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9 luglio 2009 touring 12 www.touring.ch GAA 1214 Vernier

Il giornale della mobilità

Analisi totale del manto autostradale svizzero

Il suono della strada 4

Sul Lago di Costanza

Gite in bicicletta e sorvoli in dirigibile

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Recupero di veicoli all’estero

ETI riporta in patria l’auto rotta 32 Notizie e informazioni dalla Sezione Ticino del TCS Pirati della strada I lettori dicono la loro circa l’inasprimento delle pene 8

Test della Suzuki Alto Una piccola giapponese per il traffico intenso 10

35 Al Paléo Festival col TCS Biglietti gratis per i nuovi soci del Cooldown Club 34


9 luglio 2009 | touring 12 | editoriale e sommario

E adesso occupiamoci del manto stradale

20 Attrazioni al Lago di Costanza

Questa giapponese fabbricata in India si destreggia bene nella città di Calcutta ma anche in quelle svizzere. Abitacolo confortevole per tutti gli occupanti.

La regione del Lago di Costanza si può scoprire in bicicletta o dall’alto di un dirigibile. Ammirare la natura e gustare la cucina in questa terra di frontiera.

primo piano 4 Autostrade svizzere: moderna tecnologia per controllare 6400 km di carreggiate.

società e mobilità 8 Pirati della strada: i nostri lettori si sono espressi sull’inasprimento delle sanzioni. 9 StradaSvizzera: il direttore del TCS Rudolf Zumbühl eletto presidente.

test e tecnica 15 Freni di stazionamento: quelli elettrici potrebbero sostituire i freni a mano. 17 Toyota Prius III: auto dalle virtù ecologiche che non scorda gli aspetti pratici.

viaggi e tempo libero 23 Eventi a Gstaad: cultura e sport quali poli d’attrazione di folla e di soldi. 28 I trabucchi della Puglia: dove il pesce dal mare salta direttamente nel piatto.

club e soci 32 Panne all’estero: i camion di Assistauto rimpatriano i veicoli guasti dei titolari ETI. 34 Programma Contento: i collaboratori del club in formazione per servire meglio i soci. 8 36 37 38

il consulente contatti TCS, il punto: Claude F. Sage, presidente onorario del Salone di Ginevra forum, il concorso, impressum l’incontro: Ernst Heller, il parroco del circo

Benjamin Zurbriggen

Oltre agli ingorghi occasionali sulle autostrade svizzere, per molti utenti della strada è considerato un vero scandalo anche lo stato del rivestimento stradale. Esempi ve ne sono ovunque, dove il manto è usurato oppure si formano scanalature che diventano un pericolo, soprattutto in presenza di forti piogge. Ben visibile, e a volte anche percettibile, è il diverso rivestimento autostradale da un cantone all’altro, come per esempio le «sobbalzanti» lastre di cemento. Non ci si meraviglia, allora, che le nostre strade nazionali non siano tra le migliori; la maggior parte sono state costruite tra il 1975 e il 1985 e hanno fatto di gran lunga il loro tempo. Effettivamente molti tratti sono stati risanati, ma si tratta spesso di un mero lavoro di rattoppo. Dal 2008 è l’Ufficio federale delle strade (Ustra) ad esserne competente e per questo compito ha portato il suo personale da 170 a 350 unità. Degno di lode è il fatto che tramite uno speciale veicolo tutti i 6400 chilometri di carreggiate saranno esaminati minuziosamente sotto ogni profilo per verificarne l’usura. Con quest’analisi l’Ustra prende due piccioni con una fava, poiché assieme al manto saranno esaminate anche le emissioni acustiche. Una volta noti i risultati, si procederà a un risanamento – si spera ovunque – con lo stesso rivestimento stradale che fa poco rumore. Ne saranno felici anche i dirimpettai dell’autostrada che ne subiscono il chiasso. Felix Maurhofer, caporedattore

10 Test della Suzuki Alto 1.0 GL Top

Girotondo nel Giardino della circolazione Foto di copertina Autore: Mathias Wyssenbach

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In occasione dell’inaugurazione delle nuove strutture del Museo dei Trasporti di Lucerna (cfr. ultimo «Touring»), i rappresentanti del TCS si sono messi al volante delle automobili a pedali del Giardino della circolazione. Una struttura patrocinata dal TCS.


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primo piano | touring 12 | 9 luglio 2009

Un’impresa davvero titanica Preoccupata per lo stato delle autostrade, la Confederazione passa al setaccio i 6400 km di carreggiate per recensire ogni solco, fessura o cunetta. A questo lavoro titanico si aggiunge un’operazione mai vista: la misurazione del rumore sui manti stradali.


9 luglio 2009 | touring 12 | primo piano

› «Titanica», raramente l’aggettivo è stato più appropriato per un’impresa. In sei mesi, l’Ufficio federale delle strade (Ustra) ausculterà ogni millimetro di corsia autostradale per recensirne il più impercettibile difetto. Ogni solco, fessura o cunetta sarà così registrato lungo 6400 chilometri (!) di pavimentazione stradale e verrà esaminato anche il grado di aderenza della superficie e l’intensità delle emissioni acustiche. La gigantesca indagine, che verrà terminata a fine settembre 2009, mira a tracciare lo stato in cui si trova la pavimentazione delle strade nazionali: «Grazie ai dati raccolti nel cor-

so di questa analisi, avremo a nostra disposizione una visione globale dello stato di ogni tratto, con un catalogo preciso dei danni constatati», rileva Hans-Peter Beyeler, responsabile del progetto all’Ufficio federale delle strade. «Potremo così fissare le priorità nei cantieri di risanamento».

Alta tecnologia | Passare al setaccio 6400 chilometri di autostrade richiede l’impiego di notevoli mezzi. Pietra angolare di tutta l’operazione, l’«Automatic Road Analyser» (v. foto in basso) un veicolo in cui si concentra una quantità impressionante di tecni-

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che avanzate. Le sue prestazioni fanno venire le vertigini: pur viaggiando alla velocità di 80 km/h, è in grado di registrare un punto di misurazione ogni 12,5 millimetri al fine di individuare le più piccole gobbe che finiscono sotto i pneumatici. Se si considera la struttura dell’asfalto, si ottiene addirittura la densità di un punto di misurazione con una precisione al millimetro. Inoltre, si può misurare la planarità longitudinale – costituita di 1280 punti – aggiornando l’inclinazione, il solco e l’aquaplacontinua a pagina 7

Grazie a capacità tecniche stupefacenti, questo veicolo scruta ogni millimetro di superficie autostradale per rilevare ogni minima imperfezione.


9 luglio 2009 | touring 12 | primo piano

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ning. Infine, ogni 5 metri gli apparecchi fotografici montati fanno uno scatto, davanti e dietro, allo scopo di localizzare le fessure. Alla fine risulteranno 500 giga di immagini. Visto il lavoro colossale che compie questo veicolo, si potrebbe temere una fattura esorbitante a carico del contribuente. Ma con 100 franchi per chilometro si è, tuttavia, largamente al disotto di ciò che costerebbe un lavoro effettuato «a mano»: «Se si chiede a delle persone di misurare la strada e di inserire i difetti in un registro, si arriva a 200 franchi il chilometro», spiega HansPeter Beyeler.

Novità mondiale | La grande innovazione risiede nella misurazione del rumore. Per la prima volta in Svizzera – e al mondo – i valori acustici sono rilevati per l’intera rete autostradale. L’obiettivo è garantire che le emissioni sonore non superino le norme dettate dall’Ordinanza federale contro l’inquinamento fonico, al fine di proteggere gli abitanti. L’Ustra, non appena avrà a disposizione questi dati, farà un’opera da pioniere stabilendo un vero e proprio catasto dei valori acustici, coprendo l’insieme delle strade nazionali. «Il nostro imperativo è proteggere la popolazione contro il rumore – afferma Hans-Peter Beyeler. In effetti, un recente studio dell’Ufficio federale dell’ambiente ha rilevato che 1,2 milioni di persone in Svizzera soffrono a causa di rumori nocivi».

Usura generale | Tuttavia, coloro che abitano lungo le autostrade devono avere pazienza e attendere ancora un po’ per non sentir più il ronzio nelle orecchie. La Confederazione non aprirà mai un cantiere di risanamento unicamente perché il rivestimento attuale è troppo rumoroso. Solo un accumulo di danni o l’usura generale dovuta all’invecchiamento può portare a inter-

foto Mathias Wyssenbach, ald

continua da pagina 5

Un concentrato di tecnologia di punta nel veicolo che misura la qualità del manto stradale.

venti di miglioria. In tali casi, è chiaro che la scelta di un rivestimento nuovo ha un’importanza considerevole, soprattutto se si pensa che alcuni permettono di «risparmiare» sino a 7 decibel: «Dopo parecchi test, abbiamo optato per un rivestimento macrorugoso, che si dimostra buono nel ridurre il rumore. È già stato applicato in alcuni tratti dell’A1 e dell’A12, e d’ora in avanti lo poseremo dappertutto». Nel frattempo, sarà sicuramente un piacere per tutti gli automobilisti che si stupiranno di circolare su autostrade «in pelle di leopardo», ossia su diversi tipi di «macchie» stradali. Quando piove, si passa immediatamente da un rivestimento che assorbe l’acqua – e dunque praticamente asciutto – a uno non assorbente – che offre un’aderenza minore – dove si raccolgono delle pozze. In pochi secondi, si deve così adattare la propria velocità e tenere il volante con la punta delle dita. Una situazione infelice risultante da decenni di federalismo in materia di gestione

delle strade nazionali: «Ogni cantone poteva amministrare a proprio piacere le autostrade, con conseguenze visibili ancora oggi», commenta Hans-Peter Beyeler. Ma a partire dal primo gennaio 2008, data del trasferimento delle competenze alla Confederazione, l’Ufficio federale delle strade è ormai il solo ad avere voce in capitolo: «E vogliamo posare dappertutto lo stesso rivestimento stradale». Di buon augurio per gli automobilisti, tanto più che l’Ustra riproporrà ogni quattro anni il suo esame dell’intera rete delle strade nazionali per garantire la qualità delle vie di comunicazione. Si rivedrà dunque il veicolo bianco e rosso da Ginevra a Coira, passando per il TiJacques-Olivier Pidoux cino.

Info Touring Ulteriori informazioni sui metodi di auscultazione delle strade: www.infralab.ch e www.impbautest.ch. Per saperne di più sulla misurazione del rumore, consultate il sito tedesco www.muellerbbm.de.

Troppi cartelloni turistici fuori legge Parallelamente all’esame del manto stradale, il veicolo al lavoro per conto dell’Ufficio federale delle strade (Ustra) svolge una seconda missione: fotografare tutti i cartelloni turistici posti ai lati delle autostrade. «Si tratta di stilare un inventario nazionale e di vedere se le disposizioni legali sono rispettate», spiega Stefan Huonder, capo del dipartimento Norme della circolazione all’Ustra. È provato che i pannelli stracarichi di informazioni (v. foto a fianco) distolgono l’attenzione dei conducenti. Rappresentando un rischio per la sicurezza stradale, senza dubbio non verranno ben visti dall’Ustra. Secondo caso controverso: i pannelli turistici che annunciano una città invece di indicare una regione, come dovrebbero fare a norma di legge. «Qui daremo prova di tolleranza – continua Stefan Huonder – dato che si può ammettere che certi agglomerati urbani si presentano come delle regioni. Procederemo dunque caso per caso». È chiaro che il compito dell’Ustra si annuncia arduo perché, secondo le stime, circa la metà dei cartelloni turistici non sono conformi alle norme. jop

I cartelloni turistici sovraccarichi di informazioni distraggono i conducenti.


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società e mobilità | touring 12 | 9 luglio 2009

Keystone

Più severi con i pirati? I lettori rispondono

Sull’ultima edizione avevamo riferito della proposta di un gruppo di parlamentari federali volta a inasprire considerevolmente le pene contro i cosiddetti «pirati della strada». I nostri lettori ci hanno inviato opinioni divergenti sulla questione. Sono sconcertato dal vostro articolo, che suona demagogico e da caccia alle streghe. Non è la velocità (spazio x tempo) che causa gli incidenti, ma la velocità relativa agli altri veicoli o alle condizioni del proprio mezzo o della strada o lo stato del conducente. Sarei felice di pagare una multa se alle 8:00 davanti ad una scuola superassi il limite dei 30 km/h, ma trovo assurdo essere multato perché nello stesso tratto viaggio a 45 km/h alle 23:00. Ma questo è troppo complicato per voi. Meglio scrivere: «Un pirata viaggiava al 50% in più del limite»! L’anno scorso ho letto due articoli affiancati sullo stesso quotidiano. Uno parlava di un’auto che uscendo dalla strada (senza prestare attenzione al traffico) ha urtato uno scooter e ucciso un uomo di 32 anni. Il secondo parlava di due ragazzi lanciati a 180 km/h in autostrada e beccati dalla polizia, con tanto di multa salatissima e ritiro patente. La cosa sconcertante è che il primo articolo era comprensivo e parlava di un incidente come tanti mentre il secondo urlava lo sdegno per questi pirati, lanciati a velocità folle e potenzialmente pericolosi. È questo che state creando nella gente con il vostro approccio punitivo solo legato alla «velocità». È più facile misurare col radar che con il «Distrazio-metro». È più facile scrivere «andava 42 km/h oltre il limite» piuttosto che: «era Giorgio Freti (@) distratto al 92%». I politici hanno ragione di chiedere più severità verso i pirati della strada. Sono da definire dei potenziali assassini. Se poi c’è il morto dovrebbero essere processati in base a questa definizione, omettendo naturalmente l’aggettivo «potenziale». Mario Imgrüt, Cagiallo

