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Moda Cinema Design


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Tutto cambia. Anche il sedere.

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IL DESIGN È ON LINE


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editoriale _

Nella luce Parliamo di LUCE. Abbiamo voluto chiudere l'anno proprio con questo tema. Un modo per salutare un 2012 complicato ed impegnativo per tanti e da tanti punti di vista. Un voler vedere ad ogni costo la luce, che dopo tanto caos torna sempre? Sì. Il nostro approccio, augurio e messaggio di positività per un luminoso anno che verrà , in cui - come cantava Lucio Dalla “Ci sarà da mangiare e luce tutto l'anno... E si farà l'amore ognuno come gli va... e senza grandi disturbi qualcuno sparirà, saranno forse i troppo furbi e i cretini di ogni età”. Speriamo proprio che sia così. Fiat Lux! In effetti la soglia collettiva di sopportazione di questi tempi è stata di gran lunga superata e il desiderio di uscire fuori dal tunnel è fortissimo, è tangibile ed unanime. Siamo davvero tutti come un girasole alla ricerca di una necessaria e benefica luce del sole. Perciò in questo numero dedicato alla luce troverete scorci nuovi, chiavi di lettura e spunti di riflessione per comprenderne l'importanza e l'essenzialità. Scoprirete spunti di luce nella moda in un originale e creativo ”fuori fuoco”. Illuminazioni illuminanti nel design e nell'arte classica o contemporanea, attraverso inconsueti viaggi cinematografici e teatrali scoprendo luoghi insoliti di luce riflessa, giungendo fino all'importanza che la luce ha anche in cucina. E allora l'augurio di tutta la redazione per il nuovo anno è di ritrovare tutti quel luccichio degli sguardi illuminati dalla gioia. Mara Cella


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4_sommario 72 news fashion victims

speciale moda

cinema design & style

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Notizie in breve

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Ciò che nasce dai diamanti Jamais sans Miele e Fiele From the web

> 36 Fiat Lux > 40 54 56 62

“LUCE” Giovani designer. Daizy Shely La stagione dei desideri Fashion wish list

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> 66 Il 2013 inizia al cinema 72 Un giorno devi andare > 78 84 86 92

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Riflessi di luce La luce è servita Pensierini da abat jour Illuminata dal colore

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Particolari, foto di Livia Alcalde.

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_ a cura di Valentina Di Domenico

CAMOMILLA MILANO SOLO PER TE Una limited edition Camomilla ovvero una linea di borse e pochette, irresistibilmente bon ton, in bianco e nero, con l’iniziale del proprio nome ricamata in un elegante lettering d’altri tempi. Un fiocco soft touch e un cuore di righe nella parte interna completano un accessorio davvero adatto a tutte o per un’idea regalo speciale e personalizzata. Perfette per tutte le stagioni, Le Letterine, sono una proposta giovane e fresca che mantiene un alone vintage, per trasformarci tutte in moderne Audrey Hepburn. La collezione è in vendita esclusivamente nello shop on line di Camomilla o negli store brand di Milano e Roma.

MIU MIU FA SCINTILLE Chi l’ha detto che l’inverno è una stagione spenta e cupa? Nel mondo della moda, glitter, paillettes, cristalli e strass costituiscono quel tocco glam, e a volte rock, che non possono mai mancare nel guardaroba di una donna, anche se da dosare sempre con stile e attenzione. Miu Miu torna a giocare con i materiali e fa risplendere la classica forma delle Mary Jane con inserti di luce. La suola in glitter, ormai da diverse stagioni firma incontrastata del brand, mette in risalto l’eleganza della silhouette sofisticata e vagamente retrò con un tocco incredibilmente prezioso. Le nuances disponibili sono il cipria, il fuxia, il pavone: nella variante completamente realizzata in glitter, sono disponibili anche gli eleganti colori argento e nero.

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La pelle racconta la tua storia, rivela chi sei. Con Future Solution LX, la linea più esclusiva di Shiseido, il trattamento anti-età è globale. Il viso risplende di nuova energia, è radioso, come rigenerato. –– Jennifer Connelly utilizza per la sua pelle Future Solution LX.

FUTURE SOLUTION LX Riscrivi la storia della tua pelle.

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8_news NON SOLO TRENCH Nasce ispirandosi all’iconico trench The Britain, la nuova collezione di orologi Burberry, che può contare su quattro diversi movimenti, tra i quali un automatico, un cronografo, un quarzo e uno dotato di riserva di carica da 40 ore. La celebre palette cromatica del brand definisce i dettagli della collezione, mentre il fondello trasparente permette agli appassionati di godere della vista della meccanica di precisione, frutto del più alto artigianato svizzero. Un design raffinato ma funzionale quello di The Britain, firmato dal direttore creativo del marchio Christopher Bailey: la cassa multisfaccettata riflette la luce attraverso una combinazione di superfici in acciaio lucido e spazzolato, mentre il quadrante semplice e moderno ne enfatizza le linee. Il cristallo zaffiro antiriflesso, antiurto e antigraffio, è studiato per proteggere il quadrante e il movimento dagli agenti atmosferici. Il risultato è un orologio che rispecchia l’esecuzione artigianale e i principi di design tipici del trench coat. The Britain coniuga tradizione e valori del design funzionale con modernità e innovazione, ottenendo un accessorio che è al tempo stesso elegante e informale.

DALLA SCARPA AL GIOIELLO Le scarpe più celebri della Maison diventano irresistibili ciondoli da portare al collo: Salvatore Ferragamo fa il salto dal mondo delle calzature a quello jewelry trasformando i suoi modelli in pendenti glamour. Miniature Preziose è una collezione di gioielli che riproduce fedelmente le calzature icona create dallo stilista tra gli anni '30 e gli anni '60. Rainbow riproduce in oro giallo 18 carati e gemme preziose – corallo, ametista, smeraldo e corniola – la zeppa creata dallo stilista nel 1938 per Judy Garland. Red e Honey sono ispirati rispettivamente alle scarpe create per Judy Garland e Marilyn Monroe mentre Carmen rappresenta la scarpa realizzata nel 1938 per Carmen Miranda, affascinante cantante e ballerina di Broadway che con i suoi live show incantò l'America. La pelle laminata del sandalo si trasforma in oro giallo 18kt; dettagli in smalto nero arricchiscono il cinturino e i listini, donando movimento all'intero pendente. Butterfly è un gioiello dall'allure orientale. L'oro giallo crea sulla scarpina un elegante contrasto con l'onice nero della zeppa, sulla quale sono dipinti a mano i fiori che nella tradizione cinese ornavano il cheongsam, abito femminile della dinastia Ching. Renaissance, invece, è la miniatura preziosa dello storico modello di Salvatore Ferragamo ispirato alle sciapin, calzature rinascimentali con suola alta in legno, considerate le prime scarpe con tacco.

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Il Radisson Blu Resort, Terme di Galzignano è un oasi naturale di benessere e relax nel cuore del Veneto. Situato nella zona più suggestiva dei Colli Euganei, uno dei siti termali più importanti d’Europa, a pochi km da Venezia, vi accoglierà in un meraviglioso parco naturale di 350.000 mq, con un campo da golf a 9 buche, con piscine termali interne ed esterne, un ampio Centro Benessere con due SPA e sei campi da tennis.

Il Radisson Blu es. Hotel è strategicamente posizionato nel cuore di Roma e facilmente raggiungibile. Vanta uno dei roof più belli della Capitale, dotato di una meravigliosa piscina, di un attraente ristorante e di un suggestivo bar con vista sui tetti di Roma. Ideale per chi viaggia, per meeting ed eventi o per un week end di relax tra cultura, wellness e design


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10_ news IMPREZIOSIRE LA PELLE

Non si tratta né di vestiti, né di make up ma di un vero e proprio accessorio da indossare sulle unghie e sulla pelle. Les Ors de Peau sono speciali tatuaggi in limited edition. Creati per Dior da Camille Miceli, direttore creativo per gli accessori, sono realizzati in microscopiche particelle d'oro 24K e si declinano in bracciali, anelli e charms da indossare singolarmente o in un mix personalizzato. Il metodo di applicazione è estremamente semplice e ci riporta indietro nel tempo a quando si era bambini e si giocava con i trasferibili: basta appoggiare il disegno sulla pelle, inumidire la carta ed attendere alcuni secondi. Il gioco non cambia, il divertimento nemmeno, ma l’idea glamour e la ricercatezza decisamente sì.

STUDIO E DESIGN I gioielli di design di Giuliana Mancinelli Bonafaccia si distinguono per la forte creatività ed innovazione nelle forme e nei materiali. Ogni singola creazione nasce da scelte non convenzionali della designer che combina argento, rutenio e smalti policromi a pellami pregiati unendoli a pietre preziose, diamanti e zaffiri dando così vita a forme organiche sinuose e luminose che stravolgono i canoni più classici. La capsule collection Hyparhedra, dalla forte connotazione architetturale, si serve di pelle, argento e carbonio. La scelta del carbonio non è casuale. Se da un lato il materiale “imita” la leggerezza della carta dall’altro si distingue per l’estrema robustezza meccanica e la durezza. Splendida la collezione Radiolarian che si basa su un’armonica contrapposizione di dettagli architettonici con antichi testi di biologia marina, elementi materici, scultorei ed anatomici. La sofisticata fattura degli oggetti, frutto di ironia e provocazione, è determinata dalla sapiente sintesi di studi classici e riflessioni sulle forme biologiche e stupisce per il design originale e contemporaneo.

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Lasciati portare dentro l’Emozione

Polinesia • Isole del Pacifico • Australia • Nuova Zelanda Stati Uniti • Messico • Caraibi • Giri del Mondo • Oriente • Sud America

ilquintomondo.it


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12_news UNICI ... PEZZI DI GIOIA Un'idea per noi o per una persona speciale... Ciò che più ci sta a cuore è riuscire ad essere unici, a sorprendre e a far sorridere. Qualcosa di nuovo, di unico! Il brand Fluttuo - Pieces of Joy con ogni gioiello firmato realizzato a mano per essere scelto e indossato da una sola persona incarna alla perfezione il desiderio di unicità. Tutti gli esemplari unici Fluttuo sono realizzati con grande creatività ed eleganza attraverso l’imprevedibile combinazione di materiali diversi che consente di scegliere un gioiello in base alla personalità di chi lo sceglie o di chi lo riceverà in dono, al suo gusto e carattere... inequivocabilmente unici!

