Giornale Delle Giudicarie marzo 2023

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L’EDITORIALE di Adelino Amistadi

Liberati finalmente dall’ossessione del Festival di Sanremo, sperando di recuperare l’attenzione dei nostri lettori su cose ben più importanti, torniamo a parlare di politica ed in particolare delle elezioni regionali che hanno coinvolto la Lombardia e il Lazio una decina di giorni fa, anche se la bassissima affluenza alle urne porterebbe a dire che ormai l’interesse della gente per la politica sia sceso a livelli minimi, quasi a sfiorare il disinteresse generale. Le elezioni regionali sono un ibrido, né carne né pesce. Sono a metà tra il voto politico e il voto amministrativo. Voto politico perché l’elettore fatica ad avere una conoscenza dei candidati e dei programmi che vada oltre l’immagine vista in televisione. L’elettore è quindi portato a compiere una scelta generica, di partito o di coalizione, senza grandi motivazioni. Le elezioni regionali sono però, di regola, elezioni amministrative. Si tratta pur sempre di gestire appieno un territorio, da cui esulano temi nazionali come la guerra e la pace, la politica economica e quella fiscale. Le elezioni dei giorni scorsi sono state evidentemente elezioni amministrative, ma con non poche attese di conferma e di speranza delle varie forze politiche per evitare pericoli, incidenti di percorso e intralci al buon proseguimento dell’alleanza governativa.

Entrando nel merito. Com’era ampiamente previsto, il centrodestra ha vinto sia nella ricca e popolosa Lombardia, dove già dominava da molti anni, sia nel Lazio, in cui invece dominava da dieci anni il centrosinistra. La vittoria del centrodestra arriva nel momento migliore.

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Quel biberon, quel pigiamino colorato, sulla spiaggia calabrese di Cutro, lì, assistiti da granelli di sabbia e lambiti dal vento, portano il mio cuore straziato al bambino o alla bambina che, forse, succhiava dal ciuccio avvicinatoli dalla mamma un po’ di alimento e a quella bambina o a quel bambino che nel lungo viaggio fra le onde del mare aveva il suo fragile corpicino protetto solamente da quel semplice, povero pezzo di stoffa. A pagina 9

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Il non voto, che è un voto da interpretare con responsabilità
di Tione Libri A PAGINA 26 L’autonomia degli altri non fa paura Politica A PAGINA 8 Migranti, Europa e coscienza individuale PER LA VOSTRA PUBBLICITÀ SUL GIORNALE DELLE GIUDICARIE sponsorgdg@yahoo.it - 3356628973 - 338 9357093 EUROPA di Paolo Magagnotti Alle pagine 4 e 5 La giunta provinciale a Comano Terme: 128 milioni di lavori nelle Esteriori A PAGINA 6 Le C Riforme TRUFFE U A pag. ATTUALITÀ I ba A pag. 14 RUBRICA Coo A pag. 31 Pruti A PAG. 8 Attualità ANNO 21 - MARZO 2023- N 3 - MENSILE FONDATO NEL 2002 - Distribuito da www.giornaledellegiudicarie.it il iornale delle iudicarie Mensile di informazione e di approfondimento iudi G www.lacassarurale.it www.prendiilvolo.it Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella Le buone azioni... www.lacassarurale.it www.prendiilvolo.it Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella ...per la crescita del nostro territorio Focus elezioni: Campobase, Civica e M5S si svelano alle pag. 4 e 5 mB BONENTI mobili Centro Specializzato Materassi e Reti SELLA GIUDICARIE (BONDO) - Tel. 0465.901919 - 339.1388960 PREZZI SCONTATI TUTTO IL MESE PROMOZIONE MARZO !!! Centro Materassi e Reti ...e tu come dormi?
Il Covid nella Rsao

DALLE GIUDICARIE RASSEGNA STAMPA FEBBRAIO 2023 DALLA PROVINCIA

Controlli dei carabinieri in Val Rendena, affitti selvaggi a Campiglio.

I controlli che nelle scorse settimane hanno portato avanti i carabinieri della stazione di Madonna di Campiglio, hanno avuto l’obiettivo proprio di prevenire - o far emergere - truffe, fenomeni di evasione o altre irregolarità legate al comparto turistico, in particolare all’attività dell’affitto di camere e appartamenti. In tutto sono state elevate nove sanzioni legate ad altrettante irregolarità: sei, da 206 euro ciascuna, relative alla mancata comunicazione delle generalità delle persone alloggiate, che vanno comunicate per legge all’autorità di pubblica sicurezza in modo da registrare le presenze nel database “web alloggiati”. Tre, invece, per l’assenza del Cipat (codice identificativo per affitti turistici) sugli annunci. Una sanzione in questo caso da 1.000 euro per ciascuna irregolarità.

Corsi di sci e di snowbopard per ragazzini, la Corte dei conti condanna l’ex sindaco di Giustino e due dipendenti I giudici contabili imputano all’allora primo cittadino Joseph Masè e ai responsabili del settore finanziario un danno erariale di 19.920 euro a carico del Comune, per quanto speso negli anni dal 2016 al 2019 per i corsi di sci e snowboard ai residenti che frequentavano la scuola primaria o secondaria di primo grado.

Secondo la ricostruzione operata dalla Procura e accolta dalla Sezione giurisdizionale, il Comune aveva concesso il contributo, predeterminando l’individuazione delle scuole di sci senza seguire la procedura prevista dalle leggi nazionali e provinciale sul procedimento amministrativo nonché dal regolamento comunale in materia di contributi.

Citofoni imbrattati a Tione, beccati quattro vandali: per loro multe fino a mille euro e una possibile denuncia.

A farne le spese sei abitazio-

ni, gli autori del raid sono tutti minorenni. Il sindaco: “Siamo di fronte ad un fenomeno preoccupante che va affrontato coinvolgendo enti, associazioni e i giovani di oggi”.

Diversi citofoni ed alcune cassette delle lettere imbrattate con dello spray rosso. È questa l’amara notizia che arriva da Tione: nella giornata di sabato scorso, infatti, La polizia locale della Giudicarie, guidata dal comandante Carlo Marchiori, è intervenuta a seguito di alcune segnalazioni dei cittadini del borgo tionese.

A farne le spese sei abitazioni che sorgono nel centro di Tione di Trento. «Siamo intervenuti - ha commentato il comandante Marchiori - a seguito delle segnalazioni ricevute. I quattro ragazzi, tutti minorenni e residenti in zona, sono stati tempestivamente individuati.

A loro è stata commissionata, oltre alla denuncia, anche la sanzione per la violazione del regolamento comunale con importo fino a 1.000 euro».

Carisolo, l’estremo saluto al professor Giuseppe Mariotti per 20 anni primario di ginecologia all’ospedale di Tione Si sono svolti venerdi 24 febbraio a Carisolo i funerali del dottor Giuseppe Mariotti che tra gli anni 1975 e 1996 aveva retto come primario il reparto maternità dell’ospedale di Tione. Aveva 86 anni e a volerlo al nosocomio giudicariese era stato un altro illustre della medicina, ossia quel professor Olimpio Chesi la cui figura e professionalità non aveva confini. Ambedue, assieme al collega e pure lui primario Miori, avevano creato le condizioni e il buon nome per consentire a quell’ospedale di estrema periferia di stare al passo, sia dal punto di vista professionale che per qualità, con le medesime strutture sanitarie di Trento, Rovereto e Riva del Garda.

“Quel dottore - ricordano ancora alcune giovani mamme dell’epoca sia di Condino, Pieve di Bono e Storo -era non solo un ginecologo ma una figura umana a portata di

mano che ci sapeva tranquillizzare e mettere a nostro agio in occasione del nostro primo approccio in sala parto e travaglio” . Mariotti era stato prima primario a Città di Castello (Perugia) e successivamente a Ferrara dove aveva conosciuto Ilenia che poi aveva sposato e avuto tre figli: Marco, direttore della Cassa rurale Giudicarie, Valsabbia Paganella e prima in BTB, Elisabetta e Emanuele.

“La fibra ottica è un’opportunità di crescita per Castel Condino e Brione”. Presentati i lavori di infrastrutturazione nei due Comuni

Le famiglie e imprese del Comune di Castel Condino e di Brione (frazione del Comune di Borgo Chiese) possono ora contare sulla connessione ad Internet in fibra ottica e beneficiare così dei servizi di ultima generazione. La disponibilità della rete ultraveloce in Trentino è il risultato del progetto Banda ultra larga (Bul) che vede la sinergia tra Open Fiber (società aggiudicataria del bando), la Provincia autonoma di Trento, il Consorzio dei Comuni trentini e la società pubblica di sistema Trentino Digitale. È grazie al progetto Bul che la rete in fibra ottica arriverà nelle “aree bianche”, ovvero a fallimento di mercato. L’iter dei lavori e, soprattutto le opportunità, per aziende e famiglie sono state illustrate in occasione dell’incontro che si è tenuto presso la sala consiliare del Comune di Borgo Chiese. Alla serata erano presenti i due sindaci Stefano Bagozzi (Castel Condino) e Giorgio Butterini (Borgo Chiese); il responsabile di Open Fiber per il Trentino, Manuel Balestra e il Field Manager di Open Fiber, Gabriele De Rossi; e il dirigente generale della Provincia autonoma di Trento, Paolo Simonetti.

Elezioni provinciali il 22 ottobre 2023

Le elezioni provinciali si terranno il 22 ottobre 2023, sia per la Provincia autonoma di Trento che per quella di Bolzano. La data è stata individuata d’intesa tra i presidenti delle Provincie autonome di Trento e di Bolzano. In Provincia di Trento i cittadini saranno chiamati a scegliere il presidente della Provincia e i componenti del Consiglio provinciale. Si voterà solo nella giornata di domenica 22 ottobre, dalle ore 7.00 alle ore 22.00.

Apss, nel 2022 prenotate 1.173.009 prestazioni sanitarie

“La pandemia ha messo in risalto delle criticità che la sanità trentina già stava vivendo come la difficoltà ad accedere alla prestazioni sanitarie e la carenza di personale sanitario. Temi che stiamo affrontando e l’incontro di oggi, va proprio in questa direzione, ovvero condividere quanto fatto e le strategie per il futuro. Nel 2022 sono state 1.173.009 le prestazioni sanitarie prenotate. Per quanto riguarda il tema della carenza di medici, che si registra su tutto il territorio nazionale, stiamo lavorando sull’attrattività del nostro territorio, sulla formazione di nuovi medici e l’aumento dei posti nella scuola delle professioni sanitarie. Sul fronte della conciliazione famiglia lavoro da marzo, a seguito dell’accordo tra sindacato e apss, partiranno anche i part time per i professionisti sanitari” così l’assessore alla sanità Stefania Segnana su tema sanitario. L’assessora nel corso del suo intervento ha poi spiegato come l’analisi dell’andamento della domanda di prestazioni sanitarie è ben evidenziata dal volume delle prenotazioni gestite dal Centro Unico di Prenotazione (CUP). Nel corso degli anni si è assistito ad un progressivo incremento dei valori che sono passati da 1.118.206 prenotazioni nel 2016, 1.257.213 nel 2019. Successivamente vi è stata una drastica discesa del numero di prenotazioni nel 2020 a causa della pandemia covid sceso a 970.880. Nel 2021 sono state registrate 1.120.932 prenotazioni. A queste vanno aggiunte, sempre nel 2021, come carico di attività per il call center, 1.066.000 prenotazioni per tamponi e vaccinazioni covid. Nel 2022 sono state 1.173.009 le prenotazioni, ritornando ad una progressiva ripresa della domanda che si sta lentamente riportando sui valori pre-Covid.

Chiusura del ciclo dei rifiuti, nessuna decisione sulla sede dell’impianto Il tema è caldo, le speculazioni su dove sorgerà i termovalorizzatore tantissime: Ischia Podetti è una delle ipotesi contenute nell’addendum al Quinto aggiornamento al piano rifiuti, assieme all’area del nuovo depuratore Trento 3 fra il capoluogo e Besenello e all’area dei Lavini a Marco di Rovereto. Quale sarà la sede definitiva dell’impianto è per ora tutto da decidere.

Villa romana di Orfeo, si lavora per aprire nel mese di giugno

L’obiettivo è aprire al pubblico entro il prossimo mese di giugno la Villa romana di Orfeo, che si trova in via Rosmini a Trento. lo ha confermato Franco Marzatico, dirigente generale dell’Unità di

missione strategica per la tutela e la promozione dei beni e delle attività culturali e dirigente della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia, durante il sopralluogo al sito archeologico i cui lavori dopo un percorso travaglliato finiranno nei prossimi mesi.

APT, concesso un anticipo sui finanziamenti per il 2023

La legge provinciale sulla promozione turistica (12 agosto 2020, n. 8) prevede che vengano erogati finanziamenti alle Aziende per il turismo (APT) per lo svolgimento delle attività di interesse generale nei rispettivi ambiti territoriali. In particolare è previsto che le APT siano finanziate tramite le risorse derivanti dall’imposta provinciale di soggiorno a loro destinate e da eventuali ulteriori risorse definite dalla Giunta provinciale. In attesa dell’approvazione dei nuovi criteri per la concessione dei finanziamenti a favore delle Aziende per il turismo – gli ultimi sono stati approvati nel marzo 2022 – si è deciso di assegnare un anticipo sui finanziamenti provinciali 2023.

Concorso straordinario docenti: approvato il bando per le prime quattro classi

È stato approvato nei giorni scorsi il bando riferito alle classi di concorso: A001 Arte e immagine nella scuola secondaria di I grado, A022 Italiano, storia, geografia nella scuola secondaria di I grado, A011 Discipline letterarie e latino e A041 Scienze e tecnologie informatiche nella Scuola secondaria di secondo grado. La procedura concorsuale rientra nel bando quadro per il concorso straordinario docenti per l’accesso a posti di lavoro a tempo indeterminato del personale docente della scuola a carattere statale della provincia di Trento.

Il “bypass ciclabile” tra Nago e Torbole: sarà la nuova porta di accesso al lago È partita la progettazione definitiva per l’unità funzionale 19 della Ciclovia del Garda. Cioè il tratto che nell’ambito della grande opera strategica diventerà la nuova variante per unire l’abitato di Torbole con Nago e soprattutto la ciclabile della valle dell’Adige con la Ciclovia dei Laghi (la “Torbole-Cadine” in direzione Trento) lungo la Sarca.

Centrale 1-1-2, alle chiamate di aiuto una risposta in 3 secondi medi Con un tempo medio di risposta di 3 secondi alle chiamate di emergenza, la Centrale unica 1-1-2 garantisce una presa in carico rapida ed efficace alle richieste di aiuto lanciate dalle persone in difficoltà. Il dato - più che dimezzato rispetto alla media nazionale - riguarda i 241.291 contatti gestiti nel 2022 dalla CentraleCon un tempo medio di risposta di 3 secondi alle chiamate di emergenza, la Centrale unica 1-1-2 garantisce una presa in carico rapida ed efficace alle richieste di aiuto lanciate dalle persone in difficoltà. Il dato - più che dimezzato rispetto alla media nazionale - riguarda i 241.291 contatti gestiti nel 2022 dalla Centrale

Per

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A cura della REDAZIONE
Rassegna Stampa
Il Giornale delle Giudicarie viene distribuito dalla Cooperativa sociale Lavoro, con sede in località Copera a Zuclo.
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Giornale delle Giudicarie, distribuito dalla Cooperativa Lavoro

Fra meno di dieci mesi, in autunno, ci saranno le elezioni Provinciali, quale è il bilancio di questa legislatura per il suo partito?

Questa legislatura ha segnato per La Civica un punto di svolta: il movimento si è radicato molto in ogni valle del Trentino ed oggi conta riferimenti in più di 50 amministrazioni comunali oltre che nelle categorie economiche e professionali. È stato un intenso lavoro di costruzione organizzativa, di relazioni e di momenti di confronto: un percorso fatto di umiltà, tanti chilometri lungo le strade trentine e di grande entusiasmo. C’è molta voglia di partecipare, di costruire insieme il futuro della nostra Terra attraverso un movimento trentino, competente, serio, autonomista. La nostra proposta politica, che non è fatta di slogan, piace e convince perché approfondisce e costruisce soluzioni concrete. C’è molto pragmatismo che viene dall’esperienza amministrativa e molto spirito di servizio, per condividere con i territori problemi e soluzioni.

Quali sono le iniziative più importanti che avete promosso in questi anni e

“Per noi è naturale proseguire con Maurizio Fugatti”

Mattia Gottardi, assessore provinciale agli enti locali presidente de La Civica

quali si potranno completare nei prossimi mesi?

Sul piano locale delle Giudicarie, il nostro impegno si è rivolto alla soluzione delle annose problematiche legate alle infrastrutture ed alla difesa del nostro ospedale. Dopo decenni di promesse non mantenute, sono state finanziati con un impatto di oltre 200 milioni di euro, la realizzazione delle nuove gallerie di Ponte Pià (tra pochi giorni verrà consegnato l’appalto ed inizieranno i lavori di predisposizione del cantiere), la circonvallazione di Pinzolo (anche in questo caso a settimane verranno consegnati i lavori e dato avvio al cantiere) e la circonvallazione di Comano Terme (è stato nominato il Commissario straordinario

Fra meno di dieci mesi, in autunno, ci saranno le elezioni Provinciali, quale è il bilancio di questa legislatura per il suo partito?

Un bilancio fallimentare. Il

Trentino oggi è più diviso, incerto e debole.

Importanti settori della vita collettiva sono in difficoltà.

Pensiamo alla Sanità, alla Scuola, alle Case di Riposo e alle politiche di Welfare.

Pensiamo alle nostre imprese costrette a resistere alle sfide dei cambiamenti senza un progetto di sviluppo condiviso e organico. Pensiamo ai Comuni, lasciati spesso in una solitudine desolante e costretti alla antica pratica del “cappello in mano”, anche dopo l’eutanasia delle Comunità di Valle, che dovevano dare invece forza e libertà alle nostre valli.

Si sbandierano opere pubbliche decise e programmate dalle Giunte precedenti. Le uniche cose nuove sono quelle legate al Pnnr: ma si tratta di iniziative finanziate da Roma e spesso slegate da una programmazione di sistema.

I rapporti con Bolzano sono ai minimi termini e si parla di Macro Regione del Nord Est. Insomma, vediamo una Autonomia stanca, ripiegata su se stessa, incapace di essere ancora strumento di autogoverno innovativo e lungimirante.

E vediamo anche un uso disinvolto del potere: spesso si confonde il rapporto tra

con l’incarico di terminare i lavori entro 6 anni).

Il nostro Ospedale ha visto nelle scorse settimane concretizzarsi i risultati del lavoro di questi anni: il nuovo reparto di cure intermedie, con alcuni posti letto dedicati ad Hospice, il nuovo primario di Ortopedia, il prossimo bando per individuare il Direttore della struttura oltre al miglioramento delle sale operatorie e gli investimenti strutturali. Merita menzionare anche le nuove corse del trasporto pubblico da e per Trento, ogni ora dal mattino alla sera.

In vista delle elezioni provinciali quali sono le linee principali dei programmi che state predisponendo e che verranno

presenterete agli elettori per il governo del Trentino nei prossimi cinque anni?

Il lavoro iniziato nel corso di questa legislatura, supportato anche dalla presenza significativa di rappresentanti delle Giudicarie in giunta provinciale ed in

consiglio, ha necessità di continuità per essere portato a compimento. Mantenimento e potenziamento dei servizi nelle nostre Valli sono prioritari; massima attenzione alla sanità territoriale; sostegno alle imprese che scelgono di investire sul nostro territo-

rio, creando le condizioni di viabilità e di sostegno affinché investano in innovazione; attenzione alla sostenibilità ambientale. Mobilità pubblica e trasporti ancora più capillari e innovativi (di recente sono stati assegnati alle Giudicarie 20 milioni di fondi europei per tale voce).

Dal punto di vista politico, il suo partito sarà in coalizione con altri schieramenti ed è già stato individuato il candidato alla carica di presidente della Provincia?

La coerenza per noi è un valore, siamo parte di una coalizione e ci siamo presi un impegno per non meno di 10 anni: partecipiamo per convinzione e condivisione valoriale e non per convenienza. Per noi non si pone il tema di individuare un candidato perché è naturale la conferma del Presidente Fugatti.

strada maestra.

istituzioni con il reclutamento partitico di amministratori e interlocutori sociali.

Così l’Autonomia non può funzionare.

Quali sono le iniziative più importanti che avete promosso in questi anni e quali si potranno completare nei prossimi mesi?

Campobase è un soggetto politico nuovo, nato dalla volontà di movimenti politici, realtà civiche e singole persone della società civile che hanno ritenuto di non poter assistere senza reagire a questa deriva della nostra Comunità Autonoma.

In questi mesi abbiamo realizzato incontri importanti sui temi più prioritari; abbiamo costruito una rete nuova di partecipazione politica; abbiamo posto le basi per una organizzazione radicata e capillare. Ai primi di marzo faremo la nostra prima Assemblea Costituente. Pensiamo di

poter dare voce alle tante persone che si riconoscono nelle tradizioni popolari, riformiste, civiche e autonomiste. E in una Politica fatta di pensiero, competenza, responsabilità. Ciò che serve al Trentino per affrontare con dignità e fiducia i tempi difficili che lo attendono.

In vista delle elezioni provinciali quali sono le linee principali dei programmi che state predisponendo e che verranno presenterete agli elettori per il governo del Trentino nei prossimi cinque anni?

Vogliamo che la nostra Autonomia Speciale torni ad essere veramente uno strumento di innovazione, come è stata nei periodi migliori, nei quali il Trentino ha superato la sua condizione di marginalità e di povertà e poi ha consolidato un sistema che fino a pochi anni fa era all’avanguardia a livello nazionale

ed europeo. Vogliamo che il Trentino sia più unito e più solidale. Più competitivo. Più coerente con il modello alpino. Siamo dentro un cambiamento globale (che riguarda la demografia, le disuguaglianze, le nuove forme di economia, la tecnologia e l’ecologia) e non possiamo pensare che “tutto va bene”. Non è vero. Rischiamo grosso. Ma l’Autonomia ci da gli strumenti per trovare vie nuove, sopratutto per le nostre nuove generazioni. Occorre però una visione, una capacità di coraggio

da parte di tutti. In primis della Politica. Altro che slogan. Servono visione e competenza.

Dal punto di vista politico, il suo partito sarà in coalizione con altri schieramenti ed è già stato individuato il candidato alla carica di presidente della Provincia?

Campobase lavora alla Coalizione del Cambiamento. L’esperienza di Alleanza Democratica per l’Autonomia - che alle recenti elezioni per i Senati trentini ha avuto una buona, insperata affermazione - è per noi la

Una alleanza che ripropone le grandi culture politiche che hanno costruito la nostra Autonomia e che si apre al contributo di tante diverse, anche nuove, sensibilità.

Saremo certamente antagonisti alla coalizione della Destra che oggi governa il Trentino. E lo saremo non solo per una questione di valori e di principi, che per noi contano ancora in politica (il sovranismo populista e nazionalista non ci appartiene: non abbiamo dimenticato la lezione di Alcide Degasperi), ma anche perché pensiamo che il Trentino abbia oggi bisogno di una svolta politica. Una svolta che liberi le energie della comunità e riporti la nostra Autonomia nel solco della serietà e della responsabilità. Senza alcuna pretesa di forzatura, abbiamo proposto come possibile candidato presidente il sindaco di Rovereto Francesco Valduga e speriamo che sul suo nome si possa verificare una buona convergenza.

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“Destra da bocciare su tutti i fronti. L’Autonomia ci dà gli strumenti ma servono visione e competenza”
Michael Rech, sindaco di Folgaria e coordinatore di Campobase

Fra meno di dieci mesi, in autunno, ci saranno le elezioni Provinciali, quale è il bilancio di questa legislatura per il suo partito?

Il nostro bilancio è fatto dal tanto lavoro svolto in questi 4 anni che è facile spiegare con un dato: nonostante avesse un solo rappresentante eletto, il M5S è stato la forza politica più produttiva in TrentinoAlto Adige. Per citare alcuni esempi significativi, a livello regionale abbiamo tenuto alta l’attenzione rispetto all’amministrazione della giustizia e alle nomine politiche nelle società partecipate come A22 o Pensplan ma anche riguardo alla questione degli stipendi dei politici che la maggioranza Lega-SVP-Patt ha voluto aumentare. Non solo, ci siamo impegnati a difendere la Regione dai tentativi di affossarla definitivamente (soprattutto ad opera della SVP). A livello provinciale invece il M5S non primeggia solo in termini di atti presentati ma soprattutto per proposte approvate: 93 gli ordini del giorno approvati (1°), 13 risoluzioni (1°) e 8 mozioni (3°). Tutto questo, si badi bene, da forza di opposizione che per ottenere l’approvazione dei propri atti deve sempre lottare. In entrambi gli ambiti abbiamo lavorato per dotare il Trentino-Alto Adige di strumenti capaci di contrastare le infiltrazioni criminali e la corruzione, per difendere i lavoratori e la sanità pubblica, ridurre il consumo di suolo e garantire ai cittadini energia a buon mercato e incentivi per incrementare l’efficienza energetica delle abitazioni. Il bilancio è dunque positivo nei fatti, poi certo, resta un po’ il cruccio per la difficoltà incontrata nel far emergere il

“Verificheremo se un accordo è possibile, ma non a tutti i costi”

Alex Marini, consigliere provinciale del Movimento 5 stelle

nostro lavoro in un sistema di sostanziale monopolio dell’informazione.

Quali sono le iniziative più importanti che avete promosso in questi anni e quali si potranno completare nei prossimi mesi?

