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L’Iridologia proiettata nella dimensione spazio-temporale Cronorischio, spaziorischio e biografia

LABORATORIO DI NATUROPATIA

Daniele Lo Rito


Laboratorio di Naturopatia


L’IRIDOLOGIA PROIETTATA NELLA DIMENSIONE SPAZIO-TEMPORALE Cronorischio, spaziorischio e biografia

Daniele Lo Rito Revisione a cura di Gianmichele Ferrero

edizioni


© Copyright 2009 Edizioni Enea - SI.RI.E. srl I edizione marzo 2009 ISBN 978-88-95572-14-7 Edizioni Enea Sede Legale - Viale Col di Lana 6/a, 20136 Milano Sede Operativa/Magazzino - Piazza Nuova 7, 53024 Montalcino (SI) www.edizionienea.it edizioni.enea@gmail.com Progetto grafico Lorenzo Locatelli Disegno in copertina e illustrazioni Federica Aragone Le illustrazioni delle mappe iridee sono state gentilmente concesse da Xenia Edizioni Stampato in digitale da Global Print srl 20064 Gorgonzola (MI) I diritti di traduzione, memorizzazione elettronica, informatica, multimediale, riproduzione e di adattamento totale o parziale, con qualsiasi mezzo, compresi microfilm e copie fotostatiche, sono riservati per tutti i Paesi. I benefici derivanti dall’applicazione dei metodi descritti dipendono dalla dedizione e dalle capacità di chi opera in piena responsabilità. L’Autore e l’Editore non hanno responsabilità per l’utilizzo delle tecniche terapeutiche citate nel testo.


La conoscenza dissiperà ogni sofferenza. La conoscenza ci renderà liberi. Quale conoscenza? La chimica? La fisica? L’astronomia? La geologia? Esse ci aiutano un po’, un poco soltanto. La vera conoscenza invece è quella della nostra natura reale. “Conosci te stesso”. Devi conoscere chi sei, che cos’è la tua natura profonda, diventare consapevole di questa natura infinita dentro di te. Allora, le catene che ti stringono andranno in pezzi. Svami Vivekananda


INDICE IX

Prefazione

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Introduzione

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L’ANATOMIA DELL’OCCHIO

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I SEGNI IRIDOLOGICI

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PRIMA PARTE Il cronorischio. Il tempo nell’iride

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1. La dimensione del tempo 2. Il tempo e lo spazio nell’iride 3. La pupilla e la corona 4. L’area della struttura psicoimmunitaria 5. Le correlazioni con il foglietto mesodermico 6. Il risvolto terapeutico dell’Iridologia 7. Il sistema Rayid 8. L’embriologia 9. Il cronorischio: i primi passi 10. Il cronorischio: definizione e descrizione 11. Il cronorischio: il tempo e lo spazio 12. Il cronorischio endogeno 13. Il cronorischio esogeno 14. I segni del cronorischio 15. Gli stressors 16. Il cronorischio: i fattori di correzione 17. I ritmi 18. I segni del cronorischio e i livelli emozionali 19. Lo schema di lettura del tempo in Iridologia

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SECONDA PARTE Lo spaziorischio. Lo spazio nell’iride

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1. La dimensione dello spazio 2. Lo spaziorischio: definizione e descrizione 3. I segni dello spaziorischio

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TERZA PARTE La biografia umana

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1. La biografia umana 2. La croce biografica: le quattro forze nella biografia e nell’Iridologia spirituale 3. I settenni 4. La biografia di famiglia 5. La biografia di coppia 6. La biografia dell’anno

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Conclusioni

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Appendice 1 – I SEGNI IRIDOLOGICI Appendice 2 – IL CRONORISCHIO Appendice 3 – I SEGNI DEL CRONORISCHIO Appendice 4 – I SEGNI DELLO SPAZIORISCHIO Appendice 5 – LA BIOGRAFIA UMANA Appendice 6 – MATERIALE DIDATTICO

