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Spedizione Abb. Post. - Art. 2 Comma 20 lettera C - Legge 662/96 - Filiale di Bologna - Anno XXXV - n.3 - III trimestre

Movimento Domenicano del Rosario provincia “S. Domenico in Italia�

3/2001


ROSARIUM Pubblicazione trimestrale del Movimento Domenicano del Rosario Proprietà: Provincia Domenicana Utriusque Lombardiae Piazza San Domenico 13 - 40121 BOLOGNA Direttore Responsabile Orazio D’Amato Autorizzazione al Tribunale di Bologna n. 3309 del 5/12/1967 Rivista fuori commercio Le spese di stampa e spedizione sono sostenute da tutti gli amici

Anno 34°- n. 3 finito di stampare il 27 luglio 2001

Vogliamo informarLa che -ai sensi della Legge 675/96 “Tutela delle persone e altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali”- se non dovessimo ricevere comunicazione contraria ci riterremo autorizzati alla memorizzazione dei suoi dati personali in un archivio elettronico. Tali dati saranno utilizzati esclusivamente allo scopo di informare sulle iniziative in generale degli Enti di Culto: “Provincia dell’Ordine dei Frati Predicatori (Domenicani) per la Regione di Piemonte e Liguria” con sede a Torino e “Provincia Domenicana Utriusque Lombardiae” con sede a Bologna, e non potranno in alcun modo essere utilizzate a fini commerciali o di vendita diretta ovvero per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale. Queste informazioni personali non verranno comunicate o diffuse a terzi e in ogni momento Lei potrà esercitare i diritti di cui all’art.13 della legge 675/96 chiedendo di essere ragguagliato circa tali dati, richiederne la modifica o la cancellazione previa comunicazione allo scrivente.

stampa: Tipolitografia Angelo Gazzaniga s.a.s. Milano - via P. della Francesca 38

SOMMARIO Amministrazione: Movimento Domenicano del Rosario Via IV Novembre 19/E 43012 Fontanellato (PR) Tel. 0521822899 Fax 0521824056 e-mail movrosar@tin.it CCP. 22977409 Direttore amministrativo: P. Mauro Persici o.p. tel. 0521829903 oppure 3355938327 Collaboratori: P. Riccardo Barile o.p. P. Bernardo Gianluigi Boschi o.p. P. Giovanni Cavalcoli o.p. P. Roberto Coggi o.p. P. Gianni Festa o.p. Don Attilio Galli Don Vincenzo Mercante P. Marcolino Muraro o.p. P. Stefano Rabacchi o.p. Paolo Risso Tiziana Tittarelli

Lettera del Promotore

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Una lettera del Maestro Generale: il Rosario (I)

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Passano delle arcane armonie!

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La “Catechesi sulla Vergine” del Card. Journet

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...li valuta, li discute, li esamina e trae alla fine le sue conclusioni

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Con la fraternita al Raduno del S. Rosario

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12 settembre: il santo nome di Maria

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Nuovi iscritti

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Peregrinatio Mariae

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Pagine della riconoscenza

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la foto in copertina è di Paolo Gavina Manoscritti e fotografie, anche se non pubblicati, non vengono restituiti. L’invio delle fotografie include il consenso per una eventuale pubblicazione.


LETTERA DEL PROMOTORE

Gentilissimi lettori, mi rivolgo a Voi dopo aver appena concluso l’incontro di fine giugno con i vari collaboratori che, numerosi, hanno partecipato con grande gioia e vivo interesse, portatori di esperienze che nel loro piccolo erano a volta consolanti, problematiche, stimolanti... tutti erano animati da grandi speranze ma soprattutto da un grande desiderio di formarsi per essere veramente unanimi nel proporre l’invito che la Vergine, la Chiesa e l’Ordine Domenicano vogliono far risuonare in ogni parte: custodi di un tesoro prezioso e coscienti di un mandato, proporre in modo unanime, sì, non portando se stessi, ma facendosi vive “casse di risonanza” sempre attenti alla situazione concreta e, tanto più, alla persona a cui la luminosa dolcezza di Maria mette di fronte. Oserei dire che l’incontro, non solo è stato fecondo, ma ha significato una svolta... certo, una svolta nella consapevolezza: si sta lentamente prendendo coscienza di che cosa sia e di quale ruolo abbia il Movimento Domenicano del Rosario. Ben lungi dall’essere una “creatura” dell’Ordine Domenicano o, peggio ancora, del P. Promotore -per cui si collaborerebbe per bontà, per disponibilità, per far piacere- il Movimento è, per quanti lo desiderano, l’espressione concreta di un impegno mariano e rosariano fedele, che “paga il prezzo” di una paternità in un continuo confronto per accordarsi e divenire comunitario ... più semplicemente: la buona volontà del singolo è molto importante, ma se rimane un’esperienza isolata, senza collegamento e verifica, che vitalità, che sicurezza, che luce e che futuro può avere? Se invece le varie esperienze dei singoli confluiscono per essere verificate, sorrette, armonizzate, animate ed arricchite insieme... ecco il Movimento del Rosario che -sotto la guida del P. Promotore, in forza dell’esperienza plurisecolare di una tradizione più che provata (come ricorda Paolo VI nella Marialis Cultus: “Tra questi è giusto ricordare i figli di s. Domenico, per tradizione custodi e propagatori di così salutare devozione.”)le accoglie accordandole in uno scambio vitale con quella di tanti altri che hanno operato ed operano per e nella “messe” mariana. Ecco allora che l’azione di ciascuno diventa comune e quindi liberata dalle limitazioni dei singoli... il P. Promotore, responsabile del Movimento, potrà certamente promuovere laddove è necessario, ma per lo più coordina, forma e guida in un continuo scambio e confronto con tutti coloro che aderiscono al Movimento, e ancor più -visti e considerati gli spostamenti a cui come religiosi i P. Promotori sono soggetti- potrà anche cambiare, ma rimarrà sempre la base del Movimento che trova nei vari collaboratori i pilastri che sempre lo rendono vivo e bisognoso solo di una coordinazione e di una guida. Sin dalle prime battute dell’incontro si è delineata nettamente questa luce che, seppur inconsciamente, animava gli interventi... ma siamo solo ai primi timidi passi! Nella consapevolezza del cammino di comunione in cui crescere, dopo la celebrazione del santo rosario meditato e della santa messa, l’adorazione si è protratta dalla tarda serata di sabato fino alle prime ore di domenica mattina per invocarne insieme il dono! Vi dicevo che hanno partecipato in tanti, ma mi chiedo: “quanti agiscono ancora autonomamente?”. Nella speranza di poterVi incontrare personalmente nei raduni locali di settembre ed invocando la materna protezione della Beata Vergine, Vi saluto fraternamente P.Mauro

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UNA LETTERA DEL MAESTRO GENERALE:

IL ROSARIO (I PARTE) Cari fratelli e sorelle in san Domenico, quando mi è stato chiesto di parlare del Rosario, devo confessare che ho provato un momento di panico: non ho mai letto nulla sul Rosario, né vi ho mai riflettuto sopra in tutta la mia vita. Sono sicuro che la maggior parte di voi ha sul Rosario idee molto più profonde delle mie. Il Rosario è solo qualcosa che ho fatto, senza pensarci, come respirare. Respirare è molto importante per me, io respiro sempre, ma non ho mai tenuto conferenze sulla respirazione. Pregare il Rosario, come respirare, è semplicissimo. Cosa c’è da dire a riguardo? 1. LA SEMPLICITA’ Può sembrare strano che una preghiera semplice come il Rosario sia associata in modo particolare ai Domenicani. Si pensa raramente ai Domenicani come a gente semplice: abbiamo la fama di scrivere opere di teologia lunghe e complesse. Tuttavia, ci siamo battuti per conservare il Rosario. Esso è nostra sacra haereditas, “la nostra santa eredità”. Pur se esiste una lunga tradizione iconografica della Madonna che porge il Rosario a san Domenico, in passato ordini religiosi differenti hanno commissionato, per gelosia, quadri raffiguranti la Madonna che porge il Rosario ad altri santi, a san Francesco e anche sant’Ignazio. Noi ci siamo battuti e, nel diciassettesimo secolo credo, siamo riusciti a convincere il papa a porre fine alla competizione: fu permesso di raffigurare la Madonna che porge il Rosario unicamente a Domenico! Ma perché questa semplice preghiera è così cara ai Domenicani? Forse perché al centro della nostra tradizione teologica risiede un’aspirazione alla semplicità. San Tommaso d’Aquino diceva che noi non possiamo comprendere Dio perché Dio è perfettamente semplice. La sua semplicità supera tutte le nostre concezioni. Noi studiamo, affrontiamo problemi teologici, sperimentiamo le nostre menti, con l’obiettivo di avvicinare il mistero di Colui che è totale

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semplicità. Dobbiamo andare al di là della complessità per raggiungere la semplicità. Esiste una falsa semplicità, della quale dobbiamo sbarazzarci: è la semplificazione di coloro che hanno sempre troppo facilmente una risposta per tutto, che sanno tutto in anticipo. Essi sono sia troppo pigri, che incapaci di pensare. Esiste poi la vera semplicità, quella del cuore, la semplicità degli sguardi chiari. E noi, non possiamo raggiungerla se non lentamente, con la grazia di Dio, avvicinandoci all’accecante semplicità di Dio. Il Rosario è semplice, in effetti, molto semplice, ma di quella semplicità saggia e profonda alla quale noi aspiriamo, e nella quale troveremo la pace. Si dice che diventando vecchio san Giovanni evangelista diventasse completamente semplice; che egli amasse giocare con una colomba, e che tutto ciò che diceva a coloro che andavano a trovarIo fosse: “Amatevi gli uni gli altri”. Né voi né io ci accontenteremmo di questa risposta! Nessuno ci crederebbe. Solo uno come san Giovanni, che ha scritto il più ricco e il più complesso dei Vangeli, può raggiungere la vera semplicità della saggezza e non dire nulla di più di: “Amatevi gli uni gli altri”. Allo stesso modo, solo uno come san Tommaso d’Aquino, dopo aver scritto la sua grande Summa Teologica, può dire che tutto ciò che ha scritto è come paglia”. Sì, il Rosario è molto semplice. Forse è un invito a scoprire la semplicità profonda che è la vera saggezza. Si diceva di Lagrange, uno dei fondatori degli studi biblici moderni, che egli facesse tre cose ogni giorno: studiare la Bibbia, leggere i giornali e pregare il Rosario! Mi piacerebbe inoltre dimostrare che non solo il Rosario è di una semplicità vera e profonda, ma anche che numerose delle sue caratteristiche sono autenticamente domenicane. Fr. Timothy Radcliffe O. P. Maestro dell’Ordine dei Predicatori

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Passano delle arcane armonie!

