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Comunità Parrocchiale

di

Almenno san Bartolomeo Sito web: www.parrocchiasb.it Email: parrocchiasba@gmail.com Email redazione: bollettino.parrocchiasba@gmail.com

Numeri

utili

Rev. Facchinetti Don Giulivo Parroco....................................Tel. 640045 Rev. Mazzoleni Don Dario Vicario Parr. ..........Tel. 3317773886 Rev. Don Giuseppe Mignani Residente in Longa....Tel. 644192 Rev. Don Vittorio Carrara Residente in Albenza.......Tel. 645332 Rev. Suore - Scuola Materna............................................................Tel. 640096 Conferenza S. Vincenzo.........................................................................Tel. 640812

SS. Messe Festive • Chiesa Parrocchiale: 8.00 - 10.30 - 18.00 (18.30 da giugno a tutto settembre) • Longa: 8.30 • Barlino: 9.30

SS. Messe Festive

al sabato e vigilia di feste di precetto

• Chiesa Parrocchiale: 16.30 • Cascine: 18.00

SS. Messe Feriali • Chiesa Parrocchiale da ottobre a maggio: 16.00 lunedì, martedì e mercoledì 20.00 giovedì e venerdì da giugno a settembre sempre ore 20.00 • Longa: 20.00 lunedì e martedì - 16.30 venerdì • A Canova: 16.30 il lunedì • A Barlino: 16.30 il mercoledì • A Cascine: 16.30 il martedì, giovedì e venerdì Nota: nel periodo di Avvento le messe seguiranno il programma indicato nel prospetto interno

Ogni

primo venerdì del mese

Alle ore 20.00 S. Messa alla quale farà seguito l’Adorazione Eucaristica. La S. Messa sarà celebrata per gli ammalati e gli infermi della comunità.

Confessioni Ogni sabato: in Longa ore 10.00 - 11.30 in parrocchia ore 15.00 - 16.15 Anno XCI - N. 9 Dicembre 2013 «L’Angelo in Famiglia» - Pubbl. mens. - Sped. abb. post. - 50% Bergamo Direzione e Amministrazione: Società Editrice SS. Alessandro Ambrogio Bassiano - Bergamo - Viale Papa Giovanni XXIII, 118 - Tel. 035.21.23.44


Natale 2013

apriamo la nostra porta a Gesù Bambino Il Natale ci ricorda Dio che si è fatto uomo e non si può restare indifferenti come se nulla fosse accaduto: c’è di mezzo la vita ! Gesù che contempliamo bambino, con la spontaneità e schiettezza propria dei bambini, ci provoca a decidere ancora se lasciargli uno spazio dentro la nostra vita, dentro la nostra casa, dentro la nostra comunità. Lui “bussa” alla nostra porta, ad ogni porta, alla porta di ogni casa. Non importa chi abita la casa: se una persona sola o una famiglia; se dentro quella casa ci sono persone sofferenti e malate … e non solo nel corpo; se c’è una famiglia tutto sommato felice oppure lacerata, “a pezzi”, magari segnata da odi e rancori; se ci sono genitori che si sentono falliti nel crescere i figli; se ci sono figli che, pur pieni di cose, si sentono abbandonati dai genitori; se c’è una sicurezza o precarietà economica; se……..

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’ difficile “spendere” parole sul Natale, quello di Gesù intendo, anzitutto perché le tante parole, molte anche banali, lo nascondono, e poi perché delle povere parole umane non riescono a dire la grandezza del mistero di Dio che vuole stare vicino, ad ogni costo, all’uomo, ad ogni uomo a partire dal più lontano, dall’ultimo, dal peggiore, al punto da farsi Lui stesso uomo, eccetto in ciò che disumanizza l’uomo che è il peccato, uomo fino in fondo, fino alla morte e alla morte di croce. …Contemplazione, stupore, meraviglia, silenzio per entrare nel mistero! … Lo stile della presenza di Dio nella storia si rivela pienamente nel Bambino di Betlemme: l’Onnipotente si fa obbediente, il Grande si fa piccolo, il Forte si fa debole, il Creatore si fa creatura; Colui che è nell’alto dei cieli scende sulla terra; il Padrone del mondo nasce in un luogo di fortuna … E’ una storia di tenerezza: Gesù è la carezza del Padre all’umanità. 2

Almenno S. Bartolomeo

“Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui ed egli con me” (Apocalisse 3,20) “Non abbiate paura, aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo” aveva gridato all’inizio del suo pontificato Giovanni Paolo II che vedremo santo insieme a Papa Giovanni nell’aprile prossimo. “La fede è cammino, sempre cammino; è qualcosa di vivo; è ancor prima intuizione coltivata, inquietudine ineludibile, ricerca appassionata e finalmente scoperta, meraviglia, stupore, dono, incontro. La fede è relazione con Lui” (Il nostro Vescovo Francesco).

Questo auguro sia il Natale per noi ! Don Giulivo con Don Dario, Don Giuseppe e Don Vittorio


“…Riflessioni strada facendo…” A partire da questo numero del bollettino parrocchiale abbiamo pensato di far precedere gli articoli da un “Editoriale”: chiamare editoriale poche e brevi parole di introduzione è molto audace e altrettanto impegnativo; per questo abbiamo messo la parola “Editoriale” tra virgolette. Un editoriale infatti fa pensare ai quotidiani di larga tiratura, conduce la nostra mente a trattazioni di problematiche di rilevanza nazionale se non addirittura internazionale … No, no! Nulla di tutto questo. Le brevi introduzioni che troverete all’inizio del bollettino saranno solo delle riflessioni, quali quelle che ci si scambia quando con un amico si condivide un tratto di strada insieme: saranno per l’appunto delle “… Riflessioni strada facendo …”.

In cammino, insieme, con i sandali ai piedi E iniziamo proprio dalla strada, dal cammino. Avete certamente letto gli articoli dell’edizione di Novembre, in particolare quello sull’ingresso di Don Giulivo e Don Dario. Il tema del cammino, della strada è quello cha fa da filo conduttore. Così li abbiamo infatti accolti al Centro Anziani: «Per noi inizia un “cammino insieme”, ognuno di noi ha delle storie alle spalle, tratti di strada già percorsa, pensieri e ricordi. Vogliamo dimenticarcene per un momento, unirci come comunità e iniziare il cammino, solcare la terra, fare i primi passi insieme di questo percorso e di questa storia ancora tutta da scrivere.». Lungo la strada che ci ha portati dal Centro Pertini alla Parrocchiale avevamo fatto tappa alla chiesetta di San Carlo e lì abbiamo pregato «Maria, donna del cammino … se ci vedi allo sbando, sul ciglio della strada, fermati, Samaritana dolcissima … E poi rimettici in carreggiata », prendendo in prestito le parole di Don Tonino Bello (che riportiamo per intero alla fine). E l’articolo così si concludeva: «Con l’augurio che la strada che precorreremo sia sempre feconda, ringraziamo fin da ora don Giulivo e don Dario per essere parte fondamentale della nostra comunità e chiediamo loro di esserci accanto come pastori e guide sicure in ogni momento del cammino della nostra vita alla scoperta di Gesù, il pastore di tutta la Chiesa.». Lo stesso tema della strada lo troviamo ancora nel manifesto della giornata mondiale 2013 delle missioni celebrata domenica 20 ottobre scorso: «Lungo le strade del mondo», Ancora: vi ricordate qual è stato il titolo della riflessione che i nostri ragazzi e giovani dell’Oratorio ci hanno proposto nel salutare Don Luca in procinto di incamminarsi verso la strada della sua nuova missione? “Insieme … sulle strade del mondo” per l’appunto. E come potrete verificare in questo numero del bollettino, troverete di nuovo altri richiami al cammino, alla strada … Coincidenze? Non credo! Mi piace invece pensare che tutti noi ci sentiamo “Comunità in cammino”. Ma come deve essere il nostro camminare ? Ecco che l’indicazione ci viene dal saluto del nostro Parroco in occasione del suo ingresso: «Il progredire di una comunità non vuol dire che chi può camminare con le proprie gambe corre sempre di più per arrivare primo, ma progresso è riuscire a tenere vicini quelli che fanno più fatica per arrivare insieme.» Non una corsa quindi, ma camminare insieme per arrivare insieme.

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“Insieme”!: sapete quante volte ricorre questa parola nell’articolo sull’ingresso del nostro parroco e nei suoi primi interventi? Ben 22 volte. Quindi un messaggio chiaro, quasi un manifesto per la nostra comunità in cammino con il suo nuovo pastore. Infine: sulla strada insieme, in cammino … con i sandali ai piedi. E’ lo stile, anzi il modello che ci offre Papa Francesco: sobrietà, nulla di più del necessario perché tutto ciò che per noi è più del necessario manca ad un nostro fratello. E la nostra comunità desidera fare proprio questo stile e lo ha manifestato ai nostri nuovi sacerdoti nella tappa presso la chiesetta di San Carlo: «La nostra comunità vuole donarvi un paio di sandali, simbolo umile ma profondo dei passi che compiremo insieme lungo la strada che intraprendiamo oggi». Sapete che cosa quest’anno il gruppo missionario ha donato al termine della veglia di preghiera in occasione della Giornata mondiale Missionaria ? Un portachiavi a forma di piccolo sandalo, come simbolo del Cammino, ma non di un cammino fatto con dei comodi scarponcini imbottiti, ma con dei semplici sandali francescani, perché il cammino che ognuno di noi è chiamato a fare è spesso faticoso e impegnativo e non è sempre facile aprire il nostro cuore per dare la nostra disponibilità alle persone che incontriamo strada facendo. Anche in questo caso: coincidenze? No, credo piuttosto che sia il desiderio di ognuno di ritornare ad uno stile di vita sobrio, basato sull’essenziale, sfrondando il nostro vivere dal superfluo. E sul nostro cammino, a questo stile di vita ci chiamerà a breve il Bambino che nascerà in una grotta e che si è manifestato per primo a persone semplici, ai pastori, con l’annuncio degli Angeli: « Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama». A questo annuncio uniamo l’augurio di tutta la redazione: “Che l’amore, quello vero, si diffonda tra noi e nel mondo intero per poter incontrare nel nostro cammino il Bambino che sta nascendo per portarci questo Amore”. Per questo chiediamo l’aiuto di Maria, la Madre del Bambino Gesù: «Santa Maria, donna del cammino, come vorremmo somigliarti nelle nostre corse trafelate, ma non abbiamo traguardi. Siamo pellegrini come te, ma senza santuari verso cui andare. Siamo più veloci di te, ma il deserto ingoia i nostri passi. Camminiamo sull’asfalto, ma il bitume cancella le nostre orme. Forzàti del “cammina cammina”, ci manca nella bisaccia di viandanti la cartina stradale che dia senso alle nostre itineranze. E con tutti i raccordi anulari che abbiamo a disposizione, la nostra vita non si raccorda con nessuno svincolo costruttivo, le ruote girano a vuoto sugli anelli i dell’assurdo e ci ritroviamo inesorabilmente a contemplare gli stessi panorami. Se ci vedi allo sbando, sul ciglio della strada, fermati, Samaritana dolcissima, per versare sulle nostre ferite l’olio della consolazione e il vino della speranza. E poi rimettici in carreggiata. E allora sulle nostre strade fiorirà l’esultanza del Magnificat. Maria, donna del cammino, donaci, ti preghiamo, il gusto della vita. Facci assaporare l’ebbrezza delle cose. Offri risposte materne alle domande di significato circa il nostro interminabile andare. E se sotto i nostri pneumatici violenti, come un tempo sotto i tuoi piedi nudi, non spuntano più i fiori, fa’ che rallentiamo almeno le nostre frenetiche corse per goderne il profumo e ammirarne la bellezza. Santa Maria, donna del cammino, fa’ che i nostri sentieri siano, come lo furono i tuoi, strumento di comunicazione con la gente e non nastri isolanti entro cui assicuriamo la nostra aristocratica solitudine. Liberaci dall’ansia della metropoli e donaci l’impazienza di Dio». (Don Tonino Bello) Franco

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Almenno S. Bartolomeo


Calendario iniziative delle

DICEMBRE 2013

Preghiera nelle famiglie ore 20:30 Riunione del gruppo dell’oratorio ore 20:45

1 domenica - I Avvento Catechismo ore 09:00 Presentazione dei fanciulli Prima Confessione ore 10:30 Incontro genitori dei Cresimandi ore 16:00

11 mercoledì Catechesi per Adulti e catechisti ore 20:30

3 martedì “Schola Cantorum“ prove ore 20:30 Preghiera nelle famiglie ore 20:30 Riunione del gruppo dell’oratorio ore 20:45

13 venerdì - Santa Lucia Incontro gruppo giovani ore 20:30 Scuola di preghiera ore 20:30 in seminario

