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LILIANA PINTILEI

Copia omaggio

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GP MAGAZINE ANNO 13 NUMERO 127 WWW.GPMAGAZINE.IT

VITTORIA SCHISANO Miriam Dalmazio • Barbara Foria • Claudio Lia Luca Montersino • Katia Pedrotti • Salvio Simeoli

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14 VITTORIA SCHISANO

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“L’identità di una persona non è legata alla sessualità ma è un modo di sentirsi e di essere. Se tu guardi Giuseppe e guardi Vittoria, è molto più credibile Vittoria”.

Lo sapevate che… George Timothy Clooney (Lexington, 6 maggio 1961) è un attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense, vincitore di tre Golden Globe e un Oscar.

24 LAS VEGAS

GEORGE CLOONEY

36 MARE D’INVERNO


74 IAN COOK

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“Amo il mio mestiere nella sua complessità”. Ecco un personaggio che ha fatto della cucina la sua più grande passione, portata avanti con maestria

LUCA MONTERSINO

76 CLAUDIO LIA

84 SALVIO SIMEOLI

Fino a 21 anni era un calciatore in serie C, poi un infortunio gli ha aperto un’altra carriera: quella di attore. In estate sarà al cinema con il film “Fallo per papà”

90 KATIA PEDROTTI

E’ metà poliziotto e metà pittore. Ha avuto il merito di portare l’arte all’interno della Polizia, fondando, insieme ad altri, Arte InDivisa

Tra progetti futuri e lavoro di mamma, l’ex concorrente del Grande Fratello racconta il suo modo di intendere la moda e svela i suoi piccoli segreti per mantenersi in forma


ZOOM di Alessandro Cerreoni

Non è colpa della neve ////////////////////////////////////////////////// sempre la solita storia. Piove per giorni e le città e i paesi vanno sott’acqua. Nevica qualche ora e metropoli come Roma restano bloccate. Storie e vicende tipicamente italiane, figlie dell’incapacità di affrontare i fenomeni atmosferici e le relative emergenze. La prima nevicata capitolina, quella di venerdì 3 febbraio, benché prevista dai meteorologi, è stata un disastro. Gente bloccata sul raccordo anulare dal pomeriggio fino a notte fonda, scuole chiuse, uffici pubblici deserti, obbligo di circolare solo con catene o gomme invernali per diversi giorni. Dalle altre parti del centro Italia non è che sia andata meglio, anzi. Le cronache parlavano di treni fermi con i passeggeri a bordo e auto intrappolate nelle gallerie. “Purtroppo queste cose accadono perché la neve non è una consuetudine da Firenze in giù”, dice la gente. Vero. Città come Roma vedono la neve una volta tanto. Ma il problema è italiano, nel senso che manca la voglia di trovare una soluzione preventiva. In altri Paesi del mondo le abbondanti nevicate sono una costante ogni inverno, eppure i disagi sono ridotti al minimo e le funzioni pubbliche e lavorative non vengono intaccate minimamente. Da cittadino normale e da profano, dico solo che basterebbe estendere l’obbligo di circolare con catene a bordo o gomme termiche da novembre ad aprile su tutto il territorio italiano. Basterebbe poco, eppure quel poco non si fa mai. E la gente paga le tasse per avere sempre e solo disagi. Storie italiane. Intanto, mentre scrivo questo editoriale, sembrerebbe che il governo stia facendo un passo indietro riguardo alle liberalizzazioni, tanto annunciate con roboanti squilli di trombe. Come spesso capita, il governo si piega alle lobby. Storia tipicamente italiana, dove cento se ne pensano e una si fa. E quell’una è sempre solo a sfavore dei soliti noti: i poveri cittadini. Ma fateci il piacere…!

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UNIVERSAL COMPIE 100 ANNI Universal, uno tra i maggiori studios di Hollywood, compie 100 anni. Fondata il 30 aprile 1912, a New York, da un immigrato tedesco, Carl Laemmle, che commerciava tessuti e che durante un viaggio a Chicago si innamorò del cinema, Universal nel 2012 festeggia il suo centenario e annuncia per l’occasione numerosi eventi celebrativi. i partirà con il restauro di ben 13 tra i film più amati: “All'Ovest Niente di Nuovo”, “Gli Uccelli”, “Gianni e Pinotto reclute”, “Dracula” (1931), “Dracula” (versione spagnola 1931), “Frankenstein”, “Lo Squalo”, “Schindler's List”, “La Mia Africa”, “Il Letto racconta”, “La Moglie di Frankenstein”, “La Stangata” e “Il Buio Oltre la Siepe”. Inoltre, durante l'anno, saranno presentate versioni Blu-ray di classici diventati vere icone del cinema, tra i quali “Lo Squalo”, “E.T. L'Extra-Terrestre”, che celebra proprio nel 2012 il suo trentesimo anniversario, le collezioni “Mostri Classici” e la serie Alfred Hitchcock. Infine Universal presenterà un nuovo logo animato ispirato al centenario.

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OBESI O DIABETICI SENZA MANGIARE Si può diventare obesi o diabetici anche senza mangiare scriteriatamente. Il rischio arriva da tantissimi prodotti che utilizziamo o con cui veniamo a contatto quotidianamente. rodotti che contengono delle sostanze come gli ftalati o il BPA, o Bisfenolo –A, che secondo diversi recenti studi potrebbero essere causa di obesità o diabete. Di conseguenza, anche oggetti o prodotti non commestibili possono in qualche modo interferire con l’equilibrio degli ormoni, agendo sul sistema che all’interno del nostro corpo regola il peso corporeo. Queste sostanze, come il BPA, che recentemente è stato infatti vietato nell’utilizzo di alcuni prodotti come i biberon per bambini, sono spesso utilizzate a livello industriale in cosmetici, shampoo, giocattoli, lattine e così via per aumentarne la resistenza, la durata e per migliorarne la qualità. Eppure molti scienziati sono convinti che il fenomeno dell’obesità, sempre più dilagante e allarmante nel mondo occidentale, possa dipendere anche dall’eccessivo utilizzo di questi prodotti di pulizia, bellezza e detersione. Secondo un gruppo di ricercatori, gli ftalati e il BPA mandano in tilt gli ormoni e tutto il metabolismo che, oltre a regolare il peso corporeo, influisce anche nella stessa crescita e sviluppo.

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SVEZIA: L’UOMO CHE SOPRAVVISSE SOTTO LA NEVE E’ sopravvissuto per due mesi sotto la neve. Non è un gioco da Guinness ma è quanto accaduto a un quarantacinquenne svedese, Peter Skyllberg, rimasto sotto la coltre nevosa, bloccato in un'auto in panne, senza cibo né acqua. econdo quanto ricostruito, la vettura dell'uomo è stata ritrovata in un bosco a circa un chilometro di distanza da una strada principale nel nord della Svezia. La polizia ha riferito che le temperature nella zona negli ultimi giorni erano calate a -30 gradi centigradi e l 'uomo, troppo debole anche solo per parlare, sarebbe rimasto all’interno del veicolo dal 19 dicembre scorso. Probabilmente è riuscito a sopravvivere bevendo neve sciolta. Secondo uno dei medici, l'uomo potrebbe essere sopravvissuto così a lungo perché entrato in una sorta di stato di ibernazione. Secondo i medici, inoltre, si sarebbe salvato anche grazie a una sorta di effetto-igloo creato dall’aria attorno alla vettura ricoperta dallo spesso strato di neve.

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LE BALLE DI HERVE’ MORIN Alle gaffe in tv siamo ormai avvezzi. Sempre di più a quelle della politica, spesso di casa nostra. Ma forse non ci saremmo mai aspettati di sentir dire da un uomo che ha soltanto 51 anni di aver preso parte allo sbarco in Normandia, avvenuta nel 1944. accaduto al candidato alle presidenziali francese Hervé Morin, ex ministro della Difesa, durante la campagna elettorale e lo ha dichiarato rivolgendosi alla parte più anziana del suo pubblico. Dopo le sue affermazioni che gli sono valse la conquista del soprannome di “Morin McFly”, con riferimento al celebre protagonista di “Ritorno al futuro”, è partita sul web una gara a chi riusciva a dirla più grossa e sembra che per alcune ore su Wikipedia qualche pirata informatico sia riuscito ad aggiungere, alla biografia dell'ex ministro la dicitura: “pioniere dei viaggi nel tempo”.

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cuRIOsITY di Cristiano De Masi

LOS ANGELES:

PASSAPORTI DA DIVI

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Mostrare la fototessera del documento d'identità è una cosa mai troppo piacevole per chiunque, soprattutto quando si è una star hollywoodiana o un'icona della musica. L'antropologa americana Kate Harding, attraverso il sito Passport Collector, ha recuperato le immagini di alcune stelle del cinema e della musica, ai tempi dell'emissione dei loro passaporti.

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L’ARTE A CANESTRO Cosa si può fare con un pallone da basket, oltre che andare a canestro? Dipingere, naturalmente! Se pensate che non sia possibile, dovreste dare un'occhiata alle opere artistico-sportive di Yi Hong, detta Red, che dice di sé: “Sono un'artista che ama dipingere... ma non con il pennello!”. Per realizzare i suoi lavori, Red preferisce infatti il pallone da basket che, insieme alla sola pittura rossa, è la sua cifra turistica. Red intinge il pallone nella vernice e lo muove con perizia e delicatezza sulla tela: un po' alla volta, il ritratto prende forma. “E' incredibile quello che si riesce a fare con una palla da basket, ma dopo aver visto altri artisti dipingere con la macchinine radiocomandate, con le labbra e perfino con il seno, ora penso che niente sia davvero impossibile!”.

LOS ANGELES:

TOP MODEL, CINDY E KAIA TALE MADRE TALE FIGLIA Kaia Gerber, figlia della top model Cindy Crawford ha fatto il suo debutto in passerella partecipando a Parigi alle sfilate di Young Versace. "Sono molto orgogliosa di lei, non ascolto le critiche di chi la considera troppo giovane per questo mestiere" ha detto la Crawford, che ha aggiunto: "Io non ero così giovane quando ho cominciato, ma ho avuto comunque la possibilità di conoscere un mondo fantastico".

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LOS ANGELES:

ECCO LA BILIARDO-CAR Ecco il sogno divenuto realtà degli appassionati di biliardo che vogliono sfruttare ogni momento possibile per andare in buca. La Trinagle Biliards Inc. di Los Angeles ha realizzato uno speciale modello di automobile a trasporto promiscuo, con il vano posteriore che è diventato per l'occorrenza un vero e proprio tavolo da biliardo portatile. Il veicolo è dotato di uno speciale meccanismo high-tech che assicura una precisa calibratura del manto verde, anche dopo averlo trasportato per centinaia di miglia.

STATI UNITI:

GIOCHI DI OMBRE Alzi la mano chi, da piccolo, non ha mai giocato insieme agli amici a riprodurre ombre bizzarre sui muri sfruttando con le dita la luce del sole o di una semplice lampada. Spesso l'arte nasce proprio dal gioco: con una fervida immaginazione, un po' di colore e qualche piccolo accessorio si può trasformare una parte del corpo in un'opera evocativa. Così, in una sorta di micro body painting una mano diventa un virtuoso pianista, un forzuto bodybuilder un calciatore talentuoso ma anche un fenicottero, una zebra o un pavone

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LOS ANGELES:

PER I FAN ACCANITI ARRIVA IL LETTO FACEBOOK Il social network Facebook è entrato nella vita di milioni persone e per molte di queste è diventato impossibile staccarsi dallo schermo del proprio computer per evitare di perdere aggiornamenti, tag e post. Il designer croato Tomislav Zvonaric ha pensato a questi internauti quando ha ideato una postazione letto con la forma del logo della creazione di Mark Zuckerberg. Fbed, questo il nome del prodotto dello studio Devian Tom, un'invenzione che permetterà ai più accaniti fan di Facebook di avere il social network a portata anche prima di dormire e dopo la sveglia.

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cOVER STORY di Silvia Giansanti

Foto e copertina: Luis Condrò Capelli: Alan Joe Make up: Maddalena Brando Stylist: Barbara Bacosi Abiti: Irfé Paris Gioielli: Marco De Luca Location: The First Luxory Hotel - Roma

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VITTORIA SCHISANO: SONO UNA DONNA IN “COSTRUZIONE” //////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// “L’identità di una persona non è legata alla sessualità ma è un modo di sentirsi e di essere. Se tu guardi Giuseppe e guardi Vittoria, è molto più credibile Vittoria. Probabilmente se avessi avuto una conformazione fisica molto maschile, non avrei fatto questa scelta”. Vittoria Schisano, attrice, ci parla di questa nuova vita e del coraggio che ha avuto

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on so se ricordate. Qualche numero fa abbiamo avuto il piacere di scambiare due chiacchiere con l’attore Giuseppe Schisano, ospitando una sua intervista, e adesso, ironia della sorte, lo ritroviamo completamente trasformato e pronto ad affrontare una nuova vita con il nome di Vittoria Schisano. Davvero un bel coraggio per sottoporsi a questa metamorfosi. Non tutti quelli insoddisfatti del proprio sesso, infatti, sono in grado di affrontare questo delicato passaggio. E’ la prima volta che un personaggio popolare italiano decide di sottoporsi a questa trasformazione, altrettanto per noi che abbiamo ritrovato un’altra persona da intervistare ma sempre comunque la stessa. Vittoria, la tua vita ultimamente ha subito profonde modifiche... (Sorride) “Verissimo!”. Com’è maturata questa scelta? “In maniera abbastanza inconscia. Era un qualcosa di presente da sempre. Oggi, quando riguardo la mia infanzia e la mia adolescenza, mi accorgo che l’ho sempre saputo, solo che la cosa mi spaventava e mi giravo dall’altra parte. Pensavo che fossero solo momenti strani da adolescente. Invece, da grande ho preso coscienza di quello che fossi veramente e che sognavo, trovando così il coraggio di dare una risposta a tutte quelle domande che mi ponevo”. Cos’è successo? “Respingevo questa verità, il femminile che era in me e che tanto mi spaventava, e più lo respingevo e più si scagliava contro di me con una violenza inaudita. Inizialmente la cosa mi ha gettato in confusione

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e avevo un grande spavento verso un mondo che comunque non conoscevo bene. Però c’è stato un determinato momento della mia vita in cui non sono riuscita più a sottrarmi e in cui la verità ha preso il sopravvento. Quindi non ho potuto fare altro che prenderne atto. E’ iniziato un periodo delicato, in cui ho iniziato a non mangiare, a rifiutare Giuseppe e la vita stessa e a non guardarmi più allo specchio”. Non hai confidato a nessuno questo tuo stato di allora? “Sì, ho iniziato a parlarne con i miei amici e con mia sorella, che mi ha dato un appoggio importante, senza alcun tipo di pregiudizio verso la scelta”. Come ha reagito il resto della famiglia? “Dopo un po’ di tempo, sono di nuovo scesa a Napoli, dove ho riunito la mia famiglia e ho comunicato questa mia decisione. Le reazioni sono state sicuramente forti, ma tipiche di genitori che amano il proprio figlio. Provengo da una famiglia molto semplice per situazioni sociali e di cultura, ma all’interno è sempre prevalso l’amore. D’altronde i miei genitori mi hanno sempre insegnato l’onestà e a dire la verità. Una scelta difficile e coraggiosa ma credo che la verità premi sempre”. Ora la trasformazione che vediamo è solo un risultato ormonale, a quando quella chirurgica? “Non so, vedremo, anche perché il percorso è davvero lungo, della durata di due anni circa. E’ un intervento molto difficile sia a livello emotivo che fisico, visto che dura sei ore. Ci tengo a precisare che quando mi sono recata dal medico per sottopormi al test ormonale, ho destato il suo stupore per la bella quantità di ormoni femminili che avevo

