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Attualità - Politica - Cronaca - Turismo - Cultura - Economia

Anno III - Numero 20 / 30 novembre 2010

Roma Latina ok dalla Regione

Il progetto definitivo prevede la realizzazione del collegamento autostradale Roma-Latina con inizio sulla Pontina in località Tor de Cenci (esternamente al GRA), e fine a Latina località Borgo Piave, per un totale di 55 chilometri circa

Avventure planetarie Ufficiale pilota dell'Aeronautica Militare, 32 anni, Samantha Cristoforetti è la prima donna astronauta italiana. Al Chris Cappel College di Anzio si è confidata ai ragazzi: «Guardare la Terra da lassù non ha prezzo»

Quel sottobosco malavitoso che si colloca a un livello più alto della criminalità comune

Anzio, Nettuno e Tor San Lorenzo covo di latitanti calabresi e campani, mentre Ostia resta un feudo dei Casamonica ed ex della Banda della Magliana. Tra i reati più diffusi lo spaccio e l’estorsione. Ognuno ha la sua fetta. La regola base forse è questa. Non ci si disturba tra clan. Non si interferisce nel lavoro dell’altro. Così ogni settore ha la sua organizzazione di riferimento. Bove a pag. 16 e 17

Restauri selvaggi

Da anni le palazzine realizzate da Adalberto Libera sul lungomare sono meta abituale per tutti gli studiosi di architettura del mondo, ma di fatto, alcune palazzine sono esposte a danneggiamenti provocati da selvaggi restauri edili

Secondo l’elenco dell’Unione europea, nel Lazio sarebbero 91 i comuni a rischio

Acqua&Arsenico

Pastoressa a pag. 9

Atac

Controllo serrato sulle assunzione, scatti di livello e le facili assegnazioni di ruoli manageriali all'interno dell'azienda

Scagnetti a pag. 12


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Primo Piano

30 novembre 2010

Il Governo lascia a secco le strutture che aiutano chi non può gestire casi “particolari”. Abrogato il Fondo per la non autosufficienza

Case famiglia sul lastrico T

di Cosimo Bove

(cosimo.bove@reporternews.it)

agli a non finire. Altro che assistenza alle classo sociali più deboli. Altro che Terzo Settore. I dati parlano chiaro: il Fondo per il servizio civile è stato “alleggerito” di circa 30 milioni di euro tra il 2008 ed il 2009, a partire dal prossimo anno perderà altri 57 milioni di euro l’anno. Complessivamente i tagli operati nell’ambito del Ddl sulla stabilità ammontano a circa 2 miliardi di euro. Si pensi che il Fondo per le politiche sociali nel 2008 era stato finanziato con circa 930 milioni di euro, che sono diventati 435 nel 2010 e 275 saranno nel 2011. Cifre da capogiro sottratte in un attimo a chi da sempre si

prende cura delle fasce deboli, disabili su tutti. E le case famiglia oggi rischiano la chiusura per mancanza di soldi. I segnali arrivati sono evidenti: il Fondo per la non autosufficienza viene completamento abrogato, passando dai 300 milioni di euro del 2008 (fu istituito con la Legge Finanziaria del 2007) al nulla del 2011. E tanti altri tagli ancora sono in programma: il Fondo per le politiche della Famiglia passa dai 346,5 milioni del 2009 a 52,5 milioni per il 2011, per arrivare, nel 2012, a 31,4 milioni. Stesso discorso per il Fondo pari opportunità: 64,4 milioni nel 2008, 3,3 nel 2010. Ed è per questo che, in difesa delle case famiglia e di tutte quelle associazioni che difendono i diritti delle persone svantaggiate, è

Le associazioni: «Non toccateci il 5 per mille» L’appello

«Eliminare il tetto di 100 milioni di euro da destinare al 5 per mille per l’anno 2011, ripristinando quanto meno l’importo dei fondi previsti nell'anno 2010». L’appello lanciato dalle associazioni no profit al Governo non lascia spazio a dubbi. «Non sarebbe giusto - continuano - perché non rispettaterebbe la volontà dei cittadini che decideranno di versare alle associazioni destinatarie la loro quota del 5 per mille con la prossima dichiarazione dei redditi: solo 100 milioni, rispetto all’intero ammontare del 5 per mille, verrebbero infatti distribuiti alle associazioni, mentre il resto verrebbe trattenuto dallo Stato». Intanto il ministro dell’Eco-

nomia Giulio Tremonti rivendica la paternità del 5 per mille e annuncia che è pronto a votare per il rifinanziamento della norma. Ma non attraverso la Legge di Stabilità. Un intervento sui fondi al volontariato potrebbe trovare spazio nel milleproroghe di fine anno.

Le risorse complessive destinate al Terzo settore subirebbero una riduzione pari a circa l’80%. Protestano le associazioni di volontariato

• Promuovere la cultura dell’abitare sia come dimensione di autonomia e di integrazione sia come di esperienza calda, accogliente e di benessere. • Promuovere il confronto tra gli enti gestori di case famiglia che ospitano persone con disabilità e fra associazioni che si occupano del mondo della disabilità e/o della residenzialità per fasce deboli. • Curare le metodologie e le analisi del servizio anche in ordine alla qualità, alla valutazione, alla formazione degli operatori, alla partecipazione, alla soddisfazione degli ospiti. • Favorire momenti formativi, raccolta di documentazione, spazi di ricerca e di elaborazione finalizzati alla pubblicazione di testi. • Promuovere azioni e riflessioni di lotta allo stigma, alle barriere culturali, sociali e materiali di tutte le persone che vivono una situazione di “fragilità sociale”. • Promuovere la cultura dell’integrazione e della qualità di vita delle persone vulnerabili costituendosi come punto di riferimento e di stimolo per gli Enti Pubblici. • Rappresentare le esigenze delle organizzazioni attive sul tema della residenzialità presso le istituzioni.

I numeri 55 Le case famiglia presenti sul territorio di Roma che rischiano il fallimento

300 I disabili che corrono il pericolo di finire in strada 500 I bambini e gli adolescenti che potrebbero restare senza un tetto sulla testa a Roma

17 Le strutture riunite nell’associazione Casa al Plurale, che sta guidando la protesta

I problemi partita proprio in questi giorni la campagna d’informazione e protesta “I diritti alzano la voce”, con la partecipazione di venticinque organizzazioni del volontariato e del terzo settore italiani. «Siamo in presenza di una forte regressione sul terreno dell'uguaglianza e della solidarietà», spiegano gli organizzatori della protesta. «Ciò che appare ingiustificabile e inaccettabile è l'incredibile riduzione di risorse che hanno subito i Fondi Nazionali che riguardano le politiche sociali: dal 2008 al 2011, infatti, le risorse complessive subirebbero una

riduzione di quasi l'80%. Nessun altro settore di tale rilevanza ha accusato una decurtazione anche solo paragonabile». Una battaglia appoggiata anche da alcuni parlamentari d’opposizione. Come nel caso di Antonio Misiani, deputato del Pd. «La manovra di bilancio per il 2011 - spiega - ha segnato un ulteriore, drastico taglio, abbassando gli stanziamenti di bilancio a poco più di 545 milioni (78,4% tra il 2008 e il 2011), con la cancellazione o il ridimensionamento di una moltitudine di iniziative e servizi». Mandando in fumo le speranze di migliaia di disabili.

Fondi I finanziamenti comunali e regionali sono insufficienti per le case famiglia Le rette Ogni struttura riceve 97 euro a paziente e 127 euro per i casi più gravi, ma ne servirebbero rispettivamente 206 e 272

Le fatture I pagamenti ritardati dei Comuni costringono le case famiglia alle anticipazioni di banca, con ulteriori oneri a carico


Primo Piano

30 novembre 2010

A Roma 300 diversamente abili e 500 minori rischiano di finire in strada

Disabili abbandonati al loro destino

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Servono 3 milioni di euro, ma Comuni e Regione intanto continuano a tagliare i fondi Contro corrente

di Gianluca Contiero

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isabili, bambini, adolescenti, minorenni disagiati. Se nella Regione Lazio non si corre ai ripari presto ci saranno migliaia di nuovi senzatetto, che oggi sono già costretti a fare i conti con gravi difficoltà fisiche, motorie e psichiche. Che ogni giorno hanno bisogno di continua e qualificata assistenza per stare al passo con il mondo che li circonda. Le case famiglia regionali, infatti, versano in pessime condizioni economiche e non riescono più a fare fronte alle spese necessarie per continuare a garantire il servizio a chi ne ha bisogno. Emblematico il caso delle 55 strutture che si trovano all’interno del territorio comunale di Roma, Ostia compresa, e che rischiano il fallimento, lasciando per strada 300 persone diversamente abili e 500 tra bambini e adolescenti, tutti ancora minorenni. A lanciare l’allarme è stata l’associazione Casa al Plurale, alla quale aderiscono 17 organizzazioni che gestiscono strutture e progetti di solidarietà e integrazione sociale nel Lazio: per sopravvivere hanno bisogno di due milioni e 800mila euro ma il bilancio del Comune capitolino non è certo roseo e i tagli sui fondi loro destinati sono dietro l’angolo. Per scongiurarli e per far sentire la propria voce hanno inviato 60 accorati telegrammi al consiglio comunale romano. «Grazie all’impegno dell’assessore alle Politiche sociali Sveva Belviso il Comune ci ha assicurato un milione di euro – spiega il presidente di Casa al Plurale Luigi Vittorio Berliri – ma la somma purtroppo non è sufficiente a co-

L’Ue tende la mano

prire le spese sostenute». E la situazione non è certamente migliore per le strutture del Mare di Roma; da Fiumicino a Nettuno, passando per Ardea, Anzio e Pomezia, le difficioltà sono le stesse in tutte le città. Le case famiglia oggi ricevono una retta di 97 euro per ogni persona assistita e di 127 euro per i disabili più gravi, mentre per far quadrare i conti servirebbero almeno 206 euro per i pazienti più semplici da curare e 272 per quelli più a rischio. Una bella differenza, alla quale bisogna aggiungere che dal prossimo anno, tornando per un attimo nel territorio di Roma, il Comune pagherà con ritardi di oltre sei

«I soldi ci sono. Bloccate » la Nuvola di Fuksas»

La provocazione

La Nuvola di Fuksas, il nuovo centro congressi di Roma pronto nel 2012, costerà al Comune 270 milioni di euro. Ma per quest’opera i soldi ci sono. Per le case famiglia no. «E allora basta fermare i lavori – è la provocazione di Casa al Plurale – tanto per salvare le nostre strutture sono sufficienti cinque milioni di euro l’anno, e cioè meno del 2% dell’opera di Kuksas». Conti della serva alla mano, con 270 milioni le 55

case famiglia che lavorano ogni giorno sul territorio di Roma potrebbero continuare la loro missione tranquillamente per altri 54 anni. Parte di quei soldi, poi, potrebbe anche essere girata alle stesse strutture impegnate sul litorale capitolino. Ma si tratta solo di una provocazione lanciata dall’associazione e non di un vero progetto, anche se serve a rendere bene l’idea dell’utilizzo che viene fatto delle risorse pubbliche.

mesi le fatture presentate. E questo vuol dire che i gestori delle strutture dovranno ricorrere alle anticipazioni bancarie, accollandosi un costo aggiuntivo del 3%. Poi c’è anche il taglio di un quarto al fondo del cinque per mille. Insomma chi nel Lazio e lungo il Mare di Roma lavora con giovani disagiati e disabili dovrà inventarsi un modo per sopravvivere. Per garantire la

necessaria assisenza a tutte quelle famiglie che a questi centri si rivolgono per trovare il giusto conforto e l’aiuto necessario a tirare avanti in condizioni difficili, quando il resto del mondo spesso gli volta le spalle. Il problema è che questo già avviene e stavolta agli ulteriori tagli possono fare fronte solo le istituzioni. L’appello è stato lanciato: le case famiglia del litorale romano oggi hanno bisogno soltanto di riavere indietro almeno una parte degli aiuti elargiti, sotto forma di assistenza costante, a coloro che di questa assistenza sono costretti a vivere. Nella speranza che la risposta delle istituzioni, almeno stavolta, non tardi ad arrivare.

Altro che anno dedicato alle attività di volontariato. Il 2011 rischia di diventare l’anno nero delle associazioni che prestano assistenza a disabili e disagiati sociali. «La riduzione del 75% del 5 per mille - spiega l’europarlamentare del Pd Patrizia Toia - decisa dal Governo è incredibile. Pocopiù di un mese ci separa dal 2011, anno che l’Europa ha deciso di dedicare alle attività di volontariato. E proprio per questo l’Unione Europea ha stanziato un bilancio pari a 8 milioni di euro. Ancora una volta però il Governo italiano si dimostra miope e poco lungimirante». O almeno così sembra. «Mi unisco allo sconcerto delle associazioni del terzo settore - conclude Toia - augurandomi che al Senato prevalga il buon senso e che al 5 per mille vengano ripristinati fondi adeguati».

Di cosa si occupano

Assistenza continua Le case famiglia sono delle comunità residenziali di tipo familiare. Sono cioè delle normali abitazioni in cui operatori specializzati coordinano le attività e la vita delle persone che ne fanno parte e che collaborano nella gestione della casa. Generalmente, gli ospiti sono bambini e adolescenti che non possono vivere con le loro famiglie. La richiesta di ospitalità in una casa famiglia deve essere inoltrata ai servizi sociali del proprio Comune di residenza, che valuta la situazione personale caso per caso e che, se necessario, può coprire i costi della retta per l’ospitalità concessa in modo parziale o totale.


Strutture mordi e fuggi per i più piccoli

Il fallimento

Primo Piano

30 novembre 2010

Le adozioni neonatali sono rapide. Più difficile per chi ha tra i 12 e i 18 anni di Gianluca Contiero

I tempi di permanenze nelle case famiglia diminuiscono sempre di più. A lavorare per trovare una sistemazione definitiva agli ospiti, una casa dalla quale non spostarsi più e una famiglia in grado di volergli bene, c’è il Centro di Orientamento all’Accoglienza dei minori da zero a 18 anni, che opera nelle strutture di Roma e Provincia. Il servizio è nato nel 2003 e il suo compito è quello di indirizzare le domande di accoglienza all’interno delle diverse strutture del territorio. Il passaggio nel-

le case famiglia per i più piccoli, bambini e bambine d’età compresa tra zero e tre anni, è davvero molto limitato, perché spesso sono solo in transito verso un’adozione definitiva. Di solito c’è un Tribunale che ha decretato l’allontanamento dalla famiglia d’origine e in questi casi l’adozione avviene in tempi molti ristretti. Per chi ha un’età compresa tra tre e 11 anni, invece, il periodo da trascorrere in casa famiglia si aggira intorno ai due anni, dopodichè ci sono tre soluzioni: l’affidamento, l’adozione oppure il rientro nel proprio nulceo d’ori-

gine. Più aumentano i problemi, però, e più aumenta il periodo di

permanenza nelle apposite strutture, che nei casi di diversamente abili e giovani alle prese con malattie può essere molto lungo. Più complicata, infine, la situazione che riguarda i ragazzi dai 12 ai 18 anni, che spesso finiscono per passare da un centro all’altro perché per loro trovare una diversa sistemazione è molto difficile. Anche se in alcuni casi è meglio vivere in una buona e solida casa famiglia, che magari non rischia di chiudere da un momento all’altro, piuttosto che in un nucleo costretto a vivere difficoltà a cui non riesce a fare fronte.

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Molti ragazzi accolti nelle case famiglia provengono da adozioni fallite. Durante la preadolescenza e l’adolescenza i giovani, infatti, accusano molte difficoltà e se la famiglia non è solida l’adozione rischia di trasfor marsi in un fallimento. Il problema principale, comunque, è il mancato sostegno da parte degli addetti ai lavori e delle istituzioni nei confronti del nucleo che accoglie il ragazzo.

