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Dizionario della lingua italiana

Il dizionario della lingua italiana Dire di più nasce come strumento utile e aggiornato per la scuola primaria e secondaria di primo grado. Realizzato con un linguaggio semplice e chiaro, si presta ad essere adoperato in autonomia. Il consistente numero di voci selezionate (27 500) rende l’opera un sussidio prezioso per: - consolidare e ampliare il lessico; - chiarire dubbi morfologici, fonetici, etimologici.

Dizionario

della lingua italiana

Edizione aggiornata

I n allegato un CD-rom con il dizionario interattivo da installare sul tuo PC. Inoltre sul sito www.raffaellodigitale.it, oppure scaricando l’app RaffaelloPlayer sul tuo device, potrai usufruire di: - tavole illustrate multilingue (in lingua inglese e spagnola); - video di cultura e civiltà utili per studenti stranieri; - dizionario interattivo.

27 500 voci • divisione in sillabe • coniugazione dei verbi • sinonimi e contrari • etimologie • informazioni grammaticali • proverbi e modi di dire • tavole illustrate a colori

con CD-rom disponibili per PC e device www.raffaellodigitale.it

Prezzo € 24,90


Sul sito https://raff.link/dire-di-piu è disponibile materiale digitale integrativo extra. Digita il codice sotto riportato. CODICE

GDXH8A


IDEAZIONE Sergio Fantini, Livia Vecci

COORDINAMENTO EDITORIALE Corrado Cartuccia

PRESENTAZIONE Angela Chiantera, Cristiana De Santis

PROGETTO GRAFICO, IMPAGINAZIONE e COPERTINA Team Grafico Raffaello Libri, Marco Mancini, Luca Pirani

ILLUSTRAZIONI Liborio Daniele Festa, Anna Paola Del Nevo, Andrea Goroni

Tutti i diritti sono riservati © 2020 by Raffaello Libri S.p.A. Via dell’Industria, 21 60037 - Monte San Vito (AN) www.grupporaffaello.it info@grupporaffaello.it È assolutamente vietato riprodurre l’opera anche parzialmente e utilizzarne l’impostazione, i concetti, gli spunti didattici o le illustrazioni. Ristampa 5 4 3 2 1 0

2025 2024 2023 2022

2021 2020

SISTEMA DI GESTIONE CERTIFICATO


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P R EF A Z I O N E Ci piace pensare al nostro dizionario come a una ricca e ordinata dispensa di parole a cui i bambini e le bambine del primo ciclo di istruzione possano ricorrere ogniqualvolta un dubbio linguistico rallenti o arresti la comunicazione. DIRE di più è il titolo che abbiamo scelto perché sia immediatamente chiaro l’aggancio alla lingua viva, alle svariate voci che intessono i nostri quotidiani incontri con le parole. Il dizionario della lingua italiana DIRE di più è concepito e strutturato proprio per essere utilizzato autonomamente da chi sa leggere e scrivere con una certa dimestichezza ma non ha ancora grande familiarità con le opere di consultazione. A questo scopo concorrono: - una presentazione dell’opera dedicata ai bambini che dà loro indicazioni pratiche per usare il dizionario in modo veloce e proficuo; - un linguaggio semplice, chiaro e il più possibile vicino al parlato; - una grafica vivace e ariosa che, attraverso il gioco dei due colori e numerosi altri accorgimenti (alfabeto verticale, accento sul lemma...) rende facile e piacevole l’approccio al dizionario. Tra le 27 500 parole selezionate all’interno della lingua italiana corrente, ampio spazio è dedicato alle voci più attuali del linguaggio tecnico-scientifico (biogenetica, bioingegneria, sostenibile…) e informatico (hardware, software, social, device, e-mail, password...). Consistente è anche il numero di vocaboli presi in prestito da lingue europee (business, baby-sitter, foulard, dessert, yacht, würstel…) ed extraeuropee (ramadan, muezzin, maragià, nadir, zenit, bonsai…). Per ogni lemma DIRE di più fornisce tutte le informazioni che possono essere utili a sviluppare e consolidare le competenze linguistiche e comunicative degli alunni della scuola di base: sillabazione, categoria grammaticale di appartenenza, definizione, esempi e coniugazione di alcuni verbi. Di quasi tutte le parole è indicata l’etimologia, introdotta dal simbolo e e seguita dalle forme femminili e plurali (nei vocaboli che si prestano più facilmente ad errori) e dai sinonimi e c­ ontrari. Frequenti sono poi le finestre di approfondimento che contengono informazioni grammaticali, curiosità etimologiche, locuzioni particolari, elenchi di parole composte, proverbi e modi di dire. Accessibile ai più piccoli per la sua semplicità, ricco di vocaboli in modo da soddisfare le esigenze dei più grandi, il DIRE di più fornisce anche all’insegnante materiale da cui partire per guidare gli alunni a un uso corretto e consapevole della lingua.

l’Editore


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A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

GUIDA ALLA CONSULTAZIONE l’alfabeto verticale ti aiuta nella ricerca delle parole

indica quale lettera del dizionario stai consultando

abitudinàrio [a-bi-tu-di-na-rio] agg. Che continua a fare le stesse cose per abitudine: È un signore abitudinario: ogni giorno esce di ca­sa alla stessa ora. e derivato da abitudine, sin. metodico

lemma

sillabazione

clóne [clo-ne] n.m. Duplicato, copia esatta di l’accento che vedi

scritto ti aiuta a pro­

nunciare correttamen­ te la parola

un essere vivente o di un suo organo, ottenuta attraverso il prelievo di cellule dall’essere vivente da duplicare: La famosa pecora Dolly è uno dei primi esempi di clone animale. e [gr. klón = germoglio], pl. cloni

categoria grammaticale

desèrto [de-ser-to] agg. Detto di luogo, abbanla barra divide una categoria grammaticale dall’altra

donato, disabitato: Il paese dove è nato mio nonno ora è deserto. / n.m. Ampia distesa di terreno arido privo di vegetazione e per lo più disabitato: Mi piacerebbe fare un viaggio per vedere il deserto del Sahara. e [lat. desertus = abbandonato]

definizione

i numeri distinguono i vari significati che la parola possiede

i box con questo sim­

bolo contengono pro­ verbi o modi di dire in cui compare la parola appena spiegata

elefànte [e-le-fan-te] n.m.

1 Mammifero di grandi dimensioni con una lunga proboscide e due zanne d’avorio: Gli elefanti vivono in branchi nelle foreste, vicino all’acqua. 2 Persona impacciata nei movimenti, maldestra.

e [gr. eléphas = elefante], f. elefantessa, m.pl. ele­ fanti, f.pl. elefantesse

MODI DI DIRE Avere il tatto di un elefante. (Essere privi di delicatezza verso gli altri.) Avere la memoria di un elefante. (Avere un’ottima memoria.)


dipìngere

dinàstico

qui in alto sono scritte la prima e l’ultima parola di ogni pagina

hàbitat [ha-bi-tat] n.m.inv.

1 Insieme delle condizioni ambientali in cui vivono e si sviluppano le specie animali e vegetali: Ogni animale deve essere lasciato nel suo habitat. 2 Territorio naturale che ospita un insediamento umano.

esempio

sempre

scritto in corsivo)

e [lat. habitat = egli abita]

mòto [mo-to] n.m. 1 Spostamento di un corpo nello spazio: La Terra ruotando intorno al Sole compie il moto di rivoluzione. 2 Movimento, esercizio fisico: Tutti i giorni faccio un po’ di moto. 3 Manifestazione di una passione, di un impulso: Quando l’ho saputo ho avuto un moto di stizza. 4 Tumulto, sommossa: L’esercito soffocò i moti popolari. / n.f.inv. Veicolo a due ruote dotato di un motore potente: Mio fratello si è comprato una moto molto potente. e n.m.: [lat. motus = movimento], pl. moti, sin. 3 gesto, 4 ribellione, contr. 1 quiete, staticità

A Moto n.f.inv. è la forma abbreviata di motoL T cicletta.

questo è il simbolo scelto per introdurre l’etimologia

apparato etimologico e grammaticale

i box con alt con­ tengono informazioni grammaticali, storie di parole, locuzioni particolari…

ostruìre [o-stru-i-re] v.tr. Chiudere un passaggio, sbarrare: Una frana ostruiva la strada. III - ind.pres. io ostruisco, tu ostruisci, egli ostruisce, noi ostruiamo, voi ostruite, essi ostruiscono; cong.pres. che io ostruisca, che tu ostruisca, che egli ostruisca, che noi ostruiamo, che voi ostruiate, che essi ostruiscano; part.pass. ostruito. e [lat. obstruere = costruire davanti]

pratolìna [pra-to-li-na] n.f. vedi ­MARGHERITA

questo numero indica a quale coniugazione appartiene il verbo

è la coniugazione di alcuni tempi e modi del verbo

rimanda ad una parola di uguale significato

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A B C D E F G H I J K L M N O P Q R S T U V W X Y Z


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Che libro è questo? Il DIRE di più è un dizionario: un libro speciale in cui puoi trovare tante parole messe in ordine una dopo l’altra. Si chiama così perché dice la “dizione” corretta, cioè il modo esatto in cui le parole si scrivono o si pronunciano. Puoi chiamarlo anche vocabolario, perché raccoglie e spiega i vocaboli – cioè le parole – della nostra lingua. Questo libro è un po’ la memoria di una lingua: contiene infatti tante parole e tante informazioni che la riguardano. Ti ricorda tutto quello che serve per muoverti nella lingua senza sbagliare. E se hai qualche incertezza, puoi chiedere a lui: è fatto apposta per rispondere alle tue domande e per risolvere i tuoi dubbi di ortografia (metereologico o meteorologico?), di pronuncia (èdile o edìle?), di grammatica (crescei, crescetti o crebbi?). Anche per sapere che cosa vuol dire una parola, come e quando si usa, o per conoscerne la storia, puoi rivolgerti a lui. Ma non ti spaventare! Il dizionario è soprattutto un grande libro di lettura. Anzi, è la somma di tanti altri libri: ti parla di storie e Paesi lontani, di logica e fantasia, di scienza e tecnologia, oltreché di grammatica e di ortografia. E ha questo di bello: che non devi per forza leggerlo dall’inizio alla fine. Puoi aprirlo a caso per esplorarne le pagine, alla ricerca di parole che conosci già o di altre che devi ancora scoprire. Le parole che trovi nel dizionario ti fanno capire meglio certe cose, nascere idee, immaginare mondi. E più lo leggi, più il tuo modo di scrivere e di parlare diventa ricco e variato: per esempio, della pioggia potrai dire che è fitta, ma anche torrenziale e scrosciante; se ti senti felice potrai provare a chiarire meglio questa emozione confrontando questa parola con altre: entusiasta, soddisfatto, contento…


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Che cosa c’è dentro? In questo libro troverai 27 500 parole: non tutte quelle che si usano nella nostra lingua (che sono oltre 150 000), ma solo quelle che ti possono essere più utili per pensare, parlare, ascoltare, leggere e scrivere. Non troverai soltanto le parole difficili, quelle di cui non conosci ancora il significato, ma anche quelle di tutti i giorni, che credi di conoscere bene, ma che spesso hanno dei lati nascosti. Troverai parole che hanno una lunga storia, perché vengono da lingue antiche come il latino o il greco (scuola o pupilla), e parole nuove, inventate o prese a prestito da qualche lingua straniera moderna (televisione o computer). Oltre alle parole intere troverai singole lettere, sigle (AIDS o DOC) e ‘pezzi di parola’ come i prefissi e i suffissi, che si possono usare per formare tanti vocaboli (con il prefisso in-, per esempio, puoi ottenere infelice o incominciare; con il suffisso –grafia, invece, calligrafia o ortografia). Troverai anche unità più grandi come le locuzioni, formate da due o più parole che vanno sempre insieme (bastian contrario).

Come si legge? Per leggere questo libro devi sapere alcune cose importanti:

1) Le parole nel dizionario sono messe una dopo l’altra, in ordine alfabetico: così non dovrai leggerlo tutto per trovare la parola che cerchi. Prima vengono le parole che cominciano per A, poi quelle che cominciano per B, poi quelle per C, e così via fino alla Z. Nella ricerca delle parole può esserti utile l’alfabeto verticale stampato a lato della pagina, che ti ricorda l’ordine esatto delle lettere (così troverai subito le parole che iniziano per J, K, W, X o Y).


8 Un altro aiuto te lo danno le due parole stampate in alto su ogni pagina: ti dicono rispettivamente quali sono la prima e l’ultima parola che puoi trovare in quella pagina. Perciò, se cerchi la parola asino, la prima cosa che devi fare è andare alle pagine del dizionario dove c’è la lettera A (quindi all’inizio del libro). Siccome anche all’interno di ogni parola le lettere seguono l’ordine alfabetico (le parole che iniziano con AB- vengono prima di quelle con AC- e così via), la seconda cosa da fare è guardare la seconda lettera: cercherai tra le parole che iniziano con AS- e poi tra quelle che iniziano con ASI- e così via, fino ad arrivare alla pagina che contiene la parola asino. Ricorda che, a parità di lettere iniziali, la parola più breve viene prima di quella più lunga (ala prima di alano). Nel dizionario può capitarti di trovare, una dopo l’altra, due parole che sembrano uguali: fai attenzione perché si scrivono allo stesso modo, ma si pronunciano in modo diverso (àncora e ancóra, pèsca e pésca). Cercando una parola, può capitarti anche di trovare l’invito (rimando) a cercare una parola ‘sorella’: per abbazia puoi vedere abazia (perché è la stessa parola, scritta in modo diverso), per accipicchia puoi vedere accidenti (perché sono parole diverse che hanno lo stesso significato) e così via.

2)

Le parole, che nella lingua si trovano declinate in forme diverse, sul dizionario sono riunite sotto un’unica forma, il l­emma. Perciò non troverai parliamo, parlai o parleranno, ma solo parlare. Per trovare un verbo, quindi, devi cercare l’infinito presente. Per trovare un nome devi cercare invece il maschile singolare: cane, non cani né cagna.


9 Anche per gli aggettivi devi cercare il maschile singolare e il grado positivo (ricco, non ricchi e neanche ricchissimo). Ad alcuni nomi e aggettivi femminili, che hanno un significato speciale, è dedicata però una voce a parte (regina o bella, per esempio). A parte puoi trovare anche alcune forme alterate dei nomi: diminutivi, accrescitivi, peggiorativi o vezzeggiativi.

3)

Il dizionario usa caratteri tipografici diversi a seconda del tipo di informazioni che dà. Troverai perciò lettere più grandi o più piccole, maiuscole o minuscole, più chiare o più scure, tonde o corsive, nere o colorate. Così saprai subito come orientarti. Per aiutarti a trovare quello che cerchi, il dizionario usa anche alcuni simboli. Per risparmiare spazio prezioso, poi, ricorre ad alcune abbreviazioni (alle pagine 12-13 troverai l’elenco completo).

Che cosa ti dice? Le parole che il dizionario raccoglie e spiega (i lemmi) sono scritte in neretto. L’insieme delle informazioni che il dizionario ci dà sulla parola si chiama voce. A partire dal lemma, nella voce puoi trovare molte informazioni: • poiché il lemma è scritto in modo corretto, la prima indicazione che il dizionario ti dà è l’esatta grafia della parola, cioè l’ortografia; • il lemma indica anche l’esatta pronuncia grazie alla posizione e al tipo di accento: è inutile ricordarti che, scrivendo, l’unico accento che devi segnare sempre è quello che cade sulla vocale finale, insieme a quelli richiesti dalla grafia delle parole straniere. A Sulle vocali e ed o l’accento può essere acuto (´) per indicaL T re il suono chiuso della vocale, come in péce o clóne, o grave (`) per indicare il suono aperto, come in còccio o bèffa.


10 Subito dopo il lemma, il dizionario ti dà: • la divisione in sillabe, così saprai sempre come andare a capo; • le informazioni grammaticali: ti dicono se la parola è un nome, un verbo, un aggettivo e così via; di un nome ti dicono anche se è maschile o femminile (ed eventualmente anche se è plurale come graminacee o invariabile come la maggior parte delle parole straniere); di un verbo se è transitivo, intransitivo o riflessivo. Di alcuni verbi alla fine della voce potrai trovare un elenco delle forme più difficili da coniugare. Se invece quello che cerchi è un nome o un aggettivo e hai qualche dubbio sul femminile o sul plurale, troverai un aiuto alla fine della voce, nella parte scritta in blu. Poi il dizionario ti dà: • la definizione della parola: ti spiega con altre parole che cosa vuol dire, cioè a che cosa si riferisce e che funzione ha nella frase. A Alcuni lemmi possono avere più accezioni (o significati parL ticolari): il dizionario le distingue con numeretti cerchiati T (1 2 …); se c’è anche un cambiamento grammaticale, le separa con una barra obliqua ( / ). Perciò, se senti dire “Questa borsa è molto capace” devi leggere tutta la voce CAPACE per trovare il significato 3 “Adatto a contenere molte cose o persone”, che è quello giusto per la tua frase. Se invece cerchi DESERTO, guarda quello che è scritto prima e dopo la barra: troverai l’aggettivo distinto dal nome, ciascuno seguito dalle relative accezioni. Ricordati allora che, ogni volta che cerchi un significato, devi leggere attentamente tutta la voce.

• Dopo ogni definizione troverai alcune frasi scritte in corsivo: sono esempi che ti aiutano a capire meglio il significato della parola e ti insegnano a usarla in modo corretto (ti mostrano cioè con quali parole si combina e secondo quali regole).


11 Alla fine di molte voci potrai trovare altre informazioni, scritte in blu: • l’etimologia della parola (da quale lingua ha origine o da quale altra parola italiana deriva). Per alcune parole che hanno una storia affascinante potrai trovare altre notizie dentro una finestra blu, proprio sotto la voce; • i sinonimi (parole che vogliono dire più o meno la stessa cosa del lemma) e i contrari (parole che hanno un significato opposto). Per soddisfare altre curiosità guarda dentro le finestre blu: troverai modi di dire, proverbi e altre notizie interessanti sulla parola che cerchi. Alla fine del libro troverai alcune tavole illustrate che raccolgono parole e immagini, organizzate per argomenti.