La trasformazione: Da Giuseppe (a destra) a... Vittoria Schisano

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in corpo. Eventualmente, dove pensi di effettuere l’intervento, in Italia o all’estero? “Ancora non ho deciso, per il momento continuo a leggermi dentro e a fare questa cura ormonale che mi ha fatto perdere i peli e mi ha addolcito i tratti del viso. Immagino la mia vita come se fosse una torta, in questo momento sono al pan di Spagna e quando avrò completato il tutto, deciderò se metterci o meno le ciliegine. Mi ritengo comunque molto fortunata, in quanto la mia conformazione fisica già in partenza è sempre stata molto femminile, quindi oggi non vengo guardata come un transessuale ma come una bella ragazza”. Quando ti guardavi allo specchio, ti piacevi come uomo? “Sì”. E’ cambiato qualcosa adesso nell’animo? “No, è sempre quello. Forse prima mi sentivo ingabbiata in un corpo e in un ruolo che non mi appartenevano, oggi invece mi sento più forte”. Hai paura che questo cambiamento possa influire sulla tua carriera di attrice? “In realtà non ho mai avuto questa paura, perché prima di essere un personaggio o di avere una passione, sono una persona e si deve prima di tutto trovare un equilibrio”. Come mai hai scelto il nome Vittoria e non uno che si avvicinasse al tuo, tipo Giuseppina? (Ride) “Perché Giuseppina proprio non mi piace! Avevo un paio di nomi che mi piacevano e un giorno, parlando con un’amica, lei mi ha suggerito di chiamarmi in questo modo. Al nome Vittoria, mi sono sentita improvvisamente come chiamare e allora è andata così. Il nome è anche di buon auspicio per questa nuova vita”. Qual è stato il momento più bello di questa rinascita? “Quando mia madre mi ha chiamato con il mio nuovo nome”. Cosa ti aspetti dagli altri dopo questo cambiamento? “Mi aspetto che non cambi proprio nulla. Cambia solo la percezione di te stessa, perché è tutto al femminile”. Riguardo i tuoi impegni attuali? “Sto scrivendo un libro, ancora senza titolo, allo scopo di raccogliere gli stati d’animo ed evidenziare momenti importanti di questa trasformazione, che sono d’aiuto a tante persone che vorrebbero intraprendere questo processo di cambiamento. Sono molte le mamme che mi scrivono per cercare di capire alcune cose e mi rendo conto di essere d’aiuto. In più sto valutando proposte, visto che sono ancora in costruzione”.


CHI È VITTORIA SCHISANO Vittoria Schisano è nata a Pomigliano D’Arco (Napoli) l’11 novembre sotto il segno dello Scorpione con ascendente Cancro. Caratterialmente si definisce solare, forte e fragile allo stesso tempo e sensibile. Tifa per il Napoli, adora la pasta alla norma e ha come hobby il mare. Al momento non possiede animali domestici ed è single. Vive a Roma ma le piacerebbe abitare a Parigi. Il 1998 è stato l’anno fortunato della sua vita, in quanto ha iniziato a lavorare nel campo artistico, partendo con la moda. Giuseppe si è trasferito così a Roma, entrando in accademia dove ha studiato recitazione. Nel 2005 ha esordito nel film per Rai Uno “Mio figlio”. Nel 2009 è stato premiato come miglior attore esordiente. Nel 2011 è entrato nel cast di “Al di là del Lago” per Canale 5 e successivamente ha girato “Dentro ai miei occhi”. Ha preso parte anche in “Canepazzo” nel ruolo da protagonista. Il 17 novembre 2011 l’attore ha dichiarato di aver intrapreso il percorso per cambiare sesso e la notizia ha fatto il giro del mondo. Oggi Giuseppe non esiste più ed ora si chiama Vittoria.

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LO sAPEVATE CHE di Cristiano De Masi

GEORGE CLOONEY L’UOMO PIÚ’ SEXY ///////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// E' una rubrica che ha lo scopo di farvi conoscere in maniera diversa i personaggi che ogni giorno sono acclamati da folle di ammiratori. Questa volta dedichiamo il nostro spazio all’ex “signor Canalis” Lo sapevate che… George Timothy Clooney (Lexington, 6 maggio 1961) è un attore, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico statunitense, vincitore di tre Golden Globe e un Oscar. Lo sapevate che… Il padre dell’attore George Clooney non avrebbe avuto la possibilità di vincere le elezioni a causa del suo celebre figlio. Ebbene sì, il giornalista e anchorman settantasettenne Nick Clooney, in passato, avrebbe cercato di intraprendere una carriera nel mondo della politica, ma a quanto sembra le cose non andarono esattamente come sperato. “Mi presentai alle elezioni, ma la fama di mio figlio mi danneggiò e per questo mi hanno sconfitto”. Lo sapevate che… Ha debuttato come attore televisivo nel 1978, dopo una lunga gavetta, Clooney ha guadagnato fama e riconoscimenti grazie al ruolo del pediatra Douglas "Doug" Ross nella serie televisiva E.R. - Medici in prima linea, dal 1994 al 1999. Lo sapevate che… Diversi anni dopo aver interpretato il thriller Syriana, George Clooney ha raccontato di aver quasi accarezzato l'idea di farla finita, quando si è infortunato sul set del film: "Ero in ospedale, a letto, e non ero in grado di muovermi. In più avevo questi dolori lancinanti alla testa, e iniziai a pensare a una soluzione drastica". Lo sapevate che… “Metti una sera a cena” George Clooney, Silvio Berlusconi e altri illustri ospiti del Presidente del Consiglio, nella residenza romana di Palazzo Grazioli: cosa ne viene fuori? “Una delle serate più sorprendenti della mia vita” afferma Mister Clooney!

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@ Foto gentilmente concesse da Kika Press

Lo sapevate che… Clooney è anche noto per il suo attivismo sociale, dal 2008 è uno dei Messaggeri di Pace delle Nazioni Unite. Il lavoro umanitario di Clooney comprende il tentativo di risoluzione per il conflitto del Darfur, la raccolta di fondi per il terremoto di Haiti del 2010, e per le vittime dello tsunami del 2004 e dell'11 settembre. Lo sapevate che… George Clooney nel 1991 sostiene un provino per il ruolo di J.D in “Thelma & Louise”, ma gli viene preferito Brad Pitt. Lo sapevate che… A causa del suo status di incallito scapolo il museo delle cere di Madame Tussauds di Las Vegas ha creato una statua intitolata "Marrying George Clooney", dove la sue fans possono vestirsi in abito da sposa e farsi fotografare accanto alla statua dell'attore vestito in smoking. Lo sapevate che… Clooney è stato nominato una delle 100 persone più influenti dalla rivista Time per quattro anni conse-

cutivi, nel 2006, nel 2007, nel 2008 e nel 2009. Per due volte è stato nominato l' "Uomo vivente più sexy" dalla rivista People. Lo sapevate che… Nel romanzo da cui è tratto il film “Paradiso amaro”, il personaggio di Scottie King (che nel film ha il volto di Amara Miller) ad un certo punto ha indosso una camicia con scritto "Mrs. Clooney". Nel film, proprio George Clooney interpreta il padre del personaggio. Lo sapevate che… Per il film “Le idi di marzo”, la Sony voleva inizialmente usare, per il mercato statunitense, il più riconoscibile titolo dell'opera teatrale, “Farragut North”. George Clooney tuttavia si è opposto, e alla fine è riuscito a far prevalere la sua posizione con i produttori. Lo sapevate che… In una sequenza del remake di “Arturo”, l'irresistibile attore Russell Brand indossa il costume di Batman, che era stato già indossato da George Clooney in Batman & Robin, perché l'abito in questione "aveva il profumo e i

ferormoni di George Clooney e penso di averli assorbiti in qualche modo. Mi sento più altruistico adesso, e se qualcuno ha bisogno di aiuto, con qualsiasi cosa, sono pronto ad aiutarlo". Lo sapevate che… Nel thriller The Harvest, del 1992, George Clooney ha un piccolo ruolo, quello di un travestito che canta. L'attore, che due anni dopo sarebbe diventato celebre con il ruolo in ER, a quei tempi era ancora sconosciuto e accettava piccole particine e ruoli semi-regular in serie come Roseanne e Cuori senza età. Il protagonista di The Harvest, Miguel Ferrer, è cugino di primo grado di Clooney. Lo sapevate che… George Clooney è il primo personaggio ad ottenere una nomination per la migliore regia e come migliore attore non protagonista per due film diversi. Ci sono molti registi, però, che hanno ottenuto candidature come attori non protagonisti: ad esempio John Cassavetes, John Huston, Vittorio de Sica ed Erich von Stroheim.

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MAPPAMONDO di Vèronique Haentjens

LAS VEGAS LA MECCA DEL GIOCO D’AZZARDO //////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Il suo nome deriva dallo spagnolo e significa “I Prati”. Esistevano dei pozzi d’acqua che mantenevano delle aree verdi nella zona ma questo è solo un ricordo ormai

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servizio fotografico di Véronique Haentjens

as Vegas è la città più famosa del Nevada ed è mondialmente nota da quando divenne legale il gioco d’azzardo nel 1931. Sorta dal nulla come un miraggio in mezzo al deserto del Mojave, fu il gangster Bugsy Siegel a costruire il primo albergo di lusso, il Flamingo, (fu ucciso un anno dopo dai suoi soci) e ben presto sorsero numerose fantasmagoriche strutture alberghiere con casinò. E’ proprio la febbre del gioco che richiama ogni anno più di 37 milioni di turisti che pullulano in quelle immense sale da gioco aperte 24 ore su 24. In ogni albergo si trovano ristoranti, bar, discoteche, negozi e spettacoli ovunque. Ognuno ci porta in luoghi diversi: a Venezia, in Egitto, in Marocco, in Asia, nel mondo delle favole. Si passa da un albergo all’altro come se fosse la via crucis! Molte strutture sono collegate con ferrovie a monorotaia o passaggi sotterranei. - Nel Venetian si può andare in gondola su finti canali che attraversano l’immenso complesso e passare sotto il ponte di Rialto, prendere un caffè a “Piazza San Marco” e visitare persino il Museo di Madame Tussaud. - Per chi vuole giocare a golf, un campo esclusivo si trova nel “Wynn Las Vegas”. - Nel “Mirage” si può provare il brivido di trovarsi davanti ad un vulcano in eruzione. - Il “Luxor Hotel”, a forma di piramide in vetro nero e acciaio possiede la hall più grande del mondo (si dice che è possibile parcheggiare 9 aerei 737) e prendere l’ascensore per raggiungere il trentesimo piano provoca palpitazioni avendo l’impressione che stia precipitando. - Il “Bellaggio” ripropone l’atmosfera delle ville del Lago di Como e, proprio sul lago artificiale davanti all’hotel, si svolge, ogni mezz’ora, uno spettacolo di getti d’acqua danzanti a ritmo di musica molto piacevole. Il soffitto della hall è decorato in modo spettacolare con fiori di vetro colorato creati da uno dei migliori scultori di vetro al mondo, Dale Chihuly. E’ anche in questo hotel che viene ospitato il celebre “Cirque du soleil” che offre uno spettacolo a prezzi minori rispetto a quelli richiesti quando sta in tournée in tutto il mondo. - Il “Caesars Palace” ci immerge nell’epoca dell’Impero Romano ed è consuetudine assistere a concerti-spettacoli di cantanti famosi come Elton John, Céline Dion, Cher e tanti altri. - Il “Circus Circus” offre numeri da circo e attrazioni da Luna Park. Insomma, più di 6.000 alberghi-casinò dal lusso sfrenato, ognuno con la sua peculiarità che mira a stupire il visitatore! Las Vegas Boulevard e il tempio dello shopping. La via principale, Las Vegas Boulevard nota come “la striscia (lo strip)”, lunga 6 chilometri, è un tripudio di luci al neon, enormi insegne luminose che hanno trasformato questa strada in parco a tema per adulti. Fare una passeggiata di sera ci immerge in un mondo fantastico che

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ci allontana dalla realtà in cui di solito viviamo. Da subito, si ha la certezza di potersi divertire, di trovarsi nel bel mezzo di una festa senza fine. Tutto è concepito per l’intrattenimento sotto ogni aspetto! Las Vegas è anche il tempio dello shopping. Il “Fashion Show Mall” è il centro commerciale più visitato della città con i suoi 200 negozi ma ne sono sorti innumerevoli altri, giganteschi, che sono diventati un polo attrattivo a se stante. Tutte le “griffe” hanno un punto vendita e buoni affari si possono fare nel Las Vegas Premium Outlets. Una città nella città dove si passano diverse ore se non un’intera giornata senza rendersene conto. SPOSARSI A LAS VEGAS Las Vegas non è solo il gioco, è anche la città dove sposarsi con poche formalità burocratiche. Le Wedding Chapels proliferano e ogni anno si celebrano più di 144 mila matrimoni civili. Ogni albergo propone un “pacchetto matrimonio” impostando la cerimonia sul tema dell’hotel. Bisogna dire che la legislazione dello stato del Nevada è molto liberale, bastano pochi soldi e poche ore tra l’inoltro e l’accettazione della domanda per contrarre matrimonio. Lo stesso vale per il divorzio visto che non è previsto un lasso di tempo obbligatorio per la separazione legale. L’unica formalità da adempiere è di non risultare sposati nei registri locali e nazionali e per il cittadino straniero è richiesta un’autocertificazione (sotto la propria responsabilità) del proprio stato civile libero. Sappiate che sposarsi a Las Vegas non è solo un’esperienza divertente perché il matrimonio è valido a tutti gli effetti e deve essere trascritto (a pagamento) presso il Vice Consolato Onorario italiano di Las Vegas o registrato nel comune di residenza di uno dei due sposi richiedendo in loco l’Apostilla (certificazione che convalida per l’uso internazionale l’autenticità di un atto pubblico). Quindi, divertitevi ma pensateci bene! Valutate il pro e il contro, non sareste i primi a ritrovarvi sposati con uno sconosciuto al termine di una serata inebriante… Il Fremont Street Experience è davvero spettacolare! Un’area soppiantata dallo Strip che fu recuperata nel 1994. Diventata una vasta zona pedonale con casinò, centro commerciali, bar e ristoranti, è coperta da una grande volta d’acciaio che si estende su sei isolati. Recarsi in questa via di sera diventa una vera festa. Sulla volta vengono proiettati

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scenografici giochi di luce e di suoni da più di dodici milioni di LED accompagnati da musica dal vivo, mentre si esibiscono trapezisti e tanti altri artisti. Quindi, sguardo rivolto in alto per non perdere nulla dello strabiliante spettacolo. Ovviamente, svolgendosi per strada è accessibile a chiunque. Alcuni Musei valgono una visita, se si vuole riposare la mente da tutti gli eccessi che ci vengono proposti e ai quali è difficile rinunciare. Il Liberace Museum ripropone la vita e le opere di uno dei più celebri uomini di spettacolo di Las Vegas con oggetti lussuosi e stravaganti. Altri musei sono adatti per i bambini con aree interattive dove divertirsi e osservare squali da vicino ma è forse la stessa Las Vegas a non essere adeguata ai bimbi. Per completare il soggiorno a Las Vegas e uscire dalle mille luci abbaglianti, si può decidere di passare una tranquilla giornata nel Red Rock Canyon per ammirare le tartarughe del deserto e le pecore selvatiche di razza bighorn. Oppure nel Valley of Fire State Park che regala meravigliose formazioni di arenaria rossa sulle quali si possono osservare incisioni rupestri preistoriche. Poco distante, nel Lost City Museum of Archaeology, è custodita una vasta collezione di manufatti preistorici delle antiche popolazioni pueblo scoperti dagli archeologi che effettuarono gli scavi. Las Vegas, situata all’estremo sud del deserto del Nevada, incarna in qualche modo gli eccessi americani impregnati da un’atmosfera onirica. Il gioco d’azzardo e gli spettacoli cosiddetti per adulti hanno contribuito alla sua nomea di“città del peccato” nonostante di

peccaminoso abbia solo la leggerezza di proporre uno stile di vita utopico e lontano dalla realtà. Una città che preferisce definirsi “La capitale dell’intrattenimento mondiale”, così come è in realtà. La sua immagine è legata al gioco d’azzardo e al divertimento ma ultimamente è diventata anche sede di congressi e fiere che richiama un altro genere di turismo, quello degli uomini d’affari. Rimane un luogo da frequentare almeno una volta nella vita a patto che il buon senso prevalga sull’euforia effimera del momento e che si abbia la consapevolezza che le vincite milionarie non sono altro che un miraggio!


