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5 aprile 2012 touring 6 www.touring.ch GAA 1214 Vernier

Il giornale della mobilità

Aggressività al volante

Troppi i nervosi sulla strada 6

Crociera in Antartide

Avventura tra i ghiacci polari

Test della Chevrolet Volt 20

Un’auto elettrica molto autonoma 14

Concorso: in palio un apparecchio fotografico digitale con super zoom I treni di Stadler Rail Storia del grande successo di un’impresa svizzera 12

Le perle nascoste di Vaud Natura pura condita da vigne e cultura 25

33

Contro il sonno al volante Una Turbosiesta vi rimette in sesto per il viaggio 27


Notizie e informazioni dalla Sezione Ticino del TCS 5 aprile 2012 touring 6 www.touring.ch GAA 1214 Vernier

Il giornale della mobilitĂ 

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5 aprile 2012 | touring 6 | editoriale e sommario

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sommario primo piano 6 Aggressività al volante

Studio sulle cause e idee per calmare la situazione sulle nostre strade.

società e mobilità 11 Sistema di guida attraverso il pensiero

Collaborazione del Politecnico di Losanna con i costruttori d’auto.

Appello per più calma nel traffico

L’allievo conducente non può guidare all’estero. 12 Azienda svizzera di veicoli ferroviari

Visita alla Stadler Rail a Bussnang che esporta nel mondo intero.

test e tecnica 14 Test della Chevrolet Volt

Valutato dai nostri esperti il modello eletto «auto dell’anno 2012». 19 Airbag per pedoni

Anteprima mondiale sulla Volvo V40. Prove e novità 18 Peugeot 208 19 Subaru BRZ

20 Emozioni in Antartide

Una crociera indimenticabile tra balene, foche e muri di ghiaccio. 25 Il lato nascosto del Canton Vaud

Immersi in una riserva naturale, poi gita all’abbazia e alle cantine vinicole.

club e soci 27 Turbosiesta per ritrovare la forma

Quando si è stanchi al volante occorre concedersi un pisolino. 29 Stagione ciclistica

Con l’arrivo del bel tempo via anche ai Brevetti TCS e agli SlowUp. 29 Mobilità degli anziani

In maggio un forum per discuterne. 31 Crociera nel Mediterraneo occidentale

Super offerta per chi prenota subito. 34 l’incontro

Matthias Amsler, l’apprendista artigiano girovago. 31 prezzi e contatti TCS 33 forum, il concorso, impressum

Nuovo gilet del TCS per scolari ciclisti

Stephan Kneubühl

Perché il comportamento nella circolazione stradale è caratterizzato sempre di più dall’aggressività? Le precedenze vengono disattese, le norme della circolazione violate e ci si fa largo come scalmanati. E se si fa finta di niente, si viene spesso fatti oggetto di gestacci osceni. Diversi esperti tentano di cercare il motivo che sta alla base dei comportamenti aggressivi. Qualcuno ha spiegato che molti automobilisti pensano di essere dei re e fanno fatica ad accettare che qualcun altro possa mettersi loro di traverso sulla strada. A quanto pare, un ruolo l’ha anche il clima. Ad esempio, molti cambiano modo di comportarsi durante i temporali. Durante un viaggio nei paesi asiatici ci si rende, invece, conto di come la situazione potrebbe essere diversa. Là tutto avviene in modo molto più calmo, ognuno fa attenzione all’altro, sebbene spesso ci si apra la strada a colpi di clacson. Tutto sembra scorrere in maniera ordinata. Da noi, invece, ho la sensazione che si stia peggiorando di continuo. Eppure bisognerebbe prima far pulizia sulla soglia di casa propria. Un rimedio? Invece di arrabbiarsi, si respiri profondamente per tre volte, si pensi a qualcosa di bello e poi ci si concentri di nuovo subito sul traffico. Provate anche voi, potrebbe contribuire a farvi ritrovare la serenità. Felix Maurhofer, caporedattore

11 Il consulente

viaggi e tempo libero

Foto di copertina Crociere Hapag-Lloyd

Il TCS ha iniziato a distribuire gratuitamente nelle scuole della Svizzera i suoi nuovi gilet riflettenti per i ciclisti d’età compresa tra 10 e 13 anni. I gilet di sicurezza gialli, che rispettano le norme europee, sono indossati durante le esercitazioni sulla strada con gli istruttori del traffico e durante eventuali escursioni di classe in bicicletta con gli insegnanti.


6

primo piano | touring 6 | 5 aprile 2012

Ormai è un fatto accertato: sulle nostre strade sempre più gente perde totalmente i nervi.

Quando la strada dà sui nervi Uno studio commissionato dall’Ufficio federale delle strade tratta la crescente aggressività al volante e abbozza delle idee per disinnescare situazioni delicate e rasserenare il traffico.


5 aprile 2012 | touring 6 | primo piano

7

› Come si constata quotidianamente, l’ag-

gressività investe l’asfalto e impregna sempre di più i rapporti tra i differenti utenti della strada. Basta la minima contrarietà per provocare reazioni estreme: se un tale rallenta per cercare la via oppure esita ad un incrocio, risuonano immediatamente i colpi di clacson, corredati da gestacci poco garbati. Spinti dalla fretta, molti automobilisti attraversano i quartieri residenziali a velocità eccessiva, tallonano il veicolo che li precede in autostrada o insultano gli operai che lavorano sui cantieri. Questo clima elettrico è al centro di un recente studio realizzato dall’Ufficio federale delle strade – una prima del genere in Svizzera – che tenta di censire le cause di questo complesso fenomeno. Pragmatici, gli autori hanno soprattutto volto la loro attenzione alle infrastrutture stradali, un fattore modificabile facilmente, contrariamente al fattore umano, che non si può cambiare senza sforzi a lungo termine, vale a dire con un lavoro terapeutico per comprendere ciò che spinge una persona ad uscire dai gangheri.

Un cantiere senza lavoratori suscita una forte irritazione.

Atto provocatorio | Principali cause delIn una rotonda a più corsie bisogna possedere nervi saldi.

foto PantherMedia, Keystone, Laif

Le strutture per rallentare provocano l’ira degli automobilisti.

l’aggressività al volante, ingorghi e rallentamenti sono provocati da problemi d’infrastruttura. Può trattarsi di un semaforo che resta rosso troppo a lungo, di un cantiere sul quale nessuno lavora oppure del frenetico alternarsi di differenti limiti di velocità in autostrada; o anche, nelle aree urbane, di fioriere che restringono la carreggiata oppure di una segnaletica complicata: «A volte queste diverse situazioni sono percepite come una provocazione», aggiunge Anne Eckhardt, tra gli autori dello studio intitolato «L’aggressività al volante». «Quando ci si ritrova intrappolati in colonna all’altezza di un cantiere autostradale dove nessuno lavora, si vorrebbe sapere il perché di tale situazione. Altrimenti, il sentimento di arbitrarietà genera contrarietà e nervosismo». Allo scopo di disinnescare l’aggressività, Anne Eckhardt raccomanda quindi una migliore informazione agli automobilisti, «perché quando ne conosce il motivo, la gente accetta meglio gli ingorghi. È altrettanto importante annunciare la presenza di un cantiere diversi chilometri prima. Ciò darà agli automobilisti la possibilità di modificare il proprio itinerario in modo da evitare il settore critico, annullando in tal modo la continua a pagina 9


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5 aprile 2012 | touring 6 | primo piano

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continua da pagina 7

Eckhardt. Altro fattore di aggressività non indifferente è un limite di velocità drastico su una strada cantonale ampia e rettilinea. Infatti, mentre la configurazione generale delle strade incita ad accelerare, si esige di ridurre la velocità, ciò che suscita incomprensione e stizza. «Bisogna sforzarsi di evitare ogni tipo d’infrastruttura in contraddizione con l’ambiente circostante», osserva Anne Eckhardt.

Rallentamenti snervanti | Per quanto

Pacificare il traffico | Dietro queste osser-

riguarda le costruzioni per moderare la velocità che fioriscono in città, anch’esse suscitano la frustrazione degli utenti. Quando l’incrocio tra due veicoli è reso difficile da blocchi di cemento disposti ai lati o da fioriere, è quasi un senso di provocazione quello che invade i conducenti: «Questi allestimenti che hanno l’unica funzione di rallentare possono snervare la gente», indica Anne

vazioni emerge la nozione chiave di strada «che si spiega da sé», vale a dire una strada semplice e leggibile, anche per le persone senza familiarità con i luoghi, che rinuncia ad una regolamentazione eccessiva pur offrendo chiari orientamenti e corrispondendo alle norme di velocità: «Se si mette in pratica questo concetto, si evitano gli allestimenti percepiti come delle provocazioni», sotto-

RDB/Sobli/René Kälin

sgradevole sensazione di esservi stati costretti contro la propria volontà». Anche in città, strutture stradali confuse possono innescare l’aggressività. Per esempio una rotonda a varie corsie: quanti automobilisti esitano davanti al corridoio da percorrere e seguono traiettorie casuali, suscettibili di sfiorare pericolosamente gli altri veicoli? Idem nel caso di una segnaletica sovrabbondante o disordinata. I conducenti devono cercare la direzione giusta, fare attenzione ai pedoni, evitare di tagliare la strada ad altri utenti, vale a dire compiere contemporaneamente una moltitudine di compiti molto esigenti: «Una segnaletica che manca di chiarezza comporta in particolare dei conflitti tra abitanti locali e persone che non hanno familiarità con i luoghi – commenta Anne Eckhardt –. Questi ultimi guidano lentamente per non commettere errori, mentre i primi mordono il freno». Si ritrova un conflitto analogo sulle strade di montagna o anche su quelle panoramiche, dove s’incrociano turisti che ammirano il paesaggio e pendolari: «Sarebbe meglio allestire delle aree di sgombero sul bordo per rendere possibili i sorpassi – sottolinea ancora Anne Eckhardt –. Bisognerebbe anche segnalare queste aree in precedenza, poiché il fatto di ignorare quando si potrà sorpassare genera aggressività».