Come detto le iniziative in questi anni sono state davvero tante. Ne cito 3: il lavoro sulle comunità energetiche, che di recente ha visto l’approvazione di una importante mozione per il loro potenziamento in Trentino. In questo momento per i cittadini avere energia più a buon mercato è fondamentale e le comunità energetiche possono realizzare questo obiettivo in maniera pulita ed etica. Altro intervento rilevante, la proposta di un disegno di legge per potenziare il fondo a favore delle famiglie con vittime sul lavoro. Purtroppo, pur avendo ottenuto il via libera da tutte le parti interessate, come sindacati e associazioni di categoria, la maggioranza si è rifiutata di approvarlo. Per citare un intervento locale infine, in Giudicarie abbiamo scoperto e reso nota la questione dell’inquinamento da PFAS nella falda acquifera del Chiese,

ottenendo l’intervento degli uffici provinciali, con fondi per verificare lo stato della contaminazione e per capire da dove essa provenga. Fra i provvedimenti presentati dal M5S che potrebbero essere approvati nei prossimi mesi ci sono invece un disegno di legge per arrestare il consumo di suolo in Trentino e un altro per migliorare la normativa in materia referendaria.

In vista delle elezioni provinciali quali sono le linee principali dei programmi che state predisponendo e che presenterete agli elettori per il governo del Trentino nei prossimi cinque anni?

Il programma è articolato e rappresenta la prosecuzione del lavoro svolto fino ad oggi in Regione e Provincia (consultabile integralmente online, https://alexmarini.com/).

Riassumendo in maniera brutale, il M5S trentino vuole:

(1) investire per incrementare l’indipendenza energetica di famiglie e imprese, abbassando il costo delle bollette;

(2) aumentare la tutela del lavoro, sia dal punto di vista della qualità dell’occupazione che da quello della sicu-

rezza; (3) incentivare le imprese a implementare sistemi di produzione meno inquinanti, più efficienti in termini energetici, ridurre il consumo di suolo preservando le bellezze e l’attrattività del territorio trentino; (4) potenziare la lotta alla criminalità e alla corruzione; (5) perseguire più autonomia e garantire la partecipazione e maggior trasparenza all’attività delle istituzioni; (6) difendere l’acqua pubblica che oggi, anche in Trentino è minacciata, come produzione idroelettrica ma anche come gestione degli acquedotti; (7) sostenere la sanità pubblica e sul territorio mettendo fine alla privatizzazione strisciante che è stata portata avanti in questi anni sia da destra che da sinistra;

(8) tutelare la scuola pubblica, servono investimenti seri e generalizzati dopo anni di magra; (9) favorire politiche energetiche volte a ridurre l’intensità energetica e i consumi; (10) chiudere il ciclo dei rifiuti provinciale con un deciso miglioramento della quantità e della qualità della raccolta differenziata e del recupero dei materiali.

Dal punto di vista politico, il suo partito sarà in coalizione con altri schieramenti ed è già stato individuato il candidato alla carica di presidente della Provincia? Allo stato attuale appare molto difficile trovare punti di convergenza con una delle altre coalizioni. La destra ha governato molto male il

Trentino in questi anni, e si è dimostrata lontanissima dal nostro modo di vedere le cose sui temi fondamentali: noi vogliamo la tutela del lavoro, loro vogliono umiliarlo, noi vogliamo ridurre inquinamento e consumo di suolo, loro concepiscono solo uno sviluppo fatto da cemento, asfalto ed emissioni climalteranti, noi siamo per la lotta alla criminalità, loro preferiscono chiudere tutti e due gli occhi,e potremmo andare avanti a lungo. Quanto al centrosinistra, hanno scelto di imbarcare forze che hanno come obiettivo dichiarato la distruzione del M5S (Azione e Italia Viva) e ci hanno trattati con sdegno e sufficienza. Oltre a questo, sui temi concreti sono molto simili alla destra. La privatizzazione della sanità provinciale ad esempio l’hanno innescata loro, la svendita dei diritti l’hanno iniziata loro, la gestione padronale delle istituzioni l’hanno praticata alla stessa maniera dei sostenitori di Fugatti. È comunque nostra intenzione verificare le possibilità di un accordo, ma non a tutti i costi. Proporremo alle altre forze politiche una serie di impegni concreti e vincolanti. Ci alleeremo con chi ci starà e se non si troverà nessuno non avremo paura di andare da soli.

Continua dalla Prima

Fratelli d’Italia vince e consolida il suo primato come primo partito italiano, ma in Lombardia la Lega non subisce il crollo che molti auspicavano per rovesciare Salvini accusandolo di aver ridotto il partito al lumicino proprio nella Regione dove è nato. Chi invece si sta avviando verso percentuali ormai da poco è Forza Italia che in Lombardia, terra natia, tocca un modestissimo 8 %. A questo punto si può immaginare un futuro della coalizione di governo in cui Salvini, che già s’è dichiarato vincitore, rialzerà la testa nei confronti della Meloni pretendendo posizionamenti di sostanza dei suoi uomini nel rinnovo delle nomine nelle grandi aziende pubbliche ed in particolare nei vertici della Rai. Altri problemi giungeranno anche da Berlusconi, che non si rassegna al declino defini-

Il non voto, che è un voto da interpretare con responsabilità

tivo suo e del suo partito, e sembra essere la politica estera il terreno su cui cercherà di imboccare strade diverse. In quanto all’opposizione, il Pd, anche alle prese con un importante rinnovo interno, da pochi giorni guidato dalla Schlein, è riuscito a non farsi sorpassare dai grillini ormai ridotti, a livello regionale, ad un partitino che non va oltre i confini di qualche regione del sud e niente di più. Da segnalare che il Pd e l’ M5S si sono presentati divisi dove (nel Lazio) avevano maggiori probabilità di successo e uniti ( in Lombardia) dove ne avevano meno.

Calenda e Renzi hanno, invece, cercato con la consueta abilità di far leva

sulle contraddizioni della maggioranza, senza però raccogliere grandi profitti.

Fatte queste necessarie precisazioni, sarebbe un grave errore non parlare, così come avviene da troppi anni, del fortissimo astensionismo degli aventi diritto al voto, in ambedue le Regioni in questione. Nemmeno il 50% dei votanti! Anzi, in Lombardia (1.504 comuni) ha votato il 41% (rispetto al 70,63% alle precedenti elezioni, pur votando un solo giorno) degli aventi diritto, e in Lazio (378 comuni) il 37,2% (66,55). Già alla vigilia, ormai convinti della probabile vittoria del centro destra, era l’astensione lo spettro più temu-

to. Tanto per capirci, nelle due Regioni più rappresentative del nostro Paese, ha votato 1 elettore su 3. Questo non significa, come ha detto qualcuno, che la vittoria del centrodestra è ridimensionata dalla bassa percentuale dei votanti, un’ affermazione, questa, uscita dai santuari della sinistra, che ha poco senso. Come a dire: i non votanti hanno fatto la differenza perché erano tutti dalla nostra parte. Bisogna invece ragionare sul fatto che l’astensionismo sta dilagando in tutta Italia anche dove fino a qualche anno fa si recava alle urne oltre il novanta per cento degli elettori. Si astengono cittadini che prima consideravano il voto tra i diritti

e doveri fondamentali. Se oggi questo elettorato non partecipa significa che non si sente più rappresentato. Vince l’antipolitica. Altro che populismo, è la frattura tra il Palazzo del Potere e chi del potere è ormai convinto di essere vittima. Sono molti i fattori in ballo: la scomparsa dei partiti storici, lo svuotamento delle ideologie, lo scarso appeal dei candidati che ormai navigano nella mediocrità, l’incapacità di parlare con il popolo, di comunicare con efficacia, la confusione e l’inconsistenza dei programmi. Ma anche e soprattutto le mille difficoltà che l’uomo “comune” incontra nella vita di tutti i giorni. Tutte cose che sommandosi pro-

vocano l’implosione. Una crisi che colpisce a destra, a sinistra e al centro. Una gran parte di elettori, di qualsiasi colore, non si trovano più rappresentati, compresi, aiutati, incoraggiati. E a questo punto recarsi ai seggi elettorali diventa ormai una seccatura. Peccato che il non voto, anche se massiccio, non viene tenuto nel minimo conto dal sistema attuale dei partiti, se non con qualche parola di circostanza. Sono convinto che se gli elettori fossero tre in tutto, i partiti se li spartirebbero in percentuale per aggiudicarsi la vittoria. Infischiandosi degli assenti: sono loro che alla fine hanno sempre torto.

PAG . 5 MARZO 2023
Focus politica
L’EDITORIALE di Adelino Amistadi

Mi rendo conto che più gli anni passano più è sempre più impegnativa la professione del Saltaro. Da secoli custode della nostra vita di montagna, del nostro convivere sereno, delle nostre tradizioni, dei nostri angoli di paradiso sparsi un po’ ovunque sul territorio delle Giudicarie, da qualche tempo sono allarmato, il mondo sta cambiando, sono cambiate mille cose, e va bene! Ma che cambi anche l’alimentazione non lo posso accettare. Dopo aver mangiato polenta e formai “a disnar e cena” per secoli - basa manina! - dopo aver riempito la sporta in cooperativa con qualche cibo via via sempre più sofisticato, adesso che siamo ormai clienti fissi di supermercati e negozi d’ogni tipo, adesso che ci possiamo permettere leccornie d’ogni parte del mondo, adesso che ci godiamo giornalmente la cucina in Tv con cuochi sopraffini che sfornano piatti allucinanti, di una bellezza straordinaria, con colori da far innamorare anche la la donna più indolente del mondo, proprio adesso che il cibo è entrato a far parte dei paracarri indistruttibili della felicità, ti arriva come al solito la “trovata” blasfema dell’UE, dell’Unione Europea. “Fermi tutti... bisogna cambiare alimentazione, ne va della nostra salute ...” e giù un sacco di cavolate che mi hanno indignato profondamente. Cosa abbia a che fare un Italiano con il latte ottenuto dai piselli (io ho sempre creduto che il latte fosse un dono di Dio dato all’uomo dalla bonomia di vacche, capre e pecore), con la farina di tarme, coleotteri allo spiedo, grilli e ragni ridotti in farina, larve per hamburger, e magari con del buon vino annacquato per liberarlo dall’alcol. Lista di pietanze di fantasia? Non proprio. Mi dicono che sono alcune idee attualmente in discussione a Bruxelles e che verranno proposte quanto prima. Roba da matti, innovazioni che rischiano

Dalla polenta e formai ai grilli... Eh no!

di stravolgere la dieta europea e quella italiana in particolare. E così il vostro Saltaro ha deciso di intervenire. Ho passato parola un po’ ovunque e tutti insieme, noi, da sempre custodi della nostra gente, abbiamo deciso di protestare nell’alto Dei Cieli per quel che sta succedendo. Abbiamo deciso di scrivere un severo documento da approvare per poi farlo arrivare ai santi Protettori perché prendano posizione e blocchino le pazze idee di Bruxelles e dei suoi pedanti burocrati che da un pò di tempo sembra non abbiano niente da fare se non rompere le palle alla povera gente. Basta! Il documento è pronto, lo ha scritto per noi un trentino, molto attento ed arguto. Le cose le spiega bene, noi l’abbiamo approvato all’unanimità, sarà nostro compito portarlo in esame ai nostri santi Protettori per ottenerne l’approvazione e l’invio nei Piani Alti dell’Empireo, perché si provveda a fermare la schizofrenia paranoica dei burocrati europei. Ecco il testo in modo che ogni nostro conterraneo lo possa leggere e condividere:

“Ecco ci siamo. Ci fanno mangiare grilli, ma ci tolgono il vino. Lassù a Brusselles, dove stazionano oltre 700 parlamentari europei in rappresentanza dei vari Paesi facenti parte dell’Unione, con l’aiuto di molte migliaia di funzionari di livello più o meno alto, si decidono i destini dei popoli del vecchio Continente. Lasciamo stare le problema-

tiche riferite alle questioni belliche o energetiche che stanno imperversando in questi ultimi tempi, cose per noi un po’ troppo complicate, ma vogliamo ricordare quanto i suddetti organismi discutono e deliberano su argomenti più terra terra, anzi, proprio a terra, trattandosi di cose agricole. Già qualche anno fa abbiamo dovuto affrontare deliberazioni che imponevano, ad esempio, la lunghezza delle banane, il diametro dei piselli, la grossezza delle vongole ed altre cosucce del genere. In quest’ultimo periodo cosa vanno ad inventarsi per disturbare

le notti e le fatiche degli agricoltori, specialmente trentini? Nonostante tutto il mondo riconosca la dieta mediterranea come la migliore, per la salute e per la gustosità dopo l’invenzione dei formaggi senza latte e le bistecche senza carne, ecco che si vorrebbe introdurre un’alimentazione a base di larve delle mosche, grilli cavallette, paste e dolci confezionati con farine ottenute dai suddetti insetti, ditteri ed ortotteri. Per meglio gustare questi prelibati piatti, verrebbe da pensare che, mantenendo le nostre sacre abitudini culinarie, si ricorra

ad un gustoso bicchiere di uno dei tanti vini che da sempre fanno parte del nostro quotidiano bel vivere. Invece no, da lassù, ecco che i censori europei intervengono dicendoci che l’alcol fa decisamente male e, come tale, meritevole di essere bandito dalle nostre tavole in favore esclusivo di quel miscuglio di idrogeno e ossigeno, chiamato “acqua”nelle sue varie combinazioni, si proceda quindi a predisporre sulle etichette delle amate bottiglie di buon vino, la dicitura”nuoce gravemente alla salute”, così come si fa, e qui siamo

d’accordo, con le famigerate sigarette, le quali se non altro portano grande beneficio alle casse dello Stato. Perchè non limitarsi ad affermare, semplicemente, che come ogni altro alimento va consumato con moderazione?

Ciò vale per qualsiasi cosa si ingerisca; del resto per andarsene al Creatore basta ingurgitare 7-8 litri di acqua e prenotare le pompe funebri per vedere il probabile risultato. Ed allora ci chiediamo, se volete che i nostri agricoltori non arrechino danni al popolo con il loro lavoro e le loro produzioni, come sembra di capire dalle vostre pensate, perché non assumerli in blocco presso gli uffici pubblici di Stato, Regioni e Comuni Con pc, giornali aria condizionata, mensa e quant’altro? Per le spese da sostenere basterebbe mandare a casa i bizzarri personaggi dell’Ue di cui abbiamo parlato, con tutto il loro ambaradan, così almeno non saremo più soggetti alle loro astrusità.” Documento scritto in bella copia, pronto per essere consegnato, e il vostro Saltaro ne è particolarmente soddisfatto, se lassù, nell’Alto dei Cieli, verrà debitamente attenzionato, non ci sarà più trippa per nessuno, non cambierà ulteriormente il mondo, né cambieranno le nostre squisitezze, e potremo continuare a vivere felici senza grilli, ragni, larve a rovinarci la vita, ma con un buon bicchiere di prosecco continueremo a raccontarci le belle cose della vita.

PAG. 6 MARZO 2023
Il Saltaro

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PAG . 7 MARZO 2023

Autonomia differenziata, non deve preoccuparci

Che alle Regioni Veneto, Lombardia ed a quelle che ne fanno richiesta vengano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia come previsto dal disegno di legge costituzionale varato qualche giorno fa dal Governo, non deve destare preoccupazione alcuna per nostra Autonomia che è e rimane del tutto speciale. Se non c’è da preoccuparsi, non si può però rimanere in differenti.

Infatti una cosa è confrontarsi con Bolzano ed altra cosa è confrontarsi con un Veneto ed una Lombardia autonomi in quanto se, in futuro e fatte le debite proporzioni, dovesse risultare che il Trentino rimane indietro in termini di ricchezza, di equità economica e sociale, di qualità della vita e dell’ecosistema, un giudizio sulla nostra Autonomia sarebbe d’obbligo con tutte le debite ed inevitabili conseguenze politiche, perfino istituzionali.

L’Autonomia, è bene ricordarlo, è prima di tutto assunzione di responsabilità di governo e quindi di amministrazione da cui consegue l’obbligo di elaborare strategie da attuare poi con le tattiche ritenute più opportune.

Governare è prefigurare il futuro della propria terra, è esaltazione delle sue specificità, è originalità di progetti e soluzioni, è anche cittadinanza nel contesto delle altre Autonomie. Per governare bisogna però essere padroni in casa propria: cosa non facile se si pensa quanto forti possono essere i condizionamenti che vengono dall’esterno quanto a costumi, a gerarchia delle produzioni e dei mercati e ad organizzazione di servizi come ad esempio quello sanitario che, nel nostro caso, si configura come una colonia di quello veneto.

Cosa anche non facile, in particolare a partire dagli anni ‘90, per via delle restrizioni e condizionamenti imposti dalla normativa europea e da quella nazionale in termini di potestà e contenuti sia legislativi che finanziari.

Sono purtroppo passati i tempi dell’avvio dello Statuto, quello varato nel 1971, tempi nei quali, grazie ad un’estesa coscienza identitaria, ad un forte senso di appartenenza, ad una grande voglia di benessere, ad un senso di responsabilità solidale nella struttura pubblica ed alla bravura dei governanti sostenuta dalla fiducia della gente, è stato dato vita a progetti unici ed originali.

La nostra Autonomia, Bolzano compresa, ha dato il meglio di se stessa, guadagnandosi ammirazione dagli altri territori e stima e fiducia presso poteri centrali.

I recenti provvedimenti sull’autonomia differenziata aprono peraltro un nuovo capitolo di confronto, in particolare tra le regioni del sud che non la richiedono e quelle del nord che ne hanno fatto richiesta sulla base

di risultati referendari. Non mancano poi le voci di progetti volti ad accorpare le attuali regioni in poche macro regioni, progetti, secondo i quali la nostra regione verrebbe smemorata con l’accorpamento del Trentino al Veneto. Una prospettiva, questa che toglierebbe al Trentino la sua specificità e verrebbe ridotto ad una delle province venete, con capoluogo quindi, non più Trento, bensì Venezia.

A fronte di una simile prospettiva potrebbe però starcene un’altra,ben più congeniale alla collocazione geografica ed alla storia del Trentino. Se si pensa infatti

che il processo di unificazione europea porterà a superare sempre più le distinzioni linguistiche e che nell’Europa nessuna lingua è maggioritaria, la necessità di tutelare le minoranze linguistiche si affievolirà sempre più.

Rimarrà però un’altra specialità della nostra area e cioè quella di appartenere ad un territorio montuoso. Un territorio dove la densità demografica è scarsa e più difficili sono i collegamenti interni: il tutto rispetto ad aree di pianura come la Padana a sud e la Baviera a nord. Nel confronto con le aree di pianura, quelle montane presentano molto svantaggi e

non possono che essere considerate aree deboli. Questa aree, se non vogliono venir sopraffatte dalle due più forti di pianura, devono dotarsi, come unica soluzione, di una organizzazione istituzionale particolarmente forte. Perché allora non sfruttare le potenzialità degli accordi europei di Madrid dotando l’Euregio di poteri sovrani, non ultimo quello della titolarità dei tributi e del credito? Ne nascerebbe la prima Regione a sovranità concordata tra Italia ed Austria, o se si preferisce, una Svizzera nel Mittel Europa. *Ex senatore ed ex sindaco di Rovereto

PAG. 8 MARZO 2023 Politica
La montagna è la nostra specificità, per salvaguardare l’autonomia rispetto alle richieste di Veneto e Lombardia serve rafforzare l’Euregio di Renzo Michelini*

Migranti, Europa e coscienza individuale

Quel biberon, quel pigiamino colorato, sulla spiaggia calabrese di Cutro, lì, assistiti da granelli di sabbia e lambiti dal vento, portano il mio cuore straziato al bambino o alla bambina che, forse, succhiava dal ciuccio avvicinatoli dalla mamma un po’ di alimento e a quella bambina o a quel bambino che nel lungo viaggio fra le onde del mare aveva il suo fragile corpicino protetto solamente da quel semplice, povero pezzo di stoffa. Un biberon e un pigiamino simbolo e tragica testimonianza in rappresentanza di altri bambini e con le loro mamme ed altri disperati hanno avuto sepoltura nel Mediterraneo a pochi metri da terra. Ma quante volte ancora, dovremo assistere a simili scene strazianti! Sotto l’effetto di quale anestesia i cuori di molti uomini rimangono insensibili di fronte al ripetersi, ormai da troppi anni, di simili stragi di innocenti. Uomini di governo e altre istituzioni con poteri decisionali; ma non solo loro, pensiamo anche a noi cittadini tutti che con il nostro voto possiamo imprimere orientamenti di governo e decide. Penso e scrivo di questo in un continente con grande maggioranza di cristiani, che

dovrebbero testimoniare quel Vangelo che chiede a tutti di pensare ai poveri e di garantire a ogni persona dignità umana. Assistiamo invece a testimonianze verbali di governanti di vari paesi e delle istituzioni europee di partecipazione al dolore per le tragedie, con l’impegno di – che il più delle volte è auspicio affinché altri facciano – ad evitare che simili cose non si ripetano ancora. E invece i drammi continuano a ripetersi e ad essere anche oggetto di dibattiti televisivi dove ci si limita ad accusarsi reciprocamente, senza mai riconoscere le responsabilità per rapporto agli interventi di salvataggio e ad invocare soluzioni per fermare quello che non sarà mai possibile fermare: la disperazione di chi scappa dalla guerra e dalla fame. Nessun muro e nessun blocco navale riuscirà mai a fermare la disperazione. Si attribuiscono responsabilità e si pretendono interventi da parte dell’Europa. Ritenendo che quando si parla di Europa ci si riferisca all’Unione europea nell’insieme delle sue istituzioni, ritengo che il riferimento venga fatto o in malafede o senza avere la minima conoscenza dei poteri dell’Unione, la qua-

le può esercitare esclusivamente le funzioni che sono ad essa attribuite dagli Stati membri. In tema di migranti gli Stati membri non hanno mai voluto, e la realtà dimostra che ancora di fronte a queste gravi tragedie non vi sia da nessun Stato membro – o quantomeno in stragrande maggioranza degli Stati membri - alcuna intenzione e concreta volontà di modificare trattati europei nel senso di conferire all’Unione europea reali poteri di intervento in termini di immigrazione, compresa la doverosa possibilità di distribuire i migranti fra i vari paesi. Vi è invece convergenza di volontà sul fatto di bloccare la partenza di migranti, infischiandosene di che qualcosa possa succedere loro al di là del blocco. Vi sono molti politici e vari rappresentanti di governo e che invocano un “Piano Marshall”; sì, un grande piano di investimenti nel continente africano per far sì che la gente che lì nasce e vi abita possa rimanere a casa propria, avendo un lavoro ed una possibilità di vita dignitosa. Nessun passo concreto al riguardo è stato fatto e mai sarà fatto se i governanti non decideranno di dire ai propri elettori che è necessario rinunciare un po’

al nostro benessere per aiutare quei disperati a rimanere a casa loro.

Una decisione che potrà costare consenso elettorale ma che è fatta per un principio e per un piano di giustizia

che dovrebbero essere compreso e sostenuto da tutti quegli elettori che credono nell’imperativo della dignità umana e sono disponibili a rinunciare per aiutare coloro che vivono in condizioni che più che

bisognose sono disperate. Solo così, credo, ognuno potrà dire di sentirsi a posto con la propria coscienza, contribuendo anche a garantire che la colomba della pace non cada fra le macerie.

PAG . 9 MARZO 2023 Europa
di Paolo Magagnotti

Le prospettive per il Trentino passano dal principio di sussidiarietà

Fino a pochi anni fa le prospettive dell’evoluzione economica sembravano del tutto pacifiche. Si andava verso una globalizzazione sempre più spinta e, in conseguenza, erano necessarie per essere competitivi dimensioni più grandi, specializzazione, investimenti nella ricerca. D’altra parte, la globalizzazione avrebbe portato benefici a tutti perché orientandosi ognuno su produzioni nelle quali era competitivo si sarebbe prodotto dove i costi erano minori e, attraverso gli scambi, tutti avrebbero avuto dei vantaggi. In questo quadro diventava abbastanza agevole individuare le linee guida delle politiche provinciali. Appariva, infatti, utile utilizzare l’autonomia e le sue risorse per migliorare le infrastrutture (strade in primo luogo), potenziare la ricerca, razionalizzare (anche attraverso le fusioni) l’operatività dei comuni, introdurre elementi manageriali, attraverso l’ingresso dei privati, nella gestione di autostrade e centrali idroelettriche. In questa logica l’autonomia è diventata uno strumento per avere più risorse non maggiore capacità di adattare alle condizioni locali normative generali pensate per altri contesti. Anche per questo oggi che le risorse sono più scarse è necessario avere un modo nuovo di interpretare l’autonomia medesima.

Una burocrazia invasiva ostacola qualsiasi tentativo di partecipazione attiva alla vita delle comunità, indispensabile per la sussidiarietà. Burocrazia che nel tentativo di arrivare a controllare ogni aspetto della realtà rende difficile ogni iniziativa e scoraggia l’impegno attivo

Oggi la globalizzazione viene messa in discussione per una serie di motivi. In primo luogo diventa evidente che una completa liberalizzazione senza un preventivo accordo sulle regole generali comporta concorrenza sleale, instabilità, crescente incertezza. Inoltre, la consapevolezza che siamo in un mondo finito mette in dubbio la possibilità di una crescita senza limiti. Ancora la competizione tra i diversi paesi porta a creare aree di influenza che possono valutare le risorse di cui dispongono (ad esempio i combustibili fossili) come un’arma da utilizzare per contare di più o cercare di imporre la propria volontà. Infine, una crescente diseguaglianza sociale conseguenza della forte differenza in termini di opportunità nei diversi settori economici rende meno solida la tradizionale coesione sociale e provoca gravi disagi di cui l’impressionante aumento dei suicidi che

caratterizza anche le nostre comunità rappresenta un esempio fra i tanti. Per tali motivi anche gli obiettivi della politica provinciale devono essere modificati. Ovviamente sarebbe presuntuoso pensare di cambiare lo scenario generale, ma all’interno di questo l’autonomia può servire a garantire alle comunità trentine una migliore qualità della vita. In questa direzione possono essere intraprese diverse azioni. La prima di queste è relativa a creare situazioni in grado di favorire il recupero della coesione sociale. Questa è la premessa per poter identificare, almeno in parte, il proprio destino con quello della comunità di cui si fa parte. Condizione quest’ultima necessaria per poter avere il contributo, da parte di molti se non di tutti, per migliorare la comunità di appartenenza. Impegno questo indispensabile (anche ai fini di recuperare competitività)

nel prevedibile nuovo contesto socioeconomico mondiale.