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Glossario

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Riferimenti bibliografici

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Prefazione Questo libro è un testo unico nel suo genere che svela aspetti “nascosti” dell’Iridologia multidimensionale. In uno studio dell’essere umano che sia veramente olistico i tre piani antropologici: fisico, psichico e spirituale necessitano di metodologie adeguate alla loro esplorazione. L’Iridologia è un mezzo adeguato per poter leggere il tempo, lo spazio e le informazioni sulla biografia umana; i segni iridologici possono essere interpretati a più livelli, ci informano sulla costituzione, il carattere, le abitudini alimentari, gli eventi presenti, passati, futuri e misteriosamente ci guidano a una più ampia conoscenza di noi stessi. Per il terapeuta l’Iridologia può essere un formidabile strumento di conoscenza dell’altro nelle sue più intime pieghe, nel suo sentire, nella sua modalità di vivere in salute o nella malattia, con la sua storia recente, passata, antica fino alla proiezione del suo futuro. Fin da bambini sono già presenti i segni delle prove che l’individuo dovrà attraversare, delle età in cui, come una sveglia, suonerà il momento di un cambiamento, di una nuova possibilità. Dopo aver sperimentato e confrontato il cronorischio sulla mia iride e su quella dei miei pazienti per un lungo tempo sono rimasta quasi incredula di come tutto fosse già scritto, ma poi mi sono arresa all’evidenza. Dopo molti anni ho compreso che l’uomo si trova ad attraversare delle “stazioni” già segnate, ma resta libero di salire o meno su questo o quel convoglio. Lo spaziorischio segnala i punti deboli del corpo e le correlazioni psichiche che non sono mai separabili da esso, tracciando una sorta di mappa per chi desidera applicare un lavoro di prevenzione e miglioramento della salute e del carattere. Le attitudini portano a formulare dei desideri che diventano pensieri, parole, azioni e tessono infine il carattere che porta a ripetere comportamenti talora saggi e benefici talora autolesivi. E quando la collera, la frustrazione, la delusione, l’invidia o l’avidità portano a danneggiare altri è ancora se stessi che si danneggia e si colpisce. Attraverso lo studio, dunque, dell’iride nella sua dimensione spaziotemporale, si apre una porta di riflessione e autoconoscenza, unica via che può portare a una salute vera, prevenendo abitudini di vita e atteggiamenti che ci fanno del male, o semplicemente aprendoci all’evento che ci raggiunge accogliendolo come un ospite che porta un messaggio. La comparazione delle iridi nelle coppie e nelle famiglie mostra i legami profondi che ci uniscono e ci ricordano la nostra responsabilità nel “passare il testimone” a figli, nipoti, discendenti. Un invito quindi a purificarsi, a crescere e a migliorare le tendenze che dall’inconscio premono condizionando il nostro vivere e il nostro futuro. Nell’iride molti aspetti si rendono manifesti e portandoli a coscienza diventano meno subdoli e possono più facilmente essere destrutturati utilizzando vari mezzi (meditazione, visualizzazioni, essenze floreali, oli essenziali, acque sacre ecc.).

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Un grazie dunque all’autore per il prezioso strumento che offre all’iridologo che non si accontenta di leggere e intervenire solo sul piano fisico. L’argomento, sebbene complesso e vasto, è trattato con semplicità e metodo e l’apprendimento risulta facilitato dalle numerose immagini a colori. dott.ssa Catia Trevisani

Catia Trevisani, medico-chirurgo, si laurea nel 1988 presso l’Università degli studi di Milano; contemporaneamente approfondisce e pratica la Medicina Olistica. Ha fondato e dirige dal 1995 la Scuola di Naturopatia SIMO (Scuola Italiana di Medicina Olistica) in cui insegna il Metodo SIMO per l’integrazione delle singole discipline. Insegna Nutrizione, Floriterapia, Reflessologia, Cromopuntura e Naturopatia applicata. Pratica come medico naturopata e promuove la Medicina Olistica attraverso corsi e libri. Ha scritto: Introduzione alla Naturopatia, Audiocorso di Introduzione alla Naturopatia, Reflessologia Naturopatica, Fondamenti di Nutrizione, Curarsi con il cibo, Curarsi con l’acqua.

