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13 gennaio 2011 touring 1 www.touring.ch GAA 1214 Vernier

Il giornale della mobilità

Rottamazione e riciclaggio

Dopo la fine c’è un inizio

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Un fenomeno in espansione

In viaggio dal dentista 6 Innovativo sistema per le strade

Il ghiaccio è prevedibile 13

Notizie e informazioni dalla Sezione Ticino del TCS Test della Citroën C4 Una potente turbo-diesel dallo stile elegante 22

In Islanda con «Touring» In 4�4 attraverso la natura plasmata dai vulcani 26

35 L’inglese in Australia Offerta speciale per i soci dal partner Boa Lingua 36


13 gennaio 2011 touring 1 www.touring.ch AZA 1214 Vernier

Il giornale della mobilitĂ 

Quest’anno il bonus non tocca solo ai grandi capi. ford.ch


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13 gennaio 2011 | touring 1 | editoriale e sommario

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sommario primo piano 6 Turismo dei denti

Un’agenzia svizzera propone viaggi in Ungheria per i trattamenti dentistici.

società e mobilità 11 Pneumatici invernali

Malgrado siano necessari, in Svizzera non è obbligatorio montarli.

Il risanamento del San Gottardo riaccende desideri

Indispensabile liberare bene l’auto dalla neve prima di mettersi in strada. 13 Fondi stradali ghiacciati

Ideato un rilevatore del ghiaccio. 14 Rottamazione di veicoli

Visita a un centro di demolizione. 17 Metadone e patente di guida

A determinate condizioni si può riottenere la licenza di condurre.

test e tecnica 19 Sistemi anticollisione

Test TCS su Volvo S60 e Honda Accord. 19 Manutenzione del veicolo

Su Internet un valido aiuto per i costi.

26 In Islanda in 4�4

Periplo accompagnato dell’isola.

30 Circuiti al volante di 4�4

Quattro destinazioni spettacolari per gli amanti dell’offroad.

31 Ciaspole e rispetto della natura

Escursionisti tra fauna e flora. 32 Austria invernale

Nella Zillertal tra neve e musica.

sezione ticino 35 Lugano

Il peggior passaggio pedonale europeo è stato eliminato. 35 Punto di contatto per i soci

A Rivera per acquistare e informarsi sulle prestazioni del club.

club e soci 36 Soggiorni linguistici

In Australia con Boa Lingua. 38 Quiz educativo

Concorso di educazione stradale per i più piccoli.

22 Test della Citroën C4 2.0 HDi

Una nuova versione senza stravaganze dall’elevato comfort e prestante. Prove su strada 21 VW Touareg ibrida 21 SsangYong Korando

40 l’incontro

Julia Abrosimowa, guida turistica sui fiumi tra Mosca e San Pietroburgo. 38 prezzi e contatti TCS 39 forum, il concorso, impressum

Slittini alla moda nel Toggenburgo

ald

Il tunnel autostradale del San Gottardo deve essere risanato entro il 2025 con costi per 1,1 miliardi di franchi e con lavori della durata di due anni e mezzo. Sorge spontanea la domanda su come sarà gestito il traffico di oltre 10 000 veicoli al giorno. In merito, il Consiglio federale ha elaborato diverse varianti: dalla chiusura completa della galleria sino alla costruzione di un secondo tubo. Nel caso della variante che prevede la chiusura totale, durante i lavori il traffico dovrebbero essere trasferito sulla ferrovia. In questo modo, ogni ora possono venire inviati 600 veicoli da nord a sud o viceversa. Un volume però insufficiente soprattutto durante le ore di punta, in cui si prevedono 900 veicoli all’ora. Cosa fare con il resto? Una parte potrebbe essere deviata su altri valichi. Si può analizzare la questione da diversi punti di vista, ma è inevitabile un caos stradale con code e problemi di sicurezza. Per questo, il TCS esige dal Consiglio federale che la sicurezza sia un criterio prioritario per decidere quale soluzione alternativa scegliere. Ed ecco che rispunta la richiesta di un secondo traforo del San Gottardo, che in questo contesto sarebbe assolutamente sensato. Inoltre è l’obiettivo dei cantoni Uri e Ticino, così come di diverse associazioni del traffico. Se corrispondesse anche alla volontà del popolo, deve di nuovo essere presa in considerazione nonostante i mille ostacoli. Ma il tempo scarseggia. Felix Maurhofer, caporedattore

11 Il consulente

viaggi e tempo libero

Foto di copertina Autore: Mathias Wyssenbach

Lo Zibob, un nuovo mini-slittino che consente divertenti discese sui pendii innevati, sta imperversando tra giovani e anziani amanti della neve. Tanto che il comprensorio sciistico del Toggenburgo ha approntato la prima pista del mondo riservata agli Zibob, con circa 300 metri di curve a gomito e cunette. Maggiori dettagli su www.toggenburgbergbahnen.ch.


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primo piano | touring 1 | 13 gennaio 2011

Inconvenienti per i turisti dei denti Ogni anno sono molti gli svizzeri che si recano in Ungheria per farsi curare i denti, attirati da costi di trattamento inferiori anche del 70%. Ma spesso poi si rendono necessarie cure supplementari che alleggeriscono il borsello e logorano i nervi.

Sia in Svizzera che in Ungheria, la visita dal dentista procura alla maggior parte dei pazienti un certo malessere, se non addirittura un reale sentimento di paura.


13 gennaio 2011 | touring 1 | primo piano

› Eszter Jopp non può proprio lamentarsi

per la mancanza di lavoro. È infatti la direttrice della piccola agenzia di viaggi zurighese Dental Travel, che si è specializzata in trasferte dal dentista in Ungheria. L’agenzia è stata aperta dodici anni fa e «oggi ogni mese un centinaio di pazienti prenota da noi un trattamento dentistico in Ungheria». A conti fatti, si tratta dunque di ben oltre mille prenotazioni all’anno da parte di svizzeri «col mal di denti». A questi «turisti» viene offerto un servizio completo che va dal viaggio in aereo, treno o anche con la propria automobile, sino al soggiorno in albergo e all’appuntamento con il dentista locale. Tutti i clienti della Dental Travel sono curati dalla catena di studi dentistici VitalCenter di Budapest. «Siamo una specie di rappresentanza svizzera», spiega la Jopp. Inoltre, a Zurigo è stato creato un proprio centro di analisi, dove i pazienti vengono sottoposti a una visita preliminare dal costo di 150 franchi. Radiografie e calco dei denti vengono quindi spediti per corriere nella capitale ungherese, dove poi avviene il trattamento vero e proprio. VitalCenter esprime la propria gratitudine mettendo a disposizione di Dental Travel generose somme per il marketing. E gli affari prosperano.

Stipendi bassi | Nel mercato svizzero dei viaggi organizzati in Ungheria per gli studi

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dentistici, che Eszter Jopp stima attorno a 4000–5000 pazienti l’anno, attualmente Dental Travel detiene una quota che va dal 25 al 35 percento. I concorrenti sono solo cinque o sei. È, invece, più difficile stabilire la cifra dei pazienti che prenotano da sé il volo e il trattamento nelle cliniche dentali ungheresi. La loro motivazione – afferma Eszter Jopp – è assolutamente chiara: i prezzi più bassi. Il risparmio rispetto a un trattamento identico in uno studio dentistico svizzero si aggira attorno al 70 percento, come si deduce consultando il sito Internet di Dental Travel. Ad esempio: una corona dentale «Procera Zirconia» in Svizzera costa in media dai 3000 ai 4000 franchi, mentre in Ungheria 760.

Calcolare tutto | Il motivo principale per

l’enorme divario è il basso livello degli stipendi in Ungheria. «Non si deve dunque risparmiare sul materiale», sottolinea Jopp. E questo ci distingue anche dai trattamenti in Germania, che vengono offerti sempre più spesso anche da noi. Jopp: «In Germania gli stipendi sono un bel po’ più alti rispetto all’Ungheria». Per questo, il rischio è che si risparmi sul materiale per poter offrire comunque prezzi attrattivi alla clientela svizzera. La Società Svizzera di Odontologia e Stomatologia (SSO) segue il continua a pagina 9

foto Keystone, Imago

Il Ponte delle Catene e il Bastione dei Pescatori sono i simboli più celebri di Budapest.


venerdi, 20.00h

20

maggio 11

Basilea St. Jakobshalle

MANDARE QUESTO CARTOLINA PRESSO: Feel IT Production GmbH, Wiesenstrasse 20, 3014 Bern

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maggio 11 informazioni

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sabato, 19.00h

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Categoria

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Sabato, 21.5.2011

Cognome/Nome

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62.– invece 72.–

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43.– invece 53.– 33.– invece 43.–

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13 gennaio 2011 | touring 1 | primo piano

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foto ald

Turismo della salute non ancora fenomeno di massa

Chi prenota presso Dental Travel a Zurigo (www.dentaltravel.ch) un trattamento dentistico, potrebbe incontrare la dottoressa Magdola Kemenes (a destra in alto) nel VitalCenter presso il Parco-MOM.

continua da pagina 7

fenomeno del «turismo dei denti» non senza preoccupazione, tanto più che negli ultimi anni è aumentata anche l’offerta interna. «La crescente concorrenza sia nazionale che estera conduce a una diminuzione della clientela e dunque anche a minori entrate da parte degli studi dentistici svizzeri», afferma il portavoce della SSO Marco Tackenberg. Oltre al noto fenomeno dei viaggi per farsi curare i denti in Ungheria, ultimamente sono aumentate anche le trasferte per i trattamenti nei Paesi confinanti dell’Unione europea, come la Germania. Ma ciò dipende anche dall’aumento della popolazione straniera in Svizzera. L’argomento «dell’enorme differenza di prezzo» non è condiviso dalla SSO. «Se si calcola lo spreco di tempo e di denaro per il viaggio, e la conseguente perdita di guadagno, così come possibili ulteriori trattamenti correttivi in Svizzera per errori commessi all’estero, il vantaggio non è garantito», afferma Tackenberg. Il fatto che i trattamenti dentistici all’estero, specialmente in Ungheria, siano abbastanza spesso difettosi, lo hanno già constatato le cliniche dentali dell’Università di Berna. Spiega ancora Tackenberg: «Da questi sondaggi risulta che il 41 percento dei trattamenti ungheresi sono stati carenti. Il 39 percento sono stati difettosi a tal punto da deformare la dentatura». E dopo aver subito un trattamento errato, molti pazienti tornano arrabbiati dal loro dentista svizzero e rimangono da lui. Stando a Tackenberg, quasi tutti i dentisti membri SSO hanno fat-

to una simile esperienza e hanno già intrapreso dei trattamenti riparatori.

Prodotto di nicchia | Dental Travel non

è d’accordo di fare di tutta l’erba un fascio. «La nostra esperienza di successo di oltre dieci anni – sostiene Eszter Jopp – conferma che la qualità è garantita». Senza fare troppa pubblicità, la clientela continua ad aumentare. Funziona semplicemente con il passaparola tra la gente. Inoltre Dental Travel offre una garanzia di cinque anni su impianti, corone, ponti e otturazioni. Jopp non nega che si verifichino dei casi in garanzia. «Per questi pazienti organizziamo dei trattamenti supplementari nei nostri centri di analisi zurighesi o a Budapest». Addirittura per i primi interventi Dental Travel si assume i costi di viaggio. Chi ad esempio prenota un «Pacchetto Protetica» con costi di trattamento a partire da 4000 franchi, ottiene gratis il volo e cinque pernottamenti in un hotel a tre stelle, colazione inclusa, a Budapest del valore di 710 franchi. Nonostante il successo di Dental Travel, all’interno del settore, il turismo dei denti rimane un prodotto di nicchia. Presso le tradizionali agenzie di viaggi si rimane piuttosto scettici. «Non organizziamo viaggi per visite da medici o dentisti», afferma ad esempio Peter Brun, portavoce di Kuoni. Un motivo decisivo è la questione della responsabilità, un rischio che l’agenzia dovrebbe assumersi in caso di trattamento errato. Brun: «Non è di nostra competenza». E dicendo ciò parla anche per l’intero settore viaggi. Robert Wildi

Quel che vale per i trattamenti all’estero in ambito dentistico, si può dire in generale anche per l’intero turismo della salute: esso, perlomeno in Svizzera, attualmente non è ancora un fenomeno di massa. Già anni fa la cassa malati Helsana poté sperimentare la grande fedeltà degli svizzeri al proprio sistema sanitario, quando offrì ai suoi assicurati soggiorni di cure a buon mercato in alcune cliniche della Germania meridionale. L’offerta non riscosse successo, nonostante che la proposta fosse sicuramente attrattiva dal profilo finanziario. Addirittura, da allora sempre più tedeschi si recano nelle cliniche di riabilitazione elvetiche. La concorrente assicurazione malattia Sanitas non sostiene in modo attivo questo turismo della salute, «perché l’esperienza ha dimostrato che la maggior parte degli assicurati non è proprio interessata», spiega il portavoce della Sanitas Christian Kuhn. A volte si stipulano accordi con cliniche di riabilitazione con il vicino Paese del nord, tuttavia «il volume è piuttosto esiguo». La Federazione dei medici svizzeri (FMH) non si oppone in modo categorico al cosiddetto turismo della medicina. «Non siamo contrari se, nell’ambito dell’assicurazione malattia di base, i pazienti hanno la libertà di scelta del medico e la garanzia di una cura di qualità anche oltre confine», afferma il presidente dell’FMH Dr. med. Jacques de Haller. A Basilea/Lörrach già qualche anno fa è stato compiuto un progetto pilota relativo nell’assicurazione di base per trattamenti oltre confine. La risonanza è stata però modesta. Oggi l’Unione Europea sta riflettendo sull’introduzione di una libertà di circolazione per i pazienti europei, in cui sarebbe compresa anche la Confederazione. Per Jacques de Haller è chiaro: «Anche in questo caso, il successo è possibile solo se anche all’estero le condizioni essenziali siano garantite come la libera scelta del medico e la qualità della cura». Dal punto di vista complessivo, il turismo della salute è un enorme affare ormai già da anni. Stando a una ricerca della società di consulenza McKinsey, nel 2004 sono stati registrati 40 miliardi di dollari di fatturato in tutto il mondo. Sino al 2012 si prevede una crescita di oltre 100 miliardi di dollari. row


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13 gennaio 2011 | touring 1 | società e mobilità

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il consulente

Urs-Peter Inderbitzin

Keystone

Liberare l’auto dalla neve è un obbligo assoluto

Il profilo di una gomma da neve presenta sottili lamelle che si «aggrappano» alla neve.

«Il tempo non guarda le regole» La Germania ha introdotto un obbligo dei pneumatici invernali. Non è il caso della Svizzera. Nonostante ciò, le gomme per l’inverno sono indispensabili.