Tuttavia l’impegno personale a favore della comunità di appartenenza può esserci se le persone che ne fanno parte sono convinte che attraverso il medesimo impegno sia possibile modificare qualche aspetto ritenuto importante del funzionamento della comunità stessa. Per far questo è necessario che i diversi meccanismi che regolano la vita sociale siano chiari e trasparenti. Allo stato attuale il principale ostacolo in tale direzione è costituito da una burocrazia invasiva che ostacola qualsiasi tentativo di partecipazione attiva alla vita delle comunità. Burocrazia che nel tentativo di arrivare a controllare

ogni aspetto della realtà rende difficile ogni iniziativa e scoraggia l’impegno attivo. Nella realtà trentina la burocrazia è anche la conseguenza di un’interpretazione distorta dell’autonomia che porta ad utilizzare quest’ultima per introdurre ulteriori complicazioni in norme europee e nazionali già complicate in partenza. Ritengo che se Presidente e Assessori della Provincia provassero in incognito a presentare una richiesta relativa a qualche autorizzazione che ricade nelle loro competenza si renderebbero rapidamente conto di come la situazione sia al punto di rottura. Basti semplicemente pensare alle carte necessarie per organizzare in paese il tradizionale

appuntamento di carnevale. Credo che in ogni paese del Trentino con la legna con cui è stata ottenuta la carta necessaria, in quel medesimo paese, per adempimenti solo formali si potrebbe alimentare una stufa per tutto l’inverno L’alternativa vera è rappresentata da un’applicazione seria e coerente del principio di sussidiarietà vale a dire non pretendere di controllare tutto ma dare fiducia a tutti i livelli e lasciare margini di discrezionalità a tutti coloro che operano. Si tratta di un obiettivo possibile e che, pertanto, è opportuno perseguire con decisione e coerenza.

PAG. 10 MARZO 2023 Attualità
* Professore Università di Trento

FACCIAMO SPAZIO AI NUOVI ARRIVI

PAG . 11 MARZO 2023

Sostanze pericolose nel Chiese, l’origine è ancora sconosciuta

Pfos, sigla di (acido PerFluoroOttanSolfonico), Pfas, per dire sostanze perfluoroalchiliche. O anche acidi perfluoroacrilici. Non si sa se sia più inquietante il nome o l’acronimo. Sono sostanze velenose che viaggiano nelle falde acquifere e vengono trasportate dall’acqua. Da dove traggono origine? Bella domanda. In Veneto (fra le province di Verona, Vicenza e Padova) lo sanno bene: dalle concerie. E lì (dove operano distretti assai consistenti) sono concentrate in altissime, quindi allarmanti percentuali. Però (stando ai tecnici) ci possono essere altre origini: sono acidi molto forti, usati in forma liquida, con una struttura chimica che conferisce loro una particolare stabilità termica e li rende resistenti ai principali processi naturali di degradazione. L’impiego di queste sostanze avviene principalmente (come detto) nella concia delle pelli, ma anche nel trattamento dei tappeti, nella produzione di carta e cartone per uso alimentare, nel rivestimento delle padelle anti aderenti e nella produzione di abbigliamento tecnico. Come si vede, ce n’è abbastanza. Quattro anni fa, nell’ambito di analisi periodiche effettuate nei pozzi del basso Chiese, furono trovate anche qua. E la domanda sull’origine scattò subito, anche perché da queste parti di aziende impegnate nella lavorazione di pelli e simili non si ha notizie né per ieri, né per oggi. E allora?

“Non resta che approfondire”, hanno detto i vertici provinciali, sollecitati dal consigliere Alex Marini, originario della valle del Chiese. Va detto (anzi, va sottolineato, non certo per buttare in vacca il problema, ma per dare le notizie per quello che sono) che le percentuali verificate nella valle del Chiese non sono allarmanti. Lo si legge nella risposta di Mario Tonina (vicepresidente ed assessore all’ambiente della Provincia) alle interrogazioni. Per capirci, secondo la direttiva europea in materia per avere dati allarmanti bisogna arrivare ad un limite massimo di Pfas di 100 nanogrammi al litro, mentre nella zona di Storo si va da 10

I Pfos sono sostanze velenose che viaggiano nelle falde acquifere e vengono trasportate dall’acqua. Nel fiume Chiese ne sono state rilevate delle tracce la cui origine è al momento sconosciuta. In Veneto, dove le percentuali sono molto maggiori, vengono dall’industria conciaria.

a punte di qualche decina quando il livello si alza.

Per intenderci, nel Veneto la quantità è sopra ai 30 nanogrammi al litro ed è pure più alta nel Chiese bresciano, zona Villanuova e Montichiari, tanto da venire citata sul Corriere della Sera.

Fermi tutti, arriva l’università Novembre 2019. Il Consiglio provinciale (su sollecitazione di Alex Marini) approvava all’unanimità una mozione per affrontare il problema Pfos-Pfas.

Di conseguenza il Dipartimento di Ingegneria civile dell’Università di Trento ha conferito un assegno di ricerca per lo studio e l’individuazione degli inquinanti nelle acque grazie all’impiego dell’intelligenza artificiale.

“E’ il primo risultato dell’impegno assunto dalla Provincia – commentava fiducioso Marini nel 2020 - per studiare la falda acquifera a monte del lago d’Idro e riuscire finalmente ad individuare da dove provengano i pericolosi inquinanti la cui diffusione è stata scoperta l’anno scorso suscitando diffusa preoccupazione nel Comune di Storo e non solo. Il meccanismo è stato attivato. Ora non resta che attendere l’esito della ricerca. Confidiamo che con la creazione di un modello scientifico si possa rimediare ai danni commessi nel passato”. Si presume che l’origine venga dalla zona industriale di Condino e da attività del passato. Ma si presume e basta. “Speriamo altresì – concludeva Marini - che la procedura che verrà definita per la modellazione della falda possa fornire una best practice scientifica replicabile per affrontare altre

situazioni analoghe”.

L’assessore Mario Tonina, nel 2021, scriveva: “I risultati del monitoraggio semestrale delle acque sotterranee della piana di Storo, programmato e condotto nel 2021 da Appa su 15 punti di campionamento in collaborazione con il Servizio geologico provinciale, mostrano concentrazioni di Pfos in calo rispetto al 2020 e paragonabili ai valori modesti del 2019. Pertanto la perturbazione permane sostanzialmente stazionaria; sono state inoltre condotte analisi una tantum su altri punti di campionamento estemporaneo con prelievo da quote più profonde, riscontrando un’assenza di contaminazione delle acque sottostanti i livelli consueti di estrazione. Non è stato ancora possibile – conferma l’assessore - stabilire la fonte esatta della contaminazione: a tal fine serviranno le analisi sui terreni ottenute con specifici carotaggi i cui lavori saranno messi

prossimamente a gara da Apac (Agenzia provinciale per gli appalti e i contratti, ndr). I risultati di dette analisi si avranno presumibilmente a inizio 2022”.

Sarà che la materia è complessa, sta di fatto che stanno passando gli anni e non è ancora successo nulla. Così, con tutta probabilità, la legislatura provinciale finirà, lasciando in eredità ai futuri governanti la ricerca della soluzione di un problema che si trascina da qualche anno.

Una rete per eliminare i pozzi

Come cambia il mondo!

Molti anni fa il Comune di Storo scoprì che per alimentare l’acquedotto del capoluogo comunale poteva pescare acqua dal

pozzo in località Gaggio. Grande idea in un paese che qualche sofferenza l’aveva. Detto, fatto. Ora la musica deve cambiare, perché dalla falda insieme all’acqua escono pure (non in quantità allarmante, lo abbiamo detto, ma meglio non bere) le sostanze Pfos e Pfas. E allora che fare?

Al grido di “razionalizzazione!” la Giunta del sindaco Nicola Zontini si è mossa, in accordo con la Giunta provinciale per trovare una soluzione. Che è stata individuata nella messa in rete degli acquedotti di tre Comuni: Bondone (con l’acquedotto della frazione Baitoni), Bagolino (grazie alle tubature di Ponte Caffaro) e Storo. Quindi acqua di sorgente e non di pozzo. Un progetto ambizioso da

due milioni e mezzo è partito, e ha ottenuto il finanziamento della Provincia per una cifra che sfiora i due milioni di euro. Come funzionerà?

Nella zona del Ponte dei Tedeschi (sulla strada che da Ponte Caffaro porta verso Baitoni) verrà installata una stazione di pompaggio per prendere l’acqua in esubero di Caffaro da mandare verso la zona industriale di Storo. Poi si dovrà realizzare la dorsale Lodrone-Storo ed una serie di ramali. Insomma, un progetto innovativo, con il quale si vorrebbero prendere due piccioni con una fava: garantire acqua ai paesi interessati alla rete e soprattutto garantire acqua pura.

PAG. 12 MARZO 2023 Ambiente
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I numeri della polizia municipale, oltre 740 auto non revisionate

Come sempre la premessa è che attraverso i numeri è difficile spiegare la attività della polizia locale, in quanto la gran parte dei servizi non si conclude con dati numericamente tangibili. In ogni caso ci sembra comunque interessante vedere i dati resi noti dai comandanti Marchiori, Grazioli e Bertuzzi delle 3 polizie locali del nostro territorio, in merito alla attività dell’anno scorso, che si è focalizzata molto sugli aspetti più importanti, spesso segnalati dalla popolazione, che vengono esaminati e condivisi in sede di Conferenza dei Sindaci. Rispetto agli anni precedenti, ad esempio, sono stati implementati i servizi serali e notturni, come richiesto da alcuni sindaci. Cominciamo con la Polizia Locale delle Giudicarie, il cui territorio comprende i Comuni di Tione e Busa, tutte le Esteriori, più Bocenago, Caderzone Terme, Pelugo, Porte di Rendena, Spiazzo e la frazione Palù di Madonna di Campiglio: 19.000 residenti che diventano 28.000 se consideriamo la media delle presenze turistiche. Circa 145 i chilometri di strade statali e provinciali, oltre a tutte quelle comunali. In base al Codice della Strada sono stati sanzionati 698 veicoli senza la prescritta revisione, 102 sorpassi vietati, 67 velocità pericolosa, 19 utilizzo telefono cellulare alla

guida.

Nel 2022 sono stati toccati due record, per quanto riguarda i veicoli sequestrati perché privi di assicurazione (66), e la guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di stupefacenti (14). Tre per guida senza aver mai conseguito la patente.

Nell’infortunistica stradale, tralasciando gli incidenti senza feriti, si è intervenuti in 28 sinistri con feriti, ed uno mortale.

Sei gli abusi edilizi sanzionati, e 58 le violazioni riscontrate per leggi e regolamenti rifiuti.

Nella attività di Polizia Giudiziaria sono state 31 le notizie di reato di cui ben 11 per la violazione degli obblighi di assistenza familiare in caso di separazione o di scioglimento del matrimonio.

Per quanto riguarda le problematiche sanitarie, sono stati effettuati 11 ASO e 3 TSO, rispettivamente accertamenti e

trattamenti sanitari obbligatori.

Per l’educazione stradale sono state coinvolte 10 scuole, dall’asilo alle superiori, nuovamente in presenza dopo l’interruzione forzata per il covid.

La vigilanza a manifestazioni è tra le attività più rilevanti per ore di impiego: “Mercatini natalizi” di Rango, manifestazioni sulla Pista da sci di Bolbeno-Borgo Lares, gare ciclistiche, Sagra Ciuiga, Ecofiera, Gran Carnevale di Tione. Inoltre 164 giornate di mercati periodici (Tione, Spiazzo, San Lorenzo, Campiglio, Comano Terme) e fiere. Sono stati effettuati 640 accertamenti anagrafici per Comuni convenzionati o altri enti.

Vediamo ora i dati della polizia di Pinzolo.

Le sanzioni al codice della strada sono state ben 2096, di cui 18 per mancanza di copertura assicurativa, 6 per guida in stato di ebbrezza e

40 per mancata revisione periodica. 24 le notizie di reato ricevute, di cui 2 per guida sotto effetto di stupefacenti accertata in seguito a sinistro stradale e 3 per reati edilizi. Rilevati 44 incidenti stradali di cui 7 con feriti e 23 con danni gravi ai veicoli. Soprattutto grazie all’impianto di videosorveglianza sono stati redatti 103 verbali per violazione conferimento rifiuti. Circa 20 le ore di educazione stradale nelle scuole per l’infanzia e primarie.

Attuato anche il Progetto “Strada Amica”, in cooperazione con l’APSS, negli istituti superiori di Tione in collaborazione con i colleghi Comandanti della Polizia Locale delle Giudicarie e del Corpo Polizia Locale Valle del Chiese.

Oltre ai servizi ordinari nelle fiere, mercati e manifestazioni minori, sono stati svolti servizi in occasione di grandi eventi, particolarmente numerosi e partecipati in alta Rendena. Fra gli altri, la gara ciclistica Dolomitica Brenta Bike, la gara podistica Dolomitica Half Marathon, le gare ciclistiche Giro d’Italia under 23 e Top Dolomites Granfondo. Inoltre la FIS Ski 3 TRE, coppa del mondo di sci, il ritiro del Bologna Calcio con concerto di Ron, la settimana delle Giovenche Rendena.

Infine, c’è da segnalare una curiosità: durante

i primi mesi del 2022, è stata danneggiata la grande renna delle luminarie natalizie posizionata accanto l’albero di Natale di piazza Righi a Madonna di Campiglio. Dai filmati della videosorveglianza è emerso che un gruppo di ragazzi visibilmente ubriachi, si è avvicinato alle luminarie e uno di loro è salito a cavallo della renna che subito, ovviamente, si è rotta. Quel ragazzo indossava un paio di scarpe con un disegno bianco e nero particolare, che è stato riconosciuto qualche giorno dopo da un agente in servizio appiedato in centro, ai piedi di un ragazzo che passeggiava in compagnia di altri. Fermato e accompagnato presso il Comando, ha ammesso la propria responsabilità e risarcito i danni al comune di Pinzolo.

In Val del Chiese rispetto all’anno 2021 sono state accertate il 100% in più di sanzioni, 75% in più rispetto al 2020, raggiungendo i livelli del 2019. Per assicurare il rispetto dei limiti di velocità le pattuglie hanno operato in un’ottica di interventi preventivi, con la scelta di luoghi ampiamente visibili da parte degli automobilisti per le postazioni Telelaser, così da determinare una prima riduzione della velocità senza dover ricorrere necessariamente alle sanzioni.

L’installazione dei cosiddetti speed check ha portato ad una attività sanzionatoria tramite telelaser ivi installati ma al contempo ha diminuito la velocità. In totale 287 le sanzioni per la velocità, 149 per divieto di sosta. 28 i verbali per violazioni nel conferimento rifiuti, 30 i fascicoli penali in materia edilizia trasmessi in Procura, 28 gli interventi per sinistri stradali. Ben 601 gli accertamenti anagrafici, e diversi interventi di educazione stradale nelle scuole elementari e medie.

Finalmente è stata aggiornata la segnaletica stradale, sia per la viabilità che per i parcheggi nei paesi.

Ricorrenti sono stati gli interventi per la cattura di cani randagi ed altri animali che potevano arrecare danno. Gli agenti della Polizia Locale si sono trovati a dover colmare la mancanza sul territorio di persone formate ed attrezzate per la cattura degli animali in questione. Appare necessaria l’organizzazione a livello provinciale di personale specializzato e reperibile in ogni momento per provvedere alla cattura degli animali ed al loro immediato trasferimento nei canili. In generale i cittadini recepiscono la presenza degli agenti come un caposaldo a cui rivolgersi durante le emergenze, e la apprezzano.

PAG . 13 MARZO 2023
Attualità
Solo nel territorio della polizia locale di Pinzolo sono state 103 le sanzioni per violazioni nel conferimento dei rifiuti. In Valle del Chiese 287 le multe per eccesso di velocità.
Auguri a tutte le donne!
di Chiara Garroni

Giunta provinciale a Ponte Arche, 128 milioni di lavori

Lo scorso 10 febbraio la Giunta provinciale si è riunita nella Sala consigliare di Comano Terme. Da mesi si attendeva l’evento, al centro gli aggiornamenti sulla variante di Ponte Arche, l’adeguamento della galleria di Ponte Pia e i collegamenti ciclopedonali. L’ammontare complessivo destinato alle opere pubbliche è di 128 milioni di euro. “Riteniamo sia indispensabile favorire la viabilità nei fondovalle – il commento del vicepresidente della Provincia Mario Tonina - Le Giudicarie sono state svantaggiate per tanto tempo. Si parla della circonvallazione da almeno 30 anni, oggi possiamo dire che la sua realizzazione trova concretezza.”

L’associazione Fare un Paese: “Chiediamo che la comunità sia coinvolta e che da subito si dia rilievo alla vivibilità del centro abitato”. Nella sala consigliare a Ponte Arche, c’era una comunità partecipe ed interessata. Insieme al sindaco di Comano Terme Fabio Zambotti e la sua Amministrazione comunale, c’erano i sindaci di valle dai comuni di Bleggio Superiore, Fiavé, Stenico e San Lorenzo Dorsino, oltre a numerosi rappresentanti del tessuto locale, compreso il Consorzio delle Terme di Comano. Non potevano mancare all’evento il dirigente del Dipartimento infrastrutture Luciano Martorano e il commissario straordinario per la variante di Ponte Arche Guido Moutier. Punto caldo dell’incontro, infatti, proprio gli aggiornamenti sulla circonvallazione. L’opera è stata messa a bilancio per la cifra di 68 milioni e affidata al commissario anche per agevolare le tempistiche di realizzazione. La fase di progettazione continua, perfezionando i progetti preliminari del passato, elaborati al fine di una valutazione di impatto ambientale, dove particolare attenzione dovrà esser posta alla salvaguardia delle falde acquifere termali. In sala, Moutier ha mostrato il rendering del ponte nel progetto preliminare, non dimenticandosi di ricordare i meriti dell’ingegnere Giulio Andreolli. Stupore dal pubblico nel

Oltre a Ponte Pià (47 milioni) e circonvallazione (65 milioni), tra i lavori più rilevanti e immediati l’allargamento e messa in sicurezza della SS 421 dei laghi tra San Lorenzo in Banale e Molveno (3,6 milioni, a breve l’ultimazione del progetto esecutivo) e l’allargamento e messa in sicurezza della viabilità in località Lundo (1,4 milioni, concluso il progetto definitivo).

la cifra totale di ben 128 milioni di euro.

“Si tratta di un investimento necessario per dare una svolta a quello che è un territorio di periferia –queste le parole del vicepresidente della Provincia e assessore ad Ambiente ed Urbanistica Mario Tonina. - A questi territori devono poter essere forniti i servizi necessari, facilitare la viabilità nei fondovalle è indispensabile. Le Giudicarie Esteriori sono state svantaggiate nel tempo: queste progettualità, attese da oltre 30 anni, oggi trovano finalmente la loro concretizzazione.”

vedere le immagini concrete della possibile infrastruttura che verrebbe ad attraversare il fiume Sarca in località Ponte dei Servi e dare accesso al primo tratto di galleria, quello che dovrebbe deviare il traffico da Ponte Arche verso le campagne del Banale. Secondo il cronoprogramma si arriverà al progetto definitivo quest’anno, ed esecutivo nell’estate 2024, per poi avere la gara a inizio 2025. Il commissario, assieme ai tecnici della Provincia, studierà la formula migliore per procedere all’appalto. Ma la variante non è l’unica opera strategica che cambierà il volto del territorio. A breve partirà il primo cantiere effettivo, quello della rettifica e adeguamento della galleria Ponte Pià. Qui si tratta invece di un intervento da 47 milioni di euro, per il quale è in corso la valutazione delle offerte presentate. Entro marzo dovrebbe concludersi la fase di gara con l’obiettivo di

avviare i lavori prima dell’estate.

Sono una decina, del resto, gli interventi previsti nell’intero ambito delle Giudicarie Esteriori. Tra i più rilevanti i lavori di allargamento e messa in sicurezza della SS 421 dei laghi di Molveno e Tenno tra San Lorenzo in Banale e Molveno (3,6 milioni, a breve l’ultimazione del progetto esecutivo) e

l’allargamento e messa in sicurezza della viabilità in località Lundo (1,4 milioni, concluso il progetto definitivo). A breve si potranno vedere i lavori per la sistemazione della rotatoria dei Servi mentre termina la posa del collegamento in fibra ottica di tutte le sedi degli istituti scolastici della zona. Una serie di interventi in parti diverse del territorio per

Interventi che andranno a dare un volto nuovo al territorio, cambiando il modo di vivere e di fare turismo, dando slancio alle Terme di Comano, partendo dalla stessa attenzione al benessere e all’inquinamento dell’aria. Tanto attesi, del resto, erano anche gli aggiornamenti sulle infrastrutture ciclabili. In un contesto turistico che si dice pun-

tare sull’outdoor e l’attività sportiva, bicicletta in primo piano, si accoglie con entusiasmo la notizia che a breve giungerà a termine il progetto esecutivo per il collegamento Limarò-Sarche. Si tratta di un tratto di circa 1,5 chilometri che servirà a unire le infrastrutture ciclabili della Valle dei Laghi e del Garda alla zona delle Giudicarie. La pubblicazione della gara potrebbe avvenire in estate. Sono state illustrate anche le prospettive per gli interventi in fase di studio, vedi la sistemazione della viabilità da Borgo Lares verso il passo del Durone e il collegamento ciclabile tra la pista del Limarò e la zona del Ponte dei Servi. Un accenno anche ai collegamenti con il Ballino,ma si tratta ancora di ipotesi lontane.

A prendere la parola in sala, ringraziando la Giunta, è stata quindi Michela Alimonta per Fare un Paese, l’associazione nata per favorire lo sviluppo di Ponte Arche e del territorio circostante: “Chiediamo che la comunità sia resa partecipe. Il tempo che passerà da oggi all’effettiva realizzazione della variante è tanto, non dobbiamo stare fermi nell’attesa ma operare con azioni che da un lato preparino il paese ad una transizione importante e dall’altro offrano risultati nel breve periodo. Ricordiamo l’attenzione alla sicurezza dei pedoni e alla mobilità dolce, il benessere a tutto tondo di abitanti e visitatori, la vivibilità della località anche prima dell’arrivo della tangenziale”.

PAG. 14 MARZO 2023 Politica
di Martina Sebastiani

I piani giovani invitano a riflettere su ambiente, parità, coesione con il mondo adulto

Continuano nel corso del 2023 i finanziamenti rivolti ai giovani dagli undici ai trentacinque anni e alle associazioni del terzo settore residenti o operanti nei comuni aderenti a un Piano giovani che intendano sviluppare progetti in vari ambiti tematici legati al territorio.

Nella più ampia cornice delle politiche giovanili della Provincia si colloca lo strumento Gnabon (termine dialettale che significa “non sei capace”, apparentemente provocatorio ma volto a motivare i potenziali partecipanti), creato dai comuni di Tione, Borgo Lares, Porte di Rendena e Treville. Inaugurato nel 2021 ha permesso nell’anno successivo di creare eventi di valorizzazione dell’ambiente montano, incontri con professionisti, prospettive storiche, mostre fotografiche, esperienze di gioco e di messa alla prova in contesti di vita quotidiana. Alcuni di questi sono tuttora in corso.

Il Tavolo Gnabon è composto da referenti

di Samuel Zennaro

Nel mese di marzo le scadenze per presentare le proprie proposte ai Tavoli della Valle del Chiese e della Busa di Tione

comunali, associazioni finanziate e Pro loco aderenti. Nel quadro del piano strategico 2022-2024 si collocano i bandi 2023 a cui per la prima volta possono partecipare i gruppi informali e non più solamente le associazioni. Per i primi non sono previste scadenze per la presentazione delle domande. Per le associazioni sono previste tre chiamate annuali, la prossima scadenza è il 12 marzo.

Le adesioni possono essere inoltrate compilando il modulo e le schede progettuali scaricabili dal sito www.gnabon.it dove si possono consultare bandi, termini e condizioni, trovare i contatti dei referenti ma anche le esperienze dei progetti approvati negli anni pre-

cedenti.

Affini, per l’anno in corso, le proposte contenute nei Piani giovani di zona relativi ai territori della Valle del Chiese e delle Giudicarie esteriori. Entrambi intendono incoraggiare il dialogo con i Piani delle zone limitrofe e sono caratterizzati da un’apertura verso realtà giovanili nazionali ed europee concretizzabile in progettualità reciproche e possibilità di visite formative presso importanti istituzioni pubbliche. Anche in questi casi possono presentare domanda i soggetti già operanti o che hanno interesse a operare nei due territori, siano essi associazioni o gruppi informali che dovranno però, per motivi amministrativi, fare riferimento a un’associazione. Qua-

lora i criteri di valutazione risultino soddisfatti l’insieme delle proposte sarà soggetto a graduatoria e la realizzazione dei proponimenti avverrà entro il 31 dicembre 2023.

Agli stessi proponenti è affidato il compito di promuovere il progetto sui propri canali. Un referente tecnico comunale si occuperà di contattare i progettisti per curare il monitoraggio dell’andamento complessivo del percorso e per ricevere i documenti di rendicontazione periodica. Per la Valle del Chiese i comuni aderenti sono Bondone, Borgo Chiese, Castel Condino, Pieve di Bono-Prezzo, Sella Giudicarie, Storo e Valdaone. Per presentare richiesta occorre inviare la modulistica scaricabile dal sito www.pgzvalledelchiese.it entro il 17 marzo.

Al Piano giovani di zona delle Giudicarie esteriori aderiscono i comuni di Comano Terme, Bleggio Superiore, San Lorenzo Dorsino, Fiavé e Stenico. La possibilità di presentare la domanda preliminare si è chiusa il 28 febbraio ma il Tavolo giovani si riserva la possibilità di proroghe dandone notizia sui canali di comunicazione istituzionali; l’attuale bando è comunque contestualizzato in un orizzonte che considera l’anno 2024. Tutte le informazioni sono fruibili attraverso il sito www. pianogiovanigiudicarieesteriori.com.

