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giovedì 3 dicembre 2015

L’inserto è preparato e pubblicato da Rossiyskaya Gazeta (Russia) e non coinvolge le strutture giornalistiche ed editoriali de Il supplemento rientra nel progetto Russia Beyond the Headlines, che pubblica inserti in diverse lingue, in allegato a The Daily Telegraph, Le Figaro, El Pais

I

l mondo come insieme di storie, di valori, di tradizioni. E di speranze. Quelle che in questi giorni convergono e si dispongono intorno a un solo nome: pace. Una necessità. Perché i colpi subiti sono stati tanti. Centinaia di vittime innocenti. L'Airbus A321 esploso in volo e precipitato in Sinai poco dopo il decollo da Sharm el Sheikh. Poi le stragi di Parigi, i giovani morti al Bataclan. La Russia e l'Occidente tenuti sotto scacco dallo Stato Islamico. Sono giorni di terrore. Resi ancora più tesi dall'abbattimento del jet russo. Le relazioni con la Turchia rischiano di incresparsi. Ma lo sforzo dei leader mondiali sembra ancora una volta andare verso una sola direzione. La priorità resta la lotta al terrore. Con la consapevolezza che in queste ore le diplomazie mondiali sono al lavoro per cercare di livellare increspature che rischiano di diventare profonde. Per mettere in salvo non solo vite umane. Ma soprattutto la possibilità di risolvere insieme conflitti e dispute. Cercando una strada comune per delineare impegni e strategie per disinnescare e neutralizzare la cieca violenza dell'Is.

sul nostro sito arte, svelati i nuovi segreti che si celano dietro il "quadrato nero" di malevich it.rbth.com/541777 Donne e lavoro, come si costruisce la strada verso le pari opportunitÀ it.rbth.com/545713

Servizi a PAGine 2-3, 4-5

PAGine 6-7 cinema: i successi dell'animazione. interviste e approfondimenti PAGina 8 turismo: alla scoperta delle mete piÙ sconosciute con la sede romana di "visit russia"


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Protezione

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Tutto inizia con un video firmato dallo Stato Islamico. Parte da qui la lunga serie di minacce alla Federazione. E il livello d'allerta sale in modo immediato. aleksei timofeichev rbth

«Presto, molto presto, scorreranno fiumi di sangue». Questo il messaggio in lingua russa diffuso il 12 novembre dallo Stato Islamico attraverso un video. Una minaccia chiara e diretta, lanciata dai terroristi contro la Federazione, che rende ancora più inquietante lo scenario che si sta delineando sulla scacchiera geopolitica internazionale, divenuta ancora più instabile e complicata da gestire con l'abbattimento del jet russo da parte dell'aviazione militare turca. Sul fronte del terrorismo, la domanda è quindi d'obbligo: quanto e in che modo l'Is costituisce una minaccia per la Russia? Gli esperti si dicono pronti a scommettere che lo Stato Islamico sia un rischio concreto per il Paese. Ma invitano alla prudenza. I punti vulnerabili nel sistema di sicurezza sarebbero due: il Caucaso settentrionale e i confini meridionali con le ex repubbliche dell'Unione Sovietica.

L'instabilità nelle regioni

Il Caucaso Settentrionale, a partire dal conflitto ceceno dei primi anni '90, è una delle regioni russe più instabili. Circa un anno fa i terroristi dell'Is avevano annunciato la loro intenzione di voler "liberare" la Cecenia e il Caucaso per creare in quell'area un "califfato islamico". Al contempo, però, nella regione è stato creato e realizzato un sistema di lotta al terrorismo molto complesso. Come sottolinea Ivan Konovalov, direttore del Centro studi sui problemi di congiuntura strategica, nel territorio del Daghestan - fino a tempi recenti una delle repubbliche più turbolente del Caucaso Settentrionale - "da due anni non si verificano attentati". Secondo l'esperto, in questa zona le forze dei servizi di sicurezza e i leader delle singole repubbliche ora puntano a prevenire gli atti terroristici. Un impegno che coinvolge tutte le strutture della regione: dalla politica alle forze dell'ordine.

I confini meridionali

Un altro punto vulnerabile della Russia è rappresentato dai confini meridionali dove la situazione presenta alcune instabilità dal punto di vista della sicurezza. Secondo Sergei Goncharov, presidente dell'associazione internazionale dei veterani della sezione antiterrore "Alfa", l'operato dei servizi di sicurezza e dei corpi di guardia al confine di alcuni Paesi come Turkmenistan, Uzbekistan e Tagikistan, è lungi dall'essere efficace. Tuttavia, la situazione non appare poi così negativa. La Federazione Russa non confina direttamente con questi Paesi e la frontiera più estesa è quella con il Kazakhstan che è vigilata e controllata in modo costante. Inoltre, prima di raggiungere la Russia meridionale, i combattenti dell'Is sarebbero costretti ad attraversare i territori di Turchia, Armenia e Georgia e «la cosa non è così semplice come appare», dichiara nella sua intervista a Rbth Aleksei Fenenko, ricercatore presso l'Istituto dei problemi della sicurezza internazionale dell'Accademia russa delle Scienze.

Prima le vittime di Parigi. Poi quelle dell'aereo russo colpito in Sinai. Il fantasma del terrorismo striscia tra l'Europa e la Russia, disseminando paura e creando nuove tensioni tra gli Stati. Che, con l'esplosione dei rapporti tra Mosca e Ankara, si muovono per ridisegnare quelli che saranno i futuri equilibri mondiali

strategie preventive

i precedenti

Gli attentati negli ultimi anni Ottobre 2002 • Teatro Dubrovka, Mosca. Vengono sequestrati e tenuti in ostaggio 916 civili. Al termine del massacro si contano 130 morti

Aeroporti e stazioni

Quali potrebbero essere gli obiettivi sensibili dei terroristi? L'attenzione dei servizi di sicurezza è focalizzata sulle maggiori città della Russia europea che, anche a causa delle ripetute minacce, sarebbero i primi obiettivi di eventuali attacchi. I punti sensibili sono i mezzi di trasporto pubblico, le stazioni e gli aeroporti. Altri bersagli degli estremisti islamici potrebbero essere gli acquedotti, le centrali nucleari e altri impianti. Trasporti ed energia. A detta degli osservatori, gli sforzi dei servizi di sicurezza sono finalizzati soprattutto a individuare cellule terroristiche e centri di reclutamento. La loro attività investigativa verrà quindi potenziata nel corso dei prossimi mesi. Al tempo stesso, come ha dimostrato il recente caso di Varvara Karaulova, una studentessa universitaria di Mosca accusata di aver cercato di entrare nelle fila dell'Is, i fiancheggiatori degli estremisti islamici potrebbero trovarsi anche nei contesti sociali più inaspettati.