4 mercoledì Catechesi per Adulti e catechisti ore 20:30 5 giovedì In mattinata S. Comunione agli ammalati Incontro gruppo adolescenti ore 20:30 6 venerdì In mattinata S. Comunione agli ammalati S. Messa con adorazione eucaristica ore 20:00 Incontro gruppo giovani ore 20:30 7 sabato Catechismo ore 15:00 A.C.R. e catechismo ragazzi 2-3 media ore 17:30 S. Tomè : Inaugurazione ristrutturazione. S Messa presieduta dal nostro Vescovo ore 15:00 8 domenica - II Avvento - Immacolata Catechismo ore 09:00 Presentazione fanciulli Prima Comunione ore 10:30 9 lunedì Conferenza San Vincenzo ore 20:30 Consiglio Pastorale Parrocchiale ore 20.30 10 martedì “Schola Cantorum“ prove ore 20:30

12 giovedì Aspettando Santa Lucia spettacolo ore 20:00

14 sabato Confessioni ragazzi Prime Comunioni ore 10:00 Catechismo ore 15:00 A.C.R. e catechismo ragazzi 2-3 media ore 17:30 Gruppo famiglia ore 20:30 15 domenica - III Avvento Catechismo ore 09:0:0 Giornata dell’Adesione Azione Cattolica ore 10:30 Domenica del “dono” si raccolgono cibo e giocattoli Incontro diocesano per coppie di sposi: Centro Paradiso ore 10:00-16:00 16 lunedì Confessioni vicariali per adolescenti a Pontida ore 20:30 17 martedì Natale dell’anziano e dell’ammalato ore 14:30 Confessioni alle cascine ore 20:30 Preghiera nelle famiglie ore 20:30 “Schola Cantorum“ prove ore 20:30 Riunione del gruppo dell’oratorio ore 20:45 18 mercoledì Confessioni per i ragazzi alle cascine ore 14:30

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In parrocchiale ore 17:00 Catechesi per Adulti e catechisti ore 20:30 19 giovedì Incontro gruppo adolescenti ore 20:30 20 Venerdì Incontro gruppo giovani ore 20:30 Celebrazione Penitenziaria Comunitaria per adulti ore 20:30 21 sabato Confessioni ragazzi ore 10:30 Confessioni dalle ore 9:00 alle ore 15:00 in parrocchiale Dalle 17:00 alle cascine Catechismo ore 15:00 A.C.R. e catechismo ragazzi 2-3 media ore 17:30 Pizzata in compagnia ore 19:30 22 domenica - IV Avvento Catechismo ore 09:00 Presentazione ragazzi Cresimandi ore 10:30 Preghiera per Ragazzi e famiglie ore 15:00 con a seguire scambio di auguri Confessioni dalle ore 16:00 in parrocchiale 23 lunedì Azione Cattolica Adulti incontro ore 20:30 24 martedì Confessioni dalle ore 9:00 e dalle ore 15:00 Veglia ore 23:30 S. Messa nella notte del Natale del Signore ore 24:00 25 mercoledì - Natale S. Messe tutte in parrocchia ore 7:30 9:00 10:30 18:00 Vespro ore 17:30

GENNAIO 2014 1 mercoledì Maria santissima Madre di dio È sospesa la messa in parrocchiale delle ore 8:00 Adorazione Eucaristica e preghiera per la PACE dalle ore 16:00 in parrocchiale 2 giovedì In mattinata S. Comunione agli ammalati Incontro bollettino parrocchiale ore 20:30 3 venerdì In mattinata S. Comunione agli ammalati S. Messa con adorazione eucaristica ore 20:00 4 sabato S. Messa in parrocchiale ore 16:30 In Cascine ore 18:00 5 domenica - II Tempo di Natale S. Messa in parrocchiale ore 8:00 10:30 e prefestiva 16:30 In Longa ore 8:30 In Barlino ore 9:30 A Cascine prefestiva ore 18:00 6 lunedì - EPIFANIA S. Messa in parrocchiale ore 8:00 10:30 18:00 In Longa ore 8:30 In Barlino ore 9:30 Processione Magi e bacio Gesù bambino ore 15:00

26 giovedì - S. Stefano S. Messe in parrocchiale ore 8:00 10:30 In Longa ore 8:30 In Barlino ore 9:30 A Cascine ore 18:00 Concerto di Natale con l’orchestra Musicalmenno ore 20:30 in parrocchiale

7 martedì “Schola Cantorum“ prove ore 20:30 Riunione del gruppo dell’oratorio ore 20:45

29 domenica - Santa Famiglia Battesimi comunitari in parrocchiale ore 10:30

10 venerdì Incontro gruppo giovani ore 20:30

31 martedì

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S. Messa di ringraziamento e ricordo dei defunti dell’anno ore 16:30 in parrocchiale Capodanno in oratorio

Almenno S. Bartolomeo

8 mercoledì Riunione gruppo catechisti ore 20:30 9 giovedì Incontro gruppo adolescenti ore 20:30

11 sabato Catechismo ore 15:00


A.C.R. e catechismo ragazzi 2-3 media ore 17:30

22 mercoledì Riunione gruppo catechisti ore 20:30

12 domenica - Battesimo del Signore Catechismo ore 09:00 Incontro per coppie di sposi S. Messa e pizzata ore 15:30 Organizzata dal gruppo famiglia

23 giovedì Incontro gruppo adolescenti ore 20:30

13 lunedì Conferenza San Vincenzo ore 20:30

25 sabato Catechismo ore 15:00 A.C.R. e catechismo ragazzi 2-3 media ore 17:30

14 martedì “Schola Cantorum“ prove ore 20:30 Riunione del gruppo dell’oratorio ore 20:45 15 mercoledì Riunione gruppo catechisti ore 20:30 16 giovedì Incontro gruppo adolescenti ore 20:30 17 Venerdì S. Messa in oratorio ore 20:30 Scuola di preghiera ore 20:30 in seminario 18 sabato Catechismo ore 15:00 A.C.R. e catechismo ragazzi 2-3 media ore 17:30 19 domenica - II T. Ord. Catechismo ore 09:00 Incontro genitori fanciulli Prima Comunione ore 16:00 21 martedì “Schola Cantorum“ prove ore 20:30 Riunione del gruppo dell’oratorio ore 20:45

ORARI FERIALI DELLE SS. MESSE VVENTO NEL TEMPO DI A Lunedì a 7,30 S. Caterin a 16,00 S. Caterin 16,30 Canova 20,00 Longa Martedì a 7,30 S. Caterin a 16,00 S. Caterin 20,00 Longa 20,00 Cascine

S. Messa e Lodi S. Messa e Vespri S. Messa S. Messa S. Messa e Lodi S. Messa e Vespri S. Messa S. Messa

24 venerdì Incontro gruppo giovani ore 20:30

26 domenica - III T. Ord. Catechismo ore 09:00 Giornata della Famiglia Anniversari di matrimonio ore 10:30 Battesimi comunitari in parrocchiale ore 16:00 27 lunedì Azione Cattolica Adulti incontro ore 20:30 SETTIMANA DI DON BOSCO Fino al 02 Febbraio 28 martedì “Schola Cantorum“ prove ore 20:30 Riunione del gruppo dell’oratorio ore 20:45 29 mercoledì Riunione gruppo catechisti ore 20:30 30 giovedì Incontro gruppo adolescenti ore 20:30 31 Venerdì - San Giovanni Bosco S. Messa in oratorio ore 20:30 Mercoledì a 7,30 S. Caterin a 16,00 S. Caterin ndro Pertini 16,30 Centro Sa 20,00 Barlino Giovedì a 7,30 S. Caterin ne 16,30 Casci ale 20,00 Parrocchi Venerdì a 7,30 S. Caterin 16,30 Cascine a ng Lo 16,30 ale 20,00 Parrocchi Sabato a 7,30 S. Caterin

S. Messa e Lodi S. Messa e Vespri S. Messa S. Messa S. Messa e Lodi S. Messa S. Messa S. Messa e Lodi S. Messa S. Messa S. Messa S. Messa e Lodi D icembre

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CONSIGLIO PASTORALE PARROCCHIALE Il 18 novembre si è riunito presso la Sala don Antonio Seghezzi il consiglio pastorale parrocchiale. L’incontro, dopo la preghiera iniziale, ha preso avvio con la riflessione della lettera pastorale del Vescovo: “Donne e 8

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uomini capaci di Vangelo”, che sostituisce per quest’anno il programma pastorale e che è redatta in un linguaggio volutamente familiare. Lo stile è molto curato e affronta molte situazioni reali, vissute. Mons. Beschi ricordando l’e-

sperienza dell’incontro con i catechisti avvenuta l’inverno scorso, nota come la maggior parte delle persone impegnate in questo prezioso servizio si rivolgano soprattutto ai bambini, anche se non mancano persone impegnate nella


preparazione dei genitori del battesimo dei figli, nell’accompagnamento di papà e mamme nel tempo dell’iniziazione dei loro ragazzi, coppie di sposi che si dedicano agli incontri per i fidanzati. E di questo è contento, ma osserva un po’ amaramente, che “rispetto alla quantità dei catechisti dei bambini, gli altri sono una minoranza, certamente qualificata, ma anche numericamente ridotta”. Prosegue quindi con un interrogativo pesante: “perché i catechisti per gli adolescenti, i giovani, gli adulti e gli anziani sono così pochi? Forse perché sono pochi i fruitori del servizio? Sono pochi i disponibili e preparati a svolgerlo? Sono poche le proposte per adolescenti, giovani e adulti? Sono pochi perché basta il prete? Anzi solo lui può e deve svolgere questo servizio. Sono pochi perché basta la predica della Messa per chi non è più bambino? Sono pochi perché basta il catechismo dei bambini per tutta la vita?”. Dopo queste profonde domande, il vescovo conclude con un pesante interrogativo: “Sono pochi perché la fede è una cosa per pochi o è perché è una cosa da poco?”. Don Giulivo a questo proposito interviene dicendo che nell’ultima assemblea diocesana per il clero, il relatore, Padre Paganelli, a proposito di questo problema, ha esordito dicendo: “Ma oggi, ci sono ancora gli adulti?”. Purtroppo spesso si vedono adulti che non vogliono crescere, che vogliono restare per sempre ragazzi, giovani,

adolescenti. Cresciuti nel corpo, ma non nella testa e nel cuore. E si assiste a una inversione di rotta, cioè che non sono più i figli a dover imparare dai genitori e a ricevere da loro norme e insegnamenti, ma al contrario sono i genitori che si conformano ai criteri e ai comportamenti dei figli, cercando in questo modo di ottenere la loro approvazione. Per dirla in breve: troppi adulti hanno fatto della giovinezza il loro bene supremo. E per questo si vive continuamente contromano. Continueremo nei prossimi incontri a farci sollecitare dalla lettura della lettera pastorale. Si passa quindi ad esaminare il secondo punto all’o.d.g. e che riguarda l’Avvento. Don Giulivo presenta il cammino proposto dalla diocesi, che si colloca all’interno della nuova lettera pastorale del Vescovo Francesco e ripercorre il cammino seguendo alcune figure di testimoni che si incontreranno nei vangeli della domenicale: Isaia, Maria, Battista, Giuseppe, Gesù, i Magi. L’immagine di riferimento è la stella di Natale, un’immagine che facilmente viene associata al Natale, alla venuta di Gesù sulla terra. La stella è il segno del cielo che ci comunica che un dono straordinario è preparato per noi fin dall’origine, prima che il mondo fosse. Si visualizzerà in chiesa questo cammino ponendo dei cartelloni con le figure dei profeti e con una grande stella, immagine di riferimento del Natale. Inoltre, domenica 22 dicembre, nell’imminenza del Na-

tale, si terrà in chiesa un incontro di preghiera, rivolto a tutti: genitori e figli, e animato dai ragazzi di seconda e terza media. Poi il parroco comunica alcune iniziative particolari che si attueranno prossimamente per prepararci meglio alla venuta del Signore: Sabato 30 novembre alle ore 20,30 in chiesa si inizierà insieme il cammino di avvento con un momento di preghiera rivolto a tutti. Il martedì sera continueranno gli incontri di preghiera nelle famiglie. Il mercoledì nella sala don Antonio Seghezzi si terrà la catechesi per gli adulti, trasmessa anche in radio. Ogni giorno nella nostra comunità verrà celebrata l’Eucarestia il mattino, il pomeriggio e la sera coma da prospetto mostrato in questo bollettino. La novità assoluta è rappresentata dall’introduzione della messa delle ore 7,30 che si celebrerà sempre nella chiesetta di Santa Caterina, da lunedì a sabato. Ogni venerdì nella chiesa di Longa don Giuseppe terrà la Lectio Divina. Domenica, primo dicembre, si effettuerà una raccolta straordinaria in denaro per sostenere i fratelli delle Filippine vittime del tifone. Essendosi fatto molto tardi, e non avendo esaurito tutti gli argomenti all’ordine del giorno, don Giulivo convoca una successiva riunione del Consiglio Pastorale per lunedì 9 dicembre. La seduta è tolta alle ore 23,00. Anna D icembre

