x2122; comunque bello il naso di un bambino. Tante domande senza risposta, è mancato il coraggio, la forza di amare, di dare vita alla vita. Di certo tua madre sarĂ affranta e pentita, forse un triste destino l'ha costretta a fermare l'incipiente cammino!

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Giuseppina Latini Clinica degli orrori Botte, calci e pugni, violenza per gente frustrata e infelice. Non conoscere l’amore, non conoscere l’umiliazione ed essere umanamente bastardi porta solo ad una conclusione, la sofferenza. Quella sofferenza che logora l’anima più del dolore fisico, quel tarlo distruggente e maledettamente nascosto che dovrebbe adesso servire a coloro che hanno solo mani per sfogare le proprie inibizioni, a questi esseri immondi solo fine e desolazione intorno, solo solitudine e freddo per ripagare alle dolcissime anime maltrattate di quell’amore che solo loro conoscono e ne sono ricchi. Esseri spregevoli sprofondate negli abissi, anime tenere sorridete ancora con me e dimenticate chi nella clinica degli orrori ne occupava il posto sbagliato.

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Adele Libero Barbone C'è un cartone che vale mille stelle, e stracci vecchi morbidi qual piume, le panchine del parco o un marciapiede e dentro ci sei. Tu sei un barbone. Ricordi stretti in un fazzoletto, in bocca un masticare vecchi amori, l'aria ed il cielo scelti come casa, un orologio che non rende schiavi. Un volto che ha quaranta primavere ma quello specchio ne darebbe ottanta, le rughe fanno geografia sul viso e gli occhi son profondi segnalibri. Si vive dentro l'ora ed il minuto, tutto osservando e chiedendo niente, la gente intorno passa e non ti vede, passa la gente, strana e indifferente.

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Marina Lovato BISOGNI FITTIZI Gli uomini fanno l’amore con gli oggetti che li circondano: i soldi, le case e le macchine. Il desiderio di avere di più si scopre un fittizio bisogno. Gli uomini fanno la guerra con il tempo: crudele e solitario è uguale per tutti. Gli uomini creano diverse facce di Dio perché non lo accettano uguale per tutti. BISOGNI PRIMARI Carta e penna per vivere e far vivere.

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Rosario Lubrano Anche le stelle si spengono Eri bambino fino a ieri. Bagliore e aura colorata, adesso buio pesto triste, spento, mesto. Stella al contrario. Non illumini, nascondi un po' di quella luce dentro... Astro che vaga, in un cielo che non riconosceSchivo, solitario, vorresti sparire, vorresti capire il perchĂŠ di tanto male causato, e questo ti corrode, un bambino abusato non esplode. Implode.

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Rosella Lubrano â&#x20AC;&#x153;Se questa è una donna...â&#x20AC;? Occhi spenti, sbarrati sotto un cielo che piange, tu, fragile farfalla, dalle ali spezzate! Respiri piano, i tuoi singhiozzi squarciano il silenzio della tua anima. Ti guardi intorno, come un cerbiatto braccato dal lupo e fuggi, fuggi lontano senza mai voltarti indietro. Quanto amore desideravi! Quanta gioia speravi! Ma il mostro era accanto a te sotto le sembianze dell'amore. Ora, finalmente, sei libera, libera, senza catene, corri a piedi nudi poi ti fermi, e, con le ginocchia nel fango, protendi le mani che invocano giustizia... Parli alla luna e un tenero sorriso di bimba illumina le tue labbra, mentre il cielo commosso ti regala l'emozione di una stella cadente.

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Loriana Lucciarini Lampedusa Le onde, nella notte, sembrano passaggi quieti verso un futuro sognato o anche solo un'altra realtà. La barca sopra le onde, piccola strada sconosciuta verso un altro mondo, solca le acque tra i riflessi lucenti della luna. Una notte di luna piena, tanti occhi pieni di stelle, illuminano di speranza la notte. Poi, basta poco, un'onda più grande il vento cambia, il mare è in tempesta e non c'è più futuro, né altro né vita nuova, né ricominciare c'è solo buio, notte, paura e le lacrime di chi non ti vedrà più né tornare né andare. La mattina, con il sole alto nel cielo, vi hanno ripescati tra i pesci e le alghe di mare poveri corpi sospinti dalla corrente annoiata di un mare che vi ha tolto la vita anziché portarvi la speranza.

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Daniela Lupi Stalking Perché abbiamo dovuto riempire l’amore con tanto terrore? Che senso hanno le parole, se ammazzano il cuore? Il tuo abbraccio fasullo, serviva all'inganno più scuro. Parola trappola e stratagemma come il ragno, mi aspettavi là all’incrocio tra baci e abbracci persi, nel buio della tua anima bugiarda. Ti ho visto accoltellare l’amore lo hai pugnalato dritto al cuore. Ho chiamato l’ambulanza ho provato a salvarlo ha aperto un po' gli occhi, ha espirato l’aria piena del tuo odio e se ne è andato …

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Maria Cristina Matta Eri un bimbo E’ il sole del deserto, che la fine pelle asciuga, impietoso e cocente, ad arderti la gola, a vegliarti nella fuga dalla tua terra natia, la speranza ti consola, la stanchezza e la paura a farti compagnia. E’ il mare a cullarti, in quelle notti buie e fredde rischiarate dalla luna, tra le braccia di tua madre, in quel viaggio disgraziato, su una barca di fortuna. E quel mare così immenso, così nero e profondo, la tua vita ha reciso, ha spezzato la dolcezza del sorriso, la beltà del tuo mondo. Eri un bimbo, solo un bimbo disperato, i cui occhi hanno pianto per la guerra e l’orrore, per la fame e il dolore. Ora dormi bimbo mio, ch’è passato, tutto giace, ora dormi bimbo mio, dormi in pace.

