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SOMMARIO 89A FIERA AGRICOLA ZOOTECNICA ITALIANA 17-19 Febbraio 2017 FAZI AgriEnergy Convegni

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Economia - Meccanica & Terzisti

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Industria 4.0: 783.000 euro di finanziamenti europei al progetto SME 4.0 Germania: AAA cercasi ingegneri Salute e sicurezza sul lavoro: nuova proposta dalla Commissione europea

PUNTOBRESCIANO n. 1 Febbraio 2017 - Anno XV Mensile di informazioni bresciane Aut. del Tribunale di Brescia N° 8/2003 - 24/02/2003 DIRETTORE RESPONSABILE Gianmario Baroni EDITRICE | REDAZIONE AMMINISTRAZIONE | PUBBLICITÀ Editrend - Via Fura, 48 - Brescia Tel. 030 3534392 - Fax 030 5234013 FOTOCOMPOSIZIONE e VIDEOIMPAGINAZIONE Editrend Grafica - Via Fura, 48 - Brescia Tel. 030 3534392 - Fax 030 5234013 STAMPA Pixartprinting L’Editore declina ogni responsabilità in ordine ad eventuali errori di stampa e o disguidi di altro genere relativi agli spazi pubblicati. È vietata la riproduzione totale o parziale di foto, marchi e testi, tutti i diritti sono riservati. Periodico mensile a diffusione gratuita in Brescia e Provincia.

10 Bruxelles impone dazi all’acciaio cinese 22 Meccanica varia: export verso Cina +6,3% 22 Cresce la fiducia di consumatori e industria 23 Un’ottima annata per le macchine utensili 26 Fatturato e ordinativi a segno alterno 27 Bruxelles proroga di sei mesi le sanzioni alla Russia 28 Macchine per imballaggio in ripresa sul mercato interno 30 Il nuovo CCNL metalmeccanici entra in vigore 31 Metalmeccanica, in Italia va meglio che in Europa 32 Da Regione Lazio 16 milioni per Industry 4.0 e bioedilizia 33

Coperture Legge di bilancio 2017 e nuovi incentivi fiscali, ecco le novità.

Autoscuole

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Corsi di formazione sul tachigrafo, sono obbligatori o no?

Mercato immobiliare Previsioni mercato immobiliare

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89a Fiera Agricola Zootecnica Italiana 17-19 Febbraio 2017

Dal 17 al 19 febbraio prossimi il Centro Fiera di Montichiari (Brescia) ospiterà l’89ª edizione della FAZI – Fiera Agricola Zootecnica Italiana, rassegna trasversale dedicata al comparto primario con 9  padiglioni dedicati alla meccanica agricola, ai mezzi tecnici, alle strutture e soluzioni per l’allevamento, la mangimistica e il benessere animale, l’agricoltura e la zootecnia di precisione. I numeri della FAZI 2017 sono quelli delle grandi occasioni, con oltre 40mila metri quadrati di superficie espositiva (dei quali 10mila coperti) e una vetrina zootecnica di assoluto prestigio, con la 16ª edizione dello  European Open Holstein Show, la 49ª Mostra nazionale della razza Bruna, concorsi di morfologia con il coinvolgimento degli istituti scolastici. In particolare, saranno oltre  350  gli

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animali iscritti a catalogo per le due gare principali nel ring del padiglione 6. Le adesioni sono aperte fino al 20 gennaio sia per la Frisona che per la Bruna. La tre giorni vedrà venerdì 17 febbraio la presenza degli studenti degli istituti agrari del Nord Italia per le gare di giudizio e la presenza dei giovani allevatori per i confronti di toelettatura degli Junior Show  e del Bruna Junior Club.  Sabato sarà la volta della razza Bruna, con la finale nazionale di tutte le categorie. Per informazioni: www.anarb.it.

Domenica 19 le finali di tutte le catego-

rie dello European Open Holstein Show, organizzato con la collaborazione di Aipa Brescia e Bergamo, Arav, Anafi e Aia. Il giudice designato è Thierry Jeton. Per informazioni: www.anafi.it. Sempre sul versante zootecnico un ampio spazio sarà dedicato ai cavalli di razza Haflinger e Maremmano e alla mostra mercato dei conigli iscritti ai registri anagrafici, per la quale sono previsti oltre 500 soggetti. «Montichiari è da sempre una delle aree a più alta vocazione agricola e zootecnica  – dichiara il presidente del Centro Fiera,  Germano Giancarli – e anche nell’edizione numero 89 saremo in grado di offrire quelle risposte che il comparto primario chiede, coniugando gli aspetti dell’innovazione, delle tecnologie e della zootecnia con interessanti spazi per il dibattito. L’agricoltura, nonostan-


te le difficoltà di questi anni, ha dimostrato una significativa capacità di investimento e il Centro Fiera deve assecondare l’interesse verso il comparto con risposte concrete». Nell’ambito della 89ª Fiera Agricola Zootecnica Italiana di Montichiari debutterà FAZI AgriEnergy, un’area espositiva dedicata alle nuove tecnologie e ai prodotti per il settore delle energie rinnovabili e del risparmio energetico in agricoltura. «Oggi la redditività delle aziende agricole è sempre più legata alla diversificazione delle attività e, in chiave di multifunzionalità, la produzione di energie rinnovabili è una delle opportunità maggiormente redditizie – afferma il direttore del Centro Fiera di Montichiari, Ezio Zorzi -. Il debutto del marchio FAZI AgriEnergy è la risposta alle imprese agricole che cercano un futuro improntato sulla sostenibilità economica, ambientale e sociale, partendo dal risparmio energetico». Fra i settori espositivi saranno presen-

ti la bioedilizia, il risparmio e l’efficienza energetica, le energie rinnovabili, l’isolamento termico, le costruzioni in legno, gli infissi e serramenti certificati ad alto risparmio energetico, i portoni sezionali, la domotica, le coperture, il fotovoltaico, caldaie, stufe a biomassa e pellet, il risanamento muri, l’illuminazione a led, le schermature

solari, le pompe di calore, la geotermia, la ventilazione meccanica controllata, la depurazione delle acque. Alla FAZI di Montichiari rimane di grande interesse anche l’aspetto legato alla convegnistica, in cui peraltro il Centro Fiera di Montichiari si conferma un polo attrattivo per tutto l’anno.