Settembre 2004 • Strage di Beslan. Nell'Ossezia del Nord un gruppo di 32 terroristi sequestra l'edificio scolastico numero 1 con 1.128 persone. Oltre 300 le vittime, fra le quali 186 bambini, 700 invece i feriti

Mobilitati i servizi di sicurezza

«Abbiamo raggiunto un livello di esperienza tale da poter reagire a questo genere di minacce», ha dichiarato il ministro degli Interni Vladimir Kolokoltsev. Gli esperti concordano sul fatto che i servizi di sicurezza russi possiedono una preparazione sufficiente per poter contrastare il terrorismo. E una delle chiavi di volta, una delle strade obbligate da percorrere è la collaborazione tra le intelligence mondiali. In questo contesto bisogna segnalare che i rapporti tra Mosca e Parigi stanno cambiando: la Federazione e la Francia cominciano a collaborare intensamente nella lotta al terrorismo, come già ha dichiarato il Presidente Hollande.

Minacce al di fuori della Russia?

Secondo l'opinione degli analisti, non è comunque il caso di sopravvalutare la portata delle minacce dell'Is dal momento che per i militanti dello Stato Islamico la Russia non sarebbe un avversario troppo comodo. Nella Federazione gli islamisti non possono contare su alcun appoggio: si muoverebbero in un contesto sociale che li isola. Sotto questo profilo non è un caso che sia stato colpito un aereo di linea in Egitto. Tuttavia, non si può escludere che simili attacchi in futuro possano ripetersi. E non è escluso l'utilizzo come detonatore del Tagikistan, dove è fresca la memoria della guerra civile esplosa nella metà degli anni '90.

nell'ultimo periodo lo stato islamico ha moltiplicato gli attentati ampliando il fronte delle minacce

Marzo 2010 • Metropolitana. Due donne kamikaze si fanno esplodere a Mosca nelle stazioni di Lubyanka e Park Kultury, causando 41 morti e 88 feriti Gennaio 2011 • aeroporto Domodedovo, Mosca. Un attacco terroristico nell'area di ritiro bagagli dei voli internazionali causa 37 morti e 117 feriti, incluso un cittadino di nazionalità italiana


Protezione

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Incontri Tre settimane dal massacro di Parigi. Gli sforzi internazionali per combattere il terrore

Verso una coalizione contro l'Is I leader del mondo cercano un punto d'incontro. E, nonostante l'abbattimento dell'aereo russo in Turchia, la lotta contro lo Stato Islamico resta una priorità. svetlana borisova rbth

Non accennano a raffreddarsi le tensioni tra Ankara e Mosca. Divenute ancora più nette dopo le dichiarazioni lanciate dalla conferenza delle Nazioni Unite sul clima a Parigi. Al termine dell'incontro bilaterale con Barack Obama, il Presidente russo Vladimir Putin ha rinnovato le accuse contro Ankara. Sostenendo la complicità di Erdogan con l'Is. «Abbiamo tutte le ragioni per pensare che la decisione di abbattere il nostro aereo sia stata dettata dalla volontà di proteggere le rotte di transito del petrolio verso il territorio turco, per assicurare forniture illegali di petrolio dall'Is alla Turchia», ha detto il capo del Cremlino, ancora in attesa di scuse, da parte di Ankara. L'atteso faccia a faccia a Parigi tra Putin ed Erdogan non c'è stato. «La maggior parte dei miei colleghi sul nostro sito ha spiegato Putin - si è detta d'accordo sul fatto che non sarebbe Cresce la paura per nuovi stato necessario». Per tutta riattacchi. E i cittadini della sposta, Erdogan ha definito Federazione iniziano a evitare i «immorali» le affermazioni di luoghi affollati come gli eventi Putin. Dicendosi pronto a disportivi, i concerti e i cinema. Il mettersi nel caso in cui quesondaggio realizzato dal Centro ste dichiarazioni trovassero russo di ricerche sull'opinione conferme. pubblica Vtsiom Intanto, sullo sfondo di queit.rbth.com/546593 sti attriti, le questioni del terrorismo e della sicurezza continuano

corbis/east news

a restare al centro del dibattito globale. Dopo gli attentati di Parigi, ha detto Putin, «le autorità russe hanno subito espresso le proprie condoglianze al popolo francese». Una solidarietà dettata dal fatto che la Russia «si è ritrovata molte volte a dover affrontare degli attacchi». E ad oggi «le nostre le vittime sono tante», ha detto Putin. Il riferimento ai morti dell'Airbus A321 colpito in Sinai ovviamente è chiaro. Oltre che recente. La questione del terrorismo è stata affrontata anche nell'incontro bilaterale del Cop21 a Parigi tra Putin e Obama: il Presidente Usa ha espresso il proprio dispiacere per l'abbattimento dell'aereo militare russo da parte della Turchia, e si è detto d'accordo con Putin sulla necessità di muoversi verso una «soluzione politica della crisi siriana», territorio dove l'Is sta trovando terreno fertile. «La Siria è stata discussa in tutte le sue sfumature - ha fatto sapere il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov -. Putin e Obama si sono entrambi detti favorevoli a muoversi verso l'inizio di una soluzione politica». Una soluzione che potrebbe gettare le basi, seppur incerte, per la nascita di una grande coalizione internazionale impegnata non solo a riordinare gli equilibri nel delicato scacchiere del Medio Oriente, ma a portare avanti anche una lotta congiunta contro il terrorismo. Questo, perlomeno, ciò che si è cercato di fare anche durante la recente visita di François Hollande a Mosca: un incontro che avrebbe potuto segnare un importante riavvicinamento tra Usa e Russia. Anche se il braccio di ferro sul desti-

la citazione

Sergei Lavrov ministro degli esteri russo

"

Le molteplici sfide e minacce della contemporaneità, in particolar modo l'esplosione senza precedenti del terrorismo internazionale, richiedono che vengano unite le forze sulla solida base del diritto internazionale. È evidente che per fare ciò è necessario allontanarsi dalla logica viziata di azioni unilaterali e dai tentativi di creare nuove linee di divisione"

no del Presidente siriano Bashar al Assad, pedina tutt'altro che marginale nella regolamentazione del conflitto in Siria, ha diviso gli animi. Durante l'incontro Putin-Hollande infatti non si è riusciti a trovare un'intesa sul destino di Assad. Al di là delle divergenze, la parola d'ordine resta comunque una sola: unirsi contro il terrore. «Dobbiamo unirci nella lotta contro il male comune», ha detto Putin, elogiando la Francia per «la grande attenzione» e gli sforzi fatti «per creare una larga coalizione antiterrorismo». Una coalizione, ha precisato Putin, «assolutamente necessaria: e in questo senso le nostre posizioni coincidono». Un'affermazione confermata anche da Hollande: «Dobbiamo capire come possiamo agire insieme e coordinarci in modo da poter colpire questo gruppo terroristico - ha detto il Presidente francese -, ma anche per raggiungere una soluzione politica per la pace». Il bilaterale fra Putin e Hollande, secondo Dmitri Danilov, direttore della Sezione di sicurezza europea dell'Istituto europeo dell'Accademia russa delle Scienze, indica al resto del mondo «il cammino che deve essere intrapreso, a partire dalla cooperazione con la Russia». Secondo Evgeni Minchenko, direttore dell'Istituto internazionale di Esperti di politica, il semplice fatto che sia stato avviato un processo di negoziati per portare avanti delle azioni congiunte sul territorio siriano contro lo Stato Islamico è già una conquista. Forse un modo per superare le divisioni internazionali nate dopo la questione ucraina.