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Biagio Merlino Astrakhan Se avessi un colletto di astrakan la vita si farebbe morbida e suadente come la pelle candida dei desideri. Chiusi i negozi, e più si chiude il mio cuore ma resta come il fuoco del vulcano quando la disperazione lo fa esplodere. Mi farò un bel collo di astrakan e vedrò il mondo attraverso la luce dei pensieri, che son rossi, come le angurie del mese di agosto. Donne violentate da mostri travestiti da uomini, donne che forse non ce la faranno più a riconoscere un uomo senza vederne un mostro assetato del loro sesso. Dio, oggi andrò a fare shopping e vedrò il più bel collo morbido su un giubbetto di astrakan che mi terrà il collo tra le piume più morbide del mondo. Quanta gente muore sui barconi della disperazione, forse qualcuno sarà riconosciuto dai documenti e forse no. Bambini che non sapranno mai perchè sono nati e dopo morti continueranno a maledire le meraviglie del mare. Con il giubbetto col collo di astrakan cammino e piango con le spine nel cuore.

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Maria Micelli Nessuna carezza Nessuna carezza a stringer denti che batton di terrore, nel buio ad ascoltare grida di compagni svestiti di ogni dignità .. Calpestato, umiliato, ferito, eppur quante carezze sognai; quanto calore umano dimenticato. Mi credon pazzo, senza sentimenti o opinioni, messo al muro, da mangiare solo scarti... Sporco, maltrattato, vessato.. Tu che dovresti prender cura di me che sarei "pazzo "? Ma credimi non lo sono, poichÊ nella mia pazzia mai ti coinvolsi se non con un sorriso che a te parea beffardo e tu per ricompensa?! Nessuna carezza se non un prendersi gioco di me, di ciò che rimane di me come persona... La dignità.

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Cesare Moceo Infermi a vita Scardinare armadi di vergogne nel difficile compito di non alterare equilibri e salvaguardare i veri valori della vita Rifornire il cuore di cascate di rivelazioni a prevenire dolorose indifferenze nella crescita tesa all'intimo benessere con la morale a correre il rischio di mettere a nudo le proprie percezioni e nutrire sospette collere rabbiose facili prede del populismo ad accrescere l'esasperata istintiva tendenza a rinchiudersi in se stessi a difesa ognuno della propria identitĂ ma rimanere inermi infermi a vita.

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Marco Morandi Elezioni Difender a spada tratta ciò che a noi appare vero non sempre è la realtà ma lo sentiam sincero. Strappiamo a vita nostra l’intero benestrar per poi pagar di tasca... “...quel che si deve far”. Doniamo al nostro Stato persone a noi fidate nascoste dietro immagini ormai dimenticate... Ad esse giocar piace con liste e util promesse, ma a tutti noi dispiace che poi non sian concesse. Allor, perchè infierire con tali manifesti se poi non son capaci di fare i loro gesti. Mandiamoli in prigione a capeggia’ i “beccati” che abituati son ad essere leccati. Così possiam creare la classe dirigente con cui la nostra Italia si curi veramente.

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Katia Musu Lavoro... L = libertà A = anticostituzionale V = vende O = operai (in) R = reato O = ostentato dal potere della casta classe ladra irriverente mette in croce e in cassa ruba e incassa dignità e libertà ingrata e carnefice il bunga bunga in allegria balla indifferente tra volti stravolti ... sguardi disperati voci di dissenso di un potere accondisceso dai più ALTI potenti defraudatori e carnefici dell'umanità in lotta per la propria dignità ... Una vera rivoluzione la situazione sociale potrà salvare rendendo giustizia a chi lotta senza tregua per la propria LIBERTA’...

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Domenico Nenna Uomo solitario Credevo di essere il solo ad amare la vita finchĂŠ scoprendo il segreto del tuo cuore tu, che apparivi solitario distaccato, scoraggiato per dire poco amato. Fissandoti negli occhi come un povero illuso ho racchiuso in gabbia la mia strana idea. Vedo e mi ravvedo tutti siamo uomini con un cuore simile padroni di falsi idealismi folli come te amico silenziosi ed intelligenti titolari del proprio mondo sbarrato e poco esplorato.

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Giorgio Ombrini Un’assurda idea nata con l’uomo: la guerra Ero bimbo, i nonni mi han esposto tragedie terribili; di atroci conflitti non so darmi spiegazioni plausibili. L'uomo sovente ha assurde idee di dominar gli altri, il fine giustifica i mezzi è la logica dei potenti scaltri. Nel nome di una bandiera, di un ideale, d'una fede, un popolo guerreggia senza capire che si auto lede. Le guerre lascian alle spalle vandalismi e corruzioni, regressi di ogni dignità; la civiltà ha decomposizioni. Par che l'uomo abbia l'esigenza d'odiar e devastare; la guerra lo appaga; è irrazionale, si può constatare. E' sufficiente sfogliar un qualsiasi manuale di storia, per comprender come la guerra non sia accessoria! L'aggressività è dentro l'umanità,codificata nei geni, in certe casi le belve riemergon come fossero alieni. Già la bibbia parla d'omicidio per dissidio personale, Abele è stato ucciso da Caino,primogenito del male. Solo nell'ultima guerra, quante città si son distrutte! quanta gente ha perso cose assai care,spesso tutte. Non dimentichiamoci poi dei personaggi sanguinari! Son individui deliranti che assicurano nuovi scenari! C'è chi asserisce ancora che la guerra nutra la pace, pure in buona fede: incredibile; è sempre inefficace. Son convito che sia solamente una sporca tragedia, non c'è nulla d'eroico,è sol un'imbrattata commedia. Il fiore dell'oblio dov'è sgorgato sangue, non cresce. I rancori non passano, l'animosità non si addolcisce. Potrà un organismo tipo Onu, più equo e più attivo, rivelarsi per i dissidi della Terra il vero disincentivo?

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Ivana Orlando Ali di Mamma Avvinghiai Maternità in Te. Imboccai Amore in quel scricciolo di latte. Albe, tramonti tessevano crescita. Sapiente guardiano l’azzurro cielo tracimava in mare dai tuoi occhi. Ti vedo. Spiego le mie lacrime in ali. Sorrido a quel dolciastro suono. Mamma ! Incanto visivo rincuora la lacrima. Ripongo le mie ali in lacrima già in volo.

