Le Marche a 5 Cerchi - Volume 3 - Rio 2016 - PyeongChang 2018

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Per la realizzazione de “le Marche a 5 Cerchi - Volume III: Rio 2016 - PyeongChang 2018” si ringraziano: Archivi statistici e fotografici del CONI e del CIP Federazioni Sportive Italiane delle discipline Olimpiche e Paralimpiche Danilo Di Tommaso, Direttore della Comunicazione CONI Claudio Mele, CONI Comunicazione Ufficio Stampa C.I.P. Marche Ufficio Stampa A.S. Volley Lube Ufficio Stampa Regione Marche Mezzelani – GMT Simone Ferraro – GMT Pasquale Carbone – GMT Ansafoto

Edizione limitata, senza fini di lucro Grafica Studio GIO.COM - Ancona Nessuna parte di questo libro può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma con qualsiasi mezzo elettronico, meccanico o altro senza l’autorizzazione scritta dei proprietari dei diritti e degli autori © Andrea Carloni, CONI Marche Tutti i diritti riservati Finito di stampare Giugno 2021


Andrea Carloni



Indice Prefazione 6 Saluti G. Malagò – F. Acquaroli – F. Luna – G. Latini

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Rio 2016 - XXXI Giochi Olimpici Estivi

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I risultati dei marchigiani Olimpici

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Elisa Di Francisca – Io proprio io vi racconto Rio

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Emanuele Birarelli – Io proprio io vi racconto Rio

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Osmany Juantorena – Io proprio io vi racconto Rio

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Francesca Pomeri – Io proprio io vi racconto Rio

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I Tecnici a Rio

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Sanitari, Preparatori e Assistenti in Brasile

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Gianmarco Tamberi – Io proprio io vi racconto Rio

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Partecipazione dei marchigiani ai Giochi

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Saluti L. Pancalli – L. Savoiardi

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Rio 2016 - XXXI Giochi Paralimpici Estivi

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I risultati dei marchigiani Paralimpici

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Assunta Legnante – Io proprio io vi racconto Rio

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PyeongChang 2018 – XXIII Giochi Olimpici Invernali

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Road to Tokyo 2020- I Giochi in TV

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Il Calendario delle XVI Paralimpiadi

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Trofeo CONI Kinder + 2017 sognando i 5 Cerchi

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Prefazione

Non le avevano fermate neppure le guerre, tranne quelle più Grandi. Anzi, prima del 2020 erano stati più i conflitti fermati o sospesi dalle Olimpiadi che il contrario. Non sono stati pochi coloro che - non del tutto a torto - hanno paragonato la più grande epidemia della storia contemporanea ad una guerra. Si pensi e si ricordi che l’ormai tristemente famoso virus 2019-nCoV, ha pure cambiato nome e spesso varianti - facendosi poi chiamare SARS-CoV-2 - pur di non farsi scoprire, riconoscere, intercettare e vincere. Intanto ha minacciato il mondo e costretto i grandi della terra in ginocchio davanti al dilagare della peste e dei suoi drammatici risvolti. Il Covid-19, noto ai più come coronavirus, ci ha strappato una generazione di fenomeni, di italiani forti e tenaci che avevano conosciuto la guerra e rilanciato il Paese, dimostrando capacità di ricostruirlo dalle fondamenta e mai immaginando di potersene andare, spesso senza neanche un saluto di chi stavano lasciando. Per sempre. Quanto dolore è circolato, con il virus, sulle strade deserte del coprifuoco. Potremmo mai dimenticarlo? Pandemia che le Olimpiadi ci hai portato via, sappi però che non la vincerai, specie contro i nostri Campioni dello Sport. Con loro non potrai vincere. Lo hanno dimostrato in questi tre/cinque anni di sospensione vissuta tra i Giochi di Rio 2016 e PyeongChang 2018 e il 2021. Quando anche senza palestre, piscine, campi e pedane da gioco – allenandosi a casa o in giardino - hanno continuato ad inseguire il loro sogno di essere a Tokyo. Prima o poi. Rinviate lo scorso anno, stavolta, nonostante il Giappone preferirebbe evitarle definitivamente (l’80% della popolazione del Sol Levante sarebbe per cancellarle una volta per tutte, nel timore di un acutizzarsi della pandemia), stavolta le Olimpiadi non cambieranno nome (resterà Tokyo 2020), ma si faranno. Con tante limitazioni, ma si faranno. Proprio il rinvio dei Giochi, unito alla sensibilità dell’attuale amministrazione regionale, ci ha consentito di

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non mancare l’appuntamento con “Le Marche a 5 Cerchi” volume III, fortemente voluto dalla Regione Marche, con in testa il presidente Francesco Acquaroli e l’Assessore allo Sport, Giorgia Latini – con l’immancabile sostegno di CONI e CIP Nazionali e Regionali, rappresentati da Giovanni Malagò e Fabio Luna e da Luca Pancalli e Luca Savoiardi che ringrazio anche a nome di tutti coloro che amano lo Sport. Non saranno poche le novità del libro. A cominciare dal fatto che sarà disponibile sui siti di Regione e CONI Marche, perché possa essere fruibile da tutti. Non solo. Perché si è deciso che anche i precedenti due volumi (1896/2010 e 2012/2014), siano resi disponibili on line, perché nulla vada perso della ricostruzione totale della partecipazione dei marchigiani ai Giochi Olimpici, fin dalla loro nascita, al Panathinaikos di Atene, 125 anni fa. Un’altra novità, visto che siamo ormai a ridosso dell’appuntamento con i Giochi Olimpici del 23 luglio e dei Paralimpici dal 24 Agosto, è rappresentata dal fatto che proporremo il calendario degli orari di tutti gli Sport in programma a Tokyo. Così “Le Marche a 5 Cerchi” potrà diventare un utile “assistente di volo” – soprattutto notturno, per ragioni di fuso orario – alla scoperta del più bello spettacolo sportivo del mondo, che si potrà ammirare solo da lontano, come succede per le stelle più luminose. Ma la novità più novità di tutte sarà un’altra. Per tanto tempo ho pensato al modo migliore per riannodare i fili con i primi due volumi, separati da cinque lunghi anni. Credo e spero di averlo trovato nel chiedere ai nostri “medagliati” di Rio 2016, Assunta Legnante, Elisa Di Francisca, Emanuele Birarelli, Osmany Juantorena (capitano della Lube Civitanova) e Francesca Pomeri, che fossero loro a raccontarsi alle Olimpiadi brasiliane. Ho pensato di farlo anche con Gianmarco Tamberi, perché “Gimbo” saltò non dentro ma sopra i Giochi di Rio, limitandosi a commentarli in tivù, dopo il drammatico infortunio alla Golden League di Montecarlo, solo qualche settimana prima. Hanno accettato tutti, riavvolgendo il nastro dei ricordi, ognuno a modo suo.


Per l’impegno che ci hanno messo, voglio ringraziarli anche pubblicamente. Visto che il racconto è incentrato sugli esiti delle gare in Brasile, e che dunque è necessario rinfrescarsi la memoria, in che modo li abbiamo mandate in archivio per le Marche? Diciamolo subito, tra luci e ombre. Un po’ bene un po’ male. Per la prima volta dal 1984 (Los Angeles), dopo 8 edizioni consecutive e 32 anni, stavolta niente marchigiani sul gradino più alto del podio: il primo fu Stefano Cerioni, l’ultima è stata la sua ex allieva, Elisa Di Francisca (2012). Proprio lei, che dopo il rinvio dei Giochi ha appoggiato il fioretto al chiodo, quando era già qualificata per Tokyo 2020, decidendo che il richiamo di sentirsi nuovamente mamma fosse più forte di quello di partecipare alla sua terza Olimpiade in carriera. Dalla patria del Samba, sono arrivati quattro argenti agli Olimpici, una sola medaglia – ma tutta d’oro – ai Paralimpici, targata Assunta Legnante, capace di regalare il bis nel getto del peso, dopo Londra 2012. Non possiamo però dimenticare gli ottimi piazzamenti e le partecipazioni di Massimo Fabbrizi, Simone Ruffini, Filippo Magnini e Martina Centofanti, che ha preparato l’assalto ad un podio mancato di un soffio a Fabriano (An), ormai da anni indiscussa capitale italiana della ginnastica ritmica. Prestazioni più che lusinghiere anche dagli altri Paralimpici, nonostante l’indisposizione che ha frenato il ciclista fabrianese, già tre volte campione mondiale, Giorgio Farroni, lasciandolo vicino al podio. Cercare di entrare nella finale dei 400 metri era invece l’obiettivo di Ruud Lorain Flovany Koutiki (per brevità chiamato Kout…), e così è stato. Una soddisfazione ci è poi arrivata dai Giochi Invernali di PyeongChang 2018, dove un ragazzo di mare, nato a San Benedetto del Tronto (Ap), Riccardo Bugari, ha pattinato forte sul ghiaccio sudcoreano, chiudendo al sesto posto la gara ad inseguimento a squadre. E’ il terzo marchigiano di sempre agli Invernali… Chissà se a Pechino 2022 o Milano/Cortina 2026 si potrà migliorare questo dato?

Nel nostro viaggio a ritroso nel tempo, racconteremo un altro sogno. Quello di oltre tremila ragazzi (fra i 10 e i 14 anni), molti dei quali nostri conterranei, che nel settembre 2017 hanno portato il loro entusiasmo e la loro gioia nelle Marche, partecipando al Trofeo CONI Kinder +, le Olimpiadi italiane giovanili, con l’idea di prendere parte un giorno ai “Giochi veri”, in qualche parte del mondo. Il Volume III conterrà tanto altro, che prima non era stato contemplato. Il primo nel 2011, il secondo nel 2016, ecco il terzo nel 2021; chissà perché, tra uno e l’altro sono sempre trascorsi cinque anni. Cinque come i Cerchi olimpici, cinque come le provincie delle Marche, la Terra dei Campioni. Che ha avuto ed ha due portabandiera, tanti vincitori olimpionici (di cui 4 nella stessa Jesi, An), senza contare i capitani azzurri nel nuoto, nella pallavolo, nell’atletica leggera e tre CT delle Nazionali (Davide Mazzanti, Gianlorenzo Blengini della Lube Civitanova ed Emanuele Fracascia tutti nel volley). Come dite? Di CT ne abbiamo dimenticato uno? Certo, non avrà partecipato alle Olimpiadi, ma solo perché allena una squadra non olimpica di calcio, la Nazionale maggiore. E’ così che si chiama - da sempre - quella guidata da Roberto Mancini da Jesi (An), orgoglio nazionale e marchigiano, specie dopo aver accettato di essere Testimonial della sua terra d’origine, che non ha mai smesso di amare. C’è infine un altro fiore all’occhiello delle Marche, il Sottosegretario di Stato allo Sport che è anche l’atleta olimpionica più vincente di sempre ai Giochi Estivi (Volumi I e II): Valentina Vezzali, nata nel giorno di San Valentino. E se proprio vogliamo dirla tutta, questo evoca un altro asso del nostro sport, che ha fatto la storia di una disciplina non contemplata alle Olimpiadi ma non per questo meno popolare, il motociclismo. Abita a Tavullia (PU) e di cognome fa Rossi. Possiamo o no andare (e ripartire) orgogliosi e fieri di tutto questo? Andrea Carloni

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Giovanni Malagò

Francesco Acquaroli

Presidente CONI

Presidente Regione Marche

Le eccellenze regionali come significativa espressione di un’ambizione che fa dello sport un veicolo di promozione e uno strumento di crescita. La sintesi di questa pubblicazione, diventata ormai una tradizione consolidata, è racchiusa nella magìa olimpica e si declina attraverso le gesta di campioni che hanno rappresentato le Marche ai Giochi, dando lustro all’intero Paese. Un connubio che, nella storia, ha saputo esaltare campioni che hanno contribuito a scrivere pagine indimenticabili dell’epopea sportiva tricolore, entrando di diritto nel pantheon olimpico. La Regione continua a rinnovare una tradizione speciale, all’insegna di protagonisti che rappresentano un esempio per chiunque faccia del nostro movimento uno stile di vita. Rio 2016 e PyeongChang 2018 hanno impreziosito l’infinita galleria di emozioni con il marchio di fabbrica di una terra feconda di talenti. L’argento di Elisa Di Francisca nella scherma, quelli di Francesca Pomeri nella pallanuoto e di Emanuele Birarelli e dell’ormai ‘acquisito’ Osmany Juantorena nella pallavolo, sono i fotogrammi più significativi delle due edizioni dei Giochi, senza dimenticare le partecipazioni di Massimo Fabbrizi nel tiro a volo, di Simone Ruffini nel nuoto di fondo, dell’ex bicampione del mondo, Filippo Magnini, nel nuoto e – infine - di Riccardo Bugari nel pattinaggio di velocità a PyeongChang. Questo affascinante viaggio tra i ricordi a cinque cerchi dedica un doveroso pensiero anche ai tecnici, ai giudici, ai sanitari e a tutte le figure che, a vario titolo, hanno contribuito ai successi azzurri, oltre che a chi – come Martina Centofanti – si è allenata nelle Marche per il grande evento. Menzione speciale per ‘Gimbo’ Tamberi, fermato alla vigilia di Rio solo dal destino che gli ha precluso la possibilità di gareggiare in Brasile ma non gli impedirà di ‘volare’ verso un altro traguardo olimpico. Per continuare a vivere e a scrivere una favola infinita. Che legherà per sempre le Marche allo sport.

Quel 24 marzo 2020 siamo stati tutti più consapevoli di vivere una fase storica inusitata anche per la notizia del rinvio - per la prima volta nella storia - della XXXII edizione delle Olimpiadi ad un anno dispari, il 2021 e così anche per le Paralimpiadi.

Giovanni Malagò

Francesco Acquaroli

Ed allora oggi salutiamo con gioia e autentica soddisfazione la riedizione di “Le Marche a 5 Cerchi”, la terza, come segno tangibile di speranza e di rinascita dopo un anno di assenza. Un’opera di letteratura sportiva che sta diventando l’enciclopedia olimpica dello Sport marchigiano, quello con la esse maiuscola e che vanta un medagliere di tutto rispetto, a conferma di una forte tradizione radicata e capillare. Non sarò il primo a voler sottolineare che una regione così piccola è stata ed è feconda di enormi talenti dello Sport, di olimpionici che hanno portato in alto il nome dell’Italia e delle Marche e che ci hanno fatto sentire fieri della nostra terra e dei nostri valori. Valori che ancor più in questa fase dobbiamo veicolare e mantenere vivi, perché, al di là della dimensione ludica, della funzione primaria per la salute e il benessere psicofisico, lo Sport è cultura, è coesione sociale, è solidarietà e partecipazione, è diffusore universale di positività. La Regione Marche punta dunque anche sullo Sport per restituire in Italia e all’estero l'immagine di una terra che vuole guardare al futuro con determinazione, capace di rialzarsi dalle difficoltà, proprio come accade ai veri campioni. Un augurio di cuore, a nome della comunità marchigiana, va quindi alle nostre atlete, ai nostri atleti e ai loro tecnici che saranno impegnati nelle prossime Olimpiadi e nelle Paralimpiadi di Tokyo.

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La portabandiera azzurra a Rio 2016, Federica Pellegrini 10


Fabio Luna

Giorgia Latini

Presidente CONI Marche

Assessore allo Sport Regione Marche

Nato come una vera e propria sfida ed un impegno ambizioso, a dieci anni dal primo volume, “Le Marche a 5 Cerchi” è divenuto una vera collana sulla storia olimpica della regione, il cui aggiornamento è ormai atteso e irrinunciabile. Lo è per il CONI, per il quale i libri curati da Andrea Carloni ricostruiscono e custodiscono la memoria e l’identità sportiva delle Marche, da sempre terra di campioni e sempre protagoniste nella storia delle Olimpiadi. Lo è per gli appassionati di sport che possono ritrovare in questi volumi, informazioni, curiosità e le immagini più belle dei successi olimpici dei nostri atleti. Grazie all’impegno economico della Regione che ha creduto nell’opera, ecco arrivare il terzo annale, che riparte da dove il secondo si era concluso. Con il primo libro si era ricostruita per la prima volta l’intera storia dell’impegno olimpico marchigiano. Numeri, date, biografie ed emozioni, emersi grazie al lavoro di ricerca dell’autore e raccolti in un’opera completa, facilmente consultabile e che mette nero su bianco quanto le Marche hanno dato allo sport italiano e mondiale. E quanto continuano a dare. Ce lo ha detto il secondo libro, dopo Londra 2012 e Sochi 2014. Ce lo dice questo volume che fissa indelebilmente le imprese dei nostri atleti, olimpici e paralimpici a Rio e Pyeongchang 2018: le medaglie conquistate, i risultati ottenuti. Un libro, quest’ultimo, che si arricchisce del racconto di uno degli appuntamenti memorabili della storia del CONI Marche: il Trofeo CONI Kinder + Sport, vera e propria mini Olimpiade svolta a Senigallia ed in altre 11 località della regione nel 2017. Insomma, la storia gloriosa dello sport olimpico marchigiano prosegue, e siamo certi che Andrea Carloni sia già pronto a scrivere il prossimo capitolo con i Giochi di Tokyo, i primi della storia ad essere slittati a causa della pandemia ed ai quali, ci auguriamo, i nostri atleti sapranno farsi valere come sempre.

Per apprezzare appieno il valore profondo dello Sport bisognerebbe soffermarsi a pensare come sarebbe il mondo senza. E purtroppo negli ultimi tempi abbiamo dovuto affrontare questo pensiero. Sarebbe un mondo senza colori, con meno gioie e passioni da condividere, insomma più povero di conforti per lo spirito che invece abbiamo imparato bene a considerare indispensabili. Ecco, “Le Marche a Cinque Cerchi” ci invita anche e soprattutto a questo: ad apprezzare compiutamente quanto patrimonio etico nonostante tutto ci tramanda lo Sport. Per questo abbiamo voluto che diventasse oltre che un prezioso strumento cartaceo anche un libro che i giovani possano sfogliare attraverso la rete informatica e che sarà consultabile dal sito della Regione Marche. Per una diffusione e condivisione dei valori della solidarietà, della lealtà, del rispetto della persona e delle regole, che sono i principi fondanti di ogni società sana, e sono straordinari strumenti per costruire competenze trasferibili in altri contesti di vita. Gli studi dimostrano, infatti, come le competenze acquisite in ambito sportivo siano trasferibili efficacemente in altri contesti culturali sin dalla primissima infanzia. Come assessore alla Cultura, all’Istruzione e allo Sport ho potuto rendermi ben conto di quanto quest’ultimo diventi cerniera indispensabile per le altre materie, quanto la trasversalità dello Sport sia fondamentale nell’ottica educativa e nella valorizzazione della creatività. Dunque lo sport insegna. Questa è una verità che chiunque abbia praticato almeno una disciplina sportiva può testimoniare. Educazione e sport formano un connubio inscindibile. Lo sport aiuta a superare limiti e per questo affidiamo a questo volume anche la capacità di testimoniarlo e di tramandare esempi positivi, per crescere tutti insieme e armoniosamente come collettività.

Fabio Luna

Giorgia Latini

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Giochi Olimpici Estivi Rio 2016 13


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2016 Rio de Janeiro XXXI Olimpiade

Durata: Periodo di svolgimento: Luoghi ospitanti:

Altre città candidate: Presidente C.O.L.: Dichiarazione d’apertura: Giuramento dell’atleta:

dal 5 Agosto al 21 Agosto 2016 Zona Barra - Arena Olímpica do Rio (Ginnastica Artistica e Ritmica); Centro Aquático Maria Lenk (Tuffi e Nuoto sincronizzato); Centro Olímpico de Tênis (Tennis); Estádio Aquático Olímpico (Nuoto e Pallanuoto); Arena Carioca 1 (Pallacanestro); Arena Carioca 2 (Judo e Lotta); Arena Carioca 3 (Scherma e Taekwondo); Arena do Futuro (Pallamano); Velódromo Municipal do Rio (Ciclismo su pista); Pontal (Atletica e Ciclismo su strada); Riocentro (Badminton, Pugilato, Sollevamento pesi e Tennistavolo); Campo Olímpico de Golfe (Golf). Zona Deoro - Arena da Juventude (Pallacanestro e Pentathlon moderno) (scherma). Estádio de Deodoro (Rugby e Pentathlon moderno, equitazione ed evento combinato); Centro Aquático de Deodoro (Pentathlon moderno, nuoto); Centro Nacional de Hipismo (Equitazione); Centro Nacional de Hóquei (Hockey su prato); Centro Nacional de Tiro (Tiro a segno/ volo); Centro Olímpico de BMX (BMX); Estádio de Canoagem Slalom (Canoa slalom); Centro de Mountain Bike (Ciclismo, mountain bike). Zona Maracanà - Estádio Olímpico João Havelange (Atletica e Calcio); Sambodromo di Rio de Janeiro (Tiro con l'arco, Atletica maratona); Maracanà (Cerimonie apertura e chiusura, Calcio finali); Ginásio do Maracanãzinho (Pallavolo). Zona Copacabana - Estádio de Copacabana (Beach Volley); Forte di Copacabana (Nuoto maratona e Triathlon); Laguna Rodrigo de Freitas (Canoa velocità e Canottaggio); Marina da Glória (Vela). Zona extra urbana Rio – Itaipava Arena Fonte Nova (Calcio); Estadio Nacional Manè Garrincha (Calcio), Mineirao (Calcio), Arena Corinthians (Calcio), Arena da Amazônia (Calcio). Doha, Baku, Praga, Chicago, Madrid e Tokyo. Carlos Arthur Nuzman Michel Temer (Presidente ad interim Brasile) Robert Scheidt (BRA, Maratona)

Altri giuramenti:

Martinho Nobre dos Santos (Giudici) – Adriana Santos (Tecnici)

Presidente C.I.O.:

Thomas Bach (GER, 29/12/53)

Presidente C.O.N.I.: Presidente C.O.N.I. Marche: 16

17 giorni

Giovanni Malagò (13/03/59) Germano Peschini (31/05/45)


Membri italiani del CIO:

Franco Carraro (06/12/39), Mario Pescante (07/07/38), Ottavio Cinquanta (15/08/38), Ivo Ferriani (05/03/60) e Manuela Di Centa (membro onorario, 31/01/63)

Portabandiera italiani:

Federica Pellegrini (Nuoto) in apertura; Daniele Lupo (Beach Volley) in chiusura

Capo delegazione italiano: Rappresentative presenti:

Carlo Mornati (Lecco 16/03/82) – Segretario Generale del CONI Afghanistan (3), Albania (6), Algeria (64), Andorra (5), Angola (25), Arabia Saudita (12), Argentina (213), Armenia (33), Aruba (7), Antigua e Barbuda (9), Atleti Olimpici Indipendenti (9), Atleti Olimpici Rifugiati (10), Australia (419), Austria (71), Azerbaigian (56), Bahamas (28), Bahrain (35), Bangladesh (7), Barbados (12), Belgio (108), Belize (3), Benin (6), Bermuda (8), Bhutan (2), Bielorussia (124), Birmania (7), Bolivia (12), Bosnia-Erzegovina (11), Botswana (12), Brasile (465), Brunei (1), Bulgaria (51), Burkina Faso (5), Burundi (9), Cambogia (6), Camerun (24), Canada (314), Capo Verde (5), Ciad (2), Cile (42), Cina (412), Cina Taipei (60), Cipro (16), Colombia (148), Comore (4), Corea del Nord (35), Corea del Sud (204), Costa d’Avorio (12), Costa Rica (10), Croazia (87), Cuba (120), Danimarca (121), Dominica (2), Ecuador (38), Egitto (120), El Salvador (8), Emirati Arabi Uniti (13), Eritrea (12), Estonia (45), Etiopia (35), Fiji (51), Filippine (13), Finlandia (56), Francia (395), Gabon (6), Gambia (4), Georgia (40), Germania (425), Ghana (14), Giamaica (62), Giappone (333), Gibuti (7), Giordania (8), Gran Bretagna (366), Grecia (95), Grenada (6), Guam (5), Guatemala (21), Guinea (5), Guinea Bissau (5), Guinea Equatoriale (2), Guyana (6), Haiti (10), Honduras (26), Hong Kong (38), India (124), Indonesia (28), Iran (64), Iraq (23), Irlanda (77), Islanda (8), Isole Cayman (5), Isole Cook (9), Isole Marshall (5), Isole Salomone (3), Isole Vergini Americane (7), Isole Vergini Britanniche (4), Israele (48), ITALIA (314, 170 uomini – 144 donne), Kazakistan (104), Kenya (89), Kirghizistan (19), Kiribati (3), Kosovo (8), Kuwait (9), Laos (6), Lesotho (8), Lettonia (34), Libano (9), Liberia (2), Libia (7), Liechtenstein (3), Lituania (67), Lussemburgo (10), Macedonia (6), Madagascar (6), Malawi (5), Maldive (4), Malesia (32), Mali (6), Malta (7), Marocco (51), Mauritania (2), Mauritius (12), Messico (125), Micronesia (5), Moldavia (23), Mongolia (43), Montenegro (34), Mozambico (6), Namibia (10), Nauru (2), Nepal (7), Nicaragua (5), Niger (6), Nigeria (75), Norvegia (62), Nuova Zelanda (199), Oman (4), Paesi Bassi (242), Pakistan (7), Palau (5), Palestina (6), Panama (10), Papua Nuova Guinea (8), Paraguay (11), Perù (29), Polonia (243), Portogallo (92), Porto Rico (42), Principato di Monaco (3), Qatar (38), Repubblica Ceca (105), Repubblica Centrafricana (6), Repubblica del Congo (10), Repubblica Democratica del Congo (4), Repubblica Dominicana (29), Romania (97), Ruanda (8), Russia (271), Saint Kitts e Nevis (7), Saint Vincent e Grenadine (4), Samoa (8), Samoa Americane (4), San Marino (5), Santa Lucia (5), Sao Tomé e Principe (3), Senegal (22), Serbia (104), Seychelles (10), Sierra Leone (4), Singapore (25), Siria (7), Slovacchia (51), Slovenia (61), Somalia (2), Spagna (306), Sri Lanka (9), Stati Uniti d’America (554), Sudafrica (137), Sudan (6), Sudan del Sud (3), Suriname (6), Svezia (152), Svizzera (104), Swaziland (2), Tagikistan (7), Tanzania (7), Thailandia (54), Timor Est (3), Togo (5), Tonga (7), Trinidad e Tobago (32), Tunisia (61), Turchia (103),

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Turkmenistan (9), Tuvalu (1), Ucraina (203), Uganda (21), Ungheria (160), Uruguay (17), Uzbekistan (70), Vanuatu (4), Venezuela (87), Vietnam (23), Yemen (4), Zambia (7), Zimbabwe (31).