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Introduzione Nell’ottica di scrivere un libro che riassumesse le ricerche presentate in questi ultimi anni durante i Corsi di Specializzazione in Iridologia, ho elaborato un testo che comprende il cronorischio, lo spaziorischio e la biografia umana. Ho cercato di articolarlo in modo semplice, comprensibile e di facile consultazione, correlandolo di fotografie di buona qualità. È un testo che permette allo studente, allo studioso e al terapeuta di avere di fronte a sé, in modo conciso e schematico, una summa dei principali argomenti dell’Iridologia multidimensionale. La sua facile consultazione permetterà di avere sempre a disposizione un testo da leggere in caso di dubbi o di perplessità interpretative. Nel capitolo dedicato al cronorischio viene analizzato il sistema iridologico per interpretare i momenti di cambiamento e il loro influsso sulle malattie che sono comparse dopo tale evento. Si può valutare il tempo come un fattore attivo nell’insorgere di una malattia funzionale od organica, cioè come uno dei fattori scatenanti la patologia e non solo come un semplice scorrere cronologico legato all’invecchiamento. Inserendo gli avvenimenti di cambiamento come agenti attivi sull’asse psicoimmunoneuroendocrinologico, secondo le più moderne teorie sullo stress e i suoi riflessi psicologici, neurologici, immunitari ed endocrini, si comprende che essi non sono sistemi isolati e non comunicanti tra loro, ma che interagiscono, si scambiano le informazioni e si influenzano a vicenda. Per lo psicologo e lo specialista in psichiatria, il cronorischio diventa uno strumento attendibile e verificabile per scoprire le età di stress o di sofferenza che possono aver determinato una patologia, per comprendere in modo semplice e veloce quale sia il periodo da indagare con maggior attenzione per risalire all’evento scatenante. Non ultima viene offerta la possibilità, per chi usa l’ipnosi, di indicare l’eventuale periodo su cui focalizzare la propria attenzione nell’atto ipnotico regressivo. Dal concetto di cronorischio può trarre beneficio sia interpretativo che terapeutico anche la teoria dei focolai conflittuali elaborata da Hamer1.

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Il dott. Ryke Geer Hamer è nato in Germania nel 1935. Ha scoperto la Nuova Medicina Germanica nel 1981 in seguito a dolorose vicende personali. È una scienza severa che contiene cinque leggi biologiche, con le quali si può riprodurre in modo severamente scientifico ogni caso clinico. La Nuova Medicina descrive esattamente il contesto medico biologico dell’organismo vivente come unità di psiche, cervello e organo. Tutti i processi, da psiche e organo, sono connessi al cervello dove vengono coordinati anche in

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Si comprende come l’Iridologia possa essere uno strumento di integrazione per le varie discipline olistiche al fine di poter essere più efficaci nella valutazione dello stato di salute e nell’eventuale terapia. Nel capitolo dedicato allo spaziorischio viene analizzato come il corpo umano si possa dividere in 26 spazi fisici ed emozionali. Partendo dal concetto embriologico che dal 18° giorno dopo la fecondazione il corpo umano diventa riconoscibile nelle tre specifiche dimensioni dello spazio: davanti e dietro, alto e basso, destra e sinistra. Tutto questo grazie alla formazione embrionale della notocorda2 che sarà la base dello sviluppo della futura colonna vertebrale. La lettura e l’interpretazione dello spaziorischio sono condotte sull’orlo pupillare interno (OPI) dell’iride a seconda dei segni che alterano la sua normale struttura. L’uomo possiede un corpo fisico e quindi occupa una spazialità in base alla sua disposizione corporea. Assieme a questo corpo fisico spaziale egli dispone di un corpo emozionale, che sembra anch’esso riflettere una spazialità.