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Laura Paita Goccia a goccia (Alzheimer) Goccia a goccia evapora la vita in questi non-luoghi disumanizzanti. Ho perso tutti i miei ricordi, cancellati a poco a poco da mancanza d’amore. I neuroni si aggrovigliano, cercano calore in un abbraccio malato, si incollano e… muoiono avvinghiati, come amanti sotto la lava di un vulcano. Portano via la consapevolezza di ogni gioia passata, annientano il futuro, dilatano il presente. Ogni istante è meraviglia, scoperta, novità, azioni che ripeto all’infinito sempre uguali e sempre nuove, il cui senso non riesco a trattenere.

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Antonio Palladino Lampedusa Figure galleggianti. Chi vi carezza è il mare. Figure sulla battigia. Adagiate su un suolo attonito. Mute, nemmeno il tempo di versar lacrime. La vostra vita non ascolteremo. Fratelli di umanità minore. Riapparirete, laceri e stanchi. Alle spalle compagni senza illusioni. Madri in attesa. Altri morti in partenza.

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Rossella Rita Papa Signora Italia Signora Italia che il Sole almeno ti puoi permettere e le poesie e le piazze di gente seduta sulla terra dei colori. Di cultura ancora ti vesti: l'antica biblioteca della tua storia che nessuno pi첫 vuol sapere nell'Epoca moderna dell'innovativa ignoranza. E chi ignora la tua voce afona non vuol sentire, ma sa ascoltare l'eco acuto della sua indifferenza. Nido di poeti e cantori, grotta di eremiti e santi dei. Signora Italia che Mille ti ressero e bombe ti provarono, nella gobba del passato mostra le ali per la rinascita.

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Antologia di poesia contemporanea

Nadia Pascucci Ali spezzate Fiore reciso.. calpestato Mani sudice...nere accartocciano con gesti brutali sogni e speranze spille acuminate in pupille sbarrate Urla e trema esile corpo straziato e stordito che muore ogni giorno in un immenso vuoto tra orrore e lacrime amare sentendosi colpevole Allo specchio una donna umiliata incapace di riconoscersi segnata da brucianti ferite indelebili sulla pelle e nell'anima una vittima sanguinante tra parole senza voce e spenti sorrisi in tramonti di sole con nuove ali da mettere avanti al suo futuro...

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Antologia di poesia contemporanea

Samuel Paterini S’è desta Aspettative ed invettive con flagranze ovattate si confondono in quotidiani teatrini e quotidiane antenne. Assonanze melodiche captate da reality di nani e ballerine. S’è desta la vergogna! Nostrane le gesta e nostrani sensi di colpa accompagnano gli umili. S’è desta d’apparire questa terra figlia del grano che fu. S’è desta tra operai figli dell’individualismo e padroni con la tagliola in mano. S’è desta la puttana seduta in parlamento ed il vigliacco che predica il sacrificio della nazione. S’è desta una bambina che col suo sorriso m’illude (forse), che il domani potrà essere migliore... S’è desto il mio coraggio, il mio ottimismo, il mio amore.

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Antologia di poesia contemporanea

Orazio (Grazio) Pellegrino Custode del progetto di Dio ...delle lacrime... del tuo travaglio... doni... la vita al mondo... della sua magia... ne sei solo... la custode... piangi in silenzio... di un pianto... fatto del futuro... della tua subita violenza... con le tue mani... cerchi il frutto... toccandolo... toccandolo... dimentichi... dimentichi... e della tua vergogna... ne custodisci il segreto... di quel piccolo frutto... ne muori dentro.

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Antologia di poesia contemporanea

Paolo Pellicano Chi sono io Chiedo inutilmente risposta ad un muro che non mi risponde chiuso nella mia gabbia incolore. Demoni bianchi seviziano la mia mente stanca con parole folli e senza senso. Chi sono io……….? Ormai l’ho dimenticato. Io sarò l’unica persona che non morirà da sola, perché la mia pazzia non mi abbandonerà mai.

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Antologia di poesia contemporanea

Calogero Pettineo Calice rosso Manca poco e l’intorno ancora una volta sarà riempito dal buio tutto perderà di significato ogni attimo sarà crudele e senza alcun suono senza nessuna parola riscenderà come un ricorrente incubo. Ma prima... ancora un bicchiere con l’ennesima promessa che sarà l’ultimo e poi ancora un giro sulla ruota del destino che in maniera sommessa scopre tutte le sue carte e le mette in tavola. Sale l’angoscia e fa male. Fa male come la solitudine che passa attraverso un vento gelido con la paura prima di chiudere la notte che sia sempre l’ultimo respiro. Si… ancora un bicchiere prima del buio. L’ultimo forse.

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Tina Piccolo Papa Francesco Ho liane di parole in questa giungla, e salto di albero in albero, in cerca di verde e di fiori..... Ho sete, ho fame d'amore e non vedo sorgenti intorno a me, né pane sul desco della vita... Sei venuto Tu incredibile apostolo,Vescovo di Roma, da terre lontane, dove sorge il sole, dove cala lentamente il tramonto, dove si semina il grano dell'amore... Sei venuto dalla terra del cuore, dove i poveri tendono la mano, dove la regola è la solidarietà, e la gente attende la carezza, e la Parola è fede, è tenerezza..... Papa Francesco umile, sincero, amico, fratello, padre, la Chiesa è la tua casa e l'ostello di tutti.... La povertà ha il diadema dell'amore, il mondo vede in te la fonte, il grano, il seme, la pace, il sorriso inviato dal Signore.... Tu sei la "rivoluzione", l'eterna e magnifica emozione... TINA PICCOLO (AMBASCIATRICE DELLA POESIA ITALIANA NEL MONDOCRITICO DI ARTI VISIVE E LETTERARIE)

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Antonia Anna Pinna Amarezza Il suo sapore ti coglie e si spande velocemente in tutto il tuo essere. Ti tramuta in una roccia calcarea. Il tuo sentire diventa sordo e rimbomba all’interno. Non vuoi, non puoi credere… Ma devi! Cosa ci volete togliere ancora? La pelle è trasparente ormai. Le corde vocali non trovano il suono per esprimere. Le mani si accarezzano per consolare un pianto incredulo. Quali tormenti patiremo ancora e quali inganni celeranno le nostre spalle. Cosa ci manca per essere felici? E già, ci manca proprio di essere! E quando urleremo che non ci incantate più cadrà il velo che ci avvolgerà in un sudario e vi impedirà di trovarci.