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89a Fiera Agricola Zootecnica Italiana FAZI AgriEnergy

Nell’ambito dell’89a edizione della  FAZI - Fiera Agricola Italiana in programma dal 17 al 19 febbraio 2017 al Centro Fiera di Montichiari, farà il suo esordio  FAZI AGRI ENERGY, un’area espositiva dedicata alle  nuove tecnologie e prodotti per il settore delle energie rinnovabili  e del  risparmio energetico in agricoltura. Una possibilità concreta per le aziende del comparto di presidiare il territorio attraverso il contatto diretto con un pubblico di visitatori e operatori del settore provenienti da tutto il Nord Italia.

SETTORI ESPOSITIVI: bioedilizia, risparmio ed efficienza energetica, energie rinnovabili, isolamento termico, costruzioni in legno, infissi e serramenti certificati ad alto risparmio energetico, portoni sezionali, domotica, coperture,

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fotovoltaico, caldaie, stufe a biomassa e pellet, risanamento muri, illuminazione a led, schermature solari, pompe di calore, geotermia, VMC, depurazione acqua.


Industria 4.0: 783.000 euro di finanziamenti europei al progetto SME 4.0 MIT, Chiang Mai University e Montanuniversität di Leoben: sono solo tre degli otto partner che il prof. Dominik Matt è riuscito a coinvolgere in SME 4.0, un progetto europeo per il miglioramento dei cicli produttivi nell’Industria 4.0. Nei prossimi quattro anni il consorzio universitario, la cui capofila è la Libera Università di Bolzano, riceverà dal programma Horizon 2020 un finanziamento di 783.000 euro. Il team del prof. Matt potrà contare su 311.500 euro. Verso la fabbrica intelligente. L’obiettivo del progetto del consorzio coordinato dalla unibz è la creazione di un network di ricerca internazionale e interdisciplinare che lavori su tre fronti: il primo, quello dell’identificazione dei bisogni e degli elementi in grado di facilitare il passaggio delle imprese verso modalità produttive intelligenti; in secondo luogo, lo sviluppo di nuove soluzioni di design e concetti di produzione e sistemi logistici nelle PMI e, infine, l’elaborazione di modelli organizzativi e di business adatti al mutato panorama della produzione. Le nuove tecnologie ICT e del web, nell’Industria 4.0, sono le protagoniste delle fabbriche intelligenti, autonome e capaci di auto-apprendimento da cui stanno già uscendo

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prodotti realizzati sempre più secondo le necessità dell’acquirente. “Le piccole e medie imprese mirano a produrre in maniera economicamente sostenibile anche lotti di piccole dimensioni, come nella classica produzione in serie e di massa, senza però perdere la capacità di soddisfare le richieste sempre più forti di individualizzazione dei prodotti da parte dei clienti”, aggiunge Matt. I partner del progetto sono università di USA (Massachusetts Institute of Techno-


Università di Bolzano”, afferma il rettore di unibz, prof. Paolo Lugli, “una sfida per il futuro sarà il trasferimento del know-how e delle tecnologie verso imprese di piccole e medie dimensioni. Le ricerche dovranno anche aumentare la percentuale di fondi terzi acquisiti per rafforzare, assieme ai partner internazionali, il settore della ricerca dell’ateneo”. Sulla tematica dell’Industria 4.0, unibz sta cercando di creare un Centro di competenza assieme ad altri otto atenei del Nord Est.

logy MIT e Worcester Polytechnic Institute WPI), Asia ed Europa. Inoltre l’impresa slovacca Elcom – che produce registratori di cassa – accompagna il progetto dall’inizio, facilitando il lavoro sul campo dei ricercatori. “Il progetto è nella direzione che mi auguro per la Libera

Germania: AAA cercasi ingegneri Siamo abituati a sentir parlare di “fuga di cervelli” verso altri Paesi in grado di dare più opportunità ai giovani. E per i nostri ingegneri la Germania potrebbe essere un giusto approdo professiona-

le. Le università italiane di ingegneria godono di grande prestigio all’estero, e se aggiungiamo il fatto che in Germania questo percorso di studi è poco attraente per gli studenti, capiamo

il perchè molti giovani connazionali scelgano di espatriare proprio oltralpe. A parlarci di questo panorama Roberto Giardina che dal sito italiaoggi.it fa il punto della situazione.

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Salute e sicurezza sul lavoro: nuova proposta dalla Commissione europea La legislazione UE in materia di SSL esiste da oltre 25 anni. Da allora, l’UE è stata un precursore di standard elevati per la protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza. Per conservare questi risultati, la Commissione europea ha adottato ieri alcune misure per modernizzare la legislazione e la politica dell’UE in materia di SSL, per proteggere meglio i lavoratori nei luoghi di lavoro. L’obiettivo è anche quello di concentrarsi maggiormente sui risultati e meno su lavoro di ufficio, nonché per facilitare il rispetto della normativa da parte delle PMI e delle microimprese. Le misure proposte sono basate su una valutazione generale del telaio SST e una continuazione del rapporto 2015 del Parlamento europeo sul quadro strategico dell’UE per la salute e

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la sicurezza sul lavoro e le reazioni di Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro.

Quadro normativo attuale. Ad oggi l’articolo 153 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea


prevede che l’UE possa adottare specifici orientamenti per proteggere la salute e la sicurezza dei lavoratori. La legislazione europea in materia è costituita principalmente da una impostazione della portata generale della direttiva quadro e 23 direttive correlate che riguardano aspetti specifici della sicurezza e salute sul lavoro. Le linee guida correlate adattano i principi della direttiva quadro ad alcuni settori a specifici rischi professionali (ad esempio l’esposizione a sostanze pericolose) o ad alcune categorie di lavoratori (compresi i lavoratori in stato di gravidanza o giovani lavoratori). Queste linee guida definiscono i requisiti e i principi minimi, come ad esempio i principi di prevenzione e valutazione dei rischi e le misure di protezione conseguenti, così come le responsabilità dei datori di lavoro e dei lavoratori. Gli Stati membri sono autorizzati ad adottare disposizioni più severe per la protezione dei lavoratori nel diritto nazionale. Pertanto, anche se i requisiti legislativi nel campo della sicurezza e della salute sul luogo di lavoro possono variare tra gli Stati mem-

bri dell’UE, un livello minimo di protezione è garantito in tutta l’Unione. Quali sono i principali risultati della valutazione? La valutazione mostra che la legislazione dell’UE in materia di SSL è il quadro di riferimento per le norme

nazionali di SSL e rimane ampiamente idonei allo scopo. La politica dell’UE in materia di SSL è quello di contribuire, in cooperazione con gli Stati membri, per garantire la sicurezza dei lavoratori miglioramento della salute nell’Unione europea. continua a pagina 14

