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EDITORIALE

FORCHE CAUDINE Associazione dei Romani d’origine molisana

Ultimi giri di giostra? Questo

giornale tende a far emergere “il Molise migliore”, cercando di diffondere un’immagine positiva del territorio rispetto a quelle negative che, di solito, monopolizzano la percezione all’esterno di questa terra. Siamo soliti parlare, quindi, di ambiente, di cultura, di produzioni, di personaggi che Newsletter dell’associazione onorano la nostra terra d’origine. edita dal 1989 Tuttavia in questo particolare momento storico non possiamo ignorare lo stato comatoso in cui versa la regione. Anche perché la nostra casella di posta elettronica raccoglie quotidianamente grida d’allarme e richieste d’aiuto di Giampiero Castellotti cittadini dalle province di Isernia e di Campobasso. presidente Il Molise sarebbe potuto essere un’isola felice. Territorio piccolo, coeso, turisticamente attrattivo. Vanta ottime produzioni agro-alimentari, tartufi in Donato Iannone primis. Ricco d’acqua. Pieno di menti eccellenti e di dinamismo lavorativo. vicepresidente Poca criminalità, nonostante sia circondato dalla terra dei Casalesi, Foggiano e Cassinate. Bassa conflittualità sociale. Propensione al risparmio. Gabriele Di Nucci Ha avuto “il regalo” di una seconda provincia, Isernia, una delle poche in Italia segretario sotto i novantamila abitanti. Non a caso oggi tra le prime che si vorrebbe cancellare. E’ stato coperto di denaro pubblico, compresi i tanti fondi europei. Gianluigi Ciamarra Ed ha beneficiato di un fiume di soldi dopo due terremoti. Giovanni Scacciavillani Nonostante tutto ciò – ed altro ancora – oggi la regione è in allarme rosso. I presidenti onorari principali rapporti economici (Bankitalia, Svimez, Caritas) rappresentano delle continue sferzate: dati allarmanti dai principali insediamenti produttivi, tutti Fabio Scacciavillani in crisi (dall’industria tessile Ittierre all’alimentare Gam e non va meglio lo presidente com. scientifico zuccherificio, mentre la Fiat resta un’incognita); la filiera agroalimentare è in ----------------------------------forte sofferenza; il tasso di occupazione è in caduta libera (è al 47%, con un Supplemento al sito calo più che triplo rispetto al dato nazionale); la cassa integrazione è sopra la www.forchecaudine.com media. Addirittura il turismo, già sommesso, retrocede: meno 19% di presenze testata giornalistica registrata nell’ultima fotografia della Banca d’Italia. La sanità vive l’era dello il 30 maggio 2008 (n. 221) smantellamento. presso il Tribunale di Roma (già registrato il 9/1/90, n. 5 In Molise, tra l’altro, non sono presenti quei flebili segnali di rallentamento come periodico cartaceo). della recessione che cominciano a farsi vedere nel resto del Paese. Direttore: Giampiero Castellotti Perché si è giunti a questo punto? La regione paga principalmente le folli politiche di assistenzialismo diffuso che hanno spento qualsiasi spinta alla WWW.FORCHECAUDINE.IT produzione, all’innovazione, all’efficienza, allo sviluppo. Al “fare”. Chi ha la info@forchecaudine.it pancia piena non si muove, recita un vecchio adagio. Il comparto pubblico è ------------------------------------- stato imbottito all’inverosimile, tra l’altro raramente con criteri di selezione La Newsletter di Forche Caudine meritocratica, provocando evidenti fratture tra una classe di garantiti ed una raggiunge 5.928 persone in preda a sacrifici e sofferenze. Ciò sta accentuando anche il divario (30% Roma, 30% Molise, generazionale: la maggior parte dei giovani oggi non lavora, vive 20% resto d’Italia, 20% estero). principalmente dell’assistenza di genitori e nonni (il salutare “risparmio” che Inoltre numerose associazioni preserva il piatto di mintra). Tantissimi ragazzi (e non solo) stanno la inoltrano a loro volta alimentando in modo massiccio le fila dell’emigrazione, con dati drammatici ai propri soci. anche rispetto alla media del Mezzogiorno. La Regione ha dilapidato risorse pubbliche per mantenere in piedi carrozzoni inutili sia nell’area della Per segnalazioni e produzione industriale sia in quella turistica, ma anche tante aziende cancellazioni, partecipate che sono servite principalmente per pratiche clientelari. anche in riferimento Decenni di politiche miopi, campanilistiche, estemporanee hanno determinato alla legge sulla privacy: info@forchecaudine.it. il vuoto nelle strategie di lunga pianificazione e di sviluppo. Il recente rapporto sulle povertà, realizzato dalla Caritas Abruzzo-Molise in La collaborazione è gratuita. collaborazione con il professor Minardi dell'Università di Teramo, lancia “Forche Caudine” l’allarme principalmente per la nostra regione: il numero di persone che si è realizzato per passione rivolgono alla Caritas è in netto aumento ed è lo stato di disoccupazione a e senza fini di lucro. pesare maggiormente (il 67,7%), rispetto all’11,7% che ha problemi abitativi.

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LA TESTIMONIANZA Bojano: il dramma dell’azienda Gam Vorrei

dire la mia sulla vicenda Gam, facendo una premessa sostanziale. Ammetto di essere di parte, vivendo in prima persona questo "dramma". Dramma, si, perché chi ci sta dentro non lo vive come una questione di principio, ma lo paga quotidianamente sulla propria pelle. Non sono certo io a difendere la vecchia gestione clientelare... Non faccio nomi ma cinque anni fa io parlai con qualche consigliere, allora all'opposizione, dicendo di non dare più un centesimo a chi quei soldi li utilizzava per tutto tranne che per l'azienda. Cosa è cambiato? Sono cambiate tante cose. 1) L'azienda non è più in mano ad un privato, bensì alla regione; 2) Abbiamo un nuovo governo che, pensavo, avrebbe potuto e dovuto dare un segnale discontinuità; 3) Viviamo una crisi profonda che non consente di avere alternative; 4) L'azienda nel tempo è diventata un guscio vuoto, spogliata di tutto, di ogni appetibilità. Tante scatole cinesi costruite ad arte che impediscono, di fatto, una seppur piccola speranza di vedere un privato interessato; 5) Molti dipendenti si ritrovano senza socialismo e senza pensione, grazie alla brava Fornero. Questa fase avrebbe avuto bisogno di un governo capace di gestire il processo di fuoriuscita, che sono la prima ad auspicare per il bene di tutti. Quello che manca è questa capacità e lo dico con franchezza e senza secondi o terzi fini. Altri potranno anche farci giochetti politici, io bado alla sostanza e la sostanza mi dice che… .manca la sostanza, mancano idee. La sostanza mi dice che i nostri maggiori concorrenti si sono appropriati di tutti gli investimenti fatti con anni di sacrifici di tutti i molisani e producono valore aggiunto nelle loro regioni di appartenenza e noi stiamo col culo per terra. Sì, perché questa filiera è stata costruita con grandissimi sacrifici ed investimenti. Per dire, sapete quanto costa un capannone? Ora la situazione è questa: quell’azienda è chiusa senza speranze e seppure si possa pensare a una ripresa passeranno almeno cinque anni. Di questo bisogna prendere atto. Quell'azienda aveva bisogno di continuità, di non interrompere il ciclo produttivo. In buona sostanza io, da molisana, mi sento presa per i fondelli. Perché? Perché con la "scusa" di non fare più assistenzialismo si sono buttati nel cesso anni ed anni di investimenti che abbiamo pagato tutti, compreso i lavoratori, quelli seri, quelli che hanno lavorato con passione, che ci hanno creduto. Ora che l'azienda è della regione, cosa che non si vuol comprendere, investire e rilanciare avrebbe avuto un senso. Non assistenzialismo, ma investimento vero: come si fa a non capirlo? Si continua a pensare alla vecchia gestione che non c'è più, invece di capire che questo era un patrimonio collettivo che doveva essere difeso e rilanciato, specie dopo averci buttato tanti soldi negli anni passati. Come è possibile non riuscire a far comprendere quale grande opportunità di riscatto è stata persa?

Voi continuate a parlare di assistenzialismo io dico che era un’opportunità di investimento: una nuova classe politica, il privato rubaccino fuori dalle palle, un settore che non è in crisi, milioni di investimenti già sul territorio. Vi prego di non usare più quella orribile parola “assistenzialismo”: è di una miopia assurda ed offensiva. Ed è ancora più offensiva quando esce dalla bocca del presidente di questa regione che ha avuto mandato ad invertire la rotta ma che è incapace a dare i segnali. Se permettete sono io che ribalto il concetto: qua di assistiti e ben pagati ci sono solo i nostri amministratori di maggioranza ed opposizione, tutti compresi. Sono mesi che dico che un amministratore capace va pagato a peso d'oro, perché produce benessere per tutti. Un amministratore incapace non merita neanche un centesimo. E allora se dobbiamo parlare di assistenzialismo si cominciasse da loro. Io non pensavo fosse arrivato il messia. Quello che mi rendeva fiduciosa era il cambio. Il problema è che questi scaricano le loro incompetenze e gridano al complotto. Ma di grazia, quando stavano all'opposizione mica regalavano fiori a Iorio, i complotti si combattono con la buona amministrazione, con azioni concrete, non con i comunicati stampa o il ricorso alla cassa integrazione . Si sono dimostrati incapaci, ne prendo atto: ma quello che è necessario è che ne prendano atto loro e si diano una regolata, perché li paghiamo profumatamente. L'unica operazione da fare, e andava fatta prima, era trovare una nuova locazione per il macello, non far interrompere la filiera che oggi non c'è più, e, immediatamente, uscire e dare la gestione ad un privato che si sarebbe trovato. Oggi i nostri allevamenti, i nostri investimenti sono utilizzati da altri, danno lavoro alla vicina Campania e valore aggiunto al nord. Che capolavoro hanno fatto. Si, quei capannoni sono degli allevatori che hanno fatto sacrifici ma sono stati anche finanziati: capito quanto capitale abbiamo perso? (Lidia Gasdia)

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ARCHIBUGIO Il sogno di una rifondazione morale Basterebbe citare studi autorevoli per sgonfiare i programmi fatti di slogan. Basterebbero poche riforme responsabili per limitare gli inevitabili effetti della marginalizzazione mondiale

Litanie di slogan populistici. Da sinistra: diritti (di chi?), redditi garantiti (a chi?), patrimoniali (per chi?) in nome di presunta equità (ma le case a Capalbio sono incedibili). Da destra: crociate antitasse, bonifiche da drogati e immigrati (ma fa comodo il bengalese al negozio, l’indiano nei campi e il rumeno al cantiere). Da destra e da sinistra: fuoriuscite dall’euro (gestite dalla Banda Bassotti?) in nome di una sovranità in realtà svenduta da almeno due decenni. Del resto i cugini argentini con la moneta sovrana s’è visto che fine stanno facendo. Le sempre più numerose e noiose trasmissioni “politiche” con nomi degni di un centro d’igiene mentale (manca solo “Pus”), oltre a garantire le aperture di bocca ai soliti teatranti della politica (con il canone pagato dagli italiani), stanno ora scoprendo il filone dei paladini delle “rivolte all’italiana”. Un variegato esercito di Masanielli ad intermittenza che trova praterie di spazi per animare ogni dibattito indegno di questo nome, Sarebbe davvero il caso che tutta questa pletora di gente fosse sconfessata dalla semplice lettura di qualche studio serio. Che nulla a che fare con le ricerche sulle intenzioni di voto che ci vengono propinati continuamente nel piccolo schermo. Consigliamo i testi che trattano una delle questioni più serie per pianificare il futuro: quella demografica. Nel 2050 il peso della popolazione europea nel mondo si ridurrà notevolmente: oggi incidiamo per il 7,7%, tra meno di quarant’anni per il 5%. Con una popolazione anziana dominante. Ciò corrisponderà ad un’inevitabile crescita della marginalizzazione e del relativo impoverimento. Recenti studi dell’Unione europea parlano di un dimezzamento della nostra ricchezza nel giro di quattro decenni: oggi, come europei, possediamo il 29% di quella mondiale, nel 2050 saremo probabilmente al 14%. Ciò anche a fronte del fatto che siamo un continente con pochissime materie prime. Gli investimenti in istruzione e ricerca dovrebbero quindi costituire una priorità. Ma nel nostro Paese si va esattamente nella direzione opposta, alimentando la spesa parassitaria. Anche per gli Stati Uniti il discorso è quasi analogo: nello stesso periodo si assisterà, secondo le previsioni dell’Unione europea, ad una contrazione della ricchezza dal 26% al 18%, con il parallelo invecchiamento della popolazione. Trend analogo in Sud America: dall’8,6% all’8,1%. Insomma, si registra la crisi strutturale del mondo occidentale.

Ben diversa la situazione in Asia, l’unico continente che registrerà un vero e proprio boom: l’attuale indice di ricchezza al 24,4% dovrebbe raggiungere il 44,2%, con una popolazione che resterà ben al di sopra della metà dell’intero globo. Crescerà anche l’Africa: dall’attuale 6,2% al previsto 10,9%, con una popolazione che passerà dal 13,9% al 20% di quella globale. Queste rapidissime trasformazioni dovrebbero spingere governanti seri ad attrezzarsi per limitare i danni e ritardare gli effetti. Come? Ad esempio combattendo seriamente la degenerazione della politica, che determina uno sperpero inutile di denaro pubblico (cioè di proprietà dei cittadini), e la conseguente distorsione provocata in un’economia sempre più imbastardita e parassitaria per le sistematiche occupazioni dei posti chiave per nomina politica e non per merito. Basterebbe che le direzioni dei partiti lanciassero un’azione di moralizzazione e di controllo a tutti i livelli locali, ma ci rendiamo conto che è fantascienza. Nel contempo occorrerebbe chiudere davvero i tantissimi enti inutili, cancellare le decine di migliaia di partecipazioni pubbliche in carrozzoni clientelari, riformare il già riformato (malissimo) federalismo mettendo vincoli di bilancio alle amministrazione e un freno definitivo alla moltiplicazione dei centri di spesa e di attivazione di tasse. I fondi recuperati andrebbero “investiti” nel taglio delle imposte e soprattutto nella ricerca o nell’edilizia manutentiva (e non speculativa), insomma in settori che rilancerebbero l’economia attraverso lavoro serio. Strettamente legata dovrebbe essere attuata una crociata anti-illegalità: lotta seria all’evasione fiscale, il principale fenomeno di disuguaglianza sociale (chi risulta senza redditi accede pure ai benefici del welfare, sottraendoli a chi ne ha davvero bisogno), alla criminalità organizzata, ai danneggiamenti ambientali (abusivismo, rifiuti tossici, “grandi opere” inutili, eolico selvaggio, ecc.). Sognare, almeno quello, ancora non costa nulla.

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(Pierino Vago)


IL CANE DA GUARDIA “Onorevole” loquacità Viaggio tra i parlamentari molisani: il dalemiano Danilo Leva, dalla Giustizia alle invettive ai grillini.

