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O N A I L A T I

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STAMPA E NUOVI MEDIA NELL’ERA DIGITALE

Comunicazione multicanale INCONTRO CON PAZZINI STAMPATORE EDITORE - A PAG. 26

DRUPA2012

I RESOCONTI DALLA “GRANDE MESSE” (II PARTE) - A PAG. 32

Innovazione e sostenibilità

LE PAROLE D’ORDINE NEL FUTURO DELLE ETICHETTE AUTOADESIVE - A PAG. 78


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Sommario PIOMBI In primo piano Siglato accordo per Rotoalba . . . . Bazzi riparte con Faenza Group . . . Schreier lascerà la Heidelberg . . . . La crisi delle cartiere . . . . . . . . . . . Aziende grafiche . . . . . . . . . . . . Fornitori . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Eventi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Spazio Cultura . . . . . . . . . . . . . .

14 14 15 16 18 20 21 24

INTERVISTE L’industria grafica: un futuro da reinventare Filippo Pazzini (Pazzini) . . . . . . . . . 26 Alberto Mazzoleni (Macchingraf). . . 54 SPECIALE DRUPA 2012 I RESOCONTI (II parte) Digitale a colori piccolo formato. . . Effetti speciali . . . . . . . . . . . . . . . . Legatoria . . . . . . . . . . . . . . . . . . . Drupa... è sempre la Drupa . . . . . . TECNOLOGIE Grafiche Mercurio, primi nella correzione cromatica online . . . . . News dai fornitori . . . . . . . . . . . . . I tre assi nella manica di Durst . . . . News carta & supporti. . . . . . . . . .

32 38 40 46

52 64 82 84

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DRUPA 2012 Seconda parte dei resoconti dalla manifestazione di Düsseldorf

EVENTI Viscom Italia in ottobre a Milano. . . 63 EcoPrint in settembre a Berlino . . . 70 MERCATI L’industria grafica in Grecia . . . . . . 59 SPAZIO ETICHETTE Dal seminario Finat di Barcellona . . 78 RUBRICHE I nomi di questo numero . . . . . . . . . .6 L’opinione di... Alberto Sironi Packaging sì, ma con competenza. . .9 L’opinione di... Emanuele Posenato Opportunità o miraggio? . . . . . . . . 11 Tipi da museo: piano-cilindrica Commoretti . . . . . . 90

Organo Ufficiale ITALIA

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IL POLIGRAFICO È LA RIVISTA ITALIANA DEL GRUPPO EUROGRAPHIC PRESS WWW.EUROGRAPHICPRESS.COM


il poligrafico

tutto il numero

in un minuto

STAMPA E NUOVI MEDIA NELL’ERA DIGITALE

AZIENDE FIORI ALL’OCCHIELLO

SPECIALE DRUPA 2012 Dopo la prima parte sul numero scorso, proseguono i resoconti dalla fiera tedesca. Si parla qui della stampa digitale a colori di piccolo formato, con molte novità soprattutto nell’inkjet a foglio 50x70; della nobilitazione, dove oggi laminazione, glitter, embossing o floccatura si possono ottenere anche col digitale; del finishing, che forse sconta meno le difficoltà contingenti. A pag. 32

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“L’industria grafica, un futuro da reinventare”: Filippo Pazzini di Pazzini Stampatore Editore

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La situazione dell’industria grafica in Grecia

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Innovazione e sostenibilità le parole d’ordine nel futuro delle etichette autoadesive

IL PUNTO SULL’INDUSTRIA GRAFICA IN GRECIA Report speciale di Lia Fakinou, editore della rivista ga - graphic arts (del gruppo Eurographic Press), che spiega come gli stampatori ellenici stanno affrontando la crisi dell’industria della stampa. A pag. 59 INCONTRO CON... È Pazzini Stampatore Editore, nella persona del responsabile commerciale nonché consigliere Filippo Pazzini, la protagonista dell’incontro di questo mese. Un’azienda che in oltre 100 anni di storia ha saputo evolversi utilizzando anche le tecnologie digitali più evolute, perché “stampa e internet sono due mondi da integrare”. A pag. 26 SPAZIO ETICHETTE Innovazione e sostenibilità sono stati gli argomenti principali trattati al seminario tecnico organizzato a Barcellona da FINAT, l’associazione europea che tutela gli interessi di fornitori e convertitori di etichette autoadesive. A pag. 78 INTERVISTA AD ALBERTO MAZZOLENI Il nuovo amministratore delegato di Macchingraf illustra le misure di ristrutturazione intraprese e commenta il difficile momento del mercato grafico in una crisi sia congiunturale sia strutturale. A pag. 54

I NOSTRI COLLABORATORI Davide Biancorosso, Achille Perego, Marco F. Picasso, Emanuele Posenato, Alberto Sironi


I nomi di questo numero Persone e aziende citate con riferimento alla pagina. I numeri in neretto si riferiscono all’inserzione pubblicitaria

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A Accademia Poligrafico 9,62 Acimga 15 18 Adario Aldo Adario Mauro 18 37 Agfa Graphics AIE 22 AIMSC 90 AIP 20 15 Alta Media Alwan Color Expertise 52 24 Amorim Isolamentos Arctic Paper 84 Arjowiggins 84 Artelibro 22 16 Arti Grafiche Gajani Assocarta 15 Assografici 15,16,21 90 Augusto Dell’Orto B Bagel Peter 14 18 Bartoli Maurizio 83 Bassanello Alberto basysPrint 18 66 Bavuso Giorgio Bazzi Aldo 14 14 Bazzi Federico Bazzi Francesco 14 48 Bellocchio Paolo Bergamin Alessandro 44 Bernardi Grafiche 15 21 Biancavilla Marco Bobst 43,86 43 Bobst Jean-Pascal Boldrin Grafiche 20 Bompan 20 20 Bompan Massimo Bonaiti Alessandro 48 Bondioli Gianluca 41 18 Bonora Antonella Bossi Aurelio Tipografia 90 20 Brioschi Fabio Buntemeyer Kai 44 25 Buttigli Alessia C C.P. Bourg 40 Camporese 20,77,81 Canon 27,36,84 Carmenta 16 53 Carnelli Carlo 16 Cartiera Cariolaro Cartiera Mantovana 16

Cartiera Verde Romanello 16 Cartiere del Garda 84 Cecchetti Giacomo 27 Centrexpo 19 48,86 Cerutti gruppo Chasseur Pietro 48,87 Chesterman Frazer 70 Chevrolet 24 16 Chiodelli Roberto 48 Clavell Pablo Clays 76 80 Collotype Labels ColorConsulting 53 Colorgraf 8 Commoretti 90 Condat 84 48 Consolani Giacomino Consolidated Graphics 34 24 Cook Ian Cordenons gruppo 17 18 Corrà Grafiche Costanzo Rino 14 CtpOptotec 65 D D+S Europe 15 15 Damiani Grafiche DB Ing. dell’immagine 21 De Grandis Paolo 48 21 De Marinis Riccardo De Rossi Andrea 48,87 Delphax 35 18 Diemme Grafiche Digraph 20 48 Dorrahl Peter Drupa 32,82 Duplo 67 57,82 Durst Phototechnik E easyDOT 68,74 EcoPrint 70 Edigit 7 14 Edizioni San Paolo Elanders 34 Enipg 16 Epson 35 59 Eurographic Press Evolution 72,73 F Facchini Sergio 48 15 Faenza Academy 14 Faenza Group Faenza Industrie Grafiche 15

15 Faenza Scientific Fairley Mike 79 Famiglia Cristiana 14 Favini 85 Fedrigoni 85 Fespa 2013 22 Filippi Umberto 48 Finat 78 Flexotecnica 86 Folli Osvaldo 90 54 Franzi Sergio Fraser Dominic 24 Freimuth Stanley E. 20 Fressnapf gruppo 18 Friulia 16 Fujifilm 33 G Gajani Alberto 16 Gallus 87 Gipponi Tino 90 Gmund 85 Goss 52,55 GPN 91 Grafica Veneta 74 Graficart 20 Grafiche Bazzi-Moretti 14 Grafiche Mercurio 52 Grafikontrol 48,87 Grafitalia 2013 87 Guandong 64,68 Guido Veneziani Editore 14 H H-Farm 21 Hawkins Michael 76 Heidelberg 14,15,18,20, 27,44,48,54,86 Herzog & de Meuron 24 Herzog+Heymann 43 Highcon 87 Horizon 40 HP 34,39,84 Huber Group 65 Hunkeler 40 I-J IAT Reinsurance Comp. 20 IFRA Expo 22,89 Ikea 14 Ilte 14 Impika 36 Impronta Grafica 20 Informa Exhibitions 22 International Paper 67

Ipagsa 16 Ipex 2014 22 Ist. San Zeno 87 Istat 11 Jonker Filip 46 Juliagraf 35 K KBA 14,18,35,48 Kern 69 Klimt Gustav 85 Kodak 15,20,36,64,84 Koehler Robert J. 15 Kolbus 44,76,86 Komori 18,34,48,61 Konica Minolta 34,84 Kontorousis 60 Kurz 38 L L’Espresso 14 La Pieve Poligrafica 20 La Tipografica 20 Labels&Labelling Cons. 79 Landa Benny 32 Landa Corporation 48 Lecta gruppo 84 Legatoria Umbra 18 Legoprint 68,74 Leidig Peter 48 Lievens Christophe 18 Linzbach Gerold 15 Lithosol 10 Litover 58 Logics 41 Luxe Pack 22 M Macchingraf 54,87 Maes Win 35 MAI Holdings 20 Manroland 3,48 Marenghi 16 Mark Andy 20 Marson Enzo 16 Maserpack 18 Masserdotti gruppo 18 Mastagni gruppo 16 Mathew Jacob 22 Mattern Dieter 48 Maxi Zoo Italia 18 Mazzoleni Alberto 54 MBO Maschinenbau 43 Meccanotecnica 43 Melastampi 37


Memjet 35 Mercurio Diodato 52 Mercurio Gerardo 53 Mercurio Salvatore 53 Messuri Paolo 16 Metoda gruppo 65 MGI 35,38 Mimaki 20 Minimegaprint 21,30,31 Miyakoshi 34 MM Grafiche 18 Mohr 44 Mondadori 14 Monzese Carta 2 Moretti Grafiche 14 Moretti Marco 21 Müller Bruno 43 Müller Martini 43,86 Museo della stampa Lodi 90 N Nastro 35 Neopost 67 Nicol Ryan 24 O Océ 36 Old City Press 34 OMET 87 Opinion Way 11 P-Q Pazzini Carla 28 Pazzini Domenico 27 Pazzini Eugenio 27 27 Pazzini Filippo Pazzini Pier Giorgio 27 Pazzini Stampatore Editore 27 Pazzini Valentina 27 Perez Antonio M. 20 Petratto 41 Picchietti Stefano 18 90 Piersantini Egiziano Piersantini Michele 90 Pilot Italia 80 Pixartprinting 12,13,18,21,35 Polar 18,44 Precision Printing 34 Presstek 20 PressUp 50,51 Print Buyer 80 Print Service 18 Printgraf 87 Printgraph 65 Protema 48 QuadTech 52 Queneau Raymond 25 R Rcs 14 Reno de Medici 16 Ricoh 36,66,84,87 Roland DG 41 Rossi Claudio 14 Rossini Felice 15 Rotoalba 14

Rotografica 21 RR Donnelley 35 Rubbuano Ilaria 48 Rusconi 14 Ryobi 34 S Saez Antonio 48 Sanzone Maurizio 74 Sarco Paola 63 Schiavi Andrea 90 Schobertechnologies 25 Schreier Bernhard 15 Scodix 38 Screen 33 Serpentine Gallery 24 Sitma 42 Soporcel 45 Staples 56 Stora Enso 34 Studiorip 65 Sun Chemical 23,64 T Tecnologie Grafiche 48,87 Tenderini Alessandro 18,21 Timson Marcus 70 Timsons 36,48,68,74 Top Ink 35,38 Torraspapel 84 Toschi Andrea 48 Tramontano Massimo 18 Triennale Design Museum 84 Tumaini Roberto 69 TWS 38 U Ulisse Trading 66 Ulmex 87 UPM 49 Uteco 87 V Vanhooren Stefaan 37 Varigrafica Alto Lazio 18 Veneziani Guido 14 Vero 14 Villa Lorenzo 70 Viscom Italia 63 W-X Walker Jon 76 Waller Nick Craig 22 WAN-IFRA 22 Ward Jeff 76 Weiwei Ai 24 Wing Hung Group 34 Wohlenberg 86 Wohlenberg Baumann 44 Xeikon 35 Xerox 36,84 Z Zechini Fulvio 41 Zechini Gra-for 41 Zechini Roberto 41 Zund 41 ZundLab 41

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Opinioni

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Gestione aziendale

Packaging sì, ma con competenza Alberto Sironi

IPI 137/12

Il mondo del packaging e della cartotecnica sembra essere l’unico che veramente resiste in una situazione economica difficile, per non dire disastrosa, come quella in corso. Questo per una serie di motivi, tra cui la trasversalità dell’imballo, che non riguarda un settore specifico ma spazia in vari ambiti, tra i più diversi nel panorama industriale generale. Per cui avviene che il mercato di riferimento diviene quello servito, con le sue specificità e non tanto quello della stampa di packaging, a differenza di quanto avviene ad esempio nell’editoria. Ora, può succedere che all’interno di tale attività si produca per un settore ancora di grande tenuta o addirittura in sviluppo, così come può accadere esattamente il contrario, essendo inseriti in un mercato che subisce la crisi generale dei consumi. La situazione che emerge quindi dallo studio del comparto cartotecnico è molto più complessa di quanto possa apparire a prima vista, direi “a macchia di leopardo”. Il convegno organizzato recentemente da un importante produttore di inchiostri, in collaborazione con l’Accademia del Poligrafico, sull’imballaggio alimentare prodotto in offset ha ottenuto un grande successo con la partecipazione di 170 operatori qualificati, a dimostrazione della vitalità di questo segmento. Infatti i beni di primo consumo sono sicuramente un solido appiglio a cui aggrapparsi nel periodo attuale, anche se la filiera è certamente imprigionata finanziariamente dai meccanismi della GDO, basati su lunghissimi tempi di pagamento, per cui serve molta solidità per poter partecipare al business. Al contrario, fatica il packaging che serve mercati che si muovono nell’effimero, a parte le nicchie di altissima qualità forse, perché in maggiore sofferenza ormai da tempo. Certo divenire un produttore di packaging può rappresentare una valida alternativa oggi per un’azienda grafica, ma per trasformarsi in una cartotecnica servono a mio parere tre requisiti di base: - solidità economica per l’acquisto delle materie prime e capacità di investimento; - skills commerciali per introdursi in alcuni nuovi settori che acquistano imballi; - know-how tecnico per poter affrontare la sfida di convertire la produzione, o una sua parte consistente, verso la realizzazione di nuovi prodotti, specialmente legandolo alla professionalità del personale da formare. Infatti nel settore cartotecnico (altra grande differenza da quello commerciale/editoriale) la fase di stampa non è preponderante rispetto a quelle di trasformazione (fustellatura e incollatura, ad esempio) che invece pesano notevolmente come importanza sul processo, così come (e forse maggiormente) la progettazione CAD. In pratica: la complessità produttiva aumenta di molto rispetto a gestire pagine (tutte rettangolari…) e gioco forza bisogna essere preparati, perché il cuore del flusso diviene la fustella e non più la stampa. Attenzione però: anche nel mondo del packaging c’è qualche nuvola all’orizzonte, specialmente relativa agli ordinamenti europei che tendono a ridurre il più possibile gli imballi per diminuire l’impatto ambientale e quindi i rifiuti da smaltire.

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Market&Trend

Opportunità o miraggio? Emanuele Posenato

La contrazione della domanda nei segmenti editoriale e commerciale spinge alcune imprese a considerare il mondo del packaging. Opportunità reale o miraggio?

IPI 137/12

Secondo l’ISTAT (consuntivo 2011 diffuso lo scorso 5 luglio) fra i pochi indici in crescita, a parte un “doloroso” +30% dei tablet che accelera il processo di dematerializzazione delle informazioni, spicca alla voce consumi alimentari un aumento del 13% dei prodotti a marchio (le cosiddette private label). Deduzione: se a parità di volumi di prodotto venduto aumentano le frazioni cresce il packaging. E allora, vista la contemporanea contrazione di altri segmenti di mercato, sale la febbre da packaging. Quali barriere all’ingresso? Il problema non è solo tecnologico. Cambiano anche la clientela, il modello d’acquisto e i parametri di percezione del servizio/prodotto. Infine, la domanda di packaging non è generica. Opinion Way, società francese specializzata in ricerche di marketing, lo scorso maggio ha realizzato per conto del salone “Emballage” uno studio rappresentativo delle popolazioni di quattro paesi europei (Francia, Spagna, Italia e Germania) sul concetto di smart pack, nel quale l’aggettivo smart significa intelligente e polivalente, capace cioè di mixare diverse dimensioni percettive del packaging agli occhi del consumatore, che risultano poi essere fattori orientanti le scelte dei packager e dei marketer. I risultati evidenziano la presenza di tre macro-culture del packaging che riflettono atteggiamenti di natura socio-antropologica. Sommariamente sono state identificate una cultura nordeuropea incentrata sulla semplicità, il rigore, l’autocontrollo nei consumi e l’attenzione all’ambiente; una cultura sudeuropea franco-spagnola con connotazioni estetizzanti che tende a fondere packaging e design, e una cultura italiana, più pragmatica, intermedia, nella quale è sicuramente presente la componente estetica, con un particolare accento sull’originalità (tema legato alla creatività), con forti connotazioni ambientalistiche riconducibili a temi come la sostenibilità. Rispetto alle materie prime impiegate, la ricerca rileva complessivamente un’attenzione generale all’ecologico, riciclabile e riutilizzabile, seppure con delle distinzioni d’approccio, scontate per alcuni, ostentate da altri, come per l’Italia, dove ecologia e riciclabilità/riutilizzabilità sono una dimensione della virtù d’impresa assolutamente da comunicare. Interessanti anche le differenze evidenziate in merito ai formati del packaging. Consenso abbastanza elevato di Francia e Spagna nei formati famiglia che ancora una volta si distinguono dall’atteggiamento di Italia e Germania. L’Italia si spacca quasi a metà, con una lieve propensione alle confezioni individuali, mentre la Germania capovolge il trend europeo e premia il formato individuale. >segue a pag. 86

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PIOMBI

LE NOTIZIE DI ATTUALITÀ DEL POLIGRAFICO IN PRIMO PIANO I più rilevanti fatti del mese AZIENDE GRAFICHE Accordi societari, installazioni, persone... FORNITORI Cosa accade nelle società fornitrici EVENTI Congressi, seminari, mostre, inaugurazioni

Siglato l’accordo per Rotoalba. A Veneziani il controllo Sembra finita la “telenovela” per la cessione dell’azienda di Alba da parte del gruppo tedesco Bagel.

n Dopo mesi di trattative, firme di intese saltate, conflitto tra azionisti e un ricorso alle vie legali, tra i protagonisti è prevalso il buon senso per il bene dell’azienda. Così, salvo ulteriori colpi di scena, l’avrebbe spuntata il gruppo Guido Veneziani Editore (GVE), nuovo azionista di maggioranza di Rotoalba. Già tre mesi fa era stato concluso un preliminare d’accordo con GVE, ma era stato sospeso per la reazione delle Edizioni San Paolo (socio al 15%) che avevano reclamato un diritto di prelazione sulle quote messe in vendita da Peter Bagel. In realtà i Paolini le avrebbero destinate a un altro

acquirente (si era parlato della Ilte), soluzione che ai tedeschi non era piaciuta. Adesso tutto sembra risolto. Bagel ha rilevato il 15% delle azioni Rotoalba in mano ai Paolini e le ha cedute a Veneziani insieme con gran parte della sua quota azionaria (85%). Così GVE è oggi il principale azionista, mentre cir-

ca un 10% è rimasto al gruppo tedesco che resterà anche nel CdA; alla guida operativa della società è stato confermato Rino Costanzo. La scelta del gruppo Veneziani (75 milioni di ricavi che supereranno i 105 quando sarà consolidata Rotoalba) segna un’inversione di tendenza nel rapporto editori stampatori: negli ultimi anni grandi case

editrici (Rusconi, Rcs, Mondadori, l’Espresso) avevano deciso lo scorporo e la vendita delle aziende di stampa, oggi è un editore a diventare anche stampatore. E, come spiega Guido Veneziani, porterà in Rotoalba la stampa di circa l’80% delle sue testate mentre oggi ad Alba viene stampato solo Vero. Questo trasferimento di commesse consentirà già quest’anno di far salire i ricavi del printing da 21 (su un totale di oltre 31) a 26 milioni. Rotoalba continuerà a stampare i periodici dei Paolini, tra cui Famiglia Cristiana, a mantenere commesse importanti come i cataloghi Ikea, ma svilupperà ulteriormente la stampa contoterzi. Per questo alla tradizionale stampa in rotocalco verrà affiancata quella in roto-offset. Achille Perego

La nuova Grafiche Bazzi riparte con Faenza Group Termina senza successo il matrimonio tra Bazzi e Moretti. far ripartire l’azienda nella sede milanese di 10 mila metri quadrati dove erano confluite l’anno scorso anche le attività della Grafiche Moretti, con il trasferimento dalla ex Moretti di Segrate di una macchina di grande formato 100x140 a cinque colori KBA che aveva completato un ampio reparto di macchine piane 70x100 a 4, 5, 6 e 10 colori di casa Heidelberg. Nonostante l’integrazione tra le due aziende avesse portato un significativo aumento dei ricavi (più 22%), i risultati raggiunti avevano scoraggiato soprattutto Aldo Bazzi dal proseguire l’attività in un mercato sempre più in crisi e concorrenziale. Da lì era nata, prima dell’estate, la decisione della messa in liquidazione della Bazzi-Moretti. Liquidazione che proseguirà il suo naturale corso anche a salvaguardia degli ex dipendenti (che potranno usufruire di ammortizzatori sociali), dei fornitori e dei creditori.

Ma questa estate la famiglia Bazzi, con l’intervento di Claudio Rossi, ha deciso di rimettersi in gioco. Grafiche Bazzi, controllata dalla holding Faenza Group, è infatti una nuova società nella quale continueranno a portare il loro grande contributo di esperienza i Bazzi. In questi giorni si stanno completando le assunzioni che vedranno tornare al lavoro (con criteri di tutela a salvaguardia di chi ha anzianità e famiglia) inizialmente oltre una ventina dei 45 dipendenti rimasti della ex Grafiche Bazzi-Moretti. «Il nostro obiettivo» aggiunge Rossi «è di proseguire l’attività della Grafiche Bazzi nella stampa editoriale e commerciale di alta qualità, ottimizzando però lo stabilimento, inserendo i tre turni di lavoro come nel gruppo Faenza e pensando anche a nuovi investimenti (una nuova IPI 137/12

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Con la messa in liquidazione prima dell’estate della Grafiche Bazzi-Moretti, nata dall’integrazione tra le due storiche aziende milanesi a metà del 2011, si è aperto un nuovo futuro per le attività industriali della società. O meglio della Bazzi perché dal 1° settembre (anche se già operativa dal 27 luglio) ha debuttato sul mercato la nuova Grafiche Bazzi, forte già di una serie di commesse e della fiducia espressa da molti clienti. Una ripartenza dovuta all’intervento di una delle più dinamiche aziende di stampa italiane, Faenza Group, guidata da Claudio Rossi (nella foto): «Sarebbe stato un peccato far cessare l’attività a un’azienda con cento anni di storia alle spalle, con una famiglia di imprenditori ancora motivati e preparati e con un nome di grande rispetto sul mercato». Così Rossi ha trovato un accordo con i Bazzi (Aldo con i figli Federico e Francesco) per acquisire il ramo industriale e


PIOMBI

PrimoPiano

I dati del settore diffusi dalla Federazione della carta e della grafica Situazione poco confortante: rispetto all’anno precedente, cala dello 0,5% il fatturato del comparto grafico, del 5,8% la produzione.

n L’assemblea annuale della

Federazione della Filiera della carta e della grafica (Assografici, Assocarta, Acimga), riunitasi prima della pausa estiva presso l’Hotel Mélia di Milano, ha fornito l’occasione al presidente, Felice Rossini, di divulgare i dati, ahimé non molto confortanti, relativi ai settori stampa, cartotecnica, produzione cartaria e macchine da stampa: «Nel 2011 il fatturato del comparto grafico è calato dello 0,5% rispetto all’anno precedente, un dato allarmante se pensiamo che è il quinto anno consecutivo di discesa, e la produzione cala anch’essa del 5,8% con particolare flessione nei segmenti delle riviste, stampati pubblicitari e commerciali e dei collaterali

allegati ai periodici. Il processo di digitalizzazione influisce, ma non è il solo fattore negativo né il più importante: i minori investimenti in pubblicità e comunicazione delle aziende e il progressivo calo del potere d’acquisto delle famiglie hanno colpito pesantemente i prodotti stampati». La cartotecnica e trasforma-

macchina piana), per renderlo più rispondente alle richieste del mercato». La nuova Grafiche Bazzi diventa così il quarto stabilimento operativo di Faenza Group che con un’altra recente acquisizione, Grafiche Damiani di Bologna, stimava già per il 2012 un fatturato in crescita da 13 a 16,5 milioni. Alla holding Faenza Group (controllata al 100% da Claudio Rossi), fanno capo tutte le società operative. Faenza Industrie Grafiche (stampa piana, libri d’arte e packaging), Grafiche Bernardi di Treviso (web to print, stampa commerciale e cartotecnica), Alta Media (nuove forme di comunicazione multimediale), Faenza Scientific (editoria tecnico-scientifica e medica), Faenza Academy (corsi, eventi, convegni), le divisioni editing a Milano e Parigi, Grafiche Damiani di Bologna e ora anche Grafiche Bazzi. Faenza Group offre tutte le nuove forme di comunicazione e di stampa (per la prestampa è partner di Kodak), dalle nuove piattaforme multimediali al web to print, ma la parte più importante dei ricavi (il 40% realizzati all’estero) riguarda la stampa di alta qualità di prodotti commerciali e cartotecnici per molti settori industriali (food, farmaceutico, moda, cosmetica, edilizia) e i libri fotografici e d’arte. A.P.

zione di carta e cartone invece è diminuita dello 0,7% in produzione ed è aumentata del 5,7% in termini di fatturato, ma soprattutto a causa degli aumenti delle materie prime, di energia e trasporti. L’industria cartaria ha vissuto nel 2011 un ciclo moderatamente positivo fino a metà anno, a cui è seguita una battuta d’arresto e la disce-

sa nella seconda parte. Il fatturato si è chiuso con un lieve miglioramento rispetto al 2010, ma è stato eroso come redditività dagli alti costi energetici e di materie prime. Notizie rassicuranti dal comparto delle tecnologie e delle macchine per la stampa e la produzione cartaria che ha visto crescere il fatturato dell’8,7% grazie però alla notevole spinta dell’export, mentre continuano a diminuire le vendite in Italia. Infatti nel 2011 oltre l’80% delle vendite è stato realizzato sui mercati esteri (ai primi posti USA, Germania e Francia). I primi dati di quest’anno confermano questa tendenza e se da un lato consolano, dall’altro preoccupano per il perdurare della stagnazione del mercato italiano.

