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S O M M A RIO 4 la vetrina di comunicando 7 speciale 9 etichette 12 packaging 14 approfondimento 16 16 grandi interviste 20 ipse dixit 24 comunicando presenta 26 28 io lo farei così 30 marketing 33 lecture... 36 news 38 comunicare il vino 42 naming 44 marketing dei sensi 46 editoriale

In alto i calici di Susanna Bonati Creatività & Web-to-Print Carte e materiali per etichette a cura della redazione Storie on a bottle di Cecilia Cantadore Wine & spirits si presentano di Cecilia Cantadore Una bellezza che fa scintille Comunicando emozioni... Alessia Antinori di Giannina Airaghi Don’t worry, be brand di Elio Carmi FE Group, un viaggio insieme Pasubio “accende” le tue idee Il tè Twinings in passerella di Sabrina Mitello Progettare strategie di Alessandra Colucci La visione dell’insieme di Antonio Provenzano Novità, applicazioni & tendenze dal mondo della comunicazione I sensi comunicano il vino di Luca Maroni Facciamo un brindisi di Béatrice Ferrari Il vino si racconta attraverso emozioni e sensi di Alessandro Miani

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Siamo un gruppo che offre soluzioni produttive frutto della sinergia di strategia, creativitĂ  e messa in opera. Il nostro modello di business completo e versatile, l'approccio ambizioso e la nostra solida reputazione sono garanzia di risultati e successo. Pasolini Luigi Spa - Via G. Di Vittorio 12 25030 Castel Mella (Brescia) Tel +39 030 2583122 - Fax +39 030 2780581 - www.pasolini.it


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di susanna bonati susanna.bonati@sunnycom.it

In alto

i CALICI

Sì, sì. Alziamoli questi calici, proprio nel mese dedicato alla celebrazione del vino e alla sua degustazione. Troviamo ancora e sempre un valido motivo per festeggiare e per brindare alla vita. Perché ne vale sempre la pena. Siamo scampati ai maya, siamo sopravvissuti a inattese dimissioni di un paio, ce l’abbiamo fatta ad accoglierne (alleluja!) un altro, non abbiamo ceduto a soccombere neppure sotto italiche elezioni che avrebbero messo a dura prova anche gli stomaci più forti e temprati. Siamo ancora qui, nonostante tutto; e se ci è dato di essere, innalziamo i calici. C’è davvero molto da festeggiare. Per quanto ci riguarda, non facendoci mai mancare occasione per improvvisare qualche piacevole condivisione conviviale, brindiamo a noi. Ce lo permettete? Perché in pieno e dichiaratissimo periodo di crisi abbiamo rivisitato e rilanciato una nuova testata (VISION, la nostra sorella dedicata alla comunicazione visiva per il retail, il punto vendita e l’outdoor, vision.sunnycom.it) e stiamo mettendo mano anche alla nostra amata Comunicando. Sì, sì, capite bene; stiamo di nuovo crescendo e, si sa, crescere comporta dei cambiamenti, fisici, mentali, di approccio alla vita, psicologici. Ve lo annuncio, con immensa gioia; in questo numero, nel sottotitolo della testata, vedete per la prima volta dopo anni capeggiare il nuovo claim “brand experience, attraverso il packaging, il design, il visualizing”. Sì, Comunicando ha deciso di mettersi l’abito della taglia perfetta, fatto da mani sartoriali esattamente su misura. E che abito ragazzi! Vi abbiamo mai deluso? Avete presente quando arrivano i momenti giusti nell’evoluzione, quando ogni passo fatto prima acquista tutto il suo senso e il senso stesso si rivela chiaro come non mai? Siamo esattamente in quel momento; ci troviamo esattamente nel punto in cui dovremmo essere. E il brand con noi! Tutto parte e arriva al brand, i brand ci leggono, il brand è ciò a cui la comunicazione serve; di brand, quindi, andremo a definirci. Entrando ancora più in sintonia con il mondo dell’industria, delle corporate, di coloro che comprano e decidono della comunicazione. Il packaging, il design e il visualizing? La fanno da padroni, ovviamente! Con tutte le implicazioni e i mondi che significano. E noi ci siamo. Siamo lì. In quel momento giusto. In questo momento giusto. Ancora una volta a procedere nel nostro percorso di mutamento che chissà dove ci porterà... Per il momento, in alto i calici. A voi!

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inserzionisti Arconvert. . . . . . . . . . . . . . . . pag. 5 Arjowiggins . . . . . . . . . . . . . . IV cover Centro Stampa Digitalprint. . . pag. 41 Db Ingegneria dell’immagine . pag. 1 Depositphotos. . . . . . . . . . . . pag. 8

Applicazioni, idee, prodotti e tendenze per la comunicazione comunicando.sunnycom.it Registrazione Tribunale di Milano n° 407 del 28-05-99 Anno XIV - n° 3 aprile 2013 DIRETTORE RESPONSABILE E CREATIVO: SUSANNA BONATI // susanna.bonati@sunnycom.it RESPONSABILE MARKETING E COMUNICAZIONE: EDOARDO DECIO // edoardo.decio@sunnycom.it REDAZIONE: CECILIA CANTADORE // cecilia.cantadore@sunnycom.it ALEXIA RIZZI // alexia.rizzi@sunnycom.it DARIO ZOCCO RAMAZZO // dario.zocco@sunnycom.it GIANNINA AIRAGHI // giannina.airaghi@sunnycom.it

Formeidee . . . . . . . . . . . . . . . pag. 39

IMPAGINAZIONE E COPERTINA: STEFANIA MORUZZI // stefania.moruzzi@sunnycom.it

Fotolia . . . . . . . . . . . . . . . . . . III cover

PUBBLICITÀ: DEBORAH FERRARI, MARCO MARCUCCIO advertising@sunnycom.it

Grafical . . . . . . . . . . . . . . . . . II cover

UFFICIO TRAFFICO: MANUELA SPATOLA // advertising@sunnycom.it

Lav . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . pag. 48

HANNO COLLABORATO PER QUESTO NUMERO: SUSANNA BONATI, ALESSANDRA COLUCCI, BÉATRICE FERRARI, ALESSANDRO MIANI, FABIO PAVANINI, ANTONIO PROVENZANO ___________________________________

Pasolini Luigi . . . . . . . . . . . . . pag. 3 Photo Stylist . . . . . . . . . . . . . pag. 45 Sunnycom Publishing . . . . . . pag. 32,43 Visual Display . . . . . . . . . . . . pag. 17,19

Tutti i diritti sono riservati. Notizie e articoli possono essere riprodotti solo con l’autorizzazione dell’Editore e in ogni caso citando la fonte. Manoscritti, disegni, foto e altri materiali inviati in redazione, anche se non pubblicati, non verranno, in nessun caso, restituiti. In particolare l’invio di articoli implica, da parte dell’autore, l’accettazione (in caso di pubblicazione) di un compenso puramente simbolico stabilito dall’Editore, salvo accordi preventivi sottoscritti e comunicati a mezzo R.R. Gli articoli firmati impegnano esclusivamente gli autori. Dati, caratteristiche e marchi sono generalmente indicati dalle Case Fornitrici (rispettivi proprietari); non sono comunque tassativi e possono essere soggetti a rettifiche in qualunque momento. Informativa ai sensi dell’art. 13, d. lgs 196/2003. I dati sono trattati, con modalità anche informatiche, per l’invio della rivista e per svolgere le attività a ciò connesse. Titolare del trattamento è: Sunnycom Publishing srl - Via Stromboli 18 - 20144 Milano (MI). Le categorie di soggetti incaricati del trattamento dei dati per le finalità suddette sono gli addetti alla registrazione, modifica, elaborazione dati e loro stampa, al confezionamento e spedizione delle riviste, al call center, alla gestione amministrativa e contabile. Ai sensi dell’art. 7, d. lgs 196/2003 è possibile esercitare i relativi diritti fra cui consultare, modificare, aggiornare o cancellare i dati, nonché richiedere elenco completo ed aggiornato dei responsabili, rivolgendosi al titolare al succitato indirizzo. Spedizione in Abbonamento a titolo oneroso: il ricevimento di questa rivista avviene a titolo oneroso secondo il tipo di abbonamento sottoscritto o tacitamente accettato. Chiunque desiderasse sospendere tale abbonamento ne avrà piena facoltà, senza alcun costo e basterà darne comunicazione scritta all’Ufficio Abbonamenti.

Stampa: Copertina: Grafical - Marano di Valpolicella (VR) - Tel +39 045 7704444 Interno: Graphicscalve - Vilminore di Scalve (BG) - Tel +39 0346 580111 Tiratura: 8.000 copie Abbonamenti e diffusione Mensile 8 numeri all’anno. L’abbonamento decorre dal primo numero raggiungibile. Una copia: euro 5,00 - Arretrati euro 10,00 Abbonamento 8 numeri: Italia euro 40,00; Estero euro 80,00 Ufficio abbonamenti: tel. +39-02.48.51.62.07 e-mail: abbonamenti@sunnycom.it I pagamenti possono essere effettuati: - on-line con carta di credito su http://abbonamenti.sunnycom.it - c/c postale n. 31993207 sunnycom publishing srl - Iscrizione al Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC) n° 14289 del 15/07/2005 - Poste Italiane s.p.a. - Sped. Posta Target Magazine (SMA autorizzazione LO/CONV/037/2010) CMP di Milano-Roserio - Contiene I.P. - In caso di mancato recapito inviare al CMP di Milano-Roserio per la restituzione al mitt. previo pagamento dei resi sunnycom publishing srl direzione, redazione e amministrazione: via stromboli, 18 - 20144 milano tel. +39 02 48516207 fax +39 02 43400509 Associato a:

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di Fabio Pavanini | vanalon@tiscali.it


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PECIAL

materiali

a cura della redazione

Carte e materiali per ETICHETTE

Forse non tutti sanno che il mondo del vino ha delle regole ben precise che sottendono alla scelta dei materiali che andranno a rappresentare le etichette delle bottiglie. Sono tanti i fattori da tener presente. Se il vino è di quelli da servire freschi, andrà conservato in frigo o in freezer e la sua etichetta dovrà avere proprietà speciali. Bisognerà utilizzare carte dotate di eccellente resistenza all’umidità, trattate con procedimenti antimuffa e antispappolo. La resistenza all’umido (wet strenght) è fondamentale per tutti quei vini che vengono quindi in contatto con una condensa che potrebbe danneggiare la carta dell’etichetta. Se il vino sarà conservato a lungo in cantina, dovrà avere un’etichetta che resista negli anni, colorata e birllante. Non è certo bello vedere il proprio marchio sbiadito, con la stampa rovinata o con l’etichetta posizionata male. Se vogliamo che la nostra bottiglia spicchi a scaffale, dobbiamo scegliere una carta capace di accogliere lavorazioni speciali e nobilitazioni... Ecco come rispondono le cartiere! aprile 2013

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SPECIAL

materiali

Bindakote e ARALDA le soluzioni Favini Autoadesiva o acqua e colla? La prima si ottiene da un materiale autoadesivo attraverso le operazioni di stampa, fustellatura e sfridatura. È costituita da un frontale e da uno strato di adesivo, e viene fornita su un supporto siliconato. L’etichetta “acqua e colla”, invece, è realizzata e stampata in carta, scelta specificatamente a seconda degli impieghi, ed è resa adesiva attraverso lo spruzzamento di colla sciolta. Quest’ultima è di gran lunga la più utilizzata nel mondo del vino.