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ome la rosa è la regina dei fiori, così il rosario che dalla rosa prende il nome, è la regina delle devozioni. All’apparire di così bella preghiera, ogni casa diventò un santuario, i padri la insegnarono ai figli, i figli ai nipoti e il recitare il rosario in ogni famiglia fu considerato quasi come il sacerdozio e il sacrificio domestico: i defunti stessi non avrebbero creduto di dormire in pace nei loro sepolcri il sonno della morte, se tra le mani non stringevano il santo rosario. Dopo aver preso possesso dell’Europa, il rosario, portato dai missionari, si propagò nell’Asia, nell’Africa, entrò nelle abitudini di tutti i popoli che hanno abbracciato la fede in Gesù Cristo e in tempi di persecuzioni e di eresie fu l’espressione della fede cattolica. S. Francesco Saverio evangelizzò i pagani del Giappone e delle Indie portando al collo la corona di Maria e sul nascere dell’eresia di Lutero i cattolici inglesi per distinguersi dai protestanti, se ne fregiavano il petto. Il Padre Lacordaire, parlando appunto del rosario, ha questa bella sentenza: “Una devozione che dura molto tempo è segno evidente che risponde a un bisogno dell’uomo”. Faccio mia la frase del Lacordaire e dico “il rosario di Maria, come in un baleno, è propagato in tutto il mondo: il rosario di Maria possiede una vitalità divina che sfida i secoli, perciò risponde a un bisogno del popolo cristiano. Tra il rosario di Maria e il popolo cristiano passano delle arcane armonie che mi sembrano queste: il popolo cristiano ha bisogno di pregare per attingere alla fonte della grazia, ha bisogno di una scuola per conoscere, amare ed imitare Gesù Cristo, ha bisogno di

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un’arma efficace per scampare dai suoi Preghiera composta dal P. Lorgna: nemici, ebbene il rosario di Maria è appunto la preghiera più bella, la scuola più santa, l’arma potente del popolo O Vergine benedetta, cristiano. tu che mediante il Rosario La preghiera deve entrare nella vita sei la nostra dolce maestra, di ogni cristiano come parte essenziale, senza di essa non vi è né grazia, né illumina la nostra mente benedizione, né pieno frutto dei sacraperché possa penetrare menti. la bellezza dei santi misteri: Tutti i cristiani riconoscono questa muovi la volontà verità, molti però la trascurano, è questa negligenza la causa dolorosa di tanti a volere il bene mali. e a fuggire il male, E fu per scuotere la nostra pigrizia e fa che viviamo un giorno nella preghiera, fu per invitarci a pregare, non con le parole dell’uomo, ma assieme a te con le parole stesse di Dio, che la la vera vita Vergine benedetta apparve un giorno al nella patria beata. S. Patriarca Domenico e tutta raggiante di tenerezza materna gli regalò il rosaAmen rio con l’ordine di propagarlo in tutto il mondo. Il rosario, come lo definisce la Chiesa, è una certa maniera di pregare Dio e la Vergine Madre, nella quale insieme alla recita di quindici decine di Ave Maria, premessa ad ogni decina il Padre Nostro, si meditano i principali misteri della nostra fede. Da questa semplice preghiera voi potete facilmente comprendere che la prima delle due parti di cui si compone il santo rosario, è un mistico intreccio delle preghiere più belle di cui si gloria la Chiesa cattolica; il Padre Nostro e l’Ave Maria. Prendiamo in mano la santa corona e come Davide andava cantando sull’arpa le sue gioie e i suoi dolori, così noi su quest’arpa mariana, tra le pene dell’esilio, andiamo inneggiando al nostro Padre Celeste e alla Piena di grazia. Il rosario di Maria sia il nostro salterio divino, le cui preghiere risuonino sempre sul nostro labbro, come i salmi risuonavano sempre sul labbro di Davide, e a chi ci dicesse come mai non ci annoia ripetere sempre le stesse preghiere, rispondiamo con P. Lacordaire “L’amore non ha che una parola, che detta molte volte, non si ripete mai”. Ma il rosario non solo si compone delle preghiere più eccellenti del culto cattolico, ma anche ci propone di meditare i misteri eccelsi della nostra religione, perciò se per le preghiere vocali il rosario appare la preghiera più bella del popolo cristiano, per la meditazione dei misteri diventa la scuola più santa indicandoci le virtù del vero cristiano. Noi dobbiamo studiare e imitare Gesù Cristo, ecco tutta la scienza del vero cristiano. L’ha detto Gesù Cristo stesso “Io vi ho dato l’esempio perché facciate come io ho fatto” (Gv 13,15). L’ha detto anche S. Paolo “Guarda, o cristiano, Gesù Cristo, e imitalo”. Dovremo fare come il pittore che dipinge un ritratto. Con gli occhi fissi sull’originale, egli lo guarda e lo riguarda, e poi sulla tela va copiando ad uno ad uno i lineamenti: con

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uno sguardo continuo tra il suo lavoro e la figura contemplata egli corregge, riforma, aggiunge, perfeziona in modo che, alla fine del dipinto direte “Oh, veramente è una bella copia, sembra l’originale!”. Così dovremo fare noi. E i santi fanno proprio così, il segreto della loro santità, di quel loro trasformarsi di chiarezza in chiarezza è questo: studiare continuamente Gesù Cristo e imitarlo. Così, come già S. Pio V, oggi il Papa volge il suo sguardo non già alla acque di Lepanto, ma nei campi della Chiesa, ove si combatte una più ardua battaglia. E la sua voce grida ai popoli “Stringetevi compatti e combattete contro il nuovo islamismo, che è il paganesimo redivivo; ma in questa santa e difficile battaglia abbiate in mano il santo rosario, esso sia la vostra spada e la vostra bandiera”. Nello scorcio di questo secolo abbiamo visto la Vergine stessa che, quasi amica stella in mezzo alla tempesta di tanti errori e vizi, è venuta a raccomandare il suo rosario. Alludo all’apparizione di Lourdes. La santa Madre di Dio, si mostrò all’innocente pastorella dei Pirenei, in figura di donna, nel cui volto ridevano dolcemente tutte le grazie dell’età. Era biancovestita, sui suoi piedi spuntava una rosa d’oro. Le dita delle mani scorrevano i grani della corona, bianchi come alabastro e legati con filo giallo come la messe dei campi. Gli occhi levati al cielo, ella parve dire “Settecento anni or sono io inventai in paradiso il mio rosario e lo regalai alla terra per le mani di S. Domenico; oggi dopo settecento anni vengo a glorificarlo e lo porgo con le mie mani al mondo quale arma portentosa che vince Satana”. † P. Giocondo Lorgna o.p. (Predicazione dell’età giovanile)

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TI BASTA CIO’ CHE SAI O VUOI SAPERNE DI PIU? a cura di P. Roberto Maria Coggi O.P.

La “Catechesi sulla Santa Vergine” del Card. Charles Journet Parte quarta (conclusione)

Gli ultimi due capitoli della quarta parte hanno rispettivamente per titolo: 3) La Vergine durante la vita pubblica di Gesù Il Concilio Vaticano II a proposito della partecipazione di Maria Santissima alla vita pubblica di Gesù si esprime così: “Nella vita pubblica di Gesù la madre sua appare distintamente fin da principio, quando alle nozze in Cana di Galilea, mossa a compassione, indusse con la sua intercessione Gesù Messia a dar inizio ai miracoli (cfr. Gv 2 1-11). Durante la predicazione di lui raccolse le parole con le quali egli, mettendo il Regno al di sopra delle considerazioni e dei vincoli della carne e del sangue, proclamò beati quelli che ascoltano e custodiscono la parola di Dio (cfr Mc 3,35; Lc 11,27-28), come ella stessa fedelmente faceva (cfr. Lc 2,19 e 51)” (Lumen Gentium 58). Poi il Concilio passa a trattare della partecipazione della Beata Vergine alla Passione del Signore, tema che abbiamo già esaminato parlando della Corredenzione (cf. Rosarium 1/2001, pagg. 9-12). Vediamo, dunque, il testo del card. Journet.

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4) Morte della Vergine.


Testo del Card. Journet: Infanzia della Vergine 57) Si parla della Santa Vergine a proposito della vita pubblica di Gesù? Sì, soprattutto in due momenti: all’inizio della sua vita pubblica Gesù fa il suo primo miracolo a Cana perché pregato dalla Vergine (Gv 2, 1-11); ed alla fine, al momento di morire sulla Croce, Gesù dà la Santa Vergine per Madre a Giovanni (Gv 19, 26-27).

58) Si parla altrove della Vergine, nel Vangelo? San Marco racconta che, in una casa circondata dalla folla, Gesù è accusato dai suoi nemici di essere posseduto dai demoni. “I suoi, saputo ciò, andarono per portarlo via, poiché si diceva: Egli è pazzo! ... gli dissero: Ecco, fuori, tua madre e i tuoi fratelli che ti cercano! Egli rispose: chi sono mia madre e i miei fratelli? E gettando uno sguardo su quelli che erano seduti in cerchio intorno a lui, disse: Ecco mia madre e i miei fratelli. Chiunque fa la volontà di Dio, quegli è mio fratello, mia sorella e mia madre!”. (Mc 3, 20 e 32-35). Gesù non rinnega i legami della parentela temporale tra fratelli e sorelle, genitori e figli, ma egli vuole fondare, per l’al di là, i legami di una parentela nuova, che è spirituale, e che supera la prima per il suo splendore come il sole supera la luce del cero. D’allora in poi, la Vergine non dovrà più agire visibilmente sul piano della parentela temporale per difendere Gesù e consolarlo, ma soltanto invisibilmente, sul piano della parentela spirituale, per unirsi al suo amore delle cose di Dio ed alle sue sofferenze redentrici. Ma su questo piano, come sull’altro, ella resterà la prima. San Luca racconta che un’altra volta una donna di gran cuore, avendo preso la difesa di Gesù, gridò: “Benedetto il ventre che ti ha portato e il seno che ti ha allattato! Ma egli disse: Benedetti piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!” (Lc 11, 27-28). Ascoltare la Parola di Dio e osservarla, ecco ciò che faceva questa donna generosa. E Gesù le fece comprendere che ciò è precisamente quello che egli amava di più in sua Madre.

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59) La missione della Vergine era pubblica come quella degli apostoli? No. La missione della Vergine era di vegliare sulla vita nascosta di Gesù, di accompagnarlo fino alla morte. Poi di pregare e di soffrire in silenzio per la Chiesa: missione, insomma, nascosta.

Morte della Vergine 60) Si parla della Vergine dopo che Gesù è salito al Cielo? E’ detto, nel libro degli Atti degli Apostoli, che dopo l’Ascensione gli undici apostoli si ritirarono nel Cenacolo, e che “tutti uniti perseveravano nella preghiera, con le donne e Maria, Madre di Gesù, e i suoi parenti” (At 1,14). E’ là che lo Spirito Santo li visiterà nel giorno della Pentecoste (At 2,1). Ma che differenza! Per gli apostoli, principi dell’augusta gerarchia, la Pentecoste è un inizio, una partenza alla conquista dello spazio e del tempo. Per la Vergine, tutta nascosta nella grandezza della santità, la Pentecoste è la fine, l’annunzio della sua partenza per il Cielo.

61) Quando si festeggia la morte, la risurrezione e l’ascesa al Cielo della Santa Vergine? Si festeggia la morte, la risurrezione e l’ascesa al cielo della Santa Vergine verso la fine dell’estate, il giorno dell’Assunzione, il 15 agosto.

Commento: Della presenza della Beata Vergine alle nozze di Cana e al Calvario abbiamo già parlato esaminando il significato dell’appellativo “Donna” con cui Gesù si rivolge alla Madre (cf Rosarium 1/2000, pag. 14). Quanto ai due episodi riferiti da S. Marco e da S. Luca, bisogna tenere presente che Gesù si mette dal punto di vista degli interlocutori, che giudicavano le cose da un punto di vista esclusivamente umano. Quando Gesù dice: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?” vuole semplicemente dire che ci sono dei legami di maternità e di fratellanza più profondi di quelli del sangue. Egli non vuole in alcun modo negare il valore e l’importanza della maternità fisica della Beata Vergine Maria nei suoi riguardi.

