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ANNO 3 - N. 14 - novembre-dicebre 2011 - Mensile - Copia gratuita. - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Verona n. 1807 / 2008 Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% NE/VR

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CASTAGNETTI DAY LE PIù BELLE FOTO DELLA FESTA PER IL GRANDE ALBERTO

In copertina: Emanuele Arbetti e Franco Zantedeschi su Skoda Fabia Super 2000 al Rally Due Valli 2011

e inoltre... CALCIO A 5 SNOW BOARD TENNIS TAVOLO TIRO CON L’ARCO

GUIDARE BENE GUIDARE SICURI


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L’editoriale Il gioco di squadra Ufficio Scolastico Verona Studiando...si vince! Convegni La Seghetti e lo sport Diocesi Verona Lo sport e il fuori gioco sociale Concorso Scatta lo sport...a scuola! Tennis Intervista a Rino Tommasi Brevi News dallo sport veronese Tiro con l’arco Gli Arcieri del Cangrande Medicina dello sport Il mal di schiena Calcio Intevista a Riccardo Meggiorini

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Calcio 5 Verona Calcio 5: l’avventura continua Tornei Areasport 2011-2012 Enti sportivi Centro Sportivo Italiano di Verona Associazioni DMSA in tutela dello sportivo Pallavolo Le giovani promesse di Marmi Lanza Nuoto Castagnetti day 2011 Pesistica Carlotta Brunelli Pallacanestro Intervista a Giorgio Boscagin Eventi Magic Night 2012: work in progress Onlus Humanum

Sportdipiù rispetta l’ambiente! La rivista, infatti, è stampata su carta 100% riciclata. Un piccolo contribulto per tutelare il nostro pianeta.

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Motori Rally Due Valli 2011 Speciale Guida sicura 1^ puntata - Tutti a bordo! Ciclismo L’impresa di padre e figlio Handbike Andrea Conti: diario di un bronzo Baseball Elia Rampo si racconta Pallanuoto In vasca con la CSS Brevi News dallo sport veronese Podismo Come correre col freddo Triathlon Resoconto annata 2011 Nordic Walking Istruzioni per l’uso

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Impianti sportivi Il Bentegodi, lo stadio “pulito” Tennis tavolo Polisportiva San B.go Pancrazio Football americano Nuovo coach per i Mastini Vr Speciale golf 2^ puntata - Le regole Sport e alimentazione Paluani Life: vivere da sportivi Snowboard Alla scoperta della “tavola” Sci Prove Libere Tour Lettere Le domande dei lettori Psicomotricità Tempo, ritmo e spazio BUONE FESTE A TUTTI!

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editoriale www.sportdipiu.com

a cura della redazione

Anno 3 - Numero 14 - novembre/dicembre 2011 Mensile - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Verona n. 1807 / 2008 Spedizione in abbonamento postale Proprietario ed editore: LAM adv - Verona Sede: Via della Prateria, 18 37141 - Verona redazione@sportdipiu.com

Direttore editoriale Alberto Cristani Direttore responsabile Alessandra Rutili Caporedattore Marco Hrabar Redazione Alberto Cristani, Alessandra Rutili, Andrea Etrari, Elena Bazzoni, Luca Mazzara, Marco Hrabar, Marina Soave Grafica e impaginazione a cura di LAM adv - Verona Stampa Grafiche Stella, Legnago (VR) Collabora con noi. Contattaci: redazione@sportdipiu.com info@sportdipiu.com ww.sportdipiu.com - facebook Hanno collaborato a questo numero Andrea Conti, Andrea Spezie, Andrea Totolo, Bruno Mostaffi, Claudio Toninel, Dario Nardone, don Andrea Giacomelli, Emanuele Arbetti, Francesca Paradiso, Francesca Meneghello, Giorgio Pasetto, Massimo Quintarelli, Maria Daniela Trentini, Marco Trettene, Michele De Martin, Mirko Ziviani, Monica Magnone, Salvatore Mercurio,Veronica Zorzi Foto Alberto Limatore, Archivio Sportdipiù, Centri Bernstein Verona, Emanuele Arbetti, Time Foto Verona, Matteo Camerani, Thomas Bonizzato, Ufficio stampa Basket Scaligero, Ufficio stampa Marmi Lanza, Foto Liborio Verona, Photofortina Novara, Detour, Roberto Mettifogo photon-pictures.com, Foto Express Francesco Grigolini, Ufficio Stampa Verona Calcio 5, Ufficio Stampa Centro Sportivo Italiano – Verona, Angelo Tonelli - Bologna.

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L’importanza del gioco di squadra

i piace iniziare questo ultimo editoriale del 2011 con la definizione della parola squadra: “Gruppo di persone addette allo stesso compito o riunite e coordinate per una funzione comune”. Questa definizione si può applicare senza ombra di dubbio anche al nostro magazine. Sì cari lettori, Sportdipiù è una vera e propria squadra di amanti dello Sport, che si prefigge un unico obiettivo: quello di celebrare e promuovere le discipline sportive del nostro territorio. Siamo alla fine del terzo anno di vita del nostro progetto, un cammino iniziato nel febbraio del 2009 con il sito internet (ah, a breve sarà online la versione 2.0 di www.sportdipiu.com Please wait…) e proseguito con il magazine. Un percorso tortuoso, non facile, specialmente all’inizio quando nessuno - o pochi - credevano in noi. A questo proposito mi piace ringraziare pubblicamente Luigi Ballini, uomo di sport e precedente editore, che insieme al sottoscritto ha deciso che era giunto il momento di dare forma e sostanza ad un sogno comune. Da allora Sportdipiù magazine si è fatto largo con decisione, ma senza mai “pestare i piedi” a nessuno, nella bellissima e affascinate giungla dello Sport veronese. E articolo dopo articolo, pagina dopo pagina, siamo arrivati al numero 14. Un obiettivo importante per noi e per chi apprezza il nostro lavoro: dalla scuola, alle istituzioni, alle società sportive e agli sponsor, nostra unica e preziosa fonte di sostentamento.

Ma la cosa che ci gratifica di più è il fatto che Sportdipiù piace indistintamente ad adulti e ragazzi. Il linguaggio dello Sport - quello sano, quello che diverte - ancora una volta accomuna, unisce e incuriosisce. Questo editoriale non vuole essere un’autocelebrazione del nostro operato, sia chiaro (anche se una pacca sulle spalle direi che ce la meritiamo…) bensì una semplice constatazione: nell’era dell’informatica e del “mordi e fuggi”, lo Sport è sempre… di moda! Lo sanno i genitori, lo sanno i ragazzi e lo sappiamo noi. E finchè avremo la possibilità e la forza di continuare, ogni bimestre (ma perché non ogni mese?) scenderemo in campo per giocare una nuova sfida, al massimo, nel rispetto delle regole e degli avversari, e cercando possibilmente di vincere! Ultima considerazione, doverosa. La recente scomparsa di Marco Simoncelli ha scioccato tutti, sportivi e non. Tante parole si sono dette e scritte, sconfinando anche nella retorica e nel banale. La redazione di Sportdipiù si ferma prima. Ci piace solo sottolineare come il “Sic”, in primis un ragazzo di 24 anni, fosse arrivato ad altissimi livelli mantenendo la semplicità, l’allegria e la spensieratezza di chi pratica Sport esclusivamente per pura passione. Questo a dimostrazione di come si possa diventare campioni anche se si continua a sorridere. Perché lo sport è e rimane un gioco con un unico grande obiettivo: il divertimento. Buone Feste e Buono sport a tutti! Alberto Cristani

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ufficio scolastico verona

Iniziative per studenti e famiglie

Studiando...si vince! Chi l’ha detto che a scuola si deve solo studiare? Ecco una serie di iniziative che vanno a premiare studenti, famiglie e fnsegnanti . E anche Sportdipiù magazine ci mette “lo zampino” con un concorso fotografico

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n autunno-inverno ricco di eventi e iniziative quello che l’Ufficio Scolastico Territoriale XII di Verona organizza per gli studenti delle scuole veronesi. In particolare l’Ufficio Educazione Fisica e Sportiva ha preparato un programma molto articolato e sostanzioso, una serie di appuntamenti che avranno come protagonisti insegnati, genitori e ovviamente loro, i ragazzi.

GIOVANI IN STRADA

Nell’ambito dell’edizione 2011 di Giovani in Strada” in programma a Verona il 12 ottobre 2011, promosso dall’Automobile Club di Verona, dal Comune di Verona , in collaborazione con l’Ufficio Scolastico di Verona, è stato indetto un concorso artistico rivolto agli studenti delle scuole secondarie II grado, al fine di sensibilizzare gli studenti al tema dell’ambiente urbano sostenibile attraverso un approccio culturale e creativo. Saranno ammesse alla partecipazione varie forme di espressione artistica, volte ad illustrare in ogni aspetto il tema della viabilità urbana e della convivenza tra i molteplici protagonisti, suddivise nelle seguenti categorie : - Categoria CLASSI multimediale - Categoria CLASSI grafico- pittorica - Categoria INDIVIDUALE multimediale - Categoria INDIVIDUALE grafico- pittorica Alla voce “multimediale” corrispondono: foto digitali, presentazioni , video, file audio- musicali) Alla voce “grafico- pittorica” corrispondono: disegni, studi per murales - graffiti, poster, tele, cartelloni) Le domande di partecipazione, su carta intestata dell’Istituto, indicanti il nominativo ed il recapito telefonico del docente referente d’Istituto per detta iniziativa , dovranno essere indirizzate all’Ufficio Scolastico di Verona entro il 10 dicembre 2011 via FAX 045/8086581 oppure a uffedfisicavr@istruzioneverona.it Gli elaborati dovranno essere inviati entro il 29 febbraio 8 • www.sportdipiu.com

2012 a: Automobile Club Verona Concorso “Giovani in Strada” - Via della Valverde 34 - 37122 Verona La premiazione dei vincitori per ciascuna categoria verrà effettuata il 31 marzo 2012, in sede che verrà successivamente comunicata, nell’ambito delle iniziative dedicate alla “Giornata mondiale della Terra” promosse dal Comune di Verona. Ai primi classificati nelle categorie per “CLASSI” sarà offerta gita scolastica di una giornata organizzata a cura di ACI Viaggi. I primi classificati nelle categorie “INDIVIDUALI” riceveranno un premio speciale a sorpresa offerto dagli organizzatori. Tutte le opere realizzate e regolarmente pervenute verranno pubblicate sul sito Internet dell’Automobile Club di Verona e sulla relativa pagina Facebook dell’evento. Verrà stilata una classifica separata e non soggetta a premiazione di gradimento popolare.

SCATTA LO SPORT…A SCUOLA!

L’Ufficio Scolastico XII di Verona - Settore Educazione fisica e Sportiva, in collaborazione con la redazione della testata giornalistica Sportdipiù magazine, bandisce il concorso fotografico volto a promuovere il valore educativo i dello sport praticato a scuola. Lo sport, inserito nel contesto educativo scolastico, ricco di valenze formative, promosso e coordinato dai docenti, è importante strumento di diffusione di esperienze fondate sullo spirito di squadra, la determinazione in campo e il rispetto dell’avversario. La passione per lo sport è contagiosa e si trasmette anche a scuola. Non c’è campione o squadra più speciale di quella che


ufficio scolastico verona si vede crescere tra i banchi di scuola, tra le mura delle sdp palestre scolastiche o nei campetti circostanti. I ragazzi progressivamente imparano a conoscersi e valorizzarsi l’un l’altro, sperimentando come ogni problema si possa risolvere più facilmente sommando le forze, “facendo squadra”. Il concorso prevede 3 sezioni: - SCUOLA PRIMARIA - SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO - SCUOLA SECONDARIA DI 2° GRADO La partecipazione può essere indifferentemente individuale o collettiva (gruppi o classi). Le domande di partecipazione, su carta intestata dell’Istituto, indicanti il nominativo ed il recapito telefonico del docente referente d’Istituto per detta iniziativa , dovranno essere indirizzate all’Ufficio Scolastico di Verona entro il 10 novembre 2011 via FAX 045/8086581 oppure a uffedfisicavr@istruzioneverona.it Le foto, complete delle seguenti indicazioni dovranno essere inviate entro il 15 aprile 2012 in formato elettronico “JPG”(si suggerisce dimensione massima per il lato lungo di 1500 px) ad entrambi i seguenti indirizzi mail: uffedfisicavr@istruzioneverona.it redazione@sportdipiu.com oppure spedendo o consegnando CD Rom / DVD all’indirizzo : Ufficio Scolastico XII - Educazione Fisica, Viale Caduti del Lavoro 3- Verona. Le fotografie in cui compaiano persone riconoscibili devono essere necessariamente corredate da una liberatoria alla ripresa ed alla pubblicazione firmata dai soggetti fotografati. Ogni informazione di carattere personale sarà utilizzata nel rispetto delle norme a tutela della privacy. La premiazione dei vincitori per ciascuna categoria verrà effettuata entro la conclusione dell’anno scolastico in sede che verrà successivamente comunicata. Grazie alla collaborazione delle aziende Decathlon e Paluani ai vincitori saranno assegnati per ciascuna delle tre categorie (Scuola Primaria - Secondaria 1° G- Secondaria 2° G) - 1° classificato Macchina fotografica digitale messa in palio da Paluani Life e Ennevi Foto Verona + Buono di €1500 per acquisto materiale sportivo presso il negozio Decathlon di San Giovanni Lupatoto - 2° classificato Buono di €1000 per acquisto materiale sportivo presso il negozio Decathlon di San Giovanni Lupatoto - 3° classificato Buono di €500 per acquisto materiale sportivo presso il negozio Decathlon di San Giovanni Lupatoto Verrà inoltre assegnato un premio individuale (fotoca-

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mera digitale) messo in palio da Ennevi Foto Verona all’autore della miglior foto inerente il tema “Scatta lo sport…a scuola – Fair Play”. Una commissione di esperti appositamente costituita dalla Redazione Sportdipiù magazine, da fotografi dello studio Ennevi Foto Verona, procederà alla valutazione degli elaborati . Infine gli scatti più significativi e le foto vincitrici saranno inoltre pubblicati: - sul sito SportdiPiù magazine: www.sportpiu.com - sul sito: http://lnx.istruzioneverona.it/educazionefisica - sul sito Paluani Life: http://paluani.tv/paluanilife

INCONTRI DI STILE

L’Assessorato allo Sport del Comune di Verona, in collaborazione con l’Ufficio Scolastico XII - Ambito Educazione Fisica e Sportiva - di Verona, intende riproporre dopo il successo delle scorse edizioni, l’iniziativa denominata “Incontri di Stille”. La formula è finalizzata a diffondere i valori educativi dell’attività sportiva per coniugarli con l’educazione alla cittadinanza, alla legalità, al rispetto, alla tolleranza. Gli appuntamenti coinvolgeranno atleti delle formazioni veronesi di eccellenza e di varie discipline olimpiche e paralimpiche. Attraverso questi interventi si vuole evidenziare e valorizzare la diversa abilità di ogni atleta, la capacità e il coraggio di raccogliere la personale sfida - nella vita e nello sport - condividendo nell’eventualità un progetto e un obiettivo di squadra. Il progetto “Incontri di stile”, è rivolto ai ragazzi delle Scuole secondarie di secondo grado di Verona. Gli incontri, di una durata massima di due ore ciascuno, si terranno nei seguenti Istituti scolatici: venerdì 11 novembre c/o Istituto Aleardi venerdì 16 dicembre - Liceo Copernico venerdì 20 gennaio – Istituto San Giuseppe venerdì 10 febbraio – Istituto Cangrande sabato 17 marzo – Istituto Seghetti Presenzieranno, oltre agli studenti ed agli insegnanti, l’Assessore allo Sport del Comune di Verona Federico Sboarina, la professoressa Monica Magnone , Coordinatore Educazione Fisica e Sportiva dell’Ufficio Scolastico XII di Verona e atleti di valore internazionale. Agli studenti partecipanti a “Incontri di Stile” 2011-2012 verranno distribuite t-shirt personalizzate per l’evento ed altri gadget. Monica Magnone Info: http://lnx.istruzioneverona.it/educazionefisica

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convegni

diocesi verona

Importante iniziativa

La scuola incontra la città L’Istituto Seghetti organizza una serie di incontri rivolti agli alunni e alla cittadinanza in merito al tema: “Quando lo sport non è solo attività fisica”. Ospite anche il CT della Nazionale di calcio Cesare Prendelli

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uando lo sport sale in cattedra testimonia il proprio ruolo nel percorso di crescita della persona e nell’interazione tra gli individui: l’attività fisica e non solo quella agonistica concorre alla formazione di ciascuno rifiutando divismo, selettività e denaro. Proprio per questi motivi nella società di oggi bisogna promuovere mediante incontri e dibattiti una cultura dello sport in linea con questo modello. Per l’Istituto Seghetti di Verona tutto questo è da anni una realtà che coniuga sport, cultura ed esperienza sul campo attraverso molteplici iniziative quotidiane ed esperienze. Sul confronto intorno a temi come la prevenzione e il recupero funzionale dopo eventi traumatici interverranno il giorno 5 novembre presso l’aula magna della scuola medici e specialisti del settore: il prof. Matteo Ricci, Michele Montanari e Alberto Bragantini: i tre ortopedici parleranno dei traumi della spalla, del ginocchio, della caviglia e dell’anca mentre i dottori Venturelli (neurologo e specialista in Medicina fisica e riabilitativa), Garonzi e Adiamoli sulla ripresa del gesto sportivo e per il recupero dopo il trauma. Moderatore sarà il prof. Silvano Grazioli, direttore tecnico e amministrativo del centro riabilitativo REHAB di Verona e Legnago. “Educare attraverso lo sport” sarà invece il titolo dell’altro incontro, stavolta organizzato dall’U.S.S.I. Gruppo Veneto [Unione Stampa Sportiva Italiana] e a cui farà parte anche il Liceo Seghetti: saranno presenti anche

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il Commissario Tecnico della Nazionale di calcio Cesare Prandelli e Damiano Tommasi, Presidente dell’Associazione Italiana Calciatori. Gli appuntamenti presso il Seghetti proseguiranno venerdì 11 novembre alle 20.45 nell’aula magna con il prof. Stefano Quaglia, dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale e il prof. Aldo Scarpa, direttore scientifico del progetto Genoma del Cancro: “Le frontiere della ricerca sul cancro: la tecnologia al servizio dell’uomo”. Infine, venerdì 16 dicembre, sempre alle 20.45, si terrà il convegno “Le lingue straniere nel mondo del lavoro a Verona” che vedrà la presenza del preside della facoltà di Lingue, prof.ssa Alessandra Tomaselli, della prof.ssa Maria Ugolini docente di Marketing, di Ursula Swoboda, direttrice del Goethe-Zentrum di Verona, e di Simone Boschini del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria. Inoltre verrà riproposto a partire dal 16 novembre agli studenti dell’Istituto Seghetti il corso di giornalismo tenuto in collaborazione con la Redazione di Sportdipiù magazine. Saranno ospiti dell’evento sportivi e firme celebri del giornalismo veronese e italiano. Andrea Totolo Info: www.istitutoseghetti.it


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ufficio scolastico verona diocesi verona

Ufficio Pastorale dello Sport diocesi di Verona

Lo Sport e il “fuori gioco” sociale Lettera aperta di Don Andrea Giacomelli ai lettori di Sportdipiù in viste delle prossime festività natalizie. Con una importante riflessione sul mondo dello sport all’interno della nostra società

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recenti avvenimenti in Libia richiamano alla memoria tante altre pagine di storia e di popoli. Eppure ancora una volta il rovesciamento di un regime politico, fino a poco prima ritenuto immobile e saldo, ci sorprende. Visti dal campo di gioco, da una palestra, o dentro una piscina le vicende politiche appaiono scene lontane “fuori gioco”. Protagonisti sono altri. Leader politici e militari che appaiono, parlano, firmano, mediano, celebrano. Lo Sport attende, non si lancia nella mischia di guerre disumane, attende finché si possa di nuovo correre e saltare. Parte viva e pregnante dell’immaginario collettivo lo Sport con i suoi riti e campioni viene tuttavia - più o meno - implicato limpidamente: per incoraggiare una ripresa, per coronare un epilogo, per ritrovare fiducia e speranza del futuro. Altri e più importanti motivi ci conducono a considerare però il valore dello Sport nella società civile. Ogni cambiamento coinvolge molte più persone di ciò che appare e proprio come in un risultato sportivo, i protagonisti son tanti anche a bordo campo. Lo Sport non è solo spettatore della scena della storia civile e politica, realizza questa sua partecipazione, prima che nell’avvenimento eclatante, nel modo che più le è proprio: praticando. Perché è nel concreto e settimanale esercizio che ci si forma alla costanza nell’impegno, alla fatica, alle regole di lealtà, alla relazione, alla accettazione dei limiti, con impegno di energie, educando i nostri sentimenti nella passione sportiva. Anche se la presenza di campioni dello sport aumenta l’audience di dibattiti e serate è doveroso riconoscere che è nella attività che si formano uomini e donne alla convivenza civile. La pratica dello Sport ispirata allo spirito olimpico può in modo tutto particolare aiutare oggi la società italiana ed europea, emotivamente intimidita da questioni ambientali, economiche, demografiche, nel riconoscimento di una fiducia ancora

