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uti pub ib r t n o c e v e ic a non r Questa testat

Fondato nel 1959 da Pinuccio Tatarella 16 marzo 2012 • anno III n. 10 nuova serie • 1 euro

Settimanale a diffusione gratuita

APPUNTAMENTO IL 26 MARZO A BARI

BARI - FONDAZIONE PETRUZZELLI

Fondazione Tatarella, tanti ospiti attesi per la cena di presentazione

Fuortes, sei mesi a disposizione del traghettatore

a pag 4

L’EDITORIALE

Dopo lo scandalo, le domande

POSTE ITALIANE Spedizione in abb.to post. d.l. 353/2003 (conv. in legge 27 febbraio 2004 n. 46) art. 1 co. 1 - DCB BA

di Giuseppe Pugliese Nessuna condanna anticipata. Aspettiamo che i giudici facciano il loro mestiere. Diamo voce anche all’azienda, che protesta la propria correttezza e la propria innocenza. Resta, però, il dato politico, ed è quello che ci interessa veramante. Guardiamolo. Ci piace poco che gli imprenditori si cimentino in politica, sopratutto quelli che per il loro lavoro hanno più spesso a che fare con la pubblica amministrazione. Se lo fanno per passione, impegno civile, scelta ideologica, nulla da eccepire, ma, francamente, di casi del genere non se ne vedono molti in giro. Non ci piace nemmeno il modo come solitamente costoro arrivano alla politica. Mai per un percorso che si sviluppi negli anni e che parta dal basso, muovendo i primi passi nell’attivismo giovanile, per poi, via via, passare dai consigli comunali, sino ai livelli più alti, come solitamente è accaduto a chi alla politica si è dedicato da giovane. Loro no, hanno i soldi e questa, generalmente, è una ragione sufficiente, perchè salgano subito in alto. Una dispendiosa campagna elettorale e zac eccoli in consiglio regionale o in parlamento. Ovviamente non ci piace per niente nemmeno “il come” costoro interpetrano il loro ruolo, una volta arrivati in parlamento o in regione. Scarso, se non del tutto assente, il loro ruolo politico. Molto attivi, invece, nel tessere quella fitta e proficua rete di contatti, relazioni e [...] a pag 5

www.pugliadoggi.it

LA POLEMICA - Emiliano attacca la borghesia, ma la città non è solo sesso, cocaina e criminalità

Bari, adesso trova la forza di rialzarti!

A PAG 4

L’ELZEVIRO

Nudo e crudo alla barese di Fortunata Dell’Orzo

Bari una volta era scippolandia, la capitale degli scippi. Di camminare per strada, potevi camminare, anche per Bari vecchia, ma meglio senza borsetta e persino senza portafoglio. Oggi secondo Aldo Cazzullo ed il suo “reportage” è la capitale degli scandali, del sesso, della droga. E anche degli arresti eccellenti, dei buchi di bilancio del Teatro, degli astici e del pesce crudo. Non un passo avanti, ma parecchi indietro. Sparato sul Corrierone, uno sputtanamento totale, per restare in gergo, tanto più che, sul fronte dei reati contro le persone e il patrimonio, continuiamo ad avere numeri di tutto rispetto, 17 omicidi, 273 scippi e 1.100 rapine, nel 2011. A questo attacco il Sindaco Michele Emiliano come risponde? Attaccando la borghesia a cui questa città tanto deve. alle pagg 4, 5, 6 e 7

Di tutta questa storiaccia, nella memoria di questa città che avrebbe tanto bisogno di eroi, resteranno gli astici, le ostriche imperiali, gli allievi e lo champagne. Quei regali così opulenti e miserabili che nessuno dei destinatari avrebbe mai dovuto accettare. A Bari, più del denaro può il crudo. Il corto circuito è scattato da anni. Prima la moneta controllava il politico, faceva e disfaceva sindaci, condizionava gli assessori. Oggi si fa istanza, si fa eleggere in consiglio regionale, mette un assessore in giunta direttamente. La rabbia, per noi banda degli onesti, è che qui siamo ben oltre un sistema di corrotti e corruttori. E’ la politica che non risponde più al bene comune ma solo alle necessità di pochi, furbi, maledetti approfittatori.

BARI - 51 indagati e 5 persone agli arresti domiciliari. Tra di loro il Consigliere regionale del Pd

Tutti i guai baresi dei Degennaro

a pag 7

FOGGIA - Congresso ingessato nel Pdl, guerra a Rauseo nel Pd

La politica a scuola di caos

a pag 12

CERIGNOLA - Ancora crisi in Comune: meglio tornare al voto

Maggioranza senza numeri

a pag 13

BRINDISI - Non soltanto veti incrociati, ma guai giudiziari

Rigassificatore, quali verità?

a pag 10

l’occhio sul Belpaese Win for life. Gratta e vinci. Lotterie e scommesse varie. Ormai gli italiani sembrano sempre più incastrati nel ciclone del vinci facile, vinci tanto e vinci subito. Mentre in Parlamento c’è chi vuole discutere di una serie di restrizioni al mondo del gioco d’azzardo, a cominciare dal divieto di pubblicità a regole più ferree per limitare le vincite (ma soprattutto le perdite), in televisione siamo continuamente inondati da signorine ammiccanti pronte a giurare che bastano 5 minuti dal tabacchino sotto casa per potersi garantire una rendita vitalizia. Alla faccia degli scemi che saranno costretti a lavorare per tutta la vita. Poveri allocchi. E poi via, felici a vivere come nababbi, spendendo e spandendo allegramente. Bello vero? Tanto per lavorare c’è sempre tempo. E la crisi... puff... passa in un lampo. Ma ci crediamo davvero?

di Roberto Mastrangelo


In primo piano

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venerdì 16 marzo 2012

IL MOMENTO POLITICO - Competenze più che capacità di raccogliere consenso

Tramonta la “politics” è tempo della “policy”

Mario Monti

di Enrico Ciccarelli L’impressione è che i segnali di scampato pericolo che vengono dallo spread insieme all’imminenza delle prossime amministrative abbiano indotto i partiti a riprendere qualcuno degli antichi vizi di rissosità e di irresponsabilità. Se si tratta di folklore, poco male: perché negare ad Alfano una battuta sulle nozze gay e a Bersani una bella tirata antipadronale per compiacere Vendola? Ma non vorremmo che la considerassero qualcosa di diverso o di più profondo di un teatrino d’occasione. Perché, come dicevamo la settimana scorsa, è stupido credere che il governo tecnico sia un’anomalia italiana, o un pedag-

le scelte della politica e dei questione reale) dovrà Governi. Per questo Oba- rientrare in termini fisioma teme più l’equilibrato logici e tollerabili, non è Romney che il la stessa cosa “conservatore arrivarci per E’ la fine ridislocaziodi Dio” Sandella politi- ne dei flussi torum, per ca? Tutt’al- fiscali dai redquesto Sartro. E’ il suo diti ai consukozy e Hollande sono rilancio: il fatto che mi o per allegpreoccupati quattro quinti delle de- gerimento del innanzitutto cisioni siano imposte carico fiscale di fare argine dalle circostante dà più dei redditi al alle tentazio- valore da lavoro e ni estreme quinto, che inasprimengio riservato a quei Paesi di destra e di rimane to del regime dell’Europa Sud che sono sinistra, per fiscale delle a rischio bancarotta: l’Oc- questo l’esito rendite financidente, incalzato dalle più probabiziarie; non è fresche energie dei Paesi le delle elezioni tedesche la stessa cosa far fronte emergenti (Russia, India, sarà l’ennesimo governo alla disoccupazione con Brasile e Canada, per ta- di grande coalizione. la cassa integrazione o cere colosso cinese e delle È la fine della politica? con il salario ai senza latigri asiatiche Tutt’altro, è il voro; non è la stessa cosa indocinesi) suo rilancio: incentivare la crescita L’incalzato perché pro- con le opere pubbliche e deve confronO c c i d e n t e prio il fatto il deficit spending o con tarsi con un ogni giorno che quattro la defiscalizzazione degli travaglio stodeve con- quinti rico di portata del- utili reinvestiti e la sterinon inferiore frontarsi con un trava- le decisioni lizzazione delle accise sui a quello della glio storico di portata da prendere carburanti. Il problema è Grande De- non inferiore a quello siano impo- che in questa nuova fase pressione o della Grande Depressio- ste dalle cir- contano più le capacità e della ricostru- ne o della ricostanze dà le competenze di governo zione post- costruzione più valore al (quella che gli statunitensi post-bellica bellica. quinto che chiamano “policy”), che Un travarimane. Per- la “politics”, cioè la capaglio destinato ché, dato per cità di guadagnare più ad accompascontato che consensi dell’avversario. gnarci almeno fino alla il rapporto deficit-Pil (che Bisogna spiegarlo a comifine del decennio e che non va considerato una zianti e demagoghi di tutti crea un menu ristretto per sacra divinità, ma è una gli schieramenti.

benedetto della vedova (fli)

giustizia

Responsabilità, al Csm la riforma non piace

Ogm, no fanatismi, ma nemmeno tabù

La responsabilità civile diretta dei magistrati era un’ipotesi presentata nella legge Comunitaria approvata alla Camera e attualmente in esame del Senato. Il Consiglio Superiore della Magistratura si è espresso in proposito, bocciandola. “Di fronte alla praticabilità ampia dell’azione diretta – ha stabilito il Csm – il magistrato, destinato a scegliere tra tesi contrapposte, potrebbe essere condizio-

“Dal Ministro dell’Ambiente Clini sono venute parole importantissime sugli OGM. L’Italia, se vuole mantenere anche in prospettiva una posizione di rilievo nella filiera agroalimentare, non può sottrarsi dallo stare sulla frontiera della ricerca e della sperimentazione, a partire proprio dagli OGM”. Lo sottolinea il capogruppo di Futuro e Libertà alla Camera, Benedetto Della Vedova. “La promozione delle produzioni storiche e biologiche – afferma - non deve essere confusa con la rinuncia alla ricerca e all’evoluzione tecnologica, che deve poter vedere gli istituti scientifici e le aziende italiane protagonisti in Europa e nel mondo anche nelle nuove modalità di produzione. Le parole del Ministro Clini uniscono la prudenza alla volontà di non fermarsi di fronte a veti ideologici. Nessun fanatismo, certo, ma soprattutto nessun tabù”.

Puglia d’oggi

Fondato nel 1959 da Pinuccio Tatarella *** Direttore Fabrizio Tatarella *** Coordinamento Redazionale Roberto Mastrangelo

nato e influenzato in tale scelta e portato a preferire la soluzione che lo possa meglio preservare dal rischio dell’esercizio dell’azione diretta“. Si è appellato anche ad una sentenza della Corte costituzionale in base alla quale “si evidenzia l’esigenza di tutelare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura quale presidio indispensabile per la tutela dei diritti fondamentali di ciascuno”.

Redazione Via Abate Gimma, 163 70121 Bari redazione@pugliadoggi.it tel. 080/5213360 fax. 080/5220966 www.pugliadoggi.it Editore Publimedia Sud srl Stampa Rotostampa - Lioni (Av)

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il commento

Lusi-ah! Di solito così non si fa

Luigi Lusi

di Enrico Ciccarelli Parafrasiamo una celebre canzone giovanile di Lucio Battisti non tanto per unirci al coro di sgomento e di riprovazione che ha accompagnato le notizie sull’ex-tesoriere della Margherita Luigi Lusi, e sul modo sibaritico in cui ha utilizzato i soldi dei contribuenti destinati al suo partito. Non vogliamo addentrarci nel gossip più o meno pittoresco, quanto piuttosto interrogarci sulle inevitabili risposte che episodi del genere postulano. Diciamo innanzitutto che non è uno scandalo e non è un’eresia se la politica usufruisce di contributi pubblici, né che questi contributi pubblici siano legati al voto dei cittadini. Sarebbe preferibile che questi contributi vengano in parte erogati sotto forma di servizi gratuiti accessibili a tutti, di regimi fiscali particolari e così via; ma non crediamo a quello che definiremmo “l’emendamento Santanché”, cioè che la vita politica debba essere accessibile solo a persone o gruppi di interesse facoltosi e danarosi. Il problema è che non si può avere la moglie ubriaca e la botte piena: è impensabile cioè che i partiti

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percepiscano ingenti contributi pubblici rimanendo, quali attualmente sono, “associazioni non riconosciute”, cioè la bocciofila di quartiere delle cui azioni e dei cui conti risponde solo il presidente pro tempore. Il costituente e il legislatore lasciarono i partiti in questo limbo per rigetto dell’esperienza del Fascismo, con il suo partito-Stato, e per il timore di assoggettare al controllo dell’esecutivo le forze politiche, in tempi di aspra contrapposizione come quelli della Guerra Fredda. Ma quel tempo è alle nostre spalle, e l’orientamento prevalente anche in Europa è quello di dotare i partiti di una personalità giuridica, collegata a precisi obblighi di bilancio, e non solo. Se i sodalizi politici fossero normati, l’iscrizione sarebbe collegata ad una precisa serie di diritti, come ad esempio la partecipazione ai congressi, la possibilità di scegliere i propri dirigenti, la la possibilità di partecipare alle primarie. Una linea di rigore e trasparenza che ci sembra ben più persuasiva della proposta di cancellare ogni forma di aiuto pubblico alla politica.