ARMANI BLUE COLLECTION In ogni collezione Armani, il blu intenso non manca mai. Una tonalità che sprigiona raffinatezza, un colore a cui lo stilista non rinuncia praticamente mai, dalla passerella al polso. Classica e accattivante, la nuova Blue Collection propone orologi in varie tonalità di blu che definiscono in modo unico i quadranti guilloché e i cinturini degli orologi. La collezione comprende cronografi maschili con cinturini in pelle e modelli retrò con display e cristallo elegante applicato. Ma è con gli style femminili che la serie raggiunge il top dell’eleganza, grazie al quadrante blu navy dall’effetto prezioso e velluto, la ghiera con cristalli che illuminano il polso e il bracciale sofisticato in acciaio lucido. Un orologio che sa di gioiello, un accessorio perfetto per chi ama la classe e l’inconfondibile stile di Giorgio Armani.

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Š2012 Elizabeth Arden, Inc. elizabetharden.com *Utilizzando il nuovo Optimizing Skin Serum Visible Difference insieme al regime di traamento ispirato alla tecnologia delle Spa Elizabeth Arden. Risultati basati su un test di utilizzo di 55 donne negli Stati Uniti dai 30 ai 50 anni.

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Una differenza visibile in soli * 6 giorni.

100 anni di expertise spa nella linea di traamento quotidiano per la tua pelle.


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14_news PLATINO VINTAGE Viva La Juicy accende l’inverno con lo splendore del platino: la sua essenza unica e frizzante si presenta in una versione limited edition che rappresenta il lato più glamour di Juicy Couture. Il flacone che contiene Viva La Juicy Platinum è stato immerso nel platino per riprodurre la perfezione della gioielleria vintage attraverso un processo di metallizzazione del vetro in tre fasi che per la prima volta è stato applicato al mondo delle fragranze. Il segno distintivo del profumo, il fiocco fuxia in raso, è stato arricchito da un charm con la parola Couture, ispirato ai divertenti accessori moda del brand. Creato da un mix irresistibile e delizioso di mandarino, frutti di bosco, caprifoglio, gardenia e ambra, Viva La Juicy è un profumo divertente e seducente, adatto a tutte coloro che amano stupire con ironia e spensieratezza.

TRUCCATE PER LE FESTE Occhi smokey blu e labbra laccate di rosso: il look proposto per le feste dal makeup artist Dick Page, direttore artistico di Shiseido. The Makeup, si chiama Nocturne Lacquer ed è pronto a stupire con i suoi toni glamour ed eleganti. Gli occhi rappresentano il punto focale, resi ancora più intensi grazie agli ombretti Luminizing Satin Eye Color Trio, da applicare sulla palpebra e nella piega dell’occhio, e poi il tocco finale con gli ombretti in crema Shmmering Cream Eye Color, luminosi e scintillanti, da applicare all’attaccatura delle ciglia superiori con il pennello per eyeliner, per allungare lo sguardo. E anche le labbra diventano protagoniste con il rossetto liquido effetto lacca Laquer Rouge, in colorazioni intense e suggestive, perfette per le serate speciali.

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NUOVO DUALSENSES COLOR CARE:

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16_ news CINEMA PARTY IN "BLACK & WHITE" Anche quest'anno il Cinema Party, per la sua quarta edizione è stato un evento glamour sofisticato e di successo. Organizzato nel cuore della Capitale, con la media partnership di Fashion files magazine. Un format consolidato, che quest’anno ha avuto come location d’eccezione il Teatro Centrale Carlsberg. Alla serata, tenutasi proprio durante la settimana del Festival Internazionale del Film di Roma, ha partecipato anche iLike.tv, l’innovativo canale televisivo che sancisce l’unione e l’interazione con il web e i principali social network e FrozenCube che con i suoi innovativi cubetti di polpa di frutta ghiacciata ha conquistato tutti i palati più curiosi. I padroni di casa, David Guidi e Cristina Inghilleri del Teatro Centrale Carlsberg hanno accolto gli ospiti, tutti rigorosamente vestiti secondo il dress-code “Black&White”, in un'atmosfera molto elegante e sofisticata dove tutti hanno potuto gustare le creazioni gourmet dello chef e bere un drink a ritmo di un delizioso e coinvolgente swing tra proiezioni di frames in bianco e nero di icone del cinema di tutti i tempi!

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FASHION ACCESSORIES DESIGN ART FRAGRANCES FINEST FOOD WHITE GALLERY | Piazza Guglielmo Marconi 18/19 | 00144 Rome EUR | ITALY www.whitegallery.it


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18_news LA SEDUZIONE DELL’ARTIGIANATO La mostra “La Seduzione dell’Artigianato, ovvero: il bello e il ben fatto”, a cura di Bonizza Giordani Aragno e di Stefano Dominella è una grande esposizione che celebra la maestria sartoriale del Made in Italy attraverso centotrenta abiti, un tributo all’Alto artigianato racchiuso nella moda italiana. L’esposizione sarà visitabile fino al 10 febbraio 2013, dal martedì alla domenica, dalle ore 9.00 alle ore 20.00. Un vero tripudio per chi ama la moda e la sua evoluzione, l'intera mostra è stata allestita grazie ai più grandi brand del Made in Italy e agli Istituti ed Accademie di Moda italiani. La moda fa parte del patrimonio culturale italiano e questo progetto “Omaggio alla professione sartoriale: dalle caterinette alla dressmaker” avviato in collaborazione con il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni popolari, con il contributo della Camera di Commercio di Roma, e con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Provincia di Roma, della Camera Nazionale della Moda Italiana e di AltaRoma, vuole proprio riaccendere l’attenzione delle istituzioni e dei giovani, su quei mestieri basati sulla manualità artigiana, come quello della sarta o della modellista, che svolgono un ruolo essenziale nella catena del valore delle imprese, siano esse piccole, medie o grandi, e che costituiscono, in un periodo di crisi economica, un’ottima opportunità occupazionale.

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_ Luisa Berti

UNA LUCE INFINITA Tubi luminosi e specchi sono i mezzi usati da Paolo Scirpa per creare le sue opere, in una dimensione in cui luce e spazio diventano i protagonisti immateriali e spettacolari delle creazioni e dove la luce rappresentata non è reale, ma “ideale” e tende all’infinito. Dopo il successo al Macro di Roma, fino al 18 gennaio le opere di Scirpa sono esposte alla galleria Ravizza di Milano e al MAAB, studio d’arte di Padova. Una mostra in due sedi curata da Marco Meneguzzo e incentrata sull’attività storica dell’artista. Le opere selezionate sono state realizzate agli inizi degli anni ’70 e, grazie a un inganno ottico, sembrano protrarsi all’infinito. In esse la luce, emanata da tubi al neon piegati secondo forme geometriche e riflessa da pareti specchianti, si moltiplica in una serie di traslazioni e di incroci che superano lo spazio fisico. “Auspico - afferma l’artista che i fenomeni straordinari del nostro tempo, pronti a mettere in crisi i valori dello spirito, possano invece rivelarci la ricchezza della fantasia e la volontà di indagare nel buio”.

SUL COMIGNOLO La leggenda tramanda che un bambino, appena venuto alla luce, attraversa i cieli del mondo appeso al becco di una cicogna e arriva così a casa dei genitori. La verità è che un tempo, quando nascevano i bambini si accendeva il camino molte ore per scaldare l’ambiente e se questo accadeva in primavera, le cicogne, al ritorno dall’Africa, cercando un luogo per nidificare optavano per il comignolo più caldo: quello della casa del neonato. Sono quindi le cicogne ad andare dove stanno i bambini. Ed è proprio questo che fanno ogni giorno ben 150 ragazze romane: si recano nelle case dei bambini per offrire servizi di baby sitting, baby taxi e baby teaching. Ad avere l’idea è stata Monica Archibugi, studentessa universitaria che, facendo la baby sitter, ha intuito i bisogni dei genitori e di tante altre ragazze come lei e ha deciso di fare incontrare le diverse esigenze attraverso un sito internet (www.lecicognebabysitter.com). Sono nate così Le Cicogne, un punto di riferimento concreto per i genitori e un sostegno a molte giovani che in questo modo possono trovare un lavoro occasionale e riempire i periodi liberi dallo studio, fornendo un valido ed efficiente supporto a numerose famiglie.

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_ Luisa Berti

OCCHIO DI BUE Due ragazzi e una porta verso il mondo sono bastati per creare uno spettacolo che racconta un percorso interdisciplinare dal respiro internazionale: A Wall Door. Premiato dalla giuria del T.A.T - Talenti a Teatro concorso promosso dal Dipartimento della Gioventù, Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Teatro Olimpico e riservato ai giovani under 35. Michele Mastroianni e Francesco Fabris (voce e chitarra dei Phinx) hanno dato vita ad un percorso di sperimentazione, dove danza e musica si sono incontrati sotto i riflettori per esplorare le potenzialità di nuove forme di linguaggio artistico. Due giovani artisti che hanno creato una sinergia tra coreografia e musiche - suonate interamente live dai Phinx - ed hanno cercato di esprimere la voglia di non lasciarsi schiacciare dal peso del muro, che rappresenta le difficoltà dell’esistenza umana, e la speranza di trovare una via d’uscita attraverso la creatività e la passione. Le differenti tecniche di illuminazione rendono la scena suggestiva e piena di atmosfere particolari anche grazie all’utilizzo del light design e del decor. Lo spettacolo promette di affascinare il pubblico con l’energia di un concerto live e l’emozione empatica del linguaggio del corpo (per date e info: www.michelemastroianni.eu).

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24_ news BISCOTTI DI VETRO E DI LUCE Per la pasta frolla:

125 gr di burro 250 gr di farina 00 125 gr di zucchero o zucchero a velo Il tuorlo di 2 uova medie 1 bustina di vanillina Una presa di sale

Per il “vetro”:

2 etti di caramelle dure colorate (senza il ripieno all’interno!)

I biscotti di vetro sono uno sfizio così irresistibile che il periodo migliore per potersi dedicare ad una simile chiccheria è certamente il Natale. Perfetti per un regalo insolito, sono ideali per essere attaccati all’albero con un nastrino e sarà una gioia per gli occhi quando le lucine intermittenti daranno vita ai diversi bagliori colorati che attraverseranno i vostri biscotti! Oppure, un’idea originale e deliziosa per gli occhi ed il palato da fare tutto l’anno.

