Marche a Cinque Cerchi - Volume 2 - Londra 2012 - Sochi 2014

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Per la realizzazione de “le Marche a 5 Cerchi - Volume II: Londra 2012 - Sochi 2014” si ringraziano: Archivi statistici e fotografici del CONI e del CIP Federazioni Sportive Italiane delle discipline Olimpiche Danilo Di Tommaso, Direttore della Comunicazione CONI Claudio Mele, CONI Servizi Roma Fabio Sturani, Componente Giunta Nazionale CONI Sandro Abelardi, Dirigente Servizio Sport e Politiche Giovanili Regione Marche Germano Peschini, Presidente Comitato Regionale CONI Marche Luca Savoiardi, Presidente Comitato Regionale CIP Marche Nico Coppari, Addetto Stampa Comitato Regionale CIP Marche.

Edizione limitata, senza fini di lucro Grafica Studio GIO.COM - Ancona Stampa Tecnoprint srl - Ancona Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma con qualsiasi mezzo elettronico, meccanico o altro senza l’autorizzazione scritta dei proprietari dei diritti e degli autori © 2010 Tecnoprint Editrice srl 60131 Ancona - Via Caduti del Lavoro, 12 tel. 071 2861423 - fax 071 2861424 e-mail: info@tecnoprint.it - www.tecnoprint.it ISBN 978-88-95554-15-0 © Andrea Carloni, CONI regionale Marche Tutti i diritti riservati Finito di stampare Giugno 2016


Andrea Carloni


con il contributo di:


Indice Prefazione 6 Saluti 9 Londra 2012 XXX Giochi Olimpici Estivi

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Tecnici Olimpici

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Giudici, Sanitari, Preparatori e Assistenti

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Giornalisti Inviati

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Sochi 2014 XXII Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali

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Londra 2012 XIV Giochi Paralimpici

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Partecipazione degli atleti ai Giochi

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Presentato a Londra "le Marche a 5 Cerchi" Vol. I

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U

n volume in 116 anni di storia dei Giochi Olimpici e Paralimpici e un aggiornamento appena quattro anni dopo. A qualcuno potrà sembrar strano, ma non c’è da chiedersi perché, considerati i tanti - e non tanto facilmente ripetibili - motivi che hanno originato questa scelta. I Giochi della XXX Olimpiade di Londra 2012, aperti a fine luglio dal tricolore impugnato dalla nostra Valentina Vezzali, hanno fatto registrare un così alto numero di successi per i colori marchigiani, come non era mai accaduto prima. Nonostante le 12 partecipazioni “made in Marche” fossero le stesse di Roma 1960, ma inferiori alle 15 di Atene, nella capitale della finanza europea la nostra regione ha toccato il punto più alto per numero di medaglie conquistate: 8 grazie ad Elisa Di Francisca (unica italiana a vincere 2 ori), Valentina Vezzali (un oro e un bronzo), Massimo Fabbrizi (un argento), Andrea Bari, Emanuele Birarelli e Samuele Papi (un bronzo a testa). Un risultato senza precedenti, frutto delle performance di un Fabbrizi legittimo erede di Liano Rossini; della grande scuola pallavolistica falconarese inoculata nei tre marchigiani sottorete, ma in particolar modo di quella miniera d’oro rappresentata dalla scherma jesina, tanto da far affermare all’attuale presidente del CONI, Giovanni Malagò: “Che senza il contributo del club jesino, il medagliere italiano sarebbe come quello della Grecia” o che “il Club Scherma Jesi ha vinto più medaglie di tutta la Spagna!” (Senigallia - An, 17/05/16). Basterebbe? Certo che basterebbe, ma non è tutto. Perché a Londra (dove sembra che la caccia al doping stia per mietere nuove vittime fra atleti di 6 nazioni), le Marche hanno schierato anche il capitano dell’Italnuoto, Filippo Magnini; l’unica italiana in gara nella ritmica individuale, Julieta Cantaluppi; l’unico finalista della pattuglia di ginnasti azzurra, Paolo Ottavi; Filippo Maria Baldassarri e Michele Regolo nel prosieguo di una tradizione velica che nelle Marche ha sfornato protagonisti delle più importanti manifestazioni internazionali; Gianmarco Tamberi, ultimo italiano a qualificarsi per Londra. Qualche giorno più tardi, dai Giochi Paralimpici più partecipati e visti della storia, arrivano altre due splendide medaglie da chi non tradisce mai: Assunta Legnante (un oro) e Giorgio Farroni (un argento). In pista scendono poi il debuttante Riccardo Scendoni nella velocità e l’intramontabile quanto sfortunato Andrea Cionna nella maratona. C’è dell’altro. Perché se vogliamo dirla proprio tutta, abbiamo sentito marchigiane anche le azzurre del beach volley, Greta Cicolari e Marta Menegatti, con il loro tecnico Lissandro Carvalho, che per due anni hanno preparato i Giochi londinesi sulla spiaggia di Palombina, ad Ancona. Le beachers come nostre, ma anche Rosalba Console in Caimmi, fondista azzurra sposa del maratoneta jesino e già punta della nostra Nazionale di atletica leggera. Doveroso rendere onore anche a tutto il resto della spedizione marchigiana, fatta di dirigenti, tecnici, sanitari, terapisti e giornalisti. A rappresentare tutti ne citiamo uno: Stefano Cerioni, Commissario Tecnico delle Nazionali di Fioretto, vero asso pigliatutto degli ultimi Giochi di Londra, dove ha conquistato ben 5 medaglie virtuali, di cui tre ori, un argento e un bronzo. Quattro anni dopo Pechino, per restare nella “Top 10” del medagliere l’Italia si è dunque giovata del contributo degli atleti marchigiani come non era mai successo prima. Dal 1912 (Serafino Mazzarocchi, Stoccolma) ad oggi, il totale delle medaglie olimpiche vinte dai nostri è così salito a 46, numero che evoca un altro

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highlander marchigiano, che di nome fa Valentino e di cognome Rossi. Ci sono poi le 14 medaglie dei Paralimpici, il che fa salire il totale a 60! E pensare che prima di Pechino, in 116 anni di Giochi, ne erano state vinte 50, mentre solo negli ultimi quattro anni ne sono arrivate altre 10! A cosa si devono questi grandi successi? Le Marche parlano con i numeri: 5.688 Società sportive nel Registro del CONI; 2.697 impianti sportivi censiti; 168.103 atleti tesserati, 9.127 tecnici; 23.973 dirigenti e soprattutto un 24,1% di praticanti lo Sport, rispetto al 23% della media nazionale. Olimpiadi punta dell’iceberg di un movimento sportivo in crescita. Ma sono tutte rose e tutti fiori? Non proprio. Perché da contraltare agli esaltanti risultati ottenuti agli Estivi, ci sono gli Invernali di Sochi 2014 – Olimpici e Paralimpici – pressoché da dimenticare, tanto sono stati avari di soddisfazioni, non solo perché le Marche sono state (ben) rappresentate solo da don Mario Lusek, cappellano degli azzurri, ma per via di un generalizzato flop che ha ingenerato delusioni e rivoluzioni ai vertici delle specialità. A ben pensarci, non è del tutto vero che le nostre Marche non siano state rappresentate in Russia. Non lo sono state dagli atleti in gara, ma hanno recuperato in immagine, presenti come sono state con la Nuova Simonelli di Belforte del Chienti (Mc), fornitrice ufficiale di macchine per il caffè in tutte le strutture olimpiche sulle rive del Mar Nero, com’era capitato ad Atlanta 1996 e Vancouver 2010. Niente Sochi, all’ultimo momento, per IGuzzini Illuminazione di Recanati (Mc), protagonista invece a Barcellona 1992, Sydney 2000, Atene 2004, Torino 2006 e Pechino 2008. Unito alla prima, più corposa edizione (Dicembre 2011), “le Marche a 5 Cerchi” racconta che in 120 anni di Olimpiadi i nostri convocati (nati o vissuti nella regione) sono stati: 111 atleti, 14 giudici, 16 tecnici, 13 dirigenti, 6 fra medici e terapisti, 6 giornalisti e un regista cinematografico. Alcuni ci hanno lasciato fra i Giochi di Londra e solo qualche tempo fa; fra questi ricordiamo Marcello Faina (28/11/12), Pasquale Carminucci (22/02/15) e Carlo Vittori (24/12/15), al quale due anni prima era toccato di salutare la prematura scomparsa del suo “figlioccio”, Pietro Mennea (21/03/2013). Indimenticabili. Prima di lasciarvi alla lettura (anche della presentazione del nostro primo libro a Londra), per la realizzazione di questa pubblicazione (che ha integrato la precedente) va un affettuoso ringraziamento a chi l’ha nuovamente voluta e incoraggiata, dal CONI alla Regione Marche, ai partner e sponsor. Grazie anche a tutti coloro che, a vario titolo, hanno contributo, magari lontano dai riflettori, alla conquista dei successi che raccontiamo. Adesso sguardo puntato su Rio de Janeiro 2016, dove la pattuglia di marchigiani qualificati si va completando in queste ore. Anche se il CIO ha deciso che la nostra miniera d’oro della scherma non potrà più portare tre azzurre sul podio (ai Giochi ne andranno al massimo solo due per Nazione), fra l’altro nell’anno in cui saremo senza fioretto a squadre femminile, non è vietato sognare: medaglie a Rio, ritorno dei Giochi a Roma 2024.

Andrea Carloni 7



Giovanni Malagò

Luca Ceriscioli

Presidente Nazionale CONI

Presidente Regione Marche

I successi nello sport si alternano e si evolvono con grande rapidità. Ci sono però alcune certezze che rimangono inalterate. Una di queste è rappresentata dai campioni della Marche. Ai Giochi Olimpici, e non solo, atlete, atleti e tecnici di questa terra danno sempre un grande contributo. Sono una costante. Del resto come poter definire chi, come Valentina Vezzali, ha raggiunto 9 medaglie olimpiche in 5 diverse edizioni nella stessa specialità della scherma, oppure, sempre nel fioretto, chi, come Elisa Di Francisca, è risultata unica della compagine azzurra a conquistare due ori a Londra 2012. Ma dei 13 partecipanti all'edizione olimpica britannica anche molti altri sono saliti sul podio. Come non ricordare Massimo Fabbrizi, argento nella fossa olimpica di tiro a volo, il trio di pallavolisti, Samuele Papi, Emanuele Birarelli, Andrea Bari, che hanno vinto il bronzo, partendo da Ancona e Senigallia. Una menzione particolare, poi, va al tecnico del magico fioretto: Stefano Cerioni a lui si deve parte del podio tutto azzurro conquistato in questa arma e l'oro a squadre. Il capitano pesarese Filippo Magnini è anche lui un punto di riferimento certo per la squadra di nuoto; un veterano che ha al suo attivo tanti successi. Ma le Marche a Londra sono state presenti anche nella ginnastica con Paolo Ottavi (Artistica), Julieta Cantaluppi (Ritmica), nell'atletica leggera con Gianmarco Tamberi, che speriamo vada sempre più in alto, con i velisti Filippo Maria Baldassarri e Michele Regolo. Non voglio dimenticare poi un "marchigiano doc" che ha preso a cuore non il fisico ma l'anima di tutti i partecipanti alle spedizioni olimpiche italiane. Don Mario Lusek ha anche lui le sue responsabilità nella vita quotidiana degli atleti come cappellano della squadra olimpica. Sono contento di poter celebrare, con questa edizione aggiornata, nuove imprese sportive che portano il segno di una Regione generosa che da sempre ha saputo creare un sano spirito sportivo tra i propri giovani e che con loro ha raggiunto le vette più alte dell'attività agonistica.

“le Marche a 5 Cerchi” ci permette di rivivere i grandi momenti della storia soprattutto delle ultime Olimpiadi e Paralimpiadi di Londra 2012 e di conoscere da vicino i protagonisti marchigiani che attraverso le loro imprese hanno dato lustro allo sport e alla nostra regione. Annoverare complessivamente 10 medaglie al collo nei giochi olimpici e paraolimpici è la dimostrazione dei buoni livelli di preparazione atletica dell’attività sportiva realizzata nelle Marche. In questo piccolo volume di aggiornamento c’è un omaggio agli atleti che attraverso la preparazione e l’esperienza sportiva hanno ottenuto e ottengono importanti successi sia a livello nazionale che internazionale. Il plauso della Regione va a chi ha voluto realizzare questo progetto di ricerca e raccolta documenti utile per far conoscere a tutti che i marchigiani sono tenaci nel raggiungere risultati eccellenti anche in campo sportivo. Lo sport rappresenta uno dei pilastri della coesione sociale in quanto è gioco, cultura, partecipazione. Una palestra di vita soprattutto per le nuove generazioni perché aiuta a gestire le emozioni, rafforza l’identità e rende la persona più libera. Alla vigilia delle Olimpiadi 2016 di Rio, ritengo doveroso formulare, a nome di tutta la comunità marchigiana, un in bocca al lupo alle atlete ed agli atleti che rappresenteranno le Marche per difendere i colori azzurri durante questo evento di portata immensa.

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Germano Peschini

Corrado Mariotti

Presidente CR CONI Marche

Presidente UBI Banca Popolare di Ancona

Ci eravamo presi un impegno come CONI Marche nel 2011, e lo abbiamo rispettato. All’uscita del volume “le Marche a 5 Cerchi” avevamo promesso che avremmo collaborato nell’eventualità fosse stato previsto un aggiornamento di questo prestigioso progetto negli anni a venire. Il progetto è proseguito, così come i successi degli atleti delle Marche. Ecco arrivare, dunque, la pubblicazione del secondo volume, che riparte lì da dove il primo si era fermato, alla vigilia dei Giochi Olimpici di Londra 2012. Proprio a quella Olimpiade e a quella invernale di Sochi 2014, il libro è dedicato, riportandone con cura tutti i risultati ottenuti dagli atleti marchigiani. Con il libro precedente siamo riusciti a ricostruire per la prima volta, l’intera storia dell’impegno olimpico marchigiano. Una storia di numeri, date, biografie, emozioni emersi dalla memoria e dai documenti grazie al lavoro minuzioso di Andrea Carloni che è stata raccolta in un’opera completa, facilmente consultabile e che mette nero su bianco quanto le Marche hanno dato allo sport italiano e mondiale. E quanto continuano a dare. Ce lo dice la cronaca quotidiana, costellata di successi dai livelli giovanili a quelli master, passando ovviamente da quelli agonistici, e nelle più diverse discipline. Ce lo dice questo volume, di cui ancora una volta il merito va ad Andrea Carloni, e che come il primo fissa indelebilmente le imprese dei nostri atleti, olimpici e paralimpici, sui campi di gara londinesi e russi, le medaglie conquistate, i tempi ottenuti, i punti messi a segno. Insomma, la storia gloriosa dello sport olimpico marchigiano prosegue, e siamo già pronti a scrivere il prossimo capitolo con le Olimpiadi di Rio de Janeiro.

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Ci siamo stati e volevamo esserci ancora, al fianco di questa iniziativa che celebra le imprese, ma prima ancora l’impegno ed i sacrifici di tanti atleti, tecnici e dirigenti marchigiani che hanno conseguito brillanti risultati agli ultimi Giochi olimpici e paralimpici, anche soltanto partecipandovi. Volevamo esserci anche noi, al momento del racconto delle vicende sportive di Londra e di Sochi, come avevamo fatto, in occasione della primogenitura de “le Marche a 5 Cerchi”, nel 2011. Per UBI Banca Popolare di Ancona, nata nel 1891 (poco prima delle Olimpiadi moderne di Atene 1896) ed oggi cresciuta al punto di rappresentare – con una presenza in sette regioni - il terzo polo bancario del centro – sud Italia, non è stato difficile, perché al fianco dello Sport ci siamo sempre stati. Basterà pensare alle risorse che l’Istituto destina da tanti anni al sociale e alle attività culturali e sportive sul territorio. Tanto per fare un esempio, da oltre un ventennio sosteniamo il Club Scherma Jesi, che da più parti del mondo sportivo nazionale (e non solo) viene descritto come quello che – nella storia del nostro Paese – ha avuto un ruolo determinante nell’impreziosire il medagliere olimpico azzurro. Ne andiamo fieri, anche perché sappiamo quanto impegno e quanta dedizione vi siano dietro alle imprese che vengono celebrate in questo libro. Ecco il motivo per cui UBI Banca Popolare di Ancona ha deciso di sostenere anche questo aggiornamento, voluto da CONI e Regione Marche, alla vigilia dei Giochi Olimpici di Rio de Janeiro che sappiamo essere stati anticipati da Andrea Carloni, nostro consulente per la comunicazione, con la stessa intensità e passione del primo volume. Sperando sia ugualmente di buon auspicio, affinché i nostri atleti si facciano onore anche in America Latina, come nelle speranze di tutti noi.