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ASILO NIDO

Alla ricerca dei tesori della natura L’autunno è iniziato; una nuova stagione ricca di spunti creativi grazie ai suoi colori, alla natura in continuo movimento e allo scricchiolio delle foglie sotto i piccoli e delicati piedi dei bambini. I nostri bambini, con la loro gioia, semplicità e dolcezza, si sono avventurati nel nostro giardino, alla ricerca dei tesori che la natura ci mette a disposizione. Abbiamo sfidato anche il tempo e la pioggia e armati di stivaletti, mantellina, cesti e borsette, abbiamo raccolto il nostro “bottino”, uva, castagne, noci, nocciole e pannocchie per poterli manipolare, osservare e usare per costruire addobbi per il nostro nido. Era molto bello vedere nei loro occhi lo stupore dello scoprire, nascoste tra le fogli secche, le sorprese della natura, e l’entusiasmo nel raccogliere con le loro piccole mani i frutti della nostra terra. Con il raccolto abbiamo così potuto iniziare, sulle note dell’Autunno di Vivaldi, un ricco percorso didattico pieno di fantasia e creatività, sfruttando la semplicità e il gusto dello scoprire dei nostri piccoli “operai”. Le educatrici del nido e della sezione primavera

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Almenno S. Bartolomeo


, e n g a t s a c Asilo Pozzi Le ’l autunno e o n o r r o c s i n le stagio www.asilopozzi.it asilopozzi@infinito.it

Sono iniziate le piogge, la foschia si fa più insistente, le giornate si accorciano e le foglie ingialliscono e cadono, lente e inesorabili. Siamo in autunno e nell’aria si sente anche se non fa ancora tanto freddo. E con l’autunno arrivano le castagne e con le castagne arrivano le borole! Il profumo di caldarroste è forse il profumo tra i più belli che ricordano in modo indelebile l’autunno, fin dall’infanzia. Un profumo che non si scorda più per tutta la vita, quel profumo che appena lo si sente viene da dire: “questo profumo mi ricorda quando ero piccolo ed era autunno” e alla mente arrivano a cascata immagini di alberi carichi di foglie gialle e rosse, del sole pallido dentro la foschia, del marrone scuro dei campi arati, delle castagne nei loro ricci, di paesaggi che scaldano il cuore. Un’ondata di sensazioni fatte di freddo fuori, ma tepore dentro: il tepore delle belle giornate, il tepore della lana che si indossa e il tepore del primo fuoco della stagione. Proprio quel fuoco che cuoce le caldarroste. E sono felice che anche i nostri piccoli, quando vengono portati a mangiare le borole, si impregnino di questi profumi e di queste sensazioni che gli rimarranno per tutta la vita, nel profondo della loro memoria. Un ‘esperienza che arricchisce la storia di vita di ognuno. È dunque un appuntamento atteso quello della borolada offerta dagli alpini ai bambini dell’asilo. Un evento quasi un po’ magico.. arrivano gli alpini e il fuoco e le caldarroste si materializzano come per incanto, il filo di fumo sale nel cortile dell’asilo del Centro e di Cascine. E le caldarroste sono anche più buone quando vengono dalle mani degli alpini che hanno sempre il sorriso pronto.

Grazie alpini! D icembre

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L’esplorazione del territorio è il tema del progetto di questo anno scolastico. L’obiettivo è quello di illustrare ai bambini il loro territorio, da cosa e come è formato e lo strumento principale per raggiungere questo obiettivo è proprio l’esplorazione del paese di Almenno San Bartolomeo. Quindi per quest’anno sono in programma numerose uscite sul territorio, a piedi fin dove è possibile. Nel primo quadrimestre (cioè fino a febbraio) saranno i mezzani e i grandi ad esplorare il paese, ai quali si aggiungeranno anche i piccoli in primavera (quando saranno un po’ più grandi). La biblioteca e il cimitero sono stati i primi due luoghi ad essere visitati dai nostri bambini. In biblioteca hanno scoper-

to la meraviglia di quanti libri possano esistere e di quante storie si possano trovare e del silenzio che si deve curare. Hanno ascoltato alcune di queste storie grazie a un narratore.. in biblioteca, si sa, le storie affascinano più del solito. Hanno visto cosa è una biblioteca e dove si trova. La visita al cimitero si è svolta in occasione della festa di Ognissanti. I bambini dell’Asilo delle Cascine sono andati al cimitero di Almenno San Bartolomeo. Hanno portato un fiore di carta disegnato da ognuno di loro sulla tomba dei propri cari. Per i bambini del Centro la visita al cimitero è stata un’uscita ancora più speciale perché hanno raggiunto il cimitero di Albenza.

Ogni bambino ha costruito un fiore di carta e con tutti i fiori hanno preparato una corona con la scritta “sempre nei nostri cuori” in ricordo della maestra Danila. Nel loro piccolo i bambini hanno ragionato sul grande concetto della morte, del distacco, ma anche e soprattutto sull’importanza di ricordare chi se ne è andato attraverso la preghiera e l’omaggio floreale. Un altro luogo di silenzio, ma con un significato diverso. Tanti luoghi da scoprire, tanti ragionamenti da fare. Aspettiamo di vedere dove andranno il prossimo mese i nostri piccoli esploratori. A presto. Anna Giacometti Crawford

ASILO POZZI ISCRIZIONI ALLA SCUOLA DELL’INFANZIA E ALLA SEZIONE PRIMAVERA Ritiro dei moduli per la domanda di iscrizione: presso le sedi delle scuole dell’ente. Consegna delle domande di iscrizione: presso il plesso del Centro in Via Vignola, da lunedì 9 a sabato 21 dicembre; dalle ore 8:00 alle ore 10:00 tutti i giorni da lunedì a sabato; dalle ore 14:00 alle ore 16:00 il martedì e il giovedì. 12

Almenno S. Bartolomeo


Anno catechistico 2013-2014 Insieme in cammino con il sostegno di Papa Francesco e del nostro Vescovo

E’ iniziato un nuovo anno catechistico per i nostri bambini, ragazzi, adolescenti, giovani e adulti. Per noi catechisti è sempre motivo di speranza nel riuscire a trasmettere non solo a parole, ma sopratutto con il nostro modo di essere, che Gesù vive in noi e per questo ognuno di noi è importante e unico agli occhi di Dio nostro Padre. Papa Francesco e il Vescovo Francesco hanno pregato per noi catechisti e ci hanno donato le loro riflessioni di cui desidero farvi partecipi. Papa Francesco ai catechisti (venerdì 27 settembre 2013): «Cari catechisti, buona sera! Mi piace che nell’anno della fede ci sia questo incontro per voi: la catechesi è un pilastro per l’educazione della fede, e ci vogliono buoni catechisti! Grazie di questo servizio alla Chiesa e nella Chiesa. Anche se a volte può essere difficile, si lavora tanto, ci si impegna e non si vedono i risultati voluti, educare nella fede è bello! È forse la migliore eredità che noi possiamo dare: la fede! Educare nella fede, perché lei cresca. Aiutare i bambini, i ragazzi, i giovani, gli adulti a conoscere e ad amare sempre di più il

Signore è una delle avventure educative più belle, si costruisce la Chiesa! “Essere” catechisti! Non lavorare da catechisti: questo non serve! Io lavoro da catechista perché mi piace insegnare... Ma se tu non “sei” catechista, non serve! Non sarai fecondo, non sarai feconda! Catechista è una vocazione: “essere catechista”, questa è la vocazione, non lavorare da catechista. Badate bene, non ho detto “fare” i catechisti, ma “esserlo”, perché coinvolge la vita. Si guida all’incontro con Gesù con le parole e con la vita, con la testimonianza. Ricordatevi quello che Benedetto XVI ci ha detto: “La Chiesa non cresce per proselitismo. Cresce per attrazione”. E quello che attrae è la testimonianza. Essere catechista significa dare testimonianza della fede; essere coerente nella propria vita. E questo non è facile. Non è facile! Noi aiutiamo, noi guidiamo all’incontro con Gesù con le parole e con la vita, con la testimonianza. Io parlerò di tre cose. Primo. Se nel nostro cuore non c’è il calore di Dio, come possiamo riscaldare il cuore degli altri? Secondo. Ripartire da Cristo significa imitarlo nell’uscire da sé e andare

incontro all’altro. Questo è il lavoro del catechista: uscire da sé per amore, per testimoniare Gesù, parlare di Gesù, predicare Gesù. È proprio il Signore che ci spinge a uscire. Terzo. Ripartire da Cristo significa non avere paura di andare con Lui nelle periferie. Ci insegna a non aver paura di uscire dai nostri schemi per seguire Dio, perché Dio va sempre oltre. Cari catechisti, vi dico grazie per quello che fate, ma soprattutto perché ci siete nella Chiesa, nel Popolo di Dio in cammino, perché camminate con il Popolo di Dio. Rimaniamo con Cristo - rimanere in Cristo - cerchiamo di essere sempre più una cosa sola con Lui; seguiamolo, imitiamolo nel suo movimento d’amore, nel suo andare incontro all’uomo; e usciamo, apriamo le porte, abbiamo l’audacia di tracciare strade nuove per l’annuncio del Vangelo. Che il Signore vi benedica e la Madonna vi accompagni. Grazie!» Vescovo Francesco ai catechisti (domenica 10 novembre 2013): «Care catechiste, cari catechisti, cari sacerdoti e diaconi, care consacrate e D icembre

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consacrati al Signore, care sorelle e fratelli nella fede, desidero iniziare questa lettera con un’immagine che ho raccolto durante il mio recente viaggio missionario in Malawi. Mi sono recato in un villaggio, dove un gruppo di volontari bergamaschi ha costruito una chiesa dedicata a papa Giovanni. Al termine dell’incontro con la comunità, ho lasciato in dono una reliquia del Santo Papa. Un uomo, a nome di tutti, mi ha ringraziato con profonda commozione. A un tratto si è rivolto alla comunità con queste parole: “Oggi abbiamo ricevuto un grande dono, che deporremo nell’altare della nostra chiesa. Ma questo grande dono rimarrà vuoto, se noi, che formiamo questa Comu-

nità, non diventeremo santi, come lo è diventato Papa Giovanni”. Non dimenticherò questo insegnamento; non dimenticherò la fede chiara ed essenziale che quest’uomo comunicava alla sua comunità e a tutti noi; non dimenticherò i suoi piedi nudi, le sue mani nodose, il suo vestito dimesso. In quel momento splendeva ai miei occhi la figura di un credente adulto, di una persona che stava riconoscente, lieta, consapevole, umile ma non sottomessa, accanto al Vescovo e davanti alla comunità a testimoniare la fede. Era un contadino, era il catechista della comunità. Porto nel cuore la chiara sensazione di che cosa significhi la dignità di un uomo che ha fatto

della fede non un abito da esibire, ma la sorgente viva della propria esistenza». Quanto amore e attenzione in queste parole donate a noi catechisti, sia da Papa Francesco e dal nostro Vescovo Francesco! La nostra missione é testimoniare non solo a parole la Parola di Dio ma vivere in sintonia con il nostro Signore ogni giorno. Vivere ogni momento della nostra vita con la consapevolezza che solo con l’aiuto di nostro Signore possiamo vincere le difficoltà e le paure che sono dentro di noi. I bambini e i ragazzi che ci sono stati affidati dalla nostra comunità, hanno bisogno di sapere che sono amati non solo dalla loro famiglia, ma anche da fratelli maggiori che vogliono percorrere un tratto del loro cammino cristiano insieme, scoprendo l’unico vero Amore che é nostro Padre, per diventare pietre vive di questa grande famiglia che è la Chiesa. Con la preghiera e la consapevolezza che solo in Dio possiamo costruire un mondo migliore, chiediamo aiuto a nostro Signore perché ci sia vicino e possa agire in noi e fin da ora, con umiltà, chiediamo scusa per ogni nostro gesto o parola inopportuna. Con la benedizione di Papa Francesco, del Vescovo Francesco e dei nostri Sacerdoti ci incamminiamo verso un nuovo anno catechistico. Camilla (Milly)

