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MACCHINE CANTIERI marzo 2021, n. 73

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CoverStory TREVI BENNE

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DEMO

Trento, Salita dei Giardini. Qui sono all'opera due aziende, Costruzioni Angelini srl e Zampedri Lorenzo srl presso un cantiere di riqualificazione urbana che darà un nuovo volto a tutto il quartiere. Arroccato quasi in cima a un'erta salita, infatti, fino a poco tempo fa (ultimi giorni di febbraio) c'era un edificio della metà degli Anni '50 che necessitava di tutta una serie di interventi di ammodernamento. “Abbiamo rilevato la proprietà dell'intero edificio, con l'obiettivo di

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realizzare un serio intervento di riqualificazione” ci spiega Michele Angelini, titolare dell'omonima azienda. “Dopo un'attenta analisi dell'edificio e del contesto, abbiamo optato per una demolizione parziale della struttura, per far posto a una costruzione moderna, rispondente ai più recenti parametri in materia di risparmio energetico e abitabilità, che ospiterà 10 appartamenti di varie metrature e relativi box”. Un intervento tecnicamente complicato, che necessita non solo


Le attrezzature Trevi Benne all'opera in un cantiere a Trento. Sugli scudi le nuovissime HC 18P, pinza demolitrice primaria, e PMZ 12C, pinza da demolizione e selezione DI EMANUELA PIROLA • FOTO DI EMANUELA PIROLA E TREVI BENNE

LITION di perizia progettuale, ma anche di un know how e di un'esperienza di scavo e demolizione che poche aziende possono vantare. Una di queste è la Zampedri Lorenzo srl. IL CANTIERE Dopo l'analisi, il progetto che ne è scaturito prevede che solo una porzione dell'edificio risalente alla metà degli Anni '50 venga pre-

servato e ristrutturato. “Si tratta di un cantiere particolare, dove già di per sé l'intervento di parziale demolizione richiede perizia” spiega Stefano Zampedri, titolare della Zampedri Lorenzo srl che si occuperà, per conto della Costruzioni Angelini (che opera quale general contractor) sia delle fasi di demolizione che di successivo scavo per la realizzazione dei box sotterranei. “Abbiamo dovuto innanzitutto eseguire tutta una serie di tagli longitudinali atti a separare la parte

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CoverStory TREVI BENNE

PMZ 12C: fast spech Peso 1.040 / 1.140 kg Apertura chele 1.960 mm Lunghezza 1.490 mm Larghezza chele 920 mm Larghezza pinza richiusa 1.180 mm Forza delle chele 8t Capacità pinza (SAE) 0,6 mc Pressione di esercizio escavatore 350 bar Portata olio escavatore 120 l/min Pressione di esercizio rotazione 210 bar Portata olio della rotazione 10 / 20 l/min Tonnellaggio escavatore ottimale 15 – 21 t

dell'edificio da preservare da quella destinata alla demolizione. Si tratta di interventi che vanno eseguiti con attenzione, perché va sempre garantita la stabilità di entrambe le parti” continua Zampedri. “Attualmente (20 febbraio, ndr) questa fase è stata completata e stiamo iniziando la demolizione, che è stata preceduta da tutte quelle operazioni di separazione dei vari materiali di cui era composto l'edificio, per far si di poter operare una demolizione pulita e facilitare le operazioni di smaltimento. Data l'età della costruzione, siamo di fronte a un mix piuttosto eterogeneo di materiali, dove è preponderante non tanto il calcestruzzo, ma soprattutto legno e laterizi”.Alla fase di demolizione seguirà quella degli scavi, dove subentrerà un secondo aspetto critico del cantiere, legato al substrato roccioso su cui poggia.“Anche in questo caso procederemo con dei tagli della roccia mediante filo diamantato e successiva rimozione dei blocchi. Un processo tecnicamente semplice, che richiede in questo caso specifico un buon grado di attenzione sia nell'esecuzione dei tagli, che dovranno essere precisi al fine di creare la base su cui poggeranno le fondamenta della parte di edificio che verrà costruita ex novo, che per quanto riguarda la movimentazione, essendo gli spazi del cantiere estremamente limitati e limitanti”. In effetti, come abbiamo detto in apertura d'articolo, il cantiere si trova sulla sommità di una stretta salita dove è risultata chiara l'abilità dell'operatore della Zampedri Lorenzo che è riuscito a portare “in scioltezza” l'escava-

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tore impegnato nelle opere di demolizioni, un Case CX210D, un giocattolino da 20 t. “Considerando l'altezza dell'edificio (tre piani, ndr), avremmo optato per un escavatore di maggior tonnellaggio, con braccio da demolizione da 25 m, ma gli spazi angusti dell'area di cantiere hanno imposto una scelta diversa” spiega Zampedri.“Qui opereremo con un Case CX210D e un Volvo 220, che riescono comunque a portare a termine il lavoro senza complicazioni grazie anche all'esperienza dei nostri operatori”. Come si evince, quindi, la complessità del cantiere deriva in gran parte dalla sua particolare location, che oltre ad avere strade di accesso piuttosto anguste è anche stretto da case abitate tutto intorno. “Proprio per arrecare il

VELOCE, POTENTE ED EFFICIENTE

È l'Impact Booster di Trevi Benne

Si tratta di un dispositivo idraulico integrato sul cilindro che moltiplica la pressione di esercizio tre volte rispetto a quella di ingresso. Se in fase di aggressione del materiale l'attrezzatura non riesce

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a sprigionare la potenza necessaria, entra in gioco automaticamente il Booster che moltiplica la pressione da 250 a 750 bar, consentendo la demolizione senza dover riaprire le ganasce. Una

potenza che si riflette anche in termini di maggior velocità del ciclo apri/chiudi (4 secondi) che si traduce in maggior produzione giornaliera, minor consumo di carburante (-20%) e minor

impatto ambientale. L'Impact Booster di Trevi Benne è disponibile su tutte le principali serie di attrezzature da demolizione nei modelli da 1,5 a 3,5 t (Serie MK, Serie HC, Serie F e Serie FR).


COSTRUZIONI

ANGELINI SRL Fondata nel 1975 dai fratelli Angelini, oggi è guidata da uno di questi, Michele, e dalla seconda generazione, ossia i figli di Michele: Nicola che si occupa degli aspetti commerciali; Marco, ingegnere, che segue le operazioni in cantiere; e Giulia, laureata in giurisprudenza, che è da poco arrivata in azienda. L'azienda opera prevalentemente nella zona di Trento, e si propone come general contractor che rileva proprietà immobiliari per poi rivenderle una volta riqualificate. Per l'esecuzione dei cantieri si affidano ad aziende partner storici nonché realtà conosciute e ben radicate sul territorio trentino.

HC 18P: fast spech Peso 1.770 kg Apertura chele 850 mm Lunghezza 2.240 mm Spessore chele 60 mm Forza di penetrazione delle chele min/max 65/360 t Pressione di esercizio escavatore 250 bar Portata olio escavatore 130 / 200 l/min Pressione di esercizio rotazione 140 bar Portata olio della rotazione 10 / 20 l/min Tonnellaggio escavatore ottimale 16 – 23 t

Il frantumatore girevole della Serie F che affianca la pinza demolitrice primaria HC 18P nei lavori di demolizione

minor disturbo possibile a chi abita nelle vicinanze in cantiere operano macchine e attrezzature che sono lo stato dell'arte in materia di demolizioni e scavi” afferma con orgoglio Zampedri. “I nostri escavatori sono tutti Euro 6 con meno di un anno di vita, che generano non solo pochissime emissioni, ma anche pochissimo rumore. Inoltre, per eseguire le varie operazioni sono accoppiati a tre attrezzature Trevi Benne, di cui due di recentissimo acquisto”. A questo aggiungiamo che durante tutte le fasi del cantiere è in azione anche un cannone abbattitore WLP che contribuisce al contenimento della polvere che inevitabilmente si crea durante una demolizione. In poche parole siamo di fronte a un cantiere in pieno centro urbano

che è lo stato dell'arte di come dovrebbe essere ogni cantiere nel 2021. “In circa tre settimane completeremo la fase di demolizione, selezione dei materiali e loro smaltimento, poi avvieremo gli scavi” conclude Zampedri, cui però chiediamo i motivi per la scelta di Trevi Benne come attrezzature. UNA SCELTA RAGIONATA “Attualmente nel nostro parco mezzi e attrezzature abbiamo cinque unità Trevi Benne, comprese le tre all'opera qui in Salita dei Giardini” risponde Zampedri.“Da anni però abbiamo uno stretto legame con il Costruttore di Noventa Vicentina e il suo Responsabile per il Trive-

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CoverStory TREVI BENNE

LA BENNA

ALTO ADIGE Anche una “semplice” benna in Trevi Benne è un soggetto di ricerca e sviluppo. "La benna Alto Adige fa parte della gamma Earthmoving" ci spiega Paolo de Giuli, responsabile per il Triveneto di Trevi Benne. "È una versione creata con caratteristiche strutturali simili alla benna da scogliera, progettata per l'impiego in terreni compatti ad alta percentuale di materiale roccioso e con volumi importanti da movimentare. Non a caso è un best seller di Trevi Benne nelle regioni montane, tra cui l'Alto Adige, da cui ne prende, appunto, il nome". La geometria di questa benna prevede un profilo svasato e allungato, per favorire la movimentazione di blocchi e pietre di taglia media, mentre lama, fianchi e fondo sono in Hardox 400 per limitarne l’usura. Sulla parte posteriore del fianco è previsto un “dente” saldato per agevolare la movimentazione dei blocchi. Tra le applicazioni principali per cui ne è consigliato l'uso vi è la sistemazione del greto e delle sponde dei fiumi montani.

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neto, Paolo de Giuli. Le attrezzature Trevi Benne sono all'avanguardia sia in termini di progettazione che di realizzazione e consentono di operare in sicurezza e garantendo sempre una produttività eccellente. Questo cantiere ne è un esempio lampante: pur operando con macchine che sono sottodimensionate rispetto al lavoro da eseguire, grazie a un plus di Trevi Benne quale l'Impact Booster che equipaggia le sue attrezzature, potremo realizzare la demolizione in tempi davvero ristretti. Massima produttività, bassi consumi, perfetta sicurezza”. Parlando con Stefano Zampedri si capisce subito di essere di fronte a un imprenditore che valuta attentamente i pro e contro di ogni cantiere e sceglie macchine e attrezzature che possono dare quel quid in più per lavorare sempre al top. “Siamo un'azienda famigliare, ma proprio quest'anno cade il nostro quarantesimo anniversario, segno che negli anni il nostro modus operandi è risultato vincente” spiega Zampedri. Affermazione che viene ulteriormente avvalorata sia dal fatto che l'azienda opera prevalentemente in Trentino Alto Adige (area relativamente ristretta e con cantieri spesso impegnativi, dove un'azienda non sopravvive 40 anni se non lavora se non garantendo certi standard qualitativi), sia dal parco mezzi di cui si avvale. “In azienda l'età media dei mezzi è di 5 anni; ogni anno provvediamo al cambio di almeno due o tre macchine proprio per avere sempre a disposizione lo stato dell'arte in termini di tecnologia e sicurezza. La nostra flotta di macchine movimento terra è composta da unità che vanno dai 15 quintali alle 35 t come escavatori e miniescavatori. Le attrezzature da scavo e demolizione sono tutte Trevi Benne, mentre per quanto riguarda gli autocarri, siamo da sempre legati a Scania”. Trevi Benne, Scania, WLP, tutte realtà piuttosto vicine a dove opera Zampedri Lorenzo.“Anche in questo caso non si tratta di una scelta dettata dal campanilismo, quanto dal fatto che l'assistenza è pressoché istantanea, data la vicinanza geografica tra i nostri cantieri, la nostra sede e le sedi dei nostri partner. Una scelta ragionata che ci permette di ridurre al minimo i tempi di un eventuale fermo macchina e di


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IL 2020 DI TREVI BENNE...

“Si è chiuso meglio delle aspettative” ci conferma Christian Tadiotto, responsabile marketing di Trevi Benne. “Considerando la perdita in termini di produzione delle sei settimane del primo lockdown, abbiamo chiuso in leggera flessione. Non ci aspettavamo certo di recuperare così tanto. E quello che ci elettrizza ancora

di più è come è ripartito il 2021. Noi a Noventa Vicentina diciamo che 'è ripartito di gran lena' tant'è che abbiamo un portafoglio ordini molto ricco che riusciamo a evadere con qualche difficoltà, legate soprattutto alle problematiche della catena logistica in cui siamo inseriti e da cui dipendiamo. Oltre ai rincari

delle materie prime, i due veri problemi che stiamo affrontando in queste prime settimane del nuovo anno sono legati ai trasporti e alla difficoltà di trovare manodopera specializzata da inserire in produzione”. In ogni caso le difficoltà non fermano certo Trevi Benne che entro fine anno ha in programma un

ampliamento: la produzione e tutti gli uffici dedicati alla linea Demolition saranno infatti trasferiti in un nuovo capannone a pochi metri dalla sede principale, un “trasloco” necessario per dare alla produzione il necessario respiro per rispondere alla crescente domanda di attrezzature. Il tutto in attesa del 2022 quando...

… E IL 2022 … quando Trevi Benne compirà 30 anni. L'azienda, infatti, veniva fondata nel 1992. Nel 2009 la società fatturava 9,2 milioni di euro. Ha chiuso il 2019 a 30,1, un risultato triplicato in dieci anni. I dieci anni più difficili per l'edilizia e il construction degli ultimi 100. Oggi Trevi Benne opera in oltre 50 paesi con una rete di distributori specializzati e fornendo prodotti personalizzati e un servizio di post vendita affidabile e tempestivo.

vantare un tasso del 100% di rispetto dei tempi di consegna dei nostri cantieri” conclude Zampedri. ALL'OPERA Presso il cantiere di Trento, come detto, sono all'opera tre attrezzature Trevi Benne. Un frantumatore girevole e i due ultimi acquisti

di Zampedri Lorenzo che hanno preso servizio per la prima volta proprio in questo cantiere: una pinza selezionatrice PMZ 12C e una pinza demolitrice HC 18P, quest'ultima facente parte della linea Premium dell'azienda vicentina, ossia equipaggiata con il sistema Impact Booster (vedi box di approfondimento in queste pagine). Diamo uno sguardo ai plus di queste due attrezzature scelte da Zampedri Lorenzo per i propri cantieri, partendo proprio dall'HC 18P: si tratta di una pinza idraulica, ideale per realizzare le fasi di demolizione primaria grazie alle sue doti di rapidità, precisione e potenza che può sprigionare. In particolare data la sua estrema maneggevolezza che ne garantisce anche la precisione, l'uso della HC 18P è particolarmente consigliata per le operazioni di demolizione più difficoltose e delicate (in termini di precisione) come l’abbattimento di strutture in cemento armato e la rimozione dei materiali a rilevanti altezze. Oltre alla HC 18P, la gamma prevede altri due modelli più grandi, la HC 23P e la HD 28P. Passando alla pinza da demolizione e selezione, si tratta di un'attrezzatura che dalla sua vanta una notevole polivalenza in cantiere, tanto da risultare quasi fondamentale in un cantiere da demolizione che voglia fare dell'efficienza nella selezione dei materiali di risulta il proprio biglietto da visita. Apprezzata inizialmente di più all'estero, recentemente gode di ampio successo anche in Italia, dove i clienti la trovano maneg-

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CoverStory TREVI BENNE

ZAMPEDRI LORENZO SRL

E SATIVA SRL

Da sinistra, Stefano Zampedri, titolare della Zampedri Lorenzo Srl, Christian Tadiotto, responsabile marketing Trevi Benne, e Paolo de Giuli, Responsabile per il Triveneto di Trevi Benne

gevole e versatile, precisa e allo stesso tempo delicata nell’impiego. Si tratta di un'attrezzatura ideale per la demolizione di strutture e fabbricati di media consistenza, per la selezione mirata e il carico dei materiali di risulta in cantiere e in discarica, per una specifica separazione e movimentazione dell’inerte nei centri di riciclaggio e nella riqualificazione ambientale. Ogni modello PMZ di Trevi Benne è disponibile nella versione “C” o nella versione ”S” a seconda della conformazione delle chele. La prima versione, standard, prevede le chele chiuse ed è consigliata per la selezione e movimentazione di materiali inerti di risulta. La “S” della seconda versione, invece, sta per chele a stecche, è realizzata a richiesta ed è consigliata inoltre per demolizioni di strutture leggere (strutture in mattoni, legno, datate, ecc). Da notare che una delle più importanti migliorie a livello strutturale apportate alla gamma PMZ è legata all’unità di rotazione, ora proposta in conformazione “HD” (Heavy Duty), con funzionamento a due motori nei modelli a partire dai 1.000 kg di peso, con i componenti oleodinamici maggiormente protetti e con valvola di scarico integrata. La Serie PMZ è attualmente composta da 10 modelli a partire dal PMZ 05 da 350 kg sino ad arrivare al modello PMZ 40 da 4.100 kg. IN CONCLUSIONE Un cantiere ideale quello di Trento, da prendere ad esempio. E come ogni cantiere al top, anche questo dimostra che l'eccellenza è data da diversi elementi: macchine e attrezzature di alta qualità, professionalità delle aziende coinvolte, esperienza degli operatori impegnati sul campo. ❑

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“A voi le idee... a noi la capacità di realizzarle!” È questo il motto di Zampedri Lorenzo srl, dieci parole che riassumono l'anima e la filosofia di quello che in realtà è un gruppo, due società sinergiche guidate dalla stessa famiglia. Una sinergia che unisce scavi, movimento terra, lavori edili e stradali, demolizioni e frantumazioni realizzati appunto da Zampedri Lorenzo srl, alla gestione dei rifiuti (da costruzione, demolizione e industriali), allo smaltimento, recupero e stoccaggio degli stessi e numerose altre attività, tutte collegate dall'idea che il rifiuto è una risorsa se correttamente gestito, portati avanti da Sativa Srl. Fondata nel 1981 la prima ad opera di tre fratelli, Lorenzo, Sandro e Ugo, oggi l'azienda è guidata ancora dai suoi stessi fondatori cui si sono via via affiancati i figli di Lorenzo, Stefano e Nicola. Il primo responsabile delle attività di cantiere della Zampedri Lorenzo Srl insieme ai cugini Ivan e Denise. Il fratello di Stefano, Nicola, cura e dirige invece Sativa Srl, nata nel 1994. Due realtà in piena espansione che hanno fatto della professionalità e della qualità di ogni cantiere realizzato e di ogni rifiuto trattato il proprio cavallo di battaglia che ha permesso loro di crescere ed affermarsi su tutto il territorio del Trentino Alto Adige. Oggi il Gruppo impiega 42 persone cui presto si aggiungeranno nuove risorse e una nuova sede per Zampedri Lorenzo Srl, sempre in quel di Pergine Valsugana (Sativa ha invece sede a Trento), un capannone di 2.600 metri quadri che sosterrà una doppia palazzina a uno e due piani per gli uffici, e 1.500 metri quadri di area scoperta.


