MC5.0-Macchine Cantieri - n. 78 ottobre 2021

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D E L L ’ E D I L I Z I A Con i modelli Earthmax SR 45, Earthmax SR 46, Earthmax SR 53 e Earthmax SR 468 BKT risponde a tutte le esigenze del settore estrattivo e delle cave con pneumatici ideali per impieghi gravosi e di dimensioni oversize.

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ottobre 2021, n. 78

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CoverStory BKT

THE GIANT(S) BKT prosegue il proprio investimento in R&D nel segmento Giant e lancia il nuovo Earthmax SR 468, subito premiato da un'ingente commessa di SECL DI EMANUELA PIROLA • FOTO DI BKT


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Non c'è lavoro che non abbia bisogno degli strumenti più adatti. Che si sia un cuoco, un agricoltore, un operatore di linea, un addetto alla logistica, un operatore di macchine movimento terra o un progettista, ogni mansione, per essere svolta al meglio, ha bisogno degli strumenti adeguati. Non ci stancheremo mai di ripetere anche che, all'interno di questo quadro, a rivestire un ruolo essenziale non sono solo gli strumenti in sé e per sé, ma anche (nel caso questi siano intere macchine o veicoli,) i singoli componenti di cui sono formati. Non c'è una buona macchina senza un buon motore, una valida trasmissione e, manco a dirlo, i giusti pneus che sappiano scaricare a terra la giusta potenza, trazione e controllo. In qualità di Produttore di pneumatici, BKT sa che ogni attività o applicazione ha le proprie esigenze, intrinsecamente specifiche al contesto in cui si opera. Per questo il suo impegno nella ricerca e sviluppo è costante e la gamma che offre comprende più di 2.700 differenti pneumatici in grado di soddisfare ogni tipo di richiesta

INAUGURATO IL NUOVO SITO PRODUTTIVO DI WALUJ La pandemia non ha fermato il nuovo progetto di BKT in merito al nuovo sito produttivo di Waluj, realizzato con un investimento totale di 56 milioni di dollari. La sua capacità produttiva è di circa 30.000 MT di pneumatici off-highway all’anno. Ci lavoreranno circa 500 persone, quando l’impianto sarà a pieno regime, e qui verranno prodotti pneumatici di diametro medio-piccolo, destinati ad equipaggiare macchine che operano negli ambiti agricolo e industriale. Per BKT questo nuovo impianto è una scelta strategica che non solo aumenta la sua produzione, ma la efficienta. Lo stabilimento, distribuito su 22 acri, dista soli 5 km dal primo sito produttivo in assoluto di BKT, che sorge a Waluj ed è stato inaugurato nel 1987. Il progetto del nuovo sito si è focalizzato sulla realizzazione di un impianto all’avanguardia sia dal punto di vista strutturale, che

meccanico, e sulla riorganizzazione dei reparti e dei flussi per la massima efficienza. Con la prima pietra posata nel giugno del 2019, questo stabilimento è sorto durante la pandemia. BKT ha voluto mettere in sicurezza tutti coloro che lavoravano al progetto, prima di proseguire con l’opera. L’emergenza sanitaria non ha comunque frenato la voglia di andare avanti di BKT, con un messaggio positivo al mercato: “si può fare”, naturalmente adempiendo a tutte le richieste di sicurezza del caso. Come sempre l’azienda punta in alto e intende ampliare la sua quota di mercato off-highway, seguendo una filosofia così riassunta da Arvind Poddar, Presidente e Amministratore Delegato di BKT: “la crescita è il nostro impegno. Guardare avanti è il nostro obiettivo costante. Un’azienda che non sa guardare con coraggio verso il proprio futuro è come una persona incapace di sognare”.


CoverStory BKT

I VANTAGGI DELL'EARTHMAX SR 45 • Elevata resistenza ai tagli; • Elevata resistenza alle forature; • Elevata stabilità; • Elevata trazione.

I VANTAGGI DELL'EARTHMAX SR 46 • Elevata resistenza ai tagli; • Elevata durata; • Elevata resistenza all'usura; • Elevata resistenza alle forature; • Elevata capacità auto-pulente; • Elevata trazione.

I VANTAGGI DELL'EARTHMAX SR 53 • Elevata resistenza ai tagli; • Elevata durata; • Elevata resistenza all'usura; • Elevata stabilità; • Elevata trazione.

Uno dei primi Earthmax SR 468 consegnati a SECL

La crescita è il nostro impegno. Guardare avanti è il nostro obiettivo costante. Un’azienda che non sa guardare con coraggio verso il proprio futuro è come una persona incapace di sognare. Arvind Poddar, Presidente e AD di BKT dei professionisti di molteplici settori. Misure, mescole, disegni del battistrada, resistenza a rotture, resistenza al rotolamento: sono questi (e molti altri) gli aspetti che l'R&D di BKT cura costantemente. E che hanno permesso all'azienda, nel tempo, non solo di poter disporre della gamma di pneus di cui abbiamo appena detto, ma anche di essere in grado di realizzare pneumatici letteralmente... fuori dal comune. UNA SCELTA STRATEGICA... E NATURALE Cosa intendiamo per pneumatici “fuori dal comune”? Beh, semplicemente (si fa per dire) pneus che non tutti i Produttori sono in grado di offrire. Ci riferiamo al segmento Giant, nel quale BKT si è inserita seguendo la naturale evoluzione della propria expertise e know how, e dove la sua R&D è guidata essenzialmente dalle richieste e dai feedback ricevuti da BKT dai suoi utenti. I pneumatici dell'azienda sono quindi risposte concrete a bisogni reali. Nel tempo sono stati diversi i lanci di BKT nel segmento Giant. Un paio di anni fa, la Multinazionale indiana ha lanciato l'Earthmax SR 46, una

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soluzione innovativa destinata ai dumper rigidi che operano nelle condizioni ostili di ambienti rocciosi, come miniere, dighe e grandi cantieri. Specificamente progettato per trasportare carichi pesanti, questo pneumatico garantisce alta resistenza ai tagli grazie sia alla sua carcassa con cintura d'acciaio, che al design specifico del battistrada caratterizzato da una particolare tassellatura e da una scanalatura circonferenziale, che garantiscono una riduzione dei danni alla superficie e un miglioramento delle prestazioni in curva. Spiccano subito, chiaramente, anche le sue dimensioni: più di 3 metri il diametro (3.075 cm per la precisione), 905 cm di larghezza. L'Earthmax SR 46 pesa 2.400 kg ed è disponibile nelle misure 27.00 R 49 e 33.00 R 51. A questo primo gigante recentemente BKT ha affiancato il Nuovissimo Earthmax SR 468, progettato anch'esso per equipaggiare i dumper rigidi, che rappresenta un balzo in termini di dimensioni rispetto al fratello Earthmax SR 46. Il 468, infatti, è


Il primo Earthmax SR 468 uscito dalle linee di BKT

disponibile nella dimensione 40.00 R 57 che equivale, in dimensioni, a 3,5 m di altezza, 1,13 m di larghezza e 3.800 kg di peso. L'Earthmax SR 468 è il pneumatico gigante da 57" (attualmente il più grande mai realizzato da BKT) prodotto nello stabilimento di Bhuj, in India, e si caratterizza per essere particolarmente resistente ai danni e alle forature, grazie alla struttura All Steel: suo ambiente di lavoro ideale sono i terreni accidentati e fangosi. Peculiari, nell'Earthmax SR 468, sono il disegno del battistrada (con profondità E-4) e la mescola di cui è composto, entrambi sviluppati con l'obiettivo non solo di resistere a danni e usura, ma anche di generare meno calore possibile durante il rotolamento. Earthmax SR 468 ed Earthmax SR 46 sono i fiori all'occhiello della gamma Earthmax, studiata appositamente per favorire una migliore distribuzione dei carichi a terra per dumper, pale gommate, apripista, livellatrici e molti veicoli polivalenti. Indubbiamente la gamma si caratterizza per essere molto ampia e variegata, riunendo più di 20 pneumatici diversi per il settore OTR. Ogni modello è disponibile, ovviamente, in molteplici misure e varianti di mescola. A loro si affianca, per peculiarità che lo rende adatto a gestire le operazioni minerarie nelle condizioni più difficili, un altro modello: l'Earthmax SR 53. Classificato L-5, questo pneus è progettato per equipaggiare pale gommate che operano in condizioni difficili grazie alla speciale mescola del suo battistrada che lo rende particolarmente resistente ai tagli. Inoltre, l'Earthmax SR 53 è studiato per garantire ottime proprietà autopulenti, che facilitano l'espulsione di sassi e altri corpi estranei.

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Dilip Vaidya, President & Director of Technology di BKT

A LORO AGIO ANCHE NELLE MINIERE Con le loro superfici rocciose e irregolari e i terreni accidentati, i siti minerari rappresentano una vera e propria sfida nella sfida per i macchinari che vi operano e, soprattutto per gli pneumatici che li equipaggiano. È essenziale quindi per gli operatori poter contare su prodotti resistenti e affidabili, in grado di resistere a lacerazioni e tagli, garanzia di un ciclo di vita prolungato, fornendo trazione e stabilità. La sostituzione di uno pneumatico a causa di danni o altri problemi non richiederebbe infatti solo un nuovo investimento, ma andrebbe a inficiare anche la produttività. La gamma Earthmax è stata progettata per rispondere a tutte queste esigenze, e oggi i modelli che offre sono in grado di “dire la loro” anche in un contesto così arduo. La linea Earthmax è composta da modelli di pneus radiali progettati

UPGRADE DELLE CERTIFICAZIONI CAT

BKT è stata ricertificata Caterpillar SQEP (Supplier Quality Excellence Process) ottenendo anche un upgrade: da Gold la certificazione per il 2021 diventa Platinum

Il riconoscimento Caterpillar SQEP è uno dei più importanti, che l'OEM americano dedica ai fornitori che si sono distinti nel corso dell’anno per aver raggiunto i più alti livelli di qualità e controllo dei processi. In particolare BKT si è distinta per il suo impegno costante e a 360° in termini di leadership, qualità, servizio e supporto clienti. Un impegno che è proprio di tutto il team BKT e che permea ogni ambito aziendale, dalla

progettazione alla produzione, fino ad arrivare all’assistenza continua del cliente. Si tratta di un grande successo per BKT. La certificazione SQEP Platinum, oltre a premiare l’impegno della multinazionale indiana in ambito logistico e per la sua offerta di prodotti innovativi e di alta qualità, conferma ulteriormente il successo della collaborazione tra Caterpillar e BKT, ponendo le basi per sinergie e partnership future ancora più forti. “Siamo orgogliosi

di questo risultato” ha dichiarato Arvind Poddar, Presidente e AD di BKT. “Non abbiamo solo confermato la qualità elevata dei nostri processi, ma siamo andati oltre, ottenendo il massimo livello possibile. Questo prestigioso riconoscimento di Caterpillar ne è la dimostrazione concreta, ma non ci fermeremo qui. Cercheremo di migliorare continuamente i nostri standard e le nostre performance verso i nostri fornitori. Quello di

BKT è un viaggio all’insegna della continua evoluzione e del perfezionamento”.

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CoverStory BKT

BKT SPONSORIZZA IL TOTY PER IL

SECONDO ANNO

Rajiv Poddar, Joint Managing Director di BKT

per favorire la migliore distribuzione del carico sul terreno per dumper, pale gommate, dozer o grader. Tutti i modelli si caratterizzano anche per la loro struttura All Steel, che conferisce resistenza alla carcassa e, di conseguenza, agli urti. Queste caratteristiche sono di fondamentale importanza quando si affrontano terreni particolari, che potrebbero esporre lo pneumatico al grave rischio di foratura o di deterioramento della carcassa. I due modelli visti poc'anzi, l'Earthmax SR 46 e l'Earthmax SR 53, ben si adattano a operare anche nel contesto minerario. Sempre per questa applicazione, vi è poi un terzo modello della gamma dei radiali All steel di BKT che può offrire innumerevoli vantaggi nelle applicazioni estrattive: si tratta dell'Earthmax SR 45. Anch'esso fa parte della gamma Giant del Produttore indiano, e si rivolge sempre all'equipaggiamento di dumper rigidi; presenta un design specifico dei tasselli e un battistrada più profondo, che assicura al prodotto un ciclo di vita prolungato. UNA COMMESSA RECORD A conferma della validità del know how e dell'expertise di BKT anche nella produzione di pneus Giant, arriva la super

I VANTAGGI DELL'EARTHMAX SR 468 • Elevata resistenza ai tagli; • Elevata durata; • Elevata resistenza all'usura; • Elevata capacità di carico; • Elevata capacità auto-pulente.

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È stata presentata recentemente sul canale digitale www.totydigital.com l’edizione 2022 di Tractor of the Year (TotY), l’evento che decide il migliore trattore dell'anno in ambito agricolo. Per il secondo anno il Premio è affiancato da BKT. La multinazionale indiana ha una forte presenza nel mercato agricolo. BKT guarda al futuro del settore e si focalizza sulle risposte concrete di cui ogni impresa agricola ha bisogno per vincere le sfide di un settore sempre più competitivo. BKT condivide con TotY lo sguardo all’innovazione della meccanizzazione agricola, l’approccio di condivisione, l’avanguardia. “È importantissimo essere qui perché proprio qui si discutono i grandi temi dell’agricoltura: dalla sostenibilità al trasporto autonomo, dalla gestione all’analisi dei dati per l’ottimizzazione e l’efficientamento delle operazioni” dichiara Lucia Salmaso, CEO di BKT Europe. “Sono tutti temi su cui anche BKT sta concentrando risorse e ricerca. D’altronde i trattori sono tutto in agricoltura e gli pneumatici sono tutto per il trattore. L’unico punto di contatto a terra, l’oggetto che trasforma la loro potenza in trazione. TotY è il nostro posto giusto!”

commessa per una fornitura di ben 42 pneumatici Earthmax SR 468, nella misura 40.00 R 57, da parte della miniera SECL ( South Eastern Coalfields Ltd,), azienda operante nel settore minerario di proprietà del Ministero del carbone del Governo Indiano. Si tratta di un traguardo importante che consolida il posizionamento di BKT nel settore minerario, confermando il Gruppo come player di riferimento per il settore OTR. Questa commessa, che vede protagonista questo pneumatico dalle dimensioni eccezionali, premia la volontà del gruppo nell’entrare e investire nel segmento Giant, una scelta dettata dalle richieste e dai feedback che ogni giorno il brand riceve direttamente dagli utilizzatori. ❑


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EditorialeOn EMANUELA PIROLA

Con i piedi ben saldi a terra

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IO NON INVENTO IPOTESI. (HYPOTHESES NON FINGO). (ISAAC NEWTON)

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on potevo certo non scrivere questo editoriale, esattamente in coda a quello dello scorso mese di settembre, quando stavo chiudendo un numero di MC5.0-Macchine Cantieri che tornava in fiera dopo la lunga sosta imposta dalla pandemia. Ebbene si, in fiera ci siamo stati, e diverse volte. Geofluid, GIS ed Eima. E questo numero di ottobre andrà ad Ecomondo. E devo dire che queste prime fiere post Covid non potevano andare meglio di come sono andate. Euforia, entusiasmo, fiducia e voglia di tornare a incontrarsi, confrontarsi, parlare e... si, tornare a vivere e lavorare normalmente, erano sulla bocca e nei cuori di tutti. Sia GIS che Geofluid sono stati due successi, con oltre 10.000 visitatori il primo e circa 9.500 il secondo, provenienti non solo dall’Italia, ma anche dall’Europa e, in qualche caso, anche da fuori Europa. Gli espositori non si aspettavano una tale affluenza... e non si aspettavano neanche un tale entusiasmo. Quello che si aspettavano, però, era un mercato che non solo si è fatto vivo, ma si è anche dimostrato più in forma che mai. Opinione comune è che l’andamento positivo registrato finora persisterà per almeno due anni, perché non si tratta di una bolla destinata a sgonfiarsi, ma di acquisti fatti per far fronte agli attuali e ai futuri lavori che sono a un livello superiore dall’essere mera carta negli uffici. Non possiamo che augurarci che questa opinione sia confermata e, soprattutto, che non venga inficiata da quella che è poi stata l’unica nube di queste fiere: la crisi delle materie prime e degli approvvigionamenti di molte componenti (in primis elettroniche, ma non solo), che sta spaventando un po’. In effetti la cosa più preoccupante è che non si riesce a prevedere una conclusione, e qualcuno sta cominciando a mormorare di speculazioni e possibili disegni di Governi dietro a tali difficoltà. Ecco, mi sento di dover usare questo editoriale per diffondere un messaggio positivo: il mercato sta andando bene, dobbiamo sostenerlo e, per farlo, dobbiamo anche dar poco credito a voci di corridoio che, se ripetute continuamente, assurgono a verità che non sono e, talvolta, derivano anche in paranoie complottiste. Per favore, diamoci da fare, rimbocchiamoci le maniche e mettiamo a posto questa nostra Italia, senza star a perdere tempo dietro a inutili congetture senza né capo, né coda. ❑


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MC MC I L

M O T O R E

F R E E

P R E S S

Sommario

D E L L ’ E D I L I Z I A

5.0

Con i modelli Earthmax SR 45, Earthmax SR 46, Earthmax SR 53 e Earthmax SR 468 BKT risponde a tutte le esigenze del settore estrattivo e delle cave con pneumatici ideali per impieghi gravosi e di dimensioni oversize.

MC 5.0 • OTTOBRE 2021 • NUMERO 78

MACCHINE CANTIERI

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ottobre 2021, n. 78

The giant(s))

54 MOLTEPLICI ESIGENZE, MOLTEPLICI SOLUZIONI

(IVECO)

COVER Con i modelli Earthmax SR 45, Earthmax SR 46, Earthmax SR 53 e Earthmax SR 468 BKT risponde a tutte le esigenze del settore estrattivo e delle cave con pneumatici ideali per impieghi gravosi e di dimensioni oversize.

70 PRONTI

A RIPARTIRE!

(VTN)

76 UN 2021 DA RECORD (TREVI BENNE)

REPORT TECNICO

34 CONNECTING

ATTUALITÀ

WORLD AND PEOPLE

27/42/49/88

(MB CRUSHER)

24 UNA SCELTA

(MECALAC)

(ECO ITALIA)

14 LA LEGGENDA

90 Editoriale off

NON È ORA DI VOLTARE PAGINA?

(DI MAURIZIO GUSSONI)

CONTINUA

(MERLO)

31 … NEL SEGNO

04 Cover story (BKT)

(SIMEX)

AZIENDE

FA LA FORZA

72 GRANDI

46 SIMPLY MY TRUCK

PRESTAZIONI, POCO INGOMBRO

Sede legale Via Giotto 7, 20145 Milano (MI) Direzione e redazione Via Silvio Pellico 10/35, 20867 Caponago, MB mc@macchinecantieri.com

Art Director Daniela Francescon daniela.francescon@gmail.com Fotografia Archivio Macchine Cantieri 5.0

DI FASCIA ALTA

(SCANIA)

(LIEBHERR)

DEALER STORY

50 POCKERISSIMO! (KOBELCO)

INTERVISTE

18 LEGGERE

IL MERCATO A LUNGO TERMINE (AMMANN)

(JCB)

Editore Asgard Edizioni Srl

84 MEDIANO

62 NEL FIUME,

(FASSI)

(EFFER)

PROVA SU STRADA

(VOLVO)

66 RINNOVOLUZIONE

40 L'UNIONE

(BRIGADE)

TRA GLI ALBERI

SALVAGUARDARE AMBIENTE E PORTAFOGLIO

THE GIANT(S)

D'AUTORE

DI VOLVO

58 COME

COVER STORY

MACCHINE CANTIERI 5.0

(VOLVO)

(CASE)

20 SCOSSA ELETTRICA

38 SICUREZZA

GREENMACHINE

28 BATTI IL CINQUE...

INNOVAZIONI

(DI EMANUELA PIROLA)

12

TESTIMONIANZE

52 EVOLUZIONE MECALAC

CON I PIEDI BEN SALDI A TERRA

Collaboratori Cristiano Pinotti, Claudio Guastoni, Renata Bernardini, Maurizio Gussoni

SI, MA HYBRID

RECYLING

10 Editoriale on

52

(PALAZZANI)

(MANTOVANI BENNE)

EDITORIALI

Direttore Responsabile Emanuela Pirola

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Pubblicità e marketing Corrado Serra Direttore Commerciale Tel. 338 3926221 c.serra@orsamaggioreint.com Ufficio traffico Lucia Gatti adv@macchinecantieri.com Pre-stampa e stampa Press Grafica Gravellona Toce (VB)

IL FILM DELLA COVER Abbiamo realizzato la cover di questo mese ispirandoci al film d'animazione "Il gigante di ferro" del 1999 diretto da Brad Bird e prodotto dalla Warner Bros.

Registrazioni Tribunale di Sondrio, N° 337 del 12/11/2003. Camera Commercio di Milano, R.I. N.O 11497800968 del 09/12/2020 Registro operatori di comunicazione N.O 36132 dal 15/02/2021 Comunicazione agli abbonati Art. 10 Legge 675/96. I dati personali contenuti negli

archivi della casa editrice “Asgard Edizioni Srl” sono utilizzati solo dalla casa editrice e solo per perfezionare gli obblighi derivanti dagli abbonamenti. Tutti gli abbonati possono chiedere in qualsiasi momento l’aggiornamento o la cancellazione dei propri dati. Responsabile: Emanuela Pirola Testi e foto a riproduzione vietata senza consenso della casa editrice. Legge 1396/42, art. 7, Reg. 18 © Copyright 2013-2021


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Innovazioni CASE

La leggenda continua

Le terne Case, che fanno storia dal 1957, sono definite leggendarie e innovative. La nuova serie SV offre una cabina rinnovata, un nuovo motore e le migliori funzionalità e prestazioni del settore DI CLAUDIO GUASTONI • FOTO DI CASE

“L

a nuova serie di terne SV è la migliore disponibile sul mercato dal punto di vista delle prestazioni, della produttività, del consumo di carburante e dell’affidabilità. Abbiamo completamente ridisegnato la cabina per garantire all’operatore il massimo comfort, e dotato i mezzi di un motore FPT Stage V che permette una significativa riduzione delle emissioni pur mantenendo alte prestazioni, con funzionalità esclusive come l’attacco rapido integrato, che resta una delle caratteristiche più all’avanguardia delle nostre terne”. Così ha

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commentato Egidio Galano, Product Management Director presso Case Construction Equipment Europa, riguardo questa importante novità appena lanciata. Galano fa notare che l’ultima serie SV di Case continua un percorso di innovazione che dura da sessant’anni e che ha fatto guadagnare alle terne Case il soprannome di “Legendary King”. In effetti, nel lontano 1957 Case ha prodotto la prima terna integrata al mondo, seguita dal primo modello alimentato a diesel nel 1959. Successivamente ha realizzato molte altre funzionalità originali, come il sistema automatico antibeccheggio Ride Control, la trasmissione Power Shift e l’attacco rapido

integrato, una funzionalità di punta anche negli odierni modelli. “Le funzionalità rivoluzionarie delle terne della serie SV” aggiunge Galano “sono state ispirate dai nostri clienti e dai nostri concessionari, così come il nostro approccio concreto alla risoluzione dei problemi, che offre soluzioni affidabili e crea una vera e propria comunità. Quando scelgono la serie SV, i nostri clienti scoprono nuovi modi di lavorare, basati su fiducia, alte prestazioni, comfort e riduzione dei costi”. I punti forti delle nuove terne sono tanti: nuova cabina più grande e con comandi ottimizzati, nuovo motore FPT Stage V che garantisce meno emissioni, comfort migliorato e di conse-


che offrono maggiore visibilità e sono più economici da sostituire. Ulteriori elementi di sicurezza riguardano la riduzione del rumore interno alla cabina fino a 74db (di 3db inferiore rispetto al modello precedente) e il riposizionamento del pulsante del clacson sulla leva del cambio sinistra nei modelli Power Shift, per garantire un accesso più rapido e agevole in caso di emergenza.

La cabina è stata completamente ridisegnata: ora è più ampia, e garantisce all’operatore il massimo comfort

guenza maggiore produttività, minor costo totale di proprietà, il tutto con il supporto del programma Case Service Solutions. SE C’È COMFORT E SICUREZZA, C’È PRODUTTIVITÀ “Un operatore che si sente a suo agio nella propria postazione è più produttivo, e le nuove terne della serie SV offrono numerosi miglioramenti che contribuiscono ad aumentare la produttività” inizia a spiegare Galano. “Abbiamo riposizionato il freno di stazionamento, aggiunto una nuova opzione per il tachimetro, raggruppato gli interruttori sulla console sul lato destro, integrato un nuovo interruttore F-N-R sulla leva di comando del caricatore sul modello Power Shift, aggiunto un nuovo interruttore sul joystick di comando per un miglior funzionamento del bilanciere e riposizionato le leve dello stabilizzatore. Il tutto garantisce un grande risparmio in termini di tempo”. In effetti i progettisti hanno dedicato tempo ed energie al comfort e alla sicurezza dei mezzi. La cabina, all’interno e all’esterno, è stata

totalmente riprogettata e rinnovata, e la maggior ampiezza facilita i movimenti all’operatore e rende l’accesso più agevole. Il nuovo design della console della cabina ha previsto, sul lato sinistro, il serbatoio del tergicristallo al di sotto dei nuovi vani portaoggetti, per facilitare la ricarica anche dall’esterno della portiera sinistra. Inoltre sono state inserite due porte USB, una porta da 12v sul quadro strumenti, un supporto per telefono cellulare, la più recente tecnologia Bluetooth e portaoggetti con capacità quattro volte superiore rispetto alla serie precedente. La terna infatti dispone di due vani portaoggetti con serratura, due porta bottiglie, quattro vani portaoggetti aperti e un comparto refrigerante, il tutto rifinito con eleganti materiali plastici stampati a iniezione. Massima attenzione è stata rivolta anche alla sicurezza dell’operatore, con nuovi finestrini posteriori

POCHE EMISSIONI, TANTO RISPARMIO L’obiettivo era progettare un motore specifico per operazioni a medio carico, tipiche delle terne, e ciò è stato possibile grazie alla collaborazione tra Case e FPT, che ha concretizzato il nuovo motore F36 Stage V in grado di garantire una drastica riduzione delle emissioni senza compromettere le prestazioni, migliorando l’affidabilità e garantendo la riduzione del costo totale di proprietà. Si tratta di un motore a iniezione common rail da 3,6 litri, 4 cilindri, 16v e 1800 bar dotato di turbocompressore WG che offre prestazioni incomparabili nel settore, fino a 82 kW e 460 Nm, il tutto nella stessa struttura compatta dei modelli precedenti, garantendo un’ottima manovrabilità e totale affidabilità. L’efficiente tecnologia EGR e la modalità ECO comandata dall’operatore aumentano ulteriormente rendimento e

Il motore a iniezione common rail da 3,6 litri, 4 cilindri, 16v e 1800 bar dotato di turbocompressore WG garantisce ottime prestazioni e una manovrabilità e affidabilità ineguagliabili

LA SERIE SV IN BREVE Sono tre i modelli di terne della serie SV di Case: 580SV, 590SV e 695SV. Il motore da 3,6 litri FPT Stage V diminuisce di molto le emissioni senza comprometterne la potenza. La modalità ECO riduce ulteriormente il consumo di carburante fino al 10%, con un layout che facilita le operazioni di

manutenzione rendendole sicure e rapide. Il sistema compatto di post-trattamento Hi-eSCR2, sviluppato in collaborazione con FPT, grazie a un dispositivo di filtraggio che non necessita di manutenzione migliora tempo di attività, affidabilità, produttività e riduce i costi operativi. La cabina

più ampia offre all’operatore più spazio e comfort, i finestrini posteriori migliorano la visibilità e l’interno della cabina, meno rumoroso, garantisce condizioni di lavoro migliori. In alcuni mercati selezionati sono disponibili programmi di estensione di garanzia e

manutenzione, con Case Protect, Case Care e Case Fluid Analysis, oltre ai servizi Case SiteConnect e Case SiteWatch per un controllo telematico delle prestazioni, reporting e diagnostica da remoto, utili per aumentare tempo di attività, integrazione e connettività.

