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I popolamenti sommersi dell’Area Marina Protetta Isole Tremiti

A cura di Massimo Ponti Carlo Cerrano

contributi di Roberto De Camillis Federica Montesanto Andrea Magnani Enrico Miccadei Andrea Pierucci Fabio Rindi Eva Turicchia


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Questo libro nasce dalla collaborazione tra Servizio AMP Isole Tremiti dell’Ente Parco Nazionale del Gargano, l’Università Politecnica delle Marche, l’Università di Bologna, l’Università di Genova, l’associazione Reef Check Italia onlus e il centro d’immersioni MARLINTREMITI. Carlo Cerrano, docente dell’Università Politecnica delle Marche, e Massimo Ponti, docente dell’Università di Bologna, hanno curato e redatto il libro, pubblicato da Reef Check Italia onlus. I rilievi in mare sono stati condotti da Roberto De Camillis, Federica Montesanto, Andrea Pierucci e Andrea Magnani, nell’ambito delle loro Tesi di Laurea Magistrale. L’inquadramento geologico è di Enrico Miccadei, docente dell’Università G. d’Annunzio Chieti-Pescara, in collaborazione con l'Associazione Italiana di Geologia e Turismo (G&T). Fabio Rindi, docente dell’Università Politecnica delle Marche, ha curato la parte botanica, Eva Turicchia, dottoranda presso l’Università di Bologna, quella fotografica e cartografica.

© Copyright 2016 Reef Check Italia onlus Reef Check Italia onlus c/o Dipartimento di Scienze della Vita e l’Ambiente (DiSVA) Via Brecce Bianche Monte Dago 60131 Ancona (Italia) Tel: 071 2204651 Fax: 071 2204650 Email: postmaster@reefcheckitalia.it Sito Internet: www.reefcheckitalia.it Questa pubblicazione va citata come:

Ponti M. & Cerrano C. (A cura di) - 2016. I popolamenti sommersi dell’Area Marina Protetta Isole Tremiti. Parco Nazionale del Gargano. Reef Check Italia onlus, Ancona, pp. 160. ISBN 978-88-906783-7-0

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Ringraziamenti I più sentiti ringraziamenti per il supporto logistico ai rilievi subacquei e l’ospitalità fornita ai ricercatori vanno a tutto lo staff del centro d’immersioni MARLINTREMITI, gestito da Adelmo Sorci. Un ringraziamento particolare va all’Area Marina Protetta Isole Tremiti, Ente Parco Nazionale del Gargano, che attraverso il Responsabile di Servizio AMP Pasquale Santoro ha sostenuto e promosso questa iniziativa e alla Guardia Costiera che ha vigilato sulla sicurezza in mare. Reef Check Italia onlus è membro dell’Associazione Italiana Operatori Scientifici Subacquei. Questo lavoro è stato parzialmente supportato dal Progetto di Ricerca di Rilevante Interesse Nazionale (PRIN 2010-11) "Biocostruzioni costiere: struttura, funzione e gestione" protocollo n. 2010Z8HJ5M. La stampa del volume è stata supportata dall’Ente Parco Nazionale del Gargano sulla base di finanziamenti del Ministero dell’Ambiente. Gli autori delle foto sono indicati con le loro iniziali tra parentesi alla fine delle didascalie: Andrea Pierucci (AP) Enrico Miccadei (EM) Eva Turicchia (ET) Federica Montesanto (FMo) Francesco Mascioli (FMa) Francesco Paolo Mancuso (FPM) Massimo Ponti (MP)

Realizzazione grafica di copertina di Davide Poli.

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Sommario Presentazione

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Conservazione della biodiversità

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Le Isole Tremiti

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Lo studio dei popolamenti bentonici

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Profili dei fondali

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L’importanza delle conoscenze pregresse e del monitoraggio 14 Reef Check Italia onlus e il progetto di Monitoraggio dell’Ambiente Costiero 16 Storia e leggende Clima Geologia Biologia ed ecologia

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I rilievi subacquei La restituzione cartografica Abbazia Nord Est Abbazia Sud Est Architiello Architiello Ovest Cala Caffè Cala degli Inglesi Cala dei Benedettini Cala dei Pesci Cala dei Turchi Cala dei Vermi Cala della Cernia Cala delle Murene Cala dello Straccione Cala Matana Nord Cala Matana Sud Cala Rondinelle Cala Sorrentino Cala Spido Cala zio Cesare Cretaccio Faro di San Domino Ferrario Gli Scoglietti Grosso di Caprara

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Grotta del Coccodrillo Grotta del Sale Grotta delle Viole I Pagliai Punta di Diamante Punta Romito Punta Santa Maria Nord Punta Santa Maria Sud Punta Secca Punta Secca di San Domino Ripa di Falconi Scoglio del Sale Scoglio del Sergente Scoglio dell'Elefante Scoglio Segato Secca della Vedova Spiaggia delle Marinelle Testa di Morto

