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ACLI

N. 3 2016

VERONESI

IL GIORNALE DELLE ACLI DI VERONA - ASSOCIAZIONI CRISTIANE LAVORATORI ITALIANI

10 DIC EM BRE : GIO RNATA INT ERN AZI ON ALE DEI DIR ITT I UM AN I

18 DICEM BRE: GIORN ATA INTERN AZION ALE DEI MIGRA NTI

20 DIC EM BRE : GIO RNATA INT ERN AZI ON ALE DEL LA SOL IDA RIETA’ UM AN A

5 DIC EM BRE : GIO RNATA MO NDI ALE DEL VO LON TAR IATO

PAG. 2 LE NOSTRE ATTIVITA’ PAG. 16 LA SITUAZIONE DEI MIGRANTI IN ITALIA E IN EUROPA NEL 2016 Acli Veronesi n. 3/ 2016 - Poste Italiane s.p.a. - sped. In abb. Postale - D.L. 353/2003 (coinv. in L. 27/02/2004 n°46) art. 1, comma 1, DCB


ANNO VIII

NUMERO 3/2016 www.acliverona.it SEDE ACLI VERONA: via Interrato dell’Acqua Morta 22 37129 Verona tel: 0458065512 Aut. Trib. di Verona n. 1188 del 12.12.1995 DIREZIONE E REDAZIONE: via Scrimiari 24/A 37129 Verona tel: 0459275000 DIRETTORE RESPONSABILE: Don Renzo Beghini CONCEPT AND LAYOUT: Francesca Oppici francesca.oppici@ acliverona.it STAMPA TIPOGRAFICA: Cierre Grafica s.c.a.r.l. - Caselle di Sommacampagna (Vr)

EDITORIALE

GLI AUGURI DI NATALE DEL PRESIDENTE

Cari dipendenti, cari collaboratori e cari volontari, l’anno che si sta concludendo è stato senza dubbio molto difficile ed intenso per la nostra Associazione. E’ stato un anno che a causa dei tagli al Patronato - ma non solo - ci ha obbligati ad avviare un percorso di cambiamento e riorganizzazione, rivedendo meccanismi interni e di struttura. Fare il presidente in condizioni così complesse non è un compito semplice eppure, in questi mesi, non ho mai perso la fiducia e la convinzione che non esistano problemi irrisolvibili se prevale uno spirito di condivisione rispetto ad una strada di cambiamento e miglioramento serio e duraturo. Sicuramente è necessario un grande sforzo, prima di comprensione e poi di impegno, ma se c’è la volontà allora probabilmente siamo già a metà del percorso.

Certo nel fare le scelte, sicuramente qualcuno potrà non essere d’accordo, ma è una conseguenza insita in ogni decisione, compreso il non decidere. Arriva però il Natale che per noi Aclisti, essendo associazione di ispirazione cristiana, dovrebbe rappresentare momento di riflessione e testimonianza concreta ma anche occasione di festa per passare del tempo con le nostre famiglie. Per cui il mio augurio per voi e le vostre famiglie, di poter trascorrere questo periodo di festività nella maniera più allegra e serena possibile assieme alle persone a voi care . Buon Natale! Italo Sandrini

Presidente Acli Provinciali di Verona

L’intento mio e di tutta la presidenza è di lavorare per garantire un migliore e più ordinato assetto all’Associazione, ma per farlo, come già detto in qualche mia precedente comunicazione, credo seriamente sia necessario l’apporto di tutti: il futuro delle ACLI non dipende solo dalle decisioni dei vertici politici o dei dirigenti ma anche e soprattutto dall’agire quotidiano del singolo dipendente, collaboratore e volontario. Credo quindi sia fondamentale fare sempre più squadra, ad ogni livello, e ove necessario rinsaldare i rapporti, superando gli steccati per l’interesse generale e migliorare ciò che non va.

SOMMARIO NEWS ACLI Lega Consumatori, p. 2 VERONA Ufficio Progetti, p. 6

ATTUALITA’ 18 dicembre: Giornata Internazionale

dei Migranti p. 16 Altre importanti giornate internazionali a dicembre, p. 21

Fap Acli Verona, p. 8 Patronato Acli Verona, p. 10

NEWS ACLI Seminario: “Riforma costituzionale. Principi da custodire, Istituti da riformare”, p. 14

RUBRICHE

Parlano i Circoli, p. 22 Formazione Cristiana, p. 25 Senti chi parla adesso, p. 27 Chiusure uffici, p. 29


CALENDARIO ATTIVITÀ 2016-2017 Foto di Enrico Della Valle

Domenica 11 Dicembre 2016 07.30/18.30 Gara Sabato 21 Gennaio 2017

Palazzetto Masprone

15.00/18.00 Collegiale Centro Consolini

(Palestra Tatami Grande)

Domenica 12 Febbraio 2017 07.30/18.30 Gara

Palazzetto Masprone

Sabato 18 Marzo 2017

15.00/18.00 Collegiale Centro Consolini

Domenica 30 Aprile 2017

07.30/18.30 Gara

Sabato 20 Maggio 2017

15.00/18.00 Collegiale Centro Consolini

(Palestra Tatami Grande)

Palazzetto Masprone (Palestra Tatami Grande)

CIRCUITO GINNASTICA RITMICA VERONA USACLI DI VERONA

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LEGA CONSUMATORI

L’USO RESPONSABILE DEL DANARO E LA DIFESA DEL RISPARMIO. STRUMENTI E TUTELE DEL RISPARMIATORE Incontro tenutosi lunedì 5 dicembre 2016 presso il Centro Civico Tommasoli e promosso dall’Associazione Prospettiva Famiglia - progetto Generazioni in collaborazione con la Camera di Commercio di Verona nell’ambito del progetto “Facciamo i conti 2016”.

(fondamentale) a supporto della richiesta – cerca di arrivare ad una soluzione che possa star bene ad entrambe le parti; soluzione che magari talvolta porta ad un risarcimento parziale, ma quanto meno evita i tempi, le lungaggini ed i costi della giustizia ordinaria. Importante il cenno alle ADR (Alternative Dispute Resolution) quale metodologia utilizzabile in alternativa per il raggiungimento di un soddisfacimento delle parti senza dover sopportare troppe spese. Anche in questo caso, come in quello della mediazione, è imprescindibile la figura di un avvocato che predisponga l’istruttoria, gestendone documenti, tempi ed azioni. Poi la parola è passata all’avv. SIlvia Caucchioli, di Adiconsum Verona che ha presentato in modo chiaro e semplice le figure del Giurì finanziario e dell’Arbitro Bancario e Finanziario (ABF); si tratta di comitati composti solitamente di 5 membri che – a costi irrisori (20 € per l’avvio della pratica) – consentono di arrivare alla presentazione di istanze presso gli istituti bancari per l’ottenimento di quanto dovuto. L’avv. Caucchioli ha citato due casi concreti di un ente pubblico italiano, che svolge anche attività di gestione del risparmio e di intermediazione del credito (con una rete di 14.000 sportelli), che sostanzialmente non risponde ad alcuna delle istanze presentate, ancorché palesemente responsabile del danno provocato al cliente; i due casi citati si riferivano ai Buoni Postali Fruttiferi per i quali l’ente emittente aveva offerto determinati rendimenti – piuttosto elevati e stampati sul titolo stesso – salvo “mangiarsi la parola” in un secondo momento e negando tale rendimento al momento in cui i risparmiatori hanno cominciato a chiederne il rimborso. Ha preso poi la parola l’avv. Enrico Scarazzati, Presidente della Lega consumatori di Rovigo nonchè componente della Direzione

Interessante serata dedicata all’uso responsabile del danaro e alla tutela dei risparmi che spesso le famiglie riescono a fare solo a costo di grandi sacrifici; risparmi che tuttavia sono messi in pericolo da un mondo sempre più veloce e complesso, da falsi richiami di facili guadagni a cui però corrispondono – a volte inconsapevolmente – altrettanto elevati rischi e da una situazione di crisi – la peggiore degli ultimi ottant’anni – che dieci anni fa, pochi avrebbero predetto così lunga e dolorosa. Sta di fatto che la serata è stata ben introdotta dal prof. Salandra, il quale ha presentato gli illustri relatori ed ha inquadrato l’argomento da presentare al pubblico presente. Poi la parola è passata all’avv. Emanuele Caobelli che, in qualità di Presidente della Lega consumatori di Verona e moderatore della serata, ha smistato la parola ai vari relatori; una formula – quella della presentazione a più voci – che risulta più efficace per mantenere l’attenzione del pubblico su temi non sempre facili. L’avv. Guido Trabucchi, che opera da anni anche come mediatore, ha invitato a sfruttare lo strumento della mediazione come mezzo per portare intorno al tavolo le controparti delle controversie legate a perdite finanziarie; tali controparti sono nella marggior parte dei casi, banche da una parte e clienti dall’altra. Con lo strumento della mediazione, ci si può avvalere di un terzo imparziale e super partes che – sulla base delle normative vigenti e della documentazione 2


