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MC M C I L

M O T O R E

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P R E S S

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MACCHINE CANTIERI

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ottobre 2019, n. 62

64 Inizia nel 19 tta fa ia or st una la er p e di passion omo l’u , ia og ol tecn e, la e l’ambient T storia di BK

COVERSTORY

The gamer


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Gasdotti, acquedotti, condotte per reti telefoniche e fibre ottiche: tante applicazioni in cui i prodotti di MB Crusher risolvono i problemi. Da più di vent’anni MB Crusher lavora a fianco delle imprese che, nel mondo, si occupano di scavi e canalizzazioni. Il tutto con un preciso obiettivo: produrre e contenere i costi. Una delle necessità principali delle imprese di scavo e canalizzazione è quella di lavorare i materiali di risulta il più vicino possibile al cantiere. Per questo MB Crusher ha ideato frantoi potenti e portatili nonché selezionatrici mobili e duttili. Le benne frantoio MB Crusher raccolgono il materiale estratto dallo scavo e lo lavorano riducendolo di pezzatura; le benne vaglianti lo selezionano perché venga immediatamente riutilizzato per ricoprire la canalizzazione. Tutto in cantiere, senza necessità di altri mezzi, né di molto spazio di manovra.

TUTTO

on site

dalle aziende

AGENDA DEL MESE

PER IL MONDO

FIERE

19-20 4

MACCHINE CANTIERI 5.0

ECOMONDO 2019 Rimini 5 - 8 novembre

BATIMAT Parigi 4 - 8 novembre

SICUREZZA 2019 Milano 13 - 15 novembre

THE BIG 5 SHOW Dubai 25 - 28 novembre

SAMOTER verona 21 - 25 marzo


PNEUS

PER L’AMBIENTE BKT sostiene il Cesvi

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o scorso 26 settembre, Rajiv Poddar, Joint Managing Director di BKT, ha consegnato un assegno di 5.000 euro a Cesvi – la Onlus italiana che dal 1985 si occupa di solidarietà internazionale – a sostegno del Progetto “Salviamo la Foresta Amazzonica”. Questo gesto semplice, ma che ha dato a Cesvi l’opportunità di raccontare il progetto a una platea internazionale, è avvenuto a Madrid, sede dell’annuncio ufficiale di BKT come Official Global Partner de LaLiga spagnola. fonte: bkt

ALLISON acquisisce Allison Transmission acquisisce Walker Die Casting, storico fornitore di componenti in alluminio, fondamentali per la produzione delle trasmissioni Allison. Oltre alla società di Lewisburg, Tennessee, Allison ha annunciato l’acquisizione di C&R Tool and Engineering (Muscle Shoals, Alabama). Allison ha pagato circa 103 milioni di dollari per le attività di Walker.

Nuove tecnologie (Motori)

JCB Power Systems utilizzerà una combinazione di nuova generazione con DOC, DPF e SCR per ottemperare alla normativa europea Stage V. Ricordiamo che i nuovi standard sono entrati in vigore da gennaio 2019 per i motori al di sotto dei 56 kW e al di sopra dei 130 kW. Da gennaio 2020, si applicheranno ai motori della gamma 56-129 kW (75-174 CV).

NUOVI ESCAVATORI SERIE R LA GAMMA BOBCAT DIVENTA ANCORA PIÙ FORTE Bobcat progetta e fabbrica pale compatte, escavatori, telescopici e più di 100 accessori diversi perché possiate fare al meglio il vostro lavoro. Da oltre 60 anni le nostre macchine dimostrano sul campo tutta la loro tenacia. Ma noi continuiamo a guardare al futuro, per modellarlo secondo le vostre esigenze.

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GLI ESCAVATORI COMPATTI DA 2 A 4 T DELLA NUOVA SERIE R NE SONO LA CONFERMA: prestazioni, manovrabilità e precisione assolute visibilità e comfort in cabina eccezionali stabilità senza pari in questa classe di peso ...riscriviamo integralmente gli standard di riferimento del settore. Agilità, durata e versatilità sono tutte di serie - ma per una tranquillità ancora maggiore, approfi ttate della nostra garanzia estesa e dei piani di manutenzione programmata.

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Bobcat è una società del gruppo Doosan. Doosan è un leader globale nel settore delle macchine edili e movimento terra, delle soluzioni per l’acqua e l’energia, dei motori e dell’ingegneria, che da oltre un secolo serve con orgoglio i suoi clienti e le comunità. Bobcat e il logo Bobcat sono marchi registrati di Bobcat Company negli Stati Uniti e in altri paesi. ©2019 Bobcat Company. Tutti i diritti riservati.

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MACCHINE

2 NUOVI DUMPER Doosan presenta i nuovi DA30-7 e DA45-7

D

oosan lancia i due nuovi dumper articolati DA30-7 da 28 t e DA45-7 da 41 t conformi allo Stage V. Nello specifico il DA30-7 è alimentato dal nuovo motore diesel Scania DC09 da 9 l che eroga 276 kW (375 CV) di potenza. Il DA45-7 è equipaggiato dal nuovo motore diesel Scania DC13 da 13 l da 368 kW (500 CV). Anche i nuovi modelli si caratterizzano per lo snodo di articolazione posto dietro la ralla per la ripartizione omogenea dei pesi anche durante la sterzata ad angolo massimo. La combinazione tra snodo di articolazione anteriore, carrello tandem e telaio posteriore spiovente consentono di affrontare tutti i terreni con prestazioni sempre al top.Tante le migliorie, quali nuova cabina, nuove sospensioni anteriori autolivellanti, nuovo carrello tandem. In particolare le sospensioni anteriori autolivellanti si regolano indipendentemente in base alle condizioni del suolo per garantire il massimo comfort.

fonte: doosan

Prime prove su strada (Veicoli industriali)

Daimler e Torc Robotics hanno avviato lo sviluppo e la sperimentazione di veicoli industriali ad alta automazione. Inizialmente, i mezzi circoleranno nel Sud-Ovest della Virginia (USA) con a bordo un ingegnere allo sviluppo, che terrà sotto controllo il sistema, e un autista di sicurezza.

haulotte.it

HAULOTTE ITALIA S.R.L., Via Lombardia, 15-20098 San Giuliano Milanese (Ml) Tél. : +3902989701 - Fax : +390298970125 - E-mail : haulotteitalia@haulotte.com


PERFORMANCE TOTALE


I 90 anni di Iveco Orecchia (Dealer)

L’importante traguardo dei 90 anni di attività della concessionaria CASE Iveco Orecchia è stato festeggiato alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, il 14 settembre. All’esterno della splendida residenza di caccia è stata ricreata l’atmosfera della concessionaria di Moncalieri, con esposti alcuni mezzi dei brand rappresentati: una pala gommata CASE 821G e un escavatore CASE CX145D, truck e van Iveco e tre autobus Irisbus e Heuliez. Sabato 5 ottobre è stata un’altra giornata di festa, a Moncalieri, per i dipendenti (attuali e in pensione), le loro famiglie, le case mandanti e i partner (fornitori, allestitori e officine).

The winner is... (Veicoli industriali)

La finale italiana dell’Optifuel Challenge 2019 di Renault Trucks, dedicata allo stile di guida razionale dei veicoli industriali, ha incoronato Daniele Lucertini (C.A.R.P. Pesaro).

LIGHT EQUIPMENT BOMAG.

MACCHINE

AD HOC

Gli escavatori Yanmar CEE scelti per la posa di condutture idriche

S

eel si affida a Yanmar per il suo lavoro di posa di condotte idriche. Al Bauma, la società è stata affiancata dal concessionario Fischer U. Schweiger, di Augusta, in Germania, per la scelta degli escavatori da utilizzare in questa particolare applicazione. Seel ha optato per il B110W e

per il ViO57 Yanmar, entrambi esposti al Bauma 2019. L’escavatore Yanmar B110W da 11 t è potente e facilmente manovrabile, mentre grazie alle sue dimensioni ridotte, l’escavatore compatto ViO57 zero-tail è particolarmente adatto per i lavori all’interno degli spazi più ristretti. FONTE: YANMAR CEE


PNEUS

PER DUMPER

ATG presenta nuovi pneumatici per dumper e carrelli elevatori

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alaxy amplia la sua gamma OTR con nuove dimensioni per i carrelli elevatori e i dumper impegnati nelle operazioni più difficili e in ambienti estremi. Il Galaxy HTSR 400 (Haul Truck Steel Radial 400) E-4 / L-4 ha dimostrato di essere un modello ideale per le condizioni difficili e impegnative, come miniere o cave. Ora è disponibile in tre nuove dimensioni: 23.5R25, 26.5R25 e 29.5R25, progettate specificamente per applicazioni construction e gestione dei rifiuti. Lo pneumatico Galaxy HTSR 400 è caratterizzato da un’alta profondità del battistrada che garantisce una trazione costante e una maggiore resistenza al taglio. La presenza di una mescola speciale garantisce un minimo accumulo di calore. fonte: atg

CASE sceglie A seguito del lancio della gamma di mezzi usati certificati CASE Certified Used all’inizio dell’anno, CASE Construction Equipment ha scelto Mascus come piattaforma intermediaria convenzionata in Europa. Presente in tutto il mondo con 33 uffici e disponibile in 38 lingue diverse, Mascus è il sito internet in più rapida ascesa per quanto riguarda l’acquisto e la vendita di macchinari pesanti. Uno dei motivi della scelta è il numero di visitatori mensile, circa 3 milioni.

In 27 in finale (Macchine)

Si è svolta in Svezia la fase finale dell’Operators Club di Volvo CE, in lizza 27 finalisti da tutta Europa. La competizione ha avuto luogo a Eskilstuna, in Svezia e ha visto la partecipazione degli operatori provenienti da 13 Paesi europei. “Questa è la prima volta che teniamo una finale in Svezia”, ha affermato Paulina Ekestubbe, Customer Experience & Events manager di Volvo CE Sales Region EMEA. “e molti degli operatori non sono mai stati qui prima, quindi è davvero speciale dar loro il benvenuto nel nostro Customer Center”. Gli operatori si sono sfidati in una serie di compiti non convenzionali e creativi, progettati per testare la loro velocità, precisione e tecnica.

FIERE

TUTTI A LAS VEGAS Unacea organizza il Padiglione Italia a Conexpo/Con-Agg

C

on oltre 240.000 macchine per costruzioni immesse sul mercato nel 2018, una crescita globale del 2,3%, e un mercato delle costruzioni stimato in 1,5 miliardi di dollari l’anno, gli USA sono una delle destinazioni commerciali più ambite per il settore delle macchine edili e construction.Un mercato tanto promettente da spingere, nel corso dell’ultimo decennio, tante aziende italiane a investire per migliorare la propria presenza su questo importante mercato. Una tendenza comprovata dai numeri dell’export che nel 2018 ha sfiorato quota 400 milioni di euro, registrando un +20% sul 2017. In questo clima di fiducia, Ice-Agenzia in collaborazione con Unacea, organizzerà il Padiglione Italia a Conexpo/Con-Agg, la più grande fiera di settore del continente americano e tra le prime al mondo, in programma a Las Vegas dal 10 al 14 marzo 2020. fonte: unacea LE SOCIETÀ FRANCESI DHL EXPRESS FRANCE, GEODIS E SNCF RÉSEAU SCELGONO IL FURGONE ELETTRICO MAN eTGE PER GESTIRE LE PROPRIE QUOTIDIANE ATTIVITÀ NEL RISPETTO DELL’AMBIENTE.

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MACCHINE CANTIERI 5.0


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MC M C I L

M O T O R E

F R E E

P R E S S

Sommario

D E L L ’ E D I L I Z I A

5.0

MACCHINE CANTIERI

MC 5.0 • OTTOBRE 2019 • NUMERO 62

Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% NO/NOVARA

ottobre 2019, n. 62

Inizia nel 1964 fatta una storia per la di passione l’uomo tecnologia, e, la e l’ambient storia di BKT

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COVERSTORY

The gamer

COVER BKT: una storia lunga e destinata a durare ancora di più

ATTUALITÀ

04 NOVITÀ DAL

SETTORE E MOLTO DI PIÙ

64 DENTRO IL

18

MOTORE (PERKINS)

14 Editoriale on

(DI EMANUELA PIROLA)

82 Editoriale off

AAA, CELLULE GRIGIE CERCASI

16 La parola a...

COVER STORY

72

67

UNA SCELTA CHE A 6 MESI DAL VIA PAGA (SAMOTER) AL CANTIERE

(WACKER NEUSON)

42 DAF LANCIA

LA SFIDA

DEALER STORY

75 PUZZLE

52 MUSCOLI ROSSI

60 I PRINCIPI DEL

(AMMANN)

MERCATO

FULL SERVICE

38 AL SOLE DEL

62

(BOMAG)

(BKT)

(MICHELIN)

THE GAMER COS'È SOSTENIBILE

(DOOSAN)

(ECOMONDO)

Fotografia Archivio Macchine Cantieri 5.0

Ufficio traffico Art Director Lucia Gatti Daniela Francescon daniela.francescon@gmail.com adv@macchinecantieri.com

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MACCHINE CANTIERI 5.0

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RIFLESSI SULLA LAGUNA VA IN SCENA

MIRINO

Collaboratori Renata Bernardini, Rachele Donati De Conti, Gian Pio Garramone, Maurizio Gussoni, Cristiano Pinotti, Costantino Radis

SALENTO

46 7TH OF 7TH SON

FIERE

78 EFFICIENZA NEL 50 ECOMONDO

Direttore Responsabile Emanuela Pirola

(BLEND PLANTS)

TESTIMONIANZE

(MEWA)

(VOLVO TRUCKS)

L'ULTIMA FRONTIERA

29 DALLA A ALLA ZETA

24 LA LEGGE DEL

REPORT TECNICO

(VOLVO CE)

(WEBER)

(FASSI)

VINCENTE

18 Cover story

(SCAI HITACHI)

(DAF)

DANIELE TOMMASIN

(BÖCKER)

80 UNA SCOSSA AZIENDE

(DI MAURIZIO GUSSONI)

INTERVISTA

ELSE?

TWITTER-LOGI(C)A

68 HITACHI, WHAT

80

EDITORIALI

Direzione e redazione Via Silvio Pellico 10/35, 20867 Caponago, MB Tel. 335 6683840 www.macchinecantieri.com mc@macchinecantieri.com

(LIEBHERR)

IL FILM DELLA COVER Abbiamo realizzato la cover di questo mese ispirandoci al film Elysium del 2013 con Matt Damon e Jodie Foster.

Pubblicità e marketing Tel. 335 6683840 E-mail: commerciale@ macchinecantieri.com

R.I. N.O 06405990968 del 16/03/2009 Registro operatori di comunicazione N.O 30915 dal 16/01/2018

Pre-stampa e stampa Press Grafica, Gravellona Toce (VB)

Sede legale Via Marconi 4/b, 20062 Vaprio d’Adda (MI)

Registrazioni Tribunale di Sondrio, N° 337 del 12/11/2003. Camera Commercio di Milano,

Comunicazione agli abbonati Art. 10 Legge 675/96. I dati personali contenuti negli archivi della casa editrice

“Orsa Maggiore International” sono utilizzati solo dalla casa editrice e solo per perfezionare gli obblighi derivanti dagli abbonamenti. Tutti gli abbonati possono chiedere in qualsiasi momento l’aggiornamento o la cancellazione dei propri dati. Responsabile: Emanuela Pirola Testi e foto a riproduzione vietata senza consenso della casa editrice. Legge 1396/42, art. 7, Reg. 18 © Copyright 2013-2019


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EditorialeOn EMANUELA PIROLA

Twitter -

logi(c)a

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SE VOGLIAMO CHE TUTTO RIMANGA COME È, BISOGNA CHE TUTTO CAMBI. Tancredi in Il Gattopardo (GIUSEPPE TOMASI DI LAMPEDUSA)

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e prendo uno qualunque (tanto il risultato finale cambierebbe di poco), di una delle due compagini al Governo (tanto a prendere l'altra ci si azzecca, se vogliamo, anche di più, ma visto che l’abbiamo già presa di mira molte volte, questo giro puntiamo sull’altra, per par condicio). Scegliamo quindi il tweet di Nicola Zingaretti del 18 ottobre che cita: L’aspetto positivo di questa manovra è che sono stati sconfitti i debiti. L’irresponsabilità del precedente governo aveva portato il Paese sul lastrico #Start #18ottobre. Di fatto questa volta l’editoriale mi vien facile facile perché basta copia-incollare un po’ di commenti (diretti e indiretti) e il succo vien da sé: Allora sarà di nuovo “un anno bellissimo”!!! - Nicola sei fantastic*, un grande LIDER. Siete riuscit* a sconfigger* i debiti senza che nemmeno sia partita la manovra. Anzi, senza che nemmeno sia stata approvata. Anzi, senza che nemmeno ci sia un accordo interno. Vi adoro,W LEUROPA. - L’aspetto positivo è che prima o poi vi estinguerete. - Sconfiggi a noi i nostri debiti. - Virus Di Maio colpisce ancora ! - Fuori due. Dopo la povertá sconfitti i debiti. Una foto dal terrazzino? - Dopo la povertà abbiamo sconfitto pure i debiti. Me cojoini Dal lastrico all’attico in 15 giorni!! Miracolo a Zingarettonia - Deve essere un virus altamente trasmissibile... dopo qualche mese già straparlano uguale - Quindi adesso possiamo fare deficit come se non ci fosse un domani? - A volte mi sento prigioniero di un incubo distopico. Non ci salveremo. - Ma non possiamo far venire la Merkel? - Con noi mollerebbe pure la Thatcher - Ma #Start gli è venuto così o ha una logica? - È la trasmissione di SkyTg24 a cui ha partecipato. - Ah, bene. Pensavo avesse visto per la prima volta una lavatrice. - Quindi abbiamo azzerato il debito pubblico? maaaa lui non si è alleato con un pezzo consistente dello scorso governo? E dice che era irresponsabile? Bisogna scorrere parecchio prima di trovare un commento non dico positivo (non l’ho trovato), ma quanto meno possibilista di un “proviamo a lasciarli lavorare prima di dare un giudizio”. Però una differenza con la situazione precedente c’é, almeno nella forma: rispetto ai Tweet di accompagnamento alle esternazioni di Matteo, (paragone valido in quanto il resto del Governo è uguale e non ha cambiato modo di comunicare... né di fare) quelle di Nicola non sono seguite da insulti, frasi più o meno minacciose, ecc. Di fatto però non sono seguite da alcun commento di parte, solo ironie e battute salaci di gente che si sente di appartenere a un altro fronte. Quindi nasce la prima domanda: ma l’elettorato del Pd esiste in formato elettronico (o esiste solamente? ok, questa era cattiva...). E, subito a ruota, la seconda: ma queste e le altre (numerose) persone che hanno commentato il buon Nicola non mi sembra appartengano al Pd, ma neanche all’M5S, tanto meno alla Lega: quindi da che parte stanno? Forse da una parte diversa, non nuova, ma un po’ nascosta e un po’ sottomessa: la parte di chi, gente normale che passa la propria esistenza coltivando un lavoro, una famiglia, un passatempo e amicizie normali, ne ha pieni i cosiddetti di veder cambiare le facce ma non le sostanze di cui abusano per dire certe pagliacciate ma non per governare. ❑


INTERVISTA

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La parola a... Daniele Tommasin - Böcker Italia

UNA CRESCITA

costante

W

Il mercato degli elevatori e delle gru trainate continuerà a crescere anche nei prossimi due anni. Parola di Daniele Tommasin DI EMANUELA PIROLA

L’ITALIA È UN MERCATO IMPORTANTE CHE STA CRESCENDO, anno dopo anno. Per Böcker l’investimento nella nuova sede è finalizzato a garantire un miglior supporto in termini non solo di vendita ma anche (e soprattutto) di assistenza.

a alcuni anni Böcker Italia sta registrando una costante crescita in termini di vendite. Numeri che vanno ben al di là dell’essere semplicemente rassicuranti, sono stati una spinta concreta per gli investimenti che la Casa madre ha deciso di sostenere: l’apertura della nuova sede di Böcker Italia è solo la punta dell’iceberg, o meglio la base su cui poi è stata potenziata tutta l’assistenza. Ma lasciamo alle parole di Daniele Tommasin, Responsabile Commerciale di Böcker Italia, il compito di spiegare nel dettaglio la nuova struttura, la sua importanza e il futuro di Böcker nel nostro Paese.