Diamo la colpa alla globalizzazione e alle sue subculture. Alcuni manifestano le loro durezze arroganti con il volante fra le mani, un’autorealizzazione… La richiesta delle forze politiche avviene nel modo migliore. Con i pirati della strada non servono corsi speciali o psicologici, ci vuole fermezza, revoca della patente e multe severe. Solo così si potrà tornare a viaggiare con serenità e Graziano Falconi (@) meno tensioni. La severità nei confronti dei «pirati della strada» rischia di diventare una crociata contro l’auto in genere, a seconda della definizione che si darà a tale categoria di automobilisti: se un sorpasso di 40 km/h ci etichetta già come «pirati della strada», allora probabilmente tutti lo siamo stati almeno una volta (basta essere sopra gli 80 km/h di appena 10 km/h in una località in piena campagna e con il cartello di limite a 50 km/h un po’ mal in vista…). La stessa definizione «pirati della strada» è già tendenziosa. Inoltre questa caccia alle streghe non ha nessun effetto preventivo, in quanto chi vuole fare una «sparata» la fa senza pensare Matteo Mondada (@) alle conseguenze. Sono estremamente contrario a norme più severe, anche perché ci sono criminali veri puniti più lievemente degli automobilisti. Oltretutto, oramai ci sono veri e propri inganni sulle strade con cartelli che variano le velocità; così chi ha fatto l’abitudine a una velocità, qualche giorno più tardi si trova confrontato con un’altra. L’obbiettivo sono soltanto i soldi degli automobilisti. C’è, poi, chi per ragioni di lavoro è maggiormente esposto a sviste di un cartello stradale perché il suo mestiere consiste nel guidare e non nell’essere seduto in poltrona. L’educazione stradale odierna comporta più osservare dove sono i cartelli (troppi) che guardare la strada. Più informazione ed educazione (o premi) che multe assurde Flavio Dri (@) (incassi per i Comuni). Premesso che sono d’accordo di punire severamente i delitti dei pirati della strada ritengo comunque fuori posto, esagerata e non proporzionale una pena di 5 anni di prigione anche quando non ci sono vittime. Se si pensa che in Svizzera omicidi ed assassini vengono spesso puniti con pene ridicole di 10–12 anni di prigione… Constato pure l’accanimento del Tribunale federale contro gli automobilisti, cui non vengono mai concesse attenuanti per infrazioni anche di poAlcasto Bernasconi, Anzonico ca entità.

il consulente Urs-Peter Inderbitzin

Se il veicolo in leasing presenta gravi difetti Le automobili in leasing sono molto diffuse in Svizzera. A volte succede che un veicolo in leasing presenti problemi e difetti che si rivelano molto fastidiosi per il suo proprietario. È possibile sciogliere un contratto di leasing se il veicolo presenta una serie di difetti che hanno obbligato chi lo detiene a rivolgersi ad un garage più di venticinque volte sull’arco di pochi mesi? Un interessante parere commissionato dal TCS al professor Alexander Brunner, giudice d’appello e docente privato all’Università di San Gallo, sviluppa questo tema (il documento è ottenibile inviando una e-mail a: tus@tcs.ch). Se le condizioni generali del contratto di leasing sono troppo di parte, in modo da svantaggiare manifestamente il consumatore, non possono essere applicate. Ciò ha quale conseguenza che ritorna applicabile il diritto delle obbligazioni, in particolare le norme sulla locazione. Ne consegue che il beneficiario del leasing non deve più pagare se il veicolo in suo possesso presenta gravi difetti che non possono essere riparati e che lo rendono inutilizzabile. Se il contratto non viene regolarmente adempiuto, ossia se il beneficiario del leasing non riceve un veicolo utilizzabile, quest’ultimo, secondo il citato parere, può disdire immediatamente il contratto e restituire l’automobile. Il cliente può sospendere anche il pagamento delle rate alla banca? Il parere risponde positivamente pure a questa domanda, in quanto la banca non ha la possibilità di ribaltare il rischio sul cliente. In tal senso non può sostenere che il contratto di leasing è stato concluso tra il cliente e la società di leasing e che il negozio sottostante al rapporto di leasing – ossia la consegna di un veicolo funzionante – non è quindi rilevante. Il Tribunale federale non si è però ancora espresso su questi temi d’attualità relativi al contratto di leasing.

L’autore è giornalista giudiziario accreditato presso il Tribunale federale.


9 luglio 2009 | touring 12 | società e mobilità

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I campioni dell’ambiente È un fatto innegabile: le grandi manifestazioni pubbliche inquinano l’ambiente. Ma gli organizzatori di alcuni di questi eventi hanno già adottato valide contromisure.

› Ogni

foto ald

anno in Svizzera, i grandi eventi sportivi e culturali richiamano circa nove milioni di spettatori. È ovvio che folle di tali dimensioni danneggino l’ambiente, sopprattutto per quanto riguarda il traffico legato all’afflusso e al deflusso degli spettatori. Un recente studio del WWF ha cercato di enumerare questi danni, evidenziando però anche alcuni «paladini dell’ecologia» tra i grandi eventi.

Rudolf Zumbühl (d.) rende onore al presidente uscente di StradaSvizzera Niklaus Zürcher.

«Liberare la strada dagli ostacoli» StradaSvizzera ha nominato suo nuovo presidente il direttore della Comunicazione del TCS Rudolf Zumbühl. Ecco come intende muoversi sulla scena politica.

› Nel prossimo futuro si andrà incontro a ulteriori discussioni nel campo della politica dei trasporti, che riguardano molto direttamente il traffico stradale. Per questo motivo sarà richiesto l’intervento chiaro e deciso di StradaSvizzera (ex Federazione stradale svizzera). «Siamo di fronte a grandi sfide politiche», ha affermato Rudolf Zumbühl, che durante l’assemblea dell’organizzazione è stato eletto presidente per il prossimo triennio. «È necessario liberare la via da alcuni ostacoli», ha fatto notare il direttore del dipartimento Comunicazione, politica e sicurezza stradale del TCS. Con senso pratico, Zumbühl vuole «sviluppare soluzioni comuni che ci fanno fare progressi».

Ruolo guida | Negli ultimi anni, StradaSvizzera ha assunto un ruolo di guida e coordinamento, rappresentando gli interessi del traffico individuale di fronte a governo, Parlamento e politica in generale. Ciò anche per merito del presidente uscente Niklaus Zürcher, direttore dell’Automobile Club Svizzero (ACS), ha fatto notare Zumbühl. Il suo predecessore ha assunto la presidenza dell’organizzazione mantello delle associazioni stradali svizzere in un momento in cui la politica dei trasporti, dopo

il rifiuto del controprogetto Avanti, si trovava confrontata con questioni e problematiche urgenti. Adesso sono stati compiuti alcuni progressi: l’idea e il principio di un fondo d’infrastruttura per il completamento della rete stradale nazionale, per la soluzione dei problemi del traffico negli agglomerati così come per il mantenimento della funzionalità della rete autostradale è sopravvissuta alla campagna contro la proposta Avanti, ha sottolineato ancora Rudolf Zumbühl.

Un partner TCS | La prima tra le manifestazioni menzionate dal WWF, che incentivano l’uso dei mezzi di trasporto pubblici, è il Paléo Festival di Nyon. Si tratta di un partner di lunga data del TCS, le cui sezioni romande organizzano un servizio di bus-navetta, da diverse località e durante tutta la durata del grande evento musicale (cfr. rubrica «club e soci»). Altri organizzatori lodati espressamente dal WWF per aver preso misure per ridurre il carico ambientale sono quelli dell’Open Air di San Gallo, della Maratona di Lucerna, della Maratona Engadinese di sci di fonac do e dell’Orange Cinema.

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StradaSvizzera StradaSvizzera, già denominata Federazione stradale svizzera, conta 35 membri. Tra di essi vi sono associazioni degli utenti della strada, organizzazioni del mondo dell’automobile e della strada così come associazioni cantonali del traffico stradale. In prima linea si trova anche il Touring Club Svizzero (TCS). Inoltre vi sono rappresentate organizzazioni dei maestri di guida, degli ambienti petroliferi e del turismo. tg

È un dato di fatto: i grandi raduni popolari causano un danno all’ambiente.


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test e tecnica | touring 12 | 9 luglio 2009

La Suzuki Alto è piacevole esteriormente malgrado la verniciatura «Fortune Rose» che non piacerà a tutti.

tabella comparativa Prezzo (fr.) Cilindrata (cc) Potenza (kW/CV) Coppia massima (Nm/min) Consumo (l/100 km) Rumore int. 120 km/h (dBA) Costi al chilometro (fr./km)3 Costi di manutenzione4 Test «Touring»

Le plastiche dell’abitacolo sono di fattura economica.

Suzuki Alto 1.0 GL Top

Daihatsu Cuore 1.0 SX

Ford Ka 1.2 Titanium

Peugeot 107 1.0 Trendy

17 990.– 996 50/68 90/3400 4,5 A2 73 –.48 11133 12/2009

17 750.– 998 51/69 94/3600 4,71 A2 75 –.50 11333 19/2007

17 050.– 1242 51/69 102/3000 5,3 A2 74 –.50 13333 9/2009

16 200.– 998 50/68 94/3600 4,7 A2 75 –.48 11333 3/2006

1 dati secondo l’importatore 2 efficienza energetica secondo l’importatore (15 000 km/anno) 4 su 180 000 km (15 000 km/anno)

3

costi di manutenzione per km


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Piccola e onesta lavoratrice di città Un’auto che deve affermarsi quotidianamente sulle strade di Calcutta può sicuramente farsi valere anche a Losanna o a Zurigo. Test della Suzuki Alto 1.0 GL Top.

› Nel

foto Wälti

regno animale si distinguono gli animali da lavoro da quelli da compagnia. La Suzuki Alto rientra sicuramente nella prima categoria; in effetti la piccola asiatica non presenta nessun fronzolo pretenzioso. In compenso, però, dispone di qualità che la rendono adatta al traffico a breve raggio: con un diametro di sterzata di 9,7 metri riesce a intrufolarsi in tutte le viuzze e la sua lunghezza di soli 3,5 m le permette di sfruttare anche il più ristretto spazio di parcheggio. Se poi si dovessero incontrare dei grossi problemi nella giungla cittadina si può contare sul sistema antisbandata ESP (nel livello di allestimento GL Top) e su ben sei airbag di serie.

Concorrente Tata | La giapponese, fabbricata in India, sa anche incassare le asperità del terreno. Infatti, affronta con disinvoltura i fondi stradali irregolari. Malgrado il fruscio del motore a tre cilindri questa city-car si muove con destrezza e sale facil-

+ –

Più o meno Grande agilità nella guida in città e compatte dimensioni esterne, buona dotazione di sicurezza, spaziosità davanti e dietro, basso consumo, vivace motore a tre cilindri, sterzo leggero e preciso. Bagagliaio minuscolo dall’alta soglia di carico, lungo spazio di frenata con gomme economiche, sterzo indiretto poco sensibile, comfort sospensioni, emissioni a 130 km/h, materiali interni, retrovisore interno non anabbagliante.

Il portaoggetti è poco pratico.

mente di giri con una buona silenziosità di marcia. Soltanto in autostrada fatica ad accelerare come si deve. E grazie al suo prezzo di 18 480 franchi ed a un consumo di soli 5 litri di carburante ogni 100 km attira i clienti sensibili al portafoglio. Tutte queste virtù indicano il paese di nascita, dove non solo viene prodotta ma pure apprezzata precisamente per queste doti: l’India, appunto. Per i paesi emergenti è probabilmente anche stata concepita la suddivisione insolita dell’abitacolo. Sia davanti sia dietro gli occupanti della Suzuki Alto godono di sufficiente spazio sia per le gambe che per la testa. Ciò è sicuramente importante in quei paesi dove non viaggiano mai meno di quattro persone in un’automobile. Questa disponibilità di spazio piuttosto generosa per una micro-car va tuttavia a scapito del bagagliaio, che con un volume di soli 129 litri non lascia molto spazio di stivaggio neppure per la spesa del fine settimana. Inoltre l’elevata soglia di carico non facilita certamente queste operazioni. Anche a livello di pneumatici sono state fatte delle economie. Il lungo spazio di frenata di 45,8 metri, misurato con i pneumatici originali, indica inoltre che le gomme non sono state concepite per le severe esigenze europee. In occasione di una seconda misurazione, svolta con pneumatici «premium» di migliore qualità, è stato comunque possibile ridurre lo spazio di frenata di tre metri.

Meglio fuori… | Esteriormente la Suzuki Alto può suscitare simpatia. Tuttavia le sue forme semplici e i fari dalla forma originale non sono ancora un capolavoro in fatto di design automobilistico. Inoltre anche la verniciatura «rosa maialino», denominata continua a pagina 13


9 luglio 2009 | touring 12 | test e tecnica

Scheda tecnica

continua da pagina 11

VEICOLO PROVATO Suzuki Alto 1.0 GL Top; 5 porte, 4 posti; 17 990 fr. (auto del test: 18 480 fr.) Gamma: 1.0 GA (da 12 990 fr.), 1.0 GL (da 14 990 fr.) Opzioni: interno in pelle (2990 fr.), vernice metallizzata (490 fr.) Garanzia: 3 anni fabbrica, 3 anni assistenza mobilità; antiruggine: 12 anni (con cond.) Importatore: Suzuki Automobile Schweiz AG, Industriestrasse, 5745 Safenwil, www.suzuki.ch

dalla Suzuki «Fortune Rose», non dovrebbe suscitare unanimi consensi. Malgrado ciò questa piccola giapponese è piacevole sul piano estetico. Cambia invece il discorso per quanto concerne il livello del design interno. L’abitacolo non è molto curato e propone, inoltre, alcune peculiarità poco pratiche: infatti dal posto del condu-

DATI TECNICI Motore: 3 cilindri benzina 1.0 GL Top, 68 CV; cilindrata 996 cc, cambio 5 marce Peso: 965 kg (auto del test), totale ammissibile 1250 kg, carico rimorchiabile 200 kg Misure: larghezza interna: ant. 135 cm, post. 132 cm; bagagliaio: 129–367 litri; pneumatici: 155/65R14, min. 155/65R14

cente non si può azionare l’alzavetri elettrico del passeggero. Anche la costruzione insolita del portaoggetti aperto non comporta dei vantaggi. È stretto e allungato orizzontalmente. Offre sufficiente spazio per sistemare ad esempio una rivista, ma qualora il conducente dovesse cercarvi gli occhiali da sole ne maledirà questa particolare configurazione.