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Cecilia Piras Via degli spacciatori Qui si costruiscono regali palazzi sopra i suicidi, e si filmano storie a volte senza ritorno. Da qui si parte ignari su navi negriere, calamitati da vili passaporti e perfide licenze. Qui viene dipinto il sangue dei fiori del nulla di tinte forti e scure e si spronano i delusi e gli inesperti a rinnegare i loro giorni. Qui si sfugge alla lotta bevendo il nettare dei lutti, in un istante macinando una sola febbre, incollati a un unico lamento e un solo grido da un unico dolore!

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Daniela Pireddu Vorrei donare voce Vorrei donare voce alle donne che voce non hanno, alle donne che vivono nascoste nel buio di un velo, che abbassano lo sguardo camminando, come a chiedere scusa di esistere. Vorrei donare coraggio alle donne che nascondono i loro lividi dietro le bugie, perdonando per amore chi non le ama.

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Monica Poletti Tifo violento Un coro si alza da sopra lo stadio, più in basso i cronisti dan voce alla radio. Bandiere e striscioni sugli spalti pieni, tifosi di ogni età attendono sereni. Poi le urla dalla curva distolgono l’attenzione dal terzino là nel campo mentre avanza col pallone. Calcio malato di tifo violento amore e passione svaniti nel vento. Squadre nel campo passioni nel cuore ovunque nel mondo - il rispetto ha un solo colore.

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Rosy Pozzi Ali per un domani a Joele Leotta - Nibionno, 21ott2013 ucciso nel Kent (UK)

Decollano ali per un giovane verso un viaggio di speranza Affiora il sorriso raggiungendo la via verso un luogo d’indipendenza Ma ahimè… saranno frammenti d’entusiasmo vissuti in pochi giorni, ancora racchiusi in un bagaglio cari ricordi della tua vita mentre cercavi di assaporare il tuo miraggio. Colto nel relax, sul finir del giorno ormai svanito, mani aggressive ed assassine in agguato sul tuo corpo spengono le speranze dell’importanza del tuo essere spazzando via violentemente il tuo sorriso, il tuo entusiasmo per la vita, l’orgoglio e la felicità trovate da un tanto ambìto lavoro in un violento pretesto per spezzarti le ali del domani. Questo viso sorridente, questa gioia e queste ali che la nostra comunità porteranno sempre nel cuore come un Angelo da interpellare, come una luminosissima Stella da chiamare, ma alla mente riaffiorerà anche l’estrema insensata violenza di giovani assassini da dover purtroppo perdonare.

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Michele Prenna Solidarietà Bella parola la solidarietà chiesta a gran voce da chi non la dà. Fa il paio con la carità con sottinteso il ricambiare tanto scarseggia la spontaneità che non è uguale a volontarietà. L'aiuto al prossimo è una fatica equivalente a stare in galera quando di questa surroga pena. E' mosca bianca chi ti soccorre gioia prendendo da questa azione senza pretendere nient'altro in cambio nascosto al Mondo per Dio è Santo.

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Monica Revellino Fantasmi E' una notte insonne, è una notte grave, è una notte di paure, di ombre scure... Nella testa voci, nello specchio non sei tu. E vorresti scappare, e vorresti gridare.... E si muore così, un volo d'angelo attutito da un letto d'erba, in una notte silenziosa, in una notte come le altre, in una notte che non ne puoi più. Lasci la tua vita lì, sull'erba. Hai abbandonato speranze, sogni, ti sei arresa. Ancora una volta ha vinto il disprezzo, ancora una volta ha vinto la prepotenza. Giro, girotondo.. quanto è bello il mondo... No, non è questo il bello del mondo. dedicata ad una ragazza di 14 anni suicida per bullismo

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Alessia Rocchi Combattenti coi versi Resistenza poetica a società svuotate di sentimenti e a consumistici desideri di inutili surplus. Combattiamo armati di taglienti parole che sgorgano dalla penna del cuore, eretti a pilastri di un nuovo mondo più giusto e sincero. Resistenza poetica ai giorni che passano senza lasciare segno, inquinati da ripetitivi gesti che cancellano la verde speranza. Nella mente un pennello, coloriamo gli attimi con emozioni vere, rivestendo la quotidianità di sogni splendenti. Resistiamo coi versi a ciò che è turpe ed iniquo.

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Annalisa Rodeghiero Lo zaino Proprio a tutto sembravi refrattario, nessun piacere nel varcare quel cancello, solo dovere portavi in quel fardello, zaino vuoto sulle spalle. Ripetente, indisponente, nessuno stimolo per niente. Ed il problema, ovvio era a monte. Che ti importa del sapere se non conosci il volto di tuo padre, se hai una madre ragazzina, ingannata, abbandonata, incapace di donarti un sorriso uguale agli altri. Ho imparato a non sgridarti dopo averti letto gli occhi. Hai compreso, mi hai sorriso, nuova luce sul tuo viso. Ora sai che puoi salvarti e mi chiedi di parlarti. Sai che posso dimostrarti che tu vali quanto gli altri.

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Roberto Roganti Amaca Abbarbicato alla fase REM appollaiato nella mollezza dell'accogliente amaca mi scuoto furioso disturbato nel mio quieto polleggiare. Un nero presentimento mi desta curiosità mi proietta alla ringhiera della mia torre d'avorio lascio cadere lo sguardo oltre il parapetto e vedo ...la città che non vorrei...: una popolazione dai mille colori litiga spaccia ruba uccide accattoni di tutte le razze agli incroci di strade colabrodo pedalanti acrobati su campi minati mimetizzati da piste ciclabili carcasse d'auto nelle piazze trasformate in autoscontri slalomisti appiedati schivano ostacoli mascherati da escrementi animali parchi abbandonati a se stessi facili prede di incuria e inciviltà. Disgustato mi allontano ingollo un sorso di Caol Ila e due Tavor chiudo gli occhi e mi lascio cullare dall'abbraccio della mia amaca ripiombo nel torpore profondo sognando stavolta ...la città che vorrei...

