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3 settembre 2009 touring 15 www.touring.ch GAA 1214 Vernier

Il giornale della mobilità

Speciale 4쎹4

Piccole SUV da città 14–33

Distributori di benzina con negozi

Polemiche sugli orari continuati 4 Intervista a Diego Tomasini

Al TCS corsi di guida per ogni età 42 Notizie e informazioni dalla Sezione Ticino del TCS Finanziamento trasporti L’opinione di un esperto indipendente 9

La Cina in fuoristrada Alla scoperta della provincia dello Yunnan 34

40/41 Sconti per i soci TCS Tre destinazioni tra arte, sport e divertimento 45


3 settembre 2009 | touring 15 | editoriale e sommario

Non sanno ciò che fanno e che sono pericolosi

26 Test Volvo XC60 D5 automatica

34 Scoprire il sud della Cina in auto

Volvo centra l’obiettivo lanciando al momento giusto questa crossover compatta. Comfort e design, oltre alla buona abitabilità, convincono sotto ogni aspetto.

A bordo di una fuoristrada nella regione dello Yunnan. Girovagando da un villaggio all’altro tra paesaggi mozzafiato, culture molteplici e scoperte culinarie.

primo piano 4 Distributori di benzina: maggior vendita di carburante se si ha anche un negozio.

società e mobilità 9 Finanziamento mezzi di trasporto: l’intervista ad un esperto conclude la nostra serie. 12 Ferromodellismo in difficoltà: a rischio fallimento la celebre ditta di trenini Märklin.

speciale 4쎹4 14 Mercato delle fuoristrada: arrivano le SUV compatte e quelle più piccole da città. 23 Veicoli da traino: la fuoristrada indispensabile per rimorchiare barche, cavalli o aerei.

viaggi e tempo libero 38 Oberland bernese: adrenalina pura grazie al ponte tibetano e alla funicolare di Gelmer. 39 Sentieri del formaggio: escursioni in Svizzera romanda tra pascoli e caseifici.

club e soci 42 Centri di guida TCS: importante per gli automobilisti seguire corsi di perfezionamento. 45 Vantaggi soci: cultura e divertimento per tutta la famiglia a prezzi scontati. 13 47 49 50

il consulente contatti TCS, il punto: Niklaus Lundsgaard-Hansen, presidente centrale del TCS forum, il concorso, impressum l’incontro: Kurt Schär, direttore della Biketec SA

Mathias Wyssenbach

Scena 1: coda di autovetture in un centro urbano, la colonna si blocca davanti alle strisce pedonali, i pedoni stanno attraversando la strada, quando un motociclista supera a sinistra i veicoli fermi e, solo per un soffio, riesce a scongiurare uno scontro con i passanti. Da ricordare: ai motociclisti non è permesso sorpassare una colonna ferma né a sinistra né a destra, bensì dovrebbero mettersi in coda con gli altri mezzi di trasporto. Scena 2: coda davanti ad una rotonda in città, due ciclisti non riescono a superare a destra, perdono la pazienza e continuano la loro corsa sul marciapiede. Il vero problema sorge quando i due, proprio all’uscita della rotonda, dove molti autoveicoli svoltano, lasciano il marciapiede per tornare sulla carreggiata, una manovra che rischia di provocare un tamponamento a catena, perché il conducente che svolta è costretto a frenare bruscamente per evitare una collisione con i ciclisti. Con scene simili e alcune ancor più raccapriccianti sono confrontati tutti gli utenti della strada ogni giorno. Purtroppo non bastano le norme della circolazione, l’educazione stradale e i corsi di sicurezza per cancellare dal panorama stradale situazioni così pericolose. Evidentemente, molti non sono coscienti di quali pericoli provocano con il loro comportamento sconsiderato. Oltre a chiare regole, si ha anche bisogno di una buona dose di ragionevolezza e di rispetto. Felix Maurhofer, caporedattore

Al TCS la «2 fasi» si fa in classe A Foto di copertina Autore: Raphael Forster (7Pictures)

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Test&Training TCS ha ricevuto 20 nuove Mercedes Classe A che saranno usate dai neoconducenti che frequentano i corsi di formazione due fasi. In primo piano il capo della formazione TCS Diego Tomasini (d.) e Marcel Guerry di Mercedes-Benz Svizzera.


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primo piano | touring 15 | 3 settembre 2009

Distributori oppure negozi? In Svizzera ci sono 3600 distributori di benzina, di cui 1300 con negozio. Intanto infuria il dibattito sull’apertura continuata, perché alcuni non potranno offrire un servizio completo 24 ore su 24.

Grazie ai loro negozi, i distributori di benzina diventano sempre più un punto d’incontro per gli acquisti fuori orario. Un tema delicato di cui si discute da tempo.


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› Il comportamento dei consumatori è mutato decisamente. Sempre più persone coprono il loro fabbisogno negli orari marginali e durante il fine settimana. Oltre alle maggiori stazioni ferroviarie, agli aeroporti e alle aree di servizio autostradali, sono spesso i negozi nei distributori di benzina a toglierci dagli impicci con pane, cibi precotti, bibite o addirittura un sacco di carbone; in auto o a piedi uno shop è in genere facilmente raggiungibile. Ma secondo la miglior tradizione federale, esistono enormi differenze riguardo orari di apertura, assortimento e distribuzione di alcolici: in genere, questi negozi sono aperti tra le 6 e le 22, ma dipende anche dalle decisioni di Comuni e Cantoni. Nella zona di Friburgo è vietata la vendita di alcool, mentre nel vicino cantone di Berna ci si può dissetare con bevande alcoliche a partire dai 18 anni (ma non nei negozi sull’autostrada).

Caso speciale | Nell’area di Zurigo/Winterthur esiste ancora un altro caso speciale, origine di non pochi grattacapi e del quale ora si occupa il Tribunale amministrativo federale: da anni, numerosi negozi nei distributori di benzina lungo le principali vie della città a forte traffico sono aperti 24 ore su 24 e offrono l’assortimento completo. Tutto ciò, però, improvvisamente non dovrebbe più essere possibile: nel rispetto della Legge federale sul lavoro, la Segreteria di Stato dell’economia (Seco) sostiene che non è consentito tenere aperto tra l’una e le cinque di mattina, dato che in questa fascia oraria nessuna persona può essere impiegata per la vendita di alimentari. Oltre al carburante, gli shop dei distributori posso-

no vendere senza sosta caffè e snack, come spiega Antje Baertschi della Seco. La decisione restrittiva è oggetto di ricorso presso il Tribunale amministrativo federale. Nel frattempo, mediante decisione provvisoria, i negozi in questione rimangono ancora aperti fuori orario.

Nuovo impulso | Nel dibattito attorno ai chioschi nei distributori di benzina, principalmente zurighesi, il loro assortimento e i loro orari d’apertura sono entrati al volo i gestori di stazioni di servizio e numerosi politici: sotto il patrocinio della comunità d’interesse «Priorità-Libertà» (IG Freiheit) è stata lanciata una raccolta di firme per una petizione «24 ore di qualità di vita – Sì a distributori di benzina con chioschi aperti». Secondo la petizione, gli shop devono continuare a rimanere aperti 24 ore al giorno, dato che sussiste un bisogno reale e il Consiglio federale dovrebbe dunque chiedere alla Seco di fare marcia indietro. La comunità d’interesse è un’unione interpartitica «di personalità, che si impegnano per i diritti alla libertà dei cittadini contro l’emanazione di inutili regolamenti statali». Tra questi, anche la sopraccitata restrizione per i negozi nei distributori. Immediatamente sono state raccolte – anche via Facebook – 26 000 firme. Il consigliere nazionale Peter Spuhler, presidente di «Priorità-Libertà», esige anche per i negozi dei distributori il maggior spazio di libertà imprenditoriale possibile: «Come pretendono i funzionari federali di giudicare se un bisogno sussiste o meno? Possono valutarlo solo le aziende continua a pagina 7

Gli shop aumentano la vendita di benzina

foto Raphael Forster (7Pictures)

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Stando all’Unione petrolifera svizzera, al 1° gennaio 2009 le stazioni di servizio erano 3637, in leggera diminuzione rispetto a inizio 2008. Sono invece aumentati del 2,2% i distributori con negozi, raggiungendo quota 1301. Si possono dunque compiere piccoli acquisti in più di un terzo dei distributori. Fatto che influenza la vendita di carburante: il 70% del fatturato totale di benzina e diesel è stato registrato in distributori provvisti di chioschi. È progredita anche la tendenza verso superfici di vendita sempre più estese: il 70,3% (precedente: 68,2%) degli shop dispongono di un’area di oltre 50 m2. In media, nelle stazioni di benzina con negozi di oltre 50 m2 è stato distribuito il 72,3% in più di carburante rispetto a quelle con area minore. Presso i gestori dei chioschi nelle stazioni di servizio c’è fermento: Coop è in testa con i suoi 164 negozi Pronto, registra un aumento a due cifre del fatturato e continua ad espandersi. E BP rende sempre più attrattivi i suoi 170 shop con «Wild Bean Cafés». Migrol, che si è separata da Valora/avec, nel 2008 ha lanciato «Migrolino» ed è già presente in 84 stazioni di servizio del nuovo partner Shell. hwm


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stesse». Uno dei dirigenti della comunità d’interesse, Gregor Rutz, ex segretario generale dell’UDC Svizzera, fa notare che non ci si limita a una petizione non vincolante: nel nome della comunità d’interesse il consigliere nazionale Christian Lüscher (PLR/ GE) ha presentato un’iniziativa parlamentare per la modifica della legge federale sul lavoro. L’atto chiede che venga scritto un regolamento speciale per i chioschi dei distributori lungo le autostrade e le principali arterie stradali, in modo che il personale possa essere impiegato anche di domenica e di notte. Nel settore la maggioranza appoggia questa richiesta, in prima linea Rolf Hartl, direttore dell’Unione petrolifera svizzera. Ma non ci sono regole senza eccezioni: Simon Jossi di Migrol: «A parte singoli casi, non vale la pena tenere aperto giorno e notte un esercizio, per questo i nostri negozi nelle stazioni di servizio Migrolino sono aperti solo sino alle 22». Un toccasana per i sindacati che si scagliano conHeinz W. Müller tro i fuori orario.

il commento Heinz W. Müller

Cosa ne pensate della questione? Scrivete in breve a touring@tcs.ch; o a: Redazione Touring, Maulbeerstr. 10, 3001 Berna. Sondaggio on-line: www.touring.ch.

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Nei maggiori shop dei distributori di carburante l’assortimento è enorme e la clientela non bada a spese, anche se i prodotti sono spesso più cari.

Il contenzioso originato dall’apertura di punti vendita nei distributori di carburante ricorda una discussione socio-politica che si trascina da decenni. Sul tema orari di apertura dei negozi in generale si dividono gli animi: da una parte la richiesta di liberalizzazione e la resistenza alla tutela statale, dall’altra l’apparente protezione dei lavoratori, che impedisce di lavorare di domenica e di notte. Una cosa è certa: le abitudini dei consumatori sono mutate e se alcuni chioschi (di distributori di benzina) possono rimanere aperti a orario continuato, allora non è la fine del mondo, tanto più che esiste sicuramente del personale che lavora volentieri in orari marginali. Molto più importante è che in questi piccoli negozi i ragazzi non possano rifornirsi di superalcolici e che le porte di questi punti di vendita possano rimanere aperte solo se non disturbano gli abitanti di quartiere.


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Attenzione ai costi aggiuntivi Oggi professore all’ETH, Ulrich Weidmann proviene dalle Ferrovie federali. Ma nella discussione sul finanziamento dei mezzi di trasporto non assume una posizione di parte.

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Ulrich Weidmann: Rispetto a prima, il modo di pensare si è fatto più integrato e pragmatico. La consapevolezza delle conseguenze nella mobilità – negative e positive! – è accresciuta e influisce sul modo di agire.

menti di Cantoni e Comuni sono meno importanti. Inoltre, con gli attuali progetti non si fa altro che rimediare a un ristagno degli investimenti risalente al periodo tra gli anni ‘50 e gli anni ‘80. Infine, gli investimenti nella NFTA sono motivati fortemente da considerazioni di politica europea.

Si ha l’impressione che da decenni s’investe soprattutto nel trasporto pubblico, è così?

Ritiene giustificato un ulteriore ampliamento dei trasporti pubblici?

È un’impressione ingannevole: è solo a partire da Ferrovia 2000 e AlpTransit che il trasporto pubblico ha cominciato a ottenere chiaramente più fondi, in particolare dalla Confederazione, e che realizza le opere più prominenti. Tutto sommato però l’impegno non è sicuramente maggiore di quello per la strada, dato che i contributi agli investi-

Laddove i mezzi pubblici dimostrano di avere chiari punti di forza, credo sia necessario un’estensione dell’offerta. Ciò vale per i collegamenti veloci interurbani, il traffico negli agglomerati o il trasporto di merci su medie e lunghe distanze. Intanto, dobbiamo renderci conto dei costi che provocano tali ampliamenti e chiederci cosa possiamo e vogliamo permetterci. In sintesi: ampliamento sì, ma non senza limiti.

Come giudica l’attuale piano dei trasporti pubblici e privati?

In pillole

Cosa ne pensa dell’attuale modalità di finanziamento dei trasporti pubblici?

Il professor Ulrich Weidmann (46), ingegnere edile ETH/SIA, dirige al Politecnico di Zurigo l’Istituto per la pianificazione del traffico e la tecnica dei trasporti. Disposizioni quadro e politica dei trasporti, gestione dell’innovazione e normazione tecnica sono i punti principali e, non da ultimo, anche il finanziamento dei trasporti pubblici. In precedenza ha lavorato per dieci anni alle FFS.

Il trasporto pubblico fornisce prestazioni anche per l’approvvigionamento di base del Paese. Il finanziamento rimane dunque un impegno al fine di collegare clienti, Confederazione, Cantoni e Comuni. I meccanismi di finanziamento sono diventati però sempre meno chiari e devono essere riformati con urgenza. Sono richieste semplicità e trasparenza, mentre sono da eliminare meccanismi anacronistici.

E cosa pensa dell’idea che pure gli utenti dei mezzi pubblici dovrebbero contribuire a finanziarli?

I passeggeri già oggi pagano per il loro servizio, e nemmeno poco! Penso però che per eliminare rapidamente le strozzature sulla rete ferroviaria, sarebbe necessario un ulteriore contributo del valore di circa un centesimo per ogni chilometro percorso oppure

«Ampliamento dei trasporti pubblici sì, ma non senza limiti» circa il 6%. Se associato a un provvedimento simile nel trasporto merci, apporterebbe subito oltre 200 milioni di franchi. Dove pensa che ci sia un reale bisogno di ampliare la rete stradale?

In fondo, si tratta solo di fissare le priorità politiche. Il bisogno più urgente mi sembra siano le circonvallazioni delle grandi città. Crede sia necessario costruire il secondo tunnel autostradale del San Gottardo, anche considerando il piano di risanamento totale?

Vedo la questione in modo non dogmatico: se questa dovesse rivelarsi la variante di risanamento più funzionale, allora deve essere scelta. Per non infrangere l’articolo di protezione delle Alpi, alla fine dei lavori entrambe le gallerie dovrebbero essere limitate al traffico su una sola corsia. Al momento, nella cassa stradale si trovano circa 2,7 miliardi di franchi. Non sarebbe più sensato, allora, accelerare il risanamento di punti nevralgici sulla rete autostradale?

Anche per affrontare questa questione devo rifarmi alla politica, dato che in fondo non è una decisione di tipo tecnico. L’eliminazione di punti nevralgici su un tratto, provoca la formazione di punti difficili su un altro tratto. Dobbiamo imparare a convivere con il fatto che sulla nostra rete stradale, da qualche parte, ci sono sempre dei punti Intervista: Raoul Studer critici.

Keystone

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Gli investimenti nei trasporti pubblici sono una cosa, i costi che ne conseguono un’altra.