D

MC: Bussolengo è il comune scelto per la nuova sede di Böcker in Italia. Cosa è cambiato o sta per cambiare nell’universo Böcker a seguito di questa nuova apertura? Daniele Tommasin: La nuova sede di Bussolengo arriva al termine

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di una serie di anni in cui la nostra filiale ha registrato numeri sempre più positivi in termini di vendite e di fatturato. Ora le macchine Böcker in Italia sono numerose e l’assistenza deve essere adeguata sia al parco circolante che alla qualità che i nostri clienti si aspettano, rivolgendosi a un Costruttore internazionale come noi. Grazie alla nuova sede di Bussolengo l’assistenza conta su un’officina più ampia e moderna che in passato, e su una potenziata rete di assistenza. MC: Può darci qualche numero? Daniele Tommasin: L’officina si estende su una superficie di 2.000

metri quadri ed è attrezzata con le più moderne attrezzature per la manutenzione e l’assistenza a tutta la gamma di macchine che commercializziamo. A questa nuova officina si affianca un altrettanto nuovo magazzino ricambi, che ospita nei suoi 200


metri quadri sviluppati su più livelli, circa 2.500 referenze che rappresentano i ricambi con maggior livello di usura. Siamo in grado di garantire la consegna dei ricambi in 24 o massimo 48 ore se si tratta delle isole o se il pezzo deve arrivare dalla Casa madre. A livello di personale tecnico, abbiamo assunto due nuove figure altamente specializzate che, facendo base a Bussolengo, coprono tutto il nord ovest italiano. Nelleprossime settimane, infine, contiamo di poter ufficializzare una rete di officine autorizzate a copertura del Nord Ovest e del Centro-Sud Italia. MC: Cosa può dirci dell’attività di noleggio diretto che intendete organizzare proprio grazie alla disponibilità di spazi adeguati presso la nuova sede? Daniele Tommasin: I noleggiatori sono una fetta importante della nostra clientela e sicuramente Böcker Italia non vuole entrare in competizione con loro organizzando il proprio servizio di noleggio diretto. Quest’ultimo sarà finalizzato a noleggi più che altro dimostrativi, che consentano ai nuovi clienti di approcciare le nostre macchine, testarle e poi valutarne un acquisto o un noleggio a medio termine. MC: Possiamo parlare di un best seller fra i modelli che producete? Daniele Tommasin: Più che di un modello specifico, si tratta di una

normative sempre più stringenti sulle emissioni antinquinamento che sono già in vigore o lo saranno nei prossimi anni nei centri urbani; massima versatilità d’uso e facilità d’installazione.

gamma best seller, ossia quella degli elevatori, che rappresentano MC: Un commento sulla vostra partecipazione a GIS 2019? la solida base su cui la nostra filiale è cresciuta in questi anni, Daniele Tommasin: La manifestazione piacentina si è confermata diciamo dal 2013 in poi. L’attenzione e il supporto ai nostri modelli di elevatori non verrà mai meno, neanche un appuntamento di riferimento per il settore. I per un secondo, così come il costante impegno visitatori giunti al nostro stand erano tutti della Casa madre nella loro progettazione operatori del settore, qualificati e preparati. Rinnoveremo sicuramente la nostra ed evoluzione tecnica. Ma possiamo STAY TUNED presenza alla prossima edizione del 2021. anche dire che il cliente italiano ha infine imparato ad apprezzare anche Tenetevi liberi perché a maggio 2020 ci sarà l’inaugurazione della nuova MC: Che mercato ci attende nel le altre macchine che proponiamo, sede di Böcker, che si terrà in partnership e 2021? Sarà ancora in crescita e in particolare le gru trainate, contemporanea con l’Assemblea Nazionale di come lo è oggi o ci dobbiamo che stanno riscuotendo consensi AITI, l’Associazione Imprese Traslocatori Italiani preparare alla curva bassa della sempre più ampi in edilizia e fra i che riunisce le più importanti imprese attive in ciclicità? noleggiatori. Italia. L’inaugurazione però non sarà occasione Daniele Tommasin: Se possiamo solo di festeggiamenti per la nuova sede, ma anche per celebrare i 30 anni di attività di MC: In effetti fino a qualche dire ormai conclusa la crisi degli Böcker in Italia. Non ci resta allora che anno fa la gru trainata era meno anni intorno al 2010, la cui gravità aspettare la comunicazione ufficiale diffusa. Oggi invece ci conferma ha scosso di fatto tutta l’economia delle date, ma… che i clienti la chiedono? indipendentemente dal tipo di attività, non prendete impegni! Daniele Tommasin: La gru trainata ha adesso ritengo che gli andamenti si fatto breccia nel modo di approcciare possano riportare al più classico parametro il cantiere edile in molte aziende italiane. I della ciclicità data dal capitalismo. Questa vantaggi sono innumerevoli, a fronte di un unico ciclicità però, dovrebbe colpire maggiormente neo, che sta nelle dimensioni.Trainata da un furgone, si può tipologie di macchine più standard, come le piattaforme arrivare a una lunghezza complessiva anche di 18 m, dimensione aeree, mentre ritengo le nostre macchine immuni agli alti e non agevole sicuramente in ambiti urbani congestionati. Ma questa bassi fisiologici del mercato perché da un lato si rivolgono ad piccola scomodità viene ampiamente compensata dai vari plus che applicazioni di nicchia come i traslochi e, dall’altra, sono macchine già oggi, e ancora di più domani, sono tipici di una gru trainata: particolari sia tecnicamente che per i vari plus di cui dicevamo niente spese accessorie (consumi e manutenzioni di motrici, prima, sempre apprezzati ma, in un momento di flessione, ancora assicurazioni e bolli di importi importanti, niente di tutto ciò esiste di più. Per quel che riguarda Böcker Italia, quindi, posso dire che per una gru trainata); niente vincoli di accesso e uso legati alle prevediamo una crescita anche per il prossimo biennio. ❑ MACCHINE CANTIERI 5.0

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CoverStory BKT

THE GAMER La storia percorsa finora dal Produttore indiano di pneus è avvincente quanto una partita di calcio. Ma non conoscerà mai un game over

I

DI EMANUELA PIROLA • FOTO DI BKT PHOTO GALLERY

Il calcio d’inizio arriva nel 1964 quando, in un’India che si riscopriva Nazione libera, un giovane imprenditore tessile di nome Mahabirprasad Poddar decide di rispondere alla crescente domanda di mobilità dei suoi connazionali e avvia la produzione di copertoni per biciclette. PRIMO TEMPO I primi minuti di gioco passano studiando le dinamiche del mercato e facendo crescere la produzione di gomme per biciclette, ma già al 23esimo minuto* avviene la prima azione di gioco di una certa rilevanza, che porta all’apertura del primo impianto per la produzione

*I minuti di gioco indicano quanti anni dopo il 1964, calcio d’inizio, avviene quanto raccontato. Nel secondo tempo il calcio d’inizio è il 2013.

di pneumatici per veicoli a motore a due-tre ruote ad Aurangabad, nell’India occidentale, nel 1987, che nel 1990 inizia anche la produzione di pneumatici per autovetture, jeep e veicoli commerciali leggeri, destinati al solo mercato indiano. È la prima azione di gioco strategica di Balkrishna Industries Limited (BKT) che porta a segnare la prima rete della partita. Ma già al 31esimo BKT torna all’attacco e segna la svolta decisiva per il proprio core-business lanciando la produzione di pneumatici Off-Highway destinati


ai mercati extra India e iniziando, in breve tempo, prima la produzione di pneumatici convenzionali non agricoli, destinati ai carrelli sollevatori e, successivamente, di pneumatici convenzionali per attrezzature agricole. Al minuto 36 di gioco arriva il goal della gamma di pneumatici convenzionali flotation, ovvero in grado di “galleggiare” sul terreno senza danneggiarlo, e un minuto dopo il primo prodotto OTR di BKT, specifico per macchine movimento terra, che consente all’azienda di segnare la propria presenza anche in questo settore specializzato. Poco prima del 40esimo di gioco, la squadra dalla maglia verde segna due dei goal più importanti del primo tempo: l’apertura del secondo impianto produttivo a Bhiwadi, nell’India del nord, grazie al quale nel 2002 BKT riesce a produrre 17.000 tonnellate metriche di pneumatici. E il lancio degli Agrimax, pneumatici agricoli radiali che diventano il simbolo di BKT assicurandone una solida presenza sul mercato agricolo. Contestualmente avvengono altre azioni di gioco: viene avviata la produzione in proprio di stampi per pneumatici, insediando a Dombivali una moderna fabbrica che oggi ha raggiunto la considerevole capacità di 300 stampi all’anno; vengono installate numerose pale eoliche nel Nord dell’India, che contribuiscono con il 40% di energia pulita al funzionamento dello stabilimento Bhiwadi (e due anni più tardi anche al funzionamento dello stabilimento di Chopanki), sancendo la Green Revolution di BKT, con la quale si assume la responsabilità, come azienda, di diminuire il proprio impatto ambientale e si impegna a dare l’esempio di come perseguire un futuro più sostenibile. Il goal dello stabilimento di Chopanki (India del nord) per la produzione di pneumatici radiali All Steel per i settori industriale e OTR arriva al minuto 42 di gioco, insieme alla nascita di BKT Europe, sede da cui vengono gestite le vendite nel settore dei Primi Equipaggiamenti europei e il supporto alle attività di marketing del Gruppo, che fa

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BKT IN NUMERI

1987: l’anno ufficiale di fondazione 7.000: i dipendenti in India, Europa e America del Nord 5: gli impianti produttivi 2.700: le referenze in termini di modelli e misure di pneus 160: i Paesi dove BKT commercializza i propri pneus

da trampolino alla strategia di crescita globale con la creazione di una nuova filiale americana, BKT USA, Inc. fondata ad Akron, in Ohio da una parte, e al lancio di AGRIMAX FORCE, pneumatico di ultima generazione che ha tutte le qualità per poter equipaggiare i trattori di alta potenza da oltre 250 cavalli. A un minuto dalla fine del primo tempo arriva la rete degli Earthmax, l’inizio della produzione della gamma di pneus radiali OTR che diventa un ulteriore fuoriclasse di BKT nel mondo. Prima del fischio finale del primo tempo, l’allenatore della squadra di BKT, Arvind Poddar, chiama una sostituzione: in squadra entra Lucia Salmaso, con un’esperienza ventennale nel mondo degli pneumatici alle spalle che, in soli due anni, diventa il capitano (CEO, ndr), intensificando le azioni di gioco di marketing e brand awareness. L’INTERVALLO Nel 2011 viene fondata la BKT HOUSE, il nuovo Head Office del Gruppo, a Mumbai oltre a posare la prima pietra di quello che diventerà lo stabilimento più grande dell’azienda a Bhuj. Questa struttura consentirà a BKT di raggiungere una grande capacità produttiva e di rispondere alla domanda mondiale di pneumatici. La prima pietra è simbolica anche di una strategia di espansione continua nel mercato. Una strategia segnata anche dalla continua innovazione non solo in termini di prodotto, ma anche di marketing e comunicazione che spinge BKT a creare un nuovo logo che riproduce la forma di una foglia, dimostrando al mercato i propri sforzi in tema di politica ambientale. L’anno si chiude con una produzione totale di oltre 125.000 tonnellate metriche di pneumatici. Nel 2012 arrivano anche i festeggiamenti del Silver Jubilee, per i primi 25 anni di attività dell’azienda, celebrazioni che includono l’inaugurazione dello stabilimento di produzione di stampi di Dombivali, ricollocato in una nuova struttura e dotato di nuovi macchinari all’avanguardia. IL SECONDO TEMPO Il fischio d’inizio del secondo tempo di questa avvincente partita cade nel 2013, quando viene aperta la filiale BKT Canada con sede a Toronto e viene lanciata un’ulteriore offensiva di gioco rappresentata dal lancio di Agrimax Spargo, il primo pneumatico dotato di

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CoverStory BKT

tecnología VF - per assicurare una maggiore capacità di carico mantenendo la pressione di gonfiaggio che si utilizzerebbe per uno pneumatico standard di pari misura - e progettato per macchinari sprayer, destinati alle colture in filare. Subito nei primi minuti di gioco arrivano prima l’anniversario dei dieci anni di Agrimax (2014) e subito dopo l’inaugurazione dello stabilimento di Bhuj, nello stato del Gujarat (dicembre 2015) in un’area di oltre 120 ettari. Costato oltre 500 milioni di dollari, l’impianto di Bhuj è dotato di macchine e strutture produttive all’avanguardia, alimentate da una centrale termoelettrica interna ed è situato in posizione strategica a poca distanza dal porto commerciale di Mundra, già importante hub logistico per l’export di BKT. L’ideale per favorire i piani di esportazione a medio-lungo termine dell’azienda. Bhuj si è meritato il titolo di “The Game Changer” non solo per l’elevato contenuto tecnologico delle sue linee di produzione, ma anche per le infrastrutture dedicate ai dipendenti e alla loro sicurezza: un grande villaggio con moderni appartamenti per 406 famiglie, un centro medico, una stazione dei vigili del fuoco, un grande centro sportivo e una scuola. Nello stesso momento, su un’altra parte del campo da gioco, avviene il lancio di Agrimax Sirio, pneumatico radiale destinato ai trattori di elevata potenza (oltre i 250 cavalli) e pensato per le operazioni che coinvolgono traini con carichi pesanti, consentendone il trasporto anche ad alta velocità, fino ai 70 km/h. Agli spettatori attenti non sfugge inoltre, un cambio nella strategia di gioco della squadra in verde, che adotta nuovi schemi digitali lanciando prima il proprio sito web www.bkt-tires.com disponibile oggi in nove lingue diverse: cambia così il metodo di fruizione delle informazioni tecniche, ovunque. Parallelamente inizia l’attività sui social media del Gruppo deciso a utilizzare questi efficaci canali di comunicazione per dialogare in modo diretto e immediato con

Il management di BKT. Da destra Arvind Poddar, Rajiv Poddar e Dilip Vaidya

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il proprio pubblico: utilizzatori finali dei prodotti BKT, i clienti, i professionisti e gli appassionati del settore ricevono e interagiscono con l’azienda in merito alle novità di prodotto, agli aggiornamenti live dalle fiere e dagli eventi internazionali, dalle curiosità più interessanti sugli pneumatici Off-Highway alle iniziative e le novità riguardanti l’azienda. BKT è presente su Facebook,Twitter,YouTube e Linkedin. Sono passati solo 3 minuti dall’inizio di questo secondo tempo, ma BKT prosegue all’attacco: a bauma 2016 l’azienda fa il suo ingresso ufficiale nel segmento degli pneumatici Giant OTR lanciando Earthmax SR 45 Plus nella misura 27.00 R 49. Un diametro di 2,70 metri, struttura All Steel della carcassa e massima stabilità sono solo alcune delle caratteristiche di questo enorme pneumatico destinato ai dumper rigidi che segna un goal decisivo nel segmento OTR. Si tratta infatti di un chiaro messaggio al mercato: il Gruppo ha intenzione di coprire ogni necessità legata al settore Off-Highway rispondendo anche alle richieste degli utilizzatori di veicoli Giant. La doppietta arriva contestualmente, perché sempre a bauma BKT lancia anche il suo primo pneumatico portuale radiale: si tratta di Portmax PM 90 presentato nella misura 18.00 R 25. Specificamente sviluppato per i reach stacker, è un prodotto particolarmente resistente e durevole e va ad arricchire la già ampia gamma di soluzioni per la movimentazione portuale. Una gamma che vale a BKT il premio Port tyre manufacturer of the year al Terminal Operator Excellence Awards di Dubai

LA RESPONSABILITÀ SOCIALE Risale al 2008 la nascita di BKT Foundation, nata allo scopo di rafforzare le attività a sostegno di persone e comunità, ossia l’impegno sociale dell’azienda, ben espresso dal motto “We Care” , incluso nel logo della BKT Foundation che opera nel sostenere progetti e iniziative di diversa natura e origine, in ambito sanitario, a

sostegno dell’importante diritto allo studio e per assicurare l’istruzione ai bambini meno fortunati, salvandoli dalla strada e portandoli nelle scuole. In collaborazione con il Governo indiano è stato implementato un importante programma di refezione che fornisce


del 2016. Seguono le azioni concitate che portano a segnare le reti di Agrimax V-Flecto a Sima 2016 e dell’inaugurazione del “Suresh Poddar Innovation Hub”, così chiamato in onore di Suresh, il più anziano dei fratelli Poddar, situato all’interno di un’area di 25 acri denominata “Mahabirprasad Poddar Knowledge Centre” (MPKC), a memoria dello stimato anziano fondatore di BKT Mahabirprasad Poddar. Il nuovo centro di Ricerca & Sviluppo include la migliore gamma di macchinari e software disponibili, gestita da un team esperto d’ingegneri, chimici e tecnici che si occuperanno di tutto ciò che attiene allo sviluppo tecnologico degli pneumatici BKT. La ricerca è concentrata nell’individuazione di nuovi materiali, per poter virare sempre di più verso elementi sostenibili che rispettino maggiormente l’ambiente naturale. Il nuovo Centro è affiancato da un campo prove moderno, che consente di testare approfonditamente le prestazioni degli pneumatici simulando le reali condizioni di applicazione per produrre dati e analisi puntuali e dettagliati. È solo il 5’ minuto di gioco, ma è giunto il momento di un importante riconoscimento all’allenatore: il 25 luglio 2018 Roy Littlefield,Vicepresidente esecutivo della Tire Industry Association (TIA), l’associazione statunitense dell’industria degli pneumatici, annuncia che Arvind Poddar, Presidente e Amministratore Delegato di BKT, è ufficialmente ammesso nella Hall of Fame, la più alta onorificenza di TIA e uno dei più prestigiosi riconoscimenti dell’industria degli pneumatici a livello globale. Il gioco prosegue e

cibo a oltre 1.4 milioni di bambini di 10.000 scuole dislocate in dieci stati in India, con l’obiettivo di combattere la fame e la malnutrizione. Etica e responsabilità sociale, finalizzati a perseguire il benessere comune, sono fortemente vissuti e rappresentati dalla BKT Foundation che opera nel sostenere progetti e iniziative di diversa natura e origine. In ambito sanitario, ha provveduto alla donazione di un’unità di terapia chirurgica intensiva all’ospedale di Aurangabad

e all’importazione di macchinari tecnologicamente avanzati per il trattamento di pazienti con insufficienza cardiaca e respiratoria per un ospedale di Mumbai, mentre a sostegno dell’importante diritto allo studio, ha sovvenzionato un percorso formativo gratuito per 800 ragazze in una scuola nello stato del Rajasthan, vicino agli impianti produttivi di Bhiwadi e Chopanki nel nord dell’India e supporta tutt’oggi la formazione universitaria di brillanti studenti indiani in prestigiosi

al 6’ di questo secondo tempo viene segnato il goal della rinnovata sede di BKT Europe a Seregno. Obiettivo della nuova sede: incrementare sempre di più la presenza e la quota di mercato in Europa e soprattutto essere più vicini ai clienti OEM europei, rafforzando continuamente la presenza del marchio BKT presso i Primi Equipaggiamenti. I nuovi uffici sono dislocati su uno spazio più ampio di 500 m2 e sono ottimizzati per settori di competenza: interventi tecnici, logistica, gestione dei Primi Equipaggiamenti, marketing e direzione. Un percorso estremamente razionale e organizzato che ospita le 15 persone che compongono il team di BKT Europe. È stato poi realizzato un nuovo e ampio magazzino che ora sorge nella stessa struttura a perfezionamento del flusso logistico, mentre era in precedenza dislocato in altri siti. Nella nuova struttura trova posto anche il BKT Space, centro informativo e tecnologico sugli pneumatici specializzati che è unico nel suo genere e rappresenta già di per sè un differenziale competitivo di grande rilievo. Nessun altro in Europa può contare su un centro simile, affiancato da un auditorium e training room che può accogliere 50 persone, perfetto per organizzare conferenze, meeting tecnici e piccoli eventi. Con questa novità BKT ha costruito un vero e proprio “Task Force Center” dove ragionare sul presente e soprattutto sul futuro. Contestualmente in India, presso lo stabilimento di Bhuj è pienamente operativa la produzione di carbon black, che rende BKT l’unica azienda indiana nel settore degli pneumatici a poter contare su un tale asset di proprietà. Alla fine del primo trimestre dell’esercizio 2019, l’impianto aveva una produttività di 60.000 tonnellate di carbon black aumentata a 80.000 tonnellate nel secondo trimestre, ma l’obiettivo finale è raggiungere una produzione totale di 130.000 tonnellate entro il 2021. UNA PARTITA INFINITA La partita iniziata nel 1964 da

istituti in India e all’estero. O ancora, la BKT Foundation affianca attivamente la Akshaya Patra Foundation, un ente che collabora con

il Governo indiano per assicurare l’istruzione ai bambini meno fortunati, salvandoli dalla strada e portandoli nelle scuole.


CoverStory BKT

IL CUORE CON LO SPORT

Mahabirprasad Poddar è destinata a non avere un fischio finale. Possiamo dire che oggi BKT ha come obiettivo dichiarato l’incremento della propria quota nel mercato globale degli pneumatici Off-Highway dall’attuale 6 al 10% entro il 2025, ma quali siano i dettagli strategici per ottenere tale risultato non ci è dato saperlo. Quello che sappiamo è che BKT si muove sempre su più fronti, mettendo in atto azioni di gioco in parallelo che quasi mai riguardano esclusivamente il mero business: per esempio ha messo in pista alcune iniziative che porteranno a una salvaguardia ambientale. La più importante è il progetto di sviluppo di un materiale sostitutivo alla gomma naturale, data la crescente domanda di gomma a livello globale, che raggiungerà i 17 milioni di tonnellate entro il 2025 e che causerà presto carenze di materia prima. Per sviluppare nuovi metodi di compounding basati sull’utilizzo della gomma dal tarassaco russo TKS, alternativa rinnovabile e sostenibile alla gomma naturale, BKT ha siglato infatti un accordo di ricerca congiunta con Kultevat Inc., azienda americana specializzata in tecnologia verde con sede a Saint Louis nel Missouri. ❑

Lucia Salmaso, CEO di BKT Europe

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La strategia di BKT opera parallelamente in diversi ambiti: produzione, ricerca e innovazione, distribuzione e, non da ultimo, marketing globale. Per questo motivo nel 2014 BKT è diventato Sponsor Tecnico Ufficiale ed Esclusivo degli pneumatici di Monster Jam, famoso show motoristico americano dove giganteschi Monster Truck si esibiscono in incredibili acrobazie. BKT ha progettato uno pneumatico ad hoc estremamente resistente che equipaggia i Monster Truck nelle oltre 300 tappe dello show Monster Jam nel mondo. È poi nel 2018 che BKT decide di rafforzare la propria presenza nel mondo dello sport. Sono tantissime le manifestazioni sportive che la multinazionale indiana segue attivamente in tutto il Mondo, selezionate grazie a una strategia mirata che punta ad avvicinarsi agli utenti e a incrementare la conoscenza del marchio. In Italia BKT ha siglato a giugno 2018 una partnership triennale con la Lega Nazionale Professionisti B, l’ente che regola il campionato di calcio italiano di Serie

B, diventata Serie BKT. L’obiettivo è quello di aumentare la notorietà del marchio che andrà a beneficiare della visibilità in tutti gli stadi ospitanti le partite della Lega B, sulle tribune e nelle trasmissioni radiotelevisive, incontrando così un vasto pubblico di appassionati. Grazie invece all’accordo di sponsorship siglato tra BKT e Ligue de Football Professionnel, dal 2018 BKT è Title Sponsor della Coupe de la Ligue, che ha cambiato il proprio nome in “Coupe de la Ligue BKT”. Sempre nel 2018 è stata annunciata anche la partnership triennale con la KFC Big Bash League (BBL), grazie all’accordo firmato con Cricket Australia, l’ente organizzatore di tutti gli eventi legati a questo sport all’interno del Paese. Ad agosto 2019 BKT ha annunciato infine la firma di un accordo con LaLiga che rende BKT “Official Global Partner de LaLiga” fino al 2022.