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FASHION di Adriana Soares

IO E LO SPECCHIO Ci è capitato almeno una volta di guardarci allo specchio e di vederci bellissimi. Forse era l’istante prima di uscire per una festa. Quale segreta alchimia determina il piacere, oppure no, davanti alla nostra immagine riflessa? o specchio restituisce di te un’immagine di assoluta armonia: sguardo intenso, pelle luminosa, il sorriso che si fa raggiante. Capita a tutti questo momento magico, una sensazione profonda e potente, anche se dura un istante. Questa rivelazione è un’alchimia di introspezione, ricerca dei propri punti di forza, cura di sé, voglia di piacersi, di volersi bene… è come se quello specchio per un’istante riflettesse la nostra unicità e così di riflesso, ne diventiamo consapevoli. “L’immagine che vediamo corrisponde alla nostra individualità, facendoci scoprire il piacere di sentirci in armonia con noi stessi”. Questo pensiero stupendo può nascere nei momenti più diversi, anche in situazioni di semplice quotidianità, come una prova di un jeans, o dopo un bagno caldo e profumato. Saper vedere e fare esperienza della propria bellezza può capitarci se siamo disposti a sospendere l’atteggiamento giudicante nei nostri confronti. Una strategia da adottare è quella di essere più tolleranti verso il proprio corpo che, anche se non è perfetto, ci corrisponde più di qualunque tentativo di omologazione. Una volta che accettiamo noi stessi, diamo inizio al processo di cambiamento. E’ questa la filosofia della mia Scuola di Portamento. Per sentirsi belli occorre astrarsi da un’immagine puramente estetica di sé e saper valorizzare qualità e capacità, mettendo in gioco anche la propria personalità. Da noi le Allieve/i sono supportate/i dall’ausilio di una psicologa, che attraverso un per-

zione col nostro corpo, che invece va coltivata soprattutto sul piano dell’autoconsapevolezza e dell’ascolto. Una volta raggiunto questo scopo, lavoreremo sulla vostra immagine, un trucco adatto a voi, un taglio ed il colore di capelli che più vi valorizza. Anche il vostro styling sarà rivisitato, visto che ognuno di noi ha la propria fisicità. Bastano pochi accorgimenti per farci sentire belle ed a nostro agio. Prendete cura di voi, anche quando vi truccate: fantasticate, così che il fondotinta diventerà una carezza vitale, l’eyeliner il tratto di un pittore rinascimentale, l’ombretto accenderà gli occhi come due gemme. Sorridete alla vostra immagine in armonia con la vita. Allora il bello vi sorriderà in ogni cosa.

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IL CORSO

corso sul rafforzamento della loro autostima, riusciranno ad accettare se stesse/i e di conseguenza saranno più forti e più belle/i. Viene naturale chiedersi se sia possibile che una donna (o un uomo) decida di vedersi bella/o malgrado i difetti, gli anni che passano o che non sono ancora passati. Quindi fare un bilancio di sé volto a sottolineare il proprio valore, ricordando che se una persona si vede brutta, si comporterà come tale, sarà portata a nascondersi: il presupposto di tutto è accettarsi, perdonarsi, consolarsi. Ricordando che le gratificazioni che ci vengono dall’esterno possono incidere solo in parte nella rela-

Materie: Portamento, Linguaggio del Corpo, Image consulting, Galateo, Dizione e Recitazione,Teorie e Tecniche del Linguaggio Radio Televisivo, Trucco, Tecnica di Sfilata, Posa Fotografica, Seminari sul miglioramento dell'Autostima, Seminario sulla Storia del Costume e della Moda. Valutazione di un medico Posturale e di un Dietologo. Saggio di fine anno. Il Corso può essere suddiviso in moduli Info: Centro Flaminia Sette Via Tuscania,12 - Roma (Corso Francia, Fleming) www.adrianasoares.com Cell. 342.1664199


FASHION di Fabiola Di Giov Angelo

RUBATI DAL GUARDAROBA DI LUI Mannish style, ovvero vestirsi da uomo per essere sexy anche tutti i giorni

o hanno lanciato con successo le grandi dive dei tempi che furono, come Marlene Dietrich e Greta Garbo, ce lo hanno raccontato i grandi stilisti come Giorgio Armani, che ha fatto dello stile androgino il tratto distintivo delle sue collezioni, è stato infine portato alla ribalta durante l’ultima sfilata a Milano della collezione autunno-inverno 2012-2013, è il mannish style, la tendenza della moda da donna di prendere spunto dal guardaroba maschile. Si tratta di uno stile ricercato ed estremamente sofisticato, ma che sembra, e qualche

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volta lo è, il frutto di frequenti incursioni nell’armadio di lui. Lo stile maschile, infatti, sfrutta camicie e golfini di cachemire, ma anche blazer oversize e maglioni extra large, che però possono essere molto sexy se indossati nel modo giusto, per una femminilità che si esprime anche attraverso capi che hanno tagli maschili e rigorosi. L’arma segreta di questo stile sono i dettagli, per chi ama osare e calarsi perfettamente nella parte, i papillon e le bretelle sono accessori versatili, capaci di trasformare un look con fantasia, da indossare anche come gioielli, legandoli al polso e al collo insieme all’intramon-

tabile maxi bag da giorno, o doctor’s bag e l’orologio da polso abbinati alla cintura unisex. Il completo tailleur è il must dello stile androgino, indicato per l’ufficio e per tutte le occasioni, mentre la camicia bianca resta, nelle sue diverse declinazioni, il capo per eccellenza da abbinare a completi da uomo in tessuti tweed e gessato e nelle diverse sfumature di grigio che spesso si sostituisce al nero. Per rendere il look più raffinato e chic, ideali sono i pantaloni con le pinces e le scarpe stringate classiche, o in alternativa i mocassini-pantofola, molto trendy se ricoperti di borchiette.


ART&fashion /////////////////////////////////////////////////////

IL MARE D’INVERNO

irene e spiagge invernali: istruzioni per trasformare due miti dal significato ambivalente (bello/cattivo e bello/triste) in immagini rassicuranti. Anzitutto abiti "mimetici" confezionati da giovanissime stiliste emergenti. L'ispirazione alla Natura risulta infatti in una riconciliazione con la stessa: tessuti morbidi come l'organza, altri preziosi come il pizzo e i fili di perle intrecciati, le studiate digradazioni cromatiche, restituiscono sul corpo le suggestioni del movimento dei flutti e lo spumeggiare marino sul bagnasciuga. Il trucco stesso, caldo e in alcuni punti scintillante, riporta alla mente quelle ore magnifiche del meriggio passate tra salsedine e riflessi dell'acqua sulla pelle. Un sentimento di fusione panica con il paesaggio marino, arricchito dal giallo de "I limoni" alla Montale, l'esplosione di una solarità della

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Natura, confondono l'identità stessa della modella. Lo testimonia la fusione apparente delle squame del vestito con la pelle. La luce, mai dura anche quando abbaglia, corrisponde l'ispirazione degli abiti, consistente nel rimando continuo al sogno e all'incanto. Come Alda Merini che per amore straccia il significato luttuoso dal suo velo, rendendolo puro vezzo, la donna-sirena è liberata dal rimando intrinseco all'inganno e alla morte. Rimangono solo la seduzione del suo canto, la magia e le promesse del suo corpo sinuoso. La fatina che cammina sul pontile, in un giorno assolato d'inverno, saprà condurvi direttamente nella "favola bella" depositata nella coscienza di ognuno di noi. Chi ha detto che il mare d'inverno è un "concetto che il pensiero non considera"? (Giovanni Merone)


Photo: Antonio Guzzardo Model: Marianna Hordiytsyak Mua&hair: Valentina Pintus Abiti&stylist: Giulia Attioli & Sonia Cerasaro Assistente fotografo: Giovanni Merone thanks to Valeria Gaetano & Eleonora Gaspari

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eROS di Fabiola Di Giov Angelo

MANGIARE CON AMORE FA BENE ALL’AMORE Il binomio tra eros e cibo è noto, così come il potere afrodisiaco di alcuni alimenti. Ma è interessante scoprire il valore simbolico che il cibo e lo stare insieme a tavola, in scioltezza e complicità, possa avere nell’ambito di una coppia tanto da diventare un atto seducente unga vita a cioccolato, ostriche, caviale, champagne, fragole e peperoncino, e a tutti quegli alimenti che oltre ad essere considerati stimolanti e afrodisiaci, perché agiscono sulla sfera emozionale attivando meccanismi che portano ad un aumento dell’eros e ad una diminuzione dei freni inibitori, sono ottimi e piacevolissimi al palato. Ampia è la letteratura sull’argomento, così come vasta è la filmografia, a partire dal celebre film “9 settimane e mezzo” in cui i giochi erotici fatti dai due protagonisti con il cibo ne ribadiscono il potere afrodisiaco. Ma abbandonando la rappre-

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sentazione e avvicinandoci alla realtà quotidiana è interessante sapere come e perché attorno al piacere della tavola e del cibo cresca il desiderio di consumare altri piaceri. Ne parliamo con il dottor Marco Rossi, sessuologo e psicoterapeuta. “E’ importante partire – risponde il dottor Rossi – cercando di dare una definizione estensiva di quello che consideriamo essere cibo con potere afrodisiaco. Si tratta in genere di alimenti che favoriscono l’attrazione sessuale per diversi motivi, da una parte perché hanno una forma che richiama organi sessuali maschili e femminili, dall’altra perché vengono consu-

mati con atti e gesti che hanno un alto potere erotico, un facile esempio sono i crostacei che vengono succhiati e mangiati con le mani. Infine perché cucinando insieme, ad esempio i ‘cookie sutra’, biscotti che richiamano le posizioni dell’amore, si instaura un bellissimo rapporto di complicità e seduzione che può condurre ad un rapporto sessuale ancora più appagante. Inoltre – conclude Rossi – non bisogna tralasciare il carattere di eroticità contenuto nel gesto stesso di andare a pranzo o a cena fuori con il partner, un’occasione prelibata per concentrarsi sulla comunicazione e sulla seduzione”.


ANTROPOLOGIA CULTURaLE di Marco De Murtas

INVIDIA: IL FENOMENO DI FARSI DEL MALE L’inasprimento dei controlli fiscali nei confronti delle persone benestanti genera soddisfazione nelle classi meno abbienti non per motivi legati al benessere pubblico (per le maggiori entrate dello Stato) ma perché si perseguita chi ha di più (per invidia)

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invidia sociale. ”L’invidia è la tendenza a soffrire alla vista del bene altrui anche se questo non arreca pregiudizio al nostro” (“Metafisica dei costumi” I. Kant 1797). Siamo abituati a pensare che, a livello sociale, la disuguaglianza di status possa essere fonte di invidia, ma non è così! L’invidia sociale, al contrario, è massima quando: si appartiene allo stesso status (solo un re può essere invidioso di un altro re); quando l’altro (più o meno a noi pari) ci superi anche di poco, ma in qualcosa che rappresenti un simbolo del nostro “valore sociale". Per esempio, un impiegato statale accoglie con sostanziale indifferenza le migliaia e migliaia di euro presi come aumento da manager, artisti televisivi già milionari o da politici; e poi, soffre molto per i pochi euro in più nella busta paga del collega, o anche di piccoli encomi fatti ad altri, anche se a lui non hanno tolto né rimproverato nulla. Ma quali sono le conseguenze dell’invidia sociale? - Il diverso esito dell’invidia tra Paesi (ex) comunisti e Paesi occidentali Paesi comunisti: Il crollo impietoso e devastante dell’unione sovietica nel 1989 ha svelato che i regimi basati sull’uguaglianza intransigente cominciano presto, anche nelle migliori intenzioni, ad essere

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corrosi internamente da una crescente invidia sociale (Schoeck, 1966). Credo che in molti abbiano capito che la mistica esasperata del pensiero ugualitario finisce con il promuovere rancore e invidia verso chi sta meglio, a prescindere dal perché. Questo sentimento è insito nell’essere umano dalla notte dei tempi. Si traduce, in strutture socio-politiche arretrate, cioè non temperate dal libero mercato, in un danno o persecuzione dell’invidiato per la gioia (maligna) dell’invidioso. Più la struttura sociale è compiacente verso l’invidia e più è bloccata e arretrata rispetto al progresso socio-economico. - Evoluzione dell’invidia nell’Occidente

L’Occidente non si è liberato dall’invidia che, però, si è evoluta. Nell’Occidente, a livello di masse, si tende sempre meno a proteggersi dall’invidia e molto di più a farla sorgere. Questo perché dietro una vera invidia si cela, oggi, una segreta ammirazione e, comunque, niente ci conferma di più come il fatto di essere invidiati. Infine, visto da terzi, l’invidiato risulta (spesso) simpatico mentre l’invidioso desta ribrezzo. Stando così le cose, nei paesi evoluti l’invidia si traduce in un desiderio di emulazione; ne consegue un’attivazione dei consumi che fa girare l’economia e porta prosperità e benessere, producendo molti posti di lavoro.