Schreier lascerà la Heidelberg Il CEO della società ha deciso di non rinnovare il suo mandato. Al suo posto Gerold Linzbach. Bernhard Schreier (foto sopra), CEO di Heidelberger Druckmaschinen, lascerà l’azienda a fine anno, cedendo il ruolo che ha coperto per ben 13 anni a Gerold Linzbach (foto sotto), 56 anni, che ha assunto la carica dal 1° settembre. «Vorrei ringraziare Bernhard Schreier per i risultati conseguiti», ha commentato Robert J. Koehler, presidente del consiglio di supervisione dell’azienda. «In 37 anni di carriera in Heidelberg, di cui 13 come CEO, è stato in grado di traghettare l’azienda attraverso due crisi economiche internazionali che hanno colpito anche l’industria della stampa. In particolare negli ultimi tempi di grande difficoltà ha saputo trasformare Heidelberg da produttore di macchine tradizionale a fornitore globale di soluzioni e servizi per le arti grafiche. In Gerold Linzbach vediamo un eccellente successore con un’esperienza internazionale, che sarà sicuramente in grado di portare avanti con successo il processo di riorientamento strategico attualmente in corso, garantendo un ritorno alla redditività». Gerold Linzbach, laureato in Ingegneria chimica, era in precedenza CEO e membro del CdA della D+S Europe.

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PIOMBI IN BREVE Alberto Gajani Non solo Assografici, ma tutto il mondo legato alla stampa e alle arti grafiche è in lutto per la scomparsa, avvenuta lo scorso luglio, di Alberto Gajani. Presidente di Assografici dal ‘94 al ‘99, per anni presidente della Delegazione imprenditoriale al rinnovo del CCNL grafico-editori, presidente dell’ENIPG per due mandati, membro di Giunta di Confindustria, Gajani era stimato e rispettato da tutto l’ambiente imprenditoriale e associativo, per via di quella sua particolare propensione ai rapporti umani e gioia di vivere che ne facevano un personaggio unico nel nostro mondo. Nato a Milano nel 1933, Gajani ha iniziato presto a lavorare nell’azienda di famiglia e con la sua direzione si è avviato quel processo di crescita che ha portato le Arti Grafiche Gajani ad arrivare negli anni ’80 a trecento occupati con 100 mila metri quadri di stabilimenti.

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PrimoPiano

Cartiere in crisi n La crisi si sta facendo sentire con forza anche nel settore delle cartiere, su cui pesano la stretta finanziaria, l’alto costo dell’energia, la concorrenza dei produttori stranieri, i minori consumi di carta. Così ci sono aziende che fanno fatica a restare competitive sul mercato. Come la Cartiera Verde Romanello di Basaldella di Campoformido (UD). Schiacciata dai debiti, quantificati dall’ex amministratore unico Roberto Chiodelli in circa 48 milioni (22 con le banche, 23 con i fornitori, 3 con i dipendenti) a fronte di un attivo di 40 milioni in macchinari, crediti verso clienti e immobili, nei mesi scorsi la Cartiera aveva cessato l’attività più per mancanza di rifornimento della materia prima che per l’assenza di commesse. La proprietà, controllata al 30% dal gruppo Mastagni, aveva anche chiesto un finanziamento a Friulia, finanziaria regionale, che però era stato negato. Dopo aver tentato la strada della ristrutturazione del debito, il 23 giugno il Tribunale ha deciso la messa in liquidazione affidandola ai curatori Paolo Messuri ed Enzo Marson. L’attività quindi è ancora sospesa mentre i circa 150 dipendenti sono in cassa

integrazione straordinaria. La speranza, spiega Messuri, è che torni in pista il gruppo Reno de Medici, che già a febbraio aveva fatto una proposta di salvataggio che non era andata a buon fine. L’attività è invece ripresa da luglio, dopo essere stata sospesa per due mesi, alla cartiera ex Cariolaro di Carmignano di Brenta (PD). La storica Cartiera Mantovana di Maglio di Goito, della famiglia Marenghi, che in Veneto aveva già acquisito la cartiera di Galliera Veneta, ha infatti rilevato in affitto il ramo d’azienda dell’ex Cariolaro, che ha riaperto con il nome di Carmenta e una cinquantina dei precedenti 80 dipendenti, in cassa integrazione straordinaria. Cariolaro, fondata nel ‘36 dalla famiglia omonima, fino agli anni ’60 ha prodotto essenzialmente carta per sacchi e sacchetti, anche per uso alimentare. Negli ultimi tempi si era specializzata in carta ecologica di qualità e qualche anno fa aveva ottenuto la certificazione per produrre un tipo di carta di alta qualità che si chiama Kraft Avana Antispappolo. Produceva 50 mila tonnellate di carta all’anno, il 40% per l’estero. La crisi però si era fatta sentire tanto che era già stata chiusa la Cariolaro 2 a S. Pietro in Gu. Oltre una quarantina dei 55 dipendenti erano riusciti a collocarsi in aziende o in altre cartiere della zona. A.P.


IN BREVE Interior Decoration per i Maxi Zoo Maxi Zoo Italia del Gruppo Fressnapf – la più grande catena europea nel settore articoli e alimenti per animali – ha rinnovato i punti vendita del Nord Italia. Gruppo Masserdotti, partner tecnico del progetto, ha provveduto alla realizzazione e applicazione delle grafiche. L’intervento ha riguardato gli ambienti interni con la nuova segnaletica dei diversi reparti rappresentativa della tipologia di merce esposta, un’idea funzionale e accattivante dal punto di vista

PIOMBI

NEWS AZIENDE GRAFICHE

Una pubblicazione commemorativa realizzata da Legatoria Umbra per il Papa, in mostra in un’esposizione a Heidelberg.

Legatoria Umbra investe in una piegatrice a tasche < In occasione della scorsa Drupa la Le-

gatoria Umbra, un’azienda con sede a Bastia Umbra (PG), ha ordinato una nuova piegatrice a tasche Heidelberg Stahlfolder TD 112 che verrà utilizzata per la produzione di libri di alta qualità e calendari per conto di clienti prestigiosi, tra cui il Vaticano. «I nostri clienti chiedono principalmente tre cose: qualità, qualità e qualità», spiega Stefano Picchietti, che fondò l’azienda nel 1989. L’azienda è riuscita a far fronte alla domanda crescente e sempre più esigente dei propri clienti, divenendo un punto di riferimento per

le aziende non solo umbre, ma di tutto il territorio nazionale. La missione aziendale è quella di perseguire una crescita sana ed equilibrata che permetta di ampliare la propria quota di mercato, aumentando l’occupazione e dando spazio a quelle innovazioni tecnologiche di processo e di prodotto che si ritengano indispensabili. Legatoria Umbra, che conta trenta dipendenti, lavora esclusivamente con attrezzature fornite da Heidelberg e Polar Mohr. Delle cinque piegatrici Stahlfolder in funzione nell’azienda, solo due sono antecedenti al 2011. Lo stesso vale per i tagliacarte.

Aziende italiane di rilievo scelgono basysPrint a Drupa

Parasole per auto personalizzati Pixartprinting – specialista del webto-print – in estate ha ampliato il vasto catalogo di prodotti stampati con i nuovi parasole. Realizzati in cartone onda EF da 3 mm (130x70 cm), sono comodi e facili da piegare grazie alle cordonature preimpostate, e possono essere stampati (solo fronte) con immagini scelte dal cliente.

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Da sinistra: Mauro e Aldo Adario (Varigrafica Alto Lazio), Maurizio Bartoli (MM Grafiche, distributore basysPrint in Italia), Christophe Lievens (basysPrint).

Alla Maserpack una nuova Rapida 145 Sei gruppi stampa, torre di verniciatura, opzione High Speed, configurazione per cartotecnica. È la nuova Rapida 145 installata a fine luglio presso la Maserpack di Cisterna di Latina. Dopo un 2011 in cui l’azienda ha affrontato situazioni difficili, non ultima un incendio nella sede produttiva, si rilancia puntando sulla macchina grande formato KBA presentata in Drupa. Velocità fino a 17.000 f/h, immissione con squadra elettronica, cambio lastre completamente automatico, gestione commesse automatizzata, forno Varidry Blue a risparmio energetico sono alcune delle caratteristiche tecniche della Rapida 145 che unisce massima efficienza produttiva e attenzione all’impatto ambientale. Maserpack produce numerose tipologie di packaging (astucci, cluster, espositori ecc.) per clienti di primo piano nazionali e internazionali.

Antonella Bonora e Massimo Tramontano al pre-collaudo della loro macchina presso lo stabilimento KBA a Radebeul. IPI 137/12

estetico. I soggetti, legati al mondo degli animali, sono anche i protagonisti di insegne luminose e non, di totem e rivestimenti per le vetrine, che hanno invece contraddistinto la riqualificazione degli esterni creando un’immagine dal forte impatto comunicativo.

Sono sei gli ordini che basysPrint ha acquisito a Drupa per i suoi CtP UV da parte di clienti italiani, un risultato decisamente gratificante che ha sottolineato l’interesse dell’Italia per questa interessante tecnologia. Lo specialista nel web-to-print Pixartprinting ha comprato due basysPrint VF 865 con caricatore automatico per aumentare la produttività delle sue due offset a foglio Komori: «Questo ci permetterà di aumentare la redditività e soddisfare le esigenze e le richieste dei nostri clienti», afferma Alessandro Tenderini, direttore generale di Pixartprinting. Grafiche Corrà ha investito in un basysPrint B 865 con caricatore automatico; l’azienda, anch’essa veneta, realizza stampati di carattere editoriale, commerciale, promozionale e ha deciso di migrare dal CtP a tecnologia termica al CtP UV perché questa scelta le permetterà di ridurre i costi operativi delle operazioni di prestampa senza compromessi in termini di qualità. «Hanno scelto basysPrint per l’elevato livello di qualità e l’eccellenza dei servizi garantiti», afferma Christophe Lievens, direttore vendite e marketing di basysPrint. Un basysPrint 865 F con caricatore automatico è stato acquistato da Print Service e Varigrafica Alto Lazio, mentre Grafiche Diemme ha scelto un 861 B manuale. Queste tre aziende, con sede nell’Italia centrale, hanno grandi volumi di produzione.


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Kodak vende alcune divisioni per uscire dal “Chapter 11” < Eastman Kodak Company

ha reso noto i passi che intende muovere a breve per uscire con successo dal Chapter 11 attraverso un processo di riorganizzazione dell’intera azienda. Il progetto è di concentrarsi su alcune aree di business chiave – stampa commerciale, packaging, stampa funzionale e servizi per le imprese – e cederne altre. In particolare, l’azienda ha appena dato il via al processo di vendita delle divisioni “Personalized Imaging” e “Document Imaging”, leader nei rispettivi mercati. La

prima divisione è composta da Retail Systems Solutions, Paper & Output Systems ed Event Imaging Solutions. La seconda include una vasta gamma di scanner, software e servizi per clienti enterprise. Kodak considera la vendita di queste divisioni, accanto a iniziative per la riduzione dei costi e alla vendita dei brevetti legati al digital imaging, determinante per il completamento della riorganizzazione aziendale in vista dell’uscita dal Chapter 11 nel corso del 2013. «Stiamo dando un volto nuovo

a Kodak», ha dichiarato Antonio M. Perez, presidente e CEO di Kodak. «I nostri mercati di riferimento saranno sempre più quelli della stampa commerciale, packaging, stampa funzionale e servizi per l’impresa e per servire questi mercati, che hanno le maggiori potenzialità di crescita in futuro, abbiamo un ricco portfolio di soluzioni». Oltre alle divisioni strategiche sopra citate, Kodak continuerà con le divisioni Consumer Inkjet, Entertainment Imaging, Commercial Film and Specialty Chemicals.

Presstek passa a un fondo d’investimento americano

Brioschi nuovo Channel Sales Manager di Bompan

L’azienda americana nota per le macchine da stampa DI (Digital Imaging), rappresentata in Italia da Digraph, ha firmato un accordo che ne sancisce l’acquisizione da parte della MAI Holdings, affiliata con l’American Industrial Partners Capital Fund IV (AIP). In merito alla transazione, AIP ha raggiunto un accordo con il maggior azionista di Presstek, IAT Reinsurance Company, che possiede il 24,5% delle azioni, in base al quale AIP si impegna a votare a favore della fusione in occasione dell’assemblea straordinaria degli azionisti che verrà convocata a questo proposito. «Siamo contenti di poter unire le risorse finanziarie di AIP al ricco portfolio prodotti di Presstek», ha dichiarato Stanley E. Freimuth, presidente e CEO di Presstek. «Questa combinazione contribuirà a favorire la crescita della società, che ha dovuto affrontare momenti difficili negli ultimi anni. AIP include tra le proprie società un’altra azienda del settore, Mark Andy, leader nella produzione di rotative a banda stretta per etichette».

Fabio Brioschi (a destra nella foto con Massimo Bompan) è il nuovo Channel Sales Manager di Bompan, importatore esclusivo per l’Italia delle stampanti Mimaki. Un incarico che prevede la gestione delle relazioni con i distributori ufficiali presenti sul territorio nazionale, con un affiancamento sul campo. Compito primario: intensificare lo scambio di know-how tra l’azienda e i dealer, con l’obiettivo di consolidare la leadership di Bompan/Mimaki nel mondo delle arti grafiche. L’ingresso di Brioschi è significativo di un rafforzamento dell’organico con nuove figure professionali dotate di un expertise nel mondo della visualcomm che rientra nel piano strategico messo a punto da Bompan per supportare la crescita aziendale anche con investimenti in soluzioni gestionali di ultima generazione.

Camporese: a luglio installate cinque Heidelberg Un luglio ricco di soddisfazioni per Camporese Macchine Grafiche. Facendo riferimento solo al mercato italiano, sono ben 5 le macchine a foglio installate. La più importante è quella scelta dall’azienda romagnola La Pieve Poligrafica, una Heidelberg SM102-10P Preset Plus Feeder & Preset Plus Delivery, dotata del massimo della tecnologia disponibile. Un’altra 70x100, una CD 102-5-LX dell’ultimo modello e revisionata a copie zero da Camporese, è stata installata a Impronta Grafica di Cantù. Passando al 50x70, significativa l’installazione presso Graficart di Resana (TV) che ha sostituito una 5 colori SM74 con una 6 colori + lacca acrilica sempre 52x74, sempre Heidelberg e di nuova generazione. La Tipografica di Basaldella (UD) ha invece optato per una Heidelberg SM 52-5 LX, e una Heidelberg 52x74, 4 colori full optional è stata installata presso la Grafiche Boldrin di Vigorovea (PD). IPI 137/12

IL TUO

PIOMBI

PRENOTA


PIOMBI Il web-to-print per le nobilitazioni serigrafiche < Con un evento tenuto nelle splendide sale dello Chateau Mon-

fort di Milano, i fondatori di Minimegaprint – Marco Biancavilla (a sinistra) e Riccardo De Marinis (a destra) – hanno presentato ufficialmente la nuova realtà che si occupa di web-to-print nel piccolo e nel grande formato. Un debutto che porta con sé una novità nel panorama dell’e-commerce legato alla stampa: la proposta di nobilitazioni serigrafiche a un costo accessibile. Attingendo al know-how di DB Ingegneria dell’Immagine – da 40 anni nel mondo delle arti grafiche – Minimegaprint propone questo servizio ad aziende di stampa, grafici e agenzie di pubblicità. «Tutte quelle realtà che non hanno il know-how o le tecnologie adeguate per soddisfare questo tipo di commesse», spiega Biancavilla. Le nobilitazioni proposte sono le più disparate: dai glitter oro, argento, multicolor, a lucidatura, rilievo, gratta e vinci, verniciature profumate, fluorescente e fosforescente, effetto opaco e sabbiato. Accanto a questi stampati si affianca l’offerta di prodotti che confluiscono in tre macro-aree: piccolo formato, grande formato ed espositori. «Il nostro obiettivo è rendere standard quello che fino a oggi non lo era, proponendo il finishing serigrafico su stampati di piccolo formato», ha aggiunto De Marinis. Nel sito un sistema super efficiente gestisce tutto il flusso di lavoro delle commesse, dall’ordine alla spedizione che, come standard, avviene nell’arco di 48 ore. Massima tranquillità dunque sull’iter produttivo degli stampati, completata da servizi di assistenza al cliente via mail, telefono e chat. Nei progetti futuri di Minimegaprint quello di mettere radici anche in Europa puntando su Germania, Francia, Inghilterra e Spagna.

I Giovani Imprenditori in visita da Pixartprinting e H-Farm

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Una delegazione del Gruppo Giovani Imprenditori di Assografici ha dedicato una giornata dello scorso giugno al tema dell’innovazione visitando dapprima la sede della Pixartprinting a Quarto d’Altino e successivamente H-Farm a Roncade (VE). La delegazione, guidata dal presidente Marco Moretti, ha incontrato Alessandro Tenderini, direttore generale di Pixartprinting, che ha presentato la storia e le attività dell’azienda, la strategia commerciale e i numeri di produzione. La delegazione ha quindi proseguito per H-Farm, un venture incubator che opera a livello internazionale in ambito web, digital e new media, favorendo lo sviluppo di start up basate su innovativi modelli di business. H-Farm si propone al mercato con il doppio ruolo di incubatore e investitore: da un lato fornisce alla start up il capitale necessario al suo avvio (seed capital), dall’altro affianca il team con un approccio imprenditoriale, attraverso la fornitura di una gamma di servizi amministrativi, finanziari e commerciali. I Giovani Imprenditori hanno potuto incontrare anche alcuni esperti che hanno realizzato start up in settori affini alla stampa: una start up che si occupa di design per packaging e una società di grafica online, parzialmente acquisita da un’azienda che opera nel settore grafico.


IFRA Expo cambia sede: da Madrid a Francoforte L’associazione mondiale WAN-IFRA comunica una variazione del programma relativamente all’evento IFRA Expo 2012: la manifestazione non si svolgerà a Madrid come previsto inizialmente, bensì a Francoforte nelle stesse date, dal 29 al 31 ottobre. Jacob Mathew, presidente dell’associazione, ha detto che il cambio di sede è stato motivato dalla richiesta degli espositori di avere una location più centrale in Europa per ridurre i costi di viaggio e garantire una maggiore accessibilità: l’aeroporto è un hub di primaria importanza, serve 108 compagnie aeree, 4.200 voli diretti alla settimana da e per 304 destinazioni; è inoltre a 20 minuti di taxi dal centro fieristico.

A Londra la più grande Fespa mai organizzata

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A meno di un anno dall’apertura della nuova edizione, FESPA 2013 a Londra (ExCeL Londra, dal 25 al 29 giugno 2013) si rafforza sempre di più e sta diventando rapidamente l’evento da non perdere per gli stampatori nel prossimo anno. Più di 310 espositori hanno già confermato la propria prenotazione per Fespa 2013, quasi raddoppiando i numeri della partecipazione rispetto all’edizione di Monaco 2010. Molti espositori hanno inoltre intenzione di espandere la propria presenza rispetto alle precedenti fiere, aggiungendo più spazio espositivo da dedicare alla presentazione dei propri prodotti. Gli stessi espositori che hanno partecipato a Monaco 2010 hanno allargato del 10% il proprio spazio espositivo a Londra. Come risultato, FESPA 2013 sarà la più grande FESPA mai organizzata, con ulteriori due padiglioni aggiunti al progetto originale.

Artelibro, a Bologna il festival del libro d’arte < Il 2012 segna una tappa significativa del

percorso di Artelibro: è stata infatti sottoscritta un’importante convenzione con il Comune di Bologna che segna l’ingresso del Festival nella programmazione ufficiale e coordinata dell’Assessorato alla Cultura della città. Nella mostra-mercato di Palazzo Re Enzo e del Podestà viene esposto tutto ciò che è raro nel mondo dei libri: volumi antichi, pubblicazioni a tiratura limitata, pezzi unici creati dagli artisti, editoria di nicchia e sperimentale, riviste specializzate. Gli editori d’arte sono riuniti, dal 21 al 23 settembre, in una grande Libreria dell’Arte in Piazza Nettuno. Il programma culturale è suddiviso secondo diversi temi: mostre, incontri professionali, presentazioni di libri e

progetti, conferenze per il pubblico, laboratori e attività per ragazzi. Novità di quest’anno è un’ampia indagine su progetti italiani e internazionali di editoria autoprodotta e sperimentale, il cui esito confluirà in una sezione intitolata “Fruit. Focus on contemporary art” dove il pubblico può scoprire e acquistare pubblicazioni di arte contemporanea generalmente conosciute solo nei circuiti underground e tra gli addetti ai lavori. Sotto la dicitura Artelibro Professionale si svolgono convegni e tavole rotonde sulle problematiche attuali di editoria d’arte, biblioteche e mercato antiquario. Tra questi AIE-Associazione Italiana Editori continuerà ad aggiornare il quadro del mercato dell’editoria d’arte istituendo un confronto tra la situazione italiana e quella di alcuni importanti trend internazionali.

Luxe Pack va in scena a Montecarlo Il salone internazionale della creatività legata al packaging di lusso sarà anche quest’anno (dal 24 al 26 ottobre) una piattaforma di scambi d’affari per tutti i professionisti del settore del packaging. Come spiegare il successo sempre crescente della manifestazione, diventata in poco tempo l’evento di riferimento del settore? Senza dubbio, la qualità e le competenze dei suoi espositori sono l’attrazione principale del salone, che ha scelto fin dall’inizio di non fare alcuna concessione sulla promessa di origine di pertinenza e qualità. Quest’anno l’esposizione sarà animata da un numero record di 360 espositori e sarà l’inevitabile e privilegiato passaggio per vedere le ultime novità. La sua dimensione a carattere internazionale acquisita grazie ai diversi paesi d’origine di espositori e visitatori è sempre stata in grado di accompagnare i giochi strategici e gli sviluppi dei marchi e dei produttori di imballaggi. Non possiamo dimenticare la qualità già riconosciuta del programma di conferenze per aprire dibattiti, beneficiare di esperienze concrete, comprendere la mondializzazione o apprendere nuove tecniche.