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reciprocamente spendibile sul campo di gara, sia fra le diverse generazioni e sia verso istituzioni che dispongono strumenti e mezzi per garantirne vita. Con questo spirito il prossimo 15 dicembre con atleti e società di tutte le discipline della nostra città, guidati dal Vescovo di Verona Mons. Giuseppe Zenti, celebreremo il Natale dello Sport in un semplice ma significativo scambio di auguri nel segno della speranza ispirata da un Dio che per primo “entra in campo” per farsi umano.

don Andrea Giacomelli

Info: www.diocesiverona.it


ORGANIZZANO IL CONCORSO FOTOGRAFICO

DIVENTA FOTOGRAFO E FAI VINCERE LA TUA SCUOLA! L’Ufficio Scolastico XII di Verona - Settore Educazione fisica e Sportiva, in collaborazione con la redazione della testata giornalistica Sportdipiù magazine, bandisce il concorso fotografico volto a promuovere il valore educativo i dello sport praticato a scuola. Il concorso prevede 3 sezioni: SCUOLA PRIMARIA, SCUOLA SECONDARIA DI 1° GRADO e SCUOLA SECONDARIA DI 2° GRADO La partecipazione può essere indifferentemente individuale (alunni, insegnati, genitori) o collettiva (gruppi o classi). PREMI Per ciascuna delle tre categorie (scuola primaria, secondaria 1° g, secondaria 2° g) verranno assegnati 3 premi: - 1° classificato Macchina fotografica digitale messa in palio da Paluani Life e Ennevi Foto Verona + Buono di €1500 per acquisto materiale sportivo c/o Decathlon di S. Giovanni Lupatoto - 2° classificato Buono di €1000 per acquisto materiale sportivo c/o Decathlon di S. Giovanni Lupatoto - 3° classificato Buono di €1500 per acquisto materiale sportivo c/o Decathlon di S. Giovanni Lupatoto Verrà inoltre assegnato un premio individuale (fotocamera digitale) messo in palio da Ennevi Foto Verona all’autore della miglior foto inerente il tema “Scatta lo sport…a scuola – Fair Play”. INVIO DOMANDE Le domande di partecipazione dovranno essere indirizzate entro il 10 novembre 2011 all’Ufficio Scolastico di Verona entro il 10 novembre 2011 via FAX 045/8086581oppure a uffedfisicavr@istruzioneverona.it INVIO ELABORATI Le foto dovranno essere inviate entro il 15 aprile 2012 in formato elettronico “JPG”ad entrambi i seguenti indirizzi mail: uffedfisicavr@istruzioneverona.it redazione@sportdipiu.com Per ulteriori dettagli leggere articolo pagina 9. in collaborazione con

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tennis

Un “grande” del giornalismo italiano

Rino Tommasi: quella volta che Edberg salvò il mio lavoro!

Abbiamo intervistato la “voce” del tennis e della boxe che, tra l’altro, ci ha raccontato un simpatico aneddoto legato alla finale di Wimbledon del 1988.

Foto: Photofortina Novara - Andrea e Luca Fortina

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a voce del tennis e della boxe, nonchè uno dei maggiori esperti di statistiche sportive. Stiamo parlando di Rino Tommasi, giornalista e commentatore sportivo nato a Verona il 23 febbraio del 1934,

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Foto di Rino Tommasi: Angelo Tonelli - Bologna

e con il quale abbiamo parlato di sport ed in particolare di tennis. Tommasi, disponibile e gentile, ha risposto con la solita chiarezza che lo contraddistingue, prestandosi anche ad un “gioco” riguardante il tennis.


l’iniziativa tennis

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Innanzitutto Tommasi, come le sembra la situazione dello sport italiano? Tutto sommato devo dire che è una delle cose che in Italia stanno andando meno peggio, vista la situazione generale… Ed il nostro tennis? Malissimo! Se si pensa che il miglior tennista italiano è al 39° posto... Almeno la squadra maschile di Davis è riuscita a tornare in serie A. Beh, non scherziamo… era impossibile perdere . Il solito tormentone. Riusciremo ad avere mai un Djokovic italiano? È difficile perché è dai tempi di Panatta che non ne abbiamo uno e stiamo parlando del 1983. Evidentemente qualcosa non va e secondo me il problema è perché non ci sono più i raccattapalle come un tempo. Era la porta d’ingresso dei poveri per praticare il tennis. Ricordo che alla Canottieri Roma c’erano 4-5 raccattapalle che guardavano e volevano imparare. Veniamo allo sport veronese... Per fortuna che c’è il Chievo! Vedere il Verona in serie C per quattro anni poi è stata una vera vergogna. Per il resto non vedo grandi cose. E riguardo ai giovani che praticano sport? Molto spesso la rovina dei ragazzi sono i genitori che, secondo me, dovrebbero fare solo gli autisti per portare i figli al campo, senza mettere bocca nei problemi tecnici soprattutto se in passato hanno praticato sport. Non vedono difetti o limiti nel figlio e le colpe sono sempre degli altri. Torniamo al tennis. Tra tutte le partite viste finora, qual è per Rino Tommasi la “Partita” con la p maiuscola? Sono sincero: ne ho viste troppe. Se però devo sceglierne una dico la finale di Wimbledon del 1988 quando Edberg batté Becker, ma per un’implicazione personale. Infatti io gli dissi che, se non avesse vinto a Wimbledon, mi sarei ritirato dall’attività. Edberg vinse e, alla conferenza stampa dei successivi Australian Open, lo svedese si rivolse a me dicendomi: “Rino, ho salvato il tuo lavoro!” Tennis di oggi o di ieri? Oggi il tennis è diverso dagli anni scorsi. Una delle colpe è anche dovuto al tipo di racchetta che si usa adesso. Non si giocano più palle corte e si gioca solo tirando forte. Anni fa era un gioco sicuramente più vario.

Infine le chiedo di fare un gioco. Anche se non sarà facile, proviamo a costruire il campione perfetto secondo Rino Tommasi. Il diritto di…“Ce ne sono tanti… Becker” Il rovescio di… “Rosewall… micidiale!” La volée o sottorete… “Edberg e Mc Enroe” Come gioco da fondo campo? “Lendl e Wilander” Il servizio di… “Sampras… troppo forte” La mentalità, il carattere o, più semplicemente la testa di? “Chang. Un tennista che sapeva vincere senza saper giocare”. Marco Hrabar Boris Becker Kenneth Robert Rosewall Stefan Edberg

John McEnroe Ivan Lendl Mats Wilander

Michael Chang Pete Sampras

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sport in pillole bike trial alberto Limatore campione d’Italia E sono quattordici. Alberto Limatore ha conquistato domenica 18 settembre l’ennesimo titolo italiano di Biketrial, categoria elite. Il rider della Lessinia ha dovuto fare i conti con un meteo molto difficile e avversari agguerriti, almeno in apertura, dato che poi è stata una vera e propria volata verso il successo. “Una gara durissima - ha raccontato a fine gara Alberto - sotto una pioggia incessante. Quasi 5 ore di gara sotto l’acqua e con una temperatura di 12° e 8 zone da ripetersi per tre volte. Questa volta ho davvero superato me stesso stravincendo alla grande. A metà gara avevo già la vittoria in tasca. A quel punto ho deciso di sfidare le mie stesse possibilità. Ho fatto il terzo giro con un punteggio bassissimo e con pochissimi errori, nonostante le zone fossero diventate più difficili. Abbiamo corso in mezzo a fango e sentieri che si sono trasformati in torrenti d’acqua e, alla fine, quasi non si vedeva dove bisognava mettere le ruote”. Grazie quindi a 4 vittorie su 5 gare, Alberto Limatore ha conquistato , lo scorso 18 settembre , il titolo di campione d’Italia 2011 categoria Elite, il suo 14esimo personale, risultato unico per la storia di questa affascinante disciplina. Per Limatore un ennesimo grande successo, in attesa di nuove imprese e nuovi record, alcuni già in programma entro la fine dell’anno. “Mi complimento - dichiara l’Assessore allo Sport del Comune di Verona, Federico Sboarina che ha premiato Alberto in Sala Arazzi - per l’eccezionale risultato ottenuto da Alberto. La targa è un piccolo ma dovuto riconoscimento per la grande carriera e per i successi del nostro atleta veronese, con l’augurio di un futuro ricco di soddisfazioni e di vittorie”.

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podismo Al lavoro per la Montefortiana 2012 Il GSD Valdalpone De Megni si prepara ad organizzare la 37^ edizione della Montefortiana, appuntamento da imperdibile per gli appassionati, che si terrà sabato 21 e domenica 22 gennaio 2012 a Monteforte d’Alpone. La classica invernale si ripresenta anche quest’anno con un programma ricco e percorsi avvincenti tra le caratteristiche colline dell’est veronese, che regalano panorami mozzafiato e tracciati unici. Apertura ufficiale alle ore 10:00 di sabato 21 con la 17^ marcia Per il sorriso dei bimbi, una non competitiva su circuito ripetibile di km 5 per i ragazzi delle scuole di tutta la provincia di Verona e di km 10 per gli adulti. Alle ore 13:30 in programma l’altra non competitiva, la 5^Passi nel Tempo, una marcia guidata di km 10 tra Soave e Monteforte alla scoperta di luoghi intrisi di storia e fascino. Domenica 22 si entra nel vivo con 3 gare competitive e una non competitiva che corrisponde al 37° Trofeo S.Antonio Abate De Megni, una marcia a passo libero tra i vigneti del Soave, con 4 percorsi: quello per famiglie da km 9 e i più impegnativi da km 14- 21 - 28. Partenza prevista alle ore 8:30. Ma la domenica Montefortiana apre alle ore 8:00 con la grande novità del 2012, la 1^ Ecomaratona Clivus, un percorso completamente sterrato di km 42 con un dislivello positivo di 1.500 mt, che si snoda tra le colline della Val díAlpone e Val díIllasi, Castelcerino, Montecchia, Cazzano e Soave. A seguire alle ore 9:30 partenza della 18^ Maratonina Demmy, la mezza maratona del Soave competitiva FIDAL, di km 21,097 su strada. Nel pomeriggio si conclude in bellezza con la gara dei top runner, la 31^ Montefortiana Turàalle ore 14:15, la competitiva dei grandi atleti nel circuito del centro storico di Monteforte nelle tradizionali classiche distanze di km 6,060 al femminile e di km 10,605 al maschile. Gara esclusiva con partecipazione solo su invito. La Turà saràpreceduta dal Trofeo giovani promesse Groupama, competitiva CSI su strada riservata a tutte le categorie under 18. Info: info@montefortiana.org


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tiro con l’arco

In riva all’Adige

Facciamo centro con gli Arcieri del Cangrande All’interno di un parco di oltre dodicimila metri quadri, sulle

rive dell’Adige,

nascono e crescono i campioni veronesi di tiro con l’arco

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Foto: Arcieri del Cangrande

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tiro con l’arco è uno sport che fonda le sue origini almeno ventimila anni fa. Risalgono infatti all’epoca preistorica le prime testimonianze del suo utilizzo, in primis come strumento per la caccia e, in seguito, dagli antichi egizi in poi, anche come arma da guerra. Dall’avvento delle armi da fuoco, nel sedicesimo secolo, l’arco ha perso il suo valore come arma ma, grazie al divertimento e alle sfide che garantisce è continuato come sport. Dapprima molto diffuso nei paesi anglosassoni, per poi espandersi in tutta Europa e oltre oceano, fino ad approdare alle Olimpiadi per la prima volta nel 1900. In Italia il tiro con l’arco è uno sport che si può considerare relativamente “recente”. Nasce infatti intorno agli anni cinquanta ad opera di alcuni appassionati di diverse città italiane, mentre la Federazione Italiana di Tiro con l’Arco (FITARCO) viene istituita nel 1961.


tiro con l’arco A Verona dal 1992 è presente la Scuola degli Arcieri del Cangrande, dotata di un campo omologato Fitarco, di tutta una serie di infrastrutture per migliorarne l’efficienza, il tutto all’interno di una cornice verde di dodicimila metri quadrati. All’interno di questa struttura si possono apprendere ed esercitare due diverse tipologie di tiro con l’arco: la scuola Olimpico e la scuola Compound. L’arco Olimpico viene così chiamato perché in questa configurazione viene ammesso ai giochi olimpici ed è composto da una parte centrale costituita in genere con leghe metalliche o legno e da due flettenti fatti con strati sovrapposti ed incrociati di materiali come legno, fibra di vetro o ceramica. In questa sezione ci sono ragazzi che hanno compiuto 18 anni insieme a persone che si sono avvicinate al tiro con l’arco in età adulta. La scuola di tiro compound è diventata subito famosa per essere una vera fucina di campioni. Questo tipo di arco è stato inventato nel 1966 da H. W. Hallen e si differenzia da quello olimpico perché alla sommità dei flettenti sono state inserite delle carrucole che ne aumentano la potenza agendo da leva. Inoltre può essere attrezzato con un mirino con lente e di uno sgancio meccanico per il rilascio della corda. Gli istruttori di questo settore sono particolarmente attenti sia agli aspetti tecnici che a quelli tecnologici ed il grande numero di praticanti stimola ed invoglia al confronto ad alla conoscenza tutti gli atleti. Nella Scuola Arcieri del Cangrande viene data molta attenzione e disponibilità al settore giovanile, ricco di ragazzi/e che ottengono ottimi risultati anche a livello agonistico. Questo sport può essere praticato dall’età di 8 anni e permette uno sviluppo armonioso del fisico, in quanto scarsamente lateralizzato, e comprende una notevole componente associativa. Le tipologie di gare regolamentate dalla FITARCO sono svariate, ma le più importanti sono il tiro alla targa e l’hunter e field (caccia e campagna). Nel tiro alla targa la gara FITA è quella più praticata durante la stagione estiva e vede gli arcieri tirare a distanze variabili su bersagli colorati posti su battifrecce di paglia intrecciata. La gara di Caccia e Campagna si svolge invece su percorsi in mezzo a boschi ed è costituita da due parti di 12 piazzole ciascuna, una in cui le distanze dei bersagli sono conosciute, ed una invece dove sono ignote.

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Proprio nelle specialità Targa si sono distinti anche quest’anno gli atleti della Scuola Arcieri del Cangrande: ai campionati regionali Fabio Girardi ha ottenuto un primo posto nell’individuale compound maschile, mentre la squadra compound maschile ha conquistato un secondo piazzamento. Nel triplo FITA a Varese entrambe le squadre maschili senior e master hanno ottenuto il primo posto, confermando i risultati ottenuti l’anno precedente dove, nei campionati italiani Targa, la squadra senior aveva meritatamente vinto una medaglia d’argento. Da sottolineare anche i secondi posti centrati ai Campionati Italiani del 50° FITARCO che si sono svolti a Roma dal 30 settembre al 2 ottobre scorsi nelle specialità mixteam Olimpico Allievi di Anna Fortunato ed Elia Cicchellero, mixteam Compound Junior di Carlotta Febo e Marco Zoccatelli e squadre Senior Compound di Fabio Girardi, Giuseppe Milani e Davide Bertagnolli. Ai campionati mondiali giovanili 2011 la squadra compound femminile “centra” il bronzo con Carlotta Febo, Deborah Grillo e Giulia Cavalleri. Carlotta in particolare si era già distinta in anni e tornei precedenti, non da ultimo l’argento conquistato con la squadra nazionale all’European Junior Cup 2011 svoltasi a Cipro. Per citare solo alcuni degli ottimi risultati ottenuti dagli atleti di questa società, sempre pronta ad accogliere persone nuove di ogni età per insegnare la tecnica e la passione per uno sport “vecchio” quasi come l’uomo. La scuola degli Arcieri del Cangrande, affiliata FITARCO e CONI dal 1992, è aperta tutto l’anno e soprattutto localizzata in una posizione favorevole, nei pressi del Lungadige Attiraglio, dietro Corte Molon, ad appena un chilometro da Borgo Trento della Città Scaligera. Marina Soave Info: www.arcieridelcangrande.it

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medicina dello sport

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Centro Bernstein di Verona

Il mal di schiena Risultano estremamente importanti alcuni parametri come picco di momento di forza, lavoro e potenza

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olte persone adulte sperimentano il mal di schiena nel corso della propria esistenza. In considerazione del fatto che colpiscono soprattutto la popolazione nella sua età più produttiva, dai 30 ai 60 anni, le lombalgie (mal di schiena) hanno un costo sociale e sanitario enorme per spese mediche e per giornate di lavoro perse. Nell’80% dei casi si tratta di algie comuni non correlate a cause specifiche, definite anche “adattative” altre volte invece si tratta di cause “organiche” specifiche come le discopatie, l’ernia discale, la spondilolistesi, ecc. Molti studiosi di fama mondiale evidenziano la necessità, nella pratica clinica, di favorire un “approccio attivo” per curare la persona colpita da mal di schiena nella sua globalità ricorrendo ad un coinvolgimento diretto del paziente, come accade nella Active Back School e nel Metodo Mckenzie. Il riposo a letto ha dimostrato di essere non solo inutile ma addirittura dannoso, anche in fase acuta, quindi, si deve favorire un approccio il più possibile attivo. La ginnastica posturale (chinesiterapia), i trattamenti osteopatici e le terapie fisiche strumentali (ipertermia, laserterapia e tecarterapia) sono delle metodiche molto importanti per trattare il mal di schiena. E’ sorprendente che i pazienti lombalgici conoscano molto poco le posizioni che aggravano il loro dolore e quelle che lo riducono. La Posturologia sottolinea che certe posizioni e attività sono più pericolose di altre per il tratto lombare. Le normalizzazioni biomeccaniche funzionali (tecnica di origine osteopatica) sono spesso fondamentali per ripristinare una corretta cinematica vertebrale, sia nello sportivo che nella persona sedentaria.

Consigli per evitare il mal di schiena 1. Fare regolarmente esercizi. Esercizi specifici possono allenare muscoli importanti per la salute della schiena. 2. Portare scarpe comode. I plantari nelle scarpe possono aiutare. 3. Porre le superfici di lavoro ad un’altezza comoda. 4. Usare una sedia con un buon sostegno a livello lombare. 5. Quando si fa un sollevamento, tenere gli oggetti vicino al corpo. 6. Le fasce lombari, usate per prevenzione, possono consentire a qualcuno di continuare a lavorare quando il lavoro richiede frequenti sollevamenti. 7. Riposare i piedi su uno sgabello quando si deve stare seduti per lunghi periodi di tempo. 8. Mettere un cuscino o un asciugamano arrotolato dietro alla zona lombare quando si guida per lunghe distanze. 9. Per dormire comodamente, mettere un cuscino sotto le ginocchia quando si dorme in posizione supina, o in mezzo alle ginocchia quando si dorme su un fianco. 10. Scegliere uno stile di vita che migliori la propria salute facendo anche attenzione all’alimentazione e se fate palestra fatevi seguire da un dottore in scienze motorie. Alcuni test posturali, quali la stabilometria possono essere di aiuto per verificare e misurare se esiste qualche anomalia nella gestione dell’equilibrio e di conseguenza nella postura. Giorgio Pasetto Info: www.centrobernstein.it Foto: Centri Bernstein Verona

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calcio

Titolare inammovibile nel Novara

Meggiorini: il professionista del gol Un gol pesante alla Juve lo scorso anno, uno quest’anno che ha affossato l’Inter. Il “Meggio” si conferma bomber di razza con un sogno nel cassetto: giocare in serie A con il suo Hellas

Foto: Photofortina Novara - Andrea e Luca Fortina

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iccardo Meggiorini - veronese “de sòca” - è un centravanti che, in gergo calcistico “vede la porta”. Un bomber nato, veloce, potente, che non molla mai. Un giocatore che nelle ultime stagioni si è migliorato tantissimo, arrivando con merito alla serie A. Riccardo, nato il 4 settembre 1985 a Isola della Scala, è un ragazzo semplice, legato alla sua terra e alle sue origini.