080/5220966 o una mail a abbonamenti@pugliadoggi.it. Per informazioni 080/5739832 o scrivere ad abbonamenti@pugliadoggi.it. Registrazione presso il Tribunale di Bari n. 47/2010 del 12/11/2010 Questo periodico è associato all’Unione stampa periodica italiana


In primo piano

venerdì 16 marzo 2012

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IN PARLAMENTO - Il nodo principale del provverimento è il trasferimento fuori regione dei rifiuti campani

Via libera al decreto Ambiente La Lega si impunta sull’accordo per i rifiuti della Campania, ma vota contro la sua stessa modifica di Andrea Dammacco Con 458 voti a favore, 80 contrari e 6 astensioni, la Camera ha detto si alla questione di fiducia posta dal Governo, aspettando il voto finale, sulla conversione in legge del decreto Ambiente che scade il prossimo 23 marzo. Il Governo è stato costretto ad accelerare sull’approvazione del decreto

(composto da tre articoli su rifiuti in Campania, questione bioshopper e materiali di riporto) a causa dei tempi strettissimi dovuti alla scadenza del decreto, senza contare che dovrà tornare al Senato per il via libera definitivo a seguito delle modifiche introdotte alla Camera. Il nodo principale riguarda il trasferimento

Corrado Climi, Ministro dell’Ambiente

riforma del lavoro

Martedì l’incontro con le parti sociali Sembra avviarsi verso una decisione la tanto attesa (e contestata da una parte dei sindacati) riforma del mercato del Lavoro. Non soltanto articolo 18, ma una riforma seria e complessa per rilanciare l’occupazione. Il Presidente del Consiglio, Mario Monti, in accordo con il Ministro Elsa Fornero, ha convocato a Palazzo Chigi le Parti Sociali per martedì prossimo alle ore 15.30. La riunione verterà sulla ‘’Riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita’’ e sarà l’occasione per tirare le somme di un dialogo avviato a Palazzo Chigi il 23 gennaio 2012 e che porterà ad una conclusione, auspicabilmente con un pieno accordo, entro la fine di

marzo. “Il governo -si legge in un comunicato- ha sempre considerato la riforma del mercato del lavoro una priorita’ della sua azione nonchè uno strumento essenziale per offrire nuovo impulso alla crescita del Paese. Anche per questo considera positivamente lo spirito di collaborazione e il contributo di idee offerto sin dal primo momento dalle Parti Sociali”. All’incontro prenderanno parte anche il Ministro dello sviluppo economico Corrado Passera, il Ministro dell’istruzione e della ricerca scientifica Francesco Profumo, il Vice Ministro dell’economia e delle finanze Vittorio Grilli e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà.

fuori regione dei rifiuti do”. Anche il presidente campani. Con le modi- della provincia di Napoli fiche apportate, la spaz- e deputato del Pdl, Luigi zatura potrà essere smal- Cesaro, non parteciperà tita al di fuori dell’area al voto di fiducia. di competenza soltanto Sulla stessa linea Edodopo l’intesa con la “sin- mondo Cirielli, presigola regione interessata”. dente della provincia di Modifica riSalerno e chiesta dalla deputato del Con le mo- Pdl. Per i due Lega. difiche ap- il nuovo testo Prima inportate la “rischia vece era il di spazzatura distruggere il Governo a promuovere potrà essere smaltita lavoro di un in Conferenza al di fuori dell’area di anno”, e parStato-Regioni competenza soltanto lano di “norun accordo dopo l’intesa con la me che prointerregiona- singola revocheranno le per lo smal- gione inteuna nuova timento dei ressata emergenza”. rifiuti camI parlamenpani in altre tari campani zone. Una difdel Pd, per ferenza formale dal pun- bocca di Fulvio Bonavitato di vista burocratico cola (a altri tra cui Salvama sostanziale dal punto tore Piccolo, Luisa Bossa, di vista fattuale, poiché Tino Iannuzzi), fanno saè molto più difficile, per pere che voteranno sì alla una regione, opporsi in fiducia pur essendo “in sede pubblica. disaccordo”. Il punto per la Lega Per loro “la maggiore però è soprattutto politi- responsabilità resta in co: “Noi - dicono il presi- capo al presidente della dente della commissione Regione”. Angelo Alessandri e il deMandano poi un mesputato del Carroccio Gui- saggio al ministro Corrado Dussin - daremo voto do Clini: “Stavolta è procontrario a un governo tetto dalla fiducia ma così che chiede la fiducia tutte non migliora la situaziole settimane”. ne della Campania”. Il Pdl campano, certo, L’ultima bocciatura, digerisce malvolentieri ancora, arriva intanto dal un provvedimento che, sindaco partenopeo Luisecondo Paolo Russo (il gi De Magistris, secondo quale non voterà la fidu- cui questo sarebbe “un cia), era nato “per dare provvedimento contro la una mano alle criticità” Campania e contro Nadella regione. poli” anche se egli stesso “Ed invece - continua resta fiducioso, ricordanRusso - con queste mo- do che è una vicenda su difiche, definite merce di cui “ho rappresentato al scambio per la Lega, si Presidente della Repubrende più difficile il lavo- blica Giorgio Napolitano ro che oggi si sta facen- viva preoccupazione”.

Camera dei Deputati

la curiosità

Tutti i Ministri in Aula durante la votazione Votazione per appello alla Camera sulla fiducia posta dal Governo sulla conversione in legge del decreto Ambiente in scadenza alla fine della prossima settimana. La curiosità è che c’era quasi il tutto esaurito tra i banchi del Governo. Platea quasi più folta di quella dei deputati. Moltissimi, infatti, i ministri a Montecitorio (da Terzi a Fornero a Riccardi) per la fiducia. La presenza non era dovuta, in quanto gli attuali ministri sono tecnici non parlamentari. E presenza finora insolita, propria solo di discorsi alle Camere del Presidente del Consiglio. Presenza, quindi, inevitabilmente notata da molti. L’indiscrezione che circola tra i corridoi di Montecitorio (e che pare trovi con-

ferme tra i parlamentari) è che sia lo stesso Premier Monti a sottolineare ai suoi ministri l’opportunità di essere presenti ai voti di fiducia chiesti dal Governo al Parlamento. Questo a fronte finora della scarsa presenza ministeriale a dispetto dell’abbondante ricorso allo strumento della fiducia che da questo esecutivo tecnico viene fatto. Sicuramente la più assidua partecipazione è una forma di rispetto verso il Parlamento e le forze politiche a cui, d’altra parte, Monti continuamente si richiama e richiama. E, come commentano maliziosi alcuni deputati di maggioranza nel “Transatlantico”, forse anche un tantino di opportunismo alla vigilia del vertice e della stretta finale sul lavoro. a.d.

due temi su tutti: attenzione alla cultura e al paesaggio e politica low-cost

Domani e domenica Fli a Pietrasanta per la fase due della sua vita politica “Domani e domenica Futuro e Libertà si ritroverà a Pietrasanta per chiudere la prima fase della sua vita politica e dare avvio alla “fase due”. Dopo appena tredici mesi dal congresso fondativo di Milano molta acqua è passata sotto i ponti, ma Fli può dire di aver vinto la sfida. Intanto il partito è sopravvissuto a un’aggressione politica, mediatica e riguardante le persone senza precedenti nella storia politica italiana. E poi ha prevalso sui contenuti che l’hanno originato, facendo da detonatore a un cambio politico,

avviato dalla costituzione del governo Monti, che senza la nascita di Futuro e Libertà difficilmente ci sarebbe stato in questa legislatura”. Lo scrive sul sito di Futuro e Libertà il vicepresidente Italo Bocchino. “In politica, però, vince sempre chi sa guardare più lontano e non chi guarda all’indietro. Per questo teniamo la nostra convenzione nazionale, per dichiarare chiusa una fase, quella della contrapposizione e della destrutturazione di un sistema che ormai non funzionava più, e per aprirne un’altra,

quella della ricostruzione di un nuovo sistema politico, richiamando i cittadini alla partecipazione e all’impegno e costruendo un contenitore nuovo - partendo dal Terzo Polo - che sappia unire chi vuol essere riformista e vuole allontanare le estreme dal governo del Paese, siano esse leghiste o comuniste”, aggiunge. “A Pietrasanta vogliamo lanciare altri due messaggi: l’attenzione alla cultura e al paesaggio, vero tesoro dell’Italia, e la possibilità che la politica possa essere low cost”, conclude Bocchino.


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Bari

venerdì 16 marzo 2012

PETRUZZELLI - Dopo le accuse tra i soci, bisogna capire come azzerare il “rosso”

Fuortes, sei mesi per il traghettatore di Fortunata Dell’Orzo Carlo Fuortes, nominato dal Ministro Ornaghi commissario della Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari, era presente la sera di Nanni Moretti. Un appuntamento fissato per il 9 febbraio e realizzato insieme all’Apulia Film Commission e Musica per Roma, la fondazione di cui Fuortes è amministratore delegato. Si tratta dell’immediata vigilia del terremoto che ha portato alla nomina del commissario e questo dettaglio, che ha ovviamente assunto particolare rilevanza a posteriori, ha fatto pensare che tra Regione Puglia e Ministero, vi fossero stati contatti seri sul come, sostanzialmente, “togliere dalle mani di Michele Emiliano e Luigi Fuiano il giocattolo” della Fondazione. Così come sembra or-

Il Teatro Petruzzelli di Bari

mai abbastanza certo che la “pace” con il sindacato monocolore (Cgil) che teneva in agitazione la massa critica dei precari sia stata concordata a livello di segreteria romana. Un passo indispensabile per risolvere una situazione intricata, le cui ricadute politico-sindacali, nonché l’allarmante stato finanziario (causato, va detto, anche dal misero contributo finanziario della Provincia di Bari) impedivano di fatto di sbloccare i fi-

nanziamenti ministeriali e garantire almeno un pressoché regolare svolgimento degli spettacoli sino a maggio. Fuortes, con piglio manageriale, sta conducendo la navicella del Petruzzelli fuori dai perigli, in attesa che la politica espropri il teatro e si proceda poi a dotarlo della pianta organica al completo. Gli appassionati potranno assistere al Barbiere di Siviglia, Tosca e al balletto “Cercando Picasso”.

lunedì 26 marzo la serata a villa romanazzi carducci

Fondazione Giuseppe Tatarella tanti ospiti alla presentazione Ci siamo quasi, ancora pochi giorni e sarà ufficialmente presentata la Fondazione Giuseppe Tatarella. Appuntamento a Bari, lunedi 26 marzo alle ore 20.00 a Villa Romanazzi. Pochi i posti ancora disponibili per la cena di presentazione alla quale è possibile prenotarsi inviando una email a fondazionegiuseppetatarella@gmail.com o chiamano il numero 3339389219. Tante le adesioni, parlamentari, volti noti della politica nazionale e locale e soprattutto amici ed estimatori di Pinuccio. Invitati tutti gli ex An dagli ex colonnelli Ignazio La Russa, Altero Matteoli, Maurizio Gasparri, Gianni Alemanno. Adolfo Urso, Giorgia Meloni, Francesco Storace, fino ai parlamentari pugliesi Francesco Amoruso, Sergio Silvestris, Michele Saccomanno. Invitati anche i consiglieri regionali del Pdl Giandiego Gatta, Leo Digioia, Lucio Tarquinio, Erio Congedo, Domi Lanzillotta, Maurizio Friolo, dell’Udc Giannicola De Leonardis e il Presidente Negro. Già confermata la presenza del Capogruppo in Regione del Pdl Rocco Palese e del suo Vice Massimo Cassano, come quella dei due consiglieri regionali di FLI Gianmarco Surico e Uccio Curto. Presenti anche il Senatore Luigi Dambrosio Lettieri e l’ex Sindaco di Bari, oggi deputato Pdl, Simone Di Cagno Abbrescia. Il Presidente della Camera dei deputati Gianfranco Fini, assente per precedenti impegni istituzionali assunti, invierà un messaggio. Probabile la presenza di Raffaele Fitto e Gaetano Quagliariello.

Tra i tantissimi hanno già confermato la loro presenza, invece, il Vice Presidente del Senato Domenico Nania, il Presidente dei deputati dell’Api Pino Pisicchio, il Presidente del Gruppo al Senato di Coesione nazionale Pasquale Viespoli, l’ex Ministro Gianfranco Rotondi, il leader di Alleanza di Centro Francesco Pionati, il noto penalista e deputato barese Francesco Paolo Sisto, i parlamentari di FLI Francesco Divella, Carmelo Patarino, Roberto Menia, Coordinatore nazionale di FLI, il senatore e Sindaco di Molfetta del PdL Antonio Azzollini, il Vice Presidente di FLI, Italo Bocchino. il Coordinatore nazionale di Generazione Futuro, movimento giovanile di FLI, Gianmario Mariniello. Presenti anche i Sindaci di Trani, Pinuccio Tarantini, Bisceglie, Antonio Spina, Cerignola, città natale di Pinuccio, Antonio Giannatempo, il consigliere provinciale di Foggia Emilio Gaeta, l’assessore all’urbanistica della Provincia di Foggia Mimmo Farina. Presente al gran completo, ovviamente, la famiglia di Pinuccio con la moglie, la professoressa Angiola Filipponio, il fratello Salvatore, il nipote e direttore di Puglia d’Oggi, Fabrizio, il patron di Villa Romanazzi, Lorenzo Ranieri, il Presidente della Fondazione Tatarella, il senatore ed avvocato Emilio Nicola Buccico. Presenti anche Adriana Poli Bortone, ministro nel ’94 con Tatarella e il Sindaco di Bari Michele Emiliano. La serata sarà allietata dall’accompagnamento musicale del noto Maestro Paolo Lepore amico di Pinuccio.