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Innovazioni CASE

La nuova serie di terne SV eccelle in comfort, prestazioni, produttività, affidabilità, e nel risparmio di carburante, rispettando al tempo stesso l’ambiente grazie ad una significativa riduzione delle emissioni.

produttività. Cuore del nuovo motore è il sistema di post-trattamento sviluppato da FPT, ottimizzato per i mezzi compatti. Il sistema Compact High Efficiency SCR2 (Hi-eSCR2) è specifico per applicazioni con cicli di lavoro che solitamente generano basse temperature di scarico e includono frequenti cicli alternati di attività e fermo. Un basso tasso di EGR (ricircolo dei gas di scarico) riduce le emissioni di NOx con un catalizzatore SCR di dimensioni compatte, mentre la tecnologia con DPF (filtro antiparticolato diesel) ottimizzata, assicura un’ottima rimozione del particolato a basse temperature di esercizio.Tali innovazioni, insieme alla modalità ECO, consentono un risparmio di carburante del 10% e migliorano notevolmente il costo totale di proprietà di queste macchine. Costi operativi minimi e tempo di attività aumentato grazie agli intervalli di cambio dell’olio di 500 ore, a una pompa a volume variabile che fornisce olio solo se richiesto e a un sistema post-trattamento (ATS) esente da manutenzione. Tutto è progettato per facilitare gli interventi di manutenzione, che si svolgeranno in modo rapido e agevole. Lo stesso sistema Hi-eSCR2 non necessita di manutenzione, ha bassi costi operativi e non richiede alcun fermo macchina per la sostituzione del filtro o per effettuare la pulizia di parti meccaniche per le prime 8.000 ore. ❑

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SOLUZIONI PER IL CLIENTE I servizi post-vendita di Case aiutano i clienti a gestire al meglio la propria flotta Case Service Solutions è una serie di servizi post-vendita, connessi e non, un programma pensato per mantenere i mezzi dei clienti - comprese le nuove terne serie SV - al massimo della condizione, garantendo un miglior tempo di attività, evitando costi imprevisti e ottimizzando la redditività. La soluzione, al momento disponibile in alcuni mercati selezionati, sarà presto disponibile in tutta Europa. Case SiteWatch consente di geolocalizzare i mezzi garantendo la sicurezza della flotta. Si basa infatti su un sistema di geofence e allarmi per utilizzi non autorizzati ed elabora report dettagliati accessibili tramite portale in cui sono inclusi indicatori chiave di prestazione (KPI) (consumo di carburante, ore di utilizzo della macchina, tempi di fermo) in modo che produttività e redditività siano sempre monitorate e ottimizzate. Case SiteConnect (opzionale, come SiteWatch, sulla nuova serie SV) consente ai concessionari di gestire proattivamente le macchine dei clienti, aumentandone il tempo di attività. Infatti il sistema migliora i dati di telemetria utilizzati dal team Uptime Center di Case, che invia ai concessionari allarmi relativi alle prestazioni della macchina. È possibile intervenire rapidamente per ridurre al minimo il tempo di inattività, dal momento che i concessionari possono accedere in remoto ai dati della macchina e apportare modifiche in velocità. Infine, Case Care è un programma di manutenzione programmata standard che comprende parti di ricambio e lubrificanti originali, Case Protect è un programma di estensione di garanzia e Case Fluid Analysis serve a prevenire guasti gravi, ottimizzando l’affidabilità del mezzo ed estendendone la vita utile.


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INTERVISTA

La parola a... Roberto Cortesi e Gianluca Gamberini

LEGGERE IL MERCATO A LUNGO termine Distribuzione e formazione tecnica (oltre a prodotti di eccellente qualità) sono i punti di forza di Ammann sul territorio italiano, che infatti sta rispondendo pienamente agli obiettivi prefissati DI CRISTIANO PINOTTI FOTO DI AMMANN ITALY

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Roberto Cortesi, Area Manager Machines Ammann Italy

Samuele Lovison specialista di prodotto Ammann Light Equipment Gianluca Gamberini, After Sales Manager Ammann Italy

LA FORMAZIONE TECNICA È DI FONDAMENTALE IMPORTANZA. In primo luogo rafforza i dealer e le officine autorizzate sul territorio: i clienti si sentono tutelati e sono molto più tranquilli. Inoltre è un vero e proprio impulso alla vendita, soprattutto per quanto concerne il comparto light, cioè le macchine e le attrezzature sotto le 5 t 18

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na bella chiacchierata con Roberto Cortesi, Area Manager Machines Ammann Italy e con Gianluca Gamberini, After Sales Manager Ammann Italy, ci ha permesso di fare il punto sulla strategia Ammann per quanto concerne il mercato italiano. Due i cardini fondamentali: una distribuzione sempre più attenta e capillare e una formazione tecnica puntuale, in grado di garantire i clienti di ogni tipologia di macchine e attrezzature. Sullo Le attuali sfondo la necessità della programmazione degli problematiche inerenti la consegna acquisti, l'unico modo per rispondere alle richieste di componenti e di degli utilizzatori finali.

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MC: L'anno che ormai volge al termine ha visto Ammann muoversi con decisione verso l'incremento delle officine autorizzate. Come possiamo inquadrare questa strategia?

materie impongono una precisa programmazione degli ordini da parte dei dealer: l'unico modo per rimanere sul mercato e soddisfare le richieste dei clienti.

Roberto Cortesi: In effetti durante il 2021 abbiamo aumentato il numero delle officine autorizzate - noi le chiamiamo OLP (On Line Platform) – che si affiancano ai distributori ufficiali dislocati sul territorio nazionale. In questo momento siamo attorno alle 40 OLP, un numero che ci permette un'ottima copertura geografica dell'intero territorio italiano. Nello specifico questa attività è stata messa a punto con Samuele Lovison, il nostro specialista per quanto riguarda il light equipment, perché va di pari passo con la vendita dei prodotti “leggeri”, cioè fino alle 5 t, attrezzature senza esclusività. Per quanto concerne le OLP ci muoviamo su due fronti: Lovison riesce a dare il supporto per la vendita dei ricambi, consigliando ogni officina in base alla popolazione territoriale delle macchine vendute; allo stesso tempo Gianluca Gamberini, After Sals Manager Ammann Italy, offre un supporto importante per la parte tecnica e la formazione dei tecnici sul territorio, soprattutto per le macchine da pavimentazione.

MC: Possiamo far chiarezza in merito al ruolo delle OLP? Roberto Cortesi: Come Ammann Italy alle OLP diamo la possibilità

di comprare, unitamente al light equipment, anche i ricambi in modo diretto e con vincoli minimi. In questo modo ogni singola OLP ha l'opportunità di vendere e di assistere sotto il profilo tecnico le macchine e le attrezzature che ha commercializzato. In più le OLP possono assistere quanto viene venduto da altri, nel caso in cui il dealer sia in difficoltà nell'operare in quella determinata area. Se per la vendita, quindi, le OLP si limitano al leggero, per l'assistenza devono avere una preparazione completa che comprende la nostra intera gamma. MC: E quando si parla di formazione entra

in gioco Gianluca Gamberini... Gianluca Gamberini: In questi ultimi mesi, ma è un lavoro intrapreso già da alcuni anni, ci siamo attivati con particolare efficacia sul training sul campo e in aula. I corsi in aula sono dedicati a chi desidera una formazione che possiamo definire “collettiva”: il dealer o l'officina autorizzata beneficia così di una formazione di elevato livello erogata a più tecnici contemporaneamente. I corsi in aula vengono svolti presso la nostra sede di Verona, oppure presso le sedi dei vari dealer.

Allo stesso tempo siamo organizzati per fornire una formazione sul campo, rivolta a una macchina specifica. Si tratta di una formazione molto efficace, erogata direttamente sulla finitrice o sul rullo, che permette al tecnico di conoscere a fondo impianto idraulico, impianto elettrico, geometria e funzionamento della macchina. È un'attività estremamente impegnativa, che svolgo personalmente, ma che assicura notevoli risultati, ottimizzando i tempi e la formazione di ogni tecnico. Questa attività non coinvolge solo le macchine più importanti, ma comprende anche il cosiddetto light equipment e permette di sviscerare ogni segreto di ogni singola macchina o attrezzatura. MC: Al di là della mera preparazione, qual è la strategia alle spalle della formazione tecnica?

Roberto Cortesi:La formazione tecnica è importantissima. Prima di tutto rafforza i dealer e le officine autorizzate, perché i clienti sono molto più tranquilli; inoltre è un vero e proprio impulso alla vendita, soprattutto per il light. In quest'ottica va segnalato l'inserimento dei kit per la manutenzione programmata (con soli ricambi originali Ammann) che, acquistati prima della scadenza naturale della garanzia, permettono di estendere la garanzia di ulteriori 12 mesi. Questa attività, unitamente al training e al consueto supporto per i ricambi, è molto importante per le OLP, che beneficiano di un contatto diretto costante con Ammann Italy nelle persone di Gamberini e Lovison. La presenza attiva degli uomini Ammann Italy si traduce infatti in maggior confidenza sul prodotto da parte delle officine e dei distributori. MC: Sul fronte consegne l'ultimo anno è però stato complicato. Come lo avete affrontato? Roberto Cortesi:Purtroppo, al pari di tutti i costruttori, ci sono obiettive difficoltà nella consegna delle macchine, ma abbiamo voluto trasformare questa problematica in un'opportunità rivolta soprattutto al rafforzamento della nostra rete di officine autorizzate e alla formazione dei tecnici specializzati sul campo. Oltre le difficoltà obiettive legate al Covid, che purtroppo ha condizionato il mercato in tutti questi mesi, temo ci sia un tentativo di egemonia mercantile da parte della Cina, soprattutto per quanto concerne alcuni minerali che si riversa sui lavorati e sui semilavorati. MC: E tutto questo impone un cambio di passo ai distributori... Roberto Cortesi: Oggi i dealer devono capire che la

programmazione degli ordini è fondamentale. Senza una programmazione definita i distributori rischiano di rimanere senza macchine. I mesi autunnali devono essere sfruttati per programmare gli ordini per la prossima primavera. Purtroppo la situazione è questa e si deve pensare a fare un po' di magazzino, che è l'unico modo per rimanere sul mercato ed essere vincenti. Si può lavorare sul venduto solo sulle macchine speciali, per tutto il resto lo stock è una necessità imprescindibile. E tutto ciò permette di lavorare anche più linearmente, senza un continuo affanno, che è senza dubbio controproducente. Serve insomma una visione più a lungo termine. Oggi, non avere in casa alcune tipologie di macchine e attrezzature significa infatti perdere la vendita e il cliente. ❑

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Innovazioni MERLO

Scossa elettrica

I sollevatori telescopici verdi di Merlo diventano ancora più... verdi. Arriva la nuova Generazione 0, full electric: gli e-Worker DI EMANUELA PIROLA • FOTO DI MERLO

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opo una prima esperienza agli inizi degli Anni 2000 compiuta con la realizzazione del primo sollevatore telescopico ibrido, Merlo aveva apparentemente abbandonato la via delle alimentazioni alternative, concentrandosi sul rinnovamento e ampliamento delle proprie gamme tradizionali e sviluppando l’innovativo concept modulare che sta alla base di ogni modello. Senza dimenticare gli enormi sforzi sostenuti per realizzare una cabina al top del mercato in termini non solo di sicurezza, ma di ergonomia, e lo sviluppo di un nuovo modello di joystick. Ma il 6 ottobre il Costruttore di San Defendente di Cervasca ha stupito il mondo con il lancio in anteprima streaming di una famiglia completamente nuova di sollevatori telescopici, che nulla (o ben poco) ha in comune con

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i modelli cui siamo abituati. Non a caso, Merlo ha definito questa nuova gamma “Generazione 0” e i primi modelli presentati non sono un punto di arrivo, bensì un primo step verso una famiglia di prodotti green sempre più performanti e tecnologici, sottolineando la vocazione del Gruppo a essere “innovatori per tradizione”. Ma andiamo a conoscere questi nuovi telescopici. Innanzitutto va detto il nome: e-Worker. E una volta svelato questo, avete già capito che si tratta di macchine completamente elettriche. LE BASI DELLA GENERAZIONE 0 La creazione della nuova “Generazione 0” si basa su quattro capisaldi. Innanzitutto prestazioni, in termini di capacità di carico, ve-

Mattia Bodino, marketing & Communication Manager di Merlo, ha tenuto a battesimo i nuovi e-Worker durante la presentazione streaming

locità di trasferimento e di movimento del braccio. Comfort, con lo studio di postazioni di guida ottimali per l’operatore. Sicurezza, per la protezione attiva e passiva dell’operatore. E infine efficienza, con un occhio particolare alla riduzione dei tempi di lavoro e dei costi di esercizio. In aggiunta a questi capisaldi, Merlo ne ha introdotti altri tre, nuovi, che vanno a fondare de facto le basi del concetto di Generazione 0: zero emissioni; zero rumorosità; zero uso


GENESI DI UN’IDEA Ripartire da un foglio bianco per realizzare non un telescopico elettrificato, ma un telescopico al 100% elettrico di combustibili fossili. Tre nuovi pilastri che permettono di limitare l’impatto della macchina sull’ambiente in cui si opera e, ancora di più, sulla salute delle persone che lavorano. La scelta del Gruppo Merlo è stata di percorrere una strada che porta alla creazione di macchine in grado non solo di abbattere rumorosità ed emissioni, ma anche di offrire prestazioni eccezionali, con dimensioni ultra compatte per raggiungere una maneggevolezza mai vista prima in un sollevatore telescopico. L’ANALISI TECNICA DEI NUOVI E-WORKER L’e-Worker è stato progettato con la volontà di realizzare una macchina full electric, in grado di garantire l’autonomia necessaria a un’intera giornata lavorativa; compatta, con dimensioni simili a quelle di un carrello industriale, ed equipaggiata con un braccio telescopico, per definire un nuovo standard lavorativo anche tra i carrelli elevatori. L’e-Worker è disponibile in due versioni, a due e quattro ruote motrici, trazione che si scarica a terra mediante 4 ruote isodiametriche, di dimensioni adeguate a lavorare oltre che in luoghi chiusi, anche su terreni fuoristrada nei settori delle costruzioni e dell’agricoltura. I modelli 2WD sono stati sviluppati per aumentare l’autonomia della macchina, con un ingombro massimo in fase di sterzo di appena 2.850 mm, grazie a un angolo di sterzo che raggiunge gli 85°. I modelli 4WD, invece, assicurano le massime prestazioni in termini di trasmissione, per garantire un’ottima tenuta su ogni superficie, anche in off-road. Va da sé che, ripartendo da un foglio bianco, nella progettazione dell’e-Worker tutti i sistemi e i componenti sono stati ripensati e a volte riposizionati. In primis lo schema della trasmissione, che prevede due motori elettrici anteriori, uno per ruota, per i modelli 2WD, e l’aggiunta di un terzo motore

Amilcare Merlo, Presidente del Gruppo Merlo

elettrico posteriore, posizionato verticalmente e flangiato sull’assale posteriore, nei modelli 4WD. Tale soluzione, brevettata Merlo, permette innumerevoli vantaggi. Innanzitutto il pacco batterie è posizionato al centro del veicolo, posizione da cui è derivato un baricentro ribassato e una maggiore stabilità. Migliora notevolmente anche la manovrabilità, grazie all’elevato angolo di sterzatura delle ruote posteriori motrici. La gestione elettronica della trazione, inoltre, garantisce la corretta velocità di tutte e quattro le ruote senza slittamenti, l’inserimento automatico del blocco del differenziale elettronico e la frenata rigenerativa. Questi vantaggi si traducono in una riduzione dei consumi energetici e in un incremento della trazione fuoristrada.

L’e-Worker non è il frutto di un processo di elettrificazione di un telescopico inizialmente azionato da motore endotermico. Il suo sviluppo progettuale è partito da zero, come se i progettisti Merlo non avessero mai messo mano a un sollevatore telescopico in vita loro. Foglio bianco e caratteristiche imprescindibili per la macchina sono stati i punti di partenza. E si vede fin dal primo sguardo che l’e-Worker è una gamma a sé del vasto universo Merlo. Livrea verde a parte, infatti, si nota subito come le cose siano molto diverse rispetto a un telescopico standard, finanche nel design. Pur mantenendo l’anatomia di un sollevatore telescopico (braccio sul lato destro della cabina, ruote isodiametriche, ecc), i progettisti non hanno adottato le linee dei compatti di Casa Merlo. La cabina, per esempio, offre linee più marcate e squadrate rispetto alla cabina modulare dei Panoramic o Turbofarmer compatti. Anche la sagoma dei cofani posteriori e laterali è stata ridisegnata, probabilmente per adattarsi alla nuova componentistica che ospitano. Rimane invece invariata la sagoma del braccio, la sua posizione ribassata, per offrire massima visibilità dalla cabina, e la testa braccio con aggancio rapido delle attrezzature.

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Innovazioni MERLO Gli e-Worker hanno fatto il proprio debutto nello splendido contesto della reggia di Venaria, Patrimonio Unesco alle porte di Torino

Un quarto motore elettrico, collegato a una pompa idraulica Load Sensing, permette i movimenti del braccio telescopico. Anche in questo caso, al fine di ottimizzare l’efficienza energetica, una centralina elettronica dedicata gestisce i giri del motore elettrico e la portata d’olio del distributore idraulico. Inoltre, per ridurre i consumi della batteria, la discesa del braccio telescopico avviene per gravità tramite una valvola controllata dalla stessa centralina. I VANTAGGI, IN BREVE Merlo ha sviluppato il nuovo e-Worker perché potesse affiancare i clienti in tutte le loro attività quotidiane, soddisfacendo le loro richieste, in primis in termini di elevata trazione, per lavorare in off-road e, al contempo, poter operare in ambienti chiusi e in aree in cui è richiesto un limitato impatto ambientale. Ma non solo. I nuovi e-Worker assicurano la possibilità di viaggiare su strada pubblica e, all’occorrenza, di trainare rimorchi; incrementano la versatilità grazie

L’E-WORKER DI MERLO APRE UN NUOVO MODO DI PENSARE E LAVORARE NEL MONDO DEL SOLLEVAMENTO INDUSTRIALE ED AGRICOLO. CIÒ CONSENTIRÀ A TUTTI GLI UTILIZZATORI UN AUMENTO DI PRODUTTIVITÀ, UN NOTEVOLE RISPARMIO ECONOMICO E UN NUOVO PIACERE DI GUIDA.

all’utilizzo di nuove soluzioni e nuove attrezzature; migliorano le condizioni di impiego per chi conduce la macchina, ma anche per chi si trova a operare in prossimità di essa, e infine, riducono i costi totali di possesso e, soprattutto, i tempi di ammortamento. L’e-Worker nasce così, dalla riprogettazione mirata di tutti i componenti, dal braccio al telaio, dagli assali al sistema idraulico, in modo da ottenere una soluzione in grado di massimizzare l’autonomia e le prestazioni, riducendo ai minimi termini i costi orari di esercizio. Tutti i modelli possono essere personalizzati in base alle necessità dei clienti. Infatti, entrambi i modelli saranno disponibili con cabina aperta o con cabina chiusa, con diversi optional a disposizione, come il sistema di riscaldamento o la sospensione sul braccio, e potranno essere omologati per la circolazione stradale, in versione macchina operatrice o trattrice. Per applicazioni in particolari ambienti lavorativi (es. celle frigorifere) sono disponibili il parabrezza riscaldato e il sedile riscaldato. ❑

NON MANCANO LE ATTREZZATURE Destinato ad operare in molteplici settori, dall’agricoltura all’edilizia, passando per la logistica, come per i suoi fratelli endotermici l’e-Worker ha a disposizione una vasta gamma di attrezzature, tra cui forche, flottanti e con traslatore; molteplici tipologie di pale; attrezzature per carichi sospesi come il gancio di sollevamento, oppure i falconi con gancio o verricello; attrezzature per altre applicazioni speciali come benne miscelatrici e spazzatrici. Inoltre un’ulteriore importante applicazione è la piattaforma di lavoro aereo con semovenza in quota. Questa predisposizione consente agli operatori la guida direttamente dalla navicella potendo così ridurre drasticamente i tempi delle manutenzioni in quota.

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TESTIMONIANZE

(E.C.O. ITALIA)

UNA SCELTA ® “GREENMACHINE ” Un escavatore cingolato Hitachi da 24 t è stato equipaggiato con i lubrificanti (motore e idraulico) biodegradabili Panolin® distribuiti da E.C.O. Italia® on si fa altro che parlare di Green Economy, di svolta verde, di necessità di salvare un pianeta (il nostro) in chiara sofferenza.Tante parole che rischiano di far perdere di vista la realtà concreta. Quindi, anziché perderci in mille rivoli teorici, in queste pagine vogliamo raccontare come un’impresa edile – la B.I.G. Di Cesena – abbia saputo cogliere il senso del grande cambiamento in atto nell’economia e nell’industria e in generale nella so-

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cietà. Cioè come sia andata al nocciolo del problema: mettere in atto un’azione concreta, per attualizzare un modello economico e di sviluppo sostenibile. E lo ha fatto nel modo più semplice possibile: attraverso un progetto di Transizione Ecologica che abbatte drasticamente le emissioni, salvaguardando i costi e la produttività. Andiamo con ordine.

CHI È B.I.G. SRL B.I.G., nata nei primi anni Cinquanta del secolo scorso, da sempre si occupa

di movimento terra, scavi, trasporti e demolizioni.Attualmente è una media impresa a conduzione familiare ben inserita nel contesto emiliano-romagnolo e opera in vari settori: costruzioni di strade, discariche, acquedotti e gasdotti, si occupa anche di coltivazione di cave, escavazione e movimento terra e demolizioni. Il personale è qualificato, formato e beneficia di un parco macchine all’avanguardia che conta più di 50 mezzi. Tra questi spicca un escavatore Hitachi equipaggiato con i lubrificanti ECLs (Environmentally


GREENMACHINE® CO2 Calculator

Panolin® ha creato il concetto Greenmachine®: la soluzione sostenibile specifica per la riduzione delle emissioni CO2, che comprende una vasta gamma di lubrificanti a misura delle applicazioni operative. Per riuscire a quantificare le emissioni di CO2 prodotte utilizzando un olio biodegradabile e confrontarle con quelle emesse utilizzando un tradizionale olio minerale, Panolin® ha quindi messo a punto un apposito calcolatore per le emissioni di CO2. Il tutto funziona in modo molto semplice. Collegandosi al sito (https://www.panolin.com/it_it/calculatore_emissioni_co2. php) e compilando i campi con le informazioni richieste, al termine del processo viene rilasciato un report in formato pdf (con grafici e tabelle con dati precisi) nel quale vengono confrontate le prestazioni ambientali (riduzione di CO2) ed economiche (risparmio) di un lubrificante tradizionale a base minerale e di un lubrificante Panolin® della linea ECLs. Ovviamente il suggerimento è quello di allegare il report Greenmachine® CO2 Calculator al progetto di transizione ecologica che le aziende devono presentare per ottenere i benefici fiscali.

Considerate Lubricants) prodotti da Panolin e distribuiti sul territorio nazionale da E.C.O. Italia. Oli motore e oli idraulici suggeriti da WR57, distributore Hitachi e Wirtgen per l’Emilia Romagna.

DA MACCHINA CONVENZIONALE A GREENMACHINE Ma qual è stato l’iter per ottenere questo risultato? Marco Brunacci, titolare di B.I.G., si è semplicemente rivolto a Filippo Ricci di WR57, cliente di E.C.O. Italia®, che da anni conosce i prodotti Panolin®. A questo punto, grazie alla consulenza della società di Castel Maggiore (Bo), sono stati individuati i lubrificanti più adatti per

questo progetto. E.C.O. Italia ha inoltre elaborato e fornito il Prospetto Greenmachine® (per saperne di più rimandiamo al box di approfondimento, ndr) nel quale sono stati evidenziati i vantaggi e i risultati in termini di risparmio di CO2 e di risparmio economico derivanti dall’uso degli oli Panolin® HLP Synth 46 ed Ecomot confrontati con oli minerali per le stesse applicazioni (cioè sulla stessa macchina e alle stesse condizioni). Il prospetto è stato allegato al progetto e presentato all’ingegnere che ha asseverato il tutto perché coerente con

gli obiettivi. In questo modo B.I.G. che ha scelto Panolin® in qualità di autentico leader nella produzione di lubrificanti ECLs ad altissime prestazioni - è la prima azienda del settore ad avere una macchina allestita completamente con lubrificanti biodegradabili ECLs.

UNA SCELTA CONSAPEVOLE E GIUSTIFICATA Ma quali sono le motivazioni che hanno spinto a scegliere proprio i lubrificanti Panolin®? Alla base di tutto c’è la

COS’È LA TRANSIZIONE Ecologica

Per incentivare e guidare le aziende al cambiamento sostenibile, da alcuni anni le leggi di bilancio dello Stato hanno introdotto una serie di benefici fiscali (crediti di imposta) a favore delle realtà che investono in tecnologie, processi e materiali a basso impatto ambientale. Per usufruire degli incentivi è richiesto la redazione di un progetto di Transizione Ecologica che dovrà essere asseverato da un professionista o da uno studio tecnico, dopo attenta verifica, soprattutto a livello dei risultati ambientali (riduzione di CO2, riduzione dei consumi di materie prime, contenimento dei costi, eccetera).

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TESTIMONIANZE

IL GRUPPO Panolin®

Il gruppo Panolin® è un’azienda familiare con sede e stabilimento in Svizzera, che produce e fornisce una gamma completa di lubrificanti. Vanta 35 anni di esperienza nel campo dei lubrificanti ecologici ad alte prestazioni (ECLs) che, nel 2019, sono stati esportati in 56 paesi. Decisamente importante la presenza Panolin® in settori strategici come l’edilizia, il settore navale, offshore e oil&gas.

consapevolezza che nei prossimi anni, anche nel settore movimento terra, sarà indispensabile utilizzare materiali e tecnologie a basso impatto ambientale. Ovviamente ha pesato anche la prospettiva di poter usufruire di varie agevolazioni fiscali (credito di imposta da legge di bilancio e incentivi Sabatini) e quella di rinnovare l’immagine aziendale, proponendosi sul mercato come il primo operatore del settore con una macchina Green. E come sfondo c’è ovviamente una importante sensibilità verso le tematiche ambientali. A margine ricordiamo come i lubrificanti Panolin® rispettino anche i cosiddetti Criteri Ambientali Minimi (C.A.M.) per i lubrificanti richiesti in determinate gare d’appalto (ad esempio nei servizi di progettazione e manutenzione del verde pubblico). E proprio la possibilità di noleggio e utilizzo di questo tipo di mezzi per l’espletamento di servizi per i quali è richiesto il rispetto dei C.A.M. sta facendo riflettere le due società coinvolte in merito all’estensione dell’uso dei lubrificanti Panolin ad altre macchine. In sostanza i prodotti Panolin® sono lubrificanti ecologici e ad alte prestazioni che, essendo in linea con gli obiettivi ambientali (riduzione di

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emissioni di CO2, maggior durata, maggiore efficienza, biodegradabilità…), possono dare un contributo notevole all’ottenimento dei benefici fiscali. Il che, sommato a tutti gli altri vantaggi elencati, è certamente un ottimo punto di partenza.

NON SONO TUTTE ROSE... Il percorso, per come lo abbiamo descritto, potrebbe sembrare una passeggiata. Purtroppo non è così. I protagonisti della nostra storia hanno infatti incontrato alcuni ostacoli. Prima di tutto si sono imbattuti in

A sinistra Marco Brunacci, titolare della B.I.G., con un suo collaboratore

disposizioni di legge poco chiare, spesso interpretate in modo differente a seconda dei professionisti interpellati. C’è poi la burocrazia che, come spesso accade nel nostro Paese, sembra un vero e proprio “ufficio complicazioni affari semplici”. Il che non agevola chi intenda procedere con nuovi progetti. Infine è emersa a tutti i livelli una scarsa conoscenza dei lubrificanti e oli biodegradabili. Ma a prescindere da queste difficoltà, tutti gli attori della nostra storia alla fine si sono dimostrati molto soddisfatti della scelta intrapresa. ❑ B.I.G. SRL Via Comunale San Mamante 285 - 47522, Cesena (FC) Tel. 0547661005 Fax 0547661649 http://www.bigsrlcesena.it/ info@bigsrlcesena.it


news ABBIGLIAMENTO DA LAVORO

MEWA PEAK

Una nuova linea di abbigliamento da lavoro

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na nuova tecnologia che unisce la tecnologia 37.5® con il recycling delle bottiglie di plastica ha dato vita alla nuova linea di abbigliamento da lavoro MEWA PEAK. I nuovi indumenti garantiscono il massimo comfort durante le ore di lavoro (la tecnologia 37.5® è basata su filati che integrano molecole di carbone attivo in grado di assorbire o rilasciare umidità e calore in base alla temperatura delle pelle con cui sono a contatto) mantenendo la temperatura a 37,5 °C e, nel contempo, utilizzano filati di poliestere realizzati esclusivamente con bottiglie in plastica riciclata. FONTE: MEWA

VTN_210x148.pdf

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24/08/21

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RACCOLTA di vittorie Nell’ultimo weekend a Misano, l’ungherese Norbert Kiss trionfa nel FIA European Truck Race Championship con un truck motorizzato MAN. Il campione ungherese ha letteralmente dominato il Campionato riservato ai truck vincendo 11 gare sulle 23 disputate e aggiudicandosi 10 Superpole su 12! Il dominio dei truck motorizzati MAN è stato completato dal secondo posto del tedesco Sasha Lenz e dalla vittoria nella Coppa Goodyear del britannico Shane Brereton.

Impianti sofisticati (Calcestruzzo)

Heidelberger Beton ha scelto l’impianto Betomix 2.5 di Liebherr per ampliare ulteriormente la propria produzione di calcestruzzo preconfezionato. L’impianto di miscelazione, moderno e attrezzato con ogni optional come per esempio i sistemi di videosorveglianza per il monitoraggio in varie aree e un sistema semaforico sulle camere del silo, è in grado di produrre fino a 115 m³/h grazie alla comprovata tecnologia del miscelatore a doppio albero DW 2.5. Il sistema automatico di pulizia ad alta pressione, inoltre, pulisce miscelatore e imbuto di raccolta, riducendo i tempi di pulizia manuale giornaliera.

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TESTIMONIANZE

(VOLVO CE ITALIA)

BATTI IL CINQUE...

