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settembre/ottobre 2009 Stampato in 11.000 copie e distribuito gratuitamente casa per casa a Portogruaro e frazioni

PORTOGRUARO IN MUSICA DURI I BANCHI La scuola dell’infanzia Gianni Rodari e i suoi laboratori d’arte: quando la creatività diventa consapevole.

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OLTRE CONFINE Una nuova rubrica alla scoperta dei Comuni del circondario. Prima tappa: Concordia Sagittaria. Pag. 10

NOTIZIE DAL FORUM

www.portogruaro.net/forum

Sul forum di Portogruaro.Net si parla dell'arrivo del Commissario. “Quello che mi fa imbestialire – dice lucaandretta – non è il commissariamento in sé, ma il metodo, la decisione non è venuta dai vertici comunali del Pdl e della Lega, ma da quelli provinciali e regionali, io penso che questo faccia si che molti, di entrambi le coalizioni, comincino a pensare che Portogruaro e il suo mandamento non contino nulla”. “È interessante – sottolinea Venaruzzo – che già da oggi ci fanno sapere che Portogruaro ha un medico in meno in Otorino. Il programma per me è già molto chiaro, i vertici hanno deciso di potenziare San Donà. La cosa è evidente e confermata anche da quanto successo a Bellinazzi a Porto e a Bortolussi a Gruaro. Volevano il bene del paese e non quello del partito, ma li hanno tagliati fuori”.

IL PERSONAGGIO Vive a Portogruaro e canta per le radio di New York. Di nome fa Emanuela Savio, ma oltreoceano è Ela Wise. Pag. 12

SPORT Ogni numero di Portogruaro.Net Magazine viene distribuito in 11.000 copie in modo capillare, casa per casa, nel Comune di Portogruaro e nelle frazioni. Stiamo perfezionando ancor più il nostro già efficiente sistema di distribuzione. Se non lo trovi nella tua cassetta della posta, segnalacelo telefonando allo 0421 280444 o inviando una mail all’indirizzo: magazine@portogruaro.net. Grazie della collaborazione!

Parliamo di tennis. Nel territorio di Portogruaro troviamo diversi Club molto attivi e interessanti. Pag. 14


EDITORIALE

Cittadella sanitaria, avanti tutta Comune e Assl confermano l’accordo per realizzare l’importante struttura. La Regione stanzia oltre 1 milione per le scuole. Fiera di Sant’Andrea e stagione teatrale non sono in discussione di Maurizio Pertegato

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anità, scuola e cultura sono i temi che hanno maggiormente catturato la mia attenzione nell’estate che sta terminando (riguardo alle “tristezze” della politica c’è una pagina a parte) e che, quindi, intendo proporre all’attenzione dei lettori di Portogruaro.Net. Nei giorni scorsi, nella sede municipale è stata sottoscritta dal Sindaco Antonio Bertoncello (ora commissariato) e dal Direttore generale dell’azienda sanitaria n° 10 Paolo Stocco la cosiddetta “appendice 1^” all’accordo di programma per lo svolgimento coordinato di interventi in materia socio-sanitaria da collocare nell’ambito del territorio comunale. Comune e Assl, nel confermare i capisaldi di quell’accordo per quanto riguarda gli interventi strutturali di natura sociosanitaria, concordano sul collocare tali interventi in prossimità dell’ospedale nuovo. In questa maniera verrà concretamente strutturata quella che ormai è definita come la “Cittadella sanitaria” di Portogruaro, un luogo fisico nel quale riunire una serie di interventi finalizzati alla qualificazione e all’ampliamento dei servizi sanitari. “Nella Cittadella sanitaria – prosegue Bertoncello – troveranno posto, tra l’altro, una Residenza sanitaria assistita (Rsa) con una ricettività di 120 posti letto, il Centro per disturbi del comportamento alimentare e del peso, il Consultorio familiare e la Neuropsichiatria infantile, l’Ambulatorio veterinario, Il Sert, l’Elisuperficie”. “Per raggiungere questo obiettivo, l’Assl metterà a disposizione anche il ricavato delle alienazioni del complesso dell’Ospedale vecchio e del Consultorio familiare di via Foscolo. Il Comune, da parte sua, oltre a quanto necessario e di sua competenza a livello di Piano di assetto del territorio, provvederà a definire un accordo di programma anche con i soggetti privati interessati dalla realizzazione dei nuovi servizi della Cittadella sanitaria e dalla ricollocazione in essa di servizi oggi ubicati in altre zone del territorio”. “E’ un accordo – conclude Bertoncello – di grande portata, che qualifica e potenzia le strutture portogruaresi a riprova della nostra volontà di opporci a qualsiasi depauperamento dell’offerta socio-sanitaria presente e della possibilità concreta di trovare con l’Assl 10 terreni comuni sui quali operare, ognuno per la propria sfera di competenze, ma con in comune l’interesse dei cittadini portogruaresi e di quelli dei Comuni che alle strutture ubicate nel nostro territorio fanno riferimento". Oltre un milione dalla Regione per le scuole Otto milioni e mezzo di euro da investire nel 2010 per interventi di ristrutturazione adeguamento e messa a norme delle scuole superiori della provincia. Quattro milioni e 250 mila euro arrivano dalla Regione Veneto. Lavori al via dall’inizio del prossimo anno ma sono in dirittura d’arrivo quegli interventi avviati dalla amministrazione di centrosinistra che

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ha lasciato il posto alla guida Pdl-Lega Nord di Francesca Zaccariotto. Nei giorni scorsi, si sono riaperte le scuole e in questi mesi estivi molti istituti sono stati invasi dagli operai per i lavori di manutenzione e riqualificazione di aule ed impianti. A Portogruaro arriveranno 1 milione e 125 mila euro per l’Itc Luzzato e 255 mila euro al Liceo classico e scientifico XXV Aprile.

Sì a Sant’Andrea e a stagione teatrale Intanto, la paralisi politica che sta angustiando la città e che si è conclusa nei giorni scorsi con il commissariamento del Comune, preoccupa la cittadinanza. Il timore è che le varie categorie economiche paghino un prezzo “salato” per l’evoluzione della vicenda politica. Pur non negando alcune difficoltà oggetti-

ve, i responsabili delle manifestazioni assicurano comunque il loro regolare svolgimento. Prendiamo, ad esempio, una manifestazione-simbolo, la Fiera di Sant’Andrea. “L’edizione 2009 si farà, eccome – assicura Flavio Roberto Stanchina, direttore della Confartigianato – perché la Fiera è nata dalle associazioni e stiamo già lavorando per la 24’ edizione. Quest’anno forse sarà ridimensionata rispetto alle edizioni precedenti, ma la volontà non manca”. Un altro evento molto atteso riguarda l’avvio della stagione teatrale, presentata nei giorni scorsi. Il direttore artistico del Teatro Comunale Russolo, Davide Masarati, chiarisce che tutto procede per il verso giusto “la stagione – dice – non è a rischio. Anche se il teatro è da completare, siamo pronti ad accogliere le compagnie”.

SOMMARIO EDITORIALE Cittadella sanitaria 3 IN COPERTINA Portogruaro in musica 4 sanità Volontari al volante 6 POLITICA Arriva il commissario 8 DURI I BANCHI Scuola "G. Rodari"

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OLTRE CONFINE Concordia Sagittaria 10 DALLE AZIENDE Pizzeria al Tajer 11 Budo Life Academy 11 L'ACQUOLINA Il vino in cucina

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IL PERSONAGGIO Ela Wise

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SPORT Il tennis

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MERCATINO Cercasi / Offresi

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Portogruaro.Net Magazine Supplemento a: www.Portogruaro.Net del 21/09/2009 Reg. Trib. di Venezia - n.10 del 05/05/2006 Iscrizione al ROC n. 17423 Direzione e Redazione: via Spalti, 7 - 30026 Portogruaro (VE) Tel. 0421 280444 - Fax 178 602 9151 Email: magazine@portogruaro.net Direttore Responsabile: Maurizio Pertegato Direttore Editoriale: Vincenzo Zollo Caporedattore: Federico Guerrini In redazione: Marta Camerotto, Leandro Costa, Deborah Cuzzolin, Alessandro Presotto, Georgia Schiavon, Giulio Serra, Roberto Vanzella Responsabile informatico: Elvis Verardo Nessuna parte di questa pubblicazione può essere utilizzata in alcun modo, incluse le inserzioni pubblicitarie che sono di proprietà dell’editore che ne vieta la riproduzione anche parziale con qualsiasi mezzo. Manoscritti, fotografie e disegni anche se non pubblicati, non si restituiscono. Portogruaro.Net lascia agli autori degli articoli l’intera responsabilità delle loro opinioni; garantisce la riservatezza dei dati forniti e la possibilità di richiederne gratuitamente la rettifica o la cancellazione, scrivendo o telefonando alla redazione. Realizzazione Grafica: Biro Comm Stampato da Centro Stampa Editoriale Distribuzione gratuita © Copyright 2005-2009 Portogruaro.Net by VISYSTEM. Tutti i diritti riservati

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IN COPERTINA

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Estate musicale, ma non solo

Una miriade di band e associazioni, testimoniano della vitalità del panorama artistico locale legato al mondo delle sette note di Federico Guerrini

