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MAGGIO-GIUGNO 2019

MusiCare 2019 - ANNO XXI - Numero 3 - Mensile in A.P. 70% C.P.O. Vicenza

BASSO, ALTO, OLIMPICO

Non è più questione di destra o sinistra: per ALESSANDRO BERGONZONI il livello di tutto può essere basso, alto o altissimo. Nell’arte e nella vita. Il teatro palladiano è la cornice perfetta per presentare questa idea ad una città che deve elevarsi e che parte da una base che collabora: Società del Quartetto, Festival Biblico e Conservatorio insieme per una sera. DALLA MATTINA ALLA NOTTE I musicisti della OTO impegnati anche d’estate, tra Matinée al Chiericati e Notturni Palladiani

UN’ALTRA STELLA MONDIALE

“Voci olimpiche”: un altro progetto artistico internazionale nell’impresa culturale della Società del Quartetto 1

COSA NON FARE A TEATRO

Tante buone ragioni per andare a teatro; e qualche piccola regola affinché la musica non se ne vada


“all’Olimpico col Pedrollo,, DOMENICA 19 MAGGIO 2019 ORE 21.00 nell’ambito di Vicenza Jazz Festival concerto a cura del dipartimento di musica Jazz concerto finale della master class tenuta da Jorge Rossy biglietto unico 10 €

LUNEDÌ 20 MAGGIO 2019 ORE 21.00

concerto a cura del dipartimento di musica antica musiche di musiche di Giovanni Legrenzi biglietto unico 5 €

MARTEDÌ 21 MAGGIO 2019 ORE 21.00

concerto a cura del dipartimento di strumenti a fiato musiche di Mangani, Juncos, Scott, Debussy/Chinca, Ligeti biglietto unico 5 €€

MERCOLEDÌ 22 MAGGIO 2019 ORE 21.00

concerto a cura del dipartimento di musica d’insieme in coproduzione con il Festival Biblico e la partecipazione di Alessandro Bergonzoni musiche di Piazzolla, Smith, Bernstein biglietto unico 1 €

Ufficio Produzione del Conservatorio A. Pedrollo di Vicenza Contra’ S. Domenico, 33 - 36100 Vicenza dal lunedì al venerdì dalle 11.30 alle 13.30 giovedì dalle 15.00 alle 16.30 - tel. +39 0444 507551 produzione@consvi.it - www.consvi.it Società del Quartetto di Vicenza vicolo cieco Retrone, 24 - 36100 Vicenza dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 17.30 - tel. 0444 543729 - fax 0444 543546 info@quartettovicenza.org 2 - www.quartettovicenza.org


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volte, le soddisfazioni più grandi si raccolgono nei momenti meno attesi. La presenza di András Schiff a Vicenza rappresenta un indubbio fiore all’occhiello nell’attività della Società del Quartetto e questo vale pure per gli altri nomi internazionali (e relativi concerti) che l’associazione riesce a portare nei palcoscenici della città, dando lustro all’offerta culturale del capoluogo. Tuttavia, la grandezza – oserei dire – di un operato si misura poi in tante piccole altre azioni, che fanno meno notizia ma che seminano futuro e lavorano per la qualità della vita e delle relazioni. Non solo il progetto scuole – di cui diamo conto in questo numero –, che rappresenta per definizione l’investimento principale, la mission di associazioni come il Quartetto. Accade anche che uno dei Matinée dell’Orchestra del Teatro Olimpico, con programma e organico originali, nonostante una pioggia battente che dissuadeva dal portarsi in centro storico, abbia segnato il tutto esaurito, l’overbooking e l’entusiasmo dei fortunati che erano riusciti ad accedervi. Nell’occasione, sono stati i violoncelli capitanati da Jacopo Di Tonno a “cantare sotto la pioggia”, dimostrando che non esiste buono o cattivo tempo. Il 12 maggio, nel salone d’onore di Palazzo Chiericati, ai presenti sarà parso di essere in una città europea, in cui è normale che la domenica mattina nella pinacoteca civica si possa ascoltare, con 5 euro, una sezione dell’orchestra cittadina eseguire musiche di Grieg, Debussy, Bartók. Un piccolo concerto di grande qualità, grazie al repertorio proposto e agli esecutori coinvolti. Si son visti rappresentanti del tradizionale pubblico della classica di Vicenza, certo; ma anche volti nuovi, famiglie in visita al museo, nonni con nipoti, turisti: questi ultimi, per quanto pochi, non potevano non annoverare la signora orientale che filmava tutto il tempo col suo Huawei, arrecando non poco fastidio ad altri ascoltatori. Sulle modalità di fruizione di un concerto, o meglio, sulle condizioni di ascolto della musica dal vivo, c’è ancora molta strada da fare: ne parliamo a pagina 13, con le riflessioni di Filippo Lovato. Ma intanto si faccia tesoro di questi risultati, che premiano sforzi lunghi anni e indicano la strada da seguire per trovare una dimensione locale che non sia provinciale. ●

In copertina: ALESSANDRO BERGONZONI comico, scrittore, autore e attore teatrale. Sessantanni e non dimostrarli, origini bolognesi doc. Sarà a Vicenza il 22 maggio per il Festival Biblico, nell’ambito di “All’Olimpico con Pedrollo”, per parlare di cultura della comunità, accompagnato dalla musica degli allievi del “Pedrollo”. Anno XXI - Numero 3 Maggio-Giugno 2019

coordinamento editoriale Giovanni Costantini collaboratori Marco Bellano Silvia Ferrari Filippo Lovato Paolo Meneghini Veronica Pederzolli Michele Todescato impaginazione Alessandra Melison per le foto l’Editore è a disposizione di quanti provassero diritti di Copyright