Con questa intervista finisce la serie di articoli dedicata al finanziamento delle strade. Si veda pure «Il punto» a pag. 47, con il contributo del presidente centrale del TCS, Niklaus Lundsgaard-Hansen.


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società e mobilità | touring 15 | 3 settembre 2009

«Papà Märklin», l’ex portavoce aziendale Roland Gaugele, con una prestigiosa locomotiva Coccodrillo della Märklin.

In trepidazione per Märklin La ditta Märklin aveva iniziato producendo cucine per bambole, ma 150 anni dopo il suo nome è sinonimo di felicità per ogni appassionato di ferromodellismo. Eppure l’antica azienda è ormai in fin di vita. Una visita al suo capezzale a Göppingen (D).

› Era stata la gran noia di quella stagnante domenica a condurmi nel solaio di casa nostra. Lì, mio padre e mio fratello erano indaffarati con trasformatori e scatolette e parlavano una lingua che io, bambina, non capivo: «La Ae 6/6 non la puoi lasciare allineata sulla 2, là ho già la Re 4/4». Ma non avevo bisogno di capire. Vedevo soltanto quel piccolo mondo di colline ricoperte di boschi, scintillanti laghetti di montagna e graziose casette. Cosa facevano quelle persone se non guidare un treno? Di colpo la luce si era accesa. Finite le fantasie, finiti i momenti di gioco per uomini. «Basta per oggi», disse papà. I treni furono riposti in deposito e spenti i lampioni del piccolo mondo in scala 1:87. E adesso, decenni dopo, in Germania succede che: «Per decisione del tribunale amministrativo di Göppingen, oggi 4.2.2009 è stata aperta la procedura di insolvenza sui beni della ditta Gebrüder Märklin & Cie. GmbH». Il telefono della Märklin squilla a lungo. La voce che finalmente risponde rimanda

alle direttive per la stampa dell’amministratore fallimentare, che scrive in una email: «Vi preghiamo di avere comprensione del fatto che al momento ci troviamo in una situazione difficile, poiché dobbiamo effettuare 400 licenziamenti. Quel che vi possiamo offrire è però una visita guidata al Museo Märklin a Göppingen». Accettiamo senza esitare l’invito.

Sulle tracce dei binari | «Märklin?», esclama l’albergatore sventolando la mano come se si fosse bruciato. «Va male! Niente salario a gennaio e una massa di licenziamenti». Più tardi, nella sede della fabbrica troviamo il cancello sbarrato. Ogni tanto dall’edificio esce qualche collaboratore. Qui lavorano ancora in 500, mentre quarant’anni fa erano ben 2200. Uno di loro attraversa la strada dirigendosi verso la fermata dell’autobus. È turco e dice: «Va tutto bene». Ha avuto paura di perdere il posto, ma non l’hanno toccato. «Ma non si sa mai cosa succede domani».

Era il 1859 quando Theodor Friedrich Wilhelm Märklin fondò l’azienda. All’inizio vi si producevano accessori per le cucine delle bambole. Nel 1888 i suoi figli ripresero la ditta chiamandola «Fratelli Märklin». Tre anni dopo la Märklin presentò il primo modellino ferroviario, una locomotiva con movimento a ricarica. In seguito l’azienda lanciò il sistema di binari a incastro, che consentiva di combinare singole parti di modellini differenti. L’offerta aumentò, arrivarono le locomotive a vapore, automobili, aerei, costruzioni in metallo e nel 1926 la ferrovia elettrica con alternatore di corrente a 20 V. A metà degli anni Trenta, la Märklin presentò una ferrovia da tavolo con scartamento dei binari 00 – oggi H0 – in scala 1:87. Le vendite schizzarono alle stelle, l’azienda tedesca divenne il maggior produttore mondiale nel settore del ferromodellismo. Nel 1972 fu lanciato il piccolissimo binario Z, nel 1984 il sistema digitale di guida multipla, infine nel 1997 fu acquisito il marchio


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Trix di Norimberga. Poi, però la ruota iniziò a girare al contrario. I fatturati caddero, anche perché il computer aveva fatto la sua comparsa nelle camerette dei bambini, e l’azienda a conduzione familiare fu venduta nel 2006. La riprese il fondo d’investimento britannico Kingsbridge Capital, ma in pratica i manager si passarono soltanto la «patata bollente» e tre anni dopo arriva la resa.

Paura di essere venduti in Cina Hag, Roco, Fleischmann e Bemo sono altri noti marchi del ferromodellismo; non sono moribondi ma il destino della Märklin è emblematico anche per loro. Ogni giorno che passa ci si chiede cosa succederà alla Märklin, osserva Richard Steckler, proprietario di un negozio di modellismo nel centro di Berna. Alcuni clienti hanno espresso il timore che la fine sia prossima. Ma Steckler è convinto che si andrà avanti. La questione è solo come. La sua grande preoccupazione: «Che la ditta sia venduta in Cina». rt

foto Hansueli Trachsel

Papà Märklin | Un’importante fonte di informazioni è Roland Gaugele, licenziato dopo 25 anni come portavoce aziendale. Non ha quasi più tempo, dice al telefono, perché da allora è stato sommerso di telefonate. In segno di solidarietà, questa sera sarà nominato socio onorario del Club dei «Ferromodellisti privati di Nattheim». «Se vuole, può accompagnarmi». Nella soffitta del vecchio edificio scolastico ci attende una manciata di uomini, primo fra tutti la loro «mente» Fritz Giemulla. Questi prende subito la parola stringendo in mano un attestato: «Con questo nominiamo il signor Roland Gaugele come nostro primo socio onorario». «Per il ferromodellismo sono necessarie quattro cose», dice più tardi uno degli amici: «Tempo, denaro, spazio e una moglie comprensiva». Fragorose risate. Il gioco, dicono gli uomini, rilassa mentre la costruzione riempie. «Per questo motivo un modellino ferroviario non è mai finito». Il mattino seguente veniamo accolti al Museo Märklin. Sono quasi le dieci, quando un collaboratore inizia ad avviare i trenini di questo «piccolo mondo». Il museo è affollato e, se si osservano i colorati meccanismi, niente lascia pensare alle difficoltà

della Märklin. Anche il tono dei visitatori non ammette dubbi: «Certo che si va avanti!», rispondono gli interpellati. E uno dice: «Qualcosa di così bello non può finire». E come va vista la procedura fallimentare? Anche in questo caso si hanno certezze. «L’azienda continuerà ad essere gestita e poi sarà venduta». Dopo una prima tornata ci sono ancora cinque interessati. «Cerchiamo un compratore con la passione nel sangue. Inoltre ci aspettiamo che sia in grado di iniettare almeno 100 milioni di euro e restare a lungo termine». Se si trattasse solo di passione, una persona certamente avrebbe già vinto la gara: il ragazzino che ultimamente si è presentato alla Märklin offrendo tutta la sua «paghetta» per salvare la Regula Tanner ditta.

Il mercato elvetico è sempre stato importante per la Märklin, ecco perché la pericolante impresa tedesca ha sempre prodotto locomotive svizzere come la rossa RE 460.

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il consulente Urs-Peter Inderbitzin

Nessun torto morale maggiorato a carico dei pirati Negli ultimi anni sono aumentati gli incidenti con gravi conseguenze, causati da incorreggibili pirati della strada che organizzano gare sulle strade pubbliche in dispregio alle più elementari norme della circolazione. Un esempio ne è la gara improvvisata da due kosovari di 18 e 22 anni, che 4 anni fa sono sfrecciati ad oltre 100 km/h su diversi passaggi pedonali nell’abitato di Kloten. Ad un incrocio era successa la tragedia. Il 18enne albanese del Kosovo non è riuscito a frenare al semaforo rosso, andando a collidere con un’automobile che stava circolando in modo corretto. Nell’incidente il passeggero 34enne dell’automobile ha riportato lesioni al cervello e al collo e ancora oggi la sua capacità lavorativa è fortemente ridotta. Pure la mobilità è compromessa, in quanto le sue vertebre cervicali sono state immobilizzate a seguito di un intervento chirurgico. La giustizia zurighese aveva assegnato alla vittima un risarcimento per torto morale di 100 000 franchi. Ma per l’uomo, rimasto gravemente ferito, l’importo non era sufficiente. Tenuto conto della sua aspettativa di vita tale risarcimento corrisponde a 5 franchi al giorno, ha argomentato davanti al Tribunale federale. Considerati i dolori, la diminuita qualità di vita nonché la grave colpa del pirata della strada richiedeva un torto morale di 50 franchi al giorno, vale a dire 1500 franchi al mese. Il Tribunale federale ha comunque confermato la sentenza delle autorità giudiziarie di Zurigo. La somma di 100 mila franchi corrisponde all’importo usualmente riconosciuto per casi analoghi. Nel caso in cui si accettasse la pretesa della vittima in futuro le somme per torto morale sarebbero aumentate situandosi tra i 300 000 e i 500 000 franchi. I giudici federali non hanno pertanto ritenuto di procedere ad un cambio radicale della giurisprudenza.

L’autore è giornalista giudiziario accreditato presso il Tribunale federale.


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L’immagine dei mostri della strada rifilata alle fuoristrada da svago è sempre più sfocata. Nel primo semestre 2009 le SUV (Sport Utility Vehicles) compatte e le loro derivate alto di gamma si sono accaparrate i primi posti delle immatricolazioni svizzere. Inoltre, queste 4҂4 da svago con dimensioni più adatte all’uso urbano hanno oggi emuli nel segmento inferiore, fin qui dominio delle piccole Daihatsu e del duo Fiat/ Suzuki, in cui si è appena inserita la Toyota Urban Cruiser (3,93 m) che sarà seguita, da settembre, dalla Skoda Yeti (4,22 m). In en-

Le SUV sbarcano in forze Si sta per voltar pagina nel segmento delle 4쎹4: sono in fase ascendente le SUV compatte, presto spalleggiate da piccoli veicoli concepiti per gli agglomerati urbani.


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trambi i casi si tratta del medesimo concetto: offrire un’alternativa ai patiti delle cittadine e delle minimonovolume alla ricerca di qualcosa di diverso e di una motricità che consenta di affrontare le strade di campagna come pure quelle innevate. E a partire dalla fine del 2010 il segmento si rafforzerà con la crossover Nissan Qazana. Benché molto compatti, questi veicoli rivaleggiano in polivalenza, come dimostra lo stupefacente rapporto dimensione/abitabilità/bagagliaio della Toyota Urban Cruiser. Il traguardo è pure quello di ottenere con-

sumi molto contenuti (5 l/100 km nel ciclo misto) e collocarsi in buona posizione nella problematica del CO2. Detto ciò, la Skoda Yeti curerà anche il dinamismo offrendo motori che vanno da 140 a 170 CV. Per quanto concerne le attitudini fuoristrada si tratterà di veicoli per sterrati non impegnativi, soprattutto nel caso dell’Urban Cruiser la cui altezza dal suolo è molto limitata (14 cm). In attesa dell’irruzione di queste piccole SUV polivalenti, dominano le compatte continua a pagina 17

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foto Raphael Forster (7Pictures), ald

Crash-test delle SUV

A un tempo compatta e potente: la Skoda Yeti disporrà di motorizzazioni da 140 a 170 CV.

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che riescono ad imporsi tra la clientela malgrado la recessione.

Compatte in voga | Grazie a questi veicoli la quota di mercato delle 4҂4 ha continuato ad aumentare nel 1° semestre. Una prestazione dovuta alla buona tenuta delle autentiche compatte, come la VW Tiguan (4,45 m), leader tra le SUV. Ma la nuova tendenza è costituita dall’incremento dei modelli alto di gamma. Significa che i detentori di SUV massicce hanno innescato una discesa nella gamma che torna a vantaggio dei modelli premium delle categorie compatta e media. Il lancio in autunno della BMW X1 (4,45 m) lo dimostra. Al secondo posto nella categoria SUV, la Volvo XC60 (4,63 m) è una delle grandi beneficiarie del-

la tendenza e si vanta di essere quest’anno il modello Volvo più diffuso in Svizzera.

Le due 4쎹4 (Kia Sorento, Skoda Yeti) e la vettura a trazione integrale (Subaru Legacy) sottoposte al crash-test Euro NCAP hanno ottenuto la nota massima 5 stelle. E questo malgrado i criteri più severi applicati a partire da quest’anno. Le note globali, ora espresse in percento (massimo 100%), sono le seguenti: Yeti 78%, Sorento 76%, Legacy 73%. Fatto rallegrante, le due SUV hanno posto in luce dei progressi nel settore della protezione dei pedoni, anche se i loro risultati sono inferiori a quelli delle migliori berline. Gli altri risultati. Ottengono 5 stelle: Hyundai i20 (82%), Renault Grand Scénic (79%), VW Polo (78%), Peugeot 3008 (75%), Honda Jazz (74%). La Citroën C3 (67%) si accontenta di 4 stelle e la Suzuki Alto (47%) di 3. MOH

Si punta sul diesel | A mal partito, le grandi SUV cercano la loro sopravvivenza riducendo il consumo dei modelli diesel o adottando questo tipo di carburante, come ha fatto la Porsche Cayenne quest’anno, mentre la Infiniti lo farà l’anno prossimo. Altra alternativa, la propulsione ibrida (benzina ed elettricità) resterà appannaggio della Lexus RX 450h. La imiteranno altri modelli, come la BMW X6 (485 CV in totale!) a partire dall’anno prossimo. Fenomeno inedito, la lotta per ottenere minori emissioni di CO2 vede emergere le SUV a due ruote motrici, come la Volvo XC60 DRIVe che consuma 6 l/100 km. E ancora le 4҂4 diventare 4҂2 conservando un aspetto da SUV. Marc-Olivier Herren L’onore è salvo.

I risultati dettagliati del crash-test sono disponibili nelle agenzie TCS o al sito www.tcs.ch > auto-moto > test > auto & crash-test.

Attesa in autunno, la Kia Sorento supera le varie prove di crash-test senza intoppi.

L’avvenire dipende dal CO2 »

L’aumento delle SUV meno imponenti anticipa un cambio di mentalità? Jean-Luc Barbier: La nozione di status symbol, per dimensione o marca, sta evolvendo. In Europa il rapporto prestazioni-prezzo è chiaramente diventato, negli ultimi 6 mesi, il primo criterio di acquisto davanti al design. Una tendenza valida anche per le SUV. Allora si va verso la compattezza? Sì, la dimensione media delle SUV si è ridotta notevolmente per situarsi tra 4,30 e 4,40 m. L’evoluzione è pure dettata dalle norme europee sul CO2, sen-

za contare la saturazione delle metropoli. L’odierna infrastruttura stradale non gioca a favore dei grandi veicoli. E il ruolo esatto del CO2? Per definizione, il CO2 è il legame tra la riduzione delle dimensioni e la sopravvivenza del mercato SUV. Non vi è futuro per il segmento se non ci si impegna in una politica sul CO2 aggressiva o, perlomeno, che resti vicina a quella

C’è bisogno di una politica aggressiva in materia di CO2

praticata per le normali autovetture. Le SUV non potranno più permettersi di circolare eternamente emettendo qualcosa come 170 g/km di CO2. Il successo delle SUV è dovuto anche agli abitacoli modulabili? È abbastanza sorprendente, ma la modularità non figura ancora tra le ragioni indicate come motivazioni per l’acquisto. Siamo tuttavia convinti che sarà uno degli elementi determinanti a termine.

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Il francese Jean-Luc Barbier (52 anni) è capo marketing di prodotto presso Skoda.


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speciale 4쎹4 | touring 15 | 3 settembre 2009

Bontà contro forza bruta È la storia del destino incrociato di due 4҂4: la piccola SUV urbana Toyota Urban Cruiser e la ridondante crossover Infiniti EX37. Un confronto sfalsato.