Procedimento:

Per preparare la pasta frolla lavorate energicamente insieme la farina, il burro e un pizzico di sale. Quando l’impasto avrà un aspetto sabbioso e farinoso aggiungete lo zucchero, formate la classica fontana e al centro versate la vanillina e i tuorli. Amalgamate velocemente il tutto fino ad ottenere un impasto compatto e abbastanza elastico. Formate con l’impasto ottenuto una palla, avvolgetela con della pellicola trasparente e riponetela a riposare in frigo per circa mezz’ora. Nel frattempo, dividete le caramelle per colore e frullatele separatamente (o sbriciolatele a mano, con un mortaio). Trascorso il tempo necessario, infarinate il piano di lavoro e stendete la pasta: con le formine che preferite, create i vostri biscottini e con dei taglia biscotti più piccoli, “svuotateli” al centro: a questo punto, se volete, con una cannuccia praticate dei buchi per poi appenderli all’albero. Trasferite i biscotti su una teglia rivestita di carta da forno e fateli cuocere in forno preriscaldato a 180° per circa 10 minuti. Trascorsi i 10 minuti, sfornate, riempite la parte centrale rimasta vuota con un mucchietto di caramelle tritate e fate cuocere per altri 5 minuti. In cottura la caramella si distribuirà creando l'effetto vetro. Infornate nuovamente e proseguite con la cottura per altri 5 minuti o comunque fino a quando i biscotti non saranno lievemente dorati e la caramella non si sarà sciolta. Non dovete proseguire con la cottura nel caso in cui la caramella iniziasse a formare delle bollicine. Fate raffreddare per bene i biscottini prima di toglierli dalla placca da forno e, se volete, decorate con un po’ di glassa reale i bordi….e voilà, avete mai visto un dolce più luminoso di questo? di Valentina Di Domenico.

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Photo: Kate Holt/Eyevine/ActionAid

“È impossibile che la marmellata l’abbia rubata io!”

Ci sono bambini che, una volta nella vita, vorrebbero poter rubare della marmellata. Ma sono nati in Paesi dove la terra non produce quasi nulla. Dove le “case” sono baracche. Dove si va a dormire a stomaco vuoto. Si lavora anziché andare a scuola e si muore per un banale morbillo. Eppure un destino diverso è possibile. Dipende anche da te. Con l’adozione a distanza di ActionAid e 82 centesimi al giorno puoi trasformare la vita di un bambino e della sua comunità: dall’estrema povertà a un futuro di dignità e diritti. E - perché no - con della marmellata da rubare!

adotta un bambino a distanza, sostieni la sua comunità. Per ricevere materiale informativo e la cartellina di un bambino compila il coupon e spediscilo in busta chiusa all’indirizzo indicato sotto; oppure invialo via fax al numero 02 2953 7373 o chiamaci allo 02 742 001. Nome Cognome Via Tel.

Cell.

e-mail

Cap Città Prov. Ai sensi del d.lgs. 196/2003, La informiamo che: a) titolare del trattamento è ActionAid International Italia Onlus (di seguito, AA) - Milano,via Broggi 19/A; b) responsabile del trattamento è il dott. Marco De Ponte, domiciliato presso AA; c) i Suoi dati saranno trattati (anche elettronicamente) soltanto dai responsabili e dagli incaricati autorizzati, esclusivamente per l’invio del materiale da Lei richiesto e per il perseguimento delle attività di solidarietà e beneficenza svolte da AA; d) i Suoi dati saranno comunicati a terzi esclusivamente per consentire l’invio del materiale informativo; e) il conferimento dei dati è facoltativo, ma in mancanza non potremo evadere la Sua richiesta; f) ricorrendone gli estremi, può rivolgersi all’indicato responsabile per conoscere i Suoi dati, verificare le modalità del trattamento, ottenere che i dati siano integrati, modificati, cancellati, ovvero per opporsi al trattamento degli stessi e all’invio di materiale. Preso atto di quanto precede, acconsento al trattamento dei miei dati.

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ActionAid Via Broggi 19/A, 20129 Milano - Tel. 02 742001 - E-mail: richieste@actionaid.org - www.actionaid.it


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CIÒCHENASCE DAIDIAMANTI

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di ENRICO MICHELE GIOVANNINI

Chiamatemi pure gazza ladra, ma al solo suono della parola “luce” non posso far altro che pensare ai diamanti. Da bilancia con ascendente bilancia, quale sono, ho sempre nutrito un interesse smodato per tutto ciò che riluce e in particolare per quei simpatici mucchietti di carbonio che, invece di diventare il ripieno per una banale matita, hanno deciso di unirsi in forma cristallina per illuminare le nostre vite. La classificazione di questi frammenti di cielo avviene notoriamente attraverso le 4C: Cut, Carat, Color, Clarity ovvero Taglio, Peso, Colore e Purezza. Ora, le ultime tre sono un dono di madre natura che rende la pietra veramente unica; è però la prima caratteristica, il taglio, a doverne esaltare la bellezza. In poche parole è la mano umana che interviene su una creazione divina per abbagliare di luce gli occhi di chi osserva, consentendo di liberare il fuoco, la brillantezza e lo scintillio: pensa-

te quanta poesia intrappolata in una piccola pietra! Inoltre, se usati in carature adeguate sono perfetti per scatenare invidie blu in occasione di reunion di classe: basta un colpo d’occhio per far capire che investire in estetista e palestra invece che ripetizioni di trigonometria e latino può portare risultati solidi sul lungo periodo. Chiaramente esistono diamanti famosissimi per via delle loro dimensioni ma io sono più affascinato da alcune delle loro storie. Penso all’Incomparable: 407 carati dal colore giallo ambrato trovato da una bambina nella discarica di una miniera Congolese, acquistato e tagliato dalla De Beers, poi venduto a un acquirente anonimo. Credo che la bambina sia ancora all’oscuro del fatto che in realtà lo abbia barattato per l’equivalente di uno yo-yo. Oppure Hope, 44,5 carati color blu divenuto celebre non solo per la sua bellezza ma soprattutto per lo stupefacente potere di distruggere la vita di chiunque lo possedesse. Da Luigi XV morto di un vaiolo d’immane virulenza a Maria Antonietta che, dopo averlo incastonato in una collana, perse letteralmente la testa insieme al marito. Difficilmente al mercante francese che lo estrasse dall’occhio della statua di un idolo indiano, verrà intitolato un giorno di festa nazionale. O forse sì! Tornando alla contemporaneità, i milionari amanti dello scintillio, taluni non sempre noti per il buon gusto, hanno a disposizione una marea di modi originali per utilizzare queste pietre.

Nei diamanti, è la mano umana che interviene su una creazione divina per abbagliare di luce gli occhi di chi osserva, consentendo di liberare il fuoco, la brillantezza e lo scintillìo...

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Basta navigare in internet: non credo tarderà molto la vendita della torta nuziale più costosa al mondo, 1,3 milioni di dollari per assicurarsi 1200 carati di diamanti. Chiaro, è già da un po’ che i matrimoni sono diventati contenitori perfetti per l’espressione moderna del kitch, ma qui siamo ai vertici più alti. D’altronde si sa, a volte si parte con l’idea di una cerimonia semplice e poi si finisce per organizzare una festa a tema Burlesque! Chi ha a disposizione un certo budget o uno sugar daddy ben selezionato potrà richiedere un Melafonino in oro rosa rivisitato da Stuart Hughes, guru londinese dell’oreficeria high-tech. Il pulsante di navigazione? In platino con incastonato un diamante rosa da 7,4 carati. Ecco, pensando al numero di crepe presenti sul mio di iPhone capisco che forse non è il regalo giusto da inserire nella mia lista. Se invece nutrite da sempre un’irrefrenabile passione per l’immobiliare e volete distinguervi dalla massa per il prossimo Natale, a sole 100mila sterline potrete vedervi recapitato a casa una versione di Monopoly in pelle Pemberton&Milner, pedine in argento, con dadi case e alberghi tempestati di diamanti. Ne giustifica l’esistenza soltanto la vendita a scopo benefico!

Chiaro che in gioielleria, come a letto, le dimensioni contano eccome...

Tornando invece a dimensioni, carature e soprattutto budget più ridotti non è necessario essere Richard Burton per stupire. Chiaro che in gioielleria, come a letto, le dimensioni contano eccome: anche l’elegantissimo excursus di Paola Jacobbi su questo mondo dal titolo ‘Sotto i tre carati non è vero amore’ ne è la prova. Credo però che in fondo, i diamanti, piacciano così tanto proprio per il loro intrinseco significato di eternità, a volte legati a promesse che col tempo possono sciogliersi, ma comunque testimoni perenni di un momento in cui una luce ci ha davvero abbagliati.

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JAMAISSANS... di LUISA BERTI

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Otto candele per otto giorni e un candelabro con nove braccia, sono i simboli della festa delle luci: Hanukkah. È festeggiata il 25 del mese di Kislev che di solito cade tra novembre e dicembre. La tradizione vuole che ogni sera, durante quei giorni, venga accesa una candela e ci sia lo scambio dei regali. A questo punto, non possiamo fare altro che prendere in prestito dalla cultura ebraica una parte dell’antica celebrazione e cercare i nostri personalissimi otto doni per la festa delle luci.

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Le luci sono l’elemento più importante per creare l’atmosfera giusta e le candele da sempre hanno la capacità di creare magia nell’aria, ancor più se, mentre ne accendiamo una, possiamo leggere: Al hanisim ve'al haniflaot - per i miracoli e per le meraviglie. Allora è d’obbligo avere il MENORAH HANUKKAH DI AVNER AGAYOF. Design insolito, impeccabile e con una significativa incisione alla base. Le sfere colorate lo rendono perfetto per tutti i tipi di casa.


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Pioggia, freddo e vento non possono che spingerci verso un total look new brit style, perfetto con i il nuovissimo CARNABY SNAKE. L’ultimo nato in casa Hunter che si differenzia dal modello classico per l’originale pattern in pelle di serpente con tonalità divertenti, come viola e verde acqua, mescolate al classico nero nelle finiture delle fibbie. Pratico, indistruttibile e con la suola in gomma naturale. Immancabile nel nostro armadio invernale.

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Non c’è niente di meglio di un gloss naturale che ci illumini durante le lunghe notti di festa. La scelta ricade sull’edizione limitata di BURBERRY che lo propone in una nuance gold e molto brillante. Aggiunge al nostro makeup una delicata nota di colore, dona lucentezza a tutto il viso e aumenta il volume delle labbra, oltre ad idratarle grazie alla formula ricca di oli nutrienti e ceramidi.