Catalogo e distribuzione delle specie sessili caratteristiche

Laurencia (gruppo) Tricleocarpa fragilis (Linnaeus) Huisman & R.A.Townsend 1993 Peyssonnelia spp. Dudresnaya verticillata (Withering) Le Jolis 1863 Sphaerococcus coronopifolius Stackhouse 1797 Rodoliti Corallinacee ramificate Rodofita calcaree incrostanti Dictiotacee laminari dicotome Padina pavonica (Linnaeus) Thivy 1960 Cystoseira spp. Acetabularia acetabulum (Linnaeus) P. C. Silva 1952 Caulerpa cylindracea Sonder 1845 Codium bursa (Olivi) C. Agardh, 1817 Codium effusum (Rafinesque) Delle Chiaje 1829 Halimeda tuna (J. Ellis & Solander) J. V. Lamouroux 1816 Alghe filamentose verdi Feltri algali Posidonia oceanica (Linnaeus) Delile 1813 Agelas oroides (Schmidt 1864) Chondrosia reniformis Nardo 1847

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Petrosia (Petrosia) ficiformis (Poiret 1789) Aplysina spp. Cliona spp. Spugne massive nere Spugne incrostanti rosse Condylactis aurantiaca (Delle Chiaje 1825) Cribrinopsis crassa (Andrès 1881) Anemonia viridis (Forskül 1775) Aiptasia spp. Leptopsammia pruvoti Lacaze-Duthiers 1897 Balanophyllia europaea (Risso, 1826). Cladocora caespitosa (Linnaeus 1767) Parazoanthus axinellae (Schmidt 1862) Eunicella singularis (Esper 1791) Sabella spallanzanii (Gmelin 1791) Serpulidi Rocellaria dubia (Pennant 1777) Lithophaga lithophaga (Linnaeus 1758) Arca noae Linnaeus 1758 Pinna nobilis Linnaeus 1758 Pinna rudis Linnaeus 1758 Myriapora truncata (Pallas 1766) Smittina cervicornis (Pallas 1766) Reteporella spp. Briozoi incrostanti Halocynthia papillosa (Linnaeus 1767)

Bibliografia

Indice analitico

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Presentazione

Dr. Stefano Pecorella

Presidente dell'Ente Parco Nazionale del Gargano

“Tremiti è un posto estremo, il mio posto dell'anima. Un luogo incantato che favorisce il mio modo visionario di raccontare il mondo. Un luogo che aiuta a sognare, soprattutto quando c'è un meraviglioso cielo stellato che puoi vedere uguale solo nel Sahara”. Lucio Dalla dichiarava così il suo amore per le Isole Tremiti che rivivono ancora oggi nelle sue canzoni più celebri: 4 marzo 1943 e Com’è profondo il mare. Quel mare, che talvolta è il migliore custode dei propri misteri, anche di quelli svelati, quando per tante ragioni si ritiene più corretto lasciarli dove gli eventi li hanno trascinati. Le Isole Tremiti, in questo senso, sono un vero museo sottomarino, dove riprendono vita storie di navi e di naufragi, di navigatori esperti traditi dalle insidie di un mare ancora sconosciuto, di tempeste che hanno strappato all’uomo carichi preziosi e forse la vita stessa, di battaglie condotte con un’audacia più potente delle armi. Ecco perché , cari amici, Vi consiglio la lettura di questo volume che fa compiere un viaggio alla scoperta dei popolamenti sommersi dell’Area Marina Protetta delle Isole Tremiti che celano nel loro scrigno un patrimonio di immenso valore. L’Ente Parco, soggetto gestore dell’Area Marina Protetta della Isole Tremiti, ha inteso realizzare questa pubblicazione come tributo all’arcipelago e ai suoi abitanti e per testimoniare l’importanza della valorizzazione di un patrimonio naturale che, tra una grande varietà di specie botaniche e zoologiche e un paesaggio di grande fascino, hanno valso a queste isole il titolo di perle dell'Adriatico. 9