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Economia

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energia e relazioni internazionali

l'analisi/1

I canali per il dialogo non devono essere chiusi

dopo gli attentati dell'ultimo mese alcune strategie con la turchia sono state riviste ecco le conseguenze

Stanislav Tkachenko

P

analista

er quasi un quarto di secolo Russia e Turchia hanno cercato un riavvicinamento politico ed economico. Prima del 24 novembre, giorno in cui a queste relazioni è stato inflitto un duro colpo a seguito dell'abbattimento dell'aereo russo, era stata costruita un'impressionante struttura di collaborazione economica. L'interscambio totale fra i due Paesi nel 2008 aveva quasi raggiunto i 40 miliardi di dollari, prima di subire un lieve calo con la crisi economica globale. Negli ultimi tre anni la cifra si era assestata in maniera solida. Fino ad oggi Ankara è sempre stato considerato uno dei partner commerciali più importanti della Russia. I due Paesi avevano anche stabilito l'obiettivo, piuttosto ottimistico, di aumentare lo scambio commerciale bilaterale fino a raggiungere 100 miliardi di dollari entro il 2023. I diplomatici di entrambe le parti avevano infatti discusso l'eventualità di siglare un accordo su una zona di libero scambio per beni, servizi e investimenti. In altre parole, Russia e Turchia erano sul punto di un'integrazione dei mercati. Oggi, però, la struttura del commercio bilaterale porta chiari benefici più alla Russia che alla Turchia. Nel 2014 la Turchia occupava il quinto posto nella lista dei partner commerciali in termini di esportazioni da parte della Russia (25 miliardi di dollari principalmente di gas naturale, metalli e prodotti agricoli). Le importazioni russe di beni e servizi provenienti dalla Turchia nel 2014 sono state relativamente basse (circa 7 miliardi di dollari). Allo stesso tempo la Russia compra dalla Turchia prodotti di cui ha bisogno per la propria economia (macchinari, attrezzature, prodotti tessili, materiali da costruzione e prodotti alimentari), che non possono essere rimpiazzati da un giorno all'altro con alternative russe. Lo scorso anno i resort turchi sono stati visitati da 3,3 milioni di cittadini russi, per i quali erano state appositamente pensate e realizzate infrastrutture di alta qualità. Ovviamente un crollo del turismo russo avrà un impatto negativo sugli affari degli hotel e dei ristoranti turchi. La Russia risulta per la Turchia il principale partner in termini di importazioni, superando nel 2014 anche la Germania. Ma nella lista dei principali partner della Turchia nell'ambito dell'export di prodotti e servizi, nel 2015 la Russia non figura. Se domani Mosca dovesse sospendere la fornitura di gas naturale ad Ankara, la popolazione nelle regioni orientali del Paese andrebbe incontro agli stessi problemi che stanno interessando la Crimea: blackout, interruzioni del riscaldamento, bollette più care e così via. Va inoltre ricordato che oltre 8.000 cittadini russi possiedono beni immobiliari in Turchia, e che gli investimenti russi in Turchia si aggirano intorno ai 10 miliardi di dollari. Anche gli investimenti turchi in Russia si aggirano intorno a queste cifre (poco più di 10 miliardi di dollari) e garantiscono decine di migliaia di posti di lavoro, oltre che centinaia di milioni di rubli di tasse per la Federazione. Ne consegue che una guerra economica con la Turchia potrebbe essere rischiosa per l'economia russa: potrebbe danneggiare le imprese nazionali e i consumatori. Le sanzioni economiche senza un chiaro scopo potrebbero essere pericolose. D'altronde viviamo in un mondo in cui la politica e l'economia sono legate a doppio filo. È per questo motivo che i vari ministri di qualsiasi governo hanno bisogno di sapere come manovrarle all'interno di una strategia più globale. La situazione richiede una valutazione ponderata e rigorosa da parte dei politici. E sarà neccessario che la Turchia non costituisca più una minaccia per le forze russe in Siria. I diplomatici russi dovrebbero quindi non chiudere del tutto la porta del dialogo con Ankara, per evitare di gettare al vento 25 anni di rapporti bilaterali. In caso contrario, il commercio e gli investimenti sarebbero le inevitabili vittime di questi tensioni. Il compito della diplomazia sarebbe quello di definire la linea oltre la quale un'eventuale punizione alla Turchia per l'azione illegale contro l'aereo militare russo inizierebbe a minare il benessere economico della Federazione. L'autore è professore presso il Dipartimento di Relazioni internazionali dell'Università statale di San Pietroburgo e collabora con l'Università di Bologna

la FRASE

Aleksandr Knobel direttore del centro di ricerca del commercio internazionale

"

Non credo che nel 2016 il crollo del giro d'affari sarà del 50 per cento. Potrebbero invece essere ben più consistenti le perdite derivanti dai futuri progetti non realizzati"

sul nostro sito Le vecchie ostilità tra Russia e Turchia, che negli ultimi anni sembravano essere state messe da parte, sono riemerse con forza. E rischiano di compromettere in maniera seria le relazioni tra Mosca e Ankara. Da dove nascono queste tensioni e come cambieranno i rapporti fra i due Stati? it.rbth.com/544227

L'incidente in Turchia ha spinto la Federazione a ricorrere a sanzioni economiche nei confronti di Ankara. Quali saranno le conseguenze nei rapporti commerciali tra i due Paesi? leonid khomeriki rbth

Con un decreto firmato il 28 novembre da Vladimir Putin, la Russia ha adottato sanzioni economiche contro la Turchia. Dal 1° gennaio le compagnie russe non potranno più assumere cittadini turchi e verrà interrotto il regime senza visti tra i due Paesi.Vietata inoltre l'importazione di prodotti come pomodori, cetrioli, pesche mele e mandarini. Oltre all'uva e al sale. E sono allo studio altre misure: è probabile che le autorità vietino agli imprenditori turchi la partecipazione ai bandi per le commesse statali. Per adesso si tratta solo di una ipotesi, molto vicina secondo gli analisti. Anche se il governo non ha ancora stabilito quali saranno i settori interessati da questo decreto. In occasione di Cop21, la conferenza sul clima in corso di svolgimento a Parigi, il Presidente Vladimir Putin ha rifiutato di incontrare il Presidente turco Erdogan, confermando che la tensione resta su livelli particolarmente elevati. Secondo i dati di Rosstat, l'organo ufficiale di statistica russo, la Turchia è il quinto partner commerciale della Russia. L'interscambio commerciale (servizi esclusi) tra i due Paesi nel 2014 è stato pari a 31 miliardi di dollari (poco più di 29 miliardi di euro), cifra che sale a quota 44 miliardi di dollari (41,6 miliardi di euro) se si considerano, oltre ai beni, anche i servizi. Fra i due Paesi è la Russia a vendere prevalentemente i propri prodotti alla Turchia. Molti meno, invece, Mosca ne riceve da Ankara: nel 2015 l'import di prodotti turchi ha superato di poco i 3 miliardi di dollari (2,8 miliardi di euro). Per la fine del 2015 l'interscambio commerciale dovrebbe aggirarsi intorno ai 23-25 miliardi di dollari (tra 21,7 e 23,6 miliardi di euro) al netto dei servizi, di cui buona parte composto dall'export russo, stimato intorno ai 20 miliardi di dollari (18,8 miliardi di euro). Per l'import si prevedono solo 4-5 miliardi (3,7 - 4,7 miliardi di euro), così come spiega Aleksandr Knobel, direttore del Centro di ricerca del commercio internazionale RANKhGS, un istituto di economia vicino al governo russo.