ELIMINATE I PASSAGGI SUPERFLUI

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TESTIMONIANZE

(AMMANN)

LA LEGGE DEL MERCATO Una nuova finitrice Ammann AFW400-3 al lavoro in Italia, frutto delle ottime qualità della macchina e di un service (in questo caso firmato Varini) che fa la differenza

a prima macchina la piazza il venditore, la seconda l’assistenza tecnica”. Quella che abbiamo appena enunciato è una delle leggi non scritte del mercato. Una legge cui non sfugge nessun marchio, neppure un colosso dall’indiscussa qualità del calibro di Ammann. Un marchio che, proposto in Italia dalla sede di Bussolengo (Vr), pare proprio aver imboccato la strada giusta, grazie a un’oculata selezione dei propri dealer sparsi sul territorio e all’estrema attenzione riposta nel servizio tecnico-assistenziale affidato alle esperte mani di Gianluca Gamberini. Il tutto senza dimenticare come la qualità intrinse-

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ca dei prodotti Ammann sia sempre e comunque una garanzia. In pratica ci troviamo di fronte a un tris di assoluta eccellenza: una gran macchina, stiamo parlando della vibrofinitrice AFW400-3; un concessionario d’eccezione, cioè Varini; un service di assoluto livello,

LA storia

La nascita di Varini per tutti gli amanti del calcio coincide con una data mitica. Siamo nel 1982 - l’anno dei mondiali di Spagna che hanno visto trionfare gli azzurri guidati da Enzo Bearzot e da un ispiratissimo Paolo Rossi – e da allora il team Varini ogni giorno si impegna a essere al fianco dei propri clienti e a meritarne la fiducia. Con questo obiettivo, la società ha percorso tutte le fasi della propria storia: gli esordi, quando Giancarlo Varini fondò l’azienda come officina specializzata nell’assistenza di macchine movimento terra (vedi caso...); gli anni Novanta che sono coincisi con l’ampliamento delle competenze e hanno segnato l’inizio della commercializzazione e del noleggio; fino alla Varini di oggi, cioè una realtà poliedrica che con le filiali di Padova, Treviso e Verona copre il servizio Ammann in tutto il Veneto.

che unisce le competenze e il supporto Ammann con l’esperienza dei tecnici del dealer. Tre elementi che spianano la strada a una vendita più che motivata e proprio per questo

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reiterata lungo l’intero territorio nazionale, come del resto ben sanno i più attenti lettori delle nostre pagine. Lo scorso agosto Varini ha infatti consegnato una fiammante vibrofinitrice AFW400-3 all’impresa ISM, di Montello, specializzata in opere stradali. Una macchina, tra l’altro equipaggiata con il sistema opzionale di aspirazione fumi, perfetta per ope-

rare anche sulle strade di più limitate dimensioni, che presenta il rasatore riscaldato elettricamente e un sistema di pre-compattazione a tamper e vibrante. Il controllo del flusso del materiale è gestito proporzionalmente attraverso appositi sensori per assicurare la continuità del materiale, il cui scivolamento può essere agevolato dalle paratie riscaldate elet-

Roberto Cortesi (a destra), Territory Manager Machines Italy Ammann, con Raul De Lucchi, capo squadra ISM

ASSISTENZA al top

Il costruttore e il concessionario alleati per offrire il massimo dell’assistenza al cliente La strategia di Ammann Italy rivolge la massima attenzione verso l’assistenza tecnica, che è coordinata da Gianluca Gamberini. In Ammann da 10 anni, in qualità di specialista di prodotto nelle macchine per la costruzione stradale e come responsabile per l’assistenza tecnica, Gamberini vanta un’esperienza più che ventennale in questo specifico settore. Avendolo seguito da vicino, è proprio lui che ci conferma la qualità del servizio tecnico proposto da Varini. “Il personale tecnico Varini”, conferma ai nostri microfoni, “ha partecipato a vari corsi di formazione in Germania presso lo stabilimento Ammann AVD per quanto concerne le macchine leggere. Inoltre

ha seguito il training organizzato da Ammann Italy espressamente dedicato alle vibrofinitrici. Il personale Varini deputato all’assistenza sulle macchine stradali oltre a essere molto preparato sotto il profilo tecnico, si distingue anche per la massima disponibilità. Qualità fondamentale quando si deve assicurare il pronto intervento in cantiere. In particolare mi sembra doveroso citare Erik Varini, responsabile del post vendita e Christian Silvestrin che segue la parte amministrativa del post-vendita e offre supporto al cliente. ISM ha scelto Ammann certamente per la qualità delle nostre macchine, ma anche per il supporto tecnico che Varini è in grado di assicurare”.

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TESTIMONIANZE

DATI TECNICI AFW 400-3

tricamente offerte in via opzionale. Da segnalare la possibilità di lavorare in negativo, soluzione perfetta in caso di asfaltatura di discese o rampe. Sul fronte operativo l’utilizzo della macchina è ultra-semplificato: una volta impostato il lavoro in termini di quantità di materiale, spessore, velocità della macchina, del tamper e dei vibranti, all’operatore non resta

che premere un pulsante e gestire un semplice joystick. La finitrice, che fa parte della Serie Premium Ammann, si avvale poi di molteplici dispositivi elettronici quali il PaveManager 2.0, il VarioSpeed e l’EcoMode. La AFW400-3, offerta in versione gommata o cingolata, è equipaggiata con un motore Deutz da 54 kW di potenza massima e conforme allo Stage IV per quanto concerne le emissioni inquinanti. Le sue dimen-

Peso con rasatore 10.500 kg Massimo spessore di stesa 200 mm Capacità di stesa teorica 350 t/h Massima velocità di stesa 25 m/min Velocità di trasferimento 4 km/h Trasmissione idrostatica Capacità tramogge 10,5 t Nastro trasportatore 2 indipendenti con controllo automatico proporzionale Regolazione altezza coclea idraulica (200 mm) Motore Deutz Stage IV da 54 kW di potenza massima Larghezza stesa 1,75 m (3,5 m con estensioni idrauliche o 4,7 m con prolunghe meccaniche) Riscaldamento GPL o Elettrico Rasatore Vibrazione con o senza Tamper Versione gommata o cingolata

Gianluca Gamberini, Area Service Manager Italy, con un tecnico di Varini

sioni ridotte, oltre a essere perfette per lavorare anche nei cantieri più angusti (il raggio interno di sterzata è di 2.150 mm), aiutano in tutte le fasi di trasporto, dove la larghezza di 2,55 m permette la movimentazione su camion senza dover smontare le estensioni meccaniche. ❑ AMMANN ITALY SRL Via dell’industria 1 37012 Bussolengo (Vr) www.ammann-group.com

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L’ULTIMA FRONTIERA DI BLEND

DALLA A ALLA ZETA! Il Blend A240 spazia senza problemi dal misto cementato, all’asfalto a freddo, a RCK elevati, senza battere ciglio. Un vero impianto mobile che sa molto bene cosa sia l’efficienza TESTI E FOTO DI COSTANTINO RADIS

BLEND A240

PESO OPERATIVO

POTENZA

MESCOLATORE

PRODUZIONE ORARIA

VOLUME TRAMOGGE

DOSAGGIO INERTI

21.000 kg

90/110 kW Elettrico/Diesel

a doppio albero controrotante in continuo

120 mc/h

9/11 mc

pesatura individuale tramogge / in continuo

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L’ULTIMA FRONTIERA DI BLEND / LA TECNOLOGIA

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1) Le tramogge possono essere a scelta, da 2 a 4. Vitali Spa ha scelto la versione con tre tramogge per soddisfare le esigenze specifiche di cantiere. 2) Il mescolatore in continuo a doppio albero controrotante permette una produzione di 120 mc/h e ha un assorbimento di soli 30 kW grazie a una concezione ottimizzata. 3) Il display di interazione è semplice, chiaro e permette l’interfaccia con un software molto intuitivo sviluppato pensando a chi sta in cantiere. 4) Il motore da 110 kW è un FPT ma Blend installa motori di vari Costruttori a seconda della richiesta del cliente e del tipo di mercato in cui lavorerà l’impianto. 5) Il nastro di alimentazione è regolabile in altezza, inclinazione e rotazione, per adattarsi a qualsiasi contesto operativo e per ottimizzare lo scarico del materiale.

PAOLO LEONARDO BIGLIERI Responsabile Commerciale Blend Plants

L’A240 riprende, in grande, i concetti base di Blend: massima mobilità, autonomia, flessibilità produttiva, elevata e costante qualità dei conglomerati.

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ato come Costruttore di impianti mola pista dell’aeroporto di Linate. L’efficienza di bili su veicoli industriali, Blend Plants processo è il mantra che è alla base dell’A240 ha sviluppato questo concetto affi(e di tutti gli altri impianti Blend). La bassa nando la tecnologia applicata e potenza installata, a fronte di una elevata DETTAGLI allargando il proprio campo produzione oraria, è infatti l’obiettivo DA SAPERE d’azione anche a macchine, come raggiunto grazie a una modularità La modularità dell’A240 permette l’A240, che operano in modo che permette bassi assorbimenti di installare, anche in after-market, statico. Un ampliamento naidraulici con minori consumi, serbatoi e dosatori per emulsioni e turale, visto che i concetti di minori emissioni e maggiore additivi consentendo la produzione base sono fondamentalmente affidabilità. di conglomerati bituminosi a freddo e analoghi, anche se declinati in calcestruzzi a resistenza garantita ad MESCOLARE PRIMA DI TUTTO modo leggermente diverso: la alte prestazioni. Cemento, inerti, acqua, liquidi e additivi sono dosati Il mescolatore orizzontale a mescolazione in continuo dei in continuo con contalitri doppio albero è il componente componenti che assicura maggiotramite una centrale fondamentale di tutto l’A240. La re affidabilità; la flessibilità operativa elettronica. mescolazione in continuo permette di che permette di spaziare in tempo reale avere elevata produzione unita a una quada conglomerati poveri a calcestruzzi con elevate resistenze garantite; una effettiva, concreta lità costante del conglomerato. La mescolazione in e rapida mobilità; una completa autonomia; una continuo degli inerti è la tecnologia più semplice e produttività in grado di affrontare cantieri molto affidabile per mantenere la costanza delle caratteriimpegnativi come, ad esempio, il rifacimento del- stiche prestazionali.


L’ULTIMA FRONTIERA DI BLEND / L’UOMO E LA MACCHINA

PAOLO LEONARDO BIGLIERI Responsabile Commerciale Blend Plants

La semplicità di utilizzo e la reale mobilità dell’A240 permettono di ammortizzare l’investimento in tempi molto rapidi. Lo spostamento da un cantiere a un altro è realmente veloce, se associato ai nostri silos orizzontali mobili per il cemento.

L’interfaccia uomo/macchina con il Blend A240 va ben oltre i comandi e investe tutta la filosofia complessiva di un impianto che è realmente mobile e che, in piena sicurezza, permette in un paio d’ore di essere pienamente funzionante. La gestione avviene tramite un software che è stato studiato per agevolare il compito di chi è in cantiere.

La cosa che colpisce dell’A240 e, in generale, delle macchine Blend, è che nulla è stato lasciato al caso ma è stato studiato nell’ottica degli utilizzatori.

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ar funzionare bene un impianto per il calcestruzzo non è banale. È per questo che Blend ha sviluppato un proprio software grazie al quale l’inserimento dei dati segue un processo facilmente memorizzabile. Il display è agevolmente utilizzabile anche con i guanti da lavoro. La routine di comando ha una logica “a cascata” molto simile a quella degli smartphone, che nasce da uno studio sulle esigenze di chi lavora in cantiere e non deve né perdere tempo, né complicarsi inutilmente la vita. La costruzione modulare permette di avere sempre molto chiara la posizione dei singoli componenti con innegabili vantaggi in termini di controllo del processo. L’interazione con l’impianto avviene anche nelle fasi di messa in opera. L’A240 richiede, infatti, meno di due ore di lavoro per essere operativo, grazie al nastro di scarico idraulico e alle tramogge modulari.

COSTANTINO RADIS Giornalista e web influencer

SEMPLICITÀ PRIMA DI TUTTO

Gli impianti della Blend, e l’A240 ne riassume bene ogni caratteristica, sono macchine dalle elevate prestazioni ma concettualmente molto semplici la cui flessibilità è pari solo alla loro chiarezza logica. L’interazione si basa quindi su tempi molto rapidi per il trasferimento, sulla veloce accessibilità per pulizia e manutenzione, sul rapido inserimento dei dati. MACCHINE CANTIERI 5.0

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L’ULTIMA FRONTIERA DI BLEND / L’IMPIANTO IN FUNZIONE

COSTANTINO RADIS Giornalista e web influencer La struttura dell’A240 riassume tutta la filosofia Blend nel settore degli impianti mobili: semplicità e praticità di impiego, flessibilità operativa, capacità produttiva, robustezza ed effettiva mobilità con tempi rapidissimi per la messa in servizio ogni volta che si cambia cantiere. Una macchina pratica che lavora in piena autonomia anche nei cantieri più difficili da raggiungere.

LUCA VITALI Co-titolare Vitali Spa

Abbiamo scelto il Blend A240 per la sua polivalenza, mobilità, capacità di produrre conglomerati diversi e di alta qualità e affidabilità. La rapidità con cui si trasporta ci permette inoltre di aumentare la nostra efficienza.

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uale impiego più severo, per un impianto mobile, di un cantiere come quello della Vitali Spa all’interno dell’aeroporto di Linate? Difficile trovare altra applicazione in cui l’A240 sia passato in continuo dalla produzione di misto cementato a quella di calcestruzzo con resistenze dalle caratteristiche elevate. Una flessibilità che la Vitali Spa ha scelto per questo cantiere dove tempi di consegna, ingenti quantità di conglomerati e diversi fronti di lavoro hanno richiesto un impianto in grado di adeguarsi a esigenze in continuo mutamento. La concezione modulare permette di avere 2, 3 o 4 tramogge.Vitali Spa ha scelto la versione con 3 tramogge per rispondere alla necessità di alimentazione con tre tipi diversi di aggregati e inerti. L’impostazione e la memorizzazione delle ricette ha permesso di operare in modo continuo fornendo, man mano che era necessario, diversi tipi di conglomerati senza nessuna interruzione dei cicli di lavoro. La struttura dell’impianto e il tipo di mescolatore hanno consentito, come previsto dai Progettisti e dalla Direzione Lavori, di confezionare conglomerati composti all’80% da aggregati riciclati derivanti dal recupero delle pavimentazioni in calcestruzzo demolite e ricostruite. Si tratta di un plus non indifferente che contribuisce ulteriormente alla polivalenza dell’A240. Decisamente

funzionale anche la ridotta altezza da terra delle tramogge che permettono una loro alimentazione con pale gommate di classe media.Vitali Spa ha scelto di costruire una rampa ma, in realtà, non è necessario.

SEMPLICE USARLO, SEMPLICE TRASPORTARLO

L’A240 si carica direttamente su un normale semirimorchio con collo d’oca, in pochi minuti, grazie agli stabilizzatori idraulici che lo sollevano e lo adagiano senza problemi sul piano di carico. Un’operazione che richiede pochissimo tempo e si effettua nella massima sicurezza. Una volta collocato in cantiere su un pia-


LA MODULARITÀ SI VEDE E SI SENTE

L’impostazione modulare non solo si vede al primo sguardo ma, nel lavoro di cantiere, si sente. O meglio, si sentono i benefici. La bassa potenza necessaria per il funzionamento (90/110 kW Elettrico/Diesel) è frutto di un’ottimizzazione di tutti i componenti che sfrutta proprio questa modularità. Partendo dai nastri di alimentazione, frazionati per ogni tramoggia (che funzionano solo in caso di necessità) fino ad arrivare al miscelatore a doppio albero controrotante. Risultano più semplici il controllo nel corso della produzione, la manutenzione dei componenti, la gestione complessiva che risulta molto più efficiente rispetto ad altri impianti con un’impostazione convenzionale. Non è un caso che, anche in un cantiere complesso e molto duro come quello dell’aeroporto di Linate il Blend A240 abbia mantenuto ritmi produttivi molto elevati. Nel primo mese di lavoro aveva già totalizzato oltre 13.000 mc di calcestruzzo prodotto (13.365 per la precisione), passando non solo da miscele completamente differenti fra loro, ma anche fra conglomerati che, spesso, richiedono addirittura impianti di tipo diverso. no orizzontale l’A240 è immediatamente operativo. Rimane a parte il silos per il cemento che, se convenzionale, richiede più tempo. Se si scelgono i silos mobili orizzontali della Blend anche questo aspetto viene bypassato.

L’OPINIONE DI COSTANTINO/1

Quando per la prima volta mi parlarono dell’A240 della Blend lo avevo associato alla classica immagine dell’impianto per il misto cementato. Solamente più comodo da trasportare e con alcuni accorgimenti in aggiunta. Nulla di più sbagliato. Una volta “a tu per tu” con questo impianto mobile mi sono reso conto di tutte le sue potenzialità ma, soprattutto, della attenta ingegnerizzazione di ogni singolo aspetto. La prima cosa è che l’A240 è realmente “mobile” e non semplicemente “trasportabile” come succede per molti altri impianti in commercio che richiedono, alla fine, qualche giorno di tempo per essere messi in servizio. L’altro aspetto è legato alla sua estrema semplicità di funzionamento, pur essendo in grado di fornire conglomerati di tipo completamente diverso. L’impostazione delle ricette, con i singoli valori di ogni elemento, è semplice e alla portata di chiunque. Mi piace molto il fatto che la tastiera si possa utilizzare anche con i guanti da lavoro senza temere sporco e polvere.

L’OPINIONE DI COSTANTINO/2

L’A240 ha tutti i numeri per riuscire a essere un fulcro produttivo fondamentale per tutte quelle imprese che hanno esigenze di massima flessibilità e trasportabilità. La possibilità di spaziare dai misto cementati agli RCK più impegnativi, passando per i conglomerati bituminosi a freddo, lo rende un unicum nel panorama attuale degli impianti mobili.

PAOLO LEONARDO BIGLIERI Responsabile Commerciale Blend Plants

Progettiamo impianti mobili pensando sempre a chi li utilizzerà in cantiere, partendo dalla produzione per arrivare alla pulizia e manutenzione. Un modo di pensare che nasce in Blend dove uno dei soci produceva calcestruzzo e conosce bene le problematiche di cantiere. Questo ci ha permesso di essere in piena sintonia con gli addetti ai lavori, risolvendone molti problemi.

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L’ULTIMA FRONTIERA DI BLEND / I SERVIZI

DETTAGLI DA SAPERE Il Blend A240 ha una produttività di 120 mc/h ed è estremamente personalizzabile partendo dal numero di tramogge (da 2 a 4) per arrivare ai serbatoi opzionali per additivi e bitumi di vario genere. Il funzionamento può essere sia con motore diesel autonomo che elettrico.

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L’

anima tecnologica e innovatrice di Blend si ritrova anche nei servizi che offre alla propria clientela. L’A240, come tutti gli altri impianti del Costruttore italiano, sono connessi in modo che, in ogni momento, sia possibile avere dei report su consumi, produzioni e modalità di lavoro. Blend opera in un mercato globale che la vede presente nelle Americhe, in Europa, Africa, Medio Oriente e Oriente. Clienti importanti come la London Underground e tutti i maggiori Costruttori e Manutentori di ferrovie utilizzano da tempo gli impianti Blend installati sui carri ferroviari. L’azienda è quindi abituata a far fronte a problematiche fra loro completamente diverse che la mettono in

condizione di seguire i propri clienti in modo attento. Sia direttamente, sia con una rete di distributori a cui il Costruttore fornisce ogni supporto, tecnico e commerciale. Fra i servizi che l’azienda fornisce sono presenti l’assistenza continua particolarmente adatta a contesti operativi complessi come i cantieri montani, i cantieri ferroviari e quelli delle gallerie, nonché i cantieri come quello di Vitali Spa a Linate dove i ritmi produttivi sono molto elevati. La scelta di componenti collaudati, diffusi e di brand dall’inequivocabile matrice qualitativa, la semplicità costruttiva e la presenza sul mercato dal lontano 1983, evidenziano come Blend sia un Costruttore affermato sul mercato degli impianti mobili, rendendolo un riferimento per il settore. Questo permette al cliente finale, visto anche l’impiego molto specifico di queste macchine in cantieri molto particolari, come nel caso proprio dell’A240, di avere alle proprie spalle un’azienda solida, con esperienza e con la giusta mentalità per affrontare problematiche di ogni tipo. Il rapporto “su misura” è infatti uno dei punti di forza di Blend che, a seconda dell’impiego della macchina, del contesto operativo e delle esigenze dell’impresa, può “confezionare” su misura non solo l’impianto, ma anche l’assistenza, le manutenzioni e qualsiasi altro elemento che concorra a risolvere i problemi. Una filosofia che ha portato la diffusione di queste macchine dalla provincia di Brescia fino alle Ande.