Un dettaglio o un oggetto prezioso possono fare la differenza con ogni tipo di look. Per questo non bisogna perdere la nuova collezione di gioielli di DELFINA DELETTREZ, dal mese di novembre in esclusiva per yoox.com. La designer romana gioca con due elementi in forte contrasto: la geometria e la natura. Io consiglio l’anello intercambiabile da completare talvolta con un bruco, talvolta con una mosca che, come per magia, sono dentro una bolla o in un cono in resina trasparente. Che dire, manca solo la neve.

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Spostiamoci in Giappone per un accessorio che non può mancare per illuminare il periodo invernale: la BAO BAO ISSEY MIYAKE, realizzata in collaborazione con l’illustratore Kiyoshi Kuroda. Applicazioni floreali e farfalle che anticipano le atmosfere della primavere vengono mixate ai colori tipici delle feste. Il modello Garden, con grafiche dal tratto sottile, è proposto nelle tonalità bianco e argento, mentre il modello Garland, con decorazioni in 3D è nelle varianti rosso porpora, bianco e argento. Bao Bao Issey Miyake è una linea di accessori sviluppata sul concetto “shapes made by chance”; nuove forme, leggere e morbide, che si trasformano a seconda dell'uso. L'unione di singoli pezzi, grazie all'unicità della sua tecnologia, crea risultati entusiasmanti ed inaspettati.

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5.

Dobbiamo essere in perfetta sintonia con la stagione anche quando guardiamo l’ora, quindi non perdiamoci la nuova linea HIP HOP VELVET TOUCH DI BREIL. I modelli dell’ultima collezione hanno i cinturini vellutati e il quadrante con Swarovski. Il marchio, che è stato rilanciato dopo 25 anni, ha riscosso molto successo. L’Hip Hop Velvet Touch è un orologio divertente e trendy che può essere indossato anche con gli outfit più rigorosi. La stessa cassa può essere abbinata a cinturini diversi, ben 16 le nuance di colore, tra cui viola, verde, nero, blu e bordeaux. Io consiglio di non abbinarlo al colore dei capi, ma di prediligere un forte contrasto.


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Mai perdere la sensualità, anche quando il freddo, il vento e la pioggia ci mettono a dura prova. Quante volte durante le mattine invernali, siamo tentate di rinunciare a tacchi alti e gonne perché temiamo di non resistere alle basse temperature? La soluzione è un elegante coat, lungo fino ai piedi, che sarà il nostro alleato per la stagione fredda, oltre ad essere di gran moda. Perfetto quello proposto da DSQUARED, in un brillante colore azzuro e con applicazioni luminose. La manica, meglio se trequarti, perché obbliga ad un raffinatissimo guanto lungo in pelle.

Avete i capelli lunghi, corti, scalati o con frangetta? Quest’anno gli stilisti hanno creato un cappello per ogni capello. Ce ne sono di ogni forma e dimensione. Da quelli enormi, in pelliccia, di Marc Jacobs, alle morbide cloche, in stile francese, di CHRISTIAN DIOR, passando per il tocco orientale di Jason Wu. Un mood decisamente più bon ton per quelli proposti da Louis Vuitton, mentre regna il ritorno allo stile maschile per Giorgio Armani. Ma anche Roberto Cavalli veste la sua donna con dei cappelli in pitone di vari colori.

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Chiedilo a MIELE e FIELE dicembre, 2012

Care Miele e Fiele, vi scrivo in una della tante serate uggiose milanesi. Ho in animo da tempo di farlo, da quando una sera ho trovato in giro per Milano l'edizione della vostra rivista sulla confusione, che per mille motivi... (troppi da riassumere ora) ha attirato la mia attenzione!!!!!! Poi mi sono imbattuta nella vostra rubrica, perfetta per il mio stato d'animo di questo periodo. Ho un peso sul cuore e non so prendere una decisione. Vorrei aiutare la mia migliore amica, siamo come gemelle siamesi con la differenza che io sono una super single incallita e lei una super mamma e moglie in carriera. Ma il mio problema adesso non è la mia zitellaggine, è il fatto che attraverso amici comuni e strane coincidenze ho scoperto che il suo compagno ha molte storie parallele e un'esistenza torbida. Il mio dilemma è parlare alla mia amica delle molte relazioni di questo squallido uomo o tacere? Se fosse accaduto a me? Avrei preteso di sapere ogni cosa dalla mia amica, con cui ho condiviso praticamente tutto dai tempi delle medie. Qual è la cosa migliore da fare? Quale il vostro commento sui tradimenti continui? Nessuna donna vorrebbe essere complice o trovarsi in un pasticcio del genere ma parlarne provocherà altro dolore. Help! Grazieeeeeeeeeeeeeeeeee Tania P.

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Sono come il giorno e la notte, come il bianco e il nero, come l'acqua e il fuoco. Sono pronte a rispondere alle tue domande, a dirti tutto e il contrario di tutto. Una ha ragione e l'altra ha torto. O forse, è il contrario? scrivete a: miele&fiele@fashionfiles.it

La risposta di

MIELE

Cara Tania P., io ti direi ascolta il tuo cuore o prima ancora prova ad ascoltare quello di lui. Affrontalo dicendogli che sai tutto; cerca di capire se ci sono i margini per incollare tutto o se siamo già molto oltre. Magari questa chiacchierata servirà anche a lui per tornare sui suoi passi e capire cosa realmente non va. Con discrezione e molto tatto invitalo a parlare con la tua amica. Anche in quel momento la tua presenza sarà importante e lei avrà bisogno della tua spalla e del tuo sostegno. Se siamo fortunati avremo evitato una catastrofe e magari entrambi avranno fatto luce sulle sbavature del loro rapporto. L’epilogo potrebbe anche essere negativo e i cocci insanabili. Bene, vorrà dire che il tradimento seriale era sintomo di un’ infelicità latente che prima o poi sarebbe comunque venuta fuori. D’altronde il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce, no? ;)

La risposta di

FIELE

Cara Tania P., Vuota il sacco! I motivi sono due. Motivo 1: a meno che tu non sia un’attrice, come fai a fare finta di niente con la tua migliore amica? Come fai a non vedere quel cesto di lumache che ha sopra i capelli senza aver voglia di spifferarle tutto? Non dirmi che andate pure dal parrucchiere insieme. Motivo 2: riprenditi la tua amica! Sii egoista e pensa a quanto tempo avrà di nuovo a disposizione per te! E mi raccomando, una volta che molla quell’inutile marito, ricordati di non trascurarla o penserà che tu possa essere una delle sue amanti. Dio solo sa quanto è complicato domare la mente di una donna ferita. Portala a fare shopping con la carta di credito di lui, la sua vita si illuminerà di nuovo. Se sei preoccupata che possa sentire dolore hai ragione, soffrirà tantissimo. Ma il cuore mica si spezza veramente?

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FROMTHEWEB

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fashionfiles.it

Su fashionfiles.it crescono gli approfondimenti dal mondo della Moda, del Beauty, del Cinema e del Design. Oltre ad avere interamente online il numero Winter del magazine, dove vi perderete nei meandri della “luce�, troverete anche tante news su eventi, lanci di capsule collection, anteprime da non perdere. Inoltre visitando il nostro sito potrete acquistare la

vostra copia cartacea, visualizzare i bellissimi video dei nostri shooting moda e cliccando su Mi piace nella nostra pagina fb potrete essere aggiornati in tempo reale su tutte le notizie piĂš interessanti. Buona navigazione.


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CI CIRCONDA, CI ILLUMINA, CI DÀ GIOIA. È BIANCA, PALLIDA, FIOCA, DIAFANA O MULTICOLORE. È FORTE E BRILLANTE O LONTANA E BASSA. È CALDA E ALLEGRA, È SOFFUSA, È ENERGIA E VITALITÀ. È COSÌ SEMPLICE E COSÌ COMPLESSA. È LA LUCE. QUELL'INSIEME DI ONDE ELETTROMAGNETICHE CHE INTERAGISCONO CON LA MATERIA E ATTRAVERSO CUI IL MONDO INTERO SI RIVELA AI NOSTRI OCCHI. FORSE UNO STATO D'ANIMO O PIÙ SEMPLICEMENTE UN FENOMENO FISICO. QUELL'INSIEME DI VIBRAZIONI CHE ATTRAVERSANO LO SPAZIO CIRCOSTANTE. È IN EFFETTI ANCHE SINONIMO DI COLORE IN QUANTO OGNI CORPO RIFLETTE LA LUCE IN MODO UNICO IN BASE ALLA PROPRIA COMPOSIZIONE MOLECOLARE E LA DIVERSA RIFLESSIONE DI ESSA GENERA GLI INFINITI COLORI CHE VEDIAMO. DALLE ONDE LUMINOSE CON UNA FREQUENZA DI VIBRAZIONE MOLTO PICCOLA AD ESEMPIO VEDIAMO IL ROSSO, SE LA VIBRAZIONE È MOLTO FORTE PERCEPIAMO IL VIOLA E COSÌ VIA FINO AD AVERE GLI INFINITI COLORI PER LE INFINITE VIBRAZIONI DI LUCE POSSIBILI.

Riaccendiamola di Mara Cella

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SE ANDIAMO ALL'ETIMOLOGIA DEL TERMINE NE SCOPRIAMO L'ORIGINE DAL LATINO LUX, DALLA RADICE INDOEUROPEA LEUK (CON IL SIGNIFICATO DI LUCE, BRILLANTEZZA) E RITROVIAMO LA STESSA RADICE NEL GRECO LEUKÒS, BIANCO, E CHE SI RITROVA IN "LUNA". ANCHE NELLE ALTRE LINGUE NON LATINE È UNA VOCE VASTAMENTE ATTESTATA, POSSIAMO CITARE IL TERMINE TEDESCO LICHT, L'INGLESE LIGHT, IL LITUANO LAUKAS (PALLIDO) E ADDIRITTURA L'ITTITA LUKEZI. SEMPLICEMENTE AFFASCINANTE... DEL RESTO NON SI CONTANO LE FRASI DI USO COMUNE CHE RIMANDANO AD ESSA E NE TESTIMONIANO L'ESSENZIALITÀ ED IMPORTANZA. DAL DARE ALLA LUCE A FARE LUCE SU QUALCOSA O METTERE IN LUCE LE COSE IMPORTANTI. DALLA LUCE DEL SOLE ALLA LUCE DEI FATTI, DALLE LUCI DELLA RIBALTA AD ARRIVARE A LUCI SPENTE.