Davanti a una segnaletica pasticciata si tende a perdere la calma.

linea Anne Eckhardt. Che auspica in particolare l’applicazione di questo principio nelle zone 30 km/h, attraversate a velocità eccessiva da molti veicoli: «Ovviamente si può migliorare la segnaletica, ma è preferibile costruire sin dall’inizio la strada in modo da non poter superare i 30 km/h». Applicato in Olanda, il concetto di strada «che si spiega da sé» è noto anche in Svizzera, ma ancora poco messo in pratica: «Raccomando agli ingegneri edili di costruire le strade secondo questo modello, poiché permette di ridurre l’aggressività». Di fronte a questa affermazione, la palla è ora nel campo degli ingegneri (cfr. riquadro).

Jacques-Olivier Pidoux Info Touring Lo studio «L’aggressività al volante» può essere ordinato all’Associazione svizzera dei professionisti della strada e dei trasporti (VSS), Sihlquai 255, 8005 Zurigo, tel. 044 269 40 20, info@vss.ch.

Gli ingegneri devono aggiornarsi » Per ridurre l’aggressività al volante s’incoraggia

la costruzione di strade «che si spiegano da sé». Vi sembra una soluzione pertinente? Christian Ary Huber: Sì. È una nozione che ci sforziamo di promuovere negli ambienti della costruzione stradale, perché contribuisce al miglioramento generale della sicurezza. Lavoriamo da vari anni in questo senso. Gli ingegneri seguono questo concetto? Non abbastanza, perché il concetto non è ancora definito interamente. Fatto salvo qualche ufficio specializzato, bisogna ammettere che la maggior parte degli ingegneri non conoscono ancora i dettagli. Per quali ragioni? Manchiamo ancora di direttive ufficiali chiare sul modo di applicare questo concetto di strada «che si spiega da sé». Fortunatamente, la Confederazione sta pubblicando un manuale di prescri-

zioni e ordinanze che colmerà questa lacuna. D’altra parte in seno all’Associazione svizzera dei professionisti della strada e dei trasporti (VSS), attualmente un gruppo di lavoro si occupa dello stesso tema. Queste due iniziative daranno degli strumenti concreti agli ingegneri cantonali e comunali e ci permetteranno di progredire in questo senso. Quali sono i Paesi dai quali potremmo prendere esempio? I Paesi scandinavi, la Germania, la Gran Bretagna. Comunque la Svizzera figura tra i leader in questo campo. Intervista: Jacques-Olivier Pidoux

«

Christian Ary Huber, capo del servizio tecnico circolazione dell’Ufficio svizzero prevenzione infortuni.


12 Ressort

touring 13

9. August 2007

Trekking ghiacciai del Monte Rosa

Con gioia e volontà sulla vetta di un Quattromila. Un’esperienza tutt’altro che impossibile, grazie all’assistenza di un’esperta guida alpina. Lo scenario che circonda Saas Fee è invitante, imperdibile per un fine settimana ricco di emozioni.

Realizzate con noi la vostra scalata da sogno! Il nostro magnifico trekking tra i ghiacciai del maestoso Massiccio del Monte Rosa, che culmina con l’ascensione del Breithorn a 4164 m.

Sabato: Saas Fee–funivia Felskinn–capanna Britannia Accoglienza e informazioni da parte della guida alpina. La marcia di acclimatamento ci porta sul ghiacciaio di Fee. Nel cuore delle imponenti montagne vallesane ci esercitiamo a camminare con i ramponi, a usare la piccozza e a camminare in cordata. Ceniamo in compagnia, facendo il pieno di energia per la successiva, avvincente giornata. Domenica: capanna Britannia–Allalin 4027 m–Saas Fee Con la funicolare andiamo da Felskinn a Mittelallalin. Attraversiamo il ghiacciaio di Fee e ci abituiamo all’altitudine. Sul punto più alto assaporiamo la favolosa sensazione di essere su un Quattromila e ammiriamo l’incredibile panorama. Si scende a piedi fino alla stazione di Mittelallalin, dove riprendiamo la funicolare che ci riporta nei verdi prati della valle di Saas.

1° giorno: Zermatt–Rotenboden–capanna del Monte Rosa Arrivo individuale. Salita con treno Gornergrat al Rotenboden. Trekking fino al ghiacciaio del Gorner. Ascesa alla capanna del Monte Rosa. 2° giorno: capanna del Monte Rosa–ghiacciaio del Gorner–Zermatt Dalla capanna del Monte Rosa fino all’imponente ghiacciaio del Gorner. Proseguimento verso Furi e ritorno a Zermatt. Aperitivo di benvenuto. 3° giorno: Zermatt–ghiacciaio del Furgg–capanna Gandegg Con il Matterhorn-Express fino allo Schwarzsee. Salita all’Hirli e al ghiacciaio del Furgg. Traversata del ghiacciaio Theodul fino alla capanna Gandegg. 4° giorno: capanna Gandegg–Piccolo Cervino–Zermatt Funivia fino alla stazione del Piccolo Cervino. Traversata del plateau Breithorn fino al punto più alto. Discesa e funivia fino a Zermatt.

Requisiti: Per escursionisti dal passo sicuro che hanno già esperienza con ramponi e piccozza. Le marce si snodano su terreni moderatamente pendenti tra rocce e ghiaccio. I tempi di percorrenza sono di circa 2–5 ore.

Requisiti: per escursionisti dal passo sicuro. La salita alla capanna del Monte Rosa prevede un passaggio sul ghiacciaio contrassegnato in bianco/blu/bianco e un breve passaggio ripido attraverso una scala. I tempi di percorrenza sono di circa 3–7 ore.

Prestazioni: Pernottamento in mezza pensione nella capanna CAS; guida alpina e spese, materiale a noleggio, drink di benvenuto. Non sono compresi i trasporti e la tassa della capanna per non soci CAS di CHF 12.- a notte.

Prestazioni: 3 pernottamenti in mezza pensione (2�capanna, 1�hotel); guida alpina e spese, materiale a noleggio; drink di benvenuto. Non sono compresi i trasporti (impianti ca. CHF 130.–, con abbonamento metà prezzo ca. CHF 65.–); supplemento capanna per non soci CAS CHF 17.–.

Prezzo speciale Touring Weekend Event Allalinhorn: CHF 495.–

Prezzo speciale Touring Event trekking Monte Rosa: CHF 945.–

Tagliando d’iscrizione Mi iscrivo per la seguente data: Touring Weekend Event Allalinhorn o su: www.bergschule-uri.ch/tcsallalin � 7/8.07 � 28/29.07 � 18/19.08 � 8/9.09

Safety in adventures

Allalinhorn 4027 m per principianti

S

Touring Event Trekking ghiacciai Monte Rosa o su: www.bergschule-uri.ch/tcsmonterosa � 21–24.06 � 5–8.07 � 16–19.07 � 02–05.08 � 13–16.08 � 27–30.08 � 6–9.09 � 13–16.09 Cognome

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5 aprile 2012 | touring 6 | società e mobilità

L’automobile che legge il pensiero

il consulente Urs-Peter Inderbitzin

La scuola guida all’estero non è ammessa

Il costruttore automobilistico nipponico Nissan lavora alla realizzazione di un sistema di guida tramite il pensiero, in collaborazione con il Politecnico di Losanna.

› Guidare un’automobile per mezzo degli

impulsi elettrici del cervello è l’obiettivo di una squadra di ricercatori della Scuola Politecnica federale di Losanna (EPFL) e di Nissan. Il progetto non ha nulla di utopico, poiché oggi è già possibile dirigere una sedia a rotelle tramite il pensiero. Per applicare alle auto questa tecnologia avanzata bisogna adattare al conducente del futuro i sistemi elettronici che interagiscono tra cervello e macchina. Per questo scopo Nissan ha inviato uno dei suoi migliori ingegneri a Losanna, Lucian Gheorghe: «In seguito alla nostra collaborazione con l’EPFL penso che troveremo delle soluzioni ingegneristiche e progrediremo con il nostro progetto, che è di rendere la mobilità meglio accessibile a tutti».

a destra se il conducente prevede di farlo, sorpassare o cambiare di corsia. L’automobile, dunque, si preparerà alla manovra scegliendo la velocità adeguata e posizionandosi correttamente sulla carreggiata. Da questa prodezza tecnologica ci si attende, soprattutto, un miglioramento sensibile della sicurezza stradale. Per Nissan il progetto s’inscrive in un ambizioso piano di sviluppo dei sistemi di sicurezza avanzati, battezzato «Nissan Power 88». tg

Peugeot e la Svizzera Nissan non è l’unico costruttore automobilistico a collaborare con l’EPFL. Anche Peugeot è presente sul terreno attraverso una cellula per l’innovazione mirante a «nutrire la visione a lungo termine dei nostri prodotti e servizi». Il gruppo francese s’interessa da vicino alle ricerche condotte a Losanna nei settori dei materiali compositi leggeri e resistenti, della robotica, degli aiuti alla guida e dei carburanti alternativi. Ne trae utili sinergie per anticipare il progresso tecnologico. jop

Alain Herzog/EPFL

Anticipare le manovre | Per la Nissan Lucian Gheorghe elabora sistemi di assistenza alla guida e prova a decriptare i modelli di pensiero che giocano un ruolo durante la guida: «L’analisi delle onde cerebrali mi ha aiutato a capire il compito del conducente, allo scopo di ridurne lo stress», precisa. Quando il sistema sarà messo a punto, la vettura avrà la facoltà di anticipare le manovre, come per esempio svoltare

Questo simulatore permette di analizzare l’attività cerebrale di una persona al volante.