Entrambe le gamme sono soluzioni di qualità, rispondono all’asciugatura dell’inchiostro di stampa con un tempo rapidissimo, sono resistenti all’umidità e sono caratterizzate da proprietà anti spappolo. Bindakote è la storica gamma di carte e cartoncini mono e bipatinate cast coated, caratterizzata da superfici lucide a specchio, eccellenti proprietà di rigidità e volume, resa cromatica superiore e ottime qualità di asciugatura. Disponibile in un vasto range di grammature, a partire da 80 g/m2 fino a 480 g/m2 e in un ampio assortimento di colori, risponde ai più alti standard di qualità. Le grammature più leggere, inoltre, sono ideali per etichette. Aralda è l’elegante gamma di carte e cartoncini dalla tonalità avoriate. La superficie è delicatamente lisciata, piacevole al tatto grazie all’effetto matt naturale. Per le applicazioni speciali, quali etichette, Aralda è disponibile vergata Label WS Laid e liscia Label WS Vellum, con caratteristiche anti spappolo e resistente all’umidità.

www.favini.com

Pordenone VERGATO WS è la proposta di Gruppo Cordenons Si tratta di un supporto vergato con cilindro ballerino dalla tinta lievemente avoriata, che presenta una buona resistenza all’umido e trattamento antimuffa. Studiata appositamente per l’etichettatura di bottiglie, Pordenone Vergato WS di Gruppo Cordenons è una carta realizzata con fibre di pura cellulosa vergine ECF (Elementary Chlorine Free) provenienti da piantagioni “correttamente gestite”. Il suo aspetto fine e raffinato si coniuga con l’alta stampabilità: questa carta è, infatti, compatibile con tutte le principali tecniche di stampa e lavorazioni, è disponibile nei colori bianco e avorio nella grammatura di 85 g/m2.

www.gruppocordenons.com

10 aprile 2013


SPECIALE

Etichette che raccontano UNA STORIA In un’etichetta, spesso, si racchiude la storia di un vino, di un nome, di un’azienda. L’etichetta “parla” agli osservatori e anche agli intenditori. La gamma Creative Labels di Arjowiggins Creative Papers coniuga creatività e competenza tecnica, per etichette di alta qualità che assicurano un tocco distintivo ai progetti che le sfoggeranno! Proposta in un’ampia varietà di texture, effetti e colori, questa gamma va dalle carte classiche fino a quelle più contemporanee, aprendo nuove prospettive creative per il mercato dei vini, dello champagne, degli alcolici e delle specialità gastronomiche. Queste carte sono tutte certificate FSC e si presentano in 18 articoli in fogli (alle finiture Liscio, Vergato, Linen, Martellato e Millésime si aggiungono quelle del Liscio Metallizzato, Shetland, Tweed e Liscio 100% Riciclato) e 12 articoli in bobine autoadesive, per adattarsi a ogni esigenza.

materiali

www.arjowigginscreativepapers.com

Il materiale più strano

L’emozione IMPRESSA nel tempo Decorazione e nobilitazione attraverso le tecnologie di stampa a caldo sono un must nelle etichette pregiate. Luxoro, distributore esclusivo per l’Italia del Gruppo Kurz, ha sviluppato una nuova etichetta: Bollicine. La scelta grafica è pulita ed elegante, proprio come le bollicine effervescenti che si rincorrono nella flûte. L’obiettivo era esaltare con forme semplici e uniche la stupenda resa combinata di foglie a caldo, olografiche, a freddo e l’insieme di rilievi e incisioni.

www.luxoro.it

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Curiosando tre bottiglie e vini, abbiamo scoperto che le etichette non sono solo in carta e in materiali autadesivi. Ci siamo imbattuti anche nelle etichette in ceramica! In questo modo si coniugano due eccellenze italiane: l’enologia e l’arte. La bottiglia perde il significato di semplice contenitore e diventa un pezzo di artigianato, da collezione.


labels

e t i chette

di cecilia cantadore | cecilia.cantadore@sunnycom.it

Storie on a

BOTTLE

In pochi centimetri quadrati l’etichetta riesce a comunicarci le caratteristiche di un vino e a raccontarci la sua storia.

L’etichetta per il vino inizia a solleticare i palati sin dal primo sguardo, con la promessa di un gusto pieno e rotondo oppure giovane e fruttato. L’etichetta è un progetto di comunicazione che deve saper passare i valori di un territorio, la bontà di un prodotto, il prestigio di una cantina... Le etichette per il vino, nell’ampio panorama delle label, sono un mondo a sè. Per Comunicando, un’isola felice. felice È proprio nel vino infatti che si vedono più spesso esercizi di stile, grafiche ricercate, studi di immagini, nobilitazioni spettacolari, limited edition legate ad annate speciali o iniziative “gustose”... Il vino è un prodotto che va curato, curato anche nella sua immagine. A livello produttivo, esclusa qualche eccezione, si rimane generalmente nell’ordine di qualche migliaio di pezzi, cifre ben lontane dai milioni (a volte) di etichette commissionate dalle altre aziende nel mondo alimentare. Cifre che rendono possibili lavorazioni ad hoc.

12 aprile 2013


etichette 1. Industria Grafica Eurostampa - L’etichetta “Ripasso Valpolicella Superiore Zonin” è stata stampata su carta naturale in materiale autoadesivo. Sono stati impiegati colori serigrafici ed è stata applicata una vernice tattigrafica per impreziosire e incrementare lo spessore di elementi grafici decorativi presenti ai bordi dell’etichetta. Una lamina oro opaco lavora su differenti elementi molto ben definiti, come il logo “Zonin”, la scritta “Superiore” e l’ovale. Completa la lavorazione una fustellatura raffinata, elegante. (www.eurostampa.com) 2. Unilabel - Etichetta raffinata che gioca con le forme e con i colori sfumati del viola e dell’arancione. Nella foto grande: bottiglia dall’aspetto un po’ medioevale e un po’ rockettaro, dall’abito in pelle con impunture rosse e borchiette argentate. Nel mezzo, una finestra funge da cornice per l’etichetta, realizzata su carta Vallonè e stampata a tre colori offset. L’argento a caldo mette in risalto il nome del vino. (www.unilabel.it) 3. Fe Group - L’etichetta per l’azienda vinicola F.lli Dorigati è stata realizzata su carta metallizzata argento, stampata a cinque colori con tecnologia digitale. L’effetto rame simulato è dato dalla stampa in quadricromia direttamente sulla carta metallizzata, mentre per realizzare il fondo è stato stampato un colore a tinta piatta (il bianco) sul quale viene sovrastampata la quadricromia. La plastificazione opaca, oltre a conferire eleganza al prodotto finito, è voluta per garantire l’integrità dell’etichetta. (www.fegroup.it) 4. Arca Etichette - Non è una tradizionale etichetta, viene chiamato in molti modi: pendaglio, collare, collarino… Arca Etichette lo identifica come autocollar dry. È stampato sul fronte a due colori, più un colore oro superbrillante e coprente. Sul retro è stampato a due colori. Il tutto è stato laminato per essere resistente. L’innovazione sta nel metodo di applicazione: l’azienda fornisce i collarini in bobina (come le etichette normali), grazie a una lavorazione particolare in fase produttiva li rende “dry”. Gli autocollar sono perfettamente bobinati, ma al loro distacco la colla che li tiene legati alla siliconata al contatto con l’aria diventa dry. Questo permette l’applicazione in linea del prodotto in automatico. I vantaggi sono diversi, il primo in assoluto è l’aumento della produttività. (www.arcaetichette.it) 5. Label Global Service - Etichette che presentano numerose nobilitazioni serigrafiche. Nero vellutato opaco, rosso lucido in contrasto col nero, vernice lucida del logo, glitter verde con effetto brillantini... I nomi delle cantine e i dettagli più importanti sono stampati in “Colata Oro”, tecnica di stampa serigrafica creata dall’azienda nel 2011 (www.labelglobalservice.it).

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packaging aging

di cecilia cantadore | cecilia.cantadore@sunnycom.it

WINE & spirits si presentano!

Cofanetti, scatole, tappi personalizzati, ma anche espositori sono gli strumenti che il vino usa per mostrarsi al suo pubblico e conquistare la fiducia dei consumatori.

Non possiamo definirlo semplice contenitore per una bottiglia atto a proteggere la stessa durante il trasporto e l’esposizione a scaffale. Sarebbe troppo riduttivo. Nel settore vinicolo la valorizzazione dell’aspetto estetico del packaging lo rende uno strumento capace di veicolare un brand, riflettere la qualità, la raffinatezza, il gusto, lo stile e le caratteristiche sia del committente che del contenuto. In questo campo il packaging secondario permette di attrarre e distinguersi, la bottiglia inossa sempre un abito personalizzato ed elegante. Entrano in campo “fashion stylist” d’eccezioni: grafici, designer, cartotecniche... A loro il compito di progettare e realizzare abiti ad hoc attraverso l’impiego di materiali diversi, tecniche di stampa speciali e nobilitazioni. E se è ancora il cartone a farla da padrone, non possiamo non citare la bellezza di alcuni pack in legno o in metallo. Il vino, sempre di più, ama indossare capi raffinati per sfilare sulle passerelle più esclusive e farsi riconoscere. E noi lo ammiriamo! Comunicativente parlando, naturalmente.

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packaging

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Nella pagina accanto, cofanetto realizzato per lo champagne Moët & Chandon da G. Box (www.gboxsrl.it) 1. Bompan – Emmeti è un’azienda specializzata nella produzione di dischi imbutiti destinati alla chiusura tramite gabbietta delle bottiglie di spumanti, champagne, vini frizzanti e birre. Una superficie ridotta e su cui cade immediatamente l’occhio del consumatore finale. Grazie alla tecnologia di stampa digitale Mimaki, importata in italia da Bompan, riesce a produrre con costanza, ripetibilità e versatilità dischi personalizzati anche in limited edition. Loghi, immagini personali e serie numerate sono le richieste più frequenti, spesso connesse alla sponsorizzazione di manifestazioni sportive o alla produzione di gadget per eventi e occasioni speciali. (www.bompan.it) 2. G. Box – Non solo carta. Le idee di G. Box hanno la forza di utilizzare qualsiasi materiale sia necessario per costruire confezioni funzionali e innovative. L’originalità di un progetto non può prescindere dalla tecnologia che lo rende possibile, con la passione e la sperimentazione si possono abbinare materiali apparentemente distanti tra loro. Così nascono prodotti made in Italy, pronti a essere esportati in tutto il mondo. (www.gboxsrl.it) 3. Pasubio Industria Grafica Cartotecnica - Cofanetto 2 bottiglie in cartone pressato rivestito con carta Imitlin tela nera, stampata a 3 colori in offset, vernice UV lucida e oro a caldo. Interno in cartoncino nero, chiusura con due clip in metallo e maniglia in cuoio con rilievo a secco. (www.pasubio.it) 4. Cartimballo – Espositore in cartone, resistente, adatto a contenere numerose bottiglie di vino, per il retail e la GDO (www.cartimballo.it) 5. Union PK – Espositore durevole prodotto in HDF (fibra), ha molta stabilità ed è stato progettato per supportare pesi notevoli con un’esposizione del prodotto studiata ad hoc. Può avere un monitor montato sul crowner. Ha un sistema esclusivo per la movimentazione con traspallet e una forma che richiama la curiosità dei clienti e fa capire immediatamente cosa contiene. (www.unionpk.com) 6. Helpack – Helpack e Amadori Design hanno ideato e brevettato il sistema Botton Box: un sistema di chiusura e apertura del packaging semplice e pulito. Un sistema intelligente, economico e comunicativo. I bottoni del Botton Box possono essere applicati su scatole, bauletti, astucci e tubi, realizzati con qualsiasi materiale (cartone, legno, plastica, etc.). Possono essere di diversi colori e forme e personalizzabili con logo o altro. (www.helpack.it) 7. Cartesio Fullcard – Cofanetto in legno, copertura in cartone teso rivestito, alloggiamenti interni per bottiglie con sportelli richiudibili realizzati in foam e raso. Chiusura e maniglie in pelle marrone. (www.cartesiofullcard.com) 8. Tre D – Grazie alla nuova tecnologia XS Extra Slim, Tre D è in grado di conferire tutti gli straordinari effetti della stampa lenticolare anche su supporti sottilissimi, quindi anche su etichette, packaging, espositori, cartoline... XS infatti permette di stampare effetti di animazione e tridimensionalità su un supporto di pochi decimi di millimetro di spessore. Originali, dinamiche ed accattivanti le etichette o le soluzioni di packaging lenticolari incuriosiscono e attraggono il potenziale compratore proprio mentre valuta l’acquisto e grazie alla modularità nono sono soggette ad alcun vincolo di dimensione (www.lenticolare.it).