Ipex 2014 parte con il “world tour” Informa Exhibitions, organizzatore di Ipex 2014 (26 marzo – 2 aprile 2014, ExCeL London, Regno Unito), ha annunciato un programma ricco di roadshow nei principali territori internazionali mete dei visitatori dell’evento per tutto il 2013. Il roadshow fornirà ai delegati la loro prima opportunità di vivere il tema di Ipex 2014 rappresentato dalla “scoperta ed esplorazione” del ruolo della stampa nel marketing mix in rapido cambiamento. Ogni evento offrirà delle notevoli opportunità di networking e di incontro con i gruppi e le associazioni di stampa principali, con media ed espositori per offrire ai delegati le più recenti analisi, trend e statistiche del settore, comprese discussioni riguardanti le opportunità di crescita e presentazioni di importanti casi studio. «Presenteremo degli eventi informativi e stimolanti che si concentreranno sulla comunità di stampa internazionale, in special modo sui mercati emergenti con l’intento di coinvolgere, attirare e portare questi stessi visitatori a Londra nel 2014», commenta Nick Craig Waller, marketing director di Ipex 2014. «Si è registrato un notevole aumento delle presenze di partecipanti provenienti dai mercati emergenti nel mondo; a Ipex 2010 il 52% dei partecipanti proveniva dal Regno Unito e il 48% sono stati visitatori internazionali. Prevediamo di arrivare a un 55% di visitatori internazionali con un 45% di visitatori nazionali. La Cina, ad esempio, sta aumentando il suo spazio espositivo comune di oltre il 100% a Ipex 2014 e prevediamo un aumento corrispondente del numero dei visitatori insieme a una maggiore attività per ciò che riguarda media e associazioni». IPI 137/12

IN BREVE

PIOMBI

NEWS EVENTI


Dal Progetto al Consumatore: Chi promuove lâ&#x20AC;&#x2122;innovazione nel packaging? Noi.

working for you.

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Sun Chemical Group S.p.A. WJB"DIJMMF(SBOEJ t4FUUBMB'SB[$BMFQQJP .* tXXXTVODIFNJDBMDPN


SpazioCultura Il sughero, opera d’arte della natura

Usato per un padiglione della Serpentine Gallery di Londra.

< È stato inaugurato

lo scorso 1 giugno, alla presenza di oltre 135 giornalisti, il Padiglione della rinomata Serpentine Gallery di Londra, rivestita di sughero da Amorim. La leader indiscussa del mondo del sughero ha fornito per l’installazione più di 80 m3 di sughero, utilizzati in tutto lo spazio sotterraneo del padiglione. Dal 2000 la Gallery commissiona ogni anno ad architetti di fama internazionale l’allestimento di un padiglione che metta in luce la pratica architettonica contemporanea. Il Serpentine Gallery Pavilion è considerato un punto di riferimento annuale per il mondo dell’architettura e attrae una media di 250mila visitatori all’anno.

Il padiglione progettato da Herzog & de Meuron e Ai Weiwei è un salotto circolare, rivestito di sughero, con una complessa struttura multi-livello, dove 108 pezzi di mobili in agglomerato di sughero espanso sono sparsi ad arte. Questi pezzi sono stati disegnati da Ai Weiwei e da Herzog & de Meuron appositamente per questo scopo e sono stati intagliati a mano dai tecnici specializzati di Amorim Isolamentos sotto la supervisione del team di architetti. «Abbiamo scelto questa materia prima», spiegano gli architetti, «perché il sughero è un materiale naturale con qualità tattili meravigliose ed è inoltre estremamente versatile per essere scolpito, tagliato, sagomato e formato». Non è la prima volta che il sughero Amorim viene scelto da architetti e designer come materia prima ideale per le loro creazioni. Esso infatti è stato scelto come stimolante materia prima per un gruppo di creativi designer internazionali coinvolti da Amorim ed Experimentadesign nella creazione di una collezione di oggettistica in sughero battezzata con il nome “Materia”, e sempre in sughero, inoltre, sono i pavimenti della spagnola Sagrada Familia, la celebre Basilica di Barcellona progettata da Antoni Gaudì e dichiarata nel 1984 Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.

Chevrolet Volt illumina Londra

L’immagine creata da Ian Cook per l’auto elettrica Volt della Chevrolet. IPI 137/12

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■ L’acclamato artista internazionale automotive Ian Cook ha creato la prima immagine luminosa di Chevrolet Volt, dipinta nel buio totale e illuminata solo da raggi UV. Il regista del video Ryan Nicol ha seguito Cook nei tre giorni della realizzazione del disegno, ispirato da una fotografia della Volt scattata a Londra in piena notte. «Questa è l’opera d’arte più difficile che io abbia realizzato nella mia vita», ha detto Ian Cook. «L’ho dipinta totalmente al buio». L’immagine è basata su una fotografia notturna della Volt scattata a Londra dal noto fotografo di auto Dominic Fraser. Sotto una luce normale, l’immagine di Cook sembra un’opera d’arte luminosa e appariscente, ma quando è illuminata dai raggi ultravioletti “neri”, l’immagine diventa fluorescente e sembra saltare fuori dallo sfondo. «Come la Volt ha segnato un’evoluzione per le auto elettriche, io voglio portare la mia arte a un nuovo livello facendo qualcosa di completamente diverso e nuovo», ha dichiarato Cook.


Gli “Esercizi di stile” approdano su internet

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■ Letteratura, informatica e web design. Prospettive e connessioni in un’attività di ricerca stilistica e tecnica pensata per studiare e indagare nuove opportunità del web, in modo non casuale ma all’interno di un sistema che porti a ogni esercizio valore aggiunto. Questo il concetto di un interessante “esperimento”, ad oggi in corso, nell’ambito web, un gioco-ricerca tra informatica, linguaggio e design. L’autrice, Alessia Buttigli, web designer umbra, ha deciso di declinare lo stesso sito internet in tanti modi differenti, riproponendo i medesimi contenuti con diversi linguaggi e in diverse strutture. Un esercizio tecnico e retorico ispirato dal lavoro che Raymond Queneau fece sul testo nel celebre libro Esercizi di stile, dove partendo da un episodio di vita quotidiana elaborò novantanove variazioni sul tema.

Gli esercizi di stile sono visibili nel sito www. prospettive.biz.

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Interviste Filippo Pazzini

Appuntamento questo mese con un’azienda che in oltre 100 anni di storia ha saputo evolversi abbracciando le tecnologie digitali più evolute, nella convinzione che stampa e internet sono due mondi da integrare. Diversificazione è la parola d’ordine.

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“Le scelte di nicchia e di diversificazione sono sempre state una nostra caratteristica vincente”

24 - L’industria grafica, un futuro da reinventare Intervista con Filippo Pazzini, consigliere e responsabile commerciale di Pazzini Stampatore Editore

COMUNICAZIONE

MULTI CANALE di ACHILLE PEREGO

Dai biglietti da visita, i santini e le orazioni per le parrocchie stampati con il torchio e una vecchia pedalina ai cataloghi di altissima qualità realizzati in versione “tridimensionale” con il gamut allargato della quadricromia fino alla riproduzione di codici miniati con un’innovativa (ed esclusiva) tecnica di stampa digital foil. In oltre centovent’anni di storia la Pazzini Stampatore Editore ha conosciuto tutte le trasformazioni della stampa, dalla composizione a mano a quella elettronica. Dai torchi, le platine e le macchine a cilindro (ancora conservate nel museo aziendale inaugurato nel novembre del 2006) alle moderne macchine da stampa digitale Canon e alle nuove offset a foglio a 5 e 8 colori, ancora oggi Heidelberg, la casa a cui tutte le generazioni dei Pazzini sono rimasti fedeli. Come lo sono stati alla provincia di Rimini dove la Pazzini Stampatore Editore è nata alle pendici del Monte Verucchio nel 1886 per mano del fondatore Domenico e dove ancora oggi, nella sede ricostruita dopo le rovine della guerra, lavorano la terza e la quarta generazione della famiglia. Pier Giorgio e Valentina, nipoti di Domenico e figli di quell’Eugenio che, poeta dialettale, aggiunse al lavoro del tipografo anche quello dell’editore, e il pronipote Filippo Pazzini, a cui si deve, assieme al cognato Giacomo Cecchetti, la svolta digitale dell’azienda che oggi fornisce anche app per iPad e iPhone ai propri clienti, ossia aziende (dalla moda all’arredamento, dalla meccanica al turismo) del Centro-Nord Italia e case editrici. «Un fatturato che nel 2008 sfiorava i cinque milioni di euro», esordisce Filippo Pazzini, 39 anni, in azienda dal 1998 con la responsabilità del settore commerciale. «Ma anche noi abbiamo risentito di una crisi di cui non si vede ancora l’uscita e anzi sembra aggravarsi ogni mese che passa. Una crisi anche strutturale perché in grande maggioranza le nuove generazioni purtroppo non leggono più libri e giornali ma pagine di Facebook e utilizzano gli smartphone per relazionarsi. Chi lavora molto con l’estero e nel settore del packaging, per noi marginale, non va male, ma chi opera sul mercato interno, sia commerciale sia editoriale, risente pesantemente della flessione della pubblicità, delle commesse, delle tirature».

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AZIENDE FIORI ALL’OCCHIELLO

L’AZIENDA Nonostante la crisi non sono molte le aziende grafiche ancora aperte e a conduzione familiare dopo 125 anni. La famiglia Pazzini come c’è riuscita? Innanzitutto grazie all’unità della famiglia e un forte attaccamento all’azienda tramandato nelle generazioni. L’essere rimasti sul mercato e competitivi dopo oltre un secolo, poi, si deve al fatto di aver sempre perseguito la divisione dei compiti e delle responsabilità, all’attenzione alle maestranze, al buon rapporto con i clienti e, infine, ma non ultimo, a un forte radicamento al territorio. Siamo nati ai piedi del monte Verucchio, vicino a Rimini, e qui siamo rimasti, ricostruendo l’azienda distrutta dalla guerra. Come è avvenuto il passaggio da stampatori anche a editori? Con mio nonno Eugenio, poeta dialettale. La nostra è una piccola casa editrice che pubblica soprattutto libri religiosi, edizioni locali e qualche libro d’arte e di fotografie. Ma oggi è difficile trovare chi acquista in libreria un catalogo d’arte da 100 euro! Essere editori però, oltre che servirci come “palestra di allenamento” per affinare le tecniche di stampa, per noi è sempre stato un fatto culturale prima ancora che produttivo. Amore per il libro, sia per il contenuto sia per la forma, passione per la stampa, il carattere, la carta. Questa passione ci porta a curare allo stesso modo una nostra edizione e la stampa per un catalogo di un cliente. Come avete affrontato questo periodo di crisi del mercato grafico-editoriale? È innegabile che il nostro settore stia attraversando una crisi strutturale che ci obbliga a dover riflettere sulle scelte future. Quando sono entrato in azienda era sufficiente pensare a un nuovo macchinario più produttivo; oggi a fronte di una continua erosione delle quote di mercato da parte soprattutto dei new media e a una conseguente sovraccapacità produttiva dobbiamo avere il coraggio di affrontare nuove sfide. Noi abbiamo deciso di investire anche nel mondo dei new media e del cross-mediale perché siamo convinti che la comunicazione sia sempre di più multicanale e quindi vogliamo essere un interlocutore a 360° per i nostri clienti. Il nostro flusso di lavoro ci permette di pubblicare contemporaneamente un documento cartaceo e digitale da distribuire sui canali web e mobile, con l’aggiunta per questi ultimi di contenuti di arricchimento multimediale (audio, video, gallery fotografiche ecc.). Certamente rispondiamo a una crescente domanda del mercato ma non è stata una scelta facile. Per uno stampatore è più semplice comprare una macchina che investire in una realtà “virtuale”. Noi ci abbiamo provato, convinti che ormai stampa e internet sono due mondi non in contrasto tra loro ma da integrare, facendo dell’azienda di stampa l’unico interlocutore, per entrambe le offerte, verso un cliente. È stata una scelta vincente? Non c’è dubbio che abbiamo riscontrato un grande interesse sul mercato. Certo, ancora oggi è più facile firmare una commessa di stampa che non ottenere un canone di servizio per la gestione di asset digitali o di pubblicazione crossmediale multicanale o di hosting e assistenza di servizi e-commerce. Però gli spazi di crescita

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La storia della Pazzini inizia nel lontano 1886 a Verucchio quando Domenico Pazzini, con un torchio tipografico e una pedalina, faceva lavori di stampa commerciale per enti pubblici e anche per qualche privato. Più tardi, intorno al 1923, entra nell’azienda il figlio Eugenio dopo aver studiato come allievo tipografo-compositore presso i salesiani di Faenza. Poeta dialettale, sarà lui a fondare la casa editrice Pazzini pubblicando nel 1927 Poesie Giocose. L’azienda mantiene fino agli anni Sessanta le dimensioni di piccola bottega artigianale. Sarà Pier Giorgio (terza generazione e ancora oggi presidente mentre consigliere delegato con responsabilità amministrativa è la sorella Valentina) a farle fare il salto di qualità industriale negli anni Settanta traghettandola nel passaggio dalla stampa tipografica alla offset, acquistando le prime macchine 70x100 a 4 colori per contare oggi su un reparto a foglio formato da una Heidelberg XL 5 colori con verniciatore e una Speedmaster 8 colori. Nel ‘98 in azienda è entrata anche la quarta generazione con Filippo, oggi 39enne, laureato in Scienze politiche e consigliere con la responsabilità commerciale mentre Giacomo Cecchetti (che ha sposato la sorella Carla Pazzini) guida l’ufficio tecnico e la produzione. Con Filippo Pazzini sono arrivati anche un moderno reparto di prestampa con CtP e la stampa digitale con due Canon 7010. L’esperienza maturata in questi ultimi anni nell’acquisizione dei file e la contemporanea crisi del settore grafico ha portato a investire anche nell’ambito crossmediale e new media ma rimane più che mai forte l’amore verso il libro e la carta stampata. I prodotti principali sono cataloghi e libri di pregio mentre l’80% riguarda la stampa pubblicitaria per aziende della moda, dell’arredamento e del turismo 28 quella editoriale. e il 20%


AZIENDE FIORI ALL’OCCHIELLO

Gamut colore allargato Una particolare tecnica, frutto di un grande lavoro di ricerca e sperimentazione all’interno dell’azienda, consente alla Pazzini di ottenere, stampando in quadricromia con inchiostri speciali e retino stocastico, la stessa qualità dell’esacromia, con un effetto di tridimensionalità. Nella pagina a fronte, da destra, Filippo Pazzini, Pier Giorgio Pazzini, Giacomo Cecchetti.

esistono. Pensiamo solo alla digitalizzazione dei listini o dei cataloghi di un’azienda. Intanto, noi per primi abbiamo utilizzato le nostre applicazioni come editori: tutti i nostri volumi sono venduti anche online, in formato e-book. Innovazione, per la Pazzini, significa anche aver creato due nuovi sistemi di stampa, sia offset sia digitale. Grazie al grande lavoro di ricerca e di sperimentazione fatto all’interno dell’azienda siamo riusciti a ottenere risultati eccezionali nell’ambito della stampa a gamut di colore allargato. Una tecnica che permette di ottenere, stampando in quadricomia con inchiostri speciali e con l’utilizzo del retino stocastico, la stessa qualità dell’esacromia (più costosa e poco utilizzata) creando un effetto che viene chiamato in modi diversi ma che dà l’impressione della tridimensionalità. Con il gamut allargato stampiamo in particolare libri d’arte e fac simili, come le riproduzioni in tirature limitate di Codici miniati del 1400. Il gamut di colore allargato non è l’unica vostra “rivoluzione” tecnologica... È vero. Un paio d’anni fa ci siamo inventati una tecnica di riproduzione di foil digitale. Non escludo che altri siano giunti a soluzioni simili, però dalle verifiche fatte in Drupa e dall’interesse espresso dalle case costruttrici di tecnologia direi che per il momento deteniamo un’esclusiva. In pratica abbiamo riprodotto la stampa su lamina offset con le macchine digitali. L’effetto è lo stesso della stampa in laminatura a caldo o della bronzatura realizzate con macchine a foglio, ma avviene col digitale, che ci permette di mantenere un’altissima qualità per la stampa, ad esempio, di poche copie di fac simili di opere d’arte o di Codici miniati. Il digitale è stato fondamentale per rispondere alle nuove esigenze di tiratura e flessibilità. Certo noi siamo un po’ anomali perché lavoriamo il digitale come l’offset, cercando di ottenere il massimo in termini di qualità. E questo è certamente in controtendenza se pensiamo al web-to-print.

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In futuro sarà sempre più forte la concorrenza del digitale all’offset? Credo che ci sarà un’integrazione dei due mondi, già in Drupa ne abbiamo visto qualche esempio. E proprio osservando l’evoluzione del digitale progetteremo i nostri prossimi investimenti, difficili invece nel settore dell’offset, dove l’acquisto di nuove macchine è ormai sempre più legato al ricambio di quelle vecchie. Un’esigenza che noi non abbiamo avendo un parco Heidelberg di nuova generazione. La Pazzini ha fatto nella sua storia sempre scelte di nicchia e di diversificazione. È questa la formula vincente? Le scelte di nicchia e di diversificazione sono sempre state una nostra caratteristica che per fortuna ci ha permesso di differenziarci dai nostri più diretti concorrenti. E di questo bisogna dare merito a mio padre che in passato, quando non ce n’era bisogno, ha voluto mantenere un livello superiore di qualità di stampa anche a scapito della crescita in termini di volumi. La stampa di codici miniati è stata una sfida difficilissi>segue a pag. 86 ma ma dà tante soddisfazioni soprattutto a noi amanti del bel libro.

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Drupa

Digitale a colori piccolo formato

L’esplosione del 50x70 Molte novità soprattutto nell’inkjet a foglio 50x70. Cresce l’offerta di soluzioni per etichette e packaging. Annunci da parte di alcuni “big” della stampa offset.

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Se con un piccolo sforzo di memoria torniamo indietro nel tempo e mettiamo a fuoco Drupa 2000, ricorderemo che in occasione di quella storica edizione la stampa digitale venne eletta per la prima volta “reginetta della fiera”, anche se a dominare la scena erano ancora le tecnologie di stampa tradizionali, per intenderci offset, flexo e rotocalco. Dodici anni dopo lo scenario è cambiato. La stampa digitale in questi anni ha dovuto superare vari ostacoli – legati a qualità, velocità, flessibilità e costi – per avvicinarsi alla stampa offset e anche i più scettici devono ammettere che sono stati fatti grandi passi avanti. L’offerta delle soluzioni è sempre più ampia e in questa edizione di Drupa i sistemi di stampa digitale a livello numerico hanno fatto la parte del leone, occupando ben due padiglioni in più rispetto a quattro anni fa. La tecnologia inkjet – in particolare quella a foglio di formato 50x70 cm – è letteralmente esplosa, nel senso che un elevato numero di aziende ha proposto nuove soluzioni in questo ambito, affiancandosi ai pionieri – Fujifilm e Screen – che si erano mossi in questa direzione già quattro anni fa, pur iniziando solo quest’anno a rendere commercialmente disponibili le loro soluzioni. Anche l’elettrofotografia, in particolare quella legata ai toner “liquidi”, ha raggiunto nuovi traguardi, uscendo dai confini del formato 35x50 e approdando al tanto anelato 50x70, offrendo velocità di stampa fino ad oggi ritenute impossibili. È necessario, tuttavia, non farsi prendere dai facili entusiasmi e rimanere coi piedi per terra. Molte delle soluzioni presentate quest’anno a Drupa, comprese quelle “nanografiche” firmate da Benny Landa, che tanto hanno acceso gli animi a Düsseldorf (vedi Poligrafico n. 136/2012, pag. 48), saranno disponibili per la commercializzazione solo tra un paio d’anni e quindi non rappresentano la soluzione ideale per quelle aziende che hanno la necessità di investire subito per diversificare la propria produzione ed essere competitive in questi momenti di crisi. Altra riflessione da non trascurare: attualmente in tutto il mondo circa 8 pagine su 10 vengono stampate ancora con tecnologie analogiche. Ciò significa che se la stampa digitale a Drupa si è e guadagnata lo scettro di “reginetta”, nel mondo reale delle arti grafiche è ancora molto lontana dall’esserlo, visto

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di CRISTINA ROSSI


che, come ha ricordato anche Benny Landa, al momento rappresenta solo il 2% dei 50 trilioni di pagine stampate annualmente in tutto il mondo.

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MACCHINE A FOGLIO 50x70: UN’OFFERTA SEMPRE PIÙ RICCA

Come dicevamo, alla Drupa di quattro anni fa i produttori che offrivano una soluzione di stampa digitale a foglio di formato 50x70 inkjet erano essenzialmente due: Fujifilm e Screen. All’edizione di quest’anno si è assistito a una vera e propria esplosione nell’offerta di questi sistemi, anche da parte di nuovi player nel mercato delle arti grafiche. Ma procediamo con ordine. La Fujifilm Jet Press 720, che stampa con inchiostri a base acqua e produce 2.700 fogli 50x70 in bianca all’ora (non dispone di sistema di voltura), è ora pronta per la commercializzazione. Il produttore giapponese a Drupa ha presentato una nuova variante per la stampa degli astucci pieghevoli, che ha il medesimo mettifoglio e le stesse testine Samba della macchina per stampa commerciale, ma utilizza inchiostri UV a base acquosa. L’inchiostro viene spruzzato sul cartoncino, il primo forno asciuga la componente acquosa dell’inchiostro, mentre una lampada UV provvede all’essiccazione finale. In realtà le testine – 17 in totale, con ciascuna 2.100 ugelli – dispongono di una specie di piastra di protezione che le protegge dai passaggi del cartoncino. In opzione è disponibile la verniciatura in linea. Battezzata temporaneamente Jet Press F, la macchina sarà disponibile nel 2013. Attualmente una decina di esemplari di Jet Press 720 sono installati in Giappone e USA e due sistemi sono in funzione nel centro demo di Fujifilm a Bruxelles. Anche la Screen TruepressJet SX offre una nuova funzione che consente la stampa su supporti più spessi (fino a 0,6 mm) utilizzati nel packaging.