CHI NON HA LUCE IN VISO, NON DIVENTERÀ MAI UNA STELLA. WILLIAM BLAKE

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FINO A “LA LUCE DELLA FOLLIA” IL PRIMO ROMANZO DELL'AFFILATA IRONIA DI DANIEL PICOULY SU UN MONDO FOSCO, DOVE SENZA LUCE NON C'È SPERANZA. ATTRAVERSO LA LUCE DELLA PASSIONE DI ANDREA DE CARLO CHE - NELLE SUE “TECNICHE DI SEDUZIONE” - RIBADIVA CHE IL GUAIO DI UNA PASSIONE STA NEL FATTO CHE PRODUCE MOLTA LUCE CONCENTRATA, ED È SOLO QUESTIONE DI TEMPO PRIMA CHE SI RISCHIARI OGNI ANGOLO. MA IL PROBLEMA È CHE DI SOLITO È DIFFICILE TOVARCI MOLTO, QUANDO L'OMBRA SI È DISSOLTA! MEGLIO CONTINUARE A SOGNARE MA RIACCENDIAMO LA LUCE CHE È IN NOI ATTRAVERSO LO SGUARDO LUMINOSO DI CHI INDOSSA UN ABITO LUCENTE, UN GIOIELLO LUCCICANTE, DI CHI SI ILLUMINA NEL GODERE DI UN OPERA D'ARTE, DI CHI SI EMOZIONA E SI RIEMPIE DI GIOIA COL SORRISO DI UN BAMBINO.

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Moda Cinema Design

foto di Livia Alcalde styling Ilaria Facci

Make up artist: Grazia Carbone Model: Agnieszka@fashionmodel Special thanks to White Gallery, Roma.


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.felpa: MSGM .gonna: MSGM .shoes: PIERRE BALMAIN .guanti: AZZEDINE ALAÏA

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.dress: CARVEN .leggins: McQ - Alexander McQueen .giacca: ALICE & OLIVIA


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.dress: MSGM .leggins: McQ - Alexander McQueen .shoes: AZZEDINE ALAĂ?A

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.dress: AU JOUR LE JOUR .shoes: VERSACE

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.giacca: GIVENCHY .collana: SWAROWSKI FASHIONfiles

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.body: GENNY .shoes: VERSACE

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.maglia: NINA RICCI .gonna: MSGM .scarpe: BRIAN ATWOOD .bag: JIMMY CHOO

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.colletto: CARVEN .giacca: AZZEDINE ALAĂ?A .gonna: GOLD HAWK .stivale: McQ - Alexander McQueen


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.collo: CARVEN .cappello: couture vintage

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.pelliccia: VERSACE .pelliccia: SIMONETTA RAVIZZA .borsa: VERSACE .scarpe: GIUSEPPE ZANOTTI DESIGN

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ARRIVA DA ISRAELE UNA DESIGNER VISIONARIA. IN ITALIA HA INCONTRATO DIFFICOLTÀ MA ANCHE UN UOMO VENETO DA PORTARE A CASA E SPOSARE. DA POCO DIPLOMATA Cosa ti ha portato alla Marangoni e com’è andaALLA MARANGONI L’ABBIAMO RAGGIUNTA ta l’esperienza Meneghina? Ho sempre apprezPER FARVELA CONOSCERE MEGLIO. zato la moda italiana e sentito parlare della Marangoni ma una volta arrivata il percorso è stato difficilissimo. Gli insegnanti non capivano il mio stile, molto più vicino alla moda di Londra, e penso volessero snaturarlo, ma ho stretto i denti e ho finito gli studi e tutti i complimenti e l’attenzione ricevuta sono stati davvero una soddisfazione.

DAIZYSHELYtalento e grintaDAVENDERE

di Enrico Michele Giovannini

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Il tuo esordio infatti ha ricevuto un buon interesse, come credi continuerà il tuo percorso? Non credo di essere la persona giusta per lavorare in altre aziende, voglio avere la mia linea. Al momento sto preparando una piccola collezione che sarà pronta per la primavera. Sarà una collezione che mi apparterrà molto, sicuramente più commercial pur rivolgendosi a donne che amano l’haute couture dalla quale spero di ottenere gli stessi riscontri. Come vivi la distanza dalla tua patria, specialmente in questo periodo? Ogni tre mesi riesco a tornare a casa. Non ci sono grandissime differenze di lifestyle in genere, la maggior parte del tempo si conduce una vita totalmente normale ma è chiaro che adesso se parli di Israele difficilmente si pensa alla moda. Inoltre è sempre caldo quindi si indossano solo t-shirts, jeans e scarpe aperte! Nel tempo ho avuto l’occasione di mostrare il mio paese ad alcuni colleghi e sono tutti impazziti per Tel Aviv. Ogni stilista ha un proprio messaggio, quale vorresti fosse il tuo? Semplice: penso che i trends siano finiti. Non c’è più spazio per seguire mode innumerevoli. Quando io esco per strada so che voglio sembrare diversa e spero che le donne che scelgono i miei abiti abbiano lo stesso desiderio anche se so che non tutte potranno indossarli. Ciò che conta è sapere chi sei, o finirai solo per perderti.

Da Facebook leggo che adori vedere le tue creazioni diventare realtà. Me ne parli? Assistere alla nascita delle mie creazioni è la cosa che più mi rende felice. Partire da un sogno, cominciare ad abbozzare dei tratti che diventano sempre più vicini alla realtà fino a quando non puoi toccarla. È la miglior sensazione al mondo e spero di continuare a provarla per tutta la vita. Inoltre ricevere anche apprezzamenti sul tuo lavoro è il massimo. Hai qualche riferimento tra gli stilisti contemporanei e non, o artisti in senso più ampio? Amo i personaggi forti e determinati. Mi viene in mente Alexander McQueen che ammiro per la voglia di rimanere fedele a se stesso ma allo stesso tempo sempre diverso e unico. Ogni sua creazione porta il suo inconfondibile marchio al di là dei tempi e delle mode. Penso anche a Coco Chanel e alla sua forza nel voler imporre la sua personale visione della donna rendendola iconica e contemporanea. Nell’arte amo quella non figurativa che lasci a ognuno la libertà di esser trasportato nel luogo che vuole vivere e immaginare.

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LASTAGIONE dei desideri

di Luisa Berti

ORO, NERO, ARGENTO, PIETRE PREZIOSE, STAMPE E RICHIAMI ALLO STILE BAROCCO CI PERMETTONO DI ILLUMINARE LE FREDDE NOTTI INVERNALI.

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Ogni cosa è illuminata. Ogni cosa è nel suo raggio in divenire. Vedo stelle che cadono nella notte dei desideri. Vedo stelle che cadono nella notte dei desideri… (Lorenzo Cherubini)

Se è vero che ogni cosa è illuminata permettiamoci il lusso di brillare anche in inverno ed esprimiamo tutti i nostri desideri, almeno quelli che riguardano la moda. Ricami barocchi e dorati sono il leitmotif della collezione autunno inverno di DOLCE E GABBANA. La coppia di stilisti domina la scena portando in passerella l’epoca d’oro della loro amata Sicilia, tra pizzi e merletti a profusione. Pietre e ricami fin nei più piccoli dettagli come il cerchietto. L’eleganza della collezione è acuita dall’uso del colore nero e oro e il capo di punta è la mantella, sviluppato in diverse proporzioni.

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Per gli accessori è un’altra coppia a dettare la tendenza: Dean e Dan Caten. Borsette gioiello dal sapore vintage e scarpe in stile Dorothy del mago di Oz, pensate per affinare la caviglia. Il micro cinturino, lo scollo a punta e il sottile, quanto alto, tacco creano lo stile retrò DSQUARED2, per una donna bon ton e particolarmente chic.

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Torna l’oro e il nero nella collezione dell’orientale JASON WU. Look dall’accento militare che si stempera nei sofisticati abiti da sera con ricami preziosi. Cappotti e giacche con profili a contrasto, cinture alte che evidenziano il punto vita, inserti trapuntati e bordi di pelliccia, pantaloni slim fit, gonne drappeggiate e sandali dal plateau borchiato. Gli abiti per il daywear hanno spalle sagomate e bottoni dorati brillanti, si ricoprono di stampe floreali o scelgono velluti lisci con inserti damascati, mentre il broccato dai bagliori dorati rifinisce il taglio degli abiti. Il rosso e il nero trionfano di sera: bustier ricamati, gonne di seta drappeggiate e spacchi importanti.

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Sono invece le stampe le protagoniste della passerella newyorkese firmata OSCAR DE LA RENTA. Il designer ancora una volta non delude le aspettative e crea capi molto lavorati, ricchi di decori e applicazioni. Anche in questo caso gli abiti accollati segnano il punto vita e seguono le forme femminili mantenendo una lunghezza appena sopra al ginocchio. Le gonne sono affusolate o, al contrario, gonfiate a palloncino. I giacchini, micro e in pendant, sono decorati da colli e polsi in pelliccia. Le stampe sono illuminate da cristalli e dettagli gioiello. Non mancano i bustini in pizzo macramĂŠ, le ampie gonne in tulle drappeggiato e gli abiti a sirena quasi iridescenti. Tanti stili, tante proposte da cui possiamo prendere spunto per illuminare un pochino anche i nostri armadi e se alcuni abiti non sono proprio per le nostre tasche, non ci resta che chiudere gli occhi ed esprimere un desiderio.

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DESIDERI

(FASHION WISH LIST)

per sognare di Laura Castellini

Idee divertenti, desideri di benessere e suggerimenti low cost per sognare con poco. Gesti quotidiani piccoli ma grandi per vincere il grigio del pessimismo da crisi che continua ad attanagliarci. Se arriva la fine del mondo meglio farci trovare in forma, sorridenti, profumate e belle piĂš che mai!

Clizia Ornato Uno spunto sofisticato? Gli orecchini in filigrana d'argento di Clizia Ornato, i suoi gioielli 100% made in Italy e fatti a mano sono veri racconti da indossare. Tra parallelismi e sovrapposizioni culturali nascono cosĂŹ collezioni esclusive dal gusto contemporaneo. Pezzi unici che divagano tra esperienze personali della designer e immaginari condivisi, ricordi di paesi lontani e mondi interiori.

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Brosway Tell me è la nuova collezione di Brosway per divertirsi a dire qualcosa di sè. Curiosi, divertenti ed ironici gli animaletti in argento nascondono dediche molto particolari. Messaggi simpatici e giocosi per ricordarsi di non prendersi mai troppo sul serio. Un'idea allegra e vivace per tutte le amanti di un look easy e young.

