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timeless ArtMoleto - www.artmoleto.com


Arte e Natura ArtMoleto

L’arte nasce da ricerche inquiete, tra incertezze, predilige il silenzio, ha una sua umiltà talvolta incompresa, non sfida la natura, ma la rispetta e ad essa va a riferirsi in continuazione. Francesco De Bartolomeis

ArtMoleto è un progetto artistico internazionale, nato fra le colline del Monferrato, ideato da Michelle Hold, incentrato sul dialogo e confronto tra artisti caratterizzati da diverse culture intorno a tematiche tra loro condivise, accomunate da un unico presupposto: l’amore e il rispetto per la natura. Artisti uniti da un segno visivo rivolto verso una realtà introspettiva, mirato a rivalutare il rapporto uomo-natura in un continuo rimando tra sensazioni, immagini, colore, emozioni. Ogni opera è un tassello all’interno di una costruzione più ampia e ogni lavoro appare come un dettaglio descrittivo, un’impressione visiva o spirituale. L’intreccio tra la pluralità della visione degli artisti e la sensibilità di chi si relaziona con le opere, offre un processo d’identificazione con la natura stessa dell’uomo e la sua storia, cioè con la nostra storia e con la nostra esistenza. Arte come comunicazione, condivisione, riflessione.

Progetti espositivi 2020 Timeless; 2019 One with nature; Red Passion; Fragile Nature; 2018 Passions; Anduma - A look into the Future with ArtCan; Dreamers; 2017 Dreamers; 2016 Terrae, The world is full of color, Touch of water, Shades of silence, Oltre l’immaginazione, Bright red; 2015 Sogno dell’acqua, Nutrirsi di luce, Silent view; 2014 Silenzio, Rosso vivo e l’infernot; 2013 Atlante delle nuvole; 2012 Rosso vivo; 2011 Il sogno dell’acqua; 2010 Tra cielo e terra; 2009 Colore Forma Natura.

Artisti Giò Bonardi, Paola Casulli, Ilenio Celoria, Piero Ferroglia, Michelle Hold, Cate Maggia, Gabriella Maldifassi, Andrea Massari, Petra Probst, Bona Tolotti, Daniela Vignati, Alexandra Winterberg. www.artmoleto.com | artmoleto1@gmail.com


