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a cura di: ALBERTO CASPANI

SPECIALE

8 giugno 2011

2,81 mln Visitatori internazionali 2010

+29% Crescita arrivi 2010/2009

157.000 Visitatori italiani 2010 (+30%)

4 mld €

Spesa turistica generata dagli arrivi internazionali

Potenziale di crescita elevato

Numerose le potenzialità di crescita del Paese, capace di mostrare sfaccettature diverse e il grado di sicurezza di cui gode oggi. A PAGINA 10

Repeater nel mirino: i t.o. diversificano

Un solo viaggio non basta per scoprire la destinazione: gli operatori studiano nuovi tour. A PAGINA 14

Israele

Mai come oggi Israele può dirsi Terra Promessa. In un contesto mediorientale profondamente destabilizzato da crisi politiche e contestazioni, la sicurezza garantita dal piccolo stato ebraico ha davvero qualcosa di miracoloso. Ne sono sempre più convinti gli oltre 2 milioni 805 mila visitatori internazionali che, nel corso del 2010, lo hanno scelto come meta ideale delle proprie vacanze, mettendo a segno un +29% negli arrivi collezionati rispetto alla stagione precedente e generando quasi 4 miliardi di euro in termini di spesa turistica (queste le cifre dell’Organizzazione mondiale per il turismo, più contenute rispetto ai rilevamenti del Ministero del turismo israeliano, che parla invece di ben 3 milioni 400 mila visitatori). «Pochi giorni fa la Farnesina ha aggiornato i dati sullo stato di crisi regionale – ha evidenziato Alberto Corti, direttore di Federviaggi – confermando di fatto che non esistono reali motivi d’apprensione per chi viaggia verso Israele. Le uniche zone per le quali viene consigliata prudenza sono quelle al confine con il Libano e nei pressi della striscia di Gaza, dunque territori lontani dagli effettivi circuiti turistici del Paese. Aspetto ancor più positivo, il visitatore d’Israele appare sempre più aperto a conoscere le numerose sfaccettature della destinazione, dedicandosi in loco ad attività culturali, sportive o di benessere, tant’è che dal pellegrinaggio classico sono emersi nuovi segmenti religiosi, in particolare quello spirituale». Come ribadito nell’ultimo incontro pubblico coordinato dalla Società dei pellegrinaggi italiani, le visite votive restano un’esigenza irrinunciabile alla base dei viaggi in Israele, così come un’esperienza unica all’interno di tutti i possibili circuiti di dedizione religiosa in Europa o nel mondo. Non per questo, tuttavia, l’offerta del piccolo stato ebraico appare appiattita su se stessa, quanto esaltata dai cammini religiosi, che consentono di far apprezzare sempre più le sue diversità territoriali, inducendo ad una loro riscoperta attraverso viaggi successivi. «Le varietà etniche e confessionali d’Israele possono essere colte anche e soprattutto attraverso i pellegrinaggi – ha precisato padre Pierbattista Pizzaballa, custode della Terra Santa – dal momento che questo tipo d’esperienza permette di entrare più facilmente in contatto con fedeli ortodossi, armeni, islamici o ebrei, vivendo mescolati a loro in un clima di piena serenità. Solo a livello istituzionale emergono talvolta discrepanze di vedute, ma si tratta di normali fasi della dialettica confessionale che troppo spesso vengono enfatizzate dai media, senza mai approfondire con reale competenza. Israele non ha bisogno di scoop, perché il patrimonio culturale di cui dispone è già di per sé immenso». CONTINUA A PAGINA 10

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Quotidiano

8 giugno 2011

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Speciale Israele MOLTEPLICI NUOVE ATTRATTIVE SI SOMMANO AI CLASSICI PELLEGRINAGGI: DAI SOGGIORNI MARE ALL’ECOTURISMO

Meta ancora da scoprire

“gennaio Dopo il record di e febbraio abbiamo accusato un calo di arrivi dall’Italia, ma il dato del 1° quadrimestre resta positivo