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89a Fiera Agricola Zootecnica Italiana Convegni

Venerdì 17 Febbraio

09.00 / Sala Scalvini CONVEGNO SILOMAIS 2.0 - La nuova maiscoltura al servizio della zootecnica Promosso da Edizioni l’Informatore Agrario

10.00 / Sala Pedini CONVEGNO TECNICO La Frisona del futuro. Prospettive per salute, banessere, impatto ambientale e controllo consanguineità Promosso da ANAFI e AIPA BS-BG

Moderatore: Prof. Paolo Ajmone  Ore 10.00 Apertura convegno  Presidente AIPA BS-BG Germano Pè  Presidente ANAFI Maurizio Garlappi  Ore 10.30  Prospettive per salute, benessere, impatto ambientale e controllo consanguineità nella Frisona italiana Presentazione nuovo PAC on line Uffici Tecnici ANAFI  Ore 11.15  Miglioramento della salite produttiva della vacche da latte attraverso la selezione genomica e la gestione aziendale  Maelle Philippe coordinatore “Progetto Genosanté”, Francia 

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Ore 12.00 Ottimizzare la raccolta dati nell’era della genomica: dagli allevamenti ai centri di valutazione genetica e ai centri di ricerca  Dr. Filippo Miglior Chief, Research & Strategic Development Canadian Dairy Network  Ore 12.45  - Discussione  Ore 13.30 - Chiusura lavori / Buffet  14.00 / Sala Scalvini WORKSHOP L’utilità dei tannini come integratori alimentari nell’alimentazione delle bovine da latte Promosso da Informatore Zootecnico - Edagricole, in collaborazione con il Gruppo Saviola 

Sabato 18 Febbraio

09.30 / Sala Scalvini TAVOLA ROTONDA Costi, ricavi e redditività della produzione del latte Promosso da Informatore Zootecnico - Edagricole

09.30 / Sala Scalvini WORKSHOP Contoterzistiti digitali Niente è più duraturo del cambiamento Promosso da Cobo, Uncai e Agrogest

Un confronto di idee su un nuovo modo di interfacciarsi con le macchine agricole, i sensori e i computer, mantenendo al centro la professionalità degli agromeccanici.

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Tuttavia, la valutazione ha anche identificato i punti chiave per migliorare il quadro politico e giuridico sulla SSL: – intensificando la lotta contro i tumori professionali, che rimane la principale causa di morte correlata al lavoro nell’Unione europea; – aiutando le imprese, in particolare le microimprese e le PMI, a rispettare le norme in materia di salute e sicurezza; – la cancellazione o l’aggiornamento

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di disposizioni obsolete, e migliorare la loro attuazione in loco, in collaborazione con gli Stati membri, le parti sociali e le parti interessate. Quali sono gli aspetti che la Commissione propone di aggiornare? La Commissione si concentrerà su tre priorità: 1 – modificare la direttiva sulle sostanze cancerogene e mutagene,

stabilendo o rivedere i livelli di esposizione ad altre sostanze chimiche cancerogene (o “cancerogeni”) sul posto di lavoro. La Commissione ha presentato una prima proposta il 13 Maggio 2016, al fine di introdurre nuovi limiti di esposizione per 13 sostanze cancerogene. Una seconda proposta è stata presentata il 10 gennaio 2017, che migliora la protezione dei quattro milioni di lavoratori nell’Unione europea, agendo su altri agenti chimici. 2 – aiutare le imprese, in particolare le PMI e le microimprese, per conformarsi alle norme in materia di salute e sicurezza. A tal fine, la Commissione ha pubblicato una guida e strumenti pratici per aiutare le aziende a implementare le norme sanitarie e di sicurezza. La Commissione continuerà inoltre a identificare le buone pratiche per sostenere le microimprese e le PMI nell’attuazione della SSE, in collaborazione con gli Stati membri (ad esempio, incentivi finanziari, strumenti digitali, etc.). 3 – avviare e condurre, entro due anni, un programma per la rimozione o l’aggiornamento di disposizioni obsolete


in alcune direttive in materia di SSL. Questo programma chiarisce le norme e riduce l’onere amministrativo per le imprese e le agenzie di attuazione, ma solo nelle zone in cui si permette il mantenimento o il miglioramento della protezione dei lavoratori. Sulla base della lunga tradizione di dialogo sociale tripartito in materia di SSL a livello nazionale e comunitario, questi aggiornamenti saranno sviluppati in stretta collaborazione con le parti sociali e gli esperti governativi. Inoltre, la Commissione avvierà un processo di revisione tra pari per consentire agli Stati membri di trarre insegnamenti dalla vicenda le migliori pratiche in termini di riduzione degli oneri amministrativi nella legislazione nazionale, pur preservando la tutela dei lavoratori.

migliora le condizioni di vita della popolazione, prevenendo malattie e infortuni sul lavoro e comportando una maggiore produttività e prestazioni. A livello macro, contribuisce alla competitività nazionale. Le aziende, in particolare le PMI, potranno beneficiare di norme più chiare e più semplici. Essi potranno anche ricevere più assistenza, strumenti e linee guida su come

proteggere efficacemente la salute e la sicurezza dei lavoratori. Norme più chiare e più recenti, saranno più facili da implementare e facilitare l’applicazione delle norme da parte degli Stati membri. Gli Stati membri possono inoltre usufruire del processo di revisione da parte dei pari, imparando gli uni dagli altri migliori pratiche in termini di riduzione degli continua a pagina 17

Qual è il valore aggiunto di queste azioni? Le misure sopra descritte stabiliranno un quadro moderno per la politica in materia di SSL, che consiste in regole chiare e aggiornate a livello nazionale e quello dell’UE. Questo approccio