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Timeless

Federica Mingozzi Non esiste, per l’essere umano, domanda più urgente di quella che interroga il tempo e la sua natura. Da sempre si è cercata una risposta a questo quesito in differenti ambiti, ma proprio l’arte è stata ed è capace, forse ancor più della filosofia, di suscitare sempre nuovi dubbi sull’idea di tempo. Ma, in primis, che cos’è il tempo? Assenza o presenza? Jorge Luis Borges ne ha dato una definizione letterario – filosofica che può essere utile per comprendere: “Il tempo è la sostanza di cui sono fatto. Il tempo è un fiume che mi trascina, ma io sono il fiume; è una tigre che mi sbrana, ma io sono la tigre; è un fuoco che mi divora, ma io sono il fuoco”. Queste parole tramutano in immagine un concetto astratto altrimenti difficile da definire e sottolineano l’identità tra oggetto del pensiero e soggetto pensante; alla fine della sua riflessione, Borges scrive “L’unica cosa che esiste è ciò che noi sentiamo, esistono solo le nostre percezioni, le nostre emozioni” e in questo modo porta a compimento quella inscindibile fusione tra tempo e vita che è alla base della ricerca intellettuale di ogni epoca. “Timeless” va proprio in questa direzione, cercando di essere una risposta: se il tempo diventa ed è percezione e emozione, quale medium più adatto dell’arte per spiegarlo? Lo scopo della ricerca degli artisti di ArtMoleto è proprio questo: cristallizzare il tempo sulla base del loro sentire, in opere che hanno l’indubbio pregio di trasformarsi in gorghi emozionali da percepire con occhi e cuore. Il valore aggiunto di questa esperienza è inoltre che ognuno di loro ha mantenuto fede alla propria personale cifra stilistico – conoscitiva e l’ha declinata con sensibilità verso la bellezza. Così Giò Bonardi mette la sua maestria al servizio della rapidità di tocco, che gli consente di plasmare la materia con efficacia volumetrica e immaginifica: la sua “Allegoria” in cera e oro diviene così chiave di lettura del fluire dell’essere, pur mantenendo saldi i presupposti di comprensione immediata che gli appartengono, grazie anche all’inesausto confronto con la tradizione scultorea che è per lui continua fonte di ispirazione. Paola Casulli, attraverso le sue fotografie, testimonianza preziosa delle sue esperienze di umanità, sembra fare suoi i versi di un anonimo poeta che scrisse “Alla fine non c’è dubbio che diventerà un dragone fra le nuvole del palazzo – la forza della carpa che risale le rapide del fiume”: una carpa d’oro è infatti al centro del suo lavoro, con la forte connotazione simbolica che la accompagna, divenendo portatrice di valori sacri, quali l’immortalità, che ci permettono di toccare quasi con mano il valore del “non tempo”. Ilenio Celoria, riesce a dare concretezza agli istanti e a trasmetterne l’eternità; nelle sue opere sembra mettere in pratica il Carpe diem di oraziana memoria, riuscendo ad astrarre quanto narrato dal contesto dell’hic et nunc. Il suo sguardo, infatti, spazia in una dimensione atemporale, che libera la realtà dalle forzature determinate dalle convenzioni; la sua istallazione permette di collegare cielo e terra grazie ai rimandi continui che gli specchi attivano collegandosi alle sue fotografie che, in un dinamico soliloquio, forniscono risposte. Piero Ferroglia ama portare la propria attenzione sulla natura e sul lento scorrere e mutare della stessa: ci vogliono secoli per piccole trasformazioni che colpiscono la sua immaginazione fino a far sorgere in lui quello che lui stesso definisce “magma emotivo”. Dovere dell’artista, e quindi suo, è trasformare razionalmente questa massa aggrovigliata di passioni in forme che siano capaci di far nascere, in maniera quasi osmotica, le stesse sensazioni nel riguardante: e questo compito è da lui assolto con efficacia. Michelle Hold è ormai approdata ad una sicurezza ideativa che emerge con forza dai suoi dipinti: linee e colori danno vita ad un unico linguaggio, la cui virulenza espressiva è tanta e tale da coinvolgere l’osservatore in un raffinato gioco di rimandi; nella 4


