Rivista "Tradizione Famiglia Proprietà", maggio 2000

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Tradizione Famiglia Proprietà · Anno 6, n. 2 - maggio 2000 -

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nel mondo

Sped. in Abb. Post. Art. 2, Comma 20/C, Legge 662/96 Filiale di Padova

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l'off~Wa omo~eM'IAli~ta


Nel suo capolal(oro, "Rivoluzione e Contro-Rivoluzione" (1959), il prof. Plinio Correa de Oliveira descrive il processo rivoluzionario che, da oltre cinque secoli, affligge l'Occidente cristiano in manifestazioni di volta in volta più radicali: protestantesimo, riv_oluzione francese, comunismo... Superato il comunismo, quale sarebbe la prossima tappa, cioè la IV Rivoluzione? li leader cattolico ne parla nell'edizione aggiornata dell'opera (1976) :

1. La IV Rivoluzione "profetizzata" dagli autori della III Rivoluzione Come è ben noto, né Marx, né la generalità dei suoi più famosi seguaci, tanto "ortodossi" quanto " e te rodoss i", hanno visto nella dittatura del p roletar iato la fase firta le del processo rivoluzionario. Secondo loro, essa è soltanto l'aspetto più compiuto, dinamico, della Rivoluzione universale. E, nella mitologia evoluzionista insita nel pensiero di Marx e dei suoi seguaci, così come l'evoluzione si svolgerà ali' infinito con i I passare dei secoli, così anche la Ri voluzione non avrà termine. Da lla I Rivoluzione ne sono già nate altre due. La terza, a sua volta, ne genererà un 'altra . E così via... È impossibile prevedere, n e lla prospettiva marx ista , come saranno la ventesima o la cinquantes ima Ri vo luz ione . Però non è impossibile prevedere come sarà la IV Rivoluzione. Questa previsione l' hanno g ià fatta gli stessi marxisti.

Essa dovrà essere il crollo della dittatura del proletariato in conseguenza di una nuova crisi, per cui lo Stato ipertrofizzato sarà v ittima de lla sua stessa ipertrofia; e scomparirà, dando origin e a uno stato di cose sc ientista e cooperativ ista, in cui - dicono i comuni sti l' uomo avrà raggiunto un grado di libertà, di uguaglianza e di fraternità fino a ora inimmaginabile.

2. IV Rivoluzione e tribalismo: una eventualità Come? È impossibile non chiedersi se la società tribale sognata da lle a ttua li correnti strutturaliste non dia una risposta a questa domanda. Lo strutturalismo vede nella vita tribale una sintesi illusoria tra l'apice della libertà individuale e de l collettivismo, in cui quest' ultimo finisce p e r divora re la libertà. In tale collettivismo, i diversi " io" o le persone singole, con il loro pensiero, la loro volontà e i loro modi di essere, caratteristici e contrastanti, si fondono e s i di sso lvono secondo loro - nella persona1i tà co llettiva de lla tribù che genera un modo di pensare, un modo di volere e un modo di essere del tutto comuni. Ben inteso, la strada verso questo stato di cose deve passare attraverso la estinzione dei vecchi mode lli di riflessione, volizione e sensibili tà individuali, gradatamente sostituiti da forme di sensibilità, di pensiero e di deliberazione sempre p iù collettivi. Quindi la trasformazione deve avvenire soprattutto in questo campo.

In che modo? Nelle tribù, la coesione tra i membri è assicw-ata soprattutto da un comune sentimento, da cui derivano abitudini com uni e un comune volere. In esse la ragione individuale rimane ridotta quas i a nulla, c ioè a i primi e più e lementari moti che il suo stato di atrofia le consente. " Pensiero selvaggio" 1, pens iero che non

pensa e si volge soltanto al concreto. Questo è il prezzo della fusione co ll ettivistica tribale. Lo stregone ha il compito di conservare questa vita psichica collettiva, attraverso culti totemici carichi di "messaggi" confusi, ma "ricchi" di fuochi fatui o perfino anche de lle folgorazioni provenienti dal misterioso mondo della metapsic hi ca o della parapsicologia. Con I'acquisizione di queste "ricchezze" l'uomo compenserebbe l'atrofia della ragione. Proprio de lla ragione, in altri tempi ipertrofizzata da l libero esame, dal cartesianesimo , ecc. , divinizzata d a ll a Rivoluzione francese, utilizzata fino al più aperto abuso in ogni scuola di pensiero comunista, e ora, infine, a trofizzata e resa schiava del totemismo metapsichico e parapsicologico ...

A. IV Rivoluzione e preternaturale Omnes dei g entium daemonia, di ce la Scrittura 2 . In questa prospettiva struttura lista, in c ui la magia è presentata come una forma di conoscenza, fino a che punto è dato al cattolico di intravedere le folgorazioni ingannevo li , il canto a un tempo sinistro e attraente, languido e delirante, ateo e feticisticamente credulo con cui, dal fondo degli abissi in cu i giace eternamente, il p rincipe de lle tenebre attira g li uomini che ha nno n ega to la Ch ies a di Cristo? ( ...) (e:> alla pag. 11 )


L'anti-Giubileo

R

iconoscendole a Roma lo status di "Città Santa", i Patti Lateranensi del 1929 fra Santa Sede e Stato italiano non facevano altro che coronare più di venti secoli di storia che l'avevano già consacrata come domina gentium, signora delle genti. Prima come capitale dell'Impero, poi soprattutto come sede del Vicario di Cristo e dunque sede della Chiesa universale, Roma è sempre stata il cuore del mondo. Roma è infatti una Città Santa. A Roma si può dire che tutto reca impresse le memorie di secoli di santità. La sua terra è impregnata del sangue dei martiri, le sue vie mostrano le impronte delle legioni di santi che le hanno percorse, le sue chiese risuonano delle preghiere di cinquanta generazioni di pellegrini, i suoi altari contengono tante di quelle reliquie che forse non sarebbe esagerato paragonare Roma a una grande sancta sanctorum. Scegliendo Roma come "sed e del Beat iss im o Pi e tro e Cattedra di Verità p er l' illuminaz ione de i popoli", la Divina Provvidenza aveva certo altissimi disegni.

