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MARZO-APRILE 2015 la musica e le parole della Società del Quartetto di Vicenza

Anno XVII Numero 2 Mensile in A.P. 70% C.P.O. Vicenza

Maestri si nasce, a Vicenza Come Gianni Ferrio, compositore e autore RAI, direttore d’orchestra, musicista di fiducia di Mina, entrato nella storia della musica leggera italiana. Le sue note sul palcoscenico della sua città natale non saranno un ricordo, ma una scoperta.

Il “nuovo Liszt” che amava la montagna

Le armonizzazioni di Arturo Benedetti Michelangeli per il coro SAT: le voci degli Alpinisti Tridentini in concerto a Vicenza

Meglio essere musicisti

Intervista a Salvatore Accardo, che si appella al neopresidente della Repubblica: “Chieda consiglio ai musicisti e faccia per la musica ciò che il Parlamento non fa”


rovate a pagina...

La stecca «Se Brahms avesse potuto ascoltare il coro della SAT lo avrebbe aggiunto nel numero delle gioie artistiche che gli dava l’Italia» (Massimo Mila, 1910-1988, torinese, musicologo, antifascista e intellettuale italiano)

Anno XVII - Numero 2

Marzo-Aprile 2015

coordinamento editoriale Giovanni Costantini collaboratori Filippo Lovato Paolo Meneghini Andrea Scarpari impaginazione Alessandra Melison per le foto l’Editore è a disposizione di quanti provassero diritti di Copyright

Periodico di cultura, musica e spettacolo della Società del Quartetto di Vicenza Direttore Resp.: Matteo Salin Editore: Società del Quartetto di Vicenza Redazione: vicolo cieco Retrone, 24 Vicenza Tel. 0444/543729 Fax 0444/543546 web www.quartettovicenza.org e-mail info@quartettovicenza.org Periodico iscritto al registro Stampa del Tribunale di Vicenza n. 977 Stampa: Tipolitografia Pavan snc su carta Passion 13 da 100 g/mq Tiratura 3000 copie Per questo numero si ringraziano: Alba Fossati Ferrio, Luca Pincini

Paolo Pigato presidente Riccardo De Fonzo vice presidente Sandro Pupillo direttore generale Piergiorgio Meneghini direttore artistico Antonino Mangano tesoriere Donata Folco Zambelli Cattaneo Luciano Giacomelli Franco Scanagatta Luca Trivellato consiglieri Antonio Dal Maso revisore dei conti organizzazione Giovanna Reghellin amministrazione Alessandra Melison comunicazione e segreteria Maria Carolina di Valmarana relazioni esterne Giovanni Costantini MusiCare Paolo Meneghini ufficio stampa

Ouverture

Aspettando di sentire la nota che accorda... di Filippo Lovato

NotEventi

Ricordare Gianni, “Ora o mai più” di Paolo Meneghini

Echi

C’era una volta un Maestro... a cura della redazione

MusicaMese

Il “nuovo Liszt” che amava la montagna di Filippo Lovato

MusicaMese

JSB, un nome una garanzia di Paolo Meneghini

Frasi&Accordi Meglio essere musicisti di Giovanni Costantini

Tracce

Voci, autori, repertori da scoprire di Filippo Lovato

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La nota

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ssere musicisti. Senza averlo voluto, come accade quando si compone un puzzle di cui non si conosce già l’immagine finale, il MusiCare che avete tra le mani parla di questo. Di maestri e delle loro storie, della loro musica. Nomi celebri, storie sconosciute, personaggi da scoprire ancora e uomini ancora da scoprire. Arturo Benedetti Michelangeli che ama i canti di montagna e nel tempo libero li armonizza, Gianni Ferrio che nasce a Vicenza e scrive canzoni per Mina, Salvatore Accardo che va in Venezuela coi ragazzini di un’orchestra, Heinrich Schütz che col ben più noto Claudio Monteverdi si contende il titolo di miglior compositore del ‘600, Aldo Ciccolini che ci lascia dopo una vita sulla tastiera. Perché essere musicista è diverso da fare il musicista. Perché si può suonare una vita intera senza essere musicisti per un solo istante. Si può leggere uno spartito ed ascoltare un’esecuzione e non “sentire” la musica. Quel “sentire” che in italiano è sempre tale, ma che l’inglese ben distingue: to hear, sentire con le orecchie, to feel, sentire col cuore, con l’animo. Provare. E c’è chi ci prova una vita intera. La vita di un musicista è fatta di prove. Se già è difficile far capire ad una persona comune che si possa fare i musicisti di lavoro – indimenticabile il bambino che ad una prova aperta chiese a Salvatore Accardo cosa facesse “davvero di lavoro” – è impresa titanica far riconoscere ad una società il ruolo del musicista, quello vero. Così Vicenza dimentica, o forse non ha mai saputo, di aver dato i natali ad un vero musicista, ad un maestro di nome Gianni Ferrio. Altra musica rispetto a quella che la Società del Quartetto solitamente propone, ma già storia della musica, italiana, “leggera”. E quest’ultimo aggettivo può solo individuare – e con non sufficiente precisione – un genere musicale, non di certo una qualità della scrittura. Tutti conoscono Mina, in molti hanno sentito “Parole, parole” o “Ora o mai più”. Ma chi conosce Gianni Ferrio, l’autore di queste musiche? Passiamo una vita a scappare fuori dai cinema prima che scorrano i titoli di coda, senza rendere nemmeno un simbolico omaggio ai tanti autori, musicisti e non, che hanno lavorato mesi, a volte anni, per creare quei minuti di emozioni. Se non ci fossero i maestri, nelle sale da concerto, al cinema, nella tv, alla radio, nelle canzoni di ogni giorno, mancherebbe la colonna sonora della vita. Sarebbe un po’ come passare una vita intera ascoltando, ma senza “sentire”. Suonando, ma senza essere musicisti. ● Giovanni Costantini

In copertina: Gianni Ferrio (Vicenza, 1924 - Roma, 2013): compositore e direttore d’orchestra, autore RAI per oltre 30 anni. La sua musica in scena al Comunale di Vicenza il prossimo 15 aprile.


