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benessere cultura costume

In Sabina

LA SCUOLA DELLA GLORIA Centro Militare d’Equitazione di Montelibretti

CASPERIA

L’Ortopedico

Pronti rimedi per articolazioni in difficoltà

Il Ginecologo

Contraccezione sicura

Il Cardiologo

Il soffio al cuore 1


ra ! u t a re a N am d’

ESTETICA DAY SPA MASSAGGI

5 Hanno collaborato con noi la medicina

Il soffio al cuore

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benessere cultura costume

6 Il Cardiologo - Il soffio al cuore 8 Il Chirurgo - Chirurgia plastica del seno 10 L’Ortopedico - Pronti rimedi per articolazioni in difficoltà 12 Il Ginecologo - Per una contraccezione sicura 15 L’Ematologo - Anemia Sideropenica

CURE

in sabina

SAUNE

16 La scuola della gloria - Centro Militare d’Equitazione di Montelibretti

CENTRO BENESSERE

22 Fara Music Festival - V Edizione 24 Casperia

anno II

28 Dalla Cina a Canneto - Consorzio Sabina DOP

ANIMAZIONE RISTORANTE

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Via Salaria km 29,00 T 0774 615100

agosto 2011

Direttore Responsabile Fabrizio Sciarretta

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Segreteria di Redazione

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Filippa Valenti valenti@laboratorionomentano.it T 06 90625576

Art director e impaginazione: Alessia Gerli Editore

La scuola della gloria

3 PISCINE

30 IIS Adriano Petrocchi - Una risorsa per l’economia sabina

numero

Laboratorio Clinico Nomentano Srl Via dello Stadio 1 00015 Monterotondo (RM) Iscritto al registro della stampa e dei periodici del Tribunale di Tivoli n. 97/2009

Stampa

Graffietti Stampati S.n.c. S.S. Umbro Casentinese km.4.500 01027 Montefiascone (VT)

Per la pubblicità su questa rivista rivolgersi a: GERLI COMUNICAZIONE gerlicomunicazione@gmail.com T 0774 608028

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HANNO COLLABORATO

PRONTI RIMEDI PER ARTICOLAZIONI IN DIFFICOLTÁ Dott. FABIO SCIARRETTA

Il Dott. Fabio Sciarretta è specializzato in Ortopedia e Traumatologia presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Chirurgo ortopedico, ha prestato servizio in qualità di dirigente sanitario presso l’Ospedale San Giovanni Battista di Roma, presso il Reparto di Ortopedia e Traumatologia dell’Ospedale Civile di Velletri e presso l’Ospedale Israelitico di Roma. Svolge attualmente la sua attività professionale presso diverse case di cura romane. E’ stato relatore in oltre 40 congressi nazionali ed internazionali ed ha al suo attivo 38 pubblicazioni.

IL SOFFIO AL CUORE Dott. ANTONIO SAPONARO

Il Dr. Antonio Saponaro è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Roma “Tor Vergata” e specializzazato in Cardiologia presso la seconda Facoltà di Medicina dell’Università “Sapienza” di Roma. E’ in servizio presso il reparto di cardiologia del Policlinico Militare “Celio”. Svolge la sua attività professionale presso il Poliambulatorio Specialistico Nomentano ed in altri ambulatori romani. Ha al suo attivo alcune pubblicazioni sul Giornale di Medicina Militare e su Minerva Cardiologica.

il POLIAMBULATORIO L. C. NOMENTANO rimarrà aperto per tutto il mese di AGOSTO

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CHIRURGIA PLASTICA DEL SENO Dott. ANTONINO GATTO

Il Professor Antonino Gatto, Primario Chirurgo del Presidio Ospedaliero SS. Gonfalone della ASL RMG; è specialista in Chirurgia d’Urgenza e Pronto Soccorso, in Urologia ed in Chirurgia Plastica e Ricostruttiva. Nell’ambito della Scuola di Specializzazione in Chirurgia Generale dell’Università degli Studi di Tor Vergata di Roma è titolare dell’insegnamento di Chirurgia d’Urgenza. E’ autore di oltre 60 pubblicazioni scientifiche di interesse chirurgico e la sua la sua casistica operatoria consta di oltre 6.000 interventi chirurgici di media ed alta chirurgia generale, vascolare, toracica, urologia e plastica. Il Professor Gatto svolge la sua attività specialistica anche presso lo Studio Medico Polispecialistico Cappuccini

ANEMIA SIDEROPENICA Dott. ssa SABRINA PROIA

La Dr.ssa Sabrina Proia, si è specializzata in Ematologia presso l’Università di Roma “La Sapienza”.Opera come libera professionista in diversi studi di Roma ed è Responsabile della Branca di ematologia presso il Poliambulatorio Specialistico “Laboratorio Clinico Nomentano” nonché Responsabile del Centro per la Terapia Anticoagulante (TAO), federato FCSA, presso la medesima struttura.

IPPOTERAPIA Ten. Col. Gaetano CASCINO

PER UNA CONTRACCEZIONE SICURA Dott. ssa CAROL DETTORI

La Dr.ssa Carol Dettori si è specializzata in Ginecologia e Ostetricia presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Ha conseguito successivamente la Specializzazione in Omeopatia Clinica che utilizza nella sua pratica quotidiana. Autrice di numerose pubblicazioni, ha partecipato a numerosi Congressi e Corsi di Aggiornamento in Ecografia Ostetrica e Ginecologica. Attualmente opera come libera professionista in diversi studi di Roma e presso il Poliambulatorio Specialistico “Laboratorio Clinico Nomentano” nell’ambito della diagnostica per immagini ostetrica e ginecologica.

Il Ten. Col. Gaetano Cascino proviene dai corsi regolari dell’Accademia Militare di Modena (161° corso “ESEMPIO”). Si è laureato presso l’Università di Torino in Scienze Strategiche. Nel 1999 ha conseguito anche un master in Diritto Internazionale Umanitario presso International Institute of Humanitarian Law (IIHL) di Sanremo. Ha svolto servizio presso i Reggimenti di Cavalleria “NOVARA (5°) e AOSTA (6°). Ha inoltre prestato servizio sia in Operazaioni Fuori area che presso Organismi Internazionali (ONU e NATO). E’ attualmente vice Comandante del Centro Militare di Equitazione a Montelibretti ed Ufficiale addetto alla pubblica informazione

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Il Sof fio al Cuore

IL CARDIOLOGO

Uno dei principali motivi che portano bambini, ragazzi e ragazze adolescenti, giovani atleti e non solo a sottoporsi ad una visita cardiologica e’ il riscontro, spesso occasionale durante un ceck-up di qualsiasi natura (medicina dello sport, visite pediatriche, controlli da parte del curante, etc.), di un “soffio cardiaco”. Dott. Antonio Saponaro Cardiologo - Poliambulatorio Specialistico L. C. Nomentano

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a notizia piomba come un fulmine a ciel sereno a minare la serenità di mamme e papà, sempre comprensibilmente apprensivi nei confronti dei loro figli, oppure può giungere, inaspettata, ad un anziano signore che lamenta affanno da qualche settimana. Nel primo caso, quasi sempre i genitori recupereranno la loro serenità in brevissimo tempo, dopo essere stati tranquillizzati dallo specialista sull’assoluta benignità del reperto; nel secondo caso, con tutta probabilità, grazie al riscontro del soffio cardiaco e agli accertamenti che ne conseguiranno, il paziente con un’adeguata terapia (medica o chirurgica) risolverà o quantomeno allevierà il suo sintomo. Cominciamo col fare un po’ di chiarezza sul termine “soffio cardiaco”. Il soffio al cuore non e’ di per se una malattia e non e’ nemmeno un sintomo, tanto e’ vero che chi ne

e’ portatore il più delle volte non sa di averlo. Il soffio e’ semplicemente un rumore udibile auscultando il cuore con uno strumento detto fonendoscopio (letteralmente “esplorare i suoni che provengono dall’interno”). In realtà, per completezza e chiarezza, bisogna precisare che i rumori da soffio non si producono solo all’interno delle camere cardiache, ma possono generarsi in qualsiasi condotto in cui il sangue scorra ad una certa velocità (arterie carotidi, arterie femorali, arterie renali, aorta, etc..). Normalmente, il sangue scorre all’interno dei vasi sanguigni (arterie e vene) o delle camere cardiache (atri e ventricoli) con un flusso definito “laminare”. In altre parole, e’ laminare lo scorrere di un liquido attraverso condotti con pareti lisce e prive di ostacoli al flusso. Quando si verifica un aumento della velocità del flusso sanguigno o quando il sangue incontra un ostacolo alla sua progressione il flusso si trasforma da laminare a “turbolento” e genera quel rumore che in medicina e’ descritto come soffio. Per fare un paragone si provi a pen-

sare all’acqua di un fiume che scorre nel suo letto e al rumore che si produce in prossimità di un grosso masso o di un repentino cambio di pendenza come una piccola cascata. Fatta questa premessa possiamo classificare i soffi cardiaci in due grandi categorie: fisiologici e patologici. I soffi fisiologici, spesso definiti “innocenti”, sono quelli che si generano in particolari circostanze in pazienti quasi sempre giovani o giovanissimi e non sono espressione di una patologia cardiaca (aumento della gittata cardiaca negli sportivi, anemia, ipertiroidismo, ansia, gravidanza, febbre, piccoli rigurgiti valvolari). I soffi patologici, invece, sono quelli che si generano in seguito alla turbolenza dovuta ad un ostacolo al normale flusso sanguigno per esempio in corrispondenza di una valvola cardiaca che si apre male (stenosi) o ad un grosso rigurgito di sangue causato da una valvola che non si chiude del tutto (insufficienza), oppure ancora in corrispondenza di un restringimento di un’arteria da parte di una placca aterosclerotica. Un altro meccanismo con cui può prodursi il rumore da soffio e’ il passaggio di sangue attraverso piccoli fori di comunicazione tra camere cardiache che normalmente dovrebbero essere isolate tra di loro (per es. atrio destro-atrio sinistro, ventricolo destro-ventricolo sinistro, aorta ascendente-arteria pol-

monare) come accade in alcune cardiopatie congenite (difetto inter-ventricolare, difetto inter-atriale, pervietà del dotto arterioso). Cosa fare quando viene riscontrata la presenza di un soffio cardiaco?