L’Area Marina Protetta Isole Tremiti istituita con Decreto Interministeriale del 14/07/1989 del Ministero dell’Ambiente, di concerto con il Ministero della Marina Mercantile, (pubblicato sulla G. U. n. 295 del 19/12/1989), interessa uno specchio d’acqua, con una supercie di 1.466 ettari e con uno sviluppo costiero di 20.410 m. L’Arcipelago delle Isole Tremiti è localizzato a circa 12 miglia a Nord del promontorio del Gargano ed è costituito da tre isole maggiori: S. Domino, S. Nicola e Caprara, da un isolotto posto fra le tre isole denominato il Cretaccio ed infine da un’isola minore, localizzata a distanza di circa 12 miglia in direzione NE dalle prime tre e ad oltre 30 miglia dalla costa garganica, denominata Pianosa. In meno di 3 km2 di supercie e 20 km di perimetro costiero, l’Area Marina Protetta Isole Tremiti costituisce un esempio di rara bellezza sia per la natura incontaminata dei suoi fondali sia per gli aspetti paesaggistici e storicoarchitettonici. Alla lussureggiante S. Domino (una fitta pineta in mezzo al mare), si contrappone la rude Caprara (un alternarsi di macchia e gariga abitata da gabbiani reali), l’affascinante S. Nicola, culla della storia e dell’architettura tremitese e la sperduta e selvaggia Pianosa. Tutto si mescola in un unico paesaggio di incomparabile bellezza, in cui si conservano, inoltre, rari esempi di flora e fauna mediterranea. L’arcipelago, conosciuto sin dall’antichità con il nome di “Isole Diomedee” (la leggenda, infatti, fa risalire la nascita delle isole a Diomede, eroe omerico di straordinaria forza e coraggio), si presenta con una alternanza di morfologia costiera emersa che si ritrova anche nelle parti sommerse, dove a fondali rocciosi lentamente degradanti verso il largo, si alternano falesie che si inabissano vertiginosamente, fondi detritico-sabbiosi, fondi ciottolosi, in una moltitudine di habitat che hanno permesso l’insediamento di una notevole varietà di popolamenti animali e vegetali. I fondali dell’Area Marina Protetta costituiscono un’area di importantissimo valore naturalistico sia per i popolamenti vegetali sia per le diversicate comunità animali che qui trovano le condizioni adatte per insediarsi. La loro importanza è documentata dalle ricerche e dai rilievi scientici condotti nell’ambiente marino dell’arcipelago delle Isole Tremiti che hanno portato all’individuazione di ben 38 specie ASPIM (Area Specialmente Protetta di Interesse Mediterraneo). Il primo passo per proteggere tali specie è rappresentato dalla conoscenza delle stesse, nonché dalla presa di coscienza da parte dei frequentatori 10


dell’AMP dell’esistenza e dell’importanza di tali organismi. Sapere come sono fatti, come vivono e cosa li minaccia è un punto di partenza imprescindibile ai fini della pianicazione di forme di tutela sostenibile che possano essere accolte favorevolmente dalla popolazione locale e dai fruitori dell’area protetta. Proprio per favorire ed accrescerne la conoscenza abbiamo accolto favorevolmente la proposta di realizzare questo volume la cui redazione è stato pensata in modo da essere facilmente consultabile da chiunque, sia esso turista o pescatore, sub o diportista, permettendo a tutti di conoscere l’immenso patrimonio di biodiversità custodito da quelle che la storia ricorda come le isole di Diomede. Buon viaggio nei fondali delle Tremiti.

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Le Isole Tremiti

Fig. 4. L’isola di San Nicola vista da San Domino (MP).

Le Isole Tremiti si trovano a nord del promontorio del Gargano, nel Mar Adriatico centro meridionale. L'arcipelago dista circa 12 miglia nautiche dalla costa più vicina ed è costituito da cinque isole principali: San Domino (Fig. 4), Caprara (Capraia o Capperaia a seconda della cartografia), San Nicola, Cretaccio e Pianosa, quest’ultima a 11 miglia da Caprara, in direzione NE. La superficie emersa è di 3,18 km2 e la popolazione residente è di 467 abitanti 1.

Storia e leggende Su queste isole storia, cultura, miti e leggende s’intrecciano tra loro su un suggestivo palcoscenico naturale. Le isole erano note nell’antichità come Insulae Diomedeae, dal nome di Diomede personaggio della mitologia greca, figlio di Tideo e di Deipile, che secondo una delle leggende, qui gettò in mare tre giganteschi massi, riemersi sotto forma di isole. Secondo il mito, Diomede, eroe della civilizzazione

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Fonte Comune di Isole Tremiti, gennaio 2015.

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rifiutandosi di combattere per i Romani contro l’antico nemico Enea, fu sepolto sull’isola di San Nicola, dove realmente si trovano tombe di epoca ellenica. La leggenda più narrata vuole che Afrodite trasformasse i suoi compagni in uccelli marini, le diomedee, che con i loro versi striduli notturni, simili ai vagiti dei bambini, continuano ancora oggi a piangere la scomparsa del loro condottiero. Secondo la tradizione locale, le diomedee sarebbero le berte maggiori, Calonectris diomedea (Scopoli, 1769) (Procellariiformes: Procellariidae), caratteristici uccelli che popolano le falesie e le scogliere dell'arcipelago e che gli abitanti chiamano “arenne”.

Fig. 5. Abbazia di Santa Maria a Mare, eretta sull’isola di San Nicola a partire dal IX secolo d.C. (MP).

