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Poste italiane S.p.a. - Spedizionre in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n°46) art.1 comma 1 - DCB Sondrio

Pescare in Valtellina Rivista dell’Unione Pesca Sportiva della Provincia di Sondrio - Anno XXVII - N° 1 - 2011


Editoriale

P

escare con il verme,

in quella mission che negli ultimi

a camolera, a mosca

mesi ci ha permesso di tagliare

o con il cucchiaino.

importanti traguardi.

Pescare seduti comodamente in

Già, perché il pescatore non è

riva a un lago alpino, scarpinando

solo uno sportivo o un cacciatore

ai bordi di un torrente o lungo un

acquatico, ma una vera e propria

fiume; qualunque siano le vostre

sentinella chiamata giornalmente

preferenze, è giusto che continuiate

a vigilare sulla salute

a seguirle.

dei nostri fiumi.

Non è nostra intenzione farvele

Il pescatore è il detentore di una

cambiare o cercare di condizionarvi.

tecnica, di un’arte, di un sapere

Ciò che vi chiediamo, invece,

antico; un sapere che non può

è di interpretare questo nostro

e non deve andare perso.

meraviglioso “gioco” con il giusto

Che l’età dei nostri tesserati sia

fairplay, continuando ad essere

medio-alta è più di una sensazione;

attenti custodi del patrimonio

Urge forza nuova.

ittico e fluviale.

Urge un ricambio generazionale.

UPS, d’altro canto, proseguirà

Perché allora non provare ad avvicinare figli e nipoti alla pratica di una disciplina nobile come la pesca? Chi l’ha detto che è “roba da vecchi”? Chi l’ha detto che ai giovani andare in montagna e trascorrere del tempo lungo le sponde di un fiume o di un lago non interessi? UPS con le agevolazioni al tesseramento giovanile vi sta fornendo un’occasione d’oro… Non fatevela sfuggire. Buona Stagione di pesca!!! Maurizio Torri

www.unionepescasondrio.it Visita il nuovo portale per essere sempre aggiornato sulle attività dell’Unione Pesca 2


Pescare Attualità

Facilitazioni per i giovani e misura trota fario

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in Valtellina

Tramandiamo il mondo della pesca ai giovani

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F ILO DIR E TTO

Rivista Pesca Sportiva Ai laghidell’Unione di Malghera con Davidedella Provincia di Sondrio 42 Anno XXV - N° 1 - 2009

Una voce fuori dal coro per una pesca davvero sostenibile

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A P P RO F O N DI M E N TO

UNIONE PESCA SPORTIVA DELLA PROVINCIA Dl SONDRIO

SONDRIO - Via Fiume, 85 Tel. 0342.21.72.57 (2 linee urbane) Fax. 0342.21.89.69 www.unionepescasondrio.it ups@provincia.so.it Direttore Responsabile: Maurizio Torri Comitato di redazione: Giorgio Lanzi Daniele Bordoni Hanno collaborato per i testi: M. Messina G. Lanzi G. Gentili A. Bellini A. Bucchini D. Boselli F. Rampini G. Boselli G. Sala M. Salvador M. Lucchinetti S. Fiorelli Hanno collaborato per le foto: Rossi Pedrotti Pilatti Rossi Galli Lufino Oggiono Bianchini Sala Tempra Lanzi Schiena Tarabini Foto di copertina: www.clickalps.com Disegno seconda di copertina: Giulia Casati Stampa Tipografia Polaris Via Vanoni, 79 23100 SONDRIO Tel. 0342.51.31.96 Fax 0342.51.91.83 info@litopolaris.it Della presente rivista sono state stampate e diffuse 7.500 copie Iscritta al n° 166 Registro Tribunale di Sondrio

Sano... come un pesce

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Il temolo d’alta quota

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Tutela acque Svasi: cosa ci aspetta nel 2011

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L’accordo con A2A va esteso...

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I l pe r s o n a g g i o Gianfranco Pini

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ITI N E RARI DA SCO P RIR E Pescare a mosca nei piccoli torrenti alpini

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Il Lago del Baldiscio 

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V i ta A s s o c i at i va Le novità del regolamento 2011

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Come acquistare i permessi di pesca

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Una penna miracolosa che assicura le contravvenzioni

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Immissione materiale ittico adulto stagione 2011

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I nostri conti 

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P E SCATO & M A N GIATO Spaghetti al sugo con uova di trota L E TT E R E D E I L E TTORI

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F OTO L E TTORI I vostri click

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Attualità

Facilitazioni per i giovani e misura della trota fario Due scelte... N Pensando al futuro “Questo provvedimento nasce dalla inevitabile necessità di garantire almeno un ciclo riproduttivo alle femmine in modo da “capitalizzare” l’ingente investimento operato nel progetto di reintroduzione e riproduzione delle trote native. Queste meravigliose trote hanno avuto accrescimenti annui medi di 10-12 cm e compiranno la prima frega a quasi 3 anni di età, e cioè tra i 27 ed i 35 cm di lunghezza, ne consegue che la misura minima legale dovesse essere adeguata e comunque non inferiore ai 30 cm”. 4

el corso dell’annuale assemblea generale dei delegati, tenutasi lo scorso dicembre, la nostra Associazione ha assunto due importanti decisioni: la prima diretta a favorire l’accesso ai giovani all’attività piscatoria, la seconda introducendo la misura minima di cm. 30 per la trota fario nei fiumi Adda e Mera. Nel primo caso abbiamo definito un costo simbolico del permesso annuale per i ragazzi nati dal 1995. Il nostro sport sembra passato di moda tra le nuove generazioni; dobbiamo quindi fare tutto il possibile per invertire questa tendenza. Non solo per insegnare loro a prendere i pesci, ma perché possano imparare a vivere secondo natura e nella natura. La pesca ha in sé valori che troppi giovani sembrano aver dimenticato o mai appreso. Nel secondo caso, dopo una serena e ponderata valutazione dei pro e dei contro, i nostri organi di gestione hanno stabilito un ulteriore decisivo passo in avanti nella realizzazione del progetto fario mediterranea iniziato nell’anno 2008. La valorizzazione e la salvaguardia dell’attività di pesca passa necessariamente dalla tutela dell’ambiente acquatico e delle specie ittiche in esso viventi. Tutelare un ambiente acquatico, come ben sappiamo, non è facile e


scontato. Spesso ci si scontra con l’ignoranza rispetto alle conseguenze che determinate azioni possono indurre sugli habitat fluviali. Basti pensare a molti scempi generati dalle derivazioni idriche a scopo idroelettrico, alla costruzione di briglie e dighe, alle artificializzazioni insensate di alvei e sponde, agli inquinamenti vari con conseguente banalizzazione dell’ecosistema fluviale. Non ultimo, in questi anni, si assiste anche ad una intensificazione degli eventi atmosferici, quali escursioni termiche, nubifragi e piene improvvise, come conseguenza dei cambiamenti climatici globali. Abbiamo quindi adottato, e combattuto perché si adottassero, tutti gli interventi possibili diretti a mitigare gli effetti di questi problemi ambientali sulle popolazioni ittiche, ottenendo importanti risultati tra i quali gli accordi per le operazioni di svaso dei bacini idroelettrici. Grazie alla nostra attività di divulgazione, siamo diventati un punto di riferimento in materia anche per la popolazione, a tal punto da essere recentemente definiti da un quotidiano nazionale come “il sindacato delle acque”. Se molto cambierà nel prossimo futuro nella

gestione delle risorse idriche, un po’ di merito sarà stato anche nostro. Non che sia venuto il momento di adagiarsi, di strada da fare ce n’è ancora molta e il nostro impegno non potrà venir meno. Ma adesso, così come nel passato abbiamo saputo assumere significative, quanto necessarie, restrizioni regolamentari a difesa del temolo che poi ci hanno ampiamente ripagato, dobbiamo perseguire le scelte di reintroduzione dei salmonidi nativi, quali le trote fario mediterranee, mediante azioni concrete di tutela e protezione. Questo progetto ha visto UPS destinare ingenti risorse (anche pubbliche) nella messa a punto dell’impianto ittiogenico di Faedo, nella ottimizzazione e nella formazione del personale addetto e nella collaborazione con il Dr. Gibertoni, nostro fornitore e consulente. Dopo due anni di ripopolamenti nelle aste fluviali e torrentizie della Valtellina e della Valchiavenna possiamo confermare che la colonizzazione delle trote mediterranee è stata ottimale e addirittura al di sopra delle più rosee previsioni.

Misura già raggiunta da diverse Fario Mediterranee nate nel 2008.

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Gli accrescimenti medi annui osservati in particolare in Adda e Mera sono superiori a quelli attesi e se questo da un lato ci riempie di gioia e soddisfazione, dall’altro ci ha messo nelle condizioni di dover valutare un adeguamento della nostra regolamentazione in materia di misure minime legali per il prelievo. Questo provvedimento nasce dall’inevitabile necessità di garantire almeno un ciclo riproduttivo alle femmine presenti in quelle acque in modo da “capitalizzare” l’ingente investimento operato nel progetto di reintroduzione e riproduzione delle trote native. Infatti, se consideriamo che queste meravigliose trote mostrano accrescimenti annui medi di 10 – 12 cm e che compiranno la prima frega a quasi 3 anni di età, e cioè ad una lunghezza compresa tra i 27 ed i 35 cm, ne consegue che la misura minima legale dovesse essere adeguata e comunque non inferiore ai 30 cm. Seppur sia palese che ogni nuova restrizione possa portare qualche impopolarità e mugugno, siamo convinti che già nel corso dei mesi estivi 2011 i risultati di tale provvedimento cominceranno a ripagare dei sacrifici e consentiranno nel corso del prossimo inverno di avere freghe naturali sia in Adda che nella Mera, con conseguenti benefici alla pescosità naturale, all’ambiente fiume ed alla definitiva ripartenza delle popolazioni di trota fario autoctona delle nostre valli.

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Da tanti anni avvertiamo il progressivo depauperamento della popolazione di fario in buona parte delle maggiori tratte fluviali. Abbiamo correttamente individuato le cause nella chiusura dei silos che fungevano da ampi rifugi, nell’interrimento delle buche del fiume, nella sostituzione di lunghi tratti di sponde naturali con muraglie cementificate, tutte conseguenze dell’alluvione del 1987 che ci perseguitano tuttora. Ma nel tempo abbiamo anche dovuto prendere atto che le cause non sono solo quelle. Anche il novellame di fario di ceppo atlantica prodotto dai grandi allevamenti del Trentino, acquistato (altre alternative non c’erano) e immesso annualmente nei nostri corsi d’acqua in quantità rilevanti, non ha dato (quasi certamente per carenze genetiche) i risultati sperati in termini di riproduzione naturale. Per questo, avutane l’opportunità, abbiamo individuato nel progetto fario mediterranea la via per cambiare questo stato di cose. Pertanto è un dovere di tutti contribuire al suo successo anche adottando comportamenti individuali responsabili sul fiume: le fario sottomisura (ma l’invito vale per ogni specie) dovranno essere manipolate e rilasciate con la massima cura, evitando loro stress e ferite mortali, consapevoli che questi splendidi pesci “fatti in casa” lavoreranno per noi riproducendosi. Valter Bianchini


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Tramandiamo il mondo della pesca ai giovani

Foto Sam Rossi

A “La passione comune per la pesca può riunire padri e figli, nonni e nipoti” 8

nche per l’anno 2011 il Comitato di Gestione dell’ Unione Pesca Sportiva della provincia di Sondrio ha ritenuto di porre in essere tutta una serie di iniziative per avvicinare i giovani alla pesca sportiva , in particolare con il versamento di soli 15 euro i ragazzi nati dopo il 96’ hanno la possibilità di esercitare questa attività in tutte le acque della provincia. E’ una proposta da cogliere al volo e deve suonare come un invito a genitori e nonni a regalare, magari al posto di qualche dispositivo elettronico destinato a diventare obsoleto nel giro di qualche mese, ai propri figli o ai propri nipoti, la possibilità di trascorrere, insieme, qualche ora di serenità, durante il periodo primaverile ed estivo, sulla riva di un fiume o sulle sponde di un lago. La pesca, come del resto la caccia, sono nate con l’uomo; la pesca tuttavia è molto meno cruenta della caccia perché, soprattutto se si usano ami senza ardiglione, consente di rilasciare la preda praticamente senza danni.