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uando si associa Portogruaro alla musica, si pensa subito all’Estate Musicale, iniziata nel lontano 1983 e ormai da ventisette edizioni un punto di riferimento per amanti della musica classica e concertisti, docenti e studenti provenienti da ogni parte del mondo. È bello vedere, d’estate, decine di giovani aggirarsi con lo strumento a tracolla per le vie del centro storico e sentire la musica filtrare dalle finestre dei palazzi. Anche questo anno, il Festival, che si è concluso il 4 settembre, ha presentato un cartellone ricco di appuntamenti di altissimo livello e richiamato un pubblico che ha superato le 10.000 presenze, oltre ai 300 studenti provenienti da tutto il mondo che hanno frequentato i Corsi di Alto Perfezionamento Musicale. Il successo del Festival è merito soprattutto della Fondazione S. Cecilia, costituita nel 1838 con il nome di Istituto Filarmonico e trasformata in Fondazione nel 1994, soci la provincia di Venezia e il Comune di Portogruaro. Grazie all’Estate Musicale, sono arrivati a Portogruaro studenti, insegnanti, musicisti di grande fama come Giuseppe Sinopoli, Natalia Gutman, Uto Ughi, Pavel Vernikov, per citarne solo alcuni. Oggi la S. Cecilia è impegnata su vari

“Portogruaro è

piena di musicisti, ma mancano le strutture. Sono anche pochi i locali dove è possibile fare musica dal vivo

fronti: i corsi della scuola di musica (ordinari, professionali e liberi), i corsi invernali di alto perfezionamento musicale (tenuti da docenti di chiara fama), le attività del coro, della banda e dell’orchestra giovanile. Dallo scorso anno la Fondazione ha in mano la gestione del nuovo teatro Luigi Russolo e certamente saprà sfruttare l’occasione per fare

grandi cose. Dato che della Fondazione S. Cecilia e dell’Estate Musicale molto si è già detto e scritto, in questo pezzo vogliamo concentrarci sugli altri aspetti della vita musicale portogruarese, forse meno noti ma non meno degni di attenzione in quanto testimoni della vitalità della scena locale. Restando nel campo della musica colta, ricordiamo la presenza in città di alcuni cori di grande prestigio, come il Coro Città di Portogruaro, diretto dal Maestro Giuseppe Russolo, che dal 1977 propone un repertorio che va dalla riscoperta di autori locali dei secoli XVI e XVII, al recupero di motivi tradizionali veneti, presentati con proprie elaborazioni inedite. Dal 1998 questa importante realtà musicale (circa 130 elementi) ha assunto la denominazione di Coro e Orchestra “Lorenzo da Ponte”. C’è poi il Coro La Martinella, composto da circa una quarantina di elementi, che ha sviluppato la pratica della musica corale, spaziando dal folklore veneto e friulano alla polifonia, dalla musica sacra alla musica lirica e nel 2000 ha inciso il suo primo Cd con musiche di Mozart, Verdi, Puccini, Rossini, Bellini ed Haendel. Non è però ovviamente soltanto la musica classica a riempire di note la vita culturale di Portogruaro. Nella nostra cittadina operano una miriade di associazioni che si dedicano a diffondere la musica cosiddetta “popolare”: rock, pop, blues, jazz, metal e chi più ne ha più ne metta. L’associazione musicale

Woodstock Music Village organizza corsi di chitarra, basso, batteria, canto, tastiere, percussioni, promuove concerti e altre manifestazioni in tutto il comprensorio. Gli insegnanti sono di alto livello e all’interno del Woodstock sono nati numerosi progetti musicali, ottime band che è facile sentire suonare in qualche locale del circondario o in qualche festa. Giovani aspiranti musicisti hanno trovato un punto di riferimento dove perfezionare la propria tecnica, anche se forse a scapito di quel alone di romanticismo e vita on the road che

circondava il mestiere. “Negli ultimi anni si è avuto certamente un incremento della professionalità dei musicisti locali, noi eravamo tutti autodidatti – spiega Giampiero Innocentin, batterista che è un po’ la memoria storica della musica locale”. “Oggi però – continua – c’è molto più individualismo. Per noi il gruppo era importantissimo, si viveva e si cresceva insieme, era una grande avventura da condividere. I musicisti attuali sono molto più preparati tecnicamente, ma suonano con tre o quattro gruppi senza nessun problema”. Lui fotografa così l’evoluzione della scena musicale a Portogruaro: “negli anni ’60 c’erano i gruppi che suonavano alle feste, nelle balere, facevano per lo più cover, poi, con l’arrivo delle discoteche, negli anni ’70 sono scomparsi. Negli anni ’80 c’è stato il boom del punk e della new wave anche qui a Portogruaro, c’erano gruppi come i Neurox. Gli anni ’90 è stata la stagione dei pub che facevano musica dal vivo. La vera novità di questi ultimi anni, è stato l’arrivo anche nella nostra zona di band che suonano black music, soul funky, jazz”. Innocentin è stato uno dei fondatori, nel 1984, della prima associazione di musica moderna a Portogruaro, la Fonofusioni, tutt’ora esistente. Fonofusioni organizza due manifestazioni di prestigio: il Beatles Day portogruarese e il Festival in Bianco e Nero, dedicato alla black music. Nella giornata dedicata


IN COPERTINA ai Fab Four, gruppi del portogruarese e non solo si cimentano nella reinterpretazione e reinvenzione dei classici del gruppo. È una manifestazione molto seguita e apprezzata e potete godervi degli spezzoni dei brani eseguiti anche su You Tube (cercate “Fonofusioni” o “Beatles Portogruaro). Oppure potete visitare

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Nosella”. Questi gruppi hanno firmato una convenzione con il Comune per poter usufruire, per le loro attività dei locali dell’ex scuola elementare di Portovecchio. Le Officine Sonore sono nate proprio per gestire la saletta prove di Portovecchio. “L’edificio era già stato utilizzato qualche anno fa da vari gruppi

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Portogruaro.Net presenta

Concorso Musicale “Suoni in Porto” ed. 2009 Estratto del bando di concorso

lo spazio di Giampiero su MySpace per restare aggiornati sulle sue iniziative: www.myspace.com/bluemamaportogruaro. Ma continuiamo la nostra panoramica delle associazioni del portogruarese: l’associazione MusicArte è nata ufficialmente solo di recente, ma raccoglie i frutti di un percorso iniziato già una decina di anni fa. “Già a partire 1997 – racconta Tonino Lancellotti, uno dei fondatori – per tre edizioni abbiamo organizzato il “Progetto MusicArte”, in cui cercavamo di sposare fra loro diverse forme artistiche: musica, pittura, scultura, ballo. Poi, nel 2000 abbiamo organizzato “Note rock per l’Unicef”, per raccogliere fondi per costruire un pozzo in Africa”. L’iniziativa che ha battezzato formalmente la nascita dell’associazione è il primo “Blues Summit”, dedicato alla musica blues che si è svolto a Portogruaro il 4 luglio 2008 e a cui hanno partecipato nomi noti e illustri del panorama musicale locale e nazionale. “Siamo stati anche – prosegue Lancellotti – una delle realtà locali che hanno partecipato alle giornate di inaugurazione del teatro Russolo. È stato un importante momento di confronto fra le associazioni. Può sembrare incredibile, ma prima si procedeva tutti per compartimenti stagni, mancava un coordinamento. Oggi è nato il Porto delle Associazioni che comprende, oltre a noi, la Gazza ladra (gruppo teatrale), le Officine Sonore, l’associazione Punto e a Capo e un’altra fondata da Oliviero

creativi – spiega Luca Pessa, uno dei membri delle Officine – poi era stato un po’ abbandonato; oggi stiamo cercando di rilanciarlo, ma è difficile: la gente sa che c’è, ma non abbiamo finanziamenti per farci pubblicità. Comunque utilizzano la sala prove già una decina di gruppi. Costa 5 euro a gruppo per due ore di musica. Vorremmo ampliare l’attività, fare concerti e manifestazioni all’aperto. Portogruaro è piena di musicisti, ma mancano le strutture, a parte la Woodstock, che è privata. Sono anche pochi i locali dove è possibile fare musica dal vivo”. Qua Pessa tocca un tasto delicato. “Il momento negli ultimi vent’anni in cui c’è stato più fermento musicale in zona – conferma Lancellotti – è stato all’inizio degli anni ‘90, c’erano tantissime band e tanti posti, come La Brace, in cui si poteva suonare. Poi verso la fine del decennio c’è stato un declino e tutto è rimasto nascosto. Da qualche anno a questa parte, c’è stato però un netto risveglio, grazie anche al Comune e alla Pro Loco. Sono nati i Mercoledì Musicali, attorno ai quali ruotano 20-25 band, c’è Terra dei Dogi e degli spazi riservati alle associazioni nell’ambito della Fiera di S. Andrea”. Un’altra realtà musicale che si è costituita di recente, ma che ha già conquistato il cuore di parecchi appassionati si chiama“Porto del jazz” è nata nel 2007 da una “costola” della già esistente associazione locale “Porto dei