Le istituzioni comunali invitano quindi i destinatari al dialogo al fine di individuare aree di miglioramento nel territorio per intervenirvi grazie all’apprendimen-

to di competenze di cittadinanza attiva. Altro campo ampiamente considerato è il rafforzamento della coesione tra giovani e adulti affinché nel mondo adulto si faccia spazio una cultura delle politiche giovanili, creando così opportunità di apprendimento reciproco tra le due categorie.

Come intende realizzare tutto questo? Creando dibattito nell’ambito dei Tavoli di confronto e proposta, facendo crescere la rete dei progettisti e perseguendo l’obiettivo di incoraggiare il protagonismo e l’espressività giovanili affinché propongano idee che possano trasformarsi in risultati concreti di valorizzazione del territorio, crescita individuale e intrattenimento

culturale. Le attività in questione rappresentano una occasione professionalizzante e di assunzione di nuove responsabilità: i protagonisti sono coinvolti in tutte le fasi, dall’ideazione alla realizzazione fino alla restituzione al territorio degli esiti ottenuti, ad esempio attraverso incontri aperti al pubblico. Sono da intendersi quindi opportunità per promuovere la transizione verso l’età adulta e l’autonomia. Oltre al trasmettere o consolidare capacità nel mondo dell’arte, della manualità, dell’imprenditoria e del mondo digitale i Piani invitano i giovani ad interrogarsi sulle grandi questioni del momento: ambiente, salute, immigrazione, pace e relazioni donnauomo.

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Piano Giovani

Concessioni idroelettriche, si punta tutto sul confronto concesso dal Ministero

La partita delle grandi concessioni idroelettriche segnerà il futuro del Trentino: per le risorse economiche, importanti, che molti territori ricavano dalle concessioni e che permettono loro di realizzare progetti in loco, ma anche per la salvaguardia del paesaggio sia per l’investimento economico su di esso sia per la gestione delle risorse idriche. Acqua ed energia, ce ne rendiamo conto ancora di più in questo periodo, sono le grandi risorse che si davano per scontate ma scontate non sono affatto.

Sulle grandi concessioni idroelettriche in scadenza - non solo da noi, ma in tutta Italia - la Provincia di Trento ha presentato, lo scorso autunno, una legge specifica chiedendo una sospensione delle gare fino al 2029. Perché una sospensione? “Perché eravamo convinti - spiega il vicepresidente della Provincia e assessore all’ambiente Mario Tonina - che di fronte a queste difficoltà oggettive che c’erano e che ci sono, con rincari dell’energia elettrica e del gas talmente importanti, fosse necessario come Provincia sospendere le gare per superare questo periodo. La base di legge sulla quale ci siamo agganciato è l’articolo 13 dello Statuto di Autonomia. Il 2029 è una data legata inoltre ad una serie di scadenze di concessioni Enel che scadono in quell’anno anche nel resto d’Italia”. La Provincia per arrivare alla legge ha avviato un percorso condiviso con i concessionaricomplessivamente sono 19 le concessioni in scadenza in tutto il Trentino - perché in cambio, qualora ci fosse stata la sospensione della gara, i concessionari avrebbero dovuto presentare un piano industriale per garantire una serie di ricadute complessive sul territorio provinciale e non solo: lo scorso anno di fronte ad una ciclicità per quando riguarda il tema della carenza d’acqua il Trentino è andato in soccorso ad altre regioni con una serie di iniziative di solidarietà per fornire acqua nel momento in cui le altre regioni lo richiedevano, in primis il Veneto. E qui sta la chiave di lettura che la Provincia cerca di far passare sul tema delle concessioni idroelettriche: una sospensione non giova solo entro i confini provinciali, ma anche al di

Dopo la notizia dell’impugnativa da parte del Consiglio dei Ministri della legge provinciale in materia di gandi concessioni idroelettriche, rimane la possibilità di tutelare gli interessi del Trentino attraverso un Tavolo di concertazione. Per le piccole concessioni, si pensa ad un regolamento attuativo che tuteli l’autoproduzione dalla messa in gara.

fuori nel momento in cui le risorse idriche sono scarse. “Credo che il ruolo del Trentino - sottolinea Tonina - sia sempre stato quello, attraverso questi importanti bacini realizzati da Eni ed Edison, di produrre energia idroelettrica ma anche, e non è un ruolo secondario, di restituire attraverso i fiumi quantità di acqua fondamentali per la pianura e la produzione agricola. L’idea della sospensione andava in questa direzione e verso quella in cui attraverso i canoni e sovracanoni che valgono circa 100 milioni all’anno introitati da Bim, Provincia e Comunità di Valle, ci fosse una reale restituzione ai territori a fronte delle risorse idriche che venivano utilizzate. Se si fosse accettato di posticipare al 2029 la gara, nel momento difficile che stiamo attraversando saremmo stati in grado di aumentare quelle risorse con delle ricadute omogenee un po’ su tutto il Trentino”. Ma la legge, ed è l’ultima notizia in merito alla partia delle concessioni idroelettriche, è stata impugnata dal Consiglio dei Ministri. Malgrado una interlocuzione con i governi Draghi e poi Meloni e i vari ministeri interessati che avevano dato una disponibilità davanti alla legge, si è arrivati allo stop da parte del Ministero degli Affari Europei a causa delle norme sulla concorrenza che, a suo tempo, il governo Draghi fu costretto ad approvare per poter ottenere le importanti risorse del Pnrr. Norme sulla concorrenza che prevedono che tutte le gare fino ad allora sospese o posticipate - in particolare idroelettriche e balneari - dovevano andare in gara. Una bocciatura legata, quindi, all’arrivo dei fondi

del Pnrr. Rimane però una speranza. “Abbiamo ottenuto un’apertura di trattativa con la creazione di un tavolo tecnico - spiega Tonina - che sarà attivato nelle prossime settimane, lì siederemo alla pari con tecnici e ministri cercando di portare ulteriori motivazioni sulla bontà della nostra legge: la sospensione non porta benefici solo al Trentino, ma anche alle regioni limitrofe attraverso investimenti importanti per garantire maggiore produzione idroelettrica ma anche a fronte di un rilascio di acqua in una solidarietà che abbiamo dimostrato lo scorso anno davanti ad un problema, quello della carenza idrica, che si ripeterà anche quest’anno e i segnali di allarme ci sono già”. La situazione dell’acqua, lo vediamo dalle misure che alcuni comuni già ora che siamo ancora in inverno hanno dovuto adottare, è peggiore dello scorso anno dopo un inverno scarsissimo di precipitazioni seguito ad un’estate altrettanto secca. “Di fronte ad una crisi climatica in atto - ribadisce l’assessore Tonina - è troppo semplicistico mettere in gara concessioni importanti come le nostre, ma anche quelle di tutto il nord Italia, nel momento in cui altre nazioni le hanno posticipate prorogandole per dieci, quindici o vent’anni.Loro hanno potuto farlo perché al loro situazione non è quella debitoria e complessa dell’economia italiana, Draghi in questo senso ha dovuto fare un compromesso per garantire le importanti risorse del Pnrr, ma rimane rischioso mettere in gara queste concessioni perché il tema dell’idroelettrico è fondamentale e ad uno snodo importante della sua storia”. Ora, dal punto di vista

dell’iter giuridico, la Corte costituzionale dovrà esprimersi sull’impugnativa del Conisglio dei Ministri, cosa che accadrà ne giro di un anno: è questo il tempo nel quale, attraverso il tavolo tecnico aperto con Roma, la Provincia si giocherà le sue carte diplomatiche per convincere il governo nazionale che la sospensiva è una strada vantaggiosa per tutto il norditalia.

“Il nostro impegno nei prossimi mesi è quello di arrivare ad una soluzione prima che si esprima la Corte costituzionale - conclude Tonina - intanto la legge rimane e il ricorso verrà fatto. L’augurio è di trovare una soluzione condivisa. Di sicuro proviamo con tutte le nostre forze a far passare una linea nella quale crediamo convintamente e siamo in un momento talmente particolare e difficile che chi ha una responsabilità non può tirarsi indietro”.

Ma se non dovesse andare bene, qual è il piano B?

“Oggi reputo importante un modello di partenariato pubblico-privato, su modello dell’A22 - prosegue Tonina -. Da questo punto di vista Dolomiti energia è una società attrezzata di esperienza e di fronte all’impossibilità di sospendere le concessioni credo sarà in grado, sulla base di una gestione di oltre 15 anni di esperienza, di concorrere e dimostrare che la conoscenza e capacità di continuare la gestione di un bene sempre più prezioso come l’ac-

qua. La bontà del modello trentino, che garantisce ricadute e compensazioni ai territori, è indubbia: negli altri territori questo non accade, le ricadute sono pochissime ma a livello ambientale e climatico è proprio il modello trentino ad essere più in linea con ciò che è necessario fare in questo momento storico e che anche la stessa Europa chiede per ridurre le emissioni nocive”.

Le piccole concessioni Accanto alle grandi, ci sono anche le piccole concessioni idroelettriche, ovvero quelle sotto i 220 kwatt e fra i 220 e i 300 kwatt. Per queste al momento le garre sono posticipate fino al 2024. “Si è cercato di mettere in sicurezza queste concessioni per qualche anno - spiega il vicepresidente provinciale -. La recente sentenza sulla legge del Friuli Venezia Giulia, che in parte ha salvato le piccole concessioni, ci aiuta in questo momento. Ecco che in quel Tavolo tecnico creato per le grandi concessioni noi porteremo anche il tema delle piccole”.

Le strade che la Provincia sta valutando in questo momento sono sostanzialmente due: o abrogare la legge fatta per prorogare le piccole concessioni, ma in questo caso va fatto un passaggio a livello nazionale perché non è automatico che abrogata al legge provinciale si prosegua sulle conces-

sioni con le stesse modalità di oggi. L’altra via è quella di un regolamento attuativo legato alla legge 6, regolamento che gli uffici provinciali hanno predisposto con il Consiglio delle Autonomie e verrà portato in giunta provinciale nei prossimi mesi. Il regolamento di fatto introduce, a quanto si sa in questo momento, dei criteri ambientali per le piccole concessioni e permetterebbe di mettere nelle condizioni chi ha una concessone scaduta di avere delle possibilità di concorrere perché venga riassegnata sul principio di conoscenza e professionalità. Si è cercato nel preparare il testo di salvaguardare le forme di autoconsumo e autoproduzione. “In sostanza - spiega Tonina, dal cui assessorato la proposta di Regolamento nasce - la ratio che abbiamo introdotto è che quando si garantisce che la produzione è per i soci questa non vada in gara: questo passaggio mira a salvaguardare i consorzi elettrici e le forme cooperative di produzione. Abbiamo visto i benefici dei soci dei consorzi elettrici giudicariesi nel momento del caro bollette. In prospettiva anche le comunità energetiche ricadono nella stessa idea di autoproduzione. Per questo voglio difendere a denti stretti quel vantaggio ottenuto sull’autoconsumo e l’autoproduzione legato alla legge 6”.

PAG. 16 MARZO 2023
Attualità

Casse Rurali o Banche di Comunità, in un convegno il dibattito

Sabato 18 febbraio a palazzo Geremia a Trento, si è svolto un convegno nazionale del credito cooperativo organizzato dalla Federazione Trentina della Cooperazione per dibattere sui temi del rapporto centro-periferia e del ruolo della cooperazione di credito come antidoto allo spopolamento e al presidio territoriale. L’evento è stato anche caratterizzato dalla discussione tra i rappresentanti del credito trentino sul tema delle fusioni delle Casse Rurali. Il tema al centro del convegno, alla presenza delle Istituzioni nazionali come Banca d’Italia, Federcasse con il Presidente Dell’Erba e il Direttore Generale Gatti, ICCREA che con Cassa Centrali Banca CCB è l’altro grande gruppo nazionale di credito cooperativo, doveva probabilmente essere l’importante azione che tutto il credito cooperativo stà portando avanti per introdurre un concetto di proporzionalità nel rapporto tra la Banca Centrale Europea e le istituzioni bancarie oggi disciplinate dalle stesse normative, indipendentemente dalle dimensioni e dalla forma giuridica, quindi indipendentemente

Sono arrivate le prime rose di Natale. E’ una festa. Boccioli lindi si nascondono tra le chiome verdi di questa rosacea (Helleborus niger) scientificamente nota come helleboro nero, questa pianta erbacea appartiene alla famiglia delle Ranuncolacee ed è diffusa sulle catene montuose di Alpi ed Appennini. Tutti i nostri cimiteri, in questo periodo, hanno tombe adornate da questo popolare fiore, ostentatore di bellezza e di semplicità. Eventuali precipitazioni, anche leggere però, accelerano il declino delle corolle, così il bianco dei petali bagnati si rattrista velocemente, perdendo luminosità. Gli stami molto appariscenti, spiccano ben più dei petali. Il loro giallo contribuisce a dare luminosità e doratura ai singoli fiori dalle tinte delicate. Con il passare del tempo le chiome si infoltiscono. Taluni fusti si ripiegano e si lasciano avvolgere da ramaglia o sterpaglia. Lentamente tutti i boccioli cambiano il colore, partendo dai margini dei petali. Un colore rossastro si sostituisce al bianco e a seguire fa capolino un verde chiaro. Molto sollecita è l’apparizione dei frutti. Un capolavoro di semplicità il fiore della

Il dibattito fra Roberto Simoni e Giorgio Fracalossi. Come vanno gestiti i progetti di fusione delle casse rurali? Sono i cda delle singole casse a fare le scelte di fondersi oppure tali scelte devono nascere da una sorta di percorso di concertazione comune?

che esse siano una grande banca d’affari o una cassa di credito cooperativo. Un emendamento quindi per riconoscere maggiore proporzionalita’ delle regole nei confronti delle piccole banche locali e tra queste anche le banche mutualistiche. Quello che è successo invece, è stato l’occasione di un confronto indiretto tra il Presidente della Federazione Simoni e il Presidente di Cassa Rurale di Trento e Cassa Centrale Banca Giorgio Fracalossi. Motivo del contendere l’annuncio, qualche settimana fa, della fusione tra Cassa di Trento e Cassa Rurale Novella Alta Anaunia per dare avvio alla più grande Cassa Rurale del

Trentino, seconda di tutto il gruppo Cassa Centrale Banca con il nome Banca per il Trentino Alto Adige. Discussione che si innesta non tanto sulla natura della nuova banca che resta una società cooperativa, dove gli utili sono indivisibili e destinati a riserva e nella misura del 3% al fondo mutualistico, quindi a garanzia dei soci e dei clienti, quanto alle modalità con cui gli obiettivi strategici e i nuovi orizzonti di evoluzione delle casse rurali sono messi in atto. Chi e come vanno gestiti i progetti di fusione delle casse rurali? Sono i cda delle singole casse a fare le scelte di fondersi oppure tali scelte devono

nascere da una sorta di percorso di concertazione fondato sulla consultazione e la decisione comune, quindi di condivisione collettiva? Questo il tema del contendere, che poggia su un elemento valoriale, di principio che però non deve fuorviare l’attenzione dai grandi temi legati alla concorrenza oggi presente nel sistema del credito che vede una sempre maggiore offerta da parte dei gruppi bancari privati, né tantomeno deve sminuire l’esigenza di strutture organizzative adeguate per far fronte al sistema normativo che disciplina il settore. E non ultimo, dalla capacità di dare risposte a target di mercato diver-

si, quali famiglie, artigiani, micro-piccole e medie imprese, enti e Istituzioni pubbliche. Cosi come non deve farci credere che il periodo delle “fusioni” sia concluso, in quanto le casse rurali per riuscire a stare sul mercato dovranno continuare questa politica di efficientamento e razionalizzazione, e dovranno modellare l’offerta di servizi attraverso nuove modalità che uniscano la presenza fisica combinata alla possibilità di sfruttare i nuovi servizi digitali per garantire a tutti la possibilità di avere sempre “lo sportello della cassa” vicino, quale elemento distintivo e di radicamento nelle comunità delle casse rurali

e della cooperazione. Una caratteristica questa della prossimità e della dimensione locale al fianco delle comunità, che continua a essere garantita nonostante si sia passati da 41 casse rurali nel 2015 a 11 nel 2023. I dati di Banca d’Italia evidenziano inoltre che tutti gli indicatori sono positivi incluso il famoso CET1 ( Common Equity Tier 1ratio), il parametro principale a cui le banche, investitori e risparmiatori fanno riferimento per valutare la solidità di una banca, che per le Casse Rurali si fissa in media al 19,3% contro il 13,3% delle altre banche.

La semplicità e bellezza della natura

L’arrivo delle prime rose di Natale

rosa di natale. Ve ne sono altri di capolavori in natura. Mi riferisco, ad esempio, ad una bulbosa chiamata bucaneve, anch’essa dal portamento essenziale e dal mantello lindo. Un grazioso annunciatore dell’approssimarsi del tepore primaverile. Fiore unico e pendulo di forma campanulata. Elegante e delicatamente profumato, con le sue stellate corolle, amante del fresco e resistente al freddo.

Come piccole dame in terreni pianeggianti e ariosi si sparpagliano costituendo simpatici cerchi in attesa della fioritura delle primule. Anche di

queste è imminente l’arrivo. Si tratta di una famiglia abbastanza omogenea, che conta intorno alle 1000 specie. Foglie frequentemente tutte basali, fiori bellissimi. La famiglia ha preso il nome dal più rappresentativo esemplare del suo genere, la primula dal latino primus. Questa pianta erbacea, ma perenne, ama un terreno calcareo e sgranato. Forse a questo habitat si deve la sua precocità nella fioritura apprezzata fin dai tempi antichi, in primavera si ammirava su piccoli altari allestiti dai fanciulli presso le residenze di mezza montagna. Un gioco molto partecipato, al tempo

PAG. 18 MARZO 2023 Cooperando
della mia infanzia, riguardava la ricerca di boccioli di rose di natale. Non tutti i boccioli riescono, infatti, ad emergere, motivo per cui molte piante ostentano esclusivamente la parte basale e fogliare. Giovanni Bazzoli

“Nelle Rsa di periferia fondamentale è la resilienza”

Dopo un periodo storico segnato dall’emergenza Covid-19, tutt’altro che semplice soprattutto per le professioni sanitarie, c’è chi ha avuto il coraggio di mettersi in gioco, intraprendendo strade che si prefissava da parecchio tempo. Stiamo parlando di Tiziano Poletti, giudicariese ma valsuganotto di adozione, che ha da poco conseguito a pieni voti un master universitario di primo livello in “Gestione del coordinamento nelle professioni sanitarie”.

«Sono originario di Strada - racconta Poletti - ma mi sono spostato in Valsugana nel 2010. Attualmente vivo a Castelnuovo con mia moglie Erika e le mie figlie Giada ed Emily. Da oltre quindici anni sono infermiere: ho lavorato per un breve periodo nel reparto di ortopedia dell’ospedale di Tione, ora da più di un decennio sono in servizio in una Rsa della Bassa Valsugana».

Nel 2022, precisamente l’8 marzo, si è laureato con 110/110 al termine di un master universitario di primo livello che da tempo era interessato a frequentare.

Ha iniziato questo suo ambito percorso esattamente a quindici anni di distanza dalla sua prima laurea triennale in infermeria. Nel periodo dell’emergenza sanitaria, data la possibilità di poter seguire i corsi online, è riuscito a coniugare la sua impegnativa professione, con lo studio e la famiglia. E quando è arrivato il momento di scegliere l’ar-

Tiziano Poletti è un infermiere specializzato in gestione del coordinamento nelle professioni sanitarie. Nella sua tesi, l’analisi di quanto fatto nel periodo del Covid per le case di riposo.

gomento per la tesi, la decisione è stata immediata: «Ho pensato subito - spiega Tiziano - al difficile momento della pandemia, a come eravamo stati colti impreparati da un evento di così grande portata e a tutti gli errori di gestione che sono stati commessi». Ha preso dunque il via il suo lavoro di approfondimen-

to: «Recuperare i materiali, fare ricerca e dividere la letteratura - prosegue - hanno sicuramente costituito il periodo più ostico. Ma alla fine è stato molto gratificante: il mio elaborato è stato apprezzato, tanto che mi è stato consigliato di far divenire la mia tesi una pubblicazione.».

Lo scorso 15 giugno l’infermiere giudicariese-valsuganotto è riuscito nell’intento di pubblicare il suo lavoro di ricerca gestionale nell’ambito del management sanitario. Questo libro, pubblicato tramite l’editore trentino Erickson, ha preso forma partendo appunto dai contenuti della sua tesi che ha cercato di far diventare i più divulgativi possibili. «Health crisis management - Esperienze di gestione strategica per le strutture sanitarie» è una pubblicazione che cerca di fornire alcune nozioni fondamentali, descrivendo in modo semplice ed essenziale quali sono gli ambiti da presidiare per gestire al meglio un’organizzazione sanitaria sotto stress. Un centinaio di

pagine articolate in tre capitoli. Contiene una parte iniziale dedicata alle principali pandemie ed epidemie susseguitesi nel corso dell’ultimo secolo che sono state in grado di mettere in ginocchio l’intero pianeta. Segue un approfondimento sul processo del Crisis Management, prendendo come modello di riferimento l’operato del Policlinico Gemelli di Roma nei mesi della prima ondata di Coronavirus. Nell’ultima sezione, invece, si affronta il tema della resilienza nelle organizzazioni sanitarie e si sottolinea l’importanza della figura professionale come quella del coordinatore delle professioni sanitarie, ruolo alla quale ambisce ora Poletti. E le strutture

sanitarie presenti sul nostro territorio possono mettere in atto politiche manageriali più efficaci? «Nel libro - spiega Poletti - ho parlato del management sia riferito a grandi centri che a nosocomi più piccoli. In zone di periferia, diviene ancor più basilare la resilienza, ossia un qualcosa in più rispetto alla resistenza, la capacità di un’organizzazione di adattarsi in maniera flessibile ed elastica, volgendo lo sguardo verso le risorse anziché al danno subito. Chiaramente essa in un contesto di vallata diventa imprescindibile per la gestione delle risorse e oggigiorno soprattutto di quelle economiche».

PAG . 19 MARZO 2023
Attualità
di Matilde Armani

La Leptina e la Grelina

Da piccoli, l’inverno, seduti intorno al camino eravamo tutti, io e le mie sorelle, prigionieri di mio padre. Che era bravissimo nel raccontare storie quasi sempre inventate. Iniziavano col : “C’era una volta …”. Quel “C’era una volta” ci proiettava in un mondo che ognuno immaginava proprio e a modo suo. Da sempre per capire come funzionano le “faccende” che riguardano il nostro corpo mi ricordo di quel “C’era una volta”. Perché l’immaginazione, col supporto della scienza, mi aiuta a procedere nella comprensione dei complicati meccanismi del corpo umano. Parlare di Leptina e Grelina è complicato ma servendoci anche dell’immaginazione riusciremo a capire come è che avvertiamo il senso della fame e della sazietà. Il nostro corpo regola il suo funzionamento attraverso delle sostanze particolari che si chiamano ormoni. La loro produzione a diversi livelli e in diversi organi funziona con un “meccanismo intensivo”. Vuol dire che si attiva una intensità di azione che non dipende da un sistema-interruttore on/off, ma che risente della situazione generale che è sempre finalizzata alla conservazione della specie. Come esempi della complessità potremmo affermare : che se dormo male e poco corro il rischio di ingrassare; oppure che riesco a sopravvivere per molto tempo, anche senza mangiare, purché ci sia del liquido da bere. La Leptina ( leptos=magro ) è stata scoperta alla fine del secolo scorso ed è prodotta dal tessuto adiposo del sottocute, il torrente circolatorio la trasporta fino ad una zona del cervello chiamata ipotalamo dopo svolge la sua funzione di attivazione. Esiste quindi un canale di comunicazione che regola l’accumulo di grasso ad opera della Leptina; il cervello viene avvisato dalla Leptina di ridurre l’assunzione di cibo. Si riduce il senso di fame e diminuiscono le riserve di grasso, si produce energia e di conseguenza il peso si riduce. In caso contrario si produce meno Leptina per avvisare l’ipotalamo che bisogna mangiare di più e disperdere di meno.

A conferma: le concentrazioni di Leptina aumentano dopo il pasto e diminuiscono nel digiuno. Come pure la concentrazione è maggiore negli obesi e minore nelle persone magre. Nelle persone obese il paradosso si spiega col fatto che la sensibilità all’azione dell’ormone diminuisce, si stabilisce una resistenza alla sua azione; motivo per cui la sua somministrazione, come farmaco, negli obesi non provoca dimagrimento. Ma succede che mantengono la sensibilità alla diminuzione della Leptina, per

ne. Immaginiamo tutte le esperienze che hanno portato l’homo sapiens sapiens a scegliere, capire, provare, evitare, conservare e alla fine mangiare il cibo di cui disponeva. Il “C’era una volta ...” mi ha reso meno soli i nostri antenati. E l’evoluzione ci aiuta a capire i percorsi metabolici che il tempo ha modellato per far emergere certe funzioni vitali per non morire di fame. Torniamo al “se non dormo o dormo male ingrasso”. Il sonno serve per rigenerare le energie e risente dell’azione di un altro ormone che si

cui quando diminuisce sotto certi livelli mangiano di più. E qui ci sovviene l’immaginazione. La finalità dell’ormone non è quella di mantenerci magri ma di conservarci in salute. Se non c’è cibo bisogna cercarlo; bisogna attivarsi per sopravvivere perché senza cibo non produciamo calorie per non morire di freddo, non siamo attenti ai pericoli, per sopravvivere bisogna conservare le riserve energetiche. Nei milioni di anni della nostra evoluzione il cibo ha assunto valori diversi dal solo accumulo sotto forma di grasso di riserva. Quindi viene da pensare che la gestione dei periodi di digiuno per i nostri antenati sia stata la differenza determinante che ha influenzato l’evoluzio-

chiama Melatonina che è influenzata dalla luce. Se non dormo partono gli stimoli per la ricerca del cibo perché diminuisce la Leptina e vengono potenziati dalla presenza della Grelina, l’ormone di cui parleremo di seguito, che è l’ormone della fame. Ci attiviamo per cercare cibo ad alto potenziale calorico, ricco di zucchero. La Grelina è prodotta dalle pareti dello stomaco. A stomaco vuoto la produzione aumenta ma se lo stomaco si riempe e le pareti si dilatano la produzione si riduce. Il digiuno ne potenzia l’azione e può causare un fenomeno tipico di quando si attua la restrizione calorica che si chiama snacking (spuntini ripetuti per placare la fame). Per questo motivo è sem-

pre opportuno inserire nella dieta cibi poco calorici ma ad alta intensità di volume come le verdure. Lo stomaco si riempie e diminuisce la secrezione di Grelina. Ma di notte non si placa il senso di fame con la verdura, si cerca e si trova qualcosa che appaga la ricerca … magari la cioccolata. Anche perché sono gli zuccheri e le proteine nobili che riducono la produzione di Grelina ma non i grassi; un panino col for-

maggio non lo cerco di notte. La Grelina è anche implicata nella regolazione del ritmo sonno veglia, nel senso del gusto, nella regolazione dei livelli di Insulina, l’ormone che controlla i livelli di zuccheri nel sangue. Ma nella dieta ipocalorica i livelli di Grelina aumentano e da qui la difficoltà a mantenere il peso se la riduzione delle calorie è esagerata. Bisogna anche ricordarsi che la riduzione eccessiva dei grassi nella dieta non va bene perché l’intestino si svuota più velocemente ed aumenta di conseguenza il senso di fame. E allora ? Bisogna di nuovo farsi aiutare dalla scienza e dall’immaginazione per capire come questi due ormoni collaborino fra di loro, aiutati dal controllo dell’ipotalamo, nel gestire la fame e la sazietà. Torniamo anche alla seconda domanda : riesco a sopravvivere, anche se non mangio... In condizioni di digiuno prolungato il peso corporeo viene come ignorato, non c’è dispendio energetico, prevale la necessità di conservare le riserve per sopravvivere.