Dei molisani a Roma, seppur in genere a tempo determinato, fa parte una piccola pattuglia di parlamentari. Più che altro un drappello. Un numero assottigliatosi nella presente legislatura a causa dei due molisani eletti all’estero che hanno utilizzato il biglietto di ritorno al proprio Paese (Svizzera e Usa) e dell’eclissi di Tonino Di Pietro e del suo paio di colleghi di origine molisana. Come “Forche Caudine” siamo soliti monitorare l’attività di questi corregionali attivi all’ombra del Cupolone. Tra i neofiti ci soffermiamo oggi su un enfant prodige della politica molisana, l’avvocato Danilo Leva (Pd), 35 anni, nato a Roma, originario di Fornelli (Isernia). Non lo conosciamo in modo approfondito, ma c’imbattiamo spesso nel suo dinamismo in Rete, dove aggiorna irreprensibilmente il calendario delle sue interviste ai giornali e delle apparizioni in tv. Dalle cronache molisane, particolarmente vivaci in termini di biografie (ereditando pratiche di aggregazione sociale in bar, parrucchieri e muretti), apprendiamo che il Nostro fa politica da quando aveva 19 anni. Collezionando una lunga serie di incarichi nelle strutture locali del partito, dalla segreteria della Sinistra giovanile alla federazione pentra dei Ds fino a segretario del Pd Molise, non mancando di sedere sugli scranni del consiglio comunale di Fornelli, della Comunità montana del Volturno e del consiglio regionale. Si vocifera di una battuta dell’allora governatore Iorio: “Con lui a capo dell’opposizione rimarrò governatore fino al 2050”, profezia tuttavia archiviabile tra quelle sul baco del millennio o sulla fine del mondo. Racconta Claudio de Luca su Termolionline: “Quando si originò quella curiosa guerra civile con una porzione del suo partito, cominciò a non essere più ‘compos sui’. Doveva indicare un candidato-sindaco per il Comune di Termoli? Per lui il migliore non poteva essere che il dottor Spagnuolo, vecchia e gloriosa bandiera di Alleanza nazionale. Più tardi, dovendo indicare il candidato alla presidenza dell’amministrazione provinciale di Campobasso, impose Micaela Fanelli, data per vicina a Iorio sino all’anno prima. Finì che il Comune costiero e l’ente intermedio di via Roma a Campobasso ritornarono ad essere appannaggio del centrodestra. Quando vennero indette le “primarie”, il Nostro appoggiò un ennesimo soggetto politico, proveniente dalle file avversarie; ma, almeno stavolta, con Paolo Frattura fu più fortunato”. Leva cita spesso Berlinguer e, per coerenza, è dalemiano. Ha avuto onori quando è stato nominato responsabile giustizia Pd, subentrando ad Andrea Orlando, nominato da Veltroni in virtù del diploma di maturità scientifica. Un ruolo durato poco: con Renzi ai vertici del partito, lo spoil system ha spodestato Leva dopo appena qualche mese di gloria, premiando Alessia Morani, marchigiana sua coetanea e collega forense. Va detto, senza mezzi termini, che il dinamismo di Leva sovrasta l’anonimato che ha caratterizzato l’esperienza parlamentare di tanti molisani.

Danilo Leva (Pd)

L’avvocato pentro sforna comunicati stampa come i versetti del Corano, esprime opinioni su tutto, come d’altronde fanno i suoi colleghi e richiede il gioco della politica nell’era delle nuove tecnologie. Si scaglia contro i Cinquestelle per l’attacco a Napolitano, appoggia l’indulto, si oppone alle liste bloccate. Ma non sempre, come avveniva in passato, i comizi – per quanto ridotti a slogan e lanciati da un pulpito virtuale – vengono sottolineati da applausi. Qualche giorno fa, quando i grillini hanno “animato” l’aula – in modo non certo esemplare – per la triste vicenda di Bankitalia (furbescamente abbinata al decreto sull’Imu), finendo per bloccare i lavori della commissione giustizia, Leva ha commentato su Facebook: “I nuovi fascisti sono arrivati in parlamento”. Le numerose reazioni, per quanto garbate, non sono state all’acqua di rose: “Danì, i bersanini cercano di privatizzare Bankitalia e i grillini urlano. Tu che faresti al posto loro? – scrive Enrico. “Mi spiace, onorevole, ma non è proprio così... l’accoppiata Bankitalia.Imu è vergognosa – aggiunge Rita. “Danilo, avete regalato i soldi dei poveri cittadini alle banche – sottolinea Riccardo. E Giovanni: “Danì, 7,5 miliardi di euro regalati alle banche...sarebbe fascista ogni cittadino italiano onesto”. E ancora: “E’ bello parlare con la pancia piena – attacca Manuele. Luigi: “La sinistra è morta insieme alla Boldrini”. “I fascisti non sono i grilli, ma tutti i partiti maggioranza e minoranza che sono d’accordo ad aver messo Letta e Napolitano al governo e come capo di Stato – è il commento di Danilo. E c’è chi va anche oltre. Domenico: “Era ora arrivassero se in quel parlamento continuate a partorire porcherie alle nostre spalle ben vengano fascisti comunisti e nazisti e chiunque e con qualunque mezzo”. Angelo: “Magari ci fossero davvero i Fascisti. Magari.”. E Marco: “Io li farei venire davvero i fascisti, e forse anche di peggio”. Onorevole Leva, noi crediamo che rispetto ad altri molisani che hanno indossato casacche politiche lei certamente è più degno di rappresentare la nostra gente. Tuttavia, con garbo, vorremmo darle un consiglio: se è così attento a rendere pubblica l’agenda delle sue interviste o apparizioni televisive, allo stesso modo dovrebbe replicare a questi legittimi commenti, perché se uno ha scelto di essere un personaggio pubblico dovrebbe rispondere dei propri atti e delle proprie esternazioni anche al proprio elettorato. A chi auspica il nazismo al potere, qualche spiegazione andrebbe data. O no?

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RAGIONANDO Cultura del lavoro e imprenditorialità Il mondo del lavoro, almeno dal 2008, è attraversato da una crisi impressionante collegata ad un profondo malessere sociale, i cui aspetti fondamentali sono quelli legati alla rigidità del mercato, al forte ridimensionamento della produzione industriale, all’elevata disoccupazione, soprattutto giovanile e femminile, alla mancanza di una seria formazione professionale, alla diffusione di attività gestite in nero, all'incapacità di relazionare i tempi dell'occupazione produttiva con quelli attinenti altre esigenze personali e familiari. Alcuni fenomeni hanno peggiorato tale situazione: le tensioni legate all'enorme accumulo del debito pubblico, la crisi finanziaria, con la determinazione sempre crescente di spostare capitali dagl'investimenti produttivi a quelli speculativi, l'assoluta carenza del 1,26% del Pil come fondo assegnato in ricerca e sviluppo, la mancanza totale di un razionale piano economico nei diversi settori previsto a livello nazionale e regionale. I risultati per l'economia italiana sono stati dapprima una crescita sempre più modesta e poi, a partire dal 2012, una vera e propria recessione che persiste in modo pesante, nonostante la classe politica provi a convincere l'opinione pubblica che ci sarebbero timidi segni di ripresa. Il deterioramento delle condizioni di accesso al credito, una politica fiscale tra le più elevate d'Europa ed il crollo del mercato immobiliare hanno portato ad una forte caduta degl'investimenti delle imprese e ad un problematico potere d'acquisto delle famiglie che secondo l'Inps negli ultimi cinque anni sarebbe calato del 5,2% Ciò che preoccupa non è solo la chiusura di molte aziende con conseguente delocalizzazione della produzione industriale e la diffusione crescente del lavoro non dichiarato ed irregolare, ma il rischio che anche quelle che riescono a resistere rivedano i livelli di produzione sempre più al ribasso con conseguente contrazione della manodopera occupata. È evidente che minori entrate fiscali, conseguenti alla diminuzione del numero delle aziende, porteranno a più bassi livelli di tutela del cittadino con una revisione del modello di welfare che è già sotto pressione per talune disfunzioni strutturali e per parecchie iniquità legate a trattamenti disuguali tra soggetti appartenenti a diverse generazioni e ad attività differenti. Il rapporto annuale della Banca d'Italia ci dà una fotografia dell'economia regionale molisana fortemente recessiva con un ridimensionamento delle attività economiche in tutti i settori produttivi, il peggioramento della qualità del credito ed un forte calo degl'investimenti nella produzione, nell'acquisto di abitazioni e nella realizzazione di opere pubbliche. La leva fiscale ai massimi livelli rispetto alle altre regioni e le politiche di contenimento della spesa da parte delle amministrazioni locali hanno fatto il resto, portando non solo all'aumento della disoccupazione, ma anche alla contrazione del reddito disponibile delle famiglie. Ci sono vie praticabili per uscire da un tale impasse? Noi riteniamo di sì, a condizione che le soluzioni non si cerchino, come purtroppo taluni fanno, nell'improvvisazione. Occorre anzitutto definire con chiarezza le categorie antropologiche del lavoro, tracciare una mappa delle attività possibili, dei bisogni reali della popolazione, delle vocazioni territoriali, delle situazioni di vantaggio, delle possibilità ambientali ed artistiche e naturalmente delle richieste di mercato.

Tali studi analitici debbono portare all'elaborazione di un piano di sviluppo regionale condiviso tra le classi dirigenti, le forze politico-sociali ed ovviamente la popolazione. La prima necessità, a nostro avviso, è quella d'intervenire in famiglia e nelle scuole con un'opportuna opera di educazione ad una cultura del lavoro visto non solo come capacità tecnica di trasformazione e di creazione di prodotti, ma soprattutto come abilità creativa capace di promuovere valore morale, di stabilire relazioni costruttive con gli altri e di dare un senso profondo all'esistenza. È evidente che in tale ottica a prevalere non devono essere bilanci aziendali, profitti o altri fattori economici, ma le esigenze della persona ed il rispetto dell'ambiente con un orientamento alla sobrietà dei consumi. In tale processo educativo occorre prendere coscienza della necessità di costruire ed accettare lavori possibili, anche se poco soddisfacenti, con l'impegno di attivarsi a migliorarli o cambiarli in relazione alle proprie attitudini ed ai personali interessi. Una riqualificazione del lavoro non può prescindere poi da alcuni elementi essenziali ineliminabili: promuovere il saper fare e la creatività imprenditoriale con esperienze di alternanza scuola-lavoro; riorganizzare eticamente il mondo finanziario impedendo la speculazione selvaggia ed il profitto fine a se stesso; rafforzare la ricerca scientifica e tecnologica per realizzare prodotti di qualità; rendere la produttività sostenibile e rispondente alle necessità sobrie ed essenziali della popolazione; fare del merito la regola fondamentale di assunzione; riorganizzare i tempi del lavoro rendendoli funzionali alle necessità relazionali ed alla qualità della vita degli esseri umani. A quali attività dobbiamo pensare, infine, per uno sviluppo razionale dell'economia molisana? L'agricoltura, la zootecnia, il turismo ed i servizi sono a nostro avviso i settori verso cui far convergere gli studi per una programmazione in grado di dare un futuro occupazionale ai giovani. Scommettere su prodotti di qualità elevata a prezzi contenuti e diffusi con intelligenti operazioni di marketing diventa il modo non per creare articoli di nicchia, ma beni appetibili e desiderabili su larga scala in quanto garanzia di benessere fisico e di appagamento del gusto e del senso estetico. La ricchezza e la fertilità della terra, il patrimonio culturale, artistico e paesaggistico possono dare un aiuto enorme in tale direzione. Questo vuol dire escludere il processo di industrializzazione? Niente affatto! L'industria nel Molise può avere un ruolo importante, a condizione che non abbia impatti invasivi e sia legata ad una compatibilità ambientale, ma anche ad una produzione funzionale ai bisogni reali della popolazione locale ed esterna. Ovviamente le prospettive di crescita della nostra regione sono legate a diversi tipi di agenzie di elaborazioni di idee, ma non possono prescindere da un lavoro di ricerca condotto anzitutto a livello universitario ed aziendale. Ci sono molisani impegnati in tale direzione, ma davvero, secondo noi, sono ancora pochissimi! Occorre lavorare presto e bene per creare idee e renderle realizzabili. (Umberto Berardo)

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COMMENTI Regione Molise: i 50 anni? Un flop Ho apprezzato molto la raffica di critiche apparsa su primapaginamolise.it per come è stata (mal)concepita la Festa per i 50 anni della Regione "nella quale - cito si è retoricamente celebrato tutto il futuro possibile ma i giovani e la meglio gioventù sono stati esclusi col paravento della sobrietà". E ancora: "una passerella di gente resuscitata per un'occasione mancata e bruciata per una celebrazione diversa, più pop e più giovane. Né Rete, né Scuola". Una celebrazione "autoreferenziale" in cui s'è visto "un Molise che parla di futuro e non si rinnova nei nomi e nelle forme". Vedo in questa delusione la ribellione di una generazione digitale di "ragazzi" (venti, trenta, perfino quarantenni) contro la generazione dei cavalli a dondolo, con le sue passerelle e i suoi riti intramontabili di casta. E' un vero peccato che il "ragazzo" Frattura abbia perso, non so se mal consigliato, questa occasione irripetibile e improvvidamente affidata ad altri, sicuramente insensibili agli odierni risentimenti sociali e al nuovo, rabbioso feeling partecipativo. Non basta lavorare di cacciavite, bisogna puntare meglio su questa generazione che chiede la banda larga e deve accontentarsi delle larghe intese ma che comunque vuole cambiare. Ai miei tempi si chiamavano "galoppini", erano i testimoni di Geova della politica, oggi possono essere i veri, forse i soli agenti del radicamento nel territorio, e questo territorio è oggi la Rete che diventa sempre più vasta e non può fare a meno della loro creatività e del loro impegno. Nel 2008 Obama vinse le elezioni grazie a un network (il famoso My.Bo) popolato di giovani followers entusiasti. Dunque cari ragazzi molisani, spiegateglielo bene a quelli dei cavalli a dondolo. Ve lo dice uno vicino ai 90 anni che quando gli chiedono perché ama tanto il Molise, risponde "perché sono sempre stato dalla parte degli ultimi". A proposito del 50º anniversario della Regione, calza una frase della scrittrice portoghese Augustina Bessa Luis, per la quale «a 15 anni si ha un futuro, a 25 un problema, a 40 l'esperienza, ma prima dei 50 non si ha una storia». E alla storia del prossimo mezzo secolo non potrete che pensarci voi, cari ragazzi. Da subito. P.S. Paolo Frattura vuol dare finalmente un vero nome all'Auditorium di Campobasso ("un compitino a casa per un'idea migliore"). Ne sono lieto, purché il cambiamento non si limiti solo al nome. Quell'assurdo e a quanto sembra indelebile "Ex Gil" richiama ai giovani la marca di un detersivo, a noi vecchi gli anni di un collettivo rimbecillimento giovanile. (Giuseppe Tabasso)