I rapporti commerciali

La parte del leone nell'export russo verso la Turchia la fanno il grano e il

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fatti sulle relazioni tra i due paesi

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Secondo le rilevazioni del Turkish Statistical Institute, nel 2014 le importazioni dalla Russia sono state pari al 10% del totale. A guidare la classifica, il gas. Dall'inizio del 2015 l'import dalla Federazione ha iniziato a diminuire, seguendo una tendenza globale: nei primi nove mesi di quest'anno si è attestato a quota 16 miliardi di dollari (15,1 miliardi di euro)

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La Turchia è il quinto partner commerciale della Russia. Nel 2014 le forniture di beni e servizi verso Ankara hanno raggiunto 27,4 miliardi di dollari (25,9 miliardi di euro), cioè il 5% del dato complessivo

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Gli investimenti turchi in Russia nel periodo tra gennaio e settembre del 2015 sono stati pari a 55 milioni di dollari (corrispondenti a poco meno di 52 milioni di euro). Mosca, a sua volta, ha investito in Turchia 755 milioni di dollari (oltre 710 milioni di euro). La maggior parte dell'export russo verso la Turchia è di merci, mentre quest'ultima esporta soprattutto servizi. Un trend che, in entrambe le direzioni, ha sostanzialmente trovato sempre conferma negli ultimi anni

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Nel corso del 2014 Mosca ha importato dalla Turchia servizi per 9,7 miliardi di dollari (9,1 miliardi di euro), corispondenti all'8% del valore complessivo. Più di due terzi di questa somma è imputabile ai viaggi organizzati con finalità turistiche. Secondo quanto rilevato da Rosstat, lo scorso anno i turisti russi hanno speso in Turchia 6,6 miliardi di dollari (6,3 miliardi di euro). Per la quantità dei viaggi all'estero la Turchia è dietro alla sola Finlandia

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Un'altra componente rilevante dell'import russo dalla Turchia è l'edilizia. Lo scorso anno Ankara ha pesato per il 35% del valore complessivo di questo settore. Eppure, nel corso del 2014 il valore delle importazioni da Ankara nell'edilizia è risultato in calo di circa un terzo rispetto all'anno precedente in seguito all'esaurirsi di numerosi capitoli di spesa relativi alle Olimpiadi

l'italia guarda verso est. le storie di successo delle piccole aziende nella nuova rubrica "Imprese e Mercati"

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gas, per i quali al momento non è prevista alcuna restrizione. Nel 2014 il monopolista russo del gas Gazprom ha rifornito la Turchia di 27,3 miliardi di metri cubi di gas: Ankara infatti risulta il secondo acquirente, dopo la Germania, del gas russo. A sua volta, nei primi dieci mesi del 2015 la Turchia ha esportato in Russia generi alimentari per circa 15 milioni di dollari (14,2 milioni di euro). In cima alla lista, pomodori e agrumi, che hanno rappresentato oltre la metà delle forniture. Fra i grandi articoli dell'import turco si contano stoffe e tessuti: molti retailer russi di calzature e abbigliamento ripartiscono gli ordini nelle fabbriche in Turchia. Secondo i dati di Rosstat, nei primi nove mesi del 2015 in Russia sono stati importati dalla Turchia prodotti tessili pari a


Economia

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l'analisi/2

Ecco quali sono le nuove strade del gas Sergei Pikin

esperto

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reuters

circa 514 milioni di dollari (485 milioni di euro) e calzature per un valore di 48 milioni di dollari (oltre 45 milioni di euro). Nel caso in cui vengano introdotte sanzioni in questo settore, i prodotti turchi potrebbero raggiungere la Russia attraverso la Bielorussia, suggerisce il direttore generale della compagnia Merketilog, Olga Zhiltsova.

Il crollo del fatturato

Con l'introduzione delle sanzioni russe non è esclusa l'uscita delle imprese edili turche dalla Federazione. «Nel settore immobiliare, soprattutto legato al commercio, lavorano diverse imprese turche, e non escludiamo che una parte di esse possa allontanarsi dalla realizzazione di grossi progetti nel Paese. È venuta meno la credibilità come partner», ha detto al gior-

nale Rbk il ministro delle Costruzioni Mikhail Men. In generale, secondo gli esperti, l'interscambio commerciale tra i due Paesi difficilmente potrà ridursi di oltre la metà. «Non credo che nel 2016 il crollo del giro d'affari sarà del 50%», sostiene Knobel. Potrebbero invece essere ben più consistenti le perdite derivanti dai futuri progetti non realizzati. Così come ha affermato in precedenza il Presidente turco Erdogan, entro il 2023 l'interscambio commerciale con la Russia avrebbe potuto arrivare a 100 miliardi di dollari. Una previsione che si basava sulla possibile realizzazione di grossi progetti fra i due Stati, come il "Turkish Stream" e la centrale nucleare di Akkuyu, che, a giudicare dalla situazione attuale, molto probabilmente verranno abbandonati.