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A Drupa il produttore distribuiva esemplari di stampa realizzati con la macchina, caratterizzati sia da effetti in rilievo con inchiostro trasparente UV sia da glitter. Grande attesa per la nuova gamma di macchine 50x70 HP Indigo 10000 (v. Poligrafico n. 134, pag. 66), presentate alla vigilia di Drupa e prossime all’installazione, alla fine di quest’anno, presso cinque clienti pilota: Consolidated Graphics (USA), Elanders (Germania), Old City Press (Israele), Precision Printing (GB) e Wing Hung Group (Hong Kong). Per la disponibilità commerciale bisognerà tuttavia attendere l’anno prossimo. La nuova serie – basata su tecnologia elettrofotografica - è in grado di stampare fino a 3.450 fogli a colori all’ora e fino a 4.600 in modalità ottimizzata (EPM). La stampa è in duplex fino a sette colori. La serie HP Indigo 10000 – indirizzata ad applicazioni di stampa commerciale – è completata da altre due macchine: HP Indigo 20000 e HP Indigo 30000. Con la HP Indigo 20000 a bobina HP si indirizza al segmento della stampa di imballaggi flessibili e delle etichette, mentre la HP Indigo 30000, altro sistema a foglio, offre la stessa velocità della 10000 ma è in grado di gestire astucci pieghevoli con spessore fino a 600 micron. Un nuovo dispositivo di verniciatura in linea o fuori linea messo a punto da Stora Enso sarà abbinabile a questo modello verso la fine dell’anno prossimo. Novità assoluta la KM-1, una macchina inkjet a foglio sviluppata congiuntamente da Konica Minolta e Komori, che utilizza teste inkjet Konica Minolta e un sistema di trasporto del foglio messo a punto da Komori. Il mettifoglio è basato su quello utilizzato dalla LS29 di Komori. La macchina stampa con inchiostri UV essiccati con un dispositivo LED e ha una velocità massima di 3.330 fogli all’ora in modalità simplex (1.650 in duplex). Attualmente è disponibile in quadricromia, ma in futuro è prevista l’aggiunta di un quinto e un sesto colore (bianco, metallizzato ecc.). Komori commercializzerà la macchina con il nome Impremia IS29 a partire dalla metà dell’anno prossimo. Altra novità “made in Japan” riguarda Miyakoshi e Ryobi, che hanno unito le forze per sviluppare una nuova macchina digitale a foglio di formato 50x70 cm, che è stata presentata a Drupa sotto forma di prototipo. La macchina si basa su tecnologia elettrofotografica, con esposizione LED e toner liquido, la medesima tecnologia della MDPress 1260, una macchina a bobina con larghezza di banda pari a 487 mm e velocità di stampa di 60 m/min, che Miyakoshi presentò alla Drupa del 2008. La nuova macchina stampa a una risoluzione di 1.200 dpi, garantendo un’elevata qualità di stampa, paragonabile a quella offset, che viene ottenuta grazie al trasferimento di particelle ultrafini di toner liquido da un tamburo fotosensibile al supporto. Ma la caratteristica più degna di nota è la velocità, pari a 8.000 fogli/ora, più del doppio


rispetto ai modelli 50x70 presentati da altri produttori qui citati, ma inferiore ai 12.000 fogli/ora della Landa S7, la macchina a tecnologia nanografica di Landa. Secondo i due partner, la nuova macchina è indirizzata alle basse tirature di cataloghi, poster e packaging, ma anche alla stampa commerciale di alta qualità. Il costruttore francese MGI, rappresentato in Italia da Top Ink, era presente a Drupa con sei nuove soluzioni, tra cui la Alphajet, una macchina inkjet a foglio di formato 52x74 a 6 colori (CMYK+ arancione e verde o colore Pantone), dotata anche di un sistema di verniciatura UV in linea. Disponibile verso fine 2013, la macchina stampa a una velocità di 3.000 fogli all’ora ed è indirizzata alla stampa commerciale e al packaging. Di un formato leggermente inferiore al 50x70 (per l’esattezza 45x64 cm) è la soluzione inkjet a foglio proposta da Delphax e battezzata Elan, nata grazie a una partnership con Memjet, produttore di teste inkjet. Stampa in quadricromia più due colori spot e inchiostro MICR a una velocità di 500 immagini A4 al minuto. Ogni testa inkjet ha 70.400 ugelli che spruzzano più di 700 milioni di gocce al secondo, raggiungendo una risoluzione di 1.600 dpi. Varie le applicazioni pensate per Elan: direct mail, stampa commerciale, transazionale, stampa di sicurezza, stampa di libri. La macchina, presentata a Drupa sotto forma di prototipo, inizierà i beta-test alla fine di quest’anno e sarà disponibile per le consegne tra circa un anno. INKJET A BOBINA PER VARIE APPLICAZIONI

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Una novità importante in questo ambito è rappresentata dalla KBA RotaJET 76, realizzata in tempi record con la collaborazione del noto gruppo di stampa americano RR Donnelley. Con una velocità di 150 m/min e una larghezza della bobina di 781 mm, è in grado di stampare fino a 3.000 pagine A4 al minuto (circa 85 milioni di pagine A4 al mese) in quadricromia con un’ottima qualità. La macchina abbina la tecnologia inkjet piezoelettrica drop-on-demand sviluppata da Donnelley a una meccanica di precisione targata KBA, che include, oltre ai gruppi stampa, anche lo sbobinatore e il forno. Con la RotaJET, KBA punta nella prima fase al mercato dei libri, brochure, stampati commerciali, direct mail e riviste. Successivamente seguiranno altri segmenti, come la stampa del packaging e dei quotidiani. Novità anche da parte di Komori che, accanto alla macchina a foglio 50x70, ha presentato una macchina alimentata a bobina, la Impremia IW20, che però sembrerebbe montare teste inkjet di un altro produttore, quindi non Konica Minolta. La macchina viaggia a una velocità di 75 m/min (a 1.200 dpi) oppure a 150 m/min (a 600 dpi), utilizzando supporti con grammature da 40 a 250 g/m2. Indirizzata al mercato delle etichette, sarà disponibile nella seconda metà del 2013. Sempre indirizzata al mercato delle etichette è la nuova Screen Truepress Jet L350UV, che stampa fino a 50 m/min e può gestire larghezze di stampa e supporto rispettivamente fino a 322 mm e 350 mm. Per offrire l’ampia gamma di colori richiesta per etichette e imballaggi, Truepress Jet L350UV supporta inchiostri ad alta definizione e l’inchiostro bianco, per consentire la stampa su pellicola trasparente e foil. Rimanendo in tema di etichette, Epson ha presentato in anteprima europea la SurePress L-4033AW, ossia una versione della nota SurePress L-4033 che presenta la possibilità di utilizzare il bianco e, di conseguenza, stampare su supporti trasparenti. Disponibile verso fine 2012, andrà ad affiancare l’altro modello che vanta già tre installazioni in Italia: Pixartprinting, Juliagraf e Nastro (Città di Castello). Altra novità è rappresentata dalla SurePress X, un prototipo di macchina destinato a rappresentare la rivoluzione tecnologica più importante per Epson nel mercato della stampa industriale. Utilizza inchiostri Epson UV, ha una banda larga 30 cm e stampa in modalità single

TRILLIUM, LA NUOVA TECNOLOGIA PROPOSTA DA XEIKON Una voce fuori dal coro – ed è per questo che abbiamo deciso di collocarla in uno spazio a sé stante – arriva da Xeikon, che nello sviluppare una nuova tecnologia ha scartato l’inkjet «in quanto non rispondeva ai nostri requisiti tecnici», come ha spiegato il CEO Win Maes, e ha optato per l’elettrofotografia, ma apportando alcune migliorie. La società belga ha acquistato 18 mesi fa, da un’azienda di cui preferisce non comunicare l’identità, un’innovativa tecnologia a toner liquido, battezzata internamente Quantum o HVT, che sta per High Viscosity Technology. Tale tecnologia prevede l’utilizzo di una sospensione colloidale (detta anche “sol”) di toner in un liquido portante (un olio bianco di grado farmaceutico) con particelle di toner di dimensioni fino a un minimo di 2 micron, ossia fino a 4 volte più piccole rispetto al toner secco. Allo stand la macchina stampava a una velocità di 60 m/minuto, anche se era possibile vederla solo dietro a un vetro. Questa nuova tecnologia sarà inizialmente integrata in una gamma di prodotti destinati ai mercati della stampa commerciale e documentale.

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pass, con la testa inkjet fissa e la carta che scorre sotto la testa di stampa. Disponibile in quadricromia, con la possibilità di aggiungere il light cyan e light Magenta, sarà pronta per la commercializzazione tra un anno e mezzo circa. Fujifilm ha annunciato un nuovo sistema inkjet a bobina, la Jet Press W (sarà disponibile all’inizio dell’anno prossimo), che consentirà la stampa in bianca e volta in una struttura a torre singola con un ingombro estremamente compatto e una velocità massima di stampa pari a 127 m/min. Il sistema, pensato per il mercato del packaging, utilizza i nuovi inchiostri UV Vividia che consentono di ottenere, oltre a un’elevata qualità, anche una minore controstampa da foglio a foglio. Tre i nuovi modelli della famiglia HP Inkjet Web Press: HP T410, T360 e T230 (v. Poligrafico n. 134/12, pag. 67). I primi due offrono velocità di stampa fino a 240 m/min in modalità bianco/ nero e fino a 180 m/min a colori, grazie a testine di stampa di nuova concezione. La HP T230 raggiunge velocità fino a 120 m/min a colori e in bianco/nero. Kodak ha presentato in anteprima la Prosper 6000XL, in grado di stampare in quadricromia a una velocità massima di 304,8 m/min. Con una velocità di scorrimento della banda di 198,2 m/ min, la macchina stampa a una qualità che corrisponde alla offset con un retino da 70/cm, mentre a 304,8 m/min corrisponde un retino da 52/cm. Degna di nota la partnership tra Kodak e Timsons Printing Machinery che ha portato allo sviluppo della Timson TPress (v. articolo a pag. 72), un sistema di stampa digitale in b/n per i libri con funzionalità fronteretro prodotto da Timsons, che combina la tecnologia Kodak Stream Inkjet e le capacità di gestione dei materiali di Timsons. La novità in casa Xerox si chiama Cipress 325, ossia una versione entry-level della CiPress 500, con la quale condivide l’innovativa tecnologia inkjet waterless. La nuova CiPress 325 stampa a una velocità di 100 m/min a una risoluzione di 600x600 dpi, utilizzando carta non trattata. È adatta alla produzione di materiali di marketing, transpromo, cataloghi e manuali. Può essere upgradata alla CiPress 500 attraverso una licenza software. La divisione Production Printing di Océ ha presentato all’interno dello stand di Canon, solo un assaggio, per motivi di spazio, di un portfolio prodotti. Tra le novità la ColorStream 3700 e, anche se non presente a Drupa, la InfiniStream, basata su una rivoluzionaria tecnologia digitale a toner liquido (v. Poligrafico n. 136/2012, pag 61). Ricoh ha presentato, in anteprima europea, la InfoPrint 5000 VP, una soluzione a bobina a colori che stampa a una velocità di 220 m/min in duplex ed era esposta a Drupa nell’area dedicata alle applicazioni di stampa per editoria (quindi libri e riviste). La francese Impika, pioniere e leader nell’inkjet


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industriale, ha ampliato la propria gamma di macchine a bobina iPrint con tre nuovi modelli: - iPrint Compact, una macchina con una lunghezza inferiore ai 10 metri, stampa in quadricromia in due modalità, da 40 a 127 m/min, con tre possibili risoluzioni (1200, 600 e 360 dpi) in b/n o a colori, con volumi che spaziano da 2 a 10 milioni in formato A4. È indirizzata ai mercati del transazionale, transpromo, direct marketing e libri. - iPrint eVolution, una soluzione che viene configurata e personalizzata in base alle esigenze del cliente. Ha una velocità che spazia da 40 m/min a 254 m/min e una qualità di stampa che va da 360 a 1.200 dpi. È l’ideale per settori quali direct marketing, transpromo, quotidiani e libri. - iPrint eXtreme, il prodotto al top di gamma, con una larghezza di banda di 711 mm e una velocità di 375 m/min a colori e una risoluzione massima di 1.200 dpi. Sono disponibili anche una serie di opzioni per il finishing. La macchina copre i segmenti di mercato citati per gli altri modelli, oltre ad applicazioni di stampa commerciale (ad esempio di formato 50x70). Un discorso a parte merita Genesis, presentata da Impika come dimostrazione tecnologica. Si tratta di una macchina “web to sheet” che produce fino a 160 ppm a colori A4 a una risoluzione di 1.000 dpi. E per concludere questa carrellata anche l’annuncio in Drupa di un “abbandono”: Stefaan Vanhooren, presidente di Agfa Graphics, ha infatti comunicato l’interruzione della commercializzazione della :Dotrix Modular, una soluzione basata su inkjet drop-on-demand indirizzata al mercato del packaging, compreso quello alimentare. «La macchina non aveva una velocità e un prezzo d’acquisto in linea con le esigenze dei nostri clienti», ha spiegato Vanhooren. «Abbiamo deciso di investire in tecnologie con un elevato ritorno sugli investimenti e per questo interromperemo lo sviluppo della :Dotrix Modular, anche se continueremo a produrre componenti per future generazioni di macchine inkjet».

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Drupa

Effetti speciali

Il lusso entra anche nel digitale Laminazione in oro e argento, glitter, embossing, floccatura e a breve il lenticolare... queste nobilitazioni non sono più appannaggio esclusivo della stampa offset e serigrafica. Drupa ha ampiamente dimostrato che anche gli stampati digitali possono puntare a nobilitazioni degne di nota, che vanno ben oltre la classica verniciatura. Si va infatti dalla stampa in rilievo, con tanto di effetto Braille, alla laminazione in oro e argento, all’effetto glitter. Pioniere in questo ambito è l’israeliana Scodix, rappresentata in Italia da TWS. Dopo il debutto a Ipex due anni fa, l’azienda ha mostrato a Drupa le evoluzioni della propria tecnologia che riguardano innanzitutto il formato: non più solo il 50x70 (S74) ma anche il 35x50 (S52). Ma anche le nobilitazioni si sono arricchite: all’embossing – stampa in rilievo – si sono aggiunti altri effetti: il glitter, la floccatura e, tra qualche mese, anche il lenticolare. Lo spessore del rilievo varia da 0,20 a 100 micron e raggiunge i 250 nell’effetto Braille. L’azienda utilizza un sistema inkjet i cui ugelli spruzzano un polimero a essiccazione UV, Polysense, coperto da svariati brevetti. In attesa di brevetto è anche il sistema OPA (Optical Print Alignment) che scansiona ogni foglio al fine di assicurare che la vernice venga posizionata nel punto esatto. Uno degli effetti più particolari, come dicevamo, è il glitter, realizzato con l’unità Scodix Rainbow, che applica brillantini in polvere su aree selezionate dello stampato. La possibilità di cambiare il colore del glitter consente di creare effetti “ad arcobaleno”, come dice il nome stesso dell’applicazione. Altro player nelle nobilitazioni digitali è la francese MGI (in Italia da Top Ink), che a Drupa ha presentato JetVarnish 3D, in grado di effettuare l’embossing con vernice e non con resina, mantenendo velocità, versatilità e produttività del precedente modello che rimane comunque in vendita.

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Per ottenere effetti metallici con la stampa esistono tre vie: la laminazione a tavola piena, la stampa a caldo e, da qualche anno, la laminazione a freddo in linea, o cold foil, molto apprezzata perché offre la possibilità di sovrastampare il nastro metallico ottenendo effetti cromatici cangianti suggestivi, il tutto con un unico passaggio del supporto in offset. Già, stiamo parlando di offset. E per la stampa digitale, sempre più diffusa in ampi settori, dall’editoriale al packaging, fino a poco tempo fa appannaggio di altre tecnologie? Kurz, leader mondiale nella produzione di nastri metallici, ha sviluppato un metodo per ottenere una stampa metallizzata anche con macchine digitali, brevettando in questo caso non solo il materiale di consumo, ma

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LA LAMINAZIONE DIVENTA DIGITALE


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l’intero sistema, battezzato Digital Metal e presentato con successo a Drupa. Come funziona? La silhouette della forma da laminare viene stampata tramite una macchina da stampa digitale (in Drupa la dimostrazione era su una HP Indigo, ma sarà possibile anche con altre macchine) con inchiostro nero liquido o a toner; quindi, grazie a una macchina che lavora a 300 °C, viene accoppiato a registro un foil appositamente studiato da Kurz, composto da lamina metallica e un supporto in PET che, non appena la lamina aderisce alla superficie prestampata, viene asportato lasciando solo lo strato decorativo; infine il foglio torna nella macchina da stampa e il foil viene sovrastampato con il grafismo retinato. L’effetto, se sovrastampato, è un po’ quello del cold foil, con una vasta gamma cromatica ottenibile, compresi i mezzi toni. Il Digital Metal, però, lavora su piccolo formato e fuori linea, il che può essere un limite (richiede una messa a registro perfetta per due volte), ma crediamo che possa offrire nuove possibilità di business: se da un lato, infatti, stampatori dotati di tecnologia digitale possono aggiungere anche questo tipo di lavorazione alla loro offerta, un po’ come accade con la plastificazione, dall’altro anche chi non stampa, ma per esempio si occupa tradizionalmente di nobilitazioni, può dotarsi dell’impianto senza i limiti delle lavorazioni tradizionali o senza la necessità di acquistare anche la macchina da stampa, e andare a occupare la fetta di mercato di importanza crescente rappresentata dagli stampati digitali, anche per i settori del lusso e per tirature minime. Disponibile anche con nastri olografici e con effetto di diffrazione della luce, Digital Metal infatti permette di ottenere quei tipici effetti di preziosità comuni a tutte le laminazioni, ma con vantaggi specifici, soprattutto rispetto alla laminazione con tavola piena finora usata in abbinamento alla stampa digitale: elevata lucentezza, pulizia del lavoro, aderenza perfetta su un’ampia gamma di supporti, possibilità di laminare solo le aree desiderate, con la riproduzione di grafismi anche molto fini, e senza necessità di sovrastampare le zone bianche (come quelle per i codici a barre). In più, Digital Metal abbina i benefici tipici della stampa digitale: possibilità di produrre anche singoli campioni, di personalizzare le copie, di essere economicamente competitiva anche sulle bassissime tirature ecc. Ad oggi c’è solo un’installazione del sistema Digital Metal, in Baviera, ma siamo certi che, come abbiamo visto esplodere l’uso del cold foil, nei prossimi mesi vedremo sempre più etichette, scatole, brochure, biglietti augurali, photobook ecc. impreziositi dal Digital Metal.

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Drupa Legatoria

Finishing in grande spolvero Kermesse archiviata positivamente dagli operatori del finishing, segmento che sconta meno le difficoltà contingenti ma che registra forse il maggior cambiamento di scenario globale. Erano ben 522 gli espositori registrati nella categoria “Bookbinding machines and print finishing machines” ulteriormente ripartiti in circa 30 sottocategorie equamente divise tra finishing editoriale e cartotecnico. Probabilmente il segmento più affollato e al tempo stesso eterogeneo, nel quale si sono confermate le avvisaglie di cambiamento che già quatto anni prima si erano profilate. E se è pur vero che il processo di digitalizzazione e informatizzazione si è fatto sentire tecnologicamente meno che in altre fasi del processo, è altrettanto vero che il cambiamento della domanda di mercato della stampa ha prodotto sul finishing in generale un impatto drastico, determinando nuovi equilibri e innescando un cambiamento in ordine all’orientamento strategico sia delle aziende trasformatrici sia dei fornitori che vedono determinarsi uno scenario competitivo molto differente dal passato.

di EMANUELE POSENATO

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Parlando dei fornitori appare evidente il ruolo da protagonisti che alcune società si sono ormai ritagliate affiancando gli storici marchi di settore proprio grazie alla dinamica d’integrazione verticale dei processi produttivi e alle richieste di sistemi di finishing adeguati alle brevi tirature e alle produzioni on demand. Tra queste l’americana C.P. Bourg Inc., con sede europea in Belgio, e la nipponica Horizon, che proprio con C.P. Bourg aveva fatto da apripista nel mondo delle brossuratrici monoganascia orientate al mercato del digitale, che si sono dimostrate fra le tecnologie di finishing più gettonate. Tra le novità proposte dalla casa giapponese proprio la gamma di brossuratrici poliuretaniche monoganascia, dalla versione automatica BQ-160 PUR per arrivare alla versione totalmente automatica con metticopertina ad aspirazione e sistema di cordonatura e incollaggio a spruzzo BQ-270C PUR. In realtà questo tipo di soluzioni ha raggiunto una discreta maturità da tempo, il vero motivo di interesse è costituito dall’ingente sforzo di automatizzare al massimo e di integrare i processi di confezionamento con quelli di stampa sfruttando, fra il resto, anche l’evoluzione tecnica dei materiali di consumo, come la colla. In tal senso il supporto offerto dalle colle poliuretaniche di ultima generazione ha davvero sdoganato brossure fresate di qualità anche realizzate in copia singola. La svizzera Hunkeler esponeva oltre trenta soluzioni di confezionamento, in vari padiglioni, proposte in linea con sistemi di stampa digitale dei


differenti partner tecnologici per i segmenti di produzione del print-ondemand, del transactional printing e del direct mail. FINISHING DIGITALE ABBINATO ALLA CARTOTECNICA

Zund, azienda svizzera nata nel 1984 per commercializzare plotter da taglio e divenuta nel tempo produttrice e ora leader al fianco di colossi come Roland DG, ha lanciato il nuovo sistema multifunzione per taglio e fustellatura S3, di cui durante la manifestazione sono arrivati i primi due ordini per il mercato Italia tramite i distributori ufficiali – Logics per packaging e cartotecnica e ZundLab per il segmento grafica. «Drupa 2012 ci ha confermato l’interesse crescente degli stampatori offset tradizionali verso il digitale», afferma Gianluca Bondioli, responsabile commerciale di ZundLab. «L’evoluzione del mercato orientato alla riduzione dei quantitativi li spinge verso applicazioni di nicchia che garantiscono una redditività maggiore». E, seppure in direzione molto diversa, chi ha saputo indubbiamente cogliere le opportunità di tale trend, e da tempo ci offre motivo di campanilistica soddisfazione, è la piemontese Petratto che in un programma di continua evoluzione e perfezionamento prosegue nel suo impegno originale nei segmenti della trasformazione cartotecnica e del finishing editoriale.

Gianluca Bondioli, responsabile commerciale di ZundLab: “Il mercato si sta orientando verso applicazioni di nicchia che garantiscono una redditività maggiore”.

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PLAYER ITALIANI CON RISONANZA INTERNAZIONALE

Tra i riferimenti internazionali nel settore del finishing on demand figura Zechini Gra-for che in Drupa ha festeggiato i 60 anni di attività, con legittimo orgoglio, e che sempre meno può essere considerata un fenomeno solo nazionale. I titolari, Fulvio e Roberto Zechini, manifestano soddisfazione per i risultati della fiera: «Siamo stati visitati da aziende importanti, di dimensioni medio-grandi, di tutto il mondo e interessate ai nostri prodotti. Abbiamo registrato un’alta affluenza dal Centro e Sud America, e da tutti i Paesi europei, in particolare dalla Russia, dove siamo presenti ormai da 30 anni. Abbiamo potuto consolidare i clienti acquisiti, abbiamo avuto contatti con nuovi clienti interessanti e abbiamo avviato nuove partnership in Paesi dove non eravamo ancora presenti, come Cina, Taiwan, Brasile e India, che sono in forte crescita». L’azienda di Vimodrone (MI) divide le proprie attenzioni fra cartotecnica e legatoria e ha saputo cogliere al volo le opportunità della rimodulazione del servizio di confezionamento legata proprio alle brevi tirature o alle produzioni su richiesta in tempi stretti.

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Molte aziende italiane ed estere hanno scelto le nostre macchine e i nostri impianti perché consentono di risolvere in modo specifico e totale ogni problema di confezionamento e imballaggio con films plastici. Da oltre 45 anni operiamo nel settore applicando sempre le tecnologie più avanzate.

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BIG DEL SETTORE CON “NOSTALGIA DELL’ITALIA”

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Non mancavano ovviamente i grandi marchi storici del finishing, alle prese con la crescita dei paesi BRIC, nei cui stand si sentiva parlare molto in spagnolo, portoghese, tedesco e inglese e si vedevano girare parecchi orientali, mentre erano ridotte le delegazioni italiane. Fra i big i temi si dividevano equamente fra la ricerca dell’automazione spinta e dell’integrazione al servizio delle produzioni industriali alla ricerca di tempi di setup bassi e capacità produttiva elevata e la frontiera del finishing on demand. Seppure con filosofie non sempre coincidenti, nessuno si è potuto esimere dal confrontarsi con entrambe le esigenze. Un esempio di come i temi possano essere affrontati con determinazione e pertinenza – e anche efficacia – ci è dato da MBO Maschinenbau che, nello specifico del segmento piega, ha ulteriormente accentuato lo sforzo di integrazione nel segmento della stampa digitale, con la linea MBO Digital che, grazie anche alle sinergie con Herzog+Heymann, raccoglie importanti affermazioni internazionali. Fra i big la soddisfazione maggiore la esprime certamente Bobst, leader mondiale per la fornitura di macchinari e servizi per produttori d’imballaggio nell’industria del cartoncino teso, del cartone ondulato e dei materiali flessibili. Per Bobst, Drupa 2012 è stata la fiera di maggior successo di tutti i tempi: in totale sono state portate a buon fine più di cento trattative. «Uno dei dati più interessanti che possiamo estrapolare dal successo di Drupa è che oltre il 40% delle macchine vendute da Bobst durante la fiera sono state acquistate da nuovi clienti», spiega Jean-Pascal Bobst. «Dopo le aziende tedesche sono state quelle indiane ad acquistare in occasione di Drupa il maggior numero di macchine. Anche Brasile e Cina sono tra i primi sei paesi per numero di macchine ordinate». E rimanendo nel “paradiso” elvetico, anche in casa Müller Martini si dichiarano generalmente soddisfatti, per quanto gli umori siano diversi, in riferimento al fatto che anche globalmente (non solo in Europa e in Italia) il packaging va decisamente meglio dell’editoria. Negli oltre 2.000 m2 di stand erano dieci le soluzioni presentate, dalla stampa al confezionamento. Al clima d’incertezza la risposta di Müller Martini è stata invece chiara: «Proponiamo sistemi ibridi intelligenti nell’accavallatura-cucitura come nella brossura e nel cartonato. Con le nostre soluzioni i clienti saranno attrezzati al meglio sia per la stampa offset che per la stampa digitale e così sono pronti a soddisfare le esigenze del mercato di oggi e di domani», rassicura Bruno Müller, CEO di Müller Martini. Più moderata la soddisfazione nello stand della bergamasca Meccanotecnica, dove erano esposti nove modelli, tra macchine e linee automatiche,

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Linea Bookjet di Kolbus.

dei quali ben otto lanciati sul mercato in una vera e propria “prima assoluta”. Nell’ambito di un consistente e lungimirante sforzo di ricerca e sviluppo cominciato già all’indomani di Drupa 2008, Meccanotecnica ha da un lato rinnovato completamente la gamma Aster di cucitrici automatiche a filo refe, con le quali ha maturato la leadership mondiale, e dall’altro ha realizzato il programma completo Universe Digitaline per il confezionamento in linea di libri da stampa digitale. Si sta raccogliendo meno di quanto lo sforzo compiuto meriterebbe, però i risultati conseguiti alla chiusura dei battenti non sono da disdegnare. Anche per Meccanotecnica le soddisfazioni dovranno arrivare probabilmente più dal mercato estero, ma l’organizzazione commerciale e il presidio sembrano in grado di garantire la leadership raggiunta. Fedeli ai propri standard, ormai consolidati nei principi di affidabilità e di gradualità, anche le scelte della tedesca Kolbus. Kai Büntemeyer, storico dirigente dell’azienda di Rahden, commenta così i trend del momento: «Kolbus offre un portfolio prodotti con specifiche soluzioni per le diverse esigenze. In prospettiva la stampa digitale rappresenta una nuova area di business molto promettente per il futuro, ma anche il post-stampa classico continuerà ad avere un ruolo importante nella nostra industria». Kolbus ha presentato la soluzione Bookjet, pensata proprio per il libro on demand e per le produzioni just in time. Chi invece ha davvero voluto cogliere l’occasione della nuova era digitale per rinnovarsi il look è stata Polar, la consolidata leader tedesca dei sistemi di taglio, che ha rilanciato per la serie dedicata al finishing on demand lo storico marchio Mohr presentando ben tre nuovi modelli nei formati Mohr 56, 66 e 80. La linea avrà un proprio canale di commercializzazione in collaborazione con l’ormai consolidata partner Heidelberg. Ovviamente verrà mantenuto il marchio Polar per il canale tradizionale dedicato ai sistemi di taglio industriale, per i quali sono oltre venti le innovazioni tecniche che, nelle varie soluzioni di prodotto e sistema, sono state presentate. Imponente lo sforzo organizzativo di Polar che fra i padiglioni 1 e 2 presentava ben 10 sistemi automatici e otto macchine in configurazione stand alone. I grandi temi rimangono l’automazione di processi produttivi in particolare nell’ambito delle etichette, settore ancora estremamente vivace e dinamico, nel quale Polar è indubbiamente leader mondiale. Chi invece le partnership (troppo strette) con le grandi case costruttrici di macchine da stampa se le è volute mettere alle spalle e procede con le proprie gambe con passo spedito è Wohlenberg Baumann che nei segmenti del taglio lineare e della brossura continua a raccogliere soddisfazioni. Alessandro Bergamin, amministratore della divisione italiana, ci accoglie presentando gli elementi di innovazione presentati nei sistemi di taglio (in particolare nel System 2 e nel System 3) ma soprattutto i tre nuovi modelli di brossuratrice: Phoenix, che sostituisce lo storico modello Champion, una macchina molto versatile nei formati da 9.000 copie/h, e la Vento, nelle versioni Universal e Dynamic, che si posiziona nella gamma delle 700 copie/h. >segue a pag. 86

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Linea automatica di cucitura e brossura Digitaline di Meccanotecnica.