sua riflessione sul tempo ci si trova imbrigliati in un movimento senza sosta, che permette di giungere a vette siderali di splendore compositivo. Cate Maggia sta perseguendo uno scopo comunicativo altro, che si fa sempre più evidente nella commistione di immagini e parole: fotografie, vecchie lettere, materiali disposti sulla superficie con ricercatezza vengono messi in evidenza da parole ricamate che vi si sovrappongono, manifesta chiave di lettura di un messaggio che, con generosità, viene lasciato al cuore dello spettatore, che diventa così protagonista della storia raccontata con sincerità dalla pittrice. Gabriella Maldifassi lavora con gli oggetti, ricercandone le intrinseche accezioni, quasi fondatrice di una nuova semiotica. Ed è proprio così che le cose si ammantano di nuovi significati, perdendo il loro senso di sostrato per diventare codici nuovi di comunicazione: una porta, così, non è più solo limite, ma anche protezione, in un contesto in cui la libertà va anche protetta per poter essere vissuta appieno. E non c’è tempo – limite, ma solo infinita apertura cronotopica. Andrea Massari lavora sulle forme geometriche, liberandole dai confini delle linee intese in senso esclusivo, per sciogliere l’energia insita in ogni immagine. La sua grande cultura di riferimento gli permette di spaziare attraverso saperi diversi, tanto da riuscire, grazie al dialogo tra colore e forma, a far emergere le recondite tracce del vivere nascoste sotto la superficie di un’esistenza in frenetico movimento: un battito di ciglia e la realtà si svela, aprendosi alla pienezza. Petra Probst ci rende partecipi, grazie alla sua sensibilità, della tenerezza connaturata al rapporto madre – figlia: uno sguardo dolcissimo che si posa con indulgenza affettuosa su un volto che è segnacolo di una vita vissuta con pienezza. Ogni ritratto è ben di più che un momento reso visibile: è la sottolineatura di un rapporto che va al di là del tempo e dello spazio, a completarsi in un altrove che è simbolo di pienezza affettiva. Bona Tolotti ancora una volta dimostra la sua straordinaria amplitudine umana: una ricerca indefessa la sua, che la porta ad indagare il vero senso del divenire, fino a poter dire, senza tema di smentita, che, attraverso le opere di maestri come lei, l’arte sopravvivrà imperitura, al di là di qualsiasi superfetazione culturale, fino a riempirsi di senso. I suoi vibranti colori assolvono ad una funzione essenziale: guidano chi osserva a scoprire risposte di senso, perché proprio nel centro dell’esistere ci si può ritrovare. Daniela Vignati, con il suo mandala, rappresenta l’universo e l’origine del cosmo, nonché le connessioni tra le forze cosmiche e le divinità, accompagnandoci in quel luogo senza tempo che si trova solo quando si ha il coraggio di valicare i confini di ciò che è noto per addentrarsi nella parte più profonda della propria anima: solo in quel preciso contesto si può sperimentare il tempo dell’eterno presente, il momento in un cui l’archè si svela nella sua interezza per diventare il tutto in cui ritrovarsi. Infine, è pura energia quella che promana dall’opera di Alexandra Winterberg, che attraverso la raffinata intersezione di segni grafici e colori essenziali, riesce a dare la misura di una ricerca che, grazie alla consapevolezza, diventa risposta ai travagli di una società che nel “non tempo” condiviso può trovare la pace. Fil rouge che accomuna tutti i lavori è il colore oro, un trait d’union che ben dà la misura dell’unità di intenti che ha guidato i singoli: insieme hanno indagato il mondo, quel tempio in cui, secondo Baudelaire, l’uomo passa “attraverso foreste di simboli/che lo guardano con sguardi/familiari” e lo hanno fatto proprio allo scopo di decifrare questi simboli, facendosi carico della loro interpretazione per permettere un sorriso di comprensione che è prezioso compagno del vivere. 5


Giò

Bonardi

“Tempore,Tempora,Tempera” (tempera il tempo con il tempo) Giovanni Bonardi è nato e vive a Villanova Monferrato (AL). Ha frequentato il Liceo Artistico a Vercelli e poi l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Utilizza e si è perfezionato in varie tecniche di pittura e scultura come affresco mosaico, terracotta, ceramica, bronzo ... e ha sperimentato nuovi linguaggi artistici: teatro, performance, fotografia, video e computer. Ha insegnato pittura per quindici anni in istituti di istruzione superiore prima di dedicarsi completamente all’arte e al restauro del patrimonio artistico. Ha realizzato diverse opere per chiese e edifici pubblici e privati. Giovanni Bonardi was born and lives in Villanova Monferrato (AL). He dedicated himself to painting at an early age, attending first the Artistic School of Vercelli and then the Brera Academy of Arts in Milan. He furthered his studies in various painting and sculpture techniques such as frescos, mosaics, terracotta, ceramics, bronze... and experimented new expressive artistic forms through theater, performances, and using photography, video and computers. He taught painting for ten years in institutions of higher education before dedicating himself completely to art and the restoration of our artistic heritage. He created several works for churches and public/ private buildings.

www.artegiobonardi.com

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Allegoria, 2020, 50x35x45cm >


