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Sommario Editoriale

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Madre Teresa al CG22

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Programmazione

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Messaggio del Rettor Maggiore Don R. Stroscio e Madre Teresa Formazione

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Pastorale Giovanile MGS

Animazione Vocazionale

Animazione Missionaria/VIS

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Harambèe 2016

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Comunicazione Sociale

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Associazioni T.G.S.

Famiglia Salesiana

Dalle case salesiane

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Guardando altrove

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Direttore Responsabile Felice Bongiorno

Registrazione: Tribunale di Catania N. 15 dell’11-04-2008

Redazione

Felice Bongiorno (coordinatore redazionale) Enrico Frusteri Angelo Grasso Domenico Luvarà Calogero Montanti Giuseppe Ruta Luigi Saraniti

Collaboratori

Vittorio Castiglione Andrea Strano Giuseppe Trovato

Direzione e redazione

Via Del Bosco, 71 - 95125 Catania Tel. 095 336369 Fax 095 339720 E-mail: insieme@sdbsicilia.org Sito web: www.sdbsicilia.org

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Scuola Grafica Salesiana Catania-Barriera

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In copertina Madre Teresa di Calcutta. Foto di Grzegorz Galazka. © Libreria Editrice Vaticana.


Editoriale Cinque metafore per vivere e camminare “insieme” Siamo ancora nell’Anno Giubilare della Misericordia che non va considerato come segmento del tempo che passa, ma come paradigma per il futuro, come lo stesso Papa Francesco auspica nella bolla d’indizione del Giubileo: «Come desidero che gli anni a venire siano intrisi di misericordia per andare incontro ad ogni persona portando la bontà e la tenerezza di Dio! A tutti, credenti e lontani, possa giungere il balsamo della misericordia come segno del Regno di Dio già presente in mezzo a noi» (Misericordiae vultus, n. 5). Non permettiamo che l’esperienza della misericordia sia consumata e archiviata, ma continui nei suoi effetti di grazia in noi, nei nostri collaboratori e nei nostri giovani. Significativa in questo senso è la recente Lettera del Rettor Maggiore, Misericordiosi come il Padre, lettura salesiana dell’Anno Giubilare (ACG 423,3-28). Nel cuore della Chiesa e sentendoci parte viva della grande Famiglia di Don Bosco, sono state tratteggiate nell’Agenda di quest’anno, “cinque metafore formative” che possono essere di stimolo per l’anno educativo-pastorale 2016/2017, iniziato con la programmazione a livello ispettoriale a fine agosto e a livello locale nella prima metà di settembre presso tutte le nostre comunità e ambienti educativi. Desidero riconsegnarle con qualche nota esplicativa in più. P r i m a m et af o ra : p r o f u m o e u n g u en t o di m iser icord ia Nel fluire del tempo, vogliamo, innanzitutto, essere raggiunti ancora dal balsamo della misericordia, proseguendo la riflessione della Strenna 2016 del Rettor Maggiore sull’interiorità spirituale (“Con Gesù, perInsieme

corriamo l’avventura dello Spirito!”) nel nuovo percorso formativo che condivideremo con i giovani: «Signore dove abiti?», con la convinzione che «la gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù» (Evangelii Gaudium, n. 1). Infatti, «non è la stessa cosa aver conosciuto Gesù o non conoscerlo, non è la stessa cosa camminare con Lui o camminare a tentoni, non è la stessa cosa poterlo ascoltare o ignorare la sua Parola, non è la stessa cosa poterlo contemplare, adorare, riposare in Lui, o non poterlo fare. Non è la stessa cosa cercare di costruire il mondo con il suo Vangelo piuttosto che farlo unicamente con la propria ragione» (Evangelii Gaudium, n. 266). Lasciamoci inquietare non solo dalle risposte del Vangelo ma anche delle domande che sollecitano la nostra ricerca e spingono in avanti il nostro cammino. P. Ermes Ronchi nel suo volume Le nude domande del Vangelo (San Paolo, Milano 2016) che raccoglie le meditazioni dettate durante gli Esercizi spirituali del Santo Padre e della Curia Romana, tenuti nella quarta settimana di quaresima 2016, invita a fare attenzione non solo alle affermazioni, ai gesti e alle relazioni descritte nei Vangeli, ma anche alle domande e agli interrogativi, che sono così gravidi di attesa e di ricerca. Penso che sia un testo che dia il “la” al nostro anno formativo ed educativo-pastorale che trova accomunati salesiani e giovani alla ricerca di Gesù, unico Maestro e Signore. Mi permetto di segnalarvi, quindi, la lettura di questo ricco e stimolante testo di P. Ronchi (in particolare il cap. I, alle pp. 9-25: Che cosa cercate?). S e c o n d a m e t a f or a : l a r i c c h e z z a d e l m a n t e n e r si p ov e r i Vorrei mettere la pulce nell’orecchio a partire dal Convegno CEI di Firenze (9-12 novembre 2015) e del CG 27 (cfr. nn. 30, 55, 74.1) che spingono ad un nuovo umane-

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simo e ad una vita più sobria ed essenziale, perché non ritorneranno più i tempi dell’abbondanza, dell’opulenza e dello spreco, come avverte anche l’Enciclica Laudato sii di papa Francesco (cfr. nn. 202-240). Uno stile semplice di vita è il nostro modo di schierarci decisamente dalla parte dei ragazzi più poveri e dalla parte del Vangelo accolto e vissuto. La recente crisi di alcuni nostri settori ci avvertono che occorre purificazione del cuore e inversione di tendenza e di marcia. La recente canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta, il 4 settembre scorso, è un appello di respiro universale che ci spinge in questa direzione di essenzialità condivisa da Don Bosco per i suoi figli, come ebbe a dire

voro questo, che è il più grande dono di Dio alla vostra Società: l’amore, il lavoro per i poveri. Non lasciate che nessuno o niente separi il vostro amore per Cristo dall’amore per i poveri! È così facile permettere che qualcuno o qualcosa porti via la gioia di amare e servire i poveri. Essi sono il più grande dono di Dio per noi!». Terza metafora: risvegliare gli affetti e lo s p ir i t o di f a mi g l ia Avvertiamo la necessità di un massaggio cardiaco per risvegliare dentro di noi la passione per le anime, con quella carica affettiva che Papa Francesco riconosce al carisma salesiano, con quello «esprit de famille» che

Città del Vaticano: Canonizzazione di Madre Teresa di Calcutta.

Lei stessa il 17 maggio 1984 ai Capitolari del CG XXII: «Conosco molto bene i salesiani a Calcutta: so quanto lavoro fanno in molti altri paesi, ma conosco personalmente ciò che si fa a Calcutta. È veramente bello vedere il loro interesse, il loro amore! San Giovanni Bosco deve essere molto contento nel vedere che la sua Congregazione conserva questo onore per i più poveri tra i poveri. Custodite con la vostra vita, con il vostro la-

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ci caratterizza e che ho sentito pronunciare più volte dalle collaboratrici (tutte genuinamente musulmane) di Manouba durante l’ultima visita ispettoriale il mese di marzo scorso. In tal senso, vogliamo rileggere l’esortazione postsinodale Amoris laetitia e la prossima Strenna del RM 2017, inventando o rilanciando tutte quelle forme di accoglienza e di accompagnamento per le famiglie e i percorsi di educazione all’affettività Insieme


per i nostri giovani che ci eravamo proposti l’anno scorso. A tale scopo, invito tutti a preparare il prossimo evento scelto dalla Consulta Regionale della Famiglia Salesiana, in collaborazione con il Movimento Salesiano delle Famiglie: si tratta della II Convention delle famiglie che si terrà a Siracusa il 23 aprile 2017. Vuole essere una consegna dell’Amoris laetitia di Papa Francesco alla Famiglia Salesiana e alle famiglie che incontriamo, punto di arrivo di quanto si sta facendo per l’animazione delle famiglie e quanto si farà in seguito, con la grazia di Dio e il coinvolgimento di tante risorse disponibili. Q u a r t a m e t a f or a : d a “p r og e t t o ” a “ c a p o l a v o r o ” d i Di o A partire dalle prime tre metafore formative, lancio il sassolino nello stagno, l’impegno che ci assumiamo come educatori e che proporremo a ragazzi e giovani di elaborare o ridefinire il progetto personale di vita come possibilità spirituale concreta a prendere nelle proprie mani la vita e a farne un dono per Dio e per gli altri, a non disperdere energie preziose e a convogliarle verso la gioia più piena (Gv 15,11) e quella vita in abbondanza (Gv 10,10) di cui parla Gesù nel vangelo di Giovanni. Sarà una piccola cosa ma che in modo discreto raggiungerà quanti sono lontani e impedirà che l’acqua della nostra storia si stagni. Il progetto di vita personale non è da considerare come un Insieme

testo da redigere o un progetto in più da codificare, bensì come il risveglio dell’identità vocazionale e apostolica di ciascun confratello, di accettazione di se stessi, pregi e limiti, ma con gli occhi, il cuore e alla maniera di Dio. È stata per me illuminante la lettura di due testi che ho già consigliato: GUARDINI Romano, Accettare se stessi, Morcelliana, Brescia 2011; MARTINI Carlo Maria, Ritrovare se stessi. C’è un momento dell’anno per fermarsi e cercare, Piemme, Casale Monferrato (AL) 1996, 2001. Non sono una guida immediata all’elaborazione del progetto di vita, ma costituiscono la base motivazionale per rientrare in se stessi e scoprirsi “progetto di Dio”, chiamati a divenire “capolavori di Dio” come sovente amava ripetere San Giovanni Paolo II. Q u in t a m e t a f o r a : c o g l i l ’ a t t i mo a d e s s o Auspico, inoltre, che quest’anno, che il Signore ci dona, sia il trampolino di lancio per un cammino verso la santità, valorizzando tutte le occasioni che ci vengono offerte come la Visita straordinaria iniziata il 20 giugno scorso, il seminario sull’accompagnamento vocazionale a dicembre e il convegno nazionale sulla CEP a febbraio… La nostra vita è costellata di occasioni e opportunità provvidenziali. “Ogni lassata è pidduta!” – recita il detto siciliano. Chiediamo al Signore la grazia di cogliere questi attimi fuggenti e di non lasciarli cadere a vuoto. Buon cammino a tutti!

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Stralci della lettera del Rettor Maggiore

Don Bosco, evangelizzatore e educatore sensibile alla Misericordia di Dio

Con questa lettera desidero sottolineare l’importanza che sta avendo questo anno di Grazia della Misericordia nei nostri ambienti salesiani. Come sarebbe stato per Don Bosco, questo anno è una opportunità per assecondare, con vera adesione filiale, tale iniziativa del Papa per tutta la Chiesa, e noi, Famiglia Salesiana, siamo e ci sentiamo parte viva di questa nostra Chiesa; e allo stesso modo come avveniva con Don Bosco nel suo tempo, noi accogliamo questo dono di Dio che ci viene dalla mano del Papa Francesco oggi. Una seconda intenzione è fare alcune sottolineature e offrire qualche concretizzazione salesiana al nostro essere educatori e pastori dei giovani. E con sommo gradimento rivolgo lo sguardo a Don Bosco per percepire come egli si comportava, nella sua condizione di pastore e educatore dei suoi giovani. […] Sappiamo dalla storia salesiana che nella sua infanzia predomina l’immagine di un Dio severo. Mamma Margherita, autentica catechista, inculcava in Giovannino il senso della presenza universale di Dio e della giustizia rigorosa. “Dio ti vede era il motto col quale rammentava ai propri figli come fossero sempre sotto gli occhi di quel gran Dio che un giorno li avrebbe giudicati”. Allo stesso tempo gli trasmetteva il senso di ringraziamento a Dio creatore, onnipotente, che dava i beni delle messi ma anche le tempeste e la perdita delle stesse. Quando si perdeva un raccolto a causa della grandine o di altre fenomeni naturali, Mamma Margherita diceva ai suoi in casa: “Il Signore ce li

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aveva dati, il Signore ce li ha tolti. Egli ne è il padrone. Tutto per il meglio; ma sappiate che pei cattivi sono castighi e con Dio non si burla”. Questa stessa convinzione è presente in Don Bosco durante gli anni del seminario di Chieri, soprattutto in occasione della malattia e della morte del suo amico Luigi Comollo. Sulle labbra del giovane vicino alla morte, le parole che Don Bosco gli attribuisce danno una visione tremenda di Dio, che giunge ad essere implacabile nella sua giustizia. “Non è il male fisico che mi preoccupa - dice il malato Comollo all’amico Bosco ma di dovermi presentare davanti al giudizio di Dio (…) Non sono inquieto né mi innervosisco, solo penso che debbo comparire a quel grande giudizio, a qual giudizio inappellabile, e questo è ciò che mi agita interiormente (…) Ogni volta che lo visitava ripeteva sempre le stesse parole: Si avvicina il momento in cui mi devo presentare al giudizio di Dio”. In alcune meditazioni dell’opera Il Giovane provveduto Don Bosco fa riferimento a quanto può risultare terribile il giudizio di Dio. Pertanto l’anima ricorrerà alla misericordia di Dio, trovando che la morte è il punto finale per sperimentare la misericordia di Dio. Senza dubbio questa non è l’unica visione né l’unica fonte della formazione di Don Bosco. Nel Convitto ecclesiastico Don Bosco imparò a essere ‘curato’ sotto la guida di Don Cafasso e Don Guala con una morale, ispirata a Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, che era più equilibrata e tendeva a superare il rigorismo dell’epoca. Il giovane sacerdote Don Bosco scopre che la strada per avvicinare le anime a Dio, specialmente i suoi ragazzi, non è il rigore ma la bontà, la benignità e la misericordia. […] Insieme


Il Dio che Don Bosco mostra ai suoi ragazzi Come accennato, Don Bosco fu uomo del suo tempo e conobbe una teologia in cui la severità del giudizio e il timore della condanna eterna erano molto presenti. In diversi scritti Don Bosco si riferisce a come possa essere terribile il giudizio di Dio. Però scrive e comunica anche abbondantemente ai suoi ragazzi che Dio è, anzitutto, Creatore e Signore e che dovunque si voglia dirigere lo sguardo, si percepiscono i Suoi benefici. Davanti ai suoi ragazzi Dio è chiamato molto frequentemente Signore: “Il Signore vi avverte che se comincerete ad essere buoni fin dall’infanzia, lo sarete mentre vivete in questo mondo, ricevendo poi il premio delle vostre buone opere con una felicità eterna”; “il Signore ci assicura che distribuisce i suoi doni indistintamente ai buoni e ai peccatori”; “Alla prima lacrima, al primo balbettio di pentimento, il Signore si muove immediatamente a pietà”. La vita di Don Bosco, i suoi stessi scritti e quel che si dice di lui nelle Memorie Biografiche, sono pieni dei segni del suo sguardo educativo e pastorale, che tanto invita a confidare nel Signore e ad abbandonarsi a Lui e alla sua Misericordia. Si potrebbero raccogliere centinaia di citazioni. Ma considerandone anche solo alcune, esse ci mostrano come egli percepiva questa misericordia e protezione divina ed anche come la presenza di Gesù nei sacramenti, specialmente nell’Eucaristia e nella Confessione, fossero i pilastri fondamentali dell’azione educativa. […] Possiamo dire che in questa visione educativa, allo scopo di guidare i suoi giovani in un cammino di fede e pietà cristiana, in Don Bosco non ci sono contrasti. Stempera, mitiga la visione e la rappresentazione di Dio giustiziere e cerca di condurre i suoi ragazzi alla contemplazione di un Dio che li ama, che è misericordioso. Però aspetta da loro una vita cristiana autentica: “Dio è misericordioso e giusto. È misericordioso con chi vuole approfittare della sua misericordia, ma scarica il rigore della sua giustizia con chi non vuole approfittare della sua misericordia”. […] Insieme

5 . La Miseri cord ia n ell a C asa Sal esi ana Può forse sorprendere un po’ il titolo che do a questa parte della lettera. Sarà perché voglio, per quanto possibile, richiamare l’attenzione attorno al messaggio di questo anno giubilare e pensarlo come una realtà ecclesiale diretta anche a noi e al carisma che custodiamo, traducendolo in vita. Vorrei evitare che questo anno della misericordia fosse come uno ‘slogan’ di cui molti parlano ma che passi senza lasciar traccia. No, noi non lo possiamo permettere; anzi, al contrario, è e deve essere un forte richiamo alla conversione e all’autenticità. 5 . 1 A n n u n ci o d e l l a M i se ri co r di a d i D i o i n u n a ge ogra f ia d i d olor e Nel panorama sociale attuale, nel quale contempliamo una geografia del dolore mai immaginata, il richiamo ecclesiale alla misericordia prende un forte senso evangelico. In questo clima è necessario assumere come Chiesa, con serena e sincera autocritica, ciò che dice Papa Francesco: “Forse per tanto tempo abbiamo dimenticato di indicare e di vivere la via della misericordia… È giunto di nuovo per la Chiesa il tempo di farsi carico dell’annuncio gioioso del perdono. È il tempo del ritorno all’essenziale per farci carico delle debolezze e delle difficoltà dei nostri fratelli”. […] Dobbiamo domandarci cosa significhi e come dobbiamo fare questo annuncio della Misericordia nelle case salesiane del mondo dove ci troviamo; nei luoghi in cui si uccide in nome di Dio e in questo stesso nome si collocano bombe e si compiono attentati; nelle presenze salesiane vicino alle quali c’è la guerra e dove c’è una grande concentrazione di rifugiati; ma anche in quelle parti del mondo dove proliferano messaggi razzisti e xenofobi. Davanti a questa realtà possiamo essere neutrali o guardare da un’altra parte come se tutto questo non ci riguardasse? No! Non esiste né può esistere una ‘neutralità salesiana’ davanti a queste situazioni e le nostre risposte non possono essere che quelle del Vangelo, nell’impegno di vivere l’invito di Papa Francesco a cercare e vivere la Miseri-

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cordia di Dio con tutte le sue conseguenze: un impegno che non sia qualcosa di limitato nel tempo, ma che abbia continuità e lunga durata. […] “Apriamo i nostri occhi per guardare le miserie del mondo, le ferite di tanti fratelli e sorelle privati della dignità, e sentiamoci provocati ad ascoltare il loro grido di aiuto. Le nostre mani stringano le loro mani, e tiriamoli a noi perché sentano il calore della nostra presenza, dell’amicizia e della fraternità”. Che il loro grido diventi il nostro e in ogni casa di don Bosco possa risuonare l’annuncio della misericordia mediante azioni concrete a favore dei più poveri. 5.2 Vivendo l’esperienza personale della M i s e r i c o r di a d i Di o […] 5 .3 M i se ri co rdi a si g n i f i ca av ere i l ‘ Cu o re del Buon Pa store’ Un carattere distintivo del nostro essere salesiani è la sensibilità per la figura di Cristo Buon Pastore (Gv 10, 3-4), dato che lo spirito salesiano trova il suo modello e la sua fonte nel cuore stesso di Cristo, Apostolo del Padre, in cui spicca il suo atteggiamento di Buon Pastore. Con questo modello che è il Signore Gesù, noi crediamo veramente che la carità è la maniera più appropriata del nostro servire i giovani e lo facciamo con una “amabilità ‘instancabile’ e la ‘familiarità’, nomi salesiani della carità applicata ai giovani”. In questa cornice ecclesiale e spirituale la Misericordia deve tradursi e concretizzarsi fortemente per mostrare al massimo questi lineamenti che ci definiscono carismaticamente. Partecipando della paternità di Dio, le espressioni della paternità devono essere le stesse che risplendevano in Gesù: la gratitudine al Padre per la vocazione divina che ha donato a tutti i suoi figli e figlie, la sua predilezione per i piccoli e i poveri, la sua sollecitudine nel predicare, risanare e salvare, così come la sua mansuetudine e la dedizione di se stesso, ed anche i lineamenti di Don Bosco, come i suoi gesti di bontà, l’affetto che faceva sentire figli, un affetto e

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bontà ispirati all’amore di Dio e alla mansuetudine di Cristo. La sua bontà è quella di chi cerca la felicità degli altri. Il suo affetto, amorevolezza e accoglienza sono il risultato di una giusta combinazione di affetto e responsabilità: una bontà amorevole e comprensiva, e allo stesso tempo responsabile ed esigente con la vita dei suoi ragazzi. E poiché con bontà si sente padre dei suoi ragazzi, desidera accostarli al mistero di Dio e metterli in contatto con Lui fino all’eternità. […] 5 . 4 M is e r ic o rd ia s ig ni fi c a q ue ll a e s p e ri e nz a s pi r it ua l e e d e du c a t iv a c hi a ma t a “ Si s t e ma P r ev e nti vo” L’esperienza spirituale ed educativa vissuta da Don Bosco con i giovani del primo oratorio, che egli chiamò Sistema Preventivo, era per lui un amore che si dona gratuitamente, ispirandosi alla carità di Dio. Ricevuto da Don Bosco, è per noi il modo di vivere e lavorare per comunicare il Vangelo e salvare i giovani, con loro e per mezzo di loro. Questo vivere di Don Bosco con i giovani del primo oratorio è il centro dello spirito salesiano, nel quale “la bontà non è altro che la pratica del sistema preventivo vissuto con i giovani, e che non è solo ‘il sistema della bontà’ ma ‘la bontà del sistema’”. Naturalmente chiamo in causa il Sistema Preventivo, intimamente vincolato allo spirito salesiano, non per fare uno sviluppo pedagogico dello stesso, ma per ricordarci che, nello spirito salesiano e nella sua manifestazione, abbiamo tantissimi elementi e tratti caratteristici che, vissuti con convinzione e autenticità, rendono reale la misericordia in ogni casa salesiana del mondo. Questi elementi e tratti di misericordia che dobbiamo vivere sono: – una presenza educativa che persuade e suscita confidenza; – una prassi che guidata dal cuore cerca solamente il bene del ragazzo, ragazza, adolescente o giovane; – un amore che si dona gratuitamente; – un esercizio permanente di una carità che si faccia amare, perché l’amore costruisce la persona; Insieme


– una presenza educativa aperta, cordiale, che fa il primo passo per accogliere sempre con bontà, rispetto e pazienza; – una opzione di predilezione per i giovani, perché questo è un elemento di ‘fede salesiana: noi crediamo veramente che Dio ama i giovani’; – “un linguaggio del cuore che accetta i ragazzi come sono, che manifesta il piacere di condividere i loro gusti e i loro temi, che dimostra confidenza in loro, tolleranza e perdono”. […] Infine devo riconoscere che non resisto a lasciar passare l’opportunità di ricordare a quelli che l’hanno conosciuto, e mostrare agli altri questa pregevole testimonianza di P. Duvallet, collaboratore per venti anni dell’Abbé Pierre nell’apostolato di rieducazione dei giovani, che ci parla del tesoro più prezioso che abbiamo in relazione al nostro

spirito e prassi educativa ed evangelizzatrice. Egli dice: “Avete opere, collegi, oratori per i giovani, ma di tesori non ne avete che uno: la pedagogia di Don Bosco. In un mondo in cui i ragazzi sono traditi, sfruttati, schiacciati e strumentalizzati, il Signore ha posto nelle vostre mani una pedagogia in cui regna il rispetto del ragazzo, della sua grandezza e fragilità, della sua dignità di figlio di Dio. Conservatela, rinnovatela, ringiovanitela, adattatala a queste creature del XX secolo e ai loro drammi, che Don Bosco non ha potuto conoscere. Ma per favore, conservatela. Cambiate tutto, perdete, se fosse il caso, le vostre case; ma conservate questo tesoro, facendo emergere in migliaia di cuori il modo di amare e di salvare i ragazzi, l’eredità di Don Bosco”. […]

“Cari Confratelli”

Videomessaggi del Rettor Maggiore

I videomessaggi della rubrica “Cari Confratelli”, appuntamento trimestrale con don Ángel Fernández Artime, sono disponibili online in spagnolo, italiano e con i sottotitoli in 28 diverse lingue. Trascrivo in modo telegrafico il contenuto di ciascun video finora diffuso. “Cari Confratelli” n. 1 (novembre 2014): “Occorre continuare a considerare Valdocco come un riferimento molto importante per noi; lì abbiamo le nostre radici, la nostra origine”. Il RM invita ogni salesiano del mondo ad “andare ad incontrare Don Bosco nel luogo in cui il suo cuore ha pulsato tanto fortemente”. “Cari Confratelli” n. 2 (marzo 2015): “Vi voglio segnalare un principio che ha marcato fortemente il nostro CG 27: il primato di Dio nella nostra vita, l’insopprimibile priorità di Dio nella nostra esistenza. Ed inoltre, dobbiamo credere molto seriamente che Dio Insieme

accompagna le sue creature, accompagna il suo popolo. Ci accompagna quindi in questo nostro cammino con i giovani”. “Cari Confratelli” n. 3 (giugno 2015): “Nei viaggi di animazione che ho fatto nelle ispettorie, ho potuto constatare qualcosa di molto speciale: questo elemento speciale è la Fraternità che ho trovato in tutti i luoghi in cui sono stato durante più di un anno. Si tratta di una bellissima realtà di comunione che abbiamo nella nostra Congregazione: ricchezza, diversità, varietà… ma un senso di comunione che davvero rende il tutto speciale”. “Cari Confratelli” n. 4 (settembre 2015): “Sono molto felice di questa opportunità al termine del Bicentenario. Abbiamo terminato poco tempo fa’ l’anno che abbiamo iniziato il 16 agosto 2014. Papa Francesco ci ha regalato una lettera di grande valore, dal titolo uguale alla Strenna di quest’anno: “COME DON BOSCO, CON I GIOVANI, PER

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I GIOVANI”, invitando tutta la Famiglia Salesiana a dare le risposte che oggi darebbe Don Bosco; alcune risposte che privilegiano l’accompagnare ogni giovane nel cammino della Fede, aiutarli a crescere, a scoprire il loro progetto di vita. E ci ha anche invitato a vivere in armonia e a educare i giovani nell’uso di tanti mezzi di comunicazione sociale, e pure invitarli alla generosità in Volontariato Sociale Cristiano”. “Cari Confratelli” n. 5 (marzo 2016): “La mia riflessione fa riferimento alla Siria. Il direttore di Aleppo ha comunicato come i giovani abbiano avuto una meravigliosa iniziativa, cioè dire, a tutti noi del mondo salesiano, di pregare insieme, in un’ora di adorazione, invocando la pace per la Siria. Non vorrei, cari confratelli, che ci dimenticassimo dei nostri fratelli e sorelle, dei giovani e delle famiglie che tanto soffrono in Siria. E, in secondo luogo, voglio invitarvi ad essere coscienti del fatto che dobbiamo comunicare le cose buone che succedono, dobbiamo comunicare quanto di buono si fa nel mondo… Era qualcosa che Don Bosco teneva saldo nel suo cuore. E in questo senso il mio invito è ad avere coscienza, una piena consapevolezza, dell’importanza della comunicazione, di quanto è importante in questo nostro mondo oggi”. Nel finale, un messaggio di speranza, che merita solo di essere visto e ascoltato. “Cari Confratelli” n. 6 (maggio 2016): “In questa grande festa di Maria Ausiliatrice

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dire Valdocco significa dire di nuovo Maria Ausiliatrice, significa richiamare Don Bosco, significa dire giovani, in questa casa, in questo cortile, scuola di santità giovanile. Voglio invitarvi ad approfondire la dimensione mariana della nostra vita, che è qualcosa che tocca il nostro cuore e la nostra maniera di educare i giovani del mondo. Per noi parlare di Maria Ausiliatrice è molto più che parlare di qualcosa di devozionale; l’Ausiliatrice è per noi la dimensione mariana della nostra vocazione. Il saluto del Rettor Maggiore si completa con un appello a tutti i Salesiani del mondo a non lasciarsi distrarre dalle preoccupazioni organizzative e a non mettere mai al secondo posto i ragazzi e i giovani. “Cari Confratelli” n. 7 (settembre 2016): “Misericordiosi come il Padre. Lettura salesiana dell’anno giubilare”. Parlare di Misericordia nel contesto di quest’anno significa anzitutto sentire e riconoscere che Dio è Misericordia, che il nome di Dio è Misericordia. E ciò si traduce in alcune conseguenze concrete che possono essere le seguenti: in primo luogo, desiderare questa Misericordia che ci viene da Dio, cercarla, domandarla per la nostra vita e per poterla poi offrire agli altri, per poter essere noi misericordiosi come il Padre. C’è un elemento che trovo importante: le nostre presenze nel mondo sono disseminate in luoghi segnati dal dolore, sofferenza, guerre, alle volte dramma dei rifugiati… persone che vivono in grande povertà, che soffrono la fame o che, in altre parti del mondo, patiscono una forte xenofobia e un marcato razzismo. Misericordia per noi significa che non possiamo restare indifferenti a questa realtà. Misericordia significa infine curare lo spirito di famiglia, le relazioni umane, la gioia di vivere ed anche la giustizia e la correttezza negli ambienti delle opere salesiane. Cari Confratelli” soI video integrali di “C no disponibili sul canale ANSChannel di YouTube e sul sito www.sdb.org. d o n D om e ni c o L uv a r à Insieme


Intervento di Madre Teresa al CG22

La parola forte e calda della nuova “Santa” che continuiamo a chiamare «Madre»