Una percentuale elevata di soggetti adulti (sicuramente vicina al 50% di coloro che eseguono controlli periodici) ed ancor più elevata di soggetti giovani (circa 60%) evidenzia un soffio cardiaco temporaneo o permanente durante la propria vita. Nonostante ciò, il medico raramente riesce a tranquillizzare il paziente sulla probabile innocuità del fenomeno. La reazione più comune è un preoccupante “facciamo un’ecografia per verificare se c’è qualche problema”. È ovvio che un tale approccio psicologico è negativo e genera un’inutile apprensione fino al risultato finale dell’ecografia. Qualora il pediatra o il curante non siano in grado di riconoscere il soffio come innocente o patologico occorrerà sottoporsi una visita cardiologica con elettrocardiogramma che, in molti casi, permette di dirimere ogni dubbio. Solo se il cardiologo lo riterrà opportuno, sulla base delle caratteriste auscultatorie del soffio e/o degli eventuali sintomi lamentati dal paziente, eseguirà un ecocardiogramma color-Doppler con il qua-

le sarà possibile determinare con certezza la reale natura del soffio ed il meccanismo che lo genera. La prescrizione dell’ecocardiogramma deve essere sempre supportata da un fondato sospetto diagnostico. Nel caso dei pazienti più piccoli, per esempio, bisogna sempre considerare che se il bambino sta bene, cresce regolarmente, è dinamico ed

ha un’età superiore a 2 mesi, il soffio cardiaco, anche quello patologico, non sarà mai espressione di una grave malattia congenita del cuore in quanto tutti i bambini con cardiopatie congenite gravi (cioè con un cuore gravemente malformato dalla nascita) hanno sintomi eclatanti entro i primi giorni o al massimo entro i primi due mesi di vita.

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Chirurgia plastica del seno Dott. Antonino Gatto Specialista in chirurgia d’urgenza e pronto soccorso Specialista in urologia Specialista in chirurgia plastica e ricostruttiva Primario chirurgo del presidio ospedaliero di Monterotondo della ASL RMG.

IL CHIRURGO

Il seno è una struttura anatomica complessa contenente la ghiandola mammaria, il tessuto adiposo, ed il tessuto connettivale di sostegno che vincola la ghiandola mammaria alla parete toracica.

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La ghiandola mammaria è ricoperta da tessuto cutaneo e sottocutaneo; una piccola porzione della mammella, in corrispondenza dell’emergenza dei dotti galattofori ghiandolari, è ricoperta da tessuto cutaneo con pigmento più scuro e costituisce l’areola mammaria ed il capezzolo. La caratteristica peculiare del seno è la sensibilità del solo tessuto ghiandolare mammario alla stimolazione di numerosi ormoni, tra i quali svolgono un ruolo significativo gli estrogeni, il progesterone ed, in alcune condizioni funzionali particolari quali l’allattamento, la prolattina. Durante la pubertà, con la comparsa dei caratteri sessuali secondari, nelle giovani donne si osserva un più o meno marcato accrescimento della componente ghiandolare del seno. In alcuni soggetti si può quindi osservare un seno particolarmente voluminoso ed in altri, all’ estremo opposto, l’accrescimento ghiandolare può risultare particolarmente modesto od anche assente. Preme sottolineare che la variabilità dimensionale del seno al termine della pubertà, salvo casi eccezionali, non comporta alterazioni funzionali della ghiandola mammaria, che sarà comunque in grado di svolgere la propria funzione fisiologica durante l’eventuale allattamento. E’ evidente che un seno troppo voluminoso, od anche un seno troppo piccolo, possono determinare significativi problemi sociorelazionali nelle giovani ragazze e pertanto diviene sempre più pressante la richiesta di intervenire chirurgicamente per correggere tali alterazioni del volume del seno. Un concetto deve rimanere impresso in tutte

le giovani che lamentano un’alterazione morfologica del seno: ogni procedura di correzione chirurgica del seno deve necessariamente essere rimandata al momento in cui si avrà l’assoluta certezza della conclusione dello sviluppo ghiandolare mammario. La correzione di un seno troppo voluminoso – mastoplastica riduttiva - consiste essenzialmente nell’asportazione, secondo modalità di conservazione funzionale della ghiandola e di ricostruzione anatomica, di una parte della ghiandola mammaria e nel rimodellamento della morfologia cutanea

del seno attraverso il riposizionamento del complesso capezzolo areola mammaria. La tecnica chirurgica di mastoplastica riduttiva è complessa e la procedura deve essere eseguita rigorosamente in sala operatoria ad opera di un chirurgo esperto. Il risultato estetico finale può essere apprezzato solo dopo un periodo di consolidamento dell’intervento chirurgico che può durare anche mesi; le cicatrici chirurgiche che sono necessarie al rimodellamento del seno tenderanno in breve tempo a rendersi pressoché invisibili e non più apprezzabili anche palpatoriamente. All’opposto, l’intervento di mastoplastica additiva, per la correzione di un seno troppo piccolo, si basa, salvo casi particolari che impongono soluzioni tecniche differenti, sul posizionamento al di sotto della ghiandola mammaria o del muscolo pettorale di una protesi mammaria. In questi casi risulta particolarmente importante sia la scelta della giusta protesi mammaria, per forma, materiali, dimensioni e plasticità, sia il corretto posizio-

namento delle protesi nella sede idonea al fine di evitare dislocazioni od asimmetrie del seno. Ovviamente il chirurgo plastico presterà particolare attenzione a celare esteticamente la cicatrice chirurgica necessaria al posizionamento della protesi rendendola pressoché invisibile. Al già delicato lavoro del chirurgo plastico si aggiunge spesso la componente emotiva delle pazienti che proiettano nell’atto chirurgico aspettative smisurate. Spesso la maggior difficoltà del chirurgo consistere nel rimodulare le aspettative delle pazienti cercando di orientarle verso canoni di massima coerenza del risultato estetico con la fisionomia complessiva della paziente. La miglior mastoplastica additiva, dopo il prevedibile abbandono di antiestetiche e poco credibili mastoplastiche additive a palloncino, è proprio quella con la più fisiologica morfologia a goccia in cui l’osservatore, grazie all’armonia complessiva del seno con il resto della figura, riconosce con difficoltà l’opera del chirurgo plastico. Con l’avanzare dell’età, ma anche a seguito di ripetute gravidanze con lungo allattamento o di un brusco calo di peso, si osserva una progressiva riduzione della densità della ghiandola mammaria ed un corrispondente più o meno marcato aumento della componente adiposa del seno. Inoltre il tessuto connettivale che sostiene la ghiandola mammaria tende a presentare nel tempo dei cedimenti riducendo progressivamente la capacità di accollare la ghiandola mammaria alla fascia muscolare della parete toracica. Si osserva così una progressiva riduzione di consistenza del seno e lo sviluppo di quella condizione morfologica che viene comunemente indicata come seni cadenti (più correttamente definita come ptosi mammaria). Dunque, il chirurgo plastico può essere chiamato ad intervenire anche nella correzione della ptosi mammaria (cosiddetto seno vuoto o seno cadente) attraverso interventi di mastopessi. In questo caso la correzione chirurgica prevede sia la correzione della forma complessiva del seno, sia il posizionamento di piccole protesi che facilitino il ripristino del precedente volume mammario. Particolarmente interessanti in questi casi, ma solo se integrate con opportune correzioni chirurgiche del complesso areola capezzolo, sono le protesi a semiluna; tali protesi vengono posizionate nella porzione inferiore del seno al di sotto della ghiandola e contribuiscono sia

Mastopessi

ad innalzare il seno che ad aumentarne il volume complessivo. Preme sottolineare comunque che non esiste una procedura strandardizzata nella correzione dei dismorfismi della ghiandola mammaria e che ogni seno presenta caratteristiche particolari; pertanto l’opera del chirurgo plastico deve essere personalizzata ad ogni singola paziente e l’intervento chirurgico deve essere accuratamente programmato preliminarmente in funzione del risultato estetico che ci si prefigge di ottenere.

