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touring

17 aprile 2014 www.touring.ch GAA 1214 Vernier

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2014

Il giornale della mobilità

Circolare in città

Alti e bassi della bici 6

Mal di schiena

Sedersi bene al volante 14 Viaggio dei lettori

Una crociera ai Caraibi 22 33

Notizie e informazioni dalla Sezione Ticino del TCS

18 Test della Seat Leon Una bella break, molto utile per trasportare carichi.

20 L’ABS delle moto Test di frenata con o senza il sistema anti bloccaggio.

37 Evento motociclistico Controllo TCS di sicurezza sullo Schallenberg.


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editoriale e sommario | touring

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n. 7 | 17 aprile 2014

Dare la colpa agli altri non serve a nulla

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er un soffio il ciclista non mi ha travolto mentre attraversavo le strisce pedonali. Deve aver avuto molta fretta, dato che poco dopo ha tagliato ancora la strada ad un altro ciclista. Ogni giorno osservo come purtroppo pedoni, ciclisti e automobilisti ignorano le regole della circolazione stradale. Questa noncuranza può avere conseguenze gravi – in particolare per gli utenti della strada più deboli. Il mancato rispetto del diritto di precedenza è la causa più frequente di collisioni con ciclisti. Nonostante che in sella ad una bicicletta sarei più velocemente in centro città, non ho mai tanta voglia di usare la due ruote, per-

touring

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2014

attualità 4

sezione ticino 33

Una miscellanea di notizie dal mondo della mobilità.

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società e mobilità 13 14 15

Il consulente: chi paga l’intervento dei pompieri in caso d’incidente? Sedersi correttamente al volante per evitare il mal di schiena. Anche la statistica europea mostra che le strade svizzere sono sicure.

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Test della Seat Leon ST, una break elegante e ideale da caricare. Frenare con la moto: con ABS la sicurezza è maggiore. Costi dei servizi: speciale banca dati del TCS.

DOSSIER

Il mondo delle due ruote

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foto Pia Neuenschwander, wi, Thomas Rabsch/laif

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Idee per costruire città a misura dei bisogni del ciclista. L’esempio di Copenaghen, mecca delle due ruote. Modelli di bicicletta inusuali per movimentare la nuova stagione. Scoprire gli agglomerati svizzeri facendosi comodamente trasportare in risciò elettrico.

Foto di copertina: F1online/Ty Milford Aurora

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viaggi e tempo libero

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30 Prove e novità 21 BMW X5

Resoconti delle quattro assemblee dei gruppi regionali. Ordine del giorno dell’assemblea dei delegati sezionali.

club e soci

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test e tecnica

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ché la ciclopista scorre accanto a strade molto trafficate. Inoltre devo attraversare molte strade principali e il tragitto per le biciclette non è per nulla diretto. Penso che la mia esperienza sia condivisa da molti, dato che il numero dei ciclisti in Svizzera è in calo, nonostante che l’uso della bicicletta sia vantaggioso sui tragitti brevi. Lo spazio sui marciapiedi e sulle strade nelle nostre città è, a causa della storia e dell’urbanistica, scarso e dunque potenzialmente conflittuale. Ma non serve a nulla incolparsi a vicenda. Sono invece richieste soluzioni che promuovono una convivenza sicura. Dino Nodari, vice caporedattore

Viaggio dei lettori: una crociera in novembre verso il caldo delle isole caraibiche. Würzburg: le città minori tedesche sono ricche di fascino. In rampichino alla scoperta a tappe dell’Oberland Bernese guidati dal GPS senza bagaglio. Immersione totale nella natura del Canada occidentale.

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Moduli di formazione federale dei soccorritori stradali: trucchi e consigli per aprire la porta. Controllo di sicurezza delle moto al 4 maggio sullo Schallenberg. Soggiorno prolungato vantaggioso in tre campeggi del TCS. prezzi e contatti TCS quiz & concorsi la pagina dei lettori, impressum l’incontro: Brigitta e Paul Böhlen, girovaghi per 7 anni in Toyota.


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touring | attualità n. 7 | 17 aprile 2014

Parco Nazionale Svizzero: «100 anni davvero selvaggi!»

SONDAGGIO ONLINE

Avete già ricevuto ingiustamente una multa?

Il 1° agosto 1914 venne inaugurato il Parco Nazionale Svizzero. Chi non sa ancora dove e come trascorrere la prossima festa della patria, allora può recarsi al parco nazionale più vecchio dell’arco alpino per godere la natura allo stato puro. I fondatori del parco nazionale furono dei visionari perché idearono e realizzarono questo progetto molto prima che i concetti di sostenibilità e turismo ecologico divenissero di moda. La creazione della «Lega svizzera per la Protezione della Natura», l’attuale Pro Natura, fu la prima tappa verso il raggiungimento del loro obiettivo: prendere in affitto una valle ai margini della Svizzera al fine di garantire la conservazione di un pezzo

48%

52%

■ Sì ■ No

La nuova domanda: Chi prepara la vostra bicicletta per la nuova stagione estiva?

originale della natura di montagna «per l’eternità». Affinché il centesimo compleanno venga festeggiato alla grande, collaborano anche gli uffici del turismo dell’Alta e Bassa Engadina per presentare offerte attrattive (www.engadin.stmoritz.ch). Per il giubileo si possono prenotare pacchetti di più giorni in varie fasce di prezzo anche presso Svizzera Turismo su www.myswitzerland.com/natura. Se un adulto festeggia, in genere ne approfittano anche i bimbi. E gli altri 15 parchi del nostro Paese (www.schweizer-paerke.ch) stando a Stefan Müller, presidente della Rete dei parchi svizzeri, formano «la catena di perle attorno al diamante, ovvero il Parco Nazionale Svizzero». Bü

Ogni estate e autunno 150 000 persone visitano il Parco Nazionale. Nella foto: vista sulla Val Sassa e Quattervals.

La vostra opinione ci interessa! Potete partecipare ai nostri sondaggi online pubblicati regolarmente sul sito web www.touring.ch

WWW.TOURING.CH

Stazione Supercharger Tesla a Lully Il leader mondiale dell’auto elettrica, la marca californiana Tesla, ha appena aperto una stazione di ricarica ultrarapida nell’area di servizio di Lully (FR). Ora è così possibile collegare il nord della Germania alle Alpi.

La «radarite» francese attorno a Ginevra

137 700

Questi strani uccelli meccanici dotati di telecamere girano video e riprese fotografiche spesso coinvolgenti e originali. Ragione per la quale gli uffici del turismo se ne servono per i loro messaggi promozionali.

«Touring» su iPad Potete scaricare sul vostro iPad questa edizione di «Touring». La versione per il tablet è arricchita da elementi multimediali quali video, gallerie di immagini oppure collegamenti a Internet.

foto swiss-image.ch, Keystone/MAXPPP/Laurent Perzo, mypotholes.com, ald

Promozione turistica tramite droni

Ormai è diventata una tradizione: i radar autostradali francesi più produttivi sono situati in prossimità della Svizzera. L’anno scorso, il radar fisso di Clarafond ha lampeggiato per 137 700 volte, ossia 377 volte al giorno, secondo le statistiche della rivista L’Express. Questo «cecchino» alto-savoiardo fa strage sull’autostrada A40 in direzione Ginevra-Lione. È installato su una disce-

Sono le volte che il radar di Clarafond, tra Ginevra e Lione, ha lampeggiato l’anno scorso. Primato di Francia.

sa dove vigono i 110 km/h. Nel 2011, con 462 lampi quotidiani, la palma del vincitore era andata al radar fisso appostato davanti al valico doganale franco-svizzero di Bardonnex. A beneficio degli automobilisti elvetici che scelgono di recarsi nel sud della Francia percorrendo l’A41, si precisa che il radar di Saint-Julien-en-Genevois non resta inattivo: 217 scatti al giorno nel 2013. MOH


attualità | touring

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n. 7 | 17 aprile 2014

Attraversare in futuro il San Gottardo costerà 20 franchi?

Happening urbano

Davide Luciano e Claudia Ficca sono una coppia di artisti newyorchesi. Al momento lavorano ad un progetto fotografico realizzando scene di vita quotidiana utilizzando buchi, fessure, crepe e altri danni subiti dall’asfalto del fondo stradale. Foto su www.mypotholes.com.

Prese delle auto elettriche: l’Unione europea standardizza La diffusione delle automobili elettriche passa specialmente dalla standardizzazione delle prese di ricarica. Ebbene, è cosa fatta: al termine di lunghi dibattiti, la Commissione europea e gli Stati dell’UE hanno deciso per la presa detta di «tipo 2» elaborata dal fabbricante tedesco Mennekes. Secondo gli specialisti, tale scelta è logica perché questa presa è la più diffusa sul Vecchio Continente. La si ritrova tanto sulle Renault Zoe quanto sulle Volvo V60 plug-in. La presa di «tipo 2» beneficiava peraltro da diversi anni

del sostegno dell’Associazione europea dei costruttori di automobili, organizzazione mantello del settore. Sviluppata su richiesta del gruppo Daimler, questa presenta il vantaggio di sopportare amperaggi elevati. L’Unione europea si è altresì impegnata a promuovere l’istallazione di stazioni di ricarica per i veicoli a propulsione alternativa. Entro la fine del 2020, il loro numero dovrebbe essere sufficiente per circolare senza problemi nelle zone urbane e periurbane. MOH

Il mare di tulipani di Keukenhof nei pressi di Amsterdam

Decifrare le tendenze planetarie future della mobilità collaborativa

Centinaia di migliaia di visitatori, tra cui molti svizzeri amanti dei tulipani, ogni primavera si recano nel parco botanico olandese di Keukenhof, per ammirare i vasti campi di questi fiori a bulbo. Questa primavera nei giardini del Rijksmuseum ad Amsterdam dalla terra spuntano dei tulipani che si possono definire storici perché risalgono al XVII secolo, quando questi fiori erano di gran moda. Infatti ai tempi erano merce preziosa che creava commercio e speculazione. Il tulipano «Anvers» poteva raggiungere il prezzo di 510 fiorini, quando un maestro ne guadagnava 200 l’anno. Informazioni: www.keukenhof.nl, www.rijksmuseum.nl e www.holland.com. Bü

La 2a edizione del «World Collaborative Mobility Congress» si svolgerà dal 7 all’8 maggio all’Arena Postfinance di Berna. Organizzata dall’Accademia della mobilità, questa piattaforma di scambio e di riflessione che riunisce attori provenienti da tutto il mondo mira a stilare uno stato dei luoghi della mobilità collaborativa, delineando anche gli scenari del futuro. Si ascolteranno rappresentanti di grandi istituzioni come La Posta, FFS, Daimler, Mobility, Città di Berna e alcune start-up in fase di sviluppo come BlaBlaCar, Parku o GoCarShare. Iscrizioni entro il 25 aprile su www.wocomoco.ch. Per qualsiasi informazione: tel. 058 827 34 15, info@wocomoco.ch. jop

Chi vuole transitare attraverso la galleria autostradale del San Gottardo potrebbe dover pagare. L’amministrazione federale dovrebbe studiare a fondo l’introduzione di un pedaggio per la galleria, lo vuole la Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni. A Berna circola già un’idea di come il pedaggio potrebbe essere concretamente. Un transito costerebbe 20 fr. (per ticinesi e urani 100 fr./annui). Sarebbero interessati da tale soluzione solo i veicoli privati, dato che i camion sono già soggetti alla tassa sul traffico pesante. «Non sono contrario ad approfondire l’idea di un pedaggio», ha detto a marzo l’allora presidente del Consiglio di Stato ticinese Paolo Beltraminelli alla «Schweiz am Sonntag». Tuttavia bisogna chiedersi perché mai bisognerebbe prelevare un pedaggio solo al S. Gottardo. dno

L’APP

ROAD TRIP AIUTA AD OTTIMIZZARE LO STILE DI GUIDA E RIDUCE I COSTI Mentre già il jogger alla moda gestisce il proprio allenamento tramite un’applicazione che snocciola i chilometri percorsi, la velocità, il dislivello, le pulsazioni cardiache ecc., perché non fare lo stesso in campo automobilistico? Chi vuol conoscere tutto dei suoi spostamenti stradali può scaricare Road Trip. Tramite localizzazione GPS, l’app registra tutti i tragitti e rileva quasi ogni singola goccia di consumo di carburante. È così possibile identificare l’influenza dello stile di guida sul bilancio del consumo. Si possiede così un monitoraggio in tempo reale, soprattutto in occasione di viaggi lunghi, corredato da medie e da statistiche. La versione LITE è gratuita.

In francese, tedesco, inglese, per iPhone e iPad, scaricabile su App Store al prezzo di 4,49 euro.


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touring | dossier

foto Thomas Rabsch/laif

n. 7 | 17 aprile 2014

Stress da densità sui percorsi ciclabili di Copenaghen. La capitale danese è la mecca delle bici; il 35 percento dei pendolari usa la bicicletta.

Città a misura di biciclette | Sempre meno svizzeri usano la bicicletta. Gli esperti vogliono rendere più attrattiva la due ruote nelle nostre città prendendo esempio anche da Copenaghen.

Cosa occorre ai ciclisti per sentirsi a loro agio

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onostante l’avvento delle bici elettriche, le strade intasate di mattina e la coscienza ecologica, il numero dei ciclisti diminuisce. La quota di biciclette sul traffico totale in Svizzera ammonta ad appena il 4,8%. L’uso della bici nella fascia di età fra i 6 e i 17 anni si è dimezzato tra il 1994 e il 2010. Se dieci anni fa si percorrevano pedalando ancora 900 metri al giorno, oggi sono solo 800. Cifre che fanno riflettere. Per questa ragione, numerose città svizzere si sono attivate in favore della bici. Berna punta su un raddoppio del traffico ciclistico, Winterthur lo vuole aumentare del 60% e Basilea, la città con il tasso più alto di bici sul traffico globale (16%), desidera ridurre quello au-

tomobilistico del 10%. L’obiettivo è quello di creare corsie veloci, strisce più agevoli, parcheggi per bici e piste ciclabili più larghe, tutto per invogliare l’uso della bici in città. Il modello: Copenaghen. Qui la neve viene rimossa prima dalle piste ciclabili, che sono larghe almeno due metri e i semafori sono coordinati in base al traffico delle due ruote: chi, nelle ore di punta, sulla rotta dei pendolari verso e dalla città, non supera i 20 km/h, potrà beneficiare dell’onda verde.

Folla sulle piste ciclabili Urs Walter, delegato per la bicicletta della città di Zurigo, ha spesso usato la bici a Copenaghen. Nelle ore di punta sulle piste ciclabili il traffico sarebbe talmente

denso da creare un forte stress. «È impressionante vedere l’ampiezza del fenomeno. Ci fa invidia. Ci ispiriamo volentieri a questi numeri, ma verosimilmente la Svizzera non li realizzerà mai, visti gli spazi urbani più ristretti». Ciononostante: nessuna città può rinunciare alla promozione della bicicletta, afferma l’esperto. «La bici è il mezzo di trasporto urbano per eccellenza, perché nelle ore di punta contribuisce in maniera sostanziale a decongestionare le strade». Secondo Urs Walter è necessario sensibilizzare la popolazione per stimolare l’uso delle bici anche altrove: «Dobbiamo rendere la bicicletta un tema attuale, per esempio con piccole promozioni pubblicitarie limitate alla città». L’incen-


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n. 7 | 17 aprile 2014

collegamenti in uscita dal centro e ha appena aperto un grande parcheggio per bici, molto apprezzato dai ciclisti.

L’INTERVISTA

«Nelle città si circola bene in bicicletta» Cosa serve per rendere una città a misura di biciclette? Christoph Merkli: Vi sono diversi fattori: le infrastrutture, la regolazione del traffico, la disponibilità di posteggi, la considerazione che si ha della bicicletta come mezzo di trasporto, il clima nel traffico. Fondamentalmente la prima domanda è la seguente: mi sento a mio agio e sicuro? Soltanto in un secondo momento ci si può chiedere: i percorsi ciclabili sono senza ostacoli? Quali città svizzere sono leader? Il nostro ultimo sondaggio del 2009 ha mostrato che fra le città più grandi primeggia Winterthur, fra quelle più piccole, Burgdorf. Winterthur ha ottimi

Christoph Merkli, direttore di Pro Velo.

E i fanalini di coda? Friburgo ha ottenuto i risultati peggiori. Nella Svizzera tedesca, Zurigo è stata l’ultima, per diverse ragioni: essendo una grande città, Zurigo è difficile da domare. Nella Svizzera occidentale, invece, la bicicletta ha un ruolo completamente diverso. Inoltre, Friburgo è molto stretta e collinosa e non si lascia semplicemente livellare. Nel confronto internazionale, siamo un paese in via di sviluppo? No, la Svizzera si posiziona nel primo terzo della classifica. Complessivamente ho l’impressione che nelle città svizzere si riesca a guidare bene la bicicletta. Ma guardiamo con invidia verso l’Olanda e la Danimarca, che sono molto più avanzati di noi.

tivo principale per i ciclisti è la presenza di una buona infrastruttura. «Sarà questa la sfida dei prossimi anni: far sì che le città invitino a usare le biciclette».

