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MACCHINE CANTIERI

Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% NO/NOVARA

aprile 2019, n. 58

ViO80-2PB con braccio triplice: una delle tante novità di Yanmar CEE a Bauma 2019

D E L L ’ E D I L I Z I A


Fervono in Weber MT i preparativi per Bauma. Mentre andiamo in stampa sono disponibili solo alcune anticipazioni, in ogni caso succulente. Partiamo dalle piastre monodirezionali la cui gamma verrà completamente rivoluzionata grazie all’introduzione di modelli specifici per ciascun tipo di lavoro. Le attrezzature già esistenti, che tra l’altro sono le più diffuse in Italia, continueranno a far parte della gamma, sebbene verranno anch’esse ottimizzate, in un’ottica di miglioramento continuo. Saranno presentati anche i primi modelli a emissioni zero tra cui il primo vibrocostipatore verticale equipaggiato con una batteria super capiente, in grado di garantire addirittura 75 minuti di lavoro continuativo. Importanti novità anche per la piastra bi-direzionale CR 6 da 4 quintali che sarà disponibile in più varianti.

WEBER a Bauma

dalle aziende

AGENDA DEL MESE

PER IL MONDO

FIERE

2019 4

MACCHINE CANTIERI 5.0

BAUMA Monaco di Baviera 8 - 14 aprile

MADE IN STEEL Milano 14 - 16 maggio

TOC 2019 Rotterdam 18 - 20 giugno

GIS 2019 Piacenza 3 - 5 ottobre

ECOMONDO 2019 Rimini 5 - 8 novembre


pag_bi-energy--ok ita.pdf 1 11/03/2019 09:35:25

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Droni in fabbrica (Nuove tecnologie)

SOLLEVAMENTO

ELETTRICA DA ESTERNO Genie porta a Monaco la nuova GS-4655

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Bauma Genie presenterà la nuova piattaforma a forbice GS-4655 equipaggiata con motori a trazione elettrica AC di ultima generazione per un’eccellente efficienza “verde”, che la rendono adatta a lavori sia al chiuso che all’aperto. Garantendo un’altezza massima di lavoro all’interno di 16,02 m ed all’esterno di 10,70 m, uno sbraccio orizzontale lea-

S.p.A.

Renault Trucks ha deciso di integrare l’uso dei droni nel suo stabilimento di Ponts Essieux per semplificare le operazioni di inventario e aumentarne l’efficienza. Servendosi di una mappatura integrata della zona da inventariare e di un piano di volo predefinito, il drone scansiona i codici a barre sui pallet grazie a tre lettori posizionati sul pannello frontale. Il suo utilizzo consente di inventariare una posizione di stoccaggio in sei secondi, con una velocità dieci volte superiore rispetto all’inventario manuale. Ogni posizione viene anche fotografata, facilitando la visualizzazione del pallet su cui è stata rilevata un’eventuale anomalia. Inoltre anche il centro veicoli usati Renault Trucks di Lione Saint Priest integrerà nella sua attività dei droni per scattare fotografie a 360°. Ogni drone è collegato a otto segnalatori e scatta fotografie istantaneamente, sotto il controllo di un operatore. La ripresa completa richiede solo tre minuti per veicolo.

der di classe di 1,22 m con piattaforma completamente estesa, oltre che un 25% di pendenza superabile e un angolo di sblocco di 14° per scalare rampe ripide e rendere il trasporto più facile, la nuova Genie GS-4655 offre una capacità di 350 kg fino a tre persone con strumenti di lavoro e materiali. Grazie al suo stretto telaio di 1,40 m, è progettata per raggiungere quote elevate in spazi ristretti. Fonte: Genie

TRASPORTATORE CINGOLATO

TC100d

Carico utile 1000 kg - Motore Diesel 13 cv - Pompe a portata variabile

MESSERSÌ S.p.A. - Via Arceviese, 44 - 60010 Casine di Ostra (An) tel+39 071688771 - fax+39 071688586 www.messersi.it - comit@messersi.it


Analisi degli oli attraverso lo smartphone (Componenti)

Chevron Lubricants, azienda che in Europa opera nel settore dei lubrificanti finiti con il marchio Texaco, offre ormai da anni con Texaco Lubewatch, uno strumento particolarmente efficace di analisi del lubrificante, per ottimizzare le prestazioni dei veicoli o delle attrezzatture industriali. Oggi l’azienda lancia la nuova applicazione mobile Texaco LubeWatch per smartphone e tablet, disponibile per i sistemi operativi iOS e Android, e volta a facilitare l’utilizzo del programma LubeWatch e a semplificare i trasferimenti di dati con il laboratorio di analisi.

VEICOLI INDUSTRIALI

STRAVINCE

MAN Lion’s City e il concept truck MAN CitE si aggiudicano l’iF Design Awards

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AN Truck & Bus ha ricevuto due iF Design Awards. Il primo riconoscimento, nella categoria “Automobili / Veicoli / Biciclette”, è stato assegnato al nuovo autobus MAN Lion’s City. Il concept Truck MAN CitE, invece, ha vinto l’iF Gold Award nella categoria “Professional Concept Mobility”. In particolare per quest’ultimo la giuria ha premiato il team di progettazione MAN per la sua capacità di ripensare radicalmente il concetto di veicolo per la distribuzione urbana, definendo così una categoria di veicolo completamente nuova. Per spiegare la loro scelta, i giurati hanno descritto il MAN CitE come un veicolo rivoluzionario. Fonte: Man Trucks&Bus


67 METRI, 6

ASSI, BRACCIO IN CARBONIO.

CIFA HA ALZATO GLI STANDARD.

8/14 APRILE 2019 MONACO aree esterne 905/2 e 905A/1

Con K67H ancora una volta CIFA raggiunge un nuovo traguardo, montando per la prima volta una pompa in carbonio da 67 metri su camion a 6 assi, con gestione elettronica Smartronic Gold per facilitare le operazioni in cantiere. Un primato tecnologico che diventa un nuovo standard di mercato.

K67H

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Nella foto: Allo stand di Nooteboom a Bauma saranno esposte diverse soluzioni di trasporto per il settore delle costruzioni e del sollevamento. A partire dal più grande semitrailer ribassato EURO-PX (in foto). Ma ci sarà anche un semirimorchio Manoovr per escavatore da 80 tonnellate, nonché un ballasttrailer estremamente compatto per le società che operano con le gru. Oltre alle innovazioni relative ai semirimorchi, verrà presentato anche il nuovo programma di calcolo del carico sugli assi di NoVAB 3.0.


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Un passo avanti. Tecnologia motoristica di BU Power Systems e Perkins. Individuale. Prodotto, consulenza e servizio su misura per la tua applicazione.

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ATTUALITÀ

(AiFOS)

AIFOS E CANTIERE DONNA

rescia, 8 marzo 2019. Il Palazzo CSMT ha ospitato l’edizione 2019 di Cantiere Donna, il Convegno di studio e approfondimento organizzato da AiFOS. L’evento, non a caso organizzato per il giorno 8 marzo, ha voluto (e l’obiettivo è stato pienamente raggiunto, ndr.) far comprendere quale sia, e quale possa essere, l’apporto offerto dalle figure femminili inserite nell’ambiente di cantiere. Donne, ma prima di tutto persone, che affrontano il proprio compito con serietà, professionalità e incredibile passione. Tanti (e tutti di qualità) gli interventi che si sono susseguiti durante una mattinata intensa, interessante e, a tratti, persino emozionante. Paola Favarano, Consigliere Nazionale AiFOS e Presidente AiFOS Sofia, si è prodigata come moderatore e ha illustrato il progetto “Possiamo essere tutti Safety Umarell?”, che intende sensibilizzare l’uomo della strada su tutti i temi inerenti la sicurezza nel-

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le nostre città, legati, ovviamente, al tema del cantiere. Rosanna Cipolla, Architetto e coordinatore di cantieri, ha trattato l’argomento “Com’è cambiato il ruolo del coordinatore di cantiere”; mentre la geometra Pamela Cerminara, Responsabile di cantiere in Italia e all’estero, nel suo intervento “Una donna in cantiere in Italia e all’estero”, ha evidenziato le enormi soddisfazioni ma anche

le tante difficoltà insite in un lavoro spesso a contatto con una mentalità ancora ancorata a vecchi cliché maschilisti. Se Stefania D’Onofrio, Senior Technical Specialist Stantec S.p.A. con il suo “Mamma, cos’hai in cantiere? Le opportunità della sicurezza”, tra le altre cose, ha spiegato come conciliare il ruolo di madre con quello di professionista del settore; Daniela Dal Col, Presidente Associazione Nazionale Noleggi Autogrù ha sviluppato il tema: “Autogrù e affini: l’esperienza dell’associazione ANNA”. Decisamente apprezzabile anche il ruolo svolto da Stefano Farina, Curatore del Giornale dei registri AiFOS – Coordinatori, che ha punteggiato l’incontro con vari interventi. ❑


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Sommario

D E L L ’ E D I L I Z I A

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MACCHINE CANTIERI

MC 5.0 • APRILE 2019 • NUMERO 58

Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% NO/NOVARA

aprile 2019, n. 58

ViO80-2PB con braccio triplice: una delle tante novità di Yanmar CEE a Bauma 2019

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COVER Il ViO80-2PB di Yanmar CEE sarà una delle novità del Bauma insieme al ViO23 e al ViO82

ATTUALITÀ

04 NOVITÀ DAL

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SETTORE E MOLTO DI PIÙ

12 AIFOS E L'INIZIATIVA

CANTIERE DONNA

REPORT TECNICO

30 IL FATTORE CAMPO

EDITORIALI

MA QUANTO CI PIACE IL TIRA E MOLLA!

(DI EMANUELA PIROLA)

82 Editoriale off

INTERVISTA

PAOLO STARACE

(DAF TRUCKS)

COVER STORY

34 IL PUNTO DI FORZA 68 FULL, FULL, FULL (BOMAG) (MESSERSÌ) 36 UN "CRESCENDO" 70 STIAMO TORNANDO DI ESCAVATORI

(MAN)

(MAGNI TH)

60 IL CUORE HEAVY

THE (COMPACT) CORE

Direttore Responsabile Emanuela Pirola

DEL LEONE

Fotografia Archivio Macchine Cantieri 5.0

Ufficio traffico Art Director Lucia Gatti Daniela Francescon daniela.francescon@gmail.com adv@macchinecantieri.com Collaboratori Renata Bernardini, Rachele Donati De Conti, Gian Pio Garramone, Maurizio Gussoni, Cristiano Pinotti, Costantino Radis

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MACCHINE CANTIERI 5.0

(PERKINS - BU POWER

SYSTEM ITALIA)

TESTIMONIANZE

26 GENOVA PER NOI... (AUTOVICTOR)

L'ULTIMA FRONTIERA

47 STRETTO...

MA NON SEMBRA

(KOBELCO)

42 I VASI COMUNICANTI 74 FONDAZIONI (HELLA) ITALIAN STYLE 44 UN CARICO DA 11 (SOILMEC) (HYUNDAI) 76 EFFETTO PAVONE (VOLVO CE) 56 SGUARDO AL FUTURO 80 PRECURSORI (JLG) ILLUMINATI 58 MAGNUS MAGNI (WACKER NEUSON) IL FILM DELLA COVER

20 Cover story (YANMAR CEE)

(MECALAC)

(MERLO)

(DOOSAN)

(DI MAURIZIO GUSSONI)

18 La parola a...

IL DESIGN, LA STRADA

TOTALE

(BKT)

NON È DATO SAPERE

32 NUMERI CHE 66 RINNOVAMENTO CONTANO

16 Editoriale on

(BAUER MACCHINE ITALIA)

64 LO SWING,

Direzione e redazione Via Silvio Pellico 10/35, 20867 Caponago, MB Tel. 335 6683840 www.macchinecantieri.com mc@macchinecantieri.com

INNOVAZIONI

38 MENS ET MANUS (FASSI)

Abbiamo realizzato la cover di questo mese ispirandoci al film The Core del 2003, con Aaron Eckhart, Hilary Swank e Stanley Tucci.

Pubblicità e marketing Tel. 335 6683840 E-mail: commerciale@ macchinecantieri.com

R.I. N.O 06405990968 del 16/03/2009 Registro operatori di comunicazione N.O 30915 dal 16/01/2018

Pre-stampa e stampa Press Grafica, Gravellona Toce (VB)

Sede legale Via Marconi 4/b, 20062 Vaprio d’Adda (MI)

Registrazioni Tribunale di Sondrio, N° 337 del 12/11/2003. Camera Commercio di Milano,

Comunicazione agli abbonati Art. 10 Legge 675/96. I dati personali contenuti negli archivi della casa editrice

“Orsa Maggiore International” sono utilizzati solo dalla casa editrice e solo per perfezionare gli obblighi derivanti dagli abbonamenti. Tutti gli abbonati possono chiedere in qualsiasi momento l’aggiornamento o la cancellazione dei propri dati. Responsabile: Emanuela Pirola Testi e foto a riproduzione vietata senza consenso della casa editrice. Legge 1396/42, art. 7, Reg. 18 © Copyright 2013-2019


COLLEGATI! LAVORA CON GRU E TRUCK INSIEME

FX-Link connection active

Pneumatic suspension control

Load indicators for group of axles

Parking brake status

Continuous rotation crane

Rack and pinion crane

Auxiliary lights control

Start/Stop engine

Con FX-Link gru e autocarro diventano un tutt’uno. L’innovativa tecnologia è stata sviluppata da Fassi con l’obiettivo di ottimizzare il collegamento tra le due macchine. Questo permette di controllare diverse funzioni del camion dal radiocomando della gru e lo stato della gru dal cruscotto del camion, sviluppando nuove funzionalità integrate di comando/controllo. Scopri di più su:

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Dal radiocomando della gru è possibile ad esempio spegnere e accendere l’autocarro, regolare il regime del motore e lo stato del freno di stazionamento. Mentre l’interfaccia del cruscotto del camion segnala la mancata chiusura degli stabilizzatori della gru e non solo. Con FXLink le potenzialità sono molte e Fassi ne stà sviluppando di nuove... facebook.com/fassigruspa

Fuel and level consumption

Battery charge level

Engine RPM control

Truck PTO control


EditorialeOn EMANUELA PIROLA

Ma quanto ci piace il tira e molla!

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NULLA È COSÌ LOGORANTE QUANTO L’INDECISIONE, E NULLA È COSÌ FUTILE. (BERTRAND RUSSELL)

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entre a livello nazionale impazzano le polemiche sulla Torino-Lione, in Europa c’è chi non perde tempo e cerca soluzioni alternative per realizzare comunque il corridoio 5 che unisce Lisbona a Kiev, che l’Italia ne faccia parte o meno. In effetti, un’alternativa, almeno sulla carta, è già disponibile: si tratta della tratta Lione-Ginevra e, udite udite, esiste già anche una proposta di finanziamento di tale infrastruttura all’interno del cosiddetto Cef, la voce del bilancio europeo che comprende gli investimenti per potenziare la rete di trasporti dell’Unione europea. Come biasimare tale posizione? Parafrasando una famosa frase di una serie televisiva degli Anni ‘60 “Le esigenze dei molti contano più delle esigenze dei pochi”: l’infrastruttura non serve solo all’Italia ma a molti altri Paesi europei. Continuare a bloccarla non porterà a nient’altro se non alla nostra esclusione da future vie sulle quali transiteranno commercio, affari e persone. Ma tant’è. Sembra che al popolo italiano non interessino i soldi (pensate solo a quante aziende potrebbero trasferire le proprie unità produttive per cercare una logistica di consegna delle proprie merci più comoda e meno costosa). E neanche farsi prendere in giro, perché appare evidente che chi ci governa non decide per il si o per il no su basi razionali, ma in base al proprio tornaconto. Esempio? Pare che una arteria viaria come la Agrigento-Caltanissetta sia più importante di una Lione-Torino. Chissà chi ci dovrà mai viaggiare, a parte i soldi della mafia e qualche migliaio di voti che salvino alle prossime elezioni un partito a cinque punte in lento declino. Chiudo questa breve riflessione con un’ultima chicca: la Svizzera ha stanziato 13 miliardi di franchi per realizzare “Ferrovia 2035”, un piano di oltre 200 cantieri destinati ad ampliare la rete ferroviaria nazionale. Al destino non manca certo l’ironia: non solo in Svizzera transiterà un flusso di merci e persone che avrebbe potuto dare molto respiro alla nostra economia, ma lo farà su rotaia, contribuendo così allo sviluppo di una società più ricca e anche più pulita. Alla faccia di quanti, nel computo dei vantaggi-svantaggi della Torino-Lione, hanno incluso, come svantaggio, il mancato incasso delle accise del carburante dei veicoli industriali deputati al trasporto merci su gomma sostituiti dalla ferrovia. E allora, buon futuro a tutti. ❑


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INTERVISTA

Obiettivi ben definiti e strategie chiare. Su queste basi si svilupperà il 2019 di DAF Trucks che in Italia punta ad aumentare le proprie quote di mercato nel segmento dei carri DI EMANUELA PIROLA

La parola a... Paolo Starace

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È L’ANNO DEGLI

autocarri

NEL 2019 DAF FOCALIZZERÀ MOLTE DELLE PROPRIE attività nel segmento degli autocarri, con azioni mirate che coinvolgeranno dealer, allestitori e clienti, soprattutto per i settori vocational. Un approccio “glocal”, da multinazionale in grado di fornire veicoli e risposte tailor made per ogni singola applicazione.

opo un 2018 che entrerà negli annali, a partire dai risultati commerciali raggiunti per arrivare al coronamento con l’assegnazione del titolo di Truck of The Year, DAF Trucks si appresta ad affrontare un 2019 “diverso”, dove il focus verrà spostato sugli autocarri. Un segmento che per il Costruttore olandese offre ampi margini di crescita, che potrebbero permettergli di replicare quanto ottenuto nel 2018 in termini di risultati globali. Condizioni al contorno permettendo, come ci spiega Paolo Starace, AD di DAF Trucks Italia.

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MC: Possiamo dire che il 2019 sarà per DAF un anno particolarmente votato al segmento construction? Paolo Starace: Direi di si, ma con alcune importanti precisazioni, che derivano da un’attenta analisi del mercato di questi ultimi anni. Come sappiamo, la crisi che ci siamo lasciati da poco alle spalle ha colpito duramente il settore dei veicoli industriali e dell’autotrasporto. Quest’ultimo sta vivendo un periodo di ripartenza, comune peraltro alle altre Nazioni europee, ma

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fondamentalmente la crisi non ha cambiato l’approccio all’uso dei trattori stradali né le esigenze delle aziende di autotrasporto, la cui attenzione è focalizzata sugli stessi temi del passato, tra i quali contenimento dei costi, affidabilità e gestione delle flotte fanno la parte del leone . Nell’ambito invece dei veicoli destinati a usi diversi dal trasporto merci l’approccio del cliente si è modificato. Prima della crisi eravamo soliti parlare di mezzi d’opera, definizione con cui indicavamo tipologie ben specifiche di veicoli, generalmente 8x4, 8x6 e simili. Per sopravvivere alla crisi, molte aziende che utilizzavano tali veicoli hanno rivisto la composizione del proprio parco, optando per configurazioni più flessibili, in maniera tale da poter lavorare in ambiti applicativi diversi sfruttando il medesimo mezzo. In alcuni ambiti i nostri clienti hanno addirittura preso in considerazione l’acquisto di trattori, da poter utilizzare per esempio, per un trasporto inerti che prevede anche lunghi tragitti su strada. Un veicolo quindi che combini aspetti più stradali alla possibilità di affrontare anche tratti di off road per entrare, per esempio, in cantiere o nelle cave. Questo


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cambio di scenario ci ha spinti, a nostra volta, a un nuovo approccio: non ragioniamo più in termini generici di veicoli construction bensì in termini di segmento vocational, intendendo con tale definizione veicoli destinati a specifiche applicazioni, ma non necessariamente off road. Mi riferisco per esempio ad applicazioni quali la raccolta rifiuti, la movimentazione di materiali non necessariamente solo edili, mediante allestimenti scarrabili, gli spurghi e così via. In tale contesto, le applicazioni off road ovviamente rientrano ma sono solo una parte di un mercato che vede le aziende impegnate su più fronti applicativi. Questo cambio di paradigma sposa interamente quello che è il nostro obiettivo come Costruttore: aumentare la nostra presenza nel segmento degli autocarri. MC: Quindi nel 2019 vedremo DAF impegnata in uno sforzo focalizzato sui carri, che proporrete quali mezzi ideali per le applicazioni vocational? Paolo Starace: Esattamente. L’obiettivo è aumentare le nostre quote di mercato negli autocarri, per allinearle a quelle che già deteniamo nei trattori. A differenza di questi ultimi, i carri sono acquistati da aziende che operano a livello locale, quindi i mezzi restano sul territorio italiano, cosa che crea un buon indotto anche per la nostra rete di concessionari, che è la nostra linea diretta con il mercato; senza dimenticare che il ciclo di vita di un autocarro è generalmente più lungo di quello di un trattore, e quindi permette di creare rapporti duraturi e di fidelizzazione con i clienti. Per ottenere i risultati che ci siamo prefissati agiremo su molteplici fronti. Innanzitutto organizzeremo corsi di formazione per la nostra rete vendita per trasmettere il corretto approccio commerciale a un cliente autocarro. Non va infatti dimenticato che le esigenze di tali clienti sono molto diverse da quelle di un autotrasportatore: i parametri più importanti non sono, per esempio, la riduzione dei consumi, quanto più la portata utile, la robustezza e l’affidabilità. Quindi anche i venditori devono sapere padroneggiare gli argomenti giusti. Il corretto approccio è fondamentale anche con gli allestitori: anche per loro abbiamo previsto incontri tecnici per far si che cambi la loro percezione nei confronti dei nostri autocarri.Vogliamo far passare i concetti chiave di qualità, affidabilità e facilità di allestimento, che sono i nostri plus sugli autocarri, che con i trattori poi condividono anche tutti i vantaggi tecnologici, come quelli derivanti dalle nostre piattaforme motoristiche che sono attualmente lo stato dell’arte in materia di prestazioni, riduzione delle emissioni, affidabilità e riduzione dei consumi. Applicazioni specifiche richiedono allestimenti specifici che, a loro volta, necessitano dei migliori veicoli a disposizione. Quali sono i nostri. Infine, creeremo una flotta di veicoli demo con diversi allestimenti, che da una parte dimostreranno concretamente come la nostra volontà di aggredire il mercato sia solida e seria, e dall’altro saranno ulteriori strumenti che i nostri dealer avranno a disposizione per convincere anche i clienti più scettici: perché non c’è miglior argomento di una prova diretta. MC: Un obiettivo ambizioso. Quali potrebbero essere gli ostacoli che incontrerete?