Oggi che la pesca non viene praticata per procurarsi il cibo, assume, a mio avviso, una valenza molto maggiore del semplice catturare pesci. La cattura del pesce, infatti, rappresenta soltanto un pretesto per poter trascorrere un certo numero di ore a contatto con la natura. La natura, oltre a rasserenare lo spirito ed a rilassare il corpo, rappresenta una fonte inesauribile di apprendimento; conoscere le sue componenti (flora, fauna e morfologie ambientali) e le sue leggi è fondamentale. Dobbiamo sempre rammentare che, prima di tutto, siamo esseri umani e non macchine. Le leggi naturali sono alla base di tutto, sono fonte di nutrimento e di equilibrio, sono l’aria stessa che respiriamo. E’ così che, se non ci sforziamo di capire e di preservare ciò che è naturale, rischiamo davvero grosso. Alimentazione, inquinamento ed effetto serra non sono che alcuni dei problemi da risolvere in tempi brevi. Solo da una corretta conoscenza delle leggi naturali e dal rispetto delle stesse si può sperare di trarre la soluzione dei problemi che ci affliggono. Il pescatore, sotto questo profilo, è nei fatti un vero ecologista, il suo interesse, infat-

ti, non nasce da condizionamenti di natura ideologica, bensì dalla consapevolezza che per poter praticare la sua attività preferita è necessario salvaguardare la natura, un mondo fuori da dall’ umana follia nel quale riscoprire i valori più semplici e più essenziali, un mondo da consegnare ai nostri figli nelle stesse condizioni nelle quali lo abbiamo trovato noi. La pesca poi aiuta la socialità, il rapporto tra persone che condividono lo stesso interesse, tale rapporto è diretto, privo di qualsiasi rivalità e quasi sempre positivo. Sul fiume non conta il grado il ruolo sociale e ci si sente parte di un unico sistema, si è solo pescatori pronti parlare per scambiarsi le loro esperienze per apprendere nuove tecniche, per il semplice piacere di dialogare. Oggi la vita corre veloce, bastano pochi anni di differenza e cambia tutto, mode, tendenze, modelli da imitare, modo di agire e di relazionarsi. In queste condizioni il dialogo intergenerazionale diventa sempre più difficile, i giovani sono irresistibilmente attratti dai nuovi ritrovati tecnologici, dalla navigazione virtuale, da diavolerie elettroniche difficili da padroneggiare per i loro padri e del tutto ignote ai loro nonni.

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Foto Pilatti

La passione comune per la pesca può riunire i padri con i figli, i nonni con i nipoti. In riva ad un fiume i rapporti non risentono né di problemi di lavoro né di studio, non contano le mode e le tendenze in genere, conta solo il rapporto con l’uomo e con la natura che ci circonda. Durante la pesca , l’età passa in secondo piano e, se viene presa in considerazione, essa riacquista l’antico valore: diviene nuovamente sinonimo di esperienza. Gli anziani riguadagnano la considerazione dei giovani e possono così assolvere il loro ruolo di tramite tra passato e presente. Le persone mature, quindi, non si sentono più sole ed escluse ma nuovamente partecipi e parti di un tutto. Non possiamo infine dimenticare che la pesca è poi un’attività salutare, che si esercita nel verde respirando aria pulita e pertanto non può fare che bene. Anche il movimento richiesto, non necessariamente frenetico, ma che può essere dosato a seconda delle proprie possibilità, aiuta sicuramente a riacquistare quell’ equilibrio psicofisico che la vita moderna mette continuamente a dura prova. Mario Messina Operatore Scolastico

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l lago di Novate Mezzola rappresenta un luogo ideale per la pesca infatti è popolato da numerose specie ittiche tra le quali la trota di lago, il lavarello (introdotto dai paesi del NordEuropa), l’agone, il luccio, il persico, il persico sole, il cavedano, il pigo, la scardola, il triotto, il vairone, l’alborella, la sanguinerola, la carpa e la tinca, la bottatrice e l’anguilla, rare savette e barbi, temoli discesi dal Mera. L’Azienda agricola é immersa in uno scenario incantevole tra l’azzurro del Lago di Novate e l’imponente complesso di montagne della “ValCodera. Rilassarsi sulle rive del nostro lago, oppure trascorrere una giornata di pesca usufruendo della presenza delle nostre barche, rappresenta un’occasione unica ed indimenticabile. Venite a trovarci sarete tutti nostri graditi ospiti, vi conquisteremo con la cucina di Carmen e l’amore di Gianni per la natura. Troverete una famiglia che vi accoglierà con cortesia e semplicità. Vi apettiamo!

Per informazioni: www.agriturismovalcodera.it agriturismovalcodera@virgilio.it


V ITA ASSOCIATI V A

Le novità del regolamento 2011

Costi dei permessi invariati Anche quest’anno siamo in grado di mantenere inalterati il costo dei permessi di pesca per gli adulti oltre a diminuire in modo consistente quello riservato ai ragazzi/bambini.

Costo del permesso per i ragazzi a 15,00 euro con libero accesso a molte zone speciali

Foto Galli

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Abbiamo deciso di diminuire il costo dei permesso di pesca riservato ai ragazzi e bambini che prima, si ricorda era di 50 euro per i ragazzi, nati dal 1995 e di 20

euro per i bambini nati dal 2000 (10 euro senza segna pesci). Quest’anno l’importo del permesso per tutti i ragazzi nati dopo il 1 gennaio 1996 è unificato a 15 euro. Stesso importo al ragazzi che vorranno utilizzare il permesso di pesca plus No Kill Inoltre, come ulteriore promozione, i ragazzi in possesso del permesso annuale di 15 euro, potranno ottenere a titolo gratuito, non rinnovabile nell’anno, il permesso di pesca riservato alle zone di pesca a mosca con coda di topo o moschera e zone di pesca con esche artificiali. Questo permesso non consente l’accesso nelle quattro zone speciali di Piateda, Traona, Valmasino e Samolaco


LE MODIFICHE AL REGOLAMENTO 2011 1. TROTA FARIO - Misura minima per la sua cattura a 30 cm: Nei fiumi Adda (da Le Prese Sondalo alla foce nel lago di Como) e Mera (da ponte Guardia di Finanza sino a foce nel lago di Mezzola) la misura minima della trota fario è stabilita in cm 30 (Le ragioni sono illustrate nell’ articolo di fondo del presidente Ups). Nei torrenti e laghi alpini la misura minima è confermata in cm.24. 2. AUMENTO DEL NUMERO DI ZONE PESCA TURISTICA Istituita una nuova zona di “pesca turistica” individuata sul torrente Spool a Livigno e precisamente: • a monte per circa 200 mt.e a valle per circa 500 mt. dal ponte Bondi 3. ZONE DI PESCA A MOSCA NO KILL a) Istituita una nuova zona di pesca a mosca no kill sul torrente Vallaccia da Ponte Rex a confluenza torrente Cascina alpe Vallaccia (tratto circa Km 1.700). La nuova No Kill ha inizio al Ponte Rex sulla strada che da Bormio porta a Livigno. Tre chilometri c.a. dopo il passo del Foscagno (dogana) e prima di risalire verso Trepalle (Passo d’Eira) si incontra il torrente. Parcheggiare in apposito spazio auto posto sulla sinistra in prossimità del paravalanghe. Attenzione, la stradina che costeggia il torrente è vietata alle auto. b) Istituita zona di pesca a mosca no kill gratuita sul fiume Mera da ponte Guardia di Finanza a briglia a termine parcheggio (tratto cittadino di Chiavenna - ex zona a pagamento). In questo tratto la pesca è consentita con il solo permesso stagionale (130 euro) o giornaliero (20 euro).

• a pertura generale della pesca: 13 marzo • a pertura della pesca nell’invaso di livigno: 1 maggio • a pertura della pesca al temolo: 8 maggio • a pertura dei laghi alpini: 5 giugno 6. ACQUE A REGOLAMENTAZIONE PARTICOLARE Lago viola e laghetti a valle La pesca è consentita con il solo permesso annuale (130 euro) o giornaliero (20 euro): Sistemi consentiti: pesca a mosca con coda di topo o sistema a “moschera”; Catture consentite: cattura di 5 capi giornalieri con un massimo di 3 trote fario/iridea; Misure minime: la misura minima consentita è di cm 35 per le fario/irida e i salmerini cm 22 Fiume Mera Da ponte Guardia di Finanza a briglia a termine parcheggio lungo Mera (tratto cittadino di Chiavenna - ex zona a pagamento) In questo tratto la pesca è consentita con il solo permesso stagionale (130 euro) o giornaliero (20 euro): Zona riservata alla pesca NO KILL con coda di topo senza pagamento aggiuntivo.

Nella pagina a fianco Lago Lagazzuolo. In basso Val Poschiavina. Foto Galli

4. ISTITUITA UNA NUOVA ZONA DI DIVIETO ASSOLUTO DI PESCA (ZONA ROSSA) Si tratta di una piccola roggia nella zona di Sondalo così individuata: • Roggia dei Turchi - Sondalo 5. TEMPI DI PESCA Inalterati i tempi previsti per le varie aperture ad eccezione del lago di Livigno che per il corrente esercizio è previsto per il 1° maggio. Queste comunque le date riportate sul Regolamento:

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Come acquistare i permessi di pesca e avvertenze varie

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PERMESSO DI PESCA n°

LIBRETTO SEGNAPESCI

UNIONE PESCA SPORTIVA DELLA PROVINCIA DI SONDRIO Stagione 2011

foto Gianfranco Lattuada

L

a Rivista contiene in allegato la “modulistica” personalizzata e raccolta in un unico foglio necessaria per ottenimento dei permessi di pesca. Vi è altresì allegato il Regolamento 2011, con relativa cartina riportata sul retro, oltre ad una busta indirizzata all’UPS per la restituzione del modulo di affiliazione debitamente compilato in ogni sua parte e corredato della ricevuta del versamento di conto corrente postale. Ricordiamo che, così come in precedenza riportato sulla Rivista n.2/2010 al fine di verificare la resa dei ripopolamenti, oltre che per fini statistici e di controllo, in particolar modo di novellame e allo scopo di acquisire dati significativi sulle catture delle varie specie ittiche, anche nell’ intenzione di disporre di maggiori informazioni per eventuali interventi futuri, al termine della stagione piscatoria e comunque entro 15 marzo 2012 si dovrà obbligatoriamente riconsegnare il “Modulo censimento

spazio applicazione del bollino dei permessi zone Mosca/Artificiali Turistiche

Il Mallero a Chiareggio (foto A. Galli)


catture congiuntamente al Tesserino segnapesci”. Questa decisione è stata assunta in quanto la restituzione del solo modulo di censimento non ha consentito l’acquisizione di dati veritieri e statisticamente sufficienti. La mancata restituzione di quanto sopra comporterà l’impossibilità di ottenere il rinnovo del permesso di pesca 2012. Oltre ai versamenti a mezzo conto corrente postale, in assoluta sicurezza è possibile pagare direttamente con carta di credito dalla nostra pagina Web: http://ecommerce10. crypto.it/unione_pesca/ la quota associativa per l’ottenimento dei permessi stagionali e le quote degli eventuali permessi aggiuntivi, che ricordiamo sono:  permesso pesca giornaliero No-Kill (per le quattro zone “verdi” della Carta Ittica 2011 stampata sul retro del Regolamento)  permesso extra per le zone mosca/zone artificiali  (zone “gialle e viola” della Carta Ittica 2011 stampata sul retro del Regolamento  permesso per le zone turistiche (zone “azzurre” della Carta Ittica 2011 stampata sul retro del Regolamento). I costi, che si riportano qui sotto, sono rimasti invariati rispetto al precedente esercizio. Oltre ad avere tale servizio “virtuale”, presso la sede Ups, in via Fiume 85 – Sondrio, è disponibile il Servizio POS fisico fornito dalla ns Banca tesoriere. Con POS virtuale, così come per quello fisico istituito la scorsa stagione piscatoria, di fatto, le transazioni sul web tramite la carta di credito sono gestite da Cim-Italia con un sistema di pagamento sicuro SSL. Al momento della conferma dell’ordine, infatti, i dati della carta di credito sono trasferiti tramite connessione protetta in crittografia SSL (Secure Socket Layer) per l’autorizzazione e l’addebito. Il sistema di crittografia SSL garantisce che nessuno possa in alcun modo leggere le informazioni inviate attraverso Internet. In nessun caso, comunque, l’Unione Pesca Sportiva riceverà il numero della carta di credito. A UPS giungerà soltanto l’autorizzazione fornita dai gestori (Visa – Maestro – Amex – ecc.).