In conclusione… buona lettura! Le cose che hai letto finora sono necessarie per iniziare a usare il DIRE di più ma, forse, quelle più importanti le devi ancora scoprire da sola o da solo. Per esempio, che l’ordine alfabetico è solo una delle possibili chiavi per entrare nel libro (è quella che rende più facile e rapida la tua ricerca). Seguendo quest’ordine, però, si finisce per non capire o non riconoscere i legami (di forma o di significato) che uniscono tra loro parole distanti alfabeticamente. Invece, scorrendo le pagine, scoprirai come le parole che nel dizionario sono lontane possono essere parenti strette nella lingua: perché hanno la stessa origine (come parola e parabola), perché si riferiscono alla stessa cosa (acqua e idrico), perché hanno lo stesso significato (luminoso e splendente), perché derivano l’una dall’altra (acquolina da acqua) o tutte e due da una stessa parola (sbarcare e imbarcare entrambe da barca). A volte consultare il dizionario ti sembrerà facile come bere un sorso d’acqua; altre volte dovrai “combattere” un po’ per ottenere quello che cerchi. Talvolta assomiglierà a un mare calmo in cui è piacevole nuotare, talaltra a un fiume impetuoso che sembra volerti sommergere di parole. Ma per avere un buon rapporto con il DIRE di più, occorre frequentarlo spesso - anche tutti i giorni - e aver voglia di conoscerlo un po’ per volta: proprio come si fa con gli amici, che richiedono tempo, pazienza e fiducia per dare il meglio di sé.


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ELENCO DELLE ABBREVIAZIONI accr.

= accrescitivo

franc.

= francone

agg.

= aggettivo

fut.

= futuro

angl.

= anglosassone

gall.

= gallico

ar.

= arabo

ger.

= gerundio

aram.

= aramaico

germ.

= germanico

art.

= articolo

giapp.

= giapponese

ass.

= assoluto

got.

= gotico

austral.

= australiano

gr.

= greco

avv.

= avverbio

guas.

= guascone

azt.

= azteco

imper.

= imperativo

bab.

= babilonese

imperf.

= imperfetto

bret.

= bretone

impers.

= impersonale

card.

= cardinale

ind.

cec.

= ceco

indef.

= indefinito

= comparativo di maggioranza

indet.

= indeterminativo

inf.

= infinito

compl.

= complemento

ingl.

= inglese

cond.

= condizionale

inter.

cong.

= congiunzione / congiuntivo

interr.

contr.

= contrario

inv.

det.

= determinativo

iter.

dim.

= diminutivo

lat.

dimostr.

= dimostrativo

lig.

= ligure

dispr.

= dispregiativo

lit.

= lituano

ebr.

= ebraico

loc.

= locuzione

es.

= esempio

loc.agg.

= locuzione aggettivale

escl.

= esclamativo

loc.avv.

= locuzione avverbiale

f.

= femminile

loc.cong.

= locuzione congiuntiva

fr.

= francese

loc.prep.

comp.magg.

= indicativo

= interiezione = interrogativo = invariabile

= iterativo = latino

= locuzione prepositiva


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loc.sost.

sic.

= siciliano

= longobardo

sin.

= locuzione sostantivale

long.

= sinonimo

m.

= maschile

sing.

mal.

= malese

singal.

= nome

sp.

= norvegese

suff.

= numerale

sup.

= olandese

sved.

= onomatopea

svizz.

= ordinale

ted.

= persona

turc.

= turco

= participio

venez.

= veneziano

= passato

ven.

= veneto

n. norv.

num.

ol.

onom.

ord. p.

part. pass.

= singolare

= singalese

= spagnolo = suffisso = superlativo

= svedese

= svizzero = tedesco

per.

= peruviano

vezz.

= vezzeggiativo

pers.

= personale

v.intr.

= verbo intransitivo

piem.

= piemontese

v.intr.impers. = verbo intransitivo

pl.

= plurale

impersonale v.intr.pron. = verbo intransitivo

pol.

= polacco

port.

= portoghese

pronominale

poss.

= possessivo

v.rifl.

pref.

= prefisso

v.rifl.recipr. = verbo riflessivo reciproco

= preposizione

v.tr.

= verbo transitivo

e

= etimologia

prep. pres.

= presente

pron.

= pronome

provenz. rem.

= provenzale = remoto

russ.

= russo

scand.

= scandinavo

sempl.

= verbo riflessivo

= semplice


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ELENCO DELLE TAVOLE ILLUSTRATE tav. 1 - 2

alberi

tav. 3 - 9

ambienti naturali

tav. 10 - 15

anatomia umana

tav. 16 - 19

animali preistorici

tav. 20 - 23 astronomia tav. 24 - 26 comunicazione e informazione tav. 27

tav. 28 - 31

euro fiori

tav. 32 - 33 frutta tav. 34

geologia

tav. 35 - 41

mezzi di trasporto

tav. 42

riciclaggio del vetro

tav. 43

abitazioni

tav. 44 - 46 sport tav. 47 - 48

strumenti musicali


01- A - 15-130 OK 3ª bozza:01- A - 118pp. DIZIONARIO 2008PROVA

5-05-2009

10:33

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abbagliaménto

a

A

a

a n.f. o m. Prima lettera dell’alfabeto, vocale che precede la b: La A è il simbolo dell’autostrada.

MODI DI DIRE Dalla a alla zeta. (Dall’inizio alla fine.) Di serie A. (Di prima qualità.)

/ prep. Introduce vari complementi: 햲 Compl. di causa: A quelle parole tutti sorrisero. 햳 Compl. di fine: A guardia della casa c’è un grosso cane lupo. 햴 Compl. di stato in luogo: Il nonno abita a Torino. 햵 Compl. di moto a luogo: Sei arrivato a scuola troppo tardi. 햶 Compl. di termine: Ho chiesto a un mio amico di venire. 햷 Compl. di modo: L’auto sfrecciava a folle velocità. 햸 Compl. di mezzo: Mi piace scrivere a macchina. 햹 Compl. di età: A trent’anni non ha ancora la patente! 햺 Compl. di qualità: Ho comprato una camicia a righe. 햻 Compl. di prezzo: Ho comprato questo zaino a prezzo scontato. 햽 Compl. di pena: Il ladro è stato condannato a cinque anni di prigione. 햾 Compl. di tempo determinato: A giugno termina l’anno scolastico. e prep.: [lat. ad = a]

A La preposizione a unita agli articoli determiL nativi forma le preposizioni articolate: T a + il = al a + lo = allo a + la = alla a + i = ai

a + gli = agli

a + le = alle

Davanti a parole che iniziano per vocale si può usare la forma ad (es. Andrò ad Alessandria. - Ho accettato la proposta ad occhi chiusi.)

A La preposizione a può introdurre vari tipi di L proposizioni con il verbo all’infinito, ad T esempio: - Vieni a contemplare il tramonto! (proposizione finale) - In quanto a disegnare non sono molto abile. (proposizione limitativa)

a- pref. È usato nella formazione di molte parole e ha varie funzioni: 햲 Nega: È un comportamento amorale (cioè non morale). 햳 Forma verbi che hanno in sé l’idea di diventare, rendere: arrossire, appuntire (cioè diventare rosso, rendere

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A B C D E appuntito). 햴 Forma verbi che indicano lo stru- F mento usato per compiere una certa azione: accoltellare, abbottonare (cioè colpire con un col- G tello, chiudere con bottoni). 햵 Indica allontanamento: asportare (cioè portare via). 햶 Indica avviH cinamento: affluire (cioè correre verso). àbaco [a-ba-co] n.m. Tavoletta usata in passato per fare i conti, simile al pallottoliere: Un tempo I si calcolavano le addizioni con l’abaco. J e [gr. ábaks = tavoletta], pl. abachi abàte [a-ba-te] n.m. Religioso a capo di un monastero o di un’abazia: S. Antonio fu il primo K abate. e [aram. aba = padre], f. abadessa o badessa, L m.pl. abati, f.pl. abadesse o badesse abat-jour n.f.inv. Lampada da tavolo munita di M paralume: Prima di addormentarsi, la zia legge alla luce dell’abat-jour. N e parola francese (si pronuncia abajúr) abazìa [a-ba-zi-a] n.f. 햲 Comunità religiosa di monaci con a capo un abate. 햳 Insieme degli O edifici dove ha sede la comunità stessa. P e [lat. abbas = abate] abbacchiàre [ab-bac-chia-re] v.tr. Avvilire, deprimere: Il rimprovero del babbo mi ha abbac- Q chiato. / v.rifl. (abbacchiarsi) Scoraggiarsi, deprimersi: Quel ragazzo si abbacchia per un nonnulla. R v.tr.: sin. scoraggiare, contr. incoraggiare abbacchiàto [ab-bac-chia-to] agg. Avvilito, S abbattuto: Il ragazzo tornò a casa abbacchiato per la sconfitta della sua squadra. T part.pass. di abbacchiare abbàcchio [ab-bac-chio] n.m. Agnello macel- U lato in età da latte: Per pranzo ho preparato l’abbacchio al forno. V pl. abbacchi abbacinàre [ab-ba-ci-na-re] v.tr. Abbagliare a W causa di una luce intensa. àbbaco [ab-ba-co] n.m. vedi ABACO abbagliaménto [ab-ba-glia-men-to] n.m. X Momentaneo offuscamento della vista, dovuto a luce intensa: Guardando il sole fui colpito da un Y improvviso abbagliamento della vista. e derivato da abbagliare Z

A a


01- A - 15-130 OK 3ª bozza:01- A - 118pp. DIZIONARIO 2008PROVA

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abbagliànte

[ab-ba-glian-te] agg. Così splenA abbagliànte dente da offuscare la vista: Mi colpì la luce abbagliante del sole. / n.m. In un veicolo, ciascuna B delle due luci anteriori molto intense, che arrivano a illuminare la strada più lontano degli altri fari. C part.pres. di abbagliare, m.f.pl. abbaglianti abbagliàre [ab-ba-glia-re] v.tr.  Offuscare la D vista per un momento con una luce troppo intensa: Uscito dalla galleria, la luce del sole mi ha abbaE gliato.  Affascinare, far perdere la testa: Il mucchio di monete d’oro abbagliava zio Paperone. F abbàglio [ab-ba-glio] n.m. Errore, svista: Il giornalista ha preso un abbaglio. G pl. abbagli, sin. sbaglio abbaiàre [ab-ba-ia-re] v.intr.  Detto del cane, H emettere il suo verso caratteristico: Il cane lupo del mio vicino ha abbaiato per tutta la notte.  urlare: Un omone abbaiava con voce I Gridare, minacciosa. J sin.  sbraitare MODI DI DIRE K Abbaiare alla luna e al vento. (Gridare inutilmente come farebbe un cane che abL baiasse alla luna e al vento.) [ab-ba-i-no] n.m.  Piccola costruM abbaìno zione che sporge dal tetto, dotata di una finestra: stanza del castello prendeva luce da un N L’ultima abbaino.  Piccola soffitta sotto il tetto: Quel giovane pittore abita in un abbaino nel centro di Parigi. Oe [lig. abaén = abatino] P A La parola abbaino deriva dal fatto che il L colore delle lastre di ardesia, che un tempo T gli abbaini, era simile a quello Q coprivano della tonaca degli abati. R abbandonàre [ab-ban-do-na-re] v.tr.  Lasciare: Giuseppe Mazzini dovette abbandonare S l’Italia.  Smettere di fare qualcosa: A causa dell’età la nostra professoressa ha abbandonato T l’insegnamento. / v.rifl. (abbandonarsi) Lasciarsi andare: Quando nuoto in mare mi piace abbandonarmi alle onde. Ue [fr. abandonner = mettere in balia di qualcuno], v.tr: sin.  rinunciare V abbandonàto [ab-ban-do-na-to] agg.  DeQuel vecchio edificio abbandonato ha un W serto: aspetto lugubre.  Lasciato solo: Nel parco ho trovato un gattino abbandonato. X part.pass. di abbandonare, sin.  disabitato, contr.  abitato Y abbandóno [ab-ban-do-no] n.m. Atto di abbandonare qualcosa o qualcuno o la condizione Z di chi o di ciò che è stato abbandonato: Quella

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abbàttere vecchia villa è in stato di abbandono.

abbarbicàrsi [ab-bar-bi-car-si] v.intr. pron.  Aggrapparsi saldamente, radicarsi: L’edera si abbarbica ai muri.  Far presa, detto di idee e sentimenti: L’idea della fuga si era abbarbicata nell’animo del detenuto. I - ind.pres. io mi abbàrbico, tu ti abbàrbichi, egli si abbàrbica, noi ci abbarbichiàmo, voi vi abbarbicàte, essi si abbàrbicano; fut.sempl. io mi abbarbicherò, tu ti abbarbicherài...; cong.pres. che io mi abbàrbichi, che tu ti abbàrbichi, che egli si abbàrbichi, che noi ci abbarbichiàmo, che voi vi abbarbichiàte, che essi si abbàrbichino; cond. pres. io mi abbarbicherei, tu ti abbarbicheresti... sin.  attaccarsi, contr.  staccarsi

abbassaménto [ab-bas-sa-men-to] n.m.



Atto di portare qualcosa in basso.  Diminuzione, affievolimento: Per un improvviso abbassamento di voce, non ha potuto partecipare alla gara canora. e derivato da abbassare

abbassàre [ab-bas-sa-re] v.tr.  Portare più in

basso: La mamma vuole abbassare quel quadro.  Chinare, volgere in basso: All’arrivo del colonnello, i soldati abbassarono il capo in segno di rispetto.  Diminuire l’intensità di qualcosa: L’insegnante spesso ci chiede di abbassare la voce. / v.rifl. (abbassarsi)  Chinarsi: Abbassati un po’, altrimenti non vedo niente.  Umiliarsi: Ti sei abbassato a chiedergli scusa? / v.intr.pron. (abbassarsi) Diminuire: Durante la notte la temperatura si è abbassata molto.

e derivato da basso, v.tr.: contr.   alzare, v.intr.pron.: sin. attenuarsi, contr. aumentare

abbàsso [ab-bas-so] inter. Espressione di ostilità verso qualcuno o qualcosa: Abbasso la guerra!

A Il suo simbolo è la W rovesciata ( ), che L T richiama la M di morte. W

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 A sufficienza: Posso andare al cinema perché ho abbastanza denaro.  Piuttosto, alquanto: In Italia il clima è abbastanza mite.

abbastànza [ab-ba-stan-za] avv.

e composto da a + bastanza = sufficienza, sin.  sufficientemente,  discretamente

MODI DI DIRE Averne abbastanza di qualcuno o di qualcosa. (Non poterne più, essere stanco.)

abbàte [ab-ba-te] n.m. vedi ABATE abbàttere [ab-bat-te-re] v.tr.  Buttare giù: Le ruspe hanno abbattuto un vecchio edificio abban-


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abboccàto

abbattiménto donato.  Indebolire: La lunga malattia lo ha abbattuto.  Uccidere: I cacciatori hanno abbattuto tanti cervi. / v.intr.pron. (abbattersi) Deprimersi, essere molto tristi: Ti abbatti per così poco? v.tr.: sin.  demolire,  prostrare, contr.  innalzare, v.intr.pron.: sin. avvilirsi

abbattiménto [ab-bat-ti-men-to] n.m.

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Azione di abbattere qualcosa: Il boscaiolo provvederà all’abbattimento degli alberi che si sono seccati.  Scoraggiamento, avvilimento, depressione: La sventura che gli è capitata lo ha portato a uno stato di profondo abbattimento. e derivato da abbattere

abbattùto [ab-bat-tu-to] agg.  Gettato a terra, demolito: I mattoni di quel muro abbattuto saranno riutilizzati.  Avvilito, scoraggiato: Oggi ti vedo molto abbattuto: cosa ti è successo? part.pass. di abbattere abbazìa [ab-ba-zi-a] n.f. vedi ABAZIA abbecedàrio [ab-be-ce-da-rio] n.m. Libretto con lettere, sillabe e parole, usato un tempo per imparare a leggere. pl. abbecedari, sin. sillabario

abbelliménto [ab-bel-li-men-to] n.m.  Azio-

ne di rendere più bello qualcosa.  Ornamento, addobbo. contr.  deturpazione

abbellìre [ab-bel-li-re] v.tr. Rendere più bello: La mamma ha abbellito la mia stanza con nuove tende colorate. III - ind.pres. io abbellisco, tu abbellisci, egli abbellisce, noi abbelliamo, voi abbellite, essi abbelliscono; cong.pres. che io abbellisca, che tu abbellisca, che egli abbellisca, che noi abbelliamo, che voi abbelliate, che essi abbelliscano; imper. abbellisci, abbellite. e derivato da bello, contr. imbruttire, deturpare

abbeveràre [ab-be-ve-ra-re] v.tr. Dare da bere, di solito riferito agli animali: Prima di sera il contadino abbevera il bestiame. / v.rifl. (abbeverarsi) Dissetarsi, bere: Un agnello si abbeverava a un ruscello. e [lat. bibere = bere], v.tr.: sin. dissetare

abbeveratóio [ab-be-ve-ra-to-io] n.m. Recipiente o vasca in cui gli animali bevono: Le mucche si dissetano all’abbeveratoio. e derivato da abbeverare, pl. abbeveratoi

abbiccì [ab-bic-cì] n.m.inv.  Alfabeto: L’alunno della prima elementare sta imparando l’abbiccì.  Primi elementi, prime nozioni: Tu non conosci nemmeno l’abbiccì dell’informatica.

A L Si scrive anche abc. T abbiènte [ab-bien-te] agg. Ricco, benestante:

Mio nonno è una persona abbiente.