Atteggiamento importante Ma quand’è che una città può dirsi una città a misura di biciclette? Innanzitutto bisogna chiedersi qual è l’atteggiamento degli utenti del traffico stradale: i ciclisti vengono trattati con rispetto e riguardo? Poi v’è, ovviamente, anche la sicurezza: vi sono pericoli sulle piste ciclabili? La rete dei collegamenti svolge a sua volta un ruolo importante: arrivo velocemente da A a B oppure devo fare un giro più lungo? A Copenaghen, la mecca delle biciclette, tutto questo sembra scontato. «Perché qui è una questione di democrazia», dice Klaus Bondam, ex consigliere comunale di Copenaghen e direttore del «Cyklistforbundet» danese. La domanda principale è: chi ha la precedenza in città? Che nella capitale della Danimarca la precedenza venga data alle biciclette non è dovuto soltanto ad un rigido calcolo: in passato, Copenaghen aveva progettato di costruire autostrade proprio in mezzo alla città. Il progetto naufragò per la mancanza di fondi. Poi il paese visse la crisi petrolifera e le domeniche senza auto. Da qui sorsero tutte le piste ciclabili: gli abitanti di Copenaghen volevano condizioni migliori per le biciclette.

Piste ciclabili larghe incoraggiano l’uso delle biciclette.

Da dove dovrebbe iniziare la Svizzera? Da una pianificazione mirata. Qui si pianifica innanzitutto per il trasporto pubblico, poi per il trasporto privato e solo dopo per i ciclisti. Si dovrebbe fare il percorso inverso, cioè iniziare dal pedone, poi passare alla bici e considerare poi trasporto pubblico e privato. Dobbiamo pianificare passo per passo, in modo da costruire una rete ciclabile che alla fine risulti usufruibile da tutti. Vogliamo vedere pedalare anche gli inesperti, i pensionati e i bambini. È così in Danimarca e in Olanda? Sì, perché in questi paesi si ha un’altra considerazione della bici. Ma la mentalità può essere influenzata con marketing e pubblicità. Non ricordo che sia mai stata fatta alcuna campagna di sensibilizzazione in favore della bici a livello nazionale. Né i produttori delle due ruote, né lo Stato hanno mai investito del denaro a tal fine. Reto Hunziker

«La nota cultura della bici a Copenaghen non ha nulla a che vedere con il gene del ciclismo con cui nascerebbero i cittadini», dice Bondam. «Bensì è il risultato delle circostanze storiche, del potere del popolo e della volontà politica». A Copenaghen il 35% dei pendolari va e viene con la bici («perché è più comodo»). L’obiettivo è quello di arrivare al 50%. La semplice ricetta degli attivisti della bici: «Se prendi il ciclismo seriamente, devi innanzitutto renderlo semplice e sicuro». Tutto questo non può avvenire da un giorno all’altro, come sostiene Ursula Lehner-Lierz, consulente per la politica e il traffico ciclistico a Männedorf (ZH). «Nel traffico regna la concorrenza per le superfici», dice, «le decisioni politiche sono difficili. Ecco perché i processi sono lunghi». L’importante è che le persone si sentano sicure sulla due ruote e ciò richiede spazio. Ma: da dove lo prendiamo lo spazio? A scapito delle auto, dei trasporti pubblici o dei pedoni? Gli elettori si sono pronunciati ripetutamente a favore della bici. Ora è la politica a dovere agire con risolutezza, dichiara LehnerLierz, secondo cui da noi ci si lamenta perché si è abituati a che tutto funzioni al meglio. «In Germania o in Olanda si usa la bici perché il trasporto pubblico locale lascia a desiderare». Certo, questo non è il caso della Svizzera, ma in fatto di bici c’è ancora molto da fare. Reto Hunziker


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touring | dossier n. 7 | 17 aprile 2014

Il boom della bici | Un’ondata innovativa senza precedenti, con gioielli tecnologici pilotati dal computer da un lato, e dall’altro un marcato gusto per l’estremo opposto, con la riscoperta delle buone vecchie bici d’altri tempi.

Pedalare, un’arte di vivere

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velata al pubblico all’inizio di marzo, la Stromer ST2 ha suscitato un coro di superlativi entusiastici. Non solo contiene un computer che analizza le curve di velocità e le statistiche d’utilizzo, ma soprattutto è la prima bicicletta connessa: equipaggiata di GPS, GPRS e Bluetooth, il lucchetto funziona tramite smartphone e invia un allarme in caso di furto, bloccando il motore. E ricarica anche il vostro telefonino, mentre sfrecciate a 45 km/h. Questa piccola meraviglia tecnologica del costruttore bernese Stromer si compra per 6690 fr. Il prezzo lascia prevedere che, malgrado le indubitabili virtù, le

vendite resteranno modeste. Tanto più che i ciclisti elvetici apprezzano anche le buone vecchie biciclette del tempo che fu, con sella molleggiata, grande manubrio arcuato, grossi copertoni e portabagagli. Abbandonate velleità quali picchi elevati di velocità o forti inclinazioni «da centauri» in curva. Ma poco importa. Questi veicoli sui quali ci si tiene diritti come fusti stanno tornando di moda e seducono per il loro aspetto retrò. Maestro del segmento, il fabbricante Johnny Loco propone una gamma completa con molto stile, che si rivolge in particolare alle famiglie con i modelli «cargo», ideale per trasportare la spesa, e «coupé» sormon-

tati da un tettuccio a landò. Nell’attuale panorama ciclistico, spiccano anche biciclette poco ingombranti destinate ai pendolari. Come la Brompton, facile da imbarcare in treno dopo averla ripiegata in una quindicina di secondi sul binario della stazione. Il suo omologo a propulsione elettrica, il Gocycle, permette di percorrere diversi chilometri senza spiegazzarsi il vestito né macchiare di grasso i pantaloni. Comunque per una panoramica esaustiva, l’appuntamento è ai Bike Days (www.bikedays.ch), dal 9 all’11 maggio a Soletta, dove le famiglie si mischiano ai patiti del freestyle. jop

Beach Cruiser Dutch Delight: il colpo di pedale del tutto retrò

Stromer ST2: le ultime raffinatezze tecnologiche Naturalmente, c’è un telaio, un manubrio e due ruote. Ma per il resto, la Stromer ST2 sembra più un computer che una bici. Dotata di GPS, GPRS e Bluetooth, è possibile chiudere il lucchetto tramite smartphone e ricevere un allarme in caso di furto. Questo gioiellino dispone di motore con potenza di 500 watt per raggiungere punte di velocità di 45 km/h. La batteria consente un’autonomia di 150 chilometri. Equipaggiamento: motore elettrico nel mozzo posteriore, freni a disco idraulici, parafango, forcella in carbonio, accumulatore 48 volt Prezzo: 6690 fr. Informazioni: www.st2.ch

foto Johnny Loco, Stromer, GoCycle, Faltrad plus GmbH, Fabrik Cycles

Ovviamente, non si compra questa bici per mandare in tilt il tachimetro. Il largo manubrio e la posizione di seduta molto verticale non hanno nulla di aerodinamico, ma sprigionano un fascino d’altri tempi dalle tinte stravaganti. Il telaio sinuoso aggiunge una punta retrò a questo modello ispirato al design americano degli anni ’50. Caratteristiche tecniche: 20 kg, 180 cm di lunghezza, larghezza del manubrio 65 cm, in opzione: portabagagli, fari, lucchetto Prezzo: 790 fr. Informazioni: www.johnnyloco.ch


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n. 7 | 17 aprile 2014

Brompton: la pieghevole ideale anche per i viaggi in treno Inseparabile compagna dei pendolari, si ripiega in un battibaleno sul binario della stazione ferroviaria e si stiva fra due file di sedili. Arrivati a destinazione, la si riapre e si sfreccia in ufficio. Qualche prezioso minuto guadagnato ogni giorno, sono sinonimo di migliore qualità di vita. Nonostante la sua forma inconsueta, beneficia di un’eccellente stabilità. Caratteristiche tecniche: telaio in acciaio, 1–6 marce, borse di tela, dimensioni in modalità ripiegata 57×58×27 cm, tempo per piegarla da 10 a 15 secondi, 9–13 kg Prezzo: da 1270 fr. Informazioni: www.brompton.ch

Gocycle G2R: un ultraleggero a propulsione elettrica In Gran Bretagna è il mezzo di trasporto prediletto dagli impiegati incravattati che voglio arrivare in ufficio senza una goccia di sudore in fronte né tracce di grasso sui pantaloni. Il telaio cavo racchiude la batteria agli ioni di litio e sono possibili un’infinità di regolazioni per sella e volante, migliorando l’ergonomia. Caratteristiche tecniche: 15,6 kg, freni a disco idraulici, 3 marce, motore nel mozzo anteriore, batteria agli ioni di litio 237 Wh Prezzo: 3990 fr. Informazioni: www.m-way.ch/gocycle, www.gocycle.com

Fixie: per i patiti dell’asfalto che vogliono emozioni forti Oggetto di culto, la Fixie affonda le radici nel ciclismo su pista, disciplina sportiva dove si gira in tondo per ore su un anello inclinato. Siccome la leggerezza del veicolo riveste la massima importanza, si rinuncia ad ogni dettaglio superfluo, freni compresi. Riscoperta dai corrieri newyorchesi, sta riscontrando un gran numero di adepti, amanti del suo lato minimalista. Le hanno comunque aggiunto i freni. Caratteristiche tecniche: lo stretto necessario Prezzo: da 489 fr. Informazioni: www.fabrikcycles.ch, www.fixieshop.ch

Cargo Earl Grey 7SP: trasportare i figli con stile La sua spaziosa cuccetta offre la possibilità di far la spesa o di portare a scuola i bambini. Ma il suo fascino non si riassume in una semplice funzione utilitaria. Piace anche per la sua eleganza vintage che suscita l’ammirazione dei passanti. Costruita in materiale leggero – seppur resistente agli urti – permette di spostarsi senza traspirare eccessivamente. Equipaggiamento: telaio in alluminio, 7 marce, 42 kg, 217 cm di lunghezza, 82 cm di larghezza, peso a pieno carico fino a 150 kg Prezzo: 2662 fr. Informazioni: www.johnnyloco.ch


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n. 7 | 17 aprile 2014

La maggior parte dei risciò circola a una velocità di 12 km/h. Per assistere il conducente nella pedalata c’è anche un motore elettrico.

Taxi risciò | La tre ruote mossa dall’energia dei muscoli permette di scoprire la città da un nuovo punto di vista e combina sport e svago con una mobilità rispettosa dell’ambiente.

L’autista di risciò non molla mai

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muscolare. A Berna soltanto tre conducenti riescono a superare la salita dell’Aargauerstalden». In generale vale la regola: un autista di risciò non molla mai!

pagano di più», sorride Pascal Nydegger. Il prezzo per un viaggio in risciò infatti è negoziabile. Oltre a piccole iniziative come il noleggio di risciò con degustazione di fondue in inverno e i risciò con grill e bar per l’estate, la Rikscha-Taxi GmbH ha avviato un gran progetto: il 14 aprile l’indiano Sunita e lo svizzero Yves sono partiti con due risciò da Berna per Dehli. Lungo il percorso di 14 000 km raccolgono donazioni che dovrebbero riuscire ad aiutare finanziariamente 900 famiglie di conducenti di risciò. Nadia Rambaldi

Con due risciò a Dehli

Pascal Nydegger (a d.) è proprietario e direttore di Rikscha-Taxi Schweiz GmbH, Simon Schnidrig è il responsabile dell’agenzia di Berna.

Non solo tra i conducenti, ma anche tra i passeggeri si possono notare delle differenze. Agli abitanti di Coira, ad esempio, dà molto fastidio salire su un risciò, probabilmente perché si è piuttosto visibili. Per i bernesi usare il ciclo-taxi risulta naturale come lasciarsi trasportare dalle acque dell’Aare. E agli zurighesi piace percorrere le strada in salita per mettere alla prova la condizione fisica del conducente. «A volte sono anche dei sadici, ma

Info Touring www.rikschataxi.ch www.rikschaplantour.com

Ordinanza speciale

foto Fabian Unternährer

veicoli a tre ruote con tettuccio hanno un aspetto futuristico. Ma a Berna i risciò appartengono praticamente quasi al decoro urbano e sono estremamente apprezzati per i tour in città. Il nome non è un programma. «Non siamo un’agenzia di taxi: ai nostri passeggeri offriamo la possibilità di vedere la città da un’altra prospettiva», spiega Pascal Nydegger, proprietario del Rikscha-Taxi Schweiz GmbH. La società gestisce risciò a Berna, Basilea, Interlaken, Coira, Vevey, Montreux e Zurigo che fungono anche da superfici per pubblicità mobile. In totale sono impiegati 150 conducenti. Alcuni sono dipendenti con stipendio a ore, altri conducono i risciò in modo indipendente previo pagamento di un affitto giornaliero. Tutti sono molto impegnati e sviluppano il proprio stile, incluso un abbigliamento particolare e strumenti musicali. «I conducenti fanno il loro lavoro con il sorriso sulle labbra, perché andare in risciò è un modo di concepire la vita», racconta Nydegger. Non sono solo autisti, bensì anche guide turistiche e devono conoscere bene la loro città. Oltre a un certo idealismo è necessaria anche una buona condizione fisica, dato che il risciò ha un peso a vuoto di 155 chili. «Completamente carico raggiunge i 400 chili, un peso che il conducente deve muovere perlopiù con la propria forza

I ciclo-taxi sono fabbricati con PET riciclato in Germania. Un motore elettrico di 250 watt assiste la pedalata, la batteria dura circa 4 ore. Nel 2011 è stata emanata un’ordinanza speciale per i risciò, dato che la legge non conosce questo tipo di veicolo a tre ruote. Ora sottostanno all’ordinanza sul servizio taxi, hanno una targa gialla, ma ufficialmente nr sono catalogati come bici.


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società e mobilità | touring 13 n. 7 | 17 aprile 2014

Addio alla mitica «mille buchi»

Q

ualcosa si sta muovendo sui cantieri autostradali. Quest’anno la Confederazione investe circa due miliardi di franchi nell’ampliamento e nella manutenzione delle strade. Il Dipartimento dei trasporti ha approvato i relativi progetti di costruzione e il Parlamento ha stanziato i crediti necessari. Con questi fondi sarà, ad esempio, portato a sei corsie il tratto dell’autostrada A1, cronicamente congestionato, tra Härkingen e Wiggertal. In autunno sarà dunque pronto. Di conseguenza bisognerà trovare un nuovo nome a quella che in gergo popolare viene chiamata la «mille

buchi», perché finalmente la carreggiata sterrata apparterrà al passato. Una volta completato, questo tratto autostradale – su cui transitano quotidianamente circa 85 000 conducenti – non sarà solamente più sicuro, ma vedrà ridotte anche le ore in colonna.

Maggior quota all’ampliamento Quest’anno 100 milioni di franchi sono destinati al risanamento dei colli di bottiglia, come appunto quello tra Härkingen e Wiggertal. La maggior parte degli 1,25 miliardi di franchi sarà impiegata per l’ampliamento e la manutenzione della

L’imbuto sull’A1 tra Härkingen e Wiggertal sarà allargato a 6 corsie.

rete esistente, come comunica l’Ufficio federale delle strade (Ustra). Così, per esempio, si potrà procedere all’ampliamento del raccordo tra l’A2 e il porto sul Reno di Kleinhüningen a Basilea. Scopo del progetto è di sgravare il traffico sul raccordo autostradale e nei quartieri residenziali adiacenti all’autostrada, nonché di migliorare l’accesso al porto renano di Kleinhüningen. Inoltre, sull’A3 nel Canton Zurigo sarà rifatto il fondo stradale. I fondi necessari provengono dal Finanziamento speciale per il traffico stradale.