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APPROFONDIMENTO cover | CARTA Curious Metallics Ice Silver 300 g/m2 by Arjowiggins Creative Papers

Tel. 02 72.41.72.33 Fax 02 86.45.40.87 www.arjowigginscreativepapers.com

UNA BELLEZZA che fa scintille Siamo sicuri che la nostra copertina susciterà un profondo magnetismo in chi la osserva. Il merito è della carta: contiene delle miche che scintillano, attirano l’osservatore, lo incuriosiscono, lo spingono a toccare. La serie Curious Metallics, recentemente ridisegnata nelle varianti cromatiche, offre colori estremamente brillanti in grado di rendere pienamente l’effetto metallico frutto dei pigmenti minerali che le arricchiscono. Questo effetto dona intensità e profondità a qualunque applicazione offrendo riflessi e ombreggiature uniche nel suo genere.

GIOCHI

di colori e ombre

Curious Metallics produce combinazioni di colori ed effetti infiniti, permettendo di reinventare il packaging, la comunicazione e il marketing in un modo tutto nuovo. Bilanci, brochures, cartoline augurali, partecipazioni, confezioni, menu, modulistica, copertine, inviti... diventano applicazioni dal successo assicurato, con qualunque colore si scelga tra i 22 a disposizione.. Dal punto di vista tecnico, le carte Curious Metallics sono perfette per ogni tipo di lavorazione:: dalla rilievografia alla stampa offset, passando dall’embossing e al debossing, fino alla serigrafia e alla stampa a caldo o a freddo. La grammatura di questa gamma va dai 120 ai 300 g/m2.

APPEAL

& sostenibilità

Tutte le carte della serie Curious Collection riflettono l’approccio del Gruppo cartario nei confronti dell’ambiente. Le gamme (Metallics, Translucent, Touch, SKIN, Cosmic e la nuovissima Matter) sono certificate FSC e garantiscono la provenienza della materia prima da fonti gestite responsabilmente. I pigmenti utilizzati per l’effetto brillante e metallico di Curious Metallics sono tutti di provenienza minerale e non contengono assolutamente metalli pesanti, oltre a essere totalmente riciclabili.

Audacia e NON CONVENZIONALITÀ sono le caratteristiche che ci piace ricercare nella comunicazione. Ancor più quando si tratta di “comunicare noi stessi”. Per questo motivo la carta creativa della nostra copertina di questo numero, con il suo approccio MAGNETICO E ACCATTIVANTE fa al caso nostro! I designer e i creativi più attenti l’avranno riconosciuta: è Curious Metallics di Arjowiggins Creative Papers.

16 aprile 2013


DE’LONGHI SCEGLIE VISUAL DISPLAY » Visual Merchandising » Visual coMMunication » Packaging design » shoP-in-shoP » PoP-uP sPace » WindoW Presentation » sPace Branding » internal Branding » exhiBit design › strategia › direzione creativa › progettazione e produzione

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aprile 2013 mancato recapito

inviare al CMP

di Milano-Roserio

per la restituzio ne al mitt. previo

1 | In rilievo Parliamo di comunicazione legata al vino, e questo “emerge” dalla nostra copertina. La bottiglia, il bicchiere e gli spruzzi di vino sulla pagina sono in rilievo, toccare per credere. Merito di un embossing a secco che dà spessore alla pagina.

pagamento dei resi

Comunicando dedica questo numero al vino e a tutto ciò che lo comunica. Ecco quindi che una bottiglia, di quelle buone, da STAPPARE in un’occasione speciale, arriva dalle cantine Antinori fino alla nostra copertina. Fermatevi a guardare l’immagine, a leggere gli strilli, soffermatevi sui dettagli e sulle NOBILITAZIONI. NOBILITAZIONI E prendetevi un momento anche per osservare con attenzione sotto il nome della testata. Notate qualcosa di diverso dal solito? È scritta in piccolo, ma non per questo è poco importante. La SUBHEAD di Comunicando è cambiata e ci identifica: “brand experience attraverso il packaging, il design, il visualizing”!

brand experien

ce attraverso il

packaging, il

design, il visu

alizing

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I.P. - In caso di

2 | Rame luccicante Il colore che abbiamo scelto per vestirci con eleganza questo mese è il rame. Non un rame qualsiasi, ma particolarmente prezioso e luccicante. È ottenuto con foil stampato a caldo e impreziosisce la testata, testi e strilli, alcuni altri piccoli dettagli.

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packaging

vestire il vino speciale

carte e mater ia per etichette li

del 15/07/2005

- Poste Italiane

s.p.a. - Sped.

3 | Tono su tono.... Per il “puntino sulla i”, per le virgolette della testata, per i titoli degli strilli e la parentesi quadra abbiamo utilizzato ancora il color rame. Ma è molto diverso da quello descritto precedentemente. Si tratta di un quinto colore Pantone, che ci permette di giocare con toni simili fra loro, ma che portano a effetti visivi e tattili differenti.

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le grandi interv

iste

(ROC) n° 14289

ALEssIA AntIn oRI

degli Operatori

di Comunicazione

Antinori

Comunicando - n° 3/2013

- Anno XIV - Euro

5,00 - sunnyco m publishing srl

- Iscrizione al Registro

3 CoPERtInA sPECIALE by Arjowiggins Creative Pape rs CARtA Curious Metall Ice silver 300 ics g/m² stAMPA E no bILItAzIonI by Grafical

#3 APRILE 2013

18 aprile 2013

Stampa a freddo e a caldo, sovrastampe in quadricromia, rilievi a secco e nobilitazioni serigrafiche sono alcune delle tecniche proposte da Grafical. Azienda veneta nata nel 1984 a Marano di Valpolicella a opera dei fratelli Lonardi, Grafical ha fatto della stampa di qualità la propria mission. Offset, rotolabel, digital printing: il know how maturato dal team Grafical permette all’azienda di posizionarsi tra i leader di mercato in ogni progetto di comunicazione integrata.


ILLY SCEGLIE VISUAL DISPLAY » Visual Merchandising » Visual coMMunication » Packaging design » shoP-in-shoP » PoP-uP sPace » WindoW Presentation » sPace Branding » internal Branding » exhiBit design › strategia › direzione creativa › progettazione e produzione

visualdisplay.it


le grandi interviste

ALESSIA ANTINORI

«ABBIAMO ABBIAMO GRANDE ATTENZIONE PER L’ESTETICA,, AMIAMO IL L’ESTETICA BELLO E DESIDERIAMO COMUNICARLO ATTRAVERSO I NOSTRI PRODOTTI» PRODOTTI Enologo Marchesi Antinori

di Giannina Airaghi

20 aprile 2013


MISSION

LA FAMIGLIA ANTINORI SI DEDICA ALLA PRODUZIONE VINICOLA DA PIÙ DI SEICENTO ANNI E 26 GENERAZIONI: DA QUANDO, NEL 1385, GIOVANNI DI PIERO ANTINORI ENTRÒ A FAR PARTE DELL’ARTE FIORENTINA DEI VINATTIERI. LA FAMIGLIA HA SEMPRE GESTITO DIRETTAMENTE L’ATTIVITÀ CON SCELTE INNOVATIVE, TALVOLTA CORAGGIOSE MA SEMPRE MANTENENDO INALTERATO IL RISPETTO PER LE TRADIZIONI E PER IL TERRITORIO. ALLE TENUTE STORICHE IN TOSCANA E UMBRIA SI SONO AGGIUNTI INVESTIMENTI IN ALTRE AREE VOCATE PER LA PRODUZIONE DI VINI DI QUALITÀ IN ITALIA E ALL’ESTERO, DOVE SI POTESSE INTRAPRENDERE UN PERCORSO DI VALORIZZAZIONE DI NUOVI “TERROIR” AD ALTO POTENZIALE VITIVINICOLO.

settembre 2012 --

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le grandi interviste

Il vino di qualità ha bisogno di essere comunicato o si vende da solo? Dobbiamo considerare l’evoluzione che c’è stata nel mondo del vino negli ultimi 30/40 anni. Inizialmente in Italia si produceva molta quantità e un vino che potremmo definire “genuino”. Dagli anni ‘70/’80 le aziende si sono orientate verso una produzione di qualità e da qui è iniziato un discorso di competizione che ha portato a valutare con maggiore attenzione i temi della comunicazione e del packaging del prodotto. Per la nostra azienda il discorso della qualità è centrale, miriamo all’eccellenza della produzione, è qui che ci distinguiamo. Abbiamo grande attenzione anche per l’estetica, amiamo il bello e desideriamo comunicarlo attraverso i nostri prodotti. Che peso ha la comunicazione per un’azienda come Marchesi Antinori, attiva da più di 600 anni e mondialmente nota? La nostra azienda non ha mai focalizzato la propria attenzione sulla comunicazione pubblicitaria in senso stretto. Preferiamo le occasioni d’incontro, dove avvengono le degustazioni dei nostri vini. Organizzare eventi, cene, seminari consente di entrare in contatto diretto con il cliente privato. Molto spesso gli importatori si limitano a contatti con la ristorazione e le enoteche, ma per noi il cliente privato ha grande rilevanza. Ovviamente il fatto di produrre da secoli un vino di alta qualità ci permette di essere conosciuti in tutto il mondo. È anche per questo che viaggiamo molto, siamo presenti in 140 Paesi. La novità di quest’anno sarà l’apertura al pubblico della nostra nuova cantina nel Chianti Classico, a Bargino, secondo un approccio molto californiano. Il visitatore potrà attraversare gli ambienti di lavoro, sentendosi parte della produzione. All’interno troverà un ristorante, un wine shop, un book shop, uno spazio per le degustazioni e un museo, del quale mi sono personalmente occupata. Questa è la nostra comunicazione: un rapporto diretto, a tu per tu con il consumatore finale.

Quanto incide l’etichetta, il modo in cui il vino si presenta, nell’acquisto, al di là della sua notorietà? Chi va a fare la spesa è molto spesso una donna, che è invogliata anche dall’aspetto della bottiglia. Le nostre etichette sono molto tradizionali, storiche. Il vino Villa Antinori, pubblicato sulla copertina di Comunicando, ha un’etichetta che nasce negli anni ’20. È il disegno della villa di mio nonno, bombardata negli anni ’40. È uno dei vini di Antinori più conosciuti al mondo. Era un Chianti Classico che nel 2001 è diventato un IGT, con uve prodotte interamente dalle nostre aziende. L’etichetta ha dovuto essere modificata, pur nel rispetto della continuità e della tradizione. Siete su Facebook, Twitter, Pinterest. Come gestite la comunicazione attraverso i social media? La scelta di comunicare attraverso internet e i social media è stata mia. Credo molto nella comunicazione via web, nel dialogo tra i clienti e la nostra azienda. Il nostro sito aziendale è stato interamente rinnovato con un lavoro che è durato un anno e mezzo. Abbiamo una persona in azienda che è responsabile della nostra comunicazione sui social media. Le richieste di informazione ci arrivano soprattutto dall’Europa e dagli Stati Uniti, io mi sto occupando dello sviluppo dei mercati nei Paesi Asiatici. A questo scopo il sito è stato tradotto anche in cinese.