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A B abbiètto [ab-biet-to] agg. vedi ABIETTO abbigliaménto [ab-bi-glia-men-to] n.m.  Insieme di abiti e di accessori per vestirsi: Mio zio C ha aperto un negozio di abbigliamento.  Modo di vestirsi: Il tuo abbigliamento è sempre molto stra- D vagante. e [fr. habillement = abbigliamento], sin.  foggia E abbigliàre [ab-bi-glia-re] v.tr. Vestire con cura, con ricercatezza: La mamma l’ha abbigliata per la festa. / v.rifl. (abbigliarsi) Vestirsi con cura: La F sposa si è abbigliata davanti alle sue sorelle. G e [fr. habiller = abbigliare] abbinaménto [ab-bi-na-men-to] n.m.  Buon accostamento di due elementi (colori, sapori...). H  Accoppiamento dei biglietti della lotteria con i partecipanti ad una gara.  Accordo economico I a scopo pubblicitario tra un atleta e uno sponsor. e derivato da abbinare J abbinàre [ab-bi-na-re] v.tr.  Mettere insieme a due a due elementi analoghi (colori, sapori, K capi di vestiario...).  Collegare una cosa ad un’altra: Questa lotteria è abbinata ad una gara L automobilistica. e [lat. bini = a due a due] abbindolàre [ab-bin-do-la-re] v.tr. Imbroglia- M re: Quel commerciante mi voleva abbindolare. e derivato da bindolo = inganno, sin. raggirare, N ingannare, truffare abbioccàrsi [ab-bioc-car-si] v.rifl. Lasciarsi O vincere dalla stanchezza: Dopo aver mangiato mi abbiocco. P abboccaménto [ab-boc-ca-men-to] n.m. Incontro, colloquio: Ho avuto un abboccamento Q con il dirigente della fabbrica. e derivato da abboccare R abboccàre [ab-boc-ca-re] v.tr. Afferrare con la  bocca: La trota ha abboccato l’esca. / v.intr. Afferrare con la bocca: Il pesce ha abboccato S all’amo.  Lasciarsi ingannare: Era una bugia bella e buona, ma lui ha abboccato senza sospet- T tare niente. I - ind.pres. io abbocco, tu abbocchi, egli U abbocca, noi abbocchiamo, voi abboccate, essi abboccano; fut.sempl. io abboccherò, tu V abboccherai...; cong.pres. che io abbocchi, che tu abbocchi...; cond.pres. io abboccherei, W tu abboccheresti... e derivato da bocca abboccàto [ab-boc-ca-to] agg.  Detto del X vino, dolce, gradevole: Questo vino è abboccato.  Che mangia volentieri e di tutto: È una persona Y abboccata. e derivato da bocca, contr.  secco Z e derivato da avere, m.f.pl. abbienti, sin. agiato, facoltoso


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abbonaménto

abbonaménto [ab-bo-na-men-to] n.m. PagaA mento anticipato che consente di usufruire di un determinato servizio per un certo periodo: Devo B rinnovare l’abbonamento al teatro. e derivato da abbonare C abbonàre [ab-bo-na-re] v.tr. Fare un abbonamento per qualcuno: Ti ho abbonato a quel gior/ v.rifl. (abbonarsi) Fare un abbonamento D nale. per se stessi: Mio fratello si è abbonato per un anno a una rivista scientifica. E abbonàto [ab-bo-na-to] n.m. Persona che usufruisce di un abbonamento: La direzione del giorF nale invia un calendario in omaggio a tutti gli abbonati. G part.pass. di abbonare abbondànte [ab-bon-dan-te] agg.  Presente H in grande quantità o che supera la giusta misura: Mi hai dato un piatto di pasta abbondante.  Detto di indumento, largo: Questa gonna per me è I abbondante. di abbondare, m.f.pl. abbondanti J part.pres. abbondànza [ab-bon-dan-za] n.f.  Grande L’anno scorso c’è stata abbondanza di K quantità: olio.  Ricchezza: Molti vivono nell’abbondanza. [lat. abundantia, da abundare = abbondare], Le contr.  scarsezza,  povertà abbondàre [ab-bon-da-re] v.intr.  Esserci in M grande quantità: I viticoltori dicono che quest’anno l’uva abbonderà.  Avere in grande quantità: N Questo lago abbonda di pesci. e [lat. abundare = abbondare], contr.   scarO seggiare abbordàbile [ab-bor-da-bi-le] agg.  Detto di che si può avvicinare con facilità: RivolP persona, giti tranquillamente al direttore, è una persona  Accessibile: Quella camicia ha un Q abbordabile. prezzo abbordabile. derivato da abbordare, m.f.pl. abbordabili, Re contr.  intrattabile abbordàggio [ab-bor-dag-gio] n.m.  MaS novra con cui ci si accosta a una nave nemica.  Tentativo spavaldo fatto per avvicinare una perT sona per cui si prova interesse. e [fr. abordage = abbordaggio], pl. abbordaggi,  arrembaggio U sin. abbordàre [ab-bor-da-re] v.tr.  Accostarsi al di una nave nemica per assalirla: I pirati V bordo abbordarono le navi inglesi.  Avvicinarsi a una sconosciuta per conoscerla: Mio fratello W persona ha abbordato una ragazza alla tua festa.  Affrontare qualcosa con grande sicurezza: Abbordò la X curva a grande velocità. e [fr. aborder = abbordare] Y abbottonàre [ab-bot-to-na-re] v.tr. Chiudere con bottoni: È freddo: abbottona il cappotto. Z e derivato da bottone, contr. sbottonare

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abbronzànte  Chiuso con bottoni.  Detto di persona, riservato, poco disposto a confidarsi: Non ti dirà nulla, è un tipo così abbottonato!

abbottonàto [ab-bot-to-na-to] agg.

part.pass. di abbottonare, contr.  sbottonato,  estroverso

 Realizzare una cosa in modo provvisorio, non ancora completo: Lo scultore ha abbozzato la statua di Ercole.  Accennare: Ha abbozzato un sorriso. / v.intr. Sopportare frenando la rabbia: Sono stanco di abbozzare in silenzio.

abbozzàre [ab-boz-za-re] v.tr.

e derivato da bozza, v.tr.: sin.  sbozzare, contr.  completare

abbòzzo [ab-boz-zo] n.m. Prima forma, stesura incompleta di un lavoro, specialmente artistico. e derivato da abbozzare, sin. schizzo, bozzetto

 Circondare e stringere qualcuno con le braccia, in segno di affetto: Lo abbracciai non appena lo vidi.  Comprendere, contenere più cose insieme: Da questo balcone è possibile abbracciare con lo sguardo tutta la valle.  Dedicarsi a qualcosa con slancio: Ha abbracciato la sua professione con molto impegno. / v.rifl.recipr. (abbracciarsi) Stringersi l’un l’altro con le braccia: Si abbracciarono con affetto.

abbracciàre [ab-brac-cia-re] v.tr.

e derivato da braccio, v.tr.: sin.  intraprendere

abbràccio [ab-brac-cio] n.m. Dimostrazione di affetto che si manifesta nell’accogliere un’altra persona tra le proprie braccia: L’abbraccio tra il nonno e il nipote ha commosso i presenti.

e derivato da abbracciare, pl. abbracci

abbreviàre [ab-bre-via-re] v.tr. Accorciare, rendere più breve: Lo studioso ha abbreviato la sua relazione per il convegno.

e [lat. brevis = breve], contr. estendere, prolungare

 Atto dell’accorciare.  Forma ridotta di una parola, composta solo dalle prime lettere di essa e seguita da un punto: In questo dizionario l’abbreviazione di “sinonimo” è sin.

abbreviazióne [ab-bre-via-zio-ne] n.f.

pl. abbreviazioni

A Cerca di non confondere le abbreviazioni L con le sigle. Le abbreviazioni sono parole T accorciate (es. = esempio, dott. = dottore). Le sigle sono, invece, le iniziali di più parole che formano il nome di un partito, di un’associazione... (WWF = World Wide Fund of Nature = Fondo mondiale per la natura). Sono sigle anche le targhe automobilistiche (es. MI = Milano).

abbronzànte [ab-bron-zan-te] agg. e n.m. Detto di prodotto cosmetico che favorisce


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àbile

abbronzàre l’abbronzatura della pelle: Prima di andare al mare comprerò un buon abbronzante. part.pres. di abbronzare, m.f.pl. abbronzanti

abbronzàre [ab-bron-za-re] v.tr. Rendere la pelle più scura, di un colore simile al bronzo: Il sole estivo abbronza la pelle molto rapidamente. / v.intr.pron. (abbronzarsi) Diventare scuro, del colore del bronzo: Si è abbronzato in pochissimo tempo. e derivato da bronzo, v.tr.: contr. schiarire, v.intr.pron.: contr. schiarirsi

abbronzàto [ab-bron-za-to] agg. Detto di persona, che ha la pelle scura come il bronzo in seguito a una lunga esposizione al sole. part.pass. di abbronzare

abbronzatùra [ab-bron-za-tu-ra] n.f. Coloritura bruna dovuta ai raggi un’abbronzatura invidiabile.

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solari:

Hai

e derivato da abbronzare

abbrunàre [ab-bru-na-re] v.tr. Mettere il colore bruno in segno di lutto: Oggi hanno abbrunato le bandiere. e derivato da bruno

abbrunàto [ab-bru-na-to] agg. Che ha colore bruno in segno di lutto: Per la ricorrenza del tragico fatto cittadino, è stata esposta la bandiera abbrunata. part.pass. di abbrunare

abbrustoliménto [ab-bru-sto-li-men-to] n.m. Leggera tostatura, ottenuta esponendo un cibo al fuoco o al calore: L’abbrustolimento di questo pane è perfetto. e derivato da abbrustolire

abbrustolìre [ab-bru-sto-li-re] v.tr. Tostare leggermente, rendere croccante: La mamma abbrustolisce il pane. III - ind.pres. io abbrustolisco, tu abbrustolisci, egli abbrustolisce, noi abbrustoliamo, voi abbrustolite, essi abbrustoliscono; cong.pres. che io abbrustolisca, che tu abbrustolisca, che egli abbrustolisca, che noi abbrustoliamo, che voi abbrustoliate, che essi abbrustoliscano; imper. abbrustolisci, abbrustolite. sin. arrostire

abbrustolìta [ab-bru-sto-li-ta] n.f. Rapido e leggero abbrustolimento: Questo pezzo di pane ha bisogno di una lieve abbrustolita prima di essere condito con olio e sale. e derivato da abbrustolire

abbrutiménto [ab-bru-ti-men-to] n.m. Perdita di ogni caratteristica umana.

e derivato da abbrutire

abbrutìre [ab-bru-ti-re] v.tr. Privare una persona di ogni caratteristica umana: La guerra abbrutisce l’uomo. / v.intr. Perdere ogni caratteristica umana.

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III - ind.pres. io abbrutisco, tu abbrutisci, egli abbrutisce, noi abbrutiamo, voi abbrutite, essi abbrutiscono; cong.pres. che io abbrutisca, che tu abbrutisca, che egli abbrutisca, che noi abbrutiamo, che voi abbrutiate, che essi abbrutiscano; imper. abbrutisci, abbrutite.

A B C e derivato da bruto abbuffàrsi [ab-buf-far-si] v.rifl. Mangiare mol- D to e con voracità: Al pranzo nuziale il nonno si è abbuffato di dolci. abbuffàta [ab-buf-fa-ta] n.f. Pasto abbondante E consumato con ingordigia: Al ristorante, in occasione del mio compleanno, abbiamo fatto F un’abbuffata di pesce. e derivato da abbuffarsi G abbuòno [ab-buo-no] n.m.  Riduzione del prezzo di una merce o di un debito.  Nelle gare H ciclistiche a tappe, riduzione sul tempo impiegato a compiere un percorso. I e derivato da abbuonare abdicàre [ab-di-ca-re] v.intr. Rinunciare al tro- J no: La regina ha deciso di abdicare. I - ind.pres. io àbdico, tu àbdichi...; fut. sempl. io abdicherò, tu abdicherài...; cong. pres. che K io àbdichi, che tu àbdichi, che egli àbdichi, che noi abdichiàmo, che voi abdichiàte, che L essi àbdichino; cond.pres. io abdicherei, tu abdicheresti... M abdicazióne [ab-di-ca-zio-ne] n.f. Rinuncia volontaria al regno: L’erede al trono sarà incoro- N nato dopo l’abdicazione del re. pl. abdicazioni O aberrànte [a-ber-ran-te] agg. Che si allontana da ciò che è considerato normale: Il tuo comporP tamento è stato aberrante. part.pres. di aberrare = deviare, m.f.pl. aberranti aberrazióne [a-ber-ra-zio-ne] n.f. Deviazione Q da un comportamento normale o da un principio morale: Quell’uomo ha avuto un momento di R aberrazione. e [lat. aberratio = allontanamento], pl. aberrazioni S abetàia [a-be-ta-ia] n.f. Bosco di abeti: Nelle zone di montagna ci sono fitte abetaie. T e derivato da abete, collettivo abéte [a-be-te] n.m. Albero d’alto fusto a chio- U ma conica, con foglie aghiformi sempreverdi. e [lat. abies = abete], pl. abeti V abiètto [a-biet-to] agg. Ignobile, spregevole, vile: Quell’azione è stata abietta! e [lat. abicere = gettar via], contr. rispettabile, W degno abigeàto [a-bi-ge-a-to] n.m. Furto di bestiame. X e [lat. abigere = spingere via] àbile [a-bi-le] agg.  Bravo, capace: Tutti lo con- Y siderano un abile calciatore.  Che ha le qualità per fare qualcosa: Superato questo esame è stato Z


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abilità

dichiarato abile alla professione di pilota di aerei.

A e [lat. habilis = abile], sin.  esperto, contr.  inesperto, incapace B abilità [a-bi-li-tà] n.f.inv. Capacità, bravura nel fare qualcosa: Questa sera a teatro suonerà un pianista di grande abilità. Ce [lat. habilitas = attitudine], contr. inabilità, incaD pacità abilitànte [a-bi-li-tan-te] agg. Che rende idoa svolgere un’attività: È iniziato il corso abiliE nei tante all’insegnamento. di abilitare, m.f.pl. abilitanti F part.pres. abilitàre [a-bi-li-ta-re] v.tr. Riconoscere qualabile a svolgere una professione o un’atG cuno tività. [a-bi-li-ta-to] agg. e n.m. Detto di chi H abilitàto è stato riconosciuto abile a svolgere una professione o un’attività: La tua amica è stata inserita I tra gli abilitati all’insegnamento. part.pass. di abilitare J abilitazióne [a-bi-li-ta-zio-ne] n.f. Riconoscimento ufficiale della capacità di svolgere una Ha superato l’esame ottenendo così K professione: l’abilitazione all’insegnamento. derivato da abilitare, pl. abilitazioni Le abilménte [a-bil-men-te] avv. Con abilità: Mio disegna abilmente. M fratello e derivato da abile [a-bis-sa-le] agg.  Proprio degli abisN siabissàle marini: Suo zio è uno specialista della fauna  Senza limite, sconfinato: A volte O abissale. l’ignoranza di alcune persone è davvero abissale. e derivato da abisso, m.f.pl. abissali P abìsso [a-bis-so] n.m.  Luogo molto profondo: Quel libro di fantascienza descrive gli abissi Q della terra.  Profondità marina: Con un sommergibile lo scienziato ha esplorato gli abissi.  Enorme differenza: Tra queste due opere di pittuR ra c’è un abisso. e [gr. ábyssos = senza fondo], sin.  voragine, S baratro abitàbile [a-bi-ta-bi-le] agg. Che può essere T abitato: Ora sì che è una casa abitabile! e [lat. habitabilis = abitabile], m.f.pl. abitabili U abitabilità [a-bi-ta-bi-li-tà] n.f. Insieme delle che permettono di abitare un ambiente. V condizioni e derivato da abitabile [a-bi-ta-co-lo] n.m. Spazio interno W diabitàcolo veicoli, riservato al guidatore e alle persone trasportate: Questa vettura si distingue dalle altre X per l’abitacolo confortevole. abitànte [a-bi-tan-te] n.m. e f. Chi risiede in Y un luogo: Vivo in una piccola città con poco più di diecimila abitanti. Z part.pres. di abitare, pl. abitanti

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abiuràre abitàre [a-bi-ta-re] v.tr. Avere come propria dimora: Abito questo appartamento da appena un mese. / v.intr. Risiedere: Abitiamo nel centro storico. e [lat. habitare = abitare], v.tr.: sin. occupare, v.intr.: sin. dimorare

abitàto [a-bi-ta-to] agg. Popolato: Quel paesino di montagna è scarsamente abitato. / n.m. Gruppo di case: L’ospedale è lontano dall’abitato. part.pass. di abitare

abitazióne [a-bi-ta-zio-ne] n.f. Luogo, costruzione dove l’uomo abita: Siamo alla ricerca di una modesta abitazione. pl. abitazioni, sin. casa, dimora

àbito [a-bi-to] n.m.  Vestito: L’abito da sposa è pronto.  Abitudine a comportarsi in un certo modo: Non è suo abito mentire. e [lat. habitus = aspetto]

PROVERBI L’abito non fa il monaco. (L’aspetto esteriore non dà sufficienti indicazioni sul carattere di una persona.)

abituàle [a-bi-tu-a-le] agg. Che si fa per abitudine, consueto: Riposare dopo pranzo è diventata per me una cosa abituale. m.f.pl. abituali, sin. solito

abituàre [a-bi-tu-a-re] v.tr. Dare un’abitudine: I miei genitori mi hanno abituato a essere sincero. / v.rifl. (abituarsi) Prendere un’abitudine: Nella nuova casa il babbo non si è ancora abituato al rumore del traffico. v.tr.: sin. avvezzare, contr. disabituare, v.rifl.: sin. assuefarsi

abituàto [a-bi-tu-a-to] agg. Che ha l’abitudine a qualcosa: È un bambino abituato a fare capricci per ottenere quello che vuole. part.pass. di abituare, sin. avvezzo

abitudinàrio [a-bi-tu-di-na-rio] agg. Che continua a fare le stesse cose per abitudine: È un signore abitudinario: ogni giorno esce di casa alla stessa ora.

e derivato da abitudine, sin. metodico

 Tendenza a ripetere un determinato comportamento: Ho l’abitudine di arrivare sempre in anticipo.  Usanza: Le abitudini di quel popolo mi incuriosiscono.

abitùdine [a-bi-tu-di-ne] n.f.

pl. abitudini, sin.  consuetudine,  costume

abiùra [a-biu-ra] n.f. Atto di chi rinnega la propria fede religiosa o un’ideologia. e derivato da abiurare

abiuràre [a-biu-ra-re] v.tr. Rinnegare la propria fede religiosa o un’ideologia: Ha abiurato i propri princìpi.


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ablatìvo e [lat. abiurare = negare con giuramento] ablatìvo [a-bla-ti-vo] n.m. Caso della declinazione di alcune lingue che esprime alcuni complementi.

A A seconda delle sue funzioni l’ablativo può L essere così suddiviso: T – ablativo propriamente detto: - allontanamento e separazione; - moto da luogo; - origine e provenienza: - privazione; - costruzione di opus est; - agente; - paragone; - materia; - argomento; – ablativo strumentale-sociativo: - mezzo o strumento; - costruzione di utor, fruor, fungor, vescor, potior; - costruzione di dignus e indignus; - abbondanza; - prezzo e pena; - misura e quantità; - limitazione; - modo o maniera; - causa; - qualità; – ablativo locativo: - stato in luogo; - moto da luogo; - moto per luogo; - tempo determinato.

abluzióne [a-blu-zio-ne] n.f. Lavaggio del corpo o di qualche sua parte, spesso con il significato religioso di purificazione dai peccati: In alcune religioni orientali sono ancora frequenti le abluzioni. e [lat. ablutio = lavanda], pl. abluzioni

abnegazióne [ab-ne-ga-zio-ne] n.f. Rinuncia al desiderio o all’interesse personale per motivi ideali o religiosi: Regalando il tuo gioco preferito a quel bambino hai dimostrato un grande spirito di abnegazione.

e [lat. abnegare = negare], pl. abnegazioni

abnòrme [ab-nor-me] agg. Al di fuori della normalità: Quell’albero è cresciuto in maniera abnorme. e [lat. abnormis = fuori della regola], m.f.pl. abnormi, sin. anormale

abolìre [a-bo-li-re] v.tr.  Eliminare: Dovrei abolire gli zuccheri dalla mia dieta.  Togliere validità a qualcosa: Con il referendum è possibile abolire una legge.