LEGA CONSUMATORI nazionale della Lega consumatori, per segnalare – tema poi ripreso anche da Valter Rigobon, Presidente di Adiconsum Veneto – l’ampiezza del fenomeno legato alla crisi delle banche venete, fenomeno che ha coinvolto centinaia di migliaia di consumatori in varie parti d’Italia. Infine, gli interventi di Erika Zanca, Presidente della Lega consumatori Veneto e Rigobon hanno sottolineato l’importanza di coltivare – soprattutto in Italia – una maggior cultura finanziaria per dare ai consumatori una maggior dimestichezza con l’argomento e poter sostenere un contraddittorio costruttivo con l’impiegato bancario che propone un certo investimento e per saper distinguere i prodotti a minor o maggior rischio. I casi di suicidio verificatisi negli ultimi anni da parte di persone che hanno visto sfumare tutti i risparmi di una vita, devono indurci ad un atteggiamento di prudenza nei confronti di prodotti complessi o di investimento ad elevato guadagno. Si consideri, inoltre, che spesso tali danni economici, si tramutano in situazioni di difficoltà familiare anche perché si scatenano dinamiche relazionali che portano ad addossare la colpa all’uno o all’altro dei componenti, esacerbando il clima familiare e peggiorando drasticamente l’atmosfera di molte famiglia, se non addirittura a determinarne la definitiva crisi. Pertanto, grande prudenza, grande attenzione a ciò che si sottoscrive, non farsi prendere da sensi di inferiorità, ma valutare con lucidità le situazioni e mettere la firma solo se si è certi di ciò che si sta firmando. Purtroppo, il mondo è cambiato e, se 50 anni fa, quando si diceva “mettere i soldi in banca” o “me l’ha detto il direttore di banca” significa certezza assoluta, oggi non è più così. Sono saltati – ma mi sento di dire non solo in banca – pilastri di etica (“la stretta di mano che valeva più d un contratto firmato”), di competenza (i tempi stretti e le risorse scarse non sempre consentono a chi ci sta davanti di avere la piena consapevolezza e conoscenza di ciò che ci sta proponendo) e di punti di riferimento certi, che ci permettano di prevedere in modo affidabile l’andamento prossimo venturo. Un mondo sempre più complesso, globale, estremamente volatile, dove le pos-

sibili cause di un determinato andamento dello strumento finanziario sono centinaia e possono nascere in qualunque parte del mondo (si pensi al missile in Corea o alle elezioni americane). Un mondo complesso dove pecche degli organi di vigilanza – specie sulle società non quotate – bilanci complessi, utilizzo di logiche di valorizzazione degli strumenti estremamente complesse possono nascondere situazioni di difficoltà dell’ente a cui abbiamo affidato i nostri risparmi. Situazioni che contrastano decisamente con quanto sancisce l’art. 47 della nostra Costituzione: “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese“. Un grazie ai relatori che hanno fatto capire ai presenti che, anche qualora avessero già subito il danno, non tutto è perduto e si possono adire vie di soluzione extra-giudiziale senza particolari sforzi economici o burocratici, ma ricorrendo agli organismi indicati. A patto di aver precedentemente agito con prudenza, non aver messo firme sconsiderate e aver tenuto da parte tutta la documentazione del caso. A presto.

Per Prospettiva Famiglia dott. Paolo Stefano LEGA CONSUMATORI VERONA Via Interrato dell’Acqua Morta, 22 37129 Verona 045 8065512 verona@legaconsumatoriveneto.it 3


UFFICIO PROGETTI

PROGETTO R.E.B.U.S: NUOVO TRAGUARDO RAGGIUNTO! SIGLATO PROTOCOLLO DI INTESTA CON FEDERFARMA VERONA Ora anche le farmacie private della provincia di Verona aderiscono al progetto R.E.B.US. È stato infatti firmato lo scorso 28 ottobre il protocollo d’intesa del sotto-progetto. “R.E.B.U.S. Faramacie” tra la nostra Associazione e Federfarma Verona. Dopo le farmacie comunali, aderenti al progetto da alcuni anni, ora sarà possibile recuperare farmaci da banco e altri prodotti senza obbligo di ricetta, ad almeno un mese dalla scadenza, quindi, con totale garanzia di utilizzo, in tutte le farmacie della Provincia di Verona. I beni saranno poi ridistribuiti da ACLI alle persone bisognose attraverso le Associazioni messe in rete dal progetto (oggi circa 50 nel territorio provinciale). L’attenta organizzazione prevede non solo l’individuazione delle Associazione cui indirizzare i prodotti, ma anche l’invio in tempo reale della tipologia dei prodotti da parte delle farmacie. Questo permette così di predisporre la consegna mirata (ad esempio prodotti per bambini ad una Onlus impegnata nella cura dell’infanzia) ancora prima del ritiro in farmacia evitando di traslare lo spreco che si produrrebbe assegnando in maniera sbagliata certe categorie di farmaci ad associazioni che non ne fanno uso.

civili e responsabili. Questo è quello che è accaduto con il progetto R.E.B.U.S. La legge 166/2016 è stata approvata quest’estate ma come ACLI siamo impegnati nel recupero delle eccedenze dal 2008. Quello che proponiamo è un vero e proprio modello solidale di gestione integrata dello spreco che, con procedure igienico sanitarie definite, protocolli logistico-amministrativi e uno sgravio sulla tassa rifiuti per i donatori, permette di recuperare annualmente circa 1.500.000 chili di cibo oltre a farmaci, abbigliamento e

Queste le parole dei presidenti delle due Associazioni presenti alla firma: ITALO SANDRINI – Presidente Provinciale Acli Verona: “Le ACLI in quanto ente di promozione sociale e movimento di ispirazione cristiana sono da sempre impegnate nel territorio in un’azione sociale che possa concretizzare pratiche virtuose per il benessere dell’intera comunità, a volte essendo anche precursori di nuovi modelli economici più 6


UFFICIO PROGETTI

FOCUS:

però, non prevede obblighi per le aziende e quindi se sei sensibile al tema, doni, altrimenti puoi continuare a produrre spreco. I passi da fare per la lotta allo spreco sono quindi ancora molti e lo sforzo deve essere in questo senso collettivo: delle aziende, delle istituzioni e della società civile che devono imparare a co-operare e fare rete per attivare buone pratiche sostenibili nel tempo.

R.E.B.U.S. E LA LEGGE ANTISPRECO APPROVATA LO SCORSO SETTEMBRE E’ entrata in vigore lo scorso 14 settembre, la legge 166/2016 contro gli sprechi alimentari, detta “Legge Gadda” dal nome della deputata che l’ha promossa. Anche l’Italia oggi ha quindi una legge, semplice e complessa al tempo stesso (solo 18 articoli ma che normano anche ambiti complessi come quello fiscale) che incentiva la riduzione degli sprechi di ogni tipo, promuovendo il più possibile il dono e la redistribuzione delle eccedenze non solo alimentari ma anche ad esempio farmaceutiche.

Verona su questo è stato un territorio avanguardista. Le ACLI, l’ULSS 20, il Comune e con esso le aziende partecipate AMIA e AGEC, VERONAMERCATO Spa, alcuni ipermercati e panifici, da oltre otto anni portano avanti quanto promosso da questa legge. Garanzia della tracciabilità delle donazioni, recupero dei farmaci, sconto sulla tassa dei rifiuti proporzionale alla quantità di cibo donato (unica città ad oggi in Italia che lo prevede), sono infatti azioni ormai consolidate che portano ogni anno a favorire la riduzione dello spreco nel territorio con il recupero di circa 1 milione e mezzo di chili di cibo e 7.000 confezioni di farmaci.

E’ un passo in avanti? Certo. Si può fare di più? sicuramente. Questa legge ha sicuramente infatti il pregio di non limitarsi a regolare una o l’altra fase della donazione e di tentare di disciplinare l’intero processo (responsabilizzando l’intera filiera ed offrendo allo stesso tempo semplificazioni amministrative e agevolazioni ai soggetti coinvolti),

ARIANNA CAPRI: Vicepresidente Federfarma Verona «Per le nostre farmacie poter donare i prodotti che destiniamo al progetto R.E.B.U.S., significa maturare l’orgoglio di partecipare ad un circuito virtuoso che non si limita all’atto stesso, bensì si esprime mediante l’utilizzo e la destinazione specifica di ogni singola referenza consegnata – spiega Arianna Capri, vicepresidente Federfarma Verona - . Personalmente ritengo, infatti, che questo possa essere l’unico modo possibile per non tradurre in spreco l’eccedenza, fino a scadenza».

libri. Grazie alla collaborazione attivata con Federfarma Verona sarà possibile un ulteriore sviluppo del progetto che permetterà di recuperare tutta una categoria di prodotti sempre più richiesti dalle famiglie in condizioni di bisogno assistite dagli enti messi in rete dal progetto.” MARCO BACCHINI: Presidente Federfarma Verona «Questo progetto già testato per alcuni mesi in alcune farmacie che hanno preso parte ad una fase sperimentale è la concreta risposta alla legge 166/2016 emanata solo la scorsa estate. Nelle farmacie veronesi con questo tassello si completa il percorso virtuoso per evitare gli sprechi di un bene cosi prezioso quale è il farmaco e dei prodotti salutistici. Voglio ricordare la positiva esperienza del recupero dei farmaci non utilizzati partita ormai un anno fa in alcune farmacie delle nostra provincia. In questo caso è, invece, il farmacista stesso, nel rispetto delle diverse normative, a farsi protagonista delle donazioni».