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EditorialeOn EMANUELA PIROLA

Fragilità strutturali

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L’UOMO È LA PIÙ INFELICE E LA PIÙ FRAGILE FRA TUTTE LE CREATURE, E NELLO STESSO TEMPO LA PIÙ ORGOGLIOSA. (MICHEL FOUCAULT)

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n bel giorno ci siamo svegliati e abbiamo saputo che il Canale di Suez era bloccato da una nave portacontainer incastrata, la Ever Given, un mostro degli oceani con i suoi 400 metri di lunghezza, 60 di larghezza e 200.000 tonnellate di peso (con 20.000 container a bordo). In molti avranno pensato che “vabbè, tanto è una cosa successa in Egitto, noi qui abbiamo altri problemi da affrontare”. Mai pensiero è stato così sbagliato e anacronistico. E mai è stata la dimostrazione che proprio non vogliamo imparare né dalla storia, né dai nostri errori. Il 9 marzo è stato l’anniversario (infausto) del lockdown.Un anno dopo cosa possiamo dire? Che non è cambiato niente, o quasi, perché nonostante tutto, non siamo in grado di imparare, di metterci in riga. E il pensiero menefreghista sulla Ever Given ne è la prova lampante, perché non abbiamo capito che, volenti o nolenti, siamo ormai interconessi (pandemia globale vi dice qualcosa?). E, cosa ancora più critica, la nostra (italiana) società si basa tantissimo sui prodotti che importiamo, da tutto il Mondo. Dai, siamo onesti: che cosa produciamo sul territorio italiano che non faccia parte della filiera agroalimentare? Poco (o niente). Negli anni abbiamo smantellato asset strategici (acciaio, plastica, ecc) delle grandi industrie e importiamo a man bassa. E ci siamo parcellizzati in microimprese che, benché eccellenti, dipendono molto dall’export. Quindi siamo dipendenti sia dall’import che dall’export, in maniera, oserei dire, fatale. Quindi se una infrastruttura come il Canale di Suez (il 12% del traffico di merci mondiale passa da lì, trasportando beni e materie prime dall’Europa all’Asia e viceversa. Ever Given è solo una delle 20.000 navi container che ogni anno percorrono il Canale) si blocca, le ripercussioni ci saranno, eccome (Bloomberg ha stimato un danno di 9,6 miliardi di dollari, qualora la situazione dovesse restare tale per svariati giorni. 5,1 miliardi di dollari sarebbero da attribuire al traffico da nord verso sud, 4,5 miliardi al traffico in direzione opposta). E tremo al pensiero di come chi ci governa affronterà un’eventuale crisi economica in aggiunta a quella sanitaria. Speriamo solo che per disincagliare la Ever Given non serva un anno o più, come alcuni pessimisti dicono. ❑


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Sommario

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5.0

MC 5.0 • MARZO 2021 • NUMERO 73

MACCHINE CANTIERI marzo 2021, n. 73

THE 21ST CENTURY’S MOST EFFICIENT SORTING GRAB

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COVER Attrezzature Trevi Benne: da sole o in abbinamento, migliorano l'operatività e la sicurezza di ogni cantiere

ATTUALITÀ

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NOVITÀ DAL SETTORE E MOLTO DI PIÙ STILE VOLVO

EDITORIALI

12 Editoriale on

REPORT TECNICO

28 RISPARMIO

(DI EMANUELA PIROLA)

66 Editoriale off

DEDICATO A CHI CREDE DI SAPERE, E NON SA

(DI MAURIZIO GUSSONI)

COVER STORY

GARANTITO, AMBIENTE PRESERVATO (VOLVO PENTA)

31 AL TOP DELLA 40 DI RIVOLUZIONE

IN RIVOLUZIONE

(TREVI BENNE)

(VOLVO TRUCKS)

(WACKER NEUSON)

(BKT)

32 QUANDO IL GIOCO

Collaboratori Cristiano Pinotti, Claudio Guastoni, Renata Bernardini, Maurizio Gussoni

52 FATE LARGO ALLA

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42 UNA LEGGENDA

C'È CASE

Sede legale Via Giotto 7, 20145 Milano (MI) Direzione e redazione Via Silvio Pellico 10/35, 20867 Caponago, MB mc@macchinecantieri.com

(NIEDERSTÄTTER)

60 CGT SEMPRE PIÙ (CGT)

INNOVAZIONI

20 TANTO LAVORO, ZERO PENSIERI

(EPIROC)

FOCUS MERCATO

54 CILINDRO

& BACCHETTA

DEALER STORY

16 VIRTUOSI

(CASE)

Editore Asgard Edizioni Srl

PROGETTAZIONE E ASSISTENZA

(SCANIA)

(HIAB EFFER)

58 DOVE C'È LAVORO,

44 TECNOLOGIA,

SU STRADA

NUOVA EFFER 1000

Art Director Daniela Francescon daniela.francescon@gmail.com Fotografia Archivio Macchine Cantieri 5.0

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(HINOWA)

UN RICORDO

26 THINKING BLACK

Direttore Responsabile Emanuela Pirola

PER KOBELCO

(KOBELCO)

OF DUMPER!

47 LE VIBRAZIONI?

AZIENDE

LA TELEMATICA

36 TANTA ITALIA

24 THE POWER

VERSATILITÀ

WE ARE DEMOLITION

48 CARETRACK,

TESTIMONIANZE

(MANITOU)

04 Cover story

(MAN)

E PER IL METANO (WEBER MT - GÖLZ)

FRAGILITÀ STRUTTURALI

SI FA PESANTE...

62 PER LA FIBRA

(VOLVO CE)

DEL SOLLEVAMENTO (FASSI)

Pubblicità e marketing Corrado Serra Direttore Commerciale Tel. 338 3926221 c.serra@orsamaggioreint.com Ufficio traffico Lucia Gatti adv@macchinecantieri.com Pre-stampa e stampa Press Grafica Gravellona Toce (VB)

IL FILM DELLA COVER Abbiamo realizzato la cover di questo mese ispirandoci al film Demolition Man del 1993, con Sylvester Stallone, Wesley Snipes e Sandra Bullock

Registrazioni Tribunale di Sondrio, N° 337 del 12/11/2003. Camera Commercio di Milano, R.I. N.O 11497800968 del 09/12/2020 Registro operatori di comunicazione N.O 36132 dal 15/02/2021 Comunicazione agli abbonati Art. 10 Legge 675/96. I dati personali contenuti negli

archivi della casa editrice “Asgard Edizioni Srl” sono utilizzati solo dalla casa editrice e solo per perfezionare gli obblighi derivanti dagli abbonamenti. Tutti gli abbonati possono chiedere in qualsiasi momento l’aggiornamento o la cancellazione dei propri dati. Responsabile: Emanuela Pirola Testi e foto a riproduzione vietata senza consenso della casa editrice. Legge 1396/42, art. 7, Reg. 18 © Copyright 2013-2021


news Ancora Demag (Autogrù)

STRADALI

PER COMPATTARE Una nuova gamma Bobcat per la compattazione leggera

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n collaborazione con il Gruppo Ammann, famoso per il comfort e il rendimento dei suoi prodotti, Bobcat presenta una nuova linea di prodotti di compattazione leggera, che incorporano tecnologie all’avanguardia garantendo comfort, sicurezza e semplicità d’uso, ideali per soddisfare le esigenze in qualsiasi cantiere di edilizia, lavori stradali e paesaggistica. La nuova gamma è composta da sette diverse famiglie di prodotti, per un totale di 37 modelli, tra cui vibrocostipatori verticali, piastre vibranti unidirezionali, piastre vibranti reversibili, piastre idrostatiche, rulli vibranti a doppio tamburo, rulli compattatori per scavi, rulli a doppia vibrazione.

VTN - PP Plus ALIEN - 210x148mm.qxp_Layout 1 16/09/20 15:19 Pagina 1 FONTE: BOBCAT

Con l’arrivo di una nuova autogru Demag AC 45 City, si potenzia la flotta dell’azienda spagnola Grúas Valladolid che già comprendeva una Demag AC 30 City e due Demag AC 25 City. Ora in flotta entra una terza Demag City, la AC 45 City. L’azienda ha scelto questa autogrù per alcuni importanti vantaggi come le prestazioni telescopiche notevolmente migliorate sotto carico, il sistema di frenatura migliorato, e l’innovativo sistema di controllo IC 1 Plus.


DEALERSTORY

(FASSI)

VIRTUOSI DEL SOLLEVAMENTO La storia di Grucar si intreccia con quella di tre famiglie, in una saga lunga e avvincente, che si dipana in oltre cinquant’anni

è un punto, su quel lungo rettilineo della A4 che congiunge il “curvone” di Bergamo a Brescia, dove a un certo punto l’occhio viene catturato (soprattutto se in notturna) da un cartello “Fassi Gru Idrauliche” che campeggia rosso con la sagoma di un veicolo industriale con gru retroca-

C’

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bina i cui elementi al neon si accendono e spengono, come a simulare una gru che si distende e si richiude. Il cartello è talmente importante che molti pensano che quella sia la sede di Fassi stessa. Si tratta invece della sede di Grucar, storico dealer del gruppo che, come accade ai bulbi figli che nascono in prossimità del bulbo genitore, sorge a una ventina

di chilometri da Albino, sede di Fassi Gru, in quel di Bolgare. Una metafora botanica che si attaglia perfettamente a Fassi e Grucar se si analizza la storia delle due aziende, unite da un doppio filo (ovviamente rosso!) sia di vicinanza geografica che di storia di intere generazioni di uomini che custodiscono e tramandano esperienza e competenze.


IL FIL ROUGE DI UNA COMUNE PASSIONE “Sarà vero che rappresentare Fassi comporta far crescere i propri figli ‘a pane e gru’?” si domanda divertito Gianmarco Marauta, titolare di Grucar, al termine della lunga chiacchierata che ci ha portato indietro negli anni e avanti nel futuro. Una chiacchierata che ha svelato come lavorare in Grucar sia non solo un business, ma una vera e propria passione che si tramanda di padre in figlio, come nella migliore tradizione italica. Passione che definire contagiosa è un eufemismo: in Grucar sta infatti lavorando la terza generazione non solo della famiglia fondatrice, che è tuttora alla guida dell’azienda (parimenti a ciò che accade in Fassi dove Giovanni ha raccolto il testimone del padre Franco), ma anche di quella del primo capo officina di Grucar. Un tramandarsi di esperienze e conoscenze fondamentale, che Marauta ben sintetizza così: “mi piace pensare che Grucar sia l’interconnessione tra

Fassi e l’utilizzatore finale. Indubbiamente la vicinanza con la casa madre e la possibilità di avere continui scambi di competenze tecniche e personali hanno creato un rapporto molto stretto e costruttivo. Per Fassi realizziamo diversi allestimenti destinati a clienti direzionali esteri e nazionali e spesso mettiamo a disposizione dei loro tecnici i nostri piazzali per test e prove speciali dei veicoli allestiti. Sempre commissionati dall’ufficio tecnico di Albino, realizziamo anche specifici controtelai e altri particolari meccanici destinati a gru di grandi dimensioni. In pratica tutto quello che costituisce una personalizzazione richiesta dal cliente rispetto alle procedure standard delle linee di montaggio Fassi spesso provvediamo a realizzarlo noi sulle loro specifiche”. Un vincolo, questo, che ha radici lontane, negli Anni ‘70 quando Alberto Passera, già direttore commerciale della Fassi Gru Spa, fondò Grucar che all’epoca operava per conto di Fassi in Lombardia e in tutto il Triveneto.

IL COMMENTO DI Mauro “Dire che Grucar è un’eccellenza della rete Fassi è affermare un’ovvietà” afferma Mauro Dellacasa, responsabile commerciale Italia di Fassi Gru. “Le sue competenze e lo stretto legame con casa madre la qualificano come un riferimento

Da destra, Gianmarco Marauta con Carlo Moretti

Un’area che nel decennio successivo si è trasformata in quella attuale, composta dalle tre province di Bergamo, Brescia e Cremona, al fine di poter seguire i clienti di questo territorio in maniera più efficiente e capillare e vestire definitivamente i panni di concessionaria Fassi, strutturandosi come azienda in grado di garantire servizi commerciali, assistenziali e la realizzazione di allestimenti nella propria officina. A condividere con Passera una comune storia in Fassi è stato anche Giulio Moretti, per molti anni capo officina nello stabilimento Fassi Gru di Albino che, a un certo punto, ha deciso di condividere l’avventura di Grucar: è stato lui a dare all’azienda quell’impronta organizzativa che è tuttora presente. Di decennio in decennio, la storia di Grucar subisce un’ulteriore accelerata alla fine degli anni Novanta, che vede il cambio generazionale e Gianmarco Marauta, figlio di Alberto, succedere al padre. Pressoché contemporaneamente la gestione dell’officina per i lavori di assistenza e manutenzione, oltre ai

Dellacasa

insostituibile anche per altri dealer quando sono di fronte ad allestimenti molto complessi, così come il legame con il nostro ufficio tecnico è praticamente quotidiano. Tutto questo costituisce una garanzia ulteriore per i suoi clienti che già da soli

costituiscono un eccellente bacino, perché la sua area di competenza è una delle più vivaci e commercialmente interessanti per il mondo del sollevamento e, anche in piena pandemia, ha mostrato e sta mostrando una domanda molto vivace”.

Al centro, Mauro Dellacasa con Gianmarco Marauta (a destra) e il figlio di Carlo Moretti

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DEALERSTORY Le gru di gamma media sono attualmente le più richieste in ambito construction, ma la domanda si sta spostando progressivamente verso quelle di maggiore prestazioni e dimensioni. Gru, queste ultime, che stanno incontrando un interesse crescente anche fra le aziende di trasporto che stanno inserendo nelle loro offerte servizi di sollevamento. GIANMARCO MARAUTA

reparti di montaggio, sono diventati di competenza di Carlo Moretti, figlio di Giulio. E ora, all’alba degli Anni ‘20 del XXI secolo, assistiamo in diretta al terzo cambio generazionale. Recentemente sono approdati in azienda Alberto e Riccardo, figli di Gianmarco Marauta, mentre il figlio di Carlo Moretti sta facendo un po’ di “palestra” tecnica, neanche a dirlo, presso la sede di Fassi Gru.

GRUCAR OGGI La sede della Grucar si sviluppa su un’area di oltre 10.000 mq dei quali 2.200 coperti dove, oltre agli uffici, ampi spazi sono dedicati al montaggio delle gru, alla realizzazione dei relativi allestimenti e c’è anche una cabina di verniciatura. Sono poi previste aree dedicate all’assistenza e alla manutenzione delle varie attrezzature di sollevamento, completate da un ampio piazzale per i controlli e le verifiche periodiche; il tutto supportato da un organizzato magazzino ricambi e da

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uno staff di 10 tecnici specializzati che collaborano con l’azienda da oltre 15 anni. Molta attenzione è anche riservata alla formazione, con aule e spazi idonei per i corsi, sia per apprendere tutte le possibilità e opportunità offerte dalle moderne gru articolate, sia per il conseguimento dei relativi patentini. Quasi inutile aggiungere che una corretta gestione amministrativa, la professionalità commerciale e le qualità tecniche garantite ai clienti hanno consolidato l’attuale dimensione della

Da destra, Gianmarco Marauta con il figlio di Carlo Moretti

Grucar. “Alle attività svolte direttamente per Fassi, in Grucar uniamo le ‘normali’ attività di un dealer attrezzato con officina meccanica, quindi vendita delle gru e realizzazione degli allestimenti per i nostri clienti, gestione dell’usato che forniamo revisionato da noi, assistenza e manutenzioni” ci spiega Marauta. “Mediamente in un anno realizziamo un centinaio di nuovi allestimenti che corrispondono ad altrettante gru vendute, di questi un 10% è realizzato conto terzi (casa madre o altri dealer Fassi), mentre il resto sono tutti clienti diretti. Come tipologia di domanda nella nostra area di competenza, quella del mondo delle costruzioni e dell’edilizia è dominante e questo comporta che le gru di gamma media siano le più richieste, con una domanda che si sta spostando progressivamente verso quelle di maggiori prestazioni e dimensioni. Un altro mercato che, soprattutto nel bresciano, è molto fiorente è quello delle aziende di trasporto che stanno inserendo nelle loro offerte servizi di sollevamento: in questo caso sono le gru di gamma pesante a essere le più richieste. Ovviamente gli aspetti commerciali e tecnici si incrociano in continuazione e il legame tra i venditori e l’officina è strettissimo, perché ogni cliente ha esigenze specifiche, siamo degli autentici ‘sarti del sollevamento’ e ne siamo molto orgogliosi”. ❑


Innovazioni EPIROC

TANTO LAVORO, zero pensieri Hatcon by Epiroc porta la gestione della flotta a un nuovo livello, monitorando le ore di lavoro, il posizionamento e gli intervalli di manutenzione delle attrezzature

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a connettività oggi è un valore fondamentale. La più moderna tecnologia offre infatti soluzioni che, solo pochi anni fa, erano impensabili. Soluzioni che semplificano il lavoro di tutti i giorni e aiutano a massimizzare gli investimenti delle imprese e dei noleggiatori. Nel solco di un continuo miglioramento e della più elevata attenzione per il cliente, Epiroc ha pensato di applicare il concetto di connettività alle sue attrezzature idrauliche. Così è nato Hatcon, acronimo di Hydraulic Attachment Tools Connectivity, un dispositivo che, in sostanza, consente alle imprese di pensare solo a utilizzare il proprio demolitore o la propria pinza idraulica, mentre a tutto il resto ci pensa Epiroc. COS'È HATCON Hatcon è un piccolo dispositivo - disponibile “installato in fabbrica” o come “kit retrofit” - che può essere applicato sui martelli e ora anche sulle pinze Epiroc di serie CC, CB, DP e BC. “Questo dispositivo”, ci spiega l'Ing. Christian Maggioni, Regional Business Line Manager Hydraulic Attachement Tool di Epiroc per Italia, Grecia e Israele, “contiene alcuni accelerometri (cioè dei sensori) che percepiscono le vibrazioni

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della macchina e le trasmettono al processore. Quest'ultimo è collegato a un GPRS che scarica i dati su molteplici device: dal computer al tablet, allo smartphone, permettendo all'utente di ricevere e visionare tutte le informazioni inerenti le attrezzature e quindi di programmare al meglio la manutenzione di pinze e demolitori idraulici, riducendo al minimo i costi di gestione. Inoltre, aspetto da non sottovalutare, grazie alla funzione GPS, funge anche da complemento ai sistemi antifurto”.