caso di malattia, perché questi fanno parte di un programma Speciale Biologico Sensato della natura (SBS) che normalmente è bifasico. La Legge Ferrea del cancro si sviluppa in tre punti. 1) Ogni tumore è provocato da un conflitto traumatico, acuto e drammatico, vissuto nell’impossibilità di confidarsi con altre persone. Tale conflitto si verifica contemporaneamente, o quasi, su tre livelli: nella psiche, nel cervello e in un ben preciso organo (Sindrome Dirk Hamer o DHS). 2) Il tenore soggettivo del conflitto, il modo, cioè, in cui il soggetto lo vive, determina sia la localizzazione del tumore nell’organo, sia la localizzazione dell’area cerebrale che subisce una rottura di campo (focolaio di Hamer). Ad ogni conflitto corrisponde quindi un determinato tipo di tumore e un altrettanto preciso focolaio di Hamer. 3) Esiste una precisa corrispondenza tra il decorso del conflitto, l’evoluzione del tumore e quella del focolaio di Hamer nel cervello. Il conflitto colpisce quindi in modo quasi sincrono la psiche, il cervello e l’organo. Allo stesso modo, il superamento del conflitto coinvolgerà contemporaneamente la triade: psiche, cervello, organo. Risolto il conflitto, il focolaio di Hamer si rigenera, con la formazione di un edema perifocale, mentre le cellule cancerose, la cui proliferazione anarchica era dovuta a un errore di codificazione del cervello, cessano dall’essere stimolate da codici erronei e la malattia si arresta. 2

La notocorda è una struttura flessibile a forma di tubo che si riscontra in tutti gli embrioni dei cordati, animali che prendono tale nome proprio dalla presenza di questa struttura durante lo stadio embrionale. La notocorda è disposta sotto la superficie ventrale del tubo neurale. Si sviluppa nella colonna vertebrale conservando la funzione di connessione con le coordinate spaziali. La notocorda serve al soggetto per localizzarsi nello spazio.

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Si può affermare che ogni organo ha una valenza e un’espressività emozionale a dimostrazione dell’integrazione psicosomatica. Ciò vale sia a conferma delle ipotesi interpretative delle catene lineari del corpo e della psiche secondo le teorie del prof. Giuseppe Calligaris3, sia a verifica della rappresentazione emozionale antroposofica di ogni organo e del sistema della Cromopuntura di Peter Mandel4 non solo a livello interpretativo, ma anche terapeutico. Di corrispondenze ne potremo citare molte altre, ma ci limitiamo a riconoscere che l’Iridologia in generale e l’interpretazione secondo lo spaziorischio nel caso specifico, ben si integrano con le varie metodiche diagnostiche e terapeutiche. Attraverso l’analisi dello spaziorischio possiamo individuare quali vertebre o metameri vertebrali potrebbero essere interessati da una disturbo funzionale od organico ed eventualmente dove uno specialista in chiropratica o in osteopatia potrebbe svolgere la sua azione al fine di riequilibrare l’organismo nella sua totalità. Nel capitolo dedicato alla biografia umana vengono analizzati i ritmi di sviluppo dell’essere umano secondo i settenni. Saranno esaminate le corrispondenze per ogni settennio e i periodi di crisi dell’essere umano con le relative corrispondenze emozionali.

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Giuseppe Calligaris (1876-1944), professore di neuro-psicologia, ha operato nella prima metà del Novecento trovando migliaia di corrispondenze riflesse sul corpo dell’uomo. Calligaris scoprì che determinate linee e punti sulla pelle sono collegati con specifiche porzioni della mente conscia ed inconscia, la loro stimolazione induceva capacità paranormali. Tali zone riflesse sulla cute, che egli denominò “catene lineari” e “placche cutanee”, corrispondono a memorie cristallizzate nel corpo fisico e nei sistemi energetici. Tutto quello che un uomo percepisce colpisce non solo i cinque sensi ordinari ma fa vibrare i suoi sistemi energetici e poi diviene memoria capace di condizionare le risposte future. Opportunamente stimolati, i punti riflessi riportano a coscienza emozioni, stati d’animo, sentimenti, eventi, pensieri e le facoltà ordinarie e straordinarie presenti nell’essere umano. Attraverso la stimolazione di questi punti è possibile promuovere risposte autonome di riequilibrio energetico, rielaborare episodi stressanti o dolorosi, ottenere il risanamento di ferite che il tempo, da solo, non sarebbe in grado di rimarginare, effettuare meditazioni e visualizzazioni mirate sfruttando il patrimonio personale di ognuno, polarizzare il lavoro onirico, risvegliare o incrementare facoltà superiori dell’essere umano.