Atleti uomini in gara

6.213

Atlete donne in gara

5.090

Atleti marchigiani in gara

Martina CENTOFANTI (Roma - 19/05/98) – Ginnastica Ritmica Fabriano, concorso a Squadre; Filippo MAGNINI (Pesaro - Pu 02/02/82) – Nuoto, m. 100 sl; Simone RUFFINI (Tolentino - Mc 07/12/89) Nuoto di fondo (Maratona 10 km.); Francesca POMERI (Osimo - An 18/02/93) - Pallanuoto, centro vasca; Emanuele BIRARELLI (Senigallia - An 08/02/81) - Pallavolo, centrale; Osmany JUANTORENA (Santiago di Cuba - 12/08/85) Pallavolo Lube Civitanova, Schiacciatore); Massimo FABBRIZI (San Benedetto del Tronto – Ap 27/08/77), Tiro a volo, Trap (Fossa olimpica); Elisa DI FRANCISCA (Jesi - An 13/12/82) – Scherma, fioretto individuale.

Tecnici marchigiani

Stefano CERIONI (Madrid - Spa 24/01/64) – Scherma, CT Nazionale Fioretto Russia; Gianlorenzo BLENGINI (Torino - 29/12/71) – CT Pallavolo Maschile (Lube Volley); Giovanna TRILLINI (Jesi An – 17/05/70) Scherma, Fioretto femminile.

Sanitari marchigiani

Piero BENELLI (Pesaro - Pu 12/10/55) - Pallavolo maschile, medico; Annalisa COLTORTI (Jesi - An 16/02/63) - Preparatrice atletica Scherma; Stefano VANDINI (Piobbico - Pu 19/06/70) – Scherma, massofisioterapista; Matteo CARANCINI (Macerata 06/04/82) – Pallavolo, scoutman squadra maschile.

Opinionista RAI

Gianmarco TAMBERI (Civitanova Marche – Mc 01/06/92) - Atletica leggera, salto in alto, assente per infortunio.

Assistenza religiosa: Sport in programma:

Gare disputate:

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Don Mario LUSEK (Petritoli – Ap 30/11/1951). Atletica Leggera (47), Badminton (5), Beach Volley (2), Calcio (2), Canoa e Kayak (16), Canottaggio (14), Ciclismo (18), Equitazione (6), Ginnastica artistica (14) e ritmica (2), Golf (2), Hockey su prato (2), Judo (14), Lotta (18), Nuoto (34), Nuoto sincronizzato (2), Pallacanestro (2), Pallamano (2), Pallanuoto (2), Pallavolo (2), Pentathlon moderno (2), Pugilato (13), Rugby a 7 (2), Scherma (10), Sollevamento pesi (15), Taekwondo (8), Tennis (5), Tennistavolo (4), Tiro a segno e a volo (15), Tiro con l’arco (4), Trampolino elastico (2), Triathlon (2), Tuffi (8), Vela (10). 306 (161 maschili, 136 femminili e 9 miste).


Come detto, in Brasile l’Italia ha schierato 314 atleti gara. Il medagliere tricolore conta in tutto 28 allori: 8 ori, 12 argenti e 8 bronzi. Vince due medaglie d’oro Niccolò Campriani (Tiro a segno, carabina 50 metri 3 posizioni e Carabina 10 mt); vincono l’oro anche: Elia Viviani (Ciclismo su pista, Omnium), Gregorio Paltrineri (1500 stile libero), Gabriele Rossetti (Skeet maschile), Diana Bacosi (Skeet femminile), Daniele Garozzo (Fioretto maschile), Fabio Basile (Judo). Ecco i vincitori delle 12 medaglie conquistate dagli azzurri: Rachele Bruni (Nuoto, 10 km fondo), ELISA DI FRANCISCA (Fioretto femminile), Enrico Garozzo, Paolo Pizzo, Marco Fichera e Andrea Santarelli (Spada maschile a squadre), Rossella Fiamingo (Spada femminile), Marco Innocenti (Double trap), Giovanni Pellielo (Tiro a volo), Chiara Cainero (Skeet femminile), Odette Giuffrida (Judo), Tania Cagnotto e Francesca Dallapè (Tuffi), Daniele Lupo e Fabio Nicolai (Beach volley), Pallanuoto femminile (FRANCESCA POMERI), Pallavolo maschile (EMANUELE BIRARELLI e OSMANY JUANTORENA). Questi gli 8 bronzi ottenuti dagli atleti italiani: Tania Cagnotto (Tuffi, trampolino 3 metri), Gabriele Detti (400 e 1500 stile libero), Giuseppe Vicino, Matteo Lodo, Matteo Castaldo e Domenico Montrone (Canottaggio, 4 senza), Giovanni Abbagnale e Marco Di Costanzo (Canottaggio, 2 senza), Elisa Longo Borghini (Ciclismo su strada), Pallanuoto maschile, Frank Chamizo Marquez (Lotta libera cat. 65 kg).

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Nuoto, Pallanuoto, Pallavolo, Ritmica, Scherma e Tiro a Volo

Quattro argenti, tre podi sfiorati… stavolta per la nostra spedizione non c’è il gradino più alto Filippo MAGNINI (Pesaro 02/02/82) – Nuoto, m. 100 sl.. Ripensando ai suoi due titoli mondiali (2005 e 2007) e ai 17 titoli europei vinti, non si spiega perché “Re Magno” non abbia mai avuto fortuna ai Giochi Olimpici. Dopo il 5° posto sui 100 stile e il bronzo ad Atene 2004 nella staffetta 4x200, anche alla sua quarta presenza ha dovuto ingoiare bocconi amari; per l’eliminazione in batteria (37° con un 49”40 lontanissimo dai suoi standard) sui 100 stile e per non aver potuto dare il suo contributo alle staffette 4x100 e 4x200, eliminate col nono tempo ed entrambe fuori dalle finali, dove “Filo” – capitano della nostra Nazionale di nuoto - sarebbe stato schierato. Cosa lo abbia frenato nella gara individuale, per la quale si era preparato con la sua proverbiale incapacità a trascurare alcun dettaglio, è presto detto. L’utilizzo dei costumi gommati, più confacenti a chi nuoti di potenza, invece che di tecnica come Filippo, lo ha certamente penalizzato. Hanno fatto peggio, molto peggio le accuse ricevute di essere avvicinato al doping, per le quali ha subito una lunga squalifica che lo ha minato nell’intimo. Quando poi nel febbraio del 2020 è stato assolto da ogni accusa e riabilitato, era forse ormai tardi per pensare di tornare a nuotare sui suoi tempi. Ma da combattente vero qual è, Magnini “is back”, è tornato a competere con atleti di altre generazioni, ma a fare sempre la sua bella figura. Intanto ha trovato l’amore di Giorgia Palmas e della figlia Mia.

Simone RUFFINI (Tolentino - Mc 07/12/89) - Nuoto di fondo, 10 km.. Al suo esordio in una Olimpiade, l’atleta dell’Esercito che si allena al Circolo Aniene di Roma, sfiora il podio portando a casa un sesto posto nella 10 chilometri in acque libere davanti alla spiaggia di Copacabana, il 16 agosto. Podio sfiorato, se pensiamo all’arrivo allo sprint dei primi 7-8 atleti classificati, che dopo una maratona in mare di quasi due ore (tempo del vincitore, lì’olandese Ferry Weertman, 1h52’59”8) si sono catapultati sulla piastra del traguardo dopo una “volata” a pelo d’acqua lunga 350 metri! Una gara spettacolare, come capita in uno sport che a Simone, nella 25 chilometri, aveva dato il titolo mondiale a Kazan, nel 2015. Ruffini, presentatosi al via con capelli biondo platino, lo ha nascosto molto bene, ma arrivare a 3”7 dal vincitore dell’ordo, significa esserci andati molto vicini. Al secondo posto, il greco Spiros Gianniotis; al terzo il francese Marc-Antoine Olivier. Simone ha fatto comunque tesoro dell’esperienza brasiliana e di sicuro è pronto a giocarsi le sue carte… anche in futuro. 20


Francesca POMERI (Osimo - An 18/02/93) – Pallanuoto, centro vasca. In quella che resterà la sua unica ma importante presenza ai Giochi Olimpici, l’atleta filottranese vince l’argento al Centro Acquatico “Maria Lenk” con il Setterosa e si toglie pure la soddisfazione di segnare un gol pesantissimo. Succede l’11 agosto, nella gara vinta dall’Italia 8-7 con l’Australia (4-2; 0-1; 2-3, 2-1). In precedenza, il 9 agosto le azzurre di Fabio Conti avevano nettamente battuto le padrone di casa del Brasile 9-3 (1-1; 2-0, 3-0; 3-2). Positivo anche il terzo incontro della fase a gironi, visto il successo ottenuto dalle azzurre sulla Russia 5-10 (2-3; 1-2; 1-3; 1-2). Questa la classifica della prima fase: Italia 6, Australia 4, Russia 2, Brasile 0. Nei quarti di finale, travolgente Italia sulla Cina per 12-7 (1-1; 3-1; 4-2; 4-3). In semifinale, le nostre ritrovano la Russia. Stavolta lo scarto è minore, 9-12 il punteggio finale (2-2; 2-4; 0-2; 5-4), ma il tricolore sventolerà pure sugli spalti della finale, anche se si giocherà con le favoritissime ragazze a Stelle e Strisce degli Stati Uniti, una corazzata imbattibile. Infatti, il sogno di Francesca e delle sue compagne lì s’infrange: 12-5 per gli USA (4-1; 1-2; 4-1; 3-1), che mettono al sicuro il risultato fin dall’inizio, lasciando alle azzurre solo il secondo quarto.

Emanuele BIRARELLI (Senigallia - An 08/02/81) – Pallavolo, centrale.

Osmany JUANTORENA (Santiago di Cuba - Cuba 12/08/85) – Pallavolo, schiacciatore. Ci sono tante Marche, per nascita o “adozione”, nella nostra Nazionale maschile di Volley in campo a Rio. A cominciare dal CT, Gianlorenzo Blengini che dal 24 maggio 2015 è il nuovo allenatore della Lube Volley, con la quale nel 2016/17 vincerà Scudetto e Coppa Italia. Ci sono poi il capitano azzurro, Emanuele Birarelli e il capitano della Lube Volley Civitanova, l’italo-cubano Osmany Juantorena. Stavolta per “Lele Bira”, alla sua terza partecipazione olimpica, non è stata un’edizione come le altre. Non solo è arrivato l’argento, ma è stato il capitano della squadra azzurra. Quanto a “Capitan OS”, dal 2015 ad oggi con la Lube Cucine Volley Civitanova si è messo in tasca qualcosa come 3 Scudetti, 3 Coppe Italia, Champions League e Mondiale per Club. Della Nazionale fanno anche parte: Simone Giannelli e Daniele Sottile (palleggiatori); Ivan Zaytsev, Oleg Antonov e Luca Vettori (opposti-schiacciatori);

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Filippo Lanza (schiacciatore), Simone Buti e Matteo Piano (centrali), Massimo Colaci e Salvatore Rossini (liberi). Il 7 agosto al “Maracanazinho”, l’esordio nella fase a Gironi (A) dell’Italia è di forte impatto: la squadra di coach Blengini esordisce con un secco 3-0 ai “galletti” della Francia (25-20; 25-20; 25-15). Il 9 agosto gli azzurri, al termine di una tiratissima sfida, battono anche gli Stati Uniti 3/1 (28-26; 20-25; 25-23; 25-23). Due giorni dopo, l’11 agosto l’Italia si sbarazza facilmente del Messico 3-0 (25-17; 25-13; 25-17). Si arriva così alla sfida col favoritissimo Brasile, ma l’Italia ha ormai acquisito consapevolezza della propria forza e piega anche i carioca in rimonta 1-3 (25-23; 23-25; 2225; 15-25), restando al primo posto nel girone, anche dopo la sconfitta 1-3 di Ferragosto contro il Canada (23-25; 17-25; 25-16; 21-25). Questa la classifica della prima fase: Italia 12, Canada, USA, Brasile 9, Francia 6, Messico 0. Passano le prime quattro. Il 17 agosto, nei quarti l’Italia trova l’Iran che costringe i nostri ad una battaglia infinita nel primo set (31-29) per poi cedere negli altri due quasi di schianto (25-19; 25; 17). E’ ancora 3-0, si va in semifinale, dove l’italia ritrova gli USA. Stavolta, vista la posta in palio, l’impatto è durissimo e il match del 19 agosto si chiude al tie-break: 3-2 (30-28; 26-28; 9/25; 25-22; 15-9), con 14 punti di Juantorena e 8 di Birarelli. E’ medaglia sicura e si gioca per l’oro, che l’Italia non ha mai vinto ai Giochi. L’avversaria in finale? Il Brasile, neanche a dirlo. Sugli spalti ci sono 9.824 spettatori a trascinare la squadra giallo oro. L’Italia non ha un buon avvio, ma poi si riprende e gioca alla pari del Brasile, che però ribalta il risultato della prima fase e si aggiudica il match non senza qualche anche giustificata protesta azzurra nei confronti della direzione arbitrale. Finisce 3-0 (22-25; 26-28; 24-26), con 14 punti di Juantorena e 9 di Birarelli. L’Italia fa una gran bella figura, conquistando un insperato (alla vigilia dei Giochi) argento, ma deve rimandare la caccia all’unico traguardo che ancora le manca: l’oro olimpico.

Martina CENTOFANTI (Roma, 19/05/98) – Ginnastica Ritmica, concorso a Squadre. Un paio di decimi, solo un paio di decimi di punto e sarebbe stato bronzo. Un’inezia ha separato l’atleta della Ginnastica Ritmica Fabriano dal 2013, sotto la guida di Julieta Cantaluppi e di sua madre Kristina Ghiurova, dal sogno di salire sul podio anche ad una Olimpiade. Tutto ciò, dopo aver fatto parte della Nazionale maggiore dal 2014 (in precedenza era stata capitana della juniores azzurra) e dopo la conquista di ben tre titoli mondiali da protagonista con le famose “farfalle” azzurre. Un podio sfuggito all’Italia della DT Emanuela Maccarani, pur avendo messo in pedana tecnica e cuore, oltre che con Martina anche con Sofia Lodi, Alessia Maurelli, Marta Pagnini, Camilla Patriarca. Quarto posto (35.549) accolto in lacrime dalle nostre, anche perché sfuggito per mano di una Bulgaria (35.766) che proprio all’ultimo minuto ha rimontato una posizione, grazie ad un premiatissimo esercizio con clavette - cerchi. L’oro è andato alla Russia (36.233) davanti alla Spagna (35.766). Dopo l’argento di Atene e il bronzo di Londra, stavolta niente medaglia per l’Italia, che sarebbe stata la prima olimpica per Martina, figlia dell’ex calciatore di Jesina, Ancona, ma anche Inter, Felice Centofanti. Una medaglia sfuggita, ma si può essere certi che l’atleta dell’Aeronautica Militare ci riproverà, presto.

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Elisa DI FRANCISCA (Jesi - An 13/12/82) – Scherma, fioretto individuale. Allenata dalla grande Giovanna Trillini, come a Londra quattro anni prima, il 10 agosto ai Giochi brasiliani, da bi-campionessa olimpica in carica entra in gara nei sedicesimi di finale, dove piega senza problemi la cinese Lin Po Heung 15-8. Agli ottavi, non va meglio alla polacca Hanna Lyczbinska, che deve arrendesi ad Elisa (15-6). Sulla strada dell’asso del Club Scherma Jesi, nei quarti – dove ci si gioca un posto per andare a caccia delle medaglie - c’è ancora una cinese, Liu Yongshi, che nonostante le provi un po’ tutte per ribaltare il pronostico, si arrende (15-10). In semifinale, l’Agente della Polizia di Stato, affronta la tunisina Ines Boubakri. L’assalto non è dei più facili, servono nervi saldi e la jesina li ritrova sempre nel momento che conta, vincendo 12-9 e sbarcando in finale. Proprio come a Londra. Stavolta ha di fronte la russa Inna Deriglazova, un osso molto duro. La vincitrice del programma televisivo “Ballando con le stelle” 2013, inizia bene, va sul 3-0, ma poi subisce 7 stoccate di fila ed è costretta ad una rimonta che pare impossibile, eppure c’è quasi l’aggancio, fino all’11-12. Finisce il sogno di bissare il titolo individuale olimpico, ma c’è una medaglia d’argento unita al desiderio di un figlio, Ettore e di un matrimonio (con il produttore televisivo Ivan Villa), che arriveranno poco dopo, prima del libro autobiografico “Giù la maschera”, scritto con Gaia Piccardi, e di un secondo figlio, Brando.

Massimo FABBRIZI (San Benedetto del Tronto - Ap 27/08/77) – Tiro a volo, fossa olimpica. Era partito carico, alla volta di Rio. Carico come il suo fucile di precisione, pronto ad inseguire il metallo più pregiato nel tiro a volo, dopo l’argento di Londra. Il 7 agosto, l’avvio di gara del carabiniere di San Benedetto, residente a Monteprandone, era nato sotto i migliori auspici, visto che nelle eliminatore Massimo aveva sbaragliato il campo dei 32 avversari, centrando 3 serie piene da 25 piattelli ciascuna, senza sbagliare neanche un colpo, unico a fare percorso netto: 75 su 75, uno di quei record che nella specialità possono essere solo uguagliati, non battuti. Come i suoi tre primati mondiali stabiliti in passato: 125 su 125 nell’individuale (due volte) e 369 su 375 a squadre. A Rio, purtroppo tutto questo è successo nelle qualificazioni, ma non il giorno seguente, dove la competizione ha preso tutta un’altra piega. Massimo è riuscito con 118 su 125 ad entrare nei sei semifinalisti, ma non a centrare l’obiettivo della finale a quattro, che ha visto il successo del croato Josip Glasnovic (battuto da Fabbrizi tre settimane prima agli Europei 2016), davanti all’azzurro Giovanni Pellielo e al britannico Edward Ling. Sogno infranto, riscatto rimandato.

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Medagliere per Nazioni Rio 2016

Medagliere per Nazioni "All Time” 1896 – 2016

NAZIONE

ORO ARG BRO TOT

NOME

ORO ARG BRO TOT

Stati Uniti d’America

46

37

38

121

1 Stati Uniti d’America

1119

897

789

2805

Gran Bretagna

27

23

17

67

2 Unione Sovietica

473

376

355

1204

Cina

26 18 26 70

3 Gran Bretagna

274

299

300

873

4 Germania

268 270 285 823

Russia

19 18 19 56

5 ITALIA

244 212 236 692

Germania

17 10 15 42

6 Francia

242 272 306 820

7 Cina

239 184 173 596

8 Russia

201 185 198 584

9 Svezia

195 209 234 638

Giappone

12 8 21 41

Francia

10 18 14 42

Corea del Sud

9

3

9

21

10 Germania Est

192

ITALIA

8

12 (4)

8

28 (4)

11 Ungheria

175 150 172 497

Australia

8

11 10 29

12 Norvegia

174 160 148 482

Paesi Bassi

8

7

13 Giappone

152 150 182 484

14 Australia

151 167 190 508

Ungheria

8 3 4 15

15 Finlandia

143 146 175 464

Brasile

7 6 6 19

16 Canada

125 157 188 470

Spagna

7 4 6 17

17 Olanda

122 130 142 394

Kenya

6 6 1 13

18 Corea del Sud

116

Giamaica

6 3 2 11

19 Svizzera

100 114 115 329

20 Romania

89

95

122

306

Croazia

5 3 2 10

21 Austria

77

111

113

301

Cuba

5 2 4 11

22 Cuba

77 69 73 219

23 Polonia

72

92

138

302

24 Germania Ovest

69

82

94

245

25 Comunità Stati Indipendenti

55

44

38

137

26 Bulgaria

52 89 85 226

27 Cecoslovacchia

51 57 60 168

28 Nuova Zelanda

46

29 Danimarca

45 74 76 195

30 Spagna

45 63 39 149

31 Belgio

40 55 58 153

32 Turchia

40 28 27 95

33 Ucraina

38 33 63 148

34 Germania Unita

36

35 Grecia

33 43 40 116

36 Kenya

30 39 30 107

37 Brasile

30 36 62 128

38 Jugoslavia

28 34 32 94

39 Sud Africa

25

40 Giamaica

23 30 23 76

41 Repubblica Ceca

22

42 Etiopia

22 9 22 43

43 Argentina

21 25 28 74

44 Kazakistan

20 25 31 76

45 Bielorussia

19 33 50 102

46 Iran

18 21 29 68

47 Corea del Nord

16

48 Croazia

15 16 13 44

9

4

Nuova Zelanda

4

Canada

4 3 15 22

Totale (307 gare)

307

307

5

19

360

Tra parentesi le medaglie conquistate da atleti marchigiani.