Paolo Starace: Non credo di dire niente di nuovo

se affermo che i principali ostacoli che potrebbero frapporsi al raggiungimento dei nostri obiettivi sono legati all’andamento del mercato. Rispetto ai trattori, i segmenti in cui operano gli autocarri, fatte alcune eccezioni, stanno facendo fatica a riprendersi dalla crisi. A questa considerazione di carattere macroeconomico va aggiunta una valutazione particolare della situazione italiana. La palese ostilità alla realizzazione delle grandi opere potrebbe essere un problema. Se si valuta il passato, le grandi opere sono generalmente anti-cicliche, ossia quando l’economia privata va in crisi, i governi fanno partire opere pubbliche che sostengono economicamente i settori in difficoltà, salvaguardando posti di lavoro. Come ho detto prima, la crisi in alcuni settori non è ancora completamente superata: a livello europeo stiamo assistendo a Governi che hanno fatto partire opere pubbliche che ora fanno girare l’economia. In Italia stiamo percorrendo esattamente il sentiero in direzione opposta e questo dovrebbe farci riflettere. Come cittadino, prima ancora che come Amministratore Delegato di DAF, mi chiedo spesso come sia possibile non comprendere che progetti come le grandi opere devono esulare da quello che è il girotondo dei Governi. Quando un progetto viene approvato e iniziato, a maggior ragione se coinvolge altre Nazioni, come nel caso della Tav, rimettere in discussione tutto gioca solo a nostro svantaggio perché, alla fine, non avremo un’infrastruttura, pagheremo penali e ci saremo anche giocati la nostra credibilità. Cosa, quest’ultima, gravissima perché dissuade a futuri investimenti stranieri. MC: Un’ultima domanda sulle nuove tecnologie: con il Bauma alle porte si parla di connettività, digitalizzazione ed elettrificazione anche per macchine e veicoli operanti in settori quali quello edile, ma anche minerario, del sollevamento e così via. Quanto ritiene sia futuribile, ma soprattutto vantaggioso, un eventuale travaso di tali tecnologie dal settore del trasporto su strada a veicoli come quelli vocational? Paolo Starace: A livello di fattibilità, l’adozione di tecnologie legate alla digitalizzazione e connettività su veicoli vocational è una realtà applicabile fin da oggi. Sull’elettrificazione la tecnologia non è matura per l’autotrasporto, men che meno quindi per applicazioni heavy duty. A mio avviso, però, sono altri i punti da chiarire. Parlando in termini economici, stiamo parlando di tecnologie che hanno richiesto notevoli investimenti in R&D da parte di tutti gli OEMs e i numeri del mercato vocational non sono in grado di giustificare, almeno per ora, la loro adozione su vasta scala. Guardando invece a quella che è la realtà e l’operatività quotidiana dei nostri clienti, non dobbiamo dimenticare i fondamentali: il tipo di business delle aziende che utilizzano veicoli con applicazioni particolari ha una necessità concreta di tali tecnologie? Non è più plausibile che, visto che nella maggior parte dei casi non si tratta di grosse flotte ma piuttosto di pochi veicoli per azienda, ognuno dei quali con il proprio driver che spesso funge anche da operatore dell’allestimento, le nuove tecnologie siano più un aggravio dei costi senza portare beneficio se non marginalmente e solo in alcuni casi? ❑ MACCHINE CANTIERI 5.0

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CoverStory YANMAR CEE

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THE (COMPACT) CORE Il nucleo compatto. Un gioco di parole che ben si attaglia a Yanmar CEE che fin dalla creazione della prima macchina da cantiere compatta nel 1968 e dall’invenzione del concetto di macchine a ingombro posteriore nullo nel 1993 ha fatto della compattezza la caratteristica precipua dei suoi prodotti DI LAURA MOLE PIANE • FOTO DI YANMAR CEE PHOTO GALLERY

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Quattro semplici date riassumono le tappe salienti della storia di Yanmar CEE. 1912, l’anno della fondazione; 1968, anno del lancio della prima macchina compatta per la cantieristica; 1993, anno che ha visto la nascita della gamma ViO, ossia macchine a ingombro posteriore nullo (Zero Tail); e infine 2019, anno in cui, a Bauma, il Costruttore giapponese presenterà una gamma completa di 35 modelli appositamente studiati per offrire soluzioni per ogni applicazione, frutto di un progressivo rinnovo dei miniescavatori e dell’integrazione delle nuove linee di pale gommate articolate ed escavatori gommati. Lo sviluppo di tecnologie sempre più all’avanguardia in grado di offrire agli utenti un vero valore aggiunto in materia di prestazioni ergonomia e qualità è ciò che ha guidato e guida ancora oggi Yanmar CEE nello sviluppo e nel miglioramento delle sue macchine operatrici. Fondamenti che si riscontrano

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CoverStory YANMAR CEE

ampiamente anche nei nuovissimi modelli che verranno presentati a Bauma dall’8 aprile. Andiamo subito a vedere di cosa si tratta. UNA NEW ENTRY TRA I GIROSAGOMA Innanzitutto entra a far parte della gamma ViO il nuovo ViO23, un vero miniescavatore Zero Tail in quanto il contrappeso non sporge nemmeno quando il telaio del carro è in configurazione stretta. Allo stesso modo, le parti anteriori della torretta non superano la larghezza dei cingoli. Il raggio d’ingombro di soli 1.380 mm gli consente di lavorare anche negli spazi angusti dove le macchine convenzionali non potrebbero muoversi, in particolare nelle aree urbane. Prima chicca del ViO23 è il telaio a carreggiata variabile, estensibile da 1.380 mm a 1.550 mm di larghezza. Grazie all’ottimale distribuzione dei pesi, la macchina offre un’eccellente stabilità e una capacità di sollevamento molto elevata: in ogni caso è disponibile in opzione un contrappeso aggiuntivo per lavorare in sicurezza con attrezzature particolarmente pesanti. La compattezza del telaio inferiore e il suo peso di trasporto di soli 2.365 kg (cabina, contrappeso e braccio standard) consentono a questo modello di essere facilmente trasportato con i relativi accessori su un piccolo rimorchio. A muovere il nuovo miniescavatore vi è un’unità Yanmar 3TNV76-PBV1 a 3 cilindri ad iniezione diretta e controllo elettronico, con una potenza lorda di 14,6 kW a 2.400

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giri/min., che appartiene alla nuova generazione di motori Yanmar ed è il risultato dell’impegno del Costruttore nel realizzare prodotti tecnologici di altissimo livello in termini di consumo di carburante e di riduzione delle emissioni inquinanti (vedi box). Il sistema di decelerazione automatica e la modalità “ECO” sono previsti di serie. L’impianto idraulico è di tipo ViPPS (ViO Progressive 3-Pump System) composto essenzialmente da 4 pompe idrauliche (2 a cilindrata variabile e 2 ad ingranaggi di cui una utilizzata per l’alimentazione dei servocomandi) e un distributore che funziona secondo il principio della sommatoria di portate (principio ViPPS) che accumula la portata delle varie pompe per ottenere la combinazione ottimale in termini di velocità, potenza e fluidità di manovra. Questo sistema idraulico favorisce l’esecuzione simultanea dei movimenti anche durante la traslazione del mezzo. DUE MIDI DI SPESSORE A fianco del ViO23 arrivano anche due anteprime mondiali nella categoria dei midiescavatori. Si tratta del nuovo ViO82 equipaggiato con l’innovativo sistema idraulico ViPPS2i e del modello ViO80-2PB nella versione con braccio triplice. Questi due nuovi modelli incrementano ulteriormente il portafoglio prodotto del Costruttore giapponese nella categoria da 8-12 t che consente oggi ai clienti di scegliere tra


VIO23: FAST SPECH Peso operativo (cingoli in gomma) 2.295 kg (tettuccio) / 2.435 kg (cabina) Peso di trasporto (cingoli in gomma) 2.220 kg (tettuccio) / 2.365 kg (cabina) Profondità massima di scavo, lama abbassata 2.450 mm Altezza di scarico 2.570 mm Raggio di rotazione posteriore 690 mm Motore Yanmar Diesel 3TNV76-PBV1 Potenza lorda 14,6 kW Forza di scavo (braccio) 13,1 kN Forza di penetrazione (benna) 17,5 kN Velocità di traslazione 2,2 - 4,2 km/h Dimensioni fuori tutto (Lungh. x Largh. x Altezza) 3.890 mm x 1.380 mm x 2.480 mm

molteplici configurazioni: macchine giro-sagoma o modelli convenzionali; macchine con braccio boomerang, con braccio deporté o triplice: ben 7 modelli in grado di rispondere perfettamente ad ogni esigenza operativa. La progettazione di questi due nuovi midiescavatori ha beneficiato del concetto di “Universal Design” tramite cui Yanmar CEE valorizza l’aspetto ergonomico delle proprie macchine che infatti presentano notevoli miglioramenti in termini di comfort e sicurezza operativa. L’operatore ha a disposizione un ambiente ergonomico mentre il design della cabina permette di avere un’ottima visibilità a 360° per migliorare la sicurezza in cantiere e l’efficienza lavorativa.

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CoverStory YANMAR CEE

Il sedile a sospensione pneumatica offre numerose possibilità di regolazione per trovare una posizione di lavoro ottimale. A livello di caratteristiche tecniche, invece, il modello ViO82 è equipaggiato con il nuovo sistema idraulico ViPPS2i che utilizza due pompe a portata variabile indipendenti ed un distributore a combinazioni multiple. Il sistema fornisce solo la quantità di olio idraulico necessaria all’operazione richiesta consentendo di realizzare tutte le operazioni con la massima fluidità e in modo simultaneo, mentre il nuovo regolatore elettronico della pompa idraulica adatta il flusso in base alle prestazioni del motore. Ciò significa che la potenza del motore è sfruttata alla perfezione e le prestazioni della macchina sono ottimizzate, così come i consumi. Il midiescavatore ViO80-2PB offre in più la configurazione con braccio triplice che garantisce prestazioni migliorate in termini di sollevamento, spostamento e posizionamento dei carichi. L’articolazione del braccio viene controllata dall’utilizzo di un solo cilindro montato nella parte superiore del braccio stesso in posizione protetta. L’orientamento del cilindro di articolazione consente di aprire il braccio più rapidamente e di chiuderlo più lentamente per ottimizzare eventuali manovre di posizionamento di carichi. Entrambi i nuovi midiescavatori sono mossi da un motore Yanmar 4TNV98C-WBV1 con iniezione diretta e sistema Common Rail, erogante da 55,6 CV. Le emissioni sono tenute sotto controllo grazie al sistema EGR e al filtro antiparticolato, mentre una centralina a controllo elettronico gestisce il regime in base alla coppia necessaria, ottimizzando in tal modo il carico del motore. Ciò consente di risparmiare carburante miglio-

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VERSO UN FUTURO SOSTENIBILE Il fondatore di Yanmar, precorrendo i tempi, oltre 100 anni fa già affermava: “Risparmiare il carburante vuol dire servire l’umanità”. Tenendo fede a questa visione e alla promessa di sviluppare prodotti innovativi in grado di contribuire a un futuro sostenibile, Yanmar CEE si presenta a Bauma già pronta per i nuovi standard di emissioni, montando sulle proprie famiglie di mini e midiescavatori da 5 a 8 t nonché sui dumper da 3 t i propri motori della serie TNV di ultima generazione dotati di filtro antiparticolato. I modelli B7-Sigma, ViO80-2, ViO82 e C30 sono equipaggiati con i motori Yanmar a 4 cilindri a iniezione diretta con sistema

common rail: la prima permette di avere una maggiore efficienza dei motori diesel mentre il sistema common rail consente un controllo più accurato dell’iniezione e quindi una migliore resa in rapporto ai consumi. I nuovi motori sono totalmente conformi alla normativa Stage V grazie all’adozione del sistema EGR a contenimento degli ossidi di azoto (Nox) e del filtro antiparticolato (DPF) a contenimento delle polveri sottili (PM). Inoltre Yanmar ha sviluppato un esclusivo sistema di rigenerazione dei filtri al fine di allungare gli intervalli di manutenzione a 6.000 ore e limitare i tempi di fermo macchina per la loro pulizia.

rando nel contempo la produttività. Il consumo di carburante è ulteriormente ridotto grazie al sistema di decelerazione automatica che consente al motore di passare al minimo se l’operatore non tocca le leve di manovra per 4 secondi, e grazie alla modalità Eco, che controlla con efficacia il regime del motore, in particolare quando un ciclo di lavoro necessita di meno potenza e una bassa velocità di esecuzione. ❑


Giacomo, 27 anni gruista

“Lavoro in totale sicurezzaâ€? Magni Telescopic Handlers srl nasce nel 2012 e da subito si presenta al mercato come partner affidabile ed esperto nella costruzione di telescopici rotativi e fissi e di piattaforme aeree. Il saper fare di Magni si traduce in macchine robuste e performanti, con un elevato contenuto di tecnologia ed innovazione. Uno stile costruttivo inconfondibile che parla di qualitĂ , sicurezza e pura passione italiana. www.magnith.com

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TESTIMONIANZE

(AUTOVICTOR)

GENOVA PER NOI... Gli uomini e le macchine di Autovictor hanno contribuito a realizzare i nuovi svincoli di collegamento tra l’uscita autostradale di Genova Aeroporto e il capoluogo ligure

arlare di Genova può assumere i tratti della tragedia, se si pensa alle vittime del crollo del ponte Morandi, o i toni della farsa, se si va con la mente alle tante (troppe) parole legate alle cause e alle ipotesi ricostruttive. Oppure si può scegliere di parlare del capoluogo ligure sotto un’altra ottica, cioè andando a vedere cosa si sta facendo per ridare vita a una città da sempre simbolo dell’italianità più autentica. In linea con questa visione positiva, abbiamo “rubato”

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il titolo a un grande della musica italiana, “Genova per noi” di Paolo Conte è infatti un vero capolavoro, un affresco in musica che tratteggia il contrasto tra la città dei “gamberoni rossi” e la campagna avara di sole. In poche parole è uno scanzonato inno a una città che vuole ripartire, o almeno noi l’abbiamo interpretato in questo modo. Ma lasciamo ad altri, più qualificati, l’analisi del brano del cantastorie astigiano, per entrare nei dettagli di un intervento che, guarda caso, unisce la città di Genova a un’azienda

LE tappe Il cantiere di Genova è stato suddiviso in due macrosezioni. La prima, dedicata al varo dell’impalcato sud, si è sviluppata tra la fine di ottobre e la metà di dicembre dello scorso anno. La seconda parte, che ha coinvolto l’impalcato nord, si è svolta tra febbraio e marzo di quest’anno. Se abbiamo dedicato le nostre pagine al sollevamento del concio centrale del viadotto nord eseguito a inizio febbraio, ricordiamo come l’intervento sia stato completato con altri due sollevamenti che hanno visto coinvolte le medesime macchine.

piemontese.Autovictor, di San Pietro Mosezzo (No) è infatti la protagonista assoluta di un intervento per la realizzazione dei nuovi svincoli di collegamento tra l’uscita autostradale di Genova Aeroporto e la città. Un lavoro programmato da tempo, ma


LA PAROLA all’esperto accelerato nella sua esecuzione proprio dall’emergenza dovuta al crollo del Ponte Morandi. Nello specifico Autovictor è stata chiamata per realizzare il sollevamento delle travate in carpenteria metallica finalizzate a formare il nuovo viadotto. L’intervento, complesso e articolato, si è svolto in più fasi. E noi, nello specifico, ci vogliamo focalizzare sui lavori della notte tra il 2 e il 3 febbraio, quando gli uomini e le macchine di Autovictor hanno effettuato il sollevamento del concio centrale del viadotto nord: una trave

metallica da 307 t di peso per una lunghezza di 75 m. Per la movimentazione del concio la società ha utilizzato due carrelli modulari SPMT Scheuerle a 6 assi e due power unit che hanno trasferito la trave dal punto di costruzione alla posizione di presa delle autogrù: una Liebherr LTM 1750-9.1 e una Terex-Demag TC 2800-1. La Liebherr LTM 17509.1 è stata allestita in configurazione T (ovvero con braccio base), mentre l’unità Demag è stata allestita in configurazione SSL 48, cioè con 48 m di braccio principale e super lift.

“Quando si affrontano cantieri di questo tipo, le difficoltà sono molteplici. Prima di tutto c’è stato l’impegno di tutto lo staff per ottenere la chiusura totale di Via Siffredi (SS Aurelia) per 31 ore a partire dalle ore 10.00 del 2 febbraio. È seguita la necessità di concordare e far combaciare la chiusura della rete viaria con quella della rete ferroviaria. Superati questi due aspetti tecnico amministrativi, ci siamo dovuti scontrare con la realtà di cantiere e l’esigenza di allestire una macchina importante come la TC 2800-1 in sole 9 ore partendo da zero. Decisamente delicato anche il coordinamento via radio tra gli operatori e i due tecnici a terra per sollevare e portare in posizione finale la trave”. Alessandro Gino, Direttore Tecnico di Autovictor

Da segnalare, inoltre, come la preparazione finalizzata ad armare le due autogrù principali sia iniziata circa una settimana prima della data del varo, impiegando due autogrù ausiliarie da 70 t di portata e 33 mezzi autoarticolati che hanno trasportato gli elementi, le zavorre e gli accessori delle due macchine principali. Se la macchina Liebherr è stata allestita nei giorni antecedenti il varo, la conformazione del cantiere, stretto e largamente occupato dall’imponenMACCHINE CANTIERI 5.0

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TESTIMONIANZE

CHI È

Autovictor

Autovictor è attiva nel noleggio a caldo di autogrù, nei trasporti standard ed eccezionali e nel noleggio a freddo di piattaforme e sollevatori telescopici. Fondata da Vittorino Gino nel 1969, Autovictor è attiva sul mercato italiano e internazionale attraverso un parco macchine in continua evoluzione, cui fa il paio un consistente investimento nelle risorse umane, il vero capitale di una realtà attenta a ogni dettaglio. Specializzata nel sollevamento (la prima autogrù è una Rigo da 14 t risalente al 1976), Autovictor si è evoluta negli anni attraverso le scelte e le intuizioni di Angelo Gino, Amministratore dell’azienda, mentre l’importante ruolo di Direttore Tecnico è ricoperto dal figlio Alessandro. Le 75 persone - tra operatori, tecnici d’ufficio e reparto amministrativo - che lavorano in Autovictor sono distribuite nelle quattro sedi della società: la storica sede di San Pietro Mosezzo, in provincia di Novara, e le tre filiali di Brescia, Gallarate e Gravellona Toce.

te concio, ha obbligato l’allestimento della Terex-Demag nel giorno stesso del tiro. Durante il sollevamento, Autovictor ha utilizzato un’ulteriore unità Liebherr LTM 1070-4.1 posta a servizio della tavola del mast della TC 2800-1 e utilizzata per posizionare le zavorre del super lift sulla tavola posteriore. La logistica di cantiere ha visto la LTM 1750 posizionata piuttosto vicina alla pila di appoggio della trave in prossimità del punto di presa della stessa, mentre la TC 28001 ha dovuto portare la trave oltre la sede ferroviaria fino ad arrivare alla

pila di appoggio. Il cantiere di sollevamento ha coinvolto ben 15 persone fra operatori delle autogrù, autisti, meccanici di supporto e tecnici. Notevole anche l’attività di progettazione del sollevamento che è stata messa a punto dall’ufficio tecnico di Autovictor e condivisa con il cliente finale. Come accennato l’intervento è durato dalle 07.00 del 2 febbraio fino alle 09.00 del 3 febbraio, mentre il sollevamento vero e proprio è stato eseguito dalle 23.00 del 2 (orario imposto dallo stop della rete ferroviaria) fino alle 06.00 del giorno seguente. Una durata particolarmente lunga, dovuta soprattutto alla necessità di aggiungere zavorre sulla tavola del super lift della TC 2800-1 in relazione al continuo incremento del suo raggio di azione. “Quell’espressione un po’ così”, come direbbe ancora Conte, per una volta è un’espressione soddisfatta, per l’ottima riuscita di un lavoro ben programmato. ❑ AUTOVICTOR SRL via Galvani 11/13 Zona Industriale 28060 San Pietro Mosezzo (No) tel. 0321 35000 Fax 0321 468650 www.autovictor.it info@autovictor.it

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KOHLERPOWER.IT HALL A4, BOOTH 225

AVOID ATTACK

It’s time to defeat downtime. Our new KDI engines are loaded with maximum power and torque, so you never have to stop. They’re also ultra compact and equipped with KOHLER ® Flex technology — a suite of integrated engine systems that allows you to meet every emission standard on earth, including Stage V. The future of power is here. BE UNSTOPPABLE.