Valentina Vezzali, "Alfiere" a Londra 2012 precede il capo delegazione, Raffaele Pagnozzi

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Giochi Olimpici Estivi 13


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Londra 2012 XXX Giochi Olimpici Estivi durata periodo di svolgimento città ospitanti

altre città candidate presidente C.O.L. dichiarazione d’apertura Giuramento dell’atleta Altri giuramenti Mascotte Presidente CONI Presidente CONI Marche Membri italiani del CIO Portabandiera italiano Capo delegazione italiano Rappresentative presenti

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17 giorni dal 27 Luglio al 12 Agosto 2012 Londra, Coventry (Calcio), Dorney (Canoa e Canottaggio), Essex (Ciclismo), Glasgow (Calcio), Waltham Abbey (Canoa), Cardiff (Calcio), Manchester (Calcio), Newcastle (Calcio), Weymouth (Vela) Parigi, New York, Mosca, Madrid, Lipsia, Rio de Janeiro, Istanbul, L’Avana Sebastian Coe Elisabetta II del Regno Unito Sarah Stevenson (GB Taekwondo) Mik Basi (Giudici) - Eric Farrel (Tecnici) Wenlock e Mandeville Giovanni Petrucci Fabio Sturani Franco Carraro, Mario Pescante, Ottavio Cinquanta, Francesco Ricci Bitti e Manuela Di Centa (membro onorario) Valentina Vezzali (Scherma) in apertura Daniele Molmenti (Canoa Kayak) in chiusura Raffaele Pagnozzi Afghanistan (6), Albania (11), Algeria (39), Andorra (6), Angola (34), Arabia Saudita (19), Argentina (137), Armenia (25), Aruba (4), Atleti Olimpici Indipendenti (4), Australia (410), Austria (70), Azerbaigian (53), Bahamas (24), Bahrain (12), Bangladesh (5), Barbados (6), Belgio (115), Belize (3), Benin (5), Bermuda (8), Bhutan (2), Bielorussia (166), Birmania (6), Bolivia (5), Bosnia-Erzegovina (6), Botswana (4), Brasile (259), Brunei (3), Bulgaria (63), Burkina Faso (5), Burundi (6), Cambogia (6), Camerun (33), Canada (277), Capo Verde (3), Ciad (3), Cile (35), Cina (380), Cina Taipei (44), Cipro (13), Colombia (104), Comore (3), Corea del Nord (51), Corea del Sud (245), Costa d’Avorio (10), Costa Rica (11), Croazia (108), Cuba (118), Danimarca (113), Dominica (2), Ecuador (36), Egitto (113), El Salvador (10), Emirati Arabi Uniti (26), Eritrea (12), Estonia (33), Etiopia (35), Fiji (9), Filippine (11), Finlandia (55), Francia (333), Gabon (24), Gambia (2), Georgia (35), Germania (392), Ghana (9), Giamaica (49), Giappone (293), Gibuti (6), Giordania (9), Grecia (105), Grenada (10), Guam (8), Guatemala (19), Guinea (4), Guinea Bissau (4), Guinea Equatoriale (2), Guyana (6), Haiti (5), Honduras (31), Hong Kong (42), India (81), Indonesia (22), Iran (53), Iraq (8), Irlanda (66), Islanda (27), Isole Cayman (5), Isole Cook (8), Isole Marshall (4), Isole Salomone (4), Isole Vergini Americane (7), Isole Vergini Britanniche (2), Israele (37), Italia (290), Kazakistan (114), Kenya (47), Kirghizistan (14), Kiribati


(3), Kuwait (11), Laos (3), Lesotho (4), Lettonia (46), Libano (10), Liberia (4), Libia (5), Liechtenstein (3), Lituania (62), Lussemburgo (9), Macedonia (4), Madagascar (7), Malawi (3), Maldive (5), Malesia (30), Mali (6), Malta (5), Marocco (67), Mauritania (2), Mauritius (11), Messico (102), Micronesia (6), Moldavia (22), Mongolia (29), Montenegro (33), Mozambico (6), Namibia (9), Nauru (2), Nepal (5), Nicaragua (6), Niger (6), Nigeria (55), Norvegia (64), Nuova Zelanda (184), Olanda (178), Oman (4), Pakistan (21), Palau (5), Palestina (5), Panama (7), Papua Nuova Guinea (8), Paraguay (8), Perù (16), Polonia (217), Portogallo (75), Portorico (24), Principato di Monaco (6), Qatar (12), Regno Unito (542), Repubblica Ceca (133), Repubblica Centrafricana (6), Repubblica del Congo (7), Repubblica Democratica del Congo (4), Repubblica Dominicana (35), Romania (103), Ruanda (7), Russia (436), Saint Vincent e Grenadine (3), Samoa (8), Samoa Americane (5), San Marino (4), Santa Lucia (4), Sao Tome e Principe (2), Senegal (31), Serbia (115), Seychelles (6), Sierra Leone (2), Singapore (23), Siria (10), Slovacchia (46), Slovenia (65), Somalia (2), Spagna (283), Sri Lanka (7), Stati Uniti (530), Sudafrica (125), Sudan (6), Suriname (5), Svezia (135), Svizzera (102), Swaziland (3), Tagikistan (16), Tanzania (7), Thailandia (37), Timor Est (2), Togo (6), Tonga (3), Trinidad e Tobago (30), Tunisia (83), Turchia (114), Turkmenistan (10), Tuvalu (3), Ucraina (238), Uganda (16), Ungheria (158), Uruguay (29), Uzbekistan (54), Vanuatu (5), Venezuela (70), Vietnam (18), Yemen (4), Zambia (8), Zimbabwe (7)

Atleti uomini in gara

6.294

Atlete donne in gara

4.609

Atleti marchigiani in gara

Gianmarco TAMBERI (Civitanova Marche - Mc 01/06/92) Atletica Leggera, Salto in alto; Paolo OTTAVI (Fermo - Ap 07/01/86) Ginnastica Artistica, Concorso individuale e a squadre; Julieta CANTALUPPI (Como - 24/01/85) Ginnastica Ritmica, Concorso individuale; Filippo MAGNINI (Pesaro 02/02/82) Nuoto, m. 100 sl, staffetta 4x100 sl e staffetta 4x200 sl; Andrea BARI (Senigallia - An 03/03/80) Pallavolo, libero; Emanuele BIRARELLI (Senigallia - An 08/02/81) Pallavolo, centrale; Samuele PAPI (Ancona 20/05/73) Pallavolo, schiacciatore - ricevitore; Elisa DI FRANCISCA (Jesi - An 13/12/82) Scherma, Fioretto individuale e a squadre; Valentina VEZZALI (Jesi - An 14/02/74) Scherma, Fioretto individuale e a squadre; Massimo FABBRIZI (San Benedetto del Tronto - Ap 27/08/77) Tiro a volo, trap (fossa olimpica); Filippo Maria BALDASSARRI (Chiaravalle - An 22/07/88) Vela, classe Finn; Michele REGOLO (Fermo - Ap 17/08/78) Vela, classe Laser.

Giudici marchigiani

Marco MASI (Ancona 12/04/62) Lotta, Arbitro e Giudice di gara

Tecnici marchigiani

Marco TAMBERI (Ancona 30/07/1957) Atletica Leggera, Salto in alto; Matteo CARANCINI (Macerata 06/04/82) Pallavolo, scoutman squadra maschile; Stefano CERIONI (Madrid - Spa 24/01/64) Scherma, Commissario Tecnico Nazionali fioretto; Carlo CASTAGNA (Ravenna 20/05/58) Preparatore atletico Arbitri FIFA.

Dirigenti marchigiani

Lucio FELICITA (Pesaro - Pu 05/03/56) Pentathlon moderno, Presidente federale

Sanitari marchigiani

Piero BENELLI (Pesaro - Pu 12/10/55) Pallavolo maschile, medico; Marcello FAINA (Ascoli Piceno 09/09/50 - 28/11/2012) Medico, ciclismo; Stefano VANDINI (Piobbico - Pu 19/06/70) Scherma, massofisioterapista.

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Assistenza religiosa Sport in programma

Gare disputate

Don Mario Lusek (Petritoli - Ap 30/11/1951) Arco, Atletica, Badminton, Beach Volley, Calcio, Canoa e Kayak, Canottaggio, Ciclismo, Equitazione, Ginnastica artistica e ritmica, Hockey su prato, Judo, Lotta, Nuoto, Nuoto sincronizzato, Pallacanestro, Pallamano, Pallanuoto, Pallavolo, Pentathlon moderno, Pugilato, Scherma, Sollevamento pesi, Taekwondo, Tennis, Tennistavolo, Tiro a volo e a segno, Trampolino, Triathlon, Tuffi, Vela. 302 (161 maschili, 132 femminili e 9 miste). Nella vicina Londra, due ore di volo diretto dall’aeroporto “Raffaello Sanzio” di Falconara Marittima (An), l’Italia si presenta con 290 atleti gara, di cui 125 donne. Il medagliere conta: 8 ori, 9 argenti e 11 bronzi. Tre degli 8 ori arrivano dalla scherma, grazie ai due di ELISA DI FRANCISCA, Fioretto individuale e a squadre con VALENTINA VEZZALI, Arianna Errigo e Ilaria Salvatori; Valerio Aspromonte, Giorgio Avola, Andrea Baldini e Andrea Cassarà, Fioretto a squadre, titoli olimpici conquistati con CT lo jesino, Stefano Cerioni. Il primo oro azzurro dei Giochi è invece firmato da Michele Frangilli, Marco Galiazzo e Mauro Nespoli, Tiro con l’Arco a squadre. Gradino più alto del podio anche per Daniele Molmenti, Canoa slalom K1; Jessica Rossi, Tiro a Volo Fossa olimpica; Niccolò Campriani nel Tiro a Segno, Carabina tre posizioni e Carlo Molfetta, Taekwondo Cat. +80 kg. Vincono l’argento: Luca Tesconi, Tiro a Segno, Pistola 10 metri; Arianna Errigo, Fioretto individuale; Diego Occhiuzzi, Sciabola individuale; Niccolò Campriani, Tiro a Segno, Carabina 10 metri; Alessio Sartori e Romano Battisti, Canottaggio in doppio; MASSIMO FABBRIZI, Tiro a Volo, Fossa olimpica; Clemente Russo, Pugilato, Pesi Massimi; Roberto Cammarelle, Pugilato, Pesi Supermassimi; Italia Pallanuoto Maschile con: Matteo Aicardi, Maurizio Felugo, Pietro Figlioli, Deni Fiorentini, Valentino Gallo, Massimo Giacoppo, Alex Giorgetti, Niccolò Gitto, Giacomo Pastorino, Amaurys Perez, Danijel Premus, Christian Presciutti e Stefano Tempesti. CT: Sandro Campagna. Degli 11 bronzi ottenuti, quattro (in due specialità) hanno avuto il contributo di atleti marchigiani. Bronzo per VALENTINA VEZZALI, Fioretto individuale; per l’Italia Pallavolo Maschile con: ANDREA BARI, EMANUELE BIRARELLI, Dante Boninfante, Alessandro Fei, Andrea Giovi, Michal Lasko, Luigi Mastrangelo, SAMUELE PAPI, Simone Parodi, Cristian Savani, Dragan Travica e Ivan Zaytsev. CT: Mauro Berruto. Sul terzo gradino del podio anche Rosalba Forciniti, Judo cat. 52 kg.; Aldo Montano, Diego Occhiuzzi, Luigi Samele e Luigi Tarantino, Sciabola a squadre; Matteo Morandi, Ginnastica Artistica, Anelli individuale; Martina Grimaldi, Nuoto in Acque libere 10 km.; Fabrizio Donato, Atletica Leggera, Salto triplo; Vincenzo Mangiacapre, Pugilato, Pesi Leggeri; Mauro Sarmiento, Taekwondo Cat. -80 kg.; Marco Aurelio Fontana, Mountain Bike e l’Italia di Ginnastica Ritmica con: Elisa Blanchi, Romina Laurito, Marta Pagnini, Elisa Santoni, Anzhelika Savrayuk e Andreea Stefanescu.

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Il fantastico "Dream Team" del fioretto: Arianna Errigo Ilaria Salvatori Elisa Di Francisca e Valentina Vezzali

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Dall'alto in basso: Filippo Maria Baldassarri, la squadra di pallavolo con Bari, Julieta Cantaluppi

FILIPPO MARIA BALDASSARRI Vela, classe Finn Alla sua prima Olimpiade, allenato da Luca Devoti, è il primo velista italiano a debuttare ai Giochi e sul suo rendimento giocano forse emozione e inesperienza, in quel di Weymouth e Portland Bay, dal 29 luglio al 2 agosto. Sui 24 atleti ai nastri di partenza, iscritto al Club Vela Portocivitanova, l’atleta del GS Fiamme Gialle, soprannominato “Pippide”, chiude le 10 prove al 22° posto con questi punteggi: 20, 22, 24, 21, 14, 21, 17, 18, 18, 13 (188-164). Come si vede, punteggi a salire, quando i giochi erano ormai fatti. ANDREA BARI Pallavolo, libero Convocato per la prima volta ai Giochi, in squadra con Samuele Papi, Emanuele Birarelli, Dante Boninfante, Alessandro Fei, Andrea Giovi, Michal Lasko, Luigi Mastrangelo, Simone Parodi, Cristian Savani, Dragan Travica e Ivan Zaytsev. Il 29 luglio l’Italia subito kappaò con la Polonia (1-3), ma poi batte l’Argentina 3-1 (31 luglio). Nella terza partita (2 agosto), l’Italia vince 3-0 con la Gran Bretagna e poi piega (4 agosto) l’Australia 3-2. Nell’ultimo incontro della prima fase, nuovo tonfo con la Bulgaria (0-3), ma quarto posto che vale per passare il turno. Nei quarti di finale, l’Italia si fa riconoscere e batte gli Stati Uniti (3-0, 26-28; 20-25; 20-25). In semifinale però, gli azzurri trovano il Brasile e sfuma così il sogno dell’oro (3-0 per i sudamericani, 2521; 25-12; 25-21). Nella finale per il terzo posto l’Italia ritrova la Bulgaria, ma stavolta il successo premia gli azzurri (3-1, 19-25; 25-23; 22-25; 20-25). Per “Baretto” é bronzo olimpico. EMANUELE BIRARELLI Pallavolo, centrale Del team guidato dal CT Mauro Berruto (tecnico della Lube Macerata), oltre a “Biro” fanno parte, Samuele Papi, Andrea Bari, Dante Boninfante, Alessandro Fei, Andrea Giovi, Michal Lasko, Luigi Mastrangelo, Simone Parodi, Cristian Savani, Dragan Travica e Ivan Zaytsev. Il 29 luglio l’Italia cade al debutto contro la Polonia (1-3), poi si riscatta con l’Argentina: 3-1, il 31 luglio. Nella terza partita, il 2 agosto, l’Italia batte nettamente la Gran Bretagna (0-3) e poi piega (4 agosto) l’Australia 3-2. Nell’ultimo incontro della prima fase, nuova caduta con la Bulgaria (0-3), ma quarto posto utile per passare il turno acciuffato in extremis. Nei quarti di finale, l’Italia risorge e batte gli Stati Uniti (3-0, 26-28; 20-25; 20-25). In semifinale però, gli azzurri trovano il Brasile e sfumano così i gradini più alti del podio (3-0 per i giallo oro, 2521; 25-12; 25-21). Nella finale per il terzo posto l’Italia ritrova la Bulgaria, ma stavolta hanno la meglio gli azzurri (3-1, 19-25; 25-23; 22-25; 20-25). È bronzo per il marchigiano.

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JULIETA CANTALUPPI Ginnastica Ritmica, concorso individuale Atleta della Società Ginnastica Fabriano (di cui oggi è allenatrice), unica italiana a partecipare nella gara fra le singole atlete, il 9 e 10 agosto, alla Wembley Arena. L’azzurra, allenata da sua madre, Kristina Ghiurova, con il punteggio finale di 105,275 (25.200 nastro; 26.675 palla; 26.850 clavette; 26.650 nastro) si è piazzata in 16^ posizione e non è riuscita a rientrare nelle 14 atlete che hanno preso parte alla finale “All Around”.