Al di là delle leggende mitologiche e delle credenze popolari, la storia delle isole è indissolubilmente legata all’alternarsi nei secoli di dominazioni cristiane, dell’arrivo di conquistatori sanguinari, di esiliazioni e deportazioni. Alcuni ritrovamenti testimoniano la presenza dell’uomo sull’isola di San Domino alla fine dell’età della pietra (Neolitico) e sull’Isola di San Nicola nell’età del bronzo (Brandone et al. 1993). Altre tracce di abitanti risalgono all’IV-III secolo a.C. Negli scritti di epoca romana l’arcipelago, con le tre isole maggiori, veniva chiamato Trimerus. Per secoli le isole sono state luogo di 20


prigionia e confino per molti esilianti, alcuni famosi, come la nipote dell’imperatore Augusto.

L’abbazia di Santa Maria a Mare nacque da un primo insediamento religioso benedettino del IX secolo d.C., emanazione dell'abbazia di Montecassino, e raggiunse il suo massimo splendore al tempo dell’abate Alderico, nell’XI secolo d.C. (Fig. 5). Nel 1237 i monaci benedettini furono sostituiti alla guida dell’abbazia dai cistercensi, per ordine del cardinale Raniero da Viterbo. Le fortificazioni erette non impedirono all'abbazia di essere depredata nel 1334 dal corsaro dalmata Almogavaro, che mise fine alla presenza dei monaci. Solo nel 1412 un gruppo di monaci canonici lateranensi ripopolò e restaurò l’antica abbazia. Nel 1783, per ordine di re Ferdinando IV di Napoli, l’abbazia venne trasformata in colonia penale, ma dopo la collaborazione alla resistenza contro gli inglesi (1809) i deportati furono graziati. Nel 1843 re Ferdinando II delle Due Sicilie ripopolò le isole con famiglie di pescatori provenienti da Ischia. Poi, nel 1911 furono qui confinati circa milletrecento libici di cui un terzo morì di tifo in meno di un anno. Tra i confinati in epoca fascista va ricordato Sandro Pertini, poi Presidente della Repubblica Italiana.

I trascorsi storici hanno lasciato tracce non solo sulla terra emersa ma anche sui fondali che circondano le isole, dove siti archeologici, relitti antichi e moderni sono, almeno in parte, visitabili dai subacquei (Sorci 2012). Per chi volesse approfondire le conoscenza sulla storia e le leggende di queste isole si rimanda ai diversi libri pubblicati (es.: Mancini 1979, Carducci 1999, AA.VV. 2005, Giubelli 2008).

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Fig. 6. Spiaggia delle arene, così chiamata perché la mancanza di scogli consentiva alle imbarcazioni di approdare, arenandosi sulla sabbia. Si narra che l’angolo più appartato fosse chiamato “bagno delle femmine” perché consentiva alle ragazze di rinfrescarsi protette da sguardi indiscreti (MP).

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Lo studio dei popolamenti bentonici I rilievi subacquei Per realizzare la descrizione e mappatura dei popolamenti bentonici costieri, riportati in questo libro, sono stati utilizzati metodi di campionamento visivi e fotografici. Questi metodi hanno un impatto pressoché nullo sui popolamenti naturali, perché il prelievo di organismi è esclusivamente limitato a piccoli campioni di pochi individui o frammenti di talli e colonie delle specie più comuni e ai soli fini di riconoscimento tassonomico. In pratica, per gli organismi più abbondanti e che caratterizzano i popolamenti bentonici per vaste aree, sono state realizzate delle foto di dettaglio in immersione (Fig. 17) ed è stato prelevato un campione per confermarne l’identificazione in laboratorio, avvalendosi di microscopi e opportune chiavi tassonomiche.

Fig. 17. Realizzazione di foto subacquee di dettaglio alle Isole Tremiti (AP).

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Le misure di abbondanza e distribuzione delle specie che caratterizzano i popolamenti sono state eseguite in immersione lungo transetti perpendicolari alla linea di costa, da pochi metri di profondità fino al massimo di 30 m e/o per una lunghezza, lungo il fondale, non superiore ai 50 m. I transetti sono stati realizzati seguendo ogni volta una linea di riferimento costituita da una cordella metrica, stesa facendola aderire il più possibile al fondale (Fig. 18). La tecnica di rilievo consiste nell’annotare a distanze regolari prefissate (1 m in questo caso) la profondità del fondale, il tipo di substrato e le specie caratterizzanti presenti nell’intorno del punto (Point Intercept Transect, PIT; Bianchi et al. 2004). Il transetto viene geo-referenziato con uno strumento di posizionamento satellitare sufficientemente accurato (D-GPS, accuratezza ± 2 m) posto sulla verticale del punto di partenza. La direzione del transetto è misurata con una bussola magnetica da rilevamento (accuratezza ± 5°).

Fig. 18. Realizzazione di un transetto subacqueo alle Isole Tremiti (MP).

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Nel corso dell’estate 2013 sono stati realizzati 42 transetti lungo le coste delle isole di San Domino, Caprara, San Nicola e Cretaccio (Tabella 1, Fig. 19).

Fig. 19. Transetti lungo le coste delle Isole Tremiti (Proiezione di Mercatore, WGS84).