REPORTTECNICO

BAUER

IL FATTORE CAMPO Q

uando si tratta del Bauma, Bauer “gioca in casa”. Questo concetto è ben sintetizzato dalle parole del Dott. Ruediger Kaub, Direttore Generale di Bauer Maschinen GmbH:“siamo un’azienda globale con radici bavaresi, per questo il Bauma di Monaco è sempre un evento particolarmente speciale per noi”. In effetti il gruppo

Le Klemm

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Bauer Maschinen a Monaco presenterà il meglio della sua produzione, le sue più importanti innovazioni e anche il software B-project per la gestione dati, candidato per il Bauma Innovation Award 2019. Di seguito una veloce carrellata. Partiamo dalla gamma PremiumLine, che sarà rappresentata da tre modelli: BG23H, BG33 e BG45. Equi-

Marchio specializzato negli ancoraggi e nella realizzazione di pali di piccolo diametro, le novità Klemm al Bauma saranno focalizzate soprattutto sui cinematismi, sul

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controllo remoto, sui consumi e sulla sicurezza. A Monaco sarà esposta la perforatrice compatta KR 704-2E pensata per l’uso interno in edifici già esistenti,

paggiate con varie attrezzature, solo un esempio delle tante applicazioni per cui possono essere usate queste perforatrici, sono tutte dotate del sistema EEP, Energy Efficient Power tecnology. La BG23H e la BG33 saranno esposte con i carri base di ultima generazione BT65 e BT85, che prevedono una piattaforma integrata per l'accesso facilitato e sicuro per

dove il motore elettrico consente di lavorare in modo silenzioso e senza emissioni. Sarà presentata anche la perforatrice KR7093G (un ulteriore

sviluppo del modello precedente in versione CFA) e la KR909-3G equipaggiata con martello “in testa” idraulico KD2524 e caricatore MAG 2.5V. Assoluta novità la


LE RTG eseguire i lavori di manutenzione. La BG 23H, equipaggiata con il cinematismo di tipo H, sarà in versione per CFA; mentre la BG33 sarà equipaggiata con il cinematismo di Due le RTG allo stand. La tipo V, argano a RG27S sarà presentata con singolo strato e equipaggiamento CSM per il cutter soilmixing e una presentata per testa miscelante BMC 10 per la lavorazione una profondità massima di dei pali rivestimiscelazione di 30 m. La RG19T ti. Top di gamsarà esposta con il silent Vibro te (la larghezza di ma della serie V MR 150 AVM con isolamento trasporto è di soli PremiumLine, la sonoro per l’infissione di palancole. 2,5 m) offre una BG45 sarà invece piattaforma inteequipaggiata con grata per la manutenzione un sistema avanzato di assie consente un facile accesso a tutti stenza di perforazione per realizzare i punti di servizio della cabina, con pali profondi e pali FDP con il mealti standard di sicurezza. Tutte le todo lostbit. Il carro base è un BS 95 funzioni operative sono gestite via con equipaggiamento speciale. joystick, mentre il display, i pannelli Per la ValueLine ecco invece una di controllo e il sedile per l’operatoBG15, un'innovativa perforatrice re sono stati pensati per un maggiore in termini di funzionalità e di flescomfort. Il macchinario, in configusibilità, capace di adattarsi anche ai cantieri di più piccole dimensioni. razione da trasporto, ha un'altezza di 3,3 m. Oltre la BG 15 H, Bauer Alimentata da un motore Caterpillar al Bauma presenterà in prima monda 186 kW a bassi consumi e con un diale anche una nuova perforatrice innovativo sistema idraulico, questa ValueLine, le cui caratteristiche tecmacchina flessibile e versatile verniche saranno rivelate a Monaco. rà esposta in due varianti: per una Cambiamo settore e parliamo deprofondità di 32 m e la possibilità di perforazioni sotto base mast; gli escavatori tralicciati. Per questo oppure per profondità fino a 44 m. particolare segmento la riproduzione di una lavorazione a diaframmi Ricordiamo, inoltre, che la BG15 rappresenterà una vera e propria può essere configurata anche per lavorare con la metodologia CFA. attrazione dello stand Bauer, dove sarà esposta una fresa BC sull’escaUn’assoluta novità è il carro base BT vatore tralicciato MC96. Macchina 50. Completamente ridisegnato, noda 130 t, la MC96 è un best seller nostante le sue dimensioni compat-

perforatrice KR 806-3GS, l’ultima versione della già conosciuta e apprezzata serie 806. Da segnalare il sistema di manipolazione di aste e rivestimenti HBR 120 (premiato nella scorsa edizione del

Bauma) da allegare all’escavatore in cantiere che combina le innovazioni tecnologiche con l’alto livello di sicurezza sul lavoro.

ALLO Stand Presso lo stand FN520 posto nell'area esterna Nord, troveranno spazio tutti i prodotti del Gruppo Bauer: le perforatrici, gli escavatori tralicciati, le macchine per diaframmi, oltre ai brand Klemm, Hausherr, RTG, ABS Trenchless e MAT. Ovviamente allo stand sarà presente l'intero staff di Bauer Macchine Italia a disposizione di tutti gli operatori del settore.

della gamma Bauer che condivide la fortuna di questa famiglia di prodotti con la MC128 da 170 t, la MC86 da 110 t e la recente MC76 da 90 t. Questi escavatori sono disegnati per resistere ai grandi carichi tipici delle fondazioni speciali, grazie alla robustezza dell’acciaio, alle molteplici funzionalità di cui sono dotati e all’uso di componenti di alta qualità. Lo stand ospiterà anche una benna idraulica DHG V installata su una GB50, equipaggiata con il sistema di gestione delle manichette HDSG 80. La macchina ha una connessione CAN nella benna con trasmissione delle informazioni via cavo per offrire funzioni quali il rilevamento della posizione della benna sul display, il girobussola e il controllo dei flap su asse x, y e z in diretta. Sulla GB50, equipaggiata con due argani a caduta libera da 25 t, come detto è montata la benna DHG V in grado di scavare diaframmi da 600 e 1.800 mm di spessore e 80 m di profondità e che può utilizzare dentature speciali in grado di affrontare anche i terreni più duri. ❑ MACCHINE CANTIERI 5.0

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REPORTTECNICO

BKT

NUMERI CHE CONTANO

numeri sono sempre fondamentali. Sono alla base dello sport, delle statistiche, delle prestazioni in qualsiasi ambito. Ovviamente sono importantissimi quando si misura la produttività di una macchina e sono la base di partenza per qualsiasi scelta. In poche parole quando si parla di numeri non ci si perde in sofismi, ma si arriva subito al sodo: i veri valori vengono a galla. Ed ecco che proprio sui numeri (e che numeri!) si fonda la partecipazione al prossimo Bauma

I

Per gli ambienti

più ostili 32

Earthmax SR 46 per dumper rigidi è stato pensato, progettato e costruito per un intenso utilizzo negli ambienti rocciosi, abrasivi e ostili. Questo pneumatico

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è stato progettato specificatamente per il trasporto di carichi pesanti e offre una resistenza eccezionale a tagli e lacerazioni, nonché un ciclo di vita

più lungo del prodotto. La carcassa e le cinture All Steel assicurano una protezione straordinaria contro colpi, sollecitazioni e forature al fine di

massimizzare le ore operative e incrementare la produttività. Earthmax SR 46 è inoltre caratterizzato da uno speciale disegno del battistrada


ALTRI numeri di BKT. Presso la Hall A6 Stand 215, BKT sorprenderà tutti i visitatori della fiera di Monaco con una grandissima novità: la prima mondiale della nuova misura 33.00 R 51 del suo Earthmax SR 46, con oltre 3 metri di diametro. Come sempre, i piani dell’azienda prevedono di lasciare il segno presentando uno pneumatico Giant dalle caratteristiche incredibili. Stiamo infatti parlando di Earthmax SR 46, un enorme pneumatico destinato ai dumper rigidi chiamati a operare nelle condizioni ostili degli ambienti rocciosi, come le miniere, le dighe, i siti delle grandi opere edilizie. Precedentemente disponibile nella versione da 49”, al Bauma sarà ufficialmente presentato nella misura più grande mai realizzata da BKT: 33.00 R 51. I numeri, come anticipato, lasciano senza fiato: 3.075 mm di diametro, una larghezza di 975

BKT offre una vasta gamma cm e un peso di 2.400 kg. zioni. Per questo motivo di pneumatici progettati per L’inserimento in gamma di collabora fianco a fianco con i settori agricolo, industriale, una nuova misura Giant cole grandi case costruttrici di movimento terra, minerario, stituisce una precisa e oculata mezzi d'opera per offrire soportuale, ATV e giardinaggio. Le soluzioni di BKT sono scelta strategica dell’azienluzioni all’avanguardia, come progettate per le esigenze da, al passo con la proposta quest'ultimo prodotto che di qualsiasi tipologia di sempre più tecnologica di certamente saprà farsi valere utilizzatore e comprendono macchinari, che oggi vediain tutte le applicazioni più più di 2.700 differenti prodotti mo aumentare anche nelle difficili, dove la resistenza ai venduti in oltre 140 Paesi dimensioni. BKT è infatti tagli e alle lacerazioni rapin tutto il mondo. ben consapevole come gli presentano qualità essenziali pneumatici siano componenti per prolungare la vita delle fondamentali del sistema macchina, “calzature” di macchine importanti capaci di esaltarne in modo impat(e sottoposte a infinite sollecitazioni) tante le caratteristiche e le prestaquali sono i dumper. ❑

dotato di ramponi a blocchi con scanalatura lungo la circonferenza. Ne conseguono ottime prestazioni in curva con danno minimo alla parte esterna del battistrada. MACCHINE CANTIERI 5.0

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REPORTTECNICO

BOMAG

IL PUNTO DI FORZA n qualsiasi cantiere di dimensioni medio-piccole le piastre vibranti reversibili giocano un ruolo determinante. Parte integrante del cosiddetto light equipment - che annovera anche i vibrocostipatori, le piastre unidirezionali e i rulli con guida a timone – le BPR Bomag offrono una vasta gamma di soluzioni con un peso operativo compreso tra i 120 e i 750 kg, perfette per molteplici lavori su terra, pavimentazioni in asfalto e in pietra.

I

La Gamma

BPR

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I Vibrocostipatori Robusti, affidabili e resistenti, i vibrocostipatori Bomag, equipaggiati con motori a 4 tempi, sono perfetti per trincee e canalizzazioni, negli interventi di architettura paesaggistica e giardinaggio, nella compattazione di riempimenti e fondazioni, così come negli interventi di ripristino.

In linea generale, tutte le piastre reversibili Bomag sono protette in maniera ottimale e sono dotate di grande potenza per far fronte a qualsiasi necessità in termini di prestazioni di compattazione e di produzione. La gamma è divisa sostanzialmente in tre classi di peso. Le piastre leggere, da 25 a 40 kN di potenza, hanno un peso operativo compreso tra i 120 e i 300 kg e possono disporre del kit ruote come optional,

La famiglia delle piastre reversibili Bomag comprende molteplici modelli e versioni. Si parte dalla piccola BPR 25/40 per arrivare alla top di gamma BPR 100/80

D con peso operativo di 710 kg, larghezza di lavoro di 800 mm e forza centrifuga di 100 kN. All'interno della gamma i modelli di minori dimensioni si caratterizzano per

per un trasporto ancora più agevole dell'attrezzatura. Con classe di potenza tra 45 e 60 kN, le reversibili medie prevedono un peso operativo tra i 350 e i 500 kg e offrono non solo risultati eccellenti in termini di compattazione, ma anche un'elevata produzione soprattutto su terra e pavimentazione in pietra. La classe delle pesanti annovera macchine da 70 a 100 kN di potenza e con peso

diversificate versioni. La BPR 25 presenta 4 varianti con pesi da 135 a 150 kg e larghezze di lavoro da 400 a 500 mm. Sono invece tre le versioni del modello BPR 35,

per pesi da 205 a 225 kg e larghezze operative da 420 a 600 mm. In caso di utilizzo su selciato, Bomag mette poi a disposizione la versione Stoneguard,


LE Unidirezionali Decisamente diversificata anche la gamma delle piastre unidirezionali. Si va dalle leggere BP10/35 e BP 12/40, ideali per i piccoli lavori di riparazione e ripristino e particolarmente utili negli angoli o nelle zone di difficile accesso, alle specialiste dell'asfalto BP 12/50 A e BVP 12/50 A, fino alle potenti BP 20/50, BP 20/50 D, BP 25/50 e BP 25/50 D perfette per le più elevate esigenze di compattazione.

fino a 750 kg, ovviamente ideali per i cantieri più impegnativi. E se ancora non bastasse largo alla piastra speciale BPH 80/65 S dotata di comando a distanza. L'intera gamma beneficia di un cofano di protezione integrale, completamente ribaltabile, che garantisce massima protezione e ottima accessibilità al motore e agli altri componenti; mentre il timone di guida regolabile in altezza consente a qualsiasi operatore di trovare la corretta posizione di lavoro e, grazie alle vibrazioni con-

che comprende vari modelli di piastre vibranti reversibili con peso operativo compreso tra i 150 e i 500 kg. La Stoneguard incrementa le velocità

tenute, garantisce un elevato comfort operativo (le vibrazioni mano-braccio sono infatti inferiori a 2,5 m/s2). A proposito di comfort da segnalare il comando TipControl e il dispositivo di protezione retromarcia, integrati di serie, che assicurano la massima sicurezza e il massimo comfort di utilizzo nella classe oltre i 500 kg. La qualità e il controllo della compattazione sono invece affidati al Bomag Economizer che, disponibile per tutte le piastre vibranti reversibili a partire dai 350 kg, segnala all’operatore l’andamento della compattazione di lavoro fino al in tempo reale e in 30%, ma soprattutto modo autoesplicaevita che gli spigoli tivo. Com'è facile saltino via e il selciato intuire, questo sisi rompa, inoltre stema comporta un permette la posa notevole risparmio anche di lastre di grande formato. in termini di tempo

e di denaro, evita infatti passate inutili e visualizza immediatamente eventuali punti deboli. Una gamma completa, quindi, ma che ha un suo best seller. Stiamo parlando del modello BPR 70/70 D/E, che si caratterizza per un peso operativo di 580 kg, una forza centrifuga di 70 kN (la frequenza si assesta sui 66 Hz) e per una larghezza di lavoro di 700 mm. In grado di superare pendenze fino al 35%, garantisce una velocità di lavoro di 28 m/min. È equipaggiata con un motore diesel monocilindrico Hatz emissionato Stage V, raffreddato ad aria e che assicura 9,3 kW di potenza massima. ❑ MACCHINE CANTIERI 5.0

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REPORTTECNICO

DOOSAN

UN “CRESCENDO” DI ESCAVATORI oosan sta letteralmente stravolgendo la sua gamma escavatori attraverso il lancio di innumerevoli nuovi modelli. Fedeli al nostro titolo li presentiamo in rigoroso crescendo di peso operativo. Partiamo dai mini e precisamente dai due nuovi Stage V girosagoma: il DX27z da 2,7 t e il DX35z da 3,5 t che introducono molte dotazioni all'avanguardia e offrono ancora più qualità e robustezza. L'abitacolo spazioso e gli interni di qualità superiore assicurano un comfort da prima classe, mentre salire e scendere dalla cabina è ancora più facile grazie alla porta

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più ampia e alle nuove maniglie 3D ergonomiche. La cabina offre anche una finestratura decisamente estesa e montanti più sottili per una visibilità a 360°. I livelli di rumorosità e vibrazioni sono molto bassi e l'operatore può sfruttare tutti i vantaggi dei nuovi joystick a sforzo minimo e del nuovo pedale di traslazione in metallo.Anche la lama è stata ridisegnata per migliorarne robustezza e capacità auto-pulenti. Il DX27z è alimentato da un motore Kubota da 15,3 kW a 2.400 giri, mentre il DX35z è spinto da un Kubota da 18,2 kW a 2.200 giri. Nuove versioni Stage V anche per i

miniescavatori Doosan da 6 t (DX62R-3 e DX63-3) e 8 t (DX85R-3). Il Doosan DX85R-3 da 8 t è un escavatore con ingombro di rotazione posteriore ridotto (RTS), motorizzato con un diesel a iniezione diretta Common Rail Yanmar 4TNV98C da 44,3 kW di potenza a 2.100 giri e adotta un sistema di post trattamento con ricircolo dei gas di scarico (EGR) e filtro antiparticolato diesel (DPF). Medesimo propulsore anche per le nuove versioni Stage V del modello RTS da 6 t DX62R-3 e del pari classe a profilo di rotazione convenzionale DX63-3, che si traduce in un +22% della potenza rispetto ai modelli della precedente generazione. Gli escavatori da 6 t si distinguono anche per le grandi prestazioni idrauliche, con una portata massima di 132 l/min. La portata idraulica è controllata tramite un comando software a rotella che regola la mandata dell’impianto ausi-


Recycling Doosan ha introdotto il nuovo movimentatore di materiali DX250WMH-5, da 25 t, progettato per una vasta gamma di applicazioni di movimentazione e selezione di materiali tipica di settori come quello dei rottami metallici e degli altri rifiuti solidi, dell'industria del riciclo, del taglio e del trasporto di legname. È provvisto di stabilizzatori anteriori e posteriori, di braccio e bilanciere progettati appositamente per la movimentazione di materiali. È alimentato da un diesel a 6 cilindri Doosan da 129,4 kW.

liario (Aux1/Aux2), il brandeggio del braccio (déporté) e i movimenti di inclinazione. Notevoli, per le dimensioni delle macchine, anche le forze di scavo che alla benna raggiungono i 61,8 kN nel modello DX85R-3. Al Bauma esordio per la nuova generazione di escavatori cingolati Doosan di medie dimensioni rappresentata dal

nuovo DX300LC-7 da 30 t con omologazione Stage V. Tra le tante novità segnaliamo una particolare cura per l'ambiente di lavoro che si caratterizza per un migliorato design dell'abitacolo, un nuovo display touchscreen da 8", il sistema di avviamento senza chiave, le telecamere con vista panoramica a 360° di serie, sensori a ultrasuoni (opzionali) e fari di lavoro a LED (opzionali). Nuova anche la modalità di gestione della potenza Smartpower con sensibile riduzione dei consumi di carburante. Il DX300LC-7 è motorizzato con un diesel Doosan DL08, senza EGR, che riduce al minimo la generazione di particolato e utilizza la tecnologia di post-trattamento DOC/DPF+SCR, che richiede manutenzione solo dopo 8.000 ore di funzionamento. La macchina è equipaggiata di serie con l'avanzato sistema di monitoraggio DoosanConnect. Chiudiamo la nostra rassegna con un'altra prima del Bauma. Stiamo parlando del nuovo escavatore cingolato DX800LC-5B da 80 t presentato in configurazione con carro lungo (LC) e sottocarro estendibile in larghezza. Concepito per soddisfare le esigenze tipiche dei lavori in cava e, più in generale, per i grandi progetti infrastrutturali, è equipaggiato

con un nuovo motore da 358 kW e un impianto idraulico avanzato e intelligente (ecoPower). La tecnologia ecoPower di Doosan utilizza una pompa con gestione elettronica della pressione integrata in un impianto idraulico a centro chiuso per migliorare la produttività e l'efficienza dei consumi. Il sistema ecoPower utilizza nove sensori che rilevano la quantità di olio idraulico necessaria per svolgere una determinata attività e dosano con precisione il quantitativo di olio richiesto. Per garantire un uso ottimale del DX800LC-5B anche nelle applicazioni più severe, l'escavatore è inoltre dotato di ventola reversibile per la massima efficacia all'impianto di raffreddamento. ❑

I Dumper Al Bauma largo anche ai nuovi dumper articolati (ADT) Stage V da 30 e 40 t, destinati a sostituire i precedenti modelli Stage IV DA30-5 e DA40-5. Lo sviluppo di questi nuovi veicoli è il risultato di approfondite analisi di mercato, ascolto dei clienti e degli operatori e ulteriori feedback raccolti dal team dumper articolati e dal reparto ricerca e sviluppo

dello stabilimento Doosan di Molde, in Norvegia. I nuovi dumper hanno visto miglioramenti sotto il profilo estetico, ma anche notevoli upgrade tecnici. Da segnalare innanzitutto i nuovi e pluritestati motori Scania da 9 e 13 litri omologati Stage V, che si uniscono a una serie di migliorie funzionali volte a rafforzare la sicurezza, il comfort e

la semplicità manutentiva. Sotto questo profilo spicca il riposizionamento dei serbatoi del carburante diesel e dell'AdBlue e del sistema di ingrassaggio, tutti accessibili da terra. Anche questi nuovi modelli si caratterizzano per lo snodo di articolazione collocato dietro la ralla che assicura la ripartizione omogenea dei pesi anche durante la sterzata ad angolo massimo.

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Innovazioni FASSI

MENS ET MANUS È più importante l’uomo o la macchina? Per Fassi sono componenti paritetici di un binomio che ha ancora molto da offrire. Complici le moderne tecnologie DI EMANUELA PIROLA • FOTO DI FASSI PHOTO GALLERY

“L’

innovazione può essere declinata in diversi modi: dall’uso di nuovi acciai allo sviluppo di controlli idraulici innovativi, sino allo studio dei sensori che li controllano. Tutto questo si chiama sviluppo meccatronico, ma la vera rivoluzione sta nell’aver spostato il punto di osservazione: una gru non è più solo uno strumento da lavoro, ma un’estensione della volontà e della percezione dell’utilizzatore. Un concetto innovativo dove è l’operatore a diventare il centro delle nostre preoccupazioni progettuali. Questo ha portato allo sviluppo di interfacce uomomacchina sempre più intuitive e a sistemi che permettono all’operatore di dialogare e comunicare con la macchina, così da tenere sotto controllo i rischi e avere un feedback continuo delle condizioni in cui sta operando”. Con queste parole Rossano Ceresoli, R&D Technical Director Fassi, ha spiegato il concetto che sta alla base di una vera e propria “Fassi Revolution”. Il Gruppo di Albino infatti inaugura una nuova era nella propria R&D, mettendo l’uomo al centro dello sviluppo delle sue macchine: ma non sono le gru in sé e per sé a cambiare (tranquilli, avremo ancora radiocomandi, bracci articolati, sfili e tm con cui divertirci), ma i dispositivi che faranno da trait d’union tra esse e l’operatore: sistemi che sono a un passo dall’AI. Ma in attesa di una gru completamente robotica “alla Isaac Asimov”, guardiamo nel dettaglio i vari sistemi di gestione avanzata che Fassi ha sviluppato per semplificare da una parte, e rendere più sicuro dall’altra, il lavoro degli operatori. Partiamo da un esempio: i lattonieri montano

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le coperture sui tetti, giusto? Quasi sempre si trovano sul luogo della posa, ben distanti da gru e camion perché è lì che è necessaria la loro presenza per garantire la precisione dell’operazione. Oggi possono farlo in tutta sicurezza perché tutti i sistemi sviluppati da Fassi Gru permettono di garantire il totale

controllo di gru e veicolo anche se non si è nelle loro immediate vicinanze. Questo è solo un esempio di cosa significa per Fassi affrontare le problematiche del lavoro in maniera diversa e innovativa, mettendo sempre l’operatore al centro e sapendolo supportare anche se (e succede spesso) è prevenuto


FASSI AL BAUMA Due nuovi modelli di gru di classe media saranno il cuore delle novità di Fassi alla manifestazione monacense Al Bauma 2019 il Costruttore presenterà due nuovi modelli di gru di fascia media: la prima nella categoria di sollevamento di 30 tm e la seconda nella categoria di sollevamento di 35 tm. Entrambe appartengono alla serie XE-dynamic e saranno dotate di rotazione continua con ralla. Sono previste versioni da 2 a 8 sfili e tutti gli abbinamenti con jib come nei modelli Fassi

di pari categoria. Anche la dotazione elettroidraulica si presenta particolarmente completa e comprende i sistemi ADC (Automatic Dynamic Control), distributore idraulico digitale D850, unità di controllo FX500, unità di comando radio RCH/RCS di serie (V7RRC opzionale), FSC (Fassi Stability Control), CPM (Crane Position Monitoring), FS (Flow Sharing),

