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10 gennaio 2013 touring 1 www.touring.ch GAA 1214 Vernier

Il giornale della mobilità

Il freestyle spopola sulle Alpi

Gli acrobati della neve 26

I responsabili del club delineano il 2013

Il TCS è pronto a nuove sfide 4 Incidenti in autostrada

Priorità allo sgombero 10 Concorso: in palio i ben conosciuti buoni Reka Test della nuova Panda Una perfetta cittadina con un tocco multimediale 14

Da Parigi alla Normandia Esclusivo Viaggio dei lettori con crociera sulla Senna 20

33 Rimpatri sanitari con ETI Il prof. Reto Stocker illustra il servizio TCS Ambulance 29


42 Ressort

touring 13

9. August 2007

Khumbu Himalaya in Nepal Lodge Trekking al campo base dell’Everest. Ascensione al Kala Pattar 5545 metri

Per escursionisti Questo trekking ci porta nel nord-est del Nepal, dove svettano tre Ottomila. Il paesaggio è variegato e passa dal verde dei boschi di rododendri e dei campi terrazzati al bianco e blu della neve. A nord di Lukla troviamo Namche Bazar, la «capitale storica» degli sherpa, crocevia di tutti i sentieri. Non vediamo l’ora di gustarci la splendida vista sui Settemila e gli Ottomila circostanti e di vivere il momento clou del nostro trekking: l’ascensione, tecnicamente non difficile, del Kala Pattar, situato a 5545 m. Programma 1°–2° giorno: volo Zurigo–Bangkok e continuazione per Kathmandu 3° giorno: volo per Lukla e trekking attraverso la Valle del Dudh Koshi fino a Phakding 4° giorno: traversata di numerosi ponti sospesi fino a Namche Bazar, la principale piazza commerciale della Valle del Khumbu 5° giorno: giornata di acclimatamento a Namche Bazar (3346 m), visita del museo degli Sherpa 6° giorno: attraverso boschi di rododendri, passando per il monastero di Tengpoche fino a Deboche

Tagliando d’iscrizione

7° giorno: facile discesa attraverso il bosco, Imja Khola e poi di nuovo salita verso Pangboche, di fronte all’Ama Dablam (6856 m) – con vista mozzafiato – fino a Pheriche 8° giorno: acclimatamento a Pheriche, 4243 m. Visita della Himalayan Rescue Station 9° giorno: attraverso Dughla, lungo la morena del ghiacciaio del Khumbu si sale fino a Lobuche, dove troviamo una lodge di nuova costruzione 10° giorno: ascensione al Kala Pattar 5545 m, la famosa cima con sullo sfondo il Pumori, alto oltre 7000 m. Discesa fino a Lobuje 11° giorno: discesa al caratteristico villaggio di Dingboche, il paese più alto della Valle del Khumbu abitato tutto l’anno, continuazione per Khumjung e ritorno a Namche Bazar 12° giorno: discesa per Jorsale e trekking fino a Thulo Gumela. Pernottamento in lodge 13° giorno: congedo e volo di 40 minuti per Kathmandu. Pomeriggio a disposizione 14° giorno: visita di Kathmandu 15° giorno: volo di ritorno Kathmandu–Bangkok 16° giorno: arrivo a Zurigo Requisiti: Per escursionisti dal passo sicuro, in grado di camminare in salita per 4–6 ore al giorno. Nono-

trekking Nepal Khumbu

� Vi prego di inviarmi il programma dettagliato. � Mi iscrivo per la seguente data: Cognome

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CAP/Località

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Cellulare

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stante la notevole altitudine, il trekking non presenta difficoltà tecniche. Date: 06–21.04.2013 09–24.11.2013 05–20.04.2014 25.10–08.11.2014 Incluso sponsor speciale Zaino Mammut 30 litri o bastoni da trekking Leki del valore di Fr. 170.–

Offerta esclusiva TCS: Fr. 4300.– prezzo speciale TCS (prezzo normale Fr. 4590.–) Fr. 450.– tasse aeroportuali e carburante Le nostre prestazioni: – volo Zurigo–Kathmandu e ritorno – volo Kathmandu–Lukla–Kathmandu – tutti i trasferimenti sul posto – guida alpina – pernottamenti con mezza pensione in hotel a Kathmandu – pernottamenti in lodge in camera doppia con pensione completa – squadra di sherpa, trasporto bagagli – permesso e tassa per il parco nazionale – eventi informativi ad Altdorf il 20.1, 21.4 e 29.9.2013 – sponsor speciale Inviare a: Bergschule Uri, Casella postale 6490 Andermatt, telefono 041 872 09 00 fax 041 872 09 50, info@bergschule-uri.ch Trovate il nostro programma di dettaglio su: www.bergschule-uri.ch/tcs-khumbu


10 gennaio 2013 | touring 1 | editoriale e sommario

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sommario primo piano 4 Le aspettative 2013 del TCS

Interviste al presidente e ad alcuni responsabili del club.

società e mobilità 9 Test dei gas di scarico

Niente più controllo biennale per i veicoli dotati di diagnosi di bordo.

Il «Touring» tasta il polso alla mobilità

Registrazione e rilascio dei dati dell’auto diventano un tema delicato. 10 Incidenti in autostrada

Ripristinare subito la circolazione. 13 Prestare soccorso

Come comportarsi in caso di sintomi d’allarme per infarto o ictus.

test e tecnica 14 Test della Fiat Panda

La terza generazione ha la linea ideale per infilarsi nelle stradine di città. 18 Raschiaghiaccio alla lente

Esaminata l’efficacia di vari modelli per una buona visibilità in auto. 18 Crash-test

5 stelle per 18 vetture e introduzione della frenata multipla. Prove e novità 19 Fiat 500L 19 Hyundai Santa Fe

20 Viaggio dei lettori in Normandia

Una crociera fluviale sulla Senna partendo da Parigi fino a Honfleur. 24 I lati sconosciuti di Budapest

Scarpe su misura, copricapi alla moda e divertenti pedalate. 25 Un curioso carnevale

Sulla piazza principale di Svitto il Giappone è sempre di moda. 26 Freestyle sugli sci

La nuova tendenza per gli sciatori è il ballo acrobatico sulle piste.

club e soci 29 Soccorritori professionisti

Sui voli di TCS Ambulance ci sono sempre medici specialisti. 30 Anziani e guida sicura

Formazione continua del TCS per rimanere attivi e al passo coi tempi. 31 Un corso esclusivo di sci

Con la Scuola svizzera di sci i soci del TCS si perfezionano. 34 l’incontro

Sam Keller, direttore della Fondazione Beyeler di Riehen presso Basilea.

31 prezzi e contatti TCS 33 forum, il concorso, impressum

Quando la Panda si traveste da mostro

ald

Su questa nuova edizione la redazione ha chiesto al presidente e ai responsabili dei vari settori del TCS, quali progetti e innovazioni ha in programma il club per quest’anno. Senza svelarvi le risposte in anticipo, si può dire che già è chiaro che nel 2013 il Touring Club Svizzero dovrà affrontare alcune sfide. E non è detto che si riuscirà a realizzare tutto quel che è in programma. Alla base dei progetti vi sono previsioni che possono essere calcolate solo in parte. Esistono infatti condizioni quadro variabili, come nuove leggi o fattori economici, che possono ribaltare completamente una previsione. I cicli che anni fa potevano essere tracciati a grandi linee con una certa sicurezza, ora non sono più validi. Cambiamenti marginali possono verificarsi entro un breve lasso di tempo. Diventa sempre più importante per il TCS adattarsi velocemente alla realtà in continuo mutamento, perché chi non si adegua� rimane a piedi. Anche la mobilità si deve adattare – e si adatterà – ai cambiamenti futuri. Pensiamo solo all’aumento del costo del carburante o al raggiungimento dei limiti di capacità del traffico, sia su strada che su rotaia. Sono necessari nuovi modelli di mobilità come ad esempio il car sharing. Una cosa è certa, «Touring» vi terrà sempre al corrente. Felix Maurhofer, caporedattore

9 il consulente

viaggi e tempo libero

Foto di copertina Autore: Christian Perret

Prendete un pianale della Jeep CJ7, dei copertoni di 1,5 m di diametro e poi montateci la carrozzeria della Fiat Panda: il risultato di questo travestimento si chiama Panda Bigfoot e si trova perfettamente a proprio agio nella neve. La difficoltà sta nel salire a bordo di questo gigante di 3,90 m. Lo si vedrà in azione in uno spot della Panda 4�4 o nel «Touring» su iPad.


4

primo piano | touring 1 | 10 gennaio 2013

Sono tante le sfide che attendono L’inizio di un nuovo anno è sempre l’occasione per stilare un bilancio del passato e fare qualche programma per il futuro. Molte sono le sfide che attendono il TCS affinché possa continare a soddisfare i suoi 1,6 milioni di soci. Ne parlano i responsabili di alcuni settori d’attività del Touring Club Svizzero, a cominciare dal suo presidente.

«Incrementare ulteriormente il gioco di squadra» » Il TCS è attrezzato per affrontare il nuovo anno?

Peter Goetschi*: Ne sono convinto. La nuova struttura degli organi del club ha potuto fare le sue prime esperienze nel 2012 e si è stabilizzata. Adesso può essere ulteriormente ampliata. Lo scorso settembre il Consiglio d’amministrazione ha approvato le linee direttive 2020 e la strategia. Con la loro attuazione il Touring Club Svizzero svilupperà ulteriormente il suo campionario di prestazioni e di prodotti, per adattarli alla società in continuo mutamento. Inoltre, durante la fase di transizione la direzione aziendale, guidata dal sostituto direttore generale Rudolf Zumbühl, ha lavorato molto bene, così che il nuovo CEO può riprendere il timone della nave in piena corsa. Quando sarà pronta la nuova affiliazione TCS?

A questo progetto stiamo lavorando a pieno regime. L’obiettivo ultimo è di semplificare la nostra offerta e contemporaneamente di migliorare costantemente ed adeguare allo spirito dei tempi le prestazioni e i prodotti per i nostri soci. Adattamenti e cambiamenti dovrebbero essere introdotti gradualmente e in parallelo all’offerta esistente. Qual è l’obiettivo principale che intende raggiungere nell’anno appena cominciato?

Se si considera quanto è ampio il campo d’attività del Touring Club Svizzero, non posso dirmi soddisfatto con un unico obiettivo principale per il 2013. Di obiettivi prioritari ne vedo piuttosto tre: a livello politico dobbiamo mettere in campo tutta la nostra forza e il nostro peso, affinché sia udita la nostra istanza a favore di un finanziamento dei trasporti – per la strada e la ferrovia –

equo e sostenibile. In questo ambito procederemo in modo pragmatico ed aperto, ma determinato. L’interazione tra la sede centrale del club e le sue sezioni, ma anche tra le sezioni cantonali stesse, va perseguita ulteriormente. In questo settore abbiamo ancora un interessante potenziale di sinergie. Se lo utilizziamo in modo efficace, possiamo fornire prestazioni ancora migliori ai nostri soci. Infine, dobbiamo portare avanti l’attuazione della strategia, secondo la nostra volontà di diventare «l’agente generale di una mobilità priva di preoccupazioni». Quali istanze vuole perseguire?

Innanzitutto, in contemporanea con l’entrata in funzione del nuovo direttore generale, vorrei determinare e migliorare ulteriormente le funzioni degli organi. In seguito vorrei impegnarmi nel quadro di una mirata e necessaria intensificazione della collaborazione tra sede centrale e sezioni, ma anche nel dibattito politico generale. Che cosa è cambiato nel suo lavoro?

Con l’arrivo del nuovo direttore generale, Stephan Grötzinger, il livello dirigenziale passa da una fase di transizione ad una nuova fase. Benché continuerò a mantenere l’interesse per le funzioni operative, do per scontato che, dopo un certo periodo introduttivo, tornerò a spostare la mia attenzione un po’ di più sugli organi e sulla collaborazione tra associazione centrale e sezioni. Dovrei, inoltre, concedere più tempo anche alle sfide politiche lanciate quest’anno e che diventeranno più grandi. hwm

«

* Peter Goetschi (47 anni), presidente centrale del TCS.

«Investiremo molto nella formazione di guida» » Via sicura entra in vigore quest’anno. Lei è soddisfatto di questo programma federale per la sicurezza stradale?

Jean-Marc Thévenaz*: Sono contento soprattutto che si è finalmente arrivati alla conclusione di questo dossier, sul quale la Confederazione e le associazioni interessate lavorano da oltre 10 anni. Purtroppo, un certo numero di misure che mi sembravano interessanti non hanno superato il vaglio. A quali si riferisce?

Mi riferisco in particolare a quei provvedimenti che mirano a migliorare le infrastrutture stradali. Ed è un peccato, perché ab-

biamo un ampio margine di miglioramento in questo settore. Ma tutti questi provvedimenti sono stati abbandonati con il pretesto che erano troppo onerosi. Credo che abbiamo perso un’occasione. Il dipartimento Sicurezza stradale del TCS è rimasto attivo su diversi fronti nel 2012. Di quali realizzazioni va più fiero?

Mi rallegro per l’introduzione del marchio di qualità «Sicurezza stradale», che ci permette di stabilire una distinzione tra le attività e le prestazioni commerciali del TCS e quelle inerenti alla sicurezza stradale. Ne guadagniamo in credibilità nei confronti dell’esterno, soprattutto presso le scuole.


10 gennaio 2013 | touring 1 | primo piano

5

il TCS nel 2013 I passaggi pedonali sono diventati una preoccupazione prioritaria dei comuni. Questa evoluzione la rallegra?

Assolutamente sì, e il Touring Club Svizzero ha recitato in questo campo un ruolo fondamentale. Dal 2008, effettuiamo ogni anno un test nazionale dei passaggi pedonali, allo scopo di evidenziare le lacune in termini di sicurezza. Ciò ha sensibilizzato i comuni e li ha incitati ad adottare misure correttive. Noi abbiamo mostrato l’esempio ed oggi le autorità comunali seguono la via che noi abbiamo tracciato. Quali saranno le priorità del dipartimento da lei diretto nel 2013?

Contiamo di profondere un grande impegno nel settore della formazione e del perfezionamento di guida. Infatti, l’anno prossimo l’Ufficio federale delle strade auspica di rivedere l’apprendistato dei neoconducenti. A tale scopo è stato formato un gruppo di lavoro, al quale partecipiamo. Abbiamo tempo fino al settembre 2013 per elaborare un progetto di riforma, che in seguito sarà posto in consultazione.

Come bisogna procedere per migliorare l’apprendistato al volante?

Siamo convinti che cominciare già a 16 anni con la formazione per conseguire la licenza di condurre sia positivo. Più si accumula esperienza, più si evitano errori e si acquisisce sicurezza al volante. Il giorno dell’esame di pratica rimane fissato a 18 anni, ma l’allievo conducente guadagnerà esperienza. Attualmente, in certi cantoni, alcuni allievi conducenti ottengono la patente in quattro mesi. È un periodo troppo breve. Se lei avesse mezzi finanziari illimitati, quale progetto le piacerebbe realizzare?