• Portogruaro.Net indice un concorso per artisti e band musicali emergenti. Il concorso è dedicato a singoli artisti o gruppi dell’area del Veneto Orientale e zone limitrofe ed è aperto ad ogni genere musicale e non sono previste limitazioni di lingua usata nel cantato. Si partecipa con un solo brano originale, sono quindi escluse le cover version. • Per partecipare al concorso occorre compilare in ogni sua parte il modulo reperibile online su www.portogruaro.net/concorsi o richiedibile presso la sede di Portogruaro.Net, e consegnarlo accompagnato da un CD audio contenente il brano in formato mp3, una scheda biografica, una o più foto di buona qualità. Il nome del gruppo o dell’artista deve essere riportato su modulo, scheda, CD e foto, come deve inoltre essere indicato sulla busta che conterrà il materiale. La consegna del plico può essere fatta direttamente presso la sede di Portogruaro.Net, oppure spedito tramite posta con raccomandata con ricevuta di ritorno presso la stessa sede indicando sulla busta «Concorso Musicale “Suoni in Porto” ed. 2009». Il termine improrogabile di scadenza è fissato al 30/11/2009. • Una giuria di esperti selezionata da Portogruaro.Net sceglierà insindacabilmente il gruppo o il singolo vincitore del concorso. • Il premio per il primo classificato consiste in: - duplicazione di n. 500 cd-audio con: serigrafia a 4 colori, glass master, jewelbox standard con tray nero, booklet 4 facciate, inlay, applicazione eventuale bollino Siae, cellophanatura - intervista esclusiva che verrà pubblicata su Portogruaro.Net Magazine e www.portogruaro.net • Tutti i partecipanti saranno invitati ad esibirsi nel corso della serata finale con la premiazione del vincitore del concorso che si terrà presso il Teatro Russolo di Portogruaro indicativamente a fine gennaio 2010 (la data verrà comunicata a tutti i partecipanti e resa nota attraverso i mezzi di stampa). Il Bando per esteso e la scheda di partecipazione sono disponibili su www.portogruaro.net/concorsi oppure richiedibili a Portogruaro.Net via Spalti, 7 Portogruaro (VE) – Tel. 0421 280444 – Fax 178 602 9151 – Email group@portogruaro.net Beneandanti” la quale ha messo a disposizione anche i propri spazi organizzativi. Il Porto del Jazz unisce appassionati, musicisti giovani e meno giovani che ascoltano o che suonano questo tipo di musica e i suoi componenti si sono esibiti anch’essi nel corso dell’inaugurazione del Russolo. E a proposito del nuovo teatro: una domanda serpeggia fra le associazioni: quanto spazio verrà concesso loro, nell’ambito della stagione? Qualche tempo fa, l’ex sindaco Antonio Bertoncello aveva dichiarato che “il Russolo è patrimonio di tutta la città”, dunque sarà a disposizione di tutti. E la cosa ha trovato conferma nelle parole

del direttore artistico della Fondazione S. Cecilia, Davide Masarati, nel corso della presentazione del programma della prima Stagione del Russolo. “Esiste una convenzione, disponibile in Comune per l’utilizzo del teatro da parte di soggetti esterni, con relativo tariffario. Abbiamo già avuto 5 prenotazioni di associazioni per i primi due mesi di apertura della struttura”. Gli appartenenti alle associazioni convenzionate avranno inoltre diritto a biglietti e abbonamenti a prezzo agevolato per seguire gli spettacoli in cartellone. In cambio, la Fondazione chiede soltanto di diffondere le notizie sull’attività del Russolo fra i loro iscritti.


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SANITÀ

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Volontari al volante Il trasporto assistito nel portogruarese di Ge. Sc.

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er gli anziani o le persone non autosufficienti che non siano in grado di guidare una vettura o non ne possiedano una e non abbiano chi li accompagni, raggiungere le strutture ospedaliere, fare le spesa o ritirare dei referti possono rappresentare delle difficoltà. Le numerose associazioni di volontariato portogruaresi che prestano un servizio di trasporto gratuito, o a cifre contenute, costituiscono quindi una preziosa risorsa sociale e un valido supporto all’attività di assistenza domiciliare dei servizi sociali del comune. I servizi sociali, dotati di otto mezzi, nel 2008 hanno attivato il servizio di accompagnamento per 36 dei 136 utenti che hanno fruito dell’assistenza domiciliare. Il comune ha in carico le persone non autosufficienti socialmente più deboli, caratterizzate da una rete familiare ed interpersonale carente, le quali, nella maggior parte dei casi, necessitano non solo del trasporto, ma anche di assistenza durante le visite mediche o le commissioni. L’unità operativa sociale e quella di cure primarie del distretto socio-sanitario 3 si occupano invece rispettivamente del trasporto dei disabili ai centri di cura e riabilitazione e dell’accompagnamento alle strutture ospedaliere, in caso di malattie gravi, delle persone già assistite a domicilio o ospiti di case di riposo. Con la loro presenza capillare, le associazioni, alle quali gli stessi servizi sociali indirizzano parte dei loro utenti, rispondono alle diverse esigenze di mobilità di quei cittadini che non rientrano tra i fruitori del servizio di trasporto comunale o sanitario. “Nell’ambito del trasporto assistito nel portogruarese c’è un proficuo sistema di collaborazione tra pubblico e privato. Le associazioni danno un significativo supporto al servizio comunale e il comune le sostiene mettendo a disposizione automezzi e contributi finanziari”, spiega la responsabile dei servizi sociali Giuliana Pasqualini. Alcuni servizi sono dedicati agli anziani. Il “trasporto protetto” è un servizio di trasporto a tariffe modiche attivato nel 2005 dalla cooperativa Ape (tel. 0421-275855 oppure 348-3612531). Nel 2008 Ape ha eseguito 374 trasporti, per un totale di 13.775 chilometri, servendo 69 utenti in una fascia d’età

tra i 65 e i 95 anni. Il “Trasporto amico” è un servizio gratuito di trasporto con

minibus dell’ATVO, finanziato dalla Provincia di Venezia, a favore degli ultrasettantenni residenti a Portogruaro. È attivo dal lunedì al venerdì dalle 6:30 alle 13:30, previa prenotazione al numero 0421-383652, entro le 18 del giorno precedente. Riservato ai malati oncologici residenti a Portogruaro, Fossalta, Concordia, San Stino, Caorle, Pramaggiore, Teglio, Cinto, Gruaro, Annone e San Michele è il trasporto gratuito ai centri terapeutici erogato dall’associazione In Famiglia (prenotazioni al 340-2861919). In Famiglia può contare su una trentina di autisti volontari ed è in possesso di tre autovetture, una con sedile anteriore girevole per far salire e scendere i passeggeri con difficoltà deambulatorie, un’altra attrezzata per il trasporto di carrozzine e una a otto posti, donata nel 2007 dall’associazione Sagitta Bike. La capienza di quest’ultima, insieme ad un sistema di organizzazione razionale dei viaggi, ha permesso di aumentare il numero di trasporti riducendo i chilometri percorsi. Se nel 2007, prima di ricevere la terza vettura, In Famiglia ha trasportato circa 550 persone percorrendo complessivamente 85mila chilometri, nel 2008 ne ha trasportate 650 percorrendo 77mila chilometri. Le

persone trasportate quest’anno fino al mese di agosto sono state 650, per un totale di 49mila chilometri. Anche la Banca del Tempo ha cinque volontari che con mezzi propri trasportano anziani e persone non autosufficienti, ai quali viene chiesto un contributo per il carburante. Condizione di accesso al servizio è l’iscrizione all’associazione (tel. 0421-704888 o 0421-760150), il cui statuto prevede il “baratto” tra i soci di prestazioni orarie. Nel 2008 la Banca del Tempo ha svolto una ventina di trasporti ed accompagnamenti, per un totale di 250 ore. Dal 2004 è attiva a Concordia e Portogruaro una sezione dell’Auser (Autogestione Servizi) – associazione nazionale sorta nel 1989 per iniziativa della Cgil, presente nel Veneto Orientale anche a Fossalta, San Michele, San Stino, Caorle e La Salute – che finora ha effettuato solo trasporti sporadici, utilizzando vetture appartenenti ai beneficiari del servizio. “Ci servirebbero dei mezzi. I nostri soci comunque sono a disposizione come autisti volontari”, fa sapere il presidente Gino Gobbato. Volontari al volante anche nelle frazioni: gli otto autisti dell’APAL (associazione pensionati e anziani di Lugugnana), dopo aver ricevuto in comodato un’auto a cinque posti abilitata al trasporto di una carrozzina, lo scorso giugno, si sono messi gratuitamente al servizio dei cittadini anziani e non autosufficienti di Lugugnana. L’APAL opera in stretta collaborazione con il nuovo distaccamento di Lugugnana dei servizi sociali portogruaresi (aperto il lunedì dalle 9 alle 11, tel. 0421-705180), cui va presentata la domanda per la fruizione del servizio. Dopo che i servizi sociali hanno verificato il sussistere delle condizioni, le successive richieste vanno rivolte al 333-1415150 o al 377-1088813. L’APAL svolge inoltre un servizio di ritiro referti e consegna a domicilio per i residenti di Lugugnana impossibilitati a raggiungere l’ospedale di Portogruaro. Nei primi tre mesi della sua attività il mezzo dell’APAL ha percorso un totale di 1.400 chilometri, ripartiti tra il ritiro di referti e il trasporto di persone. Finora i trasportati sono stati una decina, ma la lista dei futuri beneficiari ammonta già a una settantina di nomi. Nei comuni di Fossalta di Portogruaro e di Teglio Veneto il servizio è svolto dall’associazione Marcello Labor, con sede a Fossalta (tel. e fax: 0421789035). I venti autisti volontari della Marcello Labor accompagnano agli ospedali di tutto il Triveneto le persone non autosufficienti o non dotate di mezzi, su segnalazione dei servizi sociali dell’Unione dei comuni di Fossalta e Teglio, e portano nella loro sede gli anziani non autosufficienti in occasione dell’organizzazione di momenti ricreativi, di giornate informative in materia sanitaria e dell’attivazione del centro prelievi, ogni martedì. I due pulmini a disposizione dell’associazione, uno da quattro e uno da sei posti, entrambi attrezzati per trasportare persone disabili, effettuano ogni anno circa 850 viaggi totali e nel 2008 hanno percorso rispettivamente 24mila e 16mila chilometri. “Quello che manca – rimarca Piero Papait, membro di In Famiglia e segretario della consulta delle associazioni del portogruarese, con un parere quasi unanimemente condiviso dai rappresentanti delle associazioni – è un’attività di coordinamento tra tutte le realtà che offrono questo servizio”.