Pascale Marder

Il volume del bagagliaio è ridotto e l’elevata soglia di carico rende difficoltoso l’accesso. Il contachilometri e il contagiri sono di fattura semplice, ma ben leggibili.

Check-up TCS DINAMICA DI COMPORTAMENTO Prestazioni (0–100 km/h): 14,2 s Elasticità: 60–100 km/h (in 4a) 17,5 s 80–120 km/h (in 4a) 21,6 s Diametro di sterzata: 9,7 m Insonorizzazione: 60 km/h: 63 dBA 11133 120 km/h: 73 dBA 11113 SICUREZZA Frenata (100–0 km/h): 45,8 m Equipaggiamento

11133 11113

COSTI DEI SERVIZI manutenzione (km/mese) ore

mano d’opera (fr.)

15 000/12 1,0 145.– 30 000/24 2,5 362.– Manutenzione per 180 000 km: 15 000 km/anno 24,5 5048.– COSTI D’ESERCIZIO

Suzuki Alto 1.0 GL Top in dettaglio

Tariffa oraria per il calcolo TCS: 145 fr. (UFS), agenzie Suzuki da 86 a 150 franchi

VALUTAZIONE ECOLOGICA Emissioni misurate (banco di prova Empa): Monossido di carbonio (CO) 11133 idrocarburi (HC) 11113 Ossidi d’azoto (NOx) 11113 CONSUMO AL BANCO DI PROVA (ciclo UE 80/1268) urbano

extra urbano misto

TCS 5,8 3,7 fabbrica 5,5 3,8 Emissioni di CO2: Media svizzera di CO2: etichettaEnergia (A–G):

4,5 4,4 105 g/km 175 g/km A

CONSUMO DEL TEST 11113 5,4 l/100 km autonomia 648 km serbatoio: 35 litri TCS Tecnica ed economia: Herbert Meier

Pubblicità

ABITACOLO 11133 Il rivestimento interno di plastiche semplici non è certo un capolavoro dell’industria automobilistica. Lo spazio sul divano posteriore è notevole per un’auto di 3,5 metri, ma questo va a scapito del bagagliaio, senza dubbio molto piccolo con soli 129 litri e dalla soglia di carico alta. COMFORT 11113 La rumorosità è relativamente contenuta. Il comfort delle sospensioni è sufficiente. L’escursione della regolazione in altezza dei sedili potrebbe essere più ampia. EQUIPAGGIAMENTO 11133 L’equipaggiamento di comfort (climatizzatore, radio, CD, alzavetri elettrici) è buono per questa categoria di auto. I pneumatici montati d’origine causano un lungo spazio di frenata. PRESTAZIONI 11133 Il motore a tre cilindri della Suzuki Alto sale facilmente di giri ed è abbastanza silenzioso. Ai bassi regimi di velocità

la vettura si muove con disinvoltura, mentre in autostrada cala vistosamente. COMPORTAMENTO 11113 Grazie al ridotto diametro di sterzata, alle dimensioni contenute, al basso consumo e alla buona visibilità l’auto è ideale per la città. SICUREZZA 11113 Con l’ESP di serie e 6 airbag l’equipaggiamento di sicurezza è buono per una city-car. Tuttavia nel crash-test EuroNCAP la Suzuki Alto ottiene soltanto tre stelle. 103 cm

쑸 쑸

95 cm 쑺

231.– 427.–

m cm 7c 80 –10 6– 68 쑸 5

147 cm

389.– 389.–

passo 236 cm

lungh. 350 cm (larg. 160 cm)

48 33

variabili

15 000 30 000

fr./mese fissi

ct./km

km/anno

13

쑺 쑺


9 luglio 2009 | touring 12 | test e tecnica

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Evviva le auto verdi

Mathias Wyssenbach

Svizzeri favorevoli Secondo un sondaggio svolto per conto dell’importatore Toyota, il mercato elvetico va incontro a grandi mutamenti: l’83% degli automobilisti interrogati sulle preferenze di un’auto nuova dicono di propendere per una ecologica. È, però, noto che, una volta entrato nella concessionaria, l’avventore elvetico tende a privilegiare i modelli ben motorizzati. Secondo il sondaggio i criteri pratici (56%) prevalgono sul piacere di guida (30%) e sulle mode (8%).

Il freno di stazionamento elettrico si attiva con una leggera pressione delle dita.

Si navigherà europeo

Dal freno a mano al freno a… dito Il freno di stazionamento elettrico tende a sostituirsi al buon vecchio freno a mano. Più sofisticato, è anche più comodo e sicuro. Un test comparativo del TCS.

› Invece della leva del freno a mano tradizionale numerose vetture dispongono solo di un pulsante o di una leva minuscola che si aziona con un dito. Un test del TCS, che ha messo a confronto un freno a mano (VW Touran) a un dispositivo elettrico (Citroën Picasso C4), conferma la supremazia di quest’ultimo. Specie quando si parte il freno elettrico fornisce una forza di frenata ottimale, mentre il freno a mano deve essere dosato con una certa attenzione. Ma soprattutto il sistema elettrico elimina quasi tutti i movimenti di indietreggiamento del veicolo nelle partenze in salita, perché la forza di

frenata diminuisce progressivamente. La manovra viene facilitata ulteriormente quando è inserita la funzione automatica. Altro vantaggio, l’assenza della leva del freno consente di avere maggior libertà nel design dell’abitacolo. Tuttavia, il normale freno a mano non ha solo svantaggi. Purché il meccanismo sia in buono stato svolge bene la sua funzione. È anche più pratico durante una manovra di traino, che può rivelarsi delicata quando il motore non gira. Infine, si raccomanda di farsi spiegare il funzionamento del freno elettrico quando si compra MOH/TCS t+e un veicolo.

Galileo si concretizza La supremazia del sistema di navigazione americano GPS potrebbe cadere verso il 2012-13. A partire dall’anno prossimo l’Agenzia spaziale europea prevede di lanciare i primi quattro satelliti Galileo. Più preciso del GPS americano e capace di fornire informazioni in tempo reale, il sistema europeo di navigazione renderà possibili molteplici applicazioni nei settori dell’agricoltura, ambiente e, ovviamente, trasporti.

Le tinte di Porsche Sfumature al completo La vostra venerabile Porsche da collezione mostra un aspetto che ne denuncia l’età? Nessun problema, il fabbricante di vernici Glasurit ha ricreato la quasi integralità delle tinte Porsche. Questa saga variopinta che comporta un migliaio di colori comincia con la 356 prodotta nel 1950. I collezionisti cui mancano il blu adriatico o il rosso fragola di un tempo toccheranno il cielo con un dito. Gli appassionati delle altre marche non vengono dimenticati. Glasurit prosegue il suo lavoro di ricerca in particolare con i club dei collezionisti.

Test comparativo TCS dei freni di stazionamento Vantaggi/ inconvenienti

Freno a mano convenzionale + Dosaggio a volontà della forza di frenata + Tecnica sperimentata + Funzionamento senza necessità di energia esterna – Numerose componenti in movimento (problemi di affidabilità) – Ingombro all’interno dell’abitacolo – Nessun sistema di tensione automatico

Freno a mano elettrico + Maggior sicurezza (funzione freno di parcheggio automatico, indietreggiamento eliminato) + Comfort di utilizzazione (partenze in salita ecc.) + Maggior libertà nel design dell’interno dell’abitacolo + Soppressione della funzione freno di parcheggio elettromeccanico sui cambi automatici + Rischi di manipolazione errata quasi nulli – Necessario il ricorso all’energia esterna – Problemi di cavi e di ancoraggi sempre presenti – Consumo di energia (certamente debole) quando il veicolo non viene usato – L’operazione di traino può essere problematica – Tecnologia più complessa

Nuove targhe francesi Cifre, lettere e bandiere Iniziata a metà aprile la sostituzione delle targhe francesi è ora visibile nella circolazione quotidiana. Presentano due lettere, tre cifre e due lettere e anche l’emblema – fatto inedito – della regione (non forzatamente quella di dimora del proprietario, poiché si può scegliere il logo che si preferisce) e il numero del dipartimento di residenza.


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Ibrida a briglie sciolte La Toyota Prius III mette a profitto la sua esperienza tecnologica per consolidare il ricorso alla propulsione ibrida nell’uso quotidiano. E abbina sobrietà ad aspetti pratici.

› Segno dei tempi, la vettura ibrida (benzina/elettricità) di Toyota non ha più nulla a che vedere con una creazione ingegneristica. Benché essere il numero uno al mondo le attribuisca l’etichetta di veicolo strategico. Ridotto del 10% a 3,9 l/100 km, il consumo senza eguali per un’auto a benzina è abbinato a un piacere della guida degno di un modello convenzionale. La crescita della cilindrata del motore termico (1,8 l) determina maggior coppia e un evidente comfort di marcia. E siccome la potenza combinata si eleva a 136 CV, è stata attribuita alla Prius una vivacità senz’altro apprezzabile.

In effetti, questa ibrida sfrutta molto bene i due motori che possono funzionare separatamente. In fase di avvio o a basso regime funziona solo quello elettrico da 82 CV (+ 13 CV). In condizioni normali viene sostenuto dal motore termico e la ripartizione tra i due si svolge in funzione del rapporto consumo/prestazioni. Ma il conducente dispone di tre modalità di guida. Quella strettamente elettrica è attiva fino a 50 km/h o secondo l’autonomia delle batterie, cioè meno di 2 km. In generale si sceglierà la «Eco» che limita le accelerazioni e ottimizza la climatizzazione. Inoltre un congegno di assisten-

za alla guida che influisce sul consumo, l’interazione dei 2 motori consente di ottimizzare la marcia. Con grandissimo tatto e prestando molta attenzione ad approfittare del ricupero dell’energia in frenata, i migliori conducenti riusciranno a contenere il consumo in 3 l/100 km secondo il computer di bordo. Quanto ai più impazienti potranno inserire la funzionalità «power» che consente di sfruttare tutta la potenza di questa ibrida abbastanza dinamica, e tende a far slittare, ma senza eccessi, il cambio CVT.

Ambizioni familiari | Il comportamento è un po’ impacciato, ma il comfort di marcia è notevole. Soprattutto dal momento che i passeggeri posteriori di questa berlina allungata di 1,5 cm dispongono di abbondante spazio per le gambe. Anche se più voluminoso il bagagliaio presenta un pianale sopraelevato a causa della collocazione delle batterie. Convince meno la qualità molto mediocre degli interni. Ma la Prius pone l’accento sulla tecnologia. Oltre a una visualizzazione testa alta e a 7 airbag di serie offre alcune opzioni innovatrici, come il tetto di vetro a cellule fotovoltaiche. Ciò spiega anche il prezzo (38 900 franchi) di questa ibrida sofisticata, contro i 28 800 per la «mild hybrid» Honda MOH Insight.

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La forma tondeggiante della Prius inganna: il coefficiente di penetrazione è stato ridotto.

Tecnica: berlina, 5 posti; lunghezza: 4,46 m; bagagliaio: 445 l Motori: 1,8 l a benzina (99 CV) + elettrico (82 CV), potenza combinata di 136 CV; cambio a variazione continua; da 0 a 100 km/h in 10,4 s Consumo (misto): 3,9 l/1000 km; emissioni di Co2: 89 g/km Prezzo: da 38 900 a 43 900 fr. (da metà agosto).

Toyota Prius: un decennio di tecnologia ibrida 1997 Prius I (101 CV) 5,1 l/100 km 120 g/km CO2

2003 Prius II (111 CV) 4,3 l/100 km 104 g/km CO2

2009 Prius III (136 CV) 3,9 l/100 km 89 g/km CO2


Scoprite il cuore soleggiato del Vallese Settimana di escursioni o, novità, con escursioni giornaliere a Crans-Montana! Ammirate la magia della montagna o gli splendidi colori dell’autunno, la nostra aria pura e lo straordinario panorama di Crans-Montana. L’altopiano esposto a sud offre innumerevoli ore di sole e un clima straordinariamente salubre! Alloggiate nell’accogliente Appart**** Hotel Helvetia Intergolf e lasciatevi viziare dalla cortesia e dalla professionalità dei proprietari. L’albergo Helvetia Intergolf sorge in posizione tranquilla, soleggiata, centrale e offre un’affascinante vista sull’imponente panorama alpino. Scoprite le comode camere e suite dell’albergo, arredate con gusto. Fate colazione sulla bellissima terrazza, la sera lasciatevi sorprendere dall’ottima cucina italo-francese nell’elegante ristorante o assaporate le specialità svizzere nel ristorante vallesano, in stile rustico. Rilassatevi nella nostra piscina, nella vasca idromassaggio, nel bagno turco e nella sauna e concedetevi un benefico e piacevole massaggio! La cordiale ospitalità e l’accogliente atmosfera del nostro albergo vi conquisteranno! Abbiamo pensato per voi due programmi che rappresentano un balsamo per il corpo, la mente e lo spirito!