Manifestazione ai limiti del sacrilego Questa consapevolezza del carattere sacro, e quindi altamente simbolico, di Roma è andata purtroppo offuscandosi in molti cattolici. I ri vo luz ionari, invece, ne hanno un 'idea chiara. E perciò hanno scelto proprio Roma, nel cuore del Giubileo, per realizzare una manifestazione che no i non dubitiamo di qualificare come scandalosa ai limiti del sacrilego. Si tratta del Gay ?ride 2000 (Giornata dell' orgoglio omosessuale), promossa dalle lobby omosessualiste internazionali dal I al 9 luglio. G li organizzatori sperano di riunire oltre centomila omosessua li militanti da tutto il mondo, per una settimana di sfrenata ba ldoria e di manifestazioni politiche e "contro-culturali" . La "cop ertura" integrale (e favorevole) dei mass media è, ovviamente, scontata, e quindi la trasformazione di questo raduno in un maxi-evento propagandis tico, che a sua volta produrrà, in Ita lia e nel mondo, tutta una catena di effetti deleteri in campo psicologico, morale, culturale, politico e perfino religioso. La voluta concomitanza con il Giubileo evidenzia l' intenzione de i promotori di aggredire frontalmente i principi, le istituzioni e le persone della Chiesa Cattolica. L'obiettivo dichiarato è, infatti, quello di dare un pugno nello stomaco alla Città Eterna, di profanarne i luoghi santi e di spargere il vizio laddove si è sparsa la virtù cristiana. Mauro Cioffare, responsabile del coordinamento omosessuali dei DS, lo dice chiaro e tondo: "Abbiamo scelto Roma perché è la capitale del cattolicesimo. Roma è alla vigilia del Giubileo. Quindi dev'essere anche l'anno dell 'affermaz ione dei diritti civili degli omosessuali" (L 'Unità, 27-06-1 999).

Estremismo anti-cattolico? La manifestazione si profila tutt'altro che tranqu illa e composta. (e:> alla pag. 4)

Editoriale A forza di sentir dire che il comunismo è morto, più di qualcuno ha finito col crederci davvero. E, considerati superficialmente, i fatti sembrano dar loro ragione. Oggi, mentre a Mosca si mangiano gli hamburger di McDonald, la Cina s'imbarca nell 'avventura liberista, mentre le elezioni democratiche diventano prassi comune nell'ex-impero sovietico, i dino·sauri del comunismo dalla faccia feroce sono praticamente scomparsi dall'ecosistema terrestre. Anche da noi è cambiata l'aria. Sono passati gli anni di piombo, è svanita la grinta rivoluzionaria e i vecchi sessantottini lasciano Lotta continua per il Fin ancial Times. Per i giovani di oggi parlare del "romanticismo delle barricate" è di ventato impossibile, per via della fondamentale atonia ideologica delle nuove generazioni. Eppure basta guardarsi intorno per avvertire come la disgregaz ione della società tradizionale proceda a un r itmo p auroso . M orto il comunismo, ch e cosa spinge questa marcia che, in ultima analisi, tende verso la stessa meta perseguita dal vecchio PCI, c ioè la distruzione de lla c iviltà cristiana? Il fatto è che, in un clima di apparente n o rm a lità, s ti a mo subendo una rivoluzione "assolutamente tremenda", per citare uno dei suoi alfieri. Però la mancanza di eclatanti fatti esterio ri, tipici delle rivoluzioni vecchio stampo, da rà a molti l' impressione che non succeda niente. Un elemento centrale di questa neorivoluzione è la "liberazion e" d e ll e diverse " categorie oppresse", a d esempio que ll a degli omosessu ali . È in questo contesto che va inquadrato il festival omosessuale previsto a Roma, e che il vaticanista Orazio Petrosillo ha già descritto come "antigiubi leo". Si tratta quindi di un avven imento ch e c i riporta di colpo nel cuore della odierna battaglia fra R ivoluz ione e ControRivoluzione. • TRADIZIONE FAMIGLIA PROPRIETÀ/ MAGGIO 2000 -

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Italia, ad esempio a Bologna, dove un gruppo di lesbiche assaltavano e imbrattavano la chiesa di San Giacomo Maggiore, picchiando un prete e un g iovane accorso a difenderlo (Il Resto del Carlino, 26-04-1998).

Gli omosessuali .militanti sfileranno protestando contro la Religione e contro la Chiesa. Essi s i qua lificano proprio nell"' individuare come nemico, oltre la destra, anche la Chiesa", come ha dichiarato apertamente lo scrittore Aldo Busi (L'Unità, 12-06-1994), e accusano . il Vat ic a n o di essere "una delle vere impunite di ttature dell 'Occidente", come fa il travestito Wladimir Luxuria, "direttore artistico" del raduno romano (La Repubblica, 22-06-.1999). Accusando la Chiesa di essere " il principale responsabile morale delle vio lenze e discriminazioni contro gay e lesbiche" ( Corriere della Sera, 19-07-1992) , Franco Grillini, presidente dell' ARCIgay, aveva in passato preannunciato " blitz nell e strade e nelle chiese di tutta Italia" (La Stampa , 06-121994). Il bersag lio è chiaramente la Chi esa. "Anche senza le autorizzazioni per la marcia ... la manifestazione si terrà lo stesso, e in que l cas o punteremo s ulla c ittà del Vaticano" , ribadisce minaccioso Wladimir Luxuria (L 'Unità, 0204-2000). Gli omosessuali chiederanno l 'aboli z ion e dell ' insegname nto religioso nelle scuole, inviteranno gli italiani a boicottare le iniziative cattoliche, a rifiu tare l '8 per 1000 a lla C hiesa, a manifestare davanti e d e ntro le c hi ese ... o addirittura ad occuparl e , com ' è acc aduto più vo lt e ne gl i Stati Uniti e in Inghilterra, ma anche in