Tzvi Lotan

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SEGUE DA PAGINA 9 «Caso mai, occorre che le diocesi e le organizzazioni dei pellegrinaggi trasmettano con più convinzione ai propri fedeli l’idea che il viaggio in Terra Santa è qualcosa d’essenziale, indispensabile nella vita di un credente e dunque da fare almeno una volta nel corso della propria esistenza. Anche perché il pellegrinaggio classico stesso si sta evolvendo, in modo tale da incontrare i gusti di generazioni differenti: oggi abbiamo ad esempio programmi di visita soltanto a piedi, in bicicletta, o estesi a località storiche non incluse nei circuiti classici». «Da un certo punto di vista la crisi mediorientale potrebbe agevolare ancor più gli arrivi in Israele – aggiunge Tzvi Lotan, direttore dell’Ufficio nazionale israeliano del turismo in Italia - visto che esiste un ampio bacino di visitatori dell’Egitto facilmente orientabile sulla nostra destinazione. Preferiamo però che la situazione torni normalizzata, dal momento che gli italiani, spesso per ignoranza geografica, tendono a considerare a rischio contesti fra loro totalmente slegati da un punto di vista spaziale, ma uniti a livello di immaginario comune: questo è un po’ il destino d’Israele, che dopo i mesi record di gennaio e febbraio, ha iniziato ad accusare qualche problema a marzo, per poi veder tornare in negativo gli arrivi dal Belpaese in aprile. Un dato assurdo, visto che risente principalmente degli effetti della guerra di Libia e non trova corrispondenza in tutti gli altri mercati internazionali che scelgono Israele come meta di vacanze (complessivamente gli arrivi dei primi quattro mesi restano comunque superiori del 10% ai quelli del 2009): in assenza di caos mediatico, l’anno scorso l’Italia era cresciuta del 30% in termini di arrivi turistici, portando nel nostro Paese quasi 157 mila visitatori. Nel 2011 avrebbe potuto incrementare ulteriormente que-

sto record, indicativamente at- Eilat torno al 15%, ma il prolungarsi delle crisi politiche maghrebine e mediorientali non ci permette di fare previsioni troppo ambiziose, spingendoci piuttosto a ritenere più realistica una riconferma degli ultimi dati. Quel che è certo, tuttavia, è il diverso modo in cui viene oggi percepito Isreale, un Paese dall’enorme potenziale di crescita, nel momento in cui non viene danneggiato da un’informazione mediatica troppo imprecisa». Proprio per rilanciare le relazioni fra i due Paesi, dal prossimo 13 giugno Milano ospiterà “La settimana d’Israele”, nel tentativo di mostrare le complesse sfaccettature del Paese, ma anche e soprattutto per ribadire la sicurezza di cui oggi gode. Parallelamente sette tour operator specialisti sulla destinazione si sono uniti in un pool per promuovere meglio i propri viaggi, grazie anche all’appoggio della compagnia di bandiera El Al. Nonostante la possibilità di organizzare soggiorni in famiglia o all’interno dei kibbutz, gli italiani si confermano infatti viaggiatori “classici”: amano le comodità e, in particolare, rispondono con molto entusiasmo ai programmi di potenziamento del ricettivo, basati sulla valorizzazione degli hotel boutique (entro tre anni sono previste 10 mila nuove camere). In ogni caso mostrano un livello di consapevolezza maggiore su Israele rispetto a qualunque altra destinazione, ragion per cui i nuovi programmi di visita riescono più facilmente ad imporre attrattive non tradizionali, a partire da esperienze ecoturistiche per arrivare ai soggiorni balneari ad Eilat.


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8 giugno 2011

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Speciale Israele Tel Aviv

Masada

UN PAESE CHE OGGI NON È PIÙ SOLO META DI PELLEGRINAGGI, MA ANCHE DI ITINERARI CULTURALI

Diversificare per crescere Stiamo sviluppando un progetto di promozione con Tel Aviv e Gerusalemme

Easy Israel Cupola della roccia Gerusalemme

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Di tutta l’erba un fascio. Il vecchio adagio non risparmia Israele, trascinato nelle spire della crisi mediorientale, nonostante l’assoluta sicurezza della destinazione. «La stagione era iniziata molto bene - riconosce Claudio Silva, titolare di Easy Israel con un netto incremento sugli ottimi dati dell’anno scorso, ma sono bastati gli ultimi due mesi per ribaltare la situazione e ridurre al minimo le prenotazioni. D’altra parte una buona fetta della nostra clientela privilegia la formula fly&drive di otto giorni circa, con una spesa media attorno ai mille 200 euro, finendo per riconoscere nella propria indipendenza un elemento di maggior esposizione a eventuali difficoltà. Ecco perché è sempre più importante rafforzare i rapporti di collaborazione con enti e istituzioni del territorio, onde consentire una migliore informazione, ma al tempo stesso per offrire ancor più garanzie di tutela. I n tal

