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ANNO 4 - N. 18 - LUGLIO-AGOSTO 2012 - Periodico - Copia gratuita - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Verona n. 1807 / 2008

ANNO 4 - N. 18 LUGLIO-AGOSTO 2012

www.sportdipiu.com

e inoltre...

PALLAMANO TRIATHLON CALCIO RUGBY


sdp sommario VRPPDULR

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7 L’editoriale Prandelli, stile e valori dello sport 8 8I¿FLR6FRODVWLFR9HURQD Festa Scuola e Sport 2012 10 'LRFHVL9HURQD Buona e giocosa estate a tutti! 12 +DQGELNH Benvenuti a Verona handbikers! 14 +DQGELNH Giro d’Itali: la tappa di Verona 17 (YHQWR Magic Night 2012 19 3DOODFDQHVWUR 28° Brunico Camp 20 &LFOLVPR I segreti delle trekking bike 22 &LFOLVPR Eddy Merckx 2012 &LFOLVPR 24 GF Cunego, la carica dei 2000

26 &LFOLVPR Intervista a Nicoletta Banterla 29 (YHQWR Chiusura Galà dello Sport 30 &DOFLR Intervista a Filippo Castagna 32 &DOFLR Calcio club Arsenal Italy 34 )RRWEDOODPHULFDQR I Mastini e il progetto giovani 35 9LJQHWWD Lo sport secondo Dino da Sandrà I contratti di sponsorizzazione 36 $QJROR¿VFDOH 7XWHODOHJDOH 38 Tutela sanitaria nell’attività sportiva 7ULDWKORQ 40 Aurélien “Le Roi” di Bardolino *LRFKLROLPSLFL 42 Welcome to London 2012!

Sportdipiù rispetta l’ambiente! La rivista, infatti, è stampata su carta ecologica 100% riciclata, prodotta  senza uso di cloro e certificata. Un piccolo contributo per tutelare il nostro pianeta.

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presentano

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sdp sommario VRPPDULR

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5XJE\ Rugby Club Valpolicella

3HVLVWLFD FondazioneBentegodi all’Alpe Adria

$UWLPDU]LDOL Intervista a Alberto Pellucco

1RUGLFZDONLQJ Nordic Walking Verona A.S.D.

3DOODPDQR Alitrans Vigasio

0HGLFLQDVSRUWLYD Sport con il caldo? Ecco come

7ULDWKORQ Francesca Tibaldi, la mamma volante

6FL Festa dello sci veronese 2012

6SRUWHVWUHPL Luca Battistoni alla Marathon des Sables

Kart Intervista a Davide Padovani

6SHFLDOHJXLGDVLFXUD La frenata

%HQHVVHUH Omeoenergetica Istitute Elle Effe

&DOFLRD “Coordinamento” per il Verona C5

(YHQWR Compagnia del Fildefer

:LQGVXUI La potenza è nulla senza il vento!

$VVRFLD]LRQL DMSA contro la “zona grigia”

+RFNH\ Final Four Coppa Italia 2012

3VLFRPRWULFLWj Psicomotricità e il rilassamento ,PSLDQWLVSRUWLYL Il parco...Campione d’Italia

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editoriale

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Prandelli, lo stile e i valori dello

(UUV5\TLYVS\NSPVHNVZ[V Testata giornalistica registrata al Tribunale di Verona n. 1807/2008 7YVWYPL[HYPVLKLKP[VYL! GMC Communication s.a.s. di Matteo Cristani & C. :LKLSLNHSL! Via Vaghetto, 11 37030 Lavagno - Verona 9LKHaPVUL! Via Scuderlando, 350 37135 Verona

ANNO 4 - N. 18 LUGLIO-AGOSTO 2012

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e inoltre...

ANNO 4 - N. 18 n. 1807 / 2008

- LUGLIO-AGOSTO 2012 - Periodico - Copia gratuita - Testata giornalistica registrata al Tribunale di Verona

PALLAMANO TRIATHLON CALCIO RUGBY

LA CARICA

+PYL[[VYLLKP[VYPHSL DEGLI HANDBIKERS! Piergiorgio Giambenini

+PYL[[VYLYLZWVUZHIPSL Alberto Cristani  9LKHaPVUL Alessandra Rutili, Luca Mazzara, Marco Hrabar, Elena Bazzoni, Andrea Etrari, Francesca Paradiso, Dino Guerrini, Alberto Fabbri .YHÄJHLPTWHNPUHaPVUL Silvia Sorio per GMC Communication s.a.s. :[HTWH  *VU[H[[H[P! redazione@sportdipiu.com info@sportdipiu.com www.sportdipiu.com - Facebook /HUUVJVSSHIVYH[VWLYX\LZ[VU\TLYV don Andrea Giacomelli, Benedetta Sartori, Bruno Mostaffi, Emanuele Arbetti, Giorgio Pasetto, Lorenzo Fabiano, Marco Trettene, Marina Soave, Mirko Simonaio, Monica Magnone, Andrea Bolla, Mario Facchini, Francesco Mendini, Michele De Martin, Marco Granellane, Dèsirèe Dalla Fontana, Nany’s Aqva Center Navene, Malcesine, Vladimir Castellini, Claudio Toninel -V[V Archivio SportdipiÚ, Centri Bernstein Verona, Foto Liborio Verona, Hockey Villafranca, Valpolicella Rugby, Daniele Ghinassi, Ufficio stampa Mastini Verona, Ufficio Scolastico Provinciale di Verona, Ufficio stampa Magic Night, Nany’s Aqva Center Navene, Malcesine  -V[VJVWLY[PUH!Alberto Cristani

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icuramente una delle immagini piĂš belle di questa torrida estate - in attesa delle soddisfazioni che tutti auspicano possano arrivare dalle Olimpiadi che prenderanno il via il prossimo 27 luglio - è lo sguardo impavido e onesto del CT della Nazionale dei calcio Cesare Prandelli. Il tecnico di Orzinuovi, molto legato a Verona per i suoi precedenti come mister dell’Helas Verona, ha guidato gli Azzurri ad un passo dalla conquista degli Europei. Con un buon (discreto?) gruppo di giocatori il buon Cesare ha compiuto, sportivamente parlando, un mezzo miracolo. La maglia azzurra è tornata nelle posizioni che piĂš le si addicono, dopo un periodo assai complicato iniziato al termine dei Campionati del Mondo 2006. Il secondo posto, alle spalle della “galacticaâ€? Spagna, restituisce agli italiani una formazione che impone il suo gioco, che non si difende, che inoroglisce. Insomma una squadra che non ha paura di nessuno. Accantonando la retorica e gli eccessivi parallelismi con la instabile situazione politica europea (a tal proposito sono apparsi fuori luogo e criticabili i titoli di alcuni autorevoli quotidiani nazionali, soprattutto dopo la vittoria contro la Germania‌), l’Italia calcistica ha dimostrato di poter aspirare - in un futuro non troppo remoto - ai vertici del calcio mondiale, nonostante il ricambio generazionale non sia, ahimè, costante e qualitativamente elevato come in altre

Sportivo

nazioni (Spagna docet). Il CT, all’indomani del 4-0 subĂŹto da Iniesta e soci, dopo aver commentato la partita e aver elogiato gli avversari, si è tolto qualche sassolino dalle scarpe: “Siamo in un Paese vecchio - ha tuonato il mister - con modalitĂ e strutture vecchie. Noi abbiamo provato a cambiare, è una necessitĂ . Questo è un progetto vincente per tutto il calcio, ma bisogna convincere tutti (riferimento alle societĂ  e alla Lega n.d.r.). Se devo limitarmi a fare tre allenamenti ogni otto mesi, diventa dura fare il mio lavoro. Una vittoria avrebbe fatto bene a tutti, ma anche fatto perdere l’equilibrio a tanti. Forse non siamo ancora pronti. Quando lo saremo, magari saremo anche pronti per rivincere, negli anniâ€?.

Â?ƤÂ?‡Žƒ•–‘……ƒ–ƒ‹Â?†‹”‹œœƒ–ƒƒŽŽƒ‡‰ƒ Calcio: “La nostra prossima partita, l’amichevole con l’Inghilterra, si giocherĂ il 15 agosto, ma pochi giorni prima si gioca la Supercoppa italiana a Pechino. Ăˆ complicato lavorare cosĂŹ. Quando dico che la Nazionale non interessa a nessuno dico solo la veritĂ â€?. Parole forti, che non vogliono però creare polemica. Tutt’altro. Cesare Prandelli ha un solo grande obiettivo: cambiare il calcio made in Italy, soprattutto nella mentalitĂ  e nello stile. Se anche Cassano e Balotelli sembrano aver recepito l’input, allora siamo davvero sulla strada giusta!

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Gran Guardia gremita

Sport e Scuola: felici e...premiati! Anche Sportdipiù magazine protagonista con il concorso “Scatta lo Sport a scuola” che ha regalato materiale sportivo e fotocamere digitali a dieci fortunati vincitori. Sul numero di settembre saranno pubblicate tutte le foto dell’edizione 2011-2012. In attesa della seconda...

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utto esaurito nella sala Auditorium del Palazzo della Gran Guardia martedì 5 giugno scorso per Sport e Scuola 2012, l’appuntamento promosso dall’Ufficio Scolastico Territoriale per l’educazione Fisica e Sportiva in sinergia e collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Verona - Assessorato allo Sport. Durante l’evento, giunto alla sue ventesima edizio-

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ne, sono stati premiati gli oltre 500 studenti di scuole medie e superiori, facenti parte delle rappresentative scolastiche vincitrici del titolo di Campione Provinciale nella categorie Cadetti/e (scuole 1° grado) ed Allievi/e (scuole 2° grado) nelle finali delle molteplici discipline sportive praticate. Un plauso particolare alle scuole che, nelle fasi successive, hanno anche conquistato il titolo regionale e hanno rappresentato il Veneto nelle finali interre-


XI¿FLRVFRODVWLFRYHURQD gionali e nazionali: - IC 8 Verona: Squadra Cadetti di Pallacanestro - IC Valeggio: Squadra Cadette di Tennistavolo - Ist. Don Bosco Verona: Squadra Cadetti Calcio a11 - LS Curie di Garda: Squadra Allieve di Calcio a 5 - Ist. Seghetti Verona: Squadra Allievi Calcio a 11 Nel corso della manifestazione sono stati inoltre svelati i nomi dei Vincitori del Concorso Studente Atleta 2012, iniziativa che coniuga e riconosce l’eccellenza scolastica, sia in merito al profitto disciplinare (media voti “pagella” del I quadrimestre), che in considerazione dei risultati ottenuti nelle gare dei Giochi Sportivi Studenteschi 2012. Nell’ambito della manifestazione premiati inoltre i i vincitori delle seguenti delle iniziative premio “Scatta lo sport a scuola” in collaborazione con Sportdipù

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magazine e “XX anni di educazione stradale a Verona”. Durante l’evento sono state proiettate immagini di gara e eventi relativi all’ anno sportivo scolastico conclusosi. Ha fatto onori di casa il Dirigente dell’Ufficio Scolastico Giovanni Pontara. Presenti inoltre autorità civili militari e religiose, del Comune e della Provincia di Verona, dirigenti e docenti delle istituzioni scolastiche premiate, rappresentanti della Facoltà di Scienze Motorie di Verona, delle Federazioni sportive, Coni, Cip, enti pubblici e privati, società sportive del territorio che durante l’anno scolastico hanno lanciato e sostenuto le molteplici iniziative dedicate al mondo della scuola, promosse dall’Ufficio Educazione Fisica e Sportiva coordinato dalla Prof.ssa Monica Magnone.

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Buona e giocosa estate a tutti! Il gioco può insegnarci a vivere con la sua imprevedibilità e la sua continua novità. E ci può stupire...

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opo che l’euforia europea è evaporata nel letale abbraccio spagnolo, corpi e menti hanno lasciato senza grandi rimorsi il megaschermo per lasciarsi coinvolgere nei riti vecchi e nuovi dell’estate. Tanto tempo a disposizione da impegnare in un cortile di giochi, di centri estivi multi sport, di grest ‌ Per ragazzi italiani le vacanze sono un tempo esteso se confrontato con quello a disposizione dei pari etĂ del nord Europa. Estate è tempo speciale occasione da non perdere. Per i piĂš c’è tanto tempo da investire. Per molti genitori invece è preoccupazione e ansiosa ricerca di luoghi e persone idonee allo svago e alla crescita. Possibilmente un tempo da vivere piĂš che occupare. E’ tempo di altre esperienze d’incontri di gruppi. Le giornate estive dei ragazzi sono poi “predaâ€? di cose da fare anche per altri.“Liste di propositi o di promesseâ€? depositate nel cassetto, non sono da tutti dimenticate e sono estratte puntualmente anche per ridistribuire pesi e impegni e concedere anche ad altri in famiglia il tempo dell’estate‌ Proposte di esperienze d’incontro di gruppo sono fuori dalla porta, anche se non è scontato accorgersene o coinvolgersi. La banca del tempo, anche quella dei ragazzi d’estate, Â?‘Â?°’‡”Ö‹Â?ƤÂ?‹–ƒ‡†°’‘••‹„‹Ž‡Â•Â‘ĆĄÂ‘Â…ÂƒÂ”Â‡‹Â?—Â?ƒÂ?—‘˜ƒ rete d’impegni il respiro magico di questo tempo capace di gratuitĂ  e creativitĂ . Il gioco è specialmente linguaggio dell’estate. Anche lo sport si concede al gioco. Tempi e successi non sono solo scanditi dai risultati, ma piĂš dal piacere del gioco. Non solo le regole di sport ma clima, localitĂ  e ‌ amicizia, sono regole dello sport estate. Il gioco nasce dalla gratuitĂ , dalla spontaneitĂ  piĂš che dal dovere e anche un po’ di noia stimola d’estate la creativitĂ  del gioco. E’ un ingrediente raro, la noia. La nostra societĂ  la teme e la boicotta Qualche istante di noia ed è subito panico. Occorre essere attivi o sei out ci dicono

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C’è però ancora qualche briciola di noia nei caldi pomeriggi estivi quando il clima consiglia “nascondimento e stasiâ€?‌ La chiamerei “buonaâ€? questa noia perchĂŠ stimola le idee, Ci porta a inventare qualcosa di nuovo nel mondo giĂ fatto e preparato pronto al consumo. ƒÂ?‘‹ƒ°—Â?‹Â?‰”‡†‹‡Â?–‡˜‡Ž‡Â?‘•‘ǥ†ƒÂ?‘Â?’”‡Â?†‡”…‹…‘Â?Ƥdenza. Emozione avversata e sempre piĂš rara nella societĂ  tecnologica, digitale, informatica, iperattiva. —Ö†‹˜‡Â?–ƒ”‡‹Â?˜‡…‡—Â?’ƒ••ƒ‰‰‹‘‹Â?’‘”–ƒÂ?–‡†ƒÂƒĆĄÂ”‘Â?tare per ripartire alla ricerca di un mondo reale fatto di amici, di luoghi, di esperienze da vivere e far vivere non con la complicitĂ  egocentrica e distruttiva, ma piuttosto con la solidarietĂ  creativa. Uomini e animali giocano. Nell’uomo c’è poi coscienza di giocare mentre gioca. E qualche istante di “buonaâ€? noia ci avverte che è ora di cambiare gioco. Il gioco d’estate ha molte occasioni di insegnarci a vivere. L’imprevedibilitĂ  del gioco e del nuovo che nel gioco ogni volta ci può stupire. e alimentare interesse e desiderio di giocare ancora lo stesso gioco come uno nuovo. Cosa permette al gioco di non essere noia anche se ripete e ripete? Non è tempo perso il gioco se giochiamo veramente. Nel gioco che giochiamo ci giochiamo. Riusciamo persino ad ascoltarci giocare mentre giochiamo. Ci osserviamo giocare mentre siamo noi in gioco a‌ giocare il gioco che ci fa giocare. Giocarsi l’estate è invece nel linguaggio comune perdere o vivere male un tempo speciale. Nel gioco, infatti, ci perdiamo quando non siamo piĂš noi a giocare, ma il gioco a giocarci. Basta pensare a brutte scene di sport o alla rabbia che può esplodere anche fra gli amici sul campo. Possiamo invece accorgersi e gustare di essere protagonisti e che senza di noi non potrebbe essere lo stesso gioco il gioco che ci mette in gioco. Credo che i Giocatori interpretino giocando una RealtĂ  ‹‘…‘ÇŚ’‹Î‰”ƒÂ?†‡ǥ•‡Â?’”‡ƒ’‡”–ƒ’‡”…Š¹ˆƒ––ƒ†‹‹Â?ƤÂ?‹–‹ “schermiâ€? ancora da esplorare. Compito di educatori è alimentare anche lo sport come gioco, per una volta senza ansia di successo, di compe–‹œ‹‘Â?‡Ǥ ……‘‰Ž‹‡Â?†‘ ‡ ‰—•–ƒÂ?†‘ ‹Â?˜‡…‡ Žƒ Â‰Â”ÂƒÂ–Â‹Ć¤Â…ÂƒÂœÂ‹Â‘Â?‡ che è giocarsi nel gioco.

Info: www.diocesiverona.it

don Andrea Giacomelli


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VERONA - Via Gardesane, 49 - Tel. 045 2085111 - VERONA - Via Bresciana, 37 - Tel. 045 2085611 LEGNAGO - Via Mantova, 1 - Tel. 0442 606400 - MANTOVA - Via Novellara, 4 - Tel. 0376 391337 www.vicentini.it

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Benvenuti a Verona handbikers! SarĂ una grande giornata di sport e solidarietĂ : le premesse per una forte partecipazione di pubblico ci sono tutte

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omenica 29 Luglio Verona ospiterĂ una tappa del Giro D’Italia Handbike patrocinato dall’UCI. Un’ora di gara su una distanza prevista di 35 km circa con partenza e arrivo in Piazza Bra: premiazioni e festa alla Gran Guardia. SarĂ  una grande giornata di sport e solidarietĂ : le premesse per una forte partecipazione di pubblico ci sono tutte. Non è un caso che la nostra cittĂ  sia una delle 10 sedi che ospiteranno la kermesse nazionale: Verona è da anni ormai una delle capitali dell’handbike italiana grazie all’incontro tra persone con cui la vita è stata particolarmente crudele, ma che hanno trovato nello sport una forma di rinascita personale e chi ha deciso d’intraprendere con loro un percorso di impegno civile e solidale. Questo intreccio si chiama GSC Giambenini: i protagonisti sono gli atleti disabili della squadra ed il patròn Piergiorgio Giambenini. Tutto ha inizio nel laboratorio meccanico della Maddiline Cycles a Ponton una decina di anni fa... Andrea ‘Â?–‹ǥ ƒ”‹Â?ƒ ‡”Žƒ–‘ ‡ ”ƒœ‹ƒÂ?‘ —ƥ‘ǥ ƒÂ?‹…‹ ‡ ƒ–Ž‡–‹ costretti su una sedia a rotelle che cercano nello sport

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una nuova via, scoprono l’Handbike, fanno qualche uscita insieme, ci prendono gusto e cominciano a partecipare a qualche garetta. Pian piano inziano a fare sul serio; si rivolgono ai fratelli Maddinelli che sposano la loro causa e gli costruiscono le bici su misura. Destino vuole che quello stesso laboratorio sia frequentato anche da Piergiorgio Giambenini, imprenditore di successo innamorato del ciclismo. Piergiorgio è da anni impegnato con la moglie Laura in progetti a sfondo sociale. Scopre le handbikes, ne rimane colpito e s’illumina: la sua mission diventa il connubbio tra sport e solidarietĂ . CosĂŹ nel 2004 nasce la squadra Handbike GSC Giambenini. Partiti con soli cinque atleti, oggi sono esattamente il triplo. Eccoli i nostri campioni di sport e di umanitĂ : Dario Bignotti, Paolo Bordignon, Roberto Brigo, Graziano —ƥ‘ǥ Â?†”‡ƒ ‘Â?–‹ǥ ‹ƒÂ?Â?‹ ƒ”„‹Â?ÇĄ ‹ƒÂ?˜‹–‘ ‹Â?ÂˆÂ‘ÂœÂœÂ‹ÇĄ Marina Perlato, Omar Rizzato, Eros Sacchet, Alessandro Zanardi, Andrea Lavagnoli, Roberto Zecchinato, Fabio Triboli e Ivano Dal Canal.


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Uno dei loro obiettivi più importanti è stimolare con il loro entusiasmo altre persone disabili a praticare uno sport bello e senza barriere come il ciclismo. Da diversi anni dedicano tutto il tempo libero a questa attività e grazie a Piergiorgio Giambenini si sono orga‹œœƒ–‹‹—ƒ•“—ƒ†”ƒƒŽƤ‡–”‘˜ƒ”‡—•—’’‘”–‘–‡…‹co ed economico per poter fare di più, sia nella preparazione che nella partecipazione alle gare. Quale miglior occasione quindi del 29 Luglio con il Giro d’Italia a Verona? Non potete assolutamente mancare!

COS’È L’HANDBIKE Il termine handbike (e non handybike come spesso viene erroneamente pronunciato) deriva dall’inglese, letteralmente “bici a mano”. La biicletta è composta da un telaio supportato da tre ruote (ottime per l’equilibrio) e viene azionata con le mani dal ciclista adagiato sul sedile della handbike. Questo mezzo (parente della recumbent, la bicicletta a due ruote con sedile sulla quale si pedala in posizione orizzontale) permette a chi guida di farlo da sdraiato e senza l’uso delle gambe, in una comoda posizione che dà stabilità e aerodinamicità. Oggi esistono molti circuiti di handbike con gare anche di livello internazionale. È tra le discipline paralimpiche da strada.

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Tappa di Verona: il programma

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Comitato Organizzatore del Giro d’Italia di HandBike è un’Associazione Sportiva Dilettantistica non a fini di lucro che ha per oggetto lo sviluppo e la diffusione del ciclismo attraverso l’esercizio di attività sportive dilettantistiche ed in particolare la formazione, la promozione e l’organizzazione di gare ed ogni altra attività ciclistica in genere nel quadro, con le finalità e con l’osservanza delle norme e delle direttive del CONI, della FCI e dei suoi Organi. Tutti gli operatori e collaboratori che operano all’interno dell’organizzazione sono volontari che – in aggiunta alle loro rispettive occupazioni – prestano tempo e professionalità a questo importante evento unico in Europa. Da un’idea di Andrea Leoni, che subito ha trovato realizzazione grazie a Maura Macchi, il C.O. del Giro di Italia di HandBike nasce con l’intento preciso di creare, per questo tipo di disciplina, un circuito di gare che possano distinguersi - a livello Nazionale - per organizzazione e qualità, promuovendo un’iniziativa

 ǧ  L’associazione sportiva dilettantistica GSC GIAMBENINI P. Onlus organizza domenica 29 luglio 2012 a Verona la 9^ Tappa del Giro d’Italia Handbike, gara nazionale per atleti disabili, denominata 1° Trofeo CittĂ di Verona. Responsabili Organizzativi Pezzotta Silvio, Macchi Maura     Assessorato allo sport e tempo libero Comune di Verona    Sono ammesse a partecipare le SocietĂ  Sportive regoŽƒ”Â?‡Â?–‡ÂƒĆĽÂŽÂ‹ÂƒÂ–‡ƒŽŽƒ ‡†‡”ƒœ‹‘Â?‡‹…Ž‹•–‹…ƒ –ƒŽ‹ƒÂ?ƒ’‡” l’anno agonistico 2012. Gli atleti iscritti dovranno essere in regola con il tesseraÂ?‡Â?–‘ ͖͔͕͖ ‡ ‹Â? ’‘••‡••‘ †‡Ž Â…Â‡Â”Â–Â‹Ć¤Â…ÂƒÂ–Â‘ Â?‡†‹…‘ †ǯ‹†‘Â?‡‹–Â?ƒŽŽƒ’”ƒ–‹…ƒ•’‘”–‹˜ƒƒ‰‘Â?‹•–‹…ƒ‡†‡ŽÂ…Â‡Â”Â–Â‹Ć¤Â…ÂƒÂ–Â‘†‹ ƒ••‡‰Â?ƒœ‹‘Â?‡ †‡ŽŽƒ Â…ÂŽÂƒÂ•Â•Â‹Ć¤Â…ÂƒÂœÂ‹Â‘Â?‡ ˆ—Â?œ‹‘Â?ÂƒÂŽÂ‡ÇĄ Â?‘Â?…Š¹ della licenza di gara FCI. ‘Â?‘ƒÂ?Â?‡••‹ƒŽŽƒÂ‰ÂƒÂ”ÂƒÇĄ•‡Â?œƒ’ƒ”–‡…‹’ƒ”‡ƒŽŽƒÂ…ÂŽÂƒÂ•Â•Â‹Ć¤Â…Âƒ del Campionato Italiano di SocietĂ , atleti provenienti da SocietĂ  di Federazioni Estere.

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PERCORSO Circuito cittadino secondo le caratteristiche indicate in planimetria di circa 2 km completamente pianeggiante e con circa 300 mt. di pavè. Partenza e arrivo in Piiazza BrĂ , con il percorso che si sviluppa in senso orario lungo il Corso Porta Nuova, si gira prima della porta, si ritorna lungo il Corso Porta Nuova, si gira intorno ai giardini di Piazza BrĂ . La formula di gara è del tipo Criterium, ovvero “1 ora + 1 giroâ€?. ‰Ž‹‡ƥ‡––‹†‡Ž…‘Â?–‡‰‰‹‘†‡Ž–‡Â?’‘Â?‘Â?•ƒ”ƒÂ?Â?‘…‘Â?•‹derate le singole categorie ma il passaggio del concorrente leader assoluto della gara. Allo scadere dell’ora di gara, al passaggio del leader assoluto in gara in quel momento. sarĂ  suonata la campana che avviserĂ  gli atleti dell’inizio dell’ultimo giro. Terminato l’ultimo giro, tutti gli atleti dovranno fermarsi e la gara avrĂ  termine.   Ritrovo atleti dalle ore 7.30 in prossimitĂ  del Palazzo delŽƒ ”ƒÂ? —ƒ”†‹ƒ‹Â?‹ƒœœƒ”Â?’‡”Â˜Â‡Â”Â‹Ć¤Â…Âƒ–‡••‡”‡ǥ…‘Ž‘re casco per ogni categoria, consegna numeri di gara e …Š‹’”‹Ž‡˜ƒÂ?‡Â?–‘–‡Â?’‹ǥƤ”Â?ƒˆ‘‰Ž‹‘†‹’ƒ”–‡Â?œƒ‡”‹–‹”‘ pacco gara. ƒŽŽ‡‘”‡Í?…‹”…ƒ‹Ž’‡”…‘”•‘†‹‰ƒ”ƒ•ƒ”Â?…Š‹—•‘ƒŽÂ–Â”ÂƒĆĽÂ…Â‘ e a disposizione degli atleti per il riscaldamento. Ore 9.30 partenza. Ore 12.30 premiazioni presso il Palazzo della Gran Guar†‹ƒ†‘˜‡˜‡””Â?‘ƥ‡”–‘‹Ž’”ƒÂ?œ‘ÂƒÂŽÂŽÇŻÂƒÂ–ÂŽÂ‡Â–Âƒ‡•—‘ƒ……‘Â?’ƒgnatore e dove seguirĂ  intrattenimento a sorpresa.