Nuove opere e prosecuzioni

Keystone

I lavori sui nuovi tratti sono stati avviati in base all’ottavo programma di costruzione a lungo termine per il completamento delle strade nazionali, approvato circa due anni fa dal Consiglio federale. I punti centrali delle nuove opere consistono nella prosecuzione dei progetti avviati, fra i quali l’A9 nell’Alto Vallese, la Transgiurassiana nei cantoni di Berna e Giura e la bretella Est della tangenziale di Bienne. Per le nuove costruzioni sono a disposizione 604 milioni di franchi nel quadro del completamento della rete. Tali mezzi provengono dal Fondo infrastrutturale. I crediti maggiori sono stati allocati ai seguenti cantoni: Berna 221 milioni, Vallese 184,8 milioni, Giura 102,7 milioni, Grigioni 31,6 milioni e Neuchâtel 23,6 milioni. Dino Nodari

I conducenti pagano l’intervento dei pompieri

I

n caso d’incidente stradale – insieme a polizia e ambulanza – sono spesso chiamati in causa anche i pompieri. Sono impiegati ad esempio per liberare i feriti dalle autovetture coinvolte nello schianto oppure per regolare il traffico. Sovente essi entrano inoltre in azione quando un veicolo incidentato rappresenta un pericolo ambientale a causa della perdita di carburante, olio motore e liquido dei freni o quando prende fuoco. La domanda che si pone è quindi a sapere chi copre i costi di questi interventi. Li paga la collettività, ossia il contribuente, oppure chi ha causato l’incidente, oppure ancora il proprieta-

il consulente Urs-Peter Inderbitzin

rio del veicolo in questione? Non esiste una regolamentazione nazionale, poiché l’organizzazione dei pompieri ricade sulle spalle del Cantone. Tutti i Cantoni, a quanto risulta, rifatturano tuttavia questi costi. Alcuni per esempio lo fanno qualora l’impiego dei pompieri è stato provocato in modo doloso o per grave negligenza. Nel Canton Zurigo si applica una sorta di principio di causalità: è il detentore del veicolo (e non il conducente) a dover sostenere i costi, spesso non indifferenti, dell’impiego dei pompieri. Conseguentemente un padre ha dovuto pagare circa 15 000 fr. per l’inter-

vento dei vigili del fuoco in seguito alla guida poco ortodossa del figlio. Il giovane fannullone, sotto l’effetto di alcool e droga, si era impossessato senza permesso della Porsche del genitore a Wetzikon (ZH), era andato a sbattere ed aveva proseguito la sua corsa, nonostante il veicolo fortemente danneggiato perdesse olio e liquido di raffreddamento. I pompieri avevano dovuto mettere in sicurezza il luogo dell’incidente sia deviando il traffico sia ripristinando lo stato della carreggiata e del prato adiacente. Il ricorso del padre fino al Tribunale federale è stato respinto (sentenza 2C_482/2013).


14 touring | società e mobilità n. 7 | 17 aprile 2014

Mal di schiena | Sedersi in modo sbagliato può provocare mal di schiena. Con un paio di semplici aggiustamenti al sedile dell’auto si riesce a evitare malesseri.

Una questione d’impostazione 2

1 Il sedile dovrebbe essere regolato il più in alto possibile

8

2 Tra testa e tettuccio dovrebbe starci un pugno 3 Gambe leggermente piegate con la frizione completamente schiacciata 4 Schienale il più possibile dritto, le spalle dovrebbe sempre avere il contatto con lo schienale 5 Il volante deve essere raggiunto con braccia piegate un po‘ ad angolo 6 Le cosce sono posate in modo rilassato sul sedile

4 5

7 Tra il poplite e il bordo anteriore del sedile dovrebbe formarsi uno spazio libero di due o tre dita 8 Il bordo superiore del poggiatesta è alla stessa altezza della scriminatura

3 7

6 1 Grafica: KEYSTONE, Fonte: TCS

A

l più tardi alla prima coda sull’autostrada si comincia a sentirsi scomodi. E poco dopo la schiena è indolenzita. Il mal di schiena è un disturbo molto diffuso, ma chi si prende il tempo di regolare bene il sedile, allora evita questo fastidio – e ciò vale non solo per l’auto. In Svizzera l’80 percento delle persone soffre almeno una volta all’anno di mal di schiena. Il Segretariato di Stato per l’Economia (Seco) quantifica i costi provocati da malattie generate dall’apparato di movimento a circa un miliardo di franchi. I dolori alla schiena non solo fanno male fisicamente, ma sono anche un fattore economico.

La posizione giusta Gli automobilisti che vogliono evitare di avere mal di schiena anche dopo pochi chilometri di strada, dovrebbero regolare bene il proprio sedile. Un’operazione che

promuove non solo il benessere del conducente, ma anche la sua sicurezza. E lo si può fare velocemente e senza troppi sforzi. In generale, se siamo accomodati nella posizione giusta l’auto si lascia guidare senza problemi. Per avere una visuale il più possibile buona, gli esperti del TCS consigliano di posizionare il sedile il più in alto possibile. La distanza tra la testa e il tettuccio dovrebbe essere di un pugno. La distanza dai pedali dovrebbe essere scelta in modo che, anche con la frizione completamente schiacciata, le gambe rimangono leggermente piegate. Anche il volante dovrebbe essere tenuto con le braccia che risultano leggermente piegate. L’importante è che le spalle siano sempre a contatto con lo schienale – anche quando si gira il volante. Lo schienale dovrebbe essere dunque il più possibile diritto. Per le auto in cui si può modificare anche l’in-

clinazione del sedile, si consiglia di fare attenzione che la coscia sia sempre posata sul sedile anche quando si preme completamente il pedale. Tra il poplite e il bordo anteriore della superfice a sedere dovrebbe formarsi uno spazio libero di due o tre dita. E infine il poggiatesta dovrebbe essere regolato affinché il bordo superiore sia alla stessa altezza della scriminatura e sia il più possibile vicino all’occipite.

Più sicurezza Chi fa attenzione a com’è installato il sedile dell’auto fa del bene non solo alla sua schiena, ma ha anche il controllo completo dell’automobile e contribuisce così alla sicurezza stradale. I sistemi di sicurezza dei veicoli come cintura ed airbag riescono a garantire il massimo della sicurezza solo se il conducente siede correttamente al volante. Dino Nodari


società e mobilità | touring 15 n. 7 | 17 aprile 2014

Le strade svizzere sono sicure Romanìa

92

Lussemburgo

87

Polonia

87

Croazia

86

Lettonia

86

Lituania

85

Italia 54

Francia

50

Germania

41

Spagna

37

Svizzera

33

Danimarca

32

Gran Bretagna Svezia 0

Strade migliori

58

Austria

Romania la più insicura Le strade in Romania risultano essere le più insicure dell’Unione europea, dove su un milione di abitanti sono morte 92 persone nel traffico stradale. Altrettanto carente la sicurezza sulle strade di Lussemburgo e Polonia, che condividono il penultimo posto dell’ingloriosa classifica (87 vittime ciascuna).

Sempre secondo il rapporto della Commissione Ue, gli utenti del traffico più sicuri abitano in Svezia (28), seguiti da Gran Bretagna (29) e Danimarca (32). L’anno scorso in Svizzera sono rimaste uccise sulla strada 33 persone per ogni milione di abitanti.

Morti per ogni milione d’abitanti

grafico TCS Visuell, fonte: EU/Astra

O

gni vittima è una di troppo. Tuttavia i dati statistici mostrano una tendenza rallegrante: sia in Svizzera che in Europa gli incidenti stradali con esito letale sono in calo. Lo scorso anno in Svizzera 269 persone sono morte sulla strada a causa d’incidenti, ovvero 70 in meno rispetto all’anno precedente. Recentemente anche la Commissione Ue a Bruxelles ha pubblicato la sua statistica sul traffico stradale. Se si comparano le cifre della Confederazione con quelle dei Paesi europei, la Svizzera si colloca al quarto posto per quanto riguarda la sicurezza stradale.

29 28

20

40

60

80

100

Le cifre di determinati Paesi europei comparate con quelle della Svizzera.

Per la seconda volta consecutiva è calato il numero delle vittime sulle strade nell’Unione europea. Stando al commissario europeo per i trasporti Siim Kallas questa diminuzione è dovuta a diversi fattori. Gli Stati hanno provveduto a rendere le strade più sicure, inoltre gli automobilisti sono più formati e le regole della circolazione sono state applicate in modo più severo. Nell’Unione europea è stato fatto in modo che le infrazioni commesse in un Paese possano essere perseguite anche in un altro Paese. Inoltre – sottolinea Kallas – ci sono sempre più automobilisti «che ritengono sensato rispettare le regole». Dino Nodari

NE W

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Per fare una vera grigliata ci vuole un fuoco all’aperto, con carbone e fumo! Non è solo il risultato che conta – in questo caso le specialità cotte sulla griglia – ma soprattutto la preparazione delle varie leccornie e il divertimento che ciò comporta. Cucinare alla griglia non significa soltanto cuocere delle vivande, ma rappresenta un momento di gioia da condividere con gli amici che sono con noi. Il nuovo barbecue è la perfetta combinazione di un fuoco da campo e di un grill classico. Sopra il braciere di acciaio resistente alle alte temperature pende una griglia di cottura di acciaio inox che aspetta solo di essere riempita di succulenti bistecche. Il grasso dei pezzi di carne che cola sulla brace suscita l’appetito, crea un’atmosfera romantica e la vista del fuoco scoppiettante è una gioia per gli occhi e per i sensi. Questo barbecue poggia su tre gambe e tiene il fuoco a distanza dal terreno.

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società e mobilità | touring 17

foto Felix Maurhofer

n. 7 | 17 aprile 2014

Grazie alla sua autorizzazione speciale, il pilota di paratrike Geri Wyssen sorvola la valle del Rodano.

Ultraleggeri | Il pilota ed istruttore di paratrike Geri Wyssen solca i cieli di paesi lontani a bordo dei suoi piccoli velivoli. In Svizzera ci sono circa 2000 piloti di ultraleggeri.

Un «apparecchio» tascabile

S

ulla pista del vecchio aerodromo militare vallesano di Turtmann, il pilota Geri Wyssen si mette ai comandi, accelera ed ecco il paratrike, o più semplicemente paramotore staccarsi dal terreno dopo pochi metri per prendere quota. In modo sorprendentemente silenzioso, questa specie di parapendio dotato di motore benzina di 72 cavalli raggiunge una velocità di 80 km/h e solleva il pilota e il passeggero verso il cielo blu acciaio vallesano. Il vento fischia nelle orecchie, lo sguardo vaga libero, nessun pannello, neanche un parabrezza in plexiglas ad ostacolarlo, tanto che si distingue chiaramente ogni oggetto sul terreno. Nonostante ciò, il paratrike di 30 mila franchi è un velivolo sicuro, dispone di una gabbia di protezione e di un paracadute di emergenza. Senz’altro il paratrike, che assomiglia ad uno scooter dell’aria, è una vista insolita soprattutto in Svizzera, dove i velivoli della categoria «ultralight» (UL) sono vietati. Ma Wyssen circola in modo assolutamente legale nel suo limitato spazio aereo a Turtmann. È in possesso di un’autorizzazione speciale, che gli permette di volare nella valle del Rodano in un corridoio riservato a voli di prova e test. Wyssen ha ottenuto il permesso perché si occupa dell’importazione e manutenzione di paramotori.

Geri Wyssen conosce il cielo come le sue tasche; come parapendista ha all’attivo molti chilometri di volo. «Undici anni fa sono venuto a conoscenza del paratrike e l’ho provato subito in prima persona in Germania», racconta Wyssen.

Brevetti di volo Senza perdere tempo, Wyssen ha poi conseguito i brevetti di volo, incluso il diploma da istruttore, per la Francia, la Germania e gli Stati Uniti. Erano necessari perché per gli UL non esiste una licenza internazionale. Sulla pista di Turtmann, Wyssen insegna ai suoi allievi la teoria e le manovre a terra; per librarsi in cielo devono tuttavia recarsi all’estero.

Cosa si intende per ultraleggeri? Gli ultraleggeri (UL) sono piccoli velivoli molto leggeri, il cui equipaggio consiste in due persone al massimo. In Svizzera il peso massimo al decollo di un UL biposto è di 472,5 chili. Il velivolo deve avere una velocità minima di volo di 65 km/h. In via di principio la Svizzera vieta l’uso di velivoli ultraleggeri motorizzati sul fm suo territorio.

Stando a Wyssen, il paratrike conquista sempre più fan, dato che permette di realizzare il sogno di volare in modo semplice ed economico. Wyssen, che lavora presso il TCS come responsabile Soccorso stradale per la Svizzera occidentale, trasporta il suo paratrike in un rimorchio appositamente costruito, e se lo porta anche in vacanza. Non c’è niente di più bello che volare rasoterra sopra le spiagge marittime al tramonto. Ha così potuto esplorare a volo d’uccello Paesi come Tunisia, Marocco, Algeria e Ungheria. Ci spiega che i paratrike vengono usati anche per scopi professionali. Ad esempio dall’esercito belga, che li usa per il controllo delle frontiere. Felix Maurhofer

Il pilota Geri Wyssen prepara il suo paratrike per spiccare il volo.


18 touring | test e tecnica n. 7 | 17 aprile 2014

Seat Leon ST 1.4 TSI FR

L’esuberante leone con doti da soma La station wagon Seat Leon ST 1.4 TSI FR è chic e vanta un lato sportivo, ma permette anche di trasportare grandi carichi; ma ha anche tante altre cose da offrire.

G

uidare un’automobile con stile è già qualcosa. Infatti, a chi non piacciono gruppi ottici aggressivi, una carrozzeria dalle linee spavalde, cuciture rosse al volante oppure una discreta luce rossa alle portiere? D’accordo, design esteriore e interiore coerenti sono una faccia della medaglia, l’altra è rappresentata da prestazioni, consumi, maneggevolezza, spaziosità e volume di carico – oltre naturalmente al prezzo. Dato che oggi vetture davvero pessime non ne producono più, tutto si decide così proprio sull’impressione generale ed in questo senso la Seat Leon Sport Tourer 1.4 TSI FR centra il bersaglio. Quando nel parcheggio ci si avvicina alla Seat Leon, la si riconosce subito e risveglia la voglia di prendere il volante e partire.

Una buona sprinter E la station wagon sportiva, se si adotta la modalità di guida Sport (con regolatore adattivo di velocità, opzionale a 950 fr.), è davvero pronta a ruggire. Il piacere di guida non ci rimette, perché il telaio ben calibrato permette al leone di affrontare agilmente le curve. In modalità Normal, invece, ritira gli artigli e fila via sui suoi cuscinetti plantari. Completa il pacchetto la modalità Eco, che punta a risparmiare, ma senza morire di sete. In tutti i casi, infatti, il motore 1,4 l benzina turbo da 140 CV offre buone riprese e presenta prestazioni rispettabili anche a pieno carico. Del resto la sportiva Leon passa da 0 a 100 km/h in 8,9 secondi. È però davvero modesta in fatto di consumi, dato che durante il test ha richiesto in media 6,5 litri per 100 km. Per quanto riguarda il carico, la Leon ST con il suo bagagliaio da 587 l tiene il passo con la concorrenza. Ideale per andare a fare le grandi spese nel centro hobby. Oggetti ingombranti possono essere caricati senza eccessivo sforzo grazie all’apertura di carico bassa. Degno di no-

ta il fatto che gli schienali suddivisi possono essere ribaltati come per incanto con una pratica leva. In questo modo la station wagon dal peso di 1365 chili può contenere ben 1479 litri. Ma il bagagliaio non è la sola cosa generosa dell’autovettura spagnola. Anche i passeggeri non

PIÙ O MENO Comportamento dinamico e sportivo Molto spazio davanti e dietro Visibilità abbastanza buona Grande bagagliaio Costo dei servizi ridotto

Garanzia di soli 2 anni Politica degli optional da classe premium Cambio non troppo sportivo Erogazione della potenza disarmonica Praticità del sistema di assistenza per cambio corsia

stanno certo stretti. Al contrario, agio, spazio per la testa e per le gambe risultano sufficienti.

Collegati rapidamente Elegante, pratico e sportivo: questa la descrizione perfetta per il cockpit della Sport Tourer. Poiché anche gli automobilisti non possono più stare senza smartphone, un’auto moderna deve potersi collegare rapidamente con quest’accessorio tramite Bluetooth. Sulla Leon ciò avviene in modo rapido e sicuro: in pochi secondi la propria musica invade l’abitacolo grazie agli otto altoparlanti e i contatti telefonici sono consultabili sul display della vettura. La dotazione di base della station wagon è buona: il conducente che desidera ulteriori sistemi d’assistenza, quali il navigatore o l’avviso per il cambio di corsia, deve pagare un supplemento. La sicurezza è comunque una priorità per la casa spagnola: tutti i sistemi più moderni sono presenti e anche i freni mordono con potenza: a 100 chilometri orari l’autovettura si arresta dopo 36,9 metri. Felix Maurhofer

Il cockpit è ordinato e senza fronzoli. Con una leva si può aumentare il volume di carico.

