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Progetto Repubblica Ceca ITINERARI TURISTIKA

Di Litoměřice si dice che è una Piccola Praga La città reale, offre ai turisti storia, produzione vinicola e cicloturismo

La città reale di Litoměřice, una delle più antiche e belle città ceche, si trova alla confluenza dei fiumi Elba e Ohře, nella pittoresca regione del Massicio centrale boemo. La provincia di Litoměřice viene per la prima volta attestata su documenti ufficiali in data 31 maggio 993. “Grazie alle innumerevoli torri e torrette, Litoměřice viene detta ancor oggi la Piccola Praga“, ci ha rivelato il sindaco della città, Ladislav Chlupáč. Fra le curiosità del luogo troviamo anche la sua Piazza della Pace (Mírové námûstí), il cui aspetto attuale risale al 1228 (sotto il regno di Premysl Ottocaro I) e che, per la sua estensione di circa 1,8 ettari, è una delle maggiori della Boemia. “Come dichiarato dalla Soprintendenza ai monumenti municipale, abbiamo la seconda piazza più estesa della repubblica“, ha aggiunto Chlupáã. All’arrivo in città, l’attenzione di ogni turista è attratta dalle sue mura. Il sitema di mura originario fu costruito in stile gotico. Era munito di bastioni, uno dei quali serviva da cappella della prigione ed è oggi un ristorante. Un altro dei bastioni conservatisi è stato infatti, a partire dall’inizio del XVIII secolo, prigione e luogo di torture. Il perimetro attuale delle mura è di circa 1.800 m. La parte meglio conservatasi della fortificazione cittadina è l’osservatorio astronomico gesuita, che mantiene ancora la merlatura originaria. E’ in questa torre a prisma che nel 1705 venne creato il padiglione "Lusthaus", detto appunto l’"Osservatorio gesuita". La piazza è dominata dal vecchio municipio della fine del XIV secolo; oggi sede del Museo provinciale. Qui nel XVI secolo si ebbe lo sviluppo dell’edilizia rinascimentale. E’ a questo periodo che risalgono l’edificio “U černého orla” (“All’aquila nera”), assolutamente da non perdere, in cui hanno oggi sede il lussuoso albergo Salva Guarda nonché un’omonima galleria, oppure l’edificio “Kalich” (“Il calice”), originariamente detto “Pod bání” (“Sotto la volta”), dove attualmente risiedono gli uffici municipali. Il nome gli deriva dalla presenza sul tetto di una torre-belvedere a forma di calice. Nella piazza si innalzano anche la chiesa di Ognissanti e la torre cittadina. A Litoměřice di chiese ce n’è più d’una, ma il primo posto è occupato naturalmente dalla cattedrale di Santo Stefano nella Piazza del Duomo (Dómské námestí), che si raggiunge a piedi prendendo a sinistra dalla Piazza della Pace e camminando per qualche minuto. Dall’altura del Duomo, la strada porta poi all’edificio “Na Vikárce“ (“Sul Vicariato”), dove nel 1836 dimorò e

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si spense il poeta ceco Karel Hynek Mácha. La sua camera mortuaria è stata preparata come sezione speciale del museo e al poeta è stato intitolato anche il teatro cittadino. In una delle viuzze laterali che partono dalla piazza si trova la Galleria “Ve dvofie” (“Nella corte”), la cosiddetta “Gemella gotica”. Si tratta di una casa tardo gotica della fine del XV secolo che presenta al primo piano pareti con struttura lignea a vista, unica nel suo genere. L’altura del Duomo è il luogo ove originariamente, su una superficie di circa 6 ettari, si ergeva il castello principesco e dei Premyslidi, che però è scomparso senza lasciare tracce. Intorno all’anno 1057 il principe Spytihnûv II fondò qui il capitolo di Santo Stefano. Dopo la nascita del vescovato, nel 1655 il vescovo Maxmilián Rudolf Schleinitz diede il via alla costruzione di un’area chiusa, dell’estensione di circa 3 ettari, delimitata da mura lunghe circa 750m con tre porte di accesso. Il portone principale, sul lato nord, risale all’anno 1662. Nell’area si trovano la cattedrale di Santo Stefano, la residenza vescovile, il concistoro capitolare, la nuova prevostura e le casette dei canonici. Litomûfiice è un’ex-città reale. Il castello sorse qui sicuramente già nella seconda metà del XIII secolo, durante il regno di Premysl Ottocaro II. Più tardi venne ricostruito (prima del 1359) e inserito nella nuova cinta muraria. Il re di Boemia e imperatore romano Carlo IV complessivamente soggiornò a Litomûfiice tre volte: nel 1355, nel 1359 e nel 1369. Durante uno dei suoi soggiorni firmò un atto di donazione in cui donò alla città la collina di Radob˘l, a condizione che i suoi pendii venissero coltivati a vigneti. Dal quel momento nella zona di Litoměřice la viticoltura è una tradizione. La cantine, a volte anche a tre piani, sono collegate da una rete di corridoi. Che per la sua lunghezza, pari a circa tre chilometri, è tra le più estese della Boemia. Una parte di questo sottosuolo, lunga 366 metri, è accessibile perché impiegata come sezione sculture in pietra del Museo provinciale di Storia locale. Se si vuole conoscere davvero la città, non si può poi prescindere da una passeggiata all’imbrunire per il cammino di ronda. Un’attrattiva del luogo, oltre al cicloturismo, è naturalmente la produzione vinicola. In primavera qui ha sempre luogo la cosiddetta Litomûfiice vinicola, una mostra dove si possono acquistare i vini esposti, ma anche durante l’anno è possibile partecipare a presentazioni e assaggi di vini, visite alle cantine e sedere ascoltando musica in via Velká Dominikánská, dove si trovano le cantine vinicole del Convento. Nella stessa strada è interessante anche il laboratorio di carta fatta a mano, dove è possibile tanto acquistare i prodotti quanto provare a fabbricare la carta da soli. E nel caso in cui si voglia fare una visita guidata della città, il Centro informazioni cittadino offre da aprile a ottobre un servizio guide che prevede un giro di circa un’ora e mezza.

Progetto Repubblica Ceca (Ottobre 2005)  

Periodico di informazione su politica, economia e cultura

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