Drupa

Il “dopo fiera”

Drupa... è sempre la Drupa Impressioni generali ma anche considerazioni relative alle innovazioni tecnologiche e alla sicurezza delle macchine e impianti esposti, con un occhio alle aziende italiane. La Drupa è sempre la Drupa, nonostante i più biechi catastrofismi o le più negative previsioni e perplessità iniziali che ci avevano accompagnato nei mesi scorsi. Arrivi a Düsseldorf e ritrovi la macchina organizzativa pressoché perfetta: i cartelli stradali e le pubblicità con la scritta Drupa si susseguono ovunque, su qualsiasi strada o autostrada tu stia percorrendo. In città ci sono i punti informativi cui è facile rivolgersi e, con molta cordialità, danno le informazioni e consegnano la documentazione. Ma c’è anche il Centro Koo, che viene scambiato per un centro commerciale, mentre in realtà è un vero angolo di esposizioni innovative tutte da scoprire. Abbiamo così avuto modo di vedere la “Barca di Carta”, ovvero una vera e propria imbarcazione, che nel mese di settembre 2011 ha affrontato anche l’attraversamento del Canale della Manica. Realizzata dall’architetto olandese Filip Jonker, artista specializzato nelle costruzioni in carta, dove la sua materia prima è la “carta da macero”. Per la costruzione sono stati utilizzati circa 2.500 Kg di carta, altrettanti tra sabbia e materiale ferroso per zavorra, vernici e pigmentazioni necessarie per ricoprire e rendere il tutto idrorepellente. L’imbarcazione ha discrete dimensioni: 7,50 metri di lunghezza e una larghezza massima al baglio di 2,65 metri. È un’altra dimostrazione ecologica dell’impiego e dell’utilizzazione della carta a confronto della non più possibile riutilizzazione delle cassette o dei cd. Finalmente arriviamo in fiera. I parcheggi sono ben segnalati e organizzati; gli addetti ti indicano dove parcheggiare e immediatamente ti consegnano lo scontrino, una ricevuta con indicato il luogo di parcheggio, così al rientro troverai facilmente la tua vettura. Costo: 8,00 euro al giorno. Certamente i costi di ingresso sono notevolmente aumentati quest’anno: se non hai un ingresso agevolato o una prenotazione via internet fatta precedentemente, il costo del biglietto di ingresso in fiera è di 40,00 euro! I biglietti di invito delle varie aziende espositrici per questa edizione erano scarsissimi e donati con il contagocce. Se all’uscita non hai il biglietto da ripassare, perché lo hai perso oppure perché hai cercato di fare il furbo e passarlo a un’altra persona, le guardie, che controllano discretamente ma molto attentamente, ti richiamano e ti portano alla biglietteria: 40,00 euro!

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di SERGIO FACCHINI


Nonostante la pesante crisi che ha investito il mondo occidentale in questi ultimi quattro anni che ci dividono dalla precedente edizione, con la chiusura e/o il pesante ridimensionamento di innumerevoli stabilimenti di costruttori e ancor più di utilizzatori della filiera della carta stampata, gli spazi nei ben 19 padiglioni (19 e non 17, poiché il 7 e l’8 sono doppi, “a” e “b”) sono tutti impegnati, le aree vuote o ancora a disposizione sono pressoché inesistenti. Ti guardi attorno e rivedi l’usuale medesima ricchezza e abbondanza delle precedenti edizioni; la gente ti circonda sempre e ovunque. Gli espositori, riconoscibili poiché sempre in giacca e cravatta, e i visitatori sono tanti, ma per questa edizione non affollano o ingolfano i corridoi.

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MENO VISITATORI? MEGLIO!

I conteggi finali daranno un’affluenza totale inferiore di circa il 25% rispetto alle passate edizioni, ma la soddisfazione degli espositori è maggiore quest’anno rispetto all’ultima edizione del 2008. Perché? Sugli stand si sono avute sempre e solo le visite e la presenza delle persone competenti e interessate. Questo ha permesso agli espositori di dedicare maggior tempo e attenzione ai clienti veramente interessati. Risultato: tutti gli espositori hanno dichiarato di avere raccolto, al termine della manifestazione, un numero maggiore di contatti validi rispetto alla precedente edizione e di avere concluso affari superiori al budget minimo che ci si era prefissato per dare positività alle notevoli spese sostenute nei 14 giorni di durata della manifestazione. Ma allora, che cosa è cambiato? Il mercato interessante si è spostato verso Est: dai Paesi dell’Europa Orientale fino ai Paesi dell’Estremo Oriente. Non ci sono più (per la prima volta nella storia di Drupa) le rotative commerciali con forno, camini, pareti antirumore ecc. che girano in produzione. Solo gruppi stampa, di dimensioni diverse, da 16 a 96 pagine, esposti a fare bella mostra di sé. Girano le macchine a foglio, molte delle quali abbinate alle tecnologie digitali, e le macchine flessografiche da imballaggio che così possono vantarsi di essere i “mostri funzionanti” di Drupa 2012. Le macchine digitali, dalle più piccole alle grandi, spopolano in tutti gli stand dei costruttori, anche di quelli che fino ad ora non avevano mai parla-

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Foto di gruppo allo stand Grafikontrol

Da sinistra, seduti: Dieter Mattern (ex KBA sales manager, ora partner di Grafikontrol GmbH), Pietro Chasseur, Umberto Filippi, Sergio Facchini, Andrea De Rossi (titolare Tecnologie Grafiche, collaboratore progetti qualità di Grafikontrol), Peter Leidig (managing director Grafikontrol GmbH). In piedi: Paolo Bellocchio (packaging sales manager Grafikontrol), Pablo Clavell (sales manager Protema Spagna), Ilaria Rubbuano (stand manager Grafikontrol), Giacomino Consolani (catering manager), Andrea Toschi (commercial area manager Grafikontrol), Alessandro Bonaiti (sales manager Grafikontrol), Antonio Saez (general manager Protema), Paolo De Grandis (general marketing sales manager Grafikontrol), Peter Dorrahl (manager LCV - D).

to di “digitale”. KBA e Timsons ne sono l’esempio eclatante. Poi c’è la Halle 9: tutti la notano, la ricordano e la visitano per il “Benny Landa show”! Sempre lunghe code e attese per prenotarsi e poter accedere a uno dei quattro show, o presentazioni, giornalieri. 300 posti a ogni rappresentazione della durata di circa un’ora. Il tempo scorre veloce, non te ne accorgi: Benny Landa in persona intrattiene gli “spettatori” e alterna le scene danzanti, mimate dagli artisti e danzatori, alle presentazioni di quello che, a suo parere, sarà la tecnologia del futuro, che entrerà in funzione nel medio termine e che pertanto alla prossima Drupa del 2016 vedremo già in funzione sia negli stabilimenti dei clienti che gli stanno dando credito, opzionando le prime macchine che usciranno nel 2014, sia nelle applicazioni già concordate dalla Landa Corporation Digital Nanographic Printing Company con Komori, Manroland e Heidelberg. IN TEMA DI SICUREZZA…

La massima superficie espositiva è occupata dalle aziende tedesche (circa 550), anche se molte società cinesi si sono presentate all’appuntamento (circa 300). Anche l’Italia è molto ben rappresentata (circa 160 aziende) e i visitatori italiani ci sono, sono arrivati e si sono presentati: lungo i corridoi è facile sentir parlare italiano, con accenti e cadenze da Nord a Sud. L’Italia è come sempre, nonostante tutti i nostri difetti, ben presente e ben rappresentata. Tutti gli espositori italiani hanno sempre un “savoir fair” fatto di cortesia e di gentile e piacevole accoglienza. Ho cercato, in particolar modo negli stand delle nostre aziende italiane, di verificare innanzitutto se era stata posta assoluta attenzione alle dotazioni di sicurezza, alle certificazioni e all’anti-infortunistica in genere e prevenzione incendi, poiché troppi se ne sono verificati in Italia nello scorso anno. L’attenzione italiana alle normative CE in vigore è rigorosamente rispettata come pure un’attenzione particolare è rivolta alle eventuali attività di intervento tecnico dove c’è sempre più la tendenza a installare sistemi di controllo automatizzati, collegati 24 ore su 24 con linea VPN, così da cercare di prevenire il guasto, segnalando l’usura o lo stato di avanzamento di allarme in corso nella macchina. LE NOVITÀ DI ALCUNE AZIENDE ITALIANE

>segue a pag. 86

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Il Gruppo Cerutti ha presentato macchine da stampa rotocalco con unità molto più piccole e flessibili dei “mostri sacri” sempre più grandi che ci avevano abituato e sorpreso nelle passate edizioni. Ecco perché possiamo dire che la nuova linea denominata Aurora ha iniziato a far sorgere, di nome e di fatto, una nuova “giornata” che ci auguriamo possa essere di rinnovato sviluppo e successo per il Gruppo Cerutti.


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Grafiche Mercurio, uno dei principali produttori di stampati pubblicitari, riviste, opuscoli ed etichette nell’Italia meridionale, con sede ad

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Angri (Salerno), ha ottenuto notevoli miglioramenti della qualità e della coerenza cromatica in accordo con gli standard FOGRA PSO

12747-2, dopo aver installato un sistema di regolazione del colore in linea sviluppato da QuadTech, produttore di sistemi di regolazione per macchine da stampa, in collaborazione con Alwan Color Expertise, produttore di software per le arti grafiche. L’azienda campana si era trovata a dover far fronte al problema di ottenere in modo costante e ripetitivo la qualità richiesta dai propri clienti. «Il nostro sistema precedente» ci spiega il titolare Diodato Mercurio «non riusciva a gestire al volo l’ingrossamento del punto e la deviazione cromatica, per cui veniva a mancare la riproduzione costante delle curve tonali. La qualità cromatica di lavori ripetitivi variava notevolmente da una tiratura all’altra ed erano necessarie frequenti interruzioni e correzioni». Avendo già ottenuto i vantaggi della standardizzazione nel reparto delle macchine a foglio – grazie ai pacchetti software Alwan CMYK Optimizer e Print Standardizer – l’azienda voleva soddisfare i medesimi standard per la produzione di stampati a quattro colori con la propria rotativa offset Goss Sunday 4000, 48 pagine. Tuttavia, il disposi-

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Primi al mondo nella correzione cromatica online


INSTALLAZIONI STAMPA

INTERVISTA A DIODATO MERCURIO

Un sistema che garantisce un’elevata qualità e un flusso sinergico e dinamico tra prestampa e stampa

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tivo esistente di regolazione del colore, dotato di videocamera RGB, misurava solo la densità e non era in grado di fornire né le curve spettrali dei colori né i valori dell’ingrossamento del punto; sia questi sia la coerenza cromatica dovevano essere verificati manualmente. Per ovviare agli inconvenienti di un procedimento ormai lento e inaffidabile in un ambiente in cui i valori dell’ingrossamento del punto sono sempre molto variabili, si è posta la necessità di una sostituzione completa del software e del sistema della videocamera, per ottenere regolazioni costanti e immediate. «Abbiamo richiesto alla nostra società di consulenza per il colore, ColorConsulting, di cercare la soluzione ottimale disponibile sul mercato e alla fine abbiamo scelto il sistema di regolazione del colore SpectralCam™ di QuadTech insieme alla tecnologia di generazione automatica della curva lastra Alwan PRINT Standardizer X», ha proseguito il professor Diodato Mercurio. Spiega Carlo Carnelli, titolare di ColorConsulting: «La soluzione QuadTech è in grado di misurare il colore non appena viene stampato e di trasmettere

i dati al software nella fase di prestampa. Le deviazioni di stampa dalle condizioni standard vengono identificate automaticamente e vengono generate le curve CtP necessarie affinché la rotativa stampi in conformità alla norma ISO». «Siamo molto orgogliosi di essere la prima azienda a livello mondiale ad aver creduto e installato questa soluzione», ha detto Gerardo Mercurio, direttore tecnico della Grafiche Mercurio. «E adesso possiamo stampare in conformità a standard internazionali e riprodurre perfettamente le prove dei clienti», ha aggiunto Salvatore Mercurio, direttore commerciale della Società. «Riteniamo che questa soluzione ci aiuterà a sviluppare la nostra attività, specialmente nel mercato dei cataloghi di qualità».

“Questa nuova tecnologia ci proietta all’attenzione del mondo intero” Il nuovo sistema QuadTech vi garantisce di certo una qualità cromatica costante nella stampa dei vostri prodotti. Dal punto di vista strategico qual è il significato che questa novità assume per l’immagine e i progetti dell’azienda? Siamo coscienti e consapevoli che l’utilizzo di questa nuova tecnologia nel panorama grafico nazionale, oltre a rappresentare una novità assoluta a livello tecnologico - essere primi al mondo è sempre una grandissima soddisfazione - proietta la Grafiche Mercurio ed il territorio in cui essa opera all’attenzione dell’universo intero. È la logica e degna conclusione di un processo che ci ha visto sempre protagonisti nella spasmodica e costante ricerca del miglioramento ed ottimizzazione del processo di stampa sia a foglio che a bobina.

Da sinistra: Diodato, Gerardo e Salvatore Mercurio.

Quali risposte e quali possibilità in più vi consente di ottenere il nuovo sistema? Il nuovo sistema ci consente di standardizzare una elevata qualità di stampa e, nel contempo, grazie all’elevata affidabilità dello stesso, di rendere sinergico e dinamico il flusso tra la prestampa e la stampa con un continuo ed efficace effetto di stabilizzazione e correzione delle curve colore e, quindi, la produzione di uno stampato qualitativamente ineccepibile per tutto il quantitativo prodotto.

Come farete a comunicare ai clienti questa importante innovazione? Molte riviste specializzate di tutto il mondo hanno pubblicato, in varie lingue, e dato rilievo a questa importante innovazione. La nostra direzione commerciale, seguendo le direttive del sig. Salvatore Mercurio, ha già intrapreso varie iniziative con l’intento di comunicare ai clienti già acquisiti ed a quelli potenziali la differenza della qualità di stampa tra un prodotto realizzato da Grafiche Mercurio e dalla concorrenza. Poter stampare in conformità agli standard internazionali vi darà la possibilità di cercare nuovi sbocchi sui mercati esteri. Siete interessati a sviluppare Grafiche Mercurio anche al di fuori del nostro Paese? Come ho già avuto modo di affermare in una vecchia intervista riportata su “Il Poligrafico” n. 118/2010, è nostro precipuo interesse affermarci sul mercato domestico. Non vede neanche in prospettiva un’espansione sui mercati esteri? Il fatto stesso che siamo i primi ad aver adottato un sistema innovativo che standardizzi e renda oggettiva e verificabile la qualità in qualsiasi condizione ambientale e geo-tecnica, la dice lunga sulla nostra aspirazione a raggiungere nuovi mercati.

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Interviste INTERVISTE MERCATI

Alberto Mazzoleni

Realisti ma... con ottimismo

Achille Perego incontra l’ad di Macchingraf che, dopo aver assunto la guida dell’azienda che in Italia rappresenta Heidelberg in esclusiva, illustra le misure di ristrutturazione intraprese e commenta l’andamento del mercato grafico. Un mercato in crisi, sia congiunturale sia strutturale. E di cui, purtroppo, non si vede ancora la ripresa. Di certo non arriverà quest’anno e come minimo è rimandata al prossimo. E per ora neppure l’effetto Drupa si è sentito per chi vende impianti e macchine da stampa. Anche se ci sono ancora settori in crescita come quello delle macchine da stampa digitali (che fanno sempre più concorrenza alle offset 35x50), il mercato ha subìto soprattutto in questi primi sei mesi del 2012 una fortissima frenata. Ma quali sono le prospettive per l’industria grafica italiana e soprattutto per chi produce e distribuisce macchine e sistemi di stampa? Lo abbiamo chiesto ad Alberto Mazzoleni, 50 anni, da febbraio di quest’anno nuovo amministratore delegato di Macchingraf dopo la lunga e importante stagione di Sergio Franzi. Un impegno non facile, visti i tempi di crisi e la riorganizzazione a cui è stata chiamata la stessa Macchingraf, per Mazzoleni che dopo gli studi di elettronica ha lavorato dal 1983 al 1999 nel mondo medicale per poi cominciare la sua esperienza in Macchingraf, dove è diventato direttore a settembre del 2011 per poi prenderne quest’anno la guida. Come vede dal suo osservatorio privilegiato il settore grafico? ll mercato delle arti grafiche è in un’evidente e profonda crisi strutturale. Inoltre come mercato siamo entrati ormai nella dimensione di mercato maturo. Questo significa che l’offerta produttiva ha superato la domanda e in tale contesto siamo nella fase di decrescita e quindi, ove possibile, di sostituzione dei beni tecnologici dove la filosofia è “togliere due per mettere uno”. Va considerato che se guardiamo ai numeri, ovvero alla realtà in cui operiamo, siamo di fronte a un evidente calo delle vendite rispetto anche agli anni scorsi in cui già avevamo il segno negativo. La conseguenza è che purtroppo diversi clienti (anche storici) stanno chiudendo e/o cercando di vendere la propria attività e quindi è in atto una contrazione dimensionale.

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Il 2012 quindi si sta delineando come un anno molto difficile? Il primo semestre è stato il peggiore che abbiamo vissuto dall’inizio della crisi. E a livello congiunturale, in questo momento, nessuno è in grado di fare previsioni. Di certo la ripresa non arriverà quest’anno e bisognerà aspettare, senza troppe certezze, il 2013. Il nostro mercato del resto subisce la crisi congiunturale (si pensi solo alle difficoltà dell’editoria e alla contrazione degli investimenti pubblicitari) che si somma a quella strutturale che vede l’avanzata dei nuovi media e della comunicazione digitale che sottraggono spazio al classico prodotto stampato.


“Vietato rimanere fermi perché i mercati durante le crisi subiscono forti trasformazioni”

A livello di macchine continua a crescere la richiesta di stampa digitale con impianti che fanno ormai concorrenza alle offset 35x50. Nel foglio tengono le 50x70 e soprattutto le 70x100 con la richiesta però di gruppi stampa sempre più complessi con applicazioni speciali, dalle vernici alle laminature. Il mercato delle rotative, invece, dove come Macchingraf distribuiamo il marchio Goss, è incredibilmente fermo, dopo un bel ritorno sulle sedici. Il problema è che le medie e maxi-rotative richiedono oggi investimenti che ben poche aziende possono permettersi. L’appuntamento quest’anno con Drupa non è servito a risvegliare il mercato? Purtroppo effetti Drupa non se ne sono ancora visti e tenendo conto che ormai siamo in estate, anche eventuali nuovi ordini finiranno per essere conteggiati nei bilanci del prossimo anno. Gli italiani del resto hanno partecipato in maniera minore alla fiera rispetto alle precedenti edizioni e la mia impressione è che chi ci è andato sia tornato un po’ confuso. Ci si aspettavano grandi novità tecnologiche per la stampa digitale inkjet. In realtà, Drupa ha dimostrato che la tecnologia offset è ancora forte e vincente. Quali sono i macro fenomeni che stanno influenzando e condizionando il mercato? Innanzitutto si sta riducendo il numero degli stampatori commerciali. Poi stiamo assistendo a una domanda di macchine più complesse e costose che quindi riducono il numero dei “prospects”. Non possiamo poi dimenticare la difficoltà di accesso delle imprese ai finanziamenti, come effetto della stretta creditizia e della febbre degli spread. Molte piccole e medie aziende hanno realizzato in questi anni bilanci non certo floridi e si è ridotta ancora di più la loro capacità d’investimento. Alcuni piccoli stampatori poi vivono veri e propri periodi di forte sofferenza che sta portando a una maggiore strategia di acquisizione da parte dei grandi. Nel mercato, poi, come dicevo prima, sono entrati nuovi media e si è fatta sentire anche la concorrenza dei Paesi emergenti. Fenomeni che hanno portato a una sovraccapacità produttiva e quindi a una forte pressione sui prezzi e al crollo dei margini.

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In un contesto come questo che cosa servirebbe alle aziende grafiche? Manager che sappiano lavorare a una vision, siano in grado di definire la propria mission e i valori della propria azienda. In altre parole è fondamentale (e direi anche urgente) avere un piano strategico industriale a medio periodo sapendosi, talvolta,

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INTERVISTE MERCATI

reinventare! E quindi definire gli investimenti a sostegno. Aggiungo che in uno scenario come questo stanno mutando le abitudini dei nostri clienti sia come logiche di acquisizione di beni sia come richieste di supporto e assistenza. Ovvero stiamo lavorando sempre di più con clienti che comprano “progetti” e non più solo macchine e quindi chiedono non più (non solo) fornitori ma partner.

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In questi mesi che scelte ha dovuto fare? Quello che mi è parso subito chiaro ed evidente è che Macchingraf doveva sapersi adattare alla nuova dimensione di mercato in cui ci troviamo (e ci troveremo). Nelle evoluzioni non si torna mai indietro, anzi si deve andare avanti e anticipare, ove possibile, i tempi del cambiamento. Questa è una delle ragioni per cui alcune cose sono già successe in azienda. Nel dicembre scorso abbiamo iniziato un percorso di negoziazione con le rappresentanze sindacali che ci ha portato in aprile alla definizione di un accordo di mobilità per circa 30 persone che hanno lasciato l’azienda. Ciò vuol dire che Macchingraf ha ridotto il proprio organico mantenendo però alto il presidio del mercato e intervenendo anche sui processi interni, poiché non basta ridimensionare ma serve anche incrementare l’efficienza interna. Siamo in assoluto l’azienda che ha la più professionale e numerosa forza vendita e di service sul mercato. Oggi Macchingraf (dove è stato attivato anche un contratto di solidarietà) ha circa 200 dipendenti e ha fatturato nel 2011 circa 80 milioni di euro. Che futuro vede a breve e medio termine? Come nuovo management abbiamo iniziato alcuni mesi fa un intenso lavoro per definire il nostro piano strategico con una visione a 3 e 5 anni. Non stiamo parlando di soli numeri ma di un’attenta e approfondita analisi dell’evoluzione del mercato, dei segmenti in crescita e di quelli che invece avranno una contrazione. L’obiettivo è definire il nostro piano strategico-industriale. Non si può negare che come azienda stiamo soffrendo per un calo di fatturato delle macchine offset e non solo. Ma evidenzio anche che Macchingraf ha deciso da tempo di diversificare in termini di offerta e di investire anche sulla crescita delle 3S, ovvero supplies, services, spares (ovvero materiali di consumo come lastre e inchiostri, assistenza tecnica e parti di ricambio, ndr). E questa strategia ha pagato perché il calo del fatturato macchine degli ultimi anni è stato compensato dalla tenuta del fatturato 3S anche in termini di marginalità. Un punto fermo della nostra strategia è quello di investire sulla crescita con forte focus sull’offset e i prodotti, che ci hanno permesso di diventare leader indiscusso nel mercato delle arti grafiche in Italia, ma anche attraverso nuove tecnologie e un mirato e intenso investimento sulle risorse interne che sono parte del patrimonio della nostra azienda. >segue a pag. 86

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“Oltre che fornitori, vogliamo essere partner dei clienti, offrendo beni ad alta tecnologia ma anche il valore aggiunto della nostra organizzazione”

Veniamo alla realtà di Macchingraf. In qualche modo anche voi avete risentito della crisi del mercato? Ricordo innanzitutto che Macchingraf fa parte della Printing System Division di Staples. Staples è un’azienda americana leader mondiale nel mercato dei prodotti per ufficio ed è un’azienda che ha da poco celebrato i suoi 25 anni dalla fondazione. Essere parte di questa multinazionale americana è per Macchingraf un notevole valore aggiunto per una serie di ragioni, ma anche e soprattutto perché Staples ha una grande cultura del cliente e dei propri collaboratori (associates). Macchingraf è da sempre leader riconosciuto nel mercato grafico italiano grazie ai prodotti prestigiosi venduti e da sempre espressione della massima qualità ed evoluzione tecnologica. Ma tale leadership è dovuta anche all’elevata professionalità e competenza delle sue persone. Quando ho ereditato il timone di Macchingraf sapevo però che mi sarei messo alla guida della più importante azienda del mercato in un momento veramente complesso che richiede visione e scelte difficili ma veloci e coraggiose.


