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A sinistra, l’istruttrice illustra la posizione di braccia e gambe, i punti di leva e di presa. Sotto, Elena si allena al palo: “Spiegare la pole dance a qualcuno che non l’ha mai praticata è come tentare di descrivere un suono a un sordo”, dice.

fotoreportage urbano | a cura di | polifemo | www.polifemo.org

pole dance | fotografie e testo | stefano denti

LA SEDUZIONE NON CONTA: servono muscoli E flessibilità per praticare questo sport. ≈ Polifemo, associazione di fotografi professionisti con base a Milano, diffonde la cultura dell’immagine e della comunicazione visiva.

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l palo potrebbe trarre in inganno. Ma è l’unico elemento (insieme ai tacchi alti) che la lap e la pole dance hanno in comune. La pole dance, infatti, è una vera e propria disciplina sportiva, fatta di evoluzioni acrobatiche intorno a una pertica di altezza variabile tra i 2,2 e 2,7 metri, dove più che la seduzione, contano le qualità ginniche dei ballerini a cui sono richieste coordinazione, resistenza, forza muscolare e flessibilità. Secondo la Federazione italiana Pole dance, le tesserate nel nostro Paese sarebbero circa 500 (di uomini ancora non ce ne sono!), con sei scuole ufficiali che organizzano corsi per istruttori e principianti. Hanno sede in Lombardia, Friuli Venezia

Giulia, Emilia Romagna, Toscana e Lazio. A queste si aggiungono le palestre affiliate. Solo a Milano ne ho contate quattro e a breve ne verrà aperta una anche a Napoli. Ma se da noi la pole dance è ancora uno sport di nicchia (la prima competizione ufficiale si è svolta a Roma nel giugno 2010), all’estero conquista donne e uomini di ogni età, tanto che potrebbe essere introdotta come disciplina competitiva già a partire dalle Olimpiadi del 2016. Una prospettiva che fa ben sperare anche le ballerine italiane: lo scorso dicembre, ai campionati del mondo di Tokyo, la nostra Sara Brilli, campionessa di free style, è arrivata tra le 22 finaliste. Quando ho visto per la prima volta queste atlete esibirsi sul palo, non potevo credere ai miei occhi. Sono rimasto stupefatto dalle loro evoluzioni, ma anche dalla loro eleganza, lontana anni luce dall’atmosfera da night club. E ho deciso di raccontarla. | 023 | aprile 11

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Stefano Denti Classe ’69, vive a Melzo, provincia di Milano, con la moglie Giusy e i due figli, Serena e Gabriele. Lavora all’Asl di Melegnano e, nel tempo libero, presta servizio volontario alla Croce bianca e fa fotografie, grande passione trasmessagli da suo padre: “Vorrei raccontare per ricordare”, dice. Il servizio che presenta in queste pagine è nato all’interno del Corso di fotogiornalismo organizzato da Polifemo e Terre di mezzo.

La pole dance ha origini antiche: nel XII secolo i lottatori indiani praticavano la Mallakhamb per prepararsi ai combattimenti. Oggi le lezioni durano circa un’ora e si bruciano in media 300 calorie. I tacchi alti permettono di mantenere tonici i muscoli del polpaccio.

Alcune figure si eseguono in coppia. A centro pagina, esercitazione di pole gym, specialità che si affianca alla dance e alla fitness. Un’ulteriore variante prevede il palo dinamico, che ruota su perni.

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Eda, segretaria, ha messo la pertica in soggiorno per esercitarsi anche a casa. Cecilia, studentessa, fa riscaldamento: “Davanti al palo, tutto passa in secondo piano. Non mi sento mai fuori luogo”.

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