E, naturalmente, al Bif&st di Felice Laudadio, che sarà ospitato anche quest’anno. Tra i progetti di Fuortes, c’è anche quello di ricollocare altrove, le scenografie e i costumi prodotti dai laboratori del Petruzzelli per le opere e i balletti. Un modo intelligente e lucroso di valorizzare le maestranze locali. Fuortes resterà in carica almeno per sei mesi. Ma non è escluso che il mandato possa durare anche un anno. Dopo di che i soci fondatori, cui si spera si aggiunga anche qualche privato, dovranno nominare un nuovo CdA. Chissà se nel frattempo saranno cessati tutti i focolai polemici, le strumentalizzazioni para-politiche e il gioco al massacro che ha sempre contrapposto regione e comune. E il rosso sia rimasto solo sulle vecchie e gloriose mura, abbandonando i bilanci.

il nodo da sciogliere

Tra la trasparenza e le necessità artistiche Conosce il Petruzzelli, i suoi problemi e risvolti come poche persone. E’ stata assessore all’economia nella prima giunta Emiliano e anche da deputato ha continuato a seguire il teatro e a soffrire come ogni barese di nascita o adozione. E secondo lei adesso è il momento di agire. “Vendola deve considerare l’ipotesi di un esproprio utilizzando l’articolo 95 del codice dei beni culturali, il decreto legislativo 42/2004: “Questo prevede che la Regione possa richiedere al ministero l’autorizzazione all’esproprio di beni culturali mobili e immobili per causa di pubblica utilità, allorquando l’espropriazione risponda all’obiettivo di migliorare le condizioni di tutela ai fini della fruizione pubblica dei beni”. Se il Ministero dà l’ok, conclude Capano, a quel punto gli

atti passerebbero alla Regione per l’esecutività del procedimento. Ma prima di affrontare questo argomento, c’è bisogno di fare chiarezza sul futuro del politeama partendo dalla definizione di un sostenibile piano industriale. Su questo Fuortes sta certamente riflettendo: dopo aver in un certo senso sterilizzato la protesta sindacale, confermando in pratica i contratti solo fino al termine della stagione, ha parlato di concorsi pubblici per “regolarizzare” il personale precario. Quanto ai 14 assunti sin dall’inizio a tempo indeterminato, non dovrebbero essere a rischio. Ma il vero nodo da sciogliere è quello di conciliare la trasparenza nelle assunzioni con la necessità artistica di avere il meglio per coro, orchestra, maestranze da laboratorio. f.d.o.


Bari

venerdì 16 marzo 2012

l’editoriale

segue da pag 1

Dopo lo scandalo, alcune domande [...] conoscenze, che serve tantissimo a moltiplicare i loro affari e i loro profitti. Qualche volta la magistratura va più a fondo nelle indagini e fa saltare il coperchio sul verminaio di favori, regalie, corruzioni ed omissioni, che fanno da cemento alla rete. Gli arresti di Bari, se le accuse saranno confermate e convalidate dalla verifica dibattimentale, sembrano essere solo uno spaccato di una realtà più ampia e generalizzata. A Bari c’è anche di più. Questa famiglia di imprenditori, non si è accontentata di aver eletto prima un fratello parlamentare nazionale col centro destra e poi un altro, consigliere regionale col Pd. Ha promosso addirittura una propria lista elettorale per il Comune, eleggendo propri consiglieri comunali e incamerando un assessore nella giunta municipale. Naturalmente, sempre della famiglia. Una nipote, seppure di qualità, con studi universitari negli Usa. Tutto quedto non ci piace per niente, ma a Bari nessuno, almeno sino a ieri, si è scandalizzato. Nè per la doppia copertura della famiglia, prima a destra e poi a sinistra, replicata con successo anche da altri gruppi imprenditoriali e da altre famiglie di professionisti, nè per la lista elettorale, promossa, finanziata e diretta dalla stessa famiglia. Non si è scandalizzato nemmeno Michele Emiliano, cge pure è un magistrato antimafia in aspettativa. Da quella famiglia ha ottenuto finanziamenti, voti e appoggi. E lui ha accolto la lista nel cartello elettorale che sosteneva la sua candidatura, governa ancora oggi con i voti dei consiglieri eletti in quella lista e, sino a qualche mese fa, ha tenuto in Giunta una rappresentante della stessa famiglia, nonostante un evidentissimo conflitto d’interesse. Ora sono scattati gli arresti e vengono alla luce tutti i lavori aggiudicati alla famiglia imprenditrice. Un elenco impressionante. Molti appalti sono stati vinti, quando al governo della città c’era il centro destra e anche questo è un fatto che fa pensare. Governi la destra o la sinistra, certe famiglie vincono sempre. Una ragione, o forse più di una, ci sarà. Anche noi, come Emiliano, abbiamo fiducia

nella magistratura e attendiamo l’esito delle indagini, ma qualche domanda vorremmo porla a un sindaco, che si vanta di essere espressione di una certa primavera pugliese. Fatta la tara delle indagini giudiziarie, il cui esito è di là da venire, il sindaco non vedeva proprio nulla di male in questa commistione di affari e politica? Nessun imbarazzo ad avere nella sua coalizione una lista promossa e finanziata direttamente da un gruppo imprenditoriale? Nessun fastidio nell’accompagnarsi a una famiglia, schierata sia a destra che a sinistra? Nessuna perplessità su un conflitto di interesse, rilevabile anche da uno studente al primo anno di discipline giuridiche? Di più. Essendo in atto importanti e rilevanti appalti di opere pubbliche e di costruzioni residenziali ad opera di imprese e società appartenenenti a imprenditori, che avevano dato un significativo apporto alla sua elezione e alla sua amministrazione, quali azioni, quali atti e quali misure specifiche ha attivato per assicurare la massima trasparenza, imparzialità e correttezza della sua amministrazione? Da quanto emerge dagli atti d’indagine e da diversi capi di imputazione parrebbe che nessuna particolare misura sia stata adottata, atteso i numerosi favori e i tanti comportamenti omissivi che hanno agevolato le imprese del gruppo. Converrà che, almeno sotto questo profilo, sia stato, a tutto volerle concedere, almeno poco prudente? O, piuttosto, sorprendentemente assai spregiudicato, come nel caso del consigliere Olivieri, da lei mandato a capo della Multiservizi, salvo poi ad ammettere che era un rospo che doveva ingoiare? Tutte queste domande sono urgenti e pertinenti, anche perchè lei non nasconde l’intenzione di lasciare il Comune per candidarsi alla presidenza della Regione. Anche in questo caso si sta muovendo con larga disinvoltura, non trascurando la compagnia di questi vecchi e compromessi alleati, e cercandone affannosamente altri, di qualsiasi qualità e provenienza. Converrà che senza un chiarimento, sarà molto difficile seguirla nella sua avventura. Almeno per noi.

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LE ACCUSE E GLI ARRESTI - Inchiesta barese: 51 indagati, 5 agli arresti domiciliari

I guai baresi dei Degennaro

Gerardo Degennaro

di Fortunata Dell’Orzo Due parcheggi interrati (Piazza Giulio Cesare e Piazza Cesare Battisti), il centro direzionale del rione San Paolo (in project financing, come i parcheggi), il mercato di via Caldarola a Japigia, i giardini di via Matarrese, le case destinate alle forze dell’ordine a Poggiofranco e il rifacimento della facciata di Palazzo di Città. Sono queste le opere al centro dell’indagine condotta dai pm Renato Nitti e Francesca Romana Pirrelli che ha portato ai domiciliari Gerardo Degennaro, consiliere regionale Pd, suo fratello Daniele, due dei loro progettisti, due dirigenti comunali e un dirigente regionale.

La Procura contesta ai Degennaro (e il terzo fratello Vito, è indagato a piede libero) di aver costituito un’associazione per delinquere, ai fini di reati contro la fede pubblica, la pubblica amministrazione e il patrimonio. Il gip però ha rigettato questa ipotesi, accogliendo solo la parte in cui vengono contestati a vario titolo una lunga sfilza di reati, tra cui abuso d’ufficio, falso in atto pubblico, truffa aggravata, subappalto non autorizzato, appropriazione indebita corruzione e frode in pubbliche forniture. Agli arresti domiciliari anche il direttore della ripartizione urbanistica del Comune Anna Maria Curcuruto, l’ex direttore dell’ufficio tecnico

Vito Nitti, Raffaele Contessa e Michele Corona, progettisti per conto della Dec, e Gennaro Russo, dirigente regionale delle politiche per lo sviluppo rurale. Per assicurarsi illecitamente i sei appalti sarebbero state promesse promozioni ed incarichi, soggiorni in hotel e addirittura promesse di forniture alimentari per la festa di Santa Barbara all’allora comandante dei vigili del fuoco di Bari, Giovanni Micunco. In totale oltre 51 tra imprenditori, dipendenti pubblici e professionisti vari risultano indagati. Sono stati inoltre sequestrati dal nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza beni mobili ed immobili per un valore di 25 milioni di euro. Le società del gruppo (Dec, Bari Park, Gestipark, Area Bersaglio, Dg Sviluppo Immobiliare), con agli aiuti all’interno degli Enti, avrebbero eseguito opere “al risparmio” e violando i principi della libera concorrenza. Lo strumento più usato erano le varianti in corso d’opera, in realtà già previste, per aumentare i costi pubblici. Tra le accuse, in particolare per piazza Cesare Battisti c’è addirittura l’ampliamento della zona adibita a parcheggio per aumentare la vendita degli spazi, il ri-

sparmio sugli spessori dei solai di contenimento e persino l’uso di iniezioni cementizie che avrebbero accorciato i tempi ma pure lesionato il palazzo dell’Ateneo barese. Nell’opera pubblica di Poggiofranco ad essere contestato sarebbe quel Piano Edilizio Integrato con al centro la realizzazione di edilizia agevolata e convenzionata per le forze di polizia e dipendenti dello Stato. Proprio tra questi appartamenti, uno sarebbe stato promesso a prezzi stracciati al dirigente regionale arrestato in cambio di aiuti.

COMUNE DI NOCI (PROVINCIA DI BARI)

VI SETTORE EDILIZIA- URBANISTICAAMBIENTE OGGETTO: PIANO DI LOTTIZZAZIONE COMPARTO N.12 APPROVATO CON ATTO DI CONSIGLIO COMUNALE N.26 DEL 18.05.2004 – ISTANZA DI VARIANTE PROPOSTA DALLA DITTA “GIANVITO PUTIGNANO COSTRUZIONI S.p.a.” ADOTTATA CON DELIBERA DI GIUNTA COMUNALE N.159 DEL 15 NOVEMBRE 2011. Ai sensi dell’art. 21 della L.R. n.56 del 31.05.1980

SI RENDE NOTO

Che presso la Segreteria di questo Comune è da oggi depositata, e vi rimarrà per 10 giorni consecutivi, la deliberazione della Giunta Comunale n.159 del 15 novembre 2011 unitamente agli elaborati che fanno parte integrante e sostanziale della stessa. Durante il suddetto periodo di 10 giorni può prendersi visione e, nei successivi 20 giorni, possono presentarsi opposizioni da parte dei proprietari degli immobili compresi nel Piano ed osservazioni da parte di chiunque. Le opposizioni e/o osservazioni devono essere presentate per iscritto su competente carta legale all’Ufficio di Segreteria del COMUNE DI NOCI, via G. Sansonetti n.15. Noci, lì 15 Marzo 2012 Il responsabile del VI Settore Dott. Ing. Vitantonio DELL’ERBA

i dettagli delle indagini

Sette anni di indagine per fare luce sul sistema di collusione pubblico-privato Nel 2005 una vera alluvione colpisce Bari ed in particolare Carbonara dove l’ex cava di Maso, un’enorme voragine trasformata in campo sportivo da Simeone Di Cagno Abbrescia, diventa un lago di fango e acqua, a ridosso di un complesso edilizio. Il rischio legato alla staticità della zona attorno alla cava diviene oggetto di indagine: la magistratura vuole verificare tutti i provvedimenti urbanistici, compresi quelli affidati ai Degennaro. Di là parte tutto. Sette anni di indagini, con acquisizione di documenti, intercettazioni telefoniche, pedinamenti. I pm avrebbero così individuato un sistema diffuso di collusione fra pubblico e privato, reso ancora più “appiccicoso”dal doppio ruolo svolto, ad esempio, da Gerardo Degennaro, eletto nelle liste del Pd alla Regione Puglia o

dalla presenza, nella stessa giunta Emiliano per oltre un anno e mezzo di Annabella Degennaro, figlia di Vito e dunque nipote di Gerardo. Marco Lacarra, assessore ai Lavori Pubblici, ha precisato che “dal luglio 2004 ad oggi, l’unica opera pubblica appaltata nel 2005 al gruppo Degennaro è il centro direzionale nel quartiere San Paolo. Sottolineo, come peraltro a tutti noto, che le opere relative ai tre parcheggi interrati di piazza Giulio Cesare, piazza Cesare Battisti e corso Cavour sono state aggiudicate nel 2003 dall’Amministrazione Di Cagno Abbrescia. Quindi, durante l’Amministrazione Emiliano il gruppo Degennaro si è aggiudicato esclusivamente la realizzazione di un’opera, a fronte delle centinaia di opere pubbliche appaltate nel corso di questi

sette anni e mezzo. Un ulteriore chiarimento va fatto in relazione al piano di riqualificazione di San Girolamo, stazione appaltante IACP, già aggiudicato da un pool di imprese tra le quali quella di Degennaro, da non confondere con il rifacimento del lungomare di San Girolamo la cui gara non è stata ancora appaltata dal Comune di Bari”. Ma questo non sembra spiegare per nulla la presunta corruzione, la contiguità fra affari e politica espressa soprattutto dalla presenza negli organi elettivi e amministrativi di persone espressione diretta del gruppo Degennaro, la commistione fra pubblico e privato (e dunque il conflitto di interessi) espressa dalla duplice funzione imprenditoriale e amministrativa di alcuni membri della famiglia. f.d.o.