Il tempo liberato Viviamo in una società eccitata, accelerata, super tecnologizzata. Una società che dichiara sempre più con insistenza che "non c'è tempo". "Il tempo viene dal cuore", dichiara Momo nel romanzo di genere fantastico dello scrittore tedesco Michael Ende pubblicato nel 1973. Il tema centrale del romanzo è quello del tempo e del modo in cui esso viene impiegato nella società occidentale moderna. Attraverso un simbolismo fantastico e immaginario, esso porta una feroce critica al consumismo e alla frenesia del vivere moderno, che nel suo progresso tecnologico e produttivo perde completamente di vista l'obiettivo della felicità delle persone e della qualità della vita. Il tempo rubato dagli uomini grigi agli abitanti della città è un'evidente metafora dei piaceri che si ricavano dall'assaporare, nell'attimo, le piccole cose belle della vita. Dunque, la sorgente del tempo è il cuore come è anche la sede in cui risiede. Il forziere che custodisce la gestione del tempo è sempre il cuore. Come dire: c'è tempo per le cose che ci interessano, per quelle che noi riteniamo utili, per le persone che amiamo. Il tempo fugge. Scivola via. Non basta mai. E guai a perderlo, perché, si sa, non torna più. Poi, però, ci son posti dove passa velocemente e dove molto più lentamente. A volte sembra non passare proprio. Luoghi particolari, dove si è sempre alla ricerca di un modo per ingannarlo, il tempo. Luoghi come il carcere, dove le giornate iniziano presto e sembrano eterne, perché il più delle volte non c'è davvero nulla da fare. Il tempo deve essere abitato, utilizzato per il bene della persona. Occorre fare del tempo un'opera d'arte come se fosse una materia prima di cui ciascuno dispone. Nessuno ha tempo libero ma esiste certamente il "tempo liberato" quello, appunto, che "nasce dal cuore". Il tempo che io scelgo di liberare per dedicarlo alle persone o alle cose che per me sono importanti. Siamo all'inizio di un nuovo anno, per ciascuno di noi altri trecentosessantacinque giorni a disposizione per il lavoro, per lo svago, per gli impegni vari. Sembra che sia un tempo già programmato, impegnato, imprigionato perché alcune situazioni della vita hanno il diritto di prelazione assoluta, ma noi dobbiamo imparare a liberare il tempo per poter donare il tempo liberato a ciò che amiamo, che consideriamo prioritario o indispensabile. Ci sono poi dei "fratelli più poveri" come la fede, le relazioni, il volontariato per cui sembra che manchi sempre il tempo, invece in questa direzione occorre far guardare e muovere i passi del nostro cuore perché, deliberatamente, dedichiamo maggior tempo da sottrarre alle futilità o semplicemente gerarchizzando gli impegni, ma mai deve mancare il "tempo liberato", il tempo scelto per donarlo alle cose e alle persone che non possono essere ignorate o a cui non possiamo dedicare solo gli scampoli di tempo quando ci sono. Le briciole del tempo non saziano nessuno ancor meno le relazioni a cui si deve necessariamente dare lo spazio giusto e necessario. "La banca del tempo", che ognuno di noi possiede, ci permette di staccare gli assegni delle ore e dei minuti da donare alle situazioni di capitale importanza. Impariamo a mettere la firma sotto gli assegni da staccare per donarli al "tempo liberato" da condividere. Apriamo le saracinesche del cuore dove è custodito tutto il tempo di cui disponiamo perché, ricordiamocelo: "il tempo viene dal cuore!". (don Benito Giorgetta)

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PRIMOPIANO / LE TASSE

L’Imu per la seconda casa. L’immondizia. Le bollette. I costi di manutenzione. Talvolta annose questioni ereditarie. La casa in Molise è sempre più un lusso: si riducono le manutenzioni e si moltiplicano i cartelli “vendesi”… FORCHE CAUDINE – PAGINA 8


PRIMOPIANO / LE TASSE Un salasso continuo. E’ praticamente infinita la saga delle sigle che corrispondono alla greppia dei balzelli pubblici: tra Imu, Tares, Tarsi, Trisi, Iuc – scusate le inevitabili inesattezze - è difficile persino tenerne il conto. Una scucitura di tasche che s’abbatte soprattutto sui possessori di seconde case, cioè sulle tante persone d’origine molisana che hanno conservato il legame, anche affettivo, con il paese di famiglia proprio grazie al possesso di una o più abitazioni. Persone che in qualche modo “aiutano” a legittimare l’esistenza di un’amministrazione comunale in centri al di sotto dei mille residenti, cioè la maggior parte dei Comuni molisani, o di qualche servizio pubblico a beneficio delle poche persone rimaste. Le tasse alimentano le fratture sociali Tali costanti aumenti rischiano di alimentare fratture sociali. Da una parte ci sono i residenti, per lo più anziani, che vivono sempre peggio in luoghi resi più difficili e angusti a causa del taglio dei trasferimenti da Roma e dei salti mortali per far quadrare i conti a livello locale. Spesso sindaci e amministratori diventano i veri “angeli custodi”, specie dei piccoli centri, ad esempio in occasione delle grandi nevicate.

Dall’altra, però, ci sono i tanti “villeggianti”, per lo più figli o nipoti di persone originarie del posto, che si lamentano dell’accentuata differenza non solo tra aumento dei costi (spesso ingiustificato) e utilizzo temporale dei servizi, in genere non più di un mese l’anno, ma anche di standard qualitativi non proprio da paese dell’Alto Adige. Perché, in sostanza, aumentare all’inverosimile, ad esempio, il servizio di nettezza urbana che quasi sempre non è nemmeno porta a porta e soprattutto non differenziato? Perché non quantizzarlo a peso, come avviene nelle località più avanzate del Nord Italia e del Nord Europa, utilizzando ad esempio dei lettori ottici su buste “ufficiali” da acquistare nei negozi del posto? Il nocciolo del problema il più delle volte è analogo a quello nazionale: per mantenere gli alti costi di personale, quasi sempre eccessivo rispetto alle reali esigenze, si tassa a più non posso. Meglio se i balzelli colpiscono quella grande fetta di villeggianti che ritornano al paese solo per qualche giorno, ma pagano come se ci vivessero tutto l’anno.

Ad esempio Agnone, Bagnoli del Trigno, Casacalenda, Castel San Vincenzo, Castelpizzuto, Conca Casale, Duronia, Filignano, Fossalto, Frosolone, Guglionesi, Oratino, Rionero Sannitico, Ripabottoni, Ripalimosani, Salcito, Torella del Sannio, Trivento, Il rilevante aumento dei costi, soprattutto per la nettezza urbana, sta spingendo tante persone a volersi liberare di case poco praticate: c’è gente che manca nel paese d’origine anche da molti anni. Tuttavia vendere non è facile: soprattutto nei paesi dell’entroterra si moltiplicano i cartelli “vendesi”, ma di acquirenti nemmeno l’ombra. Che fare? Comparirà qualche tassa per le demolizioni, essendo state ripristinati anche i balzelli per le donazioni?

Edilizia in crisi: stop alle manutenzioni A tutto ciò si sommano le ricadute in ambito immobiliare. Mentre si continua a consumare territorio per nuovi edifici, in genere per uso proprio da parte di chi ne commissiona la costruzione, parallelamente il mercato è fermo perché il risanamento e la riqualificazione del capitale edilizio esistente resta una chimera: l’emigrato investe sempre meno nella casa al paese d’origine, limitando anche gli interventi di manutenzione. Eppure sul fronte del consolidamento antisismico e del recupero energetico dovrebbe passare gran parte di quella “green economy” di cui tanti politici si riempiono la bocca. Con quali soldi? ■

Nettezza urbana: aumenti insostenibili Le aliquote dell’Imu confermano questa prassi: sono più alte proprio in quei paesi che registrano un alto numero di “emigrati”.

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PRIMOPIANO / LE TASSE

Si scrive casa, si legge bancomat Gli immobili un tempo costituivano i beni-rifugio per una famiglia. Oggi, grazie alle tasse, sono il sicuro salvadanaio per i boiardi di Stato.

L’enorme crescita del peso fiscale sulle case, per lo più per salvaguardare i benefici di un apparato pubblico tra i più parassitari d’Europa, colpisce il bene-rifugio per antonomasia degli italiani. Nel nostro Paese quattro cittadini su cinque sono infatti proprietari di almeno un’abitazione, frutto di sacrifici condotti lungo intere esistenze e classi generazionali. Per decenni numerosi padri di famiglia hanno materialmente costruito case per loro stessi e per i figli: è stato questo, ad esempio, il principale obiettivo di tanti emigrati all’estero, ma anche in giro per l’Italia. Moltissime persone d’origine molisana hanno ereditato case “al paese” da genitori e nonni o da avi più lontani, raccogliendo lì anche importanti pezzi di memoria storica familiare e comunitaria. La tassa sulla casa, il più delle volte, rappresenta una doppia imposizione fiscale: la costruzione o l’acquisto di un’abitazione sono state realizzate con soldi già tassati dallo Stato: un conto sono i servizi, un altro il possesso di un bene. Analogamente lo Stato riempie sempre più di balzelli anche la successione nella proprietà di un immobile, nonché l’acquisto o la costruzione di un appartamento o di un intero edificio. La casa utilizzata come sicuro bancomat dai boiardi di Stato per racimolare soldi colpisce la stragrande maggioranza degli italiani. Si salva soltanto chi opera nell’illegalità, cioè quel nutrito esercito di proprietari di casefantasma, ossia non dichiarate al fisco, soprattutto nel Mezzogiorno: quindi pagano gli onesti e ne beneficiano i disonesti.

Foto Comune di Jelsi (Cb) La supertassazione produce altri danni sociali: alimenta la crisi edilizia, con ricadute anche nei tanti comparti affini, determina disoccupazione e genera deprezzamento degli immobili, quindi della ricchezza delle famiglie, che è poi la ricchezza del Paese. A causa dell’alta tassazione, inoltre, sempre meno gente investe negli immobili per metterli a rendita attraverso gli affitti, paralizzando di fatto il mercato: anche su questo fronte, la fiscalità immobiliare sulle locazioni regolarmente registrate è sempre meno equa ed equilibrata. Così si alimenta “il nero”: secondo una recente indagine, soltanto nella Capitale le locazioni irregolari, cioè senza contratto, superano di gran lunga la metà degli affitti, sottraendo risorse al fisco.

La drammatica emergenza abitativa, che sta facendo lievitare gli sfratti per morosità con tutte le drammatiche conseguenze, scoraggia l’affitto e spinge a soluzioni furbesche, spesso ai limiti della legalità. Parallelamente le condizioni di mercato rendono sempre più difficile affittare un appartamento. Con l’attuale normativa fiscale oggi in vigore, salvo l’intelligente intervento sulla riduzione dal 21 al 15 per cento del balzello sui canoni concordati, il ricavato dai canoni d’affitto viene assorbito da tasse statali e locali mediamente per ottonove mesi, comprese le spese condominiali extra che spettano al proprietario. La demagogia della politica che propone risparmi modesti sulle abitazioni principali, finisce per tartassare ingiustamente un patrimonio spesso infruttifero. La normativa presenta poi altre incongruenze. Sul fronte degli immobili strumentali, le associazioni di categoria denunciano il fatto che la casa data in affitto non è considerata alla stessa stregua di un capannone artigianale o industriale e godere degli stessi vantaggi. Ci si domanda poi perché vi debbano essere differenze di trattamento tra la casa in vendita sul mercato a seconda che sia stata costruita da un immobiliare o dallo stesso committente o non sia di recente costruzione. Ancora: la casa data in comodato al figlio paga il massimo dell’aliquota. Altra assurdità è l’obbligo di pagare l’Irpef anche sui canoni non riscossi. Infine la riforma del catasto si preannuncia come il prossimo salasso: non s’interviene per perequare ma per aumentare la pressione fiscale. ■

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PRIMOPIANO / LE TASSE BUONA POLITICA

Ma al Nord ci sono Comuni che pagano l’Imu per i cittadini Mentre in Molise la maggior parte dei Comuni spreme le tasche dei cittadini, compresi quelli che vivono altrove, nel Nord ci sono amministrazioni comunali oculate che utilizzano i propri utili per annullare le tasse. E’ il caso di Santa Lucia di Piave (Treviso). Qui il Comune ha pagato la mini-Imu per i suoi duemila contribuenti, spendendo circa 166 mila euro che il sindaco, d'intesa con la giunta, ha deciso di destinare a tale scopo dal bilancio comunale, vista l’ottima gestione e la disponibilità di cassa. Il governatore veneto Zaia ha approfittato del gesto per una dichiarazione: “Mini Imu, Tasi, Iuc, ogni giorno nuove sigle e nuove imposte, tanto per dimostrare che la fantasia impositiva dei governi resta sempre straordinaria. Si continua a tassare due volte i contribuenti come nel caso della casa: prima con l'Irpef e poi con l'ennesima fantasia tributaria in cui Roma è specialista. Tra tagli, caos delle scadenze, aggravi, impossibilità di garantire servizi vitali anche quando il comune è virtuoso, norme che si contraddicono, governare è diventato impossibile”. Altri esempi virtuosi: nella celebre San Gimignano (Siena), la città delle torri, niente mini-Imu grazie ad “una oculata politica di bilancio”, come sottolinea orgoglioso il sindaco Giacomo Bassi che ha addirittura abbassato l'aliquota Imu allo 0,30. Stessa aliquota di una città capoluogo, Mantova. Altre città capoluogo con aliquote basse sono tutte al Nord: Biella allo 0,37, Pordenone allo 0,38, Trieste allo 0,39. Tante allo 0,40: Aosta, Bergamo, Bolzano, Como, Cuneo, Ferrara, Gorizia, Imperia, La Spezia, Lecco, Lodi, Monza, Padova, Savona, Sondrio, Trento, Treviso, Udine, Venezia e Vicenza. Tutto ciò mentre ci sono 2.398 Comuni che hanno alzato l'aliquota Imu per la prima casa a 0,45, 0,5 o a 0,6 per recuperare altro denaro. Se il problema degli emigrati riguarda soprattutto l’Imu, a causa delle seconde abitazioni e dei terreni, in Molise non mancano casi virtuosi per i residenti. Ad esempio a Guglionesi non s’è pagata miniImu, grazie al rispetto del patto di stabilità, come evidenzia il sindaco Bartolomeo Antonacci. Ma il caso più originale è a Solarino, in provincia di Siracusa: niente Tares ai cittadini che adottano un cane randagio.

LE ALIQUOTE IMU (seconda casa) Comune Campobasso Termoli Isernia Venafro Bojano Campomarino Larino Montenero di B. Riccia Guglionesi Agnone Trivento San Martino in Pens. S. Croce di Magliano Cercemaggiore Petacciato Ferrazzano Frosolone Vinchiaturo Ripalimosani Montaquila Baranello Portocannone Campodipietra Ururi Sesto Campano Pozzilli Monteroduni Casacalenda Mirabello Sannitico Colletorto Sepino Fornelli Sant'Elia a Pianisi Macchiagodena Jelsi Palata Montefalcone Castelmauro Castelpetroso Pesche Bonefro Oratino Fossalto Toro Gambatesa Pietracatella Montecilfone Carovilli San Giacomo Colli a Volturno Busso Sant'Agapito Spinete Cerro al Volturno Mafalda Rotello Petrella Tifernina Carpinone Rionero Sannitico Guardialfiera Montagano Matrice S. Giuliano di Puglia Rocchetta a Voltur. Miranda

abitanti 50.916 32.873 22.150 11.535 8.175 7.208 7.095 6.781 5.503 5.411 5.323 4.907 4.877 4.727 4.043 3.656 3.345 3.248 3.185 2.980 2.501 2.806 2.574 2.569 2.496 2.419 2.350 2.319 2.236 2.165 2.145 2.041 2.005 1.970 1.877 1.842 1.788 1.678 1.661 1.649 1.595 1.544 1.529 1.526 1.513 1.502 1.479 1.460 1.430 1.428 1.409 1.405 1.397 1.384 1.363 1.308 1.257 1.245 1.225 1.174 1.167 1.155 1.114 1.094 1.080 1.070

II casa 10,6 10,0 10,6 10,6 7,6 9,8 7,6 9,0 7,6 9,6 9,6 10,6 9,6 7,6 8,0 7,6 7,6 8,1 7,6 9,6 7,6 7,6 9,6 7,6 7,6 7,6 7,6 7,6 10,0 7,6 8,6 7,6 9,6 7,6 7,6 9,6 8,6 7,6 7,6 8,5 7,6 7,6 10,6 10,0 8,1 7,6 7,6 7,6 7,6 8,6 7,6 7,6 7,6 7,6 7,6 8,0 7,6 7,6 7,6 10,6 7,6 7,6 7,6 7,6 7,6 7,6

San Giuliano del S. Castropignano Roccamandolfi Tufara Macchia d'Isernia Capracotta Civitanova del S. Campolieto Pescolanciano Gildone Roccavivara Belmonte Limosano Tavenna Pietrabbondante San Massimo Colle d'Anchise Torella del Sannio Poggio Sannita Bagnoli del Trigno Scapoli Guardiaregia Sessano Lucito Vastogirardi Cantalupo nel S. Forlì del Sannio Longano Filignano S. Felice del Molise Acquaviva Collecr. Cercepiccola Salcito Morrone S. Maria del Molise Campochiaro S. Giovanni in Galdo Macchia Valfortore Castellino del B. Monacilioni Roccasicura Casalciprano Montenero V. C. Castel S. Vincenzo Ripabottoni Lupara Civitacampomarano San Pietro Avellana Pettoranello San Polo Matese Montorio Frentani Acquaviva d'Isernia Montemitro Duronia Montelongo S.Angelo del Pesco Castelbottaccio Castel del Giudice S.Angelo Limosano Pizzone Pescopennataro Chiauci Sant'Elena Sannita Pietracupa Conca Casale San Biase Molise Castelpizzuto Castelverrino Provvidenti

1.065 1.044 1.003 1.000 982 959 952 950 890 884 875 843 843 827 822 818 813 801 795 784 776 765 763 763 762 756 740 739 728 708 697 697 695 666 660 647 639 638 613 600 587 579 575 561 553 553 545 539 481 478 474 464 460 442 398 370 363 355 349 329 310 273 260 234 218 212 164 161 138 128

7,6 7,6 7,6 7,6 7,6 7,6 7,6 8,0 7,6 7,6 7,6 7,6 7,6 9,0 7,6 8,6 7,6 8,6 7,6 9,1 7,6 7,6 8,6 7,6 7,6 8,0 9,0 7,6 10,6 8,5 7,6 7,6 9,0 7,6 8,8 7,6 7,6 9,0 7,6 7,6 5,0 7,6 7,6 9,6 9,6 7,6 7,6 7,6 7,6 7,6 10,6 7,6 7,6 9,0 8,6 8,6 7,6 9,0 9,6 7,6 7,6 7,6 9,6 7,6 10,6 7,6 7,6 10,6 7,6 8,6

Ci scusiamo per eventuali errori, addebitabili alle fonti ufficiali consultate.