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Peter Mandel, nato nel 1941 in Germania è l’ideatore della Diagnosi Energetica dei Punti Terminali (DEPT) e della tecnica della Cromopuntura. Ha studiato Agopuntura a Hong Kong, in India, e nel 1975 ha fondato a Bruchsal l’Istituto Internazionale Mandel per la Medicina Energetica dove collabora con medici e scienziati. Da molti anni si dedica alla ricerca delle energie informative e delle possibilità diagnostiche e terapeutiche che ne derivano. XIII


L’essere umano prende contatto con la propria storia (biografia) comprendendo cosa gli viene richiesto dall’umanità per la sua evoluzione. La sofferenza derivante dal cambiamento non viene legata al fato, al destino avverso, ma alla richiesta del dono personale che ognuno offrirà qualora le coincidenze temporali manifesteranno la loro forza espressiva in un accaduto individuale. Ci accorgeremo dei ritmi che sono insiti nella biografia umana ed eventualmente della possibilità di un ritorno esperienziale, se, ad esempio, avendo vissuto un evento traumatico a tre anni avremo un’altra esperienza di cambiamento a trentatre anni. Tutto ciò in opposizione di 180° o trent’anni di età rispetto al primo evento. Nella biografia umana dobbiamo sempre verificare che ci sia un segno iridologico in corrispondenza con un’età di crisi che cade nel ritmo settennale: se non evidenziamo un tale segno sul bordo della corona non prenderemo in esame quell’età. Ricapitolando, dobbiamo rilevare la presenza di un segno iridologico secondo il modello del cronorischio che sia collegato con un reale evento traumatico confermato dal soggetto e verificare la sua eventuale sovrapposizione con l’età di crisi dei settenni biografici. Mi auguro che lo sforzo compiuto con questo libro venga apprezzato sia come testo di studio che di rapida consultazione. Ringrazio tutte le persone che mi hanno aiutato nel lavoro di stesura di questo libro. In modo particolare ringrazio Gianmichele Ferrero per la sua costanza, per la sua capacità di migliorare e modificare quelle naturali imperfezioni che sono nell’essere umano qualora si cimenti nella elaborazione di un testo. Ringrazio gli allievi che si sono impegnati a trascrivere gli appunti delle lezioni in una forma chiara e comprensibile. dott. Daniele Lo Rito

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1. La dimensione dello spazio Studiando il cronorischio abbiamo visto che nell’iride si può leggere il tempo e, quindi, vedere dei segni che indicano degli eventi, dei cambiamenti che sono avvenuti nella nostra vita. In natura tutto va a coppie e quindi il tempo ha un compagno che è lo spazio. In embriologia si può comprendere come il tempo e lo spazio creano l’uomo o quanto meno coordinano la formazione dell’essere futuro che sarà l’uomo. Ogni essere vivente occupa, con la sua struttura corporea fisica, uno spazio specifico nel mondo in quanto abbiamo un corpo diverso gli uni dagli altri. La fisica ci insegna che il tempo non può essere scisso dallo spazio, quindi nell’iride si dovrebbe leggere anche lo spazio. Vediamo ora come ciò sia possibile. L’uomo è eretto, lo scheletro è il sistema che gli permette di stare dritto e di occupare uno spazio ben preciso. Ciò che ci sorregge e ci fa muovere nello spazio è la struttura ossea che fa da sostegno. Nell’embrione la struttura ossea primaria è la colonna vertebrale; tutto parte da qui e solo successivamente si generano gli arti, la testa ecc. Se ci contraiamo fino a tornare nella situazione embrionale iniziale, diventiamo solo colonna vertebrale. Tutte le altre estensioni sono successive al suo sviluppo. La colonna vertebrale è costituita da 26 spazi. In realtà noi potremmo dividere questo essere “embrionale” in 26 segmenti (7 vertebre cervicali, 12 toraciche o dorsali, 5 lombari, sacro e coccige). In astronomia il sole ruota attorno al proprio asse ogni 26 giorni. Se dovessimo collocare il sole nell’iride lo potremmo porre nella pupilla. È evidente quindi come la struttura del macrocosmo si rifletta nel microcosmo. L’uomo può essere diviso, dalla testa ai piedi, in 26 spazi. A ogni spazio corrispondono uno o più organi. Andremo ora a studiare, grado per grado, organo per organo, tutti i 26 spazi. Abbiamo una spazialità fisica: per esempio, nello spazio 1 troviamo la testa con tutte le patologie a essa correlate, ma se andiamo a leggere l’uomo al di là della spazialità fisica vediamo che esso possiede anche una spazialità emozionale. Questo significa che possiamo dividere l’uomo in 26 spazi fisici e in 26 spazi emozionali. L’uomo, infatti, oltre al corpo fisico ha un corpo emozionale, ovviamente non visibile, che può essere rappresentato anch’esso in 26 spazi. Mentre il tempo viene letto sul bordo della corona, lo spazio viene letto sull’orlo pupillare interno, sul quale, secondo la Scuola di Rizzi, viene collocata la colonna vertebrale partendo da 0° con la prima vertebra cervicale e arrivando a 180° con il coccige.