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“A casa – spiega Meggiorini – ci ritorno appena posso, per stare con i miei familiari ma anche per andare al Bentegodi a seguire la squadra del mio cuore, l’Hellas Verona. Ne approfitto per chiarire che con questo non odio il Chievo, come qualcuno vuole far credere. Tifo Hellas perché è la squadra in cui sono cresciuto calcisticamente, per la quale ho fatto il raccattapalle e che mi ha emozionato grazie a campioni come Cam-


l’iniziativa calcio marata, De Vitis, Tommasi e a tecnici come Prandelli. Credo quindi che questi siano motivi più che validi per giustificare la mia scelta. Tutto il resto sono chiacchiere inutili”. Una maglia, quella gialloblù, che il “Meggio” ha avuto l’onore di indossare. “Già – ci spiega – ero molto giovane. Ho iniziato a giocare nei pulcini del Tarmassia (frazione di circa 1000 abitanti del comune di Isola della Scala n.d.r.) e dopo 5 anni sono passato ai giovanissimi dell’Hellas dove sono rimasto solo per due campionati. Non mi hanno riconfermato. Peccato. Sono passato quindi al Bovolone dove, dopo due stagioni nelle giovanili, ho esordito giovanissimo nel campionato di Eccellenza. E qui, a suon di gol e di buone prestazioni, sono stato notato dall’Inter”. Riccardo gioca nella squadra Primavera nerazzurra, segna molti gol ed esordisce, grazie a Roberto Mancini, in serie A il 14 novembre 2004 in Cagliari-Inter. E’ l’inizio di una lunga gavetta che porta il centravanti di Isola della Scala a lo Spezia in C1, al Pavia, ancora in C1, dove colleziona alcune presenze senza riuscire a segnare. A gennaio 2006 viene ceduto al Cittadella, sempre in serie C1, dove Meggiorini “esplode” definitivamente segnando quaranta gol in tre stagioni. Nella stagione 2007-2008, la sua ultima a Cittadella, Meggiorini segna 14 reti trascinando di fatto la squadra in serie B, mentre nella stagione successiva i gol sono 18 e valgono la permanenza nella serie cadetta per la formazione patavina. “Le stagioni a Cittadella – evidenzia Riccardo – le ricordo con grande piacere perché hanno di fatto decretato la mia maturazione calcistica. E’ vero, l’Inter mi ha sempre girato ad altre formazioni ma questo non significa essere uno scarto. Cambiare squadra fa parte del nostro lavoro, ci si abitua e non ci si abbatte. Anzi, ogni nuova avventura è uno stimolo per fare meglio”. Nel campionato 2009-2010 Meggiorini indossa la maglie del Bari e “finalmente” arriva il suo primo gol in serie A (il 25 ottobre contro la Lazio, vittoria per i pugliesi per 2-0 n.d.r.). Finisce il campionato. E la maglia cambia nuovamente diventando rossoblù. Riccardo gioca a Bologna. Un campionato, quello 2010-2011, che termina tra luci e ombre, con ventinove presenze e un solo goal.

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E arriviamo ad oggi. Campionato 2011-2012. La maglia è quella del Novara. “Una società a misura d’uomo – ci spiega Meggiorini – un modello sicuramente da seguire. Novara è una piazza dove si lavora con grande entusiasmo e tranquillità, in un centro sportivo che è tra i migliori, se non il migliore, d’Italia. Una nuova e stimolante avventura che non poteva iniziare nel modo migliore…”. Già, un campionato iniziato con “le botte” (uscito dal campo per infortunio all’esordio al Bentegodi contro il Chievo) ma proseguito con “il botto”. E’ il 20 settembre quando Riccardo segna la sua prima rete con la nuova maglia, ironia della sorte proprio contro la “sua” Inter. La partita finirà 3-1 per il Novara. “Il gol all’Inter? Grande soddisfazione, uno di quei gol che non ti fanno dormire la notte. Vendetta? No, assolutamente. Io ringrazierò sempre l’Inter per avermi fatto arrivare in serie A, nessun rancore o rammarico, ci mancherebbe. Se quello segnato a Julio Cesar è il mio gol più importante? Lo metto allo stesso livello di quello segnato con la maglia del Bari a Buffon, il 12 dicembre del 2009. Anche in quel caso segnai l’10. E anche in quel caso vincemmo 3-1…”. Grande appassionato di moto tifoso specialità trial (“…adesso solo guardato, purtroppo…”), Riccardo è stato anche un grande tifoso di Marco Simoncelli, che ha voluto ricordare così sul suo profilo Facebook: “La mia grande passione per le moto mi ha portato a conoscerti mi ha portato ad ammirarti per il pilota che sei sempre stato, per la simpatia che avevi fuori dalla pista, per il sorriso stampato sulle labbra che tutti ti riconoscono. Quando partivo per andare a vedere le gare ero la persona più felice del mondo e tu hai fatto parte di queste mie giornate che io considero indimenticabili perchè per me era emozionante vedere anche te. Ora non ti vedrò più ma sò che sarai nel cuore di tutti e soprattutto nel mio. Il tuo sarà un ricordo indelebile. Grazie di tutto questo super SIC!” Per quanto rigurada la sua carriera Riccardo ha un sogno gialloblu nel cassetto: “Come già detto – spiega l’attaccante scaligero – io amo la mia terra, le mie origini, i veronesi. Mi piacerebbe poter giocare in serie A con la maglia gialloblu dell’Hellas. Un sogno che spero si avveri in un futuro non troppo lontano... “. Alberto Cristani

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calcio a 5

Emozioni gialloblù

Riparte l’avventura del Verona C5 Il racconto del presidente Luigi Gianmoena e il futuro della squadra scaligera. Obiettivi e progetti per una nuova stagione in serie A2

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l calcio a 5 sa regalare emozioni uniche. Perché lo spettacolo nel futsal è assicurato e gli 0 a 0 che ogni tanto annoiano gli spettatori delle partite di calcio a 11 qui non sanno neanche cosa sono. Gol a raffica, giocate tecniche di classe, tiri al volo, parate da campione. Senza dimenticare la vicinanza degli spettatori a pochi metri dal campo di gioco. Un vero spettacolo insomma e proprio nella nostra città c’è una squadra che da anni è ai vertici del futsal italiano. Quella del Verona Calcio a 5 è una storia che parte da lontano. Dal 1992 quando nasce la FC Virtus Rekord Five Verona, che da allora partecipa ininterrottamente con vari nomi ai campionati federali della Divisione Calcio a 5, prima a livello regionale e poi dal 1996 ai tornei nazionali di seri B, A2 e A1: il punto più alto arriva nella stagione 1998/99 con la vittoria del campionato di A2 e la grande promozione in A1, traguardo indimenticabile per il mondo del calcio a 5 e di tutto lo sport veronese. In mezzo a questa avventura che dura da quasi vent’anni tanti nomi, tanti giocatori, tanti dirigenti. Facce nuove o vecchie, gioie e delusioni, partite bellissime o gare sfortunate. Mille ricordi impossibili da dimenticare, da tenere stretti nella testa e nel cuore. Perchè fanno parte di chi questa storia l’ha vissuta e continua a viverla con una passione infinita per il calcio a 5. E per portare in alto i colori veronesi, perchè di sicuro questa splendida avventura ha voglia di diventare ancora più vecchia, e di continuare a vivere bellissime emozioni come racconta il presidente Luigi Gianmoena. «Ci siamo messi alle spalle la stagione passata ed ora guardiamo con rinnovata fiducia a quella appena iniziata: l’inizio è promettente, non c’è la pressione che si respirava nelle ultime stagioni pur positive dal punto di vista

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dei risultati. La squadra è stata molto rinnovata – continua il massimo dirigente gialloblu - dei “senatori” sono rimasti Anzolin, Tres e Perottoni, c’è il ritorno di Fedele, attualmente con la nazionale dell’Uruguay e di Cris Moris. Ci sono i validi giovani che già gravitavano nella prima squadra come Armellini, Carone, Ceccchini ed il portiere Fabbrici, oltre al giovane Perozzi in arrivo dal calcio a 11». Cinque i nuovi giocatori arrivati al Verona per rinforzare l’organico: Brumatti, Resner, Lestingi, Otero e Pedrinho. «Da questo gruppo, condotto da Anici e Langè ci aspettiamo molto visto l’entusiasmo che c’è. Sotto l’impulso appassionato dei nostri collaboratori, che ringrazio tanto e che sono il motore di tutto, all’under 21 e alla juniores si sono aggiunte le squadre degli allievi e giovanissimi. Sono situazioni che ci auguriamo diano soddisfazione ai ragazzi – conclude Gianmoena - alle loro famiglie e a tutto il pubblico che ci ha sempre seguito numeroso ed appassionato. Lasciamo lavorare ogni persona in tranquillità, e poi faremo i primi bilanci. Per adesso, buon campionato a tutti». Luca Mazzara Info: www.veronacalcioa5.it Foto: Ufficio Stampa Verona Calcio 5


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tornei

Da ottobre a maggio partite “no stop”

Areasport a tutto campo Calcio 5 e calciotto ma non solo. Una formazione femminile in serie C, una maschile in serie D e attività per i baby

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opo il successo della Champions League 2011, Areasport scende nuovamente in campo. Calcio 5 e calciotto saranno gli obiettivi principali per la stagione 2011-2012, oltre alle squadre femminile (serie C) e maschile (serie D) e alle varie iniziative dedicate ai mini calcio. Quesi un migliaio gli atleti partecipanti ai campionati iniziati lo scorso ottobre.

Calciotto Nel 4° campionato di calciotto ben ventinove le squadre ammesse suddivise in tre gironi eliminatori. Nonostante gli sforzi organizzativi, non è stato possibile, da parte degli organizzatori, soddisfare tutte le richieste di partecipazione. Un grande risultato se si considera che tre anni fa le squadre che parteciparono al primo campionato furono solo otto! Queste le squadre ammesse: Girone 1: Aneurina Ads, Victory Cafe’, Ausla Oroline Virtus Free Time, Virtus Service Alti Livelli, Luxury Slot, Golo – Golo, Trielettra Impianti Tecnologici, Centro Tim Verona, Angolo Ponte Crencano, All Beck’s. Girone 2: Route 66 Cafè, 3s Ingegneria Pbt, Birreria Tnt, F.C. Beggars, Italica, Officine Meccaniche Bizzego, Gold 1, Peara Alla Spina 3.0, Partelli Scavi - Pizzeria Vii Cielo. Girone 3: Virens Verona, El Bareto – Sona, 5ramo, Pizzeria La Tonda, Giornale L’Arena, Deportivotto Santa Anastasia, Lam Impresa Veneta, New Team, Berfi’s Disco Pub, A.S.D. Local. Calcio 5 Per quanto riguarda il calcio 5 importante e prestigioso accordo raggiunto dai dirigenti Areasport con Sportland Milano. Infatti il

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22° Campionato di calcio a 5 Areasport - 9° Trofeo l’Arena è stato inserito nel Campionato Nazionale Amatoriale Ufficiale della Serie Bwin Cup 2011/2012. Lo storico campionato amatoriale veronese, il più antico e longevo d’Italia, grazie anche alla qualità dei servizi offerti è stato scelto per partecipare al Circuito nazionale promosso e patrocinato da Bwin, sponsor delle serie B, che vedrà 22 campionati amatoriali di calcio a 5 organizzati nelle 22 città sedi dei Club della Serie B Italiana di calcio, inseriti in un unico e grande progetto di attività. Per quanto riguarda la formula del campionato, trenta le squadre partecipanti, suddivise in tre gironi e con un’unica fascia di merito (abolite le due serie A1 e A2) Queste le squadre iscritte: Girone 1: A.S.D. Zeviosport, Cordioli Service Villafranca, Pizzeria Agorà, Ristorante Al Calmiere, Paganotto Caffè, Cafè Giardino, Comfoter, Giornale L’Arena, Faiv Ronco, I Falchi Girone 2: Palação, Valpo 5, Mdp 2010, G.S. Polizia penitenziaria, Scaligera Service, Terza Squadra, Mozart, Verona Premia, Turtles, Sportdipiù Girone 3: Olimpica f.c., In The Box, Braga Elettroimpianti, Victory Cafè, Pasticceria Antico Castello, Mes, Pizzeria L’Altro Carlo Re, Tieni Costruzioni, Quercia, I Mai Straki. Media Importante infine la visibilità mediatica che avranno anche quest’anno i campionati Areasport. Confermate quindi le collaborazioni con il quotidiano L’Arena di Verona, con Sportdipiù magazine e soprattutto con Tele Arena pe rla messa in onda di Areasport Magazine. Il format televisivo - ornai collaudato - quest’anno avrà una durata di ventidue minuti e andrà in onda su TeleArena ogni martedì pomeriggio alle 18.30. Inoltre Aggiornamenti, classifiche, marcatori, curiosità e commenti alle partite saranno consultabili quotidianamente anche online sul sito www.areasport.org Bruno Mostaffi Info: www.areasport.org Foto: Matteo camerani - Thomas Bonizzato


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triathlon enti promozione sportiva

Attiva sul territorio

Dove c’è CSI c’è sport Intervista a Pier Giorgio Schena: tra progetti e iniziative ecco come il CSI di Verona promuove lo sport su tutto il territorio. Per i giovani, ma non solo.

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SI: di primo acchito, leggendo questo acronimo, il lettore potrebbe pensare che si voglia parlare, in questo focus, di qualche serie televisiva americana che tratta di omicidi o del mondo dei polizieschi, ed invece no. A svelare il significato di questa sigla dagli apparenti contorni noir ci penserà il Presidente Piergiorgio Schena, che ne è al comando da qualche anno. Presidente Schena, spieghiamo ai nostri lettori che cosa vuol dire CSI, e soprattutto cos’è? Il Centro Sportivo Italiano è un Ente di Promozione Sportiva d’ispirazione cristiana, diffuso su tutto il territorio nazionale, riconosciuto dal CONI e nato con la funzione di promuovere lo sport come fatto sociale. Per le azioni che quotidianamente portiamo avanti abbiamo ottenuto peraltro ulteriori riconoscimenti. Siamo riconosciuti dalla Conferenza Episcopale Italiana come associazione di ispirazione

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cristiana, dal Ministero dell’Interno quale Ente nazionale con finalità assistenziali. Siamo inoltre iscritti al registro nazionale delle Associazione di Promozione Sociale, riconosciuto dal Ministero della Solidarietà sociale. La nostra azione è forte anche in ambito scolastico, tanto che da anni collaboriamo con il Ministero della Pubblica Istruzione quale Ente accreditato per la formazione del personale della scuola. Ultimo, ma non in ordine d’importanza, arriva l’accordo con il Ministero della Salute, per promuovere e facilitare l’assunzione di abitudini salutari da parte della popolazione, nell’ottica della prevenzione delle principali patologie croniche. Quante e quali sono le discipline sportive che un atleta può praticare all’interno del Centro Sportivo Italiano? Nel Comitato di Verona è possibile praticare il calcio a 11, a 7 e a 5,ognuno gestito da apposite Commissioni. La pallavolo


enti promozione sportiva

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compiuti e tanto lavoro è stato messo in campo dal CSI Verona. Ogni settimana decine di operatori accompagnano i ragazzi con disabilità alla scoperta dello sport e dei rapporti personali. Si tratta di personale formato da appositi corsi che seguono criteri professionali. Nulla è lasciato al caso, tanto che famiglie e ragazzi stessi dimostrano ogni anno un attaccamento eccezionale ai nostri colori. Da questo sforzo settimanale si è sviluppata l’idea della Grande Sfida, l’evento di portata internazionale che nel maggio di ogni anno riempie le piazze della provincia fino alla grande giornata finale in piazza Bra’. Un mese di gare, convegni, mostre, tour nelle strade con i ragazzi e attività lavorative dove ad essere protagonisti sono proprio loro.

e il basket sono presenti con due settori, quello giovanile e quello degli amatori, i cosiddetti Open. Troviamo poi l’atletica leggera, il ciclismo, lo sci, le arti marziali e tutto il settore dedicato alle proposte per i diversamente abili. Quali sono gli obiettivi che il CSI si pone ? Lo scopo del nostro agire è quello di educare attraverso lo sport. Tale obiettivo è perseguito sia nello sport giovanile, dove maggiore è l’impatto educativo, sia in quello per adulti. Due esempi su tutti: per coloro che si relazionano con i giovani (allenatori, dirigenti) proponiamo corsi di formazione finalizzati a renderli idonei al ruolo di educatore; per gli adulti mi viene in mente il calcio. A fatica pochi anni orsono abbiamo inserito il patentino obbligatorio per gli allenatori: ora a distanza di anni sono le stesse società a richiederci questo genere di corsi.

Quali le iniziative che avete in cantiere in questo ultimo scorcio del 2011 ? I campionati di calcio sono partiti, ora entreranno a regime la pallacanestro e la pallavolo. A dicembre ci attende poi il Natale dello Sportivo, un evento che dall’anno scorso ha cambiato pelle divenendo un’occasione per incontrare le società campioni provinciali, mescolandole ad esibizioni sportive di giovani. Siamo orgogliosi di questo momento perché riassume al meglio lo spirito del Centro Sportivo Italiano. A breve annunceremo la località scelta ed invito fin da ora gli sportivi arancioblù, e non solo, a partecipare a tale evento. Salvatore Mercurio Info: www.csiverona.it Foto: Ufficio Stampa Centro Sportivo Italiano - Verona

Siamo in chiusura 2011, com’è il bilancio di questa annata ? La nostra annata non è solare, ma sportiva, quindi il bilancio ad oggi deve essere riferito alla stagione 2010/2011. E’ stato un anno record, segnato dal maggior numero di formazioni di calcio a 11 mai registrate a Verona, un risultato che ci pone tra i primissimi Comitati d’Italia, davanti anche a città metropolitane che possono contare su un ben diverso bacino d’utenza. In un momento di crisi generale, in cui spesso i denari investiti nello sport devono essere tagliati dalle famiglie, ogni nostra disciplina ha tenuto il passo. Significa che l’attività proposta è di qualità: da qui siamo ripartiti per la nuova stagione, introducendo alcune interessanti novità nei format sportivi e ponendo, al contempo, sempre l’uomo al centro delle nostre iniziative. Handicap e sport era un connubio che, fino a qualche anno, fa faceva storcere il naso a qualcuno. Oggi si presenta come una realtà positiva. Qual é l’impegno del CSI per le iniziative sportive rivolte a persone con disabilità? Il Progetto Handicap&Sport è nato con noi, a Verona, ormai diciotto anni orsono. Da allora molti passi sono stati www.sportdipiu.com • 29


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associazioni

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1^ Manifestazione nazionale

La salute: un diritto per tutti Alla manifestazione grande partecipazione di studenti, professionisti, docenti, comuni cittadini e forze dell’ordine

La salute deve essere un diritto di tutti i cittadini Italiani”. Con queste parole riportate nel titolo, l’on.Lolli è intervenuto Martedì 20 settembre in piazza Montecitorio a Roma per la 1^ Manifestazione Nazionale dei delegati, rappresentanti nazionali e regionali dei diplomati ISEF, dei dottori in Scienze Motorie, degli specialisti magistrali e degli studenti dei corsi in Scienze Motorie d’Italia, afferenti al Comitato Nazionale Scienze Motorie e Sanità Pubblica (CNSM), all’Associazione Nazionale dottori in Scienze Motorie (DMSA) e all’Associazione Nazionale laureati in Scienze Motorie (ANLiSM). Un gruppo di professionisti si sono riuniti per dire finalmente basta all’abusivismo e all’indifferenza che oltre 20 anni di vuoto legislativo hanno gettato il laureato in scienze motorie di oggi e il diplomato all’Istituto Superiore di Educazione Fisica di ieri, nel totale isolamento professionale. Merito della rete, merito di facebook, il più popolare tra i social network, i dottori in scienze motorie, riuniti nel Comitato Nazionale Scienze motorie, si sono schierati per la prima volta davanti al Parlamento Italiano per rivendicare un diritto sancito dalla Costituzione Italiana: il Lavoro. Non solo il lavoro ma una serie di diritti negati. I professionisti che dovrebbero lavorare nelle palestre, che dovrebbero essere inseriti nella scuola primaria e dell’infanzia, gli insegnanti di educazione fisica che da anni aspettano un posto di ruolo ma che non lo avranno mai perché le cattedre sono sempre meno e le classi vengono accorpate. I preparatori atletici che dovrebbero lavorare accanto ai tecnici delle federazioni sportive nazionali, i professionisti che dovrebbero dirigere e organizzare lo sport e le attività motorie per tutti i cittadini, i laureati specialisti nell’attività preventiva e adattata che dovrebbero rientrare

nelle professioni sanitarie, dove rientrano tante, innumerevoli figure ma per l’abrogazione del Comma 7 dell’Articolo 2 del Dl n°178/1998,al laureato in scienze motorie non è concesso esercitare la professione per cui ha studiato, professione al contrario ben definita nel piano di studi universitari che ha aperto finalmente anche il campo della ricerca. Una intera categoria di professionisti, stanchi del “condizionale” che sembra diventato un “modus operandi”, hanno manifestato non per i tagli al contatto di lavoro, ma semplicemente per avere un giusto riconoscimento legislativo, un’identità lavorativa e personale. Alla manifestazione, trasversale, apolitica, dove le uniche bandiere erano quelle italiane, hanno partecipato studenti, professionisti, docenti, comuni cittadini e perfino le forze dell’ordine perché la priorità era anche informare, spiegare non solo rivendicare i giusti diritti. L’Intervento dell’On.Evangelisti ha sottolineato la passione e la determinazione di chi crede ancora fortemente nel valore della propria professione. Così è stato. Dove i colori politici dividono, la passione, la determinazione e il coraggio di chi crede ancora nella forza delle proprie idee e dell’importanza del proprio lavoro ha prevalso su tutto. A fine manifestazione una delegazione del neonato Comitato Nazionale Scienze Motorie (CNSM) e dell’ Associazione Dottori in Scienze Motorie (DMSA) è stata ricevuta presso il Senato della Repubblica Italiana dalla presidenza del Gruppo “Popolo della Libertà”. Giorgio Pasetto segretario nazionale DMSA Info: www.dmsa.it - info@dmsa.it