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POLITICA

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Comune, scocca l’ora del commissario La lunga “telenovela” estiva del Consiglio comunale è arrivata all’epilogo. O forse no? Il 22 ottobre, infatti, il Tar potrebbe riaprire la “partita” facendo tornare in sella il sindaco Bertoncello di M. P.

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così “Big Ben ha detto stop”. Parafrasando una celebre trasmissione Rai di fine anni’70, “Portobello” condotta da Enzo Tortora, la lunga ed estenuante telenovela riguardante il Consiglio comunale di Portogruaro ha, forse, scritto nei giorni scorsi la parola decisiva. Alle 23 di lunedì 7 settembre, infatti, dopo 5 ore di assise e con le dimissioni dell’intera coalizione di centro destra, viene decretata la fine dell’amministrazione con il conseguente commissariamento del Comune. E proprio nei giorni scorsi a Portogruaro è arrivato il commissario prefettizio, Antonino Gulletta, vice prefetto e dirigente dell’ufficio del rappresentante dello Stato e della conferenza permanente della Prefettura di Venezia. Questi, unisce in sé tutti i poteri degli organi del comune, consiglio, giunta, sindaco e proprio in virtù di tali poteri può compiere qualunque atto, sia di ordinaria che di straordinaria amministrazione. “Se ci sono dei termini improrogabili – ha chiarito Gulletta - e occorrerà operare delle scelte senza le quali si crea nocumento alla collettività, sentirò le forze politiche”. Il commissario ha, inoltre, il compito di amministrare l’ente fino all’elezione del nuovo consiglio e del nuovo sindaco che potrebbe tenersi il prossimo 21-22 marzo, in concomitanza con le elezioni regionali; dal momento, però, che l’eventuale turno di ballottaggio cadrebbe la domenica di Pasqua, data in cui di regola non si vota, diventa possibile che le consultazioni si debbano tenere a giugno, a un anno di distanza da quelle che hanno decretato l’attuale paralisi amministrativa. Si è arrivati, così, all’epilogo di una vicenda tormentata (sempre che il 22 ottobre il Tar, che si pronuncerà in merito al verbale di proclamazione degli eletti, non dia ragione alla coalizione del sindaco Bertoncello che tornerebbe in carica, con la surroga dei consiglieri dimissionari di centrodestra) che ha preso il via dopo il successo di Bertoncello su Tabaro al ballottaggio dello scorso giugno. Dal momento, però, che le liste collegate al candidato del centrodestra hanno ottenuto al primo turno il 50,14% delle preferenze totali, il sindaco non ha potuto disporre del premio di maggioranza che gli avrebbe garantito 12 seggi in consiglio comunale e, quindi, si è trovato nella particolare situazione chiamata “anatra zoppa”, che avviene

quando un sindaco non può contare sulla maggioranza dei consiglieri comunali. Da lì è partita una raffica di ricorsi e controricorsi, andata avanti per tutta l’estate, con l’indizione di un Consiglio comunale il 29 luglio, invalidato perchè i consiglieri di opposizione hanno fatto mancare il numero legale. “Non è un consiglio legittimo – ha detto nell’occasione il candidato sindaco di centrodestra Angelo Tabaro – perché l’ordinanza del Consiglio di Stato sul ricorso presentato da Bruno Confortin non fa sospendere solo il consigliere Alessandro Florean, ma a tutti i consiglieri. Noi vogliamo partecipare al governo della città, ma nella legittimità istituzionale”. Di segno opposto l’analisi di Bertoncello secondo cui “la sospensiva deve ritenersi riferita al solo consigliere Florean e quindi il consiglio avrebbe potuto tenersi. Chi ha deluso queste aspettative dovrà assumersene le responsabilità”.

Da lì, è partita una lunga fase d’attesa, protrattasi lungo il mese di agosto, culminata con la bocciatura, da parte del Consiglio di Stato della richiesta di sospensiva presentata da Bertoncello e dal mancato consigliere Bruno Natale Confortin contro il risultato delle elezioni comunali. Pertanto, con la richiesta di sospensiva respinta, la composizione del Consiglio comunale è tornata a essere quella decretata dall’Ufficio elettorale, 11 consiglieri al centrodestra di Angelo Tabaro, 9 consiglieri (più il sindaco Bertoncello) al centrosinistra. A questo punto, sono cominciati gli incontri tra le delegazioni dei 2 schieramenti per discutere di un rimpasto della giunta nominata dal sindaco Bertoncello, con l’ingresso di esponenti del centrodestra. Questo per consentire almeno una temporanea governabilità. Nell’incontro, Bertoncello ha proposto a Tabaro di far entrare 3 esponenti

del centro destra in giunta. Ma questi ha risposto chiedendo la maggioranza, cioè 5 componenti, il vice sindaco più 4 assessori. Per il centro sinistra accettare una proposta del genere vorrebbe dire: «Che un sindaco pur avendo vinto le elezioni con una larga maggioranza e che per una interpretazione distorta della legge elettorale e per una manciata di voti non ha raggiunto la maggioranza in consiglio comunale, dovrebbe disconoscere la maggioranza e la coalizione che lo ha sostenuto; diventare di fatto un sindaco fantoccio, un burattino nelle mani di altri; consegnare al candidato sindaco che ha perso le elezioni, le scelte gestionali ed il governo della città». «In giunta – fa sapere a stretto giro Tabaro – deve essere riconosciuta la nostra maggioranza, per riequilibrare lo strapotere del sindaco. Non siamo una ruota di scorta. A Portogruaro siamo in una situazione al limite dell’incostituzionalità. A questo punto aspettiamo l’esito del ricorso, poi valuteremo il da farsi. Dobbiamo garantire il bene del paese ed il voto degli elettori». E si è arrivati così allo svolgimento del Consiglio comunale del 7 settembre, con le contestuali (come detto in apertura) dimissioni del centrodestra e l’arrivo del commissario. E’ stato Tabaro a rassegnare per primo le dimissioni, definendole “il male minore”. «In Italia – ha detto Tabaro – siamo l’unico paese con questa anomalia politico amministrativa. Gli ultimi due mesi sono stati da vergognarsi. Abbiamo tentato un’operazione di governo di larghe intese, che sarebbe arrivata fino a dicembre. Che senso ha prolungare l’agonia?» A suo giudizio, il commissario fa amministrazione, “nessuno ha detto che non può fare le cose straordinarie. Continuando così facciamo male ai cittadini”. Al termine dell’intervento, a uno a uno i consiglieri di opposizione hanno letto e rassegnato le dimissioni, immediatamente raccolte dal segretario comunale. Dal canto suo, Bertoncello non lesina critiche al centrodestra. «Senza coraggio e senza idee – tuona il sindaco –, il centrodestra scappa. Prima chiede il voto, poi gira la schiena ai suoi elettori. A causa della loro irresponsabilità la città viene commissariata, non so con che faccia tosta chiederanno ancora il voto. Non costava nulla individuare dei programmi e lavorare per il prossimo anno. Ma il centrodestra ha chiesto solo posti, ed è prevalsa la volontà di rivincita. Già prima del primo consiglio avevano dichiarato che si sarebbero dimessi, non hanno voluto neanche tentare”. Intanto, mentre si profila un’imminente campagna elettorale, (dovrebbe esserci la riedizione dello scontro BertoncelloTabaro) il sindaco commissariato attende fiducioso l’esito del ricorso ancora in piedi. Il 22 ottobre il Tar si pronuncerà in merito al verbale di proclamazione degli eletti, e poi sarà la volta del Consiglio di Stato. «Il ricorso va avanti – rileva Bertoncello – e anche se non credo che il Tar si pronuncerà in maniera favorevole per il centrosinistra io, per rispettare il voto dei cittadini, ricorrerò al Consiglio di Stato, e lì forse ne vedremo delle belle. “Big Ben ha detto stop” ma, forse, non è ancora finita.


DURI I BANCHI

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Noi di Portogruaro.Net stiamo cercando di confezionare un giornale sempre più aggiornato e ricco di contenuti. Siamo molto lieti, perciò, di dare il via, con questo piccolo reportage dalla materna Rodari, ad una nuova rubrica dedicata al mondo della scuola portogruarese. Illustreremo di volta in volta con articoli a cura della redazione oppure con interventi degli studenti e degli insegnanti, pregi e difficoltà dei nostri istituti, cercando di offrire degli spunti interessanti per chi, in quanto alunno o genitore si trova a dover frequentare le aule scolastiche e per chi invece ci si deve ancora avvicinare. Speriamo che l’iniziativa sia di vostro gradimento e vi auguriamo una buona lettura.

A scuola lungo i sentieri dell’arte

Alla scuola Rodari, laboratori e altre iniziative per insegnare ai bambini a diventare padroni della propria creatività

Laboratorio di pittura con l'artista Stefano Orsetti

di D. C.