Terra Group

Un nuovo escavatore cingolato EC250E (in ottima compagnia di altre macchine Volvo, tra cui un EC160E e un EC140E) al lavoro per Terra Group

Pierino Burato direttore tecnico di MantovAgricoltura, Nicola Penazzi di Mac3, Marco Faccini, Ceo di Terra Group e Gabriele Zanetti, responsabile cantieri di Terra Group

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resso la sede di Mac3 - concessionario Volvo CE Italia per le province di Verona, Mantova e Vicenza - abbiamo incontrato due realtà innamorate dei prodotti

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Volvo CE: Terra Group e MantovAgricoltura. Dopo una interessante (e divertente) chiacchierata presso gli uffici del concessionario veronese siamo andati sul campo, per vedere all’opera due escavatori molto diversi

tra loro: il cingolato EC250E di Terra Group e il gommato EWR150E di MantovAgricoltura impegnati in lavorazioni pressoché agli antipodi. Andiamo con ordine iniziando dalla società di Lazise.


TUTTE LE VOLVO DI

Terra Group

Questo l’elenco di tutte le macchine Volvo CE nella flotta di Terra Group. • 1 pala gommata L20B • 1 pala gommata L25B • 1 pala gommata L90F • 1 pala gommata L120E • 1 escavatore ECR38 • 1 escavatore ECR88Plus • 1 escavatore ECR88D • 1 escavatore EC160E • 1 escavatore EC140E • 1 escavatore EC250E • 1 escavatore EC360C • 1 finitrice ABG6870 • 1 dumper 861 • 1 rullo SD135B

CHI È TERRA GROUP Terra Group è nata nel 1978 e attualmente si occupa di movimento terra, urbanizzazioni, scavi, demolizioni, stradale, cui si unisce una consistente parte immobiliare. Con sede a Lazise, in provincia di Verona, opera soprattutto nell’area veronese e occupa circa 20 persone, delle quali 15 operatori. Il parco macchine comprende una decina di autocarri tra tre assi, quattro assi e bilici, e una quarantina di macchine movimento terra: escavatori dai 15 a 350 q e pale gommate dai 20 ai 150 q e prevede un turnover piuttosto veloce, quantificabile attorno ai 5 anni, pari a 4.000-6.000 ore a seconda della tipologia. “Avere un parco macchine di questo tipo”, ci spiega Marco Fac-

LA MACCHINA “Le macchine Volvo sono molto affidabili e penso siano tra le migliori anche sul fronte dei consumi. Nel tempo sono molto cresciute, con tecnologie all’avanguardia, e secondo noi il nuovo EC250E è la macchina perfetta”. Le parole di Gabriele Zanetti, responsabile cantieri di Terra Group, inquadra la soddisfazione della società nei confronti delle macchine Volvo CE e in particolare del nuovo EC250E, che abbiamo visto all’opera nell’impianto dell’azienda. Del resto stiamo parlando di un escavatore

cini, Ceo di Terra Group, “offre molti vantaggi che vanno dall’elevata capacità operativa in cantiere, al notevole contenimento dei consumi di carburante e, quindi, al contenimento degli inquinanti, tema a cui i clienti sono molto sensibili. Inoltre si persegue la strada per ottenere una sempre maggiore mitigazione della rumorosità dei macchinari impiegati.Avere macchine operatrici nuove contribuisce in modo importante – insieme alla solidità dell’azienda – all’immagine stessa dell’impresa favorendo il buon andamento della soddisfazione dei clienti”. Presso la sede di Terra Group c’è anche un importante impianto di frantumazione che permette all’azienda di operare nella commercializzazione

perfetta

di elevata efficienza non solo dovuta al motore Volvo conforme alle norme Stage V, ma anche per una serie di caratteristiche avanzate che contribuiscono a ottimizzare la portata e a ridurre al minimo la pressione nell’impianto idraulico. In particolare la modalità ECO (che viene selezionata automaticamente, ma può essere disabilitata dall’operatore attraverso il tastierino) consente di ridurre il consumo di carburante senza inficiare le prestazioni nella maggior parte delle condizioni

operative. L’operatore può inoltre selezionare la modalità di lavoro più indicata per il compito da svolgere. E, al fine di ridurre lo spreco di carburante quando la macchina è al minimo, ecco un sistema di arresto automatico del motore e di regolazione automatica al minimo regime. Da segnalare come tutti i dispositivi di interfaccia - compresi i joystick, il tastierino e il display LCD - siano progettati ergonomicamente e posizionati per offrire comfort, controllo ed efficienza di livello ottimale. La nuova interfaccia

utente comprende anche la connettività Bluetooth, mentre il sistema di gestione delle attrezzature, controllato attraverso il display, consente di memorizzare le impostazioni per l’utilizzo di 20 tipi diversi di attrezzature. Se l’impianto idraulico di grande portata assicura prestazioni e fluidità, sottocarro, rulli inferiori, maglie dei cingoli e gruppi tendicingoli sono tutti rinforzati e costruiti per resistere alle condizioni più dure e assicurare così la massima durata e affidabilità anche nelle applicazioni più impegnative.

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TESTIMONIANZE

dell’inerte, ma soprattutto di riutilizzare gli scarti dei propri cantieri di demolizione e delle società che collaborano con la realtà veronese. E proprio nell’impianto di Lazise abbiamo visto al lavoro l’EC250E, uno dei tanti Volvo del parco macchine di Terra Group. FEDELTÀ ASSOLUTA “Da sempre siamo clientiVolvo”, continua Faccini,“la prima macchina (una pala gommata) è stata acquistata nel lontano 1983 ed è stata seguita da un dumper nel 1985. Se le pale gommate Volvo hanno sempre rappresentato una sicurezza, anche grazie a Mac3 con il tempo abbiamo iniziato a confrontarci anche sugli escavatori cingolati, che dal 2005 fanno parte del nostro parco macchine. Per sintetizzare, siamo molto soddisfatti sia del prodotto Volvo sia del servizio offerto da Mac3 in fase di acquisto e per quanto concerne l’assistenza tecnica.Anche i nostri operatori sono molto contenti delle macchine Volvo. Tra l’altro la nostra politica è quella di fare squadra: quando sce-

gliamo le macchine non lo facciamo seguendo solo le necessità dell’azienda, ma cerchiamo il beneficio dell’azienda a 360°: i nostri operatori devono essere coinvolti e soddisfatti dall’uso di ogni singola macchina. Di conseguenza, sapendo che i nostri operatori gradiscono il prodotto Volvo, andiamo in continuità, anche tenendo conto di tutti gli altri parametri, che del resto sono molto positivi. Volvo è perfetta perché ha un equilibrio tra qualità, prezzo, durata, comfort e azione in cantiere. Tutto ciò anche alla luce del fatto che, quando intendiamo fare un acquisto, un’occhiata alla concorrenza la diamo sempre”.

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responsabile cantieri di Terra Group, “è iniziata in Svezia, con un Volvo Day, evento al quale ci aveva invitato Mac3. Al rientro da questa esperienza, era il giugno 2018, abbiamo iniziato la nostra collaborazione: MantovAgricoltura aveva la necessità di conferire del materiale di demolizione, mentre a noi servivano autocarri a noleggio. Da quel momento abbiamo iniziato a lavorare insieme, a collaborare in qualche cantiere e a prendere anche alcuni appalti insieme”. E la collaborazione continua... ❑

DUE CLIENTI, LA STESSA PASSIONE Come abbiamo accennato, la fiducia nel marchioVolvo CE accomuna Terra Group e MantovAgricoltura (società della quale parleremo tra breve). “La conoscenza e l’inizio della collaborazione tra Terra Group e MantovAgricoltura”, ci racconta Gabriele Zanetti,

IL CONCESSIONARIO: MAC3 Minimo comune denominatore tra Terra Group e MantovAgricoltura, oltre alle macchine di Volvo, è sicuramente MAC3 Srl. Con sede a Calmasino di Bardolino

Terra Group

Nel parco macchine di Terra Group spiccano anche un Volvo EC140E e un Volvo EC160E

(in provincia di Verona), Mac3 è concessionario Volvo CE Italia per le province di Verona, Mantova e Vicenza. La società – che mette a disposizione del mercato l’intera gamma del

costruttore - è attiva dal 1999 per quanto concerne la vendita del nuovo e per tutti gli aspetti che concernono l’assistenza tecnica. Inoltre si segnala per un’ampia flotta noleggio e un

interessante parco di macchine usate. Con un organico di diversi addetti, Mac3 garantisce un’assistenza rapida e puntuale in tutte le aree di competenza grazie


MantovAgricoltura

...NEL SEGNO DI VOLVO MantovAgricoltura, società impegnata su vari fronti dall’agricoltura all’edilizia, al biogas, utilizza un nuovo escavatore gommato Volvo EWR150E per il trattamento della frazione umida

L

a diversità è qualcosa che arricchisce. La dimostrazione l’abbiamo avuta durante il nostro incontro con Terra Group e MantovAgricoltura, due realtà quasi agli antipodi, ma capaci di collaborare e di trovare inVolvo CE un preciso pun-

a un comparto tecnico altamente specializzato e costantemente aggiornato. Da evidenziare l’importante dotazione di diverse officine mobili completamente

to di coesione. Le due società, infatti, riescono a lavorare insieme facendo convivere opinioni – tecniche e strategiche – pressoché opposte. Qualche esempio? MantovAgricoltura è molto favorevole al noleggio e alla manutenzione programmata, mentre Terra Group è per la proprietà dei mezzi e

attrezzate per qualsiasi intervento tecnicoassistenziale presso le sedi e i cantieri della clientela. Il tutto a completare un supporto al cliente che inizia dalla

per il service alla bisogna. Mentre dal punto di vista tecnico MantovAgricoltura ama gli escavatori gommati e il braccio monolitico, al contrario Terra Group vuole solo escavatori cingolati e non disdegna il braccio triplice. Di certo entrambe le aziende sono d’accordo su un punto:Volvo CE fa delle

consulenza sulle macchine e si conclude con un’attività assistenziale supportata alla perfezione dagli strumenti di diagnostica che equipaggiano le macchine Volvo.

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MantovAgricoltura

TESTIMONIANZE

La cabina dell’EWR150E, di per sé molto spaziosa e ad alta visibilità, può essere dotata anche dell’optional Volvo Smart View

gran macchine. E ora dedichiamoci alla società con sede a Rodigo, in provincia di Mantova. CHI È MANTOVAGRICOLTURA La società è nata nel 1976 e oggi impiega 78 dipendenti. Si occupa di trasporti, ecologia, biogas e agricoltura, con alcune società all’estero che gestiscono vari terreni in Romania. In

Italia opera in tutto il centro-nord del Paese. Per quanto concerne il settore edilizia, MantovAgricoltura lavora in campo pubblico e privato per opere di pavimentazione, movimento terra, costruzioni edili, industriali e civili, scavi, sottoservizi, urbanizzazioni, demolizioni, bonifiche e manutenzione del verde. La società è inoltre proprietaria di un impianto per la produzione di biogas. Quest’ultimo, convogliato nei co-

UN TUTTOFARE per

“Lo usiamo per fare tutto”. Questa la sintesi di Pierino Burato direttore tecnico di MantovAgricoltura, che in cinque parole ha condensato le qualità di un mezzo superlativo, spesso utilizzato in collaborazione con una pala Volvo L50E. Con i suoi

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gli umidi

1.720 mm di ingombro di rotazione, il Volvo EWR150E consente di lavorare anche nei cantieri più ristretti (come quelli stradali) senza rinunciare a sicurezza ed efficienza. E noi, che lo abbiamo visto alle prese con la movimentazione di rifiuti, siamo rimasti

impressionati dalla sua velocità e agilità operativa, anche in spazi relativamente stretti. L’EWR150E è equipaggiato con un’unità Volvo Stage V con tecnologia V-ACT che sviluppa una coppia elevata a bassi giri per diminuire i consumi di carburante. Anche in questo

generatori per la produzione di energia elettrica, permette di coprire l’intero fabbisogno energetico dell’azienda e di commercializzare la restante energia sul mercato.Attualmente è in grado di produrre circa 16 milioni di kW all’anno. MantovAgricoltura possiede una cinquantina di mezzi d’opera.“Si tratta di un parco macchine multicolor”, ci spiega Pierino Burato direttore tecnico di MantovAgricoltura, “composto da escavatori, pale gommate, dozer, finitrici, rulli. Un parco macchine che, per quanto riguarda pale ed escavatori, sta diventando solo Volvo. Ma ci vuole un po’ di tempo, perché io mi affeziono alle macchine, quindi in genere le porto fino alle 10.000 ore di lavoro. Per quanto riguarda le macchineVolvo sono protette con un programma di manutenzione programmata, che a mio avviso è un servizio indispensabile”. Inoltre la società è molto aperta verso il noleggio (quasi tutti i suoi autocarri sono a noleggio) e questa soluzione è

caso si tratta di un motore dotato della modalità ECO e per evitare qualsiasi interruzione del lavoro, l’EWR150E dispone del nuovo sistema intelligente di rigenerazione passiva. La cabina, di per sé molto spaziosa e ad alta visibilità, può essere dotata anche dell’optional Volvo


TUTTE LE VOLVO DI MantovAgricoltura Questo l’elenco di tutte le macchine Volvo CE nella flotta di MantovAgricoltura • 2 Escavatori ECR88D • 2 Pale gommate L150H • 1 Pala gommata L180H • 1 Escavatore gommato EWR150E • 2 escavatori gommati EWR170E • 1 pala gommata L50H • 1 dumper A30C • 1 pala gommata L50E • 3 escavatori cingolati EC220E

spesso adottata anche per le macchine movimento terra con la formula del noleggio a lungo termine. LA FIDUCIA ARRIVA DAL SERVICE “Abbiamo avuto modo di conoscere Volvo”, riprende Burato, “attraverso alcune macchine usate. E da subito ho molto apprezzato la disponibilità di Mac3, che ha un service sempre pronto, a qualsiasi orario. Servizio che non ho mai riscontrato con gli altri marchi, anche di primaria importanza. Invece con Mac3, sin dall’inizio del nostro rapporto, ho sempre avuto la possibilità di parlare con lo stesso referente che è inoltre estremamente presente. A mio avviso tutte le macchine, anche le migliori del mercato, hanno dei problemi, quindi la grande differenza la fa la disponibilità delle persone. Il difetto arriva quando crea il fermo macchina, che è devastante, ma se c’è una buona assistenza, in pratica i difetti non li vedi. Partendo da questi presupposti, nel 2017 ho rinnovato l’intero parco degli escavatori e mi sono affidato a Volvo, non a scatola chiusa ma provando almeno quattro o cinque marchi concorrenti. E l’anno successivo è stata la volta delle pale gommate”.

Smart View: tre telecamere fissate a un telaio funzionano in sinergia per offrire una vista a volo d’uccello della macchina. Da segnalare il sistema di sospensione del braccio con il circuito idraulico e gli ammortizzatori a gas, l’impianto idraulico migliorato, i

LA PASSIONE PER I GOMMATI Pierino Burato è uomo di grande competenza, ma anche molto simpatico e passionale, che si “scalda” quando si parla degli escavatori gommati. “Io mi sono sempre trovato molto bene con i gommati”, afferma,“ma tra i miei operatori ho dovuto individuare chi sapesse usarli, perché talvolta quelli che usano il cingolato sul gommato non si trovano per niente, sono quasi terrorizzati. Ma a me piacciono tantissimo e a mio avviso permettono di fare i miracoli. L’EWR150E, ad esempio, è una macchina molto polivalente, con prestazioni davvero elevate, come se fosse di una taglia più grossa. Ha tantissime potenzialità di movimento, ma

robusti assi dell’escavatore con oscillazione dell’assale anteriore automatica o controllata dall’operatore e il sottocarro protetto dall’altezza da terra e abbastanza robusto da resistere agli ambienti più impegnativi. E se non bastasse, i clienti hanno a disposizione una vasta

anche di scavo e facendo tanti lavori in autostrada il gommato è fondamentale per la sua flessibilità”. ❑

TERRA GROUP SRL Via Isidora 12/1 – 37017 Lazise (VR) Tel. 0457580526 Fax 0457581232 www.terra-group.it info@terra-group.it MANTOVAGRICOLTURA SRL Via Malpensa 5/a – Fr. Fossato 46040 – Rodigo (Mn) Tel. 0376650465 Fax 0376684929 www.mantovagricoltura.it info@mantovagricoltura.it

scelta tra 12 configurazioni di pneumatici (comprese ruote singole o gemellari), a seconda delle condizioni del terreno. Due anche le possibilità per il sottocarro: la configurazione più leggera pesa 15,2 t e prevede un sottocarro saldato con una lama radiale e una catena

cinematica della stessa classe dell’EW140; la configurazione più pesante, da 17,8 t, prevede un sottocarro imbullonato con lama parallela, stabilizzatori imbullonati e catena cinematica della stessa classe dell’EW160 per una trazione con la barra superiore del 30%.

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REPORTTECNICO

MB CRUSHER

CONNECTING WORLD AND PEOPLE a connessione non riguarda solo le strade in superficie che collegano luoghi, ma anche quella fitta rete di tubazioni per il trasporto di gas, petrolio, acqua, condotte per linee telefoniche e fibre ottiche che scorrono, invisibili, nel sottosuolo per migliaia di chilometri. Per non sentirci “tagliati fuori” dal mondo, per essere al passo con i tempi, e in molti casi per garantire le infrastrutture più basilari a luoghi isolati, tutto questo deve funzionare al meglio. Attualmente, in Italia e nel mondo, sono in corso migliaia di cantieri riguardanti opere di canalizzazione per tutte queste infrastrutture. Per scavare la trincea, realizzare il letto di posa, posare i tubi, preparare il materiale per coprire i tubi e chiudere la trincea, le macchine operatrici seguono il cantiere per chilometri.

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Benne vaglianti MB: la parola a chi le utilizza

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Per garantire la pezzatura degli inerti richiesta per la posa e copertura dei tubi di solito si usano grandi impianti di frantumazione e vagliatura, che di volta in volta vengono trasferiti vicino all’area di posa, ma spesso i grandi impianti non possono nemmeno raggiungere certi cantieri per la mancanza di strade che li collegano, oppure il materiale da riutilizzare deve essere prelevato da qualche altra parte, lavorato e rimesso in opera, e tutto ciò con grande dispendio di tempi e denaro. Fortunatamente da oltre 20 anni MB Crusher lavora a fianco delle imprese che in tutto il mondo si occupano di scavi e canalizzazioni per la posa di gasdotti, acquedotti, reti elettriche, telefoniche, condotte per fibre ottiche e per le recenti energie rinnovabili. Le sue benne frantoio e vaglianti sono usate nelle opere di canalizzazioni

La Vaca Muerta, in Patagonia Argentina, è un giacimento di idrocarburi non convenzionali in cui si sta realizzando un’imponente rete di gasdotti per incrementare lo sviluppo del giacimento. È un immenso cantiere in cui il risparmio di tempo, soldi e macchinari fa

Germania, progetto Wahle-Mecklar. Per interrare i cavi d’alta tensione è stata scelta la benna selezionatrice MB-HDS, che seleziona il terreno direttamente sulla canalizzazione

la differenza. Le varie aziende che ci lavorano hanno una caratteristica in comune: tutte utilizzano i prodotti MB Crusher, in particolare la benna vagliante MB-S18, con cui selezionano il materiale per riempire lo scavo. “Di benne vaglianti nei cantieri di Añelo e Vaca Muerta se

ne vedono moltissime. Le aziende che si occupano di canalizzazioni ce le hanno, e il modello è sempre MB Crusher, non ne abbiamo viste altre”. Sono le parole di Mauro Ortiz, dell’azienda argentina CISA Construcciones di Neuquén. “Usiamo i prodotti MB Crusher

da più di 5 anni" spiega Marcelo Guth, Presidente di Servicios Santa Monica, a Añelo. "Ogni anno realizziamo 400 km di canalizzazioni, l’80% del lavoro lo facciamo con la vagliante MB, che è pratica da usare e consente un alto rendimento”. Il risparmio di tempo e


e, seguendo il cantiere passo a passo, garantiscono un enorme risparmio di tempi e costi. Chi si occupa di questi cantieri deve affrontare molti problemi tra cui poco spazio di manovra per la difficoltà a lavorare in spazi ristretti tipici dei centri cittadini densamente abitati, lungo arterie trafficate, in prossimità di ponti o aree architettonicamente delicate, zone impervie o desertiche, ma deve anche rispettare eventuali vincoli ambientali e restrizioni su rumori e polveri e, spesso, affrontare costi alti per il trasporto e movimentazione dei materiali. MB è in grado di fronteggiare queste sfide, dal contenimento di costi e tempi alla movimentazione di materiali e mezzi, dalle ricadute sull’ambiente alla sicurezza della manodopera e del cittadino. Come? Gestendo sul posto il materiale di scavo con i giusti macchinari, semplificando così le operazioni di scavo e canalizzazione. Infatti, su ogni cantiere, il materiale ripulito e selezionato diventa una risorsa da riutilizzare subito, ad esempio come riempimento una volta posate le tubature. Per ogni fase del lavoro di canalizzazione c’è un’unità MB Crusher: i frantoi portatili si installano sull’escavatore già presente in cantiere e triturano il materiaFoto a sinistra: Italia. Pinze selezionatrici MB-G600 S4 per la movimentazione e posa di tubi all’interno dei canali. La rotazione idraulica a 360° permette di gestire grandi carichi

denaro è evidente, come afferma Alejandro Road dell’impresa EDVSAElectrificadora del Valle S.A. dI Neuquén: “Con la vagliante MB Crusher risparmiamo circa 4/5 viaggi al giorno di trasporto per portare il materiale fino in cantiere. Usiamo il materiale che abbiamo

già in loco e lo vagliamo direttamente sulle tubature, risparmiando sull’acquisto”. Ma si tratta anche di ottenere materiale di qualità, come sottolinea Gustavo Mauad, gerente general de Mauad. “Abbiamo ottenuto una buona produttività. In termine di performance MB

Crusher è eccellente”. Entusiasta anche la Techint Ingenieria y Construcción di Neuquén: “Le benne vaglianti MB sono molto versatili. Si agganciano all’escavatore e basta un solo operatore per usarle. Sono pratiche da usare, trasportare, e l’installazione è semplice e veloce".

le scavato alla pezzatura che serve; le vaglianti mobili selezionano gli scarti e li dividono in base alla pezzatura per utilizzarli subito per altri lavori; le benne selezionatrici a rotore lavorano tanti tipi di materiali diversi grazie ai rotori che si cambiano in cantiere velocemente e in sicurezza. E se in cantiere occorre precisione di taglio, mantenimento della profondità di scavo e riduzione degli scarti, entrano in gioco le frese MB Crusher. Pratiche e multifunzionali, sono perfette per sca-


REPORTTECNICO

vare trincee in zone abitate o ambienti chiusi, per fresare terreni molto duri come roccia e granito, per lavorare sott’acqua o lungo arterie trafficate che non possono essere chiuse al traffico. Altrettanto utili sono le pinze selezionatrici per la movimentazione e posa dei tubi sul fondo dei canali. Insomma, per chi utilizza le macchine di MB Crusher nei cantieri di scavi e canalizzazioni, i vantaggi sono numerosi. Le attrezzature accompagnano il lavoro lungo tutto lo scavo, senza ingombrare e sono sempre operative: si scava, si tratta il materiale, si riempie la trincea, tutto sul posto. Semplici da usare, s’installano con facilità su qualsiasi modello e marca di macchina operatrice, la loro manutenzione è facile e si fa direttamente in cantiere evitando costosi fermi macchina. Lavorano

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senza problemi in zone molto abitate o turistiche in quanto progettate per eliminare polveri, rumori e vibrazioni. Riducono l’impatto ambientale perché trasformano il materiale di scavo in materiale di riempimento direttamente sul posto. Inoltre, si trasportano con la macchina operatrice senza mezzi speciali e agiscono in aree di manovra anche molto limitate, in zone difficili da raggiungere, lungo arterie molto trafficate, nei centri cittadini con vicoli stretti e pedonali e persino in luoghi dove ancora non ci sono strade. Si elimina quindi il passaggio di camion, l’usura del manto stradale, si riducono emissioni nocive, l’inquinamento, e si evitano alle aziende i costi di trasporto, lavorazione e riacquisto del materiale, aumentando la redditività del cantiere. ❑

Foto in alto Turchia, gasdotto che collega Azerbaijan, Georgia e Turchia. Ben 13 benne vaglianti MB-S18 selezionano il materiale gestendo al meglio la pezzatura

Scavo soft in profondità Scavare in aree residenziali può essere problematico: poco spazio, gli abitanti necessitano di tranquillità, e i lavori vanno conclusi nei tempi stabiliti. Ne è esempio il cantiere per la sistemazione della rete idrica di Brodarica, paesino in Croazia. A un escavatore compatto da 9 t è stata installata una testa fresante MB-R500, la più piccola della gamma, in grado di fresare con velocità e precisione la roccia calcarea a 2,2 m di profondità per poi poter posare le nuove tubature. La fresa pesa solo 300 kg e la sua potente testa rotante ha un diametro di 500 mm. Fresa con precisione qualsiasi superficie ed era ideale per questo cantiere. Inoltre spaccare la strada con un martellone sarebbe stato impossibile, soprattutto per le vibrazioni provocate dall’impatto, e il lavoro avrebbe richiesto molto più tempo. Con la fresa MB-R500 è stato possibile ridurre le vibrazioni senza disturbare i residenti, fresare con precisione i materiali più duri grazie anche al kit di trasmissione potenziata per aumentare efficacia e potenza di fresatura, e muoversi agilmente negli stretti vicoli grazie alla sua compattezza. In spazi chiusi o trafficati la MB-R500 può essere dotata anche del kit copertura tamburo per abbattere polveri ed evitare sassi “volanti”, e se occorre fresare a una determinata profondità è installabile il kit di regolazione della profondità.


PERFORMANCE TOTALE


REPORTTECNICO

I sistemi di rilevamento radar Backsense® di Brigade per impieghi pesanti sono studiati per individuare la presenza di persone e oggetti negli angoli ciechi, riducendo sensibilmente il numero di incidenti

BRIGADE

SICUREZZA D’AUTORE uando nel 2004 Mauro Lantschner entrava in Brigade, l’azienda era di dimensioni medio-piccole. Contava una trentina di persone nel Regno Unito e quattro in Germania. Oggi Brigade è una realtà internazionale, che opera in svariati Paesi nel Mondo, con oltre 300 persone e una crescita costante, anno su anno. Neanche la pandemia è riuscita a fermare questo trend, semmai lo ha solo un po’ rallentato. Ma, sia in Italia che nel Mondo, la previsione dell’andamento del mercato per i prossimi anni è oltremodo positiva. Ce lo conferma Mauro Lantschner, Managing Director di Brigade Elettronica.