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MERCATI STAMPA

Consolidamento

UNICA STRADA PERCORRIBILE

per la sopravvivenza

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di LIA FAKINOU

In aprile, durante la Settimana Santa, conosciuta anche come la Settimana della Passione, uno dei tre più importanti stampatori digitali in Grecia ha chiuso i battenti. Si trattava di una delle società più innovative nel panorama greco, con un ampio portfolio clienti. Cosa non ha funzionato? La risposta è semplice: il fallimento è da attribuire a molti fattori che in Grecia sono critici ormai da tempo. Due anni fa le banche improvvisamente hanno interrotto l’erogazione di capitali e la concessione di leasing per investimenti in nuove attrezzature. Per oltre vent’anni la maggior parte degli investimenti sono stati finanziati attraverso prestiti bancari e improvvisamente il rubinetto è stato chiuso. L’assenza assoluta di capitali, abbinata a un elevato numero di assegni scoperti, ha portato il mercato a una profonda recessione. Gli assegni in Grecia vengono incassati fino a 10 mesi dopo essere stati emessi. Solo nel 2011 gli assegni scoperti hanno raggiunto 1,2 miliardi di euro. Nell’industria delle arti grafiche i

Da un report speciale dalla Grecia di Lia Fakinou, redatto in esclusiva per le testate di Eurographic Press, scopriamo come gli stampatori greci stanno affrontando la crisi dell’industria della stampa.

distributori di carta sono stati i primi a sperimentare il mix tra assegni scoperti e un atteggiamento delle banche diverso, un mix che è stato letale per tutti i mercati, non solo quello delle arti grafiche. La carenza di denaro contante e l’incertezza provocata dalla situazione politica in Grecia, ha portato a una riduzione massiccia delle commesse di stampa, che avevano già risentito della riduzione delle tirature, che sono state sempre più basse rispetto al resto d’Europa. Di fronte a questa drammatica situazione interna, gli stampatori hanno iniziato a considerare l’export. Solitamente gli stampatori greci servono il mercato locale e meno del 4% di essi esporta i propri servizi e questo accade prevalentemente nel settore del packaging e delle etichette. Il crollo dei prezzi causato da una richiesta inferiore di commesse di stampa ha portato gli stampatori

a guardare all’export per alimentare le proprie macchine da stampa. Il costo di 500 biglietti da visita stampati in digitale e laminati è di circa 10 euro. Il prezzo per lavori in quadricromia (incluse le lastre, ma esclusa la carta) può costare 85 euro. Applicando questi prezzi gli stampatori non possono sperare di pagare i leasing, tanto meno possono aspirare a far crescere la propria attività. Ad aggravare ulteriormente la situazione ha contribuito la decisione del governo di aumentare l’IVA e le tasse del 7% in meno di due anni. Una decisione che ha tagliato le gambe a quegli stampatori che avevano preso in considerazione la possibilità di trovare nuovi sbocchi sui mercati stranieri e che invece si sono visti bloccati in un mercato, quello greco, privo di potenzialità e caratterizzato da una notevole sovraccapacità produttiva.

Lia Fakinou ha alle spalle studi in giornalismo e sociologia. Dal ‘95 è editore della rivista ga-graphic arts ed è considerata opinion leader nel settore.

DIFFERENZE DAL RESTO D’EUROPA

Il settore delle arti grafiche in Grecia non è diverso dal resto d’Europa. La maggior parte delle aziende è a conduzione familiare e di medie dimensioni, con 3-7 dipendenti, inclusi i proprietari. La principale differenza rispetto al resto d’Europa è che i titolari si comportano come dipendenti e non come manager. Se visitate una tipica azienda di stampa troverete gli uffici vuoti e il titolare sarà in sala stampa a controllare le macchine oppure alle prese con un tagliacarte. Vi dirà che questa è la sua vita, che a lui piace creare

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MERCATI STAMPA

Lo stabilimento di stampa di Kontorousis, una delle tante aziende greche alle prese con gli effetti della recessione mondiale e della crisi strutturale che sta colpendo ormai da due anni il settore delle arti grafiche.

SITUAZIONE DEL PARCO MACCHINE OFFSET

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Nel settore della stampa offset la maggior parte delle macchine è datata. Più della metà ha oltre 16 anni, il 20% 11-16 anni, il 13% 6-10 anni e solo l’11% delle macchine ha meno di cinque anni. Apparente-

mente gli stampatori greci sono molto affezionati alle loro attrezzature e sono soddisfatti della propria quota di mercato. La verità è che i titolari non sono né manager né venditori. La maggior parte di loro non ha mai condotto un’indagine di mercato e quindi ignora completamente le esigenze dei propri clienti. Prima della recessione si sentivano al sicuro con i propri clienti e non avevano intenzione di fare un passo avanti. Le macchine usate sono lo “zoccolo duro” dell’industria della stampa greca. Circa il 66% di tutte le macchine offset sono state acquistate di seconda mano, importate in prevalenza dalla Germania. Il formato offset 35x50 cm è il più diffuso con il 57% di quota del mercato. Seguono al secondo posto le macchine 70x100 con il 22% e, a breve distanza, le macchine 50x70 con il 20%. STAMPA DIGITALE

Circa il 38% degli stampa-

tori offset utilizza anche macchine da stampa digitale, che possono spaziare da quelle entry-level a quelle ad alta produttività. È difficile valutare il numero di aziende di stampa digitale con macchine a foglio e senza dubbio in questo momento hanno grandi difficoltà a sopravvivere sul mercato. I costi di gestione sono troppo elevati ed è difficile reperire commesse per il digitale e questo perché gli stampatori digitali sono il ritratto di quelli offset. Non producono soluzioni o prodotti: producono pagine stampate. Nel settore digitale le società più innovative provengono dal mercato delle etichette. Negli ultimi tre anni sono state installate quattro macchine per etichette e stanno stampando molto. Ma c’è da dire che queste società esportano circa il 35-40% dei loro servizi e quindi sono in grado di essere competitivi a livello europeo.

SPERANZE PER IL FUTURO?

Come devono dunque agire gli stampatori greci da adesso in poi? Dovrebbero dialogare di più con i loro clienti e proporre nuovi prodotti e soluzioni accattivanti. Dovrebbero adottare i nuovi mezzi di comunicazione ed essere una comunità aperta. L’export è difficile ma non impossibile se si adotta il giusto modello di business. Gli stampatori greci possiedono le competenze tecniche e l’esperienza per poter agire nel migliore dei modi. Dovrebbero orientarsi verso nuovi mercati e, soprattutto, dovrebbero imparare a cooperare e non farsi concorrenza tra di loro. Ci si augura che la situazione cambi presto, altrimenti circa il 40% delle aziende grafiche è destinata a scomparire l’anno prossimo. Probabilmente il consolidamento resta l’unica strada percorribile, ma è anche la più difficile. IPI 137/12

il prodotto finito e non si renderà conto che questo in realtà può creare dei problemi. Il titolare di un’azienda dovrebbe infatti essere un manager in grado di monitorare i trend, considerare le opportunità di business e prendere decisioni in base alle esigenze del mercato, non lavorare in sala stampa o nel reparto di legatoria. Attualmente il numero totale delle aziende grafiche è circa 3.400, di cui la metà è rappresentata da stampatori offset convenzionali. Circa il 35% si trova nella provincia di Attica e il rimanente 65% è dislocato in tutta la Grecia, in particolare sulla terra ferma; è difficile trovare aziende di stampa nelle isole.


AUMENTARE LE COMPETENZE PER AFFRONTARE IL CAMBIAMENTO

l’Accademia del Poligrafico

NUOVO CALENDARIO CORSI www.stampamedia.net

Giovedì 27 settembre Gestione, valorizzazione e motivazione delle risorse umane in azienda Giovedì 4 ottobre Prevenire il contenzioso: il contratto come strumento di tutela Giovedì 11 ottobre La vendita non è per tutti Giovedì 18 ottobre Il self-publishing di libri digitali Giovedì 25 ottobre Requisiti dell’imballaggio alimentare Giovedì 8 novembre Realizzare stampati per l’anticontraffazione Chiedeteci maggiori informazioni inviando una mail a info@accademia delpoligrafico.it oppure tel. 02.75291028

Giovedì 15 novembre Creare contenuti per iPad e android Giovedì 22 novembre Crisi d’impresa e tutela del credito Giovedì 29 novembre Flessografia: qualità e produttività partono dal controllo delle variabili


EVENTI COMUNICAZIONE

Viscom Italia, 4-6 ottobre Milano-Rho

Eventi per rispondere alle sfide del mercato Dalla Viscom Boutique come vetrina delle nuove soluzioni della comunicazione visiva al Green Trail per un percorso eco-sostenibile. Inizia il count-down per Viscom Italia. Molte le novità in campo per un’edizione che rivoluziona il classico concetto di fiera e che propone ai visitatori una tre giorni live di eventi speciali per favorire nuovi linguaggi e allargare i confini del mercato. Viscom Italia, da sempre motore di innovazione, segna un nuovo traguardo offrendo un confronto diretto di esperienze, conoscenze e soprattutto la condivisione di obiettivi comuni. Ci sono nuovi mercati che si aprono per Viscom Italia, ci sono nuovi modelli di business e di relazione da costruire. «Le iniziative che vi proporremo quest’anno» dichiara Paola Sarco, Exhibition Manager Viscom Italia, «sono nate raccogliendo i preziosi suggerimenti arrivati sia dagli espositori sia dai visitatori per programmare attività che costituiscano un supporto concreto per il mercato». Viscom Boutique: le eccellenze della comunicazione visiva Si tratta del primo temporary shop dove sarà possibile esplorare tutte le potenzialità dei nuovi supporti e delle più recenti tecnologie al servizio della comunicazione visiva. Lo spunto, infatti, è partito dal concetto secondo il quale i punti vendita possono essere considerati una delle evoluzioni più attuali della capacità di comunicare al pubblico e di valorizzare il proprio brand emozionando. Ed è proprio in un’epoca in cui i format tradizionali non sono più sufficienti, che Viscom Italia ha pensato di realizzare il primo tailored store per mettere in scena tutte le novità dei nuovi media.

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Viscom Italia sostiene la comunicazione Green Viscom Italia amplia la sua mission diventando fiera a Impatto Zero®, sposando il progetto LifeGate. Con Impatto Zero® saranno compensate le emissioni di CO2 generate dai consumi energetici, dalla produzione di rifiuti e dall’utilizzo di carta dell’evento, partecipando alla creazione e tutela di oltre 81.000 m2 di foreste in crescita in Bolivia. LifeGate ha deciso di acquistare i crediti di carbonio generati da un progetto che nasce con l’obiettivo di tutelare uno degli habitat più preziosi e importanti del pianeta. Attraverso il percorso Green Trail verranno portate in primo piano le aziende che hanno prodotti, soluzioni e tecnologie certificate volte al rispetto dell’ambiente e al risparmio energetico.

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NEWS

NOTIZIE DALLE AZIENDE

SUPPORTI PER GRANDE FORMATO

Comunicazione senza tempo, colorata e leggibile 24 ore su 24

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il nuovo Double Way Vision Image – brand esclusivo Guandong in fase brevettuale – punta sull’effetto vedo/non vedo. Grazie a immagini bifacciali galleggianti in alta risoluzione, infatti, DVW Image lascia intravedere da una parte all’altra nascondendo quel tanto che basta per catturare l’attenzione e stuzzicare la curiosità. Il risultato è una visione armoniosa ed elegante dell’immagine nelle due direzioni. Il tutto con la possibilità di scegliere fra tre raffinati pattern: Screen, Line e Bubble. Il massimo del Window decor, ideale per applicazioni innovative in ambito di interior decor, allestimenti espositivi e in-store promotion. Dalle emozioni maliziose

Le due new entry vanno ad arricchire ulteriormente la Window Graphics Collection di Guandong.

di DWV Image ai giochi di luce di One Way Vision Night&Day. Ben visibile sia di giorno che di notte, grazie all’effetto di retroilluminazione, è ideale per la decorazione integrale di vetrate statiche e dinamiche. Dalle vetrine dei negozi alle grandi facciate in vetro dei centri commerciali, fino ai finestrini

di treni, autobus e taxi, la comunicazione sarà senza tempo, colorata e leggibile 24 ore su 24. Guandong offre una delle più importanti e complete gamme disponibili in Europa: dal perforated vinyl agli smerigliati, dal Cling agli Opal-diffuser, l’offerta comprende un range di proposte ideali per le più svariate

esigenze applicative e comunicazionali. Dalla glass decoration alla temporary communication, dalle applicazioni di forte impatto emozionale agli effetti speciali: la risposta è nelle proposte accuratamente selezionate da Guandong.

Guandong Italia, tel. 02.897859.88 Servizio lettori n. 1

INCHIOSTRI

CTP

Solimax, un multi-uso per imballaggi flessibili

Aggiunte nuove funzionalità al Magnus 800

Sun Chemical, produttore leader mondiale di inchiostri e pigmenti da stampa, ha lanciato il nuovo sistema di inchiostri multi-uso SunUno Solimax. Adatto sia per applicazioni di stampa esterna, sia per la stampa interna sul maggior numero di supporti più comunemente utilizzati per l’imballaggio flessibile, Solimax si adatta sia ai processi di stampa flessografici che rotocalco e consente di realizzare prodotti destinati all’imballaggio di alta qualità e di visibilità dallo scaffale. Destinato alla stampa con successiva laminazione per varie tipologie di applicazioni finali, come coperchi per vaschette, laminati per medicinali e imballaggio alimentare per prodotti di pasticceria e snack, Solimax è compatibile con le tecnologie di laminazione sia a base solvente che prive di solventi.

Tra le nuove funzioni il 27% di aumento della produttività e la nuova modalità di risparmio energetico che, in combinazione con il supporto di Windows 7, la connettività gigabit Ethernet con il software di gestione del flusso di lavoro Kodak Prinergy e le capacità ottimizzate di supporto remoto, rendono il sistema più efficiente e facile da usare. Presentato a Drupa, il CtP Magnus 800 è adatto a stampatori commerciali di grandi e medie dimensioni alla ricerca di immagini di alta qualità e alta produttività. Il sistema è dotato di opzioni di automazione avanzata, compreso l’APL, e della tecnologia di esposizione Kodak Squarespot.

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Sun Chemical, tel. 02.95790668 Servizio lettori n. 2

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Guandong annuncia: l’attesa è finita! Forte del know-how maturato in anni di esperienza nel settore della visual communication, presenta due nuovi prodotti per rispondere ai bisogni della distribuzione organizzata europea: Double Way Vision Image e One Way Vision Night&Day. Due supporti inediti che permettono di ottenere effetti accattivanti e maliziosi per sedurre un mercato sempre più orientato alla ricerca di materiali in grado di stupire ed emozionare con applicazioni prima impossibili da realizzare. Proprio come le dive di altri tempi giocavano sapientemente con le trasparenze degli abiti per sedurre con eleganza discreta, anche


NEWS PRESTAMPA

Da CtpOptotec un sistema modulare tutto “made in Italy” La linea di CtP proposta da CtpOptotec si distingue per essere basata su una tecnologia completamente sviluppata e prodotta in Italia. Altra caratteristica di rilievo è la modularità che consente all’utente di proteggere l’investimento effettuato poiché può decidere di crescere secondo le necessità dell’azienda. Partendo dal sistema base, composto da kit e componenti semplici da assemblare e sostituire, è possibile costruire più configurazioni scegliendo tra differenti formati, tecnologie laser e opzioni automatiche. Grazie alla testa laser intercambiabile ILH, disponibile a tecnologia termica a 64 diodi oppure viola, si possono infatti incidere tutti i tipi di lastra (termica tradizionale, thermal diretta, processless o waterless) attraverso una semplice configurazione del software di controllo. Il nuovo modulo laser ad alta risoluzione, lanciato alla scorsa Drupa, è dotato di un laser

a 5 micron che offre ora una risoluzione di 7620 dpi, adatta alla stampa di alta qualità lenticolare e 3D e alla stampa di sicurezza. I formati lastra accettati spaziano da 240x220 mm a 850x1078, con spessori da 0,15 a 0,40 mm. La produttività varia, secondo il formato e le condizioni di lavoro, da 10 a 36 pph. Entrambi i modelli One 1100 (da 8 pagine) e One 750 (4 pagine) possono essere forniti in versione manuale o con caricamento automatico opzionale One Autoloader che include anche il sistema di punzonatura in linea. Per la gestione del flusso di lavoro è inoltre disponibile il software WorkFlow One sviluppato da CtpOptotec in full partnership con la società inglese Studiorip, leader nelle soluzioni software per CtP. Sul fronte dell’assistenza, CtpOptotec mette a disposizione un centro online per il supporto ai clienti oltre a uno speciale programma di training Sharing Knowledg. La linea CtpOpotetec, che ha ottenuto la certificazione CERTIprint, oltre ad essere venduta direttamente da CtpOptotec, divisione del gruppo Metoda, è distribuita in Italia dalla Printgraph di Settimo Milanese.

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www.ctpoptotec.com www.metoda.it www.printgraph.it


NEWS

NOTIZIE DALLE AZIENDE

APPLICAZIONI

Servizi cross-media ai clienti con Clickable Paper di Ricoh

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identificato e l’utente potrà visualizzare i relativi contenuti. Si tratta di una tecnologia particolarmente interessante per gli stampatori commerciali, i centri stampa aziendali e gli editori, poiché consente loro di fornire ai clienti una varietà di contenuti cross-media. Grazie alla presenza di un logo facilmente identificabile, gli utenti potranno rilevare subito la presenza di contenuti cliccabili. Questa applicazione integra la stampa con il mondo digitale, per cui lo stampato diventa un modo per accedere a una base di contenuti web sempre più ampia. «Clickable Paper», spiega Giorgio Bavuso, direttore Production Printing Ricoh Italia, «è strettamente collegata alla tematica “Print and

Beyond” che mette in evidenza in che modo i print service provider possano ampliare e migliorare le proprie attività grazie ad applicazioni innovative e a servizi a valore aggiunto». Le funzionalità chiave includono: tSBQJEPFBGmEBCJMF riconoscimento dei contenuti, tra cui testo (in qualsiasi lingua), immagini, foto o una combinazione di queste tipologie di comunicazione;

tIPUTQPUNVMUJQMJQFS ogni documento senza necessità di modificare o riformattare il materiale originale; tVOPTUSVNFOUPEJ authoring che consente di associare contenuti on-line a ogni hotspot; tQPTTJCJMJUËEJVUJMJ[[BSF un database di grandi dimensioni contenente i documenti elaborati; tVOJOUVJUJWBBQQQFS smartphone.

Stampatori commerciali ed editori possono ampliare l’offerta grazie al Clickable Paper, un’applicazione che consente di puntare un iPhone o uno smartphone Android sulla superficie stampata e di ricevere contenuti integrati multimediali.

Ricoh Italia, Tel. 02.91987680 Servizio lettori n. 5

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Ricoh, leader nella fornitura di soluzioni digitali per la produzione documentale, propone il Clickable Paper™, un’applicazione che rappresenta un’evoluzione del QR Code. Si tratta di un servizio cross-media che consente di puntare un iPhone o uno smartphone Android sulla superficie stampata e di ricevere contenuti integrati (siti web, servizi di e-commerce, social network…). La tecnologia Clickable Paper può essere applicata a qualsiasi tipo di prodotto stampato, tra cui quotidiani, riviste, volantini pubblicitari, libri, brochure, poster. Basta puntare lo smartphone su una determinata sezione dello stampato. In questo modo l’immagine acquisita viene riconosciuta, l’hotspot


NEWS

AZIENDE FIORI ALL’OCCHIELLO

FINISHING

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Brossuratrice Duplo KB-4000, PUR & Hot Melt

Nel corso dell’openhouse Duplo, la prima presso la sede Neopost di Rho (l’azienda che in febbraio ha acquisito Duplo Italia), Duplo ha presentato ai clienti italiani la nuova brossuratrice compatta KB-4000 PUR, lanciata a Drupa, e il cucipiega a sella DBMi. Dopo il successo di pubblico registrato a Drupa, anche i clienti italiani hanno manifestato grande interesse verso la KB-4000 PUR. Tale brossuratrice compatta monoganascia combina la tecnologia PUR per l’incollaggio del dorso all’incollaggio dei lati libro con colla Hot Melt. I vantaggi di questa combinazione sono due: possibilità di maneggiare il libro in tempi ridotti rispetto alla sola finitura poliuretanica e risparmio sul costo dei consumabili. Sempre a favore del risparmio di colla, la macchina gestisce la colla PUR con un sistema a tanica chiusa dotato di iniezione di aria anidra, eliminando il rischio di polimerizzazione in

vasca. La KB-4000 raggiunge una velocità di 200 cicli/ora e la sua produttività si avvantaggia da numerosi accorgimenti che minimizzano i tempi morti della produzione: il settaggio del lavoro avviene in pochi secondi, la colla raggiunge la temperatura ideale per la lavorazione in 30 minuti e il ciclo di pulizia richiede solo 10 minuti. Grazie poi all’incollaggio dei dorsi con colla EVA, il blocco libro può essere maneggiato in tempi ridotti rispetto all’incollaggio con sola colla PUR, che richiede 12/24 ore per completare il processo di reticolazione. È possibile gestire libri nelle dimensioni max di 420x360 mm e minima 120x120 con spessore di 2-50 mm + spessore copertina. Molto interesse inoltre per la gamma di prodotti Multifunzione per taglio, rifilo, cordonatura, perforazione in un solo passaggio.

Duplo Italia tel. 02.93158611 Servizio lettori n. 6

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NEWS

NOTIZIE DALLE AZIENDE

AUSILIARI STAMPA

cleanUP elimina le impurità dalla soluzione di bagnatura

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per eliminare le impurità raccolte. Ora è disponibile una nuova soluzione, cleanUP, che è il risultato della collaborazione fra una primaria azienda produttrice di macchinari per la chiarificazione ed easyDOT. Si tratta di un sistema che elimina le impurità accumulate nella soluzione di bagnatura durante la stampa, tramite un processo fisico di separazione. La chiarificazione non altera assolutamente le caratteristiche chimiche della soluzione di bagnatura in quanto separa ed elimina unicamente i prodotti che non sono in soluzione. In Italia alcune aziende hanno già acquistato e testato con

successo il dispositivo. Tra queste Legoprint, che utilizza il sistema cleanUP su una rotativa Timsons T14 a quattro colori ed effettua la pulizia del circolatore e delle vaschette ogni 60 giorni, e talvolta ogni 100 giorni. La soluzione tipica oggi adottata dalla totalità delle aziende di stampa sulle rotative commerciali e di stampa piana è il fermo macchina ogni sette o dieci giorni, per un periodo di tempo che va dalle sei alle otto ore, al fine di svuotare il sistema di bagnatura, pulire il circolatore e le vaschette, ricaricare il sistema con nuova soluzione di bagnatura. Per questa

procedura sono necessari in genere dai 2 ai 4 operatori di macchina e, talvolta, personale di manutenzione. Con cleanUP si continua semplicemente a produrre.

easyDOT, tel. 0161.1851753

cleanUP non prevede l’utilizzo di materiale di consumo; lo scarico automatico dei sedimenti permette un funzionamento senza interruzioni, senza necessità di complicati o frequenti smontaggi.

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Esistono diversi tipi di sistemi per il filtraggio della soluzione di bagnatura, molti utilizzano filtri di varia natura, alcuni un sistema a centrifuga. In genere questi sistemi raddoppiano la durata della soluzione di bagnatura e hanno un costo significativo in termini di acquisto di consumabili (filtri, cartucce, carbone attivo ecc.) I sistemi a centrifuga sono generalmente derivati da modelli usati nella lavorazione dei combustibili e hanno un’efficacia limitata, poiché oltre a eliminare le impurità tendono a eliminare anche gli additivi disciolti nella soluzione stessa. Inoltre devono essere smontati


FINISHING Il finishing KERN GRAPHIC SOLUTIONS

COMUNICAZIONE D’IMPRESA

digitale

Brossuratrice EasyBinder 150a; sotto, la cordonatrice Creas 51 e, a sinistra, la plastificatrice Lami 52 S.