ATTENZIONE: in ogni caso non sara’ possibile effettuare presso la sede Ups pagamento in contanti

I costi dei permessi stagionali a) permesso stagionale b) permesso stagionale “ragazzi/bambini” nati dal 1°gennaio 1996 c) permesso giornaliero con catture valido dal 06/06/2011 al 16/10/2011: 1. un permesso 2. numero 4 permessi (4 giornate di pesca predeterminate) escluse le zone “a mosca e artificiali”, “turistiche” e “speciali” di Piateda, Traona, Valmasino, Samolaco d) permesso giornaliero no-kill (valido da inizio stagione e riservato ai non Soci per la sola pesca a mosca ed escluse zone speciali Piateda, Traona, Valmasino, Samolaco) 1. un permesso  2. numero 4 permessi (4 giornate di pesca predeterminate)

€ 130,00 € 15,00

€ 20,00 € 60,00

€ 20,00 € 60,00

dei permessi per le zone di pesca a mosca a regolamentazione speciale (zone verdi) A - Zone NO KILL a pagamento con coda di topo e regolamentazione speciale •A  dda: da ponte Boffetto a ponte Faedo. • T orrente Masino - 200 mt a valle Sasso di Remenno) (Cataeggio) al ponte abitato di S. Martino. •A  dda: dal ponte di Traona, a monte, sino alla confluenza con il canale centrale Enel. • F iume Mera - dal ponte di Gordona sino al ponte S. Pietro. Zone NO KILL a pagamento con coda di topo e regolamentazione speciale permesso annuale riservato ai possessori di € 155.00 tesserino segnapesci permesso giornaliero riservato ai Soci € 15,00 permesso giornaliero per NON SOCI € 35,00 permesso “plus No-Kill” Adulti € 240,00

dei permessi per la pesca a mosca e artificiali (articoli 8/b-c-d e 9) Zone riservate alla pesca a mosca con coda di topo o moschera e zone pesca con esche artificiali Riservato ai Soci in possesso del permesso stagionale Tessera valida per 15 catture € 40,00 (I ragazzi nati dal 01/01/1996 potranno richiedere gratuitamente un solo permesso nell’intera stagione di pesca con obbligo di segnatura delle catture secondo le modalità previste.)

dei permessi “zone turistiche” (art. 10 del Regolamento) Zone riservate alla “pesca turistica” tessera “TURISTICA” € 40,00 (riservata ai Soci in possesso del permesso stagionale e valida per 15 catture) permesso GIORNALIERO € 20,00

Naturalmente in caso di pagamento on-line, o con Pos presso la ns Sede,si potranno sommare gli importi in un’unica soluzione così come

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2011 TUREMARZO 2012) O CAT  15  T  IL O N TR E I EN NSIM APESC

è previsto nella procedura di tesseramento  SEgN  N.  LO CE ERINO CODPES MODTIUTUIRE CON IL TESS via Internet di cui si è S (DA RE e ampiamente informato Cognom dianzi. Nome za Al pescatore, dunque, Residen - by pass non rimane altro che cia Lu IO: S. Prese – BORM pass - Le accia ALO: By esa Bosc Pr – SOND presentarsi con l’ine to es ot Pr a Gros ALO: Le cia - Pres io – SOND a Boscac ento Sern ALO: Pres Sbarram na zo to az tero foglio/moduot – SOND a Gros AEM St ALO: Pres - Centrale – SOND etto to Sernio nte Bagh arramen Po Sb : na NO zo listica in un punto – TIRA AEM Staz ffetto : Centrale Ponte Bo – TEGLIO ghetto edo : Ponte Ba autorizzato al rila- Ponte Fa tto – TEGLIO ffe e Bo RIO: Pont nte Caiolo o – SOND compres Faedo - Po scio dei permessi Ardenno O: Ponte RI so va ND In – SO e Caiolo aona Ponte Tr RIO: Pont denno – SOND tello Invaso Ar (si veda a tal proan M O: e GN nt - Po – MORBE nte Traona Riserva GNO: Po - Confine – MORBE Mantello e posito l’elenco nt Po cita GNO: ter eser – MORBE fine di po sotto riportato) e Liro za torrent - Confluen iavenna zola Ch ez r M di pe con la ricevuta go lla ione si La so Vi detta Un NNA: Inva e Liro - Oa ento di za torrent – CHIAVE Confluen A: NN VE di pagamento – CHIA  N.  on-line o del CODPES RE  CATTU SIMENTO- anno 2011 bollettino di N E I C  D e  stituzion MODULO a per re 72.57 Ricevut versamento in 0342.21. c/c postale, anch’esso inserito ) nel “modulo”. 209239 € Detti autorizzati provvederanno, quindi, RIO NDpunti CIA DI SO PROVIN TD 451 A DELLA IV RT O a consegnare il permesso stagionale di pesca PESCASP DRIO UNIONE E 85 23100 SON VIA FIUM che sarà l’unico documento valido per esercitare la pesca (oltre, naturalmente, alla licenza regionale tipo “B”) nella Riserva delle acque salmonicole della provincia di Sondrio. < 451> Questi gli esercizi commerciali che hanno dato 00209239 la loro disponibilità per la distribuzione dei permessi: fario

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DELL’UFF.

POSTALE

MILANO • Garue – Antica Bottega di Pesca Via del Torchio, 14 20123 Milano tel. 02-86.45.35.90 e-mail: Info@garue.it • Armeria Buzzini-Settore Pesca Via Salieri 5 (Stazione FF.SS. Lambrate) 20131 Milano tel. 02-26.66.798 fax 02-70.63.80.86 COMO • Ufficio pesca Amministrazione Provinciale tel. 031 230843 http://www.provincia. como.it/ LECCO • Ufficio pesca Amministrazione Provinciale tel. 0341 295111 http://www.provincia. lecco.it/ • Acquari Sport tel. 0341 283551 • COLICO – Moiola Rino tel. 0341 940463 BERGAMO • Fuselli Sport Via Italia 29 24011 Almè tel. 035 542286 IN PROVINCIA DI SONDRIO SONDRIO • Sede Unione Pesca Sportiva - orario Ufficio9/12 14/17 - Aperto il sabato mattino

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•H  otel Vittoria tel. 0342 533888 - anche nei giorni di chiusura della Sede UPS • P resso, inoltre, tutti i punti di distribuzione cliccando sul ns sito http://www.unionepescasondrio.it oltre che delle Società pescasportivi aderenti all’UPS.

La legge Regionale Lombarda La legge regionale n.12 del 2001 e regolamento regionale n. 9 del 22 maggio 2003 prevedono: • la licenza regionale avrà validità 10 anni dalla data di rilascio; • la tassa di concessione regionale per l’esercizio della pesca dilettantistica non è dovuta dai cittadini residenti nel territorio italiano di età inferiore a 18 anni o di età superiore a 65 anni, nonché ai portatori di handicap, ai sensi della l.r. 10/2003; • l’istituzione di un permesso “turistico per la pesca dilettantistica, sostitutivo della licenza di tipo”B” – che per la provincia di Sondrio avrà il costo di 2 euro e validità quindicinale dal giorno del rilascio che permetterà l’esercizio della pesca, abbinato al permesso dell’UPS, nelle acque salmonicole della provincia di Sondrio. PER I PESCATORI RESIDENTI IN LOMBARDIA Il pescatore che non deve rinnovare la licenza regionale, dovrà limitarsi a versare l’importo di 22,72 € sull’apposito bollettino di conto corrente postale. Per il rilascio, invece, di nuove licenze regionali e/o per il rinnovo delle stesse occorrerà, invece, presentare all’Ufficio Pesca della Provincia di provenienza* quanto segue: • Due foto formato tessera; • Autocertificazione su apposita scheda; •R  icevuta del versamento di € 22,72 della tassa di concessione regionale da effettuarsi sul ccp n. 25911207 intestato a Regione Lombardia, Servizio Tesoreria, Via Pirelli 12-20133 Milano. • Fotocopia di un documento d’identità • Due marche da bollo da € 14,62. (*Per i pescatori della provincia di Sondrio, in particolare, dovrà essere presentata una ricevuta del versamento di € 5,16 sul ccp n. 11925237 intestato a Amministrazione Provinciale di Sondrio - Servizio di Tesoreria indicando la causale “licenza di pesca”) (Sono esclusi da questo versamento i pescatori di età inferiore a 18 anni o di età superiore a 65 anni, nonché ai portatori di handicap).


Mario Galbusera, socio fondatore dell’UPS di Sondrio, ama ancora pescare il temolo nell’Adda. “La pesca è uno sport di pazienza: l’abilità conta solo per il 50%”. Di pazienza e abilità, Galbusera se ne intende: fa parte di una dinastia che dal 1938, generazione dopo generazione, lavora ostinatamente per migliorare la qualità dei suoi prodotti da forno, fino a far diventare la Galbusera una delle industrie più importanti nel settore, un marchio di riferimento per i consumatori più esigenti, che vogliono coniugare la bontà con la salute. Galbusera è oggi, più che mai, la salute buona da mangiare.

La salute buona da mangiare.

LE BALENE COLPISCONO ANCORA

Mario Galbusera ha due passioni. La seconda è fare i biscotti buoni.


Una penna “miracolosa” che assicura le contravvenzioni Q

uella in fotografia è una – ma non l’unica in commercio - penna miracolosa. Nel senso che, una volta registrata la cattura sul tesserino segnapesci, con gli opportuni accorgimenti, può far scomparire l’inchiostro. Risultato? La casellina/cattura del libretto segnapesci torna intonsa e il numero delle prede può aumentare a dismisura. Insomma, sarebbe stato scoperto il sistema per moltiplicare i pesci e ridurre il numero delle

Omessa o errata egnatura del pescato

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Sanzione Amm.va L.R. N.31/2008

catture certificate, cioè per avere finalmente “la moglie ubriaca e la botte piena”. Peccato che, come al solito, chi fa le pentole dimentichi i coperchi e pertanto il trucchetto risulti facilmente individuabile dai nostri agenti di vigilanza, i quali adottano le opportune contromisure. Siete quindi avvisati: anche per questa volta non avete tra le mani nessuna “bacchetta magica”…. Tutt’al più le “bacchettate” – quelle vere - che si materializzano sotto forma di sanzioni amministrative molto indigeste. Questo tipo di infrazione comporta la violazione dell’artt. 4 e 12 c.1 lett.- f del regolamento provinciale e dell’art.18 del regolamento regionale n.9/2003, sanzionato all’art. 147 c.1° lett. – l – della Legge Regionale n.31/2008 che implica la sanzione amministrativa di €.51,33 (cinquantuno/33) e la preclusione all’esercizio della pesca nelle acque della Provincia di Sondrio per almeno 20 giornate di pesca. Ulteriori sanzioni (altrettanto salate) sono previste dal regolamento provinciale e dalla Legge Regionale per l’omissione o l’errata segnatura de pescato sul libretto segna pesci, facciamo alcuni esempi.

Risarcimento danni

Sospensione esercizio della pesca

Temolo

Trota

Temolo

Trota

n. 1 pesce

€ 51,33

€ 50,00

€ 25,00

20

10

n. 2 pesci

€ 102,66

€ 100,00

€ 50,00

30

20

n. 3 pesci

€ 153,99

€ 200,00

€ 100,00

50

40

n. 4,5,6,7, ecc.

€ 205,320 - € 256,65ecc, ecc.

€ 300,00 ……

€ 200,00 ……

.… fino a tempo indeterminato


Mario Galbusera, socio fondatore dell’UPS di Sondrio, ama ancora pescare il temolo nell’Adda. “La pesca è uno sport di pazienza: l’abilità conta solo per il 50%”. Di pazienza e abilità, Galbusera se ne intende: fa parte di una dinastia che dal 1938, generazione dopo generazione, lavora ostinatamente per migliorare la qualità dei suoi prodotti da forno, fino a far diventare la Galbusera una delle industrie più importanti nel settore, un marchio di riferimento per i consumatori più esigenti, che vogliono coniugare la bontà con la salute. Galbusera è oggi, più che mai, la salute buona da mangiare.

La salute buona da mangiare.

LE BALENE COLPISCONO ANCORA

Mario Galbusera ha due passioni. La seconda è pescare il temolo.


a pp r o f o n d i men t o

Sano... Come un pesce “I pesci della acque della Provincia di Sondrio godono di un’ottima salute. Solo a seguito di particolari e specifici eventi scatenanti, posso determinarsi casi di malattie, normalmente su singoli individui e non contagiose, che non determinano particolari problematiche a livello di popolazione; tanto meno devono costituire elemento di preoccupazione in chi, a buon diritto, gradisce anche gustarsi a tavola i frutti di una giornata di pesca”.

Q

uando mi è stato chiesto di scrivere una breve comunicazione sulle malattie dei pesci mi sono preoccupato di evitare un’inutile e difficile trattazione di patologie, lesioni e sintomi che avrebbero interessato pochi o nessuno e, da pescatore, ho provato invece a immaginare cosa avrebbe potuto interessare i moltissimi appassionati che frequentano le acque della Valtellina e della Valchiavenna. È bene premettere che, nella maggior parte dei casi, a differenza di quanto avviene negli allevamenti, l’insorgenza di forme patologiche nei pesci allo stato selvatico è un fatto del tutto eccezionale. Dal punto di vista della cause responsabili di malattia nei pesci possiamo ricordare: 1.  Agenti biologici, come i virus, i batteri, i parassiti;  2. Agenti chimici (inquinanti, tossine, ecc.)  3. Agenti fisici (traumi, raggi u.v., ecc.) Gli agenti biologici sono molti importanti negli allevamenti di pesci, ma in natura, nei nostri ambienti acquatici, questi hanno scarsissima