GLI OBIETTIVI DELLA DMSA 1- Coordinare e unificare le singole iniziative di quanti laureati in scienze motorie e/o dipolamti ISEF, che insegnano educazione fisica nelle scuole d’ogni ordine e grado o/e esercitano nelle varie specializzazioni della chinesologia, creando una categoria di professionisti qualificati 2- Tutelare il titolo di studio e l’esercizio professionale degli iscritti che si dedicano alla libera professione in forma totale, preminente o complementare 3- Suscitare l’interesse dell’opinione pubblica onde stimolare una coscenza chinesiologica 4- Incrementare lo studio, il progresso e la ricerca scientifica nelle scienze motorie 5- Promuovere la figura del dottore in scienze motorie come professionista dell’esercizio finalizzato, appoggiare e promuovere le iniziative che rechino vantaggio all’affermazione della categoria e della professione 6- Collaborare con le varie associazioni di categoria per la soluzione dei problemi di comune interesse

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pallavolo

Non solo serie A

Marmi Lanza volley: il sogno del settore giovanile Con Alessandro Rigatelli, responsabile del settore giovanile scaligero, viaggio all’interno del settore giovanile gialloblu, risorsa fondamentale per la società e per la prima squadra

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a Marmi Lanza Verona ha iniziato il suo campionato 2011/2012, un risultato su tutti ha catapultato il club gialloblù sulle prime pagine dei giornali, la vittoria conquista al PalaOlimpia nel derby con Padova. Perché? Perchè ha visto brillare Mitja Gasparini che -da vero condottiero- ha guidato la squadra alla vittoria; ma non solo, Mitja entra di diritto nella storia non solo del volley veronese ma di quello italiano grazie al record assoluto di ace in Serie A1 Sustenium. Lo schiacciatore gialloblù con 11 battute vincenti eguaglia e raggiungere il record totale fino ad oggi nelle mani di Roberto Cazzaniga (BCC-NEP Castellana Grotte), seppure in Serie A2 Sustenium. Con i set a 15, prima dell’introduzione del Rally Point System, lo schiacciatore bulgaro Ljubomir Ganev aveva totalizzato il record di 10 ace. Undici volte il pallone è volato dai nove metri e si è schiantato sul campo avversario, undici volte che hanno permesso a Mitja di entrare nella storia, 37 i punti totali realizzati, in pratica quasi un set e mezzo vinto da solo. Mai nessun schiacciatore gialloblù aveva realizzato così tanti punti in un unico match, lo schiacciatore sloveno ha così superato anche il cubano Ramon Gato che ne realizzò 34 e l’azzurro Michal Lasko che ne firmò 33. Gasparini è uno dei tredici atleti che formano la rosa scaligera che partecipa alla massima serie maschile, loro sono gli uomini volanti che il settore giovanile della Marmi Lanza ha come punto di riferimento. Entrare a far parte delle giovanili gialloblù per molti ragazzini è un sogno che si avvera, il primo passo verso un sogno più grande che potrebbe chiamarsi A1. Alessandro Rigatelli responsabile del settore giovanile della BluVolley rispondendo alle nostre domande ci permette di entrare nelle palestre dove ogni giorno circa un centinaio di ragazzi crescono nel gioco della pallavolo ma non solo. Quali sono i valori che si possono trasmettere ai giovani con la pallavolo? Ci sono molti valori che il nostro sport trasmette sia in maniera esplicita che in maniera indiretta ma credo su tutti possano essere l’autodisciplina, il rispetto delle regole e dell’avversario valore che non si riscontra in tutti gli sport ed inoltre la costanza nell’impegno, che per i nostri ragazzi è quotidiano. Cosa differenzia il settore giovanile della Bluvolley dagli altri? Certamente la possibilità di avere come riferimento una struttura molto organizzata come la BluVolley, sia per quanto riguarda la struttura societaria che la squadra di Serie A1. Vedere ogni giorno in palestra dei Campioni per i nostri giovani è interessante per l’ap-

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pallavolo

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Foto: Ufficio Stampa Marmi Lanza Verona

prendimento della pallavolo stessa e allo stesso tempo esaltante perché si trovano a conoscere i protagonisti della massima serie italiana, senza dimenticare che alcuni atleti della prima squadra sono anche protagonisti con le loro nazionali, Gasparini con quella slovena, Kromm e Popp con quella tedesca e Zingel con quella australiana. Come vengono selezionati i ragazzi per il settore giovanile? Sicuramente una componente riguarda le caratteristiche fisiche, c’è poi da valutare allo stesso tempo le doti tecniche e le potenzialità dei ragazzi, ma vengono considerate moltissimo anche le motivazioni personali di ciascuno. Quali sono i campionati a cui partecipa in questa stagione la Marmi Lanza? Per quanto rigurda il settore giovanile partecipiamo con l’Under 14 al campionato provinciale, con l’under 16 al campionato regionale di Eccellenza, con l’under 18 al campionato Nazionale di Lega Serie A e con lo stesso gruppo di atleti anche alla 1° Divisione maschile provinciale, con l’under 19 infine al campionato nazionale di Lega Serie A e con lo stesso gruppo alla Serie C regionale

Che caratteristiche ha lo staff tecnico gialloblu? C’è molta attenzione sulla scelta dello staff tecnico, i nostri allenatori, non sono solo preparati,ma anche costantemente aggiornati e fortemente motivati nel far apprendere, oltre agli aspetti tecnici della pallavolo, tutti i valori che questo sport trasmette. Inoltre i nostri allenatori, come per i ragazzi, hanno la fortuna di lavorare in un club di alto livello, e possono confrontarsi costantemente con lo staff tecnico della Serie A1 partendo proprio da coach Bruno Bagnoli. Cosa significa avere una squadra di A1 come punto di riferimento? L’opportunità ed il privilegio di conoscere da vicino atleti e campioni che hanno fatto e faranno la storia di questo sport. Cosa chiedete ai giovani del vostro settore giovanile? Esiste un piccolo motto che è anche una regola: “Non siamo obbligati a vincere....ma siamo obbligati ad avere un livello agonisticomotivazionale massimale”. Francesca Paradiso Info: www.bluvolleyverona.it

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nuoto

Al Centro Fin di Via Galliano

Nuoto in festa per il 1° Castagnetti Day Una giornata in vasca per ricordare l’ex CT della nazionale azzurra, prematuramente scomparso nel 2009

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ercoledì 12 ottobre, a due anni dalla sua scomparsa, la Federazione Italiana Nuoto in collaborazione con l’Assessorato allo Sport del Comune di Verona ha voluto ricordare Alberto Castagnetti con una grande festa aperta a tutti. Nella vasca coperta del Centro Federale di alta specializzazione di Verona, in via Colonnello Galliano, si è tenuta una staffetta di nuoto a cui hanno partecipati alcuni degli atleti che l’ex CT azzurro ha allenato e portato al successo: Giorgio Lamberti, Domenico Fioravanti, Emiliano Brembilla, Massimiliano Rosolino, Federica Pellegrini e Filippo Magnini hanno nuotato insieme a piccoli atleti, famigliari o semplici appassionati. Tutti insieme per rendere omaggio al nuoto italiano ma soprattutto al grande Alberto, colui che è riuscito a portare il nuoto italiano ad altissimi livelli e legittimato a fenomeno di aggregazione ed emulazione. “Alberto – ha detto l’Assessore allo Sport Federico Sboarina – ha fatto tanto per il nuoto italiano e per la nostra città. Verona è diventata, grazie alla sua determinazione e insistenza, la casa del nuoto italiano. Il centro federale, a lui titolato, è il fulcro

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per lo sviluppo di tutto il movimento. La nazionale e i campioni che si allenano quotidianamente qui sono un esempio e uno stimolo per i giovani, un veicolo per portare sempre più ragazzi in vasca. Castagnetti è stato e sarà sempre un esempio da seguire, una figura carismatica che riusciva a trasmettere a tutti il suo amore per il nuoto. Verona e i veronesi non lo dimenticheranno mai”. “‘E’ difficile dimenticare una persona come Alberto - ha dichiarato una commossa Federica Pellegrini – un tecnico che ha tirato fuori il meglio di me e un uomo speciale che è riuscito anche a fare breccia nel mio cuore. Mi capiva come pochi. Ci manca molto ma mi sento un po’ più vicina a lui, adesso, allenandomi con quello ch’è stato il suo vice, Federico Bonifacenti. Con lui mi trovo benissimo”. Bruno Mostaffi Foto: Francesco Grigolini - FotoExpress


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pesi

Protagonista agli Europei di Bucarest

Brunelli: una “fiamma d’oro” nel nome della Bentegodi Dalla palestra della Fondazione Bentegodi alle Fiamme Oro di Roma, la pesista veronese conferma la sua classe

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re bronzi europei: la nuova prestigiosa impresa ottenuta dall’azzurra veronese Carlotta Brunelli ai Campionati Europei Juniores di Pesistica (under 20), che si sono tenuti a Bucarest alla fine dello scorso settembre. La diciottenne, nata e cresciuta nelle file della Sezione Pesistica della Fondazione M. Bentegodi di Verona, da un mese è entrata a far parte del Gruppo Sportivo Fiamme Oro di Roma, nel quale ha trovato una sistemazione sicura per i prossimi anni di attività. L’atleta comunque continua ad allenarsi a Verona, con i tecnici della Sezione Pesistica Bruno Toninel, Fausto Tosi, Nicola Agnolini ed Elena Fava, ai quali pertanto va attribuito anche questo ennesimo successo internazionale. Carlotta si è presentata alle operazioni di peso con un peso personale “strategico” di 75,15 kg., che le ha permesso di entrare nella categoria dei +75, con maggiori possibilità di successo, rispetto a quella dei 75 kg. Nell’esercizio di strappo la campionessa veronese ha sollevato 82 kg in prima prova, garantendosi già con questa alzata il bronzo europeo e potendo passare in seconda e terza prova, a 85 e 87 kg., tentativi di record italiani, entrambi falliti per un’inezia. La stessa situazione si è presentata nello slancio, con 94 kg, facilmente realizzati in prima prova, e 100 kg falliti in seconda e terza, tenendo comunque a debita distanza la diretta avversaria, l’ungherese Petra SZUCS, ferma a 80 di strappo e 90 di slancio e distanziata di 6 chilogrammi nel complessivo. La prova di Brunelli, è stata la seconda migliore prestazione tra le atlete azzurre presenti a Bucarest, confermando la bontà tecnica della scuola pesistica veronese e bentegodina, seconda solo alla fuoriclasse siciliana Genny Pagliaro, che ha inanellato tre medaglie d’oro nella categoria dei 48 kg.

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“Dirigenti e tecnici della Bentegodi sono estremamente soddisfatti per l’ennesima grande prestazione di Carlotta - afferma Alberto Nuvolari, presidente della Bentegodi – in quanto la sua nuova impresa premia l’intensa attività di promozione e selezione che da anni porta avanti la Bentegodi a Verona, soprattutto in campo scolastico. Nessun rammarico per il passaggio di Carlotta al Gruppo Sportivo Fiamme Oro: il nostro compito è quello di formare gli atleti e dar loro la possibilità, per coloro che ne hanno i necessari requisiti, di trovare una sistemazione sportiva e professionale che possa garantire loro un futuro più sicuro e sereno. Tutti i successi che arriveranno dalla Brunelli – conclude Nuvolari - a livello nazionale ed internazionale, almeno quelli di vicina e prossima scadenza, saranno comunque anche merito nostro”. Claudio Toninel


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basket

Capitano gialloblù

Il ritorno del “Bosca” Verona andata e ritorno per Giorgio Boscagin, gigante scaligero che, dopo anni di successi nazionali, ritorna a casa per contribuire alla rinascita del basket scaligero nella massima serie

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iorgio Boscagin, veronese di Caldiero, per tutti “Bosca”, è tornato a vestire la maglia della Scaligera dopo averla lasciata da ragazzino. Ci ritorna da uomo - dopo essere passato da Reggio Emilia, Varese, Teramo e dalla Nazionale - e da capitano.

Il pubblico di Verona ha la sua storia e io ero qui da ragazzino a incitare la squadra: quest’anno dovremo essere bravi noi a far sì che la gente venga al palazzo a sostenerci. Dobbiamo riuscire a trascinarlo e a far ritornare i bei tempi in cui il PalaOlimpia era una bolgia indescrivibile.

“Bosca”, sei tornato a casa, sei il capitano della Tezenis: tanta responsabilità o anche pressione da sopportare? Di sicuro è una cosa che ti fa ragionare in maniera diversa: un po’ di responsabilità in più la avverto perché sono capitano, a casa mia, e ci terrei che tutto fosse perfetto e che tutto andasse liscio. E’ motivo di spinta per fare sempre meglio e motivo di attenzione maggiore: in definitiva, penso che siano più le cose positive che possano derivare da questo ruolo, che non la pressione.

Avvertite un po’ di diffidenza da parte del pubblico che nelle prime gare casalinghe è stato un po’ silenzioso? No, io non sento sfiducia attorno a noi: i nostri sostenitori hanno voglia di vedere bel gioco e bei risultati, come dappertutto del resto. La retrocessione dell’anno scorso, secondo me, non aiuta, come pure le nostre sconfitte iniziali: nello sport contano sempre i risultati, però penso che qui ci siano le basi per fare molto bene. Cosa ti hanno chiesto quando hai firmato per Verona? Non mi hanno parlato di obiettivi minimi o di dove dobbiamo arrivare, però la squadra è stata allestita in una certa maniera, cioè per fare bene e per centrare i play off. Guardando più in là, qui c’è la

Sei arrivato qui dopo una retrocessione, quindi c’è bisogno che voi ricreiate entusiasmo nell’ambiente…

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voglia di costruire qualcosa di solido che poi possa restare in una realtà come Verona e che diventi un punto di riferimento per la città stessa, come lo era quando io ero ragazzino. Ci tenevi a rimanere in LegaA o il fatto di essere tornato nella tua città ha contato di più nella tua scelta? L’anno scorso ho voluto rimettermi alla prova, in una realtà particolare come Teramo e di vedere se, dopo un anno e mezzo di Legadue, ero ancora pronto per giocare la serie A: mi sono tolto questa soddisfazione, nel migliore dei modi, giocando tanto e dimostrando di poterci stare. Quando però ti si presenta l’occasione di giocare a casa tua, in una società che vuol fare le cose per bene, l’ho sentita dentro come una scelta quasi naturale e quindi facile. A proposito della tua città, quando hai iniziato e come ti sei avvicinato a questo sport? La passione me l’ha trasmessa mio padre, che ha giocato a basket; venivo al palasport, con i miei cugini a vedere la Scaligera e, assieme a loro, abbiamo iniziato a giocare qui. Loro ad un certo punto hanno smesso, mentre io ho continuato, facendo tutta la trafila delle giovanili, fino alla prima squadra e al trasferimento a Reggio. Adesso, a 28 anni, a che punto è la tua carriera? Questo è il mio nono anno di professionismo: come entusiasmo e come voglia mi sento ancora un ragazzino che deve dimostrare tutto. Sarebbe bello togliersi qualche bella soddisfazione qui a Verona perché penso che mi darebbe gioia ed emozioni difficili da vivere in altre parti. Andrea Etrari Foto: Ufficio Stampa Basket Scaligero

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basket

In vista della 3^ edizione

Magic Night 2012: work in progress Gli organizzatori sono già al lavoro per preparare al meglio la “magica notte” dedicata al basket e al volley. Confermata Veronamercato come suggestiva e unica location

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opo le fortunate edizioni del 2010 e del 2011, “Magic Night” strizza l’occhio alla sua terza edizione, in programma nel giugno 2012. Organizzata dall’Accademia del Basket, la Notte Magica di Basket e Volley è ospitata all’interno di Veronamercato, una location che si presta molto per giocare tornei di pallacanestro e pallavolo. La seconda edizione, svoltasi il 4 e 5 giugno scorsi, ha avuto come “clou” la celebrazione del ventennale della conquista della Coppa Italia da parte della Scaligera Basket Glaxo: in una partita-esibizione, si sono affrontati i Campioni ‘91 della Glaxo contro una selezione di giocatori che furono avversari della Scaligera in quell’anno. Per la cronaca, il successo è andato ai “Campioni ‘91” per 57-49, con Russell Schoene MVP della partita. Come detto, è già tempo di pensare alla prossima “Magic Night”. “Proprio così – ci confida Luisa Dalla Vecchia, moglie di “Roby” e deus ex machina della manifestazione - è già ora di rimetterci in moto! Grazie all’amico Paolo Merci, direttore di Veronamercato ed ex giocatore, anche il prossimo anno potremo usufruire dell’area agroalimentare che ospiterà per due giorni Magic Night!”. “Quali saranno le novità del 2012? Innanzitutto – sottolinea Luisa - vorremmo concentrarci di più sui tornei di basket e volley perché, nella scorsa edizione, siamo stati “presi” un po’ troppo sulla partita-esibizione dei Campioni ‘91. Pertanto, dal tardo pomeriggio del sabato a mezzanotte circa, si giocheranno tutti i tornei: al termine si svolgeranno le premiazioni. La domenica mattina la vorremmo dedicare ai bambini, cioè al minibasket e al minivolley, ma prima dovremmo accordarci con i rispettivi comitati

provinciali”. “Magic Night è una festa - conclude Luisa - quindi la finalità è quella di stare insieme e di divertirsi, senza puntare a voler vincere a tutti i costi. I giocatori che durante la stagione sono sotto stress perché devono sempre pensare a vincere, da noi possono giocare con un altro spirito. Noi siamo per lo sport pulito e ci teniamo a lanciare questo messaggio, per differenziarci da quei tornei estivi in cui si pensa soltanto al bere e meno al giocare...”.   Andrea Etrari Foto: Magic Night

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onlus

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Associazione benefica

Humanum, alla ricerca del sorriso perduto Nei suoi dieci anni d’intensa attività l’associazione ha compiuto imprese memorabili per i bambini poveri e bisognosi del lontano Nepal

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l 22 settembre scorso, nella verde cornice di Villa Quaranta, presso il Loft Cafè, ad Ospedaletto di Pescantina (Vr), l’associazione veronese Hanuman Onlus ha festeggiato in grande stile il suo 10° compleanno alla presenza di più di duecento ospiti, tra amici e sostenitori, provenienti principalmente da Verona, ma anche da Milano, Vicenza, Padova, Bolzano e Trento. Hanuman Onlus nasce nel 2001, dall’iniziativa spontanea di cinque amici, soci fondatori, appassionati viaggiatori, operanti in città e in settori di attività professionali diverse tra loro. Durante i loro viaggi hanno potuto constatare personalmente i forti disagi, soprattutto a carico di bambini, dovuti a povertà e soprusi esistenti in varie parti del mondo, lontane dalle loro serene realtà personali. Nei suoi dieci anni d’intensa attività l’associazione - con sede a Vago di Lavagno - ha compiuto imprese memorabili per i bambini

poveri e bisognosi del lontano Nepal, contando sull’alacre attività dei suoi giovani volontari. I numeri raggiunti sono a dir poco significativi. Sono state costruite ben 10 scuole per circa 5.000 bambini in età dai 6 ai 16 anni, di cui una destinata a diventare università; sostegno a distanza di ben 80 bambini che vivevano in condizioni d’indigenza, orfani di uno o di entrambi i genitori, privi di un tetto sicuro ed obbligati a pesanti lavori non adatti alla loro tenera età; numerose e continue missions atte a controllare lo stato delle scuole via via costruite, lo stato dei bambini sostenuti a distanza da altrettanti genitori adottivi italiani, la consegna di importanti quantitativi di materiale scolastico per i tanti studenti delle scuole costruite. Altre due nuove importanti scuole sono in corso di costruzione, finanziate da generosi sponsor italiani, Olip Spa, azienda veronese, per la Harkapur Lower Secondary School, nel Distretto di Dha-