UN AIUTO CONCRETO “Hatcon”, continua l'ing. Maggioni, “è stato sviluppato da Epiroc worldwide e nasce dalla necessità, avvertita a livello globale, di aumentare la capacità di monitorare l'attività dei vari prodotti al fine di avere migliori informazioni su ciò che riguarda la manutenzione, il funzionamento, le performance. Hatcon, montato su martelli e pinze, dà infatti la possibilità di tenere sotto controllo le attrezzature. Epiroc può controllare le attrezzature da remoto, mentre i clienti, soprattutto quelli che hanno flotte importanti, sono in grado di monitorare costantemente lo stato dei propri demolitori e agire in un'ottica di manutenzione programmata”. In sostanza si tratta di un device che cerca di incrementare il livello di servizio fornito alle imprese. Hatcon consente di vedere i parametri di funzionamento del demolitore

o della pinza ed è di fondamentale supporto per l'aftermarket di Epiroc. COME FUNZIONA In linea generale, nel momento in cui Hatcon viene attivato il cliente scarica un'app sul proprio device e istantaneamente vede il demolitore o la pinza al lavoro. Chi altro può vedere il funzionamento dell'attrezzatura dipende invece dalle scelte di ogni singolo cliente. “I dati”, precisa il manager di Epiroc Italia, “possono essere visti dal concessionario che ha venduto l'attrezzatura, da Epiroc Italia e da Epiroc Worldwide. Ovviamente, qualora il cliente ci desse l'accesso ai dati, possiamo monitorare l'attrezzatura da remoto e quindi avvisare il cliente per tutti gli interventi di manutenzione, oppure il cliente può scegliere liberamente di ope-

rare in completa autonomia. Va inoltre aggiunto che, collegata alla possibilità di vedere l'attrezzatura da remoto, c'è anche la possibilità di sottoscrivere un contratto di manutenzione programmata. In questo caso Epiroc tiene sempre sotto controllo l'attrezzatura e nel momento in cui si avvicina la data per la manutenzione, avvisa il cliente. Tutto questo ovviamente agevola il nostro lavoro e riduce i tempi di intervento, perché i nostri tecnici sanno già cosa c'è da fare e si presentano in cantiere preparati. Altrimenti è possibile organizzare l'intervento in officina”.

UN MOTIVO IN PIÙ Le attrezzature equipaggiate con Hatcon, se applicate a una macchina di ultima generazione, rientrano pienamente nei parametri di Industria 4.0 Benché non sviluppato a questo scopo, Hatcon offre al mercato domestico un motivo in più di interesse. Come sanno gli operatori del settore, il mercato italiano ha sviluppato il programma Industria 4.0 che, tramite un sostanzioso sgravio fiscale, permette di ridurre notevolmente l'impatto dell'acquisto di un prodotto, che però deve rispondere a precise caratteristiche. I martelli e le pinze equipaggiati con Hatcon

rientrano nella normativa delle macchine non macchine e una società indipendente ha certificato che se l'attrezzatura è associata a una macchina portante anch'essa Industria 4.0, può tranquillamente beneficiare della suddetta agevolazione fiscale. “Questa possibilità”, conferma l'ing. Maggioni, “ci ha dato una spinta notevole, perché ci ha differenziato rispetto alla stragrande maggioranza dei player che operano sul

mercato nazionale. Soprattutto per quanto concerne i martelli demolitori e le pinze di una certa stazza, che hanno un prezzo di acquisto importante, avere questo beneficio di credito d'imposta è un ottimo incentivo, che permette di comprare un prodotto premium a un prezzo, grazie agli sgravi fiscali, decisamente al di sotto di quello di un prodotto orientale o di fascia differente dalla nostra”.

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Innovazioni EPIROC

LA GAMMA Il mondo Epiroc delle attrezzature idrauliche è decisamente sfaccettato. La gamma si compone di: • Demolitori idraulici per roccia e calcestruzzo • Frese per calcestruzzo • Pinze per calcestruzzo • Frese a tamburo per rocce, trincee e demolizioni • Polverizzatori per demolizioni • Cesoie per demolizioni • Pinze multiple da braccio • Benne frantumatrici • Benne vagliatrici • Magneti da braccio • Compattatori di terreno e trincee • Trivelle di perforazione

Epiroc, grazie ad Hatcon, mette a disposizione del mercato i primi martelli e le prime pinze che parlano con l'operatore e dicono quando hanno bisogno di cure. L'Ing. Christian Maggioni, Regional Business Line Manager Hydraulic Attachement Tool di Epiroc per Italia, Grecia e Israele

IDEALE PER LE FLOTTE NOLEGGIO “Questo sistema”, chiosa l'Ing. Maggioni,“è stato sviluppato da Epiroc per aumentare il servizio al cliente, essergli più vicino dando un reale supporto aftermarket. Spesso è difficile trovare dealer oppure officine specializzate in questa tipologia di accessori, quindi grazie a questo strumento siamo in grado di avvicinarci ancora di più al cliente, al dealer o alle flotte noleggio”. Proprio il noleggio professionale è un settore in cui l'utilizzo di Hatcon appare non solo opportuno, ma pressoché fondamentale. Spesso i martelli, o le attrezzature in genere, vengono noleggiati con un certo numero di ore di funzionamento e Hatcon, tra le altre cose, dice esattamente quante ore il martello ha lavorato. Il tutto comporta un evidente beneficio per il noleggiatore. Per le flotte noleggio Hatcon è quindi un dispositivo estremamente interessante, anche in un'ottica di salvaguardia del prodotto. ❑

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news SOLLEVAMENTO

CONNESSE

Haulotte presenta SHERPAL, il proprio sistema di monitoraggio delle macchine da remoto

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a soluzione telematica SHERPAL lanciata da Haulotte migliora le prestazioni e la produttività della flotta, consentendone il monitoraggio in tempo reale da qualsiasi luogo. I clienti chiedevano una valida soluzione per gestire dati e informazioni importanti e precisi, dalla preparazione per gli interventi tecnici, all’identificazione di comportamenti non sicuri in cantiere, alla gestione proattiva dell’energia. La risposta di Haulotte, leader europeo nella produzione e fornitura di attrezzature per il sollevamento di persone e materiali, è il nuovo sistema SHERPAL che segna l’inizio della gestione semplificata della flotta. Il sistema offre accesso remoto ai dati della macchina e fornisce una panoramica dello stato di tutte le risorse, indipendentemente dalle dimensioni della flotta

NUOVO MARCHIO PER i ricambi Manitou lancia un nuovo marchio per i ricambi per semplificare l’offerta per l’utente e ridurre l’impatto ambientale del gruppo. Quelli che in precedenza erano due marchi di ricambi XPRT (per attrezzature Gehl e Mustang by Manitou) e Manitou saranno ora riuniti sotto “Manitou Group Parts” con cui il gruppo spera di rendere più facile per gli utenti la ricerca dei pezzi di ricambio ottimizzando la preparazione degli ordini con lo stesso imballaggio per tutte le parti.

I primi 40

(Sollevamento) Nel 1981 Lorenzo Cipriani, Mauro Potrich e Gianfranco Cipriani fondavano CTE con Giampaolo Piovan e Paolo Pege. Fin dall’inizio, CTE si è mostrata attenta alle necessità dei clienti per migliorarne le prestazioni e la sicurezza sul lavoro. Innovazione e ricerca di soluzioni tecniche all’avanguardia si concretizzano nelle gamme di piattaforme autocarrate a braccio articolato e telescopico (ZED e B-LIFT) e nella gamma ragni (TRACCESS)nonché nella recente evoluzione del settore che è S3 EVO, la più avanzata tecnologia per la gestione in tempo reale delle prestazioni delle piattaforme aeree che offre all’operatore un’esperienza di utilizzo in piena sintonia con la filosofia CTE Work Becomes Easy dell’azienda.

VEICOLI INDUSTRIALI

NUOVO AD

Il Consiglio di amministrazione di Scania ha nominato Christian Levin CEO e Presidente

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hristian Levin, attualmente membro dell’Executive Board di TRATON SE e Chief Operating Officer di TRATON GROUP, vanta oltre 20 anni di esperienza in Scania. Oltre alla sua nuova funzione in Scania, Levin manterrà il suo ruolo di membro dell’Executive Board di TRATON SE. Dal 2006 al 2010 Christian Levin è stato Amministratore Delegato di Italscania.Christian Levin succede a Henrik Henriksson che lascia Scania dopo 23 anni e oltre 5 come CEO per unirsi a H2 Green Steel, una nuova impresa che punta ad avviare la produzione di acciaio realizzato senza l’utilizzo di fonti fossili entro il 2024. Henriksson rimarrà in Scania finché Levin non assumerà il nuovo incarico di CEO a far data dal 1 maggio 2021. IL 21 APRILE PROSSIMO MANITOU PRESENTERÀ IN ANTEPRIMA MONDIALE LA NUOVA GAMMA DI SOLLEVATORI TELESCOPICI MRT CON L’EVENTO DIGITALE BUILD THE FUTURE.

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TESTIMONIANZE

(HINOWA)

THE POWER OF DUMPER! Un minidumper cingolato Hinowa HS1102 viene utilizzato per la costruzione di un tracciato per mountain bike: 8 km in metà del tempo!

est Wales Trails è stata incaricata da Dwr Cymru Welsh Water della progettazione e costruzione di un nuovo tracciato di mountain bike della lunghezza di 8 km intorno alla riserva Llys y Frân nel Pembrokeshire, che si trova nel Galles occidentale. La società si è quindi rivolta ad Access Platform Sales (APS) per acquistare un minidumper cingolato Hinowa HS1102 con guida in piedi, pala auto-caricante e cingoli a larghezza variabile. L’HS1102, che può trasportare carichi di 700 kg ed è largo solo 75 cm, è la soluzione ideale per luoghi di lavoro in cui lo spazio è ristretto e si è trovato a operare in un ambiente

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inconsueto che, ancora una volta, ha messo in luce la sua innata versatilità e capacità produttiva. Illuminanti le parole di Matt Broome, proprietario e direttore di West Wales Trails, che ha dichiarato:“volevamo sostituire un vecchio dumper cingolato e questo progetto rappresentava la migliore occasione per farlo. Il minidumper Hinowa ha soddisfatto appieno le nostre aspettative, è una macchina eccellente ed è anche molto robusta. Si sposta due volte più velocemente rispetto al nostro vecchio dumper e la sua capacità auto-caricante semplifica enormemente il lavoro, riducendo il lavoro manuale e aumentando la sicurezza. Il minidumper Hinowa ci permetterà di completare la rifinitura del

LA DIFFERENZA LA FANNO i cingoli L’utilizzo del minidumper Hinowa va a ridurre drasticamente il lavoro manuale Il team di West Wales Trails ha notato come i cingoli regolabili dell’Hinowa HS1102 siano particolarmente utili. Nello specifico, in modalità retratta il minidumper può passare tranquillamente in mezzo agli alberi, mentre con i cingoli completamente estesi a 105 cm il minidumper possiede la stabilità necessaria per gestire pendii scoscesi e affrontarli da qualunque angolazione. Inoltre può raggiungere posizioni dove altre macchine non possono arrivare, senza il bisogno di spostare materiale con la carriola e quindi minimizzando il lavoro manuale.


PAROLA D’ORDINE:

versatilità

“L’Hinowa HS1102, alimentato da un motore diesel Kubota da 599 cc a basse emissioni”, afferma Jonathan Wiseman, Direttore Vendite di APS, “è fatto per le condizioni avverse in cui Matt e il suo team stanno lavorando, con terreni irregolari e aree di lavoro piene di alberi e rocce. Il minidumper giocherà un

tracciato nella metà del tempo rispetto a quanto avevamo preventivato. E questo è importantissimo considerando la scadenza strettissima”. Infatti senza il minidumper auto-caricante Hinowa HS1102, West Wales Trails avrebbe dovuto utilizzare un caricatore cingolato e un dumper separato per spostare e rovesciare il terriccio con cui realizzare il tracciato. “Ora”, riprende Broome, “abbiamo il minidumper Hinowa e grazie ad esso possiamo utilizzare l’altro caricatore per livellare le superfici del tracciato, aggiungendo un altro boost alla produttività. Inoltre, il minidumper HS1102 è di facile utilizzo grazie al pannello di controllo posto di fronte

all’operatore, permettendoci di condurre corsi di formazione in-house e di utilizzarla in maniera più flessibile all’interno del team. Questo progetto ha già testato i limiti del minidumper: abbiamo a che fare con terreni di argilla e paludosi, radici di alberi scivolose, rocce, pendii scoscesi e angoli stretti, ma ancora non ha mancato un colpo”. Il risultato è un percorso per mountain bike elettrizzante. Il nuovo tracciato da 8 km in combinazione con quello attuale creerà un percorso “all-weather” di 12 km intorno alla riserva Llys y Frân, incluse delle fantastiche sezioni di abilità. Il tutto si completa con 165 m di passerelle in legno rialzate su fiumi e calanchi. ❑

ruolo fondamentale nel completamento di un progetto elettrizzante che porterà a un grande boost del turismo nell’area”. Del resto il minidumper Hinowa HS1102 si sente a casa in tanti ambienti difficili come cantieri, fattorie, campi da golf e anche nell’architettura paesaggistica.

Il dealer

Access Platform Sales (APS) è il rivenditore autorizzato Hinowa per Regno Unito e Irlanda e si occupa dell’intera gamma del costruttore veronese. Nello specifico, per quanto concerne il movimento terra, APS può fornire un’ampia gamma di minidumper cingolati con capacità di carico variabile da 400 a 2.900 kg e in formati diversi, inclusi modelli di dumper con cassone a scarico alto, extra scarico alto, sia con cassone piano che con cassone girevole.

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AZIENDE

BKT

THINKING BLACK Il Costruttore indiano lancia il sito www.bkt-carbon.com, una finestra sull'universo del carbon black. Ovviamente in ottica BKT

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uali sono gli ingredienti di un pneumatico? No, non abbiamo sbagliato nella scelta delle parole, tutt'altro. Gli pneumatici non nascono per opera di qualche bacchetta magica, né vengono prodotti “a caso”. Dietro (dentro) ognuno di essi ci sono analisi, studi, test su materie prime, geometrie, forme e quant'altro. E come ogni oggetto che è il prodotto di un mix di tecnologie, alla base di queste vi sono le materie prime, che sono poi gli ingredienti.Va da sé che l'ingrediente principale degli pneus è la gomma naturale, ma di sicuro non è l'unico. Ad essa si affiancano ingredienti coperti da brevetti che rientrano nella composizione della mescola, l'acciaio dei cavetti e molto altro. Tra tutti, in queste pagine vorremmo focalizzarci sul carbon black, uno tra gli ingredienti principali per la produzione di pneumatici ma anche

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di numerosi componenti e oggetti in gomma, come per esempio guarnizioni per il settore automotive, profili, tubi, cinghie, nastri trasportatori, materiale per la ricostruzione di pneumatici e masterbatch neri di plastica. Da diverso tempo BKT ha annunciato la volontà non solo di produrre in autonomia questa materia prima, ma sta portando avanti anche test per trovare valide alternative ad esso. In ogni caso, il primo step, ossia la produzione di carbon black, è stato fatto con la nascita nel 2018 della linea di produzione di carbon black presso lo stabilimento di Bhuj. Un passo strategico, questo, che consente a BKT di integrare verticalmente nella produzione di pneumatici anche questo componente, garantendo alta qualità in tutto il processo, ma anche una scelta oculata di business che apre il prezioso carbon black di BKT ad altri infiniti usi.