L

a scuola dell’infanzia “Gianni Rodari”, un edificio tutto su un piano in mezzo ad un grande prato che a guardarlo bene potrebbe diventare un bellissimo parco, si trova in via Aldo Moro a Portogruaro e appartiene al 2^ Circolo Didattico. A giudicare dalla lista di attesa di bambini in esubero rispetto al numero massimo di iscrizioni che possono essere accettate, è una scuola molto conosciuta non solo dai genitori i cui figli ne sono stati alunni, ma anche da quelli che devono ancora scegliere il plesso al quale iscrivere i loro bambini di tre anni; la spiegazione va ricercata soprattutto nella qualità degli interventi didattici ed educativi che le insegnanti vi attuano quotidianamente, qualità che sembra crescere anno dopo anno. Il team docente è costituito da otto insegnanti, coadiuvate e supportate nelle attività da quattro collaboratori scolastici: alle otto di ogni mattina, da settembre a fine giugno, 112 piccoli alunni, dai tre ai cinque anni, varcano il portone della scuola ed iniziano una giornata scolastica che sarà scandita da momenti di gioco libero nel grande salone, alternati da laboratori di psicomotricità, visite alla piccola biblioteca interna alla scuola per il prestito di un libro ed esperienze coinvolgenti come le sedute di danza emozionale e i laboratori espressivi, che spesso ospitano stages di artisti ed esperti che “fanno arte”, insieme agli alunni della scuola. Sovente le attività oltrepassano il perimetro della scuola per investire il territorio antropico e naturale vissuto come aula decentrata: land art al parco comunale, disegno dal vivo nel centro storico, esposizione delle opere nel palazzo municipale, catalogo fotografico della mostra, collaborazioni con il Teatro Comunale “L. Russolo”. “Guidare i bambini ad incontrare l’arte – scrivono le insegnanti nella prefazione del catalogo della mostra inaugurata nel giugno del 2008 – significa per noi promuovere in essi una crescita formativa permanente verso nuovi saperi. Imparare ad osservare la natura come un’illimitata mostra d’arte, padroneggiare le tecniche elementari di pittura, cogliere la magia della trasformazione, il segno nelle opere d’arte come impronta visibile lasciata dall’artista: questo è il senso del nostro lavoro, racchiuso nel raggiungimento di un grado apprezzabile di efficacia e qualità del “tempo scuola” di ogni singolo bambino; un tempo privo di pressioni, di produzioni “esasperate” o stereotipate, un tempo che permetta di cogliere emozioni e sentimenti, di imparare lo stare bene a scuola, la gioia della conoscenza, lo sforzo e l’impegno a comprendere i pensieri e i sentimenti dell’altro, in cui l’unicità e l’espressione

di ognuno venga rispettata e potenziata”. Le insegnanti della Scuola dell’infanzia “G. Rodari” si sono avvalse della consulenza e della collaborazione di importanti nomi nel campo dell’arte e della didattica dell’arte, Franca Battain e Stefano Orsetti hanno realizzato con tutti gli alunni degli stages di pittura, Riccarda Vanzan delle sessioni laboratoriali di danza emozionale, il prof.

Roberto Pittarello ha tenuto una conferenza pubblica sul tema dell’importanza del linguaggio pittorico nell’esperienza educativa.

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L’importanza e la ricaduta sui bambini dell’esperienza laboratoriale con l’artista, è ben descritta nell’intervento di Stefano Orsetti nelle prime pagine del secondo catalogo fotografico che raccoglie i risultati delle attività dell’anno scolastico 2008/09. Orsetti scrive, parlando della propria esperienza scolastica e di quella vissuta con i piccoli alunni della Rodari: “C’erano maestri meravigliosi perché è proprio la “meraviglia” che sapevano farmi vivere. La meraviglia di vedere le loro mani nell’atto di lavorare, muoversi belle, come fossero ballerine, corpi autonomi. Bellezza che non può che riprodursi. È stato un piacere infinito vedermi negli occhi contenti ed impegnati di questi bambini, di queste incredibili macchine per apprendere”. Non sono mancate ai bambini le esperienze importanti nei “luoghi dell’arte”: dalla visita alla Fondazione Guggenheim di Venezia, alle uscite per conoscere le esposizioni di vari artisti presso la galleria d’arte Comunale “i Molini”, fino all’emozione di poter esporre le proprie opere nel Foyer della Magnolia proprio in occasione dell’inaugurazione del Teatro Comunale “Luigi Russolo”. Le insegnanti sono impegnate, è importante sottolinearlo, in un’attività di formazione permanente per mantenere il livello e la qualità del loro intervento didattico ed educativo, e a loro va il merito di aver saputo creare nel tempo e mantenere contatti importanti con agenzie locali interessate e motivate a supportare, anche economicamente le attività della scuola. Stiamo parlando ad esempio della Fondazione S. Stefano, ma anche del Comune, sempre disponibile a collaborare con la dirigenza didattica e il team docente per il finanziamento, l’organizzazione e la concretizzazione degli eventi. “Fare scuola con l’arte” deve essere una scelta consapevole di ognuna di noi – ribadiscono le insegnanti – perché chiede all’adulto che educa di permettere quotidianamente ad ogni bambino di diventare padrone della propria fantasia, della propria immaginazione, della propria creatività, di raggiungere una personale capacità di rappresentare il mondo. Solo prestando attenzione e valorizzando queste qualità, si può far in modo che il bambino, come afferma Bruno Munari, “diventi una persona creativa, dotata di fantasia sviluppata e non soffocata”; noi dobbiamo fare in modo che il bambino memorizzi più dati possibili, per permettergli di fare più relazioni possibili, per permettergli di risolvere i problemi, ogni volta che si presentano”. Anche quest’anno le attività della scuola “Rodari” permetteranno ai bambini di incontrare l’arte, in molteplici modi e situazioni, ma soprattutto di sperimentare ed ampliare la propria gamma di conoscenze e abilità.


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OLTRE CONFINE

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L’eredità di Iulia Concordia e quella di due commissariamenti Concordia Sagittaria, tra ricchezze archeologiche e ristrettezze finanziarie di Georgia Schiavon

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arà mica il monumento di un praefectus quello emerso dal sottosuolo di Concordia Sagittaria alcune settimane fa? Perché in tal caso, visto il recente avvicendamento di commissari prefettizi alla guida del paese, quei blocchi di calcare avrebbero l’aria di un convitato di pietra. Ma per l’identificazione del facoltoso civis ci vorrà un po’ e se nel frattempo i blocchi verranno rinterrati non sarà certo per scaramanzia, bensì per mancanza di fondi. Concordia Sagittaria – cittadina di 11.000 abitanti, erede, nel nome e nel patrimonio archeologico, del suo passato di colonia romana – risente dei postumi finanziari di due commissariamenti, a pochi mesi dalle elezioni che hanno riconfermato sindaco Marco Geromin, già eletto nel 2008 dopo il lungo commissariamento successivo alla caduta della giunta di Cesare Valerio nel 2007, ma rimasto in carica solo alcuni mesi a causa del protrarsi di una spaccatura interna al suo partito, il Pd. Le vicissitudini di Concordia sembrano essere state nefastamente contagiose per la contigua Portogruaro, commissariata pochi giorni fa. Una situazione che, come afferma Geromin, bloccherà, per il momento, il rapporto di collaborazione instauratosi tra i due comuni, naturalmente collegati dal Lemene. Il paese di Concordia si dispiega lungo le sponde di questo fiume, che il comune intende sfruttare maggiormente quale suggestiva via di comunicazione per favorire l’afflusso di turisti dalle spiagge di Caorle ai siti archeologici concordiesi. Concordia, territorio di bonifica, ha un rapporto anche conflittuale con l’elemento acqueo, che in occasione di precipitazioni intense, anche se di durata breve, invade le zone più depresse della città, come via Altinate e il Paludetto, i cui residenti, insieme ad alcuni consiglieri comunali e a quattro consiglieri del Consorzio di Bonifica, hanno da poco costituito un gruppo di lavoro per trovare una soluzione all’annoso problema. Ma il sottosuolo di Concordia non fa solo acqua. Il sopraccitato ritrovamento del basamento (una trentina di grossi blocchi di calcare) di un monumento funebre di notevoli dimensioni, probabilmente successivo al III secolo d. C., conferma le potenzialità sotterranee di questa cittadina, che dovrebbero essere fatte emergere con una maggiore valorizzazione del suo patrimonio storico, integrata con una capillare azione di promozione turistica della città. Negli ultimi anni il comune è stato coinvolto in vari progetti, quali i “Percorsi Archeologici”, “Antiqui” e in ultimo “Via Annia”, che prevede l’apertura entro la fine del 2009, nei comuni interessati dal passaggio della via, di una sala museale ad essa dedicata (che a Concordia troverà sede nell’area archeologica sottostante la cattedrale). Gli scavi che hanno portato al rinvenimento del basamento erano condotti nell’ambito di questo progetto, al fine di determi-

nare il tragitto della via consolare extra moenia. A una decina di metri dal luogo di ritrovamento dei blocchi, a circa due metri di profondità, ne è infatti emersa una sezione trasversale di nove metri di larghezza, segnalata dallo strato di ghiaia che ne ricopriva il tracciato fuori dalle mura. In questi giorni si schiuderà lo “scrinium” di tesori archeologici e bibliografici del Circolo Antiqui, inaugurato oltre un anno fa, ma rimasto chiuso per mancanza di personale. La struttura, realizzata nell’ambito del progetto interreg “Antiqui”, per un costo di 778.756 euro (su un costo complessivo di 1.120.000 euro, cofinanziati da fondi europei), si snoda su tre piani, occupati rispettivamente dal servizio di prestito bibliotecario, da un’area riservata agli studenti e da un centro studi sulla storia

romana (suddiviso in scrinium, scriptorium ed exedra), che dovrebbe farne un punto di riferimento per lo studio dell’archeologia locale in collaborazione con il mondo universitario. Alcune importanti opere, dunque, sono state portate a termine. Quali sono i progetti (è il caso di dirlo) per il futuro? «Il lungo commissariamento – spiega Geromin – ha lasciato al comune non solo strascichi finanziari, ma anche carenze progettuali. A metà ottobre concorreremo per un interreg Italia-Slovenia del valore di un milione di euro. Nell’eventualità vincessimo, l’intenzione non è quella di scavare in altri siti, bensì di musealizzare quelli esposti». Nel 2008 i visitatori delle aree archeologiche sono stati circa 18.500, parte dei quali accompagnati da una delle

cinque guide abilitate dell’associazione Dimensione Cultura o dai volontari dell’associazione Rufino Turranio. Ma con un’adeguata opera di promozione, sostengono amministratori pubblici e operatori del settore, la suggestione di un passato che compenetra il presente potrebbe richiamarne molti di più. «L’affluenza di turisti balneari a Concordia è scarsa – afferma Angelo Moretto, presidente della pro loco concordiese –. È necessario aumentare la quantità di materiale informativo negli uffici dell’Azienda di Promozione Turistica Bibione-Caorle, dove Concordia non ha ancora sufficiente visibilità». Uno stratagemma per condurre i turisti a Concordia potrebbe essere il suo inserimento all’interno di un itinerario unico con partenza da Caorle e arrivo a Portogruaro, che potrebbe svolgersi lungo la via di comunicazione fluviale.