HOMe & DEsiGn ////////////////////////////////////////////////////////

di Fabiola Di Giov Angelo

ATMOSFERE LONTANE ////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Essenze profumate, tinte calde e intense, ambienti sorprendenti che parlano di natura

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Deserto Disseminato di piante grasse il giardino è vissuto in maniera diversa e in totale relax, alternando finiture da esterno e mobili e tessuti raffinati ed eleganti, ma sempre sorprendentemente versatili. www.twils.it

Piante Tropicali Ambienti suggestivi e ricchi di atmosfera, colori forti e luci intense che creano giochi intriganti ed una esuberanza cromatica fatta di contrasti che lega benissimo con il verde vivace delle piante. www.twils.it

Savana Un salotto immerso in una vegetazione rigogliosa e selvaggia, un ambiente suggestivo che subisce le tentazioni del deserto e comporta un impatto minimo su un paesaggio che muta offrendo forme, colori e profumi sempre diversi. www.twils.it

Essenze Naturali Essenze naturali. Vivere la casa in totale immersione, in ambienti che emanano i profumi della natura e ricordano la storia di paesi lontani, grazie a fragranze fatte di miscele rare e preziose di fiori e piante. www.villabuti.it

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HOMe & DEsiGn ////////////////////////////////////////////////////////

di Fabiola Di Giov Angelo

I CAMALEONTICI CHE TRASFORMANO LA CASA Le case sono sempre più piccole, le richieste sempre più eterogenee e sorprendenti e i mobili diventano multiuso, pratici e polifunzionali

Birex Cinquanta soluzioni pe ingressi. www.birex.it

obili che all’occorrenza sanno trasformarsi. E’ questa la caratteristica preziosa e sempre più indispensabile per oggetti, mobili e complementi d’arredo. Un’esigenza molto spesso dettata da motivi di spazio, visto che le case sono sempre meno ampie, ma anche legata alla tendenza dei designers di arricchire gli oggetti di dettagli che li rendono pratici, versatili e sempre più funzionali.

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Sono mobili trasformisti che, mutando nella forma, nella misura e nella funzione, forniscono soluzioni razionali e belle esteticamente. Ingressi arredati ecletticamente, spazi attrezzati per gestire le diverse esigenze di svago, studio e relax, stanze che fungono da guardaroba e lavanderia e pratici mobiletti capaci di contenere decine di paia di scarpe, biancheria o accessori, belli da vedere e dalle dimensioni ridotte e armoniose.


Rexa design Scaffale e vasca Imago Design www.rexadesign.it

Brem Paco design Piercarlo Luiselli e Luigi Brembilla www.brem.it

Birex Idrocolor soluzione per ingressi www.birex.it

Brem Alcova design Luigi Brembilla Scaldasalviette www.brem.it

Byografia design Ugo Fava e Tommaso Rossi www.byografia.com

B&B Italia Lady-Fat design Patricia Urquiola www.bebitalia.com

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CITY /////////////////////////////

FEUDO PIERLEONI: OASI DI TRANQUILLITÁ Situato a due passi dalla Città di Celano e a pochi chilometri dai Campi di Sci di Ovindoli , dal Parco Naturale Sirente Velino e dal Parco Nazionale d'Abruzzo, sorge il complesso residenziale Feudo Pierleoni. 16 appartamenti con entrate indipendenti, tra bilocali e trilocali, 5 suite armonicamente arredate, spazi comuni, bar, giardino, sala slot, sala convegni e area espositiva per mostre artistiche. Un’offerta completa che propone soluzioni personalizzate e formule residence, albergo e multiproprietà, studiate e pensate per un ospite che ama rilassarsi, avvolto dalla tranquillità e da un’at-

mosfera familiare, pur avendo a disposizione a pochi passi spunti di divertimento e panorami entusiasmanti. Il feudo Pierleoni nasce accanto alla realtà alberghiera Hotel Il Rifugio già ampiamente sperimentata che offre ai propri ospiti camere accoglienti,confortevoli e silenziose. Inoltre a disposizione della clientela il Ristorante Il Rifugio, dove riscoprire i sapori dell'Abruzzo, grazie a prodotti del territorio, piatti a base di carne e selvaggina e una carta dei vini di sicuro successo. Un’oasi di tranquillità per week end, settimane bianche, vacanze estive, punto di partenza per incantevoli escur-

sioni, passeggiate a cavallo e mountain bike o per itinerari d’arte, storia e cultura. Aielli-Celano (loc. Margine) ad un km uscita Celano A25 Info. 0863.791554 339.8231194 www.ilrifugio.abruzzo.it

ESTETICA, CORRETTIVA, RICOSTRUTTIVA La micropigmentazione, conosciuta anche come trucco semipermanente o permanente, è una specialità estetica che prevede l'introduzione nella cute di pigmenti specifici al fine di modificare, correggere, abbellire ed equilibrare determinati tratti del viso e del corpo. Si tratta certamente di una forma di tatuaggio, ma grazie al differente processo produttivo dei pigmenti e alla differente profondità di applicazione, il disegno eseguito permane per un periodo di tempo limitato. Inoltre, per ottenere un risultato sempre perfetto, visibile e naturale è consigliabile sottoporsi ad un trattamento di ritocco ogni 10-12 mesi circa. Quali sono i trattamenti possibili?

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Micropigmentazione estetica: fino ad oggi conosciuta come trucco semipermanente o permanente, utilizzata per modificare e ridefinire la forma di sopracciglia, occhi e labbra. Micropigmentazione correttiva: impiegata per realizzare la correzione di forme scorrette e colori errati. Micropigmentazione ricostruttiva: applicata per eseguire correzioni di camouflage di cicatrici e vitiligine, per pigmentare il cuoio capelluto in caso di alopecia o calvizie o per ricostruire l'areola mammaria in seguito ad interventi chirurgici. Chi può essere sottoposto al trattamento? La micropigmentazione è adatta a donne e uomini di qualsiasi età che de-

siderano mettere in risalto, definire o correggere alcuni lineamenti del volto, per migliorare il proprio aspetto o nascondere lesioni e/o difetti. Make-up tattoo Trucco semipermanente di Maura Celanetti, Body Designer Stylist Vicolo Inversata, 11 Tivoli (ROMA) Info. 338/4379066


GRAZIA DELEDDA: SARDEGNA IN TAVOLA Rinnovarsi ma mantenere sempre elevati i suoi punti di forza. E’ un anno ormai che il noto ristorante di via di Sacco Pastore (nel quartiere Nomentano a Roma) ha cambiato veste e si presenta totalmente rinnovato e ancora più accogliente. Una scelta che sta dando grandi soddisfazioni ai due soci Paolo Porcu e Andrea Sanna. “Avevamo l’esigenza di ampliare gli spazi, compresa la cucina – afferma Paolo – e da qui è nata l’idea di rinnovare il locale. Siamo molto soddisfatti del risultato ed ora i nostri clienti hanno come la sensazione di mangiare dentro la ‘pancia’ di un galeone”. In effetti l’impatto che si ha entrando

dentro Grazia Deledda è proprio questo. Dopo 14 anni era giusto cambiare look. E in tutto questo rimangono inalterate le caratteristiche vincenti del ristorante. Dal pesce fresco appena pescato all’infinita cordialità dei proprietari e del personale, passando per una cucina semplice e mediterranea, che fa sì che dal 1997 Grazia Deledda è uno dei più apprezzati ristoranti esistenti. Il locale è aperto tutti i giorni, a pranzo e a cena, ad eccezione della seconda metà di agosto e delle festività natalizie. Il punto di forza è il pesce fresco ma c’è anche un’ottima cucina alternativa: dal prosciutto alla bresaola, dalle salsicce

sarde alla carne, dai ravioli sardi agli gnocchetti sardi, senza trascurare l’eccellente maialino sardo. E su richiesta lo chef è pronto a preparare le tipiche cene sarde. Via di Sacco Pastore, 14-16-18 – ROMA Tel. 06.8604333 www.graziadeledda.com

COSMICO: LA FABBRICA DEL DIVERTIMENTO Di luoghi dedicati al tempo libero ce ne sono tanti. Trovarne uno che raccolga in sé piste di bowling, tavoli da biliardo, slot machine, maxischermi, enogastronomia dolce e salata, non è facile. E’ da questi elementi che è nato il concept Cosmico, una megastruttura situata a due passi dall’uscita di Tivoli dell’autostrada A24 Roma-L’Aquila. Il posto è di quelli che non si possono non notare, forte di una architettura moderna e con elementi grafici che richiamano l’attenzione su quello che si svolge al suo interno. Un interno che sa offrire un’atmosfera unica grazie alla particolare illuminazione a led e il gioco di colori ti-

pico di un arredamento in stile pop art. Cosmico è un autentico “divertimentificio” a disposizione di tutti, dalla mattina alla sera, senza limiti di età. Il gioco non è l’unico motivo di interesse di Cosmico. La disponibilità di due ampie aree interne, consente di ospitare feste di compleanno o ricorrenze di qualsiasi tipo. E per una serata diversa, tra divertimento e gusto, ci sta bene una pizza che da Cosmico è davvero buona. Così come il ricco menù gastronomico che consente di soddisfare tutti i gusti dei clienti. E’ con il “campionato-spezzatino” non c’è problema, perché i maxischermi installati all’interno della struttura per-

mettono di assistere a tutti gli eventi sportivi a tutte le ore, comprese le partite che si disputano la domenica alle 12.30. Un motivo in più per farci un salto. Via Maremmana Inf., 56 Villa Adriana (vicino uscita A24) Info. 0774.381018 www.cosmicobowling.com

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FOOD ///////////////////////

LUPPOLO E FARINA IBRIDO DI ALTA QUALITA’ /////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// E’ un nuovo concetto di pizzeria al taglio, dove si miscelano l’ottima qualità delle materie prime, la passione per la birra e un ambiente particolare ed accogliente

n poco più di un anno di vita ha conquistato tutti. Dalle pizze alla birra, la parola d’ordine è: solo alta qualità. E’ il format vincente di Luppolo e Farina, il locale messo su da Mauro e Filippo, uno esperto di pizze e l’altro di birre. Insieme compongono un binomio eccellente, che si traduce in un successo assicurato. Si spiegano così le buone recensioni che vari siti del settore enogastronomico hanno dedicato a Luppolo e Farina. In tutto questo, Mauro e Filippo sono bravi

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ad organizzare serate a tema che stanno riscuotendo grossi consensi. Per non parlare dell’aperitivo al buffet, ogni giovedì, strutturato per enfatizzare la mescita delle birre alla spina in alternativa al beverage generalmente proposto in occasioni analoghi dagli altri locali. I costi non decisamente in linea con il mercato (10 euro per una spina da 50 cl e 8,50 euro per una da 33cl), ovviamente senza alcun limite su quello che si riesce ad ingurgitare nel buffet. Altro elemento chiave può rappresentare la politica

didattica e di approccio, in questo poco esplorato mondo birraio, che Luppolo e Farina coltiva attraverso le degustazioni. Queste sono mirate alla presentazione delle creazioni di mastri birrai presenti per l'occasione e per promuovere i birrifici stessi (fra i più importanti sul piano nazionale ed estero). In queste circostanze Mauro e Filippo mettono in campo una cucina di livello che ammicca alla ricerca ma fondata su tradizioni e ricette anche molto antiche. La cadenza di queste serate, che si tengono il martedì, è più o meno mensile... A dettare i tempi, in sostanza, sono le disponibilità di birrifici e birrai. Comunque i “seguaci” di Luppolo e Farina vengono tenuti aggiornati tramite facebook o il sito. Anche per queste serate “a tutta birra”, i costi sono alla portata di tutti (generalmente 25 euro a coperto con un menu di tre portate abbinate ad altrettante birre da 25 cl). Formula vincente, in un periodo di vacche magre come questo, è proprio la capacità di offrire un servizio e una qualità rilevanti rispetto al prezzo. Il tutto viene condito da musica elettronica ricercata e rara e da un ambiente confortevole Via delle Accademie, 65/71 – Roma Tel. 06.59601762 www.luppoloefarina.it facebook.com/luppoloefarina

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&200(5&, 2 $*(92/$72


FOOD di Fabiola Di Giov Angelo

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LUCA MONTERSINO RITRATTO DI UNO CHEF /////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// “Amo il mio mestiere nella sua complessità”. Ecco un personaggio che ha fatto della cucina la sua più grande passione portata avanti con maestria ed elevata professionalità

ui il suo mestiere lo sa fare, lo conosce bene e soprattutto lo ama molto. Si capisce perché non riesce a distrarsene neanche quando siamo al telefono a parlare. Si capisce perché non sa indicarci quale sia il piatto che ama di più cucinare e si sente come un padre che non riesce a scegliere quale tra i suoi due figli amare di più. Non divaga mai mentre parliamo, non scredita nessuno dei colleghi, ma soprattutto non esce mai dalla sua cucina, anzi riesce virtualmente a trasportarci lì con lui tra focaccine, pizzette e bignè, tanto che pare di sentire il profumo della sua pasticceria. A febbraio è uscito il tuo libro “Piccola pasticceria salata”, edito da Mondadori. Una raccolta di ricette gustosissime e sfiziose tra pizzette, bignè, focaccine e torte salate, perfette per aperitivi e buffet. L’idea del libro è legata alla moda sempre più diffusa degli aperitivi? “No, ha una motivazione piuttosto tecnica. Nelle pasticcerie il settore del salato è sempre un po’ trascurato, per questioni di tempo o per mancanza di idee si fanno sempre le solite cose. Con il mio libro ho voluto fornire un’alterna-

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tiva, qualcosa di diverso, 100 ricette dove si utilizzano gli ingredienti salati della cucina e la tecnica della pasticceria, come per esempio i ‘cestini di frolla con verdure al forno’ che esteticamente ricordano le crostatine di frutta, ma sono fatte con pasta frolla e crema pasticcera salate, oppure i ‘babà al pecorino’, per i quali il procedimento è quello della pasticceria, senza usare però lo zucchero”.

Ad Alba, in Piemonte, hai fondato “Golosi di salute”, la prima pasticceria salutistica italiana, dove proponi dolci genuini d’altissima qualità. Come mai questa scelta? “L’idea è partita dalla mia esperienza come insegnante e direttore dell’Istituto Superiore Arti Culinarie Etolie. Il mio corso ebbe un grande successo per cui decisi di aprire una mia pasticceria dove portare avanti una grande passione e l’interesse per la gastronomia salutistica. Sono convinto che sia molto importante non penalizzare mai gusto ed estetica, fatti salvi questi due ambiti cerco di offrire ai miei clienti prodotti che tengano conto di alcuni aspetti salutistici dell’alimentazione”. Secondo te che cosa conta di più in cucina la tecnica, l’estro o la qualità degli ingredienti? “Per fare bene una cosa deve esserci innanzitutto la passione. Penso che applicarsi costantemente animati da una forte passione sia la formula giusta per coltivare il talento. E’ ovvio che deve esserci anche una buona tecnica grazie allo studio dei processi di lavorazione e poi un po’ di creatività e gusto estetico, che


però mi rendo conto non appartengono a tutti”. Che cosa ti piace di più cucinare? “Mi piace cucinare tutto perché amo il mio mestiere nella sua complessità. E’ come chiedere ad un padre che ha due figli di dire quale ama di più, non saprebbe cosa rispondere”. E cosa ami mangiare? “Amo i dolci cremosi, adoro il tiramisù”. Negli ultimi anni lo spazio dedicato al cibo e alla cucina nei palinsesti televisivi, così come in libreria, è sempre più ampio. Credi che questo abbia prodotto un po’ di confusione e abbia buttato in campo qualche “impostore”? “Ci sono grandi chef, abilissimi in cucina, che però non sanno insegnare né trasferire i loro saperi agli altri. Ci sono persone che sanno incantare il pubblico senza però saper cucinare. Infine c’è chi riesce a fare bene l’uno e l’altro. Quello che mi lascia un po’ perplesso è che il pubblico talvolta non sappia riconoscere questi ‘impostori’ come li definisci tu, che vengono premiati per anni dai dati dell’audience”. D’altra parte però questo grande proliferare di cuochi in tv ha valorizzato la figura dello chef… “Sì, è vero. Oggi chi fa il mio mestiere è tenuto in grande considerazione, mentre prima il cuoco era il pancione, un po’ unto, che non sapeva neanche parlare. E’ anche vero che oggi la maggior parte dei cuochi ha anche anni di studio alle spalle”. Da quanti anni fai questo lavoro? “Da quando avevo tredici anni”. Quali sono stati i tuoi maestri? “Ne ho avuti tanti e ho cercato di prendere il meglio da ognuno. La persona a cui sono più legato emotivamente è il mio professore di cucina della scuola alberghiera, Pierfranco Dellacà. Un uomo molto rigoroso, pulito, mi ha fatto apprezzare il mestiere quando la figura del cuoco era molto sottovalutata come dicevamo prima. In realtà non mi ha insegnato qualcosa di preciso tra le cose che oggi cucino, ma mi ha dato le basi per fare bene questo mestiere e da lì è partito tutto”. Ci fai un omaggio regalandoci una delle ricette contenute nel libro? “Certo, però sceglila tu”.