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IL CAMMINO DELLA COMUNITA’ IN ORATORIO ”Chi sa di essere amato, ama e chi è amato ottiene tutto, specialmente dai giovani.” (San Giovanni Bosco) ...martedì sera: riunione per programmare i vari appuntamenti... ...mercoledì sera:incontro dei catechisti... ...giovedì sera: gruppo adolescenti... ...venerdì sera: gruppo giovani... …sabato e domenica: catechismo… ...e non dimentichiamo che il bar è aperto dal mercoledì al sabato dalle ore 20.30 e la domenica dalle 14:30 fino a sera... ...eh si! Abbiamo ripreso a pieno ritmo!! E poi non dimentichiamoci che l’oratorio non va mai in vacanza, quindi lo troverete aperto anche tutte le vacanze di Natale, sia il pomeriggio che la sera! Allora cosa aspettate??? Vi apettiamo!!!!!!!!! Vorremmo farvi dono di alcune parole di don Tonino Bello, da pregare in preparazione di questo Natale che si avvicina. Ormai l’avrete capito che don Tonino è una figura a cui siamo molto affezionati, quest’anno con il gruppo giovani siamo stati in Puglia, proprio sui suoi passi, ma non solo! Anche l’Azione Cattolica quest’estate è stata nei luoghi di don Tonino. Ci piacerebbe allora pensarlo un po’ come la figura che quest’anno ha accompagnato la nostra comunità in cammino. Cammino che ci ha portati a grandi cambiamenti, ricordiamo che non abbiamo più

un curato che possa guidarci e sostenerci nel percorso, però abbiamo la fortuna e la gioia di avere un nuovo piede grande che si è affiancato lungo la nostra strada: il nuovo parroco, don Giulivo! Vi chiediamo allora una piccola preghiera per noi, per sostenerci nei nostri impegni e appuntamenti, ma anche una preghiera per don Giulivo e don Dario che stanno muovendo i primi passi al nostro fianco! Grazie di cuore e, nell’attesa di incontrarci in oratorio, vi auguriamo tanti auguri di un sereno Natale! I ragazzi e i giovani dell’oratorio

«Andiamo fino a Betlemme, come i pastori. L’importante è muoversi. E se invece di un Dio glorioso, ci imbattiamo nella fragilità di un bambino, non ci venga il dubbio di aver sbagliato il percorso. Il volto spurito degli oppressi, la solitudine degli infelici, l’amarezza di tutti gli uomini della Terra, sono il luogo dove Egli continua a vivere in clandestinità. A noi il compito di cercarlo. Mettiamoci in cammino senza paura». (don Tonino Bello)

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AFRICA 2013

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iao! Siamo Chiara e Martina, due ragazze almennesi di 21 e 24 anni. Quest’anno abbiamo deciso di partire per una missione in Africa, in particolare in Kenya.Questa missione per noi è sempre una scoperta, soprattutto per Martina che è il suo secondo anno, perché ci riserva sempre qualcosa di nuovo; sarà il sorriso dei bambini, sarà il profumo della natura incontaminata. Siamo partite con altre sette persone e siamo venute a contatto con la popolazione di Archer’s Post, precisamente con la tribù Samburu. Abbiamo conosciuto i loro balli, i loro canti, l’unione che c’è tra di loro, l’ aiuto reciproco. Ci mancano!Un pensiero va ai nostri bambini con i quali abbiamo condiviso un mese fantastico pieno di calore umano e di amore. Ci capita spesso di sognarli e di rivivere quei momenti; è proprio meraviglioso il modo con cui loro ci hanno toccato il cuore e ci hanno fatto capire le cose veramente importanti della vita. Erano anche molto curiosi verso di noi in quanto siamo per loro stranieri e veniamo da luoghi lontani; ma le preghiere della domenica in chiesa e soltanto il loro semplice sorriso ci hanno fatto capire che siamo un tutt’uno. Noi li ringraziamo come ringraziamo il lavoro delle suore laiche italiane che vivono ad Archer’s Post e che ogni giorno danno cure alla gente bisognosa. Come riconoscere il loro grande amore per l’altro. Sono meravigliose! Quest’esperienza ci ha dato tanto e ci ha fatto crescere; ricorderemo per sempre questa fantastica avventura e i colori dell’Africa. Martina e Chiara

GRUPPO FAMIGLIA Inviti

Ciao a tutti, come ben sapete nella nostra comunità esiste un gruppo famiglia che si trova una volta al mese, il sabato sera, in oratorio per chiacchierare, discutere, affrontare le varie tematiche della vita di coppia, di genitori e perché no anche per quattro risate o mangiare una pizza insieme. Ci farebbe molto piacere che altre coppie di sposi si unissero a noi. I bambini, anche se piccoli, possono stare in compagnia dei nostri figli e giocare insieme. La prossima data dell’ incontro sarà a gennaio e la potete trovare sul foglio degli avvisi in chiesa. Domenica 15 dicembre ci uniremo con altre coppie di sposi di tutta la diocesi per una giornata di spiritualità famigliare, se qualcuno vuole unirsi a noi può contattare don Giulivo. Questo è il programma: COMUNITÀ MISSIONARIA del PARADISO (Via Cattaneo, 7 - Bergamo) “Uomini e donne del Vangelo: la buona novella nel nostro matrimonio” Domenica 15 Dicembre 2013 dalle ore 10.00 alle ore 16.00 Incontro diocesano di spiritualità e fraternità per famiglie in preparazione al S. Natale * Assistenza e animazione dei bimbi e Pranzo condiviso * Sacerdote guida: don Renzo Caseri * Iscrizioni: Ufficio Pastorale della Famiglia tel. 035-278.206 Vi aspettiamo numerosi

Appuntamenti

Vi vogliamo ricordare altre due date molto significative per la nostra comunità: Domenica 12 gennaio 2014 alle ore 15, in oratorio, ci sarà un incontro con don Giuseppe Belotti, il quale tratterà il tema: “LA VITA DI COPPIA”. Seguirà la S. Messa e alla sera la pizzata. Tutte le coppie di sposi sono invitate. Domenica 26 gennaio 2014 festeggeremo gli anniversari di matrimonio: sono invitate tutte le coppie che festeggiano il 1°anno di matrimonio, il 5°,il 10°,il 15°,il 20°, il 25°, il 30°, il 35°, il 40°, il 45°, il 50°, il 55° e oltre. Sono invitate anche le coppie che per vari motivi non riceveranno l’invito scritto. 16

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o z n e c n i V n Sa

vano ai confessionali per ricevere il sacramento del perdono. Nel pomeriggio dopo la recita del rosario e la celebrazione della Santa Messa, si è conclusa in letizia una bella giornata ricca di spiritualità e di serenità. Cogliamo l’occasione per ricordare a tutti che martedì 17 dicembre alle ore 14,30 presso l’oratorio si celebrerà il Natale dell’anziano e dell’ammalato. Chi avesse problemi per il trasposto può contattare la San Vincenzo che sarà felice di venire a prendervi nelle vostre abitazioni Cogliamo l’occasione per porgere a tutti i più affettuosi

AUGURI DI BUON NATALE!

“Il coraggio di un giorno con il Signore” Come ogni anno, anche quest’anno alla vigilia delle feste dei Santi e dei morti, la San Vincenzo ha offerto a tutti i parrocchiani la possibilità di vivere l’esperienza di ritiro spirituale presso la Casa San Giuseppe di Sedrina. Purtroppo la risposta non è stata molto incoraggiante, solo una trentina di persone hanno avuto il coraggio di rispondere all’invito del Signore di passare alcune ore con Lui. Non si sa per quale incrociarsi di circostanze e motivi, o se per una stanchezza “storica”, dovuta all’infittirsi e all’appesantirsi degli impegni familiari, o forse all’affievolirsi di una bella tradizione che per molti forse sembra non essere più adatta ai nostri tempi, sta di fatto che il numero dei partecipanti diminuisce di anno in anno. L’atteggiamento principale richiesto in quella giornata è stato come sempre il silenzio. Silenzio esteriore per creare il silenzio interiore capace di ascolto profondo, attento alla guida dello Spirito Santo, capace di preghiera. Dopo la recita delle Lodi, don Giacomo ci ha invitato a pregare e a meditare con i tre canti denominati “Symbolum”: “Tu sei la mia vita”, “E sono solo un uomo”, “Oltre la memoria”. Canti composti da don Pierangelo Sequeri e pensati per accompagnare e per ricordare la consegna dei simboli ai catecumeni adulti o per la professione di fede degli adolescenti. Dopo la riflessione è stato esposto e adorato Gesù Eucarestia, mentre i partecipanti si alterna-

SAN VINCENZO Compleanni mese di dicembre Rota Maria Baretti Adele Messi Achille Moscheni Iride Mazzoleni Vincenzina Rota Lucia Rota Giuseppa Fagiani Colomba Gualandris Agnese Battaglia Davide Salvi Isidoro Cordoni Elisa Tonesi Giuliana Masoni Giannina Botti Aurelia Torri Dina Rocca Stefano Rossi Samuele Viganò Teresa Pallavicini Pierina Rota Cecilia Corbetta Annunciata Pessina Elisabetta Locatelli Vittorina SINCERI AUGURI A TUTTI DI BUON COMPLEANNO!

2.12.1925 3.12.1930 7.12.1920 9.12.1932 10.12.1928 11.12.1926 11.12.1923 12.12.1927 14.12.1924 15.12.1931 15.12.1926 19.12.1933 21.12.1924 21.12.1925 22.12.1922 22.12.1931 23.12.1930 23.12.1921 23.12.1928 23.12.1924 25.12.1921 30.12.1933 30.12.1928 30.12.1933

Ultime offerte pervenute N.N. Ca’ Cristallo € 20,00 Coniugi Albenza € 20,00 - N.N. Via Manzoni €10,00 In memoria del dott. Di nardo € 100,00 - N.N. Via Vignola € 50,00 Salvi Luigina € 20,00 - Rosalba in memoria dei suoi defunti € 20,00 N.N. Via Vignola € 10,00 - Offerte ricevute in occasione del ritiro € 106,00 I CONFRATELLI DELLA SAN VINCENZO RINGRAZIANO DI CUORE! D icembre

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Cari nonni DOLCI RITA

Dolci Rita con alcuni ragazzi dell’ACR negli studi di Radio Lemine

Appena dodicenne, Rita lasciò la casa paterna per “andare a servire” il fratello prete. Una scelta da lei fortemente voluta, nonostante il parere contrario della mamma, che la considerava ancora troppo piccola per un incarico tanto grande. Ma Rita, decisa e fortemente determinata, s’impuntò con tutte le forze finché ottenne di mettersi al servizio di quella causa così grande. Un incarico che la rendeva fiera, al punto di farle lasciare alle spalle promesse di vita e sogni comuni ad ogni ragazza. Rita, nata a Sant’Omobono il 9 novembre 1931, era la decima di dodici fratelli, dei quali sei morti in tenera età. Il padre, tornitore in legno, era titolare di un piccolo laboratorio a gestione familiare, nel quale lavoravano appunto i figli, la mamma e anche lei quando necessitava. Un lavoro che procurava un modesto guadagno, insufficiente comunque per mantenere la numerosa famiglia e soprattutto per pagare le rette del figlio seminarista. Rita frequentò le elementari a Sant’ Omobono, in quella scuola dalle aule grandi e alte, la cui unica fonte di riscaldamento era una vecchia stufa a legna che veniva alimentate dal bidello. Sui muri delle aule c’erano alcuni cartelloni con le lettere dell’alfabeto con a fianco l’immagine dell’oggetto la cui iniziale corrispondeva a quella lettera, oltre ad alcune carte geografiche. Suor Assunta era la maestra che l’ha seguita dalla seconda alla quarta elementare e che lei ricorda ancora con piacere. Rita conserva tanti ricordi della sua vita, ma indubbiamente quello principale sono i quarantatré anni trascorsi a servizio di don Primo, il fratello sacerdote. Rita ha voluto ripercorrere con noi i momenti più importanti della vocazione del fratello e i luoghi dove ha svolto il suo ministero, lasciando ovunque una traccia indelebile nel cuore dei suoi parrocchiani. Una lunga missione quella di don Primo, trascorsa spostandosi da una parrocchia all’altra, da un 18