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ding, a circa 4 ore di strada a sud della capitale nepalese, Kathmandu e l’Associazione Beppe e Rossana Mantovan di Bolzano, per la Jana Jivan Secondary School, a Chaimpur in Chitwan, nel sud del paese. Tali scuole sono destinate ad educare circa 1500 bambini. Per arrivare all’Hanuman Village, la Casa Famiglia, destinata ad ospitare i bimbi del progetto “Happy Child” (di sostegno a distanza), che necessitano di una casa confortevole e sicura in cui vivere e crescere in modo spensierato. Nel 2011 Hanuman Onlus ed i suoi volontari hanno avviato un fitto programma di nuove iniziative in terra Nepalese, tra cu l’ Hanuman Village nel Villaggio di Benighat, la Shree Harkapur Lower Secondary School, a Benighat, la Shree Jana Jivan Secondary School a Chainpur e la Shree Pragatishill High School a Bhirpani. Continua inoltre l’attività di sostegno a distanza. Sono 80 i bambini bisognosi che, grazie alla generosità di altrettanti genitori a distanza, vengono seguiti dalla Hanuman Onlus dalle primarie esigenze alimentari e sanitarie, a quelle di educazione scolastica e, perché no, di svago. Francesca Meneghello Info: www.hanuman.it


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rally

Gara storica

Al Due Valli 2011 vincono tutti! Una gara bella e affascinante che ha coinvolto un numero incredibile di equipaggi. Un successo che premia i piloti e la grande professionalità degli organizzatori

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rande successo di partecipanti, pubblico e critica per l’edizione 2011 – la ventinovesima – del Rally Due Valli, evento ormai tra i più conosciuti e longevi del panorama rallistico italiano che si è corsa il 14 e 15 ottobre. La gara, valida come Challenge di 4^Zona a coefficiente 1,5, è stata organizzata dalla Sport & Immagine in collaborazione con l’Automobile Club Verona, la Car Racing, la Povil Race Sport ed il Valpolicella Rally Club della XXIX. Ben 133 gli equipaggi che hanno partecipato alla manifestazione, un numero che sta ad indicare lo stretto legame tra i piloti e la storica gara scaligera, destinato a rafforzarsi dopo le parole di elogio raccolte a caldo sul podio al termine della gara il sabato sera. La vittoria finale è andata ai veronesi Umberto Scandola e Michele Zampieri su Ford Fiesta Super 2000 A-Style (vinte sette delle otto prove speciali in programma). Seconda posizione per i vicentini Andrea Dal Ponte e Cristian Buccino su Peugeot 207 Super 2000, mente al terzo posto si sono piazzati i campioni uscenti Emanuele Arbetti e Franco Zantedeschi su Skoda Fabia Super 2000. Per quanto riguarda la sesta edizione del Rally Due Valli Historic, dedicata alle vetture “d’annata”, il primo posto è andato a

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Lucio Da Zanche e Romano Belfiori a bordo della Porsche 911 RSR Gruppo 4. Con questa vittoria l’equipaggio valtellinese si sono inoltre laureati Campioni Italiani Rally Autostoriche. Alle loro spalle l’equipaggio di casa composto da Riccardo Andreis e Stefano Farina su Porsche 911 RS, mentre terzi si piazzano i pavesi Matteo Musti e Giuseppe Fiori su Porsche 911 SC. La gara ha visto al via ben 84 equipaggi, di cui 19 del Trofeo Autobianchi A112 Abarth. Novità sono previste per l’edizione 2012 che, a detta di Dario Lorenzini, presidente della Sport e Immagine, consacrerà definitivamente la nostra città nell’elite del rally internazionale.

Alberto Cristani Info: www.rallyduevalli.it

Foto: Time Foto Verona


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speciale guida sicura

Prima puntata

Benvenuti a bordo! Con Emanuele Arbetti, pilota veronese di rally, entriamo nel mondo dei motori. Per questo primo appuntamento un breve ma interessante vademecum per entrare “in massima sintonia” con la propria auto

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ari amici di Sportdipiù, a partire da questo numero terrò, in collaborazione con la Redazione, una rubrica dedicata alla sicurezza stadale. Alcuni semplici ma utili consigli per affrontare al meglio la strada alla guida della vostra automobile. Questi suggerimenti sono diretti in particolare ai neo patentati o a chi si sta apprestando ad affrontare la scuola guida. Vedendo però quello che succede tutti i giorni per strada, credo che anche a noi patentati di lungo corso un ripasso e una riletta a queste regole non fanno per niente male. Anzi! Dopo questa breve ma doverosa premessa, montiamo in macchina per la prima “lezione” di guida! La posizione di guida Una delle prime cose da imparare, quando si inizia a guidare, è star seduti correttamente sul sedile. Il buon guidatore non si siede come davanti alla tv, perché si guida per “arrivare” non per “riposarsi”! Sistema quindi il sedile nella posizione ideale per fare le curve o per evitare gli ostacoli e non per la guida in rettilineo. Gambe e braccia devono quindi essere piegate in modo tale da potersi puntellare (con le gambe) e in modo da non spostare le mani sul volante per arrivare alla parte alta dello stesso. Da come un guidatore si siede si capisce se è attento e amante della guida oppure se è distratto e superficiale.

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La posizione corretta e confortevole non affatica la muscolatura e permette di avere una buona visibilità verso l’esterno mentre una guida scomoda o scomposta non consente un’immediata reazione agli imprevisti. Quindi per regolare al meglio il sedile dovremo rispettare queste semplici regole: 1) regolare la vostra seduta in modo da poter schiacciare il pedale della frizione mantenendo il ginocchio leggermente piegato; 2) regolare lo schienale reclinando un poco in modo che le spalle vi possano aderire completamente; 3) la giusta distanza dal volante si controlla poggiando i polsi sulla parte superiore dello sterzo mantenendo le spalle aderenti allo schienale; in questa posizione le braccia devono rimanere leggermente flesse; 4) il poggiatesta deve essere regolato in modo che la sua sommità coincida con la linea superiore della testa, cercando di mantenere al minimo la distanza dalla nuca; 5) la cintura di sicurezza deve essere ben serrata attorno al corpo con la fascia diagonale che passa al centro dalla spalla


speciale guida l’iniziativa sicura e la parte addominale posizionata all’altezza delle ossa del bacino. Per far in modo che in caso di collisione gli airbag fuoriescano senza colpire il viso del conducente, la distanza del busto dal volante deve essere di almeno 35 cm con l’utilizzo solo di occhiali infrangibili (da vista o da sole) o lenti a contatto. Nel regolare l’altezza, la distanza dal volante e la posizione dello schienale si deve avere come obiettivo una posizione integrale del corpo che permetta l’esecuzione ottimale di tutti i movimenti connessi con la guida: girare il volante, azionare il cambio, schiacciare i pedali, ecc. In particolare, le braccia dovranno essere leggermente piegate in modo da formare un angolo di circa 60 gradi. Le gambe dovranno essere piegate in modo da poter schiacciare il pedale della frizione senza dover stendere completamente la gamba sinistra; la schiena dovrà formare con le gambe un angolo retto. Il volante Vuoi avere padronanza e una buona presa sul volante? Impugnarlo con le due mani parallele, (“dieci e dieci” i prendendo spunto dalle lancette dell’orologio…), con i pollici ben saldi alle razze perchè dà la possibilità di ruotare il volante per affrontare quasi tutte le manovre mantenendo sempre la presa spostandole da questa posizione il meno possibile. Le braccia non vanno mai incrociate a meno che non si debba compiere una sterzata particolarmente impegnativa (curva secca). In questo caso il movimento - delicato - va fatto rapidamente per controsterzare ed allineare così il veicolo. E’ consentito tenerlo con (una sola mano) soltanto per il tempo strettamente necessario ad alcune operazioni, come ad esempio cambiare marcia. Cambiare direzione, infine, non equivale solo a girare il volante ma significa saper dirigere l’auto con precisione verso il punto scelto, senza effettuare correzioni e, nel caso sia necessario farlo, eseguirle con rapidità.

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La frenata Per saper guidare bene è significa anche saper usare i freni in modo ottimale. In questi casi l’esperienza aiuta. Dico sempre che sapersi fermarsi in auto, come durante una discussione prima che degeneri, è una virtù fondamentale. Per fermarsi in tempo bisogna saper frenare con la massima intensità avendo cura di mantenere, possibilmente, il volante dritto. Se si è costretti a frenare ad alta velocità attenzione a compensare con lo sterzo: infatti in questi casi l’auto tende a chiudere la curva. La velocità Partiamo subito col dire l’arte della guida è racchiusa nella comprensione dei segreti della velocità. Con non vuol dire che bisogna andare veloci. Dobbiamo leggere attentamente e in modo corretto la velocità, interpretarla in metri al secondo e non in base alla nostra fretta e ai nostri ritardi! Un esempio? Capire per esempio che si può sterzare bruscamente solo a bassa velocità è fondamentale. Al contrario togliere il piede dal gas mentre si percorre un curvone in autostrada può essere più pericoloso che mantenerlo. Il cambio Saper usare il cambio e scegliere le marce giuste significa aver “orecchio per i ritmi cardiaci del motore”. Vuol dire capire l’erogazione della coppia, saper guidare sfruttando al meglio le doti del motore in modo da poter spostare la macchina col minimo sforzo e quindi consumare meno. Anche in questo caso l’esperienza farà la differenza. Inoltre saper utilizzare al meglio il cambio, scalando le marce in caso di necessità, è un ottimo metodo per rallentare usando il cosiddetto “freno motore”. Bene, per questo numero abbiamo finito. Un saluto e buona - e sicura - guida a tutti! Emanuele Arbetti Info: www.emanuelearbetti.it - www.arbettimotors.it

Foto: Emanuele Arbetti - Time Foto

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triathlon ciclismo

L’impresa di Andrea e Paolo Giuriato

La follia di un figlio e di suo padre Un’avventura che è esperienza di vita, quella proposta da un figlio ad un padre. Insieme con il Team Chesini Race

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on partenza da Malcesine, attraverso il sentiero delle Orobie e i percorsi della guerra, sono arrivati a Lecco: quattro tappe fuori dalle normali rotte, evitando il più possibile strade asfaltate. Loro sono Andrea, il figlio, e Paolo Giuriato, il padre, entrambi membri del Team Chesini Race. La profonda conoscenza della bici e dei suoi componenti è stata fondamentale. Senza alcun ausilio al seguito è necessario essere in grado di calarsi nel ruolo di meccanici, per ovviare ad eventuale problemi che si possono incontrare. Zaino carico, quindi, 32 litri a ciascuno per ricambi, attrezzi, vestiario tecnico e per l’emergenza. Quattro tappe affrontate, si diceva, attraverso panorami mozzafiato, ma anche sentieri impervi, boschi fitti e privi di luce, valichi a prima vista insormontabili, pioggia e grandine e poi sole, a scaldare il fisico già provato, e profumo di traguardi. Quattro giorni che hanno lasciato il segno: la fatica sulle gambe è indubbia, ma anche lo sguardo è diverso, brilla di soddisfazione e orgoglio. Alzatacce all’alba e riposo dopo il tramonto, un tour de force che ha messo a dura pro-

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va il fisico, ma soprattutto i nervi. Per Sportdipiù ho deciso di incontrarli per confrontare le difficoltà che si incontrano in età diverse e quali condizioni siano effettivamente importanti per reggere un ritmo serrato. Intervista ad Andrea Giuriato (figlio) Andrea, come nasce l’idea di questa impresa? Ho da sempre una grande stima per gli atleti che gareggiano in stile Transalp o Cape Epic. Non potendovi partecipare, ho deciso di studiarmi una rotta inconsueta, mai affrontata prima da una bici. Quali le problematiche più toste incontrate lungo il percorso? In primis il peso dello zaino, unito alle ore passate in sella (abbiamo affrontato tappe di 10 ore). In secondo luogo l’importanza del dislivello incontrato: considerate che a fine giornata, dopo due scavalcamenti, totalizzavamo circa 2100 metri di di-


ciclismo

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superiore alla mia. Le difficoltà che hai incontrato sono legate alle tue condizioni o alla complessità dell’itinerario? Ero allenato per percorsi di circa 100 km, di cui 60 in salita ed il resto discesa. Nella realtà mi sono reso conto che le difficoltà incontrate giravano al contrario, crescendo dai 60 ai 100 Km. E qui entrava in gioco la parte più dura, il fattore mentale, maturato in anni di alpinismo. Mio figlio mi ha stupito notevolmente, non ha mai avuto cedimenti, nemmeno il primo giorno, con 10 ore di tappa ed arrivo alle 22.30, attraverso un bosco buio percorso a piedi con la sola luce del cellulare. Momenti di commozione? Il valico dei passi con mtb in spalla, dinanzi a panorami nuovi, infiniti e sinuosi, quando si respirava l’aria del versante opposto. Ma anche durante la tempesta incontrata durante la tappa di Passo di Campo, con la grandine che rimbalzava sul casco e sul telaio della bici. slivello. Terza difficoltà i sentieri a tratti impervi, che ci costringevano a camminare con ,oltre allo zaino, anche la bici sulle spalle. Emozioni suggestive che l’impresa ti ha regalato… A Passo Campo, 2300 metri slm, guardando il lago d’Arno che splendeva in una luce mai vista prima, con un sole che perforava le nuvole lasciate da un precedente acquazzone, mi ha ripagato di tanti sforzi. E l’arrivo a Lecco, davvero emozionante, perché all’inizio temevo non sarei riuscito a portare a termine l’impresa. Hai in programma altri itinerari, in sella alla tua mtb? Vorrei intraprendere la Transalp, ma con partenza dall’Italia e arrivo in Austria, varcando le Prealpi, la Lessinia e attraversando il Brennero evitando la Val d’Adige. Obiettivo: rimanere in quota, sfruttando le vecchie vie di guerra, strade cannoniere e sentieri poco battuti. E’ così che io vivo la mountain bike, perché mi permette di raggiungere obiettivi lontani scoprendo luoghi talvolta non accessibili.

Vuoi mandare un messaggio a tuo figlio? Il prossimo anno aspetta la mia proposta, sarà più in quota! Elena Bazzoni

I NUMERI DELL’IMPRESA 1° tappa Malcesine – Valle, ca. 105 km 2° tappa Valle – Gromo, ca. 100 Km 3° tappa Gromo – Piazza Brembana, 4° tappa Piazza Brembana – Lecco Importante supporto e suprevisione di Andrea Businaro, primo meccanico di bici Chesini, grazie al quale padre e figilo Giurato hanno potuto affrontare un’impresa non per tutti. Tre mesi trascorsi a studiare il percorso per renderlo compatibile, coadiuvati da Stefano Girardi di The Lab e da Maurizio Giuliani , per il materiale cartografico digitale.

Hai un messaggio per papà? Certo. Papà, l’anno prossimo il tracciato prevede lo scavalcamento del Monte Bianco, ce la farai? (ndr, ride) Intervista a Paolo Giuriato (padre) Paolo, cosa ti ha spinto a seguire Andrea? Non nego che la decisione è stata presa con un pizzico di follia, tuttavia ero consapevole della mia condizione fisica e mentale. Sfida contro il tempo, o padre contro figlio? Nessuna delle due è stata valutata, mi sono semplicemente messo in gioco stimolato dalle tante incognite che avrei dovuto affrontare. La sfida contro l’età non mi sfiora mai, e contro mio figlio neppure, ha una preparazione atletica decisamente

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handbike

A Parabiago

Diario di un bronzo A distanza di quattro anni Andrea Conti, atleta della GSC Giambenini P. di handbike, torna sul podio di una manifestazione mondiale. Ecco, dalle sue parole, il racconto della sua impresa

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on vi nascondo una certa emozione nel raccontarvi una gara che non mi ha fatto dormire per diverse notti. Anche se la mia età anagrafica è “abbastanza” in là (Andrea è del 1970 n.d.r.), l’agitazione e l’adrenalina che ti crea una finale del circuito europeo - che moralmente, possiamo definirlo un campionato del mondo vista la presenza dei più forti handbikers provenienti da 19 nazioni - restano invariate, anche dopo 10 anni di gare. Sono le 19.02 di sabato 01 ottobre 2011. Lo starter da il via! Il terzetto dei più forti composto da due italiani e da un tedesco imprimono subito un ritmo “infernale” alla gara. Io cerco di tenere, ma dopo 500 metri ad una velocità di 30 km/h ero già in acido lattico. Loro sempre più lontani, io sempre più affannosamente ad inseguirli. Alla fine del primo giro non li vedevo già più. Ero in quarta posizione. Al collo la medaglia di “legno”. No, non poteva andare così. Dopo 3 giri quasi anonimi, nei quali non ho quasi mai cambiato rapporto e nemmeno bevuto per non perdere tempo e pedalata, nel rettilineo a 400 metri dall’arrivo, vedo nella penombra della sera ormai giunta, la sagoma di un atleta che mi dava l’impressione essere il terzo handbiker della mia categoria. Che fare? Gioco il tutto e per tutto e tento di raggiungerlo! Il diesel che c’è in me aveva carburato e, curva dopo curva, mi avvicino lentamente. Inizia l’ultimo giro. E io l’ho quasi raggiunto. A 2 km dall’arrivo lo affianco. Ora ne sono certo: è proprio lui, il terzo! Quando si accorge di me tenta di staccarmi. Alla terz’ultima curva mi dà 10 metri. Le forze sono al lumicino dopo un’estenuante inseguimento. No, non può andare così. Questa è la mia gara! All’arrivo mi aspettano gli amici, mia moglie e mia figlia Veronica… Raschio il fondo del barile e raccolgo le ultime forze. Alla penultima curva gli sono ancora dietro. Ancora quarto. A 400

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metri dall’arrivo però lo sorpasso, ma lui, giustamente (e purtroppo) non molla e si riaffianca. Ultima curva prima dei 150 metri finali. Devo entrare io per primo sul rettilineo. Rasento le transenne. Grosso rischio, quasi una pazzia. Ora sento il suo fiato a pochi centimetri. Ancora 100 metri! La vista si annebbia, i pedali viaggiano ormai da soli. Sono terzo! Pochi metri mi separano dal bronzo. Sono ancora davanti. Lui non molla ma non ce la fa più. Dieci metri. Sono “terzo”. Cinque metri. Forse è fatta. Un metro. Traguardo! Si… Adesso lo posso urlare: la medaglia di bronzo è MIA! Ho parlato solo di me, mi scuso, ma certe emozioni ripagano i sacrifici fatti: i tanti chilometri in solitaria, magari anche quando certi giorni monti in bici e ti sembra di avere le ruote sgonfie (appena gonfiate), i freni che stringono (appena controllati), la strada sembra in salita (anche in pianura) e le braccia non vogliono saperne di andare avanti... Un grazie immenso al mio presidente Pier Giorgio e agli sponsor che mi hanno dato la possibilità di gareggiare con la nuova handbike. A questa gara hanno partecipato per il GSC anche Omar Rizzato, Paolo Bordignon e Alex Zanardi (classificatosi 2° nella cronometro e 3° nella gara in linea e, molto probabilmente, staccando il biglietto per le prossime olimpiadi di Londra). Un grazie particolare va infine a Roberto Brigo, per i consigli che ha dato a tutti noi prima e durante la gara. A lui un “augurio speciale” per la stagione prossima,. Grazie a tutti. La mia medaglia è anche vostra! Andrea Conti


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baseball

Promessa del baseball veronese

Elia, è in… Rampo di lancio! “Il baseball per il 90% è mentale, l’altra metà è fisica”. Con questo motto il giovane esterno veronese scende, divertendosi, sul diamante

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lia Rampo è un prodotto del vivaio del San Martino Baseball. Oggi gioca a Brescia in serie B. Lo spirito però è quello delle prime partite tra amici. Tra lanci e battute l’obiettivo è di migliorare divertendosi Per prima cosa presentati ai lettori di Sportdipiù… Mi chiamo Elia Rampo, ho 20 anni, neo diplomato alla scuola superiore ISSIS come grafico pubblicitario, vivo con mia madre e mio fratello minore, anche lui giocatore di baseball. Ho molti hobbies, come tanti ragazzi della mia età, forse la differenza sta nel fatto che ho una grande passione per uno degli sport più conosciuto negli States: il baseball. Come e quando ti sei avvicinato al baseball? All’età di nove anni, quasi per caso, una domenica pomeriggio andai al campo di baseball di San Martino dove si stava svolgendo un torneo internazionale . Mi incuriosì molto e iniziai gli allenamenti la settimana successiva.