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FAP ACLI VERONA

OTTO DOMANDE A FRANCESCO RONCONE

SEGRETARIO REGIONALE FAP ACLI DEL VENETO l rapporto Noi Italia 2016 “100 statistiche per capire il Paese in cui viviamo”, delinea il quadro di un Veneto per vecchi. Anche nel Veneto sono sempre meno matrimoni e figli e scende la speranza di vita. Già, meno bambini e più anziani. l’indice di vecchiaia per il Veneto nel 2016, il rapporto percentuale tra il numero degli ultrasessantacinquenni ed il numero dei giovani fino ai 14 anni, dice che ci sono 159,2 anziani ogni 100 giovani. La provincia con più anziani è Rovigo, dove l’età media si attesta su 46 anni e la più giovane, ma è solo un eufemismo, Vicenza con 43 anni di media. È anche questo il risultato di una crisi che, benché se ne dica, continua a mordere le giovani coppie, che si battono per mantenere uno standard di vita dignitoso e sostenibile e malgrado la loro buona volontà, non ci riescono. Il lavoro è sempre più precario anche nel nostro non più ricco Nord-Est e gli stipendi sempre più bassi e incerti. In uno Stato che non riesce a dare risposte concrete, come possono pensare di aumentare la famiglia?

ne, alimenta quel senso di frustrazione e di sofferenza che cancella, non solo nei giovani ma in tutta la famiglia, progetti, sogni e futuro e un Paese senza futuro è un Paese in fin di vita che neanche un accanimento terapeutico potrà salvare. Non è più procrastinabile una radicale riformulazione delle ragioni fondanti della “Cosa Pubblica”, sia esse culturali, economiche, finanziarie, istituzionali e politiche altrimenti non vedo come se ne possa uscire.

Molti giovani Veneti non studiano e non lavorano e restano a casa dei genitori altri espatriano. Sì, teoricamente, oggi nel Veneto ci sono 55,8 individui a carico, ogni 100 che lavorano. Accade, quindi, sempre più spesso, di dover chiedere aiuto all’anziano genitore, che diventa così il vero ammortizzatore sociale della famiglia, anche se, magari, titolare di una pensione che spesso non raggiunge le 1000 euro mensili.

Com’è la situazione in Veneto e nel Veronese in particolare? «In Veneto le pensioni sono basse e gli incapienti, coloro i quali hanno un reddito inferiore agli 8mila euro l’anno, sono circa 350mila, senza contare che circa 300mila pensioni sono integrate al minimo (502,39 euro al mese), 60mila nella sola provincia di Verona, dove sono circa 2900 le pensioni di inabilità e 300 i titolari delle nuove pensioni di invalidità liquidate con il sistema contributivo introdotto dalla legge Dini del 1995, per un importo medio di 173 euro mensili».

«Una delle priorità sociali che la politica dovrebbe discutere è l’aumento esponenziale dei livelli di povertà, che colpisce soprattutto gli anziani. I numeri parlano chiaro: i pensionati in Veneto sono quasi 1,3 milioni e nel Veronese poco più di 221mila, di cui oltre il 75%, circa 170mila, con un reddito lordo fra 8 e 24mila euro l’anno». Questa la nitida polaroid fatta da Francesco Roncone, segretario regionale della Fap Acli del Veneto, che concentra la propria attenzione in particolare sul sociale nella provincia scaligera.

Secondo i dati amministrativi i giovani disoccupati dai 15 ai 29 anni risultano essere 89.000; i disoccupati dai 30 ai 54 anni risultano essere 275.000 mentre i disoccupati dai 55 ai 64 anni sono 80.000. Una situazione intollerabile. L’indigenza di queste perso-

Le Acli cosa stanno facendo per queste persone? «La Federazione anziani e pensionati delle Acli, nei mesi scorsi ha presentato a diversi 8


Resta il problema dei non autosufficienti… «Per i non autosufficienti la risposta non dev’essere limitata al Piano sanitario, ma integrata con elementi più tipicamente sociali. La domiciliarità è insufficiente e le famiglie devono pagare quote assurde per il ricovero dei loro anziani. In Veneto ci sono 135mila anziani non autosufficienti ed il fondo per la non autosufficienza nel 2015 è stato di 748.903.450 euro. Benché aumentati di 55 milioni, sono ancora insufficienti e dovrebbero essere integrati con i risparmi derivanti dalla diminuzione dei posti letto ospedalieri e dalla riduzione del numero delle Ulss».

parlamentari, anche veronesi, ed ai presidenti della Camera e del Senato una proposta di legge per introdurre, a carico del sistema previdenziale, un’integrazione al minimo vitale nei casi di pensione di inabilità di importo inferiore. Parliamo di soggetti che hanno versato i contributi, a cui la legge Dini ha abrogato il diritto all’integrazione al trattamento minimo e che versano ora in condizioni di povertà assoluta». Il prezzo più alto chi lo paga? «Le donne, oltre ad essere più sole, si ritrovano più povere, in quanto le anziane di oggi appartengono ad una generazione che raramente ha lavorato fuori dalle mura di casa. Il 60% dell’ultima retribuzione del defunto prevista per il coniuge superstite è diventato un trattamento pensionistico da fame, specie se pensiamo che solo nel comune di Verona le pensioni ai superstiti sono 17mila”.

di Matteo Crestani

Cosa si può fare nel concreto? «Le Acli da tempo ribadiscono l’opportunità di introdurre un’imposta patrimoniale solidale sui redditi più alti, che non producono lavoro. Sarebbe una misura funzionale con effetti di riduzione del debito pubblico e sullo sviluppo dell’economia e dei consumi. A questo si aggiunge il fatto che potrebbero essere redistribuite le accompagnatorie erogate a chi percepisce già un reddito di tutto rispetto. Nel contempo è necessario innalzare la No tax area per gli anziani, ferma ad 8.175 euro, e le detrazioni per il coniuge a carico, ferme a 62 euro mensili e decrescenti all’aumentare del reddito». Le strutture pubbliche funzionano? «Chiediamo alla Regione di procedere ad una riforma delle Ipab, per trasformarle in Aziende pubbliche di servizi per le persone, cioè in Istituzioni di diritto pubblico. La piena valorizzazione delle Ipab, ben 22 nel Veronese, potrà avvenire con la loro integrazione e partecipazione ai servizi erogati dai Comuni e dalle Ulss, a sostegno dei servizi domiciliari, in raccordo con il Piano sociosanitario regionale, una buona legge che non trova pratica attuazione».

Nella foto Francesco Roncone, Segretario Regionale Fap Acli del Veneto dal 2014.

FAP ACLI VERONA Via Interrato dell’Acqua Morta, 4 37129 Verona 045 8065520 fap@acliverona.it 9


PATRONATO ACLI VERONA

L’ESPERIENZA DEL PATRONATO ACLI DI VERONA IN CASA CIRCONDARIALE “Il carcere è in sostanza limitazione di spazio compensata da eccesso di tempo: per un detenuto queste due caratteristiche sono palpabili” questo scrive Josif Brodskij nell’introduzione al libro “scrittori dal carcere”. E’ una frase che ben sintetizza la vita delle persone negli istituti penitenziari.

richiesto a tutti di confrontarsi direttamente con la particolarità del riconoscimento dei diritti sociali in un luogo di ristretta libertà. Una collaborazione continua e quotidiana di competenze, ruoli e professionali. Al di là del servizio, infatti, il mondo della detenzione, ha rappresentato, per me – come direttore provinciale - una frontiera umana davvero complessa ed una sfida molto seria di giustizia. Non viene spontaneo lavorare per il riconoscimento dei diritti sociali di una persona ristretta; prevale di getto l’idea di una persona che, apparentemente, non possiede tali diritti ma solo l’obbligo dell’espiazione della colpa. Svolgere questo servizio ha cambiato il mio modo di essere e di guardare alla detenzione e mi ha posto interrogativi sul giusto atteggiamento da mantenere nelle risposte.

Da oltre 5 anni, svolgo per il Patronato Acli di Verona, un servizio di segretariato sociale presso la casa circondariale di Montorio. Seguo, insieme ad alcuni promotori sociali volontari e colleghi del Patronato, le problematiche previdenziali e socio-assistenziali (invalidità civile, assegni familiari, disoccupazioni, pensioni, assegni sociali, rinnovo della patente, rinnovo dei permessi di soggiorno, rinnovo dei documenti d’identità, ecc), sia dei detenuti che delle loro famiglie. Non è stato facile gestire una situazione così al limite, nella quale già trovare gli spazi per incontrare le persone è complicato e i tempi, fosse solo per raccogliere una firma o avere la fotocopia di un documento, si dilatano all’infinito; sono stati necessari molti anni per riuscire ad individuare le modalità giuste per agire. Abbiamo concentrato il nostro servizio sulla giustizia e sui diritti sociali; non abbiamo creato assistenzialismo e delega ma responsabilità e percorsi di riscatto della cittadinanza.

Incontrare i detenuti, ascoltarli e comprenderne le richieste non è facile. Al di là della domanda di una prestazione sociale, ci sono le storie, i vissuti di ciascuno che suscitano emozioni e provocano domande, spesso di senso, di riscatto e di rinascita. Allora, tutto questo mi colpisce, mi porta all’essenziale: diritto al cuore dell’umanità. Ogni volta che entro in casa circondariale, incontro davvero la solidarietà, senza filtri e mediazioni. Incontro le persone detenute come sono e loro incontrano me come sono. E’ un dialogo di vita e di servizio che non ha eguali.

E’ un servizio ed impegno nuovo e, soprattutto, non conosciuto e poco esplorato. Non era chiaro neanche a noi come avviarlo; grazie alla disponibilità dell’attuale direzione del carcere – che ha messo a disposizione gli spazi per svolgere attività di patronato , degli educatori e del personale di polizia penitenziaria, siamo riusciti ad individuare un modello efficace che ha coinvolto anche altre persone (dal nostro medico legale alla stessa direzione dell’INPS di Verona) e ha

E’ l’incontro che coinvolge e non permette di sottrarsi; non è “bene fazione” è davvero attenzione ai bisogni delle persone, (sospendendo il giudizio, ed al di là delle azioni). Portare l’attenzione sui diritti sociali in un luogo di detenzione, passa però sempre prima per l’ascolto e per la comprensio10


PATRONATO ACLI VERONA ne della situazione di una vita vissuta in uno spazio ristretto e della limitazione della libertà personale

• •

Servizio medico legale convenzionato; Servizio previdenza agricola.