Il processo di produzione calorica si inverte e la collaborazione fra i due ormoni viene finalizzata alla sola sopravvivenza. L’ipotalamo gestisce e finalizza i processi per la sopravvivenza regolando i livelli di Leptina e Grelina. Come risultato finale si ingrassa se c’è abbondanza di cibo e l’intestino è sempre pieno. Aumenta la fame se mangio poco, non c’è cibo, sono sottopeso e l’intestino è quasi sempre vuoto. Immaginiamo il vagare dell’homo sapiens sapiens alla ricerca del cibo e teniamo ben presente che non era guidato solo dal prevalere di uno o l’altro degli ormoni. Perché intervenivano altri meccanismi fisiologici come la memoria dei luoghi, il sapore del cibo, il ricordo dei pericoli, la paura della fame, la necessità di trovare di che nutrirsi. E’ così che ci siamo evoluti. Il dilemma dell’onnivoro. Meccanismi variabili che possono essere causa di alcuni disturbi alimentari: anoressia, obesità e non solo.

PAG. 20 MARZO 2023
Gli ormoni della sazietà e della fame. Come funzionano.
Rubrica Salute
di Gianni Ambrosini - oncologo

La comunità di Tione e la sua resistenza per salvare la famiglia Knoedel

Il paese nascose una coppia ebrea, originaria di Padova, nel 1940, per salvarla dai rastrellamenti nazifascisti e dall’invio nei campi di concentramento.

27 gennaio 1945: le truppe dell’Unione Sovietica entrano nel campo di sterminio di Auschwitz, liberando i pochi derelitti, impauriti, affamati, distrutti nel corpo e nell’anima che i nazisti non avevano ancora bruciato nei forni. Quella data diventa uno spartiacque: diventa il simbolo mondiale della memoria contro la sopraffazione e la violenza.

Lascia stare che poi, come accade in Italia, dove si decide sempre per tifoserie, qualcuno ha stabilito che se c’è la memoria ci deve essere pure il ricordo, perciò il 10 febbraio viene istituito il Giorno del ricordo per celebrare le vittime delle foibe. Se ci è concesso un parere personalissimo, evidentemente vanno ricordate tutte le vittime degli Olocausti, delle ingiustizie, delle violenze collettive. Sarebbe stato bello celebrarle tutte insieme, perché i morti non hanno co-

lore. Ma questa è un’altra storia.

Torniamo alla Giornata della memoria. In quell’occasione Vincenzo Zubani (ex sindaco di Tione) ha deciso di rendere pubblica una storia che ha visto protagonista la comunità di Tione in un’azione di resistenza al nazismo.

Attenzione, protagonista non significa necessariamente attivista: si può essere protagonisti anche nel silenzio, più che mai prezioso nella circostanza. Perché poteva bastare una parolina sussurrata all’orecchio giusto per mandare a morte una famiglia, e magari pure chi aveva offerto ospitalità.

Tione, 1940. In quel tempo il primario del reparto di chirurgia del glorioso ospedale mandamentale di Tione (l’ospedale dei giudicariesi) era un dottore di Padova che di cognome faceva Rui, il quale aveva come assistente suor Camilla, che chi

Il Giornale delle Giudicarie

mensile di informazione e approfondimento

Anno 21 marzo 2023

Editore: Associazione “Il Giornale delle Giudicarie” via Circonvallazione, 74 - 38079 Tione di Trento

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Presidente: Oreste Bottaro

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Comitato di redazione:

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Hanno collaborato:

Gianni Ambrosini, Achille Amistadi, Adelino Amistadi, Virginio Amistadi, Matilde Armani, Enzo Ballardini, Giuliano Beltrami, Alberto Carli, Massimo Ceccherini Podio, Chiara Garroni, Marco Maestri, Gaia Pelanda, Mariachiara Rizzonelli, Martina Sebastiani, Alessandro Togni, Ettore Zampiccoli, Samuel Zennaro e gli studenti dell’Istituto Guetti

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Stampato l’1 marzo 2023 da Athesia - Bolzano

Autorizzazione del Tribunale di Trento n. 1129

ha una certa età ricorda come bravissima operatrice, sempre disponibile ad aiutare chi ne aveva bisogno. Il ricordo è andato oltre quel periodo, perché la suora fu assistente anche dopo, ai tempi del dottor Chesi, per lunghi anni a capo dell’ospedale di Tione, un’istituzione vera.

Zubani crede che fosse la primavera del 1940 quando il primario Rui fu informato che una famiglia ebrea di Padova, evidentemente di sua conoscenza, stava vivendo la situazione difficilissima che vivevano tutti gli ebrei. Il 1940 è l’anno di entrata in guerra dell’Italia a fianco della Germania di Hitler, due anni dopo l’entrata in vigore delle leggi razziali che tolsero gli ebrei dalla vita pubblica, dalle scuole, dal lavoro e dalla società. E’ il momento in cui venivano presi, caricati sui treni e spediti nei lager, da dove in pochi sarebbero tornati.

Il destino della famiglia di conoscenti del dottor Rui era segnato: dovevano nascondersi, abbandonare la casa per non essere portati dai tedeschi in Germania in un campo di concentramento.

Il coraggio... O ce l’hai o non ce l’hai, come dice Alessandro Manzoni. Il

dottor Rui lo aveva. Come racconta Zubani, “non ebbe esitazioni: fece venire a Tione i due componenti della famiglia, Ermanno Knödel (nato nel 1906, commerciante, apolide, ossia senza patria) e la moglie Giovanna Müller, di un anno più giovane”. Arrivati nel paesone delle Giudicarie, i due furono nascosti per qualche tempo dal medico e dalla suora nell’ospedale, e già questa era un’azione coraggiosa, perché sovversiva, e quindi passibile di deportazione e di morte. “In un secondo momento la coppia venne alloggiata in una casa lungo il viale di Tione, Viale Dante 248, ora Via III Novembre: un piccolo appartamento nella parte nascosta sul retro”.

Così passò il periodo della guerra: un periodo lungo cinque anni, caratterizzato non solo dal passaggio dei tedeschi, che in particolare dopo l’8 settembre del 1943 si fece insistente e disperato perché significava la ritirata degli sconfitti verso la Germania.

C’era pure la presenza ad intimorire la comunità. Zubani parla del ricordo di “Franz, la guardia nazista che con gli scarponi pesanti percorreva tutte le notti le vie di Tione nella sua ronda implacabile”.

Avrebbero potuto i tionesi sussurrare all’orecchio di Franz una mezza parola: “Andate a vedere in Viale Dante...”, eccetera. Non lo fecero in cinque anni. E non lo fecero in tanti, come narra l’ex sindaco, che elenca: “Chi all’ospedale il 19 marzo del 1945, alle ore 20,45, aiutò la signora Giovanna a far venire al mondo il figlio Alessandro. E poi le persone che si occuparono di loro e ne divennero amiche: i proprietari della casa di Viale Dante (la famiglia Parolari Bocchetto), la vicina di casa, signorina Pia Failoni; personaggi pubblici come Ida Parolari e Irene Zamboni, funzionarie del Comune, che agevolarono alla famiglia Knödel le pratiche burocratiche e non solo. Quando nacque il figlio Alessandro, le due donne fecero da testimoni nella registrazione dell’atto di nascita dichiarando, sapendo di mentire, che i genitori erano di ‘razza ariana’. L’autenticazione dell’atto fu firmata dall’allora segretario comunale Dagostin, anch’egli evidentemente compartecipe consapevole di quanto si stava compiendo”.

La famiglia Knödel rimase a Tione fino al 1950, quando decise di partire

per la Francia, e precisamente per la Normandia. Ma non dimenticò mai quegli anni terribili, vissuti con la paura quotidiana di essere scoperti. Non per niente la famiglia tornò negli anni successivi. “Addirittura – come narra Vincenzo Zubani - comprò una casa sulla montagna di Tione, tale era la gratitudine verso questo paese. Il figlio Alessandro, che aveva sposato una principessa iraniana, venne spesso a passare le vacanze. Le ultime volte pochi anni fa.

La signora Giovanna, elegante e colta, venne per l’ultima volta una trentina di anni fa. ‘Questa è la casa dove ci rifugiammo spesso per nasconderci; ora è il rifugio della mia anima’, soleva dire”. Una piccola storia, questa di Tione, semplice e lontana dagli echi delle grandi vicende riprese dalla cronaca e dalla cinematografia, nelle quali vennero salvati da uomini coraggiosi - imprenditori, esponenti della diplomazia e della chiesa - migliaia di ebrei. Questa ha una particolarità che merita di essere citata: ha visto, come abbiamo detto, il protagonismo di un’intera comunità. E scusate se è poco.

PAG . 21 MARZO 2023 Memoria

L’arte di Shamsia Hassani illumina la condizione della donna in Afghanistan

I n questo 8 marzo 2023 le donne, ed anche gli uomini, avranno ben poco da festeggiare. Siamo immersi in continue emergenze: sanitaria, bellica, ambientale, climatica, energetica, economica, sociale. Noi che possiamo farlo, dovremmo dedicarci sempre più alla conoscenza, agli affetti ed all’arte, per cercare di rendere migliore la nostra vita, apprezzando tutte quelle cose che diamo per scontate, ma che in tanti Paesi le persone, ed in particolare le donne non possono avere. Shamsia Hassani colora i muri di Kabul per cercare di dare un po’ di luce ai suoi conterranei, ripiombati da qualche tempo in una vita ancora più dolorosa e difficile. La tribolata storia dell’Afghanistan la si trova nel bel libro “Il cacciatore di aquiloni” di Khaled Hosseini. Ed anche nei “Ragazzi di zinco” di Svetlana Aleksievic dove si racconta la disastrosa epopea militare sovietica, contro un popolo che fu armato dagli americani che, incredibilmente, non si resero conto che sta-

vano creando un micidiale gruppo armato di fanatici. Ma torniamo a Shamsia Hassani. Ha 35 anni, ed è la prima street artist afgana, che con immagini raffinate e delicate racconta il dramma dell’Afghanistan, in particolare l’oppressione delle donne afgane, attaccando frontalmente i talebani. A rischio della vita. E’ nata in Iran perché i suoi genitori, originari del Kandahar, lì si erano rifugiati. Shamsia ha iniziato a fare graffiti nel 2010, grazie a un laboratorio dell’organizzazione Com-

bat Communications; uno street artist di nome Chu è andato lì dal Regno Unito per insegnare le tecniche dei graffiti. In una intervista ad Art Radar, Shamsia ha raccontato: “Voglio colorare i brutti ricordi della guerra e se coloro questi brutti ricordi, allora cancello la guerra dalla mente delle persone. Voglio rendere l’Afghanistan famoso per la sua arte, non per la sua guerra”. Dei suoi graffiti, dove sono raffigurate donne leggiadre ed armoniose, è piena Kabul. Attraverso le sue opere

Shamsia ha cercato di ricostruire una coscienza femminile in una società patriarcale come quella afghana. Le sue opere sono visitatissime su Instagram, Twitter, Facebook, da tutto il mondo. Le tipiche silhouette con gli occhi bassi, le lunghe ciglia e senza labbra mostrano donne eleganti e gentili circondate dalle macerie, dal terrore, da un mondo senza voce. Nei tanti post si sollecita a far girare in rete le immagini, come modo di dare voce non solo a Shamsia, ma a tutte le donne afghane che stanno

vivendo l’inferno, affinché non si perda mai la speranza.

Nel suo ultimo post Shamsia ha scritto: “Grazie per i vostri messaggi e per avermi pensato in questo momento. I vostri messaggi e commenti dimostrano che l’umanità e la gentilezza sono ancora vivi e non hanno confini. Grazie per il vostro sostegno e l’interesse, sono al sicuro“. Secondo un proverbio cinese è meglio accendere una piccola candela che maledire l’oscurità. Le immagini di Shamsia sono tante piccole candele, un briciolo di speranza per chi non ha altro.

PAG. 22 MARZO 2023 Attualità
L’artista afghana Shamsia Hassani riempie i muri di Kabul del suo messaggio. di Chiara Garroni

Novità dalle Terme di Comano: il Consorzio ha affidato la direzione di Grand Hotel e di centro termale a due nuove figure distinte, rispettivamente Christopher Sanchez e Alessandro Bazzanella. Ma chi sono? E quale il motivo di questa scelta?

“Dal 2018 - spiega Elena Andreolli, consigliera delegata delle Terme di Comano - da quando ci siamo insediati come nuovo Cda abbiamo fatto tanti passi avanti, sia per mettere in cantiere i lavori di riqualificazione del centro termale, che per far crescere l’hotel e la linea cosmetica. Cerchiamo di creare delle possibilità di redditività che permettano all’azienda di progredire e continuare a investire nel mercato e nelle strutture. Siamo arrivati a un punto dove, per fare ulteriori passi avanti, abbiamo pensato che ci servisse linfa nuova. Quindi abbiamo deciso di investire su una nuova direzione termale che ci aiutasse a vedere il futuro. Siamo consci che dobbiamo scrivere una nuova pagina del termalismo, trovando dei nuovi filoni e delle nuove tematiche. Su queste pensia-

Terme di Comano, due nuovi direttori

mo di strutturare la nostra offerta, nuova rispetto al termalismo tradizionale che negli ultimi anni ha dato quello che doveva dare. C’é stata una selezione piuttosto estesa per entrambe le figure richieste, sia per il direttore del centro termale che dell’hotel. Alessandro Bazzanella ha un’esperienza consolidata nel settore turistico e del destination management. Riteniamo che ci possa aiutare da una parte ad agganciare le Terme a quelle che sono le dinamiche turistiche, dall’altra a cercare di vedere oltre, quindi fare evolvere la nostra offerta. Sarà importante anche creare un rapporto piú forte con il territorio, é essenziale sia per la nostra missione di promozione economica e di valorizzazione del territorio stesso, che per costruire una rete di operatori fondamentale sia nell’operativitá che nella creazione di una proposta al cliente”. All’Apt si approva la scelta del cambio ai vertici: “Questo direttore viene dalla Spagna - commenta Silvio Rigatti, presidente dell’Apt Garda Dolomiti - ma ha esperienza nei mercati germanofoci e in

Alto Adige. Vedendo le potenzialitá del mercato straniero che Comano ha avuto in quest’ultimo anno, almeno per quanto ci riguarda, siamo sicuri che il potenziale é importante. Comano é l’unica localitá del comparto del Garda Trentino che ha un’influenza quasi prevalentemente italiana. Ci piacerebbe che l’entrata all’interno di Garda Dolomiti aprisse l’ambito ad una clientela internazionale, speriamo che l’arrivo di questo direttore ci aiuti a percorrere questa strada insieme”.

Christopher Sanchez, che assume la direzione del Ght è nato a Gran Canaria,

in Spagna. Dopo un’esperienza a Barcellona, ha vissuto e lavorato per undici anni in Inghilterra. Laureato in politiche internazionali, con Master in amministrazione di aziende turistiche, ora è impegnato in un dottorato in amministrazione aziendale. “Tutto questo mi ha portato a cercare un progetto più ambizioso - spiega - questo delle Terme di Comano mi é sembrato perfetto. L’azienda, da parte sua, cercava una figura che avesse sia competenze che esperienza, il nostro é stato un bel match”. “Le Terme - prosegue - hanno bisogno di andare un po’

avanti, non direi corporizzare, però fare un inserimento più commerciale della struttura, soprattutto cercare di aprirsi a mercati internazionali come quello inglese, sviluppare il mercato tedesco. Anche quello americano é interessante nella zona: chissà, forse in futuro. Personalmente sono una persona ambiziosa, mi piacerebbe far fare un salto di qualità alla struttura. Mi sono posto l’obiettivo di conquistare il mercato inglese, ragionando già su come e quando poterci arrivare. Poi ci sarà da utilizzare il Grand Hotel come una piattaforma di lancio per la gente locale,

fare un inserimento della struttura con il territorio. Non c’è da alzare solo l’operatività commerciale come fatturato dell’azienda, ma anche le aspettative legate al suo nome, le Terme devono diventare un nome di riferimento”.

Alessandro Bazzanella, assume la direzione dell’azienda consorziale, da un decennio si occupa di formazione e ricerca in ambito turistico. Si è occupato di governance territoriale, experience design, sviluppo organizzativo e prima di arrivare a Comano Terme ha lavorato in Tsm Trentino School of Management.

PAG . 23 MARZO 2023
Turismo
Christopher Sanchez e Alessandro Bazzanella al vertice rispettivamente di Grand Hotel Terme e stabilimento termale. di Martina Sebastiani

Il Gran Carnevale Giudicariese festeggia numeri da record

Oltre 4.000 presenze il martedì grasso e una partecipazione ampia di volontari e figuranti. Maurizio Iseppi, presidente del Comitato carnevale: “Straordinari”.

Un’edizione da record, con una partecipazione che non si vedeva da diversi anni. Sarà ricordata così l’edizione 2023 del Gran Carnevale Giudicariese organizzato, come tradizione vuole ormai da 135 anni, a Tione. Un evento, il più antico tra le manifestazioni carnevalesche proposte nelle Valli Giudicarie, che ha richiamato nelle strade del borgo tionese migliaia di persone. Enorme la soddisfazione da parte del comitato del gran carnevale Giudicariese, capitanato con passione da Maurizio Iseppi. “Non si tratta – afferma entusiasta Iseppi – delle classiche frasi fatte ma l’edizione 2023 è davvero stata un’edizione da record. Non solo per le presenze, che nella sfilata del martedì grasso, hanno superato soglia 4’000 ma anche per la partecipazione dei figuranti e degli straordinari volontari che, ogni anno, rendono possibile l’organizzazione dell’evento.”

Le attività carnevalesche non si sono limitate alla sfilata del martedì grasso ma sono cominciate ben prima. Infatti, il comitato, guidato dalla regina del Gran Carnevale Maddalena Bonomi, ha fatto visita (il 15 e il 16 feb-

braio) al centro Anfass, al laboratorio sociale di Tione di e agli asili di Tione, Breguzzo, Roncone, Larido, Preore e Borgo Lares dove è stato consegnato un regalo (oltre ai grostoi) a tutti i bambini (circa 300). Il clima si è quindi scaldato giovedì 16 febbraio con “la chiavata”: nome goliardico che indica la consegna delle chiavi del paese da parte del sindaco di Tione Eugenio antolini alla regina del carnevale. Oltre 500 invece i bambini, ac-

compagnati da altrettanti genitori, che sabato 18 febbraio hanno partecipato al carnevale dei Popi e putei. Grande successo riscontrato, soprattutto dai ragazzi, per la serata del FesTione che ha visto la partecipazione, oltre che di alcuni dj locali, di Gloria Fregonese e il super ospite Shade che vanta, tra i diversi riconoscimenti, una partecipazione a Sanremo. Il tutto si è quindi concluso martedì 21 febbraio con la grande sfilata dei 7 carri e dei 3 gruppi mascherati. Una giornata perfetta, baciata da un sole primaverile, e che ha visto trionfare il carro di Borgo Lares

“L’avaro è come il porco” (438 pt) seguito da

Tione con “L’era ora de cambiar” (418 pt). Terzo il gruppo del Bleggio con “Carro Bollette” (366 pt), poi “SpaceJait” di Bondo (365 pt), “Viva la diga” di Bersone (354 pt), Rendena con “Robe serie no monade” (353 pt) e Roncone con “Il famoso Cap de Bet” (297 pt). Il premio Giullare va al carro della Rendena mentre la miglior sfilata al gruppo di Tione. A prevalere tra i gruppi mascherati invece “Tionan Khamon” di Tione (48 pt) seguito da “Bloody Mary” di Storo (45 pt) e “La Bolletta è sempre più su” di Tione (41 pt). “Il bilancio – prosegue Iseppi – è senza dubbio positivo. Oltre 1000 le persone che hanno preso parte alle varie rappresentazioni allegoriche e sono oltre 100 i volontari che ci hanno dato una mano per la buona riuscita dell’evento. A nome dell’intero comitato ringrazio tutti coloro che hanno aiutato all’organizzazione, compresi gli enti e le aziende che ci sostengono economicamente. Non ho ricordo di aver mai visto così tanta gente seguire il gran carnevale giudicariese. Un’edizione davvero splendida e che sarà ricordata a lungo. Un’edizione da record.” L’edizione 2023 si è chiusa nella serata del martedì grasso con “la slargada” al parco Le Ville e con la grande festa in compagnia di Carl G, i marshmallows e il vocalist Andrea David.

PAG. 24 MARZO 2023 Carnevale

Gran carnevale di Storo, vince il gruppo Mary Poppins

Nella classifica dei carri esterni, trionfa, come a Tione, il carro del gruppo dei Revers di Borgo Lares con «L’avaro è come il porco».

Dopo un silenzio durato troppi anni, Storo è tornato a risplendere concedendosi una 54° edizione memorabile del Gran Carnevale di Storo. La rassegna carnevalesca organizzata come di consuetudine dalla Pro Loco di Storo «Mati Quadrati» è tornata ad essere quella di un tempo: bellissima e super partecipata. Oltre al carnevale dedicato a bambini e ragazzi e alla festa di apertura, i due momenti clou sono state le sfilate con i carri messe in scena il martedì grasso e il primo sabato di Quaresima lungo il classico percorso ad anello nel centro abitato. Protagonisti indiscussi della manifestazione quattro interni ed un gruppo mascherato alla quale sabato se ne sono aggiunti altri otto esterni e un altro gruppo in maschera per un totale di circa seicento figuranti. Con le loro esibizioni, incentrate principalmente su temi di satira locale e gossip di attualità, tanto hanno divertito il numeroso pubblico presente rivisitando con ironia fatti recenti e regalando così attimi di pura allegria e spensieratezza. Coreografie, costumi, personaggi e balli tutti curati minuziosamente hanno messo in difficoltà non di poco la giuria, chiamata all’arduo compito di assegnare i vari punteggi ai diversi sfidanti. Moltissimi gli spettatori accorsi a Storo arrivati per godersi gli spettacoli sia dal Trentino, sia dalle regioni vicine, che i responsabili hanno stimato in circa 3.000 presenze il martedì, mentre quasi 7.000 persone il sabato. Insomma, dei numeri da

record: forte emblema della voglia di ripartire dopo i tre anni di stop forzato causato dalla pandemia. Una delle novità di questo carnevale 2023 riguardava le classifiche. Non sono stati resi noti infatti i punteggi accumulati dai carri di provenienza storese il martedì, ma tutto è rimasto segreto fino a sabato quando è stata stilata un’unica classifica sommativa delle due giornate svelata allo scoccare della mezzanotte. È stato lo storico gruppo Mary Poppins guidato da Flavio Zocchi ad alzare il trofeo al cielo sul palco di StoroE20 con il carro dal titolo «Il paese dei matocchi» (1104 punti). Medaglia d’argento per «AvaDars», del gruppo

Sbandati (1079 punti) seguito sul terzo gradino del podio dagli Ex-Combattenti con «Il Rambambana» (1059). Quarto posto invece per la compagnia Mlom al diaol (dal dialetto storese “liberiamo i diavolo”) con lo spettacolo nominato «Tutto fumo?» (821 punti). Nella sezione dei gruppi mascherati, 468 punti per Cai da l’Hermann con il «Centro Malessere Mani di Fata» che si è aggiudicato anche il «Trofeo Hermann», premio dedicato a Zontini: una delle anime principali del carnevale storese degli esordi, scomparso troppo giovane. Secondo quanto decretato dalla giuria invece, a sbaragliare il campo tra i partecipanti esterni è stato il gruppo dei Revers di Borgo Lares con «L’avaro è come il porco», vincitore anche del Gran Carnevale Giudicariese che ha totalizzato 985 punti. In seconda posizione Tione con «L’era ora de cambiar» (934), poi «Carro Bollette»

del Bleggio ad un solo punto di distanza. Infine, «Space Jam: alla conquista della Fiii…ana!» di Bondo (930), «Viva la… diga» di Daone e di Bersone (782), Roncone con «30 e 10 vinti el famoso Cap de Bet» (654), «Morti al banco» di Tiarno di Sopra (621) e «Le principesse de Tiarn» di Ledro (579). Come gruppo mascherato esterno «Bloody Mary» di Arco Iris Dance ha totalizzato 403 punti. Uno splendido sole quasi primaverile ha premiato in entrambe le occasioni gli sforzi di tutti i numerosissimi volontari che si adoperano ogni anno per la riuscita di una così grande iniziativa: i giovani della Pro Loco, i vigili del fuoco, gli ambulanzieri, le forze dell’ordine, le pubbliche istituzioni, i cuochi ed i vari collaboratori giovani e meno giovani, uomini, donne del posto e non accomunati da una forte passione e da uno stretto legame con il carnevale.