Q

MC: Non possiamo non iniziare con la tradizionale domanda sull’andamento del mercato. Come è andato il 2020 e come sta procedendo il 2021? Mauro Lantschner: L’andamento di Brigade in Italia ha sempre rispecchiato quello dell’azienda nel resto del mondo, ossia una crescita costante nel tempo. La pandemia, con i conseguenti lockdown e restrizioni che hanno imposto meno incontri e più smart working, è stata il motivo per cui non siamo riusciti a raggiungere il budget previsto, e il 2020 si è chiuso con una leggera flessione rispetto al 2019. Nel 2021 siamo tornati a operare come al solito, potendo di nuovo visitare i clienti, e questo ci ha portato

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a un risultato di metà anno superiore del 30% rispetto al budget assegnato. Non ci sono per ora avvisaglie che il mercato possa rallentare nei prossimi mesi, cosa che mi fa presumere che chiuderemo l’anno indicativamente con un +20% rispetto al budget assegnato. MC: Risultati davvero positivi. Pensa che nel 2022 la situazione si manterrà agli stessi livelli? Mauro Lantschner: Le previsioni, sia a livello globale che italiano, parlano di almeno tre se non cinque anni di crescita in tutti i settori in cui operiamo. Pur non avendo ancora ricevuto indicazioni dalla Casa Madre, si può ipotizzare anche per il 2022 una crescita compresa tra il 15% e il 20% sul 2021. Ritengo sia un obiettivo realistico, che il mercato può sostenere, e che porterà probabilmente a un ampliamento dell’attuale squadra di Brigade Elettronica. MC: Cosa potrebbe influire negativamente su tali previsioni? Mauro Lantschner: Attualmente le uniche incertezze sono legate alle problematiche di consegna dei prodotti, legate alla scarsità di materie prime quali componenti elettroniche e acciaio. In Italia abbiamo ovviato a questo problema facendo scorta di tutti quei prodotti che sappiamo essere maggiormente richiesti dagli

IL SETTORE EDILE, DEL SOLLEVAMENTO E QUELLO DELLA RACCOLTA RIFIUTI SONO I PIÙ SENSIBILI ALLA TEMATICA DELLA SICUREZZA E MOLTI OEM OPTANO PER I SISTEMI BRIGADE COME RADAR DI COLLISIONI, ALLARMI ACUSTICI, SISTEMI INTEGRATI CON MONITOR E TELECAMERE OEM che seguiamo. Certamente la scarsità dei prodotti ha comunque già in parte influito nelle vendite, per esempio per quanto riguarda il canale dell’aftermarket. MC: A livello di concorrenza, invece, nessuna preoccupazione? Mauro Lantschner: Decisamente no. In primo luogo possiamo contare su una clientela altamente fidelizzata, che ci ha scelto e continua a sceglierci per tutta una serie di fattori, quali il fatto di essere una filiale italiana che garantisce supporto tecnico, assistenza e un magazzino sul territorio: tutti elementi che i nostri diretti concorrenti, che sono produttori europei con prodotti di qualità analoga alla nostra, in questo momento non sono in grado di fornire. Per quanto riguarda i produttori cinesi e asiatici, non percepiamo in alcun modo la loro concorrenza, vuoi per una questione di qualità del prodotto, vuoi per i servizi che in questo momento


Le fiere di Brigade Mauro Lantschner ci ha confermato che Brigade parteciperà sia alla manifestazione piacentina GIS 2021, che a Ecomondo di Rimini, a fine ottobre. Si tratta di due momenti importanti e attesi, che verranno affrontati nella massima sicurezza possibile, ma che segnano il definitivo ritorno alla normalità. Data la forte fiducia che pervade il mercato Mauro Lantschner si aspetta un forte flusso di visitatori a entrambe le manifestazioni.

non offrono e che invece agli occhi dei nostri clienti sono indispensabili. MC: Può farci un breve quadro dei settori in cui operate? Quale è la loro sensibilità in termini di sicurezza? Mauro Lantschner: L’attenzione alla sicurezza varia molto in base al settore che si prende in considerazione. E noi di Brigade operiamo in molteplici settori, per cui rispondere in poche parole a questa domanda è difficile. Sicuramente il settore più sensibile al tema della sicurezza è quello della raccolta rifiuti, vuoi perché esistono numerose normative che lo regolano in maniera dettagliata, vuoi perché si tratta di veicoli esposti al pubblico e, last but not least, perché la probabilità di incidenti in questo settore è molto alta. Su questo tipo di

veicoli consigliamo i nostri sistemi di monitoraggio, variabili a seconda del tipo di raccolta: se si tratta di raccolta posteriore suggeriamo un sistema con monitor in cabina e telecamera posteriore, mentre per la raccolta laterale consigliamo un sistema di telecamere multiple tutte intorno al veicolo che rimandano le immagini al monitor in cabina che le visualizza tutte contemporaneamente. Il nostro prodotto top per queste situazioni, infine, è BackEye 360, che garantisce l’annullamento di tutti gli angoli ciechi offrendo in un’unica immagine la visuale completa di tutte le aree circostanti il veicolo. Molte municipalizzate chiedono anche l’installazione di sistemi di videoregistrazione contro danni e atti vandalici a carico dei mezzi. Anche il settore delle costruzioni e del sollevamento è estremamente attento

Il sistema Backeye 360 di Brigade consente una visione a 360 gradi di tutte le aree circostanti la macchina, proiettata in un’unica immagine sul monitor in cabina

alla sicurezza. Molte macchine di questo ambito operano lungo strade e sono esposte alla visibilità pubblica, oppure sono impiegate in lavori di manutenzione periodica di grandi edifici come centri commerciali o aeroporti. Anche in questo caso i nostri sistemi di telecamere e monitor possono fare la differenza su veicoli come sollevatori telescopici e autogrù, ancora più efficienti se integrati con i nostri sistemi radar di rilevamento Backsense e gli allarmi di retromarcia e avvertimento. Quest’ultimi sono ottimi in città, ma anche in porti, hub, centri logistici e aree con grande traffico veicolare perché emettono il cosiddetto “suono bianco” multifrequenza, direzionato di volta in volta solo sulla zona di rischio, sicuri, meno fastidiosi e percepibili anche da persone con deficit uditivo. ❑

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AZIENDE

EFFER

L'UNIONE FA LA FORZA In occasione di GIS 2021 Effer ed Hiab hanno presentato tante, nuove e complete soluzioni sinergiche per rispondere alle esigenze dei clienti n occasione del recente GIS 2021, il gruppo Hiab ha presentato un’ampia gamma di prodotti e, ovviamente, non poteva mancare il marchio Effer, conosciuto per le sue gru altamente prestazionali e apprezzate da tutti per qualità e lunga durata.

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EFFER: LA NUOVA GENERAZIONE E TANTO ALTRO Effer ha presentato la nuova Effer 1000, gru di ultimissima generazione lanciata all’inizio del 2021, che sta riscuotendo un enorme successo nelle vendite. La nuova Effer 1000 è la prima gru del segmento 90 tm a offrire una struttura a 9 sfili con 6 estensioni jib più 2 estensioni manuali, progettata per le migliori prestazioni verticali della sua categoria, in diretta concorrenza con quella delle gru di maggiori dimensioni. La gru è stata progettata pensando alle esigenze del settore delle costruzioni, del noleggio e della logistica, tenendo in particolare considerazione le esigenze di carico e sollevamento con cui ogni giorno queste attività si confrontano, rendendo il lavoro più sicuro, facile e performante. L’Effer 1000 ha una delle migliori portate verticali della sua classe, i jib Standard

e HD contribuiscono ulteriormente al sollevamento più in alto del carico, e il design del braccio decagonale V10-Force garantisce una delle migliori prestazioni verticali con la minima deviazione laterale e oscillazione. La verticalità di 83° degli sfili consente di distribuire il peso lungo la struttura senza perdere forza, raggiungendo così la migliore capacità di carico. L’uso del jib è sempre al massimo della sua potenza, anche dalla 7° alla 9° estensione, e questa è una delle più grandi novità introdotte nel settore FlyJIB da molti anni. Oltre alla 1000, era presente una Effer 955 con sistema di stabilizzazione V-Stab, tipico del marchio Effer, che garantisce ai clienti più ampie possibilità di stabilizzazioni anche negli ambienti di lavoro che offrono meno spazio, e al contempo sfrutta al massimo le prestazioni della gru. La 955 coniuga le principali innovazioni tecnologiche Effer sia da un punto di vista tecnico-


NON SOLO GRU

Nuova Effer 1000, la prima gru del segmento 90 tm con struttura a 9 sfili con 6 estensioni jib che offre una delle migliori prestazioni verticali della sua categoria

strutturale sia da un punto di vista della sicurezza perché è dotata del sistema di controllo elettronico PROGRESS. I bracci principali della gru e i vari snodi disponibili permettono di eseguire lavori anche in ambienti in cui lo spazio a disposizione è limitato e occorre avere un’elevata altezza del gancio gru o jib. Non è mancata, inoltre, la Effer 1855, massima espressione delle gru installabili su autocarri da 32 t anche nella versione con snodo e verricello. Anch’essa è dotata del sistema PROGRESS, per avere il pieno controllo della stabilità e della sicurezza.

X-HIPRO 192 E-4, un modello di alto volume della gamma media. Tutte le gru Hiab hanno in comune un sistema di controllo molto avanzato per assicurare la massima assistenza e sicurezza durante l’uso agli operatori e all’ambiente di lavoro circostante. Questa gru, in particolare, ha funzionalità avanzate come il CTC (Crane Tip Control) e SAF (Semi Automatic Folding) che consentono di operare in modo molto preciso e di eseguire movimenti ripetuti impiegando un minor numero di comandi, cosa utile soprattutto agli operatori meno esperti.

CONTROLLO IN PRIMO PIANO

OFFRIRE SOLUZIONI

Per quanto riguarda Hiab, che ha inventato la gru idraulica come la conosciamo oggi, era presente la Hiab

I clienti sono sempre più interessati ad avere un fornitore in grado di offrire soluzioni complete e che lo assistano al meglio lungo tutto il

Al GIS di quest’anno erano presenti anche i marchi Multilift e Moffett. Il gruppo Hiab, infatti, offre tra l'altro prodotti per la logistica dell’ultimo miglio legata al mondo del sollevamento. Multilift è conosciuto per le sue caratteristiche di altissima qualità e sicurezza. I visitatori di GIS 2021 hanno potuto visionare lo scarrabile Multilift ULT21S.63 Flex, utile nel settore della gestione dei rifiuti e nella movimentazione dei materiali di scarto. Sono sempre di più anche i clienti italiani che apprezzano la grande durabilità di questo prodotto, utilizzato anche nella versione ADR per la movimentazione di materiali classificati come pericolosi, essendo certificato per le classi EX/II, EX/III, FL e AT. Riguardo Moffett non erano fisicamente presenti i prodotti, ma esperti dedicati hanno avuto modo di illustrare in dettaglio al pubblico l’intera gamma. Si tratta di carrelli elevatori autotrasportati, agganciati al rimorchio, ancora poco utilizzati in Italia.

Gli scarrabili Multilift sono utilizzati nel settore della gestione dei rifiuti e nella movimentazione dei materiali di scarto

corso del ciclo di vita del prodotto. Per il gruppo Hiab, con i vari suoi marchi, servire il cliente in maniera sempre più completa e integrata rappresenta il giusto approccio in grado di cambiare le dinamiche del rapporto fornitore-cliente in un rapporto di fiducia. Ad accompagnare il cliente Hiab-Effer, inoltre, vi è una rete di assistenza altamente professionale con molti anni di esperienza e con pacchetti di manutenzione preventiva che permettono alle aziende di incorrere nel minor numero di fermi macchina e di gestire il costo nell’arco del tempo. ❑

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news PONTEGGI

A TORINO

Nel capoluogo piemontese Peri UP Flex è protagonista di un grosso cantiere di riqualificazione

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n edificio torinese di circa 36.500 m² progettato nel 1971, grazie alle agevolazioni del Superbonus 110% è oggetto di una ambiziosa riqualificazione edilizia per trasformarlo da energeticamente inefficiente a “green”. Tra le attrezzature utilizzate, in primo piano il ponteggio modulare Peri. . Nell’intervento riguardante il Condominio torinese Teodosia, una delle fasi più importanti è la coibentazione delle pareti verticali, della copertura e del colonnato. Per questo motivo il ponteggiatore e l’impresa costruttrice non hanno avuto dubbi in merito e hanno scelto il ponteggio modulare PERI UP Flex. Sono stati assemblati oltre 11.000 m² di ponteggio di facciata, con grande velocità nonostante la complessità della facciata stessa, dovuto alla presenza di numerosi balconi in aggetto. Il ponteggio multidirezionale ha permesso infatti di chiudere facilmente qualsiasi gap delle numerose rientranze tra i balconi stessi. Grazie alla modularità del sistema PERI UP Flex si sono evitate sovrapposizioni degli elementi di impalcato del ponteggio, creando un piano di calpestio continuo. Parapetto perimetrale, tavole fermapiede gialle ad alta visibilità e tavole metalliche di calpestio con superficie antiscivolo garantiscono alti livelli di sicurezza. Inoltre, i piani di calpestio risultano sempre completamente chiusi e privi di aperture, e con possibilità di aggirare senza difficoltà qualsiasi ostacolo. fonte: peri.



REPORTTECNICO

MANTOVANIBENNE

EAGLESHEARS = RECYCLING lla prossima edizione di Ecomondo (Rimini 2629 ottobre, Pad. C3/050), Mantovanibenne proporrà la sua gamma Eagleshears, attrezzature pensate appositamente per il mondo del Recycling. Questi prodotti sono infatti rivolti ai professionisti del settore del riciclaggio e dello smantellamento dei materiali di risulta e sono studiati per accompagnare il ciclo di vita di questi “rifiuti” (che poi sono risorse, ndr) a partire dalla demolizione in cantiere fino alla lavorazione nei centri di riciclaggio, smantellamento o rottamazione. Eccoli nel dettaglio. Partiamo, e non poteva essere altrimenti, con le cesoie della linea SH, proposte in due versioni: con rotazione idraulica a 360° e fisse. Queste ultime (identificate con la sigla SHF) sono da preferire quando la forza è più importante della manovrabilità. La versione fissa è sensibilmente più

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corta e leggera rispetto all'equivalente modello con rotazione e comprende i modelli: SH310F, SH410F, SH550F, SH700F, SH900F ed SH2000F. Più corposa la gamma con rotazione idraulica che, attraverso 11 modelli, va dalla piccola SH25R da 380 kg al top di gamma della SH2000R da 21.000 kg. Interessante la dotazione tecnica che comprende lame trapezoidali finalizzate a migliorare la resistenza allo stress e che possono essere utilizzate su tre lati prima della sostituzione e la doppia guida di taglio regolabile per il gambo mobile, che permette di mantenere nel tempo il perfetto allineamento tra le ganasce, garantendo che la cesoia lavori al massimo delle sue capacità. La bocca ha un design speciale che inclina il materiale da tagliare permettendo al gambo mobile di esercitare la massima forza su una superficie ridotta. Da segnalare anche il cilindro con stelo forgiato per

I grapple permettono la movimentazione rapida di elementi di vario genere come residui da demolizione, blocchi di roccia, tronchi d'albero

la più elevata robustezza e il sistema di ingrassaggio automatico MantoAutolube. Se la rotazione idraulica permette il preciso posizionamento dell'attrezzatura, la valvola anti-cavitazione protegge il motore da eventuali sovraccarichi, mentre la Speed-Valve aumenta la produttività e protegge il sistema idraulico dai picchi di pressione. La famiglia SG comprende invece


In pillole

RICICLAGGIO in grande stile

La nave Concordia, naufragata nel 2012 al largo dell’Isola del Giglio, è stata oggetto di uno dei più grandi progetti green ship recycling europei durato 3 anni. Oggi, la nave non esiste più, ma le opere costruite per riportala in galleggiamento e poi di nuovo in porto sono ancora in via di demolizione e smaltimento. Si tratta di 4 gigantesche vasche di ferro che, saldate sui fianchi della nave, le hanno consentito il galleggiamento e il rientro nel sito di smantellamento. Ogni singola vasca conta un peso di circa 400 t e, come è stato per la nave, prevede un adeguato smantellamento e riciclaggio tramite un accurato processo di taglio e selezione. All'opera in questa fase vi è una splendida cesoia idraulica MBI della serie Eagle II installata su un escavatore Volvo EC460C e impiegata per incidere i grandi blocchi di ferro, inserendosi con precisione tra le lamiere, per poi tagliare e demolire le intere strutture fino a ottenere un totale di 1.600 t di ferro destinate a essere recuperate e riciclate.

i grapple rotanti (SGR) e quelli fissi. Entrambi prevedono una struttura del corpo rinforzata che ne consente l'uso anche per compiti pesanti. Queste attrezzature permettono la movimentazione rapida di elementi di vario genere come residui da demolizione, blocchi di roccia, tronchi d'albero e sono equipaggiate con una valvola di blocco del carico che impedisce l'apertura della valvola senza comando dell'operatore. In base alla destinazione d'uso le gambe possono essere personalizzate con fondo chiuso, grigliato o nervato. Le lame sono intercambiabili e possono essere ruotate prima della sostituzione. Mantovanibenne mette a disposizione del mercato anche le nuove lame dentate (offerte come optional) che garantiscono una maggiore presa e sono finalizzate a gestire diametri

Per i lavori più specifici

All'interno della gamma Eagleshears spiccano, per specificità d'impiego, le cesoie SD, attrezzature pensate per lavori decisamente

particolari come lo smantellamento dei veicoli. Prodotte nei modelli SD12 e SD 20 e applicabili su escavatori da 10 a 26 t, prevedono lame opzionali per cablaggi e allargatori per il puntale che rendono le SD adatte ai lavori di riciclaggio più specifici, mentre le ganasce appuntite massimizzano

la precisione per facilitare l'estrazione di componenti di valore dai veicoli. La rotazione idraulica continua facilita il posizionamento dell'attrezzatura, mentre la robusta doppia ralla assicura resistenza e incrementa la sicurezza. Questi prodotti si caratterizzano per

La gamma Eagleshears dedicata al mondo del Recycling comprende • Cesoie SH, per il taglio del ferro sia in demolizione primaria (edifici in ferro/acciaio, grandi strutture, navi eccetera), sia secondaria (rottami ferrosi) • Grapple SG, per la movimentazione materiali e la demolizione di strutture leggere • Magneti HM, per la bonifica dei terreni e la selezione del materiale ferroso • Cesoie SD, specifiche per lo smantellamento dei veicoli • Polipi BP per la movimentazione di oggetti specifici nei centri di riciclaggio

importanti. Per la movimentazione dei massi ecco invece il kit gambe roccia. I grapple rotanti contano 12 modelli e possono essere applicati a escavatori da 1,5 a 40 t; mentre sono 10 i modelli fissi. Per la movimentazione rapida dei detriti metallici largo ai magneti idraulici della linea HM, attrezzature che possono essere equipaggiate con un generatore interno che, una volta connesso al sistema idraulico della macchina, rende il magnete totalmente autonomo. Allo stesso tempo la centralina elettronica protegge il sistema e include un circuito di controeccitazione per velocizzare il rilascio del materiale. Le diverse possibilità di accoppiamento variano dall'aggancio a catena sino alla sella per attacchi rapidi con connessioni oleodinamiche. E la flessibilità dell'attrezzatura si esalta con i denti (opzionali) per la separazione dei materiali o per smuovere i terreni da bonificare. La gamma si completa con le benne polipo BP costruite con materiali ad alta resistenza all'usura. Tutti i modelli possono essere equipaggiati con un meccanismo di rotazione che massimizza la manovrabilità, inoltre i diversi set di valve disponibili permettono di configurare il polipo sulla base delle precise esigenze del cliente e del materiale da movimentare. ❑

taglienti lunghi e dritti che permettono tagli precisi e rettilinei. Tutte le lame sono intercambiabili e possono essere usate su tre lati prima della sostituzione, mentre i taglienti per le barre di rinforzo metalliche sono intercambiabili e possono essere usati su quattro lati prima della sostituzione.

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AZIENDE

MAN

SIMPLY MY TRUCK È lo slogan con cui MAN ha accompagnato il lancio della sua nuova gamma di camion, presentata ufficialmente nel febbraio 2020. Pone il driver e l'adeguatezza del veicolo alla mission cui è destinato al centro dell'attenzione. Due aspetti importanti per le mission on road, ma addirittura fondamentali per quelle off-road o slogan MAN "Simply my Truck" trova piena concretezza laddove conducenti e operatori si rendono conto che il loro veicolo è sicuro, prestazionale, confortevole e adeguatamente attrezzato per il rispettivo settore. Nel settore construction tutto ciò ha una rilevanza se vogliamo ancora più importante che nelle mission on road. È proprio in applicazioni come l'edilizia (dove i veicoli sono spesso chiamati ad affrontare tratti misti, su strada e non, per consegnare i materiali), i cantieri stradali, i siti estrattivi dove driver e veicoli, insieme, svolgono un ruolo cruciale. MAN ha ben chiare queste criticità e ha messo in campo tutta la sua conoscenza ed esperienza nel settore per sviluppare funzionalità specifiche.

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ALCUNI ESEMPI

Nei ribaltabili, il conducente è assistito da due speciali funzionalità

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dell'impianto frenante. Il primo è il freno di svolta, disponibile nei veicoli da cantiere che montano l'asse tandem: il sistema agisce sulle ruote posteriori interne, frenandole, per aumentare la manovrabilità in curva su terreni sconnessi. Riduce anche il raggio di sterzata fino a un massimo di due metri, a seconda della configurazione delle ruote e del passo. Di conseguenza, il veicolo è in grado di affrontare curve anche molto strette senza bisogno di manovre. L'altra funzionalità speciale è il freno per finitrice. Nelle fasi di consegna dell'asfalto alla finitrice stradale, il conducente attiva il sistema che applica una leggera pressione di frenata sull'assale posteriore, in modo che il camion possa ancora essere spinto dalla finitrice stradale, ma non possa spostarsi da solo. Per i telai a 4 assi della serie TGS, MAN offre un impianto di scarico parzialmente rialzato: il filtro antipar-


SOLO QUANDO NECESSARIO

ticolato diesel si trova tra i due assali anteriori e il convertitore catalitico SCR è posizionato dietro la cabina. I vantaggi di questo allestimento includono la prevenzione dei vortici di polvere che sarebbero altrimenti causati da un terminale di scarico che soffia verso il basso e più spazio sul telaio tra il secondo e il terzo assale. Molti anni fa, un sistema di sospensione pneumatica sull'asse posteriore era considerato una caratteristica esclusiva dei veicoli stradali nel trasporto a lungo raggio. Ma ora viene utilizzato anche nei veicoli da cantiere di tutte le serie MAN. Il Costruttore offre, per esempio, sospensioni pneumatiche per il TGM da 13 t con trazione integrale di serie. Le sospensioni pneumatiche offrono il massimo comfort di guida, sia che il veicolo sia vuoto o a pieno carico, sia su strada che su terreni accidentati fuoristrada. SICUREZZA ED ELEVATA TRAZIONE

MAN ha posto una particolare attenzione a due aspetti fondamentali del lavoro off road: la sicurezza e la

trazione. Nel farlo ha anche mutuato alcune soluzioni tecnologiche che un tempo erano destinate solo al trasporto su strada. Un esempio ante litteram di questa tendenza è stata l'adozione dei cambi automatizzati anche sui veicoli cava cantiere, un tempo dominio incontrastato dei cambi meccanici. A sdoganare questo preconcetto sono stati inizialmente i veicoli edili destinati a percorsi misti e i veicoli per le municipalizzate, dove già da anni MAN offre il proprio cambio TipMatic. Il cambio automatizzato esonera il conducente dal dover cambiare marcia e decidere il rapporto giusto per la situazione, lasciandolo libero di concentrarsi sulla strada, il traffico e sulle condizioni stradali.Anche altre funzioni intelligenti, come Idle Speed Dri​​ ving, Speed ​​Shifting, EfficientCruise ed EfficientRoll, sono integrate nella centralina del cambio e disponibili sui veicoli per mission impegnative. La guida al minimo consente partenze fluide e una guida lenta a un regime di minimo economico. Il cambio di velocità cambia marcia in modo particolarmente rapido per ridurre

Nelle immagini di queste due pagine è possibile constatare a colpo d'occhio l'ampia gamma di possibili allestimenti che MAN offre sui propri modelli di truck per le esigenze cantieristiche e le applicazioni heavy duty

La trazione integrale selezionabile MAN HydroDrive è adatta alla guida su terreni con bassa aderenza o difficili, e dovrebbe essere attivato solo quando necessario (quando non c'è abbastanza trazione su strade non asfaltate, poiché in questi casi l'asse anteriore e posteriore sono rigidamente collegati tra loro). MAN offre questa tecnologia per un'ampia varietà di modelli di autocarri: veicoli a 2, 3 e 4 assi della serie TGS e trattori per semirimorchi a 2 assi della serie TGX, ciascuno in combinazione con il motore D15 o D26. Il conducente può attivare la trazione aggiuntiva del sistema MAN HydroDrive anche a veicolo carico e durante la guida. Se la velocità del veicolo supera i 28 km/h, il sistema si spegne automaticamente. E se la velocità scende sotto i 22 km/h, il sistema si riattiverà senza bisogno dell'intervento del conducente. Il vantaggio del carico utile è uno dei più noti del MAN HydroDrive rispetto a una trazione integrale convenzionale: può ammontare tra 500 e 750 chilogrammi, a seconda della configurazione del veicolo. Dal punto di vista economico, il risparmio di carburante rappresenta un ulteriore vantaggio: quando il sistema è spento, le ruote anteriori ruotano liberamente, come in un veicolo a guida convenzionale. MAN offre questo supporto di trazione aggiuntivo anche per i veicoli con un'altezza standard. Non è solo durante la guida in salita che le potenti caratteristiche di trazione dei MAN HydroDrive entrano in gioco. Durante la marcia in discesa, il sistema MAN HydroDrive trasferisce l'effetto del freno motore all'assale anteriore. Ciò offre sicurezza e stabilità laterale su superfici scivolose, rendendo il veicolo più facile da controllare.

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AZIENDE

l'interruzione della trazione che si verifica durante la guida fuoristrada. I conducenti di MAN TGS e TGX possono, inoltre, usufruire del nuovo programma MAN EfficientCruise, a seconda dell'applicazione. Il sistema di assistenza basato su GPS confronta la posizione del camion, i dati di navigazione e la topografia del percorso pianificato e calcola la migliore velocità e strategia di cambio marcia con l'obiettivo di massimizzare l'efficienza del carburante. EfficientRoll ha anche un effetto positivo sul consumo di carburante, perché passa in folle quando appropriato, lasciando che il camion si sposti senza che la velocità del veicolo venga ridotta dall'effetto del freno motore. Le serie TGS e TGX hanno una modalità "oscillazione" per situazioni in cui il veicolo rimane bloccato su una strada innevata o su una superficie poco compattata. La frizione si apre rapidamente quando il guidatore toglie il piede dall'acceleratore e si chiude altrettanto rapidamente quando aziona nuovamente l'acceleratore. Ciò consente al conducente di utilizzare la frizione per "scuotere" delicatamente il veicolo. Oltre a un robusto sistema di trasmissione, è necessario un potente freno continuo per l'uso nei settori dell'edilizia e municipale e con applicazioni a trazione integrale. Per quanto riguarda i freni motore, MAN offre per tutte le sue serie di propulsori, dal D08 al D38, il sistema di controllo elettronico della valvola di scarico (EVBec) esente da usura, che produce elevate potenze frenanti anche a bassi regimi. Il Turbo EVBec, disponibile per le serie di motori D15 e D38, è ancora più potente. A seconda della destinazione d'uso, elimina la necessità di un

rallentatore secondario lato cambio, determinando un aumento del carico utile da 60 a 90 kg. Il MAN PriTarder, disponibile in combinazione con la serie di motori D26, è ideale per la guida fuoristrada frequente, poiché la sua funzione dipende dalla velocità del motore. Ciò significa che fornisce la massima potenza frenante a basse velocità del veicolo e ad alti regimi del motore. Per ottenere ciò, utilizza l'acqua del sistema di raffreddamento e non provoca usura. Sui veicoli con trazione integrale serie TGM e TGS MAN offre anche l'ESP (Electronic Stability Program), mentre per frenare su terreni sconnessi in discesa, i conducenti hanno la possibilità di attivare il sistema di frenata antibloccaggio (ABS) con logica off-road. Ciò fa sì che le ruote che si bloccano durante la frenata spingano davanti a sé il terreno sciolto, creando così un cuneo di frenata.

Sopra, la plancia dei nuovi truck di MAN, con al centro il nuovo selettore SmartSelect. Sotto, la leva del cambio MAN TipMatic

della leva di comando MAN TipMatic nella posizione corrispondente. Accanto al programma “Efficiency” orientato al comfort e al risparmio di carburante e al programma “Performance”, che si concentra maggiormente sulla guida dinamica, i seguenti programmi sono ideali per i veicoli da cantiere: “Offroad” per la guida fuoristrada, in cui la strategia del cambio si concentra sulla potenza e sulla velocità del motore per spingere il veicolo. E il programma "Manoeuvre", che fornisce la forza motrice selettivamente durante le manovre. ❑

PROGRAMMI DI GUIDA AD HOC

I conducenti possono selezionare il programma di guida appropriato ruotando la manopola di regolazione

UN PARTNER AFFIDABILE Configurare e attrezzare correttamente un veicolo è solo uno degli aspetti che ne garantisce un utilizzo sicuro e proficuo. Un altro aspetto è avere autisti adeguatamente formati che possono utilizzare il veicolo al massimo del suo potenziale tecnico. MAN supporta operatori e conducenti fornendo corsi,

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coaching pratico e formazione continua nell'ambito del suo programma di formazione professionale per conducenti fornito da MAN ProfiDrive. I corsi di formazione riguardano l'efficienza, la sicurezza, la tecnologia dei veicoli commerciali e gli usi speciali e specifici del settore. Per gli autisti impiegati

nei settori dell'edilizia, del giardinaggio, dell'architettura paesaggistica e municipale, viene offerta la "formazione fuoristrada". I clienti ricevono anche da MAN ProfiDrive una formazione su misura per le loro esigenze individuali. Un altro servizio offerto da MAN ProfiDrive, "MAN Connected

CoDriver", è rilevante per operatori e conducenti. Per ottimizzare l'efficienza e risparmiare carburante nell'ambito dell'impiego specifico del veicolo, gli esperti MAN ProfiDrive analizzano i rapporti del veicolo e forniscono al conducente formazione e consulenza telefonica durante il viaggio.


news LEGGERO aumento

MATERIALI EDILI

TETTI VERDI

Laterlite per un tetto verde con LecaGreen

L

aterlite ha contribuito alla ristrutturazione dell’hotel Eco del Mare fornendo il materiale per la copertura a verde del tetto della struttura rifatto a seguito di un progetto di riqualificazione innovativo e “green” di tutto l’edificio. Per realizzare il substrato colturale leggero della copertura a verde è stata utilizzata LecaGreen, speciale miscela a base di argilla espansa AgriLeca frantumata, aggregati minerali e componenti di natura organica selezionati, caratterizzata da elevata leggerezza, ottima porosità, buona capacità di accumulo e ritenzione idrica, ottima capacità drenante, resistenza e stabilità strutturale nel tempo. FONTE: LATERLITE

Il drastico aumento dei costi delle materie prime e dell trasporto merci ha costretto Yokohama Off-Highway Tires (YOHT) ad annunciare alcuni moderati aumenti dei prezzi nel 2021. Finora YOHT ha tentato di contenere al massimo tali aumenti, assorbendo la maggior parte dei costi, ma vista l’attuale situazione dei mercati, YOHT è costretta ad annunciare un ulteriore aumento del 4,5% circa sull’intero portafoglio dei marchi Alliance e Galaxy.

Scania green

(Veicoli industriali) L’impegno di Scania nello sviluppo di soluzioni volte a rendere il settore dei trasporti efficiente e sostenibile è costante. La sfida innovativa è colta con determinazione sempre maggiore, attraverso lo sviluppo di piattaforme in grado di dare una risposta reale alle esigenze del trasporto, al fine di creare un sistema sempre più sostenibile: una mobilità a prova di futuro. A Ecomondo, Scania presenterà “Scania Power Solutions”: in anteprima assoluta, la soluzione industriale Scania per applicazioni elettriche o ibride.