24

18

974

165

102

27

60

32 26

16

162

99

45

41

29 29

24

519

317

118

137

86 77

56


49 Messico

13 24 30 67

95 Siria

1 1 1 3

50 Estonia

13 11 17 41

98 Grenada

1 1 0 2

51 Slovacchia

11

98 Burundi

1 1 0 2

52 Uzbekistan

10 7 18 35

100 Ecuador

1 1 0 2

53 Irlanda

9

10

11

30

101 Panama

1 0 2 3

54 Thailandia

9

8

13

30

102 Mozambico

1 0 1 2

55 India

9

7

12

28

102 Suriname

1 0 1 2

56 Georgia

8

6

18

32

102 Emirati Arabi Uniti

1

57 Squadra Mista

8

5

4

17

105 Fiji

1 0 0 1

58 Azerbaijan

7

12

25

44

105 Giordania

1 0 0 1

59 Slovenia

7

12

19

38

105 Kosovo

1 0 0 1

60 Indonesia

7

12

11

30

108 Malesia

0 7 4 11

61 Egitto

7

9

13

29

109 Namibia

0 4 0 4

62 Lituania

6

6

13

25

110 Filippine

0 3 7 10

63 Marocco

6

5

12

23

111 Moldavia

0 2 6 8

64 Colombia

5

8

14

27

112 Libano

0 2 2 4

65 Algeria

5 4 8 17

112 Islanda

0 2 2 4

66 Bahamas

5 3 5 13

114 Tanzania

0 2 0 2

67 Portogallo

4

114 Serbia e Montenegro

0

68 Lettonia

3 15 8 26

116 Qatar

0 1 4 5

69 Taiwan (Taipei)

3

117 Boemia

0 1 3 4

70 Serbia

3 6 6 15

117 Ghana

0 1 3 4

71 Australasia

3 4 5 12

119 Kyrghikistan

0 1 2 3

72 Zimbabwe

3 4 1 8

119 Arabia Saudita

0

1

2

3

73 Tunisia

3 3 7 13

119 Partecipazione Individuale

0

1

2

3

74 Pakistan

3 3 4 10

122 Niger

0 1 1 2

75 Repubblica Dominicana

3

122 Sri Lanka

0

76 Camerun

3 1 1 5

122 Haiti

0 1 1 2

77 Mongolia

2

10

14

26

122 Zambia

0 1 1 2

78 Nigeria

2

9

13

24

126 Isole Vergini

0

79 Cile

2 7 4 13

126 Sudan

0 1 0 1

80 Trinidad e Tobago

2

126 Cipro

0 1 0 1

81 Armenia

2 5 9 16

126 Montenegro

0 1 0 1

82 Venezuela

2

126 Guatemala

0 1 0 1

83 Uganda

2 3 2 7

126 Gabon

0 1 0 1

84 Lussemburgo

2 3 0 5

126 Paraguay

0 1 0 1

85 Uruguay

2 2 6 10

126 Botswana

0 1 0 1

86 Liechtenstein

2 2 5 9

126 Senegal

0 1 0 1

87 Bahamas

2 1 1 4

126 Tonga

0 1 0 1

88 Vietnam

1 3 0 4

126 Antille Olandesi

0

1

0

1

88 Perù

1 3 0 4

137 Antille Occidentali

0

0

2

1

90 Porto Rico

1

137 Afghanistan

0 0 2 1

90 Singapore

1 2 2 5

137 Kuwait

0 0 2 1

92 Israele

1 1 7 8

140 Togo

0 0 1 1

93 Tajikistan

1 1 2 4

140 Macedonia

0 0 1 1

93 Costa Rica

1

1

2

4

140 Barbados

0 0 1 1

95 Hong Kong

1

1

1

3

140 Gibuti

0 0 1 1

95 Costa d’Avorio

1

1

1

3

140 Eritrea

0 0 1 1

13

8 7

2

5 3

2

9

12 14

2

12 10

6

33

24 24

7

19 15

9

0

2

1

1

1

0

1

0

2

2

2

1

25


I medagliati MARCHIGIANI (50) (dopo i Giochi Olimpici di Rio 2016) NOME

ORO ARG. BRO TOT

16 16 18 50

Valentina VEZZALI (Scherma)

6 (3/3)

1/-

1/1

9

Giovanna TRILLINI (Scherma)

4 (1/3)

1/-

3 (2/1)

8

Stefano CERIONI (Scherma)

2 (1/1)

-

1/-

3

Elisa DI FRANCISCA (Scherma)

2 (1/1)

1

-

3

Galliano ROSSINI (Tiro a Volo)

1

1

-

2

Serafino MAZZAROCCHI (Ginnastica)

-/1

-

1

2

Massimo FABBRIZI (Tiro a Volo)

-

1/-

-

1

Samuele PAPI (Pallavolo)

-

2

2

4

Paolo TOFOLI (Pallavolo)

-

2

1

3

Giovanni CARMINUCCI (Ginnastica)

-

1/-

-/1

2

Emanuele BIRARELLI (Pallavolo)

-

-/1

-/1

2

Primo ZAMPARINI (Pugilato)

-

1

-

1

Rodolfo ROMBALDONI (Pallacanestro)

-

-/1

-

1

Gianfranco PAOLUCCI (Scherma)

-

-/1

-

1

Francesca POMERI (Pallanuoto)

-

-/1

-

1

Osmany JUANTORENA (Pallavolo)

-

-/1

-

1

Lucia MORICO (Judo)

-

-

1

1

Gastone PIERINI (Sollevamento Pesi)

-

-

1

1

Pasquale CARMINUCCI (Ginnastica)

-

-

-/1

1

Filippo MAGNINI (Nuoto)

-

-

-/1

1

Alessandro CORONA (Canotaggio)

-

-

-/1

1

Andrea BARI (Pallavolo)

-

-

-/1

1

Come leggere questa tabella: A sinistra gli atleti; il primo dato di due (fra parentesi o no) si riferisce ad una medaglia individuale; il secondo ad una a Squadre. Ad es: Vezzali: 6 medaglie d’oro di cui 3 individuali e 3 a squadre; 1 d’argento individuale e 2 di bronzo, una individuale ed una a squadre. In rosso sono elencati i risultati ottenuti da atleti in attività.

26


Io proprio io, vi racconto Rio

Elisa DI FRANCISCA Jesi (An) il 13/12/1982

Scherma – Fioretto individuale Londra 2012 – Oro Fioretto Individuale Londra 2012 – Oro Fioretto a Squadre Rio de Janeiro 2016 – Argento Fioretto Individuale

Quando senti il peso di doverti confermare, la montagna diventa ancora più alta da scalare di Elisa Di Francisca Quando il Boeing 777 dell’Alitalia atterra all’Aeroporto di Rio de Janeiro, nell’agosto 2016, ricordo che non sbarcai a cuore leggero. La vigilia della mia gara individuale – l’unica possibile, dopo la cancellazione della gara di fioretto a squadre – non ha nulla a che fare con la spensieratezza con la quale avevo invece affrontato i Giochi di Londra, da dove arrivarono due ori. Quattro anni prima ero certa di aver fatto tutto senza trascurare nulla, senza lasciare nulla al caso, sotto tutti i punti di vista. Al mio arrivo in Brasile, a ridosso della gara, nella mente ho mille pensieri, quasi non mi riconosco, sto spesso in silenzio e non ho alcuna voglia di rilasciare interviste, il che non mi appartiene. In compenso, la mia compagna di stanza, Arianna Errigo, che avevo battuto nella finale di Londra, ma che dopo aveva conquistato due titoli mondiali, non perde occasione per dirsi grande favorita per l’oro di Rio e che questo ruolo non le pesa per niente. Al contrario io sento una pressione tanto forte che non avrei mai immaginato. L’idea di dovermi nuovamente confrontare con lei, magari un’altra volta in finale, mi tortura. Non è tanto l’idea di affrontarla, mi preoccupa più sapere di dovermi confermare anche qui in Brasile, senza peraltro avere la prova d’appello di una gara a squadre che stavolta non ci sarà. Un pensiero, per fortuna solo quello, confesso di averlo avuto: e se piantassi baracca e burattini e me ne andassi in spiaggia a Ipanema, magari a bermi qualcosa di forte? Dico ad Elisa che sarà meglio pensare ad altro, magari a quel paio di chiletti in più che mi porto appresso rispetto a quattro anni prima e questo non va bene. Sono di muscoli, mi ricorda la mia preparatrice/amica Annalisa Coltorti, ma ho la

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sensazione di essere appesantita. Ci penso e sento che, in realtà, questo senso di pesantezza viene da dentro, sono consumata dalla tensione e non so che fare per ritrovare calma e convinzione. La sera prima della gara all’Arena Carioca 3 mi lascio andare ad un fragoroso pianto fra le braccia di mamma Ombretta che mi stringe forte a sé, come mi faceva da piccola, per incoraggiarmi. Quando penso alla gara sento che mi manca qualcosa, una guida che cancelli le mie paure e mi regali qualche certezza in più, dovendo rimettere in gioco il mio titolo olimpico, come sempre in un giorno solo. Cerco, spero, ma non la trovo. Per giunta, il nostro team mi sembra un po’ spaesato anche dal punto di vista dell’organizzazione logistica e nell’affrontare quella giornata devo fare tutto io, così sento anche responsabilità che non dovrebbero essere le mie. E quando senti il peso di doverti confermare, la montagna diventa ancora più alta da scalare. Meno male che c’è un diritto acquisito, sul campo. Per via della posizione conquistata nel ranking mondiale, il mio torneo comincia dai sedicesimi di finale, parte bassa del tabellone, Arianna è in quella sopra. Ergo: se andremo avanti, saremo una di fronte all’altra non in camera ma in pedana, in semifinale, togliendoci forse la possibilità di una medaglia. Sono tesa come una corda di violino, ma carica. Inizio con un 15-8 alla cinese Lin Po Heung, poi 15-6 alla polacca Hanna Lyczbinska. Sono nei quarti, mentre – sorpresa delle sorprese – la Errigo esce clamorosamente agli ottavi con la canadese Eleanor Harvey, che non avrebbe dovuto crearle alcun problema. Sulla carta. Meglio se Arianna è fuori? Non proprio, perché come unica italiana rimasta impensabilmente in gara già in quella fase, sento ancora più forte la pressione. Nei quarti, contro la cinese Liu Yongshi, spreco un sacco di energie. Lei scappa, sguscia furbescamente, ma alla fine vinco 15-10. La semifinale con la tunisina Ines Boubakri è sulla stessa falsariga, quasi tutte stoccate sporche. Lei arriva anche a simulare un infortunio per spezzare il ritmo degli assalti. Mi manda via di testa, poi ci ripenso e, in fondo, la capisco, una medaglia in Tunisia significherebbe per lei una nuova vita e per il suo Paese tanto orgoglio. Pensieri che fuggono, come ogni tanto fa lei, indietreggiando di fronte alla mia punta di fioretto. Mi riprendo, torno Elisa. E vinco 12-9. E’ finale, come a Londra. Come tante volte prima, ai mondiali, agli Europei, in Coppa del Mondo…. Mi gioco l’oro, contro la numero uno russa, Inna Deriglazova, detta “Ivan Drago” (ricordando l’avversario di Silvester Stallone nella sua interpretazione di Rocky Balboa, in Rocky 4, film del 1985 ndr). Lei è già fortissima e per giunta il suo CT è Stefano Cerioni che conosce la mia scherma con le sue tasche, destra e sinistra. Parto forte, sono determinata. Scatto sul 3-0, poi per un attimo torno col pensiero alle lacrime della sera prima, tra le braccia di mia madre, quando le chiesi se secondo lei avrei potuto vincere due Olimpiadi di seguito. Torna la paura di… vincere, è così che la chiamano. Mi disunisco, il braccio che mi deve portare l’oro al collo trema, mi è fatale. La Deriglazova rimonta, avrei

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bisogno di una scossa, di un aiuto, di inventarmi cosa fare per fermare quel trend, farle staccare la spina. Ma niente. Ivan Drago mi sorpassa e finisce 12-11, come a Londra con la Errigo, ma stavolta è per me che c’è l’argento. Ci sono stati momenti in cui ho pensato tanto che andare sul podio anche a Rio sarebbe stata una bella impresa. Ma adesso no. L’argento è la medaglia di chi perde la finale: questa idea non mi è mai piaciuta. Ero delusa. Dico ero, perché oggi, trascorsi quasi cinque anni da quel 10 agosto, quell’argento invece brilla come i miei occhi quando penso ad Ivan, Ettore e presto anche a Brando, le mie medaglie d’oro della vita. Mi brillano gli occhi quando torno con la mente a quanto mi abbia aiutato a crescere lo Sport che ho amato e che avevo – ad un certo punto – anche deciso di lasciare, ormai tanto tempo fa. Ripenso a cosa ci metta davanti la vita. Ho vinto, perso, vissuto tante esperienze, incontrato

tante belle e meno belle persone, queste ultime soprattutto in gioventù, quando non hai consapevolezza e devi crescere, attraverso le esperienze, pagando però sempre tutto in prima persona. Come è giusto che sia. Com’è strana la vita. Quante prove ci pone di fronte. Potendo contare sul supporto della Polizia di Stato, di cui orgogliosamente faccio parte, dopo il rinvio dei Giochi di Tokyo, nonostante la pandemia che avrebbe potuto farmi cambiare idea, il desiderio di tornare ad essere madre è stato più forte di quello di provare a tornare sul podio per la mia terza Olimpiade. Eppure non sono ancora certa di voler dire alla mia sacca da scherma che se ne resterà a casa. Per sempre. Sarà perché dal fioretto è difficile staccarsi, sarà per il tanto che ha dato a me, alla mia famiglia e alle persone che amo. Già, sarà per quello.

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Emanuele BIRARELLI Senigallia (An) il 08/02/1981

Pallavolo – Centrale (Capitano della Nazionale) Pechino 2008 – 4° Classificato Londra 2012 – Bronzo Rio de Janeiro 2016 – Argento

Non essere favoriti dal pronostico ci ha dato forza e leggerezza E che onore giocare da capitano!

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di Emanuele Birarelli I Giochi Olimpici di Rio 2016 sono stati un'esperienza davvero inaspettata per me. Non perché fossero qualcosa che non avevo mai vissuto - era la mia terza Olimpiade e ringrazio di aver avuto la fortuna di disputarne tre - ma per le sensazioni che mi accompagnarono, me come immagino i miei compagni, che furono completamente diverse da quelle precedenti. Mi ricordo bene quanto nelle interviste precedenti alla partenza ripetessi ai giornalisti il refrain per cui "sarà un percorso ad ostacoli", "magari si vincerà una partita, poi si perderà male due giorni dopo e non dovremo perdere le nostre sicurezze", "vorremo giocare sempre magnificamente, ma non sarà scontato, e allora gestire la frustrazione sarà fondamentale”. Tutto passava dal sapere, dunque, che soffrire era la parola chiave. Dicevo questo perché così era stato a Pechino 2008 e a Londra 2012, almeno per me. Nulla di più distante da quello che poi successe. Il nostro a Rio fu un percorso pieno

di vittorie fin dalla prima partita, sconfiggendo nel girone, difficilissimo, squadre che nel corso dell'estate stavano giocando molto meglio di noi. Arrivò poi il quarto di finale migliore che potessimo desiderare, contro l’Iran, squadra forte ma che a quel punto non temevamo più del dovuto. Questo instaurò un livello di fiducia così alto in noi che una volta arrivati i momenti più bui - un 25-9 rimediato in un set di una semifinale olimpica può fare molto male all’autostima di chiunque - eravamo convinti di poterci rialzare. É pur vero che poi, in finale, persa 3-0 dal Brasile di casa, non giocammo bene, ed un clamoroso episodio (anche arbitrale) a sfavore alla fine del secondo set, ci condannò a una sconfitta che fa male ancora oggi. I ricordi belli, però, sono molti: mia moglie e mia sorella a tifare sugli spalti, l’emozione precedente alla sfilata d’apertura, la mensa gigantesca dove incontrare tutti gli altri campioni, i tennisti più forti al mondo che si allenavano nel campo proprio sotto la palazzina della delegazione italiana. Nei giorni di riposo, fra una partita e l’altra, gli

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smartphone (e i social) rischiavano di far sì che ci chiudessimo ognuno nelle proprie stanze ed allora ricordo di aver convinto Sottile ad uscire dal Villaggio Olimpico per comprare una TV, grazie alla quale vedere tutte le competizioni dei Giochi. Se proprio un monitor deve aiutare il relax, meglio che sia lo stesso per tutti, pensai. Rischiammo di non tornare in tempo per la cerimonia d’apertura, ma il pericolo corso valse la pena, a mio avviso. Nel tempo libero ci trovavamo - nella zona living dell’appartamento dove vivevamo - a tifare tutti insieme gli altri connazionali in gara, come fossimo anche noi a casa, come milioni di italiani. Forse ci aiutò a vedere le cose più piccole di ciò che erano, il peso di quello che stavamo facendo poteva gravare sulle nostre spalle, ed invece volevamo rimanere leggeri, come quando alla partenza sapevamo di essere una buona squadra, ma non i favoriti. Tornando al nostro cammino olimpico, personalmente mi spaventai parecchio per un infortunio alla caviglia subito nella partita del girone di qualificazione contro gli Stati Uniti, ma che poi recuperai in soli tre giorni. Ancora zoppicante, rientrai contro il Brasile dopo pochi minuti, causa un altro infortunio, di Matteo Piano, mio compagno di stanza, e giocai soprattutto a muro, una delle migliori partite di tutta la mia vita. Rio ha avuto per me un’altra, grande particolarità. Il fatto che fossi Capitano della Nazionale in un momento così importante per il movimento pallavolistico italiano mi riempie tuttora di orgoglio. Non era stata un’estate semplice, tra gestione di qualche giocatore importante con problemi fisici a cui fare attenzione, qualche sconfitta di troppo nei match contro i top team mondiali e un gioco che non era quello sufficiente per arrivare a medaglia. Quando arrivammo a Rio, venivamo da un paio di settimane di preparazione in cui avevamo davvero alzato il livello di attenzione. Tutti c’eravamo un po’ messi in discussione e avevamo capito che era il momento di prenderci le nostre responsabilità, se non avessimo voluto perdere un’occasione che passa poche volte nella vita di un atleta. Mancava solo un po’ di consapevolezza nel fatto che le altre squadre non erano poi così distanti e che avevamo tutti gli strumenti necessari per batterle. Anzi, a volte partire un passo indietro nei pronostici ti può aiutare a sfruttare il fattore sorpresa. Ho un nitido ricordo di una riunione che sentii il bisogno di indire, al nostro arrivo a Rio, dicendo proprio questo. Il messaggio che volevo trasmettere ai miei compagni era che avevamo giocato oggettivamente male solo venti giorni prima alle finali di World League (avevamo perso male dalla Francia, 3-0, la stessa Francia che ora ci aspettava per la partita inaugurale del torneo) ed ora bisognava far sì che questo diventasse il nostro vantaggio, piuttosto che un fardello da portarci sulle spalle. Anche perché ce l’eravamo meritato lavorando duramente. Si arrivò dunque alla partita inaugurale, da giocare alle ore 9 di mattina nel tempio carioca del volley, il Maracanazinho. Orario impensabile. Ma sono cose che succedono solo ai Giochi Olimpici per via del calendario compresso. Considerando che il tragitto villaggiopalasport era di un’ora e mezza circa, immaginarsi quanto fosse una routine diversa dagli standard è molto semplice. La partita fu un po’ strana, tesa ovviamente, partimmo 8-0 per noi. Che quella Francia non riuscisse a fare 8 side-out di fila era, in quel momento, inimmaginabile. Forse fu quella partenza che innescò la miccia che tenne alta la nostra fiamma per 16 giorni incredibili. Poi la fiamma si affievolì, insieme alle nostre energie e ad un po’ di fortuna, nel giorno della finale, ma a ben pensarci quella fiamma è rimasta, trasformata in argento, e brilla ancora nei cuori di tutti noi.

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Osmany JUANTORENA Santiago di Cuba il 12/08/1985

Pallavolo – Schiacciatore Rio de Janeiro 2016 – Argento

Orgoglioso di rappresentare l’Italia e le splendide Marche che ormai sono diventate la mia casa di Osmany Juantorena Torno con la mente ai Giochi di Rio, ma so già che il ricordo di quelle emozioni prenderà il sopravvento. Ringrazio di cuore la Federazione Italiana, perché sono onorato di vestire la maglia azzurra, una scelta che purtroppo ho preso tardi, nel 2011. Pensavo che a Cuba potessero cambiare le cose e ho temporeggiato. In realtà avrei dovuto vestire l’azzurro molto prima, ma sono riuscito lo stesso a togliermi tante belle soddisfazioni. Devo fare ulteriori ringraziamenti perché è fonte d’orgoglio per me essere considerato un “marchigiano”. Questa splendida regione mi ha adottato ed è ormai diventata la mia casa. Adoro i posti, la gente e lo stile di vita. Se parlo l’inflessione smaschera la mia origine, ma potermi sentire una “stella sportiva delle Marche” mi riempie il cuore. Quando si parla di Olimpiadi devo per forza iniziare dal CT della Nazionale e tecnico della Cucine Lube Civitanova, Gianlorenzo “Chicco” Blengini, con cui ho condiviso numerose avventure pallavolistiche e, per fortuna, anche tante vittorie! Nel tempo tra noi si è cementato un legame di amicizia, che però rimane fuori dalla palestra. Quando siamo nelle vicinanze di un campo si lavora e c’è il rispetto dei ruoli, da ambo le parti. Si tratta di un allenatore moderno che sa come gestire i giocatori e li mette in condizione di dare il massimo. Da sportivo è scaramantico, ma non lo ammetterà mai. Un po’ di rituali non guastano nel nostro mondo. Io, per esempio, dopo un passo falso cocente ho cambiato il colore delle scarpe, in vista del match successivo. Non più bianche.