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SPECIALE COPERTURE

Legge di bilancio 2017 e nuovi incentivi fiscali, ecco le novità. Quest’anno la conferma degli incentivi per le opere di ristrutturazione e riqualificazione energetica degli immobili è arrivata con notevole anticipo rispetto agli anni passati. la Legge di Stabilità 2017 è stata promossa dall’allora presidente del consiglio a metà Ottobre 2016 e ufficializzata a Dicembre. Detrazioni Fiscali del 65% Con la Legge di Bilancio 2017 del 11 Dicembre 2016 viene prorogata fino a fine anno la famosa detrazione del 65% ai fini IRPEF ed IRES per gli interventi di riqualificazione energetica su immobili, denominata ECOBONUS in quanto trattasi di interventi volti a migliorare l’efficienza energetica di edifici esistenti. Questa detrazione è valida per tutti i tipi di immobili, ovvero case, condomini, uffici, negozi e capannoni. Vi sono alcune importanti novità per i condomini, ovvero la possibilità di aumentare la percentuale di detrazione fino al 70% e 75%, oltre che la sua durata, fino al 2021, su interventi effettuati su parti comuni

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dei condomini che interessino l’involucro dell’edificio e con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda. Se gli interventi ottengono la media fissata dal Decreto del Ministro dello sviluppo economico del 26 Giugno 2015 per le prestazioni estive ed invernali tale detrazione viene ulteriormente aumentata fino al 75%. I tetti di spesa, come per l’anno 2016, sono di 60’000€ su interventi che riguardino l’involucro dell’edifico (coperture, pareti, finestre), e di 100’000€ per interventi globali di riqualificazione energetica. La detrazione va ripartita sempre per 10 anni. Cosa succederà da Gennaio 2018 ovviamente non si sa, ma in base a quanto sarebbe accaduto dal 01 Gennaio 2017 se non vi fosse stata la proroga, tale detrazione sarebbe passata al 36% e questa resta ad oggi l’ipotesi più plausibile. Detrazioni Fiscali del 50% Con la Legge di Bilancio 2017, numero 232 del 11 Dicembre 2016, fino fine anno viene prorogata la detrazione fiscale del

50% (ex 36%, che ritornerà ad essere tale dall’anno prossimo probabilmente), su tutte le spese per ristrutturazioni edili compresa la rimozione amianto. Il tetto massimo di spesa sui cui calcolare la detrazione è di 96’000€  e la detrazione sarà da ripartire in 10 anni. L’aliquota IVA per gli interventi eseguiti su immobili a prevalente uso abitativo resta al 10%,

che nel caso di privati va in detrazione come costo così come le spese tecniche (progettazione, direzione lavori, pratiche comunali, bolli e diritti). Nella sostanza, ancora per l’anno appena cominciato resta tutto confermato, rendendo l’investimento sugli immobili particolarmente vantaggioso, visto il ritorno in termini di imposte.


continua da pagina 15 oneri amministrativi nella legislazione nazionale. Cosa viene richiesto agli Stati membri e alle altre parti interessate? Nel campo della SSL, l’UE stabilisce requisiti minimi, gli Stati membri possono andare oltre e adottare disposizioni più dettagliate che assicurano una protezione supplementare ai lavoratori. Per fare questo, è essenziale che il focus è sul rafforzamento della protezione e senza oneri amministrativi inutili sono imposti alle imprese. Gli Stati membri sono incoraggiati a esaminare i loro quadri legislativi per semplificare, mantenendo o migliorando la protezione esistente – molti paesi hanno infatti fatto negli ultimi anni. La Commissione faciliterà l’apprendimento reciproco a questo proposito come parte di un esercizio di valutazione tra pari. È essenziale che gli Stati membri rispettino l’obbligo di garantire il monitoraggio e l’attuazione sul terreno e hanno le risorse necessarie a tal fine. La cooperazione tra le parti sociali, organizzazioni imprenditoriali

e servizi di ispezione è essenziale per la prevenzione degli infortuni e delle malattie, in particolare nelle piccole e

medie imprese e le microimprese. La Commissione farà in modo che le linee guida dell’UE in materia di SSL sono

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adeguatamente applicate e, allo stesso tempo, si rafforzerà il suo sostegno al miglioramento degli standard e delle linee guida, in particolare attraverso il Comitato di controllo sul lavoro.

importante nel sostegno del ricorso della Commissione, in particolare per quanto riguarda il sostegno alle PMI e le microimprese in efficace applicazione delle norme.

La Commissione ha inoltre consultato il comitato consultivo per la sicurezza e la salute sul lavoro (CCSS), all’interno del quale gli Stati membri e le parti sociali sono rappresentate, e il Comi-

Infine, la creazione di una cultura diffusa del rispetto in aziende di ogni dimensione e tra i lavoratori deve stabilirsi sin dall’inizio come parte della formazione professionale. Essa deve essere fornita attraverso la sensibilizzazione e lo scambio di buone

Quali sono le proposte per quanto riguarda i rischi psicosociali, disturbi muscoloscheletrici (MSD) e l’invecchiamento della popolazione? La guida rilasciata oggi sarà aiutare le aziende a risolvere questi problemi sempre più preoccupazione. Fornisce consigli pratici sulla gestione del rischio psicosociale ed ergonomico. La Commissione intende inoltre sviluppare principi applicabili agli ispettori del lavoro per quanto riguarda la valutazione del rischio legata all’età.

tato di Alti sull’ispezione del lavoro, che comprende i servizi di ispezione del lavoro di ciascuno Stato membro, in tutto il processo di valutazione.

pratiche, ed essere seguito attraverso ispezioni in posizione ideale al di là della semplice verifica e la punizione, e l’assistenza nella individuazione dei migliori mezzi di conformità . L’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro (EU-OSHA) è un giocatore 18 - Economia - Meccanica & Terzisti

Come sono state consultate le parti sociali e le parti interessate? Durante la valutazione, la Commissione ha garantito le parti sociali, gli Stati membri e le parti interessate. Ad esempio, gli Stati membri erano tenuti a consultare le parti sociali prima di presentare le relazioni nazionali di attuazione della Commissione. Inoltre, un imprenditore indipendente, ha condotto interviste con un numero di parti interessate nel campo della salute a livello UE che a livello nazionale.

