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S ic ilia S a le si ana Mi ssi o nari a Anno XXXVI Numero 1 - Giugno 2016

Tempo di Misericordia


Pellegrini nel tempo della misericordia 

di don Luigi

Cari amici vicini e lontani, rieccomi a voi con questo nuovo numero di SiSaMi. Vorrei innanzitutto ringraziare tutti coloro che, in un modo o in un altro, si sono fatti presenti dopo l’uscita del numero precedente esprimendo gratitudine ma anche soddisfazione per quel poco che, tutti insieme, riusciamo a fare per le missioni salesiane. È sempre incoraggiante poter sentire la vostra voce, ricevere i vostri commenti e proposte per rendere migliore questo piccolo servizio che rendiamo alla Chiesa di Cristo nel diffondere il suo messaggio di speranza e di misericordia. Mi piace, a riguardo, riprendere un passo del discorso che Papa Francesco ha fatto al movimento di Comunione e Liberazione il 7 marzo 2015: «Centrati in Cristo e nel Vangelo, voi potete essere braccia, mani, piedi, mente e cuore di una Chiesa “in uscita”. La strada della Chiesa è uscire per andare a cercare i lontani nelle periferie, a servire Gesù in ogni persona emarginata, abbandonata, senza fede, delu-

Piazza San Pietro durante un’udienza di Papa Francesco

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sa dalla Chiesa, prigioniera del proprio egoismo». Chi dedica la sua vita, per quello che può e come può, alla diffusione del Vangelo diventa testimone credibile di un Dio che è Padre e che si prende cura dei suoi figli in maniera attenta e concreta. Vorrei condividere con voi la bella esperienza vissuta a Santiago de Compostela dal 3 al 6 febbraio. I Dicasteri delle Missioni e della Pastorale Giovanile della nostra Congregazione, hanno organizzato un incontro con i relativi Animatori Missionari e Delegati di Pastorale Giovanile delle Ispettorie della nuova regione salesiana “Mediterranea”, di cui fanno parte Portogallo, Spagna, Italia e Medio Oriente. È stato un momento di confronto molto sereno, familiare, ma non per questo meno ricco di contenuti e di spirito salesiano. Come animatori missionari abbiamo scambiato le esperienze e le buone prassi di ciascuna Ispettoria ed ho avuto modo di ringraziare il Signore per la tanta ricchezza e il tanto bene che riescono a fare i confratelli nel coordi-


I confratelli partecipanti all’incontro di Santiago

nare e gestire le varie esperienze missionarie. Quello che più mi ha colpito è stata la considerazione fatta dal Consigliere Generale delle Missione, don Guillermo Basañes che, rivolgendosi a noi agli inizi dei lavori, ha detto: «Mi trovo davanti a quelle che storicamente sono state le Ispettorie madri delle missioni salesiane». Lì ho sentito tutto la responsabilità, ma anche l’orgoglio e la gioia di appartenere a questa grande tradizione fatta di generosità e sacrificio per la diffusione del Regno di Dio. Un altro momento interessante è stato il confronto con i delegati di pastorale giovanile riguardo al volontariato salesiano internazionale, che nelle ispettorie di riferimento ha una storia ben consolidata: anche qui è stato bello vedere quanta ricchezza riesca ad esprimere il nostro carisma, facendo sì che il volontariato in paesi di missione diventi un’occasione non solo di crescita umana, ma specialmente di incontro con il Signore

della vita che parla proprio lì dove meno te lo aspetti, tra le miserie e la povertà del genere umano. Concludo con un ultimo ricordo che costituisce la copertina di questo numero: il sepolcro di San Giacomo il Maggiore. È stato il luogo che in assoluto ha attirato la mia attenzione, più di tutta la città di Santiago. Essere lì, davanti alle spoglie dell’apostolo, segno concreto di come il Vangelo di Cristo sia stato portato fino agli estremi confini della terra: non vi nascondo che ho passato tanto tempo in preghiera davanti a lui affidando alla sua intercessione tutti voi ed i confratelli impegnati nelle missioni sparse per il mondo. È questo il regalo più bello che mi porto dentro di questa esperienza internazionale ma caratterizzata dal fuoco dello Spirito e nel nome di Don Bosco. Che il Signore Risorto continui ad illuminare le nostre vite e a plasmarle secondo il suo Sacro Cuore per la salvezza dei fratelli. 3