LA NOSTRA COMUNICAZIONE SI BASA SUL

22 aprile 2013

RAPPORTO DIRETTO, A TU

PER TU CON IL CONSUMATORE FINALE.


BIOGRAFIA Alessia Antinori è la più giovane delle tre figlie del Marchese Piero Antinori. Laureata in Viticoltura ed Enologia presso l’Università di Milano, nel gennaio 1998 è entrata ufficialmente in azienda svolgendo varie mansioni. Ha seguito la nascita della tenuta Montenisa in Franciacorta e il lancio dei primi vini spumante. Nell’anno 2003-2004 è stata Presidente dell’organizzazione Primum Familiae Vini, di cui fanno parte le dodici famiglie produttrici di vino più famose del mondo. Da gennaio 2006 è Export Manager della Marchesi Antinori per i mercati emergenti del mondo come il Medio Oriente e il Sud-Est Asiatico. Dal 2009 si occupa del mercato americano in qualità di Antinori Family Ambassador.

Per essere più competitivi all’estero, ritenete sia auspicabile un maggior coinvolgimento delle istituzioni nel sostegno del vino “made in Italy”? Sì, assolutamente, ma il coinvolgimento deve essere fatto molto bene, in modo professionale, identificando le produzioni che possano essere vendute sul mercato, nei modi e nelle quantità necessarie. Bisogna devolvere i fondi in modo professionale e giusto. Al momento questo viene fatto bene a livello di Consorzi.

“Le nostre etichette sono molto tradizionali, storiche. Quella pubblicata sulla copertina di Comunicando nasce negli anni ’20, è il disegno della villa di mio nonno, bombardata negli anni ’40”

Che cosa chiederebbe al genio della lampada per gli anni a venire? Mio padre ha costruito tantissimo negli ultimi anni. Noi tre figlie rappresentiamo la 26° generazione. Vorrei che si continuasse così, mantenendo i valori di unione famigliare, di umiltà, di sostenibilità, di attaccamento alla nostra azienda e alla nostra terra, salvaguardando la qualità del prodotto che è per noi fondamentale. Noi tre sorelle andiamo molto d’accordo e crediamo in questi valori. Speriamo che anche i nostri figli, che sono al momento cinque, continuino in questa direzione. Questa sarebbe la mia grande felicità!

aprile 2013

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ipse dixit

Don’t

WORRY, be brand Perché il Single Opinion Leader è strategico per ogni marca

Torna lo spazio che Comunicando dedica ai direttori creativi e ai grandi comunicatori. Questo mese la parola va a Elio Carmi che ci spiega come OGNUNO DI NOI abbia il ruolo di SOL, ovvero Single Opinion Leader

Come dire: non t’incazzare ma costruisci e ri-costruisci. Quando tutto va a rotoli, a partire dallo sviluppo economico, sociale, educativo, culturale, sanitario... c’è solo una cosa da fare: incazzarsi ancora di più e farlo sapere. È quello che sta succedendo: molte più persone, scrivono sui propri blog, spediscono e-mail, mp3, link, telefonano in diretta, occupano spazi urbani abbandonati, votano al di fuori dei sondaggi, dicono la loro come mai prima era stato possibile. Hanno un’opinione, la esprimono e divulgano, sono soggetti e veri portatori di senso! È il digitale che sta puntando il dito – era già scritto nel suo nome – e come ogni profezia che si rispetti ecco che la vediamo avverarsi. Grazie ai device multifunzionali, alle convergenze e alle piattaforme, alle smart-city e al wireless la trasparenza è in una fase di vigoroso accrescimento. Il villaggio è sempre più globale, diffuso, a-temporale, permanente e penetrante. Siamo tutti esposti e sempre di più le nostre osservazioni contano. Numericamente esprimiamo dati, emettiamo dei bit che ci geo-localizzano, dicono cosa acquistiamo e con quali ricorrenze nel tempo e nello spazio. Esprimiamo giudizi, scelte, opinioni, siamo noi che singolarmente ci lasciamo osservare, dicendo pubblicamente e continuamente la nostra idea. Siamo tutti Single Opinion Leader: siamo dei SOL. Singole persone che decidono se quel Brand ha senso, se le promesse enunciate vengono mantenute. Ogni SOL decide se quella marca è degna di mantenere la reputazione che nel tempo ha costruito. Il dito digitale del SOL è puntato e ogni network è pronto ad amplificarne il giudizio. La competizione in atto alzerà i toni del discorso, solo chi avrà una solida costruzione alle spalle potrà raccontare la propria storytelling; se sarà portatrice di veri values potrà stare in piedi. Nasceranno nuove marche, occupando posizioni che le vecchie non hanno saputo presidiare, perché non in grado di ri-conoscere le proprie origini, la vera mission che le ha generate, il perché esse esistono e soprattutto il per Chi. Le nuove marche reggeranno solo se sapranno costruire valori e distintività. Le altre, quelle che si affacciano al mercato basandosi solo sul prodotto o sulla distribuzione, corrono fortissimi rischi. E poi lo sappiamo tutti che ogni Brand ha necessità di cuore, coraggio e molto buon senso! Purtroppo sono merci sempre più scarse sul mercato dell’imprenditoria. Tutto ciò non basta ancora, ci vuole anche la capacità di tradurre in un linguaggio corretto e comprensibile, il più possibile mirato al Single Opinion Leader, la sostanza di cui ogni Brand che si rispetti è portatore; un linguaggio MAYA, come diceva Raymond Loewy: Most Advanced Yet Acceptable. Linguaggio multiplo: tattile, uditivo, olfattivo, visivo e non ultimo gustativo, con cui il Brand assuma una sua forma sensoriale: esperienziale. Ecco che cos’è il design, uno strumento efficace, efficiente e professionale. Utile per tradurre in sostanza percepibile valori prima di tutto etici, dare colore, materia, scrittura, tono e solidità all’immaterialità. Fare Brand e agire branding design oriented, in un’arena competitiva in cui ciascun SOL è sempre più importante. Le rivoluzioni industriali l’hanno insegnato; ma noi l’abbiamo imparato?

Elio Carmi

24 aprile 2013


Elio Carmi Nato a Casale Monferrato l’8 settembre 1952. Dopo un percorso scolastico a dir poco opaco, entra alla scuola di design di Nino di Salvatore. Nel 1972 disegna il suo primo marchio. Oggi è direttore creativo di Carmi e Ubertis Milano, e di marchi ne ha curati molti. Ritiene anche che sul mercato ce ne siano troppi, prevede quindi un’estinzione naturale di alcune specie, o almeno una campagna di rottamazione a breve termine.


PRESENTA...

FE GROUP, un viaggio insieme

Progetti creativi, SOLUZIONI e soprattutto stampa. Alla scoperta di un mondo AFFASCINANTE... Il mondo imprenditoriale, oggi più che mai, è un lungo viaggio per concretizzare in RISULTATI i propri sogni. Qualcuno potrebbe decidere di perseguire una rotta inesplorata, qualcuno potrebbe scegliere di seguire il cammino più semplice, meno tortuoso, qualcun altro potrebbe scegliere di camminare controtendenza, andando verso direzioni opposte. Qualunque sia la scelta che si decide di percorrere, l’imprenditore sa di avere le energie del singolo ma deve creare delle alleanze per formare una squadra di SUCCESSO. FE Group si propone come partner di fiducia per accompagnare verso la meta ideale chi ogni giorno lavora con creatività, progetta e vuole mettere in pratica le proprie idee, per chi ha bisogno di vestire i suoi prodotti. Può accompagnare lungo il cammino, mettendo a disposizione un reparto grafico-creativo per realizzare il design dei prodotti, può aiutare nello studio di grandi progetti offrendo soluzioni nuove, INNOVATIVE, può suggerire la strada nella creazione di qualcosa di inedito, garantendo un rapporto esclusivo. Ma più di ogni altra cosa, si pone come esperto nella stampa delle etichette. Provare e riprovare, vestire e spogliare i prodotti, creando mock-up e campionature per arrivare a trovare e produrre la soluzione migliore. Spesso un dettaglio può sorprendere, può rivelare una PERSONALITÀ unica. L’etichetta diventa qualcosa di speciale. Per prodotti come quelli vinicoli, che fanno delle etichette il principale strumento di comunicazione, l’etichetta nasce come un oggetto ricco di personalità e potere seduttivo. A lei il compito di valorizzare l’importanza del prodotto, con gli obiettivi di fare della bottiglia qualcosa di unico, trasferire l’emozione e la passione che provano i viticoltori nel dar vita al loro prodotto e permettere di “sentire” e “gustare” l’esperienza della vendemmia. QUANDO IL VINO È PASSIONE: QUEST’ETICHETTA È STATA REALIZZATA DALLO STAFF CREATIVO FE GROUP PER UN MOCK-UP DI UN VINO ROSSO. L’ETICHETTA È STATA ELABORATA FONDENDO IL CORPO DI UNA DONNA CON LE GOCCE DI VINO. OBIETTIVO: SEDURRE E AFFASCINARE.

26 aprile 2013


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4 3 IL VINO È SINONIMO DI gruppo, DI RITROVO E CONDIVISIONE, DI SEMPLICITÀ E VOGLIA DI VIVERE. ED È PER QUESTO CHE L’ETICHETTA DEVE TRASMETTERE QUESTI VALORI CONFERENDOGLI QUELL’ECCELLENZA CHE IL VINO STESSO MERITA DI COMUNICARE. UN COMPITO CHE PER ESSERE SVOLTO, DEVE CREARE “ALLEANZE” TRA LA CREATIVITÀ E LA STAMPA. STAMPARE LE ETICHETTE PER VINO È TRASFORMARE LA PROPRIA PASSIONE IN ARTE, È STUPIRE CON EFFETTI SPECIALI, UTILIZZANDO materiali particolari, METALLIZZATI, NOBILITANDO GLI STAMPATI CON RILIEVI, FOIL A CALDO O PLASTIFICAZIONI. IN QUESTE IMMAGINI ALCUNE FRA LE REALIZZAZIONI GRAFICHE E DI STAMPA, PRODOTTE DALL’AZIENDA.

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Esperienza e valori FE Group prende il nome da Fedrizzi Etichette e Fabio ed Erna: i fondatori. Un’azienda sul mercato da più di 28 anni. La famiglia Fedrizzi ha da sempre cercato di valorizzare i suoi clienti, fornendo importanti aziende che operano nel settore alimentare e vinicolo, ampliando così sempre di più la sua conoscenza. FE Group ne eredita l’esperienza quasi trentennale, accentuando i valori fondamentali verso i propri clienti. 1 | Un servizio completo a 360° L’obiettivo è quello di permettere al cliente di trovare un partner ideale: dalla progettazione alla stampa, fino alla ricerca di soluzioni ad hoc. FE Group si mette quotidianamente in gioco per offrire un servizio sempre più completo e di alto livello ai suoi clienti, partendo dalla consapevolezza che l’unione delle forze e delle competenze dei singoli può fare la differenza. 2 | Stampa, che passione Da sempre l’azienda di Bolzano pone le sue radici nella produzione di etichette. La sua passione l’ha portata alla continua ricerca di innovazioni e raggiungimento di risultati, per offrire un servizio sempre più efficace per il cliente. 3 | Una meta dietro l’angolo Tutti ci siamo sentiti un po’ degli esploratori, alla ricerca di qualcosa di nuovo, di innovativo. La vera meta della FE Group è quella di percorrere un viaggio insieme ai propri clienti, ognuno pioniere del proprio percorso, ognuno con la passione di condividerne le proprie esperienze, nella consapevolezza reciproca che non è tanto importante raggiungere presto il traguardo, bensì è il viaggio stesso che si percorre insieme che arricchisce entrambi.

aprile 2013

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Fedrizzi Etichette nasce nel 1985 come una realtà di stampa di etichette che vuole affermarsi in Alto Adige, dando risposta alle diverse necessità di stampa con tecnologie offset e digitali. Nel 2008 l’azienda evolve in qualcosa di nuovo. Nasce così la FE Group srl, con una marcia in più per offrire al cliente un servizio sempre più completo.