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Profili dei fondali Nelle seguenti pagine sono descritti i diversi tratti di costa che circondano le isole di San Domino, San Nicola, Caprara e Cretaccio. Per ciascuna zona è riportato un profilo indicativo del fondale con i principali organismi rappresentati graficamente con i simboli di Fig. 20.

Fig. 20. Simboli utilizzati per la rappresentazione dei profili dei fondali (modificato da Previati et al. 2010).

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Abbazia Nord Est Coordinate 42.122683°N 15.505150°E Direzione 320°N

Il sito è localizzato alla base della falesia da cui svetta l’Abbazia di Santa Maria a mare. Nella zona sottostante emergono i ruderi di uno stabilimento balneare ligneo mai entrato in uso (Fig. 21). Per i primi metri il fondale si presenta irregolare e ricco di grossi massi, che formano numerosi anfratti e tane per molte specie animali dell'infralitorale, e prosegue con un andamento più regolare ed è prevalentemente roccioso. Già a pochi metri di profondità è possibile osservare specie sciafili come Halimeda tuna, Neogoniolithon brassica-florida, Lithothamnion minervae e Peyssonnelia spp. La fauna e caratterizza da spugne, serpulidi, bivalvi perforatori (Lithophaga lithophaga, Rocellaria dubia) e briozoi. Alla profondità di -5 m circa, sulla sommità dei grossi massi sono presenti spugne massive nere, mentre i generi Chondrosia e Cliona sono presenti a profondità maggiori.

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Fig. 21. Abbazia di Santa Maria a Mare, sull’isola di San Nicola, vista dal lato sud (MP).

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Rodoliti

Fig. 29. Rodoliti di Neogoniolithon brassica-florida (MP).

Le rodoliti sono formazioni calcaree globose, prodotte da alghe rosse (Corallinales: Corallinaceae), che si accumulano sul fondale, alla base delle rocce, tra la sabbia e in mezzo alle alghe e posidonia. Tra queste la specie più comune alle Isole Tremiti è Neogoniolithon brassica-florida (Harvey) Setchell & L. R. Mason 1943 che si presenta di colore rosa, violaceo o biancastro con superficie leggermente verrucosa ed è in grado di formare anche talli incrostanti (Fig. 29). È una specie perenne, presente in gran parte delle aree temperate e tropicali del pianeta. In mar Mediterraneo è più abbondante nelle zone centro-meridionali (Rodríguez-Prieto et al. 2013). Un’altra specie, Lithophyllum racemus (Lamarck) Foslie 1901 che forma rodoliti verrucose di 1-5 cm di diametro, era stata segnalata nei primi anni ’70 e non rivenuta da Cormaci et al. (2000). Nel corso del presente studio sono state trovate rodoliti ascrivibili a questa specie, ma per analizzare l’abbondanza e la distribuzione relativa delle due specie occorrono studi dedicati. 94


Fig. 30. Distribuzione delle rodoliti (Proiezione di Mercatore, WGS84).

Le rodoliti sono risultate abbondanti lungo tutte le coste delle Isole Tremiti, indipendentemente dall’orientazione ed esposizione, e raggiungono le densità maggiori soprattutto dove l’andamento del fondale consente il loro accumulo (Fig. 30).

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Posidonia oceanica (Linnaeus) Delile 1813

Fig. 50. Prateria di Posidonia oceanica (MP).

È una specie endemica ed è la più importante fanerogama marina del Mediterraneo (Fig. 50). Alla base presenta dei rizomi (fusto modificato) dal cui lato inferiore si formano le radici che, fissandosi al substrato, costituiscono il sistema di ancoraggio e svolgono anche la funzione di assorbimento dei nutrienti. Il rizoma può accrescersi in senso sia orizzontale (rizoma plagiotropo) sia verticale (rizoma ortotropo); in tal modo la pianta può adattarsi alle diverse condizioni ambientali adottando l’uno o l’altro dei due tipi di crescita. Questo fenomeno determina un innalzamento del fondo marino (stimato secondo alcuni autori in 1 m ogni secolo circa) che dà origine a una tipica formazione a terrazzo chiamata con il termine francese matte. Nella parte superiore del rizoma è situato l’apice vegetativo da cui originano le foglie organizzate in ciuffi. Le foglie sono nastriformi e con apice arrotondato, sono larghe mediamente 1 cm e possono superare anche 1 m di lunghezza. Le singole piante possono formare connessioni comunicanti fra i diversi rizomi, 114