PAG . 25 MARZO 2023
Carnevale

La conoscenza della famiglia Lodron si arricchisce di un nuovo capitolo. È quello dedicato ad Anna Lodron sorella del più famoso Ludovico Lodron e moglie prima del condottiero Georg Frundsberg – il “padre” dei Lanzichenecchi – e poi del ministeriale Erasmus Schenken. Una nobildonna capace, determinata ma anche accorta e tollerante di cui poco era arrivato a noi, quantomeno finora. Se conosciamo qualcosa in più di lei lo dobbiamo prima di tutto alla ricerca storica e alla conseguente pubblicazione – in lingua tedesca – del prof. Reinhard Baumann, studioso dei temi del tardo medioevo e della prima età moderna, attento conoscitore delle opere e delle iniziative condotte in Trentino sulla famiglia Lodron. Lo dobbiamo, più recentemente, al volume edito dal Centro Studi Judicaria che riprende la ricerca di Bauman, traducendola in italiano e contestualizzandola al territorio della Valle del Chiese, grazie al minuzioso lavoro di Gianni Poletti studioso della fami-

Un ricordo per non lasciare che l’esperienza, anzitutto umana, che la Rsao di Tione ha vissuto durante la pandemia da Covid cada nel dimenticatoio. O peggio, di essa si ricordi solo qusto morbo sconosciuto capace di fermare i mondo intero e non la grande risposta che il mondo sanitario, scientifico e ognuno nel suo piccolo è riuscito a dare davanti ad un evento imprevisto e di questa portata. Nel piccolo grande mondo della Rsao di Tione ne sono successe tantissime di cose, la quotidianità è stata arcata dal Covid e quella della struttura giudicariese è la storia di tanti altri luoghi simili dove l’umanità e l’empatia sono state capaci di superare la difficoltà. Il libro di immagini e parole dei protagonisti che il dottor Gianni Ambrosini e il grafico Alessandro Togni hanno preparato è tutto questo e molto di più: un ringraziamento e un riconoscimento a chi tanto ha dato e si è messo in gioco in un momento difficile per l’umanità. Un tenere salda la memoria di passaggi importanti non solo per le famiglie che li hanno vissuti in prima persona, ma per una comunità intera che, per definizione, ogni giorno è in cerca della propria identità e di conferme

Anna Lodron. Una nobile nel tempo della Riforma

Un nuovo libro, traduzione del lavoro del professor Reinhard Baumann, studioso dei temi del tardo medioevo e della prima età moderna, fa luce su Anna Lodron sorella del più famoso Ludovico Lodron e moglie prima del condottiero Georg Frundsberg, il “padre” dei Lanzichenecchi. L’opera di traduzione e inserimento nel contesto del Chiese è di Gianni Poletti.

glia Lodron e instancabile traduttore.

Ma chi era Anna Lodron?

Anna visse nei primi anni del Cinquecento, ai tempi di Lutero e dei primi anni del movimento evangelico, fino al consolidamento della Riforma sotto la guida delle autorità civili, il cui peso fu sancito dalla dieta imperiale di Augusta del 1555. Visse anche nei decenni della prima età moderna, che nella

storia militare sono detti “età aurea dei lanzichenecchi”, i quali ebbero in Georg Frundsberg il loro più grande capitano. Anna seppe muoversi - ai primi del Cinquecento! - fra guerre, soldati, impegni per le campagne militari, gestione dei beni, due matrimoni e una riforma religiosa che segnò l’Europa e i territori tedeschi in particolar modo. Con questo nuovo libro

Anna è finalmente svelata per l’importanza del suo operato e, per certi aspetti, per la sua contemporaneità di madre, amministratrice dei beni di famiglia, di attenta interprete e protagonista delle delicate vicende storiche in cui visse.

La pubblicazione, in vendita presso il Centro Studi Judicaria, è stata realizzata anche grazie all’Universitätssverlag Wagner di Innsbruck che ha concesso i diritti di utilizzo e alla Regione Autonoma TrentinoAlto Adige/Südtirol che ha sostenuto finanziariamente il progetto.

Confidiamo che l’aver portato in Italia la ricerca di Baumann contribuisca a tenere alto l’interesse per la storia della famiglia Lodron e offra un’ulteriore occasione di scambio con il territorio d’Oltralpe con cui da anni il Centro Studi tesse relazioni.

Un libro racconta la RsaoCovid di Tione

Dai ricordi vivi dei protagonisti della struttura, un book di parole e immagini fissa la memoria di quello spiraglio di umanità che si è fatto strada nel buio della pandemia.

La Rsao è nel frattempo stata chiusa - nell’ottobre scorso - questo è anche un tributo a chi con dedizione e amore vi ha dedicato la sua quotidianità.

sul legame che lega gli uni agli altri. Nella difficoltà della pandemia, quei legami sono usciti tenaci, saldi, resistenti. E questo contributo di parole e immagini lo testimonia. Spiega l’ideatore dell’iniziativa, Gianni Ambrosini: “La realizzazione di questo book di foto/scrittura si configura come un utile strumento

di assistenza psicologica. La possibilità di esternare le esperienze vissute durante la pandemia e di confrontarsi col Gruppo di Noi, mi ha suggerito l’importanza che poteva avere una tale iniziativa nel sostenere il benessere emotivo, esistenziale e relazionale del personale tutto della Rsao-Covid19 di Tione. Da qui è

nato il progetto”. Oggi la Rsao di Tione è chiusa: è stata chiusa il 31 ottobre scorso a causa della mancanza di personale. “Non è pensabile - affer-

ma Ambrosini - che non si sia generato un moto di delusione misto ad orgoglio. La pandemia ha coinvolto tutti. Lo spirito di corpo ha prevalso nei

momenti di stanchezza ed è servito da stimolo per fare gruppo durante il lavoro. Le esperienze, il vissuto quotidiano, col tempo si trasformano in ricordi che la memoria elabora e conserva, ma che col tempo perdono il rapporto coi luoghi e diventano racconto a volte impreciso, a volte piacevole, a volte difficile da evocare. Era importante “fissare i ricordi”, dargli significato. Per questo è nata l’idea del book di foto/scrittura che parlasse di NOI. Ognuno ha ricevuto un invito a narrare qualcosa della sua esperienza”. Eccolo quindi, realizzato con la collaborazione del Giornale delle Giudicarie, questo piccolo, importante, libricino, a rappresentare un frammento di memoria di quel periodo strano, doloroso, a volte surreale che è stata la pandemia.

PAG. 26 MARZO 2023
Cultura

PAGINA A CURA DEL CENTRO STUDI JUDICARIA

Care lettrici e cari lettori, rieccoci anche nel 2023 con una pagina dedicata alla memoria visiva dei tempi andati. Poche chiacchiere e tante immagini, che hanno un ruolo fondamentale: non sprecare gocce di retorica ed essere più eloquenti delle parole. Abbiamo toccato parecchi temi l’anno scorso: dalla guerra agli assetti urbanistici delle valli, dalla scuola al tempo libero, dalla civiltà contadina al Natale. Con un

imperativo: raccontare attraverso le immagini i tempi andati. Ci siamo riusciti? Non tocca a noi rispondere, ma a giudicare dai commenti che ci sono piovuti addosso possiamo dire di sì. Allora andiamo avanti, un po’ alla sbarazzina, senza necessariamente darci un tempo e un tema. Stavolta, per esempio, parliamo del Carnevale, ma non di quello appena passato! Come al solito scaveremo nei meandri del tempo.

All’inizio fu l’Evento della comunità.

Pensiamo ai villaggi, piccoli e isolati, delle nostre montagne. E pensiamo al vecchio detto latino: “Semel in anno licet insanire”. Una volta all’anno si poteva, era lecito, dare un po’ di matto, con scherzi, burle, dissacrazioni e trasgressione. Nascono così Carnevali come quello di Bagolino (nel Cinquecento) e di altri paesi di mon������������������������������� bruttissime, con balli e danze cui partecipava tutta la popolazione.

In questi paesi la tradizione si è tramandata a dispetto dell’evoluzione economica e sociale. Basti pensare a Bagolino, che custodì gelosamente la sua tradizione difendendola aspramente dai voyeurs che salivano dalla pianura per fotografare, riprendere questi ingenui di paesani che si divertivano con poco, quasi a voler diffondere il mito del buon selvaggio. Che all’inizio (anni Settanta) si ar��������������������������������

�����������������������������valle e nella pianura altri erano i modelli. Prima il Carnevale fu celebrato con le mascherine della “commedia dell’arte”: Arlecchino, Pulcinella, Pantalone e Brighella. Poi (siamo nel Novecento avanzato, e si cercano nuovi linguaggi e nuove esperienze) quando si diffonde il modello Viareggio: i grandi carri mascherati e la satira politica e di costume. Tutto ripreso con successo dalle televisioni sempre più invadenti.

Il “modello Viareggio” si è diffuso anche nei piccoli centri, con comitati ad hoc e Pro Loco che si danno un gran da fare.

Però ci sono paesi (meno isolati di un tempo) in cui resistono le tradizioni antiche dei costumi arricchiti dalle passamanerie e dagli ori, con le maschere orribili, con i violini, le chitarre, le danze e... l’entusiasmo quasi infantile dei protagonisti. A confronto in questa pagina i vari modi di vivere il Carnevale.

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Stenico - La sbigolada del Carnevale, Fondo G. R. e Studi Giudicariese 9 febbraio 1948, Ponte Arche 1973 Storo - foto G. Cortella Primi 900, Roncone, Fondo Biblioteca di Roncone L’ antico gruppo dei Balarì e dei Maschér di Bagolino Gruppo dei Balarì e i suonatori dell’Ariosa di Bagolino Giuliano Beltrami

Un nutrito gruppo di studenti del nostro istituto sono saltati sui propri sci e le proprie tavole da snowboard e hanno preso parte alle gare invernali d’istituto che si sono tenute il 31 gennaio, alla pista di Bolbeno. È stata una ventata d’aria fresca in un momento di scuola impegnativo per i partecipanti; questa opportunità ha portato alla luce tanti ricordi degli anni scorsi e, per alcune persone, in un futuro si trasformerà nel ricordo della prima gara di sport invernali delle superiori. Le varie categorie, divise in Allievi e Juniores in base allo sport, non hanno impedito che si stringessero nuove amicizie e il divertimento è stato il punto focale della gara, cosa sulla quale tutti concordano. E allora, chi potrebbe esserci di migliore per raccontarci come hanno vissuto questa esperienza, se non gli stessi ragazzi che vi hanno preso parte? Per questo motivo

Il Guetti alle gare d’istitutoinvernali

abbiamo intervistato due “podisti” (nel senso di saliti sul podio) per meglio comprendere l’impatto nettamente positivo di questa attività.

Il primo ragazzo, che ha partecipato alla competizione di sci e si è qualificato per la fase provinciale di snowboard ( gara svoltasi l’8 febbraio a Folgaria), ci ha svelato che questa possibilità è stata così unica in quanto “trovandoci in un contesto extrascolastico, c’è stato anche un diverso tipo di confidenza con gli studenti e i professori di motoria presenti”. Inoltre, ha aggiunto, che essendo la gara aperta a tutti, e soprattutto completamente gratuita, è stata l’occasione perfetta per invogliare anche i nuovi studenti a mettersi in gioco in una sfida diversa dal solito. Lo studente alla domanda: “Come ti sei sentito durante questa esperienza?” ha risposto con entusiasmo, sottolineando di apprezza-

re l’adesione da parte della scuola a questi progetti, in quanto “ognuno di noi riceve l’occasione di esprimersi al meglio nella disciplina che predilige”. Per quanto riguarda lo sci, invece, una ragazza che ha

partecipato alla competizione era soddisfatta della neve del tracciato, che “teneva molto bene, soprattutto grazie alle temperature artiche”, e che concorda sulla necessità di incentivare questo tipo di attività,

Lo sport come bellezza e gioia di vita

Alla domanda: “Perché spendi così tanti soldi per far fare sport ai tuoi figli?” Io rispondo: “Devo ammetterlo: non pago perché i miei figli pratichino sport; pago per quei momenti in cui i miei figli sono così stufi che vorrebbero mollare, ma non lo fanno. Pago per quei giorni in cui i miei figli tornano troppo stanchi da scuola, ma vanno ad allenarsi ugualmente”.

Con questa frase Daniele Franchini, lo speaker della gara ha dato il via alla fase d’istituto dello sci di discesa alla pista di Bolbeno, aperta dall’atleta paralimpica Valentina Zago, ci racconta dell’importanza dello sport come bellezza e gioia di vita, dello sport come luogo della ricarica spirituale e fisica, dello sport come socialità. Con questo spirito è iniziata la giornata del Guetti sulla neve, che ha visto coinvolti un gran numero di ragazzi, dalla prima alla quinta e appartenenti a tutti gli indirizzi, per la selezione d’istituto degli studenti che poi hanno partecipato alla fase provinciale dei campionati di sci del 10 febbraio.

“La tradizione - racconta una docente di scienze motorie del Guetti - è oramai ben consolidata: la gara c’è da più di vent’anni, interrotti solo dalla pandemia, e ha sempre riscontrato una buona parte-

cipazione da parte dei ragazzi e soprattutto una bella dose di divertimento”. Una gara competitiva, da non prendere sottogamba, ma vissuta con giocosità e allegria da parte di tutti i partecipanti, alcuni dei quali hanno avuto la possibilità di accedere ai provinciali e, in caso di rinnovata vittoria (come accaduto per la disciplina dello sci alpino), alle fasi nazionali dei campionati studenteschi.

Una bella occasione di sci in compagnia, senza troppa competizione o ansia da prestazione; unico appunto per i prossimi anni ritornare ad aprire la gara anche ai non tesserati, così da dare la possibilità anche a chi lo sci non lo pratica già a livello agonistico di partecipare anche a livello provinciale.

perché “ è un bellissimo momento di condivisione in cui la competizione passa in secondo piano”. I ragazzi erano dunque entusiasti dell’esperienza, tuttavia in molti sostengono sia un peccato che le gare stu-

dentesche siano così poco sponsorizzate, e sperano in un cambiamento, in modo che tutti coloro che sono interessati possano parteciparvi.

Sofia Surci e Eloisa Tisi

“Bolbeno, la pista di casa”

Il Guetti si è ritrovato sulla neve. E, dove andare per non restare troppo distanti da scuola e usufruire comunque di una pista da sci con tutti i sacri crismi della gara? Ovviamente a Bolbeno, sulla pista che molti di noi osservano tutti i giorni dalle finestre della nostra scuola. Ci siamo rivolti allora al sindaco di Bolbeno, Giorgio Marchetti, dal quale sappiamo che da molti anni le gare di sci e snowboard interne al nostro istituto si tengono proprio sulla pista collocata alla più bassa altitudine d’Italia; su questa stessa pista, negli anni della pandemia, si sono potuti rivolgere anche gli studenti del liceo di montagna, rimasti senza un luogo dove poter effettuare le attività tecnico pratiche previste dal percorso. Con Bolbeno quindi c’è una collaborazione che dura

negli anni, non solo per le competizioni, ma volendo anche per gli allenamenti, i quali persino durante il periodo covid non sono stati appunto interrotti. La preparazione di una pista richiede tanto tempo, dall’accurata battitura del tracciato, al calcolo della precisa distanza tra i vari pali; per questo c’è la necessità dell’intervento di tante persone, fra cui volontari e la Pro Loco, che mettono tutta la loro professionalità rispettando i tempi richiesti, poiché sarebbe grave improvvisare e ritrovarsi ad organizzare tutto all’ultimo. E’ bello sapere che ci sono persone disposte ad aiutare per ottenere poi la soddisfazione di vedere le piste utilizzate dai giovani, nonché rampolli del presente e protagonisti dello sport del futuro. Emma Da Pra

PAG. 28 MARZO 2023 Scuola

Il Consiglio dei Sindaci, il nuovo organo previsto dalla riforma istituzionale approvata dalla Provincia Autonoma di Trento lo scorso anno, composto dai 25 Sindaci dei Comuni giudicariesi ha approvato ad unanimità nella riunione del 23 febbraio il Bilancio di previsione della Comunità delle Giudicarie per 2023 e pluriennale 2023-25 ed il Documento unico di programmazione.

Il Bilancio di previsione per l’anno 2023 pareggia a 48 milioni di euro, e oltre 110 milioni nel triennio 2023-25, una cifra consistente, necessaria per la gestione dei servizi a favore del territorio giudicariese nei diversi settori di competenza della Comunità e dalla programmazione di investimenti straordinari. Tra i più rilevanti gli interventi nel comparto dei servizi sociali, dell’ambiente e gestione dei rifiuti, dell’istruzione, del lavoro ed occupazione, dello sviluppo economico, mobilità e piste ciclabili.

Le spese correnti ammontano a 22 milioni di euro e 17,5 milioni per quelle in conto capitale.

Le voci di maggior peso riguardano la tutela ambientale (oltre 10 milioni di euro, di cui 8,5 milioni per la gestione del servizio rifiuti e la discarica di Zuclo) e l’attività socio assistenziale (oltre 7 milioni destinati agli interventi di assistenza a domicilio e residenziale e di prevenzione sociale).

Per l’edilizia abitativa lo stanziamento a bilancio ammonta ad oltre 1,5 milioni dei quali 400 mila come contributo per sostenere gli affitti delle famiglie in difficoltà.

Per l’assistenza scolastica previsti oltre 1,7 milioni di euro, con la gestione del servizio di mensa scolastica per oltre 2500 scolari e studenti giudi-

Nell’ambito del Consiglio dei Sindaci tenutosi in data 23 febbraio 2023, è stato riservato ampio spazio alle problematiche inerenti la gestione dei rifiuti. La Comunità delle Giudicarie è pienamente cosciente infatti che da un lato è doveroso informare quanto più possibile il cittadino sulla corretta differenziazione dei rifiuti, per la qual cosa ha stanziato ben 60.000 euro nel bilancio 2023 per azioni di Comunicazione ed educazione ambientale; d’altro lato ci si rende sempre più conto che la qualità delle raccolta differenziata (ossia la sua “purezza”) è elemento imprescindibile e improrogabile. Per quest’ultimo motivo sono state introdotte due importanti novità regolamentari che riguardano sia le utenze non domestiche che possiedono un’isola ecologica privata, sia le utenze domestiche che si recano all’isola pubblica. In sintesi:

1. è vietato l’uso dei sacchi neri od opachi per conferire (presso la propria isola privata o quella pubblica) il multimateriale, la carta, il

Approvato il bilancio della Comunità 2023-25

Approvato il primo bilancio, dopo la riforma istituzionale, da parte del Consiglio dei Sindaci, pareggia sulla cifra considerevole di oltre 48 milioni di euro.

Più di 17 milioni di euro gli investimenti programmati.

cariesi ed inoltre 300 mila euro per la concessione degli assegni di studio a favore degli studenti delle scuole superiori che si recano fuori dalle Giudicarie per carenza dei corsi di studio a Tione.

Nell’ambito del lavoro ed occupazione trovano spazio i progetti relativi all’Intervento

3.3.D per l’occupazione di operai disoccupati in lavori socialmente utili sia nel verde sia nel campo dei servizi sociali, complessivamente per quasi 460 mila euro.

Rilevanti anche gli interventi a disposizione della Rete delle Riserve del Chiese e del Sarca e della Biosfera

Alpi Ledrensi (150mila euro annui) per il finanziamento di progetti di tutela e promozione dell’ambiente. Trovano quindi stanziamento 140 mila euro nel settore culturale per la valorizzazione di iniziative sovracomunali promosse dal-

le associazioni giudicariesi, 100mila euro relativi alle politiche giovanili e per iniziative sportive e 130mila euro per gli interventi nel settore turistico ed in particolare per l’organizzazione del servizio di mobilità turistica.

Per gli interventi riferiti al progetto di completamento dei percorsi ciclopedonali, il Bilancio contempla spese ingenti ammontanti 4,3 milioni, I trasferimenti ai Comuni per il Fondo strategico territoriale ammontano a 7 milioni, destinati a finanziare i Comuni per infrastrutture ed opere pubbliche sovracomunali.

Infine, inserito a bilancio anche lo stanziamento di 4,5 milioni per la ristrutturazione dell’edificio adiacente alla sede della Comunità a Tione che ospitava la caserma dei carabinieri e che verrà destinato al Servizio socio assistenziale e a Spazio Argento, la nuova struttura

che organizzerà il servizio per gli anziani sul territorio giudicariese. Il progetto, predisposto dal Servizio Tecnico della Comunità diretto dall’ing. Fabrizio Maffei, con la collaborazione dell’arch. Barbara Dorna, prevede la demolizione del fabbricato esistente e la ricostruzione sullo stesso sedime, che viene mantenuto considerata l’attuale disposizione del lotto e le distanze dai confini. La progettazione del nuovo edificio consente dunque la definizione di spazi ottimali, coerenti con le vigenti normative in materia di comfort dei locali di lavoro, per le funzioni che lo stabile è chiamato ad ospitare. I lavori sono iniziati nel novembre scorso e termineranno alla fine del prossimo anno.

Nel corso della riunione sono state approvate inoltre le modifiche al Regolamento per l’applicazione della Tariffa sui

rifiuti: l’obiettivo esplicitato dall’Assessore alle politiche ambientali, Marcello Mosca è quello di introdurre progressivamente degli accorgimenti e delle innovazioni, che consentano di migliorare la qualità della raccolta differenziata. Rispetto a questo tema, lo stesso sindaco di Caderzone ha illustrato al Consiglio dei sindaci la prerogativa di “cambiare” passo, superando le tante criticità che interessano il settore, adottando anche provvedimenti che impongano comportamenti più responsabili da parte di cittadini e aziende.

E’ stato inoltre rinnovato l’incarico di revisore dei conti della Comunità alla dott.ssa Cristina Odorizzi per il prossimo triennio.

Per quanto riguarda il MAB Biosfera Unesco “Alpi Ledrensi e Judicaria, dalle Dolomiti al Garda” è stato appro-

Raccolta differenziata, maggiore attenzione

vetro e l’organico.

2. il multimateriale dovrà essere conferito sfuso o in sacchi trasparenti;

3. il vetro va conferito sfuso

4. carta e cartone vanno conferiti sfusi o al massimo in sacchi a loro volta di carta o scatole di cartone

5. l’organico va conferito preferibilmente sfuso o in sacchetti di carta; sono comuque tollerati – anche se non consigliabili – sacchi in materiale biocompostabile certificato.

Inoltre, per quanto riguarda le utenze non domestiche, la modifica dell’art. 25 del Regolamento TARI, consentirà alla Comunità di addebitare immediatamente come rifiuto residuo qualsiasi frazione differenziata che, ad un controllo da parte degli operatori della raccolta, verrà trovata impura, applicando il costo a litro del residuo

più un sovrapprezzo. Entrambi i regolamenti sono pubblicati, oltre che all’Albo telematico, anche sul sito internet della Comunità nella sezione Tematiche -> Servizio Igiene Ambientale -> Documentazione e Modulistica.

Altra novità è la progressiva sostituzione delle “casette” del cartone, molto costose e soggette a rapido deterioramento, con cassonetti a fessura. Una delle motivazioni è anche che questa modalità obbligherà il cittadino a pie-

gare e compattare volumetricamente il cartone, cosa che nonostante la cartellonistica e l’informazione, non accade mai con le attuali casette.

Nel corso dell’illustrazione della tematica, sono state rese note anche le iniziative di miglioramento del Servizio, che riguardano la comunicazione (opuscoli, giornali, depliants, eduzcazione nelle scuole) e in particolare la nuova App “Junker” che verrà fornita gratuitamente a tutti gli utenti e permetterà

vato il nuovo Programma di interventi 2022-25 che prevede una spesa complessiva di 450mila euro.

Infine è stata approvata la nuova convenzione novennale per l’attuazione del “Parco Fluviale della Sarca” ed il programma degli interventi per il primo triennio ammontante ad oltre 1,3milioni di euro.

Il Presidente Giorgio Butterini, richiamando la mole degli investimenti, ma anche la qualità delle azioni approvate dal Consiglio, sottolinea la convinzione, fortemente condivisa a livello politico dai sindaci, che la comunità possa qualificarsi sempre più come ente di regia per le Giudicarie. Il raggiungimento dello scopo è fortemente subordinato alla coesione e alla capacità di proporre azioni e servizi innovativi. “l’ambito locale - sottolinea – benché esposto alle fisiologiche criticità tipiche delle aree montane, presenta anche delle eccezionali opportunità, legate alla qualità dell’ambiente, alla disponibilità di risorse e alla coesione politica: un territorio unito risulta molto più competitivo rispetto alle sfide future”. Sottolinea infine la “decisa volontà di rendere l’ente sempre più “strumento” per i comuni, che necessitano di servizi coordinati a livello sovracomunalie: allo scopo, si sta seriamente esplorando la possibilità di istituire un’agenzia per gli appalti”.

di conoscere le modalità di smaltimento di quasi tutti i rifiuti in circolazione, oltre che di avere in tempo reale orari e dislocazione di Isole ecologiche e Cenri di Raccolta. Verrà introdotto un call center con numero verde a disposizione dei cittadini per qualsiasi informazione e richiesta riguardo alla gestione dei rifiuti e alla tariffa. Verranno manutentati con interventi anche di grande respiro sia le isole ecologiche che alcuni Centri di Raccolta, primo fra i quali quello di Storo che verrà trasformato in CRZ. Particolare attenzione sarà posta al decoro e alla pulizia delle isole stesse.