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Sono 100mila in Molise

Seconde case: 2014, tasse medie per duemila euro Sulle circa 6 milioni e mezzo di seconde case (stima Sole24Ore), di cui oltre centomila in Molise, graveranno d’ora in poi ben tre imposte: Imu, Irpef e Service Tax. Tra le novità del 2014, il fatto che le seconde case che non sono abitazioni principali e non sono concesse in affitto saranno nuovamente gravate dall’Irpef. L’imposta andrà calcolata dalla rendita catastale che andrà rivalutata e che si sommerà all’imponibile. Secondo stime attendibili, un appartamento con rendita catastale di mille euro andrà a pagare 1.300 euro di Imu, circa 200 di Irpef e probabilmente tra i 300 e i 400 di Service tax, per un totale che sfiorerà i duemila euro. Se la casa è vuota, cioè non è affittata, come nella maggior parte dei casi di seconde abitazioni in Molise, il conto sarà ancora più salato. A tale conto vanno aggiunte le addizionali regionali e comunali sull’imponibile Irpef, cioè qualche altra decina di euro in più. Per fare un raffronto immediato, per un casa di circa 70 metri quadrati, cioè lo standard, l’Ici era di circa 500 euro, mentre l’Imu è arrivata a 1.400 euro, quasi triplicata. Un salasso senza precedenti e senza raffronti nella maggior parte dei Paesi mondiali. Rimangono inoltre tante incongruenze legislative. Ad esempio, paga tutto anche chi la seconda casa l’ha concessa in comodato gratuito a parenti o figli. C’è poi il caso di chi ha residenza e dimora diverse: in questo caso deve pagare l’Imu come seconda casa, pur non avendo la prima. E c’è qualcuno che propone la patrimoniale: ma questa cos’è?

PRIMOPIANO / LE TASSE Parla Luigi Reale, molisano da anni nel Regno Unito

Italiani all’estero: voti e balzelli "Il ministro degli Esteri Bonino in una sua dichiarazione rilasciata a La7 circa il voto degli italiani all’estero propone l'abolizione della circoscrizione estero, sulla base del principio, secondo cui i cittadini devono potere eleggere i propri rappresentanti solo là dove pagano le tasse. Ministro Bonino, gli italiani all’estero che hanno diritto al voto non sono quei 70 milioni oriundi molto lontani da lei e dalle sue analisi, ma solo circa 4,5 milioni di coloro che sono iscritti all’anagrafe consolare (Aire), che hanno legami molto stretti con lo Stivale". Da Bedford dove risiede da anni, il molisano Luigi Reale, originario di Ferrazzano, commenta le dichiarazioni rilasciate dal ministro Bonino. Gli iscritti all’Aire, ricorda Reale, "pagano ed hanno sempre pagato tutte le tasse sia all’estero sia in Italia. Moltissimi di loro hanno proprietà nel Belpaese e pagano l’Imu e la tassa sui rifiuti (Tares), per dirne solo due. Sono in un regime di discriminazione rispetto agli altri italiani su questo fronte. La stragrande maggioranza paga la prima casa in Italia come seconda; pagano tutti, quasi per intero la tassa sui rifiuti, come se ci abitassero permanentemente; pagano tutti i canoni e costi fissi per dodici mensilità: elettricità, acqua, telefono fisso, canone tv, gas, ecc. Riguardo invece agli altri italiani, che non hanno proprietà in Italia ma solo all’estero, - aggiunge Reale – il ministro Bonino dimentica che c’è un trattato firmato dall’Italia stessa sulla doppia imposizione fiscale, che non lede per nulla il diritto di nazionalità. Visto il quadro, è veramente irritante sentire da un ministro della Repubblica, allusioni sulle tasse che dovrebbero pagare gli italiani nel mondo per avere diritti costituzionali; è strumentale e disinformativo".

Risponde Michele Petraroia, vicepresidente del Molise

“Affronteremo la questione” In riferimento al delicato tema sollevato dai Molisani residenti all’estero o in altre regioni italiane circa il pagamento delle imposte sulla casa, grazie all’attività istruttoria condotta dal dirigente del Servizio per i Molisani nel mondo che ha individuato più soluzioni e diverse opzioni attivabili dai Comuni per alleviare il carico fiscale sui cittadini interessati, sollecito l’Anci a coordinare delle riunioni di approfondimento tecnico da tenersi anche con l’eventuale ausilio delle strutture della Regione Molise per esaminare la materia in oggetto. Il Molise conta tre residenti all’estero o in Italia per ogni residente sul proprio territorio, se si considera anche la prima emigrazione, e si trova ad essere l’unica regione italiana che ha perso abitanti rispetto a ogni censimento pregresso a partire da quello del 1861 fino al 1911 e al 1951 in cui superava 400 mila persone. Indurre i nostri emigranti, i loro figli o i loro nipoti, a disfarsi della casa di proprietà nel proprio paese di origine per via di imposte eccessive, è un errore storico, un danno economico e uno schiaffo ai sacrifici di diverse generazioni di molisani. Pur comprendendo la drammatica situazione finanziaria dei comuni è auspicabile individuare una soluzione che recepisca le sollecitazioni dei Molisani nel mondo e aiuti la nostra comunità a salvaguardare i legami sociali, culturali, storici e identitari con i propri residenti all’estero e in altre regioni italiane.

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PRIMOPIANO / LE TASSE IL COMMENTO

La politica come rapina legalizzata di FABIO SCACCIAVILLANI economista

Per raggiungere il successo economico esistono due strade. La prima consiste nel creare valore attraverso prodotti o servizi innovativi, o nell'implementazione di metodi più efficienti o ancora nel combinare l'uso di risorse in modo più ingegnoso ed efficace a vantaggio dei clienti. E' una strada che richiede applicazione, studio, intelligenza, rinunce, determinazione, inclinazione al rischio. La seconda strada è più semplice: consiste nell'appropriarsi del frutto di sforzi e sacrifici altrui. Il furto, la rapina e il saccheggio sono metodi rozzi. Invece la politica consente ai ladri di ottenere cospicui bottini azzerando il rischio di finire in galera. Basta legalizzare la sottrazione. La Grande Rapina Legalizzata (GRL) è ormai l'attività principale per i politici di mestiere, ma ha coinvolto, a vari livelli, coloro che sono riusciti ad imbastire scambi con il potere politico o intrecci corporativi: dalle banche ai sindacati, dai manager pubblici agli ordini professionali, dai burocrati ai baby pensionati. Per la GRL al posto di pistole e grimaldelli si sono imbracciati strumenti eminentemente retorici, sparando raffiche di concetti vacui (in quanto ognuno li interpreta a suo piacimento) come equità, redistribuzione, servizi sociali, welfare, politiche keynesiane, stimolo alla domanda, imprese pubbliche, banche di sistema, politica industriale e via turlupinando. Come insegnano nei bassifondi, la riuscita del colpo richiede complicità sul territorio e manovalanza spicciola. A questo fine si distribuiscono le briciole del maltolto ad una pletora di questuanti disposta a vendersi al peggior offerente. Nel gergo giudiziario si definisce "voto di scambio". La GRL è stata l'unica industria in continua crescita in Italia, consentendo l'accumulazione di fortune individuali a chi non ha mai studiato, generato valore, fatto sacrifici o lavorato in attività utili al prossimo. Questa industria però a lungo andare ha di fronte un limite: il maltolto non può superare il valore prodotto, decurtato dal necessario per far sopravvivere gli onesti. Temporaneamente questo vincolo può essere violato ricorrendo al debito, sia pubblico (ad esempio in Italia e Grecia) che privato (ad esempio in Usa, Regno Unito, Spagna, Irlanda), poi la logica e l'aritmetica riprendono il sopravvento.

◄ Fabio Scacciavillani La crisi globale che attanaglia il mondo sviluppato rappresenta il capolinea di questa spoliazione su vasta scala, i cui fondamenti si sono consolidati in oltre quarant'anni di ossessivo indottrinamento: i gonzi che venivano spogliati applaudivano ai concerti di tromboni e di trombette sulla retorica dello stato sociale (che i gonzi hanno visto forse in cartolina). La crisi in Italia ha accelerato una corsa verso il precipizio perché le attività produttive già sfiancate da un decennio di spesa pubblica fuori controllo, politiche sociali demenziali, leggi schizofreniche e tassazione scriteriata non sono state più in grado di sostenere i livelli di esproprio sotto il giogo di Equitalia. Alle prossime elezioni la scelta è chiara e parte da una constatazione: l'Italia riesce a reggersi sull'orlo del baratro grazie a una ricchezza delle famiglie ancora consistente e alle poche manifatture sopravvissute allo scempio operato nei decenni di rapina legalizzata. Lo scontro elettorale si giocherà allora sull'uso futuro di questa ricchezza: c’è chi punterà all'esproprio del risparmio (vedi alla voce patrimoniale), per continuare la Grande rapina legalizzata. L'alternativa, per il momento minoritaria, prevede che invece di bruciare il risparmio degli italiani nella caldaia degli sprechi pubblici, si ripristino gli incentivi agli investimenti, tagliando spese e tasse, snellendo i codici di legge, rivitalizzando università e ricerca, eliminando i sussidi, riducendo i dipendenti statali, fissando dei costi standard in tutti i servizi pubblici, azzerando il finanziamento ai partiti, dimezzando il numero di enti locali e vendendo la manomorta su cui spadroneggiano i cleptocrati. Quando in campagna elettorale sentirete parlare di solidarietà, di sacrifici e di condivisione sappiate che si tratta dell'ennesima dose di vaselina parolaia per lubrificare l'accesso di mani agili, prensili e avide alle vostre tasche, al vostro conto in banca e alle vostre case. Da chi verrà perpetrata la GRL, in fondo per voi cambierà poco.

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COMUNITA’

Molisani a Roma, quanti siamo Ufficialmente 16 mila. Ma, in realtà, si arriva a 50 mila tra hinterland, nuove generazioni e tanti che conservano la residenza in Molise...

Talvolta, nelle rare occasioni un po’ retoriche in cui un politico di turno è presente ad una riunione di molisani a Roma, vengono snocciolate cifre roboanti sulla presenza molisana nella Capitale. Meno di un anno fa, ad un appuntamento dal sapore elettorale, si parlò addirittura di centomila molisani. A distanza di vent’anni dalla rigorosa ricerca sociologica sulla comunità molisana di Roma promossa dal compianto Augusto Ruberto, con la regia della nostra associazione, abbiamo voluto rinnovare i dati di quello studio che aveva quantificato - nel 1992 circa 23mila persone nate nelle province di Campobasso e di Isernia e residenti a Roma, Oggi quel numero s’è ulteriormente assottigliato: i molisani residenti a Roma sono poco più di 16mila e la maggior parte ha più di 65 anni. L’inesorabile calo è di circa una persona al giorno. Tuttavia, per chiarezza, la comunità molisana va oltre questi numeri, inglobandovi le circa cinquemila persone che hanno la residenza in Molise ma di fatto vivono a Roma e soprattutto le prime e le seconde generazioni: in questo caso il numero globale sfiora quota 50mila. Numero che cresce ulteriormente comprendendo l’hinterland romano, dove vivono altre migliaia di molisani, in particolare lungo l’asse verso Latina. Abbiamo estrapolato anche un dato curioso: i paesi con più molisani a Roma. Al di là dei capoluoghi di provincia (sono 2.100 le persone nate a Campobasso e residenti a Roma, 689 quelle di Isernia), è Bagnoli del Trigno il paese con più molisani a Roma, ben 925.

Seguono Agnone (842), Duronia (584), Poggio Sannita (565), Salcito (563), Frosolone (552), Trivento (487), Termoli (468), Capracotta (422), Sant’Elena Sannita (390) e Pietrabbondante (337), Venafro (226), Larino (224), Pietracupa (186), Cerro al Volturno (180), Bojano (169), Casacalenda (164), Riccia (162), Collotorto (159), Ururi (135), Fossalto (128), Montenero di Bisaccia (126), Sant’Elia a Pianisi (122), Macchiagodena (118), Montagano, Rionero e San Pietro Avellana (108), San Martino in Pensilis (106) e Torella (101). Gli altri sono sotto il centinaio. Quello con meno persone è Conca Casale: sono soltanto tre. ■

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COMUNITA’ A ROMA Un molisano in giallorosso

Quant’è brava Palma Spina

Si chiama Basilio Antonelli, ha 14 anni, è di Agnone ed è un calciatore di qualità. Ha giocato nelle giovanili dell’Agnonese come attaccante ed ora è finito nella Capitale, sulla sponda giallorosa: contratto con la As Roma.

Bravissimi e divertenti. Due aggettivi per presentare gli attori molisani Palma Spina e Marco Caldoro, che lo scorso 26 gennaio sono stati in scena al teatro “L’asino che vola” nel quartiere Caffarella a Roma. Lo spettacolo "Equità, a ognuno il suo debito", vede in scena i due protagonisti che vestono i panni di sei personaggi, tutti nella sala d’attesa di un ufficio dell’Equitalia, la famigerata società delle riscossioni pubbliche. Le gag, alcune molto efficaci, caratterizzano l’intreccio tra i personaggi. Si alternano una coppia di artisti pugliesi che ha frequentato cantanti di ogni sorta (Al Bano, Fred Buongusto, Bobby Solo, Gianni Morandi, ecc.). Poi uno spagnolo titolare di una scuola per seduttori, una straniera che non parla l'italiano ma lo apprende leggendo a voce alta una sfilza di proverbi, un napoletano alle prese con i tradimenti della moglie, una ragazza romana che non conosce il mondo: ognuno entra nella vita dell'altro in modo casuale ma sconvolgente, dando vita, in una sorta di reazione a catena, a inaspettate ed esilaranti situazioni. Tante le risate, proporzionate alla bravura dei due attori davvero maturi. Finale a sorpresa. Lo spettacolo ha aperto la prima edizione del contest "Teatrando in volo" che si concluderà il 25 maggio con l’esibizione di numerose compagnie teatrali. Il vincitore, ci auguriamo la coppia molisana, potrà esibirsi per una settimana al teatro Petrolini di Roma.