UN IMPONENTE PACCHETTO COMPLETO

I nuovi escavatori cingolati di medie dimensioni Doosan Serie CEX-7 offrono un pacchetto completo di caratteristiche e tecnologie innovative che assicurano funzionamento e rendimento sempre ottimali, accessori ancora più efficienti, produttività superiore, grande stabilità, comfort per l’operatore da prima classe e consumi inferiori. Sfruttate queste macchine potenti per dare una spinta enorme al vostro cantiere! Per ulteriori informazioni, visitate: eu.doosanequipment.com


DEALERSTORY

(KOBELCO - GRUPPO BRUNO)

POCKERISSIMO!!!

Il Gruppo Bruno distribuisce e assiste sotto il profilo tecnico le macchine Kobelco in cinque regioni: Campania, Molise, Puglia, Basilicata e Calabria. Il 29 ottobre, in contemporanea a Ecomondo, verrà inaugurata la nuova filiale di Altamura

numeri del Gruppo Bruno mettono i brividi. La holding possiede più di 20 società operanti in diversi settori: dall’automotive alla produzione di energia, dall’illuminazione alla distribuzione di macchine agricole e per l’edilizia. Il tutto si traduce in 24

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sedi in Italia e all’estero, per un fatturato complessivo di oltre 220 milioni di euro e più di 1.000 dipendenti in tutto il mondo. Fondato nel 1977 dai quattro fratelli Bruno, il gruppo ha visto una rapida crescita e dal 2018 è dealer Kobelco per l’intero sud Italia. L’attività nel settore edilizia e costruzioni si sviluppa attraverso molteplici

IL FUTURO DEL mercato “Le previsioni di mercato per il 2022 sono ancora ottime, prevediamo una ulteriore crescita nell’area Mediterranea. I guru britannici che studiano i Megatrends prevedono un mercato in calo del 10% circa nel 2023 e nel 2024, ma io non sono d’accordo. Ritengo che in Italia (e in Spagna) oltre al PNRR, al Recovery Fund e tutte le altre

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forme di aiuto istituzionali, si stia creando un volano virtuoso che trascina i grandi investitori privati. I report delle banche di investimento più importanti indicano il nostro Paese quale obiettivo di investimento a medio e lungo termine; giocano a nostro favore la stabilità dello spread con il Bund tedesco, nonostante il recente

rafforzamento sui mercati e Mario Draghi alla guida del PNRR . L’Italia ha l’opportunità di diventare uno dei tre futuri motori dell’economia Europea, riformando a breve termine con i fondi a disposizione e trainando, a medio e lungo termine, con il manifatturiero e

sedi che coprono l’intero territorio di competenza, cui si è recentemente aggiunta la filiale di Altamura. L’IMPEGNO NEL CONSTRUCTION Con oltre 75 dipendenti dei quali ben 40 tecnici specializzati che possono contare su parecchie of-

il Made in Italy tout court, non più solo le tre F (Food, Forniture, Fashion). La nostra strategia è far parte della partita”. Marco Ferroni, Business Manager Kobelco Italia, Spagna, Portogallo e Israele


KOBELCO IN Italia “In Italia oggi Kobelco ha 10 concessionari che hanno strutture, impostazioni ed esigenze specifiche molto diverse tra di loro. Basti pensare che la ANTS di Massimo Medici e le Officine meccaniche Acquaviva di Filippo Acquaviva si dividono l’Emilia Romagna

mentre il Gruppo Bruno copre ben cinque regioni, servendo Campania, Molise, Puglia, Basilicata e Calabria. Operativamente il mio ruolo è quello di intercettare queste esigenze e supportare il dealer al meglio nel suo percorso di crescita nelle diverse aree

di business che il movimento terra offre, con un focus importante sul retail e il noleggio. Esigenze tipo, corsi di formazione sul prodotto Kobelco e sul corretto utilizzo dei sistemi che Kobelco offre alla RDV, supporto in trattative

complesse per macchine speciali come quelle per demolizioni, eccetera”. Christian Costantini, Retail Sales and Marketing Manager Kobelco Italia, Spagna, Portogallo e Israele

ficine mobili per l’intervento in cantiere, Bruno è una delle strutture più evolute per il settore delle costruzioni dell’intero meridione del Paese.Tutte le numerose sedi del gruppo offrono l’intera gamma dei servizi: vendita, assistenza e ricambi. In questo contesto è da segnalare l’apertura della nuova sede di Altamura, in provincia di Bari: 6.000 m2 che sapranno certamente rafforzare la posizione di Bruno non solo nell’area del capoluogo pugliese, ma anche nella vicina Basilicata. LA PARTNERSHIP CON KOBELCO “Kobelco è un grandissimo marchio”, sintetizza Antonio Bruno, amministratore unico della holding, “che sin dall’inizio abbiamo visto come un prodotto con tantissime possibilità sul mercato. Inoltre sposa la nostra filosofia di commercializzare esclusivamente marchi top di gamma (in agricoltura vendiamo John Deere). L’inserimento del marchio, risalente al 2018, è avvenuto in un momento, che dura ormai da parecchi anni, di importanti investimenti, frutto anche

della nostra capacità di gestire prodotti eterogenei”. LA RISPOSTA DEL MERCATO Dopo tre anni di partnership è possibile stilare un bilancio ragionato. Continua Bruno: “siamo tra gli importatori con maggiore crescita in Europa e ci attestiamo sulle 130-140 macchine annue, con quattro persone dedicate esclusivamente alla commercializzazione del marchio Kobelco, 10 unità mobili e una ventina di tecnici. Inoltre, per essere più capillari sul territorio, abbiamo anche varie

officine di supporto, tutte adeguatamente formate. Del resto il marchio è stato accolto ancora meglio di come pensavamo: sono stati i clienti a venirci a cercare. Kobelco è un marchio eccezionale, considerato il top del top non solo per la produttività, ma anche a livello di consumi e di comfort cabina”. L’APERTURA VERSO IL NOLEGGIO “Per quanto concerne il noleggio”, conclude Antonio Bruno, “abbiamo una flotta dedicata, che abbiamo intenzione di incrementare. Il tutto grazie alla velocità di consegna di Kobelco, ma anche grazie alla struttura della nostra azienda, che in questo momento ha già ordinato tutte le macchine per il nostro obiettivo 2022. La nostra idea di noleggio è fatta di macchine nuove e semi-nuove e delle necessarie attrezzature. Il noleggio va fatto in modo professionale, con personale dedicato, con la necessaria formazione e con una flotta di almeno una trentina di macchine”. ❑ GRUPPO BRUNO Sede Legale Via Priv. A. Bruno – 83035 Grottaminarda (AV) Tel: 0825 426335 www.gruppobruno.com

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REPORTTECNICO

MECALAC

EVOLUZIONE MECALAC n mix di prestazioni, sicurezza e comfort è alla base dell’innovativo dumper con cabina 3.5MDX, modello recentemente lanciato da Mecalac che completa l'attuale gamma dei dumper MDX offrendone tutti i vantaggi ma in formato compatto da 3,5 t. Con peso operativo di 2.990 kg, lunghezza 3,8 m, larghezza 1,9 m e altezza 2,8 m, è estremamente compatto e maneggevole, ideale per trasportare carichi elevati in spazi ristretti e per svariate applicazioni. Caratterizzato da notevoli prestazioni e struttura robusta, il 3.5MDX ha un motore diesel a 3 cilindri turbocompresso Kubota con una potenza di 37 kW (50 cv) a 2.700 giri/min e una coppia massima di 150,5 Nm a 1.600 giri/min, e integra un filtro antiparticolato diesel (DPF) e un catalizzatore di ossidazione diesel (DOC) che riducono le emissioni e ottimizzano il consumo di carburante. Disponibile con cassone

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ribaltabile girevole con rotazione a 180° o con cassone ribaltabile frontale, il 3.5MDX ha un telaio articolato e oscillante per avere eccellenti prestazioni in spazi ristretti. La trasmissione idrostatica a 2 velocità e le 4 ruote motrici permanenti gli consentono di spostare carichi anche in condizioni difficili. Progettata per ridurre al minimo rumori e vibrazioni, la cabina MDX offre comandi ergonomici e un sedile regolabile per il comfort dell’operatore, oltre a un'eccellente visibilità grazie alle ampie superfici vetrate e al parabrezza ricurvo. Sicurezza garantita grazie all’accesso più facile alla cabina e al motore, cabina La cabina isolata MDX per i modelli 6MDX e 9MDX riduce al minimo le vibrazioni e il rumore, e dispone di climatizzazione opzionale

Sempre un passo avanti

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Nel nord Europa l’utilizzo del tiltrotator è diffuso, con richieste sempre più in crescita. Mecalac risponde con i tiltrotator MR50 e MR60 e relative benne da rifinitura. Disponibili per gli escavatori cingolati

e gommati Mecalac dotati di aggancio rapido idraulico CONNECT, i tiltrotator renderanno queste macchine ancora più versatili. Il sistema Mecalac consiste in un tiltrotator a doppio aggancio rapido

certificata ROPS/FOPS e, per salvaguardare gli operatori e il personale attorno alla macchina, il 3.5MDX è dotato di serie del pacchetto di sicurezza Shield, che include l’interblocco Start & Drive, l’allarme freno a mano inserito, la limitazione automatica della velocità, l’allarme perdita di carburante, il minimo automatico del motore, il test del freno di stazionamento e lo Stop-Start Control. Ma non finisce qui, infatti dopo il recente lancio del 3.5MDX, Mecalac concretizzerà alcune importanti evoluzioni nella sua gamma di dumper. Infatti, i nuovi modelli 6MDX da 6 t e 9MDX da 9 t saranno dotati di trasmissione idrostatica come optional, mentre la seconda novità avrà protagonista il rollbar pieghevole ROPS (RollOver Protective Structure), che rende la cabina opzionale su questi nuovi modelli. Per migliorare comfort

CONNECT montato direttamente in fabbrica, e in una benna da rifinitura appositamente progettata. I tiltrotator MR50 e MR60 consentono una rotazione a 360° in entrambe le direzioni e un'inclinazione di 40°

a destra e a sinistra per quasi tutti gli accessori, inclusi gli attrezzi idromeccanici quali le pinze. L'opzione tiltrotator Mecalac MR50 e MR60 include manipolatori multifunzione dedicati,


Il sistema Connect

e sicurezza, sui 6MDX e 9MDX la trasmissione idrostatica sostituisce la trasmissione meccanica con rapporti fissi, assicurando manovre più facili senza cambio di marcia e rendendo la frenata dinamica reattiva, il che è molto utile alle flotte di noleggio e alle imprese che cambiano spesso gli operatori. Comfort assicurato grazie a un’accelerazione fluida e costante, mentre l’eliminazione della leva del cambio aumenta lo spazio per l’operatore. Infine, la trasmissione idrostatica offre ai due modelli elevate prestazioni, con coppia e trazione eccezionali soprattutto in presenza di ripide salite. Poiché anche la scelta dell’ambiente in cui si lavora è importante, accanto alla trasmissione idrostatica per i due nuovi modelli sarà possibile scegliere tra una cabina integrata o il nuovissimo rollbar pieghevole ROPS. La cabina isolata MDX riduce al minimo vibrazioni e rumore, e per un maggior benessere è disponibile la climatizzazione opzionale; gli eleganti modelli ROPS, con meno elementi rispetto a una cabina ma altrettanto sicuri, han-

il parametraggio del tiltrotator, una funzione reset che riporta il tiltrotator in una posizione predefinita dall'operatore, e una funzione per scuotere la benna. Inoltre i tiltrotator Mecalac sono disponibili con o senza

no una struttura facilmente ripiegabile grazie a una maniglia e a un pistone a gas che facilitano l’abbassamento e il sollevamento del rollbar ROPS senza sforzi, consentendo un agile trasporto in cantiere e la massima operatività in luoghi con altezze ridotte. ❑

pinza da movimentazione, che consente di prelevare e movimentare oggetti senza rimuovere l'attrezzo dal tiltrotator. I tiltrotator Mecalac sono già disponibili per gli escavatori gommati 11MWR e 9MWR, e

Sebbene il rollbar ROPS abbia molti meno componenti di una cabina, offre comunque una protezione ottimale per l'operatore

“I tiltrotator Mecalac a doppio aggancio rapido CONNECT” spiega Véronique Kennerson, Specialista Prodotto per gli escavatori presso Mecalac “sono una soluzione innovativa di ultima generazione completamente integrata nella macchina, che migliora ulteriormente la versatilità e la produttività degli escavatori Mecalac. Grazie al montaggio "a sandwich" tra due agganci rapidi CONNECT, l'operatore può facilmente rimuovere l'attrezzo o il gruppo attrezzo-tiltrotator e riprendere immediatamente a lavorare con una benna 4x1 o una benna pala. Ulteriore vantaggio è che il tiltrotator Mecalac, estremamente robusto e potente in termini di coppia, è anche tra i più leggeri del mercato e preserva così la potenza della macchina”.

Il dumper con cabina 3.5MDX offre tutti i vantaggi della gamma MDX in un formato compatto da 3,5 t

gradualmente saranno introdotti per gli escavatori skid cingolati 8MCR e 10MCR, quindi per l'escavatore gommato 15MWR, per l'escavatore cingolato 15MC e infine per l'escavatore caricatore gommato 12MTX.

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AZIENDE

IVECO

MOLTEPLICI ESIGENZE, MOLTEPLICI SOLUZIONI Con una delle gamme di veicoli e alimentazioni fra le più ampie del mercato, Iveco è in grado di offrire a ogni mission il veicolo giusto, in grado di assicurare il rispetto dell'ambiente senza perdere niente in termini di prestazioni e produttività ell'ormai lontanissimo 1996 Iveco fece una cosa che mai nessun altro costruttore si sarebbe sognato di fare all'epoca: investire in R&D per capire come applicare nuovi carburanti ai propri veicoli. Si trattava dei primi studi sul gas, che avrebbero atteso il proprio concretizzarsi seriamente un bel po' di anni, perché la tecnologia sviluppata a partire da quei primordi ha iniziato a concretizzare numeri interessanti in termini di unità vendute (e quindi di business) solo a partire dal 2014/2015. Ma se la decisione di Iveco del 1996 venne definita dai più visionaria, oggi quegli stessi detrattori devono ricredersi. E parecchio.Appare evidente infatti l'impossibilità non solo di ignorare i nuovi megatrend legati alla sostenibilità, ma anche il fatto che questi ultimi siano pervasivi, e tocchino qualunque ambito sociale, non solo i trasporti. Oggi, complice

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l'evoluzione delle tecnologie tracciate nel 1996, i veicoli alimentati a gas naturale proposti da Iveco sono molto di più di veicoli a basso impatto ambientale: sono veri e propri strumenti di lavoro in grado di competere (e superare) in prestazioni le analoghe versioni diesel. “Oggi i nostri veicoli alimentati a LNG sono in grado di garantire le autonomie necessarie alle applicazioni a lungo raggio, che rappresentano il 50% delle applicazioni cui sono destinati i veicoli industriali” ha dichiarato Fabrizio Buffa, Alternative Propulsions Manager di Iveco durante un'intervista rilasciata a MC5.0Macchine Cantieri. “Vi è poi un ulteriore dato che indica in maniera inequivocabile come la strada tracciata sia stata imboccata e non sia più possibile tornare indietro (non che lo vorremmo, ndr): nel 2020, anno che entrerà nella storia per la pandemia

L'X-Way, così come l'S-Way, offrono un'alimentazione sia a CNG che a LNG, garantendo un'autonomia fino a 1.600 km, ideale anche per mission a lungo raggio

che ha fermato l'intero pianeta, il segmento delle trazioni alternative è cresciuto in termini di vendita di unità”.

L'OFFERTA DI IVECO

Fabrizio Buffa, Alternative Propulsions Manager di Iveco

“La nostra lunga tradizione nell'R&D applicato al gas, naturale o liquefatto, ha fatto si che oggi Iveco sia l'unico Costruttore di Veicoli industriali a poter offrire una gamma completa di veicoli e alimentazioni alternative, in grado di adattarsi a qualunque tipo di mission” ha confermato Buffa. In effetti si parte dal Daily, vero e proprio veicolo storico di Iveco, che è


disponibile con alimentazione CNG, per mission urbane o a corto raggio. Segue il Nuovo Eurocargo, anch'esso disponibile, nella sua versione 4x2, con alimentazione CNG, per chiudere con i due S-Way e X-Way, disponibili con alimentazioni sia LNG che CNG.Ad oggi, è solo il T-Way, lanciato da pochissimo, ad essere legato in maniera ancora esclusiva ai propulsori endotermici, ma ci aspettiamo novità a breve termine. Ma se in tema di gas Iveco non è

secondo a nessuno, questo non significa che “tutto è compiuto”. Il Costruttore torinese sta comunque guardando al futuro, e non a caso ha introdotto l'elettrificazione sui propri veicoli come Daily ed Eurocargo. “La tecnologia elettrica sarà sicuramente una protagonista del trasporto dei prossimi 10 anni” ha dichiarato Fabrizio Buffa. “Quasi sicuramente si affermerà in maniera preponderante nelle mission urbane o a corto raggio, dove l'autonomia garantita fin da oggi

Il Nuovo Eurocargo, accompagnato dal motto “Il camion che piace alle città” è disponibile con alimentazione CNG

dalle batterie (350 km, ndr) è più che sufficiente per coprire una giornata di lavoro senza pause per la ricarica”.

E POI... L'IDROGENO Grazie alla collaborazione con Nikola, Iveco sta portando avanti piani di sviluppo anche sul fronte H2.Proprio nello stabilimento di Ulm (Germania), appena ristrutturato e inaugurato, verranno prodotti i veicoli Nikola3, in doppia versione: elettrici o a idrogeno (mediante la tecnologia delle celle a combustibile). Ma perché optare per una doppia tecnologia e non puntare direttamente sull'idrogeno? “Più le masse in gioco aumentano, più sono necessarie potenze maggiori. Quindi si giunge a un punto dove, per garantire l'autonomia necessaria per un giorno a un veicolo da 40 t, le

E IL BIOMETANO? “Il biometano è un valido sostituto del metano di origine fossile” dichiara Fabrizio Buffa, Alternative Propulsions Manager di Iveco. “Parimenti del suo cugino di origine fossile, il biometano assicura lo stesso livello di decarbonizzazione con il vantaggio di essere prodotto dal riutilizzo di scarti, cosa che alimenta un'economia circolare completa”. Oggi il 20% del parco circolante alimentato a CNG e meno del 10% di quello

alimentato a LNG è alimentato a biometano, ma nei prossimi anni queste percentuali sono destinate a salire verso un più confortante 80%. Il bio-LNG viene prodotto dalla lavorazione di scarti agricoli e liquami, oppure da quella dei FORSU (Frazione Organica del Rifiuto Solido Urbano). Dai processi di liquefazione e digestione si ricava un bio-LNG composto al 50% da metano, e per la restante parte da anidride carbonica e altri

sottoprodotti del digestato. Tale bio-LNG viene quindi sottoposto al processo di upgrade: viene fatto flussare attraverso apposite membrane e filtri che estraggono il metano naturale puro al 99,7%. La CO2 viene invece indirizzata verso altri settori produttivi (alimentare, farmaceutico, ecc) e ciò che rimane del digestato viene trasformato in un concime solido inodore che viene restituito alla terra, completando virtuosamente

l'economia circolare legata al biometano. “La cosa ancora più sorprendente” conclude Buffa, “è che il bio-LNG da upgrade è puro al 99,7%, molto di più del metano fossile che di solito è estratto con una purezza all'87-88% e può raggiungere, sempre mediante upgrade, un massimo di purezza del 97%. Nei motori quindi il biometano è anche più efficiente del metano fossile, oltre che rispettoso dell'ambiente”.

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AZIENDE

batterie necessarie sarebbero talmente ingombranti da togliere senso al veicolo stesso” spiega Buffa. “Oggi il Nikola3 elettrico offre un'autonomia di 500 km, ottima per mission a corto o medio raggio, attraverso batterie da 350 kWh che impiegano 2 ore per la ricarica. Ma per il lungo raggio deve subentrare il gas, come abbiamo detto, o l'idrogeno. La tecnologia legata a quest'ultimo, infatti, è in grado di raddoppiare l'autonomia, raggiungendo gli 800/1.000 km e tempi di rifornimento analoghi al diesel, 15 minuti”.

MA... CI SONO DEI MA... “Ovviamente ogni tecnologia ha bisogno di infrastrutture di sostegno. Per i carburanti fossili sono i distributori. Analogamente, lo stesso discorso vale per le altre tecnologie. Per LNG, disponibile da anni, c'è una rete di 440 stazioni di distribuzione in Europa, di cui 100 in Italia, che sono più che sufficienti considerando che i nostri X-Way e S-Way, per esempio, garantiscono i 1.600 km di autonomia con i loro serbatoi” spiega ancora Fabrizio Buffa.“Per il rifornimento di CNG il numero di stazioni aumenta e si assesta a 1.400 in Italia”. Quindi chi vuole viaggiare a gas non ha più limitazioni: autonomie chilometriche paragonabili al diesel, e stazioni di rifornimento che coprono molto bene il territorio. Ma lo stesso non può dirsi dell'elettrico, o dell'idrogeno. Pur essendo in piena espansione, l'elettrificazione deve fare i conti con due fattori: la scarsità di colonnine di ricarica (che devono tra l'altro essere adeguate anche ai veicoli industriali), e la scarsità di energia elettrica. Ad

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oggi non ne viene prodotta abbastanza (ovviamente da fonti rinnovabili, altrimenti tutto il ragionamento decade, non vi pare?) per soddisfare una potenziale domanda di trasporto sia leggero (auto e mezzi sotto le 3,5 t) che pesante (sopra le 3,5 t). Lo stesso dicasi dell'idrogeno, dove la situazione è ancora alle primissime fasi: va capito come produrlo, trasportarlo e distribuirlo. Data l'autonomia che è in grado di assicurare (circa la metà d quella dell'LNG) saranno probabilmente necessarie un numero di stazioni di rifornimento doppio rispetto a quello odierno per l'LNG. L'idrogeno, inoltre, si produce per elettrolisi dall'acqua, un processo che necessita di energia elettrica (e qui si incorre nei problemi di cui sopra in merito alla produzione dell'energia elettrica e alla sua disponibilità). Infine ci sono i costi: essendo una tecnologia agli inizi, il costo dell'idrogeno per ora è assestato sui 13,5 euro/kg, un costo cinque volte maggiore di quello dell'LNG. “Ci sono indubbiamente ancora delle problematiche da risolvere sia per le alimentazioni elettriche che a idroge-

Il Daily può essere sia in versione CNG che full electric

no” ci conferma Buffa, che però prosegue: “ma sono sicuro che tra 10/20 anni sarà l'idrogeno la tecnologia dominante come alimentazione per il trasporto. Nel frattempo, l'approccio alla scelta dell'alimentazione del veicolo che si sta acquistando deve essere legata innanzitutto e soprattutto alla mission che il veicolo sarà chiamato a svolgere, corroborata dall'analisi dei percorsi e dei cicli di start/stop che andrà a fare”. ❑

L'ECOMONDO DI IVECO Non sono trapelate molte informazioni in merito alla partecipazione di Iveco alla manifestazione riminese. Al momento di mandare in stampa la rivista possiamo solo riportare la dichiarazione di Fabrizio Buffa, Alternative Propulsions Manager di Iveco. “Anno dopo anno, Ecomondo sta diventando per noi sempre più importante, perché è una manifestazione che ha saputo adeguarsi ed evolvere insieme ai nuovi scenari di sostenibilità. Iveco vuole continuare ad essere protagonista in questo panorama, e si presenta a Rimini con la propria gamma on road completa (Daily, Eurocargo e S-Way), oltre a essere impegnato sul fronte della divulgazione della cultura e dell'informazione di settore. Nella giornata del 27 ottobre presenteremo, infatti, uno studio realizzato in collaborazione con il CNR che illustra i risultati dell'analisi well to wheel delle emissioni legate all'uso di biometano prodotto da scarti di origine diversa".


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Innovazioni SIMEX

Simex (che sarà a Ecomondo – C/075) ha scelto di focalizzarsi nel recupero del granulato di conglomerato bituminoso (RA o RAP) creando una nuova benna specifica, la CBA, disponibile in due modelli per escavatori da 18 a 40 t. E le novità non finiscono qui... DI CRISTIANO PINOTTI • FOTO DI SIMEX

Come salvaguardare ambiente e portafoglio

P

er essere davvero efficaci - e realmente utilizzate dai professionisti del settore - le tecnologie per il riciclo devono essere a favore dell’ambiente, ma anche dalla parte delle imprese. Proprio in questo solco si inserisce la Ricerca & Sviluppo Made in Simex. Una dimostrazione? Il lancio della nuova benna granulatore per asfalto CBA e l’introduzione dei nuovi utensili di vagliatura FIT (acronimo di Five Independent Tools).

IL PROBLEMA All’interno del complesso mondo della manutenzione stradale, delle pavimentazioni e dell’edilizia è sempre più d’attualità il tema del recupero del materiale derivante dalle

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demolizioni e dalle scarifiche, con il duplice obiettivo di coniugare la salvaguardia ambientale con il risparmio economico. Chi lavora nel settore conosce fin troppo bene gli ingenti costi di trasporto e di smaltimento dell’asfalto e del materiale da risulta da demolizione, per non parlare dei costi legati all’acquisto e al trasporto di nuove materie prime in situ. Ora come non mai è quindi necessario rendersi conto della circolarità del comparto, in particolar modo dei conglomerati bituminosi. Infatti le pavimentazioni stradali possono essere rigenerate diverse volte, nel pieno rispetto delle normative vigenti in materia. Il tutto cercando di fare quello che abbiamo sintetizzato nel nostro titolo: salvaguardare l’ambiente e il portafoglio.

LA SOLUZIONE Con la massima attenzione a questi due aspetti, che non possono essere scissi l’uno dall’altro, Simex ha scelto di focalizzarsi nel recupero del fresato asfaltico, inquadrato oggi dalla normativa come granulato di conglomerato bituminoso (denominato RA o RAP - Reclaimed Asphalt Pavement). E lo ha fatto partendo dal proprio know how in materia di frantumazione e vagliatura dei materiali di risulta da demolizione, creando una nuova benna specifica per il recupero del conglomerato bituminoso e di altri aggregati da cantiere. Lo sviluppo di questa nuova attrezzatura nasce, come sempre quando si tratta di attrezzature progettate dall’azienda di San Giovanni in Persiceto, dall’ascolto attivo


La nuova Simex CBA si compone di un tamburo cilindrico con denti intercambiabili, azionato da motori idraulici a pistoni radiali di grande cilindrata, in presa diretta

del mercato, dei propri dealer e degli utilizzatori finali, che tutti i giorni hanno a che fare con nuove esigenze applicative, restrizioni normative, vincoli amministrativi e costi per lo smaltimento dei materiali. Del resto, dalla fresatura a freddo, tramite l’ampia gamma di fresatrici stradali per pale compatte e braccio escavatore, sino alla frantumazione e riduzione volumetrica degli inerti, Simex è in grado di offrire molteplici soluzioni per il recupero in cantiere del conglomerato bituminoso, che può essere inoltre trasformato negli appositi impianti: per quest’ultima casistica, esistono infatti specifiche classi granulometriche che devono essere rispettate.

LA NUOVA CBA Partendo dalla profonda conoscenza delle specificità tecniche tipiche di questo comparto, la Ricerca & Sviluppo Simex ha quindi unito il concetto di tamburo fresante alla tecnologia delle benne frantumatrici a rotore, dando vita alla gamma di benne granulatore per asfalto CBA, disponibile in due modelli: CBA 30 per escavatori da 18 a 28 t e CBA 40, per escavatori da 25 a 40 t. Sotto il profilo tecnico la nuova attrezzatura si compone di un tamburo cilindrico con denti intercambiabili, azionato da motori idraulici a pistoni radiali di grande cilindrata, in presa diretta. La presenza di una griglia posteriore determina la granulometria del materiale in uscita ed è disponibile in più configurazioni per soddisfare le diverse caratteristiche richieste al fresato dalle normative vigenti nei diversi Paesi. Infine, il dispositivo per l’inversione automatica della rotazione del tamburo garantisce continuità operativa e un’elevata produttività. In sostanza le nuove benne granulatore per asfalto CBA mirano a garantire un’ampia autonomia agli operatori impegnati nelle opere di manutenzione stradale, frantumazione di inerti e riempimento scavi per la posa di sottoservizi. Abbattere i tempi, i costi legati al trasporto, e ridurre al minimo l’acquisto di nuove materie prime significa, infatti, ottimizzare le dinamiche logistiche ed economiche di cantiere, mantenendo allo stesso tempo uno sguardo attento al tema

dell’impatto ambientale e del recupero di quei materiali che sono una vera e propria risorsa e non un rifiuto.