Personalmente, sogno di avere l’autonomia nella scelta delle iniziative da realizzare. Mi concentrerei su alcuni strumenti di sensibilizzazione per i giovani della fascia d’età che parte dai 16 anni. jop

«

* Jean-Marc Thévenaz (56), è responsabile del dipartimento Sicurezza stradale del TCS.

«Impiegare mezzi per creare nuovi prodotti» » Nella sua divisione «Club» Lei dirige i tre campi d’attività

strategici «Formazione e perfezionamento», «Consulenza per la mobilità» e «Turismo & Tempo libero». Cosa c’è in cima alla sua lista delle pendenze per il 2013?

Sandra Herren*: Soprattutto nei campi d’attività «Formazione e perfezionamento» e «Turismo & Tempo libero» c’è bisogno di passare all’azione. Al momento questi settori li stiamo valutando nel dettaglio, anche per poterci riposizionare se necessario. Io voglio sapere in quali ambiti siamo orientati verso la clientela e lavoriamo in modo efficiente e soddisfacente per i soci e in quali non lo siamo. È importante tenere maggiormente in considerazione l’aspetto commerciale. In quanto organizzazione senza scopo di lucro, che non deve generare primariamente un utile, il TCS deve lavorare facendo gran attenzione ai costi, per potere mantenere le quote sociali più basse possibili. Avere finanze sane, per noi significa poter destinare questi mezzi alla creazione di nuove prestazioni per i soci. Dobbiamo perseguire tale obiettivo sempre anche in futuro. Curiamo e sviluppiamo ulteriormente quel che funziona bene. Per me è importante che reagiamo in modo rapido e competente alle nuove esigenze di mobilità dei nostri soci e che possiamo offrire sempre nuovi prodotti e servizi corrispondenti. Quale strategia segue nel settore del tempo libero e del turismo, che non è un’attività centrale del TCS?

Nel settore dei viaggi vogliamo posizionarci come valore aggiunto per i soci. Dal 2013 collaboreremo con diversi partner turistici specializzati. In tale ambito

siamo ancora in fase di discussione e di progetto. Il mio obiettivo è di essere in grado di presentare una strategia precisa entro la primavera 2013. Anche qui vale: cosa desiderano i nostri soci? Quali prodotti sono più richiesti? Dobbiamo anche essere in grado di rispondere alla domanda: cosa porta più valore aggiunto ai nostri soci oppure quali esigenze hanno i nostri soci? Dopo di che dobbiamo orientare la nostra offerta in modo mirato. Il settore «Consulenza per la mobilità» si caratterizza nel TCS come il numero uno per le domande concernenti l’acquisto, la vendita e la manutenzione dei veicoli. Quale obiettivo si è posta per il 2013?

Le informazioni e le consulenze riguardanti la mobilità sono una competenza centrale del Touring Club Svizzero. La consulenza per la mobilità informa e consiglia i soci e il vasto pubblico riguardo a ciò che sta attorno ai veicoli (ad esempio test dei seggiolini per bambini, crash-test, test dei pneumatici, efficienza energetica, test delle occasioni ecc.). Obiettivo per il 2013 è di rendere la questione della sicurezza stradale ancora più interdisciplinare negli ambiti dell’infrastruttura, delle persone e dei veicoli. Per noi è una priorità consigliare e informare in modo ancora più completo i soci e l’opinione pubblica riguardo alla sicurezza stradale e con ciò fornire un importante contributo alla prevenzione in materia di mobilità. wi

«

* Sandra Herren, direttrice della divisione «Club».


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primo piano | touring 1 | 10 gennaio 2013

«Le occasioni saranno sotto forte pressione» » Si possono già trarre i primi insegnamenti in seguito all’entrata in vigore della legge sul CO2 il 1° luglio 2012?

Roger Löhrer*: Il consumatore non ne ha probabilmente ancora percepito gli effetti. Sul versante degli importatori, il rispetto dei valori limite costituisce una vera e propria sfida. Detto questo, le informazioni che filtrano dagli operatori del settore indicano che la maggior parte ritiene di non poter rispettare i limiti senza dover pagare delle sanzioni. E per quanto riguarda l’inasprimento progressivo di questa legge nel corso di quest’anno?

La riduzione delle emissioni di CO2 è in corso da diversi anni. Dai 189 g/km nel 2005 si dovrebbe giungere ad un valore medio compreso tra 132 e 135 g/km alla fine del 2015. Ed anche in tal caso, tutto sembra indicare che gli obiettivi fissati per i prossimi tre anni saranno raggiunti senza dover versare grandi sanzioni finanziarie. Il terreno è quindi fertile per le propulsioni alternative?

La novità quest’anno è che i modelli elettrici, ibridi o a gas naturale sono oramai proposti anche da marche affermate. L’automobilista che desidera scegliere una propulsione alternativa non è dunque più costretto a cambiare marca o modello.

Come evolveranno i prezzi delle auto in Svizzera a breve termine?

Dati i gravi problemi di sovraccapacità dei costruttori, la pressione sui prezzi delle automobili nuove probabilmente si accentuerà anche quest’anno. Una volta consolidata questa situazione, è altamente probabile che la tendenza s’inverta a medio termine. Per l’acquirente confrontato ad una raffica di ribassi, premi per l’acquisto ed altre offerte di permuta, la scelta è ardua. Senza contare la varietà delle propulsioni proposte. I diversi test dei prodotti e i confronti dei costi effettuati dal TCS sono un aiuto apprezzato. Quali saranno le ripercussioni sull’usato?

Questo mercato mostra chiari segni di deprezzamento. A causa delle offerte speciali e dei bonus accordati dagli importatori, le vetture da dimostrazione e le occasioni recenti in vendita su Internet sono spesso più care dei modelli nuovi. Allora, i garagisti non hanno altra scelta che quella di procedere a ribassi. Il TCS raccomanda di informarsi in anticipo sul prezzo del modello nuovo pagato in contanti. Rammentiamo che le automobili nuove subiscono un deprezzamento di circa il 25% nello spazio di due anni. Un modello da dimostrazione comprato a caro prezzo perderà ancora più di valore. MOH

«

* Roger Löhrer (43 anni), vice direttore e responsabile TCS Consulenza per la mobilità.

«Un fondo per gli investimenti a lungo termine» » Quali successi politici può annoverare il TCS nel 2012?

Gérard Métrailler*: Un bel successo è stato il lancio di un fondo per l’infrastruttura stradale analogo a quello dell’infrastruttura ferroviaria, che abbiamo portato sul tavolo politico assieme ad alcuni partner. Il fondo serve al finanziamento della strada a lungo termine, tra alcuni mesi sarà aperta la procedura di consultazione. Al Consiglio federale si chiede inoltre di elaborare un programma di sviluppo strategico. Per quanto riguarda il risanamento della galleria stradale del San Gottardo e la costruzione di un secondo traforo, anche questo potrebbe trasformarsi in un successo; il Consiglio federale ha dato parere positivo al risanamento del tunnel assieme alla costruzione di un secondo tubo. Più vantaggi diretti per gli automobilisti si aspettavano dall’aumento del contrassegno autostradale, che rincarerà probabilmente dal 2015. Nel presentare il finanziamento e l’ampliamento dell’infrastruttura ferroviaria (Faif), il Consiglio degli Stati ha portato la prima tappa di costruzioni da 3,5 a 6,4 miliardi. Per il TCS è problematica la continuazione delle sovvenzioni trasversali dalla strada alla ferrovia (il cosiddetto «quarto per le NTFA»), perché a breve questi mezzi mancheranno alla strada. A causa di tali sovvenzioni trasversali la cassa stradale perderà ogni anno 300 milioni di franchi tra il 2020 e il 2030. Inoltre, la deduzione dei costi di trasporto dalle imposte federali dirette dovrebbe

venire limitata a 3000 fr. annui. È una misura che penalizza soprattutto le regioni periferiche. Quest’ultima e la prosecuzione del quarto per le NFTA dovrebbero essere evitate. Quali temi di politica dei trasporti domineranno il 2013?

Ci sono tre grandi sfide: innanzitutto per l’ampliamento strategico dell’infrastruttura stradale sono necessarie maggiori entrate. Ciò richiede l’aumento dell’imposta sugli oli minerali e dunque del prezzo dei carburanti. L’ampliamento delle strade è necessario per combattere le code. Ma l’aggravio fiscale deve restare nei limiti. La seconda sfida riguarda il fondo per l’infrastruttura stradale; il finanziamento trasversale va ridotto. In terzo luogo vorremmo migliorare la formazione in due fasi. Un catalogo di misure è in fase di elaborazione. Dove s’impegnerà in particolare il TCS?

Il TCS farà di tutto per realizzare il fondo per l’infrastruttura stradale, che dovrebbe consentire investimenti duraturi nei progetti stradali. Negli ultimi anni vi è stata un’esplosione di ore di colonne. Contrastarla è la nostra massima priorità. nr

«

* Gérard Métrailler (48), responsabile del settore «Politica & Economia» del TCS.


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Articolo pubblicitario | touring 1 | 10 gennaio 2013

La carta drive sarà sostituita Il TCS si congeda da Swisscard e con il suo nuovo partner lancia sul mercato una carta di credito con servizi su misura: la TCS MasterCard®. I soci del TCS, il più grande club della mobilità in Svizzera, usufruiscono non solo di un efficientissimo soccorso stradale, ma anche di diverse agevolazioni e di ulteriori prodotti, come la carta di credito TCS. Finora il TCS ha collaborato con Swisscard. All’approssimarsi della scadenza del contratto sono stati valutati diversi potenziali partner. Il TCS ha scelto il fornitore in grado di soddisfare i suoi elevati requisiti: la GE Money Bank. La TCS MasterCard, nata da tale collaborazione, è abbinata a diverse agevolazioni e servizi ed è disponibile soltanto per i soci TCS. I tre vantaggi principali della «nuova» carta di credito sono il bonus sul volume di acquisti, lo sconto sul carburante e l’anticipo spese in caso di emergenza.

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10 gennaio 2013 | touring 1 | società e mobilità

Gas di scarico: ora vigila il computer

il consulente Urs-Peter Inderbitzin

Dal 1° gennaio il Consiglio federale ha allentato le norme per i controlli dei gas di scarico: adesso solo le automobili più vecchie dovranno passare in garage ogni due anni.

› Ogni due anni la scocciatura si ripresen-

tava: il controllo ufficiale dei gas di scarico, in vigore dal 1986. E guai a chi se ne dimenticava: a dipendenza del tempo trascorso dalla scadenza, si rischiava una multa tra i 40 e i 200 fr. o addirittura una denuncia. Oltretutto, spesso il test dei gas di scarico cadeva fuori dai regolari intervalli dei servizi. E i costi per un controllo separato variano di parecchio: i centri tecnici del TCS chiedono 45 fr.; mentre nei garage possono raggiungere in casi estremi i 170 fr., secondo la rivista dei consumatori «Saldo».

Diagnosi di bordo | Ora però, tra la sor-

invece che con una «misurazione delle emissioni dal tubo di scappamento». Il cambio di sistema, secondo il Consiglio federale, si giustifica «perché i sistemi OBD monitorano costantemente anche le componenti rilevanti per le emissioni ed indicano eventuali anomalie di funzionamento tramite una spia luminosa sul cruscotto». Se la spia segnala un malfunzionamento, allora s’impone una visita in garage entro un mese a partire dal momento in cui la spia s’illumina per la prima volta. «Con ciò si garantisce che l’ambiente non venga inquinato da veicoli con difetti di funzionamento», scrive il Consiglio federale.

Richieste del TCS | Oggi, circa il 60% dei veicoli in circolazione dispone di un sistema OBD e quindi non devono più essere sottoposti al controllo periodico dei gas di scarico. Sebbene il settore dei garage sia poco felice della decisione – si stima che il test delle emissioni generi annualmente 44 milioni di fr. di entrate –, il TCS se ne rallegra. Da anni il club si batteva per un allentamento della disposizione. Durante la consultazione della scorsa estate il TCS aveva sostenuto l’esenzione almeno per i veicoli immatricolati a norma Euro5. hwm

Fabian Unternährer

presa generale, il Consiglio federale ha scelto la variante «più coraggiosa», proposta dalla consigliera federale Doris Leuthard: automobili, camion e autobus equipaggiati con un sistema di diagnosi di bordo (OBD), dall’inizio del 2013 non devono più recarsi in officina ogni due anni per il controllo obbligatorio dei gas di scarico. I dispositivi OBD sono d’obbligo dal 2001 per i veicoli a benzina e dal 2004 per quelli diesel. Nel 2003 era entrata in vigore una procedura facilitata, secondo la quale tali veicoli possono essere controllati attraverso le anomalie registrate nel computer di bordo,

Sulle autovetture dotate di OBD il test delle emissioni era diventato una mera formalità.

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La diffusione dei dati dell’auto è un tema delicato Le nuove tecnologie sulle automobili consentono a numerosi sensori di registrare dati di varia natura e salvarli sul computer di bordo. Sulla base di essi, il garagista può delineare un «istoriato» del veicolo – problemi, riparazioni, servizi ecc. Inoltre il garagista può rilevare le segnalazioni di problemi quali surriscaldamento del motore, mancato funzionamento dell’ABS o freni difettosi. La trasmissione delle segnalazioni dei difetti al fabbricante al fine di facilitare il miglioramento tecnico dei veicoli non pone problemi di protezione dei dati. Più delicati i dati relativi all’uso dei freni o delle frecce, oppure ancora quelli sulla velocità di percorrenza. Qualora queste informazioni dovessero risultare riconducibili ad una determinata persona, si tratterebbe di fatto di dati personali. In ragione della Legge sulla protezione dei dati, i garagisti sono quindi tenuti, in ogni momento e senza bisogno di una giustificazione, a fornire chiarimenti sulla raccolta dei dati che lo riguardano al proprietario del veicolo, qualora egli lo esigesse. Resta giuridicamente controversa la questione di sapere se un garagista è autorizzato a rilasciare qualsivoglia dato registrato relativo al veicolo, ad esempio sulla velocità di marcia o l’uso dei freni, alla polizia o ad una compagnia assicurativa. Il grande dilemma è dovuto al fatto che l’evoluzione tecnica è sempre più rapida degli adeguamenti legislativi. Per questo motivo non è codificato da nessuna parte né è stato sinora stabilito dai tribunali quali dati un garagista può comunicare o meno. Di per sé, queste informazioni dovrebbero poter essere comunicate alla polizia o alle assicurazioni soltanto nel rispetto di rigide normative nazionali. Nell’ambito di un’inchiesta penale dopo un incidente, per stabilire le cause del medesimo e le eventuali colpe, la magistratura può peraltro esigere le trasmissioni di questi dati informatici.