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Bari

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IL CASO - Dopo il reportage del “Corriere” e gli scandali della politica, la città deve reagire. Siamo baresi, non Tarantini

Emiliano insulta la borghesia, noi ne auspichiamo la rinascita di Salvatore Tatarella Di vere sono vere. Le cose scritte da Aldo Cazzullo nel suo reportage da Bari sul Corrierone milanese non sono inventate, nè esagerate. Anzi, poteva scrivere di più, affondando il coltello nella piaga. E gli arresti eccellenti degli ultimi giorni, che investono in pieno l’amministrazione guidata da Michele Emiliano, già pubblico ministero antimafia, ne avrebbero data immediata e cruda conferma. Però, diciamocela tutta, vedere scritto tutto quanto, nero su bianco, grande titolone Bari capitale degli scandali, su due paginate del più diffuso e titolato quotidiano italiano, ti fa male. Ti dovrebbe. Sopratutto, se a questa città, nonostante tutto, vuoi ancora bene, perchè queste mura, queste strade, questi vicoli ti appartengono. Sono la tua vita. Cazzullo l’ha sfregiata, sferrandoti un bel cazzotone nello stomaco. Peccato che le reazioni siano state modeste, quasi nulle. Come se nessuno avesse letto. O meglio, come se Cazzullo non avesse scritto nulla di nuovo, nulla che già non si sapesse, nulla che già non fosse stato assorbito, metabolizzato, introitato nella quotidianietà della città. Bari una volta era scippolandia, la capitale degli scippi. Di camminare per strada, potevi camminare, anche per Bari vecchia, ma meglio senza borsetta e persino senza porta-

il commento

La Bari che manca all’appello è senza dubbio la Bari migliore

Gli storici lampioni, simboli della città di Bari

foglio. Oggi è la capitale degli scandali, del sesso, della droga. Non un passo avanti, ma parecchi indietro. Sparato sul Corrierone, uno sputtanamento totale, per restare in gergo, tanto più che, sul fronte dei reati contro le persone e il patrimonio, continuiamo ad avere numeri di tutto rispetto, 17 omicidi,

273 scippi e 1.100 rapine, poco più di tre al giorno, nel 2011. Buon per noi, se Cazzullo non ha fornito anche i dati dei furti d’auto e in appartamenti. Da record pure quelli.

Vista la fine ingloriosa che hanno fatto onde e primavere, la “Bari migliore” (che poi è quella che più ha creduto a Michele Emiliano e Nichi Vendola) si è ritirata quasi senza saperlo e volerlo, sul suo Aventino. Non si tratta solo di quattro intellettuali schifiltosi o di inguaribili nostalgici dell’eskimo. C’era una buona fetta di destra storica e irreparabilmente antiberlusconiana che aveva sentito di nuovo scorrere il sangue nelle vene al sorgere della “nuova stagione politica” di Bari città regione e della regione stessa. E si sa che più forte è l’amore, più amaro il sentirsi traditi. C’è un fronte in particolare che non perdona, ad esempio, Michele Emiliano: ed è quello di chi sosteneva e sostiene con forza la nascita della città metropolitana e l’attuazione vera del decentramento. E che si sono sentiti beffati crudelmente dall’abbandono di ogni progetto legato alla prima e dal fallimento conclamato dell’assessora Degennaro sul secondo. E che sapevano da un pezzo che la fuga precipitosa di Annabella dalla giunta non era dovuta affatto a “motivi strettamente personali”. I vari comitati sul decentramento, guidati dall’acume politico e dalla saggezza di Antonio Gadaleta, hanno di recente espresso una condanna senza appello nei confronti di tutta l’amministrazione Emiliano (che a suo tempo

Nulla di nuovo, per carità, ma è proprio questa nostra assuefazione al peggio che lascia esterefatti. In due paginoni fitti di testo non c’è un solo accenno di reazione, che Cazzullo abbia potuto registrare, nè singolo, nè collettivo. Un silenzio assordante. Come se a Bari non vi fosse un’altra città, diversa da quella raccontata dal Corriere. Onesta, laboriosa, pulita. Di più, c’è anche un sindaco

e per pochissimo si era avvalso della competenza della senatrice Marida Dentamaro proprio al decentramento) e del tentativo di trasformare le nove circoscrizioni inutili di oggi in altrettanti inutili municipi, abbandonando l’idea di accorpare e ridisegnare il territorio amministrativo secondo criteri di autentica autonomia gestionale. Eppure, questa strada nuova e rinnovata di concepire la città, da un lato allargandola al concetto di metropoli, dall’altra restituendo senso alle piccole identità di campanile, sarebbe importante da percorrere per recuperare al dibattito sul bene comune intere fasce di popolazione ormai lontanissima dalla politica, fasce che o vanno a ingrossare le fila degli astenuti o, peggio, si intruppano a comando per questo o quel candidato. Fra tutti i fermenti prepolitici in grado di maturare ed esprimere una classe dirigente sana, quello germogliato dal decentramento sembra il meno a rischio di qualunquismo e grillismo. C’è poca indignazione sterile e molta applicazione e studio. E consapevolezza che la società civile, da sola, non porta a nulla senza il concorso di storia, idee, strategie e logistica che i partiti, se vogliono davvero, sono ancora in grado di offrire. Fortunata Dell’Orzo

che la sua città nemmeno la difende e, invece, spara a zero sulla sua borghesia. Deve aver parlato a lungo Michele Emiliano con Aldo Cazzullo, se gli ha raccontato del Petruzzelli e delle assunzioni, ovviamente tutte regolari, fatte in Fondazione, delle sue ambizioni, legittime anche quelle, di succedere a Vendola alla guida della Regione, delle sue forsennate liti con chiunque, sia di destra che di sinistra, della sua preoccupante sindrome del complotto e dell’accerchiamento, del suo passato e presente di sindaco-sceriffo, con le macchine dei vigili che “oggi hanno la telecamera e zac! la multa è fatta”. Ma non ha trovato Emiliano tempo e argomenti per difendere la sua città. Non per negare l’evidenza, come un qualsiasi tifoso trinariciuto, ma almeno per ricordare che c’è

anche una Bari diversa e migliore. Certo, è stata la coppia D’addario-Tarantini a tenerci a lungo sulle prime pagine dei quotidiani, dei rotocalchi e delle tv, tanto da far scrivere a Cazzullo che “il berlusconismo non è caduto al Nord, in una città rigorosa come la Torino azionista, ma al Sud, nella Bari levantina dei traffici e dei piaceri”, ma è anche vero che proprio e solo a Bari un Procuratore della Repubblica, indagando con coraggio e indipendenza, ha potuto accertare che le prestazioni sessuali delle escort di Tarantini non erano solo la merce umana offerta per il declinante sollazzo del Principe, ma una vera e propria tangente, per ottenere appalti, commesse e favori. Quel Procuratore, che anche alcuni suoi colleghi avrebbero voluto allontanare da Bari, è o non è una pagina di una Bari diversa? Bari ha toccato il fondo anche nel calcio. Non solo retrocedendo sul campo, ma anche macchiandosi della infamia delle partite truccate, con tanto di in-


Bari

venerdì 16 marzo 2012

filtrazioni della malavita organizzata nel controllo delle scommesse clandestine. Contro questa deriva truffaldina di gente senz’anima e senza cuore, hanno reagito spontaneamente vecchie glorie del calcio biancorosso, ma anche tanti ex giocatori, che magari hanno indossato una sola volta la maglia da titolare. Si sono costituiti in associazione, per riscattare e tutelare anche in sede giudiziaria il buon nome della squadra e della città. Anche questa è un’altra parte di Bari, che va raccontata. Una Bari che non gioca sporco e d’azzardo, che non scommette, che Due scorci di Bari: la città vecchia ed il lungomare rivendica la bellezza e la pulizia dell’agonismo e che difende lo sport più concretamente molte vit- Giuseppe De Rita (L’eclissi bello del mondo. time di questo odioso cri- della borghesia, edizioni Cocaina, sesso, vizi. A mine e che non una volta Laterza) “una classe soBari, come in ogni grande ha richiamato l’attenzione ciale con una funzione città, sono di casa, non da delle autorità proprio sulle politica: mettere ordine oggi e Cazzullo, a giusta sale da gioco e sui compra- e creare riferimenti in un ragione, ricorda “La riffa, il tori d’oro, dietro i quali si sistema altrimenti confilm che rivelò Monica Bel- nascondono spesso orga- dannato all’anarchia, una minoranza, l’ossatura di lucci”, ma il Sindaco, che nizzazioni criminali. amministra questa città da Anche questa è Bari, ma una classe dirigente, forotto anni e che prima fa- il sindaco non ne ha parla- nita di una bussola con la ceva il pm, Bari la conosce to e non ha trovato di me- quale è in grado di guidare più di Cazzullo. Possibile glio che prendersela con la e orientare un popolo, atche non gli sia venuto in borghesia della sua città, traverso regole condivise e mente nient’altro. Eppure rea di non amarlo e di non un’idea di futuro. Un’avanguardia che basta girare per periferie e votarlo. per parrocchie, veri avamQuella di destra “sniffa produce movimento, moposti, queste, della legalita cocaina, quella di sinistra bilità sociale, sviluppo..... e della lotta ad ogni forma è succube dei circoli e dei una èlite che sente una di deviansalotti”. Mah, responsabilità collettiva, za. Non sono qualche anno se ne fa carico, e guida, Bari non è fa avremmo sulla base di interessi gepoche le assolo crimi- pensato sociazioni e i il nerali e non solo di pulnalità, co- contrario, ma sioni particolari, l’intero volontari imcaina, sesso tant’è. Emi- sistema. Una minoranza pegnati quotidianamente e vizi, ma il sindaco liano non fi- in grado di esercitare il nel recupero non ne ha fatto cen- nirà mai di potere in modo unitario e dei tossico- no, e non ha trovato di sorprenderci. di non impoverirlo in un d i p e n d e n t i , meglio che prendersela Certo, la bor- obiettivo fine a se stesso; degli alcolisti, con la borghesia ha le di rappresentare e difene delle don- ghesia della sue colpe, an- dere valori condivisi; di ne, sopratutto sua città che gravi, ma immaginare il futuro senstraniere, sotnon le esau- za rinchiudersi sempre e tratte alla prorirei nell’as- soltanto nel presente. Una stituzione. sunzione di borghesia che va oltre il In città prolificano solo cocaina e nella frequen- capitalismo e che esprime incerti “compratori d’oro” tazione di circoli e salotti. movimento, mobilitazioe sale scommesse. Più di La droga, purtroppo, non è ne, cambiamento, spincinquanta i primi e oltre solo un portato di classe. È ta verso la modernità. La duecento le seconde, an- dapertutto. Potremmo dire spina dorsale di una classe nota Cazzullo, che aggiun- che è stata globalizzata. dirigente”. In Italia è la borghesia ge “Savinuccio Parisi è in Circola certamente nelcarcere, ma l’inchiesta si le fasce borghesi, ma non che ha fatto il Risorgimenè estesa a imprenditori, solo. Frequentare salotti to e unificato la Nazione. È bancari, commercialisti e circoli, poi, non pare ad la borghesia che ha ricoe politici: si è indagato su alcuno cosa impropria e struito il Paese dalle macetutto, dal nuovo campus deplorevole, se non al solo rie di una sciagurata gueruniversitario ai cavalli da Sindaco di Bari. Il rimpro- ra perduta. È la borghesia corsa”. Vero, verissimo, la vero più grave da muovere che durante il Ventennio, criminalità ha assoldato alla borghesia, semmai, è nonostante la retorica ani colletti bianchi, senza i il suo passo indietro. Il suo tiborghese del fascismo, quali non potrebbe reinve- ritirarsi nelle professioni ha costruito gli istituti e le stire, ripulire e moltiplica- e nelle imprese. Il suo di- istituzioni, dall’Iri all’Onre gli ingenti capitali accu- stacco ostentato dalla vita mi, che sono sopravvisuti mulati, ma, sempre a Bari, politica e amministrativa. al regime mussoliniano. A opera da tempo anche una Per noi la borghesia non Bari, poi, è la borghesia coraggiosissima associa- è una fascia economica che ha contrassegnato in zione antiusura, che aiuta della città. È, per dirla con passato le pagine più esal-