Dall'alto in basso: Rosaria Console, Elisa Di Francisca, Massimo Fabbrizi e Filippo Magnini

ROSARIA DETTA “ROSALBA” CONSOLE Atletica Leggera, maratona Atleta delle Fiamme Gialle, pur essendo pugliese è marchigiana d’adozione, avendo sposato nel 2004 il maratoneta jesino, Daniele Caimmi, dal quale nel 2007 ha avuto una figlia, Francesca. Dopo i Giochi di Atene 2004 (16^), la Console – allenata da Luciano Gigliotti - ha chiuso la maratona di Londra al 30° posto con 2h30’09”. ELISA DI FRANCISCA Scherma, fioretto individuale e a squadre Il 28 luglio, al debutto ai Giochi da pluricampionessa iridata e al vertice del ranking mondiale, entra in gara direttamente nei sedicesimi dove batte la libanese Shaito Mona (15-2). Negli ottavi supera la tedesca Carolin Golubytskyi (15-9) e, nei quarti, la giapponese Chieko Sugawara (15-9). In semifinale, ingaggia un duro assalto con la coreana Hiun Hee Nam che piega 11-10. In finale, affronta la compagna di squadra, Arianna Errigo e al termine di una sfida da salto delle coronarie, vince l’oro al minuto supplementare (12-11), dopo una rimonta quasi impossibile. Nella gara a squadre (2 agosto) con Arianna Errigo, Valentina Vezzali e Ilaria Salvatori annienta le padrone di casa della Gran Bretagna (42-14) nei quarti, si libera della Francia in semifinale (45-22) e piega facilmente anche la Russia in finale (45-31), conquistando il suo secondo oro olimpico. MASSIMO FABBRIZI Tiro a volo, fossa olimpica Alla Royal Artillery Barracks, nella fase iniziale della gara ha avuto più di qualche problema, passando in finale col quarto miglior risultato (123 piattelli). Dopo aver lottato con il kuwaitiano Fehaid Aldeehani, con l’australiano Michael Diamond (entrambi avevano chiuso la finale a quota 145 piattelli), con lo spagnolo Jesus Serrano e con l’altro croato, Anton Glasnovic (143), al termine di una bella rimonta l’atleta del Gruppo Sportivo Carabinieri ha concluso la finale al primo posto, pari merito con il croato Giovanni Cernogoraz, con 146 piattelli colpiti su 150. Agli shoot - off ha poi sbagliato il sesto colpo, chiudendo con la medaglia d’argento. FILIPPO MAGNINI Nuoto, m. 100 sl e staffetta 4x100 sl Ancora una volta i Giochi Olimpici sono avari di soddisfazioni per il velocista italiano più grande di tutti i tempi e due volte campione mondiale dei 100. Anche il capitano della Nazionale, allenato da Claudio Rossetto, non si salva dal “flop” italiano, complice una preparazione preolimpica che ha penalizzato tutta la squadra. Il 28 luglio “Magno” esordisce nella staffetta 4x100 stile (Luca Dotto 49”27, Andrea Rolla 49”46, Michele Santucci 48”85, Filippo Magnini 48”20) che chiude con l’ottavo tempo di qualificazione (3’15”78), l’ultimo utile per centrare la finale del giorno dopo. Qui, l’Italia chiude al 7° posto con 3’14”13 (Dotto 48”73, Marco Orsi 48”42, Santucci 48”88, Magnini 48”10). Il 31 luglio “Pippo” scende in vasca nell’individuale, ma la sua nuotata è spenta e il cronometro si ferma a 49”18, con il sesto posto nella sua batteria che significa eliminazione, quando un 48”9 sarebbe bastato per entrare in semifinale. 21


a sinistra: Michele Regolo a destra: Paolo Ottavi

PAOLO OTTAVI Ginnastica Artistica, Concorso individuale e a squadre L’atleta dell’Aeronautica Militare, nel North Greenwich conquista la finale del Concorso Completo, che il 1° agosto chiude al 22° posto con 12.466 (CL), 14.033 (C), 15.016 (A), 15.000 (V), 14.100 (P), 14.033(S), totale 84.648. Ottavi, allenato da Marco Fortuna, era invece stato eliminato dalla gara a squadre (il 28 luglio l’Italia non rientra nelle 8 finaliste) con Matteo Morandi, Enrico Pozzo, Matteo Angioletti e Alberto Busnari, dopo l’11° posto in qualificazione, con 262.085. Lo score di Ottavi a squadre: 14.266 (CL), 13.700 (C), 14.866 (A), 14.933 (V), 14.500 (P), 14.066 (S). SAMUELE PAPI Pallavolo, schiacciatore - ricevitore Il “capitano di lungo corso” torna ai Giochi con i corregionali Emanuele Birarelli e Andrea Bari, oltre a Dante Boninfante, Alessandro Fei, Andrea Giovi, Michal Lasko, Luigi Mastrangelo, Simone Parodi, Cristian Savani, Dragan Travica e Ivan Zaytsev. Il 29 luglio l’Italia perde all’esordio con la Polonia (1-3), poi si rifà con l’Argentina 3-1 (31 luglio). Nel terzo match (2 agosto), l’Italia liquida la Gran Bretagna (0-3), poi soffre ma vince (4 agosto) con l’Australia 3-2. Nell’ultimo match della prima fase, perde di netto con la Bulgaria (0-3), ma il quarto posto (1^ Bulgaria p. 12, 2^ Polonia e Argentina 9, 4^ Italia 8) basta per entrare nei quarti dove l’Italia si riscatta battendo gli USA (3-0, 26-28; 20-25; 20-25). In semifinale però, per l’Italia c’è il Brasile ed è sconfitta (3-0, 25-21; 25-12; 25-21). In finale per il bronzo l’Italia ritrova la Bulgaria e stavolta la batte (3-1, 19-25; 25-23; 22-25; 20-25). Per “Samu” un’altra medaglia di prestigio. MICHELE REGOLO Vela, classe Laser Iscritto al Club Vela Portocivitanova, l’atleta delle Fiamme Gialle è alla sua prima Olimpiade e ci arriva dopo alcune stagioni piuttosto travagliate dal punto di vista fisico, ma con una qualificazione più che meritata. Dal 30 luglio al 6 agosto, a Weymouth e Portland Bay, in un lotto molto ampio di agguerritissimi avversari conclude le 10 prove al 35° posto con questi punteggi: 31, 35, 46, 10, 21, 32, 43, 35, 43, 30 (326-280). Piazzamenti altalenanti, per l’atleta allenato prima da Neno Viali e poi da Egon Vigna.

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GIANMARCO TAMBERI Atletica Leggera, salto in alto Atleta del GS Fiamme Gialle, qualificato come 290° atleta italiano, grazie al 2,31 saltato ai Campionati Italiani di Bressanone. Con la qualificazione olimpica fissata a m. 2,26, il 5 agosto Tamberi (allenato dal papà Marco) non è riuscito ad andare oltre m. 2,21 ed ha mancato la qualificazione, chiudendo al 21° posto in classifica. VALENTINA VEZZALI Scherma, fioretto individuale e a squadre Il 28 luglio, la portabandiera azzurra, ai vertici del ranking mondiale, salta il primo turno di qualificazione, entra in gara nei sedicesimi e poi batte una dopo l’altra la giapponese Nishioka Shiho (14-8), la cinese Jinyan Chen (15-6) e, nei quarti, la tunisina Ines Boubakri (8-7 dopo un extra time). In semifinale trova di fronte l’azzurra Errigo e deve fermare la sua corsa all’oro (12-15). Nella finale per il bronzo centra invece l’obiettivo, rimontando e battendo la coreana Hiun Hee Nam (13-12). Nella gara a squadre, disputata il 2 agosto con Elisa Di Francisca, Arianna Errigo e Ilaria Salvatori travolge la Gran Bretagna (42-14) nei quarti, batte la Francia in semifinale (45-22) e piega nettamente la Russia in finale (45-31), conquistando la sua nona medaglia olimpica.

sotto: Valentina Vezzali a destra: Greta Cicolari e Marta Menegatti

GRETA CICOLARI - MARTA MENEGATTI Beach Volley Considerati i trascorsi e la provenienza sportiva delle atlete, la coppia azzurra non avrebbe alcun legame con le Marche, se non fosse che, grazie alla disponibilità del Comitato Regionale Marche della FIPAV, l’Italia del beach volley femminile ha stabilito il proprio quartier generale ad Ancona, dove Cicolari – Menegatti, allenate dal CT brasiliano Lissandro Carvalho, hanno fissato la preparazione preolimpica sulla spiaggia di Palombina. All’Horse Guards Parade di Londra, le azzurre hanno esordito il 29 luglio battendo le russe Chomjakova – Ukolova 2-1 (17-21; 21-18; 15-8), per poi piegare (31 luglio) le britanniche Dampney – Mullin 2-0 (21-18; 21-12). Negli ottavi di finale (2 agosto) hanno battuto le spagnole Liliana – Baquerizo 2-0 (21-15; 21-15), per poi fermarsi nei quarti per opera della coppia statunitense MayTreanor-Walsh (2-0, 21-13; 21-13). Alla fine, Italia quinta alla pari con Germania, Repubblica Ceca e Austria.

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Medagliere per Nazioni Nazione Stati Uniti Cina Gran Bretagna Russia Corea del Sud Germania Francia ITALIA Ungheria Australia Giappone Kazakistan Olanda Nuova Zelanda Cuba Iran Giamaica Repubblica Ceca Corea del Nord Totale (302 gare)

Londra 2012 Oro Argento Bronzo Totale 46 29 29 104 38 27 23 88 29 17 19 65 24 26 32 82 13 8 7 28 11 19 14 44 11 11 12 34 8 (2) 9 (1) 11 (2) 28 (5) 8 4 5 17 7 16 12 35 7 14 17 38 7 1 5 13 6 6 8 20 6 2 5 13 5 3 6 14 4 5 3 12 4 4 4 12 4 3 3 10 4 - 2 6 302

304

356

962

Tra parentesi le medaglie conquistate da atleti marchigiani.

sopra: Gianmarco Tamberi sotto: Samuele Papi

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Medagliere marchigiano

|

Nazione

dopo i Giochi Olimpici di Londra 2012 Oro Argento Bronzo Totale

16 12 18 46

Valentina VEZZALI (Scherma)

6 (3/3)

1/-

1/1

9

Giovanna TRILLINI (Scherma)

4 (1/3)

1/-

3 (2/1)

8

Stefano CERIONI (Scherma)

2 (1/1)

-

1/-

3

Elisa DI FRANCISCA (Scherma)

2 (1/1)

-

-

2

1

1

-

2

-/1

-

1

2

Massimo FABBRIZI (Tiro a Volo)

-

1/-

-

1

Samuele PAPI (Pallavolo)

-

2

2

4

Paolo TOFOLI (Pallavolo)

-

2

1

3

Giovanni CARMINUCCI (Ginnastica)

-

1/-

-/1

2

Primo ZAMPARINI (Pugilato)

-

1

-

1

Rodolfo ROMBALDONI (Pallacanestro)

-

1

-

1

Gianfranco PAOLUCCI (Scherma)

-

-/1

-

1

Lucia MORICO (Judo)

-

-

1

1

Gastone PIERINI (Sollevamento Pesi)

-

-

1

1

Pasquale CARMINUCCI (Ginnastica)

-

-

-/1

1

Filippo MAGNINI (Nuoto)

-

-

-/1

1

Alessandro CORONA (Canotaggio)

-

-

-/1

1

Andrea BARI (Pallavolo)

-

-

1

1

Emanuele BIRARELLI (Pallavolo)

-

-

1

1

Galliano ROSSINI (Tiro a Volo) Serafino MAZZAROCCHI (Ginnastica)

Come leggere questa tabella: A sinistra gli atleti; il primo dato di due (fra parentesi o no) si riferisce ad una medaglia individuale; il secondo ad una a Squadre. Ad es: Vezzali: 6 medaglie d’oro di cui 3 individuali e 3 a squadre; 1 d’argento individuale e 2 di bronzo, una individuale ed una a squadre. In verde sono elencati i risultati ottenuti ai Giochi di Londra 2012

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Elisa Di Francisca Jesi (An), 13/12/1983

Scherma Londra 2012 - Oro - Scherma - Fioretto Individuale Londra 2012 - Oro - Scherma - Fioretto a Squadre

È nata a Jesi il 13 dicembre 1982. Ai Giochi Olimpici di Londra è stata – in assoluto – l’atleta italiana capace di vincere il maggior numero di medaglie: due ori, nell’individuale e nel fioretto a squadre. Il doppio successo londinese è stato il suggello ad una carriera già ricca di soddisfazioni, tanto da farla considerare a pieno titolo una delle più forti schermitrici italiane di tutti i tempi. Cresciuta nella fabbrica di talenti che risponde al nome di Club Scherma Jesi, gareggia per le Fiamme Oro, Gruppo Sportivo della Polizia di Stato, di cui è Assistente. Nel suo palmares, anche due Coppe del Mondo (2011 e 2015), 7 titoli mondiali (di cui uno individuale), 12 titoli europei (di cui 4 individuali), una medaglia d’oro ai Giochi del Mediterraneo (Mersin 2013) nell’individuale. Diplomata al Liceo Socio – Pedagogico, figlia primogenita di Giacomo e Ombretta Di Francisca, Elisa ha un fratello, Michele ed una sorella, Martina, madre della piccola Zoe, adorata nipote della campionessa.

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L’amore per la scherma contagia tutta la famiglia, prima ci provano Elisa e Martina, poi anche Michele. “Eli” ha talento ed è molto determinata, così, sia il maestro Ezio Triccoli che Stefano Cerioni e Giulio Tomassini intravvedono in lei la possibile erede di Trillini e Vezzali. Detto, fatto. A 13 anni vince il titolo italiano “Ragazze”, nel 1996 è argento fra le “Cadette”. Al compimento della maggiore età è seconda ai Campionati Italiani “Giovani” (2000) e terza agli Assoluti. Essere nelle tre in Italia, significa esserlo, più o meno, anche nel mondo. È nata una nuova stella. Ogni cosa sembra prefigurarle un grande successo sportivo, ma la Di Francisca non è del tutto convinta: i sacrifici sono tanti, gli allenamenti pesano e per un pò decide di vivere la sua giovinezza fino in fondo e di appendere il fioretto al chiodo. Per fortuna la crisi è passeggera e la jesina ritrova voglia e determinazione per tornare a lavorare duro in palestra. C’è talento e il recupero è pieno e rapido. Il 2004 è l’anno del suo esordio in squadra con la Nazionale e vince l’oro ai mondiali di New York. Dopo i piazzamenti agli Europei, nel 2005 vince a Cuba la sua prima gara in Coppa del Mondo. Nel 2007 è settima ai mondiali di Torino e quinta agli Europei. L’anno dopo non riesce a qualificarsi per i Giochi di Pechino, ma punta dritto a quelli di Londra. Nel mezzo, un’ascesa inarrestabile. Nel 2009 vince sia il mondiale che l’europeo a squadre, quest'ultimo con Valentina Vezzali, Ilaria Salvatori e Arianna Errigo. Nel 2010 entra in pianta stabile fra le big del fioretto iridato; va spesso sul podio in Coppa del Mondo, vince il Grand Prix di Marsiglia battendo per il titolo la fortissima sudcoreana Nam, argento a Pechino 2008, battuta solo dalla Vezzali. Sempre nell’anno, la Di Francisca è campionessa italiana battendo in finale proprio la mitica Valentina. Nel novembre 2010 la consacrazione arriva dal titolo mondiale individuale conquistato a Parigi. Un anno ed Elisa balza in testa al ranking 2011, vincendo europei di Sheffield e Coppa del Mondo e conquistando due argenti (individuali e a squadre) ai mondiali di Catania. Il 28 luglio 2012, al debutto ai Giochi di Londra da pluricampionessa mondiale e al vertice del ranking planetario, entra in gara nei sedicesimi dove si libera facilmente della libanese Shaito Mona (15-2). Negli ottavi ha la meglio sulla tedesca Carolin Golubytskyi (15-9) e, nei quarti, elimina la giapponese Chieko Sugawara (15-9). In semifinale, ritrova un’avversaria tosta e titolata come la coreana Hiun Hee Nam, ma ne piega la resistenza (11-10). In finale, affronta la compagna di squadra e di stanza, Arianna Errigo e, al termine di una sfida

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non per deboli di cuore, vince l’oro al minuto supplementare (12-11), dopo una rimonta quasi impossibile: sotto 11-8 a 49” dalla fine, 11-10 a 35”, pareggio 11-11 a 19” e stoccata vincente all’overtime! Nella gara a squadre (2 agosto) conquista il secondo oro olimpico con Arianna Errigo, Valentina Vezzali e Ilaria Salvatori. Insieme travolgono la Gran Bretagna (42-14) nei quarti, doppiano la Francia in semifinale (45-22) e piegano agevolmente anche la Russia in finale (45-31). Il dopo Londra le riserva subito una sorpresa, il suo maestro Stefano Cerioni non può resistere alle sirene che lo attirano dalla Russia ed Elisa deve trovarsi un nuovo tecnico: la scelta cade su di un’icona della scherma come Giovanna Trillini e si rivela quanto mai azzeccata. Dopo un’indimenticabile e fortemente voluta esperienza umanitaria con Intervita Onlus in Africa, la Di Francisca torna in pedana e vince Europei di Zagabria, Giochi del Mediterra-

neo e mondiali a squadre di Budapest (2013). Nel mezzo, ricordando che la sua prima passione era stata la danza, Elisa partecipa alla nona edizione di “Ballando con le stelle” su Rai 1. Determinata come in tutte le cose che fa, non solo si fa apprezzare e benvolere dalla stragrande maggioranza del pubblico, ma vince (col 56% di consensi) anche la gara, in coppia con Raimondo Todaro. A seguire, doppio oro agli Europei 2014, oro ai mondiali a squadre di Kazan (2014). Oro mondiale bis a squadre a Mosca (2015) e, nello stesso anno, seconda Coppa del Mondo in carriera. Nel 2016, già qualificata per Rio, in Brasile conquista l’argento di squadra ai mondiali, con l’Italia di Errigo, Batini e Vezzali battuta dalla Russia dell’ex Cerioni. Poi conquista il suo quarto titolo italiano (secondo consecutivo) a Roma, alla vigilia degli Europei e prima di mettere in valigia sogni e speranze: destinazione Brasile.