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L’ORTOPEDICO

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Dott. Fabio Sciarretta Chirurgo Ortopedico i acido ialuronico si sente parlare sem- quest’ultimo caso, dopo aver effettuato la pre più spesso ed in tutti i luoghi sui regolarizzazione, per esempio di lesioni megiornali, in televisione o nei salotti in rapporto niscali, oppure una pulizia della cartilagine, al suo uso in medicina estetica quale tratta- trova indicazione l’esecuzione di un ciclo di mento “filler” perché è uno dei componenti infiltrazioni articolari con l’acido ialuronico al fondamentali del tessuto connettivo e per- fine di sfruttare le sue doti di lubrificante artitanto idrata e protegge i tessuti molli. Le sue colare ed ammortizzatore. applicazioni più sicure, studiate e dimostra- Il trattamento infiltrativo consiste in un ciclo te sono, però, in ambito ortopedico. Infatti, minimo di tre fino a cinque infiltrazioni, sulla l’iniezione in articolazione, da noi chiamata base del peso molecolare specifico dell’acido infiltrazione, di acido ialuronico costituisce ialuronico scelto, una alla settimana, eseguite sicuramente una valida alternativa ai farmaci da specialisti ortopedici o reumatologi. I vanantiinfiammtori e agli antiartrosici. Perché? taggi divengono frequentemente evidenti già Perché l’acido ialuronico e’ normalmente dopo pochi giorni e si possono prolungare per presente nel liquido sinoviale che riveste le diversi mesi, meglio se associati a cicli di fisuperfici articolari ed e’ anche uno dei co- sioterapia, esercizi di ginnastica per il rinforzo stituenti essenziali della quota non cellulare dei muscoli ed una diminuzione dei carichi. Al della cartilagine, nota come matrice cartilagi- di là di rarissimi casi di allergia sempre possinea. Esso serve da “impalcatura” e stabilizza bili, il prodotto non presenta controindicazioni la rete delle fibrille collagene e, vista la sua d’uso e può venir impiegato anche nei diabeviscosità, agisce anche come tici, dove, invece, le infiltrazioni lubrificante della cartilagine con cortosonici vanno evitate o stessa, consentendo nel conquantomeno limitate. tempo di minimizzare gli effetti Nella mia esperienza clinica dei traumi e delle contusioni non ho mai riscontrato casi di che possono interessare le arallergie, il risultato e’ sempre ticolazioni agendo da “shock stato buono e l’unico fastidio absorber”. può essere un modesto dolore L’acido ialuronico viene usato post-infiltrazione, soprattutto per ridare sollievo ed alleviare nel caso di utilizzo degli acidi iail dolore in quei casi in cui si cominciano a luronici di ultima generazione ad elevato peso vedere i primi segni dell’artrosi, cioè quan- molecolare, che scompare dopo qualche ora do la cartilagine articolare inizialmente liscia, dopo l’iniezione. smussa ed omogenea inizia a divenire rugo- Come dicevo in precedenza, il ginocchio risa e rammollita causando dolori, versamen- mane l’articolazione principe ove effettuare le ti articolari, difficoltà di movimento. Ciò vale infiltrazioni, ma l’acido ialuronico viene semsoprattutto per le articolazioni sottoposte al pre più spesso utilizzato in tutte le articolaziocarico come il ginocchio, l’anca o la caviglia, ni dolenti ed infiammate, ad esempio anche ma è altresì vero anche per altre articolazioni nell’anca dove le infiltrazioni vengono effetimportanti, soprattutto per gli sportivi, quali tuate sotto guida ecografica e, quindi in stretle spalle. ta collaborazione con lo specialista radiologo, L’efficacia dell’acido ialuronico e’ ormai stata che ci consente di seguire l’ago fino al raggiundimostrata da numerose ricerche e studi cli- gimento dello spazio articolare e di verificare la nici, in cui e’ stato rilevato un miglioramento distribuzione del farmaco proprio e solamente soggettivo in circa il 70% dei pazienti trattati, all’interno della rima articolare. il che ha ovviamente avuto ripercussioni posi- In conclusione, l’acido ialuronico, seppur oggitive sulla riduzione del ricorso ai farmaci anti- giorno affiancato da nuove possibilità infiltratiinfiammatori ed analgesici di uso comune nel ve quali i concentrati piastrinici o le cellule statrattamento di tutti i tipi di artrosi dolorose. minali, rappresenta sicuramente una possibile Nello specifico, l’acido ialuronico presenta prima scelta di trattamento condroprotettore, diverse indicazioni cliniche. E’ indicato nei viste la sua disponibilità, facilità d’uso e docupazienti che lamentano dolori dopo l’eserci- mentata efficacia ed il costo relativamente conzio fisico o l’attività sportiva oppure negli ex tenuto che consente di ripetere il trattamento sportivi con una precedente storia di traumi due volte l’anno per prevenire o scongiurare articolari o lesioni legamentose o preceden- una evoluzione progressiva della sofferenza arti interventi chirurgici quali le artroscopie. In ticolare verso un’artrosi conclamata.

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Per una contraccezione sicura Dott. ssa Carola Dettori Specialista in Ginecologia e Ostetricia Branca di Diagnostica per Immagini Poliambulatorio specialistico L. C. NOMENTANO

IL GINECOLOGO

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l colloquio con ciascuna donna o coppia che si rivolga al ginecologo per la prescrizione di un metodo contraccettivo è l’elemento chiave in tema di qualità di cura ed è fondamentale nel favorire l’inizio e la prosecuzione dell’uso del sistema di contraccezione scelto. Scopo del colloquio è quello di comprendere i bisogni, non solo per quanto riguarda la contraccezione ma anche in tema di sessualità e prevenzione delle Infezioni Sessualmente Trasmesse: a ciascuna donna devono essere fornite tutte le informazioni utili nel far sì che la scelta contraccettiva sia consapevole e condivisa. La valutazione medica prima della prescrizione iniziale dovrebbe prevedere: • la raccolta della storia clinica per evidenziare la presenza di fattori di rischio personali o familiari che condizionino particolari precauzioni nell’uso; • la misurazione della pressione arteriosa per identificare le donne con ipertensione in modo tale da poter, nell’eventualità, adottare terapie specifiche. La raccolta dei dati anamnestici familiari e personali, nonché dei dati individuali, deve essere mirata all’identificazione delle possibili condizioni di rischio. Queste possono essere classificate in tre categorie: la presenza tra i familiari della donna di specifiche patologie (“familiarità”); determinate “condizioni individuali” che caratterizzano la persona e particolari patologie o situazioni in essere che scaturiscano dalla visita condotta dal ginecologo.

In sintesi, gli elementi che vanno a comporre ciascuna categoria sono i seguenti:

Familiarita` per

• malattie cardiovascolari e tromboemboliche venose e arteriose • dislipidemia • diabete

Condizioni individuali

• Peso e altezza (si ha obesità quando l’Indice di Massa Corporea (BMI) sia > 30. L’indice è dato dal rapporto tra il peso e l’altezza al quadrato) • Fumo: numero sigarette/giorno • Età

Anamnesi personale positiva per: 1. Malattie cardiovascolari 2. Malattie neurologiche 3. Connettiviti e LES 4. Diabete 5. Apparato gastroenterico 6. Emoglobinopatie 7. Anamnesi ginecologica ed ostetrica 8. Farmaci in uso e loro possibili interazioni con i contraccettivi orali Dalla valutazione medica effettuata possono dunque emergere particolari punti di attenzione e/o la necessità di procedere a successivi approfondimenti diagnostici. Sempre in estrema sintesi, possiamo individuare tre situazioni in cui è necessario muoversi con particolare attenzione: 1. nei casi in cui sia controindicato l’uso della Contraccezione Ormonale Combinata (estrogeno + progestinico) 2. nei casi in cui sia necessario procedere con cautela attraverso accertamenti ulteriori, selezio-

nando di una particolare molecola o formulazione da utilizzare e monitorando le reazioni della donna, 3. in presenza di difetti ereditari della coagulazione e stati trombofilici

Condizioni per cui e` controindicato l'uso della contraccezione ormonale combinata

a. in stato di gravidanza o dopo il parto b. Neoplasia mammaria maligna (non è controindicato nella neoplasia benigna o nella storia familiare di patologia mammaria) c. Ipertensione non controllata dalla terapia o presenza di danno d’organo d. Cardiopatie e. Malattia tromboembolica venosa pregressa o in atto f. Malattia cerebrovascolare pregressa o in atto g. Emicrania con aura h. Epatite cronica attiva e cirrosi epatica i. Neoplasia epatica (benigna o maligna) j. Diabete (da più di 20 anni o con compromissione d’organo) k. Forti fumatrici (>15 sigarette/ die) e con più di 35 anni l. BMI > 40 Kg/m2

Uso con cautela

(necessità di accertamenti e/o monitoraggio, scelta di una particolare molecola o formulazione) a. Associazioni di due o più fattori di rischio tra questi: fumo (<15 sigarette/ al giorno), età > 35 anni, diabete, ipertensione, obesità (BMI > 30 Kg/m2) b. Dislipidemia familiare. E’ consentito l’uso di pillola a basso do-

saggio con colesterolo LDL <160 mg/dl e trigliceridi <250 mg/dl. Monitoraggio di laboratorio a 3-6 mesi c. Ipertensione controllata dalla terapia. Non vi devono essere altri fattori di rischio cardiovascolare associati d. LES e malattie reumatiche autoimmuni non in fase attiva, senza positività per anticorpi antifosfolipidi (LAC/ACA/antiBeta2GPI) e. Familiarità per eventi tromboembolici o anamnesi positiva per flebiti superficiali ricorrenti. In questo caso è necessario effettuare la ricerca di difetti ereditari della coagulazione f. Emoglobinopatie (talassemia major, drepanocitosi) g. Eventi ostetrici avversi quali poliabortività, preeclampsia severa, grave IUGR, distacco di placenta, morte endouterina. La possibile associazione con la trombofilia ereditaria o con la presenza di anticorpi antifosfolipidi, (pur in assenza di consenso unanime tra gli esperti) consiglia di richiedere lo studio della trombofilia ereditaria ed acquisita h. Post-partum con allattamento al seno i. Colestasi ormono-dipendente / patologia delle vie biliari sintomatica j. Terapia antiepilettica o antibiotica o antivirale con farmaci che interferiscono con il metabolismo dei contraccettivi orali k. Intervento chirurgico maggiore con immobilizzazione prolungata: in questo caso, è utile la sospensione della pillola almeno un mese prima.