La caccia alle emissioni di CO2, fomentata dalla crisi economica, scombussola le carte nel segmento dei fuoristrada da svago. Resta da vedere quale atteggiamento adotteranno gli automobilisti abituati all’imponenza ostentata della schiera delle grandi SUV, eredi del sogno americano. Con i suoi 3,93 m e il design banale, la piccola Toyota Urban, promossa cavallo di battaglia per le città, è il frutto di un mutamento radicale. Una scelta dettata dalla ragione, che tronca, addirittura stona, di fronte alla ridondanza del crossover premium e sportivo Infiniti EX37. Vista la differenza di categoria, l’allestimento dell’abitacolo contrasta in modo singolare. Si resta comunque delusi dalla presentazione della strumentazione e dalle plastiche basso di gamma della Urban Cruiser. La quale sorprende, in compenso, per l’impressione di spazio che emana e la

libertà di cui godono i passeggeri posteriori. Un tantino kitch, l’abitacolo della Infiniti trasuda cuoio e materiali di qualità. Nulla di più normale per la marca di lusso della Nissan. E i sedili avvolgenti e la sospensione sorprendentemente previdente incitano ad affrontare le grandi distanze autostradali. Un campo in cui la piccola Toyota, certamente più rumorosa, non demerita tenuto conto della sua buona tenuta di strada.

Due bagagliai… identici | Il confronto non riserva dunque quasi sorprese… fino al momento in cui si apre il bagagliaio. Penalizzato dall’altezza della soglia e dall’inclinazione del portellone, il baule della Infiniti annuncia 340 l contro i 305 della Urban Cruiser, che pure è più corta di 70 cm. Una prova supplementare che questa SUV ultracompatta sfrutta a meraviglia le sue scarse dimensioni.

Condensato di esclusività, la Infiniti si fa beffe della situazione odierna ed esalta il piacere dei sensi. Sull’esempio del roboante V6 da 320 CV, in grado di accelerare rabbiosamente o di circolare con un filo di gas. Fedele alla sua vocazione, la Urban Cruiser azionata da un diesel da 90 CV si muove docilmente, ma non placidamente. Naturalmente le velleità sportive del crossover sono più eccitanti. Un dinamismo che si paga al distributore: 6,4 l/100 km (di fabbrica) separano l’1,4 l diesel dal V6 benzina. Non parliamo poi delle emissioni di CO2, poiché la Toyota Urban Cruiser caracolla in testa alle SUV con 130 g/km. Un approccio ecologico che si paga piuttosto caro. Anche perché il crossover Infiniti, che costa comunque più di 70 000 franchi, si rivela pur sempre un buon affare. Un bilancio che riassume bene il caso di coscienza cui si MOH trova confrontato l’automobilista.

Crossover all’americana

Toyota Urban Cruiser 1.4 D Incarna la SUV nuova maniera ultracompatta. Cosa che non le impedisce di offrire un’abitabilità estremamente corretta. E se le sue prestazioni sono modeste, il comportamento è abbastanza piacevole. Positivo: rapporto abitabilità/dimensioni, volume del bagagliaio e stivaggio, comportamento sano e quasi ludico, diesel gradevole e sobrio, equipaggiamento di sicurezza Negativo: prezzo rispettabile, qualità visiva dei materiali, manovrabilità deludente, riprese sotto il turbo (autostrada).

Infiniti EX37 GT È l’archetipo del crossover alto di gamma mediamente voluminoso. La versione europea unisce accelerazioni incredibili a qualità di stradista di lungo corso. Il tutto con un buon rapporto prezzo/prestazioni. Positivo: stile accurato, motore con carattere e accelerazioni folgoranti, comportamento molto posato, frenata potente, piacere di marcia, equipaggiamento ricco Negativo: capacità bagagliaio, accesso ai posti posteriori, raggio di sterzata, cambio automatico che manca di reattività.

Tecnica: SUV; 5 posti; lunghezza: 3,93 m; bagagliaio: 305 l; 1,4 l diesel, 90 CV, 205 Nm a 1800/min; trazione integrale, cambio a 6 rapporti; da 0 a 100 km/h in 12,5 s Consumo in prova: 6,0 l/100 km, autonomia di 700 km Prezzo: 35 400 fr. (1.4 D-4D Linea Sol)

Tecnica: crossover; 5 posti; lunghezza: 4,64 m; bagagliaio: 340 l; V6 3,7 l, 320 CV, 360 Nm a 5200/min; trazione integrale, cambio aut. a 7 rapporti; da 0 a 100 km/h in 6,4 s Consumo in prova: 12,3 l/100 km, autonomia di 650 km Prezzo: 75 200 fr. (EX37 GT)

La Urban Cruiser non cerca apparenza, ma valori intrinsechi.

Apparire innanzitutto sembra essere il motto di Infiniti EX37.

foto 7P, mw

SUV cittadina del futuro


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foto ald, mw

Fuoristrada surclassate

Telaio rialzato e grandi passaruote: la Saab 9-3X è l’archetipo del fuoristrada.

L’ascesa delle break fuoristrada Le break rialzate in versione 4쎹4 intendono approfittare dal declino delle grandi SUV. Come fa la Saab 9-3X, che simbolizza la tendenza verso dimensioni più ridotte.

› In agguato da lustri, le break 4҂4 faticano a trovare un posto al sole fra i veicoli fuoristrada. Secondo Marten Wahlstedt, direttore di Saab Svizzera, la situazione potrebbe cambiare: «È una questione di tendenza. Negli ultimi anni le grandi SUV erano alla moda. Ma ora la domanda si orienta verso veicoli polivalenti e più manovrabili, come le versioni fuoristrada. Per caso l’offerta che si concentrava nell’alto di gamma (Audi A6 Allroad, Volvo XC70) e in modelli più abbordabili (Skoda Octavia, Subaru Outback) si è appena arricchita di due familiari premium: l’Audi A4 Allroad e la Saab 9-3X. Il concetto applicato su questi due prodotti è simile. Si modifica una break aumentando l’altezza dal suolo e dotandola di una trasmissione integrale. Tutto ciò per affrontare, come fanno le SUV, strade non asfaltate e sterrati non impegnativi. Con la differenza ben nota che le versioni «fuoristrada» sono meno ingombranti e che il loro comportamento stradale è vicino a quello delle vetture di base. Si guadagna così in comfort e dinamismo. Arricchita di qualità sportiveggianti, l’Audi A4 Allroad (v. a lato) ne fornisce un esempio lampante. Va aggiunto che il carico rimorchiabile è paragonabile a quello di una SUV. Si tratta di doti

che non hanno avuto finora gran peso nei confronti dell’aspetto marziale delle grandi SUV. Ma il vento ha mutato direzione e in casa Saab si fa affidamento sulla 9-3X per porre le prime basi di un imminente rilancio.

Il caso Saab | In versione «fuoristrada» la Saab 9-3X si distingue dalle break standard per l’altezza dal suolo aumentata di 3,5 cm e i pannelli di rivestimento satinati che proteggono la parte inferiore. La trazione integrale viene assicurata da una frizione multidisco che distribuisce la coppia fra i due assi. La motricità beneficia pure di un differenziale elettronico (750 fr. in opzione) che agisce sulle ruote posteriori. Meno sportive dell’Audi, le prestazioni sono comunque apprezzabili, mentre il consumo è quasi stabile. Con un valore misto di 5,5 l/100 km la versione diesel ha fatto registrare addirittura 144 g/km di CO2. Il tutto mantenendo il comfort di marcia e l’abitabilità. Decisamente le versioni «fuoristraMOH da» sono misconosciute a torto.

Prova dell’Audi A4 Allroad Perché acquistare una SUV dal momento che, tranne un’abitabilità media, questa break in versione 4쎹4 surclassa le fuoristrada vere e proprie. Specie perché la sua maggior altezza dal suolo (18 cm) consente di raggiungere la casa di vacanza percorrendo strade sterrate. E se la sospensione non è adattabile, l’ESP può adeguarsi al terreno. Derivata dalla break A4, l’Audi Allroad trae profitto dalla speciale taratura delle molle per offrire un eccellente comfort di marcia. E senza nuocere alla tenuta che, malgrado un avantreno pesante sulla versione 3 l provata, si mostra imperturbabile. Il tutto valorizza il motore dalla coppia strabiliante che, sostenuto da un cambio a doppia frizione con preselezione dei rapporti, consente prestazioni sportive particolarmente progressive. Come d’abitudine su un’Audi la qualità percepita si avvicina alla perfezione mentre l’equipaggiamento è scarso. Considerato il prezzo, un regolatore della velocità e sensori di retromarcia non avrebbero stonato. MOH Positivo: eccellente comfort di marcia, comportamento impeccabile, coppia e prestazioni elevate, superba qualità percepita Negativo: politica opzioni, lacune equipaggiamento, ingombro (larghezza), abitabilità posteriore. Tecnica: break 4쎹4; bagagliaio: 490 l; 3 l V6 diesel, 240 CV, 500 Nm a 1500/min; trazione int. permanente, cambio a doppia frizione 7 rapp.; da 0 a 100 km/h in 6,4 s; carico trainabile: 1900 kg Consumo in prova: 8,6 l/100 km, autonomia 744 km Prezzo: 71 800 fr. (3.0 TDI S Tronic).

Saab 9-3X: break fuoristrada; lunghezza: 4,69 m; bagagliaio: 477 l Motori: benzina/bioetanolo 210 CV, diesel 180 CV; trazione integrale permanente (Haldex) Prezzo: 54 400 fr. (1.9 TTiD) e 57 600 fr. (2.0T).

L’Audi A4 Allroad: una break sportiva allestita in versione «fuoristrada».


Vacanze in Italia

Riviera Ligure


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SUV come mezzo di lavoro La fuoristrada, nata come auto da lavoro, divenne con il tempo una specie di status simbol. Malgrado ciò si tratta di un veicolo da sfruttare, come mostrano i seguenti esempi.

› Le Sport Utility Vehicles (SUV) sono al centro delle critiche, come nessun altro tipo di automobile: emetterebbero un quantitativo troppo elevato di gas nocivi, sarebbero pericolosi per i pedoni e soprattutto per i bambini a causa del frontale massiccio e rialzato e soprattutto si tratterebbe di un mezzo inutile per effettuare trasferimenti dal centro di Zurigo al proprio domicilio in riva al lago.

Attraverso neve e fango | In tutte queste discussioni si tralascia di ricordare che esistono comunque acquirenti che per soddisfare i loro hobby necessitano di un’auto da traino. Mentre i sommozzatori e i proprietari di cani possono sistemare rispet-

tivamente i loro utensili e i loro cani in una normale station wagon, Marion Krell per trasportare i suoi due cavalli Laurent e Rose di circa 500 kg ciascuno deve ricorrere ad un altro mezzo. Molti altri svizzeri si trovano nella medesima situazione di questa proprietaria di cavalli: devono infatti caricare legna tagliata nel bosco, trasportare motociclette o mobili pesanti e ingombranti se nel tempo libero si occupano di queste attività. Questa gente non vede nel loro veicolo un oggetto di prestigio, bensì un mezzo da lavoro che li aiuta a superare strade difficili con carico utile elevato. I tre seguenti esempi mostrano le SUV nel loro vero campo d’azione: nella stalla per i cavalli, nell’aeroporto, o al porto. pam

Fredi Lüdi, pilota di aliante

»

Il rimorchio con cui trasporto il mio aliante è lungo quasi 11 m e pesa 2,6 t. Per trarmi d’impaccio con questo convoglio su di un terreno scivoloso già varie volte ho dovuto fare affidamento al motore potente e alla trazione integrale della Mercedes ML 320. In cinque anni che guido la classe M della Mercedes non ho mai avuto modo di rammaricarmi della scelta fatta. Per me si tratta dell’auto perfetta.

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Daniel Staffelbach traina il motoscafo

»

Come proprietario di un natante a motore devo disporre di un veicolo da traino potente, come la Jeep Cherokee. Dato che la mia imbarcazione non ha un posto fisso, la trasporto da un lago all’altro della Svizzera. Nei fine settimana mi reco perciò al lago di Ginevra, a quello dei Quattro Cantoni, di Morat o di Bienne, dal momento che sul lago di Hallwyl, situato proprio davanti alla porta di casa mia, non sono permessi questi tipi di imbarcazione. Possiedo la Jeep Cherokee soltanto da alcuni mesi. Il modello precedente non

aveva sufficiente potenza per il rimorchio del natante di 2,3 tonnellate. Per me la Cherokee è un animale da lavoro che mi permette anche di recarmi sui cantieri oppure di montare un altro rimorchio. Malgrado ciò non devo fare nessuna rinuncia in fatto di lusso. Malgrado la capacità di traino la Cherokee ha dimensioni pratiche e non consuma più di una grande berlina. Inoltre non è troppo vistosa e quindi non suscita un’impressione negativa. L’auto permette inoltre viaggi in assoluta scioltezza.

Fredi Lüdi apprezza le doti di traino della sua Mercedes ML diesel.

Marion Krell, proprietaria di cavalli

«

»

La Kia Sorento ci è piaciuta a livello estetico. Inoltre siamo anche soddisfatti del rapporto prezzocontenuto. L’auto ci ha convinto con le sue caratteristiche di guida. Grazie al cambio automatico è talmente piacevole da guidare che si potrebbe dimenticare di trainare anche un rimorchio per cavalli. Nelle situazioni di guida difficili si può inoltre inserire le marce manualmente. pam

foto pam

«

Dani Staffelbach è sempre in viaggio con il suo motoscafo al traino.

Per trasportare il suo cavallo Laurent, Marion Krell utilizza la Kia Sorento.


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Crossover con il vento in poppa La Volvo XC60 è destinata al successo. Il design elegante e il comfort riescono a convincere chi si è stancato delle grosse SUV. Test della versione D5 Summum automatica. casa automobilistica deve talvolta avere fiuto o semplicemente fortuna. È il caso di Volvo, la cui XC60 sta ottenendo un gran successo in Svizzera. La crossover, miscela sapiente tra fuoristrada e monovolume, arriva al momento giusto per attirare gli affezionati delle grandi SUV che desiderano un’auto più compatta e meno assetata. Volvo soddisfa queste esigenze visto che la XC60, dagli interni raffinati, si pone a un livello superiore a quello delle 4҂4 di dimensioni medie. Con le sue quasi 2 tonnellate nella versione diesel, non ha nulla di un peso piuma. Se la lunghezza (4,63 m) non è eccessiva, bisogna fare i conti con una larghezza (1,89 m) e un diametro di sterzata più da grande SUV che da compatta.

Ambiente accogliente | Gli amanti delle grandi SUV non si troveranno spaesati. I materiali di aspetto gradevole e gli inserti stile alluminio satinato offrono un bel condensato di design scandinavo. L’ambiente diventa poi addirittura opulento se si opta per i sedili in pelle di color caffé, perfettamente in linea con lo spirito crossover. Come d’altronde anche l’abitabilità, nella norma per un’automobile di queste dimensioni. Il divano posteriore concepito piuttosto per due persone non è modulabile, ma si rivela piacevole e offre un buon spazio per le gambe. Dal canto suo il bagagliaio ben configurato e abbastanza voluminoso si distingue per le finiture molto curate. Inoltre il sistema di ribaltamento semplicissimo dà accesso a un pianale piatto. Tutte le condizioni sono presenti per viaggiare godendo di un comfort ottimale, soprattutto tenendo conto che l’insonorizzazione smussa efficacemente gli accenti rauchi del 5 cilindri diesel da 205 CV. Dato che le sospensioni filtrano in modo molto progressivo le irregolarità del fondo, la XC60 è pronta per affrontare lunghi sposta-

menti autostradali. Anche perché il conducente beneficia di comandi dall’ergonomia ben studiata, eccezion fatta per il sistema di navigazione proposto in opzione, i cui comandi sono nascosti dietro al volante.