dando origine a lunghi stoloni in cui è difficile distinguere i singoli moduli. La riproduzione vegetativa di P. oceanica conduce quindi alla formazione di strutture assai complesse. La riproduzione sessuale, nelle praterie più superficiali, si realizza nei primi mesi autunnali con la produzione di fiori ermafroditi che, fecondandosi, produrranno frutti simili a olive (marzo-aprile). A maturazione ultimata, all’inizio del periodo estivo, essi si distaccano dalla pianta madre e galleggiano sulla superficie del mare; il seme cadrà poi sul fondo con l’apertura del pericarpo e germinerà dando origine, se le condizioni saranno favorevoli, a una nuova pianta. Purtroppo raramente i frutti giungono a maturazione e le infiorescenze degenerano sovente. Le praterie si estendono dalla superficie a circa 30-35 m di profondità, spingendosi a volte fino a 40 m ed oltre in acque particolarmente limpide. P. oceanica s’insedia più comunemente su fondi sabbiosi; non è raro tuttavia incontrarla anche in presenza di sabbia più o meno infangata, di detrito grossolano, o addirittura sulla roccia (Cerrano et al. 2004). Le praterie di posidonia formano un habitat di grande importanza nell’economia naturale degli ecosistemi marini perché: • stabilizzano il fondo marino, attraverso lo sviluppo di un efficace apparato radicale e stolonifero; • riducono l’idrodinamismo, con conseguente mantenimento dell’equilibrio delle coste, grazie all’azione di smorzamento da parte della matte e dello strato fogliare; le foglie spiaggiate, staccatesi durante il periodo autunnale, costituiscono inoltre un’importante barriera naturale verso l’azione delle mareggiate invernali; • forniscono una elevata produzione di ossigeno e di materia organica; • sono fonte di cibo, diretta ed indiretta, per numerosi organismi e punto di partenza di una complessa rete trofica; • costituiscono area di alimentazione e riproduzione per numerose specie, anche di notevole importanza economica, come pesci, cefalopodi e crostacei. Alle Isole Tremiti la prateria centrale di P. oceanica tra le isole di San Nicola, San Domino e Cretaccio (Fraschetti et al. 2007), sopravvive seppure frammentata e in regressione, minacciata dall’ancoraggio abusivo (Fig. 51).

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Fig. 51. Distribuzione di Posidonia oceanica ricavata dai transetti costieri del 2013, sovrapposti alla mappa degli habitat bentonici realizzata dalle UnitĂ Locali di Ricerca di Bari e Lecce del Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Scienze del Mare (CoNISMa; Fraschetti et al. 2007; Proiezione di Mercatore, WGS84).

Considerando la sua importanza, P. oceanica è una specie protetta (Annesso II Protocollo delle Aree Specialmente Protette di Importanza Mediterranea ASPIM, Convenzione di Barcellona; Allegato 1 delle specie di flora rigorosamente protette Convenzione per la conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa, Berna 1979).

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Indice analitico Abbazia di Santa Maria a mare ......................44 Abbazia di Santa Maria a Mare ..............20; 45 Acetabularia acetabulum47; 51; 69; 70; 75; 81; 103 Acrosymphyton purpuriferum .........................92 Acrothamnion spp. ............................................ 113 Agelas oroides47; 51; 52; 55; 56; 58; 61; 65; 69; 70; 79; 117 Aiptasia diaphana .............................................. 128 Aiptasia mutabilis .............................................. 128 Aiptasia spp. ......................................... 50; 68; 128 Alderico .....................................................................21 alghe rosse calcaree ............................33; 61; 69 alghe rosse corallinacee ....................................91 alghe rosse incrostanti ........... 53; 97; 98; 111 alghe verdi filamentose .................................. 111 Almogavaro .............................................................21 Amphiroa spp. ........................................................96 Anadyomene stellata ...................................54; 69 Anemonia viridis ................................................. 127 Aplysina aerophoba .......................................... 120 Aplysina cavernicola ......................................... 120 Arca noae ............................................................... 141 Architiello ................................................................47 arenne ........................................................................20 Axinella cannabina ...............................................35 Axinella verrucosa ............................................. 133 Balanophyllia europaea .................................. 130 Balanophyllia spp.46; 49; 52; 53; 54; 55; 57; 58; 60; 61; 62; 63; 64; 67; 68; 71; 76; 78; 83; 84; 85 baseline ......................................................................14 biocostruttori .........................................................91 biodiversità .............................................................13 bioerosori.............................................................. 138 bivalvi, molluschi......................... 138; 141; 142 briozoi incrostanti ............................................ 149 Bryopsis spp. ................................................ 47; 111 Cala Caffè ..................................................................49 Cala de Turchi ........................................................25 Cala degli Inglesi ...........................................25; 50 Cala dei Benedettini ............................................51 Cala dei Pesci ..........................................................52 Cala dei Turchi .......................................................53 Cala dei Vermi ........................................................54 Cala della Cernia ...................................................55 Cala delle Murene.................................................56 Cala dello Straccione...........................................57