Offerta 1: settimana escursionistica accompagnata – 3 escursioni accompagnate, da 3 a 5 ore di cammino – 1 tragitto a bordo degli impianti di risalita di Crans-Montana con una splendida vista su un panorama mozzafiato, in seguito escursione – 1 giornata libera a metà settimana Le escursioni non presentano grandi difficoltà, non esistono problemi per chi soffre di vertigini. Sarete accompagnati da Urs Benz, il proprietario dell’hotel, che conosce la zona come le proprie tasche.

Quando Da lunedì a domenica (min. 10 partecipanti) 17–23.8.2009 14–20.9.2009 28.9–4.10.2009

Quando Da lunedì a domenica (min. 10 partecipanti) 24–30.8.2009 7–13.9.2009 21–27.9.2009 5–11.10.2009 La nostra offerta 7 giorni (6 notti) con 4 escursioni accompagnate, buffet della prima colazione, cena di 4 portate (2 secondi a scelta), aperitivo di benvenuto, 1 tragitto con gli impianti di risalita di CransMontana, utilizzo della zona wellness dell’albergo, posteggio in garage, IVA e servizio. Non sono compresi nel prezzo: il viaggio di andata e ritorno, i pranzi e la tassa di soggiorno di 2.50 franchi il giorno a persona. Le nostre proposte: – camera doppia con balcone, lato sud: 868 fr. a persona – golf suite con balcone, lato sud (camera da letto, 2 bagni, salotto con armadio letto): 970 fr. a persona – camera doppia uso singolo con balcone, lato nord: 970 fr.

Offerta 2: escursioni giornaliere accompagnate – 1 tragitto a bordo degli impianti di risalita di Crans-Montana con vista su un indimenticabile panorama mozzafiato ed escursione facoltativa – 1 gita di un giorno in Val d’Anniviers e visita di Grimentz – 1 gita di un giorno a Leukerbad e visita del villaggio e/o la possibilità di utilizzare le terme – 1 gita in Val d’Hérens e visita di Evolène e di Les Haudères. La passeggiata da un villaggio all’altro è facoltativa. – 1 giorno libero a metà settimana Sarete accompagnati da Urs Benz, il proprietario dell’hotel.

La nostra offerta 7 giorni (6 notti), sono compresi: 4 gite accompagnate incluso viaggio di andata e ritorno all’albergo a bordo di mezzi di trasporto pubblici, 1 tragitto con gli impianti di risalita di Crans-Montana, buffet della prima colazione, cena di 4 portate (2 secondi a scelta), aperitivo di benvenuto, utilizzo della zona wellness dell’albergo, posteggio in garage, IVA e servizio. Non sono compresi nel prezzo: il viaggio di andata e ritorno, i pranzi, l’eventuale ingresso alle terme e le tasse di soggiorno di 2.50 franchi il giorno per persona. Le nostre proposte: – camera doppia con balcone, lato sud: 888 fr. a persona – golf suite con balcone, lato sud (camera da letto, 2 bagni, salotto con armadio letto: 990 fr. a persona – camera doppia uso singolo con balcone, lato nord: 990 fr.

Varie Dopo le gite e le escursioni avrete la possibilità di rilassarvi nella piccola ma bella zona wellness dell’albergo (piscina, vasca idromassaggio, bagno turco, sauna, solario, massaggi). Queste offerte non sono cumulabili con altre promozioni in corso. Per ulteriori informazioni e prenotazioni: Appart **** Hotel helvetia Intergolf Urs & Béatrice Benz 3963 Crans-Montana Tel. 027 485 88 88 Fax 027 485 88 99 E-mail: info@helvetia-intergolf.ch Internet: www.helvetia-intergolf.ch


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Cabriolet di fine estate Con lo sbocciare dei primi narcisi, nei saloni delle concessionarie fanno capolino numerosi cabriolet. Dato che le odierne auto scoperte sono utilizzabili anche d’inverno, grazie al riscaldamento nel lunotto e al tetto d’acciaio, nulla impedisce il lancio dei modelli anche in autunno. Lo dimostrano i tre esempi seguenti.

Toccare il cielo con un dito

La cabrio venuta dall’Estremo Oriente

Per una nuova sensazione di guida

Fiat 500C Da decenni attira le simpatie del pubblico e oggi è finalmente disponibile anche in versione moderna: la Fiat 500 in formato cabrio. Nella sua variante «open top», la vettura – con i suoi 3,5 metri di puro design italiano – si riallaccia al modello del 1957 e si presenta con un tetto in tela pieghevole. Questa soluzione non va a scapito del volume del bagagliaio e nemmeno del tipico look nostalgico. Dato che un tetto di tessuto comporta anche svantaggi, Fiat ha previsto per il suo piccolo bolide un riscaldamento nel lunotto in serie, in modo che si possa utilizzare anche d’inverno. Sono di serie anche i sensori di parcheggio posteriori, che nel fare retromarcia ti fanno dimenticare che la visuale dallo specchietto retrovisore è limitata. Le aspettative di Fiat nella più piccola utilitaria scoperta sono enormi: l’anno prossimo la casa automobilistica italiana spera di convincere in Europa 35 000 acquirenti; di questi, 900 dovrebbero trovarsi in Svizzera. Nel nostro Paese si deve però sperare in un autunno indorato, perché il nuovo modello italiano verrà fornito solo a partire da settembre. pam

Lexus IS 250 C «Con la nostra nuova cabrio miriamo a conquistare una clientela più giovane», afferma il capo della comunicazione Robert Tickner intendendo acquirenti dai 50 anni in su. A questi clienti si adatta perfettamente il cambio automatico a sei rapporti che rende ancor più brillante la vettura in fase di ripresa. L’ideale per godersi il panorama a tetto scoperto. E se si viene sorpresi da uno scroscio di pioggia, in soli venti secondi si può richiudere il tetto in metallo. Diversamente dagli altri modelli, l’IS 250 C permette di sentire ancora un po’ di vento tra i capelli, provando il «vero» feeling del cabriolet. Resta, comunque, da vedere se il marchio di lusso di casa Toyota riuscirà a conquistare acquirenti «premium» sfoggiando interni in plastica che ricordano troppo il tipico design Toyota. Nell’allestimento base è, comunque, compreso molto, come i sensori di parcheggio davanti e dietro oppure gli airbag per le ginocchia di conducente e passeggero o ancora il pregiato impianto audio. Se tutto ciò basterà si saprà da metà luglio, quando la Lexus IS 250 C sarà disponibile in Svizzera. pam

Infiniti G37 Cabrio Non scombussolerà il quadro delle strade svizzere, dato che l’Infiniti G37 Cabrio da noi se la possono permettere un ristretto gruppo di eletti. Chi però si siede almeno una volta al suo volante nota subito che non si è badato a spese: nei poggiatesta dei sedili posteriori sono integrati gli altoparlanti Bose che riempiono di musica le orecchie di conducente e passeggero, mentre i sedili sono disponibili con climatizzazione, riscaldati o ventilati. Per le manovre di parcheggio difficili viene in aiuto la telecamera di retromarcia e per l’orientamento ci pensa il sistema di navigazione, che se desiderate può far apparire per magia sul display i luoghi da visitare in tecnica tridimensionale. Ma la figlia nobile di Nissan non ci stupisce solo per l’offerta di comfort. Con 320 CV sotto il cofano, il cabriolet con tetto rigido pieghevole tocca i 100 km/h in 6,2 secondi. Rimane comunque da vedere se il marchio premium giapponese riuscirà ad impressionare Mercedes & Co. Con un consumo medio di benzina di 11,9 litri le marche nobili tedesche fanno risparmiare decisamente di più. pam

Tecnica: utilitaria, 4 posti, lunghezza: 3,5 m, bagagliaio 182 l Motori: benzina: 69/100 CV, diesel: 75 CV Prezzi: da 22 000 fr. (1.2 versione Pop) a 30 500 fr. (1.4 versione Rock).

Tecnica: coupé-cabrio, 4 posti, lunghezza: 4,6 m, bagagliaio da 420 a 165 l Motore: V6 a benzina 208 CV, cambio automatico a 6 rapporti Prezzi: da 71 600 fr. (Executive) a 77 600 fr. (Edition).

Tecnica: coupé-cabrio, 4 posti, lunghezza: 4,66 m, bagagliaio 366 l Motore: benzina: 320 CV/360 Nm, cambio manuale a 6 marce o cambio automatico a 7 rapporti Prezzi: da 76 900 fr. (GT 3.7l V6) a 82 300 fr. (GT Premium 3,7 l V6 benzina).

Sembra quella di una volta, ma è un’auto completamente moderna: la Fiat 500 Cabrio.

Con la Lexus IS 250 C la Toyota propone una Cruiser per godere le trasferte fuori città.

Nella Infiniti G37 con il tetto in metallo sono stati impiegati solo materiali esclusivi.


viaggi e tempo libero | touring 12 | 9 luglio 2009

Dalla bicicletta al dirigibile Conventi, un’isola piena di fiori e dirigibili a forma di sigaro: sul Lago di Costanza sia gli amanti della cultura che gli appassionati di sport ritemprano le proprie forze.

› I pedali girano facilmente sotto i raggi del sole, lungo il sentiero ciclabile che costeggia il lago in direzione dell’isola di Mainau. A fine maggio, i tulipani sfioriscono lasciando il posto alle rose che diffondono il loro inebriante profumo su tutta l’isola, dove regna una straordinaria sinfonia di fiori e di colori, lasciata in eredità dal conte Lennart Bernadotte. Rispondiamo subito alla domanda che ogni visitatore si pone: da marzo a ottobre 150 giardinieri lavorano a tempo pieno per rendere sempre più bella e curata l’isola. La sera, nelle stradine dello splendido centro storico di Costanza si avverte la presenza della vita studentesca. Nel porto e al mercato del pesce abitanti e turisti si ritrovano nel ristorante «Steg-4».

Incantevole Reichenau | La penisola di Reichenau, iscritta nel patrimonio mondiale dell’Unesco, offre il terreno ideale per un lungo giro in bicicletta. Ancor oggi l’isola è sinonimo di cultura nella regione del Lago di Costanza, grazie soprattutto all’influsso dei conventi. Chi attraversa in bicicletta i vasti orti e i vigneti che caratterizzano l’isola di quattro chilometri quadrati situata nell’Untersee, respira a pieni polmoni la fragranza della terra. Da vedere: il famoso monastero dei Benedettini e l’orto in cui sono coltivate numerose erbe aromatiche, davanti alla cattedrale. Dall’Hochwart, il punto panoramico a 441 metri di quota, si gode di una splendida vi-

Chi non ha più voglia di pedalare può salire su uno Zeppelin, per sorvolare l’acqua a volo d’uccello.

sta sull’isola e sull’Untersee. A proposito: molti affermano che, dal profilo paesaggistico, l’Untersee è più bello della parte superiore del bacino. Sia come sia, le piste ciclabili che si snodano da Costanza a Stein am Rhein o intorno alla penisola di Höri, da Überlingen a Bodman, passando da Ludwigshafen, sono vere fonti di energia. E questo va detto senza nulla togliere agli itinerari intorno a Lindau o a Bregenz nell’Obersee. Non è necessario, comunque, compiere questo tragitto tutto in una volta. Ogni ciclista, infatti, non mancherà certo di notare le invitanti insegne delle locande, situate sulle rive del lago. Un coregone appena pescato, con un contorno di asparagi raccolti alle sei del mattino e un bicchiere di vino Müller-Thurgau sono una gioia per il palato.

La pista ciclabile che circonda il Lago di Costanza, lunga 260 chilometri, realizza i sogni di tutti gli amanti della due ruote. Al sito www.bodensee.eu «Touren/Tourenplaner» gli interessati possono programmare il giro che intendono compiere.

Zeppelin e festival | Chi circola in bici intorno al lago finisce col notare nel cielo un accompagnatore: lo Zeppelin. Quando fa bello, il dirigibile a forma di sigaro si libra sulle sponde del Lago di Costanza. Chi s’interessa alla storia di questo velivolo, ideato dal conte Zeppelin, può visitare il museo omonimo a Friedrichshafen. Anche il Pfänder offre un fantastico panorama sul lago e sulla valle del Reno. La «montagna di casa» di Bregenz, alta 1064 metri, si può scoprire in teleferica o grazie a una rete di sentieri pedestri ben segnalati. D’estate, però, la più importante manifestazione culturale, il Festival di Bregenz, si svolge sull’acqua. I 200 mila spettatori attesi per l’occasione saranno felici di assistere all’«Aida» di Verdi, ambientata sul monumentale palcoscenico in riva al lago. Senza frontiere | Chi si reca in bicicletta da Lindau a Bregenz non sa quando attraversa la frontiera. Un fatto che d’altronde non interessa a nessuno. Gli abitanti del Lago di Costanza si differenziano tra loro dal modo di parlare, ma non da quello di comportarsi. Sia a Romanshorn che a Meers-burg, turgoviesi e svevi accolgono il visitatore con cordialità ma senza insistenza. La frenesia non esiste, pare proprio che la tranquillità che si sprigiona dal lago, il terzo d’Europa in ordine di grandezza con i suoi 572 km quadrati, si riversi sulle persone e renda particolarmente piacevole il soggiorno in questa terra di frontiera.