Motore più adeguato | Con la sua massa la XC60 non ha velleità sportive. Malgrado ciò i 20 CV guadagnati grazie al motore diesel elaborato le conferiscono una buona andatura. Il miglioramento è evidente rispetto al propulsore precedente quasi sottomotorizzato. Malgrado questo gruppo non abbia la morbidezza di un V6 – lo si risente a bassi regimi – ha il vantaggio di manifestare un certo carattere. Tanto più che le accelerazioni sono diventate decise, malgrado un cambio automatico dagli innesti piuttosto lenti. Tuttavia questo difetto viene largamente compensato dalla morbidezza con la quale vengono inseriti i rapporti. Da notare che il consumo, annunciato in ribasso, resta entro limiti ragionevoli (8,6 l/100 km). continua a pagina 29

Più o meno

foto Raphael Forster (7Pictures)

› Una

+ –

Seducente design crossover, 4쎹4 polivalente dall’elevato comfort, bella presentazione interna, equipaggiamento di sicurezza innovativo, buone prestazioni, frenata potente, massa rimorchiabile, prestazioni di manutenzione. Peso considerevole (2 t), larghezza importante, sterzo un po’ molle, cambio automatico abbastanza lento, prezzo delle opzioni, contenimento dei sedili in pelle, volume del bagagliaio con divano ribaltato, comandi del navigatore.

Lo spazio posteriore è corretto.


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Pura crossover, la Volvo XC60 si denota per la linea del tetto inclinata. Il risultato piacerà alla gente attiva nel tempo libero che può trainare fino a 2 tonnellate.

tabella comparativa Prezzo (fr.) Cilindrata (cc) Potenza (kW/CV) Coppia massima (Nm/min) Consumo (l/100 km) Rumore int. 120 km/h (dBA) Costi al chilometro (fr./km)3 Costi di manutenzione4 Test «Touring»

Volvo XC60 D5 AWD Summum aut.

Audi Q5 3.0 TDI Quattro DSG

BMW X3 xDrive 3.0d aut.

Mercedes GLK 350 4Matic

68 600.– 2400 151/205 420/1500 7,8 C2 68 1.10 11111 15/2009

72 350.– 2967 176/240 500/1500 7,51 C2 — 1.15 11111 —

71 100.– 2993 160/218 500/1750 7,71 C2 695 1.14 11111 5/20045

71 600.– 2987 185/224 540/1600 8,41 D2 — 1.19 11133 —

1

dati secondo l’importatore 2 efficienza energetica secondo l’importatore 3 costi di manutenzione per km (15 000 km/anno) 4 su 180 000 km (15 000 km/anno) 5 BMW X3 3.0 aut.

Tipicamente Volvo, il cockpit sobrio e funzionale.


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Scheda tecnica

continua da pagina 26

VEICOLO PROVATO Volvo XC60 D5 aut. Summum; 5 porte, 5 posti; 68 600 fr. (auto del test: 80 550 fr.) Gamma: da 2.4 D 4쎹2 (47 000 fr.) a 3.0 T6 Summum aut. (71 300 fr.) Opzioni: vernice met. (1500 fr.), telec. retromarcia (650 fr.), all. angolo morto (800 fr.) Garanzia: 3 anni fabbrica, 3 anni assistenza; garanzia antiruggine: 12 anni (senza cond.) Importatore: Volvo Automobile (Svizzera), 8152 Glattbrugg, www.volvocars.ch

Evidentemente il peso influisce anche sul comportamento stradale. Senza avere l’agilità di una SUV compatta, la XC60 non è pertanto impacciata. Il rollio causato dal telaio rialzato è accettabile e le curve possono essere affrontate con buona precisione. Questa qualità non è legata allo sterzo un po’ troppo morbido. Da buona 4҂4, la XC60

DATI TECNICI Motore: 5 cilindri turbodiesel, 205 CV; trazione integrale, cambio aut. a 6 rapporti Peso: 1985 kg (auto del test), totale ammissibile 2505 kg, carico rimorchiabile 2000 kg Misure: larghezza interna: ant. 149 cm, post. 148 cm; bagagliaio: 495–1455 litri; pneumatici: 235/60 R 18, min. 235/65 R 17

beneficia di una motricità impeccabile. Per la guida sullo sterrato bisogna accontentarsi del controllo della velocità in discesa. In cambio la Volvo propone un’impressionante panoplia di sistemi di sicurezza, i più sofisticati dei quali sono proposti in opzione. Infine la XC60 si fa valere per le generose prestazioni di manutenzione e di garanzia. Un tocco che conferma la sua vocazione di crossover premium. Marc-Olivier Herren

La telecamera per la retromarcia (in opzione) ha un’eccellente risoluzione e una grafica chiara. Coda dai fianchi pronunciati. Pratico e abbastanza voluminoso, il bagagliaio è ben disegnato.

Check-up TCS DINAMICA DI COMPORTAMENTO Prestazioni (0–100 km/h): 9,1 s Elasticità: 60–100 km/h (in posizione D) 4,8 s 80–120 km/h (in posizione D) 6,1 s Diametro di sterzata: 12,1 m Insonorizzazione: 60 km/h: 58 dBA 11113 120 km/h: 68 dBA 11111 SICUREZZA Frenata (100–0 km/h): 37,2 m Equipaggiamento

11111 11111

COSTI DEI SERVIZI Manutenz. gratis 100 000 km/10 anni, poi: manutenzione (km/mese) ore

mano d’opera (fr.)

30 000/12 0,8 116.– 60 000/24 1,4 203.– Manutenzione per 180 000 km: 15 000 km/anno 20,6 3269.– COSTI D’ESERCIZIO

Volvo XC60 D5 Summum aut. in dettaglio

Tariffa oraria per il calcolo TCS: 145 fr. (UFS), agenzie Volvo da 107 a 156 franchi

VALUTAZIONE ECOLOGICA Monossido di carbonio (CO) Idrocarburi (HC) + NOx Particolato (PM)

11113 11133 11113

CONSUMO AL BANCO DI PROVA (ciclo UE 80/1268) urbano

extra urbano misto

TCS 10,4 6,3 fabbrica 10,1 6,1 Emissioni di CO2: Media svizzera di CO2: etichettaEnergia (A–G):

7,8 7,5 207 g/km 175 g/km C

CONSUMO DEL TEST 11133 8,6 l/100 km autonomia 814 km serbatoio: 70 litri TCS Tecnica ed economia: Robert Emmenegger

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ABITACOLO 11113 Materiali curati e design sobrio creano un’atmosfera di alta gamma. Buona abitabilità posteriore per due persone. Il bagagliaio di buona capacità è facilmente accessibile e dotato di una finitura eccellente. COMFORT 11112 Eccellente stradista, la XC60 è insonorizzata ai massimi livelli e possiede sospensioni progressive. Davanti i comodi sedili in pelle offrono un contenimento mediocre. EQUIPAGGIAMENTO 11111 La dotazione in fatto di comfort è corretta a partire dalla versione di base e quella di sicurezza è innovatrice. Soltanto la versione Summum è dotata dei sensori per il parcheggio e dei sedili riscaldabili. All’infuori dei comandi del navigatore situati dietro al volante, l’ergonomia è ben concepita. PRESTAZIONI 11113 La coppia e i 205 CV del 5 cilindri garantiscono accelerazioni solide malgrado la massa considerevole (2 t). Le salite

di giri potrebbero essere più incisive e il cambio automatico morbido più reattivo. COMPORTAMENTO 11113 Malgrado il peso e un leggero rollio, la XC60 si dimostra equilibrata e abbastanza efficace. Approfitta di una buona motricità e di una frenata potente. Soltanto lo sterzo pecca per la sua eccessiva morbidezza. SICUREZZA 11111 Elaborato, l’equipaggiamento è ai vertici della tecnologia. In cambio la manovrabilità soffre della larghezza del veicolo. 105 cm

105 cm

m 3c –11 89

450.– 900.–

m 8c –8 62

171 cm

921.– 921.–

110 73

variabili

15 000 30 000

fr./mese fissi

ct./km

km/anno

29

쑸 쑸

passo 277 cm

lungh. 463 cm (larg. 189 cm)


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Legacy: 20 anni! La familiare Subaru Legacy celebra i 20 anni offrendo spazio a profusione e un pratico abitacolo modulabile.

dello, venduto essenzialmente in versione break, è diventato una familiare a trazione integrale ben conosciuta. La quinta generazione prosegue la sua carriera conservando lo stile più ricercato adottato per il modello precedente, aggiungendovi una maggior abitabilità. Aumentando di 5 cm in lunghezza e larghezza la Legacy diventa molto spaziosa, soprattutto dietro dove tre persone viaggiano comodamente, oltre ai vantaggi della modularità visto che lo schienale della panca è adattabile e la panca stessa si ribalta azionando una leva. Ben configurato e voluminoso, il bagagliaio ridisegnato beneficia pure dell’aumento delle dimensioni. Provvisto di telaio a sbalzo davanti e dietro, l’assetto è molto sicuro e

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ald

› Nello spazio dei due decenni questo mo-

Disponibile come berlina e break, la Subaru Legacy si presenta con un design più personalizzato.

abbastanza rigido, mentre la break Outback si distingue per il comfort dell’ammortamento e un’altezza dal suolo di 20 cm preziosa sullo sterrato. Tranne un 2,5 l turbo di 265 CV e un efficace cambio a variazione continua (catena), le motorizzazioni cam-

biano ben poco. Al contrario dell’equipagMOH giamento arricchito.

Subaru Legacy/Outback: berlina e break; lunghezza: da 4,73 m; bagagliaio: 486 e 526 l Motori: benzina da 150 a 265 CV, diesel 150 CV; trazione integrale (giunto viscoso) Prezzi: da ca. 35 000 a 60 000 fr.


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speciale 4쎹4 | touring 15 | 3 settembre 2009

Offerta di SUV e 4쎹4 L’offerta di fuoristrada e SUV si distingue per la sua diversità e per la tendenza notoria a veicoli più compatti. Molto ampia, la scelta si estende dalle piccole SUV urbane ai fuoristrada 4҂4 passando per i lussuosi fuoristrada da svago. potenza (CV) da 211 a 240 (d) da 240 (d) a 500 (d) da 150 a 286 (d) da 235 (d) a 355 da 235 (d) a 407 da 258 a 325 409 da 136 a 230 da 160 (d) a 170 105 da 177 (d) a 260 da 120 a 135 (d) da 136 (d) a 200 da 143 (d) a 156 (d) da 140 (d) a 150 da 245 a 305 398 da 140 (d) a 175 da 155 (d) a 189 240 (d) 320 da 320 a 390 da 140 (d) a 170 da 140 (d) a 170 da 177 (d) a 199 da 177 (d) a 205 da 218 (d) a 427 218 (d) da 141 a 150 (d) da 170 (d) a 247 da 152 (d) a 233 122 (d) 190 (d) da 190 (d) a 390 da 272 (d) a 396 277 299 (ibrida) 260

prezzo da 57 300 a 72 350 fr. da 81 500 a 213 000 fr. da 52 900 a 76 200 fr. da 83 800 a 108 000 fr. da 88 900 a 113 600 fr. da 59 490* a 89 740 fr. 116 350 fr. da 32 490* a 52 290 fr. da 37 500 a 49 800 fr. da 25 490 a 30 390 fr. da 42 750 a 55 850 fr. da 25 990 a 31 590 fr. da 36 500* a 45 400 fr. da 31 990 a 47 140 fr. da 36 350 a 48 200 fr. da 54 240 a 73 410 fr. da 101 470 a 106 570 fr. da 28 490* a 39 990 fr. da 37 950* a 54 750 fr. 62 990 fr. da 72 400 a 75 200 fr. da 86 000 a 105 500 fr. da 36 100 a 42 000 fr. da 36 800 a 42 700 fr. da 41 900 a 55 400 fr. da 46 990 a 56 500 fr. da 70 990 a 97 300 fr. 73 990 fr. da 34 490 a 41 990 fr. da 49 650 a 54 650 fr. da 45 900 a 68 500 fr. da 42 750 a 53 600 fr. da 60 600 a 83 200 fr. da 86 900 a 118 900 fr. da 125 100 a 177 700 fr. da 74 900 a 92 900 fr. da 85 600 a 103 500 fr. da 43 850 a 48 800 fr.

Marca/modello Mazda BT-50 Mercedes-Benz GLK Mercedes-Benz ML Mercedes-Benz GL Mitsubishi Outlander Mitsubishi Pajero Mitsubishi L200 Nissan Qashqai Nissan X-Trail Nissan Murano Nissan Pathfinder Nissan Patrol Nissan pick-up Opel Antara Peugeot 4007 Porsche Cayenne Renault Koleos Seat Altea Freetrack Skoda Yeti Ssang Yong Actyon Ssang Yong Actyon pick-up Ssang Yong Kyron Ssang Yong Rexton Subaru Forester Suzuki Jimny Suzuki SX4 Suzuki Grand Vitara Toyota Urban Cruiser Toyota RAV4 Toyota Land Cruiser Toyota Land Cruiser V8 Toyota Hilux Volvo XC60 Volvo XC90 VW Tiguan VW Touareg con riserva di modifiche

potenza (CV) 143 da 170 (d) a 272 da 190 (d) a 510 da 211 a 388 da 140 (d) a 170 da 200 (d) a 250 136 da 103 (d) a 150 (d) da 141 a 173 (d) 256 171 (d) 160 (d) da 133 (d) a 171 (d) da 140 a 227 da 156 (d) a 170 da 240 (d) a 550 da 150 (d) a 173 (d) da 140 (d) a 211 da 140 (d) a 170 da 141 (d) a 150 141 (d) da 141 (d) a 220 da 165 (d) a 220 da 147 (d) a 230 da 85 a 86 (d) da 108 a 120 (d) da 106 a 233 da 90 (d) a 100 da 150 (d) a 177 (d) da 173 (d) a 249 da 286 (d) a 288 da 120 (d) a 171 (d) da 163 (d) a 285 da 185 (d) a 315 da 140 (d) a 200 da 174 (d) a 450

prezzo da 29 950 a 40 170 fr. da 59 900 a 71 600 fr. da 81 900 a 165 700 fr. da 108 300 a 144 200 fr. da 36 950 a 52 550 fr. da 47 900 a 73 750 fr. da 32 700 a 42 900 fr. da 28 400* a 46 400 fr. da 37 940 a 50 440 fr. da 65 200 a 71 200 fr. da 53 320 a 64 700 fr. da 48 300 a 67 800 fr. da 31 130 a 45 300 fr. da 39 450 a 52 450 fr. da 37 500 a 49 800 fr. da 79 900 a 197 500 fr. da 38 700 a 49 200 fr. da 38 950 a 42 150 fr. da 29 990 a 42 990 fr. da 31 900* a 43 500 fr. da 32 900 a 36 500 fr. da 34 500* a 53 800 fr. da 42 900 a 58 900 fr. da 33 300 a 47 600 fr. da 19 990 a 24 990 fr. da 21 490* a 31 990 fr. da 29 990 a 43 990 fr. da 25 600* a 35 400 fr. da 34 800 a 49 400 fr. da 50 960 a 74 360 fr. da 107 100 a 126 700 fr. da 34 000 a 51 400 fr. da 49 000* a 65 000 fr. da 65 900 a 91 900 fr. da 39 700 a 47 650 fr. da 64 700 a 125 700 fr. *modello a due ruote motrici

ald

Marca/modello Audi Q5 Audi Q7 BMW X3 BMW X5 BMW X6 Cadillac SRX Cadillac Escalade Chevrolet Captiva Citroën C-Crosser Daihatsu Terios Dodge Nitro Fiat Sedici Ford Kuga Ford Ranger Honda CR-V Hummer H3 Hummer H2 Hyundai Tucson Hyundai Santa Fe Hyundai ix55 Infiniti EX Infiniti FX Jeep Patriot Jeep Compass Jeep Wrangler Jeep Cherokee Jeep Grand Cherokee Jeep Commander Kia Sportage Kia Sorento Land Rover Freelander Land Rover Defender Land Rover Discovery Range Rover Sport Range Rover Lexus RX350 Lexus RX450h Mazda CX-7

Come per la VW Tiguan, leader del segmento SUV in Svizzera, le fuoristrada da svago compatte hanno successo.