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E così quando Gesù alle parole di lode della donna riguardo a sua Madre risponde: “Beati piuttosto coloro che ascoltano la Parola di Dio e la mettono in pratica”, non nega che la Beata Vergine Maria sia beata per la sua maternità fisica, ma dice che è molto più beata per la maternità spirituale che nobilitò e soprannaturalizzò tale maternità fisica. Qualcosa di simile si riscontra nell’episodio del “giovane ricco” (Mc 10,17), il quale si rivolge a Gesù dicendo: “Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?”. E Gesù risponde: “Perché mi chiami buono? Nessuno è buono se non Dio solo”. Certamente Gesù non nega di essere buono, ma vuole soltanto dire che la vera bontà è quella di Dio, e che quindi se egli è buono, veramente buono, è proprio perché è Dio. Anche qui si tratta veramente di passare da un modo puramente umano di pensare e di parlare, a un modo soprannaturale. Solo Dio è veramente buono, e quindi Gesù è buono perché è Dio. Solo la fede e la pratica della Parola di Dio rendono beati, e per questo la santissima Vergine è beata. Questo è l’insegnamento che Gesù ci vuole dare. Quanto infine all’osservazione del card. Journet secondo cui la Pentecoste, mentre fu per gli apostoli un inizio ed una partenza alla conquista dello spazio e del tempo, per la Beata Vergine fu la fine della missione terrena e l’annunzio della sua partenza per il Cielo, diciamo che sostanzialmente ciò è vero, ma non bisogna dimenticare che la Beata Vergine, per un numero di anni che non ci è dato di conoscere, assistette amorevolmente la Chiesa nei suoi primi passi, come aveva fatto qualche decennio prima con Gesù Bambino. Ella infatti non è soltanto Madre di Gesù, ma anche Madre della Chiesa. E certamente la sua testimonianza ebbe una parte decisiva nella prima stesura dei Vangeli, soprattutto quello dell’infanzia secondo S. Luca (capitoli 1 e 2) e quello di S. Giovanni. Ora, ciò avvenne nello spazio di un certo numero di anni dopo la Pentecoste. Non mi sembra quindi che si possa dire puramente e semplicemente che la missione della Beata Vergine Maria finì con la discesa dello Spirito Santo in tale giorno.

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... li valuta, li discute, li esamina e trae alla fine le sue conclusioni ... me lo ha ricordato in questi giorni, in maniera prepotente, un magnifico libro: “DICONO CHE È RISORTO” DI VITTORIO MESSORI, pubblicato dalla SEI (Società Editrice Internazionale) di Torino. Da anni, Vittorio Messori, grande scrittore, serenamente e gioiosamente cattolico, s’impegna in straordinarie inchieste su eventi della fede. E i suoi libri sono conosciuti e apprezzati in tutto il mondo. Basti pensare alla sua celebre intervista a Giovanni Paolo Il, “Varcare le soglie della speranza”, pubblicata da Mondadori, che è stata tradotta in 53 lingue. Il libro che ora Messori ha scritto riguarda appunto la Risurrezione di Gesù. Il sottotitolo dice “Indagine sul Sepolcro vuoto”. «È la conclusione di un mio percorso di ricerca iniziato 24 anni fa con “Ipotesi su Gesù”», mi ha spiegato lo scrittore. “Io sono un convertito. La mia formazione intellettuale si è completata all’Università di Torino dove mi sono laureato in Scienze Politiche, allievo dei grandi maestri dell’agnosticismo italiano. Quando ho cominciato a sentire il richiamo della fede, mi sono immerso nella lettura dei Vangeli e mi interrogavo. Mi chiedevo se era razionalmente possibile dare credito storico a quei racconti sulla vita di Gesù. Nacque così “Ipotesi su Gesù” libro uscito in sordina e che poi è diventato una specie di “caso” in quanto è stato pubblicato e ripubblicato, tradotto in una cinquantina di lingue. Evidentemente i dubbi e gli interrogativi che si affacciavano alla mia mente affliggevano tante altre persone, e la mia ricerca ha aiutato molti a risolverli» .

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Messori aveva imboccato una strada che si era subito rivelata importantissima. Il suo stile chiaro e concreto da rigoroso giornalista, la sua preparazione intellettuale severa e vasta, erano doti preziosissime al servizio di un argomento troppo spesso maltrattato. Si rese conto che “doveva continuare”. «Ho voluto, quindi, interrogarmi sul mistero pasquale di Cristo: la sua passione e morte» dice ancora Messori «ed ho scritto “Patì sotto Ponzio Pilato?”. Anche qui, accanto al titolo ho messo un punto interrogativo per far capire che si tratta di un’inchiesta, di una ricerca, dove niente viene dato per scontato. E alla fine ho affrontato la Risurrezione con questo “Dicono che è risorto”». La caratteristica straordinaria di questi libri, come Messori stesso sottolinea, sta nel fatto che l’autore non si pone di fronte ad una verità accettandola con rispetto e commentandola con devozione. Si cala nei panni di chi è pieno di dubbi e va alla ricerca di tutti gli argomenti favorevoli o contrari. Poi li valuta, li discute, li esamina e trae alla fine le sue conclusioni. Conduce, in questo modo, il lettore per mano, in un lungo viaggio, documentato, rigoroso, attento, intelligente. E anche il lettore prevenuto, il più dubbioso, il più scettico, non può non condividere le scelte di percorso perché Messori è informatissimo, aggiornatissimo, spietato, freddo, imparziale. «Ho dedicato otto anni di lavoro a quest’opera», mi dice lo scrittore. «La Risurrezione di Cristo è il tema principale del cristianesimo, quello su cui si basa tutta la Fede. Insegna una verità così grande da essere a volte ritenuta impossibile perfino da teologi cattolici. Ce ne sono diversi, infatti, nel nostro tempo, che non hanno il coraggio di testimoniarla apertamente insinuando che, forse, la Risurrezione potrebbe essere solo un fatto spirituale, simbolico. Ma questo è il più grande errore che si possa commettere. I Vangeli ci hanno testimoniato proprio il contrario. Essi insegnano senza indecisioni questa verità, che è la più sconvolgente, la più rivoluzionaria, la più straordinaria che si possa immaginare: Cristo è risorto nella sua persona, anima e corpo, e si trova in Cielo, cioè in quella dimensione che noi non siamo in grado, ora, di concepire, con il suo corpo di carne. San Paolo diceva che questo era scandalo per gli ebrei e follia per i pagani. Ma aggiungeva che: “Se Cristo non fosse risorto, vana sarebbe la nostra fede”. Proprio perché Cristo non è risorto per se stesso, ma per l’uomo, per dare all’uomo la vita eterna dello spirito e del corpo. A pensarci bene, è veramente una follia credere ad una cosa del genere, ma non dobbiamo dimenticare che questo è il fondamento della fede cristiana. Se crolla questo, crolla tutto, il Cristianesimo non avrebbe più alcun senso». In quasi trecento fitte pagine, dove non una parola è ovvia, inutile, superflua, Vittorio Messori esamina con pignoleria e passione i racconti evangelici della Risurrezione di Cristo e ci offre uno dei più significativi libri che siano stati scritti sull’argomento, certamente il più chiaro e aggiornato. Renzo Allegri

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e sta cc ar

IL S. ROSARIO con S. MASSIMILIANO MARIA KOLBE

MISTERI DELLA GIOIA PRIMO MISTERO GAUDIOSO L’annunciazione dell’angelo a Maria

Nell’Annunciazione vediamo Maria sublime e contemporaneamente umilissima, signora e insieme serva, Madre di Dio e nello stesso tempo di un uomo, anche il più grande tra i figli degli uomini, ma appunto un uomo. Quale differenza, infatti, tra la Madre di Dio e la Madre di un uomo!

SECONDO MISTERO GAUDIOSO La visita di Maria alla cugina Elisabetta “Ad Jesum per Mariam”: attraverso Maria si va a Gesù ed è proprio la via più bella, più piacevole e più sicura. Affidandoci al cuore della madre, e di una simile madre, ci si avvicina al cuore del Figlio. Ecco la voce di questa solenne festa della Visitazione. Ed è Maria stessa che lo porta e in modo straordinariamente consolante, il modo appunto di cui noi abbiamo tanto bisogno.

TERZO MISTERO GAUDIOSO La nascita di Gesù Che cosa pensavi, o Immacolata, allorché per la prima volta deponevi il Divin Pargoletto in quel poco fieno? Quali sentimenti inondavano il tuo cuore mentre Lo avvolgevi in fasce, Lo stringevi al cuore e lo allattavi con il tuo seno? Tu sapevi bene Chi era quel bambino poiché i profeti avevano parlato di Lui e Tu li comprendevi meglio di tutti i farisei e studiosi della Scrittura. Lo Spirito Santo aveva donato una quantità incomparabilmente maggiore di lumi a te che non a tutte le altre anime insieme. Eccolo ora davanti a Te, debole neonato. Quali sentimenti di umiltà, di amore, di riconoscenza dovettero ricolmare il Tuo cuore mentre ammiravi l’umiltà, l’amore e la riconoscenza che il Dio incarnato aveva nei Tuoi confronti.

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QUARTO MISTERO GAUDIOSO La presentazione di Gesù al Tempio Ella è la Madre di Dio, ed anche in noi è la Madre di Dio perché Maria ci rende madri che generano Gesù Cristo nelle anime degli uomini... fare entrare Maria in tutti i cuori, farla nascere i tutti i cuori, affinché Ella -entrando in questi cuori- possa partorirvi il dolce Gesù facendolo crescere fino all’età perfetta. Che bella missione! La divinizzazione dell’uomo fino a farlo diventare uomo-Dio per mezzo della Madre dell’Uomo-Dio.

QUINTO MISTERO GAUDIOSO Il ritrovamento di Gesù tra i dottori nel tempio

Venne poi nel mondo il Redentore, l’Uomo-Dio, Gesù che diede inizio alla sua missione, si mise ad insegnare la via verso il Cielo ponendosi dipendente dell’Immacolata, come un figlio nei confronti della propria madre e, adempiendo il quarto comandamento, per i trentatré anni di permanenza sulla terra, onora la propria Madre e si pone al suo diretto e completo servizio, per compiere la volontà di Dio Padre.

MISTERI DEL DOLORE PRIMO MISTERO DOLOROSO L’agonia di Gesù nell’orto degli ulivi L’uomo ha ricevuto da Dio il libero arbitrio. E’ un dono così magnifico che distingue l’uomo da tutte le creature e ognuno è sensibile su questo punto. Noi combattiamo per la libertà, trasgrediamo parecchie prescrizioni, ma tutto per la nostra tendenza alla libertà. Esiste perfino il partito degli anarchici che mira proprio al fatto che nessuno limiti la libertà. A tale scopo tende il mondo. L’insegnamento di Gesù non è però questo. Tante volte Gesù ha ripetuto di essere sulla terra per compiere la volontà del Padre. Nell’Orto degli Ulivi, nelle sofferenze ripeteva: “Padre, non come voglio io, ma come vuoi tu”.

SECONDO MISTERO DOLOROSO La flagellazione di Gesù alla colonna Se in questo mondo non ci fossero le croci, non ci sarebbe di che meritarsi il Paradiso. Le croci, sia interne che esterne, sono indispensabili... Sappiamo trarre profitto da ogni cosa per esercitare la nostra anima alla pazienza, all’umiltà, all’obbedienza... e le croci non saranno più tanto pesanti. Del resto, noi non proclamiamo che attraverso l’Immacolata possiamo tutto? Dimostriamolo, quindi, con l’azione!

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TERZO MISTERO DOLOROSO L’incoronazione di spine

Nella vita non si tratta di amare la croce come tale, allo scopo di non sentirne il dolore, ma di dire: “non la mia volontà...” ad imitazione di Gesù. La volontà vuole camminare lungo la via della croce, lungo la via dell’amore. Ricordiamoci che noi siamo protesi verso la resurrezione anche attraverso la sofferenza.