Christian Bützberger

Info Touring www.mainau.de, www.steg4.de, www.reichenau.de, www.zeppelinflug.de, www.bregenzerfestspiele.com, www.pfaenderbahn.at, www.napoleonmuseum.tg.ch

Da sapere Tessera del lago: a chi desidera scoprire il Lago di Costanza consigliamo la «Bodensee Erlebniskarte», la tessera che dà accesso a centinaia di destinazioni. È disponibile in tre versioni: Landratten, Seebären (con battelli di linea) e Sparfüchse. Le carte per 3, 7 o 14 giorni costano da 39 a 123 euro; www.bodensee.eu. Trasporti: il Lago di Costanza è una destinazione per individualisti. Alla bici si può abbinare battello, treno e bus. Alberghi: intorno al lago esistono centinaia di possibilità di pernottamento per tutte le tasche. Consigliamo a Bregenz: www. hotelweisseskreuz.at; a Überlingen www.parkhotel-sankt-leonhard.de; a Stein am Rhein www.chlosterhof.ch. Gastronomia: grande protagonista è il pesce fresco: coregone e luccioperca. Inoltre tutti i tipi di frutta e verdura. Anche gli «spätzle» vanno per la maggiore. Informazioni: Internationaler Bodensee Tourismus, D-78462 Costanza, telefono +49 7531 90 94 10. Bü

Ludwigshafen Isola di Reichenau

GERMANIA

Überlingen Isola di Mainau Friedrichshafen Costanza

Stein am Rhein

Lindau

SVIZZERA

Bregenz AUSTRIA

20 km

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Pedalando lungo il Lago di Costanza, qui davanti al convento di Birnau presso Uhldingen, ci si diverte rilassandosi anche con un pizzico di cultura.

Fantastica vista aperta sul Lago di Costanza dal Pfänder. È anche d’obbligo visitare Mainau, l’isola dei fiori appartenuta al conte Lennart Bernadotte.


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Eventi che fanno cassa Il Menuhin Festival, il torneo di tennis e il torneo di beach-volley attraggono a Gstaad decine di migliaia di visitatori e generano 22 milioni di franchi.

› Cecilia Bartoli, il mezzosoprano più famoso del mondo, è la principale attrazione del Menuhin Festival 2009. Dal 17 luglio al 5 settembre giovani musicisti dalle grandi aspirazioni offrono emozioni indimenticabili ai 20 mila spettatori attesi per una cinquantina di concerti in chiese, cappelle e baite. L’incomparabile simbiosi di musica e natura in mezzo al dolce paesaggio alpino del Saanenland costituisce anche un efficace fattore economico.

giorno per vitto e alloggio, biglietti per il festival e per altre attività.

Christian Bützberger Info Touring Menuhin Festival Gstaad, tel. 033 748 83 38, www.menuhinfestivalgstaad.ch. Gstaad Saanenland Tourismus, tel. 033 748 81 81, www.gstaad.ch.

Centomila visitatori Alla grande notorietà e al valore aggiunto di Gstaad e del Saanenland contribuiscono, oltre al Menuhin Festival, anche le altre due grandi manifestazioni locali. Il torneo internazionale di tennis richiama ogni estate a Gstaad 40 mila visitatori che generano un valore aggiunto di 7 milioni di franchi. L’altra manifestazione sportiva, il torneo di beach-volley, attrae ogni estate da 35 a 40 mila spettatori che fanno affluire nelle casse 5 milioni di franchi. Bü

foto Keystone

Alto valore aggiunto | Stefan Matti, direttore amministrativo del Menuhin Festival e Roger Seifritz, direttore di Gstaad Saanenland Tourismus, sottolineano l’importanza della grande manifestazione culturale e quella dei due eventi sportivi (v. riquadro). Le cifre: il Menuhin Festival dispone di un budget di 3,8 milioni di franchi. Un terzo dei proventi deriva dalla vendita dei biglietti, un altro terzo da imprese e fondazioni e il restante terzo da sponsor privati, amici del festival ed enti pubblici (5%). Il

55% degli introiti è destinato a produzione artistica, compenso degli artisti, viaggi e alloggio, assistenza e vitto ai musicisti. Il 20% viene speso per marketing e relazioni pubbliche, il 25% per l’infrastruttura. A proposito del personale: nell’arco dell’anno sette impiegati lavorano a tempo pieno, durante il festival collaborano centinaia di persone. Il Menuhin Festival – della durata di circa otto settimane – genera, con un fabbisogno di investimenti diretti di 2,5 milioni di franchi (3,8 milioni meno 1,3 milioni, ricavo vendita biglietti), un valore aggiunto di ben 10 milioni. Questa somma proviene dai circa 1500 pernottamenti dei musicisti, dai media, dai volontari e dai circa 40 mila pernottamenti degli spettatori. Le camere più a buon mercato costano a partire da 70 fr. a persona, compresa la prima colazione. Principali usufruttuari sono l’industria alberghiera e la gastronomia, seguiti dal commercio al dettaglio e dai settori dei trasporti e delle costruzioni. Roger Seifritz ritiene che ogni ospite spenda 500–600 fr. al

Cecilia Bartoli sarà l’attrazione del Menuhin Festival. Immagini del torneo internazionale di tennis 2008 e di quello di beach-volley.


Vacanze in Italia


9 luglio 2009 | touring 12 | viaggi e tempo libero

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foto Oliver Schmidt

Da sapere

Una vivace discussione per strada, in costumi del 1913. In alto a destra: l’incantevole borgata di Beamish Town. In basso: uno sguardo nel salotto d’epoca vittoriana.

Viaggio nel tempo durante il weekend Uno straordinario divertimento per l’intera famiglia: il Museo all’aperto Beamish a Newcastle. Vi si arriva in traghetto da Amsterdam.

› «Oh, ma come sarebbe bello avere l’elettricità!», esclama Vicky aggiustandosi la cuffietta ornata di trine mentre tenta di accendere la lampada a olio. La scena potrebbe essere tratta da un romanzo di fantascienza dell’Ottocento: Vicky la visionaria. In realtà è tutto l’opposto: Vicky lavora presso il Museo all’aperto Beamish e a casa sua ha la luce elettrica. Durante il giorno torna indietro nel tempo, per l’esattezza al 1825, e interpreta la parte di una servetta in una tenuta del «Countryside» inglese. Per i visitatori di questo parco a tema situato nel nord dell’Inghilterra.

Luce e treno | Di primo mattino, frotte di turisti giungono dal continente europeo. Il viaggio da Amsterdam a bordo dei traghetti di DFDS Seaway inizia nel tardo pomeriggio. Una volta sbarcati a Newcastle occorrono solo 30 minuti d’auto per ritrovarsi nel XIX secolo. Vicky accompagna gli ospiti alla stazione. Guarda lungo i binari: «Ah, ecco che arriva il nostro treno! È una nuovissima invenzione!», dice additando uno sbuffante «cavallo

a vapore», a bordo del quale un tarchiato fuochista si pulisce sui pantaloni le mani sudicie di carbone. Chi a Beamish si sente «moderno» abita a Beamish Town, una grossa borgata costruita secondo l’originale nello stile del 1913. Il visitatore raggiunge la località a bordo di un tram a due piani. Anche questo centro urbano con i suoi autobus, una Coop, un’officina, una banca e una loggia massonica, «vive». Dalla casa della maestra esce la domestica: abito ondeggiante, enorme cappello, cesta della spesa. Si è fatta particolarmente bella per piacere al conducente, con il quale amoreggia di nascosto lungo il tragitto. I visitatori più attempati notano il fatto e sorridono. Sì, un tempo era proprio così. Poi si lasciano trascinare dai nipoti alla fabbrica di caramelle, dove si può guardare e assaggiare. Beamish illustra come vivevano a quei tempi tre diverse generazioni. E i turisti più in là con gli anni riescono in un certo modo a immedesimarsi e raccontano ai giovani le loro esperienze del tempo che Oliver Schmidt fu.

Parco a tema e Museo Beamish: il parco è formato da quattro «isole» che rispecchiano altrettante epoche storiche: la Manor House del 1825 con il capannone della locomotiva, un quartiere operaio del 1880 con la miniera di carbone, una vecchia fattoria e la Beamish Town (1913). Orari d’apertura: in estate ogni giorno dalle 10 alle 17, ultimo ingresso alle 15. Inverno: dalle 10 alle 16, chiuso il lunedì e il venerdì. Biglietti d’entrata: adulti 16 sterline (1 £ = 1.60 fr), bambini: 10 £, famiglie (2 adulti/2 bambini): 46 £. Beamish, County Durham, DH9 ORG, tel. +44 1913 704 000, www.beamish.org.uk. Traghetti: collegamenti giornalieri con DFDS da Ljmuiden (Amsterdam) a Newcastle. Viaggio: lungo l’autostrada olandese A12 fino a Utrecht, da qui A2 in direzione di Amsterdam, da Amsterdam lungo la A9 alla volta di Haarlem. Da Haarlem sono segnalati Ljmuiden e il terminal dei traghetti per l’Inghilterra. Ulteriori informazioni al sito Internet: www.DFDS.de. Viaggio in Gran Bretagna: dallo scalo dei traghetti a Beamish vi sono circa 20 chilometri. Seguire il segnale «The South/Tyne-Tunnel». Attenzione: galleria soggetta a pedaggio. Tener pronto del denaro spicciolo in valuta inglese o una moneta da 2 €. Seguire il cartellone «The South/Gateshead/Motorway A1». Dall’autostrada (motorway) A1 imboccare l’uscita 63. Beamish è segnalata già all’uscita dell’autostrada. Pernottamento: Beamish Hall Country House Hotel. Un elegante albergo e un omaggio alla Gran Bretagna del XIX secolo. Pernottamento a partire da 65 £. Beamish (Stanley), County Durham, DH9 OYB, tel. +44 1207 233 733, e-mail: reservations@beamish-hall.co.uk, www.beamish-hall.co.uk. Consigliamo a chi si reca in Gran Bretagna di informarsi presso Viaggi TCS, tel. 0844 888 333, www.viaggi-tcs.ch. os

Nel Beamish Hall Hotel, vicino al parco, si respira l’atmosfera del passato.


9 luglio 2009 | touring 12 | viaggi e tempo libero

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taccuino di viaggio Peter Widmer

foto sme, wi, ald

Sgier & Sgier: un nome, due carriere

Europa Park Rust: qualcosa per tutti Mentre vi state godendo un rilassante massaggio al cioccolato, il resto della famiglia viene proiettato dal nuovo ottovolante Blue Fire nel giro di appena 2,5 secondi da 0 a 100 km/h. Nel maggior parco divertimenti della Germania tutto è possibile: la mamma si concede una pausa nell’hotel «Santa Isabel», che ospita al quinto piano una splendida zona wellness e spa, mentre padre e figli vanno alla scoperta di oltre 100 attrazioni e show. Il parco, inaugurato nel 1975 dalla famiglia Mack, è più gettonato che mai. Il 19% dei quattro milioni di visitatori, che vi si recano ogni anno, proviene dalla Svizzera. Val la pena pernottare. Oltre ai quattro alberghi a 4 stelle, di proprietà del parco, vi si trovano un villaggio con le tende indiane «tepee», carri coperti e capanne in tronchi d’albero, come ai tempi di Winnetou e Old Shatterhand. Entrata: adulti 34 euro, ragazzi fino a 11 anni 30 euro (fino a 3 anni gratis). Una notte in «tepee»: per bambini e adulti 19 euro. Un consiglio: un massaggio su tutto il corpo con cioccolato caldo (indicato anche per i bambini): 55 euro. Informazioni sme sull’Europa Park: +49 1805 77 66 88, www.europapark.de.

Novità Viaggi TCS

Mar Rosso d’autunno Vacanze in Egitto A Marsa Alam, località egiziana selvaggia e incontaminata, il paesaggio è incantato. Mare e deserto primeggiano in una natura ancora illibata. Davvero l’ideale per trascorrere le prossime vacanze autunnali. Il villaggio turistico Columbus Club – Solymar Abu Dabbab**** ha il pregio di trovarsi sull’ampia spiaggia di finissima sabbia bianca, dove esplorare la barriera corallina è un’esperienza davvero piacevole e divertente. E per gli appassionati di immersioni si segnala la possibilità di avvistare il dugongo, un raro mammifero marino. Villaggio con animazione, mini club per i bambini dai 4 agli 8 anni e con la collaudata formula «tutto incluso» sempre apprezzata dalle famiglie con bambini. Periodo: da sabato 31 ottobre 2009 a sabato 7 novembre. Prezzi: adulti da 1056 fr., bambini 2–12 anni da 528 fr. Tasse e visto: 76 fr. Maggiori informazioni direttamente nelle agenzie ticinesi di Viaggi TCS: telefono 0844 888 333.

Animali su grande schermo Museo dei trasporti Lucerna Orsi ballerini, leoni canterini e lontre oranti: «Animalopolis», un film ideato appositamente per gli spettatori più giovani del cineteatro IMAX nel Museo dei trasporti a Lucerna. «Animalopolis» mostra il divertente mondo degli animali sullo schermo più grande della Svizzera e fa compiere a grandi e piccini il giro del globo. Rappresentazioni: ogni giorno. Programma al sito: www.imax.ch o tel. 0848 85 20 20 (tariffa locale).

Hanno lo stesso cognome e perfino lo stesso nome, non sono parenti, ma si conoscono, sono entrambi grigionesi e gastronomi di successo: Arno Sgier (55), hotel e ristorante «Il Cortile» a Cannero Riviera (I), e Arno Sgier (43), ristorante «Traube» a Trimbach presso Olten. Si sono conosciuti quando lo Sgier più anziano era sceso a Losone nell’albergo in cui il più giovane Sgier lavorava come chef. L’incontro è avvenuto per merito dell’addetta alla reception che, stupita dal fatto che i due portassero lo stesso insolito nome, li aveva presentati l’un l’altro. Casi della vita. Diversa invece è la loro carriera: lo Sgier più anziano è stato dapprima direttore dell’ente turistico di Disentis e, in seguito, direttore degli impianti di risalita di Parsenn e Pischa a Davos. Nel 1958, dopo un breve periodo di pausa, è avvenuto il cambiamento. «Dal momento che mi piace mangiar bene, mi trovo a mio agio con gli altri e sono un anfitrione nato, mi è venuta l’idea di gestire un albergo e un ristorante che mi appartenessero», dice il 55enne. Nel novembre del 2000 inaugura a Cannero Riviera, sul Lago Maggiore, il «Cortile». Il collega più giovane commenta: «La sua cucina merita dei punti, l’atmosfera nel locale di Arno è accogliente e cordiale». La carriera dello Sgier più giovane, invece, è stata più lineare; dopo il tirocinio di cuoco a Flims sono seguiti periodi di perfezionamento in alberghi a quattro e cinque stelle. Dal 1993 Sgier è proprietario del «Traube» di Trimbach, cui sono stati attribuiti una stella Michelin e 17 punti GaultMillau.