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Paola

Casulli “La luce arriva obliqua a tastarmi le parole e giardini tutti uguali di siepi controvento. Sul mare ormai fa scuro”. Paola Casulli nasce a Ischia ma vive tra le colline del Monferrato. Poetessa, fotografa, giornalista, pubblica 4 raccolte di poesie, Mundus Novus, Pithekoussai, racconti di un’isola, Di là dagli alberi e per stagioni ombrose, Sartie, lune e altri bastimenti, e due poemetti brevi, Lontano da Itaca e MitoGrafie. Il poemetto “Lontano da Itaca”, è stato portato a teatro con successo a Verona, con coreografia della stessa Casulli. Incanto Errante è il suo blog di fotografia di reportage e di racconti di viaggio. Paola was born in Ischia but since a few years she has settled down in the Monferrato. Poet, photographer, journalist. She is also organizing cultural events in Italy and is regularly contributing texts to various journals. ‘Incanto Errante’ is her travel blog, enriched with her stories and photographs from travels abroad. www.incantoerrante.com

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Nishikigoi- l’energia e la forza, 2020 >


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Ilenio

Celoria

“[...] nelle nuvole si possono riconoscere le parvenze di animali, oggetti, il profilo di un volto [...] Pur tuttavia questi profili sospesi sembrano così somiglianti, tanto che la soffice leggerezza delle nuvole pare contenere la segreta geometria di un disegno tracciato da una mano sapiente”. Luigi Ghirri

Nato a Casale Monferrato nel 1971. Dopo la laurea in Architettura presso l’Università di Genova inizia a dedicarsi all’insegnamento ed alla ricerca in ambito fotografico. Ha insegnato Didattica della rappresentazione per immagini e Laboratorio di educazione all’immagine all’Università di Genova, Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Sanremo. Dal 2001 insegna Tecnica fotografica all’Istituto Leardi di Casale Monferrato ed è professore a contratto alla Scuola Politecnica di Genova. Ha esposto alla Biennale di Venezia, alla Biennale di fotografia di Alessandria, al Museo di Scienze Naturali di Torino, agli Istituti Italiani di Cultura di Colonia, Vienna e Praga e in gallerie di diverse città italiane e straniere. Ilenio Celoria was born in Casale Monferrato, Italy, in 1971. After graduating in architecture at the University of Genoa he devoted himself to teaching and researching in the field of photography. Since 2001 he has taught at the Leardi Technical Institute in Casale Monferrato and is a contract professor at the Polytechnic School of Genoa. He also taught Teaching of visual representation at the University of Genoa and Photography at the Academy of Fine Arts in Sanremo. He has exhibited at the Venice Biennale, the Biennale of Photography in Alessandria, the Museum of Natural Sciences of Turin, the Italian Cultural Institutes in Köln, Wien, Prague and various Italian and foreign galleries.

www.ilenioceloria.it

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finito - infinito, 2020, 30x30cm >


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Piero

Ferroglia

[...] senza fine come il movimento dell’onda e come la luce del giorno. [...] infinita come la sete di conoscenza e come l’anelito al sogno. [...] senza tempo come il bisogno di amare e l’immortale speranza. Ferroglia è nato nel 1946 a Caselle Torinese, dove vive e lavora. Allievo di Filippo Scroppo e di Giacomo Soffiantino, fino al 1988 s’interessa particolarmente della pittura in relazione alla rappresentazione di situazioni e eventi naturali che studia attentamente avvalendosi anche del mezzo fotografico. Negli anni successivi inizia una attività di ricerca plastica in varie direzioni e con materiali diversi che influenza anche le originali soluzioni pittoriche rispetto alle quali la distinzione tra figurazione e astrazione perde significato. Numerose le mostre personali e collettive alle quale ha partecipato. Piero Ferroglia born in 1946 at Caselle Torinese, where he still lives and works. He is a student of Filippo Scroppo and of Giacomo Soffiantino. Until 1988 he was mainly interested in painting in relation to situations and natural events which he studied attentively also with the help of photographs. Since 1988 he has amplified his research with the help of sculptures that influence his paintings consequently. He has had many personal and group exhibitions in Italy. In 2015 he won the ‘Stefano Belbo Premio Pavese’ for sculpture.