Â?’‘”–ƒÂ?–‡ǣ ‹Ž Â–Â”ÂƒĆĽÂ…Â‘ •ƒ”Â? ‹Â?–‡”†‡––‘ Â?‡ŽŽƒ œ‘Â?ƒ †‡ŽŽƒ gara dalle ore 9 alle ore 11. 

 Servizio realizzato con sistemi automatizzati di Winning Time. Ad ogni concorrente verrĂ consegnato un chip


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che dovrĂ essere applicato secondo le indicazioni fornite dal gestore del servizio. Al termine della manifestazione il chip dovrĂ  essere restituito all’Organizzazione. Il mancato o non coretto utilizzo del chip comporterĂ  il Â?‘Â?‹Â?•‡”‹Â?‡Â?–‘Â?‡ŽŽƒÂ…ÂŽÂƒÂ•Â•Â‹Ć¤Â…Âƒ†‹‰ƒ”ƒǤ     

ƒ Â…ÂŽÂƒÂ•Â•Â‹Ć¤Â…Âƒ †‹ ‘‰Â?‹ …ƒ–‡‰‘”‹ƒ ˜‡””Â? †‡–‡”Â?‹Â?ƒ–ƒ •—ŽŽƒ base del numero dei giri percorsi e del relativo tempo di gara per ogni atleta. ”‡Â?‹‹Â?†‹˜‹†—ƒŽ‹ƒ‹’”‹Â?‹–”‡Â…ÂŽÂƒÂ•Â•Â‹Ć¤Â…ÂƒÂ–Â‹†‡ŽŽ‡•‹Â?‰‘Ž‡…ƒtegorie femminili/maschili della tappa. •‡‰—‹”‡˜‡””Â?Â‡ĆĄÂ‡Â–Â–Â—ÂƒÂ–ÂƒŽƒ…‡”‹Â?‘Â?‹ƒ’”‘–‘…‘ŽŽƒ”‡†‡Žla consegna della MAGLIA ROSA ai leaders delle varie ca–‡‰‘”‹‡Â?‡ŽŽ‡Â…ÂŽÂƒÂ•Â•Â‹Ć¤Â…ÂŠÂ‡†‡Ž ‹”‘†ǯ –ƒŽ‹ƒ‡†‡ŽŽƒ   BIANCA in base ai migliori punteggi nelle rispettive cate‰‘”‹‡’‡”Žƒ•’‡…‹ƒŽ‡Â…ÂŽÂƒÂ•Â•Â‹Ć¤Â…Âƒ†‡‹–”ƒ‰—ƒ”†‹˜‘ŽƒÂ?–‹Ǥ  

Per tutti i partecipanti vige l’obbligo di rispettare il Regolamento FCI/Norme Attuative 2012. Eventuali reclami dovranno pervenire agli Organizzatori secondo le modalitĂ indicate dai Regolamenti FCI.      Servizio giudici di gara – A cura dei giudici della FCI Servizio ambulanza e Medico Sicurezza garantita dalla POLIZIA LOCALE, volontari ASA, volontari PROTEZIONE CIVILE, GRUPPO ALPINI e amici volontari. Assistenza meccanica garantita. ––‹˜‹‹•‡”˜‹œ‹ÂˆÂ‘Â–Â‘Â‰Â”ÂƒĆ¤Â…Â‘ÇĄ”ƒ†‹‘ˆ‘Â?‹…‘‡–‡Ž‡˜‹•‹˜‘Ǥ

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Magic Night, basket e volley insieme per l’Emilia Romagna Durante la manifestazione è stata organizzata una raccolta fondi consegnati alla Polivalente Futura di Finale Emilia

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stata un’edizione particolare quella di Magic Night 2012, svoltasi per il terzo anno consecutivo nella Galleria di Veronamercato il 9 e 10 giugno scorsi e organizzata dall’Accademia del Basket di Sandro Boni e Roberto Dalla ‡……Š‹ƒǤ ÂŽƤŽ‘…‘Â?†—––‘”‡†‡ŽŽƒ†—‡‰‹‘”Â?‹†‹„ƒ•Â?‡–‡˜‘ŽŽ‡›° •–ƒ–‘‹Ž–‡””‡Â?‘–‘…Š‡Šƒ…‘Ž’‹–‘ÂŽÇŻÂ?‹Ž‹ƒ–”ƒŽƒƤÂ?‡†‹Â?ƒ‰‰‹‘‡ l’inizio di giugno. Durante la manifestazione è stata organizzata una raccolta fondi pro-terremotati che ha fruttato la somma di 1820 Euro che è stata consegnata, al momento delle ’”‡Â?‹ƒœ‹‘Â?‹ǥ•‘––‘ˆ‘”Â?ƒ†‡ŽŽƒ‰‹‰ƒÂ?Â–Â‘Â‰Â”ÂƒĆ¤ÂƒÂ†Â‡ÂŽÂŽÇŻÂƒÂ•Â•Â‡Â‰Â?‘ǥƒŽŽƒ Polivalente Futura di Finale Emilia settore Volley. Ma la cosa piĂš riuscita riguarda il pullman messo a disposizione dall´Atv che ha prelevato direttamente a Finale Emilia (e riportato a casa) un gruppo di pallavolisti che hanno partecipato ai tornei di Magic Night. Il gruppo era capeggiato da Giulio Cesare Bregoli, vice allenatore a Piacenza in A1 di volley femminile, cui si è aggiunta una delegazione di Mirandola e Poggio Rusco, rappresentata dal vice sindaco Fabio Zacchi. I fondi raccolti verranno utilizzati per rimettere in sesto le strutture sportive danneggiate dal terremoto: oltre agli organizzatori, si sono prodigati a quest’opera l´Amia, il Coni, l´Avis, gli Alpini della seziona Stadio, la Protezione Civile e i ragazzi diversamente abili dell´Istituto Agrario Stefano Bentegodi, oltre naturalmente a tutti gli atleti iscritti ai tornei di basket e volley. Ospiti d´onore di Magic Night, Alessandro Frosini e Sly Gray per il basket, e Giorgio Nibbio, Marco Meoni ed Enrica Merlo per il volley.Diverse novitĂ hanno caratterizzato la 3^ notte magica: un torneo di basket in carrozzina, con la presenza di 4 squadre dell’Olimpic Basket Verona dirette da Saverio Pellegrino e il 1° Trofeo First Fruit, torneo di basket e volley per societĂ , riservato alle categorie Under 13. Non è mancata la tradizionale partita di pallacanestro AutoritĂ  vs Giornalisti, disputata in chiusura della manifestazione, ’”‹Â?ƒ†‡ŽŽ‡’”‡Â?‹ƒœ‹‘Â?‹ƤÂ?ƒŽ‹Ǥ

n una cornice molto suggestiva, davanti ad un folto pubblico, sono stati premiati i vincitori dei tornei maschili e femminili di basket e pallavolo; a tutti coloro che sono saliti sul palco è andata una coppa di macedonia in rispetto ai “Colori del Benessereâ€? messa a disposizione dal direttore generale di Veronamercato (ed ex cestista) Paolo Merci. Infaticabile, come sempre, il lavoro dei volontari del “Magic Â–ÂƒĆĄÇł…‘‘”†‹Â?ƒ–‘†ƒŽŽ‡ǎƒÂ?‹Â?‡ǯ†‹ƒ‰‹…‹‰Š–—‹•ƒ‡ƒ„”‹Â?ÂƒÇĄ rispettivamente moglie di Roby Dalla Vecchia e Sandro Boni. Andrea Etrari

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Il Brunico Camp festeggia il suo 28° successo Tanto basket per tutti, ma non solo: allenamenti, gare, tornei individuali e di squadra, e tanti premi

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l Brunico Camp, organizzato e diretto dal presidente di Verona Basket Fabio Celebrano, è il più longevo tra i basketball camp del Triveneto e non solo. L’edizione 2012, da poco conclusasi, è la numero 28 e ‰”ƒ†‡°Žƒ•‘††‹•ˆƒœ‹‘‡†‡ŽǮ‡Ž‡ǯ‡†ƒŽ•—‘•–ƒơǤ Per due settimane i giovani partecipanti hanno potuto vivere una settimana di basket e divertimento in una località turistica ideale come Brunico, con impianti sportivi di alta qualità. Nella prima settimana, dal 17 al 23 giugno, quasi 50 mini

campioni del Minibasket (dal 2001 al 2004), oltre all’allenamento di basket, hanno potuto praticare palestra di ”‘……‹ƒǡ–‹”‘…‘Žǯƒ”…‘‡”ƒˆ–‹‰‡†‡ơ‡––—ƒ”‡—ǯ‡•…—”•‹‘ne in treno nella vicina San Candido ed usufruire della struttura sportiva dell’Acquafun. Nella seconda settimana, dal 24 al 30 giugno, circa 50 ragazzi più grandi, dai 2000 ai 1997, hanno vissuto una settimana full immersion di basket, sotto la guida di

•–”—––‘”‹ †‹ •‡––‘”‡ ‰‹‘˜ƒ‹Ž‡ƒŽ–ƒ‡–‡“—ƒŽ‹Ƥ…ƒ–‹ǡ…Š‡ non hanno bisogno di presentazioni: Franco Marcelletti e Dacio Bianchi, cui si è aggiunto come dimostratore il cestista veronese Alexander Simoncelli che ha giocato a Piacenza, in Legadue, nell’ultima stagione. Tanto basket per tutti, ma non solo: allenamenti, gare, tornei individuali e di squadra, e tanti premi. Non solo basket però, perché animazione, gare e tornei, hanno allietato l’attività dei ragazzi nelle due settimane. Arrivederci ad una nuova splendida edizione nel 2013. Andrea Etrari

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Avete voluto le vacanze? Bene, allora...pedalate! Ormai molto diffuse, le trekking bike (o city bike) sono un’ottimo compromesso per muoversi e fare sport in città

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er scoprire e capire meglio come trascorrere le vacanze in bicicletta ci siamo rivolti al laboratorio Princycles di Lungadige Attiraglio a Verona che nel 2008 ha costruito le biciclette che i cicloviaggiatori Gianni Sirotto e Renato Ciravegna hanno utilizzato per il loro viaggio da Venezia a Pechino. Parlando con il personale specializzato abbiamo “inquadrato” meglio alcuni termini che spesso sentiamo pronunciare ma che, molte volte, non ci sono ben chiari. Per esempio si dice trekking bike, bici ibrida o city bike la bicicletta risultante dell’assemblaggio di componenti da corsa con componenti MTB. Normalmente le caratteriatiche che provengono dalla MTB sono la posizione di guida più comoda, i freni e la tripla moltiplica anteriore. Le caratteristiche che invece provengono dalla bici da corsa sono il telaio più leggero e le ruote da 28”. Il mix delle varie componenti determina poi il tipo speciƤ…‘†‹„‹…‹…Ž‡––ƒ…‘•¿ƒ˜”‡‘ǣ

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- modelli con telai e forcelle in carbonio, ruote particolarmente leggere e componentistica top in grado di garantire ottime prestazioni molto simili a quelle delle biciclette da corsa, su questi modelli per questioni di robustezza e leggerezza il montaggio del portapacchi deve essere valutato con attenzione. - modelli con telai in alluminio forcella ammortizzata o rigida in carbonio, ruote in alluminio di sezione maggiore, freni V-brake o disco, normalmente questi modelli sono predisposti per il montaggio di robusti porta pacchi sia al telaio che alla forcella. Questi solitamente sono i modelli più apprezzati dai ciclo turisti che usano la bicicletta per lunghi spostamenti e per più giorni caricando sui porta pacchi voluminose e pesanti borse e non vogliono avere sorprese durante il viaggio magari a decine di chilometri dal primo punto assistenza. - modelli con telai più pesanti forcelle generalmente rigide in acciaio,componenti più basiche, completi di parafanghi, carter, portapacchi ed impianto di fanaleria


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Ƥ••‘Ǥ—‡•–‹‘†‡ŽŽ‹•‘‘‰‡‡”ƒŽ‡–‡•…‡Ž–‹†ƒ…Š‹•‹ sposta in città ma non disdegna qualche gita fuori porta non molto impegnativa. ‡†‹ƒ‘ ‘”ƒ ‡ŽŽ‘ •’‡…‹Ƥ…‘ ƒŽ…—‹ †‡‹ …‘’‘‡–‹ ’‹î importanti. TELAIO Che siano in carbonio alluminio od acciaio i telai possono essere di importazione o costruiti in Italia,i primi talvolta hanno prezzi troppo alti rispetto la loro provenienza,i secondi invece possono essere personalizzati a piacere quindi da preferire per chi ricerca il meglio. Forcella: ammortizzata, rigida in carbonio o rigida in acciaio possono essere predisposte per freno disco o V-brake con o senza predisposizione portapacchi e parafango RUOTE Dimensione 28” di sezione più stretta o più larga per freno disco o V-brake possono essere pre assemblate talvolta anche con raggi dalle misure, sezioni ed incroci più strani od assemblate artigianalmente preferendo 32 0 36 raggi a seconda del peso del futuro utilizzatore e del materiale trasportato.Le seconde sarebbero da preferire specie per chi ipotizza un utilizzo intenso e vuole la certezza di trovare in qualsiasi posto un raggio compatibile ed un meccanico in grado di sostituirlo. Talvolta neppure il negoziante che vende le ruote nuove Šƒ‹…ƒ•ƒ‹”ƒ‰‰‹†‹•…‘”–ƒ’‡”‡˜‡–—ƒŽ‹”‘––—”‡Ƥ‰—”ƒ–‡vi durante un viaggio. COPERTONI ‹•‡œ‹‘‡˜ƒ”‹ƒ„‹Ž‡’‘••‘‘ƒ˜‡”‡‹ŽƤƒ…‘”‹ˆ”ƒ‰‡–‡ ma soprattutto essere anti foratura.

  Generalmente il alluminio ne esistono di molte forme, †ƒŽ…Žƒ••‹…‘†ƒƒ‹’‹î•‘Ƥ•–‹…ƒ–‹‡•ƒ‰‘ƒ–‹•’‡…‹Ƥ…‹ per le bici ibride.    Per componentistica si intende l’insieme del gruppo cambio e del sistema frenante.ne esistono vari modelli la cui qualità può variare anche di molto così come il costo. La considerazione più importante è che i mix di componenti (cambio top con resto mediocre) non sono mai una buona soluzione, ogni componente è costruito per lavorare in simbiosi con gli altri componenti del suo stesso livello, solo così le tolleranze e l’usura saranno rispettate e la funzionalità della bicicletta rimarrà invariata nel tempo. Non è il cambio posteriore che fa la qualità della bicicletta specie quando il resto è di scarsa qualità ma l’insieme di tutti i componenti ed il loro corretto assemblaggio. Importante, a conclusione, che ogni bicicletta per circolare deve essere in regola con il codice della strada non devono quindi mancare campanello (sempre), fanale con rifrangente anteriore e posteriore, rifrangenti sulle ruote e sui pedali (nelle ore notturne o in galleria). ”—‘‘•–ƒƥ

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Festa grande alla Eddy Merckx 2012 Organizzazione impeccabile grazie all’impegno dei 350 volontari e alla supervisione di Alessia Piccolo

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esta grande per Eddy Merckx alla GF Internazionale Eddy Merckx di Rivalta di Brentino Belluno (Verona), dove domenica 10 giugno ha festeggiato, con qualche giorno di anticipo, il 67° compleanno. La 6^ edizione della rassegna su strada è stata all’inse‰ƒ†‡‹…‘Ž’‹†‹•…‡ƒǡ•‘’”ƒ––—––‘‡ŽƤƒŽ‡†‡ŽŽƒ ”ƒfondo (155,5 km) e della Mediofondo (85,6 km), gioca-

–‡ •—Ž ƤŽ‘ †‹ Žƒƒ ‡ ˜‹–‡ ‹ ˜‘Žƒ–ƒ ”‹•’‡––‹˜ƒ‡–‡ †ƒŽ polacco Hubert Krys e dal veronese Andrea Pontalto, al femminile invece ha fatto centro il tocco da campionessa dell’olimpionica della scherma Dorina Vaccaroni, proprio come Astrid Schartmüller nella mediofondo. Bello il colpo d’occhio allo start, dei 2175 iscritti si sono presentati in 1800 forse a causa dell’annunciato maltem-


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po, invece il sole è stato all’ordine del giorno, con solo “—ƒŽ…Š‡‰‘……‹ƒÂ?‡ŽƤÂ?ƒŽ‡•—Ž‘Â?–‡ƒŽ†‘Ǥ Nei primi km il gruppo è rimasto compatto dietro l’illustre guida di Merckx e dei ciclisti professionisti della Farnese, ma giĂ sulla prima salita verso Mazzurega la corsa iniziava a movimentarsi e i migliori si distaccavano dopo Fumane, con Krys, Falzarano, Spiazzi e Pontalto in testa a tutti. ”›•‡”ƒ’—”‘Â•Â…ÂƒÂŽÂƒÂ–Â‘Â”Â‡ÇĄ•—ƒŽƒ”‘Â?‘•…ƒŽƒ–ƒƤÂ?‘ƒ”‡‘Â?‹‘Č‹Í–Í–ÇŻÍ”Í–ÇłÍ›Í”ČŒ…‘Â?—Â?˜ƒÂ?–ƒ‰‰‹‘‹Â?ƤÂ?‹–‡•‹Â?ƒŽ‡•— ƒŽœƒ”ƒÂ?‘ǥ’‘‹‰‹Î‹Â?’‹……Š‹ƒ–ƒƤÂ?‘ƒ‡”‹ǥ†‹•…‡•ƒ†ƒÂ?ƒÂ?‹Â?ƒœ‡ dove ha preso il largo Spiazzi, deciso a vincere il medio. Non aveva fatto i conti però con Camozzi e Masiero (poi 2° e 3°) e soprattutto con Pontalto, imprendibile allo sprint. La Granfondo proseguiva in Trentino alla volta di Mori, il tandem Krys – Falzarano macinava vorticosamente ˜ƒÂ?–ƒ‰‰‹‘ ƤÂ?‘ Ġ ƒ””‹˜ƒ”‡ ƒ Í–ÇŻÇĄ —Â? ‰ƒ’ …Š‡ ’‡”Ö ° •–ƒto ridimensionato dall’inappellabile giudizio della salita

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della Polsa. Bertuola, Cappè, Zen ed un manipolo di dieci inarrestabili hanno riagguantato i fuggitivi e sono arrivati gomito a gomito allo scollinamento della Polsa, dove Falzarano è scattato con Krys alle calcagna. Dietro Bertuola e Zen erano pronti a reagire e sul piano dopo Avio si mettevano in scia a Falzarano e Krys, sul traguardo sono cosĂŹ arrivati in quattro ed è stato di nuovo sprint, con Krys primo, Zen e Bertuola a completare il podio e Falzarano, gran protagonista di giornata, “soloâ€? 4°, tutti racchiusi in meno di 30/100. Organizzazione impeccabile grazie all’impegno dei 350 volontari, con strade presidiate e ristori forniti ed apprezzati, soprattutto il riso-party, con i cuochi della Fiera †‡Ž‹•‘‘’‡”‘•‹ƤÂ?‘ƒŽ–ƒ”†‘’‘Â?‡”‹‰‰‹‘Ǥ ‘Â•Â–ÂƒĆĄ‰—‹†ƒ–‘†ƒŽ‡••‹ƒ‹……‘Ž‘ǥÂ?ƒÂ?ƒ‰‡”‡ƒÂ?…Š‡Ž‡‹ in gara nella mediofondo, ora rilancia all’anno prossimo, con l’edizione n. 7. Mario Facchini

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GF Cunego, la carica dei 2000! Al nastro di partenza dell’edizione 2012 anche Eros Poli e l’ex calciatore di Juve e Verona Marco Pacione

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n 2.000 nel segno di Cunego. Sotto il cielo veronese d’inizio giugno, bigio ma senza pioggia, si è raccolto un interminabile stuolo di appassionati per la 7.a Granfondo Damiano Cunego. La gara su strada come sempre ha visto al via anche il campione di Cerro, pronto ƒ†ƒŽŽ‡ƒ”•‹’‡†ƒŽƒ†‘ƒƤƒ…‘†‡‹ˆƒǤ 145 o 85 km, questa la scelta proposta ai pedalatori domenica 3 giugno, due tracciati impegnativi che da Verona in Via D’Arezzo, nuova location di partenza, vanno a lambire Valpantena, Lessinia e l’ascesa verso Passo Provalo valida pure per la cronoscalata. La vittoria è spettata al toscano Alfonso Falzarano, primo in volata dopo essere stato ripreso a seguito di una lunga fuga, festa anche per Monica Bandini e, nella me-

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diofondo, per il duo veronese Davide Spiazzi - Christiane Bitante. Prima della partenza i granfondisti fanno a gara per fotografarsi con Cunego, ma anche con gli altri campioni schierati al via, dall’ex calciatore della Juve e del Verona Marco Pacione al campione Eros Poli. Poi una pioggia di coriandoli saluta lo start, via verso la tangenziale e la Valpantena, il primo slancio arriva da Antonio Camozzi ma in Lessinia, tra nebbia densa ed atmosfera dantesca, ˜‹‡‡”‹ƒ……‹—ơƒ–‘†ƒ’‹ƒœœ‹Ǥ1‰‹†‡…‹•‘ǡ•ƒ”ƒ‘Ž‘”‘ due a giocarsi la gara in volata, con lo sprinter Spiazzi a chiudere in 2h23’52’’ davanti a Camozzi e al motociclista australiano Troy Herfoss. La veronese (ma nata in Austria) Christiane Bitante non ha avuto rivali ed ha pre-


FLFOLVPR ceduto di 18’ la Fiorin e di 19’ l’altra veronese Lonardelli. A guidare la gara “lungaâ€? nel frattempo ci sono BertuoÂŽÂƒÇĄÂƒÂ†Â†Â‡Â‘ÇĄ ƒŽœƒ”ƒÂ?‘ǥ—Â?‹…‘‡ÂƒÂ’’°ǥŽƒÂ…ÂŽÂƒÂ•Â•Â‹Ć¤Â…Âƒ•‹†‡linea soprattutto sull’ascesa Nogarotto – Collina, dove ƒŽœƒ”ƒÂ?‘†Â?—Â?‘•…‘••‘Â?‡–‡Â?–ƒÂ?†‘ÂŽÇŻÂƒĆĄÂ‘Â?†‘Â†Â‡Â…Â‹Â•Â‹Â˜Â‘ÇĄ con Bertuola deciso a non mollarlo. Il due proseguono ‹Â? –ƒÂ?†‡Â? ƤÂ?‘ ƒŽ –”ƒ‰—ƒ”†‘ ‡ •‹ ‰‹‘…ƒÂ?‘ ‹Ž •—……‡••‘ ‹Â? volata, Bertuola è frenato dai crampi e Falzarano chiude in 4h31’27’’, con 1’’ su Bertuola e 53’’ su Caddeo. Per la terza volta Monica Bandini domina la femminile e taglia il traguardo 7’ prima di Maria Cristina Prati, sua

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anche la Cronoscalata Trofeo Berner, vinta al maschile da Camozzi. La festa c’è stata pure per l’ultimo arrivato, Alberto Ceresa di Lodi, a lui un viaggio per due all’Isola d’Elba come premio di “consolazioneâ€? per la maglia nera‌e che consolazione! ‘Â•Â–ÂƒĆĄ‰—‹†ƒ–‘†ƒ‡”‰‹‘‘Â?„‹‡”‹Šƒƒ”…Š‹˜‹ƒ–‘—Â?ÇŻÂƒÂ’prezzata 7.a edizione, promossa la nuova logistica ed ora si va avanti, verso il nuovo appuntamento 2013. Mario Facchini

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scolastico verona diocesi verona

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Nicoletta, otto giorni in sella alla conquista di Santiago Inizierà a Saint-Jean-Pied-de-Port l’avventura (lunga 900 chilometri) di Nicoletta Banterla, odontoiatra di Cavaion Veronese, che ha fatto della MTB la sua grande passione

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antiago de Compostela è una cittadina di circa 93.000 abitanti situata nella comunità autonoma della Galizia, nella Spagna nord-occidentale. Fin dal Medioevo pellegrini provenienti da tutto il mondo hanno intrapreso il cammino che, passando per la Francia e la Spagna, porta al santuario di Santiago, ove sarebbe situata la tomba di Giacomo il Maggiore, apostolo e martire del Cristianesimo. Questo luogo di intensa spiritualità ha ottenuto anche vari riconoscimenti: nel 1985 le strade francesi e spagnole che compongono l’itinerario sono state dichiarate patrimonio dell’umanità da parte dell’Unesco. Santiago di Compostela è stata dichiarata Capitale Europea della Cultura, anche in virtù dell’esistenza in questa città di una delle più antiche università della Spagna. Il Consiglio Europeo ha quindi riconosciuto l’importanza del percorso religioso e culturale e ha finanziato diverse iniziative per pro-

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muoverlo. Ancora oggi, e specialmente in seguito a tali riconoscimenti, sono moltissime le persone che decidono di intraprendere questo cammino, e non esclusivamente per motivi religiosi. C’è chi decide di percorrerlo a piedi e chi in bicicletta, come Nicoletta Banterla, persona determinata e sportiva. Nicoletta lavora come amministratrice in un ambulatorio odontoiatrico di Cavaion Veronese, assieme al marito, con il quale è sposata da ben 25 anni. Hanno una figlia, Francesca, che sta intraprendendo la carriera lavorativa dei genitori e porterà avanti, per la terza generazione, la medesima attività. Cavaion, paese dove vive e lavora Nicoletta, è stato anche il luogo in cui è nata e cresciuta la sua passione per la mountain bike. Le sue strade in salita, infatti, offrono ottime opportunità di allenamento.


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Nicoletta, hai deciso di andare in bici a Santiago: da dove partirai e quanti chilometri percorrerà? Partirò con il pullman per la Francia dove, una volta arrivata a Saint-Jean-Pied-de-Port (comune francese situato nel dipartimento dei Pirenei Atlantici nella regione dell’Aquitania.), inizierò la vera e propria avventura di 900 km circa.

da mio fratello, pratico di queste imprese, avendone realizzate in passato anche di più difficoltose.

Quanti giorni pensi di impiegare? Ho deciso, poiché viaggerò nel mese caldo di agosto, di percorrere tappe non più lunghe di 90/100 km al giorno, per un totale di otto giorni in sella.

Perchè questa decisione e soprattutto perchè questa meta? Da tempo, con gli amici del mio “bici club”, accarezzavo l’idea di realizzare questa impresa e finalmente quest’anno siamo riusciti a pianificare il viaggio. Santiago è la classica meta del pellegrino, e questo è stato un forte stimolo per affrontare la sfida.

Dove farà sosta? Farò sosta tutte le sere in piccoli hotel, dato che negli ostelli non è prevista la possibilità di prenotare e, in ogni caso, la precedenza è di chi intraprende il percorso a piedi. Sarai sola o in compagnia? Sarò in compagnia di un gruppo di amici. Alcuni di loro percorreranno lo stesso itinerario con me in bici, altri faranno dei tratti a piedi. Come ti stai allenando per questa impresa? Mi alleno a giorni alterni percorrendo un totale di 250 km alla settimana. Sto inoltre seguendo un programma nutrizionale e di preparazione fisica, che mi è stato consigliato dalla mia istruttrice ed amica, e

Da quanto tempo vai in bicicletta? Vado in bici seriamente da ormai sei anni. Data anche l’asperità delle strade del mio paese preferisco la mountain bike alla bici da strada.