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L’Iridologia proiettata nella dimensione spazio-temporale

Come abbiamo già visto, l’embriologia è in grado di individuare nella notocorda, che diventerà la colonna vertebrale, il gene HOX che regola la spazialità del corpo. Quindi, la notocorda offre all’embrione la possibilità di riconoscere le coordinate legate allo spazio. Noi possiamo leggere questo spazio sull’orlo pupillare interno tenendo presente che divideremo il cerchio dell’orlo pupillare interno in due metà relative al lato nasale e al lato temporale (divisione fatta secondo la linea verticale 0°-180°), ciascuna per l’iride destra e sinistra. Su ognuna delle due metà proietteremo i 26 spazi. A

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Gli spazi vanno da 0° a 180° e da 360° a 180°. Gli spazi sono irregolari per estensione e si differenziano con una distribuzione a gruppi. I primi 7 spazi occupano una estensione da 0° a 8,5° e gli altri da 0° a 6°.

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2. Lo spaziorischio

2. Lo spaziorischio: definizione e descrizione Lo spaziorischio è definito come la condizione potenziale o attuale di maggior pericolo di malattia in seguito ad anomalie nello spazio corporeo. In Iridologia è una condizione di rischio dell’individuo che può essere: – condizione di rischio attuale, che si sta manifestando o che si è già verificata; – condizione di rischio potenziale, che non si è verificata e non si sta verificando. Potrà eventualmente svilupparsi nel corpo fisico o a livello emozionale. Si tratta di un settore sull’orlo pupillare interno dove si riscontra un segno che indica lo spazio organico e una possibile sofferenza, la quale però è potenziale in quanto si tratta di un’informazione che si potrebbe o no sviluppare nel tempo. Significa, ad esempio, che la persona potrebbe avere un organo evidenziato dal segno iridologico, ma non sviluppare alcuna patologia per tutta la vita essendo una predisposizione potenziale. L’informazione potrebbe passare al figlio o fare un salto di generazione. Quando si incontra uno spazio leso, in assenza di una patologia manifesta si deve osservare l’iride cercando tutte quelle informazioni che potrebbero potenziare quei dati rilevati dallo spaziorischio fondendo le conoscenze dell’Iridologia classica con le informazioni che sono offerte dallo spaziorischio e attuando un piano di intervento preventivo che aiuti il soggetto a “non rendere attuale uno spazio potenziale”.

3. I segni dello spaziorischio le immagini a colori dei segni qui descritti si trovano nell’appendice

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Esaminiamo quali sono i segni che indicano lo spaziorischio. Innanzitutto, quando si va a leggere l’orlo pupillare interno dobbiamo osservare qual è la linea base relativa al posizionamento dello spazio lungo tutta la sua circonferenza, per individuare quei punti in cui la formazione normale dell’orlo pupillare interno si discosta dal suo valore di riferimento. I segni caratteristici sono: – introflessione, sia in presenza che in assenza di OPI; – estroflessione; – assenza di OPI, ovvero una parte in cui l’orlo pupillare è assente;

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L’Iridologia proiettata nella dimensione spazio-temporale