da un anno e mezzo che Gazprom, al pari di altri trader europei, vende gas all'Ucraina secondo il sistema dei contratti prepagati (la quantità erogata corrisponde alla somma di denaro corrisposta in anticipo). Verso l'inizio di dicembre, quando cioè i volumi di gas acquistati si sono esauriti, l'Ucraina è riuscita a consumare nel complesso quasi un miliardo di metri cubi di combustibile. I depositi ucraini hanno da sempre rappresentato un'infrastruttura di sostegno per il transito del gas in Europa. Tuttavia, visti i tempi di prelievo del gas, pari a 50-125 milioni di metri cubi al giorno (questi i valori rilevati per l'anno scorso), già all'inizio di febbraio il livello delle riserve nelle cisterne potrebbe scendere al di sotto del limite dei 9 miliardi di metri cubi e la velocità del prelievo del gas potrebbe da un punto di vista puramente tecnico diminuire. Nei depositi europei si trova stoccato in media un quantitativo non inferiore all'80% della capacità totale della cisterna. Saranno sufficienti queste riserve per l'inverno? Se si parte dal presupposto che si ripeteranno le condizioni dell'inverno precedente, allora non ci saranno problemi. Altra questione è invece, se si verificherà una stagione invernale rigida e lunga. Simile situazione si è registrata alcuni anni fa, quando i consumatori europei, in particolare quelli delle parti più orientali, si sono trovati esposti al rischio di una possibile interruzione delle forniture. Nella seconda metà del 2000, Gazprom ha preso attivamente ad elaborare progetti di trasporto del gas secondo percorsi alternativi che permettessero di evitare l'Ucraina, principalmente volti a soddisfare i bisogni crescenti dell'UE: "Nord Stream" (con passaggio del gas attraverso il fondo del mar Baltico fino alla Germania) e "South Stream" (con passaggio del gas attraverso il fondo del Mar Nero fino alla Bulgaria e prosecuzione attraverso una serie di altri paesi fino in Austria). Il "South Stream" ha però in seguito subito le pressioni da parte dell'UE, nonostante il sostegno di tutti i Paesi attraverso i quali sarebbe dovuto passare il gasdotto. Sui cocci di questo progetto è dunque sorto "Turkish Stream". Con ciò, solo un quarto del volume di gas complessivo (pari a circa 15 miliardi di metri cubi) sarebbe stato destinato ai bisogni della crescente economia turca. Il resto del gas sarebbe stato direzionato in un sistema di nuovi gasdotti recentemente approvati dalla Commissione Europea, riconosciuti come progetti infrastrutturali prioritari: si tratta della realizzazione di tre gasdotti diretti dall'Europa sud-orientale all'Europa centrale: "Eastring", "Tesla" e anche l'ampliamento del futuro gasdotto Bulgaria-Romania-Ungheria-Austria. Tutti questi progetti consentono a Gazprom di evitare il transito attraverso l'Ucraina. Gli ultimi eventi riguardanti i rapporti fra Russia e Turchia potrebbero rinviare a data da definirsi la realizzazione del "Turkish Stream". A mio avviso, in primo piano passerà il progetto di ampliamento del percorso "Nord Stream" attraverso il fondo del Baltico: "North Stream-2" (la cui capacità dichiarata è pari a 55 miliardi di metri cubi all'anno), benché nove Paesi abbiano già espresso preoccupazione a proposito di questo piano: Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria, Estonia, Lituania, Lettonia e persino Grecia. Le cause sono due: la perdita dei guadagni dal transito o la posizione politica. È evidente che per un'integrazione completa di Gazprom nei nuovi realia del mercato europeo sia indispensabile, per la compagnia russa, agire in accordo con le norme previste dal Terzo pacchetto energetico europeo. Secondo queste regole, i proprietari dei gasdotti disposti in territorio europeo non possono essere quelle stesse compagnie che si occupano dell'estrazione del gas. Queste ultime, debbono in questo caso vendere i propri attivi in UE, oppure trasmettere il diritto di controllo dei gasdotti a compagnie indipendenti europee. Oltre a ciò, qualora le compagnie-operatrici fossero guidate da stranieri, dovrebbero superare una procedura di certificazione, in seguito alla quale agli operatori verrebbero esposte nuove esigenze. La Federazione Russa sta già provvedendo a correggere le proprie "mancanze". All'inizio del prossimo anno in Europa arriverà il gas venduto da Gazprom sulla borsa russa. "North Stream-2" verrà realizzato in osservazione delle normative antimonopolio UE. Ne ha dato annuncio già a settembre il capo di Gazprom, Aleksej Miller. È arrivato il momento di unire gli sforzi da entrambe le parti per ricavarne un comune vantaggio. L'autore è direttore della Fondazione dello sviluppo energetico


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Cinema

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arte in movimento

Disegni che prendono vita. Fotogrammi che, susseguendosi, abbandonano la statica freddezza delle immagini per convertirsi in piccoli capolavori in movimento. Senza tempo. Ci sono voluti degli anni, ma finalmente l'animazione russa è riuscita, con la cura dei personaggi e dei dialoghi, a conquistare il pubblico italiano. Senza guardare in faccia l'età. Dopo le produzioni di Lev Atamanov e quelle di Yuri Norshtein, che per prime avevano solleticato l'entusiasmo nel Belpaese, il successo ora è sigillato dal cartone "Masha e Orso", riuscito a far entrare l'animazione russa nel cuore degli italiani. Facendola passare dalla porta principale

Il pubblico italiano ha la possibilità di ammirare alcuni tra i lavori più interessanti del cinema d'animazione russo. Tappe a Bari, Roma e Milano. maria Tereshchenko rbth

Si tratta di uno dei brand che non conosce crisi. Perché nessuna congiuntura economica può fermare l'immaginazione. Il Grande Festival del Cartone Animato compie nove anni e come sempre travalica i confini della Federazione. E arriva in Italia: oggi a Bari, a Roma il 6 dicembre e a Milano l'11 e il 12 dicembre. Con un merito particolare: quello di aver realizzato alcuni dei prodotti migliori per la famiglia e per i bambini. Basta menzionare la serie "Masha e Orso", nota e molto apprezzata anche dal pubblico italiano. La forza dell’animazione russa sta soprattutto nella sua tradizione consolidata. Un passato in grado di illuminare il presente "tecnologico" in cui si muovono i prodotti legati all'animazione. Una parte proviene dallo studio "Pilot", fondato agli inizi degli anni Novanta da Aleksandr Tatarskij. Infatti, "Masha e Orso" è frutto dell'immaginazione di un ex assistente dello studio "Pilot", Oleg Kuzovkov. Alcune delle edizioni più di successo sulle vicende della birichina Masha e dell'orso buono sono stati creati da un altro "ex-Pilot", Oleg Uzhinov, che a Bari racconterà il proprio metodo di lavoro. La tradizione e il passaggio dal cinema d'animazione sovietico a quello russo, dall'animazione d'autore a quella commerciale rappresentano, per i partecipanti di questo intero processo, un concetto chiave, mentre la sfida principale è quella di raccontare temi e soggetti che sono eternamente all'ordine del giorno con l'aiuto di tecnologie nuove, adattando i vecchi formati a quelli attuali. Una delle esperienze più positive in questo senso è stata la

Russia Beyond the Headlines È finanziato dal quotidiano russo Rossiyskaya Gazeta. questo inserto È stato realizzato senza la partecipazione dei giornalisti e dei redattori de la repubblica. RBTH È finanziato dai provenienti dell'attivitÀ pubblicitaria e dagli sponsor commerciali, cosÌ come da mezzi di enti russi. manteniamo una