Temolo con muffa Foto Ups

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rilevanza, quanto meno come responsabili primari di malattia. Questa concetto è molto importante e credo debba essere chiarito: in allevamento i pesci sono mantenuti ad elevatissima densità, sono sottoposti ad una serie di condizioni fortemente stressanti e sono frequentemente sottoposti a contatti potenzialmente pericolosi. Tutto ciò nei fiumi, torrenti e laghi alpini della provincia di Sondrio, così come della maggior parte degli ambienti naturali, non avviene. Per questo motivo i pesci di interesse piscatorio possono subire l’effetto di malattie, così dette, “secondarie”, cioè successive e dipendenti da una evento determinante “primario”. Tale evento può essere rappresentato da una situazione di grave alterazione della qualità delle acque, di forte modifica degli habitat, da una situazione gravemente stressante o da traumatismi che possono lederne gravemente la cute. Se pur raramente quindi è possibile assistere a patologie condizionate e secondarie a momenti e situazioni di forte disagio generale. Uno dei casi osservati sul fiume Adda è l’insorgenza


di una forma di muffa detta “Saprolegnosi”, sia nelle trote che nei temoli, nel periodo immediatamente successivo al momento riproduttivo, quindi in inverno per le trote e nel mese di aprile per i temoli. La riproduzione costituisce un momento di grande stress per gli animali poiché l’organismo è fortemente impegnato in tutte le attività connesse alla mantenimento della specie, molto spesso anche attraverso rituali di lotta e difesa delle aree migliori, in particolare per i maschi, che comportano grande dispendio energetico e, spesso lesioni traumatiche; ne consegue che nel periodo post-riproduttivo possano verificarsi casi di pesci ricoperti, in tutto o in parte da muffe, che nei casi più gravi possono portare a morte l’animale colpito. Nelle foto sono evidenti casi di Saprolegnosi rilevate in trote e temoli proprio attraverso il meccanismo descritto. È bene ricordare che tali eventi non sono di per sé contagiosi, e quindi non devono preoccupare rispetto all’intero popolamento ittico, in quanto riguardano normalmente solo quei soggetti debilitati e/o feriti, prima citati. Un ulteriore caso, purtroppo in aumento in questi ultimi anni, è quello che si verifica a seguito della massiccia presenza di uccelli ittiofagi. L’attività alimentare di questi ultimi infatti, oltre ai pesci direttamente predati, comporta su molti altri pesci effetti indiretti, rappresentati dai ferimenti di molti pesci, sfuggiti alla cattura ma con lesioni da “beccata”, e dalle modifiche delle normali strategie alimentari e comportamentali (foto) Tutto ha quale conseguenza uno scadimento delle condizioni fisiche e del sistema immunitario, che non riescono ad rispondere a queste malattie opportunistiche. Non è quindi infrequente osservare pesci che, a seguito di una ferita cutanea per una beccata, sviluppano sul corpo lesioni batteriche e/o fungine che possono diffondersi a tutto il corpo e portare a morte i pesci. Ad onor del vero, alcune altre alterazioni sui pesci negli ambienti naturali possiamo osservarle: mi riferisco ai pesci immessi, soprattutto alla stadio adulto, che possono presentare i segni della loro provenienza dalle vasche di allevamento; non si tratta solitamente di malattie vere e proprie ma solamente di modificazioni osservabili in particolare a livello delle pinne (foto). Infine il significativo miglioramento della qua-

lità della acque, grazie ai numerosi interventi di collettamento e depurazione della acque fognarie promossi dalla Provincia di Sondrio, ha, nel corso del tempo, ridotto sempre più il manifestarsi di forme di malattia dei pesci legate a condizioni delle acque scarsamente idonee alle loro esigenze di vita, con particolare riferimento alla carica batterica. Nel complesso, quindi, è possibile sostenere che i pesci della acque della Provincia di Sondrio godano di un’ottima salute e che, solo a seguito di particolari e specifici eventi scatenanti, posso determinarsi casi di malattie, normalmente su singoli individui e non contagiose, che non determinano particolari problematiche a livello di popolazione; tanto meno devono costituire elemento di preoccupazione in chi, a buon diritto, gradisce anche gustarsi a tavola i frutti di una giornata di pesca. Gaetano Gentili (Graia srl)

Trota affetta da saprolegna Foto Ups

Lesione da cormorano Foto Ups

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il Temolo d’alta quota, una rarità internazionale

I

l Temolo, specie ittica di elevato pregio faunistico e molto ricercata dai pescatori, è solitamente presente in ambienti fluviali di fondovalle, dove trova le condizioni ideali per vivere e prosperare. In Valtellina, questa tipologia ambientale è molto ben rappresentata dal Fiume Adda, che infatti ospita una delle più ricche e meglio conservate popolazioni d’Italia. Ma esistono delle eccezioni, infatti tale specie è possibile ritrovarla anche in ambienti non proprio di fondovalle e non solo ad acque fluenti. È il caso del Lago di Montespluga e del suo immissario il Torrente Liro; in questi ambienti è presente una rilevante e ben strutturata popolazione di Temolo, che ormai da qualche anno ha raggiunto la maturazione sessuale ed

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è in grado di riprodursi autonomamente, tanto che recentemente è stata sottoposta a misure di salvaguardia. Questa popolazione di temoli di Montespluga, che si trova a circa 1900 m s.l.m., rappresenta una vera rarità a livello internazionale ed è paragonabile, senza andare troppo lontano, a quella in Engadina dei laghi di S.Moritz e nel suo emissario, il Fiume Inn e, restando in provincia di Sondrio, nel Lago di Livigno (1800 m s.l.m.) e nel suo immissario Spol. La presenza del temolo nel lago di Montespluga è legata ad interventi di immissione sperimentale operati da UPS in epoca recente, a partire dal 2005, che hanno consentito la creazione di una nuova popolazione e verificato l’adattabilità della nuova specie in ambienti acquatici considerati estremi e poco idonei

Foto Sam Rossi

Il caso del bacino di Montespulga:


alla caratteristiche fisiologiche del temolo. Le caratteristiche di adattabilità della specie hanno permesso invece di colonizzare ottimamente questo ambiente lacustre d’alta quota; così come in casi analoghi, questo lago possiede una caratteristica importante, ovvero un immissario con caratteristiche tali da offrire un habitat idoneo ai temoli adulti per la deposizione delle uova. Infatti il temolo si sposta dal lago alle acque correnti del torrente Liro quasi esclusivamente per la riproduzione, che a seconda dell’andamento stagionale e delle temperature delle acque può andare da maggio a giugno, mentre per il resto dell’anno staziona nelle acque profonde e ben ossigenate del lago. In inverno non sembra soffrire per la pesante e persistente copertura di ghiaccio e neve che immancabilmente ricopre lo specchio lacustre. La presenza di popolazioni abbondanti, ben acclimatate che si riproducono naturalmente in questi ambienti particolari è divenuta “strategica”, soprattutto alla luce delle criticità presenti e/o potenziali negli ambienti classicamente vocazionali, che ne possono minare la sopravvivenza o almeno l’abbondanza. Di fatto l’artificilizzazione degli alvei, i ripetuti fenomeni alluvionali di grande portata, la presenza di voraci uccelli ittiofagi come cormorani e aironi, la modificazione del regime idrologico, sono tutti fattori significativamente presenti in molti tratti dei corsi d’acqua di fondovalle, e che si ripercuotono negativamente sulla fauna ittica e in particolare sul temolo. È così possibile pensare al Lago di Montespluga, ed anche al citato Lago di Livigno, come a delle “casseforti biologiche”, dove conservare lontano dalle criticità presenti negli ambienti tipicamente vocazionali, il patrimonio genetico di una specie ittica importate; patrimonio che sarà possibile utilizzare per mettere in atto mirate o diffuse pratiche di gestione ripopolamento, qualora si verifichino problemi negli ambienti di fondovalle vocazionali. Tali pratiche sono in Valtellina già da qualche anno una realtà, con periodiche campagne di cattura e spremitura dei riproduttori di temolo selvatico durante il periodo fertile e l’ottenimento in poco tempo di un grande numero di uova fecondate da destinare alla produzione di avannotti da semina per ripopolamento. Il temolo, che a basse quote si riproduce normalmente fra la seconda metà di marzo e l’inizio di aprile, dal bacino di Montespluga si sposta nel torrente Liro immissario per deporre

le uova verso metà giugno, all’età di almeno quattro anni. Le indagini effettuate su un campione di questi soggetti ha mostrato che, in queste condizioni ambientali, la specie (in particolare le femmine) si riproduce a 4 anni di età, al di sopra dei 35 cm di lunghezza e dei 400 g. di peso; valori assolutamente ragguardevoli se commisurati alle condizioni ambientali e climatiche della zona. Anche nel 2011 proseguiranno le attività di monitoraggio di questa popolazione di temolo che costituisce un esempio davvero particolare nell’areale distributivo della specie ed un caso interessante di “allevamento allo stato naturale” di una specie così difficile da allevare in condizioni artificiali e così preziosa per la gestione della pesca operata da UPS. Andrea Bucchini Graia srl Foto Gianluca Sala

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ITI N E RARI DA SCO P RIR E

Pescare a mosca nei è come bersi una birra fresca! L

a Valtellina e la Valchiavenna “piscatoria” vengono normalmente identificate dai pescatori a mosca (almeno dai più) con l’Adda, la Mera e poco altro. In parte comprensibilmente, perché le dimensioni dei pesci che vi risiedono sono spesso ragguardevoli, l’accesso ai fiumi agevole, l’azione di pesca piacevole e facilitata dai grandi spazi circostanti. Ma limitare le proprie conoscenze e le potenzialità di questa tecnica solo a questi due corsi d’acqua sarebbe a dir poco riduttivo. Le vallate sono disseminate da decine di piccoli torrenti tutti ben forniti di trote, perfettamente adatti anche per la pesca a mosca (sia a secca che a

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ninfa), spesso facilmente raggiungibili in poco tempo con brevi camminate, circondati da ambienti naturali di una bellezza incomparabile che fanno passare in secondo piano, una volta arrivati, il motivo principale della spedizione. Aria pura e frizzante, acque cristalline che invitano a dissetarsi, stupendi fiori lungo le rive, il fischio delle marmotte, il silenzio, l’odore dei pascoli e del bosco; mille sensazioni che non si provano nella pesca di fondo valle. Pescare in quota in una bella giornata estiva è un po’ come bere un boccale di birra fresca quando si è assetati! Per arrivarci basta chiedere indicazioni e con-


piccoli torrenti alpini sigli a UPS. Sono da evitare, in generale, solo i torrenti o le parti di essi incassati nelle parti basse delle valli laterali, spesso caratterizzati da buche profonde, acque turbolente e fitta vegetazione ripariale: in queste condizioni la pesca con la coda di topo è pressoché impossibile. La bellezza delle livree delle trote che li abitano è indescrivibile, la loro misura non conta, difficilmente prenderete il “trotone” soprattutto pescando in giornate luminose, ma aggancerete decine di pesci in ogni caso. Se sarete bravi e accorti nel non farvi scorgere, qualche bella trota di misura potreste

sicuramente catturarla. Lungo la giornata non incontrerete quasi mai i pescatori tradizionali, perché questi i torrenti li pescano quasi sempre al mattino presto. Le trote restano in attività anche di giorno ben sapendo di avere a disposizione una stagione molto breve per accumulare riserve sufficienti prima che il ghiaccio e la neve ricoprano nuovamente il corso d’acqua per quella che, a queste quote, è sempre una interminabile e dura stagione invernale. Quasi sempre questi pesci saliranno a prendere la vostra mosca secca – se ben presentata - in qualsiasi orario della giornata. Per pescare in un torrente alpino serve ben

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poco: un paio di scarpe da trekking, lo zainetto con l’indispensabile se dovesse sopraggiungere un temporale, una canna (meglio corta) di qualità appena decente che “se si rompe non fa nulla”, una scatoletta di ninfe e una di mosche secche. Le ninfe efficaci sono decine, per le secche sono sufficienti pochi classici modelli in varie dimensioni e che galleggino bene, ma molto bene! Tanto ciò che conta è la tecnica, cioè riuscire a non fare dragare la mosca per almeno 2 - 4 secondi dal momento della posa, stando il più lontano possibile a lanciare compatibilmente con le difficoltà dell’ambiente circostante. E’ indispensabile centrare la buca o la lama al primo tentativo, evitando di spaventare pesci già di per sé estremamente diffidenti. Ricordatevi che spesso la bella trota è in agguato, ma se scorgerà un’ombra o un movimento sospetto lascerà al suo posto, a

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ricevere la vostra esca, un’inesperta collega lunga una spanna. E al termine della giornata voi commenterete, convinti più che mai, che “in quel torrente c’è solo roba piccola”. La pesca in torrente, semplificando, sta tutta qui, anche se tra il dire e il fare… Tecnicamente parlando, alla prova del torrente, anche molti tra quelli che pensano di essere esperti “moschisti” si scoprirebbero probabilmente poco più che delle schiappe. Comunque abbiate indulgenza verso voi stessi le prime volte che vi cimenterete: è come per i principianti nel golf quando tirano le loro prime palline, solo che nel vostro caso c’è il vantaggio di non essere visti da nessuno quando poserete la mosca ovunque in giro (prato e arbusti compresi) tranne che nella piccola finestra d’acqua buona. Se qualcuno ha intenzione di farsi una cultura di tipo universitario su questa tecnica di pesca, può acquistare, se ancora reperibile, quel vero è proprio trattato scientifico che è “Trote e mosche in acque veloci” di Roberto Pragliola (anno 1984.- edizioni Olimpia). Per questo genere di pesca non serve l’armamentario che contraddistingue gran parte della categoria. Se non concepite la pesca senza infilarvi immancabilmente fino all’inguine negli stivaloni, se vi sentite nudi senza gilet con continua a pagina 31


di Davide De Simone

SI EFFETTUANO RIPARAZIONI DI CANNE E MULINELLI SI ESEGUONO MONTAGGI PERSONALIZZATI DI CANNE 23013 COSIO VALTELLINO (SO) - Via Statale, 26 Tel. 0342 63.60.05 - 338 4899556


V ITA ASSOCIATI V A

Immissioni di materiale ittico adulto stagione 2011 Semina già effettuata a fine stagione 2010 Iridea