La produzione di carbon black persegue le stesse finalità che guidano le attività produttive e commerciali del gruppo, per cui vede nella ricerca e sviluppo, nella sostenibilità e nella personalizzazione del prodotto i propri mantra. E per spiegare al meglio tali obiettivi e come si declinano all'interno dell'attività quotidiana, BKT ha appena lanciato il sito www.bkt-carbon. com quale strumento per compiere un vero e proprio viaggio virtuale all'interno dell'universo BKT Carbon. Il viaggio non poteva non iniziare dalla parte di ricerca e sviluppo, da cui tutto parte. Cuore dell'R&D è l'innovation hub dove opera il “3550 The Lab”, il team di Ricerca e Sviluppo composto da chimici qualificati e specialisti della tecnologia carbon black nonché da esperti nelle tecnologie per applicazioni finali come quelle in ambito pneumatici e in ambito gomma. Grazie anche ai macchinari d’avanguardia, il 3550 The Lab sviluppa nuove soluzioni specifiche per ogni esigenza, supportando i clienti anche nella fase di creazione dei loro nuovi prodotti e, quindi, personalizzando il carbon black per tutti i suoi possibili usi. Qualunque attività che si rispetti, oggigiorno deve “rendere conto” della propria responsabilità ambientale, della propria sostenibilità, e di certo la pro-

duzione di carbon black non fa eccezione. Sul nuovo sito infatti è possibile trovare una sezione interamente dedicata all’impegno in materia di sostenibilità di BKT Carbon. Sono diversi e numerosi gli aspetti che vengono approfonditi: sviluppo di prodotti più ecologici, sistema di trasporto ottimizzato, sicurezza dei dipendenti, tutela ambientale, uso efficiente del carbon black e ottimizzazione di tutte le risorse, gestione e riduzione delle emissioni di polveri durante il carico, lo scarico e la movimentazione, conduzione di tutte le operazioni in modo socialmente ed eticamente responsabile. La visita virtuale si chiude, infine, con la sezione di personalizzazione, un’ulteriore dimostrazione dell’attenzione dedicata da BKT al cliente e alle sue

BKT CARBON IN CIFRE BKT Carbon è nata contemporaneamente alla creazione dell’impianto di produzione di carbon black di BKT nel principale stabilimento dell’azienda a Bhuj, in India. Inaugurato nel 2018, l’impianto ha una capacità produttiva totale di 134.000 MT/ anno. Il 65% del materiale prodotto dall’impianto viene utilizzato nel processo di produzione degli pneumatici BKT, mentre il restante 35% è venduto sul mercato.

esigenze, tramite il dialogo diretto e lo sviluppo di soluzioni specifiche per ogni richiesta. Così concepito, il nuovo sito www.bkt-carbon.com è indubbiamente un supporto efficace per far conoscere e promuovere le caratteristiche di questo materiale in tutto mondo. ❑

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REPORTTECNICO

VOLVO PENTA

RISPARMIO GARANTITO, AMBIENTE PRESERVATO a cava e il sito di riciclaggio Dalby Maskin, in Svezia, da oltre un decennio lavora con macchine motorizzate Volvo Penta. In questi anni ha portato avanti con il Costruttore svedese una serie di test partiti con i motori Stage 3B per arrivare a quelli più recenti, Stage IV e V. Con questi ultimi Dalby Maskin ha chiesto di ripotenziare quattro suoi frantoi e un vaglio ottenendo oltre 100.000 euro all’anno di risparmio sui costi del carburante. Ma non solo: la cava ha registrato un risparmio fino a 20 litri di carburante all’ora per frantoio passando ai motori Volvo Penta Stage V e ha anche visto il tempo tra gli intervalli di manutenzione aumentare da 250 ore a 1.000 ore. Volvo Penta ha testato sette motori con Dalby Maskin negli ultimi dieci anni. Attualmente, sta testando sul campo due unità : un D13 Stage V, che alimenta un frantoio Metso, e un D5 Stage V, che alimenta un vagliatore. I test sono iniziati sul D13 nel 2017 e finora l'unità ha totalizzato circa 7.000 ore di lavoro. Il vaglio, invece, era stato inizialmente ripotenziato nel 2015, passando dal motore di un concorrente a un Volvo Penta D8 Stage III. Nel 2017, questo è stato cambiato in un D8 Stage V e l’anno scorso è stato sostituito con un D5 Stage V, che ha già totalizzato circa 2.000 ore. “Abbiamo cambiato le dimensioni

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del motore per vedere la differenza tra il D5 e il D8, poiché pensavamo che la macchina fosse sovralimentata per la sua applicazione e il carico di lavoro”, spiega Andreas Nyman, Manager Field Test e Data Management di Volvo Penta. “Abbiamo anche cambiato le pompe idrauliche in modo da poter ridurre il numero di giri da 1.900 a 990. Con queste modifiche, siamo riusciti a ridurre il consumo di carburante da 11,6 l/h a 7,5 l/h. Si tratta di una riduzione significativa che consente al cliente di risparmiare molto denaro, è migliore per l’ambiente e non compromette le prestazioni. Questo è il motivo per cui lavoriamo con i clienti: per trovare il motore della dimensione giusta per la loro applicazione e utilizzo, per massimizzare l’efficienza delle macchine, ridurre i consumi di carburante e ottimizzare i tempi di attività”. "Dopo aver visto quanto fosse affidabile ed efficiente il motore Volvo Penta durante i test sul campo, abbiamo intuito che dal punto di vista finanziario r ipotenziare tutti gli altri nostri frantoi e passare a Volvo Penta era un'operazione economicamente vantaggiosa", spiega Jesper

La cava Dalby Maskin in Svezia

Sundström, Quarry Responsabile delle operazioni presso l'azienda Dalby Maskin. “Volvo Penta ha proposto diverse soluzioni per ridurre il consumo di carburante, il rumore e il regime (giri al minuto) medio adottando un motore più piccolo, pur ottenendo le prestazioni di cui avevamo bisogno, e aveva ragione. Siamo passati da una precedente


Jesper Sundström, Responsabile delle operazioni presso l'azienda Dalby Maskin

Il frantoio Metso ripotenziato con il motore Volvo Penta D13 Stage V

unità da 15 litri a un motore Volvo Penta da 13 litri. Da quando abbiamo effettuato la modifica, abbiamo ridotto il consumo di carburante fino a 20 litri all'ora (l / h). In precedenza, l'intervallo di manutenzione era di 250 ore, ma ora abbiamo un

intervallo di 1.000 ore tra i cambi dell'olio. E grazie ai regimi del motore inferiori e alla cilindrata inferiore, non dobbiamo cambiare il filtro dell'aria spesso come prima. Entro un paio d'anni, i motori si ripagano da soli". ❑

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REPORTTECNICO

Le cinque vie per ottimizzare l'uptime Mantenere in perfetta efficienza le macchine e le attrezzature industriali è una priorità assoluta per ogni azienda, poiché ogni minuto di inattività costa. È importante tenere sempre a mente che la scelta del motore e il modo in cui lo si usa ha un grande impatto sui tempi di attività.Volvo Penta suggerisce cinque “trucchi” per massimizzare l'uptime di ogni macchina. Mantenere in perfetta efficienza le macchine e le attrezzature industriali è una priorità assoluta per ogni azienda, poiché ogni minuto di inattività costa. È importante tenere sempre a mente che la scelta del motore e il modo in cui lo si usa ha un grande impatto sui tempi di attività.Volvo Penta suggerisce cinque “trucchi” per massimizzare l'uptime di ogni macchina. • SCEGLIERE LA TAGLIA GIUSTA: quando si tratta di motori indu-

• ASSISTENZA GIUSTA AL MOMENTO GIUSTO: se qualcosa va

striali, la dimensione giusta dipende in gran parte dall'applicazione. Un motore troppo piccolo si tradurrà in carichi medi troppo elevati e, oltre ad essere difficile eseguire le attività, ci sarà una maggiore usura del motore e dei componenti. Tuttavia, se è troppo grande, l'apparecchiatura non funzionerà in modo efficiente. Ecco perché è fondamentale trovare la dimensione giusta di motore per ogni applicazione e suo utilizzo.

storto, ottenere rapidamente assistenza post-vendita è fondamentale per ridurre i tempi di fermo. La scelta di un fornitore di motori che lavori con fornitori di servizi competenti che abbiano i pezzi di ricambio giusti a portata di mano e possano raggiungerti rapidamente è fondamentale.

• SCEGLIERE IL GIUSTO SISTEMA DI POST-TRATTAMENTO: la normativa sulle emissioni Stage V richiede che i motori off-road fino a 560 kW abbiano un DPF. La rigenerazione attiva del DPF può causare tempi di fermo significativi poiché richiede l'arresto del motore. Questi fermi possono essere ridotti al minimo scegliendo il giusto motore diesel e miglior sistema di post-trattamento in base alle proprie esigenze specifiche. In Volvo Penta hanno una visione "Regeneration Zero", il che significa che puntano a ridurre al minimo la necessità di rigenerazione attiva massimizzando l'uso della rigenerazione passiva attraverso la quale la fuliggine accumulata nel DPF viene bruciata durante il normale funzionamento della macchina, senza la necessità di frequenti rigenerazioni da fermo attivo.

• LA FORMAZIONE DEGLI OPERATORI PER UN USO CORRETTO DELLE MACCHINE: spingere un motore troppo forte e farlo funzionare a un regime troppo elevato può provocare una maggiore usura dei componenti e un maggiore consumo di carburante. Ecco perché è importante formare gli operatori in modo che conoscano l'RPM e i carichi motore ideali per la loro applicazione.

• USO DELLA CONNETTIVITÀ PER MIGLIORARE IL TEMPO DI ATTIVITÀ: motori e componenti possono generare grandi quantità di dati che possono essere utilizzati per analizzarne le prestazioni e segnalare guasti attivi o previsti. I dati trasmessi aiuteranno anche a identificare le inefficienze e consentiranno ai tecnici di valutare e diagnosticare un guasto al motore prima di intervenire per ripararlo. La connettività sta già mostrando un enorme potenziale per migliorare i tempi di attività e continuerà a crescere nei prossimi anni.

Il motore Volvo Penta D13 Stage V che alimenta il frantoio Metso

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REPORTTECNICO

MANITOU

AL TOP DELLA VERSATILITÀ I

l sollevatore telescopico è, per antonomasia, il re delle macchine tuttofare.A seconda delle necessità, può alzare merci o persone, può fare da carrello elevatore, da pala gommata, da piattaforma aerea, da gru.A cosa deve la propria versatilità lo sanno tutti: alle più svariate attrezzature che negli anni i vari Costruttori hanno ideato. Ma non solo: la fortuna del sollevatore telescopico come tipologia di macchina è legata indissolubilmente anche alla versatilità che alcuni Costruttori hanno saputo dimostrare nel creare soluzioni ad hoc sulla base di specifiche richieste di singoli clienti o di mercati anche molto di nicchia, dove i numeri in termini di unità sono comunque contenuti. Questi due aspetti, ossia la gamma delle attrezzature e la versatilità progettuale, entrano in gioco nella scelta di un telescopico alla stregua dei parametri prestazionali dello stesso. Un'importanza che Manitou ha deciso di non sottovalutare, affidando a una specifica divisione, il reparto Special Solutions, tutto quanto è inerente la progettazione, produzione, commercializzazione e assistenza delle attrezzature dei propri sollevatori e di soluzioni ad hoc per singoli clienti o nicchie di mercato. Affiancato addirittura da un centro dedicato in maniera univoca alle attrezzature, Manitou Special Solutions oggi è in grado di vantare un know-how che fa la dif-

ferenza. Il centro dedicato alle attrezzature, fondato nel 2012, è conosciuto sotto il nome di ACC,Attachment Competences Center, che raggruppa un team di 22 persone di cui 18 che lavorano proprio in Italia, presso lo stabilimento Manitou di Castelfranco Emilia. L'85% delle attrezzature progettate (e il 70% di quelle prodotte) sono frutto del lavoro di questo team: percentuali che in termini di unità si traducono in quasi 3.500 attrezzature l'anno.Tutte vengono ovviamente sottoposte a numerosi test presso il centro di test R&D del Gruppo Manitou, al fine di garantire sempre qualità e durata elevate anche nelle condizioni più difficili. Un know-how che si sta rivelando particolarmente prezioso in un ambiente sempre più competitivo. Come abbiamo detto poc'anzi, oltre a forche, benne, argani, jib e ganci o piattaforme portapersone presenti nella vasta gamma di attrezzature offerte da Manitou, l'ACC segue anche lo sviluppo delle cosiddette “richieste speciali”, ossia attrezzature realizzate su misura e sviluppate proprio in collaborazione con il team Special Solutions che ha sede ad Ancenis (Francia). Con quasi 90 casi esaminati e 50 offerte finalizzate nel 2019, sono state molte le soluzioni sviluppate su una vasta varietà di mercati. Ne è un esempio il martello pneumatico “scaler”, appo-

La piattaforma speciale equipaggiata con sensori e telecamere sviluppata da Manitou per effettuare le operazioni di manutenzione degli aeromobili in sicurezza e massimizzandone l'efficienza

"Grazie alla divisione Special Solutions e al team ACC, Manitou è in grado di fornire un reale valore aggiunto ai propri utenti” ha dichiarato Andrea Diena, Product Development Manager for Attachments, di Manitou. “Offrendo una migliore produttività per la coppia macchina / attrezzatura, forniamo anche una sicurezza ottimale per l'operatore e la macchina. Con 600 referenze e 12 famiglie di attrezzature suddivise per tipologia di carico movimentato, siamo in grado di soddisfare tutte le esigenze di molteplici settori".

Sotto: la piattaforma speciale sviluppata per le operazioni di rimozione dell'amianto dagli edifici

sitamente progettato per attrezzare un sollevatore telescopico operante in una miniera sotterranea in Perù dove viene utilizzato per mettere in sicurezza i soffitti dei tunnel staccando e frantumando blocchi di pietra instabili. Queste operazioni avvengono prima del consolidamento e dello sfruttamento del tunnel a scopo minerario. Un altro esempio proviene invece dall'industria aerospaziale: i cestelli delle piattaforme portapersone montati su alcuni telescopici in attività presso alcuni aeroporti francesi sono equipaggiati con sensori a ultrasuoni e telecamere in grado di ridurre i tempi operativi dei tecnici e quindi ottimizzare la manutenzione degli aeromobili.Arriva dal Benelux, invece, la richiesta di sviluppare un'apposita piattaforma portapersone utilizzabile nelle operazioni di rimozione dell'amianto dagli edifici. Installata su sollevatori telescopici rotativi della gamma MRT, questa specifica attrezzatura consente agli operatori di rimuovere l'amianto in sicurezza. ❑

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AZIENDE

MAN

QUANDO IL GIOCO SI FA PESANTE... W. Mayer GmbH & Co. KG impiega, per la prima volta, il nuovo trattore MAN TGX in configurazione trasporto eccezionale, per il trasporto di un carico di 233 t n veicolo dimostrativo (Trucknology Roadshow) 4 assi, in versione trasporto carichi molto pesanti/eccezionali della nuova generazione di autocarri MAN, è stato impiegato per la prima volta in un convoglio cui è stato affidato il delicato compito di trasportare una linea di saldatura di tubi da Lebach, nella regione della Saar, al porto di Saarlouis per poi essere caricata su una nave. La W. Mayer GmbH & Co. KG di Zweibrücken ha impiegato vari trattori specifici per il trasporto

U

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di carichi pesanti e, nella combinazione di veicoli push-pull l’azienda ha utilizzato anche il nuovo MAN TGX con motore D38 da 640 CV come veicolo di testa (trainante) e un veicolo MAN TGX da 640 CV, della generazione precedente, come veicolo adibito alla spinta. Per il trasporto del carico è stato impiegato un semirimorchio 20 assi a pianale ribassato. Con un'altezza di oltre 7,3 m e una larghezza di 5,3 m, la combinazione push-pull ha raggiunto una lunghezza totale di 51,4 m e un peso lordo di 374 t.


"Il nuovo veicolo”, spiega Rainer Beyer, responsabile dei veicoli speciali presso MAN Truck & Bus Deutschland, “è equipaggiato con un motore da 15,2 l da 640 CV e una coppia di 3.000 Nm, assali posteriori da 16 t e un convertitore di coppia ZF specifico per i trasporti pesanti, un cambio MAN TipMatic 12.30 a 12 rapporti. Abbiamo un fattore di conversione da 1 a 1,58, con una coppia di spunto di 4.740

Nm. Dopo l'avvio con il sistema idrodinamico, il convertitore viene bloccato al raggiungimento di 1.200 giri/min e il funzionamento continua con la frizione a secco. La novità di questo veicolo è il nuovo software appositamente programmato per gestire i processi di impiego di questa tipologia di veicoli, in modo ottimizzato". Retarder e freno motore Turbo EVB assicurano la massima

Per i veicoli MAN TopUsed sono disponibili contratti di garanzia con durata fino a 36 mesi o chilometraggio fino a 1,1 milioni di km

I Virtual tour di MAN LionView permettono ai clienti di conoscere e vedere virtualmente i veicoli usati MAN semplicemente guardando un video

potenza frenante anche a velocità di marcia ridotta. La combinazione massima di potenza frenante è limitata a 980 kW al fine di proteggere la trasmissione. A margine del nostro racconto sul TGX ricordiamo anche alcuni servizi messi a disposizione del mercato. Partiamo da quelli offerti da MAN TopUsed, il marchio internazionale di veicoli usati di MAN. Per i veicoli MAN TopUsed, sono infatti disponibili contratti di garanzia (per il veicolo completo o per la catena cinematica) con durata fino a 36 mesi o chilometraggio fino a 1,1 milioni di km. L’offerta di contratti di garanzia prevede quindi quattro diverse tipologie di durata; 6, 12, 24 e 36 mesi. Nel dettaglio la garanzia viene applicata ai veicoli MAN TGX e TGS in configurazione 4x2, 6x2 o 6x4 con chilometraggio iniziale fino a 650.999 km. MAN TopUsed offre anche una garanzia per driveline e driveline plus per i veicoli MAN TGX e TGS in versione 8x4 con un chilometraggio iniziale fino a 240.000 km. Un’altra novità è poi rappresentata

FALCONERI SKI SCEGLIE MAN Sono quattro i veicoli MAN TGE in versione Combi (9 posti) utilizzati da Falconeri Ski Team per i trasferimenti degli atleti per gare e allenamenti. La duttilità di questo veicolo e le sue caratteristiche tecniche lo rendono uno dei mezzi più sicuri e affidabili anche sulle strade di montagna. Il veicolo prevede motore da 140 CV, cambio manuale a sei rapporti e beneficia della modularità del MAN TGE Combi che, grazie a un pavimento antiscivolo con 6 binari, permette

di posizionare i 7 mono sedili, a sgancio rapido e scorrevoli, su due file parallele lasciando al centro un corridoio che aumenta le distanze tra gli atleti durante il trasporto. Sempre in tema “Van”, da segnalare come l'officina autorizzata Capacchione Srl, con sede a Fisciano in provincia di Salerno, forte di un'esperienza di più di 10 anni all’interno della rete di assistenza MAN Truck & Bus, ha assunto anche la responsabilità della vendita del MAN TGE.