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oratorio all’altro, dove il Vescovo lo destinava. E così Rita e il fratello, con le valige sempre in mano si sono trasferiti da Sant’Omobono alla Roncola, da Fara Olivana a Solto Collina, dalla Beita di Palazzago a Schilpario e infine, gli ultimi 12 anni, a Guzzanica frazione di Dalmine, dove don Primo venne nominato parroco. Rita parla ancora con tenerezza di quel fratello, rivelando la sua fisionomia interiore, il cammino di fede, la piccola storia di quel prete che ha cercato di tenere sempre lo sguardo dritto verso Dio. Senza alcun dubbio da quel fratello “istruito” Rita ha imparato tanto, ha acquisito tante nozioni e soprattutto il senso del mistero e di una fede viva! Rita si è presa cura per tutta la vita del fratello, ma anche lui si è sempre preso cura di lei, giovane sorella, che vedeva come una piccola madre di famiglia, alle prese a volte, con difficili realtà quotidiane più grandi lei. E così ben presto di fronte agli inevitabili problemi della vita, quando il buio si infittiva, la ragazza aveva imparato dal fratello prete che bisognava con forza invocare dallo Spirito luce e aiuto per continuare il cammino. Ma agli inizi degli anni ottanta, don Primo cominciò ad avvertire i primi malesseri, i primi acciacchi che poco dopo sfociarono in una grave malattia diagnosticata come paresi celebrale, che gli paralizzò la parte destra del corpo, impedendogli di essere autosufficiente e di continuare a svolgere il suo ministero. Il vescovo di allora, Clemente Gaddi, saputo delle sue condizioni di salute, andò a fargli visita e gli consigliò di lasciare la parrocchia per ricoverarsi presso l’istituto di Torre Boldone, dove già erano ospiti 12 sacerdoti ammalati. Inizialmente don Primo rifiutò categoricamente il consiglio del vescovo. Non voleva proprio saperne di lasciare la sua parrocchia e soprattutto i suoi parrocchiani, ma alla fine accettò l’invito a condizione che potesse portare con sé la sorella. Ottenuto il consenso dalla suora della struttura, anche Rita si ricoverò con il fratello e continuò a servirlo come aveva sempre fatto fino alla morte, avvenuta il 28 maggio1987. “Sono proprio contenta di aver servito mio fratello per tutta la vita e di averlo assistito anche in punto di morte – dice con tanta dolcezza Rita – Io ero legata a lui, ma anche lui era legato a me, che mi ha fatto da fratello, da padre, da sacerdote!” Rimasta sola, Rita venne ad abitare ad Almenno San Bartolomeo, nella piccola casetta di sua proprietà di via della Resistenza, dove abita tuttora. Sostenuta dalla sua “pensione minima”, maturata in seguito ai contributi versati come sagrestana quando era alla Beita di Palazzago, ora vive discretamente bene. Quello che le manca, oltre naturalmente al fratello, è la sua inseparabile bicicletta che la scorrazzava in largo e in lungo per tutto il paese. “Ora non posso più usarla, il medico me lo ha proibito – dice con un po’ di amarezza Rita – e allora, per reggermi meglio, prendo il bastone di mio fratello al quale parlo in continuazione pensando di parlare con don Primo, e lui mi ascolta e mi aiuta. Nella vita bisogna avere tanta pazienza e tanto amore!”. Da molti anni Rita è membro attivo del gruppo dell’AVULSS, un’organizzazione che si occupa di assistere gli ammalati portando loro sollievo, conforto e aiuto. Oltre all’impegno concreto di assistenza, ogni mese i membri del gruppo partecipano ad un incontro formativo con l’assistente spirituale don Umberto, il parroco di Barzana. E ancora, una volta al mese, Rita vive il ritiro spirituale presso la casa per ritiri San Giuseppe di Sedrina. Non c’è che dire, l’esempio del fratello sacerdote preoccupato di portare la gente, sia pure a piccoli passi, verso la verità del Vangelo, si è fortemente impresso nell’animo di Rita che anche oggi cerca di vivere quegli insegnamenti, scegliendo ogni giorno il Signore, come unico e grande compagno di viaggio. Rita è riuscita a entrare nei nostri cuori con la semplicità e la forza di chi è acceso da una fede profonda, messa alla prova e rinvigorita ogni giorno dal Signore e dal servizio. Grazie di cuore Rita per la sua testimonianza e per aver accettato di raccontarci la sua storia. Anna e i ragazzi dell’ACR D icembre

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PER NON DIMENTICARE MAI Una Cerimonia densa di significati Sono molte le parole che affollano la nostra mente nel giorno dedicato alla Commemorazione dei Caduti: sacrificio, sangue, sofferenza, storia, olocausto, sepolcro, memoria, fronte, bandiere, medaglie, armi, morte, patria, guerra, speranza, libertà. Devo dire che le stesse parole quest’anno, nella scorsa domenica del 3 novembre, hanno trovato una sorprendente e armoniosa sintesi in una Cerimonia che, a ragione, è risultata all’altezza dei valori civili e civici in essa insiti. Sotto un cielo d’autunno incombente, quasi a richiamare la triste e doverosa memoria di chi ha saputo coraggiosamente sacrificare la propria vita per gli altri, si è vista la vibrante emozione di coloro che

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sono stati i testimoni e i protagonisti indiscussi di quei tempi, sono i nostri Cari Combattenti e Reduci, ex deportati ed internati ai quali il Comune ha voluto consegnare, in coincidenza di quell’importante appuntamento istituzionale, una Medaglia d’Onore. Si tratta di una Medaglia d’Onore molto importante che, fortemente voluta dalla nostra Associazione Combattenti e Reduci di Almenno San Bartolomeo, è stata concessa dal Consiglio dei Ministri sulla base del riconoscimento voluto dal nostro Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in osservanza della Legge 27 dicembre 2006, n. 296 avente lo scopo di contribuire, seppure in ritardo, a colmare il debito di attenzione da parte dello Stato nei confronti di un sacrificio troppo spesso marginalizzato o addirittura ignorato. E’ un importante contributo diretto alla “memoria”, rivolto anche

agli eredi dei deportati e internati già defunti perché destinato ad avere incidenza sulla divulgazione della storia delle deportazioni. La Cerimonia di quella mattina, per la quale è stato convocato un Consiglio Comunale speciale, ha previsto la consegna di sei Medaglie d’Onore: • Medaglia d’Onore a Cesare Gavazzeni, reduce della Campagna di Russia, internato a Limburg 09/1943; • Medaglia d’Onore a Giovanni Locatelli, reduce internato a Kinisbev 09/1943 e poi a Stoccarda 04/1945; • Medaglia d’Onore a Aless a n d r o M a s p e r, r e d u c e Innsbruk (1943) e poi a Marpungau in Austria (1944) e definitivamente al campo di lavoro di Hallein in Germania (1945); • Medaglia d’Onore a Gio-


vanni Moscheni, reduce della Campagna di Russia e Albania internato a Pos-Dam (già defunto); • Medaglia d’Onore a Angelo Rota, reduce della Campagna di Russia, internato a Limburg (1943) e poi a Mannheim e Kolmar nel 1944 e definitivamente a Mulhouse (già defunto); • Medaglia d’Onore a Luigi Rocca, reduce internato a Limburg nel 1943 e a Kolmar nel 1944 e definitivamente a Mulhouse nel 1945. Il dipanarsi di un corteo partecipato da tutte le Associazioni e cadenzato nel suo incedere dalle note solenni della Banda Alpina venuta per l’occasione da Trescore Balneario ha fatto proseguire la Cerimonia fino ad arrivare alla Chiesa Parrocchiale dove è stata celebrata la Santa Messa officiata dal nostro nuovo Parroco don Giulivo Facchinetti e dove si è data lettura della famosa e sempre toccante Preghiera dell’Alpino.

Lo stesso corteo, dopo la Santa Messa, ha raggiunto compostamente il Monumento dei Caduti presso il Comune ove è stata apposta la Corona d’alloro e dove il Sindaco Gianbattista Brioschi nel suo discorso ha tracciato in modo efficace il senso della giornata dedicata alla Commemorazione dei Caduti. Ne propongo uno stralcio: “… richiamare alla nostra memoria figure di nostri concittadini che rappresentano un legame inscindibile, oltre che altamente simbolico, dimostra che la nostra identità non è andata dispersa, che il nostro sforzo di cittadini deve essere quello di riconoscersi nella nostra gente, nella nostra terra, nelle tradizioni di sacrificio e coraggio: elementi questi che hanno rappresentato i capisaldi della nostra educazione e che vorremmo trasmettere alle nuove generazioni. Mi rivolgo, pertanto, ai giovani, dicendo loro che, traendo forza da questi esempi, comprendano che un presente dignitoso va conquistato con la genuinità che

è in loro. Amici miei carissimi, cerchiamo le ragioni per consegnare ai giovani il testimone di una dignitosa continuità, nel rispetto dei valori della pace e degli ideali di democrazia e libertà. Penso che, in mancanza di questi valori ed ideali, avremo vanificato le motivazioni che sono alla base della civile convivenza, e avremo offeso, vilipeso e tradito coloro per i quali le nostre Associazioni hanno sufficienti motivi di esistere e di essere vissute, frequentate e testimoniate. Consapevoli che l’istanza veramente rivoluzionaria che si avverte nei larghi strati della nostra comunità ed altrove è quella di costruire un futuro che si riappropri degli esempi e delle gesta che hanno ispirato i nostri Caduti ”. La solenne Cerimonia si è conclusa con un altrettanto solenne e perentorio “rompete le righe” che ha accompagnato tutti alle proprie case nell’affetto e nella dolcezza di un ricordo vero. Per non dimenticare mai! Massimo

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IL RITORNO A CASA DI DUE CADUTI ALMENNESI DOPO 70 ANNI

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re anni fa uno storico veronese, Roberto Zamboni, andando alla ricerca di notizie su un suo zio, Luciano Zamboni, morto in un campo di concentramento, non solo ha trovato negli archivi dove era sepolto suo zio, ma anche dove erano sepolti altri 298 prigionieri bergamaschi caduti in Germania. Ha suscitato molta emozione in paese che 5 erano di Almenno S. Bartolomeo: Botti Giovanni (Classe 1924), Manzoni Angelo (1916), Rota Carlo (1920), Sana Bernardo (1905) e Todeschini Alberto (1922). Botti Giovanni fu Pietro è nato ad Almenno S. Bartolomeo il 15 marzo 1924; è morto in Germania il 4 novembre 1944, aveva 20 anni, abitava a Ce22

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rita. E’ sepolto nel cimitero militare di Amburgo (Germania). Rota Carlo fu Rocco è nato ad Almenno S. Bartolomeo il 15 novembre 1920 ed è morto a Lollar (Germania) il 23 settembre 1944, aveva 23 anni, abitava in Albenza, via Capedrizzi. E’ sepolto nel cimitero militare di Francoforte sul Meno (Germania). Todeschini Alberto: di questo caduto non avevo trovato nulla nell’Archivio Comunale del nostro paese e quindi non compare nel mio libro: “Caduti, dispersi e reduci di Almenno S. Bartolomeo” (Bergamo 2006). Facendo altre ricerche con l’aiuto del sig. Carlo Capelli, impiegato comunale, infaticabile e preciso

ricercatore, siamo arrivati a mettere insieme questi dati: il Todechini era nato ad Almenno S. Bartolomeo il 1 aprile 1922; i suoi genitori erano Alfonso e Tironi Felicita, abitavano a Longa. A 11 anni Alberto si era trasferito con i suoi genitori a Lambrugo (Como), in via Volta 18. Venne arruolato nell’aereonautica militare; l’atto di morte, redatto nel 1955, e conservato nel Comune di Lambrugo, dice che Alberto non era sposato e che è morto a Schweschat, una località vicino a Vienna e a Mauthausen.E’ sepolto nel cimitero internazionale di Mauthausen (Austria), reparto italiano. Abbiamo lasciati per ultimi Manzoni Angelo e Sana Ber-


nardo, perché i loro resti, dopo tante pratiche burocratiche, sono giunti il 3 ottobre 2013, dopo 70 anni, finalmente, al loro paese, alla loro casa e al loro cimitero. L’avvenimento ha suscitato una grande commozione in paese, soprattutto tra i parenti: Angelo ha ancora viventi un fratello Giacomo e una sorella Anita, più i nipoti; per Bernardo c’è suo figlio Tino, il noto imprenditore del nostro paese, più i nipoti. Sono stati accolti nella sala consiliare del Comune alla presenza del sindaco, Gianbattista Brioschi, i parenti e altri Almennesi. Subito gli alpini hanno costituito picchetti d’onore che hanno vegliato le due piccole bare avvolte nel tricolore fino a sabato 5 ottobre, giorno dei funerali. La bara di Angelo per volontà del fratello Giacomo e della nipote Patrizia è stata portata anche nella sua casa di via Fratelli Manzoni (la via dedicata ad Angelo e a suo fratello Giuseppe, morto a Samo (Grecia) il 15 luglio 1944, aveva 25 anni; i suoi resti furano portati ad Almenno S. Bartolomeo nel 1954, e ora riposa con suo fratello Angelo). Il fratello Giacomo ha detto commosso: “E’ uscito da questa casa 70 anni fa, e finalmente ritorna ancora a casa”. Di Angelo ho parlato a lungo nel mio libro citato, perché era molto amico di mio padre Vincenzo: entrambi erano artiglieri della divisione Tridentina, gruppo Valcamonica. Insieme hanno combattuto sul Don, hanno fatto la ritirata della Russia, hanno combattuto nella battaglia di Nikolajewka il 26 genna-