Kern Graphic Solutions, divisione di Kern S.p.A. operante in Italia nel settore grafico, offre un’ampia gamma di sistemi concepiti e progettati integralmente in Italia: brossuratrici PUR, cordonatrici, piegatrici, plastificatrici e verniciatrici. Brossuratrici PUR EasyBinder Le brossuratrici poliuretaniche EasyBinder, rese del tutto uniche dai cinque brevetti con cui sono state progettate, si rendono indispensabili per chi vuole realizzare libri e photobook, stampati in digitale, in bassa tiratura, potendo utilizzare tutte le diverse tipologie di carte ed inchiostri, mantenendo la massima qualità. Le brossuratrici monoganascia PUR EasyBinder, grazie all’innovativo sistema brevettato di estrusione di colla integrato ed ermetico, sono in grado di adoperare indistintamente sia colla PUR sia Hot-Melt a seconda delle esigenze di lavorazione. Recente esordio al Drupa della EasyBinder 150, progettata con i medesimi requisiti ma con alcune regolazioni manuali, equipaggiata con un sistema brevettato automatico di pulizia che non necessita di alcun tipo di manutenzione. Il gruppo di applicazione colla è il medesimo utilizzato sulla EasyBinder 300 e sulla EasyBinder 450. La brossuratrice EasyBinder 150 è la vera entry-level low cost che consente la realizzazione di libri di alta qualità pur contenendo i costi.

fogli stampati da macchine digitali. Complete di computer con 100 canali di memoria, di cui ogni canale può memorizzare fino a 100 passi con una precisione di 0,1 mm. Ad inserimento manuale è possibile trattare fino a lunghezze di fogli infinite. La gamma completa comprende la piccola Creas 35 con movimento a motore; la Creas 51 con velocità operativa di 2.800 copie/ora e Creas 51 Super con una velocità che raggiunge fino a 8.000 copie/ora per il formato A4. Plastificatrici Lami Le plastificatrici Lami sono in grado di plastificare ambo i lati contemporaneamente o un singolo lato a seconda delle esigenze. Provvista di computer per il controllo della velocità di avanzamento e della temperatura dei rulli, la Lami 35 a introduzione manuale può plastificare carte fino a 350 g/m2. Invece la plastificatrice Lami 52 è automatica e la velocità di lavoro

raggiunge i 12 m/min. Può effettuare la laminazione monofacciale o bifacciale e può montare due bobine fino a 1.500 mm. Verniciatore Coat Il verniciatore Coat 52 usa principalmente vernici UV o acriliche all’acqua a seconda della richiesta e la produzione varia da 4.000 a 6.000 copie/ora in relazione alla quantità di vernice che si vuole spalmare sullo stampato. Corredata di due vasche, una riservata alla vernice e l’altra per il detergente, per un lavaggio rapido dei rulli a fine lavoro. Il verniciatore Coat 52 al suo interno racchiude il forno assicurando così il minimo ingombro. Una serie di alimentatori universali (frizione, aspirazione alta pila, aspirazione bassa pila) e facilmente installabili sulle macchine sopra citate, completano la gamma. www.kerngraphicsolutions.it Roberto Tumaini Responsabile Marketing Kern Spa via Donizetti 5 - 20090 Assago MI

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Cordonatrici Creas Le cordonatrici Creas con avanzamento automatico dei fogli sono progettate per la cordonatura di

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EVENTI AMBIENTE

Fiera su eco-sostenibilità

Quando stampa fa rima con ambiente Al nastro di partenza una nuova fiera internazionale interamente dedicata al “green printing”. Un evento da non perdere, visto che adottare una politica eco-sostenibile può aiutare stampatori, editori e print buyer a proporsi sul mercato in modo accattivante. Ne abbiamo parlato con gli organizzatori, Marcus Timson e Frazer Chesterman e con Lorenzo Villa, l’Ambassador italiano designato da EcoPrint. Avete dichiarato: “Vediamo un futuro dove tutta la stampa sarà EcoPrint”. Pensate che sarà veramente questo il trend? MARCUS TIMSON: Sì, ne siamo certi. Dal momento che qualsiasi “mega-tendenza” è definita come qualcosa che i leader e i pionieri adottano per primi, è ovvio che la corrente andrà in questa direzione. Tutto all’improvviso cambia e accade così in fretta che la gente non se ne accorge. Il problema è che se non si riconosce la necessità di adottare pratiche o metodologie di stampa green, una volta che il cambiamento è avvenuto pochi saranno in grado di produrre materiali stampati come il mercato li richiede.

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EcoPrint ha accettato la sfida da parte di alcuni marchi leader a considerare la sostenibilità come un’area di business chiave. Che impatto avrà tutto ciò sugli stampatori? TIMSON: Ogni grande marchio che produce beni classificati come prodotti di consumo utilizzerà la stampa per promuoverli. Un’azione pratica verso la sostenibilità è rivoluzionare i processi produttivi. E la stampa può contribuire in modo significativo ai processi promozionali delle aziende, specialmente se consideriamo il packaging, i materiali per il punto vendi-


EVENTI AMBIENTE

ta e gli stampati promozionali. Queste aziende hanno spesso brand che parlano di riduzione del carbon footprint, quindi il fatto che producano stampe non sostenibili è inaccettabile. Per questo ogni azienda di stampa che educa i propri clienti all’utilizzo di materiali stampati più sostenibili è destinata ad accrescere il proprio giro d’affari e ad assicurarsi il lavoro per il futuro. EcoPrint fornirà approfondimenti e risposte per consentire alla stampa di prosperare attraverso i processi di cambiamento verso la sostenibilità. In che modo EcoPrint si focalizza sulla sostenibilità e sui vantaggi economici per il mondo della stampa? TIMSON: Sostenibilità significa, semplicemente, resistere. Ma per resistere è necessario credere e creare un modello che coniughi il profitto, le persone e il pianeta. I benefici sul piano commerciale si traducono in un modello di business redditizio, focalizzato sulla creazione di valore. LORENZO VILLA , AMBASSADOR ITALIANO DI ECOPRINT

Perché per uno stampatore è importante visitare EcoPrint a Berlino? LORENZO VILLA: In questi anni quasi tutti i player fieristici nel settore del printing hanno cavalcato l’onda dell’eco-sostenibilità, talvolta suggerendo spunti originali e contribuendo certamente ad accrescere la sensibilità su questo tema. Ciò che tuttavia rende EcoPrint un evento unico e diverso è la focalizzazione sul green printing quale tema unico, centrale e totalizzante. Un’idea semplice e pulita, ma al contempo geniale. Per questo sono convinto che le aziende di stampa, i print buyer e gli editori italiani che intendono proporsi come leader e apripista di nuove tendenze non dovrebbero mancare questo appuntamento. Crede che una maggiore attenzione al green possa aiutare le aziende grafiche a trovare una via d’uscita in questi momenti di congiuntura difficile? VILLA: Non credo che un’etichetta green sia di per sé la panacea ai mali di un’industria in profonda sofferenza: per guarire e prosperare servono idee chiare, progetti imprenditoriali e piani industriali e finanziari ben congegnati. Tuttavia stento a credere che il rapporto tra l’attenzione all’ambiente e il successo del business di molte aziende di stampa, anche italiane, sia completamente casuale. Forse, nel terzo millennio, dovremmo iniziare a considerare l’eco-sostenibilità quale parte integrante di qualsiasi business plan di successo. Da sinistra: Marcus Timson, Frazer Chesterman e Lorenzo Villa.

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DRUPA Una rotativa COMUNICAZIONE D’IMPRESA

EASYDOT

a misura di libro

Maurizio Sanzone, amministratore unico di easyDOT, azienda che rappresenta in Italia il marchio Timsons, il noto produttore di rotative per libri, esprime le sue considerazioni su Drupa. Un commento a caldo su Drupa?

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lungo termine, finalmente al nostro stand hanno trovato un progetto per la stampa digitale industriale concreto, reale e immediatamente disponibile. Qualche nota dolente? La nota meno positiva riguarda la scarsa conoscenza sul mercato dei nostri macchinari. Durante la fiera si è rafforzata in me la convinzione che nel passato non si è comunicato abbastanza. Purtroppo molto spesso sento parlare e leggo di Timsons come il “produttore inglese di macchine da stampa per libri monocolore”. In fiera, alcuni manager si sono stupiti quando ho descritto macchinari installati già dieci anni fa e che per loro rappresentavano un’interessante novità assoluta, non parliamo quindi di quelli prodotti e installati recentemente in Grafica Veneta e la rotativa quattro colori che installeremo alla fine di quest’anno in LegoPrint...

Vogliamo ricordare ai lettori qual è il core business della Timsons? Timsons Ltd produce e commercializza macchinari per la stampa di libri in mono, bicolore e in quadricromia con sistemi di piega a modulo intercambiabile, che permettono con una sola rotativa di coprire innumerevoli formati di libri. Le soluzioni che offriamo sono molteplici e il nostro slogan era e rimane: “la rotativa a misura di libro”. Qualsiasi sia la necessità produttiva noi creiamo la soluzione di stampa e piega più adatta a soddisfarla, arrivando a riprogettare completamente la rotativa sulla base delle necessità del cliente con tempistiche dalla progettazione all’installazione di circa un anno. Oltre a ciò, Timsons produce ottimi macchinari per la stampa flessografica e per la stampa dei circuiti elettronici. E la nuova T-Press? La nostra nuova T-Press copre tutti i IPI 137/12

Questa edizione è stata la prima dopo la costituzione di easyDOT e l’acquisizione della rappresentanza italiana di Timsons Ltd. L’attendevo quindi con particolare interesse e curiosità. Due gli aspetti principali che volevo verificare: da un lato la reazione del pubblico riguardo la nostra nuova rotativa T-Press e dall’altro il riscontro che avrei avuto come agente Timsons presso i clienti italiani. A fiera conclusa posso affermare con viva soddisfazione che entrambi gli aspetti hanno avuto un riscontro estremamente positivo. Le quattro dimostrazioni giornaliere della nostra T-Press hanno registrato un’affluenza di pubblico incredibile con centinaia di persone che assistevano alla stampa e confezione in sequenza di tre libri diversi come contenuto, numero di pagine e copertina senza alcuna interruzione o scarti. Devo dire che sono rimasti tutti piuttosto sbalorditi. La soddisfazione più grande è stata l’affermazione più ricorrente dei nostri clienti e visitatori che ci hanno detto che, dopo tanto girovagare per la fiera e la visione di tanti progetti con una prospettiva di applicazione pratica nel medio e


COMUNICAZIONE D’IMPRESA

IPI 137/12

formati di libri mondiali. T-Press è stata progettata focalizzandosi sulle necessità degli stampatori di libri. Non solo utilizza la miglior tecnologia per la stampa digitale su largo formato, ma tiene in debito conto l’importanza di un percorso brevissimo dalla carta bianca al prodotto finito. Sulla nostra T-Press la carta viene svolta da uno sbobinatore che effettua il cambio della bobina al massimo della velocità di stampa (200 m/min al momento e sarà aumentata a 300 m/min con un upgrade software che verrà rilasciato entro 6/8 mesi e sarà installato gratuitamente sulle macchine già vendute e installate), passa poi attraverso un’unità di controllo e regolazione della tensione della carta che integra anche un guida banda (la carta è in tensione come sulle rotative tradizionali), passa poi attraverso l’unità di stampa T-Print che stampa con una qualità di 900x600 dpi e fino a un formato massimo di stampa di

1.320 mm. La carta viene stampata da un lato, rovesciata attraverso il nostro esclusivo percorso a “S” che ci permette di evitare l’utilizzo di barre diagonali (le barre diagonali non garantiscono la stabilità del registro fra bianca e volta perché sulla diagonale la carta si muove continuamente) e stampata sul lato opposto. Le carte che possono essere stampate partono da una minima grammatura di 40 gsm, fino a un massimo di 120/130 gsm. Non è necessario alcun pre-trattamento della carta. Possono essere utilizzate senza alcun tipo di problema le comuni bobine di carta da macchina offset. Quando lascia l’unità di stampa T-Print, la carta stampata passa attraverso l’unità di controllo totale di qualità che verifica ogni singolo punto di stampa alla ricerca di errori o difformità rispetto al file originale; qualora il sistema rilevi delle difformità l’HMI (Human Machine

Interface) segnala all’operatore il difetto riscontrato. Dopo questo controllo la carta entra nell’unità DSD (Draw, Slit & Divert) dove viene prima tagliata in strisce di larghezza e quantità variabili in accordo con il formato del libro, da un minimo di 11 a un massimo di 57 centimetri e da una quantità minima di 2 fino a 8 strisce. Queste vengono poi dirottate attraverso le nostre speciali barre diagonali e sovrapposte invertendo il lato della carta di ogni striscia cosicché a libro formato non sarà presente la classica curvatura del libro e aprendolo si avranno affiancate due pagine stampate sullo stesso lato della bobina, evitando così il problema della differenza di colorazione della carta. Le strisce così sovrapposte entrano poi nel nostro sistema di piegatura a segnature T-Fold e vengono tagliate in una lunghezza variabile da 18 a 32 centimetri, coprendo così tutti i formati mondiali dei libri. Le sezioni

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DRUPA COMUNICAZIONE D’IMPRESA

Qualche differenza rispetto alle rotative tradizionali? Nelle rotative tradizionali siamo abituati a vedere sul tappeto d’uscita la segnatura 1 che viene poi raccolta e messa in stecche su di un bancale. Vedremo poi produrre la segnatura 2 e così via. I pacchi vengono poi processati su una distesa per intercalare le varie segnature. Sulla nostra T-Press, le segnature escono in sequenza. Sul tappeto avremo quindi le segnature 1, 2, 3, 4 e 5 ad esempio tutte in fila, a seguire di nuovo le segnature 1, 2, 3, 4 e 5 fino al completamento della quantità di libri che s’intendeva stampare. Subito a seguire e senza interruzioni avremo le segnature 1, 2, 3 e 4 del secondo libro e così via per tutti i libri che avremo da stampare. Le segnature che il sistema T-Fold può produrre hanno foliazioni da 12, 24 o 48 pagine oppure 16, 32 o 64 pagine. Le segnature possono poi essere raccolte da un semplice stacker a stecche o inviate direttamente a un sistema di legatoria così come nella configurazione macchine presentata in Drupa. Nel caso esse vengano raccolte in

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stecche, sarà poi possibile alimentare direttamente una macchina di legatoria per cartonato o cucito saltando la distesa. Si avrà quindi un’installazione del sistema di legatoria fuori linea. Ovviamente possono essere utilizzati tutti i sistemi di legatoria già installati presso il cliente. E sul fronte del finishing? Nel caso della configurazione in linea presentata in Drupa le segnature andavano ad alimentare direttamente il sistema Kolbus Bookjet che si fa carico di individuare, attraverso un riconoscimento ottico, le interruzioni dei libri, predisporre le segnature per la fresatura del dorso, l’incollaggio, l’applicazione della copertina specifica per ogni libro, il rifilo trilaterale e la pallettizzazione dei libri finiti. Tutto al massimo della velocità di stampa e scartando in automatico le segnature si cui è stato rilevato un difetto o i gruppi di segnature incompleti. Oltre al sistema di finitura T-Fold, che è rivolto agli stampatori e legatori che vogliono un sistema per libri fresati e libri cuciti, Timsons Ltd ha sviluppato e già installato presso Clays e altri stampatori inglesi e americani, un sistema specifico per la finitura a blocco libro. Questo sistema si chiama T-Book. Il processo di stampa è identico ma T-Book processa la carta tagliandola in strisce, sovrapponendone due una sopra l’altra. Questo sistema è

Da sinistra: Michael Hawkins (progettista e responsabile tecnico postvendita Timsons), Maurizio Sanzone, Jeff Ward (managing director), Jon Walker (sales & technical director). ripetuto per tutta la larghezza della banda disponibile. Le strisce così sovrapposte entrano in un sistema di taglio a lunghezza variabile e dopo il taglio le sezioni ottenute formano una squama che viene inviata al sistema di gestione del lotto. Il sistema identifica automaticamente la prima e l’ultima pagina del libro e crea automaticamente una separazione andando a formare così un blocco libro dal flusso in arrivo con un massimo di quattro blocchi libri disposti sulla larghezza della macchina. L’unità di gestione dei lotti forma un blocco libro di alta qualità posizionando con estrema precisione ogni singolo foglio attraverso una vibrazione ad alta frequenza. Il blocco libro completo viene poi trasferito a un convogliatore passando attraverso una stazione di incollaggio che applica tre sezioni di colla sul dorso rendendo il blocco libro molto robusto e permettendo le successive manipolazioni senza problemi sia in linea, con sistema di brossura integrato, o fuori linea con sistema già esistente o dedicato utilizzando un sistema di alimentazione di blocchi libro. La velocità di produzione di T-Book è oggi di 4.000 blocchi libro/ora. IPI 137/12

vengono accumulate 2, 4 o 8 volte, piegate una vota nel senso della fibra della carta e rilasciate su un tappeto d’uscita come avviene sulla rotativa tradizionale. Le segnature rilasciate sul tappeto d’uscita non sono però tutte uguali.


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SpazioEtichette Seminario FINAT

Innovazione e sostenibilità Innovazione e sostenibilità sono stati gli argomenti principali trattati dai relatori del seminario tecnico di quest’anno organizzato dall’associazione europea che tutela gli interessi delle etichette autoadesive, FINAT.

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Questo “incontro di cervelli” biennale che si è tenuto a Barcellona riunisce l’intera catena di produzione del settore delle etichette autoadesive in Europa e rappresenta un’opportunità importante per chiunque, dal fornitore di materie prime al proprietario del marchio/utente finale, di identificare possibili problemi e individuare nuovi sbocchi di mercato per le etichette autoadesive. Una storia delle etichette relativa a tutti i tipi di etichette e supporti, tra cui le prime lattine e bottiglie di vino, ha fatto da sfondo per l’analisi della storia relativamente breve dei 77 anni di esistenza delle etichette autoadesive, durante i quali questa tecnologia si è trasformata in un elemento fondamentale per l’identificazione e la decorazione dei prodotti. A medio termine, si prevede che la crescita futura delle etichette autoadesive sarà maggiore nel settore alimentare e in quello delle bevande e per le applicazioni logistiche e di trasporto. Le economie emergenti rappresenteranno i mercati più dinamici. Tuttavia, attualmente le etichette autoa-


“Il riciclo di supporto siliconato rappresenta la prima preoccupazione del settore delle etichette autoadesive”.

MIKE FAIRLEY

desive stanno affrontando una concorrenza sempre più agguerrita da parte delle tecnologie alternative in entrambi i loro principali mercati: etichette primarie e stampa di informazioni variabili/logistica. Oltre a queste sfide, il settore sta affrontando anche: aumento continuo dei costi dei polimeri principali, degli adesivi e degli agenti chimici; problemi ambientali e di sostenibilità; elementi di complessità della catena di produzione e frammentazione a livello dei trasformatori di etichette. Tutto ciò crea pressioni sui margini di profitto (sono circa 10.000 i trasformatori di etichette nel mondo). I trasformatori di etichette autoadesive a banda stretta stanno perciò ampliando la loro offerta di prodotti offrendo anche imballaggi flessibili ed etichette tubolari, creando grazie a questi cambiamenti nuove opportunità nella filiera logistico-produttiva.

Il mondo delle etichette autoadesive si è ritrovato a Barcellona al seminario tecnico organizzato da FINAT.

QUESTIONI NORMATIVE

Le questioni normative hanno un notevole impatto sul settore delle etichette, con la sua catena di produzione estesa e la complessa struttura a “sandwich” dell’etichetta autoadesiva, costituita da frontale, adesivo e liner siliconato. Sono stati esaminati gli sviluppi relativi al sistema REACH, il nuovo quadro normativo europeo in materia di sostanze chimiche. Finat fa parte della piattaforma CHEMI che riunisce gli utilizzatori di sostanze chimiche a valle e ritiene che il proprio ruolo relativamente al sistema REACH sia quello di “tenere traccia delle variazioni, influenzare ove necessario e comunicare” con i membri di Finat. Lo stesso dicasi per la sicurezza alimentare, in particolare in relazione agli inchiostri usati per gli imballaggi e la loro migrazione – e in questo caso vi sono esempi sempre maggiori di misure specifiche adottate in base al paese, che potrebbero costituire un precedente per una legislazione paneuropea. Il programma del seminario ha presentato le buone prassi nella scelta dell’inchiostro di stampa. Si è sottolineata l’importanza della collaborazione a livello di filiera produttiva degli imballaggi al fine di garantire la minore impronta ecologica possibile, senza tuttavia compromettere le prestazioni dei prodotti. INNOVAZIONI NELLA TECNOLOGIA DI STAMPA…

È una tecnologia effettivamente in continua evoluzione. Il concetto di produzione snella costituisce una caratteristica importante dell’odierna filosofia del settore, che apporta sensibili benefici in termini di eliminazione degli scarti, cambi di lavoro più rapidi e maggiore produttività. Si registra inoltre un aumento delle integrazioni tra tecnologie di stampa “tradizionali” – come la stampa flessografica – e la stampa digitale delle etichette. Utilizzate insieme, possono offrire ai proprietari dei marchi una risposta conveniente alla richiesta attuale di tirature di stampa più limitate e di più versioni dei prodotti. In quest’area specifica si è previsto che in soli cinque anni il 75% delle tirature di etichette da 100.000 copie o inferiori verrà prodotto in digitale: si tratta in particolare di etichette che devono resistere per tutta la durata del prodotto, utilizzate ampiamente nei settori automobilistico, elettronico, di elettrodomestici e segnalazioni di sicurezza su componenti. Ciò comporterà l’applicazione di requisiti rigorosi relativamente ai supporti e agli adesivi delle etichette. Oggetto di discussione sono state: le tecnologie di prestampa, di flusso di lavoro e la produzione di lastre, tra cui il nuovo processo di creazione digitale HD Flexo; i requisiti dei nuovi media quali le “app” per cellulari e codici QR; le soluzioni per raggiungere l’eccellenza nella fustella-

Mike Fairley, direttore generale di Labels&Labelling Consultancy e relatore al convegno Finat di Barcellona.

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NEWS I VINCITORI DEI LABEL AWARDS 2012

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FINAT ha annunciato i vincitori del trentaduesimo concorso dedicato alla realizzazione di etichette. Palcoscenico della cerimonia di premiazione, il congresso annuale dell’Associazione tenutosi ad Atene lo scorso giugno. Quella di quest’anno si è dimostrata un’edizione competitiva, con 325 lavori inviati: il terzo migliore risultato di tutti i tempi in termini di volume. I lavori sono stati inviati da 52 aziende, alcune da paesi sudamericani alla loro prima partecipazione, come il Brasile e il Perù. Ogni anno FINAT considera in che modo strutturare meglio il concorso. Quest’anno è stato deciso di creare una categoria a parte per le etichette di vini, che solitamente sono di qualità elevata per via della natura stessa del loro design. Ciò significa che alcuni lavori di buona qualità presentati in altre categorie non venivano inclusi nei premi principali. La scelta di FINAT è stata ripagata con oltre 40 lavori per la nuova categoria “Vini”, da cui provengono la vincitrice per il premio “Best in show” e 13 certificati di particolare merito. FINAT ritiene che questa categoria diverrà ancora più popolare negli anni a venire. Lo stesso vale per quella dedicata ai cosmetici, nella quale tutte le etichette per cosmetici sono state raggruppate in un’unica classe. Questa categoria è stata ancora più gettonata, con ben 70 lavori inviati. I premi “Best in Show” e “Gruppo marketing/ utenti finali” sono andati a Collotype Labels USA per la sua etichetta “Le Pich” (nella foto). «Si tratta di un’etichetta eccezionale sotto diversi aspetti», ha commentato uno dei membri della giuria. «Siamo rimasti particolarmente colpiti non solo dalla sua eccellente qualità tecnica, ma anche dal suo aspetto artistico. Il design ispira fiducia e certezza, in grado di vendere il prodotto con la sola forza dell’etichetta. Il suo aspetto cattura l’attenzione del consumatore. Il ricorso alla stampa serigrafica e alla offset insieme a un foiling estremamente delicato e accurato e all’ulteriore effetto della goffratura rendono più che eccellente la qualità dell’etichetta». Tra i vincitori nel “Gruppo marketing/utenti finali”, nella categoria coupon promozionali, figura l’italiana Pilot Italia con l’etichetta stampata per una delle copertine della nostra rivista Print Buyer.

tura con incisione a pressione leggera di pellicole siliconate molto sottili; l’essiccazione degli inchiostri con LED UV (una nuova tecnologia che sostituirà la tradizionale lampada ad arco). … E NEI MATERIALI AUTOADESIVI

Il supporto dell’etichetta può essere in carta o film; la combinazione di frontale in film e liner di supporto sta acquisendo fette di mercato sempre maggiori. Si è detto che la bioplastica, che può derivare da materie rinnovabili, essere biodegradabile o possedere entrambe le proprietà, rappresenterà in futuro una reale opportunità per le etichette. Già ampiamente utilizzata negli imballaggi flessibili, in sostituzione dei film plastici tradizionali, si sta diffondendo tra i principali proprietari dei marchi grazie ai suoi vantaggi ambientali e di fine ciclo vita dei prodotti, alle prestazioni e all’elevata accettazione da parte dei consumatori. C’è fermento nell’ambito dello sviluppo dei frontali in film e del supporto siliconato. I progetti futuri nell’ambito della produzione di PET dovrebbero includere: l’rPET, proveniente al 100% dalla raccolta differenziata; film ritardanti di fiamma conformi agli standard UL e film senza antimonio. Sono già disponibili anche adesivi per etichette autoadesive che si basano parzialmente su materiali rinnovabili e, per soddisfare le esigenze dei proprietari dei marchi, sono disponibili anche soluzioni per la separazione delle etichette dai contenitori, personalizzate in base a requisiti specifici. SOSTENIBILITÀ E RICICLO

Il riciclo e la possibilità di riciclo dei componenti delle etichette autoadesive rappresentano un’area in cui Finat risulta molto attiva e su cui si è discusso molto. In quanto firmataria della Dichiarazione Europea sul recupero della carta e partecipante al Global Packaging Project (GPP) del Consumer Goods Forum, Finat ha creato un gruppo per i progetti di riciclo e sta promuovendo e facendo conoscere l’importanza del riciclo nel settore delle etichette, dimostrando con esempi positivi l’adeguatezza della carta siliconata e del liner in pellicola al riciclo. Il GPP ha identificato implicazioni strategiche e organizzative per la catena di fornitura degli imballaggi e un linguaggio comune relativo alla sostenibilità. Il GPPS (Global Protocol on Packaging Sustainability) rappresenta oggi un quadro riconosciuto per la conduzione di un dibattito informato sulle questioni relative alla sostenibilità in tutta la filiera produttiva e consente di riunire i proprietari dei marchi, i rivenditori, i produttori di imballaggi e le associazioni professionali leader a livello mondiale. Il riciclo e l’utilizzo di liner siliconato rappresentano la prima preoccupazione del settore delle etichette autoadesive nel campo del riciclo e sono oggetto di numerose attività. Il seminario ha inoltre analizzato l’attuale revival delle etichette senza liner, sia per le sue implicazioni ambientali e in quanto tecnologia specializzata per alimenti preconfezionati venduti in base al peso che integra la tecnologia di etichettatura principale. IL PROGRAMMA PER IL FUTURO

Nel complesso, il messaggio è stato quello della necessità da parte del settore delle etichette autoadesive di continuare a innovare per soddisfare le esigenze dei proprietari dei marchi, perché sono i marchi per consumatori che nel corso degli ultimi 50 anni hanno guidato, e continueranno a guidare, il settore delle etichette e tutte le sue applicazioni, da quella decorativa a quella informativa, da quella di tipo promozionale a quella di lunga durata. I fatti hanno dimostrato che il settore ha tutte le intenzioni di proseguire su questa strada tramite iniziative di innovazione e sostenibilità, per soddisfare i requisiti dei proprietari leader dei marchi e dei rivenditori, oggi come in futuro.