BUGIE SALATE FARCITE CON SPECK E BRIE Per il ripieno, tritate lo speck finemente e con le mani impastatelo al Brie privato della crosta, fino a ottenere una pasta omogenea. Formate con questo ripieno delle palline. Per le bugie, impastate tutti gli ingredienti in una planetaria con il gancio oppure a mano, fino a ottenere una pasta liscia, ma non eccessivamente lucida e satinata. Riponete l’impasto in frigorifero a riposare per almeno 3 ore. Trascorso tale tempo, stendete l’impasto sottilmente con la macchina per tirare la pasta fino a raggiungere lo spessore di 1,5 mm. Ricavatene dei quadrati di 6 cm di lato, spennellateli leggermente con uovo, quindi farcite con una pallina di ripieno e richiudeteli a triangolo. Friggete le bugie in olio a 170 °C fino a completa doratura, poi scolatele su carta assorbente e servitele calde.

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arTe di Cristiano De Masi

IAN COOK CREATIVITA’ SENZA LIMITI /////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Ha coniugato in maniera unica la sua passione per le automobili telecomandate e quella per la pittura. L'artista inglese ha realizzato, infatti, grandi quadri legati al mondo dei motori immergendo i suoi modellini nel colore e guidandoli poi sulle tele

a sua opera più importante, un ritratto del pilota di Formula Uno Lewis Hamilton alto quanto un autobus a due piani, è stata esposta nella capitale inglese alle spalle del Tower Bridge. Ian Cook è un ragazzo come tanti, che adora giocare con le macchinine, tanto da farne un vero e proprio lavoro, sì perché Ian è un “aka Popbang Colour”, un pittore- artista che ha trovato un modo tutto suo di sfogare la passione per le auto. Immaginate di poter far giocare un con le auto telecomandate: così inizierete a farvi un’idea di chi sia Ian Cook, artista che disegna auto usando al posto dei classici pennelli, le macchine telecomandate. Il principio è semplice, Ian bagna le ruote delle sue auto telecomandate nel colore, e poi le guida su un foglio bianco usando il classico telecomando. Un’idea apparentemente semplice, ma forse non così facile da mettere i pratica. Ian è cresciuto in una zona in cui l’industria automobilistica ha una grande storia e questo ha sicuramente influito, è infatti originario di Solihull, nelle West Midlands inglesi, la città della Land Rover. Lo zio ha lavorato per molte delle maggiori case automobilistiche e lui ha sempre desiderato seguire il suo esempio e diventare un car designer. Ian è stato persino scelto da Reebook per realizzare un dipinto su commissione esposto a Londra il 30 ottobre nei pressi della Tower Bridge e il cui testimonial era Lewis Hamilton, che ha commentato: “E' incredibile che un dipinto così grande sia stato creato utilizzando macchine radiocomandate, ed è ancora più incredibile che mi assomiglia davvero! Mi piacerebbe solo avere uno spazio abbastanza grande per esporlo a casa mia”. Immagini concesse da Kika Press

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arTe di Alessandro Cerreoni

CLAUDIO LIA ARTISTA IN DIVISA /////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// E’ metà poliziotto e metà pittore. Ha avuto il merito di portare l’arte all’interno della Polizia, fondando, insieme a Giorgio Bisanti e a Roberta Di Chiara, l’associazione Arte InDivisa. Ma si sente un artista al cento per cento

n quelle mura si respira arte. In quelle mura suo papà faceva il restauratore di mobili d’arte. Oggi in quelle mura nascono le sue opere. Si chiude lì ore ed ore e crea, esprimendo la sua interiorità, la sua intimità e il suo talento. Nasce così l’artista Claudio Lia, metà poliziotto e metà pittore. Una doppia anima che convive all’interno di questo personaggio d’altri tempi. Incontro Claudio in un sabato mattina d’inverno nel suo studio di via dei Glicini, nel cuore di Centocelle, uno dei quartieri più popolosi della Capitale. Mentre sorseggiamo un caffè in un bar della zona, Claudio incontra e saluta i suoi amici d’infanzia, tutti con quei soprannomi tipici di una Roma che non c’è più, perché lì ci è cresciuto prima di partire in Polizia e lì ritorna quasi ogni giorno per chiudersi in quelle quattro mura e dipingere. Se lo vedi non diresti che sia un poliziotto. Non ha quei metodi autoritari che hanno molti di coloro che indossano la divisa. Dal suo volto sprigionano allegria e passione per l’arte. Un’artista al cento per cento. E’ nato a Roma il 16 aprile del 1964, è un Ariete e del suo segno ha preso l’ostinazione e la caparbietà. Ingredienti

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senza i quali è difficile emergere nel mondo dell’arte. E’ entrato in Polizia nell’ormai lontano 1983, quando era già forte l’amore per la pittura… Claudio, come è nato il tuo senso artistico? “L’ho sempre avuto sin da bambino, grazie a mio padre, che conosceva e frequentava artisti e galleristi. E così mi sono ritrovato presto a respirare l’odore dei colori, fin quando ho iniziato a prendere fogli e a disegnarci sopra qualsiasi cosa”. Artisticamente qual è stata la tua forma-

zione? “Ho frequentato il Liceo Artistico e l’Accademia delle Belle Arti. Nel frattempo, prima di entrare in Accademia, sono entrato in Polizia e ho conseguito anche una laurea in Psicologia. Avevo la sensazione che la mia vita avesse bisogno di altro”. Quando frequentavi l’Accademia, ti è mai sopraggiunto il pensiero, l’idea, di lasciare la Polizia? “Sì. D’altronde erano così diversi gli ambiti in cui vivevo. Da una parte sognavo e dall’altra ero ‘costretto’ in uno spazio


dove non era possibile sognare. Pian piano sono riuscito a far convivere i due ambiti e alla fine in un certo senso ho portato la Polizia nell’arte”. Ovvero? “Insieme a due colleghi poliziotti, Giorgio Bisanti e Roberta Di Chiara, abbiamo fondato l’associazione Arte InDivisa, nella quale con il tempo sono confluiti altri artisti-poliziotti”. A che punto è la tua arte? “Sto sperimentando tecniche nuove, dagli smalti sintetici ad un’apertura sui lavori in tela e sul metallo. In questo posso dire che è fondamentale la contaminazione con altri grandi artisti. Sono soddisfatto di

quello che sto realizzando. Sono presente alla Biennale, grazie al placet di Vittorio Sgarbi, al quale sono piaciute mie opere”. Con quale stile hai iniziato? “Con una pittura espressionista dove il colore dominava sulla forma. Il mio desiderio era ed è quello di far parlare, attraverso i colori, ciò che ho dentro. La mia è un’opera che va letta tra le righe”. Quante opere hai realizzato finora? “Dalle 600 alle 700. Alcune di queste sono esistite ed ora non esistono più, ma le ho fotografate. Sono come il poeta che scrive e poi strappa le sue poesie”. L’artista che apprezzi di più?

“Tra i contemporanei due in particolare: Velasco e Roberto Coda Zabetta”. Quanto tempo dedichi all’arte? “Tutti i giorni, da quando esco dall’ufficio fino alla sera e talvolta anche la domenica. In tutto questo devo dividermi con la famiglia”. Il complimento più bello che ti hanno fatto? “Qualcuno mi ha detto: riconosco un tuo quadro anche se non l’hai firmato”. Progetti futuri da artista? “Come associazione stiamo portando avanti la mostra ‘Grandi Stazioni’, sul tema della mafia, che sta girando e girerà l’Italia. E poi sto lavorando ad una ‘personale’ da fare il prossimo anno a Roma”.

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arTe di Cristiano De Masi

AD OGNUNO IL SUO... ///////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Londra. Una particolare esibizione di bare eccentriche è stata allestita al Southbank Centre di Londra. Nei saloni delle esposizioni si possono ammirare loculi dalle forme più strane, un gigantesco aquilone, un leone, una fava di cacao, un cavatappi e una chitarra elettrica, creati nei laboratori di Pa Joe Worshop in Ghana e Crazy Coffins di Nottingham

gni religione segue una sua “usanza” rituale per la sepoltura: dopo che gli ultimi uffici sono stati effettuati e prima dell'inizio di deperimento significativo, il corpo subisce un certo tipo di eliminazione rituale, solitamente una cremazione o la sepoltura in una tomba. Ma esistono anche altri rituali. In Tibet, un metodo di eliminazione del corpo è la cosiddetta “sepoltura del cielo”, che consiste nel disporre il corpo dei defunti sopra un’alta montagna e lasciandolo preda degli uccelli. Molteplici sono le abitudini funeree che persistono in culture differenti. In alcune comunità legate alla pesca o comunità navali ad esempio, il corpo è trasmesso nell'acqua. Una nuova alternativa è la sepoltura ecologica. Che consiste in una sequenza di processi, la surgelazione, seguita dalla polverizzazione e liofilizzazione, attraverso cui vengono rimossi i metalli presenti, si passa poi alla sepoltura della polvere risultante, che corrisponde circa al 30% della massa del corpo. Cryonics è il processo di cryopreservating di un corpo a azoto liquido temperatura per arrestare i processi naturali di deperimento che si presentano dopo la morte. Per chi se lo può permettere esiste anche la sepoltura dello spazio utilizza un razzo

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per lanciare il remains cremato di un corpo nell'orbita. Cosa che è stata fatta almeno 150 volte. Per chi rimane legato alla sepoltura fisica

in una “cassa”, proponiamo alcune versioni “alternative” per chi si approccia all’ultima fase della vita con “leggerezza”. © Immagini concesse da Kika Press

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LIBrI DEL MESE

IL VAGONE di Arnaud Rykner – Ed. Mondadori Il vagone di Arnaud Rykner, è uno di quei libri che lasciano sgomenti. E’ una storia di deportazione e di orrore narrata in prima persona da un giovane ebreo ventiduenne. Un viaggio infernale di tre giorni in treno, iniziato il 2 luglio 1944 dalla stazione di Compiègne, piccola cittadina situata a nord di Parigi, con destinazione il lager di Dachau. Un tragitto di quasi settecento chilometri con il convoglio 7909, composto da ventidue vagoni più alcuni di scorta e uno di coda, che trasporta duemilacentosessantasei esseri umani. Cento persone per ogni carro merci, ammassate come animali, in piena estate ad una temperatura interna di quaranta gradi…

AREA 51 LA VERITA SENZA CENSURE

IL GIOCO DELLA SEDUZIONE

IL CONDOTTIERO

di Annie Jacobsen – Ed. Piemme Un’inchiesta minuziosa sulla zona militare più top secret degli Stati Uniti (si trova nel bel mezzo del deserto del Nevada): per ufologi, mitomani, e altra gente dotata di indubbia fantasia, la madre di tutti gli angiporti interstellari, in realtà sede di operazioni occulte targate CIA e Atomic Energy Commission; manovre taciute, a volte, finanche al Congresso e al Presidente USA. Il saggio-moloch della Jacobson (530 pagine fittissime) riesce, per la prima volta in chiave non fantascientifica, a rischiarare tutte le zone d’ombra…

di Susan Elizabeth Phillips – Ed. Leggereditore Leggendo questo romanzo, salta immediatamente all’occhio la straordinaria bravura di questa autrice. Scordatevi quei romanzetti rosa dai personaggi stereotipati e le trame improbabili: la Phillips, infatti, non solo sa creare personaggi complessi e sfaccettati, molto simili a noi uomini e donne reali, ma riesce anche a riprodurre alla perfezione le dinamiche dei rapporti uomo-donna, dando vita a situazioni assolutamente plausibili ma al tempo stesso intriganti, sensuali, avvincenti.

di Robyn Young – Ed. Nord E’ la meravigliosa storia di un grande uomo, che ha lottato per la libertà del suo paese e che, forse inconsciamente, indirizzato dal destino, ha fatto la scelta giusta al momento giusto. In un attimo ha rinunciato a grandi onori e ricchezze per abbandonare la corona inglese e combattere contro di essa per la libertà del popolo e della nazione scozzese! Quest’uomo si chiamava Robert Bruce ed in quei giorni cambiò l’intera storia dell’isola britannica.

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FILM DEL MESE

POSTI IN PIEDI IN PARADISO Ulisse (Carlo Verdone), Fulvio (Pierfrancesco Favino) e Domenico (Marco Giallini) sono tre padri separati costretti a versare quasi tutto quello che guadagnano in alimenti e spese di mantenimento per ex mogli e figli. Un tempo stimati professionisti, tutti e tre vivono ora in grandi difficoltà economiche e si ritrovano a sbarcare il lunario come possono. Dopo un incontro casuale, durante la ricerca di una casa in affitto, Domenico realizza di avere incontrato due poveracci come lui e propone ad Ulisse e Fulvio di andare a vivere insieme per dividere le spese di un appartamento. Inizia così la loro convivenza e la loro amicizia… Cast: Carlo Verdone, Pierfrancesco Favino, Marco Giallini, Nicoletta Romanoff, Micaela Ramazzotti, Nadir Caselli, Diane Fleri Regia: Carlo Verdone Distribuzione: Filmauro Data uscita: 2 marzo

YOUNG ADULT

JOHN CARTER

10 REGOLE PER FARLA INNAMORARE

Il premio Oscar Charlize Theron interpreta Mavis Gary, una scrittrice per ragazzi che torna nel paese dove è cresciuta per rivivere i suoi giorni migliori e per tentare di riconquistare il suo fidanzato dei tempi della scuola (Patrick Wilson), ora felicemente sposato. Quando il ritorno al passato si fa più difficile di quanto avesse previsto, Mavis instaura un insolito legame con un ex compagno di classe (Patton Oswalt), che non ha neanche mai finito il liceo. Cast: Charlize Theron, Patton Oswalt, Patrick Wilson, Elizabeth Reaser, Collette Wolfe, Jill Eikenberry, Richard Bekins, Mary Beth Hurt, Kate Nowlin, Jenny Dare Paulin Regia: Jason Reitman Distribuzione: Universal Pictures Italia Data uscita: 9 marzo