Giovanni Costantini

cartaCanta

di Michele Todescato Periodico di cultura, musica e spettacolo di Società del Quartetto di Vicenza e Orchestra del Teatro Olimpico Direttore Resp.: Matteo Salin Editore: Società del Quartetto di Vicenza Redazione: vicolo cieco Retrone, 24 Vicenza Tel. 0444/543729 Fax 0444/543546 web www.quartettovicenza.org e-mail info@quartettovicenza.org Periodico iscritto al registro Stampa del Tribunale di Vicenza n. 977 Stampa: Tipolitografia Pavan snc su carta Passion 13 da 100 g/mq Tiratura 3000 copie

IL DESTINO IN SOL MINORE W. A. MOZART STREICHQUINTETT IN G – KV 516 BÄRENREITER-VERLAG, KASSEL Publication 1986 L’opera sarà interpretata dagli Archi della OTO domenica 23 giugno 2019 al Palazzo Chiericati di Vicenza.

la carta di questa pubblicazione è gentilmente offerta da

«Lo sento, a quel che provo, che l’ora suona... la vita era pur sì bella... ma non si può cambiare il proprio destino». W. A. Mozart, in una lettera a Lorenzo Da Ponte

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BIGLIETTO UNICO: 5 EURO Museo Civico di Palazzo Chiericati (Piazza Matteotti 37/39, Vicenza)

PRENOTAZIONI E PREVENDITE PRESSO

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OTO-ORCHESTRA DEL TEATRO OLIMPICO Vicolo Cieco Retrone 24 - Vicenza / 0444 326598 segreteria@orchestraolimpico.it / www.orchestraolimpico.it


Indice

LA STECCA

«Un’orchestra sinfonica costa molto, è vero; ma costa anche molto meno di un giocatore di calcio» (Riccardo Muti, direttore d’orchestra italiano, 1941)

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frasi&accordi

RINNOVARSI E CONDIVIDERE: NUOVA LINFA AL DIRETTIVO DEL QUARTETTO di Daniele Ziggiotto

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antePrima

VOCI OLIMPICHE: UNA NUOVA STELLA INTERNAZIONALE PER IL QUARTETTO di Veronica Pederzolli

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musicaMese

PROMENADE TRA QUADRI E MUSICHE: ET VOILÀ, I MATINÉE AL CHIERICATI di Veronica Pederzolli

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notEventi

QUATTRO SERATE ALL’OLIMPICO CON LE ECCELLENZE DEL CONSERVATORIO di Paolo Meneghini

musicaMese

SUONI NOTTURNI AL PALLADIO MUSEUM: LA MUSICA DA CAMERA FIRMATA OTO di Silvia Ferrari

echi

PREMIO GUGLIELMO: A GIBBONI LA PRIMA BORSA DI STUDIO INTITOLATA A “GIANNI” di Sandro Pupillo

registri&note

NUMERI IMPORTANTI PER IL QUARTETTO NELLE SCUOLE: SI SEMINA IL FUTURO... di Giovanni Costantini

contr’appunti

...AFFINCHÉ LA MUSICA SI MANIFESTI! ECCO LE REGOLE PER UN BUON ASCOLTO di Filippo Lovato

d’altroCanto ouverture Per qualcuno sarà stato motivo di orrore, per altri di positiva meraviglia. La maggioranza non vi avrà fatto nemmeno caso, ma la cosa non poteva passare inosservata a questa rubrica. Anno Domini 2019, sabato di marzo, ore 12, Vicenza, contrà Riale, tra palazzo Costantini e palazzo Cordellina, tra il 1840 dell’architetto Giovanni Maria Negrin Quartesan e la fine del ‘700 firmata da Ottone Calderari, tra la biblioteca civica e le colonne in perfetto stile palladiano. È in questo paesaggio culturale che i molti studenti in pausa (lunga) ed i pochi turisti di passaggio (rapido) sono raggiunti dal suono delle campane, di molte campane: è mezzogiorno, nella vecchia sacrestia d’Italia, che in centro storico conta quasi più chiese che case. Quando il concerto di tutte si affievolisce, un’altra polifonia si fa spazio nell’àere. Un campanile intona inclemente, per diversi minuti, il celebre tema della Sinfonia 40 in Sol minore di Mozart, K 550. Un po’ più lento e leggermente stonato, o meglio, intonato come una campana. Le note ci sono tutte, la musica è proprio quella. Un po’ come entrare in un pub a Glasgow e vedersi serviti gli spaghetti, un po’ scotti e leggermente sconditi. Per altri, invece, una chiesa di Vicenza al pari delle grandi basiliche di Francia, Paesi Bassi e Inghilterra. Si riuscirà ad avere una cultura europea senza perdere l’autenticità dell’identità locale? “Ci sono ancora così tante cose da dire in Do maggiore...”. ●

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ouverture notEventi frasi&accordi