XF (Extra Fast), MPES (Multi Power Extension System), XP (Extra Power) e Prolink (Progressive Link). Rispetto ai modelli precedenti migliorano il rapporto peso/potenza e la tara a tutto vantaggio della versatilità che, come tradizione di questa categoria di gru, hanno nella distribuzione dei materiali edili il loro ambito di impiego più importante. Senza

voro dell’operatore. Ecco quindi una breve presentazione di alcuni dispositivi sviluppati internamente da Fassi, attivabili da radiocomando o con selettori.

nei confronti dei controlli elettronici ed è legato a un utilizzo della gru “vecchia maniera”. Diagnostica predittiva, connettività tra macchine, controllo degli spostamenti dei carichi e sicurezza della cabina sono solo alcune delle innovative funzionalità presenti che danno ancora più valore al la-

CONTROLLO & SICUREZZA Fassi ha sviluppato numerosi sistemi che coadiuvano l’operatore (che, ricordarlo non fa male, è anche il driver del camion) a un uso più sicuro della gru e, contemporaneamente, più veloce, cosa che determina un aumento intrinseco della produttività. Per esempio il sistema ACF (Automatic Crane Folding) permette l’apertura e la chiusura automatica della gru, in particolare per attivare la sequenza di ritorno a riposo. Il sistema opera esclusivamente in assenza di carico e in accordo a una configurazione avvenuta di rientro degli sfili (sia della prolunga idraulica che della gru). Prima della sequenza automatica di chiusura, il sistema pressurizza sempre gli sfili della gru e della prolunga idraulica. Grazie all’ACF l’operatore parte tranquillo, avendo la certezza che il sistema ha chiuso la gru in maniera corretta per i trasferimenti in sicurezza. E non ha perso tempo per posizionarla in tale stato.Altro sistema che aumenta la produttività è GAS, Grab Automatic Shake. Si tratta di un sistema di scuotimento regolabile e automatico della benna che ne permette lo svuotamento graduale agendo dal radiocomando. La gradualità dell’operazione è ottenuta anche a velocità elevate attraverso il controllo automatico dei movimenti di apertura e chiusura della benna. L’efficacia del sistema è garantita anche in caso di ma-

dimenticare però che misure compatte, peso contenuto e versatilità di utilizzo rendono le gru articolate ideali anche per una svariata serie di impieghi in settori, magari definiti di nicchia, ma che le vedono come partner insostituibili dei mezzi su cui sono montate. Pensiamo, per esempio, al settore nautico e della pesca e a quello ferroviario, per citarne solo alcuni.

novre multiple e non è influenzata dal Flow Sharing o dalla dinamica. Sia ACF e GAS sono sistemi che l’operatore controlla attraverso il radiocomando, in tutta comodità e sicurezza. Il radiocomando è infatti sempre più il “cuore” dell’interfaccia uomo-gru sviluppata dal Costruttore di Albino che recentemente ne ha presentato un’ulteriore, epocale, rivoluzione: FX-Link. Macchine Cantieri ha dedicato un lungo articolo a questo innovativo sistema sul numero 56: ricordiamo in questa sede che si tratta di un sistema sviluppato con l’obiettivo di ottimizzare la connettività tra gru e autocarro. In pratica, grazie a FX-Link l’operatore è in grado di controllare il camion dal radiocomando della gru e lo stato della gru dal cruscotto del camion, grazie allo sviluppo di nuove funzionalità di comando/controllo integrate. Sempre il radiocomando può essere oggetto di un upgrade tecnologico grazie al sistema FX901, Touch Screen Display: si tratta di un display grafico a colori da 7” con tecnologia touchscreen che permette di visualizzare informazioni dettagliate sulle condizioni di stabilizzazione e di lavoro della gru. Chiudiamo questa carrellata di dispositivi per la sicurezza e la produttività accennando all’Automatic Winch Control (AWC), che mantiene costante la distanza della carrucola tra l’occhiello in punta alla gru e il gancio di sollevamento agendo tramite una rete di sensori wireless dedicati che rilevano i movimenti e le variazioni della geometria degli sfili della gru. Quando i movimenti richiedono una variazione di sbraccio o una variazione di posizione MACCHINE CANTIERI 5.0

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Innovazioni FASSI rispetto al piano verticale del braccio secondario, il sistema agisce automaticamente sul verricello stesso adeguando la parte di fune svolta. CCD invece è il Cabin Collision Detection, un sistema attraverso sensori di posizione controlla i movimenti dei bracci della gru rilevandone la distanza dalla cabina del camion e bloccandoli automaticamente quando si avvicinano pericolosamente ad essa. Il movimento della colonna è controllato da sensori di rotazione che ne arrestano il funzionamento evitando collisioni.Appare chiaro che il numero di tecnologie e innovazioni applicabili a ogni singola gru Fassi è elevato. Per comunicare chiaramente questo grande patrimonio, il Gruppo ha deciso di raggruppare le caratteristiche distintive dei propri sistemi in “Techno Chips”: a ciascun chip corrisponde un’icona, che identifica l’insieme di plus tecnologici ad essa abbinati (per maggiori informazioni sui Techno Chips è possibile visitare il sito https:// www.fassi.com/it/fassi-gru-per-autocarro/ fassi-techno-chips/tecnologia-control.html) VISIONE D’INSIEME Le tecnologie Fassi non sono però solo singoli sistemi a controllo di singole azioni delle gru. Il reparto R&D di Albino è andato oltre, trasformando la rivoluzione tecnologi-

ca in qualcosa di... globale. Esempio di tale approccio a 360 gradi l’IoC, Internet of Cranes. Con questo sistema brevettato da Fassi, tutte le gru dotate dell’apposito dispositivo sono “online”, permettendo all’operatore di contare su un servizio di assistenza sempre attivo che ottimizza tempi e costi di manutenzione. Il sistema gestisce tutte le informazioni ricavabili sul funzionamento delle gru, per offrire all’operatore (o al centro assistenza) i vantaggi di una macchina dotata di logica intelligente attiva durante il suo utilizzo. Ma se l’IoC pensa alle gru in quanto

unità dispiegate nel Mondo, l’IMC agisce esclusivamente sulla singola gru sulla quale è installato. L’Integral Machine Control è, infatti, un innovativo sistema di controllo integrale, un vero e proprio “cervello digitale” che, attraverso un’elettronica sofisticata, coordina e gestisce, oltre alle sicurezze presenti sulla gru, le migliori condizioni operative per assicurare prestazioni e controllo macchina ottimali rispetto alle situazioni di lavoro. L’IMC si avvale di un sistema di comunicazione can-bus tra i sensori periferici del sistema. ❑

LA CASSAFORTE DI CANTIERE Sempre a Monaco Fassi presenterà EasY.Box, una soluzione sviluppata in collaborazione con e-Novia che propone una soluzione definitiva al noioso problema della gestione delle chiavi dei mezzi d’opera in cantiere. Tale gestione risulta infatti piuttosto complicata quando si è in presenza di una rotazione continua degli operatori: le chiavi in tale situazione restano generalmente sul mezzo, nascoste da qualche parte in cabina, prestando il fianco a enormi perdite di tempo per ritrovarle e, cosa ancora più grave, ai furti. EasY.Box è la soluzione sviluppata da e-Novia attraverso la sua controllata Y.Share per la custodia delle

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chiavi di avviamento e delle credenziali di identificazione a bordo del veicolo. Si tratta di un contenitore ad apertura elettromeccanica comandata da badge RFID (ma volendo anche dallo smartphone dei conducenti autorizzati), da installare a bordo e connesso con il sistema di backend tramite connessione GPRS. Il dispositivo è dotato di un lettore di badge contactless MiFare e NFC che comanda l’apertura e, se necessario, elettroserratura e contatti esterni. Ecco i plus di EasY.Box: • Il dispositivo è connesso all’alimentazione elettrica del veicolo, ma è dotato di una batteria tampone in grado di dare un’opportuna

autonomia di funzionamento in caso di disconnessione dell’alimentazione (per esempio per guasto o scarica della batteria principale del veicolo); • Il servizio offerto dall’utilizzo della “piattaforma di gestione”, ospitata su server cloud, include una dashboard dedicata al responsabile della gestione dei veicoli per coordinare l’associazione tra identificativi delle smartcard MiFare e dispositivo Smart Safe; • Il sistema è in grado, su indicazione del cliente, di registrare tutte le operazioni di apertura a bordo del veicolo, archiviandole sul servizio di backend. Questo consente di monitorare l’impiego del

veicolo, sapendo con certezza chi e per quanto tempo è stato utilizzato quel dato giorno; • In caso di manomissione del sistema (tentativo di apertura in assenza delle credenziali di accesso) il dispositivo è in grado, se alimentato e sotto copertura GPRS, di inviare un messaggio di allerta; • Il dispositivo, è anche in grado di tracciare la propria posizione mediante un ricevitore GPS integrato che, per ragioni di tutela della privacy, viene attivato solo ed esclusivamente su richiesta esplicita del cliente. L’utilizzo del dispositivo è immediato, consentendo quindi all’addetto di aprirlo e chiuderlo con operazioni elementari.


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Innovazioni HELLA

I

costruttori più intelligenti non lavorano a compartimenti stagni, ma vivono la loro competenza multidisciplinare come un’esperienza da sfruttare quotidianamente. Questo è appunto quello che avviene in Hella, dove le conoscenze maturate nel mondo automotive vengono travasate con continuità in tutti i settori in cui il leader dell’illuminazione è presente. Su tutti quello del movimento terra e del construction in generale. ADAS E IDAR I fari principali ammirati nelle più importanti berline (come il sistema Hella Matrix) insieme ai noti sistemi di assistenza alla gui-

L’elettronica al servizio dell’illuminazione. Dalle auto più moderne alle nuove macchine da cantiere

I vasi comunicanti DI CRISTIANO PINOTTI FOTO DI HELLA PHOTO GALLERY

da ADAS (acronimo di Advanced Driver Assistance System) sono infatti tecnologie già accessibili in ambito veicoli da cantiere, con soluzioni specificatamente studiate per le applicazioni da lavoro. Non solo. Presto anche i più recenti sistemi di percezione artificiale iDAR (presentati quest’anno al CES di Las Vegas) saranno disponibili nelle macchine da cantiere sotto forma di una sempre più intelligente raccolta dei dati forniti da sofisticate telecamere, radar e sensori. Sulle automobili più moderne i proiettori frontali già da tempo sono “intelligenti”,

Il design dei lampeggianti è in attesa della rivoluzione promessa da HELLA

NUOVO ACCORDO Un excursus nel mondo auto per focalizzare la collaborazione tra HELLA e AEye per lo sviluppo di soluzioni di sensori di percezione per ADAS e guida automatizzata HELLA, uno dei fornitori leader mondiale nell’illuminazione ed elettronica automotive, e AEye, specializzata nella realizzazione di sistemi di percezione artificiale e ideatore della tecnologia iDAR, stanno lavorando per ampliare la loro partnership strategica per realizzare soluzioni

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customizzate di “sensing and perception” per sistemi ADAS e guida automatizzata (AD) basate sulla tecnologia iDAR di AEye. HELLA porterà la sua elevata competenza nel campo del software integrato e dell’elaborazione delle immagini, oltre al suo know-

how nel settore automotive. I primi risultati di questa collaborazione sono stati mostrati al CES 2019 svoltosi a Las Vegas dall’8 all’11 gennaio. “HELLA sta promuovendo attivamente il trend verso la guida automatizzata”, ha affermato Frank Petznick,

responsabile della Divisione “Automated Driving” di HELLA, “la collaborazione con AEye ci garantirà ulteriori opportunità per implementare nuove funzionalità per le soluzioni ADAS e Guida Automatizzata le quali ne ridefiniranno le performance”.


ZEROGLARE A parità di lumen una differente distribuzione della luce ottiene risultati completamente diversi. La tecnologia ZeroGlare permette di non abbagliare il controtraffico e di tagliare completamente la dispersione della luce verso l’alto. Di conseguenza si va a migliorare la qualità della luce a terra, cioè dove realmente serve. Sviluppata da Hella per contribuire alla sicurezza e al comfort degli operatori delle macchine da cantiere, la tecnologia ZeroGlare, sfrutta al meglio l’esperienza nelle ottiche di distribuzione dei fasci luminosi e assicura il massimo della luce senza abbagliare.

nel senso che sono in grado di modulare in automatico le loro emissioni luminose in base alle condizioni di utilizzo della vettura e dell’ambiente che la circonda. All’atto pratico accade che i proiettori non si limitino ad emettere luce, ma la gestiscano in tempo reale in termini di potenza, portata e direzionalità, così da garantire al driver la massima luminosità possibile là dove necessario senza dar luogo ad abbagliamenti verso chi sopraggiunge, (gli altri automobilisti, ndr) o si muove lato strada come accade per pedoni o ciclisti. Conscia che una buona illuminazione gioca a favore della sicurezza e della produttività, già da tempo Hella si è attivata per accelerare il travaso tecnologico dal mondo auto a quello delle macchine operatrici. FARI DA LAVORO MODULARI Il nuovo sistema dei fari da lavoro modulari di Hella deriva proprio dalla competenza della società sulla tecnologia Matrix. Una prima fase di sviluppo prevede, nei prossimi mesi, l’avvio della produzione dei fari da

Rivoluzione in arrivo per il design dei lampeggianti. HELLA ha in serbo un’autentica sorpresa coperta da due brevetti e da un intrigante velo di mistero. Il classico cupolino (in plastica o in vetro) è destinato a scomparire per sempre? La risposta ci aspetta al Bauma (Hall A5, Stand 436). lavoro a LED con tecnologia ZeroGlare (alla quale abbiamo dedicato un apposito box di approfondimento) per controllare meglio, mediante le nuove ottiche, i fenomeni di abbagliamento. Nella seconda fase il controllo di questi fari potrà essere automatico mediante l’ausilio di un sistema

di telecamere e di sensori, andando quindi a controllare anche i possibili fenomeni di autoabbagliamento della luce prodotta e illuminando sempre al meglio l’area di interesse e, probabilmente, anche le aree cui lo stesso operatore rivolge saltuariamente lo sguardo. ❑

Tramite l’uso di un’unità di controllo il singolo faro da lavoro può depotenziarsi per non abbagliare e/o autoabbagliarsi MACCHINE CANTIERI 5.0

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REPORTTECNICO

HYUNDAI

UN CARICO DA 11 n linea con quelli che sono i suoi programmi di sviluppo sia a livello europeo che mondiale, Hyundai si presenta al Bauma di Monaco con quello che Andrea Camilleri, il famoso scrittore “padre” del Commissario Montalbano, definirebbe “un carico da 11”. Un'espressione mutuata dal gioco delle carte, e in effetti a Monaco Hyundai di “carte da giocare” ne avrà parecchie. Innanzitutto presenterà 6 nuove macchine che, insieme ad altre otto già commercializzate, riempiranno di passione e innovazione tecnolo-

I

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gica uno stand che coprirà una superficie di 2.705 metri quadri presso l'area esterna FM (stand 812.A). Nello specifico, all'esordio si presentano il miniescavatore HX10 A, l'escavatore compatto HX85A CR con motorizzazione Stage V, l'HX220A L (anch'esso Stage V), un escavatore cingolato equipaggiato di

serie con i sistemi EPFC (acronimo di Electric Positive Flow Control, un sistema che consente un consumo di carburante più efficiente e controllabile grazie a una tecnica di riduzione del flusso idraulico pensata per le operazioni di scavo), chiusura di sicurezza automatica, guida Eco e MG/MC, ovvero Machine Guidance/Machine Control, tecnologie in grado di indicare lo stato del lavoro della macchina e controllare automaticamente le parti accessorie per supportare il conducente. Sempre in tema di novità arriveranno anche gli escavatori cingolati HX300A L (Stage V) e HX900 L, mentre sul fronte pale gommate sarà la HL960A (Stage V), la new entry del Costruttore coreano, caratterizzata dalla nuova tecnologia di guida Eco, IWM (Intelligent Work Mode) che le permette un risparmio di carburante tra il 3% e il 5%, radar e telecomando per le porte della cabina. In questa sede ci sembra opportuno approfondire qualche aspetto tecnico dell'HX 130 LCR e dell'HX 900 L.


Sul primo diciamo subito che si tratta di una macchina che rientra nella categoria di peso operativo delle 13 t, segmento finora scoperto nella gamma coreana, nonché il terzo modello prodotto da Hyundai a raggio compatto. In più, l'HX 130 LCR è disponibile in due diverse configurazioni, ossia con braccio boomerang standard oppure con braccio triplice. In ogni caso, ad alimentare il nostro è chiamato un propulsore Perkins da 73,6 hp (55 kW) Tier 4 Final/ Stage IIIB. Il modello LCR ha un peso operativo standard di 12.700 kg, mentre il peso operativo standard è di 13.560 kg. La profondità massima di scavo è pari a 5.570 mm con una forza di strappo alla benna di 10.369 kgf. Di serie il nuovo HX 130 LCR monta una benna da 0,59 m³. A livello di innovazioni tecnologiche vi è da segnalare la modalità Boom Float dell'impianto idraulico che migliora il controllo del livella-

Prova lo Hyundai Effect

mento, la modalità Fine Swing per un migliore controllo del carico durante l'oscillazione della lama e una velocità del ciclo fino al 13% superiore rispetto ai modelli precedenti. L' HX 900 L invece si inserisce all'interno della gamma pesante degli escavatori cingolati Hyundai che va a sostituire l'R800LC-9. Progettato per soddisfare le esigenze dei settori edile ed estrattivo in Europa, si tratta di una delle macchine più grandi prodotte da Hyundai, seconda solo al modello R1200-9 da 120 t. Con un peso operativo di 88.800 kg e una benna da 4,85 m3, il nuovo gigante del Costruttore raggiunge una profondità di scavo di 7.230 mm ed è in grado di erogare una forza di strappo alla benna di 385,4 kN che diventano 372,7 al braccio.

I visitatori sono invitati allo stand Hyundai (area esterna FM, stand 812A) per scoprire direttamente la nuova identità aziendale del Costruttore. Il

nuovo look dello stand aiuterà l'azienda ad affermare il proprio brand e a renderlo ancora più noto. Oltre alle novità di prodotto a Bauma i visitatori potranno scoprire le

Tali prestazioni sono garantite da un motore Scania raffreddato ad acqua da 641 CV (478 kW) a 2.100 rpm che soddisfa lo standard Stage IV. La sua struttura robusta lo rende la macchina ideale per lavori di scavo e demolizione ai quali ben si adatta grazie anche a un'ampia varietà di attrezzature e molteplici modalità di lavoro che ne permettono il completo sfruttamento delle capacità. Braccio e avambraccio sono il frutto di una progettazione e di test rigorosi e offrono all'operatore più stabilità durante l'utilizzo, anche in presenza di carichi elevati. Grazie al braccio rinforzato e all'utilizzo di acciai con spessori elevati l'HX900 L garantisce una vita utile davvero elevata. Tecnologie motore innovative, impianto di raffreddamento più efficiente grazie al design in verticale, impianto di raffreddamento gemello che abbina un radiatore e una ventola raffreddata ad aria con una ventola dello scambiatore di olio reversibile e un impianto idraulico innovativo contribuiscono a migliorare il consumo di carburante complessivo degli escavatori serie Hyundai HX fino al 9 percento rispetto ai modelli precedenti. ❑

migliorie tecnologiche e il potenziamento dei servizi. Consumo ottimale di carburante, produttività, sicurezza, convenienza, riduzione dei fermi macchina e gestione delle flotte

rappresenteranno i temi fondamentali. Le nuove tecnologie saranno applicate ai nuovi prodotti Stage V, ossia l'HX300A L, l'HX220A L e l'HL960A. MACCHINE CANTIERI 5.0

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DAF CF PURE EXCELLENCE

Prestazioni più elevate Carico utile superiore

Il nuovo CF FAD rappresenta un nuovo livello di eccellenza nel segmento costruzioni. Le trasmissioni ottimizzate permettono di affrontare anche i terreni più impegnativi. Le configurazioni del telaio – con tara bassa - aumentano significativamente il carico utile per adattarsi alle condizioni di guida più difficili. Il minor consumo di carburante -in questo segmento - riduce i costi di gestione. E come tutti i camion DAF, il Nuovo CF FAD offre un comfort di guida unico e una elevata facilità di allestimento.

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L’ULTIMA FRONTIERA DI KOBELCO

STRETTO...

MA NON SEMBRA L’escavatore idraulico Kobelco SK240SN-10 risponde alle stringenti disposizioni del nostro Codice della Strada. Ma il carro portato a 2,55 metri non penalizza stabilità e produttività TESTI E FOTO DI COSTANTINO RADIS

PESO OPERATIVO

POTENZA 1

PORTATA IDRAULICA

CAPACITÀ BENNA 2

FORZA DI STRAPPO

CAPACITÀ MAX SOLLEVAMENTO

SK240SN-10 mono

23.300 kg

124 kW@2.000 rpm

2x220 l/min

0,70 / 0,80 m3

143/157 3 kN

15.820 kg

SK240SN-10 triplice

24.300 kg

124 kW@2.000 rpm

2x220 l/min

0,70 / 0,80 m3

143/157 3 kN

17.880 kg

1

ISO14396

2

CAPACITÀ ISO

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POWER BOOST

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L’ULTIMA FRONTIERA DI KOBELCO / LA TECNOLOGIA

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3

5

2

DETTAGLI DA SAPERE Il taglio di pressione del distributore a 3 bar permette un sensibile risparmio di carburante senza inficiare, nei cicli giornalieri, la produttività della macchina.

1) Il layout della torretta è stato concepito con il serbatoio del gasolio subito dietro la cabina, richiamando una consuetudine di molti anni fa. 2) Il carro del Kobelco SK240SN-10 si caratterizza per un’impostazione Heavy Duty che favorisce l’equilibrio complessivo dell’escavatore. 3) Il motore è un Hino a 4 cilindri da 5.123 cc che sviluppa una potenza di 124 kW@2.000 giri/min per una coppia di 660 Nm@1.600 giri/min. 4) La conformità allo Stage IV è ottenuta con EGR + DPF e SCR integrati. 5) Il vano radiatori si presenta in modo ordinato ed efficiente, con una corretta disposizione degli elementi raffreddanti. Apprezzabile lo spazio sotto il filtro dell’aria.

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FABIO CECCARELLO funzionario commerciale di zona del Gruppo Bassan.

Il riscontro positivo raccolto dagli escavatori Kobelco è la base per poter operare in un mercato molto competitivo.