Due Sgier: Arno del «Traube» a Trimbach (s.) e Arno del «Cortile» a Cannero Riviera.


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viaggi e tempo libero | touring 12 | 9 luglio 2009

Dal mare al piatto Si abbarbicano come ricci agli scogli dell’Adriatico, servono sia da strutture per la pratica della pesca a vista sia come ristoranti: i trabucchi.

› Una gita a bordo di un’imbarcazione lungo la costa adriatica della Puglia riserva alcune sorprese. Per esempio, davanti alla cittadina di Vieste l’erosione ha trasformato il bianco calcare in bizzarre formazioni rocciose. Esperti timonieri dirigono i battelli intorno ai monumentali monoliti di natura carsica. Gli ospiti stranieri restano affascinati dalle grotte dai nomi molto originali, quali: Grotta tavolozza, Grotta dei due occhi oppure Grotta dei pomodori. E anche dalle piccole costruzioni di legno che, ad altezze da capogiro, sono abbarbicate come ricci alle ripide coste calcaree. Da queste strutture, che assomigliano a giganteschi ragni, sporgono lunghi pali.

E non intende lamentarsi del fatto che negli ultimi tempi ha preso sempre meno pesci: «La natura è a volte generosa, a volte avara. È sempre stato così», spiega con un sorriso, nella convinzione che prima o poi sarà la volta buona. La pesca, dice, è una pam grande lezione di pazienza.

Da sapere Voli: Helvetic da Zurigo a Brindisi, myair.com da Ginevra a Brindisi. Alloggio: particolarmente eleganti sono le masserie ristrutturate, come ad esempio la Masseria Alchimia di Fasano, che ospita un vecchio frantoio. Gastronomia: molti trabucchi sono anche ristoranti in cui viene preparato e servito il pesce appena pescato. Prenotazioni: Viaggi TCS, tel. 0844 888 333, www. viaggi-tcs.ch. Informazioni: Enit, Agenzia Nazionale del Turismo, tel. 043 466 40 40, www.enit.ch. pam

foto Pascale Marder

Sala da pranzo di legno | Queste costruzioni su piattaforma si chiamano trabucchi e su una di queste abita da ben 29 anni Elia Ranieri. Sulle antenne che sporgono come punte di giavellotto dal suo trabucco, sono fissate alcune reti. Per esperienza Elia sa come piazzare le antenne e mettere le esche,

per attirare i pesci. Elia, però, non fa affidamento solo sulla sua abilità: «I pesci sono furbi. Se non si è abbastanza svelti, fuggono». Ogni giorno nella sua rete s’impigliano cefali e polpi. Una sola volta gli è capitato di trovarvi un’aragosta. I pesci che prende li offre ai suoi clienti, dal momento che il suo trabucco è anche un ristorantino galleggiante. Non esiste però una lista delle vivande. Nella sua sala da pranzo di legno con vista sulla cittadina di Vieste serve tutto quello che ha appena tirato su dalle profondità marine. Talvolta nelle reti di Elia finiscono anche oggetti curiosi. Se li ritiene interessanti li espone in una grotta naturale. Ad esempio, con un pittoresco fascino da una natura morta, un salvagente della nave «Cristina» è appoggiato su un letto di stelle marine, accanto a bottiglie e ad alcuni campanelli per le capre. Elia Ranieri potrebbe parlare per ore e ore di tutti gli oggetti che ha strappato al mare.

Durante un giro in battello lungo la costa di Vieste si possono fare alcune interessanti scoperte. Per esempio, dal mare emergono bianche rocce calcaree, abitate soltanto dai gabbiani (a sinistra). Sul litorale, però, si ergono anche i trabucchi, come quello di Elia Ranieri (a destra), dalla cui piattaforma pratica da 29 anni la pesca a vista.


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ATCB

9 luglio 2009 | touring 12 | viaggi e tempo libero

Pittoreschi, trasognati e pratici: i canali di Amsterdam, qui l’Herengracht, sono vie di comunicazione molto popolari.

Città di bici e di canali Il centro di Amsterdam con i 165 canali, ponti e altri richiami si può tranquillamente scoprire a piedi, a bordo di un’imbarcazione o con una delle 600 mila biciclette.

› Sui 165 canali – chiamati «grachten» in Olanda – e lungo le corsie ciclabili, onnipresenti nella città, regna un traffico intenso. Chi visita Amsterdam, diventata ora una delle più popolari mete turistiche d’Europa, si accorge subito che barche e biciclette sono i principali mezzi di trasporto. Ad Amsterdam (743 000 abitanti) ci sono 600 mila bici, 110 battelli turistici e 2500 case galleggianti. Anche per i turisti la bicicletta, in una città completamente pianeggiante, è un mezzo di trasporto ideale. Affascinante è il giro attraverso il quartiere di «Jordaan», che presenta le caratteristiche di un villaggio, oppure nel Vondelpark, un magnifico parco pubblico disseminato di laghetti e ricco di zone verdi. Un’altra oasi di tranquillità nel centro della metropoli è il «Begijnhof», un complesso di abitazioni costruito nel XIV secolo come residenza per le «beghine». Per scoprire la città si consiglia di fare un giro turistico lungo i canali su cui si affacciano case signorili risalenti al XVII secolo, negozi, boutique, ristoranti alla moda, osterie e bar.

Molto interessante è anche il porto di Amsterdam, dal quale salpano – praticamente ogni giorno durante il semestre estivo – le navi da crociera.

Rembrandt e Van Gogh | Fanno parte delle attrazioni turistiche gli oltre 40 musei della città, tra cui spiccano il famoso Museo Nazionale (con la Ronda di notte di Rembrandt), il Museo Vincent van Gogh, il Museo Stedelijk, l’«Achterhuis», la casa di Anna Frank. Anche per quanto riguarda la musica e il teatro, Amsterdam con il Concertgebouw e il nuovo Muziektheater, è uno dei più importanti centri culturali d’Europa. Con i suoi 10 334 negozi, 141 gallerie, 165 negozi d’antiquariato e 26 mercati, Amsterdam è considerata il centro commerciale d’Olanda. Non bisogna assolutamente lasciarsi sfuggire l’occasione di visitare il mercato dei fiori galleggiante sul Singel, tra Munttoren e Koningsplein, aperto da lunedì a sabato. Per rilassarsi dopo lo shopping vi sono innumerevoli invitanti bar, osterie e tavole calde. Anche i buongustai non resteranno

certo delusi nei molti ristoranti che offrono specialità locali, francesi, italiane, spagnole e asiatiche. La vita notturna si svolge soprattutto nei quartieri Leidseplein, RemBruno Bernhard brandtplein e Spui.

Da sapere Informazioni generali: www.amsterdamtourist.nl. Viaggio: KLM offre giornalmente 5 voli Zurigo–Amsterdam e Ginevra–Amsterdam, www.klm.ch. Alloggio: al Mövenpick Hotel City Centre, albergo quattro stelle plus, una camera doppia con prima colazione da 182 euro; www.moevenpick-amsterdam.com. Amsterdam Card: uso gratuito dei mezzi di trasporto pubblici, parcheggio gratis e giro della città pure gratuito, www.amsterdam-card.com. Giro sui canali: www.hir.nl. Noleggio bici: www. amsterbike.eu. Pacchetti turistici: Viaggi TCS, tel. 0844 888 333, www. viaggi-tcs.ch. BB


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club e soci | touring 12 | 9 luglio 2009

Il miracoloso rimpatrio di auto Se durante le vacanze l’automobile si guasta, i titolari del Libretto ETI possono contare sempre sull’aiuto del TCS. Ma il veicolo come ritorna a casa? Nostro reportage. maestra di Corbières, nella Gruyère, s’imbatte di colpo in una grande piazza piena di potenti veicoli da trasporto con il simbolo del TCS. E pensa di trovarsi davanti ad un edificio del club. In realtà è la sede dell’impresa Assistauto SA della famiglia Grossmann, che già da oltre 40 anni lavora per conto del TCS. Infatti, la sua attività principale è il rimpatrio di veicoli guasti in tutta Europa, ma pure dal Nord Africa. Si tratta di circa 4000 veicoli ogni anno, trasportati a bordo di 20 giganteschi camion Mercedes, che possono caricare fino a otto automobili, motociclette o veicoli da campeggio. Qui l’agitazione regna in permanenza. Camion che arrivano vuoti da una missione oppure che ripartono per un altro lungo viaggio. A metà maggio c’era anche un giornalista di «Touring» ad accompagnare l’autista François Chastonay a bordo del suo autoarticolato Mercedes, largo 2,5 metri e lungo 18. Da 17 anni lo chauffeur vallesano affronta le curve d’Europa e riporta nei garage di fiducia in Svizzera i veicoli dei soci TCS rimasti fermi all’estero. Oggi il viaggio

Consigli 쐽 La centrale d’intervento ETI del TCS a Ginevra (0041 22 417 22 20) necessita degli indirizzi esatti del luogo dove si trova il veicolo rotto e del luogo di consegna in Svizzera. 쐽 È importante precisare se sull’auto è montato un rimorchio o un portapacchi sul tetto. 쐽 Chiave, licenza di circolazione e numero di targa vanno lasciate sul veicolo, affinché il trasportatore possa documentarlo in dogana. 쐽 Se in auto vengono lasciati bagagli va redatta una lista dettagliata. 쐽 Se il veicolo è stato oggetto di un furto e viene ritrovato successivamente, il TCS organizza il rimpatrio in Svizzera. ve

si snoda dapprima verso Yverdon-lesBains, Renens e Ginevra.

In lite col navigatore | Vengono caricate tre auto, che sono state recuperate in Belgio e in Italia. Il sistema di navigazione aiuta Chastonay a trovare i piccoli garage nei paesini. Solo che: le strade sono spesso strette e ovunque ci sono cantieri, così che la conoscenza dei luoghi da parte dell’esperto autista diventa molto importante, nonostante il navigatore satellitare. Spesso l’apparecchio non è d’accordo con gli «ordini»: «È una continua disputa con la voce femminile del navigatore», dice lo chauffeur. Presto diventa una specie di protagonista del dialogo che si svolge nella cabina di guida. Nel pomeriggio François Chastonay conduce il gigantesco veicolo con l’emblema del TCS fuori da Ginevra oltre i confini svizzeri e poi sull’autostrada in direzione Lione e Grenoble. La corsia riservata ai mezzi pesanti è quasi vuota: «È la crisi. Di solito qui c’è un camion dietro l’altro». Dopo due ore di strada si arriva nel pittoresco villaggio di La Bâtie Montgascon. Sulla strada principale si trova il garage Leplat, dove c’è l’auto in panne di un socio TCS di Bienne. Ora si tratta di portare con prudenza sul camion la monovolume con la frizione guasta. Far salire a balzelli sul rimorchio l’auto girando solo la chiave dell’accensione con la prima marcia inserita non è cosa da tutti. Nessun problema per lo chauffeur: «Ho già dovuto farlo spesso». Alla fine Chastonay redige il rapporto di consegna e firma il documento assieme al garagista. Manca solo Jean Gabin | Sempre sulla via per Lione si prosegue verso Chuzelles, in un piccolo garage che sembra uscito da un film: frizioni, tubi di scappamento, pezzi del cambio, vecchi veicoli rotti e ammaccati, tutto sparpagliato tra olio lubrificante e segatura. Al centro della scena il proprietario del garage e il meccanico. Madidi di sudore. I ricordi vanno subito ai film di Jean Gabin. François Chastonay e il garagista portano fuori la macchina di un socio

foto Kurt Venner

› Chi va a passeggio o percorre la strada

François Chastonay in missione: l’automobile guasta deve essere assicurata sul rimorchio.


9 luglio 2009 | touring 12 | club e soci

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Grazie al Libretto ETI: il lungo rimorchio del TCS carico di veicoli guasti in una strada di una cittadina francese, pronto a far ritorno in Svizzera.

TCS con il frontale danneggiato e la spingono sul camion a rimorchio. Questo occupa la metà della carreggiata e il traffico del dopolavoro deve aggirare il camion. Ormai si sono fatte le 18. Dopo lunghe ricerche si decide dove pernottare: a La Côte-SaintAndré, tra Lione e Grenoble, in un albergo vicino a una vecchia chiesa, a una fontana storica e a un monumento di guerra. Chastonay stacca il rimorchio, poiché avrebbe occupato almeno tre parcheggi all’interno del villaggio.

Un po’ di burocrazia fa parte del lavoro, come pure fissare una motocicletta.

Allacciata alle cinture | Il giorno dopo il viaggio prosegue verso un garage di Echirolles, a sud di Grenoble. Si tratta di recuperare una motocicletta. Due collaboratori del garage e François Chastonay spingono metro dopo metro sul camion la splendente motocicletta il cui motore non si

avvia più. Il veicolo viene assicurato con numerosi giri di corda: «Ora non può più succedere niente», esclama soddisfatto l’autista. Il quarto «paziente» è un veicolo da campeggio in un garage situato nei dintorni. Il camper pesa 2,8 tonnellate. Ora il camion del TCS ha un peso di otto tonnellate. E con questa merce guasta fa ritorno dentro le frontiere svizzere verso i rispettivi garage di fiducia. Il trasporto durato due giorni si è svolto senza problemi. François Chastonay se ne rallegra. Ma in attesa c’è già il prossimo giro: il giorno dopo Kurt Venner va in Germania.