Quali sono i finanziamenti comunitari a disposizione per sostenere la salute e la sicurezza? Fondi europei, in particolare il Fondo sociale europeo (FSE) e la strategia per l’occupazione e Social Innovation (EASI) sono a disposizione per promuovere la salute e la sicurezza sul lavoro negli Stati membri. Ad esempio, il FSE sostiene l’istruzione e la formazione per gli operatori sanitari e le attività di informazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il programma supporta principalmente Easi attività analitiche nel campo della salute e della sicurezza sul posto di lavoro, come ad esempio la raccolta dei dati, la valutazione, il supporto per la valutazione d’impatto e l’apprendimento reciproco ( per esempio, la valutazione tra pari) tra gli Stati membri.


Il percorso

WINTER MARATHON 2017 - 19


Bruxelles impone dazi all’acciaio cinese Le indagini della Commissione europea hanno infatti confermato che i prodotti provenienti dalla Cina erano venduti in Europa sotto costo. Da qui la decisione di imporre dazi per allineare i prezzi a quelli di mercato, dando ossigeno alle aziende europee che su-

bivano una concorrenza sleale. Bruxelles ha ora sei mesi di tempo per decidere se ritirare o confermare i dazi provvisori. Sotto indagine della Commissione anche le importazioni di acciaio da Brasile, Iran, Russia, Ucraina e Serbia.

Al termine di un’indagine avviata a febbraio, la Commissione europea ha deciso di imporre due nuovi dazi provvisori sull’acciaio proveniente dalla Cina come misura anti-dumping: i dazi variano tra 13,2% e il 22,6%, a seconda dei produttori, per i piatti laminati a caldo e tra il 65,1 e il 73,7% per i prodotti piatti pesanti. I dazi sono applicati retroattivamente a partire dallo scorso agosto, grazie alla registrazione delle importazioni attivata durante le indagini.

Meccanica varia: export verso Cina +6,3% Il rapporto tra l’Italia e la Cina sta cambiando. Federazione Anima, che rappresenta il comparto della meccanica varia, e il suo dipartimento internazionalizzazione monitorano le indicazioni provenienti da Bruxelles e Pechino per elaborare scenari utili alle aziende italiane. Secondo i dati elaborati dall’Ufficio studi, dopo la flessione dovuta alla crisi finanziaria del 2010-2011, dal 2012 la Cina ha mostrato una domanda crescente di meccanica made in Italy. Durante il 2015 si è verificata una battuta d’ar22 - Economia - Meccanica & Terzisti

resto, in parte recuperata nel primo semestre 2016 (+6,3%), quando le

esportazioni hanno toccato quota 403 milioni di euro.


Cresce la fiducia di consumatori e industria L’ultima rilevazione Istat sulla fiducia dei consumatori e delle imprese, relativa al mese di dicembre, mostra dati incoraggianti, soprattutto per quanto concerne le aspettative dei privati e dell’industria manifatturiera. L’indice del clima di fiducia dei consumatori è cresciuto infatti da 108,1 a 111,1 riportandosi sul livello di luglio 2016. Il miglioramento interessa tutte le componenti: il clima economico passa da 127,6 a 133,8, attestandosi leggermente al di sopra del livello medio del periodo maggio-giugno 2016; il clima personale e quello corrente salgono per il secondo mese consecutivo passando, rispettivamente, da 101,3 a 102,7 e da 103,7 a 106,2. La componente futura torna ad aumentare nel mese di dicembre (da 113,8 a 116,2), raggiungendo il livello più elevato da giugno 2016. I giudizi dei consumatori riguardo la situazione economica del Paese migliorano decisamente (il saldo passa da -53 a -40) così come le aspettative, il cui saldo torna ad aumentare (da -20 a -16) dopo sette mesi consecutivi di diminuzione. Più disomogeneo il clima di fiducia delle imprese. L’indice composito scende infatti a dicembre da 101,4 a 100,3, ma con importanti differenze nei diversi comparti: peggiora l’indice di fiducia nei servizi (l’indice passa da 105,0 a 102,5) e nelle costruzioni (da 124,2 a 120,4), ma cresce nella manifattura (da 102,2 a 103,5 ) e nel commercio al dettaglio (da 106,5 a 107,4). Nel comparto manifatturiero migliorano sia i giudizi sugli ordini (il saldo passa da -14 a -12) sia le attese sulla produzione (da 10 a 12), mentre il saldo dei giudizi sulle scorte rimane stabile.

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SPECIALE AUTOSCUOLE

Corsi di formazione sul tachigrafo, sono obbligatori o no? 10 del Reg. 561/2006/CE), che le imprese vengono spesso chiamate in causa in caso di infrazioni o peggio ancora di incidenti stradali che coinvolgono i loro conducenti. Le conseguenze legali ed economiche legate a questo fatto sono sempre pesanti, anche per le realtà aziendali più virtuose che cercano di operare nel pieno rispetto delle regole. Ben venga allora la possibilità di essere sgravate da questo onere organizzando corsi di istruzione completi ed esaurienti per i propri conducenti. Resta implicito che i conducenti, per poter circolare e lavorare, non devono avere a bordo nessun documento che attesti la frequenza a tali corsi: sono le imprese che devono dimostrare di averli istruiti sul tachigrafo prima di farli circolare e lavorare.   Il Decreto Dirigenziale del 12 dicembre 2016 ha specificato in maniera piuttosto esauriente il modo per le imprese di trasporto di assolvere agli obblighi previsti dall’art. 33 del Reg. 165/2014. Tale articolo, intitolato “Responsabilità delle imprese di trasporto” nelle prime righe riporta che esse devono garantire  “che i propri conducenti ricevano una formazione e istruzioni adeguate per quanto riguarda il buon funzionamento dei tachigrafi, che siano digitali o analogici, effettuano controlli periodici per garantire che i propri conducenti li utilizzino correttamente e non forniscono ai conducenti alcun incentivo diretto o indiretto che possa incoraggiare ad un uso improprio dei tachigrafi”. Le imprese garantiscono una formazione e istruzioni adeguate per i propri conducenti – ed eventualmente riescono a dimostrarlo con la dovuta documentazione in caso di contenzioso - rispettando le regole contenute in tale decreto, che prevede in primo luogo la possibilità di organizzare corsi di formazione specifici sulla materia. Le imprese sono obbligate a far frequentare tali corsi di formazione ai propri conducenti se vogliono rispettare le disposizioni dell’art. 33 del Reg. 165/2014.   In altre parole, i corsi sono obbligatori dal momento che la formazione è obbligatoria: essi permettono alle imprese di essere sollevate dalle responsabilità in caso di infrazioni commesse dai propri conducenti. Sappiamo, perchè stabilito in diversi punti da diverse leggi (art. 174 del codice della strada comma 14, art. 33 del Reg. 165/2014/UE e art.