CONTRIBUTI E LAVORO (posizione assicurativa e servizio lavoro): • Verifica estratto conto INPS, INPDAP; • Previdenza complementare – TFR; • Riscatto contributi, Ricongiunzioni; • Accredito maternità, malattia, servizio civile e militare; • Autorizzazione ai versamenti volontari, Versamenti volontari part time; • Disoccupazioni ordinarie, ridotte, agricole; • Servizio gestione completa del rapporto di lavoro Colf ed Assistenti familiari.

Oggi, il servizio è cresciuto ed abbiamo attivato anche il servizio “sprigiona lavoro” in collaborazione con l’associazione la Fraternità. Attraverso dei colloqui mirati, abbiamo costituito una banca dati delle competenze professionali delle persone ristrette per poterle collegare alle richieste delle imprese interne ed esterne alla casa circondariale. Come Patronato effettuiamo il servizio di intermediazione al lavoro e con l’ausilio del progetto Sprigiona lavoro, segnaliamo le persone per la formazione professionale. Vi invito a conoscere questa realtà, unica nel suo genere.

2. IL SERVIZIO STRANIERI Citt.Im – Patronato Acli Fraternità

COSA FACCIAMO

Lo sportello stranieri, attivo presso la casa circondariale di Montorio, nasce come attività de “La Fraternità” nel 1997. Ciò che viene offerto è un servizio concreto e utile pensato per chi, da dentro il carcere, non può, in modo autonomo, sbrigare le procedure burocratiche.

1. IL SERVIZIO Previdenze del PATRONATO ACLI Lo sportello denominato “segretariato sociale” nasce nel dicembre 2010 da un accordo tra l’associazione “La Fraternità” di Verona, l’associazione “Il granello di senape” di Padova ed il Patronato Acli di Verona. I servizi offerti sono relativi a problematiche connesse alla previdenza e sicurezza sociale, danni alla salute e menomazioni da lavoro, prestazioni socio-assistenziali.

Dal 2006 è in atto un accordo di collaborazione con la Rete Citt.Imm, della quale fanno parte tante realtà, sia di volontariato che pubbliche, per la definizione di un laboratorio la cui attività è legata ai detenuti stranieri presso la Casa Circondariale di Verona Montorio. Ci si occupa principalmente dei titoli di soggiorno e delle problematiche ad essi legate.

L’ ATTIVITA’ Lo sportello si occupa di:

Dal 2013, inoltre, si è aperta una collaborazione con l’ufficio stranieri del Patronato ACLI di Verona, a cui il direttore del carcere ha affidato la responsabilità del rinnovo dei Permessi di soggiorno.

PENSIONI: • Pensioni di vecchiaia, anzianità settore privato e pubblico; • Pensione di reversibilità – superstiti settore privato e pubblico; • Supplementi e ricostituzioni, Trattamenti di famiglia; • Pensioni di inabilità;

L’ATTIVITÀ Lo sportello in particolare si occupa di: 11


PATRONATO ACLI VERONA • •

4. SERVIZIO DI INTERMEDIAZIONE AL LAVORO (Sprigiona Lavoro)

Informazioni sulla legislazione in materia di immigrazione. Primo colloquio con i detenuti per verificare se esistono le condizioni per richiedere il rinnovo del Permesso di Soggiorno ed eventuale raccolta della documentazione necessaria; invio della documentazione al Patronato ACLI che curerà il rinnovo, su mandato del direttore.

Con il progetto “Sprigiona lavoro”, la Fraternità ed il Patronato intendono favorire l’inserimento di persone coinvolte in vicende penali. In base alle necessità provenienti dall’azienda interessata ed a seguito di un’analisi delle competenze richieste, vengono proposte risorse formate per le mansioni lavorative ricercate: tra queste a seguito di un colloquio conoscitivo, l’azienda può segnalare la risorsa ritenuta piu’ adatta.

3. SERVIZIO SALUTE, TUTELA INVALIDITA’ CIVILI ED INFORTUNI SUL LAVORO - MALATTIA PROFESSIONALE DEL PATRONATO ACLI DI VERONA • • • • • • •

Orari mercoledì mattina dalle 9.00 alle 12.00 sulla base delle segnalazioni della direzione della casa circondariale.

Assegno di invalidità, rinnovo assegno, ricorsi amministrativi e sanitari; Invalidità civili e certificazione dello stato di invalidità; Cause di servizio, equo indennizzo; Infortuni sul lavoro, malattie professionali; Pensioni invalidi civili; Servizio medico legale convenzionato; Amministratore di sostegno informazioni sull’iter amministrativo.

Il servizio Sprigiona Lavoro in collaborazione con La Fraternità è gestito da Luciano Ceschi e Marco Geminiani.

a cura di Marco Geminiani Direttore Patronato Acli Verona CONTATTI

PENSIONI ASSISTENZIALI E ESENZIONI SOCIO-SANITARIE: • Assegni sociali; • Le maggiorazioni sociali; • Integrazioni al minimo.

Marco Geminiani, referente patronato Acli: marco.geminiani@acli.it; verona@patronato.acli.it; patronatoacli.verona@gmail.com

GLI OPERATORI Lo sportello è gestito dal direttore del patronato Acli, Marco Geminiani, con la collaborazione di Daniele Toffali (promotore sociale, volontario del Patronato Acli), Paola Belloni. Orari SEGRETARIATO SOCIALE: Martedì e giovedì mattina dalle 9.00 alle 12.00 con utilizzo esclusivo del registro di sezione.

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PATRONATO ACLI VERONA

LA TESTIMONIANZA DI DANIELE TOFFALI, PROMOTORE SOCIALE VOLONTARIO CHE CI AFFIANCA IN QUESTA IMPORTANTE ESPERIENZA 1° marzo 2014: dopo mesi di difficoltà nel lavoro, inizia per me il periodo di mobilità. E’ una fase nuova della mai vita: non sono ancora in pensione (mancano ancora 4 anni) ma contemporaneamente non sono neanche più occupato a tempo pieno.

far valere quei diritti maturati e difficilmente esigibili a causa di difficoltà impossibili da comprendere per chi non è mai stato in un carcere; o anche solamente per richiedere il duplicato di un documento scaduto o smarrito.

Mi sento per certi versi più libero ma è come se mi mancasse la terra sotto i piedi. Troppo tempo rischia di destabilizzare, devo fare qualcosa di nuovo e, soprattutto di utile, che mi faccia sentire meglio e che mi dia modo di crescere in umanità.

Ti chiedono molto i detenuti: chiedono soprattutto di esser ascoltati; domandano comprensione perché sanno di avere sbagliato ma vogliono anche riscattarsi, almeno la maggior parte di loro; pretendono (ora posso dirlo, con ragione) di essere trattati da persone, umanamente. Credo non ci sia altro modo perché possano infine percorrere con fiducia la strada che li possa condurre fino al pieno riscatto sia della libertà che del diritto a vivere una vita dignitosa per sé e per i loro cari.

Mi guardo intorno finché un prete amico mi suggerisce di dedicare un po’ del mio tempo ai detenuti. E così mi organizza un incontro con Marco, direttore del patronato Acli. Si tratta per me di un’esperienza totalmente nuova e, con un certo timore, mi reco all’appuntamento alla Casa Circondariale di Montorio della quale conoscevo l’esistenza ma non l’esatta ubicazione. Già entrare non è cosa semplice, chissà come sarà uscirne? Mi ritrovo così, quasi come sotto esame, a chiacchierare con Marco e Oscar in un ufficio messo a disposizione proprio per il patronato all’interno della struttura carceraria. E li ascolto parlare di diritti, previdenza, giustizia, umanità, documenti, disoccupazione, assegni familiari, invalidità: ma dove sono capitato? Eppure percepisco tanta passione e desiderio di essere, per quanto possibile, strumenti di giustizia. E capisco che questo servizio potrebbe essere esattamente quello che vado cercando.

Grazie a questa esperienza, mi sento cambiato, credo e spero anche umanamente un po’ cresciuto e migliorato. Anche intorno a me, in famiglia e presso gli amici, è cresciuta un’attenzione nuova e diversa verso questo mondo della detenzione che normalmente viene escluso dalla nostra vita. Così come sono nate e cresciute nuove relazioni con persone che gravitano attorno a questo mondo, relazioni e nuove amicizie che mi hanno dato modo di sperimentare a fondo il significato di solidarietà, del prendersi cura, di responsabilità.

Daniele Toffali

PATRONATO ACLI VERONA

Inizia così un’attività che mi vede coinvolto da due anni, due volte la settimana, ad incontrare persone che sono detenute e ristrette nella loro libertà. Ascolto e non giudico, offro per quanto possibile la mia disponibilità a venire incontro alle loro esigenze di carattere previdenziale e socio-assistenziale, a

Via Interrato dell’Acqua Morta, 22 37129 Verona 045 8065512 verona@patronato.acli.it 13


SEMINARIO PROMOSSO DALLE ACLI DI VERONA

RIFORMA COSTITUZIONALE

Principi da custodire, Istituti da riformare dubbio un passaggio fondamentale per la vita democratica del nostro Paese, ma anche un’importante occasione per la nostra associazione per fare quello che da sempre saremmo chiamati a fare: azione socio-politica promuovendo confronto, dibattito e partecipazione. Come movimento non solo cristiano ma anche popolare, è importante offrire ai cittadini e, allo stesso tempo, a noi aclisti, un momento di incontro volto ad informare e rendere consapevoli attraverso un approfondimento serio sugli impatti che il nuovo assetto istituzionale avrà sulla nostra quotidianità”.