Potranno esporre striscion i immorali e/o blasfemi davanti alle basiliche o addirittura in cima ad esse, come è già successo qualche mese fa a Milano, dove dalla terrazza del Duomo veni va esposto un o strisc ione con la scritta "Orgoglio gay" e sul sagrato i mili-

"Dobbiamo individuare come ne1nico, oltre la destra anche la Chiesa "

tanti omosessuali provvedevano a diffondere vo lantini anticristiani con l' ironica fi rma "Opus gay". L'offesa pubblica a ll a Relig ione si tradurrà ad esempio in cerimonie di "sbattezzo" e di apostasia pubblica dalla Fede; sfilate di omosessua li tra vestiti da s uore o da ve scov i o da Papa , descritto da Grillini in un comizio pubblico a Roma il 2 lug lio 1994 come "que ll'uomo art ificiale che o sa ac cu s arc i di essere co ntro natura"; dai cartelloni con la scritta " Dio è lesbica" oppure "Gesù era gay" ; dalle immagini che rappresentano Nostro Sig nore equiv ocam e nte abbracc iato a s an Giovanni Evangelista; dai tentativi di esporre ne lle chiese immagini omosessuali, e via discorrendo. I manifestanti sfi leranno protestando contro quella che la loro

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ri v ista Diva ch ia m a " il potere della morale giudaico-cristiana" (la Repubblica, 14-1 0-1 997), proclamando la pretesa di vivere e manifestare la loro sessualità e accusando l a cast ità di esse re " contro-natura" , " re pre s s iva ", " maniacale", come ha fatto il solito Grillini nel 1995; oppure accusando c hi si oppone al le loro istanze di essere " un frustrato, un malato", anzi invitando "tutte le persone responsabili d ' Italia a sparare a vista contro chi usa questi argomenti", come fa lo scrittore Aldo Busi (l 'Unità, 12-06-1 994). I manifestanti sfilerann o protestando contro la famiglia. Come ha dichiarato Grillini, "a l ce nt ro del la nostra azione c' è uno scontro radicale con chi è aggrappato al concetto trad iz ionalè di fa mi gl ia " (Noti z ie A rei , 16\ 3 l -05-1994). L' offesa pubblica a lla famiglia verrà espressa ad esen1pio da coppie omosessua li che porteranno in giro carrozzine con tanto di bambolotti o, peggio ancora, innocenti bamb ini veri con al collo il cartello: "io ho due papà" (o due mamme). Fra g li spettacol i pubblici non potranno mancare gli spogl iarelli per le strade, le sfilate di moda omosessuale e di modelli e/o modelle più o meno svestiti, la sfilata d i carri allegorici che irridono alla morale e alla religion e , l ' improvv isazione d i "scene teatrali" con gli occasionali passanti , l'organizzazione di pubblici "fidanzamenti" e " matrimoni" fra omosessuali ...

11 nuovo Komintern La manifes taz ione roma na non è casuale. Anzi, essa fa parte di una offensiva contro la Chiesa e la c ivil tà crist iana, frutto di una regia ben orchestrata da una rete di organismi che, nel loro insieme, svolgono per la promozione della r ivo lu z ion e c ultural e un ru o lo s imil e a que ll o che, fino a poco tempo fa , svo lgeva il Komintern per la promozione della rivoluzione comunista.


Le manifestazioni omosessualiste sono tutt'altro che composte. A sin.: un gruppo omosessuale americano che si fa chiamare le "Suore della Perpetua Indulgenza". A d.: una manifestazione dell'ARClgay a Roma, nel luglio 1994.

La decisione di convocare que s to raduno a Roma è s tata presa durante il X IX convegno dell 'Associazione Internazionale dei gay e delle lesbiche, svoltosi nello scorso settembre a Johannesburg. La manifestaz ione romana si situa sulla scia di altre manifestazioni svoltesi in altri paesi. Uno dei fini di questi eventi ci viene precisato dagli organizzatori di una precedente manifestazione a Parigi: si vuole " imporre una prese nza, anche grazie alla provocazione dei costumi , degli slogan, dei gesti" (L'Unità, 25-061995). In tal modo, essi sperano di "camb iare il senso com une del Paese" (li man(festo, 30-06- I 996), oss ia m anipolare la cosc ienza naturale del popolo, spingendolo ad accettare il vizio contro natura ed altre aberrazioni, operando così un profondo mutamento nell 'opinione pubb lica, una vera rivo luzione culturale. L'aggressività rivoluzionaria, c he fino a qualche anno fa era appannaggio dei comunisti, è passata a queste minoranze agguerrite. " Ribadiamo che siamo in molti a fare le barricate: il movimento omosessuale italiano è compatto", sentenzia Massimo Quinzi, esponente del consig lio direttivo de l c irco lo o mosess uali s ta " Mar io M ie li", c he organi zza il raduno romano (ANSA, 27-04-2000).

Gli agenti d'in iquità no n sono più organizzati in partiti politici , come ai temp i del vecchi o comunismo, ma in lobby, ossia in gruppi di pressione politica e culturale, che esercitano una potente influenza sugli stessi poteri dello Stato. Queste lobby avanzano pretese, pretendono l'appoggio dei "poteri forti", si infi ltrano nei gangli vitali della società. Fra i promotori della manovra in Italia bisogna menzionare anzitutto la lobby omosessualista ARC igay. Essa è composta non da omosessuali comuni, che di solito vivono nell ' ombra e nel silenzio, ma da omosessuali militanti , politicamente vicini alla sinistra. Essi sono abili nel recitare il ruolo di vittime di una "emarginazione" ines istente, ne llo sbandierare il loro vizio come se fosse un merito e nel pretendere che esso venga add irittura apprezzato co me un fattore che contribuisce al bene comune, anziché alla corruzione. Ma qu es ta lobb y, potente anche se piccolissima, non avrebbe alcuna speranza di successo se no n go desse de ll 'appogg io di quasi tutti i " poteri fo rti", che dom inano l' Ita li a odierna . Una peti z ione prom ossa te mpo fa dal !' A RC lgay non ha racco lto gran numero di firme, ma ha ricevuto adesioni prestigiose, specialmente nel mondo dello spettacolo e della moda.