È la prima volta cheaffronti un’esperienza del genere? Sì è la prima volta che mi cimento in questo genere di esperienza Cosa pensi di “ricavare” da questa tua avventura? Penso, anzi ne sono convinta, che questa lunga pedalata in questi luoghi storici e pieni di fascino, potrà essere per me un arricchimento sia dal punto di vista fisico ma anche, e soprattutto, dal punto di vista mentale e spirituale. Benedetta Sartori

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Successo per la chiusura di una stagione...@tuttoSport! Grande cornice di pubblico martedì 5 giugno per il “Gran Galà dello Sport - Chiusura di una stagione… @tuttoSport”, manifestazione organizzata dall’Assessore allo sport del Comune di Castel d’Azzano, Massimiliano Liuzzi

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ella suggestiva cornice del teatro dell’Hotel Malaspina, presenti alla serata, condotta da Alberto Fabbri, oltre 400 persone e tutte le società del territorio di Castel d’Azzano. Dal ciclismo al calcio, dal pattinaggio alla danza. Anche i dirigenti delle principali realtà sportive veronesi, Enzo Zanin del Chievo, James Tirelli della Tezenis, Luca Bazzoni della Marmi Lanza, insieme a Fanna, Penzo e Sacchetti dell’Asd ex calciatori Hellas Verona, hanno portato la loro gradita testimonianza. Il Gran Galà dello sport, è stato anche l’occasione per consegnare al vincitore del concorso “Disegna la tua maglia gialloblu” la maglia realizzata grazie al suo disegno. I vincitori sono stati: per la Marmi Lanza Cattafesta Matteo, per la Tezenis Daniele Yared, per il Chievo Verona Ribonati

Martina, per l’Hellas Verona Carbognin Fabio, Premio della critica a Alessandro Furia. Sono state inoltre premiate le ragazze ed i ragazzi della scuola secondaria “Cesari” che si sono …Žƒ••‹Ƥ…ƒ–‹ƒŽ’”‹‘’‘•–‘ƒŽŽ‡Ž‹’‹ƒ†‹†‡ŽŽƒ†ƒœƒ†‹‡”‘ƒ dello scorso 24 marzo e le ragazze ed i ragazzi della pallavolo della scuola secondaria, che si sono aggiudicati i Giochi Studenteschi provinciali. “Sono oramai molti anni che le nostre società ottengono ottimi risultati – spiega Massimiliano Liuzzi – Uno degli obiettivi di questo evento, che ha riscosso grande successo, è stato quello di rivivere direttamente dalla voce dei protagonisti l’annata sportiva ed i prossimi obiettivi delle società”. Alberto Fabbri

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Filippo Castagna: “Arbitrare? La mia seconda vita!” A 16 anni Filippo decide di divenare arbitro. Niente gol, quindi, e nemmeno parate. Ma il calcio è bello lo stesso

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trana scelta quella di Filippo Castagna, che all’età di 16 anni decide di intraprendere la“carriera” di arbitro, distinguendosi dalla maggior parte dei ragazzi della sua età, più propensa invece a praticare sport. Filippo, come mai questa decisione? Avevo capito di non avere molte possibilità di giocare in una squadra. Così, di punto in bianco mi sono chiesto “perchè non provare?” e mi sono lanciato. Quale percorso hai dovuto intraprendere per diventare arbitro? Dopo aver seguito il solito iter burocratico di compilazione, consegna di carte, documenti e certificati medici mi è bastato seguire un corso (gratuito). Al termine di questo corso ho dovuto sostenere sia un test scritto, con domande a risposta multipla, sia un colloquio orale. Entrambi gli esami erano inerenti al regolamento arbitrale. In seguito abbiamo dovuto sostenere anche dei test atletici. Cosa avete fatto durante il corso per prepararvi? Durante il corso vengono spiegate le 17 regole del gioco del calcio, il comportamento che siamo tenuti a seguire sul campo, gli spostamenti sul terreno di gioco. Quella più importante però rimane la regola non scritta, chiamata spesso “regola diciotto”, ovvero il buon senso. L’arbitro deve essere sempre preparato atleticamente, concentrato mentalmente, e deve conoscere alla perfezione il regolamento. Come fai ad orientare la preparazione su questi tre aspetti? Dal punto di vista della preparazione atletica abbiamo due poli di allenamento: al CONI di Bassoacquar e a Bussolengo. Ognuno è gestito da un preparatore atletico. Qui ci preparano al meglio per poter affrontare con sicurezza le partite del campionato. L’allenamento consiste in corsa, scatti, flessioni, piegamenti, ecc., ed è mirato a migliorare non solo la resistenza, ma anche la reattività e la fisicità.

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Dal punto di vista mentale ognuno reagisce alla propria maniera. Non appena giunge la designazione via SMS, ciascuno inizia la propria preparazione. C’è chi guarda la classifica, chi si informa sui giocatori e allenatori, chi invece cerca di trovare notizie sulle squadre attraverso internet. Dal punto di vista regolamentare, oltre al corso arbitri, ogni settimana o due viene svolta una riunione tecnica con il preciso scopo di dissipare dubbi o chiarire eventuali ambiguità. C’è anche l’occasione di parlare della settimana appena trascorsa sui campi di calcio, per analizzare in modo concreto le diverse decisioni e rivedere gli errori. Come ci si sente a prendere una decisione importante nel giro di pochi istanti? La difficoltà non sta tanto negli attimi prima del fischio, ma negli istanti successivi. Ormai, parlo personalmente, è quasi naturale fischiare un fallo o


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un’irregolarità, tanto che l’immagine di ciò che è avvenuto si concretizza solo in un secondo momento nella mia mente. L’importante è essere sempre consapevoli e sicuri delle scelte che si fanno, e non dubitare mai delle proprie capacità. Quali fattori influenzano maggiormente le tue decisioni? In tutta tranquillità mi sento di affermare che nulla influenza le nostre scelte, anche se molti “tifosi” affermerebbero il contrario. Dobbiamo essere sempre e in ogni occasione sopra le parti. Ciò che dice, pensa o fa il pubblico a noi non deve assolutamente interessare. Nemmeno i giocatori con le loro simulazioni devono influenzarci, ma anzi, se le riconosciamo, siamo tenuti a prendere i dovuti provvedimenti.

Cosa ti piace di più e cosa meno dell’arbitrare? Dell’arbitraggio mi piace assolutamente tutto: quando si arriva al campo, quando si sfiora l’erba del terreno di gioco, quando si riesce a prendere la decisione giusta al momento giusto e, soprattutto, quando una partita va come avresti voluto, senza errori o almeno con poche sbavature. Mi piace la corsa, la reattività che bisogna avere e in particolare la collaborazione con i propri assistenti. Cose che non mi piacciono non ce ne sono, altrimenti non avrei scelto questo sport. È la mia seconda vita. Dove hai iniziato e in che categoria arbitri adesso? La categoria più bassa dalla quale si parte ad arbitrare sono i Giovanissimi. Poco dopo sono riuscito a salire e a passare alle categorie successive: Allievi, Allievi Regionali, Juniores, Terza Categoria, Seconda Categoria, Prima Categoria, Juniores Regionali, Juniores Nazionali, Promozione, che è la categoria in cui sto arbitrando ora.

—ƒ†ƒ‰‹“—ƒŽ…‘•ƒǫ Oltre al rimborso spese si riesce spesso ad ottenere qualche soldino in più che non guasta mai....

Il corso per diventare arbitri comincia ogni anno? Quante persone, e, tra queste, quanti ragazzi, mediamente si iscrivono, che tu sappia? Il corso arbitri, dipende dalla disponibilità e dal numero di richieste, ma solitamente si hanno quattro corsi in un’intera stagione sportiva. Il numero di ragazzi varia da un minimo di 9-10 ad un massimo di 30 persone per corso (solitamente vi sono molti più ragazzi che adulti, anche perchè esiste un limite di età), anche se non tutti arrivano in fondo.

Quando ti senti di “vincere” la tua partita e quando invece ti sembra “persa”? Questi sono pensieri che mai mi tormentano durante lo svolgimento della gara: andrebbero ad influire in modo negativo sul resto della partita. Queste domande posso pormele a fine partita, uscito dagli impianti, quando ormai è tutto finito. Posso sentire di aver vinto quando so di aver preso tutte le decisioni corrette nel momento opportuno, quando tutto si è svolto nella massima correttezza. Per quanto riguarda la sconfitta invece non so cosa sia. Si può sbagliare, è normale, ma non bisogna mai darsi per vinti: sarebbe la fine. Benedetta Sartori

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Arsenal Italy e Verona, gemellaggio a “prova di cannone” Non solo calcio e Arsenal durante la visita a Mirandola. Lo sport può (e deve) essere uno strumento per aiutare chi ha subìto la furia del terremoto. E Verona, come sempre, risponde presente...

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na bella iniziativa all’insegna della solidarietà si è svolta domenica 8 luglio in provincia di Modena. Prendendo spunto da una bella amicizia e da una comune passione per il calcio dei “maestri” d’oltre Manica, una delegazione di tifosi veronesi di entrambe le squadre cittadine hanno incontrato a Mirandola - una delle zone più duramente colpite dai terremoti del 20 e del 29 maggio scorso - Stefano Maini, presidente del Calcio Club Arsenal Italy, referente per il Nord Italia della insospettabilmente nutrita schiera di tifosi dei Gunners presente anche sul nostro territorio. Dopo avere consegnato una serie di beni alimentari di prima necessità forniti in parte da Paluani ed in parte dalla generosità di alcuni privati, abbiamo tutti potuto godere della proverbiale ospitalità emiliana che, come è noto, si esprime ai massimi livelli all’ora di pranzo. Tanti sono stati gli argomenti affrontati, più o meno importanti. Il calcio naturalmente l’ha fatta da padrone, sia quello Italiano che quello Inglese. Impossibile trovarsi a casa di un vero Gooner (nomignolo con il quale vengono definiti in Inghilterra i tifosi dell’Arsenal) e non mettere in evidenza le poche analogie e sopratutto le tante differenze esistenti tra due mondi calcistici che più diversi non potrebbero essere. Un grande conoscitore di football Stefano, in possesso tra l’altro di una invidiabile collezione di cimeli calcistici raccolti nella sua casa-museo che spaziano dalle innumerevoli fotografie autografate frutto delle sue periodiche trasferte londinesi, alla raccolta completa delle maglie ufficiali da gioco dell’Arsenal dagli anni 80 ad oggi, fino ad arrivare a modellini del vecchio Highbury, libri, dvd, palloni: insomma chi più ne ha più ne metta! Conoscendo bene questa sua passione per il colle-

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zionismo siamo stati fieri di avere contribuito donandogli le maglie gara di Hellas e Chievo, saranno certamente trattate con amore. Dopo aver messo da parte le futili e scherzose diatribe calcistiche, inevitabile e doveroso nel pomeriggio un giro nella zona per rendersi conto di persona dei devastanti effetti del sisma. Come abbiamo purtroppo potuto constatare la popolazione locale è ancora ben lontana da un ritorno alla vita “normale”. Il centro storico di Mirandola è ancora ad oggi zona off-limits,completamente isolato e inaccessibile, con i soli vigili del fuoco ammessi al suo interno per tentare di mettere in sicurezza quel poco che si potrà salvare. La gran parte delle attività commerciali rimane chiusa così come una buona parte delle aziende. In tanti sono ancora forzatamente costretti a non lavorare e questo non può che far aumentare il senso di impotenza e frustrazione. Peraltro non tutti i fortunati che sono potuti tornare


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al lavoro lo stanno svolgendo nella maniera ottimale: alcuni sono costretti a lavorare sotto grandi teli provvisori di plastica che viste le temperature stagionali assomigliano molto a dei forni a cielo aperto, altri che si occupano di servizi essenziali come servizi postali e bancari stanno lavorando dentro a precari uffici/container. Nella vicina Cavezzo la situazione non è differente: grandi cumuli di macerie all’ingresso del paese danno subito un idea di massima di quello che ci si può

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Anche qui i disagi sono sotto gli occhi di chiunque. Oltre alle affollate tendopoli allestite dalla protezione civile chiunque abbia una tenda di proprietà e riesce a trovare anche un piccolo spazio verde, in un prato anziché in un giardino pubblico, la pianta e ci passa la notte. Anche se lentamente le cosiddette “scosse di assestamento” stanno sciamando, si avvertono ancora quasi quotidianamente dei piccoli fenomeni sismici che fanno si che nessuno, nemmeno quelli che hanno ottenuto l’agibilità per la propria abitazione, si fidi a rientrare in casa per passare la notte nel proprio letto. Meglio il giardino pubblico, più scomodo ma sicuro! Abitazioni inclinate di qualche grado dal loro asse, evidenti crepe su tanti muri esterni e crolli diffusi di calcinacci vari lasciano intendere che il lavoro di recupero di questi paesi sarà ancora molto lungo. Speriamo possano concretizzarsi alcune iniziative che i “Gunners veronesi” stanno provando ad organizzare insieme alla redazione di Sportdipiù magazine, volte a portare se non altro un momento di serenità in questo perido difficile ma anche beni necessari alla ripresa dell’attività sportiva, specialmente quella giovanile. Qualcosa si sta già muovendo ma, anche per scaramanzia, forse adesso è ancora presto per ufficializzare. Tutti possono prtecipare e contribuire per questo progetto, in primis le società di eccellenza dello sport veronese. Perchè, forse è inutile rimarcarlo, non c’è miglior veicolo dello sport per fare del bene e per essere protagonisti. Specialmente fuori dal campo... Info: redazione@sportdipiu.com

Andrea Bolla

aspettare proseguendo. r Il Calcio Club Arsenal Italy è presiduto da Stefa-

‘ƒ‹‹ (che è anche il suo fodatore) r La sede è a ‹”ƒ†‘Žƒ in provincia di Modena rIl club opera da oltre 10 anni r È riconosciuto ufficialmente dall’Arsenal F.C. r Arsenal Italy è in contatto diretto con Londra per l’acquisto dei biglietti per le partite casalinghe dei Gunners r Ogni anno organizza il pranzo sociale r Il club non è solo calcio ma anche voglia di conoscersi e stare insieme. Info: http://arsenalitaly.wordpress.com Stefano Maini: +39 0535 20590 - gjmbo@libero.it

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Mastini: al via il progetto giovani I gialloblù alla ricerca di nuovi talenti per il prossimo campionato under 21

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inito il campionato di serie A2 con la vittoria finale dei Barbari Roma Nord, è tempo per gli AGSM Mastini Verona di pensare alla squadra giovanile. La società scaligera si è infatti iscritta al prossimo campionato italiano under 21che avrà inizio alla fine di settembre, con l’intento di avvicinare i giovani a questo sport che tanto interesse sta suscitando anche nella nostra città. La squadra gialloblù potrà contare già su un nutrito gruppo di ragazzi che già vestono la maglia dei Mastini anche nel campionato di serie A2. Tra gli Under 21 gialloblù, Sebastiani Roberto, Viviani Elia e Tomelleri Filippo per esempio sono tra le giovani promesse della nazionale italiana che proprio in queste settimane ospita i tre talentuosi Mastini in preparazione dei prossimi appuntamenti internazionali 2013 del Blue Team. Il giovane quarterback Gjon Jakaj e Viviani saranno tra l’altro, nel mese di agosto, presenti poi ad un camp in Germania assieme alla nazionale italiana junior. Un appuntamento utile ai due giovani scaligeri per poter acquisire nozioni tecniche importanti per la loro crescita sportiva. Altrettanto importante poi è stato il “ Mastini Special Guests Camp” che ha visto qualche settimana fa ospiti a Verona tre giocatori americani di valore assoluto come Walter Peoples, Eric Watt e Jordan Scott, in Italia per partecipare al campionato IFL con i Warriors Bologna. Grazie alle loro giocate la squadra bolognese è arrivata ad un passo dall’Ita-

lian Superbowl, vinto poi dai Panthers Parma per il terzo anno consecutivo. I tre yankees a fine serata si sono complimentati con la dirigenza ed il coaching staff dei Mastini per l’ottima organizzazione e per un gruppo di ragazzi che sta crescendo moltissimo e che ha dimostrato ottime individualità. È infatti fondamentale come in tutti gli sport di squadra il lavoro fatto sui giovani ed è quindi intenzione da parte della dirigenza scaligera sviluppare nel giro di breve tempo un progetto che possa ampliarsi in maniera importante verso le scuole per poter far conoscere il football americano e reclutare poi nuovi futuri talenti. A tal proposito i Mastini hanno organizzato due camp di reclutamento presso il campo oratorio di Via Monastero a Parona. Le due giornate prescelte sono sabato 14 luglio con orario di inizio previsto per le ore 17 e domenica 22 luglio con orario previsto per le ore 10 del mattino. A questi due camp sono invitati tutti i ragazzi dai 16 anni che potranno così vivere da vicino le emozioni che il football americano gialloblù può dare. L’obiettivo per i Mastini è quello di trovare un buon numero di giovani leve da affiancare ai già tesserati per preparare una squadra in grado di poter ben figurare in questo prossimo campionato italiano under 21. Info: rmastiniverona@hotmail.it

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Michele De Martin


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I contratti di sponsorizzazione Nuove indicazioni anche con la recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 3433 depositata il 05/03/2012)

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rosegue il viaggio di Sportdipiù magazine nel mon†‘Ƥ•…ƒŽ‡•’‘”–‹˜‘Ǥ Grazie alle indicazioni e ai chiarimenti del Risponde alle nostre domande il Dott. Giuliano Zocca dello Studio Leonardo Ambrosi & Partners, specializzato nella …‘•—Ž‡œƒƒŽŽ‡••‘…‹ƒœ‹‘‹‘’”‘Ƥ–ǡ “—‡•–‘—‡”‘ ƒơ”‘–‡”‡‘ŽǯƒƒŽ‹•‹†‡ŽŽƒ†‹•…‹’Ž‹ƒ‰‹—”‹†‹…ƒ‡†‡Ž–”ƒ––ƒ‡–‘ƒ‹Ƥ‹Ƥ•…ƒŽ‹†‡‹…‘–”ƒ––‹†‹•’‘•‘”‹œœƒœ‹‘‡‡ pubblicità alla luce di recenti, e in alcuni casi sorprendenti, posizioni assunte dall’Amministrazione Finanziaria e dalla Giurisprudenza. Partiamo innanzitutto da una recente sentenza della Corte di Cassazione (n. 3433 depositata il 05/03/2012), secondo la quale, sponsorizzare un auto da corsa con il nome dell’impresa non rientra tra le spese di pubblicità, ma tra quelle di rappresentanza, qualora il contribuente non dimostri l’incremento commerciale ottenuto, avuto inoltre riguardo alla “distanza” tra il settore di attività della società e il contesto delle gare automobilistiche. Infatti, la Cassazione ha stabilito che costituiscono spese di rappresentanza quelle che contribuiscono ad accrescere prestigio e immagine dell’impresa e a potenziarne la possibilità di sviluppo, mentre vanno qualiƤ…ƒ–‡…‘‡•’‡•‡†‹’—„„Ž‹…‹–‡’”‘’ƒ‰ƒ†ƒ“—‡ŽŽ‡•‘stenute per iniziative tendenti prevalentemente, anche se non esclusivamente, a pubblicizzare prodotti, marchi e servizi. Tale distinguo è di grande rilevanza per l’azienda sponsor. Infatti, le spese di pubblicità sono interamente deducibili, mentre le spese di rappresentanza sono ammesse in deduzione nella misura di un terzo del loro ammontare. Dai dati contenuti nello spesometro e dalle informazioni raccolte attraverso il Modello EAS, l’Agenzia delle Entrate ha proceduto ad analizzare l’ammontare e la natura degli importi dichiarati per le attività di sponsorizzazione con l’obiettivo di contestare i costi pubblicitari sostenuti dalle imprese in modo “antieconomico”. L’Agenzia ha ritenuto di considerare antieconomiche quelle sponsorizzazioni per le quali è ravvisabile l’eccessivo ammontare dei costi o la sproporzione, nello stesso periodo di imposta, tra il costo sostenuto e il risultato conseguito in termini di utili. In altre parole, l’Agenzia sostiene che è poco credibile rinunciare a parte del pro-

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Ƥ––‘ƒœ‹‡†ƒŽ‡’‡”•‘•–‡‡”‡†‡ŽŽ‡•’‡•‡–ƒŽ˜‘Ž–ƒƒ…Š‡ incomprensibili rispetto all’attività esercitata, alla clientela dello sponsor e al numero di spettatori che assistono all’evento sportivo. La conseguenza di tale contestazione è quella della indeducibilità totale o parziale del costo. La difesa del contribuente, in sede contenziosa, dovrà essere principalmente volta a contestare l’antieconomicità e illogicità delle spese pubblicitarie, attraverso: - la produzione di idonea documentazione (contratti, fatture, pagamenti, foto, video e prove dell’avvenuta sponsorizzazione); ǦŽƒ†‹‘•–”ƒœ‹‘‡…Š‡ƒŽƤ‡†‹˜ƒŽ—–ƒ”‡Žƒ…‘‰”—‹–†‡Žle spese di pubblicità o di sponsorizzazione occorre confrontare queste coi ricavi aziendali (dell’anno in corso e di quelli successivi) e non, come asserisce l’Agenzia, con gli utili netti; - la motivazione che tale sponsorizzazione non può considerarsi così esosa ed inutile (come sostenuto dall’Agenzia delle entrate); - evidenziare che le spese di pubblicità o di sponsorizzazione non devono necessariamente trovare riscontro in breve tempo nei fatturati e possono arrecare anche altre utilità non immediate Alberto Cristani Info: www.ambrosiepartners.it


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L’associazione domanda, l’esperto rispo

Per rivolgere le vostre domande all’esperto fiscale scrivete a info@ambrosiepartners.it Sono il presidente di una squadra di volley femminile. Alle nostre atlete elargiamo compensi non superiori al limite di 7.500 euro, e da quest’anno vorremmo erogare un rimborso chilometrico secondo le tariffe ACI alle atlete provenienti da altri comuni. Il compenso mensile sommato al rimborso chilometrico è tassabile qualora superi la soglia di 7.500 euro? Tali rimborsi devono essere indicati nel modello 770? I rimborsi chilometrici corrisposti, secondo le tariffe ACI, alle atlete provenienti da comuni di residenza diversi dal comune in cui si svolgono le attività sportive, rientrano nell’ambito dei rimborsi a piè di lista (vitto, alloggio, viaggio e trasporto). Tali rimborsi, purché debitamente documentati con i dettagli di spesa sostenuti, dei quali si deve chiaramente dimostrare il legame con l’attività svolta, sono completamente esclusi da tassazione. Pertanto non andranno a cumularsi con i compensi forfetari corrisposti, né indicati nel modello 770. La denominazione della nostra associazione non prevede la dicitura “dilettantistica”. Questa mancanza potrebbe causare problemi in sede di accertamento, pur essendo molto esplicita nello statuto e nei fatti la natura amatoriale del club? L’obbligo di indicare, nella denominazione sociale, la finalità sportiva e la dicitura “dilettantistica” è stato introdotto dall’art. 90 comma 17 della legge 289/2002. La norma è entrata immediatamente in vigore fin dal 01/01/2003. Pertanto, le società o associazioni sportive costituite dopo tale data devono necessariamente adottare tale denominazione, mentre quelle già esistenti avrebbero dovuto fin dall’entrata in vigore della disposizione, adeguare lo statuto. Ne consegue che il mancato adempimento comporta il venire meno di uno dei presupposti essenziali per il riconoscimento del sodalizio sportivo dilettantistico e determina inevitabili conseguenze anche sotto il profilo tributario. Del resto l’Agenzia delle Entrate ha chiarito fin da subito che la denominazione deve essere utilizzata in tutti i segni distintivi o comunicazioni rivolte al pubblico e che costituisce conditio sine qua non per il godimento dei benefici fiscali riservati alle società e associazioni sportive dilettantistiche. In sede di accertamento, il mancato adempimento dell’obbligo può essere contestato comportando il disconoscimento della natura di sodalizio sportivo e la perdita dei benefici fiscali.

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Tutela sanitaria nell’attività sportiva L’imperativo è chiaro: l’atleta che risulta non idoneo non può e non deve gareggiare!

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ono ultimamente frequenti le notizie di cronaca circa sportivi che perdono addirittura la vita mentre svolgono la propria attività. Su tutti il noto caso del venticinquenne giocatore del Livorno Calcio Piermario Morosini, deceduto durante una partita di campionato lo scorso aprile. Il Legislatore italiano, con finalità di prevenzione, ha stabilito l’obbligatorietà di controlli medici di idoneità all’esercizio dell’attività sportiva agonistica con la L. 1099/1971 ed il successivo D.M. del 18.01.2982. Si tratta della visita medico-sportiva annuale, di cui tutti gli agonisti hanno esperienza. L’importanza di questo accertamento non va sottovalutata, oltre che per l’ovvia utilità di tenere sotto screening il proprio organismo, per le conseguenze giuridiche che potrebbero derivare in caso di sfortunate evenienze. Infatti la normativa obbliga le società sportive, gli enti organizzatori delle gare agonistiche e le federazioni sportive a controllare l’effettivo superamento da parte degli atleti della visita medico sportiva. L’imperativo è chiaro: l’atleta che risulti non idoneo non può e non deve gareggiare. Nel caso in cui un atleta subisca pregiudizio alla propria integrità psicofisica a causa di problematiche

preesistenti, vi è chi ne risponderà. Recentemente la Corte di Cassazione (sentenza 15394/2011) ha confermato la condanna al risarcimento del danno dell’ente organizzatore di un torneo di calcio per aver ammesso a partecipare un trentatreenne sprovvisto della certificazione di idoneità. Il calciatore era infatti deceduto negli spogliatoi al termine dell’incontro a causa di una patologia cardiaca che la visita di rito avrebbe potuto riscontrare. L’ente organizzatore è stato ritenuto responsabile della morte del calciatore proprio per aver omesso il controllo sanitario cui è tenuto per legge. Si noti che per lo stesso titolo potrebbe incorrere in responsabilità anche la società sportiva dell’alteta che non ne avesse impedito la partecipazione a gare agonistiche in mancanza di certificato. Esiste poi l’ipotesi che il certificato di idoneità sia stato ottenuto, ma la visita non abbia riscontrato le patologie effettivamente esistenti che vanno poi a causare pregiudizio. La Corte di Cassazione (sentenza 38154/2009) ha confermato la condanna penale per omicidio colposo del medico che aveva effettuato un non attento esame dell’alteta deceduto durante un evento sportivo. Il regime della responsabilità è quindi duplice, perché comprende sia profili di responsabilità civile (e conseguente obbligo di risarcimento del danno), sia profili di responsabilità penale. Avv. Francesco Mendini Camera Minorile di Verona

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Raph Aurélien “Le Roi” di Bardolino In gara anche il campione di duathlon paralimpico Fabrizio Vignali, che ha chiuso la gara all’889°

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suon di Marsigliese, il talento francese Raphael Aurélien ha vinto il 29° Triathlon Internazionale dello scorso 16 giugno, mentre ci ha pensato la lombarda Alice Betto ad onorare il tricolore nella gara femminile. Starter ed ospite d’eccezione la campionessa di mtb Paola Pezzo, poi per tutti i 1300 partecipanti da 21 Paesi (record) il menu prevedeva le distanze olimpiche di 1,5 km di nuoto, 40 km di bici e 10 km di corsa, il tutto inasprito dal caldo torrido. Ad uscire trionfanti dalla prima frazione di nuoto sono stati Gaia Peron e l’intramontabile Vladimir Polikarpenko, sei vittorie a Bardolino, poi in sella alla bici tutto è mutato. Tra le donne sono scappate subito la Betto e Radka Vodickova, mentre tra i maschi si è formato un terzetto con il poliziotto Alberto Casadei, il carabiniere Andrea D’Aquino ed il francese Aurélien.