Mi sento molto indegna di parlarvi. Ho accettato per dimostrare la mia riconoscenza ai salesiani perché in molte partì dell’India essi lavorano dove sono le nostre consorelle. Specialmente a Calcutta, i Padri salesiani si prendono grande cura delle nostre suore. La mia riconoscenza è quella di pregare per voi affinché cresciate in santità. Questo bel dono di Dio, la vocazione salesiana, è di essere portatori dell’amore di Dio. Il dono che Don Bosco fece per i più poveri tra i poveri è stato quello di portare quell’amore alla nostra gente. Per questo motivo abbiamo bisogno della Madonna e chiediamo a Lei che ci dia il suo cuore così bello, così puro, così immacolato, così pieno di amore e di umiltà, per ricevere Gesù, Pane della vita, per amarlo come fece Lei e per servirlo nelle condizioni misere dei poveri. Voglio anche ringraziarvi per avere accettato di prendervi cura della Città dei Ragazzi di Calcutta. Questa è stata la mia preghiera per molto tempo, perché dei 200 ragazzi che si trovano là, 160 sono ragazzi nostri, che abbiamo trovato per le strade, che non hanno nessuno, o sono abbandonati senza cure e senza amore. E così ho pregato che un giorno voi salesiani vi prendeste cura della Città dei Ragazzi per dare a quei giovani l’amore e la compassione che era il dono speciale di Don Bosco per i poveri. Egli amò i poveri come Gesù li amò, e penso che il punto di unione tra voi e noi è proprio questo: i poveri! Noi Missionarie della Carità facciamo un voto speciale che ci lega ai più poveri tra i poveri: a coloro che sono abbandonati, a coloro che nessuno ama e di cui nessuno si cura; ai malati e ai morenti abbandonati, ai rifiuti della società, ai lebbrosi, agli handicappati mentali e fisici e a tutti quelli di cui la società si è disfatta. Noi facciamo il voto di dare a loro, ai più poveri tra i poveri, un servizio gratuito e incondizionato. Insieme

Per potere fare questo, abbiamo bisogno di preti santi che ci insegnino, che ci guidino. Ecco perché dico di nuovo «grazie» ai salesiani, che sono stati così generosi in questi anni nell’aiutarci a fare ciò che abbiamo fatto. Ricordo che quando a don Stroscio fu ordinato di lasciare l’india, andai dall’autorità governativa e dissi: «Non potrei fare ciò che faccio senza un sacerdote come lui, che insegna alle nostre suore come pregare, come vivere una vita sacrificata. La nostra attività è frutto della nostra preghiera». Poi aggiunsi: «Egli è necessario alla nostra congregazione, perché istruendo le suore nella vita spirituale, nella vita di preghiera, nella vita di sacrificio, noi possiamo servire i più poveri tra i poveri con maggiore amore». E con mia grande sorpresa, l’ufficiale del governo disse: «Non gli sarà fatto nulla: resterà qui!». E aggiunse: «Perché non chiede la cittadinanza indiana per lui?». Ora tutte le pratiche sono in corso. Ciò dimostra che anche il governo apprezza il lavoro dei sacerdoti che vivono il loro sacerdozio e aiutano le giovani suore a crescere nella santità e nella fedeltà alla loro vita spirituale di preghiera e di sacrificio. Sempre più mi accorgo che abbiamo bisogno di santi sacerdoti; la Chiesa e il mondo non hanno mai avuto tanto bisogno, quanto oggi, di sacerdoti santi. Ringraziamo Dio, che vi ha benedetto con tante stupende vocazioni, di modo che per mezzo vostro l’opera divina di portare Cristo nella vita di tanta gente diventa realtà. Don Bosco ebbe un amore grande per i poveri, vide sempre Gesù in loro, credette alla parola di Gesù. Sapeva, non solo per un atto di fede ma per una convinzione profonda, che ciò che egli faceva per quei monelli lo faceva per Gesù stesso. E questa consapevolezza della presenza di Cristo nei poveri gli procurò innumerevoli grazie; la vita di preghiera e sacrificio ottenne per ciascuno di voi la grazia di essere sacerdoti per portare

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l’amore e la compassione di Dio al mondo di oggi. Dio ama il mondo oggi attraverso noi! Il Padre amò tanto il mondo da mandare Gesù, e Gesù amò tanto il mondo da dare la propria vita per esso. Ora tocca a noi dare tutto, perché possiamo trasmettere il suo amore e la sua compassione. Aiutateci a crescere in quella santità nella quale ci introduce la vita religiosa. Voi siete stati scelti per essere quella luce, quella presenza che sa dare Gesù alla gente. Voi conoscete meglio di me la fame che la gente ha di Dio. Ricordo l’inizio della nostra presenza nel Messico. Andammo tra la gente che si procurava da vivere cercando qualcosa tra le immondizie della città. I camion depositavano i rifiuti e tutti, uomini, donne, bambini frugavano per raccogliere qualche cosa. Visitando le famiglie, le trovammo davvero poverissime, non avevano quasi niente, ma nessuno chiese niente! Ci domandarono soltanto di insegnare loro la parola di Dio! Quando raccontai questo al Presidente della Repubblica, rimase sorpreso: la sua gente, pur tra tanta povertà e sofferenza, aveva fame di Dio. Questo noi lo constatiamo un po’ dappertutto. Abbiamo varie case per malati e morenti abbandonati. In Calcutta sono state raccolte 46.000 persone dalle strade e 22.000 sono morte col «biglietto per San Pietro»! Sapete che San Pietro non lascia entrare nessuno in paradiso senza il «biglietto»!

Chiamiamo così familiarmente il «battesimo». In tal modo, 22.000 sono andati in paradiso direttamente. Pochi giorni fa abbiamo raccolto un uomo dalla strada, mangiato vivo dai vermi e coperto di sporcizia. L’abbiamo lavato e preparato e gli abbiamo dato il «biglietto». Chiediamo sempre alla persona morente: «Vuoi ricevere una benedizione con la quale tutti i tuoi peccati saranno perdonati e puoi vedere Dio?». Nessuno ha mai rifiutato, tutti desiderano quell’ultima parola. E quest’uomo, che è vissuto tutta la vita nella sporcizia e con i vermi come compagni, guardò la suora e disse: «Sorella, vado a casa, con Dio», e morì. Questo fratello, vissuto nelle strade di Calcutta tutta la vita nella più triste miseria, è morto con una grande gioia sul viso. «Vado a casa, con Dio». E andò direttamente in paradiso. Non ho potuto trattenermi dal dire a Gesù: «Dio mio! Per tanti anni io sto lottando per andare in paradiso, e costui in cinque minuti ci è andato diritto». Forse sarete sorpresi di sapere che in tutti questi anni, tra queste migliaia di persone che sono passate nelle nostre case, non ho mai sentito nessuno gridare oppure imprecare; se ne vanno in pace e con grande serenità. Credo che questo sia il valore supremo dell’essere umano: morire in pace con Dio! Gente vissuta come animali nelle strade di Calcutta (alcuni di voi conoscono bene questa situazione), ma in quel momento supremo hanno un sorriso incantevole sul volto, perché sono pronti ad incontrarsi con Dio. L’amore di Cristo è penetrato anche nelle famiglie Hindu. Alcune settimane fa due giovani vennero alla nostra casa e mi diedero una grande somma di denaro, per procurare cibo per gli affamati. A Calcutta tutti i giorni cuciniamo per 9.000 persone, e il giorno che non cuciniamo questi poveri non mangiano. Chiesi dunque loro: «Dove avete preso tanto denaro?». Risposero: «Due giorni fa ci siamo sposati. Ma prima del

Madre Teresa e il Rettor Maggiore Don E. Viganò.

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matrimonio abbiamo deciso di non fare nessun banchetto, di non comprare vestiti nuovi, ma di regalare questo denaro a te per dar da mangiare agli affamati». Ho fatto un’altra domanda: «Ma perché avete fatto questo?». Mi dissero: «Noi ci amiamo tanto, che volevamo cominciare la vita a due con un atto di amore e di sacrificio». Ambedue erano Hindu. L’amore di Cristo era penetrato nei loro cuori e aveva dato loro il coraggio per fare una cosa simile; infatti per le famiglie Hindu, specialmente per gente che appartiene alla casta alta, questo è un vero scandalo. La loro gente non può capire una cosa simile. Forse un giorno capirà che soltanto un amore più grande può spingere a fare un simile gesto. Poi c’è quel desiderio penetrante di pregare! Le suore sono capaci di fare il loro lavoro solo come frutto della loro preghiera. Incominciamo la giornata con la preghiera, con la meditazione, con l’Eucaristia, e la terminiamo con un’ora di adorazione. Quest’ora di adorazione ha portato un cambiamento radicale nella nostra vita. Fino al 1973 avevamo l’adorazione solo una volta alla settimana, quando i sacerdoti venivano per la confessione o per l’istruzione. Ma nel ’73, nel Capitolo Generale, come il vostro Insieme

adesso, ci fu una richiesta unanime: «Vogliamo l’adorazione tutti i giorni!». Allora risposi facendo un po’ la parte del tentatore: «Come possiamo avere l’adorazione tutti i giorni, quando ci sono tanti morenti, tanta gente da aiutare, tanto lavoro da sbrigare?». Ma le suore la volevano, ed è stato un vero miracolo che non abbiamo dovuto diminuire il nostro lavoro per fare l’ora di adorazione. Facciamo ancora la stessa quantità di lavoro e abbiamo questo meraviglioso dono di Dio, che è l’ora di adorazione. Vi confesso che da quando abbiamo incominciato l’ora di adorazione giornaliera, il nostro amore per Gesù è diventato più intimo, l’amore vicendevole più comprensivo, l’amore per i poveri più compassionevole, abbiamo raddoppiato il numero delle vocazioni e buone vocazioni. Queste sono un magnifico dono di Dio; provengono da 35 nazioni diverse. Oggi lavoriamo in 64 paesi del mondo. È veramente un dono di Dio il mettere insieme l’Eucaristia e i poveri: Gesù si è fatto Pane di vita per soddisfare la nostra fame di amore, per cui Egli si fa l’affamato perché voi e io possiamo soddisfare la sua fame di amore per l’uomo. Questa fame va crescendo sempre più, e perciò dobbiamo avere grande riconoscenza verso i sacerdoti che ci insegnano ad amare Gesù nell’Eucaristia e ci danno Gesù. Per questo motivo sento sempre di più il bisogno di sacerdoti santi. Ci sono molte vocazioni nel mondo, ed anche noi abbiamo tantissime vocazioni da luoghi diversi. Ma ciò che mi colpisce di più nella gioventù è il desiderio di pregare, per poi trasformare quella preghiera in servizio. Il

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servizio come frutto della preghiera è davvero ima cosa molto importante per voi e per noi, che siamo così impegnati con i più poveri tra i poveri. Conosco molto bene i salesiani a Calcutta: so quanto lavoro fanno in molti altri paesi, ma conosco personalmente ciò che si fa a Calcutta. È veramente bello vedere il loro interesse, il loro amore! San Giovanni Bosco deve essere molto contento nel vedere che la sua Congregazione conserva questo onore per i più poveri tra i poveri. Custodite con la vostra vita, con il vostro lavoro questo, che è il più grande dono di Dio alla vostra Società: l’amore, il lavoro per i poveri. Non lasciate che nessuno o niente separi il vostro amore per Cristo dall’amore per i poveri! È così facile permettere che qualcuno o qualcosa porti via la gioia di amare e servire i poveri. Essi sono il più grande dono di Dio per noi! Oggi la fame non è solo per un pezzo di pane: molti sono morti tra le mie mani, privi di un pezzo di pane; anche adesso in Africa, in Etiopia, ci sono 5.000.000 che soffrono la fame... e così in molti altri posti. Nell’India, quando manca la pioggia, non si mangia. Ma non vi è soltanto la fame di cibo, ina anche quella di essere amato, di sentirsi benvoluto. Il contributo del sacerdote è di dare quella pace e quella gioia che sgorgano dall’amore. La nudità non è solo questione di un panno per vestirsi, ma è anche la mancanza di dignità, la perdita della purezza, la mancanza di rispetto: molti trattano i poveri come se fossero niente. Poi vi sono coloro che mancano della casa, non solo una casa di mattoni: essere senza casa vuol dire sentirsi abbandonati e rigettati, rifiuti della società. Un giorno a Londra, dove abbiamo tre o quattro case, camminavo lungo la strada, quando vidi un uomo seduto, tutto piegato su se stesso e dall’aspetto infelice. Mi avvicinai e gli strinsi la mano, e gli dissi: «Come sta?». Egli mi guardò e disse: «Oh!, dopo tanto tempo sento il calore di una mano umana!». Il suo volto si rischiarò. Da tanto tempo egli aveva dimenticato che cosa fosse il calore umano. Una simile esperienza l’ho vissuta in Au-

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stralia. Nella periferia di Melbourne abbiamo cinque o sei comunità. Andiamo nelle case dei poveri per pulirle: dove la gente è povera e tanti vivono nella solitudine. E lì trovai un uomo che viveva in mezzo alle scatole di cartone e ai recipienti di latta. Gli dissi: «Lasciami lavare la tua stanza, pulire e aggiustare il tuo letto». Mi rispose: «Sto bene così». Gli replicai: «Starai ancora meglio se mi lasci mettere un po’ di ordine. Misi tutto a posto e vidi nell’angolo della stanza una grande lampada coperta di polvere e sporcizia, rimasta lì chissà da quanto tempo. «Che magnifica lampada! Non l’accendi mai?». Mi rispose: «E per chi? Sono anni e anni che nessuno ha mai messo piede nella mia stanza. Non c’è bisogno di accenderla». «Accenderesti la lampada se ti mandassi le nostre suore?». «Certo», rispose. Mandai le suore, la sua vita si trasformò, ringiovanì, diventò pieno di vita. Dopo due anni mi mandò a dire a Calcutta: «Dite alla mia amica che la luce che ha acceso nella mia vita brilla ancora». Sarà una piccolezza, ma quel gesto ha portato luce, ha fatto trovare un motivo per vivere; gli ha fatto capire che qualcuno lo amava e si curava di lui. Tutto questo è molto importante per voi che siete sacerdoti e siete molto vicini alla povera gente. La gente ha fame di amore, fame di stima; spesso non ha più tempo neppure per sorridere. C’è molta sofferenza nel mondo, appunto perché tutti sono indaffarati. Per questo dobbiamo essere presenti con la nostra preghiera, insegnare alla gente a pregare, perché le famiglie che pregano insieme rimangono insieme, e se rimangono insieme saranno in grado di amarsi tra loro, come Dio ama ciascuno di loro. Vorrei ancora ringraziarvi per tutto quello che fate nel mondo per la povera gente. È bello ciò che si sta facendo nell’India. Preghiamo a vicenda perché non roviniamo l’opera che è di Dio. Non dobbiamo aggiungere nulla e neppure sottrarre nulla. Rimanete fedeli al dono di Dio, ricevuto per mezzo di Don Bosco. Pregate anche per noi, perché non roviniamo niente, perché non ci allontaniamo dai più poveri tra i poveri. C’è molta, molta, molta sofferenza e miseria nel monInsieme


do! Quello che vediamo, penso sia il calvario e la passione di Cristo rivissuta nella vita della nostra gente. Per questo noi, che ci troviamo accanto alla sofferenza, abbiamo bisogno di una vita profonda di preghiera, abbiamo bisogno di una vita di penitenza e di sacrificio per poter comprendere i poveri, per poter conoscere la povertà. Comprendere i poveri vuol dire sapere che cosa è la povertà, altrimenti non saremo capaci di comprenderli e di accettarli come sono. Alcuni giorni fa un uomo che aveva visto giorni migliori, venne a trovarmi. Era diventato molto povero. «Madre Teresa — mi disse — non posso mangiare quel cibo». Era il cibo che avevamo preparato per i poveri. Lo guardai e gli dissi: «Ma sai che anch’io ogni sera mangio quel cibo?». Mi guardò a lungo: «Tu mangi quel cibo?», mi disse. Risposi di sì. «Beh, allora lo mangerò anch’io!». Vedete, potevo guardarlo in faccia, perché sapevo che cosa significasse mangiare quel cibo. Abituato a cibi migliori, egli trovava difficile umiliarsi a mangiarlo, ma per la mia convinzione, che ritenevo importante per lui, si mise a mangiare con gioia e la sua vita cambiò. Per essere vicini alla gente povera, è importante sperimentare la povertà, è importante non possedere; noi scegliamo di non possedere. Se la povera gente sa far senza di tante cose, possiamo farlo anche noi. Ma credo che per questo sia necessario pregare, perché Gesù è venuto a portare la buona novelInsieme

la ai poveri. Egli ha scelto di vivere nella povertà, perché la povertà è libertà; e prima ancora vuol dire rinuncia. Per voi e per noi è assolutamente necessario sperimentare la gioia della povertà. Per amare Gesù con un amore indiviso nella castità, abbiamo bisogno della libertà che viene dalla povertà. E saremo in grado di vivere quella vita di libertà, solo se viviamo l’abbandono totale nell’obbedienza. Allora potremo mettere il nostro amore indiviso per Cristo in azione al servizio per i poveri, che la Chiesa ha affidato a voi, e ai più poveri tra i poveri che la stessa Chiesa ha affidato a noi. Preghiamo vicendevolmente. Aiutiamoci a vicenda con la preghiera e i sacrifici, perché possiamo continuare ad essere l’amore di Dio e la sua compassione per tutti quelli che ci incontrano; possiamo condividere con loro la gioia di amare e servire Dio. A voi sacerdoti, che dono tremendo Dio vi ha concesso! Come devono essere puri i vostri cuori per essere capaci di dire: Questo è il mio corpo! Come devono essere pure le vostre mani per alzarsi nell’assoluzione della confessione! Noi peccatori veniamo a voi pieni di peccati e torniamo dopo la confessione peccatori senza peccati! Per questo motivo io credo che dobbiamo pregare molto per i sacerdoti. La santità nella Chiesa, la santità della gente dipende molto da ciò che i sacerdoti ci aiutano a diventare: essere tutti per Gesù, per mezzo di Maria. Preghiamo dunque la Madonna. Pregate voi la Madonna per noi, e noi pregheremo la Madonna per voi, affinché tutti possiamo «vivere solo per Gesù per mezzo di Maria», crescere nella santità come Gesù e aiutare le anime a vivere solo per Gesù per mezzo di Maria.

17 maggio 1984 Da: Documenti CG22 pp. 109-116, (traduzione dalla registrazione in lingua inglese).

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R o s a r i o , u l t i m o m i s s i o n a r i o d e l l ’ I nd i a «Ho confessato Madre Teresa per 50 anni» Il parere del confessore di Madre Teresa sui tempi attuali, la vita eterna, papa Francesco, l’Italia, l’Islam… Ma quali peccati aveva mai da confessare madre Teresa? «Siamo tutti peccatori. Don Bosco, padre di noi salesiani, che era un santo potentissimo, capace di guarire i moribondi e – se avesse voluto – di far morire i sani, si confessava ogni settimana. Madre Teresa avvertiva questa necessità più di rado, e mi confidava cose che ovviamente conosce e conoscerà solo il Signore. Parlavamo in inglese, perché lei non ha mai imparato l’italiano. Posso raccontare questo: quando madre Teresa si sentì prossima alla fine, e l’arcivescovo di Calcutta mi mandò a chiamare perché le impartissi l’estrema unzione, anche lei aveva timore di morire. E tremava. La morte è terribile per tutti. Anche lei che era una santa, che aveva visto morire migliaia di derelitti, che era certa della vita ultraterrena così come era certa che il sole sorge e tramonta, anche lei aveva timore. Non paura? trepidazione, ecco. Trepidazione di presentarsi davanti a Dio. Il bello fu che quella volta non morì…». In un Paese un po’ più consapevole di se stesso di quanto non sia l’Italia di oggi, padre Rosario Stroscio sarebbe un eroe nazionale. L’ultimo, o uno degli ultimi, missionari cattolici ancora vivi e attivi in India, che da tempo ai missionari ha chiuso le frontiere. Le suore ne parlano come di un santo. Anche l’erede di madre Teresa, Mechthild Pierick, tedesca di Munster che qui a Calcutta ha assunto il nome indiano di Prema, Amata, dice che dobbiamo assolutamente andare a trovarlo, finché siamo in tempo: «Ha quasi 94 anni, e una storia straordinaria da raccontare. Abita qui vicino, nella chiesa che lui stesso ha costruito, dopo aver prosciugato una palude». Padre Rosario Stroscio è un siciliano di Furnari (ME). È quasi cieco da un occhio ma non ha perso un capello. Ha un abbraccio vigoroso e uno spiccato senso dell’umorismo. Oltre alla chiesa ha fatto erigere due statue ai santi della sua vita: don Bosco e madre Teresa, di cui

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è stato amico e confessore per oltre mezzo secolo. Ha anche costruito un campo da calcio, l’unico del quartiere dove i bambini giocano a piedi nudi sull’erba anziché sui sassi. «Sono arrivato in India Don R. Stroscio. nel 1939, a 17 anni. In Sicilia vidi i missionari che avevano portato il vangelo nelle terre degli infedeli, sulle orme di san Tommaso: storie di malattie tropicali, conversioni, persecuzioni. I missionari erano gli eroi della mia giovinezza. Decisi che sarei stato uno di loro. Mia madre capì che non mi avrebbe più rivisto, e si disperò: stava per perdere un altro figlio maschio? il primogenito, Giuseppe, era morto, e dopo erano nate quattro bambine. Salpammo da Napoli sul Conte Biancamano, che in dieci giorni ci portò a Bombay attraverso il canale di Suez, il Mar Rosso e l’Oceano. Eravamo poverissimi e allegri». «Gli inglesi tenevano l’India con poche migliaia di soldati, quasi tutti indiani. Un capolavoro politico. Siccome convertire gli indù era difficile, ci mettemmo in cammino per i villaggi degli Adivasi, le popolazioni tribali animiste. Bisognava fare attenzione a uscire la sera perché c’erano ancora le tigri». Il cristianesimo è una religione complessa: la trinità, la resurrezione della carne… come la spiegava agli indigeni? «Il cristianesimo è difficile solo per quelli che hanno studiato troppo. E poi la resurrezione, l’immortalità dell’anima, la presenza stessa di Dio, che a noi appaiono così ostiche, qui sono considerate ovvietà. Il primo mese in venti chiesero il battesimo. Risposi che a Gesù si arriva poco per volta». Antonio Righi Da: Libertà e persona, 14 settembre 2016. Insieme


Riguardo alla Programmazione formativa e pastorale per l’anno 2016-2017 presentata ai Direttori il vicario per contestualizzarla pone anzitutto una premessa. Il percorso formativo parte dalla richiesta del Rettor Maggiore di attualizzare nelle singole ispettorie quanto indicato su questo ambito dal CG27. Nei lavori del CI29 si fa la scelta di definire un percorso triennale: – 2016/17 l’incontro personale con Gesù (dimensione personale); – 2017/18 l’appartenenza gioiosa alla Chiesa (dimensione comunitaria); – 2018/19 il servizio responsabile nella vita quotidiana (dimensione pastorale). Riguardo al percorso formativo del primo anno (cfr. Agenda 2016-17 p. 10) rileviamo le due aree distinte ma inscindibili: 1 . L a c u ra d el l a vi t a i n ter i o re . Ge sù C ri sto è il Signore e Maestro della mia vita. Vivere e testimoniare il primato della sequela di Cristo nel quotidiano… (CG27, 63.1). 2 . L a nos t ra v i ta a s e r vi zio d e i g iov a ni , specialmente i più poveri. Una autentica vita interiore si realizza necessariamente in una passione pastorale soprattutto verso i giovani più bisognosi.

Elemento centrale unificante di tutto il percorso è il Progetto personale di vita inteso innanzitutto non come semplice stesura di alcuni buoni propositi, ma come considerazione della nostra vita di consacrati nel suo significato essenziale di seguire Cristo a servizio del Regno, per noi specificamente nei giovani, dove Dio si rivela a noi e ci attende e ci incontra come salvati e come salvatori (Salve, salvando salvati). Per aiutarci a cogliere l’importanza del cammino che intendiamo percorrere abbiamo chiesto a d. Giuseppe Roggia, un confratello ricco di esperienza nella vita salesiana e studioso degli attuali movimenti della Vita Consacrata, di accompagnarci nel percorso formativo di questo anno. Per avviare con consapevolezza e responsabilità questo comune impegno e per raggiungere il maggior numero possibile di confratelli sono previsti tre incontri zonali con d. Roggia che ci orienterà concretamente sul percorso da fare: a CT (28.9 pm), ME (29.9 pm) e PA (30 am). Un incontro specifico sarà per i Direttori il 29 am a CT in funzione del loro compito di animazione della comunità in questo specifico ambito. Nei giorni della programmazione ispettoriale (30-31 agosto) è intervenuto anche Don Fabio Attard, Consigliere del Dicastero della Pastorale Giovanile. A lui è stato chiesto di affrontare il tema del Quadro di riferimento della Pastorale Giovanile, nello specifico ha presentato il ruolo dei direttori all’interno del Quadro e di quanto sia importante l’esperienza comunitaria nello spirito salesiano e nella missione. Attard ha insistito sul fatto che la Comunità Educativo-

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PROGRAMMAZIONE

Programmazione formativa-pastorale


PROGRAMMAZIONE

Pastorale è il nostro modo di essere Chiesa, la nostra pastorale specifica inserita nella pastorale ecclesiale. Per quanto concerne la proposta educativo-pastorale della PG, il tema del nuovo anno pastorale si inserisce in un percorso triennale che porta all’iincontro personale con Gesù in stretta connessione con l’aappartenenza gioiosa alla Chiesa e con il ser viz io respon sabil e n el la v i t a qu ot i di a n a . Queste tre dimensioni costituiscono la visione integrale della esperienza di fede, secondo lo stile salesiano. Pertanto, la Pastorale Giovanile intende proporre ai giovani questo cammino a scadenza triennale: – 2016/17: l’incontro personale con Gesù; – 2017/18: l’appartenenza gioiosa alla Chiesa; – 2018/19: il servizio responsabile nella vita quotidiana. 1 . P u nt i di r i f er i m en t o e di i s pi r az i o n e Due sono le fonti principali per questo triennio a cui si ispira e da cui trae validità e autorevolezza la proposta: l’Evangelii Gaudium e la Spiritualità Giovanile Salesiana.

In particolare, l’itinerario di quest’anno 2016/2017 trova nell’Evangelii Gaudium l’invito a «rinnovare oggi stesso l’incontro con Gesù Cristo o, almeno, a prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui» (n. 3) e nella Spiritualità Giovanile Salesiana, il suo nucleo centrale e originante, quello dell’amicizia con il Signore Gesù, in sintonia con quanto ha richiamato il Rettor Maggiore nella Strenna 2016: “Con Gesù percorriamo insieme l’avventura dello Spirito” (cfr. n. 2, p.5-7 2 . D a q u e s t i p u n t i d i r i f e r i m e n t o , em e r g o n o d u e a re e fo rm a t i v e: come consacrati/e, educatori, famiglia salesiana e giovani, in forme diverse e con accentuazioni diverse, siamo chiamati da una parte ad uno sviluppo ulteriore dell’amicizia con il Signore (I area), e dall’altra ad essere testimoni entusiasti dell’esperienza vitale da cui si coglie che non è la stessa cosa vivere con Gesù o senza Gesù (II area).

Zafferana Etnea: Al microfono don F. Attard.

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– «Maestro, dove abiti?», è l’area che rimanda non ad una conoscenza intellettuale, ma alla storia del rapporto d’amore tra Dio e l’uomo, che è una storia di domande, di desiderio profondo, di appassionata ricerca. Insieme


PROGRAMMAZIONE

La domanda rivolta a Gesù non risponde ad un’esigenza di curiosità. Inizialmente forse. Fa appello non tanto all’intelligenza o alla volontà, e neppure alle emozioni o alle scelte, ma al cuore e al bisogno di vicinanza e familiarità, alla sete di incontro vero tra persone, alla dimensione dell’intimità relazionale. È una domanda che esprime la ricerca dell’incontro con Dio e di quei luoghi, fisici ed esistenziali, in cui più facilmente è possibile vivere questa prossimità umana e divina. In questa prima area vorremmo poter dire: Maestro, dimmi: dove ti posso incontrare? Quali sono i luoghi e le situazioni che tu frequenti e in cui ti manifesti? Dove sei perché io possa stare con Te e di lì ripartire per l’avventura della vita che mi hai donato? – Con Te o senza Te #nonèlastessacosa è la seconda area che, molto vicina al linguaggio “social”, riprende e rilancia l’espressione ripetuta ben 5 volte nel n. 266 dell’Evangelii gaudium, rimarcando la differenza e l’energia frutto dell’incontro con il Signore Gesù: «… non è la stessa cosa aver conosciuto Gesù o non conoscerlo… Sappiamo bene che la vita con Gesù diventa molto più piena e che con Lui è più facile trovare il senso di ogni cosa. È per questo che evangelizziamo… Se uno non lo scopre presente nel cuore stesso dell’impresa missionaria, presto perde l’entusiasmo e smette di essere sicuro di ciò che trasmette, gli manca la forza e la passione. E una persona che non è convinta, entusiasta, sicura, innamorata, non convince nessuno». Insieme

3. Tema del nuovo anno pastorale: Maestro, dove abiti Con Te o senza Te #nonèlastessacosa Questo tema diventa uno slogan perché sintetizza bene le due aree formative: – Maestro, dove abiti?: creare tutte le condizioni, interiori ed esteriori, che favoriscono l’incontro personale con Gesù, che affascina, attrae, chiama e invia con l’autorità di chi ci vuole Bene e vuole il Bene dell’umanità intera. – Con Te o senza Te #nonèlastessacosa: riconoscersi creature profondamente amate da Dio (“tu sei prezioso ai miei occhi”), conosciute da Colui che ha un sogno su ciascuna di esse, un sogno che è da scoprire, accogliere e realizzare. È importante che ognuno senta di essere amato e chiamato: alla consapevolezza, al coinvolgimento emotivo, alla personalizzazione, all’intraprendenza nell’evangelizzazione e al servizio. Per realizzare le due aree formative diventa necessario il “lluogo teologico” di fondo che dobbiamo realizzare sempre più come consacrati/e, educatori, famiglia salesiana e giovani: l’esperienza carismatica della Comunità Educativa Pastorale che è il contesto vitale del processo formativo e il luogo dell’accoglienza e della trasmissione della fede. Seguendo Cristo “unico Signore e maestro” (Mt 23,8), la CEP vive e interpreta nel suo cammino la sapienza di Dio che educa il suo popolo in Cristo.