didiPaolo Meneghini Daniele Ziggiotto

RINNOVARSI E CONDIVIDERE: NUOVA LINFA AL DIRETTIVO DEL QUARTETTO L’Assemblea dei soci della Società del Quartetto ha sancito l’ingresso in Consiglio di tre nuovi membri: Adriana Maltauro, che è anche il nuovo vicepresidente dell’associazione, Elisa Teatini e Daniele Ziggiotto. Iniziamo la loro presentazione ospitando un breve intervento di quest’ultimo. ca: tra i miei tanti interessi, a volte momentanei, essa rappresenta una costante. Ogni momento della mia vita, di cui magari scordo avvenimenti e persone, mantiene un ricordo musicale vivo e costante. L’esperienza all’interno del consiglio sarà per me del tutto nuova ed entusiasmante: mi accosto a questo ruolo con curiosità ed una certa circospezione, ma anche con il desiderio di lavorare in sinergia con il direttivo, per sostenere l’Associazione nelle iniziative e nelle attività finalizzate alla diffusione della musica. Ad essere sincero, non ho ben chiaro quale potrà essere il mio contributo ad una associazione che da più di venti anni organizza l’Omaggio a Palladio, che ha messo in piedi dal nulla quel miracolo chiamato Vicenza Opera Festival che lo scorso anno ci ha fatto emozionare come non mai, che porta ogni anno nei teatri vicentini la crema dei musicisti di tutto il mondo (inutile stare ad elencare), che adesso ci propone un inedito Festival, Voci Olimpiche, che parte già alla grande sotto la direzione di Andrea Marcon; la stessa Associazione che, accanto alle imprese eclatanti, non ha MAI perso di vista il suo impegno per la diffusione, con un occhio di riguardo per chi si trova in difficoltà. Ecco quindi le iniziative per portare la musica negli ospedali per stare vicino a chi è in un momento grigio della propria vita, il servizio navetta perché l’età che avanza non sia motivo per rinunciare ad un bel concerto che aiuta a tenere giovane la mente, l’andare nelle scuole a stimolare la curiosità dei ragazzi, le prove aperte con il maestro Accardo, i concerti estivi nel giardino dell’Olimpico, i concerti domenicali per le famiglie, le lezioni di Cesare Galla prima dei concerti… davvero, c’è qualcosa che non abbiano già pensato? Credo di non dire nulla di nuovo affermando che in generale il mondo della musica colta abbia la necessità di rinnovarsi per garantirsi un futuro; in questo senso Società del Quartetto ha fatto moltissimo e con le sue iniziative a favore della diffusione della musica tra i giovanissimi e nelle scuole può ben dirsi all’avanguardia. La sfida, secondo il mio parere, deve concentrarsi in due opposti movimenti. Da un lato la spinta centripeta, che attiri i ragazzi, che dimostri loro che una serata a teatro non solo non è motivo di noia, ma può diventare una piacevole consuetudine, un luogo e un momento di aggregazione; dall’altro lato, la spinta centrifuga: la musica che esce dal teatro, dove spesso viene scambiata per attività elitaria, e va a mostrarsi alle persone nei luoghi dove solitamente c’è solo rumore. Non facile, certo, ma non impossibile. ●

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i chiamo Daniele Ziggiotto, ho 44 anni, Sabrina è da sempre la mia compagna di vita e siamo sposati da 15 anni. Abbiamo due figlie amatissime: Giulia e Annachiara, entrambe musiciste in erba. Dopo la maturità classica al liceo “Pigafetta” e una laurea in Psicologia all’Università di Padova, nel ’99 ho affiancato mio padre nella piccola ‘avventura’ artigiana da lui intrapresa un anno prima, alla quale dopo pochi anni si è unito anche mio fratello Matteo; ci occupiamo di produzione e commercializzazione di pelli per arredamento. Il nostro primo contatto con il maestro Meneghini risale ai primi anni 2000; dapprima con l’abbonamento alla stagione degli Amici della Musica, poi con la nostra offerta di un (modesto) aiuto economico all’associazione. A questo sono seguiti molti altri anni di collaborazione, di splendidi concerti, di “omaggi a Palladio”. In questo lungo periodo abbiamo potuto apprezzare il grande lavoro e la sconfinata passione che animano l’attività del Quartetto e, quando il maestro Meneghini mi ha chiesto di entrare a far parte del consiglio, ho accettato lusingato. Ho sempre amato la musi-

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antePrima ouverture

di Veronica Pederzolli

VOCI OLIMPICHE: UNA NUOVA STELLA INTERNAZIONALE PER IL QUARTETTO Direzione artistica di Andrea Marcon, direttore della celebre Orchestra Barocca di Venezia, e nomi da tutto il mondo per il nuovo progetto targato Società del Quartetto: un concorso vocale internazionale per l’allestimento dell’opera “Alcina” di Händel al Teatro Olimpico di Vicenza.

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l via la prima edizione di Voci Olimpiche, concorso internazionale d’interpretazione di opera barocca rivolta a cantanti nati dopo il 1° gennaio 1980 in programma al Teatro Olimpico di Vicenza dal 1 al 7 novembre 2019. Promosso da Fondazione Cariverona su un progetto di Andrea Marcon e realizzato dalla Società del Quartetto di Vicenza, Voci Olimpiche mette a concorso tutti e sette i ruoli dell’opera “Alcina”, che Georg Friedrich Händel compose nel 1735. E quelli di Alcina, Ruggero, Bradamante, Morgana, Oronte, Orberto e Melisso sono tra gli esiti più complessi dal punto di vista musicale e drammaturgico del compositore naturalizzato inglese. Complessità necessaria alla spettacolare dimensione scenica del soggetto: la metamorfosi drammatica non fa sconti di pena, l’interpretazione passa velocemente dal furore all’inna-

moramento, dall’euforia alla disperazione. Così il concorso, a seguito di una fase eliminatoria con tre proposte a libera scelta, già nella semifinale richiede di eseguire a memoria un qualsiasi brano del proprio ruolo richiesto dalla giuria, le cui indicazioni diventeranno invece caratterizzanti nella prova finale. Una sfida dal La a 415 hz, che Voci Olimpiche premia con una scrittura artistica per la rappresentazione semiscenica del 19 e 21 aprile 2020, su regia di Lorenzo Regazzo e con l’Orchestra Barocca di Venezia diretta da Andrea Marcon. La domanda di partecipazione a Voci Olimpiche deve essere inviata tramite l’apposito modulo a vociolimpiche@quartettovicenza.org entro il 17 settembre 2019, allegando curriculum vitae, documento d’identità e codice fiscale. ●