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I tre assi nella manica Una delle principali protagoniste dello stand Durst a Drupa è stata senz’altro la li-

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pare i crocini di taglio per la finitura con taglierina digitale, anch’essa integrata. Un’ulteriore opzione disponibile è l’impilatore automatico che permette di gestire più pile contemporaneamente, caricandole su pallet pronti per la consegna. RHO 1000 ROLL-TO-SHEET PER STAMPATORI OFFSET

Oggi la tecnologia di stampa digitale ha tutte le carte in regola per soddisfare anche le esigenze degli stampatori offset. Con la nuova Rho 1000 nella versione da bobina a foglio (roll-to-sheet), Durst dà vita a una soluzione industriale altamente produttiva, ideale per gli stampatori tradizionali che cercano nuove tecnologie per ampliare il proprio business e acquistare maggiore competitività. La nuova ammiraglia della multinazionale altoatesina, presentata in anteprima a Drupa, è dunque sinonimo di massima produttività. Il suo cuore tecnologico è la stampante inkjet Rho 1000 con trasporto continuo dei supporti. Una macchina industriale ad alta velocità che raggiunge i 500 m2 all’ora. Il tutto con un minore controllo da parte dell’operatore grazie alla possibilità di caricare bobine di carta di grandi dimensioni, senza in-

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AZIENDE STAMPA DIGITALE


AZIENDE STAMPA DIGITALE

INTERVISTA AD ALBERTO BASSANELLO Direttore vendite Italia di Durst

Tre i mercati ai quali l’azienda altoatesina si indirizza con le novità presentate in occasione di Drupa: cartotecnica, stampa offset e Fine Art.

terrompere il ciclo di stampa, e di ottenere stampe su fogli tagliati nella giusta dimensione in pronta consegna. Rho 1000 roll-to-sheet stampa su bobina jumbo di 250 cm di larghezza, con una capacità di 160 fogli all’ora tagliati nel formato 120x250 cm mediante la taglierina integrata XY. Quest’ultima supporta vari tipi di materiali con uno spessore massimo di 0,8 mm. E anche se le stampe non sono parallele al bordo della bobina, o questa non è avvolta correttamente, seguirà l’immagine o il bordo dell’immagine stampata. Il dispositivo di carico per bobine di peso elevato permette a Rho 1000 di stampare grandi volumi ad alta velocità. Questo sistema include uno strumento per lo svolgimento della bobina e due tensionatori ed è in grado di gestire bobine fino a 60 cm di diametro e 600 kg di peso. Inoltre, grazie a un impilatore automatico, è possibile gestire più pile contemporaneamente.

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P10 PER IL FINE ART

In molti l’hanno già definita il cambiamento epocale che il mondo del digitale aspettava da tempo. E la nuova gamma di stampanti inkjet UV da 10 picolitri Rho P10 con qualità Fine Art firmata

Durst, dopo la presentazione in anteprima mondiale a ISA 2012 e al mercato europeo a Drupa, sta già riscuotendo grande successo. La famiglia P10 comprende i modelli flatbed Rho P10 200 / 250 e il roll-to-roll Rho P10 320R. La loro versatilità non teme confronti, grazie alla capacità di stampare sulla più ampia gamma di supporti disponibili, tra i quali materiali rigidi come lastre in espanso, metallo, acrilico e PVC, e materiali in bobina quali supporti per retroilluminazione, tessili e vinilici. Al cuore di ogni stampante ci sono le nuove testine di stampa Durst Quadro Array 10. Ed è proprio questa tecnologia innovativa che consente di ottenere la straordinaria qualità di stampa Fine Art, con risoluzioni fino a 1000 dpi e l’opzione dei colori chiari aggiuntivi (ciano light e magenta light). Il tutto per una definizione delle immagini in cui anche i piccoli dettagli sono a prova di visione ravvicinata, con sfumature perfette. Non a caso questi sistemi sono ideali per la stampa di segnaletica da interni ed esterni, POP, packaging di piccole e medie dimensioni e per la retroilluminazione di articoli di lusso.

Come si è chiusa Drupa e siete soddisfatti dei risultati, in termini di raccolta ordini e avvio di trattative? Drupa ha confermato senza ombra di dubbio la supremazia innovativa della tecnologia getto d’inchiostro in ogni ambito della stampa, “conquistando” anche il regno della stampa offset. Nonostante il calo di visitatori rispetto alla precedente edizione (circa del 20%), siamo molto soddisfatti della qualità dei contatti e dei contratti conclusi in fiera e nelle settimane successive, sia nel mercato large format che per tutti gli altri segmenti industriali nei quali ci siamo presentati. Quali sono le soluzioni che hanno suscitato maggiore interesse e quali le aree di applicazione più promettenti? Il Rho 1000 nelle due versioni cartotecnica e roll-to-sheet, soprattutto per il grado di automatismo presentato e per la straordinaria produttività, sono stati senz’altro i più ammirati. La nuova serie Rho P10 invece ha suscitato il maggior numero di contatti e di trattative grazie soprattutto all’eccezionale qualità offerta dalle nuove teste di stampa con goccia da 10 picolitri e alla produttività elevatissima. Caratteristiche che si traducono in un rapporto prezzo/prestazioni ottimale. Rho 1000 roll-to-sheet è un sistema pensato ad hoc per gli stampatori offset. Quali strategie commerciali intendete adottare per promuovere la soluzione in questo mercato e che obiettivi di vendita vi ponete per l’anno in corso? Nessuna strategia particolare, perché già di per sé è una proposta molto innovativa per le aziende offset che desiderano ampliare la propria offerta, potendo gestire con maggiore flessibilità e immediatezza le piccole e medie tirature. In merito ai numeri, posso confermare che dalla Drupa ad oggi sono ben 16 i Rho 1000 già ordinati nelle diverse versioni. In termini di percentuale di fatturato, quale sistema di stampa vi sta dando attualmente maggiore soddisfazione? A livello mondiale e in termini di fatturato senza dubbio il Rho 1000. In termini di numero di attrezzature, e in particolare per il mercato Italia, la serie Rho P10. Vuole dare un consiglio alle aziende grafiche per affrontare al meglio il delicato momento di crisi congiunturale e strutturale? Riuscire ad adeguarsi alle esigenze dei propri clienti, offrendo prodotti innovativi e in tempi immediati. Naturalmente se tutto ciò dovesse tradursi in un investimento tecnologico, è indispensabile scegliere non solo l’attrezzatura più idonea e affidabile possibile, ma saper valutare bene l’azienda che da semplice fornitore deve diventare, già prima dell’installazione, un partner solido, serio e con un ottimo servizio di assistenza.

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EVENTI

“Art Workshop”, nuova guida alla stampa di Arctic Paper

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Il Gruppo Lecta ha lanciato un nuovo sito sulla sostenibilità dove offre informazioni aggiornate sui propri progetti ambientali, soprattutto quelli riguardanti le materie prime (legno), l’energia, le emissioni, i rifiuti e le certificazioni. Il sito invita anche a conoscere l’impegno riguardo alla sua responsabilità sociale che si concretizza con progetti solidali, collaborazioni con Ong e sponsorizzazioni di eventi culturali. Il Gruppo Lecta è composto da tre società di grande tradizione nei rispettivi mercati: Cartiere del Garda in Italia, Condat in Francia, Torraspapel in Spagna. www.lectasustainability.com

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Conqueror, Curious Collection, Rives, Pop’Set, Keaykolour e Inuit si arricchiscono fino a comprendere 38 prodotti certificati HP Indigo, con l’aggiunta di 8 prodotti in formato SRA3 per il vasto assortimento di carte compatibili con la tecnologia “dry toner” impiegata da varie stampanti (ad esempio Canon, Konica Minolta, Ricoh, Xerox, Kodak). Tutte certificate FSC, le carte permettono di scegliere tra bianchi, colori intensi e vivaci, marcature e carte premium colorate riciclate. Le Arjowiggins Creative Papers, certificate per la tecnologia “liquid toner” HP Indigo, sono disponibili nel formato SRA3+ (46x32 cm) mentre le Curious Translucents nello speciale formato 32x47 cm con bande per sensore ottico. www.arjowigginscreativepapers.com

INTERNET

Lecta dedica un sito alla sostenibilità

STAMPA DIGITALE

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Più ampia la gamma Arjowiggins Creative Papers

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NEWS

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Lo scorso giugno, presso la struttura del Teatro Agorà, all’interno del Triennale Design Museum di Milano, Arctic Paper ha presentato a un gruppo selezionato di stampatori, editori, studi grafici e utenti finali la gamma completa delle carte prodotte e commercializzate. L’evento era stato creato in concomitanza con la mostra “TDM5: Grafica Italiana”, per la quale la Casa svedese ha partecipato attivamente fornendo la carta per la realizzazione del catalogo. In tale occasione è stata lanciata anche la Art Workshop, la nuova “Guida alla stampa su carta non patinata” di Arctic Paper, disponibile fino ad esaurimento scrivendo a info-it@arcticpaper.com o contattando l’ufficio vendite: 02.6694941. www.arcticpaper.com

Carta

&Supporti


NEWS

“Non leggete come i bambini per divertirvi, o come gli ambiziosi per istruirvi. Leggete per vivere”. GUSTAVE FLAUBERT

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CAMPIONARI

“The Kiss” di Lakepaper si ispira ai colori di Klimt

La nuova collezione Lakepaper di Gmund, lanciata per festeggiare il 150° dalla nascita di Gustav Klimt, prende il nome dal suo famoso quadro The kiss. Questa raccolta di carte si ispira ai colori di Klimt e va dal bianco elegante al beige e all’arancio fino alle nuances del grigio e del rosso ciliegia per poi culminare nei classici colori del grigio, blu e nero. L’assortimento è disponibile nelle grammature 100 e 300; ivory e nero anche nel 400 per ordini superiori ai 200 kg. Come tutte le carte della collezione Lakepaper, The Kiss è certificata FSC e Lakepaper ECO. Ideale per tutti i processi di stampa, The Kiss offre buoni risultati anche in stampa digitale. www.lakepaper.com

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CAMPIONARI

Fedrigoni per il packaging di lusso GOFFRATE

Nuovi effetti per il Biancoflash di Favini

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Fedrigoni ha raccolto nel nuovo campionario Packaging il compendio di tutte le sue carte speciali nate per questo settore, con precisi requisiti tecnici ed estetici. 5 categorie, ognuna con una selezione delle carte più idonee, proponendo degli esempi di colore/superficie tratti dall’ampia gamma di supporti Fedrigoni. Nella sezione Box troviamo le carte per astucci, con grammatura tra 250 e 350; in Lining trovano posto le carte per rivestimento; in Label ci sono le carte per etichette; in Shopping bag le carte dall’alta resistenza meccanica con grammature tra 120 e 180. La sezione Tag raccoglie i cartoncini ad alto spessore generalmente accoppiati a più strati. www.fedrigoni.com

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Novità nel catalogo Biancoflash, lo storico marchio Favini, che comprende ora nuove carte goffrate tradizionali dall’effetto telato, rigato, pelle e martellato che si affiancano alle tre varianti di colore: l’originale Biancoflash Master, prodotto in una calda tonalità di bianco e con tatto vellutato, il moderno Biancoflash Premium, caratterizzato da eccezionale grado di bianco ed elevata lisciatura, e il classico Biancoflash Ivory, da tonalità avorio e mano soffice. Goffrate, Premium e Ivory sono certificate FSC. La grammatura va da 80 a 700 mentre Biancoflash Premium si arricchisce di 4 grammature certificate HP per stampa digitale. Biancoflash è scelto per cataloghi, editoria di pregio, packaging, inviti, coordinati aziendali ecc. www.favini.com 85


g Se ue SEGUE DALLE PAGINE PRECEDENTI (SEGUE DA PAG. 11)

Quali implicazioni per un produttore di packaging? Rivolgersi al mondo dei packager e dei marketer significa affrontare questi temi, seppure declinati in quesiti del tipo: Quali lotti si produrranno e con che frequenza? Di che formati macchina sarà bene disporre (grande o medio formato?) e con che dotazione di nobilitazione? A livello commerciale ci si chiederà qual è il mercato di riferimento? Qual è la catena distributiva? Chi è il cliente finale da servire? Quali sono i bisogni alla base del consumo? La storia racconta che Cristoforo Colombo, partito alla volta delle Indie, abbia poi trovato il continente americano. Talvolta all’inizio di un viaggio è impossibile immaginare l’approdo finale. Questo però non significa che Colombo sia partito a caso! INTERVISTA A PAZZINI (SEGUE DA PAG. 29)

L’editoria religiosa rappresenta invece una nicchia di mercato che rispecchia un interesse di mio padre che

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fin da piccolo mi portava in vacanza nei monasteri camaldolesi e francescani. Siete una piccola-media azienda di successo. Questo significa che si può restare “piccoli” anche in un mondo globalizzato nel settore della stampa? Non avete mai pensato ad accordi o acquisizioni? Mi sono spesso confrontato con i colleghi su queste tematiche, ma chi mi si è presentato era interessato a vendere la propria azienda piuttosto che a costruire un progetto insieme. Io temo che le piccolissime aziende grafiche (quelle fino a 10 addetti) in futuro saranno costrette a chiudere le loro attività produttive e rimanere entità commerciali affidando il loro lavoro a quelle realtà più grandi che rimangono sul mercato. Con la lucidità che il momento impone, credo che questa sia un’opportunità più che una sconfitta, un’evoluzione del servizio e del mercato che va nell’interesse del singolo e di tutta la filiera. Quanto alle integrazioni, legate anche ai passaggi generazionali, credo che anche in Pazzini in futuro

dovremo pensarci. Ma rimane un percorso difficile perché l’imprenditore grafico di stampo artigiano difficilmente accetta di condividere con altri la guida della sua azienda e perché in tempo di crisi a essere in vendita sono soprattutto le aziende il cui valore commerciale è purtroppo deprimente. DRUPA LEGATORIA (SEGUE DA PAG. 44)

Rimanendo in Germania, nell’enorme stand Heidelberg le soluzioni per il finishing erano disseminate un po’ ovunque, secondo la logica della segmentazione dei mercati che il colosso tedesco ha adottato da tempo. Oltre al consueto sforzo nel mantenere in continua evoluzione il grande parco pieghe – particolare risalto è stato dato alla nuova StahlfolderTi 52 che intende imporsi nel mercato del medio formato – sono state presentate novità importanti sia nel segmento editoriale con la Stitchmaster 500 (accavallatrice cucitrice che completa la gamma preesistente), sia nell’ambito della brossura, che vede ripe-

tersi il tentativo da parte di Heidelberg di sottrarre quote di mercato a Müller Martini, Kolbus e Wohlenberg. Ingenti investimenti e forti elementi di novità anche nel settore cartotecnico di fustellatura e piegaincollatura, mercato che nella strategia globale Heidelberg non può ovviamente essere trascurato e che, com’è abitudine consolidata, il gruppo tedesco intende servire in toto proponendo l’integrazione verticale del ciclo. La competizione in questo caso è decisamente aspra, visto che dall’altra parte si presenta un contendente come Bobst che ha dettato legge nell’ultimo mezzo secolo praticamente incontrastata. DRUPA... È SEMPRE LA DRUPA

(SEGUE DA PAG. 48)

Questa decisione strategica ha permesso la ripresa sul mercato internazionale della Cerutti che, contemporaneamente, si ritrova leader di mercato nell’ambito dell’imballaggio con le macchine prodotte dalla consociata Flexotecnica. Le macchine per la produzione di imbal-

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L’OPINIONE DI... POSENATO


g Se ue SEGUE DALLE PAGINE PRECEDENTI

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laggi l’hanno fatta un po’ da padrone a questa edizione di Drupa. Per l’imballaggio alimentare si contraddistingue la Uteco di Verona che, dopo un periodo di quiete, sta riconquistando notevoli quote di mercato, così come la OMET di Lecco che è si è guadagnata un’ottima reputazione a livello internazionale attraverso la costruzione e commercializzazione di macchine flessografiche progettate e prodotte “in casa” e vendute in tutto il mondo. Grafikontrol ha presentato tre innovazioni, due delle quali erano già state preannunciate e sommariamente spiegate, mentre la terza era stata definita come il segreto da svelare solamente il giorno di apertura della Drupa. E così è stato: un sistema di misura e controllo dello spessore del film di acqua sulla lastra e un nuovo occhio elettronico, con le caratteristiche dell’occhio umano, per misurare e valutare il colore apparente e reale sullo stampato, distaccandosi definitivamente dai parametri Fogra ma rifacendosi solo e unicamente a uno standard. Sullo stand

Grafikontrol il prof. Pietro Chausseur, dell’Istituto San Zeno di Verona, affiancato da Andrea De Rossi, responsabile di Tecnologie Grafiche, ha elargito lezioni di colorimetria a tutti i presenti. Ma lo scoop è avvenuto alla presentazione ufficiale del nuovo e innovativo sistema che permetterà di mantenere costantemente puliti i rulli e i caucciù durante tutto il ciclo produttivo, senza soste e scarti, per le offset a foglio, le roto-offset e le macchine flessografiche. Sistema ecologico a ghiaccio secco, quindi costi ridotti di materiale, assenza di emissioni e di materiale da smaltire ecc., tutte cose che hanno creato un notevole interesse e aperto molte strade al retrofitting. Che cosa ne sarà di Grafitalia 2013 e delle prossime fiere intermedie? Per ora attendiamo di vedere le positive conclusioni prospettate e positivamente valutate da tutti gli espositori di questa Drupa 2012. Poi potremo attendere con ansia la prossima edizione perché la Drupa... è sempre la Drupa!

INTERVISTA MAZZOLENI (SEGUE DA PAG. 56)

A livello invece di offerta di impianti e macchine da stampa come vi state muovendo? Per quanto riguarda i nuovi prodotti è di poco tempo fa l’annuncio che Macchingraf è rappresentante esclusivo per l’Italia dell’intero portfolio di attrezzature del costruttore svizzero Gallus. Alle rotative della divisione “cartoncino per imballaggio” distribuite dal 2009 si sono ora aggiunte anche quelle per etichette e i servizi di assistenza per l’intera gamma. Oltre a questo, durante Drupa abbiamo firmato l’accordo esclusivo per la rappresentanza di Highcon in Italia. Senza dimenticare il recente accordo con Ricoh. E stiamo lavorando anche su altri fronti per nuove rappresentanze. Per quanto riguarda le risorse interne abbiamo definito un grande progetto di sviluppo delle persone poiché dobbiamo, come organizzazione, essere in grado di ripensare, adattare, innovare il nostro modo di lavorare per rispondere in modo più adeguato

alle nuove, mutevoli e più difficili (anche da intercettare) esigenze dei clienti. Oltre che fornitore, Macchingraf vuole essere partner dei propri Clienti, in grado da un lato di offrire beni ad alto contenuto tecnologico e, dall’altro, anche il valore aggiunto della propria organizzazione. Quindi rafforzare la propria “value proposition”. In altre parole, in momenti di profonda crisi come quello che stiamo vivendo dobbiamo, come manager, essere realisti con un pizzico di ottimismo poiché, come dicono gli esperti, il bello della crisi è che prima o poi finirà. Ma “vietato rimanere fermi o ancora peggio immobili” perché i mercati durante le crisi subiscono delle forti trasformazioni. Concludo sottolineando quello che per me è un punto fermo: servono vision, strategia e forti valori oltre che un’organizzazione molto professionale che ho l’onore di guidare. Ed è così che saremo ancora più forti e vincenti di prima in un mercato certamente diverso da prima.

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Colophon Il Poligrafico Italiano n.137

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Hanno collaborato a questo numero SERGIO FACCHINI, LIA FAKINOU, ACHILLE PEREGO, MARCO F. PICASSO, EMANUELE POSENATO, ALBERTO SIRONI Progetto grafico e impaginazione CRISTINA MASCHERPA, CHIARA ARRIGONI Redazione Zeta’s srl - via Kolbe 8, 20137 Milano, tel. 027529101, fax 0275291039 poligrafico@ilpoligrafico.it www.stampamedia.net Ufficio libri e abbonamenti tel. 0275291020 fax 0275291032 abbonamenti@ilpoligrafico.it Stampa Grafiche Parole Nuove - Brugherio (MB) Carta GardaMatt Art 100 g/m2 prodotta da Cartiere del Garda SpA certificata ISO 14001 - Registrata EMAS fornita da Monzese Carta Copertina Carta: GardaCover Hi-Fi 215 g/m2 prodotta da Cartiere del Garda SpA Plastificazione + verniciatura UV: Litover (Monza) Tel. 039.2148328 www.litover.com

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Tipi da museo

Itinerario dedicato ai musei italiani della stampa e della carta dove sono conservate quelle macchine che oggi fanno parte del patrimonio archeologico-industriale del nostro Paese.

Piano-cilindrica Commoretti < Fra le molte macchine tipografiche esposte

nel Museo della stampa di Lodi, spicca in modo particolare un reperto molto interessante. Si tratta di una piano-cilindrica manuale costruita in Italia nel 1895 dalla “Fonderia Tipografica e Figlio di Achille G. Commoretti & C. Sas”. Pezzo piuttosto raro, realizzato probabilmente su progetto Augusto Dell’Orto, ditta assorbita dal Commoretti nel 1899.

Dotata di sistema manuale di puntatura del foglio, ha un piano di lavoro di 70x50 cm, in grado quindi di soddisfare le esigenze dei piccoli e medi tipografi per la stampa dei grandi formati con l’uso anche di caratteri in legno. Questa piano-cilindrica venne prelevata nel 2003, in stato di rottame, dalla tipografia Bossi Aurelio di Cernusco sul Naviglio (Milano) e riportata nella splendida forma attuale da un magistrale restauro filologico svolto, sotto la guida di Andrea Schiavi, dai tecnici del museo lodigiano.

MUSEO DELLA STAMPA E STAMPA D’ARTE Fondatore: Andrea Schiavi Presidente: Tino Gipponi Direttore: Osvaldo Folli Indirizzo: Via della Costa 4 – Lodi Tel. 0371.56011 email: info@museostampa.org www.museostampa.org IPI 137/12

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Rubrica curata da Marco F. Picasso, fondatore, insieme a Egiziano e Michele Piersantini, della Associazione AIMSC (che riunisce i musei italiani della stampa e della carta).


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venerdì 9 novembre 2012 Il Sole 24 Ore - Sala Collina Milano

IL PREMIO ALLE ECCELLENZE DELLE ARTI GRAFICHE IN ITALIA

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Il Poligrafico, n. 137, Agosto - Settembre 2012  

Stampa e nuovi media nell'era digitale.

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