L’autore è giornalista giudiziario accreditato presso il Tribunale federale.


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società e mobilità | touring 1 | 10 gennaio 2013

Quando il tempo è prezioso Dopo un incidente in autostrada, i veicoli coinvolti devono essere sgomberati il più in fretta possibile. Per ogni minuto di traffico di punta si forma un km di coda.

› Improvvisamente si accendono le luci po-

inutilmente. Perciò, in caso d’incidente sull’autostrada, si deve garantire sia la sicurezza degli utenti sia il flusso della circolazione. Per il rilevamento delle tracce e la determinazione delle circostanze, in genere non rimane tempo. Il luogo dell’incidente deve essere sgomberato il più in fretta possibile. In media, ogni giorno 80 000 veicoli percorrono l’A1 e non possono essere dirottati altrove: «Gli orari di punta sono delicati», afferma Rudolf Scherer, capo reparto della squadra mobile di pronto intervento della polizia del Canton Argovia.

Priorità alla sicurezza | Quando sulla A1 nel Canton Argovia succede un incidente, la squadra mobile di pronto intervento è sul luogo nel giro di una manciata di minuti. Il suo compito è di avviare le prime constatazioni e liberare gli assi di transito principali. Se giunge la comunicazione di un incidente si manda sul posto, oltre al-

l’ambulanza e al rimorchio, anche un mezzo dei pompieri. Contemporaneamente, viene annunciato l’incidente alla centrale del traffico di Emmen (Viasuisse), che trasmette la notizia ai media. «La sicurezza della gente che lavora sul luogo dell’incidente, ha priorità assoluta durante le operazioni di soccorso», sottolinea Scherer. Lo spazio in cui ci si muove sull’autostrada è ristretto, non dappertutto c’è la corsia di emergenza. Nonostante ciò, la squadra mobile di pronto intervento cerca sempre di far scorrere il traffico perlomeno su una corsia. Sul luogo dell’incidente ogni movimento deve essere ben calcolato, dato che i veicoli sfrecciano a grande velocità. Anche quelli incolonnati possono essere pericolosi: «A causa della distrazione al volante, anche quando si circola a passo d’uomo si possono verificare dei tamponamenti», spiega Scherer. Le auto incidentate vengono rimorchiate e portate in garage, dove se necessario ven-

foto nr, ald

steriori e si azionano i lampeggianti di emergenza. La circolazione rallenta notevolmente, finché non si muove più nulla. L’autostrada è paralizzata. Solo quando il traffico riprende a scorrere, in genere su una corsia e a singhiozzo, si vede la causa dell’improvviso arresto: un camion capovolto sulla carreggiata, un semplice tamponamento o un vero e proprio scontro. Per ogni minuto di traffico di punta si forma un chilometro di coda. Normalmente, dietro l’incolonnamento si nascondono, a parte il malumore delle persone coinvolte, solo danni di carrozzeria per diverse migliaia di franchi. Ma ad essere enormi sono i costi indiretti per l’economia: se la consegna non arriva a destinazione non si può produrre, se i dipendenti arrivano in ritardo in ufficio non si può finire il lavoro in tempo. Oltretutto, durante la snervante attesa si consumano litri e litri di carburante

In autostrada i veicoli incidentati vengono spostati velocemente. Lo sgombero definitivo avviene dopo le ore di punta, perché bisogna garantire la circolazione.


10 gennaio 2013 | touring 1 | società e mobilità

Non di rado si ha bisogno di una gru per spostare i veicoli coinvolti in un incidente.

gono analizzate le cause dell’incidente. Se un camion è fermo di traverso sulla carreggiata, viene innanzitutto spostato ai bordi e solo quando il traffico è calato viene trasportato in garage. Il procedimento è più lungo se i veicoli sono incastrati uno nell’altro. In tal caso per lo sgombero sono necessari mezzi speciali come una gru. Solo dopo viene riparato il guardrail e ripulita la carreggiata. Sinché la strada è di nuovo libera completamente, possono trascorrere ore. Tuttavia, un’autostrada non viene mai chiusa a causa di un incidente. Solo in determinate eccezioni: «Nel caso di incidenti mortali con numerosi veicoli coinvolti e di una dinamica del sinistro poco chiara», spiega Scherer. Nonostante il flusso di traffico in continuo aumento, ogni anno si verificano sempre meno incidenti sulle strade svizzere. E in autostrada gli incidenti mortali sono molto rari, se si rapportano all’intensità del traffico e ai chilometri percorsi: «Le autostrade sono le vie più sicure della Svizzera», parola di Rudolf Scherer.

la polizia. Il suo compito è trovare, assicurare e valutare le tracce da trasmettere al pubblico ministero. «Quanto tempo viene investito nel rilevamento delle tracce lo decide il magistrato e il capo degli agenti», spiega Omlin. Determinanti sono l’ampiezza, la complessità e il luogo dell’incidente. Mentre sull’autostrada i motivi degli incidenti sono in genere la distanza insufficiente tra i veicoli, la velocità troppo elevata e la distrazione, le cause degli incidenti in periferia sono più complesse da individuare. La ricerca delle tracce può durare anche tre ore, durante le quali la strada viene bloccata e il traffico deviato. Prima di tutto il luogo dell’incidente viene immortalato con un apparecchio fotografico, che scatta immagini da due diverse prospettive, i punti di riferimento sono costituiti da piastrine poste sull’area. In questo modo il luogo dell’incidente può essere rappresentato tridimensionalmente sul computer per la produzione delle prove. A ciò si aggiungono il rapporto dettagliato, gli interrogatori ai testimoni e la documentazione della situazione finale: la giustizia vuole sapere cosa sia successo esattamente.

Ricostruzione del sinistro | La mappa fotografica, il rapporto specialistico e quello d’incidente vengono trasmessi alla Procura pubblica. A seconda della valutazione del giudice, la redazione del rapporto finale può essere affidata a terzi. Il calcolo dei dati di fisica e lo scanning dei veicoli per le immagini tridimensionali sono compiuti dall’Istituto di medicina legale di Berna. Anche le vittime possono venire «scannerizzate», in modo da comparare i danni alle

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persone con quelli ai veicoli. In più si hanno i rapporti tecnici riguardo alla velocità e le relazioni degli Uffici cantonali della circolazione che certificano se il veicolo incidentato era idoneo a circolare. La documentazione dei danni è così approfondita da poter simulare nei minimi particolari l’incidente. «L’impegno per la ricostruzione di un incidente è equivalente a quello di un assassinio», spiega Beat Omlin. Oltre alla giustizia, sono interessati alla dinamica dell’incidente le assicurazioni. I veicoli incidentati vengono posti sotto custodia dal ministero pubblico e al termine dell’inchiesta, il conducente può decidere cosa fare con l’auto. Nel caso di danni totali, l’assicurazione veicoli a motore del TCS mette all’asta l’auto o, per meglio dire, i suoi rottami. Nadia Rambaldi

Come comportarsi Chi s’imbatte in un incidente su un’autostrada a traffico intenso, dovrebbe azionare i lampeggianti d’emergenza e avvertire i soccorsi, ma in nessun caso scendere dall’auto prima che il traffico s’incolonni. Il pericolo di essere investiti da un veicolo che sopraggiunge è troppo alto. Di notte o con poco traffico si deve assicurare il luogo dell’incidente posizionando il triangolo. I feriti devono essere portati al più presto dietro il guardrail laterale. Sul guardrail al centro dell’autostrada sono indicati i chilometri in modo da poter dire ai soccorritori esattamente dove ci si trova. nr

Rilevamenti | Cambio di scena: un incidente in periferia, un conducente urta frontalmente un camion in una situazione di cattiva visuale. Entrambi i veicoli incidentati bloccano la strada. A differenza dell’autostrada, la polizia ha più tempo a disposizione per un rilevamento delle tracce sul luogo dell’incidente. Nel caso d’incidenti mortali con una dinamica poco chiara, il dossier viene affidato al reparto incidenti della tecnica del traffico per rilevare le tracce sul luogo. È un’unità della squadra mobile di pronto intervento, diretta da Beat Omlin, che occupa dieci specialisti e custodisce tutte le conoscenze specialistiche del-

In caso d’incidente in periferia, la polizia può eseguire rilevamenti di tracce in modo approfondito.


Basel Tattoo dal 19 al 27 luglio 2013 Whisky, Dine & Sleep al Grand Hotel Les Trois Rois Rendete la vostra visita al Basel Tattoo 2013 un evento indimenticabile. Il tanto ambito pacchetto Whisky Dinner in collaborazione con l’esclusivo hotel a cinque stelle «Les Trois Rois» esaudirà tutti i vostri desideri: oltre allo spettacolo unico del Basel Tattoo, godetevi un’eccellente cena di 4 portate con 4 diversi Single Malt di Glenfiddich e un pernottamento in una camera lussuosa del Grand Hotel «Les Trois Rois» a Basilea. Il vostro pacchetto •

Biglietti per la migliore categoria di posti a sedere (B1/B2) per il Basel Tattoo 2013

Drink di benvenuto, creato in modo speciale con Glenfiddich

Lussuosa cena di 4 portate a base di whisky, incluse bibite gassate e non alcoliche, caffè (vini a proprie spese)

Bottiglia personalizzata di Glenfiddich di 15 anni

Degustazione del Premium Single Malt Range di Glenfiddich

Pernottamento nel Grand Hotel «Les Trois Rois» di Basilea inclusa prima colazione

Il vostro programma

Whisky Dinner Menu Terrina di legumi fatta in casa e mozzarella di bufala marinata Glenfi ddich Rich Oak 14yo Rana pescatrice saltata su spuma di patate e zafferano The Balvenie 12yo DoubleWood Medaglione di vitello con tagliolini freschi e duo di carote Glenfi ddich 18yo

Fino alle ore 16.30 Arrivo individuale e check-in

Ore 17.30

Fino alle ore 20.30 Cena di 4 portate all’insegna del whisky inclusa degustazione e presentazione di un Brand Ambassador di Glenfiddich.

Ore 21.30

Drink di benvenuto e saluti di prammatica

Inizio della rappresentazione del Basel Tattoo 2013

Domenica, 21 luglio 2013, la rappresentazione avrà inizio alle ore 18.00 e la cena si terrà dopo lo spettacolo.

Il vostro prezzo

Tortino al cioccolato Grand Cru Abinao, lamponi e crema alla vaniglia Glenfi ddich 21yo Caffè e truffes al cioccolato The Balvenie Peated Cask 17yo Con riserva di modifiche

A persona in camera doppia CHF 535.– A persona in camera singola CHF 595.–

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Con la presente mi iscrivo definitivamente all’esclusivo pacchetto Whisky Dinner per il Basel Tattoo 2013: Barrare la data desiderata

Cognome | Nome (1 persona) Cognome | Nome (2 persona) Via | n. Tel. durante il giorno N. socio TCS

Qualora la data desiderata non sia disponibile, vorrei prenotare la seguente data

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Tagliando da inviare a: Basel Tattoo Shop, Schneidergasse 27, CH-4001 Basel. Numero di partecipanti limitato! Si terrà conto delle iscrizioni secondo la data di arrivo. Termine di iscrizione: 28.02.2013. In caso di prenotazioni e disdette a causa del tutto esaurito verrà inviata conferma scritta. Iscrizioni possibili unicamente tramite questo tagliando oppure all’indirizzo www.baseltattoo.ch/whiskydinner. Non è possibile prenotare unicamente i biglietti per il Basel Tattoo. Sono esclusi la restituzione e il cambio di biglietti e ulteriori prestazioni. BT13_TOURING_SPECIAL_WHISKY_ITA_RZ2.indd 1

26.11.2012 13:09:55


10 gennaio 2013 | touring 1 | società e mobilità

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L’incubo dell’urgenza Stiamo passeggiando, correndo, andando in auto e, improvvisamente, vicino a noi una donna o un uomo viene colpito da un malore. Come bisogna prestare soccorso?

«Non tutti restano calmi e agiscono razionalmente in situazioni del genere», conferma Cyrill Morger, primario del pronto soccorso della clinica Hirslanden a Berna. La «situazione del genere» paventata dal dottor Morger è un infarto cardiaco oppure un ictus cerebrale, secondo gli specialisti entrambe «forme cliniche a rischio di vita». Molte persone hanno, tuttavia, paura di fare qualcosa di sbagliato nel prestare immediato aiuto.

Riconoscere i sintomi | Dal dottor Cyrill Morger «Touring» vorrebbe sapere come fa un comune mortale a riconoscere se una persona che ha un malore si trova in pericolo di vita: «Ci sono sintomi d’allarme: nel caso d’infarto si tratta di dolori al petto che si protraggono più di un quarto d’ora, combinati con malessere, nausea, può verificarsi anche una mancanza della respirazione e sudorazione fredda». Nella maggior parte dei casi una persona non presenta tutti questi sintomi contemporaneamente, spiega il dottor Morger. Purtroppo moltissime volte i sintomi vengono sottovalutati e non si presta aiuto in tempo utile: «Se si aspetta troppo, può succedere una tragedia. Da un infarto può svi-

lupparsi un arresto circolatorio». Un problema altrettanto drammatico è rappresentato dagli ictus cerebrali: «Anche in questo caso bisogna fare attenzione ai sintomi: la persona colpita ha problemi a parlare, mostra una paresi facciale oppure non può più muovere un braccio, un piede o tutta una metà del corpo». Come per l’infarto anche qui bisogna intervenire subito, per evitare danni permanenti. Particolarmente temuto è l’arresto cardiocircolatorio, con il cuore che non batte più. Nel caso, invece, di una fibrillazione ventricolare esiste ancora un’attività cardiaca elettrica: «Ma il cuore batte troppo in fretta e non riesce a pompare». Questo stato porta alla morte in pochi minuti, se non si presta aiuto immediatamente.

Reagire correttamente | Tutte queste situazioni sono poi particolarmente pericolose, se non si fa niente oppure se si reagi-

sce troppo tardi, avverte Morger. L’importante è di riconoscere i sintomi di allarme e di conoscere le misure di base della rianimazione (allarme, massaggi cardiaci, ventilazione, uso del defibrillatore, vedi riquadro): «Chi pensa che qualcuno sia in arresto cardiaco oppure colpito da infarto o da ictus, dà l’allarme tramite il 144. Chi ha imparato a prestare aiuto in un corso, dovrebbe iniziare subito». I corsi sono proposti da molte organizzazioni (samaritani, associazioni di soccorso, ospedali, ditte private) e chi non vuole perdere l’abitudine, consiglia il dottor Morger, dovrebbe frequentare un corso di ripetizione ogni due anni: «È ragionevole rinfrescare regolarmente le conoscenze. Così si resta sempre aggiornati e si evita la paura di prestare aiuto in caso di urgenza». L’impegno finanziario e di tempo necessario per assolvere questi corsi si ripaga da sé, esorta ancora Cyrill Morger. Kurt Venner

� Dare l’allarme tramite il numero 144. � Si raccomandano anche le App del TCS e My144 per smartphone, che rendono possibile la localizzazione automatica tramite GPS. � Attenzione: non somministrare ad altre persone farmaci sotto prescrizione medica della propria farmacia d’emergenza, come ad esempio la nitroglicerina. � Imparate ad applicare le misure di pronto soccorso BSL-AED come pure lo schema ABCD e lo schema del semaforo (lezioni di pronto soccorso) su www.samariter.ch. � Se una persona decede nonostante il soccorso immediato da parte di un cittadino, il soccorritore è responsabile solo se non ha fatto proprio niente o ha agito in modo negligente. � Chi allarma il servizio di soccorso per conto di altre persone, non deve sostenere i costi.

ald

Come comportarsi

In caso di sintomi d’allarme per infarto cardiaco o ictus cerebrale, occorre reagire subito.