L' insignificanza numerica è ammessa dallo stesso Grillini che, agli inizi del!' ARCigay, coniò lo slogan: "Siamo pochi ma grintosi; vogliamo diventare pericolosi" (Corriere della Sera, 07- 12-1987).

Finanziamento e

appoggio politico G li omosessua li sa ra nno pochi , ma sono certamente ben finanziati. Le lobby omosessualiste internazionali hanno stanziato 20 mi liardi per il raduno romano (Il Giornale , 29 -0 1-2000). Da parte sua, il Comune di Roma ha stanziato la somma di 350 milioni. Criticato dal! ' opposiz ione per questa pubblica promozione del vizio, il sindaco anti-proibizionista Rutelli , antico compagno di lotta di guru radicali come Marco Pann e lla e Emma Bon ino , ha dichiarato di essere " intenzionato a difendere in prima persona la scelta compiuta dalla giunta". Infatti, il raduno omosessua1ista ha avuto s in dati ' ini zio il consenso d i tutte le forze della sinistra italiana, a cominciare dal1' a ll ora pre s idente Mas s im o O' Alema. "Siamo un paese libero - d ic hi arava l ' ono rev ol e di Gallipoli - che dev 'essere aperto e tollerante verso tutte le manifestaz ioni ". (Co rriere della Sera, 12-02-2000). t

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Omosessualità: la dottrina

«

Peccato abominevole _ '1Von accoppiarti con un maschio come si la con la donna: è cosa abominevole. ( ...) Tutti quelli che commetteranno tali azioni abominevoli verranno stenninati di mezzo alpopolo" (Lev•., JB,22 e 29).

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.u5e un maschioyiace con un altro maschio come si la con la donna., entrambi hanno commesso un abominio: vengano messi a morte, e U loro sangue ricada su di loro" (Lev., 20, 13).

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At Esclusi dalla salvezza 1Von Uludetevi! /Vé i folllicatori né gli idolatri né gli adulteri. né gli effeminali, né i sodomiti ( •••) erediteranno U Regno di Dio!" (S. raolo, JCor.., 6,9-10). 1

cai "L'approvazione giuridica della pratica omosessuale non è moralmente ammisibi-

1e". (Giovanni Paolo Il, Angelus del 20 febbraio 1994)

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qué. (Co

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Va sempre punita -'7 delltti che vanno contro natura., ad esempio quelli compiuti dai sodomiti, devono essere condannati e puniti ovunque e sempre. ( •••) Dio infatti non ha creato gll uomini perché commettessero un tale abuso di loro stessi" (S. Agostino, Confessioni

c. IIl p. B).

Passione diabolica "Non solo le passioni degli omosessuali sono ~taniche ma k mro vite sono diaboliche. ( ••• ) l'erciò io ti dico che costoro sono anche peggiori degli omicidi., e che sarebbe meglio morire che vivere disonorati in questo modo" (S. Giovanni Crisostomo,

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Homilia W in Epistula rauli ad Romanos., cfr. ratrologia Gnleca., voi. 47, coli. 360-362).

n peggiore dei l'izi

del

per. UDé. V~

me "Questo vizio non va aDàtto considerato come un vizio ordinario., per· ché supera pergravità tutti gli albi vizr (S. rier Damiano, liber GomoJTahanus, in ratrologia Latina, voi . 145, coli. 159-190).

Sodomia maledetta

mo.

Doj

.Pa,5

n.~

Cbf.

''/Von è peccato al mondo che più tenga l'anima., che quello della sodomia maledetta: U quale peccato è stato detestato sempre da tutti quelli che son vissuti secondo Jddjo"

CO.t,

'Ira g/J,

cat del_


Un nuovo spartito per una nuova rivoluzione

cattolica

~ Bernardino da Siena, Predica Ill: in: Prediche volgari, p. B96)

Fda vendetta al tpetto di Dio

"II peccato impiuo contro natura grida al cospetto di Dio, perché 'ice lo Spinto Santo e perché la iniquità è cosi grave e manifesta

provoca Dio a punire con più Fio X Catechi5mo r.giore, n. 967). ~ castighi"' (S.

~ intrinsecamente

'ttvo e disordinato

'~.. gli alJi di omosessualità sono 'usecament.e disordinati e(... ) non .ono in nessun ·caso riéèvere rche approvazione" rgregazione perla Dotbina della ~, Dichiarazione Fersona hmnana 'l9dicembre 1975, n. B). "La particolare inclinazione della 'Ona omosessuale (...) costituisce tendenza, più o meno forte, o un comportamento intrinseca·t e calJivo dal punto di vi5ta 'il/e" (Congregazione perla 'lina della Fede, Lettera sulla cura 'orale d elle persone om osessuali

'·

•11 depravazioni

''Basandosi sulla sacra Scrittura, Presenta Je re/azioni omosessuali e gravi depravazioni, la ~one ha sempre dichiarato che tfJ di omosessualità sono inbinsee111,e disordinati" (Catechismo , Chiesa cattolica, n. 2357).

m magini il lettore una persona che, a teatro, tenti di accompagnare "Il barbiere di Siviglia", di Rossini, avendo in mano il libretto del "Lohengrin", di Wagner. Più probabilmente non ci capirà un be l niente ...

I

È un po' questa la situazione di coloro che tentano di segu ire gli avvenimenti politici odierni con g li schem i ideo logici dei tempi della guerra fredda. La sinistra sta ormai recitando un altro copione. L'. URSS è andata in frantumi ; i Part it i comun is ti da "marxist i-l eni nisti", co me un tempo si definivano, sono ormai diventati "social-democratici" ; e alla temuta rivoluzione proletaria è succeduta la sdo lcinata "terza via" dei socialisti in doppiopetto. Insomma, il "pericolo rosso" non c'è più, e gli anticomunisti sembrano rimasti orfani di un nemico 01111ai perduto ... Ma il nemico è davvero scomparso? O ha semp licemente cambiato volto? E se così fosse, qual è il suo nuovo volto?