Venerdì 18 novembre 2016 si è tenuto presso ENAIP Veneto – U.O. Verona il seminario “Riforma costituzionale: principi da custodire, istituti da riformare” organizzato dalle Acli Provinciali di Verona alla presenza del Presidente nazionale ACLI Roberto Rossini e di esponenti della politica e delle istituzioni, del mondo del lavoro, dell’associazionismo cattolico e dell’informazione. In linea con l’originaria funzione formativa di movimento di pedagogia sociale e popolare, infatti, con questo evento si è voluta rilanciare una partecipazione avvertita e consapevole, approfondendo il tema della riforma costituzionale con un approccio pragmatico ai contenuti, offrendo ai cittadini spunti di riflessione sugli aspetti del contesto politico-sociale della riforma, indagando in particolare gli impatti sull’assetto costituzionale e politico nazionale ed il nuovo procedimento di formazione delle Leggi.

A fine lavori è stato offerto ai partecipanti un aperitivo solidale con prodotti realizzati dalla casa circondariale di Montorio.

Riprendendo quanto detto dal nostro Presidente provinciale, Italo Sandrini, “questa scadenza referendaria rappresenta senza 14


- U.O. VERONA C/O ENAIP VENveETngOa Biondani, 1

VENERDI' 18

ORE 17.45

Via Bencin

NOVEMBRE

SEMINARIO: RIFORMA COSTITUZIONALE Principi da custodire, istituti da riformare

In vista del referendum del 4 dicembre, le ACLI Provinciali di Verona organizzano un momento di approfondimento per promuovere partecipazione e consapevolezza popolare

RELATORE:

INTERVENTI:

On. Gian Pietro Dal Moro Parlamentare

Marco Ambrosini

Assessore COMune di Verona

Mons. Renzo Beghini Direttore verona fedele

Claudio Bolcato

presidente diocesano azione cattolica

Massimo Castellani

conclusioni:

segretario generale cisl verona

Roberto Rossini  presidente nazionale acli

Luigi Ugoli

consigliere comunale di verona

Modera: Italo Sandrini

presidente provinciale acli verona

per informazioni e iscrizioni

segreteria@acliverona.it  comunicazione@acliverona.it  045 9275000 ­ 045 8038112

ANCHE IN VENETO STRAVINCE IL NO CON IL 61,9 % Valanga di no anche in Veneto contro la proposta di riforma costituzionale approvata in doppia lettura alla Camera e al Senato. Questi i risultati definitivi del referendum in Veneto. Netta prevalenza di No: sono il 61,9%, contro il 38,1% di Si. I votanti sono stati 2.856.049, il 76,66% degli aventi diritto. L’affluenza più alta si è registrata a Padova con il 77, 73 per cento. A Treviso i sì hanno ottenuto il consenso minore con il 37,26 per cento, a Padova il consenso maggiore con il 47,1 per cento. A Treviso la percentuale più alta dei no col 62.74 per cento dei voti, a Padova i no hanno vinto col 52.9 per cento.

primi cittadini Brugnaro e Tosi, che si erano spesi nella campagna elettorale a favore del sì. E nel Carroccio è cominciata la resa dei conti: Giuseppe Covre, primo sindaco leghista della Marca, che si era speso per il sì alla riforma, è stato espulso dalla Lega Nord. VERONA Hanno votato 144.628 elettori con una percentuale del 75,76: il 45,7 per cento si è espresso per il sì, il 54,3 per cento per il no. Nel Veronese stravince il no con il 60,89%. Nelle 859 sezioni l’affluenza è stata del 76,58% (hanno votato 524.037 cittadini su 684.292 aventi diritto). Il no ha ottenuto 316.956 preferenze mentre il sì si è fermato a 203.569 (39,11%). Nel capoluogo il no ha conquistato il 54,34% dei voti (78.110) a fronte dei 65.624 del si (45,66%). In città affluenza al 75,76%.

Il Veneto è la regione prima in Italia per affluenza, la Campania è l’ultima. «Una grande lezione di democrazia e un risultato strepitoso, ora si voti», ha detto il governatore Luca Zaia. Venezia e Verona non hanno seguito i

corrieredelveneto.corriere.it

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18 DICEMBRE:

GIORNATA INTERNAZIONALE DEI MIGRANTI La situazione in Italia e in Europa nel 2016 1. Arrivi

PERCHE’ IL 18 DICEMBRE

Secondo i dati Unhcr, tra il 1 gennaio e il 31 ottobre 2016 sono sbarcate in Europa 331.016 persone, di cui 169.641 in Grecia e 158.974 in Italia. (3.949 la tragica conta delle persone morte nell’attraversamento del Mediterraneo nel 2016, il numero più alto di sempre.) I numeri del 2016 relativi all’Europa sono inferiori del 55% rispetto a quelli registrati nello stesso periodo del 2015, quando erano arrivate 741.416 persone. I migranti arrivati nei primi nove mesi del 2016 hanno già superato quelli arrivati nel 2012, 2013 e 2014 messi insieme. A ottobre sono sbarcate sulle coste del Mediterraneo 30.089 persone, contro le oltre 220 mila di settembre 2015. La differenza si riscontra tutta nei flussi verso la Grecia, che si sono quasi azzerati dopo l’accordo con la Turchia e la chiusura della rotta balcanica (sono solo 2.800 le persone arrivate in Grecia a ottobre 2016).

Nel 1997 numerose organizzazioni per i migranti di alcune regioni dell’Asia iniziarono a celebrare e a promuovere la data del 18 dicembre come Giornata Internazionale di Solidarietà con i Migranti, scegliendo la data in cui, nel 1990, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite aveva adottato la Convenzione Internazionale per la tutela dei diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie. La campagna ha portato l’Onu a proclamare ufficialmente nel 2000 la Giornata Internazionale dei MIgranti. Tratto da www.meltingpot.org

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Tratto da www.lenius.it/migranti-2016


Nei primi dieci mesi del 2016 gli arrivi via mare in Italia hanno superato del 13% i numeri dell’anno precedente: sono 158.974 i profughi sbarcati in Italia dall’1 gennaio al 31 ottobre 2016, rispetto ai 140.987 del 2015. E’ stato ottobre il mese della svolta: al 31 ottobre 2016 non solo si è superato il numero di arrivi dello stesso mese dell’anno precedente ma è arrivato un numero di persone superiore all’intero 2015.

prodava sulle isole greche dalle coste turche. Si tratta, nel 90% dei casi, di persone provenienti dalle zone di guerra e terrorismo della Siria, Afghanistan e Iraq. Da allora le politiche europee in tema di migrazioni sono praticamente ferme. La relocation, ovvero la ripartizione dei migranti fra i paesi europei, procede a ritmi lentissimi. Sulle 160 mila persone che dovrebbero essere redistribuite da Grecia e Italia ad altri paesi europei, in un anno ne sono state rilocate solo il 3% (cinquemila persone). Dato che l’obiettivo di ricollocare tutte le 160 mila persone dovrebbe essere raggiunto entro settembre 2017, siamo vicini ad un grosso fallimento.

Ottobre è stato quindi il mese con il maggior numero di arrivi di tutto il 2016, il che è un’anomalia, considerando che di solito gli sbarchi si concentrano tra giugno e settembre. Con 27.272 migranti arrivati via mare in Italia, ad ottobre 2016 si è visto il 200% in più degli arrivi rispetto ad ottobre 2015.

Sempre più “muri” (fisici o effettivi) vengono costruiti o annunciati, come quello che l’Ungheria intende rafforzare, o come le crescenti difficoltà che i migranti incontrano nello spostarsi in Europa, con effetti che vediamo da anni in luoghi come Calais in Francia e più recentemente Ventimiglia e Como in Italia. Infatti l’unica linea politica su cui gli Stati europei sembrano convergere è quella di impedire al maggior numero di persone possibile di bussare alle proprie porte. L’Unione Europea sembra infatti intenzionata ad estendere il modello dell’accordo con la Turchia e sta studiando accordi con paesi del Medio Oriente (il Libano, ad esempio) e dell’Africa (la Nigeria, ad esempio).

2. Paesi di provenienza

I paesi di provenienza più rappresentati su scala europea nel 2016 restano sempre Siria (26%) e Afghanistan (14%), anche se queste percentuali sono in costante declino da marzo 2016 (i migranti provenienti da questi due paesi arrivavano quasi esclusivamente in Grecia, dove non riesce ad arrivare quasi più nessuno a causa dell’accordo tra Unione Europea e Turchia). In Italia, invece, sbarcano soprattutto persone provenienti da paesi africani. Le provenienze più rappresentate nei circa 159 mila migranti fino ad oggi arrivati sono: Nigeria (21%), Eritrea (12%), Gambia, Sudan e Costa d’Avorio (7%), Guinea (6%), Somalia, Senegal e Mali (5%).

Numerosi reportage dimostrano, nel frattempo, che le condizioni dei migranti arrivati via mare sono indegne, come ad esempio nei campi allestiti in Grecia, dove i profughi vivono come “prigionieri dell’Europa“, o in Turchia dove i profughi siriani vengono sfruttati per lavori sottopagati nelle campagne.