E’ un’avventura di pura azione, ambientata sul misterioso ed esotico pianeta di Barsoom (Marte). Basato sul classico fantascientifico di Edgar Rice Burroughs, il film racconta la storia di John Carter (Taylor Kitsch), che viene inspiegabilmente trasportato su Marte, dove si ritrova coinvolto in un conflitto di proporzioni epiche tra gli abitanti del pianeta, inclusi Tars Tarkas (Willem Dafoe) e l’affascinante principessa Dejah Thoris (Lynn Collins). In un mondo sull’orlo del collasso, Carter scopre che la sopravvivenza di Barsoom e della sua gente è nelle sue mani. Cast: Mark Strong, Bryan Cranston, Taylor Kitsch, Willem Dafoe, Ciarán Hinds, Thomas Haden Church, Dominic West, Lynn Collins, Polly Walker, Samantha Morton Regia:Andrew Stanton Distribuzione: Walt Disney Pictures Data uscita: 9 marzo

Marco è un ex studente di astrofisica e ora un appassionato maestro d’asilo. Sensibile, poetico, sognatore... Ma quando si innamora della stupenda quanto irraggiungibile Stefania, la sua vita si complica! A nulla valgono i consigli degli amici con cui condivide un colorato e caotico appartamento. Marco, a malincuore, prende atto della sua totale incapacità di seduttore. Cast: Vincenzo Salemme, Guglielmo Scilla, Enrica Pintore, Giulio Berruti, Piero Cardano, Fatima Trotta, Giorgio Verduci, Pietro Masotti, Mara Dall'Armellina Regia: Cristiano Bortone Distribuzione: Lucky Red Data uscita: 16 marzo

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CINeMa /////////////////////////////////////

di Costanza Cambriani

SALVIO SIMEOLI “C’HO PROVATO E CE L’HO FATTA” ///////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Fino a 21 anni era un calciatore in serie C, poi un infortunio gli ha “aperto” un’altra carriera: quella di attore. Da “La Squadra” a “Un posto al sole”, fino al “Restauratore”, andato in onda di recente su Rai Uno, il pubblico ha imparato ad apprezzarlo come si deve. In estate sarà al cinema con “Fallo per papà”

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approdato alla recitazione un po’ per caso, ed i successi ottenuti lo hanno convinto che questa è la sua strada. Salvio Simeoli, 32 anni, proviene da una realtà diversa da molti dei suoi colleghi, e forse, proprio tali esperienze lo hanno formato fino a farlo diventare l’uomo che è oggi. Ha preso parte a molte fiction tra cui “ La Squadra”, “Un posto al sole” e “il Restauratore”, andato in onda recentemente su Rai Uno. Ha lavorato al cinema con registi come D’Alatri, ed in primavera sarà sul grande schermo con “Fallo per Papà” per la regia di Leopoldo Pescatori. Nel suo cammino non ha però tralasciato esperienze teatrali infatti nel corso del 2011 è stato anche protagonista di tre spettacoli teatrali tra cui la commedia "Lui che ama mio marito" insieme a Sergio Arcuri e il musical "Maria di Nazareth" in cui ha interpretato il ruolo di Gesù di Nazareth. Tv, cinema e teatro, in quale campo ti esprimi meglio? “Le esperienze sono molto simili tra loro e diversissime allo steso tempo. La preparazione per una parte è uguale tutte le volte, è l’approccio che cambia. In televisione le tempistiche sono molto più veloci, mentre nel cinema si lavora di più, è più dettagliato. Nel teatro ci vuole molta concentrazione. Io mi butto sempre anche se il teatro mi da dei brividi in più. Qui il linguaggio del corpo è fondamentale e hai un riscontro immediato. Capisci subito se vali o no”. Com’è stato all’inizio? “Ho fatto il calciatore in serie C2 fino a 21 anni, poi per un infortunio ho dovuto smettere, ambivo in alto e il fatto di essere sceso di categoria mi ha portato ad abbandonare. Un giorno ho accompagnato un’amica ad un provino e lì ho incontrato quello che sarebbe diventato poi il mio futuro agente che mi consigliò un corso di recitazione. Io che ero molto timido all’inizio non ero molto convinto, ma poi mi sono detto ‘proviamoci!’. Il corso oltre ad insegnarmi tanto mi ha fatto molto bene anche sul lato caratteriale, mi sono sciolto tantissimo. Ho iniziato a lavorare subito, devo dire che o fatto poca gavetta da attore, ma molta di strada”. Infatti vieni da una realtà molto dura e discussa come quella di Scampia. Come ha

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influenzato il tuo percorso? “Dura soprattutto sotto l’aspetto sociale. Quando parlai in famiglia di questo percorso che stavo per intraprendere mi dicevano: ‘che lavoro vuoi fare? L’attore mica è un lavoro!’. Mi prendevano in giro per la dialettica e la dizione. Sono considerato un marziano. La realtà in cui vivi non giustifica il percorso che segui, io voglio migliorarmi, il ‘poverino è nato là, che deve fare’ non fa per me”. Come sei nella vita privata? “Come mi vedi? Ecco io sono così. Sono un giocherellone, non mi prendo mai sul serio. Non sono impostato, se ti conosco da un giorno o da dieci anni sono uguale”. Cosa cerchi nell’altro sesso? Hai un tipo di donna ideale? “Non cerco quello che ormai è frequente vedere in giro. All’inizio non ci volevo credere invece mi trovo spesso davanti donne che passano anche sopra i cadaveri pur di fare qualcosa.

Negli anni mi sono incattivito e devo dire che per me è un po’ difficile. Sono alla ricerca di quei valori veri che stanno scomparendo. Non mi ci ritrovo molto in questa nuova realtà. Sono alla ricerca di una persona vera, limpida e mi piacere avere un figlio”. Sei considerato un sex symbol, tieni molto alla cura del corpo? “Ora come ora non sono proprio in formissima! Generalmente non faccio più di altri, sono geneticamente fortunato. Certo cerco di fare una vita sana, ma quello lo faccio a prescindere dai risultati fisici”. Cosa consigli ai giovani attori che si affacciano al mondo della recitazione oggi? “Aprite le orecchie e lasciate perdere le promesse di un successo facile. Bisogna studiare e studiare anche per capire se questa strada piace veramente e se ci si è portati. Chi studia vince! Chi non studia prima o poi cade. Avere una buona base è fondamentale”.

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TELEVISIONE di Silvia Giansanti

MIRIAM DALMAZIO “LA MIA ANIMA DARK” ///////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Già protagonista in “Agrodolce”, il film che l’ha vista esordire, si sta godendo il successo ottenuto con la partecipazione nella fiction di Rai Uno “Che Dio ci aiuti”. “Mi sono divertita molto sul set, ho avuto l’opportunità di conoscere persone meravigliose”. Sogna di cantare, di lavorare all’estero e di andare a cena con Meryl Streep

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© Foto di Marco Giraldi

suoi grandi occhi mediterranei scrutano tutto ciò che c’è intorno, Miriam è una ragazza curiosa dall’animo dark, semplice senza troppe pretese. Una collega ideale con cui lavorare in armonia su un set. Proviene dalla stupenda Sicilia, dov’è nata nel 1987. La sua adolescenza è stata riempita dal basket, suo sport preferito e adesso tra le sue passioni spicca la lettura e un gran desiderio di imparare canto. Negli ultimi tempi gli studi condotti presso il Centro sperimentale di Cinematografia l’hanno assorbita parecchio, tanto da escludere qualsiasi tipo di hobby. La partecipazione nel lavoro per la tv “Che Dio ci Aiuti” l’ha gratificata molto e prossimamente girerà anche per la seconda serie in programma. Da dove viene fuori artisticamente Miriam Dalmazio? “Sono venuta fuori un po’ per caso, in quanto è vero che nutrivo questa passione molto intimamente, ma non ho mai pensato di fare l’attrice. Ricordo che accompagnai casualmente una mia amica ad un provino per il film ‘Agrodolce’ e lì sono stata notata. Mi hanno chiesto di fare dei provini e alla fine mi hanno presa”. Molto fortunata direi. Curiosità, come ha reagito la tua amica? “Non molto bene, non siamo più amiche anche per questo motivo. Comunque, dopo questa grande opportunità, mi sono buttata nello studio, chiudendomi per ben tre anni nel Centro Sperimentale di Cinematografia. Ho deciso di intraprendere la strada più sana anche se più lunga e faticosa”. La fiction “Che Dio ci aiuti” ti ha dato molte soddisfazioni? “Moltissime. Mi sono divertita sul set, ho avuto l’opportunità di conoscere persone meravigliose a livello umano e ho amato fino in fondo il mio personaggio. Mi sono recata al lavoro sempre col sorriso sulle labbra, anche se dovevo alzarmi alle 4 del mattino e dovevo uscire con il freddo tagliente. Tutta la troupe ha contribuito a farmi rincasare sempre felice e soddisfatta”. Quali sono le differenze che intercorrono tra te e Margherita Morbidelli, il personaggio interpretato? “Siamo totalmente diverse. Lei è più solare e positiva, mentre io tendo ad essere più dark

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come animo, sono molto più chiusa interiormente”. Come ti sei trovata a lavorare con Francesca Chillemi e Serena Rossi? “Benissimo, due care persone e amiche. Ci sentiamo spesso e sul set tra noi sono avvenuti alcuni scambi, cosa difficile da trovare tra ragazze della nostra età. Nessuna si aspettava di trovare tutto questo affiatamento tra quattro donne e il segreto è stata l’umiltà”. Come sono le ragazze della tua età? “Le trovo molto mature ed ambiziose, mi piacciono molto le ventiquattrenni di oggi”. Tra breve dovrebbero iniziare le riprese della seconda serie di “Che Dio ci aiuti”. Continuerai a far parte del cast? “Sì, continuerò ad interpretare Margherita”. Hai preso parte anche nel film “Come un delfino” accanto a Raul Bova. Com’è stato lavorare con lui? Hai per caso subito il suo fascino? (Ride) “Con lui ho girato poche scene, all’inizio ho subito il suo grande fascino. Ha assistito a tutti i miei provini per quel film, essendone anche il produttore. Posso dire che dal vivo è ancora più bello, è una persona aggregante sul lavoro ed è molto umile, il che colpisce per questa sua caratteristica. L’ambiente del film era prettamente maschile ed è stato per me un po’ imbarazzante ma è stato soddisfacente perché era difficoltoso e confrontarmi con cose difficili mi piace molto. So che sogni di lavorare all’estero, vero? “Un passo alla volta, è semplicemente un mio pensiero volante. Per il momento approfondisco gli studi di inglese e di francese e cerco di vedere film in lingua originale”. Con quale personaggio del mondo del cinema ti piacerebbe andare a cena? “Con Meryl Streep! E’ in assoluto la mia attrice preferita ed è una donna che mi incuriosisce tanto. La ammiro per avere un matrimonio solido, tanti figli e una carriera stellare”. Quanto ti è costato lasciare la tua terra d’origine? “Non tanto, sono sincera. Non stavo molto bene in Sicilia, mi manca solo la mia famiglia”. Cosa vorresti che ci fosse nel tuo futuro? “Tanto coraggio e forza, due elementi fondamentali per fare tutto”.

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TELEVISIONE //////////////////////////////////////////////////

di Costanza Cambriani

KATIA PEDROTTI DONNA MAMMA E FASHION VICTIM //////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Tra progetti futuri e lavoro di mamma, l’ex concorrente del Grande Fratello, sposata con Ascanio Pacelli, racconta il suo modo di intendere la moda e svela i suoi piccoli segreti per mantenersi in forma

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x concorrente del Grande Fratello 4, Katia Pedrotti, valtellinese di origine e romana di adozione, deve alla trasmissione non solo la notorietà ma anche l’amore. Nasce, infatti, sotto lo sguardo attento delle telecamere la sua storia d’amore con un altro concorrente: Ascanio Pacelli. Nessuno avrebbe scommesso sulla loro unione, invece oggi, a distanza di anni, i due sono felicemente sposati e hanno una meravigliosa bimba di quattro anni, Matilda. Katia si divide tra il “lavoro” di mamma e la sua passione: la moda. Katia come procede la tua vita in questo periodo? “Benissimo direi! Ho una figlia meravigliosa, un marito che adoro, un lavoro alla radio che mi dà molte soddisfazioni e tanti progetti futuri”. Che progetti? “Stiamo lavorando ad un programma sulla maternità, abbastanza innovativo nel suo genere. Parlerà del pre, del mentre e del dopo gravidanza. Ci saranno esperti che mi supporteranno e che risponderanno alle domande dalle più comuni a quelle meno”. Torniamo a noi. In ogni foto, anche lo scatto rubato, sei sempre impeccabile. Com’è possibile? “Insomma! (ride) Per quanto riguarda lo stile mi piace talmente tanto che difficilmente mi trovo impreparata, mi piace essere sempre abbinata. A volte però ci sono delle foto orrende dai! Capita che la gente vede quelle foto, poi mi vede dal vivo e mi dice ‘come sei diversa’. Per fortuna”. Anche Matilda è sempre perfetta… “Questo è un riflesso che ho nei suoi confronti. Ma anche lei di suo è molto femminuccia. Le piace molto. Spesso a casa mi ruba le scarpe, si trucca sempre nel rispetto dei suoi quattro anni. Non la vedrai mai in giro con tacchetti o borse, quello no”. Che rapporto hai con la moda? Compri low cost? “Devo dire che mischio molto. Non seguo sempre la moda intesa come diktat ma la rielaboro in base alla mia personalità ed alle mie caratteristiche. Non bado a spese sugli accessori, la scarpa deve essere bella e di qualità e le borse idem. Per il resto mi diverto molto con i brand low cost, infondo non è tanto un discorso su low cost o high cost ma piuttosto su come uno lo porta. Per me la donna deve imparare a ‘pennellarsi’ la moda addosso”. Che ne pensi delle collaborazioni dei grandi nomi della moda con le catene low cost?

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“Sono belle iniziative. Si rende accessibile la moda firmata dai mostri sacri del fashion a costi relativamente accessibili. In un periodo di crisi come questo poi trovo che siano strategie giuste. La stessa Marcuzzi quest’anno nella conduzione del Grande Fratello veste capi low cost. Ciò dimostra come spesso sia ‘il monaco che fa l’abito!’ ”. Nella vita di tutti i giorni che moda ti piace? “Mi piacciono molto i giovani brand, freschi e innovativi. Stilisti ricercati con stili ricercati. Non mi piace il marchio troppo commerciale, sono sincera. Senza nulla togliere a loro, non riuscirei ad uscire e incontrare qualcuno vestito come me. proprio no”. Curi molto il tuo aspetto? “Sono quasi maniacale. La pulizia del viso con prodotti mirati, l’idratazione, per me sono pane quotidiano. Anche qua, non dico che bisogna spendere chissà quanto, ma è bene

trovare il prodotto giusto. Spesso le creme dermatologiche sono le più efficaci. Vado tanto in palestra, cerco di bere molta acqua, cerco di mangiare bene, senza però privarmi dei piaceri della tavola”. Chirurgia sì, chirurgia no? “Favorevolissima nei limiti. Quando vai a cambiare e a stravolgere l’aspetto in maniera esagerata, quello no. Ma se uno ha un problema, ha un complesso perché non farlo? Io ho rifatto il seno e non lo nascondo, sono talmente felice di averlo fatto!”. Come ti vedi tra dieci anni? “Con altri figli, sempre con mio marito, una casa più grande. Mi piacerebbe vedermi realizzata nell’ambito lavorativo, ma ciò non vuol dire che deve venire per forza e velocemente. A me piacerebbe arrivare avendo imparato, fare molte piccole cose che mi diano la possibilità di conoscere apprendere e giungere preparata”.