Info Touring Il Libretto ETI esiste nelle formule Famiglia e Individuale e nelle versioni Europa e Mondo. Prezzi e condizioni al sito: www.eti.ch oppure in tutte le agenzie del TCS, tel. 0844 888 111.


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club e soci | touring 12 | 9 luglio 2009

Cooldown al Paléo Festival Il Cooldown Club regala 1000 biglietti per il Paléo Festival di Nyon ad altrettanti nuovi affiliati. Anche quest’anno sarà attivo un servizio di bus navetta del TCS.

foto Mathias Wyssenbach

› Durante il grande evento musicale

I soci sono al centro del nostro lavoro: la loro soddisfazione è la nostra soddisfazione!

Soci contenti grazie a «Contento» Dare ai soci ciò di cui hanno bisogno: è questo l’obiettivo finale del TCS. A tale scopo è stato allestito uno speciale programma di formazione per i collaboratori del club.

› I soci del TCS sanno bene che quando si rivolgono al «loro club» vengono trattati con la massima attenzione, affinché non si sentano dei semplici «clienti» di una comune assicurazione. Quello che, invece, non tutti i soci sanno è che per raggiungere questo obiettivo fondamentale, i collaboratori che hanno contatti con la clientela vengono formati secondo un accurato programma interno denominato «Contento». Il programma è stato sviluppato nel corso degli anni assieme agli stessi soci, i quali hanno compilato dei questionari per misurare il loro «grado di soddisfazione» dopo aver ricevuto una prestazione dal club (v. riquadro). Le risposte fornite vengono poi studiate per adeguarsi alle esigenze della clientela.

Il socio al centro | Sono addirittura 32 i tipi di mestieri all’interno del TCS che prevedono contatti interpersonali: dal pattugliatore stradale al personale delle agenzie, dai centralinisti del 140 o del servizio ETI, tanto per citarne alcuni. Per tutti i collaboratori il centro del lavoro è rappresentato dal socio/cliente. A loro si richiede l’impegno di trasformare una situazione negativa, come può essere una panne dell’auto o un

grave problema di salute all’estero, in un’esperienza risoltasi positivamente. Altro punto fondamentale del programma Contento: ogni collaboratore TCS è chiamato a cercare innanzitutto una soluzione personalizzata adatta al socio. Ovviamente, nel limite del possibile. È anche per questo «spirito di club» che il TCS si distingue da una normale assicurazione a scopo di lucro. Un club al quale hanno rinnovato la loro fiducia generazioni di Svizzeri sin dal lontano 1896 e che attualmente conta oltre ac 1,6 milioni di affiliati.

che si svolgerà dal 21 al 26 luglio, il Cooldown Club – il club del TCS riservato ai giovani tra i 16 e i 25 anni – sarà presente al Paléo con un suo stand, con giochi e altri intrattenimenti. Ad esempio, durante i giorni del festival alcuni collaboratori del TCS si aggireranno tra la folla distribuendo timbri sulla pelle con inchiostro invisibile. Chi lo riceverà potrà poi recarsi allo stand per sapere se ha vinto qualcosa, grazie ad una luce speciale che evidenzia il timbro.

Biglietti gratis | Inoltre, il Cooldown Club ha acquistato 1000 biglietti d’entrata al Festival, che regalerà a chi diventa socio per la prima volta (dopo pagamento della quota sociale). Infine, anche quest’anno il TCS organizza un servizio di bus navetta per Nyon in partenza da varie località romande. Sotto il motto: «Il TCS ti porta al Paléo e ti riporta a casa in sicurezza». ac

Info Touring Maggiori dettagli sui biglietti gratis per il Paléo Festival: www.cooldownclub.ch/paleo La lista delle località collegate dai bus del TCS su: www.voyages-tcs.ch (Loisirs).

Gran soddisfazione Lanciato alcuni anni fa, il programma «Contento» sta dando grandi risultati. L’ultima inchiesta sul grado di soddisfazione di 2250 soci/clienti ETI evidenzia che ben il 95% è rimasto soddisfatto del servizio ricevuto. Di questi, un 83% si è dichiarato «molto soddisfatto» o addirittura «estremamente soddisfatto». Mentre soltanto un 2% era palesemente «insoddisfatto» delle prestazioni fornite dal TCS. ac

Entrata gratis al Paléo Festival di Nyon per i nuovi soci del Cooldown Club.


9 luglio 2009 | touring 12 | sezione ticino

Avv. Giorgio Carlo Bernasconi, Presidente della Sezione Ticino del TCS

Uno schiaffo al Ticino

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C’è da masticare amaro pensando come sono andate le elezioni del Consiglio d’amministrazione del TCS, in seno all’Assemblea generale ordinaria dei Delegati nazionali svoltasi a San Gallo. Al sottoscritto, uscente dopo quattro anni in CdA, è stata preferita una candidata dell’Alto Vallese, di madre lingua tedesca, sostenuta in blocco dai romandi e con il sostegno incondizionato e determinante di alcune grosse Sezioni svizzero-tedesche. Questo gesto ha dato un ulteriore calcio al federalismo, al plurilinguismo e, infine, alla coesione del nostro Club, fattori da sempre rigorosamente rispettati e ancorati nei vecchi statuti. Di certi giochi di potere avevo avuto sentore e,

certamente, si sono consumati prima del voto, premiando l’arroganza di certuni che volevano consolidare le loro posizioni e sbarazzarsi di una voce a volte critica, ma sempre costruttiva, sulla conduzione e le strategie del Club. Non hanno nemmeno voluto considerare i coefficienti di penetrazione del TCS nella varie regioni linguistiche. Così la Svizzera tedesca che ha, in proporzione, la più bassa presenza di soci, annovera ora sei rappresentanti e mezzo su otto, più il presidente centrale, mentre i romandi, proporzionalmente più presenti assieme ai ticinesi, si trovano con un membro e mezzo. In sintesi il Ticino, una delle prime sezioni per importanza nazionale, si ferma al Gottardo. La germanizzazione nel Club è purtroppo già in atto da alcuni anni. Basti pensare che la «lingua ufficiale», nei vari consessi e in gran parte delle comunicazioni del TCS, è solo il tedesco, in lingua italiana rimangono alcuni prospetti, neanche un comunicato stampa. Altro esempio: la direzione centrale annovera sette svizzero-tedeschi più un solo romando, ed è anch’egli un alto-vallesano. Vari servizi e uffici sono già stati spostati da Ginevra a Berna. Questi cambiamenti d’impostazione, voluti da un ristretto

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gruppo di persone, condurranno il Club verso una centralizzazione per alcuni versi pericolosa e già denunciata ufficialmente dalla nostra Sezione con un memoriale inviato a tutti i Presidenti Sezionali. L’associazione si sta trasformando sempre più in società commerciale – la continua modifica degli statuti ne è la prova – dove il socio non sarà più tale ma semplicemente un mero cliente. Sparirà il principio della sussidiarietà che ha reso unico, grande ed apprezzato il Touring Club Svizzero, riducendolo a semplice entità assicurativa. Sarà il trionfo dei manager e dei direttori e non la coesa voce delle Sezioni e quindi dei soci. Il responso delle urne va rispettato ma la tristezza è grande. Vi posso assicurare che la nostra Sezione s’impegnerà, come sempre, anche in futuro, per il bene dei suoi soci e difenderà il proprio status, i propri servizi e i propri interessi. In questo amaro momento non posso che rivolgere un pensiero di gratitudine agli illustri ticinesi che mi hanno preceduto nell’organo direttivo del TCS, là dove hanno sempre ricoperto funzioni di prim’ordine e rappresentato con onore la nostra Sezione. Anche di questo non si è tenuto conto a San Gallo.

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Il Touring consiglia

Pedaggi via… carta di credito

direttamente senza supplementi ed al cambio del giorno. Si evita di dover pagare supplementi di cambio, alle volte anche esosi, acquistando le «Via Card» o «Carte a scalare» del valore di € 25 e € 50 in Svizzera e si evitano difficoltà che possono sopraggiungere nel caso la «Via Card» non copra interamente l’ammontare del pedaggio, incorrendo alle volte nel mancato pagamento parziale del pedaggio dovuto. In più, se la «Via Card» si smagnetizza, non è possibile chiedere il rimborso o la sostituzione al casello o presso il rivenditore, ma si deve procedere con una richiesta scritta alla Direzione delle Autostrade.

Un corso per anziani

Per il pagamento del pedaggio autostradale in Italia, molti automobilisti svizzeri sono reticenti ad usare la propria carta di credito. Ma non c’è motivo d’aver paura.

› Il timore che la carta non venga restituita dall’apparecchio gioca da deterrente. Niente di più errato. La sorveglianza in atto su ogni pista dei caselli italiani, garantisce

l’immediata restituzione da parte degli operatori nel caso d’inceppamento. Salvo per chi è equipaggiato del sistema «Telepass», gli automobilisti hanno diversi ed economici vantaggi pagando con la carta di credito. Innanzitutto il minor tempo d’attesa rispetto al pagamento in contanti. Sono accettate le più conosciute carte di credito in circolazione e l’addebito avviene

Il Gruppo TCS Bellinzona, Valli e Moesano offre ai primi venti soci del Gruppo che si annunceranno (nati nel 1949 e prima) un corso di guida per la terza età al prezzo di Fr. 20 al posto dei normali Fr. 100 (pranzo compreso). Il corso si terrà martedì 15 settembre o martedì 22 settembre sulla pista del Centro TCS di Rivera. Iscrizioni entro il 24 agosto. Per informazioni: tel. 079 862 68 08, e-mail: manifestazioni.tcs@bluewin.ch.


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il punto | touring 12 | 9 luglio 2009

Panoramica prezzi e prestazioni TCS Affiliazione www.tcs.ch Motorizzati (automobilisti e a seconda della motociclisti) Sezione e pro rata Tessera partner/giovani Fr. 44.– Non motorizzati Fr. 32.– Cooldown Club membercard Fr. 66.– Ciclisti (con Velo Assistance e RC) Fr. 37.– Juniores (con Velo Assistance e RC) a seconda della Sezione Quota per socio campeggiatore TCS (solo se già socio motorizzato o non motorizzato) Fr. 55.–* * camping club AG: + Fr. 7.–; ZH: + Fr. 5.–

ald

ETI TCS www.eti.ch Europa motorizzato «Famiglia» Fr. 103.– Europa motorizzato «Individuale» Fr. 75.– Europa non motorizzato «Famiglia» Fr. 77.– Europa non motorizzato «Individuale» Fr. 65.– Estensione Mondo «Famiglia» Fr. 88.– Estensione Mondo «Individuale» Fr. 70.– Spese di cura Europa Fr. 32.– Spese di cura Mondo Fr. 45.–

Per sopravvivere i costruttori d’auto sono costretti a confrontarsi con profondi cambiamenti.

Card Assistance www.cardassistance.tcs.ch per tutta la famiglia Fr. 28.– 20% di sconto per i titolari del Libretto ETI

Come l’auto saprà uscire dalla crisi

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Quando una crisi economica colpisce con tanta durezza, non è senza cicatrici che un’industria ne esce, tanto più quella dell’automobile le cui strutture produttive sono pesanti e il cui sviluppo di nuovi prodotti richiede importi considerevoli. Negli anni Ottanta, ingrandirsi era l’obiettivo. I grandi, i forti, coloro ai quali nulla sembrava dovesse succedere, non smettevano più di acquisire i marchi più piccoli e prestigiosi, per ingrandirsi e per soddisfare la propria immagine. La concentrazione era di moda, di pari passo con la diversificazione e il lancio di nuovi marchi. Oggi, la crisi si aggiunge all’evoluzione dei costumi e dei comportamenti, bisogna separarsi sia dai pezzi malconci sia dai gioielli di famiglia per tornare a concentrarsi sull’attività di base, con il rischio di morire se l’azione di risanamento tarda. È il rischio con il quale hanno troppo a lungo flirtato i costruttori americani. Il loro conservatorismo, aggiunto al loro desiderio di grandezza, li ha condotti ad accumulare perdite fino a dover ricorrere ai prestiti dello Stato e, ad eccezione di Ford, a dichiarare fallimento. L’industria automobilistica ha comunque ancora belle giornate di fronte a sé. Sprofondata spesso nell’immobilismo, a volte non è riuscita a rimettersi in questione. Ma ha pure dimostrato la sua capacità di adattamento, il suo spirito innovativo, la sua volontà di creatività, il suo interesse per le nuove tecnologie. D’altronde, i mercati emergenti, che giustamente aspirano alla

mobilità individuale, e i mercati alternativi più convenienti sono lo sbocco del suo sviluppo futuro. Ma il rinnovamento passerà inevitabilmente attraverso una drastica ristrutturazione. Essa dovrà ridimensionare i suoi strumenti di produzione e separarsi da quelli meno efficienti. Risanare i suoi magazzini. Trovare soluzioni ai licenziamenti. Ripensare la taglia dei suoi prodotti a larga diffusione. Pensare rapidamente all’introduzione, a prezzi abbordabili, di propulsori più economici e più efficienti ricorrendo alle tecnologie ibride, al gas, all’elettricità, ai biocarburanti e, successivamente, alla pila a combustibile. Senza tuttavia omettere il perfezionamento del motore tradizionale a combustione interna sul quale poggia ancora la produzione di massa. Per uscire rapidamente dalla crisi, l’industria dell’auto dovrà produrre veicoli pratici, comodi, efficaci e duraturi, i cui prezzi di vendita saranno alla portata di budget forzatamente penalizzati da entrate più modeste. Essa avrà il compito di adeguare i suoi canali di distribuzione e di ristrutturare le condizioni di vendita in vista di porre rimedio alla volatilità degli istituti di credito. E dovrà, infine, uscire imperativamente dai risultati negativi e, dunque, non dovrà mai smettere di razionalizzare, per liberarsi prima possibile dagli aiuti di Stato. È il prezzo della sopravvivenza.