Dal 4 dicembre, in Germania i pneumatici invernali sono obbligatori in caso di neve, ghiaccio e fanghiglia. Anche in Austria vige un obbligo all’equipaggiamento invernale in determinate situazioni. Se in Francia non ci sono obblighi, in Italia può essere decretato l’obbligo delle gomme da neve quando si presentano determinate condizioni meteo per un breve periodo e su tratti ben definiti. La Svizzera, malgrado sia un Paese alpino, non conosce l’obbligo dei pneumatici invernali e il TCS ritiene che non ce ne sia bisogno. Ma: «Ogni conducente è responsabile affinché la propria auto sia in buono stato e garantisca sicurezza. Di conseguenza, se le condizioni stradali sono invernali, le gomme da neve sono indispensabili», afferma Stephan Müller, portavoce del TCS. È anche il parere dell’Ufficio federale delle strade (Ustra): per circolare con sicurezza, ogni conducente deve montare gomme per la neve con un profilo di almeno 4 mm. Una disposizione di legge porterebbe, però, ad un insieme di norme complicate. «Il clima non si regola a seconda della legge», ricorda il portavoce dell’Ustra Thomas Rohrbach. Si dovrebbe dapprima definire cosa è una gomma invernale. «Il contrassegno ‹M+S› e il simbolo del fiocco di neve sono indicazioni di prodotto, che non bastano

per una norma di legge», spiega il portavoce dell’Ustra. Inoltre, la Svizzera ha vari climi differenti tra loro e ciò rende impossibile l’introduzione di una norma generale. «Un pneumatico invernale è nettamente migliore in caso di neve e di fondo bagnato con basse temperature», asserisce Stefan Lehmann, capo progetto del test pneumatici del TCS. Il profilo di una gomma invernale presenta sottili lamelle che possono «aggrapparsi» alla neve. Nel test TCS anche le gomme quattro stagioni non convincono: «Le cosiddette gomme ‹all season› sono un compromesso e le prestazioni non sono ottime dal lato sicurezza ed economicità né in estate né in inverno», spiega Lehmann.

Comunque un obbligo | Pur non vigendo

un obbligo, l’equipaggiamento di un’auto in Svizzera deve essere sempre idoneo alle condizioni stradali: chi ha provocato un incidente a causa di gomme inadatte o rimane bloccato nella neve, può essere multato. Inoltre, nel caso d’incidente può rischiare la decurtazione delle prestazioni assicurative. Da ottobre a Pasqua i pneumatici invernali sono assolutamente necessari. nr

Info Touring www.pneumatici.tcs.ch

In caso di forti nevicate o di freddo polare, gli automobilisti sono maggiormente sollecitati. I loro veicoli, in particolare se sono parcheggiati sotto le stelle, o per meglio dire se non sono al riparo di una tettoia si ricoprono di uno strato di neve e/o di ghiaccio. Costa tempo e anche la necessaria pazienza, riportare «alla luce» la propria vettura. Per ragioni di sicurezza, è tuttavia consigliabile investire qualche minuto in questa operazione, anche a costo di ritrovarsi con le mani gelide. Tutti i finestrini devono essere ripuliti da ghiaccio e neve. Chi si accontenta di liberare soltanto una feritoia o poco più, è punibile con una multa di diverse centinaia di franchi per infrazione grave delle norme sulla circolazione stradale ed anche con il ritiro della patente. Anche quando non è così freddo e il veicolo è coperto unicamente da uno strato di neve, è necessario procedere ad una rimozione completa di quest’ultima. Per la sicurezza in marcia della vettura, non è sufficiente pulire il parabrezza e i finestrini laterali, ma è necessario fare altrettanto con gli specchietti retrovisori esterni, i fari, le luci di direzione e quelle dei freni. È inoltre importante anche rimuovere la neve dal cofano e dal tetto. Una volta che il veicolo è caldo, infatti, la neve potrebbe scivolare dal tetto sul parabrezza e impedire temporaneamente la visuale mentre si è in viaggio. D’altro canto la neve sul cofano, con la velocità, viene spinta dall’aria sul parabrezza, compromettendo anch’essa la visuale del conducente, magari in un momento decisivo. Infine, un guidatore responsabile deve anche evitare che la sua automobile diventi una sorta di «spandi neve» per gli altri utenti della strada: se infatti una volta in viaggio la neve sul tetto del proprio veicolo viene trascinata via dall’aria e cade sul campo stradale, ciò potrebbe spaventare altri automobilisti e indurli all’errore.

L’autore è giornalista giudiziario accreditato presso il Tribunale federale.


Esclusivi voli a bordo dell’elicottero Touring

Volando sulle maestose vette delle Alpi svizzere non è solo la bellezza senza tempo dei ghiacciai ad incantare, ma anche la loro percepibile forza primordiale. Touring e Scenic Air organizzano in via esclusiva per i soci TCS voli speciali con partenza da due aeroporti svizzeri – naturalmente a bordo dell’elicottero Touring. Da Interlaken: Eiger, Mönch, Jungfrau e ghiacciaio dell’Aletsch. Volo di ca. 35 minuti Dopo il decollo si sorvola il lago di Thun verso i tre giganti Eiger, Mönch e Jungfrau. Passando per l’impressionante parete nord dell’Eiger, si raggiunge un mondo di neve, ripide pareti e ghiacci eterni. Si sorvola poi il ghiacciaio dell’Aletsch e lo Schilthorn per tornare al punto di partenza. Date del volo: 12.2, 12.3, 2.4 Prezzo per persona per i soci TCS: Fr. 295.– (prezzo normale 340.–)

Da Sion: volo su Zermatt e Cervino. Volo di ca. 35 minuti Si sale passando per la Val d’Herens con vista sulla Dent Blanche e si arriva al Cervino. Sorvolando Zermatt si possono ammirare i principali Quattromila delle Alpi svizzere. Passando per il Weisshorn si fa ritorno nella Valle del Rodano. Date del volo: 19.2, 19.3, 9.4 Prezzo per persona per i soci TCS: Fr. 295.– (prezzo normale 340.–)

Tagliando d’iscrizione Mi iscrivo per la seguente data

Numero di persone

Cognome

Nome

Via

CAP/Località

E-mail

N. tel. port.

Data

Firma

Inviare a: Scenic Air AG, casella postale 412, 3800 Interlaken.

Informazioni importanti I minuti di volo sono indicativi. La durata del volo e la rotta possono variare a seconda delle condizioni meteo e della rotazione dei venti. I voli panoramici si addicono a persone di ogni età. Un elicottero può portare al massimo cinque passeggeri per ogni volo. Maggiori informazioni quali il punto d’incontro, l’orario e come raggiungerci saranno comunicate dopo l’iscrizione. Salti in paracadute tandem da Reichenbach A Reichenbach vi offriamo, ogni giorno, lanci in paracadute tandem. Dall’aereo, per i soci TCS: Fr. 360.– (prezzo normale 380.–) Altre informazioni e prenotazioni: Scenic Air AG, casella postale 412, 3800 Interlaken Tel. 033 821 00 11, fax 033 821 64 14 E-Mail: info@scenicair.ch www.scenicair.ch


13 gennaio 2011 | touring 1 | società e mobilità

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Un’arma contro il ghiaccio L’Alta scuola specialistica bernese ha messo a punto un rilevatore del ghiaccio. Testato sull’A6, sarà installato progressivamente sull’insieme della rete autostradale elvetica.

Peggior nemico dell’automobilista in inverno, il ghiaccio è ogni anno all’origine di numerosi scontri dalle conseguenze spesso drammatiche: il 7 marzo 2009, si contavano 13 feriti in un tamponamento a catena che ha coinvolto una decina di veicoli sull’autostrada A6, tra Rubigen e Muri (BE). Formandosi generalmente in meno di un’ora, le lastre di ghiaccio sorprendono gli utenti della strada e prendono in contropiede i responsabili della viabilità. Da qui l’utilità del sistema messo a punto dall’Alta scuola specialistica bernese su mandato dell’Ufficio federale delle strade, mirante a rilevare in anticipo la comparsa di ghiaccio.

Sicuro ed ecologico | Concepito da due matematici, un fisico e un esperto di MeteoSvizzera, il sistema poggia su una moltitudine di dati meteorologici raccolti da sensori disposti lungo le strade: temperatura dell’aria e del fondo stradale, umidità, stato della strada, nuvolosità, temperatura del gelo e della condensa, direzione del vento ecc. Quasi una trentina di parametri sono integrati in permanenza. Sintetizzando l’insieme di queste informazioni, il sistema riesce a prevedere l’ampiezza del pericolo di ghiaccio per le successive due ore. Aggiornato ogni 15 minuti, garantisce una sorveglianza in tempo reale e permette di spargere il sale preventivamente in modo mirato. Contribuisce così a diminuire il rischio di incidenti e a gestire l’ambiente riducendo la quantità di sale sparso sulla carreggiata. Testato durante due anni

sull’A6 e A8 tra Münsingen e il Passo del Brünig, ha dimostrato un’affidabilità del 95% e una precisione vicina al mezzo grado di temperatura.

Il colore del pericolo | Concretamente, appena appare un rischio di lastre di ghiaccio, il sistema avverte automaticamente il capo della viabilità tramite sms, e-mail o altro mezzo elettronico. L’interessato consulta allora una carta informatizzata della rete stradale, dove i diversi tratti sono colorati di verde, giallo e rosso, in funzione del grado di pericolo. Su tale base può decidere di spargere sale in anticipo in completa conoscenza di causa: «Il savoirfaire dei responsabili della viabilità e la loro conoscenza del terreno sono essenziali – spiega il matematico Daniel Bättig, tra gli ideatori del sistema –. D’altronde abbiamo ampiamente tenuto conto delle loro osservazioni nella fase di concepimento del progetto, al momento di elaborare l’algoritmo

e di adattarlo alle specificità locali». Forte di queste esperienze positive, l’Ustra ne sta studiando l’applicazione all’insieme della rete autostradale elvetica, sicuramente tramite un partenariato con una ditta privata. La friburghese Boschung e l’inglese Vaisala sembrano le candidate più serie. Ma nulla impedisce che ci si rivolga alla fine proprio a MeteoSvizzera, anche lei titolare di una grande esperienza in materia.

Adattato ai microclimi | Una cosa è

sicura per Daniel Bättig: le autostrade svizzere saranno dotate del sistema entro una decina d’anni. Una prospettiva che rallegra Martin Rösti, corresponsabile delle strade nazionali nel Canton Berna: «Questo strumento di previsione ci permette di prendere rapidamente la decisione giusta, tenendo conto dei diversi microclimi. Grazie ad esso lo scorso anno non abbiamo avuto nessun incidente dovuto al ghiaccio».

Jacques-Olivier Pidoux

Alla domanda se queste previsioni sulla formazione di ghiaccio saranno un giorno accessibili agli automobilisti, Daniel Bättig risponde negativamente: «Esse richiedono un’interpretazione da parte di uno specialista. Vedendo un tratto annunciato come sicuro, una persona imprudente potrebbe circolare troppo velocemente, mettendosi così in pericolo». In Svizzera in caso di perdita di controllo del veicolo, la responsabilità ricade sempre sull’automobilista. Soltanto un grave difetto di manutenzione della carreggiata farebbe scattare le circostanze attenuanti davanti ad un’istanza giudiziaria. jop

Jacques-Olivier Pidoux

Solo per gli specialisti

Un sistema di rilevamento antighiaccio messo a punto da Urs Mori (a sin.) e Daniel Bättig.


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società e mobilità | touring 1 | 13 gennaio 2011

› La vecchia Volvo si avvia verso il suo ul-

timo viaggio: a fatica e al rallentatore sale sul nastro trasportatore, per poi scomparire nella voragine dell’impianto di demolizione. Ne segue un rumore assordante e un minuto dopo migliaia di frammenti dell’auto fuoriescono dall’impianto fumanti di vapore. In un battibaleno la macchina, pesante 28 tonnellate e del costo di 8 milioni di franchi, fa tutto il lavoro: come mosso dalla mano di un fantasma, un frantoio riduce in minuscoli pezzi la vettura, sia le componenti con difetti sia quelle rivendibili, compresi i pneumatici. I materiali vengono separati in base alle loro caratteristiche fisiche. Attraverso la cernita mediante ventilazione, vengono messi da parte polvere, peli, imbottiture e materie sintetiche leggere. Gli elettromagneti si occupano della separa-

zione degli acciai, mentre gli apparecchi ad alta frequenza dividono i metalli dai non metalli. Alla fine la Volvo risulta suddivisa in diversi mucchi omogenei; poi i dipendenti si occupano dell’ultima fase lavorando di precisione al nastro trasportatore, ad esempio togliendo i cavi di rame.

Sino a 20 000 auto | Presso la ditta Karl Kaufmann Recycling AG (Thörishaus/Köniz BE), che di recente ha festeggiato il suo 150° anniversario e che in Svizzera è una tra le più grandi del genere, si trova uno dei sette impianti di demolizione del Paese. Stando al direttore Werner Nydegger qui vengono demolite ogni anno dalle 18 000 alle 20 000 auto, ciò che corrisponde a 85 veicoli al

Fatta a pezzi in men che non si dica Ogni anno in Svizzera vengono rottamati all’incirca 100 000 veicoli, un quinto dei quali sono triturati in moderni impianti di demolizione. Poi comincia il riciclaggio vero e proprio.

giorno. Prima della consegna, la vecchia quattro ruote viene spogliata dai commercianti di pezzi usati di tutte le componenti riutilizzabili. Tra queste, anche il catalizzatore che può valere dai 50 ai 70 franchi. Questo macchinario super moderno di fabbricazione tedesca, con 1250 cavalli, può frantumare 40 tonnellate di materiale all’ora. Due terzi del materiale demolito sono in genere rifiuti dell’economia domestica, dell’industria e dei Comuni, dalla bicicletta arrugginita alla macchina da lavare. Sull’area della Kaufmann che si estende


13 gennaio 2011 | touring 1 | società e mobilità

Attualmente a Hinwil, nel Canton Zurigo, è in corso un tentativo per rendere ancora più ecologico il trattamento delle scorie.

Partenza per l’estero | Una parte dei metalli selezionati dai moderni impianti di demolizione viene esportata all’estero dove viene elaborata. I prezzi variano in modo enorme a seconda della situazione sul mercato mondiale. Così oggi una tonnellata di rame costa 8900 franchi, mentre durante la crisi finanziaria nel 2008 il prezzo era di soli 3000 franchi. È anche per questo che le auto vengono riciclate più o meno velocemente a seconda della fluttuazione dei metalli sul mercato. Heinz W. Müller

Info Touring www.stiftung-autorecycling.ch www.kaufmann-recycling.ch

100 000 tonnellate Su 80–100 000 tonnellate di rottami, negli impianti di demolizione svizzeri rimangono ogni anno 20–30 000 tonnellate di RESH (REststoffe aus SHredderanlagen: residui materiali degli impianti di demolizione), che devono essere trattate come rifiuti straordinari. Sedili, imbottiture, arredi interni sono i rifiuti che si possono bruciare. Il RESH è costituito da plastica (60%), vetro, sabbia (elementi minerali; 15%), stoffe, pelle, legno (10%) così come polvere di vernice, ruggine (10%) e metalli (5%). Le auto vecchie costituiscono solo il 30% dei metalli elaborati dall’impianto di demolizione. Ogni anno la quantità di RESH ammonta a 50–60 000 tonnellate. tg

foto Mathias Wyssenbach

lungo un chilometro tra i binari delle FFS e l’autostrada, si accumulano montagne di rifiuti e di carrozzerie pressate. All’incirca il 72% dei resti possono venire riutilizzati in qualche modo, mentre ciò che rimane è definito RESH (cfr. riquadro) e viene eliminato in un impianto d’incenerimento. Problematica rimane la questione delle scorie dell’inceneritore, dato che contengono residui di metallo. Auto Recycling Svizzera, la fondazione sostenuta dagli importatori di veicoli, voleva edificare a Monthey, in Vallese, un impianto altamente moderno per il miglioramento del riciclaggio dei residui della rottamazione. Il progetto milionario venne però affossato nel 2005, anche perché nel frattempo il settore degli inceneritori ha fatto progressi enormi.