tanti della vita cittadina. È costume politico che conalla borghesia che si deve tinuano, anche in questi l’intuizione e la istituzio- giorni, a macchiare l’imne della Fiera del Levante, magine della città non deoggi giunta al tramonto. stino emozione e rivolta. È sempre a un intra- Sorprende amaramente prendente borghese che si che nella città non si fordeve la costruzione del Te- mi ancora quel fronte coatro Petruzzelli, oggi, con mune di tutte le persone Emiliano, sull’orlo della oneste e perbene, che mi bancarotta finanziaria. È, piace credere siano ancoinfine, alla borghesia, por- ra la maggioranza. Duole tata dal fascismo alla guida che intellettuali e uomini dell’amministrazione mu- di cultura non facciano annicipale, che cora sentire la si deve loro voce. Sorprende l’espansione Ciò non di ancora che meno, è neurbanistica, nella città cessario reail lungomare non si formi gire. Viviamo monumentale e le opere ancora quel fronte co- un momento p u b b l i c h e , mune di tutte le perso- di svolta. Siache hanno ne perbene ed oneste, mo a un giro disegnato in che mi piace credere di boa nella maniera ori- siano ancosocietà, nelginale e in- ra la magla politica e delebile lo gioranza nell’econoskyline della mia. I segnali Bari moderna. di una inQuesta borversione di ghesia, oggi dedita solo al tendenza non mancano, suo privato, deve ritrovare alcuni forti, altri più debol’orgoglio di sè e della sua li. Occorre un’assunzione missione. Addolora che il collettiva di responsabilireportage del Corriere e tà, il noi dovrà sostituirsi l’incogrua rappresentazio- all’io, l’interesse generale ne del sindaco Emiliano dovrà assorbire la difesa abbiano sollevato poche del particulare e un’etivoci di indignazione e re- ca della responsabilità, azione. Preoccupa che i del dovere, del rigore e numerosi episodi di mal- dell’equità dovrà caratte-

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rizzare un nuovo Risorgimento morale e civile. In Italia e a Bari. Abbiamo toccato il fondo con la D’addario a Tarantini, con le partite truccate e gli scandali della sanità, con le truffe sulle protesi e sul cemento delle opere pubbliche, con il palazzo di giustizia abusivo e maleodorante per i rigurgiti di fogna e con la rissa sguiata sui debiti e le maschere del Petruzzelli; adesso possiamo solo risalire, ma è importante che la borghesia delle professioni e delle imprese, gli intellettuali e gli uomini d’arte e di cultura non se ne stiano ancora in disparte e muti. È questo il momento di tornare in campo. Per svegliare e mobilitare tutte le energie della città. Siamo Baresi e non Tarantini, titolava tempo fa uno stimolante quotidiano locale. Ebbene, è ora che tutti avvertano nuovamente l’orgoglio della baresità e della appartenenza. Non solo allo stadio, ma, più significativamente, per il riscatto della città e disegnare insieme un futuro diverso e migliore per una Bari metropolitana, moderna, civile, solidale, sostenibile e creativa.

la riflessione

Gli intellettuali di Sodoma e Gomorra Senza indulgere al mito un po’ provinciale dell’ècole barisienne, non c’è dubbio che la tradizione culturale barese sia invidiabile (ed invidiata) da parte di molte altre città del Mezzogiorno, comprese Napoli e Palermo. Senza trascurare le grandi individualità come quella di Beppe Vacca e Luciano Canfora, le istituzioni culturali come la Casa Editrice Laterza e la Camerata Barese, va registrato il sorgere di autori come Franco Cassano, il sociologo del “Pensiero Meridiano” di cineasti come l’Alessandro Piva de “La capa gira”, la riapertura del “Petruzzelli”, che al netto delle polemiche attuali resta un punto di riferimento della cultura musicale e teatrale italiana. Dall’esterno si ha però l’impressione che questa crescita sia stata un po’ brutalmente arruolata nei meccanismi del potere culturale, ed in particolare della “sporca guerra”, a volte tacita, a volte guerreggiata, in corso da qualche anno fra Nichi Vendola e Michele Emiliano. Sono ormai innumerevoli i terreni d’attrito fra l’Amministrazione del capoluogo e Silvia Godelli, vendoliana di ferro e assessore alla Cultura della Regione (che può in verità vantare, al di là delle contro-

versie politiche, su un gran numero di successi). Dal Consorzio Teatro Pubblico Pugliese al Festival Frontiere, da Puglia Sound al Petruzzelli, non c’è stato terreno dell’attività culturale che non sia stato teatro (è proprio il caso di dirlo) di questo scontro, del quale è difficile dire se sia stato indotto o subito dalla politica. L’avvicinarsi del 2013 e la possibile scalata del sindaco Emiliano alla poltrona di via Nazario Sauro ha per certi aspetti esasperato questa conflittualità, con continui riposizionamenti e cambi di fronte. L’impressione è che in tanto pugnare gli intellettuali abbiano smarrito il loro ruolo principale: che è quello di un pungolo e di una riflessione critica, che non facciano sconti né agli amici né agli avversari. I tratti da Sodoma e Gomorra che la città va assumendo dovrebbero essere contrastati da un rilancio della cultura civica e dell’etica pubblica di cui gli intellettuali dovrebbero essere i naturali custodi. Peccato che a Bari sembrino più parte del problema che della soluzione. Enrico Ciccarelli


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Territorio

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BRINDISI - Non soltanto veti incrociati e burocrazia, ma anche un processo penale a carico dei vertici della British Gas

Rigassificatore, le verità nascoste di Roberto Mastrangelo Non soltanto veti e lungaggini. Ma anche una vicenda giudiziaria che vede coinvolti i vertici della British Gas per corruzione ed occupazione abusiva dell’area demaniale. Alla base dell’annunciata rinuncia dell’azienda al rigassificatore di Brindisi ci sarebbe, dunque, non soltanto gli undici anni di attesa tra veti incrociati, rimpalli tra gli enti locali, contestazioni e quant’altro messo in atto per opporsi alla costruzione della centrale brindisina. E’ attesa ad ore, infatti (al momento di chiudere l’articolo non giungono ancora notizie dal Tribunale di Brindisi) la sentenza di primo grado del processo alla British gas Italia, la società inglese titolare di un progetto per la

realizzazione di un rigassi- si necessari in quanto l’iter ficatore a Brindisi per tra- autorizzativo si è impantasformare il combustibile nato nei processi penali ed proveniente dall’est dalla amministrativi oltreché in forma liquida a quella gas- vari esposti in Procura arsosa. rivando perfino Nel proad alcuni arresti cesso i verNel proces- eccellenti come tici azienso a Brin- quello del sindali, difesi disi i vertici daco Giovanni dall’avvoin dell’azienda Antonino, cata Giulia sono accusati di corruzio- riferimento al Bongiorno, ne ed occupazione abusi- quale va però sono im- va di area demaniale ma- subito detto che putati per rittima per una colmata è fuori dal procorruzione a ridosso del cesso in quanto ed occupa- centro abii capi di impuzione abu- tato tazione di cui è siva di area stato accusato demaniale sono andati in marittima. prescrizione. La storia è molto lunE tra tempi lunghi della ga ed ha avuto inizio nel burocrazia, e tempi ma2001, quando fu inoltrata stodontici della giustizia, al Governo la richiesta per è difficile ricostruire una la costruzione del rigassifi- situazione ingarbugliata catore. Da allora sono pas- come non mai. sati undici anni ed ancora Oggi l’area interessata la società non ha i permes- dal progetto è sotto seque-

l’ordine del giorno

stro. La British Gas non ha avuto l’ok ad andare avanti con la realizzazione dell’infrastruttura. Ed ecco che pochi giorni fa, proprio alla vigilia della sentenza di oggi, l’amministratore Luca Manzella ha minacciato di lasciar perdere l’investimento ricordando che ammonta ad 800 milioni di euro e che avrebbe dato occupazione a mille persone per i

quattro anni previsti per i lavori. “L’annuncio della British Gas Italia - sottolinea l’associazione ambientalista Italia Nostra - pare un ulteriore quanto goffo tentativo di influenzare l’opinione pubblica (e non solo) alla vigilia della conclusione di un processo penale in corso a Brindisi”. Non si tratta, dunque

in consiglio regionale

Liberate subito i Marò pugliesi Il Consiglio regionale della Puglia adotta il nastro giallo e invia un messaggio di solidarietà e di incoraggiamento ai due marò pugliesi. Un ordine del giorno unitario sollecita la liberazione di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre ed esprime vicinanza alle famiglie. Constatando, con amarezza, il perdurare della detenzione dei due fucilieri del Reggimento San Marco della Marina Militare, il documento approvato all’unanimità da tutti i gruppi consiliari chiede al presidente della Giunta regionale di “attivarsi presso il Governo centrale per mantenere alto il livello di impegno attraverso tutti i canali diplomatici, al fine di ottenere la pronta scarcerazione dei due sottufficiali pugliesi, come richiesto da altre Regioni e Amministrazioni locali italiane”. Il Consiglio auspica che vengano quanto prima accertate sia l’estraneità dei due fucilieri rispetto all’episodio contestato che la correttezza della loro condotta. Le regole d’ingaggio sono state rigo-

L’area del rigassificatore di Brindisi

per Italia Nostra, di un “prolungarsi all’infinito del braccio di ferro con le autorità italiane” ma di dover rispondere di fronte alla legge italiana di abusi e irregolarità che hanno determinato la sospensione dell’autorizzazione, la riapertura della procedura di VIA, l’avvio di un procedimento penale, nonché la richiesta di confisca da parte del Pubblico Ministero, della “colmata” realizzata in mare a ridosso del centro abitato. Quello progettato dalla British Gas a Brindisi è un impianto che, per la sua ubicazione a stretto ridosso del centro abitato, in un’area già dichiarata a elevato rischio ambientale, si è subito scontrato sia con le strenue opposizioni e rivendicazioni della popolazione più volte scesa massicciamente in piazza, sia con il corale e fermo “no” delle amministrazioni locali: non va dimenticato che il Comune, la Provincia di Brindisi e la Regione Puglia si sono ufficialmente pronunciati contro la realizzazione del terminale di rigassificazione nel porto di Brindisi. E ora si aspetta la sentenza dei Giudici.

I due Marò pugliesi

rosamente rispettate, come assicura la Marina Militare, con colpi esplosi esclusivamente in aria e in acqua, a distanza di sicurezza. Associandosi “alle cariche istituzionali dello Stato nel respingere l’accusa che i marò in servizio antipirateria a bordo della petroliera italiana abbiano colpito i due pescatori, l’Assemblea pugliese rileva come “contro ogni norma internazionale i tribunali indiani si sono dichiarati competenti a giudicare i nostri militari”, adottando decisioni che sembrano ispirate da una presunzione di colpevolezza che contrasta con i principi del diritto penale, sull’onda di un’opinione pubblica locale pesantemente orientata contro i militari italiani.

Parametri certi per le Università chiesti all’unanimità dall’Assise In coda alla seduta di Consiglio regionale, l’assemblea ha approvato all’unanimità tre ordini del giorno. Il primo, su iniziativa del Presidente Onofrio Introna, impegna il Governatore Vendola “a rivolgere a nome dell’intero Consiglio la richiesta ufficiale della Puglia al Governo nazionale di onorare la memoria di Placido Rizzotto offrendo esequie di Stato alle sue spoglie, finalmente restituite ad onoranze degne della dignità dell’uomo, del sindacalista e della sua vita consacrata ad una battaglia contro la mafia”. Un omaggio al sacrificio e

alla figura del sindacalista socialista scomparso nel 1948 e vittima della “lupara bianca”, protagonista di coraggiose lotte sindacali e bracciantili in Sicilia, negli anni difficili del secondo dopoguerra. In favore delle università pugliesi, il secondo ordine del giorno, con il quale si chiede, come noi chiediamo da tempo, al governo regionale di mettere in atto, anche con il coinvolgimento dei parlamentari pugliesi, azioni dirette a sensibilizzare il ministro Profumo “sull’esigenza di non lasciar degenerare il sistema verso una penalizzante diversificazione delle Università fon-

data esclusivamente sull’area geografica nella quale sono collocate e non sulle oggettive qualità didattiche e di ricerca, e a ricondurre il finanziamento delle Università a parametri certi, condivisi e soprattutto stabili nel tempo”. Un intervento a salvaguardia dell’occupazione dei 3400 lavoratori Fiat in Puglia viene sollecitato nell’ordine del giorno a firma del capogruppo Sel, Michele Losappio, con cui si impegna la Giunta a portare a livello nazionale, la vertenza riguardante le tre sedi pugliesi della casa automobilistica (Magneti Marelli di Bari, Cnh di Lecce e Sofim di Foggia), chiedendo “un incontro nel quale il gruppo Fiat esponga il programma di rilancio più volte annunciato e rinviato”.

l’intervento di giammarco surico (fli) Intervenire sui fattori distorsivi che determinano sprechi nel sistema sanitario pubblico e ridefinire il rapporto tra pubblico e privato, laddove questo deve diventare un elemento di integrazione ed una risorsa per offrire servizi integrati ai cittadini. E non già essere, come invece è, elemento di sovrapposizione con il pubblico. Questo è quanto sostiene in sintesi il consigliere regionale Giammarco Surico, coordinatore provinciale di Fli terra di Bari e componente della Commissione Sanità della Regione Puglia, in merito alle notizie relative ai fondi regionali destinati a strutture per la riabilitazione e cliniche private della Asl di Bari e oggetto di contenzioso con la Regione.