Fedrizzi Etichette Group Via Gianni Brida Strasse, 43 39100 Bolzano (Bz) Tel. +39 0471 060440 Fax. +39 0471 201807 marketing@fegroup.it www.fegroup.it


PRESENTA...

PASUBIO,

“accende” le tue idee Soluzioni di comunicazione, PACKAGING ed espositori da banco e da terra creati SU MISURA... Il potere comunicativo di un progetto e la sua efficacia dipendono da molti fattori. Ma una cosa è certa: per riuscire a colpire e a catturare l’attenzione del consumatore, il progetto deve essere fatto “su misura”, pensato ad hoc. Ogni brand, ogni evento, ogni confezione di prodotto merita uno studio a sè, un PENSIERO DEDICATO. La difficoltà (e la bravura) di un agenzia di comunicazione o di un’azienda, di qualsiasi settore, sta proprio lì, nel riuscire a pensare a qualcosa di unico, trovare il giusto fornitore per realizzarlo, nei tempi stabliti. Ma ogni realizzazione, anche quella apparentemente più semplice, è la sintesi dell’equilibrio di diverse variabili, che riguardano tanto l’aspetto estetico e tecnico quanto la funzionalità e l’incidenza dei costi. Bisogna tener conto delle esigenze CREATIVE e di quelle PRODUTTIVE, del budget, dei materiali che si possono utilizzare. Dall’epositore in pochi pezzi ai cofanetti di alta gamma, dai cartelli da banco alle box multimateriche, le possibilità percorribili sono tante e solo un’altissima competenza permette di individuare la migliore. In questi casi, è fondamentale confrontarsi con un professionista, trovare un “partner” per ricevere tutto il supporto tecnico e progettuale necessario e dar vita, anche in tempi sorprendentemente rapidi, alla propria creazione. Pasubio Industria Grafica Cartotecnica, partendo da questi presupposti, adotta un APPROCCIO SARTORIALE del prodotto, partendo dalle esigenze dei suoi interlocutori e mettendo a disposizione una struttura produttiva autonoma d’avanguardia, completa e flessibile. In questo modo nascono applicazioni di alto livello, sempre personalizzate in base all’esigenza, tutte diverse fra loro, accomunate dalla creatività “professionale” che è alla base di ogni realizzazione. QUI ACCANTO, UNA LAMPADA REALIZZATA IN CARTONE, SIMBOLO DELLA CAPACITÀ DI PASUBIO INDUSTRIA GRAFICA CARTOTECNICA DI RISPONDERE CON CONCRETEZZA ALLE IDEE DEI CLIENTI.

28 aprile 2013


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ALCUNE applicazioni REALIZZATE IN STRETTA SINERGIA CON AGENZIE DI comunicazione E AZIENDE COMMITTENTI. ESPOSITORI, PACKAGING E COFANETTI POSSONO ESSERE REALIZZATI IN CARTONE O IN materiali particolari, E PRESENTANO NOBILITAZIONI O FORME STUDIATE AD HOC.

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1 | Oltre la realizzazione: l’importanza della logistica Pasubio Industria Grafica Cartotecnica aggiunge al suo potenziale produttivo un efficiente servizio logistico che si traduce nell’ottimizzazione del ciclo di produzione a vantaggio dell’ingombro e delle spese di trasporto, nella possibilità di dilazione delle consegne e di spedizione dei materiali realizzati già completi degli articoli del cliente, qualsiasi sia la destinazione indicata. In fase di progettazione dei pack, vengono tenute conto anche le variabili logistiche. 2-3 | Servizio in tutta Italia, passando per Milano... Kit di scatole coordinate: una ricca selezione di proposte ed esempi tangibili di ciò che Pasubio Industria Grafica Cartotecnica è in grado di realizzare è disponibile nel nuovo show room milanese. Uno spazio espositivo dedicato a una ricca selezione di packaging, espositori ed elementi per il punto vendita. Un luogo d’incontro dove trovare tutto il supporto tecnico per progettare, sviluppare e realizzare prodotti unici e personalizzati, un universo di forme, materiali e soluzioni tecniche, dove cercare anche fonti di ispirazione. 4-5 | Mix di materiali Qual è il materiale migliore per il vostro progetto? Il versatilissimo cartone, un elegante cuoio, il resistente plexiglass, il freddo metallo... L’estensione delle linee di produzione ha permesso a Pasubio di diversificare l’offerta, includendo oltre ai prodotti cartotecnici anche oggetti esclusivi, curati nei minimi dettagli e realizzati in serie limitata con materiali pregiati quali cuoio, metallo e plexiglass.

aprile 2013

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Pasubio Industria Grafica Cartotecnica è da oltre 30 anni punto di riferimento per la progettazione e la produzione di packaging ed espositori di qualità. Esperienza, competenza tecnica, spirito innovativo ma anche passione si combinano per realizzare soluzioni su misura ad alto potere comunicativo, completamente made in Italy. Pasubio Industria Grafica Cartotecnica Via Venezia, 144 36015 Schio (Vi) Tel. +39 0445 512500 pasubio@pasubio.it www.pasubio.it Showroom Milano Via Galileo Galilei, 47 20092 Cinisello Balsamo (Mi) Tel. +39 02 61291347


io lo farei così

* Il tè Twinings in

PASSERELLA di Sabrina Mitello

Ecco a voi una nuova puntata di “Io lo farei così”, lo spazio dedicato alla CREATIVITÀ legata al packaging. Perché ogni prodotto potrebbe avere un ABITO DIVERSO...

*

Quando mi è stato proposto da Comunicando di scegliere il packaging di un prodotto esistente per realizzare tre differenti restyling da pubblicare in questa rubrica non ho esitato ad accettare, così ho portato a termine questo progetto e ora posso finalmente dire: “io lo farei così!”. Ma partiamo dall’inizio… ho rivisitato un prodotto a mia scelta in modo elegante, chic… che richiamasse al fashion. Devo ammettere che la cosa più difficile è stata scegliere il prodotto, non sapevo davvero cosa scegliere, sono andata al supermercato e ho iniziato a fare avanti e indietro tra gli scaffali cercando qualcosa che potesse essere rivisitato in chiave chic, fashion… ma niente, ogni prodotto che sceglievo mi sembrava troppo banale, creme per il viso, cosmetici, profumi… no, non andavano bene. Ho cambiato corsia e ho iniziato a leggere le scritte sulle confezioni fino a che una parola ha attirato la mia attenzione… COLLECTION… mi sono subito venute in mente le collezioni che gli stilisti preparano per le sfilate. Ho preso la confezione di tè Twinings Classics Collection e ho pensato: “ok, andiamo a cambiarci abito”.

Sabrina Mitello è nata a Milano nel 1989, si diploma nel 2009 presso l’Istituto Pavoniano Artigianelli per le Arti Grafiche con il titolo di Perito delle Comunicazioni Grafiche acquisendo abilità e competenze nei settori della grafica pubblicitaria, della grafica editoriale, della stampa digitale, stampa offset e post-stampa. Nel 2011 inizia un innovativo percorso biennale parauniversitario di alta formazione, l’Istituto Tecnico Superiore Angelo Rizzoli per la Grafica la Multicanalità gli Strumenti e i Sistemi di Comunicazione. // sabri.mit@gmail.com

30 aprile 2013


THOMAS TWINING produce tè di alta

qualità in Inghilterra già dal 1706. Ancora oggi Twinings fa la storia del tè offrendo varietà più pregiate nel suo antico negozio sullo Strand a Londra e in oltre 100 paesi al mondo. L’azienda vanta più di tre secoli di storia e da molti anni è fornitore ufficiale della CASA REALE INGLESE.

AUTUMN|WINTER: look nature

Per la Classics Collection di Twinings ecco un look tutto naturale. Il look nature ripreso dal mondo della moda ora veste il pack di Twinings per regalare agli appassionati del vero tè inglese una visione, oltre a un sapore, del tutto naturale, proprio come le foglie del tè! Per la creazione di questo nuovo pack ho scelto dei colori naturali, ho usato infatti un marrone scuro e un rosa “carne” abbinato a una sua variante leggermente più scura. Il tutto è alleggerito e illuminato da una sfumatura di bianco che fa da cornice alla parte superiore dell’illustrazione sul fronte del pack (rappresentante delle foglie di tè) e, al contempo, fa da sfondo al logo Twinings.

Spring|Summer, LOOK FLOREALE

Ecco una Classics Collection per Twinings che riprende il look fresco e colorato dei tessuti stampati tipici delle collezioni primavera/estate. Il pack contiene una selezione di cinque differenti tè, tra cui “Agrumance” e “Lemon Scented”, sono proprio questi due nomi di questi particolari tè che mi hanno ispirata nella scelta dei colori; ho infatti utilizzato un verde lime, un arancio chiaro, un arancione e un magenta aranciato. La texture che riveste il pack è realizzata utilizzando la vettorializzazione delle foglie di tè che sovrapposte e incrociate tra loro formano un vivace pout pourri; le zone bianche e le trasparenze che troviamo sul pack conferiscono al tutto una sensazione di leggerezza, freschezza e luminosità. aprile 2013

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Tutti i marchi citati o raffigurati sono di proprietà esclusiva delle rispettive aziende. Le elaborazioni grafiche ai packaging originali dei prodotti sono da intendersi come puro esercizio creativo.

Packaging da GRAN SOIRÉE

Il pack di Twinings cambia abito e lo fa con stile! Nel mondo del “fashion” il colore nero è un classico che non passa mai di moda, allora perché non riproporlo proprio in un caso in cui questo concetto calza a pennello? La Classics Collection di Twinings infatti, oltre a essere una collezione (e quindi facilmente paragonabile concettualmente a una collezione di moda) è una fantastica selezione di tè neri. Il pack è stato quindi rivisitato in chiave fashion come se fosse l’abito da sera della confezione Twinings Classics Collection. Per impreziosire il pack ho utilizzato il colore oro per i testi, per l’illustrazione dell’abito da sera e per alcuni dettagli decorativi.


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MARKETING

Progettare

STRATEGIE

Cosa ha a che fare il BRAND MANAGEMENT con il DESIGN?

di alessa ndra coluc ci ale@bran dcareonli ne.com

Il design – ovvero la progettazione – è alla base del brand così come della costruzione/realizzazione di qualsiasi oggetto complesso, sia esso materiale o meramente concettuale. Il brand management è dunque assimilabile alla progettazione di lampade o palazzi solo che, invece di occuparsi esclusivamente di prodotti, ha come obiettivo il design di strategie. I professionisti che si dedicano alla creazione delle azioni comunicative finalizzate a definire le caratteristiche e i target, a posizionare sul mercato, a curare la riconoscibilità, la notorietà e la visibilità di una marca, necessariamente dovranno utilizzare un’adeguata metodologia progettuale: non basta, infatti, basarsi sulle proprie intuizioni per raggiungere gli obiettivi definiti per un’azienda, un prodotto, un servizio o un progetto di qualsiasi tipo che si voglia “trasformare” in un brand, ma occorrono competenze specifiche e una metodologia che risulti adeguata a tali esigenze. Possedere un buon metodo progettuale permette di non ricominciare sempre da zero e di far tesoro delle proprie e delle altrui esperienze, evitando errori nel work-flow (flusso di lavoro) e ricavando più tempo da dedicare alla ricerca creativa di strategie per la marca, sicuri che il piano che ne deriverà sarà assolutamente in linea con le esigenze del cliente. Il rischio che altrimenti si correrebbe sarebbe quello di basarsi su idee che alla fine risultino complicate, difficili da realizzare, costose, poco pratiche o non esattamente in linea con gli obiettivi delineati, poiché condizionate dalla casualità propria delle intuizioni. aprile 2013

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MARKETING

INSEGNAMENTI DA RICORDARE...