SCHEDA TECNICA VEICOLO PROVATO Seat Leon ST 1.4 TSI FR; 5 porte, 5 posti; 31 250 fr. (auto del test: 36 080 fr.) Gamma: dalla 1.2 TSI, 85 CV (20 750 fr.) alla 2.0 TDI CR FAP FR, 184 CV (38 750 fr.) Opzioni: navigatore (870 fr.), assistente abbaglianti e quello per il mantenimento della corsia (400 fr.) Garanzia: 2 anni di fabbrica, mobilità illimitata; 12 anni antiruggine (condizioni) Importatore: AMAG Automobile- und Motoren AG, Aarauerstrasse 20, 5116 Schinznach-Bad, www.seat.ch DATI TECNICI Motore: 4 cilindri 1,4 l turbo benzina, 140 CV; trazione anteriore, cambio a 6 marce Peso: 1365 kg (auto del test), totale ammissibile 1840 kg, carico rimorchiabile 1500 kg

Tabella comparativa

Prezzo (fr.) Cilindrata (cc) Potenza (kW/CV) Coppia massima (Nm/min) Consumo (l/100 km) Rumore int. 120 km/h (dBA) Costi al chilometro (fr./km)3 Costi di manutenzione4 Test «Touring» 1 3 5

Seat Leon ST 1.4 TSI FR

Toyota Auris 1.6 Touring Sport Sol

31 250.– 1395 103/140 250/1500 5,5 C2 69 –.65

32 700.– 1598 97/132 160/4400 6,11 D2 695 –.69

11111

11113

7/2014

19/20135

dati secondo l’importatore 2 efficienza energetica secondo l’importatore su 15 000 km/anno 4 costi totali su 180 000 km (15 000 km/anno) Toyota Auris 1.8 HSD Sol


test e tecnica | touring 19 n. 7 | 17 aprile 2014

Seat Leon ST 1.4 TSI FR in dettaglio 97 cm

passo 262 cm

145 cm

m 0c -9 63 ◂

m 5c -11 91

104 cm

lungh. 453 cm (largh. 182 cm)

larghezza interna: ant. 147 cm, post. 146 cm bagagliaio: 587–1479 litri pneumatici: 225/45 R 17, min. 185/65 R 15

ABITACOLO 11113 Nell’allestimento sportivo FR l’abitacolo dovrebbe avere un po’ più di pepe. La spaziosità è molto buona e la lavorazione pregiata. Il volume del bagagliaio è nella norma, lo spazio è molto ben studiato grazie alla forma cubica e all’apertura di carico bassa. COMFORT 11113 Nonostante il telaio sportivo, il comfort non è trascurato. L’insonorizzazione è buona. I sedili sportivi di serie sono ben sagomati e offrono una buona tenuta laterale. La Seat Leon station wagon è bella, offre molto piacere di guida e si lascia caricare con facilità.

PRESTAZIONI 11113 Il motore 1.4 TSI offre buone prestazioni: l’auto del test passa da 0 a 100 km/h in 8,9 secondi. Il motore gira in modo elegante, ma a bassi regimi tende a «rombare». Anche l’erogazione dei cavalli avrebbe potuto essere più armonica. Il turbo del piccolo motore entra a pieno regime già a partire da 1500 giri/min, creando problemi di trazione. Il cambio a 6 marce è ben calibrato, ma gli innesti avrebbero potuto essere più sportivi.

foto Felix Maurhofer

CHECK-UP TCS

TCS MoBe: Herbert Meier

DINAMICA DI COMPORTAMENTO Accelerazione (0–100 km/h): 8,9 s Elasticità: 60–100 km/h (in 4a) 6,2 s 80–120 km/h (in 4a) 6,9 s Diametro di sterzata: 11,0 m Insonorizzazione: 60 km/h: 60 dBA 11113 120 km/h: 69 dBA 11111 SICUREZZA Frenata (100–0 km/h): 36,9 m Visibilità circolare Equipaggiamento

ct./km

fr./mese fissi

variabili

15 000 30 000

65 43

540.– 540–

273.– 547–

Tariffa oraria per il calcolo TCS: 145 fr. (UFS), agenzie Seat da 95 a 190 fr.

11111 11113 11113

mano d’opera (fr.)

30 000/24 1 145.– 60 000/48 1,9 275.– Manutenzione per 180 000 km: 15 000 km/anno 13,9 3604.–

test TCS

CONSUMO AL BANCO DI PROVA (ciclo UE 80/1268) urbano

COSTI DEI SERVIZI Manutenzione (km/mese) ore

COSTI D’ESERCIZIO km/anno

extra urbano

TCS 7,3 4,5 fabbrica 6,5 4,6 emissioni di CO2: media di CO2: etichetta energia (A–G): CONSUMO DEL TEST 6,5 l/100 km serbatoio: 50 litri

misto

5,5 5,3 125 g/km 148 g/km C

Seat Leon ST

11133

autonomia 769 km

DOTAZIONE 11123 L’equipaggiamento per il comfort sulla variante più costosa è solo soddisfacente. Mancano le luci automatiche o il sensore per la pioggia.

▸ Video del test

COMPORTAMENTO 11112 Il comportamento è dinamico e sportivo, con un buon margine di comfort. In generale l’assetto dell’auto corrisponde alle prestazioni offerte. Tuttavia, con il fondo bagnato, l’accelerazione in uscita dalle curve strette manca un po’ di trazione. SICUREZZA 11113 Buona dotazione, ma per raggiungere la valutazione «molto buona» mancano l’assistente per l’angolo cieco e l’eCall (chiamata d’urgenza). Impianto frenante molto buono con 36,9 m da 100 km/h.


20 touring | test e tecnica n. 7 | 17 aprile 2014

ABS motociclette | I test di frenata delle moto con e senza ABS lo dimostrano: il sistema anti bloccaggio contribuisce a evitare gli incidenti e a mitigarne le conseguenze. Purtroppo in Svizzera le motociclette equipaggiate di ABS sono ancora molto poche.

Schiacciare a fondo con l’ABS

F

renare a fondo è sempre una manovra delicata e con le moto lo è ancora di più. Il pericolo di cadere è molto alto ed è costantemente presente nella mente del conducente. «Schiacciare a fondo sui freni» significa, perciò, mettere in conto una caduta: la moto diventa subito instabile e la ruota anteriore tende a bloccarsi e a scivolare via. Inoltre, i freni anteriori e posteriori vanno di solito dosati separatamente, cosa che rende ancora più difficile una frenata sicura. Infine, in caso di frenata a fondo le motociclette decelerano piuttosto lentamente. La decelerazione media si attesta a 6 m/s. Perfino un semirimorchio si arresta prima di una moto.

Sistema anti bloccaggio ABS Più sicurezza per i motociclisti Appena il 10% delle circa 400 000 motociclette immatricolate in Svizzera dispongono di un sistema anti bloccaggio ABS. Oggi le nuove moto sono perlopiù equipaggiate di ABS. Il sistema impedisce che in caso di frenate a fondo le ruote si blocchino e scivolino via. Contrariamente all’opinione comune, lo spazio di frenata non si allunga, poiché gli odierni sistemi si attivano in modo più veloce e preciso. L’ABS ha anche un piccolo influsso sulla sensazione di frenata. Il TCS consiglia perciò di prendere in considerazione modelli dotati di ABS al momento dell’acquisto di una nuova moto. In tal modo, secondo le ricerche dell’Ufficio prevenzione infortuni, si potrebbero ridurre le conseguenze degli incidenti di circa il 50%. Di conseguenza diminuirebbero anche i costi dei danni e le spese sanitarie. Dal 2017 tutte le nuove motociclette dell’UE devono essere equipaggiate di ABS. nr

Due test per 4 collaudatori

cere di guida né la sensazione di frenata sono stati intaccati dall’ABS. Sebbene durante una frenata a fondo con ABS la leva del freno dia degli strappi, la sensazione di sicurezza personale del conducente è notevolmente superiore. Inoltre,

TCS

Oggi le nuove moto sono equipaggiate di sistema anti bloccaggio di serie (cfr. riquadro). Dal 2017 questo assistente per la sicurezza dei motociclisti sarà obbligatorio nell’UE. Il TCS e l’Ufficio prevenzione infortuni (upi) hanno condotto assieme delle misurazioni sulla decelerazione, mettendo a confronto motociclette con e senza ABS. Come veicoli di prova sono state prese due Yamaha XJ6-N, una con ABS in opzione e l’altra senza. I risultati del test sono chiari: su asfalto asciutto tre dei quattro conducenti hanno frenato meglio con la moto dotata di ABS rispetto a quella senza ABS. Su fondo bagnato, invece, l’ABS ha decelerato meglio in due casi su quattro. Le frenate sono state effettuate a 60 km/h su asfalto asciutto e a 30 km/h su asfalto bagnato. Poiché anche i conducenti influiscono sul tempo di frenata, i test sono stati condotti con quattro diversi collaudatori. Anche le impressioni personali hanno un ruolo importante: dopo ogni misurazione ogni conducente doveva dare un voto alla sensazione di frenata, a quella riguardante la sicurezza e alla sensazione di guida. Ciò anche per sfatare il mito, tuttora esistente nell’ambiente dei motociclisti, secondo cui sulle moto con ABS si ha una sensazione di frenata sintetica. Le valutazioni soggettive dei collaudatori hanno dimostrato che né il pia-

Le motociclette con ABS frenano meglio e aumentano la sensazione di sicurezza.

il fatto eccezionale è che la distanza di frenata di tutti i conducenti senza ABS si sia viepiù accorciata. Sulle moto con ABS, però, è rimasta costantemente migliore. Ciò significa che i partecipanti al test con una motocicletta senza ABS devono giungere ai limiti della prudenza. Una reazione naturale, dato che ogni volta rischiavano di cadere. Sulle moto con ABS tutta questa prudenza non è necessaria, dato che grazie a tale sistema è impossibile che le ruote si blocchino. La fiducia nella tecnica ha influenzato i conducenti del test, che sin dall’inizio hanno spinto a fondo sui freni. In caso d’emergenza conta sempre la prima frenata a fondo; nel traffico reale infatti un secondo tentativo come in questo test non è possibile. Se allora si confrontano le prime misurazioni di ogni conducente, lo spazio di frenata senza ABS è il doppio di quello con ABS. nr/TCS Mobe

Info Touring Ulteriori informazioni su questo test sono disponibili direttamente al sito www.test.tcs.ch


test e tecnica | touring 21 n. 7 | 17 aprile 2014

SUV con doti d’ammiraglia BMW X5 30d | Questo archetipo delle SUV affina le sue qualità stradali mettendo in risalto le sue doti pratiche. Progrediscono pure motore diesel e comportamento, diventando esemplari.

E

voluzione è la parola magica che ha caratterizzato la gestazione della terza generazione della BMW X5. Ma niente paura, questa SUV rafforza la sua supremazia attraverso modifiche molto mirate. All’insegna del peso ridotto di una novantina di chili. In termini di prestanza, è lo status quo. Fortunatamente, perché questa fuoristrada di gran classe è un mastodonte nelle manovre di parcheggio.

Gli amanti degli interni accoglienti non saranno delusi. I materiali pregiati dominano anche là, dove ci si potrebbe attendere plastiche piuttosto dure. La gestione della strumentazione resta confidata alla manopola centrale assai indovinata, mentre le informazioni appaiono sul largo schermo centrale. L’universo lussuoso offre poi uno spazio generoso ai tre passeggeri dietro. La X5 può offrire due posti aggiuntivi con l’opzione dei sedili estraibili. Bisogna però sborsare 3430 fr. Un prezzo che ci ricorda che BMW non è certo un ente benefico. Ciò detto, l’equipaggiamento di base è completo. Altrettanto curato dell’abitacolo, il bagagliaio rivestito di una spessa moquette conferma la vocazione pratica della X5. Apprezzabili la configurazione rettangolare, il suo volume e l’apertura rapida del portellone doppio a comando elettrico. Autentica ammiraglia, questa SUV fila via in tutta morbidezza grazie alla sospensione pneumatica (2480 fr.) ed in un assoluto silenzio, tanto che ci si dimentica del 6 cilindri che romba sotto il cofano.

MOH

Veicolo trendy e familiare

Delizia di untuosità e coppia, questo propulsore si distingue soprattutto per le solide riprese, anche se le prestazioni sono assolutamente sportive. Sotto il controllo di uno sterzo preciso e della motricità perfetta garantita dalla trazione integrale, questa grande 4×4 si lascia volentieri maltrattare sui percorsi sinuosi. Resta comunque da gestire una massa di 2,2 t. In fatto di consumi, la X5 promette ben 6,2 l/100 km. Malgrado diversi accorgimenti, quali l’astuto meccanismo che libera le ruote dalla trazione in falso piano o in fase di decelerazione, siamo però lontani da questo dato. Ciò non toglie che la X5 appartiene al meglio della categoria in fatto di sobrietà. MOH

Veicolo di tendenza, la BMW X5 conserva alcune attitudini allo sterrato: 21 cm da terra, 50 cm di profondità di guado e uno stabilizzatore della velocità in discesa.

USTRA

Preziosa banca dati del TCS

Pianificare i costi di manutenzione con la banca dati del TCS.

I costi di manutenzione variano sensibilmente da un’auto all’altra. Al fine di orientarsi in questa giungla, il TCS mette a disposizione degli automobilisti una banca dati che conta più di 2250 modelli. Oltre ad una descrizione dettagliata dei programmi di manutenzione, contiene le varie tariffe orarie (ad esempio, città o campagna), la lista dei pezzi da sostituire e i lavori che implicano. L’automobilista ottiene così una panoramica completa dei costi di manutezione fino a 180 000 km, ossia per un arco di tempo di 12 anni.

Positivo: superbo connubio motorecambio e prestazioni, comfort di viaggio, rifiniture d’eccellente fattura, ampia abitabilità posteriore, volume utile, carico rimorchiabile Negativo: consumi di fabbrica non realisti, ingombro (larghezza e raggio di sterzata), peso elevato, prezzo di alcuni optional. Tecnica: SUV, lunghezza: 4,89 m, bagagliaio: 650–1870 l; V6 3 l turbodiesel, 258 CV, 540 Nm a 1500 giri/min; cambio automatico a 8 rapporti, trazione integrale; 21 cm da terra; da 0 a 100 km/h in 6,9 s; carico rimorchiabile: 2700 kg Consumo in prova: 9,4 l/100 km, autonomia: 904 km Prezzo: 81 000 fr. (xDrive 30d).

Abbastanza per pianificare il proprio budget di mobilità a lungo termine. Questo strumento è anche destinato alle flotte aziendali. In collaborazione con l’UPSA, il TCS ha elaborato il formulario «Ordine di riparazione» che permette di determinare in modo chiaro i punti di un mandato al garage per il servizio o una riparazione e prevenire ogni malinteso. tg

Info Touring Consultazione della banca dati del TCS: visione di tutti i servizi (soci TCS 5 fr.; non soci 10 fr.), manutenzione dettagliata di un solo modello (2 e 5 fr.). Accesso tramite il sito www.costi-servizi.tcs.ch


22 touring | «Touring»-Leserreise viaggio dei lettori n. 77| |1717.aprile Nr. April 2014 2014

Lasciarsi cullare su una sedia a sdraio o tenersi in forma sul jogging track: sulla «Adventure of the Seas» l’ospite ha molto tempo per sé.

Viaggio dei lettori | Sfuggire all’umidità di novembre salendo a bordo della nave di lusso «Adventure of the Seas» e lasciarsi cullare dal calore e ammaliare dai colori tropicali. «Touring» ha seguito la tratta nei Caraibi. Reportage: Peter Widmer

Al centro del mondo in alto mare

S

e gli emigranti europei all’inizio del XIX secolo impiegavano una trentina di giorni per la traversata atlantica da Le Havre a New York, la stessa tratta ora si percorre in aeroplano in meno di dieci ore. Dove è andato a finire il romanticismo? Che ne è del tempo dedicato all’ozio e dell’esperienza della distanza? Queste caratteristiche sono state spazzate via completamente dall’avvento dell’aviazione moderna. L’importante ora è andare dal punto A al punto B nel modo più comodo e più veloce possibile. Non così nel caso di un viaggio a bordo di una nave: comodamente sì, ma non velocemente. Il Viaggio dei lettori di «Touring», che si terrà nel novembre 2014 (vedi programma dettagliato alla fine di questo artico-

lo), trasmette le sensazioni che hanno vissuto i passeggeri delle prime crociere dell’inizio del XX secolo: un pizzico di avventura ed esotismo, ma con il comfort di una nave di lusso, sempre con una buona dose di entusiasmo per le attrazioni che attendono di essere ammirate. Il viaggio in nave di due settimane conduce i lettori di «Touring» da Southampton, passando da Madera e dalle Isole Canarie, sino alla prima destinazione nei Caraibi: Saint Martin (Antille Olandesi).

Un lusso semplice Sulla «Adventure of the Seas» (vedi box) domina un’atmosfera rilassata, disinvolta e assolutamente semplice. Nonostante la sua imponente dimensione, la nave già dopo poche ore diventa un’accoglien-

te casa galleggiante. Dopo l’esercitazione di sicurezza obbligatoria, si consiglia di compiere un ampio e completo giro di esplorazione di tutti i locali. E orientarsi è più facile di ciò che sembra! La prima impressione positiva si ottiene già al momento dell’imbarco a San Juan di Porto Rico: grazie al check-in online effettuato comodamente a casa, la procedura è estremamente breve e non burocratica. Con la carta d’imbarco in mano, mi sottopongo alla foto di benvenuto di rito scattata dal fotografo di bordo, e prendo possesso della mia cabina praticamente in soli 15 minuti. Durante il periodo a disposizione per il check-in dalle 13.30 alle 19.00 non c’è mai ressa, i 3000 passeggeri superano le procedure d’imbarco in modo tranquillo e ordinato.


viaggio dei lettori | touring 23 n. 7 | 17 aprile 2014

Porto Rico: un viavai rilassato domina le piazze e le stradine del pittoresco nucleo vecchio di San Juan.

to: se cerchi la quiete, allora vai al Ponte Esterno 4 con molte sedie a sdraio, ma poche persone. Se ti vuoi sentire come Kate Winslet alias Rose nel film «Titanic» del 1997, allora vai verso la prua della nave sulla pista di atterraggio dell’elicottero. Se invece cerchi il trambusto, lo trovi sull’Adventure Deck 12/13 o sulla Royal Promenade al Ponte 5. Ci si sente a una spanna dal cielo al piano più alto nella «Sky Light Chapel».