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È suonata l’ultima ora per questa vecchia automobile...

... che in un attimo viene polverizzata.

Alcuni lavori «di fino» vengono effettuati ancora a mano.

Dopo una separazione accurata si può riutilizzare molto materiale.


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Alla guida sotto metadone Gli ex eroinomani, che oggi seguono un programma sostitutivo con il metadone, possono a determinate condizioni rifare la patente di guida. Il metadone, che viene somministrato sotto controllo, non pregiudica infatti le facoltà relative alla guida. nomane quando, in occasione di un controllo, la polizia gli ritirò la licenza di condurre. Oggi Gasser ha dieci anni di più e non fa più consumo di eroina. Ma è tuttora un tossicodipendente. Ogni mattina, infatti, ingerisce una dose di metadone. Una sostanza oppiacea artificiale, in pratica un antidolorifico, che lo aiuta a trascorrere la giornata senza crisi di astinenza. Fin qua, quasi una storia di comune quotidianità. Ciò che sorprende invece è che, nonostante l’assunzione di metadone, Thomas Gasser ha potuto rifare la licenza di condurre e oggi lavora come autista per una ditta di consegne del settore alimentare; in pratica ogni giorno guida l’automobile per le strade di Berna. Nessun problema, afferma Barbara Gugger, capo-medico del Centro ambulatoriale per il trattamento delle tossicodipendenze a Berna: «In dosi corrette il metadone non limita i nostri pazienti in alcuna maniera. Le facoltà di concentrazione e di reazione non vengono colpite dal metadone».

Un’eccezione | Bisogna fare subito una premessa: sono pochi coloro che con un passato da drogati alle spalle possono rifare la patente. «Vi sono collegati alti costi e molti dei pazienti sono rimasti troppo a lungo fuori delle regole sociali», chiarisce la dottoressa Gugger. Inoltre vi sono severi requisiti da soddisfare: «Chi sostituisce la dipendenza da oppiacei con il metadone, fondamentalmente non è adatto alla guida a causa della mancanza di numerose capacità di adattamento e di prestazioni», si legge nella valutazione del gruppo di lavoro «Medicina della circolazione» della Società svizzera di medicina legale. Solo a determinate condizioni i pazienti che assumono metadone potrebbero riottenere la licenza di condurre; e solo per quanto riguarda la categoria B (automobili). Innanzitutto un paziente deve seguire un programma con il metadone da almeno sei mesi. Questo, spiega la capo-medico, allo scopo da un lato che si abitui al metadone, dall’altro che venga trovato un dosaggio stabile. «Il paziente riceve solo la quantità di metadone che gli consente di trascorrere la giornata senza sintomi da astinenza. Il metadone deve togliergli il dolore, niente di più». In parallelo vengono fatte le analisi dell’urina. Se qualcuno rivuole la patente

deve tenersi lontano da ogni tipo di consumo di stupefacenti (oppiacei, cocaina, canapa ecc.). Ciò viene controllato attraverso analisi a sorpresa delle urine o dei capelli.

Analisi successive | Solo dopo aver sod-

disfatto le condizioni richieste dall’Ufficio della circolazione e della navigazione del Canton Berna, per un paziente sotto metadone è possibile rifare la licenza di condurre. A patto di essere disponibili a sottoporsi ad analisi delle urine a sorpresa durante un periodo che può andare fino a due anni. «Se qualcuno viene meno a queste condizioni, dovrà restituire immediatamente la patente», dice Gugger. Un’apposita statistica degli incidenti non esiste, eppure il medico del traffico Dr. Matthias Pfäffli, dell’Istituto di medicina legale dell’Università di Berna, è convinto che i pazienti che seguono da sei mesi un programma con il metadone non rappresentino un pericolo per la circo-

lazione. Ricerche scientifiche hanno dimostrato che, con determinati requisiti, l’attitudine alla guida non è limitata dal metadone: «Se il paziente evita di consumare altre droghe, se non ha malattie psichiche o fisiche rilevanti per la guida ed è socialmente integrato, il conducente non rappresenta un rischio di incidente accresciuto», afferma il dottor Pfäffli. Lavori di ricerca che smentiscono queste affermazioni non sono noti.

Svizzera pioniera | In tutta la Confederazione valgono più o meno le stesse condizioni per i pazienti sotto metadone che vogliono riottenere la patente di guida, informa la dottoressa Munira Haag-Dawoud dell’Istituto di medicina legale di Zurigo. «Perfino la Germania, che fino ad ora era molto restrittiva, oggi su questa materia sta intraprendendo un cammino simile alla Svizzera». Reto Liniger

Urs Lindt

› L’allora 28enne Thomas Gasser era eroi-

Grazie al metadone un ex eroinomane può tornare a lavorare come autista.


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La manutenzione si calcola online

Il rilevatore di pedoni individua i passanti e se necessario aziona una frenata d’emergenza.

Assistenti antiurto convincenti I sistemi anticollisione permettono davvero di evitare un tamponamento o addirittura di investire un pedone? Il verdetto di un test del TCS è piuttosto positivo.

› C’è un conducente su quella vettura? Non

siamo ancora a questo punto, ma certe automobili, come la Honda Accord dotata di un sistema anticollisione accoppiato ad un sistema di frenata d’emergenza, promettono di aiutare l’automobilista. La Volvo S60 aggiunge una videocamera in grado di identificare i pedoni fino ai 35 km/h e azionare i freni. Alla base di queste tecnologie c’è un regolatore di velocità adattivo incaricato di controllare e mantenere la distanza dal veicolo che precede. Questa sorveglianza è operata grazie ad un sistema radar o infrarossi che monitora lo spazio nel raggio di circa 120 m.

Funziona! | I rilevatori anticollisione

spingono questa funzione ancora più in là, riuscendo a riconoscere gli ostacoli immobili ed effettuando frenate più decise. Gli esperti del TCS hanno valutato i sistemi Honda e Volvo simulando una colonna di auto ferme grazie all’impiego di ostacoli flessibili istallati in pista. A 25 km/h, i due veicoli si sono avvicinati alla colonna senza che il conducente azionasse i freni. Nel caso di Honda, dotata di CMBS (collision mitigation brake system), la frenata d’emergenza non ha evitato completamente l’urto, poi-

ché funziona soltanto fino a 20 km/h. La velocità è risultata tuttavia fortemente ridotta e gli allarmi sonori e acustici erano nettamente percettibili prima della collisione. Inoltre si è percepita chiaramente anche l’accresciuta tensione delle cinture. Da parte sua, la Volvo S60 è stata decelerata fino all’arresto completo prima dell’ostacolo. Gli avvisi acustici e ottici si sono manifestati anch’essi in modo sensibile, anche se tendono ad inserirsi troppo presto. Il sistema Volvo combina inoltre il radar del sistema adattivo ad una telecamera ottica. Di giorno è in grado di individuare i pedoni davanti al veicolo. In conclusione, il sistema Honda funziona bene, ad eccezione di decelerazioni talvolta incerte in occasione di sorpassi autostradali. Precipitazioni nevose importanti limitano inoltre la sua azione. Buono anche il bilancio della Volvo S60 che lavora armoniosamente sia in frenata sia in accelerazione. Gli allarmi anticollisione tuttavia tendono ad inserirsi con troppa fretta in particolare su percorsi movimentati affrontati a buona andatura. La perfezione non esiste. Il conducente del resto non dovrebbe comunque ridurre il suo grado di vigilanza. MOH/TCS c+p

È difficile per il normale automobilista valutare i costi che derivano dalla manutenzione del proprio veicolo. Raggruppando i dati di oltre 1700 modelli, la banca dati online creata dal Touring Club Svizzero offre un’apprezzata trasparenza al momento di acquistare un’automobile o di verificare gli interventi eseguiti dall’officina meccanica. In pratica, basta selezionare il modello e si ottiene una visione d’insieme dei lavori prescritti con gli intervalli chilometrici ed i relativi costi. Le informazioni, ottenibili anche in formato pdf, offrono altresì un elenco dettagliato dei pezzi di ricambio e dei liquidi da sostituire, unitamente al loro prezzo. Ricordiamo che i costi dei servizi per 180 000 km oscillano tra meno di 2000 ad oltre 6000 franchi. tg Info Touring La ricerca si può fare su www.servicekosten.tcs.ch. Prezzo per richiesta: visione di tutti i programmi di manutenzione, soci TCS 5 fr. (non soci: 10 fr.); programma di manutenzione singolo in dettaglio, soci TCS, 2 fr. (non soci: 5 fr.).

Deduzione fiscale CD «Costi chilometrici 2011» I tragitti percorsi privatamente con i veicoli aziendali devono essere menzionati sulla dichiarazione dei redditi. Per facilitare questo sgradevole compito, il TCS ha elaborato il CD-ROM «Costi chilometrici 2011» che facilita il compito dei servizi contabili delle aziende nel calcolare i costi da dichiarare. Prezzo: soci TCS, 29 fr. (non-soci, 39 fr.); ordinazioni: www. infotechtcs.ch.

Tragitti sotto controllo Libro di bordo TCS Questo fascicolo è stato concepito per iscrivere i tragitti a fini privati svolti con veicoli aziendali, ma è utile anche per le aziende che posseggono veicoli utilizzati da diversi collaboratori. Per quanto riguarda i privati, lo potranno utilizzare per controllare con precisione i consumi ed i costi di manutenzione correnti. Prezzo: soci TCS, 10 fr. (non-soci, 15 fr.); ordinazione: www.infotechtcs.ch.


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13 gennaio 2011 | touring 1 | test e tecnica

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Un rinnovamento in stile SUV SsangYong riparte con la Korando, che passa dall’atavico statuto di fuoristrada a quello di ammiccante SUV.

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› Il più piccolo costruttore coreano ha rischiato di soccombere

La Touareg ibrida non disdegna lo sterrato, meglio se poco accidentato, poiché quest’auto raffinata assomiglia più ad una lussuosa ammiraglia.

L’ibrida 4�4 che si muove davvero Finora le fuoristrada ibride parevano più degli alibi. La VW Touareg si propone come SUV di lusso con virtù da «scalatore».

› Diciamolo subito, la VW Touareg ibrida punta più alle presta-

zioni che ai consumi ridotti: ne sia prova la media di 8,2 l/100 km dichiarata per il ciclo misto, ma che esplode nell’uso quotidiano fissandosi attorno ai 12 l. Tenuto conto delle accelerazioni impressionanti del V6 benzina sovralimentato, accompagnato da un motore elettrico, il bilancio è tuttavia onorevole. Anche perché le riprese sono quelle di un grosso V8 così come il peso di questo mastodonte tanto pesante quanto ingombrante. Ciò detto, il brio col quale il sistema ibrido parallelo alterna i cambi fra trazione termica ed elettrica è sbalorditivo. Se si tiene il piede leggero sul «gas», la Touareg può spostarsi su brevi distanze in modalità completamente elettrica (max. 50 km/h). Una facoltà molto utile nel traffico saturo. Altra faccia di questo ibrido, il V6 si disinserisce dal cambio non appena si leva il piede dall’acceleratore. Ne deriva la sensazione di «surfare» in autostrada. E poiché tali diverse fasi si susseguono in modo impercettibile, il piacere è assoluto, grazie anche alla trasmissione automatica a 8 rapporti e alle sospensioni pneumatiche (3960 fr.). Oltre al peso accresciuto, l’unico inconveniente del modello ibrido è il bagagliaio ridotto (–87 l) a causa delle batterie alloggiate sotto il fondo. Per il resto, questo veicolo a trasmissione integrale (differenziale Torsen) mantiene le stesse caratteristiche da «scalatore» delle versioni termiche. Compreso il fatto di avere a che fare con un’auto di lusso... anche nel prezzo. MOH

alla crisi. Entrato nella sfera d’influenza dell’indiana Mahindra, il suo futuro sembra ora assicurato. La silhouette gradevole della nuova Korando griffata Giugiaro è l’emblema del rilancio. Questa SUV compatta, la cui linea del tetto inclinata fa pensare ad una crossover, si fregia di essere il primo modello 4�4 della casa dotato di carrozzeria autoportante. Pur senza primeggiare, questo veicolo con assale posteriore a bracci multipli gestisce bene il rollio e rivela una tenuta equilibrata. Può inoltre contare su un diesel vigoroso che eroga 175 CV. Tuttavia il motore, che emette un battito marcato, è dotato di un’ampiezza di regimi ridotta ed è accoppiato ad un cambio con i primi rapporti assai corti. Da buona SUV, la Korando funziona a trazione anteriore, ma è inseribile la trazione integrale fino a 40 km/h. Un angolo di attacco favorevole le consente peraltro di affrontare lo sterrato. Ma questa SsangYong del nuovo corso è soprattutto una stradista. Nonostante una qualità percepita un tantino grezza, l’allestimento interno è accattivante. I passeggeri posteriori godono di spazio a profusione e di schienali regolabili. Il bagagliaio di buona capacità è affiancato da un sedile posteriore facilmente ribaltabile che libera uno spazio di carico completamente piano. Ma la Korando emerge soprattutto per il suo equipaggiamento completo. Di che issarsi in testa alla categoria per quanto riguarda il rapporto qualità-prezzo. MOH

Positivo: prezzo imbattibile, bel design, dotazione completa anche sul modello base, abitabilità posteriore, modularità del bagagliaio, garanzia (5 anni) Negativo: il motore batte in testa, scarsa ampiezza di regimi, visibilità dietro, leve dei comandi arcaiche (tergicristalli ecc.). Tecnica: SUV; lunghezza: 4,41 m; bagagliaio: 486 l; peso a vuoto: 1672 kg; 4 cil. turbodiesel 2 l, 175 CV, 360 Nm a 2000 giri/min; cambio 6 rapp., trazione integrale; da 0 a 100 km/h in 10 s; carico trainabile: 2000 kg Consumo (inverno): 8,7 l/100 km, autonomia 655 km Prezzo: 35 990 fr. (4WD Sapphire).

Positivo: vera 4�4 ibrida, tecnologia affermata, prestazioni sportive, comportamento e piacere di marcia, abitabilità e modularità Negativo: consumi deludenti, peso e ingombro elevati, prezzo elitario e opzioni costose, dosaggio del freno a mano elettrico. Tecnica: SUV, lunghezza 4,80 m; bagagliaio: 493 l; peso a vuoto: 2315 kg; V6 3 l, 333 CV; elettrico 46 CV; potenza combinata 380 CV, 580 Nm; cambio aut. a 8 rapporti; trazione integrale; da 0 a 100 km/h in 6,5 s; peso trainabile: 3,5 t Consumo in prova: 12,5 l/100 km, autonomia 680 km Prezzo: 109 400 fr.