L’ULTIMA FRONTIERA DI BLEND / TCO

Il Blend A240 è un impianto realmente mobile (e non solo trasportabile) che richiede un paio d’ore di lavoro per essere operativo, abbassando così il TCO.

L’interazione uomo/macchina è decisamente semplice sia per l’impostazione di base che per la presenza di un software di gestione intuitivo.

CONSUMI

MANUTENZIONE E RIPARAZIONE

Uno dei punti di forza degli impianti Blend, dal più piccolo E025 fino all’A240, è sicuramente l’efficienza generale data da un progetto che richiede un basso assorbimento di energia idraulica permettendo un risparmio considerevole in termini di potenza installata.

Blend ha un servizio di assistenza efficiente e apprezzato. L’uso di una rete commerciale globale e di componenti di comprovata qualità e affidabilità garantisce la presenza di pezzi di ricambio, la dovuta assistenza e, se necessario, la formazione di personale preparato per intervenire.

TECNOLOGIE DIGITALI

Il software progettato da Blend per la gestione dei suoi impianti è completo e funzionale ma molto semplice. La tecnologia applicata permette, in remoto, di redigere dei rapporti da cui emergono la produzione effettuata, il consumo ed eventuali interventi da effettuare.

MA QUANTO MI COSTI?

EFFICIENZA

L’efficienza è il mantra di Blend: l’impostazione modulare permette la personalizzazione anche in after-market, il basso assorbimento idraulico permette contenuti costi di esercizio, la polivalenza permette una percentuale di utilizzo molto elevata, che aumenta con l’uso di aggregati riciclati.

COSTO D’ACQUISTO

Gli impianti Blend hanno un rapporto qualità/prezzo molto buono. Se a prima vista il costo d’acquisto potrebbe sembrare al di sopra della media, analizzando nel dettaglio le caratteristiche e le potenzialità di queste macchine ci si rende conto che sono invece soluzioni estremamente convenienti.

DEPREZZAMENTO

Non ci sono, oggi, aziende che propongano al mercato degli impianti dello stesso tipo che abbiano la stessa polivalenza degli impianti Blend. Questo ha fatto sorgere un mercato dell’usato la cui offerta non riesce a soddisfare la domanda, garantendo così un alto valore residuo.

Gli impianti Blend hanno un ottimo valore sul mercato dell’usato per le loro caratteristiche uniche di polivalenza, produttività ed efficienza.

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Icons - Created by ProSymbols from Noun Project

La tecnologia digitale usata da Blend è completa ma semplice, perché è stata pensata per essere utilizzata da chi lavora in cantiere.

OPERATORE

L’utilizzo dell’A240 avviene tramite un’interfaccia unificata con tutti gli impianti Blend. Si tratta di un display pratico, comodo e ben protetto che interagisce con un software semplice e intuitivo che risulta di facile memorizzazione e impostazione.

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L’ULTIMA FRONTIERA DI BLEND / LE CONCLUSIONI

DALLA A ALLA ZETA!

PAOLO LEONARDO BIGLIERI Responsabile Commerciale Blend Plants

Il Blend A240 è un impianto mobile che, se non viene visto in azione, non trasmette le sue reali potenzialità: un po’ come tutti gli impianti Blend che, spesso, hanno applicazioni che esulano dal confezionamento del conglomerato e diventano border-line con funzioni di vera e propria macchina di servizio. La polivalenza e l’efficienza sono caratteristiche fondamentali che, nel caso di Vitali Spa, sono state determinanti per la scelta dell’impianto.

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L’

A240 ha dimostrato sul campo conglomerati a solo un mese dall’inizio di essere realmente efficiente e del cantiere evidenzia come la produtpolivalente. In molti dichiaratività sia una concreta freccia all’arco di DAL VIVO no di costruire impianti mobili questo impianto. La capacità di passare Non perdere i video ma in realtà la differenza fra da un conglomerato a un altro ha chiadella prova. Li trovi su “mobile” e “trasportabile” è enorme. rito definitivamente come la polivalenmacchinecantieri.com Qui stiamo parlando di un impianto za sia una realtà evidente che permette realmente mobile. Quando Vitali Spa all’A240 di spaziare dalla “A” alla “Zeta” lo ha ritirato dallo stabilimento Blend senza nessun problema aumentandone a Rodengo Saiano (BS) erano le 14.00 l’efficienza in modo esponenziale. La e alle 18.00 dello stesso giorno era perconcezione modulare si apprezza non fettamente in grado di funzionare nel solo nelle fasi di trasporto dove diventa cantiere milanese dell’aeroporto di Liessenziale, ma anche nel corso dell’unate. Uno degli obiettivi del cantiere era so quotidiano dove la manutenzione, di recuperare tutta la pavimentazione in calcestruzzo i controlli e la pulizia (soprattutto del mescolatore) demolita e ricostruita per ricavarne conglomerati da sono facilitati, concezione che è fondamentale per la utilizzare in situ. Grazie all’A240, è stato possibile riduzione degli assorbimenti idraulici con una pofarlo senza problemi. La polivalenza dell’impianto ha tenza installata molto bassa a favore di consumi ed infatti permesso di passare in modo dinamico dalla emissioni. La possibilità di utilizzare tutta la macchina produzione di misti cementati, per dare supporto a con un radiocomando permette un pieno controlun altro specifico impianto nei picchi di cantiere, a lo anche da una pala gommata, ottimizzando i cicli calcestruzzi con RCK55 – S4 destinati alle opere di alimentazione. La possibilità di personalizzazione, di costruzione dei fognoli e delle infrastrutture delle anche dopo l’acquisto, permette un adattamento a piazzole di sosta. La produzione di oltre 13.000 mc di cantieri di ogni tipo.


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TESTIMONIANZE

l Salento è una regione bellissima, dove l’asprezza dell’entroterra si specchia in un mare che alterna coste ripide e vertiginose a tratti più morbidi, in ogni caso colmi di fascino e quasi abbacinanti. Questa bellezza non sempre si riverbera sulle strade dell’estremo sud della Puglia che, in vari casi, avrebbero bisogno di una seria manutenzione. Attività in cui è specializzata la Co.Ce.Mer., società che ha recentemente inserito nel proprio parco macchine una vibrofinitrice Bomag BF 800 C-2 . “Una macchina”, afferma l’Ing. Mauro Fasiello, direttore tecnico dei cantieri stradali per Co.Ce.Mer., “scelta perché cingolata (nel nostro parco macchine abbiamo soltanto finitrici gommate), per il banco più pesante e per il sistema di riscaldamento delle piastre”. In poche parole, la macchina giusta per andare a completare una flotta decisamente orientata ai lavo-

I

ri stradali e che, subito messa alla prova, ha dato ottimi risultati. “Del resto”, ci conferma Luca Guerra, tecnico service Bomag, specializzato in frese e finitrici, “la BF 800 C-2 rispecchia la classica impostazione Bomag che dà grande importanza alla capacità idraulica. Inoltre questa macchina ha un passo, cioè la distanza tra i perni anteriore e posteriore della cingolatura, estremamente lungo. Una caratteristica tecnica che permette di esaltare le sue capacità di trazione, che risultano particolarmente elevate indipendentemente dallo spessore e dalla larghezza con cui si sta lavorando. E stiamo parlando di una finitrice in grado di stendere fino a 10 m. Anche il banco è particolarmente importante con un peso che rasenta le 5 t e con suole di stesa profonde

Luca Guerra di Bomag, tecnico service Bomag, specializzato in frese e finitrici

(BOMAG)

AL SOLE DEL SALENTO Una vibrofinitrice cingolata Bomag BF 800 C-2 utilizzata per bitumare, con spessori importanti, la Strada Regionale n. 8 di collegamento tra la città di Lecce e le marine di Melendugno

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L’impresa

Sigla di Costruzioni Centro Meridionali, Co.Ce.Mer. S.p.A., con sede a Sternatia, in provincia di Lecce, si occupa dagli anni Novanta di costruzioni stradali e ha realizzato alcune delle più importanti vie di collegamento del Salento. Il tutto grazie a un centinaio di dipendenti specializzati e a macchine delle più diverse tipologie, tra le quali: autogrù, autocarri, furgoni, rulli, escavatori gommati e cingolati, pale cingolate e gommate, spruzzatrici, frese, vibrofinitrici e trivelle.

40 cm: a quanto mi risulta, è l’unica macchina sul mercato con suole così profonde. In sostanza i punti di aderenza e di appoggio sono tutti sovradimensionati, sia nel banco sia nella trazione, rispetto a quanto il mercato generalmente offre”. La macchina Co.Ce.Mer. è inoltre la prima vibrofinitrice consegnata sul mercato italiano a montare le pulsantiere HMI, Human Management Interface. Molto ergonomiche, le nuove interfacce presentate al recente Bauma, oltre a integrare il controllo della livellazione, sono già predisposte per tutte le tecnologie di monitoraggio della stesa (sistemi di controllo della temperatura, de-

gli spessori e della produttività) e di mappatura della stesa. Nella migliore tradizione Bomag, anche questa finitrice, pur essendo di dimensioni generose con oltre 23 t di peso globale, rimane decisamente parca nei consumi di carburante. “Durante le nostre prove”, conclude Guerra,“pur lavorando in cantieri esigenti, i consumi sono sempre rimasti al di sotto degli 11 l/h”. Ovviamente, e non poteva esser altrimenti, i clienti apprezzano sempre molto il sistema di riscaldamento del banco Magmalife, in cui tutte le resistenze sono fuse in un blocco d’alluminio. Questa soluzione comporta una sensibile riduzione dei

La formazione Per ottenere la massima produttività di una vibrofinitrice, e per usarla in totale sicurezza, è fondamentale beneficiare di una formazione puntuale. Per questo, ci conferma l’ing.

Mauro Fasiello, direttore tecnico dei cantieri stradali per Co.Ce.Mer., “al momento della prima messa in funzione i tecnici della Bomag hanno fornito tutte le informazioni

utili al corretto utilizzo della vibrofinitrice durante una fase di bitumatura su un cantiere di manutenzione stradale in provincia di Lecce. In tale circostanza sono state formate

ed addestrate quattro persone con l’ausilio, importantissimo e professionale dei tecnici della Bomag, intervenuti insieme al concessionario di zona (SMIA di Foggia)”.

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TESTIMONIANZE

tempi di riscaldamento (circa 20 minuti) grazie all’eccellente conduttività termica dell’alluminio e di conseguenza un più rapido approntamento della finitrice. Infine un accenno all’assistenza. Com’è risaputo, Bomag segue il mercato attraverso la sua rete di concessionari, che si occupano anche dell’assistenza tecnica. Le officine sono adeguatamente seguite dalla

fabbrica anche attraverso un razionale sistema di approvvigionamento ricambi e i tecnici dei concessionari sono supportati da specialisti Bomag con un’esperienza importante su tutte le macchine in gamma. ❑ L’Ing. Mauro Fasiello, direttore tecnico dei cantieri stradali per Co.Ce.Mer.

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UN MERCATO vivo

Il sud del Paese, isole comprese, sta attraversando un ottimo momento di mercato Attualmente in Italia sono in corso diversi grossi lavori sotto il profilo dei cantieri stradali. In luglio, ANAS ha pubblicato il termine di riferimento delle offerte degli appalti-quadro inerenti le asfaltature, per circa 380 milioni di conglomerati,

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molti dei quali concentrati proprio nelle regioni meridionali. Aree che si sono dimostrate particolarmente ricettive verso il prodotto Bomag, in particolare per quanto concerne le finitrici di grandi dimensioni. Quindi

questa macchina, concepita per i grandi lavori autostradali, si inserisce perfettamente in un mercato in cui i maggiori volumi in questo momento sono appannaggio di ANAS. L’ente ha inoltre intensificato i controlli di qualità e quindi avere una

macchina che permette alta aderenza, grande trazione e una compattazione tramite banco sovradimensionato regala alle imprese più tranquillità anche sotto il profilo dei controlli, grazie a un’elevata qualità del lavoro.


AZIENDE

DAF

DAF LANCIA LA SFIDA Il Costruttore olandese ha presentato la propria competizione per i driver europei. In 18 hanno accettato e si sono messi in gioco sulla pista Goodyear del Lussemburgo. Tra di essi anche un autotrasportatore italiano ella vita guida una BMW X5. Per lavoro un DAF XF 106, bianco, con il quale effettua il trasporto di animali vivi per conto di Aia. Di base sta a Noventa Vicentina, anche se poi gira tutto il Nord Italia. E di nome fa Gerardo Nicola Pennacchio. Perché sappiamo così tante cose di lui? Perché insieme abbiamo partecipato (da spettatori noi, da concorrente lui) alla finale della prima edizione del DAF Driver Challenge 2019 che si è tenuta presso la pista Goodyear in Lussemburgo l'ultimo fine settimana di settembre. Di campionati autisti, invero, ne conosciamo più d'uno, tutti (o quasi) organizzati dai vari Costruttori di

N

18 AUTISTI PER 18 NAZIONI Alle selezioni europee del DAF Driver Challenge hanno partecipato più di 1.000 candidati da 30 Nazioni diverse e solo 18 sono arrivati in Lussemburgo. Come ha detto lo stesso Richard Zink, Director Marketing & Sales

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di DAF Trucks nel discorso inaugurale dell'evento: “Essere in Lussemburgo questo fine settimana è già una vittoria, perché i 18 concorrenti di questa finale sono i 18 migliori autisti in assoluto di tutta Europa”.

I finalisti arrivavano da Belgio, Francia, Germania, Italia, Lettonia, Lituania, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Slovacchia, Spagna, Svezia, Turchia, UK e Ungheria.

veicoli industriali, che ogni anno chiamano a raccolta i driver più appassionati per regalare loro giorni di emozione e sfide di abilità. Ma in questo caso vorremmo spezzare una lancia in favore dell'evento DAF per due ragioni: la prima è perché si tratta in assoluto della prima volta che il Costruttore olandese si cimenta in un tale evento. La seconda,


LE MAGNIFICHE 7 (PROVE) + 1 1. Prova di guida Eco-Drive su percorso misto autostrada-urbano;

2. Controlli quotidiani: cosa deve controllare ogni

più importante, è perché le prove pensate dai tecnici DAF sono davvero originali, sia per tipologia di test che per modalità di esecuzione. I finalisti erano 18, provenienti da altrettante Nazioni europee (vedi box) e per accaparrarsi il diritto di rappresentare la propria Nazione in finale hanno superato le selezioni che si sono tenute nei rispettivi Paesi. Ma nessuno di loro sapeva cosa lo attendeva sulla pista Goodyear. “Sono molto contento e orgoglioso di essere tra i 18 finalisti del DAF

Driver Challenge” ha dichiarato Gerardo Nicola Pennacchio, che è risultato primo nella selezione italiana cui hanno partecipato poco più di 100 autisti. “Sono autotrasportatore da 26 anni, e dal 1995 guido camion DAF, per cui essere alla finale della competizione autisti del Costruttore olandese per me è il coronamento di una storia di partnership di successo”, ha detto Gerardo arrivando in Lussemburgo. Ma quali prove ha sostenuto? I tecnici DAF hanno ideato ben 7 sfide,

buon autista prima di mettersi in viaggio (sia del proprio veicolo che della documentazione); 3. Abilità di aggancio (sia trattore-semirimorchio che camion con rimorchio posteriore); 4. Social skill: quanto è bravo un autista a gestire problemi e difficoltà con il proprio committente? 5. L'intervista: un viaggio nelle ambizioni e nel modo di vivere la professione di autista; 6. Manovre: abilità di guida urbana, guida in retromarcia, parcheggio e docking; 7. Teoria: un test sulla storia di DAF, sui veicoli DAF, sull'EcoDriving DAF, ma anche sulle leggi e i controlli quotidiani al veicolo; 8. Bonus challenge: al termine dei test, i 18 finalisti sono stati chiamati a indovinare lo spazio necessario a un DAF CF a pieno carico lanciato a 90 km/h su pista bagnata, per fermarsi durante un arresto di emergenza (per curiosità, il valore registrato durante la prova è stato di 53 m e 25 cm).

due workshop in collaborazione con gli sponsor Dekra e Goodyear, e una sfida finale che è stata la sorpresa delle sorprese. Per i dettagli delle diverse prove rimandiamo al box di approfondimento, dicendo qui che ogni test è stato pensato per valutare i driver non solo da un punto di vista di abilità di guida,

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AZIENDE

ma tenendo in considerazione anche la loro preparazione sul fronte tecnico, amministrativo, legale e di sicurezza. Sono state inoltre valutate le capacità personali, il carattere e le ambizioni di ognuno dei driver in gara. Alquanto severi i giudici, tra cui non possiamo non ricordare che figuravano non solo tecnici DAF, ma anche piloti del calibro di Jan Lammers, vincitore a Le Mans, Michael Bleekemolen, pilota di Formula 1, e la regina di Nürburgring Sabine Schmitz. E alquanto impegnative anche le prove: “Benché si trattasse di argomenti e manovre di sicuro inerenti noi autisti, non capita cer to tutti i giorni di percorrere in retromarcia un'intero tratto di pista con un CF con semirimorchio”, ci ha confidato Gerardo al termine della prima giornata di test. “Sono state prove davvero toste, su cui rifletterò anche in termini di autovalutazione personale. Trovo che l'impegno di DAF nel valutare noi autisti anche per le nostre competenze meccaniche e su tutti gli altri aspetti legati al trasporto sia lodevole e aiuti tutto il settore a far emergere quanto

A TU PER TU CON RICHARD ZINK In occasione del DAF Driver Challenge 2019 abbiamo incontrato Richard Zink, membro del Board nonché Direttore Marketing & Sales di DAF Trucks, che ci ha tratteggiato il futuro prossimo di DAF in Europa e non solo. In effetti il Costruttore olandese si è appena lasciato alle spalle un 2018 record in termini di vendite, con un 16,6% di market share in Europa, risultato che sembra essere confermato anche per il 2019. “Posso confermare che a giugno 2019 la nostra quota di mercato

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europea era del 16,7%, quindi di fatto stabile rispetto al 2018. Si tratta della conferma della bontà delle scelte fatte negli ultimi anni, e in particolare dell'apprezzamento sempre più elevato da parte del mercato sia della qualità dei nuovi veicoli LF, CF e XF di recente introduzione, nonché della bontà della nostra rete di vendita e assistenza e dei nuovi servizi che abbiamo messo a punto per i nostri clienti”, ci ha spiegato Zink. “Volendo condensare i motivi del nostro successo in poche parole, direi che si tratta della

giusta combinazione tra i nuovi veicoli, la bontà e completezza dei servizi correlati e del giusto rapporto costi/benefici che riusciamo a garantire ai nostri clienti”. La conferma della quota di mercato del 16,7% a giugno 2019 è un risultato ancora più apprezzabile se si considera l'andamento un po' altalenante del mercato europeo nel suo complesso. In ogni caso, volendo stilare una classifica dei best seller di DAF, in testa vi è ovviamente l'XF, seguito da CF e LF. Il primato dell'ammiraglia DAF non è dovuto solo al

fatto che è, appunto, il veicolo per le lunghe distanze per eccellenza di DAF, Costruttore da sempre molto forte nel segmento trattori, ma anche dal fatto che è proprio l'XF ad aver beneficiato maggiormente di tutti i vari miglioramenti tecnici che i progettisti DAF hanno implementato nelle nuove generazioni dei camion olandesi. “Ciò non toglie però che il CF sia il nostro best seller in alcune specifiche Nazioni perché meglio si attaglia alle tipicità locali del trasporto”, tiene a sottolineare Zink.