Una varietà di isole

Impressionante è anche la varietà e la qualità dell’offerta culinaria. Dimenticate le scene di ressa ai buffet delle crociere, perché sulla «Adventure of the Seas» non è affatto così. A mezzogiorno viene imbandita la tavola per il buffet al Ristorante «Windjammer» sul Ponte 11. Colmo di pregiudizi, alle 13 mi reco al bancone e di colpo i pregiudizi svaniscono: niente coda e nessuna ricerca affannosa per un tavolo libero nonché un’offerta per tutti i gusti. Tutto è organizzato nei minimi particolari; il tempo per il pranzo si estende dalle 11.30 alle 15.00, e dunque il numero di ospiti a tavola rimane sempre limitato. L’ospite può scegliere il momento della cena a proprio piacimento. Il «mio» cameriere giamaicano al Ristorante «Mozart» dopo la prima sera sa già qual è il mio vino preferito. In generale la cortesia (non affettata) del personale multiculturale è proverbiale. Numerosi collaboratori sulla nave sono plurilingue: la loro competenza linguistica è visibile sulla targhetta con il nome mediante le relative bandiere nazionali. Sulla «Adventure of the Seas» ogni passeggero trova il proprio spazio predilet-

Le isole caraibiche di Porto Rico, St. Thomas e Saint Kitts non potrebbero essere più differenti tra loro. Porto Rico ricorda, soprattutto la sua capitale San Juan, l’Avana a Cuba, solo meno latina e più «a stelle e strisce». Porto Rico, non da ultimo per la sua grandezza, è la più sfaccettata delle isole in programma per questo viaggio dei lettori. Dal 1952 si chiama Stato Libero Associato di Porto Rico perché non è né uno Stato indipendente né uno degli Stati Uniti. Un tour nella capitale San Juan è «obbligatorio». Durante una mezza giornata si possono visitare le attrazioni più importanti di Viejo San Juan. Chi ha la fortuna di avere Wilfredo O’Neill come guida turistica, vive il giro ▸

In mezzo: sul Ponte 12/13 della «Adventure of the Seas» si trova la «Adventure Beach» inclusa whirlpool e jogging track. Sotto: sul Ponte 5 gli ospiti hanno a disposizione la ricezione e lo sportello per le iscrizioni alle gite. La Royal Promenade (stesso Ponte) è ornata da ristoranti e negozi a sinistra e a destra.

A COLPO D’OCCHIO ◾ Viaggio dei lettori di «Touring»: questo reportage si limita alla tratta nei Caraibi del viaggio dei lettori. ◾ Scheda nave «Adventure of the Seas»: la compagnia marittima Royal Caribbean International gestisce una flotta di 22 navi da crociera. La «Adventure of the Seas» è collocata nella classe «Voyager» e offre posto per 3114 passeggeri. La nave è entrata in esercizio nel 2001 e modernizzata nel 2009. Attrazioni: pista di pattinaggio su ghiaccio (la prima su una nave), parete artificiale per arrampicata, pista per pattini in linea, Royal Promenade – l’atrio grande quasi come due campi di calcio, ristoranti per specialità come «Johnny Rockets», «Chops Grill», «Portofino»; campi per basket, volleyball e calcio, il programma Adventure Ocean con attività gestite da animatori per bambini di ogni età, jogging track, numerosi bar, casinò, spettacoli nel Lyric Theatre, biblioteca, locale Internet, negozi e boutique per tutti i gusti. ◾ Indicazioni pratiche: le prestazioni offerte a bordo, comprese le gite a terra, vengono addebitate sul conto del passeggero della Royal Caribbean mediante la tessera personale. Alla fine del viaggio l’intero ammontare può essere addebitato sul conto della carta di credito in dollari USA o in franchi. Si consiglia di prendere con sé dollari in banconote da piccolo taglio. La tessera personale vale anche come carta d’identità per le gite a terra.

St. Thomas appartiene alle Isole Vergini. In una baia si trova la spiaggia più bella, la Magens Bay, lunga due chilometri.


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viaggio dei lettori | touring 25 n. 7 | 17 aprile 2014

Al Lyric Theatre è tempo di spettacolo. In mezzo: vista sui diversi ristoranti della nave da crociera.

Un’isola – due mari: a sinistra l’Atlantico increspato, a destra i soavi Caraibi con l’isola St. Kitts.

▸ turistico come un’avventura divertente. Una roccia nelle vicinanze dell’Hotel Caribe Hilton ad esempio la definisce il «Rottweiler» di Porto Rico, perché – a dipendenza del punto di osservazione – ha l’aspetto di quel tipo di cane. Durante il viaggio nel nucleo storico, vale la pena gettare uno sguardo sul Capitolio di Porto Rico, che assomiglia al Campidoglio a Washington. Sulla strada davanti all’edificio si trovano, messe tutte in fila, le statue dei presidenti americani che hanno visitato Porto Rico durante il loro mandato e dunque si possono riconoscere tra gli altri Roosevelt, Truman, Eisenhower, Kennedy e Obama. Molti visitatori di Porto Rico non vanno oltre San Juan. Rimangono colpiti soprattutto dalla passeggiata lungo la costa – da Isla Verde sino al nucleo storico passando da Condado – puntellata di alberghi. In effetti: l’atmosfera spagnola, la musica di strada, la vita pulsante è contagiosa. Il variopinto nucleo storico sprigiona energia e gioia di vivere. La vista sulle fortezze di San Felipe del Morro e San Cristobal è mozzafiato. Si consiglia in ogni caso di prenotare il programma di prolungamento di tre giorni a Porto Rico.

Programma del viaggio: 1° giorno, volo Ginevra/Zurigo–Londra, trasferimento a Southampton, imbarco. 2° – 3° giorno, in navigazione. Imparerete a conoscere la nave. 4° giorno, Funchal, Madera, Portogallo 5° giorno, Tenerife, Isole Canarie, Spagna 6° – 11° giorno, in navigazione. Vi attende un ampio programma ricreativo e sportivo. 12° giorno, Philipsburg, St. Maarten, Regno dei Paesi Bassi 13° giorno, Basseterre, St. Kitts, St. Kitts + Nevis 14° giorno, Charlotte Amalie, St. Thomas, Isole Vergini americane 15° giorno, San Juan, Puerto Rico. Arrivo e sbarco. Viaggio di ritorno in Svizzera via Miami o New York oppure programma prolungato a Puerto Rico. 16° giorno, arrivo a Ginevra/Zurigo

Viaggio dei lettori di «Touring»

Attraverso l’Atlantico in una dimensione del tutto nuova Crociera transatlantica dall’Europa ai Caraibi Fate anche voi, insieme ad altri soci TCS e in tutta comodità e sicurezza, una traversata da Southampton a Puerto Rico nei Caraibi a bordo della moderna nave da crociera «Adventure of the Seas». Il viaggio vi regalerà impressioni ed emozioni indimenticabili! Sono inclusi: • Incontro a carattere informativo prima della partenza • Volo con Swiss + American Airlines in Y-Class • Tasse aeroportuali e supplemento carburante (CHF 826.–), stato febbraio 2014 • Accompagnatore TCS da/a Ginevra/Zurigo • 14 pernottamenti nella cabina scelta • Pensione completa • Cena di gala • Show di cucina e degustazione vini • Ampia offerta ricreativa e sportiva a bordo • Servizi extra per i soci TCS Prezzi forfettari p.p. in CHF

Cabina interna, categoria M, da 3190.–*(Ginevra), da 3290.–* (Zurigo) Cabina con balcone Deluxe, categoria E1, da 4150.–* (Ginevra), da 4250.–* (Zurigo) Su richiesta, sono disponibili altre categorie di cabine e Suite. Supplemento per i non soci TCS CHF 200.– *Lo sconto di CHF 200.– per prenotazione anticipata, valido fino al 2 giugno 2014, è già stato tenuto in considerazione

Data: 02 – 17.11.2014 16 giorni/15 notti

Sconto prenota zione

ta per fanticipa 0.–* S: CHF 20 C T ci so no al valido fi 14 02.06.20

Come gita sull’isola St. Thomas, che appartiene al gruppo delle Isole Vergini americane, dalla ricca offerta delle escursioni ho puntato sulla «5 Star Island Tour», un tour di sei ore che viene raccomandato dagli agenti di viaggio sulla nave a chi è alla sua prima visita. La capitale pittoresca Charlotte Amalie è conosciuta come il paradiso dello shopping. Non si deve assolutamente omettere di fare il bagno nell’acqua calda della Magens Bay. La spiaggia di sabbia di due chilometri è tra le più piacevoli dei Caraibi. L’autista Tuffest, che ci conduce in spiaggia, ci dice con trasporto: «Questa è un’acqua speciale che la fa ringiovanire di dieci anni!». Mentre per quanto concerne il nostro sbarco sull’isola indipendente di Saint Kitts abbiamo voluto scegliere il tour turistico di tre ore «Scenes of St. Kitts» che ci porta tra l’altro sul «Fairview Great House», risalente al XVIII secolo. Una visita nei locali dell’edificio signorile, con una stupenda vista sul mare, dà un’idea di come vivevano gli abitanti ai tempi della colonia britannica. Grazie ad una politica intelligente, il turismo di massa è ◾ bandito da Saint Kitts.

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Programma prolungato Puerto Rico (17 – 20.11.14) Gli spagnoli chiamavano quest’isola «porto ricco», che è ricca ancora oggi di focosa passione, ritmi caldi e spumeggiante voglia di vivere. Un mix piccante di influenze afro-caraibiche e spagnole. Lontano dalle vivacissime e brulicanti città vi sono luoghi idilliaci e tesori naturali di incalcolabile sontuosità e bellezza. Soggiornerete in un esclusivo hotel di prima classe e usufruirete di un ampio programma di visite turistiche. Supplemento rispetto al viaggio principale p.p. in CHF In camera doppia Ocean View, da 1590.– Avvertenza: Ai porti toccati vengono organizzate, esclusivamente per i soci TCS, gite ed escursioni in lingua tedesca e francese, accompagnate da guide turistiche locali. Per i dettagli: www.tcs-viaggi.ch/transa Per informazioni più dettagliate concernenti la «Adventure of the Seas», le prestazioni non incluse, le disposizioni d’entrata nei Paesi e le condizioni di annullamento, vedi programma dettagliato su: www.tcs-viaggi.ch/transa Organizzazione, domande sul programma, prenotazione e informazioni dettagliate: Kuoni Cruises, Kuoni Viaggi SA, Neue Hard 7, 8010 Zurigo Tel. 044 277 50 78, www.tcs-viaggi.ch/transa Informazioni generali sui prodotti del TCS: Touring Club Svizzero, Bahnhofstrasse 5, 3322 Schönbühl Tel. 0800 163 111


touringevent

Come un sogno che diventa realtà nell’assolato sud della Francia

Hotel L’Estelle en Camargue Nel cuore della romantica Camargue, appena fuori Les-Saintes-Maries-de-la-Mer, l’hotel 5 stelle L’Estelle en Camargue, diretto dall’albergatore svizzero Philipp Genner, è conosciuto da quindici anni per la sua capacità di fondere savoir-vivre francese e ospitalità elvetica. Situato ai margini del parco naturale, con una splendida vista sul lago privato, circondato da un enorme giardino mediterraneo e a soli 2 km dal mare, L’Estelle offre il privilegio di potersi rilassare in un ambiente di lusso, immersi nel grandioso scenario naturale della Camargue. Il paesaggio della Camargue è segnato dalla doppia influenza dell’acqua e del sale. L’acqua da irrigazione addolcisce la parte nord del delta, mentre l’acqua di mare aumenta ancora la salinità del suolo a sud. Dune, laghi, stagni, «sansouires» (paludi), pascoli e vegetazione caratteristica delle zone umide sono i tratti distintivi di questo territorio. La magica e misteriosa Camargue dalle mille sfaccettature ammalia ed ospita numerose specie animali, offrendo loro un habitat ideale in cui crescere e vivere. L’hotel L’Estelle è un paradiso di tranquillità. Le eleganti camere, arredate con cura, dotate di ogni comodità e dipinte nei colori della Provenza, offrono a ogni ospite una terraz-

za privata nel giardino o in riva al lago. Trascorrete le attive giornate soleggiate sulle lunghissime spiagge, praticando ogni sorta di sport acquatico, cavalcando o andando in bicicletta; oppure, giocate a tennis sui campi privati dell’hotel, sfidate amici e conoscenti a bocce o allenatevi sui vicini campi da golf. I sapori della cucina gourmet mediterranea e i piacevoli momenti nel lounge bar renderanno la vostra vacanza indimenticabile. L’Estelle è però anche luogo ideale per gite culturali: iniziate con Les Saintes-Maries-dela-Mer, centro e «capitale» della Camargue. Visitate anche le vicine città culturali della Provenza: Arles, Nîmes, Aix-en-Provence, senza dimenticare: Avignone! OFFERTA ESCLUSIVA • soggiorno di 4 pernottamenti da domenica a giovedì e/o soggiorno di 3 pernottamenti da giovedì a domenica • ricca colazione a buffet • champagne di benvenuto • una cena a lume di candela nella serata di vostra scelta (menu gourmet di 4 portate • piscina riscaldata (26°C), uso whirlpool panoramico (32°C) • libero utilizzo campo da tennis • connessione wifi gratuita in tutto l’albergo

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Per prenotazioni e informazioni: Private Selection Hotels Tel. 041 368 10 05 • info@privateselection.ch • www.privateselection.ch


viaggi e tempo libero | touring 27 n. 7 | 17 aprile 2014

Franken Tourismus/FWL/Würzburg/Hub/ald

Grande spettacolo sul fiume

«La più bella corte vescovile» Dei Paesi confinanti con la Svizzera, la Germania è la destinazione preferita dai vacanzieri elvetici, seguita da Francia e Italia. Se un tempo le mete predilette erano Berlino e Monaco, ora i viaggiatori sono attirati anche dalle città più piccole. Ad esempio Würzburg, una città che nella Seconda Guerra Mondiale venne ridotta a un cumulo di macerie.

La residenza e il vino La calamita turistica della città di 130 mila abitanti è la Residenza di Würzburg. Il castello, con 340 locali e lo scalone d’onore con una volta di 600 mq interamente affrescata dall’artista veneziano Giovanni Tiepolo, dal 1981 è dichiarato patrimonio culturale dell’umanità dall’Unesco. Il castello, così come il giardino di corte, sono stati costruiti come residen-

za per i principi vescovi. La residenza però venne apprezzata anche dall’Imperatore Guglielmo, che si dice l’abbia chiamata «la più bella corte vescovile d’Europa». Altri emblemi della città universitaria Würzburg sono la Fortezza di Marienberg e il vecchio ponte sul Meno. Quando fa bel tempo diventa un punto d’incontro già dal primo pomeriggio per chi vuole bere un bicchiere di vino e godersi la vista sul Marienberg e il Monastero di Käppele. A proposito di vino: con una superficie di 85 ettari, lo «Stein» a Würzburg è la più grande proprietà singola coltivata a vite in Germania. La maggior parte della vite è Riesling o Silvaner. Il vino viene imbottigliato nei «Bocksbeutel», un tipo di bottiglia panciuta. Chi non vuol guidare sino a Würzburg, sceglie una delle offerte al sito www.railtour.ch. Bü

Per la Festa di Mozart nel giardino di corte della Residenza di Würzburg il 7 e il 26 giugno ci saranno due eventi serali musicali.