Difetti ereditari della coagulazione e stati trombofilici Quando si parla di “rischio tromboembolico”, solitamente ci si riferisce al tromboembolismo venoso e non arterioso, in quanto quello arterioso è decisamente inferiore. Questo anche perché abbiamo test di laboratorio in grado di identificare condizioni congenite e acquisite a maggior rischio di trobosi venosa. Il tromboembolismo venoso è una

patologia multifattoriale nella quale concorrono più elementi. Ogni individuo ha un potenziale trombotico acquisito e ereditario: presi in sé, né la contraccezione né una condizione trombofilica sono di per sé causa di trombosi, ma agiscono come fattori di rischio, aumentando il potenziale trombotico dell’individuo. E opportuno in ogni caso agire sui fattori di rischio rimuovibili come il fumo e l’obesità, in modo da ridurre al minimo il rischio trombotico dell’individuo.La ricerca dei difetti ereditari della coagulazione in senso trombofilico va effettuata nelle situazioni di familiarità nota o di pregresso evento tromboembolico personale, quando questa non sia già stata testata.ì La ricerca dei difetti ereditari della coagulazione in senso trombofilico va effettuata nelle situazioni di familiarità nota o di pregresso evento tromboembolico personale, quando questa non sia già stata testata. Gli approfondimenti diagnostici, non vanno richiesti in modo acritico, come screening per l’individuazione di un eventuale rischio tromboembolico, ma in modo mirato caso per caso. Gli esami da richiedere secondo le indicazioni delle Linee Guida della Società ItalianaTrombosi ed Emostasi sono: • Proteina S • Proteina C • Antitrombina • Mutazione del fattore V Leiden • Mutazione della Protrombina • Omocisteinemia • Fattore VIII (attività coagulante %) • LAC, Anticorpi anticardiolipina (ACA) e antibeta2glicoproteina I (antiBeta2GPI) Una volta eseguiti tali esami vanno valutati dal proprio Medico Curante per individuare le azioni da mettere in atto in ogni singolo caso.

La Menopausa Particolarmente delicato appare anche il discorso riguardo alla terapia ormonale sostitutiva in Menopausa, in quanto non vi è tanto un aumento del rischio relativo dovuto a tale terapia e a eventuale stati trobofilici ma un aumento del rischio assoluto di Troboembolismo Venoso. Infatti il rischio di TEV au-

menta con l’età. In tale ambito, è indicato eseguire i test per il rischio trombo embolico in due situazioni.

• Soggetti sintomatici per pregressa patologia trombotica: • Donne con pregressa patologia della gravidanza

Soggetti sintomatici per pregressa patologia trombotica: si tratta di casi in cui si sia verificato

• uno o più precedenti episodi di trombo embolia venosa idiopatica • uno o più precedenti episodi di trombo embolia venosa dopo stimoli di modesta entità • uno o più precedenti episodi di tromboembolia venosa e dimostrata familiarita per tromboembolia venosa • più precedenti episodi di trombosi venose superficiali su vena sana • trombosi venose in sedi non usuali (ad esclusione delle occlusioni venose retiniche); • necrosi cutanea indotta da anticoagulanti orali • porpora fulminante neonatale • in soggetti con patologia arteriosa comparsa in età inferiore a 55 anni la ricerca delle alterazioni trombofiliche dovrebbe essere limitata a: ricerca del LAC, dosaggiodegli anticorpi antifosfolipidi e dell’omocisteina, mentre può essere più esteso • in singoli casi nei quali i risultati possono influenzare la scelta terapeutica • In soggetti di età inferiore a 55 anni con pregresso ictus e TIA secondario alla presenza di forame ovale pervio

Donne con pregressa patologia della gravidanza • Aborti ricorrenti • Morte endouterina fetale (MEF) • Pre-eclampsia • HELLP Syndrome • Abruptio placentae • Ritardo di crescita fetale • Soggetti asintomatici

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La carenza di ferro è la causa più comune di anemia in Italia e nel mondo: circa il 30% della popolazione mondiale è anemica. Fortunatamente, nei paesi sviluppati l’anemia sideropenia (cioè “da carenza di ferro) è un problema limitato ad alcune fasce d’età: nei bambini nei primi 2 anni, negli adolescenti fra gli 11 ed i 18 e nelle donne fra i 15 e i 45.

PREVENZIONE CARDIOLOGICA

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Le Cause

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Possiamo individuare quattro fattori che - in modo isolato o associato - portano ad una ca-

renza di ferro: • crescita del fabbisogno di ferro nell’individuo per cause fisiologiche come la gravidanza (lo sviluppo del feto assorbe ferro dalla madre), il puerperio, l’età dell’infanzia e quindi della crescita; • difetto nell’assorbimento del ferro a causa di malattie intestinali o da intervento chirurgico (es. gastrectomia); • dieta povera di ferro: un’alimentazione corretta dovrebbe prevedere 6 mg di ferro ogni 1000 calorie; • perdite di sangue: è il caso di donne con mestrui abbondanti, ulcere e gastriti, polipi al colon, problemi ai reni o al fegato, tumori intestinali sia benigni che maligni. Anche l’assunzione di farmaci, specialmente antinfiammatori (i cosiddetti FANS) può causare significativo sanguinamento gastrico.

Diagnosi e Prevenzione

Gli esami di laboratorio sono fondamentali per la diagnosi e primi fra tutti sono l’esame emocromocitometrico, la sideremia, la ferritina, la transferrina, la vitamina B12 e l’acido folico; accertata tale patologia si ritiene necessario procedere ad ulteriori esami finalizzati a determinare le cause dell’anemia.

Una dieta corretta è la prima forma di prevenzione includendo cibi ricchi di Ferro, acido folico e vitamina B12. Tra questi alimenti rientrano la carne – sia rossa che bianca – fagioli, piselli, cereali rinforzati col Ferro, pane e pasta integrale, verdure a foglia verde-scuro, frutta secca, nocciole e semi. L’acido folico si trova in frutta e verdure fresche, carne, prodotti caseari, cereali per la colazione e fagioli. La vitamina B12 si trova abbondantemente nelle carni e nei prodotti caseari. Particolare attenzione dovrebbe essere posta in quelle situazioni in cui la persona ha un bisogno specifico di ferro come per i bambini ( il ferro è necessario nei periodi di crescita ) e per le donne in gravidanza. Una quantità adeguata di ferro è importante anche per i vegetariani e per le persone che seguono una dieta dimagrante. Attenzione però all’utilizzo “fai da te” di integratori di ferro o multivitaminici. L’utilizzo di questi prodotti è appropriato solo nei casi in cui una dieta bilanciata non possa fare altrettanto. Non è opportuno assumerli se si è semplicemente stanchi e non si ha un reale bisogno di ferro. Anche una quantità troppo elevata di questo minerale è nociva.

L’EMATOLOGO

a cos’è l’anemia? Il sangue è composto da un liquido detto plasma, contenente tre tipi di cellule: globuli bianchi, piastrine e globuli rossi (eritrociti). La componente più importante di questi ultimi è l’emoglobina - una proteina di colore rosso ricca di ferro - grazie alla quale i globuli rossi, attraverso il flusso sanguigno, trasportano l’ossigeno dai polmoni in tutto il corpo. Nel midollo osseo, ferro e vitamine vengono impiegate per produrre emoglobina e globuli rossi. L’anemia sideropenica è una condizione in cui l’emoglobina presente nel sangue è al di sotto della norma a causa di una carenza di ferro: pertanto il numero di globuli rossi che trasportano ossigeno ai tessuti è inferiore al normale causando il sintomo della stanchezza. Oltre alla stanchezza, altri sintomi e segni sono debolezza, pallore, accelerazione del battito cardiaco e/o respiro breve a seguito di un leggero sforzo, dolori al petto, capogiri, leggerezza di testa, irritabilità (specialmente nei bambini), piedi e mani freddi.

Dott. ssa SABRINA PROIA Ematologa - Responsabile della branca di Ematologia presso il Poliambulatorio Specialistico L. C. Nomentano Responsabile del Centro per la Terapia Anticoagulante del Laboratorio Clinico Nomentano

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Il Col. Piero D’Inzeo su The Rock nella Gara a Squadre delle Olimpiadi di Roma del 1960. Il campo di gara era ospitato nello Stadio Olimpico.

La scuola della

GLORIA Centro Militare d’Equitazione di Montelibretti

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orse solo gli appassionati sanno che l’equitazione “moderna”, il cosiddetto “metodo naturale”, che ha l’obiettivo di mettere il cavallo in condizione di sfruttare i suoi mezzi fisici e mentali nella massima libertà d’azione possibile, fu concepito da un italiano, il Capitano Federico Caprilli (1868 – 1907) presso la Scuola di Equitazione dell’Esercito Italiano che dal 1823 al 1949 ebbe sede a Pinerolo e che nel 1949 venne trasferita a Montelibretti con la denominazione di “Centro Militare Ippico Nazionale”: dunque una tradizione antica che si riallaccia direttamente a Caprilli, un’origine che non potrebbe avere blasone più importante. Nella sua nuova sede, quello che oggi si chiama “Centro Militare di Equitazione”, trovò immediatamente il percorso giusto verso affermazioni memorabili. Il secondo dopoguerra e gli anni del boom economico sono appannaggio di due cavalieri – Piero e Raimondo D’Inzeo – che faranno sventolare il Tricolore sul podio più alto dei più importanti concorsi ippici internazionali. Basti pensare alle otto Olimpiadi consecutive – dal 1948 al 1976 – a cui i due fratelli partecipano ed alla clamorosa “doppietta” delle Olimpiadi di Roma, dove, nel salto ostacoli, Raimondo vince l’oro e Piero l’argento. Negli anni ’80, sotto il comando del Col. Piero D’Inzeo, la Scuola Militare d’Equitazione continua a cogliere successi nel salto ostacoli con i Tenenti Michele Della Casa, Salvatore Oppes, Alessandro Galeazzi e Stefano Scaccabarozzi. Anche nella disciplina del Completo la scuola si distingue ed il Mar. Dino Costantini (sette volte campione italiano di completo) è cavaliere olimpico a Monaco 1972 e Seoul 1988 e, sempre nel completo, il Cap. Ranieri di Campello partecipa ai giochi olimpici di Seoul ed Atlanta 1996. Il Cap. Giacomo Dalla Chiesa è cavaliere olimpico ad Atlanta ed a Sidney 2000. Purtroppo, gli anni 2000 segnano un forte ridimensionamento della componente equestre dell’Esercito: il parco cavalli viene dimezzato e gli acquisti di cavalli