Da Nettuno a Fiumicino le case famiglia versano tutte in pessime condizioni economiche

Finiti i soldi ci rimettono i disabili

L’ex Ri.Rei. messo più volte all’asta. Mentre il centro Argos è al capolinea

Villa D’Agapiti affittata all’Oikos

Lo strano caso

di Mario Scagnetti

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(mario.scagnetti@reporternews.it)

a Fiumicino a Nettuno la situazione è sempre la stessa. Una moria di case famiglia che rischiano la chiusura a causa delle difficili condizioni economiche in cui versano, nonostante il loro sia un lavoro quotidiano e fondamentale per garantire la migliore esistenza possibile a ragazzi disabili e disagiati. Passaggi di consegne da una cooperativa all’altra, centri carenti dal punto di vista strutturale, attività che vengono sempre meno perché senza soldi tutto è più difficile. Emblematico il caso del centro Rsa ex Anni Verdi di Anzio, che è passato per la gestione di Ri.Rei e per quella della Massimliano Kolbe, transitando anche per la gestione del personale che fa capo all’associazione un Sorriso per Tutti, arrivando alla vendita all’asta del centro e al rischio che i 19 pazienti rimasti debbanno essere indirizzati da altre parti, con tutto i disagi che i cambiamenti generano in pazienti molto sensibili. «l’Ex Anni Verdi ha lasciato dei debiti con le banche e ci sono state varie

aste per aggiudicarsi la strutture, tutte andate deserte. All’inizio ci prendevamo cura di 30 pazienti – racconta una dipendente oggi in cassa integrazione – ma poi alcuni sono stati trasferiti perché i responsabili hanno provato a chiudere il cnetro. E così sono venute meno anche le attività di ippoterapia, nuoto e palestra che producono ottimi risultati in persone affette dal morbo di Down, con ritardi mentali e con forme di autismo più o meno gravi». Il nodo centrale della questione, ovviamente, è legato all’aspetto economico, anche se a breve pare che la Asl

di Albano possa sbloccare dei fondi e permettere ai dipendenti di ricevere un mese e mezzo di stipendi arretrati e il trattamento di fine rapporto. «Abbiamo anche provato a chiedere la disponbibilità di alcuni locali di Villa Albani – aggiunge la donna – ma saranno oc-

cupati da pazienti che oggi sono in un altro padiglione della stessa struttura e forse saranno trasferiti solo alcuni ragazzi. Ma per loro dividere il gruppo non è la soluzione migliore». A rischio anche il centro Argos di Nettuno, che nell’arco di un anno si prende cura di circa 100 ragazzi. E il problema è di nuovo di natura economica. Argos rischia di chiudere i propri battenti già a dicembre, creando numerosi disagi ai ragazzi diversamente abili, con le famiglie costrette a cercare soluzioni alternative e i pazienti a separarsi dai loro amici fisioterapisti.

Trovare la struttura giusta dove mettere su una casa famiglia non è assolutamente semplice. Devono combaciare alla perfezione esigenze di bilancio, molto ristrette per le associazioni che la gestiscono, e spazi, molti ampi invece per ospitare ragazzi e ragazze. Quando tutto s’incastra è quasi un miracolo, ma se poi viene fuori che dietro c’è la malavita la situazione assume contorni paradossali. Ma proprio questo è successo all’Oikos 2 di Nettuno, dove avevano trovato alloggio giovani affetti da autismo. L’associazione che ha gestito il centro non poteva sapere, ma la casa affittata era stata prima la dimora di Franco D’Agapiti, implicato nelle indagini che hanno portato allo scioglimento del consiglio comunale nettunese, e poi una delle sue imprese. La ricerca dell’associazione Oikos, che già gestiva un centro a Roma in convenzione con il Comune e ne cercava un secondo, era durata tre anni, poi era arrivata la villetta rosa con giardino e sanpietrini artistici. L’affitto era alto ma l’adesione e la vittoria di un bando regionale avevano permesso al sogno di avverarsi. Poi è arrivato l’incubo, ma responsabili e genitori non sapevano nulla del loro padrone di casa e ogni mese versavano regolarmente 2.000 euro per le mura e altri 6.000 per l’affitto di letti, cucina industriale e oggetti di uso quotidiano nella struttura. (M.S.)


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Politica Bocchino minacciato di morte Fiumicino

La Regione vara il Piano Casa. E le spiagge tornano visibili

Nuovo look per la costa Cubature premio per chi abbatte manufatti realizzati sul demanio e Cabina di Regia per il turismo

30 novembre 2010

La scienza al posto della piscina La proposta

A

Una lettera di minacce recapitata al capogruppo di Futuro e Libertà alla Camera dei deputati, e partita da Fiumicino. E’ questo su cui stanno lavorando gli investigatori locali. La crisi governativa, il distacco dei finiani, il voto di sfiducia oltre a causare divisioni nella maggioranza ha provocato anche ripercussioni in tutti i piccoli gruppi locali, e l’ex Pdl Bocchino è stato visto come lo scissionista per eccellenza. Ma agli attacchi verbali sono seguiti quelli scritti, una lettera inviatagli e risultata essere spedita da Fiumicino, in cui il politico viene definito «cancro della democrazia» del quale è stata «decisa la sua estirpazione», attraverso «un'arma silenziosa e potente che può estirpare da 300 metri». Nella lettera si legge inoltre, secondo quanto riferiscono, che chi effettuerà questa «estirpazione vincerà la somma di 100 euro». (M.C.)

rdea, Lavinio, Torvaianica, possono cambiare aspetto e finalmente al posto del cemento che ha occupato spiagge e terreni, potrà ricomparire la sagoma azzurra del mare. Con il nuovo Piano Casa varato dalla Regione Lazio, infatti, il litorale può davvero cambiare volto, grazie ai significativi premi di cubature previsti in cambio della demolizione di manufatti in terreni adiacenti la litoranea. Sono i punti salienti del Piano Casa che lo stesso Luciano Ciocchetti, vicepresidente del Lazio e assessore all’Urbanistica, è venuto a spiegare ad Ostia, presso la stabilimento Salus nel corso del convegno «Il nuovo Piano Casa, sviluppo e prospettive per il territorio ed il litorale del XIII Municipio». Per Ardea, dove è partito un programma di demolizione di manufatti abusivi realizzati in area demaniale e Torvaianica, si tratta di un’occasione concreta per riqualificare i propri lungomare e recuperare la visibilità del mare, oggi nascosto da palazzine e condomini venuti su abusivamente negli anni ‘70. «Saranno favoriti –sottolinea Ciocchetti – i programmi integrati di riordino delle periferie e di riqualifi-

cazione ambientale del litorale marino per restituire la fascia costiera alla naturale fruibilità attraverso premi di cubatura, fino al raddoppio di quella esistente da edificare in altro sito. La sostituzione edilizia attraverso la demolizione e ricostruzione consentirà il rinnovo del patrimonio edilizio esistente, con il ricorso ad un’architettura biosostenibile, con il contenimento dei consumi energetici, l’uso di materiali ecocompatibili di nuova generazione ed evitando il consumo di ulteriore territorio». Una vera rivoluzione che si inserisce, per quanto riguarda il futuro

sviluppo del litorale romano, nei programmi di sviluppo allo studio della Cabina di Regia del Mare regionale, uno strumento necessario ad affrontare le questioni principali che riguardano da vicino la costa laziale. «La Cabina di Regia del Mare – aggiunge Ciocchetti – è nata anche con l'intento di favorire il confronto tra le parti istituzionali, nell’ottica di creare i presupposti per coordinare e integrare tutte le scelte relative alle zone costiere del Lazio, avviando una vera politica di rilancio del settore turistico e balneare».

Recuperare ciò che è stato costruito della piscina comunale mai nata e trasformarlo in un padiglione scientifico. Questa l’idea del consigliere comunale Valerio Vettori, che vuole recuperare l’area all’interno del parco Palatucci e renderla disponibile per la crescita culturale e scientifica delle nuove leve di Nettuno. «All’interno del padiglione, che sfrutterà tutti i più recenti accorgimenti relativi all’energia all’alternativa, ci saranno percorsi scientifici per i bambini d’età compresa tra i tre e i 12 anni. Per realizzare l’opera si potrebbe fare ricorso ai finanziamenti regionali, mentre per arrivare al progetto finale si dovrà fare affidamento allo strumento del concorso, in maniera tale da promuovere la partecipazione dei cittadini».


30 novembre 2010

Il Sindaco di Ardea ha la soluzione ai problemi di viabilità del litorale

La metro del mare per arrivare a Roma

Politica

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In breve Nettuno

Il progetto prevede la realizzazione di pontili sulla costa e traghetti veloci

L

di Cosimo Bove

Tirocchi si dimette

(cosimo.bove@reporternews.it)

a rivoluzione deve necessariamente partire dal mare. Un territorio che dalla sua costa trae ispirazione non può prescindere da questo. Altro che Roma-Latina e metropolitana leggera. Le infrastrutture sono essenziali, ma la via di trasporto del futuro è il mare. L’idea la lancia, senza nessuna vena provocatoria, il sindaco di Ardea, Carlo Eufemi. «Il nuovo progetto della Pontina non ci piace - spiega il primo cittadino - ed Ardea a differenza di tanti altri comuni non ha neanche un’uscita principale. La situazione della mobilità su questo quadrante è disastrosa, e non sarà certo la nuova Pontina a risollevarla. La realtà è che mancano dei collegamenti efficienti verso Roma e che purtroppo in città non abbiamo neanche una stazione ferroviaria, così come d’altro canto succede a Pomezia». Una panoramica allarmante, considerando la mole di traffico che quotidianamente invade le arterie di collegamento con la capitale, gli incidenti e la pericolosità di strade ormai disastrate come la Pontina e la Nettunense. «Il mare va sfruttato per quello che è - continua Eufemi e cioè una risorsa. Dobbiamo iniziare a pensare ad un sistema di aliscafi che possa trasportare persone fino a Roma, soprattutto nel periodo estivo, ma non solo. Basterebbe semplicemente realizzare dei pontili a costi an-

Piero Tirocchi presenta le dimissioni dalle Commissioni “Attività Produttive - Gestione Servizi Turismo”, e “Decentramento e Partecipazione” del Comune di Nettuno. Una scelta motivata così: «Non si capisce l’utilità di una commissione consiliare, quando le decisioni vengono prese in altre sedi da altre persone. Non mi è permesso di lavorare, per il bene della mia città, in maniera trasparente».

Fiumicino

che piuttosto limitati rispetto alle cifre faraoniche che si leggono in questi giorni sui giornali, e così facendo si potrebbe creare un sistema di collegamento ve-

loce su tutto il litorale romano, da Nettuno fino a Fiumicino. E poi il Tevere è già navigabile, perché non prevedere un battello veloce che trasporti persone fino alla capitale?». Un’idea ambiziosa quella del primo cittadino di Ardea, che rincara la dose. «Noi sul territorio vogliamo portare persone – spiega – non automobili. Quindi una sorta di “metropolitana del mare” potrebbe essere utile alla causa, sempre in abbinamento con altri sistemi di trasporto, come la metro leggera. Ho già chiesto la consulenza di esperti del settore, e spero entro la fine dell’anno di

essere in grado di organizzare un convegno per illustrare il progetto di cui parlo». Un progetto che ha già dato risultati inaspettati in altre parti d’Italia, come in Campania, dove il “Metrò del mare” serve da collegamento per i passeggeri in transito nel golfo di Napoli, nel golfo di Salerno, e nel Cilento. Almeno durante il periodo estivo. E lo stesso, nei progetti del primo cittadino di Ardea, potrebbe accadere sul litorale romano. Un volano per il turismo della zona ed un modo efficace di risolvere parte dei problemi di viabilità che affliggono il litorale.

Donne in azione cerca adepte

Il Comitato Donne in Azione per il Pdl di Fiumicino in occasione della “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne” (25 novembre scorso), esprimendo un suo pensiero di vicinanza e solidarietà contro ogni forma di violenza e sopruso, ha aperto «a tutte quelle donne che volessero interessarsi del territorio, contribuendo alla sua crescita, con suggerimenti e azioni positive».


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Cronaca

La Campania è dietro l’angolo

Allarme rifiuti nel Lazio. Ma il Mare di Roma primeggia nella raccolta differenziata

Ad Anzio pronto a partire il porta a porta e Ostia alza la media di tutta Roma. De Angelis (Fli): «Ci vogliono Educazione e termovalorizzatori»

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di Marco Ciapetti

n Campania è esploso il secondo allarme immondizia in soli due anni. Il Lazio, invece, si avvicina a passi sempre più veloci al suo esordio nel campo della spazzatura in strada e nella classifica delle Regione a più alto rischio occupa la poco ambita seconda piazza. Sotto accusa è finito il Piano Rifiuti redatto tra il 2009 e i primi sei mesi del 2010, quindi in piena compartecipazione tra le amministrazioni di Centrosinistra e Centrodestra che si sono alternate in questo periodo. La situazione è critica ma c’è ancora una via di fuga, inserita proprio nel bistratto piano e da centrare a tutti i costi per allontanare lo spettro della crisi: il 65% della raccolta differenziata che tutti i Comuni devono raggiungere entro il 31 dicembre del 2012. E le città del Mare di Roma sono al lavoro proprio per raggiungere questo traguardo. Il Comune di Anzio, seppure con

qualche ritardo e numerose polemiche, è pronto per lanciare il servizio porta a porta nel quadrante di viale Marconi, nella zona di Anzio Colonia; il quartiere ospita 2.200 utenze e questa sperimentazione sarà utile per migliorare il servizio da estendere dopo circa un mese a tutto il resto della città. Leggermente più indietro, invece, la città di Nettuno, ancora alle prese con la fase del censimento delle utenze alle quali bussare alla porta per farsi consegnare i rifiuti prodotti. A Fiumicino, salvo qualche sporadico caso, la raccolta differenziata è distribuita regolarmente sul territorio e la frequenza di raccolta è ormai standardizzata nelle abitudini cittadine. Quello che manca è la conoscenza dei cittadini della raccolta differenziata dei rifiuti. In pochi la effettuano, ancora meno la conoscono a fondo, e ancora di meno sono interessati al problema. Paradossale, in positivo, invece il caso del XIII Municipio di Ostia dove la differenziata funziona abbastanza

bene, mentre la Capitale arranca e chiede una deroga al Piano regionale, visto che dovrebbe essere in grado di raggiungere quota 35% di raccolta differenziata soltanto nel 2014. A Ostia e dintorni i cassonetti per la differenziata sono in ogni strada, la raccolta viene effettuata con regolarità e mai si è assistito a secchi stracolmi e immondizia in strada. Dalla scorsa estate, anzi, il servizio di raccolta differenziata è stato reso fruibile anche ai sette cancelli posti sulle dune di Castelporziano. Oltre ad attivare il servizio di raccolta per i punti ristoro presenti nell’area, dal

primo al settimo cancello, l’Ama ha rifornito le aree parcheggio e i punti di accesso di 10 cassonetti e 50 trespoli per carta, cartone, vetro, plastica e metallo. Soluzioni alternative alla differenziata, infine, arrivano dal senatore Candido De Angelis (Fli): «Dobbiamo compiere degli sforzi economici per sensbilizzare gli utenti, per educarli e per incentivare i sistemi porta a porta. Inoltre c’è necessita di individuare nuove discariche e di installare i trmovalorizzatori, essenziali per scongiurare evitare al lazio di vivere una situazione simile alla Campania».

tivo prefissato di ridurre i rifiuti per dare il via alla vecchia e insostenibile logica impiantistica, con nuovi inceneritori e l’allargamento delle discariche». L’associazione ambientalista non ce

l’ha con il Nuovo Piano del Lazio, ma contro il modo di applicarlo: «Il progetto fissa degli obiettivi interessanti – aggiunge Crtistiana Avenali – e per non farlo rimanere sulla carta, come successo più volta in passato, è necessaria la massima chiarezza sulle azioni, i tempi, le strategie, gli investimenti e il coinvolgimento degli Enti locali per attuarlo».

Legambiente non ci sta e chiede chiarezza « Basta con la vecchia logica impiantistica»

«Lanciare il nuovo Piano rifiuti mettendo le mani avanti con la richiesta di una deroga sulla raccolta differenziata non è certo una buona partenza. È inaccettabile contemplare in via preventiva

una sorta di Piano B, chiamato eufemisticamente “scenario di controllo» tuona Legambiente, per bocca della direttrice del Lazio Cristiana Avenali. «Non si può augurare il fallimento dell’obiet-

30 novembre 2010

E’ lotta agli ingombranti

Placidi raddoppia: «Nuovo Usa e Getta» Il caso è chiuso. L’assessore all’Ambiente del Comune di Anzio, Patrizio Plaqcidi, non lascerà il suo incarico. La polemica, con tanto di richiesta di dimissioni, è scoppiata durante il consiglio comunale e l’oggetto del contendere è stato il progetto di raccolta differenziata porta a porta. «Il Partito Democratico mi ha chesto delucidazioni – spiega Placidi – e ho fornito loro tutte le informazioni, poi due consiglieri di maggioranza mi hanno chesto di approfondire la questione e ho risposto che lo avrei fatto volentieri riunendo tutta l’amministrazione. È stata una battaglia politica basate su delle interpretazioni. Avvieremo il porta a porta, ma vogliamo farlo senza errori». Altro che dimissioni, Patrizio Placidi raddoppia pure: «Inoltre stiamo lavorando per aprire il secondo centro Usa e Getta (struttura adibita alla raccolta gratuita dei rifiuti ingombranti ndr) – conclude l’Assessore – e abbiamo scleto di realizzarlo alla periferia nord della città di Anzio». (M.S.)


30 novembre 2010

Il Lazio la Regione più a rischio d’Italia, con 91 Comuni oltre i limiti

Arsenico nell’acqua del rubinetto

Cronaca

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In breve L’esperto

Ad Anzio e Nettuno tracce evidenti. Meglio nella zona di Ostia di Francesco Pastoressa

A

(francesco.pastoressa@reporternews.it)

« Attenzione » ai filtri»

Acqua a rischio, ma attenzione ad eccedere con i filtri. «Si rischia di bere un prodotto - avvertono dal Consiglio nazionale dei chimici - più pericoloso per la salute di quello iniziale. Colpa dell’aumento della carica batterica che può prodursi se non si utilizzano più che correttamente questi strumenti».