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Il primo a balzare giù dalla sella ed andare al cambio per la gara podistica è stato Casadei, tallonato da D’Aquino e da Aurelien, quest’ultimo imbattibile in corsa e primo sotto l’arco d’arrivo sul lungolago, col cronometro stoppato dopo 1h53’52” e Casadei secondo a 59”, davanti a D’Aquino. Nell’ultima frazione Alice Betto era un treno ed ha dominato la gara “rosa” con 40” sulla ceca Vodickova, tra le favorite dai pronostici. In gara c’era anche il campione di duathlon paralimpico Fa„”‹œ‹‘ ‹‰ƒŽ‹ǡ ƒơ‡––‘ †ƒ •…Ž‡”‘•‹ —Ž–‹’Žƒǡ …Š‡ Šƒ …Š‹—•‘ Žƒ gara all’889° posto tra gli applausi del pubblico. ƒ–‡”ƒ‹‹‡‹Ž•—‘•–ƒơ‘”‰ƒ‹œœƒ–‘”‡•‹‰‘†‘‘‹…‘’Ž‹‡–‹ǡ–—––‘°ƤŽƒ–‘Ž‹•…‹‘‡Žƒ‰ƒ”ƒ•‹°‰—ƒ†ƒ‰ƒ–ƒƒ…Š‡ una bella fetta di palco mediatico, con un’ora di sintesi su Rai Sport2 ed una replica.


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Banca della Valpolicella promuove e sostiene iniziative volte a trasformare e migliorare la realtĂ sociale e culturale della comunitĂ . Collabora con scuole ed associazioni sportive per fare assieme un percorso di crescita e di formazione generale.

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Welcome to London 2012! Le nazioni qualificate alla partecipazione di tali Giochi sono 184 per un totale di circa 10.500 atleti

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vero che il valore dello sport non risiede nel risultato finale, ma nel grande contributo che fornisce alla formazione della persona nella sua interezza; è vero che chi assiste ad una competizione sportiva non può pretendere di vincere sempre, ma deve sapere che accettare una sconfitta vuol dire anche crescere; è altrettanto vero, però, che le Olimpia-

di si disputano ogni quattro anni e chi si prepara per parteciparvi sa bene quanti sacrifici ha dovuto fare, e quanto questi meriterebbero un giusto riconoscimento. Ci saranno, è ovvio, delusioni cocenti e gioie inaspettate: anche queste Olimpiadi, come sempre, porteranno alla ribalta nomi finora sconosciuti al grande pubblico e faranno forse cadere nel dimenticatoio atleti da cui ci si attendeva molto. L’Italia si è sempre comportata abbastanza bene alle Olimpiadi, ottenendo piazzamenti nei primi posti del medagliere, nonostante gli strutturali difetti dello sport nel nostro Paese. In questi giorni più che mai tutti gli italiani sentono il bisogno di avvicinarsi allo

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sport più puro, quello che non conosce la corruzione, che è fatto di lealtà e spirito di sacrificio. Londra ci offrirà la possibilità di respirare un’aria diversa, fatta di sport solitamente poco considerati, che conoscono la ribalta della cronaca solo nelle grandi occasioni, ma fatta anche di persone capaci di darci un esempio di vita. Ci appassioneremo alle gare dei nostri atleti, parteciperemo alla loro concentrazione, alla loro fatica. Speriamo anche di poter partecipare alla loro gioia, che è anche la nostra, perché ciascuno di loro sa bene di rappresentare la propria bandiera nazionale. Conosceremo e apprezzeremo atleti “nuovi”, ma di certo ammireremo ancora una volta tutti i campioni che da anni portano in alto lo sport italiano. Nomi come quello di Valentina Vezzali, che sarà la nostra portabandiera, o di Josefa Idem non hanno bisogno di presentazioni: la prima, campionessa olimpica a Sydney 2000, Atene 2004 e Pechino 2008 nel fioretto individuale; la seconda, classe 1964, gareggia alle Olimpiadi nella specialità del kayak individuale (K1) per l’ottava volta. Oltre ad essere una grande campionessa è anche un modello per le donne: madre di due figli, le gravidanze non l’hanno mai fermata. Si è distinta anche col suo


JLRFKLROLPSLFL impegno nel sociale partecipando, come testimonial, a diverse campagne di sensibilizzazione. Che riescano o meno a ripetersi è del tutto secondario: hanno già dato un significativo contributo con il loro esempio di grande impegno, dedizione, passione e spirito di sacrificio. Altro personaggio rappresentativo è la tanto discussa Federica Pellegrini, la giovane campionessa che, nonostante sia stata spesso protagonista di un mondo che con lo sport ha poco a che vedere, non si è fatta travolgere dall’improvvisa notorietà, e continua a conseguire importanti risultati. Ma questi sono solo pochi dei tanti nomi che hanno dato tanto allo sport italiano e che tenteranno ancora di portare la nostra bandiera sul podio. Il programma dei Giochi Olimpici di Londra 2012 prevede un totale di 26 sport – due in meno rispetto ai Giochi di Pechino – suddivisi in 39 discipline. Al momento della candidatura, Londra ha proposto 28 sport, in linea con le precedenti Olimpiadi di Pechino, ma il CIO ha votato invece per eliminare il baseball e il softball dai Giochi del 2012, tentando di sostituirli

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con altre discipline sportive, tra cui karate e squash, che non hanno però ricevuto voti sufficienti per raggiungere la maggioranza in sede di votazione. Il 21 luglio 2011, sono stati inoltre adottati i nuovi parametri per l’inserimento degli atleti nel Club Olimpico italiano. Il nuovo sistema di selezione, che si differenzia da quello passato essendo caratterizzato da un approccio tecnico più moderno, prevede che siano inseriti per gli sport individuali gli atleti che nell’anno precedente alle Olimpiadi si sono classificati ai primi 6 posti (o 5 negli sport che assegnano un doppio quinto posto); per gli sport a squadre, invece, quelle classificatesi ai primi tre posti agli Europei e nei primi quattro al Mondiale. Inoltre per nuoto e atletica verranno riconosciute anche le migliori otto prestazioni mondiali nelle specialità olimpiche. I XXX Giochi Olimpici apriranno ufficialmente le gare il 27 luglio e termineranno il 12 Agosto. Le nazioni qualificate alla partecipazione di tali Giochi sono 184 per un totale di circa 10.500 atleti. Oltre ad essere un grande evento sportivo quella delle Olimpiadi è un’occasione per vedere tante persone provenienti da diverse parti del mondo riunite insieme, ognuna a sostenere il proprio Paese, ma con l’obiettivo comune di divertirsi ed assistere a sane – si spera almeno! – competizioni. In fondo la maggior parte degli atleti che partecipa a questi giochi è gente comune, che lavora, ma dedica allo sport tempo e passione. Non è troppo difficile identificarsi con loro. Questi campioni si sono prefissi un obiettivo, e con tenacia e sacrificio fanno di tutto per riuscire a raggiungerlo, cosa che può fare ognuno di noi nella propria vita, e non solo nello sport. In bocca al lupo a tutti, dunque, ma soprattutto ai nostri rappresentanti: l’Italia ha bisogno anche di loro per credere nelle proprie possibilità! Benedetta Sartori

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Rugby Club Valpolicella: il segreto è matenersi giovani Occhi puntati sulla Prima squadra, anche se il vero tesoro si “nasconde” tra Minirugby e Settore Giovanile

La nostra Prima squadra che gioca nel campionato di serie A2 è composta al 90% di ragazzi che sono cresciuti nel nostro settore giovanile. Questo per noi oggi è il risultato che conta di più”. A parlare con orgoglio è Giordano Massalongo, vice presidente del Rugby Club Valpolicella. La sua società, fondata nel 1974 da Sergio Ruzzenente (attuale presidente), vanta circa 350 iscritti e si divide tra Progetto Scuola, Minirugby, Settore Giovanile e Seniores, oltre alle Ladies, la squadra femminile. Come accade per ogni realtà sportiva che disputa campionati professionistici di livello, gli occhi sono puntati sulla Prima squadra, ma chi conosce bene l’ambiente rugbystico sa che il vero tesoro di una so-

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cietà si nasconde tra Minirugby e Settore Giovanile. “Con i ragazzi dell’Under 14 e 16 - spiega Massalongo - abbiamo stilato un programma preciso di miglioramento tecnico e tattico guidato da David Mobbs ‹–Šǡ—…‘ƒ…Š•—†ƒˆ”‹…ƒ‘…Š‡ˆƒ’ƒ”–‡†‡ŽŽ‘•–ƒơ dei London Saracens. Lui una volta al mese viene a –”‘˜ƒ”…‹’‡”˜‡”‹Ƥ…ƒ”‡‹‹‰Ž‹‘”ƒ‡–‹†‡‹”ƒ‰ƒœœ‹‡•–‹lare i successivi obiettivi da raggiungere”. Se, come per altre società della palla ovale, la fascia d’età tra i 14 e i 16 anni è quella più rischiosa per eventuali abbandoni da parte dei ragazzi, il Minirugby è •‡’”‡’‹î—Ƥ—‡‹’‹‡ƒ’‡”‹…‘Ž‘”‹‰‹ƒŽŽ‘”‘••‹Ǥ “Abbiamo una montagna di bambini - conferma Massalongo - soprattutto nelle categorie Under 10 e


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Under 12. Per questo motivo è diventato sempre più importante avere adeguate strutture tecniche per allenamenti e partite”. Il Rugby Club Valpolicella dispone in totale di quattro campi da gioco. Due a San Pietro in Cariano e due a Verona, allo Sporting Club. “Sotto questo aspetto per noi è stato fondamentale passare da un solo campo a disposizione ai quattro attuali”, conferma il vice presidente giallorosso. Dai bambini agli “adulti” della Prima squadra, il passo è breve. “L’obiettivo per la prossima stagione è mantenere Žƒ …ƒ–‡‰‘”‹ƒ ‡ …‘•‘Ž‹†ƒ”‡ Žƒ …Žƒ••‹Ƥ…ƒ Ȃ ƒ”‰‘‡–ƒ Massalongo – nella convinzione che fra due o tre anni si possa raggiungere la promozione in serie A1”. Per farlo, però, il club non vuole prescindere dalla sua politica impostata sui giovani di casa. “Ogni anno promuoviamo in Prima squadra un paio dei nostri ragazzi che si sono ben comportati nelle giovanili - conclude Massalongo - anche perché un giocatore che milita nell’Under 20 oggi se ha le qualità tecniche e mentali per emergere non ha alcuna †‹ƥ…‘Ž–ƒ‹•‡”‹”•‹ƒ…Š‡‹”‹ƒ•“—ƒ†”ƒdzǤ Marco Granellane

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Un campione sulla “via della mano vuota” L’entusiasmo e la gioia di insegnare sono i veri “segreti” della lunga e prestigiosa carriera di Alberto Pellucco

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a passione che mette Alberto Pellucco in questo sport si percepisce dalle sue parole. Ed è forse ciò che ha portato lui e la sua palestra a conseguire importanti risultati. Da circa 21 anni pratica le arti marziali: dal karate, che †‡Ƥ‹•…‡Dz‹Ž•—‘’”‹‘ƒ‘”‡dzǡƒŽ‘„—†‘ǡ’‡”’ƒ••ƒ”‡ poi al kickboxing e ad alcuni stili di kung fu. Attualmente è cintura nera 5 dan maestro di karate stile goju-ryu e shito-ryu, 5 dan maestro di kobudo e istruttore di kickboxing. Alberto, spiega cos’è il karate ad una persona che non lo conosce e da cosa è caratterizzato? Il karate (via della mano vuota) è innanzitutto una disciplina che allena corpo e mente. Chiamarlo sport è riduttivo, anche se è grazie all’attività sportiva che le arti marziali possono godere di un po’ di visibilità. Il karate

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è anche un ottimo metodo educativo, che insegna il rispetto, il prendersi cura del proprio corpo attraverso una pratica regolare e costante, l’attenzione e la ricerca della perfezione del gesto tecnico. È un lavoro di autoricerca interiore che va fatta con l’aiuto di un insegnante motivato e capace. L’allievo, con l’allenamento, miglio”ƒ –—––‡ Ž‡ ’”‘’”‹‡ †‘–‹ Ƥ•‹…Š‡ ȋ…‘‘”†‹ƒœ‹‘‡ǡ ˆ‘”œƒǡ agilità) senza tralasciare nessuna parte del corpo. Con la pratica si acquisisce autostima, rispetto per ciò che si sta facendo, rispetto per l’insegnante e per i propri compagni di allenamento. È adatto a tutti, giovani e meno giovani, ed indicato anche a quelle persone più timide ed introverse che possono così riscoprire le proprie doti e potenzialità. Ovviamente è anche un eccezionale sistema di autodifesa. Le specialità di cui si compongono karate e kobudo sono essenzialmente tre: la pratica dei kata (o forme), ovvero lo studio dei movimenti di attac-


DUWLPDU]LDOL l’iniziativa

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do lavoro in palestra a lavoro tecnico, per arrivare a sei allenamenti a settimana in periodo di gare. Quali sono le doti necessarie per chi vuole intraprendere questo sport? Non servono doti particolari, forse le più utili sono la costanza nella pratica e la pazienza. Molti arrivano in pale•–”ƒ…”‡†‡†‘†‹’‘–‡”ˆƒ”‡…‹Ö…Š‡•‹˜‡†‡‡‹ƤŽ‹— paio di mesi, ma la realtà è ben diversa. La preparazio‡°Ž—‰ƒ‡†‹’‡‰ƒ–‹˜ƒǡ•‘’”ƒ––—––‘ƒŽ‹˜‡ŽŽ‘Ƥ•‹…‘ǡ‡ molti lasciano la pratica quando si accorgono che non è così semplice come credevano. Con un costante allena‡–‘•‹‹‰Ž‹‘”ƒ‘–—––‡Ž‡†‘–‹Ƥ•‹…Š‡ǡ†ƒŽŽƒ…‘‘”†‹ƒzione, alla forza, la postura. È chiaro che come tutte le attività o sport, per arrivare a livelli molto alti ci vuole il talento naturale e quello è innato.

co e difesa praticati a vuoto ed uniti in una sequenza preordinata; il combattimento praticato sempre in sicurezza, utilizzando le apposite protezioni per evitare di ˆƒ”•‹ƒŽ‡Ǣ‡†‹Ƥ‡Ž‘•–—†‹‘†‡ŽŽƒ†‹ˆ‡•ƒ’‡”•‘ƒŽ‡ǡ‹ cui si analizzano tutte le situazioni di potenziale pericolo e tutte le tecniche atte a prevenire o a difendersi da un’aggressione. Nel kobudo la divisione è la medesima a parte il fatto che non si lavora a mani nude, ma utilizzando le armi tradizionali del repertorio giapponese: bastone, nunchaku, tonfa, kama ecc...

La palestra dove insegni ha ottenuto importanti risultati: qual è il segreto per riuscire a raggiungere tali obiettivi? Nessun segreto, a dire il vero. L’entusiasmo è la spinta che mi fa andare avanti e anche la gioia di avere con me ragazzi e ragazze motivati ed appassionati. Abbiamo una bellissima squadra giovanile che si è distinta in tut–‡Ž‡‰ƒ”‡ƒ…—‹Šƒ’ƒ”–‡…‹’ƒ–‘Ǥ‘‘‘Ž–‘Ƥ‡”‘†‹Ž‘”‘Ǥ Adesso con quattro allievi che si sono distinti a livello italiano inizieremo la preparazione per i prossimi mondiali di novembre a Massa Carrara, che ci terrà impegnati per –—––ƒ Žǯ‡•–ƒ–‡Ǥ 1 — „‡Ž •ƒ…”‹Ƥ…‹‘ ƒ ƒŽŽ‘ •–‡••‘ –‡’‘ una soddisfazione veder crescere dei ragazzi con la mia stessa passione, ragazzi che spero siano i campioni e i futuri promotori di questa bellissima disciplina. Benedetta Sartori

Alberto, sei campione mondiale in carica da sei anni: come ci si mantiene ai massimi livelli per così tanto tempo? La prima dote necessaria è l’amore e la dedizione per questa disciplina. Una dedizione che molto spesso com’‘”–ƒ‰”ƒ†‹•ƒ…”‹Ƥ…‹ǡƒ…Š‡•‹ƒơ”‘–ƒ‘„‡˜‘Ž‡–‹‡”‹ quando si ama ciò che si fa. L’allenamento ovviamente riveste una grande importanza. La fortuna di lavorare in una palestra a tempo pieno mi permette di unire lavoro ‡ƒŽŽ‡ƒ‡–‘Ǥ‹…‹ƒ‘…Š‡‹‘ơ•‡ƒ•‘‹Ž‹‘’”‘‰”ƒma di allenamento è di 4/5 giorni la settimana, alternanwww.sportdipiu.com ‡47


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Alitrans Vigasio: con Klimek si può volare! Stagione 2011-2012 da protagoniste per le ragazze dell’Alitrans Vigasio, nonostante i punti di penalità iniziali

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i chiude con un ottimo bilancio l’anno sportivo 2011/2012 dell’Alitrans Vigasio. La squadra verone•‡ǥ†‘’‘ƒÂ?Â?‹‹Â?…—‹ŠƒÂ?‹Ž‹–ƒ–‘–”ƒŽ‡Ć¤ÂŽÂƒ†‡ŽŽƒ‡”‹‡ A1, si è ben comportata nel campionato di A2 dove, a ottobre si è presentata con 5 punti di penalitĂ , cosa che ƒŽŽƒƤÂ?‡•‹°”‹Ž‡˜ƒ–ƒˆ‘Â?†ƒÂ?‡Â?–ƒŽ‡‹Â?“—ƒÂ?–‘Ž‡˜‡”‘Â?‡•‹ •‹•‘Â?‘Â…ÂŽÂƒÂ•Â•Â‹Ć¤Â…ÂƒÂ–Â‡•‡…‘Â?†‡ǥ†‹‡–”‘ƒŽŽƒ…ƒ’‘Ž‹•–ƒ‡•–”‹no solamente a 4 punti di distanza. Nonostante questo il presidente Antonio Montoro e l’allenatore Adam Klimek, si dicono soddisfatti della prestazione dell’intera rosa che ha chiuso il campionato con la miglior difesa, il secondo miglior attacco e, non per ultimo, con il capocannoniere Elwira Klimek a quota 220 reti che ha conquistato il premio miglior realizzatrice tra tutte le atlete partecipanti. Una stagione senza dubbio impegnativa in quanto la squadra è stata ricostruita ad agosto e, nella fase in cui tutti si dedicano alla preparazione atletica, il Vigasio ha cominciato ad allenarsi anche sull’ambito tecnico-tattico per inserire al meglio i nuovi acquisti; alle confermate Ilenia Scamperle, Elwira Klimek, Martina Battaglia, Sara Cacciatore e Andrea Bronzati il mister ha aggiunto le esperte Demeny Gyongi e Laure Oliveri e le giovani Tiffany Gerardo, Dèsirèe Dalla Fontana e Valentina Decarli; ha poi ricontattato l’estremo difensore Margherita Giacomuzzi e la miglior ala sinistra italiana Carolina Balsanti andando cosi a completare la rosa. Un cammino duro dove l’Alitrans Vigasio è riuscito a conquistare punti d’arrivo importanti, ottenendo da subito una posizione tra le prime, nonostante i punti di penalitĂ  iniziali. Le veronesi guidate da Klimek hanno infatti conquistato due vittorie nelle prime due partite, perdendo ’‘‹•—Ž†‹Ƽ…‹Ž‡…ƒÂ?’‘†‹ ‡””ƒ”ƒ†‹•‘Ž‡Í—”‡–‹Ǣ†ƒ“—‹‹Â? poi sei vittorie consecutive, tra cui quella a Mestrino, …‘Â?“—‹•–ƒ–ƒ †‘’‘ ͚͔ǯ †‹ ‰‹‘…‘ Â?ƒ‰Â?‹Ƥ…‹Ǥ ƒ •…‘Â?Ć¤Â–Â–Âƒ però ha ritrovato le veronesi nel match casalingo contro il Casalgrande, dove l’Alitrans Vigasio si è arreso ai rigori alla squadra emiliana nell’ultima giornata di andata. Ma la squadra di Klimek non si è mai scoraggiata e, nel girone di ritorno, sono ancora sei le vittorie consecutive per le veronesi che poi vengono bloccate tra le mura amiche del PalAlzieri dal Mestrino, complici anche l’assenza per 48 ‡www.sportdipiu.com

motivi famigliari dell’allenatore, e l’infortunio di entrambi i portieri veronesi. Nelle restanti tre partite le ragazze di Klimek portano a casa due vittorie ed —Â?ƒ •…‘Â?Ć¤Â–Â–ÂƒÇ˘ •…‘Â?Ć¤Â–Â–Âƒ •—„‹–ƒ dal Casalgrande Padana solamente per 2 reti, dove l’Alitrans Vigasio ha disputato l’intera partita senza un portiere di ruolo. Fondamentali sono stati anche i ritorni di Barbara e Francesca Montoro, che hanno saputo dare il loro con–”‹„—–‘Â?‡ŽŽƒ’ƒ”–‡ƤÂ?ƒŽ‡†‡Ž…ƒÂ?’‹‘Â?ƒ–‘†‘˜‡Ž‡˜‡”‘nesi hanno disputato alcuni dei match piĂš impegnativi. Un campionato ottimo dunque dove le uniche note negative sono stati gli infortuni al crociato anteriore di entrambi i portieri. Sia Battaglia che Giacomuzzi sono state infatti sottoposte all’operazione ancora durante il corso del campionato ed ora si stanno impegnando nella riabilitazione per poter tornare giĂ ad agosto a calcare il campo da gioco. ƒ•‡Â?–‹ƒÂ?‘…‘•ƒŠƒ†ƒ†‹”‡‹ŽÂ?‹•–‡”†ƒÂ?Ž‹Â?‡Â?•— questo anno sportivo: “Sono pienamente soddisfatto per i risultati ottenuti da questa squadra; all’inizio dell’anno ci siamo trovati a unire un gruppo di persone che venivano praticamente tutte da squadre diverse e sapevamo giĂ  che solamente un duro lavoro e tanto allenamento avrebbe unito la squadra sia tatticamente che personalmente. Alle ormai grandi Klimek, Demeny, Scamperle e Oliveri, abbiamo afĆ¤ÂƒÂ?…ƒ–‘‰‹‘˜ƒÂ?‹†‡Ž–‡””‹–‘”‹‘…‘Â?‡ Â‡Â”ÂƒÂ”Â†Â‘ÇĄƒŽŽƒ ‘Â?-


SDOODPDQR tana, Battaglia, Giacomuzzi, Decarli, Bronzati e Cacciatore che si sono ben integrate nel gruppo. Poi abbiamo avuto la fortuna di avere per alcuni mesi la miglior ala italiana, Carolina Balsanti, che ora ha intrapreso un’altra strada andando ad arruolarsi nell’Aereonautica Militare e a cui tutti noi facciamo il più grande in bocca al lupo per questa sua nuova vita. Si può quindi dire che abbiamo costruito questa squadra nel corso dell’intero anno sportivo e siamo arrivati secondi causa i 5 punti di penalità, disputando un campionato fantastico dove, una difesa dura e un attacco preciso, ci hanno permesso di fare nostre 16 partite su 20”.

luti tanti mesi. Il bello di allenare una squadra femminile °…Š‡‹„ƒŽŽ‘‘…ǯ°•‘Žƒ‡–‡—ƒ„‹””ƒƒƤ‡’ƒ”–‹–ƒǡ ci sono emozioni, sentimenti, musi duri, lunghi pianti e sorrisi. Dopo tanti anni nella maschile devo ringraziare questa squadra per avermi fatto pensare tanto ma soprattutto cambiare personalmente ed ora, dopo mesi di lavoro, posso dire che è di gran lunga migliore allenare una squadra femminile che maschile in quanto ti trasmettono molte più emozioni, che siano brutte o belle, l’importante è che mi arrivino e devo ringraziarle perchè in ogni allenamento, in ogni partita, e ogni volta che stavamo assieme ognuna di loro me ne trasmetteva”.

Come è stato allenare una squadra femminile? “Una cosa fantastica. Devo infatti ringraziare ognuna delle ragazze per avermi fatto cambiare personalmente; avendo sempre allenato squadre maschili ero abituato ad avere un certo tipo di atteggiamento. Pensavo che fare il sergente fosse l’arma vincente per ottenere i dovuti risultati e invece con loro ho capito che gli atleti ragionano con la testa, mentre le atlete ragionano con il cuore, con i sentimenti, ed ho imparato a capire ogni mia singola giocatrice anche solo da uno sguardo; ma per arrivare a questo abbiamo litigato, fatto pace e discusso mille altre volte ancora e soprattutto ci sono vo-

Non deve essere stato facile allenare una squadra com’‘•–ƒ†ƒ‡–‡…ƒ”ƒ––‡”‹†‹ơ‡”‡–‹Ǥ‘‡Šƒ‹ˆƒ––‘ƒ—‹re questa squadra? “In ogni squadra che vai hai questo tipo di problema. Fortunatamente al mondo siamo tanti e siamo tutti diversi anche in una sola minima parte. Nella mia squadra ho dovuto confrontarmi con quattordici caratteri diversi: da mia moglie Elwira alla tredicenne Andrea; dalla più esuberante alla più timida. Il bello di fare l’allenatore è anche sapere come gestire ognuna di loro e devo dire che all’inizio è stata molto dura. Poi con il lavoro e soprattutto con il tempo ho cominciato a capire come

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SDOODPDQR dovevo parlare con ognuna di loro e soprattutto come approcciarmi durante le partite. Un grazie particolare lo voglio dire soprattutto alle mamme che fanno parte di questa squadra: al capitano Ilenia Scamperle, a Francesca e Barbara Montoro che, nonostante il duro lavoro di mamma, si sono sempre impegnate in quest’annata †‹ƥ…‹Ž‡•‹ƒ’•‹…‘Ž‘‰‹…ƒ‡–‡…Š‡Ƥ•‹…ƒ‡–‡dzǤ Un ottimo lavoro dunque e per l’anno prossimo cosa vi aspettate? “Innanzitutto voglio ringraziare a nome di tutta la socie––—––‹‰Ž‹•’‘•‘”…Š‡…‹Šƒ‘ƒƥƒ…ƒ–‘‹“—‡•–‘‘‡–‘ ‡…‘‘‹…ƒ‡–‡ †‹ƥ…‹Ž‡Ǥ ƒ’’‹ƒ‘ „‡‹••‹‘ che la pallamano non è considerato uno sport come il calcio ma i nostri sponsor non ci hanno mai abbandonati anzi, hanno creduto nel nostro progetto: ad oggi contiamo ben 20 bambine dell’under14 femminile e altri 14 bambini dell’under14 maschile, frutto della collaborazione con la scuola media di Vigasio. All’anno prossimo ancora non c’abbiamo molto pensato, per ora ci godiamo l’estate e il riposo che ci spetta per poi tornare ad agosto con la preparazione atletica dove alle giocatrici †‹“—‡•–ǯƒ‘•’‡”‘†‹’‘–‡”ƒƥƒ…ƒ”‡ƒŽ–”‡‰‹‘˜ƒ‹†‹ talento per completare la squadra”.