Carmen Gabriele: da Larino a Raiuno

“Siamo di fronte ad un ragazzo dalle enormi potenzialità – ha dichiarato Fernando Sica, responsabile del settore giovanile dell’Agnonese. “Basilio Antonelli merita palcoscenici di un certo livello. Vedere Antonelli indossare la casacca e la fascia di capitano di una società importante come la Roma è un risultato straordinario che ancora una volta ci ripaga dei tanti sacrifici che facciamo quotidianamente. Un risultato conclude - che va condiviso con tutti i tecnici e l’intera dirigenza che speriamo in futuro possa continuare a sfornare talenti”. Il ragazzo, che appartiene alla categoria giovanissimi), si ritrova un responsabile di tutto rispetto: l’ex campione del mondo, Bruno Conti. La società giallorossa per averlo ha battuto la concorrenza di Pescara, Juventus e Fiorentina Basilio Antonelli è il cugino di Gloria Marinelli, attaccante agnonese, classe 1998, che ha disputato il campionato di seria A femminile. Prodigi di famiglia.

E’ nata a Parma ma ha sangue larinese. Ha occhi verde-azzurro in uno splendido viso. Carmen Gabriele, 36 anni il prossimo 26 febbraio, è una brava attrice già con diversi anni di esperienza. Laureatasi in lettere e filosofia con tesi in Storia e critica del cinema (110 e lode), padrona della lingua inglese, trascorrendo molto del suo tempo nel Regno Unito, ha frequentato diversi corsi e laboratori di recitazione, soprattutto a Roma, ad esempio con Mirella Bordoni, con Sergio Zecca, allievo di Gigi Proietti, e con Michele La Ginestra. Nel 2011 ha partecipato all’Intensive Acting Workshop presso l’Old Vic Theatre School di Bristol, nel Regno Unito. Al cinema ha esordito nel 2000 con “Legami di famiglia” per la regia di Pietro Sagliocco. L’anno seguente ha recitato in “Nati stanchi” per la regia di Gianluca Santisi. Da segnalare anche le esperienze nel film “Le ombre degli angeli” di Igor Maltagliati nel 2009 e in “OndeRod” del 2011 di Fabrizio Vieceli. Innumerevoli i cortometraggi a cui ha preso parte, soprattutto in Inghilterra. Le esperienze più continue in teatro, dal 1998 con “Delirio a due” per la regia di Lino D’Ambrosio fino ai più recenti lavori in Inghilterra. Ora il trionfale ritorno in Italia in televisione in “Don Matteo 9” su Raiuno con Terence Hill: fa la parte di una barista.

(Foto Forche Caudine)

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COMUNITA’ A ROMA Fratianni sbarca a Roma

Festa delle regioni: il Molise a Roma

Dal 6 marzo l’artista Domenico Fratianni, originario di Montavano ma residente a Campobasso, esporrà per due mesi le sue acqueforti all’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma, a due passi da Fontana di Trevi.

Ivana Rufo e Lino Miniscalco, entrambi componenti del gruppo folk “Il Tratturo”, rappresenteranno il Molise alla Festa musicale delle regioni italiane, in programma domenica 2 febbraio a Roma, ospitata sul palcoscenico allestito al Museo nazionale delle arti e tradizioni popolari, in piazza Marconi all’Eur. L’obiettivo dell’evento è quello di creare un grande concerto di musica folk dedicato alle venti regioni italiane, a beneficio anche dei tanti connazionali all’estero, dal momento che sarà ripreso da Rai International e trasmesso integralmente in tutto il mondo. Per ogni regione sono stati invitati gli artisti legati al repertorio tradizionale. Il Molise parteciperà con Ivana Rufo e Lino Miniscalco: lei, straordinaria cantante e polistrumentista, lui tra i migliori suonatori di zampogne e ciaramelle. La «Festa musicale delle regioni italiane» prevede esecuzioni vocali e strumentali che si alterneranno con spunti narrativi e detti popolari nei dialetti regionali, per dar vita a un concerto festoso e dinamico. L’evento è ideato dall’etnomusicologo Paolo Scarnecchia e da Maura Picciau, direttrice del Museo. La manifestazione ha anche uno scopo benefico; infatti il ricavato sarà destinato a finanziare alcuni progetti per l'infanzia nelle zone colpite dalle alluvioni nello scorso autunno in Sardegna, Basilicata e Calabria. La conduzione dello spettacolo, che avrà inizio alle 16.30, sarà affidata ad Antonello Ricci, musicista e attore. I biglietti costano dieci euro, otto per i minori di 18 anni.

Le sfilate dell’Accademia

Pittore, incisore e disegnatore, Fratianni festeggia i cinquant’anni di attività artistica. Dunque ancora un maestro molisano a Roma, dopo la mostra di Benito Jacovitti presso il coworking Millepiani a Garbatella nell’ambito dell’evento “Molise, un’altra Storia” promosso da Formez PA in collaborazione con l’associazione “Forche Caudine”. Fratianni ha collezionato nel corso della carriera prestigiose collaborazioni con alcuni dei personaggi più influenti nella cultura del Novecento, tra gli altri Carlo Levi e Umberto Terracini. Domenico Fratianni, classe 1938, conseguita l’abilitazione all’insegnamento del Disegno e della Storia dell’Arte, ha compiuto le prime esperienze di insegnante in Sardegna. La volontà di ampliare la gamma dei mezzi espressivi lo hanno portato a frequentare, presso l’Istituto del Libro di Urbino, i corsi internazionali di Tecniche dell’Incisione. E’ entrato a far parte degli Incisori d’Italia di cui Marc Chagall era patron e Carlo Carrà presidente.

Sono sfilati a Roma lo scorso 27 gennaio, presso la prestigiosa sala Lancisi del Complesso monumentale di Santo Spirito in Sassia, i capi dell’Accademia Nazionale dei Sartori, presieduta dal molisano Sebastiano Di Rienzo, per prestigio ed eleganza tra i primari punti di riferimento dell’associazione “Forche Caudine”. Le collezioni dei sarti italiani hanno presentato un mix di artigianalità e innovazione, diventando sempre più un autentico progetto estetico al passo con i tempi. Dopo la conferma dello scorso luglio nel calendario ufficiale di AltaRomAltaModa e il successo a livello internazionale delle sfilate a piazza del Campidoglio, l’Accademia ha portato in passerella di nuovo le sue collezioni alla platea della moda romana per affermare il suo stile e la sua formula creativa. La novità di quest’anno ha visto protagonista, tra gli altri, anche l’abito per il clero, rivisto nei dettagli e nel disegno classico. Gli accademici hanno voluto inserire questa new entry quale testimonianza di un modo diverso di interpretare lo stile in tutti gli ambiti. Anche in quello della sartoria ecclesiastica. Nell’occasione si è tenuta anche la cerimonia di premiazione del vincitore del Concorso nazionale "Forbici d'oro", riconoscimento che tradizionalmente i sarti conferiscono all’artigiano che ha saputo mettere in risalto lo stile, la capacità tecnica, l'estro creativo e il rigore formale della sartoria su misura. A sponsorizzare il premio un altro pezzo di Molise: la storica coltelleria Michele Fraraccio di Frosolone.

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MOLISANI Giulia Filippi, mostra a Strasburgo

Riccardo Cucchi, rientro in Molise Riccardo Cucchi, l’inconfondibile voce radiofonica di “Tutto il calcio minuto per minuto”, è tornato in Molise per presentare il suo libro “Clamoroso al Cibali”., scritto tre anni fa per il cinquantesimo anniversario della trasmissione. Il giornalista, pur non essendo molisano, ha iniziato la sua attività in Rai a Campobasso, dove ha vissuto dodici anni, dal 1979 al 1991. Appena assunto nella tv di Stato, infatti, fu mandato in Molise. Oggi ne ha fatta di strada, diventando il responsabile del pool sportivo del Giornale radio della Rai. Nei giorni scorsi ha accettato l'invito della locale Unione dei giornalisti sportivi, per una rimpatriata a Campobasso, "Ho provato un’emozione incredibile ripercorrendo la strada da Roma a Campobasso, ho rivisto i nomi dei paesi molisani e vi posso assicurare che ancora oggi ricordo tutti i 136 comuni di questa regione e sono in grado di capire il vostro dialetto – ha detto il giornalista. “Io sono davvero molto legato a questa terra. Ho vissuto qui dodici anni e mi considero un po' molisano".

Cucchi ha ricordato la prima messa in onda del telegiornale regionale in Molise: "Fu trasmesso in bianco e nero perché questa era l'unica regione dove non c'erano ancora le telecamere a colori. Non c'era nemmeno la regia e utilizzammo una roulotte all'esterno della sede. Quella partenza dunque fu una scommessa e oggi tornando qui, e vedendo la bella sede che la Rai ha realizzato negli ultimi anni e una redazione con tanti giovani, devo dire che quella scommessa è stata vinta".

Molise in tv: Termoli a “Lineablu” Sabato 25 gennaio dalle ore 14,30 è andata in onda su Raiuno la trasmissione “Linea Blu” dedicata ai centri costieri italiani. Parte del programma, condotto da Donatella Bianchi, è stata dedicata a Termoli. A descrivere la storia dei monumenti presenti nel millenario centro antico, Oscar De Lena presidente dell’Archeoclub locale. Il fascino indiscutibile della Termoli di una volta, quella che dal promontorio del borgo antico guarda a Nord dove si può ammirare l’imponente massiccio della Maiella piena di neve. Uno scenario unico da cartolina a cui si sono aggiunte le immagini del castello svevo, la cattedrale, a “rejiecelle” che con i sui 41 cm. è sicuramente il vicolo più stretto d’Italia e i trabucchi. La piccola pesca, con le testimonianze dei marinai Basso, Santiago e Sebastiano, che hanno tirato su reti e barattoli con polpi, pelose (o granchi giganti, razze e tracine) ha fatto da prologo alla trasmissione; quindi l’entrata in scena di Oscar De Lena, che ha illustrato, come uno scrigno prezioso, il borgo antico, per concludere con il brodetto alla termolese affidato ad Antonio Terzano. Pagine di storia, con lo sbarco del 1943 da parte degli alleati, insomma, un contenitore che ha promosso Termoli agli occhi di chi non ancora la conosceva. De Lena ha parlato anche del suo ultimo libro: Tèrmele…come jève bbèlle ‘na vóte e la trasmissione si è conclusa sull’ “Ora di Termoli”, il magico incrocio tra il 15° meridiano e il 42° parallelo. Per rivedere il filmato: www.youtube.com/watch?v=QzxRoY z0-es

Le opere dell’artista molisana Giulia Di Filippi, reduce dalla 54° Biennale di Venezia, sono state in mostra a Strasburgo dal 13 al 16 gennaio presso la sede del Parlamento europeo. L’ultima fatica di Giulia Di Filippi si chiama “Joy”, riferimento alla gioia della creatività, delle pulsioni della vita. ------------------------------------------

Molisano al vertice di Cassa Forense Nunzio Luciano, avvocato molisano, iscritto all'Ordine di Campobasso, originario di San Polo Matese, è stato eletto presidente di Cassa Forense per il biennio 2014-2016 Gli iscritti alla Cassa sono oltre 170mila. La crisi ha colpito anche loro: il decremento del reddito medio negli ultimi quattro anni è stato di circa l’8% in termini nominali e del 17% in termini reali, con punte del 17,2% in Campania (in termini reali 27,1%), del 10,1% in Abruzzo e Molise (in termini reali 19,4%). In termini assoluti il reddito medio degli avvocati (dichiarazione 2012) si attesta a € 47.561 a fronte degli € 51.314 del 2007. Il rapporto “numero avvocati ogni mille abitanti” vede punte del 6,8% in Calabria, 5,6% nel Lazio e 5,5% per Campania e Puglia a fronte del 2,1% per il Piemonte, 2,3% per il Veneto e 2,9% per la Lombardia,

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CULTURA Kalenarte: a quota 24

Ricordando Ada Trombetta E’ scomparsa nei giorni scorsi a 92 anni Ada Trombetta, una delle donne più apprezzate del mondo culturale regionale. Lascia numerosi libri sulla storia e dell’arte molisana. Pubblichiamo il ricordo dell’architetto Franco Valente.

Chiunque abbia tentato di conoscere il Molise non può non essersi incontrato con Ada Trombetta. Io ho avuto la fortuna di seguirla in gioventù, negli anni Ottanta, quando ebbi il privilegio di accompagnarla nelle sue peregrinazioni nella Valle del Volturno, da Sesto Campano alle terre dell’Abbazia di S. Vincenzo. Era un andare a colpo sicuro perché Ada ripercorreva in maniera scientifica le orme del padre Alfredo che, fotografo intelligente, nel ricordo era costantemente la sua guida culturale. Allora stava rielaborando i suoi studi sull’arte e l’architettura medioevale che sarebbero confluiti nella sua opera omnia sull’Arte nel Molise attraverso il Medioevo, che rimane la base di qualsiasi altro approfondimento per la grande quantità di opere analizzate, catalogate e fotografate in ogni angolo della regione. Amica di famiglia era per me un fiume travolgente per la straordinaria capacità di attirare l’attenzione sulla storia della sua regione entusiasmando chiunque quando il discorso si spostava su argomenti che in qualsiasi modo si collegavano alle ricerche che in ogni direzione andava facendo.

Per oltre mezzo secolo ha animato, da protagonista, i salotti culturali campobassani con una produzione incredibile di saggi storici, indagini antropologiche, trattati di arte, analisi urbanistiche che ormai costituiscono il riferimento sicuro per chiunque voglia avvicinarsi a un Molise che molto spesso è sconosciuto agli stessi Molisani.

Eppure amava definirsi una formica da quando ne avevo tracciato le doti in uno dei tanti incontri ai quali partecipava per il piacere di mettere a disposizione di tutti quel patrimonio di conoscenze che solo la costanza di una pianificatrice della ricerca poteva tenere da parte. Come l’argenteria che si tiene lucida e pronta per gli ospiti importanti. Sempre con un atteggiamento di grande disponibilità a mettersi in discussione e a riconoscere (eccezione nell’ambiente culturale) il lavoro fatto da altri. Per questo le sue pubblicazioni sono una miniera di informazioni non solo per l’originalità delle sue ricerche, ma anche e soprattutto per le bibliografie e le note che le hanno costantemente sostenute. Ada Trombetta è stata una degli ultimi intellettuali autentici di questa regione che concede poco a chi si occupa della sua storia, delle sue radici, della sua identità. Un’intellettuale perché i suoi studi non sono adatti a chi si parla addosso. Le considerazioni che accompagnano spesso i suoi scritti sono conseguenza di ragionamenti sempre rispettosi del contesto storico in cui i fatti e le espressioni artistiche vanno a collocarsi. E così i suoi saggi aiutano a capire che anche il più piccolo dei segni che ancora sopravvive nel territorio, nelle chiese, nei castelli e tra le mura domestiche contribuisce a costruire la grande storia del Molise. Ada Trombetta oggi non è più tra noi, ma rimangono le sue opere che costituiscono quell’eternità relativa che è mantenuta viva da chi sopravvive ricordando. (Franco Valente)

Kalenarte, l’appuntamento con l’arte contemporanea a Casacalenda, festeggia quest'anno il 24° anno di attività. L'evento prevede l'ospitalità in Molise di artisti contemporanei, che quest'anno saranno il campano Baldo Diodato e l'argentina Nelina Mendoza. Saranno ospitati a Casacalenda per due mesi, periodo durante il quale studieranno il territorio per realizzare opere che saranno presentate a fine aprile. A presentare progetto ed artisti è stato l'architetto Massimo Palumbo, originario di Casacalenda e direttore artistico, nonché presidente dell'associazione Kalenarte e la curatrice della mostra che per questa edizione sarà la siciliana Cristina Costanzo.