Il processo rivoluzionario A ques te e altre domande risponde il prof. Plinio Confa de Oli veira nel suo saggio Rivoluz ion e e Cont ro-Rivoluzio n e

1,

definito da un noto scrittore cattolico " l'apertura di Sesamo, la cornice entro cui si possono mettere tutti i tasse Ili e tutte le domande trovano ri sposta" 2_

In questo saggio, il noto pensatore cattolico spiega che la terribile cris i che affligge il mondo odierno non è esplosa né ieri e né per caso. Cos ti tuisce, anzi , un processo rivoluzionario vecchio di almeno cinque secoli: "L'umanità è prigioniera di un fascio di errori e di iniquità, che s ono cominciati nella sfera religiosa e culturale con I 'umanesimo, il rinascimento e la pseudoriforma protestante (l a Rivoluzione). Tali errori si.sana.aggravati con l 'illuminismo, il razionalismo, e sono culminati nella sfera politica con la rivoluzione fran cese del 1789 (2a Rivoluzione). Dal terreno politico sono passati al campo sociale ed economico, nel secolo XJX con il socialismo utopistiço e con il socialismo cosiddetto scientifico, ossia il comunismo (3a Rivolu zione)" 3_

Così come il processo rivoluzionario era passato dalla prima tappa alla seconda e poi alla terza, era logico supporre che sarebbe andato avanti verso una quarta tappa, ancora più radicale. Infatti, né Marx né nessun teorico o leader comunista avevano visto nella dittatura del pro letari ato la fase fi nale del processo rivoluzionario. Secondo loro, essa era all'epoca l' aspetto più compiuto e dinami co della Rivo luzione. Ma, nella loro mito logia evoluzionista, cos ì come l'evoluzione si svolgerà ali ' infinito con il passare dei secoli, così anche la Rivoluzione non avrà termine.

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7 " Il processo rivoluzionario nelle anime ha prodotto nelle ultime generazioni, che si lasciano ipnotizzare dal rock and roll, un modo di essere caratterizzato dalla spontaneità delle reazioni primarie, senza il controllo dell'intelligenza né la partecipazione effettiva della volontà; dal predominio della fantasia e delle "esperienze" sulla analisi metodica della realtà: tutto ciò, in larga misura, è frutto di una pedagogia che riduce quasi a nulla la parte della logica e della vera formazione della volontà". (Plinio Correa de Oliveira, Rivoluzione e Contro-Rivoluzione, Parte I, cap. 8, p. 71 .)

Già dag li an ni '5 0, il prof. Plinio Correa de Oliveira scrutava l 'orizzonte alla ricerca di qualche avvisaglia di questa quarta tappa. Le sue riflessioni in merito sono numerose e consistenti. Egli le ha condensate in un aggiornamento del suo saggio, scritto nel 1976 e intitolato Rivoluzione e ControRivoluzione. Veni 'ann i dopo 4 . In esso, il leader catto lico denuncia il crollo del comunismo sovietico e lo spuntare di una 4a Ri voluzione, di carattere culturale, morale e ps icologico, mirante a cam bi a re p rofondame nte non tanto le strutture soc io-politiche, quanto le radici stesse dell 'anima umana (v. pag. 2).

L'essenza della Rivoluzione Pe r capire questo passo, dobbiamo dire du e parol e s ull a Rivoluzione. La forza motrice della Ri voluzio ne è l' odio contro le gerarchie sta bilite da Dio nell ' uni verso, a co minciare d a que ll e soc ia li , nonché l' insofferenza per qualsiasi rego la morale o struttura razionale che abbia la p retesa di opporre un freno agli appetiti scatenati, spec ie que lli d e ll a carne. E due son o le passioni c h e sp in go no questi od i: l 'orgog li o , tend ente a ll ' egua li tarismo completo; e la sensua I ità , tendente a Ila I ibe rtà assoluta.

Mo ss i d a qu esto duplice odio, i ri voluzionari hanno sognato uno stato di cose nel quale non ci saranno più gerarchie né leggi di nessun genere; un 'anarchia (nel se nso e timol og ico an arcos , assenza di governo) nella quale gli uomini vivranno come fratelli, in completa armonia con la natu ra, nella spontanea e libera espansione dei loro istinti. Questa è I'utopia, fondamentalmente ugualita ria e libertaria, verso la quale tende la Ri voluzione. Le tappe del processo che si succedono non sono che realizzazioni storiche, parziali perché cond izionate dai tempi e dai luoghi, di questa utopia.

Le tre Rivoluzioni Nel Protestantesimo, l'eguali tarismo s i manifestò nel campo re lig ioso. L'orgoglio produsse la ri volta contro l'autorità ecc lesiastica, espressa in tutte le sette con la negazione de l carattere monarchico della C hiesa universale, cioè con la r ivo lta co nt ro il Papato. A lc un e, pi ù radica li , negarono anche quella che si potrebbe chiamare l'aristocrazia della C hi esa, oss ia i vescovi. Al tre ancora negarono lo stesso sacerdozio gerarchico, riducendolo a una semp lice d e lega d a l popolo, un ico ve ro detentore del potere sacerdotale. L' as p etto po liti co d e lla Rivo lu z io ne francese de l 1789 non fu altro che la traspos iz io ne,

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n e ll 'a mbito dello Stato, d e ll a Riforma protestante: rivolta contro il re, simmetrica alla rivolta contro il Papa; rivolta della plebe contro i no bili , s im metrica a ll a rivo lta d ella "ple be" ecc les iastica, c ioè dei fed e li , contro l 'a ri stocrazia della Chiesa, cioè il clero. La rivoluzione comunista si scagli ò contro l'ult ima d is uguaglianza rimasta in piedi, cioè quella economica, e proclamò la rivolta d ei co ntadini e dei proletari con tro la bo rg hesia. Ebbro d e l sogno d i una Repubblica Universa le, d e lla soppressione di ogni a uto ri tà ecc les ias tica e civ ile e fa utore, dopo una dittatura operaia di transizione, anche de ll 'abolizione de ll o s tesso S tato : qu esto il com un is m o come lo abb ia mo conosciuto fino a pochi anni fa.