senso, Easy Israel sta sviluppando un progetto di promozione in stretto accordo con le municipalità di Tel Aviv e Gerusalemme, facendo leva sull’appeal di nuove soluzioni ricettive». In pieno fermento risultano i boutique hotel, recentemente inseriti in catalogo dall’operatore e distribuiti su tutto il territorio: dalla Galilea a Tel Aviv e Gerusalemme, dove spicca l’hotel Mamilla, ma anche nei pressi del cratere Mitzpe Ramon in pieno deserto del Negev, su iniziativa della catena Isrotel. Il deciso accento conferito dal governo al potenziamento del settore alberghiero sta infatti contribuendo alla riscoperta d’Israele in chiave leisure, visto che - a differenza di alcuni anni fa - le richieste per tour culturali, naturalistici o archeologici presentano un tasso di crescita superiore rispetto ai soggiorni religiosi classici. «Inutile negare che le contestazioni politiche in Siria, Libano e addirittura nello Yemen incalza Antonio d’Errico, responsabile prodotto Vicino Oriente per Mistral - abbiano pesantemente condizionato le prenotazioni stagionali: una flessione del 40% è un dato negativamente esagerato per un periodo di solito molto fruttuoso, anche perché le nostre proposte - dal costo medio di mille 500 euro - sono alquanto flessibili. Non a caso stanno ottenendo grande successo anche nella formula longbreak presso la sola Gerusalemme. In generale funziona sempre bene il tour classico d’Israele, che oltre a Tel Aviv e alla Città Santa tocca pure Tiberiade, Nazareth, Gerico e Masada, ma l’interesse crescente per i legami territoriali con il Medioriente è provato pure dall’affermazione del tour “Da Gerusalemme a Petra”, sette giorni a partire da mille 470 euro».

Il long break a Gerusalemme sta riscuotendo un buon successo

Mistral


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8 giugno 2011

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Speciale Israele I T.O. PUNTANO SUI REPEATER PROPONENDO ASPETTI NUOVI DEL PAESE O VIAGGI INTERREGIONALI SEGUE DA PAGINA 12

Santo Sepolcro Gerusalemme

Lo sviluppo del settore alberghiero incide sulla creazione di itinerari più specifici

Auratours Mar Morto

Novità della stagione è il tour per i tre deserti - Negev, Sinai e Wadi Rum - del Sud

Brevivet Gerusalemme

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La clientela di Mistral mostra di gradire in particolare itinerari di forte impronta culturale, piuttosto che soggiorni di taglio balneare, a favore dei quali sono però stati recentemente dirottati investimenti, al fine di innovare il panorama alberghiero di Eilat e Aqaba. «Le potenzialità turistiche di Israele sono molto più forti delle periodiche crisi da cui è investito - spiega Luca Buzzi, product manager per Best Tours - dal momento che, prima della crisi geopolitica d’inizio anno, gli arrivi apparivano in forte crescita, così come il numero di nuovi operatori decisi a buttarsi sulla destinazione con programmazioni mirate. Anche per questo motivo abbiamo accolto con grande piacere la proposta dell’ente del turismo israeliano di unirci in un pool di tour operator, affinché sia più facile promuovere formule “leggere” di soggiorno, come ad esempio i city break a Tel Aviv. Ci auguriamo che iniziative simili prendano piede anche su altre località o prodotti, dandoci comunque modo di personalizzare il viaggio, offrire assistenza individuale e dirottare sempre l’attenzione su strutture di elevata qualità». I pacchetti più venduti dell’operatore si confermano i tour culturali per tutto il Paese, di durata media settimanale (al costo di mille 800/mille 900 euro), spesso accompagnati dai Bestweekend a Tel Aviv o Gerusalemme (di 4 giorni, a partire da 700 euro): negli ultimi anni le grandi città israeliane sono infatti riuscite a comunicare un’immagine di sé molto duttile e trasversale. Basti pensare alla stessa Tel Aviv, oggi considerata “giovane”, “nottambula” o “gay friendly”, benché mediamente i costi di soggiorno siano più alti rispetto ai vicini paesi mediorientali o maghrebini e finiscano così per avvicinare soprattutto una clientela di taglio medio-alto. «Lo sviluppo del settore alberghiero può influire molto sulla specificità degli itinerari osserva Roberto Morgi, sales manager per Auratours - dal momento che l’apertura di nuovi boutique hotel ha sicuramente agevolato i soggiorni mare a Tel Aviv, come provano le numerose richieste per lo Shalom hotel, mentre il Baresheet della Isrotel Exclusive Collection, sul bordo del cratere Ramon, sta contribuendo ad avvicinare sempre più turisti alla parte meridionale del Paese; non a caso piace sempre più il tour “Israele insolito”, che prevede un pernottamento proprio nel deserto del Negev, oltre che tre a Tel Aviv e uno sul mar Morto. Non dobbiamo neppure dimenticare il proficuo segmento delle vacanze benessere, grazie alle ottime strutture spa presenti sul mar Morto, o addirittura quello sportivo, che ha recentemente spinto a organizzare una maratona mondiale proprio a Gerusalemme. Se è vero che la clientela tende a richiedere tour classici, con una spesa media settimanale di circa mille 500 euro, questo avviene spesso perché le tante risorse del Paese non sono ancora conosciute nel dettaglio: si pensa di esaurire in un solo viaggio la propria visita, mentre Israele si configura come destinazione dove tornare più e più volte». E’ il deserto del Negev la vera chiave di volta nella programmazione di molti operatori. Persino gli specialisti dei pellegrinaggi si sono impegnati ad allargare la propria offerta, proponendo una tipologia di soggiorno religioso più votato alla spiritualità, oltre che alla classica visita dei siti archeologici legati alla nascita del cristianesimo. «Novità di questa stagione è appunto un tour per i tre deserti del sud - conclude Giovanni Sesana, presidente di Brevivet - ovvero il Negev, il Sinai e il Wadi Rum in Giordania: un circuito che piace so-