– ipertrofia, quando lo spessore dell’orlo pupillare diviene più largo del normale; – discromia sulla corona, vicino all’OPI. Deve essere piccola, è uno dei segni da ricercare quando abbiamo l’orlo pupillare assente; – OPI a “graffio di gatto”, quando manca una parte piccola di OPI, ma abbiamo ancora l’orlo pupillare presente; – OPI a scalino (difficile da trovare). In generale, non bisogna andare in cerca di molti segni. Quando ne abbiamo trovati due o tre, questi sono sufficienti. All’inizio può essere difficile e un po’ di pratica è fondamentale per individuarli velocemente. I segni possono essere statici o dinamici. Sono statici nel momento in cui li troviamo sotto qualsiasi forma di luce (frontale, laterale ecc.) che utilizziamo per illuminare l’occhio. I segni statici sono: – ipertrofia; – discromia; – assenza. I segni dinamici sono: – introflessione; – estroflessione. Solitamente questi segni si percepiscono poco. Quando si illumina l’iride, la pupilla si contrae e il segno diventa maggiormente visibile. Vi sono quindi dei segni che sono latenti, nascosti, che con la luce normale non si riescono a vedere. Per individuarli, quindi, si suggerisce di spegnere la luce dell’iridoscopio e accenderla subito dopo. In questo modo la pupilla si contrae e si distende facendo emergere il segno in modo più netto. Nel caso di uno spazio che apparentemente non si vede, ma che sotto stimolo luminoso appare, si parla di spaziorischio dinamico. Quando l’orlo pupillare interno è assente andremo a cercare: – le introflessioni, come se una forza esterna spingesse verso l’interno; – le estroflessioni, come se una forza interna spingesse verso l’esterno; – le discromie, nell’anello dello stomaco, vicino al bordo della pupilla. Eventuali introflessioni ed estroflessioni in assenza di orlo pupillare si possono notare anche sotto stimolo luminoso. La differenza tra l’appiattimento e l’introflessione o l’estroflessione è che il primo occupa uno spazio esteso mentre le seconde ne occupano uno più ridotto.

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2. Lo spaziorischio

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L’Iridologia proiettata nella dimensione spazio-temporale

SPAZIORISCHIO 1 – – – – – – – – – – –

0°-8,5°

Cervello

A livello fisico troviamo: cefalea vasomotoria; insonnia; vertigini; ictus cerebrale; emorragia cerebrale; TIA (attacco ischemico transitorio); depressione; epilessia; adenomi ipofisari; aneurisma cerebrale; amenorrea secondaria.

A livello emozionale troviamo: – integrazione. Il soggetto che presenta un segno nello spazio 1 viene in contatto con il principio dell’integrazione e della trasformazione. In questa dimensione emozionale l’attenzione va posta su come l’individuo riesce a identificarsi e ad avere chiarezza non solo verso il mondo esterno ma anche verso quello interno, se è in grado di dare uno sviluppo al proprio Io, crescendo ed evolvendo. L’immagine che questo segno suscita è quella di una persona che cerca la chiarezza interiore, l’identificazione della propria volontà, l’essenza di ciò che è e il riconoscimento del posto che occupa. Questo tipo di chiarezza porta alla stabilità emotiva e allo sviluppo personale. Più frequentemente invece si trovano persone in cui prevale la confusione, non sanno chi sono, che cosa vogliono, non hanno una buona e sana volontà, non sanno che posto occupano. – – – – –

L’integrazione quindi porta: chiarezza; identificazione; trasformazione; stabilità emotiva; sviluppo dell’Io, evoluzione.

Se non si riesce a sviluppare tutto ciò si avrà: – instabilità, distacco; – alterazione della capacità cognitiva.

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2. Lo spaziorischio

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3

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L’Iridologia proiettata nella dimensione spazio-temporale

SPAZIORISCHIO 2 – – – – – – – – –

8,5°-17°

Occhi e seni paranasali

A livello fisico troviamo: strabismo; miopia; retinopatia (anche a seguito del diabete e dell’ipertensione); sinusite; allergia; ipoacusia (diminuzione dell’udito); sindrome di Ménière (vertigini); acufeni; cataratta.