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AZIENDE

MAN ANTI-COVID MAN Truck & Bus ha sviluppato un apposito veicolo da dedicare, in collaborazione con il personale sanitario tedesco, alla campagna vaccinale. Il MAN eTGE, 100% elettrico, appositamente allestito come centro vaccinale, è stato progettato per gestire l’attività di vaccinazioni della popolazione in modo decentrato. È stato equipaggiato con una serie di alloggiamenti per trasportare gli appositi contenitori dei vaccini, una dotazione di emergenza e uno spazio per accogliere fino a sei persone dell’equipe sanitaria preposta alla somministrazione del vaccino.

dal Virtual tour di MAN LionView, tramite la quale i clienti possono conoscere e vedere virtualmente i veicoli usati MAN, semplicemente guardando un video. Se un cliente è interessato a un veicolo presente sul sito web MAN TopUsed può contattare il personale di vendi-

ta MAN con l’apposita funzione “messaggio” e richiedere un video dettagliato del veicolo prescelto. Il cliente può anche specificare quali dettagli del veicolo è interessato a visionare, in questo modo il personale MAN può produrre un video che risponda precisamente alle esi-

Il nuovo servizio digitale MAN Now è il primo a offrire funzionalità “over-the-air”

MAN TGX INDIVIDUAL LION S L'esclusivo modello top di gamma della New MAN Truck Generation "La prima volta che ho ammirato questo veicolo, mi ha fatto venire la pelle d'oca, sia per il design esterno sia per le finiture e i dettagli dell’interno cabina. Scommetto che molti dei nostri clienti, autisti e proprietari, saranno orgogliosi di mettersi alla guida di questo MAN. Questo camion è davvero una bellezza!". Le parole di Göran Nyberg, Executive Board member for Sales and Marketing at MAN Truck & Bus SE, inquadrano alla perfezione l'aspetto sportivo, il design unico e gli interni di qualità del nuovo modello. Tanti i dettagli di stile: i tocchi in carbonio sulla calandra e sugli specchietti, l'elegante disegno

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della calandra impreziosita da finiture cromate e profili rossi, la barra in acciaio e le luci LED sul tetto della cabina, le barre anteriori e laterali in acciaio inossidabile, i copricerchi neri e via di questo passo. All'interno, spazio a rivestimenti dei sedili in pelle e Alcantara con cuciture rosse a forma di diamante, mentre i poggiatesta sono personalizzati con il leone MAN. Da segnalare, come standard, il pacchetto comfort di guida e numerose funzioni di assistenza alla guida come Adaptive Cruise Control Stop & Go, MAN ComfortSteering, Lane Return Assist LRA, cambio di corsia e assistente di svolta.

genze del cliente. Al termine della realizzazione del video il cliente riceve una mail e un messaggio con il link per scaricare e vedere quanto richiesto. Dulcis in fundo, ecco il nuovo servizio digitale MAN Now, il primo a offrire funzionalità “over-the-air”. MAN Now è il portale, presente all’interno della piattaforma digitale RIO, che analizza lo stato attuale di ciascun veicolo e mostra ai clienti gli adattamenti/aggiornamenti o i servizi aggiuntivi disponibili per ciascuna macchina. Per i veicoli della New MAN Truck Generation questi servizi aggiuntivi o aggiornamenti sono applicabili “over the air” quindi vengono trasmessi e installati sul veicolo semplicemente tramite connessione Internet mobile. Questi aggiornamenti, come ad esempio MAN OnlineTraffic, possono essere eseguiti ovunque e in qualsiasi momento, senza connessioni con cavi e senza doversi fermare in officina. ❑


news MOVIMENTO TERRA

IN CRESCITA

Doosan chiude il 2020 con risultati positivi

I

n una recente intervista, Charlie Park, CEO di Doosan Infracore Europe, ha messo in luce i risultati del Gruppo nel 2020 e le prospettive future per affrontare la pandemia.“Nonostante COVID-19, nel 2020 il volume delle vendite ha continuato a crescere” ha dichiarato Charlie Park “sia per le nostre pale gommate che per i nostri miniescavatori.Tra i principali risultati, il lancio delle pale gommate della nuova serie DL-7 lo scorso dicembre, vero e proprio rinnovamento in termini di comfort per l’operatore, efficienza dei consumi, produttività e sostenibilità. FONTE: DOOSAN Nella foto: è in fase di costruzione il complesso delle nuove vasche di laminazione destinato a contrastare le esondazioni del lago di Como. Propedeutici alla sua realizzazione, sono in corso i lavori per realizzare le palificazioni subacquee, lavori che vedono all’opera la Bauer BG24 ripresa nella foto sottostante.

DUE NUOVI VOLTI PER Oil&Steel Con due importanti nuove nomine, si rafforza il Dipartimento Tecnico e la Logistica di Oil&Steel. Fabio Quattrosoldi, ingegnere meccanico con una pluriennale esperienza nel settore del sollevamento, è il nuovo Responsabile Progettazione macchine autocarrate. Antonio Pirretti, dopo aver lavorato per più di sette anni in Toyota Material Handling Italy, arriva nella squadra Oil&Steel come Responsabile Logistica.

Il primo veicolo construction 100% elettrico di Renault Trucks (Veicoli industriali)

Il primo veicolo Renault Trucks 100% elettrico dedicato al settore construction è un D Wide Z.E. con cassone e gru retrocabina acquistato dal gruppo Noblet. Dopo aver introdotto sul mercato una gamma completa di autocarri elettrici dedicati alla distribuzione, Renault Trucks continua la transizione verso il trasporto a zero emissioni e produce il suo primo autocarro elettrico dedicato al trasporto verso i cantieri. Il Gruppo Noblet ha acquistato un D Wide Z.E. 6×2 da 26 t, con asse posteriore sterzante, dotato di cassone e gru. L’autocarro 100% elettrico è dotato di un pacco di 4 batterie da 66 kWh.

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DEALERSTORY

(KOBELCO)

TANTA ITALIA PER KOBELCO Il produttore giapponese continua ad ampliare la rete di concessionari. Un ulteriore segno che il mercato italiano “tira”, e i numeri confermano questa sensazione

K

obelco Construction Machiner y Europe (KCME) sta lavorando per cogliere tutte le opportunità di crescita nei principali mercati europei. E in quest’ottica sta puntando decisamente sull’Italia, area in cui il costruttore giapponese sta evolvendo la propria attività anche grazie all’aggiunta di un nuovo concessionario, EMAC, e all’espansione della rete di concessionari esistenti nelle nuove regioni. Andiamo con ordine. Kobelco è approdata per la prima volta in Italia nel 2016 a seguito dell’aumento nella domanda di miniescavatori e macchine pesanti e, negli ultimi quattro anni, ha incrementato la sua copertura nella penisola e, più recentemente, anche in Sicilia e in Sardegna. Oggi Kobelco considera l’Italia come uno dei mercati più importanti per gli escavatori, unitamente a Germania, Francia e Regno Unito. Allo stesso tempo, grazie alle elevate prestazioni e al basso consumo di carburante, la richiesta degli escavatori

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Kobelco è molto elevata e si prevede una crescita della richiesta di macchine pesanti, inclusa quella di macchine da demolizione. All’altra estremità della gamma, l’Italia è un mercato strategico per i miniescavatori Kobelco, mentre a metà gamma è presente una richiesta significativa per il modello SK140SRLC-7 nel nord-est d’Italia, dove si prevede l’utilizzo in cantiere di 35-40 unità entro la fine di giugno.

Anche i modelli SK210SNLC-10E e SK240SN-10E rimangono macchine popolari per la regione alpina in virtù dei sottocarri molto stretti. Ma a chi è affidata la vendita di questi gioielli? Naturalmente alla rete dei delaer Kobelco che, come accennato poc’anzi, è in forte sviluppo. Il più recente arrivo nella famiglia Kobelco è EMAC, una società a conduzione familiare creata negli anni Sessanta, che copre la


regione Lombardia, in particolare le province di Bergamo e Brescia. Specializzata in macchine da costruzione di ogni dimensione, incluse quelle da demolizione, ha recentemente venduto modelli Kobelco SK550DLC-10, SK400DLC-10 e alcuni altri escavatori di grandi dimensioni. Sempre nel Nord Italia operano i dealer Nolocom (Piemonte eValle d’Aosta),Ants (per le provincie di Parma, Reggio Emilia e Modena) e Acquaviva (nelle provincie romagnole di Ravenna e Forlì-Cesena), nonché Sergio Bassan, con sede nel nord-est d’Italia, una delle prime concessionarie autorizzate di Kobelco. Dalla copertura iniziale che prevedeva il Veneto e parte dell’Emilia Romagna, la concessionaria si è recentemente allargata alle province di Cremona e Mantova in Lombardia e a tutta la Sardegna, regione seguita per le vendite e il post-vendita con una filiale dedicata. Da quando è diventata concessionaria ufficiale di Kobelco, nel 2016, Sergio Bassan ha ottenuto una crescita di circa il 20% all’anno e ha conquistato un’ec-

cellente reputazione per l’assistenza e il supporto post-vendita. Buona crescita anche per Domenichini Group Srl. Alle iniziali Umbria e Toscana, recentemente si è infatti aggiunta anche la regione Marche. Questo sviluppo ha consentito all’azienda di offrire un’ampia copertura ai clienti Kobelco, oltre a un servizio di assistenza più rapido. Domenichini Group sta inoltre

UNA FRECCIA

in più

Alla luce di questa significativa espansione delle attività in Italia, Kobelco ha ulteriormente investito nel team italiano sul territorio, inclusa la nomina di un nuovo Retail Sales and Marketing Manager, Christian Costantini, che è entrato in KCME lo scorso giugno dopo aver lavorato per un marchio concorrente per oltre 10 anni. “L’Italia”, afferma Costantini, “è un mercato importante e in crescita per Kobelco quindi ho cercato di conoscerlo il più possibile negli ultimi sette mesi. Attualmente abbiamo dieci concessionarie in tutta Italia e sto già iniziando a capire le differenze fra loro e quali sono i punti di forza dei singoli”.

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DEALERSTORY

UN ANNO DA record

Partendo da un ottimo 2020, con Marco Ferroni - Business Manager per Italia, Spagna, Portogallo e Israele di KCME – facciamo qualche ipotesi per l’anno in corso “Il 2020”, esordisce Marco Ferroni, “è stato un autentico anno record per tutte le linee di valutazione del nostro business, a livello di fatturato ma soprattutto come nuovi ordini. Nel 2020, infatti, abbiamo raddoppiato gli ordini ricevuti nel 2019”. E il 2021 è iniziato alla grande. “In gennaio”, riprende Ferroni, “abbiamo ricevuto nuovi ordini che equivalgono al 25% degli ordini ricevuti nel 2020. Se queste sono le premesse, credo che il 2021 sarà un anno eccezionale. La fortissima domanda penso sia la combinazione di molteplici fattori: l’entusiasmo per questa montagna di soldi che dovrebbero arrivare dall’Unione

Europea, i piani in via di approvazione che riguardano circa 25 grandi cantieri, e la volontà di rinnovare il parco macchine fortemente rallentato dalla crisi economica. Il primo anno in cui abbiamo iniziato a respirare a pieni polmoni è stato il 2015 e queste macchine sono già oggetto di ricambio. Cioè siamo finalmente entrati in quel ciclo virtuoso che caratterizza, ad esempio, il mercato tedesco. Per quello che ci riguarda ho aspettative importanti per tutta l’Italia e in particolare per aree come la Lombardia e il Lazio, territori in cui mi auguro di poter esprimere il potenziale di Kobelco soprattutto nel segmento

delle macchine speciali, da demolizione e material handling”. Il mercato italiano beneficerà a breve anche dell’importazione diretta delle macchine attraverso l’hub di Livorno.

pianificando di espandere la propria flotta noleggio portandola a oltre 100 macchine comprendenti escavatori, caricatori, minipale, dozer, movimentatori telescopici e piattaforme aeree. Da segnalare anche le due concessionarie siciliane: FTS è specializzata nella vendita e assistenza di miniescavatori ed escavatori pesanti, mentre Yamoter è dedicata ai macchinari pesanti. A seguito del recente ampliamento territoriale in Calabria e Puglia, Bruno Gruppo è invece diventato il maggiore concessionario ufficiale di Kobelco in Italia in termini di estensione, con la copertura di 16 province meridionali. La nostra panoramica sulla distribuzione Kobelco in Italia si conclude con

le parole di Marco Ferroni, Business Manager per Italia, Spagna, Portogallo e Israele di KCME. “L’ampia gamma di escavatori di Kobelco è ideale per l’Italia in quanto copre tutta la gamma, dai modelli mini per i lavori in ambito residenziale e infrastrutturale, alle macchine più grandi per lavori di demolizione e costruzione. Nella prima metà del 2020 abbiamo avuto una forte richiesta di macchine mini e midi, ma riteniamo che in futuro la richiesta si focalizzerà sulle macchine più grandi, fornite da alcuni dei nostri nuovi concessionari più grandi”. ❑

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REPORTTECNICO

VOLVO TRUCKS

DI RIVOLUZIONE IN RIVOLUZIONE 2

0 anni fa Volvo Trucks presentava il proprio I-Shift, la prima generazione di cambio manuale automatizzato intelligente. A vent'anni da quella prima rivoluzione, ancora oggi I-Shift continua ad equipaggiare i veicoli svedesi, ovviamente con una generazione che raccoglie i frutti di un continuo sviluppo tecnologico, un sistema automatizzato per il cambio delle marce che contribuisce alla riduzione dei consumi di carburante - e quindi a un minor impatto ambientale - e che offre inoltre maggiori vantaggi in termini di sicurezza e guidabilità, con meno rumore, meno vibrazioni e meno stress fisico per il conducente. “I-Shift era, e rimane, una tecnologia rivoluzionaria, oggi venduta in tutto il mondo. Nel 2007, in Nord America, i camion Volvo Trucks equipaggiati con cambio I-Shift erano meno del 10% del totale. Oggi sono più del 90%. Questo incredibile sviluppo riflette chiaramente sia la sua maggior efficienza che il grado di soddisfazione raggiunto tra i conducenti” ha dichiarato Pär Bergstrand, Responsabile trasmissioni veicoli pesanti di Volvo Trucks. IShift è completamente sincronizzato con il resto del veicolo: la trasmissione sfrutta le informazioni rese disponibili dal motore e dalle altre parti del veicolo per lavorare in maniera ottimale, indipendentemente dagli utilizzi o

Ulteriore acquisizione

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dal modello del veicolo. “Questa sincronizzazione è il motivo per cui I-Shift è così speciale e versatile. I-Shift è il risultato di molti anni di duro lavoro dei nostri ingegneri, del feedback dei clienti nei test di collaudo e sviluppo e dall’accesso di Volvo Trucks ai progressi tecnologici dell’intero gruppo Volvo”, spiega Pär Bergstrand. Il successo di I-Shift dipende dalla capacità di interagire con tutti gli organi di trasmissione, dato che il sistema viene adattato al motore e ai componenti del veicolo già dalle fasi di sviluppo. Grazie alle migliorie apportate nel corso degli anni, I-Shift è stato in grado di rispondere alle esigenze di un’ampia gamma di appli-

Volvo Trucks non è nuova ad avere dealer di proprietà a presidiare il territorio. Cade all'interno di questa filosofia la recente acquisizione del

concessionario privato VIP One di Guardamiglio (Lo), ulteriore tassello nello sviluppo del piano strategico di potenziamento della rete di vendita e

cazioni di trasporto, non solo per le elevate prestazioni ed efficienza, ma anche per guidabilità e comfort ottimali. Nel corso degli anni, inoltre, Volvo Trucks ha introdotto una serie di nuove funzionalità intelligenti, apprezzate da conducenti e trasportatori. Per esempio nel 2014 Volvo Trucks ha presentato I-Shift Dual Clutch, una doppia frizione per veicoli pesanti ispirata ai cambi di velocità delle auto da corsa, in grado di offrire una sensazione di potenza istantanea e immediata, anche durante il cambio marcia.

assistenza di proprietà Volvo Trucks in un’ottica di consolidamento e rafforzamento della presenza in Lombardia, Emilia Romagna e Toscana. Con VIP


Inizia la produzione I-See è un sistema separato, che può essere aggiunto a I-Shift, progettato per analizzare le caratteristiche topografiche del percorso e sfruttare tali dati per tenere inserito il rapporto più efficiente dal punto di vista dei consumi. I-See consente al veicolo di mantenere una velocità media costante, analizzando i dati cartografici del percorso sul cloud e indicando a I-Shift il momento più adatto per cambiare marcia e risparmiare quindi energia e carburante.

Pär Bergstrand, Responsabile trasmissioni veicoli pesanti di Volvo Trucks

Un altro notevole passo in avanti arriva nel 2016, rivolto agli utilizzi pesanti che richiedono potenza e massima capacità di spunto: si tratta di I-Shift con primini, che consente a un veicolo di partire da fermo, su strade pianeggianti, con carichi fino a 325 tonnellate. Il rapporto di trasmis-

One salgono a 13 le sedi del Volvo Truck Center in Italia. “Sono felice di annunciare che abbiamo concluso l’acquisizione del concessionario Vip One” ha commentato Giovanni

sione consente al veicolo di avanzare alla velocità di 0,5 km/h. Questa caratteristica è particolarmente utile quando si eseguono manovre di precisione, per esempio nei cantieri, per la pavimentazione delle strade o il trasporto di legname. Il lancio della nuova gamma di veicoli pesanti Volvo Trucks nel 2020 ha inoltre visto l’introduzione di un’altra funzionalità innovativa: I-Shift con cambio direzione, che consente al veicolo di cambiare direzione senza che il conducente debba azionare il pedale del freno, una caratteristica particolarmente utile nei cantieri, nei boschi o nelle miniere, in cui è più produttivo ripetere manovre avanti e indietro a velocità ridotta. E, guardando al futuro, gli sviluppi e le innovazioni non si

Dattoli, Managing Director di Volvo Trucks Italia e dell’organizzazione Volvo Truck Center. “Volvo Truck Center, la nostra rete diretta, con questa operazione prosegue nell’ampliamento

della propria area di operations, con l’obiettivo di fornire ai propri clienti un servizio sempre più capillare e di qualità, sia in termini di vendita che di dopovendita.”

“La nostra nuova generazione di camion sarà presto consegnata ai nostri clienti, e questo ci riempie d’orgoglio. Tutti e quattro i modelli sono stati sviluppati con il preciso obiettivo di migliorare l’ambiente di guida, la sicurezza e la produttività dei veicoli, per renderli più efficienti della generazione precedente”. Con queste parole Roger Alm, Presidente di Volvo Trucks, ha annunciato l'inizio della produzione di serie della nuova generazione di veicoli pesanti Volvo Trucks, i modelli FH, FH16, FM e FMX. I camion verranno inizialmente prodotti negli impianti Volvo Trucks di Göteborg in Svezia, Gand in Belgio e Kaluga in Russia. L’impianto di Tuve, Göteborg, sarà il primo a iniziare la produzione nel mese di marzo del 2021. A sottolineare l’impegno di Volvo Trucks verso soluzioni di trasporto sostenibili, i nuovi Volvo FH, FM e FMX sono stati sviluppati anche in versione elettrica, con inizio della produzione nel 2022.

fermano certo qui.“I-Shift continuerà a essere migliorato per i veicoli con motore diesel, e avrà inoltre un ruolo molto importante nel nostro percorso di avvicinamento alla mobilità elettrica. Come tecnologia di automazione avanzata, I-Shift presenta delle peculiarità uniche per contribuire alle soluzioni di trasporto completamente autonome di Volvo nel futuro”, conclude Pär Bergstrand. Sempre in tema di innovazione-rivoluzione arriva anche la notizia che vede Volvo Trucks quale primo costruttore di veicoli industriali a offrire i servizi Amazon Alexa sui propri veicoli. I nuovi Volvo FH, Volvo FH16, Volvo FM e Volvo FMX saranno, quindi, i primi veicoli pesanti commerciali in cui sarà integrata la tecnologia Alexa. Grazie a questa integrazione, i conducenti potranno ottenere indicazioni stradali, fare telefonate, ascoltare le notizie e accedere all'intrattenimento tramite semplici comandi vocali. I veicoli Volvo con Alexa saranno disponibili da marzo 2021 in Austria, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Spagna e Regno Unito. ❑

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TESTIMONIANZE

(SCANIA)

UNA LEGGENDA SU STRADA Consegnati a Rocco Trasporti e Valentino Trans i primi due veicoli V8 da 770 CV del mercato italiano os’è il mito? Difficile dare una spiegazione compiuta. Perché il mito, la leggenda, è qualcosa che nasce e cresce quasi spontaneamente. Un’intuizione tecnica entra nel cuore degli appassionati, dei professionisti che utilizzano un determinato veicolo, e si alimenta di continue storie, con largo anticipo rispetto allo storytelling oggi tanto in voga. Il motore Scania V8 è tutto questo: potente, efficiente in termini di consumi di carburante, pensato per svolgere le missioni più gravose, ha la reputazione di una vera e propria leggenda. E ancora oggi, a distanza di 50 anni dalla sua nascita, il V8, e in particolare la nuova versione da 770 CV, fa battere il cuore di tanti clienti. Due società italiane - Rocco

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Trasporti e Valentino Trans – sono state le prime a essere nuovamente incantate dal fascino di questo prodotto (che poi un semplice prodotto non è, ndr) che, negli anni, ha vissuto un processo di miglioramento continuo. Rocco Trasporti e Valentino Trans hanno deciso per primi di acquistare la nuova versione da 770 CV. I due veicoli sono stati consegnati presso la sede di Italscania, al fianco della concessionaria Diesel Tecnica. A tale proposito ricordiamo come il nuovo motore da 770 CV, con una coppia da 3.700 Nm, offra un livello di potenza unico sul mercato. È pensato per affrontare le missioni più gravose e per quelle applicazioni che richiedono la coppia, la potenza e le prestazioni che solo questo propulsore sa offrire.