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Elisa Di Francisca e Valentina Vezzali... "staffetta" nella gara a squadre

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Valentina Vezzali Jesi (An), 14/02/1974

Scherma/Fioretto Atlanta 1996 - Oro a Squadre Atlanta 1996 - Argento Individuale Sydney 2000 - Oro a Squadre Sydney 2000 - Oro Individuale Atene 2004 - Oro Individuale Pechino 2008 - Oro Individuale Pechino 2008 - Bronzo a Squadre Londra 2012 - Bronzo Individuale Londra 2012 - Oro a Squadre

Nata a Jesi (An) il 14 febbraio 1974. Lo aveva desiderato tanto: essere “Alfiere” della spedizione azzurra, com’era accaduto a Nedo Nadi (1920), Giulio Gandini (1936), Edoardo Mangiarotti (1956 e 1960), Giuseppe Delfino (1964), Giovanna Trillini (1996). Sogno tramutato in realtà il 27 luglio 2012: portabandiera azzurra ai Giochi del 2012. Valentina è la schermitrice più forte di tutti i tempi e dopo il bronzo individuale e l’oro a squadre di Londra, è divenuta anche l’atleta italiana più “medagliata” (9) alle Olimpiadi e, con Liano Rossini e Giovanna Trillini, l’atleta marchigiana che vi ha partecipato più volte (5). Anche per questo, la Giunta del CONI ne ha decretato l’inserimento nella “Walk of fame”, all’indomani dell’annuncio del suo ritiro dalle competizioni, datato 26 aprile 2016, alla vigilia dei Mondiali a squadre di Rio de Janeiro, dove si è aggiudicata la medaglia d’argento (battuta in finale dalla Russia del CT Cerioni 45-39) con Arianna Errigo, Elisa Di Francisca e Martina Batini. I suoi record, ormai, non si contano più. Prima schermitrice al mondo a vincere tre ori olimpici in tre consecutive edizioni, più altri 3 ori olimpici a squadre, un argento e due bronzi. Ha poi vinto 6 titoli mondiali individuali e 10 a squadre; 5 titoli europei individuali e 8 a squadre. Nella sua straordinaria carriera altri record, come la conquista di 11 Coppe del Mondo (con 78 prove vinte) e 14 volte vincitrice del titolo nazionale assoluto individuale, a cui si aggiungono i 12 titoli conquistati a squadre. Ci sono poi 5 ori alle Universiadi e due ai Giochi del Mediterraneo. Fiorettista del G.S. Fiamme Oro della Polizia di Stato, di cui è Soprintendente, è sposata con Domenico “Mimmo” Giugliano (ex calciatore ed oggi allenatore) ed ha due figli: Pietro (11 anni) e Andrea (3). Quattro mesi dopo aver dato alla luce il suo primogenito, la Vezzali non solo era già pronta a vincere ancora, ma si aggiudicava l’oro ai mondiali di Lipsia! Figlia di papà Lauro (scomparso nel 1989) e di mamma Enrica, di origini reggiane, dopo Nathalie e Maria Stefania, Maria Valentina è la terza sorella. Proprio seguendo nella palestra del Club Scherma Jesi, Nathalie, a 6 anni la piccola “Vale” finisce subito sotto l’ala del Maestro Ezio Triccoli, che ne preconizzerà un futuro stellare. Cresce in fretta Valentina e vince, vince sempre; dal primo oro mondiale di Barcellona 1995 – dopo la morte di Triccoli (1996), allenata da Giulio Tomassini - fino ai Mondiali di Rio 2016. Nel mezzo, l’argento nell’individuale e l’oro a squadre alla sua prima Olimpiade di Atlanta ’96 e,

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più ampiamente, un palmares che sulle sue imprese ha fatto perdere il conto degli aggettivi utilizzati per raccontarle. La prova? “Valeoro” o, se preferite, ”il Cobra” resta la numero 1 del Ranking mondiale ininterrottamente dal 1996 fino alla pausa per maternità, dopo Atene 2004. In particolare, tra il 1999 il 2000 vince 56 match consecutivi! E si lancia in una fantastica tripletta olimpica, trionfando a Sydney (15-5 in finale alla tedesca Koenig), Atene (battuta nella finale tutta jesina, Giovanna Trillini per 15-11) e Pechino (piegata al supplementare la sudcoreana Nam Hyunhee, 6-5). Nel 2006, la Vezzali pubblica la sua prima biografia “A viso scoperto”, scritta con Caterina Lucchetti. Una seconda pubblicazione, dal titolo “Io, Valentina Vezzali”, scritta con Betta Carbone è invece stata pubblicata nel 2012. Alla sua quinta Olimpiade, il 28 luglio dello stesso anno, la portabandiera jesina salta il primo turno di qualificazione, entra in gara nei sedicesimi e batte una dopo l’altra la giapponese Nishioka Shiho (14-8), la cinese Jinyan Chen (15-6) e, nei quarti, la tunisina Ines Boubakri (8-7 all’extratime). In semifinale si trova di fronte l’azzurra Errigo e deve fermare la sua corsa all’oro (12-15). Demotivarsi? Macché! “Vale” è semplicemente favolosa nella finale per il bronzo, dove al termine di una clamorosa quanto incredibile rimonta (sotto di 4 stoccate a 20” dalla fine), regala un altro dispiacere alla Hiun Hee Nam (1312) e si prende il bronzo! Nella gara a squadre (2 agosto) con Elisa Di Francisca, Arianna Errigo e Ilaria Salvatori travolge la Gran Bretagna (42-14) nei quarti, batte la Francia in semifinale (45-22) e piega anche la Russia in finale (45-31), conquistando la sua nona medaglia olimpica: record. Già diplomata in Ragioneria, dopo i Giochi, nel 2013 la Vezzali si candida alle elezioni politiche nella lista “Scelta Civica con Monti” e il 25 febbraio viene eletta alla Camera dei Deputati, come capolista del suo partito nelle Marche. Da parlamentare fa parte della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione. Dal luglio 2015 è vice presidente nazionale di Scelta Civica. L’impegno politico non le impedisce di continuare a gareggiare. Si ferma solo per dare alla luce Andrea, ma poco dopo è di nuovo in pedana a dimostrazione che volere è potere. È questa la motivazione che le ha spalancato la porta per entrare nella leggenda, anche se i Giochi di Rio sono rimasti un sogno, per via di un cambiamento delle regole che ha poco a che fare con quei valori autentici dello Sport, di cui Valentina è sempre stata portatrice, considerato il suo riconosciuto e stimato impegno anche nel campo della solidarietà.

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Massimo Fabbrizi San Benedetto del Tronto (Ap), 27/08/1977

Tiro a Volo Londra 2012 - Argento - Fossa Olimpica

È nato a San Benedetto del Tronto (Ap) il 27 agosto 1977, ma vive a Monteprandone (Ap). Entrambi i Comuni lo “rivendicano”, più o meno animatamente, come proprio cittadino; lui, il Carabiniere Scelto, già Campione e primatista del Mondo nel Tiro a Volo, fossa olimpica (Trap), su questo argomento, anche per via della sua simpatia, preferisce glissare e si fa una risata. Intanto è passato alla storia per essere forse la medaglia d’argento più felice dei Giochi di Londra. Il perché è presto spiegato. Il 6 agosto, alla Royal Artillery Barracks, la medaglia è arrivata sì dopo uno spareggio perso per l’oro, ma decisamente in rimonta, visto che “Max” aveva chiuso nelle retrovie i tiri di qualificazione: 125/125 per l'australiano Diamond, 124 Aldeehani (Kuwait), 123 Fabbrizi e Serrano (Spagna), 122 i croati Cernogoraz e Glasnovic. Sono poi stati i 25 colpi della finale a rimescolare le carte: Diamond termina solo quarto dopo lo spareggio con Aldeehani, che chiude con il bronzo. Massimo li scavalca entrambi, anche se deve arrendersi a Cernogoraz, il più freddo in finale e nello spareggio con l'azzurro. Cernogoraz d'oro con 146+6 (allo shoot – off), Fabbrizi argento con 146+5, Aldeehani bronzo con 145+4, mentre Diamond si ferma a 145+3. Insomma, dall’oro al niente (quarto posto) in un solo piattello! Ecco spiegata la gioia di “Max”, che bacia il podio al momento di ritirare il suo argento e non nasconde, raccontandolo pubblicamente, “di aver dormito con la medaglia sotto il cuscino”, nella prima notte londinese da vice campione olimpico. Un podio ai Giochi vale tanto, per i risvolti mediatici che regala. Fabbrizi lo sa bene, pur avendo nel suo “carniere” (da figlio di un cacciatore che lo portò a sparare la prima volta quando aveva 8 anni…), tanti altri prestigiosi risultati: 2 Primati Mondiali individuali solo eguagliabili (125/125 stabiliti a Monaco di Baviera 2009 e Belgrado 2011); 1 Primato Mondiale a Squadre con Giovanni Pellielo e Rodolfo Viganò (369/375, Belgrado 2011); 2 Campionati del Mondo (Lonato 2005 e Belgrado 2011); 1 Coppa del Mondo, ottenuta dopo uno spareggio con il compagno di squadra, Giovanni Pellielo (Gabala, Azerbaigian 2014); 1 argento mondiale (Maribor, Slovenia 2009); 1 argento in Coppa del

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Le medaglie azzurre del Trap: Jessica Rossi e Massimo Fabbrizi

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Mondo (Pechino 2009); 2 argenti ai Campionati Europei (Suhl, Germania 2013 e Sarlospuszta, Ungheria 2014); 2 bronzi in Coppa del Mondo (Al Ain 2011 e Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti 2013). Tutto ciò, prima di conquistare la Carta Olimpica per Rio de Janeiro 2016, nella tappa di Coppa del Mondo vinta nel marzo 2015 ad Acapulco, in Messico. Spirito di sacrificio, determinazione, capacità di concentrazione e, soprattutto, precisione da anni lo fanno considerare uno dei migliori tiratori di sempre. Il sogno di una vita, il sogno di bambino che a 8 anni, imbracciando un fucile per la prima volta riuscì a colpire 6 piattelli su 10 e che iniziò ad allenarsi e a tirare seriamente quando aveva 13 anni. Nel 1993 le prime gare e già nel 1995, agli Europei Juniores, la prima medaglia in campo internazionale: bronzo a Lahti. Nei due anni successivi, fece capire a tutti quale fosse il suo talento, con gli ori agli Europei Juniores a Tallinn (Estonia) 1996 e Sipoo (Finlandia) 1997. Dopo l’argento di Londra, Fabbrizzi è stato accolto da eroe al suo rientro in Italia, con una bellissima festa conclusa da fuochi d’artificio al Parco della Conoscenza di Centobuchi (Ap). Spinto anche dall’affetto dei suoi genitori e della sua fidanzata, vorrebbe cercare a Rio la via dell’oro, anche per consolidare – con gli altri tiratori azzurri qualificati – una tradizione che vuole il tiro – insieme alla scherma – una miniera di medaglie olimpiche per l’Italia. Già, la scherma e il tiro. A spingere l’Italia le Marche ci sono sempre.


Andrea Bari Senigallia (An), 05/03/1980

Pallavolo Londra 2012 - Bronzo - Pallavolo - Libero

È nato a Senigallia il 5 marzo 1980, ma prima di diventare il libero italiano più vincente della pallavolo italiana ha vissuto ad Ostra (An), per crescere sportivamente in una delle “culle” storiche del volley italiano, la Pallavolo Falconara del “guru”, professor Marco Paolini. Soprannominato “Baretto” per via di una statura non eccezionale (185 cm. nel volley sono pochini), nato come schiacciatore ha trovato la sua vera dimensione con la nascita del ruolo di libero, che ha interpretato come solo i numeri possono raccontare: 16 campionati di serie A1, 2 di A2 e 2 di B1, con 57 presenze in Nazionale e la conquista di: 4 Coppe del Mondo per Club (dal 2009 al 2012); 3 Champions League (200809; 2009-10 e 2010-11); 3 scudetti (2007-08; 2010-11 e 2012-13); 3 Coppe Italia (2009-10; 2011-12 e 2012-13); 1 Supercoppa Italiana (2011), tutte nelle file del Trentino Volley e anche 1 Coppa Italia di A2 (1997-98), vinta con la

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Gli azzurri dell'Italvolley a Londra 2012

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maglia della Sira Cucine Falconara, dove è praticamente cresciuto, dal Settore Giovanile alla prima squadra. Non basta, perché per due volte è stato premiato come “miglior libero” della Champions League (2010 e 2011) e lo stesso riconoscimento gli è stato attribuito nel Campionato Europeo 2011, dove con l’Italia ha conquistato la medaglia d’argento. Sposato con Eleonora, lasciata Falconara Marittima (An), in carriera ha giocato con Trasimeno Volley, Zinella Bologna, Magna Grecia Taranto, Perugia Volley, Capurso Gioia del Colle, prima dell’epopea col Trentino Volley (2005-13), poi GS Porto Robur Costa Ravenna/Romagna, dove indossa sempre la sua immancabile maglia numero 16! Una carriera rilevante, unita all’acquisizione di una grande esperienza internazionale nell’interpretazione di un ruolo tanto importante e delicato come quello del libero, gli sono valse la prima convocazione ad una Olimpiade, proprio ai Giochi di Londra 2012, da parte del CT Mauro Berruto, dopo che già nel 2010 l’allora CT azzurro, l’ex “falconarese”, Andrea Anastasi, lo aveva sì convocato ai Mondiali disputati in Italia, ma impiegato col contagocce. Ai giochi londinesi, in squadra con alcuni conterranei o compagni di club come


Samuele Papi ed Emanuele Birarelli, conquista la medaglia di bronzo, dopo un torneo tutto in salita, nonostante l’Italia vi fosse approdata accompagnata da ottimi risultati e tante speranze. Il 29 luglio l’Italia perde all’esordio contro la Polonia (1-3), ma poi si riscatta piegando l’Argentina 3-1 (il 31 luglio). Nella terza partita, giocata il 2 agosto, la squadra di coach Berruto sconfigge nettamente (3-0) i padroni di casa della Gran Bretagna e poi piega la strenua resistenza dell’Australia (3-2, il 4 agosto). Bari è sempre in campo. L’Italia sembra aver ritrovato il passo e il morale giusti, ma nell’ultimo incontro della prima fase ha un altro brutto stop contro la Bulgaria (0-3). Azzurri solo quarti, ma vanno avanti. Nei quarti, l’Italia si ritrova e dopo un primo set in equilibrio travolge gli Stati Uniti (3-0). In semifinale, sulla strada degli azzurri c’è il Brasile e il sogno di conquistare il gradino più alto del podio resta tale: finisce 3-0 per i verdeoro. Si gioca la finale per il terzo posto e l’Italia si trova nuovamente di fronte la Bulgaria, di cui ha un brutto ricordo. Questa volta la partita ha un’altra storia e l’Italia, forte in attacco e determinata in difesa, sfodera un 3-1 che vale salire sul podio e una medaglia al collo. Per Andrea, le statistiche della finale parlano di 52% di positività in ricezione (12 su 23).

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Emanuele Birarelli Senigallia (An), 08/02/1981

Pallavolo Pechino 2008 - 4° cl. Pallavolo - Centrale Londra 2012 - 3° cl. Pallavolo - Centrale

È nato a Senigallia l’8 febbraio 1981, ed ha iniziato a giocare nella squadretta di Ostra, il paese suo e del suo compagno di scuola di sempre, alle Elementari, Medie e Superiori per Geometri (ma anche di Club e di Nazionale) Andrea Bari. A 16 anni passa nelle Giovanili della Pallavolo Falconara, dove tre anni più tardi farà già parte per una stagione della rosa della prima squadra, un team con alle spalle una gloriosa storia. Dopo una stagione a maturare nelle file del Bottega Colbordolo, torna in biancoverde e nelle file della Sira Cucine Falconara vince il Campionato di Serie A2 (2000-01) per esordire l’anno successivo in A1. Proprio in quella stagione agonistica, rischiò però di interrompere quella che sarebbe divenuta una straordinaria carriera. In un pomeriggio come tanti, Lele è al Palasport intitolato all’indimenticato Gianfranco Badiali e sta provando le battute in salto. All’improvviso si accorge che la sua mano destra non si scaldava e che, anzi, diventava sempre più fredda. Sentiva molto male nel colpire la palla ed in pochi attimi la sua mano era diventata viola. Impietosa la diagnosi: ischemia, col rischio di non poter più riprendere l’attività. Per tre anni e mezzo il giovane ostrense con residenza a Senigallia, soprannominato “Bira”, è costretto a fermarsi. Si cura sì, ma non si può allenare. In quegli anni lavora come geometra in uno studio. Ormai è certo che la sua e quella della pallavolo siano strade divise per sempre. Ma la voglia di tornare è tanta. Nel 2005-06, il centrale di 202 cm. riparte dal Pineto in A2, poi passa al Blù Volley Verona e dal 2007 al 2015 è uno dei protagonisti della Trentino Volley più grande di sempre. È qui che vince tutto. Nel suo palmares: 4 Coppe del Mondo per Club (dal 2009 al 2012); 3 Champions League (2008-09; 2009-10 e 2010-11); 4 scudetti (2007-08; 2010-11; 2012-13 e 2014-15); 3 Coppe Italia (2009-10; 2011-12 e 2012-13); 2 Supercoppe Italiane (2011 e 2013), tutte vittorie ottenute a Trento. In Nazionale dal 2008, ha vinto l’argento agli Europei 2011 (Repubblica Ceca e Austria) e 2013 (Danimarca e Polonia), il bronzo sia nella World League 2013 (Mar del Plata) che in quella del 2014 a Firenze, dove gioca da capitano. Bronzo anche nella Grand Champions Cup, in Giappone (2013). Numerosi anche i riconoscimenti ottenuti nell’ambito delle grandi manifestazioni che lo hanno visto impegnato: premio per il “miglior servizio” (Champions League 2009); “miglior muro” (Mondiale per Club 2012); “miglior centrale” in World League, nel Mondiale per Club e nella Grand Champions Cup, sempre nel 2013. Tutti premi, questi ultimi, ricevuti dopo la sua seconda avventura olimpica ai Giochi di Londra, dopo quella del quarto posto a Pechino 2008. Anche grazie al suo contributo, dopo un cammino non proprio facile, l’Italia torna sul podio olimpico, da cui mancava da 8 anni. Si parte il 29 luglio e l’Italia perde subito dalla Polonia (1-3). Batte l’Argentina 3-1 (31 luglio) e poi infligge un secco 3-0 alla Gran Bretagna, prima di piegare 40


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l’Australia 3-2. L’Italia va però ancora a corrente alternata e perde con la Bulgaria (0-3), chiudendo al quarto posto la prima fase. Nei quarti di finale, l’Italia ha un sussulto e infligge un secco 3-0 ai temutissimi Stati Uniti. In semifinale, però, è il Brasile a sbarrare la strada degli azzurri verso l’oro. Finisce 3-0 per i carioca e resta la finale per il terzo posto, dove l’Italia ritrova la Bulgaria. Ma quella che va in campo all’Earls Court é l’Italia dei momenti migliori ed è protagonista di una grande prestazione, chiudendo a suo favore il match 3-1. È medaglia di bronzo. Per Emanuele (5 punti con 4 attacchi e un muro, 80% in attacco con 4 su 5) c’è una soddisfazione in più: quella di firmare il punto della vittoria, con un primo tempo anticipato, uno dei suoi marchi di fabbrica, oltre al temutissimo servizio float che “Bira” ha perfezionato, proprio dopo quell’infortunio che non gli ha compromesso una folgorante carriera che continua oggi nelle file della Sir Safety Perugia. Di ritorno dai Giochi di Londra, il 18 agosto 2012, Emanuele, laureato in Scienze Motorie, ha sposato Elena a Trento, dove la coppia è stata festeggiata da parenti, amici e compagni ed ex compagni di squadra, anche arrivati dalle Marche.