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iciamolo chiaro: il nostro Codice della Strada ha delle forti limitazioni nel trasporto delle macchine operatrici. Indicando una larghezza di 2,55 m, i costruttori devono adeguarsi, soprattutto per i modelli con un peso che va dalle 20 alle 25 t circa, pena l’essere esclusi dal mercato, importantissimo, di queste macchine. Le trasformazioni di modelli esistenti, che oltre confine sono proposti senza problema con carri che vanno da 2,80 m a 3 m, non è sempre facile. E in molti inciampano in questa limitazione, tipica del mercato italiano, a causa di una superficialità progettuale non proprio giustificabile. Non basta, infatti, stringere semplicemente il carro per rispondere alle normative, adeguandone la larghezza a quella della torretta, senza considerare l’equilibrio complessivo della macchina che è un insieme dina-

mico e delicato composto da molteplici fattori. Fra cui, nei modelli a carro stretto, il posizionamento del braccio rispetto alla longitudinale del carro, e tutti quegli elementi fondamentali per garantire stabilità.

PESO IN BASSO

Nel caso del Kobelco SK240SN-10 la sigla SN sta per “Super Narrow”, quindi “Super Stretto”. Questo perché la macchina, partendo da una larghezza standard di 3 m, è stata sottoposta a una vigorosa cura restringente. L’equilibrio è stato ottenuto in modo semplice ma efficace: concentrando il peso in basso, in un carro realmente HD, che fa la differenza. Senza trascurare il contrappeso a densità maggiorata, che permette di usare in modo efficiente un’idraulica fra le più “semplicemente evolute” del mercato.


L’ULTIMA FRONTIERA DI KOBELCO / L’UOMO E LA MACCHINA

DEVIS BATTAGLION operatore di Italscavi. La cabina di Kobelco si caratterizza per materiali di ottima qualità e per una disposizione razionale dei comandi. Un plus che aiuta noi operatori e aumenta la sicurezza nelle operazioni.

L

a cabina del Kobelco SK240SN-10 è un “volto” conosciuto. Caratterizza le macchine del Costruttore dal lontano 2011, con una forma regolare che privilegia spazio e visibilità. Kobelco fu uno dei primi costruttori a ottemperare alla normativa che obbligava all’uso delle cabine ROPS senza utilizzare il periodo di moratoria consentito per smaltire le macchine già costruite. Gli interni sono estremamente giapponesi: essenziali, senza che manchi nulla di necessario. L’obiettivo è di fornire la massima comodità per l’operatore, lasciando a sua disposizione tanto spazio. La scelta di Kobelco, per favorire la visibilità delle due telecamere di serie (posteriore e destra) è stata quella di aggiungere un monitor suppletivo sopra quello che fornisce i dati principali di funzionamento. Una scelta che privilegia

la praticità di utilizzo con la possibilità di avere sempre tutto sotto controllo: dintorni della macchina e dati di funzionamento. Il posizionamento in una zona favorevole del cono visivo si rivela indovinata.

MANIPOLATORI GIAPPONESI

Le due consolle integrate con il sedile, e regolabili in modo completo, permettono di lavorare comodamente con i manipolatori che offrono la consistenza e la precisione che hanno reso grandi i giapponesi. Sulla sinistra ci sono tutti i comandi principali e secondari, collocati in modo logico e ben memorizzabile. La cabina manca forse un po’ di vani portaoggetti, da cui una certa difficoltà nel collocare a bordo gli oggetti personali che tutti portano con sé. Un neo facilmente rimediabile grazie alla razionalità e allo spazio a disposizione.

ALESSANDRO DEMO co-titolare di Italscavi.

La cabina del Kobelco SK240SN-10 ha un’elevata visibilità, fondamentale per quelle attività che si svolgono in contemporanea con molte altre.

Tanta sostanza nella cabina del Kobelco SK240SN-10. Un’impostazione tipicamente giapponese in cui le mode e i gadget sono lasciati da parte a favore di comfort, praticità, ergonomia e sicurezza. Grande protagonista la visibilità che, insieme ai manipolatori, permette di sfruttare al massimo la dolcezza dell’idraulica.

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L’ULTIMA FRONTIERA DI KOBELCO / LA MACCHINA IN CAMPO

DEVIS BATTAGLION operatore di Italscavi. Nelle rapide operazioni di sbancamento il Kobelco SK240SN-10 mi ha colpito per le sue doti di equilibrio e dinamicità, senza mai sbilanciarsi anche al massimo sbraccio laterale, permettendo un avanzamento veloce ed efficiente del cantiere.

ALESSANDRO DEMO co-titolare di Italscavi.

Il Kobelco SK240SN-10 con braccio a triplice articolazione ha una polivalenza fondamentale per i lavori che effettuiamo tutti i giorni.

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MACCHINE CANTIERI 5.0

C

ome si comporta un escavatore che è stato forzatamente ristretto per rispondere a una normativa sul trasporto? Nel caso del Kobelco SK240SN-10 decisamente molto bene. L’equilibrio dinamico della macchina non ha per nulla risentito delle modifiche, e anche le operazioni in cui si doveva utilizzare il massimo sbraccio non hanno mai dato problemi. Nessun sbilanciamento, nessun “contrappeso” sollevato quando si imbenna con la torretta a 90° rispetto al carro. L’impianto idraulico è stato progettato per risparmiare carburante, grazie al taglio di pressione fino a 3 bar che il distributore “subisce” con i comandi in neutro. Il sollevamento potrebbe sembrare leggermente lento nella ripartenza (non dimentichiamo che assorbe circa il 70% dell’energia idraulica), ma in realtà il ricircolo dei flussi idraulici sopperisce in modo efficace, con in più il vantaggio di una fluidità di funzionamento che permette di ottenere piani molto precisi. Nel cantiere di Conegliano Veneto in cui l’escavatore, il primo in azione in Italia, è stato messo alla prova, le operazioni sono condotte in modo ordinato e contestuale. Si effettua, quindi, una parte di sbancamento tenendo i piani di progetto, e si eseguono gli scavi per le condotte di smaltimento delle acque. L’SK240SN-10 si alterna quidi in lavori in cui produttività e precisione devono andare a braccetto.

PRECISIONE NIPPONICA

L’impianto idraulico del Kobelco SK240SN-10 si presenta, sulla carta, estremamente semplice.

I suoi 2 x 220 l/min sono una portata che rientra perfettamente nella media della categoria. La differenza è che i progettisti Kobelco hanno lavorato moltissimo sull’efficienza complessiva della macchina, ottimizzando ogni singolo aspetto: dal taglio di pressione a vuoto, per arrivare a ridurre in modo significativo il carburante, fino ai flussi di olio idraulico ottimizzati con il ricircolo. Una fluidità complessiva che permette di usare il cilindro posizionatore in contemporanea con altri movimenti, permettendo di sfruttare al massimo le potenzialità di questo braccio. Non tutti i costruttori presentano questa caratteristica ben integrata nel complesso della macchina, e pochi sono riusciti a sfruttare il cilindro posizionatore secondo la logica che, nata in Italia, ha saputo far scuola. Nel cantiere di Conegliano Veneto della Italscavi, il Kobelco SK240SN-10 ha


FABIO CECCARELLO funzionario commerciale di zona del Gruppo Bassan.

realmente messo in luce le sue migliori caratteristiche idrauliche in un lavoro di squadra con un altro escavatore Kobelco, un SK140SRLC-5, coadiuvati da un mini escavatore SK55SRX-6 che si occupa dei piccoli lavori. L’operatore, Devis Battaglion, ha dimostrato doti di precisione e velocità operativa veramente molto alte ma, per sua stessa ammissione, ha affermato che “...la macchina lo consente. L’SK240SN-10 mi permette di unire velocità e precisione, mantenendo ritmi produttivi molto elevati in ogni contesto. Non è per nulla stancante e rientra perfettamente nel filone migliore degli escavatori giapponesi che hanno fatto scuola, sia per precisione, che per facilità di utilizzo”.

convogliamento delle acque dei piazzali. La possibilità di usare in contemporanea tutti i movimenti idraulici, compreso il cilindro posizionatore, mi ha permesso di ottimizzare gli spostamenti con i cingoli lavorando in modo da avere sempre la migliore visibilità possibile. L’intuitività dell’impianto idraulico mi ha permesso di svolgere in modo intenso il lavoro, mantenendo ritmi costanti senza stancarmi: una piacevolezza di guida che fa dell’SK240SN-10 un compagno di lavoro adatto anche ai lavori più complessi.

La visibilità dal posto guida è assicurata da una razionale disposizione dei comandi e da ampie vetrate. A destra si arriva a vedere perfettamente il cingolo senza particolari problemi grazie alla conformazione prolungata verso il basso del vetro. Una cabina che aiuta l’operatore a non stancarsi.

LA PROVA DI COSTANTINO

Quando “ho messo le mani” sull’SK240SN-10 mi sono trovato in un contesto applicativo per nulla semplice. Avevo già avuto modo di provare il “fratello” SK210SNLC-10 in un altro cantiere, e ne avevo apprezzato la fluidità dell’idraulica e la precisione di azionamento. Da un punto di vista prettamente comportamentale non ho riscontrato differenze sostanziali, salvo una superiore stabilità quando si sfrutta pienamente lo sbraccio laterale per mettere a cumulo il materiale scavato. Mi sono trovato a continuare una trincea a sezione obbligata, in un materiale morbido ma molto compatto. La precisione dell’idraulica è stata esemplare, permettendomi di seguire in modo continuo il piano di lavoro impostato, proseguendo lo scavo della trincea in cui, successivamente, l’SK140SRLC-5 ha posato i tubi di

COSTANTINO RADIS Giornalista e web influencer.

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L’ULTIMA FRONTIERA DI KOBELCO / I SERVIZI

K DETTAGLI DA SAPERE Kobelco permette di estendere la garanzia con tre pacchetti funzionali in cui i livelli dei servizi sono complementari fra loro e includono, man mano che si sale, sempre più elementi, partendo dal motore per arrivare a ogni componente, compreso l’impianto elettrico.

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obelco è sbarcata in Europa in modo organizzato da circa quattro anni e, come tutti i grandi costruttori, si propone con una serie di servizi che vanno incontro ai clienti finali. Si tratta di una scelta obbligata, a cui non può sottrarsi un costruttore globale organizzato in modo efficiente. A Bauma 2019 presenterà i primi risultati finanziari ottenuti sul mercato tedesco, il primo in Europa in cui sono entrati in scena i prodotti per il possesso promossi direttamente dal Costruttore. Sull’onda della positività di quanto fatto finora, si prevede con buona probabilità di espandere gli stessi servizi anche in altri paesi fra cui l’Italia. Un’occasione in più per riuscire ad avvicinare le macchine del Costruttore giapponese con

un servizio di finanziamento in house molto mirato e specifico. Di fatto si tratterà di una sorta di “Kobelco Finance” in cui il Costruttore sarà fianco a fianco del cliente dalla scelta all’acquisto, passando per la soluzione delle problematiche creditizie. Per quanto riguarda le garanzie, Kobelco prevede già la possibilità di avere l’estensione di garanzia su gran parte dei componenti delle macchine, ivi compresi quelli più sottoposti a usura come, ad esempio, l’impianto idraulico. Si tratta di un piano articolato su tre livelli, Powertrain, Powertrain Plus Hydraulic e Premier che, partendo da una copertura che riguarda solo alcuni componenti, arrivano alla massima tutela disponibile. Il primo livello comprende elementi di base come il motore, i controlli elettronici o l’impianto di iniezione. Salendo al livello successivo sono compresi anche cilindri e l’intero impianto idraulico. Con l’aggiunta, nello step più completo, di tutte le parti elettriche. Per quanto riguarda l’assistenza, nel caso della macchina vista a Conegliano Veneto, il concessionario Bassan si occupa, direttamente o tramite officine autorizzate, della copertura sia in officina, che direttamente in cantiere. L’efficienza del servizio è garantita ovviamente dal concessionario ma, per quanto riguarda i pezzi di ricambio, dipende direttamente da Kobelco che ha la propria base operativa europea in Olanda. Con gli attuali servizi logistici la reperibilità dei pezzi è assicurata in modo ottimale in tempi rapidi, senza nessuna difficoltà.


L’ULTIMA FRONTIERA DI KOBELCO / TCO

Kobelco è un Costruttore attento al TCO grazie a una serie di soluzioni progettuali mirate al contenimento dei consumi.

L’operatore è una figura cruciale per Kobelco che dedica particolare attenzione al suo comfort e all’ergonomia dei comandi.

CONSUMI

Kobelco è ormai un punto di riferimento per i consumi grazie alle sue soluzioni tecniche studiate appositamente per la riduzione fra cui il taglio di pressione a vuoto e i flussi di ricircolo dell’olio fra diversi movimenti.

OPERATORE

MANUTENZIONE E RIPARAZIONE

L’SK240SN-10 è un escavatore che mette in condizione di lavorare senza stress e con un concreto aumento di produttività. Un “passista” che, sulla distanza, si fa apprezzare moltissimo.

Kobelco ha una fama consolidata di Costruttore di macchine affidabili grazie a una cura profonda per la qualità costruttiva. La disponibilità di estensioni di garanzie calibrate per successivi livelli di copertura permette di personalizzare il servizio in modo molto dettagliato.

TECNOLOGIE DIGITALI

Il sistema Komexs, Kobelco Monitoring Excavation System, permette di controllare in remoto posizione, consumi, stato di lavoro, manutenzione ed eventuali allarmi. Il sistema è di serie a partire dal modello SK75.

MA QUANTO MI COSTI?

COSTO D’ACQUISTO

Kobelco è un Costruttore giapponese e, in quanto tale, ha sempre difeso in modo intelligente il proprio valore. L’SK240SN-10 è una macchina che si allinea alla migliore concorrenza del mercato.

EFFICIENZA

Kobelco è un costruttore che, sotto una veste estremamente tradizionalista, nasconde una moltitudine di soluzioni tecniche mirate alla massima efficienza sia da un punto di vista energetico, sia da quello costruttivo.

DEPREZZAMENTO

Il marchio Kobelco è fra quelli più apprezzati a livello globale. Una visione che porterà le sue macchine, non appena saranno disponibili i primi usati sul mercato, a difendersi particolarmente bene.

La presenza di Kobelco in tutti i principali mercati globali ne fanno un player riconosciuto e apprezzato a vantaggio del valore dell’usato.

MACCHINE CANTIERI 5.0

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Efficienza e controllo digitale sono due elementi fondamentali per aumentare la produttività e abbassare il TCO.

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L’ULTIMA FRONTIERA DI KOBELCO / LE CONCLUSIONI

STRETTO...

MA NON SEMBRA

ALESSANDRO DEMO co-titolare di Italscavi.

Abbiamo acquistato il Kobelco SK240SN-10 perché ci serviva una macchina di questa classe, dalla trasportabilità semplice e veloce. In realtà ha un comportamento da macchina superiore.

COSTANTINO RADIS Giornalista e web influencer.

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L’

equilibrio e la produttività del dificare la geometria in modo rapido, Kobelco SK240SN-10 fanno è altrettanto vero che il maggior peso dimenticare completamente incide sulla stabilità. Nonostante tutto DAL VIVO che questa macchina è un adatciò, il Kobelco SK240SN-10 si è dimoNon perdere i video tamento progettato per comstrato estremamente dinamico anche nel della prova. Li trovi su petere nel nostro specifico mercato. I lavoro a 90° rispetto alla longitudinale macchinecantieri.com limiti del Codice della Strada italiano del carro. Nessun scompenso, nessuna sono stati brillantemente rispettati grazie instabilità anche quando, effettuana un attento lavoro di engineering che do i lavori di sbancamento, si sbraccia ha messo in evidenza le caratteristiche completamente scaricando il materiale. positive di questo escavatore. Non va Operazione in grado di mettere in crisi dimenticato che tale risultato è garanla macchina o, quanto meno, far percetito anche con la presenza del braccio pire i suoi limiti fisiologici. La precisione con cilindro posizionatore, che è un di guida e la fluidità dei movimenti si elemento generalmente penalizzante l’equilibrio di fanno apprezzare moltissimo.Tanto che il forte taglio un escavatore: se è infatti vero che è possibile mo- di pressione sul distributore, voluto per consumare meno carburante (in questo Kobelco è diventato un punto di riferimento nel settore) non fa sentire in modo evidente il fisiologico rallentamento sulle ripartenze. Il ricircolo dei flussi d’olio fra alcuni movimenti ottimizza, infatti, i 2 x 220 l/min che, allineati alla media di questa classe di macchine, sono assolutamente sufficienti per conferire velocità e reattività. La nota maggiormente positiva arriva dai comandi, che si dimostrano molto precisi ma, soprattutto, ben sfruttabili. Non ci sono reazioni improvvise, braccio e benna seguono bene il pensiero dell’operatore grazie a una gestione intuitiva e “pastosa” di tutti i movimenti. Anche le manovre più complesse risultano semplici e percorribili perché, come ha dichiarato lo stesso Devis Battaglion “...la macchina lo consente”.


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REPORTTECNICO

JLG

SGUARDO AL FUTURO l 9 gennaio, JLG ha inaugurato ufficialmente i festeggiamenti per il suo 50esimo anniversario, che segna mezzo secolo da quando il suo fondatore ha rivoluzionato il settore delle attrezzature per l’accesso, introducendo il primo sollevatore a braccio al mondo. Ma non facciamoci ingannare: quello di JLG non sarà un anniversario tradizionale. Sarà in realtà l'occasione per raggiungere un duplice obiettivo: il primo, più generale, è

I

quello di trasformare il passato nelle fondamenta per costruire un nuovo tipo di futuro, almeno nell'ambito del sollevamento. Secondo obiettivo del Costruttore sarà quello di portare avanti un’attività di sviluppo tecnico e sostenibile delle proprie macchine in linea con quello spirito pionieristico che ha caratterizzato il suo fondatore, per migliorare i livelli di sicurezza, produttività ed efficienza di un intero settore. Non a caso Frank Nerenhausen, presidente di

JLG, ha commentato con queste parole il cinquantesimo dell'Azienda: “50 anni rappresentano un traguardo importante sia per JLG che per l’industria delle attrezzature per l’accesso. Il nostro fondatore ha dato il via non solo a un’azienda, ma a un intero settore. Questo è un punto chiave di differenziazione per il marchio JLG. Oggi continuiamo a far fruttare questa eredità attraverso lo sviluppo continuo di prodotti, servizi

Last but not least, la

sicurezza

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A Bauma JLG declinerà la tematica della sicurezza con il lancio di due distinti sistemi. Il primo è il sistema di protezione avanzato del pannello di controllo SkyGuard

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SkyEye come optional disponibile per i sollevatori a braccio. Il sistema fa uso di sensori per registrare il funzionamento della piattaforma. Se l’operatore

interrompe il collegamento tra i sensori posizionati su entrambi i lati della piattaforma, il sistema interrompe tutte le funzioni del sollevatore a braccio, invertendo o

annullando la maggior parte delle funzioni in uso al momento dell’attivazione del sistema. La funzione di inversione è unica nel suo genere sul mercato. La seconda novità in


e tecnologie che promuovono la sicurezza per il lavoro in quota.” Questi duplici obiettivi saranno anche i fondamenti della partecipazione di JLG a Bauma, che per l'occasione ha in serbo diverse novità. A partire dai nuovi modelli elettrici 340AJ, 450AJ e 520AJ che offrono velocità di sollevamento e capacità simili agli equivalenti modelli a propulsione tradizionale. Equipaggiati con 2 ruote motrici e batterie al litio, i

materia di sicurezza è il sistema di rilevamento avanzato Enhanced Detection System (EDS) di JLG. Il sistema EDS utilizza sensori di rilevamento di oggetti posizionati in maniera

strategica per rilevare gli ostacoli nell’ambiente circostante. Segnali acustici e visivi vengono attivati nel caso in cui la macchina si avvicini a un ostacolo. Se la piattaforma

nuovi modelli della serie AJ presentano buone capacità di spostamento e manovra su terreni semi-accidentati, mentre riducono ai minimi termini i requisiti di manutenzione: questo è un vantaggio derivante dalla modalità di azionamento elettrico rispetto al diesel convenzionale. Infatti, non è necessario sostituire filtri o eseguire la manutenzione del motore, per il semplice fatto che questi elementi non sono presenti. Sempre ad alimentazione elettrica, arrivano anche le nuove piattaforme a pantografo. I motori elettrici a doppia trazione anteriore con cui sono equipaggiate queste nuove piattaforme offrono maggiore resistenza e migliori prestazioni rispetto alla trasmissione idraulica standard. Il sistema sterzante anteriore consente, inoltre, un raggio di sterzata pari a zero; in questo modo si garantisce il rispetto dei requisiti relativi a spazi ristretti nell’edilizia e viene migliorata al contempo la manovrabilità e la capacità di carico delle attrezzature su montacarichi. Il design della serie, simile a quello delle piattaforme a pantografo della Serie R, semplifica i processi di manutenzione, riducendo i costi complessivi di gestione. Capostipite della nuova serie di piattaforme a pantografo è il modello 1530.

A completamento della Serie R di sollevatori a pantografo ad alimentazione tradizionale, verranno invece presentati i nuovi modelli 2632R e 3246R. Il primo presenta una portata della piattaforma di 230 kg per un’altezza di lavoro di 9,8 m, mentre il modello 3246R ha una portata di 320 kg e un’altezza di lavoro di 11,75 m per il sollevamento di un numero maggiore di operatori e/o materiali ad altezze più elevate. Sulla scia delle caratteristiche vantaggiose della famiglia di piattaforme aeree a pantografo della Serie R, tutti i componenti di entrambe le serie (elettrica o diesel) sono realizzati interamente in acciaio, mentre il vano estraibile per la batteria e il sistema idraulico aumenta la facilità di manutenzione. Passando infine agli accessori, due new entry: in primis una piattaforma da 0,9 m per tutti i sollevatori a braccio JLG motorizzati che consentirà l'accesso ad aree di lavoro caratterizzate da uno spazio limitato. Seconda novità è una piattaforma di dimensioni standard a 3 ingressi, sviluppata con due punti di accesso aggiuntivi (centrale e laterale destro) che consentono di entrare o uscire in modo flessibile durante il sollevamento di materiali o di più operatori per lavori in quota. ❑

dell’operatore si avvicina troppo a un ostacolo, il dispositivo arresta automaticamente la macchina. Il sistema EDS di JLG sarà pronto il prossimo marzo.