Prestigioso

Giancarlo Perlini è stato nominato Head of Marketing and Communications di Scania Group Dal 1° febbraio 2021 Giancarlo Perlini ha assunto questo nuovo ruolo internazionale che lo vedrà come protagonista nella gestione del Marketing e della Comunicazione di Scania nel mondo. Giancarlo Perlini, 40 anni, vanta una brillante carriera come manager nel settore Automotive. Al suo ingresso in Italscania ha assunto prima la carica di responsabile Vendite e Sviluppo dei segmenti Costruzione, Distribuzione, Public & Special e, successivamente, quella di Responsabile Marketing dell’azienda. Oggi è chiamato a questo incarico internazionale come Head of Marketing and Communications presso gli Headquarter di Scania a Södertälje, nella Contea di Stoccolma. “Guardo con grande entusiasmo a questo nuovo incarico all’interno del gruppo Scania”, ha commentato Perlini, “lo stato e ancor più

l’evoluzione del settore ed il ruolo strategico che trasporto e logistica giocano nello scenario macroeconomico rappresentano la sfida attrattiva e motivante cui intendo continuare a dedicarmi con forza e passione. Quella che stiamo attraversando grazie all’innovazione tecnologica è una fase storica destinata a cambiare in modo radicale il nostro settore e considero un vero privilegio poterla vivere da nuove prospettive in un’organizzazione con una così chiara visione per il futuro. La mia esperienza nel Gruppo Scania in questi ultimi cinque anni, la squadra con cui l’ho condivisa - e che ringrazio -, hanno senza dubbio rafforzato queste convinzioni ed alimentato l’ambizione di voler contribuire al successo della nostra organizzazione”.

Il commento

“Siamo estremamente orgogliosi di annunciare che sarà proprio un italiano, della nostra organizzazione, ad assumere questo ruolo strategico all’interno del Gruppo Scania. Ringrazio vivamente Giancarlo per il lavoro svolto insieme in questi anni, che ha contribuito a rafforzare il posizionamento del nostro brand in Italia. A Giancarlo faccio i miei migliori auguri, per un futuro radioso, nel segno del successo”. Paolo Carri, Direttore Business Support & Development di Italscania

“Vedere i primi due V8 da 770 CV varcare i cancelli di Italscania è stato per noi motivo di grande orgoglio”, ha evidenziato Daniel Dusatti, direttore vendite di Italscania. “Vorrei fare i miei complimenti a Rocco Trasporti e Valentino Trans, aziende da sempre legate a Scania e ai leggendari motori 8 cilindri. Le novità apportate alla catena cinematica con la nuova gamma di motori hanno alzato ulteriormente il livello di eccellenza; sono certo che i clienti che sceglieranno di affidarsi a questi motori ne apprezzeranno l’affidabilità, la guidabilità e le prestazioni uniche, che solo il leggendario V8 sa garantire”. ❑

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DEALERSTORY

(NIEDERSTÄTTER)

TECNOLOGIA, PROGETTAZIONE E ASSISTENZA

La partnership tra Niederstätter e Liebherr si traduce in un prezioso servizio per le imprese, che va dalla scelta della gru alla progettazione del cantiere, dalla formazione al service La nuova Liebherr 370 EC-B 12 Fibre monta una nuova fune in fibra con durata eccezionale

PIÙ NIEDERSTÄTTER IN Lombardia

Nasce a Bergamo il nuovo hub logistico targato Niederstätter per vendita, noleggio e formazione Si rafforza la partnership tra Niederstätter e Liebherr attraverso un nuovo accordo che ha reso la società altoatesina concessionaria ufficiale delle gru a torre Liebherr in tutta la Lombardia. Un passo importante

certificato dall’apertura di un nuovo centro assistenza a Castelli Calepio, Bergamo. La nuova sede si trova in una posizione strategica, nel triangolo MilanoBergamo-Brescia, ed è composta da un grande magazzino, da

spaziosi uffici, da aule in cui è prevista l’organizzazione di corsi sulla sicurezza sul lavoro e per operatori nell’ambito della Niederstätter Academy. Per il settore delle gru, la filiale offrirà l’intera gamma di servizi


ella progettazione di un cantiere, la scelta della gru ricopre spesso un ruolo fondamentale. Niederstätter offre un aiuto concreto alle imprese edili proponendo l’acquisto o il noleggio di una vasta gamma di gru, tutte a marchio Liebherr. Oltre la scelta della macchina giusta, in ogni cantiere è importante individuare la corretta posizione della gru per massimizzare ogni sforzo rendendo il progetto efficiente e redditizio, è importante beneficiare della formazione degli operatori e poter contare su un’assistenza tecnica di assoluto livello. Niederstätter eccelle in tutti questi campi. I recenti modelli delle gru Liebherr soddisfano i criteri dell’Industria 4.0, quindi, nel caso di acquisto, è possi-

N

che va dalla progettazione al trasporto, fino all’assemblaggio e l’assistenza. Senza dimenticare altri sevizi Niederstätter, come la vendita e il noleggio di macchine da lavoro di alta qualità, la progettazione e la realizzazione

bile beneficiare del previsto credito d’imposta e a tale proposito il reparto “contributi e agevolazioni” di Niederstätter è a disposizione per fornire i consigli sulla documentazione necessaria per richiedere le agevolazioni fiscali, con risparmi possibili fino all’85% del valore del macchinario. Anche chi preferisce optare per il noleggio trova in Niederstätter un partner altamente affidabile: la flotta spazia sull’intera gamma Liebherr ed è quindi agevole trovare la gru adatta per ogni situazione di cantiere, anche quelle più complesse. Ma come accennato, in cantiere è la consulenza a fare davvero la differenza. Per questo durante l’intera fase di costruzione e realizzazione di qualsiasi progetto il team di assistenza tecnica Niederstätter è sempre a completa disposizione.

La 125 K beneficia della tecnologia Micromove che permette di posizionare con precisione millimetrica il carico

Niederstätter si occupa, oltre che del trasporto e dell’installazione della gru, anche dell’addestramento dell’operatore che movimenterà la macchina in cantiere. In questo modo si creano le migliori condizioni perché ogni eventuale criticità venga risolta immediatamente, senza perdita di

di edifici di container, ma anche il supporto nella richiesta di contributi e sgravi fiscali per un finanziamento ottimale. E per il noleggio c’è una flotta di circa 300 macchine in continuo incremento.

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DEALERSTORY

LE SEDI

Niederstätter Amministrazione & Centro noleggio Via Prato Isarco 6 Steg in Valle Isarco I-39040 Campodazzo Tel. 0471 061100

Sede legale & Centro Servizi Bolzano Via Achille Grandi 1 I-39100 Bolzano Tel. 0471 061121 Centro Clienti Brunico Via Johann-Georg-Mahl 72 I-39031 Brunico Tel. 0474 530636 Centro Noleggio Verona Via Fratelli Cervi I-37036 San Martino B.A. Centro Clienti Treviso Via degli Alpini 12 I-31050 Santandrà di Povegliano Tel. 0422 870 575 Centro Clienti Bergamo Via della Repubblica 2D I-24060 Castelli Calepio Tel. 0471 061134

tempo. Niederstätter mette a disposizione anche un servizio di assistenza telefonica, reperibile a ogni ora, sette giorni su sette. All’interno del portafoglio acquisti e del parco macchine a noleggio di Niederstätter spicca la gru automontante Liebherr più grande d’Italia: il modello 125 K. Si tratta di una gru 4.0 di ultima generazione, sviluppata appositamente per le esigenze dell’ingegneria civile su larga scala, come i ponti stradali o la costruzione di edifici commerciali e industriali pre-

LA PIÙ ELEVATA qualità “Apprezziamo la qualità e la professionalità di Liebherr. Il nostro personale di vendita e i colleghi dell’assistenza tecnica vengono annualmente formati presso lo stabilimento Liebherr di Biberach in Germania per disporre di un bagaglio informativo e tecnico sempre aggiornato su tutte le novità. Liebherr è un pioniere tecnologico in tutto il mondo e lavora costantemente e con successo all’innovazione“. Maria Niederstätter, fondatrice della società

fabbricati, in cui il moderno sistema di controllo, i ridotti spazi d’ingombro in cantiere e gli eccezionali valori prestazionali fanno della Liebherr 125 K un potente aiutante in cantiere. Tra le innovazioni più importanti da segnalare la tecnologia Micromove grazie alla quale è possibile posizionare con precisione millimetrica qualsiasi carico, in completa sicurezza. Da mettere in primo piano anche la nuova gru Liebherr 370 EC-B 12 Fibre equipaggiata con la nuova fune in fibra, che consente capacità di carico più elevate a parità di struttura della gru e una durata di vita fino a quattro volte superiore a quella di una fune comparabile in filo d’acciaio. ❑ info@niederstaetter.it https://www.niederstaetter.it

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REPORTTECNICO

WACKER NEUSON

LE VIBRAZIONI? UN RICORDO U

tilizzabile su qualunque tipo di terreno (asfaltato e non), il nuovo rullo vibrante a conduzione manuale RD7, nella classe da 700 kg e con una larghezza del tamburo di 650 mm, completa il portafoglio Wacker Neuson e si caratterizza per un dispositivo particolarmente ergonomico e potente. Il nuovo design e le funzioni dell’impugnatura rendono la compattazione molto facile, infatti tutti gli elementi di comando fanno capo alla maniglia di guida. La leva di guida integra tre diverse funzioni: controllo della direzione di marcia, regolazione della velocità e arresto. Inoltre, la leva di guida è particolarmente facile da spostare e può quindi essere facilmente azionata lateralmente e per un periodo di tempo più lungo. E le vibrazioni? Il rullo RD7 vanta valori di vibrazione mano-braccio che si fermano a meno di 2,5 m/s². Inoltre l’impugnatura antivibrante non è impostata su un'altezza fissa, ma può essere regolata liberamente: l'utente

ha quindi la possibilità di adottare sempre la postura più comoda. La stabilità direzionale affidabile e la facile manovrabilità del rullo si sommano all'estrema facilità di rotazione, che è supportata dalla breve distanza dei tamburi con un baricentro basso. Inoltre, il piccolo sbalzo laterale di soli 30 mm e il telaio rastremato verso l'alto consentono una compattazione precisa e completa anche nelle situazioni più complesse. Come accennato il rullo è adatto sia per la compattazione di asfalto sia di materiale granulare grazie alla possibilità di regolare la frequenza di vibrazione. L'operatore è chiamato a impostare semplicemente

La leva di guida del nuovo RD7 integra tre funzioni: controllo della direzione di marcia, regolazione della velocità e arresto

la vibrazione in base alla superficie: alta frequenza per la costipazione dell'asfalto e bassa frequenza per la costipazione del terreno. Nessun problema neppure sul fronte manutentivo: il carter di protezione può essere aperto senza attrezzi e tutti i punti di manutenzione possono essere raggiunti facilmente. ❑

L'OPINIONE "Con il lancio del rullo vibrante RD7 stabiliamo nuovi standard di facilità d'uso. La nostra leva di guida di nuova concezione offre un controllo molto intuitivo della macchina. Insieme a molti altri dettagli della macchina, l'utente ha la possibilità di offrire una qualità di lavoro ideale alla fine della giornata. Con varie opzioni di motore e un concetto di telaio protettivo flessibile, vantiamo nel nostro portafoglio una variante di modello adatta per ogni segmento di prezzo". Stefan Pfetsch, amministratore delegato di Wacker Neuson Produktion GmbH

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AZIENDE

VOLVO CE

CARETRACK, LA TELEMATICA IN STILE VOLVO Non solo macchine di grande qualità, ma anche servizi in grado di dare una svolta al lavoro e alla produttività delle imprese 48

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ACTIVE CARE ActiveCare è un'offerta completa dei servizi Volvo Uptime che mira a incrementare drasticamente il tempo di attività delle macchine Volvo. Include il monitoraggio della macchina in tempo reale combinato con il Report Sintesi e il personale del Volvo Uptime Center gestisce i dati per conto del cliente, eseguendo diagnosi da remoto e intercettando i problemi prima che si verifichino. In questo modo per il cliente è più facile farsi un quadro della situazione rilevata attraverso i dati. Il cliente non deve fare nulla, le anomalie vengono risolte proattivamente e in modo fluido con la concessionaria prima ancora che possano trasformarsi in problemi seri, e l'operatività non viene impattata minimamente.

sti. L'upgrade al CareTrack Advanced permette di accedere al Report Sintesi. grazie a cui la gestione dell'assistenza è semplificata. Il CareTrack Advanced infatti permette di accedere al programma efficienza che include i rapporti operativi sull’utilizzo delle macchine, i report di approfondimento efficienza, produttività e sintesi e i rapporti di produzione (quest'ultimo ove applicabile) sotto forma di download online. Con Caretrack Advanced infatti è possibile scaricare direttamente online l'analisi Matris che, come in una scatola nera, registra tutta la vita della macchina. Da segnalare anche l'abbinamento con la tecnologia di pesatura di bordo (OBW). Infine permette anche di ampliare la gamma dei servizi con gli innovativi programmi sicurezza, di-

efficienza e le prestazioni sono prerequisiti fondamentali, ma per i cantieri moderni ci vuole ben altro. Lo sa bene Volvo CE che ha sviluppato CareTrack: il sistema che permette di accedere ai servizi telematici di Volvo Construction Equipment, progettato per far risparmiare tempo e denaro, e ottenere numerose informazioni di controllo. Fornito di serie sulle macchine di grandi dimensioni, e dal 2019, sulle pale compatte e sugli escavatori sopra le 5 t in versione Basic, è integrabile, nella versione Advanced, con funzioni esclusive per rispondere al meglio alle singole esigenze. Con le

L'

funzioni avanzate è infatti possibile ridurre le spese di carburante, ottimizzare le prestazioni degli operatori e delle macchine e gestire in modo proattivo assistenza e manutenzione. CareTrack Basic permette di registrare in tempo reale l'attività delle macchine e localizzarne l'esatta posizione. Il portale può visualizzare molteplici informazioni, comprese le ore di funzionamento della macchina e il livello del carburante. CareTrack Basic prevede il Geo/Time Fence cioè funzioni di definizione della tempistica e delle aree di utilizzo in grado di avvisare in caso di impiego di una macchina fuori dall'orario o dai confini previ-

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AZIENDE

sponibilità macchina ed EcoOperator. Per quanto concerne i report, al fine di non “essere sepolti” da una montagna di dati,Volvo CE mette a disposizione il Report Sintesi che è composto da tre distinte sezioni, ciascuna delle quali fornisce una panoramica generale facilmente comprensibile delle prestazioni della macchina che può essere approfondita con i report specifici a seconda delle differenti esigenze. Le eventuali problematiche vengono prontamente segnalate, offrendo ai clienti l'opportunità di affinare le tecniche di lavoro, adottare nuove metodologie e anticipare i problemi prima che si trasformino in fermi macchina. Tra i report specifici ci piace segnalare quello sull'efficienza dei consumi. Il report sulla produttività specifica (quante tonnellate di materiale sono state trattate o movimentate) è disponibile per i dumper articolati e le pale gommate Volvo equipaggiati con On-Board Weighing e permette di misurare l'efficienza, grazie a dati quali le tonnellate totali movimentate per litro, il costo del carburante per tonnellata oppure il livello di ottimizzazione del carico utile. Se il report salute è progettato per ridurre i fermi macchina imprevisti e i costi di ripa-

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razione; il programma sicurezza è un vero sistema antifurto.Appositi sensori rilevano l'eventuale manomissione o la movimentazione non autorizzata delle macchine, mentre le funzioni di definizione degli orari e confini di utilizzo rilevano l'eventuale uso o trasporto non autorizzati, consentendo di immobilizzare e rintracciare la macchina a distanza. Una batteria di riserva assicura la protezione della macchina in caso di disattivazione dell'alimentazione. ❑

ECOOPERATOR Il denaro investito nello sviluppo delle competenze è sempre ben speso. Partendo da questo presupposto, Volvo CE ha messo a punto la formazione Volvo EcoOperator, un corso avanzato per chi è già un operatore. L'obiettivo è affinare le capacità e le competenze dell'operatore e le sue conoscenze su come lavorare in modo più economico ed ecologico. Volvo EcoOperator fornisce agli operatori anche le capacità e la competenza per lavorare in modo più produttivo e sicuro. Il tutto si traduce in un risparmio di tempo e carburante, che abbatte i costi e riduce l'impatto ambientale.