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test e tecnica | touring 1 | 10 gennaio 2013

Con le sue rotondità inedite, la Fiat Panda di terza generazione incarna la city-car ideale per infilarsi negli stretti spazi delle città.

tabella comparativa Prezzo (fr.) Cilindrata (cc) Potenza (kW/CV) Coppia massima (Nm/min) Consumo (l/100 km) Rumore int. 120 km/h (dBA) Costi al chilometro (fr./km)3 Costi di manutenzione4 Test «Touring»

Chevrolet Spark 1.2 LT

Hyundai i10 1.2 Style

VW up! 1.0 take up

16 600.– 1242 51/69 102/3000 5,3 D2 72 –.48 11111 1/2013

15 990.– 1206 60/81 111/4800 5,2 C2 745 –.50 11333 11/20105

14 990.– 1248 63/85 120/4000 4,9 B2 746 –.48 11133 11/20086

17 310.– 999 55/75 95/3000 5,1 C2 717 –.48 11111 10/20127

dati secondo l’importatore 2 efficienza energetica secondo l’importatore 3 costi di manutenzione per km (15 000 km/ anno) 4 su 180 000 km (15 000 km/anno) 5 Chevrolet Spark 1.2 6 Hyundai i10 49 kW 7 VW up! 1.0 black up

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Nonostante l’effetto «plastica», la plancia di bordo è piacevole.

Fiat Panda 1.2 Lounge


10 gennaio 2013 | touring 1 | test e tecnica

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Inamovibile regina del traffico urbano La terza generazione della Fiat Panda resta una city-car, pronta però ad avventurarsi fuori porta e ad aprirsi alla multimedialità. Test della versione 1.2 Lounge.

Perché mai votarsi alle automobili di grandi dimensioni? La domanda sorge spontanea dopo aver trascorso qualche giorno a sfidare la giungla d’asfalto al volante di una Panda. Con la sua posizione di guida rialzata e la sua visibilità perimetrale senza paragoni, questo archetipo della city-car si infila ovunque con facilità sconcertante. Sempre molto Panda, il design inaugura simpatiche forme arrotondate. Idem per l’abitacolo, il cui allestimento si fonda sul concetto di quadrato arrotondato. Una terza generazione, insomma, che ha qualcosa di stimolante. Inoltre, la Panda entra nell’era multimediale proponendo l’opzione della connettività con riconoscimenti vocale e comandi al volante, oltre al navigatore portatile TomTom per la modica somma di 450 e rispettivamente 600 fr.

foto Fabian Unternährer

Robot vigili | Più robusta (+11 cm in lunghezza, +6,5 cm in larghezza), questa citycar non cresce però nell’abitabilità. L’insonorizzazione più curata è però apprezzabile nei tragitti autostradali, che si possono osare se il percorso è pianeggiante, perché alla prima salita il motore benzina da 69 CV

+ –

Più o meno

Agile con buona visibilità, sospensioni assorbenti, comportamento corretto, freni potenti, consumi moderati, abitabilità anteriore, capacità del bagagliaio, dotazione multimediale a buon mercato, costi di manutenzione. Potenza e riprese limitate del motore 1,2 l, spazio gambe stretto dietro, sedute corte e tenuta insufficiente dei sedili davanti, modularità del bagagliaio obsoleta, comandi poco intuitivi, ESP in opzione, serbatoio piccolo.

Comandi dagli angoli ben arrotondati.

va in affanno. Tutto sommato però questa icona dell’auto da città, su cui vigilano i 600 robot della fabbrica ultramoderna di Pomigliano d’Arco, vicino Napoli, emana un’incontestabile maturità.

Tocco di modernismo | Prodotta da oltre 30 anni, la Panda ha saputo evolvere mescolando con sapienza valori originari e tocchi di modernismo. Gli inserti laccati e i rivestimenti bicolore che ornano la plancia di bordo e le modanature delle porte producono un effetto gradevole: c’è stato un contagio dalla variopinta Cinquecento e lo si vede. Il tutto è valorizzato dalla strumentazione, dai comandi e persino dal volante, le cui forme squadrate sono state arrotondate. Un fil rouge che ritroviamo nella decorazione dei sedili. Degna di nota altresì, la forma ergonomica e tornita della leva del freno a mano. Fiat ha comunque mantenuto taluni elementi caratteristici, quale l’immenso cassetto che troneggia davanti al copilota. In altre parole, l’allestimento non manca di carattere, anche se traspare qua e là la scarsa qualità di alcuni materiali.

Spazio minimo | È vero che ci si trova all’interno di una city-car – ed i sedili anteriori dalla seduta corta e dalla tenuta insufficiente non mancano di ricordarcelo – tuttavia il comfort si rivela corretto. Lo spazio sul davanti, l’ampio agio per la testa e la posizione sopraelevata avvicinano la Panda ad una mini monovolume: un buon risultato per un piccolo calibro da 3,65 m. Nessun miracolo invece dietro, dove lo spazio per le gambe è molto tirato per gli adulti e lo schienale è troppo verticale. La maggior lunghezza ha quantomeno favorito il bagagliaio (+25 l), che offre una buona capacità. Peccato che non si possa dire altrettanto della modularità. Una volta ribaltato lo schienale dietro, un grosso gradino taglia il continua a pagina 17


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10 gennaio 2013 | touring 1 | test e tecnica

continua da pagina 15

Scheda tecnica �

155 cm

m 2c –7 50

passo 230 cm

� �

cm 07 –1 87 �

98 cm �

108 cm

lungh. 365 cm (largh. 164 cm)

larghezza interna: ant. 133 cm, post. 134 cm bagagliaio: 225–870 litri pneumatici: 185/55 R 15, min. 165/70 R 14

VEICOLO PROVATO Fiat Panda 1.2 Lounge; 5 porte, 5 posti; 16 600 fr. (auto del test: 19 870 fr.) Gamma: da 1.2 Pop, 69 CV (14 100 fr.) a 1.3 Multijet Climbing 4�4, 75 CV (22 350 fr.) Opzioni: vernice metallizzata (590 fr.), navigatore TomTom (600 fr.), ESP (500 fr.) Garanzia: 3 anni di fabbrica, 3 anni di assistenza; garanzia antiruggine: 8 anni (con condizioni) Importatore: Fiat Group Automobiles Switzerland, 8952 Schlieren, www.fiat.ch DATI TECNICI Motore: 4 cilindri benzina, 69 CV; trazione anteriore, cambio a 5 marce Peso: 1095 kg (auto del test), totale ammissibile 1440 kg, carico rimorchiabile 800 kg

piano di carico. Interessante il divano scorrevole opzionale (+550 fr.). Oltre alle sue inestimabili qualità urbane, la Panda seduce per la capacità d’assorbimento delle sospensioni confortevoli. Un tratto del suo carattere gradevole che non inficia eccessivamente la tenuta di strada, che definiremmo rassicurante, anche se non dimostra un rigore assoluto nell’affrontare le curve a velocità sostenuta. È comunque sempre possibile contare su una frenata efficace, assecondata purtroppo soltanto quale optional dall’ESP. Il motore 1,2 l svolge onorevolmente il suo lavoro in ambiente urbano, anche se questo atmosferico tradizionale manca di temperamento. Le salite di regime sono faticose e le riprese fuori dall’agglomerato

risultano fiacche. Fortunatamente il cambio dagli innesti allentati nella buona tradizione Fiat, concorre ad animare un tantino questo propulsore al quale più d’uno preferirà senz’altro il rombante turbo bicilindrico. A parte ciò, l’economicità è garantita ed il banco di prova del TCS ha confermato i valori di fabbrica promessi da Fiat. Ciò che non è sempre stato il caso in passato. Come prevedibile, l’equipaggiamento è modesto. La versione Lounge del test dispone perlomeno di equipaggiamenti essenziali quali il climatizzatore o la radio. La Panda infine non ama i fumatori, che dovranno sborsare 30 franchi per posacenere e accendisigari. Si consoleranno con il portellino della benzina con tappo del serbatoio integrato. Oppure, fattore più decisivo, con i modici costi di manutenzione. Un’anima di città, questa Panda. Marc-Olivier Herren

Lo spazio dietro è un po’ tirato per gli adulti. Abbastanza spazioso, il vano bagaglio avrebbe meritato una modularità più aggiornata. Il posteriore conserva i tratti di un’autentica Panda.

Check-up TCS DINAMICA DI COMPORTAMENTO Accelerazione (0–100 km/h): 14,2 s Elasticità: 60–100 km/h (in 4a) 13,5 s 80–120 km/h (in 4a) 16,3 s Diametro di sterzata: 10,1 m Insonorizzazione: 60 km/h: 61 dBA 11113 120 km/h: 72 dBA 11113 SICUREZZA Frenata (100–0 km/h): 38,6 m Visibilità circolare Equipaggiamento

11113 11113 11113

COSTI DEI SERVIZI manutenzione (km/mese) ore

mano d’opera (fr.)

30 000/24 1,5 210.– 60 000/48 2,9 413.– Manutenzione per 180 000 km: 15 000 km/anno 16,9 3712.– COSTI D’ESERCIZIO km/anno

ct./km

fr./mese fissi variabili

15 000 30 000

48 33

377.– 377.–

Fiat Panda 1.2 Lounge in dettaglio

218.– 436.–

Tariffa oraria per il calcolo TCS: 145 fr. (UFS), agenzie Fiat da 115 a 185 franchi

CONSUMO AL BANCO DI PROVA (ciclo UE 80/1268) urbano

extra urbano misto

TCS 6,8 4,4 fabbrica 6,7 4,3 Emissioni di CO2: Media svizzera di CO2: etichettaEnergia (A–G): CONSUMO DEL TEST 5,6 l/100 km serbatoio: 37 litri

5,3 5,2 122 g/km 153 g/km D

11113

autonomia 661 km

TCS MoBe: Robert Emmenegger

ABITACOLO 11113 I simpatici arrotondamenti della carrozzeria si ritrovano anche all’interno, originale e piacevole con materiali di varia qualità. La posizione di guida rialzata ricorda quella delle mini monovolume. Dietro, lo spazio è limitato. Bagagliaio sufficientemente grande ma con dispositivo di ribaltamento del sedile posteriore che forma un grosso scalino. COMFORT 11113 Gli ammortizzatori sorprendentemente progressivi e il livello sonoro adeguato consentono alla Panda di uscire dalla città. Meno convincenti, i sedili hanno una seduta corta e offrono poca tenuta laterale. DOTAZIONE 11133 Equipaggiamento accettabile. La Lounge aggiunge radio/CD, climatiz-

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zatore manuale, cerchi in lega ecc. Navigatore TomTom e comandi al volante al costo di 600 fr. PRESTAZIONI 11133 Buon mercato, la versione benzina da 69 CV è un po’ limitata in accelerazione e in ripresa. Sovente sollecitata, la leva del cambio ha il merito di essere morbida, in mancanza di precisione. Consumi moderati nell’uso quotidiano e consumo medio rispettato. COMPORTAMENTO 11113 La tenuta di strada non pone problemi, anche se poco rigorosa. Tendenza marcata a sottosterzare ad andatura elevata e sterzo non molto diretto. SICUREZZA 11113 A parte l’assenza dell’ESP di serie (500 fr.), la dotazione è adeguata. Frenata efficace e buona visibilità circolare.


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test e tecnica | touring 1 | 10 gennaio 2013

Non rischiare con il raschietto Costretto alle corvée dello sbrinamento invernale, l’automobilista può semplificarsi la vita con un buon raschietto. Ma non tutti lo sono, secondo un test del TCS.

› Per

ragioni di sicurezza, e per evitare pesanti multe, l’automobilista ha un forte interesse a sbrinare parabrezza, finestrini laterali e retrovisori. Per il test comparativo, il TCS ha considerato 10 raschiaghiaccio, di cui 4 con spazzola per la neve. Oltre ad un profilo affilato per eliminare i sottili strati di brina, questi prodotti dispongono tutti, ad eccezione del modello Kungs, di un profilo dentellato che serve a raschiare la neve gelata. Al termine del severo test, tre raschiaghiaccio hanno ottenuto la menzione «molto consigliato», cinque «consigliato» e due «consigliato con riserva». Il modello Xtreme Messing con lama in ottone assicura una sbrinatura eccellente. Altrettanto efficace, il Thermo XXL è però stato declassato

Un buon raschietto assicura un efficace sbrinamento senza dover esercitare troppa pressione.

Test comparativo TCS raschiaghiaccio Prodotto

X-treme Messing

Descrizione

Davos

poiché si è rotto a più riprese. Da notare che il Rinder 60 778 assicura già una sbrinatura discreta per soli 90 ct. Al contrario, il Rinder 73 115 con guanto si rivela troppo morbido per garantire una buona pulizia. I prodotti con spazzola sono indicati per i grandi veicoli il cui parabrezza non può essere raggiunto completamente con un modello usuale. È utile precisare che un raschietto dalla lama sottile esercita una pressione ottimale. Per i vetri leggermente bombati andrà meglio un modello flessibile. I profili in gomma servono a rimuovere l’umidità, evitando la formazione di un nuovo strato di brina. Per non graffiare i vetri, la lama va ripulita e tenuta in buono stato. Tutti i dettagli su www.tcs.ch. MOH/TCS MoBe

Spazzola con raschiaghiaccio

Rinder 60778

Thermo XXL

2K Softgriff

raschietto a raschietto lama d’ottone trasparente

raschietto in PVC

raschietto a spatola

Vendita

Jumbo

Migros

Coop B+H

Prezzo in fr.

