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Alice Keller ≈ illustrazioni di Veronica Truttero


≈1≈ In cortile siamo undici. Con il cortile a fianco ventidue. Io e i miei fratelli siamo quattro. Solo i Jones sono sei. Poi c’è Matthias che è figlio unico, ma infatti i suoi non ci sono, e vive con la zia. Nell’altro isolato ci sono tre Woods, due Norris e sei Clayton. Tutti maschi.

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Non si sa come, ma da anni non nascono femmine nella via. Per trovarne una bisogna correre giĂš, superare la fabbrica e risalire la collina, dove ci sono i Jacob, cinque figli, tutte femmine. Nel cortile a fianco i Walker, tre femmine, Harris, sei femmine, ancora a fianco Parr, sei maschi e una femmina.

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Non ci sono mai stato, oltre la fabbrica. Di solito mi fermo al cancello, ad aspettare i miei fratelli, e mamma, da quando ci lavora al posto di papà.

Oppure scappo sul retro di casa nostra, dietro i fili del bucato, dove i mattoni finiscono e inizia l’erba.

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Quando vorrei scappare ma non scappo è domenica.

è pronto! Tutti a tavola!

La domenica dopo pranzo, quando le nostre madri sono tutte sedute dietro i panni stesi ad asciugare, è il momento del calcio.

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Una domenica nel nostro cortile. Una in quello a fianco. La domenica è l’unico giorno della settimana in cui mi sveglio con il mal di pancia.

È Andrew, di solito, che alle due e mezza del pomeriggio chiama le squadre. Con il sole o con la pioggia. Si radunano tutti gli isolati.

ragazzi, si comincia! tutti in campo!

Forza Clayton, organizza i tuoi.

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Quand’ero piccolo abbastanza mi infilavo nel camino. Il nostro cortile era l’unico che giocava sempre in dieci, nonostante le urla dei miei fratelli.

Ma dove...

Maledetto!

è FINITO?

sempre la stessa storia!

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Infame! .


Crescendo ho cominciato a non starci piĂš, nel camino. Le ginocchia spuntavano fuori come le zampe di un capretto. Senza nemmeno bisogno di cercarmi, Thomas mi trascinava per una gamba fino alla terra del cortile. ti prego, no!

ho la febbre, la scarlattina...

Ti giuro che non gli faccio annusare la palla nemmeno da lontano.

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oggi Tu vai In porta, martin.


Il più delle volte, in effetti, era vero. I miei fratelli hanno un tiro famoso in tutta St Helens. E forse anche di più.

Ma ogni tanto non funzionava. ˜ 12 ˜


Capitava che uno dei Clayton gli soffiasse la palla e corresse nella mia direzione, preparandosi a sferrare il calcio.

In quei casi, io non ci potevo fare niente: chiudevo gli occhi fortissimo e stavo fermo cosĂŹ.

Che fai, cretino?

La palla, martin! devi prenderla, non scansarla!

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Una volta la palla mi è arrivata dritta in testa, e io sono rimasto là stordito, come un coniglio in mezzo all’erba. I Clayton hanno riso per giorni.

Da quel giorno, ogni volta che mi incontrava, Michael Norris mi sibilava qualche cattiveria. Ha continuato a farlo per un po’, poi a casa Norris è arrivata una lettera.

Ehi, occhio alla testa, femminuccia!

i chi di vo l e a è Mich Norris?

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Michael doveva partire per il fronte. Ha fatto le valigie, un giorno che il cielo era talmente basso che sembrava cascarti in testa.

Pioveva a dirotto e non c’era nessuno a salutarlo, ma guardavamo tutti dalle finestre. Michael era il più grande dei due cortili. Ed era quello che lavorava nella fabbrica di munizioni da più tempo.

Ma in fabbrica non lavorano più tanti uomini. Adesso ci lavorano soprattutto donne e ragazzi. E questo lo sappiamo bene tutti. ˜ 15 ˜


≈ Lily Parr ≈ Lilian Parr, detta Lily, nasce a St. Helens, in Inghilterra, il 26 aprile 1905. Alta quasi un metro e ottanta, capelli neri e un piede sinistro formidabile, comincia la sua carriera calcistica nel 1919, a soli 14 anni, giocando per le St. Helens Ladies. Finché un giorno Alfred Frankland, manager delle Dick, Kerr’s Ladies – la squadra della Dick, Kerr’s & co., fabbrica di locomotive e munizioni – nota le sue potenzialità. Per Lily è l’inizio del successo: nel suo primo campionato realizza 43 gol, fino ad arrivare a oltre 1000 reti a fine carriera. Nel calcio maschile, questi livelli sono stati raggiunti solo da campionissimi come Pelè, Puskas o Gerd Müller. Nel 1921 la Federazione inglese di calcio, per cercare di bloccare la popolarità del calcio femminile, vieta alle squadre, tra cui le Dick, Kerr’s Ladies, di giocare sui propri campi. Ma Alfred, Lily e le altre non si arrendono: continuano a giocare in campi più piccoli e meno noti e la fama di Lily cresce in tutta l’Inghilterra. Questo divieto di utilizzo per le squadre femminili dei campi della federazione rimarrà in vigore fino al 1978. Lily gioca la sua ultima partita nel 1951. I cortili di questa storia sono veri. Sono vere le famiglie operaie, spesso molto numerose. È vera la potenza unica di Lily nel tirare, la sua tenacia nel difendere i diritti non solo delle donne che vogliono giocare a calcio, ma di tutte le diverse voci che chiedono ascolto. E se Martin è solo un personaggio di fantasia, siamo però certe che per Lily sarebbe stato l’amico giusto. ˜ 95 ˜

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