3 settembre 2009 | touring 15 | speciale 4쎹4

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Le trazioni integrali Vi sono automobili a trazione integrale in ogni categoria di prezzo, dalle piccole cittadine giapponesi alle sportive europee di alto livello. Piuttosto stabile, l’offerta si è arricchita dei coupé Nissan GT-R e Porsche Panamera. potenza (CV) da 210 (d) a 260 260 265 da 240 (d) a 333 da 143 (d) a 240 (d) da 240 (d) a 354 da 190 a 580 da 190 (d) a 350 da 233 (d) a 450 da 170 (d) a 340 da 420 a 525 da a 610 da 560 a 610 da 177 (d) a 306 da 197 (d) a 272 da 210 a 280 311 325 361 91 104 da 60 a 75 (d) 295 320 231 560 da 640 a 670 da 367 a 445 (ibrida) da 224 (d) a 272

prezzo da 57 000 a 67 600 fr. da 59 450 a 64 450 fr. da 58 100 a 59 550 fr. da 63 250 a 80 820 fr. da 56 800 a 68 800 fr. da 70 700 a 95 300 fr. da 62 100 a 168 650 fr. da 80 200 a 109 200 fr. da 105 650 a 185 380 fr. da 55 400 a 95 000 fr. da 165 850 a 221 400 fr. da 291 970 a 359 900 fr. da 289 500 a 327 600 fr. da 53 900 a 73 600 fr. da 67 500 a 77 900 fr. da 55 390 a 74 430 fr. 75 460 fr. 100 725 fr. 83 850 fr. da 20 990 a 22 750 fr. 25 990 fr. da 18 750 a 24 800 fr. 74 900 fr. da 66 700 a 69 200 fr. da 65 900 a 68 600 fr. da 273 000 a 297 000 fr. da 446 000 a 557 000 fr. da 133 900 a 165 600 fr. da 65 600 a 75 600 fr.

Marca/modello Mercedes-Benz E 4Matic Mercedes-Benz S 4Matic Mercedes-Benz CL 4Matic Mercedes-Benz R 4Matic Mitsubishi Lancer/Evo Nissan GT-R Opel Insignia 4WD Porsche 911 Porsche Panamera Saab 9-3 XWD Saab 9-3X Seat Altea Seat Alhambra Skoda Octavia 4쎹4 Skoda Superb 4쎹4 Ssang Yong Rodius Subaru Impreza Subaru Legacy Subaru Outback Subaru Tribeca Suzuki Swift 4쎹4 Volvo S40/V50 AWD Volvo V70 AWD Volvo S80 AWD VW Golf 4Motion VW Sharan 4Motion VW Passat/CC 4Motion VW Phaeton 4Motion con riserva di modifiche

potenza (CV) da 231 (d) a 388 da 235 (d) a 388 388 da 190 (d) a 388 da 240 a 295 485 da 220 a 325 da 345 a 480 da 400 a 500 da 210 a 240 da 180 (d) a 210 105 (d) 115 (d) da 105 (d) a 160 da 160 a 170 (d) 165 (d) da 107 a 300 da 150 a 245 da 150 (d) a 245 258 92 230 da 205 (d) a 285 da 205 (d) a 315 da 105 (d) a 140 (d) da 115 (d) a 204 da 140 (d) a 300 da 240 (d) a 450

prezzo da 82 500 a 108 100 fr. da 123 200 a 168 300 fr. 188 400 fr. da 82 700 a 115 700 fr. da 43 990 a 69 990 fr. da 119 000 a 124 200 fr. da 49 250 a 65 000 fr. da 137 000 a 233 800 fr. da 159 900 a 216 100 fr. da 48 900 a 59 500 fr. da 54 400 a 57 600 fr. da 32 500 a 34 400 fr. 47 750 fr. da 33 240 a 44 900 fr. da 42 150 a 51 800 fr. 49 990 fr. da 25 800 a 59 200 fr. da 29 900 a 58 300 fr. da 40 100 a 57 300 fr. da 59 000 a 67 500 fr. da 19 490 a 21 990 fr. da 48 500 a 50 600 fr. da 64 300 a 70 300 fr. da 60 500 a 80 700 fr. da 36 250 a 39 680 fr. da 48 600 a 53 450 fr. da 39 700 a 67 550 fr. da 93 950 a 173 000 fr.

ald

Marca/modello Alfa Romeo 159 Q4 Alfa Romeo Brera Q4 Audi S3 quattro Audi A4/S4 quattro Audi A4 Allroad Audi A5/S5 quattro Audi A6/S6 quattro Audi A6 Allroad Audi A8/S8 quattro Audi TT/TTS quattro Audi R8 quattro Bentley Continental GT/GTC Bentley Flying Spur BMW 3 xi/xd BMW 5 xi/xd Cadillac BLS AWD Cadillac CTS AWD Cadillac STS AWD Chrysler 300C Touring AWD Daihatsu Sirion eco-4WD Daihatsu Materia eco-4WD Fiat Panda 4쎹4 Honda Legend Infiniti GS37 AWD Jaguar X-Type Lamborghini Gallardo Lamborghini Murcielago Lexus LS Mercedes-Benz C 4Matic

La potente Porsche Panamera fa ricorso anche alla trazione integrale. Pubblicità

«Touring» arriva 20 volte all’anno! Ne vale la pena! www.touring.ch

www.touringshop.ch


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viaggi e tempo libero | touring 15 | 3 settembre 2009

La Cina al volante di una fuoristrada Scoprire lo Yunnan, nel sud-ovest della Cina, a bordo di un 4쎹4 è un’esperienza straordinaria. Paesaggi mozzafiato, molteplicità di culture e scoperte culinarie rappresentano soltanto alcuni degli aspetti più interessanti.

› La nostra Toyota Prado procede tranquillamente attraverso il paesaggio costellato di curve. Un fiume, reso rosso dal colore del terriccio che si mischia alle sue acque, risalta in mezzo al verde intenso del paesaggio. Ci troviamo nella valle dello Yuan Jiang e ci dirigiamo verso nord. Ad ogni curva del fiume ci attende una nuova sorpresa, un fantastico insieme di terre coltivate con estrema cura. Alberi da frutto, campi di mais, di riso, di grano oppure anche orti e piantagioni di banane creano un quadro ameno e riportano l’osservatore in un’epoca lontana. La Cina, com’era molti secoli or sono.

Come extraterrestri | La provincia cinese dello Yunnan, il cui capoluogo è la vivace città di Kunming, è una destinazione ideale per intraprendere viaggi a bordo di un veicolo 4҂4. Numerose splendide strade e tortuosi tracciati attendono di essere scoperti. Città brulicanti di vita, come Jinghong o Chuxiong, si susseguono le une alle altre sfoggiando fantastici paesaggi. L’intero tour è costellato d’innumerevoli villaggi in cui ferve un’intensa attività umana. Sembra che dappertutto sia il giorno di mercato. Più grande è il villaggio, più variata è l’offerta: frutta esotica, tipici ortaggi locali, vestiti d’ogni foggia e calzature, ma anche galline in ceste e maiali legati con una corda attendono l’acquirente. E in mezzo a tutto questo, si trovano numerose tavole calde in cui si preparano gustose specialità gastronomiche che attirano il nostro sguardo e il nostro palato, ma alle quali non siamo abituati. Di tanto in tanto i visitatori occidentali sono guardati come se fossero degli extraterrestri, perché questa regione è difficilmente attraversata da un «uomo bianco». Non c’è, però, niente da temere, la gente è gentile, cordiale e ha sempre un sorriso per lo straniero.

attraversato anche il Laos, la Thailandia, la Cambogia e il Vietnam, alla fine sfocia con un largo delta nel Mar cinese meridionale. A sud dello Yunnan si avverte la vicinanza con la Thailandia. I Dai – così è chiamata la minoranza etnica di questa regione, affine ai Thai – hanno nella Cina meridionale i loro villaggi, i loro templi e, naturalmente, anche i loro ristoranti. Questi ultimi rappresentano per i viaggiatori una gradita alternativa. Come la cucina cinese, anche quella «dai» è appetitosa e offre un’incredibile varietà di pietanze. Viaggiando lungo le strade secondarie dello Yunnan si incontrano anche alcune delle 55 minoranze cinesi come gli Han e gli Yi che danno nell’occhio per i loro costumi e cappelli colorati. Per far sì che questi gruppi etnici e le rispettive culture sopravvivano, questi popoli non sono costretti a sottomettersi alla legge cinese del figlio unico e possono avere due e anche più bambini. Nella provincia dello Yunnan per le minoranze composte da non più di 5000 persone non esiste restrizione alcuna, per evitare l’estinzione delle piccole etnie.

Le terrazze di Yuanyang | Le risaie di Yuanyang rappresentano un’attrazione turistica di prim’ordine. Per coltivare il riso continua a pagina 37

300 km

RUSSIA

CINA

Kunming

INDIA

YUNNAN MYANMAR

Acque a volontà | Fiumi e fiumiciattoli serpeggiano attraverso la regione, come per esempio l’immenso Mekong che, dopo aver

VIETNAM LAOS

AUSTRALIA

THAILANDIA

Protezione dal sole… ma non della testa.


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Scoprire il lato sconosciuto della Cina seguendo il motto «La strada è la meta». Colonia di palmipedi: un divertente e simpatico intermezzo del nostro viaggio.

Ancora oggi la bicicletta resta il mezzo di trasporto più diffuso.

Ovunque si incontra gente sorridente.


Vacanze in Italia

Liguria


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foto Urs-Peter Inderbitzin, carta TCS Visuell

Guidare in Cina non è un grosso problema

Incontro con un altro mondo: donne al mercato attendono gli acquirenti.

continua da pagina 34

sono stati costruiti con grande fatica, nel corso d’innumerevoli generazioni e seguendo un accurato studio del territorio nel pieno rispetto dell’ecosistema, piccoli e grandi terrazzamenti. Sofisticati sistemi di irrigazione procurano tutta l’acqua necessaria a far crescere il riso. D’estate, durante il periodo delle piogge e poco prima del raccolto, queste risaie sono di un verde brillante. Ancor più spettacolari si rivelano, però, durante l’inverno quando sono sommerse dall’acqua in cui si rispecchia il sole. Non esagera chi, vedendo questo spettacolo, parla dello «specchio di Dio». Vale la pena alzarsi di buon’ora per ammirare un’affascinante alba con vista sulle risaie. Un altro luogo molto interessante nell’estremo sud-ovest della Cina – la regione sorge pressappoco alla stessa latitudine delle Isole Canarie – è il parco botanico di Xishuangbanna, inaugurato cinquant’anni

fa. In questa riserva naturale si trovano anche un’università e un museo culturale delle minoranze etniche. Il vasto parco di oltre 1100 ettari, che sorge su una penisola fluviale, ospita più di dodicimila diverse specie di piante e di alberi tropicali e subtropicali. Molti spazi sono dedicati a singole specie di piante, come ad esempio il bambù, le erbe officinali oppure la frutta tropicale. Anche chi desidera passeggiare attraverso una foresta pluviale, in questo paradiso non resta di certo deluso. A causa della vastità della riserva e delle temperature elevate, i veicoli elettrici che portano in giro i visitatori sono più che graditi. Agli appassionati delle automobili e a chi in genere ama guidare attraverso paesaggi incontaminati, selvaggi e straordinari, il sud-ovest della Cina offre una fantastica possibilità di scoprire l’«altra, la vera Cina», una Cina dal sapore antico abitata da persone perennemente sorridenti. Un invito a imitarle.

Urs-Peter Inderbitzin

Viaggiare attraverso regioni sconosciute della Cina al volante di un’auto fuoristrada per imparare a conoscere regioni e abitanti. È fattibile e non presenta pericoli? I problemi non sono troppo grandi? Assolutamente no, è più facile di quanto si creda. Esistono naturalmente ostacoli burocratici per ottenere la patente temporanea, ma è possibile superarli in breve tempo con l’aiuto delle autorità locali. Questa patente per la Cina costa circa 5 franchi, incluso un certificato medico, sotto forma di un test di daltonismo. Il traffico in Cina al di fuori delle grandi città è scarso. Le norme del codice della strada sono praticamente identiche alle nostre. Non sempre, però, i cinesi le rispettano. Le malelingue affermano che la Cina non è chiamata a caso «il Regno di Mezzo», dal momento che tutti i conducenti guidano tenendosi nel bel mezzo della carreggiata. Soprattutto sulle strade secondarie bisogna tener sempre presente che un automobilista tagli la curva. Al contrario di quanto avviene in Europa, in Cina suonare il clacson è quasi doveroso: pedoni, ciclisti e automobilisti si aspettano di sentirlo. Molte strade della Cina sono state riasfaltate e costruite in modo perfetto, altre sono vecchie, sconnesse e dissestate e alcune assomigliano addirittura al letto di un fiume. Talvolta mucche, papere, oche, capre, maiali, cani o anche bufali d’acqua si trovano in mezzo alla carreggiata e bloccano il traffico. Ogni tanto è necessario girare intorno a uno smottamento o guadare un ruscello. Sulle strade cinesi si consiglia di guidare con calma e prudenza, suonare il clacson prima di ogni curva, non tentare di imporsi e aspettarsi l’inaspettato. Evitate, per quanto possibile, di viaggiare di notte. UPI

Offerta esclusiva di Viaggi TCS Viaggi TCS – con i suoi partner – offre per la prima volta un simile viaggio individuale in auto in Cina. Viaggio: diverse compagnie aeree volano in Cina. Si può raggiungere Kunming (capoluogo dello Yunnan) tra l’altro da Pechino, Guangzhou o Hongkong. Periodo più indicato: nella stagione secca da ottobre a maggio. Clima: le temperature possono raggiungere i 40 gradi e scendere a 18 dopo un acquazzone. Visto: costa 50 franchi, da procurarsi prima del viaggio. Valuta: renminbi yuan (100 yuan = 16 franchi), carte di credito solo nelle grandi città, cambio (euro/dollari, anche franchi) nei grandi alberghi. Lingua: solo pochi cinesi parlano inglese; senza guida è difficile. Operatori turistici: Intens Travel (www. intens.ch). Prenotazioni e informazioni: Viaggi TCS, tel. 0844 888 333, www.viaggi-tcs.ch. UPI

A volte occorre attraversare piccole pozze d’acqua.


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viaggi e tempo libero | touring 15 | 3 settembre 2009

Emozioni nel Grimselwelt Passeggiare sopra il ponte tibetano più lungo d’Europa, tornare a valle con la più ripida funicolare del mondo: indimenticabili emozioni nell’Oberland Bernese.

› Quando il vagone panoramico della funicolare di Gelmer attraversa il punto più ripido della montagna emette un leggero cigolìo. L’indomani, dopo un’escursione di circa due ore, si riceve una nuova scarica di adrenalina: con una campata di 170 metri, il ponte tibetano più ad alta quota e più lungo d’Europa si presenta ai turisti in tutta la sua imponenza. La regione alpina nelle valli dell’Aare, dell’Hasli e di Gadmen-Gental, chiamata

«Grimselwelt» dal nome del celebre passo, è un vero paradiso escursionistico. Per «allenarsi» è indicata la facile passeggiata di due ore intorno al lago di Gelmer. Più impegnativa (4 ore di marcia) è la salita dal rifugio Tällihütte all’Engstlenalp attraverso Sätteli. «È veramente fantastico il modo in cui nella regione del Grimsel si possano abbinare le tappe di un’escursione e le varie possibilità di pernottamento», dice entusiasta Jrène Stähli di Alpavia che

propone tour di più giorni, senza pesi da portare sulle spalle.