Sephora Basta con i soliti accessori! Sephora ci propone una serie cool per non passare inosservata mai: accessories black o white? Una paperella per un massaggio antri-stress, o la fantastica trousse porta IPad nella fantasia più trendy, il set di pennelli in versione psichedelica o il porta profumo da borsetta!

Miss Byblos Un'idea per tutte quelle donne dolci e allo stesso tempo guerriere che, travolte da una caotica vita metropolitana, riescono ad affermarsi grazie alla loro forza e determinazione. Questo profilo di donna rappresenta l’anima dai molteplici e a volte contrapposti aspetti di Miss Byblos, la nuova fragranza femminile fresca e allo stesso tempo grintosa, espressione della tendenza urban chic firmata Byblos: abiti e accessori in cui le forme geometriche si fondono con dettagli morbidi, romantici e ricercati, ispirati all’icona di stile Isabella Blow, una donna dalla personalità eccentrica ma anche romantica.

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Misis Con la collezione Nefertiti di Misis, stelle di lapislazzuli e zirconi impreziosiscono bracciali, collane e orecchini per rendere sfavillante l'inverno.

L’Occitane Regalare e regalarsi bellezza e giovinezza! Il sogno di tutte le donne che L’Occitane ha trasformato in un rituale di trattamenti preziosi e divini. Detergere, tonificare, correggere e idratare, questi trattamenti preziosi a base di Immortelle de Corse, unito alla Crema Divine arricchita con olio essenziale di mirto, aiutano a sconfiggere i segni del tempo.

iLuv Peanuts Series Per tutti gli appassionati della striscia a fumetti Peanuts, iLuv azienda statunitense nota per i suoi accessori per device Apple e Samsung - propone una linea di prodotti ispirata al mondo di Snoopy e tutta la gang creata dal genio di Schultz: un suggerimento perfetto per i fan della serie, per i più e meno giovani! La collezione comprende diversi prodotti che vanno dalle custodie rigide per gli smartphone, con le stampe di vari personaggi, alle custodie o borse per trasportare il proprio tablet con simpatia e personalità.

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Pandora Ormai un must, la collezione Moments di Pandora è composta da oltre 600 charm e clip. L'idea accattivante è che ciascuno può comporre il proprio bracciale scegliendolo tra i vari materiali: argento, oro, pelle o tessuto e poi personalizzarlo con la propria creatività e fantasia con più charm e pendenti a ricordare un momento unico, un luogo, un sogno realizzato, una persona speciale!

Issey myake Per l'inverno 2012, una nuova variante colore - il grigio si aggiunge alla serie Twelve, progettata dal grande designer di fama internazionale Naoto Fukasawa sotto la direzione di Issey Miyake. Eliminando ogni segno, anche i numeri dal quadrante, questo modello appare semplice e di forte impatto, un design essenziale, una cassa con dodici lati e larghe lancette, un vetro dalla tonalità pallida che ricorda la fioca luce degli inverni nordici. Un successo fin dall'apparizione del primo modello nel 2005.

Rituals La casa deve essere un rifugio dove poter dimenticare lo stress della giornata. Con l’aiuto di Rituals e della sua nuova linea di candele diventa ancora più confortevole e rasserenante: nuovi e vecchi aromi si diffondono nelle stanze accompagnando la fantasia in un viaggio in terre lontane. Chiudere gli occhi e immaginare fantastici paesaggi naturali aiutati dall'essenza di Under the Fig Candle che offre un sottile velo di misticismo all'ambiente grazie al dolce aroma del fico e della Copaiba per recuperare tutta l’energia perduta durante la giornata.

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Il 2013 inizia al Cinema di Laura Castellini

UN ANNO SOTTO I RIFLETTORI...

Ecco una carrellata di novità cinematografiche per iniziare bene il nuovo anno. Per distrarci dalle ansie quotidiane e fuggire due ore in sala con l’amica del cuore o con il tuo lui. Per tutti i gusti: romantici, storici, divertenti, western o introspettivi.

QUELLO CHESO DELL’AMORE È in uscita a fine gennaio in Italia il terzo film di Gabriele Muccino made in USA. Dopo il successo di Alla ricerca della felicità e Sette Anime, ora è la volta di Tutto quello che so sull'amore. Un titolo eloquente per un cast stellare tra cui: Gerard Butler, Jessica Biel, Uma Thurmann, Catherine Zeta-Jones e Dennis Quaid. È la storia di un ex calciatore scozzese che ha giocato in grandi squadre europee. Dopo successi, fama, denaro e donne, la sua carriera finisce in una modesta squadra della provincia americana. Si accorge di aver sprecato la sua vita, ha divorziato dalla moglie, ha lasciato il figlio e per cercare di recuperarlo ritorna da lui... e il resto è tutto da scoprire!

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In uscita il 3 Gennaio nelle sale italiane è la storia singolare di Hortense Laborie, una rinomata cuoca che vive nel Périgord. Con grande sorpresa, il Presidente della Repubblica la nomina responsabile della sua cucina personale all’Eliseo. Nonostante le gelosie degli chef che operano nelle cucine principali del Palazzo, Hortense riesce ad imporsi grazie al suo carattere forte e alla sua tenacia. La genuinità della sua cucina sedurrà in poco tempo il

LACUOCADELPRESIDENTE Presidente, ma quello che accade dietro le quinte, nelle stanze del potere, le creerà molti ostacoli… Nel film ci si ritrova anche in un universo decisamente antitetico alle stanze del Palazzo, come l'atmosfera che si respira in una sperduta base scientifica nell’Oceano Antartico, due traiettorie estremamente avventurose che danno vita ad un 'plot' avvincente. “C'è chiaramente un bell’elogio della cucina - afferma il regista Christian Vincent - devo dire che mi è sempre piaciuto cucinare. Mi calma. E mi piace anche la compagnia dei cuochi. Adoro guardarli lavorare. Cucinare richiede precisione. Richiede grande tecnica e molta generosità. Per far da mangiare agli altri bisogna essere generosi. Non si può essere avari. E io amo le persone generose. E oltre a questo penso che, per certi versi, il mio mestiere somigli al loro. Qualche volta mi dico che il cuoco che pianifica il suo menù si pone le stesse domande che mi pongo io. Come me lavora su un materiale vivo. Gioca con i colori, le forme e le consistenze. Mescola croccante e molle, caldo e freddo, crudo e cotto… Deve cercare di rassicurare e sorprendere allo stesso tempo. Fa riferimento alla tradizione, pur cercando di innovare. Fa in modo che un piatto non somigli ad un altro, variando le modalità di cottura, i contorni…”

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LAMIGLIORE OFFERTA Torna nelle sale il primo gennaio un regista icona del cinema italiano, è Giuseppe Tornatore con "La Migliore offerta" , un film che incuriosisce, per lo piÚ girato a Vienna, con un ricco cast internazionale. Da Geoffrey Rush, l'eccentrico esperto d'arte di fama mondiale dall'esistenza tranquilla e al riparo dai sentimenti fino all'arrivo della bella e brava Sylvia Hoeks, una donna misteriosa che sconvolgerà per sempre la sua vita. Senza dimenticare Donald Sutherland e il giovane e talentuoso Jim Sturgess nei panni di un bravo restauratore. Il mondo suggestivo delle aste d'arte in un affresco dall'atmosfera europea affascinante, un cast d'eccezione e non da ultima una colonna sonora del grande Maestro Morricone, che prosegue la sua collaborazione con Tornatore, iniziata ai tempi di Nuovo Cinema Paradiso. Per cominciare bene il nuovo anno?

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Un classico senza tempo che torna in sala dal 10 gennaio con la regia di Laurent Tirard e un ricco cast con nomi internazionali del calibro di Gerard Depardieu e Caterine Deneuve o tra gli italiani Luca Zingaretti, Filippo Timi e Neri Marcoré. Storia e divertimento per dimenticare per un momento la crisi. Siamo nel 50 a.C. e Cesare è assetato di conquiste. Alla testa delle sue gloriose legioni decide allora di invadere un’isola collocata ai limiti del mondo conosciuto, un Paese misterioso chiamato Britannia: l’Inghilterra. La vittoria è rapida e totale. Beh… quasi! Un piccolo villaggio riesce a resistere, ma le sue forze stanno per esaurirsi. Cordelia, Regina della Britannia, decide allora di inviare Beltorax, il suo ufficiale più fedele, in Gallia per chiedere aiuto ad un altro piccolo villaggio, noto per la sua tenace resistenza ai Romani. Qui Asterix e Obelix hanno già un bel da fare. Il capo ha affidato loro suo nipote Goudurix, un ragazzo impertinente appena arrivato da Lutezia, perché lo aiutino a crescere e a diventare un uomo. E l’impresa appare davvero ardua. Quando Beltorax arriva per chiedere aiuto, i Galli decidono di consegnargli un barile di pozione magica e di assegnargli come scorta Asterix e Obelix. Ma anche Goudurix andrà con loro, visto che il viaggio sembra essere un’eccellente occasione per perfezionare la sua formazione. Sfortunatamente niente andrà come previsto…

ASTERIXEOBELIX

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In uscita il 17 Gennaio è l'attesissima nuova creatura di Tim Burton. La nuova opera dell’acclamato filmmaker è Frankenweenie, un film di animazione in 3D dalle sorprendenti immagini in bianco e nero, realizzato con la tecnica della stop-motion e doppiato nella versione originale da Catherine O’Hara, Martin Short, Martin Landau, Charlie Tahan, Atticus Shaffer, Robert Capron, Conchata Ferrell e Winona Ryder. Trae ispirazione dai classici horror che hanno nutrito gli anni della giovinezza di Tim Burton, non solo perché è stato girato in bianco e nero, ma anche per l’innocenza espressa dalla tecnica di animazione stopmotion che rispetta la naturalezza della storia, arricchendola di profondità e di dettagli. Questo è il primo film che Burton ha diretto per la Disney ma quest'icona del cinema entusiasma da oltre 25 anni il pubblico di tutto il mondo con il suo genio creativo. Chi non ricorda titoli come Edward mani di forbice o La fabbrica di cioccolato, Batman o La Sposa Cadavere e Alice in Wonderland? Eppure nonostante le sue creazioni possano ormai considerarsi un patrimonio, Burton dichiara: “Quando faccio un film, mi basta sapere che ha avuto in qualche modo un effetto positivo sulla vita di qualcuno: per me questa è l’unica cosa che conta”. Così nasce Frankenweenie, il tenero racconto di un bambino e del suo cane. Dopo aver inaspettatamente perso il suo adorato cane Sparky, il giovane Victor sfrutta il potere della scienza per riportare in vita il suo amico, con qualche lieve variazione. Prova a nascondere la sua creazione cucitain-casa, ma quando Sparky esce i compagni di scuola di Victor, gli insegnanti e l’intera città scoprono che “tenere al guinzaglio una nuova vita” può essere mostruoso!