Un futuro per Manasoa Carissimi AMICI, Vi scrivo per dirVi che sto bene, soprattutto in questi giorni della festa del nostro Padre e Fondatore Don BOSCO. Gli allievi della Scuola, i giovani dell’Oratorio, tutta la nostra popolazione del Distretto missionario, abbiamo celebrato le meraviglie del Signore attraverso il nostro Padre e Maestro della gioventù. Naturalmente ci sentiamo spronati mggiormente a donare la nostra vita per il bene di quella che Don Bosco definiva “la porzione più eletta della società”, la gioventù. Vi scrivo anche perché ho un regalo da farVi: MANASOA RABARI MANASOA JOEL è un bambino nato il 7 Novembre 2013. I genitori avevano avuto tre bambine e desideravano un bambino. All’ecografia durante la gestazione tutto sembrava normale, ma MANASOA è nato senza braccia ! Neanche due moncherini! La Famiglia l’ha accettato e si prodiga per far vivere un’infanzia gioiosa a Manasoa. Il bambino è intelligente e sveglio; con le gambette impara a fare tanti piccoli gesti di autoservizio; già sgambetta nel gioco al pallone. Avendo appreso che il bambino era portato all’Oratorio di Betafo, ho voluto conoscerlo. Ho chiamato anche i genitori, per incoraggiarli. Ho promesso che avrei cercato idee per far crescere Manasoa in un clima di affetto e di fiducia sul futuro. Mi rivolgo a Voi, cari Amici, per avere sug-

gestioni e consigli sul da farsi, a livello medico, e per l’educazione di questo bambino. Se c’è qualcuno tra di Voi che vuole adottare Manasoa, penso che ciò sarà un ottimo aiuto per la famiglia per tutte le cure e il sostegno da realizzare per l’avvenire di questo loro figlio. Appena ho visto Manasoa, l’ho subito affidato a NINO BAGLIERI, il giovane manovale 17enne, caduto dal 4° piano, e rimasto immobilizzato. Dopo il primo sbandamento morale, NINO trovò luce nella fede e divenne un testimone della sofferenza di Gesù a quanti l’avvicinavano. È in corso la causa per portarlo agli onori degli altari. Non dimenticherò l’invito al 25° di festa della sua Croce; fra l’altro conservo ancora il bel regalo che mi ha voluto fare, a me allora ispettore dei Salesiani di Sicilia. Cari Amici, grazie anticipate per quanto potrete fare per il mio e vostro MANASOA. Il Signore ricompensi la vostra generosità. La Vergine Ausiliatrice Vi assista maternamente. Vi assicuro la nostra costante preghiera. In Don Bosco Betafo, 31 Gennaio 2016 Festa di S. Giovanni Bosco don Vittorio Costanzo Manasoa con papà e mamma