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TEATRO ////////////////////////////////

di Alessandro Cerreoni

BARBARA FORIA “SÌ, GLI UOMINI PREFERISCONO LE TONTE” /////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Il titolo è tutto un programma per il nuovo spettacolo, in scena al Teatro dei Satiri dall’11 al 29 aprile. Con lei ci sono: Giulia Ricciardi, Beatrice Fazi e Bruno Cabrerizo, l’ex ballerino di “Ballando con le stelle”. E lei dice: “Attenti maschietti, le tonte vi fanno fessi e contenti”

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una delle attrici comiche più apprezzate. E’ dotata di una grande carica ed una forte autoironia. Guarda le situazioni di tutti i giorni, da attenta spettatrice della realtà, e trae ispirazione per i suoi spettacoli. Il suo cavallo di battaglia è ironizzare sul rapporto uomo-donna nella vita quotidiana. Ne emerge un uomo un po’ “limitato” e una donna super-complessa, che si dibatte tra cuore, ragione e impulso. Dopo il successo di “Il piacere è tutto mio”, Barbara Foria è pronta ad entusiasmare e a divertire il suo pubblico con “Gli uomini preferiscono le tonte”, in scena al Teatro dei Satiri di Roma (dall’11 al 29 aprile) insieme a Giulia Ricciardi e Beatrice Fazi, altre due attrici comiche bravissime, e al super-bello Bruno Cabrerizo, voluto e “preteso” da Barbara. Barbara, parlaci di questo tuo nuovo spettacolo. Tu, Giulia Ricciardi e Beatrice Fazi, interpretate ognuna una personalità distinta... Tu quale rappresenti? “Questo spettacolo nasce dalla voglia mia e di Giulia Ricciardi di lavorare insieme. E’ un progetto su cui lavoriamo da un anno, che autoproduciamo in collaborazione con il Teatro dei Satiri e su cui puntiamo davvero tanto. Una sera, davanti a un paio di spritz, abbiamo deciso chi avremmo coinvolto in questa avventura: il primo pensiero è stato per Beatrice Fazi, che non solo è una cara amica ma soprattutto una brava attrice con una mimica facciale unica. Ma è sulla scelta dell’uomo che sono stata categorica. Ho detto: ‘Ne voglio uno bello e straniero! Anch’io voglio essere esterofila, che va tanto di moda!’. E cosa poteva capitarci di meglio se non il super brasiliano Bruno Cabrerizo? Bello, bravo, simpatico e con tanto entusiasmo. Ci ha conquistate subito con il suo sorriso, e non solo... Sarà lui ad analizzare in una seduta di psicoanalisi la personalità complessa e ‘tripla’ di Giulia, dove lottano Cuore, Ragione e Impulso. Ecco io rappresento proprio l’impulso e, d’altronde, sono ‘impulso puro’. In realtà, mi identifico molto nel mio personaggio per la determinazione, passione e istintività che spesso nella mia di vita prendono il sopravvento con conseguenze tragicomiche”. Che colleghe sono Giulia e Beatrice?

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Come ti trovi a lavorare con loro? “Lavorare con Giulia e Beatrice è uno spasso, divertimento puro. Ad ottobre abbiamo portato in scena insieme lo spettacolo scritto da Giulia ‘Quattro strane donne e un Capodanno’ per la regia di Patrizio Cigliano. La vera prova da superare tutte le sere non era ricordarsi la parte ma non ridere sul palco, cosa che avveniva molto frequentemente. Beatrice Fazi è una compaesana, anche se ha l’accento Salernitano. Vabbè, non si può avere tutto! Con lei condivido la passione per il buon cibo e il buon vino, mentre con la Ricciardi abbiamo in comune la mania per i dolci. Ecco non mi faccio mancare niente. In definitiva, se durante le prove non esageriamo a ‘magnà’ e bere troppo, di certo da questo bel trio uscirà qualcosa di esplosivo!”. Giocando con il titolo dello spettacolo, credi davvero che gli uomini preferiscano le tonte? “Ne sono fermamente convinta! Specificando però che non mi riferisco alle

Nei tuoi spettacoli spesso ironizzi sul rapporto uomo-donna; da cosa trai ispirazione? “Dalla realtà che mi circonda. Da tutto quello che vedo, che vivo in prima persona o da spettatrice: basta trascorrere una serata con amiche o amici che si lamentano dei propri partners per capire che a tutti indistintamente capitano le stesse ‘disgrazie affettive’. Basta osservare i carrelli mansardati delle coppie al supermercato per capire: se stanno insieme da un anno lui le dirà con dolcezza ‘amore ma è proprio tutto necessario?’. Se invece senti ‘ma chi si magna tutta sta roba? n’esercito?’ allora stanno insieme da tre anni. Infine con ‘vafancul tu e i cornflakes!’ sono pronti al divorzio”. Sei reduce da "Il piacere è tutto mio", sempre al Teatro dei Satiri; puoi fare un bilancio di questo spettacolo che presto andrà in tournée? “Un bilancio strapositivo! E’ il secondo anno che porto in scena a Roma questo spettacolo e sono davvero contenta che il

Bruno Cabrerizo, Giulia Ricciardi, Barbara Foria e Beatrice Fazi

donne stupide, anche se molti le prediligono. Penso che molti uomini scelgano di proposito di avere accanto donne non troppo intraprendenti, non troppo abili e non troppo pensanti, ma anche non troppo parlanti e non troppo iperattive. Dico questo perché a parole gli uomini si vantano tanto di volere accanto una donna in gamba e come si dice in gergo ‘cazzuta’, ma quando non riescono a tenere il passo e il confronto, allora capiscono che è molto più facile sceglierne una tonta. Così non sporca, non ingombra, non dà fastidio… ma attenti maschietti: le tonte, come si dice dalle mie parti, vi fanno fessi e contenti”.

pubblico mi abbia premiato nuovamente. Mi emoziona ogni sera sentire il calore della gente che non smette di applaudire, mi sembra un sogno e mi riempie il cuore pensare che sia riuscita nel mio intento: farli divertire. Il teatro di certo non ti arricchisce economicamente ma non ha prezzo l’arricchimento emotivo che ti regala ogni sera”. Progetti futuri? hai qualcosa in cantiere? “Ho già avuto qualche proposta teatrale per la prossima stagione e non vedo l’ora di leggere i testi ma di certo il mio primo obiettivo è scrivere il mio nuovo spettacolo. Ho in mente qualche idea ma comincerò a lavorarci questa estate”.

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MUSICA

CHARTS CLASSIFICHE TOP TEN EUROPA 1 “TITANIUM” – DAVID GUETTA FT. SIA 2 “SOMEBODY THAT I USED TO KNOW” – GOTYE FT. KIMBRA 3 “ALONE AGAIN” – ALYSSA REID FT. JUMP SMOKERS 4 “WILD ONES” – FLO.RIDA FT. SIA 5 “KISS THE STARS” – PIXIE LOTT 6 “STRONGER” – KELLY CLARKSON 7 “BORN TO DIE” – LANA DEL REY 8 “DRUNK” – ED SHEERAN 9 “DOMINO” – JESSIE J. 10 “MAMA DO THE JUMP” – RIZZLE KICKS

TOP 10 USA 1 “STRONGER”– KELLY CLARKSON 2 “SET FIRE TO THE RAIN (LIVE)– ADELE 3 “WE ARE YOUNG”– FUN FT. JANELLE MONAE 4 “SOMEBODY THAT I USED TO KNOW”– GOTYE FT. KIMBRA 5 “I WILL ALWAYS LOVE YOU”– WHITNEY HOUSTON 6 “GOOD FEELING” – FLO.RIDA 7 “GIVE ME ALL YOUR LUVIN” – MADONNA FT. NICKI MINAJ & MIA 8 “TURN ME ON” – DAVID GUETTA FT. NICKI MINAJ 9 “BULLY” – SHINEDOWN 10 “RACK CITY”– TYGA

TOP TEN ITALIA 1 “LA TUA BELLEZZA” – FRANCESCO RENGA 2 “NON È L’INFERNO” – EMMA MARRONE 3 “M’ABITUERÒ” – LIGABUE 4 “CI VEDIAMO A CASA” – DOLCENERA 5 “L’ULTIMA NOTTE AL MONDO” – TIZIANO FERRO 6 “LONDRA BRUCIA” – NEGRAMARO 7 “ORA” – JOVANOTTI 8 “IL GIORNO DELLA VERITÀ” – NEGRITA 9 “LA MIA VALIGIA” – LITFIBA 10 “DISTRATTO” – FRANCESCA MICHIELIN

ALYSSA REID La cantautrice arriva direttamente dal Canada e il pezzo non è altro che la rielaborazione di “Alone Heart”, un pezzo targato anni ’80 ed è inserito nel suo album d’esordio “The Game”. PIXIE LOTT Il suo vero nome è Victoria Louise Lott ed è nata a Londra nel 1991. Ha esordito nel 2009 con il singolo “Mama Do” e attualmente è giunta al suo secondo album intitolato “Young Foolish Happy”. KELLY CLARKSON Ha un album uscito nell’ottobre scorso ed è emersa grazie alla partecipazione ad “American Idol” nell’edizione del 2002. Nel corso della sua carriera, ha venduto più di venti milioni di dischi. GOTYE FT. KIMBRA Si tratta di un ragazzo belga cresciuto in Australia e che ha pubblicato qualche mese fa il suo primo album intitolato “Making Mirrors”. Il singolo in questione è stato inciso con una cantante neozelandese. DOLCENERA Il pezzo è la colonna sonora del film omonimo che segue le vicende di tre diverse coppie. L’artista pugliese ha ottenuto popolarità nel 2003. Di recente ha collaborato anche con Professor Green. NEGRAMARO Altro singolo estratto dall’album, triplo disco di platino, “Casa 69”. La band capitanata da Giuliano Sangiorgi ha inciso quest’ultima fatica a Toronto. Saranno impegnati in tour fino a maggio.


di Silvia Giansanti in collaborazione con la Foxy John Production - www.foxyjohnproduction.com

SPECIAL GUEST YOUNG THE GIANT: UN SUCCESSO GIGANTE a rock band americana che si sta facendo conoscere ed apprezzare anche nel nostro Paese, si è formata esattamente nel 2004 in California sotto il nome di The Jakes. Nel tempo si sono alternati vari membri nel gruppo;l’attuale formazione è composta da: Sameer Gadhia, Jacob Tilley, Eric Cannata, Payam Doostzadeh e Francois Comtois. Con il nome precedente hanno pubblicato un EP intitolato “Shake my Hand”. La band ha poi iniziato ad esibirsi live nel 2009 e il loro primo singolo intitolato “My body” è stato pubblicato l’anno successivo. Il brano, nel cui video appare l’attore Bryan James, è stato utilizzato in un episodio di “American Idol” ed è stato molto cliccato. Il secondo fortunato singolo del gruppo, “Cough Syrup”, sempre tratto da un album melodico e solare che porta il loro stesso nome, è uscito lo scorso giugno ed è entrato in questi ultimi tempi nelle classifiche internazionali. Era anche contenuto nel loro primo EP d’esordio. La band, molto attiva dal punto di vista live, ha intrapreso anche un tour con gli Incubus ed è stata paragonata ai Coldplay.

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NEWS I Kasabian, nota band inglese, hanno annunciato quattro date estive in Italia, dopo il sold out di febbraio di Roma e di Padova. Si esibiranno il 14 luglio a Ferrara, il 18 di nuovo a Roma, il 19 a Milano e il 20 a Tarvisio (Udine). Sinead O’Connor sarà in concerto nel nostro Paese esattamente il 24 aprile a Milano. L’irrequieta cantautrice di Dublino presenterà live il suo ultimo album intitolato “How About I Be Me (And You Be You?), anticipato in questo periodo dal singolo “The Wolf is Getting Married”. Beyoncè avrà ben presto un monumento e un museo nella sua città natale a Houston in Texas. Una bella

iniziativa da parte della cittadinanza, per rendere omaggio alla sua sfavillante carriera piena di successi. Roberto Angelini torna con un nuovo lavoro intitolato “L’era dell’apparenza”. Il cantautore romano si riaffaccia sulle scene musicali dopo tre anni dall’ultima pubblicazione. Nel disco sono presenti collaborazioni. Norah Jones, una delle signore della black music, si esibirà il prossimo 14 luglio a Lucca per un’unica ed imperdibile data. La cantante americana presenterà in quest’occasione il suo nuovo album “Little Broken Hearts”.

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EVENTI /////////////////////////////

EVODIA PIACERE DI STARE INSIEME /////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Eventi, serate a tema, sala da tè, aperitivi e meeting in un locale unico nel suo genere

l nuovo ristorante Evodia è il luogo dove il gusto della buona cucina si lega al piacere dello stare insieme. In pochi mesi ha riscosso un grande successo. La clientela è diversificata e amante della buona cucina. Il suo menù è ricco e vi propone piatti unici, anche per i palati più esigenti. Tante sono le varietà di pizza, cotta nel forno a legna. Il cavallo di battaglia è rappresentato dai prodotti fatti in casa. Evodia è anche sala da tè, aperitivi, meeting ed eventi. E’ il locale ideale dove ritrovarsi e stare in compagnia, con la possibilità di organizzare serate a tema. Situato nella zona tra l’Appia Antica e l’Ardeatina, a Roma, nasce da ristrutturazioni e radicali cambiamenti e riunisce in una unica grande sala, con più spazi, un ristorante per gli amanti della buona cucina ed una “singolare” pizzeria. Le sale possono accogliere un centinaio di ospiti, offrendo un’atmosfera modernissima ed elegante, del tutto in linea con le specialità culinarie che offriamo. La competenza e la disponibilità dei gestori, mira ad assicurare ai propri ospiti un servizio eccellente e personalizzato . www.ristoranteevodia.it

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Foto di gruppo nelel serate al Ristorante Evodia - © Foto di Pino Polesi

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EVENTI /////////////////////////////

ARTISTI PER AMORE /////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// E’ un evento di raccolta fondi a sostegno dei bambini autistici in cura presso i Centri “Una breccia nel muro”. La serata, ospitata dal Gran Teatro di Roma, si terrà il 26 marzo

l 26 marzo alle ore 21.00, pochi giorni prima del 2 aprile, giornata mondiale dell’autismo, l’Associazione di volontariato “Una breccia nel muro”, l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù e l’Opera don Calabria portano al Gran Teatro di Roma “Artisti per Amore” evento-spettacolo destinato alla raccolta di fondi. “Artisti per Amore” è danza, solidarietà, musica, poesia, divertimento e arte. Per due ore si alterneranno sul palco del Gran Teatro attori, ballerini, cantanti e comici che hanno scelto di partecipare in solidarietà. Lo spettacolo sarà presentato da Giovanni Anversa (autore e conduttore televisivo) e Arianna Ciampoli (conduttrice televisiva e radiofonica).