Istituto di sanità

consentito per legge. «Su alcuni casi particolari dei comuni da noi gestiti - spiegano da Acqualatina Spa - la società ha già concentrato la propria attenzione, studiando un piano di azioni a breve e a lungo termine». Migliore la situazione ad Ardea, dove il Comune spiega: «L’acqua dell'acquedotto comunale di Ardea è potabile e tutti i valori rientrano ampiamente nei limiti consentiti dalla legge. Il problema spiega comunque l’amministrazione - potrebbe verificarsi soltanto con alcune utenze che utilizzano acqua proveniente da pozzi privati. In questo caso è op-

I numeri del pericolo

La scheda

ttenzione a quello che beviamo. Le analisi parlano chiaro: c’è troppo arsenico nell’acqua che esce dai rubinetti. 128 Comuni italiani sono oltre i limiti, 91 solo nel Lazio, 100mila cittadini coinvolti dal problema. Così l’Unione Europea boccia le deroghe richieste per le forniture nelle regioni Campania, Lazio, Lombardia, Toscana, Trentino Alto Adige e Umbria. In particolare, essendo, per legge, il limite fissato a 10 microgrammi per litro, per la commissione Ue, «occorre autorizzare unicamente deroghe per valori di arsenico fino a 20 microgrammi al litro». Ovvio, considerando che «valori di 30, 40 e 50 microgrammi per litro, così come richiesto in alcuni casi - continua l’Unione Europea - determinerebbero rischi sanitari superiori, in particolare talune forme di cancro». Vero, perché gli esperti hanno spiegato che l’assunzione di questo veleno, in misura eccessiva e per un lungo periodo, può portare seri danni alla salute. Ed alcuni dei Comuni del litorale romano, nel valore consentito per legge (10 microgrammi per litro) rientrano proprio per il rotto della cuffia. E’ il caso di Anzio e Nettuno, dove i valori riscontrati di arsenico nell’acqua sono oggi pari, così come spiegato anche da Acqualatina (la società che gestisce il servizio, ndr), a 9,8 microgrammi per litro. Appena 0,2 microgrammi sotto il limite

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La soglia di microgrammi di arsenico che non deve essere superata per legge in un litro d’acqua

128

I Comuni italiani che superano il limite di arsenico consentito

91

Le città del Lazio che hanno troppo arsenico nell’acqua

portuno far analizzare l’acqua e attendere l’esito positivo delle analisi prima di destinarla al consumo umano al fine di verificare se i valori rientrano nei parametri stabiliti dalla legge». Stesso discorso nella zona del XIII Municipio, dove l’Acea tranquillizza i suoi clienti. «Nell'acqua che viene dall’acquedotto del Peschiera Le Capore, che serve Roma, non c’è assolutamente alcun contenuto di arsenico». I cittadini vogliono chiarezza, vogliono sentirsi liberi di bere l’acqua dal rubinetto di casa senza problemi. E senza alcun rischio per la propria salute.

« Allarmismo » esagerato»

L’istituto superiore di sanità smorza i toni. «Si tratta di un allarmismo esagerato. I limiti stabiliti dall’Unione europea e dall’Organizzazione mondiale della sanità riguardano l’assunzione per tutto l’arco della vita». I rischi per la contrazione di alcune forme di cancro ci sono, ma «dipende dalla durata dell’esposizione».


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Cronaca

30 novembre 2010

L’Ascom lancia in un convegno il suo progetto per la rinascita e lo sviluppo di Ostia

« Basta colate » di cemento»

Per programmare il futuro bisogna ripartire dalle proprie tradizioni, valorizzare il territorio e soprattutto fare riferimento all’esistente. Questo il tema principale del convegno “Progettualità e tutela:le opportunità per il litorale romano” organizzato dall’Ascom ad Ostia Antica. «Dobbiamo iniziare a progettare il futuro sviluppo - ha detto il presidente dell’Ascom Luca Capobianco - tenendo ben presente quello che abbiamo .e valorizzando

l’esistente. Non possiamo continuare ad accettare nuove colate di cemento che arrivano dall’alto. La cultura fa crescere il territorio e consente di acquisire consapevolezza di quello che siamo, di dove vogliamo andare e di cosa fare». Il primo risultato concreto è stata l’apposizione del vincolo monumentale alla Palazzina B di Adalberto Libera sul lungomare Duilio. Da anni le palazzine realizzate da Libera sul lungomare sono meta abituale

Stabilimenti aperti anche d’inverno L’Assobalneari studia la trasformazione degli impianti con “ricettività leggera”

per tutti gli studiosi di architettura del mondo, ma di fatto, le palazzine erano esposte ad eventuali danneggiamenti provocati da restauri edili. Con il vincolo, ogni intervento dovrà essere verificato dalla Soprintendenza. «Il vincolo - ha detto il professor Alfredo Passeri, docente a Roma Tre - deve essere esteso al più presto agli altri edifici di Libera presenti sul lungomare ed alle palazzine (il palazzo Pappagallo) disegnate da Marchi». (E.B.)

Intanto l’assessore regionale al Turismo Zappalà boccia l’ipotesi di ripascimento

L

di Enzo Bianciardi

a prossima scadenza del 2015, con le concessioni balneari a bando ed il federalismo fiscale alle porte, sono stati i fili conduttori di un’assemblea allargata dell’Assobalneari, svoltasi al “Salus”, alla quale ha partecipato anche l’assessore regionale al Turismo Stefano Zappalà. Un confronto che ha visto la partecipazione anche del sindaco di Fiumicino Mario Canapini e del primo cittadino di Ladispoli Crescenzio Paliotta, oltre al “padrone di casa” Giacomo Vizzani, presidente del XIII Municipio.

Tante le novità e le idee veicolate nel corso dell’incontro, tra cui: gli stabilimenti aperti tutto l’anno e non solo d’estate con possibilità di attivare, all’interno degli impianti, anche una “ricettività leggera”. Un’attività, dunque, a tutto campo che conferma la nuova denominazione di imprese turistiche per le concessioni balneari prevista in ambito europeo. Il nodo del dibattito verteva, ad ogni modo, sull’imminente adozione del Federalismo demaniale e di tutte quelle azioni che la Regione Lazio è chiamata a mettere in campo per non farsi trovare impreparata al passaggio delle competenze sul demanio ma-

rittimo. In particolare, Renato Papagni, presidente dell’Assobalneari ha voluto sottolineare: «Ancora oggi il demanio marittimo regionale si presenta sprovvisto di Piano della Costa, fondamentale strumento di pianificazione urbanistica e turistica al tempo stesso. In previsione dell’attuazione del federalismo demaniale, la Regione Lazio non può più indugiare, bensì stabilire, con la massima urgenza e puntualità, la definizione turistica delle singole aree demaniali, con tutti i risvolti urbanistici del caso. Solo attraverso una meticolosa pianificazione territoriale potremo permettere ai concessionari di tali aree di pro-

grammare interventi coerenti sotto il profilo urbanistico, legittimi ed in linea con l’obiettivo condiviso delle pluralità dell’offerta turistica regionale». Un invito formale ad operare raccolto dall’assessore Stefano Zappalà il quale ha replicato: «Il Turismo è diventato materia comunitaria. Servono, a riguardo, regole fisse ed univoche in tutta la regione. Non è possibile, ad esempio, che al mese di maggio i concessionari siano ancora in attesa di tutti i permessi necessari per avviare la loro attività. Entro gennaio daremo il via ad una serie di consultazioni con tutti i comuni costieri per arrivare ad una definizione univoca delle proce-

dure e dei tempi». Uno snellimento burocratico che Zappalà ha promesso chiaramente. Doccia fredda, infine, ai balneari che chiedevano un intervento di “somma urgenza” per fermare l’avanzare dell’erosione, ai quali Zappalà ha risposto: «Quello del semplice riporto di sabbia resta un provvedimento tampone che risolverebbe le questione erosiva per soli tre mesi».


30 novembre 2010

Approvato all’unanimità dai soci del porto di Nettuno l’aumento di capitale per 5 milioni

La Marina riempie le casse

Il pagamento avverrà in tre tranches: il 40% immediatamente, il 40% entro marzo 2011, ed il restante 20% alla fine di giugno del prossimo anno

S

di Cosimo Bove

(cosimo.bove@reporternews.it)

oci e dipendenti del porto turistico Marina di Nettuno potranno dormire sonni tranquilli. Anche se, per farlo, stavolta hanno dovuto pagare di tasca loro. L’assemblea degli azionisti del circolo nautico ha infatti deliberato, nei giorni scorsi, l’aumento del capitale sociale per circa 5 milioni di euro. In sostanza, un euro ad azione che i soci dovranno versare nelle casse della Marina. Il pagamento è previsto in tre tranches, in modo tale da non influire troppo sul portafogli degli azionisti, e di assicurare comunque una certa liquidità alla Spa: il 40% dovrà essere versato entro i prossimi venti giorni, il 40% alla fine di marzo 2011, ed il restante 20%

entro il 31 giugno del prossimo anno. E pur non facendo riferimento alla possibilità di un fallimento, ai soci della Marina sono stati chiesti dei contributi extra perché questo è «quanto dovuto per il prolungamento dell’utilizzo dei beni sociali di 28 anni». Dopo le proteste dei lavoratori dell’Antares Corporation Group e le polemiche seguite all’allontanamento dell’ex amministratore delegato Giuliano Valente, sembra che il vento sia girato tra i pontili della Marina di Nettuno. «Finalmente siamo riusciti a tranquillizzarci un po’ - spiega il presidente Umberto Pineschi - anche nella situazione con le banche. La liquidità di cassa era tutto ciò di cui avevamo bisogno per voltare pagina. Sicuramente dopo un periodo buio possiamo dire

che il Marina si è risvegliato, e lo testimonia la presenza all’assemblea dei soci di gente che non si vedeva da almeno 20 anni. Ora dobbiamo sperare nel dissequestro veloce dell’area da parte della Procura, così saremo in grado di ripartire per davvero». Il primo passo sarà quello di pianificare la situazione con la Antares, con debiti complessivi

per 3,6 milioni di euro ed effetti da 300 mila euro in scadenza ogni mese a partire da gennaio 2011. Novità importanti infine, riguardano il consiglio d’amministrazione della società, che ha visto l’ingresso di sei nuovi membri: Palmira Petrucelli, Carmelo Ammasseri, Claudio Carnevali, Arnaldo Gastaldi, Gino Rossi e Antonio Libri.

Cronaca

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Sfratto in vista per i pescatori?

«Vogliono cacciarci». Dal Comune smentiscono Pescatori in allarme sulle banchine del porto di Nettuno. «Ci hanno segnalato – raccontano – che a breve ci manderanno via attraverso il sistema dello sgombero forzato per dare il via alla vendita delle banchine P e Q. A quel punto non si sa che ne sarà di noi. Nonostante siamo qui da circa 25 anni, sembra che a nessuno interessi quale sarà il nostro destino». Sulle banchine “a rischio” sono presenti complessivamente 13 imbarcazioni, per un totale di circa 50 famiglie che traggono sostentamento dal lavoro della pesca professionale. Una storia la loro, che ha inizio circa un anno fa, quando il Comune di Nettuno fece un’ordinanza di sgombero delle imbarcazioni da pesca professionale. Ordinanza alla quale i pescatori risposero con un ricorso al Tar del Lazio. Oggi la storia sembra ripetersi, anche se le barche da pesca sono ancora lontane dall’essere mandate via. «Stiamo semplicemente esaminando le carte - spiegano dalla Polizia municipale di Nettuno - e al momento non c’è assolutamente nulla di concreto». Le famiglie dei pescatori possono tirare un sospiro di sollievo. (C.B.)

Il Labur evidenzia i rischi derivanti dal progetto del bacino nella zona di Fiumara Grande

Al Lido raddoppio con pericolo in agguato

«Nessun argine sul Canale di Fiumicino: le case potrebbero essere travolte dalla piena»

I

di Enzo Bianciardi

l XIII Municipio ha dato il via libera al raddoppio del porto. L’opera andrà a cancellare, di fatto, la spiaggetta dell’Idroscalo da dove partirà la nuova banchina portuale. Il nuovo bacino sarà di circa 160 ettari di superficie (rispetto agli attuali 90) e prevede la realizzazione di un molo esterno, con ingresso a sud-est. Le previsioni parlano di 36 mesi di lavori ed una spesa di 89 milioni di euro: un fiume di denaro per la realizzazione di ulteriori 814 posti barca. Alla fine però, il porto di Ostia conterrà oltre 1400 imbarcazioni, dalle piccole derive di 4 Un istituto tecnico nautico sul territorio di Anzio e Nettuno. Questa l’idea di Romeo De Angelis, consigliere comunale e provinciale del Pdl, che ha già avviato l’iter per la realizzazione di questa scuola. «Sto portando avanti l’idea di un Istituto Tecnico Nautico ad Anzio e Nettuno - spiega il consigliere del Pdl - e l’ho le-

metri sino ai maxi-yacht di 40-50 metri. Il bacino esterno avrà una profondità di 7 metri ed una banchina in grado di ospitare anche gli aliscafi. A completamento degli interventi a terra, sono altresì previsti: 600 posti auto, una passeggiata sui moli, il prolungamento della pista ciclabile lungo tutta la banchina. I risvolti turistici e promozionale per l’intera Ostia ponente sono evidenti. Per gli ambientalisti però i rischi sono altrettanto evidenti. Da una parte l’aumento tendenziale dell’erosione e dall’altra i rischi connessi alla collocazione del sito per l’esondazione del Tevere. Su quest’ultimo punto i tecnici dell’Ati hanno replicato: «Abbiamo avuto pare-

re favorevole all’ampliamento dall'Autorità di Bacino del fiume Tevere (ABT), in funzione del progetto del partitore di Capo due Rami, assumendoci, quando sarà

realizzato, gli oneri di costruzione di un canale scolmatore e di un bacino di raccolta, da realizzare sempre all’interno della nostra area, prima dei cantieri navali Rizzardi, su via dell'Idroscalo». Il partitore di Capo due Rami secondo il “Labur” (laboratorio di urbanistica) è un progetto «datato» (risale a prima del 1983) e si riferisce al punto in cui il Tevere si biforca nel Canale di Fiumicino e nel ramo di Fiumara Grande (zona chiamata appunto Capo due Rami). Un intervento dal costo complessivo di 25 milioni di euro e che consiste in «opere di regolazione dinamica del livello idrico in alveo, mediante la realizzazione di una traversa mobile

Un Istituto tecnico nautico per la formazione dei giovani

gata concettualmente alla realizzazione del nuovo porto di Anzio che si fa sempre più vicina e che porterà alla creazione di moltissimi posti di lavoro in attività inerenti alla

nautica. Già adesso servirebbe una scuola di questo genere sul territorio per fornire la formazione specifica ai ragazzi che vogliono lavorare nel settore nautico. Attualmente gli unici

due istituti di questo tipo nel litorale sud laziale si trovano a Roma e Gaeta e sarebbe impossibile per gli studenti anziati e nettunesi frequentarli e avere la giusta formazione senza

a scomparsa sul fondo, in relazione alla misura della portata transitante nel canale navigabile». In pratica, attraverso il partitore, se si dovesse verificare la piena di riferimento ultracentennale del Tevere, tutta l’acqua verrebbe convogliata per il ramo di Fiumara Grande, essendo il canale di Fiumicino privo di argini nel tratto dell'abitato. Un’eventualità remota ma, comunque, possibile che potrebbe comportare la demolizione degli abitati dell’Idroscalo e del Passo della Sentinella, ipotesi contro la quale si sono mobilitati i residenti, i quali chiedono, invece, subito le opere di difesa che i privati non hanno mai realizzato.

che questo comporti un notevole aggravio economico sulle loro famiglie». L’ennesima possibilità di crescita del litorale da sfruttare in concomitanza con la creazione di infrastrutture in grado di rilanciare l’economia della zona e garantirle un futuro migliore. La sfida è stata lanciata. Ora la palla passa nelle mani delle istituzioni.