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La visita del Rettor Maggiore don Angel Fernandez Artime BETAFO, 2-3 Aprile 2016 Era stata annunciata la visita del Rettor Maggiore Don ANGEL FERNANDEZ ARTIME in Madagascar, ma solo in un secondo tempo si è prospettata la sua possibile venuta a Betafo. Una volta deciso il programma, sono subito partiti i preparativi per l’accoglienza del Rettor Maggiore dei Salesiani a Betafo. Il primo movimento è stato la preparazione spirituale per la visita del X Successore di Don Bosco. Sono state avviate le comunicazioni attraverso la nostra radio locale “ZARASOA” per animare tutta la popolazione. Abbiamo preso i contatti con le Autorità locali per dare la massima importanza all’avvenimento e per un’accoglienza ufficiale a nome di tutta la popolazione. Si sono subito avviati i lavori di rinnovamento della nostra chiesa “concattedrale” (con ripulitura interna ed esterna) e la manutenzione straordinaria del percorso cittadino. Il 2 Aprile, alle ore 11.15, il Rettor Maggiore, accompagnato da Mons. Rosario Vella (salesiano Vescovo di Ambanja), da D. Américo Chaquisse (Regionale per l’AFRICA e il Madagascar), da Don Eusebio Muños (Delegato per la Famiglia salesiana), da Don Giuseppe Casti (Delegato dei Salesiani Cooperatori, ma anche Superiore emerito dei Salesiani della Sardegna che hanno aperto la presenza salesiana a Betafo), da Don Horacio Lopez (segretario del R. M.), dall’Ispettore Don Armand, dai Membri del Consiglio ispettoriale ed altri confratelli, arrivava davanti al Municipio di Betafo ove erano pronti ad accoglierlo il Capo del Distretto (Provincia), il Sindaco e altre Autorià civili e militari; il Vescovo, assente, era rappresentato dal Vicario generale Don Ernest. Gli alunni della nostra “Rinaldi” - scuola di recupero scolastico hanno eseguito una danza mimata

con una simpatica coreografia. Il Capo del Distretto ha rivolto parole di benvenuto a nome di tutta la popolazione del distretto civile, menzionando non solo i cattolici ma anche la gente di altre professioni religiose. Il Vicario generale, prendendo la parola a nome del Vescovo e della Chiesa locale, ha espresso al R.M. il grazie per la presenza dei Salesiani a Betafo e in Madagascar. Prima che il R.M. prendesse la parola, sono stati offerti al R.M.

SS.mo Sacramento, per una breve preghiera, ammirando, quindi, la bellissima chiesa, vero capolavoro di architettura. Dopo il pranzo, il Rettor Maggiore ha incontrato i giovani delle Associazioni del Movimento Giovanile Salesiano nella rinnovata sala Don Bosco, seguita da una breve presentazione delle singole Associazioni fatta dai relativi rappresentanti. Don Angel ha incoraggiato i giovani a farsi missionari dei loro

La Comunità di Betafo col Rettor Maggiore, il Regionale dell’Africa e Madagascar, e l’Ispettore D. Armand

un “lamba landy” (specie di lunga sciarpa da mettere sulla spalla) e un cappello (doni che si offrono a personaggi d’onore). Il R.M. presa la parola, ha presentato i suoi Collaboratori, esprimendo la sua gioia nel trovarsi a Betafo, accolto da tanta gente semplice e affettuosa, definendola: “un’accoglienza popolare”. La strada verso la Chiesa, fatta a piedi, è stata accompagnata dal suono della fanfara tradizionale (mpitsoka sodina) e dall’animazione fatta dai giovani dell’Oratorio attraverso gli altoparlanti. In forma privata il R.M. è entrato in chiesa inginocchiandosi davanti al

compagni in un cammino di santità giovanile e gioiosa. Terminato questo momento di confronto, usciti dalla sala Don Bosco, tutti pronti per le foto di gruppo, a cui il R.M. teneva particolarmente: i giovani si sono disposti attorno alla statua di Maria Ausiliatrice collocata all’ingresso del cortile del distretto parrocchiale. Dopo che Mons. Rosario Vella ha fatto pregare l’Ave Maria a tutti i presenti, don Angel ha benedetto la statua e tutti i presenti. Un momento simpatico è stato quello vissuto con le FMA e la Famiglia salesiana presso i locali 5


delle Suore. I Salesiani Cooperatori e le Aspiranti delle Suore hanno riempito di allegria salesiana l’accoglienza. La Celebrazione Eucaristica del 3 Aprile alle ore 9,30 è stato il punto culminante della visita del nostro R.M.: una popolazione di circa 6.000 persone (cattolici e… protestanti) si è radunata nel grande cortile della scuola “S. Luigi”. Canti e danze davano possibilità alle varie associazioni e gruppi di prendere parte attiva all’animazione della liturgia. Dopo la breve presentazione dei Sacerdoti presenti, Don Vittorio Costanzo ha dato il benvenuto a don Angel. Mons. Rosario Vella ha presieduto l’Eucaristia, mentre il Rettor Maggiore ha tenuto l’omelia, rinnovando gli auguri per la S. Pasqua, raccomandando la fedeltà nella fede, nonostante le difficoltà della vita, facendo un richiamo al Salesiano sequestrato in Yemen.