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Carlo Romano Canto Canto all’amore, alla vita, alla gioia infinita io canto. Canto alla luna che dà luce al tuo volto, canto per te ragazzo che ti hanno rubato il domani, la dignità… i sogni dalle mani. Canto per l’indifferenza del mondo per quei ragazzi che non faranno ritorno, per rabbia, per disperazione canto. Canto per i bimbi che vivono in guerra, per la mostruosità della gente, canto per te ragazzina che non vedrai più il mattino, canto per il dolore di una madre… di un padre angosciato, per te, che sei stata violentata, ferita nell’anima io canto. Canto per te che sei distesa senza vita su un verde letto di febbraio. Canto per la mia gente, per chi non sa comprendere, canto per te che non sai amare, capire chi ti ama, canto per chi non può camminare, correre a perdifiato, canto, talvolta canto per non pensare. Canto con le lacrime agli occhi… l’eterno dolore del mondo, canto per te che sei confuso, per te che sei deluso, io canto… canto per soffocare, il mio pianto.

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Teresa Romeo Fiore dello stesso prato Aspettavo con ansia un bimbo che non arrivava, il cuore si stringeva e io sempre più piccola mi facevo. Una sera alzai gli occhi al cielo e chiesi alla luna un figlio… la luna mi ingannò come la vita. Una stella illuminò le mie speranze e pensai a te così lontano e solo come me. Una femminuccia, mi dissero. Una figlia senza mamma in terra lontana e una mamma senza figli da cullare. Intreccio la tua mano nella mia, bianco e nero il colore dell’amore, quello che ci fa essere madre e figlia. Porti il nome di quella stella, perché sei tu la luce della mia vita Stella… perché siamo due fiori di colore diverso, ma dello stesso prato.

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Maria Rotolo Quale umanitĂ Li vedi a decine in attesa di qualcuno che faccia tintinnare un vecchio barattolo Accendono un fuoco dimenticati tra locali alla moda Dividono una coperta un tozzo di pane ostaggi di una miseria che non li abbandona Eppure gli occhi del loro cane amorevoli restano.

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Antologia di poesia contemporanea

Michela Ruggiero Un grammo di coscienza Senti? Lo senti quel bruciore in mezzo al petto? E' ciò che ti ho lasciato in cambio del dolore che mi hai dato. No, non è un infarto, nemmeno il fegato infiammato. E' un grammo di coscienza che mancava, che taceva. Lo sa il tuo Dio che prima di accostarti alla sua mensa usavi il ruolo che ha inventato l'uomo per dare l'abbandono al tuo fratello? E tu lo sai? Lo sai che sei quello che fai? Io so il dolore. E so che lo trasformerò in amore. Un grammo di coscienza, cresce lo so, fa male. Coraggio, questo è il mio modo d'amare. [Lo sa tua moglie?] Goccia a goccia 2014 105


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Lisa Russo Essere speciale Vivi chiuso nel tuo mondo, ma sei essere unico e speciale! Vorrei poter penetrare il tuo mondo e farne parte anche per un solo minuto. Vorrei sentire quello che senti tu, ascoltare ciò che tu ascolti, parlare col tuo stesso linguaggio! Essere speciale come te, è dono per noi cosiddetti "normali!" Tu, col tuo mondo riempi i miei pensieri e una tua carezza colmerebbe il mio animo di gioia, inonderei così d'amore ciò che mi circonda, cercando di poter comprendere sempre più la tua essenza di anima pura! Ti porterei al mare, ti abbraccerei senza dir niente, assaporando il calore della tua pelle e il battito del tuo cuore speciale! Vorrei ascoltare con te le onde del mare e trasformare le tue emozioni in vibrazioni! Vorrei toccare con te la sabbia e sentire il tuo tocco di mano invadermi l'animo! Vorrei anche solo per un attimo vivere le tue sensazioni, perchè solo un essere speciale sa amare e emozionare, come solo tu con i tuoi silenzi riesci a fare!

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Maria Santoro Femminicidio Dove corri figlio di Caino? Errante tra le gole dell’inferno! Proprietario di mani insanguinate! Proprietario di corpi calpestati! Immune ai grandi valori della vita! Incline ai bassi istinti della carne! Il tuo cuore soffocato dall’odio! Il tuo cervello insabbiato dalla feccia! Il tuo corpo inondato di sangue di donne! Le tue urla simile a quelle delle iene! Dove corri figlio dell’antico serpente? Che stritoli corpi di giovani donne inermi e indifese! I tuoi dardi non sono frecce di Cupido ma saette di vipera “russell”! Orco dalle sette teste e sette lingue. Denti aguzzi e gola vorace. Non gettare donne nella tua fornace. Suicida della tua anima melmosa! Assassino di donne a te estranee! Ferma la tua mano funesta Il tuo cuore e il tuo cervello arresta!

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Daniela Sasso Dell’amore non è rimasto niente… Così ho spento gli occhi, per non vedere gli abusi e il dolore. Nelle tue mani che accarezzavano paure ho trovato lame che tagliavano sorrisi. Mescolate alla vergogna c'erano le emozioni ferite per ciò che non ho commesso. Per un peccato che alcuni chiamano amore, quello che tu mi sussurravi nelle nostre promesse silenziose. Di quel nostro amore io, non ho trovato niente. Nel buio, dietro ad una porta chiusa hai assassinato il mio cuore. In un angolo mi facevo piccola e indifesa mentre tu mi calpestavi l'anima. Dei tuoi sguardi luminosi che conoscevo, è rimasto incendio di rabbia e follia. Un paio di scarpe rosse sul tappeto per non dimenticare. Vernice color sangue sul pavimento che mi hai fatto consumare. Dell'amore non è rimasto niente.

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Maria Scivoletto I diseredati non fanno notizia (a Luigi) Nessun giornale parla di te, una vita segnata dall'infanzia, abbandono e sofferenza, rabbia... delinquenza, la morte ti ha colto nella sporcizia, qualcuno dice â&#x20AC;&#x153;meglio cosĂŹâ&#x20AC;? ...una vita che si spegne ...seppur segnata, si piange... deve fare notizia! Ora, riposa in Pace!