QUARTO MISTERO DOLOROSO Gesù sale al Calvario carico della croce

... ma questo non bastava: per mostrarmi da vicino che mi amavi con tanta tenerezza, sei sceso dalle più pure delizie del paradiso su questa terra infangata e piena di lacrime, hai condotto una vita in mezzo alla povertà, alle fatiche ed alle sofferenze; e infine, disprezzato e deriso, hai voluto essere sospeso tra i tormenti su un turpe patibolo in mezzo a due canaglie... O Dio d’amore, mi hai redento in questo modo terribile, ma generoso!

QUINTO MISTERO DOLOROSO La morte in croce di Gesù Facciamo con l’Immacolata una specie di contratto, dicendole: “Madre tutta santa, io mi dono a Te spinto dal mio amore, affinché se tu lo vuoi, possa rimanere in questo campo di sofferenza, anche se gli altri torneranno alle loro case. Io resterò qui per soffrire, nell’abbandono e nel disprezzo, senza amici, senza la benché minima parola di conforto. E per questo, o Maria, io mi dono a Te, per morire su questo misero tavolaccio circondato da gente dal cuore insensibile e freddo, ed essere seppellito là presso il bosco vicino al lugubre cimitero...”.

MISTERI DELLA GLORIA PRIMO MISTERO GLORIOSO La resurrezione di Gesù da morte

Carissimi figlioli, nelle difficoltà, nelle tenebre, nelle debolezze, negli scoraggiamenti ricordiamoci che il Paradiso... il Paradiso si sta avvicinando. Ogni giorno che passa è un giorno intero in meno di attesa. Coraggio, dunque! Ella ci attende lassù per stringerci al suo Cuore!

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SECONDO MISTERO GLORIOSO L’ascensione di Gesù al Cielo Figlioli cari, desidero dirvi a mio ricordo qualche cosa... oh, sapete figli cari, quanto sono felice... Il mio cuore trabocca di felicità e pace. Tanta felicità e tanta pace quanta se ne può gustare quaggiù... Vi ho detto che sono molto felice e traboccante di gioia perché con tutta certezza mi è stata data l’assicurazione del Cielo... Quanto vi ho detto è accaduto in Giappone. Vi ho rivelato il mio segreto e l’ho fatto per infondervi forza ed energia spirituale nelle asprezze della vita... Vi prego di non riferire a nessuno queste cose finché io sono in vita.

TERZO MISTERO GLORIOSO L’effusione dello Spirito Santo su Maria e gli Apostoli riuniti nel Cenacolo

E’ compito dello Spirito santo formare sino alla fine del mondo le nuove membra dei predestinati del corpo mistico di Cristo... Anche dopo la morte di Cristo, lo Spirito Santo opera ogni cosa in noi attraverso Maria.

QUARTO MISTERO GLORIOSO L’assunzione di Maria al Cielo L’Immacolata ha lasciato la terra, ma la sua vita è penetrata e si è dilatata sempre più nelle anime. Se tutte le anime che hanno già percorso il pellegrinaggio terreno e che vivono attualmente in questo mondo potessero pronunciarsi, si dovrebbero pubblicare un numero incalcolabile di grossi volumi testimonianti l’attività dell’Immacolata, tenera Madre delle anime redente dal Sangue sacratissimo del Suo divin Figliolo. Anche questi volumi, tuttavia, conterrebbero unicamente quello che tali anime possono aver riconosciuto come grazie speciali dell’Immacolata, mentre ogni grazia giunge all’anima dalle mani della Mediatrice di tutte le grazie e non c’è istante in cui non fluiscano in ogni anima sempre nuove grazie: grazie di illuminazione dell’intelligenza, di irrobustimento della volontà, di incitamento al bene; grazie ordinarie e straordinarie, grazie riguardanti direttamente la vita temporale e la santificazione dell’anima.

QUINTO MISTERO GLORIOSO L’incoronazione di Maria Regina del Cielo e della terra Ella è la Regina dell’universo, la Regina del Cielo e della terra. In Paradiso tutti la riconoscono loro Regina. L’inferno la odia e trema davanti a Lei, mentre qui sulla terra quante anime ancora non la conoscono, oppure, conoscendola troppo poco o facendo addirittura comunella con i demoni, non la onorano, la odiano. In ogni tempo, in diverse località del globo terrestre sono nate delle anime, le quali, infiammate d’amore verso di Lei, hanno acceso tale amore attorno a sé. Hanno dato vita ad associazioni per conquistare in modo efficace i cuori a Lei ed hanno consacrato a Lei tutta la loro vita.

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a S. Domenico di Bologna il 1° aprile 2001 CON LA FRATERNITA AL RADUNO DEL SANTO ROSARIO

L

’invito al raduno, promosso dal Movimento Domenicano del Rosario, presentato da Maria Grazia Varaldo alla nostra fraternita di Faenza, in occasione dell’incontro mensile di preghiera, è stato accolto da noi con interesse sia per il programma che per il desiderio di trascorrere nella basilica del Santo un’intera giornata in preghiera insieme a Maria. Ci aveva incuriosito la presentazione del libro “Dicono che è risorto. Un’indagine sul sepolcro vuoto” fatta dall’autore, Vittorio Messori, noto per la chiarezza e la ricchezza di documentazione di precedenti pubblicazioni riguardanti la figura di Gesù. Abbiamo perciò stabilito d’anticipare l’orario di partenza per giungere a Bologna in tempo utile ad ascoltare il relatore fin dall’inizio. E’ stata una scelta opportuna oltre che doverosa: siamo riuscite infatti a trovare un posto buono nel Salone della Biblioteca che ci ha permesso di seguire bene la relazione. Se avessimo tardato avremmo dovuto infatti accontentarci di sedie aggiunte nell’attiguo salone a causa della numerosa partecipazione dei convenuti. Il ritardo iniziale di alcuni partecipanti giunti con i pullman ha permesso uno scambio di saluti fra i convegnisti, in maggioranza membri di fraternite del rosario e presenti in gioiosa compagnia d’intere famiglie, tutti con “foulard del Rosario” predisposto per l’occasione. Finalmente P. Mauro, promotore provinciale del Rosario, ha dato inizio all’incontro porgendo il suo saluto ai convenuti e affidando al dott. Messori il compito della recita del 1° mistero glorioso e della presentazione del suo libro. E’ stata questa la testimonianza di un giornalista consapevole dell’importanza e della delicatezza del compito assunto di fronte a quello che lui stesso definisce nell’introduzione del libro «lo spessore vertiginoso di questo Mistero per eccellenza: il ritorno glorioso alla vita del crocifisso», ma al tempo stesso l’espressione di un desiderio d’approfondire e possibilmente rispondere ai tanti interrogativi che da duemila anni interpellano credenti e non credenti. L’autore ha anticipato nel suo intervento alcuni quesiti a cui ha cercato di rispondere, con l’aiuto di tanti studiosi che nella storia bimillenaria della Chiesa ne hanno scritto, definendosi “un nano salito sulle spalle di giganti”. Il “sepolcro vuoto” racchiude in sé il mistero fondamentale della nostra fede ed è perciò una domanda sempre attuale, rivolta a tutti e a ciascuno; il testo pubblicato è quindi un aiuto per penetrarlo con qualche elemento conoscitivo ulteriore, senza la presunzione di poterlo comprendere: «e

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Nelle foto: L’abside, il chiostro, la tomba e il Reliquiario di S. Domenico della Basilica di Bologna

vide e credette» di Giovanni apostolo resta sempre la speranza di ciascuno di noi, nonostante la ricerca di un “semplice parroco di campagna” che ne ha tentato una spiegazione studiando usi e costumi delle tradizioni funerarie degli Ebrei. E’ con questa anticipazione che l’autore ha concluso il suo intervento ed è con questa riflessione che tutti insieme, dopo una fraterna condivisione del pasto, abbiamo potuto riunirci in preghiera con la recita meditata del santo rosario ed assistere alla solenne celebrazione della santa Messa officiata dal Provinciale dell’Italia del Nord P. Bernardino Prella insieme a P. Mauro, Don Stanislao -coadiutore del parroco della Collegiata di Argenta e promotore del rosario vivente- e il P. Toschi di Bologna. Fraternita Laica Domenicana “S. Pio V” di Faenza (Ra) P.S. Merita una nota particolare la partecipazione di numerosi bambini che hanno seguito un programma alternativo gestito, in comunione con il P. Mauro, dalle Suore Domenicane di S.Caterina da Siena della comunità di Via Palestro in Bologna... su questo si potrà leggere la diretta testimonianza dei bambini nella pagina a loro riservata.

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...UN’ONDA IN UN MARE BENEDETTO!

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aro P. Mauro, il raduno di domenica scorsa è stato “onna blezza” (una bellezza)! Ho avuto la gioia di sentirmi un’onda in un mare benedetto: una partecipazione totale, gente devotissima ed entusiasta e... io mi sono sentito onorato di farne parte! Gente semplice... anche alla faccia di chi afferma che l’Ordine Domenicano è troppo “elitario”, “altezzoso”, “distaccato” ed altre corbellerie del genere. I domenicani sono, sì, gente molto colta, ma non per questo “lontani” dal popolo! Chi dice questo non conosce il Fondatore e i suoi figli spirituali... perché non li vuole conoscere! E io ringrazio Dio e la Vergine che dieci anni fa “ordinarono” a S. Domenico di richiamare all’ovile di Cristo questo peccatore ed ex bestemmiatore. Se la statua del Santo mi volta le spalle quando lo guardo dall’ufficio, lo fa per dirmi “seguimi”, e sento che mi ama... S. Domenico, non la statua naturalmente. Ho visto anche il francescano P. Toschi che ha risposto con tantissima affabilità al mio saluto, anche se non lo vedevo da ben otto anni... e si ricordava di me! Debbo fare anche i complimenti al coro di Bianconese-Fontanellato, anche per l’Ave Maria di Archadelt, che cantavo anch’io quando ero nella schola cantorum di Monte Donato, dal compianto don Felice Contavalli. Padre, concludo con un saluto ed un’Ave Maria per Lei... arrivederci Maurizio

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12 SETTEMBRE

IL SANTO NOME DI MARIA

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l nome nel mondo orientale non è frutto solo di gusto o di moda o di convenzione, è la definizione di una persona o di una realtà. Per questo nella Bibbia i nomi dei vari personaggi vengono interpretati, sovente in modo libero, per cogliere il significato profondo o simbolico di ognuno in particolare. Abramo è spiegato come padre di una moltitudine; Giovanni significa colui che ha ricevuto grazia... Nome uscito dal cuore di Dio. Oltre al ricordo storico della istituzione della festa, ci interessa il significato del nome benedetto dato alla futura Madre di Dio e nostra. Il nome presso i Giudei aveva un’importanza grandissima e si soleva imporre con solennità. Sappiamo dalla Scrittura che Dio intervenne qualche volta direttamente nella designazione del nome da imporre a qualche suo servo. L’angelo Gabriele previene Zaccaria che suo figlio si chiamerà Giovanni ed egli ancora dice a Giuseppe, spiegandogli l’Incarnazione del Verbo: “Gli porrai nome Gesù”. Si può quindi pensare che Dio in qualche modo sia intervenuto, perché alla Santissima Vergine fosse imposto il nome richiesto dalla sua grandezza e dignità. Gioacchino ed Anna imposero alla loro bambina il nome di Maria, che al mondo intero è tanto caro.