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È primavera, cabriolet e motociclette escono dai garage. Si pianificano scampagnate durante i finesettimana, anche all’estero. L’occasione per gli allievi conducenti per guidare il veicolo del papà durante l’uscita in famiglia. Con i passi alpini ancora chiusi, anche i gruppi di motociclisti attraversano volentieri la frontiera, insieme a conducenti in formazione. Attenzione però: la guida da parte di allievi conducenti all’estero è consentita? È possibile viaggiare con la «L» incollata sul retro del veicolo in Alsazia o in Algovia, in Tirolo, in Lombardia o nel Giura francese? No, perché la patente di allievo conducente secondo il diritto internazionale non è una vera patente. È valida soltanto in Svizzera. All’estero per un allievo conducente di principio non è possibile guidare. Un fatto confermato anche dalla Convenzione sulla circolazione stradale, o Convenzione di Vienna, in vigore dopo la ratifica da parte della Svizzera nel 1992. Essa prescrive infatti che non vi sia alcun obbligo da parte di altri Paesi circa il riconoscimento delle licenze di guida estere per allievi conducenti. Tuttavia gli altri Stati sono liberi di riconoscere la patente per allievo conducenti svizzera, nell’ambito delle prescrizioni nazionali vigenti in loco. Chi desidera viaggiare all’estero munito di una licenza per allievo conducente e vuole andare sul sicuro, farà quindi bene ad informarsi prima presso le autorità straniere competenti oppure al momento di attraversare il confine. Finora, nei Paesi confinanti questo riconoscimento tuttavia non esiste. Chi, nonostante il divieto, si avventura alla guida di un veicolo con una patente per allievo conducente rischia come minimo una sanziona per guida senza una patente valida. In caso d’incidente, inoltre, si perde la copertura assicurativa ed in ogni caso la compagnia d’assicurazione farà regresso sull’assicurato.

L’autore è giornalista giudiziario accreditato presso il Tribunale federale.


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società e mobilità | touring 6 | 5 aprile 2012

Il fenomeno Stadler Rail Dal 1989 l’ultima azienda privata svizzera di veicoli ferroviari ha registrato un’ascesa spettacolare. Visita al sito di produzione turgoviese di Bussnang.

› Schindler Waggon, FFA Altenrhein, SLM

di Winterthur: tutte ditte di punta dell’industria ferroviaria svizzera ormai scomparse dal mercato. Accanto ai grandi gruppi internazionali e alle fabbriche di aziende ferroviarie si trova ancora l’ultima società indipendente: Stadler Rail.

Attualmente nella sede principale di Bussnang lavorano ben 1600 persone. Il gruppo, che conta complessivamente 4500 dipendenti ed è diretto dall’energico imprenditore e uomo politico, può fregiarsi di un fatturato consolidato di 2,4 miliardi di franchi.

Da 18 a 4500 | In barba agli uccelli del

Dal Nord all’Est | Per tastare con mano

malaugurio, questa azienda svizzera costruttrice di veicoli ferroviari ce l’ha fatta a decollare sul mercato internazionale. Il salto di qualità è avvenuto nel 1989 con l’acquisizione della piccola impresa di 18 dipendenti, fondata nel 1942 a Zurigo, da parte dell’allora solo 29enne, ex giocatore professionista di hockey su ghiaccio, Peter Spuhler, oggi consigliere nazionale.

questo successo basta una visita alla sede centrale di Bussnang, nel Canton Turgovia. Nell’enorme fabbrica a più piani sono allineate composizioni di treni Stadler e veicoli ferroviari che documentano al meglio la gamma dei prodotti della società: attualmente dominanti sono le composizioni Flirt per le ferrovie statali norvegesi, ne sono state ordinate almeno 50 unità, molte delle

quali sono già state fornite. Recentemente un Flirt (l’acronimo Flirt sta per Fast Light Innovative Regional Train) nuovo fiammante ha subito un incidente durante un viaggio di prova in Norvegia a causa della velocità eccessiva. Ma per un prodotto Stadler si tratta di un fatto eccezionale: di queste composizioni a pianale ribassato, che si contraddistinguono per le casse in materiale leggero, sinora ne sono state prodotte 718 unità per 15 Paesi e tutte funzionano in modo impeccabile. Oltre ai treni norvegesi si può osservare una composizione simile per la Bielorussia. In un altro capannone si sta completando un’automotrice articolata (GTW) per il traffico periferico attorno a Dallas, in Texas. È proprio con la GTW che Stadler negli anni


5 aprile 2012 | touring 6 | società e mobilità

Novanta è riuscito a sfondare sul mercato: «A quei tempi si trattava di un treno low cost, costruito in alluminio leggero e non in acciaio pesante: una vera e propria innovazione», spiega con malcelato orgoglio il portavoce del gruppo Tim Büchele durante la visita. Da allora ad oggi sono state fornite 553 GTW in dieci Paesi. A proposito di alluminio: negli enormi padiglioni ve ne sono accatastati innumerevoli pezzi, piccoli e grandi, che vengono prodotti nella fonderia di alluminio Constellium di Chippis, nel Canton Vallese. Gli specialisti assemblano questi pezzi sino a formare una cassa che viene poi montata su un carrello. La produzione viene effettuata nella fabbrica di Stadler Winterthur. I motori provengono dalla ditta TSA di Vienna. Ma torniamo ancora nei capannoni di montaggio, da dove i treni vengono portati, perlopiù sulle rotaie, sino ai clienti. Qui si trovano anche tram dall’aspetto futuristico, che Stadler in Svizzera fornisce all’azienda dei trasporti pubblici ginevrina TPG (Transports publics genevois) e a quel-

Massima attività nella fabbrica Stadler a Bussnang, dove vengono montati i treni Flirt per la Norvegia.

foto Hansueli Trachsel

Quattro divisioni Il Gruppo Stadler Rail è costituito da quattro divisioni: quella svizzera è distribuita nei siti produttivi di Bussnang, Altenrhein, Winterthur e Bienne (2750 dipendenti). Stadler Germania occupa a Berlino quasi 1000 persone. La divisione Europa Centrale è presente in Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca (700). Un ruolo importante è svolto dalla Divisione Service (100) con filiali in Ungheria, Algeria, Alto Adige e Austria, dove circolano molti treni Stadler e viene pure effettuata la manutenzione, in modo da migliorarne ancora l’affidabilità. Informazioni: www.stadlerrail.com. hwm

Una ruota della più potente locomotiva a cremagliera del mondo in Brasile.

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la basilese BLT (Baselland Transport AG). Anche queste composizioni vengono prodotte a Bussnang, mentre gli esemplari destinati all’estero vengono prodotti nelle fabbriche Stadler a Berlino. Attualmente a Bussnang viene fabbricata la più potente locomotiva a cremagliera del mondo per una ferrovia brasiliana che trasporta minerale di ferro. La ditta Stadler è specializzata non solo in slanciati treni regionali, bensì a livello mondiale ha voce in capitolo anche nella produzione di treni a cremagliera. Oltre a ciò, Stadler fornisce convogli su misura a clienti svizzeri ed esteri. Da non dimenticare la fabbrica di Altenrhein, annessa al gruppo nel 1997, che ora impiega 750 dipendenti. Qui si producono numerose composizioni per treni a due piani, un settore in cui si è confrontati con un’accanita concorrenza internazionale.

Il franco forte | Il fatto che il registro delle ordinazioni sia pieno e che Stadler riesca ad imporsi anche all’estero dipende dalla sua qualità e affidabilità nonché dal servizio offerto. Ma anche dalla struttura del gruppo: i processi decisionali sono veloci perché il titolare Peter Spuhler, che riveste anche il ruolo di presidente del consiglio di amministrazione, può reagire in tempi brevi. In più il patron si è attorniato di consiglieri di amministrazione di alto livello, come il CEO di Lufthansa Christoph Franz, ex CEO di Swiss e manager delle ferrovie federali tedesche (DB). Oggi Stadler esporta in media il 70% dei suoi prodotti all’estero. Sino al 2010 la creazione di valore aggiunto è stata registrata per l’80% in Svizzera. A causa del franco forte, però oggi è scesa al 70%: la quota d’acquisto nella zona euro ha dovuto essere aumentata dal 20% al 30% del valore aggiunto. Una misura che è stata di certo presa a malincuore dal politico dell’UDC Peter Spuhler. Heinz W. Müller

Componenti d’alluminio destinate alla costruzione di un vagone ferroviario.


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test e tecnica | touring 6 | 5 aprile 2012

Auto ecologica rinnovata Prima auto a prolungatore d’autonomia, la Chevrolet Volt bandisce il timore esistenziale di restare a secco con una vettura elettrica, attraversando comunque i grandi spazi. trica negli agglomerati e disporre di un’autonomia simile a quella di una berlina convenzionale: la Chevrolet Volt realizza quest’impresa associando motori elettrici e termici. Promossa «Auto dell’anno 2012», è mossa permanentemente dal motore elettrico, mentre quello termico di 1,4 litri fa girare un generatore che alimenta un motore elettrico da 150 CV. Quella che si chiama auto ad autonomia estesa. Inoltre la Volt punta sul «plug in»: infatti la sua batteria agli ioni di litio è ricaricabile tramite la rete elettrica e promette un’autonomia elettrica massima di 80 km. Nella pratica, questa gemella dell’Opel Ampera mantiene le sue promesse, anche se le sensazioni di guida non sono certo sconvolgenti. Questa berlina molto ben equipaggiata è soprattutto proposta ad un prezzo abbordabile. Tanto da fare invidia alla maggior parte dei modelli elettrici, ma anche ibridi.

Ambiente di circostanza | Lunga 4,50 m, questa berlina di classe media ha una linea piacevole che concilia aerodinamicità e tratti atletici. Senza apparire un vascello spaziale, l’abitacolo esprime la particolarità del veicolo e si fregia di una profusione di decorazioni bianche laccate che si sposano armoniosamente con la selleria in pelle. L’ambiente tuttavia muta in quello di una vettura di terzo tipo dal momento in cui si preme il contatto di colore blu ghiaccio. Il conducente si trova davanti uno schermo configurabile, al posto degli usuali indicatori. Vi appaiono informazioni quali la velocità, lo stato di carica della batteria o l’autonomia globale. Passato un momento di sorpresa, la guida della Volt diventa di estrema semplicità. Si aziona la manopola del cambio a planetari, comparabile ad una trasmissione automatica, e via. Se temperatura e carica sono in ordine, la Volt parte nell’assoluto silenzio e

con la proverbiale morbidezza delle vetture elettriche. Se così non è, un ronzio proveniente dal cofano segnala che il 4 cilindri è in funzione. Il conducente dispone di 4 modi di guida (Normal, Sport, Mountain e Hold). In partenza si attiva il modo «Normal», che è impostato per ridurre i consumi, mentre il programma «Hold» attiva il prolungatore di autonomia per preservare la batteria.