L’opportunità viene attualmente offerta dal progetto GiraLemene, che coinvolge Concordia, insieme a Portogruaro, Gruaro e Caorle, nella creazione di itinerari ciclabili e navigabili. Se non ancora turisti, la corrente del Lemene veicola perlomeno idee e proposte. Il sindaco ipotizza la creazione di una flotta di house boat, imbarcazioni a fondo piatto per la navigazione da diporto in acque interne. Mariangela Flaborea, di Dimensione Cultura, prospetta un epilogo portogruarese della visita ai siti concordiesi: «Si potrebbe sfruttare la collocazione del museo nazionale concordiese a Portogruaro come pretesto per un itinerario turistico in bicicletta o lungo il Lemene». Moretto propone un coinvolgimento delle associazioni remiere: «Le associazioni Voga e Rematori potrebbero accompagnare i turisti da Concordia fino ai mulini di Portogruaro». Una certa carenza viene unanimemente rilevata anche nell’organizzazione della ricettività. «A breve il comune firmerà una convenzione con l’Azienda di Promozione Turistica per la collocazione di un info point nel museo all’interno del palazzo municipale», assicura Geromin. «I turisti chiedono di poter acquistare delle guide, dei souvenir o delle specialità eno-gastronomiche locali: dovrebbe essere istituito un punto vendita che offra tali prodotti garantendo l’apertura domenicale», suggerisce Mariangela Flaborea, che conclude: «E, soprattutto, andrebbe creata una rete di collaborazione tra tutte le realtà, private e pubbliche, operanti nel settore». Le sagittae sono state lanciate. Non resta che mettersi all’opera per un’azione… in concordia.


DALLE AZIENDE

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Pizzeria Al Tajer Piu’ di una semplice pizzeria redazionale a cura di A. P.

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a Pizzeria al Tajer di Cintello di Teglio Veneto rappresenta un punto di riferimento per chi vuole gustarsi una ottima pizza ma non solo. Al Tajer infatti oltre alle pizze classiche, c’è la possibilità di affidarsi alla professionalità e all’esperienza ventennale dei titolari e degustare le specialità della casa, con proposte culinarie che seguono le stagionalità e quindi tutti i prodotti di filiera, prodotti freschi, dal produttore al consumatore. Sergio e Betty, con l’arrivo della nuova stagione autunnale, propongono alla propria clientela le specialità toscane, come la finocchiona, il lardo di colonnata, tutti gli insaccati di selvaggina, i crostini caserecci farciti, senza dimenticare le prelibatezze del nostro territorio come il radicchio di Treviso, i porcini freschi o le famose specialità di Sauris. Tutti questi prodotti vengono acquistati in loco dai titolari che sono costantemente alla ricerca della qualità e genuinità della “materia prima”. Questa dedizione alla ricerca dell’eccellenza nei prodotti e la maestria nel combinare gli stessi con gli impasti fatti a mano seguendo la tradizione, usando esclusivamente farine biologiche e olio extra vergine di oliva toscano, fanno della Pizzeria Al Tajer un ritrovo obbligato per chi è appassionato della buona tavola e vuole qualcosa di più della classica pizza napoletana. Come dimenticare poi i prelibati dolci fatti in casa da Betty, con prodotti rigorosamente freschi confezionati con sapienza e innata passione a completare il ventaglio di proposte della casa, sempre all’insegna della qualità e della genuinità. Il collante poi è rappresentato dalla consueta cortesia

che consente a Sergio e Betty di avere un rapporto quasi confidenziale con la propria affezionata clientela, con l’intento di garantire uno standard qualitativo sempre di altissimo livello. Con l’occasione dell’autunno Sergio vi invita a provare la favolosa pizza “rustica”, fatta con farina macinata a pietra da mulini accuratamente selezionati, mentre da

Ottobre, ogni lunedì sera, saranno proposte serate a tema dove si potranno degustare specialità delle diverse regioni d’Italia. Pizzeria “Al Tajer” quindi, dove la tradizione incontra il gusto e dove la competenza, l’esperienza e la passione sono gli unici segreti della consolidata credibilità e del successo.

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SERGIO E BETTY VI ASPETTANO PRESSO LA LORO UNICA E STORICA SEDE A CINTELLO DI TEGLIO VENETO DIFFIDATE DALLE IMITAZIONI !!!

Il karate e i giovani I redazionale a cura di R. V. l karate, pur nascendo come arte marziale e quindi come metodo di combattimento finalizzato alla soppressione del nemico, si è evoluto nel tempo fino a diventare una disciplina sportiva di altissima qualità grazie ad un patrimonio motorio unico e completo dalle notevoli valenze educative e formative. Recenti

studi e ricerche in ambito medico/sportivo dimostrano che la pratica del karate nei giovanissimi contribuisce ad un corretto e ottimale sviluppo delle capacità di organizzare e controllare il movimento, collocandolo quale attività sportiva tra le più complete assieme alla danza classica e alla ginnastica artistica. La motricità d’altro canto, è risaputo, sta alla base della vita di relazione e permette all’individuo di entrare in rapporto con i propri simili e con l’ambiente circostante.

Nei primi anni di vita e nell’età scolare si creano i presupposti del futuro uomo e il movimento è un fattore fondamentale per una equilibrata crescita e per la realizzazione del definitivo schema corporeo. Gli schemi motori di base però, possono essere appresi soltanto nelle cosiddette “età sensibili” e, pertanto, non potendo essere assimilabili in seguito, dovrebbero essere assolutamente inseriti nella programmazione scolastica. Siamo perfettamente a conoscenza, peraltro, delle difficoltà che esistono per inserire nella programmazione scolastica questi fondamentali concetti educativi, prendendo atto delle note inadeguatezze del settore. Per una corretta crescita del giovane, si rende quindi necessario integrare al programma scolastico della sana attività fisica che consenta lo sviluppo completo

del corpo e delle capacità motorie. Se l’attività motoria e l’avviamento all’attività sportiva ed agonistica sono sempre stati necessari nella formazione globale dei giovanissimi, lo sono ancor più nella società moderna che, giorno dopo giorno, da una parte sottrae tempi e spazi alle attività ludico-sportive tradizionali e dall’altra propone forme di svago assolutamente sedentarie. La Associazione Sportiva Budo Life Academy nel contesto delle proprie attività propone un programma didattico della FIJLKAM (Federazione Italiana Judo Lotta Karate e Arti Marziali), approvato dal CONI e dal Ministero dell’Istruzione, che prevede una pratica presportiva e sportiva divertente e sicura proposta sotto forma ludica e predisposta secondo itinerari metodologici commisurati all’età. Un metodo sicuro ed efficiente che, attraverso una partecipazione attiva, stimolante e coinvolgente, mira ad ottenere lo sviluppo completo ed armonico del corpo e della personalità dei giovani.

KARATE SPORTIVO KARATE TRADIZIONALE JU-JUTSU KRAV MAGA METODI MILITARI DI LOTTA CORPO A CORPO CORSI ANTIAGGRESSIONE PER DONNE FITNESS COMBAT PROGRAM DIREZIONE TECNICA : M° Alessandro Presotto, cintura nera IV dan karate, cintura nera IV dan ju-jutsu, esperto metodi militari c.q.c. (close quarter combat), istruttore CONI c.a.s.(centri avviamento sport). L’A.S.D. Budo Life Academy tiene i propri corsi presso la palestra Arhena 5 a Portogruaro via Villastorta 31/3. Per info Tel. 347 9613989 E-mail info@budolife.it WWW.BUDOLIFE.IT