A sbarcare in Italia sono soprattutto uomini (il 71%), con una considerevole fetta di minori non accompagnati, in continua crescita (il 16% degli arrivi). La gran parte degli sbarchi avviene in Sicilia (il 69%), ma ci sono arrivi via mare anche in Calabria (il 16%), Puglia (il 7%) e Sardegna (il 4%).

In Italia la situazione è molto frammentata. Troviamo alcuni casi virtuosi all’interno di un sistema di accoglienza che fa acqua da molte parti. La soluzione prospettata dal Governo italiano per ridurre l’impatto dei flussi migratori sul sistema di accoglienza è infatti una limitazione al diritto di asilo: la proposta del Ministero della Giustizia intende in so-

3. Gli effetti sulle politiche europee

L’accordo tra Turchia ed Unione Europea ha (quasi) azzerato il flusso di migranti che ap17


stanza abolire la possibilità di ricorrere contro le decisioni negative delle Commissioni che valutano la domanda di asilo, istituendo tribunali dedicati le cui sentenze saranno inappellabili.

micamente i comuni più accoglienti. Ci sono anche barlumi di politiche umane, in grado di tracciare linee importanti. È il caso della soluzione dei corridoi umanitari, sperimentati con successo dalla Comunità di Sant’Egidio e dalla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia. La sperimentazione ha portato in Italia circa 280 profughi siriani, che non hanno dovuto rischiare la vita né alimentare il traffico illegale di esseri umani. Una risposta importante da parte della società civile, che si spera possa essere osservata e replicata anche dagli stati europei, prima che il loro egoismo mandi in frantumi il sogno di un’Europa di pace e solidarietà.

Questo dovrebbe limitare i tempi di permanenza dei richiedenti asilo nel sistema di accoglienza che attualmente, tra prime istanze e ricorsi, arrivano fino a due anni. Non è chiaro, però, cosa succederà a chi riceverà una risposta negativa alla propria domanda di asilo, uscendo dal sistema di accoglienza.

UN ESEMPIO DI ACCOGLIENZA A VERONA Moreno Massagrande, un operatore della struttura Il Samaritano, che si occupa dell’accoglienza delle persone senza fissa dimora e dei profughi (in particolare ragazzi), ci racconta la situazione a Verona. 1. Quanti profughi ospitate ad oggi? Nelle strutture a nostra disposizione stiamo ospitando oltre un centinaio di ragazzi, ma contiamo di crescere ancora fino ad un massimo di 120. 2. Come funziona l’iter dell’ accoglienza? La questura ci chiede se abbiamo disponibilità di posti letto, dopo di che ci invia i ragazzi e noi avviamo tutte le procedure necessarie, sia per quanto riguarda i termini sanitari sia per quanto riguarda l’asilo politico. 3.Quali attività svolgono i ragazzi? Le attività che svolgono i ragazzi sono molteplici. L’attività per noi fondamentale è il corso di alfabetizzazione a scuola, perché è importante che sappiano parlare correttamente l’italiano per interagire tra loro e all’esterno della comunità. Questo occupa gran parte della loro giornata. Guardando le capacità di apprendimento di ogni ragazzo procediamo poi ad attivare ulteriori percorsi formativi. Svolgono, poi, lavori socialmente

Allo stesso tempo, si va verso una riorganizzazione del sistema di accoglienza, che dovrebbe garantire una sempre più equa ripartizione dei migranti tra i comuni, stabilendo un tetto al rapporto tra profughi e abitanti (2,5 richiedenti asilo ogni mille abitanti, 1,5 nelle città più grandi), e premiando econo18


utili (pulizie nelle piazze, vari lavori di manutenzione di cui i comuni necessitano, ecc..) come richiesto dal Comune di Verona e dai comuni nei quali i ragazzi sono ospitati. Dato che la collaborazione è a titolo gratuito, i ragazzi firmano un “patto di volontariato”. Nel Comune di Verona siamo riusciti ad ottenere una sorta di pagamento simbolico, come l’abbonamento dell’autobus, in modo da permettere ai ragazzi di spostarsi da una parte all’altra della città senza incorrere in sanzioni.

grarsi nel tessuto sociale italiano, di trovare un lavoro ecc. Sappiamo che i “viaggi della morte”, che questi ragazzi sono costretti a subire, costano circa 6000/8000€ quindi la famiglia e la comunità di appartenenza investono in loro tutti i loro risparmi nella speranza che in 6/7 mesi possano trovare un lavoro e contribuire economicamente alle spese della famiglia d’origine, dando a loro volta la possibilità ad altri ragazzi di intraprendere il loro stesso percorso. I richiedenti asilo così, dopo 6/7 mesi, oltre a rendersi conto che non è cosi facile trovare un lavoro qui in Italia e a prendersi parole dalle loro famiglie e dalle comunità d’origine per non essere stati ancora ricompensati, prendono parole anche dalla comunità che non li accoglie di buon grado. Ecco perché il nostro lavoro non è quantificabile sotto un solo aspetto ma dobbiamo fronteggiare diverse problematiche.

4. Nell’arco della giornata sono seguiti solo da operatori o anche da volontari? Abbiamo operatori per la maggior parte della giornata che li supportano sia durante le attività canoniche che nei loro appuntamenti all’esterno della struttura (ad. esempio visite in ospedale, appuntamenti dall’avvocato, in questura, in prefettura ecc.). I volontari hanno l’onere di seguire i ragazzi nell’ultima parte della giornata quindi nel momento della cena e della notte, gestendo l’ingresso serale nelle strutture (Locanda, Via Mazza, CUM), affiancando i ragazzi nella preparazione e condivisione della cena e sorvegliandoli durante la notte. Al mattino sono sempre i volontari che li accolgono in mensa e preparano loro la colazione.

6. I ragazzi vogliono farsi una vita qui? Per la minor parte dei ragazzi l’Italia è un punto di passaggio, sopratutto per le comunità di eritrei e di somali che hanno i loro cari che abitano nel Nord Europa e che, generalmente, chiedono il ricongiungimento con loro (o meglio richiedevano perchè sappiamo che da poco sono state istituite le barriere per accedere al Nord Europa). A parte questo, gli altri vogliono e vorrebbero vivere in Italia e cercano di fare di tutto per potersi integrare, ma trovano difficoltà nel trovare lavoro o si imbattono nello sfruttamento dei datori di lavoro.

5. Nei ragazzi ospitati avete visto dei miglioramenti? Per quanto riguarda i profughi non parlerei strettamente di miglioramento. Noi cerchiamo di fare del nostro meglio per la loro integrazione, che è molto difficile e piena di ostacoli. Ad esempio, per lavorare in molti ambiti o seguire determinati percorsi formativi e professionali, devono parlare un italiano corretto. In alcuni casi, comunque, vedendo la loro dedizione al lavoro e al sacrificio, alcuni nostri ragazzi sono riusciti ad avere dei piccoli contratti, come ad esempio per la vendemmia. Infatti, generalmente, i ragazzi che accogliamo sono molto svegli perché le famiglie e le comunità di origine mandano qui in Italia i giovani nei quali vedono una possibilità di riscatto, tante volte laureati nei loro paesi quindi con una maggiore probabilità di inte-

7. Verona è una città accogliente? Il Vescovo di Verona, qualche anno fa, ha pubblicato un documento nel quale affermava “Nessuno è straniero nella mia città”. La missione della Chiesa è quindi quella di accogliere e aprire le porte ai profughi per favorirne l’integrazione nella comunità. Secondo la mia esperienza, invece, lo spirito di accoglienza non è così forte a Verona, c’è molta resistenza. Per fortuna, però, ci sono persone che sopperiscono questa mancanza. Ad esempio quando mandiamo i ragazzi nelle parrocchie, succede sempre che incontrino qualcuno che li prende sotto la loro ala protettiva, addirittura certi ci donano gratuitamente degli appartamenti per ospitare i ragazzi. 19


In ogni caso quando parliamo di integrazione dobbiamo capire cosa vogliamo intendere con questa parola. Diciamo che noi siamo accoglienti se loro si integrano, ma se si integrano come? Accogliendo il nostro modus vivendi, il nostro modus operandi? E’ questa vera integrazione o è ancora un pensiero colonialistico? Li accettiamo solo se si adeguano al nostro modo di operare? Perché se è così io non la ritengo integrazione! Quante volte ci sforziamo di chiedere una parola nella loro lingua o un loro piatto tipico? Quante volte diciamo loro che devono imparare l’italiano e basta? Il che, ovviamente lo ritengo utile, non fraintendetemi, come pure credo sia fondamentale per loro comportarsi civilmente. Ma credo anche che non dobbiamo pensare che il nostro modo di vivere sia in tutto e per tutto il migliore. Secondo me non dobbiamo imporre la nostra cultura, le nostre tradizioni semplicemente perché “in Italia le cose funzionano così”, dobbiamo riconoscere anche le loro tradizioni e abitudini, che ovviamente, però, devono essere intese sempre nel rispetto delle nostre leggi. Per questo io credo all’integrazione se vista come uno scambio culturale e non come un’imposizione dei modi di fare degli italiani.