Auto dai due volti | Nell’uso, la Volt presenta due volti. Con l’apporto dei soli motori elettrici, troviamo le sensazioni brillanti e la coppia immediata di un’elettrica, sia nella guida urbana sia in autostrada. E se ne apprezza anche il funzionamento nel silenzio quasi totale. L’ambiente cambia appena entra in funzione il motore termico. Sull’autostrada, il rumore rimane moderato, ma tende a diventare assordante appena si preme l’acceleratore. Soprattutto, però, il motore 1,4 l presenta sovente un ritardo rispetto alle accelerazioni fornite da quello elettrico: ne deriva la

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Più o meno

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› Viaggiare serenamente in modalità elet-

Vettura a propulsione elettrica con ampia autonomia, consumi ridotti di benzina possibili, prestazioni e accelerazioni spontanee, ricco equipaggiamento di comfort e sicurezza, buona insonorizzazione, stile futuristico. Lunga durata di ricarica (rete 10 A), sterzo inconsistente, peso elevato, spazio dietro limitato, visibilità non ideale, comandi che richiedono tempo per abituarsi, copribagagliaio leggero, costi di manutenzione.

Tecnica e costi Chevrolet Volt Prezzo (fr.) Cilindrata (cc) Potenza (kW/CV) Coppia massima (Nm/min) Consumo (l/100 km) Rumore int. 120 km/h (dBA) Costi al chilometro (fr./km)3 Costi di manutenzione4

50 490.– 1398 111/150 370/0 1,4 A2 69 0,84 11333

dati secondo l’importatore efficienza energetica secondo l’importatore costi di manutenzione per km (15 000 km/anno) 4 su 180 000 km (15 000 km/anno) 1 2 3


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La Chevrolet concilia armoniosamente aerodinamicità e forme fluide. Lo spoiler anteriore molto basso (plastica tenera) tende a toccare la carreggiata.

Il prolungatore d’autonomia La Chevrolet Volt innova ricorrendo a due motori elettrici, una trasmissione epicicloidale e un motore a benzina montati in linea. Le ruote sono mosse unicamente dal motore elettrico di trazione (150 CV, 370 Nm). Mano a mano che la velocità aumenta, il secondo motore elettrico/generatore interviene. In modalità di autonomia prolungata, è alimentato dal motore 1,4 l benzina. Il generatore e la batteria alimentano il motore di trazione. A forma di T (v. foto), quest’ultima è dissimulata sotto la consolle centrale. Pesa 198 kg e contiene 288 cellule a parallelepipedo termoregolate. Schermo tattile e pulsanti touch occupano la consolle.


C

Chez nous en France…

La Vallée de la Cèze

Avignone

Nîmes B

Les Baux de Provence

Arles

Aix-en-Provence

Tre albergatori svizzeri vi presentano la loro patria d’elezione nel Sud della Francia. In tre diverse, allettanti mete turistiche i tre boutique hotel esprimono la più cordiale ospitalità elvetica unita al tipico «savoir vivre» francese. La Camargue

Les-Saintes-Maries-de-la-Mer

�A

Les Alpilles

Les Baux de Provence

A

Les-Saintes-Mariesde-la-Mer

20 km

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Marsiglia

Le Gard La Vallée de la Cèze Château de Montcaud

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Hotel L’Estelle in Camargue

Benvengudo Charming Hotel

Relax a bordo piscina o sulla spiaggia, sport, cultura e gastronomia: il boutique hotel sul laghetto naturale privato dista poche centinaia di metri dal mare. Un luogo incantevole dove vivere in modo del tutto personale la romantica Camargue, terra di fenicotteri, cavalli e tori, un vero paradiso per gli amanti della natura.

Benvenuti nel cuore della Provenza – nelle «Alpilles»! Les Baux è certamente uno dei più bei villaggi della Francia – in posizione centrale su un pittoresco altopiano roccioso. Il Benvengudo – una dimora famigliare provenzale del XVIII secolo – è il luogo ideale da dove partire alla scoperta della cultura della Provenza.

La vista della tenuta del Second Empire nel giardino botanico di cinque ettari – al centro dei vigneti della Valle del Rodano – è semplicemente mozzafiato. Le città di Avignone, Uzès, Orange, il Pont-du-Gard e le gole dell’Ardèche sono a pochi minuti di auto.

L’Estelle en Camargue in camera doppia Jardin EUR 395.– in camera doppia Marais EUR 445.– sovrapprezzo alta stagione EUR 30.–

Benvengudo Hotel in camera doppia Jardin EUR 252.– in camera doppia Bastide EUR 326.– sovrapprezzo alta stagione EUR 34.–

Château de Montcaud in camera doppia standard EUR 470.– in camera doppia superiore EUR 620.– sovrapprezzo alta stagione EUR 40.–

L’offerta • 3 notti in camera doppia nell’hotel di vostra scelta, buffet della prima colazione compreso • drink di benvenuto = degustazione di vini locali • una cena gourmet preparata dall’eccellente cucina dell’hotel • libero accesso a piscina, parchi dell’hotel, campi bocce e tennis Stagione: aprile, maggio, giugno, settembre, ottobre, novembre 2012, alta stagione: luglio, agosto 2012 Prezzi per persona in camera doppia, camere singole o altre categorie di camere su richiesta. Il nostro consiglio: rivolgetevi alle nostre competenti consulenti di viaggio che allestiranno la vostra «crociera» individuale nel Sud della Francia e vi elargiranno preziosi consigli di viaggio. Alla prenotazione di due o tre hotel di «Private Séléction Hotels» en France vi regaliamo le cartine stradali e una documentazione dettagliata sulla Provenza.

Per informazioni e prenotazioni: Private Selection Hotels Tel. 041 368 10 05 – info@privateselection.ch – www.privateselection.ch


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Scheda tecnica 144 cm

m 4c –8 61

passo 268 cm

� �

cm 14 –1 90 �

97 cm

104 cm

lungh. 450 cm (larg. 179 cm)

larghezza interna: ant. 148 cm, post. 143 cm bagagliaio: 300–1000 litri pneumatici: 215/55 R 17, min. 205/60 R 16

VEICOLO PROVATO Chevrolet Volt; 5 porte, 4 posti; 50 490 fr. (auto del test: 54 890 fr.) Opzioni: vernice metallizzata (850 fr.), telecamera di retromarcia con sensori di parcheggio (1000 fr.), navigatore e sistema audio Bose (2500 fr.) Garanzia: 3 anni di fabbrica, 8 anni/160 000 km sulle componenti elettriche e sulla batteria, 3 anni d’assistenza; antiruggine: 6 anni Importatore: Chevrolet Suisse SA, 8152 Glattpark, www.chevrolet.ch DATI TECNICI Motore: elettrico, 111 kW/150 CV, batteria agli ioni di litio; prolungatore d’autonomia: 4 cilindri benzina, 86 CV; trazione anteriore, cambio a planetari (automatico) Peso: 1805 kg (auto test), totale ammissibile 2000 kg, carico rimorchiabile –

strana sensazione di essere sconnessi dalla realtà, soprattutto se ci si impegna in una guida dinamica. Se non si percepiscono affatto le accelerazioni, un colpo d’occhio al display dimostra tuttavia che la Chevrolet Volt, automobile più di ragione che di passione, accelera prontamente. Pesante, senza concedere troppo sottosterzo, ha un comportamento rassicurante. Unico neo: lo sterzo iper assistito cancella ogni sensazione al volante. Ciò detto, questa vettura ecologica, tutto sommato gradevole da guidare, non punta di certo sulle prestazioni. Tanto più che ad andatura elevata, l’autonomia della batteria cala rapidamente. Nell’uso quotidiano, quest’ultima è stata di circa 50 chilometri. Sufficiente dunque per fare i tragitti urbani

in modalità elettrica. In questo occorre ricordare che la Chevrolet Volt eccelle. Per ricaricarla, è sufficiente estrarre un cavo alloggiato sotto il pianale e collegarlo alla rete. La ricarica completa richiede 5 ore e mezzo. Alla fine del test, i consumi di benzina ammontavano a 3,6 l/100 km e quelli di elettricità a 125 Wh/km. Quanto all’autonomia globale, superava i 600 km. Un bel bilancio che si può migliorare seguendo le indicazioni fornite dai due schermi di controllo. Questa Chevrolet Volt altamente tecnologica non incontra grandi contrarietà, ad eccezione dell’alloggiamento della batteria che riduce lo spazio posteriore a due soli posti individuali. Limitato a 300 litri, il volume del bagagliaio è buono. Così come il prezzo. I costi di manutenzione sono però elevati. Marc-Olivier Herren

Dietro vi sono due sedili con schienali ribaltabili, che permettono di triplicare il volume del vano bagagli. Dotata d’illuminazione, la presa di ricarica si trova sul parafango anteriore.

Check-up TCS DINAMICA DI COMPORTAMENTO Prestazioni (0–100 km/h): 9,8 s Elasticità: 60–100 km/h (in posizione D) 5,6 s 80–120 km/h (in posizione D) 7,2 s Diametro di sterzata: 11,5 m Insonorizzazione: 60 km/h: 59 dBA 11113 120 km/h: 69 dBA 11113 SICUREZZA Frenata (100–0 km/h): 38,3 m Visibilità circolare Equipaggiamento

11113 11133 11111

COSTI DEI SERVIZI manutenzione (km/mese) ore

mano d’opera (fr.)

