La festa di primavera

Illustrazioni di Toni Galmés
Traduzione di Luigi Cojazzi





La primavera aveva fatto ritorno a Rocca Deliziosa, ricoprendo di fiori la radura dei Pellegrini. Le notti erano ancora fresche ma il tepore del sole cresceva

di giorno in giorno, mentre capinere, fringuelli e verdoni erano tornati nella valle.
A casa dei Mirtillo, nella Grande Quercia, la primavera non significava solo l’arrivo del bel tempo, ma anche l’avvicinarsi della festa più attesa dell’anno: il compleanno dei tre gemelli.
“Manca solo una settimana!” disse Tom, salendo su una sedia per cerchiare in rosso sul calendario il sabato successivo.
“Solo una settimana!” esclamò la mamma, pensando al regalo che stava preparando in segreto per i suoi cuccioli.
Lena, intenta a leggere il suo libro di fiabe, alzò lo sguardo dalle bellissime illustrazioni.
“Adoro che il nostro compleanno sia in primavera”, sospirò felice. “Mamma, organizziamo una merenda all’aperto? Potremmo mettere la tavola in mezzo all’erba e decorarla con vasetti di fiori. Proprio come nelle feste delle fate del mio libro.”

Mirna sorrise.
“Ottima idea. Il prato è così bello che sarebbe un peccato non goderselo!”
Felice, Lena prese il calendario e tracciò un cerchio verde attorno a quello rosso.
“E papà preparerà la Torta Speciale dei Mirtillo?” chiese Tom speranzoso.


“Ma certo!” rispose Sam Mirtillo, che proprio in quel momento stava scendendo dalla soffitta dove scriveva i suoi articoli per il giornale. “Non sapevo se la volevate anche quest’anno.”
“La vogliamo eccome!” gridarono i tre in coro. Quella torta con cioccolato e pan di Spagna alle
mandorle era una tradizione di famiglia a cui non intendevano rinunciare. Era il dolce più buono della valle! E non erano gli unici a pensarla così.
“Benissimo”, disse Sam. “Allora devo cominciare a pensare alla spesa. Quanti saremo?”
Oli sparpagliò sul tavolo gli inviti che aveva finito di colorare. Su ognuno compariva il nome di un amico circondato da una nuvola di brillantini. Li indicò uno per uno, contando.
“Iris e Alex. Sara. Dante, Leo e Simone. Nora e Tina. Gabri e Bruno. Vera e Paolo. In tutto... dodici invitati.”
Sam iniziò a fare i conti.
“Dodici invitati più voi tre fanno quindici.
Con la mamma e me, diciassette. E magari verrà anche Mattia. Dici che Erika e Benni potrebbero passare?”
“È possibile, visto che vivono qui accanto...” rispose Mirna, frugando nei mobili della cucina alla

ricerca dell’occorrente per la festa. “Abbiamo tovaglie di carta, bicchieri, piatti e posate per tutti. Ma forse ci servono altri tovaglioli.”
“Io devo comprare farina, uova e mandorle”, mormorò Sam, annotando gli ingredienti sul taccuino che portava sempre con sé. “E poi olio, limoni, latte, lamponi, semi, uvetta, cioccolato di carrube…”
“E popcorn!” esclamò Oli entusiasta.
“Popcorn?” fece Lena perplessa.
“Sì!” ribatté la sorella. “Come a quel compleanno a Pietre Bianche, vi ricordate? Giocavamo a tirarli in aria e prenderli al volo con la bocca. Era divertentissimo.”
“Ma eravamo piccoli!” protestò Tom, mentre anche Lena storceva il naso. “Quest’anno dobbiamo pensare a qualcosa di meglio.”
“Qualcosa di meglio?” chiese Oli. “Tipo cosa?”
“Non lo so, ma qualcosa mi verrà in mente... Qualcosa di emozionante.”
“Una festa di fate e folletti!” propose Lena con aria sognante.
“Le fate di sicuro adorano i popcorn”, sussurrò Oli, così piano che la sentì solo Orecchiotta. Poi prese il calendario e disegnò un cerchio celeste attorno a quelli rosso e verde dei fratelli.
Lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì…
La settimana volò. Gli inviti furono consegnati e tutti gli amici confermarono la loro presenza alla merenda. Sam andò al mulino dei Buonamollica per comprare farina, mandorle e lievito, e camminò a lungo per procurarsi altri ingredienti di prima qualità. Mirna, da parte sua, era impegnatissima. Si recava a fare misteriosi acquisti all’emporio Accetta d’Argento e ad altre botteghe della valle. Poi, appena poteva, si rifugiava nel suo laboratorio di falegnameria, al piano terra della Grande Quercia, dove lavorava a qualcosa di molto segreto. Di fronte a tutti quei preparativi, l’e -
mozione dei tre fratelli non faceva che crescere di giorno in giorno.
“Hai già pensato a qualcosa di emozionante per il nostro compleanno?” chiese Oli a Tom venerdì sera.
“Non ancora, ma qualcosa mi verrà in mente”, rispose lui. “Qualcosa di fantastico, vedrai”.