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REPORTTECNICO

MAGNI TH

MAGNUS MAGNI n latino l'aggettivo “grande” si declina così: magnus, magni, magno, magnum, magne, magno. Che il genitivo,“magni”, indicante “possesso, proprietà” coincida con il nome dell'azienda di cui stiamo per parlare, è una sorta di segno del destino. Perché tale parola, che sappiamo essere contemporaneamente anche il cognome del fondatore, Riccardo Magni, racchiude in sé l'intera storia dei sollevatori telescopici di cui appunto Riccardo Magni è riconosciuto universalmente come l'ideatore. Destino si, destino no, si può ben dire che l'azienda detenga, in certo qual modo, la titolarità di... punto di

I

A destra, un'anteprima del nuovo RTH 13.26 SH che verrà presentato a Monaco. Sotto, una veduta delle cabine dei telescopici Magni, la cui visibilità è ottimizzata da un design completamente rivisitato

riferimento del settore. Una posizione che a Bauma verrà ulteriormente confermata dal lancio dell'ennesimo modello di sollevatore telescopico che segna un record: stiamo parlando del nuovo RTH 13.26 SH, il rotativo che presenta la maggior capacità di sollevamento oggi disponibile a livello mondiale. Per maggiori informazioni sulle caratteristiche tecniche specifiche del nuovo “gigante” rimandiamo a un prossimo articolo che apparirà sulle pagine di Macchine Cantieri, in quanto il Costruttore emiliano vuole mantenere un po' di suspense e di attesa per questo nuovo telescopico.Al suo fianco, ovviamente, vi sarà l'altro modello titolare di un record, ossia il 6.46 SH, che al momento risulta sempre essere il più alto sul mercato e che si è affermato sia in America che in Euro-

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MACCHINE CANTIERI 5.0

pa proprio grazie al fatto di raggiungere altezze impossibili per gli altri competitor. Sempre della gamma SH saranno presenti anche i modelli 5.25 e 6.30, entrambi provvisti di stabilizzatori a forbice, mentre a rappresentare la gamma Smart sarà chiamato il 5.21 Smart, equipaggiato con stabilizzatori pivottanti e con uno chassis più compatto, indicato per i piccoli cantieri e per lavorare negli spazi più angusti. In attesa quindi di poter scrivere più nel dettaglio del nuovo RTH, ci sembra opportuno ricordare che esso, come accade per tutti i sollevatori Made in Emilia, vanterà tutte quelle caratteristiche che i progettisti Magni esaltano fin dalle primissime fasi progettuali. Per esempio, per accrescere il comfort dell’operatore e la facilità di impiego della macchina, il nuovo RTH 13.26,


OLTRE LE macchine Allo stand Magni a Bauma (area esterna FS, stand 1107/9) sarà presente anche uno spazio dedicato al nuovo Store merchandising/abbigliamento. Si tratta di un progetto nato a

come tutti i modelli a partire dal 6.26 SH, sarà equipaggiato con un touch screen da 10”, mentre le cabine della gamma Smart continueranno a ospitare il touch screen precedente da 7”. Sempre nell’ottica di migliorare comfort e sicurezza, alle cabine, certificate FOPS/ROPS, il cui design è brevettato, sono stati aggiunti diversi plus: per esempio ora sono chiuse ermeticamente e completamente pressurizzate, con aria condizionata e riscaldamento di serie su quasi tutti i modelli. Al loro interno, poi, saranno introdotti anche un pratico vano porta-tazza e una presa USB per la ricarica di tablet e smartphone. Anche un buon livello di visibilità rappresenta un aspetto del comfort, motivo per cui il design studiato dal reparto R&D Magni assicura una visibilità totale, grazie al grande parabrezza che si estende dai piedi dell’operatore sino al tettuccio: in questo modo è agevole controllare il carico anche quando questo è sospeso alla massima altezza o, al contrario, totalmente abbassato. Fa sempre parte della volontà di garantire il massimo comfort, ma anche sicurezza e produttività lo sviluppo del sistema di riconoscimento automatico dell’accessorio (R.F.I.D.) che permette di caricare in tempo reale, sul display touch screen montato nella plancia, tutti i diagrammi di carico per lo specifico accessorio, settando già i limiti intrinseci che ogni accessorio ha. Oltre agli aspetti legati alla “vita a bordo” vi sono interessanti improvement legati ad alcuni dettagli di produzione: per esempio tutte le macchine Magni sono rivestite con una speciale vernice liquida automotive che ne garantisce la durevolezza e la brillantezza, nonostante gli utilizzi gravosi negli anni. Nonché la particolare livrea rossa, inconfondibile.

Come abbiamo scritto all'inizio, però, a Magni i sollevatori telescopici non “bastano più”, volendo il Costruttore proporsi ai propri clienti quale unico referente per tutte le esigenze di sollevamento. Ecco così che, sempre a Monaco, vi sarà l’introduzione delle nuove piattaforme aeree frutto della joint venture tra Magni e Zhejiang Dingli Machinery. La nuova gamma comprende piattaforme a braccio telescopico e articolato, di ingombro ridotto ma con elevate prestazioni e di ottima qualità. La famiglia delle piattaforme telescopiche sarà composta per il momento da quattro modelli con altezze operative dai 24 ai 30 metri. È già previsto, dopo Bauma, l'arrivo di altri due modelli a completamento dell'offerta. La gamma delle piattaforme articolate sarà invece composta da 4 modelli, dai 16 ai 28 m di altezza. Possiamo anticipare la notizia che Magni sta già lavorando anche

A sinistra, uno dei nuovi modelli di piattaforme semoventi a braccio telescopico e articolato che faranno il proprio esordio a Bauma

fine 2018, ma che da subito ha dimostrato di essere vincente per fidelizzare ancora di più i clienti (parola di dealer!). L’idea è quella di promuovere il marchio Magni attraverso la vendita di abbigliamento tecnico e sportivo la cui qualità rispecchi in pieno il mood costruttivo Magni: attenzione nella ricerca delle materie prime e minuziosa selezione dei partner di fornitura. Le linee di abbigliamento disponibili sono suddivise in tre famiglie: Premium, Easy-Wear e Working, cui si affianca un'ampia gamma di gadget, ideali per ufficio ma anche per il tempo libero. Largo quindi anche a uno shopping più tradizionale sotto il cielo di Monaco: e non fatevi sfuggire il primo modellino in scala di un rotativo Magni, dedicato al 6.35 SH.

alla creazione di una nuova mini-serie di piattaforme articolate ad alimentazione elettrica per venire incontro alle esigenze del mercato.A breve saranno disponibili ulteriori informazioni sul sito www.magnith.com che, lo ricordiamo, è stato oggetto di un recentissimo e modernissimo restyling. La produzione delle nuove piattaforme, concepita con componentistica made in EU, sarà a cura del partner cinese, mentre modellazione e ingegnerizzazione sono a firma Magni. ❑ MACCHINE CANTIERI 5.0

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REPORTTECNICO

MAN

IL CUORE HEAVY DEL ono tanti i punti salienti che caratterizzeranno la partecipazione di MAN a Bauma 2019. Sarà la prima edizione della manifestazione monacense ad ospitare il novello TGE, che per l'occasione sfoggerà tutti i suoi plus da “duro” (vedi box).Accanto a lui vi sarà ovviamente una sfilata di veicoli con la quale MAN intende dimostrare tutta la propria vocazione ai

S

C'è sempre una prima volta Quella del 2019 sarà la prima edizione di Bauma per TGE. A

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MACCHINE CANTIERI 5.0

trasporti pesanti e alle applicazioni heavy duty. Divisi tra stand interno al padiglione ed area espositiva esterna non sarà possibile non notare alcune “presenze” davvero interessanti. Come il TGS 32.400 8x4 BB allestito con autobetoniera. Per chi ha buona memoria, questo veicolo ricorderà lo sforzo che MAN sta compiendo sin dal 2016 per offrire ai trasportatori di calcestruzzo un telaio per auto-

fare gli onori di casa per tutta la gamma sarà un TGE 6.180 4x2 con cassone ribaltabile trilaterale accompagnato da un TGE 3.180 4x2 nella versione BF4 quale veicolo di scorta per trasporti pesanti, che sarà

esposto all'esterno del padiglione B4 che ospita lo stand del Costruttore tedesco (numero 325). Con una selezione completa di carrozzerie con la possibilità di scegliere tra due passi ruota, tre sbalzi e tre altezze del tetto, è praticamente

betoniera con un elevato carico utile, lavorando sull’ottimizzazione del peso dei diversi gruppi. In occasione del Bauma di quell'anno infatti il Costruttore aveva presentato un gruppo con assale in tandem a riduzione ipoidale. Rispetto agli assi con una portata di 13 t che venivano installati precedentemente, il vantaggio conseguito in termini di peso era pari a 180 kg. Nel 2019, grazie al passaggio alla nuova gamma di motori MAN D15 di cui diciamo nel dettaglio più avanti in questo articolo, il peso del telaio verrà ridotto ulteriormente di circa 230 kg. Un carico utile di circa 410 kg in più garantirà quindi una maggiore efficienza durante la fase

impossibile non trovare il “proprio” TGE, il cui carico utile si aggira, in base alla configurazione, su oltre 1,5 t per i furgoni con PTT 3,5 t, e un volume di carico massimo di 18,4 metri cubi per il cassone. A completare

le possibilità di configurazione vi è la cabina, disponibile singola o doppia (fino a 7 posti), il tipo di trazione e di cambio (a seconda della massa totale della combinazione consentita, è possibile scegliere tra trazione


di trasporto. Il telaio, che raggiunge un peso di circa 8,95 tonnellate, soddisfa i requisiti di omologazione relativi a un veicolo fuoristrada di categoria N3G in versione alta con pneumatici da 315/80 R22,5.Anche i clienti che acquistano veicoli MAN TGS a tre o quattro assi allestiti con cassoni ribaltabili usufruiscono degli stessi accorgimenti dedicati all’ottimizzazione del carico utile. Grazie al nuovo motore D15 e alla scelta del leggero tandem assiale a riduzione ipoidale, anche in questo caso è possibile ridurre il peso di circa 410 kg. Altro veicolo interessante sarà il TGS 33.470 6x6H BL con telaio medioalto allestito con cassone ribaltabile

e gru retrocabina. A far la differenza su questo veicolo è la presenza del sistema MAN HydroDrive sull’asse anteriore che consente di avere a disposizione una trazione integrale solo quando necessario. Salendo di categoria, troviamo un TGX 18.510 4x2 BLS allestito con autoarticolato ribaltabile; si tratta del modello speciale XLION con dotazioni di alta qualità e spaziosa cabina di guida XLX, mosso dal nuovo motore D26 Euro 6 con 10 CV e 100 Nm in più della precedente versione. Questo propulsore rappresenta una novità già di per sé, affiancato dalle nuove funzioni Comfort Steering e Lane Return Assist. Un TGX 18.510 XLION

anteriore, posteriore e integrale, con cambio manuale a 6 marce o cambio automatico a 8 marce) e le motorizzazioni (unità diesel da 1.968 cm3 capaci di potenze pari a 75 kW - 102 CV, 90 kW - 122 CV, 103 kW - 140 CV e 130

equipaggiato con tale motore e tali sistemi è sicuramente il mezzo ideale per il trasporto di macchinari pesanti, grazie alle 59 tonnellate di massa totale della combinazione. Ancora più possente il TGX 33.640 6x4 BLS per traini eccezionali: un trattore stradale compatto e a tre assi per il trasporto di attrezzi da costruzione e macchinari pesanti, con una massa totale della combinazione di 150 t. Ma di fianco ai big ci saranno anche le soluzioni più small, ma non per questo meno interessanti: come il TGL 12.250 4x2 BL allestito con cassone ribaltabile trilaterale, un veicolo completo disponibile dalla fabbrica, ideale per il trasporto di miniescavatori e attrez-

kW - 177 CV). Infine, una chicca: siccome stiamo parlando del TGE a Bauma, vale la pena sottolineare che il “piccolo” della Casa del Leone è disponibile franco fabbrica con una serie di sovrastrutture e ampliamenti. Ad esempio, è possibile

ordinare i cassoni ribaltabili trilaterali delle ditte Scattolini, Henschel e Schoon sia per la versione da 3,5 che per quella da 5,5 t, mentre per le officine mobili sono disponibili franco fabbrica i sistemi di ripiani flessibili delle ditte Bott e Sortimo. MACCHINE CANTIERI 5.0

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REPORTTECNICO

zi da lavoro. Nell'area esterna invece faranno bella mostra di sé un TGM 18.320 4x4 BB con gru e cassone ribaltabile che, grazie alla trazione integrale ed equipaggiamento invernale disponibile da fabbrica, è ideale per l’impiego da parte di aziende edili e comunali.Altro veicolo esposto sarà il TGS 35.400 8x4 BB con cassone ribaltabile trilaterale e motorizzazione D15 che ne aumenta il carico utile.A chiudere la sfilata dei mezzi del Leone arrivano infine un TGS 35.500 8x4 BL con gru di grandi dimensioni

e un TGS 50.500 10x4-6 BL allestito con pompa per calcestruzzo. Il primo è caratterizzato da un telaio specifico, con asse anteriore da 10 t e piastra frontale di supporto, caratteristiche implementate a supporto della maxi-gru e della sua area di lavoro. Il TGS 50.500, invece, proporrà un telaio a sei assi con asse posteriore aggiunto sterzante. Chiudiamo questa panoramica di MAN a Bauma con il ricordare che Monaco vedrà anche l'esordio del nuovo motore D15 per autocarri MAN TGS e

TGX. Si tratta di un'unità da 9 litri di cubatura, ovviamente Euro 6, che andrà a sostituire il glorioso D20, con 6 cilindri in linea. Rispetto al D20 il nuovo propulsore si distingue per potenza maggiore, abbinata a peso e cilindrata minori, che insieme partecipano a una sostanziale riduzione dei consumi. In particolare, in un'ottica strettamente heavy, il fatto di pesare meno rende il nuovo D15 un motore ideale per svariate applicazioni settoriali fra cui quelle rappresentate dalla manifestazione Bauma, perché offre un aumento del carico utile pari a 230 kg! Tre le potenze di taratura del D15: 330 CV, 360 CV e 400 CV. La coppia massima è di 1600 Nm nella versione da 330 CV e aumenta di 100 Nm per ogni livello di potenza in più. Nel Turbo-EVBec sono disponibili 350 kW come potenza frenante massima. A ridurre il consumo di carburante contribuiscono, oltre alla riduzione di peso e di cilindrata, anche la tecnologia Common Rail, che può raggiungere i 2.500 bar di pressione d'iniezione, e i gruppi regolabili secondo necessità, di cui fanno parte l’alternatore e il compressore dell'aria. A livello di post-trattamento MAN ha scelto di equipaggiare i nuovi D15 con un sistema SCR. ❑

IL SISTEMA MAN VAS, COMPOSTO DA UNA VIDEOCAMERA GRANDANGOLARE SUL LATO DESTRO DELLA CABINA E DI UN MONITOR SEMPRE SUL MONTANTE LATO DESTRO, ASSISTE IL CONDUCENTE NELLE SVOLTE A DESTRA AMPLIANDONE LA VISUALE ED ELIMINANDO IL COSIDDETTO ANGOLO MORTO.

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REPORTTECNICO

MECALAC

LO SWING, IL DESIGN E LA STRADA re termini per definire la partecipazione Mecalac al Bauma 2019. Nell'area esterna FN 919/1 il costruttore francese presenterà la sua gamma e le sue ultime novità, che rispondono alla pala in versione Swing AS 500 e al rullo compattatore vibrante tandem TV1200, nominato per il Premio per l’Innovazione, categoria Design, al Bauma 2019. Concentriamoci sulla nuova pala gommata, ben coscienti come Mecalac sia l'unico costruttore a offrire tutte le alternative possibili in questa categoria di macchine: 13 modelli, dalla pala articolata alla pala tele-

T

Il rullo

TV1200

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scopica, passando per la versione Swing capace di fare la differenza ovunque. Con il suo telaio rigido, le quattro ruote direttrici e il braccio monoblocco che ruota a 180°, la pala caricatrice Swing Mecalac assicura grandi prestazioni in tutti i cantieri, grazie alla sua efficacia e alla sua rapidità di esecuzione. Guida, manovre e rotazione in simultanea costituiscono infatti le chiavi della sua produttività. Altro fattore vincente è rappresentato dalla sua estrema compattezza, che la fanno preferire negli ambienti urbani e in tutti i cantieri in cui lo spazio è ristretto. Progettata su un telaio

L'innovazione Mecalac entra con prepotenza anche nel comparto stradale. Infatti, non appena l’offerta del gruppo si è arricchita con la linea di rulli compattatori, Mecalac

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La compattezza della Swing Mecalac permette di effettuare l’insabbiatura in parallelo su una sola corsia.

ha iniziato a studiare le possibilità di migliorare l’efficienza del lavoro e la sicurezza dell’operatore. L'attenzione della R&S Mecalac si è quindi orientata sul posto di guida. Tra i

sei rulli compattatori vibranti tandem della gamma, è sul TV1200 che Mecalac ha deciso di presentare la sua principale innovazione: la macchina si guiderà esclusivamente con il

joystick, collocato sulla consolle di destra. Con la rimozione del piantone dello sterzo, Mecalac rivoluziona la modalità di accedere e di utilizzare questo tipo di macchina. Il tutto per una guida


In pillole Laddove una pala classica ha bisogno di 10 m di spazio per caricare un camion, la Swing si accontenta di 5 m.

monoblocco con tre modi di direzione di serie (2 ruote direttrici, 4 ruote direttrici, andatura a granchio) la stabilità della macchina è assicurata al 100%. Infatti ciò che la benna solleva sul davanti, una volta bloccato il ponte posteriore, può essere ruotato di 180° senza alcun rischio. Ed è proprio questa incredibile stabilità in tutte le posizioni e su tutti i terreni a trasformare radicalmente la logistica dei cantieri: in qualsiasi circostanza la macchina mantiene il proprio equilibrio sia in traslazione sia nelle fasi di lavoro e conserva tutta la sua mobilità superando gli ostacoli in scioltezza e in totale sicurezza. Mecalac è sinonimo di polivalenza, che si esalta al massimo con la versione telescopica e con la molteplicità delle attrezzature. L’intera gamma delle pale caricatrici Swing Mecalac può essere munita di numerosi accessori – dal decespugliatore alla trivella, al martello idraulico - il cui uso diventa

molto più efficace, di modo che la polivalenza acquisti il suo pieno significato, andando ad aggiungersi agli altri punti di forza di queste macchine. In questo preciso contesto operativo, l’AS 500 è una formidabile porta d’accesso a un modo di lavorare diverso nel mondo delle pale caricatrici. Dotata di un motore Deutz Stage V, con una linea idraulica ausiliaria di serie e attrezzata di una benna con una capacità di 500 litri, la nuova pala Swing Mecalac AS 500 presenta anche un design completamente rivisitato. La cabina, con i vetri fumé, luminosa e spaziosa, è accessibile dai due lati. Il complesso degli elementi di guida è disposto in modo ergonomico per una postazione di lavoro efficace e sicura. Due grandi retrovisori esterni ripiegabili contribuiscono all’eccellente visibilità sull’ambiente di lavoro, mentre il tetto panoramico risulta molto

ultrasemplificata e in totale sicurezza. Questa nuova impostazione ha permesso a Mecalac di ripensare completamente il rullo in termini di visibilità. La soluzione? Linee

utile quando si effettua il caricamento in altezza. Il sedile è conforme alle più recenti norme in materia di ergonomia e comfort e fa il paio con un impianto di climatizzazione e riscaldamento regolabile e ad alte prestazioni. Tra le caratteristiche tecniche pr incipali citiamo una massa operativa a vuoto di 4.200 kg, una potenza di 30 kW e benne da 0,5 a 0,8 m3 . ❑

Queste le cifre del Gruppo Mecalac, che al Bauma attende i professionisti construction nell'area esterna FN 919/1. • 5 siti industriali; • 9 filiali commerciali; • Oltre 220 distributori indipendenti in tutto il mondo; • 5 gamme; • 59 prodotti (escavatori, pale caricatrici, terne, dumper, rulli compattatori).

ridisegnate in totale stile Mecalac, che hanno conseguito la nomination per il Premio Innovazione, categoria Design, al Bauma. Sotto il profilo squisitamente tecnico

Con 4 ruote direttrici combinate al braccio che ruota a 180° la Swing Mecalac effettua una rotazione totale su un’area ridotta del 20% rispetto a una pala caricatrice classica.

stiamo parlando di una macchina da 2.925 kg che assicura un raggio di sterzata di 7.590 mm e una velocità di spostamento di 10 km/h. La potenza installata è di 18,5 kW,

la forza centrifuga di 24/38 daN, la frequenza vibrazioni di 49/63 Hz, il carico statico lineare è pari a 12,18 kg/cm e l'ampiezza è di 0,6 mm. La larghezza del tamburo è di 1.200 mm. MACCHINE CANTIERI 5.0

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REPORTTECNICO

MERLO

RINNOVAMENTO TOTALE

LA GAMMA PANORAMIC

n vista del Bauma (dove la società piemontese sarà presente nell'area esterna FS, stand 1108/3), Merlo rinnova completamente la gamma dei sollevatori telescopici Panoramic e Roto e offre a tutti i visitatori la possibilità di guidare attraverso un simulatore che permetterà di testare tutte le funzioni di una macchina equipaggiata con una cabina Premium. Una soluzione di guida che, oltre a offrire la più elevata visibilità sull'area di lavoro, è dotata dell'esclusivo sistema di movimentazione che ne consente l'inclinazione fino a 20°. In fiera Merlo esporrà ben 16 modelli, otto dei quali (P35.11TT, P40.13, P40.17, P120.10, Roto 40.16S, Roto 50.21S-Plus, Roto 50.26 e Roto 50.35S-Plus) rappresentano vere e

I

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MACCHINE CANTIERI 5.0

proprie novità. La gamma Panoramic è ora disponibile in due versioni: con stabilizzatori (a propria volta suddivisa nelle tipologie Entry, Classic e Advanced) e High-Capacity. Quest'ultima è composta dai modelli P72.10EE e P120.10 che assicurano una portata rispettivamente di 7.200 e 12.000 kg. In particolare il modello che offre maggiore capacità di carico è spinto da un nuovo motore FPT da 120 kW equipaggiato con la trasmissione variabile Merlo CVTronic. L'intera gamma Panoramic beneficia di parecchie innovazioni che, partendo dal design modulare, si declinano in nuovi assali, nuovi stabilizzatori, nella nuova trasmissione idrostatica EPD (standard per le versioni Advanced), nell'MCDC Safety System e in una nuova cabina di altissimo livello,