Goccia a goccia 2014 109


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Valentina Selene Medici Donne nel mondo Vorrei avere la libertà di guidare un'auto, anche se donna in qualunque parte del mondo. Vorrei avere la libertà di mettere o non mettere un velo. Vorrei avere la libertà di scegliermi un marito e non dover sposare un uomo che ha l’età di mio padre. Vorrei avere la libertà di non essere venduta per ritrovarmi poi a passeggiare sul bordo di una strada. Vorrei avere la libertà di non subire un'infibulazione e poter vivere la mia femminilità. Vorrei avere la libertà di lavorare accanto ad un uomo e percepire lo stesso stipendio. Vorrei avere la libertà di avere un uomo per amico senza che altri, vi vedano sesso. Vorrei avere la libertà di uscire da sola senza la paura di subire violenza. Vorrei, che chi mi chiama, amore non mi mandasse all'ospedale con le ossa rotte o chiusa in una bara. Vorrei avere la libertà di essere DONNA. Goccia a goccia 2014 110


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Anna Serio Non basterà il mio amore I tuoi abbracci mi fan male, son morse di dolore, le tue carezze son violenti schiaffi e pugni dolenti, nei tuoi occhi vedo un odio sconosciuto al tuo sguardo... non mi riconosci? Sono il frutto del tuo amore, dei tuoi occhi il sole, mi sussurri il giorno quando con ali d' angelo mi avvolgi, perchè sei spietato demone la sera? Non annegare il tuo amore nel malvagio intruglio dell'oblio, svaniranno forse i tuoi tormenti, ma torturi la mia anima nei tuoi inferni... Non basterà il mio amore a salvarci.

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Antologia di poesia contemporanea

Nadja-Florence Siene Dérive Besoin de paix, de me retrouver ! J'en ai assez du "pas vrai ", des serments maculés, des trahisons, des malfaçons, des "folies " falsifiées, des tourments hors-propos, des baisers copiés-collés, des miettes, des coeurs à recoller, des ravages prémédités. Besoin d'aimer l'authenticité, de la re-trouver ... Ah! Ne plus en dévier ! Deriva Bisogno di pace, /di ritrovarmi! /Ne ho avuto abbastanza /di "Non è vero" /giuramenti /macchiati, /tradimenti, /e malefatte, /di "follie" /falsificate, /di tormenti /fuori luogo, /di baci /copiati e incollati, /di briciole, /di cuori /da raccogliere, /di devastazioni /premeditate. /Bisogno di amare /l'autenticità, /di ritrovarla ... /Ah! Non deviare più! Tradotta da Emanuela de Marchi

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Antologia di poesia contemporanea

Giorgio Simoni Buio Sento mille voci voler vincere l'una sull'altra piĂš le ascolto, piĂš mi allontano. Sento un dolore all'altezza del petto l'aria mi manca le parole non mi escono dalla bocca. Non so cosa dire, non voglio far parte di questa corrente di questo fiume in piena che sbanda da una parte all'altra dell'argine voglio il silenzio. Voglio il rispetto delle persone che soffrono che sono state abbandonate che rischiano di morire. Voglio uguaglianza pace e fraternitĂ voglio la luna non il buio.

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Antologia di poesia contemporanea

Marina Sirolla Lo schermo della malvagia cattiveria! Questo vortice non concede a molti occhi di vedere la malvagità, la cattiveria, quello che realmente accade attorno a noi. Restare fermi attoniti disgustati nel vedere, "umani" disumani su creature indifese. La mia rabbia è esplosa, mi sono vergognata di essere cristiana, dell’esistenza di "persone" che possono decidere ignobili maltrattamenti su creature che hanno già una vita amara. Questo è il progresso? La cupidigia dell'uomo non finisce mai, distruggono la vita l'amore, la carità la tenerezza verso i deboli. La sola colpa è di essere anziani o malati e loro beffardi aguzzini di pietra hanno il cuore!!!

Goccia a goccia 2014 114


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Rita Stanzione C’è una morte che non si colora Esiste un inferno velato di bianco come le morti senza un peccato imprecise. Battesimi d’angeli che non hanno ali angeli per caso caduti dalle fragili braccia della sopravvivenza. Esistono morti che non hanno nulla di illustre segnate in ordinari bilanci del progresso cannibale. Sono morti di vite banali fugacemente sepolte . Bianche come la neve che non fa rumore se arriva come nuvole vuote già sfumate nel tempo di un solo pensiero. E bianco è l’occhio di un cielo ignaro delle miserie finite in Anonimi Numeri Bianchi.

Goccia a goccia 2014 115


Antologia di poesia contemporanea

Rosanna Tafanelli Non sarà pace Non sarà pace per noi, finché le lacrime di una sola donna bagneranno ancora aule di tribunali o navate di chiese, per un dolore che non trova parole. Non sarà pace, finché il corpo di una sola donna giacerà ancora in sale d'obitorio o in letti d'ospedale, per una violenza che non ha ragione. Non sarà pace, finché i passi di una sola donna risuoneranno ancora in strade di periferia o in ville di potenti, per un compenso che è senza dignità. Non sarà pace, finché la rabbia di una sola donna urlerà ancora nelle piazze del paese o nel buio della sua mente, per un'ingiustizia che non prevede riscatto. Non sarà pace per noi, uomini e donne, finché una sola donna non otterrà rispetto.

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Antologia di poesia contemporanea

Grazia Tagliente Amare onde Onde, arduo ponte per ricco mondo Onde materne che abbracciano Onde matrigne che respingono Onde assassine che affogano. Da maroso blu s’alza nel buio Greve lamento di terrore E dolore, tanto dolore. E tutto è stretto abbraccio Di nenie e lacrime salate Corale grido che lesto s’espande Per correnti e aria sorda. Crolla il sospirato ponte Nelle fameliche fauci dell’orrore Tra indifferenze e gelide distanze, La parte sazia del mondo Sponde alla vita ha alzato Povertà e fame ha ignorato, Ogni cosa negli abissi è così sprofondata Tra egoismo e mille flutti infuriati. Sul quieto molo resta solo un faro Senza fiato né ossute mani Che misere anime potrebbero consolare, Troppi sono quei soffi rotti da tempesta nera. E mentre testimoni stelle e luna imprecano Mesto ora quel fanale stende veli Aspro rimorso purpureo raccoglie Per gettare fiori bianchi tra le amare onde. - In memoria di tutti i migranti vittime del mare -

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Antologia di poesia contemporanea

Mihaela Talabà Vado Ligure… ero un uomo! Anime rapite dalle dita di ferro Corpi appassiti dal veleno, deliranti Bave di bocca nel grido della sera Mani legate nel vermiglio pulsante. Stringevo tra i denti l’odio a frammenti Mentre la frusta sanguinava rea Giaceva l’abbandono alla pazzia Come le favelle nel ronzio di Babele. Gemeva la vita! Sognavo le carezze di mia madre Avvinghiato alle sbarre dell’inferno Sentivo il suo calore sul viso irrorato M’inebriava il ricordo di giglio profumato. Gridavano, nascosti alla luce, i pensieri Capivo solo quant’ essa mi mancava In un momento folle ho rammentato Che una volta ero un uomo e la vita m’amava!