NotEventi MusiCare Marzo-Aprile 2015

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Omaggio a Gianni Ferrio. Una serata di canzoni e colonne sonore, da Mina al Quartetto Cetra

Ricordare Gianni, “Ora o mai più”

16 musicisti diretti dal sassofonista Ettore Martin per i grandi successi e le pagine meno note Ora o mai più” è il titolo della serata che la Società del Quartetto dedica - mercoledì 15 aprile, all’interno della sua stagione concertistica - a Gianni Ferrio, uno dei signori della musica “leggera” italiana scomparso a Roma nell’ottobre del 2013, all’età di 88 anni. Per l’occasione il sassofonista vicentino Ettore Martin ha raccolto attorno a sé musicisti e insegnanti della scuola di musica Thelonious (la Jazz Vicenza Orchestra), le voci di Claudia Valtinoni e Bruno Conte e una formazione d’archi di impronta classica (il Quartetto Quartini). «Le trascrizioni e gli arrangiamenti che proporremo al pubblico del Teatro Comunale - spiega Martin, che sta lavorando da mesi a questo progetto - sono filologiche e dunque molto fedeli alle partiture originali, tenendo però conto che Ferrio componeva per le grandi orchestre ritmo-sinfoniche della sua epoca (fra tutte, quella della Rai Radiotelevisione Italiana) e che invece la nostra è una big band di stampo jazzistico, sia pure con l’innesto di una sezione di archi “classici”, che conferisce ai brani un tocco di eleganza. Analizzando il vastissimo repertorio di Ferrio, grazie anche alla collaborazione della moglie che mi è stata molto vicina in questo progetto, la scelta è caduta sui brani del maestro vicentino portati al successo principalmente da Mina, ma anche da Teddy Reno, Renato Carosone, Fred Bongusto, Dalida, Jula de Palma, il Quartetto Cetra (“Piccolissima serenata”, “Parole parole”, “Non gioco più”, “Quando mi dici così”). Poi ho deciso di arrangiare alcuni brani, meno conosciuti ma Ettore Martin

ugualmente molto belli, che Ferrio scrisse appositamente per Mina (“Ora o mai più”, sigla finale del programma televisivo “La prova del nove”; “Una donna una storia”, brano dei primi anni ‘70, “Trasparenze”, sempre degli anni Settanta). Ed infine apriremo una finestra anche sul Gianni Ferrio compositore di musiche per il cinema e gli sceneggiati televisivi (stiamo parlando di oltre 120 lavori): “Soliloquio”, ad esempio, è un brano di straordinaria raffinatezza che fa parte della colonna sonora del film “Una farfalla con le ali insanguinate” di Duccio Tessari». Ad accompagnare i sedici musicisti sul palco ci saranno anche le parole del giornalista vicentino Stefano Ferrio, nipote del maestro, che fra un brano e l’altro faranno scoprire al pubblico il profilo artistico ed umano di un compositore, arrangiatore e direttore d’orchestra che ha fatto la storia della musica italiana. La Jazz Vicenza Orchestra diretta dal sassofonista Ettore Martin è composta da Michele Calgaro (chitarre), Silvia Carta e Danilo Memoli (pianoforte), Lorenzo Calgaro (contrabbasso), Antonio Moretti (basso elettrico), Gianni Bertoncini (batteria), Gianluca Carollo (tromba e flicorno), Gianmatteo Carollo (trombone) e da Paolo Ganz all’armonica. Il Quartetto Quartini si presenta nella formazione con Francesco Lovato e Mattia Tonon (violini), Michele Sguotti (viola) e Giovanni Costantini al violoncello. Le due voci della serata sono quelle di Claudia Valtinoni e Bruno Conte. ●

Claudia Valtinoni

P. M. Bruno Conte


Echi

C’era una volta un Maestro…

C

’erano una volta i “Maestri”. Quando, ancora prima del pranzo domenicale, una vera famiglia italiana si ritrovava davanti al varietà televisivo del sabato sera. Si parla di mezzo secolo fa. Epoca in cui non c’era attesa del dì di festa senza un Maestro pronto a far deflagrare una rumba, turbinare un valzer, implodere una bossa nova. Rigorosamente in smoking, con bacchetta da percepire come magica protesi del loro corpo, i Maestri attendevano sullo sfondo l’annuncio di una Mina o di un Lelio Luttazzi per dare l’attacco di una sigla, una canzone, un refrain. Era un’altra Italia. Ed era tutta un’altra tv.

Anzi, Rai. Una volta assodato che in questa Italia, in questa tv, e in questa Rai desaparecida, dei “Maestri” non si rinviene traccia alcuna, forse sarà il caso di conservare gelosamente le loro immagini, i loro nomi, i loro momenti di gloria.