Il Ricondizionamento Certificato Nuova vita alle macchine Volvo CE per ottenere il massimo dal proprio investimento e ridurre il costo totale di proprietà I servizi New Life sono stati pensati da Volvo Construction Equipment per infondere una nuova vita alle macchine Volvo attraverso componenti rigenerati in fabbrica o una completa revisione della macchina. Volvo può infatti riportare ogni macchina al suo stato migliore per ottenere il massimo dall'investimento e ridurre il costo totale di proprietà. Nello specifico, il servizio di Ricondizionamento Certificato Volvo è in grado di riportare la macchina esistente alle condizioni originali, salvaguardando il budget e gli utili di ogni azienda, anche quelle a conduzione artigianale. In sostanza non importa quanto siano calate le prestazioni della macchina, i tecnici Volvo CE possono riportarle al livello originale a una frazione del costo di una macchina nuova. L'intero servizio dipende da un preciso programma di rigenerazione concordato congiuntamente dalla concessionaria e dal cliente. Quest'ultimo riceverà un'offerta certificata, accompagnata da una garanzia Volvo e dal controllo dei tempi di fermo della propria macchina costruita e ricostruita dal medesimo produttore.

La riduzione del costo totale per ora dell'8% consente di ottenere il massimo dall'attuale attrezzatura, di ottimizzare il flusso di cassa e di estendere il budget

Ovviamente Volvo mette a disposizione un vero e proprio servizio su misura attraverso la scelta di vari pacchetti di ricondizionamento certificato in grado di valutare tutti gli aspetti dell'operazione: dal budget a disposizione allo stato della macchina, dagli obiettivi di ogni impresa alle differenti applicazioni cui la macchina è chiamata a operare. Il tutto finalizzato a formulare un'offerta personalizzata per ottimizzare il valore di ogni investimento. Accanto al ricondizionamento certificato, Volvo CE ha messo a punto anche Volvo Reman, una gamma di servizi di rigenerazione di molteplici parti. I componenti rigenerati in fabbrica hanno durata e prestazioni direttamente paragonabili a quelle di un componente nuovo. Nei componenti rigenerati, tutte le parti usurate o danneggiate vengono rottamate e sostituite con parti nuove di fabbrica. Vengono utilizzate soltanto le parti la cui rigenerazione è stata approva-

ta. Le dimensioni e le tolleranze dei ricambi rigenerati vengono quindi controllate con la stessa accuratezza e in base agli stessi standard di qualità utilizzati per le parti nuove. Proprio per questo motivo Volvo CE offre sempre condizioni di garanzia standard per i componenti rigenerati. E anche le tempistiche non sono un problema. Quando occorre è sufficiente ordinare un ricambio rigenerato Volvo presso il proprio concessionario. Se quest'ultimo non disponesse del ricambio rigenerato in magazzino, l'efficiente sistema logistico Volvo provvederà a farlo recapitare in tempi brevi. E solo a sostituzione avvenuta si restituirà il pezzo rotto a Volvo Construction Equipment per la rigenerazione.

DALLA PARTE DELL'AMBIENTE I componenti rigenerati da Volvo hanno il minor impatto ambientale possibile. Attraverso la creazione di un "ciclo ecologico" che prevede la rigenerazione delle parti

vecchie in modo da riportarle alle stesse condizioni delle parti nuove, Volvo contribuisce a difendere l'ambiente. Per Volvo, le fasi di lavoro che non danneggiano l'ambiente, oltre

ad offrire vantaggi per l'intero pianeta, sono anche una valida proposta commerciale per il cliente e offrono a quest'ultimo importanti vantaggi competitivi e un'assoluta tranquillità.

I componenti rigenerati in fabbrica hanno un minore impatto sull'ambiente in quanto la maggior parte dei componenti che consumano energia è riciclata.

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REPORTTECNICO

HIAB EFFER

FATE LARGO ALLA NUOVA EFFER 1000 bbiamo ascoltato i nostri clienti e creato una gru da carico Effer rivoluzionaria che offre le migliori prestazioni verticali nella sua categoria. Effer 1000 è una gru da carico pesante con lo sbraccio verticale e la capacità di sollevamento concorrenti con quelli di una gru super pesante senza la necessità di essere installata sui camion più grandi. Questa flessibilità le consente di lavorare in spazi urbani più ristretti e di risparmiare denaro". Le parole di Marcel Boxem, Direttore, Global Product Management Hiab, inquadrano alla perfezione l'idea progettuale che ha ispirato la nuova Effer 1000, una gru pensata sulla base dei feedback dei clienti Effer del settore edile e del noleggio che erano alla ricerca di una macchina più leggera, ma che garantisse di sollevare carichi pesanti ad alti livelli. Di qui la nascita di una gru, con una portata attorno alle 90 t/m, che offre una struttura a nove sfili con ulteriori sei estensioni dello snodo, in grado di garantire una capacità di sollevamento di

"A

Stronger Together

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2.300 kg allo sbraccio massimo di 26 m e un carico utile massimo di 5.800 kg a 23 m di sbraccio. La gru base pesa 9.500 kg, ma offre prestazioni di gru più grandi e in questo modo contribuisce a ridurre le emissioni, ma anche il costo di utilizzo. Prestazioni e dimensioni (non necessita di essere installata sui camion eccessivamente grandi, che determinano non pochi problemi di trasporto) la rendono ideale per il funzionamento in aree metropolitane con edifici particolarmente alti dove può lavorare con carichi pesanti ad altezze elevate. Sotto il profilo tecnico la chiave delle prestazioni verticali della gru risiede nella for ma

Con 56 anni di esperienza alle spalle – Effer è nata nel 1965 – dal 2018 la società italiana è parte di Hiab. Da questa unione nasce la filosofia “Stronger Together”: l’eccellenza

combinata di ricerca e sviluppo, un portfolio di gru più ampio, una migliore copertura da parte del servizio postvendita e una rete di vendita e distribuzione complementare.

La chiave delle prestazioni verticali della Effer 1000 risiede nella forma del braccio decagonale V10-Force

Un'unione che è andata a rafforzare alcuni cardini della filosofia Effer da sempre basata su un ciclo produttivo completo Made in Italy. Effer infatti produce ogni gru interamente

all’interno degli stabilimenti italiani: dal design alla produzione, dalle lavorazioni delle carpenterie alla verniciatura, fino all’assemblaggio e ai test finali.


La gamma

L'offerta di Hiab comprende attrezzature per la movimentazio ne del carico di altiss imo livello, tra cu i le gru caricatrici Hiab, Effer e Argo s; le gru Loglift e Jons ered per la silvic oltura e il riciclaggio; i carrelli elevatori autotrasportati Moffett e Princet on; le pale meccaniche e scarrabili Mult ilift e le sponde mont acarichi con marchio Zepro, Del e Waltco.

del braccio decagonale V10Force, che offre la forza necessaria per supportare i carichi più pesanti riducendo al minimo le oscillazioni laterali e aumentando la precisione complessiva delle manovre. La nuova gru beneficia inoltre del nuovo Jib Multipower che mantiene le prestazioni ai più alti livelli dell'estensione, anche dal 7° al 9° sfilo. Da segnalare come la macchina possa essere installata con i sistemi di stabilizzazione Effer V-Stab e CroSStab, che massimizzano le aree di superficie in cui è possibile posizionare il camion. La nuova gru è equipaggiata con il sistema di controllo Progress 2.0 di

Effer che permette la connettività a soluzioni digitali, con le quali, ad esempio, i titolari di flotte possono gestire ogni singola macchina connessa basandosi sui dati relativi all'uso e alle prestazioni della gru. Il tutto finalizzato a facilitare la pianificazione della manutenzione e ad aumentare i tempi di attività. Utilizzando la diagnostica remota, la gru può essere controllata virtualmente da un tecnico specializzato, o ricevere aggiornamenti software senza dover visitare un centro di assistenza. Si consente inoltre ai proprietari di monitorare lo stato delle gru e dei cicli di lavoro per gestire la propria flotta in modo più efficiente. Progress 2.0 offre numerose caratteristiche di sicurezza come funzioni di supporto e sensori che assistono gli operatori durante i cicli di lavoro, evitando rischi di carico eccessivo e intervenendo con blocchi quando necessario. ❑


FOCUSMERCATO

CILINDRO&BACCHETTA Dedichiamo queste due pagine ai numeri di chiusura del 2020 e alle previsioni 2021 che le varie associazioni hanno recentemente divulgato DI EMANUELA PIROLA

C

ome si intuisce dal titolo scelto (stile Harry Potter), c'è una certa vena ironica che salterà fuori, qui e là nel testo (e che alcuni hanno già avuto modo di intercettare nell'editoriale del numero di gennaio/febbraio di MC5.0 - Macchine Cantieri). Ma diamo spazio ai numeri, partendo da quelli divulgati da UNRAE, che sulla base dei dati di

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immatricolazione forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha effettuato una stima del mercato dei veicoli industriali per il mese di gennaio 2021 che, rispetto a gennaio 2020, ha fatto registrare crescite del 9,5% tra i veicoli con massa totale a terra superiore alle 3,5 t, del 4,5% tra i veicoli con massa totale da 6,01 t a 15,99 t e del 10,7% tra i veicoli con massa totale

a terra uguale o superiore alle 16 t. Unico dato negativo (apparentemente pesantuccio) il -9,1% dei veicoli con massa totale da 3,51 t a 6 t (che però corrisponde a una differenza di 4 unità in meno vendute nel 2021 rispetto al 2020!). Proprio quest'ultima precisazione numerica suggerirebbe di prendere un po' con le pinze i dati mensili, perché una differenza di pochissime unità corrisponde a percentuali che potrebbero anche trarre in inganno. Se non altro, il mese di gennaio, di solito tarpato di dieci giorni buoni di attività, ha comunque dato importanti segnali di fiducia. Opinione confermata anche dal commento di Paolo A. Starace, Presidente della SezioneVeicoli Industriali di UNRAE, che ha accompagnato questi numeri:“il dato di gennaio 2021


Veicoli commerciali

sembra confermare l’andamento positivo registrato già a partire dal luglio dello scorso anno. In un contesto di incertezza generale ed economica, UNRAE stima per il 2021 un mercato in crescita del 9%, ma un ritorno ai livelli pre-Covid (ossia quelli del 2019) potrà verificarsi non prima del secondo semestre 2022. Con tale prospettiva” continua Starace “se si vuole davvero rilanciare il settore andando verso una crescente sostenibilità ambientale e una maggiore sicurezza stradale, occorre rendere strutturali i contributi per gli investimenti nell’autotrasporto, rivedendo in modo realistico le quote di finanziamento per le diverse categorie e tipologie di alimentazione disponibili sul mercato, focalizzandosi prevalentemente sul rinnovo del nostro parco circolante, tra i più vecchi d'Europa, e tenendo in considerazione che la quota dei veicoli alternativi ad oggi rappresenta solo il 5,6% del mer-

cato.Attraverso il rispetto del principio della neutralità tecnologica e, allo stesso tempo, con lo sviluppo di infrastrutture adeguate allo scopo, potremo davvero sostenere la transizione del Paese verso 'emissioni zero', coerentemente con quanto abbiamo già avuto modo di rappresentare nel corso dell’audizione tenuta in Parlamento in vista della definizione dei contenuti del PNRR relativi alla logistica e al trasporto”. Parole interessanti, che portano l'attenzione verso alcuni problemi strutturali che da sempre minano il mercato alla base, indipendentemente dal Covid, problemi a cui nessuno sembra voler dar peso e attenzione a parte, appunto, UNRAE. In ogni caso, per dovere di completezza, riportiamo anche i dati (e il relativo commento sempre di Starace) sulla chiusura del 2020. Sempre sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, UNRAE ha elabora-

Gennaio in controcorrente per i cosiddetti LCV che hanno fatto registrare un -9,9% con 11.930 immatricolazioni rispetto alle 13.243 dello stesso periodo 2020. “Certamente sui risultati del mese ha inciso negativamente l’attesa per l’apertura del Portale di richiesta degli incentivi introdotti con la Legge di Bilancio, avvenuta solo lo scorso 10 febbraio” ha dichiarato Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere. “In pochissimi giorni però i 40 milioni destinati a tutte le motorizzazioni sono già andati esauriti, segno di quanto sia forte l’esigenza di rinnovo di un parco circolante ancora molto anziano. Alla luce di questo andamento di richieste è quanto mai urgente” continua Crisci, “che il nuovo Governo si attivi con immediatezza al rifinanziamento del fondo per accelerare il processo di sostituzione dei veicoli più vecchi, non solo per un tema di sicurezza della circolazione delle merci e per i vantaggi economici che il comparto può garantire al sistema paese, ma anche e soprattutto per il beneficio di natura ambientale, tema che, ora più che mai, deve trovare un piano di applicazione concreto e strutturale nel tempo. Un settore così strategico per la logistica delle merci, che avrà un ruolo da protagonista nella transizione tecnologica del trasporto, non può certamente essere lasciato indietro”, ha concluso Crisci.

to una stima del mercato dei veicoli industriali con massa totale a terra superiore alle 3,5 t per l'intero 2020 che si è assestata a -13,8% rispetto al 2019 (20.370 immatricolazioni contro 23.628). Per il comparto dei veicoli pesanti, con massa totale a terra uguale o superiore alle 16t, la perdita del mercato per il 2020 si chiude a –12,7% sullo stesso periodo del 2019 (16.567 immatricolazioni contro 18.985). Nel commentare l’andamento dei dati mensili e il consolidato dell’anno 2020, Paolo A. Starace, Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE, rileva “la straordinaria capacità di resilienza del settore anche in periodi difficili come quello attuale, mostrando un MACCHINE CANTIERI 5.0

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FOCUSMERCATO

esito finale dell’anno migliore rispetto alle prospettive formulate nella scorsa primavera. Un mercato comunque volatile, soggetto ad escursioni che si spiega con l’assenza di un sistema paese che faciliti un rinnovo e un ampliamento programmabile del parco, e con la mancanza di politiche di sostegno e sviluppo capaci di superare davvero le ragioni per le quali l’autotrasporto merci italiano soffre da decenni di una debolezza crescente nei confronti della concorrenza estera”. In breve, Starace batte e ribatte sullo stesso tasto: l'assenza di un sistema paese nei confronti di un settore, quello dell'autotrasporto, da cui dipende la stragrande maggioranza delle attività produttive della Nazione, compresa la consegna delle mele ai vari supermercati (tanto per dare l'idea di quanto siamo dipendenti da un veicolo industriale tutti noi). Abbandoniamo il settore dei veicoli industriali per passare al movimento terra. Qui il colpo di scena è decisamente “da maestro”: il mercato non si è infatti limitato a “contenere i danni” come successo per i veicoli pesanti, ma ha addirittura azzerato le perdite, andando a segnare un +0,2% sul 2019. Risultato che stride enormemente con le varie previsioni catastrofiche che ci hanno accompagnato fino a Natale. Ma tant'è. Ecco il comunicato ufficiale di UNACEA:“nei dodici mesi del 2020 sono state immesse sul mercato italiano 16.962 macchine per costruzioni, con andamento stazionario rispetto a quanto rilevato nel 2019 (+0,2%). Più in dettaglio, sono state 16.251 le macchine per il movimento terra vendute (0%), e 711 le macchine stradali (+15%). Guardando alle vendite del solo quarto trimestre, emerge come le perdite accumulate nei precedenti nove mesi del 2020 siano state del tutto recuperate. Sono infatti 6.914 le macchine immesse sul mercato tra settembre e dicembre 2020, con una crescita

del 13% rispetto allo stesso periodo del 2019”. Mirco Risi, presidente di UNACEA, ha commentato:“il mercato italiano delle macchine per costruzioni ha saputo recuperare in maniera molto dinamica il fermo del lockdown di primavera e ha dimostrato di poter giocare, insieme a tutto il comparto delle costruzioni, un ruolo anticiclico imprescindibile per l’economia nel suo

L'andamento di gennaio 2021 del mercato dei veicoli sopra le 3 t a colpo d'occhio

complesso. Adesso ci aspettiamo che sia data sicurezza e stabilità al piano di interventi del Recovery plan per spingere avanti la ripresa dell’anno in corso.” Sembra che la sorte accomuni entrambi i settori: le aziende che vi lavorano sanno fare vere e proprie magie, ma diciamolo come va detto, sono un po' stufe di essere lasciate da sole. A buon intenditore poche parole. ❑

Rimorchi e semirimorchi Annus horribilis anche per il comparto dei rimorchi e semirimorchi che chiude il 2020 con una perdita del 21,2% rispetto al 2019, con 11.356 unità immatricolate contro 14.406, secondo i data UNRAE. “In caduta pressoché costante dal gennaio 2019” ha commentato Paolo A. Starace, Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE “il mercato dei rimorchi avrebbe comunque consegnato un altro anno negativo, visto che il 2019 aveva chiuso a -7,1% sul 2018. La situazione indotta dalla crisi sanitaria mondiale ha accentuato la debolezza del comparto aggravandone ulteriormente i risultati: il 2020 chiude infatti con una perdita a due cifre. Un -21,2% che mette ancora di più a nudo la forte elasticità della domanda e quindi la dipendenza delle immatricolazioni dalla disponibilità di sostegni agli investimenti degli autotrasportatori italiani”.


news BHUJ certificata

COMPONENTI

ROBUSTISSIMO Un nuovo pneus della gamma Earthmax BKT

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i tratta dell’Earthmax SR 412, nato per “calzare” dumper, loader e dozer. Grazie a una carcassa estremamente robusta e alle cinture All Steel, il nuovo Earthmax SR 412 si presenta sul mercato con due doti particolarmente interessanti e ricercate, ossia un’elevata resistenza alle aggressioni abbinata a una eccellente stabilità e a un’altrettanto eccellente capacità di trasportare carichi pesanti prevenendo lacerazioni e forature. Il nuovo pneus entra a far parte della gamma Earthmax, pneumatici radiali OTR progettata per operare nelle situazioni più estreme e avverse.

Il laboratorio dello stabilimento BKT di Bhuj, ha ottenuto la certificazione ISO/IEC 17025:2017 che certifica le attività del laboratorio per quanto riguarda le attività di test e calibrazione degli pneumatici. Questo attestato certifica la qualità grazie a test accurati sia per quanto riguarda le materie prime, le fasi intermedie del processo, il controllo della produzione e i test del prodotto finito.