LE BENNE VAGLIATRICI VSE Disponibili in quattro modelli, per escavatori da 8 a 45 t, le benne vagliatrici Simex VSE sono realizzate per la separazione di materiali in diverse pezzature, direttamente in cantiere. Si caratterizzano per l’estrema rapidità della variazione della granulometria in virtù di uno specifico brevetto Simex grazie al quale l’operatore, con un comando in cabina, è in grado di avvicinare e distanziare gli alberi, con un’escursione massima di 40 mm. Il tutto per garantire velocità di esecuzione, versatilità (le benne vagliatrici possono lavorare su diversi

Dalla fresatura a freddo, tramite l’ampia gamma di fresatrici stradali per pale compatte e braccio escavatore, sino alla frantumazione e riduzione volumetrica degli inerti, Simex può offrire molteplici e diversificate soluzioni per il recupero in cantiere del conglomerato bituminoso. materiali) e un considerevole risparmio di tempo. Oggi queste attrezzature sono ancora più performanti grazie all’introduzione dei FIT (Five Independent Tools), i nuovi utensili di vagliatura brevettati.

MANUTENZIONE FACILE ED ECONOMICA Ogni utensile si compone di cinque dischi (o lame) e di due distanziatori che agganciano i dischi all’elemento centrale. Gli utensili vengono poi fissati all’albero tramite morsetti e due viti, senza alcuna saldatura. I dischi, a incastro, sono così facilmente smontabili e sostituibili: i tecnici Simex hanno calcolato un risparmio fino al 75% sui costi di manutenzione, potendo sostituire anche un solo disco

LA NUOVA VS 1500 La benna vagliatrice frontale VS nasce nell’ottica di diminuire i costi di trasporto e lo smaltimento materiali, velocizzando i processi direttamente in cantiere e aumentando così la redditività del lavoro Progettata per la separazione dei materiali di diversa pezzatura direttamente in cantiere, la benna vagliatrice frontale Simex VS 1500 si distingue per il facile caricamento, la grande semplicità di utilizzo e l’elevata produttività. Specifica per la selezione di materiali di risulta derivanti da demolizioni e scavi, è anche indicata per la miscelazione e bonifica di terreni per il successivo recupero. Pensata per l’applicazione su pale e mini pale, la benna vagliatrice VS si caratterizza per una struttura leggera e compatta che le garantisce facilità di manovra e alte perfomance anche in contesti urbani dove, per limiti di spazio, altre macchine operatrici avrebbero scarsa libertà di manovra. Sotto il profilo tecnico è interessante notare come i due alberi rotanti su cui si innestano gli elementi vaglianti, di dimensioni e forme diverse, garantiscano un’elevata vorticosità del materiale in entrata facilitandone la vagliatura. Inoltre la piastra di attacco alla macchina motrice è regolabile in altezza per garantire che in posizione di riposo, con i bracci della mini pala abbassati, la benna sia vicina al suolo, condizione indispensabile per garantire l’apertura della cabina e un aggancio e sgancio in sicurezza.

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Innovazioni SIMEX

COSA DICE LA NORMA Secondo il DM 69/18 presso l’impianto autorizzato (in procedura ordinaria o semplificata) che ha ricevuto il rifiuto, si deve attuare il processo per la sua trasformazione in “End of Waste” (cioè, fine rifiuto) ovvero “materia prima seconda”, anche se questa dizione, di uso comune, è considerata impropria. Il fresato trasformato cessa di essere qualificato come rifiuto e prenderà il nome di “granulato di conglomerato bituminoso” secondo il DM 69/18 se:

1. è utilizzabile per produrre miscele bituminose a caldo, miscele bituminose a freddo, o per produrre aggregati legati idraulicamente e non legati; 2. il materiale viene sottoposto a test di cessione che non deve superare i valori limite dei 19 parametri indicati dalla tabella b.2.2 del DM. Deve inoltre essere controllato anche il contenuto degli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e dell’amianto in conformità alla tabella b.2.1 del DM; 3. vengono determinate le caratteristiche prestazionali (presenza di materie estranee, distribuzione granulometrica secondo EN 933-1 e natura degli aggregati secondo EN 932-3).

o una sola lama vagliante. La sostituzione non prevede lo smontaggio degli alberi, infatti ogni elemento è sostituibile singolarmente, in pochi minuti, con un martello e un punzone.

MASSIMA VERSATILITÀ E FACILITÀ Il sistema consente molteplici configurazioni per meglio adattarsi al materiale da vagliare. Simex propone tre configurazioni base (ma altre sono possibili) grazie ai dischi che compongono l’utensile vagliante, tra loro intercambiabili. Inoltre va segnalato come i nuovi utensili siano retrocompatibili con il precedente sistema. • La configurazione per riciclato è perfetta per vagliare terreni misti con argilla secca, ghiaia, limo e torba. È particolarmente indicata nel settore dell’Oil&Gas per il letto di posa e la copertura delle tubature. Garantisce inoltre un’elevata produttività nella selezione di materiale di risulta da demolizione. • La configurazione a disgregare garantisce alte prestazioni in presenza di terriccio, scarti vegetali, argilla e torba. È ideale per la vagliatura del terreno di coltura in campo florovivaistico e paesaggistico. • La configurazione mista garantisce un’elevata produttività anche con terreni umidi, in

presenza di sassi, ghiaia o argilla. È particolarmente indicata per una frantumazione leggera, per la selezione di terreno vegetale per il campo agricolo e florovivaistico ed è molto efficace per il trattamento di scarti vegetali e nella bonifica del terreno da sassi e pietre. Da segnalare come gli utensili di vagliatura che compongono gli alberi siano formati da dischi e lame di diametri diversi che si intersecano perfettamente, generando un’elevata

Gli utensili di vagliatura FIT che compongono gli alberi sono formati da dischi e lame di diametri diversi che si intersecano perfettamente, generando un’elevata vorticosità del materiale da vagliare

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vorticosità del materiale da vagliare, anche se umido o bagnato, che quindi non rimane incastrato tra gli elementi vaglianti. Come accennato il cambio della pezzatura avviene con un semplice comando in cabina. L’operatore può realizzare istantaneamente tre diverse granulometrie in uscita: un vagliato fine tra 0 e 15 mm, una granulometria media tra i 15 e 55 mm, oppure un materiale grossolano superiore ai 55 mm. ❑

La configurazione per riciclato è perfetta per vagliare terreni misti con argilla secca, ghiaia, limo e torba, per la selezione degli inerti da demolizione e per la realizzazione del letto di posa e la copertura scavi nel settore dell’Oil&Gas


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TESTIMONIANZE

LA MACCHINA

protagonista

Il primo escavatore cingolato Liebherr R 936 Compact venduto in Italia è al lavoro in Valvarrone per alcune importanti opere fluviali finalizzate a contenere le piene dei torrenti che solcano l’area montana a nord di Lecco

(LIEBHEER)

L’escavatore R 936 Compact protagonista di queste pagine è una macchina equipaggiata con un motore da 190 kW e si contraddistingue per un peso operativo che, a seconda dei vari allestimenti, oscilla dalle 33,8 alle 38,25 t. Il motore è un quattro cilindri in linea, conforme alle normative Stage V, in grado di erogare una coppia massima di 1.337 Nm a 1.350 giri. L’impianto idraulico prevede il sistema Positiv Control con due circuiti indipendenti e due pompe a portata variabile da 245 l/min di portata massima. La cabina (particolarmente apprezzata da Memeo) ha una struttura di sicurezza ROPS ed è dotata di sedile Liebherr-Comfort a sospensione pneumatica con regolazione automatica del peso. Mentre il monitoraggio beneficia di una grande unità di comando particolarmente intuitiva ad alta risoluzione touch screen.

NEL FIUME, TRA GLI ALBERI 62

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L’IMPRESA

uesta volta abbiamo esagerato. Per il nostro titolo non solo abbiamo preso spunto da un romanzo di Ernest Hemingway, ma ci siamo anche presi la libertà di parafrasarlo (il titolo originale in italiano è infatti “Di là dal fiume e tra gli alberi”, ndr). Ma la vista dell’escavatore cingolato Liebherr R 936 Compact, lambito dalle acque del Varrone e immerso in un paesaggio incontaminato, ha risvegliato in noi qualcosa di epico, quasi eroico, ma con una sfumatura divertita, non così distante dal colonnello Cantwell protagonista del volume del grande romanziere americano.

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rallentare l’acqua ed evitare possibili danni in caso di piena”. Un lavoro molto impegnativo che prevede lo spostamento e il sollevamento di massi di notevoli dimensioni. “Con questa macchina”, precisa Memeo, “abbiamo già fatto le difese spondali di altri due torrenti e in questo caso dobbiamo eseguire circa 600 m, pari a circa tre mesi di lavoro. Il 936 è arrivato in cantiere solo una settimana fa e in questi pochi giorni abbiamo già fatto tanto lavoro, perché è una macchina che rende davvero tanto”.

Abbandoniamo per un attimo il racconto del nostro cantiere per conoscere più da vicino l’impresa dei fratelli Memeo. Nata nel 2001, è una società figlia di una consolidata tradizione familiare nel campo delle costruzioni edili, trasmessa efficacemente dal nonno Italo, dal padre Franco e dagli zii, attivi nel settore da decenni. Attualmente RMI Costruzioni (il nome riprende le iniziali dei tre fratelli Memeo) occupa circa 30 persone, per un’attività che spazia dall’edilizia civile al restauro degli edifici, dalle opere fluviali al movimento terra, dalle reti idriche alle fognature. Il territorio di competenza comprende le aree di Lecco, Como e la Brianza. Il parco macchine è decisamente Liebherr e, oltre al nuovo R 936 Compact, comprende un Liebherr R 904 (impegnato poco più a valle sempre a Premana), un Liebherr R 914 Compact, due ulteriori pale Liebherr (una 546 e una 524), più alcuni miniescavatori, varie attrezzature e parecchi autocarri e furgoni.

UNA GRAN MACCHINA Miraldo Memeo ha una vera passione per il movimento terra ed è proprio lui alla guida del Liebherr R936 Compact recentemente entrato in azienda, ma che ha già accumulato oltre 500 ore di lavoro. Dopo aver “giocato” con sassolini da parecchi quintali, scende dalla macchina con

IL CANTIERE Da Lecco a Premana la strada si sviluppa dapprima rapida, poi via via più tortuosa, fino a fermarsi poco lontano da un torrente spumeggiante malgrado la stagione (la nostra visita in cantiere risale ai primi giorni di settembre). In questo paesaggio bucolico, RMI Costruzioni sta realizzando alcune scogliere per contenere l’impeto del torrente Varrone. “In sostanza”, ci spiega Miraldo Memeo, titolare, unitamente ai fratelli Raffaele e Igor, della società,“stiamo rifacendo gli argini e le briglie allo scopo di

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TESTIMONIANZE

BENNE SU misura

L’escavatore è equipaggiato con una benna da scogliera con un disegno personalizzato da Trevi Benne per adeguarsi alle necessità del lavoro e alle abitudini di Miraldo Memeo. Inoltre è allo studio una benna “ibrida”, a metà strada tra una benna scogliera e una da carico, molto robusta, in grado di affrontare lavori particolarmente impegnativi. Il progetto - dato che il disegno della benna deve confrontarsi con il cinematismo della macchina - è stato studiato in collaborazione tra il cliente, Liebherr e il costruttore delle attrezzature.

un sorriso estremamente soddisfatto e si sottopone volentieri al nostro interrogatorio. “Siamo tanto soddisfatti di questa macchina”, esordisce, “nonostante un peso di 380 q è quasi un girosagoma, ha una sporgenza posteriore di circa 20 cm e ci fa lavorare ovunque. Potenza ne ha fin troppa, basta guardare che massi riesce a spostare. Senza sollevare, movimenta massi fino a 500 q, mentre in sollevamento i 150-200 q li imbenna senza problemi. In origine avevamo preso questa macchina per alcuni lavori stradali, per le fognature e per la posa di grossi manufatti per l’acqua. Sono opere che si ripresenteranno e che sono perfette per questa macchina, che del resto va benissimo anche per questi lavori lungo il fiume”. Memeo non riesce a trovare un difetto al suo nuovo Liebherr e continua: “la macchina è molto morbida e alla sera scendo senza mal di schiena, poi è bella pesante, molto stabile. È anche equipaggiata con la lama, che è comoda e serve per proteggere il carro. È anche molto precisa, benché io sia un po’ all’antica e non guardi tanto la strumentazione elettronica, perché la

macchina preferisco sentirla”. L’escavatore Liebherr è equipaggiato con un sistema 3D Leica, perfetto per i lavori stradali o di fognature, e ha un carro estremamente robusto (versione HD) con tutti i guidacingoli. Ci sono rinforzi sulla parte inferiore del braccio, in modo che sollevando massi non si possa rovinare la parte interna dello stick, ed è dotata di tutti i sistemi di sicurezza: valvole anticaduta, dispositivo di sovraccarico, segnalatore acustico. Da segnalare il sedile

Oltre all’escavatore R 936 Compact, il cantiere di Premana vede l’utilizzo di un R 904

Da sinistra, Miraldo Memeo, titolare unitamente ai fratelli Raffaele e Igor della RMI Costruzioni, con Mirco Tresin, Responsabile filiale Lallio presso Liebherr EMtec Italia Spa

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comfort, pneumatico e riscaldato; la linea di ingrassaggio automatica; il filtro ciclonico per l’abbattimento delle polveri sottili; le griglie di sicurezza anteriori e superiori; e le due telecamere (posteriore e laterale destra). Una chicca tecnica è rappresentata dal nuovo disegno del braccio con il cilindro del posizionatore montato sulla parte posteriore, le nuove geometrie con il braccio forato e la parte in fusione dove si attacca allo stick. Quest’ultimo non è standard ma è leggermente più lungo. Memeo è però impressionato dai consumi.“Questa macchina”, conclude, “consuma circa 150 l di gasolio al giorno, che per il lavoro che fa è una sciocchezza. Infatti la teniamo al massimo regime per circa 10 ore e il consumo si assesta sui 15 l/h a pieno regime. Un vero record”. ❑ RMI COSTRUZIONI Via Valvarrone 1723 23836 Valvarrone (LC) Loc. Vestreno Tel. 0341850784 https://www.rmicostruzioni.com/ ufficiotecnico@rmimpresaedile.it


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Innovazioni FASSI La nuova Fassi F1450R-HXP TECHNO

Qualunque titolo tradizionale sembrava inadatto. Per questo abbiamo inventato un neologismo che potesse racchiudere in sé tutto il rinnovamento, l’innovazione e la rivoluzione che Fassi ha portato a GIS DI EMANUELA PIROLA • FOTO DI FASSI

Rinnovoluzione!

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pgrade, innovazioni, rivoluzioni. Da dove volete partire? Perché a GIS 2021, Fassi ha dispensato palate di ognuna di esse. Inutile dire che queste pagine non basteranno a esaurire gli argomenti e che saremo costretti a rimandare alcuni approfondimenti ai prossimi numeri di Macchine Cantieri. Ma qui sicuramente vi tratteggeremo, almeno a grandi linee, cosa si è visto a GIS. Upgrade, innovazioni, rivoluzioni, dicevamo. Siccome gli antichi dicevano che “in medio stat virtus” iniziamo dall’innovazione. SHT: LA GRU ABBRACCIA IL FULL ELECTRIC Fassi adora gli acronimi e anche per battezzare la prima gru full electric del mercato ne ha

coniato uno: SHT, che sta per Smart Hybrid Technology. Ma allora, full electric o ibrida? Entrambe le cose. Si, perché il sistema sviluppato dal Costruttore di Albino garantisce il funzionamento della gru in modalità completamente elettrica (quindi con il motore del veicolo spento), che diventa ibrida nelle fasi di ricarica delle batterie, che possono essere ripristinate o attraverso il motore del veicolo (che alimenta tramite la presa di forza – disinseribile – il generatore AC) durante le fasi di trasferimento (da cui la natura ibrida del sistema che vede comunque la partecipazione di un propulsore endotermico), oppure attraverso la rete, con una tensione da 220 V monofase da 16A. Inoltre, questa operazione si può effettuare anche con la gru al lavoro e con il generatore AC in funzione. La sua tensione di ricarica è di 48V e in 4-5 ore garantisce la

ricarica del gruppo batterie se completamente scariche. Meccanicamente l’applicazione del sistema SHT non modifica le gru rispetto ai modelli tradizionali, ma aggiunge “alcune componenti”: in primis il pacco batterie (560 Ah, con una densità energetica di 134 Wh/ litro) contenuto in una cassa con riscaldatore per garantirne il corretto funzionamento anche a -20 °C. Come già detto, altro componente è il generatore AC (22 kg), mentre a livello idraulico vi è una pompa a portata variabile da 55 cc/giro, tarata per fornire alla gru solo la portata di volta in volta strettamente necessaria e fino a un massimo di 50 l/min. Tutte le parti del sistema SHT sono contenute in due casse con dimensioni rispettivamente 750x550x585 mm e 1.100x600x600 mm che insieme raggiungono un peso di 550 kg. In fase di allestimento sarà compito dell’allestitore

ANDAMENTO MERCATI Italia spumeggiante ed Europa locomotiva del Mondo. Non è una bolla destinata a sgonfiarsi, anche se la ripresa è un po’ offuscata dalla crisi delle materie prime Riprendiamo le parole di Mauro Dellacasa, responsabile commerciale Italia Fassi Gru, ed Emilio Bertazzi, Sales export manager di Fassi Gru, per delineare lo scenario domestico ed estero dei prossimi mesi. “I primi sei mesi del 2021 si sono chiusi con un fantastico +100%, che in pratica sta a significare un

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raddoppio delle vendite rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Certo il 2020 è stato l’anno della peggiore emergenza pandemica, con due mesi di chiusura praticamente totale ma, alla resa dei conti, non è stato così tragico come ci si sarebbe potuti aspettare” sono le parole di Mauro Dellacasa che aggiunge:

“Questi numeri non devono farci dimenticare le difficoltà che si sono delineate all’orizzonte, ossia la difficoltà di reperimento e i continui rincari delle materie prime, che rendono difficoltoso il lavoro sia di produzione che, a monte e a valle di questa, di stilare dei preventivi oggi senza sapere cosa succederà fra sei

mesi in termini di costi e di organizzare l’allestimento e la consegna”. “In effetti, anche a livello europeo le note dolenti, e non di poco conto” conferma Emilio Bertazzi, “arrivano dall’ormai conclamata difficoltà di reperimento, e con continui aumenti dei prezzi, delle materie prime e di alcuni componenti,


posizionare le casse, collegare il generatore AC alla presa di forza del motore ed effettuare il cablaggio CAN-BUS. Ovviamente il sistema SHT è controllato da un apposito software studiato per ottimizzare l’uso della potenza del motore elettrico e della portata idraulica. Completa questa breve panoramica la segnalazione di una pulsantiera per l’abilitazione della batteria e l’accensione dei vari dispositivi (operazioni effettuabili anche dal radiocomando) e un display FX902 posizionato in cabina che permette all’autista di monitorare il sistema durante la marcia del veicolo. Il nuovo sistema Smart Hybrid Technology è applicabile a un’ampia fascia di modelli di gru, dalle microgru fino a quelle da 40 tm di capacità di sollevamento (al GIS era applicato a una Fassi F345RB.2.26 L214 che ha sollevato il velo sulla seconda novità di Fassi, la rivoluzione). CAPOSTIPITE DI UNA NUOVA GENERAZIONE La portata di questa novità è tale non solo da meritare la definizione di rivoluzione, ma anche di essere presentata sia dal vivo a GIS, che attraverso una diretta streaming mondiale, durante la quale Giovanni Fassi, AD di

Fassi, e Rossano Ceresoli, Direttore R&D di Fassi, hanno svelato e spiegato la nuova Fassi F1450R-HXP TECHNO e perché è così importante. La F1450R-HXP TECHNO è il primo modello della nuova gamma TECHNO, nella quale tutte le gru saranno caratterizzate da un insieme di innovazioni tale da configurare una nuova era per le gru retrocabina. Per disegnare la nuova gru TECHNO, i progettisti di Fassi sono ripartiti da un foglio bianco, pur facendo tesoro della storia di Fassi, da sempre innovatrice in questo settore. È proprio per continuare a innovare che sulle gru TECHNO lavorano in combinata sia alcuni dispositivi già sviluppati da Fassi (ma ottimizzati, come per esempio la funzione JDP, Jib Dual Power, è ora automatica, ossia il limitatore riconosce l’assetto della gru e rende disponibili in automatico le maggiori performance della prolunga idraulica; oppure uniti, come il sistema di controllo della stabilità FSC-SIII, originato dalla fusione tra le performance dell’FSC-H e il sistema FSC-SII), sia vere e proprie novità. Prima tra tutte la nuova unità di con-

Le informazioni del sistema DMA visualizzate dal radiocomando delle gru TECHNO

soprattutto elettronici. Un problema comune anche ai costruttori dei veicoli industriali, che stanno vivendo grossi ritardi nelle consegne e ricalibrando le consegne future”. Nessuno è in grado di stabilire quando questa crisi andrà a risolversi, cosa che però non mette ansia né a Dellacasa, né a Bertazzi. Il primo ha affermato: “non credo comunque che a questa domanda così corposa possa corrispondere in futuro una depressione per la saturazione

del mercato: vediamo gru tutti i giorni in tanti cantieri, ferroviari, stradali ed edili, c’è un generale risveglio di numerosi settori ‘dormienti’ da anni e se riparte l’economia ci sarà sempre più bisogno delle nostre gru; non credo di peccare di eccessivo ottimismo se prevedo una chiusura dell’anno con circa 1.400 ordini in portafoglio, come nelle migliori annate che sembravano ormai irraggiungibili”. Della stessa opinione Bertazzi che dichiara: “non credo alle

Il nuovo profilo e la sezione decagonale del gruppo secondario della nuova Fassi F1450R-HXP TECHNO

trollo FX990, cuore delle gru T E C H N O, posta a presidio di tutte le funzioni elettroniche grazie al fatto di essere equipaggiata, ora, con tre linee CANBUS dedicate, rispettivamente, ai sensori, ai comandi e alla connessione del veicolo. Sviluppata nel solco della tradizione Fassi (tracciato dai sistemi FX-Link e DBF, Drive by Fassi), la nuova FX990 non si accontenta solo di un sistema CAN-BUS potenziato, ma dispone anche di due linee Ethernet che ne ampliano ulteriormente la connettività e la potenza di elaborazione. Grazie a queste due nuove vie, infatti, è stato possibile concretizzare fin da subito alcune nuove soluzioni, dalla connessione al display touch a colori da 7” FX991, all’unità gateway con multiconnettività per la funzione IoC (Internet of Cranes), e preparare la gru alle molte altre che verranno in futuro. La nuova elettronica, o meglio il nuovo sistema di operazione e controllo TECHNO, si completa con una nuova linea di sensori, conformi agli indirizzi della “Direttiva macchine” e ai

‘Cassandre’ che predicono una pesante recessione dopo questo periodo positivo. Rispetto al 2019, lo scorso anno abbiamo registrato un calo delle vendite molto contenuto se pensiamo che siamo stati completamente fermi due mesi, ma quest’anno, come la congiuntura del mercato lascia prevedere, segneremo una significativa ripresa sul 2019. Quindi una domanda forte ma ragionata, sostenuta dalla ripresa delle grandi opere infrastrutturali e da un generale

rilancio dell’economia. Non è una domanda speculativa come ai tempi di alcuni incentivi che avevano ‘drogato’ il mercato, ma piuttosto basata su scenari ben articolati e solidi. Quindi sono molto fiducioso che a questo trend seguirà un periodo di consolidamento e generale tenuta, magari con i mercati che finora sono rimasti un po’ al palo rispetto all’Europa e agli USA: penso soprattutto ai Paesi asiatici e al Medio Oriente, che rafforzeranno la loro domanda”.

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Innovazioni FASSI prossimi requisiti della norma EN12999 che entrerà in vigore nel 2023.Tutti i sensori sono realizzati dalla TSM, società del Gruppo, che con questi nuovi sviluppi ha messo a disposizione sensori conformi alla norma di sicurezza EN13849 e comunicanti in modo sicuro grazie all’implementazione del protocollo “Canopen Safety”, protocollo di riferimento per la gamma TECHNO. Tra gli obiettivi della nuova generazione TECHNO c’era anche la massimizzazione delle prestazioni nella configurazione verticale di lavoro della gru. Per questo le nuove TECHNO adottano il gruppo secondario con sezione decagonale, non nuovo per Fassi che l’ha già utilizzata cinque anni fa su modelli di gru per il mercato USA. La nuova sezione si caratterizza per le aumentate prestazioni meccaniche, per i pattini di scorrimento e per la stabilità inerziale dei carichi verticali. Ne consegue che, rispetto alla sezione esagonale, si possono sviluppare soluzioni più leggere a parità di performance meccaniche, o più performanti meccanicamente a parità di peso. Inoltre, per aumentare le prestazioni di sollevamento, è stata sviluppata una nuova cinematica con doppio martinetto sul braccio principale e un gruppo di rotazione su un’inedita ralla con doppio motoriduttore. Potremmo andare avanti per pagine e pagine con tutte le novità adottate dalle nuove gru TECHNO, ma dobbiamo dare spazio anche agli upgrade presentati da Fassi a GIS, quindi chiudiamo questa carrellata sulla nuova generazione di gru di Fassi con un cenno al DMA, Dynamic Maintenance Assistant. Con l’imple-

mentazione della connettività delle gru TECHNO, è ora possibile gestire dati e fornire informazioni in grado di aprire nuove frontiere, in primis a livello di manutenzione, alla base del corretto funzionamento della gru, della sicurezza dell’operatore e del mantenimento del valore della gru nel tempo. Il sistema DMA, fruibile immediatamente dal display del radiocomando, da quello bordo macchina FX991 o da smartphone per le gru con IoC, attraverso dei grafici, definisce in modo dinamico, quindi in funzione dell’effettivo utilizzo della gru, quali siano le ore di lavoro prossime all’intervento manutentivo. Così si potrà programmare il fermo macchina nei tempi più opportuni e nel rispetto delle esigenze lavorative del cliente. LAST BUT NOT LEAST, GLI UPGRADE Benché le prime due novità di cui abbiamo parlato abbiano “rubato la scena”, non trascuriamo gli upgrade di gamma presentati da Fassi con nuovi modelli che ampliano le possibilità di scelta e le opportunità di trovare la soluzione ideale per le esigenze dei clienti, con l’obiettivo di coprire ulteriori nicchie di mercato. Gru che completano la gamma

Le performance e l’eccellente rapporto peso/potenza della Fassi F1450R-HXP Techno sono il risultato di un insieme di innovazioni, come il sistema di controllo digitale, la nuova interfaccia display, l’inedito controllo di stabilità, il design decagonale del braccio secondario e dei bracci sfilabili, il nuovo controllo dinamico di sollevamento e soprattutto le nuove performance

FX-LINK PER IVECO Anche IVECO ha deciso di offrire il sistema Fassi FX-Link sui propri veicoli IVECO Stralis, IVECO X-Way, IVECO S-Way e IVECO Trakker. FX-Link consente di controllare diverse funzioni del veicolo dal radiocomando della gru e viceversa, sviluppando nuove funzionalità integrate di comando e

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controllo. Tutto si traduce in una semplificazione delle connessioni elettriche tra gru e truck, in un incremento delle funzioni dell’autocarro gestibili tramite il radiocomando della gru e, infine, l’eliminazione del box CPM in cabina. Tra le principali funzioni controllabili tramite radiocomando

ricordiamo lo spegnimento e accensione del veicolo; la regolazione dei giri motore; la segnalazione del livello e consumo di carburante; la visualizzazione della tensione della batteria, dello stato della presa di forza e del freno di stazionamento, nonché del carico sugli assali.

La nuova Fassi F175A.1

17-30 t/m oltre a una nuova serie di gru monobraccio dedicate ai mercati del Far East. Apriamo con tre nuovi modelli nella fascia tra le 17 t/m e le 19 t/m: la F175A.1, la F185A.1 e la F195A.1, ideali soprattutto per impieghi nella movimentazione di materiali per il settore delle costruzioni, che mantengono le linee guida della gamma esistente, ossia il contenimento degli ingombri e quindi una migliore compattezza per poter essere montate anche su veicoli industriali a due soli assi. Due nuovi modelli, F215AZ e F245AZ, vanno ad arricchire l’offerta della serie Z, la cui particolare struttura consente di essere chiuse mantenendo montato alla gru l’accessorio, di solito una benna, in quanto solitamente impiegate nella movimentazione di materiali sciolti per l’edilizia, come la sabbia che impone ai veicoli di viaggiare con il cassone coperto e quindi con la gru chiusa: va da sé che non dover smontare ogni volta l’accessorio sia un enorme vantaggio. La gamma media tra le 20 t/m e le 30 t/m è completata dalla F235RA.2 e F255RA.2. Un ampliamento dell’offerta con l’introduzione della rotazione continua su ralla. Una specifica risposta alle richieste del mondo dell’edilizia dove questa soluzione garantirà una maggiore versatilità e operatività, grazie anche a dimensioni e peso contenuti che ne consentiranno l’installazione su veicoli industriali a due assi. Le nuove F315B.2 e F315RB.2 e-dynamic si caratterizzano per la sezione decagonale dei bracci sfilabili telescopici che permette una riduzione dei pesi rispetto alla soluzione del braccio secondario e degli sfili telescopici a sezione esagonale. Infine, nella sede produttiva malese del Gruppo Fassi, entra in produzione la prima gru XR710 della serie monobraccio, un modello specifico per i mercati asiatici. ❑



AZIENDE

La nuova Serie VD è destinata allo specifico mercato degli sfasciacarrozze

VTN torna a Ecomondo (hall C5 stand 070) e presenta la linea VD dedicata agli sfasciacarrozze, il frantumatore girevole FP05, la pinza taglia tronchi W800, e il frantumatore con il booster FP20+ VTN EUROPE

PRONTI A RIPARTIRE! l rapporto tra VTN ed Ecomondo è qualcosa di speciale che questi ultimi mesi - così complicati dal punto di vista sanitario, economico e sociale – non sono riusciti a incrinare. In queste pagine vogliamo quindi raccontarvi la presenza del costruttore veneto alla manifestazione riminese. Una presenza che va al di là della mera (seppur importante) presentazione di attrezzature.