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abòrto

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e [lat. abolere = cancellare], sin.  sopprimere,  revocare, abrogare

A completa, soppressione: In Italia alcuni anni fa è B stata approvata l’abolizione degli esami di riparazione. C e [lat. abolitio = abolizione], pl. abolizioni, sin. annullamento, contr. instaurazione D abominévole [a-bo-mi-ne-vo-le] agg. Che merita disprezzo e disapprovazione: Maltrattare E gli animali è un atto abominevole. e derivato da abominare = detestare, m.f.pl. F abominevoli aborìgeno [a-bo-ri-ge-no] agg. e n.m. Detto di persona originaria del paese in cui vive: Spesso in G TV trasmettono documentari sugli aborigeni delH l’Australia. sin. indigeno, autoctono, contr. forestiero I A La parola aborigeno deriva dal nome degli L antichi abitanti dell’Italia centrale (gli Abori- J T geni) giunti lì forse dalla Grecia. K ab origine loc.avv. Dall’origine, dall’inizio. e espressione latina L aborrìre [a-bor-ri-re] v.tr. Detestare, provare ripugnanza: Aborrisco la disonestà. / v.intr. Rifuggire da qualcosa che ripugna: Aborrisco dal- M la violenza. III - ind.pres. io aborro o aborrisco, tu aborri o N aborrisci, egli aborre o abborrisce, noi aborriamo, voi aborrite, essi aborrono o aborri- O scono; cong.pres. che io aborra o aborrisca, che tu aborra o aborrisca, che egli aborra o P aborrisca, che noi aborriamo, che voi aborriate, che essi aborrano o aborriscano; Q part.pass. aborrito. e [lat. abhorrere = detestare] abortìre [a-bor-ti-re] v.intr.  Interrompere la R gravidanza volontariamente o per cause naturali: Ha abortito in seguito a complicazioni.  Non S giungere a termine, detto di un progetto, di un’idea...: Il progetto della nuova casa è abortito a T causa di alcuni malintesi. III - ind.pres. io abortisco, tu abortisci, egli U abortisce, noi abortiamo, voi abortite, essi abortiscono; cong.pres. che io abortisca, che V tu abortisca, che egli abortisca, che noi abortiamo, che voi abortiate, che essi abortiscano; W imper. abortisci, abortite. abortìsta [a-bor-ti-sta] agg. e n.m. e f. Detto di chi è favorevole alla legge che consente di inter- X rompere volontariamente una gravidanza. m.pl. abortisti, f.pl. abortiste Y abòrto [a-bor-to] n.m. Interruzione della gravidanza, spontanea o voluta. Z abolizióne [a-bo-li-zio-ne] n.f. Eliminazione


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22 abracadàbra abracadàbra [a-bra-ca-da-bra] n.m.inv. ForA mula magica a cui si attribuiscono virtù e poteri eccezionali: La strega pronunciò il suo abracadaB bra per trasformare il principe in ranocchio. abrasióne [a-bra-sio-ne] n.f.  Erosione delle rocce ad opera delle acque.  Levigazione, lisciaC tura di un materiale.  Escoriazione della pelle: un’abrasione al ginocchio a causa di una brutD Ho ta caduta.  Cancellatura fatta raschiando. [lat. abradere = raschiare], pl. abrasioni, sin.  Ee scorticatura abrasìvo [a-bra-si-vo] agg. Che provoca abraF sioni: Il falegname ha usato carta abrasiva per levigare il tavolo. / n.m. Materiale ruvido usato G per levigare una superficie raschiandola: Lo scultore ha bisogno di un abrasivo per rifinire la staH tua. e derivato da abradere = raschiare via [a-bro-ga-re] v.tr. Annullare, soppriI abrogàre mere: L’autorità pubblica ha abrogato una legge. I - ind.pres. io àbrogo, tu àbroghi, egli àbroga, J noi abroghiàmo, voi abrogàte, essi àbrogano; fut.sempl. io abrogherò, tu abrogherai...; K cong.pres. che io àbroghi, che tu àbroghi, che egli àbroghi, che noi abroghiàmo, che voi L abroghiàte, che essi àbroghino; cond.pres. io abrogherei, tu abrogheresti... M e [lat. abrogare = ritirare, annullare una legge], contr. promulgare abrogazióne [a-bro-ga-zio-ne] n.f. SoppresN sione di un ordine, di una legge: L’abrogazione della legge è imminente. O e [lat. abrogatio = soppressione], pl. abrogazioni abrogazionìsta agg. e P n.m. e f. Detto di chi[a-bro-ga-zio-ni-sta] o di ciò che sostiene la sopdi una legge: È iniziata una campagna Q pressione abrogazionista. e derivato da abrogazione, m.pl. abrogazionisti, R f.pl. abrogazioniste àbside [ab-si-de] n.f. Zona semicircolare delle S chiese cristiane, situata in fondo alla navata centrale e contenente il coro e l’altare. T e [gr. apsís = volta, arco di un cerchio], pl. absidi abulìa [a-bu-li-a] n.f. Mancanza di volontà, La tua abulia mi preoccupa: non vuoi più U inerzia: neanche giocare? [gr. a- = senza + bulé = volontà], pl. abulie, sin. Ve indolenza [a-bu-li-co] agg. Che manca di volontà, W diabùlico energia: È un uomo abulico: se ne sta tutto il giorno in poltrona. X e derivato da abulia, m.pl. abulici, f.pl. abuliche, sin. indolente Y abusàre [a-bu-sa-re] v.intr.  Servirsi di qualcosa in maniera eccessiva o arbitraria: È illegale Z abusare del proprio potere.  Approfittare della

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accadèmico disponibilità di una persona: Gli studenti hanno abusato della pazienza dell’insegnante.  Costringere con la forza qualcuno ad atti sessuali.

e derivato da abuso, sin.  approfittare,  sfruttare,  violentare

abusivaménte [a-bu-si-va-men-te] avv. In modo illecito, andando contro la legge: Quello è un edificio costruito abusivamente.

e derivato da abusivo

abusivìsmo [a-bu-si-vi-smo] n.m. Pratica illegale di un’attività, regolata da leggi e da autorizzazioni.

e derivato da abusivo

abusìvo [a-bu-si-vo] agg. Che è o che si compie contro la legge: In quel quartiere ci sono molte costruzioni abusive. / n.m. Chi esercita un’attività senza possedere i requisiti di legge adatti: Hanno protestato contro gli abusivi che vendevano la merce lungo le spiagge. e [lat. abusus = consumo]

abùso [a-bu-so] n.m.  Uso esagerato di qual-

cosa: L’abuso di alcool è dannoso alla salute.  Uso di un diritto o di un potere al di là dei limiti stabiliti dalla legge: È stato accusato di abuso di potere: approfittava della sua posizione per ottenere dei vantaggi. e [lat. abusus = consumo], sin.  eccesso

acàcia [a-ca-cia] n.f. Albero spinoso d’alto fusto, con fiori gialli e bianchi molto profumati. e [gr. akakía = acacia], pl. acacie

acànto [a-can-to] n.m. Pianta erbacea diffusa nella fascia tropicale afro-asiatica e nella zona mediterranea.

e [gr. ákanthos = acanto]

àcaro [a-ca-ro] n.m. Parassita degli animali, delle piante e degli uomini.

acattòlico [a-cat-to-li-co] agg. e n.m. Detto di persona di religione cristiana non cattolica.

e derivato da cattolico

accadèmia [ac-ca-de-mia] n.f.  Istituto d’insegnamento superiore: Mi piacerebbe frequentare l’Accademia di Belle Arti.  Scuola filosofica fondata da Platone nel IV sec. a.C., chiamata così dal nome del boschetto sacro in cui si trovava.  Associazione di persone che si occupano di studi scientifici, letterari ed artistici. e [gr. Akadémeia = bosco di Academo]

accadèmico [ac-ca-de-mi-co] agg.  Che riguarda l’università: Fra qualche giorno inizia l’anno accademico.  Seguace di Platone, il fondatore della scuola filosofica chiamata Accademia: Fu un filosofo accademico.  Teorico, inconcludente, di nessuna utilità pratica: Ho assistito ad una discussione accademica. e [gr. akademikós = accademico], m.pl. accademici, f.pl. accademiche


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accantonàre

accadére accadére [ac-ca-de-re] v.intr. Succedere, capitare: Oggi in classe è accaduta una cosa molto buffa. e derivato da cadere, sin. avvenire

A Il verbo è usato di solito alla terza persona L singolare e plurale (es. Accadono strane cose T in questi giorni.) e spesso nella forma impersonale accade / è accaduto che (es. Spesso accade che dimentichi le chiavi.)

accadùto [ac-ca-du-to] n.m. Avvenimento, fatto che si è verificato: Benché piccino, seppe raccontare per filo e per segno l’accaduto. part.pass. di accadere

accalappiacàni [ac-ca-lap-pia-ca-ni] n.m. inv. Persona incaricata dal comune di catturare i cani randagi. e composto da accalappia(re) + cane

accalappiàre [ac-ca-lap-pia-re] v.tr.  Prendere un animale con il laccio: Quell’uomo ha accalappiato un cane randagio.  Circuire, attirare astutamente: Il commesso è riuscito ad accalappiare un compratore. e derivato da calappio = laccio, sin.  acchiappare, catturare

accalappiatóre [ac-ca-lap-pia-to-re] n.m. Ingannatore furbo e risoluto. f. accalappiatrice, m.pl. accalappiatori, f.pl. accalappiatrici

accalcàre [ac-cal-ca-re] v.tr. Affollare un luogo: La folla impaziente accalcava lo stadio. / v.intr. pron. (accalcarsi) Affollarsi, radunarsi in gran numero: I tifosi si accalcarono all’ingresso del campo sportivo. e derivato da calca, v.tr.: sin. stipare, v.intr. pron.: sin. stiparsi, contr. sparpagliarsi

accaldàrsi [ac-cal-dar-si] v.intr.pron. Riscaldarsi per una fatica o per una forte emozione sudando e diventando rosso in volto: Durante la corsa mi sono accaldato. e derivato da caldo

accaldàto [ac-cal-da-to] agg. Sudato: Ha terminato la corsa tutto accaldato. part.pass. di accaldare

accaloràrsi [ac-ca-lo-rar-si] v.intr.pron. Infervorarsi intensamente: Durante la riunione mi sono accalorato.

e derivato da calore, contr. calmarsi

accaloràto [ac-ca-lo-ra-to] agg. Pieno di fervore, appassionato: La discussione diventa sempre più accalorata. part.pass. di accalorare

accampaménto [ac-cam-pa-men-to] n.m.

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Insieme di tende o baracche sistemate da soldati, esploratori, escursionisti in uno spazio aperto: Di buon mattino i militari levarono l’accampa-

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mento.  Sistemazione d’emergenza di persone in un luogo aperto: Il sindaco ha deciso di far allestire un accampamento per i profughi.  Luogo in cui regna il disordine o in cui c’è un eccessivo affollamento di persone: Durante la festa abbiamo trasformato la tua casa in un accampamento!

A B C e derivato da accampare, sin.   campo accampàre [ac-cam-pa-re] v.tr. Ospitare in un D alloggio di fortuna: Il sindaco ha fatto accampare gli alluvionati in una tendopoli. / v.rifl. (accamparsi) Sistemarsi provvisoriamente in tende o barac- E che: Gli esploratori si accamparono nel deserto. F e derivato da campo  accaniménto [ac-ca-ni-men-to] n.m. Sentimento di odio che non si placa: L’avvocato lo ha G attaccato con grande accanimento.  Tenacia, ostinata applicazione: Mia figlia ha sempre lavo- H rato con molto accanimento. sin.  ostilità, furia,  ostinazione, perseveranza I accanìrsi [ac-ca-nir-si] v.intr.pron.  Infierire con rabbia contro qualcuno: Detesto i miei amici J quando si accaniscono senza motivo contro di me.  Perseverare in un’attività: Quel ragazzo si accaK nisce nello studio. III - ind.pres. io mi accanisco, tu ti accanisci, egli si accanisce, noi ci accaniamo, voi vi L accanite, essi si accaniscono; cong.pres. che io mi accanisca, che tu ti accanisca, che egli si M accanisca, che noi ci accaniamo, che voi vi accaniate, che essi si accaniscano; imper. N accanisciti, accanitevi. e derivato da cane, sin.  inferocirsi, contr.  O rassegnarsi, desistere accanìto [ac-ca-ni-to] agg.  Acceso, molto P violento: Ieri si è disputato un accanito incontro di boxe.  Ostinato, incallito: Mio zio è un lavoratoQ re accanito. part.pass. di accanirsi accànto [ac-can-to] avv. A fianco, a lato: Mio R nonno abita proprio qui accanto. / agg.inv. Attiguo: Nella casa accanto abita il mio professore. / S loc.prep. (accanto a) Vicino a: La piscina si trova accanto ai giardini pubblici. T accantonaménto [ac-can-to-na-men-to] n.m.  Rinvio di qualcosa che poi si dimentica: U L’accantonamento della sua proposta lo offese.  Azione di mettere da parte con uno scopo: V L’accantonamento di denaro le permetterà di fare un bel viaggio. W e derivato da accantonare accantonàre [ac-can-to-na-re] v.tr.  Lasciare temporaneamente da parte qualcosa: Voglio X accantonare i miei problemi, almeno questa sera.  Mettere da parte qualche cosa per utilizzarla in Y seguito: Accantonerò parte dello stipendio per comprare la macchina. Z


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accantonàto

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accecàre 



e derivato da cantone, sin. tralasciare, conA servare accantonàto [ac-can-to-na-to] agg.  Messo B in serbo per uno scopo determinato: L’amministrazione comunale ha utilizzato la somma C accantonata.  Rinviato temporaneamente: La questione è stata accantonata. di accantonato D part.pass. accaparraménto [ac-ca-par-ra-men-to] n.m. di procurarsi una grande quantità di merce E Atto per farne scorta o per rivenderla: In vista dell’audei prezzi si è verificato un vero e proprio F mento accaparramento di benzina. e derivato da accaparrare G accaparràre [ac-ca-par-ra-re] v.tr. Acquistare merce oltre il necessario per rivenderla o per farne H scorta: Ha accaparrato molta legna prima dell’inverno. / v.rifl. (accaparrarsi) Assicurarsi: Con quel discorso si è accaparrato le simpatie della gente. I e derivato da caparra, v.tr.: sin. accumulare, v.rifl.: sin. assicurarsi, ottenere, contr. alienarsi J accapigliàrsi [ac-ca-pi-gliar-si] v.rifl. recipr. Prendersi per i capelli, azzuffarsi: Durante la parK tita alcuni tifosi si sono accapigliati. derivato da capello, contr. accordarsi Le accàpo [ac-ca-po] avv. Su una nuova riga, all’iniM zio di una riga: Qui il testo va accapo. A N TL Si scrive anche a capo. O accappatóio [ac-cap-pa-to-io] n.m. Indumento di spugna che si indossa dopo il bagno o la doccia per asciugarsi. P e derivato da cappa = mantello, pl. accappatoi accapponàrsi v.intr.pron. Q Detto della pelle,[ac-cap-po-nar-si] contrarsi e incresparsi come di un pollo o di un cappone, per il freddo R quella o per una forte emozione: Mi si è accapponata la pelle per la paura. S e derivato da cappone accarezzàre [ac-ca-rez-za-re] v.tr.  Fare T carezze, toccare con mano in segno di affetto: Ti ho fatto una foto mentre accarezzavi il cane.  Il vento le accarezzava i capelli.  MediU Sfiorare: tare qualcosa col desiderio che si verifichi: Accarezzava quel progetto da molto tempo. / V v.rifl.recipr. (accarezzarsi) Scambiarsi carezze: Ci siamo accarezzati senza dire una parola. W e derivato da carezza, v.tr.: sin.  lambire,  vagheggiare X accartocciàre [ac-car-toc-cia-re] v.tr. Piegare a forma di cartoccio: Ho accartocciato il foglio e l’ho Y gettato via. / v.intr.pron. (accartocciarsi) Piegarsi come un cartoccio, raggrinzirsi: In autunno le Z foglie si accartocciano.

e derivato da cartoccio, v.tr.: contr. distendere

accasàre [ac-ca-sa-re] v.tr. Far sposare i propri figli: Quel signore ha accasato la figlia. / v.rifl. (accasarsi) Sposarsi, crearsi una nuova famiglia: Si è accasato anche l’ultimo dei fratelli. e derivato da casa, v.tr.: sin. sistemare, maritare

accasciàre [ac-ca-scia-re] v.tr. Abbattere fisicamente o moralmente: Questo caldo mi accascia. / v.intr.pron. (accasciarsi)  Cadere a terra: A causa della debolezza si accasciò a terra.  Demoralizzarsi, perdersi d’animo: Cerca di non accasciarti per così poco. v.tr.: sin. prostrare, contr. rinvigorire, v.intr. pron.: sin.  deprimersi, contr.  sollevarsi,  rianimarsi

accatastàre [ac-ca-ta-sta-re] v.tr. Ammucchiare fino a formare una catasta: Il contadino ha accatastato la legna in un luogo riparato.

e derivato da catasta, sin. ammassare, contr. sparpagliare

accattivànte [ac-cat-ti-van-te] agg. Che conquista, che sa catturarsi la simpatia e l’ammirazione degli altri: Quella persona ha un sorriso accattivante. part.pres. di accattivarsi, m.f.pl. accattivanti, sin. attraente, intrigante, contr. repellente

accattivàrsi [ac-cat-ti-var-si] v.rifl. Conquistare, attirare su di sé: La brillante presentatrice si è accattivata la simpatia del pubblico. sin. ottenere, contr. alienarsi

accàtto [ac-cat-to] n.m. vedi ACCATTONAGGIO accattonàggio [ac-cat-to-nag-gio] n.m. Azione del mendicare per le strade.

e derivato da accattone, pl. accattonaggi, sin. questua

accattóne [ac-cat-to-ne] n.m. Mendicante, persona che chiede l’elemosina.

e derivato da accattare = chiedere, f. accattona, m.pl. accattoni, f.pl. accattone, sin. barbone

accavallàre [ac-ca-val-la-re] v.tr. Sovrapporre una cosa all’altra: Mia zia quando siede accavalla le gambe. / v.intr.pron. (accavallarsi) Ammassarsi disordinatamente: Le onde si accavallavano e si infrangevano contro gli scogli.

e derivato da cavallo, v.tr.: sin. incrociare, v.intr.pron.: sin. sovrapporsi

accecaménto [ac-ce-ca-men-to] n.m. Perdita della vista, temporanea o permanente.

e derivato da accecare

accecànte [ac-ce-can-te] agg. Che priva della vista, che abbaglia. part.pres. di accecare, m.f.pl. accecanti

accecàre [ac-ce-ca-re] v.tr.  Privare qualcuno della vista: Ulisse accecò il ciclope Polifemo.  Abbagliare: La tua bellezza mi acceca.  Togliere la capacità di ragionare: La rabbia lo acceca. / v.intr.pron. (accecarsi) Perdere la vista: A causa


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accentràre

accèdere di quel brutto incidente si è accecato. / v.rifl. (accecarsi) Togliersi volontariamente la vista. e derivato da cieco

accèdere [ac-ce-de-re] v.intr.  Entrare: Si accede al palazzo anche dal retro.  Entrare a far parte di un organo pubblico: Finalmente è riuscito ad accedere alla magistratura. II - ind.pass.rem. io accedei o accedetti, tu accedesti, egli accedé o accedette, noi accedemmo, voi accedeste, essi accederono o accedettero. e [lat. accedere = avvicinarsi a], sin.  introdursi, contr.  uscire

acceleràre [ac-ce-le-ra-re] v.tr. Rendere più veloce: È tardi, accelera il passo! / v.intr. Aumentare la velocità: Ho accelerato appena fuori città. e [lat. celer = svelto], v.tr.: sin. affrettare, v.intr.: contr. rallentare, decelerare

acceleràta [ac-ce-le-ra-ta] n.f. Colpo di acceleratore: Per non far spegnere il motore diede una piccola accelerata. e derivato da accelerare

acceleràto [ac-ce-le-ra-to] agg. Affrettato, più veloce del solito: Dopo una corsa il battito del cuore è molto accelerato. part.pass. di accelerare

acceleratóre [ac-ce-le-ra-to-re] n.m. Meccanismo che fa aumentare la velocità di un veicolo: Negli autoveicoli il pedale dell’acceleratore è a destra. e derivato da accelerare, pl. acceleratori

accelerazióne

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[ac-ce-le-ra-zio-ne]

n.f.