GIURIA STELLARE

Da Mosca a Valencia, da Amsterdam a Hannover, ecco i nomi di maestri e addetti ai lavori che faranno capolino a Vicenza per il concorso. Prestigiosissima è la composizione della giuria presieduta dal direttore Andrea Marcon, la cui bacchetta porterà in scena il lavoro ad aprile. Per iniziare, gli italiani Fortunato Ortombina, sovrintendente e direttore artistico Teatro La Fenice di Venezia, Giancarlo Andretta, direttore ospite principale dell’Orquesta Ciudad de Granada, e Lorenzo Regazzo, basso e baritono dalla straordinaria carriera. E poi direttori artistici quali Dmitry Vdovin del Bolshoi di Mosca, Kees Vlaardingerbroek dei ZaterdagMatinee del Royal Concertgebouw di Amsterdam, Clemens Birnbaum della Fondazione Händel House, Jesús Iglesias Noriega della Valencia Opera House, Alain Perroux di Aix en Provence Summer Festival e Susanne Schmidt del Festival di Bregenz. Infine Christian Carlstedt, casting director della Staatsoper Hannover. A Vicenza, le stelle del firmamento della musica internazionale, barocca e non solo. v.p. ●

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ouverture notEventi musicaMese

Paolo Meneghini didiVeronica Pederzolli

PROMENADE TRA QUADRI E MUSICHE: ET VOILÀ, I MATINÉE AL CHIERICATI Interpretazioni DOC, repertorio vario, biglietto d’ingresso a soli 5 euro: sono i concerti della mattina nella splendida cornice della pinacoteca di Vicenza. Un’ora di musica con i maestri della OTO, in formazione di fiati o archi ed in curiosi ensemble da scoprire...

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magnifica pinacoteca cittadina. Inaugura un quintetto di fiati della OTO guidato da Sanson con un programma che da Bach arriva a Gershwin; fiati che in diversa formazione ritroveremo il 19 maggio, con capolavori di radice francese, e il 16 giugno, quando oltre a Respighi e Nielsen sarà proposto lo stesso Sanson, che oltre che esecutore e docente è compositore. Sono tre anche gli appuntamenti dedicati alle diverse formazioni di archi guidate da Lama: a seguito delle straordinarie pagine dei maestri del barocco proposte il 9 giugno, il 23 giugno si passa al classicismo di Mozart e Boccherini per poi riscoprire, il 30 giugno, il compositore ottocentesco Antonio Bazzini che ebbe la stima di Paganini, Schumann e Mendelssohn. A coronamento del quadro, un concerto per quel magico impasto di suono dato dall’ensemble di soli violoncelli, curato da Di Tonno, e un curioso appuntamento per soli contrabbassi, nel quale la creatività di Ubaldo Fioravanti propone perfino un duello western. ●

nche per il 2019 sono finite le scuse per passare la domenica mattina sul divano: da domenica 28 aprile a domenica 30 giugno torneranno i Matinée al Chiericati curati dall’Orchestra del Teatro Olimpico. Giunti alla loro seconda edizione, propongono otto concerti di musica da camera che dalle ore 11 faranno risuonare il Salone d’Onore dello storico palazzo vicentino. E si tratta di piacevoli interludi musicali il cui marchio di garanzia è davvero DOC: la solidità e vivacità tecnica dei giovanissimi musicisti della OTO è guidata dalle “menti” di Filippo Lama, Jacopo Di Tonno, Ubaldo Fioravanti e Davide Sanson, affermati musicisti in campo nazionale - e non solo - che sono fra i tutor incaricati di seguire l’orchestra durante tutte le produzioni della stagione. Un connubio che regala l’acquolina in bocca per la condizione d’interpretazione privilegiata e per l’estrema accessibilità: il repertorio è vario, la durata non supera l’ora e il biglietto d’ingresso è di soli 5 euro. E, il tutto, nella sontuosa cornice della

PATRIMONIO DI TUTTI Nel 1550, il bel palazzo che troneggia nell’attuale piazza Matteotti, a Vicenza, veniva progettato da Andrea Palladio su commissione del conte Girolamo Chiericati. Terminato alla fine del XVII secolo con decorazioni e affreschi di Domenico Brusasorzi e Battista Zelotti, il celebre palazzo fu poi acquisito dal Comune di Vicenza nel 1839 che lo restaurò inaugurandone il Museo civico nel 1855. Oggi divenuto Patrimonio UNESCO è uno dei più efficaci motori culturali della città e, dunque, patrimonio di tutti i cittadini di Vicenza, bene pubblico inestimabile e insostituibile. v.p.

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notEventi ouverture

di Paolo Meneghini

QUATTRO SERATE ALL’OLIMPICO CON LE ECCELLENZE DEL CONSERVATORIO Seconda edizione di “All’Olimpico col Pedrollo”, rassegna concertistica che mette nella vetrina palladiana i dipartimenti dell’istituzione musicale cittadina, dalla Musica Antica al Jazz. Il cartellone 2019 si apre in collaborazione con Vicenza Jazz e si conclude in sinergia col Festival Biblico.