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Antologia di poesia contemporanea

Viola Tatham Damose 'na mano 'Na mano sfoja, strappa e piega le paggine del libbro della vita. Accarezza, strofina, pizzica e strizza se preme er grilletto, spara e ammazza. 'Na mano fa le corna e te ce manna dà, prende e quarche vorta arubba. Gratta er prurito, soffia er naso pianta li desideri drento a 'n vaso. 'Na mano se move quanno parla e scatta se te dà 'na sberla. Diventa morta se tocca de straforo e s'agita quanno protesta 'n coro. 'Na mano scioje pure li nodi e te po' salutà 'n tanti modi pure se quarcuno nun me piace tipo quello che ricorda er duce. 'Na mano porta alta la bandiera o tiene 'na candela de preghiera. Se vorge ar cielo quanno c'è la luna e quarcuno ce legge pure la fortuna. Ma siccome 'na mano lava l'altra e messe insieme lavano la faccia battemo 'sto cinque 'n amicizzia damose 'na mano e crepi l'avarizzia.

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Maria Teresa Tedde Perdono Chiazza gialla di fiele ai piedi di Garibaldi fiero di false battaglie a te sconosciute. Hai vomitato la vita una sera di maggio fra il profumo di rose rosse nella piazza affollata di indifferenti. Mani in tasca, la gente galoppa senza senso stringendo fasulle sicurezze di spot televisivi a colori in distributori automatici di sogni vuoti. E tu… quanti anni hai? Sedici, diciotto? Tanti per il dolore e l’indifferenza da tappare pochi per le certezze che nessuno ha saputo darti. Ho visto le tue brasiliane rosse volare sul far della notte in un angolo di strada sfilate per tre soldi tre il tanto della dose il tanto d’un sogno colorato pastelli acrilici di bambina con vene già indurite di aghi spuntati di desideri. Livide le tue labbra succhiate da iene vogliose e tu piangi e ridi eccitata per il volo di una dose di eroina malata. Eri bianca come la neve, al mattino di primavera, innocente come il mare di maggio sguardo fisso e spento nel pasto di carne umana. Ho messo un fiore rosso d’amore sulla tua bara stanca di lacrime chiedendoti perdono per la felicità rubata da una società vuota e affamata d’amore in te ormai spento ogni rancore.

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Antologia di poesia contemporanea

Eloisa Ticozzi Il vagabondo Il vagabondo, passante ormai invecchiato, come in una subdola vita, sospira velocemente; insegue la parola con la sua bocca, morsica qualche pezzo di pane, in solitudine. L'angolo della stazione pieno di cartoni abbandonati, viene illuminato da una flebile luce; all'alba, la luna con lo splendore pallido scappa, mentre il sole, come se fosse un re incontrastato, con i suoi piedi in cielo sposta le tende del mattino.

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Antologia di poesia contemporanea

Karen Tognini La vita è un regalo breve Quel senso di vuoto solitudine incolore di sogni spenti nel profondo degli abissi quel senso di smarrimento dell'anima. Anima bella dolcissima. Non ci credo ancora! La vita è un regalo breve... Ripenso alle risate insieme agli amici al tuo modo così semplice unico geniale... Eri speciale Stefano non hai saputo aspettare i raggi di un altro sole hai scelto tu di lasciarci tutti più soli. con affetto a Stefano...

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Antologia di poesia contemporanea

Maurizio Trapasso Sacri-pedofili Si ascolta la voce da lontano segnando la strada e il sentiero, gridando a chi capisca finalmente, la magia dietro sacri specchi. Coloro che con le loro riflessioni nascondono il peccato e l'emenda. Perché accecarono virtù e indumento di tanti infanti perplessi. Si ascolta il dolore e richiamo per magra infanzia mutilata. Mentre è sputato a quell'acclamo della moltitudine affittata che come agnellino dietro il suo padrone è felice di essere tosato.

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Marisa Tumicelli Coro doloroso Sentieri di spine nuova flagellazione per creature indifese in labirinti di paure, corpi castigati con folle decisione, si abbatte la tempesta di un tempo fatto buio, cuori aridi germogliano gemme di crudeltà. La carne tormentata l’animo afflitto la pietà senza dimora. Sono canti di pianto senza amore le violenze subite. Sono fiori recisi i desideri dentro silenzi e solitudini. Sono chiodi le parole che forano l’ascolto di angeli sferzati da selvagge carezze nella casa del dolore, delle ombre minacciose di Luciferi in cammino…

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Michela Zanarella Dove piange il mondo Non ha motivo di insistere il dolore nei palmi tesi del mendicante, nelle infanzie infrante di un bambino, nel respiro muto di una terra che inciampa tra le mine, nel grembo in croce di una donna dove il falso amore ricalca prepotente lividi e promesse. La vita non ha bisogno di lacrime o avidità del tempo. Dove piange il mondo è debole la radice di ogni uomo che ha macerie incise nella pelle, come silenzi addestrati ad ignorare il sangue e il sudore delle epoche.