105a Stagione Concertistica 14/15 mercoledì 15 aprile 2015 ore 20:45 Teatro Comunale

ORA O MAI PIù una serata in onore di Gianni Ferrio JAZZ VICENZA ORCHESTRA ETTORE MARTIN direttore CLAUDIA VALTINONI, BRUNO CONTE voci

MusiCare Marzo-Aprile 2015

Elegante e misurato, “vicentino per caso”, classico e swing, musicista Rai per oltre 30 anni

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Echi MusiCare Marzo-Aprile 2015

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Fra tutti i direttori del sabato sera, Gianni Ferrio colpiva per l’eleganza. Ancora più riservato di un Bruno Canfora, e molto meno plateale di un Pino Calvi, questo “vicentino per caso”, nato nel 1924 all’ombra del Palladio da sartina napoletana e sarto abruzzese, si distingueva per una naturale inclinazione al bello. La stessa immancabilmente colta da quanti, negli anni ‘30, al conservatorio di Vicenza si imbattono in questo studente di violino stregato dal genio di Mozart, nonché sensibile allo swing di Natalino Otto. Figura longilinea, charme naturale, tratti assorti, gestualità contenuta, eloquio rarefatto quanto gentile. Tutto in Gianni Ferrio sublima quell’eleganza che, dopo studi di medicina interrotti a causa di una grave malattia, lo adagia fra le braccia di una Musica da sempre amatissima, coltivata con matematica passione, magistralmente espressa sia nel dirigere che nel comporre. Fra gli anni ‘50 della sua partenza da Vicenza e gli anni ‘80 del suo congedo dalla televisione, Gianni Ferrio lascia poche canzoni. Tutte rigorosamente belle. E naturalmente eleganti. Declinando ora la rumba di “Piccolissima serenata”, ora il melodramma di “Ora o mai più”, ora le reminiscenze dixieland di “Quando mi dici così”, ora la teatrale grandeur di “Parole parole”. Alla fine il Maestro esce di scena, nel 2013, lasciandoci in eredità il sospetto che, forse, altri capolavori sono rimasti incollati ai tasti del suo pianoforte. Magari intuiti e intravisti, fra una prova generale e l’altra, dall’inseparabile Alba, o dal fantasma del nonno Raffaele Gautiero, maestro di serenate nella Napoli Ottocentesca di Eduardo

Di Capua e Salvatore Di Giacomo. D’altra parte, basta ascoltare il tema de “Il volo di Teo”, riservato a quanti si accostano al sito internet di Gianni Ferrio, per intuire le sconfinate potenzialità di una vocazione armonica educata, quanto naturale. Lo rammentano citazioni e memorie di una carriera e un repertorio personale di proporzioni inusitate: colonne sonore, arrangiamenti, spettacoli teatrali, varietà, musical, concerti sinfonici in cui rivisitare l’adorato George Gershwin. Con la netta sensazione che, dagli anni ‘50 delle orchestrine dirette a Vicenza tra una festa studentesca e l’altra, agli album in cui Mina gli affidava i suoi smisurati talenti, il tratto costante risulti quello di un divertimento inesauribile e multiforme. Applicato ora a un balletto delle gemelle Kessler, ora al copione di un western all’italiana, ora a un evergreen di Cole Porter. Con l’accortezza, quando si tratta di accostare le parole alle note, di rivolgersi non a parolieri, ma ad “autori” come Antonio Amurri, Giorgio Calabrese, Roberto Lerici. Incontri e complicità i cui effetti canori risplendono nel concerto in memoria di Gianni Ferrio proposto dalla Società del Quartetto al teatro Comunale di Vicenza. La data da segnare è il prossimo 15 aprile. Quando il sipario si aprirà su solisti e voci di una città che, anche dopo l’addio di Gianni Ferrio, ha continuato a cantare. A dirigerli sarà il sassofonista e compositore Ettore Martin. Avendo come obbiettivo, e non come miraggio, musicali intrecci di grazia e di eleganza. Le stesse che si usavano al tempo dei “Maestri”. ●


programma concerti anpaolo e Società del Quartetto di Vicenza no ai visitatori delle Gallerie d’Italia - Palazzo Leoni domenica 11 gennaio 2015 ore 16,30 ri gli incontri musicali con Leon Spierer e i giovani Antonio Vivaldi (1678-1741) rovenienti da varie Regioni italiane, che hanno Concerto in si min. n. 10 da “L’Estro Armonico” le audizioni per partecipare alla quarta edizione Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) Serenata notturna per archi e timpani in re magg. K 239 to Orchestra. Al corso di formazione orchestrale Samuel Barber (1910-1981) estro berlinese, riservato a diplomati e diplomandi Adagio per archi op. 11 nti ad arco, si aggiunge quest’anno – nei mesi di Ludwig van Beethoven (1770-1827) e aprile – Vocal Ensemble, un percorso formativo Quartetto per archi n. 11 in fa min. op. 95 “Serioso” (trascrizione Gustav Mahler) da Francesco Erle, destinato a giovani cantanti. principale dei due progetti è quello di favorire □ □ □ a artistica delle nuove generazioni di orchestrali domenica 15 febbraio 2015 ore 16,30 i che muovono i primi passi nel difficile mondo Arnold Schönberg (1874-1951) Gavotta per archi nistico. Josef Suk (1874-1935) tradizionali pomeriggi musicali, riservati ai visiSerenata per archi in mi bem. magg. op. 6 le Gallerie, concludono una settimana di intenso Johann Sebastian Bach (1685-1750) rante la quale i maestri Spierer ed Erle eon hanno apcon pierer e Cantata rancesco rle BWV 150 Nach dir, Herr, verlanget mich o con i loro allievi alcuni fra i capolavori della letAntonio Lotti (1667-1740) icenza , gennaioCrucifixus - aprilea 82015 voci e Crucifixus a 10 voci trumentale e vocale dal Settecento aiV giorni nostri. Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791) utori in programma, oltre ai conosciutissimi VivalMottetto Misericordias Domini Kv222 Mozart, Beethoven, Schubert e Čajkovskij, vi sono programma concerti □ □ □ no noti al grande pubblico, ma senza dubbio meritedomenica 11 gennaio 2015 ore 16,30 domenica 15 marzo 2015 ore 16,30 ere scoperti: il veneziano Antonio Lotti (contempoAntonio Vivaldi (1678-1741) Franz Schubert (1797-1828) Vivaldi), il britannico Edward Elgar, il finnico Jean Concerto in si min. n. 10 da “L’Estro Armonico” 5 Minuetti con 6 trii, per quartetto d’archi D89 ed il ceco Leóš Janáček. invece al Wolfgang Amadeus Appartengono Mozart (1756-1791) Jean Sibelius (1865-1957) vecento, Barber,notturna Hindemith, Ligeti, Pärt e Blacher. Serenata per archi e timpani in re magg. K 239 Romanza per orchestra d’archi in do magg. op. 42 (1910-1981) dai maestri Leon Samuel Barberpresieduta Edward Elgar (1857-1934) mmissione artistica, AdagioErle, per archi op. 11gli allievi ammessi a Introduzione e Allegro per archi op. 47 Francesco seguirà Ludwig van Beethoven (1770-1827) Pëtr Il’ič Čajkovskij (1840-1893) Orchestra e a Vocal Ensemble tutto loro Quartetto per archi n. 11 in durante fa min. op. 95il“Serioso” Serenata in do magg. per archi op. 48 ormativo. In occasione (trascrizione Gustavdell’ultimo Mahler) appuntamento □ □ □ la commissione assegnerà all’allievo più meritevole □ □ □ domenica 19 aprile 2015 ore 16,30 a di studio messa a disposizione domenica 15 febbraio 2015 oredalla 16,30famiglia Boris Blacher (1903-1975) ed intitolata Fatima Terzo Bernardi. Arnold aSchönberg (1874-1951) Divertimento per archi