IL NOME MARIA “In ebraico Miryam, in greco Mariam o Maria (nella Bibbia dei Settanta, nei Vangeli e negli Atti Degli Apostoli). E’ un nome molto diffuso in Palestina ai tempi del Cristo e analogo ad altri documentati da “ostraka” e iscrizioni antichissime scavate nelle regioni vicine, come mrym delle tavolette di Ugarit (XV-XIV secolo a.C.) scoperte a Ras Shamra sulla costa fenicia. A seconda delle radici semitiche alle quali i filologi la fanno risalire, Maria potrebbe significare anche ribel-

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le, l’amara o la forte, o più probabilmente colei che si innalza o che è innalzata - il Vangelo direbbe riempita di grazia - oppure ancora profetessa, Signora, veggente, amata da Dio nella cultura egizia. La tradizione cristiana, che si basa sulla traduzione che san Gerolamo fa dell’ebraico mar yam ( goccia di mare), in latino stilla maris, ha formato il poetico Stella maris, stella del mare, con cui viene esaltata la madre di Gesù, chiamata il più delle volte Maria Vergine” (A-M. GERARD, Dizionario della Bibbia, BUR Rizzoli, Milano 1994, vol. I. p.1009). Storia della festa. La festa del santo nome di Maria fu concessa da Roma, nel 1513, ad una diocesi della Spagna, Cuenca. Soppressa da san Pio V, fu ripristinata da Sisto V e poi estesa nel 1671 al Regno di Napoli e a Milano. Il 12 settembre 1683, avendo Giovanni Sobieski coi suoi Polacchi vinto i Turchi che assediavano Vienna e minacciavano la cristianità, S. Innocenzo XI, in rendimento di grazie, estese la festa alla Chiesa universale e la fissò alla domenica fra l’Ottava della Natività. Il santo Papa Pio X la riportò al 12 settembre. Il tuo nome è un olio sparso “I Santi si sono compiaciuti di paragonare il nome di Maria a quello di Gesù. San Bernardo aveva applicato al Signore il testo del Cantico dei Cantici, I, 3: “Il tuo nome è un olio sparso” perché l’olio dà luce, nutrimento e medicina. Anche Riccardo di san Lorenzo dice: “Il nome di Maria è paragonato all’olio, perché, dopo il nome di Gesù, sopra tutti gli altri nomi, rinvigorisce i deboli, intenerisce gli induriti, guarisce i malati, dà luce ai ciechi, dona forza a chi ha perso ogni vigore, lo unge per nuovi combattimenti, spezza la schiavitù del demonio e, come l’olio sorpassa ogni liquore, così il nome Maria sorpassa ogni altro nome” (De Laudibus B. M. V. l. II, c. 2). Altre interpretazioni. Oltre sessantasette interpretazioni diverse sono state date al nome di Maria secondo che fu considerato di origine egiziana, siriaca, ebraica o ancora nome semplice o composto. Non vogliamo trattenerci sulle interpretazioni e scegliamo le quattro principali riferite dagli antichi scrittori. “Il nome di Maria, dice Sant’Alberto Magno, ha quattro significati: illuminatrice, stella del mare, mare amaro, signora o padrona” (Comm. su san Luca, I, 27). Illuminatrice. È la Vergine Immacolata giammai offuscata da ombra di peccato; è la donna vestita di sole; è colei la cui vita gloriosa ha illustrato tutte le Chiese; infine è colei, che ha dato al mondo la vera luce, la luce di vita. Stella del mare. La liturgia la saluta così nell’inno, tanto poetico e popolare, Ave maris stella e ancora nell’Antifona dell’Avvento e del tempo di Natale: Alma Redemptoris Mater. Sappiamo che la stella del mare è la stella polare, che è la stella più brillante, più alta e ultima di quelle che forma-

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no l’Orsa Minore, vicinissima al polo fino a sembrare immobile e conservare una posizione quasi invariabile per lunghe notti. Per questo fatto è di molta utilità per orientarsi sulla carta del cielo e aiuta il navigante a dirigersi, quando non possiede la bussola. Così Maria, fra le creature, è la più alta in dignità, la più bella, la più vicina a Dio, invariabile nel suo amore e nella sua purezza; per noi è esempio di tutte le virtù, illumina la nostra vita e ci insegna la via per uscire dalle tenebre e giungere a Dio, che è la vera luce. Mare amaro. Maria è detta così nel senso che, nella sua materna bontà, rende amari per noi i piaceri della terra, che tentano di ingannarci e di farci dimenticare il vero ed unico bene; lo è ancora nel senso che durante la Passione del Figlio il suo cuore fu trapassato dalla spada del dolore. È mare, perché, come il mare è inesauribile, inesauribili sono la bontà e la generosità di Maria per tutti i suoi figli. Le gocce d’acqua del mare non possono essere contate se non dalla scienza infinita di Dio e noi possiamo appena sospettare la somma immensa di grazie che Dio ha deposto nell’anima benedetta di Maria. Signora o padrona. Maria è veramente nostra Signora. Signora vuol dire Regina, Sovrana. Regina è veramente Maria, perché la più santa di tutte le creature, la Madre di Colui, che è Re per titolo di Creazione, d’Incarnazione e Redenzione. Associata al Figlio in tutti i suoi misteri, a lui è gloriosamente unita in cielo in corpo e anima; eternamente beata intercede continuamente per noi, applicando alle nostre anime sia i meriti da lei acquistati sia le grazie delle quali è fatta mediatrice e dispensiera. Discorso di san Bernardo. Nel contesto di tale festività diviene quasi un obbligo riportare la conclusione della seconda omelia di san Bernardo sul Vangelo Missus est, Lc 1, 26-38 : “E il nome della Vergine era Maria. Questo nome, che significa stella del mare, si adatta perfettamente alla Madre di Dio, perché, come l’astro emette il suo raggio, così la Vergine concepisce suo Figlio e il raggio non diminuisce lo splendore della stella e il Figlio non diminuisce la verginità della Madre. Nobile stella sorta da Giacobbe, il cui raggio illumina il mondo, splende nei cieli, penetra l’abisso, percorre la terra. Riscalda più che i corpi le anime; inaridisce il vizio, feconda la virtù. Sì, Maria è l’astro fulgente e senza uguali, che scintilla di meriti e rischiara coi suoi esempi la nostra vita, sovente mare tempestoso. Chiunque tu sia che nel flusso e riflusso della storia abbia l’impressione di camminare in mezzo alla tempesta turbinante, non distogliere gli occhi dall’astro splendido, se non vuoi essere inghiottito dall’uragano. Se si desta la burrasca delle tentazioni, se si drizzano gli scogli delle tribolazioni, guarda la stella ed invoca Maria. Se sei in balìa dei flutti della superbia o dell’ambizione, della calunnia o della gelosia, guarda la stella ed invoca Maria. Nei pericoli, nelle angosce, nel dubbio pensa a Maria, invoca Maria”.

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TESTI LITURGICI PROPOSTI Nei testi della Messa per il Santo Nome di Maria tutta la gloria è resa a Dio Padre per il Nome di Gesù, cioè per la Persona del Figlio suo, “nel cui nome è tutta la nostra salvezza: davanti a lui si piega infatti ogni ginocchio in cielo, in terra e sotto terra. Ma, nella sua Provvidenza, Dio ha voluto che risuonasse sulla bocca dei fedeli anche il nome di Maria. Il popolo cristiano guarda a lei come fulgida stella, la invoca come Madre e nei pericoli a lei ricorre come a sicuro rifugio” (Prefazio). Del resto è il compito, è la missione di Maria nella storia della salvezza di ieri e di oggi. Il nome della Vergine è qualificato come glorioso - aggettivo mutuato dal personaggio di Giuditta - e Dio lo ha tanto esaltato, che sulla bocca di tutti sarà sempre la sua lode (Antifona d’Ingresso). Il suo nome è detto pure santo, in quanto designa la Donna che fu tutta piena di grazia (Vangelo). La Vergine è chiamata poi Madre, perché dal Figlio eletta a nostra Madre (Colletta); lo sanno i fedeli e perciò con immensa fiducia si affidano alla sua protezione, sperimentando la dolcezza della sua maternità. A questa Madre-Regina, nell’orazione dopo Comunione, la liturgia chiede di essere guida e patrocinio di quanti si gloriano del nome cristiano, affinché adeguandosi alle scelte del Battesimo, aderiscano con tutta l’anima a Cristo, così da vivere solo per lui e a lui solo piacere. Stupenda anche la prima lettura tratta dal libro del Siracide (Neo-Volg. 24, 23-31). Io , come vite, produco germogli di grazia, e i miei fiori danno frutti di gloria e di rettitudine. Io sono la madre del bell’amore e del timore, della conoscenza e della santa speranza. In me è la grazia per ogni via e verità, in me ogni speranza di vita e virtù. Avvicinatevi tutti a me, voi che mi desiderate e saziatevi dei miei frutti. Poiché il mio insegnamento è più dolce del miele, e il possedermi è più dolce del favo di miele. Il mio ricordo durerà di generazione in generazione. Quanti si nutrono di me, avranno ancora fame ; e quanti da me si dissetano, avranno ancora sete. Chi mi ascolta, non sarà deluso; e chi compie le mie opere, non peccherà. Chi mi rende onore, avrà la vita eterna. La pietà popolare ha tradotto questa splendida pagina biblica nel commovente e poetico inno: Nome dolcissimo, nome d’amore. don Vincenzo Mercante