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DJANGO UNCHAINED Semplicemente attesissimo. Stiamo parlando dell'ultimo film di Quentin Tarantino che sarà nelle sale italiane da 17 gennaio distribuito da Warner Bros Pictures Italia. Nel Cast Christoph Waltz, Leonardo Dicaprio, Sameul Leroy Jackson e Jamie Foxx ed anche la partecipazione di un mito nostrano come Franco Nero. Due anni prima dello scoppio della guerra civile, nel sud degli Stati Uniti, Django, uno schiavo con alle spalle un passato di violenza, viene assoldato dal cacciatore di taglie di origine tedesca, Dott. King Schultz. Questi è sulle tracce degli assassini fratelli Brittle, e solo l’aiuto di Django lo porterà a riscuotere la taglia che pende sulle loro teste: promette così di donargli la libertà una volta catturati i malviventi. Nonostante il successo dell'operazione, i due non si separano, ma continuano ad agire fianco a fianco; mentre Django attraversa il paese il suo obiettivo principale è trovare la moglie, persa a causa della sua schiavitù. Da non perdere...Per gli amanti del genere e non.

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Un viaggio illuminante di Ilenia Mari

UN GIORNO DEVI ANDARE Ăˆ in concorso al Sundance Film Festival, dal 17 al 27 gennaio. L’atteso film di Giorgio Diritti al noto appuntamento americano ideato da Robert Redford.

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...nell’incontro con la gente semplice del luogo, Augusta torna a percepire la forza atavica dell’istinto di vita,

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intraprendendo il “suo” viaggio fino ad isolarsi nella foresta, accogliendo il dolore e riscoprendo l’amore, nel corpo e nell’anima.

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Augusta mette in discussione tutte le certezze che basavano la sua vita e decide di recarsi nell’immensità della natura...

E così il 2013 si apre con un grande palcoscenico per il regista bolognese che ha incantato critica e pubblico con il suo toccante film, recitato tutto in dialetto bolognese e ambientato nel 1944, poco prima della famosa strage di Marzabotto, L'uomo che verrà. Ora Diritti torna alla ribalta con Un giorno devi andare (There will come a day), che promette già molto bene. Sarà infatti in anteprima mondiale e in concorso al Sundance Film Festival 2013 in programma dal 17 al 27 gennaio 2013, nella sezione World Cinema Dramatic Competition.

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Scritto da Diritti con Fredo Valla e Tania Pedroni, e interpretato da Jasmine Trinca, Anne Alvaro, Pia Engleberth e Amanda Fonseca Galvao, Un giorno devi andare è incentrato sul personaggio di Augusta, una giovane donna italiana che, in seguito ad una dolorosa vicenda familiare, mette in discussione tutte le certezze che basavano la sua vita fino a quel giorno e decide di recarsi nell’immensità della natura amazzonica accompagnando una suora nella sua missione presso i villaggi indios. Lasciata Franca, Augusta si cala nella realtà delle favelas di Manaus: qui nell’incontro con la gente semplice del luogo torna a percepire la forza atavica dell’istinto di vita, intraprendendo il “suo” viaggio fino ad isolarsi nella foresta, accogliendo il dolore e riscoprendo l’amore, nel corpo e nell’anima. In una dimensione in cui la natura assume un senso quasi ascetico, Augusta affronta l’avventura della ricerca di sè stessa, incarnando la questione universale del senso dell’esistenza umana. Prodotto da Lionello Cerri, Giorgio Diritti, Simone Bachini in collaborazione con Valerio De Paolis, Un giorno devi andare è una coproduzione Italia - Francia. È stato girato per undici settimane in Brasile, nel cuore dell' Amazzonia e due settimane in Trentino. Un film con cui l'Italia si presenta ad un appuntamento internazionale importante, uno scorcio nell'animo umano, nelle sue molteplici sofferenze, nell'amore e nell'anima, nello spirito intrinseco del vivere. Jasmine Trinca affronta un ruolo complesso e conferma il suo indiscusso talento. Era già stata su set dell'opera seconda e pluripremiata di Diritti e ora ritorna ad incarnare Augusta, la protagonista che compie questo viaggio simbolico e reale attraverso il dolore, fino all'illuminazione, fino a scoprire il vero senso della vita in un luogo metaforico denso di significati. Da non perdere ...


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RIFLESSI DI LUCE di Mara Cella

La cittĂ  della luce, surreale e fiabesca...

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Sono visitabili tutto l'anno un immenso parco con installazioni, labirinti ed opere d'arte e uno spazio espositivo interno che ospita mostre di vari artisti e designer...


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Siamo non lontano da Innsbruck, nella tranquilla Wattens, dove c'è un luogo non luogo. Una vera città della luce, una meraviglia creata dal colosso del cristallo sfaccettato: gli “Swarovski Kristallwelten”. I “Mondi di Cristallo” di Swarovski sono un posto un po' surreale e fiabesco dove sono visitabili tutto l'anno un immenso parco con installazioni, labirinti ed opere d'arte e uno spazio espositivo interno che ospita mostre di vari artisti e designer, che possono considerare le “Camere delle Meraviglie” e il parco come una tela bianca su cui esprimere le proprie idee creative e ad esporre in modo permanente o temporaneo le loro personali interpretazioni del cristallo. In questo periodo è in corso l'installazione del designer israeliano Arik Levy che con la sua “Opacità Trasparente” ha disegnato la sua personale camera cristallina e ha dato un look nuovo a questi suggestivi spazi. La sua opera, appena installata, sarà in mostra per due anni, fino al 2014. Arik Levy, che può definirsi un artista visivo poliedrico - scenografo, stilista di moda e designer industriale o di sistemi di illuminazione - vanta anche una lunga e sfaccettata collabo-

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materiali utilizzati spaziano dal cristallo al marmo, dall'acciaio a stampe colorate 3D. E i visitatori sono parte integrante dell'opera, hanno un ruolo attivo, fondamentale in quanto non solo osservatori ma anche in quanto co-creatori dell’esposizione. Muovendosi lentamente o rapidamente attraver-

razione con il brand Swarovski. Nel 2009, ha ideato l’esposizione “Osmosis” per lo Swarovski Crystal Palace e nel 2011 ha disegnato una propria linea di gioielli per la gamma dell’Atelier Swarovski. Ed ora nel 2012, affascinato dalla competenza tecnica e dalla filosofia dell'azienda austriaca, ha scelto di donare al “Gigante” un cuore cristallino attraverso il quale i visitatori possono immergersi nella vita interna dei cristalli e sperimentarli appieno nelle loro varie forme e dimensioni. Si tratta di uno spazio luminescente nell’ambito delle incantevoli “Camere delle Meraviglie”, che farà effetto su molti sensi e inviterà i visitatori a soffermarsi. Il nome dello spazio, “Opacità Trasparente”, un ossimoro interessante che fa riferimento alla combinazione di due qualità apparentemente contraddittorie del cristallo e gioca con la varietà di forme e misure che si possono vedere, toccare e con cui si può interagire. Diversamente dal “Duomo di Cristallo”, che mostra l'interno di un cristallo tagliato in tutta la sua bellezza e regolarità, l’opera di Levy mette a confronto la crescita naturale “selvaggia, ma allo stesso tempo controllata” dei cristalli con la forma rigorosa delle pietre di taglio chaton. I

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so la sala, indossando abiti dai colori vivaci oppure bianchi e appena visibili, guardando, toccando e reggendo diversi oggetti, appoggiandosi a grossi elementi oppure soffermandosi dinanzi a una piccola scultura, esercitano un effetto diretto sull’opera e cambiano in modo significativo l’impressione finale.

Così si genera una creazione/scultura interattiva e in continua evoluzione. Questa è l'atmosfera che si respira negli affascinanti "Crystal Worlds": giochi di luce, dissolvenze, riflessi, e cailedoscopici effetti colorati. Un suggerimento per un weekend diverso, per chi ama il design, l'arte, il simbolismo... la luce.

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LA LUCE È SERVITA di Valentina Di Domenico

“Non c’è verità se non quella contenuta negli ingredienti”. Queste le parole guida i un maestro dell’alta cucina, Massimiliano Alajmo. E questo è anche il principio, semplice e basilare, a cui fa riferimento la sperimentazione luminosa del designer Davide Groppi, 47 anni, di Piacenza, che con le sue originalissime lampade arreda e regala atmosfera ad alcuni dei ristoranti più prestigiosi (e stellati!) del Bel Paese. Groppi si è affermato come uno dei più importanti “light designer” italiani. Semplicità, leggerezza, emozione, creatività: in ogni sua creazione è possibile riconoscere questi elementi. La luce nel piatto è diventata, negli anni, il tratto distintivo e il segno di riconoscibilità della sua opera. Nello stesso modo in cui il cibo passa dalla natu-

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ra alla cultura attraverso il procedimento di cottura, le forme e la luce che lo presentano ai propri commensali ne ridefiniscono valore e significati. Davide Groppi crea con la luce, la manipola fino a farla diventare tridimensionale, pur lasciandola libera di apparire evanescente e lo fa grazie all’uso sapiente dei materiali e delle scelte prospettiche. Al ristorate tristellato Le Calandre, dei fratelli Alajmo, Groppi ha pensato al cibo come un momento di incontro, di scambio continuo e di esperienze plurisensoriali: “Sedersi a un tavolo con un amico, sotto una bella luce, non è solo mangiare, ma è guardare, ascoltare, sentire, toccare e gustare”. Armonioso e accogliente, il ristorante di Rubano (Padova) è stato sapientemente realizzato con la stessa materia prima della cucina di Massimiliano Alajmo, ovvero i semplici “ingredienti”: luce, legno, vetro e ferro, lavorati dall’estro talentuoso di un selezionato team di artigiani italiani. Difatti non c’è nulla che rimandi ad uno stampo di tipo industriale: alta cucina e design dialogano mirabilmente in un connubio vincente che crea un ambiente di grande armonia e coerenza, in grado di istituire una relazione di pura identità tra cibo e atmosfera. Qui la luce è un elemento puro che illumina l’indispensabile e per questo gli conferisce importanza e spessore. Il gomitolo di filo rosso che unisce ideologicamente la cucina alla sala, le poltroncine in pelle di Vitra, i calici in vetro di Murano soffiato a lume e lavorati a mano libera, le posate di Alessi, e le cravatte di Marinella dello staff fanno il resto.