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Gavotta per archi Josef Suk (1874-1935) Serenata per archi in mi bem. magg. op. 6 zione ai concerti è riservata ai visitatori delle Gallerie. Sebastian Bach (1685-1750) ngressoJohann alle esposizioni permanenti 0 - ridotto € 3,00) BWV 150 Nach dir, Herr, verlanget mich Cantata ssistere ad uno dei concerti programmati. Antonio Lotti (1667-1740) oni e prenotazioni: Crucifixus a 8 voci e Crucifixus a 10 voci lia - Palazzo Leoni Montanari, Vicenza Amadeus Mozart (1756-1791) a CoronaWolfgang 25 - tel. 800.578875 Mottetto Misericordias Domini Kv222 a domenica dalle 10 alle 18) □

domenica 15 marzo 2015 ore 16,30 Franz Schubert (1797-1828) 5 Minuetti con 6 trii, per quartetto d’archi D89 Jean Sibelius (1865-1957) Romanza per orchestra d’archi in do magg. op. 42 Edward Elgar (1857-1934) Introduzione e Allegro per archi op. 47

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Leóš Janáček (1854-1928) Suite per archi Paul Hindemith (1895-1963) “Wahre Liebe” e “Frauenklage”, dai 5 Lieder nach alten texten op. 33 (seconda stesura) György Sándor Ligeti (1923-2006) III. The Alphabet - dai Six Nonsense Madrigals Arvo Pärt (1935) Berliner Messe MusiCare Gennaio-Febbraio 2015

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La partecipazione ai concerti è riservata ai visitatori delle Gallerie. Il biglietto d’ingresso alle esposizioni permanenti (intero € 5,00 - ridotto € 3,00) consente di assistere ad uno dei concerti programmati. Per informazioni e prenotazioni: Gallerie d’Italia - Palazzo Leoni Montanari, Vicenza Contra’ Santa Corona 25 - tel. 800.578875 (da martedì a domenica dalle 10 alle 18)

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MusicaMese

Le armonizzazioni di Benedetti Michelangeli per il coro SAT, nel ventennale della sua scomparsa

Il “nuovo Liszt” che amava la montagna Le note del grande pianista e le voci degli Alpinisti Tridentini binomio musicale affascinante

MusiCare Marzo-Aprile 2015

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AT sta per Società Alpinisti Tridentini. Il più celebre dei cori di montagna porta le Alpi nel nome e i canti popolari, delle vette e dei fondovalle, in tutto il mondo. Il coro SAT (allora si chiamava SOSAT, acronimo per Sezione Operaia della SAT) debutta il 25 maggio 1926 al castello del Buonconsiglio di Trento. I cantanti si radunavano attorno ai fratelli Pedrotti, Enrico, Mario, Silvio e Aldo, di professione fotografi, ma fin da giovani cantori nel coro del duomo e interpreti, domestici per lo più, di canzoni popolari delle loro terre. La Prima Guerra Mondiale offre loro tristi occasioni per fare la conoscenza di un più vasto repertorio: profughi in Boemia e Austria, impegnati al fronte, vengono a contatto con altri canti e altre melodie. E trasmettono le loro conoscenze al piccolo gruppo di cantanti con cui provano, tra macchine fotografiche, lampade e treppiedi. Enrico Pedrotti guida i primi passi del coro fino al 1938. In quegli anni si lavora con semplici quanto efficaci arrangiamenti a orecchio. Nel 1936, a Brescia, il coro SAT e Arturo Benedetti Michelangeli si sfiorarono. Il

maestro, allora sedicenne, non è ancora “il nuovo Liszt”. Assieme al fratello violinista suona durante l’intervallo del concerto corale. Nel 1939 Silvio Pedrotti guida il coro della SAT e Michelangeli vince il concorso di Ginevra: il grande pianista francese Alfred Cortot, membro della giuria, lo ricompensa con quell’epiteto, tanto oneroso quanto lusinghiero. L’interprete bresciano passa dal conservatorio di Bologna a quello di Venezia e da qui al Monteverdi di Bolzano, dove insegnerà dal 1950 al 1959. Ritrova Enrico Pedrotti e nel 1954 completa le prime armonizzazioni di canti popolari. Nel coro della SAT, tranne il direttore, poco è cambiato: ci si affida ancora agli arrangiamenti a orecchio preparati da Luigi Pigarelli e Antonio