io 1943, riuscendo a rompere l’accerchiamento russo, insieme furono depportati in Germania (Essen), dove Angelo, che lavorava in miniera con mio padre, è morto l’11 settembre 1944: erano insieme in miniera, raccontava mio padre, gli alleati hanno bombardato gli impianti, mio padre che era un po’più avanti è riuscito a uscire, mentre l’Angelo è rimasto giù. Ritornato dalla prigionia, mio papà ha portato ai parenti di Angelo una cassettina di legno, che il fratello Giacomo conserva ancora, in cui c’erano le cose di Angelo e alcune lettere ricevute dalla sua fidanzata Antonietta, ancora vivente. Di Bernardo Sana non avevo trovato nulla negli archivi; parlando con il figlio Tino avevo compreso il motivo: non era un militare, ma un civile. Era operaio alla Dalmine ed era stato mandato in Germania nel 1941 per lavorare in una fonderia dove si costruivano armi; doveva restare solo 6 mesi. Pochi giorni prima di rientrare ad Almenno, fu vittima di un terribile incidente: dalla pressata della fonderia è fuoriuscita una verga incandescente di ferro che gli ha portato via la testa; aveva 36 anni. Con lui lavoravano altri operai di Brembate che avevano portato a casa alcune fotografie del funerale, con la bara avvolta nel tricolore. Era già scoppiata la guerra e la madre di Tino, che aveva 5 anni, non aveva potuto recarsi in Germania per i funerali, né in seguito, non c’erano soldi. L’incidente era avvenuto nell’est della Germania; Tino non ricorda più la città, e non sapeva dove

fosse sepolto suo padre. Per questo, quando “L’Eco di Bergamo” pubblicò il 22 giugno 2010, i nomi dei 5 Almennesi e il cimitero dove erano sepolti, Tino si commosse profondamente: “Ho pianto quando ho letto il nome di mio papà”. Le bare dei due caduti, che provenivano dal cimitero militare di Francoforte, sono state esposte nella sala consiliare per tutta la giornata del 4 ottobre, sempre vegliate da un picchetto d’onore; molti sono stati gli Almennesi, commossi, che hanno fatto loro visita, ricordandoli e pregando per loro. Sabato, 5 ottobre, i funerali solenni, con tantissima gente, la chiesa era piena zeppa; furono celebrati dal vescovo bergamasco mons. Gaetano Bonicelli, con altri concelebranti. Ora dopo 70 anni, i resti dei nostri due compaesani, riposano nel cimitero del loro paese, dove finalmente i loro cari potranno mettere dei fiori sulle loro tombe e ricordarli per sempre. Purtroppo di tanti altri caduti Almennesi delle due guerre mondiali (58 caduti nella prima guerra mondiale, 43 nella seconda), come è scritto sulla lapide del loro monumento, non si potrà mai sapere dove sono sepolti; ben 26 giovani Almennesi sono rimasti in Russia; la loro tomba è la steppa. Mi ha sempre colpito una lapide del vecchio ospedale di Bergamo, reparto radiologia, su cui era scritto: “Mario Timpano, Tambov, Russia, marzo 1943, 38 anni; aiuto libero docente radiologo. Nella steppa le ceneri, qui il tuo spirito”. Ermanno Arrigoni D icembre

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ASSOCIAZIONE AMICI DEL PRESEPIO

Natale 2013 Nell’attesa del prossimo Natale fervono i preparativi per l’apertura del nostro presepio parrocchiale. Stiamo concretamente lavorando per dare seguito ad una idea che vuole valorizzare i locali destinati alla falegnameria ed all’officina meccanica già presenti nell’itinerario di visita del nostro presepio. Ed in collaborazione con la Parrocchia e Radio Lemine anche quest’anno si organizza una nuova edizione del concorso per i presepi costruiti nelle case degli almennesi. Il concorso prevede che il partecipante all’iniziativa mandi mezzo mail all’indirizzo radiolemine@virgilio.it una o piu’ foto del

presepio partecipante preferibilmente entro il 22 dicembre 2013. Le fotografie dei presepi partecipanti, che dovranno avere in allegato il nominativo e l’indirizzo completo dell’ideatore o costruttore dell’opera, verranno esposte nella sala di ingresso del nostro presepio dal 22 dicembre 2012 e sino al 6 gennaio 2014. Le fotografie dei presepi partecipanti saranno votate, tramite scheda anonima, dai visitatori del presepio parrocchiale. I tre presepi piu’ votati dai visitatori verranno premiati il pomeriggio del 6 gennaio 2013 alle ore 16.30 presso il presepio parrocchiale. Possono partecipare all’iniziativa anche gruppi o associazioni presenti sul territorio. La partecipazione al concorso è gratuita. Chi fosse impossibilitato ad inviare tramite posta elettronica la foto del presepio partecipante potrà contattare i numeri 338 8184135 o 348 4410905. Un membro del nostro gruppo provvederà a visitare e fotografare il presepio partecipante. Per maggiori informazioni seguiteci su Facebook alla pagina Presepio di Almenno San Bartolomeo. Il presepio aprirà il pomeriggio del 22 e del 24 dicembre 2013 dalle ore 14,30 alle ore 18,30 e dal 25 dicembre al 6 gennaio 2014 con i seguenti orari: giorni festivi 8,30/12 -14,30 / 18,30 – giorni feriali 14,30 / 18,00. Certi della numerosa e partecipata adesione degli Almennesi sia alla visita del presepio sia all’iniziativa del concorso desideriamo augurare a tutti buon Natale e buon anno 2014. Il gruppo degli Amici del Presepio

Chiesetta di Santa Caterina

• domenica 29 dicembre dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 18 • mercoledì 1 gennaio dalle 14.30 alle 18 • domenica 5 gennaio dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 18 • lunedì 6 gennaio dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 18 Orari di apertura A partire dal prossimo mese di maggio e sino ad ottobre, la Si informa che, in occasione delle festività natalizie, la chiesetta domenica pomeriggio, dalle ore 14.30 alle 18, la chiesa sarà di Santa Caterina resterà aperta ai visitatori nei seguenti giorni/ aperta gratuitamente per le visite di pellegrini e turisti. orari: Si cercano volontari per l’apertura. • domenica 22 dicembre dalle 14.30 alle 18 Chi è disponibile è invitato a telefonare a uno dei seguenti nume• mercoledì 25 dicembre dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 18 ri di telefono: 035.6314208 (Reali Giampaolo); 035.553205 • giovedì 26 dicembre dalle 10 alle 12 e dalle 14.30 alle 18 (Antenna europea del Romanico) 24

Almenno S. Bartolomeo


San Tome’

RESTAURO ULTIMATO dell’apparato murario e delle volte e per aumentarne le difese in caso di eventi tellurici. E’ stato restaurato, con certosino impegno e perizia, l’intero involucro murario e decorativo esterno. Un percorso stimolante e impegnativo sia per l’importanza e il pregio del monumento, sia per le diverse problematiche previste e impreviste che sono state affrontate. Problematiche che San Tomè ha proposto in gran misura e

Erano molte le persone che giovedì sette novembre, sul piazzale antistante la chiesa di San Tomè, hanno assistito alla rimozione dei ponteggi e della gru che da otto mesi imbrigliavano l’illustre monumento. Stupore, meraviglia e curiosità per cogliere il risultato delle lunghe operazioni compiute per rimettere in sesto l’edificio; per riparare i danni causati dall’età, dalle intemperie e dagli improvvidi interventi dell’uomo; per ridare sicurezza e dignità all’intera struttura. Un intervento senza precedenti in quanto a dimensione e complessità. Un intervento che ha interessato tutto l’esterno dell’edificio ad eccezione del solo presbiterio. Sono stati pressoché rifatti i manti di copertura dei tetti con ardesia di Branzi. E’ stata collocata con tecniche sofisticate una articolata struttura d’acciaio per contrastare i cedimenti D icembre

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proprio perciò hanno reso ancor più pungolante il percorso: per l’originalità della forma; per la varietà dei capitelli, degli archetti pensili, delle cornici, delle gronde; per la varietà dei materiali lapidei. Un percorso che ha richiesto un lavoro d’équipe assai composito e specialistico per fornire indicazioni e metodi e interventi qualificati, per utilizzare strumenti e materiali appositi. Il lavoro di coordinamento è stato perciò indispensabile e ha richiesto una dedizione senza sosta. Senza distrazioni. Per alcune problematiche è stato indispensabile anche avvalersi di consulenze esterne. Per garantire la massima sicurezza di risultato. Fondamentale è stato anche il clima di collaborazione che ha visto in perfetta sintonia la Soprintendenza, i progettisti e direttori dei lavori, gli strutturisti, i restauratori, l’impresa. Una équipe in sintonia amalgamata anche dal sentire comune della notevole responsabilità, dell’importanza e notorietà del “paziente”. Giustificata pertanto l’attesa e l’interesse per il risultato. Legittime la curiosità, l’impazienza di avere notizie di questo percorso che segna una tappa importante non solo per la dimensione del restauro, ma anche per le ulteriori informazioni che nel dettaglio sono state raccolte grazie anche all’esame ravvicinato e fino ad ora studiato solo a distanza o solo parzialmente, in occasione di restauri che risalgono, gli ultimi, perlopiù al secolo scorso. Riscontri di ipotesi e di interventi precedenti, interrogativi nuovi che, come è nella tradizione di questo edificio, hanno avuto finalmente risposte e ne hanno proposte altre. Informazioni, curiosità, novità, riscontri e rilievi che sono stati opportunamente documentati nel volume “San Tomè 2013 ipotesi e conferme da un restauro”, pubblicato dall’Antenna Europea del Romanico, curato dal sottoscritto e da Bruno Cassinelli, progettisti e direttori dei lavori. La pubblicazione vuole rendicontare un’esperienza, informare per lasciare traccia delle più salienti operazioni compiute e dare conferma ancora una volta che questo gioiello dell’arte romanica non finisce mai di stupire anche per il fascino misterioso dei segreti che custodisce e che svela sempre con grande parsimonia. Gli interni, esaminati a fondo in occasione di questo restauro, richiedono interventi anche urgenti soprattutto per gli affreschi e per le murature, una porzione delle quali è stata restaurata come campione per ingolosire e dare prova di ciò che ancora San Tomè può regalare. Cesare Rota Nodari

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Almenno S. Bartolomeo

L’urbanistica di Almenno S. Bartolomeo a partire dalle origini QUARTA PARTE

Terminiamo con questo articolo l’esposizione delle tante località e Ca’ del nostro paese, che, come abbiamo visto, sono molto antiche (XII,XIII,XIV e XV secolo). Lo sviluppo urbanistico di S. Bartolomeo deve assolutamente conservare ciò che resta delle antiche Ca’ e località, e non fare come alla cascina Zanchi recentemente in parte abbattuta. In queste antiche località c’è molta storia del passato del nostro paese che dobbiamo conservare per i nostri figli e nipoti. Cosa diranno di noi se non lasciamo loro queste antiche vestigia della storia passata del paese? Ripa Selvatica: il nome di questa contrada, chiamata anche “ripa silvestri” nei documenti, è dovuto a due fattori: prima di tutto la sua posizione vicino al Tornago e la presenza di boschi; secondo, come abbiamo già detto nell’ultimo articolo, durante la peste del 1630, che dimezzò la popolazione di Almenno S. Bartolomeo, questo luogo fu particolarmente colpito per cui sarebbe rimasto quasi senza popolazione, cioè selvatico. Questa località era già abitata nel XII secolo da un’importante e potente


famiglia, quella degli Algeruti, i cui membri compaiono in molte pergamene conservate nell’Archivio della Curia Vescovile di Bergamo degli inizi del XIII secolo. Le case degli Algeruti, secondo il Manzoni (pag. 221), probabilmente corrispondono “agli edifici posti a cavallo della strada di Ripa Selvatica e ai lati del relativo sottopasso”. Un’altra famiglia importante residente nella contrada fu ed è quella dei Manzoni che possedevano, e ancora posseggono, una casa dopo l’andito di origine quattrocentesca. E’ probabile che la famiglia dei Manzoni sia un ramo secondario degli Algeruti. Ai Manzoni doveva appartenere anche un’antica fornace documentata nel 1479 (Archivio Storico di Bergamo). Oggi Ripa Selvatica giustamente porta il nome dei fratelli Angelo e Giuseppe Manzoni morti in guerra nel 1944 a due mesi di distanza. Recentemente (3 ottobre) sono stati portati nel nostro paese i resti di Angelo e di Bernardo Sana, accolti in paese, dopo tanti anni, con tutti gli onori. I funerali (5 ottobre) furono officiati dal vescovo mons. Gaetano Bonicelli con altri concelebranti. S. Bartolomeo: come scrive il Manzoni “la trattazione degli stanziamenti edilizi presenti in questa contrada risulta quanto mai complessa, sia per l’addensamento delle case che la componevano, sia per la variabilità delle località che le sono attribuite dai documenti, sia per gli interventi edilizi che nel tempo hanno stravolto l’assetto urbanistico dell’area. A questo si aggiunga che incominciò ad essere chiamata così solo dopo la costruzione della chiesa di S. Bartolomeo