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Samuele Papi Ancona, 20/05/1973

Pallavolo Atlanta 1996 - Argento Sydney 2000 - Bronzo Atene 2004 - Argento Londra 2012 - Bronzo

Nasce ad Ancona il 20 maggio 1973. Schiacciatore – ricevitore nella sua prima vita pallavolistica, oggi anche libero, considerate le superlative doti di ricevitore. “Samu”, con la sua immancabile maglia numero 6, è l’ultimo rappresentante in vita agonistica della “Generazione di Fenomeni” che si è ritagliata uno spazio nella Hall Fame del Volley. L’ultimo gladiatore è anche l’uomo dei record che non si sa quando potranno essere battuti: 1.000 partite in un Club (tra Campionato, Coppa Italia e Coppe Europee), 27 stagioni di fila con la prossima a Piacenza (dal 1990) tutte nel massimo campionato; oltre 8.000 punti realizzati, 19 anni in Nazionale, con 346 presenze, ha partecipato a 4 Giochi Olimpici, conquistando due medaglie d’argento (Atlanta 1996 ed Atene 2004) e due di bronzo (Sydney 2000 e Londra 2012). Come tanti ragazzini ha cominciato con il calcio, ma poi ha conosciuto la pallavolo ed è stato un colpo di fulmine. Difficile fare lo schiacciatore se sei alto 191 centimetri, non per Papi, non per il suo talento. Puro. Il palmares di “Samu” è proprio come lui: fenomenale! In carriera, oltre che realizzare il poker di medaglie olimpiche, con la Nazionale targata Julio Velasco e non solo ha vinto: 2 Campionati del Mondo (Grecia 1994 e Giappone 1998); 3 Campionati Europei (Grecia 1995, Austria 1999 e Germania 2003); 5 World

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La Nazionale di Mauro Berruto sul podio con il Bronzo

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League (Milano 1994; Rio de Janeiro 1995; Mosca 1997; Mar del Plata 1999 e Rotterdam 2000); 1 Coppa del Mondo (Giappone 1995). Papi, a dispetto della sua longeva carriera, ha militato in pochi club: dal 1990 al 1994 nella prima squadra della Pallavolo Falconara (nelle cui giovanili – sotto la guida del professor Marco Paolini - aveva affinato il suo talento); dal 1994 al 1998 nella VBC Cuneo; dal 1998 al 2011 al Volley Treviso e dal 20011 ad oggi nella Pallavolo Piacenza. In tutto ha collezionato: 3 Coppe Campioni/Champions League (1998-99; 1999-00 e 2005-06); 2 Coppe delle Coppe (1996-97 e 1997-98); 4 Coppe CEV/Challenge (1995-96; 2002-03; 2010-11 e 2012-13); 3 Supercoppe Europee (1996, 1997 e 1999); 6 scudetti (1998-99; 2000-01; 2002-03; 2003-04; 2004-05; 2006-07); 6 Coppe Italia (1995-96; 1999-00; 2003-04; 2004-05; 2006-07; 2013-14); 8 Supercoppe Italiane (1996, 1998, 2000, 2001, 2003, 2004, 2005 e 2007). Da segnalare anche la qualità dei riconoscimenti ottenuti nelle competizioni internazionali: miglior attaccante e miglior difesa (World Top Four 1994), miglior ricevitore (Campionato Europeo 2003) e miglior attac-


cante (World League 2004). Saltati quelli di Pechino 2008, Papi sembrava fuori dai Giochi di Londra. Non per il CT Mauro Berruto che lo rivuole fortemente come capitano azzurro di lungo corso… All’esordio (29 luglio) l’Italvolley perde con la Polonia 3-1, ma poi batte di seguito Argentina (3-1), Gran Bretagna (3-0) e Australia (3-2). L’Italia si ferma però co la Bulgaria (0-3) e chiude la prima fase quarta. Entrata nelle otto, l’Italia elimina gli Stati Uniti (3-0), ma in semifinale si deve arrendere al Brasile (0-3). Resta la corsa al terzo posto, e l’Italia che ritrova la Bulgaria non fallisce l’appuntamento. Per Samuele Papi è la quarta medaglia olimpica. Anche in questo, nessuno come lui. Sposato con Patrizia e padre di Gaia e Lucrezia, celebrato fra i tanti altri dal suo amico giornalista e scrittore falconarese, Adelio Pistelli (scomparso il 19 novembre 2015) che dieci anni prima gli ha dedicato il libro “Samuele Papi, il fenomeno”, è stato più volte sul punto di appendere le scarpe al chiodo, per dedicarsi alla carriera di allenatore. Appuntamento rinviato, almeno di un altro anno. In ogni caso, nella storia del volley resterà un highlander.

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Tecnici Olimpici STEFANO CERIONI Madrid Spa, 24/01/64 COMMISSARIO TECNICO FIORETTO - Atene 2004 - Pechino 2008 - Londra 2012 - Primo jesino a salire sul gradino più alto del podio a Los Angeles 1984 (fioretto a squadre) e Seul 1988 (fioretto individuale), appesa l’arma al chiodo a 35 anni ha rilevato il testimone - da erede designato - dal maestro, Ezio Triccoli, fondatore del Club Scherma Jesi. Nel 2004, ad Atene, è stato l’allenatore di Andrea Cassarà, bronzo individuale e oro a squadre nel Fioretto. A Pechino, da CT delle Nazionali di Fioretto maschile e femminile ha fatto incetta di medaglie, con l’oro della Vezzali e il bronzo di Salvatore Sanzo. Ma il punto più alto della sua carriera da tecnico della Nazionale italiana lo ha toccato a Londra 2012, dove è stato l’allenatore più medagliato: oro (Di Francisca), argento (Errigo) e bronzo (Vezzali) nel fioretto individuale; oro a squadre nel fioretto femminile e nel maschile. All’indomani dei Giochi Olimpici di Londra, si è trasferito in Russia per guidare la Nazionale sovietica di fioretto, che ha portato ripetutamente a successi mondiali ed europei individuali e di squadra. NICOLA SILVAGGI Pescara, 27/01/56 TECNICO LANCI - Atene 2004 - Pechino 2008 - Londra 2012 - Già atleta lanciatore, ha partecipato da allenatore ai Giochi Olimpici di Atene e poi a quelli di Pechino, in qualità di Commissario Tecnico delle Nazionali di Atletica Leggera (2005-2008). Dopo l'esperienza da CT, ad Ascoli Piceno ha svolto la propria attività con l’intento di realizzare un centro di eccellenza nazionale riservato ai lanci. Allenatore dell’oro paralimpico di Londra, Assunta Legnante, Docente di Scienze Motorie all’Università di Urbino, è Responsabile dell’Area Metodologica di alto livello della Scuola Regionale dello Sport delle Marche. MARCO TAMBERI Ancona, 30/07/57 TECNICO SALTO IN ALTO - Londra 2012 - Ex saltatore in alto, cresciuto alla scuola del prof. Franco Consoli, due volte primatista italiano indoor (2,26 cm. Sindelfingen 1980) e poi (2,28 - Genova 1983). Ai Giochi Olimpici di Mosca, in finale con 2,21, non è poi andato oltre 2,18, chiudendo 15°. Interrotta la carriera di atleta a causa di un incidente stradale, da anni allena i figli Gianmarco (Campione mondiale indoor 2016 di salto in alto con 2,36) e primatista italiano con 2,37 open e 2,38 outdoor e Gianluca (giavellottista, classe 1992), già primatista italiano juniores. Ha seguito Gianmarco ai Giochi di Londra 2012, ma si è trattato di una gara sfortunata, ancorché a pochi giorni dal 2,31 di Bressanone che era valso la qualificazione. ROMANO TORDELLI Recanati - Mc, 19/03/34 TECNICO FONDO/MARATONA - Monaco 1972 - Sydney 2000 - Atene 2004 Per una dimenticanza di cui ci siamo scusati fin dalla prima ora, del “prof”, figura carismatica e fondamentale nello sviluppo dell’atletica leggera italiana, ci occupiamo solo ora, colmando una lacuna grave. Tra i fondatori dell’US CSI Atletica Recanati, già responsabile del mezzofondo nazionale a cavallo degli anni Settanta, è stato allenatore, fra gli altri, di Gianni Del Buono ai Giochi di Città del Messico e Monaco e di Daniele Caimmi (Sydney e Atene). Marsigliani, Poeta, Cervigni, Bocci e Curzi sono stati ugualmente suoi atleti. Quercia al Merito Sportivo di 3° Grado già nel 1989. Un grande.

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Giudici, Sanitari, Preparatori e Assistenti MARCO MASI Ancona, 12/04/62 ARBITRO E GIUDICE DI LOTTA - Londra 2012 - Arbitro e Giudice internazionale di Lotta dal 2005, in precedenza lottatore allievo di Giorgio Guidi, ne seguì il consiglio di dedicarsi all’arbitraggio, dopo che un infortunio gli aveva precocemente precluso l’attività agonistica. Ad oggi, ha diretto oltre 300 gare a livello nazionale e internazionale, compresi Campionati Mondiali e continentali. Ai Giochi Olimpici di Londra, unico italiano nella lista dei 57 ufficiali di gara, ha arbitrato 10 incontri e giudicato altre 14 gare, tra ottavi, quarti e finali dal terzo al quinto posto, per un totale di 24 presenze, dal 5 al 12 agosto 2012. Dopo l’esperienza londinese, per le prestazioni nei Campionati Europei e Mondiali è membro della Commissione Nazionale Ufficiali di Gara. NAZARENO ROCCHETTI Filottrano - An, 06/01/47 FISIOTERAPISTA - Monaco 1972 - Montreal 1976 - Mosca 1980 Los Angeles 1984 - Seul 1988 - Chiropratico, fisioterapista della Nazionale italiana di Atletica Leggera (e non solo), ha preso parte a cinque edizioni dei Giochi olimpici Estivi: Monaco, Montreal, Mosca, Los Angeles e Seul. Tra i suoi atleti più noti figurano Pietro Mennea (seguito anche a Città del Messico in occasione del primato mondiale del barlettano sui 200 metri, 19”72), Sara Simeoni, Gabriella Dorio, Giovanna Trillini, Gelindo Bordin, Valentina Vezzali e tanti altri, compreso l’ex pugile Nino Benvenuti, seguito anche nei suoi epici incontri con lo statunitense Emile Alphonse Griffith. Memorabile la sua collaborazione con i tecnici Carlo Vittori (Velocità) e Luciano Gigliotti (dal Mezzofondo alla Maratona). Soprannominato “Rocky mani d’oro”, da anni si dedica all’arte della scultura e, come “artista del fuoco”, a produrre opere pittoriche esposte in varie parti del mondo. Oggi vive e crea a Cingoli. PIERO BENELLI Pesaro, 12/10/55 MEDICO NAZIONALE ITALIANA PALLAVOLO - Pechino 2008 - Londra 2012 Specializzato in Medicina dello Sport, dal 1988 è medico della Victoria Libertas Pesaro, con la quale (ai tempi della Scavolini Basket) ha vinto uno scudetto e una Coppa Italia, oltre ad aver partecipato alle Final Four di Eurolega nel 1991. Dal 2001 al 2007 è nello staff medico della Nazionale maschile di pallacanestro, con la quale ha vinto i Giochi del Mediterraneo nel 2005. Dal 2008 è medico della Nazionale maschile di pallavolo ed ha preso parte sia ai Giochi Olimpici di Pechino nel 2008, che a quelli di Londra nel 2012, vincendo la medaglia di bronzo. Nel suo palmares anche le medaglie d’argento agli Europei 2011 e 2013 e il bronzo a quelli del 2015. Si prepara a seguire gli azzurri del volley anche a Rio de Janeiro. STEFANO VANDINI Piobbico - Pu, 19/06/70 FISIOTERAPISTA NAZIONALE ITALIANA SCHERMA - Sydney 2000 - Atene 2004 - Pechino 2008 - Londra 2012 - Massofisioterapista, ha iniziato la sua collaborazione con la Federazione Italiana Scherma (oggi presieduta da Gior-

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gio Scarso) nel 1996, dopo i Giochi di Atlanta. Da quel momento in poi, Vandini ha supportato il team di fisioterapisti della Nazionale nella preparazione degli atleti alle competizioni e nelle fasi di recupero, nel caso di problematiche insorte in gara. Ha preso parte a tutte le manifestazione più importanti, compresi gli ultimi Giochi Olimpici di Sydney, Atene, Pechino e Londra. Farà parte dello staff medico sanitario anche ai prossimi Giochi in Brasile. CARLO CASTAGNA Ravenna, 20/05/58 PREPARATORE ATLETICO ARBITRI F.I.F.A. - Londra 2012 - Dopo aver praticato pattinaggio a rotelle, atletica leggera (mezzofondo) e arti marziali, si é diplomato ISEF all’Università di Urbino. Successivamente ha conseguito la Laurea in Scienze Motorie e due Dottorati di Ricerca. Dal 1991 collaboratore dell’A.I.A., dal 2007 metodologo dell’allenamento e Responsabile del Laboratorio di valutazione di Coverciano (Fi), ha partecipato – dal 16 luglio al 14 agosto - ai Giochi di Londra 2012 come preparatore atletico degli Arbitri di Calcio della FIFA. Per la FIFA è da tempo impegnato anche nel progetto F-MARC (Medical Assessment and Research Centre), per la prevenzione degli infortuni dei giocatori dilettanti. Dal 2004 è Docente all’Università Tor Vergata di Roma. MARCELLO FAINA Ascoli Piceno, 09/09/1950 - Roma 28/11/2012 MEDICO - Barcellona 1992 - Atlanta 1996 - Londra 2012 - Direttore del Dipartimento di Scienza dello Sport dell'Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, personaggio di spicco dello Sport italiano, è scomparso pochi mesi dopo la partecipazione alla sua terza Olimpiade, quella di Londra. Nato ad Ascoli si era trasferito con la famiglia a Civitanova Marche, dove da giovanissimo aveva tirato i primi calci alla Salesiana Vigor, prima di laurearsi in Medicina e Chirurgia a La Sapienza di Roma. Faina, scomparso prematuramente, aveva partecipato ai Giochi di Barcellona, Atlanta e Londra come medico della Nazionale italiana di ciclismo. In precedenza aveva collaborato con le Federazioni Bocce (1997) e Danza Sportiva (1999). Soprattutto, si ricorda la sua lunga militanza al CONI, dove si è caratterizzato come punto di riferimento per dirigenti, tecnici e atleti. MONS. MARIO LUSEK Petritoli - Fm, 30/11/51 ASSISTENTE RELIGIOSO NAZIONALE ITALIANA - Pechino 2008 - Vancouver 2010 - Londra 2012 - Sochi 2014 - Assistente religioso dello Sport italiano dal 2008, è stato presente ai Giochi Olimpici Estivi di Pechino 2008 e Londra 2012, a quelli Invernali di Vancouver 2010 e di Sochi 2014, oltre che ai Giochi del Mediterraneo di Pescara 2009 ed ai Mondiali di Atletica Leggera di Berlino 2009. Dapprima sacerdote dell’Arcidiocesi di Fermo, dal 2007 è direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale del Tempo Libero, Turismo e Sport della Conferenza Episcopale Italiana. Rappresenta la CEI nella Consulta Nazionale delle Antiche vie storiche e di pellegrinaggio, presso il Ministero dei Beni Culturali. La sua figura all’interno del Villaggio Olimpico o di “Casa Italia” è sempre di grande conforto e sostegno per tutta la delegazione tricolore. MATTEO CARANCINI Macerata, 06/04/82 SCOUTMAN - Pechino 2008 - Londra 2012 A Londra ha partecipato per la seconda volta – dopo Pechino – ai Giochi olimpici come scoutman. Già nei quadri della Lube Banca Marche Macerata, dopo aver collaborato con il CT della Nazionale femminile, Massimo Barbolini (dal 2005 al 2010), nel 2012 ha affiancato lo staff di Mauro Berruto, tecnico della Lube Banca Marche Macerata fino alla stagione 2010/11.