Capacità Altezza Motore Modello (kg) (m) (kW) P30.10 3.000 10 55 P35.11 3.500 11 55 P40.12 4.000 12 55 P40.13 4.000 13 55 P40.14 4.000 14 55 P.40.17 4.000 17 55 P40.12 Plus 4.000 12 75 P40.13 Plus 4.000 13 75 P40.17 Plus 4.000 17 75 P50.17 Plus 5.000 17 75 P50.18 Plus 5.000 18 75 P72.10EE 7.200 10 75 P120.10 12.000 9,8 125

certificata ROPS/FOPS. Lasciando ai box il compito di snocciolare i principali dati tecnici di ogni macchina Merlo, soffermiamoci brevemente sulle novità della famiglia Roto. Anche in questo caso ci troviamo di


LA GAMMA ROTO

fronte a un'ulteriore suddivisione interna alla gamma, che prevede i Roto 400 (per intenderci quelli con una capacità di carico di 4.000 kg) contraddistinti da rotazione della torretta di 415°, i Roto 600 (cioè con una capacità di carico che sfiora i 5.000 kg) caratterizzati dalla rotazione di 600°, infine i modelli Advanced, che beneficiano della rotazione continua. La gamma Roto si segmenta poi in relazione al target di riferimento. I modelli Basic, estremamente semplici nell'utilizzo, sono dedicati al mercato del noleggio; i modelli Medium Equipped intendono soddisfa-

re gli operatori in cerca di soluzioni innovative in termini di utilizzo, ma semplici sotto il profilo della manutenzione; infine gli Advanced identificano le versioni più complete che adottano le più avanzate soluzioni Merlo. La gamma Roto beneficia della nuova cabina Premium dotata di un nuovo parabrezza in vetro curvo, che aumenta la visibilità, e del sistema di pressurizzazione della cabina conforme alle norme ISO 10263-3. Inoltre, la struttura è progettata per essere conforme alle normative FOPS Livello II in termini di sicurezza. Come accennato parlando del simulatore presente allo stand, la cabina Premium può essere inclinata di 20° per consentire all'operatore di lavorare con il massimo comfort. I nuovi interni presentano comandi facili, intuitivi e a portata di mano e le versioni Advanced sono equipaggiate con una nuova tipologia di joystick che garantisce i più elevati livelli di

Modello Roto40.16 Roto40.18 Roto40.16S Roto40.18S Roto50.21 Roto50.26 Roto50.21S Roto50.26S Roto50.21S-Plus Roto50.26S-Plus Roto50.30S-Plus Roto70.24S-Plus Roto50.35S-Plus Roto70.28S-Plus

Capacità Altezza Motore (kg) (m) (kW) 4.000 15,7 55 4.000 17,6 55 4.000 15,7 88 4.000 17,6 88 4.950 20,8 55 4.950 26 55 4.950 20,8 125 4.950 26 125 4.950 20,8 125 4.950 26 125 4.950 29,5 125 7.000 24 125 4.950 34,2 125 7.000 28 125

I Cingo Due le novità sul versante dei dumper Cingo. Revisione e aggiornamento per il Cingo M800TD, che monta un motore Honda da 10 HP con accensione elettrica e offre una capacità di carico fino a 800 kg. Il sistema di trasmissione è idraulico con motoriduttori laterali sui cingoli e freno di stazionamento integrato. Il nuovo Cingo M12.3 Evo è invece equipaggiato con un motore Kubota da 21 HP e prevede un nuovo sistema di controllo servoassistito per la massima precisione. Viene fornito con una doppia pompa idraulica, mentre è stata incrementata anche l'altezza libera dal suolo.

comfort: due sensori rilevano automaticamente la presenza della mano dell'operatore, impedendo qualsiasi movimento errato o accidentale del joystick, rendendolo confortevole e semplice da usare. Tutti i sollevatori della nuova serie Roto sono inoltre equipaggiati con il sistema ASCS Adaptive Stability Control System. ❑ MACCHINE CANTIERI 5.0

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REPORTTECNICO

hi visiterà Bauma si aspetta di fare il pieno di novità. In qualunque settore, da ogni azienda. Messersì, Costruttore marchigiano che detiene una posizione di leader nel segmento dei trasportatori cingolati (chiamati da molti minidumper) non farà eccezione, e in linea con quelle che sono le aspettative di quanti visiteranno il suo stand a Monaco, si appresta al lancio di assolute novità. In primis proprio a carico della sua già vasta gamma di trasportatori, che sarà interessata dall'esordio

C

MESSERSÌ

FULL, FULL, FULL di ben tre nuovi modelli: il TC350d di categoria 3,5 t; il TC100d radiocomandato e il TC50-e a batteria. Al di là di quelle che sono le specifiche tecniche che andremo ad analizzare più avanti in questo articolo, va sottolineata innanzitutto la continuità che il Costruttore marchigiano pone nello sviluppo dei propri minidumper, una continuità all'insegna della costante evoluzione tecnologica, che ammicca alle nuove tecnologie da un lato (elettrificazione di alcuni modelli) e all'evoluzione propulsiva dei motori endotermici dall'altro, per offrire sempre ai propri clienti prestazioni progressivamente migliorate e il minor impatto ambientale possibile.

Le altre a

Monaco

Oltre alle macchine novità, il Costruttore marchigiano esporrà a Monaco

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MACCHINE CANTIERI 5.0

Due aspetti che i nuovi trasportatori Messersì sanno combinare in maniera perfetta, alzando contemporaneamente anche l'asticella sul fronte dell'ergonomia e delle condizioni di lavoro in cantiere. A partire proprio dal TC350d. Qui siamo di fronte a una novità assoluta, il trasportatore cingolato più grande mai costruito da Messersì. Con una larghezza di 1.800 mm, un volume benna a colmo di quasi due metri cubi e con carico utile di 3.500 kg, il nuovo dumper segna un record in termini di prestazioni, sostenute

diversi prodotti rappresentativi del proprio portafoglio. Non mancate quindi di visitare lo stand Messersì (area esterna FN, stand 1019/7) per toccare con mano sia le novità che i modelli consolidati del Costruttore, tra cui: • il trasportatore cingolato TC50 AV in

versione con benna a scarico alto e carico utile di 500 kg, mosso da un motore a benzina Honda da 4,8 kW e trasmissione alimentata con 3 pompe a ingranaggi; • trasportatore cingolato TC120-e MTP con benna a scarico frontale e pala autocaricante, che

da alcune caratteristiche tecnologiche di rilievo, quali, ad esempio, il particolare sistema che permette di mantenere la posizione dei joystick sempre nella direzione di marcia scelta dall’operatore. Questo perché i comandi, completamente servoassistiti su joystick, sono montati sui braccioli del sedile, che è girevole di 180° così da permettere all’operatore di seguire visivamente le operazioni di scarico. Il nuovo modello è mosso da un motore Kubota turbodiesel common rail Stage V che eroga una potenza di 43,2 kW a 2.400 rpm, completo di filtro antiparticolato elettronico, che consente al nuovo TC350d di raggiungere una velocità massima di oltre 10 km/h. A Bauma verrà presentato in versione

sfoggia un carico utile di 1.200 kg. Peculiarità di questo modello è il fatto di essere una macchina Zero Emission (full electric, quindi) mossa da tre motori elettrici da 5.5 kW alimentati da un pacco batterie con capacità di 144 Ah a 80 V; • trasportatore

cingolato TC130 BT in versione con benna girevole a scarico su 180° che propone un carico utile di 1.300 kg, ed è alimentato da un propulsore diesel Kubota da 15 kW e trasmissione con pompe a portata variabile. I comandi sono di tipo servo assistiti;


mm) è equipaggiata con un motore diesel Kubota da 9,6 kW e uno speciale disegno del cingolo (brevetto Messersì) che assicura più stabilità e migliori performance in tutti i tipi di terreno e di pendenza. A Bauma viene proposto in versione radiocomandata, progettata specificatamente per eseguire lavori pericolosi dove le condizioni ambientali possono nuocere alla sicurezza dei lavoratori. Chiudiamo questa full immersion di

standard con canopy, ma sarà disponibile anche in versione con cabina chiusa, ed equipaggiabile con la benna girevole a scarico su 180° e cingoli intercambiabili da 320 o 450 mm per affrontare particolari condizioni di terreno e/o pendenze con ridotta pressione al suolo. Tra gli optional segnaliamo la possibilità di montare una telecamera che migliora la visibilità dell’operatore. Risponde in pieno al concetto di evoluzione della gamma il nuovo TC100d radiocomandato, la seconda novità di Messersì a Monaco. Stiamo parlando, in questo caso, di una versione speciale del già apprezzato trasportatore cingolato TC100d, la cui versione standard (con carico utile di 1.000 kg e una larghezza di 800

• trasportatore cingolato TC230 BTP, anch'esso in versione con benna girevole a scarico su 180° e pala autocaricante. Qui il carico utile è di 2.300 kg, mentre a livello di alimentazione e trasmissione troviamo un'unità diesel Kubota da 18,5 kW e pompe a portata variabile. I

novità Made in Italy con il TC50-e, dove “-e” sta ovviamente a indicare una motorizzazione a batteria. Base di partenza di questo nuovo modello è l'apprezzato trasportatore cingolato TC50, il più piccolo prodotto da Messersì, caratterizzato da un carico utile di 500 kg, una larghezza di 660 mm che facilita l'accesso a spazi stretti e finora proposto con motore a benzina o deisel. Il nuovo TC50e mantiene queste prestazioni ma

comandi sono servo assistiti su joystick; • trasportatore cingolato TC250 CRANE: con un carico utile di 2.500 kg, questo modello sarà presentato nella versione con gru telescopica (estensione fino a 7 metri) e piedi stabilizzatori. Il tutto

mosso da un motore diesel Kubota da 35,8 kW e trasmissione con pompe a portata variabile, mentre i comandi sono servo assistiti su joystick; • miniescavatore cingolato M-18DS: questa macchina appartiene alla categoria dei mini da 1,8 t e si distingue

mutua l'esperienza fatta con la progettazione del TC120-e (carico utile 1.200 kg, 800 mm di larghezza e trasmissione totalmente elettrica) e si presenta anch'esso nella versione Zero Emission, andando a completare la gamma di minidumper compatti elettrici, unica nel mercato a livello mondiale. Il nuovo TC50-e è mosso da un motore elettrico da 5,5 kW con un pacco batterie al Litio-FerroFosfato da 28 celle che eroga 144 Ah a 48V. L’impianto idraulico prevede 3 pompe a ingranaggi per la traslazione e i servizi. Diverse le configurazioni disponibili, dalla benna a scarico frontale e pala autocaricante, allo scarico alto e pianale di carico ribaltabile con sponde apribili. La capacità di lavoro garantita dalle batterie copre almeno 5 ore di lavoro. Fin qui le novità dell'universo trasportatori cingolati. Ma non dimentichiamo gli altri prodotti del Costruttore marchigiano, ossia gli escavatori. In questo ambito, Monaco sarà il palcoscenico per il rilancio dell'M-75W, che rappresenta la versione aggiornata del modello M-70W con la nuova motorizzazione Kubota turbodiesel common rail Stage V con filtro antiparticolato elettronico che rispetta i limiti in vigore dal prossimo anno. A fare il paio con il nuovo propulsore arrivano anche nuove soluzioni tecniche e idrauliche che rendono l'M-75W il modello apripista a una futura gamma di escavatori gommati che verranno presentati nel corso del 2020 e andranno a coprire la gamma di peso operativo fino a 10 t. ❑

per il tipo di comandi, servo assistiti su joystick per il controllo sia del brandeggio che della PTO, carro allargabile (1.015 - 1.300mm) e motoriduttori a doppia velocità. Questo miniescavatore

si avvale di un propulsore diesel Kubota da 14 kW e di una trasmissione con pompe a portata variabile. MACCHINE CANTIERI 5.0

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AZIENDE

(PERKINS - BU POWER SYSTEMS ITALIA)

STIAMO TORNANDO Perkins - attraverso BU Power Systems è decisa a riprendersi il proprio ruolo di motorista di primo piano all’interno del comparto Construction. Al Bauma l’intera gamma Stage V e una sorpresa DI CRISTIANO PINOTTI – FOTO DI PERKINS PHOTO GALLERY

I

l legame tra Perkins e il settore Construction non è il semplice rapporto fornitore-costruttore. Da sempre BU Power Systems - distributore ufficiale e responsabile dei servizi di vendita e post-vendita dei motori Perkins in mezza Europa – va ben oltre tutto questo e si propone come un autentico consulente in grado di dare sempre risposte puntuali, professionali e, spesso, altamente personalizzate. In una splendida mattina di marzo abbiamo avuto la possibilità di incontrare Stefano Meneghini, Key Account Manager di BU Power Systems Italia, che ci ha aiutati a fare il punto sull’approccio Perkins verso il settore edile e industriale, anche

LE NUOVE filiali Oltre alla sede principale in provincia di Como, fin dal 2011 BU Power Systems Italia ha sempre avuto due filiali ubicate a Castel San Pietro (Bo) e a Meolo (Ve). In un’ottica di razionalizzazione, dal 2019 l’officina di Meolo è stata spostata a Monastier di Treviso e, affidata in qualità

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MACCHINE CANTIERI 5.0

sulla scorta di quanto verrà esposto al Bauma. Il sorriso di Meneghini la dice lunga e la nostra chiacchierata parte subito con il botto. “Al Bauma”, afferma, “Perkins presenterà le sue innovative soluzioni ibride, una tipologia di motore che ci è stata

di responsabile a Roberto Frigerio, ha visto un raddoppio degli spazi (750 m2) dedicati all’assistenza tecnica. Allo stesso tempo la sede di Castel San Pietro è stata trasferita a Imola ed è diventata un ufficio commerciale - per la

chiesta esplicitamente dal mercato”. La nostra insistenza non lo commuove, tutto è ancora avvolto nel mistero, dobbiamo quindi accontentarci delle ulteriori dichiarazioni di Matt Coleman, Product Director che ha affermato: “per le macchine da co-

Roberto Frigerio, Service manager e Responsabile filiale di Monastier di Treviso vendita, i ricambi e l’aftermarket - che funge anche da appoggio al cosiddetto “meccanico viaggiante”, o per dirla in inglese “man in the van”, per gli interventi tecnici itineranti in un raggio di circa 250 km. Per quanto concerne l’assistenza nelle aree non coperte

direttamente, BU Power Systems si affida invece a una serie di partner debitamente formati e aggiornati, in grado di assicurare un intervento sempre tempestivo. Nella maggior parte dei casi si tratta di officine altamente fidelizzate, che collaborano con Perkins da decenni.


RIGENERAZIONE trasparente

Per i motori Stage V Perkins fornisce una soluzione in grado di far dimenticare la rigenerazione del filtro antiparticolato

Stefano Meneghini, Key Account Manager di BU Power Systems Italia

struzione, non è sufficiente trasferire semplicemente le tecnologie ibride o elettriche da altri settori come camion, automobili o marine. I cicli di lavoro e le condizioni operative richiedono configurazioni specifiche altamente personalizzate per le singole applicazioni. Tramite la stretta collaborazione tecnica con i nostri OEM e utilizzando un’enorme quantità di dati reali sul campo, noi di Perkins possiamo sviluppare soluzioni veramente rilevanti per il settore delle costruzioni”. Con l’acquolina in bocca, continuiamo la nostra chiacchierata, dalla quale emerge, sono ancora parole di Meneghini, come “la vendita dei motori di Perkins al momento sia orientata soprattutto nell’ambito del gruppo elettrogeno, ma come stia recuperando terreno anche sul fronte dei costruttori di macchine movimento terra e sollevamento”. Proprio per questo il Bauma targato Perkins si prospetta di altissimo livello, con la presentazione della completata gamma Stage V. “A mio avviso”, r iprende Meneghini, “ci sarà

Quando si parla di motori diesel evoluti, una delle problematiche più importanti è quella legata alla rigenerazione del filtro antiparticolato. Questo tema è stato affrontato da Perkins attraverso una soluzione divenuta uno standard su tutti i motori Stage V. Questa prevede l’inserimento nel filtro antiparticolato di speciali

sensori a ultrasuoni che ne rilevano il livello di intasamento e, in caso di necessità, inviano un impulso alla centralina che interviene immediatamente, aumentando la temperatura dei gas di scarico. Questo processo avviene attraverso una serie di micro-rigenerazioni, che consentono di mantenere il filtro antiparticolato sempre pulito. Ma soprattutto si tratta

di una rigenerazione che non necessita di tenere ferma la macchina, ma avviene durante il lavoro, senza che l’operatore se ne accorga. Tutto ciò anche nel caso in cui la macchina – pensiamo ad esempio a un sollevatore telescopico al lavoro con il cestello portapersone – sia tenuta al minimo per ore. Cioè nella situazione peggiore per la rigenerazione.

una particolare attenzione per la cilindrata compresa tra i 9 e i 18 litri. Una soluzione totalmente disponibile e sulla quale il marchio punta tantissimo. Nella parte bassa focus sul motore Syncro nella versione 1.700-2.200, 2.800 e 3.600 cc, che rappresentano i cavalli di battaglia sui quali Perkins sta investendo molto per rientrare alla grande nel mercato del construction”. Ultimamente Perkins sta spingendo parecchio per rientrare in modo significativo nel mercato dei sollevatori telescopici, un settore che trova punti di potenza particolari come i 55 kW

(che evitano di montare l’SCR) e i 100 kW, che rappresentano il punto fermo per questa categoria di macchine.A fianco del telehandler c’è poi tutto il movimento terra declinato nelle sue molteplici macchine, perché le soluzioni Perkins sono in grado di adattarsi a qualsiasi tipologia di mezMACCHINE CANTIERI 5.0

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AZIENDE

zo d’opera. Continua Meneghini: “Proponiamo tantissime soluzioni che permettono il più agevole inserimento del power pack all’interno del telaio di ogni singola macchina. Da quando c’è il post-trattamento i costruttori sono stati costretti a trocostruttore della macchina passano vare soluzioni alternative per avere infatti attraverso prove di vibrazione, maggiori volumi a disposizione. Per prove di tenuta e test sulla vita dei questo Perkins viene incontro agli materiali, che devono assicurare una OEMs con molteplici soluzioni, che vita di almeno 10.000 ore. In pratipartono dall’aftertreatment già monca la soluzione Perkins c’è sempre, tato fino ai pezzi sciolti. Da un punto anche nel caso dei costruttori (e gli di vista pratico se potessimo fornire italiani sono maestri in questo camil pack montato, il motore sarebbe po) più difficili”. praticamente plug and play. Ma noi Sicuri protagonisti del prossimo Baunon ci scoraggiamo neppure davanti ma saranno i motori Perkins Syncro alle richieste più complicate. L’importante è che tutto venga validato, 2.8L e 3.6L che hanno superato un impressionante test di 10.000 ore di perché è sempre il costruttore dei motori a essere responsabile per quanto Le sedi esce dallo scarico. BU Power Tutte le soluSystems in zioni svilupEuropa pate in stretta sinergia con il

TEST, TEST

e ancora test

Gran parte delle tecnologie sviluppate sui motori Perkins sono frutto del lavoro PerkinsCaterpillar sui motori Stage IV, che beneficia di un’apposita area di cantiere ubicata nello stabilimento di Peterborough. Qui le macchine movimento terra lavorano a ritmo serrato, con il motore costantemente controllato attraverso la telemetria. A questi continui test “di fatica” si aggiungono anche prove speciali, come quelle svolte alle basse temperature. Alcune macchine equipaggiate con motori Perkins vengono portate nel nord dell’Europa e fatte lavorare per giorni a temperature rigidissime (attorno ai -30°C) per capire come si comporta il motore.

funzionamento nelle condizioni più severe. Il modello da 2,8 l è un quattro cilindri che fornisce una potenza massima di 55 kW (74 CV) senza sistema SCR; mentre il modello da 3,6 l raggiunge i 100 kW (134 CV) di potenza. ❑ BU POWER SYSTEMS ITALIA SRL Via Leonardo da Vinci, 1 22041 Colverde (Co) www.bu-perkins.it Filiali: Via Vallio, 35 Monastier di Treviso (Tv) Via U. La Malfa, 10 Imola (Bo)

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QUALITÀ IN TUTTE LE DIMENSIONI La nuova linea di Vibrofinitrici per asfalto Ammann comprende modelli che possono sia operare in spazi ristretti sia utilizzare a pieno la loro produttività con larghezze di stesa fino a 14 metri in spazi aperti. Il filo comune in tutte le configurazioni e dimensioni è la tecnologia, che comprende un sistema operativo leader nel settore che automatizza le funzioni chiave per fornire la consistenza e la qualità desiderata. Ma la tecnologia non si ferma qui: consente anche risparmio di carburante, pre-compattazione adeguata dei vari strati di materiale, estrazione dei fumi e una interazione efficace tra finitrice e camion. Alla fine di una giornata di pavimentazione, si vedranno stesure di qualità e costi di produzione più bassi. Tutti i rivenditori Ammann saranno a vostra disposizione per scoprire quale modello e dimensione si adatta meglio alle vostra esigenze.

Ammann Italy S.r.l., Via dell’Industria, 1, 37012 Bussolengo Tel. + 39 045 676 4911, Fax + 39 045 670 1192, info.ait@ammann-group.com Per informazioni dettagliate sui prodotti e i servizi offerti, si prega di far visita al sito : www.ammann.com MMP-1726-00-IT | © Ammann Group


REPORTTECNICO

Q

uando si parla di Soilmec si sottintende uno sviluppo di soluzioni ingegneristiche made in Italy, che hanno fatto scuola in tutto il mondo. E anche quest'anno, al Bauma, la società romagnola saprà tenere alta la sua bandiera attraverso le sue nuove linee di prodotti progettate per migliorare la qualità, la sicurezza, la produttività e la redditività del cantiere. Presso lo stand FN522, Soilmec ancora una volta saprà stupire i professionisti del settore con numerose tecnologie in grado di affrontare le sfide dell'ingegneria di fondazione e permetterà di toccare con mano alcuni dei nuovi prodotti che saranno introdotti sul mercato. Se abbiamo lasciato al box di approSOILMEC

FONDAZIONI ITALIAN STYLE fondimento il compito di analizzare le macchine per i micropali, concentriamoci sulle perforatrici di grande diametro e sulle idrofrese. I nuovi impianti SR, cioè le macchine da grandi diametri, sono state progettate in un'ottica di miglioramento in termini di produttività e flessibilità operativa, senza tralasciare, ovviamente, gli aspetti relativi al comfort e alla sicurezza dell'operatore. Le nuove perforatrici sono dotate di rotary più potenti e leggere, motori diesel generosi e un migliorato

Per i micropali

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valore di estrazione nel sistema tirospinta rispetto ai modelli precedenti. La più recente generazione di perforatrici SR nella versione tiro-spinta ad argano presenta un nuovo sistema di rinvii con un design standardizzato e semplificato per migliorarne ulteriormente la sicurezza e l'efficienza. Le soluzioni adottate permettono di passare dalla versione a cilindro a quella ad argano con una procedura rapida, che aumenta la multifunzionalità e l'adattabilità a diverse applicazioni. La linea SR ha visto anche

I nuovi impianti di micro-perforazione di Soilmec si distinguono per un'ampia serie di movimenti, che consentono di lavorare in varie posizioni e di eseguire

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movimenti laterali in totale sicurezza. Grazie all'innovativo meccanismo cinematico, possono inoltre operare parallelamente ai cingoli.