nel 1426. Inizialmente era considerata parte della contrada di Pussano; poi, sulla fine del Trecento, entrarono in uso i toponimi contrada di Tremozia e contrada di Tegete. Per semplificare l’esposizione nella nostra analisi prenderemo in considerazione tutto l’abitato che si snoda lungo via Castello Rescanzi, via IV Novembre da Carighetti in su e via Vignola, quello che potremo considerare il centro storico del paese, cercando di dare un nome alle diverse domus (case)” (pag. 221). La contrada di S. Bartolomeo era abitata già dal XII secolo. Presentiamo un quadro delle case esistenti nella contrada tra la metà del XV secolo e gli inizi del XVI. In via Castello Rescanzi la casa più a sud della contrada di S. Bartolomeo era Ca’ Moreschi (vedi Bollettini precedenti); da qui, andando verso la chiesa parrocchiale, sulla sinistra si ergeva il castello di Moncuco o di Tremozia (vedi Bollettini precedenti); sulla destra, prima c’era la Ca’ Triacha e poi quella degli Zinarii. La Ca’ Triacha (secolo XIV-XVI) era uno degli edifici che costituivano il nucleo fortificato del castello; Ca’ Zinarii (XIV–XV secolo) dovrebbe corrispondere alle case situate di fronte alla chiesa di S. Caterina, diventate in seguito proprietà della famiglia Rescanzi. Seguivano le case dei Violeni con il monastero di S. Caterina e la grande casa di Giovanni Mussitelli, grande benefattore di Almenno S. Bartolomeo che si affacciava e si affaccia sulla piazza don Pezzoli, ora casa Locatelli. Di fronte alla facciata della chiesa vi era un edificio di proprietà della parrocchia (l’attuale casa del parroco), e subito dopo la ca-

sa di un certo Leone Bergonzi, come si legge in un atto notarile del 1462, redatto “presso la casa di Leone Bergonzi, di fronte alla chiesa di S. Bartolomeo di Tremozia”(Archivio Storico di Bergamo). Di fronte, a destra dell’attuale via Vignola, c’era la casa di un certo Pietro Mazzoleni che aveva ad est il cimitero della chiesa, come si dice in un atto notarile del 1473: “Dopo la casa di Pietro Mazzoleni, a mezzogiorno il cimitero” (Archivio Storico di Bergamo). In quei tempi i cimiteri, come è noto, erano attorno alla chiesa; solo dopo l’editto di Napoleone del 1806, per motivi igienici, i cimiteri furono posti lontani dai centri abitati. Dopo la casa di Pietro Mazzoleni c’era la Ca’ Danisetti (vedi Bollettino precedente); proseguendo sula sinistra di via Vignola, c’era Ca’ Macini (XV secolo). “Il nome di questa casa si è sorprendentemente conservato nella tradizione orale e tuttora indica un edificio in via Vignola dove la famiglia Viscardi, soprannominata Macì, tiene bottega, come faceva nel 1476 un Pietro detto Maza” (Manzoni pag. 217). Di una bottega a volta che si dice “casa Macini” si parla in due documenti del 1552 che descrivono il suo arredo: “due banchi di legno, una stanza grande con lavello, una cassa e una beccaria” (Archivio Storico di Bergamo). Prima di Cerita la contrada S. Bartolomeo si chiudeva con le case Lomboni sull’omonimo monticello (vedi Bollettini precedenti) e con la Ca’ del Cappa a sinistra. La denominazione di questa deriva probabilmente dal soprannome di un ramo della famiglia Besochi. I discendenti di questa famiglia D icembre

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“si sarebbero successivamente trasferiti nella contrada di monte Lomboni, costruendovi una casa lungo la strada che porta a Cerita, quella dove attualmente risiedono gli eredi del fu senatore Attilio Rota” (Manzoni pag. 209). Tornando alla chiesa parrocchiale di S. Bartolomeo a sud-ovest c’era la contrada di Tegete o della Tezza con le case degli Aimerici, degli Arigoni e dei Mazoni. Con questo nome di Tegete o Tezza veniva chiamata la località a monte di Carighetti. Tre erano le principali case che nel Quattrocento formavano la contrada di Tegete o Tezza: erano le case citate sopra: Ca’ Guelfi degli Arigoni, Ca’ Mazoni e Ca’ Aimerici. Ca’ Guelfi degli Arigoni risale agli inizi del XV secolo (Archivio Storico di Bergamo); conosciamo con certezza l’ubicazione: corrispondeva agli edifici nei quali si trovava il ristorante Crek e quelli di proprietà Rota (i Butighecc). Un documento del 1512 ne dà la conferma: si dice che un certo Giovanni dei Guelfi Arigoni nell’atto di emancipare suo figlio don Battista, gli diede la metà di una terra con una camera nella quale dormiva il predetto sacerdote, con altre tre camere andando verso Carighetti. Un documento di poco posteriore ci descrive questa casa degli Arigoni: una casa “cilterata (selter in dialetto), soleggiata, con una lobbia, un cortile e con un pozzo”; questo pozzo potrebbe essere o quello dei Crek che si vede ancora nel cortile, un pozzo molto profondo, o quello dei Butighecc, sotto, dove ci sono le cantine, e grosse colonne antiche che sostengono il piano superiore, un pozzo grande, profondo 28

Almenno S. Bartolomeo

Morti di Zinicocc

e antico; più avanti, sulla destra di queste cantine, furono trovati affreschi del Quattrocento; anche nella casa dei Crek si vedono belle strutture antiche, probabilmente di questo periodo. Su Ca’ Mazoni e Ca’ Aimerici non abbiamo elementi per localizzarle. Ca’ Zenicotti (XIV secolo): il fondatore di questa casa dovrebbe essere un certo Passino fu Giovanni detto Zenecottus che viene citato in un documento del 1356. Agli inizi del XV secolo la conferma di un edificio “al monte dei Zinicotti” viene da un atto notarile del 1438. Nel 1476 abitavano qui Bertolo e Bernardo Perniseni. Ca’ Zenicotti si trovava dove oggi c’è la Ca’ della Vena, vicino al Tornago, prima di salire alla cappella dei Morcc di Zinicocc. Questa cappella è sorta dopo la peste del 1630 che quasi dimezzò la popolazione di Almenno S. Bartolomeo; prima dell’epidemia il paese contava 567 persone (Archivio Storico di Bergamo); durante la peste, che durò dal giugno 1630 all’aprile del 1631, morirono 269 Almennesi. Il parroco

di allora, don Bernardino Passera (1628-1668), segnò uno per uno i defunti sul registro dei morti che si conserva nell’ archivio parrocchiale, con il luogo dove furono sepolti: nei campi, negli orti, nei boschi, lungo il Tornago. I morti erano tanti, non si potevano fare i funerali, anche perché avevano capito che la massa favoriva il contagio; nel mese di settembre 1630 i morti furono 83, nel mese di ottobre 79. Il curato di allora, don Antonio Muzio, morì di peste portando i conforti religiosi agli appestati. In località Longoni fu costruito una specie di Lazzaretto dove venivano portati gli appestati, e qui furono sepolte 95 persone dove oggi sorge la cappella dei Longoni nei campi di golf con la famosa iscrizione: “Noi eravamo come voi, voi sarete come noi”. Dove oggi sorge la cappella dei Zinicocc furono sepolte 17 persone, probabilmente di Barlino. Questa cappella fu voluta da un grande benefattore di Barlino, Cristoforo Monti, come risulta dal suo testamento del 7 aprile del 1718: lasciò tutti i beni alla chiesa di Barlino con l’obbligo


di custodire la “tribulina” dei Zinicocc, fatta edificare da lui. Torri e castelli: abbiamo parlato nel Bollettino precedente della torre di Cerita e del castello di Tremozia o di Moncuco, ma ad Almenno S. Bartolomeo c’erano altri castelli. Il primo in ordine di tempo è il castello di Gandosso (secolo XIV) che si trovava a sud della contrada di Carodeno sulla sponda sinistra del torrente Lesina, dove oggi esiste un cascinale chiamato appunto Castel Gandosso. E’ citato per la prima volta nel 1355; di questa fortificazione, che aveva una torre e una cinta muraria, oggi è rimasto solo un breve tratto di muro di arenaria inglobato nelle murature di rifacimenti successivi. Anche a Longa c’era una torre; si deduce da due documenti del 1575 e del 1639; oggi non si sa di preciso dove si trovava. L’ultimo castello, il meglio conservato, è il complesso fortificato di Carosso con la torre che lo domina; risale al XIV secolo. Risulta dai documenti che “la grande torre” di Carosso con la sua cinta muraria non era l’unico elemento di difesa della contrada; “sul lato sud esisteva anche una casa con sottopasso chiamata “ol torresello”, e l’intera contrada aveva l’accesso principale dotato di battenti e spranga” (Manzoni pag. 227). Abbiamo così terminato questa carrellata tra le contrade più antiche del nostro paese, frutto soprattutto delle ricerche del prof. Paolo Manzoni; sono tante, occorre conservare ciò che resta come un prezioso tesoro da consegnare ai nostri figli e nipoti.

L’edicola sacra dei Longoni (XVII secolo), sorta sopra la fossa comune in cui furono sepolte 95 persone morte di peste La torre che domina la contrada di Carosso (XIV secolo)

Ermanno Arrigoni D icembre

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in collaborazione con

L

’AVIS Provinciale Bergamo collabora alla more. L’obiettivo di questa ricerca è di stabilisensibilizzazione dei propri associati ad un re se i livelli di alcuni marcatori della coagulaprogetto finanziato da AIRC (Associazione Ita- zione del sangue possono essere d’aiuto nella liana per la ricerca sul Cancro) e promosso diagnosi precoce dei tumori. Tutti gli avisini dall’Azienda Ospedaliera Papa Giovanni XXIII con età compresa tra i 35 e i 65 anni possono partecipare all’iniziativa compilando un di Bergamo. questionario sul proprio stile di vita e I donatori di sangue vengono spesso coinvolti in progetti di ricerca, in donando due campioni di sangue di pochi ml a distanza di 6/10 quanto popolazione di riferimento sana e perché animati da mesi l’uno dall’altro. Nient’altro!! Quali sono i benefici progeneroso spirito altruistico. Sono coinvolti i ricercatori venienti da questa ricerca? Cari amici almennesi, La scoperta che i marcatori del laboratorio di emostasi anche voi siete invitati della coagulazione possoe trombosi del reparto di ima iscrivervi all’Avis perché no essere utili anche in ammunoematologia e medicina “DONARE VUOL DIRE AMARE” bito oncologico metterebbe trasfusionale dell’A.O. Papa e con l’AIRC a disposizione dei medici una Giovanni XXIII di Bergamo. “DONARE VUOL DIRE “nuova arma” per la diagnosi Il progetto è stato finanziato da PREVENIRE”. precoce e la prevenzione dei tuAIRC che è da tempo impegnata mori. Si avrà quindi una nuova risorsa ad aiutare la ricerca oncologica e per la scoperta di tumori ad uno stadio supportare il lavoro di giovani ricercatori. La proposta è stata generata in risposta ad molto iniziale. una chiamata di Airc a presentare progetti sulla prevenzione tumorale. Sono stati appro- Per informazioni sul progetto: vati quattro progetti su scala nazionale tra cui Dott.ssa Anna Falanga Laboratorio Emostasi quello del nostro Ospedale Papa Giovanni e Trombosi XXIII. Molti studi hanno evidenziato un legame Cell. 3890676515 molto stretto tra la trombosi e lo sviluppo di tu- e_mail aircfalanga@gmail.com CALENDARIO DONAZIONI COLLETTIVE PRESSO UNITA’ DI RACCOLTA DI PONTE S. PIETRO 5 GENNAIO 2014 6 LUGLIO 2014 • 6 APRILE 2014 5 OTTOBRE 2014 E’ Natale ogni volta che sorridi ad un fratello e gli tendi la mano E’ Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza. E’ Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri. Madre Teresa di Calcutta

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Almenno S. Bartolomeo

Buon Natale e Felice Anno Nuovo dal Direttivo Vi aspettiamo sabato 21 dicembre presso il Centro Commerciale “La Fornace” per lo scambio di Auguri con panettone e vin brulè….. e con Babbo Natale e gli zampognari…. VI ASPETTIAMO NUMEROSI