www.ferroglia.wix.com/pieroferroglia

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Riflesso-oro, 2020, 100x100cm >


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Michelle

Hold

Imagine time is not limited no end and no beginning but a circle of events La carriera artistica di Michelle consiste in una moltitudine di svolte significative: ha iniziato a studiare architettura in Austria, è stata una modella di successo a Parigi e New York, ha studiato design tessile a Londra, successivamente ha lavorato attivamente a Milano prima di immergersi nella pittura astratta. La sua pittura s’ispira prevalentemente a fatti e a eventi naturali. Le rappresentazioni superano l’espressione figurativa e approdano a un’astrazione vitale: penetrazione nell’invisibile, apertura su un mondo segreto che promette gioie sommesse. La ricerca accoglie suoni e rumori del silenzio in un dialogo spirituale. Michelle Hold ha esposto in modo esteso in tutta Europa e negli Stati Uniti e Cina. L’ultima mostra internazionale si è svolta a San Francisco. Ideatrice di ARTMOLETO. Michelle Hold is a German-born artist based in Italy who paints vibrant abstract works inspired by emotion and energy. Her canvases are loud and layered, enticing the viewer to look further and further into their depths. The artist, who grew up in Austria, had begun to study architecture when she fell into modelling. On her travels, she took various art and textile design classes. She then worked as a textile designer in Milan before later throwing herself full time into painting. Michelle has held solo exhibitions throughout Italy and in London, and she has participated in international art fairs in Miami, London, Athens, Milan and Berlin. Her works have featured in group exhibitions across Europe, the USA and China.

www.michellehold.com

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Timeless, 2020, 100x100cm >


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“Il valore delle cose non sta nel tempo in cui esse durano, ma nell’intensità con cui vengono vissute. Per questo esistono momenti indimenticabili, cose inspiegabili e persone incomparabili”.

Cate

Maggia

Fernando Pessoa Artista che da tempo mette alla prova se stessa, confrontandosi con modalità di rappresentazione sempre nuove. Dopo la laurea in architettura ha infatti coltivato la sua passione per l’arte dipingendo e lavorando anche con i collages, dimostrando così la sua versatilità e la sua capacità di mettersi in discussione. I suoi occhi infatti non si poggiano solo su cose e persone, ma le penetrano, alla ricerca della vera essenza che contraddistingue ogni essere, animato e non. In ognuna delle sue opere inoltre c’è un po’di lei: l’indagine, che viene compiuta attraverso la rappresentazione grafica e la materia, è, prima di tutto, un’indagine che Catemaggia fa su sé e sui suoi rapporti con l’universo che la circonda. Quello che la contraddistingue nel panorama artistico è il suo continuo mettersi in gioco e cercare modi sempre nuovi per comunicare con chi le sta di fronte, sia attraverso i suoi quadri, che attraverso quelli degli artisti che con lei collaborano. Espone dal 2002 (Milano,Torino, Pietrasanta, Parigi, Londra, New York, Budapest, Helsinki, Amsterdam,Berlino). Cate Maggia was born in Borgosesia (Vercelli). After the artistic high school in Novara, she graduated in architecture at the Polytechnic Institute in Turin. She has been restoring paintings and frescos ever since, she has also worked as interior designer in a company she founded. She experimented with various techniques of painting to find eventually her favorite expressive style in collage. She took part in many exhibitions and art fairs in different Italian cities like Florence, Rome, Turin, Venice and Milan, as well as in other European cities such as Paris, Nice, Casablanca, Innsbruck, Amsterdam and Helsinki.

www.catemaggia.com

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Tempo (part.), 2020, 50x70cm >