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baseball Dove ha cominciato a giocare? Ho iniziato a giocare nel San Martino Baseball Junior , come esterno centro e poi crescendo , ho avuto modo di allenarmi nel ruolo di terza base. Negli anni ho avuto l’opportunità di vestire la maglia del Veneto, anche se solo per 1 volta. Sono ancora legato a questa società, come giocatore della categoria Under 21 , e da questa stagione ho avuto la grande occasione di vestire anche la maglia di una squadra che milita nel campionato di serie B da alcuni anni, Il Brescia Baseball. Grazie a loro, ho avuto la possibilità di essere selezionato per un importante evento , l’All Star Game nella quale hanno giocato i migliori atleti di tutti i gironi della serie B Come si svolgono i tuoi allenamenti? Inizio con una piccola parte di riscaldamento muscolare, seguito da alcuni esercizi dedicati alla battuta , si prosegue entrando in una “gabbia” dove iniziamo a battere le palline ( circa una settantina) che ci vengono lanciate dal nostro allenatore. Si termina con un allenamento per la difesa nel quale vengono provate alcune situazioni di gioco. Concludiamo con 10 minuti di defaticamento muscolare. Questo per 3 volte la settimana. Cosa ti piace di più di questo sport? E’ difficile spiegare quello che mi piace maggiormente nel baseball. Forse la sensazione che provo quando sono nel diamante: mi sento libero, senza pensieri. Per me il baseball è tutto, non riesco a provare la stessa passione per nessun altro sport. Questo sport per me è un vero e proprio stile di vita!

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Momenti belli e brutti della tua breve ma intensa carriera… Sicuramente il momento più bello per me è stato giocare la partita All Star Game! Quello più brutto? Sicuramente quando mi sono rotto il setto nasale durante una partita, un infortunio che mi ha tenuto lontano dal campo per quasi un mese. Che obiettivi hai per il tuo futuro? Non solo in ambito sportivo… Il mio obiettivo è riuscire a trovare un lavoro per il quale ho studiato e che nel contempo mi consenta di continuare a giocare a baseball Consigli per chi vuole iniziare a giocare? Non ho la presunzione di dare consigli, devo ancora imparare molto io, quindi posso solo invitare tutti a provare almeno una volta a battere una pallina o a indossare un guantone. Qualcuno, “un pò” più famoso di me, una volta ha detto: “Il baseball per il 90% è mentale, l’altra metà è fisica”. Si trattava di Yogi Berra (*) Alberto Cristani (*) Lawrence Peter “Yogi” Berra (The Hill, St. Louis, 12 maggio 1925) è un giocatore di baseball statunitense. È un ex ricevitore e manager della Major League Baseball dove ha giocato la sua intera carriera nella squadra dei New York Yankees. È entrato a far della Hall of Fame di baseball nel 1972. È uno dei soli 4 giocatori a essere stati nominati Most Valuable Player della American League 3 volte, e uno dei 6 manager a guidare sia una squadra della American League che una della National League alle World Series.

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Banca della Valpolicella promuove e sostiene iniziative volte a trasformare e migliorare la realtà sociale e culturale della comunità. Collabora con scuole ed associazioni sportive per fare assieme un percorso di crescita e di formazione generale.

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triathlon pallanuoto

Serie C e settore giovanile

In piscina con la palla La CSS alla ribalta nel panorama regionale. Alla scoperta di una delle migliori società veronesi della pallanuoto

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er molti uno sport poco conosciuto. Venuto alla ribalta durante le edizioni degli ultimi decenni delle Olimpiadi, quando i media di tutto il mondo hanno dato spazio anche a discipline che invece l’attenzione la meriterebbero sempre. Sport di fatica ma che sa regalare emozioni e soddisfazioni enormi, anche a Verona la pallanuoto ha conosciuto negli ultimi anni uno sviluppo notevole. Abbiamo chiesto di raccontare la storia della CSS a Giovanni Smarra, giovane dirigente e allenatore della società veronese che milita in serie C. Allora Giovanni, quando inizia l’avventura della CSS? La squadra è nata 4 anni fa, partecipando al campionato promozione (serie D fuori classifica) nella stagione agonistica 08/09, partendo da un progetto triennale che prevedeva nell’ultimo anno la promozione in serie C. Torneo che la squadra raggiunse già dopo il primo anno in classifica, vincendo il campionato di

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serie D. Ormai siamo in serie C per il terzo anno e, questa stagione, giocheremo per fare un buon campionato senza prospettive di promozione, dopo aver chiuso quarti l’anno scorso, dietro alla terza classificata solo per differenza reti. Qual è il tuo ruolo nella società? Gioco per questa società dal primo anno di nascita, il mio ruolo è sempre stato quello di giocatore ma, da quest’anno, oltre ad essere in piscina con i miei compagni ho preso l’incarico di allenatore delle giovanili, per avere una miglior relazione tra prima squadra e giovanili. Per me è l’inizio di un’avventura che, con l’aiuto dei miei ragazzi, spero porti tante soddisfazioni e buoni risultati. In pratica io e Massimo Frodà ci dividiamo le formazioni giovanili: con me ci sono l’acquagoal, l’under 15 e l’under 17, Massimo invece allena under 13 e serie C.


pallanuoto

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pillole - impianti sportivi INAUGURATO IL NUOVO BOCCIODROMO CSI

C’è già un buon settore giovanile, quindi. Essendo una squadra nata da poco, il settore giovanile è ancora in via di sviluppo anche se comprende già quattro categorie maschili: acquagoal, under 13, under 15 e under 17. La novità di quest’anno è il tentativo di realizzare squadre femminili. Tutto il vivaio deve però ancora farsi le ossa e l’obiettivo di quest’anno è di far giocare gli atleti il più possibile, portando i più meritevoli a giocare in prima squadra. L’anno scorso avevamo due ragazzi, nati uno nel 1995 e l’altro nel 1996: questa stagione speriamo di portarne ancora di più.

E’ stato inaugurato martedì 4 ottobre 2011, il rinnovato bocciodromo sito presso il Centro Polisportivo “Avanzi” di Via Flavio Gioia 3 – Verona. L’opera di rinnovamento - costata circa 350.000 euro - è stata eseguita interamente dal Centro Sportivo Italiano nell’ambito dell’accordo di programma con il Comune di Verona sulla convenzione scaduta nell’agosto del 2010 e rinnovata per ulteriori anni 6 (agosto 2016). La convenzione è stata rinnovata con la clausola della completa e totale ristrutturazione del bocciodromo. L’opera si inserisce nella convenzione stipulata nel 2000 che prevedeva l’affidamento del Centro Avanzi di Via Gioia al Centro Sportivo Italiano di Verona in cambio di una serie di opere e interventi di rimodernamento e sistemazione dell’area, interventi che ad oggi - dopo l’inaugurazione del bocciodromo - risultano completamente eseguiti. Presenti tra gli altri al taglio del nastro il Sindaco di Verona Flavio Tosi, il vicesindaco Vito Giacino, gli assessori allo Sport Federico Sboarina e al Decentramento Marco Padovani, il presidente del CSI di Verona Pier Giorgio Schena e il presidente provinciale del CONI Stefano Braggio. Un impianto che sarà un punto di riferimento per gli appassionati di questo sport, non solo per i più anziani. Infatti Verona è una delle provice che conta maggior numero di tesserati e praticanti per quanto riguarda questo antico sport.

Cosa ti piacerebbe vedere nei prossimi anni? Il mio sogno è che la pallanuoto a Verona diventi di buon livello ma, purtroppo, non essendo uno sport conosciuto, viene poco seguito e di conseguenza non è facile trovare risorse e sponsor che ci permettano di raggiungere tale livello. Per quanto riguarda il mio piccolo, spero che la mia società riesca ad arricchire sempre più il settore giovanile, rendendolo numeroso e competitivo: il mio primo impegno sarà soprattutto questo. Luca Mazzara Info: www.piscinemontebianco.it - info@piscinemontebianco.it

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podismo

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Con l’arrivo dell’inverno

Consigli utili per correre al freddo Il freddo non ferma gli appassionati della corsa. Ecco alcuni semplici ma efficaci consigli per i “runner delle nevi”

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orrere all’aperto durante la stagione fredda, soprattatutto quando la temperatura è prossima allo zero, significa sottoporre l’organismo a sforzo maggiore. La motivazione è semplice: con il freddo è necessaria più energia per mantenere il corpo alla giusta temperatura così da assicurare le funzioni vitali. Ciò sottrae automaticamente risorse ai muscoli impegnati nella corsa. Inoltre il freddo porta ad una minore efficienza dell’apparato cardiovascolare, con il cuore che pompa una minore quantità di sangue verso i muscoli. Tutto questo non significa che il runner debba smettere di correre durante il periodo freddo: sarà sufficiente seguire alcune semplice regole per dare continuità, anche in inverno, alla sua passione. Innanzitutto si deve iniziare per tempo ad allenarsi a temperature fredde. Due settimane di lavoro dovrebbero bastare per abituare il corpo al clima invernale. I momenti ideali per questo tipo di sessioni sono la prima mattinata e il tardo pomeriggio. Se questo non è possibile si può ovviare indossando abbigliamento più leggero rispetto a quello che le condizioni climatiche consiglierebbero. Molto importante è anche la fase di riscaldamento che deve essere tendenzialmente più lunga del solito. Questo perchè con il freddo legamenti, tendini e muscoli hanno bisogno di più tempo per sciogliersi ed essere elastici. Se possibile è meglio effettuare il riscaldamento in ambiente indoor: una sessione di 30 minuti - alternando camminata, passo e corsa lenta - è

sufficiente. Per vincere il freddo il runner deve poi imparare a vestirsi in modo adeguato. La regola generale è quella che più a lungo si corre al freddo più bisogna coprirsi. Se per affrontare un’uscita di pochi chilometri possono bastare cappellino e guanti, durante una maratona si ha invece la necessità di indossare una maglia con maniche lunghe e un paio di pantaloni lunghi elasticizzati, modello tipo sci. In merito alla velocità è bene che il podista si abitui ad un ritmo di corsa uniforme: l’errore più frequente è quello di partire veloci per poi rallentare. Così facendo la temperatura corporea ha la tendenza ad abbassarsi. Infine bisogna ricordarsi di mantenere idratato l’organismo poichè, anche quando fa freddo, il runner suda e perde liquidi. Importante è quindi bere acqua ed integratori energetico-salini per riequilibrare velocemente le riserve di carboidrati che, con il freddo, vencono più velocemente intaccate.

Massimo Quintarelli responsabile Outlet Verona Runner - Bussolengo (Vr)

Info: www.veronarunner.it

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triathlon

Triathlon sugli scudi

LabT3, FCZ e Gardacqua: un trio per la “tripla” Resoconto della stagione 2011 di triathlon, tra Campionati italiani e iniziative dedicate agli amanti di questa difficile ma affascinante disciplina

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on la due giorni di inizio ottobre a Rimini, dove si sono svolti i Campionati Italiani di triathlon individuali e a squadre sulla distanza sprint, ovvero 750 metri di nuoto, 20 km di bici e 5 km di corsa, si è di fatto conclusa con una bella festa, e circa 2.000 triatleti al via, la stagione italiana della “triplice disciplina”. Kona ombelico del triathlon A livello internazionale, l’appuntamento clou era invece fissato per sabato 8 ottobre, quando a Kona, Hawaii, con le prime luci del mattino ha preso il via il Campionato del Mondo Ironman. Al via circa 1.800 triatleti, tra PRO ed Age Group, che hanno animato l’intera giornata nuotando per 3.800 metri, pedalando per 180 km e correndo per 42,2 chilometri. E’ stata un’edizione calda, ventosa, emozionante e vibrante che ha salutato i trionfi per la terza volta in campo maschile dell’australiano

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Craig Alexander, con anche il nuovo primato della gara (8:03:56), e della britannica Chrissie Wellington tra le donne, che ha centrato un magnifico poker iridato. Ma c’è stata gloria anche per l’Italia, grazie alla miglior prestazione di sempre fatta segnare da Daniel Fontana in 8:31:20, crono che è valso all’azzurro il 12° posto (eguagliato il primato stabilito da Danilo Palmucci, la storia del triathlon italiano, nell’edizione del 1994). E un grande applauso va anche ai 9 Age Group italiani finisher: Simone Forlani, Mauro Ciarrocchi, Edoardo Bernaschi, Francesco Simeoni, Angela Stefani, Luca Messina, Aldo Nobili, Giacomo Maritati e Giorgio Codutti. Gardacqua pulsa per la triplice E mentre dall’altra parte del mondo andava in scena la spettacolare gara iridata hawaiana, il 16 ottobre a Garda si è svolto il primo appuntamento con “LabT3”. Il tutto si è tenuto presso il centro Gardacqua,


triathlon

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una struttura immersa in una magnifica cornice di verde, adatta per accogliere sportivi, accompagnatori e famigliari di tutte le età, con piscine, palestra (MB sport), zona wellness (con bagni di vapore, saune, percorso kneipp, idromassaggio), beauty center e bistrò. Il posto giusto e la sinergia con FCZ.it (Fantatriathlon Community Zone, il sito di riferimento per i triatleti italiani) e un pool di professionisti italiani tra i più famosi e affermati a livello nazionale e internazionale, hanno dato la possibilità a diversi sportivi, triatleti e amanti degli sport di endurance, di fare dei test valutazionali nelle tre discipline: il nuoto, grazie a Marcello Rigamonti e Marco Marchese di Analisyswim (riprese video della nuotata e commento personalizzato); la bici, grazie a Fabio Vedana di Start Performance Italia (test al ciclomulino); e infine la corsa, grazie alla campionessa “ironwoman” Edith Niederfriniger di Pro Train (test di Mader). Ci saranno ulteriori appuntamenti, sempre a Gardacqua. Per tutte le informazioni su “LabT3: nuota, pedala, corri… e scopri il tuo valore!” visitate il nostro sito. E buon triatholn a tutti! Dario Nardone Info: www.fcz.it/labt3 Foto: Dario Nardone - Gardacqua

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triathlon nordic walking

Sulla neve, nei boschi…dappertutto!

Nordic Walking…emozioni in cammino

Non si vive per fare sport ma si fa sport per vivere meglio: questa la filosofia della disciplina nata nel Nord Europa, sempre più diffusa anche in Italia

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l Nordic Walking deriva dall’allenamento praticato dai fondisti dei paesi nordici per allenarsi in qualsiasi stagione, eseguendo un gesto sportivo simile a quello dello sci di fondo. Nasce in Finlandia all’incirca negli anni ’90 dove, solo intorno al 1998, il numero dei praticanti esplose passando da poche decine a più di 100.000 persone. Si pratica all’aria aperta, fa bene al cuore e alla circolazione, rafforza braccia e spalle, migliora la postura della schiena e tonifica glutei e addominali. A prima vista sembrerebbe una cura miracolosa. E’ invece il Nordic Walking, un nuovo modo di praticare sport che si sta affermando in tutto il mondo. Sport per tutti e per tutto l’anno che offre un modo facile, poco costoso e divertente per gustare uno stile di vita sano e attivo.

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Non una semplice passeggiata Il Nordic Walking non è una semplice passeggiata con l’utilizzo dei bastoncini. In realtà il sistema è differente e molto più complesso: il bastoncino non viene usato come un semplice punto di appoggio, ma funziona soprattutto nella fase in cui si imprime la spinta. Esistono inoltre il Winter Nordic Walking, disciplina che si svolge su itinerari innevati “battuti”, anche in piano, in tutta sicurezza per consentire ai praticanti di trasferire efficacemente la modalità biomeccanica di cammino del nordic walking, e il Gymstick Nordic Walking, ottimo allenamento a carico naturale con gli elastici da applicare ai bastoncini. I benefici Per la nostra salute sono molteplici, è un’ottima medicina per


nordic walking

la mente che nel tempo porterà ad entrare in se stessi e sempre più in profondità; con una corretta tecnica si possono facilmente ottenere enormi benefici: 1) Fa perdere peso, si stima che faccia bruciare circa il 45% in più di una normale camminata (400 Kcal/h rispetto alle 240280 del semplice camminare); 2) È un movimento veramente completo, si muove fino al 90% della nostra muscolatura, è quindi un allenamento per tutto il corpo; 3) Migliora la flessibilità e la mobilità delle articolazioni e della colonna vertebrale; 4) Migliora la postura e ottimizza il metabolismo dei dischi intervertebrali prevenendo, riducendo od eliminando i dolori alla schiena, 5) Migliora la capacità aerobica; 6) Grazie all’uso dei bastoncini si riducono le sollecitazioni sulle articolazioni in particolare su ginocchia, caviglie e sulla schiena: è, per questo, particolarmente adatto a persone in sovrappeso o con problemi alle articolazioni; 7) Aiuta a stimolare e migliorare la coordinazione motoria; 8) E’ un ottimo allenamento cardiocircolatorio e riduce i fattori di stress e depressione. Per migliaia di italiani il Nordic Walking è diventato uno stile di vita per tenersi in forma a contatto con la natura, cogliendo-

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ne i continui segnali che essa ci manda ma, soprattutto, è diventato un viaggio dentro se stessi per ritrovarsi lasciando da parte i problemi quotidiani e vivere l’attività fisica con piacere e spensieratezza. Il Nordic Walking può essere a ragione considerato una delle attività sportive più complete in assoluto e alla portata di tutti. L’Italia rappresenta una grande palestra all’aperto per il Nordic Walking, infatti lo si può praticare in montagna, al mare, nelle città e nei parchi. Lo si può fare durante tutto l’anno e, grazie alle sue caratteristiche, è consigliato a persone di tutte le età sia per benessere e fitness ma anche per sport. Bastano un abbigliamento sportivo e due bastoncini, appositamente studiati per ottenere il massimo dei benefici. Per apprendere il Nordic Walking e tutte le sue derivazioni, è possibile rivolgersi agli istruttori certificati della Scuola Italiana di Nordic Walking. Maria Daniela Trentini (*) (*) Naturopata-Operatrice Shiatsu diplomata presso la Scuola di Naturopatia dell’Istituto Riza di Milano. Istruttrice di Nordic Walking, Winter Nordic Walking e Gymstick Nordic Walking della Scuola Italiana di Nordic Walking.

Info: daniela.trentini@tiscali.it Foto: Daniela Trentini

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impianti sportivi

Tra i migliori d’Europa

Il Bentegodi: lo stadio più “pulito” d’Italia L’installazione di oltre tredicimila pannelli sulla copertura garantiscono produzione di energia elettrica drastica riduzione della CO2 nell’atmosfera. Il tutto a costo zero…

Foto: Roberto Mettifogo/ photon-pictures.com

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o Stadio Marcantonio Bentegodi, inaugurato il 15 dicembre 1963 in sostituzione del vecchio stadio comunale situato nella zona di piazza Cittadella, è stato teatro di grandi eventi, soprattutto calcistici, come la conquista dello scudetto-miracolo dell’Hellas Verona e l’esordio favoloso del Chievo Verona in serie A nonché di alcune partite del Mondiale del 1990. Si tratta quindi di una struttura che fa ormai parte della storia della nostra città e che nel 2013 compirà i suoi primi 50 anni. Per tanti è una struttura obsoleta, per molti un “tempio” da salvaguardare, rispettare e rimodernare. E proprio nell’ottica di rendere il Bentegodi uno stadio all’avanguardia, nel dicembre del 2009 è stata presentata

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la nuova copertura interamente realizzata con pannelli solari fotovoltaici. Con questo intervento lo stadio di Verona diventa di fatto il più grande impianto fotovoltaico in Italia su struttura sportiva e uno tra i più importanti in Europa. Un’opera eseguita in collaborazione tra il Comune di Verona, Agsm Verona e le due aziende Juwi Energie Rinnovabili e Iscom. Sono stati installati 13.321 pannelli solari fotovoltaici che interessano una superficie di 9.591 metri quadrati (quasi una volta e mezza la dimensione del campo di gioco) grazie ai quali sono stati prodotti - dati aggiornati a settembre 2011 oltre 1 milione e 800 chilowattora di energia pulita (1.814,34 MWh) evitando l’immissione di oltre 900 tonnellate di ani-


impianti sportivi

dride carbonica (CO2) in atmosfera. In termini di assorbimento di CO2 l’intervento ha lo stesso effetto di un bosco di circa 100 ettari. “Grazie all’energia dei pannelli solari - spiega l’Assessore all’Ecologia di Verona Federico Sboarina - produrremo energia pulita che potrà coprire il fabbisogno energetico annuo di circa 400 famiglie. La spesa dell’intervento, di circa 4 milioni di euro, sarà ammortizzata grazie al mec-

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canismo della messa in rete dell’energia in un periodo di vent’anni. Infatti, poiché l’ impianto è totalmente integrato, ha diritto al massimo del contributo statale per l’energia prodotta per i prossimi 20 anni. Il Comune in tal modo non ha speso nulla e ha rimesso a norma la copertura sui 17.939 mq dello stadio e se ne garantisce la manutenzione per i prossimi 20 anni”. Un’opera importante, di grande impatto ambientale, che ha suscitato l’ammirazione e l’interesse di molte città europee. Per questo motivo lo Stadio Marcantonio Bentegodi è stato selezionato, lo scorso maggio, nella rosa dei candidati per un premio, nella categoria “Sostenibilità”, nell’ambito del premio internazionale “Stadium Business Awards 2011 . Il Comune di Verona è entrato quindi nella “top six” che comprendeva: il NEC Group - LG Arena and The NIA di Birmingham (Gran Bretagna), l’Aviva Stadium di Dublino (Irlanda), il Consol Energy Center di Pittsburgh (Stati Uniti), il BMO Field e l’Air Canada Centre, entrambi di Toronto (Canada). Il premio finale è andato all’Air Canada Centre ma ciò che importa è che Verona vanta lo stadio più “pulito” d’Italia. Un esempio da seguire. Un vanto per la nostra città. Bruno Mostaffi

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triathlon tennistavolo

Quarantanni nel 2 12

Borgo San Pancrazio regina del tennistavolo La società “del Porto” punta forte sui giovani non solo per incrementare il vivaio ma anche per assicurare nuova linfa per i top team maschili e femminili

Foto: Polisportiva Borgo San Pancrazio Tennistavolo

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on Luigi Simeoni, responsabile del Borgo San Pancrazio Tennistavolo, facciamo il punto sulla sua associazione, una delle più longeve di tutto il panorama provinciale.