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Cronaca

Parentopoli all’Atac. Tutti a lavoro

30 novembre 2010

Esplode il caso delle assunzioni facili all’interno dell’azienda romana di trasporti

In due anni sono entrate direttamente in azienda 854 persone, per un costo totale di 50 milioni

Alemanno vuole vederci chiaro

di Mario Scagnetti

Inchiesta interna

«A

(mario.scagnetti@reporternews.it)

ndiam, andiam, andiamo a lavorar». Tutti all’Atac. L’azienda che gestisce il trasporto pubblico di Roma e che negli ultimi due anni ha aperto le proprie porte a mogli, figli, parenti e amici. Ma ora che sono saltati fuori gli altarini è scoppiato lo scandalo: 854 assunzioni per chiamata diretta, persone dal curriculum incerto e quasi sempre piazzate ai posti di comando dell’azienda e un impegno di spesa di circa 50 milioni di euro l’anno che ha portato l’Atac, ovvio che non si tratti dell’unico ed esclusivo motivo, al tracollo finanziario. Tra Trambus e Atac il recordman di parenti e amici che lavorano in azienda spetta all’ex amministratore delegato Adalberto Bertucci, con lui ci sono il marito della figlia, Patrizio Cristofari, responsabile del Mantenimento Opere Civili e Impianti, il nipote Fabio Giangreco e la sua ex segretaria Francesca Romana Zadotti, prima capo Conformità, Rischio e Certificazioni di Atac e da luglio consigliere delegato di Trambus Open. Ma siccome il presunto nepotismo che ha colpito l’Atac sembra essere contagioso la Zadotti ha deci«Il fuoco incrociato tra Pdl e Pd per addossarsi la responsabilità della crisi dell’Atac è inutile e pretestuoso». A parlare è Alessandro Onorato, che partito da ostia oggi il capogruppo dell’Unione di cento all’interno del consiglio comunale di Roma. «Il consiglio d’amministrazione dell’Atac, in cui sono rappresentati sia il popolo della Libertà che il Partito

so di portare con sé la nuora, Carla Marchi, e di piazzarla al Marketing. Nella categoria mogli eccellenti, invece, trovano spazio sia la dirigente Claudia Cavazzuti, sposata con l’assessore all’Ambiente di Roma Fabio De Lillo, e la pittrice Stefania Fois, già compagna dell’ex deputati capitolino di An Marco Marsilio, che si è saldamente piazzata a capo della Comunicazione. Oltre a essere contagioso, poi, il nepotismo scoppiato nelle sale del poter dell’azienda che gestisca il servizio di trasporto pubblico a Roma, sembra essere anche trasversale. Nel senso che riguarda dirigenti, politici e anche sindacalisti,

come il caso del segretario regionale Faisa Cisal autoferrotranvieri Gioacchino Camponeschi, che ha tra i successi annovera le assunzioni di moglie e figlia. E poi ci sono i casi di Mauro Lombardi, già vicesindaco di Guidonia e arruolato come responsabile Acquisti e Monitoraggio Contratti, e del collega in carica a Montelibretti. Ovviamente Adalberto Bertucci, come è anche giusto che sia, ha già iniziato a difendere le proprie scelte, affermando che durante la sua gestione i dipendenti complessivi dell’Atac sono diminuiti di alcune centinaia e negando rapporti così stretti con tutte le persone coinvolte.

Esploso il caso è subito partita l’inchiesta interna. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno, infatti, ha deciso di vederci chiaro e di scoprire cosa sta effettivamente succedendo nelle stanze dei bottoni dell’Atac. Il primo cittadino ha incaricato l’attuale amministratore delegato Maurizio Basile di verificare la veridicità dei fatti, controllando i criteri di assunzione utilizzati nell’ultimo decennio. L’obiettivo di Alemanno è capire se il presunto scandalo coinvolga anche l’ex amministrazione guidata da Walter Veltroni. In quel caso il nepotismo sarebbe trasversale e l’opposizione non potrebbe alzare la voce, come ha subito iniziato a fare. E anche se per il momento la parentopoli sembra confinata agli ultimi due anni, tra due settimane tutto sarà più chiaro.

Giulia dai calendari al tailleur Da cubista a assistente

Giulia Pellegrino è il caso più eclatante della parentopoli scoppiata all’Atac. Un passato fatto di balli sfrenati sui cubi delle discoteche e di calendario sey e un presente come assistente personale di Marco Coletti, che dell’azienda romana che gestisce il servizio di trasporto pubblico su tutto il territorio capitolino, Ostia compresa, è Direttore Industriale. La bella Giulia Pellegrino, inoltre, è anche una delle sister, una sorta di valletta in vesti succinte, del telegiornale locale e sportivo Cinquantesimo Minuto, che sul web riscuote un notevole successo di click attraverso il canale di Youtube.

La soluzione di Alessandro Onorato «Piano industriale senza interessi di partito» Democratico - prosegue lo stesso politico lidense - ha avallato scelte vergognose, come le centinaia e centinaia di assunzione, per di più a scapito sia di autisti e macchinisti e in favore di personale

amministrativo. Tutto questo ha fatto lievitare i costi dell’azienda ma non ha portato nessun miglioramento dal punto di vista dell’efficienza». E così ogni giorno ci sono corse soppresse per carenza

di personale in grado di guidare gli autobus e macchinisti della metropolitana costretti agli straordinari per lo stesso motivo. «Adesso la politica deve compiere non uno ma tre passi indietro. Bisogna

lasciare al nuovo amministratore delegato, Maurizio basile, la possibilità di mettere in campo un reale piano industriale non mediato dagli interessi di nessun partito. Inoltre anche il sindaco gianni alemanno deve cambiare passo: solo in questo modo Roma potrà finalmente avere quel servizio di mobilità puntuale ed efficiente che merita»


Cronaca

30 novembre 2010

Il Cipe ha sbloccato i primi fondi per costruire l’autostrada tra le due città

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Da Roma a Latina a 130 chilometri l’ora

L’opera costerà due miliardi e 278 milioni di euro e 468 sono già pronti. Il progetto sarà finanziato da pubblico, per un massimo del 40%, e privato. La viabilità del Lazio sarà trasformata e la Pontina spedita in pensione di Mario Scagnetti

L’

(mario.scagnetti@reporternews.it)

agonia è stata lunga e il rischio che il progetto restasse per sempre chiuso in un cassetto davvero alto. Il nuovo collegamento autostradale tra Roma e Latina però adesso è una realtà, dopo che l’idea si trascina con varie riforme dal 1990. La strada sarà, ovviamente, a pagamento e andrà a prendere il posto della regionale Pontina, una delle arterie più pericolose e intasate d’Italia. L’annuncio è arrivato dal governatore del Lazio Renata Polverini: «Il

Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) ha dato il proprio via libera al progetto che riguarda il corridoio intermodale Roma-Latina e il collegamento tra Cisterna e Valmontone. L’autostrada che collegherà la capitale d’Italia con il capoluogo pontino è quindi una realtà». L’opera costerà ben due miliardi e 278 milioni di euro e sarà realizzata grazie a un finanziamento coingiunto tra il settore pubblico, che coprirà massimo il 40% della somma finale, e quello privato. I restanti 711 milioni di euro che mancano all’appello, invece, sono già stati in-

seriti nel piano programmatico per le infrastrutture del Governo che va dal 2011 al 2013. Proprio il 2011 è la data storica per l’autostrada, visto che entro i primi sei mesi del nuvo anno dovrebbero essere aggiudicati lavori; mentre il bando di gara sarà pubblicato entro la fine del 2010. Per ora, comunque, sul conto corrente della Roma-Latina ci sono i 468 milio-

ni stanziati dal Cipe e il primo intervento riguarderà la tratta tra Tor dè Cenci e Latina, come ha assicurato il Presidente dell’Anas Pietro Ciucci. E questi lavori dovrebbero concludersi nel giro di sei anni. L’intervento, comunque, riguarderà 68,3 chilometri complessivi di autostrada e altri 31,5 chilometri dell’asse Valmontone-Cisterna, oltre a una serie di opere connesse:

viabilità di adduzione alla barriera di Latina, Borgo Piave più precisamente, per un totale di circa 20 chilometri, divisi tra la tangenziale del capoluogo pontino e il miglioramento della strada provinciale che già oggi collega proprio Borgo Piave a Foce Verde; viabilità secondaria nelle zone dei caselli Aprilia Nord e Sud, rispettivamente per 5,2 e 2,8 chilometri; viabilità di adduzione all’altezza dello svincolo tra Artena, Cori e Lariano (17,5 chilometri) e al casello di Labico (5,8 chilometri). Il progetto, però, non è stato accolto da tutti con grande entusiasmo e se è vero che il mondo delle istituzioni sta già esultando, da Renata Polverini al sindaco di Roma Gianni Alemanno, i residenti hanno qualche dubbio. Dubbi che riguardano i disagi che saranno costretti a vivere durante i lavori, che non si preannunciano certi brevi, e la possibilità di utilizzare le ingenti risorse a disposizione in altri settori della società civile.

Dietro le quinte dell’infrastruttura I pendolari del litorale sospesi nel limbo Campagne e trasporti pubblici a rischio Il tragitto sarà sicuro ma costoso La Roma-Latina è ancora un progetto disegnato su carta e seppur approvato non c’è ancora nulla di conreto. La realizzazione dell’opera, però, si preannuncia già croce e delizia dei cittadini del Mare di Roma per parecchi anni. In ballo c’è soprattutto il pendolarismo quotidiano di tutte quelle persone che oggi vivono a Nettuno, Anzio, Ardea e Pomezia e sono costretti a raggiungere la Capitale ogni giorno. Per loro l’arrivo dell’autostrada rappresenta una buona e una cattiva notizia allo stesso tempo. La lieta novella riguarda il fatto che finalmente si potranno liberare della Pontina com è oggi: una strada sempre trafficata e dvvero pericolosa. Ma gli aspetti negativi della grande infrastruttura sono molti di più, a partire dai disagi che i pendolari saranno costretti a sopportare durante il lungo periodo dei lavori, nel quale raggiungere Roma in macchina molto probabilmente diventerà una missione impossibile. E poi c’è anche da considerare l’aspetto economico della questione: l’autostrada sarà a pagamento e prima ch sarà conclusa anche per percorrere il Grande Raccordo anulare bisognerà corrispondere un pedaggio. Così oltre allo stress del viaggio, andare a lavorare sarà anche parecchio costoso. (G.C.)

Anzio: Bellissime ville a schiera di nuova costruzione composte da: Soggiorno con cucina a vista/angolo cottura, doppi servizi, due/tre camere, vano tecnico su uno o due livelli a secondo della tipologia. Veranda con tettoia rifinita in legno pregiato. A partire da € 220.000,00

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Leggendo tra le righe della Roma-Latina c’è davvero da preoccuparsi. Con il decreto legge numero 78 di quest’anno, infatti, il Governo centrale ha tagliato i trasferimenti di fondi per il trasporto pubblico locale e per quello ferroviario di ben 1,54 miliardi di euro. E forse questi soldi sono stati risparmiati proprio in vista della nuova autostrada, che comporterà un ingente esborso di spese. Fatto sta che questa decisione andrà a incidere parecchio sulle linee ferroviarie regionali, quella che parte da Nettuno e arriva nella Capitale è una delle peggiori d’Italia, e sui mezzi pubblici locali. Riduzione del personale, diminuzione dell’offerta e qualità dei servizi sembrano soluzioni scontate che spingeranno i pendolari verso la mobilità privata, proprio quando la Pontina vivrà momenti di caos per l’inizio dei lavori. Inoltre c’è da considerare anche l’aspetto inerente i terreni agricoli, che molto probabilmente saranno espopriati per parecchi ettari e sostituit dalla nuova infrastruttura. Dietro a questo, oltre all’ulteriore cancellazione della campagna romana e alle nuove difficoltà per l’economia agricola, potrebbero nascondersi anche operazioni di speculazione edilizia. (G.C.)

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Cronaca

Dalla Pisana in arrivo 24mila euro per il progetto Fondo di rotazione

Ardea si è conquistata la fiducia della Regione Lazio, oltre che i complimenti dell’assessore all’Urbanistica Luciano Ciocchetti. «Sono soddisfatto che il programma rutulo procede a passo spedito. Finalmente il territorio sta tornando con vista sul mare e in pochissimo tempo è stata riqualificata, grazie alle numerose demolizioni, questa parte di costa del Lazio». Dalla Pisana, comunque, non sonoa rrivati soltanto complimenti ama anche degli aiuti concreti, tanto che la Regione ha deciso di contribuire al programma di abbattimentoi delle costruzioni abusive lanciato dal sindaco Carlo Eufemi. E così Ardea avrà diritto a 24mila euro, già predisposti come impegno di spesa, che arriveranno nelle casse comunali direttamente dal fondo di rotazione per le demolizioni del Lazio.

Ad Ardea si lavora per liberare il lungomare dal cemento

Demolizioni fai da te

A

di Gianluca Contiero

rdea rivuole il suo lungomare. La vista di spiaggia e sabbia che rende unico il panorama della città rutula. E per questo motivo il Comune continua la sua lotta contro le costruzioni abusive realizzate proprio sulle aree demaniali, abbattendo gli immobili. Il programma è stato lanciato dal sindaco Carlo Eufemi nei mesi scorsi ma adesso i residenti hanno capito che l’amministrazione fa davvero sul serio, e questa è la novità assoluta. Durante la demolizione dell’ultimo manufatto, una struttura di 90 metri quadrati divisa in tre unità abitative, infatti è arrivata la svolta: i proprietari hanno deciso di far abbettere le case a proprie spese, risparmiando quindi i costi accessori dell’operazione nel caso in cui fosse stato il Comune a portarla a termine. Oltre al puro aspetto economico, però, questo vuol dire anche che i residenti hanno compreso di essere dalla parte del torto; sono lontani, quindi, i tempi del ricorso al Tar del lazio che aveva messo in discussione la fattibilità dell’operazione “vista lungomare” lanciata

L’ultimo immobile è stato abbattuto dai proprietari. Il sindaco Eufemi: «Segnale nuovo e importante. Siamo determinati a raggiungere i nostri obiettivi»

30 novembre 2010

Le altre città

Di un piano di demolizioni avrebbe bisogno anche Torvaianica. Qui, però, gli edifici finiti nel mirino della Regione non sono abusivi, perché costruiti nella fascia B del piano regolatore di Pomezia.

Tutela del territorio

da Eufemi e dai suoi Assessori. «Si tratta di un segnale importante – spiega il primo cittadino di Ardea Carlo Eufemi – ed è il risultato della nostra determinazione e della ferma volontà di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati, e cioè liberare il mare dal cemento e resitituire ai residenti la fruibi-

lità della costa e delle spiagge. Fino a oggi abbiammo abbattutto ben 35 unità immobiliari, grazie anche al lavoro dei nostri uffici all’Urbanistica e al Demanio». Il Comune comunque non si fermerà fino a quando l’intero litroale rutulo non sarà liberato dal cemento.

Le città costiere vanno tutelate. Nella stanza dei poteri della Regione il presidente Renata Polverini e la sua Giunta lo hanno capito. Il Piano Casa messo a punto, infatti, prevede interventi sui 360 chilometri di litorale e su tutte le città costiere.


Cronaca

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Fiumicino

Più sicurezza don l’aiuto del Prefetto

La torre di controllo

L’aerostazione

Il bodyscanner

la sala operativa della Polizia

Ma il piano sicurezza ha dimostrato qualità superiori agli standard

Allarme terrorismo al Da Vinci

T

di Lorella Di Carlo

re indizi fanno una prova. E all’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino l’allarme terrorismo è ai livelli di massi dopo il tris di interventi messo a segno dalle forze dell’ordine. Gli agenti della Polaria hanno fermato un israeliano di 54 anni che è stato fermato con 29 colpi inesplosi calibro 556 nella tasca laterale dello zaino; l’uomo è stato fermato mentre si apprestava a partire per Tel Aviv e ha provato a giustificarsi raccontando che lo zaino era del filgio, un militare, e che lui pensava fosse vuoto. La scorsa settimana un americano di 63 anni è stato sorpreso, prima di partire per Washington, con un coltello a serramanico nascosto nel tacco di una scarpa. E poi c’è il caso dell’italiano bloccato con un bastone da passeggio modificato per ospitare

al suo interno una lama acuminata di 69 centimetri, mentre stava per imbarcarsi per Santander con un volo Ryanair. Tre indizi fanno una prova. Anzi due, in questo caso. La prima, quella di un ritorno di fiamma dell’allarme terrorismo, mette i brividi, mentre la seconda lascia

ben sperare: il dispositivo di sicurezza e antiterrorismo degli aeroporti di Fiumicino e Ciampino funziona alla perfezione e raggiunge livelli ben al di sopra degli standard. Accanto a Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza, infatti, ci sono ben 720 addetti alla sicu-

rezza di Adr, che possono avvalersi anche delle macchine radiogene. In più il grande occhio del da Vinci può contare su 500 telecamere che spulciano in ogni angolo delle aerostazioni e delle zone aeroportuali di Fiumicino. Il sistema di sicurezza installato all’aeroporto internazionale, inoltre, comprende 70 macchine radiogene, 50 portali di sicurezza, 20 sniffer antiesplosivi e 15 macchine per il controllo delle scarpe. Così è stato fermato il 69enne americano con il coltello. Particolare attenzione è riservata al Terminal 5, dedicato ai cosiddetti voli a rischio diretti e in arrivo dagli Stati Uniti e da Israele. Per i primi tre mesi del 2011 infine a Fiumicino, così come a Milano e Venezia, sarà speriemntato un nuovo body scanner, dopo che quelli testati nel recente passato non hanno dato esiti soddisfacenti.

Presto Fiumicino sarà una città più sicura. Il Prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro ha deciso di approfondire le questioni che riguardano il territorio, convocando un tavolo per la sicurezza, inaugurato nei giorni scorsi. I compiti di chi siede alla tavola rotonda sono quelli di affrontare le varie problematiche della città e di trovare soluzioni. In particolare l’occhio di istituzioni e forze dell’ordine sarà puntato sui numerosi furti che nell’ultimo periodo sono stati commessi in diverse ville. All’ordine del giorno c’è il potenziamento degli organici di Polizia e Carabinieri e anche il fatto che i malviventi colti in flagranza di reato passino restino in carcere per un periodo maggiore rispetto a quello previsto oggi, come ha sottolineato il sindaco Mario Canapini. Il consigliere comunale William De Vecchi, invece, spera nel ritorno delle Passeggiate della Sicurezza che nella prossima apertura della caserma dei Carabinieri di via Foce Micina. (G.C.)