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FORMAZIONE

Prima Professione religiosa di Antonio e Alessio Salve a tutti! Siamo Antonio e Alessio i due neo professi SDB nella grande famiglia salesiana. Ci sembrava opportuno poter cominciare questo articolo con alcune parole della celebrazione della prima professione religiosa, che hanno dato inizio al rito. Il sacerdote ci chiedeva: «Figli carissimi, che cosa domandate a Dio e alla Sua Chiesa?»; la nostra risposta: «La misericordia di Dio e la grazia di dedicarci totalmente a Lui e al Suo Regno, con la professione religiosa nella Società Salesiana». Volevamo con questa frase sottolineare maggiormente che la prima richiesta a Dio è quella di donarci la sua misericordia nel cammino appena cominciato, perché non è per nostro merito o per nostra iniziativa che intraprendiamo la strada verso la santità nella Congregazione salesiana, ma solo perché è Lui che ci ha chiamati sin dall’inizio alla vita consacrata e ci dimostra che è anzitutto Lui che si fida di noi e da noi desidera questa risposta consapevole, avvenuta “ufficialmente” nella celebrazione eucaristica dello scorso 8 settembre, presieduta dal Consigliere generale della Regione Mediterranea, don Stefano Martoglio. La celebrazione ha avuto un aspetto sobrio e semplice, vissuta intensamente sia da noi “exnovizi”, sia dai parenti, amici e confratelli

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giunti per l’occasione. Tra i momenti principali della celebrazione vogliamo condividere quello della consegna delle Costituzioni salesiane, che per noi «sono una via che conduce all’amore» (Cost. 196) e della medaglia, segno distintivo dei Professi Temporanei. È stato per noi un momento pieno di emozioni nel vedere la gioia nei nostri volti, la serenità e l’affetto reciproco a compimento di questo anno particolare della nostra vita. Dopo la celebrazione abbiamo condiviso il pranzo con tutti coloro che hanno preso parte con noi all’evento. Non possiamo non ringraziare l’Ispettore, don Pippo, per la vicinanza e la disponibilità paterna dimostrataci durante quest’anno e soprattutto il nostro maestro, don Antonello, per averci guidato ed essere stato il nostro don Bosco. Ringraziamo di vero cuore tutti coloro che ci hanno pensato e sostenuto materialmente o con la preghiera, augurandoci che questo possa continuare in futuro, in questo nostro cammino di vita salesiana. Vi abbracciamo fraternamente in don Bosco. Antonio Lauretta e Alessio Tavilla

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Mi chiamo Emanuele Geraci, sono nato a Messina il 21 dicembre 1988. Vengo da una famiglia profondamente religiosa, e sono l’ultimo di quattro figli. Dall’età di circa 11 anni sono entrato a far parte del contesto parrocchiale del Villaggio U.N.R.R.A. (Messina sud), dove ho avuto modo di coltivare e accrescere maggiormente la mia fede, il mio interesse per la musica ed il canto e le relazioni con gli altri, in special modo coi ragazzi. Ho fatto gli studi artistici al liceo, e successivamente ho proseguito tale percorso continuando con gli studi di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria. Negli anni ho vissuto anche una bella ed intensa relazione con una ragazza, ma nel tempo, grazie anche alla mia continua attività in mezzo ai ragazzi del mio oratorio, è emerso sempre più il desiderio di vivere consacrandomi a Dio, seguendo il carisma di Don Bosco; così lo scorso ottobre ho fatto la scelta di entrare in Comunità Proposta a Catania, presso la casa salesiana “S.Maria della Salette”. Dopo un anno di CP e prenoviziato ho maturato la scelta di chiedere di continuare il mio percorso nei Salesiani di Don Bosco, ed eccomi oggi qui a Genzano come novizio salesiano. Un saluto! Sono Alfio Pappalardo, ho 25 anni e sono di Trecastagni (CT). Ho conoscito i Salesiani grazie a mia mamma che fin da piccolo mi portava nel collegio dell’F.M.A. dell’omonimo paese. Nel collegio ho vissuto tutta la mia infanzia e ho conosciuto la figura di d. Bosco. Ho conosciuto i Salesiani qualche tempo dopo, tramite l’oratorio di Pedara e poi Barriera, dove ho frequentato il centro professionale per 3 anni. Il 15 Novembre 2013, ricorrenza della Beata Maddalena Morano, a Trecastagni ha fatto sosta l’urna di d. Bosco, che in quegli anni era in giro in occasione del Bicentenario della sua nascita. Per me è stato un momento importante, inaspettato, che ha sprigionato in me una voglia di mettermi a servizio di Dio e dei giovani, secondo l’esempio di d. Bosco. Insieme

Mi chiamo Danilo Finocchiaro, ho 29 anni e sono cresciuto nella città di Messina. Provengo da un oratorio parrocchiale diocesano situato nella periferia sud della città che ai suoi albori è stato costituito con la collaborazione dei salesiani. Da piccolo ho sentito parlare di don Bosco dai miei animatori, ma ho conosciuto da vicino i salesiani solo alla fine del liceo, quando i chierici dello studentato teologico hanno cominciato a venire a fare apostolato in oratorio. Il loro incontro mi ha aperto un nuovo orizzonte, e dopo un periodo di discernimento durato vari anni, ho capito che Dio mi sta chiamando a seguirlo più da vicino. Mi chiamo Denis Perna ho 28 anni provengo da Patti un paese della provincia di Messina, provengo da una parrocchia diocesana che è la Cattedrale di Patti, dove sono cresciuto e ho vissuto la mia vita da cristiano. Considero il mio oratorio di appartenenza la realtà di Giostra a Messina perchè i Salesiani grazie alla loro bella testimonianza, al loro affetto e sostegno mi hanno fatto innamorare della figura di don Bosco. Sin da piccolo il mio desiderio era quello di diventare sacerdote e donare tuttta la mia vita al Signore e a chi mi sta accanto. Ho conosciuto i salesiani e don Bosco nel 2008 quando iniziai gli studi universitari al San Tommaso di Messina. Una figura di Santità che da sempre mi ha affascinato fino a quando per volontà di Dio non ne ho fatto esperienza diretta. Dopo un tempo di discernimento lungo 9 anni nel seminario diocesano, il Signore ha stravolto la mia vita chiedendomi se davvero ero felice. Dopo un ulteriore tempo di discernimento presso i padri Venturini, aiutato da alcuni salesiani, Don Franco Di Natale, Don Giuseppe Cassaro e Don Arnaldo Riggi, chiesi all’Ispettore Don Pippo Ruta di iniziare il cammino nella famiglia salesiana. Oggi mi trovo a Genzano di Roma come novizio siciliano, felice di appartenere a questa bella famiglia, e felice di donare tutta l amia vita per il bene dei giovani soprattutto i più poveri e abbandonati. Chie-

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FORMAZIONE

I nuovi novizi dell’Ispettoria


FORMAZIONE

Roma: Don M. Mazzeo e A. Palma con i nuovi novizi.

do il sostegno della vostra preghiera con la speranza nel cuore di essere un domani un degno figlio di don Bosco. Buon cammino di Santità a tutti! Mi chiamo Giuseppe Priolo, ho 27 anni e sono nato a Palermo, sono un laureando presso la facoltà di Architettura di Palermo. Fino ad un anno fa ero animatore attivo all’oratorio Villàurea dell’istituto Gesù Adolescente di Palermo. Dico fino ad un anno fa, perché da un anno a questa parte ho intrapreso un cammino per capire cosa il Signore sogna su di me; così, dopo un periodo di discernimento con la mia guida spirituale, l’anno scorso mi sono trasferito a Catania presso l’oratorio de la Salette, la comunità proposta. Lì ho vissuto con la comunità che mi ha accompagnato nel mio discernimento; ho fatto esperienza pastorale con i giovani più bisognosi e in quell’anno ho fatto richiesta di ammissione prima al prenoviziato e successivamente al noviziato. Sono sempre stato affascinato dalla figura di Don Bosco, tanto che mi sono innamorato del suo stile per arrivare a Cristo. Dal 7 settembre 2016 ho iniziato il noviziato, sperando di poter diventare, con il volere

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di Dio, un buon padre, maestro ed amico dei giovani che Lui vorrà affidarmi. Mi chiamo Giuseppe Lentini, nato il 5 agosto 1991. Sono nato a Palermo e sono il terzo ed ultimo figlio della famiglia, dopo due sorelle. Fin da piccolo ho frequentato l’oratorio centro giovanile salesiano Villàurea (Gesù Adolescente). Crescendo sempre accanto ai salesiani ho imparato a conoscere la figura di don Bosco e ad innamorarmi di questo santo. Ho frequentato il liceo scientifico ed ho conseguito la laurea triennale in scienze biologiche. Tra le mie passioni ci sono la pallamano e la magia, e cerco di portarle avanti e trasmetterle quanto possibile. Amo stare con i giovani e fare loro del bene. Dopo un periodo di discernimento ho capito che il Signore mi chiama a seguirlo più da vicino con lo stile di don Bosco; così il 24 Gennaio 2015 ho iniziato il mio cammino di prenoviziato ed il 7 settembre il noviziato, con la speranza di seguire sempre la volontà del Signore dove e come Lui mi vuole. Insieme


«fino a condividere tutto in spirito di famiglia» (Cost. SDB 49). È il periodo estivo quello che il nostro padre don Bosco temeva più di tutti i periodi dell’anno; quel tempo di lontananza da Valdocco – e dalle cure paterne del Santo educatore – metteva in crisi i giovani accolti da don Bosco, poneva loro davanti le difficoltà e le illusioni che la società di quel tempo proponeva. Oggi, per i giovani salesiani in formazione iniziale, il tempo estivo è un periodo in cui ci si applica con gioia, fedeltà e fantasia nel campo educativo-pastorale portando un chicco di novità e freschezza salesiana nelle case salesiane sparse sul territorio siciliano. Nel periodo primaverile le presenze salesiane attivano la “macchina organizzativa” delle attività estive: GrEst, Estate Ragazzi, Campi e Ritiri e poco più tardi i giovani confratelli si adopereranno per collaborare con i salesiani residenti in quelle comunità pronte ad accogliere le “nuove leve”. Questo grande trampolino di lancio per i giovani salesiani è una bella opportunità per diverse motivazioni: in primis perché dà loro la possibilità di conoscere le realtà e i giovani presenti in ispettoria, perché permette di misurarsi con la missione salesiana e le esigenze concrete della vita religiosa ed in ultima istanza perché consegna loro alcune responsabilità organizzative, pedagogiche e relazionali; queste serviranno ai figli di don Bosco a maturare e radicarsi sempre più nell’identità vocazionale salesiana. L’incontro avvenuto il 29 agosto nelle stanze di via Cifali ha permesso ai quindici giovani confratelli in prima formazione di vivere cinque intensi momenti fraterni; il primo prevedeva un momento di preghiera comunitaria per mettersi alla presenza del Risorto cercando di fare memoria del nostro incontro con Lui durante le nostre esperienze estive; il secondo momento prevedeva la condivisione di queste attività vissute. Il terzo momento centrale è stato quello della Celebrazione Eucaristica presieduta dall’Ispettore che ha accolto alcuni rinnovi della professione religiosa: don Pierpaolo Galota, don Insieme

Rocco Tasca, don Francesco Furnari e don Marco Tomaselli sono tornati a dire Sì al Signore che li chiama alla vita consacrata. Nel quarto momento don Pippo Ruta ha delineato la vita della comunità ispettoriale e di come essa si sta muovendo per rispondere alle povertà e alle emergenze educative che incontriamo sul territorio siciliano. Momento conclusivo è stato quello dell’Adorazione Eucaristica. Il Signore ci ha visto uniti nella condivisione d’esperienza, nell’ascolto reciproco e nella preghiera; mediante questi momenti abbiamo ringraziato il Padre di ogni dono consegnatoci in queste esperienze estive da noi vissute. Con lo sguardo rivolto verso il Cielo e i piedi per terra siamo stati inviati dal post-noviziato di San Tarcisio in Roma, Stefano Cortesiano nell’opera salesiana di Alcamo, Tonino Garufi al Villáurea-Gesù Adolescente di Palermo, Rocco Tasca a Ragusa e Pierpaolo Galota nella casa salesiana di Gela. I cinque tirocinanti hanno completato l’anno formativo lì dove sono stati destinati: Marco Tomaselli ha vissuto l’esperienza estiva a Messina Giostra, Andrea Palma nella casa di Catania Santa Maria della Salette, Gabriele Cardaciotto al Santa Chiara di Palermo, Francis a Pa-Gesù Adolescente e Timothy a Ragusa. Gli studenti di Teologia del San Tommaso in Messina invece sono stati inviati in diverse realtà: Frantz Jean-Baptiste ad Alcamo, Dario Spinella e Reval G. Antony a Marsala, Alberto Anzalone nell’opera salesiana di Riesi, Alfredo Calderoni ha operato a Manouba, Robenzon St-Ange nell’opera di S. Cataldo, Domenico Muscherà e Thennakoon M. Harshe a Catania Cibali e Marco Aiello nell’opera di Palermo Villa Ranchibile. Alcuni per qualche periodo hanno collaborato con i confratelli della comunità di S. Gregorio soprattutto per prendersi cura dei minori stranieri non accompagnati. Tutti hanno mostrato e condiviso come si sono messi in gioco studiando di farsi amare lì dove la divina Provvidenza li chiamava. Tonino Garufi sdb

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FORMAZIONE

Incontro giovani confratelli


PASTORALE GIOVANILE

Diario di bordo della PG L’estate volge al termine e puntuali ricominciano le attività pastorali e il solito tran tran d’inizio anno. Eppure basta voltarsi un attimo indietro per rivedere ancora una volta quei volti e quei sorrisi di ragazzi, adolescenti e giovani che hanno vissuto le attività estive (Grest, campi lavoro, campi ragazzi, campo vocazionale, campi animatori e universitari) dentro e fuori dalle nostre comunità o di quelli di migliaia di giovani che hanno partecipato alla GMG di Cracovia. Nel redigere questa pagina di diario mi ritornano in mente tanti ricordi, incontri, emozioni, gioie e fatiche di questa estate davvero “giubilare”. Annotare tutto il vissuto di questi ultimi tre mesi risulta per me alquanto difficile! Ad ogni modo, do un ragguaglio, come sono solito fare, degli appuntamenti e degli eventi più significativi che hanno caratterizzato la nostra missione educativa-pastorale. Dalla seconda metà di giugno tutti gli Oratori hanno dato il via all’attività del Grest. Ho avuto la gioia di poter visitare quasi tutte le nostre case e di partecipare a qualche specifica attività estiva. Quest’anno ho chiesto espressamente a tutti gli incaricati di Oratorio di sapere quanti ragazzi hanno partecipato al Grest e quanti animatori, giovani e adulti hanno collaborato per la buona riuscita delle attività. Il risultato è stato davvero sorprendente: 7200 grestini (tra microgrest, minigrest, preadolescenti, adolescenti, giovani e famiglie) e 1500 animatori (tra staff, adulti e consacrati). Quanta ricchezza! Quanta responsabilità che abbiamo nei loro confronti! Quanta potenzialità vocazionale ampia che abbiamo! Sono fermamente convinto che ci sia stata una buona semina… lasciamo la raccolta al tempo e soprattutto a coloro che arriveranno dopo di noi, sperando che sia abbondante e di buona qualità. Dal 13 al 15 giugno, presso le FMA di Alì Terme, 40 ragazzi/e si sono ritrovati insieme per il tradizionale Campo Ragazzi. Accompagnati da un’équipe di consacrati e

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giovani animatori, i partecipanti al Campo, ragazzi/e dalla V elementare alla II media, hanno vissuto tre giornate all’insegna della formazione, della fraternità e della spiritualità salesiana. Sono state riscontrate delle buone risonanze insieme anche a delle osservazioni e migliorie per il futuro. Il mese di giugno è stato contrassegnato dal fatto che si è avviata la visita straordinaria nella nostra ispettoria. Infatti, il 20 giugno con l’arrivo del consigliere per la Regione Mediterranea, Don Stefano Martoglio, ha avuto ufficialmente inizio la visita che si concluderà il 20 novembre. Anche tutta l’animazione educativo-pastorale dell’ispettoria è passata al vaglio di Don Stefano. Il 7 e l’8 luglio mi sono recato a Roma per un incontro straordinario con gli altri delegati di PG. All’ordine del giorno vi erano due temi principali: la preparazione del Convegno Nazionale sulla CEP che si terrà a febbraio 2017 e le ultime info e aggiornamenti in merito alla GMG di Cracovia. Dall’11 al 14 e il 20-21 luglio sono stato coinvolto nei colloqui di coloro i quali hanno presentato la domanda per il Servizio Civile Nazionale. Ho avuto modo di ascoltare tanti giovani che hanno dimostrato belle qualità, insieme a tante aspettative per il loro futuro. Debbo riconoscere che è stato un ottimo osservatorio giovanile! Dal 10 ottobre avremo la presenza di 255 volontari, la maggior parte dei quali presso le nostre Comunità Educative Pastorali ed alcuni in Enti partner. Ancora tanta ricchezza! Tanti giovani che collaboreranno con i salesiani e i laici. Sperando di non deludere le loro aspettative, si auspica sempre più una promozione integrale di questi giovani. Una tappa particolare che ha caratterizzato l’estate 2016 è stata senz’altro la Giornata Mondiale della Gioventù. Dal 25 luglio all’1 agosto ho vissuto, insieme ad altri 74 giovani e consacrati/e, un’esperienza di grande convocazione a Cracovia. Lascio alla giovane Agata Scionti il racconto di questa esperienza di respiro mondiale, nell’articolo Insieme


Insieme

glia del sabato, che ha visto presenti più di due milioni di persone, ognuna con una candela accesa: non ci sono parole per descrivere questa veglia, bisogna solo... viverla! Su richiesta del Papa è calato poi il silenzio, un silenzio surreale e magico, a cui è succeduto un ponte umano: ci siamo presi per mano, eravamo moltissime persone provenienti da tutto il mondo, ed eravamo lì, tutti insieme! Continuo la carrellata di appuntamenti estivi. Dal 5 al 10 agosto abbiamo vissuto il campo vocazionale presso la Comunità della Salette. Nelle pagine seguenti troverete un articolo di approfondimento firmato Andrea Palma. Dal 25 al 28 agosto, oltre 160 ragazzi hanno partecipato ai tradizionali campi animatori (biennio/triennio/universitari). Saranno i coordinatori del campo, Fabiana e Orazio, a raccontarci in un articolo di approfondimento quanto abbiamo vissuto a Montagna Gebbia! Il 30 e il 31 agosto l’appuntamento d’inizio dell’anno pastorale, ossia la Programmazione Ispettoriale svoltasi a Zafferana Etnea, presso l’Emmaus. Quest’anno abbiamo avuto la presenza di Don Fabio Attard, Consigliere del Dicastero di Pastorale Giovanile. Il 30 pomeriggio Don Fabio ha incontrato i direttori delle comunità presentando alcuni aspetti del Quadro di Riferimento della PG (QRPG): l’aspetto storico del cammino della Chiesa e della Congregazione Salesiana, la figura e il ruolo del direttore all’interno del QRPG. Il 31 mattina, invece, Attard ha incontrato i confratelli e i laici che si occupano più direttamente della Pastorale Giovanile ed ha presentato, come per i direttori, l’aspetto storico del cammino della Chiesa e

Zafferana: Programmazione ispettoriale.

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PASTORALE GIOVANILE

di approfondimento che troverete nelle pagine seguenti; vorrei però far risuonare in questa pagina di Diario alcune personali suggestioni. Innanzitutto, mi hanno colpito subito l’entusiasmo e la gioia, i canti sugli autobus, la solidarietà tra gli altri ragazzi, nonostante le barriere linguistiche, l’ospitalità polacca: non mancava mai un sorriso o un saluto dalla popolazione locale verso di noi. Non posso negare che c’è stata anche parecchia fatica: si camminava 10/15 km al giorno, con zainetto in spalla per spostarci da un luogo a un altro, ma questa fatica è stata ampiamente ripagata. Abbiamo ricevuto molto! Gli appuntamenti che mi hanno coinvolto di più sono stati: la visita al Santuario della Divina Misericordia, il primo incontro di giovedì pomeriggio con Papa Francesco e la veglia di sabato sera. Mi ha particolarmente commosso la visita al Santuario di Lagiewniki, “capitale” del culto della Divina Misericordia, uno dei luoghi di pellegrinaggio più importante a Cracovia. Questo posto legato al culto di Santa Suor Faustina Kowalska è oggi, considerato il numero di pellegrini che lo visitano, tra i più importanti al mondo. Il Santuario conserva anche il famoso quadro che rappresenta il Gesù Misericordioso. Sono indescrivibili le sensazioni vissute in questo luogo di culto. Credo che l’Anno Santo della Misericordia sia arrivato a noi grazie anche a questo grande centro di culto religioso. Il primo incontro con Papa Francesco è stato un altro momento commovente: lo sventolio di centinaia di migliaia di bandiere di ogni parte del mondo mi ha riempito gli occhi di lacrime. Una immagine emblematica della GMG menzionata dal Papa sono state proprio le “bandiere” nazionali, le quali, “nel contesto di questo incontro - ha affermato Francesco - diventano più belle, si purificano, al punto che, persino bandiere di nazioni in conflitto sventolano vicine e questo è bello, anche qui ci sono le bandiere, sventolatele!”. Ed inoltre, ha chiesto apertamente a tutti i presenti di “non arrenderci e non isolarci, ma di essere strumento per la diffusione della fede nel mondo”. L’ultima suggestione è stata la partecipazione alla ve-


PASTORALE GIOVANILE

della Congregazione Salesiana in merito alla CEP ed inoltre la Pastorale Giovanile Salesiana intesa come esperienza comunitaria. Ha messo in evidenza l’importanza di lavorare con mentalità progettuale e che oggi diventa più che necessaria una pastorale organica: unità nella diversità. Infine, ha dato un impulso forte in merito al lavoro del PEPS ispettoriale e locale. Il 7 e l’8 settembre mi sono recato a Roma per partecipare alla Prima Professione Religiosa di Antonio Lauretta e Alessio Tavilla. L’8 settembre per molti Salesiani di Don Bosco, è una data importante. Per me sono trascorsi 15 anni da quel primo “sì” al Signore e a Don Bosco. Deo gratias! Dal 9 all’11 settembre si è tenuto a Montagna Gebbia il Campo Leader. Il 10 e l’11 settembre il primo appuntamento della Consulta Regionale MGS. Due giornate intense di lavoro hanno visto coinvolti circa 40 giovani provenienti da tutta la Sicilia Salesiana. All’ordine del giorno erano previste l’accoglienza dei nuovi membri della Consulta e il saluto di benvenuto alla nuova consigliera di PG, Sr. Antonella Allegra. In questa occasione i membri della Consulta hanno salutato e ringraziato Sr. Assunta Di Rosa per il lavoro svolto in questi anni. Oltre a ciò, si è svolta la verifica dei campi estivi, la presentazione dei sussidi pastorali 2016/2017, il confronto in merito al Bando per il nuovo logo MGS Sicilia e la preparazione del Meeting Adolescenti che si svolgerà da 3 al 5 Gennaio 2017. Si è reso noto che la Festa Ragazzi si anticiperà rispetto alla data prevista in calendario ispettoriale: non il 23 aprile, bensì il 2 aprile 2017. Dal 12 al 14 settembre si sono avviate le Consulte MGS di Catania, Messina, Palermo, Centro Sicilia e Modica/Ragusa con le rispettive programmazioni zonali. Quattro date per il Forum Educatori (l’11 a Catania, il 17 a Messina, il 18 a San Cataldo e il 23 settembre a Palermo); questo appuntamento annuale ha riscontrato nella sua complessità circa 700 partecipanti: educatori, animatori, catechisti, allenatori, responsabili di gruppi formativi, giovani e adulti impegnati nella missione educativa.