Prima della benedizione finale si sono svolti i “kabary”. Il presidente del Comitato parrocchiale esprimeva la gioia di Betafo nell’accogliere il R. M. e il ringraziamento per il bene fatto dai Salesiani nei circa 30 anni della loro presenza a Betafo. A don Angel è stato offerto un agnello (segno della Pasqua, dell’Anno e della Domenica della Misericordia, nonché della trasformazione in agnelli delle bestie feroci viste da Giovanni Bosco nel sogno dei nove anni) e una bella statua della Madonna Ausiliatrice in legno di palissandro. L’Ispettore don Armand ha ringraziato la popolazione per l’accoglienza riservata al Rettor Maggiore augurando a tutti la gioia della Santa Pasqua. Il R. M., contento dei doni simbolici ricevuti e molto graditi, è rimasto colpito soprattutto dal fervore della gente, raccomandando a tutti la devozione alla Madonna. Da notare che la S. Messa è stata trasmessa in diretta in tutto il Madagascar dalla “Radio Don Bosco”

Il Rettor Maggiore accoglie i doni della gente di Betafo

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venuta appositamente da Tananarive. Al termine di tutto un momento di condivisione fraterna era preparata per le Autorità civili e religiose, a cui hanno preso parte anche i rappresentanti della Parrocchia e delle Associazioni. Un bel dolce per circa 200 persone era confezionato con la scritta: «JOYEUSES PAQUES (Buona Pasqua) Benvenuto Padre», mentre le foto di Don Bosco e del R.M. spiccavano lateralmente sul dolce. Sorpresa finale: lo stesso don Angel, presa una chitarra, si è esibito in canti spagnoli molto applauditi. GRAZIE, caro Rettor Maggiore! Ti accompagniamo con la preghiera. Maria Ausiliatrice e Don Bosco Ti guidino nell’animazione della Famiglia Salesiana. Ti promettiamo fedeltà al carisma di Don Bosco. MADAGASCAR e MAURITIUS Ti Augurano lunga vita e santità. W Don BOSCO ! W il Rettor Maggiore! W Don BOSCO!


Missionario… come me! «La missione è compito di tutti i cristiani, non solo di alcuni. È compito anche dei bambini!» Papa Francesco Mi chiamo Giulia, ho dodici anni e sono una ragazzina come tante. Il mio tempo è scandito dalla scuola, dalla vita in famiglia, dalla catechesi in preparazione ai Sacramenti e dal gruppo formativo all’Oratorio della Salette a Catania. In apparenza nulla di straordinario. Invece lo straordinario c’è, eccome! Gesù mi ha rivolto un invito importante: essere missionaria del Suo Amore. Lui non guarda all’età, ma al cuore e dal profondo del mio gli ho risposto «sì!». Essere missionari non vuol dire solamente partire per terre lontane. Io non sono andata molto lontano da casa, ma il bello è proprio questo: Gesù mi chiama e mi manda a portare il Suo Amore a tutti quelli che

di Giulia Zappalà

incontro nella vita di ogni giorno, a scuola o in famiglia. Il 17 gennaio, Domenica Missionaria Salesiana, dopo aver detto il mio “sì!” a Gesù ed essere stata aiutata a riflettere sull’importanza di questo “starci” alla Sua proposta, insieme ad altri bambini e ragazzi del gruppo formativo, dalle mani del Direttore della mia comunità, don Marcello Mazzeo, ho ricevuto il Mandato Missionario. Che emozione! Da quel momento ci siamo impegnati, chiedendo aiuto a Dio, a vivere la nostra vita alla luce della Sua Parola, a prenderci cura della nostra formazione per essere testimoni credibili nei nostri ambienti di vita e ad accogliere la chiamata al servizio, mettendoci in gioco con tutto noi stessi. Questa la nostra piccola ma grande, grandissima, promessa. Il sabato precedente, insieme ad altri che come me si preparavano a questo importante passo, ho provato a