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Dalla cucina di Alajmo a quella di Massimo Bottura, la mano del light-designer è sempre quella di Davide Groppi: ha riaperto da poco, dopo alcuni lavori di ristrutturazione, la celebre Osteria Francescana di Modena, tre stelle Michelin, un vero e proprio tempio della cucina d’avanguardia. Qui, Groppi ha progettato l’illuminazione di ogni spazio con specifiche soluzioni per dare nuova definizione degli ambienti e carattere ad ogni stanza, così come i passaggi che le collegano. Alle pareti dipinti di Mario Schifano, Carlo Benvenuto, Giuliano della Casa, e altri artisti: pochi, selezionati pezzi che raccontano la bellezza e il modo di comunicare dello Chef. La luce ideata da Groppi è nel piatto e negli occhi delle persone, tutto è studiato nei minimi dettagli. Luce necessaria. Pura. Atmosferica. Competente e ispirata. La ricerca di Davide Groppi rappresenta un raffinatissimo invito a godere pienamente del momento del convivio, assaporandone tutti gli aspetti grazie alla messa in gioco dei nostri 5 sensi. Un sincero senso di appagamento è la sensazione che pervade chi vive questi spazi, arricchiti, e al tempo stesso quasi spogliati, dal designer piacentino. Un maestro della luce che sempre di più dimostra come si possa interpretare la semplicità come una complessità risolta e l’illuminazione come piccola delizia sospesa.

Pagina accanto: risorante Le Calandre. In questa pagina: Osteria Francescana. Fotografie Osteria Francescana di Paolo Terzi

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PENSIERINI da abat jour di Massimiliano Zaccagnini

Scrivere un pezzo sulla luce: forse dovrei essere un elettricista. O un illuminato. Il problema è che non sono né l’uno né l’altro. Allora chiudo gli occhi per concentrarmi, avere un’idea. E mi viene in mente che le idee migliori nascono, in genere, proprio quando intorno è buio. Magari un buio metaforico, non reale, ma pur sempre buio. Diciamo che, sempre in genere, arrivano quando non sei più concentrato sul tema, quando non hai il lume della ragion critica che punta sul problema e le tue sinapsi agiscono autonomamente nell’oscurità dell’inconscio. D’altra parte, di una nuova idea non si dice proprio che è “venuta alla luce”? Questo significa che, da un punto di vista dell’antropologia dei segni, è quasi un dato di fatto che tale idea prima fosse da qualche parte nel buio. Come si spiegherebbe, d’altra parte, il simbolo più universale delle idee, la classica, disneyanamente archimedica, lampadina?

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. . . a t a n i m u l il è a s o c i n g O

Però, se siamo consci della forza generatrice del buio, perché lo temiamo così tanto? Chiamiamo neri i periodi della nostra esistenza che ci piacciono meno, secoli bui quelli in cui la razionalità sembra essersi presa qualche anno di ferie, ambientiamo nel buio gli horror e facciamo agire mostri ed assassini sempre di notte.

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Se penso alla luce, al concetto stesso di luce, le prime immagini che mi si accendono in mente o.... appartengono a Caravaggi

Se penso alla luce, al concetto stesso di luce, le prime immagini che mi si accendono in mente appartengono a Caravaggio. In particolare, la scena di Giuditta e Oloferne. L’abbinamento luce-Caravaggio è forse facile, certo, quasi scolastico. Ma significativo, anche nella sua semplicità: il “pittore maledetto” è uno che di luce

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se ne intendeva. Fosse vissuto ai tempi moderni sarebbe stato un direttore della fotografia da far impallidire Storaro. Per raccontare l’orrore di una decapitazione da parte di una donna cosa fa? Apre tutto su di lei e sul gesto, sulla

parte piÚ orrenda e sanguinolenta, e lascia al buio il resto: luogo, astanti e mondo. Quello che avviene davanti ai nostri occhi di spettatori è assoluto, un flash improvviso che congela una scena indimenticabile.

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E parlando di universi immobili e oscuri, c’è qualcuno di noi che riesca ad immaginare il futuro con una luce meno cupa di quella con cui Ridley Scott ha dipinto Blade Runner? C’è qualche film, serie, foto, fumetto o videogioco che sia riuscito ad imporre una visione diversa del nostro prossimo domani? Luci blu, livide, offuscate, cariche di ombre e di sfumature. Luci divorate dal buio. Quanto hanno saputo e sanno conquistarci, nell’oscurità di una sala cinematografica!

Per contrasto e con un salto temporale totalmente irrazionale, mi arriva in mente un’altra interpretazione artistica della luce. Damien Hirst e il suo teschio tempestato di Swarowski. Una scultura che in sé può lasciare molti dubbi e suscitare infinite discussioni sul ruolo dell’arte e dell’artista. Ma nel contempo una scultura di cui vale la pena fare esperienza diretta: esposta come è in una sala assolutamente buia, chiusa da drappi neri che impediscono il passaggio di qualunque luce esterna. Un’opera in cui la luce non vince sul buio ma NEL buio. Come se l’artista avesse voluto isolare un solo, vibrante, momento di intensa felicità in un universo immobile e oscuro. Per lo meno, a me ha fatto questo effetto.

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La pubblicità, invece, non lo ama troppo, il buio. Non lo ama né come tema né come contrasto: è come se dicesse sempre: troppo scuro, troppo scuro, troppo scuro. La pubblicità, intesa come struttura semantica, è un po’ come quelle persone che per dormire hanno comunque sempre bisogno di una piccola luce accesa in un angolo della stanza. Forse perché chi fa pubblicità, gli utenti ancor prima dei creativi, lavora sui luoghi comuni. E il luogo comune, nonostante tutto, continua a pensare che ciò che è in luce è bello e ciò che è in ombra è indefinito. Ma forse tutto questo, un giorno cambierà e anche i pubblicitari sapranno chiudere gli occhi.

“Ogni cosa è illuminata”, ha detto Safran Froer, perché tutto quello che appartiene alla vita di ciascuno di noi è in grado di brillare di una luce propria, la nostra, una luce che da senso a tutto quello che ci appartiene. Non possiamo che dargli ragione. A condizione di far rientrare anche il buio nella categoria delle cose illuminate.

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ILLUMINATA DAL COLORE di Elisabetta Castiglioni

Ha appena compiuto 92 anni Eva Fischer, la pittrice della scuola romana che ha fatto della luce un leit-motif del suo itinerario artistico.

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Un quadro senza luce è come vagare nelle profondità del pianeta. In 92 anni di cui 66 come artista professionista, sono tanti i quadri che hanno visto la luce grazie ad Eva Fischer. Ognuno è per lei un figlio che nasce e cresce. Molti di loro “vivono” in terre lontane: nei musei, nelle gallerie, in ricche ville hollywoodiane oppure in appartamenti periferici di metropoli orientali. Raccontano, attraverso i loro colori, le luci fioche e oscurate del periodo della Shoah, ma anche gli anni ’50 e gli incontri con i grandi della cultura del secolo.

Sfinge (Sphynx ), 1991 cm 140x200.

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Paese oltre l'Arco (Country beyond the Arc), 1957 cm 100x70

Sono gli occhi variopinti della personalità di un’artista, ossia di colei che ha il dono di riuscire a trasmettere la vita per quello che è attraverso particolari rifrazioni e tonalità suadenti. Hanno parlato di storie di biciclette, ci hanno fatto ascoltare la musica di tante orchestre, ci hanno fatto vedere i mercati romani, le bellezze della Costiera Amalfitana e la stanchezza dei pescatori, i mille contorni del mondo da un aereo, i muri che si lamentano per le incurie, sussurrano un messaggio d’amore o cacciano un grido di aiuto. Non è il precursore di una scuola, non è la seguace di un movimento, sebbene abbia collaudato vari pensieri culturali per trovare spunti sempre nuovi con cui interloquire con i colleghi, nei celebri saloni letterari della rinascita italiana

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dopo la seconda guerra mondiale. Eva è semplicemente se stessa. Lo si può notare attraverso le sue opere, dalla prima personale nel 1946 alle quasi 130 che si sono svolte in tutte le parti del mondo ed a cui l’artista si è emozionata come se fosse sempre stata la prima inaugurazione. Nei suoi colori Eva vede il bagliore di una luce propria o riflessa, che giunge a lei, la circuisce in uno splendente fascio colorato. E’ famosa per la tecnica che la rappresenta in ogni opera e la distingue anche da chi, omonima, tenta da anni di camminare sul suo percorso, senza però riuscire ad intralciarla grazie alla sua personalità irrompente. Al contrario dei grandi del passato come Tintoretto o Tiziano, che preparavano la tela con la tempera per poi dipingerci con l’olio, quel primo


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Addio (Goodbye), 1949 cm 54x73

Foro Romano (rosso) (Foro Romano (red) cm 50x70.

fascio di luce che Eva stende per crearvi le trasparenze è direttamente ad olio, così come il secondo e così via se necessario. Il percorso sembra già stabilito mentre la mano del maestro trasforma la materia. Una colorista come lei potrebbe essere ironicamente paragonata ad un alimentatore, più poeticamente al dio Zeus che scaglia saette contro una tela bianca ed ognuna trasforma in realtà un pensiero, un sentimento, un’emozione. Eva dice che “se non provoca almeno un’emozione, un ‘opera non è arte”. Come un bagliore di luce che se non ci fosse ci farebbe rimanere tutti

nell’oscurità, senza poterci distinguere in lontananza. Lontani dalle paure possiamo però - grazie all’arte ed alla cultura - vedere anche oltre alla possibilità degli occhi, giù nelle viscere che portano al cuore. Un artista riesce ad impadronirsi della luce ed a gestirla attraverso il suo magico tocco, le tonalità i chiaroscuri, i contrasti e le alternanze dei suoi pensieri. La luce personifica la sensibilità e racconta un episodio realmente accaduto o frutto della fantasia. Eva ne è maestro quasi soprannaturale e nei suoi quadri i colori spengono ed accendono anche la storia di un oggetto.

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96_ who WWW.ALEXANDERMCQUEEN.COM

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Luisa Berti, Laura Castellini, Elisabetta Castiglioni, Valentina Di Domenico, Enrico Michele Giovannini, Ilenia Mari, Rossana Pastore, Daniela Spadaro, Massimiliano Zaccagnini

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Impaginazione François Lecodaine

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