Discendente da una stirpe di fuoristrada rampanti nata nel 1974, la nuova SsangYong Korando si inserisce decisamente tra le SUV compatte.


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test e tecnica | touring 1 | 13 gennaio 2011

La C4 rinuncia alle stravaganze La nuova C4 si presenta in versione preziosa, ma senza stravaganze. Un elevato comfort e un motore turbodiesel dalle potenti riprese. Test della Citroën C4 2.0 HDi. troën ritorna in un certo senso alla normalità, nella misura in cui le stravaganze del primo modello sono abbandonate. Cionondimeno, questa vettura di classe media si esprime più come un adattamento che non come un ritorno al passato. L’aspetto esterno è di eleganza classica, riconducibile al marchio Citroën. La nuova vettura di classe media del segmento inferiore è lunga 4,3 metri e pesa 1545 chili.

Interni eleganti | Sulla nuova C4, Citroën

ha rinunciato completamente alle novità tecniche stravaganti. Invano si cerca il volante a mozzo fisso, il diffusore di fragranze oppure gli strumenti principali in versione digitale. Al loro posto dominano indicatori rotondi, anche se il contagiri e l’indicatore del serbatoio restano digitali. Piccola concessione al passato: è possibile sceglierne il colore dello sfondo. Non significa tuttavia che gli interni siano ora antiquati o a buon mercato, al contrario appaiono eleganti, realizzati con cura e materiali di qualità. Il conducente si sente subito a suo agio al posto di guida: tutto è ordinato in modo logico e ben visibile. L’unica cosa che richiede una certa pratica è il comando multifunzionale sul volante, dato che consente di gestire ben dodici funzioni a scelta. La visibilità a 360° è buona su questa nuova Citroën, ragione per la quale l’assistente di parcheggio non è indispensabile. I sedili anteriori non si lasciano rimproverare nulla in fatto di spaziosità. Peggiora la situazione dietro: la libertà di movimento per le gambe non è eccezionale e con il tetto panoramico nemmeno la testa gode di gran spazio. Il bagagliaio con i suoi 408 litri di capienza è invece molto grande. Ritenuti i problemi di spazio dietro, i sedili posteriori avrebbero potuto essere scorrevoli. Se si desidera aumentare il volume di carico del vano bagagli a 1183 litri, si possono ribaltare i sedili, ma bisogna fare i conti con

un gradino piuttosto alto. In breve, una migliore modularità della C4 non avrebbe guastato.

Qualità da sprinter | Distinto, ma con qualità da vero sprinter: queste le caratteristiche emergenti del 2 litri turbodiesel da 150 CV di cui è dotata la C4 2.0 HDi oggetto del test. In nove secondi la vettura raggiunge i 100 km/h e anche in fatto di elasticità i valori sono buoni. Oltre all’ottima ripresa e alla capacità di salire agilmente di giri, con consumi medi registrati nel test pari a 5,9 litri per 100 km, il motore figura anche tra quelli più economici. La C4 fa un’ottima figura anche per quanto concerne il comportamento. Unico neo: il diesel a trazione anteriore, dotato di ottima ripresa, tende al sottosterzo quando la guida diventa un po’ più sportiva e in caso di repentini cambiamenti di direzione, è soggetto a leggero rollio. In generale sulla C4 si gode di una sensazione di sicurezza, poiché sterza in modo preciso e permette anche una certa velocità nelle curve. Con la

+ –

continua a pagina 25

Più o meno

foto Fabian Unternährer

› Con la seconda generazione della C4, Ci-

Look gradevole, anche all’interno, motore con ottima ripresa e prestazioni confacenti, piacevolezza di guida, ampio bagagliaio (408 l), ampio equipaggiamento per il comfort, consumi contenuti.

Spazio per testa e gambe sui sedili posteriori ridotto, modularità poco innovativa, consolle centrale con molteplici comandi, volante con troppe funzioni, peso elevato del veicolo che riduce la capacità di carico.

Interni senza stravaganze.


13 gennaio 2011 | touring 1 | test e tecnica

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La nuova C4 ritrova gli accenti visivi tipici di Citroën, rinunciando ad un design troppo ricercato.

tabella comparativa Prezzo (fr.) Cilindrata (cc) Potenza (kW/CV) Coppia massima (Nm/min) Consumo (l/100 km) Rumore int. 120 km/h (dBA) Costi al chilometro (fr./km)3 Costi di manutenzione4 Test «Touring»

Citroën C4 HDi Exclusive

Honda Civic CTDi Exclusive

Renault Mégane dCi Privilège

VW Golf TDI Highline

37 200.– 1997 110/150 340/2000 5,1 A2 69 –.75 11113 1/2011

37 600.– 2204 103/140 340/2000 5,31 B2 715 –.77 11133 5/20065

40 600.– 1995 118/160 380/2000 5,91 C2 706 –.79 11113 5/20096

39 440.– 1968 103/140 320/1750 4,81 A2 697 –.75 11113 1/20097

dati secondo l’importatore 2 efficienza energetica secondo l’importatore (15 000 km/anno) 5 Honda Civic 1.8 Sport 6 Renault Mégane 2.0 Privilège

1

3

7

su 15 000 km/anno 4 su 180 000 km VW Golf 2.0 TDI Comfortline

Cockpit ben visibile, ma con un volante sovraccarico di comandi.


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Il riscaldamento lorennee lim a carbonio economico ro» itata co

con telecomando e timer

Calore per meno di 20 cent. / l‘ora* Sulla terrazza, ...

girevole fino a 90°

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Questa stufa moderna le prolunga il piacere dell’estate e le offre un calore piacevole sul balcone, sul portico o nel giardino d’inverno. Si può usare anche in salotto, nello studio fitness, in cantina e dappertutto dove serve. La nuova tecnologia prevede un risparmio energetico ed efficiente. Con il suo design moderno ed elegante e le sue misure ottimizzate si può usare dappertutto. Il principio del riscaldamento a carbonio è il riscaldamento dell’oggetto e non dell’aria. Il caldo non sale verso l’alto come l’aria, ma i raggi sono irradiati come i raggi del sole è per questo motivo che questo riscaldamento è così economico. Le due braccia della stufa si possono girare individualmente in orizzontale o verticale e ruotano fino a 90°C. In più il suo riscaldamento a carbonio si può oscillare di 270°.

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Sicurezza che convince:

• Dispositivo di spegnimento automatico in caso che un bambino o un animale domestico lo fa ribaltare • La stufa non può essere messa in funzione se il bottone di sicurezza non tocca terra • Griglia metallica di protezione per evitare il contatto diretto con le lampade roventi • Dispositivo di sicurezza contro il surriscaldamento

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Dati tecnici:

Base oscillante (rotazione) 270° Riscaldamento efficace, mirato come i raggi del sole Risparmio energetico, senza preriscaldamento Senza emissione di gas Senza movimento dell’aria o della polvere (ideale per persone allergiche o asmatiche) Timer integrato 30/60/90 minuti Design moderno ed elegante Leggero e facilmente trasportabile grazie alla comoda maniglia Non consuma ossigeno Diversi livelli di potenza A norma di legge UE / ROHS conform Silenzioso e inodore

Dimensioni (L x P x A): 38 x 38 x 90 cm Intensità/frequenza: 220 – 240 Volt / 50 Hz Livelli di potenza (2 livelli): 600 – 1200 W Base oscillante: sì Telecomando: sì Dispositivo di sicurezza contro il surriscaldamento: sì Peso: 4 kg * Consumo di energia elettrica

solo 1,2 kW/h (ca. 11–20 ct/ora)

1kW tariffa bassa = 9.2 ct/ora 1kW tariffa alta = 18 ct/ora

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Stufa elettrica con resistenze in carbonio Fr. 149.– (modello colore nero)

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❑ Tubi in carbonio di sostituzione (modello compatibile con predecessore) set composto da 4 pz a Fr. 19.– = Fr. 76.–

Inviare il tagliando al seguente indirizzo: TCS, «Touring Shop», Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna; fax 031 380 50 06; e-mail: touringshop@tcs.ch. Per eventuali domande: TCS, «Touring Shop», tel. 031 380 50 15 (non si accettano ordinazioni per telefono). Ditta partner/consegna: Colag AG, 8003 Zurigo, solo in Svizzera o nel Liechtenstein.

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13 gennaio 2011 | touring 1 | test e tecnica

continua da pagina 22

Scheda tecnica �

149 cm

m 4c –8 61 �

passo 261 cm lungh. 433 cm (larg. 179 cm)

� �

cm 07 –1 87

90 cm �

103 cm

� �

larg. int: ant. 148 cm, post. 148 cm bagagliaio: 408–1183 litri pneumatici: 225/45 R 17, min. 205/55 R 16

VEICOLO PROVATO Citroën C4 2.0 HDi Exclusive; 5 porte, 5 posti; 37 200 fr. (auto test: 44 150 fr.) Gamma: dalla 1.4 Vti (24 650 fr.) alla 1.6 e-HDi (36 700 fr.) Opzioni (alcune): vernice metallizzata (700 fr.), tettuccio di vetro (800 fr.) Garanzia: 2 anni di fabbrica, 2 anni mobilità; 12 anni garanzia antiruggine (condizioni) Importatore: Citroën (Svizzera) SA, Route des Acacias 27, 1211 Ginevra 26, www.citroen.ch DATI TECNICI Motore: 4 cilindri 2.0 turbo diesel, 150 CV; trazione anteriore, cambio a 6 marce Peso: 1545 kg (auto del test), totale ammissibile 1885 kg, carico rimorchiabile 1750 kg

strada bagnata e a pieni regimi il controllo di trazione è messo tuttavia a dura prova, ciò che non è affatto un problema grazie ad un ESP ben calibrato.

Elevato comfort | L’equilibrio tra sospensioni in grado di assorbire le asperità del fondo stradale e un telaio sufficientemente rigido per una guida dinamica sulla C4 è stato raggiunto. Nulla da obiettare. I sedili in pelle, opzionali, offrono una buona tenuta laterale, anche se la seduta avrebbe potuto essere un po’ più lunga. Questa compatta, grazie anche alla buona insonorizzazione, offre un comfort fuori dal comune e si presta per i lunghi viaggi. Anche in fatto di sicurezza non ha nulla di cui vergognarsi: è, infatti, dotata di tutto quanto rientra

nello stato della tecnica in questo settore. Il veicolo testato era dotato anche di un sensore per l’angolo morto. In sé uno strumento utile, ma nella fattispecie indicava il veicolo in avvicinamento troppo tardi e non segnalava quando veniva comunque inserita la freccia. Con la C4, Citroën propone una vettura che colpisce per la sua elegante semplicità. Una vettura valorizzata da un motore turbodiesel che offre ottime riprese e un comfort di guida tipico di Citroën, che ne fanno un veicolo che non teme la concorrenza né nel traffico cittadino né sui lunghi tragitti autostradali. Anche il suo comportamento è buono, sebbene non sia un’auto ideale per una guida decisamente sportiva. In fatto di modularità, infine, la C4 avrebbe tratto beneficio da un po’ più di creatività.

Felix Maurhofer

I passeggeri di alta statura hanno poco spazio sui sedili posteriori, poiché il bagagliaio ha un volume di ben 408 litri. Il posteriore della C4 ne sottolinea il design classico ed elegante.

Check-up TCS DINAMICA DI COMPORTAMENTO Prestazioni (0–100 km/h): 9,0 s Elasticità: 60–100 km/h (in 4a) 6,5 s 80–120 km/h (in 4a) 6,9 s Diametro di sterzata: 11,85 m Insonorizzazione: 60 km/h: 59 dBA 11113 120 km/h: 69 dBA 11111 SICUREZZA Frenata (100–0 km/h): 36,1 m Equipaggiamento

11111 11113

COSTI DEI SERVIZI manutenzione (km/mese) ore

mano d’opera (fr.)

30 000/24 1,4 203.– Manutenzione per 180 000 km: 15 000 km/anno 21,50 4788.– COSTI D’ESERCIZIO km/anno

ct./km

fr./mese fissi variabili

15 000 30 000

75 51

608.– 608.–

Citroën C4 2.0 HDi Exclusive in dettaglio

331.– 661.–

Tariffa oraria per il calcolo TCS: 145 fr. (UFS), agenzie Citroën: da 95 a 165 franchi

CONSUMO AL BANCO DI PROVA (ciclo UE 80/1268) urbano

extra urbano misto

TCS 6,8 4,1 fabbrica 6,6 4,1 Emissioni di CO2: Media svizzera di CO2: etichettaEnergia (A–G): CONSUMO DEL TEST 5,9 l/100 km serbatoio: 60 litri

5,1 5,0 133 g/km 167 g/km A 11113

autonomia 1017 km

TCS Tecnica ed economia: Robert Emmenegger

ABITACOLO 11113 La spaziosità per i passeggeri davanti è buona, ma dietro la C4 offre poca libertà per le gambe, a causa di un bagagliaio molto grande. Dietro, il tetto panoramico riduce lo spazio a disposizione anche per la testa. COMFORT 11112 Le sospensioni confortevoli assorbono bene le asperità, senza penalizzare troppo la dinamica di guida. I sedili opzionali in cuoio sono ben rifiniti e offrono una buona tenuta laterale, benché la seduta sia un po’ corta. La C4 offre un notevole comfort di viaggio con qualità da ammiraglia di lungo corso. EQUIPAGGIAMENTO 11113 Tempomat, climatronic, assistente di parcheggio, luci dinami-

25

che in curva, assistente per le partenze in salita ecc. PRESTAZIONI 11112 Il turbodiesel ha un’ottima ripresa, una ripartizione omogenea della potenza, sale di giri rapidamente, gira in modo distinto ed è economico. COMPORTAMENTO 11113 Come per la maggioranza dei diesel a trazione anteriore, si manifesta un leggero sottosterzo in caso di guida al limite, inoltre nei cambi di direzione ondeggia leggermente. SICUREZZA 11113 Equipaggiamento conforme allo stato della tecnica. Le misurazioni dell’impianto frenante della C4 offrono dati sorprendentemente positivi.


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viaggio dei lettori | touring 1 | 13 gennaio 2011

Risultato dell’intensa attività vulcanica, vaste aree del nord-est dell’Islanda sono ricoperte da immensi strati di roccia lavica. Il 4�4 è d’obbligo.

Periplo vulcanico in terra d’Islanda Scoprire una terra modellata da secoli di eruzioni vulcaniche, è l’esperienza inedita – e quasi mistica – da vivere partecipando al nostro viaggio dei lettori in Islanda.

› L’aereo della compagnia Iceland Express

si posa sull’asfalto di Egilsstadir, piccola città del nord-est dell’Islanda situata a un’ora di volo dalla capitale Reykjavik. È qui che i viaggiatori in partenza per la regione montuosa di Vatnajökull prendono possesso della loro automobile a noleggio e comprano le vettovaglie per diversi giorni. Perché lì dove si recano, non vi sono né negozi, né ristoranti, né cascine, né bar… neppure un’anima viva. Pertanto, la prima ora di strada non ha niente che possa provocare

Il veicolo 4�4 si prende gioco allegramente dei fiumi. Vapori sulfurei nella zona d’attività geotermica di Namafjall Hverir.