Il gruppo missionario al termine della celebrazione del mandato

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volte di mangiare solo la frutta che trovano nelle foreste e noi, più fortunati di loro, ci lamentiamo in continuazione di quello che ci manca, che è niente in confronto a quello che altri si possono permettere. Siamo anche passati all’azione attraverso tre appuntamenti di “Mercatino Missionario” con oggetti provenienti dal Madagascar, cartoline e altri creati da noi per raccogliere fondi da destinare alle Missioni Salesiane. Niente che altri non possano fare, ma ci abbiamo davvero messo il cuore.

sensibilizzare i miei compagni del catechismo ad aprirsi al mondo missionario, in particolare quello salesiano. Così la nostra Chiesa è diventata ponte col Madagascar attraverso foto dei salesiani siciliani che si trovano lì e degli abitanti di quella terra. Non ci siamo fermati qui: attraverso un percorso che ciascuno di noi guidava, abbiamo anche parlato di diritti e di diritti negati.

Tra i diritti, ce ne sono soprattutto due che secondo me sono importantissimi: il diritto al cibo e quello alla salute. Tante persone non possono curarsi e quando possono devono aspettare tanto tempo; il cibo invece lo devono guadagnare con fatica, accontentandosi a 8

Il percorso di formazione ci ha portati a partecipare alla Festa dei Ragazzi Missionari organizzata dalla Diocesi di Catania: tra giochi e testimonianze ci è stato ricordato quanto sia importante il compito, che è anche nostro, di guidare gli altri a Gesù, imparando prima a essere come Lui. Quest’anno prima della Festa è stato indetto un concorso al quale abbiamo partecipato: in due cartelloni, tra foto, scritte e brillantini di troppo abbiamo raccontato le nostre esperienze e ci siamo classificati al secondo posto, per la felicità di noi tutti. Le ore spese per realizzarli sono state più che ricompensate.

A chi dice che essere missionari è cosa da grandi rispondo che sono grata per la chiamata che Gesù mi ha rivolto: mostrare agli altri quanto è grande l’Amore che Lui prova per l’uomo è possibile, anche alla mia età.


La “Buonanotte” a S. Chiara L’oratorio salesiano Santa Chiara nasce in uno dei quartieri più suggestivi di Palermo, l’Albergheria, crocevia di culture e popoli, sin dall’antichità. Ancora oggi, passeggiando per le vie del quartiere, il suo storico mercato, i tesori nascosti, si respira quell’aria di convivenza con tutte le sue contraddizioni. È proprio in questo contesto, sin dal primo dopoguerra, che opera Santa Chiara. Oggi punto di riferimento soprattutto per bambini, ragazzi e attraverso loro arriva alle famiglie del quartiere cercando di dedicarsi ai loro bisogni. Un esempio significativo è il Centro Infanzia che si prende giornalmente cura di bimbi dai 0 ai 5 anni, fungendo da fondamentale supporto per le famiglie in difficoltà, italiane e non, creando un clima di integrazione il cui valore è l’uguaglianza e il rispetto della diversità. Per i più grandi invece i principi di educazione salesiana, si traducono in pratica innanzitutto tramite il sostegno scolastico pomeridiano, in cui lo studio, oltre ad essere strumento di emancipazione individuale, diventa un mezzo di lotta alla dispersione scolastica, una delle maggiori problematiche del quartiere; l’educazione passa soprattutto attraverso il gioco in maniera spontanea, così come a don Bosco piaceva fare con i suoi ragazzi. Proprio in piena tradizione salesiana, anche la “buonanotte” diventa un momento di incontro tra culture e religioni diverse, infatti ognuno può vivere la propria spiritualità insieme agli altri; così l’incontro con Dio si traduce in incontro tra i giovani che sanno renderlo più vero grazie alla loro spontaneità. Santa Chiara mette a disposizione i propri locali sia agli altri gruppi etnici, e non di rado si può assistere a celebrazioni funerarie e riti religiosi musulmani, induisti, feste, matrimoni, …; sia per altre associazioni che operano nel territorio (scuola di prima alfabetizzazione, riunioni di vario genere, comitato antirazzista,

dei giovani di Santa Chiara

sportello ginecologico, sportello lavoro, sportello di assistenza legale, servizio posta per migranti); ospita spesso conferenze e attività in generale che puntano a favorire l’incontro spontaneo tra le persone al di là del contesto di origine.