24 - AUTOSCUOLE

Le imprese dimostrano di avere rispettato gli obblighi dell’art. 33 del Reg. 165/2014/UE: •• facendo partecipare il proprio personale ai corsi sul buon funzionamento dei tachigrafi digitali e analogici di cui al D.D. Prot. 215 del 12/12/2016 (durata minima 8 ore, validità 5 anni, soggetti abilitati: autoscuole, associazioni di categoria, enti accreditati, ecc.) - al termine dei corsi viene rilasciato un attestato di frequenza della validità di 5 anni; •• fornendo ai conducenti il documento con le istruzioni adeguate circa le norme di comportamento – il documento vale 1 anno; •• facendo verifiche periodiche sull’attività dei conducenti almeno ogni 90 giorni (che si traduce nello scarico dei dati del tachigrafo ogni 90 giorni e comunque sempre prima che l’autista lasci l’impresa) – l’impresa rilascia un resoconto scritto ogni 90 giorni che deve essere controfirmato dal conducente e conservato presso la sede dell’impresa per almeno 1 anno.


Un’ottima annata per le macchine utensili

I costruttori italiani di macchine utensili e robot possono brindare all’anno nuovo, ma una bottiglia andrebbe stappata anche per quello appena trascorso. Secondo i dati di preconsuntivo diffusi oggi dall’associazione di settore Ucimu – Sistemi per produrre, il valore della produzione è aumentato nel 2016 del 5% a 5.480 milioni di euro, grazie soprattutto alla crescita a due cifre delle consegne sul mercato interno  (+20,5%), arrivate a 2,2 miliardi di euro, a fronte di una leggera flessione delle esportazioni (-3,3%), che hanno toccato 3,27 miliardi di euro.  A condizionare in negativo le vendite all’estero sono stati mercati chiave come Cina (-9,7%), Stati Uniti (-9,1%), Russia (-60%, dove hanno pesato sanzioni

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ma della Nuova Sabatini, del superammortamento e l’introduzione dell’iperammortamento al 250% per le tecnologie Industria 4.0. L’anno prossimo dovrebbero tornare a crescere anche le esportazioni, pur in misura inferiore al passato (+1,7%). Il settore delle macchine utensili, robot e automazione conta circa 400 aziende con 32mila addetti. e ritorsioni) e Regno Unito (-33%). Il consumo nazionale di macchine utensili, robot e automazione – tenendo anche conto delle importazioni – ha raggiunto 3.685 milioni di euro, con un incremento del 10,1%. OUTLOOK 2017. Positive le stime Ucimu per il 2017, che indicano un ulteriore incremento del 4% del valore della produzione, fino a sfiorare i 5,7 miliardi di euro, sfruttando la tenuta della domanda interna, attesa in crescita del 6,9% grazie al sostanzioso pacchetto di incentivi varato dal Governo, con la confer-


Fatturato e ordinativi a segno alterno Prosegue l’andamento altalenante – e nel complesso non pienamente soddisfacente – del fatturato e degli ordinativi dell’industria: dopo la fiammata di agosto e la contrazione di settembre, i due indici Istat tornano nel mese di ottobre a crescere sul mese precedente, ma non rispetto al 2015. Il fatturato è cresciuto dello 0,8% rispetto a settembre, più sul mercato interno (+1,0%) che su quello estero (+0,3). Gli ordinativi mostrano invece andamenti molto simili: +1,0% sul mercato interno e +0,9% su quello estero, sempre rispetto a settembre, complessivamente in aumento dello 0,9%. Nella media degli ultimi tre mesi, l’indice complessivo del fatturato cresce del 2,3% rispetto ai tre mesi precedenti (+2,1% per il fatturato interno e +2,6% per quello estero), quello degli ordinativi del 3,3%. Il confronto con lo stesso mese del 2015, depurati gli effetti di calendario, evidenzia però una caduta del fatturato dello 0,9%, con un calo dell’1,2% sul mercato interno e dello 0,5% su quello estero. Nel confronto con ottobre 2015, l’indice grezzo degli ordinativi segna invece una flessione del 3,2%. Per quanto concerne lavorazioni meccaniche e macchine utensili, il comparto della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo ha registrato a ottobre una flessione del fatturato del -2,3% e degli ordinativi del -4,3% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. La fabbricazione di macchinari e attrezzature registra invece un crescita tendenziale rispettivamente dello 0,2% e 0,7%.

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Bruxelles proroga di sei mesi le sanzioni alla Russia

Il Consiglio europeo ha deciso ieri di prolungare per altri sei mesi, fino al 31 luglio 2017, le sanzioni economiche alla Russia, introdotte nel 2014 in risposta al tentativo di destabilizzare la situazione in Ucraina. Si tratta di misure che riguardano l’accesso ai mercati dei capitali UE da parte dei cinque maggiori enti finanziari russi di proprietà dello Stato e delle loro filiali e il divieto di importare ed esportare armi e beni a duplice uso per scopi militari o utilizzatori finali militari in Russia. Inoltre, limitano l’accesso russo a determinati servizi e tecnologie sensibili che possono essere utilizzati per la produzione e la prospezione del petrolio. QUANTO CI COSTANO?  Sebbene le sanzioni riguardino solo settori industriali ben delimitati, per ritorsione la Russia ha attuato una serie di misure protezionistiche che stanno colpendo duramente il com28 - Economia - Meccanica & Terzisti