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Cala Matana............................................. 58; 59; 60 Cala Rondinelle .....................................................61 Cala Sorrentino......................................................62 Cala Spido.................................................................63 Cala Tramontana ..................................................25 Cala zio Cesare .......................................................64 Calonectris diomedea ..........................................20 Calosiphonia vermicularis .................................92 carsismo....................................................................26 cartografia ...............................................................41 Caulerpa cylindracea34; 48; 52; 56; 64; 66; 68; 72; 78; 82; 84; 104; 105 Caulerpa racemosa var. cylindracea ......... 104 Ceramium spp. .................................................... 113 Chaetomorpha spp. ................................ 111; 113 Chondrilla nucula....................... 55; 58; 66; 118 Chondrophycus glandulifer...............................89 Chondrosia reniformis47; 49; 50; 51; 52; 53; 54; 55; 57; 58; 60; 61; 62; 63; 64; 65; 66; 67; 68; 69; 70; 72; 78; 79; 85; 118 cistoseire ............................................................... 101 Cladocora caespitosa33; 46; 49; 58; 63; 64; 65; 69; 72; 78; 131; 132; 153; 154 Cladophora prolifera ........................................ 111 Cladophora spp.46; 48; 49; 51; 52; 56; 57; 62; 69; 70; 75; 79; 80; 81; 84; 88; 111; 113 clima ...........................................................................23 Cliona spp.44; 48; 49; 52; 54; 55; 56; 57; 61; 62; 63; 65; 68; 69; 70; 79; 83; 87; 122 Codium bursa47; 48; 49; 51; 52; 56; 57; 62; 68; 72; 75; 78; 80; 81; 82; 84; 85; 86; 88; 106; 107 Codium coralloides ............................................ 108 Codium effusum .......................................... 46; 108 Codium vermilara .............................................. 108 Condylactis aurantiaca.................................... 125 Convenzione Internazionale sulla Biodiversità.......................................................13 coralligeno .................... 33; 34; 53; 91; 97; 149 Corallina spp. ..........................................................96 Corallinaceae .......................................... 94; 96; 97 Crambe crambe ........................................ 124; 141 Cretaccio ...................................................................65 Cribrinopsis crassa .................... 54; 55; 60; 126 cultura .......................................................................19 Cymodocea nodosa ...............................................34


Cystoseira amentacea var. stricta ...... 31; 101 Cystoseira compressa ............................... 31; 102 Cystoseira corniculata ..................................... 102 Cystoseira crinitophylla .................................. 102 Cystoseira spp. ......................... 47; 81; 101; 102 Dictyopteris polypodioides................................ 99 Dictyota dichotoma .............................................. 99 Dictyota fasciola .................................................... 99 Dictyota mediterranea ....................................... 99 Dictyotaceae ................................................ 99; 100 Diomede............................................................ 10; 19 doline ......................................................................... 26 Dudresnaya verticillata ...................................... 92 EcoDiver ................................................................... 17 Ellisolandia elongata........................................... 96 Eocene ....................................................................... 26 erosione costiera .................................................. 28 Eunicella singularis ........................................... 134 falso corallo.......................................................... 146 Faro di San Domino............................................. 66 Ferdinando II.......................................................... 21 Ferdinando IV ........................................................ 21 Ferrario ..................................................................... 67 Filograna implexa.............................................. 137 geologia ..................................................................... 24 Grosso di Caprara................................................. 69 Grotta del Coccodrillo ........................................ 70 Grotta del Sale........................................................ 71 Grotta delle Viole.................................................. 72 grotte .......................................................................... 34 habitat bentonici .................................................. 31 Halimeda tuna44; 47; 48; 49; 52; 54; 56; 57; 62; 65; 68; 69; 70; 72; 75; 78; 79; 81; 82; 86; 87; 109; 110 Halocynthia papillosa47; 50; 53; 54; 56; 58; 60; 61; 64; 65; 66; 68; 69; 70; 71; 72; 78; 82; 84; 86; 150 Halopteris filicina ................................................. 49 Halopteris spp. ............................................... 47; 81 Hapalidiaceae......................................................... 97 infralitorale ............................................................. 31 Ircinia spp. ............................................................ 123 Jania spp. .................................................................. 96 Laurencia (gruppo)47; 51; 57; 62; 65; 68; 69; 79; 80; 81; 88; 89 Laurencia spp. ........................................................ 89 leggende ................................................................... 19 Leptopsammia pruvoti47; 51; 53; 55; 76; 80; 129; 152 Liagora viscida47; 52; 57; 62; 65; 69; 70; 79