Un mix di prim’ordine | La centrale idroelettrica Oberhasli (KWO) ha trasformato tutto quello che serve per generare energia attraverso l’acqua in un’inesauribile fonte di emozioni, chiamata Grimselwelt. «In questo modo vogliamo stimolare l’interesse generale per questo tipo di produzione e anche per il programma d’investimenti KWO plus», afferma il portavoce, Ernst Baumberger, parlando dell’obiettivo prefissosi dalla società. Christian Bützberger

Info Touring Il «Grimselwelt» può essere scoperto durante un tour di cinque giorni: tel. 033 650 16 02, www.alpavia.ch. La KWO offre tutti i dettagli al sito: www.grimselstrom.ch e www.grimselwelt.ch. Altre informazioni: www.taellihuette.ch.

il commento

foto Grimselwelt, Bü

Christian Bützberger

In alto: la ripida funicolare di Gelmer e il sentiero che sovrasta il lago di Gelmer. In basso: il ponte tibetano sul Trift, lungo 170 metri, è in grado di procurare forti emozioni. Pubblicità

La strategia è limpida come l’acqua del lago artificiale del Grimsel. La centrale idroelettrica Oberhasli (KWO) sensibilizza i turisti illustrando l’opera e lo scopo: produrre energia tramite l’acqua. La KWO offre visite guidate attraverso l’impianto, anche nel granito del massiccio del Grimsel, e gite intorno ai laghi artificiali. Gli ospiti pernottano all’Hotel Handeck e, dal prossimo anno, anche nell’ospizio del Grimsel restaurato. La società fornisce informazioni in merito agli investimenti fatti, come ad esempio il ponte sul Trift, e offre ai turisti autentiche esperienze nella natura ed emozioni ad alto tasso di adrenalina. Ciò fa sì che il visitatore possa sentirsi a suo agio e ritemprare le energie. Una propaganda intelligente e sensata.


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Genuss ’09: gustatela Prodotti regionali in primo piano Ancora fino al 6 settembre i prodotti regionali, con il marchio di garanzia «Das Beste der Region» (il meglio della regione), provenienti dai cantoni di: Argovia, Berna e Soletta come pure dalla Svizzera Centrale, sono a disposizione dei buongustai. Nel corso di oltre 140 manifestazioni è possibile conoscere, nelle trattorie e sui mercati, le svariate specialità, gustose, appetitose, antiche e riscoperte, ma anche innovative, vedi per esempio le salsicce. Informazioni: www.regionalprodukte.ch.

foto jop, ald

750 proposte di gite

Michel Mottier produce artigianalmente il celebre formaggio L’Etivaz DOP.

In visita al casaro Da Montreux a Charmey un’escursione bucolica e culturale conduce attraverso i pascoli dove si produce il gruyère DOP, secondo i metodi del buon tempo antico.

› La fiamma crepita sotto l’enorme caldaia. Con gesti sapienti circolari Michel Mottier si affaccenda per rompere la massa lattea in minuscoli frammenti. Poi immerge un telo di lino nella caldaia e raccoglie la cagliata necessaria alla confezione di una forma di una trentina di chili. Così inizia il procedimento che darà vita al famoso L’Etivaz DOP (denominazione d’origine protetta), prodotto artigianalmente secondo la tradizione risalente al XVII secolo. La scoperta di un caseificio d’alpe costituisce il momento culminante delle «Strade del gruyère», un percorso che collega in sei giorni Montreux a l’Etivaz (VD) o Montreux a Charmey. Utilizzato un tempo dai casari che esportavano i loro prodotti in Francia, il percorso attraversa una regione con innumerevoli testimonianze dell’età d’oro dell’economia casearia: strada mulattiera della Dent de Jaman, Grand chalet de Rossinière, fontana di Lessoc o il sito cluniacense di Rougemont. Luoghi che la dicono lunga sulla prosperità dei «baroni del formaggio», come vePubblicità

nivano chiamati un tempo. Ora la tradizione conosce un rifiorire grazie alla reintroduzione dei metodi di produzione antichi.

Impronta tipica | Questo lavoro artigianale, valorizzato dalla DOP, ha motivato una nuova generazione ad abbracciare il mestiere di mastro casaro d’alpeggio. Questi imprenditori dinamici mostreranno le astuzie che conferiscono al loro gruyère un sapore e una morbidezza incomparabili. E giunta la sera e fatto il pieno d’aria montana, ci si potrà riposare in un albergo ricco di fascino, gustando i prodotti della regione. Gli esercizi selezionati non offrono piscine e neppure altre modernità, ma un’atmosfera tipica del luogo. Inoltre sono comprese numerose visite nel programma dei sei giorni delle «Strade del gruyère», come l’Espace Ballon di Château d’Oex o il Museo Jacques-Olivier Pidoux di Charmey.

Info Touring Le offerte forfettarie «Strade del gruyère» sono valide fino ad ottobre. Dettagli: Château d’Oex Tourisme, tel. 026 924 25 25, www.chateau-doex.ch

Scala 1:301 000 Gli escursionisti possono trovare tutto anche su una mappa, come dimostra la nuova «Wanderkarte Schweiz» di Kümmerly+Frey: fiumi, regioni, richiami turistici, mete escursionistiche. Non manca proprio niente. La guida si trova in commercio (ISBN 978-3-259-00809-6) oppure su: www.swisstravelcenter.ch per 19.80 franchi.

Novità Viaggi TCS

Al sole dell’Africa Vacanza in Tunisia Djerba con il suo paesaggio insolito e selvaggio, i chilometri di spiagge di sabbia fine e la limpidezza delle acque, è uno dei luoghi di villeggiatura più frequentati del Mediterraneo. Il Settemariclub Floriana Meninx (3 stelle superior) si affaccia su una meravigliosa spiaggia; l’ottima posizione e la qualità dei servizi ne fanno uno dei migliori alberghi della sua categoria su quest’isola. Ideale sia per famiglie con bimbi sia per gli amanti dello sport e dell’animazione, che cercano la tranquillità di una vacanza «tutto compreso». La struttura dispone di una grande piscina esterna e piscine coperte riscaldate di cui una termale, con possibilità di «pacchetti benessere». Date e prezzi: dal 7 al 14 settembre a partire da 970 fr.; dal 14 settembre al 28 settembre da 830 fr. Inclusi: voli da Malpensa, trasferte aeroporto-hotel. Pacchetto benessere di 3 giorni: da 130 fr. Contattate le agenzie ticinesi di Viaggi TCS: tel. 0844 888 333 o www.viaggi-tcs.ch.


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Presto in treno anche tra Stabio e Arcisate Finalmente è scoccata l’ora dell’inizio dei lavori anche dalla parte italiana della nuova linea ferroviaria Mendrisio–Varese. Il primo «colpo di piccone» lo scorso 24 luglio ad Arcisate. La tratta sarà aperta nel 2013. illustrato ai convenuti gli obiettivi del progetto della nuova bretella ferroviaria, che si prefigge di diventare un’importante alternativa al forte traffico su strada che giornalmente si sposta a cavallo del confine lombardo-ticinese, con un occhio di riguardo alla tutela ambientale. Dalla parte italiana, si sono alternati sul palco l’amministratore delegato delle FS Mauro Moretti, che ha sottolineato l’importanza del collegamento per lo sviluppo della mobilità sostenibile nel Nord Italia, grazie alla connessione con gli assi AlpTransit del Lötschberg/Sempione e del San Gottardo; il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni e il suo assessore alle infrastrutture e alla mobilità Raffaele Cattaneo, tra i primi sostenitori del progetto, e infine il viceministro delle infrastrutture nazionali Roberto Castelli, che si è detto cosciente di quanto sta facendo la Svizzera al suo interno per migliorare i percorsi ferroviari, assicurando il suo personale interesse al potenziamento della linea MilanoChiasso. In Ticino il cantiere era già stato aperto il 1° dicembre 2008, giusto in tempo per mantenere i finanziamenti devoluti da Cantone e Confederazione. Nel suo intervento, il consigliere di Stato Marco Borradori ha sottolineato come la mobilità su strada abbia favorito il benessere del Cantone Ticino, ricordando che giornalmente 43 000 frontalieri varcano la frontiera con i propri mezzi, per venire a lavorare da noi provocando sulle nostre strade code e colonne che riducono i tempi di percorrenza e l’inquinamento atmosferico. Perciò l’auspicio è che la ferrovia possa diventare l’alternativa pubblica al trasporto privato su strada, comportando un particolare beneficio al Mendrisiotto, al Luganese e all’agglomerato di Varese. Il progetto prevede di realizzare il collegamento – destinato al solo traffico passeggeri – entro il 2013; il tratto Mendrisio-Varese sarà lungo 17,7 km, di cui 6,5 in territorio ticinese, e permetterà pure di ridurre i tempi di percorrenza tra il Sottoceneri e la Romandia, istituendo nel contempo relazioni fra l’aero-

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› Il Sindaco di Arcisate, Angelo Pierobon, ha

Una vecchia locomotrice a vapore della ferrovia Mendrisio–Valmorea–Castellanza, restaurata e ancora in uso per le corse turistiche.

porto della Malpensa, Milano e le città del centro Europa. L’investimento complessivo per la Svizzera è preventivato in 173 milioni di franchi, mentre per l’Italia in 220 milioni di euro. Come presidente del Gruppo TCS del Mendrisiotto, da alcuni anni mi schiero a favore del miglioramento della qualità

dell’aria ed è in quest’ottica che ho visto con favore il progresso del progetto, inserito dalla Confederazione fra le opere urgenti da realizzare, che potrebbe risolvere almeno in parte il traffico transfrontaliero nella nostra regione.

Architetto Roberto Achini, presidente Gruppo TCS Mendrisiotto

Una vecchia storia La linea ferroviaria Mendrisio–Valmorea–Castellanza nacque per soddisfare quel bisogno di vie di comunicazione che si era venuto a creare alla fine del XIX secolo. Già dall’inizio del ‘900 si sognava di completare la tratta costruita in Italia con quella posata fra Mendrisio e Stabio e che dava la possibilità di accedere alle grandi linee esistenti o in progettazione del Gottardo e del Sempione. Mutati interessi e la parentesi di due guerre mondiali fecero sì che i circa 30 chilometri di strada ferrata italiani e i 7 km in territorio elvetico non diedero mai vita a quella ferrovia.


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Gli 80 anni di Franco Felder L’avvocato Franco Felder compirà ottant’anni il 13 settembre. La Sezione Ticino del TCS gli porge i più sentiti auguri, esprimendogli riconoscenza e affetto per come l’ha rappresentata in seno alle massime istanze nazionali del Club.

Sezione, collaborò subito a livello nazionale entrando nel Consiglio d’amministrazione, che lo promosse alla vicepresidenza nazionale. Eletto municipale a Lugano nel 1980, Felder rinunciò al TCS per meglio dedicarsi alla cosa pubblica.Vi ritornerà, però, sette anni dopo in qualità di Presidente centrale del Club, carica che assunse fino al 1996 sempre riconfermato per acclamazione. Sotto la sua presidenza, il TCS seppe profilarsi sulla scena nazionale assumendo il ruolo di interlocutore di riconosciuta obiettività e pertanto ascoltato con attenzione anche dalle massime istanze politiche federali. Il TCS poté così esprimersi autorevolmente su tutti i temi di grande importanza nazionale, allora al centro di accesi dibattiti. Tra questi, in ordine di tempo: Ferrovia 2000, politica coordinata dei trasporti, nuova trasversale ferroviaria alpina, limiti di velocità, aumento dei dazi doganali sui carburanti, finanziamento speciale dei progetti legati alle nuove trasversali ferroviarie alpine. Anche a livello di Club, la presidenza Felder – che ebbe fra l’altro il privilegio di festeggiare i primi cent’anni del TCS – si

Norme misconosciute Di regola, su una strada normale (cantonale) fuori località la velocità massima consentita è di 80 km/h. In casi particolari e per motivi di sicurezza, presenza di negozi, scarsa visibilità, tortuosità della strada ecc. la velocità può essere ridotta. Pochi, però, sanno che questa limitazione cessa dopo un incrocio o una rotonda, salvo che non vi sia nuovamente il cartello di ripetizione della velocità. In assenza del cartello di richiamo, la velocità ritorna ad essere quella fissata inizialmente per la strada, ossia di 80 km/h!

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› Nel 1970, eletto presidente della nostra

dimostrò dinamica e innovativa: pubblicazione d’una seconda raccolta di studi giuridici sui temi riguardanti la circolazione stradale, inaugurazione della Stazione mobile per il perfezionamento di guida, offerta di una nuova assicurazione responsabilità civile, nuova centrale di informazione stradale via radio, costruzione della sede centrale a Vernier, nuove linee direttrici della politica del TCS. Quest’ultimo documento sottolineava, in particolare, che il TCS si regge sui propri soci, che è al loro servizio e che la struttura federalistica rappresenta

la sua forza principale. Visione, questa, voluta da Felder e tanto apprezzata dalla nostra Sezione, ma dalla quale gli organi centrali sembrano oggi volersi allontanare. Per tutto ciò e per la signorilità dei modi, per la semplicità dei contatti, per la cortesia e per la competenza, il ricordo di Franco Felder, che ha dato oltralpe un’immagine qualificante del Ticino e dei ticinesi, è più che mai vivo non solo nella Sezione Ticino, ma anche nelle Sezioni confederate, fra i numerosi collaboratori del Club e molti soci del TCS.

Attenzione alle scadenze della «2 fasi» È ormai passato il periodo della sorpresa e della novità! Il sistema, ora in vigore, della patente «in due fasi» è entrato a far parte della normalità e quindi si cominciano a contare le prime scadenze dei termini, con l’amara conseguenza che alcuni rischiano di vedersi ritirare la patente provvisoria e dover poi ricominciare tutto da capo. Le cifre che ci sono fornite mensilmente dall’Associazione svizzera dei servizi della Circolazione danno un’idea dell’andamento della frequenza ai due giorni di corso. Alla fine di luglio 2009, in Ticino erano 6890 le patenti provvisorie, ma solo 2647 (38,5%) avevano già frequentato il primo giorno e rispettivamente 1294 (18,8%) il secondo giorno. Da queste cifre si evince che sono molti i giovani che aspettano l’ultimo momento utile per assolverli, facendo magari fatica a trovare posto entro il termine stabilito. Ricordiamo che la responsabilità del rispetto delle scadenze è dovere del singolo. Quindi non ci sono preavvisi o richiami da parte della Sezione della Circolazione di Camorino. Un invito, quindi, a volersi annunciare per tempo. Le date dei corsi sono visibili sul sito www.tcs-ticino.ch dove è possibile anche iscriversi.


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«Tenersi allenati per tutta la vita» In un traffico sempre più saturo e caotico è fondamentale tenersi sempre ben allenati. Come spiega Diego Tomasini, capo Formazione e Perfezionamento di guida del TCS.

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Lei dirige una delle attività «chiave» del club. Ci spiega in dettaglio di cosa si tratta?

Diego Tomasini: Fa parte dell’impegno del Touring Club Svizzero a favore della sicurezza stradale mantenere i conducenti costantemente a un certo livello di capacità, indipendentemente dalla loro età. Infatti, quello dell’automobilista è l’unico «mestiere» in cui si rischia di prendere la patente e poi di non far più alcun aggiornamento nei successivi sessant’anni.

tin – gestiti dalla nostra società Test&Training tcs in cui si impartiscono corsi standard, oltre che quelli obbligatori della formazione «2-fasi». Queste piste – ed altre gestite dalle locali Sezioni del TCS – ci permettono di fare dimostrazioni in condizioni estreme, che non sarebbe possibile compiere sulla strada, garantendo un’adeguata sicurezza ai partecipanti.