Deserto del Negev

prattutto a quanti hanno già visitato il Paese, ma anche a coloro che sono in cerca di un’esperienza più intima. Proprio per incentivare i viaggi di ritorno abbiamo messo in programma anche il tour “Ritorno in Terra Santa”, all’interno del quale si fa tappa in alcune località minori non solitamente comprese negli itinerari di primo approccio, ma alquanto significative per la storia della Bibbia. Grazie a questi nuovi approcci, che puntano a illuminare aspetti ancor più radicati nell’identità del territorio, la durata stessa dei pellegrinaggi risulta in crescita, tant’è che oggi riusciamo a organizzare uscite anche di 10 giorni. Peccato non si riesca ancora a sviluppare il segmento dei soggiorni presso famiglie di confessioni diverse, un po’ sul modello di quanto già timidamente sperimentato per i kibbutz: gli italiani continuano ad avere un’idea tradizionale di pellegrinaggio e, se accolgono novità, lo fanno sempre con grande accortezza e, appunto, in seconda battuta». In quanto “passaporto di pace”, il canale dei pellegrinaggi continua a risentire meno delle crisi periodiche del bacino mediorientale. Non a caso Brevivet è riuscito a mantenere attivo il proprio charter gruppi, in programma ogni giovedì da Bergamo, sfidando il preoccupante rallentamento delle prenotazioni verificatosi anche in coincidenza della Pasqua alta. Viaggio religioso o di piacere, l’orizzonte israeliano sembra però rischiararsi già per gli inizi di agosto, periodo dal quale le prenotazioni danno segnali di forte ripresa. Aspetto fondamentale, in ogni caso, si conferma la qualità dell’informazione: troppo spesso estremizzata per ragioni sensazionalistiche, spesso finisce per alimentare confusione con esiti doppiamente negativi: non solo in termini di arrivi turistici tricolore, ma anche per il livello di consapevolezza sulla qualità del prodotto. Il buon riscontro che stanno ottenendo alcune nuove proposte, quali gli itinerari di fede a piedi o in bicicletta, dimostra infatti che anche il cliente italiano appare predisposto a trasformare le proprie abitudini di viaggio in Israele, benché tenda a farlo con eccessiva lentezza e solo nel momento in cui certi prodotti risultano già affermati a livello di massa. In sostanza, Israele si conferma una destinazione dal potenziale turistico enorme, soprattutto nel momento in cui il messaggio fatto proprio dal mondo dei pellegrinaggi, ovvero che una visita in Terra Santa dev’essere un atto indispensabile nella vita religiosa di un cristiano, venga fatto proprio anche dal turismo laico. Israele resta infatti la casa originaria dell’Europa e dell’Italia, la terra dove affondano le radici profonde di buona parte della nostra cultura, e - in quanto tale - una meta obbligata per riscoprire se stessi.