Alla festa della mamma dell’11 maggio (se rimandata: 18 maggio) ha luogo di nuovo sui fiumi Sitter e Thur nel Canton Turgovia la gara di zattere «Mammutt-Flossrennen». Oltre 40 imbarcazioni si allineano alla partenza e su un tragitto di 12 km si sfidano in velocità e originalità. Lungo il percorso si devono superare diversi punti difficili, come ad esempio le correnti a Sitterdorfe Bischofszell. Qui possono accadere degli inconvenienti spettacolari. Le zattere possono essere visitate a Degenau la sera prima della corsa, così come domenica a partire dalle 8, prima che alle 10 partano per affrontare la gara avventurosa. Al traguardo a Kradolf avrà luogo una festicciola e dalle 13 nell’aria risuonerà la musica di una band pop. Per i bambini ci sono inoltre un castello gonfiabile e un concorso di disegno. La gara di zattere Sitter-Thur ha luogo per la 40a volta. Consigli: il miglior modo per recarsi alla gara è il treno. Con le biciclette ci si può spostare velocemente lungo il tragitto in modo da non perdersi nessuna scena della gara. Informazioni e cartina su www.flossrennen.ch. IE

Accoglienza

36 anni di competenza wellness

ald

Ci sono molti motivi per trascorrere un paio di giorni di vacanza all’Hotel Ermitage a Schönried: da una parte l’eleganza dell’infrastruttura di cinque stelle ristrutturata nel 2011, dall’altra l’ampia offerta wellness e la cucina variata dello chef Uwe Seegert. All’Ermitage gli ospiti trovano sia un ambiente di classe che un’atmosfera cordiale, percepibili praticamente in ogni angolo dell’albergo. L’ospite si sente accolto a braccia aperte nelle camere arredate con stile e in parte provviste di un bagno turco e di una vasca idromassaggio e che offrono un panorama grandioso sulle montagne del Saanenland. Il grande atout della casa è di sicuro il nuovo centro benessere Vitalità di 3500 metri quadrati con bagni salini, sauna e stanze per il relax. Qui gli ospiti possono riposarsi dalla A alla Z e dunque rigenerarsi completamente. Prima di recarsi in uno degli otto ristoranti arredati individualmente, vale la pena sostare al bar One-Million-Stars. Nell’albergo ci sono tra l’altro un proprio cinema e un negozio di articoli sportivi. fm

Nell’Ermitage un pernottamento in camera doppia con mezza pensione e pacchetto benessere costa da 176 fr. per persona. Informazioni: tel. 033 748 60 60 o www.ermitage.ch


Vacanze in Italia

Vacanze in Italia

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Michelangelo ★★★

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viaggi e tempo libero | touring 29 n. 7 | 17 aprile 2014

I GPS aiutano anche i ciclisti in rampichino a trovare la giusta via: durante le gite di diverse giornate attraverso la Svizzera – il trasporto del bagaglio e i pernottamenti sono compresi.

Pedalare sotto buoni auspici

A

Pausa pranzo in mezzo ad un’alpe sul Gros Mont: godere il paesaggio, rilassarsi e... buon appetito.

ratamente il ponte X o il borgo Y. Nel frattempo il riflesso del sole rende ancora più difficile la lettura della direzione sullo schermo. Ma dopo i primi chilometri, l’insicurezza si dissolve nell’aria, ciclista e GPS si abituano l’un l’altro – tanto più che adesso è richiesto l’impiego di forza fisica. Un sentiero di campagna conduce in salita in direzione di Jaun. Si deve superare un dislivello di oltre 400 metri sino alla torbiera alta Gros Mont, che con 1404 metri di altezza è la tappa situata più in alto. Un puro idillio! Nessuna persona, ma centinaia di farfalle che volteggiano nell’aria. In seguito la seconda attrazione: un’alpe baciata dal sole. Gerani e galline schiamazzanti; sul menù tomme fatta in casa e salsicce saporite. E la scoperta che qua c’è ancora più vita: un gruppo di ciclisti è seduto a un tavolo di legno all’aperto e chiacchiera con tono gioioso.

Pedalata dopo pedalata, andare in bici attraverso il paesaggio collinare delle regioni friburghesi è uno spasso.

A COLPO D’OCCHIO ◾ Offerta: tour individuali o guidati in bicicletta in Svizzera con pernottamento, GPS, trasporto dei bagagli e molto di più. ◾ Prezzi: 2 notti/2 giorni in bici per persona 389 franchi inclusi pernottamenti in hotel 3 stelle con mezza pensione e trasporto del bagaglio. Si può noleggiare un apparecchio GPS.

Sempre su e giù

Sforzo ricompensato: l’idilliaco Schwarzsee in mezzo alla maestosa scenografia delle Alpi.

E così si procede: tutto un su e giù. Non solo geograficamente – anche mentalmente. Soprattutto verso la fine del giorno, quando si passa sull’Euschelspass, lo spartiacque tra Sarine e Singine. Dietro ogni curva attende la prossima, le gambe diventano pesanti. La vista – sulle imponenti rocce calcaree – diventa sempre più

◾ Consiglio: valutare in modo realistico le proprie forze e una buona preparazione. ◾ Informazioni: Bike-Explorer, Parpan, tel. 081 356 22 44, www.bike-explorer.ch

foto Beatrice Käser

ndare per valli e monti con il proprio rampichino, ammirare il panorama dei ghiacciai sui giganteschi quattromila… – in giro da soli e allo stesso tempo «guidati»! L’idea è grandiosa, il programma anche: «Top of Berner Oberland», un itinerario in sei tappe giornaliere, ognuna di queste percorribile singolarmente. O un tour di due giorni come quello che da Gstaad porta attraverso le Alpi friburghesi e l’Euschelspass sino allo Schwarzsee e poi avanti verso Gurnigel e Thun. Stando alla descrizione, «un itinerario da leggero a mediamente difficile» della lunghezza di 97 chilometri. Nel prezzo forfettario sono compresi: pernottamento e trasporto del bagaglio. Previo pagamento di un sovrapprezzo, può essere noleggiato un GPS, in modo che i ciclisti non escano dal tracciato. Altrimenti ci pensa la mappa e il CD con l’itinerario provvisto di indicazioni sulla distanza e sull’altitudine. Easy. Grazie a questi strumenti, in una soleggiata mattina di primavera si pedala piacevolmente da Gstaad su sentieri di campagna e tracciati particolari lungo la Sarine. Per chi non è abituato a usare il GPS, non è poi così «easy». Si dirige la freccia sullo schermo a sinistra, ma l’itinerario indica a destra. Il buon senso ci farebbe andare dritti e sulla mappa si cerca dispe-

grandiosa. Dopo una pedalata di diverse ore su piste sterrate e strade secondarie nella piacevole regione della Gruyère per i ciclisti è giunto il momento della tappa di sogno sullo Schwarzsee, dove a essere scarica non è solo la batteria del GPS. Nonostante ciò: i primi 50 chilometri e un dislivello di 1260 metri sono fatti! Non sono stati «easy», ma fantastici! L’hotel è prenotato, il bagaglio ci aspetta in camera e la gioia per la cena che si avvicina è grande. L’indomani i restanti 44 chilometri (816 metri di dislivello) via Gantrisch attraverso Gurnigel in direzione di Thun e poi avanti verso Gstaad saranno solo una breve passeggiata. Beatrice Käser Questo tour è stato sponsorizzato da Bike-Explorer.


30 touring | viaggi e tempo libero n. 7 | 17 aprile 2014

Canada occidentale | Natura incontaminata e calorosa ospitalità ai piedi delle Montagne Rocciose, nell’Aurum Lodge degli svizzero-canadesi Madeleine e Alan Ernst.

Dove orsi e alci ti danno la buonanotte

T

utto è esattamente come ci s’immagina il Canada: foreste infinite, montagne maestose, ghiacciai imponenti, laghi di color blu intenso. Con in più ogni specie di animale selvaggio, dagli orsi neri ai grandi grizzly, dalle alci e ai cervi fino alle «bighorn sheep», le pecore dalle grandi corna che danno il nome al versante orientale delle Montagne Rocciose. In questa bella regione chiamata Bighorn Country lontana dal turismo di massa, ma comunque vicino alle località turistiche di Banff, Lake Louise e Jasper, i visitatori possono gustare la natura in tutte le sue sfaccettature e in ogni stagione dell’anno. E possono perfino farsi viziare alla maniera svizzera. Infatti, dal 2000 i coniugi zurighesi Madeleine e Alan Ernst gestiscono qui con molto impegno la raffinata Aurum Lodge.

Romantici chalet

◾ Aurum Lodge: nella provincia di Alberta, vicino al parco nazionale di Banff; 6 camere doppie, 3 appartamenti di vacanza indipendenti. Aperto tutto l’anno, camera con colazione da 89 a 239 $ canadesi. Cena su richiesta – www.aurumlodge.com. ◾ Come arrivare: tutto l’anno buoni collegamenti Zurigo–Calgary con Air Canada, www.aircanada.com. Da Calgary circa quattro ore in auto a noleggio.

l’ex istruttrice di fitness hanno inventato tecniche innovative per garantirsi l’autosufficienza nell’approvvigionamento di acqua ed energia. Tuttavia, gli ospiti devono essere pronti a rinunciare a telefono e TV in camera e a servirsi in modo parsimonioso di acqua ed energia elettrica. Il contatto con il mondo esterno viene comunque assicurato dalla connessione Wi-Fi. Comunque ci sono cose più eccitanti da fare che navigare per ore su Internet.

foto Arnetpress

I loro tre chalet in stile rifugi alpini di legno richiamano i vecchi tempi dei pionieri e dei trapper, i cacciatori di pellicce. Ampie superfici di pannelli solari rivelano che si tratta di edifici costruiti con la tecnologia più moderna. L’ex bancario e

A COLPO D’OCCHIO

Panorama sul Bighorn Canyon con le cascate Crescent vicino all’Aurum Lodge.

Un paradiso per osservare tanti animali e perché non un orso nero o un grizzly?

◾ Attività: dalla primavera all’autunno passeggiate, osservazioni della selvaggina, escursioni fotografiche e workshop. D’inverno scalate delle cascate di ghiaccio, escursioni a piedi e in ciaspole.

Madeleine e Alan Ernst con la loro Aura, un bovaro bernese.

Solo nei dintorni, infatti, 100 percorsi naturalistici invitano a passeggiare, fotografare e osservare la selvaggina. Invogliano alla visita anche i mistici siti indiani e la silenziosa miniera di carbone di Nordegg, che tra l’altro è un sito storico nazionale. «Non dimenticate lo spray antiorsi», ci ammoniscono i padroni di casa quando vogliamo esplorare i 33 km del lago Abraham, che si estende per 33 km sotto il lodge, e il selvaggiamente romantico Bighorn Canyon con le sue cascate. Siamo fortunati: durante la passeggiata nessun plantigrado ci attraversa la strada. Ma riusciamo a fotografarlo dall’auto mentre percorriamo i 40 km del Banff National Park. Nel parco, però, finisce anche la tranquillità. La vista delle vette e del possente ghiacciaio Columbia bisogna condividerla con centinaia di turisti arrivati in bus. Che bello la sera poter tornare all’Aurum Lodge e tirare il fiato avvolti nel silenzio. Christa Arnet


viaggi e tempo libero | touring 31 n. 7 | 17 aprile 2014

Città di frontiera | Sulla via che porta all’agognata destinazione turistica si passa spesso attraverso cittadine senza nemmeno accorgersi. Varrebbe la pena fermarsi e visitarle.

Feldkirch e gli assi nella manica

I

l simbolo di Feldkirch, il possente Schattenburg, troneggia sul nucleo storico. Una gita attraverso la sede dei conti di Montfort vale la pena anche solamente per l’ottimo «Schnitzel», che viene servito praticamente in tutti i ristoranti. Il nome della città è però molto più vecchio del castello Schattenburg perché risale all’epoca romana, quando si presume che su un campo si trovassero due chiese. Cuore e punto d’incontro della città più a occidente dell’Austria è il piccolo e curato nucleo storico. Come Annecy, Torino o Berna, anche a Feldkirch si può passeggiare comodamente sotto i portici. Piccoli negozi si alternano a belle boutique e mercati con prodotti regionali.

Tra le bancarelle che ornano le viuzze si chiacchiera sulle novità della giornata. Nei caffè viene servito lo strudel di mele e negli eleganti ristoranti anche dei piatti classici come il «Tafelspitz», il piatto nazionale austriaco a base di carne di manzo bollita.

Passeggiare e degustare Un’occasione ottimale per combinare un’offerta gastronomica con una gita guidata, è rappresentata da «Schnabulieren und Degustieren». Gli escursionisti urbani passano dunque anche dalla giovane chocolatière Irmgard Marte. Non avendo trovato lavoro come pasticciera in un posto che soddisfacesse le sue esigenze di qualità, si è dunque messa

Dal castello di Schattenburg si gode anche il panorama sulla città vecchia. Una delle tre linci, che si possono vedere nel parco naturale di Feldkirch.

in proprio e a gran ragione visto che ha riscosso un notevole successo. La pasticciera produce con le sue mani meravigliosi pasticcini, cioccolatini e ad esempio anche torte matrimoniali a più piani. Il negozio di Irmgard «Schokomus» con l’immancabile caffè è dunque una visita obbligatoria. Durante la gita si possono ammirare anche i testimoni di pietra della storia come il municipio colorato e il duomo gotico di San Nicola. Tra la porta della città, Salztor, e l’imponente Torre dei Gatti nella vinoteca Bengodi si assaggiano specialità italiane e si degustano vini pregiati: da non perdere. Inoltre ci si può iscrivere alla gita dei guardiani notturni o a quella sull’inquinamento luminoso.

Il Poolbar Festival Non nel nucleo storico, bensì sul prato verde davanti alla piscina coperta si è stabilito il Poolbar Festival. Dal 4 luglio al 17 agosto si tengono concerti di band internazionali. Un concorso di architettura con 75 partecipanti suscita un interesse che supera i confini della regione. In un’atmosfera di cultura pop gli amici stanno insieme e si rallegrano dell’estate. Il Poolbar Festival, creato da una cerchia di amici, gode oggi di una fama nazionale, come ci ha raccontato Herwig Bauer, uno dei fondatori dell’evento.

In visita dalla lince e dal lupo

photos Alexander Ess (1), Wildpark Feldkirch, Imago

Chiunque faccia tappa a Feldkirch, dovrebbe prendersi un po’ di tempo per una visita al parco naturale sulla montagna Ardetzenberg. Si possono vedere lupi, linci, cinghiali e cervi così come marmotte e lepri delle Alpi. Su una superficie di dieci ettari vivono tra 130 e 145 animali, suddivisi in 18 razze. Tra questi anche un «asino bianco» o «asino barocco». «Sono stati allevati dall’imperatore Francesco Giuseppe», racconta il direttore Christian Ammann. Christian Bützberger Questo viaggio è stato sponsorizzato dall’Ufficio del turismo Bodensee-Vorarlberg.

Info Touring

Nel 2008 nel centro storico è stata girata una scena per il film di James Bond «Quantum of Solace».

www.feldkirch.at, www.schattenburg.at, www.schokomus.at, www.bengodi.at, www.restaurant-still.at, www.poolbar.at, www.feldkirch.at/wildpark, www.gh-lingg.at, www.gutwinski-hotel.at, www.rauchgastronomie.at, www.palaisliechtenstein.at


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sezione ticino | touring 33 n. 7 | 17 aprile 2014

foto ald

Assemblea cantonale ordinaria dei delegati

Da sinistra, Aldo Baronio, Erminio Bernardoni e Roberto Achini.

Assemblee dei Gruppi locali

N

el mese di marzo si sono tenute le quattro assemblee dei gruppi locali. I conti 2013, tutti approvati, il resoconto delle attività dell’anno trascorso e delle future manifestazioni sono stati gli argomenti comuni. Le nomine statutarie e alcuni spunti delle relazioni presidenziali hanno inoltre animato le serate.

letica turistica-informativa sovvenzionata con 30mila franchi dal Gruppo.

Mendrisiotto

La Presidente avv. Graziana RigamontiVilla e il Comitato sono stati riconfermati per un nuovo mandato salvo l’ing. Lorenza Gianola-Passardi che ha raggiunto i limiti statutari. Alcuni interventi hanno criticato il Piano Viario del Polo (PVP), il proliferare di zone trenta e la presenza di nuovi radar. Al termine dei lavori assembleari Franco Masci, maestro conducente, ha chiarito come affrontare le rotonde e informato sulle nuove disposizioni di Via Sicura.

Stessa sorte è toccata al Presidente uscente arch. Roberto Achini che in compagnia del Segretario Erminio Bernardoni hanno raggiunto anch’essi i limiti statutari. Il prof. Enzo Pfister ha accettato di condurre il Gruppo durante il prossimo triennio con buona parte del Comitato rinnovato. Agli uscenti Andrea Carri e Massimo Meroni, riconfermati, si sono uniti Tiziano Calderari, Nicola Corti, Sara Stadler e Gianfranco Zazio. Pfister ha dichiarato guerra ai due principali problemi del Mendrisiotto: l’inquinamento dell’aria e la mobilità. Guida ecologica, auto a basso consumo, trasporti pubblici e car-sharing sono misure che possono migliorare la mobilità. Ha quindi esortato i 12 600 soci del Gruppo a collaborare per rendere possibili queste soluzioni.

Locarnese e Valli

Bellinzonese e Valli

Per il Presidente Aldo Baronio è stata l’ultima Assemblea dopo 15 anni d’attività al vertice del Gruppo. Per raggiunti limiti statutari ha ceduto il timone a Paolo Dedini. Silvio Moro e Adele Guscetti-Zaccheo hanno anch’essi dovuto lasciare per la stessa ragione. I nuovi Membri eletti sono Angelo Tabacchi e Mattia Storni. Prima dei lavori assembleari si è visitato il Santuario della Madonna del Sasso dove si è potuta apprezzare la nuova segna-

Il Presidente ing. Nelio Rigamonti ed il comitato uscente sono stati riconfermati per un ulteriore mandato. Il presidente ha voluto sottolineare l’importanza della bocciatura della proposta d’aumento della vignetta autostradale, votazione che ha costretto il Consiglio Federale a chinarsi sul progetto di un fondo per le infrastrutture stradali e creare così delle regole chiare su cui fondare lo sviluppo della rete stradale svizzera.