“Creatività non vuol dire improvvisazione senza metodo” Bruno Munari “Non bisogna confondere il pensare con l’essere logici” Theodore Lewitt “La vita è l’arte di trarre conclusioni sufficienti da premesse insufficienti” Samuel Butler “[Il pensiero laterale è] una forma strutturata di creatività che può essere usata in modo sistematico e deliberato” Edward De Bono

SULLE ORME DI BRUNO MUNARI Il design di strategie volte alla gestione del brand, dell’universo valoriale che lo dovrà contraddistinguere, del suo vantaggio competitivo (il plus che lo differenzierà dalla concorrenza) e degli strumenti di comunicazione e marketing di cui dovrà dotarsi, ricalca – per quanto mi riguarda – pedissequamente le fasi previste da Bruno Munari per la progettazione di “oggetti” nel suo libro “Da cosa nasce cosa”, fasi che possono essere facilmente adattate a qualsiasi settore. Così, partendo dall’assunto che “Il problema conterrà in sé tutti gli elementi che ne rendono possibile la soluzione” (Munari) un piano di branding, come ogni tipo di progettazione, parte dalla definizione del problema a cui si vuol trovare una soluzione o, per essere meno terrorizzanti, dall’individuazione del bisogno da soddisfare che rende indispensabile agire sulla marca. Può trattarsi del lancio di un nuovo prodotto, del rilancio di un’attività, della creazione di un business... indipendentemente da quale sia l’obiettivo, la prima

“Il problema conterrà in sé tutti gli ELEMENTI che ne rendono possibile la soluzione” fase consiste nel comprenderlo a fondo e delinearne i confini. Per i professionisti della marca la “definizione del problema” ha inizio nel momento in cui si incontra per la prima volta il cliente: si parte dall’ascoltare le sue esigenze, facendo però attenzione a non considerare mai completo e definitivo il quadro che egli darà della situazione, poiché tale quadro potrebbe essere falsato. Le informazioni condivise con il committente sono da considerarsi un input da approfondire nel dettaglio e utilizzare per poter accuratamente ponderare le scelte più opportune tra soluzioni alternative, considerando il maggior numero possibile di fattori. La necessità così individuata dovrà essere poi “smembrata” in microproblemi, ovvero negli elementi essenziali di cui sarà composta, in modo che l’indagine possa essere più facilmente gestibile. Alla fine si potrà ricomporre il quadro generale, selezionando le micro-soluzioni in modo da preferire non quelle migliori in assoluto, ma quelle che risulteranno più coerenti e funzionali, tanto tra loro quanto rispetto al contesto di cui fanno parte: “la soluzione generale sta nel coordinamento creativo delle soluzioni dei sottoproblemi” (Munari). Le fasi successive sono quelle che prevedono la raccolta e l’analisi dei dati per ogni sottoproblema individuato. Nel caso del design di strategie per la marca, sicuramente si provvederà a indagare il materiale riguardante la preesistenza del brand (valori, storia, servizi/prodotti offerti, identità visiva, strategie precedentemente attuate...), lo scenario di mercato in cui esso è chiamato ad agire (target, posizionamento, stakeholder, competitor...), la percezione che di esso hanno i suoi

34 aprile 2013


MARKETING

ideatori come i suoi consumatori. È a questo punto, a seguito dell’analisi accurata di ogni elemento, che si chiuderà del tutto la fase di “definizione del problema” adeguandone i confini e gli obiettivi in relazione a quanto osservato. Ed è qui che avrà inizio la fase più gratificante per ogni professionista della marca: l’individuazione creativa delle possibili strategie da attuare al fine di raggiungere gli obiettivi preposti, tenendo conto delle esigenze specifiche legate al progetto. ENTRA IN CAMPO LA CREATIVITÀ In questa fase la creatività si deve sostituire all’idea intuitiva al fine di evitare di vanificare l’utilizzo di un metodo progettuale. La creatività (dal latino CRIBRUM: “setaccio”) è sicuramente da intendersi come una ricerca, una paziente ricomposizione di elementi noti da connettere tra loro in maniera originale, mettendo a punto e utilizzando le tecniche del pensiero laterale teorizzato da Edward De Bono. La creatività non può che consistere, dunque, in un mero processo di produzione delle idee. Parte con l’esplorare elementi esperienziali noti mettendoli a fuoco attraverso punti di vista differenti, reinterpretandoli e dando vita a soluzioni la cui validità – seppur solo a posteriori – è supportabile dalla logica. A seguito di tale ricerca verranno quindi individuate una serie di strategie da attivare per il raggiungimento degli obiettivi del brand, dunque della soluzione. Tali idee strategiche verranno valutate in base a ricerche effettuate sui materiali e le tecnologie utilizzabili per il progetto (in ciò consiste la sesta fase di progettazione individuata da Munari), sperimentate (fase 7), prototipate (fase 8), verificate e testate (fase 9) prima di raggiungere la loro “forma” definitiva (fase 10) ed essere messe “in produzione”. Durante le fasi successive a quella dell’individuazione creativa, alcune delle strategie verranno eliminate dal piano di brand management, di altre verranno mutate alcune caratteristiche, e ogni dettaglio verrà ponderato e subirà i dovuti aggiustamenti prima di essere approvato in via definitiva. Utilizzando tale metodologia progettuale, i professionisti della marca potranno esser certi di aver pensato a ogni cosa, di aver ideato e messo a punto – tra le possibili composizioni strategiche risolutive del bisogno da soddisfare – un piano strategico di branding che possa vantare un notevole grado di coerenza, coordinamento e funzionalità rispetto agli obiettivi iniziali.

Il me Il meto todo Muna altro ch do progettua ri le e necess una serie di non è arie, dis operaz ioni poste logico in u de suo sc ttato dall’esp n ordine op er al mas o è quello d ienza. Il i giung simo ris ere ultato c sforzo. ol minim (B nasce runo Munari o cos –D nel pas a). Il “metodo a cosa saggio Muna Soluzio tra Problema ri” ne pre e 1. Defi vede: niz 2. Com ione del Pro blema ponen 3. Rac ti del Poblem colt a 4. Ana a dei dati li si dei d 5. Crea ati ti 6. Mate vità (NON Ide a) riali 7. Spe e tecnologie rimenta 8. Mod zione 9. Verifi elli ca/Te 10. Dis egni co st struttiv i

Consulente in BRAND CARE dal 2005, specializzata in brand management, digital media e produzione audiovisiva, crea strategie per aziende e professionisti al fine di costruire marche carismatiche, ben visibili al proprio target e dalla positiva reputation. Autrice di vari saggi, insegna dal 2004: attualmente è coordinatrice e docente del triennale e del MASTER IN BRAND MANAGEMENT DI IED ROMA, e insegna al Master in Marketing Territoriale di IED Firenze. Semina idee sul suo blog e su vari social network.

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lecture...

a cura di antonio provenzano antonio.provenzano@sunnycom.it

la visione dell’

INSIEME CHE COS’È LA GRAMMATICA VISIVA? A COSA SI APPLICA? A QUALI DISCIPLINE SI RIFÀ? NE SIAMO TUTTI PROTAGONISTI O SOTTOMESSI? IL MISTERO DEL NOSTRO CERVELLO E DELLE SUE REAZIONI, POTREBBE NON ESSERE PIÙ COSÌ MISTERIOSO... DI ANTONIO PROVENZANO In carica come Responsabile Visual Merchandising Service di Iper Montebello spa, Antonio Provenzano è esperto di comunicazione visiva e di visual merchandising operativo. Da sempre impegnato nella formazione su questa disciplina presso università ed enti formativi, collabora con riviste di settore realizzando articoli e ricerche su visual merchandising e store design.

Osservando un manifesto, una cartolina un display o più semplicemente la copertina di una rivista, abbiamo subito una visione complessiva del tutto. Un’immagine è più dei singoli elementi che la compongono e comprendere questa verità significa potersene servire. La percezione visiva è la capacità di elaborazione con cui il cervello interpreta gli stimoli che riceve attraverso l’occhio e integra grazie ai dati raccolti dall’esperienza. Quando mettiamo in atto la visione complessiva, contemplando una qualsiasi rappresentazione della realtà, accettiamo inconsapevolmente l’illusione di osservare qualcosa che abbia una valenza tridimensionale. Tale processo si attiva in modo pressoché automatico, ma per servicene nella confezione di un messaggio visivo dobbiamo conoscerne il funzionamento. L’impressione della distanza è il processo psicopercettivo che risponde a regole specifiche. Utilizziamo gli indici di tridimensionalità per costruire una struttura spaziale e attraverso questi cerchiamo di percepire l’ampiezza e la profondità delle rappresentazioni, valutandone poi i rapporti tra le parti e la qualità dei materiali. Senza questi indici la nostra interpretazione si tradurrebbe nella lettura di uno spazio bidimensionale, il quale dispone solamente di altezza e larghezza.

36 aprile 2013


DALLA GESTALTPSYCHOLOGIE AL FUTURISMO

La Gestalt già cento anni fa pubblicò i risultati degli esperimenti fatti dallo psicologo tedesco Werthimer relativi alla percezione del movimento apparente, proponendo concetti molto innovativi per l’epoca. Wolfgang, insieme ad altri, contribuì alla creazione della Gestaltpsychologie, cioè la psicologia della forma, da cui deriva la visione d’insieme. Per comprenderla facilmente provate a pensare a un brano musicale. È composto da una somma di note, i cui suoni sono separati da intervalli, eppure percepiamo molto di più la melodia, l’armonia e le emozioni che da esse scaturiscono, le quali non sono certo spiegabili con la somma dei singoli stimoli acustici percepiti. Allo stesso modo all’interno di un insieme visivo non rileviamo solo forme e colori, ma ne ricaviamo sensazioni spaziali di proporzione tra il tutto e le parti. Con l’avvento infine dei pittori futuristi divenne possibile l’inserimento dei ritmi visivi nelle composizioni le quali permisero il passaggio della realtà statica della bidimensione a quella dinamica del ritmo. L’utilizzo in campo grafico della cronofotografia per creare il ritmo, permise l’inserimento della quarta dimensione: il tempo. Prendendo ispirazione dai ritmi visivi dei passati cronofotografi, oggi gli esperti della comunicazione visiva utilizzano la strumentazione digitale, per creare composizioni dinamiche al fine di avere un grande impatto sul pubblico, proprio perché in esso viene raffigurato il soggetto in movimento. aprile 2013

glossario arta Il tempo come qu e: on si en dim il tempo come

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a cura della redazione

NOTIZIE XXXXXXXXXXXXXX Addio GIULIO

L’ETICHETTA PARLANTE

Un’app ludica dal mondo del wine. Collegatevi a www.vocal-it-wine.com (QR Code messaggio professionale-vino). Si tratta di etichette da ascoltare: la novità è che il messaggio vocale potrà essere registrato da chiunque, attraverso il semplice utilizzo di un’app gratuita. E potrà contenere un messaggio di auguri, un’informazione tecnica, una degustazione o potrà servire per catturare un momento magico nel pieno di una festa. Quella della condivisione di un pensiero associato a un oggetto, in questo caso il vino, è una forma di comunicazione apparentemente semplice ma di grande impatto. www.trizero.it

Label

YOUR

Giulio (barteselli) era una carissima persona, prima di essere professore e uno dei massimi esperti di etichette (antiche e non), in Italia. Amava Comunicando, la seguiva, la portava su un palmo di mano e, quando riusciva, ci collaborava anche. Perché il suo mondo erano le labels, quei piccoli centimetri quadrati di comunicazione che conosceva come pochi, che collezionava preziosamente, unicamente, con grande reverenza. È scomparso, poche settimane fa, Comunicando lo porterà nel cuore.