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Giornalisti Inviati GIOVANNI ROSSI Urbino - Pu, 26/06/63 GIORNALISTA - Barcellona 1992 - Atlanta 1996 - Sydney 2000 - Atene 2004 Giornalista Professionista, ha iniziato la sua carriera nello Sport. Da inviato ha seguito tre Olimpiadi per il quotidiano “Il Giorno” a Barcellona 1992, Atlanta 1996 e Sydney 2000. Come free lance ha poi raccontato anche le Olimpiadi di Atene 2004. Ai Giochi ha scritto di atletica leggera, pugilato, canottaggio, canoa, equitazione, ginnastica artistica, nuoto, scherma, tennis, volley, beach volley, politica sportiva, sicurezza e show business. Oggi lavora presso la redazione romana di Quotidiano Nazionale (Il Giorno, il Resto del Carlino, La Nazione, Qs, Quotidiano.net) occupandosi di politica, cronaca ed economia. PIERGIORGIO SEVERINI Castelfidardo - An, 21/12/60 GIORNALISTA - Vancouver 2010 - Londra 2012 Giornalista Professionista, ha iniziato nell’emittenza privata (Radio Castelfidardo 1, Radio e TV Galassia, TVRS, TV Centro Marche) per passare alla carta stampata (Gazzetta di Ancona, Il Resto del Carlino, Corriere dello Sport – Stadio) e tornare in televisione: dal 1997 al 1999 a Tele Monte Carlo e dal 2000 in Rai Sport, redazione di Milano. Dal 2010 è inviato speciale e come tale ha raccontato due edizioni dei Giochi Paralimpici: Invernali di Vancouver 2010 (seguendo l’Italia nella prove di wheelchair curling ed ice sledge hockey) ed Estivi di Londra 2012 (circuito di Brands Hutch). Alle ultime Paralimpiadi, in particolare, ha effettuato la cronaca diretta delle gare di ciclismo di Alex Zanardi e Giorgio Farroni. Da anni è anche inviato al seguito del Giro d’Italia.

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Numero partecipanti Marchigiani ai Giochi 1912 Stoccolma

1

1924 Parigi

7

1928 Amsterdam

2

1932

3

Los Angeles

1936 Berlino

3

1948 Londra

1

1952 Helsinki

4

1956 Melbourne

3

1960 ROMA

12

1964 Tokyo

6

1968

6

Città Messico

1972 Monaco

7

1976 Montreal

5

1980 Mosca

5

1984

8

Los Angeles

1988 Seoul

9

1992 Barcellona

7

1996 Atlanta

13

2000 Sydney

14

2004 Atene

15

2008 Pechino

9

2012 LONDRA

12

Come si vede, anche in relazione al bottino di medaglie conquistate (8 ai Giochi Olimpici), una partecipazione tutt’altro che irrilevante, considerato che i 12 atleti di Londra erano meno dei 15 di Atene, dei 14 di Sydney e del 13 di Atlanta, anche se gli stessi 12 di Roma 1960 e comunque più dei 9 di Pechino, il che rappresenta un trend in ascesa.

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Giochi Olimpici Invernali 53


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Sochi 2014

XXII Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali I primi Giochi Olimpici Invernali della storia si sono svolti a Chamonix Mont Blanc, in Francia (1924); dal 1994 non si tengono più nello stesso anno delle Olimpiadi estive, ma si alternano a queste ultime ogni due anni. La numerazione è stata interrotta (dal 1940 al 1944) per la Seconda Guerra Mondiale ed è ripresa nel 1948. I XXII Giochi Olimpici Invernali si sono disputati a Sochi (territorio del Krasnodar, Russia) dal 7 al 23 Febbraio 2014. Come spesso accade, alcune competizioni sono state disputate lontano dalla città ospitante, in questo caso nella stazione sciistica di Krasnaja Poljana, a 45 chilometri dalla città situata sulle rive del Mar Nero. Il villaggio olimpico è stato invece ospitato nella città di Adler, a meno di 30 chilometri da Sochi. I Giochi sono stati ufficialmente aperti dal presidente russo, Vladimir Putin ed hanno visto la partecipazione di 45 nazioni con 550 atleti, impegnati in 72 gare di cinque discipline. Le mascotte delle Olimpiadi sono state rappresentate da tre animali: l'Orso bianco, la Lepre e il Leopardo delle nevi. Si è trattato della prima manifestazione olimpica invernale ospitata dalla Russia, che già aveva organizzato - come Unione Sovietica - i Giochi Olimpici di Mosca, boicottati da molti Paesi per motivi politici. Il costo totale delle infrastrutture e degli impianti realizzati a Sochi e zone limitrofe al momento della candidatura ad ospitare l'evento ammontavano a circa 12 miliardi di dollari, ma diversi fattori hanno causato l'espansione del budget, facendogli sfondare addirittura i 51 miliardi di dollari, il che ha reso gli ultimi Giochi Invernali i più onerosi della storia. Peraltro, la vigilia dell'appuntamento a cinque cerchi era stata tutt’altro che tranquilla, suscitando polemiche e perplessità, considerati gli attacchi terroristici degli estremisti islamici e le tante proteste contro la legge omofoba, approvata soltanto un anno prima in Russia; proteste che si sono manifestate, con varie modalità, anche durante le gare. Alla fine, trionfo nel medagliere per la Russia con 33 (13 ori, 11 argenti e 9 bronzi), davanti a Norvegia 26 (11, 5 e 10) e Canada 25 (10, 10 e 5). E l’Italia? Detto che Armin Zoggeler e Arianna Fontana sono stati nostri portabandiera rispettivamente in apertura e chiusura dei Giochi, ci è andata piuttosto male, visto che per la prima volta dal 1980, la delegazione composta da 113 italiani (69 uomini e 44 donne) è rientrata dalla Russia senza neanche una medaglia d’oro, dovendosi accontentare di 2 argenti e di 6 bronzi. Protagonisti dei podi: Christofer Innerhofer (discesa libera) e Arianna Fontana (short track m. 500) sul secondo gradino; sempre Arianna Fontana (short track m. 1500) e ancora Arianna Fontana con Lucia Peretti, Martina Valcepina ed Elena Viviani (staffetta m. 3000), Chistof Innerhofer (super combinata), Carolina Kostner (pattinaggio di figura), Dorothea Wierer, Karin Oberhofer, Dominik Windisch e Lukas Hofer (staffetta mista 2x6 km + 2x7,5 km) e Armin Zoggeler (slittino), tutti con il bronzo al collo.

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E le Marche? Grandi assenti in gara, presenti solo con Mons. Mario Lusek, Cappellano della squadra italiana. Discipline in programma ai giorni nostri: Biathlon, Bob, Combinata nordica, Curling, Freestyle, Hockey su ghiaccio, Pattinaggio di figura, Pattinaggio di velocità, Salto con gli sci, Sci alpino, Sci di fondo, Short Track, Skeleton, Slittino e Snowboard. Mentre la prossima edizione dei Giochi Olimpici Invernali si terrà nel 2018 a PyeongChang, in Corea del Sud, quelle del 2022 si svolgeranno a Pechino. Intanto, il CIO ha annunciato una raffica di novità per PyeongChang 2018. In Corea del Sud, infatti, il calendario subirà diverse variazioni, nel numero di medaglie assegnate e in quello degli atleti presenti, che aumenterà. Si aggiungeranno diverse prove miste. Nello sci alpino verrà integrato il famoso team event, prova a squadre in parallelo che da tempo é nel calendario di Mondiali e Coppa del Mondo. Novità anche nel curling, che assegnerà medaglie maschili e femminili, ma anche a coppie miste. Due nuove prove nel programma dello speed skating, che assegnerà medaglie della mass start sia al maschile che al femminile. Infine, cambierà il programma dello snowboard: no allo slalom parallelo (presente a Sochi), perché ritenuto un doppione del gigante parallelo, sì alle evoluzioni del big air maschile e femminile. Questa è la successione di tutte le edizioni dei Giochi Olimpici Invernali: I Chamonix Francia 1924 II Sankt Moritz Svizzera 1928 III Lake Placid USA 1932 IV Garmisch-Parten Kirchen Germania 1936 V Sankt Moritz Svizzera 1948 VI Oslo Norvegia 1952 VII CORTINA Italia 1956 VIII Squaw Valley USA 1960 IX Innsbruck Austria 1964 X Grenoble Francia 1968 XI Sapporo Giappone 1972 XII Innsbruck Austria 1976 * (partecipazione di Francesco Butteri – Bob a quattro) XIII Lake Placid USA 1980 XIV Sarajevo Jugoslavia 1984 XV Calgary Canada 1988 XVI Albertville Francia 1992 XVII Lillehammer Norvegia 1994 XVIII Nagano Giappone 1998 XIX Salt Lake City USA 2002 XX TORINO Italia 2006 * (partecipazione di Giorgio Morbidelli – Bob a quattro) XXI Vancouver Canada 2010 XXII SOCHI Russia 2014 XXIII PYEONGCHANG Corea del Sud 2018 XXIV PECHINO Cina 2022

25 Gen - 05 Feb 11 - 19 Febbraio 11 - 19 Febbraio 06 - 16 Febbraio 30 Gen - 08 Feb 14 - 25 Febbraio 26 Gen - 05 Feb 18 - 28 Febbraio 29 Gen - 09 Feb 06 - 18 Febbraio 03 - 13 Febbraio 04 - 15 Febbraio* 14 - 23 Febbraio 08 - 19 Febbraio 13 - 28 Febbraio 08 - 23 Febbraio 12 - 27 Febbraio 07 - 22 Febbraio 08 - 24 Febbraio 10 - 26 Febbraio* 12 - 28 Febbraio 07 - 23 Febbraio 09 - 25 Febbraio 04 - 22 Febbraio

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L'azzurro Riccardo Scendoni alla partenza dei 100 metri

Giochi Paralimpici 59


XIV Giochi Paralimpici di Londra 2012 I più grandi di sempre Luca Pancalli Presidente Comitato Italiano Paralimpico

Abbattere definitivamente le barriere culturali. Valorizzare le differenze, esaltare la persona e le proprie abilità. Tutto ciò rappresenterebbe una conquista per la nostra moderna società. L’impegno, la passione, il senso del sacrificio, la realizzazione di se stesso, le medaglie e i successi non hanno differenze. Unire campioni olimpici e paralimpici, significa raccontare con la stessa lingua due mondi che devono essere posti sullo stesso piano. E, attraverso una pubblicazione meritoria come questa, si fa certamente più di un passo verso questa direzione. Luca Savoiardi Presidente Comitato Italiano Paralimpico Marche

È fonte di successi e di medaglie al collo. Ma anche pratica attraverso la quale incentivare un processo di riabilitazione e di reinserimento sociale. Soprattutto, è la realizzazione personale. Tutto questo è lo Sport che, quando praticato da disabili, aumenta esponenzialmente il già vasto ventaglio di benefici per chi lo pratica. In questa pubblicazione viene celebrato lo sport svolto ai massimi livelli, olimpici e paralimpici. Grandissimi atleti che, anche attraverso opere come questa di Andrea Carloni, possono essere da esempio per tantissimi giovani disabili, per spronarli a rialzare la testa, aiutarli a trovare nuove fortissime motivazioni e spingerli a vincere la loro personale Olimpiade con la vita. Fin dalla prima edizione (1948), quando ancora si chiamavano Giochi di Stoke Mandeville e vedevano in gara i reduci dalla Seconda Guerra mondiale che avevano riportato danni alla colonna vertebrale, non si erano mai visti Giochi Paralimpici così straordinari come a Londra 2012. Quelli disputati nel Regno Unito, sono infatti passati alla storia come “I Giochi più grandi di sempre”. È così che li hanno definiti tutti i mezzi di comunicazione britannici e non. L’edizione londinese ha avuto una risonanza mediatica epocale e mai prima le Paralimpiadi avevano goduto di tanta attenzione, riuscendo a catturare l’interesse del grande pubblico. Lo dicono i numeri: 2,7 milioni di biglietti venduti (quasi un milione in più dei Paralimpici di Pechino 2008) e un bilancio di oltre 55 milioni di euro di entrate (10 più di quanto atteso). Record di pubblico, record di nazioni e di atleti partecipanti (rispetti-

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vamente 166 e 4.200, di cui circa 1.500 donne), record di primati (110 nuovi mondiali stabiliti). Insomma, l’edizione dei record. In tutto. Dal 29 agosto al 9 settembre 2012, sono state due settimane di brividi e di emozioni, con stadi e campi di gara gremiti in ogni ordine di posti. Fra le performance più attese e più appassionanti, certamente la finale dei 100 metri T44, vinta dal britannico Jonnie Peacock, con l’astro Oscar Pistorius, soltanto ai piedi del podio, al quarto posto. Il parziale flop del sudafricano, in grado di competere con i normodotati, é stato fra i più discussi, specie dopo la sconfitta subìta anche nei 200 metri per opera del brasiliano Alan Oliveira, con il quale non è mancata la polemica sulla lunghezza delle protesi utilizzate. L’unico oro di Oscar è arrivato dalla sua gara: i 400 metri. Tutto ciò, soltanto pochi mesi prima di diventare l’autore della tragica fine della sua fidanzata, la modella Reeva Steenkamp, 30 anni, uccisa da Pistorius con quattro colpi di pistola nella notte di San Valentino del 2013, nella sua casa di Pretoria. Tornando ai Giochi, più di Pistorius fra i principali protagonisti dei Paralimpici di Londra vanno sicuramente ricordati l’australiana Jacqueline Freney, vincitrice di ben 6 ori nel nuoto, seguita dalla statunitense Jessica Long (4 ori e 2 argenti). In generale, il medagliere è stato dominato dalla Cina (230 medaglie), davanti a Russia e Gran Bretagna, poi Ucraina e Stati Uniti solo al sesto posto. In crescita la Polonia, nella “top ten” al nono posto. E gli italiani? Fortissimi. Da Cecilia Camellini, capace di conquistare quattro medaglie (due d’oro) nel nuoto, ad Alex Zanardi, celebrato da tutti i media del mondo per la sua eccezionale storia sportiva. Ventuno anni prima sfrecciava da pilota in Formula 3000 sulla pista di Brands Hatch e nel 2012 ai Paralimpici, in quello stesso circuito londinese, vinceva nell’handbike due ori e un argento. Zanardi è stato "Alfiere" tricolore nella cerimonia di chiusura di Londra. Ma sarebbe ingiusto parlare solo di loro: grazie, tra gli altri, al portabandiera Oscar Ugo De Pellegrin, alla leggenda Alvise De Vidi, ad Assunta Legnante o ad Annalisa Minetti e Giorgio Farroni, l’Italia ha conquistato 28 medaglie, di cui 9 d’oro, 8 d’argento e 11 di bronzo. Una spedizione assolutamente positiva, dunque, come si evince anche dal notevole balzo in avanti nel medagliere, che ci vede passare dal 28° posto di Pechino 2008 al 13° di Londra; miglior risultato degli ultimi 30 anni.

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ANDREA CIONNA Atletica Leggera, maratona. Il fondista dell’ASD Atletica Amatori Osimo, alla sua terza partecipazione ad una Paralimpiade (dopo Atene 2004 e Pechino 2008), arriva dopo un drammatico incidente stradale occorsogli il 26 dicembre 2011, quando durante una delle interminabili sedute di allenamento venne investito da un’auto, a Campocavallo di Osimo (An). Dopo un lungo stop dovuto alle modalità di riabilitazione, aveva ripreso ad allenarsi il 20 marzo del 2012, perdendo di fatto tutta la preparazione invernale, ancora più importante in una competizione tanto impegnativa come la maratona. Il 9 settembre, Londra saluta i Giochi con una giornata di sole estivo, con la gente assiepata lungo i 42 km della gara, ultimo atto prima della cerimonia conclusiva della stessa sera all'Olympic Stadium, dove tutto è cominciato. Andrea Cionna (T11, non vedente), due bronzi ad Atene 2004 e un titolo mondiale nel 2002, chiude soltanto al decimo posto. "Devo aver pagato le difficoltà dovute alla preparazione” – ha ammesso a caldo il dipendente della Regione Marche, accompagnato in gara dalle inseparabili guide: Alessandro Carloni e Doriano Bussolotto - perché ho fatto tanta fatica e mi sono ritrovato presto fuori dal gruppo di testa”. Nella classe T11-12 ha trionfato lo spagnolo Alberto Laso Suarez, al traguardo in 2h24'50"’, nuovo record del mondo. RICCARDO SCENDONI Atletica Leggera, velocità. L’ex pallavolista della Videx Grottazzolina, prima che un incidente stradale - occorsogli a 16 anni – lo costringesse all’amputazione del piede destro e oggi velocista dell’ASD Anthropos Civitanova Marche (già Campione Europeo dei m. 200 T44 con 24”07 nel 2012), ai Giochi Paralimpici di Londra partecipa a tutte le gare di velocità, senza riuscire a passare in finale. Il 1° settembre sui 200 metri, resta lontano dal suo record italiano e chiude in 24”51. Il 5 settembre, corre la batteria dei 100 metri, ma il suo 12”45 non basta a proseguire l’avventura. Non vanno meglio le cose il 7 settembre, sui 400 metri. Il marchigiano fa il personale con 55”48, ma è il primo a restare fuori dalla finale (con il 9° tempo), nella gara che poi vedrà il successo di Oscar Leonard Carl Pistorius con 46”68. Tre anni prima dei Giochi di Londra (nel 2009) Riccardo si era laureato in Ingegneria Civile, ottenendo l’importante traguardo con una tesi in cui ha approfondito le problematiche, vissute in prima persona, della protesi da cammino che lui stesso ha utilizzato. Scendoni, seguito dall’allenatore Antonio Centolanza e da Matteo Corrina (fisioterapista) e Luca Salvatori (osteopata), dopo Londra è stato semifinalista sui 100 e 200 metri ai Mondiali di Lione 2013 e finalista sui 400 metri. Proprio quando andava in crescendo di condizione e risultati, è rimasto vittima di un infortunio nell’ottobre 2014. Cinque mesi dopo ha dovuto sottoporsi ad un doppio intervento chirurgico al menisco e al tendine rotuleo del ginocchio sinistro ed è rimasto inattivo per circa un anno e mezzo. Arrendersi? Macché! Quest’anno ha ripreso e dopo aver vinto il titolo italiano nel salto in lungo (m. 5,89) agli Italiani di Ancona (marzo 2016), conta sempre di conquistare la qualificazione ai Paralimpici di Rio. "Un consiglio ai giovani? Non scoraggiatevi mai anche nei momenti più difficili – è il messaggio di Riccardo - anche quando ci vengono richiesti sacrifici che sembrano più grandi di noi.