Offriamo di tutto: dai corsi base per la guida sicura dello scooter a quelli per gli autobus pubblici, dalle comuni vetture alle 4҂4 fino ai camion, dai corsi per guidare con un rimorchio fino a quelli per veicoli di esercito e polizia, dei pompieri o dei soccorsi sanitari. Inoltre, vengono proposti corsi «Premium» di livello avanzato e, a un livello ancora maggiore, di guida sportiva. Questi ultimi soprattutto a Lignières (NE), dove gestiamo l’unico circuito ancora esistente in Svizzera. Nel 2008 abbiamo organizzato 3700 corsi, frequentati da circa 35 500 persone. Dove vengono impartiti i corsi di guida?

Abbiamo cinque centri di guida – a Betzholz, Stockental, Emmen, Lignières e Plan-

In pillole Diego Tomasini (61 anni) abita a Sulzbach, nell’Oberland Zurighese. Tecnico commerciale di formazione, ha assunto la guida del settore della Formazione e del perfezionamento di guida del Touring Club Svizzero dal 1° gennaio 2008. In precedenza aveva già lavorato per quarant’anni nel ramo dell’automobile, occupandosi tra l’altro di marketing e pubbliche relazioni. Ha trascorso più di un anno anche in Formula 1, nel team della scuderia Sauber-Mercedes. I suoi hobby sono tutti legati all’uso delle mani: modellismo, giardinaggio e lavori manuali in genere. ac

«Dopo aver preso la patente si rischia di non aggiornarsi più» E cos’è di preciso la «stazione mobile» per il perfezionamento di guida?

Si tratta di un camion a rimorchio completamente equipaggiato per organizzare un corso di guida praticamente «a domicilio». La struttura della nostra «stazione mobile» può, infatti, essere predisposta su qualsiasi spazio, come ad esempio il parcheggio di un’azienda o di un centro commerciale. È molto richiesta dalle ditte che possiedono differenti tipi di veicoli. Da poco avete ottenuto la certificazione ISO 9001; cosa comporta questa etichetta?

Si tratta di una vera e propria garanzia per il cliente che si iscrive ai corsi della Test&Training tcs. In questo modo, il cliente sa di acquistare un «prodotto» di qualità, attestato ufficialmente secondo le severe norme ISO 9001. Chi partecipa ai nostri corsi sa che dietro c’è un lavoro codificato esattamente durante tutte le sue fasi. Inoltre, la procedura di certificazione è stata un ottimo training per i nostri istruttori, che sono una trentina fissi ed un altro centinaio a tempo parziale.

foto Mathias Wyssenbach, ald

Ci fa qualche esempio di corsi?

Il Touring Club Svizzero è molto impegnato nella formazione obbligatoria della licenza di condurre in due fasi; come risponde il pubblico giovanile?

Sempre meglio. Dopo un periodo iniziale di disattenzione, quando la nuova patente provvisoria fu introdotta alla fine del 2005, ora i giovani neoconducenti accettano di buon grado di svolgere le due giornate di formazione obbligatoria nei tre anni successivi al superamento dell’esame di guida. Oggi il Touring Club Svizzero, con il 34% del mercato, è il leader incontrastato di questo tipo di corsi. Un segno di grande fiducia, visto che il concorrente più vicino si attesta solo al 20%… E come reagiscono invece gli anziani ai corsi loro riservati? Esiste un’età precisa a partire dalla quale sono consigliati?


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Padroneggiare il volante è tutta una questione di allenamento. Con il TCS si ha l’occasione di poter provare manovre estreme su piste sicure.

Le persone di una certa età reagiscono molto bene ai corsi di «ripasso». Inoltre, al volante sono più concentrati dei giovani. Infatti, i conducenti più anziani non si distraggono con telefonate oppure SMS mentre sono al volante; e sono particolarmente orgogliosi di essere ancora «mobili». E poi, sono molto interessati a conoscere i propri limiti, specie tramite la consulenza di esperti medici. Posso senz’altro affermare che non c’è un’età «consigliata»: si dovrebbe fare un corso di perfezionamento di guida ogni tre o quattro anni, dai 20 anni in poi. Così facendo ci si tiene costantemente aggiornati anche sulle evoluzioni tecniche e legislative. In poche parole, perché conviene frequentare un corso di perfezionamento in uno dei centri del TCS?

«Gli anziani sono più concentrati dei giovani al volante» Il motivo principale è sicuramente quello di sentirsi più sicuri al volante, perché dopo un corso si diventa più consapevoli delle proprie capacità e dei propri limiti. E poi c’è anche una convenienza più concreta: alcune assicurazioni, come ad esempio Auto TCS, offrono uno sconto o un buono per frequentare un corso di perfezionamento. Inoltre, il Consiglio della sicurezza stradale paga ben 200 franchi dei 350 di un corso per motociclisti, se lo si frequenta entro i primi sei mesi dell’anno.

A proposito di motociclisti, quali sono i pericoli ai quali è maggiormente esposta questa categoria di conducenti?

In un paese saturo di traffico come la Svizzera, i pericoli per i centauri si annidano praticamente ovunque. È per questo che, durante 6-7 ore di training intensivo, cerchiamo di aumentare in loro la sensibilità per riconoscere i pericoli, che purtroppo molto spesso sono costituiti dai loro «colleghi» automobilisti. L’ideale, anche per scrollarsi di dosso la «ruggine» accumulata durante le lunghe pause invernali.

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Intervista: Antonio Campagnuolo Info Touring Tutti i dettagli concernenti i corsi di formazione e perfezionamento di guida, come pure la «2-fasi» e la lista dei centri in cui vengono impartiti (Sezioni incluse) al sito Internet del club: www.tcs.ch (rubrica: Corsi).


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ski-epic.com

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Belle, ma non senza pericoli specialmente per i motociclisti: la strada del passo del Grimsel (foto) e le altre strade alpine.

Per migliori strade sui passi Da molto tempo il TCS s’impegna affinché anche le strade dei passi diventino più sicure, specialmente per i motociclisti. Ma ne approfittano anche gli automobilisti.

› Recentemente alcuni specialisti del canton Berna, della polizia cantonale, del TCS e dell’upi hanno ispezionato i due passi del Susten e del Grimsel, entrambi a forte rischio di incidenti. Poco alla volta sono stati esaminati i punti più pericolosi. «Spesso è con piccole misure, come migliori demarcazioni, segnaletica e protezioni sui guardrail, che si riesce a migliorare alcuni luoghi», dice l’ingegnere ETH Daniel Baumann del dipartimento Sicurezza stradale del Touring Club Svizzero.

Alto rischio | Lui, e rispettivamente il TCS, ha messo il dito nella piaga: nel rapporto titolato «Sicurezza passiva sulle strade dei passi» l’esperto TCS ha segnalato i pericoli. Questi sono costituiti da ripari antimassi e sezioni di tubi, inutili barriere e cartelli. Il canton Berna, già attivo sulla questione, ha reagito positivamente all’iniziativa del TCS. Il risultato è una cartina dei rischi, che il TCS pubblica regolarmente per i principali collegamenti stradali della Svizzera, nell’ambito del programma europeo EuroRAP

(European Road Assessment Programme). Le strade dei passi del Susten e del Grimsel sono segnalate nel peggiore dei modi nella mappa EuroRap dei rischi: il rischio di incorrere in un incidente è circa 10 volte maggiore della media autostradale. Sul passo del Susten tra il 2000 e il 2005 si sono registrati 75 incidenti gravi, in seguito ai quali 93 persone sono rimaste ferite e sette hanno perso la vita. Alcuni di questi morti erano motociclisti e complessivamente i due terzi degli incidenti gravi hanno coinvolto dei motociclisti. Nello stesso periodo sul Grimsel sono morte tre persone – tutti motociclisti.

Anche per automobilisti | Certamente all’origine vi sono i modi di guidare dei motociclisti – e il TCS propone corsi di perfezionamento in questo campo. Ma se anche succede un incidente, le sue conseguenze possono cambiare se si migliora la sicurezza passiva. Di questa fanno parte, secondo Daniel Baumann, una migliore guida ottica grazie a segnali direzionali: «Di questi prov-

vedimenti ne approfitterebbero anche gli automobilisti». Quel che verrà introdotto, lo deciderà prossimamente il cantone. Altri cantoni sono molto impegnati nelle campagne di prevenzione che si svolgono sulle alture dei passi alpini, dove i motociclisti sono contattati direttamente. Heinz W. Müller

Statuti TCS

Dimissioni soci I soci che desiderano uscire dal TCS possono farlo rispettando le condizioni stabilite negli statuti del club. Secondo l’articolo 7 cpv. 1: «La dimissione deve essere rassegnata per iscritto al più tardi tre mesi prima della scadenza annuale». Le lettere di dimissioni vanno dunque spedite entro il 30 settembre 2009 a: TCS Societariato, Chemin de Blandonnet 4, CP 820, 1214 Vernier. Gli statuti TCS si possono scaricare da www. tcs.ch (rubrica: Il TCS > Chi siamo). tg


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Svaghi e cultura col TCS Anche per l’autunno proponiamo una scelta di partner che concedono sconti vantaggiosi ai soci e alle loro famiglie. Arte pura al centro Paul Klee, arte e sport al Museo olimpico. Ma innanzitutto puro divertimento all’Aquaparc.

› Chi lo conosce sa già cosa lo aspetta e chi ci va per la prima volta non vedrà l’ora di tornarci. Parliamo dell’Aquaparc di Le Bouveret (VS), il mondo dei giochi d’acqua sul lago Lemano. Vertiginosi toboggan, piscine nelle quali d’un tratto si levano alte onde come nel mare e getti d’acqua dappertutto. Tra questi spruzzi una folla di giovani e, sorprendentemente, di meno giovani lancia urla di felicità ed esclamazioni di sorpresa. In una parola: si diverte. Frotte di bambini, ragazzi, genitori e perfino nonni al seguito dei nipotini, sale frettolosamente le scale della torre da cui partono i toboggan, stringendo sottobraccio tonde camere d’aria colorate. Arrivati davanti all’imboccatura degli scivoli, vi si siedono sopra anche in due o tre per volta e si lanciano a capofitto nel «serpente» che li inghiottisce. Dopo qualche secondo di curve vorticose a folle velocità (e nella massima sicurezza) vengono «risputati» nella vasca in basso con un grande «splash». Difficilmente si riesce a trattenere un urlo di gioia… o di terrore.

Per i genitori che invece vogliono pace e tranquillità, le troveranno nel silenzioso settore wellness. Ma se il sole splende si consiglia vivamente di goderselo nel lido ac privato di Aquaparc sul Lemano.

I soci TCS e le loro famiglie ricevono il 20% di sconto sull’ingresso. Per orari d’apertura e altre informazioni pratiche: www.aquaparc.ch

Quando l’arte diventa olimpica › Chi arriva per la prima volta al Museo Olimpico di Losanna-Ouchy, sa di iniziare un’immersione completa nel grande mondo dello sport. Quel che forse non sa è che ha pure l’occasione di immergersi nell’arte più elevata, nella scultura per la precisione. Infatti, decine di statue dei massimi esponenti contemporanei di questa forma

d’arte abbelliscono lo splendido parco botanico del museo, che digrada dolcemente sul Lemano. Grandi opere di artisti eccelsi come Botero, Mitoraj, Folon, Nag Arnoldi, Tapiès o Niki de Saint-Phalle tanto per citarne alcuni, molte delle quali donate dalle federazioni sportive di varie nazioni. Naturalmente queste statutarie bellezze non distraggono il visitatore dalla principale attrazione del Museo Olimpico, ovvero la sua impareggiabile collezione di cimeli, medaglie e documenti che illustrano la storia delle Olimpiadi e dei suoi indiscussi protagonisti: gli atleti. Così si possono, ad esempio, ammirare le scarpe di Carl Lewis e Javier Sotomayor o gli scarponi da sci di Jean-Claude Killy. Inoltre dall’8 ottobre è possibile visitare l’esposizione sulle prossime Olimpiadi invernali di Vancouver 2010, definiti i primi Giochi ac «eco-sostenibili».

I soci e le loro famiglie hanno uno sconto del 25% presentando la tessera TCS 2009 alla cassa del Museo; www.olympic.org

In mostra tutta la vita di Paul Klee › L’opera di Paul Klee è una vera e propria autobiografia «a colori», seppur i messaggi siano spesso trasmessi in codice. Una nuova esposizione al Centro Paul Klee di Berna, dal 19 settembre al 24 maggio 2010, pone in risalto le tappe fondamentali della vita dell’artista, dall’inizio del 1900 alle ultime opere degli anni Quaranta. La mostra si basa su una selezione di 150 dipinti e disegni, corredati da fotografie, oggetti personali, lettere, composizioni musicali e filmati, provenienti dagli archivi del museo e visibili al pubblico per la prima volta. Sono esposti anche ritratti di Klee realizzati da suoi amici pittori del calibro di Marc, Kandinsky o Kubin. Inoltre l’esposizione evidenzia, con vari esempi, l’influenza che Paul Klee ha avuto – e ha ancora – su artisti, musicisti, scrittori e creativi di ogni genere. Ospitato in una magnifica cornice disegnata dall’architetto Renzo Piano nella campagna alle porte di Berna, il museo dedicato a Paul Klee è una destinazione adatta a tutta la famiglia. Ai più piccoli è, infatti, riservato lo spazio «Creaviva», dove – mentre i genitori ammirano le esposizioni – i pargoli possono essere lasciati a ac divertirsi con pennelli e colori.

I soci TCS hanno uno sconto del 20% al Centro Paul Klee. Informazioni pratiche sul sito Internet: www.paulkleezentrum.ch


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Indirizzi utili

Agenzie con Viaggi TCS 5001 Aarau: Rathausgasse 2, 062 838 21 00; 5400 Baden: Theaterplatz 3, 056 203 79 79; 4010 Basel: Steinentorstrasse 13,061 205 99 99; 6500 Bellinzona: Viale Stazione 8 A, 091 821 61 60; 3006 Bern: Thunstrasse 63, 031 356 34 34; 2501 Biel-Bienne: Aarbergstrasse 95, 032 328 70 50; 1630 Bulle: La Gare, Case postale 348, 026 913 05 15; 7002 Chur: Grabenstrasse 34, 081 258 73 73; 2300 La Chaux-de-Fonds: av. Léopold-Robert 33, 032 911 80 80; 2800 Delémont 1: rue de la Maltière 1, 032 422 66 86; 1700 Fribourg: rue de l’Hôpital 21, 026 350 39 39; 1204 Genève: Cours de Rive 8, 022 417 20 30; 1214 Genève/ Vernier: ch. de Blandonnet 4, Case postale 820, 022 417 20 30; 1003 Lausanne: rue du Petit-Chêne 3, 021 331 21 21; 6601 Locarno: Via Trevani 3/Via Ciseri 6, 091 751 75 72; 6901 Lugano: Via S. Balestra 3, 091 911 65 65; 6000 Luzern 7: Burgerstrasse 22, 041 229 69 29; 1870 Monthey: pl. Centrale 3, Case postale 1096, 024 475 79 59; 2000 Neuchâtel: 1, rue Pourtalès/av. 1er Mars, 032 729 81 81; 4600 Olten 3: Dornacherstrasse 10, Postfach 1011, 062 207 36 36; 1951 Sion: rue des Cèdres 3, Case postale 1374, 027 329 28 28; 3601 Thun: Aarestrasse 14, Postfach 2614, 033 225 76 76; 8400 Winterthur: Bahnhofplatz 18, 052 224 04 04; 6300 Zug: Baarerstrasse 21, 041 729 47 47; 8021 Zürich: Uraniastrasse 14, 044 217 30 70 Agenzie senza Viaggi TCS 3900 Brig: Bahnhofplatz 1, 027 324 23 00; 1920 Martigny: avenue de la Gare 6, 027 720 49 49; 6850 Mendrisio: c/o Ente Turistico Mendrisiotto, Via Lavizzari 2, 091 697 67 67 Servizi giuridici ASSISTA (riservati agli assicurati ASSISTA) 6501 Bellinzona: Viale Stazione 8 A,091 821 61 11; 1214 Genève/Vernier: ch. de Blandonnet 4, Case postale 820, 022 417 27 27; 1003 Lausanne: Place Pépinet 1, Case postale 2040, 021 331 25 50; 9000 St. Gallen: Poststrasse 18, 071 227 19 50; 8027 Zürich: Gotthardstrasse 62, 044 286 85 85 Centri tecnici/consigli tecnici 2500 Biel-Bienne: route de Longeau 7, 032 341 41 76; 1304 Cossonay-Ville: 021 863 11 11; 2046 Fontaines: 032 853 36 49; 1763 GrangesPaccot: route d’Englisberg 2, 026 350 39 00; 3063 Ittigen: Ey 15, 031 356 34 56; 1217 MeyrinGenève: 212, route de Meyrin, 022 782 77 95; 6802 Rivera: 091 935 91 35; 9015 St. GallenWinkeln: Zürcher Strasse 475, 071 313 75 00; 8604 Volketswil: Geissbüelstrasse 24/26, 044 286 86 36 Centri di sicurezza/corsi di guida www.2fasi.tcs.ch 4614 Hägendorf: Mobile Fahrtraining-Station, 062 216 89 66; 8340 Hinwil (ZH): Verkehrssicherheitszentrum Betzholz, 043 843 10 00; 3632 Niederstocken/Thun: Verkehrssicherheitszentrum Stockental, 033 341 83 83; 1214 Vernier: Test & Training tcs Suisse Romande, 022 417 23 97 Alberghi del TCS 7310 Bad Ragaz: Hotel Schloss Ragaz, 081 303 77 77; 6574 Vira Gambarogno: Hotel Bellavista, 091 795 11 15

Keystone

L’agenzia TCS più vicina Prestazioni del club Tel. 0844 888 111, Fax 0844 888 112; Viaggi TCS Tel. 0844 888 333; Auto TCS Agenzie Tel. 0800 801 000, Fax 0800 802 000; Auto TCS Servizio sinistri Tel. 0848 848 600; Centrale d’informazione Tel. 022 417 24 24 (24 ore su 24); Infostrada 163 (50 ct./a chiamata e al minuto); Soccorso stradale 140; Assistenza in caso d’incidente Tel. 0800 140 140; Sede centrale 1214 Genève/Vernier, Ch. de Blandonnet 4, Case postale 820, Tel. 022 417 27 27, Fax 022 417 20 20

Trasporto su rotaia e trasporto su gomma devono collaborare, invece di combattersi.