13 gennaio 2011 | touring 1 | viaggio dei lettori

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foto Jacques-Olivier Pidoux

La tradizione termale è ancora viva in Islanda, ad esempio a Myvatn. La maestosa cascata di Gullfoss.

sensazioni di spaesamento in uno svizzero. Seguiamo le sponde di un lago dall’abbondante vegetazione inframmezzata da campeggi e piazzuole per le grigliate. Potremmo trovarci ai bordi di uno dei tanti laghi elvetici (ovviamente senza le ville che oggi li caratterizzano). Ma dopo circa ottanta chilometri, lo scenario cambia completamente. Lasciamo la strada asfaltata per intraprendere una pista sconnessa tra le più accidentate, intervallata da tratti estremamente in pendenza. La trazione integrale assume qui tutto il suo senso. Benché fortemente scosso, il veicolo ammortizza le forti asperità del terreno e supera senza problemi i passaggi delicati, quali ad esempio i guadi dei fiumi.

Asprezza implacabile | Poco a poco, la vegetazione si fa più rada, il paesaggio si spoglia e assume delle tonalità aride. La vertigine dei grandi spazi desertici ci rapisce mentre penetriamo nella riserva naturale di Hvannalindir. Fino all’orizzonte si estende una pianura infinita di terra nera ammantata di rosso, punteggiata di montagne a forma conica e di laghi. Questa zona fu teatro tre secoli fa di terrificanti eruzioni vulcaniche che proiettavano gigantesche

quantità di rocce e di lava. Se trascorrervi un’esistenza umana è impossibile, il paesaggio modellato dalla lava va annoverato tra gli spettacoli più seducenti che sia dato vedere. A tratti piatto e levigato, a tratti roccioso e tormentato, potrebbe servire da sfondo ad un film che tratta degli albori dell’umanità o di un’era post-apocalittica, esente da ogni traccia di civiltà. La sua asprezza implacabile ispira rispetto, soprattutto quando la meteo si arrabbia. In qualche attimo, cala la nebbia, la pioggia si abbatte a catinelle e soffiano raffiche di vento, un vento come non conosciamo in Svizzera: violento, «che trafigge», che gela le dita, sebbene ci siano 10 gradi. Meglio allora restare in macchina e aspettare che passi. Chiunque venga sorpreso in una tormenta del genere farebbe fatica a ritrovare la rotta. Inutile dire che sarebbe anche rischioso avventurarsi qui senza guida.

Statue di lava | Oltre ai paesaggi sconfinati, l’isolamento è una delle singolarità più caratteristiche di questa regione. È possibile guidare un pomeriggio intero senza vedere nessuno. Decine di chilometri possono separare due abitazioni. Unici punti d’orientamento in mezzo a questa immensità, qualche segnale stradale piazzato qua e là. Roba da godersi la solitudine, spegnere il motore, scendere dall’auto e mettersi ad ascoltare il silenzio, abitato dai soli respiri della natura onnipotente. Dopo una notte nel rifugio di Kverkfjöll, riprendiamo il nostro periplo attraverso questa terra selvaggia, di cui si capisce come abbia ispirato una ricca mitologia popolata di elfi e troll, creature leggendarie che pensiamo di intravedere osservando la forma evocatrice delle concrezioni laviche. Gli amanti delle sculture di lava non mancheranno di visitare l’affascinante sito di Dimmuborgir, dove si concentra uno strabiliante bestiario di pietra. Al fine di tornare progressivamente alla civiltà, ci immergiamo nelle terme di Myvatn, circondate da uno scenario soprannaturale di vulcani, laghi e

crateri spolverati di terra rosso-bruna. Proprio di fronte si trova il sito di Namafjall Hverir, una zona di attività geotermica che comporta sbuffi di vapore odoranti di zolfo e vasche di fango: fuma, ribolle, sprizza, schizza e scoppietta continuamente, dilaniando le viscere della terra scaldata a 100 gradi (soprattutto non abbandonare il sentiero segnalato). Per finire, ogni viaggio riuscito in Islanda non può evitare la specialità del luogo: l’immersione in una fonte d’acqua calda in piena natura. Astutamente guidati da Asgeir, la nostra guida, abbiamo trovato il paradiso in terra a Laugavellir, una cascata d’acqua tiepida a 37 gradi in uno scrigno verde con nessuno in vista… ma veramente nessuno. E allora, al diavolo il costume da bagno. E per non perdersi nulla, il fiume accanto permette un salutare caldo-freddo rigenerante.

Jacques-Olivier Pidoux

Da sapere Clima: l’Islanda è famosa per il suo tempo capriccioso che alterna in poche ore sole, pioggia e nebbia. In estate il mercurio indica tra 12 e 14 gradi, a volte con forti oscillazioni verso l’alto e il basso. Munirsi assolutamente di una giacca a vento. Fuso orario: -2 ore in estate (le 12 in Svizzera = le 10 in Islanda). Mezzi di pagamento: Visa e Mastercard sono le carte di credito più diffuse. Formalità: una carta di identità valida è sufficiente per entrare nel paese. In auto: patente svizzera accettata, se emessa da almeno 12 mesi. Attenzione a non dimenticare di fare il pieno di carburante prima di intraprendere un viaggio in una regione isolata. Fari diurni obbligatori. Viaggio dei lettori di «Touring»: un must per gli amanti della natura. Alloggi semplici – tipo capanna alpina – nelle località discoste. Il programma dettagliato alla pagina 29. jop


Vacanze in Italia

Riviera Ligure


13 gennaio 2011 | touring 1 | viaggio dei lettori

29

L’ISLANDA AL VOLANTE DI UN VEICOLO 4�4

Attraverso l’isola di fuoco e ghiaccio

Myvatn ISLANDA

Walfjord

È un’avventura da non perdere: un circuito compiuto raramente su strade asfaltate, ma piuttosto su piste dell’altopiano che attraversano in lungo e in largo l’isola, al volante di un 4 4 a noleggio, costeggiando fiumi formati da ghiacciai. Una guida esperta è a capo del convoglio, per non perdere nessuno dei partecipanti e per lasciarvi concentrare sul paradiso dei principianti dell’offroad: l’Islanda. CON MAGGIORI SERVIZI � Sicurezza grazie a guide professioniste competenti ed esperte � Veicoli 4 4 in perfetto stato (Kia Sorento o simili) � Volo diretto Zurigo/Ginevra– Islanda–Zurigo/Ginevra � Pernottamento in capanna sull’altopiano vicino al più grande ghiacciaio d’Europa (Vatnajökull) � Bagno nel cratere del vulcano vicino ad Askja � Serata finale del TCS nello stupendo Hotel Glymur

GRUPPO GRUPPO GRUPPO GRUPPO GRUPPO

1: 2: 3: 4: 5:

09–17.07.2011 16–24.07.2011 23–31.07.2011 30.07–07.08.2011 06.08–14.08.2011

Reykjavik

Egilsstadir Kverkfjöll

Landmannlaugar 100 km

Vik

T F T F T

PROGRAMMA 1° giorno, sa: volo dalla Svizzera a Keflavik e trasferta a Reykjavik. 2° giorno, do: decollo il mattino da Reykjavik a Egilsstadir. Ritiro dell’auto 4 4 a noleggio. Discussione del programma di viaggio con la guida. Viaggiando in convoglio ci s’inoltra nell’altopiano brullo e selvaggio. 3° giorno, lu: incontro ravvicinato con le forze della natura del siste-

ma vulcanico di Askja, su un’area di 50 chilometri quadrati. Gita ai laghetti del cratere e bagno nell’acqua sulfurea. 4° giorno, ma: viaggio attraverso l’incantevole zona di Myvatn. 5° giorno, me: viaggio tra paesaggi dell’altopiano brulli, disabitati e somiglianti a un deserto, passando davanti a oasi verdi come Nyidalur e Laugafell. 6° giorno, gio: ci si concentra sul Landmannlaugar. Si costeggiano fiumi e gole, si arriva a Vik passando da Kap Dyrholaey accanto a fertili campi agricoli. 7° giorno, ve: le cascate di Skogafoss e Seljalandsfoss, i geysir e le terme gorgoglianti, così come il Parco Nazionale Thingvellir sono al centro di questa giornata. La sera, cena di commiato del TCS. 8° giorno, sa: giornata a libera disposizione per scoprire la capitale dell’isola, Reykjavik. La sera trasferta all’aeroporto e riconsegna dell’auto a noleggio. Check-in e volo di ritorno in Svizzera. 9° giorno, do: atterraggio il mattino presto. Prezzi per persona 4 persone nello stesso veicolo in camera doppia CHF 4750.–* 3 persone nello stesso veicolo in camera doppia CHF 4990.–* in camera singola CHF 5250.–* 2 persone nello stesso veicolo in camera doppia CHF 5490.–* 1 persona nello stesso veicolo in camera singola CHF 7150.–* * riduzione per prenotazioni entro il 28 febbraio 2011: CHF 200.–

riduzione per partenza da Ginevra (date viaggio con accompagnatore di lingua francese) CHF 150.– supplemento volo in classe Swiss Viking, per tratta CHF 150.– prenotazione posti voli CHF 50.– Indicazioni: minimo 6 veicoli + veicolo di supporto/massimo 8 veicoli + veicolo di supporto. I pasti nelle capanne sull’altopiano vengono preparati in gruppo. Compresi: � voli da e per la Svizzera, tasse incluse � volo interno � 7 giorni auto 4 4 a noleggio cat. H incl. km illimitati, assicurazione, spese di presa a carico, tasse e spese andata � 1� pernottamento all’Hotel Glymur � 4� pernottamenti in alloggi per ospiti � 2� pernottamenti in capanne � colazione dal 2° all’8° giorno � cena nei giorni 2/3/4/5/6 � pranzo al sacco nei giorni 2/3/5/6 � cena di commiato del TCS il 7° giorno � tutte le trasferte indicate, escursioni, gite, visite e ingressi � guide professionali di lingua francese/tedesca (a seconda della data), incluso veicolo di supporto � documentazione di viaggio dettagliata Da notare: per le particolarità del viaggio si veda il programma dettagliato su www.viaggi-tcs.ch (rubrica Selezione club). Consigliamo il Libretto ETI Europa. Prenotazioni da Kontiki-Saga Reisen AG, in ogni filiale Kuoni, tel. 056 203 66 66 o su www.viaggitcs.ch (rubrica Selezione club).

o per i g g a t * Van i TCS: i socrenota entro sso a chi p 011 è conce 2 200.– bbraio il 28 fe onto di CHF c s uno


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viaggi e tempo libero | touring 1 | 13 gennaio 2011

il consulente di viaggio

Urs-Peter Inderbitzin

Chi viaggia all’estero, dovrebbe prima riflettere un attimo sulla cultura del Paese che visita. Una sua componente importante è l’abbigliamento. Non solo gli abitanti dei Paesi islamici hanno idee differenti su come vestirsi rispetto agli occidentali. In molti altri Paesi, come la Birmania, si è soliti portare maniche lunghe sino ai polsi e gonne che coprono le caviglie. In particolare, quando si visitano luoghi sacri come chiese o templi, i turisti dovrebbero vestirsi in modo consono, evitando abiti discinti. Anche sulle navi da crociera vigono regole di abbigliamento secondo il momento della giornata. In piscina ci si può muovere liberamente e anche a pranzo ci si può vestire in modo casual. Per contro, se si mangia al ristorante di bordo o in occasione della cena del capitano, è richiesto un guardaroba più ricercato. Spesso è prescritto per i signori un completo scuro o uno smoking e per le signore un abito da sera. Anche negli alberghi, per la cena è richiesto un vestito appropriato. Una consuetudine che deve essere accettata. Lo testimonia il caso di una coppia tedesca che aveva prenotato, per 2074 euro, un viaggio con mezza pensione in un hotel di categoria medio-alta a Creta. La sera al ristorante dell’albergo al marito è stato richiesto di mettere i pantaloni lunghi al posto dei tre quarti che indossava. Di ritorno in Germania, la coppia ha chiesto all’agenzia il rimborso di un quinto del prezzo del viaggio, perché sul catalogo non era indicato l’obbligo di vestire in un dato modo in una determinata circostanza. Il caso è arrivato davanti alla pretura di Monaco, che ha deciso che l’obbligo a indossare pantaloni lunghi in occasione della cena in un hotel di standard elevato non rappresenta un danno alla vacanza. Chi viaggiando all’estero non è pronto a rispettare, nel limite del possibile, le usanze del luogo e portare dunque i pantaloni lunghi, allora dovrebbe restarsene a casa.

L’autore è giornalista giudiziario accreditato presso il Tribunale federale.

ald

Fare bella figura anche in viaggio all’estero

Un viaggio in 4�4 è una vera avventura attraverso paesaggi altrimenti irraggiungibili.

Nel mondo in 4�4 Namibia, Cina, Patagonia e Islanda: sono le quattro destinazioni per le quali gli specialisti Rotunda Tours, Intens Travel, Dorado Latin Tours e Kontiki-Saga hanno elaborato in esclusiva per Viaggi TCS dei circuiti da percorrere con veicoli 4�4. Questi tour accompagnati, durante i quali i partecipanti prendono personalmente il volante, promettono esperienze assolutamente speciali. Tra i punti salienti del periplo di 20 giorni in Namibia ci sono il Parco nazionale di Etosha e le dune rosse di Sossusvlei. Su piste a volte impegnative, i viaggiatori raggiungeranno luoghi isolati, valicheranno difficili passi, attraverseranno letti di fiumi e guideranno lungo la costa sulla sabbia del mare. Nell’interno, con un po’ di fortuna, si potranno vedere rinoceronti, elefanti, giraffe, leoni e ghepardi. Durante il viaggio in Cina, i partecipanti scopriranno in dodici giorni il magico Yunnan con le sue terrazze di riso e i variopinti mercati, ma anche moderne città. Il viaggio sarà accompagnato dall’ex pilota da corsa svizzero e conoscitore della Cina Peter Schindler. Diciotto giorni dura il periplo attraverso la Patagonia e la sua natura mozzafiato: la penisola di Valdes, dove si possono ammirare nugoli di uccelli accanto a elefanti e leoni marini, il rude paesaggio di montagna con laghi di color turchese alla frontiera tra Cile e Argentina, le sconfinate praterie della pampa e l’imponente ghiacciaio del Perito Moreno. Il circuito in Islanda conduce in otto giorni alle affascinanti meraviglie della natura di Myvatn e oltre, su una pista sterrata di alta quota lunga 200 chilometri attraverso un paesaggio sterile e disabitato, fiancheggiato da giganteschi ghiacciai, fino alla fertile, verdeggiante, costa meridionale con le sue colonie di uccelli, le imponenti cascate e i famosi geyser. Catalogo e prenotazioni in ogni filiale di Kuoni oppure tramite il sito Internet: www.viaggi-tcs.ch (rubrica: Selezione Club). tg

Assieme va meglio

Raduno di mongolfiere

Escursionisti e ciclisti Chi non conosce la situazione in cui un ciclista in rampichino sfiora ad andatura sostenuta un gruppo di persone in passeggiata, provocandone l’irritazione. Sentieri Svizzeri, SvizzeraMobile, Swiss Cycling e l’Ufficio prevenzione infortuni (upi) promuovono il rispetto reciproco tra escursionisti pedestri e ciclisti in mountain-bike. A tal scopo, hanno sviluppato assieme un’intesa, che getta le basi per futuri lavori pianificatori che dovrebbero evitare conflitti tra le due forme di mobilità. Maggiori informazioni sui siti: www.svizzeramobile.org e www.wandern.ch.