Ma tornando al discorso di prima.. chi sta aiutando chi? Noi come operatori abbiamo l’impressione di aiutare, però io mi accorgo che ogni volta che torno dalle nostre strutte e ho accolto e interiorizzato qualcosa dai nostri ragazzi, mi insegnano qualcosa di nuovo. Quindi si instaura una doppia possibilità di mutuo e reciproco aiuto e molto spesso quello che riceviamo noi è di più di quello che riusciamo a dare. Nel tempo abbiamo visto anche che le persone che sono state nostre ospiti a loro volta si sono messe in gioco per darci un mano. C’è più gioia nel dare che nel ricevere e, come dice lo scrittore Gabriel Garcia Marquez, “ nessun uomo può guardare qualcun’ altro dall’alto al basso se non nel momento in cui lo sta aiutando a rimettersi in piedi”. Il Samaritano al momento si compone di: - 1 casa accoglienza maschile con 67 posti letto (l’accesso ai quali è regolato dallo Sportello Unico Accoglienza del Comune di Verona e dall’Area Accoglienza). I servizi che la stessa è in grado di offrire sono: distribuzione di vestiario usato preventivamente selezionato; lavanderia per gli indumenti personali e per la biancheria da letto; uno spazio infermeria aperto due volte la settimana grazie all’opera volontaria di medici e infermieri; docce. - 1 mensa serale, la cui gestione è affidata ad un gruppo di volontari, opportunamente formati, coordinati da un referente di serata. (la mensa beneficia del progetto R.e.b.u.s. delle ACLI di Verona) e una prima colazione al mattino; - 1 centro diurno (spazio pomeridiano aperto dal lunedì al venerdì dalle 14:00 alle 18:00), dove gli ospiti usufruiscono di uno spazio conviviale e dei laboratori di falegnameria, riutilizzo creativo di materiali di riciclo, lettura e scrittura. - 2 appartamenti dedicati al progetto “Esodo”, finanziato da Cariverona, che accoglie persone in regimi di pena alternativa o ex detenuti che necessitano di accoglienza, e che desiderano intraprendere percorsi di reinserimento socio-lavorativo; - 1 magazzino per i mezzi e le attrezzature dell’area B della cooperativa.

8. Chi vuole dare una mano come può essere d’aiuto? Innanzitutto facendo del volontariato. Per esempio ci serve aiuto durante la cena che è un momento un po’ difficile sia dal punto di vista organizzativo sia dal punto di vista di relazione, in quanto in molti si affrettano a mangiare e perdono un po’ l’aspetto conviviale, che in realtà è molto importante. Durante il periodo di Natale organizziamo anche degli incontri con scuole ed insegnanti per far conoscere agli alunni la nostra realtà e, con l’occasione, in molti scelgono poi di darci una mano in quel periodo. E’ già un aspetto positivo che almeno in alcuni momenti dell’anno si sensibilizzino. Io dico però che è Natale tutti i giorni, quindi sarebbe bello e importante se chi si impegna nel periodo natalizio continuasse ad aiutarci poi per tutto l’anno, anche solo una volta al mese, ma con costanza. 20


UN ACCENNO AD ALTRE IMPORTANTI GIORNATE MONDIALI O INTERNAZIONALI DEL MESE DI DICEMBRE 5 Dicembre: GIORNATA MONDIALE DEL VOLONTARIATO

10 Dicembre: GIORNATA INTERNAZIONALE DEI DIRITTI UMANI E DEGLI ANIMALI

Per celebrare e sottolineare il prezioso contributo dei volontari, è stata instituita nel 1985 dall’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

La data del 10 Dicembre si riferisce ad un significativo evento del 1948, quando, al termine della seconda Guerra mondiale, l’Assemblea della Nazioni Unite ha redatto la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.

Con questa giornata si riconosce il volontariato come un’ attività di lavoro, tempo e capacità in attività di sostegno e supporto ad iniziative per la pace e i diritti umani

Questo codice etico sancisce che i valori di libertà, uguaglianza e giustizia siano diritti inviolabili dell’uomo, basati sul rispetto e la dignità per ogni essere umano in ogni luogo e in ogni tempo.

20 Dicembre: GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA SOLIDARIETÀ UMANA

Dopo un periodo buio della storia dell’umanità, questo documento sottolinea quindi le conquiste civili raggiunte nel XX secolo.

La giornata della Solidarietà evidenzia come questo stia uno dei “valori fondamentali e universali” per la pace e come sia basilare nelle relazioni tra i gli uomini.

A questi principi, si uniscono i Diritti degli Animali. Dal 2007 la stessa data è stata proclamata infatti anche la giornata internazionale dei Diritti degli Animali.

Fu istituita nel 2005 dall’Assemblea Generale per le Nazioni Unite con lo scopo di ricordare la necessità di promuovere lo sviluppo umano, sociale ed economico di ognuno, in particolare delle fasce più povere dei Paesi in via di sviluppo, come valore universale di uguaglianza e collaborazione tra i popoli.

La giornata del 10 dicembre sottolinea che la cura e la tutela come valori degli animali siano parte del rispetto di ogni essere vivente. Rimembrando le parole di Gandhi: “La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali”.

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Rubrica:

Parlano i circoli

Circolo Acli Cadidavid MARCIA DELLA PACE Uno dei temi a cui il nostro circolo tiene molto è sicuramente quello della pace. Quest’anno non ci siamo lasciati scappare l’occasione per divulgare attraverso la Marcia della Pace di Assisi, la possibilità di sottolineare quanto è importante la pace. Nonostante siamo nell’era di internet dove con un semplice gesto ci troviamo a chilometri di distanza e otteniamo informazioni di qualsiasi tipo, non riusciamo a vivere con pace in modo globale. Questa piccola/grande manifestazione è stata una bella ed emozionante esperienza. C’era tanta gente che ci pareva di conoscere anche se non l’avevamo mai vista. Le età erano tutte, sottolineo, tutte in pista. Anche il tempo ci è stato di aiuto. I chilometri non hanno affatto pesato. E’ una possibilità di fare con mano un’esperienza arricchente, solidale e perchè no, gioiosa. Una volta tornati a casa, organizzazione ottima, si ricomincia ma la mente non scorda le immagini, la fatica, le chiacchiere, le persone di questa marcia.

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INAUGURATO IL NUOVO CENTRO DI ASCOLTO A CADIDAVID Domenica 27 novembre, è stato inaugurato a Cadidavid, in Piazza Roma 6, il Centro di Ascolto Cadidavid. Già da alcuni anni si sta lavorando a questo progetto. Siamo un gruppo di volontari appartenenti a gruppi e associazioni del quartiere tra i quali il gruppo missionario, il gruppo anziani protagonisti nel quartiere, il gruppo S. Vincenzo, il Circolo Acli locale, con l’appoggio e la consulenza della Caritas diocesana di Verona. Insieme vogliamo dare una risposta “nuova” ai bisogni delle persone in difficoltà nel nostro quartiere; individuare i bisogni espressi e latenti presenti sul territorio; sensibilizzare e coinvolgere tutta la comunità nella loro soluzione; individuare e costruire una rete delle risorse presenti nel quartiere.

“Il primo servizio che si deve al prossimo è quello di ascoltarlo. Come l’amore di Dio comincia con l’ascolto della sua Parola così l’inizio dell’amore per il fratello sta nell’imparare ad ascoltarlo” (D. Bonhoffer) Cercheremo di dare quindi un servizio della comunità per la comunità; un luogo dove si realizza un servizio, dove tutta la comunità esprime e vive la dimensione dell’ascolto, pertanto ogni realtà deve sentirsi corresponsabile nella costituzione e gestione del Centro di Ascolto stesso, un punto di riferimento per le persone in difficoltà in cui i loro bisogni trovano ascolto e considerazione, un’antenna, un punto di osservazione privilegiato per la conoscenza delle situazioni di emarginazione presenti sul nostro territorio, uno strumento per la diffusione di una cultura della solidarietà. I volontari seguiranno una formazione permanente e il processo continuo di aggiornamento.

Riteniamo infatti importante riunire e migliorare gli approcci e le risposte frammentate che vengono date, a fronte di una domanda crescente di aiuto nel nostro quartiere.

Circolo Acli San Massimo Da martedì 4 ottobre 2016 è ricominciato il progetto di doposcuola “Nessuno Escluso” anche a San Massimo! Il doposcuola, aperto a bambini e ragazzi dai 6 ai 16 anni, si tiene tutti i martedì dalle 16.30 alle 18.30 presso le aule della Parrocchia di San Massimo destinate alla Catechesi ed è gratuito, previo tesseramento alle Acli. Per informazioni ed iscrizioni: francesca.oppici@acliverona.it Domenica 18 dicembre 2016 il Circolo ACLI di San Massimo organizza un mercatino di Natale nel piazzale della Chiesa e alle 11.00 sarà distribuita cioccolata calda per tutti! Questa è una bellissima occasione per condividere assieme la magia del Natale e scambiarci gli auguri. Vi aspettiamo numerosi! 23