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nuovi iscritti al movimento domenicano del rosario a) sono stati iscritti all’associazione del Rosario Vivente: 1) da Nina Valvo di Canicattini Bagni (Sr): Lina Franzò e Nina Mangiafico di Catania, Pina Valvo di Paternò (Ct), Emanuela Valvo - Tita Leone Lucia Zoccò - Giuseppina Sipalà - Maria Carmen Di Stefano - Tina Italia - Concettina Valvo - Mimma Bordonaro - Mimma Bordonaro - Marianna Adamo - Maria Pina Uccello - Tina Amodio e Lucia Valvo di Canicattini Bagni (Sr). 2) da Francesca Santandrea di Castelbolognese (Ra): Linda Silvagni, Mariarosa Minzoni, Laura Linari, Apollonia Piancastelli, Anna Ronchi, Eleonora Di Matteo, Caterina Faziani, Derna Vinieri, Cesarina Dal Pane, Rosetta Tomba, Marcella Fabbri, Gemma Valli, Rino Amadori, Libera Tamburri, Giancarlo Zambelli di Castelbolognese (Ra). 3) da Paola Valvo di Busto Arsizio (Va): Erminia Mantegazza e Anna Pippia di Saronno (Va), Maria Barbalace di Nerviano (Mi), Maria Rosa Di Stefano di Canegrate (Mi), Virginia Della Foglia di Legnano (Mi), Elena Tagliabue e Carla Masina di Gorla Minore (Va), Angela Pagano Antonella Mazzalovo - Paolo Andrioli - Milena Bianchi - Sara Donnola - Ivan Cavallaro - Nicola Cavallaro e Concetta Carnovale di Busto Arsizio (Va). 4) da Enzo Grossi di Bologna: Luisa e Roberto Natali di Bologna, Ugo e Gabriella Orsati di Pianoro (Bo), Angelina Turchi - Michele e Silvia Zaghini Santina Venturoli - Lucia Toniolo - Laura e Mario Viaro - Daniela Gattuso - Lina Pancaldi - Giorgio Gabusi e Valeria Vannini di Castenaso (Bo). 5) da Don Attilio Galli di Ascoli Piceno: Pizi Maria, Porfili Ernesta, Premici Emilia, Raimondi Olimpi Giulia, Romano Anna Maria, Rosa Maria Isabella, Sabbatucci Valentina, Salvi Pina, Santa Maria Giuseppina, Sassetti Tassi Maria Antonietta, Scaiola Silvia, Scancella Filomena, Scarsi Maria Antonietta, Scattolini Anna, Scattolini Liliana. 6) da Maria Luisa Donati di Milano: Lidia Agostoni di Sesto S.Giovanni (Mi), Danilo Ferrari di Somma Lombarda (Va), Hegi Giuseppina Zamperoni di Morbio Inferiore, Tea Treu di Macugnaga (No), Lella Bodrato - Luigia Bonifacio - Angela e Daniela Bonomi - Annamaria Brighetti - Grazia Ceccattoni - Marisa Contini Maria Luisa Donati - Dina Favuzzi - Roberta Reali ed Elda Trovato di Milano. 7) da Eleonora Di Matteo di Castelbolognese (Ra): Chiara Calore - Antonio Castaldi - Martina Ciotti - Andrea Di Paola - Lucrezia Del Pomo Vincenzo Marasca - Alessandro Muccinelli - Elisa Neri - Angela Predico - Luca Prete - Lorenzo Raccagna - Simone Rivola - Cristina Sansosti e Michela Visani. 8) da Patrizia De Paola di Magnago (Mi): Suor Rosita e Suor Caterina - Fiorella Fontana - Mascia Ferrario - Barbara Colombo - Alessia Galazzi Elena Meloncelli - Carla Picco - Eleonora Milani di Bienate (Mi), Elena Lore di Magnago (Mi), Nazzarena Maggi di Legnano (Mi), Rosalba Gianfagna di Campobasso, Nicoletta Gottardo di Rubano (Pd), Lina Ornelli di Sasso Marconi (Bo), Emma ed Elena Corvo di Pesaro. 9) dalle Suore Domenicane di Melegnano (Mi): Arianna Soffientini - Eleonora Rizo - Matteo Monselli - Veronica Ruberto - Francesca Signorini Claudia Rossoni - Valentina Ciserani - Giulia Spoldi e Filippo Granata di Melegnano (Mi), Luca Bertoni - Sara Petrilli e Ilaria Salerno di Vizzolo Predabissi(Mi), Gianluca Fabietti e Luca Rossi di Colturano (Mi), Davide Denigri di S.Zenone al Lambro (Mi). 10) da Francesca Santandrea di Castelbolognese (Ra): Sabina Sedani, Anna Balducci, Maurizio Torsani, Tommasina Dall’Arno, Anna Berna Gozzi, Giuseppina Bassi, Lucia Cimatti, Marisa e Lucia Sangiorgi, Milena Bertelli, Loretta Bosi, Anna zaniboni, Cesare Gaddoni, Angelina Maranini e Piera Morini di Castelbolognese (Ra). 11) da Don Stanislao Maciale di Argenta (Fe): Ubaldo Ragazzi, Fernanda Pavignani, Orazio Roncarati, Luciana Roncarati, Maria Giovanna Fiorentini, Elda Graldi, Laura Gambetti, Andrea Padoan, Sabrina Padoan, Valeria Medini, Giovanna Venturini, Augusta Cassani, Valeria Cattin, Orlandini Buldrini, Luisa Zenisi Bondanelli di Argenta (Fe). 12) da Paola Valvo di Busto Arsizio (Va): Anna Primi - Livia Colombo - Angelina Mendassi - Giannina Lorvetti - Carmela Vergara - Manuela Suriano - Maria Pia Fanchini - Piera Cantù di Busto Arsizio (Va), Angela Ferrara di S.Pancrazio Valentino (Br), Maria Simonetti e Pina Miceli di Vittuone (Mi), Luigia Spezia di Castellanza (Va), Agata Potenza - Rosaria Marcuccio e Serafina Gravili di Salice Salentino (Le). 13) da Francesca Santandrea di Castelbolognese (Ra): Pasquale Cornazzani, Argeo Biasi, Adelina Cavina, Carmen Mattioli, Luisa Cappelli, Adele Sangiorgi, Giuseppina Baldassarri, Luciana Celotti, Anna Unibosi, Beatrice Bettini, Franca Muccinelli, Giovanna Bassi, Maria De Giovanni, Caterina Villa, Francesca Santandera di castelbolognese (Ra). 14) da Enzo Grossi di Bologna: Augusta Folli - Nicola Cacioppo - Alfonso Mantecchini e Silvana Nuzzaci di Castenaso (Bo), Fiorella e Paola Grossi di S.Lazzaro (Bo), Aldina Barbieri - Giustino Santi - Germana Govoni - Maria Mingardi Comastri - Teresa Comastri - Nerina Comastri - Giorgio martelli - Maria Domenica Fabbri e Giuseppina Fabbri Trebbi di Bologna. 15) da Paola Valvo di Busto Arsizio (Va): Manuela Copreni, Celestina Castiglioni, Grazia Suriano, Maria Cagnoni, Antonietta Farinetti, Carla Mara, Cesarina Zaffaroni, Pinuccia Bonotto, Rosetta Anzini, Maria Giovanna Zuffinetti, Aurora De Pizzol, Piera Sommaruga e famiglia Montero Santacruz di Busto Arsizio (Va). 16) dalle Suore Domenicane di Melegnano (Mi): Benedetta Lunghi di Carpiano (Mi), Roberta Pater di Tavazzano con Villanesco (Lo), Samuele Sesti Corbellini di Mairano Casaletto Lodigiano (Lo), Oscar Vailati di Dresano (Mi), Fabrizio Pirola di Peschiera Borromeo (Mi), Flavio Baietti e Francesca Putignano di Cerro al Lambro (Mi), Jessica Sacco-Ferraro e Giorgia Baroni di Bascapè (Pv), Elisabetta e Silvia Magenes e Vanessa Rosano di Mediglia (Mi), Angela Maria Mensi - Erika Gozzi e Sandro Miglio di Sordio (Lo). 17) da Eleonora Di Matteo di Castelbolognese (Ra): Clotilde Bagnaresi - Marco Bandini - Giulia Bosi - Ilaria Bruni - Jessica Cornalis - Ambra Lombardi - Silvia Medri - Federica Monti - Ilaria Pedna - Laura Pelliconi e Alessandra Rontini di Castelbolognese (Ra), Riccardo Calamelli - P. Antonio Primavera d.O. e Adelia Anna Scaletta di Bologna, Maria Annina Frate di Roma.

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18) da Don Maurizio Venturini di Filo d’Argenta (Fe): Daniela Berto, Edma Biavati, Quirica cambuse, Lubiana Domenicale, Fiorenza Farinazzo, Gabriella Felletti, Rosita Forza, Elsa Franceschetto, Lucia Gelli, Giuseppina Guerra, Delfina Morato, Ernina Pantalone, Lilia Tagliati, Giulia Vigliotti, Vivano Vicentini di Filo d’Argenta (Fe). 19) da Don Attilio Galli di Ascoli Piceno: Sciamanna Elsa - Sciamanna Giulia - Sertori Livia - Soldani Gabriella - Spinelli Mario - Spinelli Proitti Piera Stipa Noretta - Tassi Teresa - Tedeschi Domenica - Tirabassi Sestilio - Tomassini Pima - Torelli Maria - Turla Angelo e Tosti Maria di Ascoli Piceno, Tosti Luisa di Poggio di Bretta (Ap). 20) da Don Stanislao Maciale di Argenta (Fe): Iride Cavina, Rino Tuberi, Norma Latti, Giordano Rossi, Lucia Rossi, Walter Mantovani, Luciana Fiorini, Anna Maria Mascialino, Teresa Faccini, Maria Elena Martoni, Ivana Orioli, Savina Di Pilato, Guerina Raise, Luisa Biavati, Roberto Alberani di Argenta. 21) da Velia Racchi di Ronchi dei Legionari (Go): Licia Ratto di Morsasco (Al), Alba ramini - Lucia Siriano - Angela Roso - Novella Maestro - Delfina Maestro - Michelina Capanna - Giuseppina Sciutto - Velia D’Elisiis - Maurizio Anderlini - Don Mario Bogliolo - Mina Ravetta - Rita Panebianco Rosa Tartaglia e Nella Ratto di Acqui Terme (Al). 22) da Don Ugo Berti di Consandolo (Fe): Alba Parma, Ivana Guerrini, Marina Cavallini, Gemma Maran, Renza Buzzoni, Maria Elena Nocenti, Anna Bertolotti, Alfredo Scopone, Giovanna Berti, Paola Pasetti, Angela Bonora, Maria Poletti, Eleopia Fiorella, Paola Cavallini, S. Carla Olivieri di Consandolo. 23) dalla sig.a Paola Valvo di Busto Arsizio (Va): Anna Barracca di Borsano (Va), Teresa Polito di S.Donaci (Br), Carmela Gervasi - Loredana Invidia - Margherita Manelli - Vita Leone - Cosima Panzana - Maddalena e Grazia Invidia - Antonia e Rosa Manelli di Vegie (Le), Carmela De Luca - Anna Funiati - Rosalba Vergara e Elena Scretì di S.Pancrazio salentino (Br). 24) da Don Stanislao Maciale di Argenta (Fe): Derna Centofani, Lea Sala, Maria Alberghi, Luisa Calzolai, Elda Spinosa, Franco Barlini, Videlma Ballin, Lella Berardi, Roberta Berardi, Anna Carovita, Anna Lenzi, Adele Bondanelli, Maria Luisa, Isa Baldrati, Maria Mercatelli.

b) sono stati iscritti alla Fraternita o Gruppo del Rosario: 1) dal Monastero di Fontanellato (Pr): Domeigne Don Bernardo e Farina Giulietta di Nuoro, Feroldi Dina e Freddi Sandra di Cremona, Stefano e Silvia Ferragina di Bolzano, Bruna e Francesco Fioni di Bologna, Nicola Fiasconaro e Rossella Flisi di Mantova, Marianna Formica di Milano, Faccini Gabriella - Fadani Amelia - Ferrari Dalmazio - Frattini Rina di Parma. 2) da Giulia Sparapani di Ancona: Andrea Gallina Fiorini di Osimo (An), Maria Carraro di Mestre (Ve), Gian Benito De Grandi di Venezia, Eva Urru di Verbania, Antonietta Gasparini di Schio (Vi), Domenica Calabrese di Vibo Valentia, Letizia Mazzucco e Anna Cammisano di Casale Monferrato (Al), Beatrice Caricato - Rina Tarosco - Lucia Cantore - Elvira Dione e Giuseppina Caputo di Palaggiano (Ta), Gabriella Rossi di Sissa (Pr), Giovanna Mazzaresi di Rocca Palumba (Pa). 3) dal Monastero di Fontanellato (Pr): Dal Bon Carla di Cremona, Damini Adriana di Mantova, De Gasperi Amelia di Padova, Delogu Ghisu Pina di Cagliari, Dicensi Rosaria e Teresa di Firenze, Dazzi Anna - De Marcus Vittoria Canu e Del Canale Angelo di Parma, Dino e Elena Avanzi di Piacenza, Demelas Giuseppina e Doneddu Mariangela di Nuoro, Dolci Sr. Bice di Milano, Luciana Donadoni di Bergamo. 4) dalla sig.a Giulia Sparapani di Ancona: Bianca Maria Dolci - Anna Maria Cardinaletti - Anna Maria Bruglia - Grazia Berardi - Luciano Marinelli di Ancona, Palmira Stortoni di Belvedere Ostrense (An), Luciana Castellani di Numana (An), Sabatino Mistioni - Gabriella Monari - Anna Maria Tentoni e Clara Babbini di Cesena (Fo), Adriana Greco di Salerno, Salvatore Pandolfo di Torino, Margherita Pastiglia di Como, Serena Garipoli di Milano. 5) dal Monastero di Fontanellato (Pr): Giustacchini Dott. Giancarlo di Milano, Galbiati Gabriella e Galeazzi Luigia di Varese, Galbiati Teresita di Verbania, Rita Geminiani di Ravenna, Giglio Liliana di Torino, Ghisu Giovannina di Nuoro, Giamboni Giuditta - Giorni Giannetta e Giuberti Rolando di Mantova, Frigeri Dafne - Gambazza Enore e Angela - Gandini Margherita e Giovannini Zuelli Adriana di Parma.

c) sono stati iscritti all’Ora di Guardia: Lorenzo Caserio l’8 di ogni mese dalle 2 alle 3; Anna Bassi il 1° sabato del mese dalle 20 alle 21; Mario Astolfi il 18 di ogni mese dalle 23 alle 24; Velia Onesti il 3 sabato del mese dalle 3 alle 4; Anna Maria e Francesca Macaluso il 3 martedì del mese dalle 9,30 alle 10,30.

d) sono stati nominati zelatori o zelatrici: Francesca Piancastelli Santandrea - Marcella Fabbri e Eleonora Di Matteo di Castelbolognese (Ra), Velia D’Elisiis Racchi di Ronchi dei Legionari (Go), Elsa Fabrio di Trieste, Paola Balzia di Trieste, Gatto Nava Vittoria di S.Caterina di Reggio Calabria (Rc), Lidia D’Elisiis di Campobasso, Bruna Molinari e Giuseppe Preti di S. Felice sul Panaro (MO).

