Morris - Anteprima

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orris stava tornando a casa. Tra le braccia aveva un cane che ringhiava. Non era molto grande, era la cagnolina di sua nonna, ma era anche un po’ sua, perché lui viveva da sua nonna.

Solo per un po’. Perché era meglio così, diceva sua nonna. Perché erano successe cose tristi. La cagnolina era bianca a macchie nere. Guaiva e si dimenava. Non voleva stare nella cuccia, non lo voleva mai. Lei voleva correre, più di ogni altra cosa voleva correre via, su per la montagna. E lo faceva tutte le volte che riusciva a scappare. La cuccia era inutile, e nessuna catena serviva, a prescindere dal numero dei lucchetti. La cagnolina superava ogni recinto con un balzo, riusciva a entrare ovunque, e passava dappertutto.

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L’animale aveva già un nome. Altrimenti te ne potevano venire in mente un paio di altri. Bestiaccia. Belva. Rompiscatole. Zuccona. Però aveva già un nome. La nonna di Morris gliene aveva dato uno adatto.

Si chiamava Houdini.

È davvero esistito un uomo che si chiamava così. Houdini, con l’accento sulla I. Era famoso perché sapeva trattenere il fiato molto a lungo, sott’acqua e fuori dall’acqua. Se gli avvolgevano intorno una catena, lui si liberava. Ed era maestro nello scomparire e ricomparire. Quando la nonna di Morris indicava la montagna, non aveva bisogno di dire a Morris cosa bisognava fare. Lui, Morris, si era già messo gli scarponi. Perché Houdini era scappata un’altra volta. In un sacchetto nella tasca dei pantaloni Morris aveva due pezzetti di salame. Due, casomai uno solo non bastasse per prendere la cagnolina.

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Prima che Morris andasse ad abitare lì, era sua nonna che doveva andare a cercare Houdini quando scappava. Ora non ci andava più. Aveva le ginocchia difficili e tanto lavoro. La nonna di Morris confezionava coperte patchwork. Poi le vendeva. Non la facevano diventare ricca, però più felice, sì. Altre persone la aiutavano. Una vicina, un vicino, una conoscente di un paese poco distante, tutti le portavano stoffe. Le stoffe venivano tagliate in quadrati, e tutti quei quadrati cuciti insieme dopo un po’ si trasformavano in qualcosa di bello. Negli ultimi tempi andava da lei anche un uomo che si chiamava Randy Pek . Gli piaceva stare seduto vicino alla macchina da cucire.

«Io sono molto bravo ad aiutare a guardare», diceva allora l’uomo. E rideva moltissimo di quella battuta. Per il resto, non muoveva un dito.

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Bart Moeyaert, ultimo di sette fratelli, è il più importante scrittore per ragazzi fiammingo. È autore di romanzi, racconti, albi illustrati ed è ormai tradotto in più di venti lingue. Nel 2019 gli è stato conferito l’Astrid Lindgren Memorial Award, il più prestigioso premio al mondo per la letteratura per ragazzi. Nelle sue opere (rivolte ai ragazzi ma sorprendenti anche per lettori adulti) riesce a parlare sempre di cose profonde con un tono lieve, delicato ed emozionante.

Gli altri libri di Bart Moeyaert nel catalogo Sinnos. L’oca e suo fratello (2020) Bianca (2019) Mangia la foglia (2018) Il Club della Via Lattea (2016)