Aumento di velocità.

e [lat. accelerare = affrettarsi], pl. accelerazioni  Provocare una fiamma: Ho acceso una candela per creare un’atmosfera più romantica.  Mettere in funzione: Ho acceso la televisione per seguire i miei cartoni animati preferiti.  Suscitare, stimolare: Molti racconti accendono la fantasia dei bambini. II - ind.pass.rem. io accesi, tu accendesti, egli accese, noi accendemmo, voi accendeste, essi accesero; part.pass. acceso. / v.intr.pron. (accendersi)  Prendere fuoco: La legna secca si accende subito.  Nascere, sorgere: Al bar si è accesa una vivace discussione.

accèndere [ac-cen-de-re] v.tr.

e [lat. accendere = infiammare], v.tr.: sin.  azionare, contr.  estinguere, v.intr.pron.: sin.   divampare

accendigàs [ac-cen-di-gas] n.m.inv. Dispositivo utile per accendere fornelli a gas: Questo accendigas non funziona molto bene.

e composto da accendere + gas

accendìno [ac-cen-di-no] n.m. Macchinetta che produce una fiammella e che serve per accendere sigarette o sigari. e derivato da accendere, sin. accendisigari

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 Fare un cenno per indicare qualcosa o qualcuno a una persona: La mamma mi ha accennato la vetrina di un negozio di giocattoli.  Abbozzare, eseguire in modo incompleto: Accennò un passo di danza. / v.intr.  Dare segno di lievi cambiamenti: Il cielo accennava a schiarirsi.  Far riferimento a qualcosa in modo vago: Accenna spesso ai suoi progetti.

accennàre [ac-cen-na-re] v.tr.

A B C D e derivato da cenno, v.intr.: sin.  alludere accénno [ac-cen-no] n.m.  Riferimento vago: E Per il momento l’insegnante di storia ha fatto solo un accenno all’Impero Romano.  Segnale, F indizio: Al primo accenno di bel tempo andrò al G mare. e derivato da accennare, sin.  allusione accensióne [ac-cen-sio-ne] n.f.  Atto di H accendere o di accendersi: L’accensione delle luci illuminò il palcoscenico.  Insieme dei meccani- I smi che danno l’avvio a un motore: Questa macchina ha problemi all’accensione. J e [lat. accendere = infiammare], pl. accensioni accentàre [ac-cen-ta-re] v.tr. Segnare l’accento K sulla sillaba di una parola. e derivato da accento accentàto [ac-cen-ta-to] agg. Che ha l’accento: L La parola “città” ha l’ultima sillaba accentata. M part.pass. di accentare accentazióne [ac-cen-ta-zio-ne] n.f. Operazione con cui si segnano o si pronunciano gli N accenti sulle parole. e derivato da accentare, pl. accentazioni O accènto [ac-cen-to] n.m.  Segno posto sopra una sillaba per indicare che questa deve essere P pronunciata con più intensità rispetto alle altre: La parola “troverò” ha l’accento sull’ultima sillaba.  Modo di pronunciare le parole: Si sente dal- Q l’accento che quel signore non è italiano. R e [lat. accentus = accentazione], sin.  cadenza S MODI DI DIRE Porre l’accento su una questione. (Mettere in evidenza, richiamare l’attenzione su un T argomento.) U accentraménto [ac-cen-tra-men-to] n.m. Tendenza a riunire in un solo luogo o in un solo V organismo centrale: Oggi nella pubblica amministrazione si tende a eliminare l’accentramento deW gli uffici. e derivato da accentrare accentràre [ac-cen-tra-re] v.tr.  Radunare in X un solo luogo: Il generale accentrò le truppe al confine.  Attirare: L’insegnante riuscì ad accen- Y trare su di sé l’attenzione degli scolari, nonostante fossero stanchi. Z


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accentratóre

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acchiappàre 



derivato da centro, sin. concentrare, calaAe mitare, contr.  decentrare accentratóre [ac-cen-tra-to-re] agg. e n.m. B Detto di chi o di ciò che accentra su di sé poteri, funzioni, mansioni: In quello Stato si è formato un C governo accentratore. e derivato da accentrare, f. accentratrice, m.pl. f.pl. accentratrici D accentratori, accentuàre [ac-cen-tu-a-re] v.tr.  Rendere evidente: Il blu accentua il colore dei tuoi occhi. E più  Evidenziare parole o frasi pronunciandole con accento marcato. / v.intr.pron. (accentuarsi) F Accrescersi, diventare più evidente e più grave: La crisi si accentuava sempre più. G e [lat. accentus = accentazione], v.tr.: sin.  evidenziare, contr.  attenuare H accentuazióne [ac-cen-tua-zio-ne] n.f.  Atto del mettere in rilievo: L’accentuazione della sua posizione economica ha dato fastidio a tutI agiata ti.  Aumento: L’accentuazione della criminalità è problema attuale. J un e derivato da accentuare, pl. accentuazioni [ac-cer-chia-men-to] n.m. K accerchiaménto Operazione tattica diretta a circondare il nemico: il tentativo di accerchiamento del L Fortunatamente nemico è riuscito. e derivato da accerchiare M accerchiàre [ac-cer-chia-re] v.tr. Circondare: Le truppe avevano accerchiato i nemici. N e derivato da cerchio accertaménto [ac-cer-ta-men-to] n.m. Verificontrollo: L’accertamento delle notizie è fondaO ca, mentale per un bravo giornalista. derivato da accertare P e accertàre [ac-cer-ta-re] v.tr. Verificare: Bisogna sempre accertare l’autenticità di una notizia. / Q v.rifl. (accertarsi) Assicurarsi: Prima di uscire accertati di aver spento la luce. R e derivato da certo, v.tr.: sin. controllare, v.rifl.: sin. sincerarsi S accéso [ac-ce-so] agg.  Che brucia, che illumina: Lascia pure il fuoco acceso.  In funzione: T Ho lasciato il motore dell’auto acceso.  Vivace: È stata una discussione accesa. di accendere, sin.  azionato,  infiamU part.pass. mato, contr.   spento,  tranquillo [ac-ces-si-bi-le] agg.  Che si può V accessìbile raggiungere o fare con facilità: Questi luoghi sono accessibili a tutti.  Che si comprende con faciliW tà: È un libro accessibile anche ai bambini.  Modesto: Il vestito in vetrina ha un prezzo accesX sibile.  Cordiale, alla mano: È una persona accessibile. accedere = avvicinarsi], m.f.pl. accessibili, Y e [lat. sin.  raggiungibile, contr.     inaccessibile Z accèsso [ac-ces-so] n.m.  Entrata: L’accesso

allo stadio è sorvegliato dalla polizia.  Sintomo che si manifesta in forma acuta e improvvisa: Questa notte ho avuto un accesso di tosse.  Impulso improvviso e violento: Scusami, in un accesso d’ira ho detto cose che non pensavo. e [lat. accessus = accesso], sin.  ingresso,  attacco, crisi, contr.  uscita

accessòrio [ac-ces-so-rio] agg. Che ha importanza secondaria: È un aspetto accessorio della questione. / n.m. Oggetto non indispensabile, che completa e migliora un ambiente, un’auto, l’abbigliamento: Quella nuova auto è dotata di molti accessori. agg.: sin. secondario, contr. essenziale

accétta [ac-cet-ta] n.f. Utensile per tagliare la legna costituito da una lama a forma di trapezio fissata ad un manico. e [fr. hachette = piccola ascia], sin. scure, mannaia

MODI DI DIRE Essere fatto con l’accetta. (Detto di lavoro eseguito male o di persona grossolana, dai modi rudi.)

accettàbile [ac-cet-ta-bi-le] agg. Che si può accettare, ammissibile: È una proposta di lavoro accettabile. m.f.pl. accettabili

accettàre [ac-cet-ta-re] v.tr.  Accogliere, gra-

dire: Accetto volentieri il tuo invito.  Ammettere, sopportare: Il mio amico accetta malvolentieri gli scherzi. e [lat. acceptare = accogliere], contr.   rifiutare

accettazióne [ac-cet-ta-zio-ne] n.f.  Accoglimento, ammissione: L’accettazione delle domande per il concorso scade il mese prossimo.  Locale di un ospedale, di un edificio pubblico, di un aeroporto... in cui si accolgono i clienti che attendono un certo servizio. pl. accettazioni

A Nel significato  è più probabile trovare le L locuzioni sala di accettazione o ufficio di T accettazione. accètto [ac-cet-to] agg. Gradito, caro: È stato un regalo ben accetto.

e [lat. acceptus = gradito]

accezióne [ac-ce-zio-ne] n.f. Ciascuno dei significati particolari con cui un vocabolo viene usato: Nel dizionario sono elencate tutte le accezioni di ogni parola. pl. accezioni

acchiappàre [ac-chiap-pa-re] v.tr.  Afferrare con sveltezza: Il gatto acchiappò il topo.  Nel linguaggio popolare, cogliere sul fatto: L’ho


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acchìto acchiappato mentre prendeva un altro gelato dal frigorifero. sin.  acciuffare,  sorprendere

acchìto [ac-chi-to] n.m. Mossa con cui inizia il gioco del biliardo. / loc.avv. (d’acchito / di primo acchito) All’istante, immediatamente: Accettò la proposta d’acchito.

e [fr. acquit, da acquitter = liberare]

acciaccàre [ac-ciac-ca-re] v.tr. Schiacciare: Mi diverto ad acciaccare le lattine vuote con il piede.

e voce onomatopeica, sin. pestare

acciàcco [ac-ciac-co] n.m. Malessere non grave ma persistente: La nonna ha qualche acciacco.

e [ar. shaqa = pena], pl. acciacchi

acciaierìa [ac-cia-ie-ri-a] n.f. Stabilimento in cui viene prodotto e lavorato l’acciaio: Ieri sono andato a visitare la grande acciaieria in cui lavora mio zio. e derivato da acciaio, pl. acciaierie

acciàio [ac-cia-io] n.m. Lega di ferro e carbonio: Le pentole in acciaio sono molto resistenti. pl. acciai

MODI DI DIRE Avere una volontà d’acciaio. (Avere una volontà molto forte, essere determinato.) Avere uno sguardo d’acciaio. (Avere uno sguardo molto freddo, impenetrabile.)

acciambellàre [ac-ciam-bel-la-re] v.tr. Avvolgere a forma di ciambella: Il cordaio ha acciambellato la corda. / v.rifl. (acciambellarsi) Raggomitolarsi a ciambella: Il gatto si è acciambellato sulla poltrona. e derivato da ciambella, v.tr.: contr. svolgere

accidentàle [ac-ci-den-ta-le] agg. Dovuto al caso: Si è trattato di un incontro accidentale.

e [lat. accidens = accidente], m.f.pl. accidentali, sin. casuale, fortuito

accidentalménte [ac-ci-den-tal-men-te] avv. In modo accidentale, casuale.

e derivato da accidentale, sin. casualmente

accidentàto [ac-ci-den-ta-to] agg. Detto di terreno, irregolare, tale da rendere difficile la marcia: La giuria ha stabilito un percorso molto accidentato per i ciclisti.

e derivato da accidente

accidènte [ac-ci-den-te] n.m.  Evento casuale e inaspettato.  Disgrazia: Dopo tanti accidenti, finalmente ha trovato la felicità.  Nel linguaggio familiare, colpo apoplettico: Gli è venuto un accidente.  Nulla (con valore rafforzativo nelle frasi negative): Durante la conferenza non ho capito un accidente.  Persona instancabile e capace: Quell’accidente del mio amico sa fare di tutto. e [lat. accidere = accadere], pl. accidenti

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acciùga

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accidènti [ac-ci-den-ti] inter. Esclamazione che esprime rabbia, dispiacere o meraviglia: Accidenti! Mi sono sporcato la camicia.

A e derivato da accidente, sin. acciderba, accipic- B chia accìdia [ac-ci-dia] n.f.  Stato d’animo svoglia- C to e triste: A causa dell’accidia non combini nulla.  Nella morale cattolica, uno dei sette peccati D capitali, che consiste nella svogliatezza a compiere il bene: Dante collocava i colpevoli d’accidia E nell’Inferno. e [gr. akedía = negligenza], sin.  pigrizia, inerzia accidióso [ac-ci-dio-so] agg. e n.m. Svogliata- F mente pigro: È una persona accidiosa. G contr. operoso, attivo accigliàrsi [ac-ci-gliar-si] v.intr.pron. Increspare le sopracciglia per manifestare risentimen- H to, tristezza o perplessità: Nell’ascoltare la notizia, il nonno si è accigliato. I e derivato da ciglio accigliàto [ac-ci-glia-to] agg. Che manifesta J risentimento, tristezza o perplessità increspando le sopracciglia: Aveva un’espressione accigliata. K part.pass. di accigliarsi accìngersi [ac-cin-ger-si] v.rifl. Essere sul punL to di, prepararsi a: Si accingono a partire. II - ind.pass.rem. io mi accinsi, tu ti accingesti, egli si accinse, noi ci accingemmo, voi vi accin- M geste, essi si accinsero; part.pass. accintosi. acciocché [ac-cioc-ché] cong. vedi AFFINCHÉ, N PERCHÉ acciottolàre [ac-ciot-to-la-re] v.tr. Ricoprire O una strada o una piazza con ciottoli: Stanno acciottolando la via principale. P e derivato da ciottolo acciottolàto [ac-ciot-to-la-to] n.m. Pavimen- Q tazione di una strada o di una piazza fatta di ciottoli: Per i ciclisti è faticoso pedalare sull’acciotto- R lato. part.pass. di acciottolare, sin. selciato accipìcchia [ac-ci-pic-chia] inter. vedi ACCI- S DENTI acciuffàre [ac-ciuf-fa-re] v.tr. Acchiappare, cat- T turare: La polizia ha acciuffato il ladro. U e derivato da ciuffo acciùga [ac-ciu-ga] n.f. Piccolo pesce di mare: V Mi piacciono le acciughe sotto sale. e [gr. aphýe = acciuga], pl. acciughe, sin. sardina, alice W MODI DI DIRE X Essere magro come un’acciuga. (Essere molto magro.) Star pigiati come le acciughe. (Essere sti- Y pati come le acciughe nelle scatole.) Z


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acclamàre

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accompagnaménto 

acclamàre [ac-cla-ma-re] v.tr. Eleggere senA za votazione con consenso unanime: I soci lo hanno acclamato presidente.  Approvare con B applausi e clamore: Il pubblico acclamò l’orchestra con entusiasmo. / v.intr. Manifestare con e grida la propria approvazione: I tifosi C applausi acclamarono all’ennesimo gol. [lat. acclamare = proclamare], v.tr.: sin.  De applaudire acclamazióne [ac-cla-ma-zio-ne] n.f.  EleE zione fatta senza il bisogno di una votazione: Quel re fu eletto per acclamazione.  ManifestaF zione di ammirazione: La sincera acclamazione dei dipendenti commosse il presidente dell’azienda. G pl. acclamazioni acclimatàre [ac-cli-ma-ta-re] v.tr. Fare abituaH re gradatamente a un clima: Sarà difficile acclimatare questo husky alle nostre temperature. / v.rifl. (acclimatarsi)  Adattarsi a un certo clima: I Ormai, dopo tanti anni, si è acclimatato.  Adattarsi a una certa situazione. J e [fr. climat = clima] [ac-cli-ma-ta-zio-ne] n.f. K acclimatazióne Assuefazione di un organismo ad un clima diverso da quello di origine: L’acclimatazione al freddo L della Siberia non è stata facile per me. e [fr. acclimatation = acclimatazione], pl. acclimaM tazioni acclùdere [ac-clu-de-re] v.tr. Chiudere dentro, in uno stesso plico: Alla domanda di assunN unire zione bisogna accludere una fototessera. - ind.pass.rem. io acclusi, tu accludesti, egli O IIaccluse, noi accludemmo, voi accludeste, essi acclusero; part.pass. accluso. P acclùso [ac-clu-so] agg. Allegato, inserito: Conla lettera con il documento accluso. Q serva part.pass. di accludere accoccolàrsi [ac-coc-co-lar-si] v.rifl. Piegarsi R sulle ginocchia sedendosi sulle calcagna: Il bambino si è accoccolato vicino al caminetto. S e voce onomatopeica, sin. rannicchiarsi accodàrsi [ac-co-dar-si] v.rifl.  Mettersi in fila.  Seguire qualcuno: Mi sono accodato ai miei T amici che andavano al cinema. derivato da coda Ue accogliènte [ac-co-glien-te] agg. Ospitale, in si sta bene: Il mio appartamento è piccolo ma V cui accogliente. di accogliere, m.f.pl. accoglienti, contr. W part.pres. inospitale accogliènza [ac-co-glien-za] n.f. Atto di accoX gliere: La tua accoglienza è stata calorosa. e derivato da accogliere Y accògliere [ac-co-glie-re] v.tr.  Ricevere qualcuno, ospitare presso di sé: La mamma ha accolZ to con molto piacere i miei amici.  Accettare,

approvare: La direzione ha accolto la tua domanda.  Contenere: Il nuovo polisportivo può accogliere cinquantamila spettatori. II - ind.pres. io accolgo, tu accogli, egli accoglie, noi accogliamo, voi accogliete, essi accolgono; pass.rem. io accolsi, tu accogliesti, egli accolse, noi accogliemmo, voi accoglieste, essi accolsero; fut.sempl. io accoglierò, tu accoglierai…; cong.pres. che io accolga…; cond.pres. io accoglierei, tu accoglieresti…; part.pass. accolto.

e [lat. colligere = raccogliere], contr.   respingere, rifiutare

accogliménto [ac-co-gli-men-to] n.m.