S.Elia, ecco Macse museo d’avanguardia All’interno della Rete Atelier Molise, ampio contesto ideato da Luigi Mastrangelo per creare un network di musei, il Macse, museo di arte contemporanea di Sant’Elia a Pianisi vuole costituire un esempio di come i grandi nomi dell’arte contemporanea possano trovare collocazione in luoghi poco conosciuti alle masse. Un esempio viene dalla mostra “Sacred”, ospitata presso i locali del Convento dei Cappuccini. Il visitatore, salendo le quattro rampe di scale del convento dove soggiornò San Pio, si trova davanti un intreccio di travi portanti che rimandano alle sovrastrutture della ragione umana; non appena varca la soglia ha la possibilità di perdersi nella contemplazione di opere di altissimo livello artistico. E lì, in quell’atmosfera surreale dove riecheggiano le note di Bach e Brahams, Psiche e Anima si ritrovano in uno stato contemplativo che quieta il corpo e interroga lo Spirito. Si va via dal Macse con una finestra aperta sull’eterno dibattito tra ragione e fede. Sacred, rimarrà aperta al pubblico presso i locali del Convento dei Cappuccini fino a marzo.

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CULTURA Racconta il Molise in tre minuti

Tesori storici: arrivano i fondi

Rilanciare e valorizzare il patrimonio artistico-culturale, storico, paesaggistico, eno-gastronomico e turistico del Molise. Questo è l’obiettivo del concorso “Il Molise in tre minuti”, lanciato dall’associazione “Artisti molisani” in collaborazione con Movoloco Eventi, Nexus Video, Differtee, insieme ai mediapartner StudioEndorfine e Yousocialbrande con il supporto tecnico di Videomolise. Realizzare un video che in tre minuti racconti il Molise, aperto a tutti quelli che vorranno raccogliere la sfida. Due i premi: quello della Giuria (una telecamera Go Pro Hero3 + Silver Edition) e quello del pubblico (realizzazione di un sito web dedicato, nonché una grande visibilità su tutti i siti web e canali social dei partner dell’iniziativa). Regolamento http://artistimolisani.it/contest/ Informazioni: info@artistimolisani.it

Arrivano 4,5 milioni per il Molise culturale. Ad annunciarlo è lo stesso presidente molisano Di Laura Frattura, che preannuncia l’arrivo da Roma di 4,5 milioni di euro per il Fondo per lo sviluppo e la coesione del patrimonio culturale-archeologico del Molise. Con tale somma, secondo note di stampa, si potranno finanziare gli interventi nel sito archeologico di Castello di Gerione a Casacalenda, le ville romane a Roccavivara ai fini della fruizione didattica, il sito archeologico di Altilia, Villa Zappone a Larino, il museo dei Frentani nel parco archeologico dell’anfiteatro romano, i monumenti storico-archeologici di Santa Croce di Magliano, l’anfiteatro Verlasce a Venafro, il completamento dell’allestimento didattico dei padiglioni del museo del Paleolitico a Isernia, il sito archeologico medievale Mura di Mennella a Filignano, il museo archeologico a Pietrabbondante, l’abbazia di San Vincenzo al Volturno e il museo archeologico di Santa Maria delle Monache a Isernia. “Con l’accesso e la disponibilità delle risorse del Fondo per lo sviluppo e la coesione - ha dichiarato Frattura metteremo in campo gli interventi utili a difendere e dare nuovo lustro a un’eredità archeologica di assoluto valore nel mondo”. Sarà la volta buona per fruire nel modo più consono delle tante e sconosciute perle storiche molisane?

Progetto Or@le culture popolari Michele Fratino, assessore del Comune di Jelsi (Campobasso), sta collaborando al progetto "OR@LE Culture Popolari", promosso dalla Rete Italiana di Cultura Popolare (www.reteitalianaculturapopolare.org). L’iniziativa intende continuare a sviluppare l'Archivio Partecipato, il primo social network sui riti e le tradizioni popolari del paese. L'archivio è già on-line con le prime risorse, accessibile a tutti gratuitamente! raccoglie la memoria dei territori in formato librario, musicale, foto e video. Ma l'Italia è ben lunga e soprattutto diversissima! C'è tanto lavoro da fare ancora. Se sarà tra i primi nove progetti più votati da Bando CheFare2 potrà accedere alla selezione che mette in palio un finanziamento. Sosteniamo il progetto votandolo al link: www.che-fare.com/progettiapprovati/orle-culture-popolari.

Molise: finanziati due progetti Grazie al fondo del Decreto del Fare sono stati approvati due finanziamenti per restauri in Molise. In totale quasi due milioni di euro per interventi di realizzazione e manutenzione di strade o di reti telematiche di nuova generazione e wi-fi, nell'ambito del programma ''6000 Campanili'' riservati a comuni fino a cinquemila abitanti. I due progetti selezionati dal ministero delle Infrastrutture sono stati presentati dai comuni isernini di Capracotta, a cui andranno 988.869 euro, e Pescopennataro, a cui andranno invece 909.483 euro. Il programma, in collaborazione con l'Associazione nazionale Comuni italiani (Anci), ha l'obiettivo di mettere in moto l'economia locale per opere infrastrutturali di piccola entità, cioè tra i 500mila euro e il milione, promuovendo la riqualificazione, con una significativa ricaduta occupazionale. Centoquindici, nel complesso, i progetti selezionati, per un totale di 100 milioni di euro stanziati a livello nazionale nell'ambito del decreto del Fare. Presto, però, potrebbero arrivare nuovi fondi per altri progetti: ''E' intenzione del Governo - si legge sul sito del ministero - destinare nuove risorse al programma durante il 2014 e per il 2015''.

Scavi a (foto Beniculturali)

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Casacalenda


L’ARTICOLO DEL MESE Migliaia di euro per il Molise su due ruote: ma di bici e piste nemmeno l’ombra Dieci anni fa la Regione, spendendo quasi 200 mila euro, regalò ai Comuni più di 1.500 biciclette di cui si è persa traccia. “Primonumero.it” è uno dei migliori giornali molisani. Dall’edizione del 12 gennaio riprendiamo questo interessante pezzo. Era il 1999 quando la Commissione Europea dava alle stampe un manuale dal titolo “Città della bicicletta, città dell’avvenire” e a distanza di quattordici anni i Paesi membri dell’Unione europea hanno dato ragione a quel titolo: infatti è notizia di questi giorni che le bicilette battono le automobili 20 a 12. Ovvero: 20 milioni di bicilette vendute a fronte di 12 milioni di automobili. Anche l’Italia rientra in questa speciale classifica che vede gli acquirenti della bici superare quelli delle macchine: un milione e seicentomila bici vendute contro un milione e quattrocentomila auto. Ma mentre il nord del Paese ci si sta adeguando al primato delle due ruote con la realizzazione di piste ciclabili che crescono come funghi, nelle regioni del centro sud siamo all’anno zero: poco più di tremila chilometri di piste ciclabili. La Regione Molise ha cercato negli anni di adeguarsi ai tempi. Si è sforzata di essere europea, ha progettato e finanziato mezzi e percorsi per le due ruote ma, ad oggi, per una serie di motivi si è fermi al palo. Il primo passo verso un “Città della bicicletta” lo tentò Michele Iorio quando nel settembre 2003 fece approvare dalla sua Giunta l’acquisto di 1.585 biciclette e 250 seggiolini. L’acquisto rientrava nel “Programma regionale per la valorizzazione e lo sviluppo della mobilità ciclistica” . Programma approvato in sede di Consiglio regionale nel luglio del 2000 anno in cui la regione era presieduta da Giovanni Di Stasi. Bici e seggiolini furono acquistati, con base d’asta di 167.849,49 euro, e girati a 108 comuni della regione i quali in compenso avrebbero dovuto realizzare piste ciclabili.

Ma, se si esclude un tentativo alquanto goffo del Comune di Campobasso che morì ancor prima di nascere, a distanza di dieci anni in Molise è più facile incrociare gente che cavalca muli piuttosto che bici griffate dal logo regionale. A voler porre rimedio a questa situazione a dir poco imbarazzante è l’Unione dei Comune del Basso Biferno con il progetto "Medpaths". L’obiettivo generale è quello di valorizzare il patrimonio naturalistico e culturale locale con finalità di tipo turistico. A detta della coordinatrice, la dottoressa Giovanna Lepore direttrice del Gal Innova Plus, sono già stati fatti il censimento, la catalogazione e digitalizzazione del patrimonio locale, comprese le realtà che si occupano di ospitalità e ricettività, l’individuazione di percorsi da destinare alla cosiddetta «mobilità lenta», la realizzazione di un portale. Fatto importante è che la sua realizzazione non peserà sulle casse dell’Unione. Infatti i 458 mila euro sono stati messi a disposizione per l’85% dall’Unione europea e il restante 15% dal governo nazionale.

Il progetto è stato presentato alla Fiera d’ottobre di Larino, occasione in cui il presidente dell’Unione dei Comuni Franco Pallotta ha spiegato che «viene realizzato in collaborazione con la Croazia che ha città e comuni simili a quelli molisani, ed è stato creato essenzialmente per lo sviluppo turistico e culturale delle due sponde». Tutto bello, Ma anche tutto funzionante? Non proprio. Essendo Medpaths un progetto finanziato direttamente dall’Europa deve rispondere a certi parametri come quello della rendicontazione delle spese sostenute. In caso contrario, il finanziamento viene bloccato. A oggi, stando ai dati in nostro possesso, dei 458 mila euro ne è stata investita poco più della metà, 225.134 euro e di questi nessuno per realizzare, ad esempio, sentieri o percorsi da destinare alla «mobilità lenta». Più della metà di questi duecento e passa mila euro sono stati spesi tra personale interno (22.000 euro), collaboratori esterni (90.533,98 euro), spese generali quali telefono, affitto (4.600 euro). Il resto, 108.000 euro, in investimenti per la progettazione. Una progettazione che evidentemente non contempla percorsi per gli amanti delle due ruote. La cosa buffa è che gran parte del percorso ciclabile dovrebbe coinvolgere quei comuni che dieci anni prima hanno usufruito del regalo di Iorio. Portocannone, Guglionesi, Campomarino, Montecilfone, Montenero di Bisaccia, Petacciato, San Giacomo e Ururi ricevettero un totale di 151 bici e 25 seggiolini. Dopo dieci anni le bici e i seggiolini sono finiti nello stanzino dell’uomo nero. Mentre delle piste ciclabili, della cartellonistica, dei box informativi annessi neanche l’ombra. Il tutto mentre metà dell’investimento dell’Unione Europea è già bello che terminato. ■ (Alessandro Corroppoli)

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PAROLE LOCAL

Aridatece l’acqua

Eolico

Luisa

Il primo male che ha colpito la vostra regione più di ogni altra, contro la Costituzione, contro il buon senso e l'onestà delle persone è l'inquinamento del paesaggio con l'eolico. Nessun delitto più grave negli ultimi anni ha distrutto l'Italia e in particolare il Molise. L'idea di installare nuovi pali intorno a Sepino, a ridosso dell'area archeologica di Altilia, è un crimine contro l'umanità".

Oggi voglio ricordare Luisa, la tata dei miei figli. Originaria di Tufara, piccolo paese del basso Molise, si è presentata a casa mia nel 1968, avendo saputo che io cercavo una baby sitter per mia figlia , nata da pochi mesi; io dovevo tornare a scuola dopo 56 giorni dalla nascita. Entrò in casa e non andò più via. Non bella, poliomelitica dall'età di 4 anni, orfana di madre, era cresciuta maltrattata in casa, zoppa e anche guercia, il viso rugoso di chi ha faticato molto nei campi e si è logorata la vita andando a giornata da padroni non sempre esemplari nel comportamento. Luisa infatti era madre single di due belle ragazze di cui una, Maria è ancora amica nostra La donna, per sua natura era litigiosa (a ragione) e presso tutti gli uffici della città era nota per le sue incursioni frequenti durante le quali, brandendo un bastone, chiedeva sempre danaro, assistenza e pensione. Gli impiegati dapprima ci ridevano su poi, quando lei gridando rinfacciava le corna a questo e a quello, citando nomi di amanti a uomini e donne, il personale degli uffici cominciò a temerla, forse perché ciò che diceva lei corrispondeva a verità. I miei figli l'hanno adorata; la trovavano bellissima e lei li ha sempre difesi come una leonessa i suoi cuccioli .100 scale all'epoca per arrivare all'attico: lei se li faceva tutti portando in braccio i bambini pesanti e ben nutriti, protestando così: "L'uosse rutte port'u sane, l'uosse rutte port'u sane!"( l'osso rotto porta il sano). Morì d'infarto per strada nell'ottobre del 1990.

(Vittorio Sgarbi)

Corde La famiglia è accerchiata, massacrata, calpestata, derisa (perché tutti i "politici" parlano sempre di aiuti alle famiglie), umiliata, emarginata dalle tasse. Sicuramente vi sarete accorti che da dicembre sono arrivate decine di bollette; oltre alle solite (lucegas; telefono; condominio) a gennaio si sono aggiunte la Mini Imu, la Tares, il canone Rai (che elegantemente chiamano imposta per far credere che non è una tassa). Lo Stato (Lo sceriffo di Nottingham) si è scatenato contro i cittadini per garantire i privilegi della "Casta". Il flusso espropriativo è il seguente: Governo>Agenzia delle Entrate>Equitalia. Non è finita: a Roma stanno arrivando dall'Agenzia delle Entrate avvisi di accertamento catastale... altre tasse in un momento di grande difficoltà. Attenzione la corda si sta per spezzare.

(Salvatore Mattiacci)

(Maria Delli Quadri)

La Campania paga l’acqua al Molise appena 4 centesimi al metro cubo contro i 22 euro che pagano gli stessi comuni molisani. E’ l’acqua del Biferno ad essere venduta alla Campania per quattro centesimi a metro cubo. Mentre, appunto, i Comuni molisani la pagano cinque volte tanto. A ciò si aggiunge altra acqua molisana che prende la strada della Puglia: è quella dell’invaso di Occhito. Causa di queste vere e proprie regalie è un vecchio accordo con la Cassa per il Mezzogiorno, nell’ambito del programma di costruzione degli acquedotti meridionali. Rivisto in parte con un Accordo di programma firmato nel 2000 dalle Regioni Molise e Campania, ratificato dai rispettivi Consigli nel 2003. Perché prima si pagava ancora meno, due centesimi a metro cubo. Oggi, appunto, quattro centesimi. Ma è un prezzo ridicolo. «Sulla base di questa intesa – spiega il manager di Molise Acque Giorgio Marone – la Campania non paga per i costi di gestione e per le spese di captazione e depurazione delle acque, che incidono non poco sui prezzi a carico dei nostri comuni, ma versa solo una quota di partecipazione. E’ da rivedere, prevedendo un contributo di solidarietà per la tutela delle acque e delle ambiente, una sorta di ristoro. Possiamo pensare anche a 40 centesimi». Due terzi delle acque delle sorgenti del Biferno finiscono in Campania, solo un terzo rimane in Molise. In termini numerici 2.000 litri di acqua al secondo che lasciano il Biferno e i suoi affluenti per finire fuori regione. Per la cronaca, anche l’acqua del San Bartolomeo a Venafro e dei pozzi di Campopino a Sesto Campano finisce in Campania, fino a 5.000 litri al secondo. Gratis, visto che non c’è nessun contratto,

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TRADIZIONI

Foto scoprimolise.it

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Foto Valerio Rufo

puntuale come le stagioni l’appuntamento con la pantomima dell’Uomo-Cervo, promossa dall’associazione culturale “Il Cervo” di Castelnuovo al Volturno. Maschera zoomorfa molisana per eccellenza, l’antica rappresentazione che attinge linfa nel primitivismo ancestrale e oggetto costante di studi antropologici, rivedrà la luce a partire dalle 17.15 di domenica 2 marzo 2014 nell’abituale piazza del paese, raccolto e suggestivo palcoscenico naturale contornato dalla sagoma selvaggia di monte Castelnuovo, che accoglierà ancora una volta le urla della Bestia feroce, il Cervo caracollante dai monti per recare scompiglio e terrore nella piccola, operosa comunità. Pochi i personaggi (Il Cervo, la Cerva, Martino, il Cacciatore, la Popolana, gli zampognari, il Maone e le Ianare), esile ma avvincente l’intreccio, che vede il Cervo e la Cerva sconvolgere la tranquilla giornata invernale del borgo. L’associazione “Il Cervo” sta predisponendo eventi collaterali che allieteranno il pubblico in attesa del rito. Musiche con gli zampognari di Castelnuovo intratterranno il pubblico che giunge anche da fuori regione.