Nel Villaggio Olimpico di Rio ho condiviso parecchio tempo con Blengini e la nostra squadra. Non mi stancherò di ripetere che il suo approccio e la condivisione del tempo tra gli atleti hanno avuto un ruolo decisivo nelle vittorie dei suoi team. Lui dice di aver vinto grazie a me. Mi fa arrossire, ma i successi vanno condivisi. In carriera ho avuto la fortuna di alzare trofei con validi compagni e tecnici di spessore. “Chicco” è preparatissimo e sa dare davvero tanto al gruppo, in ogni momento. A Rio vivevamo in due appartamentini. Avevo il libero Massimo Colaci come compagno di stanza. Nel tempo libero sono restato all’interno del villaggio e appena potevo telefonavo ai miei cari da una cabina. Mi dovevo appostare per trovarla libera. Altri atleti si sono concessi una giornata da

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turisti. Io non avrei perso nemmeno un momento dell’atmosfera che aleggiava nel quartier generale. Essere alle Olimpiadi è gratificante, ma noi volevamo di più. A livello di Club avevo vinto tutto, ma mi mancavano le Olimpiadi ed ero carico al punto che facevo fatica a dormire la notte, come se mi trovassi sempre in procinto di giocare la partita della vita. Ricordo con grande senso di appagamento la semifinale con gli States e la nostra rimonta con una vittoria al tie break. Non mi do’ pace, invece, all’idea che abbiamo perso la finale contro il Brasile più vulnerabile di tutti i tempi. Ci sentivamo più forti e stavamo bene, sia dal punto di vista mentale che fisico. Eravamo riusciti a costruire le nostre certezze gara dopo gara. Poi è successo l’impensabile, ci siamo fermati nella gara clou. Pensavamo di portare a casa l’oro. Ne eravamo certi. Quantificare il dispiacere per l’occasione sfumata è dura. Ho rispetto per il secondo posto olimpico, ma avremmo voluto regalarci il trionfo e regalarlo all’Italia. Nella Nazionale mi sono sentito a mio agio fin dal primo momento, il gruppo e la passione che ruota attorno alla selezione azzurra è speciale. Certe chance nella vita non si ripresentano più di una volta, ma è fondamentale crederci e dare il massimo. L’Italia si è guadagnata con merito il pass per Tokyo. Per questo sono ansioso di lottare sul campo, insieme ai compagni, per onorare la bandiera. A proposito di “tricolore”. Il percorso di avvicinamento alle Olimpiadi procede bene, ma la stagione era cominciata sotto il segno dell’incertezza per l’incubo della pandemia, i match a porte chiuse, i continui tamponi e l’azzeramento della vita sociale. Vivevamo alla giornata. Il rischio di uno stop alla SuperLega era dietro l’angolo. Alla Lube abbiamo vissuto anche il cambio improvviso di coach. Il cammino non è stato sempre lineare per il volley italiano e per la mia Società. Alla fine hanno vinto la determinazione di un movimento che non si è tirato indietro, anche in prospettiva delle Olimpiadi, e la qualità del team di cui porto i gradi di capitano, la Lube, con cui in questi anni mi sono laureato Campione del Mondo, d’Europa e d’Italia. Il periodo più critico lo identifico con i quarti di finale dei Play Off. Senza Luciano De Cecco e Yoandy Leal, in quarantena dopo aver contratto il coronavirus, abbiamo piegato un’avversaria dura come Modena. La squadra ha dato prova di forza e solidità mentale, superando ogni problema. A costruire grandi team sono i Club, quindi come atleta sono molto grato alla Cucine Lube per gli sforzi e gli investimenti fatti in un periodo non semplice come questo. Quando in un gruppo tutti hanno talento e vogliono vincere è il massimo per chi, come me, mira sempre al gradino più alto. Dopo una stagione lunga e stressante è arrivato il lieto intermezzo e posso concentrarmi sull’impegno asiatico dopo aver festeggiato la Del Monte® Coppa Italia vinta all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno con De Giorgi e lo Scudetto 2020-21 alzato al cielo all’Eurosuole Forum con Blengini. Questi due titoli, gli ultimi degli otto in biancorosso, sono arrivati battendo nella resa dei conti uno squadrone come Perugia. Ora testa all’Italia. Non so che accadrà a Tokyo, ma metteremo in campo il massimo, senza mai darci per vinti. Al futuro penserò poi. ‘Da grande’ non allenerò e non farò il dirigente, mi vedo più come procuratore. C’è tempo, eh! Prima voglio scrivere nuove pagine con la Lube e con la Nazionale.

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Io proprio io, vi racconto Rio

Francesca POMERI Osimo (An) il 18/02/1993

Pallanuoto – Centro Vasca Rio de Janeiro 2016 – Argento con il “Sette Rosa”

Alle Olimpiadi senti tutto più forte... è come entrare dentro una favola Pensando a nonno Attilio, il gol all’Australia di Francesca Pomeri Partecipare almeno una volta alle Olimpiadi: il sogno di ogni atleta, il sogno che dovrebbe avere ogni bambino che inizia a fare sport. Ma per me non fu così. Per una ragazzina che appena sedicenne lascia famiglia, amicizie, scuola, per uscire da quel paesino di nemmeno diecimila abitanti, Filottrano (An), e coltivare una passione che, chi lo poteva sapere,

mi avrebbe portato alle Olimpiadi. Fu proprio così che i miei genitori acconsentirono a lasciarmi andare a Imperia, ancora ricordo precisamente i 622 chilometri che la separano da Filottrano, e quante volte li ho percorsi su e giù per tornare a casa. È lì, a Imperia che iniziò tutto: crebbi come persona e come atleta. Con le ragazze di Imperia, guidate dall’allena-

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tore Marco Capanna (che è ancora un grande amico per me) e il magnifico tifo della piscina Cascione, scrivemmo la storia: uno scudetto, due Coppe Europee e una Supercoppa. Furono anni indimenticabili, ma poi la magia lentamente scomparve e le nostre strade si divisero: chi cambiò squadra, chi andò all’estero, chi lasciò la pallanuoto. Io sapevo che l’unico modo per continuare a crescere era seguire Marco Capanna a Cosenza, un salto da nord a sud per provare a mettere un piede nella squadra Nazionale, dove da un po’ di tempo iniziavo a farmi spazio. A Cosenza furono gli anni dove iniziai a prendere coscienza di quello che ero, di che tipo di giocatrice potevo diventare, e di quali fossero i miei punti deboli per lavorarci sopra. Nel Club però non riuscivamo a raggiungere i risultati che tutti si aspettavano, per due anni faticammo a salvarci. Intanto però iniziavo a prendere posto nella Nazionale. Per via della mia timidezza, avevo difficoltà a confrontarmi con le ragazze con più esperienza, ma sono riuscita a farmi posto solo grazie al grande impegno e alla dedizione che mettevo negli allenamenti: volevo essere “il soldato perfetto”. Dello spogliatoio della Nazionale non c’è compagna che non ricordo con piacere: con alcune di loro sono cresciuta a Imperia, come Giulia Emmolo e Giulia Gorlero, con altre siamo state compagne dalla Nazionale giovanile, come Chiara Tabani, Elisa Queirolo; poi ho avuto modo di conoscere da compagne in Nazionale e non solo come avversarie sul campo, grandi campionesse come Roberta Bianconi, Rosaria Aiello, Arianna Garibotti, Tania Di Mario. Ognuna di loro ha lasciato qualcosa di indimenticabile dentro di me, difficile dimenticarsi le persone con cui hai sudato tanto, fianco a fianco, per costruire un sogno comune: quelle “maledette” Olimpiadi! Ricordo bene quando iniziai a sentire che dentro di me stava prendendo forma quel sogno: partecipare alle Olimpiadi. Marzo 2016, avevamo appena conquistato la qualificazione olimpica al torneo di Gouda, e tornata a Cosenza decisi di adottare un cane. Avevo scelto una femmina, un cucciolo di maremmano: morbidosa, bianca candida, volevo chiamarla Rio. Poi ho pensato “e se non riuscirò ad andare alle Olimpiadi?”, così le misi di nome… Nana.

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La preparazione estiva fu estenuante, sia dal punto di vista fisico, che mentale, soprattutto per chi come me non era certa di avere un posto fra le 13 convocate per il Brasile. Ma dal giorno che l’allenatore Conti pubblicò le convocate, fu tutto irreale, quasi come vivere dentro ad una favola. A chi mi chiede cosa si prova ad andare alle Olimpiadi riesco a dare una sola risposta: è come vivere una vita a parte, in un mondo parallelo; può scoppiare la terza guerra mondiale, ma nel Villaggio Olimpico si continua a vivere solo di sport. Se ci si pensa bene, dal punto di vista tecnico, il torneo olimpico è uguale a qualsiasi altro torneo: 3 partite di girone, quarti, semifinale e finale. Ma alle Olimpiadi ogni emozione è amplificata, senti tutto più forte, dagli applausi del pubblico ai fischi degli arbitri, all’inno prima della partita. Ed è stato proprio durante l’inno d’Italia prima della partita con l’Australia che ricordo il momento più emozionante delle mie Olimpiadi: mentre cantavo l’inno di Mameli (a squarciagola come al solito, anche se sono stonata come una campana) mi chiesi se mio nonno paterno, nonno Attilio, morto da ormai 16 anni, sarebbe stato fiero di me e se mi stava guardando da lassù. In quel momento mi si incrinò la voce, una lacrima mi scese dagli occhi, ma con il SI’ che chiude l’inno ritorno con la concentrazione al campo. Non sapevo ancora che avrei segnato il mio primo e unico gol del torneo (non mi dispiace la cosa, mi considero un soldato e non una bomber), ma soprattutto non sapevo che quel giorno era anche il compleanno del mio caro nonno. In questo episodio è riassunto il mio torneo olimpico. Le emozioni sono state tantissime, positive ma anche negative, e la soddisfazione di salire sul podio anche se per il secondo posto, ricevere la medaglia anche se d’argento, è stata enorme. Me ne sono resa conto quando scoprii che nella mia piccola Filottrano, avevano allestito un maxischermo in piazza per vedere la finale, e quando al mio rientro a casa, tutto il paese era in piazza ad applaudirmi e a cantare l’inno d’Italia con me. E’ stata una grande sorpresa che mai mi sarei aspettata da quella cittadina, senza piscina, che come diceva l’allenatore della Nazionale giovanile, Roberto Fiori, non è nemmeno sulla cartina geografica. Sono nata ad Osimo (An), è lì che ho mosso le mie prima bracciate, poi il trasferimento a Filottrano che al ritorno dai Giochi mi ha accolto come se fossi sempre stata lì. Invece ero via da 10 anni, anche per questo sentii il bisogno di tornare, di rivivere quel paese, quella casa, come mai avevo fatto in quegli anni. Dopo la bella avventura delle Olimpiadi tornai dai miei, giocai due anni con la squadra di Ancona, la Vela Nuoto, di cui ero il capitano, in serie A2. Raggiunsi con le ragazze di Ancona la massima serie, poi lasciai questo sport, a cui avevo dato tanto. C’è chi pensa che avrei potuto giocare ancora e che magari avrei potuto provare a giocarmi un’altra Olimpiade, ma io ero consapevole di aver dato tutto e ormai ero curiosa di scoprire com’è la vita fuori dalla piscina, la cosiddetta vita reale. Così, durante il grande lockdown imposto dal Covid-19, sono riuscita a laurearmi in Economia, e ora lavoro in banca (ancora a contratto determinato, ma incrociamo le dita…). Durante tutto questo percorso mi ha sempre accompagnato la mia famiglia. I miei genitori e i miei fratelli mi sono sempre stati vicini e mi hanno sostenuto in ogni minuto: dedico a loro tutti i grandi risultati raggiunti, non solo perché quando c’era da festeggiare l’hanno fatto con me, ma soprattutto perché nei momenti più difficili hanno sempre continuato a tifare per me. Non saprò mai quanto possa essere difficile lasciar andare tua figlia, di appena 16 anni, a più di 600 chilometri da casa, sapendo di poterla vedere un weekend al mese, quando va bene. Senza questo loro grande sacrificio, non avrei fatto niente. 39


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I Tecnici a Rio C.T. SCHERMA RUSSIA – Atene 2004 – Pechino 2008 – Londra 2012 – Rio 2016 Stefano CERIONI (Madrid - Spa 24/01/64). Alla sua quarta Olimpiade da Cittì, per la prima volta dopo 3 edizioni in azzurro si è trovato dall’altra parte della barricata, avendo lasciato il ruolo di CT delle Nazionali italiane di Fioretto (dopo i clamorosi successi di Londra: 2 ori, un argento e un bronzo) per ricoprire lo stesso incarico nelle file della Russia. Quella Russia che, non avendo digerito la clamorosa debacle nel Regno Unito (Italia vs Russia 45-28 nella finale femminile), ha pensato bene di affidarsi all’erede del Maestro, Ezio Triccoli, con la mission di riportare la Russia sul tetto del mondo: detto, fatto. Il primo (e finora unico) jesino a salire sul gradino più alto del podio a Los Angeles e Seul 1988 da atleta, ha pienamente centrato l’obiettivo, ribaltando le gerarchie tra la Nazionale del Paese di Putin e la nostra. La Russia a Rio ha infatti colto tre medaglie nel fioretto: oro a squadre maschile (battuti in finale gli Stati Uniti, Italia eliminata prima dalla Francia); bronzo maschile con Timur Safin (nella gara vinta dall’azzurro Daniele Garozzo), ma soprattutto un altro oro nel fioretto femminile, conquistato dalla russa Inna Deriglazova, piegando in finale la nostra Elisa Di Francisca, allenata proprio da Cerioni, fino ai Giochi di Londra. Da Tecnico Cerioni ha dunque “conquistato” 6 ori olimpici, 1 argento e 4 bronzi. Totale 11 medaglie, chi potrà battere questo primato? Perché poi ci sarebbero anche le 4 conquistate direttamente in pedana, ma contando anche queste si arriverebbe a 15, oltre che al clamoroso record di 8 partecipazioni olimpiche. C.T. PALLAVOLO MASCHILE – Rio 2016 Gianlorenzo BLENGINI (Torino, 29/12/71). Alla vigilia dell’appuntamento olimpico in Brasile, sotto contratto con la Lube Cucine Volley, ha lasciato i marchigiani giusto il tempo per guidare, da CT, la nazionale azzurra alla conquista del podio e della medaglia d’argento, dopo la sconfitta in finale (3-0) contro i padroni di casa. Già vice in più occasioni di Mauro Berruto (bronzo a Londra), di cui è stato il successore, prima di Rio aveva vinto con l’Italia l’argento in Coppa del Mondo e il bronzo agli Europei, sempre nel 2015. In carica alla guida della l’Italvolley da tempo qualificata per Tokyo, è nuovamente tornato alla guida della Lube Cucine Civitanova, per rilevare Ferdinando “Fefè” De Giorgi e spingere la squadra marchigiana all’ennesima finale scudetto e verso i prossimi traguardi. TECNICO SCHERMA FIORETTO – Rio 2016 Giovanna TRILLINI (Jesi An, 17/05/70). Quelle in Brasile sono state le prime da tecnico nello staff della Nazionale di Fioretto, dopo le cinque partecipazioni olimpiche da atleta, con un bottino di: 1 oro individuale e 3 a squadre, 1 argento individuale, 2 bronzi individuali e 1 bronzo a squadre. In particolare, dopo il divorzio da Cerioni, Elisa Di Francisca l’aveva voluta a fondo pedana, come è accaduto a Rio, da dove è arrivato un bellissimo argento, ad una sola stoccata dal gradino più alto del podio. Con quella in Brasile, le sue partecipazioni olimpiche sono diventate – fra atleta e tecnico – ben sei, collocando la “Trilla” al secondo posto nella classifica delle presenze ai Giochi “all time”. 41


Sanitari, Preparatori e Assistenti in Brasile MEDICO PALLAVOLO – Pechino 2008 – Londra 2012 – Rio 2016 Piero BENELLI (Pesaro, 12/10/55). Medico dello Sport, docente universitario all’Università “Carlo Bo” di Urbino, formatore, da 33 anni è medico della Victoria Libertas Pesaro, con la quale ha vinto - ai tempi d’oro - uno scudetto e una Coppa Italia, oltre ad aver partecipato alle Final Four di Eurolega nel 1991. Questa esperienza lo ha portato a far parte per più di un lustro (2001/07) dello staff medico della Nazionale maschile di pallacanestro, con la quale ha vinto i Giochi del Mediterraneo nel 2005. Tre anni dopo, la strambata: da sotto canestro a sotto rete, dal basket alla pallavolo. Di qui la serie di partecipazioni e di medaglie ai Giochi, come capo dello staff medico dell’Italvolley maschile, da Pechino a Rio. E non finisce qui. PREPARATRICE ATLETICA SCHERMA – Rio 2016 Annalisa COLTORTI (Jesi An, 16/02/63). Anche lei ex campionessa di fioretto prima e di spada poi (1989/1991), appese le armi al chiodo, dopo aver vinto un argento e un bronzo ai mondiali, si è dedicata con successo alla carriera di preparatrice atletica, tanto da seguire alcune fra le atlete italiane (e straniere) più forti. Su tutte, Valentina Vezzali, Elisa Di Francisca e più di recente Alice Volpi. E’ stata Annalisa, carattere forte e determinato, a preparare per il Brasile la campionessa olimpica in carica di Londra. Non solo. Perché il CT azzurro Andrea Cipressa, l’ha voluta al suo fianco per allenare l’intera squadra azzurra in Brasile. FISIOTERAPISTA SCHERMA – Sydney 2000 – Atene 2004 – Pechino 2008 Londra 2012 – Rio 2016 Stefano VANDINI (Piobbico Pu, 19/06/70). Considerato il buon nome che il massofisioterapista pesarese si era fatto nel mondo della scherma, ha iniziato la sua collaborazione con la FIS presieduta da Antonio Di Blasi, già nel 1996, all’indomani dei Giochi Olimpici di Atlanta. Da allora Vandini (al centro nella foto) è stato un utilissimo supporto allo staff di fisioterapisti in forza all’Italscherma, miniera d’oro per lo Sport italiano. Fondamentale il suo apporto agli atleti, sia nel pre che nel post gara, tenuto conto che spesso vi sono tempi di recupero brevissimi, tra un assalto e l’altro. Ormai da un ventennio prende parte a tutti gli eventi di maggiore rilevanza e solo per quanto riguarda le partecipazioni ai Giochi è arrivato a quota 5!

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SCOUTMAN PALLAVOLO – Pechino 2008 – Londra 2012 – Rio 2016 Matteo CARANCINI (Macerata, 06/04/82). Non c’è due senza tre. L’esperienza maturata a Pechino e Londra ha portato lo scoutman maceratese ad assicurarsi la terza partecipazione consecutiva ai Giochi, a conferma di essere fra i migliori al mondo nel suo ruolo. D’altra parte, il periodo in Nazionale femminile al fianco di Massimo Barbolini (2005/10), quello con Maurizio Berruto alla maschile e, soprattutto, quello in continuità con la Lube Cucine Macerata e Civitanova, hanno indotto coach Blengini ad averlo nello staff azzurro anche a Rio. ASSISTENTE SPIRITUALE – Pechino 2008 – Vancouver 2010 – Londra 2012 Sochi 2014 – Rio 2016 Don Mario LUSEK (Petritoli Fm, 30/11/51). Dal 2008 è stato il “padre spirituale” delle squadre italiane a Cinque Cerchi e con quelle di Rio è arrivato a 5 partecipazioni, tra giochi olimpici e paralimpici. Dal 2007 al 2017 è stato direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale del Tempo Libero, Turismo e Sport della Conferenza Episcopale Italiana. Dotato di straordinarie capacità comunicative, si è autodefinito “Non un coach dell’anima, ma una presenza discreta che esprime la vicinanza della Chiesa al mondo dello Sport”. Anche in Brasile ha seguito la delegazione tricolore olimpica, soprattutto all’interno del Villaggio (negli spazi dedicati alle pratiche e funzioni religiose), come anche a Casa Italia. Quella in Brasile è stata l’ultima partecipazione del sacerdote fermano ad una Olimpiade, e agli Invernali coreani di Pyeongchang 2018 è stato sostituito nel ruolo da Don Gionatan De Marco, leccese di Tricase.

Il lob di Osmany Juantorena

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Io proprio io, vi racconto Rio

Gianmarco TAMBERI Civitanova Marche (Mc) il 01/06/1992

Atletica Leggera – Salto in Alto Londra 2012 – Eliminatorie

Saltare i Giochi un dolore tremendo, poi il grande regalo di Malagò e la “ciliegina” dei commenti in RAI

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di Gianmarco Tamberi

Il presidente Malagò al “Raffaello Sanzio” di Falconara, nel giorno dell’invito a “Gimbo”

Rio é stata un’esperienza gratificante e indimenticabile. Fin da quando mi è stato chiesto di andare, senza saltare. Come non avrei potuto più, stante quel fardello di gesso che mi portavo appresso ormai da settimane. Non scorderò mai quella telefonata e quell’invito del presidente del CONI, Malagò, a raggiungerlo all’aeroporto di Falconara (Marittima , An ndr). Aveva preso un aereo per venire ad invitarmi di persona in Brasile; aveva solo due ore di tempo prima di rientrare a Roma. Mi offriva la possibilità di essere comunque, in qualche modo, là dove avevo sempre sognato di essere da quattro anni prima, all’indomani di una Olimpiade di Londra che avevo conquistato in extremis e che forse era arrivata troppo presto. Mi precipitai all’Aeroporto. L’invito a rappresentare l’Italia come Testimonial per promuovere “Roma 2024” (che poi non si candidò più), mi sembrò un’esperienza esaltante per mitigare almeno in parte il dolore che mi provocò la rinuncia ai Giochi, dopo quell’incredibile gara di Montecarlo, il 15 luglio, in Diamond League, dove arrivò il primato personale (2,39), ma anche l’infortunio più tremendo della mia carriera: la lesione al legamento deltoideo della caviglia sinistra – quella di stacco - che mi fece andare sotto i ferri due volte. Tre giorni dopo quell’urlo straziante cacciato provando 2,41 e nel gennaio 2017, per la rimozione dell’Os Trigonum, un osso accessorio che a volte si sviluppa procurando dolori. Mi era sembrato – come in realtà fu per mano del Presidente Malagò – un risarcimento del destino, per quello che mi era incredibilmente successo. Sarei andato comunque a Rio, avrei affiancato i miei compagni in Nazionale, potendo stargli accanto e tifarli, come facciamo sempre uno con l’altro. Poi, qualche giorno dopo successe un’altra cosa che non avrei immaginato. Mi chiamò la Rai, per chiedermi se mi fossi prestato a commentare le gare degli azzurri ai Giochi, ogni volta, a fine giornata, per una mezzoretta. Accettai di buon grado e fu bellissimo dialogare con il conduttore, Franco Lauro, che purtroppo ci ha lasciati poco più di un anno fa. Anche lui come me amava soprattutto il basket e anche su questo, a microfoni spenti, ci facevamo delle belle chiacchierate, mentre la mia Chiara (Bontempi ndr) – che non aveva accesso ai mega studi delle televisioni di tutto il mondo – mi aspettava fuori, con la sua proverbiale pazienza. Non solo commenti da studio, però. Perché in realtà avevo la possibilità di vedermi anche le gare dal vivo e magari di commentarle al microfono di Elisabetta Caporale (inviata RAI ndr). Non so descrivere tutto ciò che sentivo dentro, guardando la gara di salto in alto che non mi vedeva chiedere il battimani a tempo al pubblico, come ero e sono abituato a fare, in ogni luogo delle mie gare. I sentimenti erano tanti, ma non ho mai voluto cercare di capire che risultato avrei potuto ottenere, se fossi stato dentro al campo, anziché sugli spalti. Quando cominci una gara non sai mai come andrà a finire. Una cosa però la so. Se vinci, tutti sono lì a celebrarti per giorni e giorni, dal vivo, sui social, in ogni modo. Se esci sconfitto, con quella sconfitta rimani lì, da solo, a rimuginare e a capire perché sia venuta a trovarti. Ci farai i conti, fino alla prossima gara, fino a quando non potrai scambiarla con una vittoria e metterla dietro le spalle. Tokyo? L’attesa per l’Olimpiade di Tokyo? Non riesco a contare quante volte ci penso in un solo giorno, tanto è vero che tra un po’ staccherò la spina e non ci sarà altro per me, fino a quel 30 luglio, il giorno delle qualificazioni. E spero che in tanti si preparino ad un’altra delle tante notti in bianco… e se ci sarà o no pubblico allo stadio, immaginerò che da casa facciate tutti il tifo per me e per l’Italia. Promesso?