Strada e ferrovia devono essere forti entrambe

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In un’epoca di crisi finanziaria ed economica ci si abitua facilmente alle grandi cifre. Ciononostante, si continua a restare colpiti da quanti miliardi di franchi sono necessari, e vengono effettivamente chiesti, per i futuri investimenti in materia di trasporti in Svizzera: 쐽 31,5 miliardi di franchi per l’attuale Fondo FTP (NTFA, Ferrovia 2000, allacciamento alla linea ferroviaria ad alta velocità, ripari fonici ferroviari…) 쐽 20 miliardi per l’attuale fondo per l’infrastruttura (completamento rete autostradale, risanamento delle strozzature sulle strade nazionali, traffico negli agglomerati) 쐽 12–21 miliardi per altri progetti di trasporto pubblici (Ferrovia 2030) 쐽 5–15 miliardi per ulteriori risanamenti sulle strade nazionali e per progetti per eventualmente ampliare la rete di strade nazionali. Sostanziosi sono anche i regolari compiti per il traffico: ammonta a circa tre miliardi di franchi all’anno la somma pagata dalla Confederazione per i costi di gestione dell’esistente infrastruttura di trasporto pubblico, mentre attorno ai due miliardi si situano le uscite federali per le strade nazionali e i principali assi cantonali. Sul piatto delle entrate bisogna invece mettere circa cinque miliardi di franchi provenienti dall’imposta sugli oli minerali.

Tutti questi progetti sono approvati oppure in attesa di esserlo, affinché la qualità della mobilità in Svizzera resti alta e la sostanza delle infrastrutture esistenti continui ad essere buona. Le sfide del futuro sono enormi. È perciò irresponsabile che l’Associazione Traffico e Ambiente (ATA) ponga una contro l’altra la rotaia e la strada. La sua iniziativa popolare «per il trasporto pubblico» vorrebbe destinare ai trasporti pubblici quasi i tre quarti dei soldi pagati dagli automobilisti come imposta sugli oli minerali. Il principio di causalità viene ribaltato. La ferrovia verrà ricoperta d’oro, mentre le strade andranno in rovina. L’ATA vuole la contrapposizione. Il TCS, invece, desidera una forte alleanza tra tutte le cerchie che sono favorevoli ad una mobilità del futuro di alto valore. Vogliamo una buona manutenzione ed un eventuale potenziamento delle infrastrutture di trasporto fondamentali per l’economia e per tutta la società. Ne sono certo: anche il trasporto pubblico ha urgenze che necessitano di un finanziamento affidabile. Ma anche la strada ha urgente bisogno delle entrate degli automobilisti: un loro trasferimento alla rotaia è fuori discussione. Lotteremo in ambito federale per maggiore crescita dei fondi a favore di tutti gli investimenti nei trasporti.

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Niklaus Lundsgaard-Hansen, presidente centrale del Touring Club Svizzero (TCS).


3 settembre 2009 | touring 15 | la pagina dei lettori

Forum

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Il concorso tica accecando chi li incrocia. Prima di ottenere la patente di guida di una moto potente (anche se è vero che già a 50 km/h uno potrebbe ammazzarsi…) consiglio (dovrebbe essere reso obbligatorio) una visita a Nottwil. Mi è capitato di rendere visita ad un mio amico motociclista ormai paralizzato e vi assicuro che lo spettacolo non è molto simpatico. Prudenza, rispetto per tutti!   Rinaldo Bottinelli (@)

I motociclisti meritano rispetto

Cartelli turistici creano confusione

«Touring» 13/2009, il punto

«Touring» 12/2009

Quale maestro di guida mi sta molto a cuore la sicurezza di tutti gli utenti della strada. Soprattutto a causa del mio lavoro mi trovo quotidianamente in mezzo al traffico. Purtroppo non posso nascondere che i motociclisti a causa delle loro manovre spesso spericolate mi fanno rizzare i capelli sulla testa. Rispetto reciproco, tolleranza e un comportamento esemplare, anche per quanto riguarda l’osservanza delle norme del codice della strada, gioverebbero alla sicurezza del traffico. Peter Baumann, Berna

Mi sento sempre piacevolmente stimolata quando sull’autostrada m’imbatto in grandi, artistici pannelli turistici che recano informazioni sulla regione e, per esempio, il simbolo che la caratterizza, sia animale o edificio. Servono a mantenere desta l’attenzione, portano varietà e coinvolgimento. Inoltre è piacevole vedere un cartello con Lisbeth Lobsiger (@) parole di benvenuto.

«Touring» 13/2009, Forum

Ho letto con molta attenzione le lettere pubblicate in relazione alla pericolosità di «alcuni» motociclisti. Metto appositamente tra virgolette «alcuni» perché sulle nostre strade del Ticino solo una misera minoranza di motociclisti si comporta in modo corretto. Per gli altri vale la regola del prima o dopo… Bisogna essere sinceri e soprattutto lo devono essere i motociclisti che sanno benissimo di violare le più elementari norme della circolazione. Sono spesso sulla strada con il mio autoveicolo (che preferisco per evidenti ragioni di sicurezza) e mi capita troppo spesso di dovermi confrontare con veri pirati della strada, malauguratamente troppo spesso impuniti. Tra l’altro sono venuto a sapere che alcuni istruttori consigliano ai motociclisti di tenere nella posizione abbagliante i fari del loro mezzo, per farsi meglio vedere. Corrisponde al vero? Spero di no, ma è comunque fuor di dubbio che molti motociclisti seguono questa pra-

Godersi un fine settimana all’insegna del benessere immersi nel parco esotico con vista sul lago Maggiore all’Esplanade Hotel Resort&Spa. Nel premio per due persone del valore di 1218 franchi sono compresi due pernottamenti in camera doppia e mezza pensione di cinque portate al ristorante Belle Epoque, un bagno idromassaggio, un massaggio alla schiena, un trattamento al viso e l’accesso al centro benessere Le Palme.

Rumore e inquinamento causano malattie «Touring» 13/2009, primo piano

Il vostro articolo è convincente e le cifre non mentono, ma non avete tenuto minimamente conto di alcuni fattori decisivi: i danni causati dal rumore e dall’inquinamento provocano con l’andar del tempo enormi costi sanitari. In questo senso il traffico stradale è nocivo alla salute e al portafoglio.

Sponsor del premio: Esplanade Hotel Resort&Spa, Locarno-Minusio www.esplanade.ch

Claudia Platon, Gempen

Le domande: 1. In quale città si trova il nuovo stabilimento della Biketec? 2. Dove ha sede il Museo Märklin? 3. Quanti centri di guida gestisce Test&Training tcs SA? foto ald

Prudenza e rispetto per tutti

Week-end di relax all’Esplanade di Minusio

Per questa rubrica valgono alcune regole: più breve è la lettera, maggiore è la probabilità che venga pubblicata; la redazione si riserva di apportare eventuali tagli e non tiene corrispondenza. È possibile inviare le lettere per e-mail: touring@tcs.ch. Le lettere dei lettori vengono pubblicate anche nell’edizione online di «Touring» (www.touring.ch).

Impressum touring Giornale del Touring Club Svizzero (TCS). Redazione: Felix Maurhofer (fm, caporedattore); vice caporedattore: Heinz W. Müller (hwm); vice caporedattore: Marc-Olivier Herren (MOH); Christian Bützberger (Bü), Antonio Campagnuolo (ac), Pascale Marder (pam), Jacques-Olivier Pidoux (jop), Peter Widmer (wi). Art Director/Fotografie: Martin Lobsiger (mlo). Grafica: Andreas Waber (caposervizio), Stephan Kneubühl, Mathias Wyssenbach. Assistenti di redazione: Michela Ferrari (i), Sylvie Fallot (f), Sabine Rothacher (t), Irene Mikovcic-Christen (assistente caporedattore). Corrispondenza: Redazione Touring, Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna, tel. 031 380 50 00, fax 031 380 50 06. E-mail: touring@tcs.ch. Editore: Touring Club Svizzero, cp 820, 1214 Vernier (GE). Tiratura: edizione italiana: 96 028, totale: 1 355 061. Editoria/marketing: Reto Kammermann (responsabile), Gabriela Amgarten. Pubblicità: Publicitas Publimag SA, Seilerstrasse 8, 3011 Berna, tel. 031 387 21 16, fax 031 387 21 00. Produzione: St. Galler Tagblatt SA, Basler Zeitung SA, CIE Centre d’impression Edipresse Lausanne S.A. Cambiamenti d’indirizzo: per iscritto, indicando il numero di socio, alla Sede centrale del TCS, cp 820, 1214 Vernier, tel. 022 417 24 40, fax 022 417 28 66, e-mail: service@tcs.ch o all’agenzia TCS (tel. 0844 888 111, fax 0844 888 112). Abbonamento: compreso nella quota sociale annua. «Touring» è pubblicato 20 volte l’anno. Si declina ogni responsabilità per manoscritti e altri lavori non richiesti.

Si possono fornire le risposte per posta (unicamente su cartolina postale), tramite SMS, email o www.touring.ch, indicando le generalità. Concorso 13/09: i 3 abbonamenti 1⁄2 prezzo FFS sono stati vinti da Tania Chiesi di Giubiasco, Hans Huber di Kloten e Yvette Weibel di Anières. Condizioni di partecipazione: il concorso di «Touring» è aperto a tutti, ad eccezione dei collaboratori del TCS e dei loro famigliari. I vincitori saranno estratti a sorte e avvertiti per iscritto. I premi non possono essere sostituiti da una somma di denaro equivalente. Non viene tenuta alcuna corrispondenza. Non sarà possibile ricorrere alle vie legali.

Redazione Touring, concorso per i lettori, casella postale, 3024 Berna; SMS al numero 9988 (1 fr./SMS) scrivendo «Touring» e le tre risposte; touring@tcs.ch (intestazione: concorso) Termine d’invio: 20 settembre 2009


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l’incontro | touring 15 | 3 settembre 2009

In bici elettrica «si pedala con piacere» Con la ditta Biketec e le sue bici elettriche Flyer, Kurt Schär contribuisce al boom delle due ruote a basso consumo energetico. E prevede un avvenire florido per le sue e-bike.

» Quando ha capito che le bici elettriche

Può farci un esempio concreto?

avrebbero avuto successo sul mercato?

In questi giorni, a Friedrichshafen sul Lago di Costanza, si tiene la fiera internazionale delle due ruote, dove viene presentato il primo rampichino completamente molleggiato, che soddisfa le esigenze più sofisticate.

Kurt Schär: Dal 2001 vendiamo e-bike assecondando i desideri dei clienti, ne è un esempio la Flyer con rimorchio per bambini. La nostra offerta comprende tutte le bici già sul mercato, ma semplicemente in formato elettrico. Abbiamo deciso di porci un nuovo target ogni anno per conquistare una clientela giovane con prodotti innovativi.

In che percentuale un’e-bike contribuisce alla forza di pedalata durante le salite?

Ci sono tre livelli: 50, 100 e 150%.

Anche cambiare le batterie non è più un problema. Verranno potenziate ulteriormente?

Utilizziamo batterie agli ioni di litio, che sono molto leggere e di lunga durata. Grazie ad esse, negli ultimi cinque anni si è potuto aumentare il rendimento del 60%. Ci attendiamo ulteriori miglioramenti sul fronte delle batterie, che saranno compatibili anche con le Flyer attuali. Esiste il tipico ciclista da Flyer?

Sono tutti coloro che, compresi tra i 14 e gli 85 anni, vogliono pedalare senza soffrire. «Questo è pedalare con piacere!», ha detto una volta un cliente. Con la sua Biketec nel 2008 ha venduto 17 mila e-bike, con un fatturato di oltre 40 milioni di franchi. Come va quest’anno?

Abbiamo già venduto oltre 20 000 Flyer. Alla fine dell’esercizio in corso dovrebbero essere 25 000. Ogni giorno dalla nostra officina di Huttwil escono più di 200 e-bike. Per una buona e-bike si devono sborsare da 3000 a 6000 franchi. Chi sono i suoi clienti?

Tutti. Dall’impiegata di commercio al manager. Persone che sanno fare i conti in tasca. Il consumo di energia ogni 100 chilometri ammonta a un chilowattora di corrente, che equivale a un decilitro di benzina, ossia circa 20 centesimi. Il mercato svizzero è saturo o siamo ancora in fase di boom?

Nel 2008, le biciclette a pedalata assistita occupavano una quota di mercato del 3,7%, nel 2009 del 10%. Fra dieci anni al massimo, un terzo di tutte le bici saranno elettriche. Quali sono i suoi progetti?

I nostri mercati principali sono Svizzera, Germania e Olanda. Dall’anno prossimo forniremo altri Paesi in Europa e alcuni modelli anche Oltreoceano. Lei è attivo anche nel cicloturismo.

Sì, in diversi Paesi e localmente con il «percorso del cuore». Assieme al TCS, il 13 settembre siamo impegnati anche allo slowUp Emmental. E durante questo fine settimana alla Biketec ci saranno le porte aperte. E lei come si muove?

Giro con la Flyer, in automobile, con il camper e anche con il treno.

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Fabian Unternährer

Intervista: Christian Bützberger

Kurt Schär, direttore della Biketec SA, davanti al nuovo stabilimento di Huttwil.

In pillole Il 44enne Kurt Schär è sposato, ha quattro bambini e abita a Roggwil (BE). È un viaggiatore per passione, soprattutto a bordo del suo camper. Ma anche la Flyer gli offre una buona mobilità. Il suo tempo libero lo dedica anche alla filatelia e alla politica.


Touring 15/2009 italiano  

Il giornale della mobilità, edizione del 3 settembre 2009

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