Sotto, uno dei personaggi del cartone "Offesa" di Anna Budanova

A sinistra, "Brutus" di Svetlana Filippova, realizzato su carta carbone messa a nuovo dell'almanacco "Allegro carosello" ("Veselaja karusel"), lanciato dal noto studio Soyuzmultfilm a partire dal 1969. Purtroppo, a differenza dei tempi sovietici, i cortometraggi d'autore non trovano grande distribuzione né in Russia, né all'estero, nondimeno, a volte sorgono progetti molto grossi. Nonostante la grande attenzione rivolta all'animazione per bambini, i registi russi non dimenticano che il loro cinema è destinato anche a un pubblico adulto. Ne è testimonianza il film

posizione di redazione indipendente e rappresentiamo diversi punti di vista relativi agli eventi che coinvolgono la russia e il resto del mondo, grazie a materiali di qualitÀ e al parere di esperti. fin da quando È iniziata la nostra attivitÀ, nel 2007, cerchiamo di rispettare i piÙ alti standarD redazionali, mostrando i migliori esempi di giornalismo in Russia e

di Konstantin Bronzit "Non possiamo vivere senza lo spazio" ("My ne mozhem zhit bez kosmosa"), appena entrato nella short list dei candidati all'Oscar. Purtroppo, proprio per via del fatto che il film si trova ora in lista, non potrà essere presentato agli spettatori italiani che dovranno aspettare i mesi successivi alla premiazione dell'Academy. Ma nel programma per gli adulti sono previsti non pochi altri splendidi cortometraggi, come ad esempio, il vincitore del premio del festival Ber-

sulla russia. il nostro obiettivo è creare una sorta di valore aggiunto per rendere più ampio il racconto della federazione russa. oltre che in italia, RBTH È presente con 37 inserti in 29 paesi del mondo, per un pubblico di lettori pari a 27 milioni di persone. esistono inoltre 22 siti Internet, aggiornati quotidianamente, in 17 diverse lingue.

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linale "Il mio alce personale" ("Moj lichnyj los") di Leonid Shmelkov, il vincitore di Annecy "Offesa" ("Obida") di Anna Budanova e l'affascinante "Brut" di Svetlana Filipova. Una schiera di prodotti che rendono l'animazione in Russia un settore da tenere d'occhio. Da critici e soprattutto dal pubblico. L'autrice è una critica specializzata nei film di animazione, nonché direttrice del programma "Il grande festival dei cartoni animati"

Supplementi speciali e sezioni sulla russia sono prodotti e pubblicati da RUSSIA BEYOND THE HEADLINES, una divisione di IFFG ROSSiYSKAYA GAZETA (RUSsIA) all'interno delle seguenti testate: THE WASHINGTON POST, THE new york times, THE international new york times, foreign policy, the wall street journal, usa • THE DAILY TELEGRAPH, regno unito • LE FIGARO, FRANCIA • LE jeudi, tageblatt, lussemburgo • EL PAÍS, spagna, cile, messico • La razÓn, Bolivia, • LE SOIR, belgio • El peruano, perÙ • Handelsblatt, germania • GEOPOLITICA, nedeljnik, SERBIA • nova makedonija, macedonia • the ECONOMIC TIMES, navbharat times, INDIA • mainichi SHInBUN, Giappone • huanqiu shibao, CINA • LA NACION, ARGENTINA • FOLHA De S. PAULO, BRASILe • EL OBSERVADOR, URUGUAY • Joongang Ilbo, Joongang sunday, Corea del sud • the nation, phuket gazette, thailandia• Gulf news, al khaleej, emirati arabi • al-ahram, egitto • the age, sidney morning herald, australia E-mail: direttore@it.rbth.com. maggiori informazioni su: http://it.rbth.com/partners la Repubblica è edita dal Gruppo Editoriale l'espresso Spa, indirizzo: via cristoforo colombo 98. 00147 Roma, tel.: 06/84781

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Cinema

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07

A destra, i bozzetti del cartone animato di Yuri Norshtein "Il riccio nella nebbia"

Sotto e a sinistra, due frammenti de "Il mio alce personale" di Leonid Shmelkov

il commento

Quel filo rosso tra i due Paesi Luca Raffaelli

esperto

L

a serie tv "Masha e Orso" è riuscita nell'impresa: l'animazione russa è entrata nel cuore degli italiani. Qualcosa del genere era accaduto qualche decennio fa, quando il mondo era completamente diverso, c'era la guerra fredda e Disney era il riferimento assoluto per l'animazione popolare. Allora il lungometraggio "La Regina delle Nevi", uscito nel 1957 e diretto da Lev Atamanov, aveva ricevuto un'ottima accoglienza sulla prima rete Rai (in bianco e nero, ovviamente). Prodotto all'interno del Soyuzmultfilm, lo Studio d'animazione fondato a Mosca nel 1936, il film ricevette il Primo premio di categoria al Festival del Cinema di Venezia. Qualcuno, non più giovanissimo, se lo ricorda ancora. Ovviamente ispirato alla celebre fiaba di Hans Christian Andersen, "La Regina delle Nevi" contiene scene di grande bellezza, con un'animazione ricca ed effetti spettacolari. Il maestro giapponese Hayao Miyazaki ha dichiarato che è stata la gioia di vedere questo film ad averlo convinto a dedicare la propria vita ai cartoni animati. Ma "La regina delle nevi" è stata un'eccezione. Prima della fine degli anni Settanta, che ha visto l'arrivo dei cartoon di matrice giapponese, ci sono state due serie provenienti dall'est che hanno avuto una certa popolarità in Italia: l'ungherese "Gustavo" e il "Professor Baltazar" della Scuola di Zagabria. Invece, per conoscere l'animazione russa era necessario andare nei cineclub, dove si potevano ammirare le splendide storie di insetti realizzate con la tecnica del passouno da Ladislas Starevitch, uno dei pionieri del cinema (oggi basta andare suYoutube). Ammirare la poesia, la raffinatezza e la sperimentazione della scuola russa contemporanea era impresa più difficile e spesso l'unica possibilità era quella dei festival internazionali (quando in queste manifestazioni si vedevano solo i cortometraggi e non le serie televisive). Uno degli animatori della "La Regina delle Nevi" si chiamava Fyodor Khitruk, ed era nato l'1 maggio del 1917 (una data simbolica). Dal 1962 nello Studio Soyuzmultfilm, Khitruk

l'Intervista oleg uzhinov

"La neve sull'erba", libro scritto da Yuri Norshtein, è il manuale di riferimento per ogni animatore in Russia

avrebbe assunto il ruolo di regista dando una svolta non disneyana allo stile sovietico. In seguito è stato anche l'ambasciatore dell'animazione del proprio Paese, cercando di garantire la maggiore libertà ai registi sovietici e favorendo la visione dei film nei festival stranieri, grazie anche al lavoro che portava avanti nell'Asifa, l'Associazione internazionale degli autori di cinema d'animazione. E poi Khitruk ha messo in discussione quella che sembrava una verità assoluta: che il cinema d'animazione fosse destinato solo ai bambini e dunque alla loro educazione. Così gli autori ebbero la libertà di sperimentare tecniche e linguaggi, e i russi diventarono maestri nell'animazione dei pupazzi, della carta ritagliata, degli oggetti, cercando di limitare l'uso della parola per raccontare attraverso il movimento, gli effetti sonori e la musica. Così nacquero grandi registi come Eduard Nazarov, Garri Bardin e Yuri Norshtein, il più grande di tutti. Qualche anno fa la Terminal Video ha distribuito in Italia una collezione di 4 dvd, con il commento audio di Giannalberto Bendazzi, che ha permesso di vedere anche in casa e in alta qualità i film dei maestri di cui ho parlato. A Norshtein, e non a caso, è dedicato un intero dvd. Una particolarità: nel 1993, due anni dopo la dissoluzione della Russia sovietica, alcuni grandi dell'animazione fondarono lo Studio "Shar" e qui, quattro anni dopo, Andrei Khrzhanovskij (uno dei fondatori) ha realizzato un film di 20 minuti animando i disegni di Federico Fellini. La voce fuori campo che tiene il filo del racconto è quella di Tonino Guerra, che fu sceneggiatore di Fellini e anche di Andrei Tarkovskij: un segno dei forti legami stretti, pure tra tante difficoltà, tra gli autori di cinema italiani e russi. Oggi, ecco il successo internazionale di "Masha e Orso". Potrebbe sembrare casuale: non lo è. La qualità dell'animazione, il dosaggio dei tempi di dialogo, la cura dei personaggi e dei particolari: tutto questo non poteva che nascere all'interno di una grande scuola e tradizione.