La 4a Rivoluzione Ma g ià d ag li an ni Tre nta, pensatori comunisti come Antonio Gramsci (189 1- 1937) e i tedeschi d e lla cosiddetta scuola d i Francoforte cominciarono a guardare oltre la dittatura del proletariato, e ad abbozzare i lineam enti di ciò che sarebbe stato il post-comu nismo. Andò così fo rmandosi l'idea della rivoluzione culturale la cui iniziale attuazione si può fa,'. risalire a l maggio '68 francese s_

Una rivoluzione psicologica, morale e culturale. Una pri ma novità di questa rivoluzione

I


I più aggiornati pensatori di sinistra affermano che i dogmi del marxismo sono ormai morti. Della vecchia rivoluzione comunista resta la tensione ideale dell'utopia, che fonda la piena uguaglianza con la libertà più assoluta. In mancanza di un proletariato operaio, il socialismo è oggi costretto a far leva sulle nuove categorie di "emarginati" per dare impulso alla rivoluzione culturale: omosessuali, femministe, immigranti, ecologisti, e via dicendo. A d.: un corteo degli autonomi dei Centri Sociali a Roma.

è il suo campo d 'azione. I s uoi alfieri sostengono che, oltre alle riforme strutturali proprie alla 3a Ri vo lu z ione, resta da fare una riforma molto più profonda e fondamentale: quella dell'uomo stesso. Dopo aver cancellato le gerarchie in campo ecclesiastico, sociopo litico ed economico, s i d eve cancellare anche quella in interiore homini, cioè quella gerarchia in v irtù della quale , ne ll 'uomo, la Fede illumina la ragione e questa guida la volontà, che a sua volta domina la sensibilità. Al grido "proletari di tutto il mondo unitevi!", s i sostituiscono g li s logan sessantott ini "vietato vietare!" e " l' immag inaz ione al potere !". E il fulcro della Ri voluzione passa da ll 'ambito esterno, socio-politico, all 'ambito interno, psicologico e morale.

Una rivoluzione totale. Una seconda novità di questa ri voluzione sta nel suo carattere tota1izzante. Sup erando g li schemi marx isti, che abbracciavano il campo economico, e qu!ndi q~ello po li tico e sociale, la n voluz1one cultura le contesta radica lmente e a llo stesso tempo tutte le forme di a utorità e di coaz ion e lega le o morale, in ogni campo e in ogn i forma.

"l'idea tradizionale di rivoluzione è tramontata - proclamava Herbert Marc use, fi losofo del '68 - adesso dobbiamo intraprendere una sorta di diffusa e

totale disintegrazione del sistema" 6 .

La liberazione degli istinti. Questa disintegrazione del sistema non si realizza con le vecchie strategie comuniste, ma con una rivoluzione che propugna una radicale liberaz ione degli istinti contro g li interiori freni inibitori imposti da seco li di cultura e di civiltà, che sanciscono il dominio dell'intelligenza e della volontà s ulle pass ioni. Perciò una delle s ue principali ri vendicazioni è proprio la libettà sessuale illimitata . Per sua stessa natura, questa esplosione pass iona le tenderà a trascinare nel vortice delle lotte contro ogni autorità e repressione tutte le attività e tutti i rapporti umani: nella famig lia, nel lavoro, nella scuola, nell'economia, nella cultura, nella politica, e via dicendo.

"La rivoluzione psico-sessuale attualmente in atto fra i giovani - spiega Pierre Fougeyrollas costituisce una forza decisiva per la riuscita della rivoluzione totale. (..) l a rivoluzione culturale significa veramente una rivoluzione nella maniera di sentire, agire e pensare, una rivoluzione nelle maniere di vivere (collettivamente ed individualmente), insomma una rivoluzione della civiltà" 7 .

Un nuovo "proletariato". Secondo il copione marxista c lassico, la ri voluzione dovrebbe ricevere impulso preva lentemente dai contad ini e da i prol etari in

rivolta contro i padroni e contro l'oppressiva società capitalista, in quanto discriminante nei loro confro nti. Ne ll a 4a Ri vo luz ione, a questo proletariato si affianca una sorta di nuovo, variegato "proletariato" socio-culturale, composto da que lle categorie che, indipendentemente della loro s ituazione economica o sociale, si ritengono in qualche forma discriminate da fattori di un qualunque tipo: morali, culturali. psicologici, razziali, ecc. Così le femm iniste s i sentiranno discriminate dalla "cultura maschilista"; gli omosessua li s i sentiranno di sc riminati dall a morale cristiana; g li immigrati s i sentiranno discriminati dalla "xenofobia"; i drogati si sentiranno discriminati dalla legislazione vigente; le prostitute si sentiranno di sc riminate dal rifiuto della società nei loro confronti; le persone di colore si sentiranno discriminate dal "razzismo"; i g iovani scatenati si sentiranno oppressi da una società non totalmente libertaria· i nudisti si sentiranno discrimi~ati da i " preconcetti borghesi" che gli impediscono di ostentare pubblicamente la loro spudoratezza, e via dicendo. Secondo il nuo vo cop ione, ogni categoria di emarg inati dovrà sc rollars i di dosso i fattori di oppress io ne che conc re tamente gravano su di essa, ponendos i a lla testa, ognuna nel suo campo , di una lotta liberatrice. Per la naturale sinergia fra tutte queste " libera-

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l'io di due cart:oline di protesta, allega• t:e a questo numero delperiodico. Quella di colore giallo va inrdata al Presidente del Consiglio, on. <iiuliano D'Amato, dal quale dipende in ultima analisi l'autorizzanone per la mani/e· stazione, e quella di colore verde al Sindaco di Roma, Francesco Rut:elli dal quale dipende la promozione e il limuuiamento.