Luigi, innanzitutto quando nasce la vostra società? L’Associazione nasce nel maggio del 1972, quando alcuni ragazzi mi chiesero l’aiuto per creare e guidare un nuovo gruppo che praticasse la disciplina del Tennistavolo. Non potei che accettare e, grazie anche al benestare dei dirigenti della Polisportiva, che accettarono di buon grado l’inserimento di questa nuova disciplina, nel maggio del 1972 nacque il Settore Tennistavolo della Polisportiva Borgo S. Pancrazio.

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Quali sono stati, a suo modo di vedere, i cambiamenti in questi anni? Innanzitutto, nel settore dirigenziale quarant’anni fa c’era più volontariato. Oggi la gestione è un po’ più complicata visto che nessuno fa più “niente per niente”. Per quanto riguarda gli atleti, posso dire che una volta facevano molti più sacrifici e si impegnavano maggiormente, se volevano raggiungere qualche traguardo importante. Oggi sono presi e sviati da troppi impegni e da troppo benessere, all’insegna “del tutto pronto e tutto comodo”. Nessuna polemica, sia chiaro, è una semplice ma realistica considerazione, specchio della nostra società attuale.


tennistavolo

Quanti sono i pongisti iscritti al suo sodalizio? Gli iscritti sono circa una cinquantina, un numero che però, a mio avviso, può aumentare. A quali campionati partecipate e con quali obiettivi ? Partecipiamo a ben 8 campionati : Serie B1 maschile, Serie B femminile, Serie C2 (2 squadre) , Serie D1 e Serie D2 , Serie D3 (2 squadre). Per la Serie B1 Maschile l’obbiettivo, molto difficile da centrare, è la salvezza. Perché difficile, si chiederà. Perché considerati i costi abbiamo rinnovato la squadra inserendo i giovani del nostro vivaio, linfa nuova che, però, manca di esperienza. Per quanto riguarda la serie B Femminile abbiamo 4 ragazze dai 15 ai 20 anni che continuano a fare esperienza, anche per i traguardi individuali. Tutti gli altri campionati servono per far giocare i giovani e per cercare di migliorare la loro preparazione in vista di altri traguardi importanti.

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Il bottino ottenuto quest’anno, con una medaglia d’Oro e tre di Bronzo ai Campionati Italiani, è molto importante. Se poi aggiungiamo gli 11 Titoli di Campione Regionale, ottenuti tutti da atleti giovani, posso ritenermi molto soddisfatto. Inoltre per gli amanti delle statistiche posso dire che , in 39 anni di attività, abbiamo ottenuto 380 titoli regionali e siamo saliti sul podio dei Campionati Italiani ben 75 volte. Ciò significa una media di quasi 10 Titoli Regionali e 2 Italiani a stagione. Non male direi. Salvatore Mercurio Info: www.sanpancraziott.it

Quanto è difficile reperire atleti in uno sport che non è propriamente “da copertina”? Molto. Il motivo è presto detto: nella nostra disciplina è opportuno iniziare a giocare dall’età di 7-8 anni. A quell’età i bambini hanno già le loro idee che ovviamente si orientano verso gli sport più famosi, diffusi e reclamizzati dai media. Ci può tracciare un bilancio sulla stagione appena conclusasi ?

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Dai Rhinos Milano

Zamichieli, il timoniere dei Mastini Un grande ed esperto allenatore per la formazione scaligera che punta dichiaratamente alla serie A1

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rancesco - Tato - Zamichieli l’head coach dei Mastini Verona per stagione sportiva 2011 - 2012. Alla fine hanno vinto la tenacia e il desiderio della dirigenza scaligera che ha fatto di tutto e di più per portare a Verona il tecnico, “strappandolo” da un incarico prestigioso in una delle migliori realtà del football americano italiano di serie A1. Coach Zamichieli ha accettato una sfida importante come quella lanciatagli dal presidente dei Mastini Simone De Martin e cioè il compito di costruire una squadra solida e competitiva, pronta nel giro di un paio di stagioni al grande salto nel massimo campionato italiano. Un obiettivo di assoluto valore che ha il sapore di una bella e avvincente sfida da vincere tutti insieme. Negli ultimi anni coach Zamichieli ha allenato come capo allenatore i Rhinos Milano nelle stagioni 2008, 2009 e 2010 sempre nel campionato di serie A1 portando in Italia giocatori americani di grande valore come per esempio il quarterback John Stocco da Wisconsin University, o come Jason Butler, attualmente uno dei migliori runningback americani in Italia. La sua carriera di allenatore inizia a soli 25 anni, dopo aver comunque vinto moltissimo da giocatore con i Frogs Legnano con i quali è stato tre volte campione d’Italia ed una campione d’Europa per club nel 1989, giocando quattro Superbowls e tre Eurobowls. Il primo incarico da head coach arriva con i Black Hawks di Cernusco sul Naviglio che ha allenato per cinque anni, con la stagione 1993 che li ha visti vincenti del Silverbowl contro i Jets Bolzano conquistando la promozione in serie A. Tra i vari giocatori americani presenti in queste stagioni è da ricordare George Paton, quarterback e free safety da UCLA, oggi diventato direttore del personale dei Minnesota Vikings nella NFL. Negli anni successivi ricopre gli incarichi di offensive coordinator o di Head Coach in squadre prestigiose come Rhinos Milano, Lions Ber-

gamo, Frogs Legnano, Falcons Milano e Skorpions Varese oltre ad un paio di esperienze proprio a Verona con i Bruins nel 1997 e con i Redskins nella stagione 2001. La sua preparazione ed esperienza lo ha portato poi ad essere selezionato nel coaching staff della nazionale italiana. Nel 1995 nell’europeo in Austria, ricoprendo l’incarico di offensive line coach e nel 1997 a Bolzano come assistant Head Coach. In ambedue queste esperienze con il Blue Team conosce il giovane e promettente free safety Simone De Martin, oggi presidente e fondatore dei Mastini. Due campionati europei di assoluto valore, che avevano visto la nazionale italiana meritarsi il secondo e terzo posto del podio. Coach Zamichieli, ha partecipato negli Stati Uniti ad alcuni camp universitari come quelli di UCLA, Cal State Fullerton e Glendale Junior College (Los Angeles) e ha presenziato al training camp degli Arizona Cardinals della NFL. Coach Zamichieli è coadiuvato da un coaching staff composto da Michele e Simone De Martin, rispettivamente offensive e defensive coordinator, Marco Masotto, Emanuele Santini, Massimo Cecco ed Andrea Daducci assistenti di reparto per la difesa ed Andrea Ballini, Luca Massella e Marco Nicodemo assistenti di reparto per l’attacco. Al folto gruppo si aggiungono i due preparatori atletici dei gialloblù Diego Verona e Fabio Sebastiani che preparano al meglio i circa cinquanta ragazzi presenti sul campo di Via Monastero a Parona. La società ricorda a tutti i ragazzi dai 17 anni che vogliano avvicinarsi ai Mastini Verona che gli allenamenti si svolgono presso il campo di Via Monastero, 1 a Parona ogni martedì e giovedì dalle ore 21 alle 23. Michele De Martin Info: www.mastiniverona.net

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triathlon golf speciale

Seconda puntata

Le regole del golf Prosegue la rubrica di Veronica Zorzi alla scoperta del golf. In questa puntata la campionessa veronese ci spiega alcune regole fondamentali per affrontare il

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arissimi lettori di Sportdipiù, ben ritrovati. Prosegue il nostro viaggio alla scoperta del golf. Dopo avervi raccontato sullo scorso numero le origini di questo sport, ora è il momento di vedere come si gioca. L’obiettivo Innanzitutto c’è da dire che il golf è uno sport di precisione, che si pratica in campo aperto e consiste nel lanciare una pallina di gomma dura da una piazzola di partenza in una buca, sistemata in una piazza d’arrivo, mediante una successione di colpi. Per colpire la pallina i giocatori usano una serie di mazze differenti, a seconda delle condizioni del percorso. La vittoria va al golfista che termina il giro di buche stabilite nel minor numero di colpi (gara a colpi o medal play), oppure a quello che abbia vinto il maggior numero di buche (gara a buche o match play). Il golf, sebbene possa sembrare uno sport facile, è disci-

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plinato da numerose regole, apparentemente complicate. Dovendo prevedere varie situazioni di gioco, su cui influiscono morfologia dei campi, situazioni ambientali, vantaggi assegnati ai giocatori (i cosiddetti “handicap”), materiali a disposizione, tipi di competizione, le regole del golf sono aggiornate e pubblicate con cadenza quadriennale a cura degli enti preposti (“Governing Body”): per l’Europa è il Royal & Ancient Golf Club of St. Andrews (R&A), in Scozia; per gli Stati Uniti e Messico la United States Golf Association (USGA). Le regole L’importanza di conoscere le regole per un giocatore di golf è massima: si tratta probabilmente dell’unico sport in cui ognuno è arbitro di sé stesso, dove il giocatore può auto-penalizzarsi o auto-squalificarsi, e quindi onestà e rispetto devono far parte del bagaglio di ognuno. Inoltre,


speciale golf

esistono procedure da seguire per non incorrere in penalità o semplicemente per sfruttare a proprio favore determinate situazioni. Ecco perché è richiesto un esame delle regole, da sostenere presso uno dei circoli riconosciuti dalla Federazione. Durante lo svolgimento delle gare ufficiali, più che dei veri e propri arbitri ci sono degli osservatori. In caso di controversie ci si appella ad un apposito comitato, il cui scopo principale è quello di far sapere ai giocatori cosa prevedono le regole nel caso specifico. La maggior parte delle regole indica come comportarsi nei casi particolari, come per esempio nel caso in cui la palla finisca in un ostacolo d’acqua, o finisca fuori dai limiti del campo. Ma non mancano regole destinate a scoraggiare il gioco lento (che anzi si vanno man mano inasprendo con l’aumentare del numero di giocatori), per esempio: giocare

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una palla “provvisoria” quando è probabile che si sia persa la propria, onde evitare di perdere tempo nella ricerca. Come anticipato si distinguono due tipi di gioco:il gioco “a buche” (match play), dove si affrontano due giocatori e si assegna un punto al giocatore che conclude la buca nel minor numero di colpi (tenuto conto dell’handicap e delle penalità). Il vincitore è colui che al termine del percorso ha vinto più buche. Il secondo è il gioco “a colpi” (stroke play), che invece assegna la vittoria al concorrente che ha percorso l’intero campo nel minor numero di colpi (sempre tenendo conto dell’handicap e delle penalità). Sul prossimo numero di Sportdipiù vi spiegherò nel dettaglio alcune regole di base. Buon golf a tutti! Veronica Zorzi Chi è Veronica Zorzi Veronica Zorzi nasce a Verona il 20 ottobre 1980. Inizia la pratica sportiva a 12 anni sotto le guida del padre Adriano Zorzi. Dai 15 ai 20 anni gioca nella squadra nazionale italiana, vincendo 6 titoli nazionali, 5 internazionali e un campionato d’Europa juniores. Nel 2000 passa al professionismo, vincendo con la squadra nazionale il campionato del mondo e posizionandosi al quarto posto nella classifica individuale. Negli ultimi cinque anni è leader azzurra del ranking europeo e staziona nelle più alte vette della classifica nazionale e internazionale.

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triathlon alimentazione e benessere

Non solo Chievo

Paluani Life: l’ABC del vivere sportivamente L’azienda di Dossobuono protagonista di un progetto che si pone come obiettivo la salute, il benessere e l’attività sportiva e motoria dei giovani. Con una particolare attenzione per l’alimentazione

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aluani è una delle aziende più conosciute e importanti d’Italia nella produzione del pandoro, dolce tipico di Verona. Da oltre trentanni legata alla squadra del Chievo Verona, l’azienda veronese sta sviluppando un progetto dedicato allo sport giovanile chiamato Paluani Life. Lo sport viene rivisto – o forse è meglio dire riportato – nella sua vera dimensione: un momento di divertimento e di gioco nel rispetto delle regole, mantenendo uno stile di vita sano.

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Michele Cordioli, Amministratore delegato Paluani, è il fautore nonché ideatore di questo progetto che sta sempre più coinvolgendo lo sport veronese. “L’idea – spiega Cordioli – è nata per poter far vivere ai bambini le emozioni che abbiamo provato noi da ragazzi giocando, per esempio, nella squadra del paese. Vogliamo riprendere lo spirito di allora, che era quello di divertirsi insieme facendo sport all’aria aperta in maniera sana. L’incontro tra Paluani e il mondo dello sport nasce dalla


alimentazione e benessere

condivisione dei valori di genuinità e correttezza sportiva; questa condivisione ci ha portato a trasformare sogni che pensavamo irrealizzabili nella realtà”. “Lo sport - evidenzia Cordioli - è un momento di crescita, sia mentale che fisica. Una crescita che non può non prescindere da una sana alimentazione. Oggi come nel passato seguire una sana ed equilibrata alimentazione e fare movimento all’aria aperta sono alla base di uno stile di vita corretto. A tal proposito mi piace ricordare l’incontro che abbiamo avuto all’inizio del progetto con un docente universitario che collabora con un’associazione contro l’obesità il quale, entusiasmandosi dell’idea, ha sottolineato e condiviso con il nostro progetto due concetti fondamentali: - quando si parla alle famiglie e alle scuole è importante ricordare che per stare bene le regole principali sono: mangiare in modo equilibrato, in quantità adeguata e fare movimento - una volta si trascorrevano tutti i pomeriggi a correre e giocare in strada, non esistevano televisione computer e giochi elettronici. La merenda di quel tempo era pane burro e marmellata o zucchero. La cosa da evidenziare è che i bambini sovrappeso si contavano sulle dita di una mano. Il progetto Paluani Life nasce quindi con questa mentalità ,diventando un luogo d’incontro e di stimolo per tutti. Un momento di confronto e di comunicazione che si snoda con diverse modalità”. Per farsi un’idea del mondo Paluani è interessante visitare il sito www.paluani.tv, dove si viene condotti in un viaggio all’interno dell’azienda e dove si possono conoscere tutte le fasi delle lavorazioni. “Attraverso l’esperienza dei nostri pasticceri – continua Cordioli - che nel tempo hanno saputo amalgamare innovazione tecnologica e tradizione artigianale dosando sapientemente ingredienti di alta qualità quali latte fresco italiano, non latte in polvere, burro tradizionale che deriva dal latte o dalla crema di latte o panna e uova fresche di

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categoria A e tutti gli altri ingredienti. Per quanto riguarda Paluani Life il portale propone video, foto e contenuti interessanti, grazie ai quali vengono dispensati consigli per essere sportivi DOC. “Nella nostra web tv – sottolinea Cordioli - non mostriamo solamente i nostri prodotti, ma diamo consigli su come praticare sport all’aria aperta in modo corretto, senza rinunciare al divertimento. Dal ciclismo allo sci, dal calcio al basket, raccontiamo insieme agli atleti che vivere bene non significa costringersi a diete ferree, ma significa equilibrare sport e alimentazione per uno stile di vita corretto. Vogliamo mostrare che si può avere una vita sana e felice senza rinunciare alla qualità e al piacere delle cose buone, l’importante per stare bene è abbinare la corretta alimentazione al corretto movimento. Il protagonista principale quindi è lo sport, qualsiasi esso sia. Gli atleti che hanno aderito al nostro progetto sono il veicolo – mi si passi il termine – per comunicare i nostri ideali, da loro stessi condivisi. Campioni affermati, appassionati, amatori… Non importa il livello, è importante lo spirito con cui una persona pratica la propria attività”. Uno stile, quello di Paluani Life, che trova un alleato importante in Sportdipiù. “Paluani Life e Sportdipiù – conclude l’Amministratore delegato Paluani – parlano lo stesso linguaggio e per questo motivo non potevano non andare d’accordo.Svilupperemo insieme progetti interessanti e rivolti specialmente al mondo della scuola. La nostra adesione al concorso fotografico “Scatta lo sport...a scuola!” è il primo passo. Abbiamo deciso, insieme alla redazione di Sportdipiù e all’Ufficio Scolastico Provinciale, che Paluani regalerà alle scuole prime classificate alcune fotocamere digitali. Tutte le foto del concorso verranno pubblicate volta per volta anche sul nostro sito. Gli scatti con più preferenze avranno quindi più probabilità di vincere”. Un’unione, quella tra Sportdipiù e Paluani Life, che farà la forza. Nel nome dello sport e dei nostri giovani sportivi. Alberto Cristani Info: www.paluani.tv

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snowboard

Per gli amanti della neve

Snowboard per… tutti! Aumenta sempre più il numero dei praticanti di questo sport, non più prerogativa di giovani “spericolati”

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stupefacente constatare come siano cambiati usi e costumi negli ultimi vent’anni; probabilmente non solo in questi ultimi venti, ma credo che tutta la tecnologia riversata sulle nostre vite abbia contribuito a dare un impulso molto più veloce al nostro vivere, e chi ha intorno ai quarant’anni oggi può avere un metro di misura con la sua infanzia (vissuta negli spensierati anni ’80) e l’essere all’apice delle performance oggi (nei complicati anni 2000). Istruzione, vita sociale, intrattenimento sono certamente cambiati, ma ci chiediamo, in definitiva, “sono proprio altre le cose che fanno divertire o semplicemente non sappiamo più bene come divertirci?”. A dare sempre una valida risposta è la montagna, la quale ha saputo tenere il passo con il tempo che passa e, dagli slittini ed i vecchi sci, ha dato spazio, tra altre cose, a sci di nuova concezione (più semplici e divertenti) ma

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soprattutto allo snowboard! Eh si…ci metto davanti un soprattutto perché la tavola da snowboard traccia il grosso di tutta la sua storia negli ultimi vent’anni, e lo fa evolvendo molto velocemente. Mentre i primi temerari rider armati di tavola, discutibili attacchi e scarponi presi in prestito dallo sci, si preparavano a salire le piste a piedi (le tavole non erano ammesse a molti impianti di risalita), rapidamente si è arrivati ad una doppia proposta di tavole soft e hard, quindi di freestyle e free-ride, direzionali e bi-direzionali, split (tavole sdoppiabili per una fase di risalita) e park. Il fiorire delle offerte, associato alle contaminazioni sportive, non ha certo reso difficile trovare un posto adatto per ciascuno di noi. Quindi “fuga” dalle noiose vacanze di Natale, dal rigore della divisa da sci, dai treni della neve, dalle tradizionali settimane bianche… e spazio ai week-end lunghi con la


snowboard

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casa stagionale in montagna, le risate attorno al salto di uno snowpark, le discese con altri venti amici tra i boschi per tracciare nuove vie. Colore e originalità sono le parole d’ordine per il look da avere sulla tavola… e tutto prende nuove forme e abitudini. I primi passi da osservare Innanzi tutto è buona cosa non lasciare nulla all’improvvisazione. Vi lancereste in un’arrampicata o con un parapendio senza aver preso prima qualche lezione? Di certo no! Sarà quindi opportuno prendere qualche lezione (almeno di base) per raggiungere velocemente standard di sicurezza, garanzia per la salvaguardia di chi è sulla tavola… ma pure di chi è nei paraggi. Altro consiglio è di preparare le gambe qualche tempo prima, per non arrivare sulle piste con tanta buona volontà ma senza risposta dai muscoli. Scegliere delle piste adatte alle proprie possibilità, solo così il progresso sarà costante. Proteggersi e prevenire, poiché non occorre una legge per imporre il buon senso; casco e sale… proteggono la “zucca”. Infine da non sottovalutare è la scelta dei materiali: tavola, attacchi, scarponi ed equipaggiamento. Il mercato propone una miriade di prodotti, e sicuramente con l’aiuto di professionisti del settore la scelta diventa molto più semplice. A tal fine pure le attrezzature si sono evolute per soddisfare ogni esigenza. L’inverno è ormai alle porte, qualche idea per i freddi week-end che arriveranno…beh, credo ora ti sia giunta! Info: www.detourboardingstore.com

Andrea Spezie

Foto: Detour Boarding Store

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sci

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Organizzato da Pool Sci Italia

Prove libere tour 2011 Definite le date e le località che ospiteranno le 7 tappe. In più la grande novità delle tappe infrasettimanali.