Non mancherà il piatto tipico del paese: polenta e salsiccia. Regia e musiche a cura di Ernest Carracillo, presidente dell’associazione “Il Cervo”. Il rito dell'Uomo Cervo, o meglio de "Gl'Cierv", si ripete l'ultima domenica di carnevale, da un tempo immemorabile, a Castelnuovo al Volturno. Dopo il tramonto, l'unica piazza del paese che ha come cornice i monti Marrone e Castelnuovo, appartenenti alla catena delle Mainarde, diventa il pittoresco palcoscenico di una pantomima che coinvolge molti abitanti, sia come protagonisti sia come figuranti. Il rito de "Gl'Cierv" ha sicuramente due significati reconditi: 1. Parafrasi del significato primordiale del carnevale, l'antichissimo mito dionisiaco, nel quale il passaggio delle stagioni viene simboleggiato in maniera cruenta, dove, per la rinascita della natura, risulta indispensabile una morte sacrificale; 2. La figurazione di tutto quello che da sempre sconvolge l'animo umano: le radicate paure per l'irragionevole, l'incomprensibile, la violenza selvaggia della natura che sovrasta e, a volte, travolge.

L'origine di questo carnevale, nonostante ogni possibile supposizione, resta oscura. Solo sulla genesi dei personaggi si avanza una qualche ipotesi, Tra essi, sono senz'altro il Cervo, il Martino e il Cacciatore i protagonisti del rito, nonostante la presenza della Cerva, evidentemente assimilabile al suo alter ego maschio, e delle comparse che completano la schiera degli interpreti della pantomima.

INFO - http://sito.innatura.net/index.html contatti tel. 340.9206262 (vitto e alloggio); - www.locandabelvedere.eu (vitto e alloggio); - www.facebook.com/NoceSpagnola (B&B); www.facebook.com/pages/ParcoTuristico-Oasi-DelleMainarde/605867569451923?fref=ts (sosta camper area attrezzata); - Bar di Castelnuovo , contatto tel. 3463225655 (Nicola) sosta camper, area non attrezzata.

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APPUNTAMENTI

Torna “Cammina, Molise!” e festeggia la ventesima edizione. La manifestazione, che riunisce ogni estate centinaia di “camminatori” da tutta Italia per scoprire un itinerario del territorio regionale, quest’anno propone il Molise centrale. Il percorso 2014 include, oltre al suggestivo scenario ambientale, anche molti aspetti culturali: l’arte romanica del Santuario della Madonna di Canneto a Roccavivara; l’archeologia sannita di Pietrabbondante; il centro storico di Trivento, antica città sannita e poi municipio romano, sede di una delle più importanti diocesi italiane; il castello d’Evoli a Castropignano, il castello di Torella ed il Palazzo ducale di Oratino; la chiesa rupestre di Pietracupa, la Cattedrale di Trivento con la cripta di San Casto, la chiesa di San Silvestro a Civitanova del Sannio, quella di Santa Vittoria a Poggio Sannita, di Maria Assunta a Oratino e Santi Simone e Giuda a Castelverrino; il paesaggio del Medio Sannio magnificato dall’alto dei 1.440 metri della Montagnola; l’artigianato caseario e quello dei coltelli a Frosolone; l’arrivo a Duronia. Inoltre l’itinerario sarà contraddistinto dall’attraversamento di alcuni tratti dei tratturi molisani, per denunciarne gli scempi e testimoniare l’importanza della loro tutela.

Terre comprese tra le valli di Trigno e Biferno, apprezzate per la bellezza dei luoghi e per la presenza di testimonianze artistiche: la marcia partirà da Castropignano, sul tratturo Castel di Sangro-Lucera, e dopo cinque giorni, attraversando ben quattordici paesi, finirà a Duronia. Si pone come obiettivo primario la lettura di un territorio, in larga parte poco conosciuto fuori dai rispettivi confini regionali, che comprende paesaggi incantevoli, emergenze naturalistiche e storicoculturali che solo camminando si riescono ad evidenziare. I paesaggi, i guadi di fiumi e torrenti, l’attraversamento dei sentieri contadini e dei tratturi, la visita ai centri storici, l’ospitalità della gente del Sannio, e tante curiosità costituiscono gli elementi accattivanti di un itinerario turistico e culturale unico. La lunghezza del percorso, stimabile in 110 chilometri, permette di affrontare la marcia con maggiori tempi a disposizione, sfruttabili sia per le visite guidate sia per gli incontri con le varie cittadinanze. Di certo tempi più elastici ed in alcuni casi l’uso del bus garantiranno una certa precisione negli orari, condizione essenziale in previsione del maggior numero di partecipanti rispetto alle edizioni precedenti.

Le tappe sono state pensate per offrire una suddivisione degli sforzi. La percorribilità delle tappe non è continua, per via delle distanze e per la natura del territorio. Ogni paese attraversato preparerà l’accoglienza ai marciatori, nello spirito genuino della tradizionale ospitalità della gente molisana. Durante la manifestazione visite mirate, mostre, incontri ed altre manifestazioni culturali coglieranno gli aspetti più significanti della conoscenza e delle problematiche del territorio attraversato. Informazioni: associazione culturale “La Terra”, tel. 0874-769262, 06-630734632828, aclaterra@laterra.org.

IL PROGRAMMA MERCOLEDÌ 6 AGOSTO Castropignano – Torella – Pietracupa

GIOVEDÌ 7 AGOSTO Oratino – Agro dei comuni di Baranello, Busso e Campobasso – Ferrazzano

VENERDÌ 8 AGOSTO Trivento - Roccavivara

SABATO 9 AGOSTO Poggio Sannita Pietrabbondante

Castelverrino

DOMENICA 10 AGOSTO Sant’Egidio (Colle dell’Orso - Frosolone) – Civitanova del Sannio – Duronia

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RASSEGNA STAMPA Il Molise: panorami e sapori di una regione da scoprire ▼ Sul numero di gennaio 2014 della rivista “Gambero Rosso” un bell’articolo sul Molise a cura di Massimiliano Rella.

▲ Era

la Cenerentola delle regioni italiane e oggi si scopre meta gourmet grazie al lavoro di tanti giovani che hanno creduto e investito sul Molise: olio, vini, salumi, e poi ancora ristoranti e pasticcerie. I tesori del Molise, una regione tutta da scoprire. Una nuova generazione di produttori d’olio, vino e salumi, ma anche di chef e pasticceri, cerca di far conoscere attraverso i sapori e l’ospitalità una regione dimenticata come il Molise. Puntando sulla qualità, i prodotti tipici e l’accoglienza dei molisani, solo inizialmente un po’ chiusi, vuole accendere attorno alla regione l’attenzione che manca. Finora terra di passaggio, il Molise ha realmente tutto il potenziale di una destinazione vera, da scoprire e assaporare lentamente. Il nostro viaggio comincia in provincia di Isernia, a Monteroduni - uno dei primi paesi che incontriamo provenendo dalla Roma-Napoli – con una tappa nella cantina Valerio, proprietà dell’architetto quarantenne Antonio Valerio, che ha il merito di aver riportato in vita l’unica denominazione d’origine della provincia, la Doc Pentro. Entrato nel mondo del vino da pochi anni, Valerio fa 6 etichette (60mila bottiglie) con la consulenza di Riccardo Cotarella. La qualità, però, da sola non basta. E così nel 2011 ha aperto anche il ristorante Vale, con bella vista sulle vigne e sapori genuini. “Lo abbiamo pensato soprattuto per presentare in modo appropriato i nostri vini” ci dice Valerio “colmando il vuoto di un territorio con una ristorazione carente”.

In effetti per trovare una ristorante che superi i limiti della genuina trattoria camapagnola dobbiamo addentrarci fino a Campobasso, una delle città più fredde d’Italia. Che merita una visita sia per la generosa gastronomia che per le bellezze del centro medievale. In cima ai locali importanti della città c’è Miseria e Nobiltà, della famiglia Palazzo, con una cucina di sole donne guidata da Maria Assunta e mamma Rosa. In sala il fratello Pasquale, il sommelier di casa, che propone chicche dai ricarichi onesti e una batteria di vini molisani; ideali accompagnatori di una cucina sincera ma raffinata. Provate ad esempio lo gnocco tricolore (di spinaci, concentrato di pomodoro e bianco) con asparagi, pancetta affumicata e ricotta di scorza nera; oppure le delicate lombatine di coniglio alle mele annurche. Insieme ad altri ristoranti di Campobasso la famiglia Palazzo ha fondato l’associazione I Ristorici. “L’iniziativa nasce per fare sistema e rispondere alla crisi”ci spiega la giovane Simona De Castro, proprietaria di un altro ristorante, il Monticelli, e del raffinato B&B Palazzo Vecchio. “Siamo uniti dal lavoro che facciamo” continua “sia per valorizzare la cucina molisana che per animare il centro storico con manifestazioni gastronomiche” . Ed è in centro, infatti, che troviamo il B&B della De Castro, in un palazzo d’epoca arredato in modo eclettico, tra liberty e rustico, curato nel dettaglio e collegato al ristorante dove la stessa Simona la sera veste i panni della chef proponendoci una cucina alleggerita e rivisitata. E pensare che, laureata in Economia, voleva fare altro.

Ma un po’ perché in Molise mancano le occasioni, un po’ per passione e curiosità, si è dedicata a tempo pieno alla cucina e all’accoglienza. “Un lavoro che mi piace e che mi dà soddisfazione” racconta la De Castro “ma anche un modo per valorizzare la nostra terra”. Proseguendo verso la costa la tappa successiva è Larino, una delle prime città dell’olio d’Italia. La cattedrale romanico-gotica di San Pardo ci accoglie con una deliziosa facciata decorata di leoni, grifi e fiori, invece la pasticceria Pantheon con irresistibili dolci della sposa e un soffione ripieno di ricotta, vanto della pasticcera Antonietta Gentile. “Vorrei fare qualche dolce più sperimentale” ci dice Antonietta “ma con una clientela tradizionalista non possiamo spingerci troppo in là”. Però su idea di Pasquale Di Lena, ex direttore di Enoteca Italiana di Siena, tornato a Larino, la Gentile ha ampliato l’offerta di dolci e creazioni tipiche, valorizzando gli ingredienti locali sotto nuova forma. Come nella Dolce Tintilia, che celebra il vino autoctono molisano, il Tintilia Doc, un rosso riscoperto e valorizzato da cantine come Di Majo Norante, Borgo di Colloredo e D’Uva. Il dolce viene fatto con uova, farina e un ripieno di mostarda di pinoli, mandorle, noci, fichi secchi, vino e miele. Tra le altre specialità ottimi gelati alla Tintilia e all’extravergine d’oliva gentile di Larino. “Cerchiamo di valorizzare l’olio in tanti modi, non a caso Larino è stato un paese fondatore dell’associazione Città dell’Olio, nel 1994” sottolinea Di Lena, oggi diventato produttore con l’azienda olearia Le Terre del Vento. “In questo territorio vantiamo tre varietà autoctone: la gentile, la salegna e la san Pardo; quest’ultima anche da mensa”. L’altro polo dell’extravergine molisano è Colletorto, dove negli anni più produttivi si raccolgono oltre 50mila quintali di olive.

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RASSEGNA STAMPA Vecchia Trattoria da Tonino | Campobasso | corso Vittorio Emanuele II, 8 | tel. 0874.415200 | www.vecchiatrattoriadatonino.com

Sono

una decina i produttori a marchio e 120mila gli ulivi, dei quali 18mila nell’oliveto del Comune, affidato in gestione a tante di famiglie locali. In questo paese di 1.700 persone, infatti, tutti coltivano un oliveto e producono il loro olio. Poteva dunque, Colletorto, passare inosservata alla nostra Guida agli Extravergini d’Italia? Certo che no, soprattutto se rappresentata da un produttore come Giorgio Tamaro che vanta 3 foglie nel 2013 per la monocultivar di rumignana e 2 foglie per la nera di Colletorto. Dopo l’oliva, il comparto più interessante è quello del vino, prodotto in larga parte sulla costa molisana. E proprio qui, a Campomarino, ci aspettano i fratelli Di Giulio, proprietari di Borgo di Colloredo e del casale di charme Masseria Le Piane, alimentati da fotovoltaico. Sono proprietari di 70 ettari di vigne, fanno 11 etichette e puntano sul turismo, con degustazioni e ospitalità, con camere ben arredate, una bella piscina tra le vigne e colazioni fatte in casa. “In generale il Molise enologico ha fatto passi avanti sia nella qualità che nell’enoturismo” sostiene Enrico Di Giulio (nella foto di apertura), che continua “anche noi crediamo in questo territorio e vogliamo farlo scoprire nel migliore dei modi”. Ha invece puntato sulla ristorazione di campagna la cantina Terre Sacre, sulle colline di Montenero di Bisaccia, il paese della Ventricina, salume locale realizzato con carni selezionate di suini italiani, tagliate a coltello a grana grossa, aromatizzate con peperoncino, olio extravergine d’oliva, sale e finocchietto selvatico e insaccate in un budello. L’azienda è collegata alla società agricola Il Quadrifoglio, proprietaria di 400 ettari (43 di vigne), con agriturismo, ristorante, piscina panoramica, camere, campi di ortaggi, allevamento di suini, produzione di salumi e vino. “Riceviamo 3mila visite l’anno, i numeri crescono e ora abbiamo una persona dedicata all’accoglienza”ci informa il giovane Alfredo Pallavino.

CANTINE

“Fare degustazioni in abbinamento al cibo e alla cucina è una formula che funziona”. Anche in una regione un po’ dimenticata come il Molise, aggiungiamo noi, se la passione, l’iniziativa e l’energia dei giovani riescono a farlo uscire dall’anonimato.