Sentiamo quindi il capitano della squadra Ilenia Scamperle, bandiera della società del Vigasio. Com’è stato il campionato? “Beh sicuramente è stato un anno sportivo competitivo †‘˜‡ƒ„„‹ƒ‘ƒơ”‘–ƒ–‘‘Ž–‡•“—ƒ†”‡‡†‘˜‡…‹•‹ƒ‘ confrontate con formazioni di buon livello. Non posso però nascondere che mi manca l’adrenalina che provavo nelle passate stagioni dove eravamo in A1 e quindi lottavamo per lo scudetto; la carica e la competitività era maggiore, forse anche perché scendendo di categoria sentivo il campionato meno impegnativo, cosa che da un certo punto di vista è stata positiva visto che da poco Š‘ƒ˜—–‘Žƒˆ‘”–—ƒ†‹ƒ˜‡”‡—ƒƤ‰Ž‹ƒ…Š‡†‡˜‘†‹”‡‹ tiene molto occupata”. Sei stata una delle poche a rimanere per tutta la propria carriera sportiva nella stessa squadra, un po’ il Del Piero della Pallamano quindi. Come mai questa decisione? “Durante tutti questi anni di attività sportiva ho avuto delle proposte da altre squadre, ma forse sono arrivate troppo tardi, quando ormai avevo impostato la mia vita “—‹ƒ‡”‘ƒǣƒ˜‡˜‘—Žƒ˜‘”‘•‹…—”‘ǡ—Ƥ†ƒœƒ–‘‡Žƒ paura di andare da un’altra parte per poi magari tornare a Verona e trovarmi senza lavoro era molta. Devo dire però che ci ho pensato parecchio se accettare o meno la proposta perché la voglia di farmi un anno o due in un’altra squadra mi incuriosiva sia sportivamente che personalmente. Poi c’è da dire che sono una persona che si lega molto alla maglia e quindi sono orgogliosa di essere il capitano di questa squadra e di giocare per questa società”. In tutti questi anni qual è stata la vittoria più bella e più importante? “La vittoria più grande è stata sicuramente quella del 2001 quando abbiamo vinto lo scudetto, ancora quando giocavamo a Dossobuono. Poi in A1 ci sono state tante altre partite belle, emozionanti e giocate come fossero •–ƒ–‡ —ƒ ƤƒŽ‡ †‹ …Šƒ’‹‘•Ǣ ƒ •‘’”ƒ––—––‘ …‹ •‘‘ •–ƒ–‡–ƒ–‡•…‘Ƥ––‡‹’‘”–ƒ–‹…Š‡‹Šƒ‘‹•‡‰ƒ–‘ a crescere sia come sportiva che come persona”. E l’esperienza più importante con la Nazionale Italiana? “Beh, io non posso vantarne moltissime, in quanto nel momento in cui le cose si facevano serie con la Nazionale e avrei potuto dire la mia, ho avuto la splendida notizia di essere in dolce attesa. Comunque l’esperienza più soddisfacente è stata quando eravamo a Budapest con la Nazionale Seniores e c’era come allenatrice Ljiljana Ivaci che pensavo mi considerasse un discreto pivot, ma nulla di più. Invece ƒŽŽ‡ ’ƒ”–‹–‡ ‹ Šƒ ˆƒ––‘ ‰‹‘…ƒ”‡ ‡ ƒŽŽƒ Ƥ‡ ‹ Šƒ ˆƒ––‘ ‹ complimenti per la grinta e la determinazione che ho di-

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mostrato in campo, cosa secondo me fondamentale per una giocatrice”. Sicuramente in questi anni hai avuto molte compagne di squadra diverse, quali sono state la migliore tra queste? “Sono state due: Sara Martoni e Silvia Scamperle. Due legami completamente diversi ma entrambi fortissimi, le mie due spalle qui dentro sono state loro. Con Sara ho un rapporto quasi viscerale oserei dire, anche se ci sentiamo dopo mesi è come se l’avessi sentita l’ora prima; mentre per me Silvia è come fosse la sorella minore, quella da accudire, anche se ovviamente sa il fatto suo sia personalmente che sportivamente”. E invece la miglior avversaria? “Parlando di rivalità sportiva tra lo stesso ruolo, sicuramente Elena Barani. Io volevo arrivare dove è arrivata lei anche se poi non sono riuscita sicuramente per diver•‡ ˜‹–‡ǡ †‹˜‡”•ƒ •–”—––—”ƒ Ƥ•‹…ƒ ‡ –ƒ–‘ ƒŽ–”‘Ǥ  …ƒ’‘ quando giocavamo contro si sentiva l’astio che si crea˜ƒǡƒ…Š‡•‡’‘‹ƒƤ‡’ƒ”–‹–ƒŽƒ•–”‡––ƒ†‹ƒ‘Žƒ…‹•‹ dava sempre e fuori siamo sempre andate d’accordo. E questa è a mio parere la cosa bella dello sport, in campo non hai amiche o nemiche, in campo lotti per vincere e che vinca il migliore, fuori è tutt’altra storia”.

In tutti questi anni sicuramente hai cambiato molti allenatori, qual è stato il più bravo? “Nelle giovanili è stato Augusto Ferraro: secondo me ad una squadra di giovani serve una buona base e lui ce l’ha insegnata a dovere, tutte sapevano cosa dovevano fare e in che modo. Poi invece a livello tattico-tecnico nella serie maggiore, apparte il carattere, direi Marco Trespidi che sa il fatto suo e ci ha insegnato molto”. ‹Ƥ‡ǣ’‡”Žǯƒ‘’”‘••‹‘…‘•ƒ–‹ƒ•’‡––‹ǫ ǥȋ”‹†‡ȌǤǤDzƤ‰Ž‹‘Ǩdz Dèsirèe Dalla Fontana

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Francesca Tibaldi la supermamma volante Dopo uno stop che le ha permesso di ricaricare le batterie, di sposarsi e di diventare mamma, Francesca Tibaldi è tornata al triathlon. Più forte e combattiva di prima

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rancesca Tibaldi, lo sport ce l’ha nel DNA. La sua è una storia dai forti risvolti umani che colpisce per tenacia, determinazione, spirito di partecipazione : è il racconto di una donna, di una mamma che ha fatto dello sport non solo uno stile, ma una vera filosofia di vita. L’abbiamo incontrata al rientro da Singapore, dove si è tenuta la sesta edizione dell’AVIVA IRONMAN, la prima importante gara di una lunga stagione. La triatleta veronese si è presentata al via da capitana azzurra del nuovo team Ironwoman, e ha chiuso con un sesto posto assoluto di tutto rispetto: “Sono contenta della mia prima gara della stagione. Malissimo il nuoto, proprio io in acque libere non sono capace! Bici bene, è da due settimane che pedalo con una nuova bici e sono soddisfatta. Anche la corsa è andata bene, anche se non ho mai

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sentito così caldo in vita mia! Volevo solo finire… E ho finito!”. Il suo percorso sportivo inizia a Fumane, da sempre fabbrica di triatleti. È proprio presso la piscina del paese che inizia a nuotare, nel Verona 85: allenamenti durissimi e lunghissimi. Durante gli stessi anni si affaccia anche alla corsa campestre e nei primi anni del liceo si iscrive all’atletica Pindemonte. “Un giorno mi reco al campo Santini per una sgambata ed incontro il triatleta Marco Marchese, mio ex compagno di squadra al Verona 85, che tra una chiacchiera e l’altra mi suggerisce di provare a fare una gara: è la svolta. Mi vende una bici e mi presenta Mattia Toffolutti, il mio primo allenatore”. Arriva così la sua prima gara di triathlon, lo sprint di Marostica il 1° maggio del 1994. Sembra un destino tracciato: la settimana seguente riceve la prima convocazione della Nazionale Italiana di Triathlon a Novara per un test sui 5000. Da quel momento, nulla sarà come prima: si fa sul serio in un susseguirsi di allenamenti, convocazioni, gare, trasferte. I ricordi di quel periodo sono belli ma anche amari: “lo sport, tanto sport, troppo sport ha anche i suoi risvolti negativi...” Siamo nel 1999, Francesca è stanca e si sente scarica. Ne ha abbastanza, e decide staccare la spina per riprendersi la propria vita: “mi sono laureata, ho iniziato le esperienze nel mondo del lavoro, ho conosciuto Roberto... Ci siamo sposati nel 2004. Nel 2006 è arrivato Giorgio e nel 2008 è nato Zeno. I primi anni sono stati difficili: non si dormiva mai. Altro che Ironman...Non potevo neanche immaginare di fare sport in quegli anni!” Per tenersi in forma nel 2010 torna in piscina, si ripresenta a correre sulla pista del Santini, e sale nuovamente in bici. Mamma Francesca riprende ad allenarsi con una certa regolarità; torna in forma: la logica conseguenza è il rientro alle gare, un nuovo inizio che puntualmente avviene alla Triathlon Sprint di Fumane. Ci scherza su: ”ho scelto la gara “di casa” perchè così


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sarei stata vicina al ricovero. Scherzi a parte, torno a riprovare belle sensazioni e ci ritrovo gusto: per la mia seconda gara mi presento a Bardolino, la terza a Bellagio e cosĂŹ via.â€? Poi un giorno la chiama Marco Marchese (quello che l’ha introdotta al triathlon nel 1994) e le dice che lui organizza un bel viaggio a Phuket... Si convince, decide di partire e partecipa alla gara; da lĂŹ non si fermerĂ piĂš perchè “il triathlon è davvero uno sport divertente e organizzato la maggior parte delle volte in luoghi molto belli. Cominciare a fare sport o ricominciare dopo tanto tempo di inattivitĂ  non è facile. Ma con la compagnia giusta, passati i primi giorni, diventa parte di te.â€? Brava Francesca, la tua sfida l’hai vinta. Per noi, questo è il messaggio piĂš bello...questo è lo sport. Lorenzo Fabiano

Chi è Francesca Tibaldi - Nata a Verona il 3 luglio 1975 - Laureata in Scienze Politiche all’UniversitĂ di Bologna - Mamma di Giorgio e Zeno, sposata con Roberto - Atleta della Nazionale Italiana di Triathlon tra il 1994 e il 1999. Vince in quegli anni numerose gare tra cui il celebre Triathlon Internazionale di Bardolino. Dopo una pausa dallo sport di 11 anni, ricomincia a gareggiare nel 2010, vincendo il titolo italiano della mia categoria S4 nella distanza Olimpica e Lungo. Da allora ha parteci’ƒ–‘ Ġ ƒŽ…—Â?‹ ‡˜‡Â?–‹ ͔͛Ǥ͗ ‡ ”‘Â?Â?ƒÂ?ÇĄ Â“Â—ÂƒÂŽÂ‹Ć¤Â…ÂƒÂ?†‘•‹ ƒÂ?…Š‡ ’‡” Žƒ ƤÂ?ƒŽ‡ Â?‘Â?†‹ƒŽ‡ †‹ ͔͛Ǥ͗ †‹ ĥ ‡‰ƒ• Â?‡Ž ͖͔͕͕Ǥ Il 27 novembre del 2011 fa il suo primo Ironman a Cozumel, Messico. - Nel 2011, insieme all’amico Alessandro Degasperi, fonda www.irontravel.it - Dal 1994 al 1999 atleta della Nazionale Italiana e p.o. per Sydney 2000. - Campionessa Italiana Juniores olimpico, sprint, duathlon nel 1995, Campionessa Italiana elite sprint nel 1995, 2° Campionato Italiano Long Distance nel 1999, 3° I.T.U. Event Aguillas (E) nel 1998, 5°Coppa Europa Ginevra (SUI) nel 1997, 5°I.T.U. Event Gjor (HUN) nel 1998.

- Ha vinto 22 gare su distanza olimpica e sprint in Italia tra 1994 e il 1999. Dopo 11 anni di stop dalle gare ricomincia a fare sport nel marzo 2010. - Nel 2012, su proposta dell’amica Laura Pederzoli, diventa presidente dell’ASD Ironwoman Italia. ǧ    ͖͔͕͔ Campionessa Italiana Age Group Olimpico Tarzo Revine (TV), Campionessa Italiana Age Group Long Distance Bellagio(CO), Terza assoluta Campionato Italiano Long Distance Bellagio (CO), Gare Internazionali circuito Ironman 2010, 10 ° Pro – Asia Pacific 70,3 Ironman Championship ǧ    ͖͔͕͕ 2° Triathlon Olimpico Internazionale di Pietra Ligure (SV), 2° Triathlon Sprint di Sanremo (IM), 2° Triathlon Sprint Villafranca (VR), 1° Triathlon Sprint di Lovadina (TV), 5° Campionato Italiano Assoluto Olimpico Tarzo Revine (TV), 13° Campionato Italiano Assoluto Sprint Rimini, 10° posto Ranking Italiano distanza Sprint, 12° posto Ranking Italiano distanza Olimpica ǧ       ͖͔͕͕ 3°assoluto Pro Ironman 70.3 Pescara, Italia 2011, 13°Campionato Europeo Pro 70,3 Ironman Wiesbaden 2011, 20°Pro Ironman 70.3 IRONMAN WORLD CHAMPIONSHIP, Lake Las Vegas 2011, 8° Pro Ironman Cozumel, Messico

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Luca Battistoni, di corsa tra le dune del Sahara La Marathon des Sables (Maratona delle Sabbie) è una corsa sulla distanza di 240 km che si svolge interamente nel Sahara marocchino. In rappresentanza di Verona il quarantasettenne atleta-imprenditore

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ra i temerari che nello scorso mese di Aprile Šƒ‘ •Ƥ†ƒ–‘ Ž‡ †—”‡ Ž‡‰‰‹ †‡Ž †‡•‡”–‘ †‡Ž ƒhara per partecipare alla Ventisettesima edizione della Marathon des Sables, c’era anche un nostro concittadino. Luca Battistoni, imprenditore veronese di 47 anni, sposato con Elisabetta e padre di Andrea e Chicco, insieme agli amici Fulvio Moneghini, Corra†‘ƒ––‹ǡ‡ƒ†”‘ ƒơ—”‹‹ǡŠƒ…‘•–‹–—‹–‘‹Ž‡ƒ͘— Challenge, un ambizioso progetto che prevede la partecipazione alle più dure prove Ultratrail del panorama

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mondiale dipanate su un quinquennio. Hanno iniziato quest’anno nel deserto marocchino, per poi proseguire negli anni a venite, con il deserto dell’Atacama in Cile, quello dei Gobi, di nuovo il Sahara (stavolta egiziano), e chiudere con l’attraversata tra i ghiacci dell’Antartide nel 2016. La Marathon Des Sables ha preso il via il 6 Aprile: gli estenuanti 250Km corsi in 6 massacranti tappe (tra cui una di 82km chiusa in notturna) in totale •–ƒ–‘†‹ƒ—–‘•—ƥ…‹‡œƒŠƒ‘˜‹•–‘Žƒ’ƒ”–‡…‹’ƒœ‹‘‡ di un migliaio di runners provenienti da tutto il mondo.


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La manifestazione è durata una settimana, con sei frazioni e un giorno di riposo. I partecipanti hanno percorso la lunghezza della maratona in com’Ž‡–ƒ ƒ—–‘•—ƥ…‹‡œƒ ƒŽ‹‡–ƒ”‡Ǣ Ž—go il percorso un ristoro ogni 10 km dove i partecipanti potevano ritirare la razione personale di acqua giornaliera (nove litri). Luca ha iniziato a cimentarsi nella corsa da qualche anno prendendo parte a qualche maratona quasi per gioco, come capita a tanti. Vi ha pian piano preso gusto trovandovi una propria dimensione ed una forte motivazione, utile anche a migliorarsi come uomo nella vita di tutti i giorni. La misura con sè stesso e i propri compagni di avventura ha fatto il resto. Così dopo aver macinato 10.000 km in un anno, simulando quelle condizioni estreme, che avrebbe trovato tra le dune del deserto, è partito. Non sono …‡”–‘ ƒ…ƒ–‡ Ž‡ †‹ƥ…‘Ž–ǣ –—––ƒ˜‹ƒ Battistoni e suoi compagni ce l’hanno fatta completando la massacrante marcia in modo più che brillante. Il runner veronese ha chiuso la prova al 246°posto, il TEAM4RUN al quattordicesimo, quarta formazione non professionistica. Davvero un gran bel risultato. Al ritorno a casa, conserva sopra ogni cosa la soddisfazione di aver portato a termine un’impresa straordinaria e la consapevolezza di aver provato emozioni indimenticabili. Gli abbiamo chiesto cosa gli rimane di quest’avventura:” Direi che è stata un’esperienza unica dal punto di vista umano, per averla condivisa con atleti provenienti da tutto il mondo, un sorta di comunità internazionale. Un’esperienza sportiva, perchè richiede una lunga preparazione, senza la quale non sarebbe possibile portarla a ter‹‡Ǥ Ƥ‡ —ǯ‡•’‡”‹‡œƒ •’‹”‹–—ƒŽ‡ǡ perchè il deserto è davvero un posto magico, dove ti ritrovi con te stesso.” Dopo aver concluso la Marathon Des Sables in Marocco, per Luca il deserto dell’Atacama in Cile è ora più vicino. Alla prossima puntata quindi... Lorenzo Fabiano

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I segreti per una frenata sicura Emanuele Arbetti, pilota veronese di rally, ci accompagna alla scoperta del mondo dei motori e della guida

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ettori di Sportdipiù ben ritrovati. Oggi parleremo della frenata. Innazitutto vorrei precisare che una ruota bloccata fa meno attrito di una che gira, per cui se blocco le ruote allungo lo spazio di frenata. La cosa principale per ottenere una frenata potente ed efficace è quella di non bloccare mai le gomme. In taluni casi, però, questo non è rigoroso. Se la frenata avviene con una gomma che ha meno carico delle altre (es. una frenata in semicurva, o con l’auto appena sbilanciata), vi sarà l’anteriore “interna” che tenderà al bloccaggio. In quel caso, è preferibile sfruttare al massimo l’aderenza delle altre 3 gomme, accettando il bloccaggio di quell’unica gomma con poca aderenza, piuttosto che sacrificare l’aderenza di tutte le gomme in funzione dell’unica che tende al bloccaggio. Naturalmente, la frenata deve essere effettuata in modo da non sbilanciare l’auto e quindi per quanto possibile, bisogna sempre frenare con l’auto perfettamente allineata, solo in questo modo si può premere a fondo sul freno e sfruttare l’aderenza di tutte e 4 le gomme. Se si comincia a zig-zagare durante la frenata, diventa indispensabile rilasciare il freno per poter

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controllare l’auto e non fare testacoda, con ovvio allungamento dello spazio di frenata. Per effettuare una frenata potente, efficace e corretta, quindi, è necessario avere l’auto perfettamente allineata, i freni ed i pneumatici in buono stato,e valutare l’aderenza del fondo in base alle condizioni climatiche. Il sistema per minimizzare i tempi e gli spazi di frenata, è quello di premere sul pedale del freno in modo graduale, in modo da evitare il bloccaggio delle ruote, indipendentemente se la nostra autovettura è equipaggiata o meno con sistemi di aiuto (ABS – ESP). —ƒ†‘•–‹ƒ‘’‡”Ƥ‹”‡Žƒˆ”‡ƒ–ƒǡ‡…‹’”‡’ƒ”‹ƒ‘ƒ inserirci in curva, diventa fondamentale come rilascia‘‹Žˆ”‡‘Ǥƒ…‘‡‡ơ‡––—‹ƒ‘“—‡•–ƒƒ‘˜”ƒǡ†‹pende come l’auto rialza il muso e perde carico all’avantreno. Giocando su questa manovra, quindi, possiamo ˆ‘”œƒ”‡Žǯƒ—–‘ƒ‘†‹Ƥ…ƒ”‡‹Ž’”‘’”‹‘…‘’‘”–ƒ‡–‘ǡ facendola passare da sotto a sovrasterzante. Analizziamo ora brevemente il comportamento dell’auto in frenata. A vettura ferma i pneumatici devono semplicemente supportare il peso del veicolo e si deformano quel tanto che basta per avere la giusta aderenza. La forza peso si immagina concentrata nel baricentro della vettura. È una semplificazione che però riesce a spiegare senza errori il comportamento reale della vettura.


VSHFLDOHJXLGDVLFXUD l’iniziativa Immaginiamo ora di lanciare la vettura in rettilineo e di applicare una potente frenata. In questo momento “nasce” la forza di inerzia che è proporzionale alla massa della vettura (in poche parole: più la vettura è pesante e più ce n’è) e alla decelerazione alla quale sottoponiamo la vettura (in poche parole: quanto schiacciamo il pedale del freno). Tralascio la pesante dimostrazione rigorosa con l’equilibrio delle forze, anche perché avrei dovuto considerare anche l’inerzia alla rotazione delle ruote, per esempio. Il risultato è: - la forza di attrito sulla ruota anteriore è direttamente proporzionale al peso della vettura, alla decelerazione della vettura, all’altezza del baricentro della vettura, all’inerzia alla rotazione delle ruote (in pratica quanta fatica faccio per mettere in rotazione solo le ruote) - la forza di attrito sulla ruota anteriore è inversamente proporzionale al passo della vettura (distanza fra le ruote) - le ruote posteriori seguono le stesse relazioni ma inversamente alle grandezze in gioco. In definitiva: più è pesante la vettura, più è lunga e più schiaccio il freno e più l’anteriore dovrebbe tenere! È però importante notare che: - in queste condizioni si arriva prima all’angolo di deriva limite e quindi la gomma non resiste e non riesce a frenare la vettura: vado dritto! - in queste condizioni di trasferimento di carico “violento” si arriva sicuramente prima al limite di deriva della gomma che al limite di tenuta dovuta alla forza scambiata con il terreno, a meno di avere a che fare con fango o ghiaccio. L’effetto risultante di una frenata, pertanto, è quello di variare la forza che va ad agire sugli assi anteriori e posteriori dell’auto, aumentando la forza su quello anteriore e diminuendola su quello posteriore. E’

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esattamente come se in frenata aumentasse il peso sull’asse anteriore, e diminuisse il peso sull’asse posteriore. Ecco perché vediamo la vettura col muso verso l’alto in fase di accelerazione, e abbassarsi in frenata. Per questo si parla di “trasferimento di carico”: le forze in gioco fanno sì che, ai fini pratici, si ottenga un risultato analogo a quello che si verificherebbe se il peso dell’auto si spostasse verso l’avantreno, spostando il baricentro e i pesi gravanti sui singoli assi. Da qui si capisce come mai si cerca sempre di abbassare il baricentro il più possibile e perché questo ha effetti benefici sulla tenuta del veicolo: esso diventa più stabile; in frenata a parità di condizioni la forza di attrito sull’anteriore e sul posteriore MA si allontanano dal limite di deriva le gomme. che quindi riescono a rispondere alle sollecitazioni imposte dal freno e riescono a frenare di più la vettura che a sua volta aumenta la decelerazione e così via, in un circolo virtuoso. In definitiva, abbassando il baricentro è come se io guadagnassi un “bonus” di aderenza, visto che devo esercitare Forze maggiori per provocare forze orizzontali (e analoghe trasversalmente, sia chiaro) che portino le gomme al limite di deriva. In analogia a questo discorso c’è quello sul passo della vettura: più il passo è lungo le forze di attrito sui pneumatici anteriori e posteri sono più piccole che non in una vettura a passo corto. Ecco spiegato come mai un veicolo a passo lungo è più stabile di un veicolo a passo corto, tanto in frenata quanto in accelerazione. Ma, per contro, questo rende l’auto meno “reattiva” ai comandi del guidatore, e se si esagera si ottiene un’auto così stabile da essere difficilmente manovrabile! Emanuele Arbetti Info: www.emanuelearbetti.it - www.arbettimotors.it www.sportdipiu.com ‡57


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“Coordinamento” per il Verona C5 Assieme alla tessera del Coordinamento i tifosi affiliati riceveranno un abbonamento per le gare casalinghe che si disputeranno al Palasport di Verona per il campionato di serie A

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opo che l’euforia europea è evaporata nel letale aTutti pronti si parte. Inizia con un passo importante la nuova stagione del Verona Calcio a 5 nella massima serie del futsal italiano. Un’iniziativa nata dalla collaborazione con il Coordinamento Calcio Club Hellas Verona presieduto da Alberto Loma•–”‘ǡ…Š‡‘ơ”‹”ƒ‹•—‘‹–‡••‡”ƒ–‹Žƒ’‘••‹„‹Ž‹–†‹•‡‰—‹”‡Ž‡ partite della squadra di mister Marco Langè nell’élite del calcio a 5 italiano. Assieme alla tessera del Coordinamen–‘‹ˆƒ––‹–—––‹‹–‹ˆ‘•‹ƒƥŽ‹ƒ–‹”‹…‡˜‡”ƒ‘—ƒ„„‘ƒ‡–‘ per le gare casalinghe che si disputeranno al Palasport di Verona per il campionato di serie A. “E’ un momento particolare per il calcio a 5 e per tutto lo sport veronese, la promozione dalla A2 alla A è un traguardo storico arrivato proprio nel ventennale della società – ha esordito il vicepresidente del Verona Calcio a 5 Massimo Gianmoena – siamo felicissimi di poter presentare questa iniziativa nata grazie all’apporto fondamentale del Coordinamento con i suoi responsabili Alberto Lomastro ed Elena Cona, che con questo progetto ci hanno dato un ulteriore spinta nella decisione di iscrivere la squadra. Dopo una stagione incredibile come quella dello scorso anno ci siamo trovati di fronte ad alcune valutazioni economiche

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non facili – ha continuato Gianmoena – ma questa collaborazione e l’aiuto di alcune istituzioni ci hanno convinto ancora di più che Verona meriti il grande palcoscenico del calcio a 5 nazionale”. Con l’abbonamento dato ai tesserati del Coordinamento sarà facile aumentare ancora di più il pubblico di un palazzetto che dovrà diventare una sorta di fortino per la formazione gialloblù, come ha ricordato il direttore generale Stefano Cacciatori. “Abbiamo deciso ben volentieri di appoggiare una splendida realtà come quella della società della famiglia Gianmoena - ha evidenziato il presidente del Coordinamento Calcio Club Hellas Verona Alberto Lomastro, che ha portato una squadra di Verona in serie A con tanti sforzi, oggi nasce un progetto importante che credo sia l’unico del genere in Italia”. “Sono convinto – ha concluso Lomastro - che molti dei ‘•–”‹ ƒƥŽ‹ƒ–‹ …Š‡ ƒƒ‘ …‘•¿ –ƒ–‘ Žǯ ‡ŽŽƒ• •‹ ’‘–”ƒ‘ appassionare anche al calcio a 5 di altissimo livello”. Luca Mazzara Info: www.veronacalcioa5.it


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La potenza è nulla senza il vento! Il windsurf è sfida, competizione con se stessi, a volte frustrazione. Sempre - e comunque - con l’aiuto del vento