15 000/12 0,8 116.– 30 000/24 1,9 268.– Manutenzione per 180 000 km: 15 000 km/anno 22,3 6293.– COSTI D’ESERCIZIO km/anno

ct./km

fr./mese fissi variabili

15 000 30 000

84 56

710.– 710.–

345.– 691.–

Chevrolet Volt in dettaglio

Tariffa oraria per il calcolo TCS: 145 fr. (UFS), agenzie Chevrolet da 105 a 175 franchi

CONSUMO AL BANCO DI PROVA (EC R1 01) urbano

extra urbano

TCS — — fabbrica — — Consumo d’elettricità (misurazione TCS) Emissioni di CO2: Media svizzera di CO2: etichettaEnergia (A–G):

misto

1,4 l/100 km 1,2 l/100 km 195 Wh/km 57 g/km 159 g/km A

CONSUMO DEL TEST 3,6 l/100 km, 125 Wh/km serbatoio: 35 litri/batteria: 16 kWh

11111

TCS Tecnica ed economia: Herbert Meier

ABITACOLO 11123 Due schermi di controllo, comandi tattili, decorazioni laccate e selleria in pelle di design creano un ambiente futurista e accogliente. Un po’ limitati i due posti dietro sono penalizzati dalla forma da coupé. Idem per il bagagliaio la cui capacità può tuttavia essere ampliata grazie ai due schienali ribaltabili. COMFORT 11113 In modalità elettrica si apprezza l’assenza di rumore. Col motore termico in funzione, il livello sonoro varia tra ronzii e tendenza agli acuti. Abbastanza rigide, le sospensioni sono piuttosto confortevoli. Sedili in pelle dalla tenuta media, ma accoglienti. DOTAZIONE 11111 La Volt è quasi un’auto «tutto compreso». Selleria in pelle, schermo tat-

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tile, accesso keyless ecc. La dotazione è di livello superiore. I tasti touch e l’ergonomia necessitano un po’ di pratica. PRESTAZIONI 11113 I due motori elettrici (150 CV) distillano accelerazioni spontanee e lineari. Dotata di buone prestazioni, la Volt favorisce la guida tranquilla. Enorme piacevolezza nel contesto urbano. COMPORTAMENTO 11113 Malgrado il peso di 1,8 t, la Volt non è per nulla goffa e mostra una certa agilità. Lo sterzo molto assistito e innaturalmente impalpabile bandisce ogni sensazione. SICUREZZA 11111 Dotazione completa. Cattiva visibilità. Il problema di surriscaldamento delle batterie emerso nei crash-test è risolto.


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La Peugeot 208 esibisce uno stile profondamente rinnovato. Le linee fluide e scolpite sono sottolineate da fari LED.

La 208 rivisita le cittadine La Peugeot 208 ha grandi ambizioni. E non sono vanterie, poiché ridefinisce numerosi canoni delle city car sia sul piano tecnico che della vita a bordo.

› La Peugeot 208 mira né più né meno alla

leadership europea tra le city car con vendite annue di 400 000 unità. Un obiettivo legittimato da una serie di innovazioni al passo con i tempi. Benché sia basata sul pianale attuale, la 208 si è ad esempio accorciata di 7 cm e ha perso un centinaio di kg. Un alleggerimento ottenuto con il ricorso ad acciaio ad alta elasticità, senza penalizzare la stabilità. Schienali dei sedili meno spesso hanno inoltre contribuito a guadagnare 5 cm di spazio per le ginocchia. Ed i passeggeri posteriori di questa vettura tornata al di sotto dei 4 metri dispongono di uno spazio per le gambe decisamente corretto. Idem per il vano bagagli che cresce di 15 litri.

Tra le motorizzazioni ritroviamo alcune vecchie conoscenze, ma Peugeot vi ha aggiunto due 3 cilindri benzina innovativi. Promettente, l’1,2 l da 82 CV fornisce prestazioni onorevoli senza eccessivi rumori né vibrazioni, grazie ad un albero di equilibratura. Inoltre i consumi sono di 4,5 l/100 km. Sui diesel si registra invece la generalizzazione del sistema start-stop ed emissioni di CO2 limitate tra gli 87 e i 99 g/km. Questi gli aspetti legati alla ragione. In fatto di passione, la 208 è stata dotata di un bel musetto caratterizzato da calandra fluttuante e linee graziosamente scolpite. Idem per l’abitacolo elegantemente valorizzato da diversi inserti e dotato di uno schermo tattile che domina la consolle cen-

trale. Degno di nota anche l’insieme di strumentazioni posto nel campo visivo in posizione testa alta. Altrettanto inedito, il piccolo volante di forma ovale, che aggiunge una nota insolita. Tutte le 208 sono dotate di antisbandamento (ESP) e ben equipaggiate a partire dalla seconda versione. Dettaglio cittadino, l’impiego accresciuto di materiali ecologici, tra cui un paraurti posteriore riciclato. Un ottimo punto di partenza per la 208 nella prospettiva di essere fregiata di una versione GTI. MOH

Tecnica: city car; 3/5 porte; lunghezza: 3,97 m; bagagliaio: 285–743 l Motori: benzina 68/82/95/ 120/ 155 CV, diesel 68/92/115 CV; consumi da 3,4 l/ 100 km, CO2 87 g/km (1.4 e-HDi) Prezzi: da 16 500 fr. (1.0 VTi 3 p.) a 27 550 fr. (1.6 e-HDi Allure).

Le city car proiettate nell’era dell’info-svago Le piccole autovetture entrano decisamente nell’era della connettività, ossia del multimedia. Sulla Peugeot 208, la consolle centrale, ma anche il volante multifunzionale, sono liberi dall’abituale fioritura di pulsanti e rotelle. Questo cambiamento radicale è imputabile all’adozione di uno schermo tattile a colori da 7 pollici. Posto sopra i comandi del climatizzatore – unico elemento conformista – permette l’accesso alla radio, al telefono mani libere via bluetooth, al lettore di file audio e al

Uno schermo tattile ben dimensionato.

computer di bordo. Inoltre una decina di applicazioni permettono di consultare per esempio la disponibilità di parcheggi oppure i prezzi dei carburanti. Possibile inoltre aggiungere un sistema di navigazione (850 fr.) ed uno di assistenza al parcheggio. La selezione della manovra di parcheggio avviene così via schermo tattile. Questo sistema munito di sensori ultrasuoni si incarica di calibrare gli spazi di parcheggio adeguati e vi posteggia il veicolo. MOH


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La maggior parte delle automobili inneggiano all’individualismo. Antitetica rispetto a questa filosofia, la concept car Edag-Light Car Sharing è stata sviluppata specificamente per la condivisione dell’auto. Nessuna linea seducente, ma una carrozzeria alta ben un metro e 90 centimetri che facilita l’accesso e permette agli utenti di identificare facilmente il veicolo. L’ideatrice, la società d’ingegneria tedesca Edag, le attribuisce infatti una funzione comparabile a quella dei mezzi pubblici. I paraurti e le portiere sono dotati di ampi pannelli luminosi i cui colori permettono agli utilizzatori di sapere immediatamente se il veicolo – ovviamente elettrico – è momentaneamente libero, occupato oppure in carica. Le prenotazioni avvengono attraverso un’applicazione per smartphone. Intuitività oblige, i comandi sono ridotti ai minimi termini. Due file di tre sedili ciascuna accolgono gli occupanti che, altra peculiarità, si siedono schiena contro schiena. Resta da capire se questa autovettura davvero spartana saprà sedurre un grande costruttore. MOH

Subaru BRZ Un coupé di 4,24 m a trazione posteriore ed a prezzo abbordabile è francamente unico. Il baricentro bassissimo, grazie al motore boxer, ci regala un coupé a filo d’asfalto. Alimentato da un’iniezione diretta firmata Toyota, questo propulsore (con alesaggio e corsa identici) propone riprese consistenti già a bassi regimi, senza tuttavia snobbare le salite di regime. Abbozzolato nel sedile avvolgente ma confortevole, il pilota si diverte a far schizzare la Subaru BRZ a 7500 giri/ min. Tanto più che il cambio, dalle corse brevi e dagli inserimenti precisi, è una vera manna. Un comportamento stradale neutro e molto spontaneo aumenta il godimento al volante. Un tantino permissivo, il controllo di stabilità (VSC) ammette leggere sbandate del treno posteriore, sostenuto da un differenziale autobloccante. Inoltre, gli amanti della guida sportiva possono giocare con le diverse regolazioni del sistema antisbandamento e di quello VSC. La taratura delle sospensioni non è troppo rigida. Infine, due bambini potranno godersi il piacere di prendere posto sul sedile posteriore di questo vero coupé 2+2. L’equipaggiamento completo fa altresì dimenticare che l’ergonomia dei comandi è un pochino datata. Marc-Olivier Herren

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Auto da condividere

Coupé alle origini della propulsione

L’airbag che salva i pedoni In Europa, il 14% dei morti sulle strade sono pedoni. Lanciato in anteprima mondiale sulla Volvo V40, l’airbag per i pedoni non è quindi assolutamente un semplice gadget di sicurezza. Questo cuscino gonfiabile affianca, infatti, un sistema di rilevamento dei pedoni. Quest’ultimo individua

L’airbag si attiva in caso di collisione inevitabile.

le persone che si parano improvvisamente davanti all’autovettura grazie ad un radar che rileva la presenza di ogni ostacolo e ne misura la distanza, mentre una telecamera ne analizza la natura. In caso di necessità, il conducente è avvertito da impulsi sonori e lampeggiamenti sul display head-up del parabrezza. Se non reagisce, si inserisce una frenata d’emergenza automatica. In caso di impatto inevitabile, entra in scena l’airbag per il pedone. I sensori collocati nel paraurti registrano il contatto fisico. La parte posteriore del cofano si solleva per effetto del dispiegamento dell’airbag, che va a ricoprire la fascia dove si è sollevato il cofano, un terzo circa del parabrezza e gran parte dei montanti anteriori. Attivo tra i 20 ed i 50 km/h, questo airbag contribuisce a ridurre le ferite causate ai pedoni. MOH

Tecnica: coupé; 2+2 posti; lunghezza: 4,24 m; bagagliaio: 243 l Motore: 2 l, 200 CV, 205 Nm a 6400 giri/min; cambio a 6 rapporti; da 0 a 100 km/h dai 7,6 s Consumo: da 7,1 l (automatica), CO2 164 g/km Prezzo: al massimo 40 000 fr.; lancio a fine giugno.

Con il baricentro molto basso, la Subaru BRZ è letteralmente incollata a terra.


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Dove la precedenza va ai pinguini L’Antartide, il continente silenzioso, non è sempre tranquillo. Quando i pinguini schiamazzano e i leoni marini lottano, allo spettatore trema lo stomaco per l’emozione. La visita a questo mondo animale è arricchita da paesaggi impressionanti.