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UNA BRECCIA NEL MURO Il Centro “Una breccia nel muro” per la diagnosi e il trattamento precoce di bambini da 18 mesi a 6 anni nasce a Roma a marzo del 2010 dalla collaborazione dell’allora Fondazione Handicap: dopo di noi, dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù e dell’Opera don Calabria. L’intento è di rispondere alle esigenze di cura espresse dalle famiglie che, dopo la diagnosi di autismo per i figli, sono spesso lasciate sole a fronteggiare una situazione estremamente difficile; di rompere il muro che circonda i bambini affetti da autismo e non consente loro di entrare in rela-

Il presidente di “Una breccia nel muro” prof. Alberto Zuliani con una volontaria

zione con gli altri. “L’Associazione – afferma il presidente prof. Alberto Zuliani - è nata per proseguire un’esperienza positiva, per continuare a dare una risposta a una domanda crescente, spesso priva di mezzi. Dopo la diagnosi di autismo per i loro bambini, le famiglie sono lasciate sostanzialmente sole, in un momento in cui, invece, hanno bisogno di sostegno per prendere consapevolezza dei problemi che dovranno affrontare e di un intervento terapeutico immediato per i bimbi che

possa aiutarli, pian piano, a rientrare nella quotidianità. I risultati ottenuti, sottoposti alla valutazione della comunità scientifica internazionale, sono estremamente significativi. Al riscontro scientifico si accompagnano i progressi visibili, giorno dopo giorno, dei bambini, la soddisfazione e la progressiva serenità delle famiglie. Il Centro si avvale di 11 terapisti e l’Associazione di oltre 60 soci che partecipano all’attività con il loro tempo e le loro competenze; e grande spirito di solidarietà”.

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VITA DI NOTTE di Roberto Gismondi

LA NEVE NON FERMA LE NOTTI DELLA CAPITALE /////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Investita da un rigurgito natalizio, la Capitale innevata di qualche settimana fa si è trasformata in un sobborgo di Mosca. Addobbata tutta in bianco come una sposina, Roma con i suoi 10 centimetri di neve è diventata per un paio di giorni il parco giochi per bimbi più esteso d’Italia.

entre i padri imprecavano sul raccordo i pupazzi di neve si moltiplicavano con il passare delle ore. Il caos dilagava, costringendo in casa la città che pian piano si tramortiva diventando un po’ fantasma. Ma, passata la “buriana”, tutto torna in ordine. Le code nelle ore di punta, il sole stuzzichevole e le serate dei prosecchi. Eccezionale serata quella del Teatro Eliseo a Roma, dove si è svolta una serata evento in compagnia di Lilia Silvi. Un emozionante omaggio, ideato e realizzato da Leo Gullotta e Fabio Grossi, ad una delle attrici più acclamate e popolari del cinema degli anni Quaranta, il periodo dei “telefoni bianchi” e protagonista di numerosi film di successo. Un appuntamento per raccontare la storia di una grande attrice che, grazie al personaggio della ragazzina sbarazzina e piena di vita, con simpatia e talento è riuscita, durante gli anni più difficili della storia italiana, a regalare agli italiani un po’ di leggerezza. Tanti gli amici accorsi ad omaggiare i suoi novanta anni appena compiuti: Livia Azzariti, Renato Balestra, il Capo Gabinetto e Consigliere di Roma Capitale Sergio Basile, Elena Bonelli, Cloris Brosca, Paolo Calissano, Enzo De Caro, l’Assessore alle politiche culturali Cecilia

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D’Elia, Janet De Nardis, Remo Girone e Victoria Zinny, Barbara Livi, Giuliana Lojodice, Enrico Lucherini, il Vice Procuratore generale di Roma Antonio Marini e la moglie Elisabetta, Elsa Martinelli, Sandra Milo, Franco Nero, Giancarlo Nicotra, Gianna Orru, Alex Partexano, Alfonso Pecoraro Scanio, Elena Russo, Dario Salvatori, Sebastiano Somma, Pino Strabioli, l’imprenditore Daniele Taddei, il produttore Alberto Tarallo, Laura Troscel, Sergio Valente, il Direttore generale de Il Tempo Federico Vincenzoni. n cocktail dalle gradazioni del rosso vivo e decorazioni infuocate, lo stesso colore con cui il neo-futurista Graziano Cecchini tinse l’acqua della Fontana di Trevi. Un’immagine che fece il giro del mondo. L’artista-performer è tornato a proporre la sua creatività nella Capitale con

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Dalla pagina a fianco: Leo Gullotta e Lilia Silvi; Enzo De Caro con la moglie; Alfonso Pecoraro Scanio. Dall’alto: Janet De Nardis e Luigi Tabita; Max Parodi con la fidanzata; Rossano Rubicondi, Cecilia Capriotti, Ramona Badescu, Valeria Marini e Raffaella Zardo; Cristina Chiabotto, Valeria Marini, Cecilia Capriotti e Valeria Marini una mostra accolta negli spazi espositivi de Il Margutta RistorArte e curata da Francesca Barbi Marinetti. Cecchini ha stupito di nuovo centinaia di ospiti, ricreando un assedio con tanto di fumogeni. Tra i numerosi volti noti accorsi: Alda Fendi, Maria Grazia Nazzari, Rosalia Porcaro, Max Parodi, Janet De Nardis, Metis Di Meo, Luigi Tabita, Adriana Russo, la marchesa Dani Del Secco D'Aragona, il principe Guglielmo Giovanelli Marconi, il marchese Giuseppe Ferrajoli.

ndimenticabile serata per la presentazione del calendario di Valeria Marini al MONDADORI MULTICENTER di Milano. Dodici immagini di storia dello spettacolo italiano. Dal manifesto del film di Bigas Luna, “Bambola”, alla copertina di Playboy. Da un fermo immagine del suo indimenticabile film con Alberto Sordi ai vari scatti in cui è stata musa tra gli altri, di Helmut Newton, David Lachapelle, Valeria Marini ha scelto le immagini che potessero raccontare al meglio questi suoi anni vissuti al culmine del successo. Alla vigilia della partenza per “L’isola dei famosi”, Valeria Marini ha salutato i suoi più cari amici e volti noti tra cui: Ramona Badescu, Cristina Chiabotto, Elenoire Casalegno, Cecilia Capriotti, Elio Fiorucci, Claudia Peroni, Rossano Rubicondi, Sara Tommasi, Raffaella Zardo.

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WEDDING di Claudia Della Ratta

AD OGNUNA LA SUA ACCONCIATURA //////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// Varia molto secondo i gusti e la moda del momento, ma è importante che formi un insieme armonico con il vestito e con la personalità della sposa

ome fare per trovare quella giusta? Basta affidarsi a un buon parrucchiere e dedicargli un po' di tempo nelle settimane precedenti la cerimonia, chiedendogli di curare i capelli con una buona cura rigenerante e rivitalizzante, tagliare le doppie punte, modificare il taglio in funzione dell'acconciatura scelta. Un vero professionista non mancherà di provare diverse soluzioni, e al termine di ogni "seduta" scatterà delle foto che, confrontate e ben studiate, daranno modo di pensarci con calma, e di capire quale sia la soluzione migliore L’acconciature giusta è quella in cui la sposa appare bellissima e se stessa. Essere irriconoscibile è un traguardo a cui non puntare, perché la "grande trasformazione" può sconcertare lo sposo, gli uomini, si sa, odiano le sorprese, e soprattutto è difficile da gestire. Poi c’è sempre il pericolo di cadere nell'effetto "ballo in maschera", senza pensare che non è così facile sostenere il personaggio per tutto il giorno. Meglio accontentarsi di cambiare un poco, mantenendo la propria personalità accordando tra loro ogni elemento e ogni dettaglio: per esempio, con o senza velo? Per tradizione la pettinatura deve lasciare il viso libero e la fronte scoperta: per chi ha i capelli lunghi o semilunghi è sempre adatto

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un bello chignon, purché senza gioielli e strass (il galateo permette solo il diadema di famiglia, rigorosamente antico e autentico: e pare sia per poche); le giovanissime invece possono raccoglierli in una treccia, magari intrecciata con nastri di raso o di organza; chi ha i capelli corti si affiderà all'estro del proprio parrucchiere di fiducia perché riesca a ridimensionare “frangioni” e “zazzerette”, che soprattutto con l'abito lungo non vanno d'accordo, scegliendo magari una coroncina di fiori intrecciati. Bisogna poi tenere presente che la pettinatura deve "reggere" per un'intera giornata di abbracci e di emozioni: anche per questo

motivo sono da evitare le grandi teste stile anni Cinquanta, con toupet di tutti i tipi, trecce-ponte alte mezzo metro, cascate di riccioli sostenute da fiori, fiocchi e perle che, oltre a essere instabili (e fuori moda), sono difficilissime da portare con stile e naturalezza; non bisogna mai dare l'impressione di stare "accompagnando a spasso" la propria testa... Sono sempre molto belli, e con un tocco particolare, i fiori freschi uguali a quelli che formano il bouquet, a patto che la sposa sia giovanissima, vestita di bianco, e che scelga fiori che reggono bene il caldo, per evitare che col passare delle ore "si lascino andare",

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Via Poggibonsi, 15 - 00148 Roma - Tel. 06 65.74.33.14 - www.palombini.com - d.melis@palombini.com


chissà. Se penso alla carriera delle soubrette che hanno lavorato in questo teatro mi vengono i brividi. Mi sembra di sognare ad occhi aperti. Mi auguro che questo spettacolo venga proposto anche in una rete televisiva come la Rai o Mediaset”. Finita la stagione del Bagaglino, dove sarai impegnata? “Si parla di una tournée che andremmo a fare dopo la fine dello spettacolo in giro per l'Italia. Il teatro mi piace molto e vorrei continuare a lavorarci. Poi mi impegnerò a finire di scrivere il mio libro che ho iniziato e che vorrei presentare entro quest’anno”. Progetti futuri? “Sto facendo dei provini per il cinema. Ho avuto una proposta anche per un altro spettacolo a teatro per i prossimi mesi. Che dire: incrociamo le dita!”.

Qual è il tuo sogno nel cassetto? “Una carriera da attrice e una bella famiglia con due bambini”. Si dice che il mondo dello spettacolo sia un ambiente difficile soprattutto per le donne; ti è mai capitata una proposta indecente? “No, evidentemente il mio modo di propormi alla gente mi preserva da questo tipo di proposte. Secondo me, le cose che contano di più sono il talento, la professionalità e la serietà. Questa è la ricetta per avere futuro in questo lavoro, anche se avere un po’ di fortuna non guasta mai”. Qual è stata la tua formazione professionale? “Quella di studiare e perfezionare il mio cammino affinché potessi svolgere questo lavoro”.

Liliana Pintilei insieme a Pippo Franco

Chi è Liliana Pintilei nella vita di tutti i giorni? “Sono una ragazza semplice, solare, dolce, determinata. Ho un carattere forte e ambizioso. Amo la vita e tutto ciò che mi circonda. Sono passionale, amo gli animali, mi piace essere sempre in movimento, andare in giro per negozi, anche solo per guardare, essere in mezzo alla natura, andare al cinema e in palestra. Mi piace viaggiare e visitare posti nuovi. Questo mese andrò a fare un viaggio a Medjugorje insieme ad alcune ragazze del Bagaglino”. Cosa fai per mantenerti in forma? “Spesso mi reco nelle Spa per rilassarmi. A questo abbino il mangiare bene, mi piace cucinare e adoro i dolci. Una volta andavo in palestra tutti giorni, per due ore al giorno, ma ultimamente, non avendo tempo e voglia, ci vado molto meno. Se metto su un chilo, il giorno dopo non mangio più i carboidrati e lo butto giù subito. Comunque non faccio diete e per rimanere in forma mi regolo da sola”. Sei nata in Romania. Da quanto tempo vivi in Italia? “Sì, sono nata a Bucarest e vivo qui dal 1996 con la mia famiglia”. Se dovessi lasciare l'Italia, in quale altro Paese ti piacerebbe lavorare? “Non posso pensare a questo perché mi trovo bene. Se dovessi scegliere diciamo l'America, in particolar modo Los Angeles, dove sono stata. E’ bellissimo lì”. Finora quali sono state le tue esperienze professionali più importanti? “Per me non c'è una classifica, ogni lavoro che faccio è un'emozione”. Cinema o tv, dove ti vedi meglio? “Beh, diciamo un po’ tutti e due. Mi piacerebbe affiancare in un programam televisivo qualche conduttore come Carlo Conti, Paolo Bonolis, Gerry Scotti, Fabrizio Frizzi, ecc.”. Il personaggio femminile che ammiri particolarmente? “Simona Ventura, che stimo e ammiro molto”. Come ti vedi tra dieci anni? E tra venti? “Con una bella famiglia. Comunque arriviamoci tra venti...”. C'è posto per l'amore nella tua vita? “Sì, tanto”. Rinunceresti alla carriera per amore? “No, perché non lo faccio per la carriera ma per passione”. © Foto di Pino Polesi

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COVER STORY

arrivata in Italia nel 1996 con tanta voglia di fare l’attrice. Si è messa sotto a studiare per arrivare pronta all’appuntamento. Mamma natura ci ha messo del suo, lei, Liliana, ci ha messo la passione e la determinazione. Dopo varie esperienze importanti, in questa stagione è arrivato l’atteso salto di qualità, entrando a far parte del Bagaglino, in scena quest’anno con lo spettacolo “Bambole non c’è un euro”. Per settimane, Liliana Pintilei è stata una delle protagoniste al Salone Margherita, ottenendo applausi e consensi. Per la serie, la bellezza da sola non basta se non è accompagnata dal talento. E’ lei di talento ne ha molto. Liliana parlaci di questa esperienza con il Bagaglino. “Per me è un’esperienza bellis-

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sima, ho sempre sognato di far parte del mitico Bagaglino e alla fine il mio sogno si è avverato. Lo spettacolo si chiama ‘Bambole non c'è un euro’, scritto e diretto da Pippo Franco, e affronta con ironia e battute pungenti questa brutta crisi che stiamo vivendo in Italia. Giorno dopo giorno mi sento sempre più a mio agio su un palcoscenico prestigioso come il Salone Margherita e tutto questo mi fa sentire realizzata professionalmente”. Sei una delle protagoniste. Com'è il tuo rapporto con le altre donne ? “Il mio rapporto con loro è molto amichevole, ci vogliamo bene e fin dall'inizio mi sono trovata bene. Siamo unite e non c'è rivalità tra di noi, ridiamo, scherziamo e il nostro lavoro lo facciamo con tanto impegno”.

E com'è lavorare con Pippo Franco e tutto il cast del Bagaglino? “Con Pippo mi trovo benissimo, sul palcoscenico è un vero maestro ed è sempre attento a tutti i particolari e sempre prodigo di consigli per tutti noi. Con lui vicino è tutto più facile. E’ un grande professionista. Con gli altri attori mi trovo molto bene, abbiamo veramente creato un bel gruppo e ci divertiamo tanto”. Il Bagaglino ha sempre lanciato personaggi femminili nel mondo dello spettacolo. Cosa pensi possa accadere alla tua carriera? “E’ un’ottima esperienza professionale e formativa per la mia carriera. La visibilità di cui godo in questo momento, grazie ad un teatro così popolare, spero che sia una buona spinta per il mio lavoro, magari...


COVER STORY di Alessandro Cerreoni

LILIANA PINTILEI LA NUOVA STELLA DEL BAGAGLINO //////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////////// E’ stata una delle protagoniste al Salone Margherita con “Bambole non c’è un euro”. E’ nata in Romania e vive nel nostro Paese dal 1996. Il suo sogno era quello di fare l’attrice e ci sta riuscendo…

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LILIANA PINTILEI

Copia omaggio

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GP MAGAZINE ANNO 13 NUMERO 127 WWW.GPMAGAZINE.IT

VITTORIA SCHISANO Miriam Dalmazio • Barbara Foria • Claudio Lia Luca Montersino • Katia Pedrotti • Salvio Simeoli

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