A Crans-Montana Per la 30ma volta, dal 15 al 17 gennaio decine di piloti di mongolfiere si raduneranno sul terreno dell’Etang Long a Crans-Montana (VS). Numerosi equipaggi offrono voli liberi oppure ancorati in pallone aerostatico. I voli ancorati sono assolutamente gratuiti e perfetti per chiunque voglia godersi l’altitudine e sognare per un momento di librarsi in cielo come il leggendario Icaro. I voli liberi sono invece possibili solo su prenotazione e a pagamento. Gli interessati si annunciano a Jean Mudry all’Hotel Alpina & Savoy di Crans-Montana, tel. 027 485 09 00.


13 gennaio 2011 | touring 1 | viaggi e tempo libero

Chi va in ciaspole rispetti la natura

taccuino da viaggio

Christian Bützberger, redattore

Previsioni 2011 da prendere con le pinze

Mentre le ciaspole guadagnano popolarità, nessuno si preoccupa degli escursionisti che si insinuano nella natura mettendo in pericolo la fauna e la flora.

› La

pratica delle racchette da neve ha conosciuto una forte espansione nel corso degli ultimi anni. Appannaggio esclusivo di qualche appassionato solo un decennio fa, sta diventando una delle attività invernali più apprezzate dopo lo sci. La vendita di ciaspole è salita dalle 3000 paia del 2000 alle 75 000 del 2006 e a breve potrebbe raggiungere le 325 000 paia considerando il serbatoio di passeggiatori in estate. Accessibile a tutti, poco onerosa, questa attività permette di godere i piaceri della neve fuori dalle piste da sci spesso sovraffollate, di ammirare panorami mozzafiato e di avventurarsi in piena natura in foreste e sottoboschi.

Attenti alla selvaggina | Ma questo

pericolo di valanghe. Perché contrariamente a quanto si pensa, nei boschi possono scatenarsi delle colate di neve. Venti persone hanno trovato la morte negli ultimi dieci anni durante delle passeggiate con le ciaspole, la maggior parte a causa di valanghe. Più che mai, Laurent Buchs insiste sul motto: «Se abbandonate i sentieri battuti, fatevi sempre accompagnare da una guida».

Portes du Soleil | Sensibile a questa mas-

sima, il comprensorio sciistico vallesano delle Portes du Soleil ha sviluppato una vasta rete di 31 chilometri di sentieri destinati alle ciaspole. È così possibile andare da Les Crosets a Champoussin attraversando i boschi e fiancheggiando i costoni, approfittando di un punto di osservazione unico sulla vallata del Rodano e le Alpi vodesi, il tutto intervallato da simpatici ostelli dove ristorarsi. E se si aspira soprattutto a una bella passeggiata, non si eviterà di incamminarsi per il sentiero didattico «Ecotrace», che sensibilizza alla fragilità dell’ecosistema alpino. Jacques-Olivier Pidoux

Info Touring Maggiori informazioni direttamente sui siti www.sentiers-raquettes.ch e www.globaltrail.ch. Per il comprensorio delle Portes du Soleil (VS) si veda www.valdilliez.ch.

swiss-image.ch/Christof Sonderegger

affollamento non è privo di problemi: «In inverno gli animali riducono i loro spostamenti al minimo per risparmiare energie. Se sono disturbati troppo spesso finiscono per morire di stenti – spiega Laurent Buchs, presidente della Federazione svizzera racchette da neve (FSR) –. È quindi fondamentale restare sui sentieri segnalati oppure partire in escursione con una guida». Applicando questo principio, gli escursionisti lasceranno in pace la selvaggina, preserveranno la flora e si terranno al riparo dal

Un quadro idilliaco... ma non per gli animali selvatici in continua fuga dagli escursionisti.

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Il nuovo anno ha compiuto appena due settimane di vita. Di previsioni su come sarà, ce ne sono molte. Il prossimo 31 dicembre le conosceremo poi tutte. Questi sono i dati di fatto. La maggior parte delle persone apprezza i fatti e non accetta di buon grado le incertezze. Queste ultime vengono rese meno oscure mediante previsioni e stime. Ad esempio, se si domanda a Svizzera Turismo, l’organizzazione responsabile per il marketing e la vendita, come se la caverà il settore del turismo quest’inverno, si ottiene una risposta ben precisa. «Negli ultimi mesi, per gli ospiti provenienti dall’area europea siamo diventati più cari del 10–15%, un dato di fatto che non si può contrastare con alcuna operazione di marketing», afferma senza possibilità di replica la portavoce Daniela Bär. Per l’intero inverno, Svizzera Turismo prevede comunque un calo di appena l’1,5% dei pernottamenti. Guardando però le cifre degli ultimi 20 anni, il prossimo inverno otterrà uno dei migliori risultati in assoluto. Aspettiamo e vedremo. Chi è alla ricerca di un evento particolare tra le Alpi, lo trova al sito www.myswitzerland.com/inverno. Non meno precisa la previsione di Guglielmo Brentel, presidente di Hotelleriesuisse. Anche lui condivide le stime del Basel Economics (BAK) che indicano un calo dei pernottamenti dell’1,5%. Personalmente, ritiene comunque che per singole regioni e attività si avranno dei cali maggiori. Un prodotto caro come la Svizzera è più difficile da vendere. E chi cerca qualcosa più a buon mercato, trova pane per i suoi denti più facilmente all’estero. Da noi non vale il motto «avaro è bello», bensì «Svizzera invece di avarizia». Alla domanda se nel settore alberghiero non valga la pena negoziare, Brentel risponde con un categorico «no». Allora diciamo che vale la pena aspettare: non tutte le stanze sono già riservate sino a Pasqua. Le previsioni vanno prese con le pinze: chi non osa non vince mai. E domandare non costa nulla, nemmeno per chiedere di abbassare il prezzo. In questo senso, che il nuovo anno sia un successo!


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viaggi e tempo libero | touring 1 | 13 gennaio 2011

A piè leggero sulla neve Appassionati degli sport invernali e amanti della musica popolare adorano l’austriaca Zillertal. E nelle tante valli laterali si fanno fantastiche gite sulla neve.

› Ascoltano «Sierra Madre» e fanno danza-

re in aria la fiamma dell’accendino. Un rituale comune a centinaia di migliaia di fan in tutta Europa. E la marcia nuziale della Zillertal viene offerta come extra. Con i loro classici, gli «Zillertaler Schürzenjäger» hanno cantato la loro valle sino a renderla famosa in Europa. Anche dal lato turistico, la tirolese Zillertal è una destinazione prediletta grazie alle due località Mayrhofen e Zell am Ziller. Per gli appassionati degli sport invernali non manca di certo l’infrastruttura: la Zillertal Arena con 51 piste e impianti di risalita garantisce a sciatori e a snowboarder piste sempre ben curate e capanne dallo charme irresistibile.

da neve sino al rifugio Rösslalm. Per due ore si affronta una salita impegnativa, uno sforzo che verrà ricompensato da una stupenda vista panoramica. Con le valli Schönach, Schwarzach, Wildgerlos e Krumbach ogni giorno si scopre un nuovo scorcio di questa regione. Con un po’ di fortuna, si possono avvistare anche cervi e caprioli, che vanno a sfamarsi nelle mangiatoie. Chi s’inoltra attraverso la romantica valle di Krumbach e si ferma nel locale Ilse, per mangiare un affettato con l’immancabile lardo e per dessert un Kaiserschmarrn, di sicuro torna ancora una volta.

Non si deve dimenticare una particolarità: Gerlos è l’ultimo comune tirolese prima del Passo di Gerlos. Il primo comune che poi s’incontra è Krimml, nel salisburghese Pinzgau, che appartiene turisticamente ancora alla valle della Ziller. In questo ospitale villaggio situato nel Parco Nazionale degli Alti Tauri, il giovedì sera si esce con le fiaccole in corteo fino alle imponenti cascate, alte 380 metri, in parte ghiacciate. È un evento serale che fa bene anche alla salute: il vapore acqueo estremamente fine generato dalle cascate dovrebbe giovare a chi soffre d’asma. Christian Bützberger

Cervi in vista | Chi svolta a sinistra a Zell

am Ziller sale per un paio di tornanti e arriva in una valle lunga circa 10 km. Qui Gerlos, con i suoi 850 abitanti e 4500 letti per gli ospiti, offre moltissimo anche a chi intraprende escursioni con le ciaspole e con gli scarponi da montagna. Un sentiero di circa sei chilometri conduce lungo l’innevato torrente Gerlosbach, passa davanti alla capanna Stinkmoosalm sino alla Lackenalm con possibilità di alloggio. Il gerente, un tirolese purosangue, appena può prende il suo organetto e comincia ad allietare gli ospiti. Il giorno dopo, è in programma un’escursione con le racchette

Viaggio: con l’auto dalla Svizzera attraverso la galleria dell’Arlberg, poi via Innsbruck e imboccare l’uscita 39 Zillertal e a Zell am Ziller proseguire in direzione Gerlos. Durata: 5 ore e 20 minuti. Hotel: il più vecchio, e di sicuro il più tipico, albergo a Gerlos è il Gaspingerhof. Hotel wellness con cucina prelibata: www.gaspingerhof.at. Gauderfest: ogni anno in primavera (dal 28.4 al 1.5.2011) a Zell si tiene la grande Gauderfest. In questa festa popolare nella Zillertal con costumi tradizionali, musica e la spillatura della botte, tutti rimangono alzati sino a ora tarda. Escursioni: altre destinazioni degne di una visita nella valle della Ziller sono Zell, Mayrhofen e TuxFinkenberg. Indirizzi utili: www.zillertal.at, www.zillertalarena.com, www. gerlos.at, www.krimml.at.

foto Christian Bützberger

Da sapere

Il sentiero attraverso la romantica valle della Krumbach, che porta all’omonima capanna dove Ilse serve una squisita «Kasknödelsuppe». Vi si produce anche un saporito formaggio d’alpe.


13 gennaio 2011 | touring 1 | viaggi e tempo libero

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Vacanze in mezzo al bosco Il parco vacanze della Mosella «Les Trois Fôrets» in Francia comprende 800 bungalow e offre numerose attività. I bambini amano soprattutto l’Aqua Mundo.

Già all’entrata del nuovo parco vacanze nella regione Mosella/Lorena chiamato «Les Trois Fôrets» salta all’occhio quanto questo luogo di vacanze sia ben integrato nella campagna ricoperta di prati e boschi. Sebbene da lontano il parco non si vede neppure, l’accesso è ben segnalato. Dopo le formalità dell’arrivo alla reception si può occupare una delle 800 casette di vacanza costruite in stile bungalow. Chi non è abituato a questa forma di soggiorno deve sapere che deve portarsi dietro tutto, dalle salviette per asciugare le stoviglie alle pastiglie di detersivo per la lavastoviglie, perché nell’abitazione non è disponibile niente a parte l’equipaggiamento completo per la cucina e la biancheria del letto. Benché un po’ stretti i bungalow sono accoglienti e dotati di caminetto o addirittura idromassaggio a seconda dello standard. Ci sono le tre categorie comfort, premium e VIP.

voli d’acqua, una piscina con acqua corrente, una vasca rialzata per i bambini e di tanto altro. L’offerta di vacanza è davvero molto variegata. Ogni giorno c’è un programma anche con una trentina di differenti attività a pagamento per grandi e piccini. Vengono, tra l’altro, proposti corsi di nuoto per bimbi in tenera età, tornei di tennis, cavalcate con i pony, funi tra gli alberi, paintball oppure gite in barca. È amata anche la fattoria con diversi animali domestici. Vicino alla fattoria c’è un grande parco giochi all’aperto e al coperto. Qui ogni giorno sono proposte diverse animazioni per i piccoli. Anima e corpo possono essere coccolati nell’oasi benessere «Nature&Spa». Chi non vuole cucinare da sé nel suo alloggio può ordinare un menù nel bungalow

o mangiare in uno dei tre ristoranti siti nell’edificio principale «Marché du Monde», «Grill» e «Il Giardino». Tuttavia, lì c’è molto andirivieni e l’ambiente non è molto rilassante. Oltre ai ristoranti principali ci sono ancora due snack-bar. Dopo aver mangiato si può passare il tempo al bar o nella sala giochi. In determinati giorni sono in programma anche animazioni serali.

Mete escursionistiche | Anche i dintor-

ni offrono diverse destinazioni escursionistiche per ogni gusto. Ad esempio le città di Nancy, Metz o Epinal, il giardino zoologico Sainte-Croix oppure la ferrovia a vapore ad Abreschviller. Felix Maurhofer

Il viaggio è stato organizzato da Center Parcs.

Vasta offerta per lo svago | Una volta sistemato il grande terreno di 435 metri sarà posto in bella evidenza. A seconda della posizione dei bungalow rispetto all’edificio centrale, si consiglia di noleggiare una bicicletta. Specie per i bambini l’Aqua Mundo subtropicale è un punto d’attrazione. Questa zona balneare è una vera attrazione: dispone di tre settori con diversi sci-

Arrivo: in auto via Basilea–Strasburgo– Hattigny-Center Parc. Con i mezzi pubblici è piuttosto difficoltoso. Soggiorni/ prezzi: 1 settimana in casa di vacanza per 4 persone: Comfort: da 2000 fr., Premium: da 2500 fr., VIP da 2900 fr. (sono proposte abitazioni fino a 12 persone). Attività: 30 minuti di cavalcata su pony 11 €, tiro con l’arco 15 €, animazione per bambini (esempio: «Da grande sarò un cavaliere») 10.50 €, Spa da 37 €, noleggio barca elettrica 38 €, noleggio biciclette per una settimana 31.50 €. Ristoranti: Marché du Monde (buffet serale a discrezione: adulti 22.90 €, bambini 4–12 anni 7.90 €), Grill (menù da 24.70 €), Il Giardino (menù da 20.50 €). Informazioni/prenotazioni: Viaggi TCS, telefono 0844 888 333, www.viaggi-tcs.ch. fm

foto Felix Maurhofer

Da sapere

Divertimento in piscina per tutte le età nell’Aqua Mundo (in alto). I bungalow sono ben integrati nel bosco. Nel grande parco giochi i bambini possono sfogarsi.