3.75

1.50

–.90

Rinder 73115

Canada

Kungs

Rota-Brush telescopico

Mallory 85 cm

raschietto a raschietto manico molle con guanto

41 cm

53 cm

max. 74 cm

max. 85 cm

Migrolino

Shell

Coop B+H

Jumbo

Obi

Migros

Coop B+H

6.50

3.75

4.90

7.95

11.90

9.95

struttura robusta

lama morbida lama morbida che offre un che offre un buon risultato buon risultato di raschiatu- di raschiatura, richiede ra, richiede poca forza poca forza

39.90

Positivo

lama flessibile, buon risultato di raschiatura, ergonomia soddisfacente

buon risultato di raschiatura, con lato in gomma

buon risultato risultato di sufficiente di raschiatura raschiatura

Negativo

lama d’ottone un po’ aggressiva (ad es. per la vernice e i giunti)

spigoli taglienti, mani troppo vicine alla superficie ghiacciata

spigoli taglienti, materiali dall’aspetto a buon mercato

spigoli declassato taglienti in ragione di ripetute rotture durante il test

plastica troppo molle che penalizza l’efficacia della raschiatura

lama rigida, richiede molta forza, spazzola che non agevola la raschiatura

la forma della relativamente lama rigida, lama restrin- ingombrante funzione telescopica ge l’accesso complicata ai vetri dei grandi veicoli

Nota TCS

11113

11133

11133

11333

11333

11133

11113

mani protette risultato dal guanto sufficiente di raschiatura integrato

11133

11133

Divertimento GTI con tettuccio in stoffa

Crash-test Euro NCAP

foto TCS

L’era delle 5 stelle e frenata intelligente Ad eccezione della Dacia Lodgy, le altre 18 vetture sottoposte al crash-test Euro NCAP nel 2012 hanno tutte incamerato il voto massimo di 5 stelle. Accreditata con 3 stelle, la monovolume low-cost ha mostrato varie lacune. All’opposto, alcune marche (Audi, BMW, VW) hanno recentemente introdotto la frenata multipla. Questo sistema sviluppato su sollecitazione del TCS ed altri club automobilistici, mira a prevenire le collisioni secondarie. In caso di collisione, il gonfiamento dell’airbag è seguito da una frenata d’emergenza. Azionata dai sensori

11113

raschiatura soddisfacente, gran raggio d’accesso, con banda in gomma

La monovolume low-cost Dacia Lodgy offre una sicurezza ridotta sotto tutti gli aspetti valutati.

di airbag ed ESP, l’operazione immobilizza il veicolo rimasto in movimento dopo l’impatto iniziale, evitando così urti supplementari. Dettagli su www.test.tcs.ch. tg

Golf GTI Cabriolet I fan della GTI hanno dovuto attendere a lungo ma a giugno 2012 sono stati ricompensati: VW ha finalmente lanciato la GTI Cabriolet. Lo sperimentato 2 l benzina turbocompresso da 210 CV fa il suo lavoro in modo eccezionale e la trasmissione della trazione attraverso il cambio automatico a doppia frizione invita a godersi il viaggio. Le levette del cambio al volante, tuttavia, consentono d’affrontare le curve in modo più sportivo. Il tettuccio in tela è stato ripreso dalla normale Golf cabrio: si apre in 9 secondi e si chiude in 11. La copertura isola molto bene l’abitacolo, rendendo la Cabrio adatta anche per l’inverno. Resoconto della prova su strada e foto su www.touring.ch, Test & sicunr rezza, rubrica «Test delle automobili».


10 gennaio 2013 | touring 1 | test e tecnica

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La Cinquecento diventa un loft La Fiat 500L si presenta come versione XXL della Cinquecento. Da buona mini monovolume, brilla per modularità, meno per tonalità.

› Più lunga della Cinquecento di una sessantina di centimetri, la

500L (L= Lunga), prende decisamente le distanze dalla sua ispiratrice, al punto che taluni si chiedono se si tratti di una Mini Countryman. Quest’autentica mini monovolume dai seducenti fari ovoidali tende infatti al glamour. Identica costatazione per l’abitacolo dove ritroviamo la stessa associazione stuzzicante di plastiche e modanature laccate proposta dalla Cinquecento. L’effetto è garantito, tanto più che lo schermo tattile, fornito a partire dalla versione Pop Star provata, include la funzione mani libere, lettore sms e un software che definisce in modo piuttosto preciso lo stile di guida, tanto da far risparmiare qualche decilitro. Per una vettura di 4,15 m, l’abitacolo si rivela vasto, tanto più che i passeggeri dietro godono di un ampio spazio per le gambe e di un divano scorrevole con sedili regolabili. Vi si aggiungono sospensioni abbastanza assorbenti e un’insonorizzazione piuttosto buona. Tutto sarebbe perfetto se l’imbottitura della selleria fosse meno rigida ed i sedili più generosi. Niente da dire invece per quanto riguarda il vano bagagli la cui capacità raggiunge i 400 l con il divano completamente in avanti. Quest’ultimo si ripiega facilmente a portafogli, mentre il piano di carico si può modulare su tre altezze. Adatta alle famiglie, la 500L sedurrà meno il pilota. Se il telaio beneficia di una tenuta rassicurante benché avara di sensazioni, il motore da 95 CV va infatti in affanno alla minima salita ed il cambio un po’ riluttante non facilita le cose. Morale della favola: ci si accontenterà di bighellonare al volante di questo loft ambulante. MOH

La Hyundai Sante Fe di terza generazione possiede un design di carattere. Da notare il cofano attivo che si solleva in caso di urto con i pedoni.

Stile vellutato con ricca dotazione La Santa Fe ha tutto della SUV di lungo corso. Il comfort di marcia e il diesel morbido fanno dimenticare un temperamento pigro.

› La versione provata merita appieno la denominazione Pre-

mium. Se il prezzo si avvicina alla concorrenza, l’equipaggiamento surclassa l’alta gamma. Sistema di navigazione tattile, assistenza al parcheggio automatica e fari intelligenti emergono dall’interminabile dotazione di serie. Questa SUV Hyundai dalle linee muscolose emana un’aria sontuosa, a cominciare dall’abitacolo dall’allestimento solido, che accoglie bene i passeggeri, di preferenza famiglie. Lusso abitualmente riservato alle costose produzioni tedesche, il sedile posteriore propone il riscaldamento, mentre i due occupanti occasionali della terza fila dispongono di bocchette d’areazione a regolazione separata. Lo spazioso interno è perfettamente modulabile (sedili scorrevoli, schienali ribaltabili). Stesso discorso per il bagagliaio, che azionando due leve si trasforma in un’enorme stiva. Con tali premesse, la Santa Fe è adatta ai grandi spazi, tanto più che il diesel da 2,2 l si distingue per la morbidezza di marcia. Nonostante qualche rumore di vento, la SUV è imperiale in autostrada. Dotata di telaio equilibrato e poco soggetto al rollio, emana serenità. Tuttavia, il peso (2,1 t) e il comportamento un po’ goffo la penalizzano rispetto alle SUV più dinamiche, anche perché i suoi 197 CV non riescono a darle la spinta attesa. La trasmissione che passa impercettibilmente dal 4�2 al 4�4 assicura buona motricità. Da notare infine un argomento di peso: la manutenzione gratuita e la garanzia di 5 anni. MOH

Positivo: design ricercato, abitacolo modulabile spazioso, equipaggiamento completo, dotazione multimediale Negativo: versione sotto motorizzata, selleria scomoda, cambio incerto, ergonomia comandi. Tecnica: mini monovolume; 5 porte, 5 posti; lunghezza: 4,15 m; bagagliaio: 343/400–1310 l; 1,4 l benzina, 95 CV, 127 Nm a 4500 giri/min; cambio manuale a 6 marce; da 0 a 100 km/h in 12,8 s Consumo in prova: 7,5 l/100 km, autonomia: 666 km Prezzo: 24 800 fr. (1.4 Pop Star)

foto ald

Positivo: buona ammiraglia, diesel elegante, abitacolo 7 posti modulabile, equipaggiamento ricchissimo, prestazioni di manutenzione e garanzia Negativo: accelerazioni fiacche, peso elevato, altezza da terra ridotta (18 cm).

Design ricercato e vernice bicolore: la Fiat 500L presenta argomenti solidi. Peccato che la gamma delle motorizzazioni non sia all’altezza.

Tecnica: SUV; 5–7 posti; lunghezza: 4,69 m; bagagliaio: 537 l; 2,2 l turbodiesel, 197 CV, 436 Nm a 1800 giri/min; cambio aut. a 6 rapporti, trazione integrale; da 0 a 100 km/h in 10,1 s; peso rimorchiabile: 2000 kg Consumo in prova: 8,5 l/100 km, autonomia: 753 km Prezzo: 51 890 fr. (2.2 CRDi aut. Premium).


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viaggio dei lettori | touring 1 | 10 gennaio 2013

La crociera fluviale va da Parigi fino alla foce della Senna a Honfleur, con il suo vecchio porto impregnato di romanticismo.

La Normandia è un cilindro magico Un viaggio di scoperta che comincia a bordo di un battello sulla Senna da Parigi alla foce del fiume, poi a Caen. Il viaggio dei lettori di «Touring» garantisce molte variazioni sul tema.

› Un mix fatto di quiete, cultura, natura e

tradizione è offerto da questo Viaggio dei lettori di «Touring» che avrà luogo l’estate prossima. A Parigi, che dalla Svizzera si raggiunge in tutta comodità anche in TGV, si sale a bordo dell’elegante MS Botticelli di Croisi Europe che accoglie 151 passeggeri. Per quattro giorni il battello da crociera fluviale con cabine climatizzate sarà un hotel galleggiante, che risale la Senna sino alla foce a Honfleur, in Normandia. «Tutti i fiumi hanno un proprio fascino», afferma

Varietà normanna: la «Versailles dei cavalli» affascina anche i non appassionati di equitazione; il giardino di Claude Monet è stupendo.


10 gennaio 2013 | touring 1 | viaggio dei lettori

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Altre immagini della Francia settentrionale: le falesie calcaree di Étretat ed il centro storico di Rouen.

allo stesso tempo un’ulteriore attrazione: la cittadina è scampata – contrariamente alla città industriale di Le Havre sull’altra sponda della Senna – ai bombardamenti degli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale. Honfleur con le sue case a graticcio, il porticciolo e i numerosi ristoranti, è talmente attraente da diventare una delle mete turistiche di Francia più frequentate.

foto Heinz W. Müller

Gite da Caen | Lo stesso vale per Mont-

Fabiola Minatchy, la «Commissaire de Bord», ovvero la direttrice d’hotel di bordo, che è rimasta colpita soprattutto da Honfleur. Ma la prima attrazione del viaggio fluviale è la famosa reggia di Versailles, che viene visitata alla prima tappa di Conflans. Tra gli svizzeri è poco nota la città di Rouen, che viene scoperta un altro giorno durante un’escursione di diverse ore. Magnifiche case a graticcio e la torre dell’orologio possono essere ammirate nel pittoresco centro storico, così come l’enorme cattedrale gotica con il campanile più alto di Francia (151 metri).

Claude Monet | L’imponente edificio sacro è stato ritratto dal famoso pittore Claude Monet in 33 quadri tra il 1892 e il 1894. Uno di questi è esposto alla Fondazione Beyeler a Riehen (BS). Monet sarà poi più tardi ancora il protagonista di una gita a Giverny: la sua casa, dove abitò e lavorò dal 1883 sino alla sua morte nel 1926, è un’esperienza unica. Ha dedicato molti quadri soprattutto al magnifico giardino con stagno e ponte giapponese in estate (nostra immagine). Honfleur, punto di partenza della citata escursione, è anche il punto di arrivo del confortevole viaggio in nave e

Saint-Michel, l’isola nel Wattenmeer, i terreni prosciugati al disotto del livello del mare: in quanto patrimonio culturale dell’Unesco e meta di pellegrinaggio viene visitata ogni anno da tre milioni e mezzo di turisti. I dintorni e la via d’accesso sono stati completamente riorganizzati, una trasformazione che divide gli animi. Ma la località, che si trova quasi sul confine tra la Normandia e la Bretagna, è in ogni caso una meta obbligatoria e lo spettacolo dei fari notturni è indimenticabile. Il punto di partenza delle gite, durante questa seconda parte del viaggio dei lettori è Caen, la capitale della regione della BassaNormandia, e – con oltre 100 000 abitanti – la più grande città del Dipartimento del Calvados. La città ha subito danni massicci nelle battaglie dopo lo sbarco degli Alleati, ma oggi si presenta dal suo lato migliore. Degne di una visita, oltre alla zona pedonale, sono l’enorme chiesa romanica di SaintEtienne assieme al municipio e al castello medievale, che ospita un museo d’arte. Non lontano da Caen si trova la zona d’invasione, dove gli Alleati sbarcarono sulla costa il 6 giugno 1944. Ad Arromanches si possono ammirare i resti del porto artificiale costruito dai soldati britannici. Nei dintorni si trovano altre testimonianze dello storico sbarco.

Calvados e Camembert | Torniamo alla parola chiave Calvados: una giornata del viaggio è dedicata tra l’altro alla visita di una cantina del liquore Calvados (degustazione inclusa!) così come uno dei numerosi

luoghi di produzione del Camembert di Normandia «AOC». Il viaggio attraverso il paesaggio pittoresco con le mucche Charolais al pascolo così come numerose cittadine e paesini che sono una gioia per gli occhi. Monique Lemaître, guida regionale, ha in serbo ancora un consiglio: «Una visita al paesino di Beuvron-en-Auge con le numerose case a graticcio rimarrà scolpita nei vostri ricordi di viaggio».