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VOGLIA DI RIPARTIRE “Durante questo anno e mezzo di pandemia mondiale, abbiamo cercato di non rimanere focalizzati sul problema ma anzi di attivarci di conseguenza senza fermare le nostre idee, lavorando su nuovi progetti e soluzioni tecnologiche pronte per accogliere

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le attuali e future richieste di mercato. In questi ultimi anni abbiamo fatto alcuni importanti investimenti con la visione di crescere, sia internamente che esternamente. Sia dal punto di vista umano che dal punto di vista tecnologico”. Queste le parole di Antonio Vaccaro, tra i Ceo di VTN, che con grande entusiasmo insieme a tutto il team della società, coglie l’occasione della fiera per rivivere momenti di normalità insieme a clienti, fornitori e collaboratori. Come accennato,VTN parteciperà infatti alla prossima edizione di Ecomondo (Rimini dal 26 al 29 ottobre, hall C5 stand 070) e non ci pensa nemmeno ad abbassare la guardia. Anzi, è prontissima per ripartire con le fiere più energica che mai. Proprio per questo, la storica

La particolare forma a punta della Serie VD permette di raggiungere gli anfratti dei veicoli, facilitando la separazione e lo smaltimento


LA NUOVA SERIE VD

IL NUOVO FP 05

Sempre pronta a cogliere ogni nuova opportunità grazie all'impegno nella ricerca,VTN ha progettato e realizzato la nuova Serie VD. Destinata allo specifico mercato degli sfasciacarrozze, la pinza smantellatrice veicoli è studiata per il recupero del materiale “prezioso” dalle vetture e dai camion da rottamare. Consente infatti di strappare e tagliare carrozzerie di auto e telai di furgoni, autobus e pullman e di estrarre cablaggi, cruscotti, cavi e sedili. La sua particolare forma a punta permette di raggiungere gli anfratti più stretti dei veicoli, facilitando quindi la separazione e il successivo smaltimento.

VTN presenterà inoltre l’ampliamento di gamma dei frantumatori girevoli, attualmente tra i best-seller aziendali: la serie FP, con l'introduzione del modello FP 05, per escavatori da 4 a 7 t. Del resto la capacità di rispondere a differenti anche se specialistiche applicazioni, la facilità di utilizzo e l’economicità dell’investimento sono le caratteristiche che fanno dei frantumatori rotativi VTN tra le attrezzature da demolizione più richieste del mercato. E anche il piccolo FP05, ne siamo certi, saprà farsi valere. ❑

azienda vicentina sarà presente a Rimini con una ricca rassegna di novità. Tra queste la nuova linea VD dedicata agli sfasciacarrozze, i nuovi modelli di frantumatori girevoli, il piccolino della gamma delle pinza taglia tronchi (il W800) e il frantumatore con il booster FP20+. Ovviamente non mancheranno le tanto richieste cesoie e le pinze selezionatrici, che da anni sono tra le protagoniste indiscusse di Ecomondo.

IL SERVIZIO CLIENTI La qualità delle macchine e delle attrezzature è ovviamente importante, parallelamente il servizio al cliente (che siano dealer o utilizzatori finali) è assolutamente fondamentale. Quello targato VTN è stato ideato per fornire, con semplicità e rapidità, all'estesa rete mondiale dei propri dealer tutte le informazioni tecniche

necessarie. garantendone un costante aggiornamento. Manuali operatore, schemi idraulici, listini ricambi permettono all'utilizzatore di facilitare la messa in servizio, conoscere e valorizzare a fondo la vasta gamma dei sistemi VTN. Il servizio clienti consente inoltre di visualizzare gli schemi delle attrezzature

per individuare con facilità le parti di ricambio, effettuare l’eventuale pre-ordine, accelerando così la procedura di acquisto. E tutto funziona in modo molto semplice: per ogni membro della rete dei dealer VTN è sufficiente effettuare una veloce registrazione e ottenere le necessarie credenziali per l'accesso

personalizzato. Allo stesso tempo VTN è in grado di fornire un'assistenza tecnica di elevata qualità attraverso il proprio personale specializzato per interventi di riparazione, manutenzione ordinaria e straordinaria. Il tutto finalizzato a garantire il massimo rendimento di ogni singola attrezzatura.

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Innovazioni JCB

Grandi prestazioni, POCO INGOMBRO Sono stati dedicati 4 anni allo sviluppo nel campo idraulico, elettrico ed elettronico per creare una macchina robusta e dalla forza estrema

Efficiente, confortevole, stabile e produttivo, il 245XR è il primo modello a ingombro di rotazione ridotto della gamma di escavatori cingolati Serie X conforme Stage V lanciato di recente da JCB DI CLAUDIO GUASTONI FOTO DI JCB

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nche questa volta, con l’ultimo arrivato della famosa serie X, i progettisti JCB hanno fatto centro. Il risultato è un escavatore che da subito promette grandi cose: è di elevato livello, ha un raggio di rotazione ridotto, e non ha concorrenza per quanto riguarda le prestazioni e lo spazio in cabina.

MASSIMA EFFICIENZA, MINIMO INGOMBRO La principale caratteristica dell’escavatore cingolato 245XR è sicuramente la rotazione posteriore ridotta, più precisamente di 1,72 m, il 40% in meno rispetto al modello 220X standard. Questo rappresenta un grande aiuto per le imprese, che possono così contare su una macchina molto efficiente in grado di operare in sicurezza negli ambienti stretti e congestionati, come nel caso delle autostrade e nelle vicinanze di edifici, complessi residenziali e barriere stradali, per effettuare comodamente manutenzioni stradali e realizzare sottoservizi, senza comunque pregiudicare il massimo comfort e la massima potenza.

SPAZIO EXTRA Nonostante l’ingombro posteriore ridotto, il nuovo 245XR si distingue per avere una tra le cabine più grosse, comode, silenziose e facili da usare presenti sul mercato. Ha un volume interno di 2,86 m3, la larghezza di un metro, più grande del 15% rispetto alla cabina della precedente generazione JS di escavatori cingolati, ed è già stata collaudata in quanto utilizzata sulle macchine della Serie X. Tutto al suo interno è stato accuratamente studiato per rendere eccezionale il comfort agli operatori durante le lunghe ore lavorative: i doppi supporti viscosi riducono le vibrazioni ma anche il livello di rumorosità interna, che ora è di soli 69 dB(A) e rende questa macchina tra le più silenziose del settore; la vasta scelta di sedili sviluppati in collaborazione con Grammer offre il massimo supporto, di serie viene offerto un sedile pneumatico riscaldato e regolabile con supporto lombare meccanico, e come optional un sedile super deluxe con riscaldamento e raffrescamento e supporto lombare elettrico. Il layout dei comandi è definibile dal cliente, con la possibilità di fornire un feedback


TUTTO IN UNA TERNA Confortevole, facile da usare, alta produttività e massime prestazioni, ma al tempo stesso un ridotto costo totale di proprietà. È la nuova terna 3CX ECO da 55 kW conforme allo standard EU Stage V lanciata da JCB Nuovo look per la terna JCB 3CX ECO, che presenta una cabina Command Plus rivista, con 4 fari a LED integrati nel tetto e ben visibili da ogni angolazione per migliorare la sicurezza dell’area di lavoro, maniglie gialle per un chiaro punto di contatto e specchietti più grandi per una migliore visibilità dietro la macchina. L’interno offre un nuovo livello di comfort e fruibilità: il volante dello sterzo migliora la visione del nuovo schermo del display anteriore, mentre la schermata del nuovo display laterale

da 7” fornisce all’operatore maggiori funzionalità e maggiori informazioni. La nuova terna introduce funzioni di automazione avanzate che riducono l’affaticamento e aumentano la produttività dell’operatore: l’Auto Stop rileva automaticamente quando la macchina non è più in uso e spegne il motore, l’arresto automatico elimina il funzionamento al minimo del motore riducendo consumo di carburante ed emissioni, mentre la funzione Auto Seat Select è disponibile sulle macchine dotate di servocomando a leva

e riconosce automaticamente in quale direzione è rivolto il sedile, eliminando la necessità di selezionare le funzioni quando l’operatore passa dalla posizione anteriore a quella posteriore. Gli stabilizzatori automatici offrono una funzione di sollevamento automatico e un’impostazione di estensione automatica che si ferma quando i piedi toccano il suolo, e consentono alla macchina di trovare una posizione operativa orizzontale su terreni

irregolari. La funzione Auto Drive è stata migliorata, e per ridurre l’usura inutile degli pneumatici e il consumo di carburante, 3CX ECO ora viene fornito con Auto 2WD, sistema che cambia la trasmissione da 4WD a 2WD quando la trazione aggiuntiva non è più richiesta. L’aumento di efficienza è garantito da un motore Stage V da 3,0 litri che offre un aumento della coppia del 10% e un risparmio di carburante del 7%.

iL 245Xr JCB e iL MiX perFetto tra Un inGoMBro di rotazione ridotto, Una CaBina spaziosa e ConForteVoLe, Un'eCCezionaLe staBiLita, Una trasMissione eFFiCiente e Un'eCCeLLente FaCiLita di ManUtenzione. prestazionaLe e prodUttiVo, staBiLisCe Un nUoVo standard neL seGMento deGLi esCaVatori a rotazione ridotta da 22-26 t. all’operatore in modo da contribuire alla qualità del design, il joystick è montato sulla postazione, e i comandi a interruttore si spostano insieme all’operatore per avere tutto a portata di mano. Davanti al sedile è installato un grande display multifunzione da 7 pollici, le prese d’aria, ben 11, sono completamente regolabili con più combinazioni di flusso per adattarsi all’operatore e alle condizioni climatiche, e sono disponibili numerosi e comodi spazi per riporre oggetti intorno e dietro al sedile.

UN CUORE AFFIDABILE Alla base del nuovo JCB 245XR c’è il motore diesel JCB Dieselmax 448 Stage V ad alta efficienza in grado di erogare una poten-

za pari a 129 kW (173 CV). Questi motori garantiscono un basso consumo di carburante, e sono stati testati fino a 110.000 ore in 70 macchine diverse in tutto il mondo. Il propulsore da 4,8 litri utilizza un filtro di riduzione catalitica selettiva (SCR-F) che include un SCR combinato, un filtro antiparticolato diesel (DPF) e un catalizzatore di ossidazione diesel (DOC) con grande capacità di trattenere i residui. Dunque non occorre il sistema di ricircolo dei gas di scarico EGR, che è stato quindi rimosso dal nuovo collettore di aspirazione ottenendo una combustione più pulita. L’impianto idraulico impiega pompe Kawasaki di ultima generazione, con distributore Kayaba per un controllo molto preciso che garantisce efficienza

e produttività. Il diametro dei tubi idraulici è stato aumentato per fornire un maggiore flusso con meno resistenza, aumentando le prestazioni generali e l’efficienza della trasmission

ROBUSTEZZA E DESIGN ALL’AVANGUARDIA Il nuovo JCB 245XR, macchina dalla forza estrema e dotata di una robustezza impareggiabile, è il risultato di 4 anni dedicati in modo approfondito allo sviluppo nel campo idraulico, elettrico ed elettronico da parte degli esperti tecnici di JCB. L’escavatore è sottoposto a un test di scuotimento in grado di replicare 15.000 ore di movimento e vibrazioni, a test con clima caldo e freddo (da 55 a -30°C) eseguiti in località di tutto il mondo, e su porte e finestrini sono effettuati numerosi cicli di test per valutare la qualità di ogni singolo componente. Sul 245XR l’attenzione rivolta ai dettagli è straordinaria, e l’intero design del prodotto è ottimizzato in funzione della protezione del macchinario: gli sportelli laterali sono stati arretrati rispetto al bordo del contrappeso e l’angolo destro La rotazione posteriore minima del 245XR consente di lavorare in sicurezza vicino a edifici e barriere stradali

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Innovazioni JCB

della piattaforma si trova all’interno del raggio di rotazione per prevenire danni e graffi. Il gruppo di scavo e il sottocarro sono stati sottoposti ad una saldatura robotizzata per garantire qualità e precisione in modo costante. Il nuovo design incassato del contrappeso protegge la parte posteriore dai danni causati dagli impatti. Nonostante la compattezza dell’ingombro posteriore, JCB ha installato sulla macchina ampie cofanature che offrono un facile accesso a tutti i filtri e ai punti di rifornimento. La durata del filtro dell’aria e del filtro idraulico è di 2.000 ore, mentre gli intervalli di sostituzione dell’olio motore sono fissati a 500 ore. La macchina offre gradini ampi e corrimani per l’accesso alla parte superiore della torretta, in modo da ridurre i tempi di manutenzione e aumentare la sicurezza.

IMBATTIBILE PER SCAVARE E SOLLEVARE Il 245XR può essere configurato in versione monobraccio o triplice (TAB) e con avambraccio a scelta da 2,4 m oppure 3,0

m per massimizzare la forza di scavo o lo sbraccio. In configurazione monobraccio, lo sbraccio massimo è di 9.952 mm per una profondità di scavo massima di 6.627 mm. Grazie a una gamma di cingoli heavy duty con pattini disponibili da 600 e 900 mm, il 245XR garantisce una eccezionale stabilità durante le operazioni di scavo e di sollevamento, e può inoltre essere dotato di lama apripista opzionale per massimizzarne la versatilità. Massima precisione ed efficienza nel controllo sono assicurate dai collaudati componenti giapponesi, mentre i comandi elettroproporzionali personalizzabili consentono agli operatori di impostare le proprie preferenze di velocità e controllo dell’attrezzatura. Il pulsante power boost aumenta la pressione, in modo da fornire una forza di strappo extra, e inoltre, grazie alle valvole di blocco di serie, la macchina si dimostra perfetta per le operazioni di sollevamento. Sono altresì disponibili valvole di blocco opzionali per il cilindro benna grazie alle quali è possibile montare anche le forche. ❑

STAGE V PER LA SERIE X JCB ha introdotto le versioni conformi al regolamento sulle emissioni Stage V dei suoi escavatori cingolati 140X, 150X e 220X (modello di prossima commercializzazione in Italia). Le tre macchine utilizzeranno il motore JCB Dieselmax 448: per i modelli 140X e 150X ciò significa un aumento della coppia, combinando le maggiori efficienze dello Stage V con la cabina operatore leader della categoria e le caratteristiche

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comprovate dei precedenti modelli T4F. Questi escavatori sono dotati di un nuovo filtro di riduzione catalitica selettiva (SCR-F) che comprende un SCR, un filtro antiparticolato diesel (DPF) e un catalizzatore di ossidazione diesel (DOC). Non è più richiesto il ricircolo dei gas di scarico (EGR) e il sistema è stato rimosso dal nuovo collettore di aspirazione, ottenendo un motore più pulito. Le macchine con motori Stage V conservano

i vantaggi dei nuovi modelli della Serie X, con una cabina più grande del 15% rispetto ai precedenti escavatori JS, dotata di HVAC migliorato, specifiche standard più elevate, un livello di rumorosità ridotto e un monitor

regolabile da 7 pollici. Rispetto ai modelli precedenti le macchine richiedono meno controlli giornalieri, con intervalli di manutenzione dell’olio idraulico estesi e accesso da terra a tutte le aree di ispezione.


NEW

4,6T | ESCAVATORI COMPATTI

DIFFICILI DA BATTERE

I nuovi escavatori compatti JCB della classe da 4-6 ton conformi Stage V sono più potenti e robusti, sicuri e confortevoli, con un basso costo di gestione e offrono prestazioni imbattibili. Sono dotati del sistema telematico JCB LiveLink di serie, e di controllo automatico dello stato di funzionamento per ridurre i tempi di inattività. Gli intervalli di lubrificazione sono di 500 ore, e il sistema di controllo del minimo automatico e dell’arresto motore garantiscono risparmio di carburante. Ora puoi scegliere tra modelli a rotazione convenzionale o girosagoma: contatta il tuo rivenditore JCB e scopri la vera innovazione per il cantiere. JCB è innovazione. JCB S.p.A. Via E. Fermi, 16 – 20090 Assago (MI) – marketing.italia@jcb.com

Telefono: +39 02 48866401

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AZIENDE

TREVI BENNE

UN 2021 DA RECORD

Con Luca Vaccaro riviviamo un anno complesso ma ricco di enormi soddisfazioni, con un occhio rivolto a tutte le sfide che si profilano all'orizzonte

egli ultimi 10-12 anni Trevi Benne ha fatto il salto di qualità e da azienda artigianale a conduzione familiare è divenuta una realtà industriale ben strutturata. Al di là del management amministrativo, l'area produttiva è in costante crescita e tutti i processi sono razionalizzati,

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la parte commerciale è gestita da vari area manager che si occupano delle più disparate zone del mondo e in azienda spicca un'importante presenza back-office, un vero e proprio servizio che non tutte le realtà possono vantare. Quello che distingue la società vicentina è sintetizzabile in una frase,

apparentemente semplice, ma che nasconde tanto lavoro:“in Trevi Benne ci ascoltano, ci rispondono”. Fatta salva la qualità del prodotto (che è indiscutibile) quello che emerge è la capacità di ascoltare i clienti e di rispondere velocemente. Una capacità che viene dalla struttura aziendale, ma che è an-

LA NUOVA SERIE WR Una new entry nella gamma Trevi Benne. Stiamo parlando della nuova Pinza Abbattitrice Serie WR, un’attrezzatura indicata per il taglio e la raccolta di legname su larga scala in aree boschive, per l’abbattimento di alberi pericolanti, per la coltivazione,

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o per la cura e la manutenzione del paesaggio. Efficace per operare su forti pendenze, terreni scoscesi e di difficile accesso (anche grazie al piedistallo offerto in via opzionale), presenta un innovativo sistema di taglio a doppia lama che migliora

sensibilmente la penetrazione nel materiale, non sfibra il tronco e non rovina la corteccia, garantendo un taglio netto, pulito e lineare. E il tutto si traduce in un'importante salvaguardia del tronco, che così mantiene intatto il suo valore di

mercato. Sotto il profilo tecnico la gamma WR si caratterizza per l'adozione di lame reversibili, di branchie centrali di presa ad azionamento diretto e di branchie superiori di accumulo (optional) ad azionamento diretto per consentire tagli


che una sorta di imprinting dato a tutti i collaboratori, una caratteristica che fa la differenza a ogni livello: dai preventivi ai ricambi, alle infinite personalizzazioni. “Facciamo molta consulenza”, ci spiega Luca Vaccaro,Titolare e Fondatore di Trevi Benne,“siamo in grado di venire incontro al cliente per ogni sua necessità. Costruendo da tanti anni attrezzature speciali arriviamo al dunque in tempi rapidi, anche perché il reparto commerciale è sempre in collaborazione con l'ufficio tecnico, che è poi quello che dà la fattibilità di ogni singolo progetto”. L'ufficio tecnico è composto da nove persone più un responsabile che si occupa inoltre della gestione dell'assistenza. Mentre Luca Vaccaro è un vero e proprio trait d'union tra il comparto commerciale e l'ufficio tecnico.

multipli e ottimizzare il ciclo di lavoro. Da menzionare anche il supporto tronco a forcella, che è stato studiato per aumentare la sicurezza durante il taglio dei tronchi e facilitare le operazioni di scarico e di rilascio del materiale tagliato. La doppia lama, le

UNA CRESCITA IMPRESSIONANTE L'impostazione di Trevi Benne in quest'ultimo periodo si è incontrata con un momento di mercato decisamente favorevole. “Per il 2021 sinceramente non ci aspettavamo un incremento così elevato”, racconta quasi stupito Luca Vaccaro, che continua,“è stata una crescita esagerata che ci ha colti anche un po' impreparati per il numero di ordini ricevuti, soprattutto nei primi sei mesi dell'anno. Sicuramente il 2021 verrà archiviato come l'anno migliore della storia di Trevi Benne. Infatti quest'anno supereremo i 36 milioni di fatturato, con un incremento del 25% rispetto al 2020. A trainare la crescita nel 2021 è stato specialmente il mercato italiano, quello che percentualmente è cresciuto di

branchie centrali e superiori e il supporto a forcella sono tutti in Hardox 400 antiusura. A completare il tutto c'è poi la possibilità di configurare la WR con due differenti unità rotative. La versione standard beneficia di ralla con due motori di rotazione

Luca Vaccaro mostra i muscoli, per essere dei veri capitani d'industria bisogna anche saper ridere

TREVI BENNE STA PUNTANDO SUI MERCATI DI FASCIA ELEVATA, QUELLI PIÙ MATURI, CHE SONO ANCHE I PIÙ DIFFICILI. PER COMPETERE SU QUESTI MERCATI È NECESSARIO CONTINUARE A PUNTARE SU UNA QUALITÀ, INTESA COME STRUTTURA E ORGANIZZAZIONE, CHE PORTA A UN PRODOTTO FINALE DI ASSOLUTA AFFIDABILITÀ. È UNA SFIDA CHE PARTE DA UN'ITALIANITÀ CHE TALVOLTA ALL'ESTERO PUÒ ESSERE PENALIZZANTE: IL MERCATO SPESSO CI RICONOSCE LA CAPACITÀ INNOVATIVA, MA È INCLINE A VEDERCI POCO AFFIDABILI. ED È PROPRIO QUI CHE BISOGNA LAVORARE DI PIÙ E MEGLIO. più e ha permesso all'Italia di diventare il secondo mercato più importante per la nostra società”.

AFFRONTARE LE PROBLEMATICHE La richiesta boom che ha contraddistinto i primi sei mesi dell'anno si è poi dovuta confrontare con la carenza di materie prime e con l'aumento dei prezzi che hanno caratterizzato la

per garantire maggiore forza e tenuta durante il movimento del tronco in presa; la seconda versione, con sistema basculante, ossia con unità priva di ralla ma con sella basculante a 50° dx/sx, è pensata per i carichi gravosi e di grosse dimensioni.

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AZIENDE

SICUREZZA E QUALITÀ CERTIFICATE Dal 2006 Trevi Benne è certificata ISO9001-2015 e ha recentemente conseguito anche la certificazione ISO45001-2018. Traducendo, Trevi Benne ha certificato il Sistema per la Qualità e il Sistema per la Sicurezza. Se la 9001 è abbastanza conosciuta, vale la pena di soffermarci sul Sistema per la Sicurezza. “Si tratta”, ci spiega Raffaele Ruaro, Quality & Safety Manager per Trevi Benne, “della certificazione di tutti i processi relativi alla sicurezza aziendale: dall'acquisto alla gestione delle macchine da officina, dalla loro manutenzione alla formazione del personale, fino alla gestione dell'intero ambiente di lavoro. Questo impegno nella sicurezza, tenendo anche conto che noi lavoriamo con attrezzature e materiale pesante, ha segnato un deciso calo degli infortuni sul lavoro. E il tutto è figlio non solo della procedure, ma soprattutto della formazione. In molti casi, infatti, non ci limitiamo ai corsi previsti dall'accordo Stato-Regione, ma organizziamo ulteriori corsi integrativi. In pratica vogliamo avere in azienda una vera e propria cultura della sicurezza”. Inoltre, benché non ancora certificata, Trevi Benne è anche decisamente attenta a tutte le immissioni nell'ambiente circostante e alla gestione dei cosiddetti rifiuti speciali.

seconda parte del 2021. “Il problema delle materie”, conferma Vaccaro, “è di stretta attualità, ma stiamo tenendo bene perché abbiamo sempre avuto un buon magazzino e programmi a lungo termine che ci hanno permesso di superare agevolmente questi mesi. Ora bisognerà valutare la reperibilità del materiale per il prossimo anno, problematica che andrà a sommarsi all'incremento dei costi delle materie prime. Quest'ultimo aspetto sta avendo un'incidenza esagerata: sulla lamiera abbiamo aumenti medi del 50%. Di conseguenza cresce anche il costo della componentistica, che di per sé vede un incremento dovuto al semplice aumento della domanda. Per il 2021

siamo riusciti a contenere gli aumenti verso i nostri clienti, ma ovviamente stiamo facendo le opportune valutazioni per il prossimo anno, dove non avremo più il cuscinetto del nostro magazzino”. Il tutto in considerazione del fatto che il 2022 inizierà certamente con un livello della domanda sostanzialmente sovrapponibile a quanto è avvenuto quest'anno.

L'ANNO DEL BAUMA Il 2022 sarà anche l'anno del bauma, una fiera che porta con sé non poche aspettative. Continua Vaccaro: “essendoci abituati a non fare fiere e a fronte di un mercato del movimento terra che sta andando molto bene, non

Per Trevi Benne il bauma è un appuntamento imperdibile

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vorrei che alcune case costruttrici, anche importanti, sentissero meno stimolo. Inoltre negli ultimi anni tutte le fiere (bauma escluso) hanno un po' accusato il fattore internet e social. In più il mercato è spesso maturo, il cliente sa cosa vuole e la classica presentazione delle novità in fiera può aver perso un po' di attrattiva. Però il bauma è il bauma. Forse possiamo mettere in discussione le altre fiere, ma non Monaco. A parte l'aspetto innovazione, il bauma rimane sempre importantissimo per incontrare i nostri dealer e i nostri clienti. Un tempo facevamo le fiere allo scopo


di farci conoscere e di conquistare il mercato, oggi siamo affermati e sotto il punto di vista commerciale la fiera non ha i riscontri di una volta. Però il bauma è una fiera che faccio sempre volentieri, perché è la fiera per eccellenza. Noi la facciamo dal 1998 e i costi sono lievitati in maniera incredibile, ma per il bauma spendo volentieri, perché è l'unica fiera veramente internazionale”.

UN NUOVO STABILIMENTO

IL FUTURO È DI FASCIA ELEVATA Questa visione si associa alla volontà Trevi Benne di focalizzarsi sui mercati che necessitano di prodotti di elevata qualità. “Puntiamo ai mercati maturi, che sono anche i più difficili”, sintetizza Vaccaro, “e per competere su questi mercati dobbiamo continuare a insistere sulla qualità intesa come qualità di struttura e di organizzazione che porta a un prodotto finale di assoluta affidabilità. Ovviamente qualità e affidabilità hanno dei costi e quindi stia-

mo spostandoci sempre più verso un mercato di fascia alta. È una sfida, non è facile, e il concetto di Made in Italy spalmato su tutti i prodotti all'estero non è sempre visto come eccellenza. Adesso molto meno, ma talvolta essere italiani è stato penalizzante. Come Trevi Benne siamo molto internazionali, con tanti clienti nel mondo, ma in alcune occasioni paghiamo ancora lo scotto degli italiani non molto affidabili. Ed è proprio lì che dobbiamo continuare a lavorare. È importante fare innovazione (e in questo settore a mio avviso gli italiani sono i primi al mondo), ma bisogna farla fino in fondo. E noi stiamo lavorando proprio su questo concetto”.

NODI DA MIGLIORARE Luca Vaccaro è uomo di grande passione e non c'è bisogno di pregarlo per fargli snocciolare alcuni difetti tipici del nostro mercato. Partiamo dal noleggio. “All'estero il noleggio è una consuetudine”, afferma, “mentre in Italia, almeno per le attrezzature, non sta decollando. In Italia, dove il prezzo delle attrezzature è contenuto, prevale la logica dell'acquisto. In altri Paesi, dove i prezzi delle attrezzature sono differenti, il noleggio diventa più conveniente. È una questione anche di mentalità”. Lo stesso discorso vale anche per la ricerca del personale, soprattutto di officina. “In Italia”, conclude il Presidente di Trevi Benne, “il lavoro sporco è ancora molto maschile. In questo periodo è generalmente

Nel 2022 Trevi Benne raggiungerà il traguardo dei 30 anni di attività e tutti ci auguriamo condizioni sanitarie che permettano di festeggiare adeguatamente questo importante anniversario. In ogni caso la società si è già fatta un bel regalo: la prossima primavera (probabilmente ad aprile 2022) Trevi Benne aprirà i battenti della sua nuova unità produttiva. Posto a poche centinaia di metri dalla storica sede dell'azienda, il nuovo stabilimento, con una superficie di 3.500 m2, si occuperà esclusivamente delle attrezzature da demolizione. Al suo interno troveranno spazio gli uffici, l'ufficio tecnico, l'assemblaggio, la finitura, il magazzino e anche l'assistenza tecnica dedicati al decommissioning.

difficile trovare personale da inserire in produzione, ma la quota femminile è praticamente nulla. Noi siamo apertissimi, ma non abbiamo richieste. È anche impossibile predisporre progetti seri di scuola-lavoro, sotto questo aspetto siamo molto indietro. E purtroppo ci mancano i tecnici e, almeno nel nostro caso, non è questione di retribuzione. Il lavoro manuale non è considerato, anche se un bravo saldatore o un bravo carpentiere, già a 20 anni vengono pagati decisamente meglio di un ingegnere. Purtroppo continuiamo a sfornare tantissimi laureati che sul nostro territorio non servono: non possono finire tutti in ufficio. Ripeto: chi opera in officina guadagna di più di chi lavora in ufficio e già da parecchi anni. E questo per una semplice questione di offerta e di domanda”. La logica ha sempre il pugno del KO. ❑

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Innovazioni

Full? PALAZZANI

Si, ma hybrid!

