Il Giornale dei Biologi - N. 4 - Aprile 2021

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Beni culturali

LE TRE “ULTIME CENE” DI OPPIDO LUCANO Nel suggestivo borgo della Basilicata ci sono ben tre rappresentazioni del significativo episodio della vita di Gesù: un viaggio nella storia dell’arte lungo 400 anni

di Rino Dazzo

O

ppido Lucano (Potenza) è un borgo caratteristico della Basilicata, nell’Alto Bradano, ricco di testimonianze artistiche e storiche. Tra le sue peculiarità ce n’è una che è abbastanza singolare: è una cittadina con diverse raffigurazioni dell’Ultima Cena. Nel suo territorio se ne possono ammirare ben tre, per un viaggio nella storia dell’arte che, partendo dalla terza decade del 1300, giunge fino alla metà del ’700. La prima (XIV secolo) è contenuta nel ciclo di affreschi delle Grotte di Sant’Antuono, la seconda (XVI-XVII secolo) figura nel cenacolo del convento di Sant’Antonio, la terza (XVIII secolo) impreziosisce invece il “cappellone” della Chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo. Quella degli affreschi è una storia nella storia, visto che sono rimasti nascosti o ignorati per secoli, fino a quando nei primi anni Settanta del secolo scorso un insegnante di educazione tecnica, Antonio Maria Cervellino, ha dato un’occhiata a quei ruderi poco fuori Oppido, in contrada Pozzella, usati come ricovero per maiali e capre e dove i ragazzi del paese si divertivano “a tirare i sassi a Gesù”. Nella cripta dell’antica chiesa rupestre Gesù c’era davvero. E con lui la Madonna, San Giuseppe, Giuda, gli apostoli

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