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La vita va vissuta con grinta, cercando sempre obiettivi alti per cui impegnarsi, di fronte ai quali i problemi estetici di qualche chilo in più o in meno perdono valore. So che è molto facile a dirsi, ma cercando aiuto e sostegno in chi ci è vicino ogni sogno si può realizzare". ASSUNTA LEGNANTE Atletica Leggera, lanci Già Campionessa Europea assoluta Indoor nel 2007 e primatista italiana assoluta normodotati con la misura di 19,20 m., è transitata allo sport paralimpico a causa di un glaucoma che le ha tolto la vista e gareggia per l’ASD Anthropos Civitanova Marche e a Londra 2012, allenata dal prof. Nicola Silvaggi, già CT delle Nazionali di Atletica Leggera ha gareggiato – nella categoria F11/12 - sia nel lancio del disco che nel getto del peso. Il 1° settembre, dalle ore 10 del mattino, ha lanciato il disco fino a 30,81 cm. che gli è valso l’ottavo posto nella classifica finale. Il risultato più prestigioso lo ha ottenuto il 4 settembre, nella finale in notturna del getto del peso (dalle 19 alle 22 locali), ottenendo sia la medaglia d’oro che il primato mondiale con 16,74 m.. Tutto ciò in un’atmosfera resa indimenticabile dalla straordinaria partecipazione di pubblico (70 mila persone alle gare di atletica leggera). Anche dopo Londra, Assunta, detta “Cannoncino” ha continuato a mietere successi, vincendo i titoli mondiali a Lione 2013 e Doha 2015 e portando il primato iridato a 17,32. Simpatica e sempre sorridente è unanimemente considerata atleta - esempio nel connubio tra sport olimpico e paralimpico. GIORGIO FARRONI Ciclismo su strada mista Dopo Sydney e Pechino, alla sua terza Paralimpiade in dodici anni di attività ai più alti livelli, il tre volte campione mondiale fabrianese – (Bogogno 2009, strada e cronometro) e Roskilde (Danimarca 2011, corsa su strada) – conquista la medaglia d’argento nella categoria T1-2, l’8 settembre, nella gara partita alle 11.32 del penultimo giorno di Giochi. Ribadendo la sua straordinaria capacità di rimanere ai vertici planetari nella sua specialità, Giorgio regala un’altra impresa, ottenendo il suo miglior risultato di smepre ai Giochi: la medaglia d’argento, chiudendo la gara con il tempo di 45’24”, a soli 7 secondi dal britannico David Stone, oro con 45’24” e davanti al ceco David Vondracek (48’34”). Per l’atleta, che a causa di una emiplegia fin dalla nascita non può controllare la parte destra del suo corpo, si è trattato di un ennesimo, meritato successo, consacrato dall’uscita del libro “C’era una volta il mago”, scritto da sua madre Clelia Rumachella e presentato a Fabriano il 21 febbraio 2016, alla presenza della Nazionale Paralimpica di Ciclismo, a cominciare dal plurimedagliato Alex Zanardi, per proseguire con l’attrice Debora Villa. Il libro, solo in parte biografico, racconta le peripezie, ma anche la passione e l’amore di una famiglia sempre molto unita che affronta il tema della disabilità che si trasforma, non senza sacrifici, in una nuova e diversa abilità. Ora Giorgio Farroni, che lavora presso il Call Center della Indesit Company dal 2001, si prepara ad affrontare – a Rio de Janeiro – la sua quarta Paralimpiade.

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Le 14 edizioni dei Giochi Paralimpici I

Roma

Italia

1960 18 - 25 Settembre

II

Tokyo

Giappone

1964 3 - 12 Novembre

III Tel Aviv

Israele

1968 4 - 13 Novembre

IV Heidelberg

Germania

1972 2 - 10 Agosto

V

Toronto

Canada

1976 3 - 11 Agosto

VI Arnhem

Olanda

1980 21 - 30 Giugno

VII Stoke Mandeville Inghilterra

1984 17 - 30 Giugno

atleti su sedia a rotelle VII New York

USA

1984 17 - 30 Giugno

atleti con paralisi cerebrale, disabili visivi, amputati e altre disabilità VIII Seoul

Corea del Sud 1988 15 - 24 Ottobre

IX Barcellona

Spagna

1992 3 - 14 Settembre

X

USA

1996 15 - 26 gosto

XI Sydney

Australia

2000 18 - 29 Ottobre

XII Atene

Grecia

2004 17 - 28 Settembre

XIII Pechino

Cina

2008 6 - 17 Settembre

XIV Londra

Gran Bretagna 2012 29 Agosto - 9 Sett.

Atlanta

XV RIO DE JANEIRO Brasile

2016 7 - 18 Settembre

La 15^ edizione dei Giochi Estivi Paralimpici si disputerà dunque dal 7 al 18 settembre 2016 in Brasile, a Rio De Janeiro. Nell’occasione, collegandosi a www.abilitychannel.tv (webtv dedicata al mondo dello sport e della disabilità) sarà possibile seguire tutte le emozioni e le sorprese che riserveranno le Paralimpiadi brasiliane, con aggiornamenti in tempo reale. I nostri atleti si stanno preparando al meglio. In particolare, abbiamo speranze di ottimi piazzamenti. In quali discipline sportive? Ciclismo, Equitazione, Canoa, Paraclimbing, Nuoto, Atletica Leggera, Tiro con l’Arco, Scherma, Tennistavolo, Vela e Canottaggio... aspettando altre sorprese.

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Le edizioni dei Giochi Paralimpici Invernali Ci sono volute ben sei edizioni, dal 1976 al 1994, perché i Giochi Paralimpici Invernali uscissero dai confini dell’Europa per atterrare, dalla Norvegia, in Giappone. I Giochi su neve e ghiaccio si sono sempre svolti ogni quattro anni, fatta eccezione proprio per Lillehammer 1994 (solo due anni dopo Albertville). Ad ogni edizione, fatto positivo ed incoraggiante, dopo i 571 di Nagano, sono tornati ad aumentare ogni anno i partecipanti: 486 a Torino, 506 a Vancouver e 550 a Sochi. Novità in arrivo anche per quanto riguarda le discipline sportive che impegnano gli atleti, oltre alle tradizionali specialità come sci alpino, sci nordico, hockey su slittino, biathlon e curling in carrozzina. Purtroppo il bilancio italiano agli ultimi Giochi di Sochi è stato fallimentare, visto che dei 35 atleti italiani presenti, nessuno è riuscito ad aggiudicarsi una medaglia (da Vancouver 2010 ne erano arrivate 7, di cui una d’oro). Si tratta del peggior risultato conseguito dall’Italia ai Paralimpici Invernali, dal 1980, l’anno dell’esordio azzurro nella competizione. Sochi ha visto il trionfo dei padroni di casa della Russia con 80 medaglie (di cui 30 d’oro), davanti alla Germania (con 15 in tutto, di cui 9 d’oro). Queste le edizioni dei Giochi finora svolte, senza la partecipazione di alcun atleta marchigiano:

I

Ornskoldsvik

Svezia

1976

12 - 28 Febbraio

II

Geilo

Norvegia

1980

01 - 07 Febbraio

III Innsbruck

Austria

1984

14 - 20 Gennaio

IV Innsbruck

Austria

1988

17 - 24 Gennaio

Tignes-Albertville Francia

1992

25 Mar. - 1 Apr.

V

VI Lillehammer

Norvegia

1994

10 - 19 Marzo

VII Nagano

Giappone

1998

05 - 14 Marzo

VIII Salt Lake City

USA

2002

07 - 16 Marzo

IX Torino

Italia

2006

10 - 19 Marzo

X

Canada

2010

12 - 21 Marzo

XI Sochi

Russia

2014

07 - 16 Marzo

XII PyeongChang

Corea del Sud 2018

09 - 25 Febbraio

XIII Pechino

Cina

Vancouver

2022

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Medagliere marchigiano

Giochi Paralimpici

Nome

Oro Argento Bronzo

Totale

3 3

8

14

Giovanni LOIACONO (Atletica Leggera)

1

1

2

4

Roberto GALLUCCI (Goalball)

1

-

-

1

Assunta LEGNANTE (Atletica Leggera)

1

-

-

1

Sauro NICOLINI (Nuoto)

-

1

2

3

Giorgio FARRONI (Ciclismo)

-

1

1 2

Andrea CIONNA (Atletica Leggera)

-

-

2

2

Antonio MARTELLA (Tio a Segno)

-

-

1

1

•Tutte le medaglie sono state conquistate a livello individuale •In verde sono elencati i risultati ottenuti ai Giochi Paralimpici di Londra 2012.

Andrea Cionna alla maratona di Londra

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Assunta Legnante Napoli, 14/05/1978

Atletica Leggera – Lanci Atene 2004 - Qualificata, ma non ammessa (Giochi Olimpici) Pechino 2008 - 19° classificata Getto del Peso (Giochi Olimpici) Londra 2012 - 8° classificata nel Lancio del Disco Londra 2012 - Oro nel Getto del Peso

È nata a Napoli, il 14 maggio 1978 e dopo un periodo trascorso a Frattamaggiore (Na), oggi vive nelle Marche, a Potenza Picena, e gareggia per l’AS Anthropos Civitanova Marche del presidente, Nelio Piermattei. Assunta Legnante è l’unica atleta ad aver partecipato ai Giochi Olimpici e Paralimpici, avendo fra l’altro vinto l’oro a Londra 2012, nel getto del peso. Assunta, 189 cm. per 122 kg, è soprannominata “Cannoncino” per la forza esplosiva delle sue braccia ed ha alle spalle una sfolgorante carriera: argento agli Europei Indoor 2002, 5° posto agli Europei di Goteborg (2006), campionessa europea indoor nel getto del peso (Birmingham 2007), primatista italiana assoluta indoor con m. 19,20 (Genova, Febbraio 2002), attualmente è detentrice del primato mondiale paralimpico di categoria con m. 17,32, primatista europea nel lancio del disco con m. 35,48 e primatista italiana nel tiro del giavellotto con m. 33,35.

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La simpaticissima atleta campana è “naturalizzata marchigiana”, già da quando si è preparata per i Giochi di Londra allenandosi con l’ex CT azzurro, il prof. Nicola Silvaggi ad Ascoli. Prima della perdita dell’uso della vista (per un glaucoma congenito presente fin dalla nascita) era stata capitana della Nazionale italiana ai Mondiali di Osaka 2007, dove non riuscì a qualificarsi per la finale per un solo centimetro. Prima ancora, la bella storia di Assunta aveva conosciuto qualche brutto momento, superato con molta fatica. Nel 2004, in particolare. Quando per una vicenda dalle amarezze forse mai del tutto sopite, nonostante avesse ottenuto la qualificazione ai Giochi Olimpici di Atene 2004, il CONI non le riconobbe l’idoneità fisica “per un innalzamento della pressione oculare” e le impedì di partecipare. Ciò nonostante, Assunta riuscì – quattro anni più tardi – a qualificarsi per i Giochi di Pechino 2008, dai quali però venne eliminata in qualificazione dopo il 17,76 che le valse solo il 19° posto. Per il suo carattere battagliero, quello fu un fallimento e meditò il ritiro. Appuntamento rinviato, perché l’anno dopo torna a superare i 18 metri, che la qualificano per gli Europei di Torino. Sempre nel 2009, conquista l’argento ai Giochi del Mediterraneo di Pescara. A fine anno decide di concludere definitivamente la carriera per l'aggravarsi dei problemi visivi, che già tempo prima le avevano fatto rischiare l'inidoneità. Tre anni dopo (11 maggio 2012), agli Assoluti paralimpici batte il record del mondo nel getto del peso (cat. F11) abbattendo il vecchio record di 11,84, per ben due volte, con due straordinari lanci di 13,24 e 13,27 metri e si qualifica per le Paralimpiadi di Londra 2012. Ai Giochi di Londra è ottava nel lancio del disco con m. 30,81 e vince l'oro nel getto del peso, stabilendo il primato mondiale con 16,74 m. Nel 2013 è campionessa mondiale nel getto del peso F11 e fissa il nuovo record del mondo a 16,79 m. Nel 2014, dopo il personale nel disco con m. 35,48, supera per la prima volta dopo 5 anni i 17 metri, ottenendo un 17,09, misura che la pone intorno alla cinquantesima posizione mondiale tra le normodotate. Il 6 luglio, a Padova, riesce a migliorare ulteriormente il suo record mondiale paralimpico, portandolo a 17,32 metri. Di recente, dopo essersi sottoposta ad un intervento chirurgico alla schiena, ha ripreso la preparazione puntando dritto su Rio, dove “Cannoncino” vuole sorprendere ancora!

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Giorgio Farroni Fabriano (An), 28/09/1976

Ciclismo CIP Sydney 2000 - 9° cl. Corsa su strada Sydney 2000 - 10° cl. Cronometro Pechino 2008 - Bronzo Corsa su strada CP1/CP2 Pechino 2008 - 6° cl. Cronometro CP1/CP2 Londra 2012 - Argento Gara su strada T1-2

È nato a Fabriano (An) il 28 settembre 1976, ma dalle sue parti in tanti insistono perché l’atleta del Gruppo Sportivo della Forestale si ricordi che lui, in realtà, risiede a Cesi di Attiggio, con la moglie Wandee ed i suoi vivacissimi figli Francesco e Cesare. Ai Giochi di Londra ha partecipato alla sua terza edizione – non consecutiva – delle Paralimpiadi, e questo per certi versi lo gratifica ancora di più, perché aver preso parte alla competizione più importante nella vita di qualsiasi atleta, nell’arco di 12 anni, significa aver dato il meglio di se in un tempo prolungato e aver condotto una vita sportiva sempre al top! La disabilità? A causa di una crisi di parto della madre che provocò un mancato afflusso di ossigeno al cervello del piccolo. Fin dalla nascita, Giorgio è affetto da un’emiplegia alla parte destra del corpo, che non riesce a controllare. Dopo aver tentato con fisioterapie e riabilitazione di recuperare quanto possibile la parte del corpo lesa, riesce a garantirsi di poter praticare diversi sport. All’inizio il calcio, poi pallacanestro, volley e bicicletta. E’ a 14 anni che, dopo aver subìto tre interventi chirurgici di denervazione alla mano e al braccio destro, spinto dalla passione, inizia l’attività agonistica, dapprima in mountain bike. Dopo aver partecipato ad una serie di gare amatoriali col GS MTB di Fabriano, a 22 anni Giorgio volta pagina. Scende dalla mountain bike per salire su di una bici da corsa e qui gli si apre un mondo. Dopo un solo anno è convocato in Nazionale dal CT Mario Valentini, per partecipare alla sua prima Olimpiade, a Sydney. Sia su strada che a cronometro entra nei Top 10 al mondo, così si guadagna il pass anche per Pechino 2008, dove sale per la prima volta sul terzo gradino del podio nella gara su strada, chiudendo poi al quinto posto la cronometro. Una medaglia olimpica che arriva a cavallo della conquista di ben 22 titoli italiani, in poco più di 10 anni! La performance olimpica gli offre nuovi stimoli e Farroni continua a migliorarsi, fino alla conquista di tre titoli mondiali (Bogogno 2009, strada e cronometro) e Roskilde (Danimarca 2011, corsa su strada). E passano quasi in secondo piano gli argenti che aveva intascato prima, ai mondiali 2010, su strada e a cronometro, a Baie Comeau, in Canada. Nel palmares, anche altri 20 titoli italiani e il record di 1’24” nel chilometro da fermo, prima di ricevere la convocazione per Londra 2012, dove centra il secondo posto e la medaglia d’argento che fa partire la festa alla Indesit Company di Fabriano, dove Giorgio lavora, al Call Center, ormai da 15 anni. L’argento di Giorgio arriva sul finire dei Giochi londinesi, dove chiude la gara