Il Muken Cube è un oggetto esclusivamente composto da carta e legno. Funzionale e all’insegna del rispetto per l’ambiente, è composto da 2200 fogli di carta naturale Munken da 120 g/m2 appoggiati su un supporto di legno alto 6 cm: combinazione versatile, funzionale e creativa di un oggetto di design. Dal 9 al 14 aprile sarà esposto in Via Cappellari 3, per il Fuori Salone di Milano. www.munkencube.com

FUTURE

FINAT, l’associazione mondiale dei produttori di ETICHETTE AUTOADESIVE e prodotti correlati, ha presentato il programma per il suo convegno annuale, che si terrà dal 12 al 15 giugno 2013 a Monaco di Baviera. In occasione del suo 55esimo compleanno, FINAT unisce le forze con l’associazione delle etichette tedesca VskE per l’organizzazione dell’evento europeo. Il comitato organizzatore incaricato della preparazione del programma di quest’anno ha scelto Label Your Future (metti un’etichetta al tuo futuro) come tema per l’evento. “Dopo tutto, mettere un’etichetta al nostro futuro significa controllare il nostro destino facendo le scelte giuste, tenendo conto delle forze rilevanti e delle MACROTENDENZE” ha affermato Kurt Walker, presidente di FINAT. www.finat.com

Il MUNKEN CUBE al Fuori Salone di Milano

POSTER “THE BEAUTIFUL”

Prendendo spunto dal poster che ha riscosso un grandissimo successo a drupa e Luxe Pack 2012, h+m (hinderer + muhlich KG) presenta una nuova versione. Questo poster sintetizza in pochi centimetri di carta ciò che è possibile realizzare con i cliché h+m combinati alle foglie e ai foil per la nobilitazione Kurz. www.luxoro.it

38 aprile 2013


IN EQUILIBRO tra YIN E YANG

Il cartoncino Sappi Algro Design è stato scelto per realizzare l’elegante confezione della gamma di prodotti per la cura del viso Yin Yang, di Deynique Cosmetics. Questo progetto è stato realizzato da Carl Edelmann, azienda specializzata in astucci pieghevoli pieghevoli, inserti di confezioni e soluzioni con un particolare focus nel settore della bellezza e della salute. Si tratta di una confezione modulare con linee pulite e una struttura insolita, ispirata al concetto asiatico di yin e yang. Nella filosofia cinese, yin e yang sono due forze opposte che si trovano in natura: opposti che non possono esistere uno senza l’altro. Questa armonia e questo equilibrio naturale sono ricreati nel prodotto, nel materiale e nella confezione. www.sappi.com

NOVITÀ strategiche Arjowiggins Creative Papers ha annunciato una serie di importanti novità che riguardano la regione Southern Europe, oltre che i primi dati finanziari che prospettano un 2013 di crescita. La Region ha raggiunto il risultato del +4% sul budget e un +1% rispetto al 2011. Inoltre la Turchia entra a farne parte. “È un paese in forte crescita con un PIL in costante aumento e rappresenta un ‘ponte’ strategico tra Asia ed Europa”, ha dichiarato Simone Medici, Amministratore Delegato di Arjowiggins Italia e Direttore Sales & Marketing della Divisione Creative Papers per l’area Sud Europa & Turchia (nella foto). www.arjowiggins creativepapers.com


UN’APP “DI CARTA”

Paper Selector è la nuova applicazione per iOS che permette di navigare nel vasto catalogo Fedrigoni e trovare la carta più adatta alle singole esigenze tra i 2471 prodotti raccolti, ed è disponibile in italiano e inglese. Una volta raggiunta la scheda di una carta, è possibile vedere tutte le grammature disponibili, i formati, le certificazioni ecologiche e un’anteprima della superficie e del colore della stessa. Inoltre, con un solo tap è possibile richiedere informazioni o campionature all’agente di zona. www.paperideas.it

WEB-TO-PRINT,

qualche CONSIGLIO

La CEDRATA in USA con un pack ad hoc

Minimegaprint lancia i Video Tutorial, dei veri e propri “training on line” sulla corretta preparazione dei file di stampa. Un supporto tecnico semplice e veloce per ottenere risultati eccellenti in pochi click. I Video Tutorial sono strumenti di lavoro utili per grafici, designer e utenti della stampa on line. Sul sito, sul blog e sulla pagina Youtube dell’azienda sono già disponibili i primi due video: “Come creare una tinta piatta” e “Come creare l’abbondanza con Adobe”. www.minimegaprint.com

Pasqua PERSONALIZZATA!

La bevanda a base di cedro varca i confini nazionali e sarà presto distribuita in tutti gli Stati Uniti. Per l’occasione, Carré Noir ha creato un’immagine premium dedicata esclusivamente a questo mercato. Il caratteristico giallo brillante e la bottiglietta di vetro sono i protagonisti del cluster: uno scatto still life è posto centralmente, mentre nella porzione bassa del facing sono riportate immagini dei cedri. Sul retro del cluster è stata inserita un’immagine d’epoca del Lago di Garda, che vuole cogliere l’interesse degli americani, da sempre sensibili alle bellezze paesaggistiche del nostro paese. Infine, ogni bottiglietta è vestita con uno stretto sleever trasparente che riporta in verde il marchio e le informazioni principali. www.carrenoir.it

Lo spunto arriva dalla Pasqua: per trasformare questa festività in una nuova opportunità di comunicazione, Pixartprinting ha ideato delle ceste di cartone, declinabili in vari modi. Realizzate in cartone Onda E da 1,4 mm e personalizzabili con immagini a piacere sul lato esterno, queste ceste sono facili da montare grazie alla chiusura a incastro. L’eccellenza delle grafiche è assicurata dalla tecnologia Durst P10, garanzia di qualità Fine Art, una rivoluzione per la stampa digitale in cartone, anche in piccole tirature. Come per gli altri prodotti proposti da Pixartprinting, è possibile ordinare le nuove ceste direttamente online in pochi passaggi.

www.pixartprinting.it

40 aprile 2013


NOTIZIE TEN COLLECTION CONTINUA

Novità nelle carte di SICUREZZA

Il brasiliano Adhemas Batista è stato il terzo artista digitale della TEN Collection Season 2. La sua opera intitolata “Colors to Defy Gravity” è stata scaricabile gratuitamente per 24 ore nel mese di marzo. Per aprile il progetto continua, un nuovo artista metterà la sua arte a disposizione dei followers di Fotollia. Le prime due creazioni di Gustavo Brigante e di Soonguy Gwon, hanno battuto tutti i record rispettivamente con 23.454 e 31.265 download in 24 ore, il sito TEN by Fotolia ha registrato più di 100.000 visitatori in un solo mese. www.tenbyfotolia.com

Favini presenta Secure-Skin, una MICROGOFFRATURA che a prima vista si presenta come un ELEMENTO DECORATIVO, in cui in realtà è integrato un micro-testo visibile soltanto utilizzando lenti d’ingrandimento. Questa TECNOLOGIA può essere utilizzata nell’ambito della brand protection: scatole, etichette, cartellini, shopper, documentazione aziendale... Favini è in grado di creare goffrature contenenti micromessaggi, loghi o motivi personalizzati. www.favini.it

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comunicare il vino

di luca maroni a cura di giannina airaghi www.lucamaroni.com

Autore dell’ “Annuario dei Vini Italiani” giunto alla 17° edizione, Luca Maroni è riuscito a determinare in una formula la struttura chimica della piacevolezza del vino, rendendola tecnicamente riproducibile. Nel 2000 ha creato il portale internet sul vino più ricco del mondo, con le sue 380.000 pagine web gratuitamente consultabili. È esperto di riferimento dell’Enciclopedia Treccani e dei principali quotidiani e media televisivi. Dal 1998 a oggi ha degustato oltre 250.000 vini.

I SENSI COMUNICANO

IL VINO

NESSUN’ALTRA ENTITÀ EDIBILE RIVELA LA SUMMA DI VALENZE IMPLICATE DAL VINO, ESPRESSIONE MASSIMA DELL’AGRICOLTURA, DELL’ DELL’ENOLOGIA,, DELLA STORIA DELL’UOMO. IL MIO MESTIERE È COMUNICARE TALE VALORE INTEGRO, SENZA TRALASCIARE NULLA DEL SUO CALEIDOSCOPICO BRILLARE, ACCENDENDO NEL LETTORE IL DESIDERIO DI CONTATTARE CONSAPEVOLMENTE QUESTO ETEREO, IRRADIANTE, UMANIZZANTE VETTORE La comunicazione senza analisi sensoriale è sostanzialmente monca, trasmette vacuità e non muove nel lettore il desiderio di comprendere l’esperienza narrata, che può costituire una novità rispetto alla propria. È molto importante rompere tale inerzia e ciò avviene solo riferendosi ai fatti di senso, modulati attraverso lo strumento del linguaggio. Non sempre una ricezione perfetta viene automaticamente a trasformarsi in una descrizione perfetta. È qui che subentrano il filtro dell’intelletto e il potere della scrittura. Per coinvolgere il lettore e muoverlo nel senso che desidero, riferisco con la massima precisione ciò che percepisco in qualità di analista sensoriale,, attraverso un linguaggio musicalmente e sonoramente piacevole. Il vino libera un sentire che è globale, aumenta la profondità di percezione del senso e dona al narratore quella forza sensibile e quel coraggio di espressione che sono solo l’esplosione intellettiva del sentito.

“Il VINO ARRIVA AI SENSI muovendosi innanzitutto per l’aria attraverso il profumo, vettore che è lo stesso impiegato dalla MUSICA, le cui ONDE SONORE si propagano attraverso l’aria.”

“SENSOFWINE”... Per comunicare il vino, mi sono accostato al mondo della musica, della cultura, all’eccellenza della produzione artistica. Il vino è universale e piace soprattutto agli esseri colti, profondamente sensibili e umilmente consapevoli della beltà della vita e del creato. Cerco di porre il vino come elemento spiritualisticamente capace di essere il denominatore comune di chi vale nel nostro Paese, interessando così architetti, musicisti, registi. Nel mio evento “Sensofwine” desidero comunicare, assieme al valor del vino, il senso di valore dell’applicazione dell’italica intelligenza e dell’italica straordinaria disponibilità di strumenti ed elementi naturalistici.