L'alimentazione è affidata a motori Tier III o ai nuovi motori Tier IV a elevate prestazioni e basse emissioni. Grazie a una vasta gamma di teste rotary, morse

e antenne modulari con corsa variabile, i nuovi modelli sono in grado di affrontare molteplici applicazioni e tecnologie. La Soilmec SM-22, evoluzione degli


una riduzione complessiva del peso della macchina grazie all'uso di acciai ad alta resistenza e a un nuovo design di antenna con sezione standardizzata. Nello specifico la piattaforma SR-125 HIT (High Tech) trasferisce al mondo della perforazione uno dei concetti vincenti dell'industria automobilistica: i clienti possono semplicemente scegliere un modello e creare la perforatrice più adatta alle proprie esigenze. Quattro diversi modelli (SR-115, SR-125 ,SR-135 e SR-145), costruiti sulla stessa macchina base, possono infatti soddisfare le più diverse esigenze attraverso un sistema plug & play. Si tratta infatti di quattro modelli ugualmente progettati per tutte le tecnologie di perforazione e di consolidamento del suolo, in grado di cambiare diametri e profondità, forza di estrazione e peso nella configurazione di trasporto.

storici modelli PSM-1350 e SM20 completamente ridisegnati per garantire elevati livelli di efficienza, sicurezza e produttività, grazie al

E se non bastasse, il nuovo design del corpo macchina, la massima cura per lo spazio all'interno delle cofanature e la disposizione dei gruppi di potenza hanno portato a una significativa riduzione delle emissioni acustiche, permettendone l'utilizzo anche nelle zone più sensibili all'inquinamento acustico. Ulteriormente perfezionata dopo numerosi test in cantiere, al Bauma svetterà anche l’idrofresa Tiger SC-135 che consente un'ampia gamma di raggi di lavoro e rotazioni del modulo fresante. L'attrezzatura presenta numerosi miglioramenti, soprattutto in termini di sicurezza e contaminazione dell'olio, che sono il risultato di anni di esperienza nella perforazione e derivano dall'attento ascolto delle esigenze degli utilizzatori, in particolare per quanto concerne il controllo, le prestazioni e l'affidabilità. Da segnalare il sistema idraulico brevettato con due linee dedicate - una per il modulo fresante e una per la macchina di base - con i filtri installati direttamente sulle linee principali, per evitare ogni possibile guasto dovuto alla contaminazione da bentonite. Il girevole idraulico per la rotazione del modulo di ±90°, il nuovo motore diesel Cat C27 ad alta potenza e diverse soluzioni di progettazione degli avvolgitori consentono di affrontare cantieri con profondità fino a 150 m e garantiscono le massime prestazioni in qualsiasi condizio-

suo design modulare può essere facilmente configurata come singola rotary, doppia rotary, tophammer e vibrorotary per eseguire consolidamenti,

micropali e ancoraggi con diverse tecnologie di perforazione: circolazione diretta, circolazione inversa, DTH, CFA e jet grouting.

50 Anni! Il Bauma (spazio espositivo FN522) sarà il palcoscenico ideale per festeggiare i primi 50 anni di attività di Soilmec. Fondata nel 1969, la società romagnola rappresenta la divisione metalmeccanica del Gruppo Trevi ed è un riconosciuto leader internazionale nella progettazione, produzione e distribuzione di attrezzature e macchine per l'ingegneria del sottosuolo.

ne. Nessun problema per il rispetto della verticalità del diaframma che è affidato a un sensore verticale ad alta profondità, ai flap mobili indipendenti e al sistema Soilmec DMS, integrato con la ricostruzione 3D del pannello. L'SC-135 Tiger presenta un nuovo sistema anti-caduta, passerelle, corrimano e scale, punti di ancoraggio, schede di controllo remoto e modalità a velocità ridotta per eseguire le principali operazioni di montaggio/ smontaggio e la manutenzione in condizioni di totale sicurezza. Il peso di trasporto è di 45 t. ❑


REPORTTECNICO

VOLVO CE

EFFETTO PAVONE mpossibile non restare ammaliati dall'esposizione Volvo CE al prossimo Bauma. Un vero e proprio “effetto pavone”, capace di affascinare qualsiasi visitatore appassionato non solo di macchine movimento terra, ma anche di macchine stradali, di tecnologia, di tutto quanto ruota attorno al cantiere. Davanti a tanto splendore, abbiamo dovuto fare delle scelte e in queste pagine vi presentiamo una selezione di quanto potrete ammirare a Monaco. Partiamo dallo short-swing ECR88D, l'escavatore compatto ideale per gli spazi ristretti che beneficia di due nuove funzionalità: lo spegnimento automatico del motore, che può essere impostato per attivarsi dopo un periodo di inattività compreso tra 2 e 60 minuti; e la "modalità ecologica" finalizzata al risparmio di carburante, ottenuta ottimizzando le esigenze del sistema idraulico e del motore. Compatto nelle dimensioni, il peso operativo è di 8,6-9,5 t, l'ECR88D vanta prestazioni di scavo, forze di strappo e capacità di sollevamento in grado di rivaleggiare con quelle degli escavatori più grandi. Perfetto per i lavori filo-muro o in una sola corsia stradale, prevede diverse configurazioni del braccio e della lama per la massima flessibilità operativa. Caratteristica oltremodo ampliata

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Insight REPORT Volvo Construction Equipment continua a massimizzare l'efficienza di cantiere per i propri clienti con il lancio di Productivity Report, un nuovo servizio di analisi della flotta progettato

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per monitorare la produzione e abbassare il costo per tonnellata. Unito al Fuel Efficiency Report, lanciato nel 2016, e all'Health Report e al Summary Report, del 2018, il nuovo

strumento telematico rafforza l'impegno di Volvo CE nell'aiutare i clienti a gestire in modo più efficiente i costi operativi. Tutti questi strumenti sono stati raggruppati nel pacchetto chiamato


Arriva L'ELETTRICO

dalla vasta gamma di accessori messi a disposizione dal Costruttore. Cuore della macchina è un quattro cilindri da 43 kW a emissioni ridotte, che assicura funzionamento, prestazioni e produttività senza interruzioni, anche durante la rigenerazione. Mentre l'auto-idling system porta al minimo il motore quando i comandi sono inattivi per un periodo di tempo pre-impostato tra i 3 e i 20 secondi. Nessun compromesso neppure per quanto concerne la cabina, certificata ROPS e con un'ottima visibilità. Il comfort è assicurato dal sedile regolabile, dai braccioli ergonomici, da comandi ben posizionati e da tanto spazio per i piedi. Notevole anche l'isolamento da vibrazioni e rumore. Saliamo di categoria con il nuovo escavatore cingolato EC200E, il cui peso operativo compreso tra le 19,9 e le 24,6 t lo traduce nella risposta Volvo CE alle esigenze di una fascia

Insight Reports che permette di identificare con chiarezza le eventuali aree di miglioramento. Il tutto si collega al sistema telematico CareTrack che sintetizza

di mercato particolarmente competitiva ed esigente. Posto tra l'EC220E e l'EC180E è perfetto per il noleggio, l'edilizia, i servizi pubblici, le infrastrutture stradali e via di questo passo. È alimentato da un motoreVolvo D4 certificato Stage V, da 115 kW, che beneficia della funzione Power Booster diVolvo per incrementare le forze di sollevamento e di scavo, a vantaggio di tempi di ciclo più rapidi e, quindi, di una produttività ottimale. Il nuovo escavatore cingolato è un vero tuttofare in grado di svolgere molteplici attività anche grazie all'adozione di accessori come il tiltrotator, innumerevoli tipologie di benne per le più diverse tipologie di materiali, vari demolitori idraulici e, ovviamente, i necessari attacchi rapidi. La cabina, certificata ROPS, prevede un'ottima e sicura accessibilità e un comfort di livello superiore, mentre la visibilità è incrementata dalla telecamera la-

automaticamente migliaia di dati macchina in report (di semplice comprensione) inviati via email al cliente su base settimanale o mensile. Nello specifico, il

Una vera rivoluzione elettrica. Volvo CE ha annunciato il lancio, entro la metà del prossimo anno, di una gamma di escavatori compatti (EC15-EC27) e pale gommate (L20-L28) interamente elettrici, abbandonando per questi modelli qualsiasi sviluppo basato sui motori diesel. Le prime macchine saranno presentate ad aprile 2019, in occasione del Bauma. Infatti, se da un lato l’azienda ribadisce come il diesel continui a rimanere la fonte di alimentazione più adeguata per le macchine grandi, dall’altro lato la propulsione elettrica e la tecnologia della batteria si stanno rivelando particolarmente adatte

alle macchine Volvo di minori dimensioni. A tale proposito, questo il commento di Melker Jernberg, Presidente di Volvo CE: “Volvo CE sta ottenendo risultati tangibili nel proprio impegno di ‘costruire il futuro’, assumendo la leadership nell’ambito della mobilità elettrica e proponendo soluzioni sostenibili a supporto del successo del cliente. La tecnologia che abbiamo sviluppato è ora piuttosto solida: di conseguenza, contestualmente ai cambiamenti nel comportamento dei clienti e a un contesto normativo rafforzato, questo è il momento giusto per rendere la mobilità elettrica il futuro delle nostre gamme compatte”.

terale e dal Volvo Smart View opzionale, che migliora la sicurezza degli operatori e di coloro che lavorano intorno alla macchina. Ottima la progettazione della macchina, che ha tenuto in grande conto l'attività manutentiva facilitandola praticamente in ogni circostanza. L'escavatore può beneficiare dell'opzione CareTrack e della gamma di report Insight, ai quali abbiamo dedicato un apposito box di

Productivity Report evidenzia quante tonnellate di materiale sono state manipolate o spostate, ed è disponibile sui dumper articolati e sulle pale gommate Volvo dotati di pesatura a bordo. MACCHINE CANTIERI 5.0

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REPORTTECNICO

approfondimento. Cambiamo decisamente genere con l'aggiornamento della gamma dei dumper articolati della Serie G, ora dotati di cruise control, controllo della velocità in discesa e OptiShift. Ovviamente senza dimenticare le qualità già conosciute quali l'assistenza in salita, il freno di carico e scarico e il freno motore dinamico Volvo che, unite alle nuove funzionalità, assicurano il massimo del comfort e della sicurezza. Allo stesso tempo l'OptiShift migliora ulteriormente l'efficienza dei consumi di carburante e la produttività grazie a tempi di ciclo più rapidi e a una maggiore facilità d'uso. Non vanno inoltre sottovalutate caratteristiche importanti quali lo sterzo Volvo, le sospensioni di elevata qualità, i bassi livelli di rumorosità e il tanto spazio

I motori

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a disposizione dell'operatore. Altra decisa sterzata ed eccoci a parlare di macchine stradali e precisamente delle due nuove vibrofinitrici P2820D ABG e P2870D ABG, le più compatte dell'intera gamma Volvo, partner perfetti per le pavimentazioni di piccole e medie dimensioni. Inserite nella fascia da 1,5 a 4,5 m, la P2870D ABG è una nuova vibrofinitrice gommata, mentre la P2820D ABG

Al Bauma Volvo CE presenterà i nuovi motori conformi allo Stage V per tutte le fasce di potenza, compresa quella tra i 56 e i 130 kW. La sofisticata gamma Stage

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V è stata progettata non solo per soddisfare i severi requisiti imposti dalla legislazione, ma anche per offrire numerosi vantaggi agli OEM e agli operatori. Tra questi

è una macchina cingolata di ultima generazione. Entrambe si caratterizzano per bassi livelli di rumorosità e sono quindi adatte per tutti i progetti nei centri urbani, come piste ciclabili, parcheggi e aree pedonali. Le nuove macchine promettono anche un basso consumo di carburante e limitate emissioni. Con i loro motoriVolvo da 55kW e l'idraulica perfettamente abbinata, queste finitrici compatte mettono a disposizione lo stesso sistema di trasmissione tipico dei modelli più grandi. Per garantire il massimo controllo della macchina, utilizzano il sistema Electronic Paver Management (EPM3) che offre un facile accesso a tutte le funzioni di lavoro. L'EPM3 integra inoltre il Settings Manager finalizzato a salvare e richiamare i parametri personalizzati. ❑

l'ottimizzazione della potenza e un'estrema robustezza associata ad affidabilità e facilità di manutenzione. Ovviamente grande l'attenzione anche per i consumi.


REPORTTECNICO

WACKER NEUSON

PRECURSORI ILLUMINATI rotagoniste allo stand Bauma di Wacker Neuson e Kramer saranno le macchine a zero emissioni. Così si può riassumere in breve la partecipazione del Gruppo alla fiera monacense. Ma dietro tale affermazione c'è un lungo percorso intrapreso ormai alcuni anni fa, quando ancora di elettrificazione non ne parlava proprio nessuno. Se non, appunto, Wacker Neuson. Cuore dello stand a Monaco saranno quindi l'intera gamma di prodotti a zero emissioni nonché i nuovi modelli che troveranno spazio lungo il “Viale a zero emissioni” che attraverserà l'intero stand e porterà i visitatori lungo un percorso a tappe per spiegare le numerose innovazioni. Sarà possibile scoprire la vasta gamma di costipatori a batteria, piastre a batteria, pale gommate elettriche, dumper elettrici e miniescavatori elettrici. Assolute novità della gamma saranno il costipatore a batteria AS60e e la piastra a batteria AP2560e, equipaggiati entrambi con la collaudata batteria Wacker Neuson. Proprio questa batteria intercambiabile è una delle carte vincenti di Wacker Neuson, che oggi la propone come alimentazione per ben sei diversi prodotti: una possibilità che ne aumenta ulteriormente la con-

P

La nuova pala di

Kramer

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Si chiama 8145T ed è la nuova pala telescopica con cinematismo a Z che Kramer presenterà a Bauma a completamento della propria gamma da 9 a 11 t. Questa nuova pala

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gommata telescopica ha un carico di ribaltamento con benna (macchina diritta) di 5.500 kg, una capacità di sollevamento di 3.900 kg e un peso operativo di 11.170 kg. Come

per tutti i modelli della serie 8, che è la gamma Premium di Kramer, sono disponibili di serie le modalità di sterzatura integrale, a granchio e tramite il solo asse anteriore.


venienza economica. Ulteriori nuovi arrivi nella gamma di prodotti a emissioni zero saranno il miniescavatore Zero Tail EZ17e completamente elettrico e il dumper gommato elettrico DW15e. “La problematica delle emissioni si farà sentire sempre più soprattutto all'interno delle città. Con le nostre soluzioni a emissioni zero i nostri clienti potranno andare sul sicuro in ogni caso. Al tempo stesso per noi è importante che un prodotto venga introdotto solo quando è in grado di funzionare per una giornata lavorativa media con una sola carica della batteria e consenta di ammortizzare i costi di acquisto entro tre anni” ha spiegato Alexander Greschner, Direttore commerciale del Gruppo Wacker Neuson. Ma non saranno solo le macchine Zero Emission le protagoniste sotto il cielo di Monaco. Anche sul fronte digitalizzazione Wacker Neuson dirà la sua con numerose soluzioni. Per esempio i visitatori potranno scoprire e provare in modo virtuale i prodotti del futuro prima ancora che venga costruito il primo prototipo grazie a un simulatore di guida realistico. Le applicazioni di realtà virtuale vengono utilizzate a scopo di formazione o per la configurazione di macchine particolarmente complesse, mentre

una stampante 3D mostra in modo impressionante la possibilità di preparare pezzi di ricambio in tempi brevi. “Anche in questo caso il cliente e le sue esigenze sono sempre al centro dei nostri lavori di sviluppo. Non vogliamo essere digitali per sembrare moderni, ma per agevolare effettivamente il lavoro quotidiano dei nostri

clienti” ha aggiunto Martin Lehner. Un'ulteriore innovazione ruota, in senso letterale, intorno al tema della sicurezza dell'operatore e del cantiere: stiamo parlando del sistema dual view di Wacker Neuson per dumper gommati da 6 a 10 t di carico utile. Dual view consente di cambiare in modo comodo e veloce la posizione di seduta con una rotazione di 180 gradi dell'intera plancia di comando e sedile. In questo modo, il conducente ha sempre una visuale perfetta nel senso di marcia durante il trasporto, ma anche delle fasi di carico e scarico. “Tuttavia non sveliamo, per ora, alcuni pezzi forti che i visitatori troveranno al nostro stand. Qualcosa, comunque, posso anticiparla: si andrà sempre più in alto, nel vero senso della parola.Venite a trovarci e scoprite voi stessi che cosa si cela dietro questa frase” ha voluto concludere Alexander Greschner. ❑ MACCHINE CANTIERI 5.0

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EditorialeOff DI MAURIZIO GUSSONI

Non è dato

sapere A

È DIFFICILISSIMO PARLARE MOLTO SENZA DIRE QUALCOSA DI TROPPO. LUIGI XIV

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volte non sono solo i risultati che contano. In certi casi anche i comportamenti entrano a gamba tesa nel settore riservato alla sostanza. La TAV, o il TAV come pontifica l’esperto linguista Travaglio (absit iniuria verbis), non sappiamo come, negli anni, finirà. Non sappiamo quanto costerà. Tantomeno sappiamo chi aveva, ha o avrà ragione. Sappiamo solo che, da cittadini, siamo stati presi in giro con una tempesta mediatica degna di un film di fantascienza. Nessuno è stato in grado di definire i costi per il completamento. Ma una seconda schiera di nessuno, perfettamente sovrapponibile alla prima, è stato in grado di definire i costi dell’eventuale rinuncia. Però gli esperti, seppur litigando come cani attorno a un osso, sono stati eccezionalmente sagaci nell’aumentare il bailamme con piccoli ma rutilanti effetti speciali, come l’aggiungere ai costi la perdita degli incassi delle accise dei carburanti dei camion, sostituiti dal treno e, forse, il calo del fatturato degli autogrill, privi di camionisti, noti divoratori delle focaccine Fattoria. Per non parlare delle scenate televisive, con tanto di aristocratico rotacismo (conosciuto ai più come “erre moscia”), dell’esperto degli esperti che interpretava come lesa maestà ogni richiesta di spiegazioni e come inizio di conflitto termonucleare ogni cenno di dissenso nei confronti dei suoi “studiorum”. La morale, però, al netto della retorica professorale, delle grilline ideologie antit utto, loro stessi compresi, consiste nella lapidaria impossibilità per i cittadini (paganti) di comprendere in capo a quale cialtrone porre la responsabilità degli sperperi e dei danni. Una morale fosca e davvero immorale, degna di uno stato oscurantista e bolscevicamente arrogante. E in tutto questo sfacelo informativo, anche la Lega ha le sue responsabilità. Probabilmente, anche Carlo V d’Asburgo si comportava così. Ma almeno, essendo cresciuto in un ambiente raffinato, lo faceva con una certa classe. E poi sul suo regno davvero non tramontava mai il sole. A differenza di questi, i quali per regno al massimo hanno gli spalti di uno stadio e di sole non ne hanno affatto. Specie nell’interno della scatola cranica. ❑


NUOVA NORMATIVA PRIVACY POLICY Dal 25 maggio 2018 è in vigore il nuovo regolamento generale europeo sulla protezione dei dati, General Data Protection Regulation (GDRP) che impone nuovi e più stringenti obblighi inerenti il trattamento e la gestione dei dati personali di abbonati, fornitori, clienti, consulenti, periti e, più in generale, di chiunque abbia a che fare con la Casa Editrice Orsa Maggiore International Srl. La normativa va rispettata da tutte le organizzazioni produttive e/o commerciali dell’Unione Europea, e anche dalle organizzazioni produttive e/o commerciali con sede legale fuori dall’Unione ma che trattano dati personali di persone residenti nell’Unione Europea, indipendentemente dal luogo ove sono collocati i sistemi di archiviazione e di elaborazione dei dati. Il nuovo regolamento non riguarda la gestione dei dati personali effettuata per attività di sicurezza nazionale o di ordine pubblico e prevede che sia considerato un dato personale “qualunque informazione relativa a un individuo che sia collegata alla sua vita, sia privata, sia professionale, sia pubblica”. Sono quindi da considerare dati personali nomi, foto, indirizzi e-mail, dettagli bancari, interventi su siti web e social network e anche gli indirizzi IP del computer. Va inoltre precisato che il il regolamento disciplina solo il trattamento dei dati delle persone fisiche e impone la protezione degli archivi in cui si conservano le informazioni da accessi non autorizzati, mediante procedure interne adeguate e strumenti tecnologici atti a monitorare e prevenire accessi impropri.

Informativa sulla privacy aggiornata Ricevete Macchine Cantieri perché siete iscritti nel database degli invii o perché la vostra azienda intrattiene rapporti commerciali con la casa editrice Orsa Maggiore International Srl. I vostri dati sono trattati nel rispetto della nuova normativa General Data Protection Regulation (GDRP) e la loro conservazione e archiviazione è eseguita nel rispetto della legge vigente. Il database della Casa Editrice è conservato su un server criptato e protetto da password. Il responsabile della gestione dei dati personali secondo la normativa General Data Protection Regulation (GDRP) per la casa editrice Orsa maggiore International Srl è Emanuela Pirola. Potrete chiedere in qualunque momento la modifica o la cancellazione totale o parziale dai vostri dati il nostro possesso mediante uno dei canali sotto riportati: Via e-mail scrivendo a: mc@macchinecantieri.com Via e-mail scrivendo a: e.pirola@macchinecantieri.com Via e-mail scrivendo a: l.gatti@macchinecantieri.com


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Magazine specializzata dedicata all'edilizia. Macchine, attrezzature, tecniche, materiali, progetti, economia, leggi e novità. Magazine ab...

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