archivio personale(4)

Come è nato il successo della serie Regista, scenarista, autore del cartone animato "Zhikharka" (2006), realizzato presso lo studio di progetti d'animazione "Pilot". Oleg Uzhinov ha lavorato alla serie "Masha e Orso", di cui è stato regista per sette edizioni. Com'è nata l'idea di questa serie? Anche se la serie è stata lanciata solo nel 2008, "Masha e Orso" è stata inventata negli anni Novanta da Oleg Kuzovkov. In quel periodo Kuzovkov si trovava sul litorale del Mar Nero. E lì vide una bambina che girovagava per la spiaggia, facendo tutto ciò che

le saltava in mente: si avvicinava alle persone e si metteva a mangiare pezzi di pollo dal pranzo di qualche altro bagnante, o si appropriava dei giochi degli altri bambini. In un primo momento questo spettacolino intenerì i bagnanti, che le davano corda. Il giorno dopo, però, la gente iniziò a indispettirsi e ad allontanarsi. E fu lì che Oleg partorì il personaggio bizzarro di questa bambina, convinta che il mondo intero sia stato fatto per lei. Tutti si chiedevano se Masha avesse i genitori...

Quando s'inventarono questa serie, a Masha era stato attribuito inizialmente un nonno che viveva presso il casello della ferrovia. Poi però si decise di farne a meno e così il principale personaggio adulto divenne l'orso. La serie è stata mandata in onda in diversi Paesi. Qual è, a suo avviso, il segreto del successo? Hanno influito diversi fattori. Innanzitutto la simpatia dei personaggi, che sono molto diversi gli uni dagli altri. In secondo luogo, si tratta di qualcosa di nuovo sul mercato mondiale, che

sul nostro sito

prima non conosceva affatto serie russe, mentre ora, all'improvviso, ha visto la comparsa di personaggi "archetipi"come Masha e l'Orso, profondamente russi. Un altro importante elemento è il tema delle relazioni fra padre e figlio. Anche questo è molto attuale. L'adulto soffre dell'iperattività di Masha, ma nonostante ciò la ama. Gli adulti, in particolare i papà, si riconoscono nell'orso, a loro piace studiarne le reazioni. Lyudmila Petukhova

Le tendenze di oggi e le differenze con la produzione occidentale: intervista a Konstantin Bronzit, regista di film d'animazione, che in Francia ha vinto il Grand Prix a uno dei più grandi festival del settore ›› it.rbth.com/ 544085

Vasily Chirkov e Georgy Boguslavskij, due giovani registi russi di film d'animazione, a Bari per il Festival dedicato a questo genere cinematografico, raccontano le proprie esperienze, i progetti futuri e i cambiamenti che stanno interessando il settore ›› it.rbth.com/544087


08

Turismo

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Porte aperte ai turisti italiani. Nel cuore di Roma, in Corso Vittorio Emanuele, è stata da poco inaugurata la sede di "Visit Russia", l'Agenzia Federale del Turismo russo. L'obiettivo è offrire assistenza ai potenziali visitatori attraverso le prenotazioni online e le pratiche per i visti. Inoltre l'Agenzia si propone di far conoscere ai viaggiatori in partenza gli itinerari meno noti del Paese. «La Russia non è solo Mosca e San Pietroburgo», ha commentato il ministro russo della Cultura, Vladimir Medinskij, intervenuto al taglio del nastro. «Si tratta di un Paese enorme. Siamo gli unici al mondo ad avere tutte le zone climatiche esistenti e, di conseguenza, una biodiversità senza eguali, oltre a un notevole patrimonio culturale e architettonico». L'inaugurazione riapre il dibattito sulla semplificazione dei visti: un passaggio fondamentale per incrementare il turismo. «Ci stiamo impegnando per snellire le procedure», ha spiegato il Console russo in Italia, Sergei Patronov.

corbis/east news

Ci sono posti dove il termometro tocca i 50 gradi sotto zero. Con picchi che arrivano anche a -60. Ecco le città più fredde del Paese, per una visita estrema. Da battere i denti. anna gruzdeva rbth

Climi talmente rigidi da far schizzare la colonnina di mercurio ben al di sotto dello zero già da settembre. La neve, ovviamente, ricopre strade e palazzi almeno fino a giugno. È la Russia più "estrema". Quella in cui le forti bufere di neve si trasformano talvolta in uragani. Tra queste località "da brividi" c'è Jakutsk, situata nel nord-est della Siberia, a 4.880 km da Mosca. «Quando sono arrivato all'aeroporto di Jakutsk mi sono sentito osservato. Suppongo non per via del mio aspetto fisico, bensì perché la gente era curiosa di vedere che cosa avrebbe indossato l'unico "turista" della zona per affrontare un freddo al quale solo le persone del luogo sono abituate», confessa il fotografo svizzero Steeve Iuncker. In effetti, recarsi nella città più fredda della Federazione, in pieno inverno, senza vestiti adatti, è un'idea rischiosa: la temperatura media nella capitale della Repubblica di Sakha si aggira sui - 40/50°C. Nonostante le temperature estreme, nella città dei diamanti e dei mammut vivono circa 300mila persone. Una coppia di innamorati originaria del posto ha persino stabilito un record baciandosi per ben 22 minuti a una temperatura di - 30°C. Un ottimo modo per esplorare la città è correre da un luogo di interesse culturale all'altro: dal Museo del mammut al museo del permafrost, per esempio, o dal museo degli scacciapensieri a un ristorante per assaporare le specialità del posto come il coregone (un pesce bianco d'acqua dolce), la carne di cervo o di puledro. Nella parte settentrionale del territorio di Krasnojarsk, a 2.878 km da Mosca, si trova la città di Norilsk: uno degli angoli più freddi e forse ostici della Siberia. Qui vengono estratti vari metalli come il palladio, il platino, l'oro, l'argento, il nichel, il cobalto e il rame. Norilsk è una cittadina gradevole e interessante, dove si può camminare a 30°C in inverno e + 30°C in estate. Qui è possibile visitare il Museo di Storia

Regionale (Kraevedchesky Muzey, ndr) e leggere le lettere dei prigionieri del campo di lavoro "Norillag" o esplorare i rari oggetti etnografici esposti, come i costumi degli sciamani o degli evenchi e nganasani, due popoli indigeni della Siberia. Il piccolo centro di Dikson, situato nella Regione di Krasnojarsk, sulla costa del Mare di Kara, a 2.729 km da Mosca, è il villaggio più settentrionale della Federazione russa. Questo luogo, in epoca sovietica, era conosciuto come "La capitale del Freddo Artico". Qui le notti polari sono buie e la colonnina di mercurio scende sotto lo zero già da settembre. Spesso si verificano forti bufere di neve in cui la velocità del vento supera i quaranta metri al secondo. Solo in questo luogo di sconfinato fascino però sarà possibile vedere le balene beluga, i trichechi e, naturalmente, l'aurora boreale.