Radio della Parrocchia di Almenno San Bartolomeo

“Radio Lemine, la radio che non vi lascia mai soli” Per tutti i gruppi che vogliono inviare loro notizie o iniziative scrivere a:

radiolemine@virgilio.it

Palinsesto Dicembre 2013 - Gennaio 2014 Giorno

Ora Descrizione

8 Domenica Tutte le S. Messe festive: 08,00 - 10,30 - 18,00 * II° Avvento - IMMACOLATA CONCEZIONE 10,30 Presentazione alla comunità dei fanciulli della 1a Comunione 9 Lunedì 9,30 Rubrica: I pensieri dell’anima “Un inno alla vita - S.Gianna Beretta Molla” 3° puntata (replica ore 22,00) 7,30 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina 10,00 Speciale S.Messa con i bambini dell’Asilo Pozzi. 16,00 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina preceduta, alle ore 15,30 dal S. Rosario 20,30 Radio Lemine notizie 10 Martedì 11,00 Replica: Radio Lemine notizie 7,30 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina 16,00 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina preceduta, alle ore 15,30 dal S. Rosario 20,30 Rubrica: Cari Nonni Repliche rubrica: Cari Nonni ore 09,30 e 16,40 11 Mercoledì > 7,30 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina 16,00 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina preceduta, alle ore 15,30 dal S. Rosario 20,30 Catechesi di Avvento a cura di Don Dario Mazzoleni 12 Giovedì > Repliche: Catechesi di Avvento a cura di Don Dario Mazzoleni ore 09,30 e 20,40 7,30 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina 20,00 S. Messa feriale 13 Venerdì 7,30 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina 20,00 S. Messa feriale 20,30 Rubrica: Little Eden - Associazione Domitilla Rota Hyams Onlus 14 Sabato > Repliche rubrica: Little Eden - Associazione Domitilla Rota Hyams Onlus - ore 09,30 e 20,30 16,30 S. Messa festiva del Sabato 15 Domenica Tutte le S. Messe festive: 08,00 - 10,30 - 18,00 * III° Avvento - DOMENICA DEL DONO e - GIORNATA AZIONE CATTOLICA 16 Lunedì 9,30 Rubrica: I pensieri dell’anima “Un inno alla vita - S.Gianna Beretta Molla” 4° puntata (replica ore 22,00) 7,30 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina 16,00 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina preceduta, alle ore 15,30 dal S. Rosario 20,30 Radio Lemine notizie 17 Martedì 11,00 Replica: Radio Lemine notizie D icembre

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7,30 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina 4,30 Natale dell’anziano - S. Messa all’Oratorio (inizio collegamento ore 15,30) 20,30 Rubrica: Se regórdet di tep in dré ? 18 Mercoledì > Repliche rubrica: Se regórdet di tep in dré ? ore 09,30 e 16,40 7,30 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina 16,00 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina preceduta, alle ore 15,30 dal S. Rosario 20,30 Catechesi di Avvento a cura di Don Dario Mazzoleni  19 Giovedì > Repliche: Catechesi di Avvento a cura di Don Dario Mazzoleni ore 09,30 e 16,30 7,30 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina 20,00 S. Messa feriale 20,30 Rubrica: Come eravamo 20 Venerdì > Repliche rubrica: Come Eravamo ore 09,30 e 20,40 7,30 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina 20,00 S. Messa feriale 21 Sabato 16,30 S. Messa festiva del Sabato Tutte le S. Messe festive: 08,00 - 10,30 - 18,00 * IV° Avvento 22 Domenica 10,30 Presentazione alla comunità dei Cresimandi 15,00 Momento di preghiera dei ragazzi del catechismo con i genitori, in preparazione al Natale 23 Lunedì 9,30 Rubrica: I pensieri dell’anima “Un inno alla vita - S.Gianna Beretta Molla” 5° puntata (replica ore 22,00) 7,30 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina 16,00 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina preceduta, alle ore 15,30 dal S. Rosario 20,00 Radio Lemine notizie - Auguri Natalizi da tutto lo staff di Radio Lemine 24 Martedì 7,30 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina 23,30 Veglia di Preghiera 24,00 Solenne S. Messa di mezzanotte 25 Mercoledì 

Tutte le S. Messe festive: 07,30 - 09,00 - 10,30 - 18,00 * NATALE DEL SIGNORE

26 Giovedì S. Messe festive: 08,00 - 10,30 S. STEFANO 20,30 Concerto di Natale - Musicalmenno 27 Venerdì 20,00 S. Messa feriale 28 Sabato 16,30 S. Messa festiva del Sabato Tutte le S. Messe festive: 08,00 - 10,30 - 18,00 29 Domenica  10,30  Battesimi comunitari 30 Lunedì 9,30 Rubrica: I pensieri dell’anima “Un inno alla vita - S.Gianna Beretta Molla” 6° puntata (replica ore 22,00) 16,00 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina preceduta, alle ore 15,30 dal S. Rosario 20,30 Radio Lemine notizie 31 Martedì 11,00 Replica: Radio Lemine notizie 16,30 S. Messa di ringraziamento, memoria dei defunti dell’anno, benedizione Eucaristica 32

Almenno S. Bartolomeo


Gennaio 2014 1 Mercoledì Tutte S. Messe festive 10,30 - 18,00 16,00 Preghiera e Adorazione Eucaristica per la PACE 2 Giovedì 20,00 S. Messa feriale 3 Venerdì 20,00 S.Messa feriale 4 Sabato 16,30 S. Messa festiva del Sabato 5 Domenica Tutte - S. Messe festive 08,00 - 10,30 - 16,30 6 Lunedì Tutte - S . Messe festive 08,00 - 10,30 - 18,00 * Epifania 15,00 Partenza corteo dei Re Magi - ore 15,30 Breve funzione 20,30 Radio Lemine notizie 7 Martedì 11,00 Replica: Radio Lemine notizie 16,00 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina preceduta, alle ore 15,30 dal S. Rosario 8 Mercoledì 16,00 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina preceduta, alle ore 15,30 dal S. Rosario 20,30 Rubrica: Almenno e Missione 9 Giovedì > Repliche rubrica: Almenno e Missione ore 09,30 - 16,30 20,00 S.Messa feriale 20,30 Rubrica: Non solo Cucina 10 Venerdì > Repliche rubrica: Non solo Cucina ore 09,30 e 20,40 20,00 S. Messa feriale 11 Sabato 16,30 S. Messa festiva del Sabato 12 Domenica T utte le S. Messe festive: 08,00 - 10,30 - 18,00 * Battesimo del Signore 13 Lunedì 9,30 Rubrica: I pensieri dell’anima “Un inno alla vita - S.Gianna Beretta Molla” 7° puntata (replica ore 22,00) 16,00 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina preceduta, alle ore 15,30 dal S. Rosario 20,30 Radio Lemine notizie 14 Martedì 1 1,00 Replica: Radio Lemine notizie 16,00 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina preceduta, alle ore 15,30 dal S. Rosario 15 Mercoledì 1 6,00 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina preceduta, alle ore 15,30 dal S. Rosario 20,30 Rubrica: Cari nonni 16 Giovedì > Repliche rubrica: Cari nonni ore 09,30 - 16,30 20,00 S. Messa feriale 20,30 Rubrica: Famiglia in cammino 17 Venerdì > Repliche rubrica: Famiglia in cammino ore 09,30 e 20,40 20,00 S. Messa feriale 18 Sabato 16,30 S. Messa festiva del Sabato 19 Domenica  Tutte le S. Messe festive: 08,00 - 10,30 - 18,00 D icembre

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20 Lunedì 9,30 Rubrica: I pensieri dell’anima “Un inno alla vita - S.Gianna Beretta Molla” 8° puntata (replica ore 22,00) 16,00 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina preceduta, alle ore 15,30 dal S. Rosario 20,30 Radio Lemine notizie 21 Martedì 11,00 Replica: Radio Lemine notizie 16,00 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina preceduta, alle ore 15,30 dal S. Rosario 22 Mercoledì 16,00 S. Messa feriale dalla Chiesetta di Santa Caterina preceduta, alle ore 15,30 dal S. Rosario 20,30 Rubrica: Se regórdet di tep in dré ?  23 Giovedì > Repliche rubrica: Se regórdet di tep in dré ? ore 09,30 e 20,40 20,00 S . Messa feriale 24 Venerdì 20,00 S. Messa feriale 25 Sabato 16,30 S. Messa festiva del Sabato 26 Domenica  Tutte le S. Messe festive: 08,00 - 10,30 - 18,00 * Giornata della Famiglia 10,30 Anniversari di matrimonio. 16,00 Battesimi comunitari Per tutti coloro che vogliono scriverci: radiolemine@virgilio.it

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Un grazie a tutti Voi che con il vostro contributo economico sostenete la diffusione del messaggio evangelico attraverso la pagine di questo mensile al cui interno sono presenti queste pagine di informazione sulla nostra comunità parrocchiale. Permettete un doveroso ringraziamento a chi ogni mese passa presso le Vostre case per consegnarVi l’Angelo in Famiglia. Don Giulivo

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Almenno S. Bartolomeo


Anagrafe

parrocchiale

Hanno ricevuto il Battesimo Domenica 27 Ottobre: Gelmini Gaia di Andrea e Pesenti Miriam

Alla nostra nuova sorella, al nostro nuovo fratello di Fede e alle loro famiglie, auguri vivissimi da tutta la nostra comunità.

Domenica 24 Novembre: Bolis Gabriele di Mauro e Gelpi Francesca

Sono tornati alla casa del Padre

GIORGIO TIZIANO ROTA BULO’ di anni 57 morto il 13.11.2013 “Nessuno muore sulla terra finchè vive nel cuore di chi resta” Ai famigliari le condoglianze di tutta la nostra comunità

LUIGI MAGGIONI di anni 80 morto il 16.11.2013 Nella sua vita sempre riservato, ma disponibile verso la nostra comunità, lascia un esempio a tutti noi. Dal cielo continuerà a vegliare sui suoi cari che su questa terra hanno avuto da lui tanto amore e ai quali la nostra comunità si stringe nel dolore.

PIERINA LOCATELLI di anni 87 morta il 17.11.2013 Donna dal carattere forte e combattivo. Sempre pronta ad offrire amore e aiuto a chi lo chiedeva. In silenzio ha raggiunto il suo caro marito Angelo nella casa del Signore. La nostra comunità esprime condoglianze e partecipazione al dolore a tutti i parenti. D icembre

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VALENTINA ROTINI di anni 87 morta il 18.11.2013 “Io sono la via, la verità e la vita” (Giovanni 14,6). Questa è stata la prima frase che ho ricordato vedendoti ormai priva del respiro. Gesù ha preparato un posto per ciascuno e solo attraverso di Lui possiamo arrivare al Padre. E’ stato l’insegnamento e la testimonianza concreta che sempre ci hai trasmesso, carissima mamma, ed è con la gioia che deriva da questa certezza che vogliamo continuare a pensarti, vederti e sentirti. La nostra comunità sempre riconoscente per la sua disponibilità, partecipa al dolore dei figli e famigliari tutti

SANTINA CAPELLI di anni 70 morta il 21.11.2013 Esempio di dedizione alla famiglia con instancabile amore elargito con umiltà e con il sorriso sulle labbra anche nei momenti del dolore, lascia a tutti noi un esempio da imitare. Dal cielo continua a vegliare su chi hai lasciato ora nella tristezza per ritrovarsi un giorno nella gioia del Padre in paradiso. Al marito ed ai figli la partecipazione al dolore e le condoglianze di tutta la comunità.

FERRUCCIO LOMBONI di anni 75 morto il 21.11.2013 Hai lasciato questo mondo per tornare dal Padre, ma in questo mondo lasci il ricordo di un figlio, un padre, un nonno, un fratello, un amico onesto e generoso. Ci hai insegnato gli autentici valori della vita. Non sei stato esente dalla sofferenza: hai sofferto per molto tempo, mai imprecando, ma sempre sereno. Prega per noi tuoi cari, come noi faremo sempre per te. Ai parenti tutti le condoglianze della nostra Comunità.

Li ricordiamo nella Fede

DANILA BONFANTI + 15.12.2012 Sappiano che con il sorriso, che ancora è nei nostri occhi, ci guardi dal cielo e da lassù brilli come una stella per guidarci nel nostro cammino anche nei momenti più bui del nostro vivere quotidiano. Al Padre celeste in particolare raccomanderai ogni giorno tuo marito e le tue figlie al cui affetto sei stata strappata troppo presto, ma che ti custodiscono nel profondo del loro cuore per sempre. 36

Almenno S. Bartolomeo

DONGHI TERRY DONGHI GIACOMO + 21.1.1997 + 7.12.1997 Insieme figlia e padre siete nella gioia del Paradiso e da lassù vegliate continuamente sui vostri cari che ancora oggi sentono vivo nel cuore il ricordo dell’amore di cui avete arricchito qui in terra la loro vita.


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