Sanità, basta ai fattori che portano agli sprechi “Paradossale che la Asl di Bari e, quindi, la Regione, si accorgano solo ora della mancanza di requisiti per ottenere maggiori risorse finanziarie da parte di alcune strutture private per la riabilitazione, come la Segesta”, afferma Surico, “il fatto che in sette anni di governo, la sinistra vendoliana non si sia mai accorta di nulla appare quantomeno discutibile. Il risultato è che oggi ci troviamo di fronte ad una emergenza annunciata, non solo di carattere economico, data la mannaia pari ad 8 mln di euro che si abbatterà sui conti regionali qualora

il Consiglio di Stato dovesse confermare la sentenza del Tar, ma anche occupazionale”. “Insomma -conclude Suriconon si può più pensare di andare avanti con interventi spot, con ricorsi alla giustizia amministrativa e con atteggiamenti da Alice nel Paese delle Meraviglie che sinora hanno cronicizzato una patologia che si deve affrontare e risolvere rimuovendone la causa. Solo così si potrà assicurare ai cittadini il legittimo diritto alla salute, agli operatori serenità professionale e ad aziende e Asl certezze amministrative”.


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Foggia

venerdì 16 marzo 2012

POLITICA - Congresso ingessato e impaurito del Popolo delle Libertà, guerra a Rauseo nel Pd

La politica foggiana va a scuola di “caos” di Claudio Aquilano

Mariano Rauseo (Pd)

Il primo congresso provinciale del Popolo delle Libertà di Foggia passerà alla storia come il congresso della paura. Paura della competizione fra più opzioni, che ha indotto molti maggiorenti del partito a sfilare a Leonardo Di Gioia uno dei suoi principali sostenitori, Franco Landella, offrendogli di fare il coordinatore. Ma una volta che Di Gioia ha rinunciato a candidarsi (nell’intima convinzione, riteniamo, che tenere ferma la sua

posizione avrebbe messo a rischio la celebrazione stessa del congresso) si è temuto il libero dibattito in sede congressuale. L’assise è cominciata con mezza giornata di ritardo rispetto al previsto, lasciando spazio solo per la bella relazione di commiato di Gabriele Mazzone (per lui le uniche standing ovation), per quella del neocoordinatore, apprezzabile per il tentativo di schierare il Pdl su alcuni dei temi strutturali del governo locale, e per la passerella delle eccellenze, da

la situazione dell’igiene urbana

Una boccata di ossigeno per Amica Una schiarita nella terribile vicenda di Amica, l’azienda pubblica per l’igiene urbana dichiarata dallita nello scorso mese di gennaio dopo un infruttuoso tentativo di ammetterla all’amministrazione straordinaria. L’esercizio provvisorio, inizialmente concesso fino al 31 marzo, è stato prorogato fino alla fine dell’anno, evitando che il Comune, per evitare licenziamenti di massa, dovesse far ricorso al fitto di azienda. Una boccata di ossigeno che potrebbe servire a mettere ordine in una vicenda e in un settore delicatissimi, che hanno con-

dotto Foggia sull’orlo del precipizio dal punto di vista igienico e del decoro urbano. Ma le speranze del sindaco Mongelli e del supermanager Raphael Rossi si spingono oltre: la partita dell’amministrazione straordinaria potrebbe riaprirsi, infatti, se la Corte d’Appello annullasse la pronuncia di fallimento dei giudici di primo grado. Un’ipotesi in favore della quale milita la lettera del Ministero dell’Economia, che considera l’azienda foggiana perfettamente ammissibile ai benefici della cosiddetta “Prodi bis”. c.a.

Antonio Leone e Antonio Pepe a Carmelo Morra, a Sergio Silvestris a Gaetano Quagliariello e Raffaele Fitto. La malinconica fotografia di questa giornata è l’intervento che Roberto Rocco coraggiosamente svolge davanti a una platea di pochi intimi. Una scelta dignitosa per difendere le ragioni della politica come attività di progetto e di confronto, che però sembrava non avere in quella sede alcuna cittadinanza. Il giorno dopo, secondo gli annunci ufficiali, oltre seimila iscritti, più della metà dei tesserati di tutta la Capitanata, si è recato a votare. E però, ad onta della retorica ufficiale sulla trasparenza, è bastato il servizio giornalistico della brava Giovanna Greco di Teleblu per mostrare la verità: persone che votavano pur non possedendo la ricevuta di versamento che sarebbe stato obbligatorio mostrare, con alcuni degli intervistati che chiedevano candidamente “Quale versamento?”, signore che dicevano “mi ha portato qui mio figlio” e tutto l’immaginabile folklore delle truppe cammellate arruolate da questo o quell’alto papavero.

verso le amministrative di maggio

università di foggia

Un fine settimana intenso per Fli e Fabrizio Tatarella

Facoltà di Ingegneria, inaccettabile chiusura

In vista delle amministrative di maggio, ma non solo, intenso tour del Coordinatore provinciale di FLI Fabrizio Tatarella in Provincia di Foggia. Venerdì 16marzo alle ore 15.30 incontrerà a San Paolo Civitate amici e iscritti del partito con il presidente locale Costantino Rubino. Alle 16.30 a Serracapriola per il primo congresso del partito con il presidente Antonio Mascolo, il consigliere comunale Giuseppe Leggieri e il consigliere provinciale Emilio Gaeta. Alle 19.00 con il candidato al consiglio comunale Donato Specchiulli a Apricena per la presentazione del candidato sindaco Antonio Potenza. Domenica 18 marzo alle ore 11.00 a Cagnano

Quello che sta accadendo in questi giorni circa la chiusura della Facoltà di Ingegneria a Foggia è qualcosa che rasenta i limiti della vergogna. L’ennesima possibilità di crescita, di speranza per il futuro è andata in fumo: possiamo ben affermare che in quella che da tutti è definita come la “città del mattone”, dove ogni giorno sorgono cantieri per la costruzione di nuovi palazzi, vedere chiudere una facoltà per mancanza di fondi e per mancanza di strutture è inaccettabile. Non condiviamo il fatto che le Istituzioni possano decidere di incontrare gli studenti soltanto quando si tratta di racimolare qualche voto in vista delle elezioni (il riferimento è all’incontro tenutosi un mese prima delle ultime

Fabrizio Tatarella

Varano con il presidente del circolo Angelo Toma e il consigliere comunale Michele Grimaldi incontro con amici e simpatizzanti . A seguire incontri a Carpino, ore 12.00, e Vico del Gargano ore 13.00 con amici e simpatizzanti. Nel pomeriggio, infine, alle 17.00 Fabrizio Tatarella interverrà a Rodi Garganico per sostenere la candidatura al consiglio comunale di Giuseppe Tavani, responsabile locale di Fli.

elezioni regionali tra gli studenti universitari e i candidati alla poltrona di governatore). Oltre ciò bisogna sottolineare il roboante silenzio delle Istituzioni: questo è il prezzo da pagare per colpa di chi crede che costruire un palazzo sia più produttivo dell’investire nel futuro dei giovani, ntenendo conto anche e soprattutto della vicinanza tra la Facoltà di Ingegneria e l’azienda Alenia, che da anni funge da canale preferenziale per i giovani laureati foggiani. In questi giorni cercheremo di incentrare quanto più l’attenzione verso questa tematica e organizzare anche manifestazioni di protesta per evidenziare l’ennesimo scippo a discapito del futuro della Capitanata. Giulio Di Toro

Paura del confronto, paura del dibattito, paura della partecipazione. Per confermarlo, il forfait dato all’ultimo momento da Landella ad un programma televisivo, il “Quo vadis” di Teleblu, dove avrebbe dovuto confrontarsi con Leo Di Gioia, Cecchino Damone e Raimondo Ursitti. Motivo? Ho ricevuto ordini superiori, ha detto il nuovo coordinatore ai responsabili del programma. Come prova di autonomia e autodeterminazione non c’è male. Sull’altro versante dello schieramento politico sono “ai materassi”, per usare il linguaggio di Mario Puzo e del Padrino, le fazioni interne al Partito Democratico del capoluogo. Forti di un rapporto intenso ed intensamente coltivato con l’associazionismo civico del capoluogo, i dissidenti hanno organizzato un’affollata assemblea a Palazzo Dogana, chiamando a concluderla Sergio Blasi e Michele Emiliano, segretario e presidente regionale del partito. La serata è consistita in un violentissimo attacco concentrico al primo cittadino Gianni Mongelli e al segretario cittadino Rauseo, che alla fine è stato anche platealmente bacchettato da Blasi per la sua assenza. In pratica la politica foggiana tace o grida; ma non ragiona.

IL COMMENTO

Le colpe del branco e le nostre di Fabrizio Tatarella Non c’è individuo civile che non abbia un moto di rabbia e di ribrezzo per quanto accaduto a Cerignola, dove un gruppo di adolescenti ha violato l’innocenza di una ragazzina in modo infame. Comprendiamo quindi che anche il sindaco della città abbia espresso il suo parere in questi termini. Nel comprendere la ripugnanza, ci stupiamo però della risposta inadeguata e insufficiente. È stato ricordato che le funzioni e i poteri del Comune e di chi lo rappresenta sono quanto mai pallidi. Lo stesso Giannatempo, d’altronde, è stato di recente vittima di un episodio di brutalità e di violenza, ed è difficile che chi non è garantito riesca a garantire qualcun altro. Il problema è che l’accaduto non ha niente a che vedere con la sicurezza: è un episodio che parla di disagio sociale, di degrado. E su questo il Comune i compiti li ha eccome. Il Sindaco dovrebbe chiedersi e dovrebbe dirci dov’erano, o perché non c’erano, gli assistenti sociali, se i comportamenti aggressivi non si erano mai manifestati, se non hanno mai attirato l’attenzione di qualcuno e come mai. Le istituzioni non possono limitarsi ad esprimere stati d’animo. Devono interrogarsi su perché è accaduto e su quel che si può fare perché non accada più.


Cerignola

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IL CASO - La segretaria del Sindaco nel massimo organo provinciale del Pdl. E gli altri?

Il futuro del Pdl? Sabrina Campanelli Il Comune di Cerignola. A destra il sindaco Antonio Giannatempo

di Carlo Dercole Lo avevamo scritto una settimana fa e i fatti ci hanno dato pienamente ragione. I cerignolani nel Pdl non contano più nulla. Sono i veri sconfitti del 1°, e probabilmente ultimo, Congresso provinciale del Pdl. Addirittura il Pdl di Stornarella conta di più di , avendo eletto tra i primi tre posti, due esponenti i cui voti sommati sono quasi mille. Ruocco è stato, di fatto, sostituito da Nino Santarella, ex Sindaco di Candela. Prossimo candidato

alle regionali dell’ex gruppo Ruocco, Santarella ha eletto il Sindaco di Stornarella Vito Monaco e il Sindaco di Candela Nicola Gatta, oltre alla sua segretaria in assessorato in Provincia Valeria Ponziano. La scelta che ha creato molti mal di pancia nel Pdl a Cerignola è stata, invece, quella di nominare Sabrina Campanelli, segretaria del Sindaco Giannatempo, nel coordinamento provinciale su cui si sarebbe trovata l’unità solo di facciata. Imbarazzo tra i berlusconiani di Cerignola. Non vi è più nessuno nel Pdl

se il partito di maggioranza è costretto a nominare la segretaria del Sindaco. Possibile che non vi fossero altri pretendenti? O tutti erano consapevoli dell’inutilità della partita? Comunque la si voglia leggere questa scelta sancisce la fine di una stagione politica. In cambio di questa scelta Roberto Ruocco otteneva che tutti e 600 gli iscritti di Cerignola avrebbero votato Casarella, indispettito non poco, tanto da supplicare la candidatura, per l’indiscrezione che lo vedeva fuori dalla segreteria. Ai voti dei cerignolani dovevano aggiungersi, inoltre, buona parte di quelli dei giovani del Pdl e di tutto quello che resta in provincia del gruppo Ruocco. Uno schema, quello di puntare tutto su una persona, già sperimentato alle comu-

nali e che avrebbe dovuto portare il rampante consigliere comunale ad essere largamente primo degli eletti nell’inutile consesso provinciale dove, peraltro, i veri big si sono ben guardati dal’entrare. Molti, tra questi Damone, Digioia, Tarquinio, hanno preferito non fare nessun nominativo lasciando ad altri l’inutile conta interna che ha visto vincitore l’inossidabile senatore Carmelo Morra

proprio perché gareggiava da solo o con pochi avversari interni. Tuttavia, qualcosa è andato storto. Incassata Sabrina Campanelli, Giannatempo ha fatto il solito gioco delle tre carte, visto già alle regionali proprio su Ruocco, spostando alcune preferenze su Pio Dicorato di Stornarella indicato da Giandiego Gatta, altro ex An. Addirittura proprio Dicorato dai conteggi era

arrivato primo, poi nella notte, improvvisamente, è diventato terzo. Senza nulla togliere alla simpatica Sabrina, che non ha un percorso militante, la sua presenza, insieme a quella di tante terze e quarte linee come le segretarie di Sindaci, consiglieri regionali e addirittura l’autista di Chieffo, confermano l’inutilità di un organismo pletorico di un partito, peraltro, in declino. In Fli, per fare un esempio, Enzo Pece è Vice coordinatore provinciale e il sottoscritto, giovanissimo, è dirigente provinciale. In Fli il rinnovamento è nelle cose, partito giovane e coordinatore provinciale, altro cerignolano, giovane e stimato. Due modi di intendere la politica e di guardare al futuro completamente diversi.