L’Assessore alle Politiche

Ambientali Marcello Mosca precisa: “Siamo in attesa dei dati relativi alla sperimentazione di Valdaone sul Porta a Porta “ibrido”:

questi ci permetteranno di condurre dei ragionamenti sui costi e di conseguenza di valutare in quale direzione muoversi al fine di risolvere il problema delle impurità nelle raccolta differenziata. Sicuramente la qualità della raccolta migliorerà, ma i costi andranno attentamente valutati. Il lato economico infatti, anche con l’attuale sistema è destinato a peggiorare a causa degli elevati costi di smaltimento delle impurità; per questo crediamo sia importante contenere il più possibile l’importo della TARI che andrebbe ulteriormente a incidere sulle tasche delle famiglie della nostra Comunità.

In conclusione, oltre al lato economico, è altrettanto importante e fondamentale la salvaguardia dell’ambiente.

Nei prossimi mesi siamo chiamati a fare delle scelte importanti sulle modalità di raccolta dei rifiuti, per far sì di lasciare ai nostri figli e alle generazioni che verranno un ambiente straordinario e un territorio splendido come quello attuale delle nostre comunità e vallate”.

PAG . 29 MARZO 2023
Comunità

Giudicarie in Bottiglia, il logo lo disegnano gli studenti dell’Upt

Durante la mattinata del 24 gennaio, nell’aula magna dell’Upt di Tione, gli studenti hanno assistito alla premiazione del concorso proposto dall’associazione Giudicarie in bottiglia per creare un collegamento fra scuola e associazioni.

L’associazione, nata per promuovere i vini del territorio e per scambiare idee e proposte con i viticoltori, necessitava di un nuovo logo da utilizzare per i propri prodotti, è stato quindi deciso di proporre un concorso fra i ragazzi della classe terza “Operatore ai Servizi di Vendita” e seconda “Commerciale” dell’Istituto.

locale vinto dalla terza “Operatore ai servizi di Vendita”. MANGIARE BENE, PER VIVERE MEGLIO. CONSIGLI PER UNA CORRETTA ALIMENTAZIONE

16 MARZO 2023

ORE 16.00

I ragazzi, assistiti dai loro docenti sono stati divisi in gruppi e hanno poi lavorato per diverse settimane alla realizzazione del logo, il punto di partenza per la creazione di lavori sono stati il settore e i valori dell’associazione. Il logo che ha vinto il concorso è stato quello creato dalla terza “Operatore ai servizi di Vendita” che vedrà il proprio lavoro utilizzato da professionisti oltre che all’interno dei punti vendita dove questi prodotti enologici sono presenti. Una volta analizzato il progetto nei minimi dettagli è iniziata la vera e propria creazione, le varie autorità presenti alla

premiazione si sono detti molto soddisfatti dei risultati dei diversi gruppi, che hanno reso molto difficile decretare un vincitore, come ha detto Luca Calliari, presidente dell’Associazione parlando agli alunni:”I vostri lavori ci hanno stupito molto, soprattutto in quanto questa scuola non è d’indirizzo grafico, e siamo quindi a conoscenza del grande impegno che avete messo

in questo progetto”. Durante la premiazione ha poi preso parola anche Flavio Riccadonna rappresentante della Comunità di Valle delle Giudicarie: ”Complimenti a tutti voi che siete i protagonisti di questo progetto e che avete lavorato sodo, occasioni come queste aiutano a far capire a voi ragazzi l’importanza di essere parte di un territorio e di una comunità”.

Un punto focale per la realizzazione del progetto è stato quello di creare un logo che potesse adattarsi a tutti i tipi di utilizzo che l’associazione necessita : packaging fisici, biglietti da visita, brochure, web social e molto altro.

I lavori svolti hanno suscitato grande approvazione da docenti e professionisti e hanno quindi manifestato quanto i giovani d’oggi

se stimolati con progetti accattivanti dove possono dare sfogo alle loro idee si dimostrano attenti e propositivi dando risultati incredibili.

A dimostrazione di questo, il preside dell’istituto Paolo Zanlucchi ha incoraggiato gli studenti: “Grazie a questi progetti svolti a scuola vi siete sempre dimostrati interessati e volenterosi, non dovete ascoltare quello che dicono gli adulti, il problema non sono i giovani ma un modello scolastico volto ad addestrare gli studenti piuttosto che educarli, all’interno di questo istituto noi siamo sempre pronti a proporvi progetti e idee innovative che possano lasciarvi nozioni ed esperienze che vi rendano un domani degli adulti e dei lavoratori consapevoli, fino a oggi, le risposte a questi progetti sono sempre state positive”.

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PAG. 30 MARZO 2023 Territorio
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di Gaia Pelanda

Azienda Sanitaria

Il primo marzo il dottor Andrea Ziglio, trentino di San Michele, ha assunto la direzione degli ospedali di Tione e Arco. Una nomina attesa da tempo e che per Tione significa avere una guida stabile nell’organizzazione e nella programmazione dell’attività del presidio ospedaliero. Ziglio approda nelle Giudicarie e nell’Altogarda dopo un periodo di esperienza maturata a Rovereto e nella direzione di importanti ospedali dell’Emilia Romagna come Bologna e Carpi. Gli abbiamo chiesto con che spirito affronta il suo nuovo incarico. Dottor Ziglio, nonostante la giovane età, come medico ha già una lunga esperienza nel settore della direzione ospedaliera. Cosa l’ha spinta a una specializzazione più orientata a una funzione organizzativa piuttosto che all’attività clinica?

Ho scelto di specializzarmi in igiene e medicina preventiva, orientando in particolare il mio percorso formativo e professionale verso l’organizzazione ospedaliera, perché è un ambito che ti permette di avere una visione d’insieme sulle attività sanitarie e sul percorso clinico-assistenziale del paziente.

E da questo punto di osservazione privilegiato il mio lavoro mi permette di organizzare la complessa macchina ospedaliera, sia per offrire ai cittadini un servizio in grado di rispondere ai loro bisogni sanitari sia per permettere ai professionisti della salute di lavorare al meglio. È un lavoro molto complesso, ma che dà molte soddisfazioni.

Dall’Emilia-Romagna alla scelta di far ritorno in Trentino. Quanto ha pesato nella decisione la nostalgia dell’aria di casa?

Ho intrapreso un percorso professionale fuori provincia perché sono convinto che sia molto importante avere una visione che vada oltre i confini provinciali, perché permette di confrontarsi con realtà diverse e conoscere nuovi modelli sanitari. Lo considero un grande arricchimento professionale.

Ho sempre saputo, però, che prima o poi sarei rientrato a lavorare nel mio Trentino, perché amo questo territorio e volevo quindi mettermi a disposizione

Risale al mese scorso la notizia dell’ampliamento dei servizi dell’ospedale di Tione alle operazioni di chirurgia urologica da parte dell’Unità operativa multizonale di urologia, mentre è di questi giorni la nomina, a partire dal primo marzo, del dottor Antonio Musetti a responsabile facente funzioni dell’Unità operativa di ortopedia e traumatologia. Due segnali concreti che confermano come il progetto di fare dell’ospedale di Tione il presidio delle cure ospedaliere delle Giudicarie e delle valli limitrofe è già una realtà concreta.

«Con l’arrivo del dottor Musetti, che ha una grande esperienza in campo traumatologico, l’ospeda-

Dal 1° marzo Andrea Ziglio è il nuovo direttore dell’ospedale di Tione

Andrea Ziglio, nato a Trento nel 1985, si è laureato in medicina e chirurgia all’Università di Verona dove si è specializzato in igiene e medicina preventiva. Ha iniziato la propria carriera nel 2016 nell’ospedale di Rovereto per poi passare a fine 2017 all’Azienda Usl di Modena dove per quattro anni ha ricoperto l’incarico di dirigente medico responsabile della direzione medica di stabilimento dell’ospedale di Carpi. Nel 2021 ha lavorato nella direzione sanitaria dell’Istituto delle scienze neurologiche dell’Ausl di Bologna dove ha ricoperto anche il ruolo di direttore sanitario sostituto.

ca, che ora fanno parte di quel bagaglio di esperienza che metterò a disposizione dell’Apss. Sia a Carpi sia a Bologna ho cercato poi di organizzare gli ospedali e i servizi territoriali in modo tale da creare un approccio integrato dal punto di vista professionale e organizzativo, creando dei percorsi che mettano al centro i bisogni dei pazienti. È un progetto a cui vorrei lavorare anche qui insieme al direttore di distretto. Assumere l’incarico di direttore dell’ospedale di Tione e Arco può rappresentare, sotto il profilo professionale, una sfida?

della mia comunità. Il fatto poi che il nostro sistema sanitario provinciale, soprattutto in questo momento di grandi cambiamenti, offra molte opportunità professionali, mi ha convinto a rientrare.

In questo periodo la sanità locale è alle prese con un delicato processo di trasformazione, è ipotizzabile una “via trentina” ai servizi sanitari?

Il nostro sistema sanitario provinciale si trova di fronte a grandi sfide, che vanno dalla riorganizzazione della rete ospedaliera secondo il modello dell’ospedale policentrico, alla sua continuità con la rete dell’assistenza territoriale, fino all’integrazione con la Scuola di medicina. Il Trentino poi, proprio in virtù della propria autonomia e grazie al fatto che ha un’azienda sanitaria provinciale unica, ha possibilità che altre Regioni non hanno e può

fungere da incubatore dove sperimentare nuovi modelli organizzativi. Sotto il profilo organizzativo quali sono le caratteristiche di un sistema ospedaliero come quello della provincia di Trento, con due ospedali di grandi dimensioni più alcuni ospedali a presidio delle valli?

La provincia di Trento ha un sistema a rete articolato su sette strutture ospedaliere, fortemente integrate con il territorio per garantire la continuità della cura e della presa in carico. Ogni ospedale della rete ha una propria caratterizzazione, complementare e sussidiaria rispetto agli altri, ma tutti garantiscono un’assistenza di prossimità. In un simile sistema tutti gli ospedali possono diventare di riferimento per un determinato ambito di patologia: gli ospedali centrali di grandi dimensioni anche per

attività su pazienti molto complessi o critici che necessitano di standard di sicurezza elevati, e gli ospedali più piccoli per funzioni anche di altissima specializzazione su pazienti con un grado di complessità o criticità minore. È un modello per certi versi simile a quello dell’Emilia-Romagna, basato sempre su un sistema a rete con ospedali con funzioni diverse situati in aree sia cittadine sia montane, come ad esempio sull’Appennino.

Nonostante venga a operare in una realtà con caratteristiche territoriali e sociali differenti, quanto pensa possa contare per il suo nuovo incarico l’esperienza maturata fuori provincia?

In Emilia-Romagna, dirigendo due strutture importanti, quali l’ospedale di Carpi e l’”Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico delle scienze neurologiche” dell’Azienda Usl di Bologna, ho acquisito competenze tecniche sul governo dell’ospedale, sia nell’ambito dell’assistenza sia della ricer-

Dirigere due ospedali di riferimento per due aree molto importanti della nostra provincia rappresenta sicuramente una sfida. Sarà per me necessario conoscerli a fondo e ciò richiede di essere costantemente presente sia Tione sia a Arco. Stiamo infatti parlando di strutture estremamente complesse, sia dal punto di vista strutturale e tecnologico sia dal punto di vista delle relazioni professionali. Non sarà quindi facile. Ritengo però che gli ospedali di Tione e Arco siano strutture che hanno una dimensione ideale sia per lavorare bene sia per poter sperimentare nuovi modelli organizzativi, anche innovativi. Penso ad esempio alla progettualità sul nucleo delle cure intermedie a Tione che ha l’obiettivo di favorire la continuità assistenziale tra ospedale e territorio. Oltre a consolidare le attività già presenti, la sfida sarà anche permettere alle due strutture di esprimere al meglio la propria vocazione e caratterizzazione, anche in un’ottica di rete ospedaliera dove, come ho detto prima, ogni struttura è sussidiaria e complementare rispetto alle altre.

le di Tione si porrà come punto di riferimento per sostenere tutta l’attività ortopedica legata al turismo invernale del territorio, oltre che le problematiche ortopediche degli abitanti delle Giudicarie», ha dichiarato il direttore generale dell’Azienda sanitaria Antonio Ferro. La nomina di un responsabile dell’Unità operativa di ortopedia e traumatologia a Tione era attesa da tempo, e il provvedimento è giunto puntuale subito dopo la modifica al regolamento dell’orga-

nizzazione dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, che ha istituito tale unità all’interno del dipartimento ortopedico traumatologico. E la scelta è caduta sul dottor Antonio Musetti, una figura di rilievo che vanta una lunga esperienza in questo campo. Un incarico che completa l’Unità operativa di ortopedia e traumatologia di Tione e dà garanzia di continuità nei servizi per l’ospedale del centro delle Giudicarie. La nomina del responsabile, si è detto, era molto attesa e per più

di una ragione: prima di tutto per rispondere alla domanda di cure e di assistenza della popolazione del territorio, ma anche per far fronte al consistente aumento della richiesta di interventi di traumatologia nei mesi invernali, quando più intenso è l’afflusso turistico. Il rafforzamento di Tione va letto anche nella più ampia prospettiva dell’ospedale policentrico. Un progetto che prevede, al posto di un sistema centralizzato con un unico grande ospedale di riferimento, una

rete ospedaliera diffusa per garantire maggiore prossimità e maggiore integrazione di servizi ospedalieri e cittadinanza, con gli ospedali di valle in grado erogare cure e servizi essenziali in misura via via crescente.

L’assessore alla salute Stefania Segnana ha dichiarato al momento della nomina: «Diamo il benvenuto al dottor Antonio Musetti che dal primo marzo prenderà servizio come direttore dell’Unità operativa di ortopedia e traumatologia dell’ospedale di Tione,

una figura professionale che porta in dote all’Unità operativa e a tutta la comunità delle Giudicarie una lunga e preziosa esperienza nel proprio settore. L’obiettivo – ha continuato Segnana – è di rendere maggiormente funzionale l’assetto organizzativo della sanità rispetto ai bisogni espressi dal territorio. In questo caso l’esigenza che gli amministratori locali hanno evidenziato era di continuare a valorizzare l’ospedale e, in particolare, il settore di Ortopedia».

PAG . 31 MARZO 2023
«Amo il Trentino e voglio mettermi a disposizione della comunità»
Antonio Musetti nuovo responsabile di Ortopedia e Traumatologia

Bilancio demografico e popolazione residente

In Giudicarie ci sono 82 nuovi iscritti all’anagrafe già residenti in altro comune e 60 nuovi iscritti dall’estero. I dati sono in linea con l’andamento provinciale che evidenzia come il territorio sia estremamente attrattivo con 1.242 nuovi iscritti nelle anagrafi comunali e 1.456 iscritti provenienti dall’estero.

Riprendiamo la nostra rubrica e aggiorniamo i nostri dati sulla popolazione giudicariese prendendo a riferimento non la popolazione al 1° gennaio del 2022, ultimo dato disponibile, ma quella al 31 dicembre 2021 tratta dal bilancio demografico 2021. La differenza è di fatto solo formale in quanto la popolazione al 31 dicembre coincide per costruzione con quella al 1° gennaio ma ci permette di capire l’evoluzione della popolazione residente nel corso di un intero anno solare.

Il bilancio della popolazione è uno strumento molto interessante che permette di analizzare natalità e mortalità, iscrizioni e cancellazioni all’anagrafe di residenza, iscrizioni e cancellazioni all’anagrafe dall’estero ed altri elementi più complessi esclusi dalla nostra analisi perché di difficile lettura. I dati del 2021 ci riportano purtroppo brutalmente all’interno del periodo di pandemia che ha determinato pesanti cambiamenti sull’andamento della popolazione che abitualmente segue cicli di mutamento estremamente lenti e in qualche modo prevedibili.

Nel corso dell’anno 2021 la popolazione delle Giudicarie con 254 nascite e 356 morti ha evidenziato un saldo naturale, differenza tra nati e morti di102. Il dato è in linea con quanto accaduto a livello provinciale con il Trentino che evidenzia un saldo di -1.207 con 4.190 nascite e 5.397 morti. Il dato colpisce certamente anche a fronte del fatto che l’Alto Adige è riuscito a mantenere un saldo naturale positivo (+193) con più nascite (5.173 nati) e meno morti (4.980 morti). Il saldo migratorio anagrafico interno, differenza

tra il numero degli iscritti per trasferimento di residenza da altro Comune e il numero dei cancellati per trasferimento di residenza in altro Comune in Giudicarie risulta positivo con + 82, così come il saldo migratorio anagrafico estero, differenza tra il numero degli iscritti per trasferimento di residenza dall’estero ed il numero dei cancellati per trasferimento di residenza all’estero, a +60. Questi dati ci dicono che in Giudicarie ci sono 82 nuovi iscritti all’anagrafe già residenti in altro comune e 60 nuovi iscritti dall’estero. I dati sono

in linea con l’andamento provinciale che evidenzia come il territorio sia estremamente attrattivo con 1.242 nuovi iscritti nelle anagrafi comunali e 1.456 iscritti provenienti dall’estero. La città di Trento risulta invece in parziale controtendenza con una attrattività interna negativa ( -306 residenti), e una attrattività esterna più che doppia (+ 637 iscritti provenienti dall’estero). Se a questo aggiungiamo il -236 del saldo anagrafico la città capoluogo ha attraversato certamente un periodo di forte criticità.

PAG. 32 MARZO 2023 Giudicarie in numeri
Comune Popolazione al 1° gennaio Nati vivi Morti Saldo naturale anagrafico Saldo migratorio anagrafico interno Saldo migratorio anagrafico estero Saldo altri motivi Popolazione al 31 dicembre Bleggio Superiore 1.516 14 18 -4 10 8 4 1.534 Bocenago 396 5 6 -1 3 1 1 400 Bondone 639 1 6 -5 7 2 0 643 Borgo Chiese 1.963 17 30 -13 4 -2 2 1.954 Borgo Lares 707 4 10 -6 19 1 -1 720 Caderzone Terme 681 6 2 4 14 2 -1 700 Carisolo 950 6 6 0 -6 4 0 948 Castel Condino 219 1 2 -1 6 0 0 224 Comano Terme 2.895 17 24 -7 19 6 0 2.913 Fiavè 1.055 4 14 -10 10 10 3 1.068 Giustino 749 10 4 6 -14 0 0 741 Massimeno 144 0 2 -2 -1 3 0 144 Pelugo 390 4 4 0 2 4 0 396 Pieve di Bono-Prezzo 1.430 4 19 -15 10 2 1 1.428 Pinzolo 3.150 22 37 -15 20 6 -100 3.061 Porte di Rendena 1.752 12 19 -7 33 10 -6 1.782 Sella Giudicarie 2.894 31 29 2 -7 -2 5 2.892 Spiazzo 1.244 8 17 -9 9 2 0 1.246 Stenico 1.178 8 12 -4 -12 -5 1 1.158 Storo 4.534 31 41 -10 -14 5 8 4.523 Strembo 609 7 5 2 -8 1 -3 601 Tione di Trento 3.665 26 36 -10 -6 0 3 3.652 Tre Ville 1.404 11 6 5 -24 3 -23 1.365 Valdaone 1.141 5 7 -2 8 -1 3 1.149 Totale Giudicarie 35.305 254 356 -102 82 60 -103 35.242 Rovereto 39.954 319 457 -138 100 75 -902 39.089 Trento 118.879 916 1.152 -236 -306 637 -3.588 115.386 Provincia di Trento 542.166 4.190 5.397 -1.207 1.242 1.456 -2.699 540.958 Provincia di Bolzano 534.912 5.173 4.980 193 490 800 -3.779 532.616 Fonte: ISTAT Demo - Bilancio demografico e popolazione residente per sesso al 31 dicembre 2021 – Vista territoriale

A Bo

MARZO 2023 Attualità
di Samuel Zenaro

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La Cassa Rurale Adamello Giudicarie Valsabbia Paganella offre ai volontari delle associazioni che operano sul territorio l’opportunità di partecipare gratuitamente a 12 percorsi formativi dedicati al mondo del volontariato.

“L’obiettivo dell’iniziativa “Associazione in Formazione” – afferma la Presidente Monia Bonenti – è quello di supportare le nostre asso-

ciazioni a 360 gradi: oltre ai contributi di beneficenza, La Cassa Rurale vuole infatti affiancare i volontari con proposte formative valide per dare qualità e valore alle numerose attività che ogni anno programmano per le nostre comunità.”

I corsi si svolgeranno nei mesi di marzo e aprile e spaziano da temi più tecnici, come la sicurezza degli eventi, l’assicurazione dei

volontari, la tenuta dei registri e dei libri sociali, il 5xmille e l’HACCP, fino ad altri più stimolanti come la ricerca della motivazione e della partecipazione dei volontari e il “fare comunità”. Inoltre, verrà approfondito il tema della comunicazione online, con un percorso inerente alla creazione di volantini e grafiche per i social uno sul video editing. Infine, si parlerà della situazione attuale e delle

ASSOCIAZIONE FORMAZIONE in presenza

prospettive future del Terzo Settore, approfondendo gli schemi di bilancio per cassa e le opportunità del RUNTS.

rio e contenuti dei corsi sono disponibili sul sito www.lacassarurale.it nella sezione dedicata alle Associazioni. Le iscrizioni dovranno pervenire entro 2 giorni dalla data di inizio del corso. Per qualsiasi informazione l’Ufficio Relazioni rimane a disposizione all’indirizzo mail relazioni@lacassarurale.it e ai numeri 0465 8965100465 896511.

TERZO SETTORE: SITUAZIONE ATTUALE E PROSPETTIVE FUTURE A.A.A. MOTIVAZIONE E PARTECIPAZIONE CERCASI! 7 marzo 2023 dalle 18.00 alle 19.30 Tione di Trento 11 marzo 2023 dalle 09.00 alle 13.00 Barghe oppure 13 maggio 2023 dalle 09.00 alle 13.00 Tione di Trento CANVA: CREARE VOLANTINI, MANIFESTI E GRAFICHE PER I SOCIAL IL RENDICONTO PER CASSA PER GLI ETS TENUTA DEI REGISTRI E DEI LIBRI SOCIALI SICUREZZA NEGLI EVENTI 14, 21, 28 marzo 2023 dalle 18.00 alle 20.00 13 e 15 marzo 2023 dalle 18.00 alle 20.00 6 aprile 2023 dalle 18.00 alle 20.00 29 marzo 2023 dalle 18.00 alle 19.30 18 aprile 2023 dalle 18.00 alle 19.30 ATTIVARE E COINVOLGERE UNA COMUNITÀ CHE CRESCE 12 e 19 aprile 2023 dalle 18.00 alle 20.00 HACCP 3 e 4 aprile 2022 dalle 18.00 alle 20.00 ASSICURARE I VOLONTARI 26 e 28 aprile 2023 dalle 18.00 alle 20.00 online Scansiona il QR code per scoprire tutti i contenuti, il calendario e la modalità di iscrizione ai corsi! La Cassa Rurale offre ai volontari delle associazioni che operano sul territorio l’opportunità di partecipare gratuitamente a 12 percorsi formativi o n l i n e Organizzato dal CSV Trentino in collaborazione con P.A.T., Comunità delle Giudicarie e Comune di Tione PER LE ASSOCIAZIONI TRENTINE PER LE ASSOCIAZIONI BRESCIANE CREA VIDEO PER LA TUA ASSOCIAZIONE 22 e 23 marzo 2023 dalle 18.00 alle 20.00 5 X MILLE 11 aprile 2023 dalle 18.00 alle 20.00

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I corsi si terranno online, con eccezione dell’incontro sul Terzo Settore, organizzato dal CSV Trento in collaborazione con la Comunità delle Giudicarie, e il workshop “A.A.A. motivazione e partecipazione cercasi”, che si terranno a Tione di Trento. Form di iscrizione, calendaTerritorio
La Cassa Rurale propone 12 percorsi formativi per i volontari delle associazioni
Vuoi partecipare? Iscriviti sul sito www.lacassarurale.it entro due giorni dalla data di inizio del corso!

I corpi già indagati clinicamente ed amorosamente curati attraverso l’arte medica diventano oggetto di un’altra arte, quella più canonica, raffigurativa, in un continuum di medesimo afflato umanistico e compartecipazione al dramma della vita.

La recente morte di Mario Antolini, autentica memoria storica delle Giudicarie, come un riflesso condizionato ha di colpo evocato, tra le altre, una stagione particolarmente fertile sotto il profilo culturale per la comunità tionese, che vede attive tra gli anni ‘60 e ‘80 del Novecento, nei campi della ricerca storica e artistica, alcune personalità di grande curiosità intellettuale, mai disgiunta quest’ultima da altrettanta passione civica e tensione etica. Accanto all’onnicomprensivo maestro Mario, il trio SPES degli Scalfi, Silvia, Paolino ed Ezio, straordinari dipanatori di archivi e tessitori delle memorie legate all’organizzazione delle antiche comunità valligiane, precursori di quello che diverrà il Centro Studi Judicaria; il musicista e musicofilo Lino Salvaterra, docente appassionato, tra i fondatori del Coro Brenta di Tione e della Scuola Musicale Giudicarie; l’eclettico Dino Pellegrini dalla raffinata sensibilità estetica; il medicoartista Sergio Artini, che alla professione/missione sanitaria affianca quelle di scrittore e di pittore con esiti di rara qualità espressiva. Proprio del ‘dottor Artini’ (dal 1957 al 1992 titolare della condotta di Tione e dintorni) qui si vuole sinteticamente dire, circoscrivendone più strettamente le sue parabole disegnativo- pittorica e scultorea, inestricabilmente legate a quelle letteraria, poetica e filosofica; di queste ultime una sorta di trasposizione in figura, pensiero in figura si potrebbe chiosare, dove centrale rimane l’immagine umana, tratteggiata nella serietà esistenziale di volti e corpi protesi verso nuove e definitive trasfigurazioni. Quei corpi già indagati clinicamente ed amorosamente curati attraverso l’arte medica diventano oggetto di un’altra arte, quella più canonica, raffigurativa, in un continuum di medesimo afflato umanistico e compartecipazione al dramma della vita.