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L’Inchiesta

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Appalti ed edilizia il Cavallo di Troia

Edilizia e appalti come Cavallo di Troia delle mafie per estendere il loro impero nell’Italia centrale. Lo ha sottolineato il Presidente dell’Osservatorio regionale sulla sicurezza e legalità, Enzo Ciconte, tra l’altro ex Presidente della Commissione parlamentare antimafia. «I cantieri sono

un punto nevralgico e alcuni indicatori centrali segnalano la presenza della criminalità come l’assenza dei sindacati e i forti ribassi negli appalti». Qualcosa però sta cambiando. Pierluigi Vigna, ex procuratore nazionale antimafia, ha recentemente messo in campo una serie di strumenti per

combattere le infiltrazioni mafiose negli appalti: ad esempio la riunificazione delle stazioni appaltanti, le gare di appalto pubbliche e la tracciabilità dei movimenti finanziari. Solo alcune delle soluzioni studiate per trovare le persone giuste tra imprese, lavoratori e pubblica amministrazione.

Le inchieste della magistratura fanno luce sulla presenza diffusa della criminalità organizzat

Anzio, Nettuno e Tor San Lorenzo covo di latitanti calabresi e campani, mentre Ostia resta un feudo dei Casamonica ed ex della Banda della Magliana. Tra i reati più diffusi lo spaccio e l’estorsione. La guardia resta alta

I

di Cosimo Bove

(cosimo.bove@reporternews.it)

tentacoli delle organizzazioni criminali del Sud Italia nel territorio del litorale romano. Ad evidenziare la presenza sul Mare di Roma di ‘Ndrangheta e Camorra sono le inchieste portate avanti negli ultimi tempi dalla Procura della Repubblica di Velletri. L’escalation di reati e arresti in zona è iniziata attorno alla metà degli anni ’80, quando il litorale romano ha subito una profonda trasformazione dovuta all’intensa opera di urbanizzazione del territorio. E, da sempre, dove c’è movimento di denaro, dove c’è possibilità di investire, dove c’è la realizzazione di complessi residenziali nuovi in spazi prima rurali, la criminalità organizzata tende ad allungare le mani, insediandosi nel modo più invisibile. E’ così che nasce un piccolo impero, con il rafforzamento della presenza sul territorio e l’organizzazione di una struttura sempre più forte dedita a reati come lo spaccio di sostanze stupefacenti, rapine, sfruttamento della prostituzione, usura ed estorsione. Sia chiaro: siamo lontani dagli insediamenti criminali e dalle strutture piramidali tipiche della Campania e della Calabria, anche a causa del tessuto sociale presente sul territorio e dell’opera di repressione delle forze dell’ordine, ma la presenza di cellule auto-

Camorra e ’Ndrangheta

nome che stanno lavorando nell’ombra per prendere possesso del litorale sud è evidente dalle numerose inchieste giudiziarie in corso.

La presenza

Basterebbe citare un caso su tutti per dimostrare la presenza sul territorio di organizzazioni criminali ben radicate: lo scioglimento del Comune di Nettuno del 2005. Il primo municipio del Lazio ad essere sciolto per presunte ingerenze della criminalità negli affari pubblici. Poi ci sono le inchieste legate alla ‘Ndrangheta: le operazioni Appia Mythos e Paredra, con arresti di decine di affiliati e di alcuni boss delle cosche di Guardavalle, famiglia Gallace su tutte. Con accuse degli inquirenti che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, all’usura e detenzione di armi, per di più con l’aggravante mafiosa. E solo pochi mesi fa nella zona di Nettuno aveva trovato rifugio Pasquale Noviello, latitante del clan dei Casalesi ricercato per triplice omicidio a Cisterna. Il suo covo era stato ricavato in un sottotetto al quale si poteva accedere solo attraverso una scala nascosta nel soffitto. Insieme a lui in manette sono finite altre sette persone, tutte operanti nel territorio compreso tra Latina e Roma, con l’accusa di estorsione, truffa, traffico d'armi e riciclaggio. E se Atene

piange, dice un detto, Sparta non ride. Se il litorale di Anzio, Nettuno e Tor San Lorenzo è “terra di conquista” per ‘Ndrangheta e Camorra, la zona di Ostia è prevalentemente nelle mani del clan dei Casamonica e degli ex componenti della Banda della Magliana, con continui arresti e sequestri di conti correnti bancari, auto di lusso, apparta-

menti, ville con piscina e società con fatturati da capogiro. Senza dimenticare quei piccoli gruppi criminali provenienti da Africa ed Est Europa, dediti a reati specifici.

La spartizione dei reati

Ognuno ha la sua fetta. La regola base forse è questa. Non ci si disturba tra clan. Non si interferisce nel lavoro dell’altro. Così ogni

settore ha la sua organizzazione di riferimento. Al primo posto, ancora oggi, lo spaccio di sostanze stupefacenti, per lo più in mano alla ‘Ndrangheta, ma non solo. La divisione è questa: se la marijuana viene coltivata e venduta da tutti, anche giovani alle prime armi in cerca di semplice sballo, l’hashish è importato e spacciato prevalentemente da marocchini e ni-


L’Inchiesta

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» La Dia: « Puntano a gestioni monopolistiche»

Un'organizzazione federata con solidi riferimenti in Calabria, ma dagli interessi forti nel Lazio, in Lombardia e persino in Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, e Liguria. Questa la 'Ndrangheta così come descritta nel rapporto della Dia riferito al primo semestre 2010 e illustrato al

ta nel Mare di Roma

Le zone che è meglio evitare I consigli

Criminalità in agguato, ma il contrasto delle forze dell’ordine ad oggi è efficiente. Alcune zone però sono spesso teatro di eventi fuori legge, quasi fossero quartieri indipendenti dove tutto è permesso. E dove chi non ha cattive intenzioni, è meglio che non metta piede.

Anzio: tra le zone più pericolose della città neroniana, via del Cinema, dove secondo le forze dell’ordine sono soliti radunarsi gruppi dediti ad ogni genere di reato. Lavinio: occhio al Caracol, complesso residenziale abbandonato da anni nelle mani dei criminali.

Nettuno: tra i quartieri più a rischio, quello di Tre Cancelli. Una zona troppo vasta e difficilmente controllabile. geriani, veri professionisti del settore. I soldi veri però, si fanno con la cocaina. Ed è qui che intervengono le organizzazioni criminali ben strutturate, con carichi provenienti direttamente dalla Calabria e dalla Campania, anche se sono diverse le ingerenze da parte di gruppi stranieri, come testimoniato dai numerosi sequestri effettuati dalla Guardia di Finan-

za all’aeroporto di Fiumicino. Capitoli a parte invece meritano altri tipi di reati, come lo sfruttamento della prostituzione, in mano prevalentemente a gruppi dell’Est Europa (rumeni e bulgari su tutti), le rapine (rumeni e italiani), usura, estorsioni ed inserimento in appalti pubblici e privati (prevalentemente in mano a italiani di origine campana).

Ardea: attenzione a non capitare nella zona de Le Salzare, luogo prediletto per lo spaccio di droga.

Ostia: alla larga da piazza Gasparri. Gli arresti delle forze dell’ordine parlano chiaro

Parlamento. «L’analisi delle dinamiche macrocriminali riscontrate nella regione Lazio - si legge nel rapporto - ha confermato l’interesse della 'Ndrangheta verso i contesti economici ed imprenditoriali della Capitale e del Sud Pontino, attraverso l'acquisizione di imprese commer-

Le istituzioni

ciali, talvolta sfociata in gestioni quasi monopolistiche di taluni settori quali, ad esempio, il comparto ortofrutticolo ove conseguire un consistente potere gestionale nella commercializzazione di determinati prodotti». Un esempio classico è quello del Mof, mercato ortofrutticolo di Fondi.

Legge da rivedere

La lotta alla criminalità passa anche attraverso il finanziamento di strutture atte a combattere il fenomeno. Per questo la Commissione Affari Istituzionali del consiglio regionale del Lazio ha dato parere favorevole alla delibera di giunta che destina 150mila euro alle iniziative dell’Osservatorio tecnico scientifico per la sicurezza e la legalità. Non solo, perché, come ha recentemente spiegato il presidente della Commissione Stefano Galetto (Pdl) «la Presidente Renata Polverini ha dato un altro importante segnale in questo senso, ribadendo che sarà presto operativa l’Abecol, l’Agenzia regionale per i beni confiscati alle organizzazioni criminali nel Lazio».

«La criminalità invade il Lazio in primo luogo perché la legge urbanistica regionale è del 1975. E’ vecchia, superata e farraginosa. Dovevamo cambiarla noi e non lo abbiamo fatto. Ora però, farlo è della massima urgenza». Pensieri e parole di Roberto Morassut, esponente del Pd che affida il suo sfogo al social network più frequentato del momento, Facebook. «Con quella vecchia legge i Comuni sono paralizzati e per fare le cose molti ricorrono ai boss. Ecco perché la mafia entra nel Lazio soprattutto nel settore dell’edilizia». Una tendenza da invertire il più velocemente possibile. Con delle leggi ad hoc che impediscano le infiltrazioni.

A rendere l’idea della presenza criminale sulla zona è un rapporto della Confesercenti regionale del Lazio, che sostiene che più di un commerciante su tre è stato vittima di usura. Se il centro storico di Roma, locali e negozi commerciali, e lo spaccio di sostanze stupefacenti sono territorio della ‘Ndrangheta, i centri commerciali e gli ipermercati della periferia e dell’hinterland sono nelle mani della Camorra. E lo stesso accade nella zona di Ostia, dove le indagini degli inquirenti spesso hanno portato all’identificazione di esponenti del clan dei Casamonica e della Banda della Magliana per reati collegati all’usura. E ciò che è peggio, è che non si tratta di fenomeni nuovi, sconosciuti, appena evidenziati. Lo ha sottolineato poco tempo fa il procuratore capo di Tivo-

li, Luigi De Ficchy, che ha spiegato come da circa 30 anni la ‘Ndrangheta investa i suoi soldi nella capitale, e che proprio per questo «le infiltrazioni mafiose si possono definire invisibili perché non si palesano con fatti di sangue, ma con investimenti, riciclaggio e usura».

Confesercenti: « Sotto ricatto un negozio su tre»


30 novembre 2010

Baby bulli alla materna: si indaga L’accusa

L’accusa è di quelle pesanti: schiaffi, calci e insulti nei confronti di un bambino disabile di 7 anni. Protagonisti di questo presunto episodio di bullismo stavolta, sarebbero stati due ragazzi di sette anni, accusati dalle mamme di due loro coetanei di violenza all’interno della scuola Beata Angelina di Anzio. Le vittime, secondo quanto raccontano le mamme (che hanno fatto stilare un referto medico sull ecchimosi) sarebbero un bambino disabile di 7 anni, picchiato dai compagni, la sorellina di 11, che avrebbe subito delle molestie, e un'altra di 12 colpita con penne e diari sulla schiena. L’ipotesi di reato sarebbe quella di omissione di controllo di minori. Le indagini dei Carabinieri sono in corso. Intanto le mamme degli altri bambini iscritti a scuola difendono l’operato della direzione. «E’ tutto a posto. Non è possibile che sia successo tutto ciò».

Pillole di Nera

Trovato ad Anzio il cadavere di una donna completamente nuda

Giallo sulla spiaggia

Il corpo potrebbe arrivare da Ostia. Unico particolare, un ematoma sul sopracciglio destro

G

iallo sulla spiaggia di Anzio. E’ stato infatti ritrovato nei giorni scorsi, sull’arenile dello stabilimento balneare “Sole e Luna”, il cadavere di una donna, dall’apparente età di 40/45 anni, completamente nuda e priva di documenti di riconoscimento. A dare l’allarme a Polizia municipale e Carabinieri è stato l’ex comandante dei vigili urbani di Nettuno, che a quell’ora si trovava in spiaggia per una passeggiata col cane. Il corpo, che presenta una serie di ecchimosi, non presenta segni particolari: si tratta di una donna di media statura, con pochi capelli di colore scuro, tanto che gli inquirenti in un primo momento hanno pensato ad una persona in chemioterapia. Ad ogni modo, nessuna pista viene al momento esclusa dai Carabinieri della Compagnia di Anzio, che si stanno occupando delle indagini su disposizione della dottoressa Fraddosio, della Procura della Repubblica di Velletri. «Il corpo è stato in acqua almeno per 4 giorni - spiega il Mag-

Auto e moto a fuoco

Incidente

Brutto incidente enl weekend sulla via Laurentina, tra Anzio e Lido dei Pini. Nell’urto una Ford Focus e una noto di grossa cilindrata hanno preso fuoco per una perdita di carburante. Grave il conducente del motoveicolo, trasportato d’urgenza prima alla clinica Sant’Anna e poi al San Camillo.

Un tugurio come rifugio

Immigrazione

Ennesimo blitz dei Carabinieri di Anzio contro l’immigrazione clandestina in via del Cinema. Arrestati 3 extracomunitari che assieme ad altri vivevano in tuguri. Deferito a piede libero Z.A. 63enne di Anzio, per violazione della normativa contro l’immigrazione clandestina.

Arrivano quelle false

Revisioni

I Vigili Urbani di Ostia hanno riscontrato il primo caso di contraffazione del tagliando della revisione. La scoperta dopo aver fermato un egiziano di 52 anni che aveva commesso un’infrazione sul lungomare Caio Duilio. Alla richiesta dei documenti è saltato fuori il taglando falso.

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Distrugge un bar e pesta i Carabinieri Arancia meccanica

Aveva voglio di crere casini il trentenne arrestato nei giorni scorsi dai Carabinieri alla periferia di Nettuno. L’uomo, V.A., è finito in manette con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico uffciale. I fatti nei giorni scorsi, quando V.A., in evidente stato di alterazione alcolica, ha iniziato a creare disordini all’interno di un bar di San Giacomo, alla periferia della città del tridente. All’arrivo dei militari, chiamati dal proprietario dell’esercizio commerciale, non contento ha prima inveito contro lo stesso proprietario e contro i clienti, “colpevoli” di essersi lamentati, e successivamente si è scagliato contro i Carabinieri colpendoli improvvisamente con le sedie e i tavolini Dopo una breve colluttazione quindi, il giovane è stato finalmente bloccato e trasportato alla Casa circondariale di Velleri, mentre i carabinieri intervenuti se la caveranno con lesioni guaribili in 30 giorni.

giore Gaeta - e molto probabilmente, anche considerando il vento di Maestrale e le correnti di questi giorni, potrebbe provenire dalla zona di Ostia. Al momento però, siamo nel campo delle supposizioni e niente più. Non abbiamo denunce di scomparsa di persone con queste caratteristiche». Sul posto, per effettuare una prima analisi del cadavere, è sopraggiunta la dottoressa Mariateresa Pescosolido, medico legale del-

l’ospedale di Anzio. «La sensazione - spiega - è che possa trattarsi di una donna asiatica, forse filippina, anche se il viso non era facilmente riconoscibile. Non aveva particolari segni di percosse né di operazioni, quindi pensiamo che non si tratti di una persona in cura chemioterapica. L’unico particolare da prendere in considerazione è un ematoma sul sopracciglio destro, ma potrebbe esserselo procurato in molti modi».

Case fantasma vendute e mai realizzate in via del Fosso di Dragoncello, tra Roma e Lido di Ostia. Duecento le vittime della truffa scoperta nei giorni scorsi da Carabinieri e Polizia Municipale, che hanno sequestrato l’area del cantiere, chiamato “Ville di Massimo”, su disposizione del Pm Francesco Ciardi. Un’area vasta 8,5 ettari del valore commerciale stimabile in ccirca 5 milioni di

euro. Eppure, secondo gli inquirenti, soggetta ad una truffa che ha fruttato circa 9 milioni di euro agli organizzatori. Quattro le persone ad oggi indagate: l’amministratore delegato della società “Consorzio Impresa” e tre venditori. a far scattare le denunce, la scorsa estate, l’acquirente di due immobili, presi al prezzo di 60mila euro, che si era accorto che qualcosa non andava. I

lavori infatti non avanzavano di un millimetro. Così, sulla base della sua segnalazione è uscita fuori la verità: il terreno era completamente privo delle concessioni per costruire, neanche mai richieste. Eppure dal 2001 circa 200 persone hanno continuato ad acquistare, convinti a realizzare il sogno di una vita. Ma truffati senza pietà. Le indagini degli inquirenti intanto, proseguono.

giocattoli taroccati made in China, i controlli effettuati nei mesi scorsi all’interno di alcuni negozi di Ostia, dove le Fiamme Gialle hanno rinvenuto un ingente quantitativo di

giocattoli contraffatti, riuscendo a risalire agli importatori, 6 di Roma ed uno della Provincia di Taranto. Solo allora è scattato il blitz. Ora tutta le merce verrà sottoposta a perizie tecniche per verificare gli eventuali rischi per l’incolumità dei consumatori. Certo è, hanno spiegato gli inquirenti, che tutta la merce era destinata ad essere immessa sul mercato in occasione delle festività natalizie. Ora gli investigatori dovranno mantenere alta la guadia per evitare che altri carichi possano essere venduti.