Circolo Acli Colf SENZA DI NOI NON SI MUOVE IL MONDO Sin nosotras no se mueve el mundo è lo slogan scandito più volte nel corso del Primo Congresso delle lavoratrici domestiche e di cura che si è svolto a Madrid all’inizio di ottobre di quest’anno che ha visto la partecipazione di oltre 500 lavoratrici in rappresentanza di: associazioni, sindacati, cooperative, collettivi di donne, ecc., provenienti da varie località della Spagna. Una grande mobilitazione finalizzata a sollecitare il Governo spagnolo a ratificare la Convenzione ILO 189 sul lavoro dignitoso per le lavoratrici e i lavoratori domestici, per rivendicare maggiori diritti, per promuovere nuove forme di lavoro, per creare reti di solidarietà. E’ stato un evento importante, patrocinato dalla Sindaca di Madrid Manuela Carmena Castrillo, che ha proposto di organizzare un congresso internazionale il prossimo anno per rendere visibile l’immenso contributo apportato dalle lavoratrici domestiche e della cura alle famiglie, all’economia, alla politica, al mondo intero. Secondo i dati dell’ILO (Organizzazione Internazionale del Lavoro) il settore del lavoro domestico a livello planetario conta oltre 67 milioni di lavoratori; 2,5 milioni in Europa. Più dell’80% sono donne in prevalenza migranti. In Spagna sono oltre 600 mila gli addetti al lavoro domestico e di cura; in Italia se ne contano più di 900 mila ed è un lavoro in continua crescita, per effetto dell’invecchiamento della popolazione. Senza il lavoro di queste lavoratrici che quotidianamente si prendono cura della casa, dei figli, degli anziani, dei malati, moltissime altre donne non potrebbero svolgere attività lavorativa extradomestica e lo Stato dovrebbe organizzare i necessari servizi sociali per dare risposte ai bisogni delle persone. Ma tutto questo lavoro resta invisibile agli occhi della società. È necessario portarlo alla luce riconoscerne il valore sociale mettendolo in cima a quella gerarchia di valori che lo ha relegato al basso della scala sociale. Una diversa gerarchia di valori permetterebbe al lavoro di cura di uscire dall’isolamento, di mettere al centro il diritto alla cura con i diritti di chi cura, di riconoscere la dignità del lavoro, di organizzare forme di lavoro

associato, di conseguire migliori trattamenti normativi ed economici. Come Acli Colf abbiamo accompagnato i cambiamenti che si sono succeduti nel lavoro domestico. Se fino agli anni ’70 del 900 erano le donne italiane ad essere occupate in lavori di gestione della casa, negli ultimi decenni sono le donne straniere che rispondono alla domanda di lavoro domestico, che è andata configurandosi, soprattutto, come lavoro di cura per le persone anziane. Queste trasformazioni ci impongono l’assunzione di nuove responsabilità, di nuove riflessioni, di confronto con altri soggetti sociali. Per questo l’11 dicembre p.v. il Circolo Acli Colf ha organizzato un incontro con le lavoratrici e con alcuni esperti, sul tema “RENDERE VISIBILE – VALORIZZARE - TRASFORMARE IL LAVORO DOMESTICO E DI CURA: OBIETTIVO POSSIBILE?”. Lo stimolo ci è stato dato anche dall’ interessante evento che si è celebrato a Madrid, che ha offerto una lettura a tutto campo delle problematiche del lavoro domestico e di cura che sono in larga parte le stesse di cui soffre la categoria in Italia. Il nostro Paese ha effettuato un passo in più rispetto alla Spagna. Nel dicembre 2012 ha ratificato la Convenzione ILO n. 189 sul lavoro dignitoso per le lavoratrici e i lavoratori domestici. Tuttavia – a tutt’oggi non sono state introdotte nuove norme per superate le lacune legislative che di fatto mantengono le discriminazioni e la precarietà lavorativa del settore domestico e per attuare il principio di uguaglianza con gli altri lavoratori stabilito dalla stessa Convenzione.

24 Le tre ragazze in servizio civile


Rubrica:

Formazione Cristiana

FORMAZIONE E VITA CRISTIANA

VERONA

Appuntamenti anno associativo 2016 - 2017 Percorso formativo e di spiritualità promosso da Azione Cattolica Verona e Acli Verona Le Beatitudini, proclamate da Gesù nel Discorso della Montagna (Mt, 5,1-12), rappresentano la soglia d’accesso all’intero messaggio evangelico e ci propongono uno stile che capovolge ogni criterio umano e che è anzitutto vissuto da Cristo. L’itinerario di quest’anno chiede a giovani ed adulti di lasciarsi illuminare dal racconto di Matteo nel quale Gesù stesso vive lo stile delle beatitudini. Un cammino per diventare uomini e donne capaci di realizzare le promesse che rendono beati e così trovare misericordia, ereditare la terra, essere chiamati figli di Dio, vedere Dio e raggiungere il Regno dei cieli. L’itinerario tracciato invita a raccontare la vita e propone spunti concreti per lasciarsi cambiare dalla Parola ascoltata. Il primo incontro “ Le Beatitudini, i Santi, la Missione - Incontro introduttivo con don Antonio Scattolini e Micaela Sgrò”, che si è tenuto lo scorso 29 ottobre al Museo di Catelvecchio di Verona, ha dato il via ad una serie di appuntamenti: Beati i misericordiosi. Incontro di spiritiualità - don Gabriele Avesani

10 dicembre 2016 Villa Elena da Persico - Affi

Beati gli operatori di pace. Incontro con Pax Christi

14 gennaio 2017 Sede diocesana dell’Azione Cattolica P.tta San Pietro Incarnario 3, Verona

Beati i miti. Incontro con don Paolo Dal Fior Cappellano del carcere di Montorio

4 marzo 2017 Cooperativa sociale “Il Samaritano” via dell’Artigianato 21/A, Verona

Beati i puri di cuore. Incontro di spiritualità - don Gabriele Avesani

1 aprile 2017 Casa San Giovanni in Loffa - Sant’ Anna d’Alfaedo

Incontro NUOVI STILI DI VITA

23 aprile 2017 - giornata intera Casa San Giovanni in Loffa

Visita “SottoSopra”

3 giugno 2017 - giornata intera Bolca (VR) 25


VERONA

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Rubrica:

Senti chi parla adesso...

Un nuovo anno di Servizio Civile

Adrian, Alice, Daniela e Gianmarco si presentano A questi obbiettivi è affine il progetto “Dammi il cinque”. Gianmarco, 20 anni, svolgerà infatti attività sportiva con bambini e adolescenti con l’obiettivo di favorire l’inclusione e la prevenzione del disagio giovanile, in un processo educativo attento ai rischi di emarginazione fisica e sociale.

Il 7 Novembre si è avviato il nuovo anno di Servizio Civile alle Acli di Verona con tre importanti progetti educativi di promozione sociale e culturale: “Tutti a Bordo”, “Dammi il cinque” e “Giovani si nasce anziani si diventa”. Adrian, Daniela, Gianmarco e Alice sono i quattro volontari che ci accompagneranno in questo anno di attività.

Infine lo scopo del progetto “Giovani si nasce anziani si diventa” è quello di favorire una migliore qualità della vita degli anziani nelle relazioni sociali e della salute. Alice, 25 anni, contribuirà allo svolgimento di attività motorie e ricreative con anziani over 65 per la prevenzione dell’isolamento sociale e il conseguente decadimento della salute fisica degli anziani.

Il progetto “Tutti a Bordo” coinvolge gli alunni delle scuole primarie e secondarie con lo scopo di ridurre la dispersione scolastica. I volontari Adrian, 19 anni, e Daniela, 28 anni, cercheranno di favorire l’autostima dei bambini e dei ragazzi a partire dal loro rendimento scolastico, attraverso attività di aiuto compiti. Inoltre nelle prossime settimane partiranno i laboratori sportivo e creativo per favorire la socializzazione del gruppo in un percorso educativo di collaborazione e integrazione.

I ragazzi del Servizio Civile

Perché hai scelto di fare quest’esperienza ? Cosa ti ha colpito del tuo progetto? “Ho scelto di fare quest’esperienza per conoscere maggiormente la realtà del giorno d’oggi e orientare le mie scelte per il futuro. Del mio progetto mi ha colpito il fatto che potevo aiutare dei ragazzi a migliorare il loro percorso scolastico e la loro autostima cosi da evitare nel futuro di compiere scelte come l’abbandono scolastico (come molti ragazzi che ho conosciuto)”

Adrian

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S stieni i nostri progetti sociali! VERONA

Acli Provinciali di Verona - IBAN: IT02T0200811796000104481618 Causale: Sostegno al progetto “nome progetto”

Nessuno Escluso è un progetto di contrasto alla dispersione scolastica attraverso attività di aiuto compiti, laboratori sportivi e creativi gratuiti rivolti a ragazzi dai 6 ai 17 anni in situazione di disagio e marginalità. Attualmente è attivo in tre quartieri e assiste circa centocinquanta minori e le loro famiglie. R.e.b.u.s. (Recupero Eccedenze Beni Utilizzabili Solidalmente) è un progetto che, attraverso una rete locale di solidarietà, organizza il recupero di beni invenduti o inutilizzati, destinandoli ad enti di assistenza e beneficienza. Recupera ogni anno oltre 1.500.000 kg di prodotti alimentari e circa 7.000 pezzi di farmaci.

Rebus InForma è un progetto formativo ed informativo nato per sensibilizzare gli alunni delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie sulle tematiche collegate al progetto R.eb.u.s.

Verona 0459275000 - www.acliverona.it Per informazioni: Ufficio Progetti Acli 24


Chiusure uffici:

Si comunica agli utenti che gli uffici Acli saranno chiusi nel seguente periodo: Segreteria Acli, Ufficio Progetti, UsAcli e Acli Arte e Spettacolo dal 24 dicembre 2016 all’8 gennaio 2017 compresi. Patronato Acli, Caf Acli e Fap Acli dall’ 1 all’ 8 gennaio 2017 compresi. Il centralino Pronto Acli (045 8065512 / 045 8065550) sarà comunque aperto le mattine dal 2 all’8 gennaio.

BUONE FESTE A TUTTI!


ACLI VERONESI Prossimo numero: Aprile 2017

ACLI Veronesi - dicembre 2016  

Il giornalino informativo delle Acli Provinciali di Verona

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