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Gabriella

Maldifassi Una porta ti esclude dal mondo o esclude il mondo da te. Sei tu a scegliere. Gabriella Maldifassi, una laurea in Giurisprudenza poco usata, alterna l’attività artistica a quella di scrittrice e storica della gastronomia, anche se da quattro anni si dedica quasi esclusivamente alla prima. Ha partecipato a partire dal 1986 a mostre collettive e personali in Italia e all’estero. È anche organizzatrice di eventi artistici e nel 2016 diventa PR di AIAPI – Associazione Internazionale Arti Plastiche Italia, partner dell’Unesco. Gabriella Maldifassi, with an unused degree in Law, alternates her artistic activity with that of writer and gastronomy historian, even if she has been dedicating herself almost entirely to the first in the last four years. She has been participating in personal and collective exhibitions in Italy and abroad since 1986. She is also organizer of artistic events and in 2016 became PR of AIAPI - International Association of Plastic Arts Italy, a UNESCO partner. www.cuoriaperdere.jimdo.com

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Escape – La porta negata, 2018, 200x90x190cm >


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Andrea

Massari Tracce d’oro sedimentate da una vita che scorre nel tempo immobile come la bruma del mattino. Andrea Massari, milanese, vive tra il capoluogo lombardo e il Monferrato, dove ha da tempo stabilito lo studio. Già direttore di musei e collezionista, si dedica alla pittura da circa vent’anni, seguendo percorsi che traggono insegnamento dalla grande stagione dell’informale, interpretata e aggiornata attraverso esperienze, proposte e situazioni successive, orientate, nella sua ultima produzione, verso una semplificazione formale e cromatica. Andrea Massari was born in Milan and lives at present in Monferrato, where he established his studio some time ago. A former director of museums, he has been painting for twenty years, along paths inspired by the great era of informal art. He regenerated his recent production through new experiences, proposals and situations, oriented towards a formal and chromatic simplification. www.saatchiart.com/andreamassari

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Traces of gold (part.), 2020, 70x90cm >


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Petra

Probst

Rughe, fili d’oro linee del tempo senza principio senza fine Artista, illustratrice per l’editoria d’infanzia. Vive e lavora a Monaco e a Torino. Ha pubblicato circa 150 libri per l’editoria dell’infanzia in numerosi paesi. Cura dei progetti artistici interculturali per bambini, adolescenti e adulti. In materia di prevenzione del disagio giovanile è formatrice per insegnanti ed operatori sociali. Recentemente ha portato un progetto di disegno nel reparto di Alta Sicurezza nel carcere di Torino. Nella sua ricerca artistica personale utilizza diverse discipline, che spaziano dal disegno alla pittura, dalla fotografia all’installazione per indagare la condizione della fragilità nelle dinamiche della società attuale. Numerose le mostre in Italia e all’estero. Petra Probst lives and works between Munich and Turin. Artist, free-lance illustrator and author, she specializes in books for children. As an expert in art didactic programs she organizes and leads multicultural educative art projects for children, teens and adults. Recently she realized a drawing project in the High Security Department of the Turin prison. Her art works have been displayed in several individual and group exhibitions. In 2020 she curated with Flavio Tiberti the exhibition dedicated to the Mediterranean Sea and its refugee victims entitled “ROVI DI MARE. Visioni di un orizzonte in bilico” in Turin in EMERGENCY Info Point and Museo Diffuso della Resistenza.

www.petraprobst.com

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mother, 2020, 70x50cm >


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Bona

Tolotti

“Hope is the thing with feathers That perches in the soul And sings the tune without the words And never stops at all [...]” Emily Dickinson Bona Tolotti, milanese di nascita, risiede in Monferrato da più di trent’anni. Autodidatta, dopo esperienze di carattere etnografico ed antropologico in centro e sud America negli anni 70/80, si è occupata nel settore comunicazione di design, arte e architettura a Milano. Trasferitasi definitivamente in Monferrato negli anni ‘90, si dedica alla ricerca artistica. Presente ad ArtMoleto dal 2010, Bona è responsabile dell’ufficio stampa di ArtMoleto. Born in Milan, Bona is a self-taught artist, inspired by her ethnological and anthropological experiences while traveling in Central and South America during the 70s and 80s. She is interested in design, communication, art and architecture and has worked with important agencies in Milan (1970/1990). Since 1990 she has been living in the Monferrato sharing her life and art with the painter Pietro Piccinelli. Currently she is working in research and artistic projects, participating in different exhibitions in Monferrato and in national and international projects as well as Italian Cultural Institutes together with the artists of ARTMOLETO.