13 gennaio 2011 | touring 1 | sezione ticino

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Ti-Press

La parola del presidente

Il passaggio non c’è più Ha destato molto scalpore il test EURORAP sui passaggi pedonali pubblicato il mese scorso. Ora le strisce incriminate vicino alla stazione di Lugano sono sparite! Nessuno s’aspettava di fare una figura simile, soprattutto noi svizzeri che puntiamo sempre alla precisione, all’ordine e al rispetto delle regole. Eppure i risultati hanno dimostrato che, alle nostre latitudini, c’è ancora molto da fare per offrire la massima sicurezza ai pedoni, in particolare all’interno delle località. Quindi l’attenzione non è mai troppa nella costante verifica dell’illuminazione, della tinteggiatura delle strisce, degli intervalli dei semafori ecc. Interpellato sul fatto che a Lugano s’era riscontrato il peggiore passaggio pedonale tra quelli esaminati nel test europeo (foto), ha stupito non poco l’affermazione di un

municipale luganese, il quale ha dichiarato che il TCS era andato a cercare il classico «pelo nell’uovo». Ebbene, con sorpresa di tutti, la soluzione presa dall’autorità per rimediare alle deficienze di quel passaggio pedonale è stata la soppressione dello stesso! Quindi: tolto il dente tolto il dolore, ma rimane ora il problema per chi vuole attraversare la strada in quel punto. Fintanto che tutte le parti interessate (Comune, Cantone, Polizia, Ferrovie) trovino un accordo sul da farsi, chi si avventurerà nell’attraversamento dovrà votarsi a qualche Santo per raggiungere l’altro lato della carreggiata. ReGa

Grazie di tutto, caro Renato! Un quarantennio da Segretario Generale respirando Touring. Una pietra miliare del TCS Sezione Ticino. A lui principalmente dobbiamo l’attuale Centro Tecnico di Rivera, organizzato in modo ottimale e fiore all’occhiello per i nostri soci. Renato Gazzola per noi Ticinesi è il Touring Club Svizzero. Competente, disponibile e grande lavoratore, ha accompagnato numerosi Presidenti, tra i quali il sottoscritto, sempre con grandi capacità, specie nella difesa degli interessi dei nostri soci. Renato ha dunque raggiunto l’età del pensionamento, ma nei nostri cuori rimarrà sempre il Segretario Generale del TCS. Lo considero un amico che per il sottoscritto ha sempre speso parole importanti esponendosi in prima persona. Non è da tutti! Conto in ogni caso sui suoi consigli sempre graditi e costruttivi anche per il futuro. Non solo lo ringrazio unitamente a tutti i nostri soci, ma lo abbraccio personalmente con grande affetto per tutto quello che mi ha insegnato. Approfitto altresì per dare un caloroso benvenuto al nuovo Segretario Generale ing. Roberto Morandi, un uomo coraggioso che ha accettato il difficile compito di succedere ad un’icona del TCS. Avv. Dott. Carlo Vitalini Presidente TCS Sezione Ticino

Ad alto contatto di soci Un anno è passato dall’improvvisa chiusura delle agenzie di viaggio del TCS che fungevano anche da punto di contatto per il societariato. Ora i soci arrivano a Rivera. La Sezione Ticino del TCS, con il supporto della Sede centrale di Ginevra ha reagito subito, offrendo a chi non ama il contatto informatico di Internet un nuovo punto di consulenza a Rivera. Il socio che abbisogna di informazioni o deve sbrigare incombenze amministrative trova un team (nella foto) pronto a soddisfare qualsiasi desiderio e le persone che vogliono avvi-

cinarsi al Club possono affiliarsi e usufruire dei molti servizi offerti. I risultati fin qui ottenuti hanno dato ragione alla Sezione Ticino che aveva avvertito il disagio di molti soci che si sono sentiti trascurati dal Club con la chiusura delle agenzie. Il nuovo punto di contatto di Rivera ha registrato una media di una ventina di visite giornaliere con punte fino a 35. I prodotti più richiesti sono stati: l’affiliazione al TCS, il Libretto ETI Europa e Mondo e, durante il periodo estivo, le ViaCard. Anche la distribuzione dei Telepass, malgrado le difficoltà non ancora risolte

dell’addebito bancario in Svizzera, ha registrato un buon andamento. Prossimamente sarà ampliata anche l’offerta dello shop con l’offerta di caschi per ciclisti, seggiolini per bambini ed altri prodotti.


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club e soci | touring 1 | 13 gennaio 2011

«English & Surf» in Australia Offerta speciale del partner Boa Lingua per tutti i soci del TCS e i loro figli: 6% di sconto sui soggiorni linguistici in due scuole australiane. Un’occasione insuperabile per perfezionare il vostro inglese su spiagge da sogno. mondo». Impensabile farne a meno se si nutre qualche ambizione di carriera al lavoro o se si vuole intraprendere uno studio accademico in determinate discipline. Una questione che tocca da vicino molti soci del TCS e le loro famiglie, anche semplicemente per essere in grado di viaggiare in modo ottimale in molti Paesi del pianeta, dove l’inglese è diventata la «lingua franca» per potersi capire. A questo scopo, il nostro partner specializzato Boa Lingua lancia un’offerta esclusiva a prezzo ridotto per soggiorni linguistici prolungati in due scuole dell’Australia, a Perth sulla costa Ovest e a Noosa sulla costa Est. Due destinazioni da sogno, rispettivamente ai bordi dell’Oceano Indiano e del Pacifico. Ai soci TCS che prenotano un soggiorno linguistico (per sè o per i loro figli) fino al 30 giugno 2011, Boa Lingua concede uno sconto del 6% sia sul corso prescelto (da «elementare» al massimo certifi-

cato Cambridge), sia sulla sistemazione presso una famiglia-ospite (cfr. pagina seguente). Si tratta di un risparmio per varie centinaia di franchi! Gli studenti vengono inviati nelle rinomate scuole Global Village English Centers, dove tra l’altro si possono frequentare i richiestissimi corsi «English + Surfing», che hanno uno strepitoso successo tra giovani e meno giovani di tutto il mondo. Entrambe le scuole si trovano infatti a poche centinaia di metri dalla spiaggia, così che dopo la mattinata di lezioni, nel pomeriggio si va direttamente al mare con la tavola da surf sotto braccio.

Antonio Campagnuolo

Info Touring Prenotazioni e informazioni per l’offerta speciale, valida fino al 30.06.2011, direttamente presso Boa Lingua: tel. 021 319 90 50 o www.boalingua.ch. I soci del Cooldown Club (max. 25 anni) godono del 6% di sconto in ogni periodo dell’anno su tutto il catalogo Boa Lingua; dettagli al sito Internet: www.cooldownclub.ch.

foto ald, ac

› L’inglese è sempre di più la «lingua del

Lezione di surf sulla spiaggia: una possibilità che rende unico e indimenticabile un soggiorno linguistico in Australia. Qui l’inglese viene davvero «messo in pratica»...

Perth: a scuola sull’Oceano Indiano Ragazze e ragazzi biondi discutono con coetanei dai tratti asiatici, del grazioso centro di Perth o dell’antica cittadina di pionieri a Freafricani e sudamericani. Ma se gli accenti riflettono la diversità del mantle. Da non mancare assolutamente un tour tra le dune del desermondo, la lingua che parlano tra di loro è sempre e solo una: l’inglese! to! Mentre i più raffinati non rinunceranno ad un giro di degustazioni Questo ci colpisce molto mentre visitiamo le classi del Global Village nella regione vinicola della Swan Valley. E di sera, tutti in spiaggia per (GV) di Perth-Beach in compagnia dell’istrionico direttore Neil Butler. una grande grigliata al tramonto! Come altrettanto ci stupisce vedere molte tavole da surf appoggiate Fra gli alunni più entusiasti del loro soggiorno abbiamo incontrato ai muri dei corridoi. «In Australia il surf è due giovanissimi svizzeri: Max di Lucerna, una religione», ci spiega Neil. Pur essendo socio Cooldown Club in procinto di iscriversi inglese, perfino lui non ha potuto esimersi all’università, e Virginia di Ginevra, figlia di dall’imparare a stare in equilibrio su una un socio TCS, venuta qui dopo il diploma stretta tavola scivolando sulle onde maecommerciale ad imparare «per davvero» stose dell’Oceano Indiano che si abbattono l’inglese ed avere così migliori prospettive sulla spiaggia a soli 500 metri dalla scuola. di lavoro. Entrambi si sono iscritti a un corso Infinite, comunque, le attività fisiche prodi vari mesi, addirittura sei per Virginia. Olmosse dalla scuola. Da tutte quelle legate al tretutto, per i giovani della scuola GV trovamare, come la vela o le immersioni sub, alle re un «job» a tempo parziale non è affatto pedalate sulle ciclopiste che costeggiano difficile. Infatti, bar e ristoranti lungo il mare l’oceano, fino a quelle più estreme come il abbondano. Per poter trasformare il sogparacadutismo. Numerose anche le escurgiorno in Australia in un’esperienza di vita La caffetteria della scuola di Perth-Beach... con sioni organizzate nei dintorni, come la visita oltre che di studio. ac le tavole da surf appoggiate alla lavagna!


13 gennaio 2011 | touring 1 | club e soci

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Praticare la lingua a casa di una «host family»

Noosa: in una biosfera La scena delle tavole da surf appoggiate alle pareti si ripete nei corridoi della grande scuola Global Village (GV) situata nel centro della cittadina che porta l’esotico nome di Noosa. E anche qui, «shorts e havaianas» costituiscono la divisa di quasi tutti gli alunni. Posta sull’Oceano Pacifico a quasi due ore di automobile da Brisbane, Noosa è un aggregato di quartieri residenziali molto chic sparsi nel cuore di una biosfera dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Il verde della foresta subtropicale, che si specchia in un labirinto di fiumi e canali, costituisce il colore dominante assieme all’azzurro del mare. Una destinazione ideale anche per chi non ha più 20 anni e magari vorrebbe perfezionare il suo inglese migliorando nel contempo l’handicap di golf o il «rovescio» di tennis. O, anche solo, rilassandosi dopo le lezioni andando a pesca, semplicemente lanciando l’amo dalle sponde del fiume che sfocia nell’oceano. Niente è precluso in questo paradiso naturale dove i canguri saltellano nei campi da golf e i koala sonnecchiano sugli eucalipti.

Le formule di studio proposte dalla GV lasciano ampio spazio per coltivare i propri interessi, sportivi ma pure culturali come, ad esempio, la visita della regione circostante o dei magnifici musei d’arte di Brisbane. E non mancano sicuramente le occasioni conviviali, sia quelle promosse dalla scuola sia quelle organizzate dai tanti locali pubblici di Noosa affollati da giovani provenienti da ogni angolo del pianeta. La lingua, infatti, s’impara parlando. ac

Un koala tra le foglie di eucalipto: un’immagine non rara nei parchi di Noosa.

Deirdre e Maurice sono due coniugi che hanno superato la cinquantina, con tre figli oramai adulti e da tempo fuori casa. Forse è anche per riempire questo «vuoto» che la famiglia Williams di Noosa ha deciso di accogliere studenti di tutto il mondo e di ogni età che vengono a imparare o a perfezionare l’inglese in questa stupenda zona dell’Australia. Naturalmente, però, per diventare «host family», bisogna soddisfare i severi criteri stabiliti dalla scuola. Innanzitutto, ogni studente-ospite deve avere a disposizione una camera con bagno indipendente. Inoltre, la famiglia deve provvedere ai suoi pasti, che comprendono: colazione, spuntino di mezzogiorno da portare con sé a scuola e cena serale. Un impegno cui si dedica la padrona di casa Deirdre, talentuosa cuoca che prepara succulente e variegate pietanze internazionali: dalla pasta italiana ai piatti asiatici, oltre ovviamente alle specialità della cucina australiana, primo fra tutti l’agnello. Maurice, invece, accompagna e riprende in automobile gli studenti a scuola, visto che la loro grande casa, appena costruita sulla riva di un canale collegato al mare, dista qualche chilometro dalla sede della Global Village. Entrambi, poi, hanno molto tempo per conversare con i loro ospiti, dato che lavorano a casa come imprenditori nel settore immobiliare. E se Maurice vi proporrà sicuramente una gita in kayak o una partita a golf, Deirdre non disdegna lunghe passeggiate in compagnia dei loro cani Fogs ed Elvis. ac

The Williams Family: Deirdre e Maurice davanti a casa assieme ai loro due cani.


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club e soci | touring 1 | 13 gennaio 2011

Prezzi e prestazioni TCS telefono 0844 888 111 o www.tcs.ch Affiliazione www.tcs.ch Motorizzati (automobilisti e motociclisti) a seconda della Sezione e pro rata Tessera partner/giovani Fr. 44.– Non motorizzati Fr. 32.– Cooldown Club membercard Fr. 66.– Ciclisti (con Velo Assistance e RC) Fr. 37.– Juniores (con Velo Assistance e RC) a seconda della Sezione Quota per socio campeggiatore TCS (solo se già socio motorizzato o non motorizzato) Fr. 55.– (camping club AG: + Fr. 7.–; ZH: + Fr. 5.–) ETI TCS www.eti.ch Europa motorizzato «Famiglia» Fr. 103.– Europa motorizzato «Individuale» Fr. 75.– Europa non motorizzato «Famiglia» Fr. 77.– Europa non motorizzato «Individuale» Fr. 65.– Estensione Mondo «Famiglia» Fr. 88.– Estensione Mondo «Individuale» Fr. 70.– Spese di cura Europa Fr. 32.– Spese di cura Mondo Fr. 45.–

Quiz educativo del TCS per i piccoli Il TCS lancia sino alla fine di gennaio un divertente concorso a premi riservato agli utenti della strada più piccoli. Sul sito www.kids.tcs.ch si possono vincere 100 caschi da bici della marca Uvex individuando quali dei segnali stradali pubblicati sulla homepage sono finti, ossia non esistono nella realtà. Si tratta di un quiz pedagogico elaborato dal dipartimento Sicurezza stradale del TCS. Il concorso è pubblicato anche sulle confezioni di cereali «Cookie Crisp» di Nestlé, in vendita in tutti i principali supermercati della Svizzera. Sempre su www.kids.tcs.ch, si può giocare con un programma interattivo che presenta alcune situazioni delicate, con le quali possono trovarsi confrontati i piccoli ciclisti. Un modo per imparare a comportarsi nel traffico evitando inutili rischi. tg

Card Assistance www.cardassistance.tcs.ch per tutta la famiglia Fr. 28.– 20% di sconto per i titolari del Libretto ETI Carta Aziendale TCS www.tcs.ch/azienda Per veicoli aziendali Soccorso stradale da Fr. 134.– Protezione giuridica di circolazione da Fr. 111.– ASSISTA www.assista.ch Assicurazione protezione giuridica Circolazione «Fam.» Fr. 96.– «Ind.» Fr. 66.– Privata con circolazione già sottoscritta «Famiglia» Fr. 215.– «Individuale» Fr. 192.– Privata senza sottoscrivere la circolazione «Famiglia» Fr. 245.– «Individuale» Fr. 225.– Immobili Fr. 95.– Auto TCS www.autotcs.ch Responsabilità civile, casco parziale, casco collisione, capitale incidente, protezione del bonus, danni di parcheggio su richiesta Assicurazioni due ruote www.assicurazionitcs.ch Velo-Assistance. Con contrassegno per la bici, protezione giuridica, assistenza e copertura casco fino a Fr. 2000.– Fr. 25.–* copertura casco fino a Fr. 5000.– Fr. 80.–* Contrassegno RC bici Fr. 6.50* Moto-Assistance (soccorso stradale e assistenza) Fr. 41.–* Ai motociclisti in Svizzera e all’estero * prezzi soci TCS Carta di credito TCS drive TCS MasterCard drive Carta partner TCS-American Express drive Gold Carta partner

Fr. 50.– Fr. 20.– Fr. 100.– Fr. 50.–

Infotech www.infotechtcs.ch Il TCS sottopone a test veicoli ed accessori e mette a disposizione dei soci del informazioni raccolte e redatte in modo competente e neutrale. Test&Training www.test-et-trainingtcs.ch Sconti sui prezzi dei corsi di perfezionamento di guida nei centri di Lignières, Plantin, Betzholz, Stockental e Emmen. Formazione in due fasi www.2fasi.tcs.ch corsi obbligatori per la licenza di condurre. Viaggi TCS www.viaggi-tcs.ch Viaggi 0844 888 333 Camping www.campingtcs.ch 022 417 25 20 Alberghi Schloss Ragaz, Bad Ragaz www.hotelschlossragaz.ch 081 303 77 77 Bellavista, Vira Gambarogno www.hotelbellavista.ch 091 795 11 15 Ciclo e svago www.bici.tcs.ch

Concorso fotografico dei lettori croceristi La vincitrice del concorso della migliore fotografia tematica, che si è svolto durante la «Crociera dei lettori» con la MSC Opera dall’11 al 23 ottobre 2010, è Rosmarie Seelhofer di Oberlunkhofen. Grazie allo scatto pubblicato qui, ha vinto una fotocamera Pentax Option E80 del valore di 500 fr. e un buono fotografico di 250 fr. Il secondo premio, un buono di Viaggi TCS di 250 fr., è andato a Bruno Seelhofer di Oberlunkhofen. Infine, il terzo premio era un apparecchio Pentax Option A30 del valore di 150 fr., vinto da Claire-Lise Landolt di Basilea. La giuria che ha valutato le opere dei lettori era composta dal caporedattore di «Touring» Felix Maurhofer, dal fotografo professionista Stefan Pfander e da Thomas Gassler, direttore di Belcolor AG. tg


13 gennaio 2011 | touring 1 | la pagina dei lettori

forum

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il concorso Corsi di guida troppo cari per i giovani

Se mancano i soldi per la formazione ritenuta assolutamente necessaria, allora perché non si usano i mezzi di trasporto pubblici? Ai miei tempi, imparavamo a guidare l’auto solo quando ce lo potevamo permettere. Peter Meyer (@) Ma i pedoni non guidano mai?