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Partecipazione “all time” di Atleti ai Giochi Olimpici e Paralimpici Rossini, Trillini e Vezzali, fantastico tris di presenze (5) 1 Galliano ROSSINI

5

1952 – 1956 – 1960 – 1964 – 1968

40 Emilio BONFIGLI

1

1924

2 Giovanna TRILLINI

5

1992 – 1996 – 2000 – 2004 – 2008

41 Enrico PUCCI

1

1924

3 Valentina VEZZALI

5

1996 – 2000 – 2004 – 2008 – 2012

42 Emilio PIERSANTELLI

1

1924

4 Gastone PIERINI

4

1924 – 1928 – 1932 – 1936

43 Romeo SISTI

1

1928

5 Stefano CERIONI

4

1984 – 1988 – 1992 – 1996

44 Francesco PACINI

1

1932

6 Alessandro CORONA

4

1992 – 1996 – 2000 – 2004

45 Amedeo BRUNI

1

1932

7 Paolo TOFOLI

4

1992 – 1996 – 2000 – 2004

46 Adolfo MAZZINI

1

1936

8 Samuele PAPI

4

1996 – 2000 – 2004 – 2012

47 Umberto PITTORI

1

1936

9 Filippo MAGNINI

4

2004 – 2008 – 2012 – 2016

48 Bruno GIACCONI

1

1936

10 Giorgio FARRONI

4

2000 – 2008 – 2012 – 2016 (Paralimpici Estivi)

49 Livio ISOTTI

1

1948

11 Angelo ROMANI

3

1952 – 1956 – 1960

50 Carlo VITTORI

1

1952

12 Giovanni CARMINUCCI

3

1960 – 1964 – 1968

51 Amos MATTEUCCI

1

1952

13 Pasquale CARMINUCCI

3

1960 – 1964 – 1968

52 Italo BELLINI

1

1952*

14 Roberto GALLUCCI

3

1988 – 1992 – 1996 (Paralimpici Estivi)

53 Antonio DE GAETANO

1

1960

15 Antonio MARTELLA

3

1992 – 1996 – 2008 (Paralimpici Estivi)

54 Giuseppe TONUCCI

1

1960

16 Emanuele BIRARELLI

3

2008 – 2012 – 2016

55 Quarto PIANESI

1

1960

17 Andrea CIONNA

3

2004 – 2008 – 2012 (Paralimpici Estivi)

56 Alessandro RIMINUCCI

1

1960

18 Adriano FACCHINI

2

1956 – 1960

57 Giulio GIUNTA

1

1960

19 Gianfranco PAOLUCCI

2

1964 – 1968

58 Primo ZAMPARINI

1

1960

20 Gianni DEL BUONO

2

1968 – 1972

59 Gianfranco BERTINI

1

1964

21 Armando DE VINCENTIIS

2

1972 – 1976

60 Massimo MINERVINI

1

1964

22 Ivan BISSON

2

1972 – 1976

61 Carlo PASSIATORE

1

1968

23 Dino COSTANTINI

2

1972 – 1988

62 Antonio BRUTTI

1

1972

24 Susanna BATAZZI

2

1976 – 1980

63 Gaetano CARBONI

1

1972

25 Marco MARCHEI

2

1980 – 1984

64 Damiano LASSANDRO

1

1972

26 Carlo MATTIOLI

2

1984 – 1988

65. Francesco BUTTERI

1

1976 (Invernali)

27 Juri FAZI

2

1984 – 1988

66 Luigi MINCHILLO

1

1976

28 Giovanni LO IACONO

2

1984 – 1988 (Paralimpici Estivi)

67 Doriana PIGLIAPOCO

1

1976

29 Annamaria SOLAZZI

2

1996 – 2000

68 Marco TAMBERI

1

1980

30 Daniele CAIMMI

2

1996 – 2000

69 Mauro DI BERNARDO

1

1980

31 Francesca FRANCOLINI

2

2000 – 2004

70 Annarita SPARACIARI

1

1980

32 Marta GAMBELLA

2

2000 – 2004

71 Claudio PATRIGNANI

1

1984

33 Lucia MORICO

2

2004 – 2008

72 Vincenzo CECI

1

1984

34 Clarissa CLARETTI

2

2004 - 2008

73 Carla LASI

1

1984

35 Elisa DI FRANCISCA

2

2012 – 2016

74 Walter MAGNIFICO

1

1984

36 Massimo FABBRIZI

2

2012 – 2016

75 Sauro NICOLINI

1

1984 (Paralimpici Estivi)

37 Assunta LEGNANTE

2

2012 – 2016 (Paralimpici Estivi)

76 Giuseppe IACHINI

1

1988

38 Serafino MAZZAROCCHI

1

1912

77 Giorgio CAMPANELLA

1

1988

39 Gianni PATRIGNANI

1

1924

78 Andrea MAGI

1

1988

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Numero dei partecipanti Marchigiani ad ogni edizione dei Giochi 79 Massimo COSTANTINI

1

1988

80 Roberto MASCIARELLI

1

1992

1912 STOCCOLMA 1

81 Pierpaolo ILLUMINATI

1

1996

1924 PARIGI

82 Manuela MANNA BOCCHINI 1

1996

1928 AMSTERDAM 2

83 Sara PAPI

1

1996

1932

84 Cristian GIANTOMASSI

1

1996

1936 BERLINO

3

85 Marcello TITTARELLI

1

1996

1948 LONDRA

1

86 Alessandro ATTENE

1

2000

1952 HELSINKI

5

87 Andrea RAFFAELLI

1

2000

1956 MELBOURNE 3

88 Massimo AMBROSINI

1

2000

1960 ROMA

12

89 Fabiana FARES

1

2000

1964 TOKYO

6

90 Edith CIGANA

1

2000

1968

6

91 Giovanni PANTALEONI

1

2000

1972 MONACO

92 Laura ZACCHILLI

1

2000

1976 MONTREAL 5

93 Rodolfo ROMBALDONI

1

2000

1980 MOSCA

5

94 Giorgio MORBIDELLI

1

2006 (Invernali)

1984

8

95 Salvatore BOCCHETTI

1

2008

1988 SEOUL

96 Alessandro PAPARONI

1

2008

1992 BARCELLONA 7

97 Filippo Maria BALDASSARRI 1

2012

1996 ATLANTA

13

98 Andrea BARI

1

2012

2000 SYDNEY

14

99 Julieta CANTALUPPI

1

2012

2004 ATENE

15

100 Paolo OTTAVI

1

2012

2008 PECHINO

9

101 Michele REGOLO

1

2012

2012 LONDRA

12

102 Gianmarco TAMBERI

1

2012

2016

8

103 Riccardo SCENDONI

1

2012 (Paralimpici Estivi)

104 Martina CENTOFANTI

1

2016

105 Osmany JUANTORENA

1

2016

106 Francesca POMERI

1

2016

107 Simone RUFFINI

1

2016

108 Ruud Lorain KOUTIKI

1

2016 (Paralimpici Estivi)

109 Riccardo BUGARI

1

2018 (Invernali)

110 Luca MASSACCESI

1

1992 (Sport dimostrativo)

111 Sabrina AGARBATI

1

1992 (Sport dimostrativo)

112 Michele CANDELARI

1

1924 (Ritirato)

113 Mario GALEAZZI

1

1924 (Ritirato)

114 Carlo PUTZ

1

1960 (Non in gara)

115 Annalisa GAMBELLI

1

1988 (Non in gara)

116 Umberto MAZZINI

1

1996 (Non in gara)

117 Luca VERDECCHIA

1

2000 (Non in gara)

118 Michele MAGGIOLI

1

2008 (Non in gara)

LOS ANGELES

CITTÀ MESSICO

LOS ANGELES

RIO DE JANEIRO

7

3

7

9

Anche a causa del forfait del già qualificato altista, Gianmarco Tamberi, rispetto ai Giochi di Londra 2012, in Brasile la rappresentativa azzurra targata Marche si è non poco ridotta, anche in considerazione del fatto che Martina Centofanti (Ginnastica Fabriano) e Osmany Juantorena (Lube Volley), pur ricompresi negli 8, non sono nativi delle Marche, ma ne hanno rappresentato brillantemente i colori. I Giochi di Atene 2004 continuano a detenere il record di partecipazioni (15), mentre Rio de Janeiro 2016 si colloca all’ottavo posto. * Italo BELLINI (Castelraimondo, Mc 20 luglio 1915 – Roma, 1 gennaio 1993), tiro a Volo, fossa individuale. Il 25 e 26 luglio 1952 ha chiuso all’8° posto i Giochi di Helsinki con 186 punti (su 200), alle spalle di Galliano Rossini. In gara 40 partecipanti, in rappresentanza di 22 Stati. Il Comune di Castelraimondo (Mc) gli ha recentemente intitolato gli impianti sportivi. 47


La foto (A. Carloni) scattata all’ExCel Exhbition Centre di Londra durante i Giochi Olimpici di Londra il 28 luglio 2012 fissa un’immagine storica e indimenticabile: issate tre bandiere italiane a sottolineare il podio tutto tricolore (Elisa Di Francisca, Arianna Errigo, Valentina Vezzali) dopo le finali del Fioretto femminile. Mai capitato prima, mai capitato dopo...

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Con uno sguardo particolare agli atleti marchigiani

Curiosità nella storia delle Olimpiadi

Nazioni sempre presenti ai Giochi:

Francia – Gran Bretagna - Italia – Svizzera

Primo atleta a giurare ai Giochi:

Victor Boin (Schermidore belga)

Anversa 1920

Primo italiano ai Giochi Olimpici:

Giuseppe Rivabella

Atene 1896

Prima italiana ai Giochi:

Rosetta Gagliardi (Tennis)

Anversa 1920

Prima medaglia d’Oro italiana:

conte Gian Giorgio Trissini

Parigi 1900

Prima medaglia d’Argento italiana:

conte Gian Giorgio Trissini

Parigi 1900

Primo oro marchigiano ai Giochi:

Serafino Mazzarocchi

Stoccolma 1912

Primo bronzo marchigiano ai Giochi:

Serafino Mazzarocchi

Stoccolma 1912

Prima medaglia d’oro femminile italiana:

Valla “Ondina” Trebisonda

Berlino1936

Primo oro femminile marchigiano:

Giovanna Trillini

Barcellona 1992

Primo argento marchigiano ai Giochi:

Galliano Rossini – Giovanni Carminucci

Roma 1960

Italiano più medagliato in una Olimpiade:

Nedo Nadi (5 ori e un argento)

Anversa 1920

Italiano più medagliato ai Giochi:

Edoardo Mangiarotti (Scherma)

13

Più medagliata ai Giochi Invernali:

Stefania Belmondo (Sci di Fondo)

10

Più medagliata ai Giochi Estivi:

Valentina Vezzali 9

Maggior numero di ori conquistati:

Valentina Vezzali 6

Marchigiano con più partecipazioni:

Galliano Rossini 5

Marchigiane con più partecipazioni:

G. Trillini – V. Vezzali 5

Marchigiano con più partecipazioni:

Stefano Cerioni

8 (4+4)

Città non capoluogo con più Campioni Olimpici:

Jesi (An)

4*

Primo portabandiera italiano ai Giochi:

Pietro Bragaglia

Londra 1908

Prima portabandiera italiana ai Giochi:

Miranda Cicognani

Helsinki 1952

Prima portabandiera marchigiana ai Giochi:

Giovanna Trillini

Atlanta 1996

Ultima portabandiera marchigiana ai Giochi:

Valentina Vezzali

Londra 2012

Città non capoluogo con più portabandiera al mondo:

Jesi (An)

Atlanta 1996 – Londra 2012

* Stefano Cerioni – Giovanna Trillini – Valentina Vezzali – Elisa Di Francisca

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Giochi Paralimpici Estivi Rio 2016 51


Luca Pancalli Presidente Comitato Italiano Paralimpico Questo volume rappresenta un altro prezioso tassello nel percorso narrativo costruito negli anni da Andrea Carloni. Un viaggio nelle Olimpiadi e Paralimpiadi da un punto di vista particolare, quello di un territorio, come le Marche, che le ha dato un contributo importante allo sport italiano sia dal punto di vista dei risultati che nella promozione e diffusione dei suoi valori: non solo atlete e atleti, dunque, ma anche tecnici, giudici di gara, giornalisti, sanitari, dirigenti, volontari, ossia tutte quelle persone che hanno reso grandi questi due eventi globali, espressione massima della bellezza e della forza dello sport. Il presente testo ripercorre le ultime due tappe della gloriosa storia azzurra, olimpica e paralimpica: Rio 2016 e PyeongChang 2018. Dal punto di vista dello sport paralimpico Rio 2016 ha rappresentato l’edizione della consacrazione. I semi piantati con la Paralimpiade di Londra 2012, a Rio sono diventati frutti rigogliosi in termine di visibilità, cultura e popolarità. Una Paralimpiade da record per l’Italia, con 39 medaglie. A PyeongChang invece gli azzurri paralimpici hanno riportato a casa quelle medaglie che mancavano da Vancouver 2010. Un piccolo ma significativo successo, di prospettiva. Gli atleti marchigiani sono stati protagonisti di alcune splendide imprese: impossibile, ad esempio, non citare due campioni come Assunta Legnate e Giorgio Farroni. Ma io credo che il più grande contributo di questa Regione, oltre le medaglie, sia nella capacità di promozione, dal basso, di uno sport per tutti, senza barriere e senza distinzioni. Un prezioso patrimonio al servizio di una comunità territoriale e del Paese intero.

Luca Savoiardi Presidente Comitato Italiano Paralimpico Marche "Quando mi allenavo, prima dell'incidente, mi divertivo e stavo bene ma ci andavo un pò svogliato. E davo tutto per scontato. Ora aspetto ogni allenamento con la gioia nel cuore, lo spogliatoio, i compagni di squadra, la sfida con me stesso, superare i miei limiti, divertirmi e stare bene. Tutto questo è diventato prezioso, dal valore enorme". Queste parole, dette da un giovane ragazzo disabile che ha abbracciato lo sport paralimpico dopo un incidente, sintetizzano, come meglio non si potrebbe, l'importanza dello sport. Per tutti. Ma ancor più per un ragazzo diversamente abile. Lo sport che diventa fonte di realizzazione personale e parte imprescindibile di un processo di riabilitazione e di reinserimento sociale. Lo sport che può spronare tanti, tantissimi giovani disabili a rialzare la testa, a trovare nuove motivazioni e spingerli a vincere la loro personale Olimpiade con la vita. Per questo, come Comitato Regionale CIP, da sempre ci poniamo l’obiettivo principale di promuovere la cultura paralimpica e di abbattere davvero ogni barriera, sia fisica, infrastrutturale che, appunto, culturale. Con il sogno di riuscire a vedere, un domani (anche se, mi sento di dire, già da qualche anno siamo nella giusta direzione da questo punto di vista) palazzetti, piscine, piste di atletica e impianti sportivi sempre più accendersi anche per manifestazioni paralimpiche in cui siano protagonisti gli atleti disabili. E grandi atleti possono, anche attraverso il loro racconto in pubblicazioni come questa, diventare esempio per tantissimi giovani disabili”. 52


Italia da incorniciare ai Paralimpici

La carica dei 101 azzurri

Dopo aver ricordato che è stata l’Italia, a Roma 1960, a tenere a battesimo i primi Giochi Paralimpici della storia, gli ultimi, i XV estivi si sono svolti a Rio de Janeiro in Brasile, tra il 7 e il 18 settembre 2016. Li abbiamo definiti “estivi”, ma in realtà, per il Paese e il periodo in cui si sono tenuti, questi Giochi si sono svolti in una stagione invernale. E non era mai successo. Non solo, questa edizione sarà anche ricordata come la prima in un Paese dell'America latina e la seconda nell'emisfero australe, dopo quella di inizio terzo millennio, a Sydney 2000. Due gli Sport al debutto in questa edizione: canoa e triathlon paralimpici. Se l’edizione di Londra è stata quella degli stadi esauriti per le gare paralimpiche, quella di Rio 2016 – se possibile – ha fatto ancora di più per l’intero movimento, con un pubblico televisivo da record, con oltre 2,1 milioni di spettatori appassionati e prestazioni eccezionali degli atleti para. Alle competizioni hanno preso parte 4.328 atleti paralimpici (2.657 uomini e 1.671 donne) provenienti da 159 paesi; battuti 220 record mondiali e 432 paralimpici. Il programma completo prevedeva Tiro con l'arco, Atletica, Bocce, Canoa, Ciclismo, Equitazione, Calcio a 5, Calcio a 7, Goalball, Judo, Powerlifting, Canottaggio, Vela, Tiro para sport, Sitting volley, Para nuoto, Ping pong, Triathlon, Basket in carrozzina, Scherma in carrozzina, Rugby in carrozzina e Tennis in carrozzina.

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La portabandiera azzurra ai Paralimpici di Rio 2016, Martina Caironi

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In tutto si sono svolti 528 eventi per le medaglie in 22 sport; 83 Paesi hanno vinto almeno una medaglia paralimpica, più di qualsiasi altro Gioco precedente. Purtroppo però, una tragedia si è abbattuta sull’appuntamento in Brasile; nel penultimo giorno di competizioni, quando nel corso della gara su strada ha perso la vita il ciclista iraniano, Bahman Golbarnezhad. Quella in Sudamerica per l’Italia è stata una paralimpiade da incorniciare. La carica dei nostri 101 ragazzi in 18 discipline ha portato alla conquista di 39 medaglie, con 10 ori, 14 argenti e 15 bronzi, il che ha significato un incremento di 11 podi rispetto a Londra 2012 (mai così bene da Atlanta 1996) e la nona posizione nel medagliere. Entrare nella “top ten” paralimpica non accadeva da 44 anni (Heidelberg 1972)! Portabandiera nella cerimonia d’apertura è stata per noi la velocista Martina Caironi, in quella di chiusura la fiorettista, Beatrice “Bebe” Vio. Ma vediamo in dettaglio i vincitori delle medaglie tricolori, compreso l’oro della nostra Assunta Legnante, tesserata per l’APDC Anthropos Civitanova Marche. Tre ori: Luca Mazzone e Vittorio Podestà (Ciclismo). Due ori: Alex Zanardi (Ciclismo). Un oro: Federico Morlacchi e Francesco Bocciardo (Nuoto), Alex Zanardi e Paolo Cecchetto (Ciclismo), Assunta Legnante e Martina Caironi (Atletica Leggera), Beatrice Vio (Scherma). Tre argenti: Federico Morlacchi (Nuoto). Due argenti: Francesco Bettella e Arjola Trimi (Nuoto). Un argento: Cecilia Camellini e Giulia Ghiretti (Nuoto), Michele Ferrarin (Paratriathlon), Martina Caironi e Oney Tapia (Atletica Leggera), Alberto Simonelli (Tiro con l’arco), Luca Mazzone e Alex Zanardi (Ciclismo).


Due bronzi: Francesca Porcellato (Ciclismo). Bronzo: Giovanni Achenza (Paratriathlon), Giulia Ghiretti, Vincenzo Boni e Efrem Morelli (Nuoto), Roberto Airoldi e Elisabetta Mijno (Tiro con l’arco), Giada Rossi e Amine Kalem (Tennistavolo), Giancarlo Masini, Fabio Anobile e Andrea Tarlao (Ciclismo), Andrea Mogos, Loredana Trigilia, Beatrice Vio (Scherma), Alvise De Vidi e Monica Contrafatto (Atletica Leggera).

Le 15 edizioni dei Giochi Paralimpici (1960-2016) I

Roma

Italia 1960

18 – 25 Settembre

II

Tokyo

Giappone 1964

03 – 12 Novembre

III

Tel Aviv

Israele 1968

04 – 13 Novembre

IV

Heidelberg

Germania 1972

02 – 10 Agosto

V

Toronto

Canada 1976

03 – 11 Agosto

VI

Arnhem

Olanda 1980

21 – 30 Giugno

Inghilterra 1984

17 – 30 Giugno

VII Stoke Mandeville (atleti su sedia a rotelle)

VII New York USA 1984 17 – 30 Giugno (atleti con paralisi cerebrale, disabili visivi, amputati e altre disabilità) VIII

Seoul

Corea del Sud 1988

15 – 24 Ottobre

IX

Barcellona

Spagna 1992

03 – 14 Settembre

X

Atlanta

USA 1996

15 – 26 Agosto

XI

Sydney

Australia 2000

18 – 29 Ottobre

XII

Atene

Grecia 2004

17 – 28 Settembre

XIII

Pechino

Cina 2008

06 – 17 Settembre

XIV

Londra

Gran Bretagna 2012

29 Agosto - 9 Settembre

XV

Rio de Janeiro

Brasile 2016

07 - 18 Settembre

XVI

TOKYO

GIAPPONE 2020/21

24 Agosto – 5 Settembre

Francia 2024

28 Agosto - 8 Settembre

XVII Parigi

I medagliati MARCHIGIANI (dopo i Giochi Paralimpici di Rio de Janeiro 2016) NOME

ORO ARG BRO TOT

4 3 8 15

Assunta LEGNANTE (Atletica Leggera)

2

-

-

2

Giovanni LOIACONO (Atletica Leggera)

1

1

2

4

Roberto GALLUCCI (Goalball)

1

-

-

1

Sauro NICOLINI (Nuoto)

-

1

2

3

Giorgio FARRONI (Ciclismo)

-

1

1

2

Andrea CIONNA (Atletica Leggera)

-

-

2

2

Antonio MARTELLA (Tio a Segno)

-

-

1

1

•Tutte le medaglie sono state conquistate a livello individuale •In rosso sono elencati i risultati ottenuti da atleti in attività. 55


Atletica Leggera e Ciclismo, tutte le gare dei marchigiani

Legnante super, Farroni e Koutiki gran bel tris ai Paralimpici in Brasile! Assunta LEGNANTE (Frattamaggiore Na – 14/05/78) – Atletica Leggera, lanci. Tesserata per l’APDC Anthropos Civitanova Marche presieduta da Nelio Piermattei è da tempo stata adottata dalle Marche, tanto da essersi anche candidata (nel 2021) a rappresentare gli Atleti nel Consiglio Regionale del CIP Marche. Già Campionessa Europea assoluta Indoor nel 2007 e primatista italiana assoluta normodotati con la misura di 19,20 m., ha partecipato alle Olimpiadi di Pechino 2008, classificandosi al 19° posto nel getto del peso. Alta 1.89 per 122 kg, successivamente è divenuta atleta paralimpica (cat. F11-F12) a causa di un glaucoma che le ha lentamente ma inesorabilmente tolto la vista. Nel 2012, da ipovedente ha conquistato la medaglia d’oro nel getto del peso ai Giochi di Londra, classificandosi ottava nel lancio del disco. Nonostante varie vicissitudini legate alle sue condizioni fisiche, si è qualificata senza problemi per i Giochi di Rio, dove ha sfiorato il podio – chiudendo al quarto posto (con m. 31,51) – nel lancio del disco – alle spalle della cinese Zhang Liangmi 36,65, di Tang Hongxia 35,01 e Izabela Ocampos 32,60. Il 14 settembre, nel getto del peso, “la specialità della casa”, Assunta era chiamata a difendere il titolo conquistato nel Regno Unito e non ha fallito l’obiettivo, nonostante i problemi fisici. Con una bella serie di lanci (m. 15,30-14,6115,09-15,54-14,97 e 15,74), si è aggiudicata la medaglia d’oro con la misura migliore all’ultimo lancio, battendo nell’ordine l’uzbeca Safiya Burkanova (15,05) e la messicana Rebeca Valenzuela Alvarez (13,05). In Sudamerica, Assunta ha indossato come sempre la mascherina di Diabolik, ma ha confessato che l’originale è nelle mani di Papa Francesco, al quale la consegnò in un indimenticabile incontro. Dopo i Giochi, la marchigiana d’adozione simpaticamente soprannominata “cannoncino”, si è aggiudicata altri prestigiosi titoli, vincendo a Londra i mondiali 2017 e gli Europei nel 2018, oltre all’oro nel disco a Dubai 2019.