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a domenica 19 a mercoledì 22 maggio il Teatro Olimpico di Vicenza apre le porte alla seconda edizione della rassegna musicale “All’Olimpico col Pedrollo” realizzata dalla Società del Quartetto in collaborazione con il Conservatorio e il Comune di Vicenza. La kermesse, che vuole essere una vetrina delle eccellenze espresse dal Conservatorio Pedrollo, presenta in ognuna delle quattro serate altrettanti programmi tematici che spaziano dal jazz al barocco, dalla musica contemporanea alla world music. Si parte con il jazz, domenica 19 maggio, con un concerto-evento curato dal Dipartimento di Musica Jazz del “Pedrollo” in collaborazione con il Vicenza Jazz Festival 2019 che segna il momento conclusivo della masterclass tenuta dal batterista, vibrafonista e pianista catalano “Jordi” Rossy nelle aule del Conservatorio. Rossy e il “Pedrollo Clinic Ensemble” saranno affiancati da quattro professionisti di prim’ordine nel panorama jazzistico italiano: si tratta di Pietro Tonolo ai sassofoni, Roberto Rossi al trombone, Paolo Birro al pianoforte e Martino De Franceschi al contrabbasso. In scaletta ci sono brani dell’italo-americano Lennie Tristano (1919-1978) e del suo collega e contemporaneo Herbie Nichols. Di tutt’altra atmosfera il concerto che lunedì 20 porterà gli spettatori fra gli splendori dell’epoca barocca. Realizzata dal Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio Pedrollo, la serata è interamente dedicata a Giovanni Legrenzi (1626-1690), autore bergamasco che in quel di Venezia svolse un ruolo di primo piano nello sviluppo del linguaggio musicale della sua epoca. Sul palco, diretto dal “maestro di concerto” Flavio Bonizzoni – nome di chiara fama in questo genere di repertorio – c’è l’Ensemble vocale e strumentale del Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio. La serata di martedì 21, curata dal Dipartimento degli strumenti a fiato, volge lo sguardo alla musica contemporanea presentando un’ampia selezione di brani tratti dalla rassegna “Dopo il Rumore”, curata dal prof. Franco Poloni e andata in scena nel 2018. In programma brani di Michele Magnani, di Alessandro Juncos, del compositore e sassofonista britannico Andy Scott, di Stefano Chinca e, in chiusura, di Ligeti. Sul palco – e sarà certamente uno spettacolo – un “coro” formato da una trentina di clarinetti e vari ensemble da camera. La rassegna si chiude in bellezza mercoledì 22 con un’inedita collaborazione con il Festival Biblico, che ha invitato sul palcoscenico olimpico l’attore Alessandro Bergonzoni. Parole e musica, dunque, per un appuntamento che già si preannuncia da tutto esaurito. Le parole sono quelle dell’istrionico autore e attore bolognese; la musica, tutta americana, è quella di Astoria Piazzolla, Ethel Smith e del grande Leonard Bernstein. Tutti gli spettacoli della rassegna iniziano alle ore 21 e hanno un prezzo d’ingresso “simbolico” di 5 Euro (1 Euro per la serata con Bergonzoni). ●

UNA CITTÀ CHE PROGETTA ASSIEME

All’interno del cartellone del Pedrollo al Teatro Olimpico, il nome di Alessandro Bergonzoni, invitato dal Festival Biblico a parlare della Polis e delle relazioni che in essa con-vivono.

Con il titolo “La base è l’altezza (bianco è nero)”, Alessandro Bergonzoni animerà le suggestive pareti del Teatro Olimpico, opera del genio palladiano, all’interno del programma della XV edizione del Festival Biblico, mercoledì 22 maggio. L’importante appuntamento culturale è co-prodotto con il Conservatorio di Musica “A. Pedrollo” e con la Società del Quartetto di Vicenza, all’interno del cartellone “All’Olimpico col Pedrollo”: una collaborazione, una espressione di sinergie che concretizza il tema della Polis, al centro del Festival Biblico 2019. Bergonzoni, intervistato da Marino Sinibaldi, direttore di Rai Radio3, si interrogherà sugli esseri con cui stare, non i popoli da conquistare, invadere, sfruttare o allontanare. Trasform’azione in atto, gesti non gestione, per prender corpo e abitare non soltanto le nostre città, ma l’altro, che è in noi. Trascendentalmente. Ad aprire e chiudere, la musica eseguita dagli studenti del Conservatorio di Vicenza, ad attestare che il messaggio artistico si compone di più linguaggi e la convocazione culturale è frutto di una città che progetta assieme. ● Roberta Rocelli direttore generale Festival Biblico

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ouverture notEventi musicaMese

di Paolo Meneghini di Silvia Ferrari

SUONI NOTTURNI AL PALLADIO MUSEUM: LA MUSICA DA CAMERA FIRMATA OTO Terza edizione dei “Notturni palladiani”: nell’incantevole cortile di Palazzo Barbarano, i giovani musicisti dell’Orchestra del Teatro Olimpico daranno vita a quattro interessanti appuntamenti di musica da camera, spaziando nei diversi generi e periodi della storia della musica.

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on sentite già l’eco di buona musica che risuona sotto i cieli stellati di Vicenza? Con l’arrivo dell’estate, torna anche “Notturni palladiani”, la rassegna musicale giunta ormai alla quinta edizione, che accoglie le sezioni dell’Orchestra del Teatro Olimpico nell’incantevole cortile di Palazzo Barbarano. L’evento, organizzato in collaborazione con il Palladio Museum, si svolgerà quest’anno dal 13 giugno al 25 luglio. Al centro della scena ci saranno i giovani musicisti della OTO, accompagnati e guidati dai due maestri formatori: Filippo Lama per gli archi e Davide Sanson per i fiati. Dopo due edizioni che hanno presentato la OTO in formazioni di piccole orchestre, quest’anno si passa alla musica da camera. E sono quattro gli appuntamenti in cartellone, con un programma vario che si muove agilmente tra diversi secoli, per soddisfare più palati. Si comincia il 13 giugno, con i fiati, per un concerto dal titolo “Quei saltimbanchi degli ottoni”, un excursus affascinante tra le magnifiche e pazze sonorità di trombe e tromboni dal 1600 fino ad oggi. Protagonisti saranno la sonata da “Die Bankelsangerlieder”, le musiche di Tommaso Albinoni, Ludwig Wilhelm Maurer,

Claude Debussy, Victor Ewald ed i giochi sonori composti da Davide Sanson. Il 27 giugno, il secondo appuntamento sarà “Romantici e melodici”. Gli archi della OTO eseguiranno brani di Franz Schubert e Johannes Brahms, accompagnati dal clarinetto, considerato la voce dell’amore, dal Classicismo in poi. Si continua poi l’11 luglio con una serata intitolata “Un manoscritto ritrovato” e dedicata alle armonie di Mozart e al quartetto in La minore per pianoforte e archi che Mahler distrusse, ma che fu poi recuperato. L’ultimo appuntamento sarà il 25 luglio con “Il violino del diavolo”, la celebre storia del soldato che vende il violino e perde l’anima, musicata da Igor Stravinskij al finire del primo conflitto mondiale. Tutti gli eventi iniziano alle 21 e in caso di maltempo si terranno nella Chiesa dei Servi di Piazza Biade con biglietteria al Palladium Museum. Biglietto unico 7 euro (abbonamento a quattro concerti 21 euro). Biglietti acquistabili presso gli uffici della OTO, in vicolo Cieco Retrone 24 (0444-326598 segreteria@orchestraolimpico.it) o al Palladium Museum in Contrà Porti 2 (0444323014 accoglienza@palladiomuseum.org). ●