sportivi sospesi, Gli impegni dell’Italia nelle missioni di pace all’estero, il passaggio da esercito di leva ad esercito di volontari, sono momenti che portano ad una generale ristrutturazione del sistema di cui l’attenzione alla pur gloriosa tradizione equestre militare risente negativamente. Dalle difficoltà però, spesso, nascono soluzioni nuove, come la figura del “Militare Atleta”, introdotta nel 2002, che consente a giovani cavalieri di talento di entrare a far parte dell’Arma di Cavalleria pur non essendo militari “di carriera” e di cogliere la positiva sinergia tra le proprie capacità individuali, l’esperienza dei cavalieri militari di grande livello presenti alla Scuola e la disponibilità di strutture sportive del tutto particolari come, appunto, quelle di Montelibretti. Nasce così una nuova stagione di vittorie a livello giovanile nella disciplina del Completo. Nel 2003 il C.le M. Emiliano Portale è medaglia di bronzo ai Campionati Italiani under 21 e nel 2005 vince il Concorso Internazionale di Completo di Roma; nel 2004 il C.le Roberto Riganelli conquista la medaglia di bronzo ai Campionati Italiani under 21; nel 2005 il C.M. Alice Bertoli vince la medaglia d’argento ai Campionati Italiani Assoluti ed il terzo posto alla tappa di Coppa del Mondo di Completo di Roma. Il Cap. Andrea Mezzaroba, Capo Sezione di Completo alla Scuola, nel 2003 vince il Concorso Internazionale di Completo di Roma, nel 2004 è medaglia d’argento ai campionati italiani e riserva nella squadra olimpica italiana di Atena nello stesso anno. Accanto alle discipline tradizionali dell’equitazione, da alcuni anni si va rapidamente sviluppando quella dell’Endurance, prove su grandi distanze (fino a 160 km.) dove le condizioni del cavallo vengono strettamente monitorate e dove, dunque, l’abilità del cavaliere consiste proprio nel saper gestire le energie della propria cavalcatura, pena l’eliminazione dalla gara. Proprio in questi nuovi scenari il Centro Militare di Equitazione ha trovato la sua più recente affermazione: la vittoria del Campionato Italiano di Endurance 2010 da parte del C.le M. Chiara Marrama.

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Quando il sangue non è acqua 18

Intervista al Comandante della Scuola di Cavalleria di Montelibretti Colonnello Max André BARBACINI Di origine sarda, frequenta il 164° Corso dell’Accademia Militare. Presta servizio presso il reggimento “Lancieri di Montebello” in Roma, dove ricopre gli incarichi di Comandante di Plotone, Squadrone e Gruppo Squadroni. Partecipa alle missioni in Bosnia e Herzegovina, Iraq e Kosovo. Inoltre viene impiegato in Belgio presso il Comando Supremo delle Potenze Alleate in Europa (SHAPE). Frequenta il 5° Corso ISSMI presso il Centro Alti Studi per la Difesa in Roma. Dal 6 novembre ricopre l’incarico di Comandante del Centro Militare di Equitazione. È in possesso di diploma conseguito negli Stati Uniti d’America, laurea in Scienze Strategiche ed è Consigliere giuridico per le Forze Armate. È decorato con la Croce di bronzo al merito dell’Esercito, la Croce di Bronzo della Difesa Nazionale Francese, la Cruz del Paz dell’Esercito Spagnolo, la Medaglia d’argento per la cooperazione e l’amicizia della Repubblica di Slovenia, la Commendation Medal dell’esercito degli Stati Uniti d’America.

Il Cap. Federico Caprilli su Piccola Lark, ripreso in una foto di oltre un secolo fa mentre dimostra nel difficilissimo “esercizio della sedia” tutta la valenza del suo metodo che segna la nascita dell’equitazione moderna

Il Cap.Ranieri di Campello (Nonno) in una foto storica dell’equitazione italiana mentre supera un ostacolo di campagna

il Magg. C.C. Salvatore Oppes (Zio) su Pagoro allo C.S.I.O. di Roma a Piazza di Siena

Il Ten. Col. Ranieri di Campello (Nipote) impegnato in una prova di cross

il Ten. Col. Salvatore Oppes (Nipote) anche lui impegnato su Sapiente allo C.S.I.O. di Roma a Piazza di Siena nel 1984

Comandante, la Scuola Militare di Equitazione è da sempre la “fucina” da cui provengono moltissimi dei più grandi cavalieri italiani, come si articolano i vostri programmi sportivi di oggi? Verso quali obiettivi vi concentrate? Il Centro è stato per moltissimi anni di forte richiamo per cavalieri di elevate capacità, per l’altissimo livello tecnico del personale, l’ottimo supporto logistico e la disponibilità di cavalli di pregio. Negli ultimi anni ci sono stati grandi cambiamenti nella politica degli organi centrali che hanno privilegiato un reclutamento di personale di truppa con l’incarico di “atleta”. Tale scelta ha portato ad un lavoro di “scouting”, ricerca cioè di giovani talenti, talvolta con limitate “risorse” personali, da valorizzare in campo nazionale ed internazionale. Certamente l’obiettivo di punta è quello di partecipare alle più importanti manifestazioni a livello internazionale, non ultime le Olimpiadi ed i Campionati del Mondo/Europei. Attualmente il Centro ha per così dire”due anime”, una volta alla formazione del personale e del cavallo (una sezione corsi ed una puledri) ed un’ anima più spiccatamente agonistica di eccellenza ( una sezione completo ed una concorsi). In questo momento storico “ l’Eccellenza” conta sui

cavalli di proprietà degli atleti e sui cavalli dello Stato, provenienti dall’allevamento del Centro Militare Veterinario di Grosseto. Quest’ultimi arrivano al Centro all’età di tre anni per la doma e l’ammansimento e attraverso un iter di formazione addestrativoagonistico, sono selezionati con l’obiettivo di partecipare ai Mondiali Giovani Cavalli, così come già accaduto lo scorso anno con il cavallo Ombra dell’Esercito Italiano. Un ulteriore obiettivo da raggiungere, ed al quale stiamo lavorando alacremente, è quello di stabilire e consolidare dei “protocolli d’intesa” con enti istituzionale e/o con privati/sponsor, allo scopo di acquisire cavalli di qualità da affidare ai nostri migliori atleti Credo che molti cavalieri italiani che hanno partecipato ad un Olimpiade, abbiano nel loro curriculum sportivo l’appartenenza alla Scuola. Per i prossimi Giochi Olimpici che ambizioni nutrite? E’ possibile fare qualche anticipazione?

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Effettivamente molti cavalieri che hanno partecipato alle Olimpiadi Moderne (dal 1960 in poi), hanno avuto una esperienza formativa presso l’allora Scuola Militare di Equitazione, fino ai tempi più recenti dove nella disciplina del Salto Ostacoli, uno per tutti Natale Chiaudani, a lungo Ufficiale a Montelibretti, ha partecipato alle Olimpiadi di Atlanta ed a ben quattro Campionati Europei. Per quanto riguarda il futuro abbiamo notevoli aspettative per una partecipazione alle prossime Olimpiadi sia nel Salto Ostacoli che nel Concorso Completo, in quanto i nostri giovani cavalieri sono atleti assolutamente dedicati al sacrificio e sicuramente di talento. Chiaramente la concretizzazione del sogno olimpico è legata non solo a fattori quali la disponibilità di un cavallo competitivo, nel giusto stato di forma ma anche alla condizione fisica al momento della partenza. Al momento è in atto un Concorso per il reclutamento di atleti di livello internazionale, con il quale auspichiamo di far indossare la nostra uniforme ad un cavaliere di elevato livello tecnico. Ormai da diversi anni, le Forze Armate hanno aperto i loro ranghi alle donne. Voi avete diverse atlete che indossano l’Uniforme della Cavalleria, le applaudiremo sui campi di gara come abbiamo fatto per

le grandi glorie che la Scuola ha regalato alla nostra equitazione? Come già in altri settori del pubblico e privato impiego, ormai da oltre dieci anni l’Esercito ha aperto le porte al “gentil sesso” come si diceva una volta. I risultati positivi sono sotto gli occhi di tutti. Nell’ambiente equestre in particolare, specie nelle fasce più giovani, c’è una predominanza di donne che raggiungono ottimi risultati sia in campo nazionale che internazionale. Noi non facciamo eccezione, anzi confermiamo questo “trend”, infatti tra le nostre atlete, sia nel Completo (vedasi le performance internazionali del 1° CM Alice BERTOLI) che nel Salto Ostacoli, (vedasi l’Arrighetti, la Bratomi), abbiamo ben figurato, in particolare vorrei menzionare il CM Chiara MARRAMA, campionessa Italiana di Endurance 2010. La Scuola organizza un nutrito calendario di concorsi in uno scenario naturale e con impianti che pochi possono