Giorgio FARRONI (Fabriano – An 28/09/76) – Ciclismo su strada mista. Dopo Sydney, Pechino e Londra, con la partecipazione ai Giochi Paralimpici di Rio de Janeiro il pluricampione campione mondiale (3 i titoli conquistati), è balzato in testa

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agli atleti paralimpici, entrando poi nella top ten delle partecipazioni marchigiane “all time” ai Giochi, con 4 presenze. Purtroppo quella in Brasile è stata la partecipazione più tribolata nella sua carriera e per Giorgio, il non c’è due senza tre, stavolta non è scattato, visto che è rimasto solo vicino al podio di Rio, dopo il bronzo in Cina e l’argento in riva al Tamigi. In particolare, ha chiuso al 5° posto con il tempo di 51’52” – a 55” dal vincitore, il tedesco Hans Peter Durst - la corsa in linea cat. T1-2. Davanti a Farroni, anche il britannico David Stone (2°), il colombiano Nestor Ayala (3°) e lo statunitense Ryan Boyle (4°). Risultati a sorpresa, dal momento che il fabrianese era considerato tra i sicuri favoriti. Cosa sia successo è presto spiegato. Nonostante l’ottima e scrupolosa (come sempre) preparazione, il ciclista fabrianese è stato colto da dolori alla testa e allo stomaco nell’immediata vigilia della gara, per cui chiudere fra i primi è stato già un grande risultato. E non è andata meglio nella gara a cronometro, chiusa all’11° posto con il tempo di 27’04”08, molto lontano dai suoi standard abituali. Il motivo, ancora tanta sfortuna che gli ha remato contro sotto forma dello sganciamento, per ben sette volte, dello stesso pedale. In una gara così veloce, certe si pagano. Ad ogni buon conto, Farroni non ha alcuna voglia di mollare: anzi, punta dritto alla “manita”, cioè alla quinta partecipazione ai Giochi… determinazione e cuore ce ne sono? Da vendere.

Ruud Lorain Flovany KOUTIKI TSILULU (Brazzaville – Repubblica del Congo – 19/10/89) – Velocista con disabilità intellettiva, ha debuttato ai Giochi a quelli di Rio, avendo però già alle spalle una serie di titoli mondiali ed europei FISDIR (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva e Relazionale) nella categoria T20, fra 60 metri indoor, 100, 200, 400 metri piani e salto in lungo. La storia di Ruud è di quelle che lasciano il segno, visto che prima di diventare un grande protagonista dell’atletica leggera paralimpica, tesserato per l’APDC Anthropos Civitanova Marche, ha rischiato la vita sin dalla nascita, a causa di un’ipossia cerebrale che gli ha procurato lesioni permanenti. All’età di 10 anni, per sfuggire ai terribili conflitti in atto nel suo Paese, Ruud si trasferisce con la sua famiglia a Parigi, per poi stabilirsi definitivamente in provincia di Ascoli Piceno, a Caselle di Maltignano. E’ stata la scuola ad avvicinarlo all’atletica leggera, dove fin da subito ha messo in mostra le sue doti di velocista. Se il buongiorno si vede dal mattino, i primi risultati parlavano chiaro: avrebbe avuto una brillante carriera agonistica e così è successo. Il primo titolo arriva dieci anni fa, ai Global Games 2011, dove ottiene la sua prima vittoria internazionale, dominando i 100 metri ad Imperia. Poi una bella serie di risultati che lo hanno portato a conquistare la convocazione in Nazionale nel giro di pista ai Paralimpici di Rio 2016. Qui, l’8 settembre, dopo aver chiuso le eliminatorie dei 400 metri in 51”53, ripescato il suo tempo, il giorno dopo in finale si è nettamente migliorato, chiudendo al 7° posto con 51”14, nella gara vinta dal brasiliano Daniel Martins (47”22). Koutiki Tsilulu è grato al nostro Paese: “Vestire la maglia della Nazionale è sempre stato per me un privilegio, perché l’Italia è un Paese che mi ha dato l’opportunità di essere quello che sono oggi“.

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Io proprio io, vi racconto Rio

Assunta LEGNANTE Frattamaggiore (Na) il 14/05/1978

Atletica Leggera – Lanci

Atene 2004 – Qualificata, ma non ammessa (Giochi Olimpici) Pechino 2008 – 19° classificata Getto del Peso (Giochi Olimpici) Londra 2012 – 8° classificata nel Lancio del Disco Londra 2012 – Oro nel Getto del Peso Rio de Janeiro 2016 – Oro nel Getto del Peso Rio de Janeiro 2016 – 4° classificata nel Lancio del Disco

Ho spento il dolore, acceso la testa… e dopo Londra è arrivato un altro Oro! di Assunta Legnante Potrei definirla così: dalla sofferenza alla gioia. Irrefrenabile. La mia seconda Paralimpiade, quella di Rio de Janeiro, non cominciò con grandi proclami a causa dei problemi fisici che mi portavo dietro ormai da più di un anno. Un intervento alla colonna vertebrale per un'ernia del disco mi procurava dolori lancinanti che mi hanno accompagnata per tutta la preparazione. A dire il vero, anche dopo l'intervento non ero proprio nelle migliori condizioni da potermi aspettare di raggiungere grandi misure, indispensabili per centrare l’obiettivo di andare a medaglia, possibilmente la più pregiata. All'arrivo in Brasile ero consapevole di non essere l'atleta di quattro anni prima, se poi ai quattro anni in più aggiungiamo quegli acciacchi che non mi avevano permesso di allenarmi come avrei dovuto e voluto, la mia avventura carioca si prospettava abbastanza indecifrabile, nonostante potessi vantare la migliore misura dell'anno, nel getto del peso. Il Brasile e i suoi abitanti ci hanno accolto come nella loro natura, nonostante le tensioni politiche del momento, con tanta allegria. La vita nel Villaggio Olimpico scorreva in modo tranquillo, consapevoli che eravamo ad un evento internazionale e che per molti sarebbe stata un’occasione irripetibile. Eravamo lì, tutti, sapendo bene di aver lavorato duramente per quattro lunghi anni, proprio per presentarci ai Giochi nelle migliori condizioni. Gli allenamenti prima delle mie due gare non sono stati tantissimi; lavoro di rifinitura perlopiù, ma rifinitura di poco lavoro, purtroppo, avendo - come già detto - saltato molti allenamenti per il problema alla schiena. Solo qualche seduta in

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palestra, un paio di volte tecnica di disco e tecnica del peso. Nonostante l’impegno, sempre massimo, le misure negli allenamenti di lanci non mi lasciavano sperare in grandissimi risultati. La prima gara in cui dovevo cimentarmi era il lancio del disco, non di sicuro la mia specialità di punta. Ciò nonostante, avrei voluto difendermi nel migliore dei modi, nonostante i dolori alla schiena continuassero fino all'ultimo lancio, ho sfiorato il podio. E solo al sesto tentativo l'atleta di casa, la brasiliana Izabela Ocampos, mi ha fatto scivolare al quarto posto. Un po’ delusa dall’aver accarezzato l’idea del podio e un po’ affranta perché i dolori continuavano ad assillarmi, volevo ad ogni costo andare incontro con fiducia alla gara nella mia specialità, il getto del peso, dove per misure raggiunte, titoli conquistati ed esperienza maturata ero l’atleta da battere. Per la verità quell'anno nel getto del peso non ero andata oltre i 15 metri, ma nonostante le mie misure fossero anche peggiori negli allenamenti, avevo la convinzione che ripetermi su quei livelli mi potesse bastare per arrivare alla medaglia d'oro, non avendo nella lista delle atlete iscritte grandi rivali, capaci di fare meglio. Il giorno della gara lo ricordo perfettamente, sveglia all'alba, colazione nella mensa con tutti gli atleti, spostamento allo stadio per la competizione. Accompagnata dalla mia guida, Nadia Checchini, dal fisioterapista e stavolta anche dal medico, visto che poco prima di entrare in “call room” ho dovuto fare un'iniezione di antidolorifico perché la mia schiena quella mattina aveva deciso di non darmi respiro! Timore? Paura? Macché. Si comincia, puntando dritto all’obiettivo, anche se pure nei lanci di riscaldamento la schiena non mi dà tregua. Arriva il primo lancio di gara anche per me, che sono una delle ultime a dover entrare in pedana. Prima hanno lanciato cinesi, una messicana, una ucraina e l’uzbeca; proprio lei, la ragazza dell’Uzbekistan, atleta ipovedente che come accaduto a me in passato era stata un’atleta normodotata, brava a raggiungere ottime misure sopra i 17 metri, prima che una malattia la costringesse a gareggiare nel mondo paralimpico. Ricordo che il suo primo lancio fu di 14.60. A quel punto, la mia guida mi si avvicinò prima che toccasse a me e mi disse: “Ricordati che non basterà lanciare a 14 metri come pensavamo, dovrai tirare più lontano. Non ti basteranno le misure che facevi in allenamento… Servirà di più!”. La schiena faceva ancora male, tanto male. Adesso toccava a me, entrai in pedana con tanti dubbi, al punto che il primo lancio lo feci da ferma, senza completare il movimento, senza la traslocazione. Sapevo di dover tirare fuori quello che il dolore aveva nascosto fino a quel momento; carico le gambe, il peso parte e mi esce un urlo di liberazione: il primo lancio è a 15,30 e mi chiedo: basterà? Seppi alla fine che quella misura sarebbe bastata, ma Safiya Burkanova, la ragazza uzbeka mi diede molto filo da torcere fino ad arrivare a lanciare m. 15,05. Fu in quel momento che decisi di provare a lanciare con la tecnica completa. Cosa feci? Spensi il corpo, spensi il tasto del dolore, accesi quello della testa e della voglia di arrivare a quell'oro tanto desiderato, come a Londra quattro anni prima! Andò tutto bene, con una serie di lanci molto buona considerate le difficoltà fisiche. L’ultimo lancio, quello della vittoria e della consacrazione fu indimenticabile. Il 15,74 non so proprio come riuscii a farlo. Mi aveva portato alla medaglia più sofferta, ma anche più desiderata della mia carriera. Ancora oggi, a distanza di cinque anni da quel 14 settembre, ripensando alla gara non so davvero come sia riuscita a sopportare quel dolore e a poter raggiungere quelle misure.

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Si dice che sia difficile vincere ma che riconfermarsi lo è ancora di più: io c’ero riuscita, avevo coronato un altro sogno. E dopo cinque anni sono ancora qui… Nonostante tutto, nonostante quello che mi è successo ad ottobre 2020 quando, tanto per non farmi mancare nulla, dopo il posticipo di Olimpiadi e Paralimpiadi al luglio 2021, in allenamento mi sono rotta il tendine d'Achille del piede sinistro… Un’altra tegola. Mollare? Macché. Non è roba per me. Da qualche tempo sto ricominciando ad allenarmi normalmente… e costi quel che costi io sarò a Tokyo in coda all’estate per difendere ancora il mio titolo nel getto del peso. Anzi, stavolta voglio spingermi ancora più in là: provare a fare il “triplete” nel getto del peso (l’ho promesso anche in un mio incontro, da interista, allo juventino John Elkann) e la doppietta: cioè stringermi al collo anche l’oro nel lancio del disco, dopo aver vinto il titolo mondiale di questa specialità nel 2019, a Dubai. Da allora provo un nuovo amore e stimoli nuovi anche per questa specialità. E’ chiedere troppo? Forse, ma non ho alcuna voglia di smettere di sognare…

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Giochi Olimpici Invernali PyeongChang 2018

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Ai Giochi Olimpici di PyeongChang gli azzurri chiudono al 12° posto

Riscatto Italia in Sud Corea dopo la delusione Sochi Il bottino è di 10 medaglie Per la prima volta nella storia delle Olimpiadi Invernali, è stata la Corea del Sud ad ospitare un’edizione della competizione a Cinque Cerchi, fra neve e ghiaccio. I XXIII Giochi sudcoreani disputati nella contea di Pyeongchang hanno registrato la partecipazione 91 Paesi (oltre alla selezione russa OAR), compresi Ecuador, Eritrea, Kosovo, Malesia e Nigeria che non vi avevano mai preso parte. Dal 9 al 25 febbraio, sono stati 2.833 gli atleti partecipanti (1.664 uomini e 1.169 donne)), impegnati a contendersi 306 medaglie in 102 gare di 15 discipline sportive. Come accaduto per i Giochi estivi di Seul 1988, anche questa volta le Olimpiadi in Sud Corea hanno acquisito un grande rilievo dal punto di vista politico e delle relazioni internazionali fra Paesi. A 30 anni di distanza, allo Stadio Olimpico di Pyeongchang si è ripetuto uno storico evento: le delegazioni delle due Coree, durante la cerimonia di apertura, hanno sfilato insieme, sotto un’unica bandiera raffigurante l’intera penisola in blu su sfondo bianco. Il tutto sancito dalla storica stretta di mano (avvenuta nella vicina città di Yongpyeong) tra il presidente Moon Jae-in e Kim Yo-jong, sorella più giovane del leader nordcoreano Kim Jong-un. Atti simbolici, ma davvero impensabili fino a qualche mese prima, considerate le tensioni che da decenni caratterizzavano i rapporti fra Nord e Sud Corea. Aperte ufficialmente dal discorso del presidente sudcoreano, Moon Jae-in, le Olimpiadi hanno segnato l’esordio di quattro nuove discipline sportive: doppio misto nel curling, mass start nel pattinaggio velocità, gara a squadre di sci alpino, big air di snowboard. Diverse località hanno ospitato le gare, concentrando le prove alpine tra Alpesia Sports Park e Alpine Center, mentre nella città costiera di Gangneung si sono svolte le principali gare del ghiaccio. Queste le discipline sportive e le competizioni (tra parentesi) disputate in Corea: Biathlon (11), Bob (3), Combinata nordica (3), Curling (3), Freestyle (10), Hockey su ghiaccio (2), Pattinaggio di figura (5), Pattinaggio di velocità (14), Salto con gli sci (4), Sci alpino (11), Sci di fondo (12), Short Track (8), Skeleton (2), Slittino (4) e Snowboard (10). Al termine delle gare, primato nel medagliere per la Norvegia 39 (14 ori, 14 argenti, 11 bronzi), davanti a Germania 31 (14 ori, 10 argenti, 7 bronzi), Canada 29 (11 ori, 8 argenti, 10 bronzi); USA 23, Paesi Bassi 20, Svezia 14, Corea del Sud 17, Svizzera 15, Francia 15, Austria 14, Giappone 13.

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Mascotte dei Giochi 2018 di PyeongChang una meravigliosa tigre bianca di nome Soohorang. La tigre, in particolare quella bianca, è associata alla cultura e alla mitologia coreana. La tigre è considerata sacra e rappresenta l’animale guardiano della Repubblica di Corea. Soohorang ha passione e spirito combattivo, ma è anche un’amica affidabile che protegge atleti, spettatori e tutti i partecipanti alle Olimpiadi. La mascotte doveva il suo nome ad una parola coreana, Sooho, che significa protezione. Con Soohoran, anche un orso bruno, di nome Bandabi, mascotte delle Paralimpiadi 2018. L’Italia, reduce dalla deludente prestazione dei Giochi russi di Sochi 2014 (per la prima volta dal 1980, nessun inno di Mameli risuonato sul podio, ma solo argenti e bronzi per i nostri colori), ha partecipato con una delegazione di 121 atleti, oltre a due riserve (biathlon e bob). Portabandiera nella cerimonia di apertura la pluricampionessa di short track Arianna Fontana, mentre nella sfilata di chiusura l’onore di impugnare il tricolore è toccato alla pattinatrice Carolina Kostner.

La nostra delegazione ha chiuso al 12° posto nel medagliere, con un totale di 10 medaglie (3, 2, 5). Le 3 d’oro sono arrivate da Arianna Fontana (Short Track) nei 500 metri; Michela Moioli (Snowboard) nel Cross e Sofia Goggia (Sci Alpino) nella Discesa Libera. I due argenti sono stati conquistati da Federico Pellegrino (Sci di Fondo) nella Sprint e da Arianna Fontana, Cecilia Maffei, Lucia Peretti e Martina Valcepina (Short Track) nella staffetta 3000 metri. Infine, le 5 medaglie di bronzo sono state ottenute da Dominik Windisch (Biathlon) nei 10 km. Sprint; Federica Brignone (Sci Alpino) Slalom Gigante; Nicola Tumolero (Pattinaggio di Velocità) nei 10000 m.; Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer, Lucas Hofer e Dominik Windisch (Biathlon) nella staffetta mista 2x6 km + 2x7,5 km; Arianna Fontana (Short Track) 1000 m.. Dopo 12 anni le Marche sono tornate ad avere in gara un loro atleta: il pattinatore sambenedettese, Riccardo Bugari. Prima di lui ci avevano rappresentato solo Francesco Butteri a Innsbruck 1976 (Bob a 4, 12° posto con Italia 1) e Giorgio Morbidelli a Torino 2006 (Bob a 4, 11° posto con Italia 2).

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Tutte le edizioni dei Giochi Invernali I

Chamonix

Francia 1924

25 Gennaio - 05 Febbraio

II

Sankt Moritz

Svizzera 1928

11 – 19 Febbraio

III

Lake Placid

USA)1932

11 – 19 Febbraio

IV

Garmisch-Parten Kirchen

Germania 1936

06 – 16 Febbraio

V

Sankt Moritz

Svizzera 1948

30 Gennaio - 08 Febbraio

VI

Oslo

Norvegia 1952

14 – 25 Febbraio

VII

CORTINA

Italia 1956

26 Gennaio - 05 Febbraio

VIII

Squaw Valley

USA 1960

18 – 28 Febbraio

IX

Innsbruck

Austria)1964

29 Gennaio - 09 Febbraio

X

Grenoble

Francia) 1968

06 – 18 Febbraio

XI

Sapporo

Giappone 1972

03 – 13 Febbraio

XII Innsbruck Austria 1976 *partecipazione di Francesco Butteri – Bob a quattro

04 – 15 Febbraio*

XIII

Lake Placid

USA 1980

14 – 23 Febbraio

XIV

Sarajevo

Jugoslavia 1984

08 – 19 Febbraio

XV

Calgary

Canada 1988

13 – 28 Febbraio

XVI

Albertville

Francia 1992

08 – 23 Febbraio

XVII

Lillehammer

Norvegia 1994

12 – 27 Febbraio

XVIII Nagano

Giappone 1998

07 – 22 Febbraio

XIX

USA 2002

08 – 24 Febbraio

Salt Lake City

XX TORINO Italia 2006 *partecipazione di Giorgio Morbidelli – Bob a quattro

10 – 26 Febbraio

XXI

Vancouver

Canada 2010

12 – 28 Febbraio

XXII

SOCI

Russia 2014

07 – 23 Febbraio

XXIII PYEONGCHANG Corea del Sud 2018 *partecipazione di Riccardo Bugari - Pattinaggio

09 – 25 Febbraio*

XXIV PECHINO

Cina 2022

04 – 22 Febbraio

XXV

Italia 2026

06 – 22 Febbraio

MILANO/CORTINA

XXVI Barcellona, Salt Lake City o Sapporo?

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2030 08 – 24 Febbraio


Il pattinatore sambenedettese nell’inseguimento a Squadre

Bugari porta le Marche sul ghiaccio e chiude al sesto posto Riccardo BUGARI (San Benedetto del Tronto (Ap) – 06/02/91) – Pattinaggio su ghiaccio. Figlio d’arte, suo padre Romolo è stato campione mondiale ed europeo della specialità, ha partecipato per la prima volta ai Giochi Invernali di Pyeongchang nell’inseguimento a squadre di velocità in-line, con i compagni Andrea Giovannini (Fiamme Gialle Predazzo) e Nicola Tumolero (Fiamme Oro Moena), classificandosi al sesto posto. Nella storia dei Giochi, Riccardo è il terzo marchigiano ad avervi preso parte, dopo Francesco Butteri e Giorgio Morbidelli (Bob). Riccardo ha iniziato a pattinare su rotelle quando aveva solo 3 anni. È stato pluricampione del mondo nel pattinaggio a rotelle, ha vinto due medaglie d'oro ai Mondiali militari 2016 (team pursuit e mass start), ha ottenuto il quinto posto agli Europei 2017 nel team pursuit ed un podio in Coppa del Mondo nel team pursuit. È allenato da Maurizio Marchetto. Qualche anno fa aveva smesso di pattinare su pista e su strada, ma vedendo le Olimpiadi in tivù e scoprendo che molti suoi avversari si erano dati al pattinaggio su ghiaccio, ha pensato di fare altrettanto, avendo sempre sognato di partecipare ai Giochi, dove il pattinaggio in line a rotelle non è invece contemplato. I risultati furono incoraggianti e grazie al secondo posto in Coppa del Mondo di Salt Lake City nel team pursuit maschile con Andrea Giovannini e Nicola Tumolero, staccò il pass per la Corea del Sud. A Pyeongchang, nella pista ghiacciata di Gangneung il 18 febbraio 2018 il team azzurro Bugari - Giovannini – Tumolero, si è piazzato al sesto posto nella gara ad inseguimento a tempo in 8 giri con il tempo di 3’41''64, non riuscendo – per meno di mezzo secondo – ad entrare nelle prime quattro per accedere alle semifinali del 21 febbraio. Nella serie di finali di consolazione, in quella per il quinto posto, battuto il Giappone con 3’41”05, il trio azzurro é poi stato squalificato a causa di un’invasione di corsia.

Con Riccardo Bugari, Andrea Giovannini e Nicola Tumolero

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Road to Tokyo Sta per concludersi... un’attesa lunga cinque anni

Notti bianche per i Giochi del Sol Levante

Come seguirli in TV, minuto per minuto A meno di due settimane dalla fine degli Europei di Calcio, ci sarà così tanta voglia di lei, di Olimpiade, da rimanere attaccati alla tivù per un numero impressionante di ore. Già, perché anche in passato più i Giochi si sono disputati lontano dal Vecchio Continente, più sono stati seguiti, attraverso media e social media. Ci aspettano notti calde, magiche e in bianco, visto che saremo chiamati ad un cambio di fuso orario. Con caffè e camomilla a portata di mano, tiferemo dal divano per i nostri, a cominciare dalla mezzanotte, per poi andare avanti senza soluzione di continuità per quasi diciassette ore, per diciannove giorni. I diritti televisivi dei Giochi sono stati acquistati da Eurosport che trasmetterà le competizioni in diretta tv sui suoi canali a pagamento, ma la legge prevede che ci sia un pacchetto di ore anche in chiaro e sarà la Rai a incaricarsi dell’onere della trasmissione gratuita per i fruitori. Proprio per non perderci neanche un istante dei Giochi Olimpici più attesi, ecco il calendario completo delle Olimpiadi di Tokyo 2021 con le date, gli orari e il programma dettagliato di tutte le gare in programma nella capitale del Giappone. Gli orari sono italiani (a Tokyo sono avanti di sette ore rispetto a noi). Di seguito indichiamo gli orari di inizio e quelli stimati di conclusione per ogni evento. Vale però la pena sottolineare che, non essendosi ancora ultimate le qualificazioni che porteranno alla composizione dei gironi delle gare a squadre, non vi sono ancora programmazioni dettagliate di alcuni Sport.