La Versailles dei cavalli | Un’ulteriore attrazione del Viaggio dei lettori è la «Versailles dei cavalli»: la scuderia nazionale «Haras du Pin» immersa in un enorme parco è impressionante. Le stalle e un museo introducono i visitatori sul tema nel modo migliore. E nel pomeriggio la visita del castello avvince addirittura anche i non appassionati di cavalli. Anche questa è la Normandia. Heinz W. Müller

Da sapere Viaggio dei lettori: dettagli e iscrizione a pagina seguente. Come si arriva: TGV Svizzera–Parigi Gare de Lyon, in seguito a bordo di un battello sulla Senna sino alla foce di Honfleur, poi bus in Normandia sino a Parigi. Vestiario: il clima in Normandia è variabile in estate: può essere molto soleggiato e caldo, ma improvvisamente può piovere con un notevole calo delle temperature. Perciò, ci si deve equipaggiare per entrambi i casi, senza dimenticare di mettere il costume in valigia. Gastronomia: In Normandia i buongustai hanno pane per i loro denti: in tavola vengono serviti frutti di mare a volontà. È anche importante far notare che i prezzi sono abbordabili anche nella cittadina turistica di Honfleur e la qualità è garantita. Urgenze: un Libretto ETI Europa valido è da includere nel bagaglio come pure la App del TCS sullo smartphone. hwm


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viaggio dei lettori

Étretat Le Havre Honfleur Caen

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Sulla Senna e in Normandia TCS Viaggi vi fa scoprire i mille segreti della Normandia. Potrete gustare con tutti i sensi le attrazioni di questa fantastica regione, mentre ammirate i paesaggi lungo l’idillica Senna a bordo del confortevole battello «MS Botticelli», durante una crociera fluviale da Parigi a Honfleur. Punti forti del viaggio: • Accompagnamento del TCS da/sino Parigi • Combinazione unica ed esclusiva tra crociera fluviale e soggiorno in Normandia • Pacchetto di escursioni private per clienti TCS durante la crociera fluviale • Degustazione di Camembert, Calvados & Sidro • Visita di Mont-Saint-Michel e Haras du Pin • Pasti in ristoranti tipici PROGRAMMA DI VIAGGIO 9 GIORNI/8 NOTTI

5–13 LUGLIO 2013

1° giorno, Svizzera–Parigi: viaggio in treno dal vostro domicilio in Svizzera a Parigi. Accoglienza in stazione da parte del rappresentante locale. Gita a Parigi. La sera imbarco sul MS Botticelli. 2° giorno, Parigi–Vernon: godetevi la scenografia naturale offerta dalle rive della Senna. Gita facoltativa: visita del magnifico Palazzo di Versailles. 3° giorno, Vernon–Rouen–Caudebec-en-Caux: case a graticcio medievali, viuzze in acciottolato e

la cattedrale gotica vi attendono a Rouen. Gita facoltativa: visita guidata attraverso la città di Rouen. 4° giorno, Caudebec-en-Caux– Honfleur: Honfleur è senza dubbio una delle più belle città normanne. Gita facoltativa: scoprite la casa e il giardino del grande pittore «Claude Monet». 5° giorno, Honfleur–strada del Calvados-Caen: il mattino sbarco dal battello. Oggi sono in programma degustazioni di Camembert, Calvados e sidro, con spiegazione della produzione di queste specialità. Visita della basilica di Lisieux e della cittadina Beuvron en Auge. 6° giorno, Caen & spiagge degli Alleati: Caen si presenta come una metropoli vivace con una storia ultra millenaria. Le ampie spiagge della Normandia sono entrate nella storia mondiale per lo sbarco degli alleati nel giugno 1944. 7° giorno, scuderie di Haras du Pin & Mont-Saint-Michel: il mattino visita di una fonderia di campane. In seguito si visita il centro equestre nazionale di Haras du Pin. La giornata è coronata dalla visita dell’abbazia di Mont-Saint-Michel.

8° giorno, Le Havre–Étretat– Fécamp: dopo la visita della città di Le Havre potrete ammirare il paesaggio costiero e vedere a Étretat le falesie di calcare, uno dei soggetti più fotografati della Normandia. Degustazione del liquore alle erbe prodotto nell’abbazia benedettina di Fécamp. 9° giorno, Caen–Parigi–Svizzera: trasferta in bus a Parigi e rientro in treno sino al domicilio in Svizzera. È compreso Viaggio in treno in seconda classe con abbonamento FFS 1⁄2 prezzo dal/al domicilio in Svizzera • 4 pernottamenti sul MS Botticelli nella categoria di cabina riservata con formula pensione completa (bibite ai pasti incluse) • 4 pernottamenti in hotel di categoria media con formula colazione e 2 cene • pensione completa (senza cena il 10.7.13) • trasferte, gite e visite secondo programma • accompagnatore esperto del TCS da/a Parigi • documentazione di viaggio dettagliata. Non è compreso Spese di servizio • tutte le spese personali • escursioni facoltative durante la crociera • pasti e bibite non menzionati • mance • assicurazione spese di annullamento (consigliamo il Libretto ETI Europa) • spese pagamento con carta di credito. Condizioni di annullamento Per questo viaggio valgono le condizioni generali e di viaggio di Kuoni

FRANCIA

Il vostro battello: MS Botticelli ***(*) anno di costruzione: 2004 (rinnovato nel 2010) Infrastruttura: 2 ponti passeggeri, ponte passeggiata con sdraio, ristorante panoramico, salone confortevole con bar, reception. Alloggio: 75 cabine esterne con doccia/WC, asciugacapelli, radio, TV, cassaforte, climatizzazione e finestra panoramica. Varia: lingua a bordo: francese; valuta a bordo: euro, carte di credito; presa corrente di 220 V. Prezzo per soci TCS per persona in CHF Camera doppia/cabina «ponte principale» 2890.– Supplementi Camera doppia/cabina «ponte superiore» 80.– Singola/cabina «ponte principale» 470.– Singola/cabina «ponte superiore» 550.– pacchetto gite (battello) 335.– (in esclusiva per soci TCS con accompagnatore di lingua francese o tedesca) Il pacchetto gite si basa su una partecipazione minima di 20 persone.

treno 2a classe, tariffa piena 45.– treno 1a classe, 1⁄2 prezzo 120.– treno 1a, tariffa piena 190.– riduzione AG 2a classe (da/fino frontiera svizzera) 40.– riduzione AG 1a classe (da/fino frontiera svizzera) 65.– per non soci TCS 200.– Viaggi SA. Nel caso di annullamento della prenotazione vengono addebitate tasse amministrative di CHF 100.– per persona, max. CHF 200.–, oltre al prezzo del viaggio secondo le seguenti percentuali: 91 giorni dalla partenza: 10� 90–60 giorni dalla partenza: 50� 59–30 giorni dalla partenza: 75� 29–partenza: 100� del prezzo del viaggio. Nota Il viaggio è ideato e organizzato da Kuoni Viaggi SA, che si riserva cambiamenti di programma e di prezzo. Codice di prenotazione: L7D RTPNOR Organizzazione, prenotazioni e informazioni dettagliate Kuoni Viaggi SA: tel. +41 (0) 44 277 42 77 o www.viaggi-tcs.ch/normandia


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viaggi e tempo libero | touring 1 | 10 gennaio 2013

Budapest la tentatrice Scarpe su misura, cappelli alla moda e prelibatezze al cioccolato: la capitale ungherese offre ben più di bagni termali dell’epoca ottomana o caffè in stile liberty.

so, ma al fianco di una guida esperta, si scoprono strade e sentieri, dove pedalare è proprio divertente. La maggior parte delle attrazioni possono venire visitate in sella a una bici, attraversando senza problemi i parchi, le strade secondarie o gli ampi viali. Le vie sono ornate da numerose boutique eleganti, caffè in stile liberty e negozi con un’enorme scelta di cioccolata.

Il suo negozio esiste dal 1978. È un piccolo locale situato nel centro di Budapest, ma è celebre a livello mondiale: alla sua porta bussano piloti automobilistici, attori, uomini politici e capi d’impresa provenienti da tutto il pianeta, anche se qui, a dire il vero, si fabbrica un prodotto d’uso quotidiano. Scarpe, ma non calzature comuni, bensì le famose Vass. Laszlo Vass è orgoglioso del suo mestiere. Già 35 anni fa ebbe il coraggio di tornare alle radici del suo lavoro artigianale. Nel frattempo produce, assistito da una ventina di dipendenti, all’incirca 2500 scarpe all’anno, tutte fatte a mano. La calzatura standard costa attorno ai 500 euro.

Mercato coperto | Nel mercato coperto centrale regna un gran movimento nelle immediate vicinanze del Ponte della Libertà. Risalente al 1890, l’edificio vale di sicuro una visita: sembra una basilica con una navata centrale e due trasversali ed è un gioiello architettonico. È un punto d’incontro per la gente locale che qui si rifornisce di frutta e verdura e vi si trovano pure buoni ristoranti. Anche per i turisti, sulle 180 bancarelle – oltre a molti oggetti kitsch – ci sono interessanti proposte, come l’artigianato ungherese, le trecce di peperoncini, i prelibati paté di fegato d’oca o le celebri salsicce piccanti. Urs-Peter Inderbitzin

Scarpe su misura | La piccola impresa punta a soddisfare il desiderio di scarpe su misura di chiunque, ma per farlo il cliente deve recarsi personalmente a Budapest, dove vengono prese le misure e creata la forma su cui foggiare il paio di calzature. Dopo circa quattro settimane e 200 fasi di lavoro, i clienti possono venire a prendere le loro opere fatte su misura, prezzo al paio: ben 650 euro. Le forme vengono conservate da Vass per tre anni, durante i quali il cliente può comandare altre scarpe per telefono o via Internet. Chi si prende cura delle scarpe, le fa riparare per tempo e le conserva sempre con i tenditori forniti assieme, ha buone probabilità che le calzature possano venire indossate per decenni. Vass garantisce un servizio di riparazione a vita.

L’autore ha visitato Budapest su invito dell’Ufficio del turismo ungherese.

Da sapere

Cappelli design | Eleganti cappelli da

Budapest in bici | La città sul Danubio si presta anche ad essere visitata in bicicletta. L’afflusso di traffico a Budapest è inten-

foto Urs-Peter Inderbitzin

donna in tutte le forme e colori sono il mestiere di Valeria Fazekas, la stilista di cappelli più famosa di tutta Ungheria. E le sue creazioni principali non sono copricapi eccentrici come quelli indossati alle gare nell’ippodromo britannico di Ascot. Nel piccolo negozio posto sulla principale strada dello shopping di Budapest si trovano semplici, ma eleganti cappelli creati utilizzando soltanto materiali nobili. Un accessorio apprezzato da ogni signora. Valeria Fazekas espone i suoi cappelli anche in occasione di mostre internazionali. È stata già diverse volte ospite della fiera internazionale del design «Blickfang» al Kongresshaus di Zurigo. Alcuni aspetti poco conosciuti di Budapest: (dall’alto) variopinta bancarella al mercato coperto; Valeria Fazekas e i suoi cappelli; le famose scarpe su misura Vass prodotte interamente a mano.

Valuta: l’Ungheria è membro dell’Unione europea (UE), ma non ha l’euro bensì il fiorino ungherese (HUF); 1000 fiorini equivalgono a 5 franchi. Si consiglia di non cambiare soldi per strada, bensì dai cambiavalute ufficiali o prelevare al bancomat. Cucina: la gastronomia ungherese è speziata e sostanziosa. Chi preferisce la cucina internazionale, non soffre a Budapest. Italia, Cina, Spagna, Thailandia e anche Francia sono ben rappresentate. Si consiglia il ristorante Gundel – www.gundel.hu. Criminalità: in caso di assembramenti di persone – come nel mercato coperto centrale – fare attenzione ai borseggiatori. Formalità d’ingresso: i cittadini svizzeri necessitano di carta d’identità o di passaporto. Gite guidate in bicicletta: si possono prenotare direttamente via Internet: www.budabike.com. Informazioni e prenotazioni: www.viaggi-tcs.ch, Viaggi TCS & Kuoni Special Tours, tel. 044 277 44 84. UPI


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taccuino di viaggio Christian Bützberger, redattore

ald

Le Alpi vivono: eventi bollenti in gelide giornate

Carnevale nipponico Fra poco rimbomberanno nelle strade i tamburi delle guggen che segnano l’inizio del Carnevale. Ogni comune lo vive un po’ a modo suo, per i più significa gettare i coriandoli il giovedì grasso. Più curioso è il carnevale «giapponese» degli svittesi (Japanesenspiel), incentrato su una rappresentazione teatrale popolare risalente al 1857, il più grande spettacolo carnascialesco all’aperto della Svizzera. La tradizione portata avanti dalla Società giapponese di Svitto è unica nel genere, ma sono evidenti alcuni paralleli con il carnevale cinese della bavarese Dietfurt. Il testo dello spettacolo viene riscritto ogni anno, ma viene sempre rappresentata la società svittese usando la lente del carnevale. Vi vengono affrontati soprattutto temi di politica ed economia per mezzo di dialoghi umoristici e scenette divertenti. Il palcoscenico è montato sulla piazza principale nel centro di Svitto, vicino alla chiesa – www.japanesen.ch. Il Carnevale in Svizzera ha svariati volti e costumi e i relativi mercatini ed esposizioni – www.myswitzerland.com/carnevale. Bü

La nuova tendenza si chiama Snowscoot

Lo scooter delle nevi arriva in Ticino Si chiama Snowscoot la novità dell’inverno sulle piste ticinesi. Questo sport della neve si pratica con un particolare attrezzo, che è una via di mezzo tra una classica tavola da snowboard e una bicicletta BMX. Grazie al manubrio, simile a quello di una bike, si può scivolare su qualsiasi superficie innevata, piegando con ginocchia e braccia come se si avessero gli sci ai piedi. Lo scooter delle nevi è adatto a tutte le età e perfetto per chi non sa sciare: è infatti molto più semplice restarvi in equilibrio. Per promuovere questo nuovo sport invernale nel nostro cantone è nata la società Ticinofreeride. Per corsi e noleggio degli Snowscoot: www.ticinofreeride.ch. ac

Saas-Fee al top per lo sci Nonostante il franco forte All’incirca 41 000 sportivi invernali provenienti da Austria, Germania, Italia, Francia e dalla Svizzera hanno partecipato a uno studio indipendente sulla soddisfazione della clientela per quanto riguarda la qualità delle piste, la sicurezza della neve, l’autenticità e il comfort di SaasFee e l’hanno eletta «Best Ski Resort 2012», ovvero migliore località sciistica dell’anno. La «Repubblica delle ferie» ha inoltre ottenuto un notevole secondo posto tra i 55 migliori resort di tutto l’arco alpino.

Vacanze invernali senza sci In Austria Chi non vuole trascorrere le vacanze invernali sulle piste da sci, ma vuole invece fare escursioni o gite sulle racchette da neve e vivere la magia delle capanne di notte, in Austria trova un’ampia offerta. Un portale illustra, sia ai principianti sia agli sportivi esperti, oltre 350 sentieri invernali, percorsi per ciaspole e piste di fondo situati in 40 regioni austriache. Ed i pernottamenti sono possibili in capanne; www.winterwandern.wanderdoerfer.at.

Agli uni piacciono le lunghe escursioni con le racchette da neve immersi nella quiete delle cime alpine, agli altri gli incontri mondani e modaioli. Di eventi nelle località di montagna ce n’è per tutti i gusti, sportivi o culturali, anche quest’inverno. E non rimangono delusi nemmeno coloro che amano prendersela comoda. Come al 20° Gourmet Festival di St. Moritz, dove nove chef di cucina provenienti da sette Paesi si sfidano a colpi di cucchiaio (www.stmoritzgourmetfestival.ch). Un’armonia di note è, invece, offerta a Les Diablerets con un programma di musica da camera (www.musique-et-neige.ch). Stesse melodie anche ai «Classiques» di Villars (www.classiques.ch). Il volume si alza e i ritmi ad alta quota si fanno più rockettari mentre ci si avvicina alla primavera. La nota d’inizio viene data dal «Rock the pistes Festival» a Champéry, nel comprensorio sciistico transnazionale delle Portes du Soleil (www.rockthepistes.com). L’Openair Frauenfeld in inverno ha luogo a Davos (www.snowjam.ch). Ma i classici tra gli eventi musicali invernali sono lo «Zermatt Unplugged» (www.zermattunplugged.ch) e il concerto sulla Kleine Scheidegg, quest’anno con la band svedese Roxette (www.snowpenair.ch). L’importanza degli eventi culturali in montagna continuerà ad aumentare, ne è convinto Jürg Stettler, professore all’Istituto di economia del turismo di Lucerna. Le grandi manifestazioni, secondo Stettler, servono a far conoscere la località invernale e possono cambiarne l’immagine, dato che i media ne parlano. Una tesi che vale di sicuro per i grandi eventi sportivi, che grazie alla televisione entrano in ogni casa del pianeta. A dare inizio alla stagione ci pensa Adelboden con la prova di Coppa del Mondo sul leggendario Chuenisbärgli (www.weltcup-adelboden.ch). Una settimana dopo vi è la discesa del Lauberhorn a Wengen (www.lauberhorn.ch). Alla maratona di sci engadinese può invece partecipare chiunque, anche solo alla mezza maratona (www.engadin-skimarathon.ch).