› Alle sette di mattina nella Georgia del Sud

l’osservazione di migliaia di pinguini reali a Gold Harbour (Porto d’Oro), con sullo sfondo l’impressionante ghiacciaio Bertrab, ti fa credere di essere seduto in prima fila al cinema. I piccoli ed eleganti animali dalla camminata goffa e lo sguardo curioso, suscitano l’emozione di ogni spettatore. Quando improvvisamente camminano frettolosi e ciondoloni verso l’acqua, i turisti si spostano ai lati in un baleno: i pinguini hanno sempre la precedenza! Rispetto ai simpatici pinguini reali con le loro teste nero-arancioni, i massicci leoni ed elefanti marini distesi pigramente al sole sembrano dei fossili. Se però un «bulletto» sfida il capo branco, allora di colpo il gruppo che sembrava inanimato riprende vita sulla spiaggia. Il capo, infatti, è sovrano su 30 o 40 femmine ed è, dunque, comprensibile che ci voglia una certa ambizione per occupare e mantenere questa posizione dominante.

Balenottera azzurra | Un altro spettacolo emozionante del viaggio di due giorni dalle placide Isole Falkland verso la Georgia del Sud: per una buona ora i passeggeri osservano una balenottera azzurra alla ricerca di una preda. Si rimane sbigottiti quando il cetaceo lungo 30 metri, piuttosto raro da osservare, sfreccia a soli 100 metri accanto all’Hanseatic. Nella sua bocca potrebbe parcheggiare senza problemi un’auto di media cilindrata: la sua lingua da sola pesa quattro tonnellate. Con questa bocca inghiotte sino a sei tonnellate di cibo – la sua razione quotidiana – per mantenere il suo peso che può raggiungere l’iperbolica cifra di 190 tonnellate. Un’emozione rara, per non dire unica. Questi incontri ravvicinati con gli inquilini dell’oceano sono l’attrazione di un viaggio esplorativo nell’Antartide. E il tutto immerso in un mondo di montagne, ghiaccio e neve. Con iceberg grandi come palazzi ed imponenti ghiacciai che fanno sembrare un ghiacciolo quello dell’Aletsch.

Chi in questi paesaggi aspri e selvaggi può osservare da vicino come cinque orche annientano una foca, che si lascia trasportare su una lastra di ghiaccio, rimane a bocca aperta per un bel po’. Le orche nuotano ad una velocità incredibile, una accanto all’altra, in direzione della lastra. Dall’acqua emergono solo le pinne nere triangolari, poi s’immergono poco prima del lastrone e riemergono subito dopo in modo da farlo traballare e in men che non si dica la foca scivola… finendo in acqua. Questo metodo di caccia praticato dalle orche può sembrare poco elegante, ma in definitiva a queste latitudini ogni animale deve pensare semplicemente a sopravvivere.

Foca predatrice | Un’esperienza identica l’ha vissuta chi sta scrivendo questo reportage mentre era a bordo di un gommone zodiac in una baia paradisiaca lungo la penisola antartica. Accanto al gommone si è immersa una giovane megattera che poi è riemersa, per nostra fortuna, ad una ventina di metri di distanza. È passata veramente vicina! Un quarto d’ora dopo è arrivata una foca leopardo, un feroce predatore marino, che ha cominciato a mordicchiare lo zodiac. Per fortuna i suoi denti non sono abbastanza forti per danneggiare la spessa gomma dell’imbarcazione. In situazioni come queste tutti i passeggeri sono stati contenti di poter scendere dallo zodiac per tornare a bordo dell’Hanseatic. L’elegante nave a cinque stelle, lunga 122 metri e larga 22 (con una ice class E4, ossia la più elevata), è una dimora galleggiante confortevole ed estremamente sicura. Grande professionalità | Sulla lussuosa nave da esplorazione, gli appena 160 passeggeri godono di un servizio di prima classe 24 ore su 24. Durante un viaggio di 17 giorni hanno la loro importanza anche la cucina e la cantina. Ampi e variati buffet continua a pagina 23

In diverse stazioni di ricerca dell’Antartide si raccolgono i dati meteorologici.


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I curiosi pinguini reali di Gold Harbour sullo sfondo del ghiacciaio Bertrab: l’immagine dell’Antartide che rimane impressa per sempre nella memoria.

Due giovani leoni marini lottano strenuamente per l’ambito posto di re dell’harem, sotto lo sguardo impassibile dei pinguini reali.

Sullo zodiac con addosso i caldi parka si fa ritorno all’Hanseatic ancorata nella baia dopo un’avventurosa escursione a terra.


Vacanze in Italia

Terme e benessere

Isola d’Elba

Adriatico

Liguria


5 aprile 2012 | touring 6 | viaggi e tempo libero

Il capitano, il vento e le onde

ISOLE FALKLAND Stanley

GEORGIA DEL SUD

Bleaker Island Grytviken Ushuaia

Canale di Drake

Paulet Island Devil Island

Petermann Island

LARE LO PO CIRCO TARTICO AN

Detaille Island

400 km

Sylvia Stevens, esperta biologa e appassionata fotografa, tiene una conferenza su pinguini e balene.

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per la colazione con diversi tipi di pane sono standard sulla nave tedesca. À la carte viene offerto un astice o un filetto di vitello appena scottato o ancora coniglio selvatico servito su un tappeto di lenticchie all’aceto balsamico. Chi preferisce mangiare vegetariano ha comunque pane per i suoi denti e non solo. Inoltre grazie al vasto assortimento di vini rossi e bianchi si possono fare scelte in modo mirato. Il servizio offerto dal giovane personale è sempre cordiale senza mai essere affettato. Per un’atmosfera rilassante e per ampliare il proprio sapere sull’Hanseatic ci sono a disposizione alcuni esperti. I biologi Sylvia Stevens, Sean Todd e Oliver Krüger, la geologa Heike Fries e lo storico Arne Kertelheim con le loro approfondite conferenze avvicinano i passeggeri al mondo naturale e alle avventure degli esploratori dell’Antartide.

Stamattina il capitano Ulf Wolter (v. colonna a lato) ha puntato la sveglia il più presto del solito. Tutti si affrettano sul ponte o a prua per osservare da vicino quando l’Hanseatic si appresta a scivolare tra le mura di ghiaccio. Gli iceberg dal riflesso blu e le lastre dalle svariate dimensioni si sono trasformati in una zuppa di ghiaccio. La nave avanza con estrema cautela. Qui e là s’intravvedono delle foche, che iniziano la giornata in modo placido tra i ghiacci. Un primo tentativo fallisce, ma con un’abile manovra, il capitano Wolter riesce ad attraversare l’immaginaria linea del Circolo polare a 66 gradi e 33 primi di latitudine. Il punto più a sud di questo viaggio è stato raggiunto, adesso si torna a casa in direzione di Ushuaia, nella Terra del Fuoco. Ci attendono solo il Canale di Drake e Capo Horn. Ma con onde alte «solo» quattro metri il mare è considerato calmo. L’atmosfera sulla nave si fa più rilassata.

Christian Bützberger

Da sapere Viaggio: Zurigo–Francoforte–Buenos Aires (pernottamento)–Ushuaia con Lufthansa. Altre compagnie aeree volano a Buenos Aires con i loro scali. Nave: l’Hanseatic è una nave a cinque stelle, la lingua di bordo è il tedesco, www.hlkf.de. Abbigliamento: la sera sportivo-elegante. Per le visite a terra si consiglia di vestirsi con il metodo della cipolla, senza dimenticare biancheria intima termica. Intrattenimento: dopo cena si esibiscono una band e un pianista. Temperatura: nell’Antartide è tutto possibile da meno dieci gradi a più dieci gradi. Farmacia: si consigliano rimedi contro il mal di mare. ll medico di bordo è presente con il suo ambulatorio ben equipaggiato. Documenti di viaggio: è sufficiente un passaporto valido, con validità minima di 6 mesi al momento della partenza. Valuta: sull’Hanseatic si può pagare con carta di credito o in contanti. Informazioni/prenotazioni: MCCM Master Cruises, Nüschelerstr. 35, 8022 Zurigo, tel. 044 211 30 00, fax 044 211 30 33, www.mccm.ch. Bü

foto Christian Bützberger, carta TCS Visuell

Elephant Island Deception Island

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Un viaggio di esplorazione di tre settimane nelle vaste acque dell’Antartide non è una gita domenicale. Si è confrontati con tante sfide nautiche. I giorni di navigazione tra Ushuaia e le Isole Falkland/Malvine, altri due giorni fino alla Georgia del Sud e poi di nuovo in mare aperto sino alle Isole Orcadi meridionali sono antipasti piuttosto prelibati. Navigare poi attraverso tutte le isolette dell’estesa penisola antartica incluso l’attraversamento del Circolo Polare Antartico è un delizioso piatto principale. Per dessert sulla via del ritorno c’è il Canale di Drake, con i suoi umori cangianti che incutono anche timore. Ulf Wolter, dal 2003 capitano dell’Hanseatic, ha il mare nel sangue. Il suo trisnonno ha condotto navi attraverso gli oceani di tutto il mondo. Per questo tedesco del nord le sfide dell’Antartide sono i venti, anche molto forti, che cambiano direzione all’improvviso, provocando onde potenti. Gli attracchi che erano stati fissati ai tempi non sono più praticabili ed è, dunque, necessario un piano alternativo. Per Wolter i viaggi attraverso i ghiacci eterni sono il sale della vita. L’Hanseatic può passare attraverso lastre di ghiaccio spesse sino a un metro e mezzo, «ma naturalmente non perdo di vista la sicura via del ritorno». La parola d’ordine è sempre sicurezza: «Il viaggio è da giubileo, perché con l’Hanseatic esploriamo per la 100ma volta l’Antartide. Sappiamo bene come comportarci in questo territorio di mare selvaggio», sottolinea Wolter. Ma qual è il fascino della navigazione in questo ambiente naturale mozzafiato ma allo stesso tempo fragile? «Vento, onde e ghiaccio mi mettono costantemente alla prova come marinaio ed esperto di nautica». Wolter conclude così: «I viaggi in Antartide sono per sempre, perché cambiano la coscienza delle persone». E ha davvero ragione. Bü

Il capitano Ulf Wolter guida l’Hanseatic con abilità attraverso l’Antartide.