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Un appuntamento da fissare in questa pagina di Diario è certamente il primo incontro di Equipe di PG tenutosi presso la sede ispettoriale; la giornata di martedì 20 settembre è stata caratterizzata dall’avvio ufficiale della nuova Equipe composta da Don Enrico Frusteri, Don Giuseppe Cutrupi, Don Franco Di Natale, Don Felice Bongiorno e il sottoscritto. Ha presenziato l’incontro Don Miguel Angel Garcia del Dicastero di Pastorale Giovanile. Con lui ci siamo fermati a lavorare sull’impostazione da dare a questa nuova equipe e sull’avvio del PEPS Ispettoriale. Dal 24 al 25 settembre un piccolo ma significativo gruppo di giovani, accompagnato da Don Enrico Frusteri, si è recato a Torino per il tradizionale Harambée Nazionale. Prossimi appuntamenti: domenica 2 ottobre primo incontro di Consulta di PG; come accennavo all’inizio di questo Diario, il 10 ottobre si avvierà il Servizio Civile Nazionale presso le nostre comunità; il 15-16 ottobre si avvierà l’appuntamento del GR Ado (Alcamo ed Alì Terme); il 22-23 ottobre sarà avviato il percorso della Scuola di Mondialità; il 24-25 ottobre e l’8 novembre ci sarà il primo incontro di Formazione Generale per i nuovi volontari del Servizio Civile nelle tre zone della Sicilia (occidentale, centrale e orientale); dal 28 ottobre all’1 novembre partirà l’esperienza della Comunità Proposta allargata alla Salette. Bene! Adesso è tempo di ripartire, di ritrovarsi insieme, come comunità locale, per riflettere e programmare il nuovo anno educativo-pastorale 2016/2017. Un nuovo anno pastorale è un’occasione splendida che il Signore ci offre per sperimentare sempre più la Sua meravigliosa presenza nella nostra vita. Sappiamo bene che il tempo non è uno sterile scorrere di eventi che si susseguono senza significato, al contrario è un’occasione di grazia per accorgerci che la nostra vita, con la sua bellezza e le sue profonde contraddizioni, è follemente amata da Dio. d o n D om e ni c o L uv a r à Insieme


In procinto alla GMG

A Cracovia per la GMG porto con me lo zaino! Sì, lo riempio dell’essenziale non del superfluo cercando di dare ordine alle cose. Metto in evidenza ciò che mi potrà essere utile e quotidiano. Lascerò spazio per un amico che non lo avrà nel suo, per un dono da portare. Sì, lo zaino! Quello della mia vita: gioie, dolori, dubbi, certezze, sogni, affetti. Sarà utile far spazio alla meraviglia, alla novità, ai doni, alla fantasia di Dio. Porto con me delle scarpe adatte! Chiuse e aperte, sandali e sportive, i piedi dovrò trattarli bene, ci sarà da camminare. Sarà utile usarle prima della partenza in modo che il piede si adatti. Sì, le scarpe! Simbolo di ogni cammino, piedi per terra e sguardo in cielo. Poi le toglierò come Mosè dove “il terreno è sacro”: la vita degli altri, la presenza di Dio. Passo dopo passo lascerò le mie orme, le mie su quelle di Gesù. Porto con me il cappello! Mi proteggerà dal sole e dalla pioggia, sarà come un segno di riconoscimento e di appartenenza. Sì, il cappello! A volte metafora della ricerca di un ruolo, di protezione, di potere, di essere alla moda; ma togliersi il cappello è ancora meglio: è segno di chi riconosce di essere piccolo e umile, di chi comprende un gesto d’amore e sa ringraziare. Porto con me l’orologio! Conto alla rovescia: mancano pochi giorni alla GMG. Gli appuntamenti saranno tanti e la puntualità è un valore per non essere di peso agli altri e non perdermi nulla. Sì, un orologio! Non per diventare schiavo delle cose da fare, ma per valorizzare il tempo come un dono ricevuto e offerto. C’è un tempo speciale nel quotidiano di chi attende: il momento opportuno, l’Infinito che si fa presente. Porto con me una penna! Con la penna ho imparato a scrivere da piccolo, ho realizzato i miei temi migliori, con la penna ho scritto le prime lettere a chi amavo, ho firmato tutte le cose importanti della mia vita. Sì, quel piccolo vecchio struInsieme

mento con cui, nell’era della comunicazione touch, scriverò il mio diario, i sentimenti, le impressioni, le parole più belle e provocanti delle catechesi e i discorsi del Papa. Porto con me un block notes! Roba vecchia nell’era dei cellulari multifunzione, ma sempre utile per appunti, per scrivere qualche pensiero. Un notes sa che i suoi fogli per essere significativi dovranno essere staccati e soffrirà sul momento lo strappo. Così è per una vita in attesa desiderosa solo di essere segnata dalla mano di un “Pittore invisibile”, perché da uno schizzo venga fuori un’opera d’arte. Porto con me una lampada tascabile! Durante un viaggio lungo è meglio averla a disposizione e, dormendo insieme a molti altri, può servire la notte per non disturbare accendendo la luce. Sì, una lampada, perché possiamo agire come “figli della luce” ogni giorno ed essere luce che segna una traccia nella notte di chi soffre, è solo, senza speranza. Poi spegnerò la lampada, certo che un altro vicino a me farà luce. Porto con me una borraccia! Ci sarà bisogno di una scorta d’acqua in previsione di lunghe camminate. Sì, una borraccia che mantiene l’acqua fresca come fresco deve essere l’entusiasmo nel vivere questo evento di fede. C’è una sorgente che non finisce ed è per la vita eterna, per quest’acqua ci mettiamo in viaggio, e ne conserveremo una parte da offrire una volta ritornati a casa. Porto con me le chiavi di ca sa! Così mi sentirò a casa anche a Cracovia e non per nostalgia, ma perché “dov’è il tuo tesoro sarà anche il tuo cuore”. Sì, il cuore la cui porta si apre solo dall’interno, cioè con la nostra libera risposta all’amore di Dio: la vocazione. Le chiavi mi ricorderanno anche che, finito l’evento, si ritorna e inizia la vita quotidiana, non in Polonia ma a casa con uno sguardo nuovo sulla realtà. Porto con me il sacco a pelo! Sarà necessario per la notte, soprattutto per la veglia, meglio se impermeabile per l’umidità o per la pioggia. Sì, il sacco a pelo, simbolo di una vita in movimento, come una tenda, mobile non lega-

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PASTORALE GIOVANILE

MGS - Giornata Mondiale della Gioventù


PASTORALE GIOVANILE

ta per sempre alla terra, che abbia invece i suoi appigli in cielo. Arrotolandolo porto via tutto, mi rimetto in cammino, non da vagabondo, ma verso una casa stabile lassù! Porto con me un cuscinetto gonfiabile! Non è solo un oggetto per dormire meglio, per quanto il sonno – anche se poco – è importante per affrontare bene le giornate ed essere più disponibili all’ascolto. È stato il regalo di una persona cara, un gesto di cura nei miei confronti! Non un classico “buon viaggio”, bensì un “ci tengo che sia sereno” detto con un gesto concreto, semplice e affettuoso. Così sognerò e ringrazierò! Porto con me una piccola croce! Non un accessorio, né un particolare ricordo di qualche esperienza. La croce è croce, non una cosa o un’altra! Il Calvario, ogni calvario, non dà la possibilità di girargli attorno, poiché la croce o la si abbraccia o si resta schiacciati. Non è facile, è doloroso, ma diciamo insieme a don Tonino Bello che sul Calvario la sosta è vietata, non più di tre giorni poi c’è la resurrezione! Porto con me il Vangelo! Sì, una copia del Vangelo tascabile. Forse sembrerà ovvio, ma credo che non lo sia. Quanti lo hanno con sé quotidianamente così come gli immancabili cellulari, documenti, fazzoletti, ecc.? Lo terrò nel cuore e nella tasca, sarà la

“guida delle guide” per ogni giornata e ogni incontro. Qualche volta sarà pesante e forse anche fastidioso, ma per questo lo porto: per destarmi quando sarò troppo comodo! Porto con me una foto di famiglia! Non per una questione nostalgica, ma perché ciò che sono oggi lo devo in buona parte alla mia famiglia, che mi sostiene sempre, crede in me, mi sta accanto anche quando sbaglio, condivide sogni e progetti. Sì, una foto, che è simbolo soprattutto di un “pezzo di cuore”, della piccola chiesa domestica che mi aiutava da piccolo a dire ciò che oggi da solo dico con forza: “Padre nostro”! Porto con me le preghiere di tanti amici e non solo! Molti mi hanno chiesto di pregare per loro, soprattutto per le situazioni di sofferenza. Sì, porto tutte queste preghiere, quelle non espresse o di chi mi ha detto “che ci vai a fare”. Ho imparato che la preghiera è pericolosa: si è sempre ascoltati! Mai nessuno sa veramente quello che sta chiedendo. Così non domanderò nulla senza aggiungere: “Se è la tua volontà”. C’è quasi tutto, anche lo spazio per i doni della GMG. Non è più tempo di “portare”, ormai è tempo di partire! M a r c o P a p p a la r d o

La GMG comincia oggi e continua domani, a casa! Quando don Domenico mi ha chiesto di raccontare della mia esperienza alla Giornata Mondiale della Gioventù, la prima cosa che gli ho chiesto è stata quanto tempo avessi a disposizione, perché era necessario un po’ di tempo per elaborare tutte le emozioni e le sensazioni vissute in sette giorni a Cracovia. Avevo da anni il desiderio di vivere l’esperienza della GMG, ma circostanze diverse mi avevano sempre portato a mettere da parte questo sogno. Dopo l’udienza papale per i volontari di Servizio Civile, però, il desiderio è tornato di nuovo, più forte che mai: tornata da Roma ho preso subito informazioni e contatti e in pochissimi gior-

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ni ho preso la decisione. Non importava il fatto che non conoscessi nessuno degli altri partecipanti, era l’occasione che stavo aspettando. Sono partita da Catania il 23 luglio insieme ad altre 11 persone; il Movimento Giovanile Salesiano si sarebbe riunito per intero solo qualche giorno dopo e direttamente in terra polacca. Dopo il lungo viaggio, domenica mattina giungiamo finalmente nella chiesa salesiana del Sacro Cuore di Gesù di Pychowice, dove tutti i giovani partiti dalla Sicilia sono stati ospitati in casa dalle famiglie della parrocchia. Fin da subito abbiamo tutti respirato aria di casa, grazie all’immenInsieme


Insieme

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sa ospitalità di queste famiglie che ci hanno aperto la casa e anche il cuore. Lasciati i bagagli nei vari alloggi, ci siamo diretti presso l’Istituto Teologico Salesiano di Cracovia dove abbiamo espletato tutte le procedure di iscrizione e ricevuto lo zaino del pellegrino: questo ha segnato l’inizio ufficiale della nostra avventura. Difficile descrivere in poche righe una settimana di cammino per le vie di Cracovia, un pellegrinaggio continuo che ci ha permesso di incrociare il volto di Dio nei tanti giovani (e meno giovani) giunti nella città dai quattro angoli della terra. Di certo però vi sono stati dei momenti particolari che hanno segnato la nostra esperienza. Lunedi 25 abbiamo deciso di visitare Auschwitz, uno dei luoghi più importanti della nostra storia recente, un luogo che mette a dura prova la fede di milioni di credenti, uno di quei luoghi in cui è impossibile non pensare “Dov’è Dio in tutto questo?”. È stata una giornata intensa ed emozionante, che ha coinvolto il gruppo più di quanto non si potesse immaginare; alcuni erano un po’ restii a compiere questa esperienza che, inutile negarlo, ti prende dentro più di quanto tu possa volere o immaginare. Tutte le domande, la rabbia, la difficoltà di capire, tutto è stato annullato da quel silenzio sovrastante che è la prima cosa che risalta entrando nei campi. E così capisci che a volte non puoi far altro che tacere, tacere e pregare per le anime innocenti che lì hanno trovato la morte. Il giorno successivo, tutto il MGS Sicilia si ricompone in occasione della messa di apertura presieduta dal vescovo di Cracovia, Monsignor Stanislaw Dziwisz. L’omelia del vescovo ha dato fin da subito un’impronta forte alle esperienze che sarebbero seguite nei giorni successivi. Tanti giovani venuti da tutto il mondo, ciascuno con il proprio vissuto sulle spalle, riuniti sotto il cielo di Cracovia nel nome di un amore infinito, cosa portiamo dietro da questa esperienza? – chiede il Vescovo. Portiamo nelle nostre case la gioia di una fede che è amore, fraternità, condivisione e la necessità di testimoniare a chi ci sta vicino che “vale la pena affidare a Lui la nostra sorte”.

E il totale affidamento a Lui è forse il tema ricorrente di tutta la settimana, e il punto fondamentale della devozione alla Divina Misericordia, devozione che trova il suo centro nel santuario di Lagiewniki e in santa suor Faustina Kowalska. Proprio nel santuario, una parte del gruppo ha vissuto mercoledì 26 un intenso momento di preghiera. Recitate insieme le Lodi e la Coroncina all’Amore Misericordioso, abbiamo avuto modo di soffermarci in preghiera dinanzi all’altare dove è posta una copia del quadro voluto da suor Faustina che rappresenta Gesù benedicente e dal cui cuore sgorgano acqua e sangue. Nel pomeriggio ci siamo diretti presso il centro Expo di Cracovia, sede della festa del SYM. Dopo il primo momento di festa, giochi e intrattenimenti vari, è stato possibile vivere un intenso momento di adorazione eucaristica, concluso con un bellissimo spettacolo sulla vita di suor Faustina e sulle opere di misericordia. Credo abbia suscitato una certa emozione il coro che si levava dai partecipanti durante i canti, ciascuno nella propria lingua. Raccontando l’esperienza in serata alla famiglia che mi ospitava il padre mi rimandava alla memoria la torre di Babele: una sostanziale differenza però, in Babele le lingue dividevano i popoli, qui invece legati profondamente dall’unica fede in Gesù. Nelle mattinate di giovedì 27 e venerdì 28 abbiamo avuto la grazia di vivere il momento delle catechesi con mons. Santoro, vescovo di Taranto, e mons. Fisichella, ve-

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scovo ausiliare di Roma, che ci hanno aiutato a riflettere sulla Misericordia e sulla necessità di affidarsi totalmente a Gesù. Mons. Santoro ha ricordato che Gesù ci invita a chiedere ciò di cui abbiamo bisogno, perché possiamo sempre ricordare che senza di Lui non possiamo nulla, ma ci invita anche ad avere totale fiducia in Lui, perché avremo molto di più di quanto possiamo solo immaginare. Mons. Fisichella, invece, ci ha aiutato a capire che essere misericordiosi vuol dire avvicinarsi al cuore dell’altro, incluse le sue miserie; significa guardarlo negli occhi, incontrarlo e donargli tutto l’amore di cui il cuore è capace. Fondamentale è l’incontro con l’altro, aprirgli il cuore, donargli tempo, attenzione e amore. Nel pomeriggio di giovedi 27 nel grande parco di Blonia tutti i giovani pellegrini presenti a Cracovia abbiamo accolto il Papa, arrivato da poco in città. In quest’occasione ha ricordato a tutti noi giovani quanto sia importante continuare a credere nei nostri sogni e continuare a impegnarci perché il mondo possa cambiare. Ci ha spronato a non essere giovani pensionati, che si sono già arresi senza aver nemmeno cominciato a giocare, ma a continuare a lottare, sapendo che Gesù sarà sempre e comunque lì con la mano tesa pronto ad aiutarci a rialzare. Sabato finalmente è il giorno tanto atteso del pellegrinaggio verso il Campus Misericordiae, un immenso prato che ha ospitato tutti i giovani pellegrini in occasione della veglia di sabato 30 e della messa di domenica 31. Un mare infinito di persone provenienti dai cinque continenti, tutti riuniti sotto lo stesso cielo: il Campus Misericordiae è stato per quasi 24 ore una prova tangibile della fede che unisce, che abbatte ogni barriera, linguistica o culturale che sia, e che ci rende figli di un unico Padre: la chiesa universale riunita sotto il cielo di Cracovia. Durante l’omelia della Messa il Papa lascia il testamento di questa esperienza: Gesù, che ci ha incontrato in terra polacca, vuole continuare a incontrarci nella nostra vita di ogni giorno, nelle nostre case e nelle nostre relazioni personali, come se “la GMG comincia oggi e continua domani, a casa”.

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Ed eccomi di nuovo a casa, a rivivere un’esperienza indimenticabile di gioia e condivisione della fede, vissuta nello spirito del carisma salesiano, impregnata di quella felicità profonda che Don Bosco si augurava per ognuno dei suoi ragazzi. Porto nel cuore gli occhi di tutte le persone incontrate lungo il cammino e ringrazio in special modo i ragazzi del MGS Sicilia, che mi hanno fatto subito sentire parte di una grande famiglia e di un progetto più grande, che trascende i confini di ciascuna realtà oratoriale. Alcuni di loro in particolare mi hanno insegnato che basta un cuore semplice e aperto all’altro per creare dei rapporti belli e profondi. Porto nel cuore i legami di stima e affetto, creati con i giovani incontrati lungo il cammino, con le meravigliose famiglie di Cracovia che ci hanno accolto come fossimo parte della famiglia e con i tanti uomini e donne misericordiosi che ci hanno aiutato nei piccoli e grandi momenti di difficoltà attraversati. E cerco di rivivere quotidianamente la gioia provata in quei sette giorni; in particolare in momenti e situazioni impensabili, come, saliti sugli autobus stracolmi per tornare a casa, nonostante la difficoltà a reggersi in piedi e la stanchezza di un giorno di cammino, trovavi sempre la forza per intonare un canto di lode al Signore; o come, nei lunghi spostamenti per la città il sole lasciava improvvisamente spazio a una pioggia fredda, trovavi sempre qualcuno pronto a incoraggiarti ad andare avanti, riservarti un sorriso che alleggeriva la situazione. A chi dopo tanti giorni mi chiede ancora quale sia il ricordo più bello che ho della GMG, istintivamente mi vien sempre da rispondere: “incontrare gli occhi di migliaia di persone”, incontri pieni di gioia ed espressione dell’amore nel Signore che ci ha uniti tutti come suoi figli, incontri che sono il segno più evidente che l’unità di tutti i popoli è possibile e che è possibile costruire un mondo di pace. E questo penso sia il compito che dovremmo portare avanti dopo Cracovia: essere costruttori di pace nelle nostre vite. A g a ta S ci o n ti Insieme


Dal 25 al 28 Agosto 2016 si è svolto il Campo Animatori presso i locali di Montagna Gebbia a cui hanno partecipato 160 ragazzi circa tra biennio e triennio. Il mio ruolo è stato quello di essere il coordinatore del campo assieme a Fabiana La Rosa, animatrice dell’Oratorio di Giostra (ME), ottima spalla e compagna di viaggio. Sono Orazio Moschetti, ho 20 anni ed abito a Biancavilla (Ct); sin da piccolo, lo spirito Salesiano di Don Bosco, è stato parte integrante della mia vita. Sono cresciuto ed educato nell’ istituto salesiano delle Figlie di Maria Ausiliatrice che operano da più di cento anni a Biancavilla per i bambini poveri e abbandonati. Quest’anno mi sono ritrovato ad operare come volontario del Servizio Civile Nazionale all’interno dell’istituto. Arrivati presso Montagna Gebbia nella tarda serata del 24 agosto, dopo esserci radunati con tutta l’equipe a Catania, e dopo un tragitto avventuroso, abbiamo perlustrato il luogo che ci avrebbe accompagnato per il campo. La mattina del 25, dopo la celebrazione Eucaristica, nella quale abbiamo ritemprato il nostro spirito, e dopo aver fatto colazione, abbiamo sistemato i locali, l’amplificazione e intorno alle 11:30 circa abbiamo provato l’inno “Maestro Dove Abiti?” tratto dalla proposta Pastorale 2016-2017 scritto da me e Vincenzo Licari, presidente e regista dei

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DB Friends Compagnia Novaluna e animatore dell’Istituto di Biancavila, e cantato da Giuseppe Marchese, anch’esso membro della compagnia e animatore dell’Istituto. Subito dopo il pranzo arrivano i ragazzi e alle 16:00 incominciamo l’attività. Dopo aver salutato calorosamente i ragazzi abbiamo presentato tutta l’équipe del campo. Non appena aver dato gli orari della giornata ai ragazzi li abbiamo divisi in Biennio e Triennio in locali diversi per la formazione. Alle 18:40 ci siamo radunati nuovamente e abbiamo presentato ai ragazzi i laboratori precedentemente scelti durante l’iscrizione iniziale. Dopo la cena, alle 21:30 la Fraternità: i ragazzi si cimentano un’allegra Caccia al Tesoro tutta nello stile salesiano che vede protagoniste 4 squadre che superate delle intriganti prove dovevano comporre una frase per arrivare al tesoro. E la prima sera è andata, i ragazzi stanchi ma contenti vanno a riposare. Il 26 i ragazzi riprendono con la Formazione e i Laboratori, il tempo purtroppo interromperà i giochi in piscina dopo pranzo… ma i ragazzi non si arrendono perché la sera aspetta loro una sorpresa: la serata discoteca, che prende vita e colori con gli star light che lanciamo ai ragazzi e con dei fari a led che colorano la pista… i ragazzi si sono divertiti un sacco, erano proprio contenti. Noi coordinatori abbiamo anche voluto lanciare un messaggio ai ragazzi, ricollegandoci al vangelo trattato nella preghiera mattutina, dividendoli in gruppetti e consegnando una lanterna, abbiamo chiesto di scrivere una parola a cui volevano dar luce simbolicamente attraverso l’amore di Dio, da lasciar volare in cielo… un’emozione che ha colpito tutti sulle note di Esseri Umani di Marco Mengoni, a seguire l’Adorazione Eucaristica, molto sentita e partecipata dai ragazzi, tenuta da Don Enrico Frustreri. Il 27 è la giornata più freneti-

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Campo Animatori biennio e triennio


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ca: alle 8 come ogni mattina ci raduniamo sotto il capannone per la preghiera del mattino e dopo la colazione segue la liturgia penitenziale nella quale molti ragazzi si accostano al sacramento della riconciliazione. A seguire i laboratori: i ragazzi sono alle prese con lo spettacolo finale e stanno ultimando i lavori. Io e Fabiana nel frattempo pensiamo ad organizzare la serata. Ospiti della serata l’ispettrice Sr. Maria Pisciotta e Sr. Antonella Allegra, la nuova delegata della Pastorale Giovanile. Dopo aver radunato i ragazzi, abbiamo salutato e dato la parola all’Ispettrice, che ha presentato la nuova delegata della PG e lanciato un messaggio citando una frase di Don Bosco “Vi Voglio Felici nel Tempo e nell’Eternità”.. subito dopo abbiamo fatto accendere una lanterna, segno del “passaggio del testimone” da Sr. Assunta a Sr. Antonella. Prosegue la serata con la presentazione dei laboratori, dei video e lo spettacolo finale. Subito dopo il cortile si trasforma di nuovo in “discoteca” per far divertire nuovamente i ragazzi e aspettare la mezzanotte in occasione del compleanno di Don Domenico Muscherà. Fatti gli auguri, diamo la buonanotte e gli avvisi per domani; i ragazzi raggiungono le loro camere e preparano la valigia: domani si rientra. Domenica 28, alle 9:15 in cortile per il buon giorno preparato dai ragazzi del laboratorio Dinamiche di Gruppo e a seguire la Celebrazione Eucaristica presieduta dall’Ispettore dei Salesiani di Sicilia Don Pippo Ruta. Un breve break e segue la Verifica del Campo e dei Laboratori. Le risonanze sono state più che positive. Per me è stata una bellissima esperienza, è sempre bello lavorare con e per i ragazzi, perché, anche dopo tutte le fatiche, loro sanno sempre come ricompensarti. Quella del campo per i ragazzi è una esperienza che permette loro di mantenere i rapporti con i giovani di tutta la Sicilia; è soprattutto di incominciare insieme un cammino spirituale sulla nuova proposta in vista dell’anno a venire. Ringrazio coloro che mi hanno voluto al campo rendendomi partecipe di questa magnifica esperienza.

Suor Linda e Don Alberto hanno affiancato il nostro coordinamento curando l’aspetto spirituale. I campi MGS sono esperienze importanti e belle da vivere perché aiutano a crescere nella fede e soprattutto fanno ritrovare tanti ragazzi che condividono e vivono lo stesso spirito e lo stesso carisma di don Bosco. Credo che il regalo più bello che ciascuno di noi porti a casa, dopo giorni così intensi, sia quello di conoscere e coltivare le tante amicizie nate in questi giorni, la consapevolezza di non essere soli ad affrontare le difficoltà che la nostra società ci pone davanti, sostenendosi a vicenda nel proteggere i nostri valori cristiani e impegnandosi insieme a costruire un futuro migliore per noi e per le generazioni future.

O r a zi o M o sc he t t i

F abian a La Rosa

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Ho accettato la proposta fattami da don Domenico Luvarà e non mi sono pentita di averlo fatto. L’esperienza è stata meravigliosa anche se impegnativa ma ho avuto la fortuna di collaborare con una équipe in gamba e simpaticissima!! Io ero la coordinatrice insieme ad Orazio, un ragazzo davvero bravo a presentare e ad intrattenere i numerosi partecipanti al campo; i laboratori sono stati svolti con passione e dedizione grazie agli animatori che hanno assicurato la loro presenza anche quest’anno donando il loro prezioso tempo ai giovani, proprio come voleva don Bosco. È stato curato tutto nei minimi dettagli e ci siamo sostenuti a vicenda come una grande famiglia, merito anche della presenza di suor Assunta e don Domenico che hanno intrecciato i nostri talenti come degli abili tessitori!

Fabiana e Orazio.

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Animazione Vocazionale

Dal 5 al 11 Agosto presso la comunità salesiana della Salette si è tenuto il campo vocazionale. L’appuntamento annuale che l’Ispettoria offre per seguire, accompagnare e far scoprire il progetto di Dio, ha visto la partecipazione di un bel gruppo di adolescenti in ricerca. Il campo è iniziato con la visione di un musical su don Bosco presentato a Pedara. Il tema che ha condotto il percorso biblico-spirituale è stato Giuseppe, figlio di Giacobbe, e i suoi fratelli. I capitoli del libro dell’Esodo sono stati articolati e spezzettati per poter pregare, riflettere e guardare alla propria vita interiore, per ascoltare come Dio parli al cuore. Ad esporre questo percorso sono stati don Marcello Mazzeo e don Domenico Luvarà. Domenica 7 abbiamo avuto la possibilità d’incontrare l’ispettore, don Pippo Ruta, che dopo la celebrazione eucaristica ha condiviso le sue risposte alle domande proposte dai giovani in ricerca. L’indomani Maria è stata la protagonista. Dopo la consueta riflessione biblica e condivisione tra i partecipanti, il pomeriggio gli adolescenti l’hanno dedicato al pellegrinaggio mariano presso la chiesa di Santa Maria dell’Aiuto. Il rosario e la visita alla casa, copia della casa di Loreto, hanno preceduto la Santa Messa. La sera ci siamo riuniti per la veglia vocazionale presieduta da don Enrico Frusteri. Non sono mancati i momenti di gioco, fraternità e di mare. Ad Alì Terme, presso la comunità delle figlie di Maria Ausiliatrice, abbiamo vissuto la giornata di spiritualità salesiana. L’intervento di suor Mariella Lo Turco, la testimonianza vocazionale di don Alfredo Calderoni, la possibilità di sostare Insieme

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Campo Vocazionale La bellezza del discernimento

nei luoghi e davanti l’urna di Madre Morano, sono stati spunti di riflessione e tratti carismatici che hanno fatto percepire la bellezza della famiglia salesiana. L’orizzonte azzurro tra cielo e mare ha allietato il pomeriggio divertente e di svago. Il campo si è concluso con una serata sotto le stelle tenuta in spiaggia alla colonia don Bosco affidando la nostra missione a Dio con il mandato. Dopo un mese, alcuni adolescenti del campo, hanno partecipato al primo incontro della comunità proposta allargata. Il ritiro vissuto presso Missione Chiesa Mondo, condotto da don Enrico, si è basato sulla chiamata di Matteo. Nel pomeriggio c’è stato il “faccia a faccia” tra le varie fasi formative: salesiani, prenovizi e adolescenti in discernimento. Giorni pieni di Spirito sono stati il 7, con l’ingresso dei sei prenovizi nel noviziato di Genzano di Roma, e l’8 con la prima professione dei neoconfratelli Antonio Lauretta e Alessio Tavilla. Con gioia ringraziamo il Signore e don Bosco per la possibilità di seminare nei cuori di tanti giovani la bellezza della ricerca vocazionale. An dr e a D om e n ic o Pa l ma

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Animazione Missionaria/VIS

Vini e Solidarietà alla Colonia Don Bosco

Il 27 Agosto si è svolto presso la Colonia Don Bosco la seconda Edizione catanese dell’evento di degustazione e solidarietà promosso dal VIS nell’ambito del progetto “Territori diVini”. Grazie alla collaborazione e alla generosità di numerose cantine siciliane e della Federazione Italiana Sommelier (FIS), sezione di Catania, a chiusura della stagione estiva, la Colonia Don Bosco è divenuta sede, suggestiva, di una serata di degustazione di vini e prodotti locali. Con il mare sullo sfondo, circa cento ospiti hanno potuto assaggiare i pregiati vini siciliani presentati dai sommelier e apprezzare i prodotti locali donati da aziende agricole e da commercianti del territorio. Questa seconda edizione catanese dell’evento ha dato l’opportunità agli intervenuti di contribuire al raggiungimento degli obiettivi che si pone la campagna “Stop Tratta”; il ricavato della serata è stato infatti

completamente devoluto a “Stop Tratta”, campagna portata avanti dal VIS e da Missioni Don Bosco allo scopo di realizzare interventi volti a fermare il traffico di esseri umani e a costruire per i giovani africani un’alternativa in loco, che faccia sì che l’immigrazione in Europa non sia la sola scelta possibile. Durante la serata c’è stato spazio per conoscere anche il Centro di Accoglienza per minori stranieri non accompagnati, gestito dall’Associazione Don Bosco 2000, che ha sede alla Colonia Don Bosco. I 60 ragazzi ospiti del Centro, hanno dato un utile apporto alla preparazione e realizzazione della serata. Un grazie va a tutti coloro che hanno sostenuto l’iniziativa donando vini e prodotti locali, mettendo a disposizione il proprio tempo e la propria professionalità, o più semplicemente bevendo qualche bicchiere di vino. D o n y S ap i e n z a

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Harambèe 2016

Dal 1875 si ripete ogni anno l’invio missionario salesiano, che Don Bosco riporta nelle Memorie Biografiche, svolgendosi a Torino Valdocco, tradizionalmente l’ultimo weekend di Settembre, con il nome di Harambèe: un vero è proprio appuntamento dedicato ai giovani nello spirito della famiglia salesiana, nel segno dell’amicizia, nonostante le provenienze da tutta Italia e non solo, nella semplicità e nella condivisione, in un clima di festa per la 147ª volta. In particolare sono invitati a partecipare i giovani che nei mesi estivi hanno fatto un’esperienza di qualche settimana nelle missioni salesiane e tutti coloro che condividono la spinta missionaria di Don Bosco e il suo amore per i giovani emarginati dei Paesi Poveri. Organizzato dall’Animazione Missionaria salesiana taliana e dal VIS, l’incontro ha avuto come slogan il brano del Vangelo di Matteo 25,40 “lo avete fatto a me”, per celebrare l’impegno di ciascuno a rispondere alle sfide educative del nostro tempo e ad assistere il prossimo

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“Lo avete fatto a me”

più vicino in ogni circostanza della vita quotidiana, abbattendo ogni barriera di diversità: solo così saremo segni della Misericordia di Dio. Dopo un breve momento di animazione e l’ascolto del Vangelo di Matteo di cui sopra, i partecipanti e i missionari-partenti si sono suddivisi in gruppi per seguire un itinerario formativo-culturale di varie opere Torinesi che offrono assistenza ai poveri, agli emarginati, ai migranti. Le tappe sono state quattro: l’ufficio della Pastorale per i Migranti di Torino, l’Oratorio Salesiano San Luigi, il SERMIG (Servizio Missionario Giovani) e la Procura

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PASTORALE GIOVANILE Missionaria di Missioni Don Bosco. Ogni realtà, con il proprio carisma, sperimenta ogni giorno la grandezza della Provvidenza e la bellezza di donarsi agli altri, anche con un semplice gesto, seppur misero, ma offerto al Signore, diventa grande. Siamo strumenti di Dio per la salvezza degli altri. La vita è piena di occasioni per amare, di situazioni in cui possiamo e dobbiamo rimboccarci le maniche, di volti che implorano il nostro aiuto, in terra di missione come a casa nostra, perché ogni volta che facciamo qualcosa ad un fratello più piccolo, lo abbiamo fatto a Lui. Dopo cena, a seguito di un’intensa e divertente animazione da parte di alcuni ragazzi africani, abbiamo celebrato la Liturgia Penitenziale nella Basilica di Maria Ausiliatrice con la possibilità di ricevere il sacramento della Riconciliazione. Tra canti e momenti di riflessione, ogni partecipante si è sicuramente isolato da tutto, mettendosi davvero in Ascolto. La domenica mattina abbiamo assistito ad alcune testimonianze di missionari e alla presentazione dei 18 Salesiani, delle 19 FMA e dei 9 volontari: la gioia brillava sui loro volti, per questo giorno di Grazia. A presiedere la Celebrazione Eucaristica è stato il rettor maggiore dei Salesiani, Don Ángel Fernàndez Artime, che insieme a Sr.