Accoglienza.  Accettazione: Spero nell’accoglimento della domanda di lavoro. accollàre [ac-col-la-re] v.tr. Affidare un incarico: Mi hanno accollato una nuova responsabilità. / v.intr. Aderire al collo, detto di indumento: Questo vestito accolla. e derivato da collo, v.tr.: sin. addossare

accollàto [ac-col-la-to] agg. Chiuso fino al collo: Questo maglione così accollato mi dà prurito al collo. part.pass. di accollare, contr. scollato

accoltellàre [ac-col-tel-la-re] v.tr. Ferire con un coltello.

e derivato da coltello

accomiatàrsi [ac-co-mia-tar-si] v.rifl. Congedarsi, andar via: Gli amici si accomiatarono dopo cena.

e derivato da commiato

accomodaménto [ac-co-mo-da-men-to] n.m. Accordo a cui arrivano due o più parti in lite.

accomodànte [ac-co-mo-dan-te] agg. Disposto al compromesso, conciliante: È una persona davvero accomodante: riesce ad andare d’accordo con tutti. part.pres. di accomodare, m.f.pl. accomodanti, sin. disponibile

accomodàre [ac-co-mo-da-re] v.tr.  Riparare qualcosa di rotto: Il falegname accomoda un tavolo.  Sistemare: La mamma mi ha accomodato i capelli. / v.rifl. (accomodarsi)  Mettersi comodo: Prego, accomodati!  Adattarsi, sistemarsi: Mi sono accomodato in un piccolo appartamento. e [lat. accommodare = aggiustare], v.tr.: sin.  aggiustare, contr.  guastare

accomodatùra [ac-co-mo-da-tu-ra] n.f. Riparazione, aggiustatura. accompagnaménto [ac-com-pa-gna-men-to] n.m.  Séguito, insieme delle persone che accompagnano qualcuno: La regina arrivò con il suo accompagnamento.  Serie di suoni che si uniscono alla melodia principale. e derivato da accompagnare


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accordàre

accompagnàre accompagnàre [ac-com-pa-gna-re] v.tr.

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Andare insieme a qualcuno da qualche parte: Il papà ogni mattina mi accompagna a scuola.  Abbinare: Ho accompagnato il regalo con un divertente biglietto di auguri.  Detto di strumento o voce, seguire il suono di altri strumenti o voci: Il pianoforte accompagnava la voce del cantante. / v.intr.pron. (accompagnarsi)  Essere compagno abituale di qualcuno: Ti accompagni sempre a persone simpatiche.  Usare uno strumento per sostenersi nel canto: Il cantautore si accompagna con la chitarra. e derivato da compagno, v.tr.: sin.  associare

accompagnatóre [ac-com-pa-gna-to-re] n.m. Persona che accompagna: Questo signore è l’accompagnatore della squadra.

e derivato da accompagnare, f. accompagnatrice, m.pl. accompagnatori, f.pl. accompagnatrici

 Avvicinare, unire: Vi accomuna la passione per la pittura.  Mettere in comune: I fratellini accomunano i risparmi per comprare un nuovo videogioco.

accomunàre [ac-co-mu-na-re] v.tr.

e derivato da comune, contr.  diversificare

acconciàre [ac-con-cia-re] v.tr. Migliorare l’aspetto di una persona, curandone l’abbigliamento e la pettinatura: Le cameriere acconciarono la regina per il ricevimento. / v.rifl. (acconciarsi) Vestirsi, pettinarsi con cura: Si è acconciata per la festa. e derivato da conciare, v.tr.: sin. agghindare, v.rifl.: sin. ornarsi

acconciatóre [ac-con-cia-to-re] n.m. Chi acconcia i capelli: È un acconciatore molto originale.

e derivato da acconciare, f. acconciatrice, m.pl. acconciatori, f.pl. acconciatrici

acconciatùra [ac-con-cia-tu-ra] n.f. Pettinatura: La sposa aveva una bellissima acconciatura. e derivato da acconciare

accondiscèndere [ac-con-di-scen-de-re] v.intr. Acconsentire, accettare: Finalmente hanno accondisceso alle mie richieste. e derivato da condiscendere = permettere, sin. aderire, contr. dissentire

acconsentìre [ac-con-sen-ti-re] v.intr. Dichiararsi d’accordo, dare il proprio consenso: I professori hanno acconsentito alla richiesta degli studenti. / v.tr. Concedere, permettere, accordare qualcosa: Acconsentì che il figlio ritornasse. e derivato da consentire, sin. accondiscendere, contr. dissentire, opporsi

PROVERBI Chi tace acconsente. (Chi non si oppone dà la propria approvazione.)

accontentàre [ac-con-ten-ta-re] v.tr. Rendere

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contento, esaudire i desideri di qualcuno: La mamma mi accontenta in tutto. / v.intr. pron. (accontentarsi) Essere contento: Mi accontento di un gelato.

A B e derivato da contentare, v.tr.: sin. compiacere, contr. scontentare, v.intr.pron.: sin. contentarsi C accónto [ac-con-to] n.m. Prima parte di una somma da pagare: Ho versato un acconto per D l’acquisto dell’auto. e derivato da conto, sin. anticipo E accoppiaménto [ac-cop-pia-men-to] n.m.  Unione attraverso la quale gli esseri viventi si riproducono.  Accostamento di due persone o F cose omogenee: Hai scelto un felice accoppiamenG to di colori. e derivato da accoppiare accoppiàre [ac-cop-pia-re] v.tr.  Abbinare, H unire formando delle coppie: La mamma ha accoppiato le scarpe prima di riporle nella scarpie- I ra.  Unire un maschio e una femmina di animali per la riproduzione: L’allevatore ha accoppiato il J cavallo e la cavalla. / v.rifl.recipr. (accoppiarsi)  Unirsi formando una coppia: I ballerini si sono accoppiati per la danza.  Unirsi sessualmente: Il K mio cane si è accoppiato con una cagnetta. e derivato da coppia, v.tr.: contr.  spaiare, L scompagnare, v.rifl.recipr.: contr.  dividersi accoppiàta [ac-cop-pia-ta] n.f. Scommessa su M due cavalli partecipanti alla stessa corsa, per la vittoria di uno e il piazzamento al secondo posto N dell’altro: Ha puntato sull’accoppiata vincente. e derivato da accoppiare O accoràto [ac-co-ra-to] agg. Addolorato, afflitto: Il bambino, dopo il rimprovero, se ne stava acco- P rato e silenzioso nella sua camera. part.pass. di accorare = addolorare, sin. triste Q accorciaménto [ac-cor-cia-men-to] n.m. Azione di diminuire, di abbreviare, di ridurre la R lunghezza di qualcosa. e derivato da accorciare accorciàre [ac-cor-cia-re] v.tr.  Ridurre, far S diventare più corto: Bisogna accorciare le maniche di questa camicia.  Abbreviare: Questo sentiero T accorcerà il cammino per giungere a valle. / v.intr.pron. (accorciarsi) Diventare più breve: U D’inverno i giorni si accorciano notevolmente. e [lat. curtus = troncato], v.tr.: contr.   allunV gare accordàre [ac-cor-da-re] v.tr.  Mettere d’acW cordo chi litiga: Riesci sempre ad accordare tutti.  Concedere qualcosa a qualcuno: Il dirigente scolastico ha accordato agli studenti il permesso di X usare il computer durante la ricreazione.  Rendere armonioso il suono di uno strumento musicale: Y Il tecnico accorda il pianoforte. / v.rifl.recipr. (accordarsi) Mettersi d’accordo, concordare: Z


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accordàta

Dopo lunghe trattative ci siamo accordati sul prez-

A zo dell’auto. e [lat. cor = cuore] B accordàta [ac-cor-da-ta] n.f. Rapida accordatura di strumenti musicali. accordatóre [ac-cor-da-to-re] n.m. Chi accorC da strumenti musicali: L’accordatore sta controlil suono della chitarra. D lando e derivato da accordare, f. accordatrice, m.pl. f.pl. accordatrici E accordatori, accordatùra [ac-cor-da-tu-ra] n.f. Operazione consiste nel dare la giusta intonazione a uno F che strumento musicale. accòrdo [ac-cor-do] n.m.  Intesa, patto: I litiG ganti hanno raggiunto un accordo.  Affinità di opinioni: Tra i due insegnanti c’è pieno accordo.  H Emissione contemporanea di più suoni in armonia tra loro. derivato da accordare, sin.  armonia, contr. I e  disaccordo J MODI DI DIRE Andare d’amore e d’accordo. (Avere un K rapporto di reciproco affiatamento.) L accòrgersi [ac-cor-ger-si] v.intr.pron. Rendersi conto di qualcosa: Eri così immerso nella lettuM ra che non ti sei accorto del mio arrivo. II - ind.pass.rem. io mi accorsi, tu ti accorgesti, si accorse, noi ci accorgemmo, voi vi N egli accorgeste, essi si accorsero; part.pass. accorO sin.tosi. avvedersi, notare accorgiménto n.m.  P Intuito, prontezza: [ac-cor-gi-men-to] Quel ragazzo è dotato di accorgimento.  Espediente, astuzia: Per vincere ho Q adottato un abile accorgimento. e derivato da accorgersi R accorpàre [ac-cor-pa-re] v.tr. Riunire strutture prima separate: Il ministro competente ha accorS pato le due scuole. e derivato da corpo T accórrere [ac-cor-re-re] v.intr. Correre verso un luogo: I vigili del fuoco sono accorsi sul luogo U dell’incendio. II - ind.pass.rem. io accorsi, tu accorresti, egli accorse, noi accorremmo, voi accorreste, essi V accorsero; part.pass. accorso. [lat. accurrere = accorrere], sin. sopraggiungere, We contr. allontanarsi accortézza [ac-cor-tez-za] n.f. Prontezza X d’ingegno, accorgimento: Ho avuto l’accortezza di prendere il secondo mazzo di chiavi. Y e derivato da accorto, sin. avvedutezza, sagacia accòrto [ac-cor-to] agg. Astuto, prudente, che Z dimostra furbizia e attenzione: È una persona

accréscere molto accorta: non le sfugge il minimo particolare. part.pass. di accorgersi, sin. avveduto, scaltro, sagace

accosciàrsi [ac-co-sciar-si] v.rifl. Piegarsi sulle ginocchia, in modo che cosce e polpacci si tocchino. e derivato da coscia

accostaménto [ac-co-sta-men-to] n.m.



Avvicinamento: Procedi all’accostamento dell’auto al marciapiede.  Adesione non ancora totale, ma sempre più convinta: È evidente il suo accostamento alla politica. e derivato da accostare

accostàre [ac-co-sta-re] v.tr. Avvicinare: Acco-

sta la moto a quel muretto. / v.rifl. (accostarsi)  Andare vicino: Se ti accosti alla finestra puoi vedere il tramonto.  Cominciare a conoscere: Mi sono accostato alla musica classica. e [lat. costa = lato], v.rifl.: contr.   scostarsi, allontanarsi

account n.m.inv. In informatica, codice personale per accedere a Internet, composto da username (nome vero o di fantasia) e password (codice segreto): Conosco a memoria il mio account.

e parola inglese (si pronuncia accàunt)

accovacciàrsi [ac-co-vac-ciar-si] v.rifl. Accucciarsi, rannicchiarsi: Per non farmi trovare mi sono accovacciato dietro il cespuglio. e derivato da covaccio = tana

accozzàglia [ac-coz-za-glia] n.f.  Raccolta disordinata di cose diverse: In quel negozio c’è un’accozzaglia di oggetti vecchi.  Miscuglio di persone d’ogni tipo: In quel locale c’è sempre un’accozzaglia di gente.

e derivato da accozzare, collettivo, sin.  mucchio

accreditaménto [ac-cre-di-ta-men-to] n.m. Operazione con cui una banca mette a disposizione di una persona una somma di denaro per conto di altri. sin. bonifico, contr. addebitamento  Dare valore a qualcosa: Ciò che dici accredita la mia opinione.  Mettere a disposizione di qualcuno una somma di denaro: Ho accreditato il denaro sul tuo conto corrente.

accreditàre [ac-cre-di-ta-re] v.tr.

e derivato da credito, contr.  addebitare

accrédito [ac-cre-di-to] n.m. vedi ACCREDITAMENTO

accréscere [ac-cre-sce-re] v.tr. Aumentare, rendere maggiore: In questa fabbrica bisogna accrescere il numero degli operai. II - ind.pass.rem. io accrebbi, tu accrescesti, egli accrebbe, noi accrescemmo, voi accresceste, essi accrebbero; part.pass. accresciuto.


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àcid mùsic

accresciménto / v.rifl. (accrescersi) Ingrandirsi: La famiglia si è accresciuta con la nascita di un’altra figlia.

e [lat. accrescere = crescere], v.tr.: sin. incrementare, contr. ridurre, v.rifl.: contr. ridursi

accresciménto

[ac-cre-sci-men-to] n.m. Aumento, incremento: Pensa soltanto all’accrescimento del suo patrimonio.

e derivato da accrescere

accrescitìvo [ac-cre-sci-ti-vo] agg. In grammatica, detto di suffisso che aumenta in qualità o quantità il significato di un nome o di un aggettivo. / n.m. In grammatica, nome o aggettivo alterato da un suffisso che ne aumenta il significato in qualità o quantità: “Ragazzone” è l’accrescitivo di “ragazzo”. e derivato da accrescere

accucciàrsi [ac-cuc-ciar-si] v.rifl. Accovacciarsi: Il cane si è accucciato ai miei piedi. e derivato da cuccia

accudìre [ac-cu-di-re] v.tr. Prendersi cura di qualcuno: La mamma mi ha chiesto di accudire il mio fratellino. III - ind.pres. io accudisco, tu accudisci, egli accudisce, noi accudiamo, voi accudite, essi accudiscono; part.pass. accudito.

e [sp. acudir = assistere], sin. badare, occuparsi

acculturaziòne [ac-cul-tu-ra-zio-ne] n.f.

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Integrazione di culture diverse.  L’assorbimento di una cultura diversa dalla propria.  L’acquisizione di un grado di cultura più elevato: Imparare lingue diverse dalla propria favorisce il processo di acculturazione dei cittadini di un paese moderno. e [ingl. acculturation = assimilazione]

accumulàre [ac-cu-mu-la-re] v.tr. Ammassare cose: Ha accumulato tante ricchezze.

e [lat. cumulus = mucchio], sin. ammucchiare, contr. dissipare

accumulatóre [ac-cu-mu-la-to-re] n.m. Apparecchio che accumula energia (elettrica, termica, meccanica) da distribuire poi al momento opportuno e nella misura richiesta: Grazie a un accumulatore elettrico la macchina funziona bene. pl. accumulatori

accùmulo [ac-cu-mu-lo] n.m. Quantità di cose messe insieme, ammasso: I netturbini smaltiscono l’accumulo dei rifiuti. e derivato da accumulare, sin. mucchio

accuratézza [ac-cu-ra-tez-za] n.f. Cura, precisione nello svolgere una qualsiasi attività: Hai svolto il lavoro con accuratezza.

e derivato da accurato, sin. diligenza, contr. trascuratezza

accuràto [ac-cu-ra-to] agg.  Che agisce con attenzione e diligenza: È una persona molto accurata: non tralascia niente.  Eseguito con scrupolo-

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sità: Quell’albergo garantisce un servizio accurato.