I VINCITORI Tra i 18 finalisti alla prima edizione della DAF Driver Challenge 2019, ad aggiudicarsi i tre gradini del podio sono stati il trentaduenne Peter Jacobs, dal Belgio, autista da 10 anni, che lavora presso la Alders Bulk Logistics al primo posto, seguito dal trentanovenne ceco Miroslav Svoboda, autista da 20 anni, che lavora presso l'azienda LaDo Sped. Il terzo posto è stato infine conquistato da Nerijus Vitkauskas, autista lituano di 32 anni presso la UAB Integre Trans, con 14 anni di esperienza. Harry Wolters, Presidente del Board di DAF Trucks, ha premiato di persona i tre vincitori

“Per esempio in Inghilterra le aziende di autotrasporto sono fondamentalmente distinguibili in due diverse tipologie, e una di queste è proprio quella che sostiene le maggiori vendite del CF nel mercato UK”. Un risultato che per ora Zink non vede minacciato dalle problematiche inerenti la Brexit, avendo DAF un sito produttivo oltremanica che le consentirà di evitare tutte le penalità che dovrebbero eventualmente derivare dall'applicazione di dazi sulle merci importate. Zink inoltre ha confermato

sia in realtà complesso e delicato il nostro lavoro”. A dimostrazione di quanto il nostro finalista italiano sia stato onesto in queste dichiarazioni è giunto il suo primo posto nell'intervista personale, durante la quale Gerardo ha sorpreso i valutatori DAF esponendo il suo pensiero riguardo l'autotrasporto e come lo vive personalmente. Al termine della seconda giornata di test è giunto in Lussemburgo Harry Wolters, Presidente di DAF Trucks, che prima di svelare i tre vincitori della competizione, ha voluto ribadire che per DAF l'autista migliore non è eccellente solo nella guida e capace di spingere al massimo le prestazioni e i plus del proprio

l'andamento positivo di DAF nei mercati extraeuropei di Australia (dove DAF ha un sito produttivo), ma anche Sudafrica e Taiwan, dove il Costruttore sta conoscendo una crescita quasi esponenziale. Buoni anche i risultati ottenuti sui mercati israeliano e bielorusso. Non potevamo chiudere senza un accenno al grande tema della sostenibilità. “I nostri veicoli

Gerardo Nicola Pennacchio è stato il finalista italiano alla prima edizione del DAF Driver Challenge. Classe 1970, è autista da 26 anni ed è titolare dell'azienda Autotrasporti Pennacchio Nicola Snc

mezzo, ma è anche una persona competente su leggi e regolamenti del trasporto e della circolazione, che pone la sicurezza davanti a tutto, che è mosso da uno spirito positivo e che dimostra resilienza nei confronti dello stress e dell'impegno necessari a svolgere il lavoro di driver sulle strade dell'Europa di oggi. ❑

sono la seconda generazione DAF in grado di utilizzare biodiesel HVO come fonte di alimentazione alternativa al diesel di origine fossile”, spiega Zink. “Inoltre DAF è il primo Costruttore ad aver affidato dei veicoli full electric pienamente operativi a dei clienti con il duplice scopo di testarne le tecnologie in un vero scenario di lavoro e per trovare tra i propri clienti i partner giusti per lo

sviluppo di tutte le altre future tecnologie. Questo significa che per DAF lo sviluppo dell'alimentazione elettrica sui veicoli industriali è uno degli obiettivi principali del prossimo futuro, essendo il trasporto urbano destinato alla completa elettrificazione in pochi anni. Ma ciò non toglie che continueremo a testare e valutare altre fonti di alimentazione per il trasporto extraurbano”, ha concluso Zink, lasciando aperta quindi la porta all'approccio ragionato del miglior carburante per ogni applicazione.

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TESTIMONIANZE

n arrivo i nuovi escavatori idraulici Serie 7 di Doosan che, esternamente parlando, sono analoghi alla precedente generazione, pur risultando, internamente, quasi irriconoscibili. Un’operazione, questa, degna dei grandi OEM di macchine operatrici, che pur aggiornando e facendo evolvere la propria gamma, ne mantengono il family feeling per non perdere la propria riconoscibilità in termini di brand e di fidelizzazione del cliente. La nuova Serie 7 di Doosan, quindi, fornisce contenuti di sostanza che migliorano in modo evidente il livello di queste macchine, mediante una tecnologia che ne ha affinato le doti, piallato qualche difetto congenito e dato slancio a un prodotto che sta raccogliendo dei bei risultati commerciali. A essere interessati per ora da questi importanti upgrade solo i modelli medi che strizzano l’occhio ai “grandi”. Stiamo parlando dei DX300LC, DX350LC (che

I

Gli aggiornamenti alla Serie 7 interessano, per ora, i modelli DX300, DX350 e DX380 con motori Stage V, affinamenti idraulici e nuove cabine

(DOOSAN)

7th OF 7 SONS Presentati ai Doosan Quarry Days 2019, i nuovi escavatori Serie 7 affinano ulteriormente i loro punti di forza con cabine rinnovate, idraulica migliorata e (tanta) tecnologia applicata 46

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ha sostituito il DX340) e DX380LC: questi ultimi due con l’impianto idraulico VDO sviluppato appositamente da Bosch-Rexroth con Doosan, mentre il DX300LC utilizza l’idraulica sviluppata con Kawasaki, ulteriormente migliorata con alcuni accorgimenti di hardware. Ma in soldoni, cosa cambia rispetto alla precedente Serie 5? Nuovi motori Stage V, ritocchi al design di cabina e zavorra, affinamenti dell’idraulica, inserimento di tecnologie 3D Plug & Play con predisposizioni direttamente dalla fabbrica, alcune modifiche interne alla cabina ma senza abbandonare l’apprezzata ergonomia. Andiamo nel dettaglio.

IL D08 SI impone Per il DX300LC e il DX350LC Serie 7 la motorizzazione unica è ora il Doosan D08, un’unità a 6 cilindri per 7.640 cm3: 290 CV per il DX350 e 271 CV per il DX300. Apprezzati per i bassi consumi e l’elevata affidabilità, i motori Doosan stanno tornando in gran spolvero su queste macchine grazie all’aggiornamento della gamma allo Stage V. Dotati di SCR+DOC+DPF, si caratterizzano per un impiego “leggero” di quest’ultimo che, infatti, ha intervalli di manutenzione di 8.000 ore. Merito anche dell’iniezione Common Rail e della turbina a geometria variabile che riduce il particolato. La gestione elettronica di motore e pompe con il collaudato sistema e-EPOS sfrutta al massimo l’elevata coppia del propulsore (1.275 Nm @ 1.300 giri/min) grazie all’interfaccia SPC – Smart Power Control che ottimizza il dialogo fra motore e pompe idrauliche.

Il DX380 Serie 7 si è avvicinato, come comportamento, al DX350 grazie a un’idraulica più veloce ma senza rinunciare alla precisione

IDRAULICA IN PRIMIS! Insieme a Stephane Dieu, Product Manager degli escavatori Doosan, abbiamo analizzato a fondo ogni singolo dettaglio, andando a scoprire come il Costruttore coreano si sia impegnato nel portare sulle nuove macchine i feedback di tantissimi clienti. L’idraulica di base non ha subito sostanziali cambiamenti, se non quegli affinamenti finalizzati al miglioramento della guidabilità. Dato per assodato che il DX300 Serie 5 è


TESTIMONIANZE

La cabina dei Doosan Serie 7 mantiene la stessa ergonomia ma è stata migliorata con nuovi materiali, un display da 8’’ e un monitor per le telecamere panoramiche

stata una macchina apprezzata per la forza e la velocità, sulla Serie 7 si è provveduto ad aumentare leggermente il diametro dei passaggi del distributore idraulico per migliorare la controllabilità e la dolcezza dei movimenti. Il DX340 e il DX380 Serie 5, nonostante si stesse parlando di una macchina base identica, avevano due comportamenti abbastanza diversi: a seconda delle versioni, sul DX340 era possibile scegliere tra due motorizzazioni e la differenza con il DX380 consisteva nella “cavalleria” e nelle portate idrauliche. I nuovi Serie 7, oltre a nominare correttamente il DX350LC identificandone meglio la classe di peso, hanno ora un comportamento più simile: DX350LC ha mantenuto la sua velocità guadagnando una maggiore precisione e contemporaneità dei movimenti, mentre il DX380LC ha invece acquistato maggiore velocità. CABINA O UN PALCO A TEATRO? Safety first! E infatti le cabine dei Doosan Serie 7 mettono visibilità e sicurezza prima di ogni cosa. La nuova dotazione di sicurezza preve-

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MACCHINE CANTIERI 5.0

de l’impiego di 4 telecamere posizionate sul perimetro della torretta che forniscono una visione zenitale della macchina nell’area di lavoro. Il tutto avviene tramite un software di interpolazione e il sistema è integrabile, in opzione, con una rete di sensori a ultrasuoni con rilevamento degli ostacoli. L’ergonomia interna mantiene la funzionalità che ha fatto

scuola negli anni scorsi, migliorando però alcuni dettagli come i materiali, il nuovo display da 8” che è più grande del 30% rispetto al passato, e il sedile che offre maggiore contenimento e maggiore comfort grazie al riscaldamento di serie. L’insonorizzazione, già molto buona, è stata ulteriormente migliorata. La struttura della cabina è stata modificata per migliorare la coibentazione e lo scolo dell’acqua piovana, per migliorare la visibilità.Tantissimi piccoli accorgimenti che, nel complesso, hanno alzato in modo rilevante lo standard del Costruttore, aumentando ulteriormente il suo rapporto qualità/ prezzo. ❑

Per trovare il concessionario Doosan più vicino a te usa il localizzatore a disposizione sul sito di Doosan Infracore Europe: https://www.doosanequipment. eu/it/dealer-locator

Il DX350 Serie 7 ha acquisito maggiore precisione senza rinunciare alla velocità e si conferma, alla prima sensazione di guida, come un bel riferimento per la categoria


NON METTERMI ALLA PROVA.

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FIERE

In cerca di finanziamenti? L’UE fornisce finanziamenti per un’ampia gamma di progetti e programmi nei settori più diversi; ad esempio dal 2014 l’UE ha fornito finanziamenti per quasi 80 miliardi di euro a favore della ricerca, principalmente attraverso il programma faro di ricerca Horizon 2020. Proprio per questo, rappresentanti dell’Unione Europea saranno presenti ad Ecomondo per mostrare in che modo i fondi europei aiutano a realizzare le nuove idee circolari che potrebbero essere presentate proprio a Rimini.

ECOMONDO

ECOMONDO VA IN SCENA Da Tunisia, Spagna, Egitto, Ucraina, Russia le delegazioni più numerose. In forte crescita i buyer provenienti da Medio Oriente e Nord Africa, Est e Nord Europa, Balcani, Asia, Nord America, Australia e America Latina a prossima edizione di Ecomondo sarà all’insegna dell’internazionalità: è prevista una forte crescita di visitatori e di buyer internazionali, che conferma il ruolo della fiera come hub di riferimento per la domanda internazionale di investitori

L

Per gli ingegneri

che operano nel settore dell’economia circolare. Uno scatto possibile grazie alla collaborazione con ICE - Agenzia, alla rete di Regional Advisor della fiera e ai molteplici accordi con le associazioni internazionali di settore. A tutto questo si aggiunge il fatto che Ecomondo

Anche quest’anno Ecomondo dedica grande attenzione alla formazione professionale. Sono infatti 19 i convegni, organizzati con il patrocinio del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, che rilasciano crediti formativi professionali. La partecipazione ai convegni con CFP è gratuita, ma è necessario iscriversi (link disponibile al qr-code di questo box).

Inquadra e scatta per vedere il programma degli eventi di Ecomondo 2019.

è l’unica piattaforma in Europa a offrire un ampio programma di conferenze, workshop e seminari per presentare best practices internazionali e nuove tendenze relative ai vari settori dell’economia circolare, inclusi l’edilizia, l’imballaggio, l’elettronica e l’industria automobilistica. Gli argomenti saranno divisi per megatrends, quali: Opportunità; La plastica nell’economia circolare; Gestione e valorizzazione dei rifiuti; L’economia circolare nell’industria; La bioeconomia circolare; Controllo&Monitoraggio; Riqualificazione ambientale; Rischio idrogeologico. Queste tematiche saranno trattate in Beacon panels, ossia conferenze che vogliono “fare luce”, parlando con i maggiori esperti e ricercatori internazionali della loro visione per il futuro. Beacon conferences, cioè tavole rotonde internazionali e workshop. Conferenze tematiche con approfondimenti, nuovi sviluppi, best practice. Le conferenze tematiche sono aperte a call for paper rivolte ad aziende e ricercatori di tutto il mondo. E ancora conferenze su normative e procedure, nonché conferenze di associazioni e società che propongono soluzioni e innovazioni. Trovi il programma di convegni on line, che puoi visualizzare sul tuo smartphone grazie al qr-code in alto a sinistra. ❑


#liftdifferent Magni Telescopic Handlers srl nasce nel 2012 e da subito si presenta al mercato come partner affidabile ed esperto nella costruzione di telescopici rotativi e fissi e di piattaforme aeree. Il saper fare di Magni si traduce in macchine robuste e performanti, con un elevato contenuto di tecnologia ed innovazione. Uno stile costruttivo inconfondibile che parla di qualitĂ , sicurezza e pura passione italiana. www.magnith.com

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AZIENDEIN FIERA

FASSI GROUP

MUSCOLI ROSSI Una vera e propria dimostrazione di forza quella di Fassi Group che a GIS ha dispiegato macchine, tecnologie, partnership e servizi da leader di settore hi è stato a Piacenza lo ha visto dal vivo: uno stand di 900 metri quadri che ospitava l'intero universo Fassi, compreso un corridoio di 25 x 8 m nel quale periodicamente veniva mostrata in azione l'ultima (solo in ordine di tempo) tecnologia frutto dell'ufficio progettazione di Albino: “Drive by Fassi” abbinata all’interfaccia Volvo

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“Exster”. Nella tre giorni piacentina infatti un Volvo FH 500 8x2 allestito con gru Fassi F820RA.2.27 L426 è stato mosso dal vivo direttamente dal radiocomando Fassi V7 della gru. Ma questa tecnologia, di cui parliamo più approfonditamente on line su www.macchinecantieri.com, era solo la punta dell'iceberg: accanto al Volvo Drive by Fassi c'era infatti una

vera e propria parata di mezzi. Ben 10 allestimenti, orgoglio di Mauro Dellacasa, Responsabile Vendite Italia di Fassi Gru, che ha detto:“Dieci allestimenti per altrettante gru, il debutto della ‘piccola’ Fassi F30M, la dimostrazione reale delle possibilità del ‘Drive by Fassi’, la presenza delle consociate Marrel e ATN Platform, gli spazi dedicati a CENPI Formazione e all’Associazione CRG hanno fatto della nostra presenza a

FASSI GRU F30M.0.23: FAST SPECH

Rotazione limitata a 370° con cremagliera e pignone Capacità di sollevamento 2,65 tm Massimo sbraccio idraulico 6,45 m Ingombro 1,60 x l 0,55 m; h 1,50 m Dotazione elettronica/idraulica: distributore idraulico monoblocco Walvoil; dispositivi d’arresto immediato; manometro.


GIS un autentico evento nell’evento. L’obiettivo era quello di incontrare i nostri clienti e quelli potenziali che operano in settori nei quali i nostri prodotti sono molto apprezzati”. Largo allora, e massima attenzione raccolta, alle gru Fassi, fra cui una F1650RA.2.28 L816 su Sca-

nia G500 8x2, una F1150RA.2.28 L616 su Scania R580B 8x2, una F950RA.2.26 su Iveco Trakker 500 8x4 con forcone Omars 120T e una F345RA.2.26 su Scania R450 4x2, nonché una F485RA.2.26 L214 su Volvo FH500 62TR 6x2. Ma la vera star è stata la piccola F30M.0.23

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VUOI SAPERNE DI PIÙ SULLA TECNOLOGIA DRIVE BY FASSI? http://lnx.macchinecantieri.com/lanteprimaassoluta-di-fassi-a-gis-e-stata-la-nuovatecnologia-drive-by-fassi/

AZIENDEIN FIERA

Piaf 12RE e di una ATN Zebra 16 Stab, per le quali Mauro Dellacasa ha detto: “Le piattaforme aeree semoventi ATN sono attrezzature di sicuro interesse sia per gli stessi noleggiatori, sia per chi svolge attività di manutenzione aerea in piccoli spazi”. Ma non sono solo le dimensioni compatte a caratterizzare le macchine del Gruppo. Per esempio lo sforzo dei progettisti in rosso è stato volto, nel caso delle gru dalle 50 tm in su, a implementare le caratteristiche di manovrabilità abbinate alle prestazioni, cosa che rende le big di Fassi adatte a svariati campi di utilizzo, dal sollevamento al posizionamento e montaggio di macchinari e altri materiali in luoghi chiusi e con limiti in altezza come i capannoni industriali. ❑ installata su Isuzu M21 Spring da 3,5 t, patente B, particolarmente indirizzata al segmento dei noleggiatori. “Un’altra categoria che seguiamo con molto interesse sono i noleggiatori ai quali siamo in grado di proporre la nuova gru F30M della gamma leggera”, ha infatti dichiarato Dellacasa. Grazie all’impiego di acciai speciali e a diverse soluzioni progettuali, la Fassi F30M offre una notevole riduzione del peso, dato molto sensibile in caso di allestimento su veicoli commerciali. Grazie alla sua leggerezza, la F30M garantisce una portata utile maggiore, cosa che offre un’opportunità in

più sia agli utilizzatori che ai noleggiatori. “La nostra F30M è ideale per le movimentazioni nei centri urbani o ovunque ci siano spazi ristretti, grazie alle sue dimensioni compatte e alla facilità d'uso. Caratteristiche che condivide con lo scarrabile Marrel AL3PA su Iveco Daily 35 con cassone portarifiuti diversificati, anch'esso ideale in ambito urbano”, ha concluso Mauro Dellacasa. Sempre sullo stand di Fassi erano esposte anche due piattaforme ATN, l'ultima azienda entrata a far parte del Gruppo di Albino: si trattava nello specifico di una semovente ATN

NON SOLO MACCHINE CENPI Formazione e l’Associazione CRG hanno partecipato a GIS ospitate dal Gruppo Fassi. CENPI Formazione promuove da oltre dieci anni corsi dedicati agli utilizzatori di tutti i mezzi di sollevamento, molti dei

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quali organizzati e supportati dalla rete vendita e assistenza Fassi. Recentemente CENPI Formazione ha eseguito per conto di Fassi e CRG un corso dedicato ai manutentori di gru da carico. Da questa positiva

esperienza a breve verranno implementati e organizzati ulteriori corsi dedicati alle attività di riparazione e di manutenzione. CRG, acronimo di Centro Revisioni Gru, ha confermato la propria capillarità territoriale

grazie alle oltre 40 officine associate distribuite sul territorio nazionale, tutte specializzate nell’esecuzione delle manutenzioni, delle riparazioni e delle verifiche periodiche dei vari mezzi di sollevamento.


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TESTIMONIANZE

(LIEBHERR)

l cantiere e il mondo delle costruzioni fanno parte della mia vita sin da quando ero bambino, è sempre stata una tradizione di famiglia. Il futuro a cui ambiamo è ricco di nuove esperienze. Cerchiamo maggior presenza e visibilità sul mercato nazionale e internazionale, ci dedichiamo a lavori importanti, che mettano alla prova le nostre capacità”. Le parole del Geom. Genesio Setten, fondatore e titolare dell’omonima impresa di Oderzo, inquadrano alla perfezione la “filosofia costruttiva” di Setten, protagonista, insieme alle gru Liebherr, dell’intervento veneziano descritto in queste pagine. La creatività, infatti, è possibile anche in cantiere e Setten è qui a dimostrarlo. General Contractor in cui lavorano circa 150 persone, Setten può vantare un reparto interno che si occupa di Ricerca e Sviluppo, di soluzioni

“I RIFLESSI

SULLA LAGUNA Gli uomini di Setten, coadiuvati da una gru a torre Liebherr, hanno contribuito alla ristrutturazione dell’ex Hotel Westin Europa & Regina, sul Canal Grande, a Venezia CREDIT FOTOGRAFICO ANDREA BARBIERO

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tecniche. Un approccio sfociato in importanti risultati che spesso si sono tramutati in soluzioni brevettate che, oltre a ridurre costi e tempi di realizzazione, hanno permesso di aumentare la qualità delle stesse opere. Ma è giunta l’ora di analizzare il cantiere veneziano, che ha visto la sua conclusione lo scorso agosto con la riapertura dell’Hotel. Posto sul lato sinistro del Canal Grande, adiacente il Bacino di San Marco, si è trattato di un vero cantiere da record per la città lagunare, in termini di numeri, di dimensioni e di tempistica. L’albergo è composto da cinque edifici sviluppati su più livelli. Le parole di Claudio Foscaro, architetto e direttore del cantiere, ci aiutano a focalizzare l’intervento. “Il cantiere in oggetto stima 18.500 mq di intervento di ristrutturazione su misura in ogni particolare, da eseguirsi in circa un anno aVenezia, con una media di presenze giornaliere


che sfiora anche le 300 maestranze. Un cantiere come questo dev’essere un orologio. Nessun margine d’errore concesso per la consegna delle 169 stanze, tutte diverse, con relative aree comuni tra cui ristorante, bar, reception e terrazze. Altissimo il livello progettuale arricchito da materiali pregiati, quasi non si contano le diverse tipologie di marmi utilizzate innestate a soluzioni architettoniche su misura che obbligano a lavorare al millimetro durante tutto il processo

e soprattutto in fase di finitura”. Il cantiere veneziano ha imposto molteplici problematiche organizzative, la creazione di percorsi sicuri e veloci, attraverso una fitta affissione di segnaletica per muoversi da uno stabile all’altro in direzione dei vari sbarchi e del pontile principale. Senza dimenticare le problematiche legate alla rumorosità delle opere di demolizione che hanno caratterizzato il primo periodo di lavoro.“Le operazioni di montaggio e smontaggio gru”, continua il direttore di cantiere, “sono state eseguite in notturna per non intralciare il traffico acqueo del Canal Grande che, in quel punto, è intenso 365 giorni all’anno”. Il piano di sicurezza è stato complesso e ha permesso di monitorare gli ingressi, lo stato dei materiali, le modalità ese-

Il team direzionale e operativo del cantiere di Venezia (foto di Ugo de Berti)

cutive e la gestione dei documenti.A Venezia, infine, la logistica è fondamentale. “Gli approvvigionamenti”, riprende Foscaro, “avvengono via acqua e, oltre ad essere molto costosi, sono molto limitanti in tema

LE GRU NEL cantiere moderno La gru a torre è una delle macchine che più hanno sofferto il perdurare della crisi delle costruzioni. A fare il punto sul ruolo della gru edile nel cantiere del terzo millennio è Claudio Foscaro, architetto e direttore del

cantiere veneziano: “La gru a torre è fondamentale per la tempistica. Un bancale di materiale da portare al settimo piano, senza una gru, diventa lavoro di più persone per circa 40 minuti o più. Con una gru, si contano forse

10 minuti di due persone, tra aggancio e sgancio del bancale. Ma, oltre ai tempi, si può e si deve parlare di sicurezza e qualità operativa. I materiali movimentati con gru, secondo la regola dell’arte e le norme vigenti, non corrono

rischi di danneggiamento, le maestranze sono meno soggette a infortuni e i processi organizzativi possono essere calcolati con più esattezza. La gru è a tutti gli effetti il polmone di ogni cantiere”.