mercio internazionale in settori come l’agroalimentare, beni strumentali, meccanica e arredamento. Situazione aggravata dal calo dei prezzi del petrolio che hanno innescato una recessione che ha drasticamente ridotto la domanda di beni e servizi. Secondo alcune stime, in poco più di due anni le sanzioni alla Russia sono costate al sistema Italia tra dieci e dodici miliardi di euro di mancate esportazioni. il punto più alto dell’interscambio italo-russo si è registrato nel 2013, con circa 55 miliardi di dollari, con il nostro paese al secondo posto tra i partner commerciali europei alle spalle della Germania. PERCHÈ LE SANZIONI. Il 19 marzo 2015 il Consiglio europeo aveva deciso di far dipendere la durata delle sanzioni dalla piena attuazione degli accordi di Minsk, entro il termine del 31 dicembre 2015. Dal momento che a tale data gli ac-

cordi non erano stati pienamente attuati, il Consiglio ha prorogato le sanzioni fino al 31 luglio 2016 e il 1º luglio 2016 fino al 31 gennaio 2017. Dopo aver valutato l’attuazione degli accordi di Minsk, in occasione della riunione del Consiglio europeo del 15 dicembre, i capi di Stato o di governo hanno preparato il terreno per rinnovare le sanzioni per un ulteriore periodo di sei mesi, fino al 31 luglio 2017. Il 19 dicembre 2016 il Consiglio ha formalizzato tale decisione mediante procedura scritta e, come previsto per tutte le decisioni di proroga di misure restrittive, all’unanimità.


Macchine per imballaggio in ripresa sul mercato interno Secondo i dati pre-consuntivi elaborati dal Centro Studi Ucima, i costruttori italiani di macchine automatiche per il confezionamento e l’imballaggio chiuderanno il 2016 con un incremento del 2% del giro d’affari, raggiungendo 6.300 milioni di euro, contro i 6.197 milioni di fine 2015. Un risultato trainato dal buon andamento del mercato italiano, cresciuto quest’anno del +10,4% per un totale di 1.318 milioni di euro, consolidando così un trend iniziato timidamente nel 2015, quando il fatturato realizzato sul mercato domestico era cresciuto del 2%. Non così brillanti, invece, i risultati delle vendite oltreconfine,

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che restano sostanzialmente stabili: -0,1% sul 2015 pari, in valore assoluti, a 4.997 milioni di euro. A incidere negativamente sull’export di settore, nota Ucima, i rallentamenti in tre importanti regioni: Medio Oriente, Asia e Est Europa. “Siamo molto soddisfatti dell’andamento del mercato italiano, che rimane per tutte le aziende un’importante palestra per testare le più avanzate tecnologie sviluppate – commenta il Presidente di Ucima. Siamo inoltre fiduciosi che questo trend positivo possa continuare anche il prossimo anno grazie alle agevolazioni previste nel Piano Industry 4.0 varato

dal Governo e dal Ministro Calenda che ha confermato, ancora una volta, la sua attenzione verso il vero manifatturiero italiano”. Per quanto riguarda il 2017, le previsioni dell’Associazione sono caute: “La raccolta ordini sui mercati esteri ha registrato negli ultimi due trimestri una contrazione che probabilmente si rifletterà sui fatturati dei primi sei mesi del prossimo anno – nota Aureli -. L’onda lunga delle crisi diffuse a macchia di leopardo in vari Paesi del mondo continua a rallentare la nostra corsa. Crediamo pertanto di poter ragionevolmente prevedere il mantenimento del trend di crescita registrato quest’anno”.


Il nuovo CCNL metalmeccanici entra in vigore Con l’approvazione dei lavoratori, il CCNL di Federmeccanica-Assistal  per l’industria metalmeccanica diventa pienamente applicabile per tutti i lavoratori della categoria. Le assemblee dei lavoratori dell’industria metalmeccanica hanno infatti votato a larga maggioranza (80%) l’ipotesi di accordo sul rinnovo del contratto nazionale di lavoro siglata a fine novembre da Federmeccanica, Assistal e i sindacati dei lavoratori metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm. Hanno partecipato al referendum complessivamente oltre 350mila lavoratori, il 63% di quelli presenti nei giorni di votazione. Con il rinnovo, i lavoratori riceveranno di un aumento mensile di 92,68 euro, considerando un aumento salariale di 51,7 euro mensili, oltre a 7,69 euro di aumento sulla previdenza, 12 sulla sanità, 13,6 di welfare,

per un totale di 85 euro mensili, che arrivano a 92,68 aggiungendo il diritto alla formazione continua. “Un risultato che auspicavamo – commenta a caldo Angelo Carlini, Presidente di Assistal – e che ci conferma che gli sforzi congiunti di Assistal e Federmeccanica sono andati nella giusta direzione, trovando il consenso anche da parte dei lavoratori. Un Contratto che potrà fare da

apripista per affrontare il futuro con occhi nuovi e che rappresenta una vera e propria svolta nel panorama delle relazioni industriali, poiché riesce a coniugare l’affermazione della centralità della persona quale elemento qualificante nel contesto aziendale, con la necessità di rendere maggiormente competitive le imprese nel difficile mercato in cui operano”.

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Metalmeccanica, in Italia va meglio che in Europa

Andamenti diversificati in base al comparto: si va infatti da un andamento positivo per i comparti dei metalli e prodotti in metallo (+2,4%), dei mezzi di trasporto (+3,2%) e delle macchine e apparecchi meccanici (3,5%), che hanno beneficiato della norma sui super ammortamenti introdotta dal Governo a inizio anno, per arrivare alla produzione di macchine elettriche (-0,4%) e di computer, prodotti elettronici e strumenti di precisione (-0,9%), tutti col segno meno. Prendendo come riferimento lo stesso trimestre del 2015, l’incremento si attesta all’1,6%. Considerando i primi nove mesi del 2016, i volumi produttivi sono cresciuti del 2,7% rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente. MEGLIO DELL’EUROPA. È quanto emerge dall’Indagine congiunturale elaborata da Federmeccanica  e presentata questa mattina alla stampa da Alberto Dal Poz, Vicepresidente dell’associazione confindustriale: “I risultati positivi di questa indagine trimestrale risultano migliori nel confronto con gli altri Paesi europei, interessati da una fase di sostanziale rallentamento – ha commentato Dal Poz -. Nella media dei Paesi UE la produzione metalmeccanica ha registrato, in termini congiunturali, un modesto +0,5%: la Germania ha messo a segno un +0,8%, mentre in Francia, Spagna e Regno Unito i volumi produttivi si sono ridotti”. L’andamento positivo della produzio32 - Economia - Meccanica & Terzisti