RICORDO CHE per gli iscritti (vivi o defunti) alle Associazioni del Rosario nella Basilica Patriarcale di S. Domenico a Bologna nelle prime quattro domeniche del mese, alle ore 18, viene celebrata una santa messa .

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La “peregrinatio Mariae” è stata promossa: ◗ dallo zelatore sig. Milko De Luca di Cassacco di Montegnacco (Ud): ✔ a Gemona in casa di Domenico Zearo dal 9 al 21 maggio,

✔ a Cassacco (Ud) in casa di Milko Di Luca dal 12 febbraio al 13 marzo, di Gaetano La Cassia dal 10 aprile al 9 mag-

gio, di Francesca Baiutti dal 21 maggio al 10 giugno, di Flavia Fagotti dal 14 al 28 giugno,

✔ a Madonna di Buia (Ud) in casa di Josephine Vulo dal 13 marzo al 27 marzo, ✔ a Tarcento (Ud) in casa di Giancarlo Merluzzi dal 27 marzo al 10 aprile.

◗ dal P. Promotore del Rosario a Gorizia: nelle famiglie della parrocchia "La Madonnina" dal 4 febbraio 2001 al ................

◗ dalla zelatrice sig.a Velia D'Elisiis Racchi di Ronchi dei Legionari (Go):

✔ a Ronchi dei Legionari (Go) nelle famiglie della parrocchia "Maria Madre della Chiesa" dal 28 aprile 2001 a ........... ✔ ad Acqui Terme (Al) nella famiglia di Silvana Alemani dal 31 maggio 1999 al 3 giugno, dalla famiglia Corio Roso dal

3 al 7 giugno, dalla famiglia Archetti Maestri dal 7 al 10 giugno, dalla famiglia Pesce dal 21 al 24 giugno, dalla famiglia Ricci dal 24 al 28 giugno, nella famiglia di Elio Sellitto dal 28 giugno al 1 luglio, nella famiglia di Lucia Benzi dal 5 all'8 luglio, nella famiglia di Irma Cagnolo dal 12 al 15 luglio, dalla famiglia Scarampi dal 15 al 19 luglio, dalla famiglia Mastropietro dal 19 al 22 luglio, dalla famiglia Civitillo dal 22 al 26 luglio, dalla famiglia Biglia dal 26 al 29 luglio, nella famiglia di Ivana Pascali dal 29 luglio al 2 agosto, nella famiglia di Luigina Bogliolo Viezzo dal 2 al 5 agosto, nella famiglia di Nella Carraro dal 5 al 9 agosto, nella famiglia di Giuse Sciutto dal 9 al 12 agosto, nella famiglia di Anna Angeleri dal 12 al 16 agosto, nella famiglia di Onorina Ivaldi dal 16 al 19 agosto, nella famiglia di Angela Scivoli dal 23 al 26 agosto, dalla famiglia Capanna dal 26 al 30 agosto, nella casa di riposo "Ottolenghi" dal 30 agosto al 2 settembre, dalla famiglia Traversi dal 2 al 6 settembre, dalla famiglia Porzio Poggio dal 6 al 9 settembre, dalla famiglia Vercellino dal 9 al 12 settembre, nella famiglia di Anna Repetto dal 12 al 16 settembre, dalla famiglia Orbassano dal 16 al 20 settembre, dalla famiglia Ricci dal 23 al 27 settembre, dalla famiglia Peretto Vetrelle dal 27 al 30 settembre, dalla famiglia Scarampi dal 30 settembre al 4 ottobre, nella famiglia di Paola Botto Merlo dal 4 al 7 ottobre, nella famiglia di Angioletta Leoncino dal 7 all'11 ottobre, nella famiglia di Delfina Ranzone dall'11 al 14 ottobre, nella famiglia di Maria Pia Accornero dal 14 al 18 ottobre, nella famiglia di Novella Aramini dal 20 al 21 ottobre, nella famiglia di Gino Nardacchione dal 28 ottobre al 4 novembre, dalla famiglia Masetti dal 4 all'8 novembre, nella famiglia di Vincenzo Racchi dall'8 al 15 novembre, dalla famiglia Di Virgilio dal 15 al 18 novembre, nel negozio "Fiori di S.Remo" dal 18 al 22 novembre, dalla famiglia Foglino dal 22 al 25 novembre, nella famiglia di Michele Zucca dal 2 al 6 dicembre, dalla famiglia Gambini dal 6 al 9 dicembre, dalla famiglia Russo Vicino dal 9 al 13 dicembre, dalla famiglia Ciocca Avalla dal 13 al 16 dicembre, dalla famiglia Gaino Rebuffo dal 16 al 20 dicembre, dalla famiglia Olia dal 20 al 23 dicembre, dalla famiglia Racchi D'Elisiis dal 23 al 27 dicembre, dalla famiglia Pontorno Vicino dal 27 al 30 dicembre 1999, nella sede del gruppo di preghiera "SS.Nome di Gesù" dal 1 al 30 gennaio 2000, nella famiglia di Mariarosa Barberis dall'1 al 4 marzo 2001, dalla famiglia Ragogna dal 4 marzo, dalla famiglia Zarola Panzanella dal 27 marzo al 1 aprile, dalla famiglia Zarola Ottonello dall'1 al 5 aprile, nella famiglia di Evasio Diotto dal 29 maggio al 1 giugno, dalla famiglia Gualco Gamaleri dal 4 al 7 giugno.

✔ a Terzo d'Acqui (Al) dalla famiglia Bestero Stefanini dal 10 al 14 giugno, dalla famiglia Baldizzone dal 14 al 17 giu-

gno, dalla famiglia Cillo dal 17 al 21 giugno, dalla famiglia Mariscotti dal 25 al 29 novembre, dalla famiglia Panebianco dal 29 novembre al 2 dicembre,

✔ a Melazzo (Al) dalla famiglia Pasotti dall'8 al 12 luglio, ✔ a Morsasco (Al) dalla famiglia Stoffino Garrone dal 20 al 23 settembre, ✔ a Bistagno (Al) nella famiglia di Erminio Monti dal 21 al 25 ottobre, ✔ a Rocchetta di Cairo Montenotte (Al) dal 2 febbraio 2000 al 14 febbraio 2001 nelle famiglie di quella comunità.

◗ dal collaboratore sig. Antonio Cantiello di Rivara (Mo):

✔ a Massa Finalese in casa di Luisa Preti dal 1 al 30 aprile 2000, ✔ a Rivara in casa di Antonio Cantiello dal 1 maggio al 30 luglio 2000, di Giuseppe e Maria Rosa Buttitta dal 1 al 31

gennaio 2001,

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✔ a S.Felice sul Panaro in casa di Giuseppe Preti dal 1 agosto al 30 settembre 2000 e dal 1 al 28 febbraio 2001, di

Paolo e Chiara Preti dal 1 marzo al 15 aprile 2001

✔ a Camposanto in casa di Andrea e Paola Preti dal 1 ottobre al 30 novembre 2000.

◗ dalla zelatrice sig.a Paola Valvo di Busto Arsizio (Va):

✔ a Busto Arsizio (Va) da Adriana Antonaci dal 30 aprile al 7 maggio, nella parrocchia S.S. Redentore dal 7 al 14

maggio, da Luigi Polledri dal 14 al 21 maggio, da Anna Maria Milani dal 21 al 27 maggio, da Raffaele Simeoni dal 28 maggio al 2 giugno, da Paola Papale dal 4 all'11 giugno, da Marco Suriano dall'11 al 18 giugno,

✔ a Vittuone (Mi) da Vincenzo Andrioli dal 18 al 25 giugno.

◗ dalla zelatrice sig.a Maria Grazia Varaldo di Faenza (Ra):

✔ a Reda di Faenza (Ra) nella famiglia di Vittorio e Mirella Raffoni dal 18 al 25 marzo, di Mercedes Raffoni dal 25

marzo al 9 aprile, di Luciano Ranzi dal 9 al 18 aprile.

✔ a Faenza (Ra) nella parrocchia di S.Domenico dal 5 al 12 maggio, nella famiglia di Giovanna Camporesi dal 12 al

21 maggio,

✔ a Lugo di Romagna (Ra) da Alessandro e Romina Minguzzi dal 6 al 13 marzo, da Gianfranco Piazza Poletti dal 13 al

20 marzo, da Livio e Cristina Dal Monte dal 20 al 27 marzo, da Giuseppe Franceschelli dal 27 marzo al 3 aprile, da Giorgio Bertini dal 3 al 10 aprile, da Don Giovanni Signani dal 10 al 17 aprile, da Gabriele Pieri dal 17 al 24 aprile, da Giuliana Matteucci Pozzati dal 24 aprile al 2 maggio.

◗ dalla zelatrice sig.a Fiorenza Marini di Caselle di Selvazzano (Pd):

✔ a Mestrino da Antonio Michelazzo dal 7 la 13 maggio, da Anthony Tempesta dal 14 al 20 maggio, da Maria e

Vittoria Ruzza dal 28 maggio al 4 giugno, da Patrizia Mele Capuzzo dal 4 al 11 giugno,

✔ a Rubano da Mariella Siino dal 24 al 31 marzo, da Irma Marini dla 1 al 16 aprile, da Iris Ortile dal 30 aprile al 6 maggio, ✔ a S.Giacomo di Albignasego da Paolo Rigato dal 17 al 22 aprile, da Agostino e Carmela Badan dal 23 al 29 aprile, ✔ a Villaguattera da Francesco e Lisanna Quartesan dal 21 al 27 maggio.

◗ dalla zelatrice sig.a Giulia Sparapani di Ancona:

✔ ad Ancona da Marilena Civerchia dal 23 al 30 marzo, da Sandra Cesaretti dal 31 marzo al 6 aprile, da Santa

Campanaro dal 7 al 13 aprile, da Adria Belelli Maurizi dal 14 aprile al 6 maggio, da Giovanna Vannini dal 6 al 13 maggio, da Giuliana Bolognini dal 5 al 9 giugno, da Maria Ferraro Vinelli dal 9 al 15 giugno, da Anna Pernacchia dal 16 al 23 giugno.

✔ ad Agugliano da Giuseppina Quercetti dal 14 al 21 maggio, ✔ a Camerano da Eralda Pierdominici dal 22 maggio al 4 giugno.