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na creatura invisibile. Nè forma, nè consistenza, nè colore. Eppure presente, influisce sulla nostra vita di tutti i giorni e sulle nostre attività. Quante cose muove e spinge. Le nuvole. I mulini. Le barche. Gli aquiloni. I nostri animi. Ingrossa il mare, alza la sabbia, gonfia i drappi. Soffia, lento, caldo, profumato. Spinge, forte, freddo, pungente. Devasta, percuote, scompiglia. Così come nasce, cresce, imperversa, si esaurisce, muore. E l’acqua. Elemento così versatile. Si plasma e si adatta a tutto, alla ricerca del suo equilibrio. Indomabile, penetra ovunque. Permanente ed eterna come il tempo e lo spazio. Placida come quella di un lago, impetuosa come il moto del mare e degli oceani, turbinante

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come le cascate. Montagne blu da cavalcare o vasti specchi d’indicibile bellezza da attraversare. Quanto ricordo ancora quell’estate. Quella gloriosa estate. Era Luglio. Avevo da poco iniziato a fare windsurf, avevo fatto il corso alla storica scuola del Nany, a Navene. Ogni giorno avanti e indietro in acqua con la tavola sotto i piedi, appena potevo. Stavo navigando, quando d’un tratto una raffica di vento. Potenza. Accelerazione. Panico e confusione. La tavola che comincia a scivolare sul pelo dell’acqua sempre più veloce, come un motoscafo. E’ lei: la prima planata! Che sensazione! Che conquista, quell’attimo irripetibile che fa da spartiacque nella carriera di ogni surfista. Un nuovo mondo mi si apriva davanti agli occhi, immenso, emozionante. Nient’altro più contava ora. Sono passati 10 anni ormai. Ora la passione si è trasformata in lavoro. E nonostante ciò, anche insegnare questo sport è diventato a sua volta una passione. Perché ritrovare quella stessa gioia che allora fu mia - nei volti delle giovani nuove leve, non ha prezzo. Ancora oggi dopo così tanto tempo, ogni volta che metto la tavola ai piedi, che la prua taglia l’onda e che mi lancio all’inseguimento di quella raffica si rinnova in me una vivida sensazione di libertà. Mai nessuno sport è riuscito a darmi tanto. Il windsurf è sfida, competizione con se stessi, frustrazione a volte. Migliorarsi continuamente. Spesso attesa estenuante del vento giusto. È il porsi un obiettivo per volta da raggiungere, arrancando con fatica, strappandolo coi denti, portando a casa il risultato... Molti altri sport accomunano il surf ed hanno come sfondo questi due meravigliosi elementi che la natura ci dona ogni giorno, l’acqua e il vento. Tra gli ultimi arrivati, oltre al più classico e già più rodato Windsurf, ci sono il Kiteboard ed il S.U.P. Il Kitesurf è un’attività acquatica assai spettacolare, di recente invenzione (1999), nata come variante del surf. Consiste nel navigare facendosi trascinare da un aquilone (kite), manovrato attraverso una “barra” (boma), collegata da sottili cavi detti “linee” lunghe circa 25 metri. E ai piedi si utilizza una tavola molto simile a quelle che si usano nel wakeboard o nel surf da onda. L’uso di aquiloni per trainare ogget-


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ti o persone è una pratica che risale già al XIII secolo, ‹”‹‡–‡Ǥ‡Ž…‘”•‘†‡‰Ž‹ƒ‹Ǯ͔͜Žǯƒ“—‹Ž‘‹•‘†ƒ traino cominciò ad essere applicato agli sci, allo skate, alle canoe, a qualsiasi cosa rotolasse o scivolasse su terra o in acqua. Fu grazie ai fratelli francesi Legaignoux, che brevettarono il WInd Powered Inflatable Kite Aircraft (WI.P.I.K.A.), che l’aquilonismo da –”ƒ‹‘ ‹ ƒ…“—ƒ †‹˜‡‡ •—Ž ˆ‹‹”‡ †‡‰Ž‹ ƒ‹ Ǯ͔͝ ’‹î sicuro, praticabile ed accessibile. Una caratteristica, oltre alla praticità dell’attrezzatura, è la velocità con cui si può imparare a planare e in seguito a compiere evoluzioni. Un buon corso di mediamente 8/10 ore fornisce le basi per un inizio della pratica sicura ed autonoma. Seguire un corso non è obbligatorio ma vivamente consigliato. Il kitesurf infatti è uno sport definito estremo e, benché i moderni materiali abbiano esteso la sicurezza, le insidie sono numerose, anche e soprattutto per gli altri. Per minimizzare il pericolo è bene rivolgersi a centri opportunamente attrezzati, come ad esempio al Nany’s Aqva Center di Navene, dove è possibile frequentare corsi di vari livelli, dal principiante all’esperto, tenuti da istruttori altamente qualificati.

che facevano gli antichi polinesiani delle loro pseudo imbarcazioni da pesca, nel paradiso dell’arcipelago delle Hawaii, le quali di ritorno dal mare aperto, venivano usate sfruttando l’onda delle barriere coralline per rientrare a terra. La crescente popolarità del S.U.P. dai primi anni del 2000 è in gran parte dovuta a nomi altisonanti legati all’eccellenza del mondo del surf, quali Dave Kalama, e Laird Hamilton che hanno reintrodotto il SUP come modo alternativo di allenarsi, nei periodi in cui l’onda non era abbastanza grande per poter essere surfata. Una differenza tra la concezione classica del surf e la rivisitazione moderna del S.U.P. è che quest’ultimo non ha bisogno per forza di un’onda. In S.U.P. si può pagaiare in mare aperto, nei porti, sui laghi, sui fiumi o su qualsiasi massa d’acqua. Uno dei vantaggi dello Stand Up Paddle Surfing è anche l’angolo di vista. Grazie alla postura eretta che domina la superficie dell’acqua, si enfatizza l’aspetto contemplativo del panorama circostante. Il SUP “da fiume” inoltre sta guadagnando popolarità nel settore del canyoning, grazie all’agilità del mezzo nella navigazione tra rapide ed ostacoli. Lo Stand Up Paddle Surfing è ad oggi l’attività acquatica a più rapida crescita perché permette di coinvolgere una vasta cerchia di nuovi appassionati ed inoltre dà la possibilità di sfruttare anche i piccoli frangenti da risacca per fare surf. Per evitare posture sbagliate o errori nella tecnica di pagaiata, meglio affidarsi ad una scuola. Presso il Nany’s Aqva Center troverete una vasta gamma di tavole da S.U.P., oltre alla possibilità di seguire un corso per impostare la giusta tecnica di base. Nany’s Aqva Center Navene, Malcesine. (in collaborazione con Alberto Fabbri) Info: www.nanywindsurf.com

S.U.P. L’acronimo S.U.P. sta per Stand Up Paddle, una variante del surf da onda, dove il surfista usa una pagaia singola per muoversi sull’acqua, mentre sta in piedi sulla tavola. Questa disciplina trae origini dall’uso

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I ragazzi del Villafranca alzano la Coppa Italia 2012 Una tre giorni (1-2-3 giugno) indimenticabile grazie anche alla vittoria del trofeo da parte della formazione maschile

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on l’arrivo dell’estate e anche per l’hockey villafranchese arrivano le ultime occasioni per vincere qualcosa e fare il bilancio per quanto riguarda la •–ƒ‰‹‘Â?‡͖͔͕͕nj͖͔͕͖Ǥ ÂŽ’”‹Â?‘ƤÂ?‡•‡––‹Â?ƒÂ?ƒ†‹‰‹—‰Â?‘ƒŽDzƒmacchi Tosoniâ€?, struttura che potenzialmente può ospitare eventi internazionali per la qualitĂ dell’impianto in erba sintetica saturo d’acqua, si sono disputate in occasione del primo Fineco Trophy, le Final Four di Coppa Italia di serie A2 e l’ultima giornata di campionato di serie A femminile. Ricordiamo che questo straordinario impianto è stato rinnovato nel 2011 grazie ai fondi stanziati da Comune, Re-

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gione e Federazione Italiana Hockey e oggi senz’ombra di dubbio è in linea con i migliori impianti europei. Per l’occasione è stata terminata la nuova struttura che ospita i giudici di gara, ora rimangono come ultime opere da realizzare la tribuna e i nuovi spogliatoi previsti in arrivo nel 2013. Una tre giorni (1-2-3 giugno) indimenticabile grazie alla conquista del trofeo per la nostra squadra maschile e grazie alla vittoria per la squadra femminile ai danni del fanalino di coda Hf Roma che porta le venete a chiudere il campionato 2011-2012 al secondo posto. Le giornate si •‘Â?‘ƒÂ?…‘”ƒ’‹ÎƒÂ?‹Â?ƒ–‡‰”ƒœ‹‡ƒŽŽƒˆ‡•–ƒ†‹ƤÂ?‡•–ƒ‰‹‘Â?‡ organizzata per i ragazzini e le ragazzine (4-12 anni) del vivaio che sabato hanno ricevuto i diplomi e le medaglie della scuola di Hockey tra gli applausi delle 30 famiglie. Se alle origini e in passato dire Giagulli a Villafranca voleva dire Hockey oggi non è piĂš cosĂŹ: a questo cognome si ’‘••‘Â?‘–”ƒÂ?“—‹ŽŽƒÂ?‡Â?–‡ÂƒĆĽÂƒÂ?…ƒ”‡“—‡ŽŽ‘†‹ƒ˜‹ƒ–‡•–ƒ‡ di Vujovic anche se hanno ancora molto da vincere prima di eguagliare il palmares di chi li ha preceduti. Nei numeri precedenti abbiamo parlato molto della squadra femminile trascurando quanto di buono abbia fatto dal 1956 la societĂ maschile. La Formazione guidata da Bazzoni, terminato il campiona–‘†‹•‡”‹‡Í–ƒÂ?‡–Â?Â…ÂŽÂƒÂ•Â•Â‹Ć¤Â…ÂƒÇĄ•‡Â?„”ƒƒ˜‡”Â?‡••‘†ƒ’ƒ”–‡ ƒÂ?•‹‡‡’”‡‘……—’ƒœ‹‘Â?‹‰‹‘…ƒÂ?†‘“—‡•–‡ƤÂ?ƒŽˆ‘—”…‘Â?ĥsoluta tranquillitĂ  e mettendo in mostra un ottimo Hockey concedendo ben poco agli avversari. Una squadra compatta che ha permesso ai giovani Franœ‘‹ƒ Ǥ ‡ ‡Ž‡‰ƒ––‹ Ǥ ‹Â? ’”‹Â?‹• †‹ Â‡ĆĄÂ‡Â–Â–Â—ÂƒÂ”Â‡ ’”‡•–ƒœ‹‘Â?‹ esaltanti. I complimenti vanno a tutta la squadra: Franzoia D.-Salgari A.-Salemi M.-Colpani G.-Bazzoni L.-Buckingam N.-Guzman D.-Urli L.-Faccioli D.-Franzoia M.-Salinas P.-Debortoli A.-Franchini A.- Melegatti M.- Franchini F.-Zerminiani A.-Ortombina C.-Gandini G.- al Team manager Melegatti L. al Mister Bazzoni H. e al presidente Saviatesta M. La formazione veronese chiude al primo posto con tre vittorie in atrettante gare. Per quanto riguarda le ragazze dell’HCF Villafranca si può •‘Ž‘ †‹”‡ …Š‡ •‹ ’”‡•‡Â?–ƒÂ?‘ ƒŽ …‘Â?’Ž‡–‘ǥ Â‡ĆĄÂ‡Â–Â–Â—ÂƒÂ?‘ —Â?ƒ buona gara, imponendosi sull’Hf Roma e terminano il campionato di serie A al secondo posto scavalcando il San Saba per un punto. Per loro ricordiamo che il titolo si è irrimedia-


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„‹ŽÂ?‡Â?–‡ƒŽŽ‘Â?–ƒÂ?ƒ–‘Â?‡Ž‰‹”‘Â?‡†‹ƒÂ?†ƒ–ƒ…‘Â?Žƒ•…‘Â?Ć¤Â–Â–Âƒ †‹‹•ƒǤ—‡•–ƒ•…‘Â?Ć¤Â–Â–Âƒ‘Ž–”‡ƒ–ƒ‰Ž‹ƒ”‡Ž‡‰ƒÂ?„‡Šƒ’‘”tato la formazione veronese a 9 punti dalla capolista BrĂ Lorenzoni che non ha mai perso. Ricordiamo i nomi delle protagoniste di questo, comunque positivo, campionato: Montresor A.-Giagulli V.-Tobia C.-Lombardi P.-Ollino G.-Obrist J.-Laptsevich Y.-Wyeberalska A.-Monteleone L.-Rivero L.Scarone A.-Rueda L.-Manzur R.-Prandoni N.-Kovtun J. Inoltre un applauso al mister Guzman D. al team manager De Fazio E.- al Vice-pres. Malvezzi P. e al Presidente Vujovic M. Ora sia la squadra maschile che quella femminile guardano al futuro con un pizzico di serenitĂ  in piĂš sapendo che per la nuova stagione gli obiettivi da centrare saranno sicuramente piĂš ambiziosi. Mirko Simonaio

Risultati Final Four Coppa Italia 2012 VENERDĂŒ Hockey Villafranca - Superba Hc GE: 4 - 1 Cus Padova - CittĂ del Tricolore RE: 5 - 1  Hockey Villafranca - Cus Padova: 4 - 3 Superba Hc GE - CittĂ  del Tricolore RE: 2 - 1   Cus Padova- HC Superba GE: 3-7 Hockey Villafranca- CittĂ  del tricolore RE: 3-0 CLASSIFICA Hockey Villafranca 9, Superba Hc 6, CUS Padova 3, CittĂ  del Tricolore 0      Ultima di campionato: HCF Villafranca -Hf Roma 5-2 CLASSIFICA FINALE HF Lorenzoni 46, HCF Villafranca 29, HF Lib.San Saba 28, SG Amsicora 24, CUS Pisa 21, CUS Catania 20, H.C. Suelli 17, Pol. Ferrini 13, HF Roma 7

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Bentegodi protagonista al Torneo Internazionale Alpe Adria 2012 Oro per Enrico Taietta e argento per Maria Vittoria Sportelli. Quarto posto per la “Bentegodi-veneta”

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i è svolta a Vienna, organizzato dalla Federazione Pesistica austriaca e dalla locale Società Sportiva di Sollevamento Pesi, la 48^ edizione del Torneo Internazionale Alpe Adria di Pesistica, riservato alle squadre regionali dell’omonimo interland della zona geografica alpina ed adriatica. Tradizionalmente interessate alla manifestazione sette formazioni: Croazia, Slovenia, Bosnia Herzego-

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vina, Zhala (Ungheria), le italiane Friuli Venezia Giulia e Veneto e l’organizzatrice Klosteneuburg (Austria), con squadre composte da quattro atleti, una femmina (open), e tre maschi (1 under 17, 1 under 20 ed 1 senior, over 20), con punteggio in base alla classifica Sinclair (speciale rapporto tra peso sollevato e peso personale). Il direttore tecnico regionale Bruno Toninel ha mes-


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so in campo, per la rappresentativa del Veneto, quattro atleti, tutti appartenenti alla Sezione Pesistica della Fondazione M. Bentegodi 1868 Verona: Maria Vittoria Sportelli, Enrique Taietta, Dumitru Scutelnic e Fabio Garonzi. Ottima la prova del diciassettenne bentegodino Enrique Taietta, che ha vinto la classifica degli under 17, conquistando una scintillante medaglia d’oro, sollevando kg. 187 (85 di strappo e 102 di slancio), ottenendo 257,56 e mettendo in fila tutti i suoi coetanei, con un peso personale di 66 kg.. Nella gara open femminile, molto bene anche Maria Vittoria Sportelli, classificatasi al secondo posto, con un totale di 116 kg. (53 + 63) 125 e totalizzando 165,07 punti, con un peso personale di 52,2 kg., superata per soli 10 punti, dalla croata Mihaela Kruljac. Per lei questa è la prima medaglia nella classe “master”, sua nuova collocazione, dopo aver concluso l’attività in quella dei senior, coronata da una lunga e prestigiosa carriera agonistica, che l’ha portata più

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volte sui podi nazionali ed internazionali. Quarta posizione per lo junior (under 20) Dumitru Scutelnic, con 177 kg. di totale (80 + 97) e 212,81 punti, ad un peso personale di 83 kg. Nella classifica senior, infine quinta posizione per l’ultimo bentegodino in gara, Fabio Garonzi, con un complessivo di 239 kg. (105 + 134), 294,1 punti e con un peso personale di 79 kg.. Abbastanza buone queste ultime due prove, nonostante non i due atleti non si trovassero in perfette condizioni di forma. La squadra veneta della Bentegodi si è infine classificata ad un più che onorevole quarto posto, a pochissime lunghezze dal podio, con 929,56 punti, con grande soddisfazione del D.T. regionale Bruno Toninel e del mestrino Bruno Gallo, arbitro nazionale di pesistica, entrambi partecipanti alla trasferta austriaca. Claudio Toninel

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Nordic walking: sportivamente sani Praticare correttamente il nordic walking permette di ottenere notevoli vantaggi per il benessere del corpo

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l nordic walking è ormai entrato di diritto, specialmente negli ultimi anni, a far parte degli sport sempre più praticati nel nostro paese. Disciplina nata negli anni trenta nel Nord Europa, la camminata “con le „ƒ……Š‡––‡dz•–ƒƒơ‡”ƒ†‘•‹ƒ…Š‡ƒ‡”‘ƒ†‘˜‡•‘‘ in continuo aumento le società e le associazioni che promuovono ed insegnano la camminata nordica. In questo senso una delle new entry è la Nordic Walking Verona A.S.D., associazione costituita da Francesco Tur”‹Ǧ•‡œƒƤ‹†‹Ž—…”‘Ǧ…‘Žǯ—‹…‘‘„‹‡––‹˜‘†‹•˜‹Ž—’’ƒ”‡ ‡†‹ơ‘†‡”‡Žǯƒ––‹˜‹–•’‘”–‹˜ƒ…‘‡••ƒƒŽŽƒ’”ƒ–‹…ƒ†‡Ž nordic walking intesa come mezzo di formazione psicoƤ•‹…ƒǤ “Il nordic walking - spiega Turri - consente di trarre no–‡˜‘Ž‹„‡‡Ƥ…‹’‡”Žƒ’‡”•‘ƒǡ‡Ž”‹•’‡––‘†‡‰Ž‹‹†‹”‹œœ‹ e delle direttive della Scuola Italiana Nordic Walking a cui si ispira ed aderisce. E’ un’attività da praticare all’aria aperta sia d’estate sia d’inverno ed implica un grande coinvolgimento muscolare. Un esempio? Con la camminata tradizionale si fanno 1000 passi ogni 10 minuti mentre con il nordic walking, sempre in 10 minuti, ai 1000 passi si aggiungono 1000 spinte. Da ciò ne consegue che questo –‹’‘†‹…ƒ‹ƒ–ƒ°’‹î‡ƥ…ƒ…‡‡ŽŽƒ‹•—”ƒ†‡Ž͔͘Ǧ͙͔Ψ

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in quanto richiede un elevato consumo energetico poiché coinvolge durante l’attività motoria la sollecitazione di circa 600 muscoli, cioè il 90% della muscolatura del corpo umano. Uno sport completo, quindi, e adatto a tutte le età”. “Praticare correttamente il nordic walking – prosegue il presidente Turri - permette di ottenere notevoli vantaggi per il benessere del corpo come ad esempio una maggiore ossigenazione dell’intero organismo grazie all’attivazione della muscolatura ausiliaria. Inoltre le forme principali della sollecitazione motoria rappresentate dalla forza, dalla resistenza, dalla mobilità articolare e dalla coordinazione vengono costantemente mantenute in eserciœ‹‘ǤŽ–”‹„‡‡Ƥ…‹ǫ‘•‡–‡†‹•…‹‘‰Ž‹‡”‡Ž‡…‘–”ƒœ‹‘ni della zona cervicale, spalle, collo e nuca; rallenta i processi di invecchiamento; stimola l’eliminazione degli ormoni originati dallo stress; economizza l’atti˜‹– …ƒ”†‹ƒ…ƒǢ ”ƒơ‘”œƒ ‹Ž •‹•–‡ƒ ‹—‹–ƒ”‹‘Ǣ •–‹‘la il pensiero creativo che si trasforma in benessere;


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stimola i neuroni cerebrali ad ad emettere serotonine ‡† ‡†‘”Ƥ‡ •‘•–ƒœ‡ …Š‡ ‹‰Ž‹‘”ƒ‘ Žǯ—‘”‡ ‰‡‡rando serenità e felicità e combattendo in tal modo, le tensioni nervose della vita moderna come ansia o altri problemi di natura psicologica; aiuta a controllare il battito cardiaco che generalmente accelera in seguito ad uno stile di vita troppo stressante; consente di controllare, regolarizzare ed armonizzare il ritmo respiratorio; garantisce lo scarico di carchi e tensioni della muscolatura evitando di incorrere in strappi o stiramenti; ristabilisce l’equilibrio dei valori della pressione, i livelli dei

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trigliceridi e del colesterolo; aumenta la spesa energetica dell’organismo e conseguentemente il consumo di grassi; protegge l’organismo da osteoporosi e artrosi: infatti uno sforzo moderato e costante stimola la capacità delle ossa di assimilare il calcio e produce sostanza come l’elastina e il collagene che formano le cartilagini. ’‘–”‡‹’”‘•‡‰—‹”‡ƒ…‘”ƒ“—ƒ•‹ƒŽŽǯ‹Ƥ‹–‘ǥdz Il nordic walking si propone anche come strumento di ’”‡˜‡œ‹‘‡‡–‡”ƒ’‹ƒƤ•‹…ƒ‡”‹ƒ„‹Ž‹–ƒ–‹˜ƒǤDz‡”–‘Ȃ‡˜‹denzia Turri – un valido aiuto per curarsi da diabete, obesità, malattie cardiovascolari, osteoporosi. Non solo quindi pillole e bisturi, ma anche un po’ di sport. A dirlo è un documento “Proposta per l’introduzione dell’eserciœ‹‘Ƥ•‹…‘…‘‡•–”—‡–‘†‹’”‡˜‡œ‹‘‡‡–‡”ƒ’‹ƒƒŽŽǯ‹terno del SSN” elaborato dalle Regioni e appoggiato dal Ministero della Sanità per far entrare lo sport nei Lea (i Livelli essenziali di assistenza – LEA - sono le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione n.dr.). È fuor di dubbio che tra gli sport da introdurre come strumento di prevenzione e terapia c’è da mettere al primo posto il nordic walking, straordinaria disciplina che coniuga sport e benessere, salute e movimento. Marina Soave


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Fare attivitĂ motoria con Minosse, Caronte e Scipione Nel periodo estivo allenarsi sotto il sole risulta piĂš faticoso e in alcuni casi non salutare

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’attivitĂ motoria se fatta correttamente, rappresenta sicuramente uno strumento fondamentale di prevenzione di molte patologie croniche e degenerative quali: obesitĂ , diabete, osteoporosi, patologie cardio-vascolari, disturbi mentali, ecc. Se l’attivitĂ  motoria viene fatta o proposta in modo non adeguato, può diventare invece una fonte di rischio per la salute. ÇŻÂƒÂ–Â–Â‹Â˜Â‹Â–Â? Ć¤Â•Â‹Â…Âƒ ÂƒÂŽÂŽÇŻÂƒÂ”Â‹Âƒ ƒ’‡”–ƒ ”ƒ’’”‡•‡Â?–ƒ •‹…—”ƒÂ?‡Â?–‡ una prima scelta, ma spesso le palestre, consentono di ˆƒ”‡‡•‡”…‹œ‹Ƥ•‹…‹’‹ÎÂ?‘Â?‹–‘”ƒ–‹‡…‘Â?–”‘ŽŽƒ–‹Ǥ Fare attivitĂ  motoria all’aperto, soprattutto nelle grandi …‹––Â?ÇĄ‡•’‘Â?‡–ƒŽ˜‘Ž–ƒƒ”‹•…Š‹ƒÂ?…Š‡•‹‰Â?Â‹Ć¤Â…ÂƒÂ–Â‹Â˜Â‹Ç˘Ž‡ÂƒÂ—–‘ǥ l’inquinamento e altri fattori ambientali possono diventare controproducenti. Nel periodo estivo allenarsi sotto il sole con temperature elevate, magari in orari a cavallo del pranzo, risulta piĂš faticoso e in alcuni casi non salutare. Oggi molte palestre sono dotate di sistemi di climatizzazione dell’aria che consentono la gestione ottimale dell’ambiente sot–‘ ‹Ž …‘Â?–”‘ŽŽ‘ †‹ •’‡…‹ƒŽ‹•–‹ Â†Â‡ÂŽÂŽÇŻÂ‡Â•Â‡Â”Â…Â‹ÂœÂ‹Â‘ Ƥ•‹…‘ ȋ†‘––‘”‹ in scienze motorie), spesso con la possibilitĂ  di trovare ƒÂ?…Š‡—Â?ƒÂ“Â—ÂƒÂŽÂ‹Ć¤Â…ÂƒÂ–Âƒ…‘Â?•—Ž‡Â?œƒÂ?‡†‹…ƒǤ Verona può essere considerata una cittĂ  ideale per fare ƒ––‹˜‹–Â?Ć¤Â•Â‹Â…ÂƒÇĄ•‹ƒ’‡”Žƒ’”‡•‡Â?œƒ†‹’‡”…‘”•‹‹Â?…‘ŽŽ‹Â?ƒ’‡” andare in bicicletta o per correre e camminare, che consentono di trovare tamperature inferiori per la presenza della vegetazione rispetto al centro cittĂ , che per la pos•‹„‹Ž‹–Â?†‹…‘””‡”‡‘…ƒÂ?Â?‹Â?ƒ”‡Ž—Â?‰‘ÂŽÇŻÂƒÂ”Â‰Â‹Â?‡†‡ŽƤ—Â?‡ †‹‰‡ǥ†‘˜‡Žƒ…‘””‡Â?–‡†‡ŽƤ—Â?‡•–‡••‘‡Žƒ’”‡•‡Â?œƒ dell’acqua aumentano la ventilazione e abbassano di qualche grado la temperatura. Nel periodo estivo si suggerisce di correre all’aperto al mattino oppure la sera, evitando la pausa pranzo. Se per motivi di tempo ci si può allenare solo nella pausa pranzo è meglio preferire la bicicletta, che consente di †‹•’‡”†‡”‡Â?‡‰Ž‹‘‹Ž…ƒŽ‘”‡’‡”Žǯ‡ƥ‡––‘†‡ŽŽƒ˜‡Â?–‹Žƒœ‹‘Â?‡•—ŽŽƒ•—’‡”Ƥ…‹‡…—–ƒÂ?Â‡ÂƒÇĄ…Š‡Žƒ…‘”•ƒǤÂ?ƒŽ–”‘ƒ•’‡–to fondamentale per chi fa attivitĂ  motoria è l’idratazione che deve essere sempre ottimale anche utilizzando integratori idrosalini. Sudare è sicuramente il modo piĂš naturale che ha il nostro corpo per disperdere il calore,

ma le riserve disponibili di acqua devono essere sempre adeguate. Un ultimo suggerimento è quello di dotarsi di cardiofrequenzimetro (strumento facilmente reperibile) che cosĂŹ consente allo sportivo di monitorare la frequenza cardiaca, ovvero i “giri del proprio motoreâ€?. Info: www.www.centrobernstein.it