Pellegrinaggio al monte delle Beatitudini

Un pellegrinaggio nel pellegrinaggio. L’ospizio presente sul monte delle Beatitudini è tornato di recente ad occupare un ruolo chiave nei circuiti religiosi, grazie alla sua straordinaria posizione nel cuore della Galilea. Da qui si possono infatti raggiungere comodamente i siti sulle “orme dei Vangeli”, ma anche sfruttare le nuove piste ciclabili create dal ministero del turismo. Tenuto poi conto che il “Mount Beatitudines hospice” accolse papa Giovanni Paolo II durante la sua visita in Terra Santa, molti gruppi sono già attesi per via della sua fresca beatificazione. Grazie ai notevoli sforzi dell’associazione nazionale per soccorrere i missionari italiani, titolari del terreno su cui la struttura venne inaugurata nel 1925, l’antico complesso è stato ulteriormente ampliato due anni fa: oggi sono così disponibili 49 nuove stanze e 99 letti che, insieme alle 28 camere precedenti, rendono l’ospizio una sede ideale per i maggiori gruppi di pellegrinaggio (camere doppie e triple a partire da 54 dollari, in formula bed&breakfast, o in mezza pensione e pensione completa). In Italia la struttura viene rappresentata dalla Rc marketing&communication di Riccardo Celani (www.riccardocelani. com). Getsemani


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8 giugno 2011

Speciale Israele Salgono a 23 i voli da Milano e Roma. Promozioni anche in business class

El Al si prepara all’estate con tariffe speciali su Eilat

“unAbbiamo piano tariffario molto competitivo. Su Eilat voliamo tre volte alla settimana

Aurora Mirata

El Al stupisce. Grazie alla nuova tariffa “wow”, bastano 899 euro per volare in business verso Israele. Molto meno per Eilat, su cui sino al 23 luglio è attiva una promozione a 300 euro con collegamento diretto, sebbene sussista anche la p o s s i b i l i t à d i r a g g i u n g e r e l a d e s t i n a z i o n e a ggiungendo solo 8 euro in più rispetto alla tariffa s t a n d a r d p e r T e l A v i v . « A b b i a m o u n p i a n o t a r i ffario quanto mai competitivo – spiega Aurora M i r a t a , d i s t r i c t m a n a g e r n o r d I t a l i a p e r l a c o mp a g n i a d i b a n d i e r a i s r a e l i a n a – p e n s a t o p e r f av o r i r e l a d i v e r s i f i c a z i o n e d e i s o g g i o r n i e , s oprattutto, spingere il nostro Paese anche come m e t a e s c l u s i v a p e r s o g g i o r n i b a l n e a r i e s t i v i . E il a t è s t a t o i n f a t t i r e i n t r o d o t t o c o m e s c a l o d iretto, dopo anni di sospensione, grazie alla sua p o s i z i o n e s t r a t e g i c a r i s p e t t o a P e t r a i n G i o r d ania o a Santa Caterina in Egitto, due estensioni

ormai quasi d’obbligo in ogni tour d’Israele. Su Eilat voliamo ben tre volte la settimana, quindi la nostra rotazione complessiva quest’anno è salita a 23 partenze, di cui 12 da Milano (un volo in più è stato aggiunto proprio dal 2011) e 11 da R o m a . U n p r i m o p a s s o i n v i s t a d e l p o t e n z i amento del network asiatico della compagnia, già in cantiere da anni per via della competitività d e l l e n o s t r e t a r i f f e m a i s t a g i o n a l i » . N o n è d u nque un caso che lo scorso anno El Al sia riuscita ad incrementare il proprio traffico quasi del 3 0 % , f o r t e i n p a r t i c o l a r e d e l s u c c e s s o c h e i s o gg i o r n i b r e v i s t a n n o o t t e n e n d o s u l m e r c a t o i t aliano. In collaborazione con sette tour operator sono così stati lanciati nuovi city-break su Tel A v i v p e r t u t t o g i u g n o e l u g l i o , b e n c h é l a r i s p os t a e n t u s i a s t i c a a v u t a s i n o r a s t i a i n d u c e n d o a r iproporre le offerte anche nei mesi successivi.

Focus sull’offerta di alcuni tour operator Operatore

Qualche “plus” di rilievo

DUOMO VIAGGI www.duomoviaggi.it

Top: un viaggio di fede e di storia tra i racconti cinematografici di ieri e di oggi. Viaggio storico, biblico, archeologico con proiezione di film, alla conoscenza dei luoghi dove è nato il cristianesimo. Nuove idee per viaggiare con una guida e una suggestione in più: il cinema e Israele. Con la partecipazione di Giulio Martini, giornalista Rai e critico cinematografico. Una settimana a partire da 1.390 euro.