LUOGHI DI IMMISSIONE SPOOL: da ponte S.Rocco a Segheria vecchia BACINO DI LIVIGNO BACINO DI S. GIACOMO BACINO DI CANCANO FRODOLFO: da confluenza Rio Cavallaro a ponte del Sant VIOLA: da ponte di Sughetto a località al Forte Isolaccia ADDA: da Burrone d’Adda a Tola ADDA: da le Prese a Boscaccia ADDA: da Boscaccia a zona No Kill Grosio BACINO DI FUSINO ROASCO: Ponte del Fulin ROASCO: Selve del Duomo a confine zona Turistica ADDA: da presa Grosotto a ponte di Mazzo ADDA: da ponte Mazzo a ponte di Lovero ADDA: da sb. Sernio a chiesa S.Bernardo (Villa Tirano) ADDA: scarico AEM fino a ponte Falck (Tresenda) BACINO DI FRERA TORRENTE BELVISO: da corna Finanziere a Valle Aperta ADDA: da loc.Pescè a ponte S.Giacomo ADDA: da località Nigola a ponte Boffetto TORRENTE VALFONTANA: loc. “Muladi” - “la Colonia” BACINO DI CAMPO MORO BACINO DI CAMPO GERA LAGO PALU’ LANTERNA: da ponte Ganda a ponte Tornadri MALLERO: da ponte località Tornadù a ponte Spriana MALLERO: da località Gombaro a ponte Ferrovia ADDA: da ponte Faedo a silos Rebai ADDA: da ponte Caiolo a ponte S.Pietro Berbenno ADDA: da ponte S.Pietro a ponte Selvetta ADDA: da ponte Selvetta a sbarramento Ardenno MASINO: da passerella a briglia a monte ADDA: da conf.Tartano a sentiero campo sp.vo di Campovico ADDA: da ponte Ganda a zona No kill Traona BITTO: da briglia Leoni a ponte Promor ADDA: da ponte Traona a ponte Mantello ADDA: da ponte Mantello a confine provincie Como-Lecco MERA: silos Tam MERA: da ponte Finanza a invaso di Villa di Chiavenna MERA: da briglia Carenini a confl. Torr. Liro LIRO: da ponte S. Mamete a 500 m.a valle (Briglione) MERA: invaso Villa di Chiavenna BACINO DI PRESTONE BACINO DI ISOLA BACINO DI MADESIMO BACINO DI MONTESPLUGA MERA: Zona pesca con esche artificiali ADDA: Zona pesca a mosca Sassella ADDA: Zona pesca con esche artificiali S.Giacomo di Teglio ADDA: Zona pesca a mosca Tresenda di Teglio ADDA: Zona pesca a mosca Stazzona

560 400 105 105

440

165 165

160 300

TOTALI

28

2.400

Date

Per Apertura

5/7/8 Aprile

Totali 750 2.240 1.800 1.800 500 500 760 560 520 1.100 100 360 880 600 420 640 1.575 440 500 1.300 360 560 560 650 200 320 420 1.640 1.640 700 760 140 500 500 300 450 450 360 600 500 540 525 720 840 740 1.300 260 260 260 260 260 34.920

Iridea 150

Iridea 120

100 180 180 180

100 100 160 100 80 180

100 250 180 140 220

60 160 110 70 110

110 160 450 90

90 90 220 60

60 110 140 550 550 250 270 40 160 160 100 150 150 140 170 160 170 170 180 120

40 50 80 290 290 110 120 25 100 100 50 80 80 70 110 90 100 70 120 140 125

6.290

4.050


Nel corso della stagione di pesca sono previste cinque semine di trota iridea adulta, rispetto alle tre immissioni effettuate nellâ&#x20AC;&#x2122;anno precedente. Di conseguenza i quantitativi complessivi di materiale ittico adulto sono stati incrementati del 10/12 % rispetto a quelli del 2010. Le suddette semine sono state previste solo ed esclusivamente per lâ&#x20AC;&#x2122;anno in corso per compensare lâ&#x20AC;&#x2122;aumento della misura minima adottata a tutela della trota fario nei fiumi Adda e Mera.

3/5/6 Maggio

7/9/10 Giugno

Iridea 110

Iridea 110

100 100 160 100 90 180

LAGHI per apertura

7/8 Luglio

12/14/15 Luglio

4/5 Agosto

Iridea

Iridea

Iridea 110

560 400 600

560 450 600

Iridea 150 560 450 600

100 100 170 90 80 180

Dopo svasi o imprevsti Iridea

Da seminare dopo chiusura 2011 Iridea 560 500

95 95 170 90 90

105 105

180

200 100

70 160 100 70 100

60 150 110 70 110

80 90 220 70

80 80 220 70

70 160 100 70 100 575

330 30 60 70 290 290 120 130 25 80 80 50 80 80 50 110 80 90 70 120 140 125

40 50 70 290 290 110 120 25 80 80 50 70 70 50 110 90 90 70 100 140 125

130 130 130 130 130 4.620

130 130 130 130 130 4.550

560

440

200 200 160

165 165

80 80 190 70 195 195 160 30 50 60 220 220 110 120 25 80 80 50 70 70 50 100 80 90 70 100 130 120 500

1.890

3.535

3.375

75 100 130 125 500

3.910

160 300

200

2.500

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relativi gadget e guadino appesi, borsette varie, decine di scatolette di mosche al seguito, telefonino sempre in onda con l’amico di turno che sta pescando a non più di 100 metri da voi, allora restate dove siete, giù nel fondo valle: il torrente alpino non fa per voi, almeno per ora. Se invece siete curiosi per natura, volete conoscere ambienti nuovi, amate fare anche un po’ di sana fatica fisica, insomma i classici “quattro passi nel bosco”, armatevi dell’essenziale e partite. Scoprirete ambienti naturali talmente belli e diversi da quelli soliti e un modo di vivere la pesca a mosca che non abbandonerete più e che diventerà l’alternativa ad acque alte e sporche nonché al gran caldo estivo della pianura. Potrete, tra l’altro, portare al seguito anche la famiglia per un felicepicnic nelle vicinanze.

Al contrario, se avete una moglie o fidanzata che in montagna non trova mai il posto giusto dove stare “perché qui il terreno pende, al sole si muore e stare all’ombra fa freddo, ci sono formiche e mosche ovunque, oddio quella mucca sta venendo verso di me, ma quanto tempo pensi di stare via?” allora buona fortuna; forse avete problemi ben più seri di quelli legati alla scelta dei percorsi di pesca. Per chiudere due sole avvertenze, la prima: in montagna attenti a dove appoggiate le mani, il morso di una vipera (comunque rarissimo) produce conseguenze non piacevoli. La seconda: informatevi circa le modalità di transito sulle strade prescelte, alcune richiedono il possesso di pass giornaliero (dal costo di 4/5 euro) che normalmente si acquista negli esercizi pubblici del comune interessato. Filippo Rampini

Foto Gabriele Baffero

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Alcuni modelli di Mosche da Caccia per torrente

Foto Oggiono

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ITI N E RARI DA SCO P RIR E

Il lago del Baldiscio in Valchiavenna

Foto Gianluca Sala

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I

l lago del Baldiscio o lago Grande è situato in Vachiavenna, più precisamente nella val Febbraro. E’ una vallata laterale dello Spluga, ove scorre l’omonimo torrente Febbraro. Il lago, ad un altezza di circa 2032 mt dentro una bellissima conca, è incastonato tra le vette del monte Baldiscio (2852 mt) e dalle propaggini del pizzo Bianco (3036 mt). Si caratterizza per un discreta profondità, ha un unico immissario di una certa importanza e numerosi piccoli laterali che creano delle piccole zone paludose. Tutte le sponde sono completamente prive di ostacoli. E’ caratterizzato da un fondale di sedimenti fangosi e torbosi di circa 5 mt di profondità in quanto in età preistoriche la fascia boschiva raggiungeva i 2300 metri. Questo ha permesso che si creasse un habitat favorevole alla pesca, legata anche al fatto che lo specchio d’acqua si trova in una posizione piuttosto soleggiata. Numerosa infatti è la presenza di insetti sia

terrestri che di schiusa dal lago. Per gli amanti della natura non è difficile imbattersi in marmotte e alcune ma rare aquile che volteggiano in prossimità delle pareti rocciose, mucche e capre al pascolo sono di casa visto la relativa vicinanza con l’alpeggio di Borghetto situato ad alcune centinaia di mt a valle. La pesca - Si può effettuare con tutte le tecniche adatte ai laghi alpini, a fondo, con galleggiante, a passata e soprattutto in certe situazione è molto redditizia quella a mosca per la presenza di numerosi insetti. L’importante è sapersi adattare alle condizioni che il lago offre nell’arco della giornata. Determinate è sapere quando pescare in superficie o in profondità, adattando la profondità e utilizzando finali adeguati alla limpidezza delle sue acque. E’ raccomandabile seguire anche l’andamento del vento importante per determinare dove viene sospinta la pastura di superficie e quindi dove si potrebbero cibare i pesci. La presenza

Foto Gianluca Sala

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Foto Gianluca Sala

di pesce è sicuramente notevole, considerando sempre la sua altitudine, cosi come la taglia e la qualità di tutte le trote fario e iridee sempre molto vivaci e combattive. Nel lago viene immesso solo novellame. Certamente non mancheranno le giornate in cui il cappotto è in agguato, ma un buon pescatore è sempre in grado di trovare una soluzione a giornate difficili certamente non rare sui laghi di montagna. La stagione di pesca - Si comincia a giugno fino alla chiusura generale. L’inizio di stagione è spesso condizionato dalla presenza o meno di ghiaccio secondo l’andamento della stagione invernale, capita spesso che molti tratti di lago nella prima e seconda settimana di pesca risultino ancora impescabili. Maggiori successi si avranno durante l’estate al mattino presto prima che sorga il sole e alla sera, soprattutto per chi pesca in superficie, quando gli insetti cadono copiosi in acqua e diventano facile preda. Altro periodo favorevole è a fine stagione quando le temperature e le giornate cominciano ad accorciarsi e i pesci, avvicinandosi il periodo riproduttivo, e si affannano a trovare più pastura possibile per affrontare l’inverno. Come raggiungerlo - Partendo dall’abitato di Chiavenna si risale la valle Spluga sino a Campodolcino ove si svolta per Isola. Da qui per gli amanti delle camminate si può proseguire a piedi e ammirare la valle, altrimenti

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si può acquistare il permesso di transito (5 euro) presso gli esercizi pubblici della zona e salire in macchina seguendo le indicazioni per poco meno di 10km sino all’abitato di Borghetto. Raggiunto l’apposito spiazzo si lascia la macchina e si prosegue a piedi seguendo il crinale di rocce e dossi erbosi. Dopo poco meno di ora di cammino si raggiunge il dosso del lago e si può ammirare questo stupendo specchio d’acqua. Per chi volesse godersi un ulteriore meraviglioso paesaggio, tralasciando la pesca, in circa quindici minuti, seguendo la segnaletica, si può raggiungere il laghetto del “Mot” (non ci sono pesci) spartiacque tra Valchiavenna e Mesolcina e ammirare l’ampia conca del Serraglia prima di raggiungere il confine Elvetico. Consigli utili - Per chi volesse pernottare sul posto è d’obbligo una buona tenda e un abbigliamento adeguato per la notte, siamo pur sempre a 2300mt e quando cala il sole a volte può essere freddo e umido. E’ consigliabile controllare le previsioni meteo prima di decidere l’escursione, partendo solo in caso di bel tempo certo (la meteo svizzera è una buona garanzia di previsioni attendibili). L’assenza di ripari in loco espone tutti indistintamente, pastori, turisti e pescatori, al rischio fulmini in caso di temporali, rischiando di trasformare una stupenda giornata di pesca in un incubo. Gianluca Sala e Massimo Lucchinetti


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TUT E LA ACQU E

svasi: cosa ci N

el corso dell’anno 2011 è prevista la continuazione delle attività di svaso di alcuni bacini idroelettrici che andranno a completare le operazioni iniziate negli anni precedenti, inserite nel progetto Interreg – Ecoidro che si concluderà nell’anno in corso. Queste operazioni riguarderanno il bacino di Cancano e gli invasi di Valgrosina e Sernio.

Cancano Nel bacino proseguiranno i lavori di svaso finalizzati all’apertura e verifica della funzionalità dello scarico di esaurimento del serbatoio. La prima fase dei lavori è stata eseguita la scorsa primavera e con le operazioni programmate per quest’anno, se tutto filerà liscio, si concluderà il capitolo degli interventi straordinari resisi necessari dopo decenni di non manutenzione di questo impianto. L’inizio delle attività è

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previsto per il 15 di febbraio e continueranno fino all’apertura dello scarico di fondo della diga e per il periodo inerente la messa in efficienza dello stesso. Tutte le attività saranno monitorate con le medesime modalità dell’anno scorso. Anche questa volta il materiale fluitato verrà appositamente veicolato in Val Pola, dove saranno disposti i lavori necessari a far sì che la gran parte di esso decanti all’interno di questo bacino. Pertanto, se le condizioni climatiche e meteo si manterranno nella regola e la vasca di decantazione di Val Pola continuerà a fare il proprio lavoro, le condizioni di pescabilità di gran parte dell’Adda si manterranno buone come l’anno passato.