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Carta Aziendale TCS www.tcs.ch/azienda Per veicoli aziendali Soccorso stradale da Fr. 134.– Protezione giuridica di circolazione da Fr. 111.– ASSISTA www.assista.ch Assicurazione protezione giuridica Circolazione Famiglia Fr. 96.– Individuale Fr. 66.– Privata Famiglia Fr. 215.– Individuale Fr. 192.– Immobili Fr. 95.– Auto TCS www.autotcs.ch Responsabilità civile, casco parziale, casco collisione, capitale incidente, protezione del bonus, danni di parcheggio su richiesta Assicurazioni due ruote www.assicurazionitcs.ch Velo-Assistance. Con contrassegno per la bici, protezione giuridica, assistenza e copertura casco fino a Fr. 2000.– Fr. 25.–* copertura casco fino a Fr. 5000.– Fr. 80.–* Contrassegno responsabilità civile (RC) bici Fr 6.50* Moto-Assistance (soccorso stradale e assistenza) Fr. 41.–* Ai motociclisti in Svizzera e all’estero * prezzi soci TCS Carta di credito TCS drive TCS MasterCard drive Carta partner TCS-American Express drive Gold Carta partner

Fr. Fr. Fr. Fr.

50.– 20.– 100.– 50.–

Infotech www.infotechtcs.ch Il TCS sottopone a test veicoli ed accessori e mette a disposizione dei soci del club informazioni raccolte e redatte in modo competente e neutrale. Test&Training www.test-et-trainingtcs.ch Sconti sui prezzi dei corsi di perfezionamento di guida nei centri di Lignières, Plantin, Betzholz, Stockental e Emmen (da giugno 2009). Formazione in due fasi www2fasi.tcs.ch corsi obbligatori per la licenza di condurre definitiva.

Claude F. Sage è presidente di Honda Svizzera e presidente onorario del Salone di Ginevra.

Viaggi TCS www.viaggi-tcs.ch Per ogni viaggio un consiglio personalizzato nelle agenzie di Viaggi TCS (tel. 0844 888 333)

L’opinione degli autori invitati su questa pagina è indipendente da quella della redazione di «Touring».

Per ottenere ulteriori informazioni sulle prestazioni del TCS e sui numerosi vantaggi offerti ai soci tel. 0844 888 111 o www.tcs.ch


9 luglio 2009 | touring 12 | la pagina dei lettori

Forum

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Il concorso terno… Sono socio del TCS da trenta e passa anni, ma sto seriamente pensando di dare la disdetta… Bruno Codiglia, Taverne Più controlli in autostrada

Si parla spesso di prevenzione degli incidenti, di «guida difensiva» ecc. Come mai allora sull’autostrada nessuno controlla chi circola perennemente sulla corsia centrale, obbligando chi vuole sorpassare a spostamenti inutili e pericolosi? Vicissitudini di un motociclista

P. Jelmini, Lurengo

Forum, «Touring» 11/2009

Vorrei confermare ciò che ha scritto Beat Zimmermann su «Forum». Ho provato sulla mia pelle la «poca attenzione» di una donna automobilista che si immetteva su una strada principale e trafficata con «non chalance». Risultato per me: un intervento chirurgico e, da un anno, problematiche legate al posto di lavoro. Ad ogni buon conto non bisogna confondere «l’imbranatezza» della guida con la prudenza! È ciò che ho constatato in oltre trenta anni che ho la patente per auto e ogni tipologia di moto e altri mezzi vari! E non ho mai causato un incidente! Con nessuno dei mezzi da me guiDaniele Bovino (@) dati.

Padroni di animali responsabili «Touring» 11/2009

Il «triste gioco» dei gatti abbandonati si ripete purtroppo nel corso di tutto l’anno. E non solo a causa della natura nomade di questi felini, ma pure per la scarso senso di responsabilità dei loro padroni. Il mio gatto ha un microchip e, siccome gira libero tutto il giorno, è pure vaccinato contro i parassiti. In tal modo mi può accompagnare anche durante i viaggi all’estero nei paesi vicini. Se, però, un giorno dovesse scappare dal balcone sarebbe davvero un caso che qualcuno controlli che abbia un microchip. Salvo naturalmente un veterinario.

Lettore DVD portatile Qonix con USB Il lettore DVD portatile è l’ideale accompagnatore di viaggio con qualsiasi mezzo di trasporto: in aereo, nave, treno o auto. Questo apparecchio Qonix, del valore di 179 franchi, può essere riposto in qualsiasi borsa da viaggio e messo in funzione in ogni momento. Possiede un’entrata USB e SD Card e uno schermo da 9 pollici LCD che può sopporta i formati 4:3 e 16:9. Compresi nel premio sono anche l’adattatore AC/DC, il cavo 12V, un set di cuffie, il telecomando e la custodia di protezione.

Stephanie Kaufmann, Winterthur Con grande rammarico «Touring» 11/2009

Sponsor del premio: Swissbrain GmbH, www.shopdirekt.ch foto photopool, mw

Ho letto con grande rammarico che l’assemblea dei delegati che si è svolta a San Gallo ha estromesso dal Consiglio d’amministrazione il ticinese Giorgio Carlo Bernasconi. Oggi, in pratica, abbiamo un Consiglio d’amministrazione composto di soli svizzeri tedeschi, la maggioranza. Come si evince anche per l’elezione del successore di Couchepin si fa largo la volontà di nominare uno svizzero tedesco al suo posto. Oggi la maggioranza (svizzero tedesca) non tiene piú in conto le minoranze, ciò che porterà al disfacimento della Svizzera. Abbiamo già chi all’estero vorrebbe la spartizione della Paese e se diamo una mano anche dall’in-

Per questa rubrica valgono alcune regole: più breve è la lettera, maggiore è la probabilità che venga pubblicata; la redazione si riserva di apportare eventuali tagli e non tiene corrispondenza. È possibile inviare le lettere per e-mail: touring@tcs.ch. Le lettere dei lettori vengono pubblicate anche nell’edizione online di «Touring» (www.touring.ch).

I vincitori dei sorteggi: «Touring» 9, 22.05.2009, Festival Jazz a Davos Massimo Pelli, Vacallo; Daniel Luzieux, Delémont; Norbert Carrel, Corgémont; Hansruedi e Monika Trachsel, Schöfflisdorf; Karin Zurfluh, Witterswil; Gerhard e Helene Baumeler, Grosswangen. «Touring 10, 11.6.2009, Trucker & Country-Festival a Interlaken Heinz Stalder, Kleindöttingen. tg

Impressum touring Giornale del Touring Club Svizzero (TCS). Redazione: Felix Maurhofer (fm, caporedattore); vice caporedattore: Heinz W. Müller (hwm); vice caporedattore: Marc-Olivier Herren (MOH); Christian Bützberger (Bü), Antonio Campagnuolo (ac), Pascale Marder (pam), Jacques-Olivier Pidoux (jop), Peter Widmer (wi). Art Director/Fotografie: Martin Lobsiger (mlo). Grafica: Andreas Waber (caposervizio), Stephan Kneubühl, Mathias Wyssenbach. Assistenti di redazione: Michela Ferrari (i), Sylvie Fallot (f), Sabine Rothacher (t), Irene Mikovcic-Christen (assistente caporedattore). Corrispondenza: Redazione Touring, Maulbeerstrasse 10, 3001 Berna, tel. 031 380 50 00, fax 031 380 50 06. E-mail: touring@tcs.ch. Editore: Touring Club Svizzero, cp 820, 1214 Vernier (GE). Tiratura: edizione italiana: 96 028, totale: 1 355 061. Editoria/marketing: Reto Kammermann (responsabile), Gabriela Amgarten. Pubblicità: Publicitas Publimag SA, Seilerstrasse 8, 3011 Berna, tel. 031 387 21 16, fax 031 387 21 00. Produzione: St. Galler Tagblatt SA, Basler Zeitung SA, CIE Centre d’impression Edipresse Lausanne S.A. Cambiamenti d’indirizzo: per iscritto, indicando il numero di socio, alla Sede centrale del TCS, cp 820, 1214 Vernier, tel. 022 417 24 40, fax 022 417 28 66, e-mail: service@tcs.ch o all’agenzia TCS (tel. 0844 888 111, fax 0844 888 112). Abbonamento: compreso nella quota sociale annua. «Touring» è pubblicato 20 volte l’anno. Si declina ogni responsabilità per manoscritti e altri lavori non richiesti.

Le domande: 1. Come viene denominato da Suzuki il color «rosa maialino» dell’Alto? 2. Quale festival si svolge a Gstaad dal 17 luglio al 5 settembre? 3. In quale località romanda si trova la ditta Assistauto SA? Si possono fornire le risposte per posta (unicamente su cartolina postale), tramite SMS, email o www.touring.ch, indicando le generalità. Concorso 10/09: l’orologio Certina è stato vinto da Claudio Jellici di Thun. Condizioni di partecipazione: il concorso di «Touring» è aperto a tutti, ad eccezione dei collaboratori del TCS e dei loro famigliari. I vincitori saranno estratti a sorte e avvertiti per iscritto. I premi non possono essere sostituiti da una somma di denaro equivalente. Non viene tenuta alcuna corrispondenza. Non sarà possibile ricorrere alle vie legali.

Redazione Touring, concorso per i lettori, casella postale, 3024 Berna; SMS al numero 9988 (1 fr./SMS) scrivendo «Touring» e le tre risposte; touring@tcs.ch (intestazione: concorso) Termine d’invio: 5 agosto 2009


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l’incontro | touring 12 | 9 luglio 2009

Cantare l’Alleluia nella tenda del circo

so. Poi lui mi abbraccia e io dico «Inschallah, Alleluia!». Mi rivolgo dunque alle persone usando il loro linguaggio spirituale. Non voglio convertire nessuno, lascio vivere tutti secondo le proprie convinzioni. Penso, però, che alla fine ci ritroveremo tutti nello stesso posto…

Con le sue prediche riempie le tende del circo, suona il clarinetto nella banda del paese e va dai suoi «fedeli clienti» a bordo di un camper: il parroco circense Ernst Heller.

Ci sono differenze tra i fedeli sedentari e quelli sempre in viaggio?

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Lei stesso si definisce il «clown di Dio». Che cosa intende dire?

Ernst Heller: Da piccolo volevo diventare un pagliaccio, ma il mio sogno è stato infranto dal veto di mio padre che lo riteneva un mestiere che non dà da vivere. Attraverso la mia orchestrina «Heu-obe-n-abe» ho, però, indossato subito i panni dell’intrattenitore. Mi piace anche raccontare barzellette – e non proprio così male – perché faccio ride-

re. Ci tengo proprio ad aiutare la gente a sentirsi bene. È per questo che calza a pennello il paragone con il clown, che osserva le persone e riesce a far uscire il bambino che è in loro. Come fa ad incontrare al circo, tra giostre e bancarelle, le diverse culture e religioni?

Un musulmano lo saluto, ad esempio, con i primi versi del Corano, il suo libro religio-

Nelle mie messe ecumeniche in una tenda da circo vengono anche coloro che si sono stancati della chiesa convenzionale. Faccio funzioni religiose vive, che invogliano la gente a partecipare. È noto il problema dei banchi vuoti la domenica. Cosa sbagliano i suoi colleghi?

Al giorno d’oggi, la gente è molto impegnata col lavoro e invece di sedersi in una chiesa la domenica preferisce rilassarsi. Gli orari del tempo libero dei giovani sono cambiati drasticamente, escono alle 23 e spesso rincasano il mattino successivo. Dunque la messa dovrebbe aver luogo la sera. È richiesta una maggiore flessibilità di orario. Inoltre, i parroci dovrebbero integrare i testi sacri con la musica dei giovani e lasciare loro addirittura la scelta dei passi della Bibbia da leggere. All’inizio, quando ero un giovane parroco, anch’io ho dovuto affrontare il problema dei banchi vuoti. Ma poi ho sostenuto i giovani con talento, li ho mobilitati per creare un coro di gospel diretto dal migliore di loro. Sono andato in pellegrinaggio con i giovani a Taizé in Borgogna, la culla dell’ecumenismo. Tutti seduti per terra, pregavano e festeggiavano… io non dovevo fare più nulla! Nelle mie prediche cerco anche di creare dei collegamenti con l’attualità: nella mano destra il giornale, nella sinistra la Bibbia. Ho predicato ciò che in quel momento occupava la mente e il cuore della gente. Il mio obiettivo è far sì che i fedeli si sentano ispirati da almeno una frase della predica. Viaggia regolarmente a bordo di un camper nelle fiere e nei circhi. Cosa significa per lei la casa mobile?

Il camper è il mio luogo di ritiro, ma allo stesso tempo il mio ostello, dove posso anche tenere colloqui confidenziali e in tutta calma. Con il camper sono flessibile e indipendente. Non voglio più perdere questa liIntervista: Peter Widmer bertà.

Mathias Wyssenbach

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In tutti i circhi e in tutte le fiere un ospite benvenuto: Don Ernst Heller.

In pillole Ernst Heller (62) è cresciuto a Lucerna. Studia per diventare insegnante di religione, poi dirige una «Casa del giovane», quindi studia teologia e diventa prete. Nel 1985 diviene delegato per professioni clericali della Diocesi di Basilea in servizio pastorale per i giovani. Dal 1999 è il primo parroco cattolico per circhi, fiere e giostre. Abita a Kriens.


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