AVerkhojansk, a 4.675 km da Mosca, vivono poco più di un migliaio di persone. Qui la temperatura più bassa registrata è stata addirittura di - 69,8°C. Già nel XIX secolo a Verkhojansk venivano esiliati i rivoluzionari, come l'etnografo russo-polacco Wacław Sieroszewski. A 2.800 chilometri dalla capitale russa si trova il villaggio di Dudinka, che vale la pena visitare nella Giornata del pastore delle renne, che si celebra ogni anno a marzo. In questa occasione le piccole popolazioni del posto indossano i loro costumi nazionali e organizzano corse con le renne, che sono molto suggestive. Sempre a Dudinka, presso la bottega "Mukustur" o alla "Casa dell'artigianato locale", potrete acquistare stivali in pelliccia di renna, ricamati con motivi nazionali. La cui qualità, potete scommetterci, è a prova di freddo.

La popolazione indigena dei nenets ancora oggi è molto legata all'allevamento delle renne

responsabile

I

È l'ora dei viaggi verso mete meno famose

Chi ci guadagna di più dall'apertura? Direi tutti. Da una parte la Russia, che in questo modo ha uno strumento ulteriore per far conoscere le bellezze del Paese; dall'altro gli italiani, che sempre più spesso guardano alla Federazione come meta turistica. Anche grazie a questa iniziativa, vogliamo far apprezzare le peculiarità della cultura russa, offrire nuovi percorsi di viaggio, superando i luoghi comuni sul nostro Paese. Inoltre, i nostri partner italiani hanno espresso l'interesse nell'aumento del flusso turistico dal vostro Paese al nostro. Alcuni tour operatori italiani, che fino a poco tempo fa erano specializzati nel portare turisti russi in Italia, adesso si stanno muovendo anche in direzione opposta.

"Fatevi accompagnare a scoprire i nostri tesori" Katerina Sankina

L'Intervista oleg safronov

«I nostri partner italiani ci hanno chiesto di aiutarli a far conoscere al vostro popolo le bellezze del nostro Paese». Oleg Safronov, capo dell'Agenzia federale per il turismo russo, spiega così una delle ragioni che hanno spinto l'ente ad aprire la filiale italiana di "Visit Russia".

il commento

Qualche consiglio per seguire percorsi fuori dal comune? La Russia ha risorse turistiche enormi. C'è tanto da vedere: dal Circolo artico alle regioni subtropicali. E, ancora, il Caucaso, gli Urali, la Siberia, il lago di Bajkal, la Kamchatka, le isole Curili. Tutte queste aree hanno un elevato potenziale turistico, che può essere valorizzato. Per questo nella sede italiana abbiamo predisposto corner per le singole regioni della Federazione, in modo che possano farsi conoscere a fondo. La cultura italiana e quella russa hanno legami storici molto forti, che risalgono alle tradizioni dell'Impero bizantino. Quali altre aperture sono in programma? Nel corso di quest'anno "Visit Russia" ha aperto negli Emirati Arabi Uniti, in Cina, Finlandia e Germania. Il prossimo step sarà la Spagna, quindi prevediamo di dar vita a una sede in Giappone e una nella Corea del Sud. Per ciascun mercato e ciascuna filiale c'è un programma di azione personalizzato sulle esigenze del Paese. Stiamo procedendo a tappe spedite. Sergei Frolov

n Italia sono conosciute soprattutto località e percorsi di richiamo internazionale. Mosca e San Pietroburgo, per esempio. Così come l'Anello d'oro e la Transiberiana. Fin dal primo viaggio in Russia, gli italiani si innamorano subito delle nostre due capitali. Ma vorremmo che iniziassero a conoscere anche posti nuovi: siamo sicuri che li apprezzerebbero, dato che sono un popolo animato da grande curiosità. I paesaggi montuosi degli Urali, i geyser della Kamchatka, le notti bianche nella città di Arcangelo, la città di Sochi, capitale dei giochi olimpici. Vogliamo promuovere l'interesse verso queste regioni, pronte a ricevere i turisti. La Repubblica del Tatarstan, a tal proposito, è un bell'esempio. La nostra terra diventa quindi un punto d'incontro fra culture diverse, religioni (soprattutto quella ortodossa e musulmana) e tradizioni. Un crogiolo che si rispecchia in una cucina ricca di varianti e che merita di essere gustata fino in fondo. Nella città di Astrakhan, oltre alle attività acquatiche, si trova il complesso "Città fantasma", dove vengono ricreate in dettaglio le costruzioni del passato. Pensiamo anche a Tula e Cheboksary. Qua si sta costruendo un parco per i bambini con i personaggi dei cartoni animati sovietici, tanto amati in Russia. A livello culturale, poi, per noi è essenziale creare una rete di informazioni legata alle agenzie locali del turismo. Stiamo elaborando un programma di collaborazione anche tra università nel campo della filosofia, dell'arte e dell’architettura. Circa il 40% degli italiani ormai organizza in autonomia i propri viaggi: vogliamo renderci utili anche nei loro confronti, ad esempio indicando le modalità migliori per prenotare i biglietti del teatro, affittare una camera e così via. Ci proponiamo per fornire una risposta adeguata alle diverse forme di turismo. E siamo convinti di poterlo fare al meglio grazie alla fitta rete dell'agenzia, che va dai centri visti ai network per la prenotazione dei mezzi di trasporto. Agiamo in sostanza da mediatori tra le esigenze dei due Paesi. Stiamo lavorando anche per mettere in contatto tra loro gli atenei italiani e quelli russi, nella convinzione che la collaborazione possa dare buoni frutti. La Russia offre una grande quantità di attrazioni turistiche, dal Mar Nero a sud, al Mar Bianco a nord, dalla città di Kaliningrad a ovest fino alla Kamchatka a est. La storia millenaria, il mosaico di culture dei numerosi popoli del nostro Paese, la bellezza sconfinata della natura: tutto ciò offre un ampio ventaglio di scelte al turista che decide di visitare la Federazione. La Russia è un Paese delle opportunità infinite. Vogliamo che gli italiani non raggiungano solo Mosca e San Pietroburgo, ma che abbiano la possibilità di conoscere anche i tesori più nascosti della Russia. L'autore è direttore della sede "Visit Russia" in Italia

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