Ma Santa Chiara è questo e tanto altro, spiegarlo così in poche righe è quasi impossibile, un insieme di emozioni che ti travolgono, un’esperienza che ti segna e ti insegna a non avere paura, ad apprezzare le piccole cose della vita. Bisogna viverlo per capire, ciò che questa realtà è e ciò che suoi ragazzi, bambini sono capaci di dare.

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Per non dimenticare  di Pippo Formisano Caro don Luigi, ti invio alcune locandine stampate con don Rocco Rindone nel 1983 a San Gregorio in occasione della partenza del secondo gruppo missionario, composto da Paolo Sapienza e Carmelo Zappalà.

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ELENCO BENEFATTORI 2015

Cari amici di SiSaMi, approfitto di questo numero per ringraziare tutti coloro che nell’anno passato hanno sostenuto con il loro contributo le nostre missioni salesiane: è un fiume che scorre, forse, in maniera silenziosa, senza fare troppo rumore, ma che produce frutti di bene che vanno al di là delle opere materiali e terrene. Dio che scruta il nostro cuore ricompensi tutti voi per la vostra generosità e le vostre preghiere a favore delle Missioni. Adamo Maria Aliberto Esmeralda Allibrio Maria Teresa Aranzulla Carlo Aronica Nunzia Barbaro Angela Barbarossa Branchina Maria Barone Vincenzo Bonzeri Giuseppe Cammarata Maria Chiara Camuto Giovanna Cannavò Gaetano e Aurora Cannizzo Antonina Carrera Bartola Casco Maurizio e Condorelli Castiglione Giacomo Comando Vigili del fuoco di Catania Conoscenti Maria Teresa Contrafatto Nella Corso Angelo e Dina Corso Graziella Crimì Cipolla Rosa Cugini Amodeo D’Arma Rosa De Salvo Marco Di Stefano Pietra Dioguardi Andrea Domingo Andrea e Maria Don Barcellona Nunzio Don Dolcimascolo Giuseppe Don Ledda Salvatore Don Lorenzo Anastasi e comunità parrocchiale di Riesi Ex allieve San Gregorio Firrarello Nunzia Firrarello Santo Fisichella Domenico

Fisichella Gianni Fontana Maria Teresa Gamillo Francesca Giannone Tusa Bice Giove Concetta Gorni Maria Chiara Gruppo “Azione Cattolica” Parrocchia S. M. Ausiliatrice di Ragusa Gruppo “Bartolomeo Garelli” dell’Oratorio Salesiano di San Cataldo Gruppo “Savio Club” dell’Oratorio Salesiano Salette di Catania Gruppo di preghiera per le Vocazioni dell’Oratorio Salesiano di Alcamo Gruppo Missionario Caltagirone Gueli Grazia Iacono Ippolita Isgrò Maria Concetta La China Ugo La Rosa Antonia Lepro Pietro Liceo IV Scientifico dell’Istituto San Francesco di Sales di Catania Lisfera Maurizio Lombardo Ernesto Lombardo Marianna Manuele Augusta Martines Anna e Savatteri Maria Mazzeo Giuseppe Medico Carmela Meli Carmelo Miucci Egidia Monastero San Paolino da Nola di Palermo

Morana Felice Muratore Marianna Nicolosi Alfia Nicosia Salvatore Occhiuto Francesco Panebianco Maria Teresa Pappalardo e Treccarichi Pappalardo Rosetta Pomadi Rosa Porto Maria Prato Gaetana Privitera Salvatore Puglisi Maria Andreana Pulvirenti Pina Rita Purrello Carlo Francesco Raimondi Clelia Maiorana Raimondo Carmelo Rapisarda Venera Rapisardi Angela Riggi Arturo Riggi Ernesto