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Mercoledì 21 Luglio 02:00-10:00 : Softball - Girone 09:30-15:30 : Calcio - Gironi F Giovedì 22 Luglio 02:00-10:00 : Softball - Girone 09:30-15:30 : Calcio - Gironi M Venerdì 23 Luglio 01:30-05:10 : Canottaggio - Batterie 02:00-04:00 : Tiro Arco – Rank. .R. F 06:00-08:00 : Tiro Arco – Rank. R. M 13:00-16:00 : Cerimonia d`Apertura Sabato 24 Luglio: 11 ORI 01:30-05:30 : Canottaggio - Batterie 01:30-09:30 : Tiro a Segno – Q. F. 02:00-05:30 : Pallamano - Gironi M 02:00-05:45 : Tennis Tavolo 02:00-05:50 : Beach Volley - Gironi 02:00-05:50 : Pallavolo - Gironi M 02:00-07:30 : Badminton - Gironi 02:00-08:40 : Scherma – Sp. F, Sc. M 02:20-04:30 : Sollevamento Pesi 02:30-06:45 : Hockey Prato - Gironi 02:30-05:05 : Tiro Arco – Qualif. Mx 03:00-05:30 : Ginn. Artistica – Qualif. M 03:00-09:30 : Softball - Girone 03:00-10:00 : Taekwondo – Qualif. M-F 03:15-05:25 : Basket 3×3 - Gironi F-M 03:30-07:30 : Judo – Eliminatorie M-F 04:00-07:30 : Pugilato – Qualif. F-M 04:00-11:15 : Ciclismo su Strada - Linea M 04:00-13:00 : Tennis : Primo Turno F-M 05:50:08:00 : Sollevamento Pesi - F 07:00-08:50 : Basket 3×3 - Gironi F-M 07:00-09:40 : Pallanuoto - Gironi F 07:15-10:15 : Tennis Tavolo - Round 1 F-M 07:15-10:25 : Tiro Arco - Finali Rec. Sq. Mx 07:15-10:45 : Pallamano - Gironi M 07:20-11:20 : Pallavolo - Gironi M 07:30-10:00 : Ginn. Artistica – Qualif. M 08:00-10:50 : Beach Volley - Gironi M-F 09:30-15:30 : Calcio - Gironi F 10:00-12:40 : Judo – Finali F-M 10:00-13:30 : Pugilato - Qualif. F-M 10:00-15:00 : Equitazione – Qual. Dressage 10:30-12:30 : Basket 3×3 - Gironi F-M 10:30-14:30 : Scherma - Finali Sp. F, Sc. M 11:00-15:00 : Badminton - Gironi F-M 11:20-14:00 : Pallanuoto - Gironi F 11:30-15:45 : Hockey Prato - Gironi M-F 12:00-14:30 : Nuoto Vasca – Batterie F-M 12:00-15:40 : Taekwondo – Finali M-F 12:30-15:00 : Ginn. Artistica – Qualif. M 12:30-15:30 : Tennis Tavolo – Sing. F-M 12:30-16:00 : Pallamano - Gironi M 12:40-16:30 : Pallavolo - Gironi M 13:00-15:00 : Softball - Girone 13:00-15:50 : Beach Volley - Gironi M-F 14:00-15:50 : Basket 3×3 - Gironi F-M Domenica 25 Luglio: 18 ORI

00:00-09:20 : Surf : Round 1-2 M-F 01:30-04:10 : Canottaggio – Qualif. F-M 02:00-05:30 : Pallamano - Gironi F 02:00-05:50 : Beach Volley - Gironi M-F 02:00-05:50 : Pallavolo - Gironi F 02:00-06:55 : Skateboard – Finale Str. M 02:00-09:00 : Tiro a Volo – Q. Skeet F-M 02:00-09:20 : Scherma – Q. Fior. F, Sp. M 02:00-09:30 : Tiro a Segno - Finali M-F 02:30-04:05 : Tiro Arco – Q. Recurve Sq. F 02:30-06:05 : Ginn. Art. - Qualif. F 02:30-06:45 : Hockey Prato - Gironi M-F 03:00-05:00 : Basket - Gironi M 03:00-05:00 : Tennis Tavolo - Quarti 03:00-05:40 : Pallanuoto - Gironi M 03:00-08:30 : Badminton - Gironi 03:00-09:30 : Softball - Girone 03:00-10:00 : Taekwondo 03:15-05:25 : Basket 3×3 - Gironi F-M 03:30-05:30 : Nuoto Vasca 03:30-07:30 : Judo - Eliminatorie 04:00-07:45 : Pugilato - Qualificazioni 04:00-13:00 : Tennis - Primo Turno 04:50-07:00 : Sollevamento Pesi 05:00-11:00 : Vela - Eliminatorie 06:00-09.45 : Canoa Slalom - Batterie 06:00-10:35 : Ciclismo Strada F 06:40-08:40 : Basket - Gironi M 06:45-10:25 : Tiro Arco - Finali 07:00-08:50 : Basket 3×3 - Gironi F-M 07:00-10:45 : Tennis Tavolo - Round 2 07:10-09:50 : Pallanuoto - Gironi M 07:15-10:45 : Pallamano - Gironi F 07:20-11:20 : Pallavolo - Gironi F 08:00-09:00 : Tuffi - Trampolino 08:00-10:50 : Beach Volley - Gironi M-F 08:10-11:45 : Ginn. Artistica – Qualif. F 09:30-15:30 : Calcio - Gironi M 10:00-12:40 : Judo - Finali 10:00-13:45 : Pugilato - Sedicesimi 10:00-15:00 : Equitazione – Qualif. 10:20-12:20 : Basket - Gironi M 10:30-12:30 : Basket 3×3 - Gironi F-M 11:00-14:30 : Badminton - Gironi 11:00-15:20 : Scherma - Finali F-M 11:20-14:00 : Pallanuoto - Gironi M 11:30-15:45 : Hockey Prato - Gironi M-F 12:00-14:30 : Nuoto Vasca - Batterie 12:00-15:40 : Taekwondo - Finali 12:30-16:00 : Pallamano - Gironi F 12:40-16:30 : Pallavolo - Gironi F 12:50-15:00 : Sollevamento Pesi 13:00-15:00 : Softball - Girone 13:00-15:00 : Tennis Tavolo – Semif. 13:00-15:50 : Beach Volley - Gironi M-F 13:30-15:00 : Ginn. Artistica – Qualif. F 14:00-15:50 : Basket 3×3 - Gironi F-M 14:00-16:00 : Basket - Gironi M Lunedì 26 Luglio: 21 ORI

00:00-10:40 : Surf - Round 3 M-F 00:30-02:50 : Triathlon - Singolo M 01:30-03:50 : Canottaggio - Quarti 02:00-05:00 : Rugby 7 - Gironi M 02:00-05:30 : Pallamano - Gironi M 02:00-05:50 : Beach Volley - Gironi M-F 02:00-05:50 : Pallavolo - Gironi M 02:00-06:55 : Skateboard – Qual. e Finale 02:00-09:20 : Scherma – Qualificazioni 02:00-10:00 : Tiro a Volo - Finali 02:30-04:05 : Tiro Arco - Ottavi M 02:30-06:45 : Hockey Prato - Gironi M-F 03:00-05:00 : Basket - Gironi F 03:00-06:00 : Tennis Tavolo - Round 2 03:00-08:30 : Badminton - Gironi 03:00-09:30 : Softball - Girone 03:00-10:00 : Taekwondo – Qualif. M-F 03:15-05:25 : Basket 3×3 - Gironi F-M 03:30:05:30 : Nuoto vasca – Finali 03:30-07:30 : Judo - Eliminatorie 04:00-07:45 : Pugilato - Qualificazioni 04:00-13:00 : Tennis - Secondo Turno F-M 05:00-11:00 : Vela - Regate Eliminatorie 06:40-08:40 : Basket - Gironi M 06:45-10:25 : Tiro Arco - Finali M 06:50-09:00 : Sollevamento Pesi F 07:00-08:50 : Basket 3×3 - Gironi F-M 07:00-09:40 : Pallanuoto - Gironi F 07:00-09:45 : Canoa Slalom - Finale C1 M 07:15-10:45 : Pallamano - Gironi M 07:20-11:20 : Pallavolo - Gironi M 07:30-10:30 : Tennis Tavolo - Round 3 F-M 08:00-09:00 : Tuffi – Piattaf. 10m Sincro M 08:00-10:00 : Ciclismo MTB – Cr. Co. M 08:00-10:50 : Beach Volley - Gironi M-F 09:30-12:30 : Rugby 7 - Gironi M 10:00-12:40 : Judo – Finali F-M 10:00-13:45 : Pugilato - Qualificazioni 10:20-12:20 : Basket - Gironi F 10:30-12:30 : Basket 3×3 - Gironi F-M 11:00-14:30 : Badminton - Gironi 11:00-15:20 : Scherma – Finali F-M 11:20-14:00 : Pallanuoto - Gironi F 11:30-15:45 : Hockey Prato - Gironi M-F 12:00-14:30 : Nuoto Vasca - Batterie 12:00-15:00 : Ginn. Artist. - Finale Al.-Ar. M 12:00-15:40 : Taekwondo - Finali 12:30-16:00 : Pallamano - Gironi M 12:40-16:30 : Pallavolo - Gironi M 12:50-15:00 : Sollevamento Pesi – F 13:00-15:00 : Softball - Girone 13:00-15:10 : Tennis Tavolo - Finali D. Mx 13:00-15:50 : Beach Volley - Gironi M-F 14:00-15:50 : Basket 3×3 - Gironi F-M 14:00-16:00 : Basket - Gironi M Martedì 27 Luglio: 22 ORI 00:00-08:00 : Surf - Qualificazioni M-F 00:30-03:00 : Triathlon - Singolo F 01:30-04:55 : Canottaggio - Finali

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02:00-05:00 : Rugby 7 - Gironi M 02:00-05:30 : Pallamano - Gironi F 02:00-05:50 : Beach Volley - Gironi M-F 02:00-05:50 : Pallavolo - Gironi F 02:00-09:30 : Tiro a Segno - Finali 02:30-06:45 : Hockey Prato - Gironi M 02:30-06:25 : Tiro Arco – Qualific. M-F 03:00-05:00 : Basket - Gironi F 03:00-05:40 : Pallanuoto - Gironi M 03:00-06:00 : Tennis Tavolo – R. 3 F-M 03:00-08:30 : Badminton - Gironi F-M 03:00-08:50 : Scherma - Spada a Sq. F 03:00-10:00 : Taekwondo – Qualif. 03:30-05:30 : Nuoto Vasca - Finali 03:30-07:30 : Judo – Qualificazioni M-F 04:00-07:45 : Pugilato – Qualificazioni M-F 04:00-13:00 : Tennis – 2°-3°turno - Quarti 04:50-07:00 : Sollevamento Pesi - F 05:00-11:00 : Vela - Eliminatorie 06:00-08:00 : Softball - Finale Bronzo 06:30-08:30 : Basket 3×3 - Gironi F-M 06:40-08:40 : Basket - Gironi F 07:00-10:00 : Canoa Slalom - Finale K1 F 07:10-09:50 : Pallanuoto - Gironi M 07:15-10:45 : Pallamano - Gironi F 07:20-11:20 : Pallavolo - Gironi F 07:30-10:30 : Tennis Tavolo - Ottavi F-M 08:00-09:00 : Tuffi - Piattaforma 10m F 08:00-10:00 : Ciclismo MTB – C.C. F 08:00-10:50 : Beach Volley - Gironi M-F 08:50-11:00 : Sollevamento Pesi - F 09:00-12:55 : Tiro Arco - Qualif. M-F 09:30-12:30 : Rugby 7 - Quarti di Finale M 10:00-11:50 : Basket 3×3 - Gironi F-M 10:00-12:40 : Judo - Finali 10:00-13:45 : Pugilato - Qualificazioni 10:00-15:30 : Calcio - Gironi F 10:20-12:20 : Basket - Gironi F 10:30-15:40 : Equitazione - Finale Dr. Sq. 11:00-14:30 : Badminton - Gironi F-M 11:20-14:00 : Pallanuoto - Gironi M 11:30-13:35 : Scherma - Finali Spada a Sq. F 11:30-15:15 : Hockey Prato - Gironi M 12:00-14:30 : Nuoto Vasca - Batterie 12:00-15:40 : Taekwondo - Finali M-F 12:30-15:30 : Tennis Tavolo - Ottavi F-M 12:30-16:00 : Pallamano - Gironi F 12:40-16:30 : Pallavolo - Gironi F 12:45-15:00 : Ginn. Art. - Finale All-Ar. Sq. F 12:50-15:00 : Sollevamento Pesi - F 13:00-15:30 : Softball - Finale 13:00-15:50 : Beach Volley - Gironi M-F 13:30-15:50 : Basket 3×3 - Quarti F-M 14:00-16:00 : Basket - Gironi F Mercoledì 28 Luglio: 23 ORI 01:00-06:00 : Surf - Finali Singolo F-M 01:30-04:55 : Canottaggio - Finali F-M 02:00-04:50 : Beach Volley - Gironi M-F 02:00-05:00 : Rugby 7 - Semifinali M

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02:00-05:30 : Pallamano - Gironi M 02:00-05:50 : Pallavolo - Gironi M 02:00-07:30 : Badminton – Gironi M-F 02:00-09:00 : Tiro a Volo – Qualific. M-F 02:30-06:25 : Tiro Arco - Qualif. M-F 02:30-06:45 : Hockey Prato - Gironi M-F 03:00-05:00 : Basket - Gironi M 03:00-06:00 : Tennis Tavolo - Quarti F-M 03:00-08:50 : Scherma – Q. Sciabola Sq. M 03:30-05:30 : Nuoto Vasca - Finali M-F 03:30-07:30 : Judo – Qualificazioni M-F 04:00-07:45 : Pugilato – Qualificazioni M-F 04:00-13:00 : Tennis – Singolo – Doppi M-F 04:30-10:20 : Ciclismo Str. – Cronom. F-M 05:00-08:00 : Baseball - Opening Round 05:00-11:00 : Vela - Eliminatorie M-F 06:00-09:45 : Canoa Slalom - Batterie F-M 06:40-08:40 : Basket - Gironi M 06:50-09:00 : Sollevamento Pesi - M 07:00-09:40 : Pallanuoto - Gironi F 07:15-10:45 : Pallamano - Gironi M 07:20-11:20 : Pallavolo - Gironi M 08:00-09:00 : Tuffi – Tramp. 3m Sincro M 08:00-09:50 : Beach Volley - Gironi M-F 08:00-11:00 : Tennis Tavolo - Quarti F-M 09:00-11:40 : Tiro Arco – Qualific. M-F 09:30-12:00 : Rugby 7 - Finali Squadra M 10:00-12:10 : Basket 3×3 - Semifinali F-M 10:00-12:40 : Judo - Finali F-M 10:00-13:45 : Pugilato – Qualificazioni M-F 10:00-15:30 : Calcio - Gironi M 10:20-12:20 : Basket - Gironi M 10:30-14:25 : Equitazione - Finale Dr. Ind. 11:00-14:30 : Badminton - Gironi Sing. M 11:20-14:00 : Pallanuoto - Gironi F 11:30-13:35 : Scherma - Finali Sciab. Sq. M 11:30-15:45 : Hockey Prato - Gironi M-F 12:00-14:30 : Nuoto Vasca – Qualif. F-M 12:15-15:00 : Ginn. Art. - Finale A-A. Ind. M 12:30-16:00 : Pallamano - Gironi M 12:40-16:30 : Pallavolo - Gironi M 12:50-15:00 : Sollevamento Pesi - M 13:00-15:00 : Tennis Tavolo – Quarti M 13:00-15:50 : Beach Volley - Gironi M-F 13:45-16:25 : Basket 3×3 - Finali Sq. F-M 14:00-16:00 : Basket - Gironi M Giovedì 29 Luglio: 17 ORI 00:30-08:30 : Golf - Primo Giro M 01:30-04:55 : Canottaggio - Finali F-M 02:00-04:50 : Beach Volley - Gironi M-F 02:00-05:00 : Rugby 7 - Gironi F 02:00-05:30 : Pallamano - Gironi F 02:00-05:45 : Tiro a Segno – Qualif. F 02:00-05:50 : Pallavolo - Gironi F 02:00-08:30 : Badminton – Semif. M-F 02:00-09:45 : Scherma – Qual. Fioretto Sq. F 02:00-10:00 : Tiro a Volo - Finali Trap F-M 02:30-06:25 : Tiro Arco – Q. Recurve M-F 02:30-06:45 : Hockey Prato - Gironi M-F

03:00-05:00 : Basket - Gironi F 03:00-05:00 : Ciclismo BMX – Quarti F-M 03:00-05:40 : Pallanuoto - Gironi M 03:30-05:30 : Nuoto Vasca – Finali F-M 03:30-07:30 : Judo – Qualificazioni F-M 04:00-06:00 : Tennis Tavolo - Singolare F 04:00-07:10 : Pugilato - Ottavi di Finale M-F 04:00-13:00 : Tennis - Quarti (Sing. Dop. M-F 05:00-11:00 : Vela - Eliminatorie M-F 06:40-08:40 : Basket - Gironi M 07:00-09:45 : Canoa Slalom - Finale C1 F 07:10-09:50 : Pallanuoto - Gironi M 07:15-10:45 : Pallamano - Gironi F 07:20-11:20 : Pallavolo - Gironi F 08:00-10:00 : Tennis Tavolo - Singolare M 08:00-10:50 : Beach Volley - Gironi M-F 09:00-11:40 : Tiro Arco – Q. Recurve M-F 09:30-12:30 : Rugby 7 - Gironi F 10:00-12:40 : Judo - Finali F-M 10:00-13:10 : Pugilato – Ottavi M-F 10:00-15:00 : Badminton – Qualif. M-F 10:20-12:20 : Basket - Gironi F 11:20-14:00 : Pallanuoto - Gironi M 11:30-14:25 : Scherma – Fin. Fioretto Sq. F 11:30-15:45 : Hockey Prato - Gironi M-F 12:00-14:30 : Nuoto Vasca – Qualif. M-F 12:00-15:00 : Baseball - Opening Round 12:30-16:00 : Pallamano - Gironi F 12:40-16:30 : Pallavolo - Gironi F 12:50-15:00 : Ginn. Art. - Finale All A. Ind. F 13:00-15:10 : Tennis Tavolo - Finali Sing. F 13:00-15:50 : Beach Volley - Gironi M-F 14:00-16:00 : Basket - Gironi M Venerdì 30 Luglio: 22 ORI 00:30-08:30 : Golf - Secondo Giro M 01:00-04:10 : Equitazione – Comp. Ind. Sq. 02:00-04:10 : Canottaggio - Finali F-M 02:00-04:50 : Beach Volley - Gironi M-F 02:00-05:00 : Rugby 7 - Gironi F 02:00-05:30 : Atletica – Qualif. Alto M 02:00-05:30 : Badminton – Finale 3° p. Mx 02:00-05:30 : Pallamano - Gironi M 02:00-05:50 : Pallavolo - Gironi M 02:00-08:00 : Tiro a Segno - Finale F 02:30-04:15 : Tiro Arco – Qualif. Singolo F 02:30-06:45 : Hockey Prato - Gironi M-F 03:00-05:00 : Basket - Gironi F 03:00-05:20 : Ciclismo BMX - Finali F-M 03:00-08:50 : Scherma – Q. Spada a Squ. M 03:30-05:30 : Nuoto Vasca - Finali M-F 03:30-07:30 : Judo – Eliminatorie F-M 04:00-07:10 : Pugilato – Qualificazioni F-M 05:00-08:00 : Baseball - Opening Round 05:00-11:00 : Vela - Eliminatorie M-F 05:00-13:00 : Tennis – Q. e Finali Doppio M 06:00-08:25 : Ginn. Tramp. – Q. e Finale F 06:40-08:40 : Basket - Gironi F 07:00-09:40 : Pallanuoto - Gironi F 07:00-10:00 : Canoa Slalom - Finale K1 M


07:15-10:45 : Pallamano - Gironi M 07:20-11:20 : Pallavolo - Gironi M 07:45-10:20 : Tiro Arco - Finali R. Sing. F 08:00-10:30 : Tuffi – Prel. Trampolino F 08:00-10:50 : Beach Volley - Gironi M-F 08:30-14:30 : Badminton - Finali M-F 09:30-12:30 : Rugby 7 - Quarti di Finale F 10:00-12:40 : Judo - Finali F-M 10:00-13:10 : Pugilato – Qualificazioni M-F 10:00-16:00 : Calcio - Quarti di Finale F 10:20-12:20 : Basket - Gironi F 10:30-13:55 : Equitazione – Comp. Ind. Sq. 11:20-14:00 : Pallanuoto - Gironi F 11:30-13:35 : Scherma - Finali Spada Sq. M 11:30-15:45 : Hockey Prato - Gironi M-F 12:00-14:10 : Atletica – Qual. e Finale M 12:00-14:30 : Nuoto Vasca – Qualif. F-M 12:00-15:00 : Baseball - Opening Round 12:30-16:00 : Pallamano - Gironi M 12:40-16:30 : Pallavolo - Gironi M 13:00-15:10 : Tennis Tavolo - Finali M 13:00-15:50 : Beach Volley - Gironi M-F 14:00-16:00 : Basket - Gironi F Sabato 31 Luglio: 21 ORI 00:30-08:30 : Golf - Terzo Giro M 01:00-04:10 : Equitazione – Comp. Ind. Sq. 01:30-03:30 : Triathlon - Staffetta Mx 02:00-04:50 : Beach Volley - Gironi M-F 02:00-05:00 : Atletica – Qualificazioni F-M 02:00-05:00 : Rugby 7 - Semifinali F 02:00-05:30 : Pallamano - Gironi F 02:00-05:50 : Pallavolo - Gironi F 02:00-07:45 : Tiro a Volo – Finali Trap Mx 02:00-09:00 : Badminton - Semifinali F-M 02:30-04:15 : Tiro Arco - Ottavi Recurve M 02:30-06:45 : Hockey Prato - Gironi F 03:00-05:00 : Basket - Gironi M 03:00-05:40 : Pallanuoto - Gironi M 03:00-08:50 : Scherma – Q. Sciabola Sq. F) 03:10-05:20 : Ciclismo BMX – S.R. F-M 03:30-05:30 : Nuoto Vasca - Finali M-F 03:30-07:30 : Judo – Eliminatorie Mx 04:00-06:55 : Pugilato - Qualif. F-M 04:50-07:00 : Sollevam. Pesi - Gruppo B M 05:00-08:00 : Baseball - Opening Round 05:00-10:10 : Tiro a Segno – Finale Car. F 05:00-11:00 : Vela - Finali M-F 05:00-13:00 : Tennis - Finali M-F 06:00-08:25 : Ginn. Trampolino – Finale M 06:40-08:40 : Basket - Gironi M 07:10-09:50 : Pallanuoto - Gironi M 07:15-10:45 : Pallamano - Gironi F 07:20-11:20 : Pallavolo - Gironi F 07:45-10:20 : Tiro Arco - Finali Rec. M 08:00-09:30 : Tuffi – Semif. Tramp. F 08:00-10:50 : Beach Volley - Gironi M-F 08:50-11:00 : Sollev. Pesi - Gruppo A M 09:30-12:00 : Rugby 7 - Finali Squadra F 10:00-12:30 : Judo - Finali Squadra Mx