Truffa immobiliare scoperta a Dragoncello: 200 persone nella trappola di falsi costruttori

Un milione di giocatoli taroccati pronti ad essere venduti per le feste di Natale

La Guardia di Finanza di Ostia sequestra circa un milione di giocattoli pericolosi. L’operazione «Natale sicuro» ha portato all’identificazione ed al sequestro di circa un milione di piccoli peluche, pistole giocattolo, bambole alla plastilina, tutti con marchio «Ce» contraffatto e «potenzialmente pericolosi». L’operazione, che ha fatto seguito alle indagini iniziate già ad ottobre di quest’anno, ha portato alla denuncia di 14 cittadini cinesi.A far scattare i sospetti di un’imminente immissione sul mercato di


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Turismo

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Alla Borsa Internazionale del Turismo Archeologico successo per lo stand del Mare di Roma

La Costa dei Miti conquista Paestum

Anzio, Nettuno, Ardea e Pomezia alla ribalta per aumentare il numero di presenze sul territorio

a Costa dei Miti cerca di conquistare quanti più turisti possibili. Si è conclusa nei giorni scorsi a Paestum, in provincia di Salerno, la Borsa Internazionale del Turismo Archeologico. Un evento importante per la diffusione di un settore troppo spesso sottovalutato nell’economia turistica del litorale romano. Anzio, Nettuno, Ardea e Pomezia hanno deciso di fare gruppo, presentandosi assieme all’evento. Quattro città pronte a rappresentare il Mare di Roma, assieme a 150 comuni italiani, 30 comuni stranieri, più di 100 buyers provenienti da ogni parte del mondo, ed esponenti di spicco del turismo italiano ed internazionale. Particolarmente attivi, all’interno dello stand della Costa dei Miti allestito all’interno della Borsa, i rappresentanti dei comuni di Anzio e Nettuno: l’assessore al Turismo Umberto Succi, in rappresentanza della città neroniana, e gli assessori Giampiero Pedace (Cultura) e Giuseppe Combi (Attività produttive) in rappresenanza della città del tridente. Tra le novità presentate ai buyers italiani ed internazionali dal municipio nettunese, una serie di opuscoli illustrativi delle iniziative dell’Antiquarium comunale e del museo presente all’in-

terno del Forte Sangallo, che quanto prima sarà in grado di ospitare lo scheletro di Nello, il guerriero preistorico rinvenuto mesi fa all’interno dell’area del Poligono militare. Poi si sa, i turisti vanno presi per la gola, e le quattro città rientranti nello stand della Costa dei Miti hanno attirato i vari operatori presenti all’interno del padiglione con una degustazone di prodotti tipici della zona e con una serie di bottiglie di vino prodotte ed imbottigliate nelle campagne di Net-

L’imperatore torna al comando Monumento a Nerone

La statua in bronzo di Nerone realizzata di fronte all’antico porto neroniano rappresenta la città. «Probabilmente è l’unico monumento al mondo dedicato all’imperatore romano nato ad Anzio nel 37 d.C.» ha ammesso con fierezza il sindaco Bruschini.

Guerriero preistorico simbolo della città Lo scheletro Nello

Lo chiamano Nello, come il carabiniere che l'ha scoperto nell’area di Torre Astura, a Nettuno. Alto circa un metro e 70cm, potrebbe essere stato ucciso da una freccia al costato. Guerriero preistorico del III millennio a. C., oggi è il simbolo della rinascita di Nettuno.

Leggende senza tempo a confronto Castrum Inui

tuno. Diversa la campagna promozionale, seppur unificata con gli altri comuni del litorale, organizzata da Anzio, che attraverso l’assessore Succi, ha puntato prevalentemente sulla sponsorizzazione della sua storia, con Nerone (al quale è stato recentemente dedicato un monumento davanti all’antico porto neroniano, la mostra “Anzio e i suoi fasti”, tutt’ora in corso all’interno del Museo civico archeologico. Ma non solo. Non vanno dimenticati «il Parco Archeologico della Villa di Nerone e tutte le iniziative messe in campo dall’amministrazione in questo settore che considero strategico per Anzio e per gli altri tre comuni presenti insieme a noi alla Borsa del Turismo Archeologico». La storia, si dice, insegna. Ora starà ai comuni dimostrare di aver imparato la lezione.

I numeri della Fiera

La scheda

L

Secondo la leggenda Castrum Inui fu fondata da Latino Silvio, nipote di Enea, 1300 anni prima di Cristo. Altre fonti antiche ne parlano invece come città portuale, poi abbandonata in epoca imperiale,dove sorgeva un importante santuario. Oggi rappresenta tutta la storia di Ardea.

180

Gli espositori presenti all’interno degli stand della fiera di Paestum.

100

I buyers provenienti da tutto il mondo in cerca di novità interessanti da proporre ai turisti .

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Le città della Costa dei Miti, che racchiude in sè Anzio, Nettuno, Ardea e Pomezia.


Turismo

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Slovenia &Magia La spiaggia di Portorose

Le saline di Sicciole

Il centro storico di Isola

Alla scoperta dei borghi medioevali e delle roccaforti veneziane dell’Adriatico

S

Portorose, città gioiello dell’Istria

sul promontorio che disegna la punta dell’Istria. Proprio le saline di Pirano con i loro prodotti naturali (sale, acqua madre e fango) hanno reso possibile lo sviluppo del turismo termale a Portorose. Le antiche mura che stringono e proteggono Pirano, le torri che le fanno da corona, i tetti rossi che degradano fino a Punta Madonna disegnano la città vecchia. Dove le strette calli lastricate si alternano a scalinate e portici, campielli e piazzette e si inseriscono fra le casette in pietra che furono dei pescatori e dei salinai. Dal fianco settentrionale del promontorio, spaccato, rigido e spoglio, s’affaccia il Duomo, dedicato a San Giorgio. Il campanile, come un faro, si vede in tutto l’arco del golfo di Trieste. Se Pirano ha radici greche e celtiche, le origini di Isola sono invece romane. I Romani infatti fondarono Halietum, da cui poi si sviluppò il caratteristico borgo. Curiosità: Izola (come la chiamano gli sloveni) un tempo era davvero un’isola. Ma tanto vicina alla costa che nell’Ottocento le mura vennero abbattute e le pietre e utilizzare per colmare il canale che la separava dalla costa. Così da poterci arrivare a piedi e non più in barca.

di Arturo Benetti

educente, travolgente, caldo anche in inverno è il sole che accarezza le coste dell’Istria. Abbraccia e illumina le spiagge dell’Adriatico, gli ulivi e i vigneti arrampicati sulle colline, verdissime. Ad angolo una sorpresa. Qui, in questa terra un tempo italiana e ora slovena, le scogliere di Strugnano guardano dall’alto il mare, azzurro e piatto. Qui sono le saline di Spicciole: nella macchia che le lambisce nidificano 150 specie di uccelli. E sempre qui sono le cittàgioiello di Pirano, Isola e Portorose. Porti strategici “veneziani” quando la Serenissima dominava l’Adriatico. Proprio Portorose, dal prossimo 2 dicembre, verrà collegata nei giorni scorsi a Fiumicino dai voli diretti della compagnia aerea serba Jat Airways. Obiettivo: promuovere il turismo tra Roma e l’Istria. Mare, vento, sale, sole, sapori mediterranei. E poi: palme, rose, pini e piscine. Portorose è questo e altro ancora. Qui la cultura e la musica, la natura e i piaceri gastronomici si intrecciano con la storia di re e imperatori che fecero (e disfecero) l’Europa. Non a caso a Portorose ha sede

l’Università Euromediterranea. Le terme ne hanno fatto la località balneare più “in” della Slovenia. Sul lungomare, dalla frazione di Santa Lucia a Bernardin, si susseguono gli alberghi dove un tempo nobili e borghesi dell’Impero austroungarico venivano per “la cura delle acque”. Poco più in là il casinò e quindi Pirano, cittadina medievale che ha guadagnato fama e ricchezza con l’estrazione del sale. Ma è divenuta roccaforte grazie alla strategica posizione

Viaggiare e lavorare in Australia Visto speciale gli under 30

Calabria più vicina

Novità

Natura, avventura, emozione e sport. L’Australia offre questo e molto altro ancora a chi viaggia zaino in spalla. Un modo diverso per scoprire il Paese dei sogni che permette ai giovani fino ai trent’anni di ottenere il Working holiday visa e di vivere mantenendosi con piccoli lavoretti per due anni. Ad attendere il turista con lo zaino nel New South Wales, c’è Montague Island, selvaggia isola a 350 chilometri da Sydney. Paradiso per tartarughe, delfini, foche e balene. Qui si può lavorare con l’organizzazione Conservation Volunteers Australia, con più di 2000 eco-progetti in tutto il Paese. Una vera tentazione vicina a Sydney è invece

Cockatoo Island, la più grande isola dieci minuti di traghetto dal centro della città. Un soggiorno alternativo e economico, ma pur sempre in stile “Robinson Crusoe”. Per vivere un’emozionante avventura da naufrago, l’ideale è giungere a bordo di un veliero sulle rive di Lady Musgrave Island, nel Queensland, e campeggiare lì per qualche giorno. Ad attendere i visitatori tartarughe marine, 1.200 specie di pesci tropicali e il favoloso Capricornia Cays National Park. Hinchinbrook Island, nel nord Queensland, è invece il luogo ideale per gli appassionati di kayak. Tutto dedicato ai giovani è pure lo snorkeling nel Ningaloo Marine Park, una del-

le barriere coralline più lunghe del mondo e dove si possono osservare gli squali balena. Così come il tour dei canguri a Kangaroo Island, in South Australia. La quintessenza delle destinazioni ecofriendly è il percorso disegnato dall’Overland Track, un itinerario di 65 chilometri, da Cradle Mountain al lago Saint Clair. Nel cuore della zona naturale della Tasmania, dichiarata Patrimonio dell’Umanità, l’itinerario consente di ritrovare un legame con la natura e di ammirare foreste, laghi e cascate. Risvegliarsi immersi nella natura e al fianco dei celebri diavoli della Tasmania è possibile per chi pernotta in tenda. Chi preferisce in-

ItAli Airlines

contri più soft può invece dormire in uno dei numerosi rifugi. E chi, ancora, a contatto con la natura vuol lavorare nel Grampians National Park può affiancare i rangers nel cuore della foresta pluviale più fitta e selvaggia.

Reggio Calabria e Fiumicino sono più vicine e pure meno care. La compagnia low cost ItAli Airlines, infatti, ha deciso di inaugurare la nuova tratta, a prezzi scontati, a partire dalla metà del mese di dicembre. In concomitanza con l’arrivo delle feste natalizie, quindi. Dall’Aeroporto dello Stretto al da Vinci ci saranno due partenze al giorno, alle 6,30 con arrivo alle 7,25 e alle 17,15 con atterraggio alle 18,15. A parti invertite gli orari invece sono 8,25 e 19,10 con arrivi rispettivi alle 9,25 e 20,10. Il costo per un volo su un Md 82 è di 29 euro più le tasse.


Il Personaggio

Samantha, la regina dello Spazio

30 novembre 2010

Il tenente Cristoforetti è la prima donna scelta dall’Agenzia spaziale europea

In visita al Chris Cappel College di Anzio si è confidata ai ragazzi: «La nostalgia è inevitabile, ma guardare la Terra da lassù non ha prezzo. E’ uno spettacolo mozzafiato»

Come si convive con la paura del lancio? C’è talmente tanta voglia di partire che quello è l’ultimo dei pensieri. Certo quando i motori si accendono un po’ di tensione c’è, ma si supera facilmente nell’attesa di essere lanciati nello spazio. Per tutti noi è il sogno di una vita, e quindi niente può impedirci di realizzarlo.

di Cosimo Bove

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(cosimo.bove@reporternews.it)

a Terra vista dallo spazio ha i colori del cielo, e riesce a disegnare nei cuori degli astronauti le sagome dei propri cari, anche a milioni di chilometri di distanza. «Tantissimi miei colleghi si affacciano di sera alla cupola della stazione aerospaziale per combattere la nostalgia». Pensieri e parole di Samantha Cristoforetti, prima astronauta donna italiana scelta dall’European Space Agency (Esa) per le missioni nello spazio. Già pilota dell’aeronautica militare di aerei Amx, Samantha incarna in sé l’orgoglio delle donne italiane, e dai suoi occhi traspare passione e determinazione ad arrivare fino in fondo. Uno sguardo che ha catturato nei giorni scorsi l’attenzione dei ragazzi del Chris Cappel College, ad Anzio, dove si è tenuta la seconda lezione del progetto Astronautica in classe, coordinato dal generale Antonino Iaria. «Sono venuta qui da Colonia, dove stiamo effettuando un addestramento specifico - spiega - perché credo nel valore di progetti come questo. E’ importante cercare di avvicinare il più possibile i ragazzi alla scienza. C’è da lavorare molto, ma le soddisfazioni

quando si arriva sono immense».

Cosa consiglierebbe ai ragazzi che vogliono avvicinarsi a questa professione? Ai giovani dico di lavorare molto sull’internazionalità, di studiare l’inglese e di puntare molto sul gioco di squadra, senza troppe individualità. E’ determinante, ed è meglio iniziare da giovani che ritrovarsi ad impararlo quando potrebbe essere tardi.

Quali sono le difficoltà maggiori per una donna che vuole andare nello spazio? Non c’è molta differenza tra uomi-

Pilota professionista

Milanese, 33 anni, Samantha Cristoforetti è tenente dell'Aeronautica Militare. Ha accumulato più di 500 ore di volo su sei tipi di aerei militari, compresi gli SF-260, T-37, T-38, MB-339A, MB-339CD, AM-X.

ni e donne. Gli allenamenti sono duri, ma siamo preparati a qualsiasi evenienza. Innanzitutto ci hanno fatto fare centinaia di ore di teoria, perché provenivamo tutti da esperienze molto diverse e quindi avevamo bisogno di tornare a studiare. Poi gli allenamenti sono infiniti. Si passa dalle esercitazioni in piscina con la tuta emu (lo scafandro indossato dagli astronauti durante le missioni, ndr) per simulare quanto potrebbe accadere nello spazio, all’addestramento su aerei specifici che in un’ora e mezza compiono 30 parabole, lasciandoci in assenza di gravità, in caduta libera, al loro interno.

Il lancio nel 2012

Selezionata dall’Esa nel maggio 2009, da settembre è impegnata presso lo European Astronaut Centre di Colonia (Germania), per poter andare sulla Stazione Spaziale Internazionale nel 2012.

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sera si affacciano alla cupola agganciata sulla stazione aerospaziale, e rimangono lì per delle ore a fissare il nostro pianeta. E’ uno dei modi migliori per combattere la nostalgia, ed è uno spettacolo mozzafiato.

Com’è la vita nello spazio? E’ frenetica, senza pause nella maggior parte dei casi. C’è sempre qualcosa da fare, ed è necessaria la massima collaborazione tra tutte le persone presenti sulla stazione aerospaziale. Il nostro è un lavoro d’equipe. E poi c’è qualche momento di festa, tipo quando arriva un nuovo equipaggio, perché sulla stazione di solito viene portato del cibo fresco, come i pomodori. Vanno consumati subito, perché lì non abbiamo frigoriferi e di solito ci si deve nutrire con alimenti in scatola. Quindi i pomodori diventano una prelibatezza alla quale nessuno riesce a rinunciare. Nostalgia della Terra? E’ inevitabile per chiunque, specialmente per coloro che devono affrontare missioni di lunga durata. Molti mi hanno raccontato che la

L’hobby delle immersioni

Professionista seria e preparata, Samantha Cristoforetti nel tempo libero ama fare escursioni in montagna, immersioni subacquee, speleologia, e yoga. Tra gli altri interessi le lingue straniere e il ballo.


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Cultura

Daniela Virgilio, alias “Patrizia” in Romanzo Criminale, svela la sua vita sul set della fiction

30 novembre 2010

Virgilio, a Roma è nata e ha raggiunto il grande pubblico e la fama per la sua interpretazione di Patrizia la bellissima prostituta di Romanzo Criminale appassionante serie che è diventata un cult attualmente in onda su Sky. Eppure avendola di fronte, faccia a faccia, sembra un’altra persona: assolutamente semplice e modesta. Capace di dare il senso della sua versatilità e della sua bravura da attrice.

L

di Lorella Di Carlo

a classica femme fatale in grado di spostare gli equilibri di un’organizzazione fino a quel punto perfetta. La donna del capo che strizza l’occhio alla Polizia. Per lei perdono la testa il Dandi, (Alessandro Roja), il boss della Banda della Magliana, e il commissario Scialoja (Marco Bocci), che dà la caccia all'organizzazione criminale della banda. Lei, Daniela

Nella prima serie della fiction Patrizia ha un una storia amorosa con il Dandi. Cosa succederà in questa seconda serie? Il complicato triangolo rimane. Tra il commissario Scialoja e il Dandi Patrizia farà una scelta che però non è ancora possibile anticipare. L’impressione è che Patrizia sia una donna un po’ opportunista con gli uomini. E’ questa in realtà l’arma di seduzione delle donne? Non la mia. Potrebbe essere un’arma

se si volesse arrivare a questo tipo di uomini, ma credo che nella realtà esistano armi molto più interessanti quali ironia e intelligenza per conquistare un uomo.