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TESTIMONIANZE

UNA FOTO

di Liebherr

Fondata da Hans Liebherr nel 1949 oggi la società è un gruppo che conta più di 46.000 persone, operanti in 130 società nel mondo. Il nome Liebherr è sinonimo di prodotti e servizi di alta qualità e di tecnologia avanzata che si traducono in gru edili, autogrù, escavatori, sollevatori telescopici, pale gommate, autobetoniere... Il gruppo Liebherr funziona sul principio della decentralizzazione con diverse unità di produzione e di distribuzione indipendenti. La società a capo del gruppo è Liebherr-International AG, con sede a Bulle, in Svizzera, che detiene la totalità delle azioni del gruppo. Gli azionisti di LiebherrInternational AG sono esclusivamente i membri della famiglia Liebherr.

di tempistiche, quantità e gestione. Inoltre il materiale che arriva deve iniziare immediatamente il suo processo di posa. Non è possibile creare delle aree di stoccaggio abbastanza capienti da dare supporto alle maestranze e all’organizzazione logistica, quindi l’unica soluzione è di non fare magazzino di materiali se non per piccole scorte di minuteria operativa

e impiantistica”. Ovviamente un utilizzo sapiente della gru massimizza le prestazioni. “La possibilità della guida da cabina o la realizzazione di aree vedetta per i gruisti aiuta a velocizzare i processi logistici tramite gru.” Afferma Foscaro, che continua, “la gru è la chiave di tutte le operazioni in cantieri così complessi. Avere macchinari di alta qualità, personale

Un rapporto di fiducia

Le gru Liebherr accompagnano l’attività di Setten da oltre 25 anni “Abbiamo acquistato la nostra prima Liebherr nel 1992, dal quel momento non abbiamo più cambiato strada e oggi contiamo ben 16 gru Liebherr, di vario tipo, nel nostro parco macchine. Liebherr ha una sua filosofia, è sicuramente leader nel suo settore. Sono macchine fatte bene, sono macchine che permettono di operare

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in sicurezza e la loro qualità le rende longeve anche in ambienti aspri come il cantiere. Liebherr sposa una filosofia imprenditoriale che anche noi condividiamo. Noi siamo clienti di Liebherr da molti anni e a nostra volta abbiamo clienti che continuano a sceglierci da decenni. La fiducia si ottiene attraverso delle garanzie che

solo la qualità può dare. Noi sappiamo cosa acquistiamo quando ci rivolgiamo a Liebherr, sappiamo la qualità dei suoi prodotti e sappiamo la qualità del servizio che offre nell’assistenza pre e post vendita dei macchinari, Liebherr è una garanzia”. Genesio Setten, titolare dell’omonima società

preparato e cronoprogrammi ben definiti è un obbligo quando operi in situazioni delicate”. ❑ SETTEN GENESIO SPA Via Venezia, 18 - 31046 Oderzo (TV) Tel. + 39 0422 2008 Fax. +39 0422 200960 Internet: http://www. settengenesio.it E-mail: info@settengenesio.it


INTERVISTA

Presso la sede di Turbigo, alle porte di Milano, abbiamo incontrato i due Amministratori Delegati di MEWA, una realtà in continua crescita e innovativa, sotto tutti i punti di vista DI CRISTIANO PINOTTI

La parola a... Velko Winters e Thomas Hell

WFull Service

I PRINCIPI DEL

SEMPRE PIÙ SPESSO IL SERVIZIO RIVESTE PER LE AZIENDE una grande importanza. Le aziende si concentrano sul proprio core-business in cui la pulizia dei panni o dell’abbigliamento da lavoro non vi rientra. Per queste necessità è però fondamentale individuare un fornitore in grado di garantire consulenza, qualità, competenza, professionalità e affidabilità. a oltre 30 anni nel nostro Paese, MEWA serve oltre 21.000 clienti di industria, commercio e artigianato attraverso il suo sistema Full Service, un’alternativa economica e professionale all’acquisto di prodotti tessili e panni per la pulizia. I tessili vengono preparati, consegnati, ritirati, puliti, passati attraverso un finisher che provvede a “stirarli” con un flusso di vapore, mantenuti in buono stato e sostituiti in caso siano logorati. MEWA tratta circa 140.000 capi di abbigliamento al mese e anche (o soprattutto) nel settore dei panni tecnici tante aziende si affidano ai vantaggi del sistema Full Service.

D

MC: MEWA è una realtà ampiamente diffusa in tutta Europa con le sue 45 sedi e un organico di oltre 5.600 collaboratori.

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La società è specializzata in abbigliamento da lavoro e protettivo, panni tecnici, zerbini, tappeti assorbiolio e lavapezzi forniti con il sistema di Full-Service. In Italia qual è il core-business MEWA? Velko Winters: Se in Europa l’abbigliamento rappresenta oltre

il 50% del fatturato, in Italia il panno è predominante con una quota attorno al 75%. Parlando del settore Construction, siamo molto presenti tra i costruttori di componentistica idraulica e meccanica. L’idraulica, in particolare, è molto stimolante perché sul panno ha esigenze più critiche e quindi permette di far valere la nostra qualità. Mentre la meccanica, che rispetta la grande base manifatturiera italiana, è il nostro settore tradizionale per l’abbigliamento e predominante per il panno. Per quanto concerne


VUOI CONOSCERE PIÙ A FONDO LA REALTÀ MEWA? http://www.mewa.it

invece l’edilizia per l’abbigliamento da lavoro è più semplice confrontarsi con i grossi gruppi, meno con le realtà di più piccole dimensioni. Purtroppo in cantiere la battaglia del prezzo è ancora troppo forte. MC: Tra l’altro l’attuale legislatura europea

è deficitaria in merito alla verifica di qualità dei capi di abbigliamento usati, ad esempio per quanto riguarda le superfici riflettenti ad alta visibilità...

che con l’apertura della sede di Roma ha trovato nuova linfa anche nel centro e sud del Paese. MC: Però MEWA è abituata a mietere successi... Velko Winters: La nostra realtà ha vinto per il terzo

anno consecutivo il premio interno Total Quality Management che prevede una serie di criteri di origine economica e qualitativa, tra i quali l’indagine sulla soddisfazione dei clienti e la sicurezza sul luogo di lavoro. Pur inseriti in un contesto in cui il PIL cresce a rilento, questo premio dimostra che se si lavora bene i risultati arrivano.

Thomas Hell: C’è un vero e proprio buco legislativo. Ci sono

le norme per il capo nuovo, ma non per l’abbigliamento usato, sporcato e lavato. Da parte nostra stiamo cercando di studiare, in collaborazione con un istituto di ricerca di Amburgo, un metodo scientifico per stabilire dei parametri oggettivi, che ci consentano di verificare la piena funzionalità di un capo di abbigliamento. Ma si tratta di un nostro scrupolo, che non ha alcun supporto legislativo. La norma sarebbe invece fondamentale per dare precisi parametri di riferimento ai quali attenersi. MC: MEWA è un pioniere dell’ecologia: il vostro cliente come percepisce questo approccio? Velko Winters: Il panorama è decisamente eterogeneo. Soprattutto

nel panno molti clienti ci hanno scelto proprio per l’idea del riutilizzo, per evitare sprechi. Ci sono aziende molto attente al bilancio ecologico. Lo stesso Ministero dell’Ambiente ogni anno raccoglie i dati di tutti i sottoscrittori dell’Accordo di Programma, (si tratta di un accordo sottoscritto dai Ministeri dell’Ambiente e delle Attività Produttive con MEWA, a cui aderiscono le aziende che offrono il servizio di panni tecnici, e indica le condizioni da soddisfare affinché il servizio non sia assogettabile alla normativa dei rifiuti, essendo garantito un ciclo di riutilizzo e la sicurezza ambientale della gestione, ndr) al fine di fare un bilancio complessivo. In sostanza raccoglie i dati da tutte le aziende ed evidenzia lo spazio di discarica risparmiato. In Italia, purtroppo, il panno monouso va in discarica e non viene neppure recuperato termicamente. Come contraltare altre aziende ci scelgono semplicemente perché i nostri panni puliscono meglio.

MC: MEWA si distingue anche per progetti insoliti per le nostre latitudini... Velko Winters: Con la Camera di commercio tedesca stiamo

partecipando all’introduzione sperimentale di una “formazione duale” della durata di due anni, che consta nell’inserimento di un diplomato in un percorso misto azienda-scuola che, settimanalmente, prevede una giornata in aula e quattro sul posto di lavoro. Questa persona viene seguita attraverso quasi tutta l’azienda, possibilmente in parallelo con i programmi di insegnamento in aula, al fine di essere introdotta a un mestiere. Noi stiamo facendo questo percorso con una giovane diplomata, che si sta specializzando in Office Management, ma esistono percorsi anche più tecnici e pensiamo di realizzarne alcuni relativamente alla produzione o alla manutenzione. Thomas Hell: Questo progetto mira a portare in Italia una professionalità che non sia necessariamente collegata a una laurea, ma sia quella di un mestiere comunque complesso, al passo con i tempi e molto concreto. Il percorso può sfociare in un’opportunità di lavoro presso la nostra realtà. Questa tipologia di formazione all’interno delle aziende è una grande forza della Germania, dove la validità dell’economia tedesca si basa anche sulla qualità delle persone che hanno imparato a lavorare e lavorano nelle aziende tedesche. Purtroppo questa mentalità in Italia non è ancora radicata. E anche il nostro percorso non parte dopo le scuole medie, come accade in Germania, ma dopo le superiori. È comunque un progetto decisamente interessante. ❑

MC: Quali sono i margini di miglioramento per MEWA sul territorio italiano? Velko Winters: Le nostre potenzialità di mercato sono ancora

ampie: il mondo del monouso è gigantesco e tutto sommato l’abbigliamento da lavoro è ancora poco utilizzato. Ma dobbiamo stare attenti perché i mercati cambiano. Un tempo la stampa per noi rappresentava il 60%, oggi non arriva al 30%; le auto elettriche sono più pulite rispetto a quelle con motore a scoppio. Andrà capito dove ci porterà anche questa recente avversione verso la plastica. Il mondo è in costante divenire e dobbiamo essere bravi a cogliere le nuove opportunità. Thomas Hell: L’Italia con le sue aziende di piccole e medie dimensioni, in cui la manodopera è ancora molto importante, rappresenta un patrimonio per MEWA, un mercato quasi infinito, in cui i nostri panni possono trovare ampio spazio. Un mercato MACCHINE CANTIERI 5.0

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AZIENDE

MICHELIN

COS’È SOSTENIBILE? La produzione di pneus può esserlo, senza alcun dubbio, e con poco sforzo. Parola di Michelin

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lessandria. Qui dal 1971 sorge lo stabilimento Michelin che è stato scelto quale “apripista” della trasformazione sostenibile del Gruppo, motivo per cui è stato oggetto di investimenti per 55 milioni di euro (dal 2013), destinati al miglioramento dei processi produttivi, all’implementazione di nuove tecnologie e alla digitalizzazione. A fare da guida a questa trasformazione è stata chiamata l’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile, un protocollo articolato in 17 Obiettivi per rendere lo sviluppo sostenibile a livello economico, ambientale e sociale. E qui sta la differenza: non si parla più di semplice sostenibilità, ma di sviluppo sostenibile. Quindi secondo Michelin esiste una crescita che può andare a braccetto con la sostenibilità, e lo sta dimostrando proprio ad Alessandria che per il periodo 2010-2030 ha come obiettivo la riduzione del 20% del consumo di energia per km dei suoi pneumatici. Per farlo sono stati scelti

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4 dei 17 Obiettivi di Agenda 2030 da prendere come linee guida: Lavoro dignitoso e crescita economica; Industria, innovazione e infrastrutture (“Costruire un’infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione ed una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile”); Consumo e produzione responsabili; Agire per il clima. NEL DETTAGLIO Tutte le attività dello stabilimento sono state riviste o cambiate proprio per perseguire tali obiettivi. Per esempio la risposta di Alessandria al primo degli obiettivi, ossia Lavoro dignitoso e crescita economica, è stato perseguito attraverso un miglioramento della professionalità dei dipendenti (63.000 ore di formazione erogate nel 2018, pari a 8 giorni/ dipendente) da un lato, e attraverso gli investimenti sulla produzione che hanno consentito un abbattimento del 25% dei costi di produzione. Sul fronte del consumo e della produ-

La somma di tutte le soluzioni adottate ha permesso allo stabilimento di Alessandria di raggiungere, già a fine 2018, l’obiettivo generale del Gruppo secondo l’indicatore Michelin Environmental Footprint (MEF), che misura il consumo di risorse (energia ed acqua), le emissioni e la quantità di rifiuti

zione responsabili, Michelin ad Alessandria segue la strategia delle 4R: ridurre (il peso dei pneus e le emissioni di CO2 prodotte dal loro uso); riusare (riparare, riscolpire, ricostruire tutti i pneus); riciclare (attraverso il consorzio Ecopneus); rinnovare (oggi quasi il 30% della materia prima impiegata nella costruzione dei pneumatici proviene da fonti rinnovabili). Nell’ambito delle azioni per il clima ad Alessandria entro il 2020 le emissioni di COV (Composti Organici Volatili) in atmosfera saranno ridotte del 53%, mentre i consumi di acqua sono stati ridotti del 20% grazie al recupero del vapore e all’uso di circuiti di raffreddamento chiusi. Inoltre i rifiuti sono stati ridotti drasticamente e oggi il 100% di essi viene valorizzato nelle catene del riciclo. Per rispondere infine all’obiettivo Industria, innovazione e infrastrutture, Michelin ha realizzato il Digital Twin, un modello virtuale del funzionamento della fabbrica attraverso il quale ottimizza i flussi e i processi produttivi, riducendo sprechi e aumentando la flessibilità della produzione. Inoltre a breve quasi tutti i trasporti interni saranno affidati a veicoli AGV, le operazioni VIBES (acronimo diVerifica Interna, Badigeonnage E Saldatura) saranno automatizzati e anche la regolazione climatica degli ambienti sarà affidata definitivamente all’Energy Cloud, un sistema di AI in grado di regolare in autonomia le condizioni climatiche dei vari ambienti. IL PNEUS DEL FUTURO Sarà costruito ad Alessandria e presenterà una bassissima resistenza al rotolamento e quindi un basso livello di consumi ed emissioni di CO2. I nuovi pneus verranno prodotti da un nuovo impianto di coestrusione di battistrada complessi, ad altissima tecnologia, realizzato grazie a investimenti nel settore Ricerca e Sviluppo che hanno beneficiato di un finanziamento del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale. L’industrializzazione è prevista nel 2021/2022. ❑


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IL A L M

NUOVA GAMMA MOVIMENTATORI TELESCOPICI

AUMENTA LA PRODUTTIVITÀ RISPARMIA SUI CONSUMI

UN’AZIENDA, OLTRE 300 MACCHINE.

I movimentatori telescopici JCB per l’edilizia e le costruzioni offrono versatilità, prestazioni e produttività senza paragoni. La gamma JCB è la più completa sul mercato e copre tutte le esigenze di sollevamento e movimentazione: dai modelli compatti alle macchine con carico massimo di 6 t e altezza di sollevamento fino a 20 m. Grazie alla straordinaria visibilità, al sistema di controllo del carico, ai nuovi motori Stage IV/Tier 4 Final, alla trasmissione DualTech VT, i telescopici JCB incrementano le prestazioni e riducono i costi di gestione. JCB, la scelta n°1 al mondo nei movimentatori telescopici. JCB S.p.A. Via E. Fermi, 16 – 20090 Assago (MI) +39 02 48866401 marketing.italia@jcb.com

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TESTIMONIANZE

(AZIENDE BU POWER SYSTEMS ITALIA – PERKINS)

DENTRO IL MOTORE Il servizio assistenza di BU Power Systems Italia, recentemente ristrutturato, cresce anno dopo anno e offre un servizio capillare e di prima qualità

assistenza tecnica, il service, il servizio ricambi, sono tutte sfaccettature di un medesimo approccio al mercato: la volontà di essere vicini al cliente, con la concretezza di una società che da sempre condivide con i costruttori e le officine le difficoltà di un settore sempre più complesso e competitivo. Da questa consapevolezza nasce la visione aftermarket di BU Power Systems Italia, un vero campione di prossimità al cliente/ costruttore e al cliente/officina.

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Se fino allo scorso anno i servizi di assistenza tecnica e ricambistica convivevano anche con una parte commerciale, a partire dal 2019 l’Aftermarket è stato rivisto con una precisa focalizzazione sulla commercializzazione di motori revisionati e di manutenzione. Il team è quindi stato suddiviso in tre sezioni: al classico Service, affidato a Roberto Frigerio, e alla ricambistica, capitanata da Giuliano Zamburlini, si è affiancata la divisione guidata da Sergio Ferro, Aftermarket Sales Manager, che si occupa di sviluppare le vendite le-

Roberto Frigerio, Service Department Manager di Bu Power Systems Italia


LA Formazione Tutti i tecnici di officina vengono generalmente formati attraverso corsi certificati Perkins erogati da BU Power Systems. In sostanza i trainer di BU Power Systems partecipano ai corsi in Inghilterra, acquisiscono tutte le informazioni, per poi trasferirle a chi lavora sul campo. Due le tipologie di corsi: presso la sede di BU Power Systems in Germania, oppure presso la sede italiana. Proprio lo scorso anno la sede di Colverde per due settimane ha ospitato i tecnici di tutte le officine partner distribuite sul territorio italiano. In questa occasione gli specialisti di Como hanno potuto supportare i tecnici con opportune traduzioni in italiano, in quanto il corso è erogato in lingua inglese. La formazione si sviluppa su più livelli a seconda si tratti di corsi di aggiornamento su prodotti particolari, oppure di una più impegnativa formazione di base dedicata ai nuovi tecnici. Inoltre, in questi ultimi tempi, BU Power Systems sta offrendo ai propri costruttori corsi di istruzione, generalmente incentrati sulla manutenzione o sulla risoluzione dei problemi più banali, dedicati ai tecnici della rete del costruttore.

gate ai motori revisionati, alla manutenzione, alla riparazione in esterna o presso le officine di Bu Power Systems.“La creazione di questi tre team”, ci spiega Sergio Ferro,“intende proporre un servizio in grado di fare la differenza, per garantire il massimo servizio e la massima durata del motore. Siamo focalizzati sui clienti esistenti ma vogliamo aprirci anche a nuove opportunità attraverso il servizio di assistenza esterna, i ricambi, la revisione del motore o la fornitura di motori Perkins già revisionati. Parlando di revisioni, siamo in grado di poter offrire questo servizio grazie alle nostre officine interne, garantendo l’utilizzo di componenti originali e la massima attenzione in ogni operazione. Sul fronte manutenzione stiamo gestendo contratti

con chi utilizza il motore, soprattutto per quanto concerne i gruppi elettrogeni di grossa cilindrata. In questi casi cerchiamo di essere presenti per la manutenzione ordinaria, ma anche per interventi più complessi”. L’intero Aftermarket di Bu Power Systems Italia comprende oltre 50 persone includendo i 12 partner di assistenza tecnica dislocati sul territorio. Spesso si tratta di officine che lavorano con Perkins da anni, tecnici esperti che intervengono dove non possono arrivare le tre sedi di Colverde, in provincia di Como, Monastier di Treviso e Imola. Fermo restando come i tecnici di Bu Power Systems Italia siano sempre a disposizione per il massimo supporto. Cosa succede in concreto, in caso di problemi al motore, ce lo spiega

Roberto Frigerio.“In caso di guasto, il cliente si rivolge alla sede di Bu Power Systems Italia. La richiesta di compilazione di un format consente di identificare la matricola motore, le ore di funzionamento, i tempi di manutenzione, il modello della macchina sul quale il motore è installato, l’esatta ubicazione della macchina, MACCHINE CANTIERI 5.0

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TESTIMONIANZE

I Servizi

Bu Power Systems Italia mette a disposizione del mercato una serie di servizi per mantenere performante ogni macchina • Garanzia estesa: il programma Perkins Platinum Protection offre differenti opzioni di estensione della garanzia in base alle specifiche esigenze. • Motori Programma Scambio: un motore in sostituzione per non essere mai fermi. • Manutenzione: il metodo migliore per tenere i costi sotto controllo, prevenire i guasti e ridurre i fermi macchina. • Revisione: un motore praticamente nuovo. • Supporto al cliente: oltre 50 tecnici per risolvere in modo rapido e competente qualsiasi problema. • Servizio Ricambi: fornitura delle parti di ricambio originali per mantenere il motore alle massime prestazioni.

più altre informazioni che permettono di comprendere quale potrebbe essere la causa del problema. Molto importante è capire quando è stata fatta l’ultima manutenzione, perché un semplice cambio dei filtri potrebbe risolvere il problema. Stiamo portando avanti un approccio colloquiale con il cliente che spesso permette di risolvere molti problemi semplicemente con una telefonata. Nel caso il problema fosse di maggiore entità, attraverso i sintomi descritti dal cliente, cerchiamo di intervenire o con i ricambi già presenti sul furgo-