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echi ouverture

di Sandro Pupillo

PREMIO GUGLIELMO: A GIBBONI LA PRIMA BORSA DI STUDIO INTITOLATA A “GIANNI” Dopo 4 giorni di masterclass col grande violinista Salvatore Accardo, va al giovane salernitano Giuseppe Gibboni il premio in memoria del maestro Guglielmo. Allievi finalisti da vari Paesi, livello tecnico molto alto e concerto finale a Palazzo Montanari.

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al 27 al 30 marzo si è tenuta la fase conclusiva della prima edizione di “Progetto Guglielmo”: masterclass, concerto e borsa di studio per giovani violinisti. Le lezioni sono state tenute dal maestro Salvatore Accardo e la borsa di studio è stata intitolata alla memoria del celebre violinista vicentino Giovanni Guglielmo, scomparso nel 2017. L’iniziativa è stata promossa da Intesa Sanpaolo e Società del Quartetto in collaborazione con il Conservatorio di Vicenza Oltre cinquanta i violinisti under30 iscritti, provenienti da diverse regioni d’Italia, da Grecia, Germania, Spagna, Portogallo, Francia, Ucraina, Stati Uniti, Taiwan. Dopo una prima selezione che ha portato a 24 il numero dei candidati, un’ulteriore audizione nello scorso novembre ha stabilito gli otto finalisti: Dario Samarani, Paolo Tagliamento, Sara Zeneli, Teofil Milenkovic, Sofia Manvati, Eleonora De Poi, Chi Lee e Giuseppe Gibboni. Si tratta di giovani promesse della musica con età media poco più di venti anni, desiderosi di lavorare con Salvatore Accardo. Durante i giorni nella masterclass, il maestro Accardo ha manifestato più volte che ciò che gli sta maggiormente a cuore è proprio il futuro della musica e,

in particolare, della formazione dei giovani musicisti: “L’imperativo per il nostro Paese, che tanto ha dato alla musica, è proprio investire nella formazione in virtù del fatto che è sempre più difficile per i giovani interpreti, e ne abbiamo di straordinari, iniziare una carriera che dia loro soddisfazioni come quelle che ho avuto io”. Sabato 30 marzo, a conclusione della masterclass, si è tenuto il concerto finale, nel Salone d’Apollo delle Gallerie d’Italia Palazzo Leoni Montanari, sede museale e culturale di Intesa Sanpaolo a Vicenza, con l’assegnazione della borsa di studio “Giovanni Guglielmo”. La giuria - presieduta dal figlio di Giovanni Guglielmo, Federico, violinista anch’egli, e composta dai maestri Salvatore Accardo, Krzystof Wegrzyn e dal direttore del Conservatorio di Vicenza, Roberto Antonello -, positivamente sorpresa dalla qualità degli otto finalisti, ha proclamato vincitore il diciassettenne salernitano Giuseppe Gibboni, figlio di due musicisti professionisti e astro nascente del violinismo internazionale. Aspettando la prossima edizione del Premio Guglielmo, è doveroso un grande in bocca al lupo a Giuseppe, Eleonora, Sara, Sofia, Chi, Dario, Paolo e Teofil, per una brillante carriera! ●

LA PRIMA VOLTA CON “IL” MAESTRO

l’ho ascoltato. Grazie a questo corso di perfezionamento ho potuto finalmente conoscere di persona il maestro. Le lezioni con lui sono state di grande ispirazione, sia a livello musicale che tecnico, con idee e spunti interessanti soprattutto per quanto riguarda Bach e Paganini. Caratterialmente, Accardo è una persona dal cuore d’oro: severo, come dev’essere un insegnante, ma allo stesso tempo molto sensibile. E poi mi ha fatto piacere incontrare diversi amici e “colleghi” violinisti e, ascoltando alcune delle loro lezioni, riconoscere che il livello di ciascuno era davvero notevole. Concludo ringraziando di cuore tutti coloro che hanno reso possibile questa positiva esperienza. ●

Impressioni e commenti di un’allieva della masterclass, onorata di prendere lezioni da Salvatore Accardo, “mito” di quando era bambina

È stato un grande onore essere stata selezionata per la masterclass con il maestro Salvatore Accardo. La prima volta che lo sentii suonare avevo solo sette anni: il mio primo insegnante mi aveva regalato un cd interpretato da lui. Ne ero innamorata, tanto che ora quel CD è usurato dalle troppe volte che

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Eleonora De Poi


ouverture notEventi registri&note

di Giovanni Paolo Meneghini di Costantini

NUMERI IMPORTANTI PER IL QUARTETTO NELLE SCUOLE: SI SEMINA IL FUTURO... Progetto scuole. “Si Fa...musica!” e “Un, due, tre...tocca a me!” hanno avuto grande seguito nel territorio: laboratori di didattica, formazione per docenti e spettacoli ad hoc per i più piccoli. Prosegue l’impegno della Società del Quartetto per la cultura musicale nel mondo della scuola.