ANCORA CRISI AL COMUNE - I 4 dissidenti del Gam da oltre un anno tengono sotto scacco il Sindaco Giannatempo che non riesce più a governare

Maggioranza in crisi? Meglio tornare al voto di Enzo Pece L’otto marzo scorso è stata scritta la pagina più umiliante, per questa Amministrazione: dopo alcuni mesi di inattività, il Consiglio comunale è tornato a riunirsi, nel giorno della Festa della Donna, in seguito all’auto convocazione del consiglio presentata dall’op-

posizione. Non per volontà della maggioranza, quindi, poiché questa non aveva, e non ha, i numeri per governare. La riunione dell’assemblea consiliare è parsa simile ad un teatrino: consiglieri che uscivano ed entravano dall’aula, con il sindaco Giannatempo, che, disperatamente, li rin-

correva uno ad uno per i corridoi. Assessori che cercavano in tutti i modi di mediare. Le trattative sono durate all’incirca un’ora, ma non hanno portato a nulla. Arrivato il momento di votare il regolamento del Museo di Torre Alemanna, i quattro dissidenti hanno abbandonato i loro posti, dimostrando, di fatto, che non esiste alcuna maggioranza in Consiglio. Immediatamente dopo la fuga dei quattro del GAM, Morano, Defeudis, Netti, Laguardia, le opposizioni, poco convinte della bontà del regolamento da votare, hanno, a loro volta, lasciato i propri banchi consiliari. Il Presidente del Consiglio, Natale Curiello, a quel punto, non ha potuto fare altro che dichiarare sciolta la seduta. Tra lo sgomento e la rabbia dei cittadini presenti, è andato in onda anche l’imbarazzante delirio del consigliere, nonché capogruppo pidiellino, Paolo Vitullo: “L’opposizione, se possiede un briciolo di senso di responsabilità, dovrebbe sostituirsi alla maggioranza, in questa occasione”, ha affermato. Qualcuno dovrebbe spiegare meglio al caro

I banchi della maggioranza desolatamente vuoti durante l’ultimo Consiglio comunale

ingegnere i ruoli di mag- gine amministrativa. gioranza ed opposizione. Se l’epilogo della seEvidentemente, però, la duta è stato sconcertanconfusione di quel po- te, le fasi che lo hanno meriggio lo ha portato preceduto non sono stapersino ad te da meno; u n’ e s t e r n a terminato Tra lo sgo- il momento zione tanto mento e la di assurda da sacralirabbia dei tà costituito principiante cittadini pre- dall’Inno nadella politica. Alla fine senti è andato in onda zionale, l’atdel Consiglio, anche l’imbarazzante teggiamento anche Luca delirio del capogruppo dei membri R e d d a v i d e Pdl Vitullo, che invitava della maggiod e l l ’ Ud C a p l’opposizioranza è stato ha pubbli- ne a restare offensivo nei camente de- in aula confronti dei finito la riucerignolanione come ni: assessori una vera ed stravaccati autentica pagliacciata, sulle proprie poltrone a evidenziando la pessima parlare al telefono e configura fatta davanti alla siglieri che chiacchieracittà dell’attuale compa- vano amabilmente tra

loro mentre il sindaco cercava, invano, di spiegare i motivi per cui sarebbe stato opportuno votare il regolamento. Una figuraccia senza precedenti, per questa Amministrazione. I cerignolani non si meritano l’attuale situazione. Caro Sindaco, la città intera si appella alla Sua dignità di uomo e di medico: faccia una profonda riflessione, capisca che la Sua macchina amministrativa non si è mai avviata,comprenda che i problemi della maggioranza sono insolubili, e restituisca per il bene di Cerignola la parola agli elettori. Solo così potremo ritornare a crescere.


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Europa

venerdì 16 marzo 2012

UNIONE EUROPEA - Un secco stop alla Bosnia Erzegovina, lenta nei progressi

L’Islanda nell’Unione, si tratta per la Macedonia di Eliona Cela Sono state approvate questa settimana al Parlamento europeo tre risoluzioni che hanno sancito l´entrata nell´Unione europea dell´Islanda, dato il via ai negoziati per l’ex Repubblica Iugoslava di Macedonia e posto uno secco stop per la Bosnia Erzegovina paese candidato ma lento nei progressi. L´Islanda ha più volte fatto parlare di se e le diversità politiche con l´Unione sono tante. Prima tra tutte la questione del Icesave, una specie di conto arancio gestito dalla principale banca islandese. Bisogna sapere che nel 2008 l’economia islandese è stata pesantemente colpita dalla prima onda della grande crisi che ha riguardato e riguarda tutt´ora molti paesi europei e non solo.

Il Parlamento Europeo riunito a Strasburgo

La prima conseguenza è stata la caduta immediata delle due banche principali, che sono state subito nazionalizzate, essendo a quel punto incapaci di rimborsare i clienti. Così, i risparmi di molti inglesi ed olandesi, i principali clienti di Icesave, sono rimasti congelati per un bel po’. Il governo inglese, per evitare spiacevoli proteste in casa

propria, è intervenuto ed ha garantito i fondi dei cittadini inglesi, ma comunque ha poi presentato la nota spese all’Islanda. Il governo islandese dal canto suo non ha preso nessuna decisione e ha invece chiamato i cittadini a votare per due volte di seguito a favore o contro un’ipotesi di ristrutturazione e restituzione del debito. Naturalmente l´esito è

stato negativo in entrambi i casi anche perché Icesave è quasi tutta nelle mani di cittadini inglesi ed olandesi, non certo nelle mani dei cittadini islandesi. Con la riconciliazione fallita, l´Islanda si è fatta due nemici molto potenti che hanno portato la controversia davanti al tribunale dell’EFTA, European Free Trade Agreement che dovrà decidere. Nonostante questo e altri due punti controversi come le quote di pesca e la caccia alle balene, i deputati si sono detti favorevoli e positivi nei confronti del paese. I progressi sono visibili. “Nell´ultimo anno ha dimostrato che le discussioni hanno acquisito slancio” ha detto il relatore Cristian Dan Preda durante il dibattito. I deputati chiedono infine maggiori sforzi per limitare l’interventismo sta-

l’iniziativa dell’europarlamentare salvatore tatarella

L’ombra dell’amianto, una interrogazione parlamentare per chiedere più sicurezza

Salvatore Tatarella

L´amianto è un minerale che ha avuto uno sviluppo esponenziale negli anni ‘80. Le ottime caratteristiche chimiche e meccaniche del minerale hanno fatto si che il suo utilizzo si sia rapidamente diffuso; è stato quindi utilizzato per la fabbricazione di oltre 3000 prodotti e manufatti industriali. Nessun settore della vita civile é stato risparmiato da questo potente cancerogeno. Tubi per acquedotti, fogne, frizioni, freni e prodotti vari per attrito, filtri per bevande, guanti antincendio, pannelli fonoassorbenti, vernici, tegole sono solo alcuni dei prodotti dove l´amianto è stato utiliz-

zato in modo massiccio. In Italia la legge 257 del 27 marzo 1992, ha sancito la messa al bando della “fibra assassina” e nel 2001 è stato pubblicato un regolamento recante un programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale che comprendeva anche l´amianto. L’Osservatorio nazionale sull’amianto da anni esegue degli studi sull´utilizzo del minerale in materia aereonautica. Alcune perizie del 2005 sui motori dei veicoli MD80 della flotta Alitalia, dimostrano che almeno fino a metà 2005, e quindi più di dieci anni dopo la legge che ne ha stabilito la messa

al bando, l’amianto era usato nei velivoli e negli hangar dei principali aeroporti, gestiti dalla società Atitech, che adesso si trova a fronteggiare centinaia di cause in altrettanti tribunali italiani da parte di ex piloti, personale a bordo e di terra. E´ di pochi giorni fa lo scandalo che ha travolto l´aeroporto di Roma Ciampino dove sono abbandonati su uno dei piazzali della manutenzione nove veicoli MD80 dell´Alitalia. Questi giganti dovevano essere in parte smembrati per essere venduti o rottamazione. Durante le fasi di smontaggio i tecnici hanno trovato a bordo degli aerei, negli arredi e in parti meccaniche, quantità di amianto tali da richiedere il fermo delle operazioni in attesa di una bonifica, per procedere in sicurezza alla rimozione delle componenti d’amianto, fino al loro completo smaltimento in discarica, come rifiuti tossici e pericolosi. Sugli MD80 abbandonati sono presenti numerosi pezzi visibilmente danneggiati, esposti al contatto con l’aria, sia nelle

parti meccaniche che negli arredi di bordo. Quindi le polveri rischiano di essere disperse nei piazzali e nelle piste, frequentati dai lavoratori del settore e dagli stessi passeggeri. In merito a questo scandalo è stata presentata dall´on. Salvatore Tatarella (PPE, Fli) un´interrogazione parlamentare alla Commissione europea. Nel documento si chiede un intervento immediato da parte della Commissione per controllare ed effettuare analisi sulla bonifica delle zone contaminate tramite gli enti preposti e avviare un controllo sul rispetto della legge che vieta l´utilizzo dell´amianto anche da parte delle compagnie internazionali che transitano in Italia ed in Europa. Tenuto conto che l’amianto non decade, ha quindi un ciclo pressoché infinito, l´europarlamentare ha chiesto spiegazioni su quali possono essere i rischi per le migliaia di operatori e i milioni di passeggeri che transitano in questi aeroporti. Eliona Cela

tale in particolare nei settori bancario, finanziario ed energetico. Per l´Ex Repubblica Iugoslava di Macedonia, candidato dal 2005 si è chiesto invece una data per l’inizio dei negoziati d’adesione. “Questo è un paese che appartiene all’UE e i negoziati d’adesione devono cominciare senza ritardo” ha ribadito il relatore Richard Howitt. La Repubblica di Macedonia, fin dal giorno della sua indipendenza nel 1991 è impegnata in una disputa con la Grecia a proposito del nome ufficiale del paese, ritenuto dalla Grecia parte esclusiva della propria storia e della propria eredità culturale. E´ il nome “macedonia” il motivo della disputa che di fatto non

permette il riconoscimento del paese. Per finire la Bosnia Erzegovina non ha superato l´esame. Il paese non ha avviato le riforme necessarie per ottenere lo status di Paese candidato all’UE. “La proprietà militare e quella statale. Quando questi elementi saranno risolti, la Bosnia Erzegovina sarà pronta per iniziare il percorso verso l’UE” ha ribadito la relatrice Doris Pack. I deputati sono anche preoccupati per le minacce estremiste nei Balcani occidentali e chiedono alle autorità del Paese di “contrastare l’estremismo, l’odio religioso e la violenza, in stretta cooperazione con la comunità internazionale”.

l’ultimo consiglio a bruxelles

Tobin Tax, dall’Ecofin arriva un duro stop E’ stato un Consiglio Ecofin “difficile” quello che si è svolto a Bruxelles pochi giorni fa, con molti punti all’ordine del giorno su cui si è preferito rinviare piuttosto che decidere. Una battuta di arresto anche per la Tobin Tax. Nonostante la lettera di nove Stati membri, tra cui Italia e Germania, inviata alla presidenza di turno danese per sollecitare l’approvazione della tassa sulle transizioni finanziarie entro luglio 2012, la decisione a riguardo è stata rinviata. Oltre al no scontato dei paesi extra-euro, come Gran Bretagna e Svezia, hanno bocciato la proposta anche altri paesi per adesso considerati affidabili. All’interno dell’area euro i favorevoli sono nove (Germania, Francia, Grecia, Italia, Spagna, Belgio, Austria, Portogallo e Finlandia), mentre otto sono contrari (Estonia, Malta, Cipro, Paesi Bassi, Lussemburgo, Irlanda, Slovenia e Slovacchia). In questa situazione il blocco è garantito, e fa sorridere il fatto che grandi paesi che contano 290 milioni di abitanti, debbano essere stoppati da stati membri che tutti insieme ne hanno meno 32 milioni. Paradossi dell’Unione europea. Alcuni “piccoli” possono anche avere un motivo per bloccare una decisione come questa, ma per gli altri è difficile comprendere il perché. Si può capire il no degli irlandesi, che adottando una tassa che non è in vigore in