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Lithophaga lithophaga44; 47; 50; 54; 55; 64; 67; 72; 85; 139; 140 Lithophyllum lichenoides .................................. 47 Lithophyllum racemus ........................................ 94 Lithophyllum spp. ................................................. 97 Lithothamnion minervae ........................... 44; 46 Lithothamnion spp.46; 48; 49; 51; 54; 56; 62; 70; 76; 79; 81; 82; 85; 87; 88; 97 Mesophyllum spp. ................................................. 97 microplacca adriatica......................................... 24 miti .............................................................................. 19 mucillagine .............................................. 66; 78; 86 Myriapora truncata .. 53; 61; 69; 70; 76; 146 Neogoniolithon brassica-florida44; 46; 51; 56; 62; 65; 71; 94 Neogoniolithon spp. ............................................ 97 Osmundea spp. ....................................................... 89 Padina pavonica46; 47; 48; 49; 51; 52; 54; 57; 62; 65; 68; 69; 70; 72; 75; 78; 80; 81; 84; 86; 87; 88; 100 Pagliai ........................................................................ 73 Palisada spp. ........................................................... 89 Parazoanthus axinellae .......... 51; 66; 76; 133 Peltodoris atromaculata................................. 119 Pentapora fascialis ............................ 61; 80; 147 Petrosia ficiformis47; 51; 54; 55; 56; 58; 61; 62; 63; 65; 68; 69; 70; 79; 119 Peyssonnelia bornetii .......................................... 91 Peyssonnelia crispata.................................. 91; 97 Peyssonnelia rosa-marina ................................. 91 Peyssonnelia rubra ............................................... 91 Peyssonnelia spp.44; 48; 51; 54; 65; 70; 75; 76; 78; 79; 80; 81; 82; 84; 85; 87; 88; 91; 97 Peyssonnelia squamaria .................................... 91 Peyssonneliaceae ................................................. 97 Phymatolithon spp. .............................................. 97 Pinna nobilis ......58; 60; 61; 63; 83; 142; 143 Pinna rudis ..................51; 52; 53; 58; 144; 145 Pinnotheres pisum ............................................. 142 policheti ............................................ 133; 135; 136 Polysiphonia spp. ............................................... 113 Pontonia pinnophylax ...................................... 142 Posidonia oceanica58; 60; 63; 71; 83; 114; 116; 152 precipitazioni ......................................................... 23 Protula spp. ..................................................... 46; 47 Protula tubularia .................................................. 47 Pseudochlorodesmis furcellata .................... 111 Punta di Diamante ............................................... 75 Punta Romito ......................................................... 76


Sphaerococcus coronopifolius47; 69; 76; 79; 93 spiagge.......................................................................33 Spiaggia delle arene ............................................22 Spiaggia delle Marinelle ....................................87 Spirastrella spp................................................... 124 Spirobranchus triqueter.................................. 136 Spongia spp. ......................................................... 123 Sporolithaceae .......................................................97 Sporolithon spp. ....................................................97 spugne incrostanti rosse46; 47; 48; 49; 53; 54; 57; 58; 61; 62; 64; 71; 75; 79; 80; 81; 83; 86 spugne massive nere44; 47; 52; 53; 55; 56; 60; 61; 65; 66; 67; 68; 69; 70; 71 storia ..........................................................................19 Taonia atomaria ...................................................99 Taonia lacheana ....................................................99 Testa di Morto........................................................88 Thuretella schousboei .........................................92 Timea spp. ............................................................. 124 transetto subacqueo ...........................................38 Tricleocarpa fragilis52; 57; 62; 65; 69; 78; 79; 80; 84; 85; 90 trottoir .......................................................................47 Valonia utricularis ........................ 47; 51; 69; 76 venti prevalenti .....................................................23 Womersleyella setacea ................. 34; 112; 113 Wrangelia penicillata ................. 49; 69; 70; 76 Yuzurua spp. ...........................................................89 Zone di Protezione Speciali .............................13 zooxantelle125; 126; 127; 128; 130; 131; 134

Punta Santa Maria ........................................77; 78 Punta Secca .............................................................79 Punta Secca di San Domino .............................80 Quaternario .............................................................24 Reteporella spp. .......................... 50; 60; 67; 148 Rhodymenia spp. ................................................ 113 Ripa di Falconi .......................................................81 Rocellaria dubia44; 47; 49; 52; 53; 55; 56; 58; 61; 62; 63; 64; 66; 67; 68; 69; 71; 83; 85; 138 Rodofita calcaree incrostanti..........................97 rodoliti ...............................................................33; 94 Sabella spallanzanii .................................. 63; 135 sabellidi, policheti ............................................. 135 Sarcotragus spinosulus .................................... 123 Scoglietti ...................................................................68 Scoglio del Sale ......................................................82 Scoglio del Sergente ............................................83 Scoglio dell'Elefante ............................................84 Scoglio Segato ........................................................85 Secca della Vedova...............................................86 sepulidi, polidheti ............................................. 136 Serpula spp. .......................................... 46; 47; 136 Serpula vermicularis ......................................... 136 serpulidi44; 46; 47; 48; 49; 50; 51; 52; 53; 54; 55; 56; 57; 58; 60; 61; 62; 63; 64; 65; 66; 67; 68; 69; 70; 72; 73; 75; 76; 78; 79; 80; 81; 82; 83; 84; 85; 86; 87; 88; 137 shifting baseline .....................................................14 Siti di Importanza Comunitaria .....................13 Smittina cervicornis47; 51; 56; 58; 66; 67; 70; 71; 76; 84; 147 specie aliena............................................................34

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Profile for Gianfranco Rossi

I popolamenti sommersi dell’Area Marina Protetta Isole Tremiti  

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