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on solo note sul registro per i bambini di molte scuole primarie di Vicenza, ma anche note sul pentagramma. E non solo acuti della maestra ad esaltare la voce come strumento, nelle scuole dell’infanzia, ma anche le voci dei bimbi unite in coro. “Si Fa...musica!”, il progetto scuole della Società del Quartetto di Vicenza, per l’anno scolastico 2018/2019 ha toccato l’interesse di molti docenti e raggiunto una quantità rilevante di alunni delle scuole del territorio. I numeri parlano chiaro: gli alunni coinvolti nel progetto sono stati in totale 435, e 39 i docenti interessati. In particolare: il laboratorio sperimentale di avviamento alla musica, curato dalle professoresse Fattambrini, Graziani e Morisi, si è svolto presso le scuole primarie “Da Porto” e “Zanella”, coinvolgendo 76 alunni di 4 classi; le professoresse Bertollo e Beltramello hanno invece tenuto il laboratorio di propedeutica musicale e l’ensemble corale: il primo è stato accolto dalle scuole dell’infanzia “Malfermoni”, “Stalli”, “Burci”, “Marco Polo” e “San Gaetano” (Motta di Costabissara) ed in 95 ore di lavoro sono stati rag-

giunti 336 bimbi; il secondo ha interessato 23 bambini provenienti da vari istituti comprensivi della città di Vicenza. Oltre ai laboratori ed al coro, il progetto ha proposto un corso di formazione per gli insegnanti, tenuto dalla professoressa Beltramello in 5 incontri di due ore ciascuno, per un totale di 10 ore di aggiornamento seguite da 30 docenti. Infine, le fiabe in musica, ossia i bambini a teatro, ad assistere ad un vero spettacolo musicale, su misura per loro. Per la rassegna “Un, due, tre... tocca a me!”, il 20 febbraio 140 alunni hanno assistito a “Gianbabbeo”, mentre il 22 marzo 200 bambini hanno popolato il ridotto del Comunale per “La Tartarughina”. «Tutti i percorsi che si sono già conclusi – spiega la prof.ssa Liliana Riggio, responsabile del progetto scuole per la Società del Quartetto – hanno avuto un momento di verifica finale al quale io ho partecipato: le proposte sono state molto apprezzate e tutti gli istituti hanno chiesto che si possa proseguire il prossimo anno, magari con un ampliamento dell’offerta». ●

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contr’appunti ouverture

di Filippo Lovato

...AFFINCHÉ LA MUSICA SI MANIFESTI! ECCO LE REGOLE PER UN BUON ASCOLTO Tante buone ragioni per andare ad un concerto, e qualche piccola regola da rispettare. Società del Quartetto e Orchestra del Teatro Olimpico informano sulle buone norme di condotta in sala nel rispetto di artisti eresto del pubblico: perché una zip può far evaporare l’epifania della musica...

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scire di casa, incontrare gente, bere qualcosa al bar del teatro sono ragioni più che valide per andare ad un concerto. Anche un gelato dopo lo spettacolo lo è. Lo è anche il succulento piacere di dire “No, questa sera non vado ad un concerto”. Suscitare ammirazione, invidia o emulazione sono ottime ragioni per andare a un concerto. Evitare una cena di lavoro, una cena coi colleghi di lavoro in cui non si dovrebbe parlare di lavoro, una cena con la suocera, una cena con i genitori dei compagni di classe dei figli, una cena in cui lui o lei devono dire che non potranno continuare la relazione con lei o lui, una cena in cui non si può rifiutare un piatto indigesto di cui i padroni di casa sono orgogliosi, tutte queste sono buone ragioni per andare ad un concerto. Se ne potrebbero aggiungere centinaia, anche evitare la coscrizione obbligatoria o un matrimonio combinato, se servisse, sarebbero buone ragioni per andare ad un concerto. Però, tra le possibili ragioni, o combinazioni di ragioni, che inducono una persona a trasferirsi in un teatro o in una sala da concerto, si dovrebbe annoverare anche la seguente: ai concerti si va per ascoltare la musica. O almeno, anche per ascoltare la musica. L’impalpabile fantasma della musica, quel gigantesco ectoplasma che sfiora invisibile i timpani di tutti, si manifesta però in particolari occasioni, se il rito si perfeziona secondo una precisa liturgia che

ammette tante libertà ma prevede, inevitabilmente, anche qualche divieto. Il medium o i medium sul palco possono impegnarsi al massimo per instaurare un contatto con l’entità musica, per fare da catalizzatori affinché lo spirito della musica trovi il modo di materializzarsi al pubblico, ma l’evocazione è votata al fallimento, se il pubblico non partecipa al rito. La Società del Quartetto e l’Orchestra del Teatro Olimpico, in ogni programma di sala, informano sulle condizioni che devono essere create affinché la musica si manifesti. Niente foto o registrazioni, niente suonerie, niente colpi di tosse o crepitii di carte da caramelle. Ma anche, si può aggiungere, niente starnuti, bisbiglî, respiri pesanti, gole che si schiariscono, ombrelli che cadono, tessuti che frusciano, cerniere lampo che sgranano dentini di metallo. Niente rumore. O il meno possibile. Perché il rumore dissolve lo spirito della musica con la stessa letale rapidità con cui un raggio di sole incenerisce un vampiro. Una semplice regola può riassumere un dettagliato elenco di prescrizioni riguardanti cosa fare e cosa non fare per assecondare l’epifania della musica: una persona non va ad un concerto solo per ascoltare la musica, ma anche per consentire a quanti altri sono con lei nella sala di ascoltare la musica. Il che, peraltro, è la ragione migliore per andare a un concerto. ●

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ouverture notEventi tracce

di Paolo Meneghini di Filippo Lovato

TRE “B” ORIGINALI PER IL DUO SHIOKAWA-SCHIFF

IMPERDIBILE LONQUICH: IL SUO SCHUBERT È UN VIAGGIO MERAVIGLIOSO

autore AA. VV. titolo CD Bach Busoni Beethoven interpreti Yuuko Shiokawa (violino), András Schiff (piano) etichetta CD ECM, 2510, DDD, 2017

autore F. Schubert titolo CD 1828 interpreti Alexander Lonquich (piano) etichetta 2CD Alpha, 433, DDD, 2018