ne – ha spiegato Stefano Franchi, Direttore Generale di Federmeccanica – è stato condizionato favorevolmente dalla domanda interna grazie al buon andamento della spesa delle famiglie e allo slancio registrato dagli investimenti. Al contrario, la componente estera della domanda risente del rallentamento dei tassi di crescita del commercio mondiale. Nei primi nove mesi del 2016 le esportazioni metalmeccaniche sono infatti cresciute di un modesto +0,9% a circa 150 miliardi di euro, contro un +2,2% delle importazioni, mentre il saldo dell’interscambio ha evidenziato un attivo pari a quasi 38 miliardi di euro. OUTLOOK POSITIVO. Le attese relative all’ultimo trimestre dell’anno sono all’insegna di un par-

ziale miglioramento della congiuntura settoriale, nota Federmeccanica. Il portafoglio ordini si conferma stabile, le prospettive produttive sono positive grazie sia al miglioramento della domanda di origine interna sia per la componente estera. Per quanto concerne i livelli occupazionali, non si registrano variazioni di rilievo. LONTANI DAI LIVELLI PRE-CRISI. Ma non sono tutti rose e fiori. Secondo Dal Poz, infatti: “i ritmi di crescita dell’Italia appaiono ancora del tutto insufficienti a recuperare, in tempi brevi, almeno una parte significativa di quanto perso nella precedente fase recessiva. I volumi di produzione risultano infatti ancora inferiori del 26,5% rispetto al primo trimestre del 2008”.


Da Regione Lazio 16 milioni per Industry 4.0 e bioedilizia

Con l’apertura di due nuovi bandi – “KETs -Tecnologie abilitanti” da 9.240.000 euro e “Bioedilizia e Smart building” da 7.260.000 euro – Regione Lazio intraprende una nuova strada per la diffusione delle tecnologie abilitanti e della bioedilizia, mettendo sul piatto risorse per oltre 16 milioni di euro. INDUSTRIA E SMART CITY.  Destinati a imprese, liberi profes-

sionisti, organismi di ricerca, i due bandi vogliono spingere la diffusione nel mondo produttivo laziale delle tecnologie più avanzate. Il target sono i settori della nanoelettronica, della fotonica e, per la prima volta, quello della bioedilizia e delle costruzioni intelligenti per favorire una maggiore sostenibilità ambientale degli edifici e delle costruzioni, oltre a una loro maggiore efficienza. “Stiamo tentando di attrezzarci a so-

stenere un cambiamento importante del modello produttivo della Regione, che deve essere anche nazionale”, ha affermato l’assessore Guido Fabiani durante la presentazione dei due progetti all’università Roma Tre, “un cambiamento che ha bisogno di grande attenzione per essere accompagnato nella direzione giusta. Sappiamo che bisogna competere sulla qualità della produzione industriale, che è fortemente basata su ricerca e innovazione e su un rapporto stretto, molto più del passato, tra università ricerca e imprese”. OBIETTIVO CRESCITA. La Regione finanzierà le start up con 100 milioni di euro ed ha avviato una programmazione approvata dalla Ue. Inoltre sono a disposizione 150 milioni per il periodo 2014/2020, di cui 100 verranno assegnati entro gennaio 2017.

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Previsioni Mercato Immobiliare 2017 - 2020 e lungo termine Fare delle previsioni del mercato immobiliare nel lungo periodo è azzardato? No, e potrebbe essere più semplice di quello che può sembrare. Mercato Immobiliare, previsioni a lungo termine: Anche se trovano un lavoro fisso, dopo alcuni anni tendono a ritornare nel proprio paese di origine e qui in Italia non  investono in case. Se andiamo a vedere il numero di mutui erogati per comprare una casa, la percentuale di mutui presi da stranieri sarà molto minore alla percentuale di stranieri residenti nel Nostro paese; i motivi sono molteplici, dalla precarietà del lavoro agli stipendi bassi, ma quello che più conta è che di solito si lasciano sempre una possibilità di tornare da dove magari hanno lasciato parenti e proprietà immobiliari di loro possesso.

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Il prezzo delle case oggi: I prezzi delle abitazioni oggi si sono notevolmente abbassati, rispetto solo 10 anni fa'. In alcuni casi gli immobili hanno avuto fino al 50% della perdita di valore dal 2008, anno di inizio delle scoppio della bolla immobiliare. La bolla Immobiliare italiana di cui nessuno parla: Ebbene sì, il mercato immobiliare italiano ha avuto una 'bolla', proprio come quello spagnolo, forse meno marcata, ma dagli stessi connotati. L'entrata nell'euro, l'aumento della ricchezza media, la voglia di una casa, la speculazione edilizia, la cementificazione, la brama di guadagno di tanti palazzinari, ha portato a costruire tante case proprio perchè c'era tanto da guadagnare, i prezzi sembravano salire senza mai doversi fermare, ma nel 2008 è arrivata la crisi finanziaria che ha azzerato tutti i 'guadagni

virtuali' dei proprietari di casa, che si sono ritrovati case dove ora pagano tasse smisurate rispetto il reale valore di mercato delle abitazioni, in quanto i calcoli dei vari catasti sono stati fatti proprio quando le rendite catastali erano effettivamente diverse dalla realtà di oggi. Mercato immobiliare e crisi economica: La crisi economica purtroppo non conosce affatto limiti: uno dei tantissimi settori che è stato colpito, e che pertanto ha subito una sorta di crollo molto pesante è quello delle compravendite immobiliari, settore che contribuisce a creare non soltanto reddito, ma anche tantissimi posti di lavoro. Non si pensi solamente al danno causato ai players diretti come  agenzie immobiliari  e costruttori edili, ma anche a tutto l’indotto che questo settore ha alle spalle.


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Puntobresciano febbraio 2017  

Questo numero tratta dell'89a Fiera Agricola di Montichiari ed Economia Meccanica & Terzisti, non tralasciando gli speciali Autoscuole, Immo...

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