Valgrosina Per quanto riguarda l’invaso di Valgrosina le operazioni di fluitazione saranno effettuate


aspetta nel 2011 nel periodo compreso tra Agosto e Settembre. Anche in questo caso saranno eseguiti i monitoraggi in continuo sulle concentrazioni dei solidi sospesi, sulla fauna ittica e sulle componenti ecologiche e biologiche dei sottostanti corsi d’acqua ricettori.

Sernio Nel bacino di Sernio saranno portate avanti e completate in poche giornate, nel periodo compreso tra giugno e luglio, in condizioni idrologiche ideali del fiume Adda (morbida), le operazioni di escavazione meccanica e di fluitazione di alcune lenti residue di limo ancora presenti nel serbatoio. Ribadiamo che tutte le operazioni connesse alla manutenzione dei bacini sono rigorosamente soggette a modalità e tempistiche stabilite da apposite autorizzazioni e rese

pubbliche. Purtroppo, le pesanti condizioni meteo di questi ultimi anni, caratterizzate da abbondanti nevicate e numerosi violenti nubifragi, producono spesso piccoli dissesti idrogeologici nelle vallate laterali che si ripercuotono anche sulle condizioni di pescabilità dei fiumi principali.

Situazione Torrente Mallero Avvertenze Da due anni a questa parte un importante dissesto idrogeologico nella Val Torreggio comporta, a seguito di piogge o temporali, l’improvviso intorbidimento del torrente Mallero e quindi del fiume Adda a valle di Sondrio. Il verificarsi di questi fenomeni, pur di breve durata, non è in alcun modo prevedibile. Nei limiti del possibile Ups informerà del verificarsi del fenomeno tramite il proprio portale.

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Eseguito senza danni lo svaso del bacino di Madesimo Allarme infondato durante lo svaso: la colorazione simile al petrolio dei torrenti Liro e Scalcoggia era dovuta ad un innocuo problema di pigmentazione derivante dalla decomposizione del materiale organico vegetale presente sul fondo dell’invaso. Nel mese di ottobre si sono concluse le operazioni di fluitazione del bacino di Madesimo da parte della Società Edipower. Anche per il bacino di Madesimo, come è accaduto per altri invasi, la mancata attuazione di una efficace e periodica azione di controllo del trasporto solido, coincisa con il latente atteggiamento degli Enti preposti al rilascio delle autorizzazioni nell’affrontare in modo serio e cogente queste situazioni, ha determinato l’interrimento progressivo ed inesorabile dell’invaso. I dati raccolti attraverso le batimetrie, effettuate negli anni 2002 e 2004, hanno evidenziato un apporto di sedimenti annuale di 2.600 mc. Prima della operazione di svaso, erano presenti complessivamente circa 32.000 mc. di materiale sedimentato che

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rappresentava il 25% circa del volume utile complessivo dell’invaso pari a 126.000 mc. Recuperare la capacità dell’invaso, ripristinare l’efficienza e la pervietà degli organi di scarico e di derivazione era diventata una esigenza urgente e non più procrastinabile da parte del gestore. Nella fase di discussione del progetto dei lavori presentato da Edipower è stata valuta l’opzione di effettuare l’escavazione meccanica del sedimento. La soluzione è stata scartata perché avrebbe implicato dei notevoli problemi di transito per gli automezzi pesanti su strade in buona parte ghiacciate o innevate, intensamente trafficate dalla viabilità locale e turistica, nonché dalla difficoltà di reperire un’area per lo stoccaggio del materiale nelle vicinanze del bacino. Verificato la fluitazione come l’operazione più sostenibile, l’attività è stata preceduta dalle analisi chimico-fisiche sul materiale sedimentato nel bacino per la definizione delle caratteristiche qualitative. I risultati di queste analisi, confrontati con i riferimenti di legge, hanno evidenziato l’idoneità del sedimento al rilascio mediante una operazione di fluitazione. Tutta l’attività di monitoraggio


ante, durante e post svaso è stata effettuata all’interno del Progetto Interreg denominato Ecoidro. Da un punto di vista tecnico e scientifico le operazioni di svaso condotte sul bacino di Medesimo hanno rappresentato un importante test per il conseguimento di nuove conoscenze nell’ambito della gestione e del controllo del sedimento fluitato e nelle attività di monitoraggio. La verifica delle concentrazioni dei solidi sospesi, prodotti attraverso la suddetta movimentazione, è stata effettuata con una sonda fissa presso il ponte di Starleggia e una sonda mobile a monte del bacino di Prestone. Sono inoltre stati effettuati campionamenti attraverso coni Imhoff e una serie di prelievi eseguiti dal personale di Vigilanza dell’Unione Pesca. Il valore limite della concentrazione media complessiva imposto a Edipower doveva essere inferiore a 10 g./l. Al termine della operazione sono stati analizzati i dati rilevati dalle sonde in continuo, corretti sulla base delle risultanze di laboratorio. Il dato significativo che emerso è che il valore della concentrazione media complessiva dei solidi

sull’intera operazione è risultato di 2.4 g/l, pari al 25% del valore limite. Per quanto attiene la fauna ittica i primi campionamenti effettuati post svaso non hanno evidenziato significative modificazioni nel medesimo corso d’acqua rispetto alla situazione precedente. Il colore simile al petrolio dell’acqua dei torrenti Scalcoggia e Liro nei tre giorni dello svaso ( 11-12-13 ottobre) ha allarmato i cittadini e la stampa locale ma non si stava verificando un nuovo “Caso Mera”. La causa era dovuta ad un problema di pigmentazione derivante dalla decomposizione del materiale organico vegetale presente sul fondo dell’invaso, osservazione successivamente confermata dalle analisi di laboratorio condotte dall’ARPA sui campioni d’acqua prelevati. Si può tranquillamente affermare che l’operazione autunnale condotta sul bacino di Madesimo ha risolto in modo definitivo una situazione grave, prossima al collasso dell’invaso. Ora si entra in una fase nuova ordinaria di esercizio dell’impianto dove Edipower, con una oculata gestione, dovrà evitare l’interrimento futuro del bacino. Giorgio Lanzi

PELARIN In occasione del di attività verr 45° anno à premiata

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L’accordo con A2A va esteso, da solo non basta!

Foto F. Manenti

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l protocollo d’intesa programmatica sottoscritto con A2A, in particolare per il punto che riguarda la regolarizzazione dei rilasci in Adda dall’impianto di Stazzona al fine di facilitare l’esercizio della pesca nel tratto a valle durante i fine settimana nei mesi di marzo /aprile e da Settembre a Novembre (quelli non condizionati - o meno condizionati - dal disgelo), da solo si è rivelato insufficiente e non ha dato i frutti sperati. I livelli del fiume infatti, soprattutto nel periodo autunnale e anche la domenica, hanno subito sbalzi consistenti, rovinando giornate di pesca tanto più preziose per i pescatori che rappresento e che, provenendo da fuori provincia, si macinano chilometri e chilometri, ore di viaggio (e di coda) e costi sempre più alti di carburante. Nonostante la piovosità della stagione autunnale, è infatti evidente che la variazione

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dei livelli non possa essere attribuita solo ai fenomeni naturali, dato che si è presentata quasi sempre in ben determinati orari, con acque pulite, incrementi troppo rapidi e consistenti e anche in giornate con precipitazioni completamente assenti. Ammesso e non concesso (fino a prova contraria, dato che purtroppo non disponiamo di una serie di dati e strumentazioni per individuare i “responsabili”) che A2A abbia rispettato l’accordo sottoscritto, resta il fatto che finora le altre Società produttrici di energia idroelettrica non si sono assunte alcun impegno in materia e in pratica fanno ciò che vogliono. Oggi, infatti, l’unica stazione idrometrica consultabile è quella posizionata a S. Giacomo di Teglio (http://meteocm.retesi.it/), che in tempo reale, a intervalli di 5 minuti, riporta i livelli del fiume e le portate. A titolo di esempio e a riprova di quanto affermato, po-


Foto F. Manenti

tete consultare il sito e i dati d’archivio: relativamente alla giornata di sabato 4 dicembre 2010, (esente da precipitazioni) potrete constatare come, dalle ore 8,35 in poi la portata sia incrementata fino a quasi 10 volte (dagli 8,96 mc./sec. delle ore 8,35 fino agli 82,5 mc./sec delle ore11,35)! La stazione di S. Giacomo di Teglio si trova tuttavia a valle non solo dell’ultimo rilascio in Adda da parte di A2A (Stazzona), ma anche dello scarico dell’importante centrale Edison di Tresenda, che immette in Adda l’acqua turbinata proveniente dal serbatoio di Belviso e dal bacino di Ganda. Da qui a Sondrio poi c’è l’apporto degli impianti Edison del Venina (scarichi tra il ponte di Piateda e quello di Faedo) e poi ancora del canale Enel che sbocca ad Albosaggia con acque spesso limacciose e/o torbide anche in stagione non di disgelo, provenienti dal turbinamento dai serbatoi in quota di Campo Moro e Gera in Valmalenco e da altri invasi minori. Nel precedente numero di questa rivista, il Presidente di UPS ha dato notizia del trasferimento ormai prossimo delle competenze in materia di derivazioni idroelettriche alla Provincia di Sondrio, con conseguenti ridefinizioni dei protocolli, quindi anche in materia di regole di produzione. Ai fini di affrontare compiutamente il problema, è mia opinione che l’Unione Pesca Sportiva debba attivarsi urgentemente in questa fase di transizione dell’attribuzione delle competenze per richiedere: 1) L’istituzione, con il patrocinio della Provincia, di un tavolo tecnico per giungere a sottoscrivere con tutti gli attuali Concessionari un protocollo quale quello redatto con A2A che per il momento, anche nel caso si rivelasse non ancora prescrittivo, preveda anche l’impegno da parte dei Concessionari all’installazione di strumenti di misura subito a valle di ciascun impianto, così da poter disporre di dati certi e”opponibili” agli effettivi “responsabili”, che risulterebbero chiaramente individuabili. 2) Istituire un Osservatorio delle Acque composto da personale della Provincia, UPS e Concessionari, in cui settimanalmente - magari anche semplicemente in videoconferenza - si possa valutare sulla base dell’elaborazione dei dati affidata al personale UPS il rispetto e/o il discostamento dai parametri e dagli impegni assunti nei protocolli di intesa, verificando e verbalizzando le motivazioni addotte da ciascun Concessionario e i possibili interventi per evitare il ripetersi di tali eventi. 3) Stabilire che, in occasione di operazioni programmate di svaso, fluitazione o altre manovre idrauliche da parte di un Concessionario (ad esempio per il bacino di Fusino), tutti gli altri siano tenuti ad assicurare dai loro impianti apporti tali da garantire la diluizione dei solidi sospesi e portate in grado di minimizzare il deposito sul fondo e l’impatto su tutta l’asta fluviale interessata. Naturalmente con compensazione economica tra gli stessi Concessionari, ma a costo zero per la collettività (anche a livello di costi e danni ambientali). Si tratta di regole, modalità operative e di comportamento che, garantendo l’uso plurimo delle acque, a mio parere devono entrare a far parte di quella somma di condizioni alle quali le nuove concessioni saranno messe a gara, ed è quindi opportuno che vengano definite e sperimentate da subito, anche per verificarne i costi e la sostenibilità. Per questo si è concordato con la Presidenza dell’Unione Pesca di sottoporre la problematica e le proposte di intervento alla Consulta Provinciale della Pesca. Antonio Bellini

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Filo diretto

Ai laghi

D

Foto Tarabini

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a un paio di settimane Davide ed io controllavamo le previsioni meteo sui vari siti internet. Ecco, questa era la domenica perfetta: temperatura sopra la media, ventilazione inapprezzabile (come diceva un noto radiocronista sportivo) e nubi temporalesche inesistenti. Dopo aver passato il sabato sera nei mitici prati di Campo Pedruna a preparare le canne da pesca ci siamo coricati raccomandando a nonna Mariuccia, nonché a mia suocera, di svegliarci alla buonora. Detto, fatto. Alle 5 dopo un’abbondante colazione a base di crostata della nonna e aver percorso 5 minuti di strada in macchina, ci siamo incamminati da un sentiero che parte dal santuario di Malghera non prima di esserci accordati col nonno Giorgio, uomo d’ altri tempi, profondo conoscitore ed amante di queste vallate:

di Mal

come suo solito sarebbe giunto al lago dopo aver risalito il torrentello che scende dallo stesso “assaggiando” con la sua lenza le pozze principali. Malgrado le mie perplessità (Davide ha solo 7 anni ed era alla sua prima uscita) siamo arrivati al lago in meno di un’ora. Lo spettacolo che si presentava ai nostri occhi era fantastico: il sole stava nascendo sulle cime meravigliose che confinano con la vicina Confederazione e si specchiavano nel lago mosso da qualche bollata. E poi... eravamo i primi a violare il lago quel giorno! Avevamo battuto sul tempo anche “Mister X”, quello della BMW nera. Quale giornata e luogo migliore per iniziare Davide alla pesca di lago? La riva è molto addolcita e non si presentano pericoli per i bambini più piccoli. Ed allora pronti, via: abbiamo sperimentato le tecniche più classiche, le


ghera con Davide

più amate dal sottoscritto e cioè la pennetta con l’olivetta, ottima quando c’è una leggera brezza ma soprattutto a fondo con lo sbirulino e l’esca a un metro; è con questa tecnica che Davide si è maggiormente divertito visto la possibilità di provare lanci a lunga gittata senza ostacoli attorno e nel lago in fase di recupero. Le uniche difficoltà erano dovute nel maneggiare le camole del miele e, naturalmente, le prede catturate, sempre sguscianti per chi ha mani ancora piccole ed inesperte! La mattinata è stata piuttosto movimentata anche quando il nonno Giorgio ci ha raggiunto non avendo avuto grandi soddisfazioni dal torrente. Alle undici, dopo che la giornata ci aveva già pienamente soddisfatto, abbiamo deciso di lasciare il posto ai professionisti della frusta anche perché dalla valle saliva un profumino di polenta che ci aspettava al

“Chemp”. Durante la discesa, mentre il Santuario si avvicinava sempre più, abbiamo avuto il tempo per riflettere e ringraziare la Madonna di Malghera, pregandola di regalarci anche il prossimo anno una giornata come questa. Per concludere, penso che questi momenti immersi nella natura possano regalare delle immense emozioni rinsaldando il rapporto tra genitori e figli: quale modo migliore per avvicinarli a questo sport meraviglioso a diretto contatto con una natura che in certi luoghi è ancora incontaminata? In questa ottica appoggiamo con entusiasmo l’iniziativa intrapresa quest’anno da UPS di incentivare l’ingresso dei giovani al mondo della pesca anche con agevolazioni di tipo economico che, visti i tempi, risultano apprezzate soprattutto da noi genitori. D&G Boselli 43


Filo diretto

Una voce fuori dal coro per… una pesca davvero sostenibile! ...la pratica del “catch&release” non è la panacea...