Goccia a goccia 2014 125


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Carlo Zanutto Femminicidio Un mondo di croci e su ogni croce un Cristo che muore... 101 croci, 101 donne 101 pensieri, 101 lacrime 101 sospiri, 101 parole d’amore 101 paure... 101 donne che come un Cristo vivono nella paura e muoiono nel silenzio, muoiono trattenendo un respiro senza urlare senza parole... 101 croci in un paese di croci e ogni giorno, queste croci, devono essere alzate verso il cielo perchè memoria non fugga, perchè memoria non si perda... 101 donne unite nei sogni, unite nei silenzi e nel silenzio di un paese che innalza 101 croci 101 donne, 101 pensieri 101 lacrime, 101 sospiri 101 parole d’amore, 101 paure... Con 101 donne che come 101 Cristi lasciano sangue e lasciano senza parole e muoiono trattenendo un respiro, un solo respiro... (dal 1.1.12 al 2.10.12 erano 101 le donne uccise secondo i dati del Telefono Rosa)

Goccia a goccia 2014 126


Antologia di poesia contemporanea

Mara Zilio Bendata d'indifferenza Sei rimasta sotto le coperte a piangere sola e impaurita mentre fredde lacrime bagnavano lenzuola che puzzavano d'indifferenza schiaffi, urla e bendavano occhi malati dalla voglia di vivere. In un nodo alla gola è rimasto incastrato il dolore vestito dal giorno che sei nata. Ora cuci quel poco che resta di un cielo strappato da una vita punteggiata dâ&#x20AC;&#x2122;inaudita violenza e resterĂ scritta sulla pelle dell'anima come un sigillo unico e insostituibile fino alla morte.

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Antologia di poesia contemporanea

Italo Zingoni Nel cuore di un mondo. Sono amare solo per noi queste ore che non passano mai che il sonno ci sfiora e mai si decide a possederci fino al prossimo turno Che la luce sia luce davvero e che il buio ci renda una sorta di strano rimedio al peggio che avanza magari una scorta di nuvole grigie di fumo Dire basta a volte non basta ci serve il coraggio di alzarci da questo torpore di prendere un sorso di sole e di vento di bere un caffè molto caldo ed uscire Ci servono ore di chiusura generale di serrande abbassate, di fame e di sete ci serve una rete di consapevole partecipazione ma priva di inganni e di falsi profeti Difficile dire perfino il punto preciso il momento del pensiero e quello dell’azione in un inciso in cui non importano i sogni mentre ci regalano speranze senza valore Queste ore invece trascorrono lente in un angolo acuto dentro un cartone semplice-mente traditi da chi ci cancella nel cuore di un mondo che il dolore non sente.

da – L’ ANNO CHE VERRA’ – 28.1.2014 – © t.d.r.

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Antologia di poesia contemporanea Ringrazio di cuore i 128 Autori

Acireale Sara Maria Rosaria

De Maglie Assunta

Addis Teresa

De Santis Anna

Albora Marinella

Denaro Grazia

Ancora Roberta

Dettori Maria Carmela

Bakhshieva Natalia

Di Girolamo Silvana (Dinka)

Balossini Eric

Di Liberto MarilĂš

Balsamo Stefania

Di Renzo Benedetta

Barrasso Antonino

Distefano Salvina

Bergamasco Francesco

DonĂ Franca

Bianchin Patrizia

Elle Mary

Bianco Grazia

Ensoli Patrizia

Boccardi Graziano

Falabella Rosa

Borrelli Celeste

Faraci Rosario

Bruni Alfredo

Fasanaro Maristella

Cagno Danilo

Fasani Pietro Erasmo

Callegari Don Aldo

Ferrari Francesca

Canino Angelo

Fiaschi Giancarlo

Capitanucci Vincenzo

Filippo Valeria

Capizzi Eloise

Galibardi Concetta

Caputo Antonietta

Gasparini Federico

Carniti Emanuela

Gatti Lorella

Cartisano Annamaria

Gattuso Eloisa

Cattaneo Ramon

Ghiribelli Francesca

Cavalera Nadia

Ginanni Umberto

Caviglia Adriana

Giovinazzo Maria Pia

Cenciarelli Silvana

Grasso Giusy

Centofanti Lorena

Ioan Simonetta

Cinanni Vincenzo

Ispani Luca

Colin Cernitu Mihaela

Jacono Ada

Collini Anna

La Manna Carmelina

Costa Agostino

La Rocca Michelangelo

Cotugno Matteo

Latini Giuseppina

Cubicciotti Aurora

Libero Adele

De Felice Sandra

Lovato Marina

De Iudicibus Rosalba

Lubrano Rosario

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Antologia di poesia contemporanea

Lubrano Rossella

Rodeghiero Annalisa

Lucciarini Loriana

Roganti Roberto

Lupi Daniela

Romano Carlo

Matta Maria Cristina

Romeo Teresa

Merlino Biagio

Rotolo Maria

Micelli Maria

Ruggiero Michela

Moceo Cesare

Russo Lisa

Morandi Marco

Santoro Maria

Musu Katia

Sasso Daniela

Nenna Domenico

Scivoletto Maria

Ombrini Giorgio

Selene Medici Valentina

Orlando Ivana

Serio Anna

Paita Laura

Siene Nadja-Florence

Palladino Antonio

Simoni Giorgio

Papa Rossella Rita

Sirolla Marina

Pascucci Nadia

Stanzione Rita

Paterini Samuel

Tafanelli Rosanna

Pellegrino Grazio (Orazio)

Tagliente Grazia

Pellicano Paolo

TalabĂ Mihaela

Pettineo Calogero

Tatham Viola

Piccolo Tina

Tedde Maria Teresa

Pinna Antonia Anna

Ticozzi Eloisa

Piras Cecilia

Tognini Karen

Pireddu Daniela

Trapasso Maurizio

Poletti Monica

Tumicelli Marisa

Pozzi Rosy

Zanarella Michela

Prenna Michele

Zanutto Carlo

Revellino Monica

Zilio Mara

Rocchi Alessia

Zingoni Italo

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©“Goccia

a goccia 2014”

è tutelato da diritti di autore a norma di legge ogni Autore si riserva i diritti delle proprie opere presenti

l’opera in copertina “Taranto libera” è della bravissima artista Aurora Cubicciotti ne è vietata la vendita realizzato nel maggio 2014 da Matteo Cotugno ebookpoesia@libero.it http://poesiedimatteocotugno.blogspot.it/


Goccia a goccia 2014 - poesia  

Antologia di poesia a tema sociale in collaborazione con 128 Autori a cura di Matteo Cotugno

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