105a Stagione Concertistica 14/15 lunedì 16 marzo 2015 ore 20:45 Teatro Comunale

CORO DELLA SAT I 19 canti popolari armonizzati da Arturo Benedetti Michelangeli


MusicaMese MusiCare Marzo-Aprile 2015

Pedrotti. Le eleganti armonizzazioni di Michelangeli costringono i coristi a un salto di qualità ed elevano non di poco la caratura artistica del gruppo trentino. Per il coro è una vera e propria rivoluzione. Sono di origine piemontese, lombarda e provenzale i primi canti a essere “trattati” da ABM. Tra di essi “La pastora e il lupo”, “La bela al mulino”, “La scelta felice”, “Lucia Maria”, “Il maritino”, “La mia bela la mi aspeta”. Difficile comprendere quali ragioni abbiano indotto Michelangeli a cimentarsi con i canti di montagna. Certo il pianista non nasconde l’amore per la natura, il silenzio e le vette. «Io sono un montanaro», dichiara al giornalista Klaus Geitel. Di fatto si può dire che le diciannove armonizzazioni di canti popolari sono le uniche composizioni di ABM. Non è facile all’inizio per il coro corrispondere alle aspettative del pianista. Michelangeli sorveglia le prove. Quando è soddisfatto sussurra un pudico “Bene”. Tra il 1956 e il 1960 escono i primi 33 giri con i canti armonizzati da ABM. Nel 1959 Michelangeli lascia il conservatorio di Bolzano, ma continuerà a inviare nuove armonizzazioni. Nel 1972 viene pubblicato l’LP con “Serafin”, raffinata elaborazione di un canto trentino che presta il titolo all’album. Poi altre due canzoni per una registrazione del 1977, “Io vorrei” e “I lamenti di una fanciulla”. Tre anni dopo tocca a “Vien

moretina” incluso nel decimo disco del coro della SAT. La formazione trentina, nel frattempo, viene in contatto con altri musicisti di vaglia come Renato Dionisi, Bruno Bettinelli, Andrea Mascagni e Carlo Federico Ghedini. È datato 1983 l’ultimo lavoro di ABM per il coro alpino, l’armonizzazione di una ninna nanna, “Ndormènzete popin”. La resa su disco della dolce cantilena non pare soddisfare del tutto il pianista. Così, per celebrare il settantesimo anniversario della nascita del coro, nel 1996, si programma una nuova registrazione che si spera raccolga l’approvazione del maestro. Troppo tardi, Arturo Benedetti Michelangeli muore il 12 giugno 1995 a Pura, in Svizzera, e lì viene sepolto, come richiede, “nella nuda terra con una sola croce”. Sono passati vent’anni dalla scomparsa di uno dei più grandi pianisti del secolo scorso. Il 16 marzo il coro della SAT diretto da Mauro Pedrotti (nipote di Silvio e figlio di Mario) si esibirà nella sala grande del Comunale di Vicenza, ospite della Società del Quartetto. E sarà un modo originale di ricordare Michelangeli, l’artista che sapeva controllare l’impasto delle voci con l’efficacia e la precisione con cui definiva il suono del pianoforte. ● Filippo Lovato

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MusicaMese

A Vicenza l’ensemble Junge Stuttgarter Bach per un programma “a tutto Johann Sebastian”

JSB, un nome una garanzia Gli studenti dell’Università bachiana, diretti da Rademann, in un programma sacro pasquale

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MusiCare Marzo-Aprile 2015

eno tre. Sembra ieri che l’Orchestra di Mantova inaugurava con il pianista Alexander Lonquich la 105ª stagione - era il 26 ottobre - ed ora, con il concerto di giovedì 26 marzo, il cartellone della Società del Quartetto è già quasi all’epilogo, con la terzultima data in programma. Una stagione volata via d’un soffio e che ha visto sfilare al Comunale centinaia di musicisti, con una massiccia rappresentanza quest’anno - di artisti tedeschi. A parte il già citato Lonquich (nato a Trier, l’antica Treviri), ricordiamo a dicembre Frieder Bernius con il suo Kammerchor Stuttgart nel Messiah di Händel, poi ancora - in febbraio - tre magnifici fiati (Stefan Schilli, Christopher

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Corbett e Wolfgang Wipfler) “prestati” per una sera a Vicenza da altrettante prestigiose orchestre tedesche. Giovedì 26 marzo arriva infine da Stoccarda l’ensemble JSB (Junge Stuttgarter Bach) guidato da Hans-Christoph Rademann con uno stupendo programma che propone una monografia bachiana sulla Pasqua. L’Ensemble JSB è una delle tante emanazioni della prestigiosa Internationale Bachakademie Stuttgart, fondazione culturale tedesca creata nel 1981 da Helmuth Rilling come centro internazionale di studi, di ricerca e di perfezionamento musicale incentrato quasi esclusivamente sulle opere di Johann Sebastian Bach. Una sorta di laboratorio

105a Stagione Concertistica 14/15 giovedì 26 marzo 2015 ore 20:45 Teatro Comunale