GEAWAY www.geaway.it

Top: pellegrinaggio attraverso i monti e i deserti della Terra Promessa. Le tappe principali prevedono la città balneare di Eilat, da cui è possibile inoltrarsi nel deserto Negev. Quindi Mitzpe, Ramon, Avat e il deserto di Zin, con visite ai resti archeologici di Beer Sheva e alla fortezza di Masada, sino alle grotte degli Esseni a Qumran. Gran finale a Nazareth e sul monte Tabor, con risalita sino al lago di Galilea, Betlemme e Gerusalemme. Prezzi su richiesta.

IL TUCANO VIAGGI RICERCA www.tucanoviaggi.com

Top: il tour “Tracce bibliche” ripercorre il cammino della cristianità da un punto di vista sia storico che spirituale, muovendo dalle rovine di Cesarea all’eroico forte dei templari ad Akko, con tappe sul lago di Tiberiade, a Cafarnao e Tabgha, senza trascurare il fascino cabalistico di Safed o le atmosfere remote delle alture del Golan. Quindi discesa nel grande sud e all’immancabile Gerusalemme. Nove giorni a partire da 2.170 euro.

OPERA ROMANA PELLEGRINAGGI www.josp.it

Top: direttamente alle radici del Cristianesimo, grazie ad un nuovo itinerario incentrato sulle sole città di Gerusalemme e Betlemme. Una settimana a partire da 560 euro, in pellegrinaggio fra la grotta di San Gerolamo e la grotta dei pastori, in vetta al monte Sion o sotto il muro del pianto.

QUIIKY www.quiiky.it

Top: ristrutturato nel 2006, l’hotel quattro stelle “Prima Music” si affaccia sulla spiaggia di Eilat e dispone di un totale di 144 camere, disposte su sei piani. Albergo a tema, viene concepito come omaggio monumentale alla musica, in tutte le sue forme. Ogni piano s’ispira infatti ad un genere diverso e feste danzanti non mancano mai. Una settimana a partire da 813 euro.

TAU VIAGGI www.tauviaggi.it

Top: colonie agricole fondate da pionieri che consentirono a terre desertiche di diventare fertili, gli odierni kibbutz non hanno tradito la loro natura originale, trasformandosi però in alberghi ove è possibile apprezzare una forma alternativa di partecipazione sociale. Il tour tematico permette di spostarsi in alcune delle strutture più significative del Paese, con quote a partire da 427 euro per una settimana.

TURBANITALIA www.turbanitalia.it

Top: il tour di 8 giorni proposto dall’operatore in Israele tocca località che appartengono soprattutto alla memoria religiosa, a partire dalla chiesa dell’Annunciazione, a Tiberiade, per arrivare al monte Tabor o alla Cana delle nozze, via via risalendo sino alle chiese della moltiplicazione dei pani o ai mosaici di Belt Alpha. A chiusura, le mistiche Gerusalemme e la Betlemme. Quote per l’itinerario di otto giorni a partire da 2.060 euro.

TURISANDA www.turisanda.it

Top: “Life-style Tel Aviv” fa parte delle proposte di viaggi in libertà suggerite dall’operatore, per chi volesse avvicinare Israele calandosi direttamente nella moderna vita dei suoi abitanti. Quattro giorni nella più vibrante città ebraica, con possibilità di visita delle sculture di Calder o del quartiere Bauhaus, concendedosi anche un po’ di relax sulla spiaggia di Jaffa. A partire da 612 euro.

VIAGGIDEA www.viaggidea.it

Top: hotel confortevole situato sulla spiaggia a pochi metri dalle salubri acque del mar Morto, il Daniel Dead Sea dispone di una spa per trattamenti estetici e termali, piscina sulfurea, palestra, sala per massaggi tradizionali locali e asiatici, un solarium privato, una sauna e un bagno turco. A disposizione degli ospiti, spiaggia attrezzata con ombrelloni e sdraio. Le camere, 302 fra luxury e suite, sono arredate con cura e dotate di ogni comfort. Quattro giorni a partire da 450 euro.

VIAGGI DELL’ELEFANTE www.viaggidellelefante.it

Top: per un week-end a Gerusalemme viene suggerito l’hotel American Colony, un tempo palazzo di un pascià, oggi punto di riferimento per diplomatici e giornalisi. Vanta 86 camere circondate dai giardini, che permettono di riassaporare l’atmosfera dei giorni in cui qui iniziarono i trattati di pace con la Palestina. Tre notti a 2.057 euro.

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Speciale Israele 08/06/2011