PERFORAZIONI

PER I PROFESSIONISTI Geofluid aspetta i professionisti della perforazione a Piacenza dal 15 al 18 settembre 2021

Veronafiere rilancia Asphaltica (Fiere)

A causa del Covid-19, nel 2020 Asphaltica ha subito un rinvio, ma in ottobre 2021 il celebre salone dedicato a tecnologie e soluzioni per pavimentazioni stradali, sicurezza e infrastrutture viarie tornerà a Veronafiere con una manifestazione in presenza e sicura. Considerando che in Italia la filiera legata al mondo del bitume vale oltre 2 miliardi di euro, con 400 impianti e 35.000 addetti diretti che arrivano a 500.000 considerando l’indotto, Asphaltica rappresenta un evento davvero importante. La nuova edizione, organizzata da Veronafiere in partnership con SITEB – Strade Italiane e Bitumi, si terrà da mercoledì 20 a venerdì 22 ottobre nel padiglione 4 della Fiera di Verona, con un’ampia area esterna per l’esposizione di macchinari e impianti produttivi.

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eotermia, cantieri 4.0 del sottosuolo, nuove tecnologie trenchless, dewatering e acque sotterranee, transizione energetica, riduzioni delle emissioni in atmosfera e geoingegneria, nuovi materiali per il trasporto dei fluidi e nuove normative sui macchinari sono i temi che sosterranno la parte espositiva di Geofluid 2021. Un’edizione che rappresenterà un momento strategico per capire in che modo l’economia continentale, le commesse internazionali e i grandi lavori sulle infrastrutture pubbliche potranno generare indotto per il prodotto interno lordo. Geofluid 2021 vede già riconfermata la quasi totalità dei 280 espositori diretti, per un’edizione che vedrà coinvolto, grazie alla stagione favorevole, tutto il territorio piacentino al fine di offrire un’esperienza fieristica completa alle aziende partecipanti e ai visitatori professionali. Di seguito ricordiamo i contatti più importanti. Oltre il sito (www.geofluid.it), la Segreteria Organizzativa di Piacenza Expo è disponibile al numero 0523602711 o via email (geofluid@piacenzaexpo.it). FONTE: GEOFLUID JAN MORAVEC È IL NUOVO GENERAL MANAGER PER LA REGIONE EMEA (EUROPA, MEDIO ORIENTE E AFRICA) DELLA GAMMA PRODOTTI PORTABLE POWER ALL’INTERNO DI DOOSAN BOBCAT.

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REPORTTECNICO

CASE

DOVE C'È LAVORO, C'È CASE ercorriamo l'Europa in lungo e in largo per ammirare gli escavatori CASE al lavoro in cantieri particolarmente difficili. Partiamo dal CX145D SR il cui design compatto lo rende perfetto per operare negli spazi ridotti. Proprio per questo l’impresa italiana Bancoline specializzata in manutenzione stradale, demolizioni e costruzioni - ha scelto di usare questa macchina per la manutenzione di una serie di strade di montagna. “Il nostro operatore adora questa macchina”, afferma Mauro Gross, titolare di Bancoline,“la mano-

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Il futuro 58

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vrabilità del CX145D SR è essenziale per lavorare su queste strette strade di montagna, a una certa altitudine, e ci permette anche di risparmiare tempo”. Restiamo in Italia in provincia di Trento, un'area che, nell'ottobre del 2018, è stata devastata da una tremenda tempesta. Il comune di Moena per le operazioni di bonifica si è affidato a un CASE CX245D SR, equipaggiato con una speciale attrezzatura abbattitrice-allestitrice. ”Eravamo già rimasti piacevolmente colpiti dal CX145D SR ma avevamo bisogno di una macchina ancora più potente”, afferma Michele Turri, il proprietario di Malè in Val di Sole. “Il CX245D SR ha persino superato le nostre aspettative. Grazie alla sua forza di trazione, siamo stati in grado di rimuovere rapidamente e con facilità tutti gli alberi danneggiati e le soluzioni telematiche collegate all’attrezzatura Pinze Abbattitrici ci hanno permesso di tenere traccia dell’altezza e del diametro di ogni albero tagliato”. Problemi forestali anche per l'impresa spagnola Maderas Marcos, che utilizza un CASE CX210D venduto dal concessionario CASE Ruvisca. La macchina è equipaggiata con un’attrezzatura forestale utilizzata per movimentare il legno di pino ed eucalipto. “La potenza e la precisio-

“CASE cerca sempre di impegnarsi al massimo per carpire le tendenze di mercato e fa del suo meglio per innovare e offrire macchine che rispondano

La francese Potin TP, cliente CASE da oltre 18 anni, ha una flotta di 20 macchine CASE, tra le quali spicca un CX350D

direttamente alle esigenze dell’operatore. Da un lato, abbiamo la responsabilità di non modificare ciò che rende unici gli escavatori CASE (l’eccezionale comfort

ne del CX210D”, ci spiega Rodolfo, l'entusiasta titolare dell'impresa, “si sono rivelate perfette per questa applicazione. Nel complesso, siamo molto soddisfatti della macchina. Il concessionario, nel tempo, ha conquistato la nostra totale fiducia, per questo sappiamo sempre che stiamo acquistando un mezzo affidabile e in grado di aiutarci a svolgere al meglio il nostro lavoro per il nostro cliente principale, ENCE, azienda leader in

dell’operatore, che riesce a soddisfare gli operatori più esigenti; il perfetto equilibrio tra velocità e manovrabilità, combinato con un risparmio di carburante

ed energia senza rivali) e, dall’altro lato, sappiamo che il miglioramento continuo è parte del nostro lavoro ed è proprio ciò che facciamo tutti i giorni... Ci stiamo


L'opinione anni di esperienza con gli escavatori cingolati: “adoro questa macchina perché è semplice accedervi per la manutenzione ed è tutto a portata di mano. Il basso consumo di carburante e, di conseguenza, le ridotte emissioni di CO2 sono una piacevole sorpresa, non solo per i benefici che ciò ha sull’ambiente, ma anche per la riduzione dei costi”. Cambiamo lavoro e trasferiamoci in Germania dove la Paul Kamrath Ingenieurrückbau GmbH si occupa di demolizioni utilizzando un CX350D

L'impresa spagnola Maderas Marcos utilizza un escavatore CASE CX210D per movimentare legno di pino ed eucalipto

“La gamma di escavatori cingolati è progettata per soddisfare le esigenze di qualsiasi tipo di cantiere. Le funzionalità della macchina sono pensate per garantire versatilità, potenza e precisione uniche, il che spiega perché vengono utilizzate in una vasta gamma di applicazioni in tutta Europa, lasciando i clienti sempre soddisfatti”. Giuseppe Santo, Product Manager per escavatori e midi escavatori di CASE CE Europa

di molto la sicurezza. Confrontandola con quella di altre macchine, la cabina è molto più spaziosa e meglio equipaggiata”. Concludiamo il nostro tour rientrando in Italia, dove P.R.A. utilizza un CASE CX370D con braccio triplice per la sua attività di demolizione. Matthias, l’operatore di P.R.A., ne parla con toni entusiastici.“Il braccio triplice del CX370 è esattamente ciò di cui avevamo bisogno. La manovrabilità, le caratteristiche idrauliche e i consumi sono eccezionali, ideali per i cantieri in cui lavoriamo. Oltre a ciò, il braccio di sollevamento e il bilanciere sono molto robusti e il sottocarro è molto facile da pulire”. ❑

Spagna nella produzione di cellulosa di eucalipto ed energia rinnovabile da biomasse”. In Francia la società Potin TP, fedelissima cliente CASE da oltre 18 anni, lavora con una flotta di 20 macchine CASE, tra le quali spicca un CX350D, che recentemente ha operato nello scavo delle fondamenta per un nuovo edificio. In questa applicazione, la macchina ha permesso di risparmiare cinque litri di carburante l’ora, come raccontato da Thomas Cochet, operatore di Potin TP, con 14

preparando a lanciare la nuova generazione di macchine, tenendo sempre in considerazione il crescente bisogno di versatilità, sfruttando la

con un braccio da 21 m.“Il CX350D di CASE”, racconta l'operatore Sebastian Morsmann, “può essere controllato in sicurezza e con precisione. L’attrezzatura reagisce perfettamente a ogni comando e anche la risposta dei joystick è sempre ottimale. Quando si lavora con mezzi long reach, la cabina inclinabile rappresenta un valido alleato, poiché si riesce ad avere una visuale netta dello strumento, mentre il monitor Maximum View CASE, con veduta aerea e panoramica, migliora

nostra partnership con i marchi CNH Industrial”. Le parole di Giuseppe Santo, Product Manager per escavatori e midi escavatori di CASE CE Europa,

preannunciano le nuove macchine che saranno prodotte in Giappone e includeranno un 20 t e un 24 t con carro in sagoma sia mono che triplice.


DEALERSTORY

(CGT)

CGT SEMPRE PIÙ COMPATTA Dal 1 gennaio 2021 l’attività di vendita delle macchine compatte CAT rientra in CGT dopo 10 anni di attività con CGTE

a compattezza nel nostro settore è sempre un pregio. A prescindere dal loro peso, più le macchine sono compatte più riescono a lavorare in tutti i cantieri. Poi ci sono le compatte intese come categoria: miniescavatori, minìpale e via di questo passo, che oltre a rappresentare l’ossatura per molteplici imprese edili, sono il cuore pulsante del mercato. Infine la compattezza ha un significato altamente positivo in molteplici altri campi: dal militare al politico, da quello geologico a quello linguistico-narrativo. Da quest’anno,

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anche uno dei più importanti attori del mercato delle macchine movimento terra, cioè CGT, è ancora più compatto, grazie al ritorno dell’attività di vendita delle macchine compatte CAT. Infatti, dopo 10 anni di attività in capo a CGTE, il piazzale più grande d’Italia e la rete capillare diffusa su tutto il territorio nazionale tornano, per così dire, a casa.“Lo scorporo avvenuto 10 anni fa”, commenta Francesco Cerizzi, direttore di attività per CGT, “si basava sulla volontà di dare maggior corpo a una società di noleggio negli anni di maggiore depressione del mercato. Avere in seno anche una

Francesco Cerizzi, direttore di attività per CGT

società di vendita ha permesso all’attività di noleggio di irrobustirsi, anche grazie a un mercato tornato in condizioni accettabili. Così oggi abbiamo condiviso come l’attività di vendita delle macchine compatte fosse più sinergica con l’attività tradizionale legata alle macchine movimento terra, che non all’interno di un’organizzazione di noleggio in cui è meglio sviluppare sistemi operativi solo ed esclusivamente dedicati al noleggio delle


La gamma

Questa la gamma delle macchine compatte a marchio CAT che, per l’attività di vendita, sono rientrate in CGT: • Miniescavatori da 1 a 10 t • Minipale Gommate • Minipale Cingolate • Pale Compatte fino a 80 CV • Terne

macchine compatte e di tutte le altre attrezzature, le piattaforme, eccetera, che ruotano attorno al cantiere, agli eventi e a molte altre attività. Mentre il noleggio delle macchine grandi, che ha più similitudini con l’attività di vendita, è sempre rimasto in CGT”. La gamma delle macchine compatte rientrate in CGT beneficia però di una sua divisione a sé stante. “Questo per due motivi essenziali”, conferma Cerizzi, “prima di tutto perché l’approccio al cliente è molto diverso: nelle macchine compatte c’è più velocità, ci sono volumi maggiori, la trattativa è più rapida, i clienti sono molto più numerosi, così come i settori di applicazione. Inoltre un’altra ragione molto importante è la presenza di una rete indiretta con logiche di conduzione e controllo differenti rispetto a una filiale propria. Ovunque voi siate, le macchine compatte vi aspettano in tutte le filiali CGT e nelle nostre concessionarie in tutto il territorio nazionale”. ❑

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REPORTTECNICO

WEBER MT – GÖLZ

PER LA FIBRA E PER IL METANO l settore della posa della wfibra ottica e del metano rappresenta una delle aree più vitali e interessanti. Allo stesso tempo, e la cosa è sotto gli occhi di tutti, per velocizzare al massimo le operazioni spesso vengono eseguiti lavori piuttosto approssimativi. Eppure applicazioni specifiche richiederebbero l'utilizzo di attrezzature specifiche. Sempre più sovente, infatti, il mercato necessita di prodotti intelligenti, dove le soluzioni tecnologiche e di progettazione vanno a rispondere a precise richieste applicative. Il tutto per semplificare e velocizzare il lavoro delle imprese. Per rispondere alla specifica applicazione di fibra e metano due marchi di eccellenza come Gölz e Weber MT mettono a disposizione due prodotti complementari: stiamo parlando della tagliasuolo Gölz FS175 Twin e del vibrocostipatore SRV300 di Weber MT. “Grazie alla tagliasuolo FS175 Twin, alimentata da un motore a benzina Kohler da 14 CV”, afferma Stefano Leban, Product Manager di AL Consulting e specialista dei prodotti Gölz, “il taglio è doppio, distanziato di 80 o 100 mm, ed è sempre perfettamente parallelo”. Il doppio disco da 350 mm della serie Gölz

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Il vibrocostipatore SRV300 di Weber MT ha un piede largo solo 95 mm

DATI TECNICI Modello Tipologia Peso Larghezza piede Profondità compattazione Motore

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AS permette di avere una profondità di 125 mm in modo che, con l’escavatore, si possa eliminare la parte superficiale senza intaccare il manto stradale circostante. “Un taglio preciso”, conclude Leban, “si traduce in un successivo ripristino celere ed è propedeutico a un’asfaltatura finale migliore e più duratura. L'utilizzo di una tagliasuolo come la FS175 Twin va quindi a velocizzare il lavoro e a migliorarlo nel suo complesso soprattutto in lavorazioni particolari come la posa di fibra ottica, oppure di tubazioni del metano”. Passando alla delicata fase di compattazione, come ben sanno gli addetti ai lavori, una trincea stretta pochi centimetri è estremamente difficile da compattare. “Per lavori di questo genere”, ci spiega Alberto Lovo, Direttore generale di AL Consulting ed esperto della compattazione leggera, “spesso si usano attrezzature manuali (ad esempio badili), uniti all'improprio utilizzo di sistemi di fortuna come il passaggio

DATI TECNICI Weber MT SRV300 Vibrocostipatore verticale 32 kg 95 mm 30 cm Honda

Modello Tipologia Dischi Profondità Motore

Gölz FS175 TWIN Tagliasuolo a doppio disco distanziato di 100/80 mm da 350 mm 125 mm Kohler da 14 CV


La tagliasuolo Gölz FS175 Twin è alimentata da un motore Kohler da 14 CV

Che Trio! Grazie a Weber MT e Gölz ci troviamo di fronte a due soluzioni “made in Germany” che si collocano nel ristretto Olimpo degli specialisti della compattazione e del taglio. Allo stesso tempo, grazie ad AL Consulting, l'assistenza tecnica e formativa è garantita dalla pluriennale esperienza nel settore e dalla grande conoscenza del mercato italiano.

con qualche mezzo operativo o, in alternativa, la stesa di calcestruzzi semi-liquidi autolivellanti. Una sequela di sistemi che non rappresentano certo una soluzione del problema e che hanno ridotto le nostre strade ad autentici percorsi a ostacoli. Anche in questo caso Weber MT mette a disposizione del mercato una soluzione leggera, ma al contempo funzionale: il vibrocostipatore SRV300, con piede largo solo 95 mm. Una volta posato il cavo (nel caso della fibra ottica) o il tubo (nel caso del metano) e riempita la trincea si passa alla compattazione. L’optimum è la cosiddetta compattazione stratificata: ogni 10/15 cm di materiale si deve effettuare qualche passaggio con il vibrocostipatore fino ad arrivare al livello voluto. Questo permette di evitare che la trincea ricoperta da asfalto, alla prima pioggia, si infossi e crei quei fastidiosi avvallamenti del terreno”.❑

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Un titolo provocatorio, per attirare l’attenzione su quello che è un male comune in tutto il mondo, e da noi in particolare: la poco sana abitudine di considerare l’informazione qualcosa di gratuito, perché reperibile su internet. Un’abitudine in verità già consolidata ai tempi del cartaceo, quando comunque gli italiani compravano molti meno giornali della media europea, per accontentarsi di quelli del bar. Chiaro per tutti che questo non consente un giornalismo ragionato e specializzato, ma una macelleria di tematiche facili e veloci, possibilmente d’impatto sui social. Se vogliamo controbilanciare l’attuale tendenza, e tornare a usufruire di un giornalismo di qualità, allora tutti dobbiamo pagare, e farlo felicemente!

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EditorialeOff DI MAURIZIO GUSSONI

Dedicato a chi crede di sapere, e non sa

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SOLO GLI OTTUSI SONO BRILLANTI LA MATTINA A COLAZIONE. (OSCAR WILDE)

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n uomo di 75 anni viaggiava in treno leggendo un libro durante il tragitto. Al suo fianco viaggiava un giovane universitario che leggeva anche lui un voluminoso libro di scienze. Improvvisamente, il giovane si rende conto che il libro che sta leggendo il vecchio è una Bibbia e, senza troppe cerimonie, gli chiede: “credi ancora in quel libro pieno di favole e storie?” “Sì certo”, rispose il vecchio, “ma questo non è un libro di fiabe, né delle favole, è la Parola di Dio.Voi pensate che mi stia sbagliando nel farlo?” Il giovane rispose: “certo che ha torto. Penso che lei, signore, dovrebbe dedicarsi allo studio della scienza e della storia del mondo. Dovreste vedere come la rivoluzione francese, avvenuta più di 100 anni fa, ha mostrato la miopia, la stupidità e le bugie della religione. Solo persone senza cultura o fanatici, credono ancora in queste sciocchezze. Dovreste sapere un po’ di più cosa dicono gli scienziati di queste cose”. Il signore anziano con molta calma gli disse: “e, dimmi, giovane.: è questo che dicono i nostri scienziati della Bibbia?” Il giovane gli rispose: “guardi, dovrei scendere alla prossima stazione, non ho tempo di spiegarle, ma mi lasci il suo nome con il suo indirizzo, così posso inviarle del materiale scientifico per posta, in modo da illuminarla un po’ sulle questioni che contano davvero per il mondo”. Il vecchio allora, con molta pazienza, aprì con cura la tasca del cappotto e diede al giovane universitario il suo biglietto da visita. Il giovane prese il biglietto, e nel leggere chi era la persona con cui aveva interloquito, uscì con la testa bassa e gli occhi persi, sentendosi peggio di un’ebete. Sulla carta c’era scritto: Professor Dottor Louis Pasteur, Direttore generale dell’Istituto nazionale di ricerca scientifica dell’Università nazionale francese. Morale: il più grande piacere di una persona intelligente è apparire un idiota di fronte a un idiota che crede di essere intelligente. ❑


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Magazine specializzata dedicata all'edilizia. Macchine, attrezzature, tecniche, materiali, progetti, economia, leggi e novità. Magazine abou...

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