Il Ten. Col. Giacomo Della Chiesa su Fhargo impegnato in un ostacolo d’acqua

vantare, come si va sviluppando questo lato della vostra attività? L’organizzazione di eventi equestri presso i nostri impianti è da ricondurre principalmente alla possibilità data dalla Convenzione Esercito Italiano-Associazione Nazionale Arma di Cavalleria (EIANAC) che consente lo sviluppo di tale tipo di attività. Questa convenzione ci ha permesso di mantenere a buon livello i nostri impianti senza gravare sul bilancio dell’AD, permettendo inoltre ai nostri atleti di avere sempre impianti efficienti e costantemente rinnovati. Le attenzioni rivolte all’offerta di buoni impianti ha trovato anche riscontro in una nutrita partecipazione da parte dei concorrenti specie nella disciplina del concorso completo dove il livello raggiunto ha consentito l’organizzazione di eventi fino ad internazionali tre stelle, i campionati nazionali assoluti , i campionati nazionali juniores e pony. Attualmente sono in corso dei miglioramenti sostanziali di alcuni impianti per permettere l’effettuazione delle gare con ogni situazione meteorologica nonché un miglioramento delle strutture di ricezione per assicurare un buon servizio agli utenti anche in caso di un notevole afflusso di cavalli. Fabrizio Sciarretta

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Il C.M. Alice Bertoli su Oakengroven Milan impegnati nella prova di dressage di un concorso internazionale di completo

INTEGRAZIONE E SOLIDARIETÀ AL CENTRO MILITARE DI EQUITAZIONE (CME)

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ella settimana dal 6 al 12 giugno 2011, il Centro Militare di Equitazione di Montelibretti (RM) con orgoglio ha ospitato due manifestazioni che hanno visto protagonisti oltre 200 ragazzi diversamente abili. Il 9 giugno ha avuto luogo il saggio finale del corso di ippoterapia, eseguito con inestimabile gioia dai bambini diversamente abili delle scuole elementari e medie di Palombara Sabina (RM) e Poggio Nativo (RI), con un successo che ripaga in modo incommensurabile gli accordi e le intese istituzionali che lo hanno reso possibile. Presso le strutture del Centro Militare di Equitazione, durante il corso i bambini sono stati costantemente seguiti dal team di esperte psicologhe del Comitato cittadino per l’integrazione e la solidarietà (COCIS.), dirette dalla Dott.ssa Francesca Tedeschi che da oltre un decennio collabora con il Centro, in stretta sinergia tra le istituzioni scolastiche, le famiglie ed il CME. L’11 ed il 12 giugno, nel campo

di Piazza di Siena del CME, nello stesso scenario che ha visto Campioni del calibro dei fratelli D’Inzeo, si sono svolte le gare del Campionato Regionale FISDIR (Federazione Italiana Sport Disabilità Intellettiva Relazionale),

protagonisti oltre 200 ragazzi diversamente abili che hanno eseguito le prove di dressage e salto agli ostacoli, senza nulla invidiare ai colleghi delle categorie maggiori. I giovani che si distinguono per impegno, passione e risultati nell’equitazione sono inseriti nel programma agonistico delle associazioni in ambito paraolimpico.

Il COCIS CME è la prima associazione in Italia a gareggiare con lo stemma di un Centro militare, garantendo così alla pratica dell’ippoterapia, sempre più diffusa con evidenti risultati in campo comportamentale e sociale, un notevole risparmio di spese a carico delle famiglie dei giovani cavalieri, dato che il CME mette a disposizione strutture, cavalli, personale e ruoli logistici. L’ippoterapia è aperta a tutti, non ci sono limiti di età o controindicazioni, favorisce nei praticanti benefici psicofisici, senso di sicurezza ed integrazione con il mondo circostante, provati da consolidati studi scientifici. Fondamentale il ruolo del cavallo, che si adatta perfettamente alla situazione percependo fin da subito la condizione del cavaliere, ed adattandovisi con mansuetudine. Studi in campo veterinario corroborano l’effetto terapeutico che avrebbe sul cavallo stesso l’impiego nell’ippoterapia. Ten. Col. Gaetano CASCINO

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V Edizione del Fara Music Festival Fara Sabina 16 - 24 Luglio

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nche per l’estate musicale del 2011 Fara in Sabina si conferma tra i centri di attrazione più interessanti della migliore musica jazz (e non solo) del panorama nazionale. La quinta edizione del FARA MUSIC FESTIVAL infatti non delude le aspettative delle migliaia di spettatori, oltre 40.000, che negli scorsi anni hanno riempito i concerti del centro della Sabina, vista la conferma in programma di grandi protagonisti del jazz italiano e internazionale, tra i quali spicca senza dubbio il concerto del 18 luglio di JOHN SCOFIELD, tra i migliori chitarristi jazz contemporanei, un musicista che attraverso il suo modo di suonare ha influenzato migliaia di chitarristi in tutto il mondo. A inaugurare la manifestazione un trittico di eventi tutti al femminile: sabato 16 luglio apre il quartetto di SIMONA BENCINI, voce storica della band Dirotta su Cuba, che presenta il suo ultimo cd composto da grandi standard. Il 17 luglio un emozionante tributo a due protagoniste dello spettacolo e della cultura italiana con l’OMAGGIO AD ALDA MERINI del Susanna Stivali Trio e l’OMAGGIO A GABRIELLA FERRI con il concerto di Raffaella Misiti, Le Romane e Gabriella Aiello. Il 19 luglio uno dei protagonisti del jazz italiano, DANILO REA, in concerto per Piano Solo con un tributo a Fabrizio De Andrè, un grande successo di pubblico, e anche discografico, dato che il relativo cd è stato tra i più venduti del 2010. Il 20 luglio si prosegue con i SOUL DIXIE, una band formata da alcuni dei migliori musicisti della scena italiana ed europea, Lello

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Dal 16 al 24 luglio Fara in Sabina si conferma al centro del panorama dei festival italiani, con grandi ospiti internazionali e l’eccellenza del jazz italiano, come John Scofield, Antonio Ciacca, Danilo Rea, Lincoln Goines, Jim Campilongo, Aaron Goldberg e tanti altri ancora. Panico alla chitarra, Gerry Popolo al sax, Dario Deidda al basso e Luca Trolli alla batteria, che rivisitano classici del soul, jazz, funk e blues, insieme all’ospite speciale, TOLLACK, alla voce, tastiere e armonica. Il trio di ANTONIO CIACCA con lo special guest MARK SHERMAN sono i protagonisti della serata del 21 luglio, per uno spettacolo alle ricerca delle origini del jazz accompagnati da uno dei pianisti italiani più apprezzati negli USA. Il basso del grande LINCOLN GOINES è al centro del concerto del 22 luglio. Goines appartiene alla “elite” dei bassisti elettrici di statura mondiale; a completare un quartetto d’eccezione KIM PLAINFIELD alla batteria, UMBERTO FIORENTINO alla chitarra, MICHAEL ROSEN al sax. Sabato 23 luglio sale sul palco il trio di JIM CAMPILONGO, definito da Billboard Magazine “un tesoro americano”, soprattutto per la sua incredibile capacità di fondere jazz, blues, country, rock con un gusto a dir poco sorprendente. La chiusura in grande stile è per il 24 luglio con il concerto del FABIO ZEPPETELLA QUARTET FEAT. AARON GOLDBERG. Goldberg è in assoluto uno dei più quotati e giovani pianisti jazz al giorno d’oggi; Fabio Zeppetella alla chitarra con Dario Deidda al basso ed Ellade Baldini alla batteria sono i validi compagni di viaggio per un concerto di sicuro valore che chiuderà segnamente l’edizione 2011 del festival.

LA SUMMER SCHOOL

Tra le le novità che caratterizzano la quinta edizione del Fara Music Festival, si segnala la collaborazione del Fara Music con una delle più importanti realtà didattiche statunitensi, il Collective School of Music di New York<http://www. thecollectivenyc.com/>. L’istituto americano infatti, metterà a disposizione due Borse di studio per i migliori partecipanti alle Summer School 2011. Il legame con New York, inoltre, si estende anche attraverso la partecipazione alle Summer School e al Festival di quattro grandi musicisti che vivono nella grande mela: il pianista Aaron Goldberg, il chitarrista Jim Campilongo, il bassista Lincoln Goines e il batterista Kim Plainfield.

PREMIO JAZZ LIVE

Anche quest’anno si rinnova l’appuntamento dedicato a giovani talenti e gruppi emergenti, il Premio Jazz Live. In palio per le band finaliste l’apertura dei concerti del Fara Music Festival 2011.

SAPORI E ARTIGIANATO

In occasione della V edizione del Festival, l’Associazione Fara Music dal 16 al 24 luglio 2011 organizza anche un evento-enogastronomico espositivo Sapori e Artigianato nel borgo di Fara Sabina. Il borgo storico di Fara in Sabina, le Piazze e i suoi vicoli diverranno la sede di innumerevoli realtà enogastronomiche e artigianali che andranno a fondersi con gli spettacoli serali del Fara Music Festival.