Luganese

L’Assemblea generale ordinaria dei delegati della Sezione Ticino del Touring Club Svizzero è convocata al Centro Esposizioni di Lugano giovedì, 15 maggio, alle ore 17.00 con il seguente ordine del giorno: 1. Approvazione del verbale dell’Assemblea generale ordinaria del 16 maggio 2013 svoltasi al Palazzetto Fevi di Locarno. 2. Premiazione dei migliori apprendisti del ramo auto-meccanico. 3. Intervento dell’On. Claudio Zali, Consigliere di Stato 4. Relazione presidenziale per l’anno 2013: discussione e approvazione. 5. Relazione del tesoriere e rapporto dei revisori statutari sul conto d’esercizio e sul bilancio al 31.12.2013: discussione e approvazione. 6. Nomine statutarie. 7. Determinazione delle quote sociali 2015. 8. Eventuali.

Walking Lugano Domenica 27 aprile tutti a Lugano! L’appuntamento, sostenuto dal TCS, riunisce dai camminatori sportivi alle molte persone che desiderano passare una giornata all’aria aperta in compagnia. Per iscriversi: online su www.walkinglugano.ch oppure sul posto sabato 26 aprile tra le 15.00 e le 17.00 (Piazza Manzoni), oppure domenica dalle ore 9.00. Per tutti una bella T-shirt griffata Walking Lugano… e non dimenticate di visitare lo stand TCS!

Il concorso dei 100 anni! Già partecipato? Il concorso indetto per i cento anni del TCS non sarà solo il filo conduttore di tutto l’anno dei festeggiamenti, bensì permetterà di avvicinare e di creare interesse sulla storia della mobilità in Ticino. «Ieri, oggi e domani» saranno infatti anche i temi attorno ai quali ruoteranno le domande. Il 30 aprile scadrà il primo periodo di partecipazione. Le prime estrazioni mettono in palio un affascinante viaggio nel passato (un viaggio di 3 giorni e 2 notti da VIP all’evento storico di Lignières del valore di 3000 fr.), un buono acquisto MIGROS di 1000 fr., un corso TCS a scelta di un giorno e due controlli tecnici al Centro TCS di Rivera. A dicembre vi sarà poi l’estrazione del premio principale: una BMW F20 116. Per partecipare tcs-ticino.ch.


34 touring | club e soci

foto Fabian Unternährer

n. 7 | 17 aprile 2014

Con un «uncino Mercedes» l’allievo prova a raggiungere la maniglia di una Smart dal lato del conducente; inizialmente senza successo.

Tecniche di apertura | Nell’ambito dei moduli di formazione per diventare «Soccorritore stradale con attestato federale» gli alunni si esercitano ad aprire i veicoli più svariati nel centro corsi della Galliker Transport AG a Nebikon.

Soccorritori stradali: aprire senza danneggiare

L

uogo della scena: la grande e luminosa sala di pratica del moderno centro corsi della Galliker Transport AG, a Nebikon nel Canton Lucerna. All’incirca una dozzina di aspiranti soccorritori stradali sono affaccendati su svariati veicoli da esercitazione del TCS. Oggi al centro del modulo formativo «Autosoccorso stradale» c’è il tema «Tecniche di apertura». L’atmosfera è di grande concentrazione, voci ovattate dominano la scena. Due istruttori del TCS vanno e vengono da una postazione all’altra, danno qualche consiglio e anche una mano sulla pista dove i vari partecipanti al corso hanno terminato la prova.

L’istruttore del TCS Daniel Eberhard spiega: «Ci vuole innanzitutto molta pazienza. Il nostro obiettivo è di aprire l’automobile senza arrecare danni». Eberhard è una «vecchia volpe», lavora al TCS come pattugliatore sin dal 1996. Parla perfettamente tedesco e francese, di formazione è agricoltore e automeccanico, ma ora dà lezioni in tutti i moduli del corso di «Soccorritore stradale con attestato federale».

Lavoro col trucco Due alunni sono inginocchiati davanti alla portiera del lato conducente di una BMW predisposta per esercitarsi e, da una trentina di minuti, tentano di «forza-

re» la serratura. La manipolano utilizzando con attenzione un piccolo utensile; non deve venire danneggiata. «Ogni alunno porta con sé gli attrezzi che usa al lavoro, così può esercitarsi», aggiunge l’istruttore Daniel Eberhard. Ci vuole anche un po’ di fortuna, perché si dovrebbero fare tanti piccoli «merletti» nella chiusura della portiera «come fa una chiave. Non appena troviamo la combinazione, la porta si apre». BMW e Volvo sono le più difficili da aprire. «Questi due costruttori fabbricano veicoli che sono fortezze», racconta il responsabile dell’istruzione del TCS, Anton Graf. «Ma noi siamo gli specialisti dell’apertura in Sviz-


club e soci | touring 35 n. 7 | 17 aprile 2014

zera», afferma con autostima. L’istruttore Eberhard è convinto che una Volvo non si possa praticamente aprire: «Quando vediamo una chiave nell’abitacolo, cerchiamo di ripescarla». Anche la bianca BMW da esercitazione si rivela un osso duro per i due allievi. Provano ad aprirla passando dalla parte posteriore, dal portellone. Con un piccolo cuscino ad aria sollevano lo sportello in modo che si formi una fessura ma non resti danneggiata la carrozzeria. L’interno si rivela un groviglio di cavi. «Bisogna attivare uno di questi ‹cavetti›. Proviamo a prelevare la corrente tramite un ponte elettrico dal vano motore», dice l’istruttore Eberhard entrando in scena, «così dovrebbe funzionare». Un tentativo vincente per i soccorritori stradali: il portellone si apre! Patrick Maier, pattugliatore TCS dall’ottobre 2013, relativizza la gioia: «Qui nella sala di lezione, la luce è ottimale. Solitamente lo spazio e le condizioni d’illuminazione sul luogo dell’avaria si presentano in tutt’altro modo».

A sinistra: con mezzi convenzionali si tenta di «forzare» la serratura. A destra: tentativo di aprire il portellone di una BMW tramite cuscini ad aria e fornendo corrente a un cavo.

L’INTERVISTA

TCS e Galliker: collaborazione ideale

Tutto nel laptop Una volta all’anno anche tutti gli istruttori devono frequentare un corso di formazione continua al fine di acquisire le ultime conoscenze nel settore del soccorso stradale, per poi riportarle nelle varie lezioni. Per l’argomento «Tecniche di apertura» non viene consegnata alcuna documentazione scritta. «Non si fa più da una decina d’anni», sorride il responsabile dell’istruzione Anton Graf, «ora tutte le informazioni tecniche sono contenute nel computer portatile. Per i metodi di apertura c’è ad esempio la rubrica ‹Consigli e trucchi›». La formazione si suddivide all’incirca in parti uguali tra teoria e pratica. «Gli allievi ricevono già la parte e-learning circa tre settimane prima del modulo corrispondente. Così gli aspiranti soccorritori stradali arrivano alle lezioni già informati. Durante il modulo si lavora quasi esclusivamente sulla pratica», dice Anton Graf. Nella sala di lezione un giovane sta armeggiando su una Smart. Con un utensile soprannominato «uncino Mercedes» sta cercando di raggiungere la maniglia interna della portiera del conducente; l’uncino non si aggancia. Dopo diversi tentativi falliti posiziona l’uncino sul lato del passeggero. Con gran pazienza riprova da questo lato finché grazie ad un angolo più appropriato e facendo leva apre la porta dopo pochi secondi. Inutile dire che sprizza veramente di felicità. Peter Widmer

Info Touring www.roadranger.ch

Anton Graf (a s.), responsabile Istruzione tecnica del TCS, e Rolf Galliker, comproprietario Galliker Transport AG.

Come si è giunti alla collaborazione tra TCS e Galliker Transport AG? Anton Graf: Cercavamo dei locali adatti in un posto centrale. Tramite il fratello di Rolf Galliker, Peter, che conosco in privato, abbiamo avviato una discussione conclusasi con un risultato positivo!

scarico. Abbiamo continue richieste dagli importatori di auto, che necessitano spazi per i loro corsi di formazione. Così affittiamo i locali. Possiamo ben soddisfare le esigenze del TCS; i veicoli per esercitarsi sono custoditi in modo professionale sotto un tetto.

Quale infrastruttura offrite? Rolf Galliker: Abbiamo riadattato totalmente ai nostri bisogni le officine di una vecchia azienda di Nebikon. Le sale di teoria sono equipaggiate di proiettore e accesso Wi-Fi, mentre i locali di pratica pure con impianti per aspirare i gas di

Si sono create sinergie grazie a questa collaborazione? Anton Graf: Sì, qui c’è anche un magazzino intermedio degli importatori di auto. Per i metodi di apertura possiamo, per esempio, formare i nostri istruttori wi alla presenza degli importatori.

Cosa ne pensano gli aspiranti «roadranger»

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Patrick Maier Pattugliatore TCS

Sven Arnold Pattugliatore TCS

«Autosoccorso stradale è il mio primo modulo per questa formazione. Durante le tecniche di apertura voglio imparare consigli e trucchi, si stimola la fantasia ed emergono nuove idee che prima mi sembravano impossibili da attuare».

«Imparo dettagli cui prima non facevo attenzione. I vecchi modelli si lasciano aprire più facilmente, perché si può agganciare un filo e tirare verso l’alto la maniglia della portiera. Per il momento vorrei restare in questa professione».

«Ho lavorato in un garage per dodici anni e in pratica non ho mai dovuto aprire un veicolo. Ogni costruttore ha le sue peculiarità, ogni veicolo è diverso. Ma anche ogni guasto è diverso – così come il clima di lavoro e naturalmente i clienti».


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club e soci | touring 37 n. 7 | 17 aprile 2014

Controlli moto TCS | Lanciata con successo nel 2013, il TCS organizza il 4 maggio un’altra giornata di controlli per le moto, ora sullo Schallenberg.

Test moto gratuito a cura del TCS

O

gni anno durante i primi fine settimana di primavera migliaia di motociclisti tornano ad affollare le strade. Ed i pericoli dopo la pausa invernale vengono spesso sottovalutati. Da un lato i veicoli devono essere rimessi in condizione ottimale dopo essere stati fermi, dall’altro molti motociclisti sono fuori allenamento dopo mesi d’inattività. Il rischio di incidenti aumenta notevolmente all’inizio della stagione.

La prevenzione in primo piano

Keystone

Nel 2012 in Svizzera i morti per incidenti motociclistici sono stati 74, e i feriti gravi 1219. Le lesioni tipiche riguardano il cranio e il collo. I motivi per cui continuano a verificarsi degli incidenti gravi risiedono nelle lacune della tecnica di guida, nella valutazione errata della velocità e nell’insicurezza causata dal cambio repentino del fondo stradale. La simpatica iniziativa promossa dal TCS sotto il motto «Per una stagione motociclistica sicura» intende sensibilizzare i motociclisti circa i pericoli in agguato sulla strada, e non solo all’inizio della stagione. 150 circa i motociclisti che hanno partecipato alla giornata dello scorso anno svoltasi sul Passo del Grimsel. Una

«Stagione motociclistica sicura» ◾ Data: domenica 4 maggio 2014 (data sostitutiva in caso di maltempo: 18 maggio 2014). ◾ Luogo: parcheggio Berghaus Gabelspitz, Schallenberg, 3537 Eggiwil, www.schallenberg.ch. ◾ Scopo: sensibilizzare i motociclisti sui pericoli della strada, non solo d’inizio stagione. ◾ Offerta: posto di servizio dove i motociclisti potranno fare esaminare gratuitamente il loro veicolo e l’equipaggiamento e far correggere piccoli difetti (senza preiscrizione). Foglio informativo in tedesco e francese, concorso per vincere un corso di perfezionamento di guida di una moto.

sessantina ne ha approfittato per sottoporre la moto ad un check-up gratuito. Tuttavia, i capricci del tempo hanno in parte rovinato la prima edizione: si è dovuto interrompere l’iniziativa in anticipo a causa della nebbia e della pioggia. «Ecco perché quest’anno abbiamo scelto il passo prealpino dello Schallenberg nell’Emmental, meno soggetto a variazioni meteorologiche», spiega la responsabile TCS del progetto Stéphanie Durrer. «Il Grimsel è sicuramente un passo più attraente, ma apre tardi e il tempo lì è piut-

tosto instabile. Sullo Schallenberg (Canton Berna) possiamo svolgere l’azione già in maggio e il passo, che ha una pendenza massima del 12%, è popolare fra i centauri», prosegue Durrer. In cima al passo (1167 m) c’è il ristorante di montagna Gabelspitz, un luogo di ritrovo molto frequentato dai motociclisti. Sul parcheggio antistante, il 4 maggio il TCS allestirà un posto di servizio dove i motociclisti potranno far controllare il loro veicolo. Saranno esaminati vari elementi: condizioni generali, freni (pastiglie, dischi, serbatoio e livello dei liquidi, eventualmente punto di ebollizione, condotti, guarnizioni), frizione, profilo e pressione delle gomme, perdite d’olio (senza controllo del livello), impianto elettrico (illuminazione, frecce, stop ecc.), funzionalità (senza controllo dell’altezza dei fari), spie di controllo, marmitta. Piccoli difetti saranno corretti sul posto dai pattugliatori del TCS. Esperti di guida e poliziotti informeranno i motociclisti per quanto attiene alla «guida sicura». Il carattere preventivo dell’iniziativa è rafforzato tramite la collaborazione con la polizia e l’Inselspital di Berna. wi

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Riflessi dell’iniziativa svoltasi il 23 giugno dello scorso anno sul Grimsel. Circa 150 motociclisti hanno fatto sosta sul passo.


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club e soci | touring 39 n. 7 | 17 aprile 2014

Lungo soggiorno nei campeggi TCS

Il campeggio TCS di Landquart si trova all’entrata della Prettigovia.

I

campeggiatori che per una volta vorrebbero trascorrere in un camping l’intera stagione, ma sono ancora incerti, possono compiere un «campeggio di prova» per un mese. Infatti ora viene offerta quest’opportunità per 450 franchi in tre campeggi del TCS a Landquart, Scuol e Meride. Il prezzo è valido per due adulti e due bambini per la durata di 30 pernottamenti consecutivi durante l’intera stagione 2014. Nell’offerta sono inclusi l’istallazione (tenda, roulotte con tenda da sole, un’auto, camper), l’elettricità, lo smaltimento, Wi-Fi.

I tre campeggi del TCS si trovano in altrettante bellissime località turistiche: situato nelle immediate vicinanze delle montagne, il campeggio di Landquart è un punto di partenza ideale per escursionisti e ciclisti in estate quanto in inverno. Il camping è aperto tutto l’anno. Il campeggio di Scuol si trova su un pendio ombreggiato, circondato dai boschi, non lontano dai bagni termali «Engadin Bad Scuol». Scuol offre durante tutto l’anno una varietà di attività sportive, culturali e culinarie. Il campeggio di Meride è immerso in un verde particolarmente idilliaco ed è adatto per rilassarsi lontano dalla vita di

TCS Societariato www.tcs.ch Motorizzati (automobilisti e motociclisti) a seconda della Sezione e pro rata TCS Tessera partner/giovani Fr. 44.– Non motorizzati Fr. 32.– Cooldown Club membercard Fr. 66.– Ciclisti (con TCS Velo Assistance Casco 2000) Fr. 37.– Juniores (con TCS Velo Assistance Casco 2000) a seconda della Sezione Quota per socio campeggiatore TCS (solo se già Fr. 55.– socio motorizzato o non motorizzato) (camping club AG: + Fr. 7.–; ZH: + Fr. 5.–) TCS Libretto ETI www.eti.ch Informare sempre prima ETI! Europa motorizzato «Famiglia» Fr. 103.– Europa motorizzato «Individuale» Fr. 75.– Europa non motorizzato «Famiglia» Fr. 77.– Europa non motorizzato «Individuale» Fr. 65.– Mondo motorizzato «Famiglia» Fr. 191.– Mondo motorizzato «Individuale» Fr. 145.– Mondo non motorizzato «Famiglia» Fr. 165.– Mondo non motorizzato «Individuale» Fr. 135.– Fr. 32.– Spese di cura «Europa» Spese di cura «Mondo» Fr. 50.– TCS Carta Aziendale www.tcs.ch/azienda Per veicoli aziendali Soccorso stradale da Fr. 134.– Protezione giuridica circolazione da Fr. 111.– TCS Card Assistance www.cardassistance.tcs.ch per tutta la famiglia Fr. 28.– 20% di sconto per i titolari del Libretto ETI

La chiesa di Scuol sovrasta orgogliosa le pareti rocciose sull’Inn.

città. Lì vicino un accogliente grotto propone un’autentica gastronomia ticinese. Nei dintorni ci sono ameni villaggi, sentieri didattici e tematici. wi

foto mw, ald

In luoghi di richiamo

Info Touring Prenotazioni direttamente nei campeggi: Landquart: tel. 081 322 39 55, www.tcs-camping.ch/landquart; Scuol: tel. 081 864 15 01, www.tcs-camping.ch/scuol; Meride: tel. 091 646 43 30, www.tcs-camping.ch/meride

A Meride si trova il Museo dei fossili del Monte San Giorgio.