Giorgio Pasetto

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Lo sci veronese festeggia un 2012 da incorniciare Particolarmente significativa è stata la presenza del vicepresidente della FISI nazionale Alberto Piccin

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al punto di vista agonistico anche in questa stagione invernale 2011/2012 gli atleti veronesi si sono ben comportati conquistando risultati di prestigio in campo internazionale, nazionale e regionale sia nello sci nordico che nello sci alpino. Sabato 12 maggio si è svolta presso il Cinema Teatro Valpantena di Grezzana, la Festa dello sci veronese 2012, tradizionale passerella per rendere omaggio a sciatori e fondisti scaligeri protagonisti della stagione appena conclusa. A fare gli onori di casa è stato il presidente della FISI per la circoscrizione di Verona Roberto Lazzarini, che ha avuto parole di elogio e ringraziamento per tutto il movimento. Particolarmente significativa, è stata la presenza del vicepresidente della FISI nazionale Alberto Piccin, che si è complimentato con i nostri ragazzi e ha portato il saluto del neo eletto presidente federale Flavio Roda. Prima delle premiazioni dei vincitori di ogni categoria delle gare circoscrizionali e dei campioni provinciali di sci alpino e sci nordico è stata consegnata una targa di riconoscenza agli atleti, ai dirigenti sportivi e sci club per i prestigiosi ed importanti risultati agonistici ottenuti nella stagione invernale 2011-2012. Per quanto concerne lo sci nordico, nelle categorie ragazzi, allievi, aspiranti e junior lo Sci Club Bosco l’ha fatta da padrone. Il “bottino” consiste in 13 medaglie d’oro, 13 d’argento e 5 di bronzo che hanno permesso di posizionare lo Sci Club Bosco per due volte al terzo posto nella classifica

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a punti nei campionati regionali, ma soprattutto di ottenere uno splendido primo posto assoluto come società sulle nevi di casa. I risultati di maggior prestigio sono stati : due ori, un argento ed un bronzo di Debora Roncari ai Campionati Italiani Juniores, due argenti di Valentini Giada ai Campionati Italiani Aspiranti ed un bronzo di Corbellari Francesca ai Campionati Italiani Allievi. Nella finale nazionale Lattebusche per le categorie Baby e Cuccioli sono giunti ottimi piazzamenti: nei Baby Femminile 5° posto per Mariasole Cona (S.c. Bosco) e 11° posto per Anna Scardoni (S.c. Roverè), nei Baby Maschile 2° posto per Enrico Pasquali e 4° posto per Marco Erbisti (S.c. Roverè), nei Cuccioli Femminile 6° posto di Lara Massella(S.c.Roverè). Infine nei Cuccioli Maschile 5° posto per Mattia Tanara, 6° posto di Christian Roncari,entrambi dello S.c. Bosco, e 9° posto per Pietro Pomari dello S.C. Roverè. Nella Classifica Finale per Società del Trofeo LATTEBUSCHE lo S.C. Roverè ha ottenuto uno splendido secondo posto assoluto. A coronamento di tutta la stagione è arrivato il 2^ posto nella classifica assoluta di Coppa Europa di Lucia Scardoni, entrata in pianta stabile nella squadra azzurra di Coppa del Mondo. La stagione dello sci alpino è stata ricca di soddisfazioni per gli atleti del Comitato Provinciale di Verona, in modo particolare nella difficile categoria Giovani grazie ai portacolori dello S.C. GORETEX DRAGO. L’affermazione del sodalizio di Borgo Roma tra i maschi del Veneto è stata premiata con la conquista della Cop-


VFL l’iniziativa

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Nella categoria Baby e Cuccioli nella Finale Interregionale del Trofeo LATTEBUSCHE medaglia d’oro di Gaia Palmara (C.A. Edelweiss) ed ottimi piazzamenti per Giovanni Franchi (C.A. Edelweiss) e per Martina Erbisti (U.S. Grezzana). Per la categoria Master il G.A.O. Verona nella Fase Regionale si è classificato al quarto posto assoluto, con i suoi atleti di spicco Alberto Gamba e Maria Letizia Zornitta sul podio. Ad incorniciare la stagione sci ci ha pensato Enrica Cipriani con la conquista della Coppa Europa di SuperGigante, storica vittoria che dà lustro, linfa ed entusiasmo a tutto il movimento di casa nostra in vista della prossima stagione.

Lorenzo Fabiano

pa Veneto Aspiranti di Pietro Cipriani, seguito da Massimiliano Boselli al secondo posto e da Tiberio Guidolin al quarto. Con solo 7 atleti al cancelletto di partenza lo S.C. GORETEX DRAGO si è piazzato al terzo posto nella classifica per società Coppa Veneto Giovani. Prestigiosi risultati che, a dimostrazione dell’ ottima preparazione del gruppo allenato da l’ex azzurro Walter Girardi, sono proseguiti nei Campionati Italiani Aspiranti con le bellissime medaglie d’argento di Pietro CIPRIANI in discesa libera, e Tiberio Guidolin in gigante a soli 36 centesimi dall’oro grazie al miglior tempo nella seconda manche che lo ha visto rimontare dalla settima posizione. In Slalom Speciale e SuperGigante sono arrivati due positivi ottavi posti per MassimilianoBoselli. Nella categoria Ragazzi registriamo gli acuti nei Campionati Regionali con la vittoria nello Slalom del neo campione regionale Giacomo Stizzoli (U.S. Grezzana) e brillanti piazzamenti per Michele Gasparini (S.C. Ambrosiano) e Tommaso Boselli(Gore-Tex Drago), che hanno permesso anche a loro la qualificazione ai Campionati Italiani di categoria Michele Gasparini (S.C. Ambrosiano) ha inoltre ottenuto un’ importante qualificazione anche alla fase nazionale del Trofeo Topolino (fase Regionale organizzata dal dove è risultato il migliore dei Veneti).

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Davide Padovani: quando lo sport diventa medicina dell’anima Intervista a Davide Padovani, pilota del Team RTC Sport & immagine. Con lui scopriamo che anche nella realtĂ , come nelle favole, si può vivere “per sempre felici e contentiâ€?‌

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avide, per prima cosa racconta ai lettori di SportdipiĂš cos’è per te il karting? Il karting per me è stile di vita perchĂŠ mi ha insegnato a saper controllare le emozioni, a guidare ad oltre ͕͔͔Â?Â?ȀŠǥÂƒĆĄÂ”Â‘Â?–ƒÂ?†‘Ž‡…—”˜‡Ġ—Â?ƒ˜‡Ž‘…‹–Â?–ƒŽ‡†‘˜‡•‹ è sempre al limite dell’aderenza, percorrendo giri su giri, in un circuito per cercare di andare sempre piĂš forte, per migliorare sempre senza accontentarsi mai. PerchĂŠ que•–‘°Ž‘•’‹”‹–‘†‡Ž’‹Ž‘–ƒ—Â?ƒÂ•Ć¤Â†Âƒ…‘Â?–‹Â?—ƒ…‘Â?•¹•–‡••‘ che trova appagamento in una sorta di puro esibizionismo in pista, ovvero un pilota si esalta e dĂ il meglio di sĂŠ perchĂŠ vuole divertirsi e far divertire il pubblico. La guida del pilota è come un’esibizione in cui la continua ricerca della perfezione scatena la grinta e fa emergere il talento. Poi l’incidente e l’assenza dalle gare. Per quanti anni? Troppi, davvero troppi! Per ben 15 lunghi anni sono stato

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assente dalle gare di kart a causa di un incidente occorsomi all’etĂ di 19 anni (non in gara nd.r.) proprio quando stavo per fare il fatidico “salto di qualitĂ â€? e passare al livello professionistico. Un imprevisto che mi ha letteralmente scaraventato in un baratro da cui pensavo non di uscirne mai piĂš! Infatti oltre alla lesione al plesso brachiale che mi ha provocato la paralisi di tutta la parte destra del busto (pettorale, dorsale, braccio e mano), sono caduto in uno •–ƒ–‘ †‹ †‡’”‡••‹‘Â?‡ ‡ •‘ƥ‡”‡Â?œƒ Â?‘Ž–‘ ’”‘ˆ‘Â?†‘ǥ ’‡”chĂŠ vedevo infrangersi quel sogno che mi portavo dentro ƤÂ?†ƒ“—ƒÂ?†‘‡”‘„ƒÂ?„‹Â?‘‡…‹‘°†‹†‹˜‡Â?–ƒ”‡—Â?‰”ƒÂ?†‡ ’‹Ž‘–ƒǤ‡Â?•ƒ˜‘ˆ‘••‡ƤÂ?‹–ƒ‡‹Â?Â˜Â‡Â…Â‡Ç¤Ç¤Ç¤Çł E invece? La mia voglia di ritornare a praticare lo sport che ho sempre amato ha avuto il sopravvento! L’anno scorso nei primi giorni di maggio ad una cena tra amici kartisti


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mi dicono che un ragazzo con un braccio solo ha vinto il campionato italiano kart 100 prodriver (monomarcia). In quel momento, dentro di me, è scoccata la scintilla che ha riacceso la mia speranza e mi ha fatto letteralmente tornare a vivere. Da quel giorno ora dopo ora, ho iniziato a maturare la volontà di provare a vincere la depressione, la cosiddetta “bestia nera”. E così, dopo circa un mese, decido di provare a risalire su un kart: è il 30 giugno 2011 e per me è stata un’emozione indescrivibile. E com’è andata? Da quel giorno eseguii altri 3 test nel mese di luglio per ˜‡†‡”‡Žƒ–‡•–ƒ”‡Žƒ‹ƒ–‡—–ƒƤ•‹…ƒǤ—”–”‘’’‘‹†‘Ž‘”‹ alla schiena e al braccio sinistro mi costrinsero a desistere. Capii che il problema nasceva dal fatto che ero sovrappeso e senza la preparazione atletica adatta. Iniziai quindi ƒ†‹–‡•‹Ƥ…ƒ”‡Žǯƒ––‹˜‹–Ƥ•‹…ƒ‹’ƒŽ‡•–”ƒ…‘ƒŽŽ‡ƒ‡–‹ †—”‹‡†‹–‡•‹–—––‹‹‰‹‘”‹͖Ȁ͗‘”‡Ƥ‘ƒŽ͛†‹…‡„”‡͖͔͕͕ quando, grazie al mio carissimo amico Alessandro Zanoni della R.T.C. ritorno in pista, alla guida di un kart 125 a marce con l’innovativo cambio elettronico al volante della “Powershift”. Il test è buono a tal punto che ci accordiamo per disputare assieme la stagione 2012 del campionato italiano Kart grandprix nella categoria Kz.” I test sono andati bene, ma la gara è un’altra cosa… Il 26 febbraio 2012 arriva il debutto. Primo Round a Castelletto di Branduzzo (PV) e…centriamo la vittoria! L’emo-

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zione che io assieme a tutto il team abbiamo provato è stata incredibile, un’euforia totale con abbracci, pianti, urla di gioia... Per me è stata come una liberazione! Ero riuscito ad ottenere il primo dei miei obiettivi, quello di tornare ad essere vincente nello sport che più amo!” Questo sport è uno sport per tutti o bisogna avere alcu‡†‘–‹•’‡…‹Ƥ…Š‡ǫ Credo che questo sport per essere praticato debba non solo piacere ma coinvolgere totalmente perché questo perché è uno sport duro al contrario di quello chela maggior parte della gente pensa. Chi si avvicina al karting deve avere tanta passione. Detto ciò bisogna distinguere il pilota appassionato dal pilota vero. Infatti c’è una so•–ƒœ‹ƒŽ‡†‹ơ‡”‡œƒ–”ƒŽ‡†—‡–‹’‘Ž‘‰‹‡ǣ‡–”‡‹Ž’”‹‘ vive questo sport come un semplice modo di divertirsi senza avere particolari doti di guida, il secondo vive ogni istante del week-end di gara molto intensamente, lavorando duro per ottenere il massimo. Il pilota vero deve essere in primis un ottimo collaudatore, avere un buon stile di guida, saper gestire la velocità, essere motivato e determinato nel massimo della concentrazione, capace di gestire le emozioni e sempre in possesso della lucidità necessaria per agire in millesimi di secondo! Questo è il vero pilota, quello da battere. Il pilota con la “P” maiuscola. La P maiuscola come Padovani. Mirko Simonaio

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Omeoenergetica Istitute Elle Effe, il benessere che mantiene giovani! Specializzato nel ringiovanimento del viso e del corpo e nella cura e prevenzione di qualsiasi problema Omeoenergetica Institute ha un concept innovativo, che va oltre il risultato estetico

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etizia titolare a Verona di Omeoenergetica Istitute ŽŽ‡ơ‡ǡ°•‡’”‡•–ƒ–ƒƒơƒ•…‹ƒ–ƒ†ƒŽŽƒ„‡ŽŽ‡œœƒ e dall’arte. Nata a Venezia, in una città ricca di storia e culturalmente stimolante, dopo gli studi alla Scuola d’arte inizia a lavorare nel mondo della cosmesi. “Ho avuto la fortuna di girare il nostro Paese lavorando per un importante brand francese, un’azienda cosmetica di altissimo livello. Per quindici anni ho cercato di apprendere il più possibile, tentando di carpire nozioni che mi rendessero sempre più preparata. M’immaginavo critica d’arte, ed invece sono diventata un’attenta osservatrice e ora cerco di migliorare la bellezza dei miei clienti.” Da Piazza San Marco alla città degli Scaligeri, con il passare degli anni, Letizia diventa moglie, mamma e donna in carriera. Dz ‘ ”‹ƪ‡––—–‘ ‘Ž–‘ •— …Š‡ …‘•ƒ ‹ ’‹ƒ…‡••‡ †ƒ˜˜‡”‘

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fare, non ho avuto dubbi, volevo creare qualcosa che fosse solo mio, da qui l’idea di aprire a Verona un istituto di bellezza. Ho fatto tutto da sola, ho visto la location e me ne sono innamorata. Questa città è bella da togliere ‹ŽƤƒ–‘‡†Š‘’‡•ƒ–‘…Š‡“—‹ƒ˜”‡‹’‘–—–‘ˆƒ”…‡ŽƒǤdz

 — ‘‡–‘ ‡…‘‘‹…ƒ‡–‡ †‹ƥ…‹Ž‡ǡ Žƒ •…‡Ž–ƒ †‹ questa giovane donna stupisce. “è ovvio che ho avuto l’appoggio della mia famiglia, sono stati loro a capire quanto entusiasmo avessi, non è stato facile, ma sono ottimista.” Dalla determinazione di Letizia nasce nel cuore di Verona, assieme al prestigioso salone Rossano Ferretti, Omeonergetica Istitute, che inaugurato solo un mese fa, ha già fatto breccia nel cuore dei veronesi. Specializzato nel ringiovanimento del viso e del corpo e nella cura e prevenzione di qualsiasi problema estetico, Omeoenergetica Institute ha un concept innovativo, che va oltre il risultato estetico. “Qui la bellezza non è il


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traguardo da raggiungere, ma l’inizio di un’esperienza unica in cui ogni cliente ritrova oltre alla forma, una condizione di benessere e vitalità del tutto nuove”. Unibell, società specializzata nell’estetica detentrice di Omeoenergetica, è anche specializzata nella remise en forme dell’atleta. Con il marchio Human Tecar ha sviluppato metodologie che consentono la prevenzione e il recupero da patologie osteoarticolari e muscolari, acute e croniche, in tempi rapidi. Da qui l’originale approccio al mondo dell’estetica e la fondamentale convinzione per cui non può esserci la vera bellezza senza la conoscenza approfondita dei meccanismi che presiedono l’equilibrio generale del corpo. “Omeoenergetica considera l’organismo nella sua totalità, e per curare l’inestetismo parte dalle cause che l’hanno generato, rilanciando i meccanismi che si sono rallentati col tempo. Risveglia le energie nascoste, stimola in profondità i processi di ringiovanimento e aiuta a ritrovare un benessere che parte da dentro e che si ”‹ƪ‡––‡‹—˜‹•‘‰‹‘˜ƒ‡‡Ž—‹‘•‘‡—…‘”’‘–‘‹…‘ e armonioso.” È la Specialista di Omeoenergetica, che con la sua competenza ed esperienza si serve di speciali tecniche manuali, tecnologie avanzate e prodotti cosmetici molto funzionali utilizzati sinergicamente per trattamenti personalizzati, che danno risultati in tempi rapidi e duraturi nel tempo. Dz‹Ö…Š‡’‹î‹‰”ƒ–‹Ƥ…ƒ°‹Ž•‘””‹•‘†‡ŽŽ‡‹‡…Ž‹‡–‹ǡ•‘†disfatte dei risultati estetici, ma soprattutto contente di aver ritrovato quella vitalità e voglia di muoversi che a causa di uno stile di vita stressante vengono spesso a mancare.” ‡ƒ…Š‡˜‘‹˜‘Ž‡–‡•…‘’”‹”‡Žƒ†‹ơ‡”‡œƒˆ”ƒ•‡„”ƒ”‡

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‰‹‘˜ƒ‹‡†‡••‡”Ž‘†ƒ˜˜‡”‘ǡƒƥ†ƒ–‡˜‹ƒŽŽ‡’‡…‹ƒŽ‹•–‡†‹ ‡‘‡‡”‰‡–‹…ƒǡ†‹‡‘‡‡”‰‡–‹…ƒ •–‹–—–‡ŽŽ‡ơ‡Ǥ Alessandra Rutili Info: ‡‘‡‡”‰‡–‹…ƒ •–‹–—–‡ŽŽ‡ơ‡•Ǥ”ǤŽǤ Via Diaz, 2 Verona - Tel. 045 80 13 457

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La Compagnia Fildefer in scena contro la fibrosi cistica Attualmente la Compagnia del Fildefer consta di circa 40 elementi e, oltre alla realizzazione del Concorso Teatrale, sta lavorando al musical “Rachel� e a 2 laboratori di teatro impegnato diretti da Enzo Bazzani

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a Compagnia del Fildefer nasce nel 1975 grazie all’entusiasmo di alcuni giovani impegnati nell’attivitĂ parrocchiale a Bovolone. Il primo spettacolo, fatto di sketch e canzoni, viene messo in scena l’undici febbraio di quell’anno dopo una giornata intera dedicata ad animare il paese con vari giochi. In quel frangente la Pro Loco di Bovolone si accorse di questo gruppo di giovani e decise tramite il presidente Dott. Roncolato di sostenere i loro sforzi. Di seguito la Compagnia riuscĂŹ a organizzare per il pae•‡ŽƒÂ•Ć¤ÂŽÂƒÂ–ƒ†‡‹…ƒ””‹ƒŽŽ‡‰‘”‹…‹…‘Â?–”‹„—‡Â?†‘ƒ…”‡ƒ”‡‹Ž Carnevale bovolonese che ancora oggi attira tantissimi grandi e piccini. ‡ŽÍ•Í?͜͜ƒ˜˜‹‡Â?‡Žƒ•˜‘Ž–ƒ†‡ƤÂ?‹–‹˜ƒǤƒ…‘Â?’ƒ‰Â?‹ƒŽƒ•…‹ƒÂŽÇŻÂ‘”‰ƒÂ?‹œœƒœ‹‘Â?‡†‡ŽŽƒÂ•Ć¤ÂŽÂƒÂ–ƒ†‹…ƒ”Â?‡˜ƒŽ‡‡•‹†‡†‹ca interamente alla realizzazione di quella che si può †‡ƤÂ?‹”‡ Žƒ ’”‹Â?ƒ …‘Â?Â?‡†‹ƒ †‡Ž Â‹ÂŽÂ†Â‡ÂˆÂ‡Â”ÇŁ Dz ÂŽ –”‡Â?‘ …Š‡ ferma...â€?. Il successo è immediato e da lĂŹ a poco le commedie del Fildefer, tutte opere originali scritte e interpretate dai componenti della compagnia, diventano una tradizione del carnevale a Bovolone. L’ultima della serie, “Bar lumeâ€?, ha fatto registrare il tutto esaurito per 4 serate consecutive (18-21 febbraio 2012) facendo divertire e sorridere piĂš di 1.300 persone, confermando ancora una volta quello che è e rimarrĂ  l’intento della Compagnia del Fildefer: vedere dei volti felici e contenti per i quali valga la pena dedicare il proprio tempo in ore di prove e impegno. Attualmente la Compagnia del Fildefer consta di circa 40 elementi e, oltre alla realizzazione del Concorso Teatrale, sta lavorando al musical “Rachelâ€? (con protagonisti circa 50 adolescenti) e a 2 laboratori di teatro impegnato diretti da Enzo Bazzani. Il Concorso Teatrale “Cittadini Illustriâ€? dedicato al Dott. Albino Roncolato (V° Edizione) è un evento ideato e organizzato dalla Compagnia Teatrale del Fildefer presso il Teatro Astra di Bovolone. Lo scopo principale è quello di far conoscere e promuovere la cultura teatrale e le tradizioni locali del

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nostro territorio. A partire dal 2012 la compagnia vuole dare alla manifestazione anche uno scopo benefico, prevedendo di devolvere parte degli incassi in beneficienza alla Fondazione per la ricerca sulla Fibrosi Cistica (Delegazione di Verona) e la Lega Italiana Fibrosi Cistica (Associazione Veneta). Queste strutture, rispettivamente responsabili del finanziamento della ricerca scientifica e del miglioramento dell’assistenza del Centro Regionale Veneto di cura, sono Charity partners di tutta l’iniziativa e insieme concorrono al sostegno di un progetto di ricerca sulla Fibrosi Cistica. Il Concorso si è distinto negli anni per l’elevata qualitĂ artistica e ha registrato una numerosa partecipazione di compagnie teatrali, acquisendo un carattere nazionale (hanno fatto richiesta di partecipazione all’edizione 2011 oltre 80 compagnie teatrali provenienti dall’intero territorio nazionale). Il pubblico intervenuto in misura sempre maggiore ha compreso l’importanza della manifestazione e anche nell’ultima edizione ha riempito il teatro per tutte le serate in cartellone compresa la cerimonia di premiazione. Nella IV° edizione (2011) il teatro Astra ha accolto, con nostra grande soddisfazione, piĂš di mille e quattrocento persone che hanno potuto gustare le pregiatissime performance delle compagnie teatrali selezionate. Il Concorso inoltre si è rivelato negli anni un’ottima occasione promozionale per il territorio grazie anche all’apprezzato momento di ristoro, costituito da un risotto a tema, che il Fildefer offre agli intervenuti al termine della serata. Per questi motivi quest’anno abbiamo deciso come Compagnia del Fildefer di dare alla manifestazione una promozione adeguata prevedendo il coinvolgimento di televisione, radio, network promozionali, stampa, social network, eventi correlati. Il programma che ci siamo prefissi riteniamo possa consentirci di arrivare a circa 1.600.000 persone. Vladimir Castellini Info: Š––’ǣȀȀÂ?—Â?Â‡Ç¤Ć¤ÂŽÂ†Â‡ÂˆÂ‡Â”Ç¤Â‹Â–


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Charity partners

L’Arena 28 maggio 2011 BOVOLONE. Una settantina di ragazzi si ritroveranno domani per publicizzare un musical intitolato Prodigal Son

ÂŤFlashmobÂť, ballo tra la folla dopo la messa Media partner 18 novembre 2010

Spettacolo al ÂŤSalieriÂť Gli incassi devoluti a chi ha perduto tutto

autori delle citazioni in ordine di pagine: Galileo Galilei David Linch Pier Paolo Pasolini William Shakespeare Marcel Proust

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La Fondazione per la ricerca sulla Fibrosi Cistica (Delegazione di Verona) e la Lega Italiana Fibrosi Cistica (Associazione Veneta) - strutture rispettivamente responsabili del ďŹ nanziamento della ricerca scientiďŹ ca e del miglioramento dell’assistenza del Centro Regionale Veneto di cura - sono Charity partners di questa iniziativa e insieme concorrono al sostegno di un progetto di ricerca sulla ďŹ brosi cistica. Teatrale nia Fil ag

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info e comunicazioni: Vladimir Castellini Enzo Bazzani Davide Avanzo Indirizzo mail

348 3395278 345 4341174 348 0839329 info@ďŹ ldefer.it

per info della Compagnia e del concorso seguiteci su: www.ďŹ ldefer.it oppure cercate su ricerca: Compagnia Teatrale del Fildefer Concorso Teatrale Cittadini Illustri @ďŹ ldefer_teatro

I PROTAGONISTI DELLA FILDEFER Dott. Albino Roncolato: grazie a lui nel 1972 nacque la Pro Loco di Bovolone, di cui fu Presidente. Fu in questo periodo che contribuĂŹ, da grande appassionato di teatro, alla crescita artistica e numerica della “Compagnia del Fildeferâ€? (nata nel 1975), la quale sentendo il dovere e il bisogno, a distanza di tempo, di doverlo ancora ringraziare, ha dedicato a lui questo concorso.â€? Â?œ‘ƒœœƒÂ?‹: è il Direttore Artistico del Concorso. Fondatore e tutt’ora membro della Compagnia del Fil de Fer, Enzo Bazzani è allo stesso tempo autore e regista di oltre 30 commedie originali. La sua esperienza si basa su una grande preparazione maturata in molti palcoscenici italiani (corsi di formazione e direzione di laboratori) e su una spiccata sensibilitĂ che gli consente di cogliere negli attori quelle doti che possono regalare al pubblico un’emozione. Molto presente anche nella formazione e nella promozione teatrale dentro e fuori Bovolone, Enzo Bazzani è una persona attivissima nelle attivitĂ  sociali e sicura garanzia di alta qualitĂ  artistica per l’evento.