SOS Ragaui, un progetto dell'As-sociazione TFP, sta esortando i suoi amici e sostenitori a reagire, espri• mendo la loro condanna morale pres,so le pubbllche autorità mediante 11n.

zioni", avremo qui ndi la rivoluzione totale summenzionata.

U na rivoluzione ludica. Cambian o p ure radicalmen te le modalità della rivoluzione. Mentre il comunismo propugnava lo scontro socia le e po litico (sc ioperi, sommosse, colpi di Stato, ecc.), la neorivoluzione intende avanzare in modo " ludico", cioè a llegro e spensierato. E, infatti, per partecipare a questa rivoluzione non c i vuole né preparazione ideologica né m ili tan za parti t ica. Basta abbando narsi alle passioni sregolate, all ' insegna del " me ne infischi o" rispetto a qualsiasi regola ch e abbia la p retesa di imporre freni, o meglio, insorgendo contro di esse. Non s i fanno più barricate, scioperi e sparatorie. La contestazione assume altre caratteristiche: si va in discoteche "osé", si pa11eci pa a un conce rto d i " h eavy rock", si frequenta una spiaggia nudista, s i va in giro con cappelli punk, s i assiste al teatro pornografico, si fuma lo spinello, o semplicemente si guarda la TV immorale... "

Con l'aiuto di Dio bisogna reagire urgentemente a questo scempio annunciato. Dobbiamo chiedere alle autorità di rdetare la manifestazione, compilando e spedendo la carlolina gialla al /'residente del Consiglio e quella verde al Sindaco di Roma. /Ve/ caso le servano più cartoline, non esili a contattard anche t:elefoni• camente.

Così, senza sparare un colpo, la c iv iltà c ristiana s i scioglierà come neve al sole.

che solo considerandola come tale potrà essere efficacemente contrastata.

Una rete di lobby. Questo

C hie di amo a ll a Mad on na salus populi romani, che si venera nella Basilica S. Maria Maggiore, nonché a S. Pietro, Principe degli Apostoli, che non permettano questa profanazione della C ittà Santa proprio nel cuore del Giubileo. •

radicale mutamento nel modo di fare la Rivoluzione implica anche una trasformazione delle strutture che la promuovono. Nella nuova prospettiva, il Partito Comunista, co m e organi zzaz io n e pol it ica, dogmatica e rigidamente articolata, viene superato. Le forze della neorivoluzione non si organizzano in part it i po litici , ma in lobby, ossia in gruppi di pressione che si m u ovo n o p iu t tosto in cam po sociale e cul turale.

Il ru o lo d i q u es te l obby sarebbe q uello d i acuire le tensioni etniche, morali, cul turali, sociali e via dicendo, di " liberare" le energie ri vo luz ionarie latenti ne ll e categori e d iscrim inate, e po i di coordinarne gli effetti disgregatori, finalizzandoli alla distruzione di quanto resta di civiltà cristiana.

**** È in questo contesto che va inserita la manifestazione omosessualista organizzata per luglio a Roma. Sa rà una vera e propria manovra di ri voluzione culturale,

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Note: I. P li nio Cor rea de Oliveira, Rivo l11zio11e e Co11tro-Rivol11z io11 e, Luci sull'Est, Roma, 1998. 2. Rino Cammilleri , in Tradiz ione Famig lia Proprietà, novembre 1996, p. 10. 3. P li nio Corrèa de O live ira ,

" Fatima: una visione d ' insieme", ne // Pensiero di Plinio Corréa de Oliveira, n. 3, luglio 1997. 4. Cristianità, Piacenza, 1976. 5. Per un 'analisi esaustiva di questo pass agg io, cfr. Sociedad Espat'iola de De fensa de la T radici ò n Familia y Propiedad, Espa,ìa. a11estesiada sin p ercibirlo. amordazada sin quererlo, extraviad a sin sab e rlo . La obra d e l PSOE ,

Editoria! Fernando III e! Santo. Madrid, 1988. pp. 145- 190. 6. 1-Ierbert Marcuse, La sociedad cami vora , Ed. Galerna. Buenos Ai res. 1969. pp. 45-48. 7. Pierre Fougeyrollas, Marx. Freud et la ré vol11tio11 totale . Ant hropos. Paris. 1972. pp. 367. 390.


È impossibile non chiedersi se la società tribale sognata dalle attuali correnti "strutturaliste" non dia una risposta sui possibili sviluppi della IV Rivoluzione. Nelle fotografie, missionari salesiani nella floresta amazzonica brasiliana: una "inculturazione" portata fino alla identificazione con le culture degli indios.

(q dalla pag. 2)

te più o meno s imili a quelle usate dai lapponi.

B. Strutturalismo. Tendenze pre-tribali

La rapida sco mparsa delle fo1me di cortesia può avere come punto finale soltanto la "naturalezza" assoluta (per usare solo questo aggettivo) del tratto tribale.

Comunque s ia, nella misura in cui s i veda nel movim e nto struttu ra li sta una figura . . .più o meno precisa, ma in ogni caso prefiguratrice della IV Rivoluzione, determinati fenomeni a esso si mili, che negli ultimi dieci o vent' anni sono di ventati generali, devono essere visti, a loro volta, come preparatori e propul s ori de llo slancio strutturalista. Così, il crollo delle tradizioni dell'Occidente nel campo dell 'abbigliamento, corrose sempre più dal nudi smo, tende ovviamente al la comparsa o al consolidamento di abitudini nelle quali si tollererà, a esagerare, la cintura di penne di uccell o di certe tribù, a lternata, dove il freddo lo richieda, a coper-

(Q dal la pag. 12)

Insomma, si tratta di un profilo moralmente mediocre, esclusivamente attento a s~ stes_so e al mondo, nella m1su'.a in cui questo lo rig uardi. Appartiene al la fam iglia de lle anime banali. Artisticamente, è_ un grande uadro che, peraltro, s1 deve_ al _ \nnello imrno1tale del Bott1cel11, p che il maestro non avrebbe ma · 1are "San Se bast1.ano" . d vuto int1to s~rebbe stato megl_io cancellare le frecce e dipmgere 1_! giovane steso terra, intitolando il quadro "La :intare lla del giovane vanitoso".