JUNGE STUTTGARTER BACH ENSEMBLE HANS-CRISTOPH RADEMANN direttore musiche di J. S. Bach


opere di Johann Sebastian Bach sotto la guida di rinomati docenti e studiosi. A Stoccarda i giovani del JSB sono fra i protagonisti - assieme al Gächinger Kantorei e al Bach-Collegium Stuttgart - della storica Musikfest Stuttgart, la settimana “a tutto Bach” che si svolge ogni settembre nella capitale del Baden-Württemberg e che richiama appassionati da tutto il mondo. Dal 2013 la direzione dell’Internationale Bachakademie Stuttgart è affidata a Hans-Christoph Rademann, musicista cinquantenne già fondatore del Dresdner Kammerchor ed ora chiamato a raccogliere l’eredità di Rilling a Stoccarda. Sotto la sua guida la folta pattuglia del JSB si presenta al Comunale di Vicenza con un intenso programma - ovviamente bachiano - che prevede l’esecuzione di tre capolavori come la Cantata per la Domenica delle Palme, l’Oratorio di Pasqua Kommt, eilet und laufet (“Venite, affrettatevi e correte”) e l’Oratorium in Festo Ascensionis (“Lodate Dio nei suoi Regni”). ● Paolo Meneghini

MusiCare Marzo-Aprile 2015

MusicaMese

permanente, una vera e propria Università bachiana frequentata ogni anno da musicisti e studiosi provenienti da tutto il mondo per seminari, work-shop, concerti e corsi di perfezionamento. In 35 anni di attività la Bachakademie ha stretto collaborazioni con altri Festival, Fondazioni ed Associazioni specializzate nel repertorio barocco in molti Paesi europei, negli Stati Uniti, in Giappone, in Sud America e in Russia. Fra le tante attività della Bachakademie, ultima in ordine di tempo - ma non certo di importanza - è la creazione, nel 2011, dell’ensemble JSB che raccoglie un’ottantina di giovani selezionati artisti provenienti da tutto il mondo. Curiosamente, l’acronimo indica sia il nome dell’ensemble (Junge Stuttgarter Bach), sia anche le iniziali di Bach. Il profilo del JSB ensemble è unico e senza eguali a livello internazionale: in nessun altro ambito è possibile, per i giovani artisti (sia cantanti che strumentisti), immergersi tanto profondamente nelle principali

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Frasi&Accordi

Salvatore Accardo. Ad aprile a Vicenza per l’integrale dei Quartetti di Mendelssohn

Meglio essere musicisti

“Il neopresidente della Repubblica faccia per la musica in Italia ciò che il Parlamento non fa”

MusiCare Marzo-Aprile 2015

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ntervistare Salvatore Accardo, per chi scrive, è evento ordinario e straordinario al tempo stesso. Ospite regolare nei cartelloni della Società del Quartetto di Vicenza - così come delle più importanti istituzioni concertistiche nazionali -, non ha mai rifiutato una chiacchierata che fotografasse lo “stato dell’arte”, quando per telefono da qui a Milano, quando nelle sale di palazzo Leoni Montanari, tra una prova e un incontro con i ragazzini delle scuole. La frequenza degli scambi ha lasciato intatto il rapporto con la statura del personaggio, ma il suo sorriso, aperto e sornione al tempo stesso, e la sua mano sulla spalla hanno sempre reso più facile e autentico il passaggio dalla musica alle parole. L’occasione di quest’ultimo incontro è data dal concerto con l’Orchestra del Teatro Olimpico, in cui il grande violinista ha potuto indossare solo le vesti del direttore, a causa di una fastidiosa tendinite. Il pretesto

dell’intervista è, però, il concerto del prossimo 28 aprile in cui - assieme ai colleghi Laura Gorna, Francesco Fiore e Cecilia Radic - porterà il pubblico del Teatro Comunale di Vicenza nel mondo dei Quartetti per archi di Mendelssohn-Bartoldy. Tuttavia vogliamo partire dal presente di quest’intervista, dall’esperienza che ci circonda mentre parliamo, chiedendo al maestro come valuta il nuovo progetto di Orchestra del Teatro Olimpico, in chiave formativa. “È un’esperienza meravigliosa, gratificante

105a Stagione Concertistica 14/15 martedì 28 aprile 2015 ore 20:45 Teatro Comunale

SALVATORE ACCARDO, LAURA GORNA violini FRANCESCO FIORE viola CECILIA RADIC violoncello

Mendelssohn-Bartholdy: Integrale dei Quartetti per archi (2° concerto)


Frasi&Accordi

colta: quale messaggio al neoeletto presidente della Repubblica? “Cominci a fare. Perché il Parlamento non fa. E l’invito a chiedere consiglio ai tanti grandi musicisti italiani che possono dire e dare molto. Se molte istituzioni musicali sono in difficoltà è anche per l’incompetenza dei dirigenti di nomina politica. Questo ha da finire”. Ad aprile tornerà a Vicenza per il secondo appuntamento con l’integrale dei Quartetti di Mendelssohn, un viaggio inusitato sia per gli esecutori che per il pubblico… “Assolutamente: i quartetti di Mendelssohn non sono di facile ascolto perché si suonano poco e quindi si conoscono poco. Ma sono dei capolavori…se ci sono delle pagine in cui si può sentire l’ultimo Beethoven, sempre per quartetto d’archi, sono queste di Mendelssohn. Non è per niente musica ‘leggera’, come potrebbe pensare qualcuno, e non è facile nemmeno dal punto di vista tecnico, soprattutto per il primo violino”. Maestro Accardo, meglio suonare o meglio dirigere? Meglio la musica da camera o l’orchestra? “Meglio essere musicisti. A quel punto puoi fare davvero tutto, con lo stesso approccio, indipendentemente dal repertorio o dalla formazione”. ● Giovanni Costantini