A accùsa [ac-cu-sa] n.f.  Attribuzione di una B colpa: Lo hanno arrestato con l’accusa di furto.  Rimprovero: Non è giusta l’accusa che mi fai di C essere pigro. e derivato da accusare, sin.  imputazione,  D critica accusàre [ac-cu-sa-re] v.tr.  Incolpare: Non E accusarmi ingiustamente.  Sentire, avvertire: Dopo tante ore di guida comincio ad accusare un F po’ di stanchezza. e [lat. accusare, da causa = causa] accusatìvo [ac-cu-sa-ti-vo] n.m. Caso della G declinazione di alcune lingue che indica il comH plemento oggetto. accusàto [ac-cu-sa-to] n.m. Chi è incolpato di qualcosa: Durante il processo l’accusato si difese I con grande fermezza. part.pass. di accusare J accusatóre [ac-cu-sa-to-re] n.m. Chi accusa: L’accusatore ha dato una diversa versione dei fatti. K f. accusatrice, m.pl. accusatori, f.pl. accusatrici acèfalo [a-ce-fa-lo] agg. Senza testa: Nel museo L è esposta una statua acefala. e [gr. aképhalos = senza testa] M acèrbo [a-cer-bo] agg. Non maturo: Non lo raccogliere! È un frutto ancora acerbo. N e [lat. acerbus = acerbo] O MODI DI DIRE Età acerba. (Adolescenza.) P àcero [a-ce-ro] n.m. Albero d’alto fusto il cui legno è usato soprattutto per costruire mobili. Q e [lat. acer = acero] acetàto [a-ce-ta-to] n.m. Filato artificiale simi- R le alla seta. acetilène [a-ce-ti-le-ne] n.m. Idrocarburo gas- S soso che brucia producendo una fiamma molto luminosa: In passato si usavano lampade ad aceti- T lene per l’illuminazione. e [ingl. acetylene = acetilene] U acéto [a-ce-to] n.m. Liquido dall’odore e dal sapore aspri, ricavato dal vino ed usato per conV dire i cibi. e [lat. acetum = aceto] acetóne [a-ce-to-ne] n.m.  Solvente chimico W usato per togliere lo smalto dalle unghie.  Sostanza prodotta dall’organismo ed eliminata X con le urine o con l’aria espirata. pl. acetoni Y àcid mùsic loc.sost.f.inv. Genere musicale usato soprattutto in discoteca e caratterizzato da Z e [lat. accuratus = fatto con cura], sin.  diligente, preciso,  scrupoloso


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acidità

suoni elettronici e ripetitivi: Giuliana ascolta solo

A acid music, Anna invece preferisce la musica classica. e parola inglese (si pronuncia àsid miùsic) B acidità [a-ci-di-tà] n.f.inv.  Caratteristica di ciò che ha sapore aspro e acidulo: Non sopporto del limone.  Asprezza, durezza di caratC l’acidità tere: La tua acidità ti ha fatto perdere molti amici.  acredine,  intrattabilità D sin. àcido [a-ci-do] agg.  Che ha sapore aspro: Il latte è diventato acido.  Sgarbato, scortese, bruE sco: Quella collega è sempre acida con tutti. / n.m. Sostanza chimica: Gli acidi possono corrodere vari F materiali. e [lat. acidus = acido], agg.: sin.  acre, pungenG te,  intrattabile acìdulo [a-ci-du-lo] agg. Leggermente acido: H Questa bibita è acidula. e [lat. acidulus = acidulo] I àcino [a-ci-no] n.m. Chicco d’uva: Quest’anno molti grappoli d’uva hanno gli acini rovinati dalla J grandine. e [lat. acinus = chicco] [ac-me] n.f. Punto di maggiore intensità K àcme di un fenomeno: Aver raggiunto l’acme del successo ha trasformato la sua vita. Le [gr. akmé = culmine], sin. culmine àcne [ac-ne] n.f. Infiammazione della pelle che M provoca la formazione di foruncoli. àcqua [ac-qua] n.f.  Elemento naturale, liquiN do incolore e inodore, fondamentale per la vita di tutti gli organismi: D’estate si beve volentieri O l’acqua fresca.  Pioggia: Poiché non avevo l’ombrello ieri ho preso tanta acqua. P e [lat. aqua = acqua] MODI DI DIRE Q Sentirsi come un pesce fuor d’acqua. (Essere a disagio.) R Tirare l’acqua al proprio mulino. (Fare i propri interessi.) S Acqua in bocca! (Taci!) Assomigliarsi come due gocce d’acqua. (Essere molto simili.) T Scoprire l’acqua calda. (Scoprire una cosa nota a tutti.) U Affogare in un bicchier d’acqua. (Perdersi di fronte alle difficoltà.) V Essere acqua e sapone. (Essere naturale e spontaneo.) W PROVERBI X Acqua passata non macina più. (Non bisogna più pensare alle cose ormai accadute.) Y acquafòrte [ac-qua-for-te] n.f.  Tecnica di incisione su lastre di rame e zinco.  Stampa Z

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acquazzóne ottenuta con tale tecnica: L’acquaforte esposta alla mostra costa moltissimo. e composto da acqua + forte, pl. acqueforti

acquàio [ac-qua-io] n.m. Piccola vasca della cucina dotata di acqua corrente e destinata al lavaggio delle stoviglie.

e [lat. aquarium = cisterna], pl. acquai

acquamarìna [ac-qua-ma-ri-na] n.f. Pietra preziosa di colore azzurro: Il fidanzato le ha regalato per il compleanno un’acquamarina.

e composto da acqua + marina

acquapark [ac-qua-park] n.m.inv. Parco con attrezzature di giochi acquatici: Abbiamo trascorso il pomeriggio all’acquapark.

e composto da acqua + park (parola inglese che significa “parco” e si pronuncia parc)

acquaràgia [ac-qua-ra-gia] n.f. Liquido dall’odore molto intenso, in grado di sciogliere vernici e simili. e composto da acqua + ragia = tipo di resina, pl. acquaragie o acquarage

acquàrio [ac-qua-rio] n.m.  Vasca per pesci: I miei amici hanno sistemato in sala un piccolo acquario.  In astronomia, costellazione zodiacale.  In astrologia, segno zodiacale dominante nel periodo tra il 21 gennaio e il 19 febbraio.

e [lat. aquarium = cisterna], pl. acquari

acquasànta [ac-qua-san-ta] n.f. Acqua benedetta.

e composto da acqua + santa

acquasantièra [ac-qua-san-tie-ra] n.f. Recipiente che contiene l’acquasanta. e derivato da acquasanta

acquascooter [ac-qua-scooter] n.m.inv. Motorino che va sull’acqua: Un acquascooter sfreccia sul mare lontano dalla spiaggia. e composto da acqua + scooter (parola inglese che significa “motorino” e si pronuncia scùtar)

acquàtico [ac-qua-ti-co] agg.  Che vive nell’acqua: Le alghe sono piante acquatiche.  Che ha per ambiente l’acqua: Mi piacerebbe praticare uno sport acquatico. e [lat. aquaticus = acquatico], m.pl. acquatici, f.pl. acquatiche

acquattàrsi [ac-quat-tar-si] v.rifl. Rannicchiarsi per non essere visti: Si è acquattato dietro i cespugli per nascondersi. e derivato da quatto

acquavìte [ac-qua-vi-te] n.f. Bevanda alcolica molto forte. pl. acquaviti

acquazzóne [ac-quaz-zo-ne] n.m. Temporale, pioggia molto violenta: A causa dell’improvviso acquazzone mi sono bagnato tutto. e [lat. aquatio = pioggia], pl. acquazzoni


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acquedótto acquedótto [ac-que-dot-to] n.m. Insieme delle strutture che servono a raccogliere e a distribuire l’acqua.

e [lat. aquae ductus = conduttura d’acqua]

àcqueo [ac-que-o] agg. Costituito da acqua, che contiene acqua: Il vapore acqueo ha appannato i vetri delle finestre.

e [lat. aqueus, da aqua = acqua], f.pl. acquee

acquerèllo [ac-que-rel-lo] n.m.  Tecnica di pittura che utilizza colori sciolti con acqua: È un disegno ad acquerello.  Colore usato per tale tecnica: Mi hanno regalato una confezione di acquerelli.  Dipinto eseguito con tale tecnica: Gli acquerelli migliori di quel pittore sono già stati venduti. e derivato da acqua

acquiescènte [ac-quie-scen-te] agg. Disposto ad accettare le decisioni altrui: È una persona acquiescente.

e [lat. acquiescens = che acconsente], m.f.pl. acquiescenti, sin. accondiscendente

acquietàre [ac-quie-ta-re] v.tr. Riportare alla calma, alla tranquillità: Solo la nonna è riuscita ad acquietare il bimbo in lacrime.

e derivato da quieto, sin. calmare, placare, contr. innervosire

acquìfero [ac-qui-fe-ro] agg. Che porta acqua. e composto da acqua + -fero

A La locuzione falda acquifera indica L l’insieme delle acque sotterranee trattenute T da strati di roccia porosa all’interno di terreni impermeabili.

acquirènte [ac-qui-ren-te] n.m. e f. Chi compra: L’acquirente ha deciso: comprerà quell’automobile. e [lat. acquirere = acquistare], pl. acquirenti, sin. cliente

acquisìre [ac-qui-si-re] v.tr. Far proprio, acquistare: Ha acquisito tanta esperienza.

acquisizióne [ac-qui-si-zio-ne] n.f. Atto di far proprio, di acquistare: Ho difficoltà nell’acquisizione di alcuni concetti matematici. pl. acquisizioni, sin. assimilazione  Comprare: I miei genitori hanno acquistato una casa al mare.  Guadagnare, ottenere: Grazie alla sua intelligenza ha acquistato fama in tutta la scuola.

acquistàre [ac-qui-sta-re] v.tr.

e [lat. acquirere = acquistare], contr.  vendere,  perdere

acquìsto [ac-qui-sto] n.m.  Atto di acquistare: È necessario per la squadra l’acquisto di un nuovo allenatore.  Ciò che è stato acquistato: Mostrami gli acquisti di oggi! e derivato da acquistare, sin.  compera, contr.  vendita

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acròstico

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acquitrìno [ac-qui-tri-no] n.m. Luogo in cui le acque ristagnano: Quel lago dove nuotavano le ochette è diventato un acquitrino.

A B sin. palude acquitrinóso [ac-qui-tri-no-so] agg. Coperto di acquitrini, paludoso: In quella zona acquitrino- C sa ci sono tante zanzare. e derivato da acquitrino D acquolìna [ac-quo-li-na] n.f. Salivazione abbondante dovuta al desiderio di un cibo appe- E titoso: La vista di quel dolce mi fa venire l’acquolina in bocca. F e alterato dim. di acqua acquóso [ac-quo-so] agg. Che contiene acqua: G Questa salsa è troppo acquosa. e [lat. aquosus = acquoso] àcre [a-cre] agg. Detto di sapore o di odore H aspro, pungente: L’odore acre del fumo mi fa lacriI mare gli occhi. e [lat. acer = aspro], m.f.pl. acri J A Comp.magg. più acre. L K T Sup.ass. acerrimo. acrèdine [a-cre-di-ne] n.f.  Sapore aspro.  L Rancore, ostilità: Mi ha parlato con acredine. pl. acredini M acrìlico [a-cri-li-co] n.m. Tessuto sintetico: La sua camicia è di acrilico. N acrìtico [a-cri-ti-co] agg. Privo di senso critico, incapace di avere una propria opinione su situaO zioni o argomenti. e derivato da critico, m.pl. acritici, f.pl. acritiche acròbata [a-cro-ba-ta] n.m. e f. Chi compie P esercizi di equilibrio ed agilità eccezionali: In Q piazza ci sarà uno spettacolo degli acrobati. e [gr. akrobátes = persona che cammina sulla punta dei piedi], m.pl. acrobati, f.pl. acrobate R acrobàtico [a-cro-ba-ti-co] agg. Proprio di un acrobata, che richiede grande agilità: Ho assistito S ad uno straordinario spettacolo di danza acrobatica. m.pl. acrobatici, f.pl. acrobatiche T acrobazìa [a-cro-ba-zi-a] n.f. Esercizio spettacolare, spesso pericoloso: La folla applaudì alle U acrobazie dell’atleta. pl. acrobazie, sin. evoluzione, volteggio V acròpoli [a-cro-po-li] n.f.inv. Parte delle antiche città greche situata su un’altura, di solito forW tificata e sede dei templi. e [gr. akrópolis = fortezza] acròstico [a-cro-sti-co] n.m. Gioco enigmistico X che consiste nel formare una frase con parole le cui lettere iniziali danno origine ad un’altra paro- Y la di senso compiuto. pl. acrostici Z


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acuìre

[a-cu-i-re] v.tr. Rendere più intenso, più A acuìre acuto: Lo sforzo ha acuito il dolore alla schiena. e [lat. acuere = inasprire] B acùleo [a-cu-le-o] n.m.  Punta aguzza: Il riccio è coperto di aculei.  Spina del fusto di alcune piante: Il cactus è provvisto di aculei. C e [lat. aculeus = pungiglione] [a-cu-me] n.m. Capacità di comprensioD acùme ne, perspicacia: Dobbiamo al tuo acume la risoluzione di questo esercizio. E pl. acumi, sin. intelligenza acuminàre [a-cu-mi-na-re] v.tr. vedi APPUNTIRE F acuminàto [a-cu-mi-na-to] agg. Che ha la aguzza, acuta: Mi sono ferito il piede con un G punta legno acuminato. part.pass. di acuminare, sin. appuntito, contr. H smussato acùstica [a-cu-sti-ca] n.f.  Branca della fisica I che studia il suono.  Capacità di un ambiente di propagare i suoni senza alterarli. J e derivato da acustico acùstico [a-cu-sti-co] agg. Che riguarda il suono o l’udito: Quella discoteca ha un perfetto K impianto acustico. e [gr. akúein = sentire], m.pl. acustici, f.pl. acuL stiche [a-cu-tan-go-lo] agg. In geometria, M acutàngolo detto di triangolo che ha tutti gli angoli acuti. [a-cu-tez-za] n.f.  Proprietà di ciò N acutézza che è acuto: L’acutezza della vista del falco è eccezionale.  Intelligenza: L’insegnante ha lodato in O classe l’acutezza del mio ragionamento. e derivato da acuto, sin.  acume P acutizzàre [a-cu-tiz-za-re] v.tr. Rendere più acuto, aggravare: Il suo intervento ha acutizzato il / v.intr.pron. (acutizzarsi) Aggravarsi: Q problema. La crisi politica si è acutizzata ulteriormente. derivato da acuto, v.intr.pron.: sin. accentuarR si,e peggiorare [a-cu-to] agg.  Appuntito: Il campanile S acùto termina con una guglia acuta.  In geometria, detto di angolo minore di novanta gradi.  Detto T di accento tonico che indica la pronuncia chiusa della vocale: La congiunzione “perché” ha sottile: Quel bamU l’accento acuto.  Intelligente, bino fa domande acute.  Intenso: Quando sono ho provato un dolore acuto al ginocchio.  V caduto Più grave, più accentuato: Il mio amico è uscito acuta della sua malattia. / n.m. Nota alta W didallaunfase canto: Il tenore ha sbagliato un acuto. e [lat. acutus = aguzzo, sottile], agg.: sin.  aguzX zo, acuminato,  perspicace, contr.   ottuso ad interim loc.agg.inv. Detto di chi ricopre Y temporaneamente una carica vacante: Nel governo italiano non ci sono ministri ad interim. / Z loc.avv. Provvisoriamente: Il sindaco ha assunto

addébito ad interim la carica di assessore della cultura. e espressione latina

ad personam loc.agg.inv. Detto di ciò che riguarda soltano una determinata persona: Il parlamento ha approvato una legge ad personam.

e espressione latina

adagiàre [a-da-gia-re] v.tr. Distendere, appoggiare con delicatezza: La mamma ha adagiato il bimbo addormentato nella culla. / v.rifl. (adagiarsi) Accomodarsi, mettersi comodo: Tornato dal lavoro il babbo si è adagiato in poltrona. e derivato da agio

adàgio [a-da-gio] avv. Lentamente: Camminate

adagio. / n.m.  Proverbio che contiene una sentenza: Dice un vecchio adagio: “Chi la fa l’aspetti”.  Brano musicale caratterizzato da un movimento lento: Fra poco l’orchestra suonerà un famoso adagio. e derivato da ad agio = con comodità, n.m.: sin.  massima, motto

adamantìno [a-da-man-ti-no] agg.  Che ha le caratteristiche del diamante.  Incorruttibile, inalterabile come il diamante: La sua onestà è adamantina. sin.  saldo, fermo

adattàbile [a-dat-ta-bi-le] agg. Capace di adattarsi a situazioni nuove: Fortunatamente ha un carattere adattabile.

e derivato da adattare, m.f.pl. adattabili

adattabilità [a-dat-ta-bi-li-tà] n.f. Capacità di adattarsi a situazioni nuove: La sua adattabilità al nuovo lavoro è straordinaria. e derivato da adattabile

adattaménto [a-dat-ta-men-to] n.m.  Capacità di adeguarsi a situazioni nuove: Hai uno spirito di adattamento davvero incredibile.  Versione modificata di un’opera letteraria o musicale: L’adattamento teatrale di quel romanzo mi è piaciuto. e derivato da adattare, sin.  adeguamento,  arrangiamento, rielaborazione

adattàre [a-dat-ta-re] v.tr. Modificare in base a determinate esigenze: Abbiamo adattato lo studio a camera per gli ospiti. e [lat. adaptare = adattare]

adàtto [a-dat-to] agg. Appropriato, adeguato alla circostanza: Questo vestito è adatto alla cerimonia. contr. inadeguato  Segnare a debito: Abbiamo addebitato le spese di viaggio sul vostro conto corrente.  Attribuire, addossare: Abbiamo addebitato a lui l’errore.

addebitàre [ad-de-bi-ta-re] v.tr.

e derivato da debito, sin.  ascrivere, contr.  accreditare

addébito [ad-de-bi-to] n.m.  Registrazione di


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addèndo una somma a debito: L’addebito è stato registrato.  Accusa, attribuzione di una colpa: Il ministro ha negato ogni addebito. e derivato da addebitare, sin.  imputazione, contr.  accredito

addèndo [ad-den-do] n.m. Ogni termine di una somma: Scrivi gli addendi in colonna. e [lat. addendum = cosa che si deve aggiungere]

addensaménto [ad-den-sa-men-to] n.m. Accumulo, ammasso: All’orizzonte si nota un addensamento di nubi.

e derivato da addensare, sin. ammassamento

addensàre [ad-den-sa-re] v.tr. Rendere denso: La cuoca ha addensato la polenta a fuoco lento. / v.intr.pron. (addensarsi) Riunirsi in cumuli, diventare più fitto: Le nuvole si addensano: presto pioverà. e [lat. densus = denso], v.intr.pron.: sin. infittirsi, contr. rarefarsi

addentàre [ad-den-ta-re] v.tr. Stringere con i denti: Ha addentato il panino. / v.rifl.recipr. (addentarsi) Mordersi: I leoni si addentavano ferocemente.

e derivato da dente

addentràrsi [ad-den-trar-si] v.rifl. Inoltrarsi, penetrare in un luogo: Gli esploratori si addentrarono nella foresta.

e derivato da dentro, sin. introdursi

addestraménto [ad-de-stra-men-to] n.m. Insegnamento di particolari attività, fatto attraverso una serie di esercizi: I militari trascorsero un periodo di addestramento in montagna.

e derivato da addestrare

addestràre [ad-de-stra-re] v.tr. Rendere abile a fare qualcosa attraverso continui esercizi: Ha addestrato il cavallo a correre al trotto. e derivato da destro, sin. ammaestrare, allenare

addestratóre [ad-de-stra-to-re] n.m. Chi addestra: Fa l’addestratore di cani.

e derivato da addestrare, f. addestratrice, m.pl. addestratori, f.pl. addestratrici

addétto [ad-det-to] agg. Assegnato a un particolare compito: Per ulteriori informazioni rivolgetevi al personale addetto.

e [lat. addictus = assegnato], sin. incaricato

addiàccio [ad-diac-cio] n.m. Spazio aperto, recintato, in cui i pastori tengono il gregge durante la notte. e [lat. adiacere = giacere accanto]

MODI DI DIRE Dormire all’addiaccio. (Dormire all’aperto.)

addiètro [ad-die-tro] avv. Prima, antecedentemente.