Rizzo Giuseppe Sacco Lucia Salerno Santo Santagati Egidio Sapienza Agata Scarpato Santo Spadaro Manfredo Natale Spinello Graziella Tedesco Liliana Teriaca Maria Terranova Di Franco Giovanni e Lentini Giuseppe Testaì Francesco Tinaglia Daniele Maria Tirrito Antonino Tirrito Pietra Tomasello Maria Grazia Tomasi Maria Troina Maria Vaccaro Giuseppa Vitale Nunziata

Anno XXXVI Numero 1 Giugno 2016

Organo di Informazione e di Collegamento del Centro Ispettoriale Missioni Salesiane Via Cifali, 7 - 95123 Catania Tel. 0957285113 sisami80@gmail.com missionisiciliasdb@gmail.com

Redazione: Luigi Calapaj, Taisia Aurora Messina Stampa: Tipolitografia Stampa Open - Messina

Responsabile: Giuseppe Costa Aut. Trib. Catania N. 560/17-1-81

CENTRO ISPETTORIALE MISSIONI SALESIANE - Via Cifali, 7 - 95123 CATANIA Tel. 095. 7285113 – email: missionisiciliasdb@gmail.com - CCP 1024614669 Cari amici, benefattori e sostenitori delle missioni salesiane, di seguito trovate le indicazioni per sostenere le nostre missioni.

1. Conto Corrente Bancario Rimane quello segnalato la volta scorsa.

CREDITO SICILIANO Centro Ispettoriale Missioni Salesiane IBAN: IT90X0301916906000008006442

2. Conto Corrente Postale

Così come avvenuto per comunicazione a tutti coloro che hanno fatto dei versamenti tramite Posta, ecco il numero di Conto Corrente:

1024614669

intestato a Centro Ispettoriale Missioni Salesiane

3. Intestazione Assegni

Per tutti coloro che desiderano contribuire al sostegno delle nostre missioni tramite assegno bancario, al fine di evitare problemi di riscossione da parte degli istituti di credito, ricordo che l’intestazione deve recare questa esatta dicitura, e non altre: CENTRO ISPETTORIALE MISSIONI SALESIANE.

4. Detrazioni Fiscali

Per coloro che richiedono la detrazione fiscale trascrivo di seguito quanto riportato nella “Guida alla nuova legge sulle donazioni per le

Persone Fisiche” per le modalità di erogazione delle detrazioni fiscali. «Per le erogazioni in denaro devono essere utilizzati gli strumenti volti a fornire la rintracciabilità per l’amministrazione finanziaria della donazione effettuata. Nello specifico si richiede che i versamenti siano effettuati esclusivamente utilizzando uno dei seguenti sistemi o intermediari di pagamento: · Banca, · Ufficio postale, · Sistemi di pagamento previsti dall’art. 23 del Decreto Legislativo 9/7/1997 n° 241, e cioè carte di debito, carte di credito, carte prepagate, assegni bancari e circolari. In ragione di tale logica cautelativa sono certamente da escludersi – dalla deducibilità – le donazioni di denaro contante». 11


Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre Il mistero della fede cristiana sembra trovare in questa parola la sua sintesi. Essa è divenuta viva, visibile e ha raggiunto il suo culmine in Gesù di Nazareth. Il Padre, «ricco di misericordia» (Ef 2,4), dopo aver rivelato il suo nome a Mosè come «Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà» (Es 34,6), non ha cessato di far conoscere in vari modi e in tanti momenti della storia la sua natura divina. Nella «pienezza del tempo» (Gal 4,4), quando tutto era disposto secondo il suo piano di salvezza, Egli mandò suo Figlio nato dalla Vergine Maria per rivelare a noi in modo definitivo il suo amore. Chi vede Lui vede il Padre (cfr Gv 14,9). Gesù di Nazareth con la sua parola, con i suoi gesti e con tutta la sua persona rivela la misericordia di Dio. (Misericordiae Vultus, 1)

Sisamigiugno16  

Sisami/06/2016

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