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SAN GIOVANNI BATTISTA Sulla sommità dell’antica Aspra sorge la chiesa parrocchiale dedicata a san Giovanni Battista. Ampliata nel 1515, presenta elementi in stile barocco dovuti alla ristrutturazione del 1791; mantiene l’originaria torre campanaria romanica del XIII secolo, con alcuni affreschi del XIV secolo. Dietro l’altare maggiore fa da pala un dipinto su tavola (datato 1524) di Giacomo Santoro (detto Jacopo Siculo) raffigurante il Battesimo di Gesù. Nella sacrestia è ospitato il presepe monumentale: una «Casperia in miniatura» fatto a mano da Giannicola Mariani. SS. ANNUNZIATA

Credo non vi sia modo migliore per presentare Casperia (Aspra Sabina fino al 1947) che partendo dalla descrizione che ne da il grande storico tedesco Ferdinand Gregorovius in occasione della sua visita del 1861: “a Roma mi avevano consigliato di spingermi fino ad Aspra, sui monti della Sabina, dove è un importante archivio municipale ed una superba selva. [...] Nera e pittoresca, sorge su di un colle, da dove si gode la vista del monte Soratte, della Campagna romana, dei monti della Sabina, degli Appennini, e a sinistra di un profondo scoscendimento, dominato da una rupe, sulla quale si leva un oscuro gruppo di case, circondato da mura nere e coronato di torri. Questa è Aspra, la Casperia dei Romani, vero nido di aquile, inaccessibile ed inattaccabile. Era mezzodì, ma l’aria era lassù ancora fresca e leggera. Dopo i molti e lenti giri che la strada fa nella valle profonda, cominciammo alfine a salire la montagna faticosamente, e giungemmo dinanzi alle mura. Qui il cocchiere si arrestò, e mi spiegò che il paese non aveva strade praticabili. Scesi allora e mi avviai verso la porta. Qual luogo spaventosamente solitario e selvaggio! Strettissime e oscure vie fra case ammonticchiate e soffocantesi a vicenda, o piuttosto che vie, letti di torrenti montani: ecco Aspra.” Il centro storico di Casperia è infatti uno straordinario esempio di architettura medievale: la struttura del paese è «a bulbo di cipolla», con strade a cerchi concentrici che via via si restringono, inerpicandosi sui versanti del colle sino a culminare in piazza S. Giovanni Battista ove si erge la chiesa parrocchiale. L’abitato è raccolto nelle mura del 1282 in cui si può accedere esclusivamente a piedi attraverso Porta Romana (ad ovest) e Porta S. Maria (a nord-est): talmente importante era per gli aspresi la cura delle mura di cinta, che negli statuti del 1397 era prevista la pena di morte per coloro che vi aprissero un varco sufficientemente grande per il passaggio di una persona. Della prima cinta muraria, risalente all’XI secolo, resta l’arco di via Garibaldi, denominato «Arco Vecchio» o «Arco di Mezzo». Amplissimo il panorama che può essere ammirato girando intorno al borgo: la valle del Tevere dominata Soratte, a nord-ovest i colli umbri all’orizzonte; a sud-est i Monti Sabini.

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Con la sua imponente mole in cotto, la chiesa della Ss. Annunziata accoglie i visitatori nel piazzale Oddo Valeriani. Anche se il portale d’ingresso riporta la data del 1609, soltanto nel 1661 «la nuova chiesa dell’Annunziata è terminata. E’ dotata di quattro altari, oltre che dell’altare maggiore sul quale si trova la bellissima tela dell’Annunciazione, capolavoro dall’audace cromatismo di Giovanni Battista Salvi detto Sassoferrato, ai lati del quale vi sono due colonne in marmo rosso di Cottanello. Pregevoli opere anche la cappella di san Francesco Saverio eretta dalla famiglia Senapi ed una tela del XVII secolo raffigurante la circoncisione di Gesù. PALAZZO FORANI Il palazzo, costruito alla fine del secolo XVI dalla famiglia Bruschi (feudataria degli Orsini) si trova a ridosso della parte settentrionale della cinta muraria inglobando anche uno dei cinque torrioni rimasti. Il palazzo conta oltre cinquanta stanze e una cappella. Un omaggio alla potente famiglia guelfa degli Orsini è rappresentato dai due orsi in pietra che si trovano a lato del portale del palazzo.

Durante la dominazione napoleonica i Bruschi restaurarono il palazzo secondo lo stile impero: colonne nell’ingresso, ricchi stucchi decorativi, galleria con volta e pareti dipinte. Archivio storico comunale L’archivio storico di Casperia è uno dei più importanti della Sabina. I fondi più importanti sono quello delle pergamene – ben 319, riguardanti il periodo che va dal 950 al 1729; il fondo notarile con documenti datati tra il 1351 ed il 1860; l’archivio del comune comprendente anche registri del periodo comunale e della signoria Savelli.

Per ricapitolare: • 1081 Aspra entra nei beni dell’Abbazia di Farfa. • 1189 si costituisce in libero comune. • 1278, sotto il pontificato di Nicolò III, la comunità giura vassallaggio alla Santa Sede. • 1285 primo statuto comunale; i beni del territorio sono divisi tra le famiglie del paese con la clausola che il comune avrebbe ereditato le porzioni delle dinastie che si fossero estinte. • 1364 è sotto il dominio diretto della Santa Sede. • 1401 Aspra entra ufficialmente nei feudi della famiglia Savelli. • 1412, papa Giovanni XXIII concede al comune di Aspra il permesso di instituire un hospitale ad usum pauperorum. • 1461, nella guerra contro i Savelli, Federico da Montefeltro assedia Aspra ma non riesce ad espugnarla. • 1592, papa Clemente VIII confisca Aspra a Troilo Savelli e il feudo diviene dominio diretto della Camera apostolica. • 1706, 1741, 1785, una serie di terremoti colpisce Aspra. Crollano diversi edifici tra cui il palazzo municipale e gran parte delle mura castellane presso Porta S. Maria. • 1860, il plebiscito per l’annessione al Regno d’Italia registra 319 sì, 0 no e 22 schede nulle; le signore aspresi scrivono al re Vittorio Emanuele

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LE INTERVISTE

MarcoCossu Con Marco Cossu, assessore alla Cultura, il Turismo e le Politiche per i giovani del Comune di Casperia, Salute Più ha fatto il punto sulle iniziative in atto per la salvaguardia e la valorizzazione del centro storico di Assessore, quali iniziative hanCasperia.

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no caratterizzato fin qui la vostra amministrazione in termini di promozione del settore turistico? Come ormai sempre più spesso accade, occorre iniziare dicendo che i fondi disponibili in questo ambito sono sempre più ridotti e che i piccoli comuni sono quelli che più di tutti soffrono dei tagli di bilancio che colpiscono Regioni e Provincie. Così, la nostra idea è stata quella di promuovere Casperia attraverso canali che coniugano costi bassissimi o addirittura nulli con una grandissima diffusione. Infatti, Casperia ha una presenza su Wikipedia che ha pochi rivali tra i comuni della nostre dimensioni: abbiamo realizzato una pagina assolutamente completa che illustra compiutamente la storia e le attrattive turistiche del nostro territorio. Poi, su YouTube, abbiamo un canale su cui abbiamo caricato documentari e cortometraggi su Casperia e che aggiorniamo con filmati su ogni nuova iniziativa che coinvolge il nostro comune. Si tratta di un investimento sull’immagine di Casperia che però non richiede risorse finanziarie ma solo impegno personale e che ci consente di essere presenti a tutte le latitudini. I risultati si vedono: pensi che Casperia è andata sulla BBC grazie al cuoco inglese Gary Rhodes che con la sua trasmissione Rhodes across Italy è venuto a cucinare qui da noi utilizzando l’olio della Sabina. Abbiamo rifatto il sito web istituzionale e ne stiamo progettando uno dedicato al turismo. Alla presenza su internet, vanno aggiunte le partecipazioni ad altre iniziative quali

la campagna “Week-end d’autore” con cui la Provincia di Rieti promuove il suo territorio e che vede la foto della nostra Porta di S. Maria aprire questa campagna pubblicitaria nazionale. E in termini di sviluppo di strutture ricettive? Casperia è un comune di 1.200 abitanti dove operano una ventina di operatori turistici tra B&B, case vacanza ed agriturismi. Non è poco ed offre un contributo importante ed in crescita alla nostra economia. Casperia vanta una nutrita presenza di stranieri che hanno scelto di avere proprio qui la loro casa in Italia? Come nasce questa preferenza? Alle volte le opportunità si presentano per un caso fortunato ma poi è necessario saperle far crescere. Nel nostro caso, l’opportunità si presentò circa dieci anni fa quando un nostro concittadino e sua moglie, che è gallese, avviarono un B&B in un palazzo del centro storico, La Torretta. Così iniziò ad arrivare un numero sempre crescente di ospiti dall’area anglosassone. Le dicevo però che le opportunità vanno anche colte e credo che noi lo abbiamo fatto: di Casperia i nostri ospiti stranieri apprezzano il relax, la bellezza del borgo, la cucina, la vicinanza a Roma ed altre mete turistiche come Assisi o Viterbo e, mi lasci dire, anche un rapporto costoqualità particolarmente favorevole. Giustamente lei ha detto che la forza di Casperia è anche nella particolarità del suo borgo. Quali iniziative avete realizzato o programmato per la difesa e valorizzazione del centro storico? Intanto vorrei dire che l’amore e l’attenzione degli aspresi per il loro paese è di antica data. Pensi che negli anni Trenta, quando iniziò la distribuzione dell’acqua corrente nelle case, invece di costruire il solito serbatoio deturpante, Casperia optò per sopraelevare di un piano il campanile della chiesa parrocchiale ed inserirvi il serbatoio che, ovviamente, non si vede. Naturalmente, anche il nostro borgo ha sofferto di una fase di spopolamento, per fortuna di breve durata, ma la situazione si è proprio invertita con l’arrivo dei turisti e con la conseguente

ripresa di vitalità del centro storico sia per l’apertura di strutture ricettive che per la ristrutturazione degli immobili da parte dei loro nuovi proprietari. Anche l’amministrazione fa la sua parte, mi lasci dire con dedizione, stando sul pezzo tutti i giorni, aiutati anche dai cittadini che sono i primi a controllare che la realizzazione delle opere proceda con il piede giusto. La precedente giunta ha ristrutturato il Palazzo della Cultura, che ospita biblioteca, archivio storico ed una sala conferenze. Noi stiamo per inaugurare il palazzo municipale completamente recuperato e poi abbiamo in corso la ripavimentazione di ampie aree del borgo. Lo facciamo riutilizzando le pavimentazioni esistenti e comunque con i nostri materiali locali, la pietra calcarea. Un’altra iniziativa fondamentale, che conduciamo in collaborazione con l’Ars Labor di Roma, è il restauro completo di tutte le nostre opere d’arte, conservate soprattutto nelle chiese. Finiamo con un argomento più frivolo. Qual è l’appuntamento che Casperia offre ai suoi visitatori ed a cui proprio non si deve rinunciare? Le dico senza esitazione la Sagra degli Stringozzi che si tiene dal 4 al 7 agosto. Gli stringozzi sono una pasta lunga senza uovo che noi offriamo al ragù o cacio e pepe. Poi, nel borgo e nell’area degli stand gastronomici, organizziamo concerti di diverso genere tra cui anche musica da ballo. Tutto sommato unire la cultura ad un buon piatto di stringozzi non è un’idea sbagliata.