Ž‹‘”‰ƒÂ?‹œœƒ–‘”‹Â†Â‡ÂŽÂŽÇŻÂ‡Â˜Â‡Â?–‘ Enzo Bazzani, Vladimir Castellini, Davide Avanzo, Marco Moretti, Benedetta Chiaramonte, Giovanni Lovato, Fabio Milani, Antonio ÂƒÂ˜ÂƒÂŽÂŽÂƒÂ”Â‘ÇĄ ƒ„‹‘ Â•Â‡Â’Â’ÂƒÂ–Â‘ÇĄ‹…‘Ž‹•…Š‹ǥ‹…‹ƒƒ”–‹Ǥ‘Â•Â–ÂƒĆĄƒŽ…‘Â?’Ž‡–‘ƒ””‹˜ƒƒ…‘‹Â?˜‘Ž‰‡”‡…‹”…ƒ͙͔’‡”•‘Â?‡Ǥ Sono passati dalla Fildefer Stefano Cantiero (presentatore televisivo), Franco Cappa (attore televisivo e teatrale), Serena Carletti (presentatrice televisiva), Maurizio Garavaso (speaker radiofonico). ƒ ‹—”‹ƒ†‡Ž‘Â?…‘”•‘ Paolo Valerio (Direttore artistico del Teatro Stabile di Verona) - Presidente di Giuria, Michele Ghionna (attore professionista) Giurato, Giuliano Zanetti (professore di lettere) - Giurato, Paolo Corsi (autore, attore e critico teatrale) - Giurato, Enzo Bazzani (direttore artistico della Compagnia Teatrale del Fildefer di Bovolone) - Giurato ‡†ƒ–‡†‡Ž‘Â?…‘”•‘‡ƒ–”ƒŽ‡͖͔͕͖ÇŚ͙̰‡†‹œ‹‘Â?‡ Í•Í—‘––‘„”‡ǥÍ–Í›‘––‘„”‡ǥÍ•Í”Â?‘˜‡Â?„”‡ǥ͖͘Â?‘˜‡Â?„”‡ǥÍ•†‹…‡Â?„”‡ǥÍ•Í™†‹…‡Â?„”‡Č‹‡”ƒ–ƒƤÂ?ÂƒÂŽÂ‡ČŒ

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DMSA contro la “zona grigiaâ€? L’obiettivo del dottore in scienze motorie è promuovere l’attivitĂ motoria, sia per la prevenzione di problemi di salute, sia per il mantenimento di un buono stato di salute

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‘Â?‘‹Â?…‘”•‘†‹†‡ƤÂ?‹œ‹‘Â?‡‹”‹•’‡––‹˜‹ƒÂ?„‹–‹†‹…‘Â?’‡–‡Â?œƒ †‡‹ Ć¤Â•Â‹Â‘Â–Â‡Â”ÂƒÂ’Â‹Â•Â–Â‹ ‡ †‡‹ Žƒ—”‡ƒ–‹ ‹Â? •…‹‡Â?œ‡ Â?‘–‘”‹‡ǥ†—‡Ƥ‰—”‡’”‘ˆ‡••‹‘Â?ƒŽ‹…Š‡‘‰‰‹ǥ‹Â?Â˜Â‡Â…Â‡ÇĄ •’‡••‘•‹ƒ……—•ƒÂ?‘†ǯ‹Â?˜ƒ•‹‘Â?‹†‹…ƒÂ?’‘ǥƤÂ?‘ƒÂ?…Š‡ÂƒÂŽÂŽÇŻÂƒbusivismo professionale. Il Ministero della Salute e le Regioni hanno avviato con il coinvolgimento dei rappresentanti professionali dei lau”‡ƒ–‹‹Â?•…‹‡Â?œ‡Â?‘–‘”‹‡‡†‡‹Ć¤Â•Â‹Â‘Â–Â‡Â”ÂƒÂ’Â‹Â•Â–Â‹ÇĄ—Â?–ƒ˜‘Ž‘†‹ trattativa, che nell’ultima riunione del 31 maggio scorso a Roma ha visto la condivisione a maggioranza dei pre•‡Â?–‹†‹—Â?†‘…—Â?‡Â?–‘…Š‡ƒ––‡Â?†‡‹Ž’Žƒ…‡–†‡ƤÂ?‹–‹˜‘†‡Ž Coordinamento delle Regioni. Lo scopo di questo tavolo di trattativa è stato quello di “meglio delineareâ€? l’ambito di competenza professionaŽ‡ǥƒÂ?…Š‡•‡Ž‡†—‡ƒ––‹˜‹–Â?ŠƒÂ?Â?‘—Â?…‘Â?ƤÂ?‡…Š‡Â?‘Â?° facile separe, una sorta di “zona grigiaâ€?. ÇŻ Č‹ÂƒÂ–Â–Â‹Â˜Â‹Â–Â?Ć¤Â•Â‹Â…ÂƒÂƒÂ†ÂƒÂ–Â–ÂƒÂ–ÂƒČŒ°’”‡”‘‰ƒ–‹˜ƒ†‡ŽŽƒ—”‡ƒ–‘ in scienze motorie ed è una attivitĂ che non rientra nelle prestazioni sanitarie prettamente dette, ma ha il compito di ricondizionare, combattere l’immobilitĂ , favorire la socializzazione e promuovere stili di vita piĂš corretti, in sintesi migliorare la salute delle persone. L’obiettivo, dunque, del dottore in scienze motorie è promuovere l’attivitĂ  motoria, sia per la prevenzione di problemi di salute, sia per il mantenimento di uno stato di salute buono, che per riadattare la persona alle proprie necessitĂ  e aspettative motorie e sociali. Nel farlo occorre però tenere in considerazione dei bisogni di movimento delle diverse categorie di persone, alcune delle quali, evidenzia il Tavolo tecnico MinisteroRegioni, necessitano di un trattamento riabilitativo (sanitario). “Non è possibile – chiarisce il Tavolo – costruire percorsi standardizzati per persone con esiti di ictus cerebrali, ad esempio. Perciò in una prima fase spetterĂ  ƒŽĆ¤Â•Â‹Â‘–‡”ƒ’‹•–ƒ–”ƒ––ƒ”‡Žƒ’ƒ–‘Ž‘‰‹ƒ‡•—‰‰‡••‹˜ƒÂ?‡Â?–‡

in seconda fase spetterĂ al dottore in scienze motorie Ç˛ÂƒÂ†ÂƒÂ–Â–ÂƒÂ”Â‡Çł‹Ž’”‘‰”ƒÂ?Â?ƒ’‹Îƒ†‡‰—ƒ–‘†‹‡•‡”…‹œ‹Ƥ•‹…‹Ǥ ‹ –”ƒ––ƒ –—––ƒ˜‹Â?ÇĄ ƒÂ?Â?‡––‡ ‹Ž ÂƒÂ˜Â‘ÂŽÂ‘ÇĄ †‹ —Â? …‘Â?ƤÂ?‡ Â†Â‹ÂˆĆ¤Â…Â‹ÂŽÂ‡†ƒ†‡Ž‹Â?‡ƒ”‡“—‡ŽŽ‘–”ƒ’”‘Â?‘œ‹‘Â?‡†‡ŽŽƒ•ƒŽ—–‡‡ attivitĂ  sanitaria, infatti è facile capire che la presa in carico sanitaria non può essere prolungata oltre misura, infatti esistono occasioni, periodi, necessitĂ  e luoghi dell’intervento sanitario, dopo di che ogni persona deve ˜‹˜‡”‡‡†ƒ‰‹”‡Â?‡ŽÂ?‘Â?†‘ǥ’”ƒ–‹…ƒÂ?–‘—Â?ƒƒ––‹˜‹–Â?Ć¤Â•Â‹Â…Âƒ adattata (AFA). ƒ–‡”ƒ’‹ƒȋ•‹Ž‡‰‰‡Â?‡ŽŽƒÂ„Â‘ÂœÂœÂƒČŒ°…‘Â?’‡–‡Â?œƒ†‡ŽƤ•‹‘terapista, quando invece una persona anche con diversa ƒ„‹Ž‹–Â?ÇĄ”‹…Š‹‡†‡—Â?ƒƒ––‹˜‹–Â?Ć¤Â•Â‹Â…ÂƒÂƒÂ†ÂƒÂ–Â–ÂƒÂ–ÂƒÇĄŽƒ…‘Â?’‡–‡Â?za passa al dottore in scienze motorie. Nell’ottica di queste scelte programmatiche il Tavolo propone l’utilizzo del laureato in scienze motorie nel ’”‘‰‡––‘ Dz”‡•…”‹œ‹‘Â?‡ Â†Â‡ÂŽÂŽÇŻÂ‡Â•Â‡Â”Â…Â‹ÂœÂ‹Â‘ Ƥ•‹…‘ …‘Â?‡ •–”—mento e terapiaâ€? che il Ministero della Salute sta giĂ  sperimentando in diversi contesti territoriali. In pratica, ’”‘‰”ƒÂ?Â?‹†‹’”‡˜‡Â?œ‹‘Â?‡‡…—”ƒ„ƒ•ƒ–‹Â•Â—ÂŽÂŽÇŻÂ‡Â•Â‡Â”Â…Â‹ÂœÂ‹Â‘Ƥsico secondo le modalitĂ  organizzative che prevedono Žƒ•‘Â?Â?‹Â?‹•–”ƒœ‹‘Â?‡Â†Â‡ÂŽÂŽÇŻÂ‡Â•Â‡Â”…‹œ‹‘Ƥ•‹…‘Ǥ L’auspicio del Tavolo è che programmi di questo tipo •‹ƒÂ?‘ •‡Â?’”‡ ’‹Î Â”ÂƒĆĄÂ‘Â”ÂœÂƒÂ–Â‹ Â?‡‹ ’‹ƒÂ?‹ •ƒÂ?‹–ƒ”‹ ”‡‰‹‘Â?ÂƒÂŽÂ‹ÇĄ ‹Â?–‡Â?Â•Â‹Ć¤Â…ÂƒÂ?†‘ŽƒŽ‘––ƒƒŽŽƒ•‡†‡Â?–ƒ”‹‡–Â?‡’”‘Â?—‘˜‡Â?†‘ ÂŽÇŻÂƒÂ–Â–Â‹Â˜Â‹Â–Â?Ć¤Â•Â‹Â…Âƒƒ––”ƒ˜‡”•‘Ž‘•˜‹Ž—’’‘•—Ž–‡””‹–‘”‹‘†‹—Â?ƒ rete di strutture per la “somministrazioneâ€? dell’attivi–Â?Ć¤Â•Â‹Â…Âƒ…Š‡ǥ’”‡…‹•ƒŽƒ„‘œœƒ†‹†‘…—Â?‡Â?–‘†‡ŽÂƒÂ˜Â‘Ž‘ǥ Ç˛Â†Â‡Â˜Â‡ ƒ˜˜‡Â?‹”‡ ‹Â? ”‡ƒŽ–Â? Â•Â’Â‡Â…Â‹Ć¤Â…ÂƒÂ–ÂƒÂ?‡Â?–‡ ƒ––”‡œœƒ–‡ (palestre o strutture, pubbliche o private) contraddistinte da una gestione qualitativa e dirette da un dottore in scienze motorie (laureato in scienze motorie o diplomato ISEF). Si darebbe cosĂŹ vita ad un circuto virtuoso regionale di •–”—––—”‡ Â…Â‡Â”Â–Â‹Ć¤Â…ÂƒÂ–Â‡ ‡ ‹•–‹–—œ‹‘Â?ƒŽÂ?‡Â?–‡ ”‹…‘Â?‘•…‹—–‡ con azioni formative, condivisione di valori etici e un sistema di valutazione qualitativa.

ÂŽ‘…—Â?‡Â?–‘ǥ—Â?ƒ˜‘Ž–ƒƒ’’”‘˜ƒ–‘†‡ƤÂ?‹–‹˜ƒÂ?‡Â?–‡ǥ‘Žtre a portare ad una “pace professionaleâ€? tra i dottori ‹Â?•…‹‡Â?œ‡Â?‘–‘”‹‡‡‹Ć¤Â•Â‹Â‘Â–Â‡Â”ÂƒÂ’Â‹Â•Â–Â‹ÇĄ’‘–”Â?Â?‘†‡”Â?‹œœƒ”‡ il nostro sistema di tutela della salute che dovrĂ necessariamente andare oltre all’intervento prettamente sanitario. Giorgio Pasetto segretario nazionale DMSA Info: www.dmsa.it - info@dmsa.it

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Psicomotricità e il rilassamento Rilassamento oggi indica distensione, decontrazione muscolare che equivale a distensione psichica

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l tono muscolare e la funzione tonica sono elementi fondamentali sia nell’intervento psicomotorio sia nelle tecniche di rilassamento. Analizziamo, in questa seconda parte dell’articolo (prima parte sul numero di maggiogiugno), alcune tematiche. Cos’è il rilassamento Il termine “rilassamento” è entrato a far parte del linguag‰‹‘…‘””‡–‡‡˜‹‡‡—•ƒ–‘…‘•‹‰‹Ƥ…ƒ–‹‘Ž–‘†‹˜‡”•‹ǣ•‹ va dal ripristino di un generale stato di benessere, alla pura †‹•–‡•‹‘‡ Ƥ•‹…ƒ ‡ —•…‘Žƒ”‡ǡ †ƒ —‘ •–ƒ–‘ †‹ †‹‹—‹–ƒ tensione psichica ad un semplicistico mettersi in libertà, riposarsi. Il termine rilassamento è molto antico e si può dire che, almeno in medicina, è sempre stato usato. Ai termini latini relaxatio, relaxare, laxare, e dei loro equivalenti greci, fa da riscontro il termine antico alto tedesco lazon: diventare stanco, che ricompare nel latino laxus e, preceduto da re (tornare indietro), ci aiuta a comprendere l’idea di fondo contenuta in relaxare: “tornare indietro da uno stato di stanchezza”, “ritornare ad uno stato di equilibrato benessere”. Il “Rilassamento” oggi indica distensione, decontrazione muscolare che equivale a distensione psichica. —‡•–ƒ†‡Ƥ‹œ‹‘‡°‘Ž–‘‰‡‡”‹…ƒǣ‡ŽŽƒ”‡ƒŽ–…‹•‹”‹ˆ‡”‹sce a metodi e tecniche di Rilassamento che hanno caratteristiche individuabili e precise. Il “metodo” esprime un …‘…‡––‘ǡ—ƒƤƒŽ‹–ǡ—ǯ‹–‡œ‹‘‡’‹î…‘’Ž‡••ƒǡŽƒDz–‡…nica” è più legata ad un’utilizzazione pratica, immediata. I metodi e le tecniche di Rilassamento attuali fanno riferimento prevalentemente a tre aree culturali sviluppatesi tra Ƥ‡Ǯ͔͔͜‡‹‹œ‹‘Ǯ͔͔͝ǣ a) la corrente psicosomatica; b) la corrente esoterica-orientalista; c) la corrente delle tecniche del corpo, vicina al teatro, alla danza, alle ginnastiche dolci. Ž…—‡ –‡…‹…Š‡ ƒ‰‹•…‘‘ ƒ‰‰‹‘”‡–‡ •—Ž ˜‡”•ƒ–‡ Ƥsico, altre più su quello psichico; alcune sono “passive” (la distensione dipende da farmaci, massaggi, etc.) e il paziente è totalmente dipendente; altre sono costituite da elementi passivi e attivi e il conduttore insegna al paziente a rilassarsi. Nella prefazione del libro “Il rilassamento” di G.Lemarie si legge: “Ciò che accomuna tutte queste tecniche è la loro azione sul corpo e la loro tendenza a ottenere una distensione”. In ogni tecnica è essenziale partire da una visione globale della persona e riferirsi a un corpo reale, presente.

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Il rilassamento terapeutico È il rilassamento che agisce più in profondità e coinvolge la ˜‹–ƒƒơ‡––‹˜ƒ‡†‡‘–‹˜ƒǡ‹–‡”‡••ƒ†‘–—––ƒŽƒ’‡”•‘ƒŽ‹–Ǥ Ci sono metodi a prevalente sfondo psicoterapeutico che si propongono di attuare una sintesi tra l’esperienza corporea ed il vissuto del soggetto: in questo ambito troviamo il primo ciclo del Training Autogeno di Schultz, il metodo di G.B. Soubiran, il Rilassamento di Bergès e Bounes. Ci sono anche altri metodi terapeutici, a prevalente sfondo psicoanalitico, che utilizzano il dato corporeo per leggerlo nel contesto dell’immaginario, del fantasmatico e dell’investimento del sé: rientrano in questo ambito il metodo di J.De Ajuriaguerra e al metodo Sapir. Il rilassamento terapeutico è considerato un approccio a mediazione corporea in quanto il rapporto con l’altro non è solo verbale, ma anche tonico e corporeo.

ƒŽ…—‹…ƒ•‹‹Ž”‹Žƒ••ƒ‡–‘–‡”ƒ’‡—–‹…‘°—–‹Ž‹œœƒ–‘ƒƥƒcato da una psicoterapia o da altre terapie, in altri diventa esso stesso una vera e propria psicoterapia. È certo, comunque, che elementi psicoterapici sono sempre presenti nel rilassamento. Obiettivo comune a molti metodi di rilassamento terapeutico è quello di consentire, oltre al raggiungimento della decontrazione muscolare, il crearsi di un’interdipendenza tra il pensiero e l’azione, fra la rappresentazione mentale del corpo ed il suo vissuto emotivo, immaginario. Il rilassamento favorisce, perciò, il recupero del pensiero ƒ—–‘‘‘‡Žǯƒ‰‹”‡ƒ••—‡•‹‰‹Ƥ…ƒ–‘‡ŽŽƒ”‡Žƒœ‹‘‡…‘


SVLFRPRWULFLWj l’altro. Le situazioni di immobilitĂ del rilassamento, riducendo il tono, fanno emergere il corpo fantasmatico: la mente può pensare ma non agire attraverso il movimento reale, il soggetto può vivere le sue tensioni ma non può metterle in atto. Il rilassamento, inoltre, dĂ  la possibilitĂ  di rappresentarsi il movimento anticipatamente: nella libertĂ  del pensiero ipotetico il soggetto può fare tutti i progetti motori che desidera, accorgendosi che ci sono tanti modi di immaginare l’azione, mentre molto spesso ci sente legati a una sola possibilitĂ . Il rilassamento del bambino ÇŻ†‹Ƽ…‹Ž‡ƒ••‘…‹ƒ”‡Žƒ’ƒ”‘Žƒ”‹Žƒ••ƒÂ?‡Â?–‘ƒŽ„ƒÂ?„‹Â?‘ǥ‹Ž…—‹ riferimento corporeo è nel movimento e il cui vissuto è essenzialmente motorio. Il rilassamento del bambino è una pratica abbastanza recente: le prime pubblicazioni sull’argomento risalgono al 1958-60. La maggior parte delle tecniche derivano dal Training Autogeno di Schultz e tendono ad ottenere uno stato di risoluzione tonica all’interno della relazione con il terapista. Altre tecniche si ispirano al metodo Jacobson e, attraverso una concentrazione attiva sulla contrazione-decontrazione del muscolo, si pongono l’obiettivo di ottenere una distensione muscolare in vista di una “inibizione corticaleâ€?. Ci sono anche alcune tecniche che, studiate per gli adulti, possono essere applicate anche al bambino. Si possono individuare quattro tecniche di rilassamento elaborate dagli autori appositamente per il bambino: De Ajuriaguerra (Rieducazione psicotonica), Soubiran (Rilassamento Psicosomatico e psicomotorio), Wintrebert, Bergès. Ogni tecnica può essere piĂš o meno indicata per determinati †‹•–—”„‹ǣ‹Â?‰‡Â?‡”ƒŽ‡‹Ž”‹Žƒ••ƒÂ?‡Â?–‘’—Ö‡••‡”‡Â‡ĆĽÂ…ƒ…‡Â?‡Â?te utilizzato, nel bambino, nei casi di patologie psicomotorie come instabilitĂ , debilitĂ  motrice, inibizione, impaccio, stati tensionali, paratonia, tic, balbuzie, etc., negli stati nevrotici, nelle crisi di angoscia, nei disturbi psicosomatici (asma, eczeÂ?ÂƒÇĄÇ¤Ç¤ČŒÇĄÂ?Â‡ÂŽÂŽÇŻÂ‡Â’Â‹ÂŽÂ‡Â•Â•Â‹ÂƒÇĄÂ?‡‹†‡Ƥ…‹–•‡Â?•‘”‹ƒŽ‹Ǥ

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Pur nella diversitĂ , tutte queste tecniche permettono al bambino, in modo piĂš o meno autonomo, di fare su di sĂŠ Žǯ‡•’‡”‹‡Â?œƒ†‡ŽŽƒ†‡…‘Â?–”ƒœ‹‘Â?‡ǥ†‹•‡Â?–‹”‡Žƒ†‹ƥ‡”‡Â?œƒ–”ƒ tensione e distensione e di recuperare o di far evolvere il rapporto con il proprio corpo. Bisogna tenere presente che nel rilassamento è il corpo del bambino che parla: questo corpo esiste, ha una sua consistenza, una sua storia. Come per il rilassamento anche per la psicomotricitĂ  è il corpo del bambino (o del soggetto in generale) che parla; gli interventi attuati dalla stessa, abbinata alle tecniche di rilassamento alimentano lo sviluppo e la crescita di ciascuno; ci possono mettere oltremodo nella condizione di ri-scoprire particolari o situazioni, sensazioni, percezioni corporee spesso nascoste o sopite. La PsicomotricitĂ  si avvale dell’ osservazione del soggetto; sia nei suoi aspetti teorici che nella sua prassi operativa, sottolinea l’importanza dell’esperienza corporea come base dello sviluppo dell’identitĂ  individuale, familiare, sociale, istituzionale, come espressione della vita emozionale, della strutturazione dei processi cognitivi, come organizzatore della motricitĂ  funzionale, comunicativa e relazionale, come regolatrice primaria di ogni comportamento. Emanuela Caliari: psicomotricista - formatore AIFP ‡Â?ƒÂ?Â—Â‡ÂŽÂƒÇ¤Â…ÂƒÂŽÂ‹ÂƒÂ”Â‹ĚťĆ¤Â’Â?Ǥ…‘Â?–‡ŽǤ͚͚͛͛͛ͥ͛͛͠͞ Marco Trettene: psicomotricista Â?ƒ”…‘–”‡––‡Â?Â‡ĚťÂƒÂŽÂ‹Â…Â‡Ç¤Â‹Â––‡ŽǤ͛͜͠Í&#x;ÍžÍœÍžÍĄÍ˜Íš Rispettivamente Presidente Nazionale e socio della FIPm ‡†‡”ƒœ‹‘Â?‡ –ƒŽ‹ƒÂ?ƒ•‹…‘Â?‘–”‹…‹•–‹ÇŚ‡ŽǤ͘͜Í?Í&#x;Í Í&#x;Í˜Í˜ÍœÍ˜ÍĄ Info: ™™™ǤƤ’Â?Ǥ…‘Â? - ÂƒĆ¤Â’Â?̡–‹Â?Ǥ‹–ÂƒĆ¤Â’Â?ĚˇÂ˜Â‘Â†ÂƒÂˆÂ‘Â?‡Ǥ‹– Centro di psicomotricitĂ  e rilassamento Lo spazio creativo

 ÇĄ˜‹ƒÂ‡Â‹ÂŽÂƒÇĄÍœČ€ÂƒÍ›Í&#x;͙͙͛‡”‘Â?ƒÇŚ‡ŽǤ͘͜Í?ȀͥÍ&#x;͚͞Í?Íš Â?ǤÇŻ—Â?ÇŻÂƒÂ•Â•Â‘Â…Â‹ÂƒÂœÂ‹Â‘Â?‡•…‹‡Â?Â–Â‹Ć¤Â…Â‘ÇŚÂ’Â”Â‘ÂˆÂ‡Â•Â•Â‹Â‘Â?ƒŽ‡†‹…ƒ–‡‰‘”‹ƒ…Š‡Â?‘Â? ŠƒƤÂ?‹†‹Ž—…”‘‡’‡”•‡‰—‡Ž‡•‡‰—‡Â?–‹ˆ‘”Â?ƒŽ‹–Â?ÇŁ’”‘Â?—‘˜‡”‡‹Â?‹œ‹ƒ–‹˜‡ atte a far conoscere la professione dello psicomotricista nell’ambito del territorio nazionale; ottenere il riconoscimento giuridico del ruolo professionale dello psicomotricista; costituire, attraverso i suoi organi e le sue iniziative il punto di riferimento delle istanze degli psicomotricisti ’‡”“—ƒÂ?–‘…‘Â?…‡”Â?‡‰Ž‹ƒ•’‡––‹•…‹‡Â?–‹Ƥ…‹ǥÂ?‡–‘†‘κŽ‘‰‹…‹‡†‡‘Â?–‘Ž‘‰‹…‹ della professione; gestire l’Albo degli Psicomotricisti, controllando titoli ed aggiornamenti per salvaguardare l’utenza.

BIBLIOGRAFIA ǤǤǥ –‡”’•‹…‘Â?‘–‘”‹‘ǥ‹„ǤÂ?‹˜‡”•‹–ƒ”‹ƒ†Ǥǥ‡”‘Â?ÂƒÇĄÍ™ÍĄÍĄÍš  Ǥǥ—––‹‹Â?‡–‘†‹†‹”‹Žƒ••ƒÂ?‡Â?–‘ǥ‡†‡†‹œ‹‘Â?‹ǥ‘Â?‘ǥÍ™ÍĄÍ Íš BERGES J., BOUNES M., Il rilassamento terapeutico nel bambino, Mas•‘Â?ÇĄ‹ŽƒÂ?‘ǥ͙ͥÍ&#x;Í  BOSCAINI F., Elementi di psicomotricitĂ , Lib. Universitaria Ed., Verona, ͙ͥ͛͠ BOSCAINI F., I disturbi psicomotori come disturbi della comunicazione, ‹Â?Dz‹ƒ„‹Ž‹–ƒœ‹‘Â?‡‰‰‹dzÂ?ǤÍ&#x;ÇĄ‡––‡Â?„”‡͙ͥ͠͠  ǤǤǥ•‹…‘Â?‘–”‹…‹–Â?ÇŁŽ‡Í?͘’ƒ”‘Ž‡Â…ÂŠÂ‹ÂƒÂ˜Â‡ÇĄƒ…—‘Žƒ†ǤǥÂ”Â‡Â•Â…Â‹ÂƒÇĄ ͙ͥÍ&#x;Í    Ǥ Ǥǥ ÂŽ”‹Žƒ••ƒÂ?‡Â?–‘ǥ‡†—…‹„”‹ǥ‹ŽƒÂ?‘ǥ͙ͥÍ&#x;Í 

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A San Felice Extra c’è un parco...Campione d’Italia! Lo spazio verde sarà a disposizione della popolazione e ricorderà l’impresa storica dell’Hellas Verona del 1985

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l Sindaco Flavio Tosi e gli assessore ai Giardini Luigi Pisa e allo Sport Marco Giorlo hanno partecipato lo scorso 8 giugno all’inaugurazione del nuovo parco urbano dedicato al “Verona Campione d’Italiaâ€?, realizzato in via Belvedere nell’area antistante la chiesa di San Felice Extra. Presenti anche l’assessore alle Politiche giovanili Alberto Benetti, l’ex presidente della 6ÂŞ Circoscrizione Mauro Spada oltre ad alcuni consiglieri comunali e a numerosi esponenti dell’Hellas Verona campione d’Italia. L’intervento ha interessato uno spazio di 12 mila metri quadrati ed ha avuto un costo complessivo di 350 mila euro. “Finalmente anche il territorio di San Felice Extra può disporre di una vasta area verde, utilizzabile anche dai piĂš piccoli – ha commentato Tosi – un segno di doverosa attenzione nei confronti di una zona della cittĂ cresciuta rapidamente nella parte abitativa, alla quale ora si stanno affiancando finalmente diversi serviziâ€?. “Questa grande area, fino a pochi mesi fa inutilizzata – ha detto Pisa – è ora un parco a disposizione degli abitanti del quartiere e delle zone vicine. Mi auguro che, come avvenuto per parco San Giacomo e altri giardini della cittĂ , diventi un importante punto di riferimento e luogo di aggregazione sociale per gli abitanti di San Felice Extraâ€?. “Questi spazi verdi ricorderanno l’impresa storica dell’Hellas campione d’Italia concretizzatasi il 12 maggio 1985 – ha aggiunto Giorlo – un evento ormai lontano nel tempo, ma sempre vivo nel cuore di tutti i veronesiâ€?. Il progetto ha riguardato: la realizzazione di due rampe di accesso all’area per consentire alle persone disabili l’ingresso in autonomia al parco; la realizzazione di percorsi interni in “macadamâ€? e di aree sosta con panchine ed elementi di arredo; la piantumazione di 122 piante ad alto fusto e di 250 arbusti, con preferenza per le specie autoctone tipiche della vegetazione della pianura e della collina veronese; la realizzazione dell’impianto di illuminazione con lampioni a led a basso consumo energetico e dell’impianto di irrigazione automatico; la creazione di un’area giochi attrezzata per bambini. L’area è stata predisposta per un futuro impianto di videosorveglianza.

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