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Mixed T1-2 in 45’24, staccato di soli 7” dal vincitore, il britannico, David Stone (45’17”), ma davanti a David Vondracek (Rep. Ceca), terzo con 48”34. Dopo il bronzo di Pechino e l’argento di Londra, Farroni ha già staccato il biglietto per Rio e ha in testa un’idea meravigliosa… Perché ha scelto il ciclismo e la fatica di allenarsi anche 5-6 ore al giorno, tra bicicletta e piscina? “Perché è uno Sport dove non ti puoi nascondere, se sei in difficoltà devi spingere sui pedali e cavartela da solo. Ti insegna ad affrontare la vita”. Intanto Giorgio è finito in un libro, scritto da sua madre, Clelia Rumachella Farroni: “C’era una volta… il mago” racconta la storia di Giorgio con gli occhi di una mamma: dalle difficoltà della nascita, fino alle vittorie più importanti e più belle. Ma la sua bella storia continua…

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Tutte le curiosità

Da Atene 1896 a Londra 2012 Il primo italiano ai Giochi Olimpici:

Giuseppe Rivabella

Atene 1896

La prima medaglia d’Oro ai Giochi:

conte Gian Giorgio Trissini

Parigi 1900

La prima medaglia d’Argento ai Giochi:

conte Gian Giorgio Trissini

Parigi 1900

La prima medaglia di Bronzo ai Giochi:

Serafino Mazzarocchi

Stoccolma 1912

Il primo portabandiera italiano ai Giochi:

Pietro Bragaglia

Londra 1908

La prima portabandiera italiana ai Giochi:

Miranda Cicognani

Helsinki 1952

La prima portabandiera marchigiana ai Giochi:

Giovanna Trillini

Atlanta 1996

L’ultima portabandiera marchigiana ai Giochi:

Valentina Vezzali

Londra 2012

Primo oro marchigiano ai Giochi:

Serafino Mazzarocchi

Stoccolma 1912

Primo argento marchigiano ai Giochi:

Galliano Rossini – Giovanni Carminucci

Roma 1960

Primo bronzo marchigiano ai Giochi:

Serafino Mazzarocchi

Stoccolma 1912

Primo atleta a giurare ai Giochi:

Victor Boin (Schermidore belga)

Anversa 1920

Prima italiana ai Giochi:

Rosetta Gagliardi (Tennis)

Anversa 1920

Italiano più medagliato in una Olimpiade:

Nedo Nadi (5 ori e un argento)

Anversa 1920

Italiano più medagliato ai Giochi:

Edoardo Mangiarotti (Scherma)

13

Italiana più medagliata ai Giochi invernali:

Stefania Belmondo (Sci di Fondo)

10

Marchigiano più medagliato ai Giochi:

Valentina Vezzali

9 Medaglie

Maggior numero di ori conquistati:

Valentina Vezzali 6

Prima medaglia d’oro femminile:

Valla “Ondina” Trebisonda

Berlino 1936

Primo oro femminile marchigiano:

Giovanna Trillini

Barcellona 1992

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Partecipazione degli Atleti marchigiani ai Giochi Olimpici e Paralimpici 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16. 17. 18. 19. 20. 21. 22. 23. 24. 25. 26. 27. 28. 29. 30. 31. 32. 33. 34. 35. 36.

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Galliano ROSSINI Giovanna TRILLINI Valentina VEZZALI Gastone PIERINI Stefano CERIONI Alessandro CORONA Paolo TOFOLI Samuele PAPI Angelo ROMANI Giovanni CARMINUCCI Pasquale CARMINUCCI Roberto GALLUCCI Antonio MARTELLA Filippo MAGNINI Andrea CIONNA Giorgio FARRONI Adriano FACCHINI Gianfranco PAOLUCCI Gianni DEL BUONO Armando DE VINCENTIIS Ivan BISSON Dino COSTANTINI Susanna BATAZZI Marco MARCHEI Carlo MATTIOLI Juri FAZI Giovanni LO IACONO Annamaria SOLAZZI Daniele CAIMMI Francesca FRANCOLINI Marta GAMBELLA Lucia MORICO Clarissa CLARETTI Emanuele BIRARELLI Serafino MAZZAROCCHI Gianni PATRIGNANI

5 5 5 4 4 4 4 4 3 3 3 3 3 3 3 3 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 2 1 1

1952 - 1956 - 1960 - 1964 - 1968 1992 - 1996 - 2000 - 2004 - 2008 1996 - 2000 - 2004 - 2008 - 2012 1924 - 1928 - 1932 -1936 1984 - 1988 - 1992 - 1996 1992 - 1996 - 2000 - 2004 1992 - 1996 - 2000 - 2004 1996 - 2000 - 2004 - 2012 1952 - 1956 - 1960 1960 - 1964 - 1968 1960 - 1964 - 1968 1988 - 1992 - 1996 (Paralimpici Estivi) 1992 - 1996 - 2008 (Paralimpici Estivi) 2004 - 2008 - 2012 2004 - 2008 - 2012 (Paralimpici Estivi) 2000 - 2008 - 2012 (Paralimpici Estivi) 1956 - 1960 1964 - 1968 1968 - 1972 1972 - 1976 1972 - 1976 1972 - 1988 1976 - 1980 1980 - 1984 1984 - 1988 1984 - 1988 1984 - 1988 (Paralimpici Estivi) 1996 - 2000 1996 - 2000 2000 - 2004 2000 - 2004 2004 - 2008 2004 - 2008 2008 - 2012 1912 1924


37. 38. 39. 40. 41. 42. 43. 44. 45. 46. 47. 48. 49. 50. 51. 52. 53. 54. 55. 56. 57. 58. 59. 60. 61. 62. 63. 64. 65. 66. 67. 68. 69. 70. 71. 72. 73. 74. 75. 76. 77. 78. 79. 80. 81. 82. 83. 84. 85.

Emilio BONFIGLI 1 Enrico PUCCI 1 Emilio PIERSANTELLI 1 Romeo SISTI 1 Francesco PACINI 1 Amedeo BRUNI 1 Adolfo MAZZINI 1 Umberto PITTORI 1 Bruno GIACCONI 1 Livio ISOTTI 1 Carlo VITTORI 1 Amos MATTEUCCI 1 Antonio DE GAETANO 1 Giuseppe TONUCCI 1 Quarto PIANESI 1 Alessandro RIMINUCCI 1 Giulio GIUNTA 1 Primo ZAMPARINI 1 Gianfranco BERTINI 1 Massimo MINERVINI 1 Carlo PASSIATORE 1 Antonio BRUTTI 1 Gaetano CARBONI 1 Damiano LASSANDRO 1 Francesco BUTTERI 1 Luigi MINCHILLO 1 Doriana PIGLIAPOCO 1 Marco TAMBERI 1 Mauro DI BERNARDO 1 Annarita SPARACIARI 1 Claudio PATRIGNANI 1 Vincenzo CECI 1 Carla LASI 1 Walter MAGNIFICO 1 Sauro NICOLINI 1 Giuseppe IACHINI 1 Giorgio CAMPANELLA 1 Andrea MAGI 1 Massimo COSTANTINI 1 Roberto MASCIARELLI 1 Pierpaolo ILLUMINATI 1 Manuela MANNA BOCCHINI 1 Sara PAPI 1 Cristian GIANTOMASSI 1 Marcello TITTARELLI 1 Alessandro ATTENE 1 Andrea RAFFAELLI 1 Massimo AMBROSINI 1 Fabiana FARES 1

1924 1924 1924 1928 1932 1932 1936 1936 1936* 1948 1952 1952 1960 1960 1960 1960 1960 1960 1964 1964 1968 1972 1972 1972 1976 (Invernali) 1976 1976 1980 1980 1980 1984 1984 1984 1984 1984 (Paralimpici Estivi) 1988 1988 1988 1988 1992 1996 1996 1996 1996 1996 2000 2000 2000 2000

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Momenti di gioia da sinistra Arianna Errigo, Stefano Cerioni, Elisa Di Francisca, Giulio Tomassini e Valentina Vezzali Sotto: Julieta Cantaluppi e Paolo Ottavi all'esordio olimpico

86. Edith CIGANA 1 87. Giovanni PANTALEONI 1 88. Laura ZACCHILLI 1 89. Rodolfo ROMBALDONI 1 90. Giorgio MORBIDELLI 1 91. Salvatore BOCCHETTI 1 92. Alessandro PAPARONI 1 93. Filippo Maria BALDASSARRI 1 94. Andrea BARI 1 95. Julieta CANTALUPPI 1 96. Elisa DI FRANCISCA 1 97. Massimo FABBRIZI 1 98. Assunta LEGNANTE 1 99. Paolo OTTAVI 1 100. Michele REGOLO 1 101. Riccardo SCENDONI 1 102. Gianmarco TAMBERI 1 103. Luca MASSACCESI 1 104. Sabrina AGARBATI 1 105. Michele CANDELARI 1 106. Mario GALEAZZI 1 107. Carlo PUTZ 1 108. Annalisa GAMBELLI 1 109. Umberto MAZZINI 1 110. Luca VERDECCHIA 1 111. Michele MAGGIOLI 1

2000 2000 2000 2000 2006 (Invernali) 2008 2008 2012 2012 2012 2012 2012 2012 (Paralimpici Estivi) 2012 2012 2012 (Paralimpici Estivi) 2012 1992 (sport dimostrativo) 1992 (sport dimostrativo) 1924 (ritirato) 1924 (ritirato) 1960 (non in gara) 1988 (non in gara) 1996 (non in gara) 2000 (non in gara) 2008 (non in gara)

Bruno GIACCONI Osimo An, 20/11/1889 - Sondrio 25/02/1957 Tiro a segno, pistola automatica individuale, 25 metri. Recuperiamo la storia del tiratore osimano Medaglia d’argento al Valor Militare e politico italiano. Già Presidente del Consiglio Militare della Reggenza del Carnaro che, dopo aver partecipato al fianco di Gabriele D’Annunzio alla marcia di Ronchi, ai Giochi Olimpici di Berlino si classificò all’11° posto con 28 punti, secondo degli italiani, alle spalle di Walter Boninsegni, 6° con 29 punti e davanti a Michelangelo Borriello, 18° con 23 punti.

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Presentato a Londra il primo volume "le Marche a 5 Cerchi" Falconara Marittina (An), 28 luglio 2012 – Tarda mattinata, il volo della Ryanair in partenza per Londra Stansted è in ritardo. Non c’entra l’efficienza o meno del “Sanzio”, il fatto è che non arriva l’ordine d’imbarco per il semplice motivo che oggi, il giorno dopo l’inaugurazione ufficiale dei Giochi olimpici, è come se di colpo tutti avessero deciso di prendere d’assalto la capitale inglese, e in particolare i suoi aeroporti. I minuti scorrono, ma non si parte. Eppure all’ExCel Exhibition Centre, le azzurre del fioretto sono già in pedana dal mattino. Una, due, tre ore di ritardo, una delle quali si recupererà grazie al fuso orario. Ma basterà per assistere alle semifinali nelle quali il sito dei Giochi annuncia la presenza di Vezzali, Errigo e Di Francisca? Arriveremo in tempo per goderci questo spettacolo tanto meraviglioso? Finalmente si parte. Per noi é la vigilia della presentazione del volume “le Marche a 5 Cerchi” che la Regione Marche ha deciso di proporre domenica 29, alle 11 ora del Big Ben, al “Queen Elizabeth II Conference Center”, sede di Casa Italia, una palazzina di sei piani con una trentina di ampi spazi per eventi, spalmati su sei mila metri quadrati. Quasi due ore e mezzo di volo, poi la corsa in stazione. La delegazione è guidata dall’allora Assessore allo Sport regionale, Paolo Eusebi, ma vi fanno parte anche i dirigenti Sandro Abelardi e Pietro Talarico. Quarantacinque interminabili minuti sullo Stansted Express per raggiungere il centro di Londra e i biglietti per la scherma individuale. Finita qui? Macchè. Servono altri venticinque minuti a bordo di un taxi più grande della corsia che occupiamo. Andiamo così lenti che sembra di stare sul brucomela di Fiabilandia. Lungo il tragitto, sappiamo dalla diretta telefonica che le nostre sono in finale: Elisa per l’oro e Valentina per il bronzo. Quando ci presentiamo al controllo dell’ExCel, lasciando passare borse, cinture e quant’altro al metaldetector, "Vale" ha già fatto il miracolo, mentre “Eli” è sotto 8-11 con la Errigo, dopo essere partita in vantaggio. Cosa succede dopo lo sanno tutti. Cosa successe a noi, in molti meno. Presi dall’euforia per il bis di medaglie, in due ci lanciamo di corsa verso gli spogliatoi. Un’addetta della security prova a fermarci, ma le spieghiamo che siamo il papà e lo zio della neo campionessa olimpica e lei ricambia il nostro sorriso con il suo e con un “only few minutes!”. Sì solo pochi minuti, intanto siamo dentro e spostando una voluminosa tenda nera finiamo addirittura all’interno del campo gara. Ci scoprono un paio di addetti alla security che ci puntano minacciosi, ma proprio mentre stanno per raggiungerci incrociamo e abbracciamo Stefano Cerioni, letteralmente al settimo cielo, appena dopo la fantastica tripletta azzurra. Pericolo cacciata scampato! Finalmente raggiungiamo gli spogliatoi e, ironia della sorte, il primo che incontriamo è Giacomo Di Francisca, il papà vero di Elisa. La festa può cominciare.

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Queen Elizabeth II Conference Center La sede di Casa Italia a Londra

Un momento della presentazione del primo volume "le Marche a 5 cerchi" a Londra curata da Andrea Carloni. Sul tavolo, fra i dirigenti della Regione Marche Sandro Abelardi e Pietro Talarico l'Assessore allo Sport Paolo Eusebi

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Le beachers Greta Cicolari e Marta Menegatti con il loro tecnico Lissandro Carvalho

Vinto e festeggiato allo stand della Regione Marche: il primo oro azzurro ai giochi di Londra firmato da Michele Frangilli, Marco Galiazzo e Mauro Nespoli nel tiro con l’arco a squadre

E continuerà, più tardi a Casa Italia, dove tutto lo staff azzurro celebra in un colpo solo l’oro a squadre del tiro con l’arco (Galiazzo, Frangilli e Nespoli) e il podio tutto italiano del fioretto femminile. Ci resteremo giusto una giornata, ma siamo primi nel medagliere, quando col petto gonfio presentiamo “Le Marche a 5 Cerchi” e le bellezze delle nostre terre all’ultimo piano di Casa Italia. “Crediamo nello Sport come veicolo di promozione turistica, noi abbiamo l’Italia in una regione”, e ancora “Dal 1984, in tutti i Giochi Estivi, almeno un atleta marchigiano è sempre salito sul gradino più alto del podio”. E la stoccata finale: “Jesi è la città che ha avuto quattro campioni olimpici e due portabandiera e mentre l’Italia è con Gran Bretagna, Francia e Svizzera uno dei quattro Paesi sempre presenti ai Giochi, il Club Scherma Jesi è il più titolato al mondo”. Succede così, che tra una slide ed un messaggio multimediale, il nostro libro finisce nelle mani di tanti addetti ai lavori di Sky, Rai, Mediaset e La7, che hanno il loro quartier generale un paio di piani più sotto. Sfogliano il libro e assaggiano i prodotti marchigiani: olive all’ascolana, ciauscolo, formaggi di fossa e altre prelibatezze. E i vini? Ne vogliamo parlare? Intanto lo stand che la Regione Marche condivide con l’Umbria (a poche decine di metri dalle esposizioni di aziende marchigiane: Loccioni Group di Angeli di Rosora (tecnologie e sistemi di controllo) e IFI di Tavullia (macchine per la produzione del gelato artigianale) comincia ad essere mèta degli atleti anche non marchigiani. Il bello è anche questo: una foto con le medaglie, il volume da sfogliare, le Marche da scoprire. Tutto questo al “Queen Elizabeth II Conference Center”, attigua ai simboli della City, il Big Ben, l’Abbazia di Westminster e la grande ruota panoramica del London Eye, inaugurata da sua Maestà la Regina nel 1986. E’ qui che il nostro Giovanni Allevi (come pure i vari Grignani, J-Ax, Cevoli, Francesco Renga, Fabrizio Fontana e tanti altri) si esibiscono nelle varie serate, mentre in una trentina di megaschermi vengono continuamente rilanciate le immagini in diretta e in registrata delle gare del giorno. Che giorno, quel 28 luglio 2012! Con le altre bandiere, all’ingresso di Casa Italia nel bel mezzo della City, idealmente ha sventolato la bandiera delle Marche, quella col Picchio al centro (simbolo totemico dei Piceni), gente determinata, la nostra. Impegno e determinazione, si vince così. Andrera Carloni Presentazioni “Le Marche a 5 Cerchi” - Volume 1 10 Dicembre 2011 - Recanati (Mc) - Teatro “Giuseppe Persiani” 15 Marzo 2012 - Jesi (An) - Palazzo dei Convegni 27 Marzo 2012 - Osimo (An) - Teatro “Campana” 05 Aprile 2012 - Pesaro - Palazzo Ducale, Sala “Laurana” 19 Aprile 2012 - Pollenza (Mc) - Parco Hotel (Panathlon Club Mc) 24 Aprile 2012 - Fermo - Centro Congressi “San Martino” 08 Maggio 2012- San Benedetto del Tronto (Ap) - Sala Consiliare 18 Maggio 2012 - Macerata - Galleria del Commercio 13 Luglio 2012 - Portonovo (An) - Hotel Fortino Napoleonico (Panathlon Club An) 21 Luglio 2012 - Ancona - Sala mostre Rettorato UNIVPM 28 Luglio 2012 - Londra - Queen Elizabeth II Conference Center

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