La crescente avversione per tutto quanto è ragionato, strutturato e metodico può condurre soltanto, ne i suoi ultimi parossismi, al perpetuo e fantasioso vagabondaggio della vita ne lle selve, alternata, anch'essa, a l disimpeg no istintivo e quas i meccanico di a lcune attività assolutamente indispensabili alla vita. L 'avversione a ll o sfo rzo inte llettuale, a li ' astrazione, alla teorizzaz ione, alla dottrina, può portare soltanto, in ult ima analis i, a una ipertrofia dei sensi e della immaginazione, a quella

Perché questi commenti? Per far comprendere quanto danno ha fatto alle anime il Rinascimento pagano, diffondendo tramite l'arte uno stato d' animo impalpabile ma contagioso, capace di contestare discretamente tutte le idee della Chiesa sulla perfezione morale. Un avvertimento ai cattolici costretti a misurars i con le aberrazioni molto più gravi di tanti artisti moderni!

"civi ltà dell ' immag ine" sulla quale Paolo VI h a ritenuto di dover attirare l 'attenz ione dell' umanità 3. Sono pure s in tomatici g li elogi idilliaci, sempre più frequenti, di un tipo di "rivoluzione cultura Ie" generatrice di una nuova società post-industriale, ancora mal definita, e di cui sarebbe una prima immagine fugace il comunis mo cinese, come talora è presentato. • (Plin io Correa de Oli ve ira, Rivo/11zio11e e Contro-Rivoluzione, Luci s u li 'Est, Roma, ·1998, pp. I 54157.)

Note: I. Claude Levy-Strauss, li pensiero selvaggio, trad. it., Il Saggiatore, Mi lano, 1964. 2. " Tutti g li dei dell e ge nt i sono demoni" (Sai. 95,5). 3. Paolo VI, Allocuzione all ' udienza generale del 13-7-1969, in /11seg11a111ellli di Paolo VI, voi. VII. p. 101 3.

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Maggio 2000

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(Pubb li cato su Ca10/icis1110. Sa n Paolo. Brasile. n. 73. gennaio 1957)

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Virilità pagana e .falsa pazienza cristiana Plinio Correa de Oliveira a un paragone fra i tratti fisionomici di quest'uomo romano del secolo III della nostra era - raffigurato in una splendida scultura conservata nel Palazzo Capitolino - e quelli del celebre Apollo del Belvedere, uscirebbe chiaramente perdente il primo. Non si può infatti affermare che si tratti propriamente di un beli 'uomo.

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Tuttavia, non si può negare che una certa sensazione di bellezza promana dall ' insieme della sua fisionomia; si tratta però di una bellezza principalmente morale. I tratti del viso e la conformazione del cranio sono molto proporzionati. La fronte, le orecchie, gli occhi, il naso e la bocca si armonizzano a vicenda perfettamente. Ognuno di questi tratti dà un ' impressione di giusta misura, di forza, di regolarità, che sembra raggiungere nello sguardo la sua più aita e viva forma di espressione. Uno sguardo limpido, sereno, grave, abituato ad ana lizzare il mondo con un senso di dominio e una fiducia nelle proprie risorse veramente ammirabile. Uno sguardo che lascia trasparire un 'anima dalla tempra virile, capace di affrontare con forza e nobiltà gli scontri e le sconfitte della vita. Così era il romano, e tutti lo sanno. Equeste furono le qualità che egli seppe comunicare alle sue grandi realizzazioni: l' Impero, il diritto e i capolavori della sua arte e letteratura. Tuttavia se ta le era il romano, in modo assai particolare lo era a Roma il mi li tare, poiché se gli eserciti romani dominarono il mondo, ciò fu nella misura in cu i incarnavano a l meglio le qualità del loro popolo. * * * *

Nello stesso secolo Ili , San Sebastiano fu il comandante della prima coorte sotto gli Imperatori Diocleziano e Massi miano. Questo corpo era l'élite de ll 'eserc ito che, dal punto di vista della tempra virile, era a sua vo lta (come abbi amo detto) l' él ite del popo lo. Non conosciamo nessun documento capace di darc i una c hiara idea della fi sionomia di questo glorioso Martire. Ma tutto porta a credere che sia stata mo lto più

grave che qu~lla del romano anonimo del nostro primo esempio. E questo tanto più che San Sebastiano era cattolico e la grazia, elevando e fortificando la natura, lungi da ll 'indebolirgli le virtù del romano 'oo(iele avrebbe esaltate con un' intensità incomparabi le. Dunque, come ammettere che il no?il_e . comandante di coorte avesse qualcosa dt snrnle a questo giovane che, nonostante sia crivellato di frecce, sembra nel contempo l'antitesi della mortificazione cristiana e di una seria spiritualità? Infatti, si tratta di un giovinetto dal viso e dal capo ben fatti, molto conscio della sua appariscenza, rapito dalla sua esibizione. li suo viso ha un 'espressione sentimentale e capricciosa. La posa del suo corpo è di chi si sta godendo mollemente il sole e la brezza, un po ' stanco di stare in piedi. Usa un tronco d' albero come confortevole appoggio, trovando pure il modo di riposare comodamente i piedi su due rami tagliati. Le frecce non gli causano il minimo dolore. Nulla, nella sua raffigurazione, ci dà I' impressione che stia per morire. li ricordo di Dio e della vita eterna, la suppi ica per ottenere la perseveranza finale , la preghiera per la Santa Ch iesa, l' invettiva salutare o la paro la di perdono agli aguzzini , nulla di questo viene espresso o rappresentato nel quadro. Si direbbe che questo giovane, che ma l sopporta di trovarsi da solo, aspetta che lo vengano a cercare per tornare alle sue occupazioni di ogn i giorno. (e:> alla pag. 11)