A livello emozionale troviamo: – forza del riconoscimento. Lo scopo di questo spazio è quello di cercare di sviluppare nell’uomo una visione interiore, integrando ciò che è all’esterno con ciò che è all’interno. Durante questo processo di riconoscimento l’individuo fa chiarezza riguardo a se stesso e alla propria missione. Se l’uomo non sa guardare il mondo che lo circonda e non è in grado di fare un minimo di introspezione rischia di vivere in una dimensione illusoria, non veritiera. La vista, quindi, è un elemento caratteristico di questo spazio sia in senso fisico esteriore che interiore. La forza del riconoscimento porta: – chiarezza; – visione interiore; – integrazione visiva. – – – – –

58

Se non si riesce a sviluppare tutto ciò si avrà: rifiuto; sensazione di essere vittima; non si ha il controllo della situazione; poca creatività; poca immaginazione.


2. Lo spaziorischio

6

5

4

3

2 1 1 2

3

4

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6 7 8 8 9 9 10 10 11 11 12 12 13 13 14 14 15 15 16 16 17 17 18 18 19 19 20 20 2122 2221 2324 23 24 25 26 26 25 7

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anelli nervosi

bc assente

bc estroflesso

139


L’Iridologia proiettata nella dimensione spazio-temporale

bc introflesso

cripta

difetto

140


Appendice 1 – I segni iridologici

diradamenti

discromia

lacuna

141


Dopo aver sperimentato e confrontato il cronorischio sulla mia iride e su quella dei miei pazienti per un lungo tempo sono rimasta quasi incredula di come tutto fosse già scritto, ma poi mi sono arresa all’evidenza. Dopo molti anni ho compreso che l’uomo si trova ad attraversare delle “stazioni” già segnate, ma resta libero di salire o meno su questo o quel convoglio.

Daniele Lo Rito, otorinolaringoiatra,

dott.ssa Catia Trevisani

leggere il tempo e lo spazio dell’uomo

esperto in Agopuntura, Omeopatia e Iridologia, ha scoperto il cronorischio e lo spaziorischio, cioè la possibilità di

attraverso l’iride. Docente della speQuesto libro è un testo unico nel suo genere poiché svela aspetti “nascosti” dell’Iridologia multidimensionale. In uno studio dell’essere umano che sia veramente olistico i tre piani antropologici fisico, psichico e spirituale necessitano di metodologie adeguate alla loro esplorazione e l’Iridologia è sicuramente un mezzo molto utile.

cializzazione di Iridologia presso la Scuola Italiana di Medicina Olistica. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Iridologia di base (Xenia), Iridologia

Per il terapeuta tale metodica può essere un formidabile strumento

e fiori di Bach (Xenia), Iridologia del

di conoscenza dell’altro nelle sue più intime pieghe, nel suo sentire,

profondo (Edizioni Enea), Iridologia

nella sua modalità di vivere in salute o nella malattia, con la sua storia

Naturopatica (Edizioni Enea).

passata, recente e futura. Nel capitolo dedicato al cronorischio l’iride viene analizzata per individuare l’età del vissuto traumatico. Si può valutare il tempo come un fattore attivo nell’insorgere di una malattia organica o funzionale, cioè come uno dei fattori scatenanti la patologia e non solo come un semplice scorrere cronologico legato all’invecchiamento. Successivamente viene spiegato come lo spaziorischio segnali i punti deboli del corpo e le correlazioni psichiche ed emotive, tracciando una sorta di mappa per chi desidera applicare un lavoro di prevenzione e miglioramento della salute e del carattere. Infine l’approfondimento della biografia umana permette di analizzare i ritmi di sviluppo dell’essere umano secondo i settenni. Sono esaminate le corrispondenze per ogni settennio e i periodi di crisi evolutiva dell’essere umano con le relative corrispondenze emozionali. La comparazione delle iridi nelle coppie e nelle famiglie mostra poi i legami profondi che ci uniscono e ci ricordano la nostra responsabilità nel “passare il testimone” a figli, nipoti, discendenti.

ISBN 978-88-95572-14-7

EDIZIONI

39,00 € 9 788895 572147


L'iridologia proiettata nella dimensione spazio-temporale di Daniele Lo Rito  

Questo libro è un testo unico nel suo genere poiché svela aspetti “nascosti” dell’Iridologia multidimensionale: cronorischio, spaziorischio...

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