10:00-12:55 : Pugilato – Qualif. M-F 10:00-16:00 : Calcio - Quarti di Finale M 10:20-12:20 : Basket - Gironi M 11:00-16:00 : Badminton - Finali F-M 11:20-14:00 : Pallanuoto - Gironi M 11:30-13:35 : Scherma - Finali Sciab. Sq. F 11:30-15:15 : Hockey Prato - Gironi F 12:00-14:55 : Atletica – Qualif. e Finali 12:00-15:00 : Baseball - Opening Round 12:30-16:00 : Pallamano - Gironi F 12:40-16:30 : Pallavolo - Gironi F 12:50-15:00 : Sollev. Pesi - Gruppo A M 13:00-15:50 : Beach Volley – L.Loser M-F 14:00-16:00 : Basket - Gironi M Domenica 1° Agosto: 26 ORI 23:00-05:00 : Atletica – Q. e Finali F 00:30-09:00 : Golf - Quarto Giro M 01:30-04:55 : Equitaz. – Comp. Ind. Sq. 01:30-06:15 : Tiro a Segno – Qual. Pistola 02:00-03:50 : Beach Volley - Ottavi M-F 02:00-05:30 : Pallamano - Gironi M 02:00-05:50 : Pallavolo - Gironi M 02:00-09:30 : Scherma – Q. Fioretto Sq. M 02:30-06:45 : Hockey Prato - Quarti M 03:00-05:00 : Basket - Gironi F 03:00-06:00 : Tennis Tavolo – Q. Sq. F-M 03:10-05:45 : Ciclismo BMX - Finali F-M 03:30-05:30 : Nuoto Vasca - Finali 04:00-06:00 : Lotta – Qualificazioni M 04:00-06:40 : Pugilato – Qual. F-M 05:00-08:00 : Baseball – Elimin. Diretta 05:00-11:00 : Vela - Finali F-M 05:00-13:00 : Tennis - Finali M-D-F 06:00-07:50 : Beach Volley - Ottavi M-F 06:00-09:00 : Badminton – Sem. Sing. M 06:40-08:40 : Basket - Gironi M 06:50-09:00 : Soll. Pesi - Gruppo B F 07:00-09:40 : Pallanuoto - Gironi F 07:15-10:45 : Pallamano - Gironi M 07:20-11:20 : Pallavolo - Gironi M 07:30-10:30 : Tennis Tavolo – Q. Sq. F-M 08:00-09:30 : Tuffi - Trampolino 3m F 10:00-11:50 : Beach Volley - Ottavi M-F 10:00-12:40 : Pugilato – Qualif. M-F 10:00-13:00 : Ginn. Artistica - Finali F-M 10:20-12:20 : Basket - Gironi M 11:15-12:15 : Lotta – Qualificazioni M-F 11:20-14:00 : Pallanuoto - Gironi F 11:30-14:15 : Scherma – Fin. Fioretto Sq. M 11:30-15:45 : Hockey Prato - Quarti M 12:00-14:55 : Atletica – Finali e Alto M… 12:00-15:00 : Baseball – Eliminaz. Diretta 12:30-15:30 : Tennis Tavolo – Q. Sq. F-M 12:30-16:00 : Pallamano - Gironi M 12:40-16:30 : Pallavolo - Gironi M 12:50-15:00 : Sollevamento Pesi - F 13:30-16:00 : Badminton - Finali Sing. F 14:00-15:50 : Beach Volley – Quarti M-F 14:00-16:00 : Basket - Gironi F

Lunedì 2 Agosto: 22 ORI 01:30-11:00 : Tiro a Segno – Q. e Finali M 02:00-03:50 : Beach Volley - Ottavi M-F 02:00-04:55 : Atletica – Qualif. e Finali 02:00-05:30 : Pallamano - Gironi F 02:00-05:50 : Pallavolo - Gironi F 02:30-06:00 : Canoa Sprint - Quarti F-M 02:30-06:45 : Hockey Prato - Quarti F 03:00-05:00 : Basket - Gironi F 03:00-05:40 : Pallanuoto - Gironi M 03:00-06:00 : Tennis Tavolo – Q. Sq. F-M 04:00-06:30 : Lotta – Qualificazioni F-M 04:50-07:00 : Soll. Pesi - Gruppo B F 05:00-08:00 : Baseball – Elimin. Diretta 05:00-11:00 : Vela - Finali F-M 06:00-07:50 : Beach Volley - Ottavi M-F 06:00-08:30 : Badminton - Finali Dop. F 06:40-08:40 : Basket - Gironi F 07:10-09:50 : Pallanuoto - Gironi M 07:15-10:45 : Pallamano - Gironi F 07:20-11:20 : Pallavolo - Gironi F 07:30-10:30 : T. Tavolo - Quarti Sq. F-M 08:00-10:30 : Tuffi – Prel. Tramp. 3m M 08:30-11:30 : Ciclismo Pista: Finali Sq. F 08:50-11:00 : Soll. Pesi - Gruppo A F 10:00-11:50 : Beach Volley - Ottavi M-F 10:00-12:15 : Ginn. Artistica - Finali F-M 10:00-13:00 : Calcio - Semifinale F 10:00-15:25 : Equitaz. – Compl. Ind. Sq. 10:20-12:20 : Basket - Gironi F 11:15-15:00 : Lotta - Finali M-F 11:20-14:00 : Pallanuoto - Gironi M 11:30-15:45 : Hockey Prato - Quarti F 12:00-15:00 : Atletica – Q. e Finali F-M 12:00-15:00 : Baseball – Elimin. Diretta 12:30-14:30 : Nuoto Sincro – Q. Duo Lib. F 12:30-15:30 : T. Tavolo - Quarti Sq. F-M 12:30-16:00 : Pallamano - Gironi F 12:40-16:30 : Pallavolo - Gironi F 12:50-15:00 : Soll. Pesi - Gruppo A F 13:00-16:00 : Badminton - Finali Sing. M 13:00-16:00 : Calcio - Semifinale F 14:00-15:50 : Beach Volley - Ottavi M-F 14:00-16:00 : Basket - Gironi F Martedì 3 Agosto : 24 ORI 02:00-03:50 : Beach Volley - Quarti F 02:00-04:00 : Pallavolo - Quarti M 02:00-05:35 : Atletica – Q. e Finali M-F 02:30-04:30 : Pallamano - Quarti M 02:30-06:00 : Canoa Sprint - Finali F-M 03:00-04:30 : Tuffi – Sem. Tramp. 3m M 03:00-05:00 : Basket - Quarti M 03:00-06:00 : T. Tavolo – Quarti Sq. F-M 03:30-05:15 : Hockey Prato – Semif. M 04:00-06:30 : Lotta – Qualificazioni M-F 04:00-06:35 : Pugilato – Qualif. e Finali F 06:00-08:00 : Pallavolo - Quarti M 06:15-08:15 : Pallamano - Quarti M 06:40-08:40 : Basket - Quarti M

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06:50-09:00 : Soll. Pesi - Gruppo B M 07:00-09:40 : Pallanuoto - Quarti F 07:30-09:50 : Vela - Finali M-Mx 07:30-10:30 : T. Tavolo – Quarti Sq. F-M 08:00-09:30 : Tuffi - Trampolino 3m M 08:30-11:10 : Cicl. Pista – Q. e Finali M-F 10:00-12:00 : Pallamano - Quarti M 10:00-12:00 : Pallavolo - Quarti M 10:00-12:15 : Ginn. Artistica - Finali M-F 10:00-12:35 : Pugilato – Q. M-F e Finali M 10:00-13:00 : Calcio - Semifinale M 10:00-15:40 : Arrampicata – Q. Combined M 10:20-12:20 : Basket - Quarti Finale M 11:15-15:00 : Lotta – Q. e Finali M-F 11:20-14:00 : Pallanuoto - Quarti F 12:00-13:45 : Hockey Prato – Semifinale M 12:00-14:55 : Atletica – Q. e Finali M-F 12:00-15:00 : Baseball – Elim. Diretta 12:00-15:45 : Equitazione – Q. Salto Ostac. 12:30-14:00 : Nuoto Sincro - Duo Tecnico F 12:30-15:30 : Tennis Tavolo – Semif. Sq. F 12:50-15:00 : Soll. Pesi - Gruppo A M 13:00-16:00 : Calcio - Semifinale M 13:45-15:45 : Pallamano - Quarti M 14:00-15:50 : Beach Volley - Quarti F 14:00-16:00 : Basket - Quarti M 14:30-16:30 : Pallavolo - Quarti M Mercoledì 4 Agosto : 17 ORI 00:00-03:00 : Nuoto Fondo - 10km F 00:30-08:30 : Golf - Primo Giro F 02:00-03:50 : Beach Volley - Quarti M 02:00-04:00 : Pallavolo - Quarti F 02:00.05:15 : Atletica – Q. M-F e Finale F 02:00-06:45 : Skateboard – Q. e Finale F 02:30-04:30 : Pallamano - Quarti F 02:30-06:00 : Canoa Sprint – Quarti F-M 03:00-05:00 : Basket - Quarti F 03:00-05:00 : T. Tavolo – Sem. Squadra F 03:30-05:15 : Hockey Prato - Semifinale F 04:00-06:30 : Lotta – Qualificazioni M-F 05:00-08:00 : Baseball – Elimin. Diretta 06:00-08:00 : Pallavolo - Quarti F 06:15-08:15 : Pallamano - Quarti F 06:40-08:40 : Basket - Quarti F 06:50-09:00 : Soll. Pesi - Gruppo B M 07:00-09:05 : Pugilato – Q. e Finali M 07:00-09:40 : Pallanuoto - Quarti M 07:30-09:50 : Vela – Finali 470 F, 470 M 07:30-10:30 : T. Tavolo – Semif. Sq. M 08:00-10:30 : Tuffi – Q. Piattaforma 10m F 08:30-12:00 : Cicl. Pista – Q. e Finali Sq. M-F 10:00-12:00 : Pallamano - Quarti F 10:00-12:00 : Pallavolo - Quarti Finale F 10:00-15:40 : Arrampicata – Q. Comb. F 10:20-12:20 : Basket - Quarti F 11:15-15:00 : Lotta – Q. e Finali M-F 11:20-14:00 : Pallanuoto - Quarti M 11:30-15:00 : Atletica – Q. e Finali F-M 12:00-13:45 : Hockey Prato – Semif. F 12:00-14:40 : Equitazione - Finale Ost. Ind.

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12:00-15:00 : Baseball : Semifinale 12:30-14:00 : Nuoto Sincro - Duo Libero F 12:30-15:30 : T. Tavolo - Semifinale Sq. M 12:50-15:00 : Soll. Pesi - Gruppo A M 13:45-15:45 : Pallamano - Quarti F 14:00-15:50 : Beach Volley - Quarti M 14:00-16:00 : Basket - Quarti F 14:30-16:30 : Pallavolo - Quarti F Giovedì 5 Agosto : 25 ORI 00:00-03:00 : Nuoto Fondo - 10km M 00:30-08:30 : Golf - Secondo Giro F 02:00-03:50 : Beach Volley - Semifinali M-F 02:00-06:45 : Skateboard – Q. e Finale M 02:00-07:50 : Atletica – Q. e Finali M-F 02:30-06:05 : Canoa Sp. – Q. e Finali M-F 03:00-04:30 : Tuffi – Q. Piattaforma 10m F 03:00-07:35 : Karate - Eliminatorie F-M 03:30-05:15 : Hockey P. - Finale Bronzo M 04:00-06:30 : Lotta – Qualificazioni M-F 04:00-07:00 : T. Tavolo - Finale 3° p. Sq. F 06:00-08:00 : Pallavolo - Semifinale M 06:00-12:30 : Pentathlon M. - Scherma M-F 06:15-08:15 : Basket - Semifinale M 07:00-09:05 : Pugilato – Q. M-F e Finali M 07:00-09:40 : Pallanuoto - Semi F e 5° p. F 08:00-09:30 : Tuffi - Piattaforma 10m F 08:30-11:50 : Cicl. Pista – Q. e Finali M-F 09:00-11:05 : Atletica - 20km Marcia M 10:00-12:00 : Pallamano - Semifinale M 10:00-13:00 : Calcio - Finale Bronzo F 10:00-14:30 : Karate – Q. e Finali F-M 10:30-15:20 : Arramp. : Fin. Combined M 11:15-15:00 : Lotta – Q. e Finali F-M 11:20-14:00 : Pallanuoto – Semifinali F 12:00-14:30 : Hockey Prato - Finale M 12:00-14:45 : Atletica – Q. e Finali F-M 12:00-15:00 : Baseball - Semifinale 12:30-15:40 : T. Tavolo - Finale Sq. F 13:00-15:00 : Basket - Semifinale M 14:00-15:50 : Beach Volley – Semif. M-F 14:00-16:00 : Pallamano - Semifinale M 14:00-16:00 : Pallavolo - Semifinale M Venerdì 6 Agosto : 22 ORI 23:00-00:35 : Atletica - 20km Marcia F 00:30-08:30 : Golf - Terzo Giro F 02:30-04:40 : Canoa Sp. – Q. e Quarti F-M 03:00-05:50 : Beach Volley - Finali F 03:00-07:35 : Karate – Qualificazioni M-F 03:20-06:15 : G. Ritmica – Q. All-A. Ind. F 03:30-05:15 : Hockey P. - Finale Bronzo F 04:00-06:30 : Lotta – Qualificazioni M-F 04:00-07:00 : Calcio - Finale F 04:00-07:00 : T. Tavolo - Finale 3° Sq. M 06:00-08:00 : Pallavolo - Semifinale F 06:15-08:15 : Basket - Semifinale F 07:00-08:35 : Pugilato – Q. e Finali M 07:00-09:40 : Pallanuoto – Semi. M 5° M 07:30-13:30 : Pentath. M. - Finale Sing. F 07:50-10:45 : G. Ritmica – Q. All-Ar. Ind. F 08:00-10:30 : Tuffi –Piattaforma 10m M

08:30-12:15 : Cicl. Pista – Q. e Finali M-F 10:00-12:00 : Pallamano - Semifinale F 10:00-14:30 : Karate – Q. e Finali M-F 10:30-15:20 : Arramp. – Fin. Combined F 11:15-15:00 : Lotta – Q. e Finali M-F 11:20-14:00 : Pallanuoto – Semi. E 5° M 12:00-14:30 : Hockey Prato - Finale F 12:00-15:05 : Equitazione - Salto Ost. Sq. 12:30-14:30 : Nuoto Sincro – Sq. Tecnico F 12:30-15:40 : Tennis Tavolo - Finale Sq. M 13:00-15:00 : Basket - Semifinale F 13:00-15:55 : Atletica – Staff. e Finali M-F 13:00-16:00 : Calcio - Finale Bronzo M 14:00-16:00 : Pallamano - Semifinale F 14:00-16:00 : Pallavolo - Semifinale F Sabato 7 Agosto : 34 ORI 22:30-03:00 : Atletica - 50km Marcia M 00:30-08:30 : Golf - Quarto Giro F 02:30-05:10 : Pallanuoto - Finali 5°-8° F 02:30-05:50 : Canoa Sp. - Semi e Finali M-F 03:00-04:30 : Tuffi - Piattaforma 10m M 03:00-05:40 : G. Ritmica – Q. All-Ar. Sq. F 03:00-05:50 : Beach Volley - Finali M 04:30-06:30 : Basket - Finale M 05:00-08:00 : Baseball - Finale Bronzo 06:30-08:30 : Pallavolo - Finale Bronzo M 06:40-08:00 : Pallanuoto - Finale Bronzo F 07:00-09:00 : Pugilato - Finali M-F 07:00-13:15 : Karate – Q. e Finali F-M 07:30-13:30 : Pentathlon M. – Fin. Sing. M 08:00-09:30 : Tuffi – Piattaforma 10m M 08:20-10:50 : G. Ritmica - Finale A.-A. Ind. F 08:30-11:25 : Ciclismo Pista – Q. e Finali F-M 09:00-11:00 : Basket - Finale Bronzo F 09:30-11:20 : Pallanuoto – Finale F 10:00-12:00 : Pallamano – Fin. Bronzo M 10:30-13:30 : Calcio - Finale M 11:45-15:00 : Lotta – Q. e Finali M-F 12:00-14:20 : Equitaz. - Finale Salto Ost. Sq. 12:00-15:20 : Atletica - Finali M-F 12:00-15:00 : Baseball - Finale 12:30-14:00 : Nuoto Sincro – Sq. Libero F 13:00-15:30 : Basket - Finale Bronzo M 14:00-16:30 : Pallamano - Finale M 14:15-16:30 : Pallavolo - Finale M Domenica 8 Agosto : 13 ORI 23:00-01:45 : Atletica - Maratona M 02:00-04:00 : Pallavolo - Finale Bronzo F 02:30-05:10 : Pallanuoto - Finali 5°-8° p. M 03:00-06:15 : Ciclismo Pista – Q. e Finali F 04:00-05:45 : G. Ritmica - Finale A.-A. Sq. F 04:00-06:00 : Pallamano - Finale Bronzo F 04:30-07:00 : Basket - Finale F 06:30-09:00 : Pallavolo - Finale F 06:40-08:00 : Pallanuoto - Finale Bronzo M 07:00-09:00 : Pugilato - Finali F-M 08:00-10:30 : Pallamano - Finale F 09:30-11:20 : Pallanuoto - Finale M 13-16 : Cerimonia di Chiusura


Road to Tokyo

Il Calendario delle Paralimpiadi giapponesi La XVI edizione delle Paralimpiadi riservate ad atleti con disabilità, si terranno a Tokyo da martedì 24 agosto a domenica 5 settembre 2021. Anche questo evento era previsto per lo scorso anno, ma è stato ugualmente rinviato al 2021 a causa della pandemia che ha travolto il mondo e rivoluzionato i calendari delle 22 discipline sportive in programma. Fra queste, per la prima volta ci saranno badminton e taekwondo. L’Italia si presenterà con grandi ambizioni, soprattutto in atletica leggera, nuoto, scherma dove i nostri atleti potrebbero regalarci grandi soddisfazioni. Tra le altre discipline anche bocce, calcio a 5-un-lato, canottaggio, ciclismo (purtroppo non vedremo Alex Zanardi), equitazione, goalball, hockey, judo, volley, paracanoa, paratriathlon, basket in carrozzina, pesistica, rugby in carrozzina, taekwondo, tennis, tennistavolo, tiro, tiro con l’arco. Di seguito il calendario delle gare, il palinsesto tv/streaming delle Paralimpiadi di Tokyo 2021. Va ricordato che in estate in Giappone sono avanti sette ore rispetto a noi. Cerimonia di Apertura: Arco: Atletica: Badminton: Bocce: Canoa Kayak: Canottaggio: Calcio: Ciclismo (pista): Ciclismo (strada): Equitazione: Goalball: Judo: Nuoto: Powerlifting: Tiro: Tennistavolo: Taekwondo: Triathlon: Sitting Volleyball: Wheelchair Basket: Wheelchair Scherma: Wheelchair Rugby: Wheelchair Tennis: Cerimonia di Chiusura:

23 agosto 26 agosto-4 settembre 27 agosto-4 settembre 1-5 settembre 28 agosto-4 settembre 2-4 settembre 27-29 agosto 29 agosto-4 settembre 25-28 agosto 31 luglio-3 settembre 27-30 agosto 25 agosto-3 settembre 27-29 agosto 25 agosto-3 settembre 26-30 agosto 30 agosto-5 settembre 25 agosto-3 settembre 2-4 settembre 28 agosto-29 settembre 27 agosto-5 settembre 25 agosto-5 settembre 25-29 agosto 25-29 agosto 27 agosto-4 settembre 4 settembre

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Giochi Giovanili 2017 – Lombardia prima, sognando i 5 Cerchi

Trofeo CONI Kinder + Sport Festa per 3.200 a Senigallia Il Trofeo CONI Kinder + Sport, svolto ad un anno dai Giochi brasiliani, nel settembre 2017, é stato l’evento più importante a carattere nazionale organizzato dal Comitato regionale CONI, presieduto da Fabio Luna, fresco del primo mandato da numero uno dello Sport marchigiano. Per organizzare la manifestazione, volta alla promozione dell’attività sportiva giovanile, ci sono voluti molti mesi di lavoro e la preziosa collaborazione di 31 Federazioni Sportive e 9 Discipline Associate. Le gare si svolgono con una formula consolidata che riprende e attualizza quelli che un tempo erano i Giochi della Gioventù, nelle varie fasi: provinciale e nazionale. In pratica una vera e propria mini Olimpiade, anche per l’elevato numero di specialità sportive nelle quali si sono confrontati ragazzi di età compresa fra i 10 e i 14 anni. Per la prima volta nella storia delle Marche, la IV edizione della fase nazionale del Trofeo Coni Kinder + si è tenuta dal 21 al 24 settembre 2017, a Senigallia (An), città dotata di numerose e capienti strutture ricettive, di moderni impianti sportivi e di una forte capacità di attrazione turistica e dunque abituata ad accogliere e ospitare migliaia di presenze. Con Senigallia altri 11 comuni del territorio sono stati coinvolti nel progetto di ospitare gare e partecipanti: Ancona, Camerano, Castelfidardo, Chiaravalle, Fano, Fermo, Jesi, Mondolfo, Montemarciano, Sirolo e Urbino.

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Nei quattro giorni di manifestazione le Marche hanno ospitato 3.200 ragazzi impegnati nelle competizioni, oltre ad 800 accompagnatori che, in tutto, hanno occupato 42 strutture alberghiere, usufruendo di ben 60 pullman per gli spostamenti da e per la “Spiaggia di Velluto”. Tutto ciò non dimenticando le tre delegazioni straniere invitate (Canada, Svizzera e Stati Uniti) e i tantissimi genitori e parenti al seguito dei loro ragazzi. Con il supporto di circa 200 volontari, reperiti anche grazie alla collaborazione di Associazioni di Volontariato e Istituti Scolastici, sono stati quattro giorni di emozioni pure, a cominciare dalla splendida sfilata nella gigantesca Piazza Garibaldi, una delle più belle d’Italia. Giovani campioni, sognando un giorno di partecipare alle Olimpiadi, grazie al Trofeo CONI Kinder + Sport hanno l’opportunità di misurarsi, stringere amicizie con i propri coetanei e imparare dai campioni affermati dell’Italia Team (fra questi la nostra judoca, Lucia Morico) che hanno visitato i campi di gara con la mascotte “Snoopy”, dispensando ai ragazzi consigli e aneddoti per crescere nella loro disciplina e nella vita. Per la verità, nel segno dell’amicizia e nel sogno dei Cinque Cerchi coltivato, anche la fiaccola di PyeongChang2018, portata dalla pattinatrice Valentina Marchei per Samsung al Villaggio Olimpico Kinder + Sport, cuore pulsante e vero punto d’incontro dell’evento senigalliese. A conquistare l’ambito trofeo è stata la Lombardia che con 109 punti, ha preceduto Lazio (106), Piemonte e Veneto (105), Puglia (100), Sicilia (97), Toscana (96) e Marche (95). A seguire tutte le altre regioni. Non solo gare però, perché con l’occasione, prologo alla celebrazione della Giornata Europea dello Sport, giovedì 21 settembre 2017, per la prima volta dopo 103 anni – la città di Ancona ha ospitato la 1065ª seduta della Giunta Nazionale del CONI a Palazzo degli Anziani; una decisione assunta dal Presidente Giovanni Malagò per esprimere la concreta vicinanza del mondo sportivo alle popolazioni colpite dal sisma dell’anno prima. In apertura di Giunta, i saluti del Sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli e del Presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli. Presenti, con il presidente del CONI Marche, Fabio Luna e il sindaco di Senigallia, Maurizio Mangialardi, anche il Prefetto di Ancona, Antonio D'Acunto e il Questore, Oreste Capocasa. Testimonial d’eccezione, l’argento di Rio con il “Sette Rosa”, la filottranese Francesca Pomeri e due autentici giganti della scherma, gli jesini Stefano Cerioni e Giovanna Trillini.

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