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Yvonne Reungoat, madre generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, ha consegnato il Crocifisso Missionario, che si rifà alla croce che i Salesiani ricevono per la Professione Perpetua con il Buon Pastore e il motto “Da Mihi Animas Coetera Tolle”. Il Rettor Maggiore ha lanciato un forte appello alla missionarietà, nello stile di Don Bosco: “Siate coraggiosi annunciatori della smisurata misericordia e gratuità da parte di Dio, soprattutto manifestata tra i più poveri e bisognosi, così sarete missionari di Umanità, di Misericordia e di Fraternità”. Infine, Don Angel ha ricordato che la radice della vita missionaria è nel rapporto fecondo con Dio, e ha affidato tutti i partenti alla protezione di Maria Ausiliatrice. Al termine della Celebrazione, insieme al nostro caro Ispettore Don Pippo Ruta ci siamo uniti attorno a Martin Kalwiba, salesiano originario della Repubblica Democratica del Congo che andrà in missione in Tunisia. In questo breve ed intenso weekend, abbiamo celebrato il segno grandioso della missionarietà di Don Bosco, nata proprio lì nella umile Valdocco e ora protesa a raggiungere i giovani in tutto il mondo. Sebastiano Manzella Insieme


Il cammino del T.G.S. Nazionale

Si è svolto, tra il 24 e 25 settembre 2016, nella cittadina calabrese di Locri, il direttivo del T.G.S. Nazionale. L’Oratorio Salesiano ci ha riservato un splendida accoglienza e ci ha fatto gustare le bellezze artistiche e naturali di Locri, Gerace e Africo. Tra i tanti punti all’ordine del giorno, spiccava la nomina di due nuove figure all’interno del consiglio direttivo: Lorenzo Napoli (proveniente da Salerno, già presidente del T.G.S. Don Bosco) come Tesoriere e Rosario Papale (proveniente da Catania-Barriera, vice-presidente del T.G.S. Ibiscus). Interessante la verifica delle esperienze estive “Travel beyond!” e “Crossing borders”, rispettivamente un seminario di formazione in Belgio e un campo estivo svoltosi in Germania: sono emerse,infatti, dalle parole dei partecipanti, risonanze molto positive riguardo questo tipo di esperienze che, inserite all’interno dell’incubatore Erasmus, offrono ai ragazzi la possibilità di affrontare tematiche interessanti che permette loro di misurarsi e confrontarsi in ambienti multiculturali. Tra le attività in programma spicca la Corsa dei Santi, organizzata dal CNOS SPORT, che si svolge a Roma agli inizi di novembre ed alla quale il T.G.S. partecipa

accompagnando i gruppi che lo richiedono presso i luoghi ove è vissuto don Bosco nei suoi numerosi viaggi a Roma, primo fra tutti l’Istituto Sacro Cuore sito in via Marsala (le camerette di don Bosco) e la Basilica dedicata al Sacro Cuore. Uno sguardo è stato lanciato anche alle proposte a lungo termine riguardanti la progettazione sociale: a tal proposito è stata rafforzata la commissione che si occupa di tutto ciò che concerne la progettistica delegando questo compito ad uno dei consiglieri presenti. Ma l’attenzione maggiore è stata dedicata ad un’iniziativa che sta molto a cuore all’associazione tutta: la salvaguardia del creato. A tal proposito il direttivo, in collaborazione con il T.G.S. Don Bosco di Salerno, ha preso l’impegno di creare un opuscoletto sugli aspetti più essenziali della “Laudato sii” inerenti all’attenzione e alla salvaguardia del pianeta, vittima, negli ultimi decenni, dello sfruttamento senza precedenti da parte dell’uomo. Questa è una delle sfide maggiori che ci siamo ripromessi : auspichiamo di coinvolgere le associazioni. Rosario Papale Segretario Nazionale T.G.S.

T.G.S. Ibiscus Catania-Barriera Nell’Oratorio di Catania-Barriera dal lontano 1923 quando all’Oratorio all’apertura dell’Opera del “Sacro Cuore”, con l’Oratorio festivo, c’erano già le gite delle castagne e le uscite fuori porta, e nel 1933, quando l’Oratorio diventa “quotidiano”… gite, escursioni sull’Etna, la valorizzazione poi dell’indimenticabile “Rifugio Auxilium”, affidato per tantissimi decenni alla Comunità Salesiana di Barriera, sull’Etna, raccoglieva nei weekend e per tutto l’arco dei mesi estivi tantissimi oratoriani, giovani e famiglie di tutta la Sicilia, per soggiorni, escursioni diurne e notturne al Insieme

cratere centrale, passeggiate dei vari centri salesiani e religiosi di tutta l’Isola, prima della catastrofica eruzione del 1983, che distrusse questa stupenda realtà di riposo del corpo e dello spirito, di cui abbiamo fruito decine di generazioni. Negli anni ’80-’90 molte le iniziative turistiche e pellegrinaggi realizzati im ambito oratoriano (gite sulle Dolomiti e Monaco di Baviera, Umbria, Roma e colli albani, Pompei, Medjugorie, Torino e luoghi salesiani più volte…) Nell’ultimo decennio con la fondazione

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T.G.S. - Turismo Giovanile Salesiano


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Selinunte (TP): Foto di gruppo.

del T.G.S. Ibiscus, regolarmente registrato all’Ufficio delle Entrate e affiliato al T.G.S. Nazionale e al CNOS-SCS /servizi civili e sociali) viene rilanciato in Oratorio la promozione del turismo e la riscoperta del Territorio con la realizzazione di varie gite di uno o più giorni (Sicilia Occidentale: Erice, Segesta, Mozia, Mazara, Marsala, Selinunte, Eraclea Minoa), Palermo-Monreale, Sicilia Orientale (Noto, Siracusa,Vendicari, Pantalica…), Piazza Armerina- Morgantina, Messina, Cefalù, Paternò, Bronte-Maniace, Taormina, Milazzo e S.Agata di Militello, il Barocco di Ragusa e Scicli…, le gite all’estero in Portogallo (Fatima, Lisbona…) e Tunisia, le escursioni sull’Etna e al fiume Alcantara, Randazzo e vari Parchi naturalistici specie col Grest, Parco dei Nebrodi, dell’Etna, Randello nel ragusano…), le ormai tradizionali uscite natalizie per visita ai tanti presepi viventi (Montalbano Elicona, Castanea, Monterosso Almo, Ispica…), il percorso su pulmann scoperti di Catania, e le vie visite guidate della città etnea (Catania greco-romana, normanna e medievale, barocca…). Il nuovo Direttivo del T.G.S. Ibiscus conferma l’impegno a favorire ancora l’aggregazione di ragazzi, giovani e adulti (la Famiglia!) tramite escursioni naturalistiche, gite organizzate, visite guidate e pellegrinaggi; il TGS si propone in queste iniziative di riscoprire le “tradizioni” e le “realtà”, soprattutto religiose della nostra terra di Sicilia, soprattutto tramite le visite guidate di luoghi ricchi di cultura

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e di storia plurimillenaria, in linea con le “passeggiate di don Bosco”, che davano il via all’inizio dell’anno oratoriano con la “passeggiata delle Castagne” e concludevano le attività dell’ “Oratorio di Valdocco”, con la “gita lunga” di 5-8 giorni presso i luoghi natali di don Bosco, addirittura anche in Liguria per vedere il mare ! Contribuisce fortemente all’abbassamento delle quote per le gite la raccolta fondi, ottenuta col 5 x 1000, che l’associazione in parte devolve all’Oratorio per la formazione e le attività dei ragazzi e degli animatori e in parte al, al CAV Domenico Savio per la promozione della vita e della famiglia… Per l’anno in corso sono programmate tante iniziative, aperte alla partecipazione anche di altri giovani a e adulti provenienti dalle Case salesiane dei dintorni: – Domenica 9 ottobre la visita guidata al Monastero dei Benedettini di Catania; – Domenica 6 novembre 2016 la gita di una giornata intera a Cefalù e Castelbuono; – Domenica 8 gennaio 2017 è prevista la visita di un Presepe vivente (da individuare); – Domenica 5 marzo 2017 Visita guidata di Catania greco/romana; – A maggio o giugno escursione alle Isole Eolie; – A Giugno: Manifestazioni classiche a Siracusa (data da concordare a seconda della tragedia scelta). Don Gaetano Urso Insieme


L’impegno dei Salesiani a Palermo per rendere autonomi i giovani in difficoltà

A 18 anni, secondo l’ordinamento italiano, i giovani ospiti nelle case famiglia devono abbandonare la struttura che li ospita. Non tutti i ragazzi accolti, però, sono pronti per affrontare la vita da soli: trovare un lavoro, pagare un affitto o recuperare le relazioni familiari. Il Gruppo Appartamento Familiare (GAF) di Palermo nasce per rendere autonomi quei giovani giunti alla fine del percorso formativo, facendo sperimentare loro una convivenza tipica familiare. Il progetto, nato dalla collaborazione tra Salesiani per il Sociale – Federazione SCS/CNOS e i Salesiani del “Gesù adolescente” di Palermo, è rivolto a ragazzi e ragazze che hanno alle spalle situazioni d’indigenza e disagio sociale, o che sono reduci da un’adozione o un affido familiare falliti. “In questa casa ogni giorno si crea un’atmosfera di famiglia” - racconta Valerio che da qualche anno è ospite dell’appartamento. “Don Bosco ci ha accolti in questa casa e ci indica quotidianamente una strada per l’educazione, una strada per la forza interiore, una strada per la responsabilità”. Della stessa idea è Ivan: “Il GAF ci sta rendendo più autonomi, a partire dalle piccole cose come la gestione economica, la cura della

casa ecc. Tutti aspetti che ci aiuteranno, domani, a proseguire la vita da soli”. Oltre la convivenza in appartamento i ragazzi ospitati vengono coinvolti in diverse attività: laboratori di formazione, esperienze all’estero e tirocini professionalizzanti volti ad un primo inserimento nel mondo lavorativo. Lo scorso 31 Gennaio 2016, in occasione della festa di San Giovanni Bosco, i primi sei giovani cresciuti all’interno del GAF Palermo sono stati ufficialmente tesserati ed accolti nell’Unione Ex-Allievi di Don Bosco. Il salesiano don Giuseppe Cutrupi, direttore del GAF, è convinto che l’anima della pedagogia salesiana sia la “carità pastorale”. “Gli educatori – sottolinea don Giuseppe – sono invitati ad agire con amore cordialità e affetto. Bisogna, inoltre, far comprendere ai giovani di essere amati, poiché chi sa di essere amato ama a sua volta”. Una sfida che operatori e ospiti del GAF Palermo hanno saputo vincere insieme in questi anni. Da: ANS, Palermo 27 luglio 2016.

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Comunicazione Sociale


FAMIGLIA SALESIANA

Famiglia Salesiana di Sicilia

Relazione del Coordinatore della Consulta FS di Catania 2009-2016

La Consulta Cittadina della Famiglia Salesiana di Catania, su indicazione della CRFS, si è costituita in data 14 dicembre 2009, presso la casa salesiana “S. Cuore” di Catania-Barriera. L a C o n su l ta n e l l a p ri m a c o n v o c az i o n e h a a ppr o v a t o l ’ or g a n iz z a zi o ne s t r ut t ur a le de g l i incontri di FS - CT: – Incontro annuale della Consulta (verifica e programmazione). – Incontro formativo/festa annuale della FS-CT. – Incontro annuale dei Consigli locali di tutti i rami della FS-CT. Nella programmazione 2010 si sono realizzati due incontri: – 1° Incontro formativo/Festa FS-CT Venerdì 12 Marzo 2010. Tema: La Famiglia e la Sfida Educativa. Relazione: Don Gianni Mazzali - Ispettore SDB – 2° Incontro (Consigli dei gruppi di FS di Catania) Venerdì 14 Maggio 2010. Tema: Famiglia Salesiana e la Carta della Comunione. Relazione: Suor Anna Razionale - Ispettrice FMA. La consulta si è impegnata a completare il quadro delle presenze dei rappresentanti della FS di Catania nella Diocesi e nel territorio. Nella programmazione 2011 si è inserita l’Adorazione Eucaristica di FS - CT: – Assemblea-Festa Famiglia Salesiana di Catania. Tema: “Convocazione, Comunità e Comunione: L’esperienza di Valdocco”. Relatore: Don Giuseppe Ruta. 2 marzo 2011 Palazzo della Cultura Catania. – Incontro Consigli Locali FS-CT 20 maggio 2011. Tema: La Carta della Missione. Relatore: Marco Pappalardo.

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– 1° Adorazione Eucaristica di FS-CT 29 giugno 2011. N el l a pr o g ra m ma z i o n e 2 0 1 2 : – Assemblea-Festa FS di Catania: 26 febbraio 2012. Tema: “Sulle orme di Don Bosco, percorrere nell’oggi, il suo stesso itinerario spirituale e apostolico”. Relatore : Don Giuseppe Buccellato – Incontro Consigli dei gruppi di FS/CT. Tema: “Il sostegno educativo/pastorale alle famiglie” 18 maggio 2012. Relatori: Coppie di gruppi Famiglia. – Adorazione Eucaristica di FS 29 giugno 2012. N e lla p rog ra mm a z ione 20 13 si è ins er ita l a 1° f e s t a d e l l a f a m i g l i a : – Incontro Formativo - Festa FS-CT Convegno – Educatori 16 Febbraio 2013. Palazzo delle Ciminiere - Catania. – Incontro Consigli dei Gruppi di FS-CT 12 maggio 2013. Tema: Carta d’Identità della FS. Relatore: Don Giuseppe Cassaro. – 1° Festa della Famiglia 9 giugno 2013, Lido “Don Bosco” - Plaia. – Adorazione Eucaristica di FS per il Papa e le Vocazioni 29 giugno 2013, Basilica Cattedrale Catania. N e l l ’ a n n o 2 0 1 4 s i è i n s e r i t a l’ a c c o g l i e n z a d el l ’Ur n a d i D o n B o sco : – 5° Incontro Formativo-Festa FS/CT 3 novembre 2013 PalaCatania. Festa per l’Accoglienza dell’Urna di Don Bosco. – Incontro Consigli dei Gruppi di FS-CT 6 aprile 2013. Tema: Pastorale Familiare della FS-CT Progetto Immigrati a Catania. – 2° Festa della Famiglia a Catania 25 maggio 2014, Lido “Don Bosco” Catania. – Adorazione Eucaristica di FS-CT 29 giugno 2014 Insieme


La Consulta, costituita dai 29 rappresentanti dei vari gruppi della Famiglia Salesiana di Catania, si è sempre riunita con larga partecipazione e regolariP. Quinci, Coordinatore della Consulta FS/CT 2009-2016. tà annuale. Nelle attività svolte dalla N el l ’ a n n o 2 0 1 5 d el Bi c en t e n ar i o di D o n Consulta si possono evidenziare i seguenti B o s c o , s i è in s e r i t o i l t r i du o d i F S d i C a t a elementi di valutazione: n ia e i l p r o ge t t o “ Pe r if e r ie ” d i Li b r in o: 1 . I p u n t i d i f o rz a – Incontro Consigli dei Gruppi di FS/CT a: L’impianto strutturale degli incontri di Iniziative della FS-CT per il Bicentenario 9 FS/CT: novembre 2014. Incontro annuale della Consulta (verifica e – Triduo Don Bosco 2015 - Famiglia Salesiaprogrammazione). na di Catania: Commento Strenna R.M. – Festa della FS/CT e Strenna del Rettor (Don G. Ruta), Assemblea - Festa FS-CT Maggiore a gennaio (dimensione formativa). mercoledì 28 gennaio 2015; Adorazione Eu– Festa della Famiglia a maggio (dimensione caristica di FS-CT Anno per la Vita Consapastorale). crata giovedì 29 gennaio 2015; Veglia Don – Adorazione Eucaristica FS/CT a giugno Bosco venerdì 30 gennaio 2015. (dimensione spirituale). – Festa della Famiglia 31 maggio 2015 Casa FMA “ G. Paolo II” Librino-Catania. b. La condivisione dell’organizzazione delle – Festa dello Sport PGS Sicilia/FS CT 19 attività e la socializzazione delle iniziative dei aprile 2015. singoli gruppi: – Gruppo di lavoro della consulta con MGS L e a ttiv ità s volt e nell’ ann o 2016 sono sta te : e MSF per organizzare gli eventi comuni – Strenna R.M 2016 - Festa FS-CT 25 gendella FS-CT. naio 2016, Casa SDB Catania – Cibali. – Rappresentanti di FS nelle Consulte DioRelatore: Don Gianni Russo. cesane (Laici/ Lavoro/ Famiglia/…). – 4° Festa della Famiglia 22 maggio 2016, – Diffusione notizie e condivisione iniziative Lido Don Bosco Plaia Catania. proposte dai singoli gruppi/case… Relatore: Don Franco Di Natale. – Adorazione Eucaristica di FS-CT 9 giugno 2 . I p u n t i d i d eb o l ez z a 2016, Parrocchia Salesiana “S. Cuore” CataLe assenze significative di alcune case/amnia-Barriera. bienti salesiani negli incontri programmati Riflessione: Don Nunzio Conte. di FS di Catania. – A queste attività si è aggiunta, su proposta Catania, 3 settembre 2016 di Don Cicala, una speciale iniziativa: Lectio Divina e Giubileo della Misericordia con P i er o Q u i nc i Coordinatore della Consulta FS/CT Don Pascual Chàvez, mercoledì 17 - giovedì Insieme

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18 - venerdì 19 febbraio 2016, Casa Salesiana “S.F. di Sales” Catania-Cibali – La Famiglia Salesiana di Catania ha celebrato il “Giubileo della Misericordia” venerdì 19 febbraio, presso la Porta Santa della Cattedrale di Catania.


FAMIGLIA SALESIANA

Consulta della FS di Catania Domenica 4 settembre 2016,, presso la casa ispettoriale FMA in via Caronda a Catania, si è tenuto l’incontro di Consulta di Famiglia Salesiana.

Ordine del Giorno: 1. Celebrazione Ora media; 2. Saluto dell’Ispettore e dell’Ispettrice; 3. Saluto ai Nuovi membri della CRFS (Delegata FMA, Coordinatrice ASC, altri...); 4. Lettura e approvazione del verbale del 12 giugno 2016; 5. Rivisitazione dello Statuto della CRFS (Portare le modifiche per iscritto); 6 Programmazione dell’anno 2016-17: – A partire dalla verifica, quali prospettive di cammino per il 2016-2017; – Programmazione dell’anno; 7. Comunicazioni dei vari gruppi e scambio delle Agende e delle programmazioni; 8. Varie ed eventuali.

Sono presenti: L’Ispettore SDB don Giuseppe Ruta, l’Ispettrice FMA suor Maria Pisciotta, la Delegata FMA per la FS suor Assunta Di Rosa, il Delegato SDB per la FS e Coordinatore della Consulta don Angelo Grasso, la Vicaria FMA suor Maria Ruta, il delegato SDB di P.G. don Domenico Luvarà, la Delegata FMA di P.G. suor Antonella Allegra, la Coordinatrice dell’ASC Mimmi Monaco, il Presidente ispettoriale EXI Mario Li Causi, per l’ADMA (in sostituzione di Giuseppe Auteri) Angela Calvino, la Responsabile VDB Sicilia Occidentale Rita Erba, la Responsabile VDB Sicilia Orientale Letizia Maccarrone, la delegata delle ASF Sr Adriana Federici, il Responsabile regionale CDB Gaetano Cavallaro, i Responsabili del MSF Salvatore e Roberta Parrino. Sono altresì presenti i coordinatori e i segretari delle Consulte territoriali: Suor Maria Trigila e Vincenzo Martines (Catania), Giuseppe Raitano (Gela), Giovanni Garufi (Messina), Vincenzo Lipari (Palermo), Giuseppe Puglisi (Pedara), A. Rosa Ciarlantini (Acireale).

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Don Angelo Grasso apre i lavori della Consulta Regionale rivolgendo il saluto di benvenuto ai responsabili dei vari gruppi della FS di Sicilia e ai responsabili delle consulte territoriali. L’ispettrice suor Maria Pisciotta, presenta alla CRFS la Vicaria FMA suor Maria Ruta, la Delegata per la FS suor Assunta Di Rosa e la delegata FMA di P.G. suor Antonella Allegra. Comunica l’avvio a S. Cataldo di una esperienza di missione comune di Famiglia Salesiana, coordinata da suor Assunta e da don Luigi Calapaj e porge a tutti gli auguri di buon lavoro nella condivisione degli obiettivi comuni. L’ispettore Don Giuseppe Ruta, nel porgere il saluto iniziale sottolinea l’importanza di organizzare, programmare e condividere al meglio le esperienze comuni di FS, anziché aumentare le attività nei singoli rami della FS. Comunica che su impulso del Rettor Maggiore si è aggiunta a Tunisi una nuova Scuola, come testimonianza di fraternità e senso di famiglia. In riferimento alle Consulte territoriali fa presente che non si tratta di cornice o di coreografia, ma d’identità e sostanza, per dare qualità alle attività di famiglia salesiana in termini di comunione e condivisione e comunica la nomina dei Coordinatori e dei Segretari delle Consulte Cittadine di Agrigento, Barcellona, Catania, Gela, Messina, Palermo, Modica, Pedara, San Cataldo, Trapani. Comunica inoltre che le Sorelle di Maria Ausiliatrice SMA, che erano presenti a Messina, sono ritornate in India. Viene letto e approvato il verbale della CRFS del 12/06/2016, con le seguenti modifiche: – “Al convegno dei sacerdoti legati al carisma salesiano hanno risposto circa 60 presbiteri e 4 vescovi”. – “La convocazione della CRFS prevista per Domenica 11 giugno 2017, si terrà a San Cataldo”. In riferimento allo Statuto-Regolamento Insieme


Insieme

Don Angelo Grasso e Mimmi Monaco presentano la bozza di programma e lo schema delle Giornate di Spiritualità per le famiglie, previste a Casa Tabor, per l’anno 2016/2017. Viene auspicata l’attivazione delle giornate di spiritualità per le famiglie anche in altre parti della Sicilia. L’ispettore suggerisce di predisporre un percorso da offrire (schede, metodologia, supporti…) anche in preparazione alla 2° convention delle famiglie e si concorda di affidare all’equipe del MSF il coordinamento di tale iniziativa. Nelle comunicazioni per i vari gruppi viene evidenziato: VDB: La celebrazione del 100° anniversario della fondazione delle VDB da parte di Don Rinaldi, prevista il 20 e il 21 maggio 2017. ASC : Visite della Coordinatrice ai Centri ASC; Rilancio dei Laboratori Mamma Margherita; Avvio Scuola di formazione alla Dottrina Sociale della Chiesa. SDB: Avvio esperienza FS a San Cataldo; Avvio Gruppo Appartamento a Palermo; Avvio esperienza famiglie affidatarie a Viagrande (MetaCometa); Conferma e sostegno alle iniziative già avviate a: Librino, Salette, Plaia, San Gregorio, carcere Bicocca, Camporeale. FMA: Avvio esperienza FS a San Cataldo; Chiusura della Comunità a Patti e utilizzo della casa per fini sociali; Riapertura della Comunità a Cammarata; Presenza Docenza FMA al “S. Tommaso” di Messina; Conferma e sostegno alle iniziative già avviate a: Agrigento, Librino (Parrocchia M.A.) ADMA: Visita in Sicilia del Presidente Mondiale Tullio Lucca e dell’Assistente Spirituale don Pierluigi Cameroni nei giorni sabato 22 ottobre (pm) a Catania e domenica 23 ottobre ad Alcamo (am e pm). I lavori della CRFS si concludono con la celebrazione dell’Eucarestia presieduta dall’ispettore.

Catania, 4 settembre 2016 P i er o Q u i nc i Segretario CRFS

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della CRFS, non essendo pervenute richieste di modifica, viene definitivamente approvato. Per la Programmazione dell’anno 2016/2017, l’ispettrice sottolinea l’importanza degli obiettivi comuni di FS: – Potenziare la pastorale sulla famiglia – Rivisitare le figure di santità della FS di Sicilia – Consolidare la CEP e la CE L’ispettore fa presente che il punto relativo alle figure di santità della FS di Sicilia, già previsto nella precedente programmazione, non è stato attuato e auspica che si riattivi la presentazione di queste figure che testimoniano la santità della FS in Sicilia. L’ispettore comunica altresì che su indicazione della conferenza degli ispettori d’Italia, si terrà dal 17 al 19 febbraio 2017, un convegno a livello nazionale sulla Comunità Educativa Pastorale (CEP) e auspica che si attui nelle case salesiane la partecipazione dei rami della FS alle CEP. In riferimento alle figure di santità, Suor Adriana Federici, Responsabile ASF, comunica che si celebrerà a Messina, il 119° anniversario del Cardinale Guarino, il 20 e il 21 Settembre, con una veglia e una celebrazione Eucaristica. Vengono confermate le date di convocazione della CRFS. Per il Seminario Vocazionale, previsto a Zafferana dal 27 al 29 dicembre 2016, i criteri di partecipazione e le modalità organizzative, saranno inviati da parte dei responsabili della PG. La data della II Convention delle Famiglie, viene fissata per domenica 23 aprile 2017, a Siracusa. Viene costituita una apposita commissione di lavoro per la preparazione della convention, coordinata dai Responsabili del MSF e formata da: Vincenzo Cascino (ASC), Suor Maria Ruta (FMA), Don Angelo Grasso (Sdb), Rita Calvino (ADMA), Mario Li Causi (Ex-allievi), Suor Adriana Federici (ASF) e rappresentanti del MGS. La commissione si riunirà sabato 17 settembre 2016, alle ore 15.30, a Catania, presso la casa FMA di via Caronda.


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San Cataldo

Una nuova avventura dello Spirito

Il 6 settembre 2016, con l’insediamento del nuovo direttore è iniziata una nuova avventura dello Spirito per la Famiglia Salesiana di San Cataldo: la prima forma di collaborazione stretta tra Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice nel medesimo ambiente oratoriano. L’iniziativa nasce dal dialogo congiunto dei due Consigli Ispettoriali, che hanno individuato nell’ambiente di San Cataldo l’opportunità di vivere questa forma di comunione e condivisione della stessa missione. I Consigli hanno quindi dato mandato ad una équipe composta da FMA, SDB, Cooperatori ed Exallievi di pensare alcune linee progettuali che orientino la nuova esperienza: il punto principale messo in evidenza è quello di ripensare insieme tutta l’azione pastorale, senza considerarla una sommatoria di attività delle due realtà. L’ambiente sancataldese ha reagito molto positivamente a questa nuova proposta, e confratelli e consorelle sono già stati coinvolti nel conoscere le varie realtà oratoriane e del vicariato: sarà, questo primo anno, il

tempo della conoscenza e della riflessione in un coinvolgimento costante, in modo particolare, del Consiglio della CEP, per capire quali siano le domande che emergono dalla realtà giovanile di San Cataldo. Una vera e propria avventura dello Spirito che affidiamo alla preghiera di tutti voi che leggete, perché la fraternità è, innanzitutto, dono dell’Amore di Dio.

Pedara - Festa grande per tre sacerdoti salesiani

Festa domenica scorsa a Pedara, nella chiesa di S. Antonio Abate, per l’anniversario di ordinazione presbiterale del parroco Don Lillo Augusta, di Don Alfio Bonanno e di Don Michele Viviano, tutti salesiani. La comunità e la famiglia di Don Bosco si sono unite ai tre religiosi che hanno concelebrato una messa. Un momento di ringraziamento al Signore e un’occasione per ricordare vecchi aneddoti di vita sacerdotale. «Se avessimo avuto più fiducia nel Signore – ha detto Don Lillo Augusta nell’omelia – chissà quante altre cose avremmo potuto fare. Questo sentimento non ci deve mettere tristezza, ma incoraggiare per lavorare sempre meglio». Nei ringraziamenti a confratelli, parrocchiani e collaboratori, il sacerdote ha, poi rievocato, quando oltre 25 anni fa decise di entrare nella congregazione salesiana: lo confidai ad alcuni compagni di liceo che mi chiesero se avessi avuto qualche delusione; io risposi loro se questa è la volontà di Dio resto, altrimenti torno. Dopo tutto questo tempo ancora non sono tornato. Infine un simpatico scambio di battute con Don Viviano che ha raccontato di quando Don Lillo gli spiegò perché il Padre Eterno li avesse chiamati ad essere preti. «Perché – fu la risposta – non avrebbe trovato altri preti in grado di convertirci e, allora, ci ha pensato direttamente Lui». Da: La Sicilia, Pedara 8 luglio 2016.