Ecco un ispirato omaggio a uno dei più acclamati pianisti e dei più cosmopoliti compositori italiani, Ferruccio Busoni, empolese d’origine ma naturalizzato tedesco, che nella tripletta delle B ha (temporaneamente) sostituito Brahms. Busoni fu ammirato interprete e studioso di Bach di cui trascrisse per piano molti lavori (uno su tutti, la Ciaccona per violino solo). Non a caso Shiokawa e Schiff aprono la tracklist con la Sonata n. 3 in Mi maggiore BWV 1016 del Kantor, eseguita su strumenti moderni, forse un ulteriore omaggio all’italiano che suonava senza remore Bach al pianoforte. Certo, in tempi di filologia, la scelta degli interpreti appare più in controtendenza delle abitudini dell’empolese. Al centro la Sonata n. 2 in Mi minore op. 36a di Busoni, sempre per violino e piano, punto di svolta nella sua carriera di compositore. In quattro tempi, si chiude con un maestoso tema con variazioni sul corale bachiano “Wie wohl ist mir”, e riprende la struttura dell’ultima Sonata per violino e piano di Beethoven, la n. 10 in Sol maggiore op. 96 che giustamente chiude la scaletta. Il suono elegantemente espressivo di Shiokawa e la nitida articolazione di Schiff restituiscono l’asciutta bellezza delle partiture, in particolare della sonata di Busoni che si ammanta della luce dei capolavori. ●

Anno fatidico per la storia della musica il 1828. Il 19 novembre Schubert morì, a trentun anni. In un misterioso furore creativo, quell’anno regalò al mondo un’abbacinante sequenza di capolavori. Tra di essi, le ultime tre sonate per pianoforte, in Do minore D 958, in La maggiore D 959, in Si bemolle maggiore D 960 e i tre Klavier Stücke D 946. Alexander Lonquich ha dedicato la sua ultima registrazione proprio all’estrema produzione pianistica di Schubert. Dal momento che la discografia di Lonquich non è vasta, CD come questi fanno solo rimpiangere l’impegno intermittente con cui il pianista tedesco si dedica a lasciare tracce su disco. Musicista di acuta sensibilità, artista intimamente lirico, Lonquich trova in Schubert un autore congeniale. Ne intuisce il carattere in profondità. Anche nei brani più vigorosi, come gli allegri iniziali della D 958 e della D 959, che aspirano a Beethoven, Lonquich promuove la misura schubertiana, un eloquio più disteso, di un’energia attenuata, dove la tecnica non emerge a soverchiare l’espressività del gesto. Quando lo Schubert wanderer si allunga nelle sue divagazioni, come nel finale della D 959 o nella D 960, ecco un panorama di meraviglie soffuse di malinconia e dipinte con tocco delicato. Imperdibile. ●

audioVisioni

di Marco Bellano

LA LOGICA DEL DESIDERIO, DALLA SIGLA TV A YOUTUBE https://www.youtube.com/watch?v=WfdjHyciN3E Le logiche del desiderio talvolta alimentano il linguaggio degli audiovisivi; se unite a quelle della mu-sica, e al suo gioco di tensioni e risoluzioni, esse non possono che risultarne amplificate e valorizzate. In YouTube è disponibile un video dedicato Sir András Schiff all’esecuzione al pianoforte delle Suite Inglesi di Bach, da parte di Sir András Schiff, avvenuta a Budapest l’11 febbraio 2003. I primi secondi ci lasciano ascoltare l’inizio della Terza Suite, in Sol minore, ma Schiff non si vede: sullo schermo c’è invece un mon-taggio di mobili inquadrature che riprendono, sovraesposti, dettagli di un pianoforte e della sua mec-canica. Le immagini dissolvono fluidamente l’una nell’altra: quando vengono mostrati gli smorzatori che scattano ritmicamente in sincrono con la musica, tradendo l’azione fisica dell’interprete, ci sembra di essere vicini al momento in cui, finalmente, il volto del Maestro ci verrà mostrato. Ecco, tuttavia, la sorpresa: quel momento non è ancora arrivato, perché ciò che vediamo è solo la sigla del concerto, de-stinato a iniziare di lì a poco. Appaiono dei titoli di testa, e solo dopo, tramite inquadrature decisamente più convenzionali, Schiff viene rivelato. Riflettendo un attimo, si capisce che l’equivoco è dovuto in gran parte anche al contesto in cui il video è stato ricollocato, ovvero YouTube. In Internet non servo-no sigle di testa, e dunque si può non attenderle; si va a volte dritti al punto, poiché siamo noi stessi a collegarci con la “trasmissione” che ci interessa, facendola iniziare o finire quando più ci piace. In TV, invece, la sigla è necessaria per separare un programma dall’altro, nel flusso continuo del palinsesto: il nostro desiderio, là, sarebbe stato molto meno stimolato e illuso, poiché avremmo intuito subito la vera funzione del suggestivo montaggio. ●

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Iván Fischer Opera Company Budapest Festival Orchestra diretta da Iván Fischer 21 - 23 - 24 ottobre 2019

LA FAVOLA D’ORFEO di Claudio Monteverdi CON LA REGIA DI IVÁN FISCHER

22 ottobre 2019

CONCERTO LIRICO-SINFONICO Budapest Festival Orchestra diretta da Iván Fischer

Biglietti in vendita nel circuito del Teatro Comunale di Vicenza (anche online sul sito www.tcvi.it) e presso la sede della Società del Quartetto. 15


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Musicare 3/2019  

Musicare è il periodico di informazione della Società del Quartetto di Vicenza e dell'Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza. Hanno collab...

Musicare 3/2019  

Musicare è il periodico di informazione della Società del Quartetto di Vicenza e dell'Orchestra del Teatro Olimpico di Vicenza. Hanno collab...

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