MusiCare Marzo-Aprile 2015

per tutti, credo. Per i giovani si tratta di un’occasione, se non unica, rara nel contesto italiano. Rara e di qualità. Perché la qualità che ho trovato è notevole, sia nei ragazzi che nei tutori, davvero fantastici: le persone giuste, per carattere e preparazione, ad avvicinare i giovani colleghi alla vita d’orchestra”. Non è la prima volta che lavora con le nuove leve… “No, certo che no. Personalmente ho fatto esperienze simili un po’ in tutto il mondo, e mi piace. La più significativa, forse, è stata quella con la ‘Simon Bolivar’, in Venezuela: lì capisci davvero come la musica sia un fatto straordinario, che riempie di gioia, entusiasmo”. Qualche consiglio per il futuro del progetto OTO? “Visto che siamo qui (al Teatro Comunale di Vicenza, ndr) per una prova aperta per le scuole, mi sento di dire questo: bisogna aprire prima le prove al giovane pubblico, non solo alla generale, quando oramai il grosso è fatto e si tratta solo di eseguire: prima, nelle fasi iniziali, per far conoscere il lavoro vero e proprio, di costruzione e interpretazione della partitura. Naturalmente è un consiglio che non vale solo per la OTO e per Vicenza, dove già si fa moltissimo per l’avvicinamento del nuovo pubblico”. A proposito di politiche per il nuovo pubblico, di rapporto tra giovani e musica

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Tracce MusiCare Marzo-Aprile 2015

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Il coro della SAT “nobilitato” da Michelangeli, il poco noto Heinrich Schütz restituito da Rademann

Voci, autori, repertori da scoprire Le voci della SAT, pura poesia nelle mani di Michelangeli

Rademann dirige il coro di Dresda nell’integrale di Schütz: da scoprire

autore AA.VV. titolo CD Canti popolari armonizzati da Arturo Benedetti Michelangeli interpreti Coro SAT etichetta CD Divox, CDX 69902, DDD, 1997

autore H. Schütz titolo CD Auferstehungshistorie interpreti Dresdner Kammerchor, Hans-Christoph Rademann etichetta CD Carus, 83.256, DDD, 2014

È una meraviglia questo CD che raccoglie tutte le armonizzazioni di Arturo Benedetti Michelangeli per il coro della SAT. Il pianista bresciano compone con gusto finissimo e il gruppo corale si dimostra all’altezza della sua fama. Voci controllate, fraseggio curatissimo, attacchi millimetrici. Sarà forse una suggestione, ma vien da pensare che Michelangeli sia riuscito a trasmettere ai cantanti una frazione non piccola della sua acutissima sensibilità al suono. Mille gioielli sono disseminati nei diciannove canti, che si diramano su un ampio ventaglio di emozioni, dalla nostalgia a una schietta allegria, dalla malinconia alla burla. Ecco “La pastora e il lupo” elaborata con uno stile arcaicizzante, ecco “Io vorrei”, una semplice omofonia che si arricchisce di rallentandi e glissandi. In “Lucia Maria” Michelangeli affida ai bassi tanto il pizzicato dell’inizio, quanto il lancinante accordo della fine. “Le matinade del Nane Periot” e “Serafin” sono tutte giocate sul ritmo e mettono in risalto le abilità virtuosistiche dei coristi trentini. Ma il canto più commovente rimane “Ndorménzete popin”, con il coro incaricato degli arpeggi, arricchiti però da un sospiroso glissando, e il solista impegnato a sussurrare la dolce melodia di ninna nanna. Pura poesia. Ha ragione Massimo Mila: «Se Brahms avesse potuto ascoltare il coro della SAT lo avrebbe aggiunto nel numero delle gioie artistiche che gli dava l’Italia». ●

Meno noto e meno eseguito di quanto meriti, Heinrich Schütz condivide con Claudio Monteverdi il titolo di miglior compositore della sua epoca. Visse dal 1585 al 1672: una lunga e travagliata vita in tempi travagliati. Studiò a Kassel, a Marburg e a Venezia con Giovanni Gabrieli. Fu maestro di cappella alla corte di Dresda. Perse la moglie e le due figlie, subì la guerra dei Trent’anni e si ritirò a scrivere musica. Seppe combinare tradizioni tedesche e italiane. In gioventù compose madrigali profani, ma la gran parte della sua produzione è di musica sacra. Hans-Christoph Rademann e il coro di Dresda hanno intrapreso l’arduo e benemerito compito di incidere tutta l’opera di Schütz per la casa discografica Carus. Il nono volume della serie (ne sono previsti ventidue) accoglie un florilegio di composizioni per il periodo pasquale, la Storia della Resurrezione (Auferstehungshistorie), il primo oratorio del grande tedesco, i mottetti “Ich weiss, dass mein Erlöser lebt”, “Christ ist erstanden”, “Cantate Domino canticum novum”, “Surrexit pastor bonus” e la parabola “Es gingen zweene Menschen”, dal vangelo di Luca. Pasquali sono anche lo splendido volume sesto con la Passione secondo san Luca e le Sette parole di Cristo e il recentissimo volume undicesimo con la Passione secondo san Matteo. Incisioni curatissime, difficili da eguagliare. Di riferimento. ● pagina a cura di Filippo Lovato

SI è SPENTO CICCOLINI, GIGANTE DEL PIANISMO MONDIALE Il 1° febbraio si è spento ad Asnières-sur-Seine (Francia) Aldo Ciccolini, uno dei giganti del pianismo mondiale. Di carattere schivo e riservato, ha suonato in tutto il mondo con i più grandi direttori del Novecento e vanta una discografia di oltre 100 titoli. Il suo pianismo, che resterà nella storia della musica, è uno straordinario mix fra scuola italiana (ha iniziato gli studi al San Pietro a Majella di Napoli) e scuola francese (il grande Cortot è stato fra i suoi insegnanti). Il suo nome non poteva certo mancare nell’albo d’oro della Società del Quartetto di Vicenza. Memorabile il suo récital al Teatro Olimpico del 24 ottobre 1999.