Sergio Ferro, Aftermarket Sales Manager di Bu Power Systems Italia

diagnostica, in questo caso i codici di errore ci indicano esattamente il problema e quindi si esce a colpo sicuro”. Particolarmente interessante appare la possibilità di usufruire di motori revisionati. Continua Frine, oppure anticipando direttamente gerio: “un motore revisionato ha le al cliente, prima dell’arrivo del tecstesse garanzie di un motore nuovo nico, attraverso un imponente ma a ore zero. Viene sostituito il cuore pronto e reattivo servizio logistico, del motore: kit canne/pistoni, rei componenti che possono essere visione testata completa, ecnecessari. Il nostro obiettivo è cetera e l’albero motore infatti risolvere con un’uviene controllato minica uscita le probleIl comparto ricambistica in Bu Power nuziosamente. In caso matiche. Ovviamente Systems Italia è presieduto da Giuliano di motori fuori protutto è più facile se Zamburlini. Il ricambio può essere nuovo, e duzione, quindi non il costruttore della in questo caso arriva direttamente al cliente sostituibili con uno macchina sulla quale da Perkins, oppure può passare da Bu Power nuovo, il cliente ha è installato un moSystems Italia che poi provvede alla consegna. Oppure può essere un ricondizionato Perkins, due scelte: la revitore elettronico ha o un ricondizionato Bu Power Systems Italia, sione del proprio previsto strumenti di che presenta le medesime garanzie di un motore, oppure la soricondizionato Perkins. Con ricambio stituzione immediata disponibile, dalla richiesta all’arrivo con un motore uguale presso un cliente non trascorrono ma revisionato”. I tempi di mai più di 24/48 ore. revisione di un motore sono ovviamente variabili in relazione al prodotto, ma la tempistica standard parla di due settimane. Le revisioni dei motori vengono effettuate nelle due officine operative di Colverde e di Monastier di Treviso. Entrambe sono in grado di affrontare l’intera gamma Perkins, ma quella di Como gestisce anche le personalizzazioni dei motori nuovi. ❑

I ricambi

BU POWER SYSTEMS ITALIA SRL via Leonardo da Vinci, 1 – 22041 Colverde (Co) Tel 031 463 3411 Fax 031 463 3473 www.bu-perkins.it

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FIERE

SAMOTER 2020

A 6 MESI DAL VIA Aumentati del 39% le iscrizioni e del 66% gli spazi occupati rispetto al 2017

l settore rinnova la fiducia a Samoter, il salone triennale che dal 21 al 25 marzo 2020 a Veronafiere vedrà svolgesi la sua 31ª edizione. La precedente, nel 2017, aveva registrato 455 espositori di cui il 25% stranieri da 25 nazioni, 65.000 metri quadrati espositivi e oltre 84.000 visitatori da 86 paesi. Ora, a sei mesi dal via, le aziende che hanno risposto presente sono già cresciute del 39% considerando lo stesso periodo di riferimento.Tra le numerose, spiccano le adesioni di Liebherr e di Wacker Neuson: si tratta di un grande ritorno dopo l’ultima partecipazione nel 2011. Hanno già detto sì anche Bobcat, Doosan, Eurocomach, Hidromek, Hyundai, Komatsu, Sany,Takeuchi,Venieri eYanmar CEE. “Il Gruppo Liebherr, dato il positivo sviluppo di fatturato ottenuto in Italia negli ultimi cinque anni e per sottolineare la propria volontà di consolidare e incrementare la propria presenza su tutto il territorio italiano, ha deciso di tornare a Samoter”, ha dichiarato Christophe Sanchez, amministratore delegato di Liebherr Emtec Italia Spa.“Siamo fiduciosi che l’edizione 2020 sarà un successo e ci permetterà di aumentare la nostra visibilità e raggiungere gli obiettivi sempre più ambiziosi che il Gruppo Liebherr ha per l’Italia”. Promosso quindi il format della rassegna di Veronafiere che punta sempre più su inno-

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vazione tecnologica, internazionalità, contenuti e approfondimenti formativi per gli operatori. Un progetto su cui le imprese hanno deciso di investire, facendo registrare un +66% di spazi espositivi rispetto a settembre 2017.“Dopo alcuni anni di instabilità del mercato e di conseguente ristrutturazione della rete commerciale Wacker Neuson ha deciso di partecipare a Samoter”, ha commentato Georg Jung, amministratore unico di Wacker Neuson Italia. “Per noi sarà l’occasione di presentare le novità del Gruppo Wacker Neuson, con le gamme di mezzi e soluzioni che si contraddistinguono sempre per tecnologia all’avanguardia, elevate prestazioni e soprattutto risparmi importanti; qualità che si riassumono in una formula: economia d’impiego”. Segnali positivi che riflettono la parallela risalita del mercato. Secondo l’Osservatorio Samoter - Prometeia, infatti, il Paese ha chiuso i primi sette mesi dell’anno con esportazioni superiori a 1.5 miliardi di euro (+2%) e importazioni pari a 512,2 milioni (+6,3%). Nel 2020 Samoter rappresenterà l’unico evento per la filiera in Europa e si terrà in contemporanea con Asphaltica, e il debutto italiano di ICCX Southern Europe, il principale evento per il comparto della prefabbricazione in calcestruzzo, in collaborazione con ad-media GmbH. ❑

IL CONCORSO Sono aperte le iscrizioni al Concorso Internazionale Novità Tecniche di Samoter 2020. Con l’obiettivo di selezionare e promuovere una qualificata vetrina internazionale dell’evoluzione tecnica e tecnologica nel settore delle costruzioni, con l’intento di premiare il risultato di investimenti innovativi e di fornire all’universo degli operatori la possibilità di documentarsi e aggiornarsi sull’evoluzione tecnico-costruttiva dei mezzi meccanici da cantiere, il concorso è aperto ad aziende costruttrici, rappresentanti e importatori ufficiali, enti e istituti di ricerca, università e professionisti. Sono ammesse al Concorso macchine, attrezzature, impianti e prototipi di nuova concezione o che presentino innovazioni di pratico impiego o di fondamentale miglioramento delle macchine esistenti. È richiesto che le innovazioni rappresentino un’effettiva novità nella gamma produttiva dell’azienda o che, pur essendo conosciute in qualche forma sui mercati internazionali, risultino essere presentate per la prima volta in assoluto nell’anno 2020. Le caratteristiche innovative prese in considerazione possono riferirsi a soluzioni per l’efficienza energetica, l’ottimizzazione della produzione, la risoluzione di problematiche ergonomiche o di sicurezza dell’operatore, la sostenibilità nei processi di costruzione e di utilizzo delle macchine, ma anche ad altri aspetti che conferiscono un evidente valore aggiunto al prodotto o servizio presentato.

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TESTIMONIANZE

(SCAI HITACHI)

HITACHI, WHAT ELSE? ulle rive del Lago di Como George Clooney è una presenza naturale, così com’è abituale vederlo ammiccare dalla televisione con una tazzina di caffè in mano. E la sua celebre battuta “what else?”, riferita alle cialde Nespresso, ci è sembrato calzasse a pennello anche per le macchine Hitachi. Infatti quali altre macchine ci si poteva aspettare di vedere nella Cava di Moregallo? La cava è uno spettacolo. A preci-

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pizio sul lago, è uno scrigno bianco punteggiato di macchine arancioni: escavatori e pale gommate Hitachi costantemente impegnate nella produzione di calcestre, poi commercializzato in tutta la Lombardia.“Si tratta di un materiale pregiato”, ci spiega Bruno Spandri,Amministratore Unico di Spandri srl,“che una volta steso in spessori di 8-10 cm, fa pacchetto e diventa come calcestruzzo. Il nostro calcestre è apprezzato e richiesto anche perché non crea alcun problema rimanendo perfettamente stabile nel

Presso la Cava di Moregallo, un contesto tanto bello quanto impegnativo, abbiamo visto all’opera le macchine Scai, specchiate in uno dei laghi più belli del mondo


Il Servizio

Il rapporto Spandri-Scai è decisamente saldo anche in funzione di un servizio post-vendita di tempo. Per cavarlo utieccellente livello assicurato dall’officina di Assago lizziamo esclusivamente e dall’intera organizzazione Scai per i ricambi. In macchine Hitachi. Gli particolare Spandri ha acquistato il programma di escavatori e la pala di manutenzione su tutte le macchine Hitachi presenti in maggiori dimensiocava e, per quanto riguarda le più recenti pale gommate ZW310 e ZW180, ha richiesto anche l’estensione ni, la ZW310, hanno della garanzia. La programmazione garantisce al il compito di gettare cliente un intervento a costo certo negli intervalli il materiale dall’alto al di manutenzione previsti ogni 500 ore, che nelle fondovalle, dove viene macchine di ultima generazione vengono frantumato con il primario segnalate attraverso il service di e selezionato. Poi viene gettato trasmissione satellitare.

nel secondario al fine di ottenere questa sabbia calcarea, in genere commercializzata con una pezzatura molto fine”. La cava è un esempio di efficienza e di rispetto delle normative e dei vincoli ambientali, la cui organizzazione rispecchia perfettamente la visione del suo amministratore, degno erede del fondatore dell’azienda, Franco Spandri. La

serietà societaria si riflette in ogni decisione, non ultima la fedeltà a un marchio, Hitachi, che in tanti anni ha sempre saputo mantenere quanto promesso.“Spandri”, conferma Luigi Plebani, agente per Como e Lecco della filiale Scai di Assago (Mi),“è un esempio di cliente fidelizzato nella gamma escavatori che, grazie al rapporto con Scai e alla soddisfazione legata al prodotto, ha deciso di acquistare una pala gommata importante (la ZW310) che ha a sua volta prodotto l’acquisizione anche della 180”. Stiamo infatti parlando di una visione imprenditoriale a 360°, capace di tener conto di tutti i fattori di costo legati a una macchina e non vincolata al mero prezzo di acquisto. “Le mie macchine Hitachi”, riprende Bruno Spandri,“vanno benissimo,

UN’OPINIONE competente Con oltre 70.000 ore di lavoro alle spalle, Valerio Cattaneo, operatore di Spandri Srl, è la persona giusta per parlare di escavatori e di cava. “Il materiale che sto cavando”, afferma, “parte da fine e arriva al duro in pochissimo tempo. È pieno di trovanti e la nostra

fortuna è avere a disposizione macchine in grado di spostarli senza troppa difficoltà, per poi essere spaccati con il martellone. In prevalenza utilizzo l’escavatore, ma passo parecchie ore anche sulla pala, e sono contento di entrambe le macchine: la

meccanica e l’idraulica non danno assolutamente problemi. L’escavatore ha una forza esagerata nel carro, sale sulle nostre rampe senza il minimo sforzo. Anche la pala è una gran macchina, è comoda, ha forza, con un bel imbenno anche nel roccioso”.

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TESTIMONIANZE

La cava

La cava di Moregallo, posta nel comune di Mandello del Lario, in località Moregge, si estende su una superficie di 60 ettari La storia della cava è strettamente legata a quella della famiglia Spandri. Franco Spandri ha iniziato la propria attività nel settore del movimento terra nel 1968, poi con il passare degli anni ha convertito l’azienda in

Spandri srl, attuale proprietaria della Cava di Moregallo, specializzata nella produzione e vendita di calcestre (la cui produzione annua si aggira attorno ai 50-60.000 mc) e, più in generale, di materiali inerti. Spandri è in grado di fornire

diverse tipologie di prodotto in varie misure ed è conosciuta in particolare per il pregiato calcestre, materiale calcareo di altissima resistenza, di colore bianco, particolarmente apprezzato da enti comunali, provinciali e regionali, uffici

tecnici, per la realizzazione di campi sportivi, piste ciclopedonali e giardini. Spandri ha ottenuto la marcatura CE e, con lo sviluppo tecnologico dell’azienda, ha aggiunto la produzione di pietrisco, sabbia calcarea e ghiaia.

pale gommate ci stanno dando parecchie soddisfazioni, frutto dello sforzo profuso nella progettazione dei nuovi modelli che ci ha portato a fornire parecchie macchine di gamma alta a gruppi di livello nazionale. In poche parole le pale gommate Hitachi stanno raggiungendo la fama dei nostri escavatori”. Il tutto grazie alla qualità delle macchine, non c’è dubbio, ma anche a quella del servizio messo in campo da Scai.“Il cliente”, conclude Plebani,“è consapevole che alle spalle di queste macchine c’è un’azienda che lo tutela”. ❑ SPANDRI SRL Via Moregallo, 14, 23826 Mandello del Lario LC www.spandrisrl.com commerciale@spandrisrl.com Bruno Spandri, Amministratore Unico di Spandri srl (a destra), con Luigi Plebani, agente per Como e Lecco della filiale Scai di Assago (Mi)

inoltre l’assistenza tecnica è fantastica e il rapporto con il nostro uomo Hitachi di riferimento, Gigi Plebani, è ottimo. Per un cavatore è importante la qualità delle macchine, ma quello che fa davvero la differenza è l’assistenza tecnica. Quando ho bisogno, chiamo e devo trovare una risposta. Punto. Perché non dobbiamo perdere tempo.Anche con le pale ci troviamo molto bene, sia con la 310 sul fronte

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cava, sia con la 180 che è deputata all’alimentazione del mulino”. Le parole di Spandri confermano i dati di mercato snocciolati da Plebani per quanto concerne l’area lombarda.“Il 2019”, conferma l’agente Scai, “ha visto un risveglio del mercato dovuto essenzialmente a ragioni fiscali e alla necessità di rinnovare un parco macchine in molti casi obsoleto. In particolare in quest’ultimo periodo le


TESTIMONIANZE

(VOLVO CE)

UNA SCELTA CHE PAGA Due pale gommate Volvo L150H lavorano negli impianti di Novabit, società specializzata nella produzione di conglomerati bituminosi con una spiccata vocazione ecologica e tecnologica

Il nuovo impianto di Novabit a Cantù

el 2019, volendo rivedere il nostro parco mezzi, abbiamo fatto quello che secondo me era la cosa giusta. Abbiamo invitato i vari marchi a darci una pala gommata in prova per una decina di giorni, al fine di valutare le diverse macchine. Dopo

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aver provato le pale di tre costruttori, abbiamo fatto i debiti confronti, abbiamo ascoltato l’opinione degli operatori e abbiamo preso nota dei consumi, che per noi sono molto importanti. Alla fine - in base a parametri di costo, consumi, utilizzo, comfort e analizzando anche la qualità dell’assistenza tecnica - abbiamo

optato per le pale Volvo L150H. E oggi, dopo alcuni mesi di lavoro, con ritmi che possono raggiungere anche le 10-12 ore al giorno, posso dire che non siamo assolutamente pentiti”. Le parole di Osvaldo Pozzi, Presidente di Novabit, precisano, senza se e senza ma, i perché della scelta Volvo CE. Novabit si occupa della produzione di varie tipologie di conglomerato bituminoso attraverso due impianti: a Nova Milanese (Mb) e a Cantù, in provincia di Como. Quest’ultimo, un investimento di 2,5 milioni di euro effettuato quest’anno, è un impianto Bernardi di nuova generazione che prevede una riduzione di oltre il 50%

Il mercato Approfittiamo della cortesia di Maurizio Feneri, funzionario commerciale Volvo CE Italia per diverse aree della Brianza, per fare il punto sul mercato di questa zona particolarmente importante. “Il mercato”,

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esordisce Feneri, “sta andando piuttosto bene, con buoni investimenti anche per Industria 4.0. Del resto i parametri imposti dalla 4.0 calzano alla perfezione sulla nostra visione delle macchine da cantiere:

quanto è richiesto dalla normativa per noi è standard. Inoltre, già da febbraio 2019 siamo gli unici con i motori Stage V. In queste aree c’è un mercato vivo su parecchie tipologie di macchine, anche

da demolizione e con una spiccata propensione verso i mezzi medio-grandi, oltre le 10 t. Ottima la risposta anche dal comparto noleggio, con parecchie macchine anche a lungo termine”.


LA PAROLA AGLI operatori Fabio Cappelletti e Sergio Arno sono gli operatori delle pale gommate L150H ed entrambi si trovano d’accordo nel definire la macchina “molto comoda, anche usandola a lungo la schiena non ne risente. Nonostante fino a pochi giorni fa qui a Cantù avessimo un cantiere dissestato, pieno di buche, non si prendono colpi. Ottima anche la visibilità. Inoltre è una macchina che ha molta grinta, cioè una bella spinta che per noi è ideale dato che abbiamo parecchie rampe ripide. Tra l’altro, nonostante gli spazi limitati, si muove molto bene”.

delle emissioni olfattive e dei fumi rispetto a un impianto tradizionale. Inoltre assicura minori consumi energetici. L’utilizzazione del nuovo impianto è iniziata ad agosto e ora, perfettamente centrato su tutti i parametri, è in grado di partire con l’utilizzo della pirolisi, che consente un ulteriore risparmio di gas e di energia elettrica. La produzione

può raggiungere a Cantù le 200 t/h e a Nova le 220 t/h. Il che si traduce in una teorica produzione annua di 400.000 t. In Novabit lavorano una dozzina di persone, che hanno a disposizione vari automezzi e autocarri, le due nuove pale gommate Volvo L150H, un’ulteriore Volvo L120G del 2016 e una L35B utilizzata come mac-

china di servizio. Nello specifico, le nuove L150H, una dislocata a Nova e una a Cantù, vengono utilizzate per il carico delle tramogge dei due impianti. Si tratta di due macchine equipaggiate con motore Stage V e accessoriate con sistema di luci di lavoro notturno a led, centrale di ingrassaggio automatica, pneumatici Michelin L3 con battistrada maggiorato, sistema di pesatura telematico, care track per il monitoraggio della macchina e benna da 4,5 metri cubi. Novabit ha richiesto anche l’estensione della garanzia e la manutenzione programmata. Noi abbiamo avuto la possibilità di vedere entrambe le macchine al lavoro, impegnate nell’alimentazione dei due impianti. In entrambi i casi abbiamo potuto apprezzare la forza e la velocità delle due pale, ma a Cantù, operando in un ambiente piuttosto ristretto e “trafficato”, è inevitabile MACCHINE CANTIERI 5.0

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TESTIMONIANZE

rimanere ammirati dalla maneggevolezza della L150H. Questo “bestione”, stiamo infatti parlando di una pala gommata da 25 t, si muove con la grazia di una ballerina ma, una volta affrontato un cumulo di materiale, sprigiona una forza davvero impressionante, grazie a un motore Stage V da 220 kW. L’elevata efficienza dei consumi del motore D13J è ulteriormente migliorata dalla sinergia tra la catena cinematica Volvo e la macchina e dall’impianto idraulico intelligente che fornisce la potenza necessaria solo su richiesta. L’impianto idraulico, sensibile al carico, assi-

cura brevi cicli di lavoro e una rapida risposta per un controllo ottimale del materiale. Da segnalare anche le funzioni APS (Automatic Power Shift) e FAPS (Fully Automatic Power Shift) che provvedono a selezionare automaticamente la marcia in base al regime del motore e alla velocità. Un’altra funzione intelligente è il sistema RBB (Reverse By Bracking) che provvede ad applicare automaticamente il freno di servizio quando l’operatore cambia direzione. La tecnologia Volvo OptiShift utilizza il sistema RBB insieme a un convertitore di coppia con frizione lock-up

Enrico Scarlato, Direttore Tecnico Commerciale di Novabit, con Maurizio Feneri, funzionario commerciale Volvo CE Italia

per creare una trazione diretta tra il motore e il cambio ed eliminare così perdita di potenza nel convertitore di coppia e ridurre il consumo di carburante fino al 18%. L’Ecopedale, che favorisce un uso più moderato dell’acceleratore, contribuisce a ridurre ulteriormente il consumo di carburante. Tanta tecnologia che si traduce in semplicità di lavoro e massima produttività, come attestato da Novabit. ❑ NOVABIT SRL Via Luigi Galvani, 30 20834 Nova Milanese (Mb) Tel. 0362.364411 Fax 0362.1547640 Via Giovanni da Cermenate, 95 – 22063 Cantù (Co) Tel. 031.705372 – 031.720243 www.novabitsrl.it

ECOLOGICO E tecnologico

I due aggettivi descrivono compiutamente l’approccio Novabit, che oltre tutti i materiali abitualmente in commercio, produce asfalti colorati, ecobasi, misti cementati. E non solo.

“Le ecobasi”, ci spiega Enrico Scarlato, Direttore Tecnico Commerciale di Novabit, “sono nuovi prodotti che si utilizzano per i sottofondi, come ad esempio è stato fatto dalla Pedemontana Lombarda alla quale abbiamo fornito un MCAD”. Novabit è decisamente orientata verso nuovi prodotti, capaci di risolvere specifiche problematiche. “Nel 2016”,

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riprende Scarlato, “abbiamo immesso nel mercato un fonoassorbente, antiscivolo, alleggerito ed ecologico, denominato Nova Ecoplus 4, utilizzato per il tunnel sotto il grattacielo di City Life. Da segnalare anche il nostro Strato Unico, che va a sostituire il classico pacchetto base-bindertappeto. Strato Unico – che presenta una percentuale di bitume più elevata rispetto

a un toutvenant, ma più bassa di un tappeto, ma chiude bene – è ideale in molti interventi in cui si debba lavorare in una certa economia. Si stende da un minimo di 5 a un massimo di 10-12 cm. Ora, in collaborazione con l’Università di Pavia, stiamo lavorando a un materiale luminescente per le piste ciclabili. Stiamo progettando un nuovo materiale con

tecnologia semi-drenante che possa funzionare anche nei parcheggi, in grado di resistere alla sterzata delle gomme”. In questo contesto il materiale riciclato ha un peso importantissimo, con le ecobasi che utilizzano il fresato per il 95-98%. Le percentuali, per una questione di normative, scendono nella produzione di basi e binder (30%) e nei tappeti di usura (15-20%).