Prezzi e prestazioni TCS telefono 0844 888 111 o www.tcs.ch

Club servizi

Carte di credito TCS www.mastercard.tcs.ch TCS MasterCard Gold Fr. 100.–* TCS MasterCard Fr. 50.–* TCS MasterCard Load&Go Fr. 25.–* TCS MasterCard COOLDOWN CLUB Fr. 0.– * Nessuna commissione annuale per il 1° anno

TCS Protezione giuridica www.tcs-protezione-giuridica.ch TCS Assicurazione protezione giuridica Circolazione «Famiglia» Fr. 96.– «Individuale» Fr. 66.– Privata senza sottoscrivere la Circolazione «Famiglia» Fr. 245.– «Individuale» Fr. 225.– Privata con Circolazione già sottoscritta «Famiglia» Fr. 215.– «Individuale» Fr. 192.– Immobili Fr. 60.–

Infotech www.infotechtcs.ch Il TCS sottopone a test veicoli ed accessori e mette a disposizione dei soci informazioni raccolte e redatte in modo competente e neutrale.

TCS Assicurazione auto www.tcs-assicurazione-auto.ch Responsabilità civile, casco parziale, casco collisione, capitale incidente, protezione del bonus, danni di parcheggio 0800 801 000

Viaggi e tempo libero TCS Viaggi TCS Camping

Assicurazioni due ruote www.assistancetcs.ch TCS Velo Assistance con assistenza e casco fino a Fr. 2000.– Fr. 25.–* copertura casco fino a Fr. 5000.– Fr. 80.–* copertura casco fino a Fr. 7500.– Fr. 172.–* TCS Moto Assistance (soccorso stradale e assistenza) Fr. 41.–* Ai motociclisti in Svizzera e all’estero * prezzi soci TCS

TCS Training&Events www.training-events.ch Sconti sui prezzi dei corsi di perfezionamento di guida nei centri di Lignières, Plantin, Betzholz, Stockental, Derendingen ed Emmen. Formazione in due fasi www.2fasi.tcs.ch Corsi obbligatori per la licenza di condurre.

TCS Hotels Schloss Ragaz, Bad Ragaz www.hotelschlossragaz.ch Bellavista, Vira Gambarogno www.hotelbellavista.ch Ciclo e svago tcs

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Giochi & Concorsi 07/2014 Tre giochi e altrettante possibilità di vincere uno dei tre fantastici premi! Concorso 1:

In palio: 3 notti per 2 persone presso il Wellness Resort Adler, in Toscana L’Adler Thermae Spa & Relax è immerso nel pittoresco paesaggio naturale e culturale della Val d’Orcia, nella splendida regione a sud di Siena, iscritta al patrimonio mondiale dell’UNESCO. Non lontano dai famosi vigneti di Montalcino e Montepulciano, vi aspettano 200 km di sentieri pedestri tracciati e più di 1'000 km di percorsi ciclabili muniti di sistema di orientamento GPS. Grazie alle fonti termali potrete rilassarvi e fare il pieno di energia, mentre a deliziarvi con specialità gourmet toscane ci penserà il ristorante dell’Adler.

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Inviate un SMS con scritto tmi071 xxxx (xxxx = giorni) al numero 543.

Concorso 2: sudoku facile Risolvete il sudoku per trovare le tre cifre nelle caselle colorate di rosso. Inviate un SMS con scritto tmi072 e le tre cifre al numero 543.

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Concorso 3: sudoku medio Risolvete il sudoku per trovare le tre cifre nelle caselle colorate di verde. Inviate un SMS con scritto tmi073 e le tre cifre al numero 543.

Inoltre, l’HTC One offre tutte le classiche funzioni di un cellulare al top della gamma.

L’invincibile B100 di Caterpillar

Originariamente Caterpillar produceva esclusivamente robusti macchinari per l’edilizia. Oggi l’azienda statunitense ha esteso la propria attività anche ai telefoni cellulari, che vengono concepiti e fabbricati espressamente per affrontare situazioni outdoor estreme. Il B100 è resistente alla polvere e all’acqua, e sopporta temperature comprese tra -25 e +55 gradi. Può restare immerso fino a 30 minuti senza subire danni. Infine, in modalità standby, la batteria ha un’autonomia di 23 giorni.

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HTC One M8, gioiello della telefonia mobile

Valore CHF 799.–

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La rivista specializzata connect ha commentato così il recente lancio di questo apparecchio d’avanguardia: «L’HTC One M8 entusiasma con le sue dotazioni tecniche di precisione». La scocca è di metallo pregiato. La memoria interna dispone di 16 GB, ma può essere estesa fino a 128 GB. La batteria ha un’autonomia fino a 496 ore e il sistema operativo è compatibile con l’ultima versione Android 4.4.2. Il display Full HD da 5 pollici ha una risoluzione di 1080x1920 pixel. Concorso 3:

Concorso gioco per i lettori Chance 1:1:Leserspiel Quanti giorni è durato il viaggio in giro per il mondo di Brigitta e Paul Böhlen?

In palio: 3 pernottamenti in camera doppia con buffet prima colazione vitalizzante Adler, accesso al centro termale e attività sportive ed escursionistiche guidate. Notte supplementare a partire da € 146 a persona. Sponsor del premio: www.adler-thermae.com Concorso 2:

Termine di partecipazione per ogni gioco: 27 aprile 2014.

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3 L’apparecchio soddisfa pienamente chi è alla ricerca di qualità e resistenza elevate.

I vincitori dell'edizione n. 4 sono:

Silvia Düsel, Urnäsch | Madeleine Taddei, Torricella | Sylvia Berthousoz, Conthey

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Ogni SMS costa CHF 1.50. La partecipazione ai concorsi è possibile pure tramite cartolina postale a: TCS, Editoria Touring, casella postale, 3024 Berna.

Possono partecipare ai concorsi tutte le lettrici e tutti i lettori di «Touring» della Svizzera e del Liechtenstein, ad eccezione dei collaboratori del TCS e dei loro famigliari. I vincitori dei «giochi & concorsi» Touring saranno estratti a sorte e avvisati. Non viene tenuta alcuna corrispondenza in merito al concorso. Sono escluse le vie legali. I nomi dei vincitori vengono sempre pubblicati nella rivista Touring.


la pagina dei lettori | touring 41 n. 7 | 17 aprile 2014

LA DOMANDA

«Durante i viaggi lunghi ogni tanto mi concedo uno spuntino al volante. Si tratta di un atto sanzionabile?» Barbara Bärtschi (@)

Avete una domanda per un esperto del TCS? Inviatela per posta a: TCS, Redazione «Touring», Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna o per e-mail a touring@tcs.ch.

U

n conducente che mangia o beve al volante si comporta esattamente allo stesso modo di uno che fuma o invia SMS mentre sta guidando. Attività del genere possono compromettere l’attenzione dalla guida del veicolo e sotto l’aspetto della sicurezza stradale è, in linea di principio, problematico classificarle. Eppure, secondo le statistiche, la scarsa attenzione è di gran lunga la più frequente causa di incidente. Il conducente deve, quindi, padroneggiare in ogni momento la guida, affinché possa adempiere ai suoi obblighi di prudenza. Per questo motivo, durante la guida non può permettersi alcuna distrazione che possa rendere più difficoltoso manovrare il veicolo. In particolare deve tenere saldo il volante almeno con una mano, avendo così a disposizione l’altra – quando non viene

usata per sterzare – fondamentalmente per azionare le frecce di direzione oppure ad esempio per impugnare la leva del cambio. Chiunque violi questa disposizione può essere sanzionato con una multa. Ciò può portare pure ad un ammonimento oppure anche al ritiro della licenza di condurre. Se telefonare con il cellulare senza dispositivo mani libere costa di regola 100 fr. di multa, i casi come quello di ristorarsi al volante sono valutati individualmente dalle autorità. Di conseguenza il loro margine di apprezzamento è relativamente ampio, sia nel valutare il grado di pericolo per la circolazione sia nel fissare l’importo della multa. Chi viene colto a mangiare al volante deve aspettarsi una multa. Nell’agosto del 2012 una conducente è stata multata per aver mangiato un brezel mentre guidava.

l’esperto TCS Stefan Burri Protezione giuridica

Scarsa distanza? Nessuna pietà!

Nessuna ruota di scorta Ho acquistato recentemente un’autovettura nuova di una marca tedesca. Bella auto, tanti accessori e optional. Ma non sarebbe meglio inserire una ruota di scorta e un cric? Ho notato che anche le auto dell’azienda dove lavoro, sono tutte senza ruota di scorta. Penso che al posto di darci un sacco di accessori che servono sì e no, una ruota di scorta sia indispensabile nella dotazione di una vettura. F. Albisetti (@)

Manti fonoassorbenti e rumori assordanti «Touring» 3/2014

È proprio vero che si rendono i manti stradali meno rumorosi, con tecniche particolari e sicuramente non gratuite… e che alla fine paga il contribuente… e poi si lasciano viaggiare automobili ma soprattutto motociclette, motorini ecc. che creano inutilmente rumori assordanti che non vengono mai sanzionati. Qui le forze dell’ordine dovrebbero veramente intervenire con controlli più assidui. Chiedo pure al TCS di intervenire! La sua forza di persuasione è senz’altro migliore di quella del comune cittadino. Rinaldo Bottinelli (@)

Rispetto della distanza: a chi la colpa? Il consulente, «Touring» 4/2014

Colpevole o vittima? Colpevole e vittima! Se si deve multare, allora due cartellini gialli a entrambi i «peccatori»

PantherMedia

«Touring» 4/2014

E se oltre ad aver bucato una gomma si scopre che nell’automobile nuova di zecca non c’è la ruota di scorta? coinvolti – come nel football… In queste e simili situazioni però chi è la causa del disastro? Esatto, in primo luogo è colui che ostacola e disturba il flusso del traffico a causa del suo consapevole o «inconsapevole» comportamento inadeguato – scarsa attenzione nei confronti di ciò che fa lui stesso e che fanno gli altri! Solo in secondo luogo è colui che reagisce in modo «inadeguato» al comportamento errato. Quando cominceranno finalmente le autorità a responsabilizzare gli utenti della strada che provocano queste reazioni? Ch. Buser (@)

touring Scriveteci!

Non capisco proprio perché le autorità invece di giudicare con il buon senso, tentano sempre di arrivare alla classificazione di violazione grave del codice della strada. Per l’ennesima volta qui lo sceriffo Ustra (ndr: Ufficio federale delle strade) ha trovato giudici federali che verosimilmente circolano raramente al volante di un’automobile. Con l’argomentazione presentata si potrebbe ogni giorno multare migliaia di automobilisti che durante gli orari di punta non possono rispettare le distanze di sicurezza. Il fatto che questo venga classificato come violazione grave del codice della strada (insieme a fuga del conducente dopo un incidente e abuso di alcol al volante) lo trovo veramente incredibile. Raphael Affolter (@)

Per questa rubrica valgono alcune regole: più breve è la lettera, maggiore è la probabilità che venga pubblicata; la redazione si riserva di apportare eventuali tagli e non tiene corrispondenza. È possibile inviare le lettere per e-mail: touring@tcs.ch. Le lettere dei lettori vengono pubblicate anche nell’edizione online di «Touring» (www.touring.ch).

touring impressum Giornale del Touring Club Svizzero (TCS). Redazione: Felix Maurhofer (fm, caporedattore); Dino Nodari (dno, vice caporedattore); Marc-Olivier Herren (MOH, vice caporedattore); Christian Bützberger (Bü), Jacques-Olivier Pidoux (jop), Nadia Rambaldi (nr), Peter Widmer (wi). Grafica: Andreas Waber (caposervizio), Stephan Kneubühl, Mathias Wyssenbach. Assistenti di redazione: Michela Ferrari (i), Tania Folly (f), Oliver Marti (t), Irene Mikovcic-Christen (assistente caporedattore). Corrispondenza: Redazione Touring, Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna, tel. 058 827 35 00, fax 058 827 50 25. E-mail: touring@tcs.ch. Editore: Touring Club Svizzero, cp 820, 1214 Vernier (GE). Tiratura: edizione italiana: 83 141, totale: 1 325 035. Editoria/marketing: Reto Kammermann (responsabile). Pubblicità: Publicitas Publimag SA, Seilerstrasse 8, 3011 Berna, tel. 031 387 21 16, fax 031 387 21 00. Produzione: St. Galler Tagblatt AG, CIL Centre d’impression Lausanne SA. Cambiamenti d’indirizzo: indicando il numero di socio, alla Sede centrale del TCS, cp 820, 1214 Vernier; tel. 0844 888 111; e-mail: service@tcs.ch. Abbonamento: compreso nella quota sociale annua. «Touring» è pubblicato 20 volte l’anno. Si declina ogni responsabilità per manoscritti e altri lavori non richiesti.


42 touring | l’incontro n. 7 | 17 aprile 2014

«Esperienza positiva con incontri bellissimi» Paul e Brigitta Böhlen hanno viaggiato per 2573 giorni percorrendo 280 000 km in 63 paesi. La loro Toyota Land Cruiser chiamata «Mahangu» era anche la loro casa. Paul e Brigitta Böhlen hanno viaggiato dal 2006 al 2013. Presto uscirà il libro con la cronaca del viaggio. (www.circumnavigation.ch)

Quali sono state le sfide maggiori? Per noi era importante restare in buona salute e divertirci. L’itinerario non era programmato, volevamo semplicemente girare il mondo. La sfida più grande era quella di non ritrovarsi nel momento sbagliato nel luogo sbagliato, prendere la direzione corretta e andare sempre avanti. Come si è comportata in viaggio la Land Cruiser? Per le nostre esigenze la Toyota era la migliore vettura possibile, perché volevamo viaggiare fuori dalle rotte turistiche. La nostra «Mahangu» era come una compagna di viaggio. È forte e stabile, senza gingilli elettronici. Con una chiave inglese e un martello si può riparare praticamente tutto. Non abbiamo mai dovuto trainarla e abbiamo risolto le avarie da soli. Abbiamo avuto alcune forature: i mezzi di soccorso più importanti sono il cric e la sacca per sollevare il veicolo dal fondo fangoso, preferibilmente in doppia copia. Naturalmente la Land Cruiser ha avuto bisogno di manutenzione durante questi sette anni. Per fortuna Toyota ha una buona rete di concessionari in tutto il mondo. Nei garage c’era anche l’opportunità di conoscere persone gentili. In Malesia un garagista ci ha addirittura invitato alla gara di Formula 1.

«A pieno carico la bilancia segnava 3,5 tonnellate» Com’era equipaggiata la vostra auto? Tutta secondo il motto: poco lusso, pochi problemi. Volevamo mantenere il più possibile basso il peso del veicolo, anche per poter passare veramente dappertutto. La Land Cruiser era dotata di tetto sopraelevato, così potevamo dormire al primo piano e stare in piedi anche in auto. Inoltre c’era un cucinino, qualche armadio e una panca. Abbiamo mantenuto tutto il più semplice possibile. Comunque, però, con i serbatoi pieni di benzina e di acqua pesavamo 3,5 tonnellate. Qual è stato il momento preferito del viaggio? È molto difficile da dire. Le esperienze più belle le abbiamo avute con le persone che ci hanno aiutato senza voler nulla in cambio. Sono stati incontri bellissimi. E non ci è successo mai niente; non siamo mai stati aggrediti. La miglior cosa è fidarsi sempre del proprio istinto e ascoltare il partner. Nadia Rambaldi

Avete viaggiato per il mondo durante 2573 giorni. Com’è stare in giro per così tanto tempo? Paul e Brigitta Böhlen: Fortunatamente c’eravamo portati appresso la nostra casa. Dormivamo nel nostro letto e mangiavamo nei nostri piatti, avevamo perfino il fornello per la raclette. Sebbene avessimo una casa piccolissima, avevamo un enorme giardino con una vista sempre nuova e nuovi vicini. Viaggiare con lo zaino è tutta un’altra cosa, molto più faticoso. Mentre, invece, la nostra Land Cruiser era un pezzo della nostra patria. A volte restavamo nello stesso posto anche dieci giorni.

Cosa vi è mancato di più in questi sette anni? Del buon formaggio duro e del buon pane. Era piuttosto difficile trovarli. Intervista: Nadia Rambaldi


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Touring 7 / 2014 italiano  

Il giornale della mobilità, edizione del 17 aprile 2014

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