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addolcìre

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addìo [ad-di-o] n.m. Saluto, distacco definitivo

A B C MODI DI DIRE D Dire addio al mondo. (Entrare in una comunità religiosa.) Dare l’addio alle scene. (Ritirarsi dalla vita E teatrale.) F addirittùra [ad-di-rit-tu-ra] avv. Perfino, sicuramente: È addirittura più mite di quanto credessi. G addìrsi [ad-dir-si] v.intr.pron. Essere intonato, conveniente, consono: Il rosso è un colore che si H addice alla tua allegria. additàre [ad-di-ta-re] v.tr.  Indicare con il dito, mostrare: Gli ho additato l’Orsa Maggiore tra I le altre stelle del cielo.  Esprimere, esporre: Ci ha J additato i motivi della lite. e derivato da dito, sin.  spiegare additìvo [ad-di-ti-vo] n.m. Sostanza che si K aggiunge a prodotti industriali o alimentari per migliorarne le caratteristiche: Quella marmellata L contiene molti additivi. e [lat. addere = aggiungere] M addizionàle [ad-di-zio-na-le] agg. Che viene aggiunto a qualcosa. / n.f. Tassa, imposta che si N aggiunge a un’altra già stabilita. m.f.pl. addizionali O addizionàre [ad-di-zio-na-re] v.tr. In matematica, sommare due o più numeri: Per conoscere il P totale addiziona le due cifre. e [fr. addition = addizione] addizióne [ad-di-zio-ne] n.f. Somma di due o Q più numeri: Fai l’addizione di venti e otto. R e [lat. addere = aggiungere], pl. addizioni addobbàre [ad-dob-ba-re] v.tr. Adornare a festa: Per la festa gli abitanti hanno addobbato tut- S te le vie del paese. sin. ornare, decorare T addòbbo [ad-dob-bo] n.m. Ornamento con cui si abbellisce un ambiente in occasione di una U festa: Questi sono gli addobbi più caratteristici per il Natale. V e derivato da addobbare, sin. decorazione, paramento, festone addolcìre [ad-dol-ci-re] v.tr. Rendere dolce, W dolcificare: Addolcisco il caffè con lo zucchero. III - ind.pres. io addolcisco, tu addolcisci, X egli addolcisce, noi addolciamo, voi addolcite, essi addolciscono; cong.pres. che io Y addolcisca, che tu addolcisca, che egli addolcisca, che noi addolciamo, che voi Z da persone o cose: Quell’addio fu molto doloroso. / inter. Modo di salutare quando si lascia qualcuno per sempre o per lungo tempo: Me ne vado: addio! e derivato da a Dio (ti raccomando), pl. addii


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addolorĂ re addolciate, che essi addolciscano; imper.

A addolcisci, addolcite. / v.rifl. (addolcirsi) Diventare piĂš dolce, piĂš mite: B Con gli anni il suo carattere si è addolcito. e derivato da dolce, v.rifl.: sin. ammorbidirsi, contr. inasprirsi, incattivirsi C addolorĂ re [ad-do-lo-ra-re] v.tr. Rattristare, dolore: La scomparsa del suo cane lo ha D causare addolorato. / v.intr.pron. (addolorarsi) Provare affliggersi: Il nonno si è addolorato per la E dolore, tua partenza. e derivato da dolore, v.tr.: sin. affliggere, contr. F allietare, v.intr.pron.: contr. allietarsi addolorĂ to [ad-do-lo-ra-to] agg. Che prova G dolore, afflitto. part.pass. di addolorare H addòme [ad-do-me] n.m. Parte del corpo umano situata tra il torace e il bacino. e [lat. abdomen = addome], pl. addomi, sin. venI tre, pancia addomesticĂ re [ad-do-me-sti-ca-re] v.tr. RenJ dere domestico e mite un animale: Il domatore ha addomesticato alcuni cuccioli di leone. K I - ind.pres. io addomestico, tu addomestifut.sempl. io addomesticherò, tu addoL chi...; mesticherai...; cong.pres. che io addomestichi, che tu addomestichi...; cond.pres. io addomeM sticherei, tu addomesticheresti... e derivato da domestico, sin. domare N addomesticĂ to [ad-do-me-sti-ca-to] agg. Docile, reso domestico: Al circo i leoni addomesticati eseguono particolari esercizi. O part.pass. di addomesticare, sin. domato, contr. selvaggio P addominĂ le [ad-do-mi-na-le] agg. Proprio dell’addome: Ho forti dolori addominali. Qe derivato da addome, m.f.pl. addominali addormentĂ re [ad-dor-men-ta-re] v.tr. Far R dormire: La mamma addormenta il suo bimbo. / v.intr.pron. (addormentarsi) í˘“ Prendere sonno: S Durante il film mi sono addormentato. í˘” Detto di parte del corpo, diventare insensibile: Mi si è T addormentato un í˘”piede. v.intr.pron.: sin. intorpidirsi addormentĂ to [ad-dor-men-ta-to] agg. Che U dorme, immerso nel sonno: Nonostante sia mezzogiorno, addormentato. V part.pass.èdiancora addormentare addossĂ re [ad-dos-sa-re] v.tr. í˘“ Mettere sul W dorso: Il contadino ha addossato il carico sul dorso del mulo. í˘” Accostare: Addossa il tavolo alla X parete. í˘• Attribuire, accollare: Gli hanno addossato tutta la responsabilitĂ . / v.rifl. (adY dossarsi) Ammassarsi, accalcarsi: I tifosi si addossarono all’entrata dello stadio. Z e derivato da addosso

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aderènte addòsso [ad-dos-so] avv. í˘“ Sopra, sul corpo: Infilati addosso un maglione. í˘” A stretto contatto: Non starmi addosso con questo caldo. í˘• Nell’animo: La nebbia mi mette addosso tanta malinconia.

MODI DI DIRE Dare addosso a una persona. (Scagliarsi contro qualcuno.) Mettere le mani addosso a uno. (Malmenarlo.)

addottrinĂ re [ad-dot-tri-na-re] v.tr. Istruire: Lo hanno addottrinato alla perfezione. e derivato da dottrina

addÚrre [ad-dur-re] v.tr. Portare a sostegno per giustificare comportamenti, affermazioni: In sua difesa ha addotto molte scuse. II - ind.pres. io adduco, tu adduci‌; pass. rem. io addussi, tu adducesti‌; fut.sempl. io addurrò‌; part.pass. addotto.

e [lat. adducere = condurre], sin. presentare, avanzare

adeguamÊnto [a-de-gua-men-to] n.m. Azione di adattare qualcosa a determinate esigenze: I sindacati chiedono l’adeguamento dei salari al costo della vita. adeguà re [a-de-gua-re] v.tr. Adattare, modificare in base alle esigenze: Adegua il tuo comportamento alle situazioni. / v.rifl. (adeguarsi) Adattarsi, conformarsi: Il nuovo arrivato si è adeguato al nostro modo di lavorare. e [lat. adaequare = rendere uguale]

adeguĂ to [a-de-gua-to] agg. Adatto, proporzionato: A ogni lavoro deve corrispondere un adeguato compenso. part.pass. di adeguare, sin. equo, giusto, contr. inadatto, inadeguato

adĂŠmpiere [a-dem-pie-re] v.tr. Portare a termine: Ha sempre adempiuto il proprio dovere. e [lat. implere = riempire]

adempimÊnto [a-dem-pi-men-to] n.m. Attuazione di quanto è richiesto o dovuto: A scuola è importante l’adempimento del proprio dovere. sin. compimento, esecuzione

adenòidi [a-de-noi-di] n.f.pl. Rigonfiamenti della faringe che rendono difficile la respirazione. adenòma [a-de-no-ma] n.m. Tumore benigno di origine ghiandolare. pl. adenomi

adèpto [a-dep-to] n.m. Seguace di una religione, di un partito, di un’associazione. e [lat. adipisci = ottenere]

aderènte [a-de-ren-te] agg. Attillato: Oggi la tua amica indossava un abito molto aderente. / n.m. Chi sceglie di essere seguace di una religio-


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aderènza ne o di far parte di un’associazione: Gli aderenti a quell’associazione hanno votato il loro presidente. part.pres. di aderire, m.f.pl. aderenti, n.m.: sin. adepto í˘“ Contatto che ostacola lo slittamento: Le nuove gomme hanno una buona aderenza all’asfalto. í˘” Al plurale, rapporti di amicizia con persone influenti: Lo zio ha molte aderenze negli ambienti politici. aderĂŹre [a-de-ri-re] v.intr. í˘“ Stare attaccato: Quella carta aderisce bene alla parete. í˘” Sostenere, appoggiare: Ha aderito al mio progetto. III - ind.pres. io aderisco, tu aderisci, egli aderisce, noi aderiamo, voi aderite, essi aderiscono; cong.pres. che io aderisca, che tu aderisca, che egli aderisca, che noi aderiamo, che voi aderiate, che essi aderiscano; imper. aderisci, aderite.

aderènza [a-de-ren-za] n.f.

e [lat. adhaerere = essere attaccato], contr. í˘” opporsi

adescamĂŠnto [a-de-sca-men-to] n.m. Lusinga: Guardati dagli adescamenti dei falsi amici! sin. allettamento

adescà re [a-de-sca-re] v.tr. Attirare qualcuno con promesse e lusinghe. adesióne [a-de-sio-ne] n.f. Partecipazione, appoggio: Anche io darò la mia adesione al progetto. pl. adesioni, sin. approvazione

adesÏvo [a-de-si-vo] agg. Che aderisce o fa aderire: Compra la carta adesiva per rivestire i libri. / n.m. Etichetta colorata provvista di particolare colla per mezzo della quale si può attaccare a qualsiasi superficie: Ha coperto la sua bici di adesivi.

e [lat. adhaerere = essere attaccato]

adèsso [a-des-so] avv. Ora, in questo momento: Adesso mi riposo un po’. ad hoc loc.agg. Detto di persona o cosa proprio adatta al caso: Ho trovato la persona ad hoc per aiutarci a risolvere il problema! e espressione latina

ad honorem loc.avv. A titolo onorifico, per meriti riconosciuti: Alcune personalitĂ di rilievo ricevono la laurea ad honorem. e espressione latina

adiacènte [a-dia-cen-te] agg. Che si trova vicino: Il mio dentista abita nell’appartamento adiacente al tuo.

e [lat. adiacere = giacere accanto], m.f.pl. adiacenti, sin. contiguo

adiacènza [a-dia-cen-za] n.f. Vicinanza, luogo vicino: Quel mio compagno abita nelle adiacenze della piazza principale.

A L Si usa soprattutto al plurale. T

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adĂłne

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adibÏre [a-di-bi-re] v.tr. Destinare a un determinato uso: La mamma vuole adibire la mansarda a stanza dei giochi. III - ind.pres. io adibisco, tu adibisci, egli adibisce, noi adibiamo, voi adibite, essi adibiscono; cong.pres. che io adibisca, che tu adibisca, che egli adibisca, che noi adibiamo, che voi adibiate, che essi adibiscano; imper. adibisci, adibite. à dipe [a-di-pe] n.m. vedi PINGUEDINE adiràrsi [a-di-rar-si] v.intr.pron. Irritarsi, inquietarsi: Il professore si è adirato con gli studenti indisciplinati.

A B C D E F e derivato da ira, contr. calmarsi G adirĂ to [a-di-ra-to] agg. Irritato, arrabbiato. part.pass. di adirarsi adĂŹre [a-di-re] v.tr. Rivolgersi alla giustizia per H far valere i propri diritti: Ho deciso di adire le vie legali. I e [lat. adire = andare verso] Ă dito [a-di-to] n.m. í˘“ Entrata: Questa porta dĂ  J adito alla sala. í˘” Permesso di entrare: I signori non hanno adito alla toilette delle donne. K e [lat. aditus = accesso] L MODI DI DIRE Dare adito a critiche. (Provocare delle criM tiche.) adocchiĂ re [a-doc-chia-re] v.tr. Fissare con lo N sguardo, guardare con interesse: Il bimbo adocchiava i giocattoli esposti in vetrina. O e [lat. oculus = occhio] adolescènte [a-do-le-scen-te] n.m. e f. Perso- P na nell’etĂ  compresa tra la fanciullezza e la giovinezza. Q e [lat. adolescere = crescere], pl. adolescenti adolescènza [a-do-le-scen-za] n.f. EtĂ  compresa tra i dodici e i diciotto anni, durante la qua- R le avviene la maturazione sessuale. e [lat. adulescentia = giovinezza] S adombrĂ re [a-dom-bra-re] v.tr. í˘“ Coprire d’ombra: La quercia adombra il cortile della casa. T í˘” Accennare, abbozzare: Ăˆ riservato: adombra appena i suoi sentimenti. / v.intr. pron. (adom- U brarsi) í˘“ Offendersi, risentirsi: Si adombra sempre per delle sciocchezze. í˘” Detto di cavalli, spaventarsi e indietreggiare alla vista di un’ombra. V e [lat. umbra = ombra], v.intr.pron.: sin. í˘” W imbizzarrirsi adĂłne [a-do-ne] n.m. Giovane bellissimo: Quel X calciatore è un adone. A La parola adone deriva dal nome di Adone, Y L giovane della mitologia greca amato da T Venere per la sua straordinaria bellezza. Z


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adoperàre

adoperàre [a-do-pe-ra-re] v.tr. Usare, servirsi A di: Per colorare il disegno adopera i pennarelli. / v.rifl. (adoperarsi) Darsi da fare, impegnarsi: Si è B adoperato per aiutare il suo compagno in difficoltà. e derivato da operare, v.tr.: sin. utilizzare C adoràbile [a-do-ra-bi-le] agg. Grazioso, amabile: È un bambino adorabile. adorabili, contr. detestabile D m.f.pl. adoràre [a-do-ra-re] v.tr.  Venerare: I Greci e i Romani adoravano molti dei.  Amare intensaE mente: Adora il suo fidanzato.  Avere una grande passione per qualcuno o qualcosa: Mia figlia F ha sempre adorato la danza classica. e [lat. adorare = pregare], contr.  detestare G adoratóre [a-do-ra-to-re] n.m.  Chi adora una divinità.  Grande ammiratore: È un adoraH tore di quel cantante famoso. f. adoratrice, m.pl. adoratori, f.pl. adoratrici I adorazióne [a-do-ra-zio-ne] n.f.  Ammirazione grande e carica di affetto: Egli ha una vera propria adorazione per suo fratello.  ManifeJ estazione della venerazione verso la divinità con atti di culto.  Pittura o scultura che rappresenta K Gesù Bambino contemplato dai Magi o dalla L Madonna. adornàre [a-dor-na-re] v.tr. Abbellire: Ha adornato l’ingresso con alcune piante. M e [lat. adornare = ornare] adórno [a-dor-no] agg. Ornato, abbellito. N part.pass. di adornare adottàre [a-dot-ta-re] v.tr.  Prendere legalI nostri zii O mente come proprio il figlio di altri: adotteranno presto un bambino.  Fare proprio: lingua italiana ha adottato molte parole straP La niere. e [lat. adoptare = scegliersi, adottare], sin.  affiQ liare, contr.  respingere, rifiutare adottìvo [a-dot-ti-vo] agg. Detto di figlio diveR nuto tale grazie all’adozione legale: Quella coppia ha due figli adottivi. S adozióne [a-do-zio-ne] n.f.  Atto di riconoscere legalmente come proprio figlio qualcuno T che non lo è: Finalmente hanno ottenuto l’adozione di un bambino.  Scelta: Oggi gli insegnanti si riuniranno per l’adozione dei nuovi libri di testo. Ue [lat. adoptio = adozione], pl. adozioni adrenalìna [a-dre-na-li-na] n.f. Ormone proV dotto dalle ghiandole surrenali, che agisce sul metabolismo, sulla respirazione e sulla pressione W del sangue. epinefrina X sin. adsl n.f.inv. In informatica è una linea che permette di collegarsi a Internet ad alta velocità: Da Y quando ho messo l’adsl il mio computer invia e riceve i documenti più rapidamente. Z e sigla delle parole inglesi Asymmetric Digital Sub-

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advertìsing scriber Line

adulàre [a-du-la-re] v.tr. Lodare qualcuno in modo eccessivo e falso per ottenere qualcosa: Sei stata esagerata: l’hai adulato per tutta la sera. e [lat. adulari = lusingare], sin. lusingare

adulatóre [a-du-la-to-re] n.m. Chi lusinga qualcuno in modo esagerato: È un grande adulatore del direttore. f. adulatrice, m.pl. adulatori, f.pl. adulatrici

adulazióne [a-du-la-zio-ne] n.f. Atteggiamento di chi rivolge a qualcuno lodi esagerate per ottenere in cambio qualcosa: La sua adulazione nei tuoi confronti è sfacciata.

e [lat. adulatio = adulazione], pl. adulazioni

adulteràre [a-dul-te-ra-re] v.tr. Alterare le qualità di un prodotto aggiungendovi altre sostanze: Il contadino ha adulterato il vino. sin. sofisticare

adulterazióne [a-dul-te-ra-zio-ne] n.f. Azione di alterare un prodotto con l’aggiunta di sostanze di bassa qualità e spesso nocive, fatta generalmente a scopo di lucro. e [lat. adulteratio = alterazione], pl. adulterazioni

adulterìno [a-dul-te-ri-no] agg. Che ha carattere di adulterio. e [lat. adulterinus = adulterino]

adultèrio [a-dul-te-rio] n.m. Tradimento commesso da una persona sposata nei confronti del coniuge (marito o moglie). e [lat. adulterium = adulterio], pl. adulteri

adùltero [a-dul-te-ro] agg. Che ha commesso adulterio. / n.m. Chi ha una relazione amorosa con una persona diversa dalla propria moglie. adùlto [a-dul-to] agg. Completamente sviluppato: Il mio cane ormai è diventato adulto. / n.m. Chi ha raggiunto il completo sviluppo: Un adulto aiuta i bambini ad attraversare la strada. e [lat. adultus = che è cresciuto]

adunànza [a-du-nan-za] n.f. Riunione di più persone per discutere di vari argomenti.

e derivato da adunare

adunàre [a-du-na-re] v.tr. Radunare, raccogliere insieme: L’allenatore ha adunato gli atleti prima della gara. e [lat. adunare, da unus = uno], sin. riunire

adunàta [a-du-na-ta] n.f. Riunione ordinata di militari: Il comandante ordinò l’adunata. adùnco [a-dun-co] agg. Ricurvo, a forma di uncino: L’aquila ha il becco adunco. e [lat. uncus = uncino], m.pl. adunchi, f.pl. adunche

advertìsing n.m.inv. Informazione commerciale e attività pubblicitaria: Il signor Rossi è un pubblicitario e lavora in una agenzia di advertising.

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