42 aprile 2013


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tutto sul naming

Béatrice Ferrari

Béatrice Ferrari è la voce più significativa del brand naming in Italia. Laureata in semiotica, comincia la sua pratica a Parigi per sbarcare nel 1989 a Milano e fondare la prima società italiana completamente dedicata alla creazione di nomi commerciali della quale è socio e amministratore per 16 anni. Dal 2005 opera come professionista indipendente: offre collaborazioni di tipo strategico (brand architecture, global positioning) e creativo (brand naming e renaming). Nel 2009 lancia il corso ‘Naming Day’, un format esclusivo in Italia che insegna come sviluppare strategie, creatività e valutazioni dei nomi dei brand. www.beatriceferrari.com www.brandnamingday.com

Facciamo un brindisi

info@beatriceferrari.com

L’ULTIMO NATO in casa TRIFULA

Il BRAND del mese

Trifula nasce nel 2011 per identificare una gamma di vini Doc del Piemonte nelle tipologie rosso, bianco e rosato. L’impatto del marchio è immediato e forte: un cane dall’aspetto simpatico, divertente e curioso, inserito in un cerchio irregolare come fosse disegnato da un bambino. Il nome Trifula, inserito a sua volta in un rettangolo irregolare, è quello del cane protagonista, un meticcio presente non solo sull’etichetta del vino, ma anche nel fumetto che accompagna la comunicazione del prodotto: racconta il coraggio e il grande cuore dell’animale, che lo porta a scoprire il più grande e prestigioso tartufo bianco mai trovato. Un personaggio ironico, che comunica freschezza e originalità. Simbolo di fedeltà, e per antonomasia ‘il miglior amico dell’uomo’, il cane porta con sé valori di amicizia, affetto, gentilezza, familiarità e tradizione. Il colore bianco primeggia sull’etichetta trasmettendo sensazioni di purezza, freschezza e candore. Il contrasto con il nero genera una cromia semplice

ma visivamente aggressiva, giovane e dinamica. Un pizzico di giallo oro riscalda il tutto. Il nome Trifula è un trisillabo sdrucciolo dal ritmo dinamico e deciso, che presenta una melodia ricca, sia a livello vocalico /i-u-a/ che consonantico /t-r-f-l/: un insieme di suoni variegati, originali e di grande personalità. Il nome è una forma diminutiva di ‘trufa’, e deriva dal dialetto comasco ‘trufol’ che significa appunto ‘tartufo’. In Francia si ritrova l’equivalente ‘truffe’, ‘trüffel’ in Germania e ‘truffle’ in Inghilterra. Il termine è femminile singolare, e può ricordare la radice ‘tri’ latina col significato di ‘tre’. Il carattere tipografico maiuscolo dal tratto manuale è accattivante e trasmette artigianalità, simpatia, familiarità. Il logo ha un disegno movimentato che dà una spiccata energia all’etichetta. Il richiamo al fumetto è esplicito e rimanda a un mondo giocoso, di fantasia e libertà. Una scelta giovane, alternativa e ironica, una coraggiosa innovazione nel mondo vitivinicolo a volte troppo austero.

FONETICA Nome molto dinamico dall’accento tonico sulla quartultima sillaba. È chiaramente dominato dal suono vocalico ‘i’ /i-i-a-i/ acuto, che evoca velocità e precisione. A livello consonantico/v-n-l/ la melodia è piuttosto leggera e soffice, segnata soltanto dalla dentale /t/ che conferisce quel pizzico di solidità e decisione. MORFOLOGIA Quattro sillabe molto facili da pronunciare a livello internazionale per nome nato dalla fusione di due termini di origine linguistica differente: ‘vini’ viene dal vocabolario italiano e si riferisce all’attività offerta dal brand, ‘Italy’ si rifà all’inglese e indica il paese dove si svolge l’evento. SEMAN SEMANTICA Vinitaly è il nome del Salone Internazionale del vino e dei distillati che si tiene a Verona dal 1967 con cadenza annuale. Si tratta della più storica tra le rassegne vinicole del pianeta, e oggi quella più fortemente innovativa. Vinitaly ha accolto nel 2012 oltre 4.200 espositori da oltre 20 Paesi e 140mila visitatori da 116 Nazioni.

ICONOGRAFIA Tre cerchi nascono dai puntini delle ‘i’ e si sovrappongono danzanti al di sopra del logo. Evocano con immediatezza degli acini d’uva, ma anche il movimento della luna, quasi a ricordare l’importanza che i cicli lunari hanno sulla varie fasi della produzione del vino. Il cerchio è simbolo di perfezione, compiutezza e unione; è rassicurante e accogliente. CROMIA Le 4 tonalità di viola sono immagine del vino: eleganti e serie quelle più scure, serene e frivole quelle più chiare. La trasparenza dei cerchi trasmette leggerezza, dinamismo e simboleggia l’incontro. Il viola che nasce dalla mescolanza del blu e del rosso, porta con sé un po’ della simbologia di entrambi: è il colore del cambiamento e della transizione, è calmo e spirituale con un pizzico di eros ed energia vitale. TIPOGRAFIA Carattere minuscolo lineare, tradizionale. La sua peculiarità sta nella ‘n’ che ha un disegno ad arco moderno e giovane. Trasmette simpatia ed essenzialità. La lettura è ottima.

44 aprile 2013


SCATTO DI LUSSO

photo stylist FOTOGRAFIA PROFESSIONALE studio fotografico - archivio fotografico foto artistiche fotografia d’interni - foto di architettura, nautica, sport & moda www.photostylist.it


marketing dei sensi

a cura di Alessandro Miani alessandro.miani@gmail.com

Alessandro Miani è la voce più autorevole del Marketing Sensoriale in Italia. Laureato in Medicina e Chirurgia, Ricercatore Universitario della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano e autore di numerosissime pubblicazioni, tra cui “Il Marketing dei Sensi” e “Marketing Sensoriale”, ha all’attivo anche docenze universitarie allo IED e al CdL in Scienze della Comunicazione dell’Università Vita-Salute San Raffaele.

IL VINO SI RACCONTA

attraverso emozioni e sensi COSA PIÙ DEI PROFUMI È IN GRADO DI FORNIRE UN SENTIERO CHE CONDUCE DIRETTAMENTE ALL’ANIMA, DIFFONDENDO IMMEDIATAMENTE NELLA COSCIENZA UNO STATO DI PURO PIACERE?

L’olfatto agisce in modo primitivo, irrazionale, quasi magico. Ci aiuta a vedere il mondo da punti di vista che spesso diamo per scontati, e la sua funzione emotiva determina il nostro umore e le nostre relazioni sociali. IL POTERE DELLA MEMORIA OLFATTIVA Il meccanismo reso noto da Marcel Proust ci rivela come un particolare profumo susciti in noi ricordi del passato. Ma è vero anche il contrario: in uno studio pubblicato sulla rivista Neuron, il neurologo Jay Gottfried ha dimostrato l’attività della corteccia piriforme a seguito di uno stimolo effettuato con immagini o oggetti del passato. In breve, i soggetti volontari hanno riavvertito particolari profumi legati a eventi o situazioni già vissute. Alla base della percezione degli odori, vi è l’apprendimento associativo: gli odori diventano ricchi di significati per le persone, attraverso le loro esperienze di vita o relazioni con altri eventi, cose, persone. Da qui l’accettazione o meno di un odore, che si lega a eventi specifici ad esso collegati. Ed è questa caratteristica che oggi molti esperti prendono in considerazione, sfruttando il fatto che legare il prodotto o l’evento che si intende promuovere a odori dal forte significato emotivo, può sicuramente risultare una mossa strategica vincente. Dapprima un po’ trascurato, l’olfatto è un senso preziosissimo che, rispetto agli altri, ha acquisito sempre più importanza sino a divenire fulcro di studio nelle strategie commerciali. Sebbene inizialmente l’interesse fosse attribuito a settori più immediati come quello cosmetico o quelli legati alla cura e l’igiene della persona e della casa, è interessante notare come oggi la tendenza sia completamente smentita. Non c’è settore produttivo che non sfrutti la potenzialità di questo senso nell’ambito della definizione delle

46 aprile 2013


marketing dei sensi 1|Vino SU tela In Spagna diversi artisti si dedicano da tempo a ‘tradurre’ le note gustative con la pittura. Un esempio è Nora López Millán, che invita i suoi alunni a dipingere con colori che vengono estratti dalla prima pigiatura dell’uva e dai suoi sedimenti. lanoralm.carbonmade.com

2|Vino & legno 2| Cosa c’è di meglio di un buon bicchiere di vino davanti al caminetto, nei freddi mesi invernali? C’è chi ha pensato di associare questi due elementi e creare un packaging in legno di pino...

proprie strategie di marketing. A partire dagli anni ’90 l’attenzione si è fatta via via più intensa e l’approccio al marketing olfattivo è sempre più presente, dal settore distributivo a quello dell’entertainment, inserendosi quindi all’interno delle nuove strategie/tecniche di “ambient marketing” che puntano alla strutturazione di caratteristiche ambientali nei punti vendita commerciali come nei flagship stores (negozi monomarca) al fine di migliorare “l’esperienza” del cliente. Già, perché, se inizialmente l’acquisto rappresentava una normale attività volta all’approvvigionamento di un prodotto o un servizio, oggi il consumatore è sicuramente più attento, sensibile, esigente, coccolato da molteplici alternative. L’acquisto o la fruizione diventano una vera e propria esperienza da ricordare. L’obiettivo non è più il prodotto o il servizio ma il cliente. Lo scopo, promuovere l’immagine aziendale, rafforzare il ricordo di nuovi prodotti, catturare l’attenzione dei clienti, fidelizzandoli.

3|Label braille Il packaging sfrutta elementi tattili per intrigare i sensi. Baud, agenzia di comunicazione di Madrid, ha ideato un’etichetta braille pensata non solo per i non vedenti, ma per coinvolgere tutti i consumatori. www.baud.es

TRADUCENDO LE EMOZIONI Tutto ciò che siamo in grado di pensare, può essere descritto con le parole, questa è la teoria di Nietzsche e di Wittgenstein. Ma cosa succede quando non riusciamo a spiegare il nostro ‘sentire’ con parole comuni che fanno parte del nostro dizionario? Le sensazioni a volte sono più facili da plasmare in una tela, perché i sentimenti finiscono per diventare un decoupage di vari obiettivi, passati attraverso la botte del passato e l’ossidazione della paura di ciò che sarà. “Nessun grande artista vede le cose come sono in realtà. Se lo facesse, smetterebbe di essere un artista” questo diceva Oscar Wilde e questo fanno i sommellier, che, come rapsodi, degustando recitano poemi. È difficile esprimere sensazioni e tradurle in un linguaggio universale, ancor più quando si tratta di riflessioni personali. È come un passare dal soggettivo e personale, al registro collettivo delle parole. Per questo gli esperti, più che a definire, tendono a evocare, a comunicare ciò che percepiscono attraverso i loro organi di senso, a metterlo in relazione con il ricordo e a esporre la propria opinione a chi non è così allenato a ‘etichettare’ le proprie sensazioni. Il profumiere Alexandre Smith è capace di riconoscere le diverse molecole aromatiche che formano il bouquet del vino, ma i consumatori capiscono meglio l’aroma di un vino se lo mettono in relazione con la pera, la ciliegia, ecc. Si possono descrivere gli aromi con formule chimiche, ma queste non comunicano emozioni, non evocano ricordi, paesaggi, sapori, odori. L’uso della metafora nella degustazione non è un semplice ornamento, ma l’elemento cruciale per poter evocare sensazioni. Per la sua forza, direbbe Aristotele, perché il cibo è comunicazione, come ha ben studiato l’antropologo LéviStrauss. Gli italiani preferiscono la giustapposizione di aggettivi. Nel mondo anglosassone della degustazione c’è una tendenza a comporre frasi brevi. Gli americani sono più disciplinati e controllati in quanto a risorse letterarie. Di solito il vino viene descritto da aggettivi e verbi transitivi, evitando pompose comparazioni. I francesi utilizzano di più verbi di azione. Le icone (grappoli, bicchieri, stelle o medaglie) sono una qualificazione più globale, più cauta e meno compromettente.

aprile 2013

4| ETICHETTE da personalizzare Esistono bottiglie da personalizzare, con etichette adesive da attaccare a piacere! Come il vino “Byo”, che diventa espressione della personalità di chi lo acquista, con facce da comporre. www.thecreativemethod.com

5| VESTI la tua etichetta La bottiglia “Drink ‘n’ Stick”, ideata dall’azienda vinicola australiana Some Young Punks, porta il consumatore a interagire e a giocare con essa. L’etichetta, disegnata dall’australiano Joe Whyte, raffigura una pin-up somigliante a Betty Page vestita di sola lingerie. La confezione però include degli stickers con cui si può vestire e rivestire la bambolina di carta. Prima di stappare, è possibile scegliere lo stile da dare alla propria bottiglia e i vestiti da far indossare alla pin up. www.someyoungpunks.com.au

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SI RINGRAZIA L’EDITORE PER LO SPA P ZIO CONCESSO PA



Comunicando n. 03/2013