Gran Bretagna, potrebbero assistere ad una facile fuga di capitali. Anche il no del Lussemburgo e dell’Olanda ha un senso, visto il cospicuo flusso finanziario delle loro banche. E’, invece, incomprensibile il no degli altri piccoli, se non con una antica prassi di giocarsi il jolly del veto in quasi tutte le trattative importanti per poi estorcere qualcosa in cambio. C’è sempre la carta della cooperazione rafforzata, ma su un provvedimento che riguarda le transazioni finanziarie, non avrebbe senso adottarlo senza l’unanimità. La Presidenza danese cerca di minimizzare: “Sulla Tobin Tax l’Ue prenderà un po’ di tempo in più per riflettere e elaborare nuove proposte, perché vi sono ancora molte questioni aperte”. Mentre più duro è stato il commento del Ministro dell’Economia tadesco Wolfgang Schaeuble: “Se non raggiungiamo un compromesso a 27 sulla Tobin Tax entro la presidenza danese, dobbiamo trovare alternative, perché non decidere sarebbe un disastro”. Mario Monti ha assunto una posizione più conciliante: “l’Italia sostiene gli sforzi per l’introduzione della Tobin Tax, ma ritiene molto importante un lavoro tecnico di approfondimento per valutarne l’impatto sul costo del capitale per le imprese, le famiglie e il settore pubblico”. Vincenzo Matano


Spettacoli e Cultura

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19 MARZO - Mesi di preparazione per allestire le grandi pire che vengono tradizionalmente bruciate in onore del Santo

La Puglia festeggia San Giuseppe Falò e fòcara in molti paesi della Puglia, tavolate e cibi per la secolare tradizione di Isabella Battista La festa di San Giuseppe, che si celebra il 19 Marzo, ha origini molto antiche che risalgono alla tradizione pagana. Il 19 Marzo è a tutti gli effetti la vigilia dell’equinozio di primavera, quando si svolgevano i baccanali, i riti dionisiaci volti alla propiziazione della fertilità, caratterizzati da un’estrema licenziosità. Nel mese di Marzo venivano svolti anche i riti di purificazione agraria. Tracce del legame con questo tipo di culti si ritrovano nella tradizione dei falò dei residui del raccolto dell’anno precedente ancora diffusi in molte regioni. Sul territorio pugliese sono presenti molte località in cui si realizzano falò: Alberona (con il Palo della Cuccagna), Bovino, Casalvecchio di Puglia, Celenza Valfortore , Erchie, Faeto, Giuggianello, Lizzano, Locorotondo, Monte Sant’Angelo, Mottola, Palese - Macchie (Ba), Poggiardo, Troia e Turi; a Conversano inoltre la sera del 19 marzo è prevista anche la sagra delle zeppole, mentre a Bitritto lunedì sera saranno allestiti dei falò e degli stand con prodotti tipici per celebrare il santo. I festeggiamenti in

I falò di San Giuseppe fanno parte della tradizione pugliese

onore di San Giuseppe a San Cassiano avranno luogo il 18 e 19 marzo e sono il risultato di una

lunga preparazione: nei mesi precedenti si procede alla raccolta volontaria di fascine di ulivo ricavate

dalla potatura degli alberi, donate dalla cittadinanza e destinate ad essere bruciate nel tradizionale rito del falò o fòcara di San Giuseppe; il 3 marzo ha inizio la raccolta del grano, dell’olio, dei peperoni e di tutti i prodotti necessari per l’allestimento della sagra di San Giuseppe, il 10 marzo la cottura del grano stumpàtu per tutta la cittadinanza e domenica 18 marzo, in occasione della festa, la preparazione dei piatti tipici: dalle pìttule al pesce fritto, dalla massa alla zuppa di peperoni e zucchine, dal grano stumpàtu cotto con metodo tradizionale al grano con i frutti di mare, alle tradizionali zeppole. A San Marzano di San

Giuseppe infine, la festa assume toni di particolare interesse in quanto è festa patronale. La mattina del giorno del Santo si allestiscono in Piazza Milite Ignoto le cosiddette “mattre”, termine dialettale che indica le tavolate in onore di San Giuseppe, in uso anche in altri paesi vicini. Queste tavolate, a metà fra gli altarini e le tavole domestiche, prevedono la preparazione e poi distribuzione al pubblico di cibi rituali, quali il finocchio, le arance, i pani con le iniziali “S.G.” (San Giuseppe), questi ultimi assumenti anche forme di mano, di sega, di treccia, in onore del Padre Putativo di Gesù.

lecce - aperitivo serale con federica orlandini e gabriele de carlo

Quando la musica è donna, il concerto a San Sebastiano Musica, miscellanea di suoni e generi contaminati, vera culla della cultura. Domani, sabato 17 marzo alle ore 19 a Lecce, nella suggestiva cornice della Chiesetta di San Sebastiano, sede della Fondazione Palmieri, verrà presentato lo spettacolo “Quando la musica è donna”, un concerto aperitivo che vedrà come protagonisti Federica Orlandini, giovanissima cantante

solista dalla calda e straordinaria voce e il maestro Gabriele De Carlo, pianista, in un duetto

piano-voce interpreteranno brani jazz, blues e soul. L’evento – che rientra

nell’ambito della rassegna Itinerario Rosa promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Lecce – è organizzata dall’Associazione Muse del Salento. L’iniziativa si inserisce nell’attività dell’Associazione che punta a dare visibilità e a sostenere i talenti e le professionalità salentine emergenti nei vari campi artistici. Muse del Salento, nata nel 2011, ha già al suo attivo già numerose iniziative musicali, artistiche culturali e di spettacolo a Lecce, in provincia e a Bologna.

teatro kismet

La parola, il dialogo ed il paradosso di Tex Willer Arriva sulla scena un nuovo spettacolo del Teatro Kismet “Il paradosso del poliziotto e Tex Willer” di Gianrico Carofiglio. Diviso in due pezzi, il lavoro vede per la prima volta la messa in scena di testi del noto magistrato scrittore barese. Il dittico nasce dall’incontro fra la scrittura del magistrato autore Gianrico Carofiglio e la regia delicata e poetica di Teresa Ludovico. Due forme diverse d’arte si approcciano insieme alla scena per dar vita ad uno spettacolo che racchiude in sé due momenti: il primo intitolato “Il paradosso del poliziotto” e il secondo “Tex Willer”, un’intervista “impossibile” - come l’ha denominata lo stesso autore - al mitico personaggio dei fumetti generato dalla matita di Bonelli e Galleppini. Protagonisti sono, innanzi-

tutto, la parola e il dialogo; il confronto - nel primo pezzo - fra un poliziotto d’esperienza, con le sua storia, le sue contraddizioni, qualche malinconia, e un giovane scrittore alla ricerca del “segreto” per un buon interrogatorio. Tra ricordi e domande, due umanità diverse cercano una traccia comune. Due generazioni si ritrovano faccia a faccia, in una stanza dove le ombre segnano il passare del tempo, dove la narrazione più cronachistica cede il passo all’esplorazione della propria storia. Sullo sfondo la sagoma affascinate di un’icona noir, immortale personaggio-simbolo dell’investigatore duro e solitario, si muove al limite fra l’altrove e la realtà, fra l’immaginario e la vita. Ed è proprio da quel limbo fuori dal reale che si scaglia sulla scena il secondo personaggio-protago-

Ciò è un chiaro invito, secondo la devozione popolare, a essere generosi verso i viandanti e i pellegrini come il Santo, secondo quanto dice il detto: “San Giuseppe il vecchierello vuole bene ai poverelli”. Le “mattre” sono intoccabili fino al passaggio della processione, dopo di che se ne distribuiscono le pietanze gratuitamente ai presenti.

Richard Sympson

La mostra di Sympson Aperta tutti i pomeriggi dalle 17 alle 20 presso la Galleria Muratcentoventidue, in via Gioacchino Murat, 122b - Bari, la mostra di Richard Sympson.

Roberto Piloni

Vuoto a rendere Mostra di Roberto Piloni - Vuoto a rendere, presso la Galleria d’Arte contemporanea “Ninni Esposito”, in via San Francesco d’Assisi, 26. Chiuso il lunedì mattina. Orari 10:30 - 13:00 e 17:30 - 20:30. Nei giorni festivi su appuntamento. Sergio Campione

Mainland al Nuova Era Dal lunedì al sabato dalle 17 alle 20 presso il Museo Nuova Era espone Sergio Campione - Mainland. Strada dei Gesuiti, 13 - Bari.

Una fotografia di scena

nista, il ranger Tex Willer. Anche in questo secondo momento la parola è il cardine di un’intervista impossibile in un gioco di rimandi e flash back fra un bambino ormai diventato adulto e il mito della sua infanzia, temuto ed emulato modello cui invano ha cercato, per anni, di somigliare. Sono i ricordi di chi è cresciuto leggendo le prodezze di Tex, ma sono anche quelli di un eroe che svela, nella rilettura della Ludovico e di

Carofiglio un lato umanissimo e fragile, quel lato che si cela negli “spazi fra le vignette” nei quali si annidano le storie più belle e intime, quelle “paradossalmente” mai narrate e dove si nascondono gli eroi che ci accompagnano per la vita ed a cui ritornano, per lasciarci costruire il nostro personale “personaggio”. Lo spettacolo, andrà in scena fino a lunedì alle ore 21.00. Info e prenotazioni 080.5797667. Isabella Battista

Donatella Vox

Locus amenus al BLUoRG Presso la Galleria BLUoRD, in via Marcello Celentano, 92, dal lunedì al sabato (orari 10:00 - 13:30 e 17:00 - 20:30) espone Donatella Vox con la mostra Locus Amenus.


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Cinema

venerdì 16 marzo 2012

A SIMPLE LIFE - Un film emozionante e sincero della Ann Hui

A simple life, a simple film di Michele Falcone A simple life a simple film. La semplicità é il tema di questo film emozionante e sincero della regista honkonghese Ann Hui, prolifica autrice famosa in Europa, già per l’Orso d’argento vinto a Berlino nel 1995 per Summer snow. Una storia vera, quel-

la dell’amah (domestica) Tao (Deanie Ip), che è stata a servizio per sessant’anni presso la famiglia Lee, ed ora si prende cura di Roger Lee (Andy Lau), che di mestiere fa il produttore cinematografico, unico della famiglia rimasto a vivere ad Hong Kong. Ma la realtà della quotidianità e il suo dirompente fatalismo sconvolge le

la scheda - a simple life REGIA: Ann Hui SCENEGGIATURA: Susan Chan, Yan-lam Lee ATTORI: Andy Lau, Deanie Yip, Tsui Hark, Anthony Wong FOTOGRAFIA: Nelson Yu Lik-wai MONTAGGIO: Chi Leung Kwong, Manda Wai PRODUZIONE: Bona International Film Group, Focus Films, Sil-Metropole Organisation DISTRIBUZIONE: Tucker Film PAESE: Cina, Hong Kong 2011

esistenze, come quella di Tao che si ammala gravemente e decide di andare in pensione. Ed è da questo cambiamento drammatico della vita di Tao che si snoda il racconto del film. Deanie Ip ha ottenuto alla 68a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, la Coppa Volpi per la Miglior Interpretazione Femminile ed il Premio Pari Opportunità conferito dal Ministero delle Pari Opportunità. Oltre a questi due importanti premi, il film ne ha conquistati anche altri di altrettanto alto riconoscimento e pregio. La Hui, con una regia di sopraffina leggiadria, racconta il passaggio di Ah Tao all’età fragile della vecchiaia e, quello che per molti è solo, e desolatamente, il periodo che prelude alla fine, si fa per lei

Città del Cinema Foggia Non me lo dire h 16:00 - 18:00 - 20:00 - 22:00 Ti stimo fratello h 16:20 - 17:20 - 18:20 - 20:20 John Carter 3D h 16:00 - 18:40 - 21:20

Galleria Bari Posti in piedi in Paradiso h 15:50 - 18:05 - 20:25 - 22:45 Quasi amici h 16:00 - 18:15 - 20:30 - 22:45 The Double h 16:30 - 18:25 - 20:45 - 22:45

La locandina del film della regista Ann Hui

varco verso una famiglia “altra”, rapporti nuovi e differenti affetti.Senza autocompiacimenti stilistici, né commoventi ammiccamenti ricattatori, Ann Hui narra, con grande misura emotiva e rigore narrativo, una intensa storia di gratitudine, un sentimento del

quale, sempre più spesso, si perde memoria e che è, invece, ciò che riscatta l’uomo dalla sua natura egoista e accentratrice. La vicenda privata di Ah Tao diventa così, nella sua “semplicità”, una lezione - universale straordinaria - di umanità.

Multi Cimenars Andria (Bt) Viaggio nell’isola misteriosa h 18:30 - 20:10 Safe House - Nessuno è al sicuro h 18:00 - 20:05 - 22:30 Com’è bello far l’amore

h 22:15


Puglia d'oggi n. 10