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La vera libertà si trova sugli sci Lo sci freestyle è uno spasso. Compiere acrobazie creative nello snowpark o sulla pista, non è più riservato solamente agli snowboarder. Lanciarsi in questa nuova disciplina sportiva non è difficile come potrebbe sembrare. vertimenti. Sul viso di Christoph Bosch, maestro di sci e direttore del gruppo giovanile di freestyle a Gstaad-Saanenmöser, si può leggere la passione per questa attività sportiva già al primo sguardo. «Nello sci freestyle posso scegliere il modo di muovermi. Non importa ciò che fai, nessuno può dirti che è fatto male o che è sbagliato». Ciò che lo affascina di più è la sensazione di libertà che si prova sugli sci. Bosch non è stupito del fatto che il freestyle diventi sempre più popolare: «È normale che sciare andando sempre dritto dopo un po’ diventa noioso. E allora, improvvisamente, ci si accorge che si può scendere anche di spalle. E si scopre un nuovo mondo». Non vede però di buon occhio coloro che associano lo freestyle ai festini bagnati dall’alcool. «Il freestyle è diventato uno sport di punta. I professionisti sono in grado di fare salti di 30 metri, e per far ciò si deve essere in una buona condizione sia mentale che fisica», afferma Bosch.

Ballare il valzer sugli sci | Il debutto nello sci freestyle non è così impegnativo. Chi si lancia deve solo sapersi tenere in equilibrio e saper frenare in ogni momento. Ai principianti il maestro consiglia di fare i primi tentativi sulla pista. «Si tratta prima di tutto di sviluppare una sensibilità per gli sci», spiega Christoph Bosch. Anche le piste battute offrono un territorio ideale per il freestyle. «Ci sono dappertutto piccole colline o bordi che possono essere superati con un salto. Si richiede solo un po’ di fantasia e di creatività». Per prima cosa alleniamo il «valzer sulla neve»: con gli sci ci si gira sul proprio asse fino a quando viene il capogiro. All’inizio si è piuttosto traballanti, poi si capisce subito che con il giusto spostamento del peso e una determinata scioltezza tutto riesce meglio. Quando si riesce a farlo bene, si può provare a fare la stessa cosa su una sola gamba. Questi esercizi di scivolata possono essere una buona base per poi prepararsi a

superare vari strutture come i rail o i box. Si tratta di una performance sugli sci che gli addetti ai lavori chiamano «sliden», ossia scivolare lateralmente.

Sentire l’aria | Chi però guarda i video dei «crack», come il giovane svizzero Kai Mahler, famoso a livello internazionale, vuole solo una cosa: avanti tutta sui trampolini. Ma a questo punto Christoph Bosch lancia un appello alla prudenza: come prima cosa i trampolini, detti kicker, così come la discesa e la pista di atterraggio devono essere provate. A seconda delle condizioni della neve, la velocità della discesa può variare notevolmente. «In uno snowpark di qualità non è mai pericoloso saltare lontano», afferma Bosch. Diventa problematico quando i freestyler si sopravvalutano e poi vanno a sbattere contro la parte collocata tra il trampolino e la pista di arrivo. Nei parchi delle località invernali svizzere gli ostacoli sono segnati seguendo lo stesso schema adottato sulle piste: blu significa facile, rosso media e nero difficile. Dopo aver controllato, facciamo i primi salti. Si tratta di ricevere un’impressione dell’aria. Solo ora facciamo le prime acrobazie in aria, come ad esempio un «grab» (tenere uno sci con la mano). Alla fine dei primi giorni di allenamento freestyle, si rie-

La tensione è alle stelle prima di spiccare il volo�

Tutto è possibile Da alcuni anni i produttori di sci fabbricano materiali speciali per il freestyle. In linea di principio però la maggior parte delle acrobazie sono fattibili con tutti gli sci. Molto più importanti sono le protezioni per la testa e per la schiena. A chi intende essere un assiduo frequentatore degli snowpark sono consigliati gli sci con «twin-tip» per andare all’indietro, ossia con la punta su entrambe le estremità. Inoltre gli sci ideali per fare freestyle sono più flessibili. lw

foto Lukas Wittwer

› Per lui le piste sono un grande parco di-

Questa figura aerea è stata battezzata «Daffy».


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sce a fare una prima rotazione di 180 gradi in modo corretto. Christoph Bosch ci esorta a rimanere sciolti. «Da un lato il corpo deve mantenersi in tensione, ma dall’altro è estremamente importante rimanere rilassati». Con il suo gruppo di giovani esercita questo controllo del corpo anche in palestra sul trampolino. Qui si riesce a fare rotazioni e addirittura salti senza rischiare di cadere sulla neve dura. Poi solo dopo i ragazzini osano avventurarsi sui kicker.

Le scuole seguono l’onda | Salta agli

Christoph Bosch adora la sensazione di libertà data dal freestyle.

occhi il fatto che nello snowpark del comprensorio Gstaad-Saanenmöser si possono trovare molti corsi di sci. A partire dall’introduzione della «Swiss Snow League» anche lo freestyle sulle piste e nello snowpark fa parte del programma delle scuole di sci e di snowboard. Dal secondo livello, la Red Snow League, elementi dei balletti di valzer e semplici salti sono parte integrante della lezione bianca. Oltre sulla scioltezza, nelle sue lezioni Christoph Bosch punta sulla creatività. Quest’ultima è una condizione basilare per diventare dei buoni freestyler. È grazie a questa qualità che oggi esiste una tale molteplicità di ostacoli. Le note half pipe e i kicker sono solamente una minima parte delle possibilità. Nei percorsi sono stati ormai integrati vecchi bidoni, tetti in lamiera o scale in metallo trovati in città. Alla fantasia non è posto alcun limite. È proprio questa la caratteristica che contraddistingue la nuova disciplina sportiva.

Lukas Wittwer

� mentre si è in aria si percepisce la libertà�

� ma bisogna rimanere sempre ben rilassati�

� infine si atterra con gli sci perfettamente paralleli.

Snowpark un po’ in tutto il Paese Le grandi località sciistiche svizzere offrono oltre trenta snowpark fatti su misura per i giovani. I punti caldi della scena freestyle sono così diffusi un po’ in tutto il territorio. Di seguito una piccola selezione: Laax: il comprensorio grigionese si presenta come «il leader europeo dei resort per il freestyle» con quattro snowpark e un impianto interno; www.laax.com, tel. 081 927 70 01. Saas Fee: il parco sul ghiacciaio di Saas Fee è aperto tutto l’anno; www.saas-fee.ch/freestyle, tel. 027 958 11 00.

Thyon – Les Collons: il Centralpark nella località sciistica vallesana Thyon è stato uno dei primi parchi della Svizzera e appartiene ancora oggi alla lista dei migliori; www.thyonfreestyleresort.com, tel. 027 281 27 27. Champéry/Les Crosets: il Superpark a Champéry/Les Crosets offre oltre ad una buona infrastruttura, diversi eventi e gare come lo «Swiss Freeski Open», www.superpark.ch, tel. 024 479 20 20. Chi desidera saperne di più sugli snowpark e su dove trovarli, si può informare al sito www.snowparks.ch. lw


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Professionisti in volo Sugli elicotteri di AAA, una partecipata del TCS, ci sono dottori specializzati in medicina d’urgenza. A colloquio con il loro capo, il professor Reto Stocker.

› «Su ogni volo in elicottero che Alpine Air

Ambulance (AAA) effettua sotto i colori di TCS Ambulance ci sono medici specializzati in anestesia e medicina intensiva, molto motivati e preparati al meglio. Grazie alla formazione continua e alla pratica quotidiana sanno come affrontare ogni caso»: lo afferma il professor Reto Stocker*, direttore dell’Istituto per anestesiologia e medicina intensiva della rinomata Clinica Hirslanden di Zurigo. Stocker coordina ed è responsabile assieme al dottor Wolfgang Meyer-Scarnato, un altro specialista in medicina d’urgenza, dell’organizzazione dei medici di AAA che volano sull’elicottero di TCS Ambulance. Egli ha dunque la responsabilità sanitaria per questi voli. I medici specialisti lavorano in genere nella Clinica Hirslanden di Zurigo; chi è in servizio di picchetto, nei casi d’urgenza interviene e sale a bordo dell’elicottero del TCS. Nel quadro dei cosiddetti interventi «secondari», il velivolo trasporta feriti o malati titolari di un Libretto ETI all’ospedale o li trasferisce da una clinica all’altra. Il raggio d’azione comprende la Svizzera e i Paesi vicini.

Med del Touring Club Svizzero a Ginevra, e in caso di dubbio devono decidere se e come i pazienti ETI devono essere trasportati.

re la scorsa primavera. Il professor Stocker stila un bilancio intermedio positivo: «Gli elicotteri dispongono della tecnica più moderna, l’organizzazione degli interventi è molto professionale e l’assistenza medica è sempre garantita». Naturalmente, dei miglioramenti in alcune procedure e nella comunicazione sono sempre possibili: «Le critiche di cui veniamo a conoscenza vengono prese estremamente sul serio», afferma Stocker. Ma – aggiunge – in alcun caso si sono avute conseguenze negative a livello medico. L’intervento dei suoi colleghi medici a bordo dell’elicottero del TCS «è una straordinaria motivazione e rende attrattivo il nostro posto di lavoro», conclude Reto Stocker. Heinz W. Müller

Bilancio intermedio positivo | In questi casi vengono trasmessi i documenti sanitari necessari agli specialisti della Clinica Hirslanden, che poi analizzano la situazione e comunicano le loro considerazioni ai colleghi a Ginevra. Così facendo si garantisce ai pazienti un trasporto di qualità e in tutta sicurezza. A seconda delle condizioni meteorologiche si deve anche decidere se il paziente può essere trasportato in ambulanza invece che con l’elicottero del TCS. La collaborazione tra la clinica zurighese e il Touring Club Svizzero è entrata in vigo-

* Il prof. Reto Stocker prima della sua attività alla Clinica Hirslanden di Zurigo ha diretto per decenni il reparto di medicina intensiva chirurgica all’Ospedale Universitario di Zurigo.

800 rimpatri annui

Clinica Hirslanden, il servizio di picchetto viene coperto da un altro team di esperti dell’ospedale cantonale di Baden. Una collaborazione che si spiega con il fatto che l’elicottero di TCS Ambulance è stazionato all’aerodromo di Birrfeld (AG), non lontano da Baden. Il professor Stocker, che in passato ha pure volato con la Rega come medico anestesista dell’ospedale universitario di Zurigo, ora si accolla un ulteriore e centrale compito: lui e i suoi specialisti sono gli interlocutori diretti dell’equipe sanitaria ETI

foto ald, Fabian Unternährer

Solo specialisti | Oltre dal team della

Il prof. Reto Stocker è il responsabile medico degli interventi con l’elicottero del TCS.

Ogni anno il TCS rimpatria dall’estero circa 800 titolari del Libretto ETI. In parte con l’elicottero della TCS Ambulance, che viene gestito da Alpine Air Ambulance (AAA), di cui il TCS detiene il 49� e la Lions Air Group SA il 51�. Una configurazione che permette di avere a disposizione anche altri velivoli. In ogni caso, su ogni volo è presente un medico d’urgenza. Importante: i titolari del Libretto ETI nel caso di emergenza sanitaria all’estero devono assolutamente chiamare direttamente la centrale d’intervento ETI (tel. +41 58 827 22 20). hwm


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Mathias Wyssenbach

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Durante i «corsi di ripetizione» del TCS i conducenti più anziani vengono formati per affrontare le situazioni delicate del traffico odierno.

Formazione per anziani Chi compirà 70 anni e vorrà ancora guidare l’auto con sicurezza, dovrebbe continuare la formazione al volante e considerare di passare ai mezzi pubblici.

› Un bel giorno il 70enne ricevette una let-

tera dall’Ufficio della circolazione: «Con la presente, Le si richiede una visita presso un medico di fiducia entro una certa data», racconta l’istruttore del Consiglio svizzero della sicurezza stradale (CSS) Stefan Plüss, responsabile della formazione per automobilisti e motociclisti presso la Sezione Berna del TCS. Il medico effettuerà un test della vista e dei riflessi e prenderà in considerazione anche le condizioni di salute generali dell’anziano.

Rinfrescare le nozioni | Plüss è dell’opinione che, accanto alla parte medica, è essenziale preoccuparsi anche di aggiornare le conoscenze teoriche e le capacità di guida nel traffico. Secondo l’istruttore, è importante frequentare un corso di formazione continua, come si fa anche in ambito lavorativo: «Non bisognerebbe farlo solo una volta compiuti i 70 anni ma molto prima, perché le leggi e i regolamenti cambiano di continuo». Inoltre, i conducenti hanno assunto determinate abitudini, che non corrispondono più agli odierni standard. In

questo ambito Plüss si riferisce al corso del TCS «Guidare oggi»: «Nel gruppo vengono, tra l’altro, tematizzate le nuove norme della circolazione, disposizioni come pure consigli e trucchi per gli automobilisti di oggi». La parte pratica con il proprio veicolo mostra come un automobilista potrebbe migliorare ulteriormente il suo stile di guida: «I partecipanti discutono la prova di guida a quattr’occhi con gli istruttori».

Usare lo sguardo | «Spesso durante i corsi constatiamo che molti automobilisti sottovalutano l’uso dello specchietto retrovisore e non danno abbastanza peso ad un eventuale angolo morto», dichiara Plüss. Egli sottolinea sempre quanto sia importante guardare lontano davanti e scrutare nelle strade laterali: «Chi osserva bene si sente sicuro sulla strada». Ai conducenti più anziani che vogliono comprare una nuova automobile, consiglia di orientarsi verso un modello compatto, magari piccolo, con cambio automatico. E coloro che desiderano acquistare una vettura nuova dotata di molta elettronica,

dovrebbero riflettere a fondo e – se necessario – consultare il Touring Club Svizzero o il garage di fiducia.