Testi e foto di Massimiliano Rella

SCHEDA INDIRIZZI RISTORANTI Il Quadrifoglio | Montenero di Bisaccia (Cb) | Contrada Montebello | tel. 0875.960191 | www.agriturismoilquadrifoglio.net Miseria e Nobiltà | Campobasso | via Sant’Antonio Abate, 16 | tel. 0874.94268 | www.ristorantemiseriaenobilta.it| Ristorante Monticelli | Campobasso | via Monticelli, 6 | tel. 0874.418460 | www.ilpalazzovecchio.it Trattoria Nonna Maria | Termoli (Cb) | via Oberdan, 14 | tel. 0875.81585 | www.nonnamaria.it Ribo | Guglionesi (Cb) | contrada Malecoste, 7 | tel. 0875.680655 | www.ribomolise.it Trattoria Da Filomena | Bojano (Cb) | via Limpilli, 119 | tel. 0874.773078

Borgo di Colloredo | Campomarino (Cb) | contrada Zezza, 8 | tel. 0875.57453 | www.borgodicolloredo.com Cantina Valerio | Monteroduni (Isernia) | loc. Selvotta | tel. 0865.493043 | www.valeriovini.it Terresacre | Montenero di Bisaccia (Cb) | contrada Montebello | tel. 0875.960191 | www.terresacre.net

DORMIRE Agriturismo I Dolci Grappoli | Larino (Cb) | contrada Ricupo, 13 | tel 0874.822320 | www.cantineduva.com Masseria Le Piane | Campomarino (Cb) | contrada Zezza, 8/b | tel. 0875.57453 | www.masserialepiane.it Masseria La Guardata | Termoli (Cb) | c.da Guardata | tel. 0875.689225 | www.laguardata.it Il Palazzo Vecchio | Campobasso | via Sant’Antonio Abate, 32 | tel. 0874.198089 | www.ilpalazzovecchio.it| Doppia e colazione 35-40€ a persona

PASTICCERIE Caffè Pantheon | Larino (Cb) | via Mazzini, 9 |tel. 0874.822666 Brisotti | Campobasso | corso Vittorio Emanuele II, 45 | tel. 0874.787133 | www.caffebrisotti.it

Molise, un’altra Storia IL DOCU-FILM DELLA FESTA DI ROMA Regia di Felipe Goycoolea E’ qui www.youtube.com/watch ?v=s8V1GEqcSAg&list=U UVjLSeUdRSlli9YOEhs8d Kw&fea

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(copia e incolla…)


AMBIENTE Duronia alle prese con il rischio antenne E’ arrivato il momento di dire basta agli scempi e di valorizzare i beni culturali e ambientali di cui il territorio molisano è ricco. Il Comune di Duronia con delibera n° 79 del 28 ottobre 2013 ha manifestato la volontà di concedere l’ospitalità alla Wind Telecomunicazioni spa per la realizzare di una stazione radio base per la telefonia mobile sul terreno di proprietà comunale, sito sul colle della Pineta, a confine con l’unica zona di espansione residenziale (C2) prevista dal Programma di Fabbricazione vigente. Il 13 dicembre 2013 la Wind ha presentato al Comune una relazione tecnico-illustrativa in cui viene indicata la tipologia di intervento, che da un punto di vista urbanistico e percettivo consisterà nella realizzazione di una stazione radio base per telefonia cellulare, corredata di tutti i dati relativi al suo posizionamento (Montagnola), in un’area di proprietà del Comune (zona “Pineta”), su terreno in lieve pendenza interessato da vincoli idrogeologico e paesaggistico). Dalla relazione si evince che la stazione sarà sostanzialmente costituita da un palo metallico di tipo flangiato alto 30 metri + due metri di pennone per un’altezza complessiva di 32 metri, il tutto all’interno di un’area appositamente recintata. Con delibera n°80 del 28 ottobre 2013 lo stesso Comune ha manifestato la volontà di concedere ospitalità anche alla Telecom Italia spa per l’installazione di infrastrutture per reti di tele e/o videocomunicazioni nel Comune di Duronia individuando un terreno catastalmente censito al foglio 49 mappale 311 del Comune di Duronia (nei pressi della zona sportiva/ricreativa). Un potenziamento ottimale della “rete” non sarebbe di per sé disastroso, anzi agevolerebbe quelle interconnessioni utili alla crescita del territorio, ma il progetto esecutivo dell’opera depositato in Comune desta perplessità e preoccupazione soprattutto per le possibili gravi conseguenze sulla salute dei residenti.

Wind ha scelto strategicamente di installare la stazione sul colle della Pineta, dove sarà issato un traliccio di 33 metri alla quota di 910 metri s.l.m, andando a soddisfare con il segnale i paesi del circondario: da un lato Torella, Molise, Frosolone, Sant’Elena ed altri più distanti, dall’altro Civitanova, Bagnoli, Chiauci ecc.; per la sola Duronia sarebbe invece bastato un ripetitore meno imponente. Nessun dubbio che per la società Wind si tratterebbe di un ottimo investimento, non certo per il comune di Duronia che ne ricaverebbe solo inquinamento paesaggistico e, cosa ben più grave, inquinamento elettromagnetico di proporzioni incommensurabili (il segnale emesso dovrà avere una potenza molto elevata per coprire distanze elevate), con la beffa che, essendo il segnale troppo vicino e concentrato, non renderebbe alla comunità duroniese quel miglioramento di connessione auspicato, esponendola di contro a seri rischi per la salute. Le motivazioni che ci spingono a comunicare agli organi competenti quanto la Wind intende realizzare a Duronia, deriva esclusivamente dal fatto che vengano effettuate le opportune verifiche per accertare il rispetto delle norme vigenti in materia di installazione di impianti di telecomunicazione e radiotelevisivi sia per la tutela delle popolazioni dall’inquinamento elettromagnetico, che per la salvaguardia dei vincoli paesaggistici.

A tal proposito va verificato se il Comune di Duronia abbia adottato il Regolamento citato nell’articolo 4 della legge regionale n. 20 del 10 agosto 2006 in materia di “Norme per la tutela della popolazione dall' inquinamento elettromagnetico generato da impianti di telecomunicazione e radiotelevisivi” e come previsto ne abbia inviato copia alla Regione ed ai paesi limitrofi e inoltre che abbia classificato le diverse zone in: 1) aree sensibili 2) zone di installazione condizionata 3) zone di attrazione 4) zone neutre La medesima norma dispone inoltre, all’articolo 3 comma 1 quanto segue: “La progettazione e la realizzazione dei sistemi fissi per le telecomunicazioni e radiotelevisivi e l'adeguamento di quelli esistenti devono avvenire in modo da produrre valori di campo elettromagnetico più bassi possibili”, Visionando il progetto approvato sorgono molti dubbi in proposito. Duronia è il paese che offre uno dei panorami più affascinanti della provincia di Campobasso, grazie all’invidiabile posizione, 918 metri s.l.m., che permette una visione unica a 360 gradi su monti, valli e borghi circostanti. Un patrimonio quindi da difendere, non tanto per il culto della bellezza fine a se stessa ma piuttosto perché il recupero dei borghi e la tutela del territorio, possono diventare un volano per uno sviluppo eco-sostenibile. La collocazione del traliccio comprometterebbe irrimediabilmente la situazione attuale, considerato che sorgerebbe a ridosso del tratturo Lucera- Castel di Sangro. Pasquale Auciello Presidente ass. “Casale Infinito”

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AMBIENTE Dalla parte di un mondo sconfitto ma non ancora scomparso I territori rurali italiani vengono violentati ogni giorno. Occorre allora, con le parole di Alfonso Pascale: “riscoprire le nostre radici per fare in modo che alcune gemme che stanno sbocciando in questi ultimi anni possano dare nuove foglie e nuovi frutti”

Il messaggio che Alfonso Pascale ha lanciato nel Molise, con la presentazione del suo libro “Radici & Gemme” a Montemitro, piccolo delizioso paese di origine slava posto su una collina che scende verso il Trigno per poi risalire quelle, subito alte, dell’Abruzzo, è stato accolto da un numeroso pubblico, molto attento. Un libro molto bello e interessante nella sua capacità di raccontare la storia degli ultimi 150anni di questo nostro Paese - ponendosi dalla parte di un mondo sconfitto, quello dell’agricoltura e delle campagne del dopoguerr - con le grandi emigrazioni, in ogni angolo del mondo, che hanno colpito le campagne italiane, e la industrializzazione, che ha preso il sopravvento dopo gli anni ’60 e colto l’attenzione sia della politica che del mondo della cultura. Il messaggio del libro “Riscoprire le nostre radici per fare in modo che alcune gemme che stanno sbocciando in questi ultimi anni possano dare nuove foglie e nuovi frutti” è un messaggio che ha trovato terreno fertile in questa parte della campagna del Molise, stretta tra due tratturi e segnata da un’agricoltura in mano a coltivatori tenaci e capaci, e si va diffondendo nelle altre parti del territorio di una Regione che conserva ancora la gran parte dei valori della ruralità. Ben 136 paesi sparsi sui quattromila, poco più, chilometri quadrati di superficie di cui oltre la metà considerati montagne e, le rimanenti, colline, con le pianure non più grandi di un fazzoletto che le statistiche non hanno ritenuto degne di considerazione. Ben 136 paesi molti dei quali piccoli borghi, circondati da vigne e olivi, orti e seminativi, boschi e foreste, a significare il carattere di città-campagna del Molise che, nell’anno appena trascorso, ha festeggiato il suo 50° anniversario dopo il distacco, nel dicembre 1963, dall’Abruzzo e il suo riconoscimento di ventesima regione italiana. La presentazione del libro dell’amico Alfonso Pascale è stata solo l’ultima di una serie d’iniziative, concentrate tutte sul valore e il significato del territorio che, in mancanza di un freno legislativo e, soprattutto, culturale, continua a essere violentato, sprecato, perso, per colpa del cemento e, oggi, dei rifiuti tossici. Nel caso del Molise (Teatro Naturale è stato il primo a diffondere la notizia) per colpa di una “Stalla” di 12.000 manze, pensata dalla Granarolo e appoggiata dalle forze di governo nazionale e locale, in una realtà piccola, delicata, dove basta poco per stravolgerla, annientando le sue conquiste e, così, cancellando la sua identità.

Per non parlare di una programmazione di altre mille e più pale eoliche che si andrebbero ad aggiungere alle migliaia già installate; cinque centrali a biomasse e la decisione presa dal governo sotto la pressione dei parlamentari locali di realizzare un’autostrada che, si badi bene, non avrà, per i prossimi cinquant’anni, né un inizio né una fine, visto che il primo tratto di poche decine di chilometri è quello centrale. Il Molise, come del resto la gran parte dell’Italia, è colpito da simili assurdità, che sono, poi, alla base di tante scelte fatte e che, ancora si vanno facendo, tutte all’insegna dello spreco e degli ingenti profitti. Prima della presentazione a Montemitro di “Radici & Gemme”, il libro che mi ha fatto rivivere i miei cinquant’anni e più di vita spesi per l’agricoltura, il territorio, la sostenibilità, ci sono stati altri interessanti eventi e incontri dove ho avuto modo di porre al centro del discorso la questione territorio, oggi per me primaria, convinto come sono che solo partendo da questo scrigno e dal tesoro che esso nasconde, si può ripartire e uscire dalla crisi profonda. Non abbiamo altro per programmare il futuro nostro e delle nuove generazioni. Sta qui la necessità di difenderlo questo nostro territorio, non solo dal procedere incalzante delle ruspe, ma anche dalla negligenza e dalla stupidità, per avere così la possibilità di organizzarlo, raccontarlo e valorizzarlo. Bisogna fare presto se si vuole conservare un bene che è storia, cultura, ambiente, paesaggio, tradizioni, cioè un insieme di valori e di risorse che - come scrive a chiusura del suo libro, Alfonso Pascale - serve alle gemme per riappropriarsi delle radici. Come per dire che non c’è futuro senza il presente e senza il passato e che sta in questa continuità la vita, ossia la rinascita di cui ha bisogno il Molise, il Paese.

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(Pasquale Di Lena)


DULCIS IN FUNDO TeleMolise anche a Roma

Molise “migliore” nel libro di testo

Telemolise, la prima tv privata del Molise, sbarca a Roma e nel Lazio. Sul canale 749 è infatti possibile seguire numerosi programmi, tra cui i notiziari (ore 6, 14, 19,30 e 23) e l’interessante trasmissione “Viaggio in Molise” (ore 18 e 19,30). L'emittente, certificata Auditel, ha oltre 220 mila contatti netti (numero di spettatori diversi tra loro, sintonizzati per almeno un minuto sull'emittente nel mese considerato), Già molti molisani a Roma, soprattutto grazie a “Forche Caudine” e all’iniziativa “Molise, un’altra Storia”, seguono gli appuntamenti con la tv della terra d’origine, apprezzando questo legame affettivo e culturale. La prima trasmissione di Telemolise avvenne nel 1975. Dagli anni Ottanta l’emittente è passata alla famiglia Pallante di Frosolone (Isernia), divenendo un vero e proprio strumento culturale e storico del Molise, avendo raccolto una mole infinita di immagini. Oggi l’emittente è diretta da Manuela Petescia, può contare su un centinaio di collaboratori, tra cui una sessantina di dipendenti, tra giornalisti, tecnici, amministrativi, e operatori web (grazie alla redazione internet le immagini passano in streaming anche sulla rete sul proprio sito). Telemolise ha sviluppato in modo particolare il settore dell'informazione, con tre edizioni in diretta del telegiornale (tutte seguite dal Tg Sport), lo spazio "Buongiorno Molise" con la rassegna stampa, un edizione flash alle ore 15 ed una edizione da 100 secondi (TG100) che va in onda ogni ora dalle 16 in poi.

Grazie ad una lunga collaborazione tra la casa editrice Giunti e l’associazione “Forche Caudine”, la nuova edizione del libro “Nel giardino dei saperi”, testo ministeriale nazionale per la scuola primaria, conterrà una scheda completamente rinnovata sul Molise.

Nello spot c’è Umberto Di Ciocco L’agnonese Umberto Di Ciocco è nella pubblicità ufficiale su internet della Coca Cola, Ha come tema il Taxi Sharing. Per la pubblicità, quest’anno la Coca Cola ha scelto Roma. E un molisano ci è finito dentro.

Colli nel cuore: il terzo libro

E’ uscito il terzo libro di “Colli nel cuore”, dedicato a Colli a Volturno. L’autore è Giuseppe D’Acchioli, nato a Colli nel 1949 e residente in Lombardia dal 1968. Ricordi, ricette, proverbi e fotografia: un volume imperdibile !

Ancora successi per Riserva Moac Riserva Moac, band di Bojano, ha vinto il concorso “Hit Music Awards”. Attraverso una preselezione audio e una live, due brani della Riserva Moac sono stati selezionati dalla giuria per far parte di uno dei dischi più venduti nel panorama musicale italiano, realizzato in una tiratura di oltre 30.000 copie. I brani selezionati sono Jackpot e Mayday Midai, ultimi singoli lanciati sul web che faranno parte del nuovo album della band in uscita nella prossima primavera.

L’associazione, sin dal 2012, aveva rilevato nel testo una serie di inesattezze riguardanti il Molise. Ad esempio si riportava che Agnone fosse circondata da mura o che l’artigianato eccellesse per “lavori in legno”. Tante carenze e omissioni. La casa editrice, con grande attenzione e professionalità, ha preso atto delle giuste segnalazioni, invitando l’associazione a collaborare per la nuova stesura, che si sta concretizzando in questi giorni con l’uscita della nuova edizione 2014. Tra le novità, un’ampia scheda dedicata allo scavo paleolitico di Isernia ed una, più piccola ma significativa, per Agnone. Riscritto completamente l’artigianato, che riportava vagamente attività tessili e del legno: entrano le lame di Frosolone, le zampogne di Scapoli, i lavori in pietra di Pescopennataro, il tombolo di Isernia. Aggiornamenti significativi anche per le attività produttive e per i prodotti dell’agro-alimentare, con l’ingresso del tartufo, della transumanza e dei tratturi.

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Newsletter Forche Caudine  

febbraio 2014

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