www.bonatolotti.com

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PRECIOUS TIME, 2020, 50x40cm >


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Daniela

Vignati Il Mandala porta nel punto centrale dell’anima, fonte di energia dove il tempo non esiste più. è Il luogo dell’eterno presente. Daniela Vignati frequenta la scuola d’arte Antroposofica di Oriago (VE) dove incomincia a formarsi l’idea dell’attuale necessità di un’arte igienico-sociale, idea che realizza offrendo laboratori artistico-espressivi per adulti e bambini. Approfondisce la sua formazione artistica in seminari con diversi maestri e imparando a lavorare i metalli. Per alcuni anni, a Milano collabora alla gestione di un laboratorio di creazione e realizzazione di gioielli e complementi d’arredo. Dal ’90 trasferisce studio e abitazione in Monferrato. Nel suo fare arte vuole essere ponte tra la realtà visibile e l’invisibile mondo di immagini oniriche, mitologiche e archetipiche che si possono cogliere nella sfera della fantasia. Daniela Vignati, born in Milano, studied at the Anthroposophic School of Oriago (VE) where she develops the idea of creating social art holding workshops with children and grown ups. She also worked closely with an egyptian artist and metalworker and created many pieces of jewelry. She has lived in the Monferrato since 1990. www.danielavignati.com

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soul, 2020, 100x100cm >


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Alexandra

Winterberg Timeless is a quality with no limits ... is an awareness of pure insights ... is an awakening of freedom ... and when timlessness is shared, it hightens social peacefulness. Alexandra è nata a Amburgo, si è laureata nella Savannah College of Art and Design, espone dal 2006 in Francia, Austria, Svizzera, Germania, ora vive a Ginevra. The german painter, born in Hamburg, with a college degree from the prestigious Savannah College of Art and design currently lives and works in Geneva. Alexandra has exhibited since 2006 in France, Austria, Germany and Switzerland. www.nietzer-winterberg.com

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In context, 2020, 100x100cm >


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Il tempo, l’oro dei demiurghi Paola Casulli