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5 aprile 2012 | touring 6 | viaggi e tempo libero

Le perle nascoste del Canton Vaud

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Yverdon

Romainmôtier

Losanna

Il Castello di Chillon a Montreux e Losanna li conoscono tutti. I nostri consigli: una passeggiata nella riserva della Grande Cariçaie sul Lago di Neuchâtel, una sosta nell’abbazia di Romainmôtier e nelle cantine vinicole.

Si entusiasmano sia i convinti abitanti della città come gli appassionati della natura pura: la Grande Cariçaie a Yverdon è il massimo. Questa straordinaria zona umida lacustre costituita da otto riserve naturali, con una superficie totale di 3000 ettari, è un paesaggio da sogno. I canneti e le torbiere sono le residenze per specie di uccelli che nel resto del Paese non si sentono più cinguettare: il «ping ping» del basettino, il richiamo della salciaiola e il canto allegro del rigogolo – «come se stesse fischiando a una ragazza» – ci spiega Christophe Le Nédic, collaboratore scientifico della Grande Cariçaie. Non ci sono strade né lampioni, nessun rumore né alcuna attività umana. Chi visita questa riserva naturale passeggiando lungo lo stretto sentiero si concentra totalmente su ciò che lo circonda; un’esperienza che provoca la sensazione di stare vivendo per la prima volta – www.grande-caricaie.ch. Bü

Benoît Renevey

Uno straordinario cinguettio

Gli svassi maggiori scelgono la Grande Cariçaie per riprodursi.

Parc naturel régional Jura vaudois

Romainmôtier e le montagne

Passeggiare nella Valle di Joux è un piacere allo stato puro.

Da sapere Canton Vaud Il Canton Vaud conta 708 mila abitanti, la sua capitale è Losanna. Cantine vinicole In tutto il Canton Vaud ci sono innumerevoli cantine che producono vini. Nonostante ciò ecco il nostro consiglio: i fratelli Pierre-Yves e Jean-Luc Kursner a Féchy sono degli stimati viticoltori (www.kursner.ch). Per saperne di più sui vini vodesi in generale: www.vins-vaudois.ch. Cioccolatini Da 13 anni, il Chocolatier Tristan a Bougy-Villars produce dolci

Fare escursioni è, oltre a riposarsi, l’attività prediletta dei turisti. Il Canton Vaud è benedetto dalle montagne e da paesaggi di straordinaria bellezza. Qui si consiglia il Parco naturale regionale del Giura Vodese (www.parcjuravaudois.ch). Il parco si estende dalla cima de La-Dôle sino all’abbazia di Romainmôtier (www.romainmotier-tourisme.ch.). Già solo la vecchia abbazia romanica vale la pena di essere visitata. Chi ama fare escursioni si divertirà di certo lungo i sentieri che si estendono per 523 chilometri. E nelle colline vodesi non mancano le possibilità di sosta e di alloggio. Le «Buvettes d’Alpage» vi allieteranno con le specialità locali. Chi dopo la visita dell’abbazia di Romainmôtier sale in direzione di Vaulion e passeggia nel parco naturale dovrebbe programmare una sosta alla capanna «La Bréguette». Il proprietario Philippe Guignard è una personalità di successo sulla scena gastronomica della Romandia – www.breguettaz.ch. Bü

prelibatezze; telefono 021 807 21 25, www.chocolatier-tristan.ch. Chitarre Chi per una volta vuole vedere da vicino come vengono prodotti i famosi Soundboard, altoparlanti ricavati da abeti rossi di 350 anni, dovrebbe fare visita a Céline Renaud, fondatrice e direttrice di JMC Lutherie a Le Brassus. Per annunciarsi: telefono 021 845 56 10, www.jmclutherie.com. Ristoranti In mezzo ai vigneti del Lavaux, nel comune di Chexbres, si trova il ristorante Le Deck, telefono 021 926 60 00 e www.barontavernier.ch.

Alberghi L’Hotel Bellevue le Rocheray a Le Sentier si trova in una posizione tranquilla ed entusiasmante direttamente sul Lago di Joux e offre camere spaziose con balcone e vista sul lago. Ottima cucina e servizio accurato. Prezzi da 150 franchi. Telefono 021 845 57 20, www.rocheray.ch. Informazioni turistiche Turismo del Canton Vaud, Avenue d’Ouchy 60, casella postale 164, 1000 Losanna 6, telefono 021 613 26 26, telefax 021 613 26 00; Internet: www.region-duleman.ch. Bü

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5 aprile 2012 | touring 6 | club e soci

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La sonnolenza del pomeriggio Gli automobilisti incorrono anche di giorno in incidenti causati dalla sonnolenza: a partire dai 40 anni il rischio sale. La campagna Turbosiesta sottolinea questo aspetto.

› Ogni anno in Svizzera circa 1500 persone

muoiono o restano gravemente ferite in incidenti causati dall’affaticamento al volante. Per questo motivo già lo scorso anno l’Ufficio prevenzione infortuni (upi), con il sostegno del TCS, ha lanciato la campagna «Turbosiesta», finanziata dal Fondo per la sicurezza stradale, con cui s’incoraggia a fare un sonnellino di un quarto d’ora nel caso di sonnolenza al volante. Naturalmente l’auto va parcheggiata in un luogo adeguato e a motore spento. È provato scientificamente che un pisolino è l’unico mezzo efficace contro la sonnolenza. Altri rimedi casalinghi, come i finestrini aperti e la musica alta, sono praticamente senza effetto.

Non alzare il gomito | Una causa è anche l’alcol: già un solo bicchiere di vino può indurre sonnolenza, si consiglia perciò di evitare completamente l’alcol. Anche pasti abbondanti sono una ragione supplementare della sonnolenza. Lunghi tragitti in auto sono problematici per gli anziani, benché non abbiano solitamente l’abitudine di compierli. Ovviamente, gli automobilisti in età avanzata si affaticano più velocemente dei conducenti più giovani, di conseguenza hanno bisogno di effettuare un maggior nu-

mero di pause durante il viaggio. E anche in questi casi la Turbosiesta è un mezzo per combattere la sonnolenza. hwm

Info Touring Sul sito www.turbosiesta.ch si possono visionare numerose informazioni utili.

Consigli contro la stanchezza Mettetevi al volante solo se vi sentite riposati e a vostro agio. Durante i lunghi viaggi effettuate regolarmente delle pause. Se siete conducenti anziani non partite, se possibile, da soli e in ogni modo datevi il cambio al volante. Se mentre guidate vi bruciano gli occhi, le palpebre si chiudono, sbadigliate di continuo oppure addirittura commettete errori di guida, allora siete già troppo stanchi e non dovreste più proseguire. Evitate ogni tanto di andare in auto e utilizzate i mezzi di trasporto pubblico oppure un taxi. hwm

Mathias Wyssenbach

A rischio dopo i 40 | Se si considera che spesso dopo pranzo i lavoratori più in là con gli anni devono lottare con la sonnolenza sul posto di lavoro, ne consegue che le persone più anziane hanno lo stesso problema anche quando si mettono al volante di pomeriggio: secondo dati scientifici, durante questo periodo della giornata incorrono mediamente di più negli incidenti le

persone che hanno oltre 50 anni. Ed è in particolare a queste che si rivolge l’edizione di quest’anno della campagna. «Consultate il vostro medico in caso di una costante sonnolenza diurna», consiglia il professor Johannes Matthis, capo del reparto di neurologia del Centro di medicina del sonno dell’Inselspital di Berna. A proposito: oltre ad una generale carenza di sonno, la sonnolenza che colpisce i conducenti più anziani è dovuta anche al fenomeno dell’apnea notturna, a depressioni ed all’assunzione di farmaci.

Gli automobilisti più anziani si stancano velocemente, perciò durante viaggi lunghi dovrebbero concedersi una Turbosiesta.


Prossima edizione 19.04.2012 03.05.2012 17.05.2012

Ultimo termine 09.04.2012 23.04.2012 07.05.2012


5 aprile 2012 | touring 6 | club e soci

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Il Salone degli anziani L’Accademia della mobilità organizza il 22 e il 23 maggio, alla Maison des Congrés di Bienne, il 1° Salone svizzero della mobilità degli anziani.

foto TCS, PantherMedia

› Il cambiamento demografico che

Al Tour des Jeunes i giovani partecipanti si sentono dei veri professionisti della bici.

La stagione TCS della mobilità lenta Come ogni anno, in primavera ed estate il TCS organizza numerosi eventi sportivi ciclistici. Inoltre sponsorizza gli SlowUp che si svolgono in tutta la Svizzera.