Perché non i mezzi pubblici? | Chi non è a proprio agio e si sente insicuro con pioggia e neve e nelle ore di maggior traffico, farebbe bene a prendersi un po’ di tempo per esercitarsi a prendere i mezzi di trasporto pubblici: «Le situazioni estreme causano insicurezza; è perciò consigliabile di evitare i viaggi in automobile in determinate ore e di utilizzare i trasporti pubblici». Plüss raccomanda il corso del TCS «Per sempre mobili e sicuri». Qui alcuni specialisti delle FFS, delle polizie cantonali e delle associazioni di utenti mostrano come far fronte correttamente alle biglietterie automatiche e ai tempi di viaggio oppure come ci si muove con sicurezza nel traffico nella veste di pedoni. Kurt Venner

Info Touring Il Consiglio svizzero della sicurezza stradale (CSS) è l’organizzazione mantello in materia di sicurezza nella circolazione. Intende sensibilizzare tutti gli utenti della strada per favorire la reciproca collaborazione.


10 gennaio 2013 | touring 1 | club e soci

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Gran successo di «Stop prima della botta»

Nuova proposta di viaggio in oldtimer

Nove svizzeri su dieci conoscono lo slogan

Viaggi culturali in auto d’epoca

Secondo uno studio dell’istituto Demoscope, l’87% degli svizzeri conosce l’ultima campagna per la riapertura delle scuole e il suo slogan «Stop prima della botta – Rallentare non basta!». La campagna era stata lanciata in agosto dal TCS, in collaborazione con l’upi e i corpi di polizia, tramite 13 000 manifesti, 3400 striscioni e 2700 supporti magnetici piazzati in tutto il Paese, oltre a centinaia di spot televisivi. Protagonista della campagna «La strada per la scuola» è un pupazzo Playmobil vestito da pattugliatore scolastico, che intima agli automobilisti di arrestarsi completamente davanti alle strisce pedonali per permettere agli scolari di attraversare la strada. ac

«Oldtimer-Kulturreisen Schweiz» propone nel 2013 una cinquantina di viaggi in sette regioni della Svizzera. Pubblico di riferimento sono i proprietari o gli appassionati di auto d’epoca (Old e Youngtimer), che desiderano intraprendere itinerari culturali di più giorni con un veicolo proprio o a noleggio. Fautore, fondatore e direttore della nuova offerta di viaggio è l’ex presidente del TCS Niklaus LundsgaardHansen. I viaggi in auto d’epoca, che abbinano cultura, storia, piacere, gastronomia e compagnia, saranno scortati da un esclusivo servizio di soccorso del TCS. tg Ulteriori informazioni (in tedesco) sul sito: www.oldtimer-kulturreisen.ch


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10 gennaio 2013 | touring 1 | la pagina dei lettori

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il concorso Le moto alleggeriscono il traffico «Touring» 19/2012

Sono solo sanzioni per far cassa Primo piano, «Touring» 20/2012

Come al solito si cerca la soluzione più semplice a un problema complesso (più semplice anche per far cassa!). Sanzioni sempre più severe per chi supera i limiti di velocità, ma nessuna conseguenza per un automobilista che viaggia a 60 km/h in autostrada con limite di 120 km/h o con il cellulare all’orecchio oppure se supera sulla destra o se non rispetta le distanze di sicurezza ecc. Tutte infrazioni, a mio avviso, ben più gravi che viaggiare in autostrada a 160 km/h… Ma come al solito chiniamo la testa, come per il caso dei parchimetri per motoveicoli! Valentino Müller (@) La giusta severità

In quanto madre di due figli, nonché pedone, sono particolarmente colpita dai numerosi, e spesso mortali, incidenti che capitano sulle strisce pedonali. Accolgo dunque con molto favore le misure volte a migliorare la sicurezza stradale! Ogni utente della strada è chiamato in causa e deve circolare con la massima precauzione ed essere punito se infrange il codice stradale.

Esprimo il mio totale disaccordo con l’iniziativa di far pagare i parcheggi ai motociclisti. Pensando al traffico e alla sua fluidità sono convinto che i mezzi a due ruote debbano essere favoriti in tutta la Svizzera. Con questa iniziativa viene assolutamente disincentivato il loro utilizzo. Al contrario, sono a favore di un aumento dei posteggi a disposizione delle due ruote motorizzate. Spero che il vostro club, come uno degli organi competenti più importanti, voglia e riesca a dare il proprio contributo per impedire che questa controproducente iniziativa si diffonda ulteriormente. Ribadisco che questa iniziativa è del tutto controproducente! Marko Nujic, Riazzino

La valuta Reka è un mezzo di pagamento ben accetto per viaggi e vacanze. È disponibile presso vari datori di lavoro, aziende e Coop. Si può usare per pagare in oltre 8700 alberghi, ristoranti, agenzie di viaggio, villaggi Reka, mezzi pubblici, impianti di risalita, parchi di divertimento, circo, zoo, stazioni di benzina ecc. Per sapere chi l’accetta, si consulti la lista su www.reka-guide.ch e sull’applicazione per iPhone e Android. In palio buoni Reka per un valore di 500 fr.

Gli scooter non paghino il posteggio

Sono assolutamente contrario al pagamento del parcheggio per scooter. Se devo pagare allora scendo in città in auto, che è più comoda anche se piove. Giorgio Bassi (@) Pagare il parcheggio in base alla dimensione

Certo che anche i motoveicoli devono pagare il parcheggio, in proporzione allo spazio che occupano. Se occupano la metà della macchina pagheranno la metà. Già sono la categoria simbolo dell’indisciplina.

Sponsor del premio: Cassa di viaggio svizzera, Berna, www.reka.ch

Danilo Pucci (@)

foto Pia Neuenschwander, mw

Andrea Mordasini (@)

Illuminare meglio le strisce

Già decenni fa in Francia ho notato che le strisce pedonali sono molto ben illuminate di notte sia dentro che fuori gli agglomerati. Così i conducenti vedono le strisce pedonali già da lontano e la gente che le sta attraversando. In Svizzera sarebbe facile fare lo stesso, semplicemente aumentando l’illuminazione. Ed è una misura non troppo costosa. Claude Piola (@)

Con Reka si risparmia

Per questa rubrica valgono alcune regole: più breve è la lettera, maggiore è la probabilità che venga pubblicata; la redazione si riserva di apportare eventuali tagli e non tiene corrispondenza. È possibile inviare le lettere per e-mail: touring@tcs.ch. Le lettere dei lettori vengono pubblicate anche nell’edizione online di «Touring» (www.touring.ch).

impressum touring Giornale del Touring Club Svizzero (TCS). Redazione: Felix Maurhofer (fm, caporedattore); vice caporedattore: Heinz W. Müller (hwm); vice caporedattore: Marc-Olivier Herren (MOH); Christian Bützberger (Bü), Antonio Campagnuolo (ac), JacquesOlivier Pidoux (jop), Nadia Rambaldi (nr), Peter Widmer (wi). Grafica: Andreas Waber (caposervizio), Stephan Kneubühl, Mathias Wyssenbach. Assistenti di redazione: Michela Ferrari (i), Sylvie Fallot (f), Karin Graniello (t), Irene Mikovcic-Christen (assistente caporedattore). Corrispondenza: Redazione Touring, Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna, tel. 058 827 35 00, fax 058 827 50 25. E-mail: touring@tcs.ch. Editore: Touring Club Svizzero, cp 820, 1214 Vernier (GE). Tiratura: edizione italiana: 83 141, totale: 1 325 035. Editoria/marketing: Reto Kammermann (responsabile). Pubblicità: Publicitas Publimag SA, Seilerstrasse 8, 3011 Berna, tel. 031 387 21 16, fax 031 387 21 00. Produzione: St. Galler Tagblatt SA, Basler Zeitung SA, CIE Centre d’impression Edipresse Lausanne S.A. Cambiamenti d’indirizzo: indicando il numero di socio, alla Sede centrale del TCS, cp 820, 1214 Vernier; tel. 0844 888 111; e-mail: service@tcs.ch. Abbonamento: compreso nella quota sociale annua. «Touring» è pubblicato 20 volte l’anno. Si declina ogni responsabilità per manoscritti e altri lavori non richiesti.

Le domande: 1. Dopo un incidente autostradale quanta coda si forma per ogni minuto di traffico di punta? 2. Da dove parte il Viaggio dei lettori presentato in quest’edizione? 3. Come si chiama il direttore della Fondazione Beyeler a Riehen (BS)? Si possono fornire le risposte per posta (solo su cartolina postale), tramite SMS o www. touring.ch, indicando le generalità. Concorso 19/12: i tre set di prodotti del viso sono stati vinti da A. Staubli di Zollikon, P. Hulman di Montmelon e C. Lebet di Prêles. Condizioni di partecipazione: il concorso di «Touring» è aperto a tutti, ad eccezione dei collaboratori del TCS e dei loro famigliari. I vincitori saranno estratti a sorte e avvertiti per iscritto. I premi non possono essere sostituiti da una somma di denaro equivalente. Non viene tenuta alcuna corrispondenza. Non sarà possibile ricorrere alle vie legali.

Redazione Touring, concorso per i lettori, casella postale, 3024 Berna; SMS al numero 9988 (1 fr./SMS) scrivendo «Touring» e le tre risposte o su www.touring.ch. Termine d’invio: 20 gennaio 2013


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l’incontro | touring 1 | 10 gennaio 2013

«Esponiamo arte per tutti» La Fondazione Beyeler a Riehen (BS) attrae molti visitatori. Il direttore Sam Keller propone mostre speciali di tutti i più grandi artisti, da Degas a Koons passando per Hodler.

» Quali sono le caratteristiche peculiari

Vi rivolgete a dei visitatori in particolare?

Sam Keller: È un luogo in cui gli individui entrano in contatto con opere artistiche moderne di alta qualità. Ma è anche uno dei più bei musei d’Europa, che unisce in modo armonioso arte, architettura e natura. Ed offre un programma di esposizioni e manifestazioni che attira a Riehen, alle porte di Basilea, gente da tutto il mondo.

Quanto è ancora legata la Fondazione ai coniugi Beyeler?

della Fondazione Beyeler?

Ai fondatori Ernst e Hildy Beyeler stava a cuore mostrare l’arte a un ampio pubblico, per renderla accessibile a tutti. E l’obiettivo è stato raggiunto, dato che oggi la Fondazione Beyeler è il museo d’arte più visitato della Svizzera.

I Beyeler hanno donato alla Fondazione il museo costruito dal famoso architetto Renzo Piano, così come la loro collezione con opere di artisti come Monet, Van Gogh, Picasso e altri pittori moderni. Curiamo il museo rispettando lo spirito originale dei fondatori e puntiamo ad entusiasmare i visitatori con esposizioni d’alta qualità. Come riesce ad avere le collezioni di terzi?

Con molta collaborazione, ricerca e una rete di contatti mondiale. È di aiuto il fatto che godiamo di un’ottima fama internazionale, che convince da una parte gli artisti a esporre nel nostro museo e dall’altra i collezionisti e i musei a prestarci le loro opere. I preparativi per l’attuale esposizione speciale di Degas sono durati tre anni. Il valore artistico di queste tele non è praticamente assicurabile. Fino a quale somma le assicurazioni sono disposte ad arrivare?

Ci sono tele che sono assicurate per 100 milioni di franchi ed oltre, perché questo è il loro valore di mercato. La difficoltà per i musei non è tanto quella di trovare una assicurazione per le opere d’arte, quanto poterne pagare gli ingenti premi. Come vengono trasportati questi tesori dell’arte fino a Riehen? Vengono impiegate ditte di trasporto speciali?

Sì, i trasporti sono affidati a ditte specializzate. Trasportare opere d’arte così preziose è una professione. Esse ci vengono consegnate via nave, aereo e camion all’interno di casse costruite su misura, completamente isolate e climatizzate. Sino a fine gennaio si può ammirare Edgar Degas e poi Ferdinand Hodler.

Di Degas sono in mostra le famose ballerine ed i bagnanti, così come le scene di cavalli e i paesaggi. Di Hodler presentiamo i quadri di montagne, laghi, ruscelli ed esponiamo anche ritratti. I due pittori sono legati dal fatto che si sono sviluppati artisticamente nella fase matura della loro vita, nonostante che fossero già famosi ed avessero già successo. Secondo quali criteri scegliete gli artisti?

Ci chiediamo quali sono gli artisti più importanti del nostro tempo e quali il pubblico non abbia ancora visto o non abbia visto da molto tempo.

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Intervista: Christian Bützberger

Con le sue mostre alla Beyeler Sam Keller vuole toccare la sensibilità di un pubblico di ogni età.

In pillole Il 47enne Sam Keller è da cinque anni direttore della Fondazione Beyeler, prima era stato direttore della fiera d’arte internazionale Art Basel. Per lui l’arte non è solo una professione, bensì anche una passione. Sam Keller è sposato e ha un figlio. Nel tempo libero fa volentieri escursioni e va a vedere le partite del FC Basilea; www.fondationbeyeler.ch.


In esclu per i siva nost soci ri

Corso di sicurezza di sci TCS per soli CHF 30.– I corsi sono organizzati in collaborazione con la Scuola Svizzera di sci e snowboard e hanno luogo da gennaio a marzo 2013 presso le seguenti località sciistiche: • Ecole Suisse de Ski et de Snowboard Montana-Vermala • Schweizer Ski- und Snowboardschule Ybrig • Schweizer Ski- und Snowboardschule Adelboden • Schnee- und Bergsportschule Grindelwald • Ecole Suisse de Ski et de Snowboard Villars • Ecole Suisse de Ski et des Sports de Neige Les Paccots-Rathvel

• Schweizer Schneesportschule Davos • Schweizer Schneesportschule Braunwald • Ecole Suisse de Ski et de Snowboard Anzère • Scuola Svizzera di Sci e Snowboard Airolo – S. Gottardo • Schweizer Schneesportschule Lenzerheide • Schweizer Skischule Engelberg-Titlis AG

L’iscrizione va effettuata direttamente presso le scuole svizzere di sci. Il pagamento avviene sul posto. Lo skipass deve essere pagato individualmente. Per maggiori informazioni riguardo all’iscrizione e alle date dei corsi visitare il sito www.eti.tcs.ch/ski oppure chiamare il numero 0844 888 111.


H a l l e n s ta d i o n Z u r i g o

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Tagliando d'ordinazione per Art on Ice 2013 a Zurigo Ordino

biglietto(i) al prezzo speciale (soci TCS)

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CAP/Luogo

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Telefono

cat.4 88.– 78.–

cat.5 68.– 58.–

VIP-Packages Viziate voi stessi e i vostri ospiti con uno dei nostri VIP-Packages. Per maggiori informazioni www.artonice.com o Tarzis Bono (044 315 40 24).

 Data desiderata  3. 2. 2013, ore 19  Categoria desiderata  Lato frontale sud  cat. 3  cat. 4  cat. 5  Se la categoria da me scelta fosse esaurita, desidero quella  direttamente superiore oppure  direttamente inferiore

Prego far pervenire a: Art on Ice Production AG, Breitackerstrasse 2, 8702 Zollikon, fax 044 315 40 29, www.artonice.com AoI2013_Inserat_TCS_208x290mm_Januar_DFI.indd 2

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Touring 01 / 2013 italiano