L’indole artistica Sergio Artini ce l’ha inscritta nello stesso cognome (cognomen omen) come un destino: “Da ragazzo mi chiamavano “artista” per via del cognome Artini e perché m’esprimevo disegnando sulla carta, sui muri dei vicoli

Sergio Artini, medico di professione e artista per passione

fanno intendere di una religiosità sofferta, tutt’altro che consolatoria, in coerenza con le parallele elaborazioni di tipo filosofico e letterario. L’immagine di un homo viator (uomo in cammino), di un pellegrino dell’assoluto, si staglia sulla copertina dell’ultimo romanzo di Sergio Artini “Lontananze da percorrere. In compagnia di Luigi Pareyson” (2017), quasi a voler accompagnare lettore e protagonista della storia sul cammino di speranza additato dal grande filosofo dell’esistenzialismo cristiano. Accanto al disegnatore dal segno icastico ed emozionale, esiste anche l’Artini colorista, dei paesaggi e delle nature morte sperimentati con la tecnica della pittura ad olio, tenacemente perseguita nei brevi stacchi dal suo lavoro ordinario nell’esiguo spazio del retro ambulatorio. Questa produzione è da riferirsi perlopiù agli anni Sessanta. Così una recensione dell’epoca: “[...] Gli oli di Artini hanno il colore che si infittisce nervosamente in

di Piazza d’Arogno (piazza di Trento attigua al Duomo, ndr) e i miei coetanei andavano ghiotti delle mie figure a matita, a pastello, ad acquerello...”. Nel 1960, anno del suo esordio letterario con il “Diario di un medico”, dai chiari riferimenti autobiografici, a tre anni dal suo insediamento nella condotta tionese, dopo l’università pavese, avviene pure l’esordio pittorico presso l’aula magna del palazzo comunale del capoluogo giudicariese con una mostra personale in duetto con l’amico-collega Lino Lorenzin, medico in quel di Stenico. L’esposizione, organizzata dalla locale Pro Loco, assume il carattere di un im-

portante evento culturale in un contesto ancora poco reattivo su quel versante, dopo i decenni delle tribolazioni e delle privazioni. Impeccabile la recensione su un quotidiano locale a firma di Marcello Armani che sa cogliere il senso e lo spirito di simile iniziativa: “[...] L’esperienza professionale di un medico per il contatto con gli aspetti più umani della gente, lo mette nella condizione di capire, forse più di altri, problemi dello spirito e di notarne i contrasti e le contraddizioni con la vita meccanica che ci circonda e ci disorienta...Per Artini l’esigenza di spiritualità è addirittura programmatica e nell’accorata angoscia di rag-

giungere tale scopo rinuncia ad ogni esibizionismo tecnico: lo provano le sue figure, indubbiamente le più congeniali al suo temperamento le quali mancano di peso sia tonale che di gravità, rimanendo isolate in un vuoto che non ne disperde ma ne accentua l’emotività”. Sulla brochure della mostra si legge: “Nella pittura di Artini c’è il tentativo di esprimere sentimenti e passioni esistenziali: a volte le figure e paesaggi ne risultano piegati, perfino deformati da questa fondamentale esigenza”. È la deformazione profondamente drammatica dell’espressionismo, che mai però raggiunge esiti figurativi dai toni tragici

e disperanti; è la deformazione di un “Miserere”nostrano (vedi l’originale di Georges Rouault), dei corpi e dei volti in cerca di luce e di redenzione. Emblematico di questa espressività lo straordinario bozzetto che compare sulla copertina de “L’ora del Getsemani” (1985) , già da solo riassuntivo del contenuto del bellissimo romanzo. Nella galleria artiniana, spesso usate a corredo della parte narrativa, sfilano le immagini di un’umanità povera non solo materialmente ma soprattutto spiritualmente. I titoli di alcune tavole, “Ricco e povero”, “La mensa del povero”, “La clarissa”, “Il prigione”, “La caduta”, “La crocefissione”,

pennellate cariche di espressione, in contrasti tonali che si sovrappongono rapidi ed intensi. L’impasto delle tinte è caldo e spontaneo soprattutto nel giallo e nel verde che si ritrova a fare da protagonista nelle nature morte e nel paesaggio. Artini è giunto alla sua pittura attraverso una valutazione critica di una realtà oggettiva, che pur non deformando o mutando la concretezza della sua rappresentatività, si colloca in una visione di sofferta commozione interiore”. Commozione interiore, passione per l’uomo è la lezione di questo medico umanista, inesausto cercatore di bellezza e di verità.

PAG. 36 MARZO 2023
Arte

Tre storesi all’inseguimento di un sogno

Filippo Armanini, Christian Zaninelli e Nicolò Zulberti sperano di trasformare la passione per il pallone in una professione.

Il loro cammino fra allenamenti e scuola.

Considerevoli soddisfazioni in ambito calcistico per la comunità di Storo. Stiamo parlando del talento sportivo del trequartista Filippo Armanini, del difensore Christian Zaninelli e del centrocampista Nicolò Zulberti. Classe 2007, residenti nel comune di Storo e cresciuti nel settore giovanile del Calciochiese, divenuto A.S.D. Settaurense 1934 dopo la fusione avvenuta qualche anno fa. Da qualche periodo, le giovani promesse sono in forza alla Feralpisalò, società calcistica costituitasi nel 2009 con la propria casa sportiva presso lo stadio “Lino Turina”, nel cuore della città di Salò. I tre “Golden Boys”, animati da un amore sconfinato per questo sport, inseguono sul lago di Garda il pallone verso un sogno ben preciso: fare del calcio la loro professione.

Hanno accettato di fare questo salto di qualità qualche tempo fa e pian piano gli sforzi compiuti iniziano ad essere ripagati. Perché sì, nonostante sia un’esperienza bellissima comporta anche molti sacrifici come per esempio la lontananza da casa, le difficoltà nel seguire bene la scuola superiore, la rinuncia al tempo libero e meno momenti dedicati ad amici e famiglia. Insomma, una vita tanto impegnata con

schemi e orari ben precisi e la solita routine a scandire le giornate. «Le cose da fare sono tante - raccontano i tre sedicenni- ma se lo si vuole davvero il tempo si trova comunque. È abbastanza difficile riuscire a crearsi il proprio metodo per essere sempre organizzati. Noi cerchiamo di stare più attenti possibile in classe e approfittiamo poi dei tragitti in macchina per studiare. Al rientro a casa la sera ci dedichiamo agli ultimi compiti che ci rimangono». Lo scorso anno, dopo aver condotto un campionato di vertice nella categoria under 15 nazionali lega pro, sono riusciti ad approdare alle fasi finali playoff. E poi ci aggiornano su come sta andando invece, la nuova stagione: «Quest’anno per me - afferma Nicolò Zulberti - non è iniziato nei migliore dei modi perché mi sono infortunato alla caviglia e sono stato costretto ad uno stop di tre mesi. Ho saltato dunque tutta la preparazione precampionato, rimanendo quel passo indietro rispetto ai miei compagni. Fortunatamente sono ritornato e la stessa domenica ho giocato titolare. Sono riuscito a rientrare completamente nel giro di una settimana e ora devo dire di aver recuperato la forma.».

E si aggiunge al suo il

commento, quello di Christian Zaninelli di Lodrone, figlio d’arte di Marco Zaninelli: nota personalità del mondo pallonaro che vanta nella sua carriera di trascorsi in serie D, C e B con squadre come Lumezzane, Pro Vercelli, Treviso,

Cesena, Spezia, Pergocrema e Mantova, senza naturalmente tralasciare annate disputate con Settaurense e Calciochiese, squadre del paese in cui ha iniziato e concluso il suo percorso con la fascia da capitano al braccio.

«Da questa stagione - dichiara Christian - faccio parte della squadra under 17 (un anno in più rispetto alla mia età). Sono contento di aver iniziato questa esperienza e mi trovo bene con i miei nuovi compagni.

Il campionato l’abbiamo iniziato con un po’ di difficoltà, ma dopo qualche partita non andata benissimo ci siamo ripresi e ad oggi ci troviamo nella parte alta della classifica.».

Una menzione speciale va a Filippo Armanini, il primo ad aver iniziato questa avventura con la società bresciana quando aveva solo undici anni. La scorsa estate è stato convocato dal 6 all’11 giugno al torneo a Cava dei Tirreni

aggiudicandosi il successo e realizzando lui stesso il rigore in finale. «Quando ho saputo di essere stato convocato- spiega Filippoho provato un’emozione unica: è sempre una grande soddisfazione. In Campania è andato tutto molto bene. Il ricordo più bello che ho di quel momento è sicuramente quando ho segnato il penalty a pochi passi dalla vittoria.». La seconda chiamata non ha tardato ad arrivare e il 10 gennaio nel centro tecnico di Coverciano con la Rappresentativa di Lega Pro Under 16 ha disputato un’amichevole contro la Fiorentina di pari età. Ciò ha costituito indubbiamente una seria chance per mettersi in mostra e guadagnarsi l’occasione di disputare un ulteriore amichevole contro la Nazionale Italiana a e b di pari età

sempre a Coverciano l’1

Febbraio: «Abbiamo perso 3 a 1- prosegue Filippo-ma al di là del risultato è andata molto bene.». Ora, attende

i prossimi impegni ufficiali: «Nel periodo pasquale dovrebbe esserci un torneo- e conclude- ma devo ancora avere informazioni e dettagli ben chiari.». La loro testimonianza ci ricorda che il calcio non è solo formato dai miliardari di serie A, ma da migliaia di ragazzini che lo vivono in modo genuino e con una passione smisurata, rinunciando a molto pur di coronare i propri obiettivi. La speranza è quella che il percorso di questi giovani Leoni del Garda possa essere d’esempio per tutti coloro che sono impegnati in uno sport. Il loro consiglio: «Bisogna impegnarsi al massimo – affermanoe portare avanti le proprie predilezioni, credendoci sempre: la forza di volontà permette di arrivare ovunque. Quest’esperienza ci ha insegnato ad avere costanza ed adattarsi alle varie situazioni».

PAG . 37 MARZO 2023 Sport

Benedetta primavera

E’ quasi primavera. L’animo, anziché alleggerirsi per la ritrovata mitezza climatica e il perdurare del chiarore solare, s’incupisce per le vicende italiche e planetarie che mai sonni sereni concedono.

S’incupisce seguendo lo spartito di un crescendo rossiniano.

L’ouverture, ad honorem, è il caso Cospito. Una gigantesca rottura di maroni che ha monopolizzato il dibattito politico delle ultime settimane. Sottofondo musicale stonatissimo di qualsiasi tiggi da oltre un mese a questa parte.

Poi il dramma del terremoto in Turchia e Siria: in pochi attimi più di 50.000 morti, un numero pari a otto volte le vittime civili di un anno di conflitto in Ucraina. Ed ancora una tragedia in mare, sulle nostre coste crotonesi, con migranti, fra cui donne e bambini, ingoiati dal Mediterraneo.

Il baraccone sanremese, rituale chiassoso e catartico come il miracolo di San Gennaro e il Circo Barnum, ci ha regalato appena qualche sana tamarrata e una manciata di buone canzonette.

E si è arrivati al primo anno di guerra in Ucraina con il contorno indigesto (per il governo) delle dichiarazioni del sempre lucido Berlusconi che, migliore amico di Putin e della sua vodka, in un’intervista ha definito il presidente ucraino Zelensky come un invasore (!) invitandolo a

Diario Massimo di un osservatore minimo

di Massimo Ceccherini Podio

cessare il fuoco (!!!). Caso Cospito dicevo. Ma chi caspita è Cospito?

Bignamino del personaggio.

Alfredo Cospito, 55 anni, terrorista anarchico arrestato nel 2014 per aver gambizzato un dirigente dell’Ansaldo oltre che per un paio di tentate stragi in giro per l’Italia. L’uomo dal 19 ottobre è in sciopero della fame per chiedere l’abolizione del 41 bis, il regime di carcere duro a cui è sottoposto (nella stragrande maggioranza dei casi è riservato ai mafiosi).

Nelle more della vicenda ha fatto scalpore la mobilitazione della sinistra italiana. Intellettuali pseudo-progressisti e gruppi di parlamentari PD si sono spesi in appelli e in visite ossequiose al cospetto del bombarolo, trasformato in un martire del disumano Stato. Tutti uniti ed affaccendati nel sostenerne le motivazioni. Roba che neanche al capezzale di un papa. Un inchino inaccettabile per la parte pulita del paese costretto a vivere una quotidianità fatta di soprusi, ricatti, minacce, estorsioni, intimidazioni. E che ancora attende giustizia per tutte le vittime di stragi e attentati, di stampo anarchico e mafioso. Al di là delle strumentalizzazioni politiche c’è da chiedersi: che paese è un paese in cui i nostri rappresentanti in Parlamento prendono a cuore sorti personali e battaglie ideologiche di spietati criminali? Il loro impegno

dovrebbe essere altro. Restituire legalità, sicurezza e dignità alle brave persone. Quelle per bene. Quelle troppo spesso impotenti e indifese.

Penso, per esempio, ai terremotati che da decenni vivono oggi dimenticati in ferrosi container.

Penso ai tanti proprietari di case occupate abusivamente, logorati da anni di impotenza e frustrazione.

Penso ai pensionati costretti a rovistare nella spazzatura. Penso ai residenti di quar-

tieri abbandonati a sé stessi da uno Stato colpevolmente assente, interi pezzi di città depredati dalla criminalità e trasformati in isole di spaccio e prostituzione.

Penso ai giovani privati del diritto a un lavoro dignitoso o peggio ancora indotti ad arruolarsi negli eserciti della malavita.

Hanno fatto clamore le esternazioni via Twitter della moglie di David Gil-

mour, chitarrista dei Pink Floyd, contro Roger Waters ex leader della storica band, definito dalla signora (nell’ordine): antisemita; filoputiniano; bugiardo; ladro; ipocrita; evasore fiscale; uno che canta in playback; misogino; megalomane; invidioso.

E meno male che la musica rilassa.

Tra i due musicisti c’è maretta da decenni si sa, e la signora Gilmour che fa? Attiva falangine e falangette in uno scomposto quanto

Campiglio trascurata

Carissimi Campigliani, Amici miei, Siete soddisfatti di questa stagione invernale? Col 30% in più nel cassetto come puoi non essere soddisfatto? Beh, io non lo sono! Per nulla! Campiglio è sicuramente una stazione specialissima, ma non per merito nostro. La Natura ci ha donato molto più di quanto ci meritiamo. Da noi Campiglio è trascurata. Da vergognarsi di fronte a turisti, che la amano più di noi. Beh, io mi vergogno. Quest’anno non si può dire che abbia nevicato continuamente, ma i marciapiedi, i percorsi pedonali, da piazza Righi alla Fontanella, sono stati tutto l’inverno un

lastrone di ghiaccio sporco e scivoloso. Il ghiaccio, l’unico posto dove doveva esserci non c’era: il Laghetto! Sporco, ghiaccio,

disordine. Campiglio è trascurata e sicuramente non lo merita.

È sempre colpa di qualcun altro: Comuni, Apt, Funi-

vie, Asuc, Regole, Parco,... Invece è semplicemente e solo colpa nostra. Di ognuno di noi. “Ognuno ha il governo che si merita!” dice-

inopportuno florilegio di insulti in 160 caratteri. Vomita liquami come la Cloaca Massima. Inietta tossine che manco un black mamba positivo all’HIV.

Con la loro musica i Pink Floyd hanno condannato le atrocità della guerra (Waters ha perso il padre, soldato inglese, durante la Seconda Guerra Mondiale), rinunciando a qualsiasi esaltazione della sua retorica ma raccontandone oscenità e orrore.

Perché una cosa è la POETICA della Guerra, venduta dalla propaganda e dalla letteratura d’ogni tempo come mezzo capace di elevare l’uomo, di offrirgli una possibilità per cambiare il proprio destino. La guerra come ‘unico riscatto possibile dalla penombra della vita’, come scriveva Baricco.

Altra cosa è LA Guerra. Quella dei corpi mutilati, del sangue rappreso e del boato delle bombe, della puzza nelle trincee, dei lamenti dell’agonia, del terrore che torce le budella prima di partire all’attacco. Con la loro musica i Pink Floyd volevano abbattere muri, cambiare il mondo. Si sono ritrovati invece a guerreggiare tra loro per decenni su diritti d’autore e miserrime questioni legali. Proprio come ennesimi, anonimi mattoni nell’incrollabile muro del Dio Denaro.

va il vecchio Giulio. Piazza Righi! Il salotto buono. Intorno all’Albero di Natale c’era uno steccato di legno affogato per almeno 30 cm. nel ghiaccio, che degradava tutt’intorno fin dove gli ospiti passeggiavano cercando di non cadere.

La Fontanella! Luogo di tradizione di cui andare orgogliosi. Colma e nascosta sotto neve nera di sporco, ormai ghiaccio. Anche qui colpa sicuramente di qualcuno: Provincia, Comune, Apt... Se ci tenessimo veramente alla nostra Campiglio, non sarebbe tanto trascurata. Vogliamo capirla che è colpa nostra se le cose stanno così?!?

A casa mia, se aspettassi la visita di un ospite, mi preoccuperei che tutto fosse pulito e in ordine e se dovesse mai succedere che all’entrata dell’ospite così non fosse, provvederei di conseguenza, facendo in modo che non succeda piu’! Licenziando e sostituendo i domestici, litigando con la moglie, provvedendo di persona, bestemmiando o pregando, ma sicuramente non si ripeterebbe quanto accaduto.

Costi quello che costi! Io mi vergogno a girare per una Campiglio così, veramente.

PAG. 38 MARZO 2023 Tutti giù per terra
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Riccardo Maturi Carpèla

Caro Adelino, sono un uomo di una certa eta (60) e ho un problema che mi assilla: internet. Devo continuamente chiedere aiuto a i miei figli, ma niente, alla fine si sono stufati. “Devi arrangiarti se vuoi imparare ad usarlo” sembra la loro definitiva opinione. Il tempo passa. La tecnologia progredisce e io rimango indietro: come farò in futuro a disbrigare pratiche che ormai sono affidate esclusivamente ad internet? Probabilmente sarò destinato a vivere al buio per il resto dei miei giorni, cosa posso fare?

Silvio

Le nuove tecnologie sono sono ormai il futuro della nostra vita sociale. Esse permettono di sbrigare pratiche senza fare la coda agli sportelli, ti permettono la comunicazione a distanza, ti aprono le porte del mondo senza difficoltà. Qualcuno ha detto che con internet

Tecnologia incomprensibile

La vittoria di una minoranza di votanti

hai il mondo ai tuoi piedi. Non per tutti purtroppo. L’obbligo di sapersela cavare ti può portare all’isolamento e all’esclusione della vita civile. Si dice che le applicazioni disponibili sono amichevoli per l’utente e per questo il suo utilizzo dovrebbe essere facile anche per chi non è esperto. Invece poi si scopre che ci sono non pochi ostacoli che impediscono di comprenderne appieno il funzionamento a cominciare dall’uso esagerato dell’inglese che non tutti conoscono. La sensazione di essere “tagliati fuori” è condivisa da molti, soprattutto fra quelli di una certa età, non solo nell’ambito del-

la comunicazione sociale, ma anche alcuni servizi necessari alla vita quotidiana, che richiedono l’accesso digitale( attraverso la carta d’identità elettronica, SPID ecc…) diventano impossibili. Un problema serio per tutti gli anziani o quasi che non hanno ricevuto un’opportuna informazione sulla digitalizzazione del sistema. Non saprei quale potrebbe essere il rimedio. L’unico modo per uscirne è quello di non mollare. Provare e riprovare. Sarà dura, ma prima o poi, almeno le cose più semplici si riuscirà a farle, poi sarà più facile spingersi più a fondo. (a.a.)

Agli anziani andrebbe tolta la patente

Si parla spesso degli incidenti che si leggono ogni giorno sui giornali causati da anziani che guidano le loro automobili. Parliamo di anziani sopra gli ottanta, che causano incidenti molto gravi soprattutto dovuti all’età avanzata. Sarebbe ora di impedire agli anziani di guidare, e, alla scadenza, non rinnovare loro la patente. A me sembra una decisione saggia e necessaria.

Lorenzo

A tal proposito ho letto da qualche parte una ricerca di una università europea fra le più famose in cui si affermava che i conducenti di auto più anziani sono in realtà più prudenti e provocano meno incidenti dei giovani patentati o di co-

loro che hanno la patente da non più di cinque anni. Basta guardare le statistiche. In Italia gli incidenti stradali sono la prima causa di morte per i giovani tra i 19 e i 25 anni. E credo proprio che a nessuno passi per la testa di impedire di proibire l’auto ai giovani rampanti. Rimane il problema di controlli più severi e di educazione stradale, perchè quasi sempre gli incidenti capitano se non si rispettano le regole: a cominciare dall’abuso dell’alcol o dall’uso di droghe di chi guida, e all’alta velocità. Credo che per gli anziani valgano le stesse considerazioni. Ci sono ottantenni che sono in ottima forma, guidano bene, con prudenza, e per i quali l’uso dell’auto è indispensabile per mantenere un minimo di socialità e di relazioni con il prossimo. Naturalmente per l’età avanzata saranno previste visite frequenti e controlli per misurare le effettive capacità di guida. Ma il divieto esteso a tutti gli ottantenni indipendentemente dal loro stato di salute, sarebbe profondamente ingiusto.(a.a.)

La cosa più fastidiosa delle elezioni regionali appena concluse sono i vincitori che con il 40% degli aventi diritto al voto dicono che la loro è una grande vittoria. Se in un paese democratico vanno a votare meno del 50% degli elettori, c’è qualcosa che non va, i politici qualche domanda se la dovrebbero fare.

Roberto

Non c’è dubbio, la politica dovrebbe interrogarsi sul così alto numero di astensioni registrato in queste elezioni regionali. Qualcosa non ha funzionato, probabilmente le polemiche dei giorni precedenti il voto, così lontane dai problemi reali e dagli interessi della gente, hanno avuto il loro peso. Ma il voto c’è stato, e in democrazia c’è il diritto di votare, ma anche di non farlo. Certamente il non votare con percentuali altissime soprattutto nel Lazio,

rappresenta un segnale ma ancor più un problema che non deve essere sottovalutato. La qualità del rapporto tra la politica e i cittadini è ormai in caduta libera. Resta però il valore del voto di chi è andato a votare e ha fatto la propria scelta. E ne gioiscono giustamente i vincitori, la loro vittoria è stata talmente netta ed evidente da non poter essere messa in dubbio da nessuno, men che meno dallo schieramento che ne è uscito malconcio in tutte e due le Regioni. D’altronde non credo che se fossero stati molti di più gli elettori andati alle urne ci sarebbe stato un risultato molto diverso. Il problema dell’astensionismo comunque non è da sottovalutare. Significa che c’è un problema di diffidenza, di lontananza e persino di menefreghismo rispetto alla politica e ai partiti, nessuno escluso. E sarebbe insensato che i politici, vincenti o perdenti, di fronte a questo girassero la testa dall’altra parte.(a.a.)

Stop al superbonus, elettori gabbati

A quanto pare il governo ha bloccato il Superbonus, un modo come un altro per fregare gli elettori...tu che ne dici?

Giuliano

La cancellazione a sorpresa del Superbonus sulle ristrutturazioni edilizia, portata in Consiglio dei Ministri, senza che nessuno ne fosse informato, mette a terra l’intero comparto delle costruzioni, e secondo i Sindacati resteranno a casa più di centomila lavoratori. Il Superbonus, che è stato fortemente voluto dai 5Stelle, in effetti ha un costo non da poco per lo Stato, ma

se si somma quanta ricchezza e quanto gettito fiscale genera, alla fine sono più i vantaggi che la spesa. Comunque, qualunque Governo ha il diritto di cambiare le cose in cui non crede, peccato però che la leader di Fratelli d’Italia solo pochi mesi fa prometteva di migliorarlo, illudendo magari chi altrimenti non l’avrebbe votata. Gli elettori dunque sono stati raggirati. E la leader di Fratelli d’Italia sembra sia molto brava nel dimenticarsi le cose promesse in campagna elettorale. Credo che tutto sommato questo sia il nuovo modo di fare politica...dovremo abituarci! (a.a.)

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TERZO SETTORE: SITUAZIONE ATTUALE E PROSPETTIVE FUTURE A.A.A. MOTIVAZIONE E PARTECIPAZIONE CERCASI! 7 marzo 2023 dalle 18.00 alle 19.30 Tione di Trento 11 marzo 2023 dalle 09.00 alle 13.00 Barghe oppure 13 maggio 2023 dalle 09.00 alle 13.00 Tione di Trento CANVA: CREARE VOLANTINI, MANIFESTI E GRAFICHE PER I SOCIAL IL RENDICONTO PER CASSA PER GLI ETS TENUTA DEI REGISTRI E DEI LIBRI SOCIALI SICUREZZA NEGLI EVENTI 14, 21, 28 marzo 2023 dalle 18.00 alle 20.00 13 e 15 marzo 2023 dalle 18.00 alle 20.00 6 aprile 2023 dalle 18.00 alle 20.00 29 marzo 2023 dalle 18.00 alle 19.30 18 aprile 2023 dalle 18.00 alle 19.30 ATTIVARE E COINVOLGERE UNA COMUNITÀ CHE CRESCE 12 e 19 aprile 2023 dalle 18.00 alle 20.00 HACCP 3 e 4 aprile 2022 dalle 18.00 alle 20.00 ASSICURARE I VOLONTARI 26 e 28 aprile 2023 dalle 18.00 alle 20.00 online Scansiona il QR code per scoprire tutti i contenuti, il calendario e la modalità di iscrizione ai corsi! La Cassa Rurale offre ai volontari delle associazioni che operano sul territorio l’opportunità di partecipare gratuitamente a 12 percorsi formativi o n l i n e Organizzato dal CSV Trentino in collaborazione con P.A.T., Comunità delle Giudicarie e Comune di Tione PER LE ASSOCIAZIONI TRENTINE PER LE ASSOCIAZIONI BRESCIANE CREA VIDEO PER LA TUA ASSOCIAZIONE 22 e 23 marzo 2023 dalle 18.00 alle 20.00 5 X MILLE 11 aprile 2023 dalle 18.00 alle 20.00

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