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L’ACQUOLINA IN BOCCA

settembre/ottobre 2009

Vino in cucina I suggerimenti dello chef

I

di Leandro Costa

l vino in cucina è stato di sicuro usato nelle civiltà preromaniche come ingrediente per conservare ed ammorbidire le carni e assieme a spezie ed aromi, per modificare i sapori sgradevoli dovuti alla cattiva conservazione; nei luoghi in cui scarseggiava l’acqua, era mescolato all’aceto per lavare gli alimenti prima di essere consumati, e prevenire le infezioni. Nella cucina moderna l’uso del vino in cucina è retaggio di una vasta massa di cultori culinari in quanto viene usato per la preparazione di innumerevoli piatti di carne e di pesce. L’uso più diffuso è quello per la preparazione della “marinata”: vino con aceto, verdure, spezie, con o senza sale, in cui si immergono carni e pesci allo scopo di conservarli, arricchirli di sapori ed alleggerirli di cattivi odori come quello del selvatico e del freschino. La marinata è importante perché attraverso l’azione dell’alcol e degli acidi contenuti scioglie l’adrenalina e l’acido lattico che sono la causa dell’indurimento delle carni, e le rende più tenere. Secondo tradizione, nelle marinate si usano vini bianchi per le carni bianche e vini rossi per le carni rosse. Alma Bortolussi cuoca di pluriquarantennale esperienza al ristorante “Alla Botte”, di Portogruaro, ci insegna però che nelle lunghe marinate è buona regola non usare vini rossi, perché contengono tannino che ha un potere cuoificante della cellula animale per cui la carne diventerebbe ancora più dura, salvo non lasciarle frullare per molto tempo, ma vini bianchi che sono ricchi di acidità e non hanno tannino ed hanno la proprietà di renderle tenere anche in tempi piuttosto brevi. I pesci di fiume, come la trota, al contrario richiedono una marinata con vini rossi tannici per mantenerli compatti e diventare più consistenti, amalgamare le proteine che così non si disperdono durante la cottura che viene così facilitata. Nel caso di carni piuttosto coriacee come nella grossa selvaggina di pelo, o freschinose come la selvaggina di valle che abbisognano di una lunga permanenza nel liquido, la cuoca ci suggerisce di usare una particolare marinata “a caldo o cotta”, in cui il vino viene fatto bollire da solo, aggiungendo successivamente le verdure aromatiche (cipolla, aglio, sedano) perché queste fermentano in tempi piuttosto brevi. Nella preparazione dei bolliti - spiega Thomas Bellotto, titolare e chef del ristorante “Tavernetta del Tocai” a Pradipozzo - un calice di vino bianco secco conferisce particolari sapori alle carni e anche al brodo e nel pesce è addirittura indispensabile specie se poi il brodo viene usato per preparare il risotto. Nel vino, bianco o rosso a seconda del caso, vanno sciolti i fondi di cottura delle salse e degli intingoli di funghi, di tartufi, di selvaggina, di carni bianche e di pesci, ecc. Gigi Zanco cuoco di lungo corso del ristorante “Sacco e Vanzetti” di Concordia prepara speciali concentrati di vino per dare particolari gusti e profumi a salse ed intingoli che accompagnano piatti impegnativi di frutti di mare, di pesce e anche selvaggina, facendo bollire il vino a fuoco lento: con questo processo, a 78 gradi evaporano gli alcoli e anche l’acido acetico, mentre rimangono inalterati tutti gli altri acidi organici fissi come il

tartarico, malico, citrico, tannico, sali minerali e zuccheri, ecc.; in questo modo, il vino ridotto concentra il suo sapore e trasmette i suoi particolari aromi alla pietanza. Con questo procedimento lo chef suggerisce di usare sempre vini rossi corposi e fruttati nelle salse all’aglio, cipolla, ginepro e altri condimenti forti, come nella salsa del brasato (Barolo, Refosco, Cabernet Sauvignon) e vini bianchi per salse più delicate: con gamberoni o code di scampo in salsa il Sauvignon, con filetti di sogliola il Prosecco brut, con braciole di agnello il Pinot bianco, ecc. Negli stufati, nei brasati e nel salmì di selvaggina di Elio Dal Molin del Ristorante “da Elio” di Portogruaro, il vino costituisce quasi la totalità del liquido usato in cui la carne cuoce per metà immersa. Lo considera addirittura indispensabile nelle zuppe, brodetti e negli umidi di pesce (anguilla, pesce azzurro, tonno) perché rende corposo il piatto ed assieme all’aglio e prezzemolo ne toglie l’odore di “freschino”.

Bruno Zanon chef e titolare del ristorante “Osteria Dreher” di Portogruaro ci suggerisce un particolare metodo di cottura, considerato sano e dietetico: quello al “vapor di vino” in cui la carne steccata o non di aromi, o il pesce con o senza verdure, poste in un cestello o treppiede sovrapponibile al liquido dentro una pentola con coperchio, cuoce lentamente con i fumi dell’ebollizione del vino bianco per i pesci e crostacei e

del vino rosso per le carni. Con questo metodo di cottura i cibi acquistano particolari profumi ed aromi, mantengono buona parte delle loro vitamine e minerali e sono più leggeri e digeribili. Il vino viene usato anche per preparare marmellate di frutta alle quali dona particolare finezza, per comporre sciroppi, inzuppare il pan di Spagna, per cuocere lo zabaione (vini passiti e Marsala). Il vino in cucina viene dunque utilizzato a freddo per le infusioni, per le marinate di carne e di pesce, nei ripieni e nella pasticceria; e a caldo come ingrediente nei fondi, nelle salse e nelle diverse cotture. È buona regola in entrambi i casi che il vino deve compenetrarsi con la vivanda, rendersi riconoscibile ma quasi impercettibile senza sopraffare la pietanza. Si deve usare vino buono ed in perfetto stato di conservazione, non necessariamente vecchio, salvo in qualche rara eccezione come in qualche ricetta di selvaggina e comunque un vino che abbia sentore di tappo può essere tranquillamente usato in cottura dato che intorno ai 60 gradi scompare l’odore. Per la preparazione di ricette tipiche regionali è sempre bene utilizzare vini locali in linea di massima lo stesso che poi accompagnerà la pietanza servita. Ricetta suggerita da Ugo Sangion, lo chef del Ristorante al Cavallino (Borgo S.Agnese)

Filetto di Manzo al Refosco In un pentolino scaldare a fuoco lento 1/4 di litro di vino Refosco dal p.r. con un cucchiaio di miele di acacia ed un rametto di rosmarino, sino ad ottenere un liquido ben condensato; levare il rosmarino e tenere da parte. Rosolare per 3-4 minuti il filetto in una padella inumidita di olio e.v.o. e a fine cottura aggiungere il sale e pepe macinato. Adagiare il filetto sul piatto caldo, versare sopra la salsa del ridotto e guarnire con il rametto di rosmarino. Accompagnare con un Refosco dal p.r. Doc Lison Pramaggiore.


IL PERSONAGGIO

settembre/ottobre 2009

Nel nome del rock Intervista alla cantante Ela Wise di Marta Camerotto

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pprezzata e solare. Dura e dolcissima allo stesso tempo. Bella e determinata. Emanuela Savio, in arte Ela Wise, originaria e residente a Portogruaro, è una delle cantanti hard rock più richieste nel Veneto Orientale. E non solo. Anche oltre oceano. Pochi mesi fa infatti, la giovane cantante ha dato vita ad una collaborazione virtuale con l’artista americana Krype Malisque.

Ciao Ela, cominciamo a parlare proprio di questa collaborazione musicale con gli U.S.A.. Innanzitutto mi dicevi che si tratta di una collaborazione nata attraverso internet, scusami la domanda banale, ma credo che molti lettori siano incuriositi, cosa significa incidere un disco virtualmente? E’ una cosa assolutamente nuova… «Hai detto bene, sono una pioniera in questo campo. Sono stata contatta direttamente dalla cantautrice polistrumentista Krype Malisque che suona con il marito chitarrista. E’ riuscita a trovarmi attraverso My Space dove è visibile il mio profilo (http://www. myspace.com/ela_wise) e la mia pagina personale con le cose che faccio assieme ai miei gruppi musicali. Le sono piaciuta subito tanto che mi ha chiesto di interpretare per lei quattro canzoni inedite: “Closer”, “March of Vampires”, “The Fog” e “High and Alone” che ora sono in fase di missaggio per l’incisione di un disco. Tra l’altro il singolo "Closer" è stato già trasmesso nelle radio in U.S.A.. Ma tutto questo è avvenuto rimanendo in Italia. Ho registrato i pezzi in uno studio di registrazione in provincia di Udine e poi ho spedito tutto il materiale via posta. Mi sembra davvero incredibile eppure è successo proprio così». Questa collaborazione ti ha dato nuovi stimoli immagino. E forse anche nuove opportunità? «Sicuramente è stata un’esperienza che mi ha fatto crescere e mi sta dando molta soddisfazione anche in vista dell’incisione del disco. C’è la voglia di scrivere delle nuove canzoni inedite ed interpretarle. Dopo questa mia prima esperienza sono stata contattata da un altro chitarrista americano che mi ha offerto la possibilità di incidere un altro pezzo. Lui si è occupato della parte musicale ed io di quella vocale. Non posso che essere soddisfatta di tutto questo». Leggendo il tuo curriculum si scopre che nelle tue vene scorre sangue classico…, cioè provieni da studi

classici e lirici, che sono dunque culture profondamente diverse dalla musica che fai oggi, come è possibile? «Ho iniziato a studiare musica classica, pianoforte e canto corale lirico a 7 anni presso l'Istituto Musicale Santa Cecilia di Portogruaro. A 13 anni ho conseguito il diploma triennale di teoria e solfeggio presso il l Conservatorio Tartini di Trieste. Ben presto sono stata attratta dal rock e successivamente dal jazz di Enrica Bacchia, con la quale ho iniziato un percorso di studio. Dal 2004 al 2006 con i Nabla (alternative metal) ho cominciato a scrivere musica e nello stesso anno ho cantato nel concept album «Speed Child» realizzato da Davide Fontanel. Nel 2008 ho registrato i cori per il progetto "Aphasia" di Alex Falcone: vocals: James Christian, Doogie White, Luca Gasparini, Alex Falcone; Drums: Walter Pod; Bass: Alessandro

Lotta, Stefano Simoni, Mike Tropper; Guitars: Kee Marcello, Marco Liziero, Stefano Caucich alias Mr. Rock, Dave White, Davide Castagna; Keyboards: Alex Falcone; Label:Rock Royce. Poi, mi sono diplomata in canto moderno presso l'Accademia di Musica Moderna Lizard di Fiesole. Qui sono stata seguita dall'insegnante Marian Trapassi, cantautrice siciliana e Giovanni Baldin, tastierista e bassista, insegnante di teoria e armonia musicale. Con loro ho

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potuto approfondire e studiare i vari generi musicali, l'armonia e la composizione. Attualmente canto in due gruppi: HORIZON Tribute to Monsters of Rock ed ENTITA' –Trio». Quasi sempre accade, specie per chi non è nell’ambiente, che spesso si associ la musica hard rock e metal a dei messaggi negativi, cupi o violenti che fanno accapponare la pelle. Come vedi i testi che canti? «Si dovrebbe iniziare a sfatare questo luogo comune. Spesso la gente si ferma alle maglie nere, ai cinturoni o ai teschi che portiamo addosso e quindi si fa un’opinione sbagliata ancora prima di ascoltarci. Le canzoni hard rock o metal che canto io toccano i temi della vita, come l’amore, i problemi sociali, le situazioni umane che viviamo, i valori fondamentali di tutti. Non si deve confondere questo tipo di rock con il Gothic Metal che tutt’altro genere molto più forte e sicuramente con messaggi molto distanti dai nostri. Tra l’altro le canzoni che ho registrato per gli U.S.A. sono molto più melodiche, hanno sonorità molto diverse, si tratta di un rock cosiddetto “americano” molto orecchiabile da tutti».