Il ruolo interpretato impone una certa disinvoltura nel mostrarsi senza veli. Ti sei sentita in imbarazzo a girare scene osé? Nella prima serie si. Nella seconda molto meno perché conoscendo già il cast, il regista, tutto è venuto più semplice. Comunque ho sempre chiesto che rimanessero sul set soltanto le persone indispensabili.

Eri a conoscenza dei fatti della banda della Magliana prima di entrare a far parte del cast di Romanzo Criminale? Come ti sei documentata per entrare nel personaggio? Mi sono documentata mentre preparavo il mio ruolo, ma non in maniera approfondita e comunque sem-

Tra integrazione e spettacolo L’Iodr entra nell’Europa degli stranieri Corrispondenti diplomatici

La politica migratoria dell’Unione Europea e la piaga dell’immigrazioen clandestina. Questi i due temi affrontati durante la conferenza voluta dall’Iodr (l’Organizzazione Internazionale per le Relazione Diplomatiche), che si è svolta il 19 novembre nella sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri della Galleria Colonna di Roma. A fare gli onori di casa il Governatore dell’Organizzazione Catello Marra e il Presidente onorario Antononi Iaria, Tenente Generale del ruolo d’onore dell’Esercito che ha anche portato il proprio contributo ai lavori, con un intervento sull’integrazione

dei paesi terzi in Europa. Tra i relatori ci sono stati, poi, tutti i princiapli responsabili delle comunità straniere presenti in Italia. Al termine della serata i partecipanti si sono spostati a Villa Miami per una cena di galà, durante la quale sono stati premiati Ivana Spagna, Barbara Bouchet, Michele Placido, Arnoldo Foà, Stefano D'Orazio dei Pooh, Barbara Di Palma Miss Italia 2000, l’astronauta italiano Umberto Guidoni e il professore Gerardo Iovane, scienziato di fama europea. Nel corso della serata, infine, sono stati nominati anche i nuovi corrispondenti diplomatici. (M.S.)

pre sul romanzo di De Cataldo. L’ho fatto più per curiosità che per necessità di sceneggiatura, anche perché Patrizia è un personaggio al di fuori della scena politica. In più, possiamo considerarla anche un personaggio molto attuale: la cosiddetta escort.

Che rapporto si è creato con gli altri colleghi attori? Siamo molto amici tra di noi, e soprattutto nel periodo promozionale non mi lasciavano mai da sola. Il lato positivo è che mi sentivo coccolata, ma d’altra parte non mi si è avvicinato neanche un uomo. Ognuno ha una sua personalità spiccata, e mi ritengo molto fortunata ad aver avuto loro come compagni di set: Andrea Sartoretti è una persona molto istintiva, di pancia. Alessandro Roja più metodico, razionale. Con Marco Bocci invece, dopo tutte le scene che abbiamo girato insieme, siamo legati come fratello e sorella. Vinicio Marchioni ha un’intensità e profondità invidiabile.

Chi sceglieresti tra registi e attori con cui lavorare in futuro? Sollima come regista e tra i colleghi uno qualsiasi dei ragazzi di Romanzo Criminale va benissimo. Mi basta così. Dove ti vedremo prossimamente? A teatro a fine gennaio con il Caligola di Camus a Roma. Dove interpreterò Cesonia, sua moglie.

Reporter viene distribuito sul litorale romano. Conosci queste zone? Hai qualche ricordo particolare legato al Mare di Roma? Ho frequentato il liceo classico ad Ostia, tutti i miei compagni di classe sono di quelle parti, ho vissuto un sacco di estati molto divertenti in loro compagnia. Attualmente continuo a frequentare i locali e pub e le mie amicizie sono tutte lì. Mi sento più di Ostia che di Acilia dove vivo.

Nando a vele spiegate si divide tra Margherita e vecchie sofferenze

Grande Fratello

Continua a gonfie vele l’avventura di Nando Colelli, giovane di 23 anni nato a Pomezia, nella casa del Grande Fratello. Il ragazzo del Mare di Roma è uno dei più amati, sia dai suoi coinquilini che dal pubblico, dell’undicesima edizione del reality che ha cambiato la storia della televisione. Dentro la casa Nado ha trovato anche l’amore, la sua storia con Margherita Zanatta, speaker varesina, è appena cominciata ma i due sembrano conoscersi da sempre e soprattutto volersi davvero bene. Lei sta addirittura cercando di educare il giovane pometino all’uso dell’italiano corretto. Nando non hai mai fatto mistero di amare il proprio modo di essere e in particolare il suo linguaggio dialettale, ma per amore è disposto a cambiare e migliorare. E così tutti gli appassionati del Grande Fratello hanno sicuramente apprezzato i tentativi del giovane di 23 anni nato a Pomezia di cimentarsi con i congiuntivi giusti, mettere le doppie al posto giusto ed espri-

mersi nel migliore dei modi. Tutto, poi, avviene con il sorriso sulle labbra e con un grande senso di complicità tra la coppia che buca le telecamere e arriva direttamente nelle case degli italiani sintonizzati il lunedì in prima serata, oppure incollati davanti al canale tematico di Mediaset Premium. Nado Colelli, però, sa essere anche dolce e commovente, come quando ha letto la lettera scritta per lui dalla madre: la donna è intervenuta nel reality dopo che il figlio ha confessato a Margerita di aver subito delle molestie quando era piccolo. Nando ha commosso l’Italia e la sua fidanzata, ma ha anche dimostrato di avere una grande forza e un carattere di ferro, lasciandosi tutto alle spalle dopo aver sofferto. A turbare l’equilibrio dell’amore appena sbocciato, però, è arrivata Caroline Cecere, modella italo-brasiliana appena entrata in casa, che sembra aver messo gli occhi su Nando. Mandando su tutte le furie Margherita.


Cultura

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Vinicio Marchioni è il Freddo nella serie che racconta la storia del sodalizio romano

Calma e intelligenza. La mente del clan

L’attore che ama il mare di Maccarese è stato il migliore a Venezia. «Per calarmi nel ruolo ho ascoltato tutte le registrazioni dei processi. Recitare nel mio dialetto ha reso il personaggio più credibile» di Lorella Di Carlo

U

n anno d’oro il 2010 per Vinicio Marchioni star di Romanzo Criminale, la fiction che gli ha dato notorietà ma non solo. All’ultimo Festival di Venezia il Freddo è stato premiato come miglio attore protagonista del film 20 Sigarette di Aureliano Amadei sui caduti di Nassiriya. Un riconoscimento non previsto nella sezione in cui è stato presentato il film e che l’ultima volta fu assegnato nel 1992 a Gian Maria Volontè.

Quanta preparazione c’è dietro il ruolo de il Freddo? Ci si prepara studiando tutto quello che è stato scritto intorno alla Banda della Magliana. Prima ho ascoltato tutte le registrazioni dei processi poi mi sono concentrato soltanto sulle sceneggiature.

La scelta di far interpretare ad attori romani ha aiutato la credibilità di Romanzo Criminale?

Sicuramente il fatto di essere tutti di Roma è un aiuto soprattutto per il modo di parlare che viene più naturale.

Come il Freddo sei molto riservato e serio, ti somiglia il personaggio che interpreti? Per la riservatezza mi riconosco in lui e poi sto imparando a prendere le cose con più leggerezza.

Cosa ti ha dato il premio come miglior attore vinto all’ultimo Festival di Venezia? Mi capita di vedere interpretazioni bellissime di attori o attrici che purtroppo passano inosservate. Il mio primo ruolo da protagonista è stata un’enorme gratificazione e un’enorme soddisfazione proprio perché non era previsto il premio. Ha commosso molto la dedica a Niccolò Fabi E’ un’amicizia iniziata intorno alla As Roma Artisti. Una delle scene di 20 Sigarette è stata girata in casa sua. Poi in seguito alla tragedia per la perdita di sua figlia mi ha toccato mol-

to la spinta e il coraggio che Niccolò ha avuto nell’affrontare la tragedia attraverso il concerto che le ha dedicato.

Che effetto ti ha fatto interpretare il ruolo dell’unico sopravvissuto alla strage di Nassirya? E’già difficile interpretare il ruolo di un uomo vissuto realmente e lo è stato ancora di più essere l’uomo che è anche il regista e lo sceneggiatore del film, ma Aureliano mi ha messo nelle condizioni per prendere al meglio in questo ruolo e farlo il più possibile mio.

Per il vostro settore questo è un momento caldo a causa dei tagli alla cultura. Da che mondo è mondo a partire da tutte le tradizioni lo spettacolo si è intrecciato con lo sviluppo della cultura. E’ giustissimo continuare con queste manifestazioni sperando che lo Stato e il Governo prendano tutti i provvedimenti affinché vengano investiti più soldi in questo settore e nella maniera migliore. C’è da aggiungere che negli ultimi 30 anni gli investimenti sono stati messi in mano a persone che non avevano le competenze per gestire i soldi.

Dopo Romanzo, dove ti vedremo? In Sulla strada di Casa di Emiliano Corapi, in Scialla di Francesco Bruni, dove ho un piccolo ruolo importante per lo sviluppo della storia. Sto per girare un cortometraggio con Paolo Zucca e un altro cortometraggio con Emanuele Pica. Ci sono altri progetti che sto cercando di scegliere con più oculatezza possibile.

Reporter viene distribuito sul litorale romano. Hai qualche ricordo particolare legato alla zona? Il rapporto con il mare è fondamentale, lo adoro soprattutto d’inverno e quando mi manca vado a Maccarese.

Come racconta la storia d’Italia con l’omicidio di Giuseppucci si apre il periodo più buio

Senza il Libanese è guerra aperta tra ex amici Prima la vendetta e poi lo scontro sanguinario tra le due anime del gruppo capitolino

Quando muore un re si crea sempre un vuoto di potere. Cortigiani e sudditi sono pronti a approfittarne, nascono nuove alleanze e inizia un duro tutti contro tutti. Così è successo anche nella Banda della Magliana quando è morto il Libanese, Franco Giuseppucci nella realtà e Francesco Montanari nelle puntate in onda su Sky. La seconda stagione della serie inizia, di nuovo in onda da appena due settimane, parte proprio dalla morte di Libano. Nelle prime battute la il clan più potente di Roma è ancora unito e compatto per vendicare la morte del suo boss, ma poi cominciano subito i problemi: per fare giustizia secondo i loro canoni i componenti della Banda della Magliana commettono diversi errori, finiscono in carcere per brevi periodi e soprattutto perdono iniziano a perdere il

controllo sul territorio per quanto riguarda lo spaccio di droga, il principale filone di guadagno. Insomma la lucidità e il rispetto non sono più quelli dei tempi dell’ascesa al potere e della conquista di Roma, quando il Libanese, il Dandi e il Freddo della prima serie televisiva imperversavano da Roma Nord a Ostia portando a termine affari con mafia, camorra e n’drangheta, sedendosi al tavolo alla pari con i più importanti boss della criminalità organizzata. Il declino della Banda della Magliana inizia negli anni Ottanta e la ragione principale sta nella divisione in due parti del clan, comunque impegnato a battagliare con chi ha ucciso il loro leader. Da una parte gli uomini di testaccio, guidati da Enrico De Pedis, alias Renatino e il Dandi, e da Danilo Abbrucciati, alias er Camale-

onte e Nembo Kid, che in televisione intrattiene anche rapporti con la mafia e con il potente Zio Carlo; dall’altra Maurizio Abbatino, Crispino e il Freddo, e i suoi fedelissimi della Magliana. La prevalenza nel mondo degli affari resta ad appannaggio della fazione di Testaccio e Trastavere, ma gelosie e infamie minano alle fondamente l’unità della Banda. E così arriveranno, in televisione, i primi pentimenti e una lotta sanguinaria senza esclusione di colpi. Sullo sfondo, infine, il ruolo del Sismi (i servizi segreti

italiani) e della loggia massonica P2 guidata da Licio Gelli, con i telespettatori che

nelle prossime puntate della seconda serie tv di Romanzo Criminale avranno l’occasione di ripercorrere gli anni del declino del sodalizio.


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Economia

Da gennaio importanti novità in vista per chi è in attesa di ricevere l’assegno dall’Inps

La pensione diventa un miraggio

Sale a 60 anni l’età prevista per l’uscita dal mondo del lavoro dopo 36 anni di contributi. Prima di poter beneficiare dei soldi bisognerà aspettare come minimo12 mesi

S

di Francesco Pastoressa

(francesco.pastoressa@reporternews.it)

ale a partire dal prossimo mese di gennaio l’età per ottenere l’assegno della pensione di anzianità. Prevista infatti una doppia novità per coloro che vorranno andare in pensione, considerando che dal 2011 entreranno in vigore sia le nuove regole per l’accesso alla pensione d’anzianità già previste dalla riforma del 2007, che prevedevano l’innalzamento dell’età pensionabile per i lavoratori dipendenti da 59 a 60 anni a fronte di almeno 36 anni di contributi, sia le nuove regole sulle finestre per l’uscita dal mondo del lavoro previste dalla manovra di luglio di quest’anno. Ora prima di iniziare a ricevere l’assegno sarà necessario aspettare come minimo un anno dal raggiungimento dei requisiti previsti dalla legge, sia di anzianità che di vec-

chiaia. I nuovi limiti oggi sono chiari anche per il pubblico impiego: il requisito anagrafico adesso sale a 61 anni, ma dal 2012 salirà a 65 anni. Ancora per un anno comunque sarà possibile sfruttare l’uscita anticipata per anzianità: basterà avere compiuto 60 anni di età ed avere 36 anni di contributi. Un modo come un altro per

cercare di fermare le troppe uscite anticipate del 2010: 155.440 a fronte delle 100.880 pensioni effettivamente liquidate nel 2009. Un aumento dell’85% circa, proiettato sull'arco dell'intero anno. «Il dato - spiega Antonio Mastrapasqua, presidente dell’Inps - risente del forte calo per le pensioni di anzianità registrato nel 2009,

ed è dovuto alla maturazione dei requisiti per l’uscita dal lavoro di una parte rilevante di persone bloccate dall’aumento dello scalino a luglio del 2009 (da 58 a 59 anni). Nel 2011 comunque - conclude Mastrapasqua ci si attende un nuovo calo con uscite per anzianità sotto le 100.000 unità». Fatto sta, che ogni anno che passa, l’età richiesta per ritirarsi aumenta, e per questo molti hanno sfruttato le finestre d’uscita previste dalla legge. Ora l’intenzione dell’Inps è quella di provare a far girare il vento, soprattutto per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, che hanno occupato gran parte delle uscite per le pensioni d’anzianità del 2010: 97.559 a fronte delle 56.963 pensioni liquidate nell'intero 2009, con un aumento del 71%. Certo è, che dopo 36 anni di contributi versati, per tutti la voglia è quella di passare direttamente dalla cassa, senza aspettare ancora.

30 novembre 2010

Vecchi, poveri e senza nessuna prospettiva Questo l’identikit degli anziani dell’ultimo decennio, in preda ad una forte precarietà economica

Un pensionato su due vive in condizioni economiche disagiate: una quota che sale al 70% tra gli artigiani in pensione. L’assegno Inps ormai, per molti non è sufficiente ad arrivare a fine mese, ed il 33% degli over 60 guarda al futuro «con timore e vede avvicinarsi tempi ancora peggiori». Questo almeno è quanto emerge da una ricerca della Cna sulle condizioni di vita degli anziani realizzata da Swg e presentata nei giorni scorsi nel corso di un convegno della Cna Pensionati. Il 53% dei pensionati compresi tra i 60 e i 75 anni vive in una condizione di precarietà economica. Rispetto a dieci anni fa, evidenzia lo studio, le condizioni sono nettamente peggiorate: se nel 2000 buona parte dei pensionati pensava di poter progettare con tranquillità gli anni delle propria “vita verde”, 10 anni dopo la situazione è precipitata, e nel 2010 il numero dei pensionati che avverte una certa sicurezza è crollato al 37%, al 28% tra i pensionati Cna. Tre pensionati su quattro hanno oggi la netta percezione che l’Italia «stia regredendo» (dieci anni fa la sensazione era condivisa da meno della metà, il 47%). Dati che danno il senso della percezione di chi, con l’assegno Inps è costretto a tirare avanti dopo anni di lavoro. (F.P.)


Curiosità dal mondo

30 novembre 2010

Rissa sui treni rosa New Delhi

Donne sulla metropolitana di New Delhi hanno preso a calci e pugni alcuni uomini, saliti negli scompartimenti a loro riservati. Importunate le donne hanno avvisato le poliziotte di servizio ed è scoppiata la rissa.

Elefante dal dentista Kerala

Un team di dentisti dello Stato meridionale del Kerala, in India, ha compiuto un'otturazione su una zanna di un vecchio elefante, un maschio di 27 anni. Si tratta della prima operazione del genere al mondo.