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Filippo Romeo

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Studia di farti amare

Carissimi fratelli e sorelle in don Bosco, è con gioia che condivido con voi le linee programmatiche e gli obiettivi che come Consiglio desideriamo proporre per il mandato apostolico a noi affidato e che ci accingiamo a svolgere con spirito di servizio e semplicità di cuore. Dall’esperienza di condivisione, di confronto e di studio delle attività del precedente Consiglio, credo sia naturale ed imprescindibile la scelta di continuare il processo di rinnovamento avviato nel passato triennio e proporre iniziative finalizzate a consolidare gli obiettivi raggiunti. Pertanto, si conferma la validità del lavoro fino ad oggi compiuto per: – Riscoprire il ruolo affidato da Don Bosco ai salesiani cooperatori in quanto portatori, depositari e garanti del carisma insieme a SDB e FMA. – Essere testimoni credibili nella missione salesiana di Sicilia. – Apportare un impegno progettuale ed operativo nell’azione sociale e culturale locale. – Essere presenza competente nelle istituzioni civili e religiose del territorio. La riorganizzazione associativa, le scelte operate in relazione alla formazione degli aspiranti, la presenza fattiva nei tavoli delle consulte provinciali e regionali, la conoscenza personale dei Centri attraverso le visite provinciali del coordinatore e del delegato, l’ordine attuato in relazione agli aspetti amministrativi, l’attenzione faticosa alla solidarietà associativa, sono tutti elementi che rappresentano per il nuovo Consiglio un imprescindibile patrimonio da mantenere e consolidare affinché divengano sempre più patrimonio dell’Associazione. A tal fine per implementare quanto sino ad oggi operato, il progetto pastorale di questi tre anni potrebbe avere i seguenti focus strategici. Insieme

1 . Fo r m a zi o ne e S p i r it u a li t à La razionalizzazione organizzativa e l’impegno apostolico sono motivati e animati da una profonda spiritualità che si fonda sulla politica del Padre Nostro e si sintetizza nel motto “ da mihi animas, coetera tolle”. – In continuità con gli obiettivi raggiunti dal precedente Consiglio, credo sia importante puntare sulla formazione fondata sulla riflessione e sulla preghiera, centrata sulla Parola di Dio. Tale formazione è finalizzata alla grazia di unità, ovvero a quella interiorità apostolica vissuta da don Bosco come sintesi vitale di carità verso Dio e verso i giovani. 2. Comunità Il lavoro svolto di conoscenza e prossimità con i Centri locali va continuato ed approfondito al fine di rinvigorire il senso di appartenenza del S.C. È pertanto importante: – Animare e sostenere l’impegno a vivere la dimensione comunitaria dei centri locali e delle zone per riscoprire e vivere il legame profondo fra santità e comunità. – Porre attenzione all’ascolto ed alla cura dei centri locali. – Promuovere l’integrazione fra fasce di cooperatori di diverse età. – È strategico recepire gli “Orientamenti e le indicazioni per la formazione dei responsabili” al fine di comprendere la ricchezza della nostra vocazione e poter rispondere alle sfide che il mondo, e soprattutto i giovani, pongono alla fede ed alla missione salesiana. Essere salesiano cooperatore è la via che noi scegliamo per giungere alla santità: la preziosa eredità dello spirito salesiano si incarna in uno specifico stile di azione, di relazione e di preghiera e ha il suo cuore pulsante nella carità apostolica, che rende visibile il volto misericordioso di Dio, Buon Pastore. Pertanto la maturità umana, l’appro-

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ASC - Associazione Salesiani Cooperatori


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fondimento culturale e della fede, l’opzione educativa e apostolica nello spirito di don Bosco non possono essere date per scontate e necessitano di approfondimento sui pilastri comuni ad ogni esperienza formativa: sapere, saper fare, saper essere e saper vivere in comunione. 3. A zio ne A p os toli ca Al fine di rendere esecutive le linee emerse dal Meeting di Palermo “Con Gesù nella Chiesa per il mondo” si propone di assumere come strategici i due focus scelti come linee operative dell’Associazione: giovani e creatività.

– È per il nostro Consiglio una sfida promuovere per i diversi settori iniziative ed attività capaci di coniugare in modo circolare i verbi Uscire, Abitare, Educare, Annunciare, Trasfigurare ed Evangelizzare: sono tutte voci del Verbo, in quanto attualizzano un nuovo umanesimo con e per i giovani, protagonisti preferenziali del nostro impegno apostolico e soggetti prioritari della nostra proposta vocazionale M i mm i M on a co Coordinatrice Provinciale

Giornate di Spiritualità dei SSCC Dal 4 al 7 agosto i Salesiani Cooperatori (SSCC) della Sicilia si sono incontrati ad Enna per l’annuale incontro delle Giornate di Spiritualità. Il tema di quest’anno è stato la Misericordia nella pratica della vita cristiana, approfondito grazie agli interventi di don Pao-

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lo Caltabiano SDB, Delegato per i SSCC della Sicilia. Tra i momenti forti dell’esperienza si segnala il pellegrinaggio al santuario della Madonna di Valverde, al seguito dell’icona della Madonna della Misericordia.

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Esercizi Spirituali e 90° Consiglio Ispettoriale

Una rappresentanza dell’Unione Exallievi Don Bosco di Agrigento ha partecipato, unitamente al Presidente, Angelo Errore, presso il Centro di Spiritualità “Emmaus”, agli Esercizi Spirituali 2016 promossi e organizzati dalla Federazione Ispettoriale Sicula Exallievi Don Bosco, presieduta da Mario Li Causi. Gli Esercizi Spirituali sono stati presentati dal Delegato Ispettoriale, Don Enzo Giammello, mentre la proposta di riflessione sul tema: “Misericordiosi come il Padre” è stata offerta ai partecipanti con semplicità di linguaggio da Don Angelo Grasso, Delegato Ispettoriale della Famiglia Salesiana di Sicilia. I momenti più significativi e coinvolgenti degli Esercizi sono stati rappresentati dalla Giornata Penitenziale, dalla Via Lucis e dalla Via Crucis con il commento delle 14 Stazioni attribuito a Metastasio. Durante la Liturgia Eucaristica, presieduta dal Vicario Ispettoriale, Don Lillo Montanti, sono stati ricordati alcuni degli Exallievi Defunti, tra questi gli agrigentini Enzo Lauretta, Paolo Di Betta e Alfonso Buhagiar, mentre un pensiero affettuoso è

Zafferana Etnea: Esercizi Spirituali 2016. Insieme

stato rivolto all’Exallievo Giancarlo Colombo, con gli auguri di una completa guarigione, dimessosi recentemente dalla carica di Presidente della Federazione Nazionale Exallievi Don Bosco per motivi di salute. Gli Exallievi hanno molto apprezzato la visita dell’Ispettore dei Salesiani di Sicilia, Don Pippo Ruta, il quale ha loro rivolto espressioni di incoraggiamento a proseguire con perseveranza sulla via tracciata da Don Bosco, mettendo insieme la loro saggezza e l’entusiasmo dei giovani. A Zafferana c’è stato spazio anche per momenti di fraternità e di letizia. Infatti, Don Roberto Dominici ha animato la Serata della Fraternità con il contributo degli Exallievi Carmelo Puglisi, Ninì Cubeta, dei coniugi Antonietta Floridia e Gino Salina e di Lollò Tedesco, i quali hanno intrattenuto i presenti raccontando alcuni momenti particolari vissuti negli oratori e nelle scuole salesiane o con la recita di testi poetici in lingua e in dialetto. Inoltre con il “Trenino Lillipuziano”, gli Exallievi hanno potuto ammirare il paesaggio mozzafiato di uno scorcio paesaggistico delle falde dell’Etna. Infine, i coniugi Angelo Errore e Angela Natoli hanno condiviso i loro 53 anni di matrimonio tra le calorose espressioni beneauguranti dei presenti. Agli Esercizi Spirituali ha fatto seguito il 90° Consiglio Ispettoriale presieduto dal Presidente Mario Li Causi, per l’espletamento di alcuni adempimenti connessi al Congresso Nazionale degli Exallievi convocato a Firenze per il prossimo 13 novembre per il rinnovo delle cariche sociali della Federazione Italiana Exallievi di Don Bosco. Ca loge ro P att i

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Exallievi Don Bosco - EE.SS. a Zafferana


FAMIGLIA SALESIANA

Esercizi Spirituali per le Famiglie In circa 40 provenienti dai paesi dell’Etna e da Messina hanno partecipando agli Esercizi Spirituali per le Famiglie, che hanno come tematica: “Misericordia in Famiglia”. Il 22 luglio, prima giornata, siamo stati illuminati dall’icona “L’amato e l’amata nel Cantico dei Cantici”, presentata da don Angelo Grasso e da Letizia e Giovanni Signorino, che hanno animato la giornata.

La riflessione personale e di coppia, la condivisione fraterna e la celebrazione con il rinnovo delle promesse matrimoniali hanno scandito i vari momenti, ricchi di intense emozioni... d on An ge lo G r a ss o

Famiglia: palestra di Misericordia Anche quest’anno, dal 18 al 21 agosto, alcune famiglie, radunate da tutta la Sicilia, si sono ritrovate a Montagna Gebbia per il tradizionale Campo Famiglie. E’ stato bello ritrovare volti conosciuti, ma soprattutto mi ha colpito l’eterogeneità delle famiglie che hanno partecipato. C’erano giovani coppie con tanti bambini piccoli (la più piccolina di soli 3 mesi che è diventata la mascotte di tutti); c’era una coppia di nonni che hanno portato con se i nipotini e infine c’era una “coppia matura” dai capelli candidi come la neve che con la loro esperienza hanno arricchito tutti. “Famiglia: palestra di Misericordia” questo il tema affrontato.

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“La famiglia diventa palestra di vita quando trova l’equilibrio e mette un ordine tra le priorità e i valori con cui orientare il

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Montagna Gebbia: Campo Famiglie 18-21 agosto 2016.

cammino di tutti: genitori, figli e fratelli.” Così Papa Francesco ha definito la famiglia e da questa riflessione si è preso spunto per approfondire il tema della Misericordia in famiglia. A guidare i momenti di preghiera e riflessione mattutini c’era anche quest’anno Don Angelo Grasso, responsabile della Pastorale Familiare per gli SDB, che con il suo sorriso ha indirizzato i “campisti” al momento di “Spazio coppia” in cui ogni coppia è riuscita a trovare il tempo (cosa assai preziosa ai tempi d’oggi) per parlare guardandosi negli occhi seduti su qualche panchina all’ombra di alti alberi di montagna. Il tema delle varie giornate è stato trattato dalla Dottoressa Maria Carmela Vinci, psicologa, psicoterapeuta e Componente privato del Tribunale per i minori di Catania. Forte della sua professionalità e delle sue esperienze lavorative e personali, la Dottoressa Vinci ha rapito adulti e ragazzi con le sue argomentazioni da psicoterapia ma che lasciavano trapelare anche la crescita spirituale di questa donna-mamma-moglie. Don Lillo Montanti invece ha parlato delle parabole della Misericordia riportanInsieme

doci con sapienza al tema centrale del campo. Ovviamente non poteva mancare il tempo di divertirsi in famiglia: così ci si è dedicati a rinfrescanti tuffi in piscina, lauti pasti arricchiti da convivialità e serate di giochi e balli (a cui quasi nessuno si è sottratto) in perfetta linea con il metodo “Don Bosco”, seguiti poi dall’immancabile “Buona notte Salesiana”. Nella giornata di domenica abbiamo avuto il piacere di avere tra noi l’Ispettore Don Pippo Ruta, che ha celebrato la Liturgia Eucaristica con il rinnovo della promessa nuziale per i coniugi, e Suor Gina Sanfilippo che, nella commozione di tutti, ha approfittato dell’occasione per salutarci: dopo più di 30 anni infatti, sta per intraprendere una nuova fase della sua vita a Napoli. Per concludere, voglio lasciarvi con la frase detta da uno dei bimbi più piccoli che hanno partecipato al campo e che, secondo me, rappresenta benissimo i sentimenti di tutti. “Mamma, qui è bello! Possiamo venire ad abitare qui.” D o m e n i ca e R o b e r t o G u a s t e l l a

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DALLE CASE SALESIANE

Barcellona P.G.

Campo CEP - Gambarie 2-4 settembre

Per il quarto anno consecutivo la CEP (eravamo in 85) si è riunita a Gambarie per avviare il nuovo anno con la più ampia condivisione di idee e giungere ad una programmazione partecipata, frutto del contributo di tutte le realtà associative e dei gruppi dell’Oratorio. In breve abbiamo articolato l’incontro, ricco anche di momenti di preghiera e distensione, in tre momenti. Un primo momento in cui separatamente adulti e giovani si sono incontrati. Gli adulti hanno avuto la possibilità di una intensa riproposizione di quanto fatto nella recente esperienza della programmazione ispettoriale, con particolare attenzione al Quadro di riferimento della Pastorale Giovanile. I giovani che già conoscevano, sono stati impegnati in una analisi dell’esperienza di gruppo vissuta tra luci e ombre, in vista di un rilancio della vita del gruppo stesso con una precisa identità e conseguente operatività. Un secondo momento ha avuto due fasi: una verifica dell’anno precedente fatta per gruppi, alla luce del Progetto Educativo Pastorale, elaborato nel corso del primo anno (2012-2013); e la presentazione della agenda Ispettoriale nella sua prospettiva globale unitaria e poi con la applicazione nelle diverse realtà oratoriane. Il terzo momento ha visto un lavoro unitario, per tracciare le linee di programmazione da sottoporre al Consiglio della CEP, con l’impegno di ogni gruppo e associazio-

ne di rielaborare la propria programmazione specifica prima del Consiglio. Nel Consiglio della CEP tenutosi il 22 settembre si è cominciato con una prolusione che esprimeva la sintesi e il significato profondo di questo nostro cammino. Siamo stati a Gambarie per rivedere i grandi orizzonti del nostro progetto educativo pastorale e, alla luce del cammino pastorale della Sicilia salesiana, impostare le linee programmatiche di tutta la comunità e quelle specifiche di ogni gruppo o associazione che a queste linee programmatiche si devono ispirare, traducendole in cammino formativo e attività consone alla specificità di ciascuno. Questo è fondamentale per noi tutti avendo davanti un unico Corpo del Cristo che è la Chiesa cui apparteniamo nell’unità di un solo battesimo e nella varietà delle vocazioni e dei carismi. Una profonda comunione nella ricchezza delle diversità: non è uno slogan, una frase ad effetto, una possibilità come opzione! È un imperativo categorico, un valore assoluto non trattabile, come si dice oggi di cose importanti e vitali. Tutto quello che oggi diciamo e stabiliamo o ha questa piattaforma solida come la casa costruita sulla roccia (Matteo 7,24), o franerà al soffio delle difficoltà e per le tensioni che fanno parte della logica delle umane cose. Solo così si può impostare quel cammino triennale che porta 1. all’incontro personale con Gesù, 2. in stretta connessione con l’appartenenza gioiosa alla Chiesa e 3. con il servizio responsabile della vita quotidiana… Affidiamo all’intercessione della Madre Ausiliatrice e del Padre Don Bosco D o n Lu i gi P e r r e ll i

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Insieme


Un Grest... Stellare!

Riuscitissimo il Grest realizzato dall’Oratorio Salesiano di Barriera, tutti i giorni feriali dalle 16.30 alle 21.00 e passa, con tantissime iniziative e proposte educative e ricreative, che hanno riunito ragazzini, adolescenti, animatori giovani e adulti e le famiglie dei grestini. Dopo una settimana di PreGrest per soli animatori dal 13 al 18 giugno, con spazi di formazione, animazione e organizzazione, da martedì 21 giugno è iniziata l’avventura del Grest presso l’Oratorio Salesiano “Sacro Cuore” di Barriera, con circa 300 iscritti tra ragazzini, adolescenti e animatori, giovani e adulti. Lunedì 20 giugno alle ore 19.00 c’è stata la celebrazione del Mandato Animatori, con consegna dell’attestato di frequenza del Laboratorio di animazione, condotto con oltre 60 ragazzi da gennaio a maggio, e della maglietta rossa con la scritta legata al tema del nostro Grest: Che la forza sia con te, la forza della Fede, la forza della Vita, la forza dell’Amore, la forza della Misericordia infinita di Dio Padre!

Vari sono gli ambiti del Grest: Il MiniGrest ha raccolto attorno agli animatori, giovani e adulti, oltre 45 bambini da 4 a 6 anni; il Grest-Ragazzi con circa 200 iscritti, divisi in quattro Squadre, i Gungam, i Ewoks, i Wookie e i Dac, dal nome ispirato al tema di “Star Wars”; il Grest-Adolescenti-Animatori da 14 anni in su, e il Grest-Genitori... che ha dato voce e spazio a tutta la Famiglia, con svariate iniziative (PilatesGinnastica dolce, incontri sulla educazione alimentare, incontro tra genitori, giochi con gli animatori, gite, celebrazioni...). Hanno coordinato il Grest alcuni giovani, Salvo Borgesi, Vanessa Buetto, Rosario Papale e Ivan Vasta insieme ai Salesiani don Saverio e don Gaetano Urso, con i giovani del Servizio Civile (Andrea, Antonio, Claudia, Grazia, Giuseppe, Luca, Salvo, Vanessa) e, con loro, tantissimi animatori - circa cento tra giovani e adulti. I Giovani hanno frequentato, durante l’anno, il corso o LabOratorio di animazione, programmato dal nostro Oratorio ormai da quattro anni, con

Catania-Barriera: Gli Animatori del Grest. Insieme

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DALLE CASE SALESIANE

Catania-Barriera


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Catania-Barriera: I Grestini 2016.

la presenza media di circa 50 adolescenti e giovani da gennaio a maggio, e da giugno vari incontri per la preparazione immediata del Grest. Il tema di formazione coordinato da Antonio Costantino e don Saverio... ha raccontato in una sorta di sequel della famosissima saga di Star Wars la storia di tre ragazzini Laura, Dominic e Micail (richiamano in modo evidente i tre adolescenti significativi nella “storia salesiana”) che, conosciute le Vie della Forza, si ritrovano a fronteggiare una nuova minaccia che solo il Perdono potrà sconfiggere. In linea con il giubileo della misericordia, i ragazzi hanno intrecciato tematiche sacre ad altre proprie della cultura pop, in un mix originale che, tra scenette e giochi a tema, ha reso appetibile i contenuti formativi per le varie fasce d’età, con la collaborazione di vari capisquadra-formatori. Un momento che ormai si ripete da una decina di anni è legato alla inaugurazione solenne delle Mini-Olimpiadi, coordinate da Maria Giovanna Cantarella, con una ricchissima coreografia e l’accensione della fiaccola olimpica con il ricordo, emozionante, di Luca Natoli, un giovane animatore volato in

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cielo dal nostro Cortile durante il grest settembrino. Giochi, mare, gita naturalistica lungo le “Gole dell’Alcantara” e al Parco dell’Etna a Randazzo, una giornata all’Euro Park di San Cataldo, laboratori artistici, teatrali, musicali, danza, attività sportive con basket, calcio, volley, pattinaggio, Pilates-Ginnastica dolce ed Educazione alimentare per adulti; sfilata per le vie del quartiere, Miniolimpiadi, Canta-Grest, Spettacoli, Lunapark e con giochi a stands e Cici’s Burger con l’attesissimo “arrusti e mangia”, celebrazione eucaristica in cortile per grestini e loro famiglie ogni sabato e tantissime altre iniziative che hanno fatto letteralmente volare il tempo dal 21 giugno al 26 luglio. Dal 5 all’11 settembre abbiamo realizzato, grazie alla disponibilità di tanti giovani animatori, con la presenza di don Alfredo Calderoni, il ritorno all’Oratorio col GrestSettembrino, che riprende le attività essenziali del grest e lancia il nuovo anno oratoriano, con le tantissime iniziative e proposte formative, educative, religiose e del tempo libero. don Ga et ano U r s o Insieme


Le Case di Don Bosco

Nel quartiere più grande e antico della città, che è anche il più problematico e difficile, i Salesiani fanno vivere un’oasi di passione e coinvolgimento educativo. Don Francesco Piccollo, uno dei primi salesiani, di tanto in tanto partiva dalla Sicilia, dove lavorava, per andare a Torino a conferire con don Bosco. Di solito sentiva dalla bocca del Santo un elogio e una lode per il suo lavoro, per la bontà dei suoi ragazzi in mezzo ai quali sarebbero sorte parecchie vocazioni. L’oratorio di Catania, dopo quello di Torino, al dire di molti confratelli, era uno dei migliori e don Bosco per esso nutriva una grande predilezione. Una volta però dal Santo udì un biasimo: l’oratorio era frequentato in maggioranza dagli studenti e venivano trascurati i ragazzi poveri. Don Piccollo si difese meglio che poté, apportando dei motivi sulla reale situazione dell’oratorio: era più accessibile agli studenti e non agli operai che vivevano in luoghi distanti. Ed allora don Bosco, dopo averlo ascoltato,

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si fermò un istante a pensare, poi aggiunse: «Ebbene, capisco le cose; cerca di aprire un altro oratorio più comodo per gli operai e voi continuerete come avete fatto finora». Il desiderio di don Bosco fu portato a conoscenza dell’arcivescovo Dusmet che in quel periodo aveva fatto costruire la chiesa di Santa Maria della Salette in un quartiere popolare e periferico. Quale posto migliore per un oratorio rivolto ai ragazzi poveri? E fu così che il 19 marzo 1893, festa di san Giuseppe, alla presenza del cardinale Dusmet veniva affidato ufficialmente ai Salesiani l’oratorio festivo che in onore del Papa fu chiamato “Leone XIII alla Salette”. Scrive lo storico don Ceria: «Chi scrive, vide allora nel suburbio una località, che sembrava un grosso villaggio di zingari: abbandono, squallore, miseria. Essendo numerosa la prole nella famiglia, vi brulicavano i ragazzi mal vestiti, mal puliti, mal educati. Là in mezzo i Salesiani andarono a piantare un oratorio festivo. Ogni domenica un torrente di fanciulli vi irrompeva dentro. Bisogna ag-

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Catania-Salette


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giungere però che quei poveri figlioli si porgevano docili a quanto comandavano i catechisti e soprattutto il Direttore. Dopo qualche anno se ne scorgevano i buoni effetti. I pionieri che vi portarono con tanta umiltà i loro sudori e sacrifici, hanno ben meritato di quella popolazione: l’umile don Savini in particolare sarebbe degno di un monumento. Ma il monumento egli se l’è eretto da sé, e imperituro, nel cuore di centinaia e centinaia di figli del popolo, oggetto delle sue cure paterne». L’attività dell’oratorio festivo durò per parecchi anni, anzi nel periodo della prima guerra mondiale i confratelli si prestarono anche per il servizio parrocchiale. Nel 1945 venne posata la prima pietra del nuovo “Oratorio Salesiano S. Giovanni Bosco Pro Ragazzi della Strada”; dal 1947 i Salesiani sono una Comunità religiosa regolare per offrire la loro vita a questo quartiere povero ed abbandonato con la Parrocchia, la scuola e l’Oratorio-Centro giovanile. Il q uartier e Sa n Cristoforo Alla Salette, fin dal loro primo arrivo, subito dopo la guerra, con tutti i problemi e le conseguenze lasciate da quella macchina infernale, i Salesiani hanno impegnato le loro forze e il loro impegno per promuovere ed elevare le condizioni disastrose del quartiere: hanno sfamato migliaia e migliaia di bambini, ragazzi, giovani ed anche adulti; hanno dato loro di che vestirsi, lavarsi, giocare, divertirsi sanamente, istruirsi sia culturalmente sia religiosamente, divenendo così per Catania il segno della potenza dello spirito di don Bosco, che può cambiare il volto dei ragazzi e di un quartiere ricevendo anche dalle autorità pubbliche, civili e religiose, il plauso, la riconoscenza e l’aiuto materiale e spirituale per continuare la loro missione. L’opera salesiana è inserita nel quartiere san Cristoforo, il più grande e antico della città, nel quale risiede il maggior numero di famiglie problematiche della città (problemi lavorativi, relazionali, devianze...) e dove lo spaccio della droga è un’attività quasi naturale per sopravvivere. Ciò nonostante gli abitanti del quartiere sono molto allegri e cordiali, laboriosi e “industriosi”;

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non si scoraggiano mai dinnanzi alle varie difficoltà della vita e se ne inventano una più del diavolo per poter sopravvivere. L’Oratorio - Centro giovanile È la parte più importante e caratteristica dell’opera della Salette, in quanto vi confluisce liberamente un gran numero di ragazzi e giovani non solo della nostra parrocchia, ma anche di tutto quanto il Quartiere. È un pullulare di giovani in una marea di attività per il tempo libero che impegnano tutti i giorni e tutte le ore pomeridiane la Comunità Salesiana educativa: Salesiani, volontari del Servizio Civile Nazionale, animatori, allenatori, amici, exallievi, simpatizzanti dell’opera Salesiana che offrono la loro collaborazione gratuita per tanti ragazzi bisognosi del quartiere. Recentemente è stata realizzata una sala giochi multifunzionale, grazie al contributo dei Salesiani per il Sociale e Missioni Don Bosco, secondo i gusti degli adolescenti e giovani: giochi informatici, giochi da tavolo, biliardini, giochi interattivi, tv, proiezioni di film, ascolto di musica ed un internet point… così da coinvolgerli all’interno di un sano contesto educativo, diventare buoni cristiani e onesti cittadini, crescere nella fede, realizzare esperienze di condivisione fuori dal quartiere, essere accompagnati da psicologi ed educatori per lavorare sul proprio vissuto. Anche durante l’estate l’Oratorio non si ferma, anzi trova un suo culmine e la sua massima espressione nell’attività del Grest. Centinaia di ragazzi e ragazze, animati da Salesiani, laici e giovani animatori, trascorrono circa due mesi di svago e divertimento, al mare e in montagna, fra canti, musica, giochi, attività varie e formative, culturali e ricreative. L’Oratorio è la parte più importante e caratteristica dell’opera, in quanto vi confluisce liberamente un gran numero di ragazzi e giovani della parrocchia e di tutto il Quartiere. Dopo settantacinque anni. Altre info anche su: https://oratoriosgboscosalettect.wordpress.com d on Ma rc ello Ma zzeo Insieme


“Per la strada c’è un bisogno di risposte, che nessuno dà e ora tocca a noi dare un messaggio di novità” sono dei versi dell’inno del grest della Salette che ha posto al centro della riflessione la misericordia di Dio. Per affrontare l’argomento il grest si articola in due esperienze: il minigrest, che anima la fascia dai 4 ai 6 anni, e il grest, che si estende dalla prima elementare fino alla terza media. Quest’anno le iscrizioni complessive hanno raggiunto la vetta dei 300, grestino in più grestino in meno. A collaborare nell’espressione del prendersi cura e del servizio sono stati un’ottantina di animatori tra adolescenti, giovani e mamme. Il minigrest prevede l’attività ludico ricreative formative tre volte a settimana, mentre il grest impegna il cortile e la spiaggia lungo tutta la settimana. La misericordia di Dio e l’impegno concreto per mettere in circolo il Suo amore sono stati i temi formativi dell’estate. Per realizzare realmente un impegno i grestini sono stati spronati a compiere opere di misericordia attraverso gli spunti formativi proposti dalle scenette. La raccolta di prodotti per l’infanzia, di lettere per i carcerati, di tappi, la visita ad un parente o un conoscente ammalato e la liturgia penitenziale sono stati gli atti per impegnarsi o lasciarsi provocare per la crescita umana. Lungo le scenette formative un “personaggio misterioso” ha accompagnato attraverso una macchina del tempo i protagonisti della storia. Lui li ha condotti da Madre Teresa, don Bosco, Domenico Savio, don Cafasso, il card. Dusmet riportandoli nel presente per celebrare il giubileo della misericordia, dove i grestini hanno attraversato la porta santa della cattedrale di Catania, fino ad incontrare papa Francesco. Tale personaggio misterioso era don Bonomo, guida

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Metti in circolo il Suo amore

scelta per ricordare l’anniversario del centenario della sua nascita. Questo salesiano ha speso anima e corpo per l’opera della Salette. Dalle parti della macchina del tempo sono stati presi i quattro nomi delle squadre: Ali, Timoni, Motori e Fari. Lungo la settimana si sono alternate anche delle serate per i grestini delle medie e per genitori e figli, seguendo un tema preparato: Disney, Pirati e Hippie. Naturalmente il divertimento non è mancato, i vari giochi, balli di animazione e le olimpiadi hanno scandito i ritmi delle varie settimane. Grande partecipazione per le uscite. Il parco avventura di Nicolosi ha visto l’allegria di molti grestini che si dilettavano nell’arrampicarsi tra gli alberi e i percorsi proposti; e la gita finale all’acquapark ha coinvolto 6 bus e molte famiglie del quartiere di san Cristoforo trascorrendo una giornata tra relax e divertimento. A fine grest alcuni giorni di animazione sono stati dedicati alle mamme, mettendole in gioco in varie prove. Il grest, iniziato il 22 giugno e concluso il 30 luglio, continua con il grest replay, dal 13 al 22 settembre. Questo appuntamento prepara meglio la celebrazione della festa alla Madonna della Salette, nostra custode e patrona. An dr e a D om e n ic o Pa l ma