Qui in Italia le cose come vanno? «Io e il mio gruppo non ci possiamo certo lamentare perché siamo molto richiesti sia in Veneto che in Friuli Venezia Giulia. Questa estate abbiamo seguito un itinerario musicale molto serrato nei vari paesi. Per il momento teniamo i piedi per terra perché è giusto sia così, non è facile vivere di musica qui in Italia ed è per questo che per il momento mantengo il mio lavoro da interprete all’interno dell’ospedale di Portogruaro. Di certo posso dirti che c’è la voglia di non mollare, di andare avanti su questa strada perché c’è la passione e il riconoscimento da parte di chi ormai ci conosce e ci segue. Il nostro prossimo obiettivo è quello di riuscire ad incidere un nostro disco in Italia. Spero si avveri quanto prima». Chi volesse ascoltare qualcosa di te, dove ti trova? «Beh non è difficile trovarci. Qui nel portogruarese ma anche nel Veneto Orientale siamo spesso in giro a cantare nei vari paesi o in occasione di manifestazioni. Solitamente prima di un concerto mettiamo in giro locandine e manifesti. Vi lascio anche i link dove si possono trovare i file audio delle canzoni registrate per gli Stati Uniti: http://www.thelastexit. org/09/0419/3.mp3, http://www.thelastexit.org/09/04-26/6.mp3, http://www. thelastexit.org/09/05-03/3.mp3, http:// www.thelastexit.org/09/05-09/05-10/1. mp3, http://www.thelastexit.org/09/0614/1.mp3».


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SPORT

settembre/ottobre 2009

Il tennis nel portogruarese A livello nazionale questo sport di origini latine fatica ad entrare nel cuore della gente. Tuttavia nel nostro territorio i vari Club godono di ottima salute: gli iscritti aumentano, i tornei si moltiplicano e i ragazzi si mantengono in forma con palla e racchetta

I

n Italia, si sa, il tennis non sta attraversando uno dei periodi più floridi della propria storia, condizionato in primis dal poco interesse economico che ci gira attorno e, in secondo luogo, dalla scarsità di risultati che arrivano dal circolo professionistico – eccezion fatta per la seconda giovinezza che sta vivendo in questi ultimi mesi Flavia Pennetta, entrata da poco nella top10 del mondo –. E dire che, secondo fonti esperte, questo sport potrebbe addirittura aver trovato origine proprio dal nostro Paese, in particolare si dice sia un’evoluzione della pila trigonalis, un gioco con palla e racchetta molto praticato dalle Alpi agli Appennini ai tempi degli antichi Romani. Tuttavia, nel portogruarese il fermento per lo sphairistike (termine coniato dall’inglese Walter Clopton Wingfield, che nel 1874 stabilì il primo regolamento del tennis) continua a stabilirsi su ottimi livelli, con punte di qualità – per organizzazione degli eventi sportivi e per gioco espresso dai tennisti partecipanti – da far invidia ai circoli di fama internazionale. Addentrandoci più nello specifico, nella sola città di Portogruaro ritroviamo due Club molto attivi e interessanti sia per il numero degli appassionati che vi praticano il tennis, sia per le iniziative con cui tengono vivo questo sport. In primis, è da menzionare il «Tennis Club Portogruaro», situato in Viale Cadorna di fianco allo stadio da calcio PG Mecchia. Il Club, riconosciuto ufficialmente dal Coni e dalla Fit, dispone di tre campi da gioco esterni in terra rossa e di due campi in sintetico al coperto, ricavati all’interno del Palazzetto Marmande. Inoltre, adiacente ai campi da gioco viene messa a disposizione per i soci e gli appassionati di questo “nobile” sport un’ampia sede con postazione bar e televisione in cui è possibile rilassarsi godendosi la visione delle coppe e dei gagliardetti che ornano il locale quasi a farlo apparire un enorme albero di natale del tennis portogruarese. Il Consiglio Direttivo del Club, presieduto dal Presidente Claudio Lazzi e dal Vice Umberto Gerolin, è da sempre attento alla crescita sportiva e sociale dei ragazzi del territorio, per questo da ottobre a maggio (ogni anno) organizza dei corsi con maestri specializzati dedicati ai più giovani per la pratica propedeutica e il perfezionamento delle tecniche tennistiche. Ma le attività del Club Portogruaro non si limitano soltanto alla fase dell’apprendimento, esse infatti vanno espandendosi fino a sfociare nell’allestimento di veri e propri campionati per adulti, con in palio interessanti premi e gratificazioni di alto livello. Nel mese di marzo, a tal proposito, si è svolto il campionato a squadre serie D2, D3, Under 12, 14 e 16; dal 25 maggio al 31 ha preso avvio il torneo sociale primaverile; dal 13 al 21 giugno, ancora, è stato organizzato il torneo nazionale under 10, 12, 14 (maschile e femminile); a settembre viene allestito il Memorial “A. Forni” – domenica 13 –; e poi il torneo nazionale Città di Portogruaro per giocatori di 3^ e 4^ categoria – dal 17 al 27 –; e per finire a novembre si chiude l’anno con il torneo a squadre indoor. Non meno importante del Club di Viale Cadorna, sempre a

di Giulio Serra

Portogruaro, ritroviamo il secondo Circolo di tennis, posto in Via C. Colombo, quello facente capo al «Dopolavoro

Ferroviario», di cui Luciano Gradini è Presidente fin dal lontano 1972: «Originariamente l’impianto era in terra rossa

con illuminazione artificiale e scoperto, dai primi anni novanta – spiega il Presidente del Club – si è voluto chiudere il campo e modificare il fondo rifacendolo in cemento così da poterlo usufruire per diverse attività, dal calcio a 5 alle arti marziali alla pallavolo alle freccette e, ovviamente, per il tennis indoor». Proprio quest’ultima attività sta evolvendosi in maniera esponenziale in questi ultimi periodi, con un programma di intenti e idee tutt’altro che irrilevante: «Stiamo mettendo in piedi dei corsi di tennis per i più giovani gestiti dal maestro Biagio De Guida – continua Gradini –, i quali saranno aperti a tutti coloro che vorranno approcciarsi al tennis indoor. Già da ottobre, infatti, sarà possibile parteciparvi con un calendario di lezioni frontali che intende guidare gli allievi fino al maggio prossimo». Ma il Club del Dopolavoro ha progetti ambiziosi per lo sport in generale: «Intendiamo ricreare un centro sportivo ampio, – avverte il Presidente – che possa abbracciare qualunque attività sportiva. Il palazzetto polifunzionale, infatti, durante l’inverno sarà messo a disposizione anche di scuole e organizzazioni sportive, così da poter farlo vivere il più a lungo possibile nel corso dell’anno». Il gioco con palla e racchetta, oltre che nel Capoluogo, vede una fervida attività anche nel circondario portogruarese: tra i più attivi i circoli di Concordia Sagittaria – l’impianto è situato adiacente al Palazzetto dello Sport e prevede tre campi esterni in terra rossa –, di Gruaro – molto seguito il torneo che viene organizzato annualmente –, di Fossalta di Portogruaro,…oltre a decine di altri Club minori (non meno importanti dei sopraccitati) sparsi di qua e di là del Livenza. E proprio il circolo di Fossalta di Portogruaro, oggi, vive un periodo particolarmente felice: «Da quando si è formato il nuovo consiglio direttivo – spiega il Presidente del Club, Andrea Spinato –, il nostro Club ha avuto una forte accelerazione per numero di iscritti e partecipanti alle varie attività promosse durante l’anno. Ad oggi, contiamo 164 soci e oltre 40 ragazzi fra i 6 e i 14 anni iscritti alla scuola-tennis che prenderà il via nei primi giorni di ottobre (per info. rivolgersi in sede, ndr).» L’attività del Circolo fossaltese, inoltre, è particolarmente mirata all’organizzazione di tornei, anche di stampo nazionale: «Durante le due settimane di Ferragosto – continua Spinato – abbiamo allestito il Torneo Nazionale per 3^ e 4^ categoria, che ha visto la partecipazione di oltre 100 tennisti provenienti dalla Lombardia, Toscana, Emilia, oltre che dal Veneto e dal Friuli».

Gruppo tennis Dopolavoro Ferroviario corso del 1986


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