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orremmo sfruttare lo spazio che ci è concesso per esporre alcune riflessioni personali che peraltro sappiamo essere condivise da molti altri amici pescatori. Tali opinioni potrebbero apparire stonate e fuori dal coro in una rivista che sempre di più sta assumendo le fattezze di un periodico il cui titolo potrebbe recitare “La Pesca catch&release” ma che in realtà fortunatamente si intitola in modo molto più democratico “Pescare in Valtellina”. Dopo questo incipit, forse troppo polemico ma a nostro modo di vedere doveroso perché fortemente sentito, desideriamo esporre brevemente gli elementi cardine che riteniamo essere l’essenza di una “pesca vera” e allo stesso tempo sostenibile. Riteniamo che la pesca sia innanzitutto una simbiosi del pescatore, non solo con la preda ma con tutta la natura circostante. Per questo il primo fondamentale pilastro è il rispetto. E rispetto vuol dire innanzitutto non gettare le scatole vuote delle larve sulle sponde dei nostri splendidi torrenti. Rispetto vuol dire non lasciare mozziconi di sigaretta sul sentiero che ci porta ad un cristallino e incontaminato laghetto alpino. Rispetto significa slamare con attenzione e con cura una trota fuori misura ma rispetto, a nostro avviso, vuole anche dire uccidere rapidamente e con dei colpi ben assestati una preda che ci ha concesso il privilegio di essere da noi allamata e di lottare con noi ma che non è stata così brava o fortunata da slamarsi o da rompere il ter-

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minale. “Preda” è un vocabolo che deriva dal latino “præda” (composto di præ “davanti” e eda “cibo”) ovvero “cibo che ci sta davanti”. Pertanto una vera e propria preda non dovrebbe essere rilasciata ma uccisa per onorarla tramutandola nel nostro cibo o, se non ci piace il pesce, in un gradito dono a chi lo apprezza. Il secondo pilastro è la tradizione. La pesca vera ha un gusto particolare, qualcosa che a noi rievoca i tempi passati, il sapore delle cose autentiche, nostrane e genuine. La pesca, quella vera, è quella che ci viene raccontata da coloro che hanno sulle spalle anni e anni di licenza e non è la pesca no-kill o la catch&release. La pesca vera è un’arte carica di emozioni, attese e passioni e la preda è la protagonista al centro di questa cornice di azioni e sensazioni autentiche come i rituali prima dell’inizio della giornata oppure la chiusura della battuta ravvivata da un brindisi in amicizia. La tradizione deve essere quindi tramandata e mantenuta viva ma senza integralismi; il progresso sta sfornando continue innovazioni e ammodernamenti anche in questo settore e sarebbe un grosso errore rimanere al palo. Per questo non devono a nostro avviso essere demonizzate le attività di pesca agonistica, grazie alle quali i nostri garisti perfezionano la tecnica e i materiali, innovando e permettendoci di dare vita alla nostra passione con canne più lunghe e più leggere, con fili più fini e resistenti ma sempre consci del nostro ruolo di attore non protagonista nel rispetto della trota e della natura. Il terzo e ultimo pilastro per una pesca davvero sostenibile è l’impegno. L’impegno di tutti noi pescatori a mantenere l’ambiente come ci è stato dato da madre natura per permettere di perpetuare questa autentica passione anche alle generazioni future. Un impegno che si traduce concretamente nell’aiuto attivo durante le semine di novellame, raggiungendo anche i posti più lontani e inaccessibili. Impegno significa collaborare con l’Ups per le attività di censimento. Impegno vuol dire anche vigilare sulla gestione delle acque da parte delle società idroelettriche e sull’esercizio degli scarichi idrici delle industrie del fondovalle. Rispettiamo la pesca no-kill ma rivendichiamo anche il ruolo primario della pesca tradizionale, vera e sostenibile. Rispetto, tradizione e impegno per una pesca davvero sostenibile. Michele Salvador – Sandro Fiorelli


Catch and Release:

“Prendi e rilascia”, “prendi e padella”, oppure una via di mezzo?

“L

a Pesca vera” contro la pesca no kill? L’essenza della pesca non può prescindere dall’uccidere il pesce o è giusto liberarlo sempre o quasi? Mangiare il pesce catturato è una tradizione da rispettare altrimenti la pesca non sarebbe tale, o costituirebbe un retaggio di un passato in cui la fame la faceva da padrone? Chi oggi può rivendicare di essere l’interprete fedele dei valori della pesca? Quali sono questi valori? A Fiorelli e Salvador va dato atto di aver esposto una serie di punti di vista per molti “scomodi” e che sicuramente faranno discutere i lettori. Rappresentano e sostengono un modo di vivere e “respirare” l’attività alieutica oggi contrastato dal diffondersi di nuove filosofie di comportamento che, promuovendo il rilascio del pescato dopo la cattura, svincolano la pesca sportiva dalla classica equazione “cattura = padella”. Il rispetto per gli animali è ampiamente diffuso nella nostra società, è un dato di fatto, anche se a volte si trasforma in assurde campagne animaliste. Può accadere infatti (come in Svizzera 2 anni fa), che un pescatore sia denunciato per maltrattamenti da un gruppo animalista dopo aver lottato a lungo con un luccio di 10 chili. Ai nostri giorni è più facile per chi pratica la difesa della vita animale senza se e senza ma trovare ampi consensi. Gli stessi canali televisivi dedicati concludono i reportage di pesca con il rilascio del pescato; si tratti di carpe, trote, lucci o salmoni, i titoli di coda accompagnano sempre le immagini dei pesci rimessi in libertà. E’ un atteggiamento comprensibile e auspicabile in una società come la nostra, dove non si pesca più per necessità. Ma corrisponde sempre alla realtà dei fatti? Sembra che nessuno mangi più un pesce preso all’amo o abbia il coraggio di dichiararlo. Le cose non stanno così, ovviamente. “Pescare in Valtellina” non colpevolizza chi si porta a casa i pesci, anzi non abbiamo dubbi nell’affermare che cucinarli, pochi o tanti, significhi ricordare che il piacere della pesca sta anche nel godere a tavola di un sano prodotto dei nostri fiumi. Non a caso, da tre anni ogni numero della rivista ospita una sezione dedicata alle ricette di trote e temoli. Rilasciare i pesci dopo la cattura è una scelta personale, sicuramente apprezzabile, ma non costituisce un obbligo morale per nessuno. Non esistono regole o

leggi che lo impongono. Anche chi pratica il “catch & release” trattiene qualche bel pesce, ma il più delle volte gioisce nel rimetterlo in acqua, accontentandosi del ricordo o di una fotografia. A nostro parere, sia chi lo pratica e chi no, non deve sentirsi in ogni caso inferiore o superiore agli altri. E’ vero invece che “Pescare in Valtellina” e il nostro regolamento di pesca promuovono e hanno adottato da almeno 15 anni le seguenti regole del “prendi & rilascia”: 1) Usare ami senza ardiglione 2) Recuperare e slamare il pesce velocemente 3) Tenere il pesce in acqua  aneggiare delicatamente il pesce con le mani ba4) M gnate 5) Slamare delicatamente e velocemente il pesce. 6) Rianimarlo controcorrente se è esausto. Quello che distingue un pescatore per bene da uno pessimo non sono le tecniche di pesca o il numero dei pesci uccisi o rilasciati, ma il saper rispettare i limiti stabiliti dalle leggi e dai regolamenti in materia, nonché tenere comportamenti rispettosi nei confronti di questi esseri viventi, evitando loro inutili stress e sofferenze. Questo ci pare anche il senso dell’intervento di Fiorelli e Salvador. La Redazione

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i L P E RSO N AGGIO

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Nome: Gianfranco Pini Cognome: Professione: Avvocato Anno di nascita: 1943 Prima licenza di pesca nel 1957 a 14 anni

he la pesca sia la grande passione dell’avvocato Gianfranco Pini lo si è intuito alle prime battute di questa intervista. Ci è bastato vedere la verve con la quale raccontava le sortite lungo le sponde dell’Adda o il luccichio dei suoi occhi nel ricordare le prime uscite con gli amici d’infanzia, per comprendere come per lui imbracciare la canna sia una vera e propria valvola di sfogo; una sorta di fuga dal quotidiano e dallo stress lavorativo. E allora ci sta che a questa grande passione abbia dedicato anche tempo ed energie al fianco di Provincia e UPS come consulente in alcune delle grandi battaglie ecologiche degli ultimi anni. Battaglie portate avanti con professionalità, impegno e, in alcuni casi anche “pro bono”.  Cominciamo, come com’è giusto che sia, dall’inizio… Come è nato il pescatore Gianfranco Pini? «La mia passione ha radici lontane – ha esordito -. Mi è stata tramandata da prozii materni,

L’intervista

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i Facetti. Erano pescatori di fine novecento. Con loro e con il pasticcere Enea Cattaneo - un amico di famiglia -, ho fatto le prime uscite sull’Adda. All’epoca avevo tipo quattordici anni. Un’altra persona che ricordo con grande affetto, tanto da definirlo il pescatore più completo che abbia avuto la fortuna di conoscere e frequentare, è stato un mio ex compagno di scuola, il dott. Luigi Monti tragicamente e prematuramente scomparso a soli 35 anni».  Per quanto riguarda invece la collaborazione al fianco di UPS? «Beh, quella penso sia riconducibile e un’inevitabile conseguenza della mia carriera professionale. Con il senno di poi, abbiamo combattuto delle belle battaglie; e ci siamo anche tolti delle belle soddisfazioni… Grazie alla sinergia di intenti tra Unione Pesca e Provincia di Sondrio, la Valtellina ha conquistato storici successi. Successi ecologici che hanno permesso di salvaguardare il delicato ecosistema ittico dei nostri fiumi e contribuito a fare crescere nella gente una maggiore sensibilità ambientale».

aveva provocato l’inquinamento di un tratto dell’Adda con conseguente moria di pesci. Quello famosissimo con le società idroelettriche per la gestione delle acque, in particolare la vicenda dello svaso del bacino di Villa di Chiavenna da parte dell’ Enel negli anni 2000 che fu causa della pressoché totale distruzione del patrimonio ittico del fiume Mera. Dove questa vicenda fu tanto clamorosa che ebbe un forte eco sulla stampa Nazionale. A seguito di questo grave fatto l’Enel, forse per la prima volta nel nostro Paese, fu costretta a pagare a titolo di risarcimento per i danni procurati all’ecosistema, compresa la fauna ittica, una cifra enorme per quegli anni, più la condanna penale inflitta ai suoi dirigenti. Ricordo con piacere i successi riportati nelle sedi legali e nelle competenti sedi amministrative per la difesa del patrimonio ittico dai cormorani. In tutte queste dispute legali, la cosa più importante che siamo riusciti a farci riconoscere è che la fauna ittica è un patrimonio ambientale a tutti gli effetti e che tutelarla

 Quali ricorda con maggiore affetto? «Ve ne sono diversi. Potrei citare, negli anni ottanta, il caso della Osvald che

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è sia un obbligo morale, sia un vantaggio di tutti; non solo dei pescatori. Sempre per la sopracitata unità di intenti tra UPS ed enti locali, la nostra provincia per certi versi ha segnato il passo anche a livello nazionale. In più di un’occasione siamo poi presi ad esempio anche in altre località. Il vero successo, però, resta l’essere riusciti a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importante tematica della tutela delle acque».