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Messina-Mamma Margherita

Lunga vita ai Salesiani

In margine ai 103 anni del Decano dell’Ispettoria Sicula, Don Vincenzo La Mantia Catania, 30 settembre 2016 - Dai dati forniti dalla Segreteria Generale della Congregazione Salesiana, il nostro Don Vincenzo La Mantia, nato il 23 agosto 1913 a Canicattì (AG), è al momento “medaglia di bronzo per età” in tutta la Congregazione Salesiana. È terzo rispetto a due confratelli, entrambi italiani, il primo appartenente all’Ispettoria del Venezuela e il secondo alla ICC: Don Berno Giuseppe che ha compiuto 105 anni (nato il 24 febbraio 1911 a Riese Pio X, provincia di Treviso) e Don Carnevale Costantino, in origine dell’Ispettoria Adriatica, che ha raggiunto l’età di 103 anni (nato il 5 aprile 1913 a Capracotta, provincia di Campobasso). Seguono a ruota altri confratelli ultracentenari: a quota 102 anni, Don Wladislaw Klinicki, appartenente all’Ispettoria brasiliana di São Paulo (Brasile), nato il 1 giugno 1914 a Kursk (Unione Sovietica); Don Juan Martín Sierra, nato il 6 agosto 1914 a Murillo, Dip. di Tolima (Colombia), appartenente alla Ispettoria di Bogotà (Colombia). A quota 101, si attestano: Don Andrés Sanz Valdezate, appartenente all’Ispettoria spagnola di Madrid, in origine dell’Ispettoria di León, nato il 17 ottobre 1914 a Torre de Peñafiel - Valladolid (Spagna); Don Jàn Rob, nato il 17 dicembre 1914 a Príbram, Praha, appartenente alla Ispettoria Repubblica Ceca. Ha compiuto 101 anni, un altro siciliano, Don Gaetano Nicosia, nato il 03 aprile 1915 a San Giovanni La Punta (CT), appartenente alla Ispettoria della Cina e grande missionario a Macao (Coloane). Altri tre confratelli hanno varcato la soglia dei cento anni e sono: Don Carmine Sciullo, nato il 20 novembre 1915 a Capracotta (IS), appartenente alla Ispettoria Meridionale; Don Pietro Sbardellotto, nato il 22 agosto 1916 a Mel (BL), appartenente alla Ispettoria di Campogrande (Brasile) e Don George Williams, nato il 26 maggio 1916 a Wallasey,

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Cheshire (Gran Bretagna), appartenente alla Ispettoria della Gran Bretagna. La Sicilia ha avuto solo un confratello che ha superato la soglia dei cent’anni: si tratta del confratello coadiutore Sig. Francesco Gambaro, nato a Castelbuono (PA) l’8 maggio 1887, appartenente all’Ispettoria degli Stati Uniti d’America Est (SUE) e deceduto il 28 dicembre 1987 a West Haverstraw. A onor del vero, nell’Ispettoria sicula (eretta canonicamente nel 1895), vi sono stati diversi confratelli che sono arrivati vicini al record del secolo, ma Don La Mantia resta al momento l’unico ad essere diventato “secolare”, con meraviglia dei suoi novizi che erano sovente invitati da lui, quand’era maestro, a rimanere fedeli a Don Bosco e alla Congregazione e a non passare al clero secolare. Ecco la tabella dei confratelli alla soglia centenaria e oramai in Paradiso, lista fornita, insieme alla successiva, da Don Salvatore Spitale, custode attento delle memorie salesiane sicule: Aloisio Pietro 98; Liberato Antonino 98; Iacono Antonino 97; Paternò Nicolò 97; Campo Antonio 96; Fronte Salvatore 96; Maiorana Aurelio 96; Vizzolo Luigi 96. La situazione odierna è promettente e, se Dio vorrà, il futuro ci riserverà ancora

Don V. La Mantia 103 anni. Insieme


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Messina-Mamma Margherita: Il festeggiato con i confratelli.

delle sorprese: Di Mauro Rodolfo 1918 (98); Callari Rosario 1920 (96); Dolcimascolo Giuseppe 1921 (95); Interlandi Gaetano 1921 (95); Nocera Calogero 1922 (94); Stroscio Rosario 1922 (94); Zammuto Giuseppe 1922 (94); D’Amico Gino 1923 (93); Duca Antonio 1923 (93); Guddemi Gioacchino 1926 (90); Lo Monaco Gaetano 1926 (90); Melita Salvatore 1926 (90); Pennisi Antonino 1926 (90); Pilonero Rosario 1926 (90); Zingali Vincenzo 1926 (90). Le olimpiadi della vita continuano e non ci sono preoccupazioni per l’età media dell’Ispettoria. Per dovere di cronaca, la Sicilia ha qualche altro record che occorre “ricordare” come inno al Dio della vita. Tra le FMA, Sr. Concettina Giurdanella, di Modica (RG) compirà 103 anni a novembre. Ancora lucida, partecipa ai momenti comunitari, vede la TV, legge qualche buon libro, dà consigli alle consorelle e anche qualche comando, anche se nella sua vita non è mai stata Direttrice (qualche rivincita nel corso degli anni ci sta bene). Esente da internet, mantiene consapevolezza della sua età e prega per le vocazioni: vorrebbe almeno dieci novizie FMA per l’anno in corso. In confidenza, una volta andandola a trovare, prendendoInsieme

mi in disparte, mi disse di pregare per lei perché Iddio la renda santa: se no, a che sono serviti tutti gli anni della sua lunga vita? Di Canicattì, della stessa cittadina che ha dato i natali a Don La Mantia, c’è una zia di Don Lillo Montanti, il nostro Vicario ispettoriale, Sig.na Diega Cammalleri, detta “zia Dedé”, nata a Canicattì il 23 ottobre 1905, che è giunta all’età record di 111 anni e si mantiene ancora lucida e arzilla. Maestra alle elementari, è una benefattrice dell’Opera Salesiana e continua a inviare offerte per le vocazioni al Centro ispettoriale. Ma ritorniamo al nostro Don Vincenzo, che in passato è stato anche maestro dei novizi dal 1959 al 1968. Diversi aneddoti costellano la sua veneranda canizie. Non molto tempo fa’ gli fu chiesto come stesse, mi rispose con un pizzico di preoccupazione ma senza esagerazione: «Sai… incomincio a dimenticare qualcosa!». Capita che da un po’ di tempo a questa parte arrivano telefonate dall’INPS (sede di Messina) per chiedere informazioni su di lui e domandare “se è ancora vivo” ai fini di controlli pensionistici. Da qualche settimana il nostro Don Vincenzo è passato all’attacco, esclamando: «Direttore, telefoniamo all’INPS per comunicare che, grazie a Dio, sono ancora vivo!?».

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Messina-Mamma Margherita: Don V. La Mantia tra Don S. Martoglio e Don G. Ruta.

Il 23 agosto scorso, giorno del 103° compleanno di Don La Mantia, alle ore 19, presso la Cappella del “San Tommaso” (II piano), è stata celebrata l’eucaristia di ringraziamento, presieduta dal Visitatore straordinario, Don Stefano Martoglio, Consigliere della Regione Mediterranea. Erano presenti, oltre all’Ispettore, diversi confratelli della Comunità del “San Tommaso” e dell’Infermeria ispettoriale, qualche rappresentante di altre comunità, le consorelle “Sisters of Mary Auxiliatrix” che in questi anni hanno prestato il loro servizio ai confratelli anziani e ammalati. Dopo la celebrazione, i convenuti hanno fatto festa attorno al patriarca dell’Ispettoria Sicula, consumando la cena con piatti tipici della Sicilia e la torta. Come dono i salesiani di Sicilia hanno offerto a Don La Mantia un gruppo statuario di Don Bosco, Mamma Margherita e Domenico Savio che il festeggiato ha gradito tantissimo. Al termine del pasto, Don Martoglio ha invitato Don Vincenzo a dare la “buonanotte” che è durata meno dei tre minuti di regola. Il messaggio è stato, di contro, sentito, essenziale e profondo, un invito alla santità della vita e a rivivere in noi sull’esempio di Don Bosco il “Da mihi animas, cetera tolle!”. Tutti siamo rimasti impressionati della serenità, della luci-

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dità e della convinzione con cui ha pronunciato quelle poche e pregnanti parole. C’è da dire grazie al Signore perché ha voluto non solo aggiungere giorni alla vita di questo nostro confratello, ma ha anche impresso tanta vita di grazia ai suoi giorni, donandoci di riflesso una bella e profonda testimonianza di vita salesiana e sacerdotale. Se Don La Mantia ripete sovente che Dio si è dimenticato di lui su questa terra, ritardando la festa che vuole celebrare in Cielo, siamo in tanti a pensare che egli sia ancora in mezzo a noi per testimoniare il Dio «grande nell’amore» e «amante della vita». Se il Salmo 89 (90) recita così al versetto 10: «Gli anni della nostra vita sono settanta, ottanta per i più robusti, e il loro agitarsi è fatica e delusione; passano presto e noi voliamo via»; è cosa buona e giusta affermare che per Don La Mantia e i confratelli ultracentenari, oltre alle fatiche e ai dolori, sono state effuse tante gioie e consolazioni durante i lunghi anni di vita salesiana. Lunga vita ai salesiani, dunque! Ma è più importante che facciamo nostro il proseguo dell’orazione del salmista: «Insegnaci a contare i nostri giorni e acquisteremo un cuore saggio» (v. 12). Do n Pi ppo R uta Insieme


Un Grest formativo... L’accoglienza della diversità

Esperienza esaltante al Savio per il Grest, edizione 2016, per i ragazzi e le ragazze, per gli animatori e per i genitori. Perché non si è cercato solo il divertimento e la spensieratezza, ma la formazione ai valori più importanti della convivenza civile oggi e che promanano dalla fede e dall’incontro con Cristo. Il tema, infatti, è stato “Il Gob-

glio, per poi darsi appuntamento con il Grest replay in settembre. Gli iscritti erano oltre 150, ma ciò che ha caratterizzato particolarmente quest’anno, è stata la frequenza costante dei ragazzi e delle ragazze e la presenza dei loro genitori. I 30 animatori, guidati dall’infaticabile don Gaetano Marino, incaricato dell’Oratorio-Centro Giovanile,

bo di Notre Dame”: la trama è incentrata su Quasimodo, il deforme campanaro della cattedrale di Notre-Dame, e sulla sua lotta per farsi accettare nella società. Abbiamo bisogno di accettare e, ancor di più, di accogliere la “diversità”, a non giudicare menomazione quel che può trasformarsi in risorsa. Occorre accogliere colui che è piuttosto “diversamente abile”, diverso, migrante, non cristiano, ecc. Iniziato il 20 giugno e preceduto da tre giorni di pre-Grest, l’esperienza estiva per eccellenza dei Salesiani si è conclusa il 22 lu-

hanno tenuto alto il livello con attività sportive e ricreative, ma anzitutto con la formazione mattutina (il direttore don Gianni Russo, don Gaetano, le catechiste), la preghiera, il “Buongiorno” salesiano; il sabato pomeriggio la S. Messa. Tanta musica, canto, sing and play, break dance, campionati di scacchi, calcio, basket, pallavolo, bigliardino, ping pong. E poi i Laboratori di creatività: arte e disegno, fotografia professionale. Attesissimi i giorni a mare: al Lido del Finanziere (Mortelle) due volte a settimana. E le gite: Etnaland (Belpasso); Parco Avventura Peloritani (Colli S. Rizzo); Europark (San Cataldo); Aretusa Park (Melilli SR). Ma noi avevamo anche il nostro “Savio Park”: con giochi a stand, feste con i genitori, feste a scopo di beneficenza (per i missionari), cenette, … Infine, la grande Serata finale sullo stile Ciao, Darwin! Un’esperienza indimenticabile, anche per noi! G li a n i ma t o r i

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Messina-San Domenico Savio


DALLE CASE SALESIANE

Grande entusiasmo per la ripresa della scuola La Scuola “San Domenico Savio” ha ripreso alla grande in questa prima settimana di settembre (dall’1 al 9). Prima i più piccoli della materna, accompagnati dai fratelli della elementare per alcune attività di formazione culturale ma anche ricreativa; suc-

cessivamente, il 12, è arrivato l’esercito dei ragazzi della elementare. Pensavamo qualche lacrimuccia, invece no, perché i nostri ragazzi adorano stare al Savio, anzi non vogliono andarsene quando suona la campana. Appena arrivati il clima è quello della festa: canti, caramelle, giochi. Increduli i ragazzi di prima si sentono catapultati nel paese dei balocchi. Il primo “Buongiorno” del Direttore, don Gianni Russo (che anima anche le preghiere quotidianamente sempre in inglese), e le linee guida al nuovo anno sco-

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lastico del Direttore didattico, don Umberto Romeo, sono presentati tra canti salesiani e giochi. Sottofondo inni di Don Bosco: Giù dai colli, Salve Don Bosco Santo, Padre maestro ed amico … “Al Savio è bello” dicono i ragazzi e, concordi, anche i loro genitori, che hanno vissuto la prima settimana di Start up tra campionatini, attività espressive e giochi. Il tempo prolungato qui si chiama School afternoon: dopo la mensa c’è lo sport, calcio, basket, danza, judo, studio guidato, laboratori, ecc. E tanti sono i sogni emersi dalla programmazione, in particolare i gruppi formativi con i ragazzi e la formazione dei genitori. Tradizione, storia, un clima fiduciario e di accoglienza, uniti a una qualità didattica di altissimo livello, fanno sì che la Scuola San Domenico Savio sia #lascuoladeimessinesi: di generazione in generazione. Inizia un nuovo anno scolastico, una nuova ed entusiasmante “avventura” all’insegna della collaborazione, dell’impegno, del divertimento e di tanti altri valori umani e religiosi. Un g eni tore e ntusi asta

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I Salesiani e un progetto per il carcere di Messina L’assessore regionale ai beni culturali, Carlo Vermiglio, in un incontro con la vice presidente dell’Associazione Salesiana di volontariato CePAS (Centro pima Accoglienza Savio), Raffaella Lombardi, ha ribadito il suo impegno “affinché la cultura possa diventare un bene primario essenziale per il recupero e il miglioramento della qualità della vita delle persone, soprattutto di quelle più ai margini della società”. Nell’apprezzare il “progetto carcere” promosso del CePAS, l’assessore Vermiglio, ha garantito una “collaborazione costruttiva per la realizzazione di iniziative volte al reinserimento dei detenuti nella vita sociale”.

riale di Messina, Calogero Tessitore, ha realizzato con la collaborazione dell’attrice e regista Cristina Capodicasa, un laboratorio teatrale che si è concluso con l’allestimento di uno spettacolo in cui i detenuti, del settore “massima sicurezza”, sono stati i veri protagonisti. Nei prossimi mesi, oltre alla scuola di recitazione, si attiveranno dei corsi volti a formare operatori teatrali, specialisti del palcoscenico. È stato realizzato anche un video dal titolo “Il Tempo fermato” che illustra la realtà del carcere di Gazzi. Verrà presentato da Vermiglio con la partecipazione del presi-

Messina: Casa Circondariale.

Il CePAS, Associazione di volontariato dei Salesiani dell’Oratorio San Domenico Savio di Messina, presieduta dal salesiano Don Umberto Romeo, in stretta collaborazione con il direttore della Casa CircondaInsieme

dente del Tribunale di sorveglianza di Messina, Nicola Mazzamuto e dell’Ispettore dei Salesiani di Sicilia, don Giuseppe Ruta. Da: La Gazzetta del Sud, Messina 23 settembre 2016.

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Il riscatto dei detenuti attraverso la cultura


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Palermo-Ranchibile

Il Professore illustra aspetti e valori Il Preside Filippone ci parla di...

Qualche domanda al giovane preside del Ranchibile Nicola Filippone. C h e d i re d e l l ’i m p eg n o s co l as ti c o n el co rs o di qu e st ’an n o? “Senza dubbio le soddisfazioni non sono mancate, a testimonianza della cura che poniamo nella formazione dei nostri giovani. I premi e i riconoscimenti ottenuti dai nostri allievi parlano da soli. Gaetano Sarzana, vincitore del Certamen di greco svoltosi al Liceo Garibaldi, ha poi bissato il successo al G. Sarzana Certamen di latino, organizzato nel nostro istituto”. S en z a t ra sc u ra re l ’a sp et t o l u di co . .. “L’attività teatrale, che ha avuto fin dal principio importanza fondamentale con Don Bosco, continua sempre con passione e ci riserva tanti successi anche in altre parti d’Italia: a Cesena e a Gravina di Puglia, dove si svolgono ogni anno due festival del teatro scolastico molto importanti”. I m m a g i n o ch e l a c r e s c i t a c u l t u r a l e d e b b a e ss e re a n ch e il ri su lt at o d i una f or m a zio ne a v a s t o r ag g i o. . . “È il principio ispiratore della nostra scuola. Educazione e formazione umana e professionale non possono essere scisse se non in astratto. Di recente, ad esempio, si è tenuta qui in istituto una conferenza su Don Luigi Sturzo, tenuta da Monsignor Pennisi, arcivescovo di Monreale, un’occasione anche per parlare della dottrina sociale della Chiesa. Vi hanno partecipato i quinti anni ed è stata una vera lezione”. No n t u t t i c o no s c o n o l’ e s pe r i e n za u ma n a e po l i t i ca di S t u r z o e n o n n e c o n si de ra n o i l contributo... “Luigi Sturzo, messo da parte troppo fretto-

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losamente e ingiustamente, è una persona che ha lasciato un segno nella storia del nostro paese, anche per dirittura morale e coerenza di vita e di pensiero. In particolare, qui in Sicilia, molto di ciò che si è fatto in positivo lo ricorda. Come la data in cui si celebra la festa della Regione Siciliana, il 15 maggio, scelta in memoria della Rerum Novarum di papa Leone XIII (1891) che tenne conto della dottrina sociale della Chiesa cui tanto Sturzo contribuì”. Da: “Palermo parla”, maggio 2016.

Il Don Bosco Ranchibile di Palermo, un istituto che cresce in controtendenza. Ad illustrarci i termini di questo trend è il direttore Don Carmelo Umana. “In linea generale il settore delle scuole paritarie e cattoliche – chiarisce – è certo in difficoltà. Questa nostra regge la tradizione. Al Ranchibile manteniamo i numeri che hanno caratterizzato gli ultimi anni”. Rispe tto a l lonta no pas sa to la cr es cit a è s ta t a e n or m e . . . “Sì, da 300 alunni siamo agli attuali 800, ma quell’incremento appartiene al passato. Ora gli incrementi sono di piccola entità”. C h e a ltr o d ire in p rop osito? “Che è cambiata la composizione, che le scelte di indirizzo da parte dell’utenza oggi sono altre. Per quanto a Palermo ci sia ancora una forte richiesta di liceo, lo scientifico è preferito al Classico ed anche all’Istituto tecnico. La convinzione è che prepari di più alle professioni più richieste. L’andamento è generale. Ma il nostro complessivo, il numero degli alunni da noi non cambia”. E cc o , s i am o a l d i f f i c i l e ra p po r t o f r a sc u o l a e l av o ro ... “Anche. Ma noi siamo molto sensibili al problema con una serie di iniziative concreInsieme


Avete ottenuto vari successi, grazie ai risul t a t i d e i v o s t r i e x a l u nn i , a l c u n i d e i q u a l i d i v e nu t i f am os i . . . “Una recente soddisfazione ci è giunta dalla ex alunna Laura Russo, che, con l’équipe di Milano in cui lavora potrebbe essere candidata al Nobel per la fisica...” C o n qu al e m ot iva z i on e ? “Se le dico per la sperimentazione sull’osso bionico, comprenderà che siamo alla fantascienza”. P ot r eb be s pi eg ar ci ? “In poche parole si tratta della produzione di tessuti ibridi in grado di favorire la ricostituzione di tessuti ossei e cartilaginei del corpo umano. In pratica, sostituendo e favorendola secondo natura. Si tratta di una collaborazione fra l’Università di Milano Bicocca e l’Imperial College di Londra..”. M a a v et e a v u to a n c h e a l t ri s tu d e n t i d i ve n u ti fam osi. .. “Se si riferisce al Presidente del Senato Piero Grasso, certamente. Ma è stato ampiamente già reso pubblico dai media. Potrei nominare anche importanti personaggi del settore medico, della ricerca e della stessa politica”. A b b i a m o r i c e v u t o d e l l e f o t o d i v o s t r i a lu n n i p r e m i a ti d i r e c e n te . . . “Certamente. Gaetano Sarzana, un ragazzo particolarmente encomiabile. Ha vinto il premio Giusto Monaco in seguito ad una gara di traduzione dal greco antico. Allievo della V cl. A, ha ricevuto un assegno di 400 euro che ha interamente devoluto in beneficenza all’oratorio salesiano di Santa Chiara. InolG. Massinelli tre ci siamo aggiudicati il Premio 100 libri per 1 scuola grazie a Giulia Massinelli, una nostra allieva del V scientifico A. Insieme

S a p p i a m o d a i c o m u n ic a t i c he i l t e a t r o v i ha da t o m o l t e s o dd is f a z i o n i . . . “È un’attività di cui vado particolarmente fiero. La compagine teatrale dell’Istituto ‘Volti dal Kaos’ ha presentato, con grande successo di critica e di pubblico, il nuovo spettacolo andato in scena a maggio dal titolo La venticinquesima ora, il palcoscenico della follia, che unisce in chiave attualizzata l’Aiace di Sofocle e il Re Lear di Shakespeare. La compagnia ha all’attivo nell’anno scolastico appena concluso la realizzazione di un laboratorio teatrale condotta assieme ai detenuti dell’Ucciardone. Lo spettacolo è stato presentato all’assemblea nazionale dell’Associazione Magistrati presso il carcere Gazzi di Messina. Qualche premio... “Già. La compagnia ha avuto quest’anno la menzione speciale Leone d’argento per la creatività nel concorso online per la scuola indetto dalla Biennale di Venezia. Ha poi confermato il successo con la partecipazione al Festival nazionale del teatro scolastico di Cesena, premio per la miglior drammaturgia e premio speciale del pubblico... Infine, con il teatro prodotto nel 2015, con l’opera “Il maestro, Ippolito e Girano”, si è aggiudicato il Primo premio come miglior spettacolo e quello come Miglior attore protagonista al nostro giovane attore Emanuele Del Castillo. Il tutto nella prestigiosa sede teatrale di Gravina di Puglia”. U n a c o n c l u si o n e . . . “Tornando all’Istituto, ho motivo di ritenere che le famiglie, di cui considero le attuali difficoltà, credano nel nostro progetto educativo, che considerino l’esperienza consolidata di questa scuola, dei due licei e degli istituti tecnici, maschili e femminili. La lunga esperienza ci ripaga in termini di chiara fiducia”. C ’ è a n co ra i l t rad i zi o n al e o rat o ri o ? “Come no. L’oratorio è l’altro polo d’attenzione accanto alla scuola. È aperto, secondo la tradizione, a tutti i ragazzi che vogliano farne parte, con attività ludiche e di preghiera”. G e ly s

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te di scambi culturali con il mondo dell’occupazione nel corso dell’anno”.


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Pedara

Grest 2016 - Una Vita da Campione

Con la premiazione dei grestini si è concluso, sabato 30 luglio, all’Oratorio Salesiano di Pedara il Grest 2016 “Una Vita da Campione”. Ancora una volta l’oratorio ha superato se stesso: per il 3° anno consecutivo si è andati oltre la soglia dei 330-350 iscritti che per decenni ci si era abituati a vedere. Dopo i 450 del 2014 e i 517 del 2015 si sono bloccate le iscrizioni a ben 575 iscritti a conferma dell’apprezzamento e della simpatia riscossa da tante famiglie. Dal 10 giugno al 30 luglio, per quasi due mesi, circa 90 animatori (giovani, genitori, salesiani), hanno impegnato con giochi, ga-

tori di restauro, ebanisteria, scultura su pietra, pittura su vetro, decorazione artistica e pittura siciliana gestiti dai maestri artigiani dell’Associazione “ArArte Artigianando”. Numerosi sono stati i ragazzi che settimanalmente sono andati in piscina o al parco avventura. Nella proposta formativa, prendendo spunto da diverse discipline sportive e richiamando le Beatitudini indicate dal Cristo ci siamo “allenati”, grestini e animatori, ad iniziare bene con una buona partenza (atletica); a non fermarsi mai (basket); a contare sugli altri (staffetta); a sostenersi a vicenda (calcio); al rispetto altrui e alla lealtà (rug-

re, gruppi, laboratori e sfide i ragazzi sia di mattina che di pomeriggio (e anche per due sere alla settimana). Oltre alle classiche attività manualiespressive (disegno, bricolage, pirografia, murales, chitarra, canto, just dance, zumba, danza) c’è stato spazio ovviamente per lo sport con la supremazia ovviamente del calcio, della pallavolo e ancora sempre più del tiro con l’arco che verrà riproposto da settembre tra le attività sportive dell’oratorio anche per genitori. Successo hanno riscosso anche i labora-

by); ad essere fiduciosi negli altri facendo squadra (pallavolo); ad essere consapevoli di sé e dei propri limiti (ginnastica artistica); a vedere l’avversario come migliore amico (judo); ad essere perseveranti e scegliere Dio come bussola per meglio orientarsi nella vita (octathlon). Colori, musica, gioia sono stati ingredienti per un festoso stare insieme. E finito il grest, con un ritmo più pacato, l’oratorio accoglie per il “Dopo-Grest” fino al 12 agosto i grestini che non vogliono rinunciare ad incontrarsi ancora.