Il tempo si sviluppa per strutture complesse, in ordine verticale. Ogni volta che può genera un ramo nuovo all’albero della vita educandoci all’impermanenza. E noi siamo il suo tableau vivant con la consapevolezza di non essere immortali. Siamo un’immagine posta davanti al suo bizzarro apparecchio di legno e il suo occhio dietro il drappo di velluto ci irrigidisce i volti trasformandoci in ritratti, liquidi solo negli occhi, e in cui ciascuno cercherà con tutto se stesso di trovare tracce di eterno. È così che viviamo, concentrati sulla parte più intima di noi stessi, sprigionando incaute sfide nel tentativo di percepire la nostra alterità negli occhi dei nostri simili, anche se a volte nessuno risponde. Ma cosa succede se il tempo diventa orizzontale e cancella ogni nostro desiderio, aspirazione, equilibrio stabile, punto di riferimento e diventa un viaggio in una notte consapevolmente senza alba? Un momento in cui il quando e il dove si sovrappongono in infiniti piani tutti uguali, dove i benvenuto e gli addii si perpetuano in un’infinità di fluttuazioni minimali e il proiettile esatto e gelido del presentimento arriva a forarti il petto e dirti che ogni cosa ha perso il suo senso? Siamo entrati in questo tempo del virus in inverno, quando era ancora tutto buio e quel buio era benedetto. Emanava quell’oscurità che sembrava voler proteggere i nostri gesti come una veste sottile sulla incongruità della nostra volontà. Ma in questi giorni trascorsi, il nostro spostarsi e muoversi entro mura come crisalidi non mutava nella forma, le movenze parevano meno fluide come stuccate nell’inverosimile che ci stava accadendo. Deviare dalla traiettoria della paura e del consueto anche solo di un centimetro era rivelare l’impossibilità al di sopra della curva di caduta. Ci muovevamo per questo con l’automatismo della perfetta liturgia, con la compatta e densa rivelazione delle cose perdute. Abbiamo atteso la primavera chiusi nel tepore della speranza come si attende la lievitazione di un impasto protetto dalla sua garza di lino, e si restava a guardia di quel bolo mentre i minuti, le ore, le settimane, i mesi scandivano il deteriorarsi di quella garza, di quella sindone a proteggere il sonno del pane. Le esigenze della clausura, il dormiveglia dei nostri sensi come gechi all’ombra delle fessure nei muri, la solitudine scarnificata nell’essenzialità di un gesto, diventano l’unica autonomia tollerabile, tutto quanto ciò di cui disponiamo. Quel nodulo d’impazienza evaporato e sciolto nella compulsione di luoghi comuni, di case perfettamente pulite, di abbracci e baci non più incarnati nell’unità di un corpo ma sospesi come lingue di fuoco, fiori che spuntano dalla roccia, giunchi in attesa della pioggia. Cosa avremmo dovuto fare? O cosa potremmo fare ora? Se non, ancora e sempre, scendere dal letto con i piedi come radici per tenerci saldi alla terra. Lavarci con le mani come conchiglie per ricevere l’acqua sacra del mattino della vita. Se non insistere e continuare a indossare gli abiti anche senza poter annusare il profumo dell’aria a dettarci i colori per vestire la nostra perdita e la nostra sofferenza. Cosa altro avremmo potuto aggiungere ai nostri giorni già disossati, ogni pensiero che si affina nell’escoriazione del gesto, ogni parola non è che il petalo caduto di una rosa appassita. 30


Possiamo usare questo nostro rovesciato e compiuto tempo per osservare e percepire il mondo stando fermi sui piedi e lì lasciare trascorrere i respiri e poi, come un nuotatore che esca fuori dall’acqua, sporgere dal muro liquido dei pensieri. È questa l’opera del tempo. È questa l’opera del Noi che si risveglia dalla nostre esistenze assonnate e diventa l’oro sui polpastrelli dei demiurghi. L’utopia che diventa lucida esattezza. Forma e sostanza che stanno in eterno equilibrio. Attimo dopo attimo, nelle mani compassionevoli del tempo possiamo comprendere la vita come una danza di forme transitorie. E non averne più paura. Non sta forse cambiando tutto: le foglie sugli alberi del giardino, la luce nella stanza mentre leggiamo queste parole, le stagioni, la gente che passa per strada, gli amici, i luoghi d’infanzia, le certezze e le opinioni. Le cellule del nostro corpo. Il nostro umore, il nostro flusso mentale? È sempre una questione di tempo. Ed è proprio lì, su quel ciglio esiguo del “nulla è solido o durevole”, che noi si vive e si muore. Non ci resta che correre nell’oro opaco di un campo di grano increspato al vento dell’estate che verrà. Tracciare un nuovo, salvifico vademecum per dare al Tempo la purezza della nostra carne.

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Casale Monferrato Castello 4_26 luglio 2020 Giò Bonardi Paola Casulli Ilenio Celoria Piero Ferroglia Michelle Hold Cate Maggia Gabriella Maldifassi Andrea Massari Petra Probst Bona Tolotti Daniela Vignati Alexandra Winterberg

Profile for Michelle Hold

Timeless  

La tematica centrale è quella del tempo, inteso come moto indefesso del divenire. Gli artisti di ArtMoleto hanno, infatti, costruito un per...

Timeless  

La tematica centrale è quella del tempo, inteso come moto indefesso del divenire. Gli artisti di ArtMoleto hanno, infatti, costruito un per...

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