“Lo definirei “un mezzo pescatore”. Guardo con ammirazione chi sa diversificare ottenendo sempre e comunque buoni risultati. Nonostante abbia provato un po’ di tutto, invece, ritengo di avere appreso decentemente solo tre tecniche: lo spinning, la camolera e il “morto manovrato”; quest’ultimo, non potendolo praticare nell’Adda perché proibito… Lo adotto solo nelle sortite nei laghi alpini ove, ovviamente, è consentito».

 Se attirare la simpatia della gente nella disputa contro i grossi produttori di energia idroelettrica non dev’essere facile… Come siete riusciti a fare passare l’abbattimento selettivo dei cormorani? «Beh non è stato certo facile… Anche perché ad un ambientalista poco attento sarebbe potuta sembrare una comune lotta animale per la sopravvivenza; come ce ne sono moltissime in natura. Il problema, invece, era ben più serio. In ballo vi era il futuro di una specie pregiata che veniva letteralmente predata da animali non autoctoni. Dimostrato quali erano i danni causati da un gruppo di 100 cormorani con studi e appostamenti effettuati da tecnici del settore, abbiamo sottolineato come interventi dissuasivi fossero a dir poco vani. L’allora presidente provinciale Eugenio Tarabini ha avuto la sensibilità di capire la portata della problematica optando per un abbattimento non indiscriminato, ma selettivo. Vi sono stati ovviamente numerosi ricorsi, ma fortunatamente, per il delicato ecosistema dei nostri fiumi, l’abbiamo spuntata».

 In tanti anni… Qual è il pesce che le ha dato maggiore soddisfazione? «Ah beh… non ho dubbi: di sicuro quello che mi ha guadinato l’avvocato Muffatti. Ero con mio figlio Corrado in una delle sue primissime uscite alla foce del torrente Venina. Dalle 5.30 alle 8 non avevo praticamente pescato per aiutarlo… Ricordo che catturò 3 temoli. Al mio primo lancio di giornata, abboccò una trota di più di 4 kg. Portarla a riva fu una bella battaglia».

 Torniamo a parlare di pesca come passione e non come lavoro… Come definirebbe il pescatore Gianfranco Pini?

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 Ultima domanda, d’attualità; condivide la scelta di UPS di portare la misura minima a cm 30 nei fiumi Adda e Mera per la trota Fario? «Direi proprio di si perché la ritengo una politica gestionale che ci ha premiato anche in passato. 24 anni fa, a seguito dei noti fatti disastrosi dell’alluvione dell’87, il nostro patrimonio ittico era stato completamente azzerato. Il temolo era la specie ittica che aveva subito i maggiori danni. UPS fu chiamata a ripristinare tale specie con immissioni dalle caratteristiche genetiche e di rusticità simili ai nostri temoli. Su mia indicazione, dopo avere condotto approfonditi studi e verifiche e ripetute visite all’estero, in particolare in Austria nella Regione dell’Ost-Tirol, il presidente Bianchini riuscì ad individuare e a ottenere una fornitura, per quei tempi semi clandestina, di temolini della Drava. Anche se le circostanze sono differenti, le misure di protezione e di conservazione successivamente adottate, sono simili all’attuale politica finalizzata alla reintroduzione della trota fario Mediterranea. In particolare, i provvedimenti di tutela di queste due specie ittiche previste dal regolamento sono più che condivisibili: l’aumento della misura legale, consentirà una maggiore riproduzione. Sarebbe auspicabile un aggiuntivo sforzo di un centimetro per la misura minima del temolo, così si potrà avere un ulteriore anno riproduttivo per le femmine». Maurizio Torri


P E SCATO Filo & d M iarnegt itaot o Ingredienti per 4 persone: Spaghetti n.5 100 gr. uova di trota 10 pomodorini 1 ciuffo di prezzemolo Mezzo bicchiere di vino bianco 1 spicchio dâ&#x20AC;&#x2122;aglio 1 cucchiaio di zucchero di canna 5 gocce di aceto balsamico Olio dâ&#x20AC;&#x2122;oliva extra vergine Sale - pepe

Preparazione Uova Marinare le uova con 1 cucchiaio di sale, 1 cucchiaio di zucchero, 1 bicchiere di vino bianco, 5 gocce di aceto balsamico, far riposare per almeno 12 ore

Preparazione sugo

Spaghetti al sugo con uova di trota

Tagliare a metĂ i pomodorini e cuocerli in padella con olio e aglio per 8 minuti max Togliere le uova dalla marinatura e aggiungerle al sugo a fuoco spento Scolare la pasta e condire il tutto con prezzemolo tritato Buon appetito Pino

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Foto Rossi

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L E TT E R E D E I L E TTORI Buongiono, sono il vostro associato n. 36330 VI scrivo per informarVi che il torrente Mallero, nell’ultimo periodo è interessato da un versamento di fango proveniente dalla frana di Chiesa in Val Malenco. Vi chiederei lumi se poteste monitorare la situazione, più che altro per la vita dei meraviglio pesci di questo corso d’acqua. Grazie Massimo Pinti Egr. Sig. Pinti, la situazione da Lei segnalata del torrente Mallero da diversi mesi è costantemente tenuta sotto controllo da parte del nostro personale di Vigilanza, in quanto sono attualmente presenti due importanti fenomeni franosi che interessano il suddetto corso d’acqua in località Curlo e il torrente Torreggio a monte dell’abitato di Torre S.Maria. Questo dissesto idrogeologico mobilita dei notevoli quantitativi di limo e detemina una elevata torbidità delle acque del Mallero per la presenza di solidi in sospensione i quali sedimentano lungo l’alveo del suddetto corso d’acqua, fenomeno ancora più marcato durante le giornate di pioggia, riscontrabile anche nel tratto cittadino di Sondrio. Questa condizione è motivo di grande apprensione da parte nostra in quanto, in primavera, in previsione di una torbidità maggiore in conseguenza del disgelo, oltre che gli effetti ambientali sopra evidenziati, potrebbe essere pregiudicata l’attività di pesca. La Provincia di Sondrio, al riguardo, ha in corso un progetto di sistemazione della frana del Torreggio. Si spera che i lavori comincino presto in modo da risolvere definitivamente questo problema.

Vigevano 15.01.2011 In merito all’aumento della misura minima della trota fario, esprimo la mia opinione: “ERA ORA”. Sono molto felice che si sia fatto questo passo e spero che in futuro si possa anche aumentare la misura minima delle trote che vivono sugli affluenti dei 2 fiumi interessati da questa modifica. Alzare a 27/28 cm la misura nei torrenti minori secondo me gioverebbe alla qualità delle catture e darebbe una possibilità’ in più alle trote per potersi riprodurre, penso che molti pescatori(o forse lo spero) siano d’accordo con me. Io già da anni (ne ho 43 anni) non porto a casa niente che non sia sopra i 28 cm a meno che la salute del pesce non sia palesemente compromessa e posso assicurare che tornare a casa con un paio di trote di 28 /30 cm (la”quota” non la faccio per principio) da’ soddisfazione maggiore che riempire il cesto di trote ancora adolescenti. Tenete (teniamo) duro e non fatevi scoraggiare da eventuali critiche di pescatori che vorrebbero far mattanza ad ogni uscita, sono proprio loro che non capiscono che “la cattura” e’ l’ultimo degli eventi che un pescatore ricerca nelle sue uscite, non l’unica cosa che conti. Cordiali saluti Ettore Guerrer Socio di Vigevano

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V ITA ASSOCIATI V A

I NOSTRI CONTI Informativa in ottemperanza all’art. 5 dello Statuto dell’Unione Pesca Sportiva

Estratto del CONTO CONSUNTIVO 2010

Estratto del BILANCIO PREVISIONE 2011

Entrate ordinarie • permessi di pesca • interessi • Investimenti vincolati TFT Operai • altre entrate

Entrate ordinarie • permessi di pesca • interessi e proventi su investimenti finanz. • Investimenti vincolati TFT Operai

(l’Esercizio decorre da 1° nov. 2009 al 31 ott. 2010)

(l’Esercizio decorre da 1° nov. 2010 al 31 ott. 2011

€ 675.730,00 € 7.609,19 € 99.408,63 € 2.188,00

€ 585.000,00 € 6.000,00 € 111.000,00

Entrate straordinarie • contributo ordinario e straordinario dalla Provincia € 55.000,00 • Società idroelettriche (Enel-Edison-Edipower-A2A) obblighi ittici € 112.877,12 • società idroel.Piccoli Salti obblighi ittici € 33.659,68 • ditte vari e rimborso spese interv.Agenti € 10.051,00 • KHR AG convenzione per svaso Val di lei € 37.250,00 • A2A protocollo di intesa e accordo triennale 08/10 € 45.000,00 € 7.612,12 • EKW rimborso spese imm.2009/2010 • altri € 6.925,69

Entrate straordinarie • contributo dalla Provincia • Società idroelettriche (Enel-Edison-Edipower-A2A Green Power) convenzioni obblighi ittici • rimborso spese Ditte varie per intervento UPS • S ocietà Idroelettriche (Piccoli Salti) rimborso spese semine e obblighi ittici • A2A protocollo d’intesa 2010/2011 • altri

€ 15.000,00 € 99.000,00 € 1.000,00

Partite di giro • ritenute al Personale, fondo economato, varie

€ 134.050,89

Partite di giro • ritenute al Personale, fondo economato, varie

€ 93.032,91

Spese per obblighi ittiogenici e ripopolamento • per immissione materiale ittico • mangimi e ossigeno per materiale ittico • elicottero per semine laghi alpini • rimb. alle Soc. Pescasportivi per semine

€ 254.842,18 € 18.164,74 € 9.072,00 € 2.100,00

Spese per obblighi ittiogenici e ripopolamento • per immissione materiale ittico • elicottero per semine laghi alpini • rimb.alle Società affiliate, mangimi, varie

€ 280.000,00 € 10.000,00 € 23.700,00

Spese di amministrazione • personale (stipendi, contributi, rimb. spese ecc.) • Investimenti vincolati TFT Operai • canoni di concessione • rivista «Pescare in Valtellina», • consulenze legali e necessità Tutela Acque • varie - (canoni, affitti, telefono, postali,stampati, cancelleria, assicurazioni, manutenzione ordinaria automezzi,carburanti, rappresen.e propag.ecc.)

€ 411.567,56 € 99.408,63 € 26.110,32 € 9.469,40 € 3.477,21 € 87.376,90

Spese straordinarie • Spese di gestione Centro ittico, • Spese, attrezzature e completamenti vari Centro ittico di Faedo

€ 21.151,74

Partite di giro • ritenute al Personale, fondo economato, varie • Giornata dell’Acqua

€ 85.057,11 € 48.970,68

ALTRE INFORMAZIONI ESERCIZIO 2010 Costo del permesso annuale adulti Costo del permesso annuale ragazzi (nati dopo l’1-1-1995) Costo del permesso annuale bambini (nati dopo l’1-1-2001) Costo del permesso annuale “bambini” (nati dopo l’1-1-2001-senza segnapesci) Costo del permesso Plus no-kill “adulti” Costo del permesso Plus no-kill “ragazzi” Costo dei permessi giornalieri Permessi adulti distribuiti Permessi ragazzi distribuiti Permessi bambini distribuiti Permessi giornalieri distribuiti Permessi giornalieri no-kill distribuiti Società affiliate Dipendenti: Impiegati e Agenti di vigilanza Agenti volontari

€ 18.001,14

130,00

50,00

30,00

€ € € € n. n. n. n. n. n. n. n.

10,00 240,00 50,00 20,00 3886 324 200 1749 1037 24 3+8 15

Spese di amministrazione • personale (stipendi, contributi assistenziali, previdenziali, TFR, spese auto, ecc.) • Investimenti vincolati TFT Operai • canoni di concessione • rivista «Pescare in Valtellina», • consulenze legali e necessità Tutela Acque • varie (canoni, affitti, telefono, postali, stampati, cancelleria, assicurazioni, manutenzione ordinaria automezzi, carburanti, rappresen.e propag. ecc.)

€ 55.000,00 € 134.489,00 € 10.000,00

€ 454.660,00 € 111.000,00 € 26.200,00 € 10.000,00 € 10.000,00 € 90.194,00

Spese straordinarie • acquisto attrezzature varie • gestione, completamenti, e attrezzature Centro ittico di Faedo e varie • spese non prevedibili • nuova sede UPS

€ 192.000,00 € 39.000,00 € 100.000,00

Partite di giro • ritenute al Personale, fondo economato, varie

€ 93.032,91

ALTRE INFORMAZIONI ESERCIZIO 2011 Costo del permesso annuale adulti Costo del permesso annuale ragazzi (nati dopo l’1-1-1996) Costo del permesso Plus no-kill “adulti” Costo del permesso Plus no-kill “ragazzi” Costo del permessi giornalieri Permessi adulti Permessi ragazzi Permessi giornalieri Società affiliate Dipendenti: Impiegati e Agenti di vigilanza Agenti volontari

€ 20.000,00

130,00

€ € € € n. n. n. n. n. n.

15,00 240,00 15,00 20,00 3500 600 1500 24 3+9 15

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Pescare in Valtellina 1/2011  

Rivista ufficiale dell'unione pesca sondrio - Numero 1 anno 2011

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