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l Prove Libere Tour, esclusivo ski test organizzato dal Pool Sci Italia e aperto a tutti, come ogni anno ritorna per offrire sette weekend di grande passione, da novembre ad aprile, dalle Alpi agli Appennini. Sette occasioni imperdibili per provare gratuitamente gli sci delle aziende più famose del mondo, presenti con il proprio stand all’interno dello ski village ai piedi della pista. Partecipano al tour Atomic, Blizzard, Dynastar, Fischer, Head, Nordica, Rossignol, Salomon e Volkl. E’ questo il Prove Libere Tour 2011/2012, sempre più costruito a misura di sciatore, che aprirà ufficialmente venerdì 25 novembre in notturna ad Obereggen (BZ) – dalle ore 19 alle 22 -, dove per l’occasione ci sarà lo ski pass gratuito per tutti. La partecipazione al Tour è semplicissima e la formula ormai è ben rodata: le più grandi aziende del mercato sci affrontano questo impegno con l’obiettivo di convincere, e di appassionare, gli sciatori di tutta Italia. La formula del ‘supertest’ funziona e lo dimostra il crescente entusiasmo e la grande curiosità con cui in molti si avvicinano alla manifestazione, con un sempre maggior numero di iscritti nel corso delle diverse edizioni. Tra gli appassionati che frequentano il tour ci sono anche tanti personaggi dello sport e dello spettacolo e durante l’ultima tappa, in Val di Fiemme, sarà possibile sciare con gli azzurri delle squadre nazionali. La grande novità di quest’anno saranno le 6 tappe infrasettimanali nel mese di febbraio 2012, dedicate specificamente al Retail, in quanto la prova dei materiali sarà riservata esclusivamente ai negozianti di zona, su invito. In questo frangente il Tour diventerà come una fiera sulla neve, alla quale potranno comunque accedere tutti liberamente e gratuitamente per scoprire le tante novità invernali e partecipare attivamente alle iniziative organizzate all’interno del villaggio. Le tappe del Tour 2011-2012: 25 – 26 - 27 Novembre 2011 - Obereggen (BZ) - venerdì sera apertura in notturna con ski pass gratuito 03 – 04 Dicembre 2011 - Madonna di Campiglio (TN) 10 – 11 Dicembre 2011 - Cervinia (AO) 17 - 18 Dicembre 2011 - Zoldo (BL) 14 – 15 Gennaio 2012 - Limone Piemonte (CN) 21 – 22 Gennaio 2012 – Santa Caterina di Valfurva (SO) 14 – 15 Aprile 2012 “Anteprima 2013” - Pampeago (TN) Le tappe infrasettimanali: 6 – 7 Febbraio 2012 – Montecampione (BS) 9 – 10 Febbraio 2012 – Pila (AO) 13 – 14 Febbraio 2012 – Folgaria (TN) 16 – 17 Febbraio 2012 – Piancavallo (PN) 27 – 28 Febbraio 2012 – Ovindoli (AQ) 1 marzo 2012 – Corno alle Scale (BO)

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Tra le attività in programma da segnalare il “Subaru Style Contest”, uno slalom tra le porte dove vincerà chi dimostra di avere il miglior stile di discesa. La gara sarà organizzata da Subaru, nuovo Main Skier del Tour, che diventa il partner principale dell’intera manifestazione, con un’auto esposta al centro dello ski village ad ogni tappa. A combattere il freddo invernale ci sarà l’altra new entry del Tour, il fornitore ufficiale Scaldì, che promuoverà e distribuirà gratuitamente all’interno del villaggio il proprio prodotto innovativo “bustine autoriscaldanti”, da applicare sul corpo per un immediato sollievo. Anche in questa edizione lo Skier sarà Trentino e Colmar si riconferma fornitore ufficiale. Il Tour sarà sostenuto dai propri media partner Donna Moderna, Sciare, lastampa. it, skiinfo.it E’ un test unico, quello offerto dal Pool. Unico perché è possibile confrontare sul campo modelli molto diversi, di aziende concorrenti. Unico perché sono le stesse aziende che presentano i materiali al pubblico, mettendo a disposizione degli appassionati l’esperienza e la capacità dei migliori professionisti delle migliori aziende del settore. GUIDA AL PROVE LIBERE TOUR FAQ - Quanto costa partecipare al Prove Libere Tour? La partecipazione al test è totalmente gratuita. - Se partecipo al Tour pago meno lo skipass o l’alloggio? Alcune località preparano pacchetti ad hoc con alloggio e skipass. Per saperne di più consultare i siti ufficiali delle stazioni oppure www.provelibere.com - Cosa serve per testare? Per poter testare è necessaria la registrazione all’ingresso del villaggio e avere con sé un documento di identità. La registrazione permette di ottenere, gratuitamente, la copertura assicurativa. - Posso prenotare in anticipo un paio di sci specifico? Gli attrezzi non possono essere prenotati in anticipo. Il villaggio apre alle 9.00 e gli attrezzi non vengono più consegnati per i test a partire dalle 14.00/14.30 (a seconda delle condizioni meteo). - Posso tenere gli sci del test per tutto il giorno? Si consiglia di provare ogni attrezzo per due/tre discese in modo da poter confrontare più modelli di aziende diverse. - Quali marchi del POOL ho a disposizione nel Test? Le aziende che partecipano al tour con gli sci sono: Atomic, Blizzard, Dynastar, Fischer, Head, Nordica, Rossignol, Salomon e Volkl . Sono nove fornitori delle squadre nazionali di sci alpino. In ogni tappa si possono aggiungere altre aziende del POOL con prodotti come caschi, occhiali, protezioni, guanti, bastoni. - Posso provare anche gli scarponi o altri accessori? Non sarà possibile testare gli scarponi, e per quanto riguarda gli accessori è necessario visitare il villaggio per scoprire se altre aziende del POOL Sci Italia saranno presenti, oltre ai fornitori di sci.


SETTE OCCASIONI ESCLUSIVE PER PROVARE GRATUITAMENTE SCI ED ACCESSORI PER TUTTI GLI SCIATORI 25-26-27 novembre 2011 OBEREGGEN (BZ) 3-4 dicembre 2011 MADONNA DI CAMPIGLIO (TN) 10-11 dicembre 2011 CERVINIA (AO) 17-18 dicembre 2011 SKI CIVETTA - ZOLDO (BL) 14-15 gennaio 2012 LIMONE PIEMONTE (CN) 21-22 gennaio 2012 S. CATERINA VALFURVA (SO) 14-15 aprile 2012 “Anteprima 2013” PAMPEAGO (TN)

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13 – 14 febbraio 2012 Folgaria (TN) 16 – 17 febbraio 2012 Piancavallo (PN) 27 – 28 febbraio 2012 Ovindoli(AQ) 1 marzo 2012 Corno alle Scale (BO)

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spazio ai lettori Ciao direttore di Sportdipiù , volevo sapere come mai ci sono poche femmine che praticano il rugby. In tv si vedono sempre i giocatori grandi, come quelli che sono venuti a Verona l’anno scorso. Francesco

de

on ... risp

a cura di Alessandra Rutili

Chi volesse scriverci, inviare i propri disegni, le proprie foto o semplicemente far conoscere il proprio sport preferito o la propria società sportiva può contattarci a: redazione@sportdipiu.com - info@sportdipiu.com

che età , volevo sapere da Ciao Sportdipiù ho astica artistica. Io nn gi la re ia iz in ò si pu di mia re lo stesso sport 6 anni e vorrei fa sorella. Grazie mille. Mattia ssun la verità non c’è ne Caro Mattia, a dire e la non possa provar motivo perché tu tua cula a. Immagino che ginnastica artistic rella o che anche tua so tt fa l da a sc na tà riosi dovresti ort. Secondo me pratichi questo sp lestra, tori che vedi in pa na le al li ag re de chie o. spiegheranno tutt sono certa che ti are tica, oltre a farti st tis ar a tic as nn gi La che più sereno. bene ti renderà an a nulla!! Provare, non cost

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Ciao Francesco, per prima cosa grazie per aver fatto una domanda cosi precisa. Non tutti si accorgono di quanto vedono in tv. Certo il rugby, è uno sport adatto ai maschietti, ma questo non significa che le bambine non lo pratichino. Anzi, ti dirò di più, sono in molte, soprattutto all’estero (Gran Bretagna e Stati Uniti solo per fare qualche esempio) che giocano con la palla ovale. Allo Stadio Bentegodi lo scorso autunno è arrivata la Nostra Nazionale, e tu come tanti altri bambini hai potuto vedere da vicino i più bravi rugbisti italiani. Se vuoi vedere qualche ragazzina che corre e sfida i maschi, fatti accompagnare dai tuoi genitori al Valpolicella Rugby, vedrai quanto sono forti!!!

Ciao sono Camila, ho 12 anni e vengo dalla Romania, volevo sapere quali giocatori di calcio del paese dei miei genitori hanno giocato a calcio nelle squadre di Verona Grazie Cara Camila, sono felice che una ragazza così giovane sia interessata al calcio. Forse tu non lo sai, ma è uno dei miei sport preferiti.... La Romania, è una Nazione che vanta squadre e calciatori indimenticabili, uno su tutti il grande Hagi. A Verona, sia nel Chievo che nell’Hellas, sono “passati” numerosi calciatori rumeni. Il primo che mi viene in mente è Adrian Mutu, che da quest’anno gioca nel Cesena. Ed ancora Raducioiu e Mialchea nell’Hellas. Anche il Chievo Verona ha avuto alcuni tesserati provenienti dal Paese dei tuoi genitori. Come vedi il calcio, anche se spesso non si direbbe, è riuscito ad unire il tuo cuore metà rumeno e metà italiano!


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triathlon psicomotricità

Federazione Italiana Psicomotricisti

Tempo, ritmo e spazio Dopo tono, postura, gesto, voce e sguardo focus su tre importanti indicatori strettamente connessi tra loro Nell’ “Alfabeto del corpo”, come abbiamo avuto opportunità di segnalare anche nei numeri precedenti, esistono molti indicatori che: - ci permettono di valutare specificandola la loro importanza - ci consentono degli interventi volutamente mirati volti alla lettura di quello che il corpo ci evidenzia. Elementi che costituiscono motivo di attenzione e di analisi per la figura professionale dello psicomotricista. Una capacità di lettura precisa del linguaggio corporeo, sul piano personale e professionale, permette una più consapevole gestione, come conseguenza, dei vissuti e delle reazioni che si possono scatenare in chi ci sta di fronte. Costituisce nel suo insieme, quindi, la prima modalità di comunicazione a disposizione dell’uomo dalla nascita, via privilegiata nel periodo infantile, veicolo per il consolidamento della comunicazione verbale ed. essendo prevalentemente inconscio e, quindi, ricco di significati simbolici, acquisisce un’elevata dimensione emozionale ed affettiva. Dopo il tono, la postura, il gesto, la voce e lo sguardo parleremo di tempo, ritmo e spazio, indicatori strettamente connessi tra loro.

Afferra il tempo che passa e non fare affidamento sul domani. Orazio

C’è solo un modo di dimenticare il tempo: impiegarlo. (Charles Baudelaire) Tempo Il tempo rappresenta il fluire inarrestabile degli eventi, dei fenomeni, dei vissuti; occupa tutta la nostra vita ed è investito sotto più aspetti dal corpo: l’uomo deve adattarsi al tempo. Il tempo è legato alla strutturazione dello spazio ed è un aspetto fondamentale nella gestione dell’azione. Il tempo è organizzato in ritmi. L’adattamento al tempo e la sua integrazione trovano appoggio nel ritmo imposto al soggetto, ritmo sul quale questi potrà regolare i movimenti del proprio corpo. L’attività del soggetto presuppone, inoltre, nel gesto la discriminazione dell’ordine di successione dei movimenti. Le perturbazioni della percezione del tempo intervengono a tutti i livelli dell’affettività. I punti di riferimento “prima-dopo” concernono sia il tempo che lo spazio e la loro acquisizione è estremamente importante per i ritmi della vita sociale. Il tempo è sempre un aspetto dinamico che alterna fasi di silenzio ad altre di intensa creatività. Nel tempo rientra uno dei canoni fondamentali della comunicazione: un tempo per dare, mentre l’altro riceve ed un tempo per ricevere, mentre l’altro dà. È necessario prendersi il tempo di sentire e di vedere, è necessario dare tempo all’altro e a se stessi per arrivare ad un’adeguata integrazione delle scoperte. SINTESI: Il tempo è sempre un aspetto dinamico che alterna fasi di silenzio ad altre di intensa creatività. Le perturbazioni della percezione del tempo intervengono a tutti i livelli dell’affettività. I punti di riferimento “prima-dopo” concernono sia il tempo che lo spazio e la loro acquisizione è estremamente importante per i ritmi della vita sociale.

Il ritmo è l’anima e il mistero della vita (Anonimo) Ritmo Il ritmo è l’organizzazione e la strutturazione di fenomeni che avvengono in maniera successiva nel tempo e che si ripetono ciclicamente. Il ritmo non è un’identità astratta ma è fatto di tante “attività” che ciascuno mette in atto ogni giorno o sono in opera in ciascuno di noi e/o che ci circondano: sono il cammino, la respirazione, il battito cardiaco, le forme gestuali cicliche e non cicliche come il ritmo della vita – un singolo movimento – l’ alternanza del giorno e della notte – le fasi lunari – la successione ordinata dei giorni della settimana, dei mesi, delle stagioni.

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Per essere considerato, riconosciuto e rappresentato deve essere veicolato attraverso l’acquisizione di quelle che sono le sue caratteristiche e che determinano in ciascun individuo la “memoria ritmica” nella quale si identificano: l’aspetto percettivo (sperimentato per esempio attraverso la vista), l’aspetto temporale (rappresentazione ad esempio di un disegno in un tempo personale quindi in un ritmo), l’aspetto spaziale (trasposizione di quello che ci circonda e che persiste nel tempo), l’aspetto cognitivo (condizionato dalla determinazione che sia pensato, che sia frutto dell’intelligenza). Nell’analisi del ritmo di un individuo si può dedurre che: un soggetto che usa solo le mani tendenzialmente esprime un coinvolgimento cognitivo; chi anticipa in una fase ritmica, predilige i ritmi veloci ed è, quindi, impulsivo e tendenzialmente instabile; chi invece ritarda in una fase ritmica, predilige i ritmi lenti ed è, quindi, ipotonico e tendenzialmente inibito. E’ chiaro che è un elemento fondamentale nella vita di ciascuno e che va analizzato nel rapporto con altri parametri corporei. SINTESI: il ritmo tende a definire quelle che sono alcune caratteristiche che influenzano il tempo e ne fanno oggetto di studio, in quanto con esso vengono a determinarsi specifici interventi e approcci all’individuo.. Il ritmo permette l’integrazione del tempo secondo le strutture psicosomatiche del soggetto e gli permette di apprendere, nella sua realtà più specifica, l’universo della durata.

Il pericolo più grande nella vita è permettere che la cosa urgente non lasci spazio a quella importante (Anonimo) Spazio Lo spazio è definibile in tutto ciò che ci circonda, che riconosciamo, che è misurabile e quantificabile attorno a noi costituito dall’ambiente che ci circonda. Per estensione lo spazio viene anche riconosciuto anche nell’accezione dello spazio interno ovvero quello che occupa la parte più personale di ciascuno costituito da sensazioni, emozioni, vissuti. Lo spazio nel quale, attraverso l’ambiente, l’individuo si sposta è suddividibile in zone che definiscono l’opportunità o meno per il soggetto di utilizzarle a seconda delle circostanze e situazioni a suo vantaggio. Queste sono: l’area intima, l’area personale, l’area sociale e l’area pubblica. L’area intima è la zona difesa come proprietà, vi entra chi è effettivamente vicino ed è l’area dell’affettività per eccellenza ed è il raggio che circonda ciascuno sino a 45 cm circa. L’area personale corrisponde a quella che viene usata nelle riunioni di lavoro o in una serata con gli amici; è uno spazio all’interno del quale l’avvicinarsi di uno sconosciuto può suscitare reazioni di allerta ed è definito dalla distanza tra i 45 cm precedenti fino al metro e 20 cm circa. L’area sociale è di norma l’area che divide due persone estranee che hanno contatti superficiali e va dal metro e 20 cm ai tre metri. L’area pubblica è definibile nello spazio che è usato quando ci si rivolge ad una folla o ad un gruppo consistente di persone. SINTESI: lo spazio è definibile in interno, ovvero quello che determina e occupa la parte più personale dello individuo co-

stituito da sensazioni-emozioni-vissuti, esterno, ovvero quello definito attraverso le aree intima-personale-sociale-pubblica. In ognuna il soggetto ha l’opportunità di lasciare o non lasciare entrare chi lo circonda, condizionando il suo stare e vivere le relazioni. Info: www.fipm.com - afipm@tin.it afipm@vodafone.it) Centro di psicomotricità e rilassamento Lo spazio creativo IL MOSAICO, via Zeila, 4/a 37131 Verona VR tel . 045/972652

Emanuela Caliari: psicomotricista - formatore AIFP emanuela.caliari@fipm.com tel. 3332938623 Marco Trettene: psicomotricista marcotrettene@alice.it tel. 3487646902 Rispettivamente Presidente Nazionale e socio della FIPm Federazione Italiana Psicomotricisti - Tel. 04578700409 FIPm. E’ un’associazione scientifico-professionale di categoria che non ha fini di lucro e persegue le seguenti formalità: promuovere iniziative atte a far conoscere la professione dello psicomotricista nell’ambito del territorio nazionale; ottenere il riconoscimento giuridico del ruolo professionale dello psicomotricista; costituire, attraverso i suoi organi e le sue iniziative il punto di riferimento delle istanze degli psicomotricisti per quanto concerne gli aspetti scientifici, metodologici e deontologici della professione; gestire l’Albo degli Psicomotricisti, controllando titoli ed aggiornamenti per salvaguardare l’utenza. Bibliografia • Argyle M., Il corpo e il suo linguaggio, Zanichelli, 1989 • AA.VV., Il corpo in gioco, Ed. Res, Verona, 2002 • Bert E., Comunello F., Nicolodi G., Il labirinto e le tracce, Giuffrè Ed, Milano, 1988 • Boscaini F., Corpo ed emozione, in ReS, n.3, dicembre 1998 • Coste J.C., Psicomotricità: le 50 parole chiave, Ed. La Scuola, Brescia, 1978 • Gobbi G., Psicomotricità e dintorni, Ed. ReS, Verona 1999 •Gamelli I., Pedagogia del corpo, Meltemi, Roma, 2001 •Hall E.T., La dimensione nascosta, Bomipiani, Milano, 1966 • Lowen A., Il linguaggio del corpo, Feltrinelli, Milano, 1996 • Lurçat L., Il bambino e lo spazio, Ed. La Nuova Italia. Firenze. 1980

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RiceRchiamo il meglio Gli investimenti in tecnologie innovative e nella formazione sono la nostra maggiore fonte di sviluppo che si concretizza nella competitività e nell’alto livello di qualità dei nostri prodotti e servizi. La nostra esperienza parte nel lontano 1972. Da allora abbiamo tracciato un percorso importante e, oggi, giunti alla terza generazione conserviamo i valori della tradizione familiare che ci hanno permesso di consolidare la nostra azienda nel mercato.

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