Rotonde: meglio un giro in più Forum, «Touring» 19/2010

Effettivamente «girare» nelle rotonde non è sempre cosa facile… a meno che non le si affronti con un certo spirito goliardico, può risultare tortuoso non tanto entrarci, quanto uscirci. Concordo con il signor Gamba: la circolazione nelle rotonde dovrebbe essere regolata con l’indicatore di direzione (le frecce!) sul loro intero perimetro (cioè circonferenza), sia che si esca sia che si continui. Questo sistema permetterebbe veramente di capire le intenzioni degli altri automobilisti e di regolarsi in modo da permettere una circolazione più fluida e sicura. Troppo spesso capita che nelle grandi rotonde ci siano automobilisti che circolano sulla destra per l’intero perimetro, saltando anche due o tre uscite, solo perché ritengono che circolare all’interno, sulla sinistra, sia pericoloso nella fase del successivo cambio di corsia… E se ci vogliamo aggiungere una ciliegina, un po’ più di controlli porterebbero a disciplinare la cosa, come lo è stato per molte altre regole che sono state affrontate con spirito preventivo dalle autorità. Giò Staub, Losone

Spesso ho la sensazione che tra i pedoni non ci siano automobilisti. Non si può altrimenti spiegare, come mai così tanti pedoni attraversano le strisce in modo spensierato senza gettare un’occhiata né a sinistra né a destra. Edwin Barmettler (@)

Set di prodotti per la cura del viso

Pericoli mortali a Lugano «Touring» 20/2010

Mio figlio, non vedente a causa di un incidente, per recarsi al lavoro deve attraversare ogni giorno, mattino e sera, il pericoloso passaggio pedonale di Via Genzana – Via San Gottardo, vicino alla stazione di Lugano (ora scomparso, ndr.). Più volte è accaduto che una vettura frettolosa non badasse al bastone bianco steso in avanti, schiacciandone la punta, senza neppure fermarsi per accertare l’accaduto. Ogni giorno sono ore d’ansia per noi familiari, finché non siamo sicuri che sia giunto al lavoro. Spero vivamente che si trovi presto una buona soluzione a questo grosso problema.

Lusso puro per la pelle! Grazie agli estratti di caviale e alle particelle d’oro i prodotti di bellezza per il viso della linea Caviar Performance sono una cura anti età straordinaria ad effetto immediato e duraturo. La pelle matura ed esigente riceverà un trattamento speciale grazie all’azione rapida contro i segni del tempo! Cercate le giuste risposte e con un po’ di fortuna vincete uno dei tre set di prodotti messi in palio del valore ognuno di 396 franchi. Sponsor del premio: Artdeco, www.dekora.ch

Mariuccia Bur, Melide

Occhio alle luci dei freni!

È praticamente impossibile rispettare le disposizioni di legge sulla distanza di sicurezza. Ogni vuoto tra due auto viene subito riempito da un terzo veicolo. La massima concentrazione, tenere la testa verso sinistra vicino al finestrino, per poter reagire in tempo alle luci rosse di frenata dei veicoli che ci precedono, può scongiurare un tamponamento. Jörg Büchi (@)

impressum

foto mw, Ti-Press

«Touring» 20/2010

Per questa rubrica valgono alcune regole: più breve è la lettera, maggiore è la probabilità che venga pubblicata; la redazione si riserva di apportare eventuali tagli e non tiene corrispondenza. È possibile inviare le lettere per e-mail: touring@tcs.ch. Le lettere dei lettori vengono pubblicate anche nell’edizione online di «Touring» (www.touring.ch).

touring Giornale del Touring Club Svizzero (TCS). Redazione: Felix Maurhofer (fm, caporedattore); vice caporedattore: Heinz W. Müller (hwm); vice caporedattore: Marc-Olivier Herren (MOH); Christian Bützberger (Bü), Antonio Campagnuolo (ac), JacquesOlivier Pidoux (jop), Nadia Rambaldi (nr), Peter Widmer (wi). Grafica: Andreas Waber (caposervizio), Stephan Kneubühl, Mathias Wyssenbach. Assistenti di redazione: Michela Ferrari (i), Sylvie Fallot (f), Karin Kobel (t), Irene Mikovcic-Christen (assistente caporedattore). Corrispondenza: Redazione Touring, Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna, tel. 031 380 50 00, fax 031 380 50 06. E-mail: touring@tcs.ch. Editore: Touring Club Svizzero, cp 820, 1214 Vernier (GE). Tiratura: edizione italiana: 83 141, totale: 1 325 035. Editoria/marketing: Reto Kammermann (responsabile), Gabriela Amgarten. Pubblicità: Publicitas Publimag SA, Seilerstrasse 8, 3011 Berna, tel. 031 387 21 16, fax 031 387 21 00. Produzione: St. Galler Tagblatt SA, Basler Zeitung SA, CIE Centre d’impression Edipresse Lausanne S.A. Cambiamenti d’indirizzo: indicando il numero di socio, alla Sede centrale del TCS, cp 820, 1214 Vernier; tel. 0844 888 111; e-mail: service@tcs.ch. Abbonamento: compreso nella quota sociale annua. «Touring» è pubblicato 20 volte l’anno. Si declina ogni responsabilità per manoscritti e altri lavori non richiesti.

Le domande: 1. In quale Paese europeo le cure dentarie sono vantaggiose? 2. Quanti veicoli sono rottamati ogni anno in Svizzera? 3. Quale partner del TCS propone un’offerta speciale per i soggiorni linguistici in Australia? Si possono fornire le risposte per posta (solo su cartolina postale), tramite SMS, e-mail o www.touring.ch, indicando le generalità. Concorso 19/10: il doppio cronografo è stato vinto da Erhard Affolter di Rheinfelden. Condizioni di partecipazione: il concorso di «Touring» è aperto a tutti, ad eccezione dei collaboratori del TCS e dei loro famigliari. I vincitori saranno estratti a sorte e avvertiti per iscritto. I premi non possono essere sostituiti da una somma di denaro equivalente. Non viene tenuta alcuna corrispondenza. Non sarà possibile ricorrere alle vie legali.

Redazione Touring, concorso per i lettori, casella postale, 3024 Berna; SMS al numero 9988 (1 fr./SMS) scrivendo «Touring» e le tre risposte; touring@tcs.ch (soggetto: concorso) Termine d’invio: 23 gennaio 2011


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l’incontro | touring 1 | 13 gennaio 2011

«I nostri ospiti vogliono sapere»

più tempo a casa e mi impegnerò come guida locale. Cosa fa durante il suo tempo libero a bordo del battello?

Col suo tedesco perfetto, in estate la russa Julia Abrosimowa si guadagna da vivere come guida turistica a bordo del battello da crociera tra Mosca e San Pietroburgo.

» Perché lavora su un battello piuttosto che in una classe scolastica?

Julia Abrosimowa: Perché in Russia come insegnante si guadagna troppo poco. Prima lavoravo qualche mese come guida locale a San Pietroburgo e per tre mesi sulle crociere fluviali. Ma siccome guadagno un miglior salario sul battello, ormai vi trascorro la metà dell’anno. D’inverno a volte impartisco dei corsi.

E durante questo periodo dove si trova suo figlio Maxim di due anni?

Da sua nonna.

Discuto con i miei colleghi, guardiamo qualche film assieme oppure uso il computer portatile per comunicare con la mia famiglia e i miei amici. Inoltre leggo dei libri e, naturalmente, preparo le spiegazioni finalizzate alle visite guidate. A San Pietroburgo dormo a casa, mentre a Mosca ne approfitto per andare alla scoperta di novità oppure di musei. Come potrebbe descrivere la gente che partecipa alle crociere fluviali?

Ha contatti con lui mentre lei lavora come guida di viaggio?

Sì, per telefono. Prima di diventare mamma ho trascorso tutta la stagione sul battello. In realtà non so ancora cosa succederà durante la prossima stagione. Forse passerò

Sono generalmente delle persone mature, dai 40 anni in su, poiché si tratta piuttosto di viaggi culturali o di studio. Queste crociere non attirano particolarmente delle persone che desiderano fare molto sport oppure stare ad abbronzarsi in spiaggia. I nostri ospiti danno prova di essere interessati; e questo dà davvero una grande soddisfazione. Resta in contatto con alcuni ospiti alla fine della crociera oppure le è vietato?

No, non è vietato e può capitare. Mi sono perfino recata in visita a due conoscenti in Germania, i quali in seguito sono ritornati in Russia. Oggi i cittadini russi hanno ancora problemi a viaggiare all’estero?

No. Basta presentare qualche documento per ottenere il visto e naturalmente… bisogna disporre di sufficiente denaro. Quale paese vorrebbe assolutamente conoscere?

Ce ne sono molti. Sono già stata in Germania, come pure in Austria e ho trascorso qualche giorno a Parigi. Mi interessano soprattutto paesi come l’Italia, dove la cultura e l’architettura costituiscono un valore fondamentale. Anche la Cina mi attrae, ma dovrei dapprima imparare un po’ la lingua. Dovrei, inoltre, migliorare il mio inglese allo scopo di accrescere ancora di più le mie possibilità come guida. Qual è il suo più grande desiderio?

Mi piacerebbe avere una famiglia e, ovviamente, un marito stupendo.

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Heinz W. Müller

Intervista: Heinz W. Müller

Julia Abrosimowa accompagna i turisti sui fiumi tra Mosca e San Pietroburgo.

In pillole Julia Abrosimowa (35 anni) ha studiato design dei tessuti, prima di insegnare e di formarsi come guida turistica cittadina a San Pietroburgo. Dal 2004, questa madre single lavora come guida durante numerose crociere fluviali sulla rotta Mosca-San Pietroburgo (cfr. ultima edizione di «Touring»).


Un’esperienza da vivere

Suite Hotel Art Furrer FIRST CLASS, Riederalp!

Per tutti gli amanti della neve: davanti all’ingresso del Suite Hotel Art Furrer FIRST CLASS inizia il divertimento! Riederalp è un vero e proprio paradiso per gli appassionati di sci, snowboard, racchette da neve, sci di fondo e di tutti gli altri sport outdoor invernali. Non importa la tecnica adottata – un sicuro spazzaneve, uno stretto scodinzolio, uno spettacolare front flip – e il livello di preparazione, la terrazza soleggiata dell’Aletsch Arena offre a tutti i suoi ospiti 104 km di piste per lo sci alpino preparate in modo ineccepibile. E anche i fondisti avranno di che divertirsi sulla pista tracciata proprio davanti all’hotel. Nella regione più assolata della Svizzera, potranno percorrere gli anelli in stile classico o skating. Indimenticabili anche le escursioni con le racchette da neve nell’Aletsch Arena! Partite con una delle nostre guide e... sentirete soltanto lo scricchiolio della neve sotto i vostri piedi, ammirerete il blu del cielo e la maestosità delle più belle cime vallesane, vi perderete nell’immacolato paesaggio invernale – un’esperienza da vivere. Un’altra esperienza indelebile la garantisce il nuovissimo Suite Hotel Art Furrer FIRST

CLASS, aperto nel luglio 2010. A Riederalp, nell’altopiano dell’Aletsch a 1950 m di altitudine, una nuova stella del firmamento Art Furrer propone una nuova dimensione dell’ospitalità. Spaziosi ambienti con grandi e luminose vetrate per creare un’atmosfera accogliente e offrire una vista mozzafiato che si estende fino al Cervino. La superficie della junior suite più piccola è di 45 m2, quella della suite presidenziale di 180 m2. Tutte le suite sono rivestite in legno di abete, vecchio di almeno 200 anni – travi che portano la storia nel resort. La zona wellness è stata costruita nello stile di un vecchio villaggio vallesano. L’elemento centrale – reception con ristorante per la prima colazione e ristorante à la carte – è una costruzione panoramica rotonda in vetro che consente a ogni ospite di contemplare i Quattromila vallesani.

L’esclusiva offerta per i lettori TCS comprende: – 3 pernottamenti in una suite – 1 aperitivo con champagne – ricco buffet della prima colazione; mezza pensione con menu gourmet di 4 portate – libero accesso all’esclusiva zona wellness «Royal» e alla piscina dell’hotel

Nella junior suite «Jungfrau», 45 m2 rivolta a nord, per di CHF 555.– a persona (se occupata da due persone; anziché fino a CHF 885.–). Notti supplementari, prima colazione compresa: CHF 165.– a persona/notte (anziché fino a CHF 250.– a pers.) Nella suite a sud (60 m2) con vista imprendibile, per di CHF 720.– a persona (se occupata da due persone; anziché fino a CHF 1035.– a pers.). Notti supplementari, incl. prima colazione: CHF 225.– a pers./notte (anziché fino a CHF 300.– a pers.) Offerta valida dal 13 gennaio al 30 aprile 2011

Grandiosità e lusso contraddistinguono il nuovo First Class Resort. Tranquillità garantita altresì dalla zona pedonale di Riederalp, situata ai margini del più lungo ghiacciaio delle Alpi – l’Aletsch, patrimonio mondiale UNESCO.

Prenotazioni soltanto presso: Private Selection Hotels, tel.: 041 368 10 05 – info@privateselection.ch. I nostri consulenti rispondono a ogni vostra richiesta dal lunedì al sabato.


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Touring 01 / 2011 italiano