DEALERSTORY

(WEBER MT)

PUZZLE VINCENTE Dalla conoscenza del mercato e delle attrezzature per ogni specifico lavoro si fonda il successo del sodalizio tra Weber MT e G&G Macchine dei fratelli Iannarone a distribuzione delle attrezzature e delle macchine movimento terra è una sorta di grande “puzzle”, si compone infatti di molteplici “pezzi” da unire con intelligenza e intuizione. Questa alchimia è facile da scovare presso i fratelli Iannarone che, attraverso le due società Officina Iannarone e G&G Macchine, hanno saputo diventare uno dei più importanti concessionari italiani di Weber MT. Ovviamente un ruolo fondamentale è stato svolto dalla qualità

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dei prodotti del marchio specializzato nella compattazione (e non solo). Come spesso accade nell’Italia delle piccole e micro-imprese, anche la vicenda dei fratelli Iannarone prende il via dalla passione per la meccanica e per il mondo edile e construction. Siamo nel 1996 quando Giovanni e Geppino Iannarone fondano, a Sant’Agata Bolognese (Bo), l’Officina Iannarone, la cui attività è focalizzata sull’assistenza tecnica. La qualità del servizio e la riconosciuta competenza tecnica sulle macchine trattate negli anni spingono i due

LA gamma

Queste le attrezzature disponibili a noleggio e in vendita presso G&G Macchine • piastre mono-direzionali dalla CF 1 alla CF 3 (da 70 a 100 kg), • vibrocostipatori verticali SRV (da 60 a 70 kg), • piastre CR 6 CCD 2.0 (da 4 q con dispositivo di controllo della compattazione Compatrol), • rulli tandem DVH 600 (da 4 q, a guida manuale), • taglia-asfalto a guida manuale SM 57, SM 62 e SM 82 (per dischi da 300 a 500 mm), • piastre con rulletti in vulcolan VPR 700 per la compattazione di porfido, lastre e masselli.

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DEALERSTORY

imprenditori ad allargare il proprio raggio d’azione, unendo il service all’attività di vendita e di noleggio per vari marchi, tra i quali spicca Weber MT. Nel 2003, nasce così G&G Macchine. Le due società - una rivolta agli aspetti commerciali e una a quelli assistenziali post-vendita anche in cantiere - sono quindi divenute un importante punto di riferimento per molteplici imprese dell’intera Emilia Romagna, con un’evidente focalizzazione nelle province di Bologna e

Modena. Territorio in cui la realtà dei fratelli Iannarone si rivolge con la medesima professionalità sia alle grosse imprese di movimento terra, impiantistica, lavori stradali e costruzioni edili, sia agli artigiani e ai privati. In sostanza a chiunque si occupi di qualsiasi lavoro di costruzione o di manutenzione edile e stradale. L’attività è profondamente segnata dall’incontro con Weber MT e i suoi prodotti.“Quando incontrammo per la prima volta Alberto Lovo alcuni

La seconda generazione già inserita in azienda: Gianni e Dylan Iannarone

I PUNTI di forza

Macchine in pronta consegna, service in cantiere e attenta presenza territoriale sono aspetti fondamentali Uno dei segreti di Iannarone e di G&G Macchine è avere le macchine sempre “a scaffale”, cioè disponibili per la consegna immediata. Una scelta in linea

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con la filosofia di dare un servizio impeccabile a 360° alla clientela, che resta quindi soddisfatta già dall’inizio della fornitura e non soltanto per

la qualità delle macchine e la successiva assistenza postvendita. Inoltre, l’azienda partecipa a tutte le fiere locali, specifiche del settore ma non

solo, e avere le macchine in esposizione è un notevole aiuto nella vendita. Un altro punto di forza è ovviamente l’assistenza in cantiere. Per


NON SOLO compattazione

Tra le macchine di maggiore soddisfazione spiccano anche le taglia-asfalto, in grado di emergere in un mercato estremamente competitivo dove si propongono innumerevoli marchi italiani e non, nelle più diverse fasce di prezzo. “Le taglia-asfalto Weber”, conferma Iannarone, “offrono prestazioni strepitose e una solidità fuori dal comune. Di conseguenza l’eventuale discorso legato al solo prezzo va in secondo piano, infatti la qualità di queste macchine è difficilmente comparabile con la media sul mercato”.

anni fa”, ci spiega Giovanni Iannarone, “ci occupavamo già di macchine per la compattazione leggera. Ma a quel tempo queste attrezzature venivano ancora viste come prettamente complementari e non esistevano legami con un marchio in particolare, dato che gli utilizzatori prediligevano spesso il prezzo alla qualità. Ben presto ho però compreso la qualità di queste macchine e ho abbracciato la filosofia di Weber MT. Infatti la qualità e la longevità delle macchi-

le necessità di pronto intervento (generalmente limitate alla manutenzione sul motore per quanto riguarda Weber, grazie alla solidità delle macchine stesse)

ne Weber MT già a medio termine ripagano ben oltre il mero prezzo di acquisto. Inoltre le attrezzature Weber MT richiedono una manutenzione minima lasciando i clienti soddisfatti e senza preoccupazioni, con le necessità di assistenza limitate al solo tagliando. Siamo talmente soddisfatti che Weber MT è l’unico marchio trattato da Officina Iannarone e G&G Macchine per la compattazione leggera, sia per la vendita che per il noleggio”. Progressivamente i fratelli Iannarone hanno inserito a noleggio l’intera gamma Weber: non solo le piastre mono-direzionali e i vibrocostipatori verticali, ma anche i rulli tandem a guida manuale e le piastre bi-direzionali da 400 kg con sistema di controllo della compattazione Compatrol e

Weber MT fornisce dei comodi kit manutenzione che comprendono tutti i ricambi principali per l’assistenza. Kit che sono sempre in stock presso l’Officina Iannarone.

Giovanni Iannarone, titolare, con il fratello Geppino, di G&G Macchine e di Officina Iannarone

diagnostica del motore. “Queste ultime”, riprende Iannarone, “danno magg iore soddisfazione perché non solo permettono di offrire un’alternativa al classico rullo uomo-a-bordo a una tariffa inferiore, ma sono anche decisamente più efficaci compattando più in profondità e richiedendo minor tempo grazie al dispositivo Compatrol. Inoltre il dispositivo di diagnostica del motore permette di individuare immediatamente l’eventuale necessità di manutenzione una volta che la macchina fa ritorno dal noleggio, con ulteriore risparmio di tempo e risorse”. ❑

G&G MACCHINE OFFICINA IANNARONE Via F. Lamborghini, 12 40019 Sant’Agata Bolognese, Bologna tel. 051 6828395 fax 051 9599102 Internet: www.officinaiannarone.it E-mail: info@officinaiannarone.com MACCHINE CANTIERI 5.0

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REPORTTECNICO

VOLVO TRUCKS

EFFICIENZA NEL MIRINO i parla tanto di sostenibilità ambientale, inquinamento, effetto serra e cambiamenti climatici. E si punta il dito, spesso e volentieri, su un settore come il “grande responsabile” per eccellenza, e su una macchina in particolare, il Golem della società moderna: stiamo ovviamente parlando dell'autotrasporto e del vei-

S

Gli altri Volvo in fiera 78

colo industriale. Ma quei tanti che puntano l'indice dovrebbero innanzitutto chiedersi cosa fanno loro, nel loro piccolo, per salvare la Terra. E successivamente, informarsi di cosa stanno facendo in generale il settore e, nello specifico, le Case costruttrici. Si accorgerà, probabilmente, che inquina più il suo impianto di riscaldamento che un veicolo in-

Volvo Trucks porta a Rimini anche la gamma dedicata al settore Waste & Recycling, veicoli che garantiscono versatilità, efficienza nei consumi e

MACCHINE CANTIERI 5.0

massima sicurezza, in cantiere e nei contesti urbani. In particolare, si segnala la presenza del Volvo FE LEC con funzione di “kneeling”, per un ingresso più comodo in cabina. La

dustriale da lungo raggio in una giornata di viaggio a pieno carico. Suggeriamo, a quanti capita di imbattersi in cotanti individui, di dire loro di farsi un giro in fiera, a Rimini per la precisione, dove ai primi di novembre si terrà Ecomondo, manifestazione annuale dedicata alla green economy, e dove Volvo Trucks ha intenzione di mostrare il pro-

posizione di guida ribassata migliora la visibilità della strada e consente a chi guida di stabilire un contatto visivo con gli utenti più vulnerabili della strada, essenziale

nelle città sempre più congestionate dal traffico. Inoltre, l’abbassamento della cabina permette agli autisti di lavorare in modo più efficiente, riducendo il rischio


unità Turbo Compound, progettato per garantire potenza e massima efficienza. I pistoni hanno una forma interna sinusoidale brevettata che migliora la combustione e riduce la perdita di energia sotto forma di calore. L’energia in eccesso viene recuperata dalla turbina aggiuntiva Turbo Compound e trasferita all’albero motore. Sfruttando al meglio tutta l’energia disponibile in ogni fase, il motore D13TC produce una coppia più elevata e offre una maggiore efficienza a tutti i regimi. Al nuovo motore si integrano le tecnologie Volvo Trucks più avanzate, come il software I-See, basato su mappe ad alta risoluzione, che utilizza la conoscenza delle strade per prio veicolo più performante, l'FH, nella nuova versione con I-Save, la propria soluzione tecnica (o meglio pacchetto di soluzioni tecniche) per massimizzare i consumi sui mezzi destinati al lungo raggio. Affiancati all'FH ci saranno anche una serie di veicoli dedicati alla raccolta rifiuti e al riciclaggio. Ma focalizziamoci sull'FH con I-Save. Il rispetto per l’ambiente è un valore storico del Costruttore svedese, che progetta e costruisce veicoli il cui obiettivo è duplice: più sicurezza e meno inquinamento. Con la prima scadenza UE alle porte secondo cui i veicoli pesanti dovranno tagliare le emissioni di CO2 del 15% entro il 2025 (per arrivare al 30% entro il 2030), non si può più scherzare o temporeggiare. La soluzione di Volvo Trucks per ottemperare a tali scadenze è muoversi su più fronti: da un lato sta portando avanti la ricerca sui combustibili alternativi come il gas na-

di lesioni nel continuo salire e scendere dal veicolo, per esempio durante le operazioni legate alla raccolta urbana. Siccome il titolo di questo box dice “gli altri Volvo”,

turale liquefatto (LNG), che riduce le emissioni del 20%, dall’altro sui veicoli elettrici, perfetti per i contesti urbani, già operativi in alcune città europee a partire dallo scorso febbraio. La seconda via per essere in linea con il regolamento europeo passa attraverso l’efficientamento energetico. I motori endotermici di nuova immatricolazione sono tutti Euro 6 Step D, con un taglio del 3% sulle emissioni. E con il nuovo pacchetto I-Save Volvo Trucks arriva a garantire una media del 7% sulla riduzione di consumi ed emissioni, percentuale che può salire ulteriormente se abbinata ad altre pratiche come il corretto stile di guida. Ma da dove ar r iva questo strepitoso risultato? Innanzitutto dal nuovo motore D13TC con

ricordiamo che Volvo Trucks partecipa a Ecomondo in sinergia con Volvo Construction Equipment per le macchine movimento terra, Volvo Penta,

specializzata nella produzione di motori marini e industriali, e Volvo Financial Services, fornitore di servizi finanziari globali per il Gruppo Volvo.

sfruttare l'energia cinetica su percorsi collinosi. In più, I-Cruise con I-Roll, cambio I-Shift ottimizzato, spegnimento del motore in folle e pompa del servosterzo con cilindrata variabile: tutto questo costituisce il pacchetto I-Save, progettato per risparmiare carburante e ridurre le emissioni. ❑


REPORTTECNICO

quanto si ripromette di dare Wacker Neuson con la sua gamma elettrica. Del resto il costruttore in questione è un vero e proprio esperto in macchine elettriche e offre una gamma a zero emissioni davvero completa (e anche decisamente performante). In sostanza Wacker Neuson è probabilmente l'unico fornitore in grado di mettere a disposizione del mercato un programma completo di macchine e attrezzature ad azionamento elettrico per i cantieri nei centri storici o nelle aree sensibili alle emissioni. Se lasciamo ai box il compito di analizzare le attrezzature per la compattazione e la vibrazione del calcestruzzo, concentriamoci sulle macchine per

È

WACKER NEUSON

UNA SCOSSA AL CANTIERE il movimento terra partendo dalle più recenti novità: il miniescavatore elettrico EZ17e e il dumper gommato elettrico DW15e. Disponibile dal 2020, il miniescavatore elettrico EZ17e è un modello zero tail, ovvero progettato senza sbalzo posteriore. Una caratteristica che rende l'EZ17e ideale per l'uso in gallerie, per lavori di demolizione e di ristrutturazione in spazi ristretti o per restauri interni. In questi casi, infatti, è necessaria una macchina potente e dalle dimensioni compatte, ma che possa essere azionata senza emissioni di scarico. Tutte le funzioni idrauliche, assicurano i tecnici Wacker Neuson, raggiungono lo stesso livello prestazionale del modello convenzionale. E con la

Piastre zero emission 80

MACCHINE CANTIERI 5.0

Con i modelli AP1850e, AP1840e, e AP2560e Wacker Neuson offre un'interessante gamma di piastre vibranti a batteria, wireless, completamente

a zero emissioni. Con prestazioni del tutto paragonabili a quelle delle piastre tradizionali, i prodotti elettrici garantiscono un tempo di

funzionamento della batteria sufficiente per svolgere lavori di costipazione per un’intera giornata. In particolare l'ultima nata, la piastra

AP2560e, che si piazza nella classe da 25 kN, è particolarmente efficiente per la compattazione di pavimentazioni e consente un risparmio


PORTATILE! La compattazione del calcestruzzo con un comfort portatile. È l'ACBe di Wacker Neuson. In collaborazione con un produttore di zaini, Wacker Neuson ha sviluppato un sistema di trasporto ergonomico, che protegge la schiena, con un vibratore interno zero emission portatile con motore elettrico. In questo modo si lavora senza cavi e con la massima libertà. Ovviamente non è più necessario spostare il convertitore in caso di cambio del luogo di impiego.

batteria integrata nel vano motore, il peso è quasi identico a quello della versione diesel, quindi l'EZ17e può anche essere facilmente trasportato su un rimorchio.A zero emissioni grazie alla trazione elettrica, ma con gli stessi parametri prestazionali del modello tradizionale 1501, ecco il dumper gommato DW15e. La trazione elettrica rende questa macchina il supporto ideale per la movimentazione di materiale quando è richiesta l'assenza di emissioni di gas di scarico o acustiche. Mentre la trazione integrale rende il DW15e un compagno ideale sui terreni irregolari o in pendenza: il giunto articolato si adatta a qualsiasi irregolarità fornendo così la necessaria stabilità. Da segnalare anche il roll bar pieghevole e le dimensioni ridotte che facilitano tutte le operazioni di trasporto. Anticipando come l'ampliamento

di circa il 70% sui costi per l'energia rispetto a una piastra a benzina. Tutto merito del suo collaudato motore elettrico senza cinghia a V,

completamente esente da manutenzione. Nessun problema neppure sul frontebatterie. La potente batteria di ciascuna di queste macchine si

della gamma zero emission continui con lo studio tecnologico del miniescavatore EZ26e completamente elettrico della classe da 2-3 t, vale la pena di soffermarsi su due prodotti già ben inseriti nel mercato ma che, per le loro qualità tecniche, meritano di essere ricordati in questa sede. Stiamo parlando della pala gommata WL20e e dell'escavatore 803

ricarica rapidamente, si sostituisce in pochi secondi e soprattutto si adatta ai costipatori, alle piastre elettriche e al vibratore interno elettrico ACBe.

Dual Power. Macchina a tutte prestazioni, la WL20e vanta due motori elettrici separati: uno per il sistema di azionamento e uno per l'idraulica di lavoro, che assicurano un consumo di energia ridotto al minimo, poiché la potenza viene utilizzata solo quando è realmente necessaria. La WL20e è la macchina ideale nelle serre o nei lavori di ristrutturazione o nei parcheggi interni anche grazie a dimensioni molto contenute. La batteria consente lavori a pieno carico fino a cinque ore. Con l'opzione doppia potenza, il mini 803 Dual Power di Wacker Neuson può essere collegato alla centralina elettroidraulica esterna HPU8 che consente di funzionare elettricamente e senza emissioni. Si tratta di un mezzo di elevatissima versatilità: se l'escavatore è necessario per lavori di demolizione, ricostruzione o riparazione in interni, l'operatore può infatti guidarlo con il motore diesel dal camion al luogo di funzionamento. Due aperture inserite nella lama dozer permettono la sospensione dell'unità HPU8 per il trasporto. In questo modo l'operatore porta con sé l'unità di potenza e, una volta sul posto, può collegare l'alimentatore esterno al telaio dell'escavatore. ❑


EditorialeOff DI MAURIZIO GUSSONI

AAA, cellule grigie cercasi

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IL PROBLEMA DELL’UMANITÀ È CHE GLI STUPIDI SONO SEMPRE SICURISSIMI, MENTRE GLI INTELLIGENTI SONO PIENI DI DUBBI. (BERTRAND RUSSELL)

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iù della cronaca sui provvedimenti legislativi, ci interessano i processi mentali di coloro i quali li escogitano. Anche se poi, dopo aver sbattuto con l’intera arcata dentale contro una lastra di marmo, li abbandonano. Inizieremmo con la lotta al contante. Saggia cosa, se attuata in termini di educazione dei cittadini e di mutamento delle abitudini. Roba da scemi di guerra, se attuata all’improvviso e senza mettere sotto sforzo le numericamente scarse cellule grigie di chi la reclama. Un’enormità di cittadini neanche sa che cosa sia la “moneta elettronica”, una definizione da comprimari della lingua italiana che, però, ti fa sembrare dotto e colto. E poi è di moda, fa bella figura sulla piattaforma Rosseau. Che poi è un altro strafalcione intellettuale, sembrando più un impianto petrolifero del Mare del Nord che un sistema cibernetico. Ve li immaginate i nostri anziani o il “mondo rurale” (citazione di Conte, ma usata 90 anni fa da Mussolini) alle prese con il PIN o con la tutela della banda magnetica della cartina di plastica? E gli stessi all’opera con Internet per ricaricare la prepagata, vedere il saldo o il flusso delle spese? Ignorare questi problemi, pratici ma essenziali, non vuol dire curare l’innovazione, ma strapazzare i diritti e la serenità delle fasce più deboli. Non deboli di mente, come loro, ma deboli per posizionamento sociale e culturale. Simili “riforme” vanno attuate, ma per gradi. Senza obbligare chi non ha la forma mentis per queste modernità, a farlo in tutta fretta e rischiando di sbagliare o essere truffati. Passiamo, poi, alla lotteria degli scontrini. Quella che, dopo l’estrazione, permetterà a qualche cittadino di vincere i ricchi premi e i cotillon messi in palio da uno Stato biscazziere. Anche questo è un altro scampolo di idiozia e di vergogna.Vergogna perché lo Stato, per combattere l’evasione, non segue la strada maestra dei controlli e della repressione, ma usa il solito gioco delle tre carte all’italiana che aggira l’ostacolo. Idiota, poi, perché, per concorrere, i cittadini dovranno, di negozio in negozio, fare inserire il proprio codice fiscale sullo scontrino.Ve le immaginate le code dal tabaccaio e dal panettiere per inserire la lunga stringa di lettere e numeri dopo aver acquistato un pacchetto di fiammiferi da cucina o due panini all’olio? Qualcuno dirà che abbiamo usato parole maleducate per scrivere queste righe e che, in politica, l’offesa personale non è ammessa. Gli diamo ragione, in politica non è ammissibile. Lo è, però, quando si ha a che fare con gli imbecilli! ❑


NUOVA NORMATIVA PRIVACY POLICY Dal 25 maggio 2018 è in vigore il nuovo regolamento generale europeo sulla protezione dei dati, General Data Protection Regulation (GDRP) che impone nuovi e più stringenti obblighi inerenti il trattamento e la gestione dei dati personali di abbonati, fornitori, clienti, consulenti, periti e, più in generale, di chiunque abbia a che fare con la Casa Editrice Orsa Maggiore International Srl. La normativa va rispettata da tutte le organizzazioni produttive e/o commerciali dell’Unione Europea, e anche dalle organizzazioni produttive e/o commerciali con sede legale fuori dall’Unione ma che trattano dati personali di persone residenti nell’Unione Europea, indipendentemente dal luogo ove sono collocati i sistemi di archiviazione e di elaborazione dei dati. Il nuovo regolamento non riguarda la gestione dei dati personali effettuata per attività di sicurezza nazionale o di ordine pubblico e prevede che sia considerato un dato personale “qualunque informazione relativa a un individuo che sia collegata alla sua vita, sia privata, sia professionale, sia pubblica”. Sono quindi da considerare dati personali nomi, foto, indirizzi e-mail, dettagli bancari, interventi su siti web e social network e anche gli indirizzi IP del computer. Va inoltre precisato che il il regolamento disciplina solo il trattamento dei dati delle persone fisiche e impone la protezione degli archivi in cui si conservano le informazioni da accessi non autorizzati, mediante procedure interne adeguate e strumenti tecnologici atti a monitorare e prevenire accessi impropri.

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