› Come tradizione vuole, durante tutta la

bella stagione 2012, il dipartimento Ciclo & Svago del TCS, in collaborazione con le sezioni cantonali del club, organizza e promuove numerose manifestazioni dedicate ai ciclisti e in genere a chi ama la mobilità lenta. Si tratta sia di eventi a carattere sportivo, come i celebri Brevetti TCS per bici da corsa e mountain-bike (MTB), sia di manifestazioni aperte al grande pubblico

Il calendario delle manifestazioni Brevetti TCS: Jura Derby, 26+28.5; Appenzeller Voralpenbrevet, 16.6; Club Jura MTB, 17.6; Trittico Alpino, 24.6; MTB Franc Montagnard, 7.7; Tour du Canton de Genève, 26.8; Brevet Alpin, 1.9. SlowUp sponsorizzati dal TCS: Ticino, 22.4; Lago di Morat, 29.4; Sciaffusa, 20.5; Vallese, 3.6; Soletta, 10.6; Valle di Joux, 1.7; Feste di Ginevra, 5.8; Seetal, 19.8; Emmental-Oberaargau, 9.9; Basilea-Dreiland, 16.9; Svitto, 30.9.

come sono gli ormai sempre più popolari SlowUp, ai quali si può partecipare con qualsiasi mezzo spinto dalla forza dei propri muscoli oppure, naturalmente, anche a piedi (cfr. scheda con le date). In quanto sponsor nazionale, il TCS sarà presente ad 11 SlowUp con un proprio stand ed i suoi pattugliatori in bicicletta, pronti a soccorrere quei partecipanti i cui veicoli incorrono in un guasto. A fine stagione, fra tutti i concorrenti dei sette Brevetti saranno estratti a sorte numerosi premi, il primo dei quali è un weekend per due persone nell’albergo del TCS Schloss Ragaz a Bad Ragaz. Anche quest’anno, inoltre, il Touring Club Svizzero promuove il Tour des Jeunes, un giro a tappe di una settimana riservata ai giovani ciclisti tra i 12 e i 24 anni. Il tour si svolgerà dal 21 al 28 luglio su un tracciato di oltre 800 km che attraverserà praticamente tutta la Svizzera romanda, con partenza e arrivo a Ginevra. ac

si svolge in Svizzera provoca una serie di tendenze che toccano la mobilità della generazione di oltre 65 anni d’età. Da un lato vi sono gli stili di vita dei cosiddetti «giovani vecchi» e «best agers», ancora in buona salute e con risorse finanziarie e tempo a disposizione per intraprendere lunghi viaggi; dall’altro lato vi sono gli anziani dalla mobilità ridotta che si scontrano con numerosi ostacoli nella vita quotidiana. Per dibattere dei bisogni specifici della mobilità dei pensionati, l’Accademia della mobilità organizza una manifestazione interamente dedicata a questa tematica, denominata «Salone svizzero della mobilità degli anziani». Il convegno, che si terrà a Bienne i prossimi 22 e 23 maggio, è posto sotto il patrocinio del consigliere federale Alain Berset, capo del Dipartimento dell’Interno (DFI). Al dibattito parteciperanno esperti provenienti da tutto il mondo della scienza e della politica. Vi sarà anche un’esposizione di veicoli adatti agli anziani. tg

Info Touring Programma, formulario d’iscrizione ed altri dettagli sul tema si trovano al sito: www.mobilityacademy.ch.

Info Touring Modalità d’iscrizione e dettagli delle manifestazioni ciclistiche patrocinate dal TCS su www.bici.tcs.ch. Allo stesso indirizzo Internet interessanti offerte di vacanze in bici, come pure biciclette, articoli ed accessori per ciclisti a prezzo scontato. Contatto telefonico di Ciclo&Svago TCS: 022 417 25 18.

Il 22 e il 23 maggio a Bienne si parlerà delle esigenze di mobilità degli anziani.


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Consegnato il premio al vincitore Sono stati consegnati in marzo i premi messi in palio l’anno scorso in occasione dell’anniversario dei 15 anni di Auto TCS, nel frattempo rinominata «TCS Assicurazione Auto». La manifestazione del giubileo, alla quale avevano partecipato 250 persone tra soci e clienti con le loro famiglie, si era svolta nel Centro di guida del TCS a Lignières (NE). Il primo premio – un viaggio per due persone ad Amburgo con due pernottamenti in hotel 5 stelle, cena di quattro portate e giro della città – è stato vinto da René Rickli di Colombier (v. foto). Tra gli altri premi in palio vi erano un orologio IDM Geneva, buoni di vario genere e cheque di viaggio della Reka. tg

Consegna del primo premio nella sede TCS di Neuchâtel. Da sinistra a destra: Jérôme Carruzzo (Auto TCS, Senior Marketing Project Manager), Pierre Meystre (vice-presidente della sezione TCS di Neuchâtel), la famiglia Rickli: René, Simon, Anouk e Samuel, Michel Vouillamoz (Auto TCS, Product Manager Insurance Solutions).


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5 aprile 2012 | touring 6 | la pagina dei lettori

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il concorso Tutti possono provocare una coda «Touring» 5/2012

Autostrada a prezzo folle «Touring» 3/2012

Trovo che l’aumento della vignetta a 100 fr. è una follia. Credo altresì che le nostre autostrade, viadotti e gallerie, attualmente ingolfate da veicoli pesanti quasi tutti stranieri, dovrebbero essere gratis per le auto svizzere e a pagamento (elevato) per auto e camion non svizzeri. A. Berti, Lugano

Mi arrabbio ogni volta che c’è una gara tra bisonti della strada; eppure il camion che viene sorpassato potrebbe togliere per qualche secondo il piede dal gas affinché il tratto per superarlo possa ridursi massicciamente. Intanto, i conducenti che circolano abitualmente sulla corsia di sinistra vengono ancora trattati con i guanti di velluto dalle autorità. Con uno stile di guida del genere, il traffico non verrebbe alleggerito neppure se si aumentassero le corsie da due a tre. Ho potuto vedere con i miei occhi come uno dei noti conducenti «sulla sinistra» non sia stato fermato dalla polizia che gli stava dietro. Hans-Petter Schöttli (@)

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Errata corrige: in Francia etilometro obbligatorio anche per i motociclisti «Touring» 5/2012

Oggetti sul campo autostradale Il consulente, «Touring» 4/2012

Faccio molta fatica a capire questa sentenza del Tribunale federale. I giudici pensano ad una andatura autostradale alternata di rallentamenti e accelerazioni in corrispondenza dei tratti bui e di quelli illuminati (pochi)? E le emissioni? L’uso degli abbaglianti nelle condizioni di traffico attuale è pressochè impossibile in quanto o si abbagliano i guidatori dei veicoli che precedono o i guidatori che transitano sulla carreggiata opposta. Le condizioni di traffico ipotizzate dai giudici sono inesistenti. Trovo la sentenza ingiusta, ipocrita e del tutto fuori dalla realtà. Franco Istria (@)

Nell’articolo nella scorsa edizione sull’obbligo, dal 1° luglio, per ogni conducente che circola in Francia di avere a bordo un etilometro, siamo incappati in un errore. L’obbligo riguarda tutti i veicoli motorizzati, dunque anche le moto. Solo i conducenti di ciclomotori e di veicoli dotati di etilometro elettronico antiavviamento sono dispensati dall’obbligo. Le multe (11 euro), comunica ancora l’autorità francese, verranno comminate a partire dal 1° novembre.

Sponsor del premio: Nikon AG, Egg, www.nikon.ch

La Redazione

Via libera per i motociclisti

Ogni automobilista sperimenta quotidianamente, in particolare nelle ore di punta, come i motociclisti avanzino in maniera vietata. Circolano sulla corsia opposta, con il traffico in senso contrario, per superare le auto in colonna. Un comportamento del genere dovrebbe essere legalizzato solo tramite un’Iniziativa popolare. E la polizia, purtroppo, non fa niente per multare i centauri scorretti. Willy Eicher (@)

foto mw, SIPA

«Touring» 5/2012

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l’incontro | touring 6 | 5 aprile 2012

Il lungo viaggio dell’artigiano

e contemporaneamente incontrare sempre nuova gente interessante. Quanti sono gli svizzeri in viaggio?

Per quanto ne so, in questo momento stanno girovagando 40–50 apprendisti.

I giovani apprendisti girovaghi come Matthias Amsler si dedicano totalmente all’artigianato tradizionale. I tre anni di viaggio sono una dura, ma arricchente, scuola di vita.

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I maestri artigiani sono riuniti in corporazioni, mentre gli apprendisti in organizzazioni minori. Tra le condizioni per appartenervi: un attestato di apprendistato in una professione artigianale, essere celibe e senza figli, senza debiti e con una fedina penale immacolata. Perché costumi così severi?

Matthias Amsler: Durante il nostro girovagare si vive a stretto contatto con la gente. Dipendiamo dal suo sostegno. Il fatto che

gli apprendisti girovaghi ricevano un posto dove dormire, un pranzo e una birra, si basa sulla fiducia e sulla buona reputazione.

Per tre anni devi abitare lontano dal tuo domicilio per almeno 60 chilometri. Come vivi questo distacco?

Non è un problema, anche se mi mancano la famiglia e gli amici. Per il viaggio e i pernottamenti non si deve spendere nemmeno un centesimo. Vivere senza soldi non deve essere facile…

In quanto muratore e piastrellista, fai parte dell’associazione Rolandschacht degli artigiani costruttori in viaggio per il mondo. Cosa ti affascina di più?

Certo. A volte ho freddo e a volte ho fame. Ma fare esperienze sulla propria pelle non è mai stato facile.

Ampliare e migliorare la conoscenza e l’abilità artigianale in tutti gli angoli del mondo,

Per un apprendista girovago cos’è la frustrazione e la sfida quotidiana?

È frustrante quando facendo l’autostop i conducenti ti salutano, ma non si fermano per darti un passaggio. È, invece, esaltante riuscire ad applicare le nozioni e le esperienze nella vita di tutti i giorni. Gli apprendisti tra di loro comunicano con telefonino e laptop?

I telefonini sono proibiti, sono apparecchi che limitano la libertà e la creatività. Comunichiamo con il «tamtam», ossia uno racconta all’altro, oppure attraverso le onorate società, che sono i raduni tra gli apprendisti in viaggio e quelli locali. Per quanto tempo sei in giro da solo?

Per un quarto del tempo da solo, il resto con altri apprendisti. Dove sei stato sinora?

Germania, Danimarca, Austria e Francia. L’avvenimento che ti ha più impressionato?

Immergermi e diventare parte del mondo degli apprendisti girovaghi. Un apprendista anziano viene a prenderti a casa e t’insegna il codice di comportamento, inclusi i consigli per sopravvivere sulla strada. Dove ti porterà il tuo girovagare?

Se dopo tre anni e un giorno tornerò a casa contento per aver raggiunto il mio obiettivo. Non importa se sono stato «solo» in Europa o in angoli remoti della Terra.

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Mathias Wyssenbach

Intervista: Christian Bützberger

L’apprendista girovago Matthias Amsler porta tutti i suoi averi in un fagottino.

In pillole Il 25enne Matthias Ruedi Amsler è originario di Trasadingen, nel Canton Sciaffusa. I suoi hobby sono la cucina e l’artigianato. L’apprendista, attualmente girovago da un anno, si augura che la gente dimostri di affrontare la vita con meno timori e con più autonomia di pensiero.



Touring 6 / 2012 italiano