Dalla concezione bi-energy al full hybrid. Con la nuova tecnologia Hybrid2 di Palazzani, si apre una nuova era tecnologica per le piattaforme aeree DI EMANUELA PIROLA • FOTO DI EMANUELA PIROLA E PALAZZANI

F

ull electric, bi-energy, hybrid e chi più ne ha più ne metta. In questo momento in cui l’attenzione verso l’ambiente è ai massimi livelli, i Costruttori stanno mettendo in campo tutto il proprio expertise per rispondere alle esigenze sempre più stringenti dei clienti. Forse l’Italia è ancora un filo indietro, rispetto agli altri mercati europei, nella richiesta di macchine a ridotto impatto ambientale, ma il recupero sta avvenendo in maniera rapida e decisa, complice anche una netta virata green dei noleggiatori che ormai propongono in flotta macchine con alimentazioni alternative al tradizionale diesel. Ma bisogna fare i conti anche con la tecnologia, che non sempre consente di ottimizzare il binomio prestazioni e ridotto o nullo impatto ambientale. Autonomia, tempi di ricarica, infrastrutture adeguate alla ricarica, sono tut-

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ti temi caldi sia nel mondo del trasporto che nel settore del sollevamento. Da anni sono molti gli OEM di piattaforme aeree che propongono versioni bi-energy o full electric, macchine interessanti ma che sono costrette a scendere ad alcuni compromessi. Una bi-energy in modalità elettrica è generalmente più lenta nell’eseguire i movimenti rispetto a un analogo modello full electric o diesel, mentre una full electric non riesce a garantire spesso l’autonomia per un’intera giornata di lavoro se impegnata in cicli continui di alzata e sfilo. Questo perché i due sistemi (elettrico ed endotermico) non riescono a lavorare in perfetta sintonia. Di contro i modelli diesel hanno un TCO più

elevato, anche se i propulsori di ultima generazione si possono definire risparmiosi a buon diritto. E rimane pur sempre il problema della rumorosità e delle emissioni, che per quanto ridotte dai vari passaggi Stage, sono pur sempre presenti e vincolano molto alcune operazioni, soprattutto indoor. Qual è allora il prossimo step sul fronte delle alimentazioni? Guardando in parte a ciò che succede nel settore automotive, Palazzani ha deciso di aggiungere alla sua offerta di modelli bi-energy, eco o hybrid una nuova versione caratterizzata da una tecnologia all’avanguardia, che porta il concetto full hybrid di derivazione automotive nel settore delle piattaforme: si tratta della nuova tecnologia


Il nuovo vano anteriore della TX 330+ Hybrid2 che ospita il motore endotermico

Hybrid2, e in queste pagine vi illustriamo una delle prime versioni equipaggiata con questa tecnologia: il ragno TX 330+ Hybrid2. COSA NON CAMBIA... Il nuovo ragno TX 330+ Hybrid2 offre le stesse caratteristiche in termini di prestazioni del modello già in gamma: 32 m di altezza operativa massima, 16,4 m di sbraccio e 250 kg di portata in cesta, con 2 persone. Del TX 330+ Palazzani già offriva la versione Bi-Energy (ossia con motore diesel e motore elettrico con funzionamento in corrente AC), la versione Eco (ossia full electric con funzionamento in corrente AC) e la versione Hybrid di prima generazione (motore diesel più alimentazione con corrente DC). Ma dall’ascolto dei propri clienti, il team R&D di Palazzani ha capito che mancava ancora qualcosa, un tassello che avrebbe risposto pienamente ad alcune esigenze molto specifiche: una macchina che potesse operare in modalità completamente elettrica, con una velocità nei movimenti analoga a quella di un diesel e con un’ottimizzazione spinta dei tempi di ricarica. Ovviamente tutto questo incide sulla parte elettrica dell’alimentazione

della macchina. Cosa hanno pensato, quindi, i progettisti di Palazzani? … E COSA INVECE CAMBIA (RADICALMENTE) Grazie alla tecnologia Hybrid2, Palazzani oggi offre piattaforme aeree nel range che va dai 25 ai 39 m di altezza operativa, in grado di lavorare in modalità solo elettrica, per tutto il giorno, eseguendo movimenti con la stessa velocità di una macchina diesel o full electric. Cosa intendiamo quando scriviamo “per tutto il giorno”? Dai test eseguiti sia da Palazzani che dai primi clienti sul campo, le nuove macchine Hybrid2 hanno dimostrato di poter lavorare per 4,5 ore in modalità continua (cicli ininterrotti di spostamento, alzata, sfilo, rientro), cosa che sappiamo non essere la quotidianità di queste macchine, che una volta posizionate restano ferme il tempo dell’esecuzione dei lavori da parte degli operatori in cesta. Considerando quindi questa realtà operativa, le piattaforme Hybrid2 garantiscono la piena giornata operativa in modalità ECO, ossia full electric, mantenendo un’elevata velocità dei movimenti, addirittura superiori a quelle delle attuali piattaforme full

Più veloci. Più silenziose. Con una maggior autonomia. Le nuove piattaforme aeree di Palazzani sono destinate a cambiare l’approccio del settore verso l’elettrificazione electric. Questo significa che i tempi per lo spostamento e il piazzamento della macchina sono fortemente ridotti, e che quindi vi è maggior produttività nelle operazioni da eseguire. Ma come fa la tecnologia Hybrid2 a garantire durata e prestazioni così elevate? IL SEGRETO È NELLA DENSITÀ ENERGETICA... Una delle modifiche messe in atto da Palazzani è stata a carico del pacco batterie che

IL CLIENTE Il titolare di ABO Glasreinigungs GmbH, Armin Bornschlegl, è una persona davvero attenta all’ambiente. Personalmente ha deciso di rinunciare all’aereo, proprio perché conscio dell’enorme impatto ambientale che questo mezzo ha, e di utilizzare, per i suoi spostamenti, solo il treno. Una scelta di vita, che intende trasferire anche alla propria attività. ABO Glasreinigungs GmbH è un’azienda altamente

specializzata nel campo della pulizia di finestre e facciate e aMonaco di Baviera lavora presso le sedi di diverse Case automobilistiche : questi Committenti non solo chiedono di usare macchine elettriche (o in modalità completamente elettrica) durante le varie

operazioni, ma richiedono anche tempi estremamente veloci nell’esecuzione, tanto da imporre slot temporali molti stringenti, nonché il massimo silenzio possibile. Dati questi parametri operativi molto stringenti,

Armin Bornschlegl si è rivolto a Palazzani e ha trovato la risposta alle sue necessità proprio nella nuova tecnologia Hybrid2 che consente di completare le operazioni in facciata nei tempi richiesti, in sicurezza e nel totale rispetto sia dell’ambiente che del silenzio. Il ragno TX 330+ Hybrid2 in livrea blu di queste pagine è la prima unità acquistata con questa nuova tecnologia. Cui ne seguiranno molte altre.

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Innovazioni PALAZZANI

MyPalazzani Come per tutte le macchine del Costruttore, anche le nuove piattaforme Hybrid2 saranno connesse e monitorabili tramite l’app MyPalazzani. Scansionando il QR-CODE di cui ogni macchina è dotata sin dalla fabbrica, l’app richiama tutti i dati e i documenti tecnici inerenti la macchina stessa, oltre a fornire tutorial video di ogni operazione, dallo scarico della macchina al suo uso. Le macchine Palazzani sono conformi ai requisiti per accedere ai bonus di Industria 4.0.

sulle nuove piattaforme Hybrid2 è sia più corposo, ma (e soprattutto) composto da moduli di batterie in grado di offrire una maggiore densità energetica (siamo nell’ordine dei 207 Wh/L!). Il nuovo pacco batterie (48V da 315Ah, per 16 kWh erogati) è stato riposizionato nel layout delle piattaforme, raggiungendo una posizione centrale che, agendo sul baricentro della macchina, conferisce anche una maggiore stabilità in fase di traslazione. Parallelamente i progettisti di Palazzani hanno modificato in parte la cofanatura anteriore, dove trova alloggiamento il motore endotermico, pur mantenendo gli stessi ingombri dei modelli della prima generazione ibrida. Complessivamente le macchine presentano un leggerissimo incremento di peso (come ordine di grandezza non superiamo il 10%) che non impatta minimamente sulle fasi di trasporto o la possibilità di accesso di queste macchine. Quindi si tratta di modifiche minime che però apportano un upgrade finora mai visto sul mercato. La densità energetica influisce anche sui tempi di ricarica: oggi le nuove Hybrid2 sono in grado, per esempio, di ricaricare le batterie dal 20% all’80% mediante una sola ora di funzionamento del motore endotermico.

… E NON SOLO In modalità AUTO, FULL ed ECO, la macLa tecnologia Hybrid2 è stachina gestisce automaticamente l’erogazione ta sviluppata internamente di energia in maniera proporzionale, in base a Palazzani, partendo dai ai movimenti richiesti per ottimizzare l’ausingoli elementi standard (il tonomia. motore termico, il generatore di corrente, il motore elettrico, IL PROSSIMO STEP l’inverter, le batterie) e studiando Benché appena presentata sul mercato, in Paattentamente la loro integrazione per lazzani stanno già lavorando a una prossima giungere ai risultati illustrati. A questo studio evoluzione che porterà l’autonomia delle sui componenti del sistema di alimentazione piattaforme Hybrid2 ancora più in alto: l’obiettivo è quello di ottimizzare ulteriormente della batteria è stato poi affiancato lo studio la densità energetica del pacco batterie per di un apposito software di gestione dell’inarrivare a un’autonomia in full electric di tero sistema macchina, anch’esso svolto tutdue o tre giorni, senza più la necessità della to internamente a Palazzani. Grazie a questo quotidiana ricarica. ❑ software la macchina può operare secondo quattro distinte modalità: AUTO, ECO, FULL e MANUAL, dando così la possibilità all’operatore di calibrare i comportamenti della macchina in base al lavoro da eseguire. Tramite il display del quadro comandi posto in cesta o del secondo pannello nella parte posteriore della macchina, l’operatore ha sempre sotto controllo l’output sia del motore endotermico che del motore elettrico. Il ragno TX 330+ Hybrid2 al massimo sbraccio operativo

IL FUTURO DI PALAZZANI La prima conseguenza dell’avvento della tecnologia in Palazzani sarà un’ulteriore spinta green per tutta l’azienda: dopo il rifacimento del tetto con l’installazione di un impianto fotovoltaico, prima di Natale Palazzani installerà una prima colonnina di ricarica presso la propria sede, tramite la quale sarà possibile ricaricare le autovetture.

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ProvasuStrada SCANIA

All’esame il secondo livello di potenza del V8: dotazioni da ammiraglia, coppia generosa e consumi bassissimi, grazie a molti componenti completamente rivisti

Mediano di fascia alta

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90 cavalli non sono soltanto una potenza, ma il segnale lanciato al mercato da una Casa che si può permettere l’understatement. Molti avrebbero tarato dieci cavalli più in alto l’iniezione per poter scrivere “600” sulla calandra; alla Scania non l’hanno fatto, certi che l’immagine di bontà del loro prodotto non ne avrebbe risentito. Così è stato: a quei dieci cavalli in meno corrispondono tanta sostanza e consumi molto interessanti. Certo questo modello che combina il secondo step delle potenze del V8 (al di sotto c’è il 530 CV, sopra si trovano il 620 e il 770) con la cabina quasi al top non è un low cost né potrebbe esserlo, viste le rifiniture e le dotazioni che lo caratterizzano e il prezzo di listino elevato. La buona combinazione

tra consumi (molto) contenuti (in un percorso misto con lunghi tratti di valico si possono raggiungere i 30 l/100 km circa, con punte di 22 sulle tratte pianeggianti) e l’elevato prezzo di rivendita rende però molto interessante il costo totale di possesso, senza snaturare la natura di “vero Scania” che il cliente dell’unico V8 offerto in Europa si attende. LA CILINDRATA NON CAMBIA Il basamento del V8 da 16,4 litri DC16 è quello introdotto nel 2009 (il primo modello a montarlo è stato l’R730), derivato dal precedente che aveva esordito nel 2000, ma tutt’intorno molte cose sono cambiate. Il 590 fugge da complicazioni inutili: il turbocompressore è a geometria fissa e il post-trattamento riesce a

È pronto il full electric Inizia dalla distribuzione l’offensiva Scania sui veicoli elettrici. Gli elettrici sono disponibili sulla base delle serie P (da distribuzione) ed L (ribassata) in configurazioni 4x2, 6x2 e 6x2*4 con passi da 3.950 a 5.750 mm e pesi totali a terra fino a 29 t;

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montano un motore asincrono alimentato a 650 V che garantisce 230 kW di potenza continuativa e 295 di picco e ha un’autonomia di 250 km. Lo stoccaggio d’energia è garantito da batterie agli ioni di litio disponibili in due livelli: cinque pacchi e 165

kWh per tutte le configurazioni di telaio, nove pacchi e 300 kWh per i passi superiori a 4.350 mm. L’erogazione di coppia del motore elettrico, già molto favorevole in quanto praticamente indipendente dal regime di rotazione del motore,

è coadiuvata da un cambio automatico a due rapporti che garantisce ottime prestazioni anche in spunto: al volante il veicolo è estremamente pronto sia nelle partenze da fermo, sia nelle riprese richieste dal ciclo stop-and-go e dai percorsi


rispettare i limiti Euro 6 D con la sola catalisi selettiva, senza valvola EGR. La lotta ai consumi è stata condotta affinando ulteriormente termica, disegno e materiali di ogni componente e aumentando la pressione d’iniezione per un miglior sfruttamento dell’energia termica del carburante, aspetto che permette anche di contenere le emissioni. La presenza del solo SCR si ripercuote un po’ sui consumi di AdBlue, ma semplifica notevolmente la manutenzione e riduce peso e ingombri.A richiesta il motore può essere compatibile con l’utilizzo di biocarburanti quali l’RME (estere metilico dell’olio di colza) anche in purezza. Completamente nuovo è il cambio automatizzato Opticruise G33CM a tredici marce (dodici più un primino), ora adottato da tutti i V8 tranne il 770 realizzato con componenti di alluminio e non sincronizzato per ridurre il peso; per contenere ulteriormente i consumi il rapporto superiore è un overdrive. La cambiata è molto dolce, avvertibile soltanto dalla variazione di regime di rotazione del motore, e altrettanto delicata è la partenza. La strategia di guida normale privilegia il “tiro” dei rapporti lunghi. Secondo i tecnici Scania la riduzione dei consumi rispetto a un trattore di pari potenza della generazione precedente è del 4%, di cui l’1% dovuto alle innovazioni introdotte nel cambio e il 3% a quelle del motore. Al cambio è accoppiato il retarder R7400 da 500 kW, mentre il freno motore è tradizionale, senza decompressione; si rivela comunque molto efficiente e ben integrato con il rallentatore da 300 kW.

LA CABINA CR20 È LA STESSA ADOTTATA DALL'AMMIRAGLIA S MA È MONTATA PIÙ IN BASSO: L’R PRESENTA UN TUNNEL MOTORE, CHE È COMUNQUE DI SOLI 11,5 CM

IL 590 ADOTTA IL TURBOCOMPRESSORE È A GEOMETRIA FISSA E IL POSTTRATTAMENTO RIESCE A RISPETTARE I LIMITI EURO 6 D CON LA SOLA CATALISI SELETTIVA, SENZA VALVOLA EGR

IL TIPICO LAYOUT "PULITO" DELLA COMPONENTISTICA SOTTO IL COFANO ANTERIORE DI SCANIA CHE CONSENTE OPERAZIONI DI CONTROLLO E MANUTENZIONE FACILI E VELOCI

tortuosi tipici dell’uso urbano. Apprezzabile l’assenza quasi totale di rumori che non siano generati dal rotolamento delle ruote. La ricarica avviene con corrente continua attraverso una presa tipo 2; grazie alle collaborazioni con aziende del

settore dell’energia e della distribuzione, la Casa è in grado di proporsi come fornitore completo di sistema per le aziende che volessero iniziare l’elettrificazione del loro parco o di parte di esso. Secondo una valutazione della stessa

UN TUNNEL BASSO BASSO Al contenimento dei pesi contribuiscono la struttura con telaio con longheroni spessi 7 mm e la sospensione posteriore a quattro soffietti. La cabina CR20 è la stessa adottata dalla serie ammiraglia S ma è montata più in basso: l’R non è infatti privo di tunnel motore, che è comunque contenuto in 11,5 cm. L’ancoraggio della cabina più basso ha comunque i suoi vantaggi: nei veicoli che caricano o scaricano in zone sporche come i cantieri il tunnel motore blocca polvere e fango nella “vasca” di fronte al sedile, evitando che si spandano in tutta la cabina. Nell’impiego su strada la posizione più bassa contiene il rollio e dà all’autista una sensazione di guida più sportiva. Queste caratteristiche, da quando la cabina R non è più il top di gamma, l’hanno resa sempre più popolare come equipaggiamento della serie entrofuoristrada XT in luogo della più comune e meno confortevole G. Per dare un’idea della limitatezza dell’ingombro del tunnel motore basta pensare

Scania, l’impatto ambientale di un veicolo elettrico, comprese le fasi di realizzazione e di smaltimento delle batterie, è inferiore del 38% circa a quello della media attuale di un veicolo con motore endotermico di pari peso.

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ProvasuStrada SCANIA

Al via anche l’ibrido plug-in L’offerta green Scania comprende anche un ibrido plug-in, disponibile sulle stesse basi dell’elettrico a batteria (cabine L e P, passi da 4350 a 6350 mm per i carri). C’è pure un trattore, il cui utilizzo diventa particolarmente interessante sui cicli di distribuzione dell’ultimo miglio in accoppiata con un city trailer. Il motore termico è un 5 cilindri da 9 litri disponibile con potenze da 290 a 360 CV, quello elettrico è a motori permanenti a ha una potenza di circa 130 kW ed è alimentato da un pacco batterie da 90 kWh. L’ibrido Scania può funzionare come ibrido serie, con entrambi i motori collegati alla catena cinematica, come ibrido parallelo con il termico in rotazione a regime costante o ancora come elettrico puro. Anche in questo caso la carica è in corrente continua attraverso una presa tipo 2, con un tempo di ricarica di un’ora circa.

che l’altezza interna non scende mai sotto i 192 cm, quanto basta anche per la maggior parte degli autisti scandinavi. Il materasso della cuccetta inferiore, che nell’allestimento del veicolo in prova è anche l’unica, è lungo 2,17 m e largo un metro esatto; al posto della brandina superiore possono esserci tre armadietti che tornano molto utili nei percorsi a lungo raggio, quando l’autista dorme a bordo anche per una settimana o più. Le finiture della cabina sono all’altezza del prezzo del veicolo, con sellerie in pelle pregiata, impunture a contrasto e loghi V8 in ogni dove, rossi o tono su tono. Il cruscotto è ancora il misto di strumenti analogici e digitali visto sulle precedenti generazioni; non è certo l’aspetto più moderno della cabina della nuova generazione, ma rimane esteticamente molto piacevole e di lettura facile e immediata; il display centrale è configurabile.Tradizionali anche i retrovisori di grandi dimensioni con una regolazione elettrica semplice e intuitiva sistemata sulla porta del guidatore; alla Scania non hanno evidentemente ritenuto che il contributo all’aerodinamica delle mirrorcam portasse benefici che ne giustificassero l’adozione. Difficile non trovare la posizione di guida perfetta, grazie alle ampie regolazioni di sedili e inclinazione del volante che accontentano sia chi preferisce un “feeling Scania” con il volante più in verticale sia gli adepti della vecchia scuola che preferiscono manovrare lo sterzo con movimenti più orizzontali delle braccia. ERGONOMICO E FLUIDO Abbiamo messo alla prova l’R590 sul nostro consueto percorso per i pesanti stradali, dall’area di servizio di Assago (MI) ad Aosta e ritorno, lungo la tangenziale Est di Milano, l’A4, la bretella di Santhià e l’A5. Per salire in cabina ci sono tre gradini; a bordo, il posto guida conferma l’impostazione ergonomica degli altri Scania, praticamente uguale indipendentemente dal

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tipo di cabina. I comandi principali sono tutti ben raggiungibili, a partire da quelli sulla porta autista (regolazione specchi, alzacristalli, luci, chiusura centralizzata) per finire con quelli sul lato obliquo della console (infotainment, clima, blocco differenziale, frenatura del rimorchio). Sul tratto centrale, parallelo al parabrezza, si trovano quelli il cui azionamento è meno frequente, come l’abbassamento delle sospensioni e il comando del freno a mano. Anche il volante è ricco di comandi; al solito sulla razza orizzontale superiore di sinistra ci sono il telecomando di infotainment e viva-voce, su quella di destra i comandi del menu del cruscotto e in basso le regolazioni del cruise control. Posizione consueta e ben raggiungibile anche per i comandi del cambio, su una leva alla destra del piantone dello sterzo che comanda anche i cinque scatti del retarder e la forzatura delle marce in salita o scalata. Al volante l’R590 impressiona già dalle rampe in uscita dall’area di servizio per la prontezza dell’erogazione di coppia. Il motore rimane pronto a spingere a qualsiasi velocità, a carico in salita si può facilmente pensare che i cavalli siano di più di quei “seicento meno dieci” dichiarati dal badge sulla mascherina.Tradotta in numeri, questa sensazione è dovuta ai 3050 Nm disponibili già da 925 giri, che non calano prima dei 1300; certo, mettendo sotto carico il motore le ormai classiche stelle che valutano l’ecocompatibilità della guida degli autisti degli Scania tendono a diminuire, ma in caso di criticità la spinta del motore è un aiuto preziosissimo. Lo sterzo è molto preciso e la sensazione di solidità e tenuta di strada conferma la fama della Casa. Quanto a sistemi di assistenza l’ammiraglia del Grifone non si spinge oltre il livello 1 di guida automatizzata; ci sono il mantenimento di corsia, il cruise control adattivo e predittivo, il monitoraggio degli angoli ciechi (in caso di presenza di un utente vulnerabile accendono una spia sul montante) e la frenata automatica d’emergenza. ❑



news SOLLEVATORI TELESCOPICI

IN BENELUX

Magni apre la nuova filiale nei Paesi Bassi

M

agni Benelux è la nuova filiale ufficiale di Magni Telescopic Handlers S.R.L. Italia. Ha sede a Deinze, vicino a Gent nelle Fiandre, in Belgio. Le Fiandre sono la regione più interessante ed economicamente attiva di questo paese e questa nuova sede migliora ulteriormente il servizio che Magni offre ai suoi clienti di Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo, consentendo di fornire nuove macchine e parti di ricambio in tempi molto più rapidi. La nuova sede è vicino all’autostrada e può essere raggiunta facilmente. L’edificio, nuovissimo, presenta al suo interno anche una sala dedicata ai corsi di formazione. fonte: magni th.

UN saluto Martedì 12 ottobre 2021, Natalina Merlo (classe 1929) è serenamente mancata all’affetto dei suoi cari e di tutti i collaboratori del Gruppo Merlo. Salutiamo una grande persona, sempre disponibile e attenta al prossimo, ma il suo esempio e il suo ricordo vivono ancora oggi nel Gruppo Merlo insieme al ricordo e all’esempio che ci ha lasciato. La redazione di MC5.0-Macchine Cantieri si stringe intorno alla famiglia e all’azienda con affetto, in segno di cordoglio e lutto.

ATTREZZATURE

Special Edition (Veicoli industriali)

In occasione del Grand Prix Truck 2021 d’Italia, tenutosi presso l’Autodromo di Misano il 16 e 17 ottobre, Iveco ha presentato l’Iveco S-WAY TurboStar Special Edition, per rendere omaggio all’eredità di uno dei camion più iconici, leggendari e innovativi mai prodotti: il TurboStar. Un veicolo che ha fatto la storia e che ora è pronto a far parte del futuro, un best seller dalle performance uniche. L’Iveco S-WAY TurboStar Special Edition è equipaggiato con motore Cursor 13 da 570 CV, un nuovo telaio ridisegnato e progettato in base alla robustezza e alla versatilità di montaggio, cambio automatizzato HI-Tronix 12 marce, spoiler superiore e laterale, fari Full LED, Driving Style Evaluation e Driver attention support, climatizzatore a regolazione automatica e Parking Cooler.

NUOVA ERA

Bomag presenta il nuovo vibrocostipatore full electric BT 60, ideale per cantieri stradali e lavori in sottopassi e gallerie

A

nche nel settore delle macchine da costruzione si moltiplicano tecnologie e macchinari che risparmiano le risorse. Bomag, azienda leader nel settore, presenta per la prima volta il suo performante vibrocostipatore elettrico a batteria BT 60. Grazie alla sua tecnologia di compattazione e forza d’urto ottimali, efficaci anche quando i ritmi di lavoro si fanno serrati, il nuovo tamper BT 60 di Bomag è utilizzabile nella realizzazione di scavi e canali, nell’architettura paesaggistica, nelle operazioni di compattazione e nei lavori di ripristino. Inoltre può essere usato senza limitazioni anche in situazioni con prescrizioni di legge relative ai regolamenti sulle emissioni, ad esempio in scavi o sottopassaggi. Grazie al motore elettrico a batteria, infatti, il tamper funziona senza produrre emissioni dirette. Come gli altri modelli di tamper dell’assortimento Bomag, anche il BT 60 è dotato di protezione totale del motore che garantisce l’affidabilità della macchina nelle difficili condizioni di lavoro quotidiano in cantiere, con costi di manutenzione e riparazione ridotti. fonte: bomag VOLVO TRUCKS ANNUNCIA LA NUOVA APERTURA DEL CONSESSIONARIO CAVICENTER TRUCK. LA NUOVA SEDE DI CALENZANO È OPERATIVA A PARTIRE DAL MESI DI OTTOBRE.

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EditorialeOff DI MAURIZIO GUSSONI

Non è ora di voltare pagina?

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SE IL PRESENTE CERCA DI GIUDICARE IL PASSATO, PERDERÀ IL FUTURO. (WINSTON CHURCHILL)

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o stantio ritornello sull’antifascismo che sinistre, benpensanti, avanzi di sagrestie progressiste e radical-chic di ogni genere stanno recitando da tempo, tutto ha avuto fuorché l’effetto desiderato. Ovvero la distruzione elettorale di Fratelli d’Italia, il partito che, sondaggi alla mano, pare quello emergente e destinato a tenere le redini dei governi futuri. Quello che a loro, in effetti, fa davvero paura. Infatti, dati alla mano, i voti la Meloni li ha presi. E ne ha presi tanti anche nelle ultime amministrative che hanno visto uno scarso successo del centro-destra. C’è da chiedersi: ma qualche super-guru televisivo, categoria affollata in modo allarmante da rimbambiti e rimbambite, ha capito o no che l’opinione pubblica, quella che lavora tutti i giorni per combattere i mille problemi che affliggono l’umana esistenza, di queste continue menate sui fascisti cattivoni che mettono a ferro e fuoco l’Italia se ne frega? Anzi, considerate le preferenze espresse nelle urne, per essere più precisi non solo se ne frega, ma neanche crede a un solo sospiro di certi giornalisti. Specie di quelli come la Gruber, ex deputato europeo del (credo) PDS. Che poi era il PCI col nome cambiato. Che poi era il partito comunista sovietico, quello di Stalin. Che poi era quel partito con Lenin e con tutta la bella compagnia dell’epoca. E che dire del vicesegretario del PD, il quale a palle incatenate ha addirittura chiesto lo scioglimento, non solo dei gruppi extra-parlamentari di destra, ma di Fratelli d’Italia? Una richiesta senza senso logico e giuridico, non certamente grave nella sostanza, dato che è destinata a finire nel ridicolo, ma vergognosa proprio perché fatta in nome di una democrazia che lo stesso proponente calpesta. E la calpesta ignorando, per i propri interessi politici, il voto (a Fratelli d’Italia) di milioni di cittadini i quali, come appunto appare dalle previsioni, si apprestano a esprimere. Per non parlare dei torrenti di fesserie che escono in ogni momento e che si riferiscono all’apologia del fascismo, reato che viene ad ogni pie’ sospinto addebitato con una facilità sconcertante. Anche se, per chi è in grado di leggere la lingua italiana, la norma (Legge Scelba) recita che il reato esiste solo se l’apologia è finalizzata alla ricostituzione del Partito Fascista. Cioè... praticamente mai.Tanto è vero che, da decenni, nei processi vengono sempre assolti i giovani che fanno il saluto romano in occasione di commemorazioni. Eppure questi falsari da strapazzo sanno bene che il mondo della destra ha chiuso col passato, se si pensa al regime. Ma devono pure tener ben presente che non ha affatto chiuso con la cultura e la corretta ricostruzione storica. Come non hanno chiuso gli italiani, tutti, con gli istituti sociali creati nel ventennio e ancora - per fortuna - esistenti. Sarebbe, invece, opportuno che certa sinistra i conti li facesse con la propria storia. Li faccia, magari, pensando ai gulag, al triangolo della morte dell’Emilia, alle foibe carsiche e ai cuori spezzati delle mamme di tanti ragazzi degli Anni ‘70 lasciati sull’asfalto dalle chiavi inglesi dei loro compari dell’epoca. A partire da mamma Ramelli. Il giovane diciassettenne aggredito e ucciso, sotto casa, da uno squadrone di assassini democratici. Che poi, sono i veri miti da salotto di queste caricature di rivoluzionari di sinistra. Capaci solo di fare chiacchere. ❑


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