Meraviglie del mondo sotto attacco

I terroristi prendono di mira Rechstag e Torre Eiffel

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Brevi dall’Europa

Europa a luci rosse. A Berlino è stato creato un imponente centro a luci rosse, l'Artemis. Prima di questa imponenente struttura il più famoso bordello in Germania era il Pacha di Colonia. In Olanda il fenomeno è legalizzato ormai da tanto tempo. Tutti hanno in mente le famose stradine del quartiere De Wallen ad Amsterdam anche conosciuto come Walletjes or Rosse Buurt, in cui si possono ammirare e scegliere le prostitute in vetrina. Non solo Amsterdam ma anche Utrecht ha una grande quartiere a luci rosse. Qui le prostitute si mettono in mostra in cabine con finestre e, all'arrivo di un cliente, tirano le tende per il tempo necessario. Le prostitute, solitamente lavoratrici indipendenti, pagano le imposte sul reddito, si sottopongono a controlli sanitari obbligatori e hanno persino un sindacato. Nell’est della Francia una ragazza ha sposato il suo fidanzato con il quale conviveva da alcuni anni. Cosa c’è di strano in questo matrimonio? Il fatto che lo sposo è morto un anno fa. Magali Jaskiewicz e Jonathan George avevano fissato la data delle nozze e il matrimonio si sarebbe celebrato nel municipio del loro villaggio, ma Jonathan è deceduto due giorni prima del giorno stabilito in un grave incidente motociclistico. Una trentina di invitati si sono raccolti attorno a Magali per svolgere la solenne cerimonia nuziale, lei in abito bianco scollato con tanto di velo e di bouquet. In questi casi il codice francese permette di celebrare matrimoni postumi qualora tutte le formalità previste siano state espletate prima della morte di uno dei due.

Olanda: in sette minuti l’uomo resta fulminato davanti ad una bella donna. I risultati di uno studio condotto da alcuni psicologi olandesi della Radbouds University su un gruppo campione di maschi eterosessuali, hanno dimostrato che dopo soli 7 minuti in compagnia di una bella donna, mai incontrata prima, il cervello maschile si inebetisce. Gli uomini andrebbero letteralmente in tilt.

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di Cinzia Pagliaroli

ornano di scena le minacce di attacchi terroristici e l’Europa e il mondo intero riprendono a tremare e temere. Dall’11 settembre è partita la guerra contro il terrore ed è una guerra che non ha ancora un vincitore. Dopo le Torri Gemelle è cambiato il modo di vivere, i segnali che arrivano non possono più assolutamente essere presi in scarsa considerazione, ma non bisogna nemmeno permettere al terrore di condizionare la vita quotidiana di ognuno. In particolare adesso che, oltre a obiettivi sensibili e strategici, i terroristi sembrano aver preso di mira anche i principali monumenti. Dopo, la Statua della Libertà, chiusa totalmente dal 2004 e parzialmente fino al 2009, l’obelisco di George Washington, presso la Casa Bianca, evacuato nell’ottobre del 2005, Londra e l’ae-

roporto di Heathrow chiuso ai voli in arrivo nel 2006, a settembre, nel giorno in cui il parlamento francese ha adottato in via definitiva la norma anti-burqa, Parigi tremava per la minaccia di bombe alla Torre Eiffel e nella stazione simbolo di Saint-Michel. In questi giorni, invece, tocca alla Germania vivere una mobilitazione alta, come da anni non accadeva. E’ stata chiusa la celebre cupola di vetro del Rechstag, storico palazzo sede del parlamento, che è diventata il simbolo della Germania unita. Allarmi ovunque, negli aeroporti, sui treni e nel centro delle città tedesche da Berlino, a Monaco, Francoforte e Amburgo dove inoltre in questi giorni stanno prendendo vita i numerosi mercatini di Natale, attrazione turistica storica e consolidata, e altro possibile punto nevralgico per gli attentati. La maggioranza dei cittadini tedeschi, dice comunque di non volere ab-

Topi cercano famiglia Los Angeles

In una casa di Los Angeles, sono stati sequestrati circa 1.000 ratti, discendenti di quello che si credeva un topolino domestico e che stavano letteralmente divorando l’abitazione. Ora i topi sono ospiti di un negozio in attesa di adozione.

bandonare le proprie abitudini e permettere che si inneschi la strategia del terrore. Ogni paese ha la sua icona, ogni popolo ha il suo punto di riferimento in cui riconoscere la propria identità nazionale, da monumenti a luoghi, e nessuno ha il diritto di oltraggiarlo e tantomeno minacciare di distruggerlo. Aumentano, sì, le misure di sicurezza, ma c’è anche l’invito da parte del mondo politico a non sviluppare sospetti generalizzati contro i musulmani. Esiste, infatti, anche un islam moderato, non poi così diverso e lontano dal mondo Occidentale, e generalizzare e parlare solo di fondamentalismo e di Al Qaeda, contribuiscono a creare un’immagine superficiale e poco aderente alla realtà di quel mondo musulmano, dove la libertà è: rispetto per la dignità umana, sia per gli uomini sia per le donne, libertà di coscienza e d’espressione e soprattutto santità per la vita.

Auto presidenziale all’asta Teheran

Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad metterà la sua automobile all’asta e il ricavato sarà usato per finanziare un progetto per l'edilizia popolare. L’asta sarà internazionale e il prezzo di partenza presto noto.

In Europa si discute su come cancellare le proprie tracce dal Web. Quanti, nell’immettere foto, racconti, opinioni personali sui social network, sono pienamente consapevoli degli itinerari che tali frammenti identitari possono compiere? Il problema dell’asimmetria informativa che affligge la prestazione del consenso on line (chi si iscrive su uno di questi social network non conosce davvero le conseguenze del suo gesto) è finalmente approdato a Bruxelles dove la Commissione europea è all’opera per la costruzione giuridica del “diritto all’oblio digitale”. Potrebbe fare il suo ingresso entro il 2011, nella galassia dei diritti made in Europe, e consentirebbe agli utenti di Internet l’eliminazione permanente dei dati immessi nella rete. Effetto Wikileaks anche in Europa. C’è molta apprensione per la divulgazione di 2,7 milioni di file di documenti del dipartimento di stato americano nei palazzi della politica e dell’economia del nostro continente.

Ivf plus. Non è il nome di un vaccino o di un nuovo canale satellitare, ma il nome di un programma gestito da una clinica privata di Londra, la Bridge Clinic, che promette maggiori margini di successo nella fecondazione assistita a patto che si sottoscriva un contratto particolare, il cosiddetto “contratto per una vita sana”. Perdere peso, qualora sia richiesto, e niente fumo o alcol prima e durante il trattamento, e in cambio si potrà godere in un ciclo gratuito di fecondazione.

In Francia il rigore finanziario non tocca la cultura. Anzi. Il bilancio 2011 prevede un incremento del 2,1%, 154 milioni in più, per un un totale di 7,5 miliardi. La cifra va suddivisa tra i crediti per la missione cultura (pari a 2,7 miliardi per patrimonio, creazione, trasmissione dei saperi e democratizzazione della cultura); 4,68 miliardi per i media, i libri e l’industria culturale (di cui 3,22 dal canone tv, e 1,46 da crediti di bilancio) e 121,55 milioni per la ricerca. Lo stato francese sostiene il cinema, l’audiovisivo e il multimediale con 750 milioni, e destina alla digitalizzazione delle sale cinematografiche 125 milioni in tre anni, mentre altri dodici li riserva per combattere la pirateria digitale.

Londra contestazione studentesca. Per poco meno di quarantotto ore, due settimane fa, in Inghilterra si è avuta l’impressione diffusa che stesse per prendere forma una consistente ondata di proteste studentesche, paragonabile (nella mente di chi la prevedeva) alle grandi contestazioni francesi e italiane degli anni Sessanta e Settanta Il Portogallo è rimasto paralizzato da uno sciopero generale. Il 68% degli economisti interrogati da Reuters ritengono che Lisbona sarà costretta a seguire Atene e Dublino sulla strada del bailout. Ma è la Spagna a mettere in pericolo la sopravvivenza dell’euro: è la linea che «i contribuenti tedeschi non supereranno», spiega Ian Martin del Wall Street Journal. La Pubblica amministrazione perderà 25 mila posti di lavoro, i sussidi saranno tagliati, l’Iva salirà al 23% e aumenteranno le imposte sui redditi. «Serve per conservare la speranza nel futuro», ha detto il premier, Brian Cowen, il cui destino politico è incerto. Molti dubitano che riuscirà a far approvare la Finanziaria del 2011.


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Cucina

Sapori prelibati e delizie artigianali

30 novembre 2010

Dall’8 al 10 dicembre Lugano ospiterà la quarta edizione della fiera internazionale Più Gusto

Espositori, curiosi e addetti ai lavori s’incontreranno tra i 12mila metri quadrati del salone riservato alle eccellenze del Canton Ticino di Paola Bernieri

G

rande pubblico, professionisti del settore, semplici curiosi e appassionati. Più Gusto non risparmia nessuno e apre le proprie porte a tutti coloro che almeno una volta nella vita si sono messi davanti ai fornelli con un grembiule indosso: decine di milioni di persone nel raggio di 80 chilometri compresi tra la Svizzera e il Nord Italia. E per di più ad altissimo reddito pro capite. L’appuntamento con la promozione delle eccellenze enogastronomiche presenti sul mercato è dall’8 al 10 dicembre a Lugano, nel cuore del Canton Ticino. In rampa di lancia ci sono ristoranti e strutture ricettive, che supportano l’economia di un territorio sempre più aperto ai servizi, mentre i visitatori della fiera enogastronomica avranno ancvhe l’opportunità di

immergersi nel centro storico della città, di fare una capatina al casinò e di visitare il lago. Più Gusto, comunque, è una manifestazione a misura d’uomo che si snoda su una superficie di ben 12mila quadrati, allestista per l’occasione con il vestito da festa e riempita di prodotti tipici locali sia per quanto riguarda le regioni del Canton Ticino che per quanto concerne quelle italiane confinanti. Peculiarità del salone, poi, è il percorso unico e obbiligato, che garantisce a tutti gli espositori grande visibilità e limita la di-

spersione dei partecipanti: tutti coloro che entrano sono obbligati a visitare tutti gli stand presenti lungo il percorso per poter raggiungere l’uscita. Arrivato alla sua quarta edizione, inoltre, Più Gusto ha deciso di aumentare i suoi sforzi nei settori enoagastronomico e agrialimentare, dando l’occasione a tutti i visiatori di entrare direttamente a contatto con i produttori e i distributori di numerose lec-

cornie artigianali di respiro internazionale. Oltre a scoprire le

migliorie delizie di regioni che a tavola non conosco rivali, chiunque decida di visitare Più Gusto avrà anche l’opportunità di acquistare i prodotti direttamente all’interno del salone svizzero. Infine non mancheranno momenti di piacevole intrattenimento, come la sezione Atelier del Gusto, quella riservata alle conferenze tematiche con i maggiori esperti del settore. E le degustazioni guidate.


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Quindicinale di attualità, cronaca, economia, turismo e cultura

Autorizzazione del Tribunale di Velletri n° 7/08 del 25 febbraio 2008

Direttore responsabile: Cosimo Bove cosimo.bove@reporternews.it Vice direttore: Mario Scagnetti mario.scagnetti@reporternews.it Editore:

associazione Reporter News Europa Sede legale e redazione: via dei Mughetti n°9 00048 Nettuno, Roma Tel. 06 97846775 Fax 06 97846746 Pubblicità: pubblicita@reporternews.it Sito Internet: www.reporternews.it info@reporternews.it

Grafica e videoimpaginazione: Paolo Guerra Garante del lettore: dott. Carlo Giovanni Michieletto

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La voce del Mare di Roma

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TORVAJANICA

Lungomare delle Sirene Solymar bar Ferramenta Articoli da Regalo Bar Nico Paranà Gelateria Bar la dolce vita Pane pizza rosticceria Bar Luna Rossa Viale Spagna Rosticceria Vivarelli Placet cafè Pasticceria Martinoja Viale Danimarca Bar da Pino Caffè centrale Viale Francia Bar Sayonara Gelateria Cuore di panna Forno Antica Panetteria Bar Ermes Cafè del Mar Lungomare delle Meduse Bar Ragno d’oro Lungomare degli Ardeatini Bar Bleu Marine Bar la Veranda TOR SAN LORENZO

Lungomare di TS Lorenzo Bar Me Ce Porti Bar Valeria Centro commerciale Valeria Viale San Lorenzo Crazy bar Supermercato Conad Caffè degli artisti Supermercato Todis Pizza a Taglio Orange Bar Supermercato Eurospin Supermercato Sisa Bar Trovato Edicola Mail bar Parrucchiere Orlando e Luca

ARDEA

Piazza del Popolo Comune Bar dei Rutuli Golden bar Via Niso Bar Albachiara Supermercato Conad Largo Genova Bar L’incontro Largo Udine Conad&Polo supermercati Bar Via Pratica di Mare Bar Ramses

APRILIA

Centro Commerciale Aprilia Due Stazione ferroviaria ANZIO

Santa Teresa Edicola Viale Mencacci Stazione ferroviaria Edicola della stazione ferroviaria Piazza Cesare Battisti Comune di Anzio Via Ambrosini Villa Sarsina Via Filibeck Bar Marotta Marcatissimo Via Giacomo Matteotti Cinema Astoria Bar Astoria Football Fans Piazza Pia Edicola Bar Grand’Italia Bar L’Imbarcadero Tabacchi Bar Graziosi Mucho Macho Riviera Mallozzi Bar Lido di Nerone Tabacchi Biondi Trattoria Diavoletto 25 Zazà kebab Gelateria Treccioni Pizzeria La Riviera Bar Dea Fortuna Via Porto Innocenziano Cornetto notte Tabaccheria Mingiacchi Bar del Porto Comando della Capitaneria di Porto Bar...Aonda Corso del Popolo Bar Caravella Teorema House Gelateria Mennella Gelateria Diramare Pizzeria La Locanda Riviera Zanardelli Bar Malaga Via Gramsci Edicola Via Roma Mix Cafè Viale Marconi Edicola Supermercato Sidis Bar Nolfi Compagnia Carabinieri Bar Chicco e Bricco Bar Sport Edicola Anzio Colonia Pausa Caffè Via Ardeatina Pizzeria Le Sirene

Tutto x Tutti Tabacchi Bar Machiavelli 2 Parrucchiere Immagine&bellezza Green bar Hotel Beauty Raphael Edicola Bar dei Pini Gelateria Las Vegas Bombe calde Forno Cameli Bar Portioli Piazza Lavinia Pizzeria Boccione Garden bar Bar Via di Valle Schioia Caffè Latino Parrucchiera Un’idea per la testa Bar Machiavelli Bar Scarcella Supermercato One Price Tabacchi Bar stazione ferroviaria Via Nettunense New Effetto Bellezza Bar Sun Flower Mc Donald’s Pasticceria Stampeggioni Bar Il Papero Rosa Tweety caffè Bar Lavinio Stazione Edicola Falasche Via della Cannuccia Centro commerciale Tontini Viale Antium Centro commerciale Anteo Bar Fashion Golosità e tabacchi Bar lotto e tabacchi Supermercato Gusto Di Via Goldoni Supermercato Pam Europlanet Bar Via Villa Claudia Edicola Bar Gemma NETTUNO

Via delle Sterlizie Edicola Bar delle Sterlizie Via Santa Barbara Edicola Supermercato Todis Bar Las Vegas Supermercato Marcatissimo Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto Chiosco bar Lungomare Matteotti Caffè del Mar Bar della Posta Nanarì Gran caffè Italiano Serendipity bar Banca di Credito Cooperativo

Lungomare Giovanni Paolo II Porto turistico Marina di Nettuno Via Cavour Edicola Centro spesa Gec Bar Stazione ferroviaria Caffè Latino Pizzeria della stazione Tabacchi Via de Gasperi Master cafè Via Santa Maria Edicola Piazza Berlinguer Chiosco bar Via Romana Fantasy bar Edicola Giuliana Caffè New Garden Fantasy on the road Olivetti Via San Giacomo L’angolo del Pane Caffè Celani Antica Hosteria Pasticceria Adamo Forno civico n°40 Via Diaz Delizie del forno Planet Baseball trattoria Bar Amapola Via Vittorio Veneto L’angolo del Pane Tabacchi Non solo fumo Controventooligata Bar dei Mille Venere Spa Via della Vittoria Comando Polizia Municipale Via Don Temistocle Signori Bar 7 Bello Via Aldo Moro Supermercato Crai Bar De Felici Via della Liberazione Bar Badini Bar Marcuccio Antico Forno dell’Archetto Bar Blues Tabacchi Lotto ed Enalotto Edicola Bar Scacciapensieri Deposito Cotral Bar La Dolce Vita Via Traunreut Supermercato Conad Strada provinciale Nettuno-Cisterna Edicola Cantina Bacco Banca di Credito Cooperativo Centro commerciale Le Vele Ipersidis Karibù Cafè


Reporter News 20 2010  

La Voce del >Mare di Roma. Anzio, Nettuno, Fiumicino, Ostia, Ardea, Pomezia, Torvaianica.

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