Teatro Olimpico GIOVEDì 30 APRILE 2015, ore 20:30

CAPPELLA ANDREA BARCA orchestra András SCHIFF pianoforte e direttore

Bach

I concerti per pianoforte e orchestra in re maggiore BWV 1054 / in fa minore BWV 1056 in sol minore BWV 1058 / in mi maggiore BWV 1053 in la maggiore BWV 1055 / in re minore BWV 1052

Basilica dei Santi Felice e Fortunato VENERDì 1 MAGGIO 2015, ore 20:30

CAPPELLA ANDREA BARCA orchestra András SCHIFF pianoforte e direttore SCHOLA SAN ROCCO coro Francesco ERLE maestro del coro Ruth ZIESAK soprano, Britta SCHWARZ contralto, Lothar ODINIUS tenore, Robert HOLL basso

Haydn

Variazioni in fa minore Hob XVII:6 Tardi Canti a più voci Missa in si bemolle maggiore Hob. XXII:12 “Missa Theresa”

Teatro Olimpico SABATO 2 MAGGIO 2015, ore 20:30

CAPPELLA ANDREA BARCA orchestra András SCHIFF pianoforte e direttore Stefan SCHWEIGERT fagotto, Wolfgang BREINSCHMID flauto, Louise PELLERIN oboe, Riccardo CROCILLA clarinetto Marie-Luise NEUNECKER corno

Mozart

Concerto per fagotto in si bemolle maggiore KV 191 Concerto per flauto in re maggiore KV 314 “Ruhe sanft, mein holdes Leben” dall’opera “Zaide” KV 344 Concerto per clarinetto in la maggiore KV 622 Concerto per corno in mi bemolle maggiore KV 447 Concerto per pianoforte in do minore KV 491 BIGLIETTI: Intero € 50 / Over65 e abbonati € 45 / Under30 € 25 Info: Società del Quartetto di Vicenza (tel. 0444 543729 / info@quartettovicenza.org / www.quartettovicenza.org)

Teatro Olimpico DOMENICA 3 MAGGIO 2015, ore 20:30

CAPPELLA ANDREA BARCA orchestra András SCHIFF pianoforte e direttore Ruth ZIESAK soprano, Britta SCHWARZ contralto, Lothar ODINIUS tenore, Robert HOLL basso Erich HÖBARTH violino, Christoph RICHTER violoncello

Brahms

“Zigeunerlieder” op. 103 Concerto per violino e violoncello in la minore op. 102 Concerto per pianoforte n. 2 in si bemolle maggiore op. 83


SAVE THE DATE

gli appuntamenti segnalati dalla Società del Quartetto di Vicenza

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MARZO 2015 ore 16:30 Progetto Orchestra & Vocal Ensemble Gallerie d’Italia - Palazzo Leoni Montanari, Vicenza (tel. 800 578875)

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MARZO 2015 ore 20:45 concerto Stagione 2014/2015 Teatro Comunale di Vicenza

26 15 19 28

il periodico Musicare è realizzato grazie a:

LEON SPIERER e i ragazzi di Progetto Orchestra musiche di Schubert, Sibelius, Blacher e Čajkovskij

CORO DELLA SAT i 19 canti popolari armonizzati da Arturo Benedetti Michelangeli MARZO 2015 ore 20:45 concerto Stagione 2014/2015 Teatro Comunale di Vicenza JUNGE STUTTARTER BACH ENSEMBLE HANS-CRISTOPH RADEMANN direttore musiche di J. S. Bach APRILE 2015 ore 20:45 concerto Stagione 2014/2015 Teatro Comunale di Vicenza ORA O MAI PIù una serata in onore di Gianni Ferrio JAZZ VICENZA ORCHESTRA ETTORE MARTIN direttore CLAUDIA VALTINONI, BRUNO CONTE voci APRILE 2015 ore 16:30 Progetto Orchestra & Vocal Ensemble Gallerie d’Italia - Palazzo Leoni Montanari, Vicenza (tel. 800 578875) LEON SPIERER e i ragazzi di Progetto Orchestra FRANCESCO ERLE e i ragazzi di Vocal Ensemble musiche di Mahler, Janáček, Hindemith, Ligeti e Pärt APRILE 2015 ore 20:45 concerto Stagione 2014/2015 Teatro Comunale di Vicenza SALVATORE ACCARDO violino LAURA GORNA violino FRANCESCO FIORE viola CECILIA RADIC violoncello Mendelssohn-Bartholdy: Integrale dei Quartetti per archi (2° concerto)

GIOVEDì 19 MARZO ore 20 / VENERDì 20 MARZO ore 20:45 - Sala Palladio, Fiera di Vicenza

IGUDESMAN & JOO in “A Little Nightmare Music”

Biglietti PRIMO SETTORE: intero 30 / ridotto 22 €- SECONDO SETTORE: intero 25 €/ ridotto 17 € Info: Centro Artistico Musicale Apolloni, telefono 324 6949300 - e-mail info@centroapolloni.com

SABATO 18 APRILE ore 21 - Teatro Astra di Vicenza

eccentri dadarò

Il saltimbanco e la luna - le canzoni, il giornalismo, Enzo Jannacci Lo spettacolo è organizzato in collaborazione con Scarp deʼ Tenis, la rivista mensile di strada promossa e sostenuta dalla Caritas Diocesana Vicentina come progetto di reinserimento delle persone senza dimora. Biglietti intero € 12 | ridotto € 10 Regala un posto a una persona senza dimora con il sistema dei “biglietti sospesi” Info: Ufficio Teatro Astra, Contrà Barche 55, Vicenza, telefono 0444 323725 - email info@teatroastra.it

la carta di questa pubblicazione è gentilmente offerta da

Musicare 2/2015  

Musicare è il periodico di informazione della Società del Quartetto di Vicenza. In questo numero, le anticipazioni sugli ultimi concerti del...

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