◗ dallo zelatore sig. Cesare Carloni di Osimo (An): da Ermasio Marchetti dal 6 al 13 marzo, da Graziano Lucaroni dal 13 al 20 marzo, da Renato Re dal 20 al 27 marzo, da Luigi Falcioni dal 27 marzo al 3 aprile, da Vincenzo foresi dal 3 al 10 aprile, da Silvano Loccioni dal 10 al 17 aprile, da Duilio Candolfi dal 17 al 24 aprile, da Mauro Mazzantini dal 24 aprile al 2 maggio, da Franco Camilletti dal 2 all'8 maggio, da Dino Catena dall'8 al 15 maggio, da Gino Giannoni dal 15 al 22 maggio, da Gianfranco Foglia dal 22 al 29 maggio.

Grazie alla Madonna del Rosario che con la Sua immagine si è fatta pellegrina in casa nostra abbiamo riscoperto la gioia di pregare insieme! Salvatore e Lavinia

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pagine della riconoscenza HANNO INVIATO OFFERTE:

✫ per onorare la B.Vergine, sostenere ROSARIUM

e il Movimento del Rosario:

Giancarlo Riccio, Antonietta Mezzelani, Carmela Oliva, Jole Sedani, Romano Rabini, Floriana Fioranelli, Adriana Agordati, Domenicane S.Caterina di Torino, Raccolte durante il raduno del Rosario a Bologna del 1 aprile, Franco Renzi, Nina Valvo, Silvana Silimbani, Nazzarena Moli, Fedele D’Alberto, Agnese Dall’Armellina, Suor Maria Rosa Pinato, Angelo Galazzi, Ida Lombi, Eleonora Albanese, Domenicane di Rovato (Bs), Giovanna Cella, Paolo Pini, Silvia Scojola, Maria Elisabetta Terranova, Famiglia Oliva Massetti, Anna Maria Romani, Silvia Vita Seppi, Padri Domenicani di Bergamo, Angela Bara, Simonetta Moroni, Paola Moricone, Giuseppina Poletto, Luciana Borgioni, Don Giuseppe Paradisi della Parrocchia di Rivara (Mo), Bruna Preti, Antonio Taioli, Famiglia Pasquetti, Maria Rivalta Babini, Alda Bonzi, Margherita Ferrari, Artemio e Diva Giorgetti, Paola Grassi, Franca Gulina, Erminia Mazzaretto con 20 abbonamenti, Maria Perotti, Gabriella Pisani, Silvia Sangiorgi, Ersilia Weffort, Enrichetta Tapparo, Gabriella Bertinelli, Maria Nuccia Ferrario, Domenica Del Bello, Marta Fantuzzi Vacchi, Fernanda Uguzzoni Mantovani, Maria Bondi, Maria Formaggio, Ottavia Bartolini, Mirella Esposti, Daniela e Milena Paltrinieri, Miriam Querzola, Giovanna Scotti Blatti, Giorgio Vincenti, Associazone “Cuore Generoso” di Ospedaletto Lodigiano (Mi), Gruppo Montfortano di Gradisca d’Isonzo (Go), Don Umberto Bottacin, Don Giampiero Marchesini, Don Vincenzo Mercante, Elena Bianconi, Carmen De Pedrini, Domenicane della B.Imelda di S.Angelo di S.Maria di Sala (Ve), Paolo Graffigna, Maria Vecchi Luppi, Don Mario e Don Marco di Busto Arsizio (Va), Massimo Pargoletti, Suor Ottavia Polato, Argia Radimiri, Giuseppe - Elisa e Raffaella Rossi, Anna Stamerra, Nicla Taborelli, Maria Velenosi, Maria Taffetani, Mentana Santin, Marisa Sangiorgi, Antonina Rasori Menghini, Paolo Pini, Filippo Piazza, Ombretta Ortolani, Isella Melloni, Caterina Mancia, Maria Lucarelli, Jole Griggio, Irma Giorgi, Italo Ghellero, Paolo Cipriani, Adele Celotti, Roberto Capra, Antonella Capponi, Mirella Cafarra, Cleofe Cacciarru, Ninoska Bondioli, Parrocchia SS. Andrea e Rita di Trieste, Piera Di Baudo, Paola Marcucci, Piera Spinelli Proietti, Monastero Domenicano di Montefiore dell’Aso (Ap), Luciana Matteazzi, Enrichetta Maccaferri, Fatima e Gino Pancaldi, Pellegrini della Forania al Santuario della Coronella a Galliera di Bologna, Don Giuseppe Paradisi di Rivara (Mo), Domenicane di Melegnano (Mi), Emilia Rossi Gallazzi, Pia Galleano, Domenicane di Falconara (An), Albertina Deserti, Monastero Domenicano di Castelbolognese (Ra), Francesca Santandrea Piancastelli, Angela Maranini, Don Gianni di Castelbolognese (Ra), Don Gianni di Somaglia (Lo), Marisa Sbriscia, Casa Generalizia Domenicane della B.Imelda, Sofia Manto, Laura Severi, Gruppo del Rosario di Rivara (Mo), Elisabetta Giusti, Tina Amodio, Maria Girolama Raffaelli, Maria Belleli, Don Cesare di Grassano (Re), Anna Valeria Ariozzi, Fedele D’Alberto, Emidia Vannicola, Maria Rosa Di Stefano, Ermelinda Alberini, Anna Paolo Bozzacchi Nocita, Maria Formaggio, Giancarlo Riccio, Mirco Peruzza, Fernanda Mantovani, Angelina Colombo, Teresa Battisti, Graziella Garavini, Maurizio Dall’Oca, Gruppo del Rosario di Via Don Bosco a S.Felice sul Panaro (Mo), Sorelle Negri, Gruppo del Rosario di Vignola (Mo), Cesarina Venturelli, Gruppi del Rosario Vivente di Ascoli Piceno, Anna Tozzi Condivi, Gina Buffi, Paola e Nives Agostoni, Antonio Traetta, Gruppo del Rosario di Montodine (Cr), Famiglia Plivi Di Marzio, Parrocchia Divino Amore, Teresa e Giuseppina Mancini.

✫ in memoria dei defunti, per preghiere, chiedere grazie o celebrazione di ss. Messe:

Carmela Oliva, Raccolte durante il raduno del Rosario a Bologna del 1 aprile, Anna De Fusco, Annunziata Borsini, Anna e Teresa Bolmini, Palma Cornago, Dolores Ferrarese, Giuliana Brambilla, Zefferina Franceschelli, Norma Neri, Maddalena Falaschi, Nina Cerbini, Silvia Arduini Marconi, Lucia Altamura, Gloriana Simoncini, Elisabetta Giusti, Laura Severi, Anna Guzzi, Margherita Ferrari Antonucci, Erminia Balena, Cherubina Corradini, Bona Catellani, Delfina Bizzotto,

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✫ per acquisto di sussidi:

Monache Domenicane di Castelbolognese (Ra), Durante il raduno del Rosario a Bologna del 1 aprile, P. Angelico Menetti, P. Giorgio Carbone, Artemio e Diva Giorgetti, Associazone “Cuore Generoso” di Ospedaletto Lodigiano (Mi), Parrocchia SS. Andrea e Rita di Trieste, Pellegrini della Forania al Santuario della Coronella a Galliera di Bologna, Domenicane di Melegnano (Mi), Partecipanti alla chiusura del mese di Maggio in S.Francesco a Castelbolognese (Ra), Partecipanti alla chiusura del mese di Maggio nella parrocchia dell’Assunzione di Somaglia (Lo), P. Mauro Sassi, Anna Maria Frau, Maria Teresa Guerra, Ilaria Giannarelli, Assunta Lorenzetti Barzotti, Mariella Albertini, Grazia Caravaggio, Gruppi del Rosario di Ascoli Piceno, Ada Bee.

✫ per sostenere l’opera dei pellegrinaggi: Tosca Pretin Carraro.

per le Missioni:

Angelo Galazzi.

✫ per le adozioni a distanza:

Ambretta e Giampaola Negri, Ada Giacomello, Patrizia Ciuffoli e famiglia Lorenzetti Barzotti.

HANNO COLLABORATO CON LA LORO OPERA: Vittoria Radi, i Cantori di Bianconese e Fontanellato, Coloro che hanno provveduto alla distribuzione del materiale divulgativo per il raduno di Bologna e i Pellegrinaggi del Rosario, Elvio Barzotti, Mariella Albertini, Stefano Ferragina, Ilaria Giannarelli, Annalisa Dal Co’, Lucia Coppelli, Dorotea Lancellotti, I vari zelatori e collaboratori che con grande generosità stanno continuando a promuovere la “Peregrinatio Mariae”, Silvio Valesi, Giulio Carducci, Silvana Marchi, Grazia Caravaggio, Martino e Lina Ricci, Daniela Negri.

Ringrazio tutti di cuore per quanto fate - ognuno nel suo piccolo - per sostenere il MOVIMENTO nella promozione del s. rosario e della devozione alla B. Vergine: assicuro il quotidiano ricordo nella preghiera ma soprattutto alla celebrazione della s. messa

Chi prega vince Bisogna pr egar e per soppor tar e l’or r or e di questo mondo... Non c’è né disperazione né tristezza amara per l’uomo che pr ega molto. Sono io che ve lo dico. Così parlava lo scrittore francese Léon Bloy (1845-1917), dopo essere stato col filosofo Jacques Maritain e sua moglie Raissa e aver recitato con loro il rosario in ginocchio sul pavimento. E’ un episodio narrato dalla stessa Raissa nel libro I grandi amici (Vita e Pensiero, 1955). ( da Mattutino)

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Movimento Domenicano del Rosario “Provincia S. Domenico in Italia”

Incontri del Rosario programmati 30/8-1/9 a Rivara (Mo) predicazione nella parrocchia 1/9 ore 15.000 a Vignola (Mo) nell’Asilo di Via Mazzini

celebrazione meditata del s. rosario e s.messa per il locale gruppo del rosario

8/9 ore 09.45 a Legnano (Mi) dalle “Missionarie dell’Immacolata P. Kolbe”

Giornata del Raduno Regionale del Rosario come da programma esposto in regione

15/9 ore 15.00 a Brescia nel Santuario delle Grazie

Incontro cittadino coi gruppi del rosario come da programma esposto in città e provincia

16/9

Giornata mariana per la Fraternita Laica Domenicana “S.Pio V” di Faenza

22/9 ore 9.45 a Osimo (An) nella Chiesa di S. Marco

Giornata del Raduno Regionale del Rosario come da programma esposto in regione

23-28/9

a Trieste nella parrocchia dei SS. Andrea e Rita Settimana di animazione mariana

29/9 ore 9.45 a Cormons (Go) nel Santuario “Rosa Mistica”

Giornata del Raduno Regionale del Rosario come da programma esposto in regione

30/9 -7/10 a Gorizia nella parrocchia di Piedimonte

Settimana di animazione mariana con inizio della “peregrinatio Mariae”

8-14/10

a Somaglia (Lo) in parrocchia Settimana di animazione mariana con inizio della “peregrinatio Mariae”

15-20/10 a Melegnano (Mi) nella Scuola delle Suore del S.Rosario di Melegnano Settimana di animazione mariana con inizio della “peregrinatio Mariae” fra i bambini

21/10

a Castelbolognese (Ra) celebrazioni per il mese di ottobre

22-28/10 a Muzzana del Turgnano (Ud)

in parrocchia Settimana di animazione mariana con inizio della “peregrinatio Mariae”

29/10

a Castelnuovo Bocca d’Adda (Lo) in parrocchia

novembre

programmeremo l’incontro con i bambini e giovani delle Scuole e degli Istituti che ho già incontrato durante lo scorso anno scolastico

celebrazione meditata del s. rosario per il locale gruppo del rosario

1/12 ore 16 ad Ascoli Piceno nella chiesa di S. Pietro Martire

meditazione, solenne celebrazione del s. rosario e della s.messa

5-9/12

a Lucinigo (Go) in parrocchia.

Triduo dell’Immacolata con animazione mariana


2001 03