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DALLA CINA A CANNETO

IN SABINA

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Un successo la visita del Commissario Europeo Dacian Ciolos e del Ministro dell’agricoltura cinese Han Changfu in Sabina

a visita in Sabina del 26 giugno promossa dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e destinata a mostrare personalmente al Ministro dell’Agricoltura cinese Han Changfu ed al Commissario Europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale Dacian Ciolos il cuore dell’areale di produzione ed i processi produttivi dell’Olio Extra Vergine di Oliva Sabina DOP si è svolta con pieno successo. Come da programma un elicottero della Forestale è atterrato puntuale alle 10:00 presso il campo sportivo di Canneto Sabino da dove la delegazione di autorità di cui faceva parte anche il Ministro Saverio Romano ha visitato dapprima l’olivo millenario di Canneto Sabino e gli oliveti circostanti per poi trasferirsi presso un vicino frantoio certificato DOP. Qui sono stati illustrati innanzitutto i processi di lavorazione, stoccaggio e imbottigliamento dell’Olio Sabina DOP, con verifica del sistema di tracciabilità e rintracciabilità del prodotto, per proseguire poi in terrazza con una degustazione di olio tenuta secondo gli standard europei. La mattinata si conclusa con un gradito rinfresco e la consegna di doni e di targhe ricordo agli ospiti, visibilmente soddisfatti per l’ottima organizzazione. Si è trattato di una visita di carattere essenzialmente “tecnico” durante la quale gli ospiti, sempre interessatissimi a cogliere ogni aspetto di quanto osservavano, hanno rivolto ai loro esperti accompagnatori della Camera di Commercio di Roma e del Consorzio Sabina DOP numerose domande sulle varie fasi produttive dell’Olio Sabina DOP, dalle modalità di coltivazione, cura e potatura delle piante fino alla raccolta e lavorazione delle olive e del prodotto finito. Grande la soddisfazione espressa dal Consorzio nella persona del Presidente Stefano Petrucci per la scelta del Ministero di includere la DOP Sabina fra le uniche due filiere DOP mostrate agli ospiti come modello produttivo nel corso della loro visita in Italia (l’altra DOP è il Prosciutto di Parma).

CONVENZIONI SANITARIE Il Ministro dell’Agricoltura cinese Han Changfu, il Commissario Europeo per l’Agricoltura e lo Sviluppo Rurale Dacian Ciolos e il Ministro dell’Agricoltura Saverio Romano

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Il Ministro dell’Agricoltura cinese Han Changfu, il Ministro dell’Agricoltura Saverio Romano, il sindaco di Fara Sabina Davide Basilicata e il Presidente del Consorzio Sabina DOP Stefano Petrucci

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Gli ospiti insieme al Presidente Petrucci

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PALOMBARA SABINA

Istituto di Istruzione Superiore Adriano Petrocchi Intervista alla Preside SONIA FOLI

P

rofessoressa Foli, si è appena concluso il suo primo anno come Preside dell’IIS “Adriano Petrocchi”, che bilancio ne fa?

Certamente un bilancio molto positivo sia per me come esperienza professionale che, spero, per i risultati raggiunti dall’Istituto in termini di formazione degli studenti. Gli elementi distintivi sui quali ho cercato di caratterizzare questo mio primo anno al Petrocchi sono stati una forte impronta pratica dell’insegnamento, anche attraverso una significativa attività di laboratorio e l’apertura verso il territorio in cui la scuola opera che è fonte di stimoli continui e consente di comprendere le reali opportunità professionali che potranno esservi per i nostri studenti ed orientare l’attività didattica verso le esigenze del mondo del lavoro. Se guardo all’andamento delle iscrizione del prossimo anno scolastico, debbo ritenere che queste scelte abbiano premiato: avremo in tutto trenta classi di cui 7 prime, dunque l’interesse per la nostra offerta formativa è significativo.

Ci spiega meglio in cosa consiste l’attività di laboratorio?

Certamente, dobbiamo però partire dal dire come si articola il nostro corso di studi. L’Istituto ospita infatti due distinti percorsi, l’Istituto Tecnico Commerciale, quello che un tempo, per capirci, si chiamava “Ragioneria” e l’Istituto Profes-

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sionale con indirizzo Servizi per l’Enograstonomia e l’Ospitalità Alberghiera, che un tempo avremmo chiamato più semplicemente Istituto Alberghiero. Gli studenti di quest’ultimo possono poi optare tra tre indirizzi: Cucina, ovvero i futuri Chef; Sala, ovvero i futuri Convivier; e Ricevimento, ovvero i Receptionist. Detto questo, appare chiaro come sia necessario organizzare attività di laboratorio specifiche per ciascun indirizzo e farlo con modalità tali da far sì che vi sia un apprendimento che permetta di entrare nel mondo del lavoro già pronti all’uso. Così, ciascuno studente del terzo anno, l’anno della qualifica, frequenta per 16 ore a settimana il laboratorio specifico per il suo corso di studi a cui vanno aggiunti i laboratori multimediali: lingue, scienze, con due lavagne interattive anche se puntiamo a dotare ogni classe di questo strumento. Vorrei anche sottolineare come la gestione dei laboratori sia per la scuola un impegno economico molto importante: non potremmo farcela se non fosse per i contributi che le famiglie degli studenti versano al momento dell’iscrizione.

Il concetto di una scuola che dia quelle capacità pratiche essenziali per l’inserimento nel mondo del lavoro è sempre stato un elemento un po’ sofferto per il nostro sistema scolastico … Forse è un elemento sofferto, ma è anche imprescindibile. Infatti, per il nostro Istituto, oltre ai laboratori, anche l’alternanza scuola-lavoro è essenziale. i nostri ragazzi fanno ogni anno tre settimane full immersion in strutture a 4 o 5 stelle dove lavorano a tutti gli effetti. Poi ci sono quelli che chiamiamo eventi speciali: in una decina di occasioni all’anno organizziamo eventi in collaborazione con associazioni ed amministrazioni locali sia nei locali della scuola che fuori

Ma poi, nella pratica, qual è il riscontro che i suoi studenti hanno nel mondo del lavoro?

E’ senz’altro di soddisfazione, sia per chi ha frequentato, per dirla con le vecchie dizioni, l’ alberghiero che la ragioneria. Sono due indirizzi di studio che trovano ampi spazi di inserimento nel mondo del lavoro, anche nella nostra zona. Il fatto di aver maturato esperienze pratiche, di essere in grado di dare un contributo fin da subito, fanno la differenza.

Professoressa Foli, lei ha istituito quest’anno un nuovo organismo, il Comitato Tecnico-Scientifico, immagino vada anch’esso nella direzione di avvicinare scuola e società?

E già, la direzione è esattamente quella. Si tratta di un organismo che si affianca al Consiglio d’Istituto ed al Collegio dei Docenti. L’abbiamo voluto per strutturare i rapporti con enti esterni di alto livello e raccogliere il loro contributo per la crescita dell’istituto. Fanno parte del Comitato i presidenti dell’Associazione Italiana Maitres, dell’Associazione Direttori d’Albergo e dell’Associazione Italiana Sommelier, il segretario dell’Associazione Italiana Cuochi e rappresentanti delle istituzioni e dell’economia locale.

Torna il leit-motiv della “vicinanza” al territorio ..

Si, le iniziative sono molteplici. Già quest’anno abbiamo effettuato corsi di formazione aperti a tutti coloro che vi fossero interessati, non necessariamente ai soli studenti, ma per l’anno prossimo il programma sarà ancora più articolato, terremo corsi di specializzazione della durata di 20 ore sia per la cucina che per la pasticceria e la lavorazione del cioccolato. In collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier, che ha posto presso l’Istituto una sua sede, abbiamo avviato un corso per Sommelier Professionisti. C’è però un’altra considerazione che vorrei fare: la scelta del nostro istituto non è solo quella di essere fortemente legati ed aperti al territorio in cui operiamo ma,

ancor di più, di essere aperti all’accoglienza e all’integrazione. In Italia, il 95% dei ragazzi diversamente abili sceglie di frequentare un istituto professionale: nel prossimo anno scolastico, al Petrocchi, gli alunni “speciali” saranno 54 su 700 e l’integrazione sarà possibile grazie ad un corpo docente particolarmente attento e dedicato non solo in classe ma anche in iniziative specifiche. Ad esempio, il laboratorio di cucina destinato ai nostri alunni diversamente abili che si è tenuto un pomeriggio a settimana, oppure al progetto “Special Olympics”, un programma di competizioni per ragazzi a cui partecipano anche alunni con disabilità. Naturalmente l’impegno e la professionalità vanno riconosciuti a tutto il personale della scuola e grazie a questo posso guardare al prossimo anno con nuove idee ed entusiasmo. GFS

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SalutePiù - Agosto 2011