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Gela

Il messaggio dell’anno giubilare da condividere con grandi e piccini. E’ questo l’obiettivo di “Edelon”, il grest organizzato dall’oratorio salesiano della parrocchia di S. Domenico Savio in collaborazione con l’associazione “DB200”. Tra le gite al mare e all’acquapark, i giochi e le attività sportive sono centrali i momenti di formazione sulla scia della storia proposta a tutti i partecipanti: la ricerca della gloriosa chiave che apre la “Porta Straordinaria”, l’allegoria della Porta Santa della Misericordia voluta da Papa Francesco nell’anno del giubileo. “Il tema del viaggio che abbiamo scelto – spiega don Pierpaolo Galota, animatore salesiano – chiama i nostri ragazzi a vivere un percorso di crescita segnato dall’importanza di avere fiducia in se stessi e soprattutto negli altri”. Quattro le squadre in cui sono divisi i 445 iscritti, guidati da 80 animatori: Duchi, Draghi, Mastri e Fabbri. Gli animatori che coordinano le squadre sono rispettivamente Sergio Pantò ed Elisea Di Dio, Roberta Piazza e Roberta Aloisio, Vincenzo Consiglio e Roberta Maganuco, Martina Occhipinti e Antonio Di Caro. “Sono i nostri animatori – afferma don Aurelio Di Quattro, coordinatore del grest – i veri protagonisti di questo percorso, in quanto chiamati ad assumere un ruolo di importante protagonismo per la loro formazione”. Il grest “Edelon” ha anche un partecipante d’eccezione: si tratta di “Don Black”, il cane che da qualche mese è la vera mascotte dell’oratorio. “Don Black” scorazza tra i bimbi che frequentano le varie attività, lasciandosi accarezzare e provando anche a giocare con loro: “I nostri ragazzi lo travolgono con il loro affetto – aggiunge don Aurelio – e Don Insieme

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Quattro squadre in azione e il cane mascotte don Black

Black non si lascia mai sfuggire l’occasione di giocare e farsi coccolare”. Un’altra bella presenza all’interno di “Edelon”, che ogni mercoledì sera coinvolge le famiglie, il “Family grest” per una completa e positiva interazione tra adulti e bambini. D.R. Da: La Sicilia

I nt erg re st Una festa per 700 bambini e ragazzi tenutasi nei locali dell’oratorio salesiano, centro nevralgico per l’aggregazione giovanile della chiesa di San Domenico Savio e dell’intera città. “Crescere misericordiosi come il Padre”, questo il tema dell’edizione 2016 del Raduno Grest cittadino tenutosi ieri pomeriggio. Dopo l’iniziale saluto del vicario foraneo don Michele Mattina, è stato il vescovo di Piazza Armerina mons. Rosario Gisana a parlare ai giovani radunati al PalaDonBosco: “Iniziative come questa servono per comprendere la bellezza dello stare insieme - ha dichiarato - approfittando del gioco e delle attività estive per vivere momenti di amicizia e incontro che arricchisco-

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no le persone, i piccoli come gli adulti”. Un lungo pomeriggio di giochi per una manifestazione che ha avuto come protagonisti i numerosi bambini partecipanti. “Abbiamo puntato sul coinvolgimento di tutti i bambini e i ragazzi presenti - spiega don Aurelio Di Quattro - affinché passi un messaggio di gioia, collaborazione e sinergia attraverso il sano divertimento”. Poco prima dell’inizio delle varie attività previste, un lungo applauso ha ricordato le vittime della strage di Nizza e tutte le persone che soffrono in questo

particolare momento storico, in città come in Italia e nel mondo intero. Divisi per età e seguiti da un attento staff di animatori dei vari grest parrocchiali, i bambini hanno partecipato a diversi giochi mostrando grande entusiasmo. Al termine della manifestazione, ancora un momento di chiusura al PalaDonBosco con canti e animazione prima di darsi l’appuntamento al Raduno Grest del prossimo anno. D.R. Da: La Sicilia

Ragusa

Serata finale per il Grest 2016

Nella serata di sabato 23 luglio è calato il sipario per il Grest 2016 dell’Oratorio Salesiano di Ragusa. È andata in archivio anche questa edizione portandosi con sé tanto entusiasmo ed allegria che hanno caratterizzato quattro settimane a più di cento ragazzi dagli 8 ai 12 anni. A questi vanno aggiunti un’altra ventina di partecipanti dell’”Estate Ragazzi” di età superiore ai 13 anni. Quest’anno il tema scelto è stato “Vita da Campione Ragusa: Il Prefetto di Ragusa con i grestini. per uno scatto da beato” con una tematica sportiva da applicare nella vita quosono mancati momenti di aggregazione fuotidiana. Ogni “grestino”, secondo lo stile sari dall’oratorio. Infatti la carovana multi colesiano ed il metodo educativo – preventivo lorata dei grestini si è recata al mare di Samdi Don Bosco, tramite momenti di gioco, di pieri, all’acquapark di Sommatino e Melilli, sport, di divertimento, di formazione, è staal campo di atletica leggera di Petrulli. Il to aiutato a riflettere su argomenti importutto è stato possibile grazie allo impegno tanti per una sana crescita interiore. Questi del responsabile dell’oratorio Don Edoardo i nomi delle 4 squadre in cui sono stati diviCutuli, insieme ai giovani salesiani Don Rocsi i ragazzi: Blue Team, Green Society, Red co Tasca, Don Timothy Gangmei, Don CriCompany, Yellow Club. Bellissima espestian Scuderi, nonché dalle due giovanissirienza anche per i circa 40 bambini dai 5 ai me Giulia Aprile e Nicoletta Battaglia. Inol7 anni, sempre nello stesso periodo, che tre hanno collaborato, in questo mese frehanno partecipato al “Minigrest” con attivinetico di attività varie, circa 30 giovani anità ludico – educative che si sono svolte di matori e una decina di educatori adulti. La mattina. chiusura della kermesse ha visto un’antepriDurante il Grest, come di consueto, non ma il pomeriggio precedente con la visita il-

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lustre di S. E. Il Prefetto di Ragusa Dott.ssa Maria Carmela Librizzi che è stata accolta gioiosamente con l’inno del Grest, secondo il solito stile salesiano, e alla quale è stato donato un quadro di Don Bosco. La rappresentante del governo nel proprio saluto ha esortato i ragazzi a continuare a vivere la vita con allegria, ma nello stesso tempo ha voluto ricordare i giovani coetani, più sfortunati, fuggiti dalRagusa: I Salesiani ed alcuni Animatori del Grest. l’Africa e sbarcati in pessime il Grest 2016 con tutti i suoi già citati protacondizioni nelle coste del mare ibleo. gonisti, i quali hanno messo su una serata Il grande epilogo si è avuto in una caloratoriana, ancora una volta all’insegna del da, e movimentata serata finale, che è iniziasano e spensierato divertimento, per mezzo ta con la S. Messa insieme ai genitori e predel quale si è messo la parola fine a questa sieduta da Don Edoardo. Successivamente affascinante avventura regalando a tanti radopo una gustosa cena a base di pizza, è gazzini della nostra città un mese di spensietoccato ai bambini del mingrest e ai ragazzi ratezza. più grandi ad esibirsi sul palco cimentandoPoi nel successivo mese di settembre e si in balli, recite, canti. Durante la serata soprecisamente nei giorni 12, 13 e 14 si è avuno stati premiati i partecipanti alle varie dita un’appendice a questo evento con il scipline delle “Olimpiadi del Grest” svolteGrest Replay. Buona parte dei grestini parsi al campo di atletica del “Petrulli”. Alla tecipanti nel mese di luglio hanno risposto fine chiusura con la premiazione di coloro con entusiasmo all’invito dei loro animatoche si sono particolarmente distinti durante ri, per trascorrere altri tre pomeriggi con il Grest, proclamazione della squadra vinl’allegria di sempre e con le stesse emozioni cente, ”Green Society”, e al termine i giochi vissute durante l’estate 2016. pirotecnici. Ma il vero vincitore è stato tutto


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Tunisia - Manouba

Al via la nuova scuola salesiana “Sant’Agostino”

Lunedi 29 agosto 2016 ore 12.45: inizia la presenza salesiana nella ex scuola dei Marianisti a Tunis denominata “Ecole secondaire libre“ ESL. In quel giorno e a quell’ora una celebrazione eucaristica tra la comunità salesiana di Manouba e i due ultimi marianisti presieduta dal Segretario della scuola cattolica in Tunisia p. Jawad Alamatt sancisce il passaggio dopo 125 anni dalla congregazione francese alla nostra Ispettoria salesiana di Sicilia e Tunisia. Inizia così un percorso che ha le sue origini nella visita del settembre 2014 che il X successore di Don Bosco, don Angel Artime, compì alla piccola opera salesiana di Manouba, allora animata da due soli confratelli. In quella occasione il Vescovo di Tunis, Ilario Antoniazzi, chiese con coraggio al Rettor Maggiore di rilevare la scuola nel centro della Capitale che i Marianisti progettavano di lasciare entro due anni. Se la Diocesi non avesse trovato una congregazione religiosa a succedere a quella uscente, a causa della legge locale, la Scuola e tutto l’edificio sarebbe stato preso dallo Stato. Don Angel disse “si” la prendiamo e da allora iniziò il percorso che ci ha portato a

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Foto di gruppo.

questo 29 agosto. Il primo passo fu quello di aumentare la consistenza numerica e qualitativa della presenza salesiana già esistente a Manouba. Arrivarono cosi in rapida successione altri 4 confratelli che in tempi diversi si sono aggregati ai due esistenti Domenico e Roberto per prendere conoscenza del contesto e prepararsi al nuovo impegnativo balzo. Secondo atto furono le trattative con la Diocesi per stabilire una convenzione atta a gestire la Scuola e regolare i rapporti tra Diocesi e ISI. Cosi nell’ottobre del 2015 il nostro ispettore don Ruta e il Vescovo Mons. Ilario fissarono il quadro giuridico che stabilisce il passaggio ai salesiani e regola tutti i dettagli della conduzione della scuola. Nel marzo del 2016 si procedette alla firma della convenzione alla presenza del superiore dei Marianisti di Francia e subito dopo iniziano gli affiancamenti dei salesiani destinati alla nuova presenza ai marianisti presenti al fine di assicurare un passaggio condiviso e sereno. A giugno infine avvengono le presentazioni ufficiali al personale della scuola e ai genitori dei circa 1000 allievi di questa scuola che da ora assume il nome di Sant’Agostino, in omaggio al grande santo dell’Africa del Nord vissuto tra la attuale Algeria e la Tunisia negli ultimi decenni dell’impero romano che proprio qui aveva la Provincia d’Africa. In atto due confratelli Don Faustino Garcia e il coadiutore Roberto Lionelli sono incaricati di gestire e aniInsieme


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mare la scuola. Un terzo, Martin, un congolese, verrà nel mese di ottobre: La comunità salesiana però è unica quindi i confratelli di Tunis fanno parte della comunità di Manouba che resta la casa madre dei salesiani di Tunisia. I due gruppi di confratelli hanno pertanto incontri regolari e condividono la stessa missione educativa e presenza nella realtà tunisina e musulmana. La nuova scuola (nuova per noi sdb ma presente, come scritto prima da oltre 125 anni) si articola in scuola dell’infanzia per 1 anno, 6 anni di scuola primaria e 3 anni di scuola secondaria fino ai 15 anni. Il 2 ottobre si prevede di cominciare un esperimento per avviare successivamente un oratorio come a Manouba. Numeroso il personale didattico e ausiliario. La scuola sorge nel cuore della capitale Tunis, in un vasto quartiere popolare limitrofo alle vie centrali di Tunis ed è frequentata da ragazzi/e di vari quartieri della città. Nei giorni dal 27 al 30 settembre la visita del Consigliere Generale per le Missioni salesiane don Guillermo Basañes ha confermato e rafforzato la scelta salesiana di una forte presenza educativa in Tunisia tramite comunità salesiane internazionali che sono attualmente coordinate dalla nostra ISI ma che in futuro potrebbero avere sviluppi inattesi. Intanto in questa scuola salesiana sono già all’opera una giovane suora Fma Sr. Lucie ed una suora della congregazione di San Giuseppe, l’irakena Sr. Intissar esempio di

Sr. Lucie, don Faustino e Sr. Intissar.

collaborazione salesiana ed ecclesiale al fine di migliorare l’animazione delle ragazze presenti nella scuola. Don Bosco e Maria Ausiliatrice proteggano e guidino la presenza salesiana sdb ed Fma in questo paese del nord Africa. Anche le Fma hanno aperto di recente una nuova presenza nella cintura di Tunis, nella città di La Marsa, un foyer per accogliere ragazze dell’Africa sub sahariana: una comunità di 4 Fma anima questa casa di accoglienza e rende la sua presenza feconda anche nella chiesa locale e nella famiglia salesiana. Faccio appello alla famiglia salesiana di Sicilia e a tutti gli amici a sostenerci con la vostra preghiera e il vostro incoraggiamento. I frutti si vedono non nel senso che pensiamo ma nella fraternità che si sta creando grazie anche alle visite in Sicilia che fanno i nostri ragazzi a più riprese e alla presenza efficace di confratelli e volontari per le attività educative estive. D o n D o men i co Pate rn ò

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Guardando altrove Don Jo sé P asto r: l’ ed ucazi one r ic e vut a è il pa s s a por t o pe r il p r e s e nt e e p e r i l f u t u r o Un colloquio aperto e franco. Una riflessione profonda, dopo 8 anni come Delegato Mondiale per gli Exallievi di Don Bosco, risiedendo presso la Casa Generalizia dei Salesiani a Roma. Don José Pastor Ramírez, nativo della Repubblica Dominicana, risponde ad una serie di domande e afferma categoricamente: “Gli Exallievi sono: il frutto della missione salesiana e una forza che fa fermentare il mondo” e che hanno un unico passaporto, che è “l’educazione ricevuta”.

Don José Pastor Ramìrez.

complementarità. Perciò essere fedele alla propria identità e alla propria missione è sempre più urgente nel mondo di oggi, segnato da tanta confusione e relativismo. Gli Exallievi che hanno una chiara identità e missione nella Chiesa e nella società, vivono pienamente l’invito di Don Bosco ad essere “onesti cittadini e buoni cristiani”. C o m e do vre b be e ss ere u n E x al l i e vo di D o n B o s c o ne l la v it a d i t u t t i i g io r ni ? L’Exallievo deve lasciare la casa salesiana con la convinzione che il suo impegno e la sua responsabilità, a fronte di tutte le difficoltà, cambieranno il mondo, a partire da se stesso e dalla sua famiglia. Inoltre, in virtù dell’“educazione ricevuta” l’Exallievo di Don Bosco deve assumere il valore della solidarietà come stile di vita. Cioè, deve essere un costruttore della “carità sociale” o “carità politica” perché solo la carità cambierà il mondo. L’intervista completa è disponibile sul Bollettino Salesiano della Spagna. Da: ANS, Roma 13 luglio 2016.

Don Jos é, c om’ è ar riv ato a q ue sto inca ric o? Nel concludere il mio servizio come Ispettore, nel 2008 il Rettor Maggiore Emerito, Don Pascual Chávez, mi ha nominato Coordinatore della Famiglia Salesiana e Delegato Mondiale per gli Exallievi di Don Bosco. Q u a l è l a re a l t à m o n di a l e de g l i E x a l l i ev i ? È così diversificata! Non c’è omogeneità. Le sfide principali sono: crescere nell’identità di Exallievi; rafforzare le unioni locali; realizzare progetti educativi e di solidarietà; ringiovanire l’associazione promuovendo la registrazione di nuove generazioni di alunni. Gli Exallievi iscritti attualmente sono circa 100.000, associati attraverso una cinquantina di federazioni. In q u a li a r e e h a c on c e n t r a to gl i s fo rz i fo r m at iv i ? Ho focalizzato l’attenzione sul binomio identità e missione, perché sono due dimensioni che si sostengono e arricchiscono l’un l’altra e quindi devono vivere in proficua

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A c o ll oq u io c on d o n G iu sep p e C o sta, Sa les ia no , Di re t t or e de lla LEV Papa Francesco e il suo stile comunicativo, la Libreria Editrice Vaticana (LEV) e le sfide dell’editoria digitale, il servizio nel cuore della Chiesa: di questo ci parla oggi don Giuseppe Costa, Direttore della LEV. C o m e è cam b i at a l a c o mu n i ca z i o n e de l l a S a n t a S e d e c o n P a p a F ra n c es c o ? La comunicazione istituzionale della Santa Sede è in via di cambiamento, con l’istituzione della Segreteria per la Comunicazione. Questo comporterà spostamenti del personale, ristrutturazioni e modifiche istituzionali e tecnologiche. La comunicazione personale di Papa Francesco è davanti gli occhi di tutti: immediata, diretta, sveglia. È una comunicazione che provoca e ascolta. Particolarmente efficace è Insieme


Co s a si g nif i c a , d a Sa l e si a no , servire la Chiesa in Vaticano e nella CS?

Don G. Costa e Papa Francesco.

quella con gli ammalati. Ai gesti s’accompagnano le parole, spesso onomatopeiche e parlanti, molto aldilà del loro stesso significato. È una comunicazione globale dove gesti e parole s’intrecciano per trasmettere il messaggio. C om e è c am bia to il se rviz io d ’e v a ng e l iz za z i on e r e a l i zz a t o d a ll a LE V ? La LEV è stata inclusa tra gli Enti che fanno parte della Segreteria della Comunicazione, mentre prima dipendeva direttamente dalla Segreteria di Stato. Altri cambiamenti verranno a partire dal 2017. In ogni caso, la LEV ha un bilancio solido ed un personale ben addestrato, capace di affrontare ogni cambiamento. Le caratteristiche della produzione editoriale sono dettate dallo Statuto, che ne fa un ente con lo scopo di servire e diffondere le parole e il magistero del Papa. È compito nostro tutelare anche i diritti d’autore del Papa e attraverso la loro diffusione, con migliaia di contratti con editori di tutto il mondo, la LEV dà un contributo insostituibile all’evangelizzazione e alla missione della Chiesa. Come affronta, la LEV, le nuove sfide d e l l ’ e di t o r i a di g i t a l e ? Per ogni nuova tecnologia un’azienda deve valutare costi e ricavi che regolano la sua assunzione. Spesso fra innovazione tecnologica e fruizione economica accettabile passano anni. Qualcosa di simile è avvenuto con l’editoria digitale, che copre ancora una percentuale non altissima. Insieme

Il Vaticano è un micro-macro mondo che proietta i suoi operatori a livello internazionale in una forma incredibile. Un confratello mi ha scritto dalla California che quando vede un libro con il copyright della LEV pensa a Roma! Da Salesiano vivo il carisma della comunicazione come qualcosa di proprio, con concretezza e professionalità. Non solo. Dentro ogni pubblicazione poi ci sono idee e progetti da realizzare: diffondere tutto questo, le sembra poco? Da: ANS, Città del Vaticano 15 luglio 2016.

La bu s t ina di Min e r va Tredici anni mal spesi di Umberto Eco Diceva Oliver Wendell Holmes jr: “Il segreto del mio successo è che da giovane ho scoperto di non essere Dio”. Sono pensieri che mi vengono in questo inizio di campagna elettorale L’altro giorno un intervistatore mi ha domandato (e molti lo fanno) quale fosse il libro che mi aveva più influenzato nella mia vita. Se nel corso dell’intera mia vita un solo libro mi avesse definitivamente influenzato più degli altri, sarei un idiota - come molti che rispondono a questa domanda. Ci sono libri che sono stati decisivi per i miei vent’anni e altri che hanno deciso dei miei trenta - e attendo con impazienza il libro che sconvolgerà i miei cento anni. Un’altra domanda impossibile è: “Chi le ha insegnato qualcosa di definitivo nella sua vita?”. Non so mai rispondere perché (a meno di non dire “papà e mamma”) a ogni tornante della mia esistenza qualcuno mi insegnava qualcosa. Potevano essere persone che stessero accanto a me o alcuni cari defunti come Aristotele, San Tommaso, Locke o Peirce. In ogni caso ci sono stati insegnamenti non libreschi di cui posso dire con sicurezza

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La LEV vende diritti digitali ed ha anche una propria produzione in e-book. In futuro ci sarà un incremento, nella misura in cui crescerà la domanda del mercato.


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che hanno cambiato la mia vita. Il primo è stato quello della signorina Bellini, la mia meravigliosa insegnante di prima media, che ci dava, da preparare per il giorno dopo, considerazioni su parole stimolo (come gallina o bastimento) da cui fare partire una riflessione o una fantasia. Un giorno, preso da non so quale demone, ho detto che avrei sviluppato seduta stante qualsiasi tema mi avesse proposto. Lei ha guardato sulla sua cattedra e ha detto “taccuino”. Col senno di poi, avrei potuto parlare del taccuino del giornalista, o del diario di viaggio di un esploratore salgariano, eppure sono salito baldanzoso sulla pedana e non ho saputo aprire bocca. La signorina Bellini mi ha insegnato allora che non bisogna mai presumere troppo dalle proprie forze. Il secondo insegnamento è stato quello di don Celi, il salesiano che mi ha insegnato a suonare uno strumento musicale, e pare che ora vogliano farlo santo (non per questa ragione, che anzi potrebbe essere usata contro di lui dall’avvocato del diavolo). Il 5 gennaio 1945 sono andato tutto pimpante da lui e gli ho detto “Don Celi, oggi compio tredici anni”. Lui mi ha risposto in tono burbero: “Molto mal spesi”. Che cosa voleva dire con quella battuta? Che giunto a quell’età venerabile dovevo iniziare un severo esame di coscienza? Che non dovevo sperare di essere lodato per aver fatto semplicemente il mio dovere biologico? Forse era solo una normale manifestazione di senso piemontese del contegno, un rifiuto della retorica, persino delle congratulazioni di maniera. Però credo che don Celi sapesse, e mi insegnasse, che un maestro deve sempre mettere in crisi i suoi allievi, e non eccitarli più del dovuto. A seguito di quella lezione sono stato sempre parco di elogi con chi se li attendeva da me, salvo casi eccezionali di gesta inattese. Forse con questo contegno ho fatto soffrire qualcuno, e se è così ho mal speso non solo i miei primi tredici ma anche i miei primi settantasei anni. Ma ho certamente deciso che il modo più esplicito di esprimere la mia approvazione era non fare un rimprovero. Se non c’è rimprovero significa che qual-

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cuno ha fatto bene. Mi hanno sempre irritato espressioni come ‘il papa buono’ o ‘l’onesto Zaccagnini’, che lasciavano solo pensare che gli altri pontefici fossero malvagi e gli altri politici disonesti. Giovanni XXIII e Zaccagnini facevano semplicemente quello che ci si attendeva da loro e non si vede perché dovessero essere particolarmente congratulati. Ma la risposta di don Celi mi ha anche insegnato a non inorgoglirmi troppo, qualsiasi cosa abbia fatto io, anche se la ritengo giusta, e soprattutto di non andare troppo a inorgoglirsi in giro. Questo significa che non bisogna tendere al meglio? Certamente no, ma in qualche strano modo la risposta di don Celi mi rinvia a un detto di Oliver Wendell Holmes jr. che ho trovato non so più dove: “Il segreto del mio successo è che da giovane ho scoperto di non essere Dio”. È molto importante capire di non essere Dio, e dubitare sempre dei propri atti, e ritenere sempre di non avere speso abbastanza bene gli anni vissuti. È l’unico modo per tentare di spendere meglio quelli che restano. Mi chiederete perché mi vengono in mente queste cose proprio in questi giorni. È che è iniziata la campagna elettorale e in questi casi per avere successo bisogna comportarsi un poco da Dio, e cioè dire delle cose compiute, come il creatore dopo la creazione, che erano ‘valde bona’, e manifestare un certo delirio di onnipotenza dichiarandosi sicuramente capaci di farne delle migliori (mentre Dio si è contentato di avere creato il migliore dei mondi possibili). Per carità, non moralizzo, per fare una campagna elettorale bisogna fare così, ve lo immaginate un candidato che va a dire ai futuri votanti “sì, sino ad ora ho fatto castronerie, e non sono sicuro che farò meglio in futuro, vi prometto solo che ci provo”? Non sarebbe eletto. Quindi, ripeto, nessun falso moralismo. Solo che ascoltando i vari telecomizi mi viene da pensare a don Celi. Da: “L’Espresso” 22 febbraio 2008 – http://espresso.repubblica.it/opinioni/la-bustina-diminerva/2008/02/22/news/tredici-anni-mal-spesi1.7350 - U. ECO, Pape Satàn Aleppe. Cronache di una società liquida, La Nave di Teseo, Milano 2016, pp. 54-57. Insieme


Anche se il titolo di copertina è Confronto Psicologico dei Adoloscenti Tamil, sull’impatto della famiglia e la pratica religiosa, nella introduzione l’Autore ci tiene a far sapere qual è il vero titolo della tesi: Il Confronto Socio-Psicologico degli Adolescenti sull’impatto della Famiglia verso Pratiche Religiose in Cultura Tamil, India del Sud, paragonandoli con gli Immigrati Tamil dallo Sri Lanka che abitano in Palermo, Italia meridionale. La constatazione di una eccessiva insistenza dei membri della famiglia sugli adolescenti e il conseguente conflitto psicologico esercita un impatto tanto forte da esigere uno studio più approfondito scientifico e analitico. Pur se questa situazione esiste in tutti i contesti sociali, l’Autore delimita la sua ricerca sugli adolescenti di cultura Tamil, come si configura oggi nel contesto particolare degli immigranti Tamil a Palermo. Anche se L’Europa nel suo insieme è stata generalmente aperta all’accoglienza degli immigrati, l’Italia, e in particolare Palermo, è stata un trampolino di lancio per i Tamil dello Sri Lanka dal 1983 in poi determinando nella città una presenza consistente e significativa. È da notare tuttavia che la coesistenza a Palermo di molti gruppi etnici (Ghana, Tunisia, Sri Lanka, Bangladesh, Cina, Congo, Costa d’Avorio, Egitto, Etiopia, Filippine, Marocco, Mauritius, Somalia, Senegal, Nigeria, Romania, Capo Verde, Eritrea, Perù, Brasile, Ecuador, Bolivia, etc.) e la complessità della situazione che si viene a creare tra gli immigrati favorisce l’insorgere di problemi psicologici che si determinano nel rap-

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I l D ot t o r a t o d i D o n S a m

porto tra genitori e figli. È questa la ragione del vero titolo della tesi, come è stato enunciato sopra in modo più puntuale. Lo spazio di una breve presentazione non consente di intrattenersi su una più ampia esposizione sia della parte analitica sia delle conseguenze interpretative che ne traccia l’Autore. In sintesi però è da rilevare che, dopo una attenta e dettagliata analisi dei dati, l’Autore fa emergere un concorso positivo di tre ipotesi con tre teorie. E a partire da queste propone positivamente alcune linee di azione che esigono di rivedere la situazione per salvaguardare giusti diritti legali e di sicurezza per gli adolescenti immigrati, condizionati dalla paura e dalla coercizione psicologica in vari ambiti della loro esistenza. Più che un punto di arrivo, don Samson David Antony col suo studio intende stimolare ulteriori passi in una ricerca che non si muove su principi astratti, ma ha come soggetto persone concrete, quali sono i giovani immigrati, che insieme alle loro famiglie hanno diritto a condizioni di esistenza uguale a quella di tutti i cittadini.

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Su ssidi M GS : M aestro, dov e abi ti? La Consulta del Movimento Giovanile Salesiano insieme ai coordinamenti pastorali delle Figlie di Maria Ausiliatrice e dei Salesiani di Don Bosco ha elaborato e pubblicato i Sussdi pastorali per il prossimo anno 2016-2017, “Maestro, dove abiti?”. Questo tema si inserisce in un percorso triennale che offre una visione di insieme diremmo quasi tre facce della stessa medaglia - e che prende il via dalla consapevolezza che l’incontro personale con Gesù (Proposta pastorale 2016-2017) è strettamente connesso con l’appartenenza gioiosa alla Chiesa (Proposta Pastorale 2017-2018) e con il servizio responsabile nella vita quotidiana (Proposta Pastorale 2018-2019). Il tema del prossimo anno pastorale non è certo nuovo, ma è sicuramente di speciale rilevanza. Due sono le fonti principali a cui si ispira il testo di seguito presentato e da cui trae validità e autorevolezza il tema proposto: • l’Evangelii Gaudium, che fin dai primi numeri invita a «rinnovare oggi stesso l’incontro con Gesù Cristo o, almeno, a prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui» (n 3); • la Spiritualità Giovanile Salesiana, il cui nucleo centrale è la spiritualità dell’amicizia con il Signore Gesù. Risulta evidente il desiderio e la precisa scelta di camminare con e nella Chiesa, valorizzando l’Esortazione apostolica che Papa Francesco a Firenze ha riconsegnato come testo programmatico di tutta l’azione ecclesiale. Per questo dovrà essere letto e studiato, fatto oggetto di dialogo e di discernimento nel corso di tutti e tre gli anni. L’apporto del carisma salesiano avverrà attraverso i nuclei della Spiritualità Giovanile Salesiana, illuminata e arricchita dalla Evangelii Gaudium. I Sussidi MGS sono in vendita presso la Elledici e in tutte le librerie cattoliche.

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Cons e gn a de i Cro cif is s i ai mission ari partenti Un forte appello alla missionarietà, nello stile di Don Bosco: è quello che ha lanciato dalla Basilica di Maria Ausiliatrice di Torino, Don Ángel Fernández Artime, Rettor Maggiore, di fronte ai 46 partenti della 147° Spedizione Missionaria Salesiana: “Siamo eredi di una tradizione più che centenaria della nostra Famiglia Salesiana. Siate coraggiosi annunciatori della smisurata misericordia e gratuità da parte di Dio, soprattutto manifestata tra i più poveri e bisognosi”.

La messa solenne è stata concelebrata anche da don Francesco Cereda, Vicario del Rettor Maggiore, don Guillermo Basañes, Consigliere per le Missioni Salesiane, 11 Ispettori Salesiani e numerosi altri sacerdoti salesiani; presenti anche Madre Yvonne Reungoat, Madre Generale della Figlie di Maria Ausiliatrice (FMA), e diverse altre personalità della Famiglia Salesiana. Terminata l’omelia, il Rettor Maggiore e Madre Reungoat hanno consegnato i Crocifissi Missionari ai partenti: 18 Salesiani, 19 FMA, 8 volontarie e 1 volontario, inviati così a testimoniare la misericordia di Dio ai fratelli nella missione ad gentes. Da: ANS, Torino 26 settembre 2016.

Ricordiamo i familiari defunti dei confratelli: il fratello del sig. Mario Leanza. Insieme


Benedetto XVI si racconta in un libro confidenziale e con estrema sincerità risponde alle domande riguardanti la sua vita pubblica e privata. In uscita contemporanea mondiale. «Non ho mai percepito il potere come una posizione di forza, ma sempre come responsabilità, come un compito pesante e gravoso. Un compito che costringe ogni giorno a chiedersi: ne sono stato all’altezza?» Queste Ultime conversazioni rappresentano il testamento spirituale, il lascito intimo e personale del papa che più di ogni altro è riuscito ad attirare l’attenzione sia dei fedeli sia dei non credenti sul ruolo della Chiesa nel mondo contemporaneo. Indimenticabile resta la scelta di abbandonare il pontificato e di rinunciare al potere: un gesto senza precedenti e destinato a cambiare per sempre il corso della storia. In questa lunga intervista con Peter Seewald il papa affronta per la prima volta i tormenti, la commozione e i duri momenti che hanno preceduto le sue dimissioni; ma risponde anche, con sorprendente sincerità, alle tante domande sulla sua vita pubblica e privata: la carriera di teologo di successo e l’amicizia con Giovanni Paolo II, i giorni del Concilio Vaticano e l’elezione al papato, gli scandali degli abusi sessuali del clero e i complotti di Vatileaks. Benedetto XVI si racconta con estremo coraggio e candore, alternando ricordi personali a parole profonde e cariche di speranza sul futuro della fede e della cristianità. Leggere oggi le sue ultime riflessioni è un’occasione privilegiata per rivivere e riascoltare i pensieri e gli insegnamenti di un uomo straordinario capace di amare e di stupire il mondo.

Dieci domande per altrettante meditazioni, dieci domande per “far risuonare ancora, magari in modo inusuale la parola di Gesù”. È questo lo scopo che Ermes Ronchi si è proposto nel predicare gli esercizi spirituali davanti a papa Francesco e alla Curia romana. Ma prima di cercare le risposte, “parole dell’uomo”, è indispensabile “amare le domande, che sono Parola di Dio”. Esse sono come un vasetto chiuso: bisogna scoperchiare, sollevare per trovare dentro “una sorpresa d’oro e di luce. Le domande sono il contenitore di un piccolo tesoro; ti disarmano, e poi ti convocano a dare risposte creative e solo tue”. Le domande sono le nude domande del Vangelo, su cui meditare con parole semplici e concrete: Che cosa cercate? Perché avete paura, non avete ancora fede? Ma voi, chi dite che io sia?... Il volume è arricchito dalla lettera con cui papa Francesco ha invitato Ronchi a tenere gli esercizi spirituali e dal suo discorso tenuto a conclusione di essi.


Notiziario settembre 2016  

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